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Impaginato Gennaio-Febbraio 11 - Caritas Diocesana di Palermo

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SE OGNUNO<br />

FA QUALCOSA<br />

informa<strong>Caritas</strong> <strong>Palermo</strong><br />

www.caritaspalermo.it<br />

GENNAIO/FEBBRAIO 20<strong>11</strong><br />

ANNO <strong>11</strong> - NUMERO 1<br />

Spe<strong>di</strong>zione in abbonamento postale - Legge 662/96 - CMP <strong>Palermo</strong><br />

La Missione Speranza e Carità<br />

riconosciuta Associazione Ecclesiastica<br />

Futuro incerto per la FIAT <strong>di</strong> Termini<br />

Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o<br />

La rivolta del gelsomino


Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />

90134 <strong>Palermo</strong> - Via Matteo Bonello, 2<br />

www.caritaspalermo.it<br />

Direttore responsabile:<br />

<strong>di</strong>ac. Pino Grasso<br />

Direttore e<strong>di</strong>toriale:<br />

mons. Benedetto Genual<strong>di</strong><br />

Redazione:<br />

Tommaso Calamia<br />

Giuseppa Calò<br />

Fernanda Di Monte<br />

Sara Gallo<br />

Giuseppe Gianbusso<br />

Salvo Grasso<br />

Progetto grafico e impaginazione:<br />

Tony Aiello<br />

informacaritas@caritaspalermo.it<br />

Redazione e Amministrazione:<br />

Via M. Bonello, 2 - 90134 <strong>Palermo</strong><br />

Tel. 091.6077261 - Fax 091.335437<br />

Stampa:<br />

Officine Tipografiche Aiello & Provenzano<br />

Bagheria (<strong>Palermo</strong>)<br />

Spe<strong>di</strong>zione in Abbonamento Postale<br />

Registrazione Tribunale <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>,<br />

n. 12 del 2001, decreto 6/12-6-2001<br />

Per dare un tuo contributo:<br />

c.c.p. <strong>11</strong>297900 - <strong>Palermo</strong><br />

oppure:<br />

C/C BANCARIO S. PAOLO IMI<br />

AG. N. 8 - Via E. Restivo, 85<br />

90041 <strong>Palermo</strong><br />

Conto Corrente n. 961<br />

Coord. Banc. ABI 1025 - CAB 4608<br />

Specificare la causale del versamento<br />

in<strong>di</strong>ce<br />

gennaio/febbraio 20<strong>11</strong><br />

La <strong>Caritas</strong> fa memoria della santità <strong>di</strong> Giovanni Paolo II ..... 3<br />

La Missione Speranza e Carità riconosciuta<br />

associazione ecclesiastica ........................... 4<br />

«Dacci sempre questo pane» (Gv 6,34) .................. 5<br />

Una giornata per ricordare ........................... 6<br />

I giornalisti festeggiano il protettore San Francesco <strong>di</strong> Sales ... 7<br />

La situazione politica italiana ........................ 8<br />

Lo sviluppo del Meri<strong>di</strong>one è questione nazionale ........... 9<br />

Tirrenia e Siremar aspettano un compratore .............. 10<br />

Futuro incerto per la FIAT <strong>di</strong> Termini ................... <strong>11</strong><br />

Coor<strong>di</strong>narsi per servire il territorio ..................... 12<br />

I Vicariato - 5ª zona pastorale ......................... 12<br />

Padre Doroteo in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ..... 12<br />

IV Vicariato ..................................... 13<br />

I Vicariato - 4ª zona pastorale ......................... 13<br />

I centri <strong>di</strong> ascolto per il contrasto alle nuove e vecchie povertà ... 14<br />

Prestito della speranza .............................. 15<br />

Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o ................................ 16<br />

Scarp de’ tenis ................................... 16<br />

Educare in Sicilia: risorse e problemi ................... 17<br />

Yes... we can: adesso animare è possibile! .................. 18<br />

La tratta degli esseri umani .......................... 19<br />

“Una sola Famiglia umana” ........................... 20<br />

Rapporto sulle migrazioni a <strong>Palermo</strong> .................... 21<br />

8 febbraio - Memoria <strong>di</strong> suor Bakhita .................... 21<br />

La rivolta del gelsomino ............................. 22<br />

Sulla via dei nuovi orientamenti pastorali ................ 23<br />

Un salesiano cappellano tra i giovani del Malaspina ......... 24<br />

Al Rev. Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong> ....................... 24<br />

“Non nasconderti dal gioco, nascon<strong>di</strong>ti per gioco” ........... 25<br />

Riapre la chiesa Santa Maria <strong>di</strong> Gesù al Capo.... ............ 26<br />

Vent’anni <strong>di</strong> Inventare Insieme ........................ 26<br />

A<strong>di</strong>nkra. ........................................ 27<br />

“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” ... 28<br />

Per l’accoglienza <strong>di</strong> familiari <strong>di</strong> ammalati Casa “Federica Lo Presti” ... 29<br />

“Và e fa anche tu…”. ............................... 29<br />

Il Libro: “La Costituzione Storie <strong>di</strong> ieri – Valori <strong>di</strong> oggi” ....... 30<br />

Senza Carnevale siamo”!!! ........................... 30<br />

Che bella giornata ................................. 31<br />

Avvio Master Universitario <strong>di</strong> Primo Livello ............... 32


e<strong>di</strong>toriale<br />

<strong>di</strong> Benedetto Genual<strong>di</strong><br />

La <strong>Caritas</strong> fa memoria della santità<br />

<strong>di</strong> Giovanni Paolo II<br />

Rinnoviamo lo spirito <strong>di</strong> Assisi e la lotta alla mafia<br />

Vogliamo fare festa per un papa dei<br />

nostri giorni che viene proclamato<br />

beato. La notizia della beatificazione<br />

<strong>di</strong> Giovanni Paolo II per il prossimo 1°<br />

maggio ha fatto il giro del mondo, suscitando<br />

pieno consenso non solo nella Chiesa<br />

cattolica, ma anche in tutto il mondo<br />

cristiano. Anche le altre fe<strong>di</strong> religiose e lo<br />

stesso mondo laico hanno espresso valutazioni<br />

favorevoli seppure con motivazioni<br />

<strong>di</strong>verse. L’annuncio <strong>di</strong> Benedetto XVI ha<br />

avuto una particolare risonanza nei continenti<br />

più poveri del mondo: il ministero <strong>di</strong><br />

Giovanni Paolo II ha avuto una impronta<br />

decisamente itinerante; egli si è fatto pellegrino<br />

presso il cuore <strong>di</strong> tutte le persone<br />

più fragili e <strong>di</strong> tutte le nazioni più povere<br />

del pianeta. Ancora oggi conserva un<br />

fascino <strong>di</strong> forte attrazione spirituale<br />

e <strong>di</strong> indubbia provocazione<br />

culturale il suo “non abbiate<br />

paura! Aprite le porte a Cristo!”,<br />

pronunciato il 22 ottobre del<br />

1978, a una settimana dall’annuncio<br />

della sua elezione a 264°<br />

papa della Chiesa Cattolica. Fin<br />

dall’inizio è stata chiara l’impostazione<br />

teologico-pastorale del<br />

suo Pontificato: essere il Vescovo<br />

<strong>di</strong> Roma, che sa stare in mezzo al popolo<br />

delle parrocchie della sua <strong>di</strong>ocesi romana,<br />

ed essere nello stesso tempo il pastore<br />

della Chiesa universale che si mette in<br />

cammino per incontrare i popoli del<br />

mondo. Egli si è fatto primo ban<strong>di</strong>tore del<br />

Vangelo della giustizia e della carità, della<br />

vita e della pace, nello stile del pellegrino<br />

instancabile che chiede a tutti <strong>di</strong> promuovere<br />

i <strong>di</strong>ritti umani e <strong>di</strong> favorire lo sviluppo<br />

integrale della persona umana e dei<br />

popoli della terra. Non è casuale che<br />

Benedetto XVI abbia scelto il 1° maggio<br />

per proclamare beato il suo predecessore<br />

Giovanni Paolo II, suo amico e collaboratore<br />

per lunghi anni. Non ci sfugge che la<br />

data scelta coincide con la festa del<br />

mondo del lavoro e, quest’anno, anche con<br />

la Domenica della Divina Misericor<strong>di</strong>a<br />

(seconda domenica <strong>di</strong> Pasqua). Questa<br />

data, pertanto, oltre a ricordare il quinto<br />

anno della morte <strong>di</strong> Giovanni Paolo II,<br />

commemora il 20° anno dell’Enciclica<br />

Centesimus Annus, offerta alla Chiesa<br />

proprio il 1° maggio 1991, e l’<strong>11</strong>° anniversario<br />

della canonizzazione <strong>di</strong> Sr. Faustina<br />

Kovalska e della istituzione della Festa<br />

della Misericor<strong>di</strong>a. La santità è dono <strong>di</strong><br />

Dio alla creatura fatta a sua immagine e<br />

somiglianza, redenta dal Cristo il Santo <strong>di</strong><br />

Dio, e nello stesso tempo è dono <strong>di</strong> Dio<br />

fatto alla Chiesa che vive nel mondo. La<br />

santità <strong>di</strong> Giovanni Paolo II appartiene<br />

agli uomini e alle donne del nostro tempo.<br />

Siamo testimoni <strong>di</strong> come il mondo <strong>di</strong> oggi,<br />

i popoli del nostro pianeta, i gran<strong>di</strong> e i piccoli<br />

della terra, i giovani e gli anziani,<br />

siano stati consapevoli della santità <strong>di</strong><br />

quest’uomo, che hanno cominciato a venerare<br />

come santo fin dal giorno della sua<br />

morte. La sua vita è stata accompagnata<br />

da alcuni evidenti tratti della santità:<br />

innanzitutto dalla sofferenza fisica e spirituale<br />

che lo ha accompagnato durante<br />

la sua vita (Lettera apostolica Salvifici<br />

Doloris dell’<strong>11</strong> febbraio 1984). Anche la<br />

persecuzione e la violenza si è abbattuta<br />

sulla sua persona fino al versamento del<br />

suo sangue (attentato in piazza S. Pietro<br />

del 13 maggio 1981); ciò è chiaro segno<br />

della sua partecipazione alla vita beata<br />

secondo l’Evangelo, che chiede il perdono<br />

per coloro che ci perseguitano (visita <strong>di</strong><br />

Giovanni Paolo II in carcere ad Alì Agca<br />

nel Natale del 1983). Giovanni Paolo II è<br />

stato un instancabile <strong>di</strong>fensore del valore<br />

della vita e della verità anche in contesti<br />

<strong>di</strong> gravi <strong>di</strong>fficoltà sociali e storiche. Lo<br />

hanno sempre accompagnato l’impegno<br />

<strong>di</strong> liberazione da ogni schiavitù morale e<br />

spirituale e da ogni forma <strong>di</strong> <strong>di</strong>ttatura<br />

ideologica e politica. Come papa “venuto<br />

<strong>di</strong> lontano”, papa polacco, egli era un<br />

buon conoscitore <strong>di</strong> quei regimi comunisti<br />

dell’Europa Centrale ed Orientale, che<br />

verranno rovesciati a partire dalla Polonia<br />

fino ad arrivare alla Germania dell’est,<br />

alla Cecoslovacchia, all’Ungheria, alla<br />

Bulgaria e alla Romania. La primavera del<br />

1989, ebbe in Polonia l’esaltante esperienza<br />

del sindacato in<strong>di</strong>pendente polacco<br />

Solidarnosc, guidata da Lech Walesa.<br />

Sempre nello stesso anno allo<br />

smantellamento della Cortina<br />

<strong>di</strong> ferro in Ungheria segue la<br />

caduta del Muro <strong>di</strong> Berlino, la<br />

caduta del regime sovietico, il<br />

crollo del muro <strong>di</strong> Berlino.<br />

“Certo la lotta, che ha portato<br />

ai cambiamenti dell’89, ha<br />

richiesto luci<strong>di</strong>tà, moderazione,<br />

sofferenza e sacrifici; in un<br />

certo senso, essa è nata dalla<br />

preghiera, e sarebbe stata impensabile<br />

senza un’illimitata fiducia in Dio, Signore<br />

della storia, che ha nelle mani il cuore<br />

degli uomini” (Centesimus Annus, n. 25).<br />

Egli è stato Pastore animato da autentica<br />

passione per la Chiesa, esercitando il<br />

magistero petrino nei solchi del Concilio<br />

Vaticano II. La <strong>Caritas</strong> infine vuole ricordare<br />

in modo particolare due eventi, ai<br />

quali intende ispirare il suo impegno per<br />

l’animazione della carità: la Giornata<br />

mon<strong>di</strong>ale <strong>di</strong> preghiera per la pace con la<br />

convocazione degli uomini <strong>di</strong> tutte le religioni<br />

ad Assisi (27 ottobre 1986) e l’appello<br />

agli uomini <strong>di</strong> mafia perchè si convertano,<br />

in occasione della Visita Pastorale in<br />

Sicilia, nella Valle dei Templi ad Agrigento<br />

(9 maggio 1993).<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 3


arci<strong>di</strong>ocesi<br />

<strong>di</strong> Pino Grasso<br />

LA MISSIONE SPE<br />

RICONOSCIUTA ASSOCIA<br />

Dopo vent’anni <strong>di</strong> attività la Missione<br />

“Speranza e Carità”, fondata<br />

e <strong>di</strong>retta da Biagio Conte<br />

è stata riconosciuta Associazione<br />

Ecclesiastica. È stato il Car<strong>di</strong>nale<br />

Paolo Romeo che nel corso della celebrazione<br />

della solennità dell’Epifania<br />

<strong>di</strong> Nostro Signore Gesù Cristo, dello<br />

scorso 6 gennaio ha dato l’annuncio in<br />

Cattedrale alla città. La Missione<br />

“Speranza e Carità”, è nata nel 1991,<br />

sotto i portici della Stazione Centrale<br />

della città <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ad opera del<br />

missionario laico fratel Biagio Conte<br />

che insieme ad alcuni volontari portava<br />

ristoro ai poveri.<br />

“Oggi – ha detto l’Arcivescovo nel<br />

corso del’omelia – è doveroso che io<br />

faccia riferimento ad una realtà presente<br />

nel territorio della nostra Città e<br />

della nostra Arci<strong>di</strong>ocesi: la Missione <strong>di</strong><br />

Speranza è Carità. Un po’ come i Magi<br />

che incontriamo oggi, il caro fratel<br />

Biagio Conte, si è lasciato scomodare<br />

da Dio, che gli parlava, non tanto<br />

attraverso la luce <strong>di</strong> una stella, ma per<br />

mezzo dell’oscurità dei più poveri,<br />

degli emarginati e degli esclusi. Fratel<br />

Biagio ha seguito questa strana “stella”<br />

della presenza <strong>di</strong> Cristo negli ultimi.<br />

Ha trovato questa strana luce in<br />

mezzo a tutta l’oscurità che andava<br />

scorgendo nelle notti <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, in<br />

particolare sotto i portici e sui marciapie<strong>di</strong><br />

della Stazione Centrale. E insieme<br />

a lui, in questi anni, tanti si sono<br />

lasciati interpellare dalla povertà dei<br />

fratelli bisognosi della nostra complessa<br />

realtà citta<strong>di</strong>na, cercando <strong>di</strong><br />

essere per loro come il buon samaritano.<br />

È la splen<strong>di</strong>da realtà della Missione<br />

che oggi accoglie, sfama, serve gli<br />

ultimi della nostra Città, donando loro<br />

soprattutto la speranza, il sorriso, il<br />

calore <strong>di</strong> una fraternità semplice ma<br />

piena <strong>di</strong> amore. Oggi i Missionari e i<br />

volontari della la Missione <strong>di</strong> Speranza<br />

Carità, insieme agli amici e ai benefattori,<br />

sono qui con noi a fare Eucaristia,<br />

in questo scenario che, oltre che dei<br />

colori dei popoli si arricchisce del<br />

calore dell’accoglienza e della carità<br />

<strong>di</strong> questo importante realtà <strong>di</strong> servizio<br />

al nostro territorio”.<br />

L’approvazione degli Statuti della Missione<br />

come Associazione pubblica <strong>di</strong><br />

fedeli è stata fatta lo scorso 2 ottobre,<br />

la vigilia della vista del Santo Padre<br />

Benedetto XVI a <strong>Palermo</strong>. “Ho approvato<br />

– ha proseguito Romeo – dando al<br />

carisma che Dio ha suscitato in questi<br />

anni una veste giuri<strong>di</strong>ca che – se il<br />

Signore vorrà – potrà agevolarne una<br />

migliore crescita e un più sicuro sviluppo<br />

in seno alla<br />

comunità ecclesiale.<br />

Tutti ringraziamo il<br />

Signore. Riconosciamo<br />

il servizio svolto<br />

dalla Missione come<br />

attenzione a quelle<br />

membra del Corpo<br />

Mistico fra le più fragili:<br />

i poveri che non<br />

possiedono nulla, né<br />

in termini <strong>di</strong> affetti<br />

né in termini <strong>di</strong> beni.<br />

Per noi tutti l’invito a<br />

non tirarci in<strong>di</strong>etro<br />

rispetto<br />

alla nostra<br />

parte da<br />

fare. Non<br />

possiamo<br />

delegare il<br />

bene a chi<br />

già lo fa: la<br />

povertà è<br />

una “stella”<br />

che<br />

interpella<br />

tutti ad<br />

una risposta<br />

generosa<br />

<strong>di</strong><br />

carità, ciascuno<br />

nell’ambito<br />

che gli è proprio, ciascuno nell’ambiente<br />

in cui vive ed opera ogni giorno”.<br />

Il carisma della Missione è l’accoglienza<br />

e il donarsi ai nuovi poveri della<br />

città ovvero a tutti quelli che rimangono<br />

in<strong>di</strong>etro e ai margini <strong>di</strong> questa<br />

società così in<strong>di</strong>fferente; vengono<br />

chiamati barboni, vagabon<strong>di</strong>, giovani<br />

sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati,<br />

prostitute, profughi, immigrati,<br />

ma in Missione si chiamano tutti fratelli<br />

e sorelle senza alcuna <strong>di</strong>stinzione.<br />

Attualmente la Missione accoglie<br />

ed assiste circa 800 persone in tre<br />

comunità: due destinate all’ accoglienza<br />

maschile e una per l’accoglienza <strong>di</strong><br />

donne singole o mamme con bambini.<br />

L’incontro con il Santo Padre, era<br />

stato anticipato a Biagio Conte e a don<br />

Pino Vitrano, tre giorni prima della<br />

sua visita a <strong>Palermo</strong> dal car<strong>di</strong>nale<br />

Romeo in occasione dell’inaugurazione<br />

del nuovo refettorio <strong>di</strong> via Decollati.<br />

“A questo appuntamento che ci ha<br />

messo in trepidazione, ci siamo premuniti<br />

con una icona del Buon Pastore<br />

<strong>di</strong>pinta dalla nostra iconografa e in<br />

4 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


RANZA E CARITÀ<br />

ZIONE ECCLESIASTICA<br />

aggiunta<br />

abbiamo<br />

preparato<br />

una breve<br />

lettera, un<br />

Dvd <strong>di</strong>vulgativo<br />

della Missione<br />

e un<br />

libro.<br />

D o p o<br />

tanta attesa<br />

è toccato<br />

a noi<br />

“gli ultimi”,<br />

l’emozione<br />

era<br />

tanta, ma<br />

alla fine<br />

siamo stati a tu per tu con il Papa.<br />

Quanta emozione negli occhi e nel<br />

cuore <strong>di</strong> entrambi, non sapevamo se<br />

era vero quello che stavamo vivendo o<br />

sognavamo. Se eravamo a <strong>Palermo</strong> o<br />

<strong>di</strong>rettamente in Vaticano, tutto sembrava<br />

vero, ma fuori dal reale, era l’incontro<br />

nuovo (la prima volta), ma<br />

antico (come se ci fossimo conosciuti<br />

da sempre), abbiamo detto quasi balbettando:<br />

“Santo Padre, tutti i fratelli<br />

Ultimi, ti salutano e ti abbracciano,<br />

perché tu sei la nostra Speranza”, e il<br />

Papa ci ha risposto: “Conosco il vostro<br />

operato, continuate, io vi bene<strong>di</strong>co e<br />

voi pregate per me”. Pochi minuti<br />

sono sembrati una eternità, ci hanno<br />

riempito il cuore, la mente, lo spirito,<br />

perché avevamo<br />

detto poco<br />

e niente, ma<br />

avevamo detto<br />

tutto”.<br />

Biagio Conte è<br />

stato uno dei<br />

pochi a incontrare<br />

in privato<br />

il Papa, nella<br />

sede della<br />

Curia, prima<br />

dell’appuntamento<br />

in Cattedrale<br />

con il<br />

clero. “È stato<br />

un regalo gran<strong>di</strong>ssimo<br />

- <strong>di</strong>ce il missionario - il mio<br />

cuore era scosso da questa grande<br />

emozione. La visita del Papa è stato un<br />

segno importante per questa città in<br />

crisi che ha bisogno <strong>di</strong> risposte concrete.<br />

Sono convinto che qualcosa<br />

cambierà. Mi sono sempre sentito<br />

parte della società, degli ultimi, e questo<br />

riconoscimento mi fa sentire parte<br />

anche della Chiesa rimanendo sempre<br />

fedele allo spirito <strong>di</strong> San Francesco.<br />

Accolgo con tutto il cuore questo miracolo<br />

che investe tutta la Missione. Il<br />

cammino è ancora lungo - continua -<br />

ma questo incontro con il Papa è simbolo<br />

<strong>di</strong> speranza per tanti poveri”.<br />

«Dacci sempre questo pane» (Gv 6,34)<br />

La <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

in questo tempo <strong>di</strong> Quaresima<br />

desidera proporre a tutte le<br />

comunità della <strong>di</strong>ocesi un itinerario in<br />

compagnia <strong>di</strong> Gesù maestro che ci<br />

educa a cogliere i molteplici significati<br />

del pane come alimento della quoti<strong>di</strong>anità,<br />

come cibo essenziale, come con<strong>di</strong>visione,<br />

come Eucaristia, in vista del<br />

25° Congresso Eucaristico che si terrà<br />

ad Ancona nel settembre prossimo.<br />

È per questa ragione che ad ogni parrocchia<br />

verrà fatto pervenire un kit <strong>di</strong><br />

SUSSIDI QUARESIMA-PASQUA 20<strong>11</strong><br />

sussi<strong>di</strong> <strong>di</strong> <strong>Caritas</strong> Italiana dal titolo<br />

“DACCI SEMPRE QUESTO PANE”. L’Opuscolo<br />

per le famiglie, l’album per i<br />

bambini, il poster e il salvadanaio contenuti<br />

nel kit aiuteranno le comunità a<br />

prendere consapevolezza che solo Gesù<br />

è il “maestro buono” e il “pane che dà<br />

la vita”. Le parrocchie che desiderano<br />

acquistare copie del materiale fornito<br />

possono rivolgersi all’agente locale<br />

addetto ai sussi<strong>di</strong> il signor ATTARDO<br />

(cellulare: 320/437-36-77; e-mail:<br />

gero.attardo@cittanuova.it)<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 5


attualità<br />

<strong>di</strong> suor Fernanda Di Monte<br />

Una giornata per ricordare<br />

“La memoria cammina nel tempo”<br />

20<strong>11</strong>, Giornata della<br />

Memoria. Perché la memoria<br />

Perché Auschwitz 27gennaio<br />

Interrogativi che si pongono, puntualmente,<br />

ogni anno. Per chi è stata in<br />

visita in <strong>di</strong>versi lager (ve ne sono 47!),<br />

come chi scrive, entrare in uno <strong>di</strong> essi,<br />

provoca uno shock emotivo non in<strong>di</strong>fferente.<br />

Qualcuno ha detto che bisogna<br />

“salvare i lager dal tarlo della<br />

retorica, non coltivare il sentimento<br />

facile delle “gite scolastiche”, ma<br />

incrementare la conoscenza, insegnare<br />

a vedere follia e orrore”.<br />

È proprio così. Entrare ad Auschwitz,<br />

attraversare quella terra insanguinata,<br />

dove milioni <strong>di</strong> uomini, donne,<br />

bambini sono stati sacrificati all’ideologia,<br />

alla follia, suscita un silenzio<br />

interiore pieno <strong>di</strong> dolore e <strong>di</strong> incredulità.<br />

Per questo lo Stato Italiano “riconosce<br />

il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento<br />

dei cancelli <strong>di</strong> Auschwitz,<br />

“Giorno della Memoria”, al fine <strong>di</strong><br />

ricordare la Shoah (sterminio del<br />

popolo ebraico e non solo), le leggi<br />

razziali, la persecuzione italiana dei<br />

citta<strong>di</strong>ni ebrei, gli italiani che hanno<br />

subìto la deportazione, la prigionia, la<br />

morte, nonché coloro che, anche in<br />

campi e schieramenti <strong>di</strong>versi, si sono<br />

opposti al progetto<br />

<strong>di</strong> sterminio, ed<br />

a rischio della propria<br />

vita hanno<br />

salvato altre vite e<br />

protetto i perseguitati.”<br />

Così recita<br />

il testo dell’articolo<br />

1 della<br />

legge n. 2<strong>11</strong> del<br />

20 luglio 2000 in<br />

memoria <strong>di</strong> chi ha<br />

subito la deportazione,<br />

la prigionia<br />

e la morte all’interno<br />

dei campi <strong>di</strong><br />

concentramento.<br />

La scelta della<br />

data ricorda il 27<br />

gennaio 1945<br />

quando le truppe<br />

sovietiche dell’Armata<br />

Rossa, nel corso dell’offensiva in<br />

<strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> Berlino, arrivarono presso<br />

la città polacca <strong>di</strong> Auschwitz, scoprendo<br />

il suo tristemente famoso<br />

campo <strong>di</strong> concentramento e liberandone<br />

i pochi superstiti. A partire da<br />

quella scoperta le testimonianze dei<br />

sopravvissuti rivelarono compiutamente<br />

per la prima volta al mondo<br />

l’orrore del genoci<strong>di</strong>o nazista.<br />

“Le nostre parole al servizio della<br />

Memoria” è l’espressione con cui le<br />

Paoline <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> hanno contribuito<br />

alla Giornata incontrando <strong>11</strong>0 studenti<br />

delle quinte classi del Liceo Classico<br />

Vittorio Emanuele II, ponendo<br />

attraverso la loro produzione multime<strong>di</strong>ale,<br />

opportunità <strong>di</strong> riflessione.<br />

L’incontro, svoltosi presso la Sala<br />

Beato Giacomo Alberione, della Libreria<br />

Paoline, ha visto un’assemblea<br />

attenta, alla spiegazione della Giornata<br />

e alla visione del film: Il bambino<br />

con il pigiama a righe.<br />

Film proiettato nelle scuole <strong>di</strong> tutta<br />

Italia che narra dell’amicizia <strong>di</strong> due<br />

bambini, Bruno, 8 anni, figlio del<br />

comandate nazista e Shmuel, un bambino<br />

ebreo rinchiuso nel campo. Insieme<br />

vivranno la loro amicizia con<strong>di</strong>videndo<br />

fino alla fine la stessa sorte.<br />

Al termine della visione del film, il<br />

silenzio è stato palpabile, i giovani<br />

sono intervenuti con emozione entrando<br />

nel merito della storia e riconoscendo<br />

la necessità che quanto è accaduto<br />

non si ripeta più.<br />

Una delle frasi che si incontrano nel<br />

campo <strong>di</strong> Auschwitz, recita: “Chi<br />

<strong>di</strong>mentica il proprio passato è condannato<br />

a ripeterlo”.<br />

La Giornata della Memoria, ha questo<br />

scopo: ricordare per non ripetere<br />

più…<br />

6 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


attualità<br />

<strong>di</strong> Francesco Paolo Geraci<br />

I GIORNALISTI FESTEGGIANO<br />

IL PROTETTORE SAN FRANCESCO DI SALES<br />

Premiati i partecipanti al concorso fotografico sulla visita del Santo Padre<br />

“Rispetto a un mondo <strong>di</strong>ventato complesso,<br />

dove la comunicazione è preponderante,<br />

siamo a combattere una<br />

lotta con armi impari”. Lo ha detto il<br />

vescovo ausiliare dell’Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> mons. Carmelo Cuttitta intervenuto<br />

lo scorso 24 gennaio, nel salone<br />

“Beato Giacomo Alberione” della<br />

Libreria Paoline dove i giornalisti<br />

hanno festeggiato il loro protettore a<br />

San Francesco <strong>di</strong> Sales. Il Vescovo nel<br />

corso del suo intervento ha aggiunto<br />

che: “Il mondo oggi ha cambiato ra<strong>di</strong>calmente<br />

il modo <strong>di</strong> comunicare<br />

sopratutto dall’introduzione dei New<br />

me<strong>di</strong>a. La ricerca della verità deve<br />

essere perseguita dagli operatore<br />

delle comunicazione altrimenti si<br />

rischia <strong>di</strong> entrare in una <strong>di</strong>mensione<br />

in cui un fatto viene narrato non nel<br />

rispetto della verità ma su ciò che si<br />

vuole <strong>di</strong>re”.<br />

All’incontro organizzato dall’Ufficio<br />

pastorale per le Comunicazioni Sociali,<br />

<strong>di</strong>retto dal <strong>di</strong>acono<br />

Pino Grasso,<br />

insieme alla Libreria<br />

Paoline e ai<br />

Servizi Informatici<br />

dell’Arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong>, hanno<br />

preso parte Vittorio<br />

Corra<strong>di</strong>no e<br />

Teresa Di Fresco,<br />

rispettivamente<br />

presidente e vice<br />

presidente dell’Or<strong>di</strong>ne dei giornalisti<br />

<strong>di</strong> Sicilia, suor Fernanda Di Monte paolina<br />

che ha illustrato il senso della<br />

giornata e presentato la figura <strong>di</strong> San<br />

Francesco <strong>di</strong> Sales, come antesignano<br />

della comunicazione, Franco Lannino,<br />

fotografo professionista e Vincenzo<br />

Grimal<strong>di</strong>ni, responsabile dei<br />

Servizi Informativi dell’Arci<strong>di</strong>ocesi<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>.<br />

Al termine del Forum si è svolta<br />

la premiazione del concorso<br />

fotografico organizzato<br />

per documentare<br />

i momenti<br />

più curiosi della<br />

visita che il Santo<br />

Padre ha effettuato<br />

a <strong>Palermo</strong> lo scorso 3<br />

ottobre 2010. Al 1° posto si<br />

è classificato Giuseppe<br />

Blanda che ha documentato<br />

un uomo che cercava <strong>di</strong><br />

vedere il Papa che ha vinto una fotocamera<br />

<strong>di</strong>gitale, al 2° posto Erminia Scaglia<br />

che ha presentato una fotografia<br />

con cui immortala i Vescovi siciliani<br />

che scattano foto al Papa che ha vinto<br />

un telefono cellulare, e al 3° posto<br />

Anna Clemente con una foto <strong>di</strong> un<br />

uomo appollaiato su un albero che ha<br />

vinto un lettore MP4.<br />

Tutte le foto partecipanti al concorso<br />

sono state esposte nel salone “Beato<br />

Alberione” della Libreria Paoline.<br />

Auguri<br />

La redazione <strong>di</strong> “Se ognuno fa qualcosa - Informa-<br />

<strong>Caritas</strong>” formula i migliori auguri a Marcella Onorato,<br />

segretaria amministrativa della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, che ha congiunto in<strong>di</strong>ssolubilmente<br />

la sua vita con Giuseppe Zanet venerdì 25<br />

febbraio presso il Santuario Mariano Diocesano<br />

Madonna della Milicia.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 7


attualità<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Notarstefano<br />

“<br />

La situazione politica italiana<br />

La 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani<br />

La posta in gioco è l’Italia!” –<br />

così iniziava il suo intervento<br />

introduttivo il vicepresidente<br />

del Comitato organizzativo della 46^<br />

Settimana Sociale Luca Diotallevi a<br />

Reggio Calabria. Non si tratta <strong>di</strong> un’espressione<br />

enfatica, ma piuttosto <strong>di</strong><br />

una consapevolezza che il Bene Comune<br />

che oggi sta a cuore ai cattolici italiani<br />

è proprio il Paese. Stiamo infatti<br />

assistendo ad un crisi senza precedenti<br />

che coinvolge tanto il nostro sistema<br />

istituzionale, quanto la qualità stessa<br />

della vita politica ed amministrativa<br />

italiana ad ogni livello.<br />

La Seconda Repubblica, nata sotto i<br />

colpi <strong>di</strong> una pesante iniziativa giu<strong>di</strong>ziaria<br />

che ha visto spazzar via i partiti che<br />

avevano contribuito alla crescita del<br />

sistema repubblicano, ha generato un<br />

sistema politico fondato su partitiazienda<br />

e coalizioni prive <strong>di</strong> una precisa<br />

cultura politica in grado <strong>di</strong> rappresentare<br />

le istanze più autentiche della<br />

società civile. La partecipazione alla<br />

vita pubblica è sempre più affidata ad<br />

oligarchie autogenerantesi prive <strong>di</strong><br />

ra<strong>di</strong>camento culturale e sociale, che<br />

hanno perso la sfida della “rigenerazione”<br />

<strong>di</strong> una democrazia compiuta offerta<br />

dalla stagione dell’alternanza inaugurata<br />

alla fine degli anni novanta.<br />

Il timbro videocratico del <strong>di</strong>battito<br />

politico nazionale ha inoltre contribuito<br />

alla degenerazione della <strong>di</strong>alettica<br />

politica, praticamente inesistente,<br />

lasciando spazio alla partigianeria,<br />

al servilismo militante ed all’incapacità<br />

<strong>di</strong> “stare sui fatti”.<br />

La prospettiva federale, sban<strong>di</strong>erata a<br />

parole e senza un reale progetto <strong>di</strong><br />

sostenibilità finanziaria ed amministrativa,<br />

rischia <strong>di</strong> <strong>di</strong>ventare un artificio<br />

tecnico per moltiplicare il centralismo<br />

e, quin<strong>di</strong>, il <strong>di</strong>stacco tra società<br />

e istituzioni, al <strong>di</strong> là del “folklore” <strong>di</strong><br />

or<strong>di</strong>nanza ostentato dai seguaci del<br />

“Senatùr”. Le amministrazioni locali<br />

sono nella morsa <strong>di</strong> un patto <strong>di</strong> stabilità<br />

che impe<strong>di</strong>sce ogni spazio <strong>di</strong><br />

manovra che vada oltre la gestione<br />

dell’or<strong>di</strong>nario e la prassi, sempre più<br />

<strong>di</strong>ffusa, <strong>di</strong> scambiare spesa pubblica<br />

con consenso (soprattutto nel meri<strong>di</strong>one,<br />

ma non solo).<br />

Le tentazioni antipolitiche, unite alle<br />

pulsioni giustizialiste da un lato e dalla<br />

professionalizzazione della politica dall’altro<br />

hanno caratterizzato il decennio<br />

trascorso. Ciò s’inserisce in una fase <strong>di</strong><br />

stanchezza del processo <strong>di</strong> integrazione<br />

politica europea e ad uno spostamento<br />

del baricentro della vita politica internazionale<br />

dall’asse statunitense-europeo<br />

a quello asiatico orientale.<br />

La vita politica nazionale appare incapace<br />

<strong>di</strong> intercettare le vere sfide della<br />

globalizzazione democratica e del<br />

cambiamento del modello <strong>di</strong> sviluppo,<br />

e schiacciata dalle questioni <strong>di</strong> piccolo,<br />

piccolissimo cabotaggio del salottino<br />

(o dovremmo <strong>di</strong>re dell’alcova)<br />

nazionale.<br />

In tale contesto anche i cattolici fanno<br />

fatica ad abitare lo spazio pubblico<br />

con un progetto capace <strong>di</strong> sintonizzarsi<br />

sulle gran<strong>di</strong> sfide e sulle gran<strong>di</strong><br />

questioni. Essi appaiono in affanno e<br />

spesso intenti a <strong>di</strong>fendere ren<strong>di</strong>te <strong>di</strong><br />

posizione: la proposta <strong>di</strong> un’Agenda <strong>di</strong><br />

Speranza della recente Settimana<br />

Sociale vorrebbe essere un tentativo<br />

<strong>di</strong> liberare le energie vitali presenti<br />

nel vasto arcipelago del movimento<br />

cattolico per convogliarle verso un<br />

<strong>di</strong>scorso politico autorevole. Ciò presuppone<br />

il ruolo <strong>di</strong> un laicato capace<br />

<strong>di</strong> incidere nella vita pubblica a vario<br />

livello, a partire dall’impegno verso un<br />

nuovo patto educativo tra generazioni,<br />

tra categorie sociali e tra territori.<br />

Da dove ricominciare Da dove ripartire<br />

Un patto etico Una “nuova generazione<br />

<strong>di</strong> politici” Nuove istituzioni<br />

Una nuova forma dello Stato Il federalismo<br />

Sono <strong>di</strong>verse le questioni sul<br />

tappeto dell’agenda pubblica italiana<br />

che dovranno essere oggetto non solo<br />

<strong>di</strong> documenti ufficiali, convegni accademici<br />

e incontri tra tecnici, ma anche<br />

della capacità delle nostre comunità <strong>di</strong><br />

ricominciare a stu<strong>di</strong>are e approfon<strong>di</strong>re<br />

tali temi, <strong>di</strong> leggerli alla luce dei principi<br />

del magistero sociale e <strong>di</strong> sperimentare<br />

forme, strumenti e percorsi<br />

capaci <strong>di</strong> generare davvero quel<br />

“nuovo protagonismo sociale” tanto<br />

auspicato dall’episcopato italiano.<br />

8 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


attualità<br />

<strong>di</strong> Gianfranco Matarazzo<br />

Lo sviluppo del Meri<strong>di</strong>one è questione nazionale<br />

Come favorire un ciclo virtuoso nella nostra Regione<br />

Meno19,57%. È il dato aggregato<br />

relativo al calo delle presenze<br />

turistiche italiane nella<br />

nostra Regione nel quadriennio 2006-<br />

2009. Non è un dato <strong>di</strong>rettamente pertinente<br />

con i temi <strong>di</strong> cui si occupa la<br />

rivista: eppure anch’esso contribuisce<br />

alla composizione <strong>di</strong> uno scenario<br />

inquietante per la nostra Isola.<br />

Abbiamo già raccolto le considerazioni<br />

della Banca d’Italia, del CENSIS, i<br />

vari rapporti sulle con<strong>di</strong>zioni della<br />

Regione e in ultimo i dati duri relativi<br />

alla <strong>di</strong>soccupazione nel Sud, in particolare<br />

quella giovanile, da parte dell’I-<br />

STAT. I riferimenti specifici alla Sicilia<br />

sono impietosi.<br />

A fronte <strong>di</strong> questo scenario, abbiamo<br />

alle porte la riforma federalista che,<br />

nonostante come definizione teorica<br />

descriva un processo istituzionale tendenzialmente<br />

virtuoso, a livello <strong>di</strong><br />

proiezioni e <strong>di</strong> simulazione sta suscitando<br />

molta apprensione non solo<br />

negli amministratori locali, ma anche<br />

nei vescovi. Questi ultimi, e in una<br />

maniera <strong>di</strong> per sé eloquente e profetica,<br />

hanno rivolto un appello non come<br />

vescovi delle regioni del Sud, ma come<br />

Conferenza Episcopale Italiana per un<br />

federalismo solidale e chiedono che la<br />

questione dello sviluppo del Meri<strong>di</strong>one<br />

sia considerata questione nazionale.<br />

Ci fermiamo qui nella ricostruzione<br />

dello scenario regionale: i dati sono<br />

noti e facilmente recuperabili ed è<br />

inutile infierire su una responsabilità<br />

politica sempre più evidente.<br />

Che fare Come orientarsi<br />

Innanzitutto, occorre saper articolare<br />

la lettura della realtà politicosociale<br />

per evitare un <strong>di</strong>sfattismo<br />

generalizzato.<br />

Proprio in questa fase storica e in questo<br />

scenario, <strong>di</strong>verse realtà hanno<br />

<strong>di</strong>mostrato una capacità <strong>di</strong> tenuta inequivocabile.<br />

Tra esse emerge l’istituto<br />

della famiglia, soprattutto nella sua<br />

espressione biologica. C’è poi un associazionismo<br />

che ha conservato vitalità:<br />

dalle sue manifestazioni storiche, come<br />

nel caso <strong>di</strong> quello religioso, a una parte<br />

significativa del sindacato, dall’impren<strong>di</strong>toria<br />

alle nuove aggregazioni a tutela<br />

<strong>di</strong> temi decisivi quali la legalità.<br />

La stessa amministrazione pubblica<br />

ha saputo esprimere un servizio qualificato<br />

proprio in tempo <strong>di</strong> crisi e al<br />

nostro territorio: pensiamo al sistema<br />

delle prefetture, alle forze <strong>di</strong> polizia,<br />

alla magistratura.<br />

Emerge una realtà che si <strong>di</strong>mostra<br />

solida e su cui occorre continuare a<br />

investire.<br />

Nelle stesse forze politiche, fermo<br />

restando una desolazione oramai trasversale<br />

a livello <strong>di</strong> apparati autoreferenziali,<br />

permangono risorse giovani e<br />

competenti che vanno supportate.<br />

C’è poi un’operazione <strong>di</strong> riappropriazione<br />

<strong>di</strong> punti <strong>di</strong> riferimento importanti<br />

da sottrarre alla retorica e alla<br />

strumentalizzazione. Ci riferiamo al<br />

fare sistema e rete. Si era partiti bene<br />

e ora sono <strong>di</strong>ventate formule abusate.<br />

Se solo cominciassimo a purificarle e a<br />

impiegarle in maniera avveduta, ad<br />

esempio rispetto alle realtà su cui<br />

prima ci siamo soffermati, compiremmo<br />

un grande passo in avanti.<br />

Una parola conclusiva la riserviamo<br />

alla questione educativa. In una<br />

Regione conosciuta per l’abuso realizzato<br />

nell’ambito della formazione,<br />

occorre saper proporre una formazione<br />

socio-politica nuova. Le proposte<br />

attualmente in corso stanno segnando<br />

il passo: ma la sfida va accolta, proprio<br />

prendendo le <strong>di</strong>stanze da una formazione<br />

che non serve a nulla e riconoscendo<br />

l’insufficienza <strong>di</strong> molte delle<br />

attuali proposte.<br />

In questo scenario, il punto fermo dell’attenzione<br />

alla persona e la cura dei<br />

rapporti interpersonali che costituiscono<br />

la vita del corpo sociale permetteranno<br />

anche <strong>di</strong> rinvigorire quella<br />

società civile e quell’opinione pubblica<br />

per troppi anni mortificate dalla<br />

frammentazione <strong>di</strong>spersiva e dalla<br />

<strong>di</strong>visione ora non più giustificabile.<br />

In un territorio umiliato nelle sue<br />

potenzialità c’è la possibilità <strong>di</strong> favorire<br />

una primavera e un ciclo virtuoso.<br />

Molti ci stanno già lavorando.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 9


lavoro<br />

<strong>di</strong> Enzo Di Giovanni<br />

Tirrenia e Siremar aspettano un compratore<br />

Il futuro del porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> tra luci e ombre<br />

Da un paio d’anni la crisi finanziaria globale insi<strong>di</strong>a la cantieristica navale<br />

ed i sistemi portuali internazionali. E la congiuntura, soprattutto in<br />

Europa, erode senza soluzione <strong>di</strong> continuità posti <strong>di</strong> lavoro già messi a<br />

dura prova dalla concorrenza dei paesi del Far Est. In Italia gli impren<strong>di</strong>tori<br />

del comparto sono alla ricerca <strong>di</strong> una rotta che li porti fuori dalle acque infide<br />

e paludose della crisi. Qualcuno cerca un viatico verso appro<strong>di</strong> meno incerti.<br />

Intanto a <strong>Palermo</strong> si fanno i conti col cinismo dei numeri e le nozze coi<br />

fichi secchi.<br />

Da sette mesi la Tirrenia <strong>di</strong> Navigazione è stata posta in amministrazione<br />

straor<strong>di</strong>naria e da sei mesi stessa sorte è toccata alla Siremar. Due storiche<br />

compagnie <strong>di</strong> navigazione con un enorme bacino <strong>di</strong> utenza, che danno occupazione<br />

a circa 2500 lavoratori e ad un indotto che si aggira intorno alle <strong>di</strong>ecimila<br />

unità. La Tirrenia ne conta 1670, tra marittimi ed amministrativi, ai<br />

quali bisogna aggiungere 200 precari stagionali: vengono assunti a tempo<br />

determinato nei mesi estivi per affrontare al meglio il cospicuo flusso turistico.<br />

La Siremar ha un organico <strong>di</strong> 480 lavoratori, corroborato da 70 marittimi<br />

assunti sempre a tempo determinato nei mesi estivi. I primi a subire il <strong>di</strong>sagio<br />

dell’amministrazione straor<strong>di</strong>naria sono i <strong>di</strong>pendenti Tirrenia, perché la<br />

società azionista, la Fintecna, ha azzerato il consiglio d’amministrazione,<br />

nominando un commissario che, appena inse<strong>di</strong>atosi, ha <strong>di</strong>sposto una organizzazione<br />

del lavoro che prevede una cassa integrazione per 722 <strong>di</strong>pendenti, che<br />

ruotano in una turnazione <strong>di</strong> 233 lavoratori. E pensare che Tirrenia e Siremar<br />

un tempo erano<br />

leader in Europa<br />

nel settore<br />

traghetti. Adesso<br />

aspettano un<br />

compratore. A<br />

guardare <strong>di</strong> là<br />

dalle banchine<br />

del nostro<br />

porto, purtroppo<br />

lo scenario<br />

non cambia.<br />

Anche i Cantieri<br />

navali <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

risentono<br />

della crisi internazionale<br />

delle costruzioni, delle riparazioni e delle trasformazioni navali. Una<br />

caduta verticale <strong>di</strong> commesse ha messo in ginocchio i 520 lavoratori del Gruppo<br />

Fincantieri e i circa 1500 lavoratori dell’indotto occupati l’anno scorso. Già<br />

170 sono i lavoratori in Cigs e dal prossimo aprile se ne prevedono 470. Nell’indotto<br />

si temono in tempi brevi 500 cassintegrati e 800 <strong>di</strong>soccupati. Sono tutti<br />

Lavoratori <strong>di</strong> altissima specializzazione (saldatori, carpentieri, motoristi navali,<br />

pontisti, sabbiatori e pittori) che, alla bisogna e grazie alla loro versatilità,<br />

vengono richiesti da altri cantieri navali. La Regione Sicilia ha stanziato 55<br />

milioni <strong>di</strong> euro per la ristrutturazione dei bacini galleggianti. I lavori andranno<br />

in gara d’appalto. Se la commessa sarà aggiu<strong>di</strong>cata da Fincantieri, sarebbe una<br />

boccata d’ossigeno anche per i lavoratori dell’indotto.<br />

Le Autorità portuali <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> e Termini<br />

Imerese da alcuni anni promuove una<br />

serie <strong>di</strong> iniziative, progettazioni e lavori,<br />

finalizzati anche al recupero dell’occupazione.<br />

Nella seconda metà <strong>di</strong> quest’anno<br />

dovrebbe essere avviato il restiling<br />

della stazione marittima, progettato<br />

da Italo Rota, per un costo <strong>di</strong> 25<br />

milioni <strong>di</strong> euro. È stato realizzato il<br />

recupero dell’area archeologica e il<br />

restauro monumentale del Parco<br />

archeologico del Castello a mare e la<br />

sua valorizzazione grazie alla rassegna<br />

culturale “Porto d’arte”. È stato indetto<br />

altresì il progetto d’idee per la rifunzionalizzazione<br />

delle due Gru scarica rinfuse<br />

al Molo Trapezoidale. Il progetto<br />

vincitore prevede la realizzazione <strong>di</strong><br />

bar, ristoranti e aree fitness. Un simbolo<br />

dell’interazione Città-Porto. Da<br />

tempo è stato avviato anche il rilancio<br />

dello scalo <strong>di</strong> Termini Imerese con<br />

opere <strong>di</strong> ristrutturazione e consolidamento<br />

delle infrastrutture e investimenti<br />

per l’Interporto. È stato siglato<br />

un protocollo d’intesa tra l’Autorità portuale<br />

ed il Comune per garantire l’occupazione<br />

sul territorio. L’obiettivo è fare<br />

<strong>di</strong> Termini un polo logistico strategico<br />

per la Sicilia occidentale a cui affiancare<br />

le crescenti attività della nautica da<br />

<strong>di</strong>porto e del turismo. Nel 2010 l’Autorità<br />

portuale ha partecipato a quattro<br />

eventi internazionali: Il Seatrade <strong>di</strong><br />

Miami, il SIL <strong>di</strong> Barcellona, l’Expo <strong>di</strong><br />

Shangai e il Sea Trade Med <strong>di</strong> Cannes.<br />

Nel corso dei quali l’A.P. ha promosso<br />

l’immagine del porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, illustrando<br />

le potenzialità dello scalo e raccogliendo<br />

ottimi e concreti risultati<br />

soprattutto nel settore delle crociere.<br />

Grazie a questo lavoro promozionale si<br />

prevede per il 20<strong>11</strong> nel porto <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

un incremento <strong>di</strong> appro<strong>di</strong> e crocieristi<br />

intorno al 30 per cento. Entro quest’anno<br />

saranno conclusi i lavori <strong>di</strong> riqualificazione<br />

e ammodernamento della Cala<br />

per farne un polo <strong>di</strong>portistico d’eccellenza.<br />

10 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


Lo stabilimento sorse nel 1970<br />

nel territorio comunale <strong>di</strong> Termini<br />

Imerese (<strong>di</strong>struggendo la<br />

zona migliore dell’agricoltura locale,<br />

con gli espropri forzati dei<br />

terreni,offrendo ai proprietari l’Assunzine(allora<br />

a tempo indeterminato)<br />

grazie ad un consistente contributo<br />

della Regione Siciliana erogato al<br />

gruppo Fiat per ottenerne la localizzazione<br />

nel territorio; venne allo scopo<br />

creata la Sicilfiat una società a partecipazione<br />

regionale <strong>di</strong> cui la Fiat deteneva<br />

il pacchetto <strong>di</strong> maggioranza.<br />

A quei tempi oltre che l’agricoltura il<br />

territorio aveva delle grande risorse<br />

umane <strong>di</strong> artigianato ed era anche fiorente<br />

la pesca; tutte queste risorse<br />

sono state azzerate dalla possibilità<br />

che fiat aveva creato col miraggio del<br />

posto sicuro, e anche una sicurezza<br />

pensionistica,sanitaria per queste<br />

categorie.<br />

Ma le scelte più sciagurate le avevano<br />

realizzato le amministrazioni locali<br />

degli anni ’60, non avendo voluto dotare<br />

questo comune <strong>di</strong> un piano regolatore,<br />

che potesse costruire un futuro migliore<br />

per tutte le generazioni del comprensorio,<br />

anzi <strong>di</strong> tutto il territorio madonita.<br />

Crisi annunciata perche già nell’autunno<br />

del 2002, la Fiat aveva già<br />

<strong>di</strong>chiarato la chiusura della fabbrica,<br />

adducendo il motivo dell’antieconomicità<br />

dello stabilimento. Ricordo nella<br />

qualità <strong>di</strong> segretario della FIM-CISL <strong>di</strong><br />

allora che da subito ci siamo mobilitati<br />

per impe<strong>di</strong>re che ciò accadesse,e<br />

grazie anche alle grande azioni sindacali<br />

pacifiche ed ad una straor<strong>di</strong>naria<br />

solidarietà <strong>di</strong> popolo e <strong>di</strong> tutte le foze<br />

dell’or<strong>di</strong>ne, mai vista prima d’ora in<br />

Sicilia, il <strong>di</strong>segno della Fiat non è riuscito.<br />

Oggi la Fiat, approfittando <strong>di</strong> una crisi<br />

economica legata alla globalizzazione<br />

industriale, ha deciso la chiusura della<br />

Fabbrica, volendo addebitare tale<br />

lavoro<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Vuono<br />

FUTURO INCERTO<br />

PER LA FIAT DI TERMINI<br />

Storia <strong>di</strong> una crisi annunciata<br />

scelta ai costi <strong>di</strong> gestione.<br />

Cose assolutamente false e strumentali,<br />

perché per le stesse ragioni era<br />

stata minacciata la chiusura <strong>di</strong> Mirafiori<br />

e Pomigliano. Cosa che non è<br />

avvenuta.<br />

Mentre per Termini tutto questo non è<br />

stato possibile! In tutti questi mesi<br />

non ho mai letto o ascoltato che qualcuno<br />

avesse fatto questa domanda al<br />

sig. Marchionne! Come mai!<br />

Beh! Penso che <strong>di</strong>etro la scelta della<br />

Fiat <strong>di</strong> andar via da Termini, ci siano<br />

delle ragioni <strong>di</strong> carattere politico. Le<br />

scelte economiche e industriali, almeno<br />

in Sicilia, sono spesso scelte politiche.<br />

Tutto ciò è a danno delle famiglie dei<br />

lavoratori che si dovranno sobbarcare<br />

mesi e mesi <strong>di</strong> cassa integrazione. In<br />

attesa <strong>di</strong> nuova sistemazione, speriamo<br />

per tutti i lavoratori, c’è una riduzione<br />

salariale che oscilla dal 30% al<br />

40%. Le famiglie saranno costrette a<br />

fare tagli sulle spese quoti<strong>di</strong>ane,<br />

anche e soprattutto per i propri figli.<br />

Alcune famiglie saranno costrette a<br />

non poter pagare i debiti contratti in<br />

questi anni, tra i quali quelli per<br />

mutui sulla prima casa, come pure<br />

hanno <strong>di</strong>fficoltà per sanitarie e scolastiche.<br />

Tutto ciò comporterà un aumento<br />

della micro criminalità già per la<br />

verità molto <strong>di</strong>ffusa nel nostro territorio,<br />

un aumento al ricorso del lavoro<br />

nero. Anche i giovani dovranno ancra<br />

aspettare per realizzare il loro progetto<br />

<strong>di</strong> famiglia, come pure c’è da considerare<br />

che le attività commerciali<br />

hanno subito un rallentamento.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> <strong>11</strong>


promozione caritas<br />

dell’equipe Promozione <strong>Caritas</strong><br />

COORDINARSI PER SE<br />

Il <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, Mons. Benedetto<br />

Genual<strong>di</strong>, e l’Equipe <strong>di</strong>ocesana<br />

PROMOZIONE CARITAS in prosecuzione<br />

del progetto <strong>di</strong> animazione della<br />

carità con il servizio <strong>di</strong> accompagnamento<br />

delle parrocchie, per l’attuazione<br />

del decentramento pastorale, si<br />

sono incontrati con gli operatori della<br />

carità della 5ª zona pastorale del I Vicariato<br />

(Villagrazia-Falsomiele). L’incontro<br />

è avvenuto nei locali della parrocchia<br />

“S.Giovanni Maria Vianney”, più<br />

conosciuta come “S.Curato d’Ars”, alla<br />

I Vicariato - 5ª zona pastorale<br />

presenza del Parroco Coor<strong>di</strong>natore,<br />

don Sergio Mattaliano e <strong>di</strong> responsabili<br />

e operatori <strong>di</strong> 7 delle 9 <strong>Caritas</strong> delle<br />

parrocchie della zona pastorale:<br />

S.Curato d’Ars, S.Caterina da Siena,<br />

S.Giuseppe (Chiavelli) S.Luca, Maria<br />

SS. Di Pompei, Maria SS. Delle Grazie<br />

(Villagrazia), Madonna del Buon Consiglio.<br />

Gli operatori dell’Equipe <strong>Diocesana</strong>,<br />

insieme al <strong>di</strong>rettore, si sono soffermati<br />

su alcuni punti chiave della Lettera<br />

Pastorale “Vi annuncio una grande<br />

gioia che sarà <strong>di</strong> tutto il popolo” <strong>di</strong> S.E.<br />

Mons. Paolo Romeo, punti riguardanti<br />

la me<strong>di</strong>azione pastorale dei vicariati e<br />

delle zone pastorali, della missionarietà<br />

della parrocchia chiamata ad<br />

essere a servizio del territorio in uno<br />

stile <strong>di</strong> pastorale d’integrazione. Nel<br />

corso dell’incontro è emersa la volontà<br />

degli operatori <strong>di</strong> mettere in rete le<br />

<strong>di</strong>verse realtà parrocchiali per trovare<br />

insieme risposte adeguate alle esigenze<br />

e alle problematiche presenti nel<br />

territorio.<br />

È stato quin<strong>di</strong> costituito il Coor<strong>di</strong>namento<br />

degli operatori della carità della<br />

5ª zona pastorale del I Vicariato (Villagrazia-Falsomiele)<br />

per iniziare a lavorare<br />

su una proposta largamente con<strong>di</strong>visa<br />

che riguarda l’apertura, in futuro,<br />

<strong>di</strong> un Centro <strong>di</strong> Ascolto Interparrocchiale.<br />

Ciò ha fatto emergere l’esigenza<br />

<strong>di</strong> garantire una formazione agli operatori<br />

della carità della zona che consenta<br />

un qualificato servizio <strong>di</strong> ascolto dei<br />

poveri.<br />

Il <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana, in<br />

accordo col Parroco Coor<strong>di</strong>natore,<br />

accoglie la <strong>di</strong>sponibilità delle parrocchie<br />

<strong>di</strong> “Maria SS. Di Pompei” e <strong>di</strong> “S.<br />

Caterina da Siena”, le quali si metteranno<br />

in contatto con le realtà caritative<br />

del territorio per dare attuazione<br />

pratica al coor<strong>di</strong>namento.<br />

Padre Doroteo in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

Padre Santos Doroteo Borda<br />

López, Direttore della <strong>Caritas</strong><br />

<strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> Abancay in Perù,<br />

in occasione del corso <strong>di</strong> formazione<br />

per rettori <strong>di</strong> seminario, che ha seguito<br />

in Italia, martedì 15 febbraio è stato<br />

in visita alla <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong>. Questa è stata l’occasione –<br />

<strong>di</strong>ce padre Doroteo – per ricambiare<br />

la visita che ci fece un paio <strong>di</strong> anni fa<br />

don Benedetto Genual<strong>di</strong>, nonché<br />

motivo per continuare a consolidare i<br />

rapporti <strong>di</strong> reciprocità con la <strong>Caritas</strong><br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>. Inoltre – ha continuato –<br />

la mia preghiera è quella<br />

che ci sosteniate, formando<br />

soggetti capaci<br />

<strong>di</strong> realizzare progetti <strong>di</strong><br />

sviluppo sociale, per<br />

aiutare la crescita delle<br />

realtà peruviane. Padre<br />

Doroteo, in questi giorni,<br />

ha visitato anche<br />

varie comunità della<br />

Sicilia dove si attuano<br />

progetti <strong>di</strong> solidarietà, e<br />

domani ritornerà in<br />

Perù.<br />

12 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


promozione catitas<br />

<strong>di</strong> Concetta Patti<br />

RVIRE IL TERRITORIO<br />

IV Vicariato<br />

Seguendo le in<strong>di</strong>cazioni del’Osservatorio<br />

Diocesano <strong>Caritas</strong>, in<br />

or<strong>di</strong>ne all’osservazione del territorio,<br />

si sono riunite le 5 zone pastorali<br />

del IV Vicariato.<br />

Hanno partecipato 3 parroci coor<strong>di</strong>natori:<br />

P. Grillo, P. Alerio, P. Francolino<br />

con la presenza del Vicario P. M. Polizzi,<br />

la referente C. Patti e le collaboratrici<br />

<strong>di</strong> zona: Wanda Beninati, Adriana<br />

Cognato, Carmela Sorce, C. Piacenza e<br />

Franzolin Cecilia.<br />

Insieme hanno riflettuto sull’importanza<br />

della conoscenza delle risorse e<br />

delle povertà del territorio, espressione<br />

dell’intero popolo <strong>di</strong> Dio, per creare<br />

più facilmente relazioni e per rendere<br />

più efficace l’azione caritativa.<br />

Si sono interrogati su qual è la conoscenza<br />

del territorio. Tutti sono stati<br />

concor<strong>di</strong> che, al <strong>di</strong> là della mappatura,<br />

si conoscono solo le povertà ambientali,<br />

morali e le risorse presenti.<br />

Però oggi occorre organizzare meglio<br />

quello che già conosciamo.<br />

Oggi tutto deve essere co<strong>di</strong>ficato e<br />

schedato. Dall’Osservatorio <strong>di</strong>ocesano<br />

<strong>di</strong>retto da G. Giambusso presente agli<br />

incontri vengono offerti degli strumenti<br />

semplici che dobbiamo imparare<br />

ad usare per rispondere con più<br />

imme<strong>di</strong>atezza ai<br />

bisogni. Dai vari<br />

interventi emerge<br />

che il IV Vicariato<br />

è molto variegato<br />

sia culturalmente,<br />

sia economicamente.<br />

Abbiamo<br />

parrocchie benestanti<br />

e parrocchie<br />

povere. Si<br />

avverte la necessità<br />

che tra le parrocchie si possa<br />

creare uno scambio <strong>di</strong> risorse. Ma la<br />

nostra mentalità in<strong>di</strong>vidualista, campanilista<br />

e poco evangelica non ci permette<br />

<strong>di</strong> attuare quanto ha detto<br />

Gesù: “chi ha due tuniche, ne <strong>di</strong>a una<br />

a chi non ne ha”. Però dobbiamo pur<br />

<strong>di</strong>re che ci sono tentativi d solidarietà,<br />

<strong>di</strong> accoglienza tra alcune parrocchie.<br />

Si evidenzia maggiore sensibilità<br />

e <strong>di</strong>sponibilità da parte dei referenti<br />

per questo nuovo stile <strong>di</strong> collaborazione,<br />

mentre c’è maggiore resistenza<br />

nei parroci. Auspichiamo che<br />

questi problemi si possano <strong>di</strong>scutere<br />

insieme tra laici e presbiteri per una<br />

crescita evangelica comune. Tutti<br />

quanti siamo d’accordo che per una<br />

migliore conoscenza del territorio si<br />

debbano utilizzare le schede proposte<br />

dall’Osservatorio per poi monitorarle.<br />

Alcune <strong>Caritas</strong> parrocchiali sono fornite<br />

<strong>di</strong> PC, e come ha detto G. Giambusso<br />

nel tempo potremo collegarci e<br />

fare rete. Inoltre si sente l’esigenza <strong>di</strong><br />

essere presenti nel territorio e creare<br />

relazioni anche con le istituzioni; ma<br />

per fare ciò questi incontri zonali<br />

sono utili, perché promuovono Comunione<br />

tra noi; tra le Parrocchie della<br />

zona pastorale, per poi arrivare a dei<br />

piccoli progetti unitari. Ma per fare<br />

ciò è importante non trascurare la formazione<br />

per avere una nuova visione<br />

<strong>di</strong> Chiesa Comunione veramente al<br />

servizio dei più deboli. È utile coinvolgere<br />

tutte le forze della comunità,<br />

sopratutto i più giovani.<br />

I VICARIATO - 4ª ZONA PASTORALE<br />

Il 10 Dicembre 2010 la parrocchia S<br />

Raffaele Arcangelo, appartenente<br />

alla VI zona pastorale del 1° vicariato<br />

ha ufficialmente festeggiato l’apertura<br />

del centro <strong>di</strong> ascolto,<br />

denominato “Centro Mercede”.<br />

Successivamente<br />

alla conclusione della formazione<br />

tenuta dall’Equipe<br />

<strong>di</strong> Area Promozione<br />

<strong>Caritas</strong>, sono state indette<br />

varie iniziative che hanno<br />

coinvolto tutto il territorio<br />

e hanno fatto sì che la gente venisse a<br />

conoscenza <strong>di</strong> questo nuovo progetto,<br />

per educarli nella mentalità che i poveri<br />

sono <strong>di</strong> tutti e non solo della parrocchia.<br />

Lo sportello <strong>di</strong> ascolto è attivo il martedì<br />

dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e il<br />

venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18.30<br />

e vi sono 15 volontari, più varie figure<br />

professionali de<strong>di</strong>te a<br />

curare l’accoglienza,<br />

l’ascolto, l’orientamento<br />

e l’accompagnamento<br />

delle persone che si<br />

presentano, coinvolgendo<br />

e tenendo i contatti<br />

con le risorse del<br />

territorio.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 13


progetti<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Mattina<br />

I centri <strong>di</strong> ascolto per il contrasto<br />

alle nuove e vecchie povertà<br />

Il Dipartimento regionale della<br />

Famiglia e delle Politiche Sociali<br />

ha attivato lo scorso anno attraverso<br />

un avviso pubblico la progettazione<br />

<strong>di</strong> interventi rivolti alla sperimentazione<br />

<strong>di</strong> azioni urgenti <strong>di</strong> contrasto<br />

alle vecchie e nuove povertà. I destinatari<br />

finali <strong>di</strong> tali interventi sono persone<br />

che vivono in con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> grave<br />

povertà alle quali è necessario garantire<br />

il sod<strong>di</strong>sfacimento dei bisogni primari<br />

e più in particolare:<br />

Persone senza fissa <strong>di</strong>mora;<br />

Persone in situazioni <strong>di</strong> crisi e nella<br />

con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> povertà, <strong>di</strong> solitu<strong>di</strong>ne e<br />

<strong>di</strong> grave emarginazione;<br />

Nuclei familiari in con<strong>di</strong>zione<br />

<strong>di</strong> grave marginalità sociale.<br />

I progetti approvati sono<br />

stati quasi 100 con un impegno<br />

finanziario <strong>di</strong> €<br />

13.409.246,42. I Progetti<br />

regionali <strong>di</strong>rettamente riferibili<br />

alle <strong>Caritas</strong> Diocesane o<br />

a parrocchie sono 32 in tutto<br />

il territorio della Regione.<br />

La nostra Arci<strong>di</strong>ocesi realizzerà,<br />

a partire dal prossimo<br />

mese, le attività <strong>di</strong> sperimentazione<br />

attraverso una progettualità<br />

che coinvolgeranno<br />

i centri <strong>di</strong> ascolto <strong>di</strong>ocesani<br />

e i centri <strong>di</strong> ascolto parrocchiali<br />

che già operano in<br />

<strong>di</strong>versi territori della Diocesi.<br />

Utilità, valore e impatto sociale<br />

dei progetti si realizzano nella possibilità<br />

<strong>di</strong> raggiungere in linea <strong>di</strong>retta le<br />

categorie <strong>di</strong> persone fragili portatrici<br />

delle <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> povertà. Carcerati,<br />

<strong>di</strong>sabili, immigrati, donne e minori<br />

vittime <strong>di</strong> tratta, donne immigrate,<br />

anziani soli, soggetti affetti da vecchie<br />

e nuove forme <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza, persone<br />

in <strong>di</strong>fficoltà economica. Non solo nella<br />

<strong>di</strong>mensione del singolo portatore <strong>di</strong>retto<br />

del <strong>di</strong>sagio, ma del più ampio nucleo<br />

familiare, coinvolto a <strong>di</strong>versi livelli e<br />

per molteplici aspetti nel problema.<br />

I progetti intendono, pertanto, sostenere<br />

le attività <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong> intervento<br />

promosse dai <strong>di</strong>versi Centri <strong>di</strong> Ascolto.<br />

L’ascolto, la relazione d’aiuto, l’accompagnamento<br />

all’estinzione del bisogno<br />

<strong>di</strong> prima necessità, si costituiscono<br />

come testimonianza attiva della carità.<br />

La garanzia del raggiungimento <strong>di</strong> tali<br />

obiettivi è data dalla esperienza e dal<br />

metodo <strong>di</strong> lavoro, che privilegia in<br />

modo esclusivo il contatto <strong>di</strong>retto con<br />

le povertà, l’accompagnamento attivo<br />

delle persone in situazioni <strong>di</strong> <strong>di</strong>sagio<br />

in tutto il processo <strong>di</strong> aiuto, dalla<br />

richiesta sino alla possibile soluzione<br />

del bisogno.<br />

Interventi previsti<br />

• fornitura <strong>di</strong> beni e servizi <strong>di</strong> prima necessità;<br />

• <strong>di</strong>stibuzione <strong>di</strong> beni, <strong>di</strong> materiali e supporti<br />

<strong>di</strong>dattici, <strong>di</strong> mobilio e attrezzature per la casa,<br />

<strong>di</strong> servizi per l’igene della persona;<br />

• accoglienza <strong>di</strong>urna e notturna;<br />

• assistenza <strong>di</strong> tipo sanitaria;<br />

• assistenza <strong>di</strong> tipo socio-psico-pedagogica;<br />

• assistenza a sostegno della formazione.<br />

Altro punto fondamentale sarà lo<br />

scambio continuo <strong>di</strong> buone prassi e<br />

metodologie operative tra i centri <strong>di</strong><br />

ascolto <strong>di</strong>ocesani e quelli parrocchiali.<br />

L’obiettivo generale che si propongono<br />

i progetti è quello <strong>di</strong> attivare azioni <strong>di</strong><br />

contrasto alle <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> povertà<br />

strutturate ed emergenti presenti nel<br />

territorio <strong>di</strong>ocesano, promuovendo<br />

processi <strong>di</strong> sostegno, responsabilizzazione<br />

e <strong>di</strong> inclusione sociale. Nello<br />

specifico, questo si traduce nei<br />

seguenti obiettivi specifici:<br />

• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong><br />

aiuto per famiglie in <strong>di</strong>fficoltà;<br />

• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e <strong>di</strong><br />

aiuto per detenuti adulti e minori del<br />

circuito penale e per le loro famiglie;<br />

• Ampliare i servizi <strong>di</strong> ascolto e aiuto<br />

per le persone immigrate;<br />

• Pre<strong>di</strong>sporre servizi <strong>di</strong> cura alla persona<br />

(mensa, docce, abiti…);<br />

• Ampliare il servizio <strong>di</strong> consulenza<br />

legale;<br />

• Implementare un servizio <strong>di</strong> ascolto<br />

ed aiuto per soggetti affetti da <strong>di</strong>pendenza<br />

patologica;<br />

• Programmare e realizzare, progetti<br />

in<strong>di</strong>vidualizzati <strong>di</strong> sostegno economico<br />

(anche attraverso, per esempio,<br />

la <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> generi<br />

alimentari o l’acquisto <strong>di</strong><br />

materiale <strong>di</strong>dattico) e <strong>di</strong> assistenza<br />

abitativa ai nuclei<br />

familiari con un red<strong>di</strong>to inferiore<br />

al minimo vitale e in<br />

con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> grave marginalità<br />

sociale.<br />

I territori della Diocesi coinvolti<br />

sono alcune aree <strong>di</strong><br />

“periferia” della città <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> (i quartieri interessati<br />

in modo particolare<br />

sono: Centro Storico, San<br />

Filippo Neri, San Giovanni<br />

Apostolo, Corso dei Mille,<br />

Bonagia, Borgo Ulivia, Falsomiele,<br />

Borgo Nuovo, Cruillas,<br />

Borgo Vecchio, Arenella-Vergine<br />

Maria, Zisa, Danisinni, Brancaccio,<br />

Settecannoli) e i comuni <strong>di</strong> Termini<br />

Imerese, Bagheria, Misilmeri e Lercara<br />

Frid<strong>di</strong> e Villabate.<br />

Le modalità operative verranno concordate<br />

nelle prossime settimane con<br />

gli operatori e i centri <strong>di</strong> ascolto parrocchiali<br />

coinvolti nei progetti.<br />

Ogni centro verrà fornito dei necessari<br />

supporti informatici e <strong>di</strong> momenti <strong>di</strong><br />

formazione per la realizzazione efficace<br />

degli interventi. Tutto al servizio<br />

dei poveri dei nostri territori.<br />

14 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


lavoro<br />

<strong>di</strong> Michele Gallo<br />

“Ampliata la platea dei destinatari: microcre<strong>di</strong>to sociale e alla impresa”<br />

Èstato perfezionato a Roma il<br />

nuovo accordo-quadro per il<br />

rilancio del programma nazionale<br />

<strong>di</strong> microcre<strong>di</strong>to denominato “Prestito<br />

della speranza” e destinato alle<br />

famiglie in <strong>di</strong>fficoltà economica e<br />

sociale con o senza figli.<br />

L’accordo-quadro, sottoscritto dalla<br />

CEI a dall’ABI, ha ampliato la platea<br />

dei potenziali beneficiari del prestito<br />

assistito dal fondo <strong>di</strong> garanzia CEI.<br />

Sono ammissibili alla garanzia del<br />

fondo i finanziamenti aventi le<br />

seguenti caratteristiche:<br />

Cre<strong>di</strong>to sociale: finanziamenti personali<br />

che potranno essere concessi a<br />

favore delle famiglie, <strong>di</strong> importo non<br />

superiore ad € 6.000 erogati dalle banche<br />

concedenti in quote mensili <strong>di</strong><br />

€ 500, ovvero secondo altre modalità<br />

concordate tra la banca ed il cliente.<br />

Tali finanziamenti potranno essere<br />

estesi con nuova delibera della banca<br />

fino ad un massimo <strong>di</strong> ulteriori<br />

€ 6.000, ma solo dopo 12 mesi dalla<br />

concessione del primo finanziamento.<br />

Microcre<strong>di</strong>to all’impresa: finanziamenti<br />

<strong>di</strong> importo non superiore ad<br />

€ 25.000, conce<strong>di</strong>bili a microimprese<br />

promosse dalle famiglie sottoforma <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>tte in<strong>di</strong>viduali o società <strong>di</strong> persone o<br />

società cooperative per l’avvio o lo sviluppo<br />

<strong>di</strong> una iniziativa impren<strong>di</strong>toriale<br />

o <strong>di</strong> lavoro autonomo. Il fondo <strong>di</strong><br />

garanzia assisterà il prestito fino al<br />

50% del suo ammontare e degli oneri<br />

accessori.<br />

Il piano <strong>di</strong> rimborso è <strong>di</strong> durata non<br />

superiore a 5 anni e l’anticipata estinzione<br />

non prevede applicazioni <strong>di</strong><br />

penali. Le due linee <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>to sono<br />

destinate alle famiglie che si trovano<br />

in situazioni <strong>di</strong> vulnerabilità economica<br />

e sociale e che rispettano il requisito<br />

soggettivo <strong>di</strong> famiglia naturale<br />

fondata sul matrimonio, ai sensi dell’art.<br />

29 della Costituzione. Il requisito<br />

del matrimonio è considerato sussistere<br />

nel caso del matrimonio canonico,<br />

concordatario o civile anche se<br />

celebrato da ministro <strong>di</strong> culto acattolico<br />

o se celebrato all’estero. Possono<br />

accedere al cre<strong>di</strong>to anche i coniugi<br />

separati o che siano comparsi avanti il<br />

Presidente del Tribunale competente<br />

nelle procedure <strong>di</strong> separazione personale.<br />

Devono sussistere i seguenti<br />

requisiti:<br />

o che il finanziamento sia richiesto dal<br />

coniuge a cui siano affidati i figli o con<br />

il quale questi convivono, in caso <strong>di</strong><br />

affidamento congiunto;<br />

oppure che non si sia instaurata<br />

convivenza <strong>di</strong> fatto con persona con<br />

cui il coniuge separato sia legato da<br />

vincolo affettivo.<br />

I soggetti interessati a presentare<br />

richiesta <strong>di</strong> finanziamento dovranno<br />

rivolgersi alla <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> per un primo colloquio funzionale<br />

all’accertamento del requisito<br />

soggettivo, alla prima valutazione <strong>di</strong><br />

fattibilità del finanziamento e successivamente<br />

all’avvio della pratica alla<br />

banca designata che deciderà sulla<br />

sua concessione.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 15


giovani e sfida educativa<br />

<strong>di</strong> Giuseppa Calò<br />

Il <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o<br />

Verso un nuovo progetto <strong>di</strong> legge in Sicilia<br />

In un incontro svoltosi recentemente<br />

presso la sede <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> dell’Assessorato<br />

regionale dell’Istruzione<br />

e della Formazione Professionale,<br />

l’Assessore Mario Centorrino, con la<br />

collaborazione dell’equipe preposta e<br />

alla presenza dei rappresentanti <strong>di</strong><br />

organismi del settore, ha esposto nelle<br />

linee generali il piano legislativo <strong>di</strong><br />

intervento proposto per l’attuazione<br />

del Diritto alla Stu<strong>di</strong>o in Sicilia. In continuità<br />

con le precedenti proposte legislative,<br />

esso manifesta con chiarezza la<br />

volontà <strong>di</strong> offrire uno strumento <strong>di</strong><br />

garanzia a favore dell’inclusione sociale.<br />

Si tratta <strong>di</strong> una proposta legislativa<br />

molto articolata, ancora in fase <strong>di</strong> definizione,<br />

che prevede interventi <strong>di</strong> innovazione.<br />

Queste alcune delle principali<br />

novità: la legge istituisce l’anagrafe<br />

studenti restituendo così autorevolezza<br />

all’osservatorio delle povertà, favorisce<br />

l’introduzione dello sport nelle scuole e<br />

tutela la <strong>di</strong>sabilità. Prevede provve<strong>di</strong>menti<br />

che vanno ad implementare le<br />

misure <strong>di</strong> prevenzione e recupero della<br />

<strong>di</strong>spersione scolastica e a sostegno del<br />

successo scolastico e formativo. È prevista<br />

anche la valorizzazione per gli<br />

studenti, anche nella forma <strong>di</strong> compartecipazione<br />

a spese <strong>di</strong> viaggio <strong>di</strong> istruzione,<br />

scambi con l’estero e attività per<br />

l’approfon<strong>di</strong>mento delle lingue straniere.<br />

Novità ci sono anche per quanto<br />

riguarda la valorizzazione delle eccellenze,<br />

per favorire il successo formativo<br />

e per sostenere gli studenti siciliani<br />

iscritti presso istituzioni <strong>di</strong> eccellenza<br />

su tutto il territorio della nazione.<br />

L’ampliamento e l’articolazione dell’offerta<br />

territoriale prevede, inoltre, coor<strong>di</strong>namenti<br />

e convenzioni con le istituzioni<br />

educative e con associazioni <strong>di</strong><br />

categoria riconosciute a livello nazionale<br />

in<strong>di</strong>viduate con apposito decreto<br />

dell’Assessore<br />

attraverso l’attivazione<br />

e l’incar<strong>di</strong>namento<br />

del sistema<br />

dell’istruzione<br />

regionale della formazione<br />

<strong>di</strong> specifici<br />

percorsi. La finalità è quella <strong>di</strong> creare<br />

servizi <strong>di</strong> orientamento formativo e<br />

collegati al mondo del lavoro. Si intraprenderà,<br />

pertanto, un percorso <strong>di</strong><br />

innovazione complesso che richiederà<br />

impegno ed energie nuove. In proposito<br />

l’Assessore auspica che ci possa<br />

essere un plafond per i costi standard<br />

che si spera possano essere più alti<br />

anche in base alle esigenze del territorio.<br />

La Sicilia, dunque, è chiamata ad<br />

esprimersi in modo sempre più responsabile<br />

ed attento in materia <strong>di</strong> Istruzione<br />

e Formazione. Si tratta <strong>di</strong> una sfida<br />

<strong>di</strong> non facile accoglimento, tuttavia,<br />

essa può essere occasione <strong>di</strong> crescita,<br />

<strong>di</strong> sviluppo e <strong>di</strong> espressione <strong>di</strong> un ingegno<br />

e <strong>di</strong> una cultura che ogni siciliano<br />

può e deve mettere al servizio della<br />

propria terra perché si creino quelle<br />

con<strong>di</strong>zioni culturali, economiche e<br />

sociali in base alle quali si spossa concorrere<br />

concretamente al benessere<br />

comune.<br />

La <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, anche quest’anno sostiene tra le “Opere Segno” il progetto Scarp de’ Tenis, presente<br />

nella nostra città dal 2008. Scarp è un giornale che si fa portatore <strong>di</strong> analisi, convinzioni e valori e si propone alle<br />

comunità cristiane come strumento <strong>di</strong> sensibilizzazione rispetto ai temi e ai problemi che contrad<strong>di</strong>stinguono il<br />

mondo della grave emarginazione. Si propone <strong>di</strong> offrire a chi viene dal mondo della strada uno spazio dove raccontarsi,<br />

un’occasione concreta <strong>di</strong> ricostruzione delle capacità relazionali e <strong>di</strong> affermazione della propria <strong>di</strong>gnità. Sono proprio le<br />

persone senza <strong>di</strong>mora, infatti, a vendere il giornale nelle<br />

parrocchie e in strada, trattenendo una parte del guadagno.<br />

L’ufficio <strong>di</strong> coor<strong>di</strong>namento del progetto Scarp de’ Tenis si trova in Vicolo<br />

San Carlo 62.<br />

Tel. 091/6174075, scarpdepalermo@gmail.com<br />

Sito Internet www.scarpdetenis.it<br />

Responsabile del progetto<br />

e referente area redazionale:<br />

Sabatino Na<strong>di</strong>a cell. 3288432366<br />

Referente area sociale e <strong>di</strong>ffusionale:<br />

Provenzano Caterina cell. 3293212616.<br />

SCARP DE’ TENIS<br />

16 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


“<br />

Riven<strong>di</strong>chiamo alla <strong>di</strong>mensione<br />

educativa, umana e religiosa,<br />

un ruolo primario nella<br />

crescita del Mezzogiorno: uno sviluppo<br />

autentico e integrale ha nell’educazione<br />

le sue fondamenta più solide, perché<br />

assicura il senso <strong>di</strong> responsabilità<br />

e l’efficacia dell’agire, cioè i requisiti<br />

essenziali del gusto e della capacità<br />

d’intrapresa. I veri attori dello sviluppo<br />

non sono i mezzi economici, ma le<br />

persone. E le persone vanno educate e<br />

formate”. Con queste parole, riprese<br />

dal documento della CEI, “Per un<br />

paese solidale”. Alfio Briguglia, <strong>di</strong>rettore<br />

dell’Ufficio regionale per l’Educazione<br />

Cattolica, la Cultura, la Scuola<br />

e l’Università” ha dato avvio al Convegno<br />

su tema “Educare in Sicilia:<br />

risorse e problemi”, svoltosi dal 28 al<br />

29 gennaio. Il convegno è stato preparato<br />

da tempo dai responsabili della<br />

pastorale scolastica e dai rappresentanti<br />

delle associazioni professionali<br />

della Sicilia. Il Convegno ha favorito il<br />

confronto tra rappresentanti del<br />

mondo ecclesiastico, culturale, scolastico<br />

e universitario della Sicilia. Ha<br />

fatto anche emergere linee progettuali<br />

che saranno sviluppa nelle varie <strong>di</strong>ocesi<br />

della Sicilia.<br />

Il vescovo delegato della CESI, mons.<br />

Pennisi, nell’introduzione ai lavori, ha<br />

evidenziato il fondamentale ruolo dell’educazione<br />

per lo sviluppo della Sicilia,<br />

in particolare per assicurare alle<br />

giovani generazioni un futuro migliore.<br />

A tal proposito, ha espresso le<br />

preoccupazione della Chiesa <strong>di</strong> Sicilia<br />

per una mancanza <strong>di</strong> prospettive che<br />

<strong>di</strong>sorienta ed umilia gran parte dei<br />

giovani, li costringe all’emigrazione o<br />

alla passività, non permette a tanti<br />

talenti <strong>di</strong> manifestarsi e potenziarsi. Il<br />

ruolo della scuola è <strong>di</strong> notevole rilievo,<br />

ha sottolineato padre Bene<strong>di</strong>ce nel<br />

suo intervento, però occorre far sì che<br />

ogni scuola, sia statale che paritaria,<br />

abbia adeguate risorse per svolgere un<br />

buon servizio a favore <strong>di</strong> tutti gli alunni,<br />

in particolare dei più svantaggiati.<br />

Gli interventi dei relatori sono stati<br />

caratterizzati sia da elevata professionalità<br />

sia da impegno sociale ed educativo<br />

ed attenzione alle complesse<br />

problematiche siciliane.<br />

A proposito, è stato evidenziato dal<br />

professor Giuseppe Verde, che l’attuale<br />

quadro istituzionale affida alle<br />

regioni notevoli responsabilità. Ciò<br />

avviene, in particolare, in Sicilia che<br />

gode <strong>di</strong> una sua autonomia. Il regionalismo<br />

siciliano deve confrontarsi con<br />

le recenti riforme costituzionali e con<br />

l’avvio del federalismo fiscale e nel<br />

futuro ogni regione dovrà farsi carico<br />

dell’organizzazione e della gestione <strong>di</strong><br />

parte dei servizi formativi, magari con<br />

limitate risorse finanziarie. Sarà<br />

necessario, ha detto, che la politica<br />

regionale abbandoni la ricerca del<br />

consenso attraverso interventi clientelari<br />

e progetti iniziative politiche<br />

che possano promuovere effettivo sviluppo.<br />

È pertanto utile ed opportuno<br />

elaborare una strategia che contribuisca<br />

al rilancio del sistema formativo<br />

regionale come strumento adeguato<br />

alle esigenze delle persone.<br />

La necessità <strong>di</strong> mettere al centro la<br />

persona e il suo progetto personale e<br />

professionale è stata richiamata da<br />

giovani e sfida educativa<br />

<strong>di</strong> Giovanni Perrone<br />

EDUCARE IN SICILIA: RISORSE E PROBLEMI<br />

Il convegno regionale <strong>di</strong> pastorale scolastica<br />

suor Mariella Lo Turco. Perciò, occorre<br />

un impegno comune per un’efficace<br />

azione educativa e formativa. In tale<br />

prospettiva la formazione professionale<br />

riveste un significativo ruolo, purché<br />

ne sia garantita la qualità, superando<br />

logiche clientelari ed elettorali<br />

che ne hanno soffocato l’identità e la<br />

natura. Uno degli obiettivi dell’educazione<br />

in Sicilia, ha aggiunto il prof.<br />

Savagnone, è far sì che le persone, in<br />

particolare le giovani generazioni, alla<br />

luce del passato, siano capaci <strong>di</strong> interpretare<br />

il presente e <strong>di</strong> progettare il<br />

futuro e, in ambito ecclesiale, rivalutare<br />

la virtù teologale della speranza.<br />

L’esperienza dell’incubatorio universitario,<br />

come forma <strong>di</strong> avvio all’impren<strong>di</strong>torialità<br />

giovanile, è stata presentata<br />

dal prof. La Commare. L’università,<br />

ha sottolineato il prof. Rossi, è chiamata<br />

a dare un significativo contributo<br />

allo sviluppo economico, sociale e<br />

culturale della Sicilia.<br />

Gli altri interventi e la tavola rotonda<br />

conclusiva hanno messo in risalto le<br />

buone pratiche del far scuola e il<br />

significativo ruolo svolto dalle associazioni<br />

professionali ed universitarie,<br />

anche come spazio <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza<br />

agita.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 17


educazione-formazione<br />

<strong>di</strong> Francesco Vizzini<br />

Yes... we can: adesso animare è possibile!<br />

Ha avuto ottime risposte il percorso<br />

per animatori “Yes... we<br />

can”, promosso all’interno del<br />

progetto “Con-te-sto bene”. Circa 35<br />

giovani d’ètà compresa tra i 16 ed i 28<br />

anni hanno frequentato assiduamente<br />

il corso, rimanendo particolarmente<br />

interessati e coinvolti, ma soprattutto<br />

mettendosi in gioco in un corso che ha<br />

insegnato loro meto<strong>di</strong> e tecniche d’animazione<br />

attraverso l’esperienza in<br />

prima persona. Il metodo è stato proprio<br />

quello dell’imparare facendo, dell’apprendere<br />

sperimentando e facendo<br />

esperienza, in modo induttivo e<br />

<strong>di</strong>namico, privilegiando il lavoro <strong>di</strong><br />

gruppo. I partecipanti sono <strong>di</strong>ventati<br />

così un grande gruppo, coinvolti attraverso<br />

<strong>di</strong>namiche, giochi <strong>di</strong> ruolo e attività<br />

<strong>di</strong> animazione, successivamente<br />

replicabili con i ragazzi nei propri<br />

gruppi e realtà d’appartenenza.<br />

Il ritorno d’esperienza tra i partecipanti<br />

è stato molto positivo, come<br />

hanno raccontato loro stessi già<br />

durante il percorso.<br />

Per Maria Chiara e Salvo, catechisti ed<br />

animatori nella parrocchia san Giacomo<br />

dei Militari, «il corso è stato ben<br />

strutturato, riuscendo ad affrontare<br />

tematiche utili nel lavoro con i ragazzi,<br />

fornendo nuovi mezzi per l’animazione<br />

e un modo <strong>di</strong>verso per raggiungere i<br />

ragazzi e relazionarsi con loro. Abbiamo<br />

imparato che sono i ragazzi i veri<br />

destinatari delle nostre attenzioni educative,<br />

che devono <strong>di</strong>ventare centrali<br />

nella nostra azione, partendo proprio<br />

da loro per “trarre fuori” i loro talenti».<br />

Per Gerlando, animatore del Movimento<br />

d’istituzione teresiana, «il<br />

corso è stato interessante soprattutto<br />

sul piano personale, perché ha insegnato<br />

come migliorare il modo <strong>di</strong> relazionarsi<br />

con gli altri».<br />

Jessica, animatrice dell’oratorio<br />

p.Messina a Villagrazia <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, ha<br />

già avuto modo <strong>di</strong> riportare tra i ragazzi<br />

con cui opera ciò che ha sperimentato<br />

nelle tappe del corso, notando<br />

che «molto spesso facciamo programmi<br />

per i nostri ragazzi, <strong>di</strong>menticando<br />

che <strong>di</strong>etro ognuno <strong>di</strong> loro c’è una storia,<br />

fatta <strong>di</strong> situazioni ed esperienze<br />

<strong>di</strong>verse, mentre<br />

invece è necessario<br />

dare importanza<br />

ai ragazzi, centrando<br />

l’attenzione<br />

su <strong>di</strong> loro e non<br />

perdendo <strong>di</strong> vista<br />

le tante piccole<br />

cose che fanno<br />

parte del loro<br />

mondo».<br />

Andrea Ballabio,<br />

milanese, è uno dei formatori del<br />

corso, curato dalla cooperativa Pepita,<br />

spiega che “Yes... we can” è stato<br />

coprogettato insieme all’equipe del<br />

progetto “Con-te-sto bene” in base<br />

all’esigenza <strong>di</strong> pensare ad un percorso<br />

per educatori e animatori non alle<br />

prime armi ma che comunque affrontano<br />

per la prima volta in modo organico<br />

queste figure. Per Andrea la<br />

risposta che è arrivata dai partecipanti<br />

è stata molto positiva, in termini <strong>di</strong><br />

partecipazione, <strong>di</strong><br />

presenza, <strong>di</strong> contenuti<br />

trasmessi,<br />

<strong>di</strong> energia positiva,<br />

<strong>di</strong> voglie <strong>di</strong><br />

fare, <strong>di</strong> imparare e<br />

<strong>di</strong> mettersi in<br />

gioco. Alla domanda<br />

<strong>di</strong> quali <strong>di</strong>fferenze<br />

trova tra i<br />

partecipanti e gli<br />

animatori del territorio<br />

in cui lavora,<br />

riconosce che quando va al sud<br />

trova tanto entusiasmo, i partecipanti<br />

sono consapevoli, scelgono <strong>di</strong> esserci,<br />

invece a Milano gli oratori sono una<br />

tra<strong>di</strong>zione da 500 anni, quin<strong>di</strong> partecipare<br />

ai corsi nasce da una tra<strong>di</strong>zione,<br />

è più <strong>di</strong>fficile lavorare ma comunque<br />

la tra<strong>di</strong>zione dà ra<strong>di</strong>ci, si cammina su<br />

quest’onda. Queste due cose potrebbero<br />

essere scambiate tra animatori del<br />

sud e del nord d’Italia: entusiasmo e<br />

calore per il nord, tra<strong>di</strong>zione e cultura<br />

per il sud. Infine Andrea tiene a sottolineare<br />

che il metodo d’animazione<br />

proposto è nuovo e che risulta <strong>di</strong>fficile<br />

da applicare in entrambe le aree geografiche.<br />

Per suor Gabriella, tra i referenti del<br />

progetto “Con-te-sto bene”, «“Yes...we<br />

can” è andato molto bene, quello che<br />

non ci si aspettava è il crearsi <strong>di</strong> un<br />

bel gruppo <strong>di</strong> giovani che hanno legato<br />

tra loro, mettendosi in gioco. Dai<br />

partecipanti si è riscontrata una risposta<br />

buona, sia per contenuti che per<br />

metodologia. Il percorso evolverà con<br />

il coinvolgimento <strong>di</strong> alcuni partecipanti<br />

al corso in attività <strong>di</strong> animazione<br />

più ampie, rivolte ai giovani in ambito<br />

<strong>di</strong>ocesano».<br />

In attesa del corso <strong>di</strong> secondo livello, i<br />

partecipanti continuano a tessere<br />

legami e costruire competenze, mentre<br />

l’equipe si interroga sul compito<br />

educativo e soprattutto su come allargare<br />

il cerchio. Nella certezza che<br />

dopo questo percorso tutti questi giovani<br />

animatori potranno <strong>di</strong>re “yes... we<br />

can!” come risposta ad una chiamata<br />

più grande.<br />

18 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


emergenze sociali<br />

<strong>di</strong> Sara Ferruggia<br />

LA TRATTA DEGLI ESSERI UMANI<br />

Collaborazione tra il Gruppo Abele e la <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

L’Art.2 bis del protocollo sulla<br />

tratta, allegato alla convenzione<br />

delle Nazioni Unite sulla Criminalità<br />

Transnazionale del <strong>di</strong>cembre<br />

2000 definisce tratta <strong>di</strong> esseri umani<br />

«il trasferimento <strong>di</strong> persone attraverso<br />

minacce, inganno o abuso <strong>di</strong> autorità<br />

o vulnerabilità o attraverso un pagamento,<br />

ai fini <strong>di</strong> sfruttamento sessuale<br />

della prostituzione e <strong>di</strong> altre forme <strong>di</strong><br />

sfruttamento sessuale, <strong>di</strong> lavoro <strong>di</strong><br />

schiavitù o <strong>di</strong> pratiche analoghe alla<br />

schiavitù, la servitù o il prelievo <strong>di</strong><br />

organi.» Il mondo della prostituzione e<br />

della tratta coinvolge moltissime frange<br />

della comunità; tuttavia la conoscenza<br />

<strong>di</strong> questo fenomeno appare<br />

ancora oggi ristretta all’attenzione<br />

degli operatori sociali e celata <strong>di</strong>etro<br />

una coltre <strong>di</strong> <strong>di</strong>ffidenza, paura e <strong>di</strong>sgusto.<br />

Da queste considerazioni scaturisce<br />

la volontà della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> <strong>di</strong> attenzionare tale tematica<br />

con la finalità <strong>di</strong> strutturare interventi<br />

concreti <strong>di</strong> sensibilizzazione e<br />

conoscenza del fenomeno affinchè<br />

possa <strong>di</strong>ventare pensiero comune che<br />

“accanto all’Italia dei soprusi, della<br />

violenza e del rifiuto, c’è un Italia<br />

fatta <strong>di</strong> accoglienza e solidarietà, <strong>di</strong><br />

ricerca <strong>di</strong> giustizia e <strong>di</strong> interventi che<br />

vogliono andare al <strong>di</strong> là della presa<br />

in carico del singolo caso, per incidere<br />

sulle cause che determinano<br />

povertà ed emarginazione.” (Mirta<br />

Da Pra Pocchiesa) L’obiettivo è dunque,<br />

quello <strong>di</strong> andare incontro, <strong>di</strong>sporsi<br />

al <strong>di</strong>alogo con la strada per ascoltarne<br />

le sofferenze, toccare con mano,<br />

prendere atto, accendere una luce<br />

dentro gli<br />

angoli <strong>di</strong> un<br />

dolore <strong>di</strong>menticato.<br />

Primo<br />

passo in questa<br />

<strong>di</strong>rezione è<br />

rappresentato<br />

dall’inserimento<br />

della <strong>Caritas</strong><br />

<strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> all’interno<br />

del Progetto<br />

Papaia,<br />

nato dalla collaborazione<br />

fra <strong>Caritas</strong> Italiana e il settore<br />

“Prostituzione e Tratta” del Gruppo<br />

Abele per formare operatori con<br />

l’intento <strong>di</strong> attivare presso alcune<br />

<strong>Caritas</strong> Diocesane servizi specifici per<br />

gestire un fenomeno che appare essere<br />

significativamente presente su tutto<br />

il territorio regionale, attraverso l’acquisizione<br />

<strong>di</strong> competenze specifiche e<br />

la strutturazione <strong>di</strong> interventi concreti,<br />

La <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>,<br />

nel periodo pregresso la partecipazione<br />

al Progetto Papaia, aveva focalizzato<br />

come obiettivo prevalente la sensibilizzazione<br />

della comunità verso la<br />

conoscenza del fenomeno della tratta<br />

degli essere umani attraverso la pianificazione<br />

<strong>di</strong> un corso <strong>di</strong> formazione<br />

aperto a tutti coloro che a vario titolo e<br />

con variegata motivazione volessero<br />

approfon<strong>di</strong>re la conoscenza <strong>di</strong> un tema<br />

complesso e <strong>di</strong>fficile quale quello della<br />

tratta degli esseri umani Il corso si è<br />

articolato in 4 giornate ed è stato animato<br />

dal contributo <strong>di</strong> relatori <strong>di</strong> altissimo<br />

livello, esperti in quest’ambito<br />

specifico. A questo<br />

è seguita la pianificazione<br />

<strong>di</strong> una<br />

linea progettuale<br />

articolata in vari<br />

livelli d’intervento<br />

orientati verso la<br />

presa in carico, la<br />

conoscenza, e l’accoglienza<br />

<strong>di</strong> persone<br />

inserite nel circuito<br />

della tratta. Nella giornata del 24<br />

<strong>Febbraio</strong> c.a. a Torino presso gli Ufficio<br />

del Gruppo Abele si è tenuta la presentazione<br />

delle ipotesi progettuali<br />

strutturate dalle <strong>Caritas</strong> Diocesane<br />

partecipanti a progetto “Papaia”:<br />

Pescara, Cagliari, Sassari e, naturalmente<br />

della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> con la presenza mia e del<br />

<strong>di</strong>rettore Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong>.<br />

Fra i presenti, oltre alle realtà già citate,<br />

Oliviero Forti- responsabile Immigrazione<br />

<strong>Caritas</strong> Italiana- Mirta Da Pra<br />

Pocchiesa- la responsabile del Progetto<br />

Prostituzione e Tratta del Gruppo<br />

Abele, unitamente ad altri operatori<br />

del Gruppo Abele. Segno concreto e<br />

tangibile dell’attenzione della <strong>Caritas</strong><br />

sul territorio palermitano sarà, insieme<br />

ad altri livelli, l’attivazione dell’unità<br />

mobile <strong>di</strong> strada per <strong>di</strong>ffondere il<br />

messaggio dell’importanza <strong>di</strong> entrare<br />

in contatto <strong>di</strong>retto con queste <strong>di</strong>fficili<br />

realtà attraverso interventi sul campo.<br />

Tale linea progettuale vuole avere<br />

come scopo quello <strong>di</strong> effettuare una<br />

lettura operativa del territorio al fine<br />

<strong>di</strong> comprendere pienamente quali<br />

sono gli interventi da potenziare, da<br />

ridurre e quali nuove prospettive progettuali<br />

inserire a seguito <strong>di</strong> questo<br />

periodo <strong>di</strong> sperimentazione. Un piccolo<br />

passo, seppur tar<strong>di</strong>vo ma che segna<br />

comunque una <strong>di</strong>rezione importante,<br />

quantomeno una traccia verso la conoscenza<br />

reale <strong>di</strong> un dolore lasciato ai<br />

margini.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 19


immigrazione<br />

<strong>di</strong> Sergio Natoli<br />

“Una sola Famiglia umana”<br />

Giornata mon<strong>di</strong>ale del Migrante a <strong>Palermo</strong><br />

Quest’anno la giornata mon<strong>di</strong>ale<br />

dei Migranti è stata celebrata<br />

nella Basilica della Magione <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong>. È un appuntamento annuale<br />

a cui il S. Padre Benedetto XVI de<strong>di</strong>ca<br />

un messaggio, che quest’anno ha come<br />

titolo: “Una sola famiglia umana”.<br />

Aver vissuto un’esperienza forte <strong>di</strong> fraternità<br />

ci ha confermati nell’idea che<br />

è possibile essere “Una sola famiglia<br />

umana” nel medesimo territorio, “una<br />

sola famiglia <strong>di</strong> fratelli e sorelle in una<br />

società che si fa sempre più multietnica<br />

ed interculturale, dove anche le<br />

persone <strong>di</strong> varie religioni sono spinte<br />

al <strong>di</strong>alogo, perché si possa trovare una<br />

serena e fruttuosa convivenza nel<br />

rispetto delle legittime <strong>di</strong>fferenze”.<br />

Noi “non viviamo gli uni accanto agli<br />

altri per caso; stiamo tutti percorrendo<br />

uno stesso cammino come uomini e<br />

quin<strong>di</strong> come fratelli e sorelle”.<br />

Le strade che hanno percoso i circa 6<br />

milioni <strong>di</strong> migranti che attualmente<br />

vivono in Italia sono <strong>di</strong>verse. “Molti<br />

hanno dovuto affrontare la <strong>di</strong>fficile<br />

esperienza della migrazione, nelle sue<br />

<strong>di</strong>verse espressioni: interne o internazionali,<br />

permanenti o stagionali, economiche<br />

o politiche, volontarie o forzate.<br />

In vari casi la partenza dal proprio<br />

Paese è spinta da <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> persecuzione,<br />

così che la fuga <strong>di</strong>venta<br />

necessaria, come lo fu per la famiglia <strong>di</strong><br />

Nazareth che dovette fuggire in Egitto.<br />

Il fenomeno stesso della globalizzazione,<br />

caratteristico della nostra epoca,<br />

non è solo un processo socio-economico,<br />

ma comporta anche “un’umanità<br />

che <strong>di</strong>viene sempre più interconnessa”,<br />

superando confini geografici e culturali.<br />

Tutti, dunque, fanno parte <strong>di</strong> una<br />

sola famiglia, migranti e popolazioni<br />

locali che li accolgono,<br />

e tutti hanno<br />

lo stesso <strong>di</strong>ritto ad<br />

usufruire dei beni<br />

della terra, la cui<br />

destinazione è universale.<br />

È qui il<br />

fondamento della<br />

solidarietà e della<br />

con<strong>di</strong>visione”.<br />

Chi ha avuto l’opportunità<br />

<strong>di</strong> recarsi nei Paesi del Sud<br />

del mondo, o anche leggendo con<br />

attenzone i fatti e gli avvenimenti del<br />

mondo, si giunge alla convinzione che<br />

“la mancanza <strong>di</strong> fraternità tra gli uomini<br />

e tra i popoli” è causa profonda del<br />

sottosviluppo ed incide fortemente sul<br />

fenomeno migratorio. “L’emigrazione<br />

non è uno svago, una passeggiata per<br />

<strong>di</strong>porto. Spesso <strong>di</strong>venta dramma per<br />

l’entroterra umano e sociale nella vita<br />

<strong>di</strong> chi parte e dei suoi familiari. Miseria,<br />

fame, precarietà, malattie, contrasti<br />

sociali, lotte etniche, sfruttamento e<br />

colonialismo economico, persecuzioni<br />

sono alla base, ma anche un giusto<br />

interesse nella ricerca <strong>di</strong> una vita<br />

migliore. L’immigrazione per il paese<br />

accogliente non è un <strong>di</strong>sagio sociale<br />

assoluto, anzi può essere risorsa, poiché<br />

tante volte nei paesi accoglienti vi<br />

è un forte calo demografico, con caduta<br />

del lavoro specialmente <strong>di</strong> quei lavori<br />

che gli abitanti nativi non desiderano<br />

compiere, per una mentalità <strong>di</strong> scelta<br />

che è cambiata. D’altra parte gli immigrati<br />

sono persone che si impegnano<br />

come lavoratori in settori <strong>di</strong>versi come<br />

il servizio alla persona, alla famiglia,<br />

nell’e<strong>di</strong>lizia, nell’agricoltura, nel piccolo<br />

commercio, etc.”. “In una società in<br />

via <strong>di</strong> globalizzazione, il bene comune e<br />

l’impegno per esso non possono non<br />

assumere le <strong>di</strong>mensioni dell’intera<br />

famiglia umana, vale a <strong>di</strong>re della comunità<br />

dei popoli e delle Nazioni, così da<br />

dare forma <strong>di</strong> unità e <strong>di</strong> pace alla città<br />

dell’uomo, e renderla in qualche misura<br />

anticipazione prefiguratrice della<br />

città senza barriere <strong>di</strong> Dio”.<br />

20 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


immigrazione<br />

<strong>di</strong> Roberto Mazzarella<br />

RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI A PALERMO<br />

Il “Centro Stu<strong>di</strong> e Documentazione<br />

sulle Migrazioni”del Comune <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> ha elaborato i dati forniti<br />

dall’Ufficio Statistiche dello stesso<br />

comune e ha rilevato che al 31 <strong>di</strong>cembre<br />

2009 la popolazione straniera residente<br />

nel Comune <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> è pari a<br />

24.205 unità, con una lieve maggioranza<br />

maschile: 12.402 maschi e<br />

<strong>11</strong>.803 donne.<br />

Il numero degli stranieri residenti è<br />

sempre aumentato (da 20.888 nel<br />

2005 ad esempio, a 24.205 nel 2009).<br />

Unica eccezione è stato l’anno 2006<br />

che ha visto la flessione <strong>di</strong> tutte le<br />

comunità, incluse quelle storicamente<br />

in crescita come Sri Lanka, Tunisia,<br />

Maurizio, Marocco e Filippine e altre<br />

comunità che hanno invece registrato<br />

un incremento come Bangladesh,<br />

Cina, Serbia e Montenegro.<br />

Un dato interessante. La comunità<br />

proveniente dalla Romania è balzata<br />

dal se<strong>di</strong>cesimo posto nel 2005 (quando<br />

era ancora Repubblica socialista)<br />

al terzo posto decuplicando la propria<br />

presenza.<br />

Ancora un dato interessante.<br />

Nella nostra città si registrano 128<br />

comunità straniere ma le prime due<br />

rappresentano già oltre il 33 per cento<br />

del totale che <strong>di</strong>venta ben il 56 per<br />

cento se si considerano le prime cinque<br />

comunità straniere per presenze<br />

in città.<br />

Un dato evidenzia la trasformazione<br />

dell’immigrazione, anche nella nostra<br />

città, da “forza lavoro a “famiglie <strong>di</strong><br />

lavoratori”, ed è quello relativo alla<br />

presenza <strong>di</strong> minori. Negli ultimi cinque<br />

anni, infatti, questa presenza è<br />

rimasta costante, segno inequivocabile<br />

<strong>di</strong> una stabilizzazione definitiva.<br />

Dai 4.143 minori presenti nel 2005, si<br />

passa ai 4.750 presenti nel 2009 (2.463<br />

maschi e 2287 femmine), giungendo a<br />

rappresentare poco meno del 20 per<br />

cento del totale della popolazione<br />

straniera presente in città.<br />

Nel dettaglio:<br />

Maschi:<br />

0 – 5 anni<br />

202 Bangladesh; 196 Sri Lanka; 79<br />

Cina; 71 Ghana; e 63 Tunisia.<br />

6 – 10 anni<br />

164 Sri Lanka; 144 Bangladesh; 64<br />

Tunisia; 49 Maurizio; 42 Marocco.<br />

<strong>11</strong> – 14 anni<br />

100 Bangladesh; 86 Sri Lanka; 41<br />

Tunisia; 35 Maurizio; 26 Serbia e<br />

Montenegro.<br />

15 – 17 anni<br />

84 Sri Lanka; 75 Bangladesh; 42 Tunisia;<br />

33 Cina; 29 Filippine.<br />

Femmine:<br />

0 – 15 anni<br />

226 Sri Lanka; 180 Bangladesh; 66<br />

Ghana; 63 Cina; 50 Tunisia.<br />

6 – 10 anni<br />

170 Sri Lanka; <strong>11</strong>7 Bangladesh; 64<br />

Tunisia; 51 Maurizio; 42 Cina.<br />

<strong>11</strong> – 14 anni<br />

94 Bangladesh; 87 Sri Lanka; 50<br />

Tunisia; 36 Serbia e Montenegro; 33<br />

Maurizio.<br />

15 – 17 anni<br />

62 Sri Lanka; 46 Bangladesh; 30<br />

Tunisia; 27 Serbia e Montenegro; 26<br />

Maurizio.<br />

8 febbraio - Memoria <strong>di</strong> suor Bakhita<br />

L’8 febbraio, si celebra la memoria liturgica <strong>di</strong> suor BAKHITA, suora canossiana, protettrice<br />

delle donne vittime <strong>di</strong> tratta e schiavitù.<br />

Bakhita, che in arabo significa “fortunata”, nacque intorno al 1869 in un piccolo villaggio<br />

del Sudan occidentale. All’età <strong>di</strong> quattro anni, fu rapita da mercanti arabi <strong>di</strong> schiavi.<br />

Per il trauma subito, <strong>di</strong>menticò il proprio nome e quello dei propri familiari: furono<br />

proprio i suoi rapitori a chiamarla Bakhita. Venduta più volte dai mercanti <strong>di</strong> schiavi<br />

sui mercati <strong>di</strong> El Obeid e <strong>di</strong> Khartum, conobbe le umiliazioni, le sofferenze fisiche e<br />

morali della schiavitù. In particolare, subì un tatuaggio cruento mentre era a servizio <strong>di</strong><br />

un generale turco: le furono <strong>di</strong>segnati più <strong>di</strong> un centinaio <strong>di</strong> segni sul petto, sul ventre<br />

e sul braccio destro, incisi poi con un rasoio e successivamente coperti <strong>di</strong> sale per creare<br />

delle cicatrici permanenti.<br />

Nella capitale sudanese venne infine comprata dal console italiano residente in quella<br />

città, Callisto Legnani, con il proposito <strong>di</strong> renderle la libertà. Dopo tante peripezie<br />

arrivò in Italia e attraverso una serie ininterrotta e provvidenziale <strong>di</strong> avvenimenti si<br />

trovò ad entrare nella Chiesa cattolica, a consacrare la propria vita a Dio nell’Istituto delle Figlie della Carità fondate<br />

da Matilde <strong>di</strong> Canossa. Morì a Schio, provincia <strong>di</strong> Vicenza l’8 febbraio 1947. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in S. Pietro<br />

il 17 Maggio 1992 e canonizzata il 1º ottobre 2000. Oggi i cristiani sudanesi che ancora soffrono persecuzione e morte<br />

la invocano come loro protettrice in cielo.<br />

suor Valeria Gan<strong>di</strong>ni<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 21


immigrazione<br />

<strong>di</strong> Sebai Anouar<br />

La rivolta del gelsomino<br />

La Tunisia vuole un futuro <strong>di</strong> vera democrazia<br />

7novembre 1987, il nuovo leader<br />

Ben Ali si inse<strong>di</strong>a alla presidenza<br />

della repubblica nordafricana.<br />

Avevo ancora due anni quando Ben<br />

Ali è <strong>di</strong>ventato capo dello Stato tunisino,<br />

dopo il vecchio Habib Bourghiba,<br />

destituito con un certificato me<strong>di</strong>co <strong>di</strong><br />

‘’incapacità psicofisica’’.<br />

Il 7 novembre era una data molto<br />

importante in Tunisia perché ha<br />

segnato una svolta nella memoria <strong>di</strong><br />

tutto il popolo tunisino. Il 7 Novembre<br />

1987 era il giorno del Cambiamento,<br />

termine introdotto dall’Ex Presidente<br />

Ben Ali. Ovunque vai, trovi il numero 7<br />

(il numero perfetto) e le foto <strong>di</strong> Ben<br />

Ali, infatti vanno sempre a pari passo:<br />

Tv7, Via 7 Novembre, Università 7<br />

novembre, Moschea Ben Ali a Cartagine…<br />

Ad<strong>di</strong>rittura questa data è <strong>di</strong>ventata<br />

molto più importante della festa<br />

dell’In<strong>di</strong>pendenza, infatti la festa del<br />

7 Novembre dura sette giorni, invece<br />

quella dell’in<strong>di</strong>pendenza dura solo un<br />

giorno!!!<br />

Personalmente non posso negare l’operato<br />

<strong>di</strong> Ben Ali durante i 23 anni <strong>di</strong><br />

governo. La politica <strong>di</strong> Ben Ali era<br />

mirata principalmente alla libertà<br />

della donna, lo sviluppo dell’economia<br />

e il consolidamento <strong>di</strong> rapporti <strong>di</strong> amicizia<br />

e cooperazione con l’Europa.<br />

Infatti la Tunisia è da sempre via <strong>di</strong><br />

accesso privilegiata per l’economia.<br />

Però, non sono stati solo anni <strong>di</strong> crescita<br />

socioeconomica, ma sono stati<br />

contrassegnati da politiche contrad<strong>di</strong>ttorie<br />

che vanno da un’alfabetizzazione<br />

popolare <strong>di</strong> successo alla censura<br />

me<strong>di</strong>atica <strong>di</strong> qualsiasi informazione<br />

‘’non gra<strong>di</strong>ta’’ al regime, politiche che<br />

passano dalla laicizzazione del paese<br />

all’eliminazione forzata <strong>di</strong> figure giornalistiche<br />

in contrasto con il regime.<br />

Gli ultimi anni sono stati anni <strong>di</strong> cleptocrazia,<br />

favoritismo, nepotismo. A<br />

titolo d’esempio, i laureati se vogliono<br />

superare l’esame dell’Abilitazione<br />

all’Insegnamento (CAPES), o devono<br />

essere raccomandati o devono pagare<br />

una cifra pazzesca! È il caso <strong>di</strong> Mohamed<br />

Bouazizi, laureato ventiseienne e<br />

senza un lavoro stabile. Aveva una<br />

bancarella a Si<strong>di</strong> Bouzid in Tunisia,<br />

con la quale vendeva frutta e verdura,<br />

senza autorizzazione, nel tentativo <strong>di</strong><br />

aiutare la sua famiglia. Il 17 <strong>di</strong>cembre<br />

2010 la polizia gli confisca tutta la<br />

merce, e una poliziotta lo schiaffeggia<br />

davanti ai passanti. Bouazizi ha cercato<br />

vanamente <strong>di</strong> protestare, ma gli<br />

agenti si sono mostrati inflessibili. Da<br />

qui il <strong>di</strong>sperato gesto...il giovane si è<br />

cosparso <strong>di</strong> benzina e si è dato fuoco.<br />

Da qui è cominciato tutto, la <strong>di</strong>sperazione<br />

<strong>di</strong> Bouazizi, la Crisi e la Rivolta<br />

popolare.<br />

Quelle fiamme e quell’impotente<br />

immolazione scuotono profondamente<br />

l’intera nazione. Nell’arco <strong>di</strong> pochissimo<br />

tempo le proteste iniziano a scoppiare<br />

nella regione <strong>di</strong> Si<strong>di</strong> Bouzid e<br />

nelle aree limitrofe. Dopo quattro settimane<br />

<strong>di</strong> resistenza ed esattamente il<br />

14 gennaio 20<strong>11</strong>,<br />

Bel Ali fugge in<br />

Arabia Sau<strong>di</strong>ta.<br />

Ha cercato vanamente<br />

<strong>di</strong> convincere<br />

il popolo e si<br />

è giocato la sua<br />

ultima carta<br />

facendo un <strong>di</strong>scorso<br />

che conteneva<br />

alcune promesse:<br />

abbassare i costi<br />

dei prodotti alimentari<br />

essensziali (pane, olio, zucchero,<br />

latte...); sbloccare i siti internet<br />

(youtube, dailymotion...) ma pur<br />

funzionando, in Tunisia, facebook è<br />

sempre sotto controllo; emanare<br />

ban<strong>di</strong> e concorsi <strong>di</strong> lavoro; non can<strong>di</strong>darsi<br />

alle prossime elezioni.<br />

Ma il popolo non l’ha bevuta e subito il<br />

giorno dopo un fiume <strong>di</strong> manifestanti<br />

davanti alla sede del Ministero dell’Interno,<br />

sita in Avenue Habib Bourghiba,<br />

hanno gridato tutti: ‘Degage!! Degage!!<br />

Degage!!’<br />

Io sono contento che il popolo tunisino<br />

ha preso coscienza e vuol fare valere<br />

la propria voce, ma l’unica cosa che<br />

mi da’ <strong>di</strong>spiacere è il <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne e i saccheggi<br />

ad opera <strong>di</strong> una minoranza che<br />

ha approfittato della situazione. Ci<br />

vuole ancora tempo per tornare alla<br />

stabilità e per riprendere una vita quoti<strong>di</strong>ana<br />

serena. Seguo attentamente le<br />

news della Tunisia e sono in stretto<br />

contatto con la comunità tunisina a<br />

<strong>Palermo</strong>.<br />

Con loro ho partecipato alla manifestazione<br />

organizzata dai collettivi studenteschi<br />

e universitari. Circa duecento<br />

persone sono partite da Piazza<br />

Castelnuovo, hanno attraversato via<br />

Ruggero Settimo per raggiungere il<br />

punto d’arrivo alla Prefettura.<br />

22 Informa<strong>Caritas</strong> gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


promozione caritas<br />

<strong>di</strong> Sara Gallo<br />

Sulla via dei nuovi<br />

orientamenti pastorali<br />

Anche quest’anno <strong>Caritas</strong> Italiana,<br />

organismo pastorale attento<br />

alla formazione, promozione e<br />

accompagnamento educativo delle<br />

Chiese Particolari nel percorso <strong>di</strong> animazione<br />

al senso della carità, ha organizzato,<br />

a Pergusa nel mese <strong>di</strong> <strong>Gennaio</strong>,<br />

un incontro <strong>di</strong> due giorni con la<br />

presenza del suo <strong>di</strong>rettore, Mons. Vittorio<br />

Nozza, e del Delegato regionale<br />

Don Sergio Librizzi.<br />

In quest’occasione, Mons. Nozza, ha<br />

presentato in sintesi gli orientamenti<br />

pastorali dell’Episcopato Italiano per<br />

il decennio 2010 - 2020 raccolti nel<br />

documento intitolato “Educare alla<br />

Vita buona del Vangelo” che nasce<br />

con l’intento <strong>di</strong> offrire alcune linee<br />

guida per una crescita delle chiese in<br />

Italia nell’arte dell’educare. La consapevolezza<br />

nel cogliere questa sfida<br />

culturale, e de<strong>di</strong>care questo decennio<br />

all’emergenza educativa, nasce da un<br />

cammino <strong>di</strong> riflessione che la chiesa<br />

ha compiuto durante il decennio<br />

appena concluso e costellato da<br />

tappe spirituali particolarmente<br />

significative: il Grande Giubileo del<br />

2000; gli orientamenti pastorali del<br />

2001 “Comunicare il Vangelo in un<br />

mondo che cambia”; la Nota pastorale<br />

del 2004 “Il volto missionario della<br />

parrocchia in un mondo che cambia”;<br />

il IV Convegno Ecclesiale Nazionale<br />

<strong>di</strong> Verona nel 2007 e la conseguente<br />

Nota pastorale “Rigenerati per una<br />

speranza viva: testimoni del grande<br />

«sì» <strong>di</strong> Dio all’uomo”.<br />

La Chiesa è infatti chiamata ad<br />

“esserci”, a mostrare la sua presenza<br />

non soltanto nei luoghi <strong>di</strong> culto ma<br />

anche nei contesti <strong>di</strong> vita, coniugando<br />

la <strong>di</strong>mensione caritativa e sociale nell’impegno<br />

per l’accoglienza del povero<br />

e del bisognoso, per un mondo più<br />

giusto, pacifico e solidale, per la <strong>di</strong>fesa<br />

coraggiosa e profetica della vita e<br />

dei <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong> ogni donna e <strong>di</strong> ogni<br />

uomo, per la custo<strong>di</strong>a <strong>di</strong> tutte le creature<br />

e per la salvaguar<strong>di</strong>a del creato.<br />

La Chiesa è inoltre chiamata ad essere<br />

una comunità che educa e si pro<strong>di</strong>ga<br />

per realizzare un’alleanza educativa”<br />

tra i soggetti responsabili <strong>di</strong> questo<br />

delicato compito nell’ambito della<br />

vita sociale ed ecclesiale: la famiglia,<br />

la parrocchia, la scuola, l’università e<br />

la società che “veicola riferimenti<br />

fondamentali che con<strong>di</strong>zionano in<br />

bene o in male la formazione dell’identità,<br />

incidendo profondamente<br />

sulla mentalità e sulle scelte <strong>di</strong> ciascuno”.<br />

<strong>Caritas</strong> Italiana ha a cuore anche la<br />

formazione degli animatori delle<br />

équipe <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesane. A tale<br />

scopo segue il cammino del percorso<br />

educativo-formativo <strong>di</strong> ciascuna équipe<br />

per contribuire ad un positivo e<br />

fecondo avvio del nuovo decennio e<br />

rafforzare lo specifico delle prassi<br />

che caratterizzano il ruolo e il servizio<br />

pastorale che l’organismo <strong>Caritas</strong>,<br />

a tutti i livelli, è chiamato ad assumere<br />

alla luce dei recenti orientamenti<br />

episcopali.<br />

La <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ha affidato la<br />

prolusione del Percorso formativo al<br />

Ministero della Carità a S.E. Mons.<br />

Calogero Peri, proprio sul tema “Educare<br />

alla vita buona del Vangelo”.<br />

Nei mesi <strong>di</strong> gennaio e febbraio si sono<br />

svolte a Roma, la prima e la seconda<br />

tappa che hanno visto la partecipazione<br />

<strong>di</strong> circa 80 persone, provenienti<br />

dalle <strong>di</strong>verse <strong>di</strong>ocesi d’Italia. Anche<br />

la <strong>Caritas</strong> <strong>di</strong>ocesana <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> ha<br />

ritenuto importante non perdere quest’occasione<br />

<strong>di</strong> crescita e <strong>di</strong> confronto<br />

sull’identità, il mandato ed il metodo<br />

<strong>Caritas</strong> per l’animazione pastorale e,<br />

guidati dalla lectio <strong>di</strong>vina <strong>di</strong> Sr Benedetta<br />

Rossi, de<strong>di</strong>carsi ad approfon<strong>di</strong>re<br />

i temi dell’educare, servire ed<br />

ascoltare (Lc 5,1-<strong>11</strong>; Gv 13, 1-20; Lc<br />

10, 38-42).<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 23


carcere<br />

<strong>di</strong> Nino Aprile<br />

Anni 55, da 28 anni sacerdote,<br />

salesiano, laurea in lettere<br />

classiche, esperienza d’insegnamento<br />

latino e greco, lettere alla<br />

me<strong>di</strong>a, liceo linguistico … scambi culturali<br />

con l’estero, <strong>di</strong>verse sperimentazioni<br />

alle spalle (liceo europeo, liceo<br />

psicopedagogico…), esperienza con<br />

ragazzi <strong>di</strong> strada ai Salesiani affidati<br />

dalle autorità <strong>di</strong> pubblica sicurezza …<br />

esperienza <strong>di</strong> amministrazione <strong>di</strong><br />

grosse strutture scolastiche … oggi<br />

cappellano dei minori al Malaspina <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong> – un’esperienza che cade a<br />

fagiolo in un periodo <strong>di</strong> poca attenzione<br />

da parte degli enti regionali ai giovani<br />

poveri o a rischio, in un periodo in<br />

cui non si riesce a far partire i corsi<br />

professionali soprattutto per i ragazzi<br />

renitenti alla scuola … È ovvio che i<br />

ragazzi, non trovando nulla da fare o<br />

imparare, vadano alla ricerca del<br />

denaro facile e abbondante per realizzare<br />

il loro piccolo affare entrando in<br />

vicoli con pochi sbocchi.<br />

Un’esperienza, quella <strong>di</strong> cappellano<br />

dei minori all’I.P.M. alla quale sicuramente<br />

non pensavo, tanto che quando<br />

se ne parlò ero rimasto quasi<br />

Un salesiano cappellano<br />

tra i giovani del Malaspina<br />

in<strong>di</strong>fferente, ma quando il mio superiore<br />

regionale salesiano don Gianni<br />

Mazzali mi chiese la <strong>di</strong>sponibilità,<br />

risposi imme<strong>di</strong>atamente <strong>di</strong> si spiazzandolo<br />

quasi.<br />

Cerco quoti<strong>di</strong>anamente <strong>di</strong> entrare in<br />

contatto con loro, qualche giorno nelle<br />

ore antimeri<strong>di</strong>ane e certe volte nel<br />

pomeriggio specie durante l’ora d’aria,<br />

con termini miei personali “durante<br />

l’ora <strong>di</strong> ricreazione” dove i ragazzi non<br />

sono artefatti e sono abbastanza sinceri.<br />

Come nella Scienza si va avanti<br />

per tentativi ed errori, non tutte le<br />

ciambelle riescono col buco, tante<br />

volte si rischia anche il flop. Si cerca<br />

<strong>di</strong> non far mancare la presenza cristiana,<br />

la celebrazione eucaristica sabato<br />

pomeriggio, la possibilità <strong>di</strong> riconciliarsi<br />

con il buon Dio; tanti se ne avvalgono,<br />

altri sono impermeabili! È bello<br />

vedere che qualche volta vengono<br />

anche ragazzi <strong>di</strong> altre religioni o per<br />

curiosità o per simpatia.<br />

Un grazie al Rettore del seminario, don<br />

Raffaele Mangano, e ad alcuni seminaristi<br />

che vengono per animare l’Eucaristia.<br />

Un grazie anche ad alcune volontarie,<br />

al <strong>di</strong>rettore del Santa Chiara don<br />

Giovanni D’Andrea, che con me <strong>di</strong>ventano<br />

il sabato pomeriggio ”testimonial”<br />

<strong>di</strong> Cristo.<br />

Ovvio, l’attenzione religiosa è aperta e<br />

de<strong>di</strong>cata anche agli operatori della<br />

struttura I.P.M. che accettano <strong>di</strong> buon<br />

grado la presenza del sacerdote in<br />

mezzo a loro, operatore come loro del<br />

cammino <strong>di</strong> maturazione <strong>di</strong> questi giovani<br />

sulla strada della loro redenzione.<br />

Sento il bisogno della preghiera <strong>di</strong> voi<br />

tutti.<br />

Al Rev. Mons. Benedetto Genual<strong>di</strong><br />

<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

Rev. Padre mi pregio <strong>di</strong> porgere sentiti ringraziamenti per l’attenzione ancora una<br />

volta rivolta a questo luogo <strong>di</strong> sofferenza in occasione del Santo Natale.<br />

La sensibilità mostrata ha consentito che anche questo anno i bambini delle persone<br />

detenute hanno potuto trascorrere un momento <strong>di</strong> gioia con i loro genitori in occasione<br />

della festa svoltasi i questo istituto in data 10 e 17 <strong>di</strong>cembre u.s..<br />

L’intervento della Comunità Esterna, essenziale e molto apprezzato, in particolare<br />

in queste occasioni contribuisce a rendere la detenzione più serena.<br />

Il Direttore della casa circondariale<br />

<strong>di</strong> Termini Imerese<br />

Dr. R. Dioguar<strong>di</strong><br />

24 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


educazione-formazione<br />

<strong>di</strong> Andrea Ballabio<br />

“Non nasconderti dal gioco,<br />

nascon<strong>di</strong>ti per gioco”<br />

“<br />

Non nasconderti dal gioco,<br />

nascon<strong>di</strong>ti per gioco”… più<br />

<strong>di</strong> un semplice slogan, un<br />

forte invito rivolto a tutti i genitori;<br />

uno stimolo a giocare <strong>di</strong> più con i propri<br />

figli.<br />

È questo lo scopo della campagna <strong>di</strong><br />

sensibilizzazione che la cooperativa<br />

sociale Pepita ha lanciato all’inizio del<br />

nuovo anno e del decennio de<strong>di</strong>cato<br />

dai Vescovi alla Sfida Educativa. L’obiettivo<br />

della campagna è quello <strong>di</strong><br />

sensibilizzare il maggior numero possibile<br />

<strong>di</strong> madri e <strong>di</strong> padri su un argomento<br />

ritenuto basilare, ma purtroppo<br />

sempre più spesso trascurato. Stiamo<br />

parlando del gioco, quel gioco sano e<br />

coinvolgente in cui partecipa tutta la<br />

famiglia e dove il bambino non è<br />

lasciato da solo con un apparecchio<br />

che faccia le veci dei genitori. Per far<br />

<strong>di</strong>vertire un bambino serve davvero<br />

poco e questa semplicità è la chiave<br />

della campagna <strong>di</strong> sensibilizzazione<br />

lanciata da Pepita onlus.<br />

La situazione attuale non è troppo rassicurante:<br />

risulta infatti che i genitori<br />

sono presenti solo in modo marginale<br />

nell’universo del gioco dei ragazzi,<br />

come spettatori e “controllori” ma non<br />

come coloro che con<strong>di</strong>vidono il gioco.<br />

Questo è quanto emerge dalla ricerca<br />

commissionata da Pepita onlus “A che<br />

gioco giochiamo” condotta in collaborazione<br />

con il Centro <strong>di</strong> ricerca sull’educazione<br />

ai me<strong>di</strong>a, all’informazione e<br />

alla tecnologia dell’Università Cattolica<br />

del Sacro Cuore <strong>di</strong> Milano (CRE-<br />

MIT) su un campione <strong>di</strong> 2000 ragazzi<br />

tra gli 6 e i 17 anni realizzata nell’estate<br />

2009.<br />

Dalla ricerca si evince che per tutti i<br />

ragazzi il gioco è un modo per conoscere<br />

e conoscersi, visto come attività<br />

che rilassa e che rappresenta un modo<br />

<strong>di</strong>vertente <strong>di</strong> trascorrere le giornate,<br />

soprattutto con gli amici. Le modalità<br />

<strong>di</strong> fruizione del gioco si articolano in<br />

<strong>di</strong>verse abitu<strong>di</strong>ni<br />

<strong>di</strong> consumo<br />

e su una<br />

vasta tipologia<br />

<strong>di</strong> giochi, in<br />

cui videogiochi<br />

e giochi <strong>di</strong><br />

squadra sono<br />

complementari.<br />

Il 44% degli<br />

intervistati<br />

<strong>di</strong>chiara <strong>di</strong> giocare<br />

da solo<br />

quando si<br />

trova a casa,<br />

preceduto da<br />

un 47% che<br />

<strong>di</strong>chiara <strong>di</strong> giocare<br />

con fratelli<br />

e sorelle e<br />

seguito dagli<br />

amici (33%) e<br />

infine papà<br />

(17%) e<br />

mamma (12%).<br />

Occorre però<br />

capire che il<br />

gioco, per un bambino rappresenta<br />

un’occasione per fare esperienze<br />

significative per la sua crescita favorendo<br />

l’appren<strong>di</strong>mento e la capacità<br />

<strong>di</strong> mettersi in relazione con l’altro. L’esperienza<br />

fondamentale del gioco<br />

insegna al bambino ad avere fiducia<br />

nelle proprie capacità, gli permette <strong>di</strong><br />

conoscersi, <strong>di</strong> scoprire se stesso e <strong>di</strong><br />

sviluppare l’intera personalità.<br />

Per questo motivo, Pepita – cooperativa<br />

sociale attiva nella progettazione e<br />

realizzazione <strong>di</strong> percorsi <strong>di</strong> formazione<br />

e <strong>di</strong> attività socio-educative - ha<br />

deciso <strong>di</strong> stimolare un processo <strong>di</strong><br />

riflessione dei genitori per ripensare il<br />

rapporto con i figli e con il gioco nell’ottica<br />

<strong>di</strong> una con<strong>di</strong>visione relazionale<br />

dell’esperienza. A supporto della campagna<br />

<strong>di</strong> comunicazione Pepita ha<br />

pre<strong>di</strong>sposto un kit che contiene: un<br />

libretto che illustra <strong>di</strong>versi giochi da<br />

svolgere, un palloncino, un cd con gli<br />

ultimi bans <strong>di</strong> successo, una bandana<br />

colorata e il materiale <strong>di</strong> spiegazione<br />

della campagna per i genitori.<br />

La campagna ha ricevuto fin da subito<br />

molti sostegni: ha per esempio ottenuto<br />

un contributo dal Cre<strong>di</strong>to Artigiano<br />

per la produzione dello spot e ha ricevuto<br />

una menzione speciale nell’ambito<br />

del premio Amico della Famiglia<br />

istituito dal Dipartimento per le Politiche<br />

della Famiglia della Presidenza<br />

del Consiglio dei Ministri. Sono anche<br />

molte le ra<strong>di</strong>o che hanno deciso <strong>di</strong> aiutare<br />

Pepita nella trasmissione gratuita<br />

dello spot, per questo potete già da<br />

adesso ascoltarlo anche sulle principali<br />

ra<strong>di</strong>o nazionali, come per esempio<br />

Virgin Ra<strong>di</strong>o, Ra<strong>di</strong>o Monte Carlo e<br />

Ra<strong>di</strong>o 105.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 25


notizie dalle associazioni<br />

<strong>di</strong> Vincenzo Ceruso<br />

Riapre la chiesa Santa Maria <strong>di</strong> Gesù al Capo...<br />

...la comunità <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o offre servizi per i bisognosi del quartiere<br />

Il 12 febbraio la chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong><br />

Gesù al Capo è tornata a vivere dopo<br />

tanti anni dalla sua chiusura, assegnata<br />

alla Comunità <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o.<br />

Un tempo l’anima <strong>di</strong> una città, <strong>di</strong> un<br />

quartiere, era la sua chiesa.<br />

Oggi, in un mondo che sembra aver smarrito<br />

la sua anima, le chiese sono troppo<br />

spesso desolate memorie <strong>di</strong> storie trascorse,<br />

o monumenti per turisti. Una<br />

folla anonima si ritrova nei centri commerciali,<br />

o in altri templi del materialismo<br />

contemporaneo. Per questo è bello<br />

quando una chiesa riapre. Non si tratta<br />

solo <strong>di</strong> pietre da ammirare. È un quartiere<br />

che recupera la sua anima, è uno spazio<br />

<strong>di</strong> umanità recuperato nella città.<br />

Soprattutto se tra le sue mura riecheggiano<br />

i canti <strong>di</strong> un popolo in festa. Canta<br />

il salmista: “Mi sono rallegrato quando<br />

mi hanno detto: an<strong>di</strong>amo alla casa del<br />

Signore”. Una chiesa vive se il popolo <strong>di</strong><br />

Dio torna ad abitarla, per nutrirsi del<br />

pane eucaristico e del pane della parola.<br />

Se i poveri e i deboli vi sono accolti come<br />

ospiti d’onore. A partire da una ra<strong>di</strong>cale<br />

scelta per i poveri, è possibile imparare<br />

ad amare ogni uomo ed ogni donna:<br />

“Infatti, se nella vostra adunanza entra<br />

un uomo con un anello d’oro, vestito<br />

splen<strong>di</strong>damente, e vi entra pure un povero<br />

vestito malamente, e voi avete riguardo<br />

a quello che veste elegantemente e gli<br />

<strong>di</strong>te: «Tu, sie<strong>di</strong> qui al posto d’onore»; e al<br />

povero <strong>di</strong>te: «Tu, stattene là in pie<strong>di</strong>», o<br />

«sie<strong>di</strong> in terra accanto al mio sgabello»,<br />

non state forse usando un trattamento<br />

notizie dalle associazioni<br />

<strong>di</strong> Francesco Di Giovanni<br />

<strong>di</strong>verso e giu<strong>di</strong>cando in base a ragionamenti<br />

malvagi” (Gc. 2, 2 - 4).non state<br />

forse usando un trattamento <strong>di</strong>verso e<br />

giu<strong>di</strong>cando in base a ragionamenti malvagi”<br />

(Gc. 2, 2 - 4). La riapertura è coincisa<br />

con il 43° anniversario della nascita<br />

della Comunità, nata il 7 febbraio del 68<br />

a Roma e ra<strong>di</strong>cata oggi in tante parti del<br />

mondo. Una Comunità romana e una<br />

comunità siciliana! Infatti, è presente a<br />

Messina e a Catania, e con una presenza<br />

significativa nel centro storico <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong><br />

da oltre vent’anni. La liturgia, presieduta<br />

dal car<strong>di</strong>nale Arcivescovo Paolo<br />

Romeo, è stato il modo <strong>di</strong> ringraziare il<br />

Signore per gli anni trascorsi e per invocarne<br />

la protezione per il futuro. Sua<br />

Eminenza Romeo ha ricordato la lunga<br />

amicizia con Sant’Egi<strong>di</strong>o, in particolare<br />

con il fondatore Andrea Riccar<strong>di</strong> e con il<br />

vescovo <strong>di</strong> Terni, Vincenzo Paglia, assistente<br />

spirituale della Comunità, e ha<br />

incoraggiato tutti a proseguire nella strada<br />

intrapresa.<br />

I locali <strong>di</strong> Santa Maria al Capo, restaurati<br />

grazie ad un contributo della Fondazione<br />

BNL, ospiteranno nella sagrestia<br />

la Scuola della Pace, un servizio rivolto<br />

ai minori, che avranno così un luogo in<br />

cui trovare un modello alternativo alla<br />

vita proposta dal quartiere. In un altro<br />

centro, messo a <strong>di</strong>sposizione dai frati<br />

Agostiniani, la Comunità fornisce anche<br />

un pacco spesa ogni mese per centinaia<br />

<strong>di</strong> famiglie ed anziani. Inoltre, sempre a<br />

<strong>Palermo</strong>, la Comunità gestisce un servizio<br />

docce per i senza fissa <strong>di</strong>mora. Un<br />

Vent’anni <strong>di</strong> Inventare Insieme<br />

Chi vive per Amare Inventa per Amore<br />

lavoro per i poveri che è supportato da<br />

pochi mezzi e dall’aiuto <strong>di</strong> tanti volontari,<br />

ma “la prima opera della Comunità –<br />

amano ripetere a Sant’Egi<strong>di</strong>o - è la preghiera”.<br />

Santa Maria al Capo ospita la<br />

preghiera <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o tutti i mercoledì<br />

pomeriggio, mentre altri due<br />

momenti <strong>di</strong> preghiera si tengono nella<br />

chiesa <strong>di</strong> Ba<strong>di</strong>a del monte - Santa Lucia,<br />

il lunedì ed il venerdì. L’ascolto della<br />

Parola <strong>di</strong> Dio ogni giorno nutre la vita<br />

quoti<strong>di</strong>ana <strong>di</strong> Sant’Egi<strong>di</strong>o: In verità io vi<br />

<strong>di</strong>co che chi <strong>di</strong>rà a questo monte: “Togliti<br />

<strong>di</strong> là e gettati nel mare”, se non dubita<br />

in cuor suo, ma crede che quel che <strong>di</strong>ce<br />

avverrà, gli sarà fatto” (Mc. <strong>11</strong>, 23).<br />

La preghiera sposta le montagne <strong>di</strong><br />

dolore e <strong>di</strong> solitu<strong>di</strong>ne che opprimono la<br />

vita dell’uomo. È il segreto dei <strong>di</strong>scepoli<br />

<strong>di</strong> Gesù.<br />

Al Centro TAU (Via Cipressi, 9) Lunedì 20 <strong>di</strong>cembre abbiamo ricordato e festeggiato il ventesimo anniversario della costituzione<br />

dell’Associazione Inventare Insieme (onlus). Venti anni <strong>di</strong> impegno, <strong>di</strong> accoglienze, <strong>di</strong> progetti, <strong>di</strong> fatiche, <strong>di</strong> delusioni,<br />

<strong>di</strong> successi che, nel ripercorrerli, ci fanno tornare in mente le centinaia <strong>di</strong> bambini, <strong>di</strong> adolescenti, <strong>di</strong> giovani, <strong>di</strong> famiglie<br />

che in questi anni hanno trovato nel Centro e negli altri servizi promossi e gestiti da Inventare Insieme occasioni <strong>di</strong> crescita, <strong>di</strong><br />

cambiamento, <strong>di</strong> riscatto, <strong>di</strong> impegno, <strong>di</strong> speranza. Venti anni in cui la Provvidenza ci ha sempre sostenuto, la Speranza nell’uomo,<br />

nella società, nel futuro è sempre stata “stella polare” del nostro cammino, l’Amore per le persone, per il quartiere, per la città per<br />

il mondo; la caratteristica del nostro agire, la Semplicità e l’umiltà il nostro stile. Oggi, sulla traccia segnata venti anni fa, inten<strong>di</strong>amo<br />

proseguire il nostro impegno sociale, civile, educativo per la Zisa, per <strong>Palermo</strong>, per la Sicilia, per il mondo, con la stessa<br />

attenzione e passione <strong>di</strong> sempre. In questa occasione abbiamo presentato alcuni video utili a rileggere il percorso fatto, a con<strong>di</strong>videre<br />

esperienze e testimonianze, a ripercorrere storie, strade, progettualità ed esperienze che “dal passato” ci proiettano nel lavoro<br />

<strong>di</strong> oggi e nell’impegno futuro. Per continuare ad esserci, per continuare ad “inventare insieme” in un momento storico estremamente<br />

<strong>di</strong>fficile e problematico sia per i nostri giovani che per la nostra comunità. Durante l’incontro celebrativo del ventennale<br />

abbiamo presentato il programma <strong>di</strong> impegno dell’Associazione per i prossimi anni ed in anteprima il nuovo allestimento degli<br />

spazi del Centro TAU, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Vodafone Italia (la presentazione ufficiale del Centro TAU<br />

sarà effettuata tra gennaio e febbraio del 20<strong>11</strong>). Nella nuova “<strong>di</strong>mensione” del Centro TAU il forte impegno dell’Associazione a favore<br />

delle giovani generazioni. L’incontro si è concluso con un momento <strong>di</strong> spiritualità francescana ed una festa.<br />

26 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


ADINKRA<br />

notizie sulle associazioni<br />

<strong>di</strong> Laura Siniscalchi<br />

Canti, balli e Body Art. Meto<strong>di</strong> e tecniche <strong>di</strong> lavoro interculturale<br />

L’associazione Apriti Cuore Onlus<br />

in rete con le associazioni Sotto<br />

Traccia e Narramon<strong>di</strong> Onlus,<br />

patrocinate dall’Assessorato Regionale<br />

Istruzione e Formazione e dal Comune<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, hanno de<strong>di</strong>cato uno spazio<br />

<strong>di</strong> riflessione sulle modalità d’intervento<br />

che gli operatori partecipanti al Workshop<br />

mettono in atto nel lavoro con<br />

minori stranieri presenti nel territorio.<br />

Il formatore Henri E. Olama Oyié è un<br />

pedagogista, narratore, musicista<br />

camerunense che ha vissuto in prima<br />

persona il <strong>di</strong>sagio <strong>di</strong> essere “straniero<br />

in terra straniera”. Formatosi all’Università<br />

<strong>di</strong> Milano, alla scuola <strong>di</strong> Duccio<br />

Demetrio, si occupa <strong>di</strong> formazione e <strong>di</strong><br />

educazione all’intercultura, in Italia e<br />

all’estero. Da anni, in quest’ambito<br />

svolge attività <strong>di</strong> animazione e coor<strong>di</strong>na<br />

laboratori ed eventi presso scuole,<br />

comuni e istituti <strong>di</strong> formazione e associazioni,<br />

approfondendo in particolare<br />

il ruolo dei linguaggi espressivi non<br />

verbali nella comunicazione interculturale.<br />

S’interessa particolarmente del<br />

legame tra i linguaggi del corpo e il<br />

metodo autobiografico in educazione.<br />

La metodologia utilizzata, per la realizzazione<br />

del laboratorio, trova la sua<br />

base teorica nella pedagogia interculturale,<br />

nel metodo narrativo latu e<br />

strictu sensu, nella voglia <strong>di</strong> incontrare<br />

se stessi e gli altri in un luogo fuori<br />

dall’in<strong>di</strong>fferenza e intriso <strong>di</strong> realtà. Si<br />

parte dalla considerazione che “il <strong>di</strong>alogo<br />

è sempre imperfetto, che non è<br />

ideale… ma reale” che, spesso, provoca<br />

resistenze, chiusure, che deve sempre<br />

essere “ri-pensato e regolato”, che<br />

deve andare oltre la comprensione<br />

della lingua, rivolgendosi alla sostanza<br />

della comunicazione.<br />

Nel <strong>di</strong>alogo e nella narrazione della<br />

vita quoti<strong>di</strong>ana e del proprio vissuto,<br />

ci si apre all’altro con la volontà e la<br />

scelta <strong>di</strong> farlo e spesso questo crea<br />

confusione/conflitto. Ciò promuove<br />

nei soggetti coinvolti, un processo <strong>di</strong><br />

cui spesso non si è coscienti e un’attitu<strong>di</strong>ne<br />

alla relazione complessa.<br />

In questo Workshop tutti i partecipanti,<br />

protagonisti delle azioni laboratoriali,<br />

si sono messi in gioco come persone<br />

aprendo una riflessione su se<br />

stessi e sul proprio modo <strong>di</strong> essere in<br />

relazione gli altri.<br />

Incuriositi e <strong>di</strong>vertiti dalla pittura facciale<br />

è stato possibile creare, in modo<br />

quasi imme<strong>di</strong>ato e senza fatica, un<br />

senso <strong>di</strong> appartenenza al gruppo. Il<br />

trucco ha creato delle maschere che<br />

hanno svelato e non nascosto: era possibile<br />

ri-conoscersi e appartenere.<br />

Come le tribù dell’Africa Nera, guidate<br />

da un impareggiabile Henry, al ritmo<br />

dei Djembe (percussioni africane)<br />

tutto il gruppo si è lasciato andare in<br />

suggestive danze, ritmi, canti che<br />

hanno permesso la libertà <strong>di</strong> espressione<br />

attraverso i linguaggi del corpo,<br />

la mimica facciale, la voce…l’anima.<br />

Un’intensa emozione ha attraversato il<br />

gruppo cullato dalla voce dolce e graffiante<br />

<strong>di</strong> Henry che, in alcuni momenti<br />

accompagnato dalla sua chitarra<br />

classica, ha regalato dolcissimi canti<br />

afro che avevano il gusto dei ricor<strong>di</strong><br />

d’infanzia.<br />

Il lavoro e la creatività <strong>di</strong> gruppo si<br />

sono espresse attraverso i momenti <strong>di</strong><br />

narrazione. All’urlo <strong>di</strong> “Storie….Racconta!”<br />

Henry ha mostrato il suo modo<br />

<strong>di</strong> essere narratore e ha invitato ognuno<br />

a riflettere sul proprio modo <strong>di</strong><br />

esserlo e a pensare a che tipo <strong>di</strong> storie<br />

si volessero raccontare. Storie d’amore,<br />

<strong>di</strong> gioia, fantasia, <strong>di</strong> donne, <strong>di</strong><br />

gnomi e boschi incantati, <strong>di</strong> mercati,<br />

<strong>di</strong> silenzi, <strong>di</strong> vita quoti<strong>di</strong>ana. Storie<br />

che hanno attraversato tutti i partecipanti<br />

al gruppo e che hanno permesso,<br />

attraverso il lavoro in piccoli gruppi,<br />

<strong>di</strong> crearne una che facesse da collante<br />

alle storie <strong>di</strong> tutti. Tre piccoli<br />

gruppi, tre storie, tre simboli A<strong>di</strong>nkra<br />

che racchiudevano in se tutto il senso<br />

dell’esperienza fatta.<br />

Un’esperienza <strong>di</strong>fficile da raccontare<br />

con le sole parole. Un’esperienza fatta<br />

<strong>di</strong> gesti, musiche voci, suoni, colori,<br />

danze, sudore…in cui ognuno ha<br />

messo qualcosa <strong>di</strong> se ed è tornato a<br />

casa arricchito dall’incontro e dalla<br />

con<strong>di</strong>visione <strong>di</strong> un a esperienza in<strong>di</strong>menticabile.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 27


volti e storie<br />

<strong>di</strong> suor Valeria Gan<strong>di</strong>ni<br />

“<br />

“FA PIÙ RUMORE UN ALBERO CHE CADE<br />

CHE UNA FORESTA CHE CRESCE”<br />

Fa più rumore un albero che<br />

cade che una foresta che cresce”.<br />

È questa la frase che Sr.<br />

Eugenia Bonetti, missionaria della<br />

Consolata e responsabile dell’Ufficio<br />

Tratta donne e minori USMI, ha utilizzato<br />

nella sua bellissima lettera in cui<br />

prende posizione a nome <strong>di</strong> tutte le<br />

religiose che ogni giorno lavorano con<br />

le donne vittime della Tratta, in <strong>di</strong>fesa<br />

della loro <strong>di</strong>gnità femminile.<br />

Fa meno rumore una foresta che cresce,<br />

lo sappiamo tutti, ma –come scrive<br />

suor Eugenia – vogliamo essere<br />

questi alberi che crescono senza far<br />

rumore per offrire ossigeno che elimina<br />

l’inquinamento atmosferico e, per<br />

noi, me<strong>di</strong>atico dei nostri tempi, e<br />

ricordare a tutti: “società e Chiesa,<br />

politici e persone comuni, giovani e<br />

anziani, uomini e donne” che l’onestà,<br />

il rispetto della <strong>di</strong>gnità e identità<br />

<strong>di</strong> ogni persona è il capitale più grande<br />

su cui un Paese civile deve saper<br />

investire e conservare per noi oggi e<br />

per le generazioni future.<br />

Un esempio <strong>di</strong> albero che cresce lo<br />

troviamo nella storia <strong>di</strong> “Joy” (così la<br />

chiamiamo noi). Joy è <strong>di</strong> origine Nigeriana,<br />

orfana <strong>di</strong> papà e terza <strong>di</strong> otto<br />

fratelli e sorelle. È mamma <strong>di</strong> due<br />

bimbi nati quando era ancora giovanissima,<br />

accolti e cresciuti con l’aiuto<br />

della mamma con la quale ancora<br />

stanno. La mamma ci teneva che Joy<br />

continuasse la scuola e imparasse un<br />

lavoro, e la ragazza amava andare a<br />

scuola. Ogni mattina passava vicino<br />

alla casa <strong>di</strong> un signore che la salutava<br />

cor<strong>di</strong>almente e si interessava della<br />

sua famiglia, finché un giorno le ha<br />

fatto la proposta<br />

<strong>di</strong> un lavoro presso<br />

la sorella che si<br />

trovava in Italia.<br />

La sorella aveva<br />

bambini piccoli e<br />

aveva bisogno <strong>di</strong><br />

una babysitter.<br />

Joy avrebbe potuto<br />

guadagnarsi dei<br />

sol<strong>di</strong> per aiutare<br />

la mamma e i suoi<br />

bambini, e allo<br />

stesso tempo continuare<br />

la scuola;<br />

lui stesso avrebbe<br />

provveduto sia per i documenti che<br />

per accompagnarla nel viaggio. Era<br />

una bella occasione e con il permesso<br />

della mamma la giovane ha accettato<br />

ed è partita.<br />

Il viaggio, racconta,<br />

è stato lungo e<br />

massacrante: 3<br />

mesi attraversando<br />

confini e il<br />

deserto a pie<strong>di</strong><br />

fino al Marocco, 5<br />

persone del gruppo<br />

non ce l’hanno<br />

fatta, sono morte<br />

e lasciate lì<br />

coperte sotto la<br />

sabbia. Anche Joy<br />

è svenuta, l’hanno<br />

schiaffeggiata e<br />

aiutata a continuare il cammino…<br />

In Marocco, insieme ad una decina <strong>di</strong><br />

ragazze abitavano in una casa isolata,<br />

non potevano uscire da sole, era pericoloso<br />

e non dovevano essere scoperte.<br />

Dopo 3 anni l’hanno fatta salire su una<br />

piccola imbarcazione che l’avrebbe<br />

portata in Italia, e subito si sono trovati<br />

in balìa delle onde, “stavamo per<br />

morire tutti annegati - racconta - sono<br />

arrivati dei pescatori ad aiutarci alcuni<br />

<strong>di</strong> loro sono annegati in mare”. E lei,<br />

con le persone rimaste, è stata portata<br />

in un Centro <strong>di</strong> Accoglienza, in Spagna,<br />

dove è rimasta circa 3 mesi. Appena<br />

lasciato il Centro <strong>di</strong> Accoglienza, ha<br />

conosciuto delle persone africane che<br />

l’hanno aiutata a venire in fretta in<br />

Sicilia, dove si è trovata davanti ad<br />

un’altra delusione: “la sorella <strong>di</strong> quell’uomo<br />

non ha mai saputo dove e chi<br />

fosse, al posto del lavoro come babysitter<br />

le hanno presentato la strada e un<br />

debito da pagare <strong>di</strong> 60.000 euro per le<br />

spese del viaggio. “Mi sono ribellata,<br />

ma ho preso botte e minacce.<br />

Ho pianto… non c’è stata altra alternativa<br />

che accettare…”.<br />

Joy ha sentito parlare della <strong>Caritas</strong> e<br />

una mattina si è presentata. Era<br />

impaurita, pallida, infreddolita.<br />

Chiedeva aiuto: lavoro, accoglienza,<br />

aiuto per liberarsi da quella vita insopportabile,<br />

non ne poteva più… Ora<br />

Joy è in una Casa Protetta, frequenta<br />

la scuola <strong>di</strong> italiano e sta imparando<br />

lavoretti a mano. È in contatto con la<br />

mamma e i suoi bambini. Si sente<br />

attorniata dal calore delle persone<br />

che le vogliono bene e lei sta ritrovando<br />

se stessa e la capacità <strong>di</strong> sognare<br />

un avvenire migliore.<br />

28 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


L’Associazione Cilla si occupa da<br />

quasi 30 anni dell’accoglienza dei<br />

malati e dei loro familiari che si<br />

devono curare in ospedali lontani dalla<br />

propria residenza abituale. L’Associazione<br />

è presente oggi in Italia con 28 case<br />

<strong>di</strong> accoglienza, 31 se<strong>di</strong> locali, 6 uffici<br />

all’interno <strong>di</strong> importanti ospedali ed<br />

oltre 300 volontari. Nel corso dell’ultimo<br />

anno l’Associazione ha registrato a livello<br />

nazionale circa 60.000 pernottamenti<br />

nelle case <strong>di</strong> accoglienza, registrando<br />

più <strong>di</strong> 10.000 persone. A questi dati<br />

vanno aggiunti gli oltre 7.000 contatti<br />

avuti con gli accompagnatori dei malati<br />

presso i centri <strong>di</strong> accoglienza all’interno<br />

delle Aziende Ospedaliere in cui siamo.<br />

La casa <strong>di</strong> accoglienza “Federica Lo Presti”<br />

in Viale del Fante a <strong>Palermo</strong> è costituita<br />

da 3 camere doppie con servizi privati.<br />

Dispone poi <strong>di</strong> locali comuni quali<br />

la cucina, un ampio salotto ed un locale<br />

lavanderia. La sua attività è iniziata nel<br />

gennaio 2010 con crescenti contatti con<br />

gli enti ospedalieri della zona ovest<br />

della città. Nel suo primo anno <strong>di</strong> attività<br />

la casa “Federica Lo Presti” a <strong>Palermo</strong><br />

ha accolto 140 persone provenienti<br />

da quasi tutte le province siciliane, comprese<br />

le isole minori, e dal continente,<br />

per un totale <strong>di</strong> circa 730 pernottamenti.<br />

Nel corso della partecipata bene<strong>di</strong>zione<br />

e inaugurazione della casa, ad inizio<br />

novembre dello scorso anno, molti<br />

intervenuti hanno rilevato l’importanza<br />

<strong>di</strong> questa esperienza <strong>di</strong> con<strong>di</strong>visione del<br />

bisogno in un contesto territoriale particolarmente<br />

<strong>di</strong>fficile, in cui è molto<br />

auspicata la collaborazione piena tra le<br />

istituzioni pubbliche e il volontariato.<br />

attualità<br />

<strong>di</strong> Mercedes Lo Verde<br />

Per l’accoglienza <strong>di</strong> familiari <strong>di</strong> ammalati<br />

Casa “Federica Lo Presti”<br />

L’Associazione garantisce una quoti<strong>di</strong>ana<br />

presenza nella struttura attraverso i<br />

propri volontari (35 a <strong>Palermo</strong>) che<br />

hanno il compito <strong>di</strong> assistere gli ospiti -<br />

persone che per motivi <strong>di</strong> salute sono<br />

costrette ad allontanarsi dalla loro città<br />

<strong>di</strong> residenza per sottoporsi a interventi o<br />

cure specialistiche – fornendo una semplice<br />

e concreta compagnia umana nel<br />

doloroso periodo <strong>di</strong> malattia propria o <strong>di</strong><br />

un proprio caro.<br />

<strong>di</strong> Rosario Fabio Oliveri<br />

“Và e fa anche tu…”<br />

Per un’educazione cristiana alla politica<br />

La necessità <strong>di</strong> organizzare a Lercara degli incontri socio-politici, ispirati alla Dottrina sociale della Chiesa, nasce dalla sensibilità<br />

del Parroco Don Mario Cassata che, avendo assistito allo svolgimento dell’ultima campagna elettorale portata avanti<br />

con uno stile poco adeguato, coinvolgendo tra l’altro giovani ad un’ idea <strong>di</strong>storta <strong>di</strong> fare politica, ha sentito in modo urgente<br />

la responsabilità <strong>di</strong> educare soprattutto i giovani ad una politica lontana da cattive pratiche per farne recuperare il senso originario:<br />

quella <strong>di</strong> essere al servizio del bene comune. L’Azione Cattolica, avendo a cuore la formazione delle coscienze – sottolinea<br />

il Presidente Parrocchiale <strong>di</strong> AC, Rosalia Tatano - ha fatto propria questa “emergenza educativa”, evidenziata dal Parroco, ed ha<br />

cercato <strong>di</strong> dare una risposta concreta offrendo sia ai giovani che agli adulti un’occasione <strong>di</strong> <strong>di</strong>scernimento animata dallo sperare<br />

cristiano per la situazione del nostro paese e del territorio, per corresponsabilizzare ed incoraggiare a credere che è ancora possibile<br />

costruire la “civiltà dell’amore”. Per organizzare questo percorso si è cercato <strong>di</strong> fare interagire coscienze ed intelligenze, a<br />

tal proposito sono state coinvolte tutte le associazioni e vari partiti politici presenti nel territorio infine, per stimolare i giovani a<br />

partecipare e dare il loro contributo in questo cammino <strong>di</strong> <strong>di</strong>scernimento comunitario, si è cercata la collaborazione dell’istituto<br />

<strong>di</strong> istruzione secondaria superiore “M.Picone” <strong>di</strong> Lercara. La proposta <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>re alcuni temi <strong>di</strong> Dottrina sociale, ha trovato<br />

un riscontro significativo tra le persone e ha visto anche la partecipazione dei paesi limitrofi. Sono stati programmati otto incontri,<br />

guidati da relatori esperti, e sud<strong>di</strong>visi secondo i principali argomenti del compen<strong>di</strong>o della Dottrina sociale. Erano presenti<br />

all’incontro <strong>di</strong> inaugurazione del percorso: il Parroco Don Mario Cassata che ha spiegato le ragioni <strong>di</strong> queste riunioni, il Vicario del<br />

sesto Vicariato, Don Antonio Todaro che, citando l’enciclica sociale <strong>di</strong> Papa Benedetto XVI “<strong>Caritas</strong> in Veritate”, ha sottolineato<br />

l’attuale e preoccupante crisi <strong>di</strong> pensiero e l’auspicio che questi incontri possano <strong>di</strong>ventare delle palestre <strong>di</strong> idee. Il Prof. Elio<br />

Tomarchio, consigliere <strong>di</strong>ocesano <strong>di</strong> AC presente anche lui a questo primo incontro, è<br />

intervenuto evidenziando la necessità <strong>di</strong> un cammino perenne <strong>di</strong> catechesi sociale che<br />

orienti il cristiano nelle scelte socio-politiche. L’ultimo intervento è stato fatto dal presidente<br />

parrocchiale uscente <strong>di</strong> AC, Rosario Fabio Oliveri che, insieme al parroco, ha organizzato<br />

e programmato gli incontri e ha concluso parlando della duplice <strong>di</strong>mensione del<br />

cristiano, quella della terra e quella del cielo, ciò comporta l’impegno a pregare – come<br />

<strong>di</strong>ceva Giorgio La Pira- contemplando il mappamondo sul como<strong>di</strong>no; ecco perché l’imperativo:<br />

“Và e fa anche tu” che è lo slogan scelto per questo cammino <strong>di</strong> pastorale sociale,<br />

strumento per scuotere ogni credente ad avere compassione per il mondo, simpatia<br />

per i poveri, gli oppressi ed impegno per il Bene comune. Questo percorso <strong>di</strong> formazione<br />

si è concluso, il 19 <strong>Febbraio</strong>, con la tavola rotonda intitolata “Un’agenda <strong>di</strong> speranza: per<br />

un paese più solidale” che ha voluto richiamare il contributo e le idee che hanno animato<br />

la 46 a Settimana Sociale dei Cattolici italiani.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 29


il libro<br />

<strong>di</strong> Giuseppa Calò<br />

Il Libro: “La Costituzione<br />

Storie <strong>di</strong> ieri – Valori <strong>di</strong> oggi”<br />

Un viaggio nella memoria storica<br />

degli italiani alla riconquista<br />

del senso della nascita della<br />

nostra Costituzione ci offre la possibilità<br />

<strong>di</strong> comprendere come la forma<br />

giuri<strong>di</strong>ca sia espressione delle istanze<br />

e dei desideri <strong>di</strong> un popolo.<br />

Bruno Cantamessa, autore del libro,<br />

ha scelto per la collana “noi domani”<br />

e<strong>di</strong>zione “l’Isola dei ragazzi”, una<br />

forma narrativa semplice che attinge<br />

alle fonti e alla tra<strong>di</strong>zione orale del<br />

contesto familiare. Destinato ad un<br />

pubblico giovane il testo si offre anche<br />

ad una fruibilità più adulta.<br />

L’ampio periodo storico considerato<br />

da Cantamessa, va dal 1914 fino alla<br />

Costituzione della Repubblica nel<br />

1948, un periodo <strong>di</strong> preparazione nel<br />

quale dalla sofferenza per le trage<strong>di</strong>e<br />

il popolo italiano seppe con saggezza e<br />

determinazione trarre nuova energia<br />

propositiva esprimendola nei do<strong>di</strong>ci<br />

Principi fondamentali della Costituzione.<br />

A partire da essi l’autore rivela, attraverso<br />

i suoi personaggi, l’ironia e l’ottimismo<br />

che in fondo non sono mai<br />

venuti meno nel popolo italiano anche<br />

nelle vicende più tristi della nostra<br />

storia.<br />

Così Guido, un giocane fabbricante <strong>di</strong><br />

scarpe, protagonista della vicenda correlata<br />

all’art. 4 della Costituzione vede<br />

l’Italia <strong>di</strong> allora: «Lungo la strada, mi<br />

passò davanti agli occhi l’Italia uscita<br />

dalla guerra: strade <strong>di</strong>ssestate, rovine<br />

<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici bombardati, mancanza <strong>di</strong><br />

lavoro. Eppure la gente non era infelice:<br />

certo si sentiva il dolore per la<br />

mancanza dei morti, l’o<strong>di</strong>o degli anni<br />

<strong>di</strong> guerra civile, la nostalgia per un<br />

tempo <strong>di</strong> certezze quoti<strong>di</strong>ane che non<br />

sarebbe tornato tanto presto… C’era<br />

in giro una gran voglia <strong>di</strong> lavorare,<br />

nonostante tutto. I giovani erano tornati,<br />

quelli che ce l’avevano fatta, e<br />

avevano tutti un desiderio enorme <strong>di</strong><br />

sposarsi, <strong>di</strong> avere figli, casa, normalità».<br />

L’attuale contesto sociale e politico<br />

riflette un <strong>di</strong>ffuso senso <strong>di</strong> smarrimento<br />

e <strong>di</strong> scoraggiamento, tuttavia, l’autore<br />

sembra suggerire, a partire da<br />

quelle suggestioni, un possibile riequilibrio.<br />

Il pensiero <strong>di</strong> Guido può anche oggi<br />

essere con<strong>di</strong>viso riattualizzando lo spirito<br />

dei Padri fondatori e coltivando il<br />

desiderio <strong>di</strong> vivere l’identità nazionale<br />

con grande impegno comunitario e<br />

responsabilità verso una Nazione che<br />

celebrerà quest’anno il 150° anniversario<br />

dell’Unità d’Italia.<br />

<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>a Casella<br />

La manifestazione “Senza Carnevale<br />

siamo” è il secondo evento promosso<br />

dal progetto GZENNET in collaborazione<br />

con tantissime realtà del territorio<br />

palermitano; in modo particolare<br />

quest’anno “Senza Carnevale Siamo!”<br />

sarà gemellato con il Carnevale <strong>di</strong> Termini<br />

Imerese. L’idea che si offre è<br />

quella <strong>di</strong> un carnevale che nasce nei<br />

quartieri e attraversa la città, invade<br />

le strade in modo festoso e al tempo<br />

stesso riven<strong>di</strong>ca <strong>di</strong>ritti, un modo <strong>di</strong><br />

riappropriarsi delle piazze del centro<br />

e della periferia <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> per creare<br />

momenti <strong>di</strong> incontro, scambio e con<strong>di</strong>visione.<br />

L’intento è quin<strong>di</strong> quello <strong>di</strong><br />

Senza Carnevale siamo”!!!<br />

- Carnevale Sociale 20<strong>11</strong> -<br />

creare, nei giorni intorno al carnevale,<br />

<strong>di</strong>versi momenti <strong>di</strong> festa in <strong>di</strong>versi quartieri<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, rendendo i ragazzi protagonisti<br />

tanto degli eventi che si svolgono<br />

nel proprio territorio quanto <strong>di</strong> quelli<br />

che si tengono nei quartieri <strong>di</strong>stanti.<br />

Il programma ha visto tre sfilate in<br />

città e una partecipazione straor<strong>di</strong>naria<br />

fuori città: sabato 5 marzo, QUAR-<br />

TIERE S. GIOVANNI APOSTOLO<br />

(CEP); domenica 6 marzo, CARNEVA-<br />

LE TERMITANO; martedì 8 marzo,<br />

CENTRO STORICO (VUCCIRIA, BAL-<br />

LARÒ, CAPO, DANISINNI); sabato 12<br />

marzo, QUARTIERE S. FILIPPO NERI<br />

(ZEN).<br />

30 Informa<strong>Caritas</strong><br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci


CHE BELLA GIORNATA<br />

il film<br />

<strong>di</strong> Salvo Grasso<br />

<strong>di</strong> geniale, dall’altra gli permette <strong>di</strong> conquistare<br />

a sè tanto la critica.<br />

È fin troppo naturale saltare al paragone<br />

con le maschere celebri <strong>di</strong> un<br />

certo cinema comico europeo, i<strong>di</strong>ota<br />

come e più del celebre Ispettore Clouseau,<br />

tanto ingenuo da far sembrare<br />

quasi furbo anche l’impacciatissimo<br />

Mr. Bean, ma nel contempo appare<br />

anche molto vicino ad una qualsiasi<br />

maschera da comme<strong>di</strong>a dell’arte,<br />

attualizzata e modernizzata laddove<br />

porta in scena l’italiano me<strong>di</strong>o, più<br />

banale ed or<strong>di</strong>nario, dei giorni nostri.<br />

Ma Zalone, sotto l’apparente levità del<br />

costrutto, non conosce timore nè<br />

tanto meno pudore, quando si scaglia,<br />

ad esempio, contro le missioni <strong>di</strong> pace,<br />

incarnate dal padre soldato, eternamente<br />

in missione <strong>di</strong> pace (uno straor<strong>di</strong>nario<br />

ed esilarante Rocco Papaleo),<br />

così come contro la Chiesa ed il clero,<br />

nelle scene che fanno il verso ad ‘angeli<br />

e demoni’ <strong>di</strong> “don Brown”, quando si<br />

aggira negli oscuri corridoi della curia<br />

milanese. Che Bella Giornata si <strong>di</strong>scosta<br />

dunque nettamente da Cado dalle<br />

nubi, non si cerca infatti <strong>di</strong> cavalcare<br />

un setting vincente, riproponendo in<br />

salsa <strong>di</strong>versa gli stessi ingre<strong>di</strong>enti <strong>di</strong><br />

successo, ma si riparte da zero con<br />

idee ed approccio <strong>di</strong>versi.<br />

Il risultato finale ci permette <strong>di</strong> salutare<br />

la nascita <strong>di</strong> un talento intelligente<br />

che non prende in giro il proprio<br />

pubblico tentando <strong>di</strong> somministrargli<br />

una minestra riscaldata, ma elevandolo<br />

a vero target del proprio lavoro, il<br />

La storia segue le avventure <strong>di</strong><br />

Checco (Luca Me<strong>di</strong>ci in arte Checco<br />

Zalone), ragazzo ignorante e<br />

materialista che fallisce per la terza<br />

volta il concorso per entrare nei Carabinieri,<br />

ma grazie ad alcune conoscenze<br />

nella curia milanese riesce a farsi assumere<br />

come responsabile della sicurezza<br />

della Madonnina, in cima al Duomo. Un<br />

giorno conosce Farah, una ragazza<br />

araba studentessa <strong>di</strong> architettura, e i<br />

due cominciano a frequentarsi. Checco<br />

se ne innamora quasi all’istante, e la<br />

coinvolge nelle travolgenti abitu<strong>di</strong>ni<br />

della sua famiglia, pugliese ma trapiantata<br />

in provincia <strong>di</strong> Milano; non può<br />

sapere, però, che Farah e suo fratello<br />

stanno progettando un attacco terroristico<br />

per far esplodere la Madonnina,<br />

ovvero il simbolo <strong>di</strong> Milano. Dopo l’imbarazzante<br />

pochezza <strong>di</strong>mostrata da<br />

quelli che sarebbero dovuti essere “i<br />

film comici dell’anno”, ossia i cinepanettoni,<br />

è confortante scoprire che<br />

qualcuno cerca ancora <strong>di</strong> fare ridere<br />

raccontando una storia invece <strong>di</strong> propinare<br />

una sequela <strong>di</strong> gag senza capo ne<br />

coda. E, al <strong>di</strong> la degli indubbi meriti<br />

degli attori coinvolti (Rocco Papaleo,<br />

Tullio Solenghi e Ivano Marescotti) e dell’appeal<br />

che Zalone possa avere sul pubblico,<br />

il valore aggiunto <strong>di</strong> un film come<br />

Che bella giornata è proprio quello <strong>di</strong><br />

offrire una trama strutturata. Caratteristica<br />

che, nonostante dovrebbe essere<br />

scontata, nel cinema italiano <strong>di</strong> oggi fa<br />

la <strong>di</strong>fferenza. Prendendosi gioco soprattutto<br />

del malcostume italico, della meritocrazia<br />

che governa il nostro paese e<br />

dell’ignoranza <strong>di</strong>ventata quasi uno status<br />

symbol, Zalone e Nunziante (autori<br />

anche della sceneggiatura) confezionano<br />

una comme<strong>di</strong>a gradevole e <strong>di</strong>vertente,<br />

molto semplice ma anche ricca <strong>di</strong><br />

bizzarre trovate, tipo il gustoso cameo<br />

<strong>di</strong> un autoironico Caparezza.<br />

Se l’intimista e ‘fracassone’ ‘Cado dalle<br />

Nubi’, poteva sembrare un casuale successo,<br />

sulla scia delle performances<br />

televisive, la seconda opera <strong>di</strong> Checco<br />

Zalone testimonia invece un coraggio<br />

ed un’originalità, nelle scelte e nelle<br />

tematiche, che esalta il suo approccio<br />

personale al mondo del cinema.<br />

La sua colonna sonora certo esalta,<br />

con pezzi originali ed esilaranti, i passaggi<br />

più importanti del film, ma è<br />

proprio il tipo <strong>di</strong> comicità, coraggiosa<br />

e mai volgare, a colpire lo spettatore,<br />

trascinandolo in un mondo ‘or<strong>di</strong>nariamente’<br />

normale, quasi banale, ma<br />

estremamente <strong>di</strong>vertente.<br />

Checco raggiunge il suo obiettivo portando<br />

in scena il ‘se stesso’ deteriore, quello<br />

per intenderci, che rappresenta un po’ il<br />

peggio del “buon uomo” italiano, ma lo fa<br />

sempre con quella delicatezza ‘soft’ che<br />

se da una parte conferma certo un che<br />

pretesto dell’Islam non è forma <strong>di</strong> ‘ruffianeria’,<br />

quanto piuttosto uno specchio<br />

fedele ma impietoso dei vizi <strong>di</strong><br />

una società vuota e ricca <strong>di</strong> pregiu<strong>di</strong>zi<br />

e luoghi comuni.<br />

gennaio/febbraio duemilaun<strong>di</strong>ci<br />

Informa<strong>Caritas</strong> 31


Avvio Master Universitario <strong>di</strong> Primo Livello<br />

in “Processi <strong>di</strong> Sviluppo, Legalità, ed educazione alla Pace”<br />

Don Pino Puglisi<br />

Il Rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta, Prof. Giuseppe<br />

Dalla Torre ed il Direttore della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong>, Don Benedetto<br />

Genual<strong>di</strong>, avendo progettato ed approvato insieme il Master <strong>di</strong> primo<br />

livello in “Processi <strong>di</strong> sviluppo, Legalità ed educazione alla pace” intitolato<br />

a Don Pino Puglisi, comunicano l’imminente avvio delle selezioni per la frequenza<br />

del corso biennale. Le lezioni saranno riservate ad un massimo <strong>di</strong> 25 studenti, in possesso <strong>di</strong><br />

laurea <strong>di</strong> primo livello in materie umanistiche, giuri<strong>di</strong>che, letterarie, sociali, psicologiche e pedagogiche,<br />

o <strong>di</strong> titolo equivalente. Entro il mese <strong>di</strong> aprile verrà pubblicato il bando <strong>di</strong> selezione con le in<strong>di</strong>cazioni<br />

per la domanda <strong>di</strong> ammissione. Il Master, <strong>di</strong>retto dal Professore Gioacchino Lavanco dell’Università<br />

<strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> e dal Professore Giuseppe Mannino dell’Università LUMSA, prevede 650 ore <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>dattica frontale e laboratoriale e 500 ore <strong>di</strong> stage presso enti accre<strong>di</strong>tati tra cui l’Istituto <strong>di</strong> Diritto<br />

Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo, COPE ONG (cooperazione paesi emergenti), Apriti Cuore<br />

ONLUS – (tutela dei <strong>di</strong>ritti dei minori, <strong>di</strong>sabili e immigrati) ed altri enti collegati a <strong>Caritas</strong>. Sono previste<br />

sette borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o a copertura totale e parziale dei costi <strong>di</strong> frequenza ed un premio finale intitolato<br />

a “don Pino Puglisi” alla migliore <strong>di</strong>ssertazione finale. Per informazioni è possibile scrivere<br />

all’in<strong>di</strong>rizzo email g.mannino@lumsa.it o rivolgersi <strong>di</strong>rettamente al <strong>di</strong>rettore della <strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Palermo</strong>, ai con<strong>di</strong>rettori del Master, o all’Avv. Francesco Capagna, tutor del Master.<br />

La Direzione del Master<br />

Gioacchino Lavanco<br />

Giuseppe Mannino<br />

<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong><br />

www.caritaspalermo.it<br />

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<strong>Caritas</strong> <strong>Diocesana</strong> <strong>Palermo</strong> - c.c.p. <strong>11</strong>297900<br />

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“Se ognuno fa qualcosa - Informa<strong>Caritas</strong> <strong>Palermo</strong>”<br />

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Or<strong>di</strong>nario € 10,00<br />

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C/C BANCARIO S. PAOLO IMI - AG.N.8<br />

Via E. Restivo, 85 - 90041 <strong>Palermo</strong><br />

Conto Corrente n. 961<br />

Coord. Banc. ABI 1025 - CAB 4608

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