Impaginato Gennaio-Febbraio 11 - Caritas Diocesana di Palermo
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SE OGNUNO<br />
FA QUALCOSA<br />
informa<strong>Caritas</strong> <strong>Palermo</strong><br />
www.caritaspalermo.it<br />
GENNAIO/FEBBRAIO 20<strong>11</strong><br />
ANNO <strong>11</strong> - NUMERO 1<br />
Spe<strong>di</strong>zione in abbonamento postale - Legge 662/96 - CMP <strong>Palermo</strong><br />
La Missione Speranza e Carità<br />
riconosciuta Associazione Ecclesiastica<br />
Futuro incerto per la FIAT <strong>di</strong> Termini<br />
Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o<br />
La rivolta del gelsomino
Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />
90134 <strong>Palermo</strong> - Via Matteo Bonello, 2<br />
www.caritaspalermo.it<br />
Direttore responsabile:<br />
<strong>di</strong>ac. Pino Grasso<br />
Direttore e<strong>di</strong>toriale:<br />
mons. Benedetto Genual<strong>di</strong><br />
Redazione:<br />
Tommaso Calamia<br />
Giuseppa Calò<br />
Fernanda Di Monte<br />
Sara Gallo<br />
Giuseppe Gianbusso<br />
Salvo Grasso<br />
Progetto grafico e impaginazione:<br />
Tony Aiello<br />
informacaritas@caritaspalermo.it<br />
Redazione e Amministrazione:<br />
Via M. Bonello, 2 - 90134 <strong>Palermo</strong><br />
Tel. 091.6077261 - Fax 091.335437<br />
Stampa:<br />
Officine Tipografiche Aiello & Provenzano<br />
Bagheria (<strong>Palermo</strong>)<br />
Spe<strong>di</strong>zione in Abbonamento Postale<br />
Registrazione Tribunale <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>,<br />
n. 12 del 2001, decreto 6/12-6-2001<br />
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AG. N. 8 - Via E. Restivo, 85<br />
90041 <strong>Palermo</strong><br />
Conto Corrente n. 961<br />
Coord. Banc. ABI 1025 - CAB 4608<br />
Specificare la causale del versamento<br />
in<strong>di</strong>ce<br />
gennaio/febbraio 20<strong>11</strong><br />
La <strong>Caritas</strong> fa memoria della santità <strong>di</strong> Giovanni Paolo II ..... 3<br />
La Missione Speranza e Carità riconosciuta<br />
associazione ecclesiastica ........................... 4<br />
«Dacci sempre questo pane» (Gv 6,34) .................. 5<br />
Una giornata per ricordare ........................... 6<br />
I giornalisti festeggiano il protettore San Francesco <strong>di</strong> Sales ... 7<br />
La situazione politica italiana ........................ 8<br />
Lo sviluppo del Meri<strong>di</strong>one è questione nazionale ........... 9<br />
Tirrenia e Siremar aspettano un compratore .............. 10<br />
Futuro incerto per la FIAT <strong>di</strong> Termini ................... <strong>11</strong><br />
Coor<strong>di</strong>narsi per servire il territorio ..................... 12<br />
I Vicariato - 5ª zona pastorale ......................... 12<br />
Padre Doroteo in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ..... 12<br />
IV Vicariato ..................................... 13<br />
I Vicariato - 4ª zona pastorale ......................... 13<br />
I centri <strong>di</strong> ascolto per il contrasto alle nuove e vecchie povertà ... 14<br />
Prestito della speranza .............................. 15<br />
Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o ................................ 16<br />
Scarp de’ tenis ................................... 16<br />
Educare in Sicilia: risorse e problemi ................... 17<br />
Yes... we can: adesso animare è possibile! .................. 18<br />
La tratta degli esseri umani .......................... 19<br />
“Una sola Famiglia umana” ........................... 20<br />
Rapporto sulle migrazioni a <strong>Palermo</strong> .................... 21<br />
8 febbraio - Memoria <strong>di</strong> suor Bakhita .................... 21<br />
La rivolta del gelsomino ............................. 22<br />
Sulla via dei nuovi orientamenti pastorali ................ 23<br />
Un salesiano cappellano tra i giovani del Malaspina ......... 24<br />
Al Rev. Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong> ....................... 24<br />
“Non nasconderti dal gioco, nascon<strong>di</strong>ti per gioco” ........... 25<br />
Riapre la chiesa Santa Maria <strong>di</strong> Gesù al Capo.... ............ 26<br />
Vent’anni <strong>di</strong> Inventare Insieme ........................ 26<br />
A<strong>di</strong>nkra. ........................................ 27<br />
“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” ... 28<br />
Per l’accoglienza <strong>di</strong> familiari <strong>di</strong> ammalati Casa “Federica Lo Presti” ... 29<br />
“Và e fa anche tu…”. ............................... 29<br />
Il Libro: “La Costituzione Storie <strong>di</strong> ieri – Valori <strong>di</strong> oggi” ....... 30<br />
Senza Carnevale siamo”!!! ........................... 30<br />
Che bella giornata ................................. 31<br />
Avvio Master Universitario <strong>di</strong> Primo Livello ............... 32
e<strong>di</strong>toriale<br />
<strong>di</strong> Benedetto Genual<strong>di</strong><br />
La <strong>Caritas</strong> fa memoria della santità<br />
<strong>di</strong> Giovanni Paolo II<br />
Rinnoviamo lo spirito <strong>di</strong> Assisi e la lotta alla mafia<br />
Vogliamo fare festa per un papa dei<br />
nostri giorni che viene proclamato<br />
beato. La notizia della beatificazione<br />
<strong>di</strong> Giovanni Paolo II per il prossimo 1°<br />
maggio ha fatto il giro del mondo, suscitando<br />
pieno consenso non solo nella Chiesa<br />
cattolica, ma anche in tutto il mondo<br />
cristiano. Anche le altre fe<strong>di</strong> religiose e lo<br />
stesso mondo laico hanno espresso valutazioni<br />
favorevoli seppure con motivazioni<br />
<strong>di</strong>verse. L’annuncio <strong>di</strong> Benedetto XVI ha<br />
avuto una particolare risonanza nei continenti<br />
più poveri del mondo: il ministero <strong>di</strong><br />
Giovanni Paolo II ha avuto una impronta<br />
decisamente itinerante; egli si è fatto pellegrino<br />
presso il cuore <strong>di</strong> tutte le persone<br />
più fragili e <strong>di</strong> tutte le nazioni più povere<br />
del pianeta. Ancora oggi conserva un<br />
fascino <strong>di</strong> forte attrazione spirituale<br />
e <strong>di</strong> indubbia provocazione<br />
culturale il suo “non abbiate<br />
paura! Aprite le porte a Cristo!”,<br />
pronunciato il 22 ottobre del<br />
1978, a una settimana dall’annuncio<br />
della sua elezione a 264°<br />
papa della Chiesa Cattolica. Fin<br />
dall’inizio è stata chiara l’impostazione<br />
teologico-pastorale del<br />
suo Pontificato: essere il Vescovo<br />
<strong>di</strong> Roma, che sa stare in mezzo al popolo<br />
delle parrocchie della sua <strong>di</strong>ocesi romana,<br />
ed essere nello stesso tempo il pastore<br />
della Chiesa universale che si mette in<br />
cammino per incontrare i popoli del<br />
mondo. Egli si è fatto primo ban<strong>di</strong>tore del<br />
Vangelo della giustizia e della carità, della<br />
vita e della pace, nello stile del pellegrino<br />
instancabile che chiede a tutti <strong>di</strong> promuovere<br />
i <strong>di</strong>ritti umani e <strong>di</strong> favorire lo sviluppo<br />
integrale della persona umana e dei<br />
popoli della terra. Non è casuale che<br />
Benedetto XVI abbia scelto il 1° maggio<br />
per proclamare beato il suo predecessore<br />
Giovanni Paolo II, suo amico e collaboratore<br />
per lunghi anni. Non ci sfugge che la<br />
data scelta coincide con la festa del<br />
mondo del lavoro e, quest’anno, anche con<br />
la Domenica della Divina Misericor<strong>di</strong>a<br />
(seconda domenica <strong>di</strong> Pasqua). Questa<br />
data, pertanto, oltre a ricordare il quinto<br />
anno della morte <strong>di</strong> Giovanni Paolo II,<br />
commemora il 20° anno dell’Enciclica<br />
Centesimus Annus, offerta alla Chiesa<br />
proprio il 1° maggio 1991, e l’<strong>11</strong>° anniversario<br />
della canonizzazione <strong>di</strong> Sr. Faustina<br />
Kovalska e della istituzione della Festa<br />
della Misericor<strong>di</strong>a. La santità è dono <strong>di</strong><br />
Dio alla creatura fatta a sua immagine e<br />
somiglianza, redenta dal Cristo il Santo <strong>di</strong><br />
Dio, e nello stesso tempo è dono <strong>di</strong> Dio<br />
fatto alla Chiesa che vive nel mondo. La<br />
santità <strong>di</strong> Giovanni Paolo II appartiene<br />
agli uomini e alle donne del nostro tempo.<br />
Siamo testimoni <strong>di</strong> come il mondo <strong>di</strong> oggi,<br />
i popoli del nostro pianeta, i gran<strong>di</strong> e i piccoli<br />
della terra, i giovani e gli anziani,<br />
siano stati consapevoli della santità <strong>di</strong><br />
quest’uomo, che hanno cominciato a venerare<br />
come santo fin dal giorno della sua<br />
morte. La sua vita è stata accompagnata<br />
da alcuni evidenti tratti della santità:<br />
innanzitutto dalla sofferenza fisica e spirituale<br />
che lo ha accompagnato durante<br />
la sua vita (Lettera apostolica Salvifici<br />
Doloris dell’<strong>11</strong> febbraio 1984). Anche la<br />
persecuzione e la violenza si è abbattuta<br />
sulla sua persona fino al versamento del<br />
suo sangue (attentato in piazza S. Pietro<br />
del 13 maggio 1981); ciò è chiaro segno<br />
della sua partecipazione alla vita beata<br />
secondo l’Evangelo, che chiede il perdono<br />
per coloro che ci perseguitano (visita <strong>di</strong><br />
Giovanni Paolo II in carcere ad Alì Agca<br />
nel Natale del 1983). Giovanni Paolo II è<br />
stato un instancabile <strong>di</strong>fensore del valore<br />
della vita e della verità anche in contesti<br />
<strong>di</strong> gravi <strong>di</strong>fficoltà sociali e storiche. Lo<br />
hanno sempre accompagnato l’impegno<br />
<strong>di</strong> liberazione da ogni schiavitù morale e<br />
spirituale e da ogni forma <strong>di</strong> <strong>di</strong>ttatura<br />
ideologica e politica. Come papa “venuto<br />
<strong>di</strong> lontano”, papa polacco, egli era un<br />
buon conoscitore <strong>di</strong> quei regimi comunisti<br />
dell’Europa Centrale ed Orientale, che<br />
verranno rovesciati a partire dalla Polonia<br />
fino ad arrivare alla Germania dell’est,<br />
alla Cecoslovacchia, all’Ungheria, alla<br />
Bulgaria e alla Romania. La primavera del<br />
1989, ebbe in Polonia l’esaltante esperienza<br />
del sindacato in<strong>di</strong>pendente polacco<br />
Solidarnosc, guidata da Lech Walesa.<br />
Sempre nello stesso anno allo<br />
smantellamento della Cortina<br />
<strong>di</strong> ferro in Ungheria segue la<br />
caduta del Muro <strong>di</strong> Berlino, la<br />
caduta del regime sovietico, il<br />
crollo del muro <strong>di</strong> Berlino.<br />
“Certo la lotta, che ha portato<br />
ai cambiamenti dell’89, ha<br />
richiesto luci<strong>di</strong>tà, moderazione,<br />
sofferenza e sacrifici; in un<br />
certo senso, essa è nata dalla<br />
preghiera, e sarebbe stata impensabile<br />
senza un’illimitata fiducia in Dio, Signore<br />
della storia, che ha nelle mani il cuore<br />
degli uomini” (Centesimus Annus, n. 25).<br />
Egli è stato Pastore animato da autentica<br />
passione per la Chiesa, esercitando il<br />
magistero petrino nei solchi del Concilio<br />
Vaticano II. La <strong>Caritas</strong> infine vuole ricordare<br />
in modo particolare due eventi, ai<br />
quali intende ispirare il suo impegno per<br />
l’animazione della carità: la Giornata<br />
mon<strong>di</strong>ale <strong>di</strong> preghiera per la pace con la<br />
convocazione degli uomini <strong>di</strong> tutte le religioni<br />
ad Assisi (27 ottobre 1986) e l’appello<br />
agli uomini <strong>di</strong> mafia perchè si convertano,<br />
in occasione della Visita Pastorale in<br />
Sicilia, nella Valle dei Templi ad Agrigento<br />
(9 maggio 1993).<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 3
arci<strong>di</strong>ocesi<br />
<strong>di</strong> Pino Grasso<br />
LA MISSIONE SPE<br />
RICONOSCIUTA ASSOCIA<br />
Dopo vent’anni <strong>di</strong> attività la Missione<br />
“Speranza e Carità”, fondata<br />
e <strong>di</strong>retta da Biagio Conte<br />
è stata riconosciuta Associazione<br />
Ecclesiastica. È stato il Car<strong>di</strong>nale<br />
Paolo Romeo che nel corso della celebrazione<br />
della solennità dell’Epifania<br />
<strong>di</strong> Nostro Signore Gesù Cristo, dello<br />
scorso 6 gennaio ha dato l’annuncio in<br />
Cattedrale alla città. La Missione<br />
“Speranza e Carità”, è nata nel 1991,<br />
sotto i portici della Stazione Centrale<br />
della città <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ad opera del<br />
missionario laico fratel Biagio Conte<br />
che insieme ad alcuni volontari portava<br />
ristoro ai poveri.<br />
“Oggi – ha detto l’Arcivescovo nel<br />
corso del’omelia – è doveroso che io<br />
faccia riferimento ad una realtà presente<br />
nel territorio della nostra Città e<br />
della nostra Arci<strong>di</strong>ocesi: la Missione <strong>di</strong><br />
Speranza è Carità. Un po’ come i Magi<br />
che incontriamo oggi, il caro fratel<br />
Biagio Conte, si è lasciato scomodare<br />
da Dio, che gli parlava, non tanto<br />
attraverso la luce <strong>di</strong> una stella, ma per<br />
mezzo dell’oscurità dei più poveri,<br />
degli emarginati e degli esclusi. Fratel<br />
Biagio ha seguito questa strana “stella”<br />
della presenza <strong>di</strong> Cristo negli ultimi.<br />
Ha trovato questa strana luce in<br />
mezzo a tutta l’oscurità che andava<br />
scorgendo nelle notti <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, in<br />
particolare sotto i portici e sui marciapie<strong>di</strong><br />
della Stazione Centrale. E insieme<br />
a lui, in questi anni, tanti si sono<br />
lasciati interpellare dalla povertà dei<br />
fratelli bisognosi della nostra complessa<br />
realtà citta<strong>di</strong>na, cercando <strong>di</strong><br />
essere per loro come il buon samaritano.<br />
È la splen<strong>di</strong>da realtà della Missione<br />
che oggi accoglie, sfama, serve gli<br />
ultimi della nostra Città, donando loro<br />
soprattutto la speranza, il sorriso, il<br />
calore <strong>di</strong> una fraternità semplice ma<br />
piena <strong>di</strong> amore. Oggi i Missionari e i<br />
volontari della la Missione <strong>di</strong> Speranza<br />
Carità, insieme agli amici e ai benefattori,<br />
sono qui con noi a fare Eucaristia,<br />
in questo scenario che, oltre che dei<br />
colori dei popoli si arricchisce del<br />
calore dell’accoglienza e della carità<br />
<strong>di</strong> questo importante realtà <strong>di</strong> servizio<br />
al nostro territorio”.<br />
L’approvazione degli Statuti della Missione<br />
come Associazione pubblica <strong>di</strong><br />
fedeli è stata fatta lo scorso 2 ottobre,<br />
la vigilia della vista del Santo Padre<br />
Benedetto XVI a <strong>Palermo</strong>. “Ho approvato<br />
– ha proseguito Romeo – dando al<br />
carisma che Dio ha suscitato in questi<br />
anni una veste giuri<strong>di</strong>ca che – se il<br />
Signore vorrà – potrà agevolarne una<br />
migliore crescita e un più sicuro sviluppo<br />
in seno alla<br />
comunità ecclesiale.<br />
Tutti ringraziamo il<br />
Signore. Riconosciamo<br />
il servizio svolto<br />
dalla Missione come<br />
attenzione a quelle<br />
membra del Corpo<br />
Mistico fra le più fragili:<br />
i poveri che non<br />
possiedono nulla, né<br />
in termini <strong>di</strong> affetti<br />
né in termini <strong>di</strong> beni.<br />
Per noi tutti l’invito a<br />
non tirarci in<strong>di</strong>etro<br />
rispetto<br />
alla nostra<br />
parte da<br />
fare. Non<br />
possiamo<br />
delegare il<br />
bene a chi<br />
già lo fa: la<br />
povertà è<br />
una “stella”<br />
che<br />
interpella<br />
tutti ad<br />
una risposta<br />
generosa<br />
<strong>di</strong><br />
carità, ciascuno<br />
nell’ambito<br />
che gli è proprio, ciascuno nell’ambiente<br />
in cui vive ed opera ogni giorno”.<br />
Il carisma della Missione è l’accoglienza<br />
e il donarsi ai nuovi poveri della<br />
città ovvero a tutti quelli che rimangono<br />
in<strong>di</strong>etro e ai margini <strong>di</strong> questa<br />
società così in<strong>di</strong>fferente; vengono<br />
chiamati barboni, vagabon<strong>di</strong>, giovani<br />
sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati,<br />
prostitute, profughi, immigrati,<br />
ma in Missione si chiamano tutti fratelli<br />
e sorelle senza alcuna <strong>di</strong>stinzione.<br />
Attualmente la Missione accoglie<br />
ed assiste circa 800 persone in tre<br />
comunità: due destinate all’ accoglienza<br />
maschile e una per l’accoglienza <strong>di</strong><br />
donne singole o mamme con bambini.<br />
L’incontro con il Santo Padre, era<br />
stato anticipato a Biagio Conte e a don<br />
Pino Vitrano, tre giorni prima della<br />
sua visita a <strong>Palermo</strong> dal car<strong>di</strong>nale<br />
Romeo in occasione dell’inaugurazione<br />
del nuovo refettorio <strong>di</strong> via Decollati.<br />
“A questo appuntamento che ci ha<br />
messo in trepidazione, ci siamo premuniti<br />
con una icona del Buon Pastore<br />
<strong>di</strong>pinta dalla nostra iconografa e in<br />
4 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
RANZA E CARITÀ<br />
ZIONE ECCLESIASTICA<br />
aggiunta<br />
abbiamo<br />
preparato<br />
una breve<br />
lettera, un<br />
Dvd <strong>di</strong>vulgativo<br />
della Missione<br />
e un<br />
libro.<br />
D o p o<br />
tanta attesa<br />
è toccato<br />
a noi<br />
“gli ultimi”,<br />
l’emozione<br />
era<br />
tanta, ma<br />
alla fine<br />
siamo stati a tu per tu con il Papa.<br />
Quanta emozione negli occhi e nel<br />
cuore <strong>di</strong> entrambi, non sapevamo se<br />
era vero quello che stavamo vivendo o<br />
sognavamo. Se eravamo a <strong>Palermo</strong> o<br />
<strong>di</strong>rettamente in Vaticano, tutto sembrava<br />
vero, ma fuori dal reale, era l’incontro<br />
nuovo (la prima volta), ma<br />
antico (come se ci fossimo conosciuti<br />
da sempre), abbiamo detto quasi balbettando:<br />
“Santo Padre, tutti i fratelli<br />
Ultimi, ti salutano e ti abbracciano,<br />
perché tu sei la nostra Speranza”, e il<br />
Papa ci ha risposto: “Conosco il vostro<br />
operato, continuate, io vi bene<strong>di</strong>co e<br />
voi pregate per me”. Pochi minuti<br />
sono sembrati una eternità, ci hanno<br />
riempito il cuore, la mente, lo spirito,<br />
perché avevamo<br />
detto poco<br />
e niente, ma<br />
avevamo detto<br />
tutto”.<br />
Biagio Conte è<br />
stato uno dei<br />
pochi a incontrare<br />
in privato<br />
il Papa, nella<br />
sede della<br />
Curia, prima<br />
dell’appuntamento<br />
in Cattedrale<br />
con il<br />
clero. “È stato<br />
un regalo gran<strong>di</strong>ssimo<br />
- <strong>di</strong>ce il missionario - il mio<br />
cuore era scosso da questa grande<br />
emozione. La visita del Papa è stato un<br />
segno importante per questa città in<br />
crisi che ha bisogno <strong>di</strong> risposte concrete.<br />
Sono convinto che qualcosa<br />
cambierà. Mi sono sempre sentito<br />
parte della società, degli ultimi, e questo<br />
riconoscimento mi fa sentire parte<br />
anche della Chiesa rimanendo sempre<br />
fedele allo spirito <strong>di</strong> San Francesco.<br />
Accolgo con tutto il cuore questo miracolo<br />
che investe tutta la Missione. Il<br />
cammino è ancora lungo - continua -<br />
ma questo incontro con il Papa è simbolo<br />
<strong>di</strong> speranza per tanti poveri”.<br />
«Dacci sempre questo pane» (Gv 6,34)<br />
La <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
in questo tempo <strong>di</strong> Quaresima<br />
desidera proporre a tutte le<br />
comunità della <strong>di</strong>ocesi un itinerario in<br />
compagnia <strong>di</strong> Gesù maestro che ci<br />
educa a cogliere i molteplici significati<br />
del pane come alimento della quoti<strong>di</strong>anità,<br />
come cibo essenziale, come con<strong>di</strong>visione,<br />
come Eucaristia, in vista del<br />
25° Congresso Eucaristico che si terrà<br />
ad Ancona nel settembre prossimo.<br />
È per questa ragione che ad ogni parrocchia<br />
verrà fatto pervenire un kit <strong>di</strong><br />
SUSSIDI QUARESIMA-PASQUA 20<strong>11</strong><br />
sussi<strong>di</strong> <strong>di</strong> <strong>Caritas</strong> Italiana dal titolo<br />
“DACCI SEMPRE QUESTO PANE”. L’Opuscolo<br />
per le famiglie, l’album per i<br />
bambini, il poster e il salvadanaio contenuti<br />
nel kit aiuteranno le comunità a<br />
prendere consapevolezza che solo Gesù<br />
è il “maestro buono” e il “pane che dà<br />
la vita”. Le parrocchie che desiderano<br />
acquistare copie del materiale fornito<br />
possono rivolgersi all’agente locale<br />
addetto ai sussi<strong>di</strong> il signor ATTARDO<br />
(cellulare: 320/437-36-77; e-mail:<br />
gero.attardo@cittanuova.it)<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 5
attualità<br />
<strong>di</strong> suor Fernanda Di Monte<br />
Una giornata per ricordare<br />
“La memoria cammina nel tempo”<br />
20<strong>11</strong>, Giornata della<br />
Memoria. Perché la memoria<br />
Perché Auschwitz 27gennaio<br />
Interrogativi che si pongono, puntualmente,<br />
ogni anno. Per chi è stata in<br />
visita in <strong>di</strong>versi lager (ve ne sono 47!),<br />
come chi scrive, entrare in uno <strong>di</strong> essi,<br />
provoca uno shock emotivo non in<strong>di</strong>fferente.<br />
Qualcuno ha detto che bisogna<br />
“salvare i lager dal tarlo della<br />
retorica, non coltivare il sentimento<br />
facile delle “gite scolastiche”, ma<br />
incrementare la conoscenza, insegnare<br />
a vedere follia e orrore”.<br />
È proprio così. Entrare ad Auschwitz,<br />
attraversare quella terra insanguinata,<br />
dove milioni <strong>di</strong> uomini, donne,<br />
bambini sono stati sacrificati all’ideologia,<br />
alla follia, suscita un silenzio<br />
interiore pieno <strong>di</strong> dolore e <strong>di</strong> incredulità.<br />
Per questo lo Stato Italiano “riconosce<br />
il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento<br />
dei cancelli <strong>di</strong> Auschwitz,<br />
“Giorno della Memoria”, al fine <strong>di</strong><br />
ricordare la Shoah (sterminio del<br />
popolo ebraico e non solo), le leggi<br />
razziali, la persecuzione italiana dei<br />
citta<strong>di</strong>ni ebrei, gli italiani che hanno<br />
subìto la deportazione, la prigionia, la<br />
morte, nonché coloro che, anche in<br />
campi e schieramenti <strong>di</strong>versi, si sono<br />
opposti al progetto<br />
<strong>di</strong> sterminio, ed<br />
a rischio della propria<br />
vita hanno<br />
salvato altre vite e<br />
protetto i perseguitati.”<br />
Così recita<br />
il testo dell’articolo<br />
1 della<br />
legge n. 2<strong>11</strong> del<br />
20 luglio 2000 in<br />
memoria <strong>di</strong> chi ha<br />
subito la deportazione,<br />
la prigionia<br />
e la morte all’interno<br />
dei campi <strong>di</strong><br />
concentramento.<br />
La scelta della<br />
data ricorda il 27<br />
gennaio 1945<br />
quando le truppe<br />
sovietiche dell’Armata<br />
Rossa, nel corso dell’offensiva in<br />
<strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> Berlino, arrivarono presso<br />
la città polacca <strong>di</strong> Auschwitz, scoprendo<br />
il suo tristemente famoso<br />
campo <strong>di</strong> concentramento e liberandone<br />
i pochi superstiti. A partire da<br />
quella scoperta le testimonianze dei<br />
sopravvissuti rivelarono compiutamente<br />
per la prima volta al mondo<br />
l’orrore del genoci<strong>di</strong>o nazista.<br />
“Le nostre parole al servizio della<br />
Memoria” è l’espressione con cui le<br />
Paoline <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> hanno contribuito<br />
alla Giornata incontrando <strong>11</strong>0 studenti<br />
delle quinte classi del Liceo Classico<br />
Vittorio Emanuele II, ponendo<br />
attraverso la loro produzione multime<strong>di</strong>ale,<br />
opportunità <strong>di</strong> riflessione.<br />
L’incontro, svoltosi presso la Sala<br />
Beato Giacomo Alberione, della Libreria<br />
Paoline, ha visto un’assemblea<br />
attenta, alla spiegazione della Giornata<br />
e alla visione del film: Il bambino<br />
con il pigiama a righe.<br />
Film proiettato nelle scuole <strong>di</strong> tutta<br />
Italia che narra dell’amicizia <strong>di</strong> due<br />
bambini, Bruno, 8 anni, figlio del<br />
comandate nazista e Shmuel, un bambino<br />
ebreo rinchiuso nel campo. Insieme<br />
vivranno la loro amicizia con<strong>di</strong>videndo<br />
fino alla fine la stessa sorte.<br />
Al termine della visione del film, il<br />
silenzio è stato palpabile, i giovani<br />
sono intervenuti con emozione entrando<br />
nel merito della storia e riconoscendo<br />
la necessità che quanto è accaduto<br />
non si ripeta più.<br />
Una delle frasi che si incontrano nel<br />
campo <strong>di</strong> Auschwitz, recita: “Chi<br />
<strong>di</strong>mentica il proprio passato è condannato<br />
a ripeterlo”.<br />
La Giornata della Memoria, ha questo<br />
scopo: ricordare per non ripetere<br />
più…<br />
6 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
attualità<br />
<strong>di</strong> Francesco Paolo Geraci<br />
I GIORNALISTI FESTEGGIANO<br />
IL PROTETTORE SAN FRANCESCO DI SALES<br />
Premiati i partecipanti al concorso fotografico sulla visita del Santo Padre<br />
“Rispetto a un mondo <strong>di</strong>ventato complesso,<br />
dove la comunicazione è preponderante,<br />
siamo a combattere una<br />
lotta con armi impari”. Lo ha detto il<br />
vescovo ausiliare dell’Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> mons. Carmelo Cuttitta intervenuto<br />
lo scorso 24 gennaio, nel salone<br />
“Beato Giacomo Alberione” della<br />
Libreria Paoline dove i giornalisti<br />
hanno festeggiato il loro protettore a<br />
San Francesco <strong>di</strong> Sales. Il Vescovo nel<br />
corso del suo intervento ha aggiunto<br />
che: “Il mondo oggi ha cambiato ra<strong>di</strong>calmente<br />
il modo <strong>di</strong> comunicare<br />
sopratutto dall’introduzione dei New<br />
me<strong>di</strong>a. La ricerca della verità deve<br />
essere perseguita dagli operatore<br />
delle comunicazione altrimenti si<br />
rischia <strong>di</strong> entrare in una <strong>di</strong>mensione<br />
in cui un fatto viene narrato non nel<br />
rispetto della verità ma su ciò che si<br />
vuole <strong>di</strong>re”.<br />
All’incontro organizzato dall’Ufficio<br />
pastorale per le Comunicazioni Sociali,<br />
<strong>di</strong>retto dal <strong>di</strong>acono<br />
Pino Grasso,<br />
insieme alla Libreria<br />
Paoline e ai<br />
Servizi Informatici<br />
dell’Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong>, hanno<br />
preso parte Vittorio<br />
Corra<strong>di</strong>no e<br />
Teresa Di Fresco,<br />
rispettivamente<br />
presidente e vice<br />
presidente dell’Or<strong>di</strong>ne dei giornalisti<br />
<strong>di</strong> Sicilia, suor Fernanda Di Monte paolina<br />
che ha illustrato il senso della<br />
giornata e presentato la figura <strong>di</strong> San<br />
Francesco <strong>di</strong> Sales, come antesignano<br />
della comunicazione, Franco Lannino,<br />
fotografo professionista e Vincenzo<br />
Grimal<strong>di</strong>ni, responsabile dei<br />
Servizi Informativi dell’Arci<strong>di</strong>ocesi<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>.<br />
Al termine del Forum si è svolta<br />
la premiazione del concorso<br />
fotografico organizzato<br />
per documentare<br />
i momenti<br />
più curiosi della<br />
visita che il Santo<br />
Padre ha effettuato<br />
a <strong>Palermo</strong> lo scorso 3<br />
ottobre 2010. Al 1° posto si<br />
è classificato Giuseppe<br />
Blanda che ha documentato<br />
un uomo che cercava <strong>di</strong><br />
vedere il Papa che ha vinto una fotocamera<br />
<strong>di</strong>gitale, al 2° posto Erminia Scaglia<br />
che ha presentato una fotografia<br />
con cui immortala i Vescovi siciliani<br />
che scattano foto al Papa che ha vinto<br />
un telefono cellulare, e al 3° posto<br />
Anna Clemente con una foto <strong>di</strong> un<br />
uomo appollaiato su un albero che ha<br />
vinto un lettore MP4.<br />
Tutte le foto partecipanti al concorso<br />
sono state esposte nel salone “Beato<br />
Alberione” della Libreria Paoline.<br />
Auguri<br />
La redazione <strong>di</strong> “Se ognuno fa qualcosa - Informa-<br />
<strong>Caritas</strong>” formula i migliori auguri a Marcella Onorato,<br />
segretaria amministrativa della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, che ha congiunto in<strong>di</strong>ssolubilmente<br />
la sua vita con Giuseppe Zanet venerdì 25<br />
febbraio presso il Santuario Mariano Diocesano<br />
Madonna della Milicia.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 7
attualità<br />
<strong>di</strong> Giuseppe Notarstefano<br />
“<br />
La situazione politica italiana<br />
La 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani<br />
La posta in gioco è l’Italia!” –<br />
così iniziava il suo intervento<br />
introduttivo il vicepresidente<br />
del Comitato organizzativo della 46^<br />
Settimana Sociale Luca Diotallevi a<br />
Reggio Calabria. Non si tratta <strong>di</strong> un’espressione<br />
enfatica, ma piuttosto <strong>di</strong><br />
una consapevolezza che il Bene Comune<br />
che oggi sta a cuore ai cattolici italiani<br />
è proprio il Paese. Stiamo infatti<br />
assistendo ad un crisi senza precedenti<br />
che coinvolge tanto il nostro sistema<br />
istituzionale, quanto la qualità stessa<br />
della vita politica ed amministrativa<br />
italiana ad ogni livello.<br />
La Seconda Repubblica, nata sotto i<br />
colpi <strong>di</strong> una pesante iniziativa giu<strong>di</strong>ziaria<br />
che ha visto spazzar via i partiti che<br />
avevano contribuito alla crescita del<br />
sistema repubblicano, ha generato un<br />
sistema politico fondato su partitiazienda<br />
e coalizioni prive <strong>di</strong> una precisa<br />
cultura politica in grado <strong>di</strong> rappresentare<br />
le istanze più autentiche della<br />
società civile. La partecipazione alla<br />
vita pubblica è sempre più affidata ad<br />
oligarchie autogenerantesi prive <strong>di</strong><br />
ra<strong>di</strong>camento culturale e sociale, che<br />
hanno perso la sfida della “rigenerazione”<br />
<strong>di</strong> una democrazia compiuta offerta<br />
dalla stagione dell’alternanza inaugurata<br />
alla fine degli anni novanta.<br />
Il timbro videocratico del <strong>di</strong>battito<br />
politico nazionale ha inoltre contribuito<br />
alla degenerazione della <strong>di</strong>alettica<br />
politica, praticamente inesistente,<br />
lasciando spazio alla partigianeria,<br />
al servilismo militante ed all’incapacità<br />
<strong>di</strong> “stare sui fatti”.<br />
La prospettiva federale, sban<strong>di</strong>erata a<br />
parole e senza un reale progetto <strong>di</strong><br />
sostenibilità finanziaria ed amministrativa,<br />
rischia <strong>di</strong> <strong>di</strong>ventare un artificio<br />
tecnico per moltiplicare il centralismo<br />
e, quin<strong>di</strong>, il <strong>di</strong>stacco tra società<br />
e istituzioni, al <strong>di</strong> là del “folklore” <strong>di</strong><br />
or<strong>di</strong>nanza ostentato dai seguaci del<br />
“Senatùr”. Le amministrazioni locali<br />
sono nella morsa <strong>di</strong> un patto <strong>di</strong> stabilità<br />
che impe<strong>di</strong>sce ogni spazio <strong>di</strong><br />
manovra che vada oltre la gestione<br />
dell’or<strong>di</strong>nario e la prassi, sempre più<br />
<strong>di</strong>ffusa, <strong>di</strong> scambiare spesa pubblica<br />
con consenso (soprattutto nel meri<strong>di</strong>one,<br />
ma non solo).<br />
Le tentazioni antipolitiche, unite alle<br />
pulsioni giustizialiste da un lato e dalla<br />
professionalizzazione della politica dall’altro<br />
hanno caratterizzato il decennio<br />
trascorso. Ciò s’inserisce in una fase <strong>di</strong><br />
stanchezza del processo <strong>di</strong> integrazione<br />
politica europea e ad uno spostamento<br />
del baricentro della vita politica internazionale<br />
dall’asse statunitense-europeo<br />
a quello asiatico orientale.<br />
La vita politica nazionale appare incapace<br />
<strong>di</strong> intercettare le vere sfide della<br />
globalizzazione democratica e del<br />
cambiamento del modello <strong>di</strong> sviluppo,<br />
e schiacciata dalle questioni <strong>di</strong> piccolo,<br />
piccolissimo cabotaggio del salottino<br />
(o dovremmo <strong>di</strong>re dell’alcova)<br />
nazionale.<br />
In tale contesto anche i cattolici fanno<br />
fatica ad abitare lo spazio pubblico<br />
con un progetto capace <strong>di</strong> sintonizzarsi<br />
sulle gran<strong>di</strong> sfide e sulle gran<strong>di</strong><br />
questioni. Essi appaiono in affanno e<br />
spesso intenti a <strong>di</strong>fendere ren<strong>di</strong>te <strong>di</strong><br />
posizione: la proposta <strong>di</strong> un’Agenda <strong>di</strong><br />
Speranza della recente Settimana<br />
Sociale vorrebbe essere un tentativo<br />
<strong>di</strong> liberare le energie vitali presenti<br />
nel vasto arcipelago del movimento<br />
cattolico per convogliarle verso un<br />
<strong>di</strong>scorso politico autorevole. Ciò presuppone<br />
il ruolo <strong>di</strong> un laicato capace<br />
<strong>di</strong> incidere nella vita pubblica a vario<br />
livello, a partire dall’impegno verso un<br />
nuovo patto educativo tra generazioni,<br />
tra categorie sociali e tra territori.<br />
Da dove ricominciare Da dove ripartire<br />
Un patto etico Una “nuova generazione<br />
<strong>di</strong> politici” Nuove istituzioni<br />
Una nuova forma dello Stato Il federalismo<br />
Sono <strong>di</strong>verse le questioni sul<br />
tappeto dell’agenda pubblica italiana<br />
che dovranno essere oggetto non solo<br />
<strong>di</strong> documenti ufficiali, convegni accademici<br />
e incontri tra tecnici, ma anche<br />
della capacità delle nostre comunità <strong>di</strong><br />
ricominciare a stu<strong>di</strong>are e approfon<strong>di</strong>re<br />
tali temi, <strong>di</strong> leggerli alla luce dei principi<br />
del magistero sociale e <strong>di</strong> sperimentare<br />
forme, strumenti e percorsi<br />
capaci <strong>di</strong> generare davvero quel<br />
“nuovo protagonismo sociale” tanto<br />
auspicato dall’episcopato italiano.<br />
8 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
attualità<br />
<strong>di</strong> Gianfranco Matarazzo<br />
Lo sviluppo del Meri<strong>di</strong>one è questione nazionale<br />
Come favorire un ciclo virtuoso nella nostra Regione<br />
Meno19,57%. È il dato aggregato<br />
relativo al calo delle presenze<br />
turistiche italiane nella<br />
nostra Regione nel quadriennio 2006-<br />
2009. Non è un dato <strong>di</strong>rettamente pertinente<br />
con i temi <strong>di</strong> cui si occupa la<br />
rivista: eppure anch’esso contribuisce<br />
alla composizione <strong>di</strong> uno scenario<br />
inquietante per la nostra Isola.<br />
Abbiamo già raccolto le considerazioni<br />
della Banca d’Italia, del CENSIS, i<br />
vari rapporti sulle con<strong>di</strong>zioni della<br />
Regione e in ultimo i dati duri relativi<br />
alla <strong>di</strong>soccupazione nel Sud, in particolare<br />
quella giovanile, da parte dell’I-<br />
STAT. I riferimenti specifici alla Sicilia<br />
sono impietosi.<br />
A fronte <strong>di</strong> questo scenario, abbiamo<br />
alle porte la riforma federalista che,<br />
nonostante come definizione teorica<br />
descriva un processo istituzionale tendenzialmente<br />
virtuoso, a livello <strong>di</strong><br />
proiezioni e <strong>di</strong> simulazione sta suscitando<br />
molta apprensione non solo<br />
negli amministratori locali, ma anche<br />
nei vescovi. Questi ultimi, e in una<br />
maniera <strong>di</strong> per sé eloquente e profetica,<br />
hanno rivolto un appello non come<br />
vescovi delle regioni del Sud, ma come<br />
Conferenza Episcopale Italiana per un<br />
federalismo solidale e chiedono che la<br />
questione dello sviluppo del Meri<strong>di</strong>one<br />
sia considerata questione nazionale.<br />
Ci fermiamo qui nella ricostruzione<br />
dello scenario regionale: i dati sono<br />
noti e facilmente recuperabili ed è<br />
inutile infierire su una responsabilità<br />
politica sempre più evidente.<br />
Che fare Come orientarsi<br />
Innanzitutto, occorre saper articolare<br />
la lettura della realtà politicosociale<br />
per evitare un <strong>di</strong>sfattismo<br />
generalizzato.<br />
Proprio in questa fase storica e in questo<br />
scenario, <strong>di</strong>verse realtà hanno<br />
<strong>di</strong>mostrato una capacità <strong>di</strong> tenuta inequivocabile.<br />
Tra esse emerge l’istituto<br />
della famiglia, soprattutto nella sua<br />
espressione biologica. C’è poi un associazionismo<br />
che ha conservato vitalità:<br />
dalle sue manifestazioni storiche, come<br />
nel caso <strong>di</strong> quello religioso, a una parte<br />
significativa del sindacato, dall’impren<strong>di</strong>toria<br />
alle nuove aggregazioni a tutela<br />
<strong>di</strong> temi decisivi quali la legalità.<br />
La stessa amministrazione pubblica<br />
ha saputo esprimere un servizio qualificato<br />
proprio in tempo <strong>di</strong> crisi e al<br />
nostro territorio: pensiamo al sistema<br />
delle prefetture, alle forze <strong>di</strong> polizia,<br />
alla magistratura.<br />
Emerge una realtà che si <strong>di</strong>mostra<br />
solida e su cui occorre continuare a<br />
investire.<br />
Nelle stesse forze politiche, fermo<br />
restando una desolazione oramai trasversale<br />
a livello <strong>di</strong> apparati autoreferenziali,<br />
permangono risorse giovani e<br />
competenti che vanno supportate.<br />
C’è poi un’operazione <strong>di</strong> riappropriazione<br />
<strong>di</strong> punti <strong>di</strong> riferimento importanti<br />
da sottrarre alla retorica e alla<br />
strumentalizzazione. Ci riferiamo al<br />
fare sistema e rete. Si era partiti bene<br />
e ora sono <strong>di</strong>ventate formule abusate.<br />
Se solo cominciassimo a purificarle e a<br />
impiegarle in maniera avveduta, ad<br />
esempio rispetto alle realtà su cui<br />
prima ci siamo soffermati, compiremmo<br />
un grande passo in avanti.<br />
Una parola conclusiva la riserviamo<br />
alla questione educativa. In una<br />
Regione conosciuta per l’abuso realizzato<br />
nell’ambito della formazione,<br />
occorre saper proporre una formazione<br />
socio-politica nuova. Le proposte<br />
attualmente in corso stanno segnando<br />
il passo: ma la sfida va accolta, proprio<br />
prendendo le <strong>di</strong>stanze da una formazione<br />
che non serve a nulla e riconoscendo<br />
l’insufficienza <strong>di</strong> molte delle<br />
attuali proposte.<br />
In questo scenario, il punto fermo dell’attenzione<br />
alla persona e la cura dei<br />
rapporti interpersonali che costituiscono<br />
la vita del corpo sociale permetteranno<br />
anche <strong>di</strong> rinvigorire quella<br />
società civile e quell’opinione pubblica<br />
per troppi anni mortificate dalla<br />
frammentazione <strong>di</strong>spersiva e dalla<br />
<strong>di</strong>visione ora non più giustificabile.<br />
In un territorio umiliato nelle sue<br />
potenzialità c’è la possibilità <strong>di</strong> favorire<br />
una primavera e un ciclo virtuoso.<br />
Molti ci stanno già lavorando.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 9
lavoro<br />
<strong>di</strong> Enzo Di Giovanni<br />
Tirrenia e Siremar aspettano un compratore<br />
Il futuro del porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> tra luci e ombre<br />
Da un paio d’anni la crisi finanziaria globale insi<strong>di</strong>a la cantieristica navale<br />
ed i sistemi portuali internazionali. E la congiuntura, soprattutto in<br />
Europa, erode senza soluzione <strong>di</strong> continuità posti <strong>di</strong> lavoro già messi a<br />
dura prova dalla concorrenza dei paesi del Far Est. In Italia gli impren<strong>di</strong>tori<br />
del comparto sono alla ricerca <strong>di</strong> una rotta che li porti fuori dalle acque infide<br />
e paludose della crisi. Qualcuno cerca un viatico verso appro<strong>di</strong> meno incerti.<br />
Intanto a <strong>Palermo</strong> si fanno i conti col cinismo dei numeri e le nozze coi<br />
fichi secchi.<br />
Da sette mesi la Tirrenia <strong>di</strong> Navigazione è stata posta in amministrazione<br />
straor<strong>di</strong>naria e da sei mesi stessa sorte è toccata alla Siremar. Due storiche<br />
compagnie <strong>di</strong> navigazione con un enorme bacino <strong>di</strong> utenza, che danno occupazione<br />
a circa 2500 lavoratori e ad un indotto che si aggira intorno alle <strong>di</strong>ecimila<br />
unità. La Tirrenia ne conta 1670, tra marittimi ed amministrativi, ai<br />
quali bisogna aggiungere 200 precari stagionali: vengono assunti a tempo<br />
determinato nei mesi estivi per affrontare al meglio il cospicuo flusso turistico.<br />
La Siremar ha un organico <strong>di</strong> 480 lavoratori, corroborato da 70 marittimi<br />
assunti sempre a tempo determinato nei mesi estivi. I primi a subire il <strong>di</strong>sagio<br />
dell’amministrazione straor<strong>di</strong>naria sono i <strong>di</strong>pendenti Tirrenia, perché la<br />
società azionista, la Fintecna, ha azzerato il consiglio d’amministrazione,<br />
nominando un commissario che, appena inse<strong>di</strong>atosi, ha <strong>di</strong>sposto una organizzazione<br />
del lavoro che prevede una cassa integrazione per 722 <strong>di</strong>pendenti, che<br />
ruotano in una turnazione <strong>di</strong> 233 lavoratori. E pensare che Tirrenia e Siremar<br />
un tempo erano<br />
leader in Europa<br />
nel settore<br />
traghetti. Adesso<br />
aspettano un<br />
compratore. A<br />
guardare <strong>di</strong> là<br />
dalle banchine<br />
del nostro<br />
porto, purtroppo<br />
lo scenario<br />
non cambia.<br />
Anche i Cantieri<br />
navali <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
risentono<br />
della crisi internazionale<br />
delle costruzioni, delle riparazioni e delle trasformazioni navali. Una<br />
caduta verticale <strong>di</strong> commesse ha messo in ginocchio i 520 lavoratori del Gruppo<br />
Fincantieri e i circa 1500 lavoratori dell’indotto occupati l’anno scorso. Già<br />
170 sono i lavoratori in Cigs e dal prossimo aprile se ne prevedono 470. Nell’indotto<br />
si temono in tempi brevi 500 cassintegrati e 800 <strong>di</strong>soccupati. Sono tutti<br />
Lavoratori <strong>di</strong> altissima specializzazione (saldatori, carpentieri, motoristi navali,<br />
pontisti, sabbiatori e pittori) che, alla bisogna e grazie alla loro versatilità,<br />
vengono richiesti da altri cantieri navali. La Regione Sicilia ha stanziato 55<br />
milioni <strong>di</strong> euro per la ristrutturazione dei bacini galleggianti. I lavori andranno<br />
in gara d’appalto. Se la commessa sarà aggiu<strong>di</strong>cata da Fincantieri, sarebbe una<br />
boccata d’ossigeno anche per i lavoratori dell’indotto.<br />
Le Autorità portuali <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> e Termini<br />
Imerese da alcuni anni promuove una<br />
serie <strong>di</strong> iniziative, progettazioni e lavori,<br />
finalizzati anche al recupero dell’occupazione.<br />
Nella seconda metà <strong>di</strong> quest’anno<br />
dovrebbe essere avviato il restiling<br />
della stazione marittima, progettato<br />
da Italo Rota, per un costo <strong>di</strong> 25<br />
milioni <strong>di</strong> euro. È stato realizzato il<br />
recupero dell’area archeologica e il<br />
restauro monumentale del Parco<br />
archeologico del Castello a mare e la<br />
sua valorizzazione grazie alla rassegna<br />
culturale “Porto d’arte”. È stato indetto<br />
altresì il progetto d’idee per la rifunzionalizzazione<br />
delle due Gru scarica rinfuse<br />
al Molo Trapezoidale. Il progetto<br />
vincitore prevede la realizzazione <strong>di</strong><br />
bar, ristoranti e aree fitness. Un simbolo<br />
dell’interazione Città-Porto. Da<br />
tempo è stato avviato anche il rilancio<br />
dello scalo <strong>di</strong> Termini Imerese con<br />
opere <strong>di</strong> ristrutturazione e consolidamento<br />
delle infrastrutture e investimenti<br />
per l’Interporto. È stato siglato<br />
un protocollo d’intesa tra l’Autorità portuale<br />
ed il Comune per garantire l’occupazione<br />
sul territorio. L’obiettivo è fare<br />
<strong>di</strong> Termini un polo logistico strategico<br />
per la Sicilia occidentale a cui affiancare<br />
le crescenti attività della nautica da<br />
<strong>di</strong>porto e del turismo. Nel 2010 l’Autorità<br />
portuale ha partecipato a quattro<br />
eventi internazionali: Il Seatrade <strong>di</strong><br />
Miami, il SIL <strong>di</strong> Barcellona, l’Expo <strong>di</strong><br />
Shangai e il Sea Trade Med <strong>di</strong> Cannes.<br />
Nel corso dei quali l’A.P. ha promosso<br />
l’immagine del porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, illustrando<br />
le potenzialità dello scalo e raccogliendo<br />
ottimi e concreti risultati<br />
soprattutto nel settore delle crociere.<br />
Grazie a questo lavoro promozionale si<br />
prevede per il 20<strong>11</strong> nel porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
un incremento <strong>di</strong> appro<strong>di</strong> e crocieristi<br />
intorno al 30 per cento. Entro quest’anno<br />
saranno conclusi i lavori <strong>di</strong> riqualificazione<br />
e ammodernamento della Cala<br />
per farne un polo <strong>di</strong>portistico d’eccellenza.<br />
10 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
Lo stabilimento sorse nel 1970<br />
nel territorio comunale <strong>di</strong> Termini<br />
Imerese (<strong>di</strong>struggendo la<br />
zona migliore dell’agricoltura locale,<br />
con gli espropri forzati dei<br />
terreni,offrendo ai proprietari l’Assunzine(allora<br />
a tempo indeterminato)<br />
grazie ad un consistente contributo<br />
della Regione Siciliana erogato al<br />
gruppo Fiat per ottenerne la localizzazione<br />
nel territorio; venne allo scopo<br />
creata la Sicilfiat una società a partecipazione<br />
regionale <strong>di</strong> cui la Fiat deteneva<br />
il pacchetto <strong>di</strong> maggioranza.<br />
A quei tempi oltre che l’agricoltura il<br />
territorio aveva delle grande risorse<br />
umane <strong>di</strong> artigianato ed era anche fiorente<br />
la pesca; tutte queste risorse<br />
sono state azzerate dalla possibilità<br />
che fiat aveva creato col miraggio del<br />
posto sicuro, e anche una sicurezza<br />
pensionistica,sanitaria per queste<br />
categorie.<br />
Ma le scelte più sciagurate le avevano<br />
realizzato le amministrazioni locali<br />
degli anni ’60, non avendo voluto dotare<br />
questo comune <strong>di</strong> un piano regolatore,<br />
che potesse costruire un futuro migliore<br />
per tutte le generazioni del comprensorio,<br />
anzi <strong>di</strong> tutto il territorio madonita.<br />
Crisi annunciata perche già nell’autunno<br />
del 2002, la Fiat aveva già<br />
<strong>di</strong>chiarato la chiusura della fabbrica,<br />
adducendo il motivo dell’antieconomicità<br />
dello stabilimento. Ricordo nella<br />
qualità <strong>di</strong> segretario della FIM-CISL <strong>di</strong><br />
allora che da subito ci siamo mobilitati<br />
per impe<strong>di</strong>re che ciò accadesse,e<br />
grazie anche alle grande azioni sindacali<br />
pacifiche ed ad una straor<strong>di</strong>naria<br />
solidarietà <strong>di</strong> popolo e <strong>di</strong> tutte le foze<br />
dell’or<strong>di</strong>ne, mai vista prima d’ora in<br />
Sicilia, il <strong>di</strong>segno della Fiat non è riuscito.<br />
Oggi la Fiat, approfittando <strong>di</strong> una crisi<br />
economica legata alla globalizzazione<br />
industriale, ha deciso la chiusura della<br />
Fabbrica, volendo addebitare tale<br />
lavoro<br />
<strong>di</strong> Giuseppe Vuono<br />
FUTURO INCERTO<br />
PER LA FIAT DI TERMINI<br />
Storia <strong>di</strong> una crisi annunciata<br />
scelta ai costi <strong>di</strong> gestione.<br />
Cose assolutamente false e strumentali,<br />
perché per le stesse ragioni era<br />
stata minacciata la chiusura <strong>di</strong> Mirafiori<br />
e Pomigliano. Cosa che non è<br />
avvenuta.<br />
Mentre per Termini tutto questo non è<br />
stato possibile! In tutti questi mesi<br />
non ho mai letto o ascoltato che qualcuno<br />
avesse fatto questa domanda al<br />
sig. Marchionne! Come mai!<br />
Beh! Penso che <strong>di</strong>etro la scelta della<br />
Fiat <strong>di</strong> andar via da Termini, ci siano<br />
delle ragioni <strong>di</strong> carattere politico. Le<br />
scelte economiche e industriali, almeno<br />
in Sicilia, sono spesso scelte politiche.<br />
Tutto ciò è a danno delle famiglie dei<br />
lavoratori che si dovranno sobbarcare<br />
mesi e mesi <strong>di</strong> cassa integrazione. In<br />
attesa <strong>di</strong> nuova sistemazione, speriamo<br />
per tutti i lavoratori, c’è una riduzione<br />
salariale che oscilla dal 30% al<br />
40%. Le famiglie saranno costrette a<br />
fare tagli sulle spese quoti<strong>di</strong>ane,<br />
anche e soprattutto per i propri figli.<br />
Alcune famiglie saranno costrette a<br />
non poter pagare i debiti contratti in<br />
questi anni, tra i quali quelli per<br />
mutui sulla prima casa, come pure<br />
hanno <strong>di</strong>fficoltà per sanitarie e scolastiche.<br />
Tutto ciò comporterà un aumento<br />
della micro criminalità già per la<br />
verità molto <strong>di</strong>ffusa nel nostro territorio,<br />
un aumento al ricorso del lavoro<br />
nero. Anche i giovani dovranno ancra<br />
aspettare per realizzare il loro progetto<br />
<strong>di</strong> famiglia, come pure c’è da considerare<br />
che le attività commerciali<br />
hanno subito un rallentamento.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> <strong>11</strong>
promozione caritas<br />
dell’equipe Promozione <strong>Caritas</strong><br />
COORDINARSI PER SE<br />
Il <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, Mons. Benedetto<br />
Genual<strong>di</strong>, e l’Equipe <strong>di</strong>ocesana<br />
PROMOZIONE CARITAS in prosecuzione<br />
del progetto <strong>di</strong> animazione della<br />
carità con il servizio <strong>di</strong> accompagnamento<br />
delle parrocchie, per l’attuazione<br />
del decentramento pastorale, si<br />
sono incontrati con gli operatori della<br />
carità della 5ª zona pastorale del I Vicariato<br />
(Villagrazia-Falsomiele). L’incontro<br />
è avvenuto nei locali della parrocchia<br />
“S.Giovanni Maria Vianney”, più<br />
conosciuta come “S.Curato d’Ars”, alla<br />
I Vicariato - 5ª zona pastorale<br />
presenza del Parroco Coor<strong>di</strong>natore,<br />
don Sergio Mattaliano e <strong>di</strong> responsabili<br />
e operatori <strong>di</strong> 7 delle 9 <strong>Caritas</strong> delle<br />
parrocchie della zona pastorale:<br />
S.Curato d’Ars, S.Caterina da Siena,<br />
S.Giuseppe (Chiavelli) S.Luca, Maria<br />
SS. Di Pompei, Maria SS. Delle Grazie<br />
(Villagrazia), Madonna del Buon Consiglio.<br />
Gli operatori dell’Equipe <strong>Diocesana</strong>,<br />
insieme al <strong>di</strong>rettore, si sono soffermati<br />
su alcuni punti chiave della Lettera<br />
Pastorale “Vi annuncio una grande<br />
gioia che sarà <strong>di</strong> tutto il popolo” <strong>di</strong> S.E.<br />
Mons. Paolo Romeo, punti riguardanti<br />
la me<strong>di</strong>azione pastorale dei vicariati e<br />
delle zone pastorali, della missionarietà<br />
della parrocchia chiamata ad<br />
essere a servizio del territorio in uno<br />
stile <strong>di</strong> pastorale d’integrazione. Nel<br />
corso dell’incontro è emersa la volontà<br />
degli operatori <strong>di</strong> mettere in rete le<br />
<strong>di</strong>verse realtà parrocchiali per trovare<br />
insieme risposte adeguate alle esigenze<br />
e alle problematiche presenti nel<br />
territorio.<br />
È stato quin<strong>di</strong> costituito il Coor<strong>di</strong>namento<br />
degli operatori della carità della<br />
5ª zona pastorale del I Vicariato (Villagrazia-Falsomiele)<br />
per iniziare a lavorare<br />
su una proposta largamente con<strong>di</strong>visa<br />
che riguarda l’apertura, in futuro,<br />
<strong>di</strong> un Centro <strong>di</strong> Ascolto Interparrocchiale.<br />
Ciò ha fatto emergere l’esigenza<br />
<strong>di</strong> garantire una formazione agli operatori<br />
della carità della zona che consenta<br />
un qualificato servizio <strong>di</strong> ascolto dei<br />
poveri.<br />
Il <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana, in<br />
accordo col Parroco Coor<strong>di</strong>natore,<br />
accoglie la <strong>di</strong>sponibilità delle parrocchie<br />
<strong>di</strong> “Maria SS. Di Pompei” e <strong>di</strong> “S.<br />
Caterina da Siena”, le quali si metteranno<br />
in contatto con le realtà caritative<br />
del territorio per dare attuazione<br />
pratica al coor<strong>di</strong>namento.<br />
Padre Doroteo in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
Padre Santos Doroteo Borda<br />
López, Direttore della <strong>Caritas</strong><br />
<strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> Abancay in Perù,<br />
in occasione del corso <strong>di</strong> formazione<br />
per rettori <strong>di</strong> seminario, che ha seguito<br />
in Italia, martedì 15 febbraio è stato<br />
in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong>. Questa è stata l’occasione –<br />
<strong>di</strong>ce padre Doroteo – per ricambiare<br />
la visita che ci fece un paio <strong>di</strong> anni fa<br />
don Benedetto Genual<strong>di</strong>, nonché<br />
motivo per continuare a consolidare i<br />
rapporti <strong>di</strong> reciprocità con la <strong>Caritas</strong><br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>. Inoltre – ha continuato –<br />
la mia preghiera è quella<br />
che ci sosteniate, formando<br />
soggetti capaci<br />
<strong>di</strong> realizzare progetti <strong>di</strong><br />
sviluppo sociale, per<br />
aiutare la crescita delle<br />
realtà peruviane. Padre<br />
Doroteo, in questi giorni,<br />
ha visitato anche<br />
varie comunità della<br />
Sicilia dove si attuano<br />
progetti <strong>di</strong> solidarietà, e<br />
domani ritornerà in<br />
Perù.<br />
12 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
promozione catitas<br />
<strong>di</strong> Concetta Patti<br />
RVIRE IL TERRITORIO<br />
IV Vicariato<br />
Seguendo le in<strong>di</strong>cazioni del’Osservatorio<br />
Diocesano <strong>Caritas</strong>, in<br />
or<strong>di</strong>ne all’osservazione del territorio,<br />
si sono riunite le 5 zone pastorali<br />
del IV Vicariato.<br />
Hanno partecipato 3 parroci coor<strong>di</strong>natori:<br />
P. Grillo, P. Alerio, P. Francolino<br />
con la presenza del Vicario P. M. Polizzi,<br />
la referente C. Patti e le collaboratrici<br />
<strong>di</strong> zona: Wanda Beninati, Adriana<br />
Cognato, Carmela Sorce, C. Piacenza e<br />
Franzolin Cecilia.<br />
Insieme hanno riflettuto sull’importanza<br />
della conoscenza delle risorse e<br />
delle povertà del territorio, espressione<br />
dell’intero popolo <strong>di</strong> Dio, per creare<br />
più facilmente relazioni e per rendere<br />
più efficace l’azione caritativa.<br />
Si sono interrogati su qual è la conoscenza<br />
del territorio. Tutti sono stati<br />
concor<strong>di</strong> che, al <strong>di</strong> là della mappatura,<br />
si conoscono solo le povertà ambientali,<br />
morali e le risorse presenti.<br />
Però oggi occorre organizzare meglio<br />
quello che già conosciamo.<br />
Oggi tutto deve essere co<strong>di</strong>ficato e<br />
schedato. Dall’Osservatorio <strong>di</strong>ocesano<br />
<strong>di</strong>retto da G. Giambusso presente agli<br />
incontri vengono offerti degli strumenti<br />
semplici che dobbiamo imparare<br />
ad usare per rispondere con più<br />
imme<strong>di</strong>atezza ai<br />
bisogni. Dai vari<br />
interventi emerge<br />
che il IV Vicariato<br />
è molto variegato<br />
sia culturalmente,<br />
sia economicamente.<br />
Abbiamo<br />
parrocchie benestanti<br />
e parrocchie<br />
povere. Si<br />
avverte la necessità<br />
che tra le parrocchie si possa<br />
creare uno scambio <strong>di</strong> risorse. Ma la<br />
nostra mentalità in<strong>di</strong>vidualista, campanilista<br />
e poco evangelica non ci permette<br />
<strong>di</strong> attuare quanto ha detto<br />
Gesù: “chi ha due tuniche, ne <strong>di</strong>a una<br />
a chi non ne ha”. Però dobbiamo pur<br />
<strong>di</strong>re che ci sono tentativi d solidarietà,<br />
<strong>di</strong> accoglienza tra alcune parrocchie.<br />
Si evidenzia maggiore sensibilità<br />
e <strong>di</strong>sponibilità da parte dei referenti<br />
per questo nuovo stile <strong>di</strong> collaborazione,<br />
mentre c’è maggiore resistenza<br />
nei parroci. Auspichiamo che<br />
questi problemi si possano <strong>di</strong>scutere<br />
insieme tra laici e presbiteri per una<br />
crescita evangelica comune. Tutti<br />
quanti siamo d’accordo che per una<br />
migliore conoscenza del territorio si<br />
debbano utilizzare le schede proposte<br />
dall’Osservatorio per poi monitorarle.<br />
Alcune <strong>Caritas</strong> parrocchiali sono fornite<br />
<strong>di</strong> PC, e come ha detto G. Giambusso<br />
nel tempo potremo collegarci e<br />
fare rete. Inoltre si sente l’esigenza <strong>di</strong><br />
essere presenti nel territorio e creare<br />
relazioni anche con le istituzioni; ma<br />
per fare ciò questi incontri zonali<br />
sono utili, perché promuovono Comunione<br />
tra noi; tra le Parrocchie della<br />
zona pastorale, per poi arrivare a dei<br />
piccoli progetti unitari. Ma per fare<br />
ciò è importante non trascurare la formazione<br />
per avere una nuova visione<br />
<strong>di</strong> Chiesa Comunione veramente al<br />
servizio dei più deboli. È utile coinvolgere<br />
tutte le forze della comunità,<br />
sopratutto i più giovani.<br />
I VICARIATO - 4ª ZONA PASTORALE<br />
Il 10 Dicembre 2010 la parrocchia S<br />
Raffaele Arcangelo, appartenente<br />
alla VI zona pastorale del 1° vicariato<br />
ha ufficialmente festeggiato l’apertura<br />
del centro <strong>di</strong> ascolto,<br />
denominato “Centro Mercede”.<br />
Successivamente<br />
alla conclusione della formazione<br />
tenuta dall’Equipe<br />
<strong>di</strong> Area Promozione<br />
<strong>Caritas</strong>, sono state indette<br />
varie iniziative che hanno<br />
coinvolto tutto il territorio<br />
e hanno fatto sì che la gente venisse a<br />
conoscenza <strong>di</strong> questo nuovo progetto,<br />
per educarli nella mentalità che i poveri<br />
sono <strong>di</strong> tutti e non solo della parrocchia.<br />
Lo sportello <strong>di</strong> ascolto è attivo il martedì<br />
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e il<br />
venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18.30<br />
e vi sono 15 volontari, più varie figure<br />
professionali de<strong>di</strong>te a<br />
curare l’accoglienza,<br />
l’ascolto, l’orientamento<br />
e l’accompagnamento<br />
delle persone che si<br />
presentano, coinvolgendo<br />
e tenendo i contatti<br />
con le risorse del<br />
territorio.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 13
progetti<br />
<strong>di</strong> Giuseppe Mattina<br />
I centri <strong>di</strong> ascolto per il contrasto<br />
alle nuove e vecchie povertà<br />
Il Dipartimento regionale della<br />
Famiglia e delle Politiche Sociali<br />
ha attivato lo scorso anno attraverso<br />
un avviso pubblico la progettazione<br />
<strong>di</strong> interventi rivolti alla sperimentazione<br />
<strong>di</strong> azioni urgenti <strong>di</strong> contrasto<br />
alle vecchie e nuove povertà. I destinatari<br />
finali <strong>di</strong> tali interventi sono persone<br />
che vivono in con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> grave<br />
povertà alle quali è necessario garantire<br />
il sod<strong>di</strong>sfacimento dei bisogni primari<br />
e più in particolare:<br />
Persone senza fissa <strong>di</strong>mora;<br />
Persone in situazioni <strong>di</strong> crisi e nella<br />
con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> povertà, <strong>di</strong> solitu<strong>di</strong>ne e<br />
<strong>di</strong> grave emarginazione;<br />
Nuclei familiari in con<strong>di</strong>zione<br />
<strong>di</strong> grave marginalità sociale.<br />
I progetti approvati sono<br />
stati quasi 100 con un impegno<br />
finanziario <strong>di</strong> €<br />
13.409.246,42. I Progetti<br />
regionali <strong>di</strong>rettamente riferibili<br />
alle <strong>Caritas</strong> Diocesane o<br />
a parrocchie sono 32 in tutto<br />
il territorio della Regione.<br />
La nostra Arci<strong>di</strong>ocesi realizzerà,<br />
a partire dal prossimo<br />
mese, le attività <strong>di</strong> sperimentazione<br />
attraverso una progettualità<br />
che coinvolgeranno<br />
i centri <strong>di</strong> ascolto <strong>di</strong>ocesani<br />
e i centri <strong>di</strong> ascolto parrocchiali<br />
che già operano in<br />
<strong>di</strong>versi territori della Diocesi.<br />
Utilità, valore e impatto sociale<br />
dei progetti si realizzano nella possibilità<br />
<strong>di</strong> raggiungere in linea <strong>di</strong>retta le<br />
categorie <strong>di</strong> persone fragili portatrici<br />
delle <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> povertà. Carcerati,<br />
<strong>di</strong>sabili, immigrati, donne e minori<br />
vittime <strong>di</strong> tratta, donne immigrate,<br />
anziani soli, soggetti affetti da vecchie<br />
e nuove forme <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza, persone<br />
in <strong>di</strong>fficoltà economica. Non solo nella<br />
<strong>di</strong>mensione del singolo portatore <strong>di</strong>retto<br />
del <strong>di</strong>sagio, ma del più ampio nucleo<br />
familiare, coinvolto a <strong>di</strong>versi livelli e<br />
per molteplici aspetti nel problema.<br />
I progetti intendono, pertanto, sostenere<br />
le attività <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong> intervento<br />
promosse dai <strong>di</strong>versi Centri <strong>di</strong> Ascolto.<br />
L’ascolto, la relazione d’aiuto, l’accompagnamento<br />
all’estinzione del bisogno<br />
<strong>di</strong> prima necessità, si costituiscono<br />
come testimonianza attiva della carità.<br />
La garanzia del raggiungimento <strong>di</strong> tali<br />
obiettivi è data dalla esperienza e dal<br />
metodo <strong>di</strong> lavoro, che privilegia in<br />
modo esclusivo il contatto <strong>di</strong>retto con<br />
le povertà, l’accompagnamento attivo<br />
delle persone in situazioni <strong>di</strong> <strong>di</strong>sagio<br />
in tutto il processo <strong>di</strong> aiuto, dalla<br />
richiesta sino alla possibile soluzione<br />
del bisogno.<br />
Interventi previsti<br />
• fornitura <strong>di</strong> beni e servizi <strong>di</strong> prima necessità;<br />
• <strong>di</strong>stibuzione <strong>di</strong> beni, <strong>di</strong> materiali e supporti<br />
<strong>di</strong>dattici, <strong>di</strong> mobilio e attrezzature per la casa,<br />
<strong>di</strong> servizi per l’igene della persona;<br />
• accoglienza <strong>di</strong>urna e notturna;<br />
• assistenza <strong>di</strong> tipo sanitaria;<br />
• assistenza <strong>di</strong> tipo socio-psico-pedagogica;<br />
• assistenza a sostegno della formazione.<br />
Altro punto fondamentale sarà lo<br />
scambio continuo <strong>di</strong> buone prassi e<br />
metodologie operative tra i centri <strong>di</strong><br />
ascolto <strong>di</strong>ocesani e quelli parrocchiali.<br />
L’obiettivo generale che si propongono<br />
i progetti è quello <strong>di</strong> attivare azioni <strong>di</strong><br />
contrasto alle <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> povertà<br />
strutturate ed emergenti presenti nel<br />
territorio <strong>di</strong>ocesano, promuovendo<br />
processi <strong>di</strong> sostegno, responsabilizzazione<br />
e <strong>di</strong> inclusione sociale. Nello<br />
specifico, questo si traduce nei<br />
seguenti obiettivi specifici:<br />
• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong><br />
aiuto per famiglie in <strong>di</strong>fficoltà;<br />
• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong><br />
aiuto per detenuti adulti e minori del<br />
circuito penale e per le loro famiglie;<br />
• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e aiuto<br />
per le persone immigrate;<br />
• Pre<strong>di</strong>sporre servizi <strong>di</strong> cura alla persona<br />
(mensa, docce, abiti…);<br />
• Ampliare il servizio <strong>di</strong> consulenza<br />
legale;<br />
• Implementare un servizio <strong>di</strong> ascolto<br />
ed aiuto per soggetti affetti da <strong>di</strong>pendenza<br />
patologica;<br />
• Programmare e realizzare, progetti<br />
in<strong>di</strong>vidualizzati <strong>di</strong> sostegno economico<br />
(anche attraverso, per esempio,<br />
la <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> generi<br />
alimentari o l’acquisto <strong>di</strong><br />
materiale <strong>di</strong>dattico) e <strong>di</strong> assistenza<br />
abitativa ai nuclei<br />
familiari con un red<strong>di</strong>to inferiore<br />
al minimo vitale e in<br />
con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> grave marginalità<br />
sociale.<br />
I territori della Diocesi coinvolti<br />
sono alcune aree <strong>di</strong><br />
“periferia” della città <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> (i quartieri interessati<br />
in modo particolare<br />
sono: Centro Storico, San<br />
Filippo Neri, San Giovanni<br />
Apostolo, Corso dei Mille,<br />
Bonagia, Borgo Ulivia, Falsomiele,<br />
Borgo Nuovo, Cruillas,<br />
Borgo Vecchio, Arenella-Vergine<br />
Maria, Zisa, Danisinni, Brancaccio,<br />
Settecannoli) e i comuni <strong>di</strong> Termini<br />
Imerese, Bagheria, Misilmeri e Lercara<br />
Frid<strong>di</strong> e Villabate.<br />
Le modalità operative verranno concordate<br />
nelle prossime settimane con<br />
gli operatori e i centri <strong>di</strong> ascolto parrocchiali<br />
coinvolti nei progetti.<br />
Ogni centro verrà fornito dei necessari<br />
supporti informatici e <strong>di</strong> momenti <strong>di</strong><br />
formazione per la realizzazione efficace<br />
degli interventi. Tutto al servizio<br />
dei poveri dei nostri territori.<br />
14 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
lavoro<br />
<strong>di</strong> Michele Gallo<br />
“Ampliata la platea dei destinatari: microcre<strong>di</strong>to sociale e alla impresa”<br />
Èstato perfezionato a Roma il<br />
nuovo accordo-quadro per il<br />
rilancio del programma nazionale<br />
<strong>di</strong> microcre<strong>di</strong>to denominato “Prestito<br />
della speranza” e destinato alle<br />
famiglie in <strong>di</strong>fficoltà economica e<br />
sociale con o senza figli.<br />
L’accordo-quadro, sottoscritto dalla<br />
CEI a dall’ABI, ha ampliato la platea<br />
dei potenziali beneficiari del prestito<br />
assistito dal fondo <strong>di</strong> garanzia CEI.<br />
Sono ammissibili alla garanzia del<br />
fondo i finanziamenti aventi le<br />
seguenti caratteristiche:<br />
Cre<strong>di</strong>to sociale: finanziamenti personali<br />
che potranno essere concessi a<br />
favore delle famiglie, <strong>di</strong> importo non<br />
superiore ad € 6.000 erogati dalle banche<br />
concedenti in quote mensili <strong>di</strong><br />
€ 500, ovvero secondo altre modalità<br />
concordate tra la banca ed il cliente.<br />
Tali finanziamenti potranno essere<br />
estesi con nuova delibera della banca<br />
fino ad un massimo <strong>di</strong> ulteriori<br />
€ 6.000, ma solo dopo 12 mesi dalla<br />
concessione del primo finanziamento.<br />
Microcre<strong>di</strong>to all’impresa: finanziamenti<br />
<strong>di</strong> importo non superiore ad<br />
€ 25.000, conce<strong>di</strong>bili a microimprese<br />
promosse dalle famiglie sottoforma <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>tte in<strong>di</strong>viduali o società <strong>di</strong> persone o<br />
società cooperative per l’avvio o lo sviluppo<br />
<strong>di</strong> una iniziativa impren<strong>di</strong>toriale<br />
o <strong>di</strong> lavoro autonomo. Il fondo <strong>di</strong><br />
garanzia assisterà il prestito fino al<br />
50% del suo ammontare e degli oneri<br />
accessori.<br />
Il piano <strong>di</strong> rimborso è <strong>di</strong> durata non<br />
superiore a 5 anni e l’anticipata estinzione<br />
non prevede applicazioni <strong>di</strong><br />
penali. Le due linee <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>to sono<br />
destinate alle famiglie che si trovano<br />
in situazioni <strong>di</strong> vulnerabilità economica<br />
e sociale e che rispettano il requisito<br />
soggettivo <strong>di</strong> famiglia naturale<br />
fondata sul matrimonio, ai sensi dell’art.<br />
29 della Costituzione. Il requisito<br />
del matrimonio è considerato sussistere<br />
nel caso del matrimonio canonico,<br />
concordatario o civile anche se<br />
celebrato da ministro <strong>di</strong> culto acattolico<br />
o se celebrato all’estero. Possono<br />
accedere al cre<strong>di</strong>to anche i coniugi<br />
separati o che siano comparsi avanti il<br />
Presidente del Tribunale competente<br />
nelle procedure <strong>di</strong> separazione personale.<br />
Devono sussistere i seguenti<br />
requisiti:<br />
o che il finanziamento sia richiesto dal<br />
coniuge a cui siano affidati i figli o con<br />
il quale questi convivono, in caso <strong>di</strong><br />
affidamento congiunto;<br />
oppure che non si sia instaurata<br />
convivenza <strong>di</strong> fatto con persona con<br />
cui il coniuge separato sia legato da<br />
vincolo affettivo.<br />
I soggetti interessati a presentare<br />
richiesta <strong>di</strong> finanziamento dovranno<br />
rivolgersi alla <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> per un primo colloquio funzionale<br />
all’accertamento del requisito<br />
soggettivo, alla prima valutazione <strong>di</strong><br />
fattibilità del finanziamento e successivamente<br />
all’avvio della pratica alla<br />
banca designata che deciderà sulla<br />
sua concessione.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 15
giovani e sfida educativa<br />
<strong>di</strong> Giuseppa Calò<br />
Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o<br />
Verso un nuovo progetto <strong>di</strong> legge in Sicilia<br />
In un incontro svoltosi recentemente<br />
presso la sede <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> dell’Assessorato<br />
regionale dell’Istruzione<br />
e della Formazione Professionale,<br />
l’Assessore Mario Centorrino, con la<br />
collaborazione dell’equipe preposta e<br />
alla presenza dei rappresentanti <strong>di</strong><br />
organismi del settore, ha esposto nelle<br />
linee generali il piano legislativo <strong>di</strong><br />
intervento proposto per l’attuazione<br />
del Diritto alla Stu<strong>di</strong>o in Sicilia. In continuità<br />
con le precedenti proposte legislative,<br />
esso manifesta con chiarezza la<br />
volontà <strong>di</strong> offrire uno strumento <strong>di</strong><br />
garanzia a favore dell’inclusione sociale.<br />
Si tratta <strong>di</strong> una proposta legislativa<br />
molto articolata, ancora in fase <strong>di</strong> definizione,<br />
che prevede interventi <strong>di</strong> innovazione.<br />
Queste alcune delle principali<br />
novità: la legge istituisce l’anagrafe<br />
studenti restituendo così autorevolezza<br />
all’osservatorio delle povertà, favorisce<br />
l’introduzione dello sport nelle scuole e<br />
tutela la <strong>di</strong>sabilità. Prevede provve<strong>di</strong>menti<br />
che vanno ad implementare le<br />
misure <strong>di</strong> prevenzione e recupero della<br />
<strong>di</strong>spersione scolastica e a sostegno del<br />
successo scolastico e formativo. È prevista<br />
anche la valorizzazione per gli<br />
studenti, anche nella forma <strong>di</strong> compartecipazione<br />
a spese <strong>di</strong> viaggio <strong>di</strong> istruzione,<br />
scambi con l’estero e attività per<br />
l’approfon<strong>di</strong>mento delle lingue straniere.<br />
Novità ci sono anche per quanto<br />
riguarda la valorizzazione delle eccellenze,<br />
per favorire il successo formativo<br />
e per sostenere gli studenti siciliani<br />
iscritti presso istituzioni <strong>di</strong> eccellenza<br />
su tutto il territorio della nazione.<br />
L’ampliamento e l’articolazione dell’offerta<br />
territoriale prevede, inoltre, coor<strong>di</strong>namenti<br />
e convenzioni con le istituzioni<br />
educative e con associazioni <strong>di</strong><br />
categoria riconosciute a livello nazionale<br />
in<strong>di</strong>viduate con apposito decreto<br />
dell’Assessore<br />
attraverso l’attivazione<br />
e l’incar<strong>di</strong>namento<br />
del sistema<br />
dell’istruzione<br />
regionale della formazione<br />
<strong>di</strong> specifici<br />
percorsi. La finalità è quella <strong>di</strong> creare<br />
servizi <strong>di</strong> orientamento formativo e<br />
collegati al mondo del lavoro. Si intraprenderà,<br />
pertanto, un percorso <strong>di</strong><br />
innovazione complesso che richiederà<br />
impegno ed energie nuove. In proposito<br />
l’Assessore auspica che ci possa<br />
essere un plafond per i costi standard<br />
che si spera possano essere più alti<br />
anche in base alle esigenze del territorio.<br />
La Sicilia, dunque, è chiamata ad<br />
esprimersi in modo sempre più responsabile<br />
ed attento in materia <strong>di</strong> Istruzione<br />
e Formazione. Si tratta <strong>di</strong> una sfida<br />
<strong>di</strong> non facile accoglimento, tuttavia,<br />
essa può essere occasione <strong>di</strong> crescita,<br />
<strong>di</strong> sviluppo e <strong>di</strong> espressione <strong>di</strong> un ingegno<br />
e <strong>di</strong> una cultura che ogni siciliano<br />
può e deve mettere al servizio della<br />
propria terra perché si creino quelle<br />
con<strong>di</strong>zioni culturali, economiche e<br />
sociali in base alle quali si spossa concorrere<br />
concretamente al benessere<br />
comune.<br />
La <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, anche quest’anno sostiene tra le “Opere Segno” il progetto Scarp de’ Tenis, presente<br />
nella nostra città dal 2008. Scarp è un giornale che si fa portatore <strong>di</strong> analisi, convinzioni e valori e si propone alle<br />
comunità cristiane come strumento <strong>di</strong> sensibilizzazione rispetto ai temi e ai problemi che contrad<strong>di</strong>stinguono il<br />
mondo della grave emarginazione. Si propone <strong>di</strong> offrire a chi viene dal mondo della strada uno spazio dove raccontarsi,<br />
un’occasione concreta <strong>di</strong> ricostruzione delle capacità relazionali e <strong>di</strong> affermazione della propria <strong>di</strong>gnità. Sono proprio le<br />
persone senza <strong>di</strong>mora, infatti, a vendere il giornale nelle<br />
parrocchie e in strada, trattenendo una parte del guadagno.<br />
L’ufficio <strong>di</strong> coor<strong>di</strong>namento del progetto Scarp de’ Tenis si trova in Vicolo<br />
San Carlo 62.<br />
Tel. 091/6174075, scarpdepalermo@gmail.com<br />
Sito Internet www.scarpdetenis.it<br />
Responsabile del progetto<br />
e referente area redazionale:<br />
Sabatino Na<strong>di</strong>a cell. 3288432366<br />
Referente area sociale e <strong>di</strong>ffusionale:<br />
Provenzano Caterina cell. 3293212616.<br />
SCARP DE’ TENIS<br />
16 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
“<br />
Riven<strong>di</strong>chiamo alla <strong>di</strong>mensione<br />
educativa, umana e religiosa,<br />
un ruolo primario nella<br />
crescita del Mezzogiorno: uno sviluppo<br />
autentico e integrale ha nell’educazione<br />
le sue fondamenta più solide, perché<br />
assicura il senso <strong>di</strong> responsabilità<br />
e l’efficacia dell’agire, cioè i requisiti<br />
essenziali del gusto e della capacità<br />
d’intrapresa. I veri attori dello sviluppo<br />
non sono i mezzi economici, ma le<br />
persone. E le persone vanno educate e<br />
formate”. Con queste parole, riprese<br />
dal documento della CEI, “Per un<br />
paese solidale”. Alfio Briguglia, <strong>di</strong>rettore<br />
dell’Ufficio regionale per l’Educazione<br />
Cattolica, la Cultura, la Scuola<br />
e l’Università” ha dato avvio al Convegno<br />
su tema “Educare in Sicilia:<br />
risorse e problemi”, svoltosi dal 28 al<br />
29 gennaio. Il convegno è stato preparato<br />
da tempo dai responsabili della<br />
pastorale scolastica e dai rappresentanti<br />
delle associazioni professionali<br />
della Sicilia. Il Convegno ha favorito il<br />
confronto tra rappresentanti del<br />
mondo ecclesiastico, culturale, scolastico<br />
e universitario della Sicilia. Ha<br />
fatto anche emergere linee progettuali<br />
che saranno sviluppa nelle varie <strong>di</strong>ocesi<br />
della Sicilia.<br />
Il vescovo delegato della CESI, mons.<br />
Pennisi, nell’introduzione ai lavori, ha<br />
evidenziato il fondamentale ruolo dell’educazione<br />
per lo sviluppo della Sicilia,<br />
in particolare per assicurare alle<br />
giovani generazioni un futuro migliore.<br />
A tal proposito, ha espresso le<br />
preoccupazione della Chiesa <strong>di</strong> Sicilia<br />
per una mancanza <strong>di</strong> prospettive che<br />
<strong>di</strong>sorienta ed umilia gran parte dei<br />
giovani, li costringe all’emigrazione o<br />
alla passività, non permette a tanti<br />
talenti <strong>di</strong> manifestarsi e potenziarsi. Il<br />
ruolo della scuola è <strong>di</strong> notevole rilievo,<br />
ha sottolineato padre Bene<strong>di</strong>ce nel<br />
suo intervento, però occorre far sì che<br />
ogni scuola, sia statale che paritaria,<br />
abbia adeguate risorse per svolgere un<br />
buon servizio a favore <strong>di</strong> tutti gli alunni,<br />
in particolare dei più svantaggiati.<br />
Gli interventi dei relatori sono stati<br />
caratterizzati sia da elevata professionalità<br />
sia da impegno sociale ed educativo<br />
ed attenzione alle complesse<br />
problematiche siciliane.<br />
A proposito, è stato evidenziato dal<br />
professor Giuseppe Verde, che l’attuale<br />
quadro istituzionale affida alle<br />
regioni notevoli responsabilità. Ciò<br />
avviene, in particolare, in Sicilia che<br />
gode <strong>di</strong> una sua autonomia. Il regionalismo<br />
siciliano deve confrontarsi con<br />
le recenti riforme costituzionali e con<br />
l’avvio del federalismo fiscale e nel<br />
futuro ogni regione dovrà farsi carico<br />
dell’organizzazione e della gestione <strong>di</strong><br />
parte dei servizi formativi, magari con<br />
limitate risorse finanziarie. Sarà<br />
necessario, ha detto, che la politica<br />
regionale abbandoni la ricerca del<br />
consenso attraverso interventi clientelari<br />
e progetti iniziative politiche<br />
che possano promuovere effettivo sviluppo.<br />
È pertanto utile ed opportuno<br />
elaborare una strategia che contribuisca<br />
al rilancio del sistema formativo<br />
regionale come strumento adeguato<br />
alle esigenze delle persone.<br />
La necessità <strong>di</strong> mettere al centro la<br />
persona e il suo progetto personale e<br />
professionale è stata richiamata da<br />
giovani e sfida educativa<br />
<strong>di</strong> Giovanni Perrone<br />
EDUCARE IN SICILIA: RISORSE E PROBLEMI<br />
Il convegno regionale <strong>di</strong> pastorale scolastica<br />
suor Mariella Lo Turco. Perciò, occorre<br />
un impegno comune per un’efficace<br />
azione educativa e formativa. In tale<br />
prospettiva la formazione professionale<br />
riveste un significativo ruolo, purché<br />
ne sia garantita la qualità, superando<br />
logiche clientelari ed elettorali<br />
che ne hanno soffocato l’identità e la<br />
natura. Uno degli obiettivi dell’educazione<br />
in Sicilia, ha aggiunto il prof.<br />
Savagnone, è far sì che le persone, in<br />
particolare le giovani generazioni, alla<br />
luce del passato, siano capaci <strong>di</strong> interpretare<br />
il presente e <strong>di</strong> progettare il<br />
futuro e, in ambito ecclesiale, rivalutare<br />
la virtù teologale della speranza.<br />
L’esperienza dell’incubatorio universitario,<br />
come forma <strong>di</strong> avvio all’impren<strong>di</strong>torialità<br />
giovanile, è stata presentata<br />
dal prof. La Commare. L’università,<br />
ha sottolineato il prof. Rossi, è chiamata<br />
a dare un significativo contributo<br />
allo sviluppo economico, sociale e<br />
culturale della Sicilia.<br />
Gli altri interventi e la tavola rotonda<br />
conclusiva hanno messo in risalto le<br />
buone pratiche del far scuola e il<br />
significativo ruolo svolto dalle associazioni<br />
professionali ed universitarie,<br />
anche come spazio <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza<br />
agita.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 17
educazione-formazione<br />
<strong>di</strong> Francesco Vizzini<br />
Yes... we can: adesso animare è possibile!<br />
Ha avuto ottime risposte il percorso<br />
per animatori “Yes... we<br />
can”, promosso all’interno del<br />
progetto “Con-te-sto bene”. Circa 35<br />
giovani d’ètà compresa tra i 16 ed i 28<br />
anni hanno frequentato assiduamente<br />
il corso, rimanendo particolarmente<br />
interessati e coinvolti, ma soprattutto<br />
mettendosi in gioco in un corso che ha<br />
insegnato loro meto<strong>di</strong> e tecniche d’animazione<br />
attraverso l’esperienza in<br />
prima persona. Il metodo è stato proprio<br />
quello dell’imparare facendo, dell’apprendere<br />
sperimentando e facendo<br />
esperienza, in modo induttivo e<br />
<strong>di</strong>namico, privilegiando il lavoro <strong>di</strong><br />
gruppo. I partecipanti sono <strong>di</strong>ventati<br />
così un grande gruppo, coinvolti attraverso<br />
<strong>di</strong>namiche, giochi <strong>di</strong> ruolo e attività<br />
<strong>di</strong> animazione, successivamente<br />
replicabili con i ragazzi nei propri<br />
gruppi e realtà d’appartenenza.<br />
Il ritorno d’esperienza tra i partecipanti<br />
è stato molto positivo, come<br />
hanno raccontato loro stessi già<br />
durante il percorso.<br />
Per Maria Chiara e Salvo, catechisti ed<br />
animatori nella parrocchia san Giacomo<br />
dei Militari, «il corso è stato ben<br />
strutturato, riuscendo ad affrontare<br />
tematiche utili nel lavoro con i ragazzi,<br />
fornendo nuovi mezzi per l’animazione<br />
e un modo <strong>di</strong>verso per raggiungere i<br />
ragazzi e relazionarsi con loro. Abbiamo<br />
imparato che sono i ragazzi i veri<br />
destinatari delle nostre attenzioni educative,<br />
che devono <strong>di</strong>ventare centrali<br />
nella nostra azione, partendo proprio<br />
da loro per “trarre fuori” i loro talenti».<br />
Per Gerlando, animatore del Movimento<br />
d’istituzione teresiana, «il<br />
corso è stato interessante soprattutto<br />
sul piano personale, perché ha insegnato<br />
come migliorare il modo <strong>di</strong> relazionarsi<br />
con gli altri».<br />
Jessica, animatrice dell’oratorio<br />
p.Messina a Villagrazia <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, ha<br />
già avuto modo <strong>di</strong> riportare tra i ragazzi<br />
con cui opera ciò che ha sperimentato<br />
nelle tappe del corso, notando<br />
che «molto spesso facciamo programmi<br />
per i nostri ragazzi, <strong>di</strong>menticando<br />
che <strong>di</strong>etro ognuno <strong>di</strong> loro c’è una storia,<br />
fatta <strong>di</strong> situazioni ed esperienze<br />
<strong>di</strong>verse, mentre<br />
invece è necessario<br />
dare importanza<br />
ai ragazzi, centrando<br />
l’attenzione<br />
su <strong>di</strong> loro e non<br />
perdendo <strong>di</strong> vista<br />
le tante piccole<br />
cose che fanno<br />
parte del loro<br />
mondo».<br />
Andrea Ballabio,<br />
milanese, è uno dei formatori del<br />
corso, curato dalla cooperativa Pepita,<br />
spiega che “Yes... we can” è stato<br />
coprogettato insieme all’equipe del<br />
progetto “Con-te-sto bene” in base<br />
all’esigenza <strong>di</strong> pensare ad un percorso<br />
per educatori e animatori non alle<br />
prime armi ma che comunque affrontano<br />
per la prima volta in modo organico<br />
queste figure. Per Andrea la<br />
risposta che è arrivata dai partecipanti<br />
è stata molto positiva, in termini <strong>di</strong><br />
partecipazione, <strong>di</strong><br />
presenza, <strong>di</strong> contenuti<br />
trasmessi,<br />
<strong>di</strong> energia positiva,<br />
<strong>di</strong> voglie <strong>di</strong><br />
fare, <strong>di</strong> imparare e<br />
<strong>di</strong> mettersi in<br />
gioco. Alla domanda<br />
<strong>di</strong> quali <strong>di</strong>fferenze<br />
trova tra i<br />
partecipanti e gli<br />
animatori del territorio<br />
in cui lavora,<br />
riconosce che quando va al sud<br />
trova tanto entusiasmo, i partecipanti<br />
sono consapevoli, scelgono <strong>di</strong> esserci,<br />
invece a Milano gli oratori sono una<br />
tra<strong>di</strong>zione da 500 anni, quin<strong>di</strong> partecipare<br />
ai corsi nasce da una tra<strong>di</strong>zione,<br />
è più <strong>di</strong>fficile lavorare ma comunque<br />
la tra<strong>di</strong>zione dà ra<strong>di</strong>ci, si cammina su<br />
quest’onda. Queste due cose potrebbero<br />
essere scambiate tra animatori del<br />
sud e del nord d’Italia: entusiasmo e<br />
calore per il nord, tra<strong>di</strong>zione e cultura<br />
per il sud. Infine Andrea tiene a sottolineare<br />
che il metodo d’animazione<br />
proposto è nuovo e che risulta <strong>di</strong>fficile<br />
da applicare in entrambe le aree geografiche.<br />
Per suor Gabriella, tra i referenti del<br />
progetto “Con-te-sto bene”, «“Yes...we<br />
can” è andato molto bene, quello che<br />
non ci si aspettava è il crearsi <strong>di</strong> un<br />
bel gruppo <strong>di</strong> giovani che hanno legato<br />
tra loro, mettendosi in gioco. Dai<br />
partecipanti si è riscontrata una risposta<br />
buona, sia per contenuti che per<br />
metodologia. Il percorso evolverà con<br />
il coinvolgimento <strong>di</strong> alcuni partecipanti<br />
al corso in attività <strong>di</strong> animazione<br />
più ampie, rivolte ai giovani in ambito<br />
<strong>di</strong>ocesano».<br />
In attesa del corso <strong>di</strong> secondo livello, i<br />
partecipanti continuano a tessere<br />
legami e costruire competenze, mentre<br />
l’equipe si interroga sul compito<br />
educativo e soprattutto su come allargare<br />
il cerchio. Nella certezza che<br />
dopo questo percorso tutti questi giovani<br />
animatori potranno <strong>di</strong>re “yes... we<br />
can!” come risposta ad una chiamata<br />
più grande.<br />
18 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
emergenze sociali<br />
<strong>di</strong> Sara Ferruggia<br />
LA TRATTA DEGLI ESSERI UMANI<br />
Collaborazione tra il Gruppo Abele e la <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
L’Art.2 bis del protocollo sulla<br />
tratta, allegato alla convenzione<br />
delle Nazioni Unite sulla Criminalità<br />
Transnazionale del <strong>di</strong>cembre<br />
2000 definisce tratta <strong>di</strong> esseri umani<br />
«il trasferimento <strong>di</strong> persone attraverso<br />
minacce, inganno o abuso <strong>di</strong> autorità<br />
o vulnerabilità o attraverso un pagamento,<br />
ai fini <strong>di</strong> sfruttamento sessuale<br />
della prostituzione e <strong>di</strong> altre forme <strong>di</strong><br />
sfruttamento sessuale, <strong>di</strong> lavoro <strong>di</strong><br />
schiavitù o <strong>di</strong> pratiche analoghe alla<br />
schiavitù, la servitù o il prelievo <strong>di</strong><br />
organi.» Il mondo della prostituzione e<br />
della tratta coinvolge moltissime frange<br />
della comunità; tuttavia la conoscenza<br />
<strong>di</strong> questo fenomeno appare<br />
ancora oggi ristretta all’attenzione<br />
degli operatori sociali e celata <strong>di</strong>etro<br />
una coltre <strong>di</strong> <strong>di</strong>ffidenza, paura e <strong>di</strong>sgusto.<br />
Da queste considerazioni scaturisce<br />
la volontà della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> <strong>di</strong> attenzionare tale tematica<br />
con la finalità <strong>di</strong> strutturare interventi<br />
concreti <strong>di</strong> sensibilizzazione e<br />
conoscenza del fenomeno affinchè<br />
possa <strong>di</strong>ventare pensiero comune che<br />
“accanto all’Italia dei soprusi, della<br />
violenza e del rifiuto, c’è un Italia<br />
fatta <strong>di</strong> accoglienza e solidarietà, <strong>di</strong><br />
ricerca <strong>di</strong> giustizia e <strong>di</strong> interventi che<br />
vogliono andare al <strong>di</strong> là della presa<br />
in carico del singolo caso, per incidere<br />
sulle cause che determinano<br />
povertà ed emarginazione.” (Mirta<br />
Da Pra Pocchiesa) L’obiettivo è dunque,<br />
quello <strong>di</strong> andare incontro, <strong>di</strong>sporsi<br />
al <strong>di</strong>alogo con la strada per ascoltarne<br />
le sofferenze, toccare con mano,<br />
prendere atto, accendere una luce<br />
dentro gli<br />
angoli <strong>di</strong> un<br />
dolore <strong>di</strong>menticato.<br />
Primo<br />
passo in questa<br />
<strong>di</strong>rezione è<br />
rappresentato<br />
dall’inserimento<br />
della <strong>Caritas</strong><br />
<strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> all’interno<br />
del Progetto<br />
Papaia,<br />
nato dalla collaborazione<br />
fra <strong>Caritas</strong> Italiana e il settore<br />
“Prostituzione e Tratta” del Gruppo<br />
Abele per formare operatori con<br />
l’intento <strong>di</strong> attivare presso alcune<br />
<strong>Caritas</strong> Diocesane servizi specifici per<br />
gestire un fenomeno che appare essere<br />
significativamente presente su tutto<br />
il territorio regionale, attraverso l’acquisizione<br />
<strong>di</strong> competenze specifiche e<br />
la strutturazione <strong>di</strong> interventi concreti,<br />
La <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>,<br />
nel periodo pregresso la partecipazione<br />
al Progetto Papaia, aveva focalizzato<br />
come obiettivo prevalente la sensibilizzazione<br />
della comunità verso la<br />
conoscenza del fenomeno della tratta<br />
degli essere umani attraverso la pianificazione<br />
<strong>di</strong> un corso <strong>di</strong> formazione<br />
aperto a tutti coloro che a vario titolo e<br />
con variegata motivazione volessero<br />
approfon<strong>di</strong>re la conoscenza <strong>di</strong> un tema<br />
complesso e <strong>di</strong>fficile quale quello della<br />
tratta degli esseri umani Il corso si è<br />
articolato in 4 giornate ed è stato animato<br />
dal contributo <strong>di</strong> relatori <strong>di</strong> altissimo<br />
livello, esperti in quest’ambito<br />
specifico. A questo<br />
è seguita la pianificazione<br />
<strong>di</strong> una<br />
linea progettuale<br />
articolata in vari<br />
livelli d’intervento<br />
orientati verso la<br />
presa in carico, la<br />
conoscenza, e l’accoglienza<br />
<strong>di</strong> persone<br />
inserite nel circuito<br />
della tratta. Nella giornata del 24<br />
<strong>Febbraio</strong> c.a. a Torino presso gli Ufficio<br />
del Gruppo Abele si è tenuta la presentazione<br />
delle ipotesi progettuali<br />
strutturate dalle <strong>Caritas</strong> Diocesane<br />
partecipanti a progetto “Papaia”:<br />
Pescara, Cagliari, Sassari e, naturalmente<br />
della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> con la presenza mia e del<br />
<strong>di</strong>rettore Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong>.<br />
Fra i presenti, oltre alle realtà già citate,<br />
Oliviero Forti- responsabile Immigrazione<br />
<strong>Caritas</strong> Italiana- Mirta Da Pra<br />
Pocchiesa- la responsabile del Progetto<br />
Prostituzione e Tratta del Gruppo<br />
Abele, unitamente ad altri operatori<br />
del Gruppo Abele. Segno concreto e<br />
tangibile dell’attenzione della <strong>Caritas</strong><br />
sul territorio palermitano sarà, insieme<br />
ad altri livelli, l’attivazione dell’unità<br />
mobile <strong>di</strong> strada per <strong>di</strong>ffondere il<br />
messaggio dell’importanza <strong>di</strong> entrare<br />
in contatto <strong>di</strong>retto con queste <strong>di</strong>fficili<br />
realtà attraverso interventi sul campo.<br />
Tale linea progettuale vuole avere<br />
come scopo quello <strong>di</strong> effettuare una<br />
lettura operativa del territorio al fine<br />
<strong>di</strong> comprendere pienamente quali<br />
sono gli interventi da potenziare, da<br />
ridurre e quali nuove prospettive progettuali<br />
inserire a seguito <strong>di</strong> questo<br />
periodo <strong>di</strong> sperimentazione. Un piccolo<br />
passo, seppur tar<strong>di</strong>vo ma che segna<br />
comunque una <strong>di</strong>rezione importante,<br />
quantomeno una traccia verso la conoscenza<br />
reale <strong>di</strong> un dolore lasciato ai<br />
margini.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 19
immigrazione<br />
<strong>di</strong> Sergio Natoli<br />
“Una sola Famiglia umana”<br />
Giornata mon<strong>di</strong>ale del Migrante a <strong>Palermo</strong><br />
Quest’anno la giornata mon<strong>di</strong>ale<br />
dei Migranti è stata celebrata<br />
nella Basilica della Magione <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong>. È un appuntamento annuale<br />
a cui il S. Padre Benedetto XVI de<strong>di</strong>ca<br />
un messaggio, che quest’anno ha come<br />
titolo: “Una sola famiglia umana”.<br />
Aver vissuto un’esperienza forte <strong>di</strong> fraternità<br />
ci ha confermati nell’idea che<br />
è possibile essere “Una sola famiglia<br />
umana” nel medesimo territorio, “una<br />
sola famiglia <strong>di</strong> fratelli e sorelle in una<br />
società che si fa sempre più multietnica<br />
ed interculturale, dove anche le<br />
persone <strong>di</strong> varie religioni sono spinte<br />
al <strong>di</strong>alogo, perché si possa trovare una<br />
serena e fruttuosa convivenza nel<br />
rispetto delle legittime <strong>di</strong>fferenze”.<br />
Noi “non viviamo gli uni accanto agli<br />
altri per caso; stiamo tutti percorrendo<br />
uno stesso cammino come uomini e<br />
quin<strong>di</strong> come fratelli e sorelle”.<br />
Le strade che hanno percoso i circa 6<br />
milioni <strong>di</strong> migranti che attualmente<br />
vivono in Italia sono <strong>di</strong>verse. “Molti<br />
hanno dovuto affrontare la <strong>di</strong>fficile<br />
esperienza della migrazione, nelle sue<br />
<strong>di</strong>verse espressioni: interne o internazionali,<br />
permanenti o stagionali, economiche<br />
o politiche, volontarie o forzate.<br />
In vari casi la partenza dal proprio<br />
Paese è spinta da <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> persecuzione,<br />
così che la fuga <strong>di</strong>venta<br />
necessaria, come lo fu per la famiglia <strong>di</strong><br />
Nazareth che dovette fuggire in Egitto.<br />
Il fenomeno stesso della globalizzazione,<br />
caratteristico della nostra epoca,<br />
non è solo un processo socio-economico,<br />
ma comporta anche “un’umanità<br />
che <strong>di</strong>viene sempre più interconnessa”,<br />
superando confini geografici e culturali.<br />
Tutti, dunque, fanno parte <strong>di</strong> una<br />
sola famiglia, migranti e popolazioni<br />
locali che li accolgono,<br />
e tutti hanno<br />
lo stesso <strong>di</strong>ritto ad<br />
usufruire dei beni<br />
della terra, la cui<br />
destinazione è universale.<br />
È qui il<br />
fondamento della<br />
solidarietà e della<br />
con<strong>di</strong>visione”.<br />
Chi ha avuto l’opportunità<br />
<strong>di</strong> recarsi nei Paesi del Sud<br />
del mondo, o anche leggendo con<br />
attenzone i fatti e gli avvenimenti del<br />
mondo, si giunge alla convinzione che<br />
“la mancanza <strong>di</strong> fraternità tra gli uomini<br />
e tra i popoli” è causa profonda del<br />
sottosviluppo ed incide fortemente sul<br />
fenomeno migratorio. “L’emigrazione<br />
non è uno svago, una passeggiata per<br />
<strong>di</strong>porto. Spesso <strong>di</strong>venta dramma per<br />
l’entroterra umano e sociale nella vita<br />
<strong>di</strong> chi parte e dei suoi familiari. Miseria,<br />
fame, precarietà, malattie, contrasti<br />
sociali, lotte etniche, sfruttamento e<br />
colonialismo economico, persecuzioni<br />
sono alla base, ma anche un giusto<br />
interesse nella ricerca <strong>di</strong> una vita<br />
migliore. L’immigrazione per il paese<br />
accogliente non è un <strong>di</strong>sagio sociale<br />
assoluto, anzi può essere risorsa, poiché<br />
tante volte nei paesi accoglienti vi<br />
è un forte calo demografico, con caduta<br />
del lavoro specialmente <strong>di</strong> quei lavori<br />
che gli abitanti nativi non desiderano<br />
compiere, per una mentalità <strong>di</strong> scelta<br />
che è cambiata. D’altra parte gli immigrati<br />
sono persone che si impegnano<br />
come lavoratori in settori <strong>di</strong>versi come<br />
il servizio alla persona, alla famiglia,<br />
nell’e<strong>di</strong>lizia, nell’agricoltura, nel piccolo<br />
commercio, etc.”. “In una società in<br />
via <strong>di</strong> globalizzazione, il bene comune e<br />
l’impegno per esso non possono non<br />
assumere le <strong>di</strong>mensioni dell’intera<br />
famiglia umana, vale a <strong>di</strong>re della comunità<br />
dei popoli e delle Nazioni, così da<br />
dare forma <strong>di</strong> unità e <strong>di</strong> pace alla città<br />
dell’uomo, e renderla in qualche misura<br />
anticipazione prefiguratrice della<br />
città senza barriere <strong>di</strong> Dio”.<br />
20 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
immigrazione<br />
<strong>di</strong> Roberto Mazzarella<br />
RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI A PALERMO<br />
Il “Centro Stu<strong>di</strong> e Documentazione<br />
sulle Migrazioni”del Comune <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> ha elaborato i dati forniti<br />
dall’Ufficio Statistiche dello stesso<br />
comune e ha rilevato che al 31 <strong>di</strong>cembre<br />
2009 la popolazione straniera residente<br />
nel Comune <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> è pari a<br />
24.205 unità, con una lieve maggioranza<br />
maschile: 12.402 maschi e<br />
<strong>11</strong>.803 donne.<br />
Il numero degli stranieri residenti è<br />
sempre aumentato (da 20.888 nel<br />
2005 ad esempio, a 24.205 nel 2009).<br />
Unica eccezione è stato l’anno 2006<br />
che ha visto la flessione <strong>di</strong> tutte le<br />
comunità, incluse quelle storicamente<br />
in crescita come Sri Lanka, Tunisia,<br />
Maurizio, Marocco e Filippine e altre<br />
comunità che hanno invece registrato<br />
un incremento come Bangladesh,<br />
Cina, Serbia e Montenegro.<br />
Un dato interessante. La comunità<br />
proveniente dalla Romania è balzata<br />
dal se<strong>di</strong>cesimo posto nel 2005 (quando<br />
era ancora Repubblica socialista)<br />
al terzo posto decuplicando la propria<br />
presenza.<br />
Ancora un dato interessante.<br />
Nella nostra città si registrano 128<br />
comunità straniere ma le prime due<br />
rappresentano già oltre il 33 per cento<br />
del totale che <strong>di</strong>venta ben il 56 per<br />
cento se si considerano le prime cinque<br />
comunità straniere per presenze<br />
in città.<br />
Un dato evidenzia la trasformazione<br />
dell’immigrazione, anche nella nostra<br />
città, da “forza lavoro a “famiglie <strong>di</strong><br />
lavoratori”, ed è quello relativo alla<br />
presenza <strong>di</strong> minori. Negli ultimi cinque<br />
anni, infatti, questa presenza è<br />
rimasta costante, segno inequivocabile<br />
<strong>di</strong> una stabilizzazione definitiva.<br />
Dai 4.143 minori presenti nel 2005, si<br />
passa ai 4.750 presenti nel 2009 (2.463<br />
maschi e 2287 femmine), giungendo a<br />
rappresentare poco meno del 20 per<br />
cento del totale della popolazione<br />
straniera presente in città.<br />
Nel dettaglio:<br />
Maschi:<br />
0 – 5 anni<br />
202 Bangladesh; 196 Sri Lanka; 79<br />
Cina; 71 Ghana; e 63 Tunisia.<br />
6 – 10 anni<br />
164 Sri Lanka; 144 Bangladesh; 64<br />
Tunisia; 49 Maurizio; 42 Marocco.<br />
<strong>11</strong> – 14 anni<br />
100 Bangladesh; 86 Sri Lanka; 41<br />
Tunisia; 35 Maurizio; 26 Serbia e<br />
Montenegro.<br />
15 – 17 anni<br />
84 Sri Lanka; 75 Bangladesh; 42 Tunisia;<br />
33 Cina; 29 Filippine.<br />
Femmine:<br />
0 – 15 anni<br />
226 Sri Lanka; 180 Bangladesh; 66<br />
Ghana; 63 Cina; 50 Tunisia.<br />
6 – 10 anni<br />
170 Sri Lanka; <strong>11</strong>7 Bangladesh; 64<br />
Tunisia; 51 Maurizio; 42 Cina.<br />
<strong>11</strong> – 14 anni<br />
94 Bangladesh; 87 Sri Lanka; 50<br />
Tunisia; 36 Serbia e Montenegro; 33<br />
Maurizio.<br />
15 – 17 anni<br />
62 Sri Lanka; 46 Bangladesh; 30<br />
Tunisia; 27 Serbia e Montenegro; 26<br />
Maurizio.<br />
8 febbraio - Memoria <strong>di</strong> suor Bakhita<br />
L’8 febbraio, si celebra la memoria liturgica <strong>di</strong> suor BAKHITA, suora canossiana, protettrice<br />
delle donne vittime <strong>di</strong> tratta e schiavitù.<br />
Bakhita, che in arabo significa “fortunata”, nacque intorno al 1869 in un piccolo villaggio<br />
del Sudan occidentale. All’età <strong>di</strong> quattro anni, fu rapita da mercanti arabi <strong>di</strong> schiavi.<br />
Per il trauma subito, <strong>di</strong>menticò il proprio nome e quello dei propri familiari: furono<br />
proprio i suoi rapitori a chiamarla Bakhita. Venduta più volte dai mercanti <strong>di</strong> schiavi<br />
sui mercati <strong>di</strong> El Obeid e <strong>di</strong> Khartum, conobbe le umiliazioni, le sofferenze fisiche e<br />
morali della schiavitù. In particolare, subì un tatuaggio cruento mentre era a servizio <strong>di</strong><br />
un generale turco: le furono <strong>di</strong>segnati più <strong>di</strong> un centinaio <strong>di</strong> segni sul petto, sul ventre<br />
e sul braccio destro, incisi poi con un rasoio e successivamente coperti <strong>di</strong> sale per creare<br />
delle cicatrici permanenti.<br />
Nella capitale sudanese venne infine comprata dal console italiano residente in quella<br />
città, Callisto Legnani, con il proposito <strong>di</strong> renderle la libertà. Dopo tante peripezie<br />
arrivò in Italia e attraverso una serie ininterrotta e provvidenziale <strong>di</strong> avvenimenti si<br />
trovò ad entrare nella Chiesa cattolica, a consacrare la propria vita a Dio nell’Istituto delle Figlie della Carità fondate<br />
da Matilde <strong>di</strong> Canossa. Morì a Schio, provincia <strong>di</strong> Vicenza l’8 febbraio 1947. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in S. Pietro<br />
il 17 Maggio 1992 e canonizzata il 1º ottobre 2000. Oggi i cristiani sudanesi che ancora soffrono persecuzione e morte<br />
la invocano come loro protettrice in cielo.<br />
suor Valeria Gan<strong>di</strong>ni<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 21
immigrazione<br />
<strong>di</strong> Sebai Anouar<br />
La rivolta del gelsomino<br />
La Tunisia vuole un futuro <strong>di</strong> vera democrazia<br />
7novembre 1987, il nuovo leader<br />
Ben Ali si inse<strong>di</strong>a alla presidenza<br />
della repubblica nordafricana.<br />
Avevo ancora due anni quando Ben<br />
Ali è <strong>di</strong>ventato capo dello Stato tunisino,<br />
dopo il vecchio Habib Bourghiba,<br />
destituito con un certificato me<strong>di</strong>co <strong>di</strong><br />
‘’incapacità psicofisica’’.<br />
Il 7 novembre era una data molto<br />
importante in Tunisia perché ha<br />
segnato una svolta nella memoria <strong>di</strong><br />
tutto il popolo tunisino. Il 7 Novembre<br />
1987 era il giorno del Cambiamento,<br />
termine introdotto dall’Ex Presidente<br />
Ben Ali. Ovunque vai, trovi il numero 7<br />
(il numero perfetto) e le foto <strong>di</strong> Ben<br />
Ali, infatti vanno sempre a pari passo:<br />
Tv7, Via 7 Novembre, Università 7<br />
novembre, Moschea Ben Ali a Cartagine…<br />
Ad<strong>di</strong>rittura questa data è <strong>di</strong>ventata<br />
molto più importante della festa<br />
dell’In<strong>di</strong>pendenza, infatti la festa del<br />
7 Novembre dura sette giorni, invece<br />
quella dell’in<strong>di</strong>pendenza dura solo un<br />
giorno!!!<br />
Personalmente non posso negare l’operato<br />
<strong>di</strong> Ben Ali durante i 23 anni <strong>di</strong><br />
governo. La politica <strong>di</strong> Ben Ali era<br />
mirata principalmente alla libertà<br />
della donna, lo sviluppo dell’economia<br />
e il consolidamento <strong>di</strong> rapporti <strong>di</strong> amicizia<br />
e cooperazione con l’Europa.<br />
Infatti la Tunisia è da sempre via <strong>di</strong><br />
accesso privilegiata per l’economia.<br />
Però, non sono stati solo anni <strong>di</strong> crescita<br />
socioeconomica, ma sono stati<br />
contrassegnati da politiche contrad<strong>di</strong>ttorie<br />
che vanno da un’alfabetizzazione<br />
popolare <strong>di</strong> successo alla censura<br />
me<strong>di</strong>atica <strong>di</strong> qualsiasi informazione<br />
‘’non gra<strong>di</strong>ta’’ al regime, politiche che<br />
passano dalla laicizzazione del paese<br />
all’eliminazione forzata <strong>di</strong> figure giornalistiche<br />
in contrasto con il regime.<br />
Gli ultimi anni sono stati anni <strong>di</strong> cleptocrazia,<br />
favoritismo, nepotismo. A<br />
titolo d’esempio, i laureati se vogliono<br />
superare l’esame dell’Abilitazione<br />
all’Insegnamento (CAPES), o devono<br />
essere raccomandati o devono pagare<br />
una cifra pazzesca! È il caso <strong>di</strong> Mohamed<br />
Bouazizi, laureato ventiseienne e<br />
senza un lavoro stabile. Aveva una<br />
bancarella a Si<strong>di</strong> Bouzid in Tunisia,<br />
con la quale vendeva frutta e verdura,<br />
senza autorizzazione, nel tentativo <strong>di</strong><br />
aiutare la sua famiglia. Il 17 <strong>di</strong>cembre<br />
2010 la polizia gli confisca tutta la<br />
merce, e una poliziotta lo schiaffeggia<br />
davanti ai passanti. Bouazizi ha cercato<br />
vanamente <strong>di</strong> protestare, ma gli<br />
agenti si sono mostrati inflessibili. Da<br />
qui il <strong>di</strong>sperato gesto...il giovane si è<br />
cosparso <strong>di</strong> benzina e si è dato fuoco.<br />
Da qui è cominciato tutto, la <strong>di</strong>sperazione<br />
<strong>di</strong> Bouazizi, la Crisi e la Rivolta<br />
popolare.<br />
Quelle fiamme e quell’impotente<br />
immolazione scuotono profondamente<br />
l’intera nazione. Nell’arco <strong>di</strong> pochissimo<br />
tempo le proteste iniziano a scoppiare<br />
nella regione <strong>di</strong> Si<strong>di</strong> Bouzid e<br />
nelle aree limitrofe. Dopo quattro settimane<br />
<strong>di</strong> resistenza ed esattamente il<br />
14 gennaio 20<strong>11</strong>,<br />
Bel Ali fugge in<br />
Arabia Sau<strong>di</strong>ta.<br />
Ha cercato vanamente<br />
<strong>di</strong> convincere<br />
il popolo e si<br />
è giocato la sua<br />
ultima carta<br />
facendo un <strong>di</strong>scorso<br />
che conteneva<br />
alcune promesse:<br />
abbassare i costi<br />
dei prodotti alimentari<br />
essensziali (pane, olio, zucchero,<br />
latte...); sbloccare i siti internet<br />
(youtube, dailymotion...) ma pur<br />
funzionando, in Tunisia, facebook è<br />
sempre sotto controllo; emanare<br />
ban<strong>di</strong> e concorsi <strong>di</strong> lavoro; non can<strong>di</strong>darsi<br />
alle prossime elezioni.<br />
Ma il popolo non l’ha bevuta e subito il<br />
giorno dopo un fiume <strong>di</strong> manifestanti<br />
davanti alla sede del Ministero dell’Interno,<br />
sita in Avenue Habib Bourghiba,<br />
hanno gridato tutti: ‘Degage!! Degage!!<br />
Degage!!’<br />
Io sono contento che il popolo tunisino<br />
ha preso coscienza e vuol fare valere<br />
la propria voce, ma l’unica cosa che<br />
mi da’ <strong>di</strong>spiacere è il <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne e i saccheggi<br />
ad opera <strong>di</strong> una minoranza che<br />
ha approfittato della situazione. Ci<br />
vuole ancora tempo per tornare alla<br />
stabilità e per riprendere una vita quoti<strong>di</strong>ana<br />
serena. Seguo attentamente le<br />
news della Tunisia e sono in stretto<br />
contatto con la comunità tunisina a<br />
<strong>Palermo</strong>.<br />
Con loro ho partecipato alla manifestazione<br />
organizzata dai collettivi studenteschi<br />
e universitari. Circa duecento<br />
persone sono partite da Piazza<br />
Castelnuovo, hanno attraversato via<br />
Ruggero Settimo per raggiungere il<br />
punto d’arrivo alla Prefettura.<br />
22 Informa<strong>Caritas</strong> gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
promozione caritas<br />
<strong>di</strong> Sara Gallo<br />
Sulla via dei nuovi<br />
orientamenti pastorali<br />
Anche quest’anno <strong>Caritas</strong> Italiana,<br />
organismo pastorale attento<br />
alla formazione, promozione e<br />
accompagnamento educativo delle<br />
Chiese Particolari nel percorso <strong>di</strong> animazione<br />
al senso della carità, ha organizzato,<br />
a Pergusa nel mese <strong>di</strong> <strong>Gennaio</strong>,<br />
un incontro <strong>di</strong> due giorni con la<br />
presenza del suo <strong>di</strong>rettore, Mons. Vittorio<br />
Nozza, e del Delegato regionale<br />
Don Sergio Librizzi.<br />
In quest’occasione, Mons. Nozza, ha<br />
presentato in sintesi gli orientamenti<br />
pastorali dell’Episcopato Italiano per<br />
il decennio 2010 - 2020 raccolti nel<br />
documento intitolato “Educare alla<br />
Vita buona del Vangelo” che nasce<br />
con l’intento <strong>di</strong> offrire alcune linee<br />
guida per una crescita delle chiese in<br />
Italia nell’arte dell’educare. La consapevolezza<br />
nel cogliere questa sfida<br />
culturale, e de<strong>di</strong>care questo decennio<br />
all’emergenza educativa, nasce da un<br />
cammino <strong>di</strong> riflessione che la chiesa<br />
ha compiuto durante il decennio<br />
appena concluso e costellato da<br />
tappe spirituali particolarmente<br />
significative: il Grande Giubileo del<br />
2000; gli orientamenti pastorali del<br />
2001 “Comunicare il Vangelo in un<br />
mondo che cambia”; la Nota pastorale<br />
del 2004 “Il volto missionario della<br />
parrocchia in un mondo che cambia”;<br />
il IV Convegno Ecclesiale Nazionale<br />
<strong>di</strong> Verona nel 2007 e la conseguente<br />
Nota pastorale “Rigenerati per una<br />
speranza viva: testimoni del grande<br />
«sì» <strong>di</strong> Dio all’uomo”.<br />
La Chiesa è infatti chiamata ad<br />
“esserci”, a mostrare la sua presenza<br />
non soltanto nei luoghi <strong>di</strong> culto ma<br />
anche nei contesti <strong>di</strong> vita, coniugando<br />
la <strong>di</strong>mensione caritativa e sociale nell’impegno<br />
per l’accoglienza del povero<br />
e del bisognoso, per un mondo più<br />
giusto, pacifico e solidale, per la <strong>di</strong>fesa<br />
coraggiosa e profetica della vita e<br />
dei <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong> ogni donna e <strong>di</strong> ogni<br />
uomo, per la custo<strong>di</strong>a <strong>di</strong> tutte le creature<br />
e per la salvaguar<strong>di</strong>a del creato.<br />
La Chiesa è inoltre chiamata ad essere<br />
una comunità che educa e si pro<strong>di</strong>ga<br />
per realizzare un’alleanza educativa”<br />
tra i soggetti responsabili <strong>di</strong> questo<br />
delicato compito nell’ambito della<br />
vita sociale ed ecclesiale: la famiglia,<br />
la parrocchia, la scuola, l’università e<br />
la società che “veicola riferimenti<br />
fondamentali che con<strong>di</strong>zionano in<br />
bene o in male la formazione dell’identità,<br />
incidendo profondamente<br />
sulla mentalità e sulle scelte <strong>di</strong> ciascuno”.<br />
<strong>Caritas</strong> Italiana ha a cuore anche la<br />
formazione degli animatori delle<br />
équipe <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesane. A tale<br />
scopo segue il cammino del percorso<br />
educativo-formativo <strong>di</strong> ciascuna équipe<br />
per contribuire ad un positivo e<br />
fecondo avvio del nuovo decennio e<br />
rafforzare lo specifico delle prassi<br />
che caratterizzano il ruolo e il servizio<br />
pastorale che l’organismo <strong>Caritas</strong>,<br />
a tutti i livelli, è chiamato ad assumere<br />
alla luce dei recenti orientamenti<br />
episcopali.<br />
La <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ha affidato la<br />
prolusione del Percorso formativo al<br />
Ministero della Carità a S.E. Mons.<br />
Calogero Peri, proprio sul tema “Educare<br />
alla vita buona del Vangelo”.<br />
Nei mesi <strong>di</strong> gennaio e febbraio si sono<br />
svolte a Roma, la prima e la seconda<br />
tappa che hanno visto la partecipazione<br />
<strong>di</strong> circa 80 persone, provenienti<br />
dalle <strong>di</strong>verse <strong>di</strong>ocesi d’Italia. Anche<br />
la <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ha<br />
ritenuto importante non perdere quest’occasione<br />
<strong>di</strong> crescita e <strong>di</strong> confronto<br />
sull’identità, il mandato ed il metodo<br />
<strong>Caritas</strong> per l’animazione pastorale e,<br />
guidati dalla lectio <strong>di</strong>vina <strong>di</strong> Sr Benedetta<br />
Rossi, de<strong>di</strong>carsi ad approfon<strong>di</strong>re<br />
i temi dell’educare, servire ed<br />
ascoltare (Lc 5,1-<strong>11</strong>; Gv 13, 1-20; Lc<br />
10, 38-42).<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 23
carcere<br />
<strong>di</strong> Nino Aprile<br />
Anni 55, da 28 anni sacerdote,<br />
salesiano, laurea in lettere<br />
classiche, esperienza d’insegnamento<br />
latino e greco, lettere alla<br />
me<strong>di</strong>a, liceo linguistico … scambi culturali<br />
con l’estero, <strong>di</strong>verse sperimentazioni<br />
alle spalle (liceo europeo, liceo<br />
psicopedagogico…), esperienza con<br />
ragazzi <strong>di</strong> strada ai Salesiani affidati<br />
dalle autorità <strong>di</strong> pubblica sicurezza …<br />
esperienza <strong>di</strong> amministrazione <strong>di</strong><br />
grosse strutture scolastiche … oggi<br />
cappellano dei minori al Malaspina <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong> – un’esperienza che cade a<br />
fagiolo in un periodo <strong>di</strong> poca attenzione<br />
da parte degli enti regionali ai giovani<br />
poveri o a rischio, in un periodo in<br />
cui non si riesce a far partire i corsi<br />
professionali soprattutto per i ragazzi<br />
renitenti alla scuola … È ovvio che i<br />
ragazzi, non trovando nulla da fare o<br />
imparare, vadano alla ricerca del<br />
denaro facile e abbondante per realizzare<br />
il loro piccolo affare entrando in<br />
vicoli con pochi sbocchi.<br />
Un’esperienza, quella <strong>di</strong> cappellano<br />
dei minori all’I.P.M. alla quale sicuramente<br />
non pensavo, tanto che quando<br />
se ne parlò ero rimasto quasi<br />
Un salesiano cappellano<br />
tra i giovani del Malaspina<br />
in<strong>di</strong>fferente, ma quando il mio superiore<br />
regionale salesiano don Gianni<br />
Mazzali mi chiese la <strong>di</strong>sponibilità,<br />
risposi imme<strong>di</strong>atamente <strong>di</strong> si spiazzandolo<br />
quasi.<br />
Cerco quoti<strong>di</strong>anamente <strong>di</strong> entrare in<br />
contatto con loro, qualche giorno nelle<br />
ore antimeri<strong>di</strong>ane e certe volte nel<br />
pomeriggio specie durante l’ora d’aria,<br />
con termini miei personali “durante<br />
l’ora <strong>di</strong> ricreazione” dove i ragazzi non<br />
sono artefatti e sono abbastanza sinceri.<br />
Come nella Scienza si va avanti<br />
per tentativi ed errori, non tutte le<br />
ciambelle riescono col buco, tante<br />
volte si rischia anche il flop. Si cerca<br />
<strong>di</strong> non far mancare la presenza cristiana,<br />
la celebrazione eucaristica sabato<br />
pomeriggio, la possibilità <strong>di</strong> riconciliarsi<br />
con il buon Dio; tanti se ne avvalgono,<br />
altri sono impermeabili! È bello<br />
vedere che qualche volta vengono<br />
anche ragazzi <strong>di</strong> altre religioni o per<br />
curiosità o per simpatia.<br />
Un grazie al Rettore del seminario, don<br />
Raffaele Mangano, e ad alcuni seminaristi<br />
che vengono per animare l’Eucaristia.<br />
Un grazie anche ad alcune volontarie,<br />
al <strong>di</strong>rettore del Santa Chiara don<br />
Giovanni D’Andrea, che con me <strong>di</strong>ventano<br />
il sabato pomeriggio ”testimonial”<br />
<strong>di</strong> Cristo.<br />
Ovvio, l’attenzione religiosa è aperta e<br />
de<strong>di</strong>cata anche agli operatori della<br />
struttura I.P.M. che accettano <strong>di</strong> buon<br />
grado la presenza del sacerdote in<br />
mezzo a loro, operatore come loro del<br />
cammino <strong>di</strong> maturazione <strong>di</strong> questi giovani<br />
sulla strada della loro redenzione.<br />
Sento il bisogno della preghiera <strong>di</strong> voi<br />
tutti.<br />
Al Rev. Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong><br />
<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
Rev. Padre mi pregio <strong>di</strong> porgere sentiti ringraziamenti per l’attenzione ancora una<br />
volta rivolta a questo luogo <strong>di</strong> sofferenza in occasione del Santo Natale.<br />
La sensibilità mostrata ha consentito che anche questo anno i bambini delle persone<br />
detenute hanno potuto trascorrere un momento <strong>di</strong> gioia con i loro genitori in occasione<br />
della festa svoltasi i questo istituto in data 10 e 17 <strong>di</strong>cembre u.s..<br />
L’intervento della Comunità Esterna, essenziale e molto apprezzato, in particolare<br />
in queste occasioni contribuisce a rendere la detenzione più serena.<br />
Il Direttore della casa circondariale<br />
<strong>di</strong> Termini Imerese<br />
Dr. R. Dioguar<strong>di</strong><br />
24 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
educazione-formazione<br />
<strong>di</strong> Andrea Ballabio<br />
“Non nasconderti dal gioco,<br />
nascon<strong>di</strong>ti per gioco”<br />
“<br />
Non nasconderti dal gioco,<br />
nascon<strong>di</strong>ti per gioco”… più<br />
<strong>di</strong> un semplice slogan, un<br />
forte invito rivolto a tutti i genitori;<br />
uno stimolo a giocare <strong>di</strong> più con i propri<br />
figli.<br />
È questo lo scopo della campagna <strong>di</strong><br />
sensibilizzazione che la cooperativa<br />
sociale Pepita ha lanciato all’inizio del<br />
nuovo anno e del decennio de<strong>di</strong>cato<br />
dai Vescovi alla Sfida Educativa. L’obiettivo<br />
della campagna è quello <strong>di</strong><br />
sensibilizzare il maggior numero possibile<br />
<strong>di</strong> madri e <strong>di</strong> padri su un argomento<br />
ritenuto basilare, ma purtroppo<br />
sempre più spesso trascurato. Stiamo<br />
parlando del gioco, quel gioco sano e<br />
coinvolgente in cui partecipa tutta la<br />
famiglia e dove il bambino non è<br />
lasciato da solo con un apparecchio<br />
che faccia le veci dei genitori. Per far<br />
<strong>di</strong>vertire un bambino serve davvero<br />
poco e questa semplicità è la chiave<br />
della campagna <strong>di</strong> sensibilizzazione<br />
lanciata da Pepita onlus.<br />
La situazione attuale non è troppo rassicurante:<br />
risulta infatti che i genitori<br />
sono presenti solo in modo marginale<br />
nell’universo del gioco dei ragazzi,<br />
come spettatori e “controllori” ma non<br />
come coloro che con<strong>di</strong>vidono il gioco.<br />
Questo è quanto emerge dalla ricerca<br />
commissionata da Pepita onlus “A che<br />
gioco giochiamo” condotta in collaborazione<br />
con il Centro <strong>di</strong> ricerca sull’educazione<br />
ai me<strong>di</strong>a, all’informazione e<br />
alla tecnologia dell’Università Cattolica<br />
del Sacro Cuore <strong>di</strong> Milano (CRE-<br />
MIT) su un campione <strong>di</strong> 2000 ragazzi<br />
tra gli 6 e i 17 anni realizzata nell’estate<br />
2009.<br />
Dalla ricerca si evince che per tutti i<br />
ragazzi il gioco è un modo per conoscere<br />
e conoscersi, visto come attività<br />
che rilassa e che rappresenta un modo<br />
<strong>di</strong>vertente <strong>di</strong> trascorrere le giornate,<br />
soprattutto con gli amici. Le modalità<br />
<strong>di</strong> fruizione del gioco si articolano in<br />
<strong>di</strong>verse abitu<strong>di</strong>ni<br />
<strong>di</strong> consumo<br />
e su una<br />
vasta tipologia<br />
<strong>di</strong> giochi, in<br />
cui videogiochi<br />
e giochi <strong>di</strong><br />
squadra sono<br />
complementari.<br />
Il 44% degli<br />
intervistati<br />
<strong>di</strong>chiara <strong>di</strong> giocare<br />
da solo<br />
quando si<br />
trova a casa,<br />
preceduto da<br />
un 47% che<br />
<strong>di</strong>chiara <strong>di</strong> giocare<br />
con fratelli<br />
e sorelle e<br />
seguito dagli<br />
amici (33%) e<br />
infine papà<br />
(17%) e<br />
mamma (12%).<br />
Occorre però<br />
capire che il<br />
gioco, per un bambino rappresenta<br />
un’occasione per fare esperienze<br />
significative per la sua crescita favorendo<br />
l’appren<strong>di</strong>mento e la capacità<br />
<strong>di</strong> mettersi in relazione con l’altro. L’esperienza<br />
fondamentale del gioco<br />
insegna al bambino ad avere fiducia<br />
nelle proprie capacità, gli permette <strong>di</strong><br />
conoscersi, <strong>di</strong> scoprire se stesso e <strong>di</strong><br />
sviluppare l’intera personalità.<br />
Per questo motivo, Pepita – cooperativa<br />
sociale attiva nella progettazione e<br />
realizzazione <strong>di</strong> percorsi <strong>di</strong> formazione<br />
e <strong>di</strong> attività socio-educative - ha<br />
deciso <strong>di</strong> stimolare un processo <strong>di</strong><br />
riflessione dei genitori per ripensare il<br />
rapporto con i figli e con il gioco nell’ottica<br />
<strong>di</strong> una con<strong>di</strong>visione relazionale<br />
dell’esperienza. A supporto della campagna<br />
<strong>di</strong> comunicazione Pepita ha<br />
pre<strong>di</strong>sposto un kit che contiene: un<br />
libretto che illustra <strong>di</strong>versi giochi da<br />
svolgere, un palloncino, un cd con gli<br />
ultimi bans <strong>di</strong> successo, una bandana<br />
colorata e il materiale <strong>di</strong> spiegazione<br />
della campagna per i genitori.<br />
La campagna ha ricevuto fin da subito<br />
molti sostegni: ha per esempio ottenuto<br />
un contributo dal Cre<strong>di</strong>to Artigiano<br />
per la produzione dello spot e ha ricevuto<br />
una menzione speciale nell’ambito<br />
del premio Amico della Famiglia<br />
istituito dal Dipartimento per le Politiche<br />
della Famiglia della Presidenza<br />
del Consiglio dei Ministri. Sono anche<br />
molte le ra<strong>di</strong>o che hanno deciso <strong>di</strong> aiutare<br />
Pepita nella trasmissione gratuita<br />
dello spot, per questo potete già da<br />
adesso ascoltarlo anche sulle principali<br />
ra<strong>di</strong>o nazionali, come per esempio<br />
Virgin Ra<strong>di</strong>o, Ra<strong>di</strong>o Monte Carlo e<br />
Ra<strong>di</strong>o 105.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 25
notizie dalle associazioni<br />
<strong>di</strong> Vincenzo Ceruso<br />
Riapre la chiesa Santa Maria <strong>di</strong> Gesù al Capo...<br />
...la comunità <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o offre servizi per i bisognosi del quartiere<br />
Il 12 febbraio la chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong><br />
Gesù al Capo è tornata a vivere dopo<br />
tanti anni dalla sua chiusura, assegnata<br />
alla Comunità <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o.<br />
Un tempo l’anima <strong>di</strong> una città, <strong>di</strong> un<br />
quartiere, era la sua chiesa.<br />
Oggi, in un mondo che sembra aver smarrito<br />
la sua anima, le chiese sono troppo<br />
spesso desolate memorie <strong>di</strong> storie trascorse,<br />
o monumenti per turisti. Una<br />
folla anonima si ritrova nei centri commerciali,<br />
o in altri templi del materialismo<br />
contemporaneo. Per questo è bello<br />
quando una chiesa riapre. Non si tratta<br />
solo <strong>di</strong> pietre da ammirare. È un quartiere<br />
che recupera la sua anima, è uno spazio<br />
<strong>di</strong> umanità recuperato nella città.<br />
Soprattutto se tra le sue mura riecheggiano<br />
i canti <strong>di</strong> un popolo in festa. Canta<br />
il salmista: “Mi sono rallegrato quando<br />
mi hanno detto: an<strong>di</strong>amo alla casa del<br />
Signore”. Una chiesa vive se il popolo <strong>di</strong><br />
Dio torna ad abitarla, per nutrirsi del<br />
pane eucaristico e del pane della parola.<br />
Se i poveri e i deboli vi sono accolti come<br />
ospiti d’onore. A partire da una ra<strong>di</strong>cale<br />
scelta per i poveri, è possibile imparare<br />
ad amare ogni uomo ed ogni donna:<br />
“Infatti, se nella vostra adunanza entra<br />
un uomo con un anello d’oro, vestito<br />
splen<strong>di</strong>damente, e vi entra pure un povero<br />
vestito malamente, e voi avete riguardo<br />
a quello che veste elegantemente e gli<br />
<strong>di</strong>te: «Tu, sie<strong>di</strong> qui al posto d’onore»; e al<br />
povero <strong>di</strong>te: «Tu, stattene là in pie<strong>di</strong>», o<br />
«sie<strong>di</strong> in terra accanto al mio sgabello»,<br />
non state forse usando un trattamento<br />
notizie dalle associazioni<br />
<strong>di</strong> Francesco Di Giovanni<br />
<strong>di</strong>verso e giu<strong>di</strong>cando in base a ragionamenti<br />
malvagi” (Gc. 2, 2 - 4).non state<br />
forse usando un trattamento <strong>di</strong>verso e<br />
giu<strong>di</strong>cando in base a ragionamenti malvagi”<br />
(Gc. 2, 2 - 4). La riapertura è coincisa<br />
con il 43° anniversario della nascita<br />
della Comunità, nata il 7 febbraio del 68<br />
a Roma e ra<strong>di</strong>cata oggi in tante parti del<br />
mondo. Una Comunità romana e una<br />
comunità siciliana! Infatti, è presente a<br />
Messina e a Catania, e con una presenza<br />
significativa nel centro storico <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />
da oltre vent’anni. La liturgia, presieduta<br />
dal car<strong>di</strong>nale Arcivescovo Paolo<br />
Romeo, è stato il modo <strong>di</strong> ringraziare il<br />
Signore per gli anni trascorsi e per invocarne<br />
la protezione per il futuro. Sua<br />
Eminenza Romeo ha ricordato la lunga<br />
amicizia con Sant’Egi<strong>di</strong>o, in particolare<br />
con il fondatore Andrea Riccar<strong>di</strong> e con il<br />
vescovo <strong>di</strong> Terni, Vincenzo Paglia, assistente<br />
spirituale della Comunità, e ha<br />
incoraggiato tutti a proseguire nella strada<br />
intrapresa.<br />
I locali <strong>di</strong> Santa Maria al Capo, restaurati<br />
grazie ad un contributo della Fondazione<br />
BNL, ospiteranno nella sagrestia<br />
la Scuola della Pace, un servizio rivolto<br />
ai minori, che avranno così un luogo in<br />
cui trovare un modello alternativo alla<br />
vita proposta dal quartiere. In un altro<br />
centro, messo a <strong>di</strong>sposizione dai frati<br />
Agostiniani, la Comunità fornisce anche<br />
un pacco spesa ogni mese per centinaia<br />
<strong>di</strong> famiglie ed anziani. Inoltre, sempre a<br />
<strong>Palermo</strong>, la Comunità gestisce un servizio<br />
docce per i senza fissa <strong>di</strong>mora. Un<br />
Vent’anni <strong>di</strong> Inventare Insieme<br />
Chi vive per Amare Inventa per Amore<br />
lavoro per i poveri che è supportato da<br />
pochi mezzi e dall’aiuto <strong>di</strong> tanti volontari,<br />
ma “la prima opera della Comunità –<br />
amano ripetere a Sant’Egi<strong>di</strong>o - è la preghiera”.<br />
Santa Maria al Capo ospita la<br />
preghiera <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o tutti i mercoledì<br />
pomeriggio, mentre altri due<br />
momenti <strong>di</strong> preghiera si tengono nella<br />
chiesa <strong>di</strong> Ba<strong>di</strong>a del monte - Santa Lucia,<br />
il lunedì ed il venerdì. L’ascolto della<br />
Parola <strong>di</strong> Dio ogni giorno nutre la vita<br />
quoti<strong>di</strong>ana <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o: In verità io vi<br />
<strong>di</strong>co che chi <strong>di</strong>rà a questo monte: “Togliti<br />
<strong>di</strong> là e gettati nel mare”, se non dubita<br />
in cuor suo, ma crede che quel che <strong>di</strong>ce<br />
avverrà, gli sarà fatto” (Mc. <strong>11</strong>, 23).<br />
La preghiera sposta le montagne <strong>di</strong><br />
dolore e <strong>di</strong> solitu<strong>di</strong>ne che opprimono la<br />
vita dell’uomo. È il segreto dei <strong>di</strong>scepoli<br />
<strong>di</strong> Gesù.<br />
Al Centro TAU (Via Cipressi, 9) Lunedì 20 <strong>di</strong>cembre abbiamo ricordato e festeggiato il ventesimo anniversario della costituzione<br />
dell’Associazione Inventare Insieme (onlus). Venti anni <strong>di</strong> impegno, <strong>di</strong> accoglienze, <strong>di</strong> progetti, <strong>di</strong> fatiche, <strong>di</strong> delusioni,<br />
<strong>di</strong> successi che, nel ripercorrerli, ci fanno tornare in mente le centinaia <strong>di</strong> bambini, <strong>di</strong> adolescenti, <strong>di</strong> giovani, <strong>di</strong> famiglie<br />
che in questi anni hanno trovato nel Centro e negli altri servizi promossi e gestiti da Inventare Insieme occasioni <strong>di</strong> crescita, <strong>di</strong><br />
cambiamento, <strong>di</strong> riscatto, <strong>di</strong> impegno, <strong>di</strong> speranza. Venti anni in cui la Provvidenza ci ha sempre sostenuto, la Speranza nell’uomo,<br />
nella società, nel futuro è sempre stata “stella polare” del nostro cammino, l’Amore per le persone, per il quartiere, per la città per<br />
il mondo; la caratteristica del nostro agire, la Semplicità e l’umiltà il nostro stile. Oggi, sulla traccia segnata venti anni fa, inten<strong>di</strong>amo<br />
proseguire il nostro impegno sociale, civile, educativo per la Zisa, per <strong>Palermo</strong>, per la Sicilia, per il mondo, con la stessa<br />
attenzione e passione <strong>di</strong> sempre. In questa occasione abbiamo presentato alcuni video utili a rileggere il percorso fatto, a con<strong>di</strong>videre<br />
esperienze e testimonianze, a ripercorrere storie, strade, progettualità ed esperienze che “dal passato” ci proiettano nel lavoro<br />
<strong>di</strong> oggi e nell’impegno futuro. Per continuare ad esserci, per continuare ad “inventare insieme” in un momento storico estremamente<br />
<strong>di</strong>fficile e problematico sia per i nostri giovani che per la nostra comunità. Durante l’incontro celebrativo del ventennale<br />
abbiamo presentato il programma <strong>di</strong> impegno dell’Associazione per i prossimi anni ed in anteprima il nuovo allestimento degli<br />
spazi del Centro TAU, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Vodafone Italia (la presentazione ufficiale del Centro TAU<br />
sarà effettuata tra gennaio e febbraio del 20<strong>11</strong>). Nella nuova “<strong>di</strong>mensione” del Centro TAU il forte impegno dell’Associazione a favore<br />
delle giovani generazioni. L’incontro si è concluso con un momento <strong>di</strong> spiritualità francescana ed una festa.<br />
26 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
ADINKRA<br />
notizie sulle associazioni<br />
<strong>di</strong> Laura Siniscalchi<br />
Canti, balli e Body Art. Meto<strong>di</strong> e tecniche <strong>di</strong> lavoro interculturale<br />
L’associazione Apriti Cuore Onlus<br />
in rete con le associazioni Sotto<br />
Traccia e Narramon<strong>di</strong> Onlus,<br />
patrocinate dall’Assessorato Regionale<br />
Istruzione e Formazione e dal Comune<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, hanno de<strong>di</strong>cato uno spazio<br />
<strong>di</strong> riflessione sulle modalità d’intervento<br />
che gli operatori partecipanti al Workshop<br />
mettono in atto nel lavoro con<br />
minori stranieri presenti nel territorio.<br />
Il formatore Henri E. Olama Oyié è un<br />
pedagogista, narratore, musicista<br />
camerunense che ha vissuto in prima<br />
persona il <strong>di</strong>sagio <strong>di</strong> essere “straniero<br />
in terra straniera”. Formatosi all’Università<br />
<strong>di</strong> Milano, alla scuola <strong>di</strong> Duccio<br />
Demetrio, si occupa <strong>di</strong> formazione e <strong>di</strong><br />
educazione all’intercultura, in Italia e<br />
all’estero. Da anni, in quest’ambito<br />
svolge attività <strong>di</strong> animazione e coor<strong>di</strong>na<br />
laboratori ed eventi presso scuole,<br />
comuni e istituti <strong>di</strong> formazione e associazioni,<br />
approfondendo in particolare<br />
il ruolo dei linguaggi espressivi non<br />
verbali nella comunicazione interculturale.<br />
S’interessa particolarmente del<br />
legame tra i linguaggi del corpo e il<br />
metodo autobiografico in educazione.<br />
La metodologia utilizzata, per la realizzazione<br />
del laboratorio, trova la sua<br />
base teorica nella pedagogia interculturale,<br />
nel metodo narrativo latu e<br />
strictu sensu, nella voglia <strong>di</strong> incontrare<br />
se stessi e gli altri in un luogo fuori<br />
dall’in<strong>di</strong>fferenza e intriso <strong>di</strong> realtà. Si<br />
parte dalla considerazione che “il <strong>di</strong>alogo<br />
è sempre imperfetto, che non è<br />
ideale… ma reale” che, spesso, provoca<br />
resistenze, chiusure, che deve sempre<br />
essere “ri-pensato e regolato”, che<br />
deve andare oltre la comprensione<br />
della lingua, rivolgendosi alla sostanza<br />
della comunicazione.<br />
Nel <strong>di</strong>alogo e nella narrazione della<br />
vita quoti<strong>di</strong>ana e del proprio vissuto,<br />
ci si apre all’altro con la volontà e la<br />
scelta <strong>di</strong> farlo e spesso questo crea<br />
confusione/conflitto. Ciò promuove<br />
nei soggetti coinvolti, un processo <strong>di</strong><br />
cui spesso non si è coscienti e un’attitu<strong>di</strong>ne<br />
alla relazione complessa.<br />
In questo Workshop tutti i partecipanti,<br />
protagonisti delle azioni laboratoriali,<br />
si sono messi in gioco come persone<br />
aprendo una riflessione su se<br />
stessi e sul proprio modo <strong>di</strong> essere in<br />
relazione gli altri.<br />
Incuriositi e <strong>di</strong>vertiti dalla pittura facciale<br />
è stato possibile creare, in modo<br />
quasi imme<strong>di</strong>ato e senza fatica, un<br />
senso <strong>di</strong> appartenenza al gruppo. Il<br />
trucco ha creato delle maschere che<br />
hanno svelato e non nascosto: era possibile<br />
ri-conoscersi e appartenere.<br />
Come le tribù dell’Africa Nera, guidate<br />
da un impareggiabile Henry, al ritmo<br />
dei Djembe (percussioni africane)<br />
tutto il gruppo si è lasciato andare in<br />
suggestive danze, ritmi, canti che<br />
hanno permesso la libertà <strong>di</strong> espressione<br />
attraverso i linguaggi del corpo,<br />
la mimica facciale, la voce…l’anima.<br />
Un’intensa emozione ha attraversato il<br />
gruppo cullato dalla voce dolce e graffiante<br />
<strong>di</strong> Henry che, in alcuni momenti<br />
accompagnato dalla sua chitarra<br />
classica, ha regalato dolcissimi canti<br />
afro che avevano il gusto dei ricor<strong>di</strong><br />
d’infanzia.<br />
Il lavoro e la creatività <strong>di</strong> gruppo si<br />
sono espresse attraverso i momenti <strong>di</strong><br />
narrazione. All’urlo <strong>di</strong> “Storie….Racconta!”<br />
Henry ha mostrato il suo modo<br />
<strong>di</strong> essere narratore e ha invitato ognuno<br />
a riflettere sul proprio modo <strong>di</strong><br />
esserlo e a pensare a che tipo <strong>di</strong> storie<br />
si volessero raccontare. Storie d’amore,<br />
<strong>di</strong> gioia, fantasia, <strong>di</strong> donne, <strong>di</strong><br />
gnomi e boschi incantati, <strong>di</strong> mercati,<br />
<strong>di</strong> silenzi, <strong>di</strong> vita quoti<strong>di</strong>ana. Storie<br />
che hanno attraversato tutti i partecipanti<br />
al gruppo e che hanno permesso,<br />
attraverso il lavoro in piccoli gruppi,<br />
<strong>di</strong> crearne una che facesse da collante<br />
alle storie <strong>di</strong> tutti. Tre piccoli<br />
gruppi, tre storie, tre simboli A<strong>di</strong>nkra<br />
che racchiudevano in se tutto il senso<br />
dell’esperienza fatta.<br />
Un’esperienza <strong>di</strong>fficile da raccontare<br />
con le sole parole. Un’esperienza fatta<br />
<strong>di</strong> gesti, musiche voci, suoni, colori,<br />
danze, sudore…in cui ognuno ha<br />
messo qualcosa <strong>di</strong> se ed è tornato a<br />
casa arricchito dall’incontro e dalla<br />
con<strong>di</strong>visione <strong>di</strong> un a esperienza in<strong>di</strong>menticabile.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 27
volti e storie<br />
<strong>di</strong> suor Valeria Gan<strong>di</strong>ni<br />
“<br />
“FA PIÙ RUMORE UN ALBERO CHE CADE<br />
CHE UNA FORESTA CHE CRESCE”<br />
Fa più rumore un albero che<br />
cade che una foresta che cresce”.<br />
È questa la frase che Sr.<br />
Eugenia Bonetti, missionaria della<br />
Consolata e responsabile dell’Ufficio<br />
Tratta donne e minori USMI, ha utilizzato<br />
nella sua bellissima lettera in cui<br />
prende posizione a nome <strong>di</strong> tutte le<br />
religiose che ogni giorno lavorano con<br />
le donne vittime della Tratta, in <strong>di</strong>fesa<br />
della loro <strong>di</strong>gnità femminile.<br />
Fa meno rumore una foresta che cresce,<br />
lo sappiamo tutti, ma –come scrive<br />
suor Eugenia – vogliamo essere<br />
questi alberi che crescono senza far<br />
rumore per offrire ossigeno che elimina<br />
l’inquinamento atmosferico e, per<br />
noi, me<strong>di</strong>atico dei nostri tempi, e<br />
ricordare a tutti: “società e Chiesa,<br />
politici e persone comuni, giovani e<br />
anziani, uomini e donne” che l’onestà,<br />
il rispetto della <strong>di</strong>gnità e identità<br />
<strong>di</strong> ogni persona è il capitale più grande<br />
su cui un Paese civile deve saper<br />
investire e conservare per noi oggi e<br />
per le generazioni future.<br />
Un esempio <strong>di</strong> albero che cresce lo<br />
troviamo nella storia <strong>di</strong> “Joy” (così la<br />
chiamiamo noi). Joy è <strong>di</strong> origine Nigeriana,<br />
orfana <strong>di</strong> papà e terza <strong>di</strong> otto<br />
fratelli e sorelle. È mamma <strong>di</strong> due<br />
bimbi nati quando era ancora giovanissima,<br />
accolti e cresciuti con l’aiuto<br />
della mamma con la quale ancora<br />
stanno. La mamma ci teneva che Joy<br />
continuasse la scuola e imparasse un<br />
lavoro, e la ragazza amava andare a<br />
scuola. Ogni mattina passava vicino<br />
alla casa <strong>di</strong> un signore che la salutava<br />
cor<strong>di</strong>almente e si interessava della<br />
sua famiglia, finché un giorno le ha<br />
fatto la proposta<br />
<strong>di</strong> un lavoro presso<br />
la sorella che si<br />
trovava in Italia.<br />
La sorella aveva<br />
bambini piccoli e<br />
aveva bisogno <strong>di</strong><br />
una babysitter.<br />
Joy avrebbe potuto<br />
guadagnarsi dei<br />
sol<strong>di</strong> per aiutare<br />
la mamma e i suoi<br />
bambini, e allo<br />
stesso tempo continuare<br />
la scuola;<br />
lui stesso avrebbe<br />
provveduto sia per i documenti che<br />
per accompagnarla nel viaggio. Era<br />
una bella occasione e con il permesso<br />
della mamma la giovane ha accettato<br />
ed è partita.<br />
Il viaggio, racconta,<br />
è stato lungo e<br />
massacrante: 3<br />
mesi attraversando<br />
confini e il<br />
deserto a pie<strong>di</strong><br />
fino al Marocco, 5<br />
persone del gruppo<br />
non ce l’hanno<br />
fatta, sono morte<br />
e lasciate lì<br />
coperte sotto la<br />
sabbia. Anche Joy<br />
è svenuta, l’hanno<br />
schiaffeggiata e<br />
aiutata a continuare il cammino…<br />
In Marocco, insieme ad una decina <strong>di</strong><br />
ragazze abitavano in una casa isolata,<br />
non potevano uscire da sole, era pericoloso<br />
e non dovevano essere scoperte.<br />
Dopo 3 anni l’hanno fatta salire su una<br />
piccola imbarcazione che l’avrebbe<br />
portata in Italia, e subito si sono trovati<br />
in balìa delle onde, “stavamo per<br />
morire tutti annegati - racconta - sono<br />
arrivati dei pescatori ad aiutarci alcuni<br />
<strong>di</strong> loro sono annegati in mare”. E lei,<br />
con le persone rimaste, è stata portata<br />
in un Centro <strong>di</strong> Accoglienza, in Spagna,<br />
dove è rimasta circa 3 mesi. Appena<br />
lasciato il Centro <strong>di</strong> Accoglienza, ha<br />
conosciuto delle persone africane che<br />
l’hanno aiutata a venire in fretta in<br />
Sicilia, dove si è trovata davanti ad<br />
un’altra delusione: “la sorella <strong>di</strong> quell’uomo<br />
non ha mai saputo dove e chi<br />
fosse, al posto del lavoro come babysitter<br />
le hanno presentato la strada e un<br />
debito da pagare <strong>di</strong> 60.000 euro per le<br />
spese del viaggio. “Mi sono ribellata,<br />
ma ho preso botte e minacce.<br />
Ho pianto… non c’è stata altra alternativa<br />
che accettare…”.<br />
Joy ha sentito parlare della <strong>Caritas</strong> e<br />
una mattina si è presentata. Era<br />
impaurita, pallida, infreddolita.<br />
Chiedeva aiuto: lavoro, accoglienza,<br />
aiuto per liberarsi da quella vita insopportabile,<br />
non ne poteva più… Ora<br />
Joy è in una Casa Protetta, frequenta<br />
la scuola <strong>di</strong> italiano e sta imparando<br />
lavoretti a mano. È in contatto con la<br />
mamma e i suoi bambini. Si sente<br />
attorniata dal calore delle persone<br />
che le vogliono bene e lei sta ritrovando<br />
se stessa e la capacità <strong>di</strong> sognare<br />
un avvenire migliore.<br />
28 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
L’Associazione Cilla si occupa da<br />
quasi 30 anni dell’accoglienza dei<br />
malati e dei loro familiari che si<br />
devono curare in ospedali lontani dalla<br />
propria residenza abituale. L’Associazione<br />
è presente oggi in Italia con 28 case<br />
<strong>di</strong> accoglienza, 31 se<strong>di</strong> locali, 6 uffici<br />
all’interno <strong>di</strong> importanti ospedali ed<br />
oltre 300 volontari. Nel corso dell’ultimo<br />
anno l’Associazione ha registrato a livello<br />
nazionale circa 60.000 pernottamenti<br />
nelle case <strong>di</strong> accoglienza, registrando<br />
più <strong>di</strong> 10.000 persone. A questi dati<br />
vanno aggiunti gli oltre 7.000 contatti<br />
avuti con gli accompagnatori dei malati<br />
presso i centri <strong>di</strong> accoglienza all’interno<br />
delle Aziende Ospedaliere in cui siamo.<br />
La casa <strong>di</strong> accoglienza “Federica Lo Presti”<br />
in Viale del Fante a <strong>Palermo</strong> è costituita<br />
da 3 camere doppie con servizi privati.<br />
Dispone poi <strong>di</strong> locali comuni quali<br />
la cucina, un ampio salotto ed un locale<br />
lavanderia. La sua attività è iniziata nel<br />
gennaio 2010 con crescenti contatti con<br />
gli enti ospedalieri della zona ovest<br />
della città. Nel suo primo anno <strong>di</strong> attività<br />
la casa “Federica Lo Presti” a <strong>Palermo</strong><br />
ha accolto 140 persone provenienti<br />
da quasi tutte le province siciliane, comprese<br />
le isole minori, e dal continente,<br />
per un totale <strong>di</strong> circa 730 pernottamenti.<br />
Nel corso della partecipata bene<strong>di</strong>zione<br />
e inaugurazione della casa, ad inizio<br />
novembre dello scorso anno, molti<br />
intervenuti hanno rilevato l’importanza<br />
<strong>di</strong> questa esperienza <strong>di</strong> con<strong>di</strong>visione del<br />
bisogno in un contesto territoriale particolarmente<br />
<strong>di</strong>fficile, in cui è molto<br />
auspicata la collaborazione piena tra le<br />
istituzioni pubbliche e il volontariato.<br />
attualità<br />
<strong>di</strong> Mercedes Lo Verde<br />
Per l’accoglienza <strong>di</strong> familiari <strong>di</strong> ammalati<br />
Casa “Federica Lo Presti”<br />
L’Associazione garantisce una quoti<strong>di</strong>ana<br />
presenza nella struttura attraverso i<br />
propri volontari (35 a <strong>Palermo</strong>) che<br />
hanno il compito <strong>di</strong> assistere gli ospiti -<br />
persone che per motivi <strong>di</strong> salute sono<br />
costrette ad allontanarsi dalla loro città<br />
<strong>di</strong> residenza per sottoporsi a interventi o<br />
cure specialistiche – fornendo una semplice<br />
e concreta compagnia umana nel<br />
doloroso periodo <strong>di</strong> malattia propria o <strong>di</strong><br />
un proprio caro.<br />
<strong>di</strong> Rosario Fabio Oliveri<br />
“Và e fa anche tu…”<br />
Per un’educazione cristiana alla politica<br />
La necessità <strong>di</strong> organizzare a Lercara degli incontri socio-politici, ispirati alla Dottrina sociale della Chiesa, nasce dalla sensibilità<br />
del Parroco Don Mario Cassata che, avendo assistito allo svolgimento dell’ultima campagna elettorale portata avanti<br />
con uno stile poco adeguato, coinvolgendo tra l’altro giovani ad un’ idea <strong>di</strong>storta <strong>di</strong> fare politica, ha sentito in modo urgente<br />
la responsabilità <strong>di</strong> educare soprattutto i giovani ad una politica lontana da cattive pratiche per farne recuperare il senso originario:<br />
quella <strong>di</strong> essere al servizio del bene comune. L’Azione Cattolica, avendo a cuore la formazione delle coscienze – sottolinea<br />
il Presidente Parrocchiale <strong>di</strong> AC, Rosalia Tatano - ha fatto propria questa “emergenza educativa”, evidenziata dal Parroco, ed ha<br />
cercato <strong>di</strong> dare una risposta concreta offrendo sia ai giovani che agli adulti un’occasione <strong>di</strong> <strong>di</strong>scernimento animata dallo sperare<br />
cristiano per la situazione del nostro paese e del territorio, per corresponsabilizzare ed incoraggiare a credere che è ancora possibile<br />
costruire la “civiltà dell’amore”. Per organizzare questo percorso si è cercato <strong>di</strong> fare interagire coscienze ed intelligenze, a<br />
tal proposito sono state coinvolte tutte le associazioni e vari partiti politici presenti nel territorio infine, per stimolare i giovani a<br />
partecipare e dare il loro contributo in questo cammino <strong>di</strong> <strong>di</strong>scernimento comunitario, si è cercata la collaborazione dell’istituto<br />
<strong>di</strong> istruzione secondaria superiore “M.Picone” <strong>di</strong> Lercara. La proposta <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>re alcuni temi <strong>di</strong> Dottrina sociale, ha trovato<br />
un riscontro significativo tra le persone e ha visto anche la partecipazione dei paesi limitrofi. Sono stati programmati otto incontri,<br />
guidati da relatori esperti, e sud<strong>di</strong>visi secondo i principali argomenti del compen<strong>di</strong>o della Dottrina sociale. Erano presenti<br />
all’incontro <strong>di</strong> inaugurazione del percorso: il Parroco Don Mario Cassata che ha spiegato le ragioni <strong>di</strong> queste riunioni, il Vicario del<br />
sesto Vicariato, Don Antonio Todaro che, citando l’enciclica sociale <strong>di</strong> Papa Benedetto XVI “<strong>Caritas</strong> in Veritate”, ha sottolineato<br />
l’attuale e preoccupante crisi <strong>di</strong> pensiero e l’auspicio che questi incontri possano <strong>di</strong>ventare delle palestre <strong>di</strong> idee. Il Prof. Elio<br />
Tomarchio, consigliere <strong>di</strong>ocesano <strong>di</strong> AC presente anche lui a questo primo incontro, è<br />
intervenuto evidenziando la necessità <strong>di</strong> un cammino perenne <strong>di</strong> catechesi sociale che<br />
orienti il cristiano nelle scelte socio-politiche. L’ultimo intervento è stato fatto dal presidente<br />
parrocchiale uscente <strong>di</strong> AC, Rosario Fabio Oliveri che, insieme al parroco, ha organizzato<br />
e programmato gli incontri e ha concluso parlando della duplice <strong>di</strong>mensione del<br />
cristiano, quella della terra e quella del cielo, ciò comporta l’impegno a pregare – come<br />
<strong>di</strong>ceva Giorgio La Pira- contemplando il mappamondo sul como<strong>di</strong>no; ecco perché l’imperativo:<br />
“Và e fa anche tu” che è lo slogan scelto per questo cammino <strong>di</strong> pastorale sociale,<br />
strumento per scuotere ogni credente ad avere compassione per il mondo, simpatia<br />
per i poveri, gli oppressi ed impegno per il Bene comune. Questo percorso <strong>di</strong> formazione<br />
si è concluso, il 19 <strong>Febbraio</strong>, con la tavola rotonda intitolata “Un’agenda <strong>di</strong> speranza: per<br />
un paese più solidale” che ha voluto richiamare il contributo e le idee che hanno animato<br />
la 46 a Settimana Sociale dei Cattolici italiani.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 29
il libro<br />
<strong>di</strong> Giuseppa Calò<br />
Il Libro: “La Costituzione<br />
Storie <strong>di</strong> ieri – Valori <strong>di</strong> oggi”<br />
Un viaggio nella memoria storica<br />
degli italiani alla riconquista<br />
del senso della nascita della<br />
nostra Costituzione ci offre la possibilità<br />
<strong>di</strong> comprendere come la forma<br />
giuri<strong>di</strong>ca sia espressione delle istanze<br />
e dei desideri <strong>di</strong> un popolo.<br />
Bruno Cantamessa, autore del libro,<br />
ha scelto per la collana “noi domani”<br />
e<strong>di</strong>zione “l’Isola dei ragazzi”, una<br />
forma narrativa semplice che attinge<br />
alle fonti e alla tra<strong>di</strong>zione orale del<br />
contesto familiare. Destinato ad un<br />
pubblico giovane il testo si offre anche<br />
ad una fruibilità più adulta.<br />
L’ampio periodo storico considerato<br />
da Cantamessa, va dal 1914 fino alla<br />
Costituzione della Repubblica nel<br />
1948, un periodo <strong>di</strong> preparazione nel<br />
quale dalla sofferenza per le trage<strong>di</strong>e<br />
il popolo italiano seppe con saggezza e<br />
determinazione trarre nuova energia<br />
propositiva esprimendola nei do<strong>di</strong>ci<br />
Principi fondamentali della Costituzione.<br />
A partire da essi l’autore rivela, attraverso<br />
i suoi personaggi, l’ironia e l’ottimismo<br />
che in fondo non sono mai<br />
venuti meno nel popolo italiano anche<br />
nelle vicende più tristi della nostra<br />
storia.<br />
Così Guido, un giocane fabbricante <strong>di</strong><br />
scarpe, protagonista della vicenda correlata<br />
all’art. 4 della Costituzione vede<br />
l’Italia <strong>di</strong> allora: «Lungo la strada, mi<br />
passò davanti agli occhi l’Italia uscita<br />
dalla guerra: strade <strong>di</strong>ssestate, rovine<br />
<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici bombardati, mancanza <strong>di</strong><br />
lavoro. Eppure la gente non era infelice:<br />
certo si sentiva il dolore per la<br />
mancanza dei morti, l’o<strong>di</strong>o degli anni<br />
<strong>di</strong> guerra civile, la nostalgia per un<br />
tempo <strong>di</strong> certezze quoti<strong>di</strong>ane che non<br />
sarebbe tornato tanto presto… C’era<br />
in giro una gran voglia <strong>di</strong> lavorare,<br />
nonostante tutto. I giovani erano tornati,<br />
quelli che ce l’avevano fatta, e<br />
avevano tutti un desiderio enorme <strong>di</strong><br />
sposarsi, <strong>di</strong> avere figli, casa, normalità».<br />
L’attuale contesto sociale e politico<br />
riflette un <strong>di</strong>ffuso senso <strong>di</strong> smarrimento<br />
e <strong>di</strong> scoraggiamento, tuttavia, l’autore<br />
sembra suggerire, a partire da<br />
quelle suggestioni, un possibile riequilibrio.<br />
Il pensiero <strong>di</strong> Guido può anche oggi<br />
essere con<strong>di</strong>viso riattualizzando lo spirito<br />
dei Padri fondatori e coltivando il<br />
desiderio <strong>di</strong> vivere l’identità nazionale<br />
con grande impegno comunitario e<br />
responsabilità verso una Nazione che<br />
celebrerà quest’anno il 150° anniversario<br />
dell’Unità d’Italia.<br />
<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>a Casella<br />
La manifestazione “Senza Carnevale<br />
siamo” è il secondo evento promosso<br />
dal progetto GZENNET in collaborazione<br />
con tantissime realtà del territorio<br />
palermitano; in modo particolare<br />
quest’anno “Senza Carnevale Siamo!”<br />
sarà gemellato con il Carnevale <strong>di</strong> Termini<br />
Imerese. L’idea che si offre è<br />
quella <strong>di</strong> un carnevale che nasce nei<br />
quartieri e attraversa la città, invade<br />
le strade in modo festoso e al tempo<br />
stesso riven<strong>di</strong>ca <strong>di</strong>ritti, un modo <strong>di</strong><br />
riappropriarsi delle piazze del centro<br />
e della periferia <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> per creare<br />
momenti <strong>di</strong> incontro, scambio e con<strong>di</strong>visione.<br />
L’intento è quin<strong>di</strong> quello <strong>di</strong><br />
Senza Carnevale siamo”!!!<br />
- Carnevale Sociale 20<strong>11</strong> -<br />
creare, nei giorni intorno al carnevale,<br />
<strong>di</strong>versi momenti <strong>di</strong> festa in <strong>di</strong>versi quartieri<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, rendendo i ragazzi protagonisti<br />
tanto degli eventi che si svolgono<br />
nel proprio territorio quanto <strong>di</strong> quelli<br />
che si tengono nei quartieri <strong>di</strong>stanti.<br />
Il programma ha visto tre sfilate in<br />
città e una partecipazione straor<strong>di</strong>naria<br />
fuori città: sabato 5 marzo, QUAR-<br />
TIERE S. GIOVANNI APOSTOLO<br />
(CEP); domenica 6 marzo, CARNEVA-<br />
LE TERMITANO; martedì 8 marzo,<br />
CENTRO STORICO (VUCCIRIA, BAL-<br />
LARÒ, CAPO, DANISINNI); sabato 12<br />
marzo, QUARTIERE S. FILIPPO NERI<br />
(ZEN).<br />
30 Informa<strong>Caritas</strong><br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci
CHE BELLA GIORNATA<br />
il film<br />
<strong>di</strong> Salvo Grasso<br />
<strong>di</strong> geniale, dall’altra gli permette <strong>di</strong> conquistare<br />
a sè tanto la critica.<br />
È fin troppo naturale saltare al paragone<br />
con le maschere celebri <strong>di</strong> un<br />
certo cinema comico europeo, i<strong>di</strong>ota<br />
come e più del celebre Ispettore Clouseau,<br />
tanto ingenuo da far sembrare<br />
quasi furbo anche l’impacciatissimo<br />
Mr. Bean, ma nel contempo appare<br />
anche molto vicino ad una qualsiasi<br />
maschera da comme<strong>di</strong>a dell’arte,<br />
attualizzata e modernizzata laddove<br />
porta in scena l’italiano me<strong>di</strong>o, più<br />
banale ed or<strong>di</strong>nario, dei giorni nostri.<br />
Ma Zalone, sotto l’apparente levità del<br />
costrutto, non conosce timore nè<br />
tanto meno pudore, quando si scaglia,<br />
ad esempio, contro le missioni <strong>di</strong> pace,<br />
incarnate dal padre soldato, eternamente<br />
in missione <strong>di</strong> pace (uno straor<strong>di</strong>nario<br />
ed esilarante Rocco Papaleo),<br />
così come contro la Chiesa ed il clero,<br />
nelle scene che fanno il verso ad ‘angeli<br />
e demoni’ <strong>di</strong> “don Brown”, quando si<br />
aggira negli oscuri corridoi della curia<br />
milanese. Che Bella Giornata si <strong>di</strong>scosta<br />
dunque nettamente da Cado dalle<br />
nubi, non si cerca infatti <strong>di</strong> cavalcare<br />
un setting vincente, riproponendo in<br />
salsa <strong>di</strong>versa gli stessi ingre<strong>di</strong>enti <strong>di</strong><br />
successo, ma si riparte da zero con<br />
idee ed approccio <strong>di</strong>versi.<br />
Il risultato finale ci permette <strong>di</strong> salutare<br />
la nascita <strong>di</strong> un talento intelligente<br />
che non prende in giro il proprio<br />
pubblico tentando <strong>di</strong> somministrargli<br />
una minestra riscaldata, ma elevandolo<br />
a vero target del proprio lavoro, il<br />
La storia segue le avventure <strong>di</strong><br />
Checco (Luca Me<strong>di</strong>ci in arte Checco<br />
Zalone), ragazzo ignorante e<br />
materialista che fallisce per la terza<br />
volta il concorso per entrare nei Carabinieri,<br />
ma grazie ad alcune conoscenze<br />
nella curia milanese riesce a farsi assumere<br />
come responsabile della sicurezza<br />
della Madonnina, in cima al Duomo. Un<br />
giorno conosce Farah, una ragazza<br />
araba studentessa <strong>di</strong> architettura, e i<br />
due cominciano a frequentarsi. Checco<br />
se ne innamora quasi all’istante, e la<br />
coinvolge nelle travolgenti abitu<strong>di</strong>ni<br />
della sua famiglia, pugliese ma trapiantata<br />
in provincia <strong>di</strong> Milano; non può<br />
sapere, però, che Farah e suo fratello<br />
stanno progettando un attacco terroristico<br />
per far esplodere la Madonnina,<br />
ovvero il simbolo <strong>di</strong> Milano. Dopo l’imbarazzante<br />
pochezza <strong>di</strong>mostrata da<br />
quelli che sarebbero dovuti essere “i<br />
film comici dell’anno”, ossia i cinepanettoni,<br />
è confortante scoprire che<br />
qualcuno cerca ancora <strong>di</strong> fare ridere<br />
raccontando una storia invece <strong>di</strong> propinare<br />
una sequela <strong>di</strong> gag senza capo ne<br />
coda. E, al <strong>di</strong> la degli indubbi meriti<br />
degli attori coinvolti (Rocco Papaleo,<br />
Tullio Solenghi e Ivano Marescotti) e dell’appeal<br />
che Zalone possa avere sul pubblico,<br />
il valore aggiunto <strong>di</strong> un film come<br />
Che bella giornata è proprio quello <strong>di</strong><br />
offrire una trama strutturata. Caratteristica<br />
che, nonostante dovrebbe essere<br />
scontata, nel cinema italiano <strong>di</strong> oggi fa<br />
la <strong>di</strong>fferenza. Prendendosi gioco soprattutto<br />
del malcostume italico, della meritocrazia<br />
che governa il nostro paese e<br />
dell’ignoranza <strong>di</strong>ventata quasi uno status<br />
symbol, Zalone e Nunziante (autori<br />
anche della sceneggiatura) confezionano<br />
una comme<strong>di</strong>a gradevole e <strong>di</strong>vertente,<br />
molto semplice ma anche ricca <strong>di</strong><br />
bizzarre trovate, tipo il gustoso cameo<br />
<strong>di</strong> un autoironico Caparezza.<br />
Se l’intimista e ‘fracassone’ ‘Cado dalle<br />
Nubi’, poteva sembrare un casuale successo,<br />
sulla scia delle performances<br />
televisive, la seconda opera <strong>di</strong> Checco<br />
Zalone testimonia invece un coraggio<br />
ed un’originalità, nelle scelte e nelle<br />
tematiche, che esalta il suo approccio<br />
personale al mondo del cinema.<br />
La sua colonna sonora certo esalta,<br />
con pezzi originali ed esilaranti, i passaggi<br />
più importanti del film, ma è<br />
proprio il tipo <strong>di</strong> comicità, coraggiosa<br />
e mai volgare, a colpire lo spettatore,<br />
trascinandolo in un mondo ‘or<strong>di</strong>nariamente’<br />
normale, quasi banale, ma<br />
estremamente <strong>di</strong>vertente.<br />
Checco raggiunge il suo obiettivo portando<br />
in scena il ‘se stesso’ deteriore, quello<br />
per intenderci, che rappresenta un po’ il<br />
peggio del “buon uomo” italiano, ma lo fa<br />
sempre con quella delicatezza ‘soft’ che<br />
se da una parte conferma certo un che<br />
pretesto dell’Islam non è forma <strong>di</strong> ‘ruffianeria’,<br />
quanto piuttosto uno specchio<br />
fedele ma impietoso dei vizi <strong>di</strong><br />
una società vuota e ricca <strong>di</strong> pregiu<strong>di</strong>zi<br />
e luoghi comuni.<br />
gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />
Informa<strong>Caritas</strong> 31
Avvio Master Universitario <strong>di</strong> Primo Livello<br />
in “Processi <strong>di</strong> Sviluppo, Legalità, ed educazione alla Pace”<br />
Don Pino Puglisi<br />
Il Rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta, Prof. Giuseppe<br />
Dalla Torre ed il Direttore della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, Don Benedetto<br />
Genual<strong>di</strong>, avendo progettato ed approvato insieme il Master <strong>di</strong> primo<br />
livello in “Processi <strong>di</strong> sviluppo, Legalità ed educazione alla pace” intitolato<br />
a Don Pino Puglisi, comunicano l’imminente avvio delle selezioni per la frequenza<br />
del corso biennale. Le lezioni saranno riservate ad un massimo <strong>di</strong> 25 studenti, in possesso <strong>di</strong><br />
laurea <strong>di</strong> primo livello in materie umanistiche, giuri<strong>di</strong>che, letterarie, sociali, psicologiche e pedagogiche,<br />
o <strong>di</strong> titolo equivalente. Entro il mese <strong>di</strong> aprile verrà pubblicato il bando <strong>di</strong> selezione con le in<strong>di</strong>cazioni<br />
per la domanda <strong>di</strong> ammissione. Il Master, <strong>di</strong>retto dal Professore Gioacchino Lavanco dell’Università<br />
<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> e dal Professore Giuseppe Mannino dell’Università LUMSA, prevede 650 ore <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>dattica frontale e laboratoriale e 500 ore <strong>di</strong> stage presso enti accre<strong>di</strong>tati tra cui l’Istituto <strong>di</strong> Diritto<br />
Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo, COPE ONG (cooperazione paesi emergenti), Apriti Cuore<br />
ONLUS – (tutela dei <strong>di</strong>ritti dei minori, <strong>di</strong>sabili e immigrati) ed altri enti collegati a <strong>Caritas</strong>. Sono previste<br />
sette borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o a copertura totale e parziale dei costi <strong>di</strong> frequenza ed un premio finale intitolato<br />
a “don Pino Puglisi” alla migliore <strong>di</strong>ssertazione finale. Per informazioni è possibile scrivere<br />
all’in<strong>di</strong>rizzo email g.mannino@lumsa.it o rivolgersi <strong>di</strong>rettamente al <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />
<strong>Palermo</strong>, ai con<strong>di</strong>rettori del Master, o all’Avv. Francesco Capagna, tutor del Master.<br />
La Direzione del Master<br />
Gioacchino Lavanco<br />
Giuseppe Mannino<br />
<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />
www.caritaspalermo.it<br />
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<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>Palermo</strong> - c.c.p. <strong>11</strong>297900<br />
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“Se ognuno fa qualcosa - Informa<strong>Caritas</strong> <strong>Palermo</strong>”<br />
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