filosofia - Confesercenti Modena

confesercentimodena.it

filosofia - Confesercenti Modena

PREZZO DI COPERTINA 0,50 €

E D I Z I O N E S P E C I A L E P E R R I C O R D A R E O T T O B R E R O S A

N°7

2009 MO D E N A

Un pieno di

filosofia

Spedizione in A. P. art. 2 comma 20/B Legge 662/96, filiale di Modena

Solo posti in

piedi per il

festival del

sapere

In c h I e s ta

Festival dell’entusiasmo

sI s t e M a cO n f e s e r c e n t I

“Patto per attraversare la crisi”

gI O Va n I c O r r I s P O n D e n t I D a l M O n D O

Praga-Modena andata e ritorno

bI a n c O & ne r O

Cucina e filosofia...

Pr O ta g O n I s t I

Il mondo dall’alto dei pattini

Ob l ò

Alt, c’e’ la pizza a qudretti!

tr a g l I s c a f fa l I

Storie bestiali


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PE R I O D I C O M E N S I L E

D I CO N F E S E R C E N T I MO D E N A

Una copertina speciale quella che Tutto Confesercenti ha voluto

per ricordare “Ottobre Rosa”, l’iniziativa che per tutto il mese

porta nella nostra provincia la campagna di sensibilizzazione e

prevenzione contro il tumore al seno.

www.ausl.mo.it

04

Inchiesta

Festival dell’entusiasmo

RE D A Z I O N E:

Via Santi n. 8, 41123 Modena

Tel. 059.892.611, Fax 059.826.969

www.confesercentimodena.it

DI R E T T O R E R E S P O N S A B I L E:

Antonio Pignatiello

IN R E D A Z I O N E:

Fabiana Forni, Barbara Mazzini,

Antonio Pignatiello, Filippo Pederzini,

Katerina Helceletova, Francesco Baraldi.

FO T O C O P E R T I N A:

ph©baracchi-campanini

FO T O G R A F I E:

Archivio Confesercenti, Archivio Nevent

06

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Sistema Confesercenti

“Patto per attraversare la crisi”

Giovani corrispondenti dal mondo

Praga-Modena andata e ritorno

Bianco & Nero

Cucina e filosofia ....

Protagonisti

Il mondo dall’alto dei pattini

Oblò

Alt, c’e’ la pizza a qudretti!

Tra gli scaffali

Storie bestiali

GR A F I C A:

Debora Beltrame

PR O G E T T O ED I T O R I A L E:

Nevent Srl - via Giardini 456/C - 41124

Modena

Tel. 059.29.29.413 - fax 059.29.20.320

info@nevent.it - www.nevent.it

SE G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E:

Fabiana Forni

tel. 059.29.29.413, info@nevent.it

STA M PA :

Nuovagrafi ca - Carpi

Aut. Trib. Mo. N 1642 del 10.07.02

Spedizione in A. P. art. 2 comma 20/B

Legge 662/96, fi liale di Modena

PE R I N S E R Z I O N I PU B B L I C I TA R I E:

Confesercenti Modena

Tel. 059.29.29.413

uffi ciostampa@confesercentimodena.it

TUTTI INSIEME FILOSOFICAMENTE

Quando è la cultura a smuovere l’economia

Comunità.

Non solo un tema, un titolo, una parola attorno alla quale declinare

i diversi appuntamenti dell’iniziativa: non solo questo, ma un vero

e proprio inno a non abbandonare la vocazione originaria di una

rassegna che da anni regala molto alla nostra città. Un incitamento

a lasciarsi alle spalle polemiche e veleni che hanno rischiato di

rovinare qualcosa di prezioso, un invito non solo a ripartire ma a

ritrovare quella unità di intenti e di obiettivi necessaria a creare

una rassegna che fi n dal suo esordio ha avuto il pregio di unire

in modo innovativo ed effi cace cultura, promozione del territorio

e gastronomia.

La comunità del Festival della Filosofi a è anche quella degli

operatori del commercio, del turismo e della ristorazione che

vivono intensamente la tre giorni tinta di rosso e bianco che

invade Modena, Carpi e Sassuolo, e per la quale quest’anno

l’iniziativa fi losofi ca rappresentava un’attesa occasione di verifi ca

nonché una gradita boccata d’ossigeno. Momento importante

per tutto il territorio, il Festival travolge più o meno indirettamente

ogni aspetto della vita sociale ed economica ed è in particolare

a questo secondo aspetto che rivolgiamo la nostra attenzione in

questo numero: non per fare bilanci od esprimere giudizi, quanto

piuttosto analizzare le diverse sfaccettature di come un evento

culturale abbia la forza di trasformarsi in qualcosa di diverso,

qualcosa di più, in una risorsa economica.

In questi mesi l’aspetto economico continua a permeare

ogni sfumatura della vita quotidiana e si moltiplicano le azioni

indirizzate a rendere il traghettamento fuori dalla crisi il meno

diffi cile possibile. Per tamponare la situazione esistente e

lanciare basi per il futuro la Regione ha messo a punto una serie

di interventi ed iniziative per attraversare la crisi ma soprattutto

per farsi trovare ai nastri dei partenza della risalita.

s O M M a r I O

3


a cura di Francesco Baraldi

I n c h I e s t a

4

Il Festival della Filosofi a di quest’anno, record

nelle presenze, si è dimostrato eccezionale anche

nell’entusiasmo e nella soddisfazione del pubblico. I “big”

del pensiero contemporaneo, da Massimo Cacciari, a

Vandana Shiva, a Stefano Rodotà hanno fatto registrare

Festival

dell’entusiasmo

Breve viaggio tra chi ha

vissuto in prima persona

il Festival della Filosofia

2009

il tutto esaurito in Piazza Grande, in ciascuno dei tre

giorni della kermesse. Abbiamo voluto approfondire le

sensazioni dei partecipanti,

“Tante persone provenienti dalle regioni circostanti,

Toscana e Veneto su tutte, ma anche tanti turisti

tedeschi, inglesi e spagnoli” questo il quadro dipinto

dai volontari nei punti informativi dislocati alla stazione

ferroviaria e di fronte alla Fondazione San Carlo. Tanti

giovani soprattutto. Ragazzi e Ragazze hanno affollato

i portici, le piazze, assiepati sui gradini delle chiese e

dei palazzi prima, dopo e durante le lezioni, tutti dotati

di gadget di ordinanza, maglietta o borsetta rossa con

annessa citazione. “ E’ un’occasione per rifl ettere su temi

che non vengono mai affrontati a scuola o in televisione”,

così ci dicono alcuni studenti e aggiungono: “Non

capita tutti i giorni di trovare qualcuno capace di parlare

veramente.”.

Incontriamo sotto un portico una coppia toscana,

entrambi professori di Liceo: “Veniamo a Modena ogni

anno , sin dal 2001. E’ un’occasione unica per ascoltare

rifl essioni importanti.”, e aggiungono, “anche perché

oggigiorno siamo circondati solamente da banalità e

tanto chiasso”. Più avanti lungo la strada una ragazza

trascina il suo trolley e stringe con soddisfazione un

volume nell’altra mano: “E’ l’ultimo scritto di Stefano

Rodotà, appena autografato dall’autore! Sono molto

soddisfatta della conferenza appena conclusa, e anche

di averlo potuto incontrare di persona.” “La valigia”.

“Sono una ricercatrice all’Università di Bolzano, scappo

a prendere il treno!”.

Incrociamo volti sorridenti, piccoli capannelli di amici che

continuano a discutere tra loro al termine delle conferenze.

Ne interroghiamo alcuni: “Noi siamo di Modena. Veniamo

spesso quando ci sono queste iniziative. E’ bello vedere

il centro così affollato. Peccato solo per la pioggia.”

Ma non tutti la pensano allo stesso modo: “Pioggia,

disagi Macché, non abbiamo mai venduto così tanti

ombrelli!” Queste le parole dei gestori di un chiosco

in Piazza XX Settembre, che aggiungono: “E’ passata

davvero molta gente già da venerdì pomeriggio, gli affari

sono andati molto bene.” Quest’opinione non è isolata.

I commercianti del Centro Storico infatti si dicono per lo

più soddisfatti di questa tre giorni di festival: il grande

affl usso di pubblico ha mantenuto vivo il cuore della

città. Il sabato sera, per il cosiddetto “Tiratardi”, alcuni

esercizi commerciali hanno tenuto le serrande aperte

ben oltre il solito orario di chiusura; minore invece la

percentuale di negozi aperti nella giornata di domenica.

Ristoratori e albergatori sono tra le categorie che hanno

maggiormente goduto di questi benefi ci. “Se ci fosse una

manifestazione di questo tipo a settimana sarei sistemato

per la pensione”, scherza il proprietario di un bar di via

Castellaro, mentre un ristoratore di via Taglio commenta:


a cura di Francesco Baraldi

“L’idea dei menù filosofici è importante perché fornisce

ai turisti una mappa dei ristoranti della città. Una buona

pubblicità.”. Nella sola Modena, infatti, ben 35 locali

convenzionati offrono menù tematici, elaborati dal

filosofo Tullio Gregory.

Un’altra nota positiva è rappresentata da librerie ed

edicole. Il pubblico del Festival, generalmente con un

alto livello di scolarizzazione, compra assiduamente i

quotidiani e riempie le librerie, dove ovviamente vanno

a ruba i testi degli stessi autori invitati a tenere le

conferenze. Anche gli operatori agli stand con i gadget

del Festival e della libreria Feltrinelli, convenzionata per

la vendita delle paginette, dichiarano un tutto esaurito

senza precedenti.

A conclusione di questo breve viaggio, ci affidiamo alle

parole di una negoziante di via Emilia Centro, che tira

le somme dell’intera iniziativa e rilancia: “Partendo dal

successo di questi giorni, penso si debba lavorare per

dare continuità.

Con iniziative simili si può rilanciare il turismo nella

nostra città, e portare nuovo ossigeno a tutti quanti. Ce

n’è davvero bisogno.”.

Filosofia: un bilancio positivo per Confesercenti

“Operatori soddisfatti. Per il 2010, bene

l’aggiunta di un giorno: più opportunità”

“I risultati raggiunti indicano la via anche per gli altri eventi. Nella programmazione, importante

coinvolgere le associazioni di categoria”

Archiviato il Festival della Filosofia sono i bilanci e le riflessioni a scendere in campo. Se un importante

riconoscimento va al Consorzio del festival che al debutto ha centrato il traguardo delle oltre 150 mila presenze,

la manifestazione per Confesercenti Modena si conferma un punto fermo nella valorizzazione della città, come

nello sviluppo economico di tutte le categorie del commercio e in particolare dei pubblici esercizi.

“Ci troviamo in accordo con quanto ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Modena Roberto Alperoli

che la formula del Festival è sicuramente da esportare ad altri eventi in modo da promuoverli anche al di fuori

della singola realtà modenese - dichiara Mario Bugani, neopresidente provinciale di Fiepet Confesercenti Modena

– Non possiamo poi fare a meno che condividere l’idea di allungare il festival, magari già dal prossimo anno di

un giorno: aumenterebbe le opportunità per tutti gli operatori del commercio. La base da cui partire sono i positivi

riscontri ottenuti nel corso della tre giorni, con incrementi nei pubblici esercizi per quello che riguarda i consumi

anche del 30-40%, rispetto ai normali fine settimana. Sul fronte dei ristoratori inoltre oltre al successo ottenuto

dai menù filosofici motivo di sicura attrazione, si è riscontrata anche un’ampia richiesta di piatti tradizionali, segno

che Modena a tavola riscontra ugualmente il favore del pubblico”.

Una boccata d’ossigeno per il settore dunque come del resto per il commercio più in generale. Sono stati tanti

infatti anche gli esercenti che hanno approfittato dell’opportunità offerta dal Festival per tenere aperte le loro

attività anche di domenica. “La ricaduta che la manifestazione ha avuto a trecentosessanta gradi – afferma Guido

Sirri, presidente Confesercenti area Modena - è la dimostrazione che il lavoro sinergico di tutti i soggetti interessati

ha contribuito a rendere appetibile e a promuovere direttamente il centro storico, la città e il territorio. Se questa

dunque è la via da seguire e i risultati lo dimostrano, occorre trovare una continuità nella programmazione in cui

il coinvolgimento delle associazioni di categoria sia sempre costante”.

I n c h i e s t a

5


a cura di Fabiana Forni

s I s t e M a cO n f e s e r c e n t I

6

FARSI

GRANDI

PER I

PICCOLI

“Patto per

attraversare

la

crisi”

Un patto per attraversare la crisi, evitare i licenziamenti

e dare risposte ai lavoratori delle piccolissime imprese

fi no ad oggi esclusi dalla tutela degli ammortizzatori

sociali. Sono i termini principali dell’accordo siglato

lo scorso maggio che ha visto Regione Emilia-

Romagna, istituzioni locali, organizzazioni sindacali

e associazioni imprenditoriali unirsi e collaborare

nell’interesse dei lavoratori, per fornire soluzioni

alternative ai licenziamenti.

Accordo regione e banche per finanziamenti

Sono 248 i progetti complessivamente fi nanziati con

35 milioni di euro dalla Regione, progetti dedicati in

particolare all’innovazione che renderanno possibili

392 assunzioni di nuovi ricercatori. Inoltre a partire

da gennaio 50 i milioni di euro saranno messi a

disposizione per sostenere gli investimenti produttivi

delle imprese, e altri 30 per fi nanziare progetti di

riorganizzazione e informatizzazione delle PMI.

Il sostegno ci sarà anche per quelle imprese che

vogliono rinnovarsi avendo anche una particolare

attenzione all’ambiente e al risparmio energetico,

risorsa che sempre più uniscE vantaggi economici a

quelli di tipo sociale e ambientale.

L’accordo, prevede infatti la sospensione dei debiti

delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio

con il blocco per 12 mesi del pagamento della quota

capitale delle rate di mutuo, del pagamento della quota

capitale implicita nei cambi di leasing immobiliare e

mobiliare e l’allungamento a 270 giorni delle scadenze

del credito a breve termine per sostenere le esigenze di

cassa con riferimento alle operazioni di anticipazione

su crediti certi ed esigibili.

Persone al centro

Tra i provvedimenti presi dal Governo per fronteggiare

la crisi spicca anche la norma che estende l’uso degli

ammortizzatori sociali in deroga a quelle categorie


a cura di Fabiana Forni

di lavoratori di imprese rimaste fi no ad ora escluse. Il

provvedimento è retroattivo a partire dal 1 gennaio

2009, per i lavoratori dipendenti a tempo determinato e

indeterminato, apprendisti e lavoratori somministrati (ex

interinali) impiegati in imprese con meno di 15 dipendenti

che operano nei settori di servizi, commercio, artigianato

e delle cooperative. Grazie a questo accordo anche

lavoratori licenziati o sospesi possono contare sull’80%

della retribuzione, ma soprattutto accedere alle molte

possibilità di formazione messe a disposizione dalla

Regione e dagli enti di formazione.

Per i lavoratori infatti la formazione rappresenta una leva

strategica in ogni situazione, e si rivela una ulteriore risorsa

per contrastare la crisi: ad ogni lavoratore licenziato o

sospeso verranno per questo presentati interventi mirati

di orientamento volti ad individuare azione personalizzate

per l’aggiornamento di competenze già possedute o

all’acquisizione di nuove. Il duplice scopo è quello di

sostenere i lavoratori in diffi coltà in questo momento, e

di fornire strumenti per essere competitivi sul mercato

del lavoro una volta usciti dalla crisi. Sono previsti

quasi 100 milioni di investimento per la formazione: un

fondo di 2,8 milioni di euro in assegni individuali che

possono ammontare fi no a 5 mila euro, per permettere

l’assegnazione di voucher per frequentare i corsi di

formazione previsti dal “Catalogo interregionale di alta

formazione”. Catalogo che offre a persone occupate e

non, in tutta la Regione, la possibilità di accedere ad un

vasta offerta formativa.

Intanto a partire da settembre verranno avviati 98 nuovi

percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore e

formazione professionale superiore con alcune importanti

novità, come quelli per diventare tecnico superiore per

l’ambiente, l’energia e la sicurezza in azienda, ma anche

nel settore turistico e nella gestione dei progetti edili a

risparmio energetico.

Ammontano invece a 5 milioni le risorse stanziate per

creare il Fondo Sociale Europeo, per i giovani che

vogliono creare nuove imprese e sviluppare progetti di

ricerca industriale e trasferimento tecnologico.

• 520 milioni per la tutela di lavoratori e imprese

• 155milioni per fi nanziare ricerca e innovazione tecnologica

• 114 milioni per qualifi care competenze e formazione di chi rimane disoccupato e attenzione ai giovani

• 6 milioni per famiglie diffi coltà

• no ticket per cassa integrati ed esenzione farmaci fascia C

COSA DEVE FARE L’IMPRESA

Con l’assistenza dell’Associazione di categoria Confesercenti raggiungere in azienda un accordo con le

rappresentanze sindacali pianifi cando nei tempi e nelle modalità la riduzione di orario di lavoro per uno o

più lavoratori dipendenti ; successivamente Confesercenti provvede ad inviare alla Regione la richiesta di

“esame congiunto” utile alla concessione del provvedimento autorizzativo.

Durante l’iter , l’Inps, su richiesta dell’azienda, provvede comunque ad anticipare il trattamento di cassa

integrazione ai lavoratori. La cassa integrazione in deroga e l’ indennità di mobilità possono avere durata

massima di 6 mesi con possibile proroga per altri 6 mesi.

In presenza di sospensioni di attività lavorativa per uno o più dipendenti, l’Inps interviene riconoscendo

l’80% della retribuzione persa unitamente all’Ente Bilaterale di categoria.

Per conoscere procedure e modalità di accesso è possibile consultare il sito

www.emiliaromagnalavoro.it o scrivere a : info@confesercentimodena.it

s I s t e M a cO n f e s e r c e n t I

7


a cura di Katerina Helceletova

Praga-Modena

andata e ritorno

g I O V a n I c O r r I s P O n D e n t I D a l M O n D O

8

Lavoro e burocrazia nostrani visti con occhi stranieri

A Modena vivo ormai da tre anni, e praticamente da quando troverei mai nella posizione del cittadino straniero.

sono arrivata lavoro per la cooperativa Mediagroup98, Essendo straniera ho dovuto affrontare diverse difficoltà,

svolgendo soprattutto la mansione di centralinista e pur come cittadina comunitaria, soprattutto sul fronte

receptionist presso Grandi Salumifici Italiani.

burocratico. Per primo ho dovuto naturalmente cercare

Quello che mi portò in Italia non era il desiderio di migliorare un lavoro. A parte i soliti giornali e annunci online volevo

la mia situazione economica, se potessi tornare indietro registrarmi al Centro per l’impiego, ma questo non è stato

forse non ripeterei tutte le scelte che ho fatto ma non possibile perché per registrarmi dovevo avere il permesso

rimpiango niente. Grazie alle decisioni prese in passato o la carta di soggiorno e in Questura mi è stato detto che

in questi anni ho avuto modo di vivere esperienze molto non era necessario fin quando non avessi trovato un

preziose.

lavoro. Una volta finalmente ottenuto un lavoro ho dovuto

Negli anni vissuti qui non ho notato tantissime differenze richiedere la carta di soggiorno anche se ricevevo ogni

tra la vita quotidiana di Modena e Praga, la mia città di volta informazioni contrastanti… la cosa mi è sembrata

origine. Ovviamente se fossi rimasta a casa, avrei la abbastanza strana, quasi che il tutto dipendesse da chi era

mia famiglia accanto e soprattutto starei nell’ambiente in di turno allo sportello. Il fatto era che se mi fosse mancato

cui sono cresciuta. Certo a Modena ci sono alcune cose anche solo un documento, magari neanche elencato nella

completamente diverse, soprattutto perché a Praga non mi lista della Questura, e allo sportello me l’avessero chiesto


a cura di Katerina Helceletova

la mia domanda non sarebbe stata accettata e quindi problema è che la mia laurea mi serve ben poco qui visto

avrei dovuto rifare tutto. Procurarmi i documenti mancanti, l’indirizzo di studio. Anche in Repubblica Ceca non sarebbe

tornare l’indomani alle 6 di mattina per riuscire a prendere il facilissimo perché tante aziende cercano persone giovani,

numero alle 8 quando apre la Questura, dopodiché sperare appena laureate ma con esperienza, un tipo di preparazione

di concludere il tutto in mattinata con l’accettazione della che sembra un controsenso. Parlando del lavoro si arriva

domanda.

anche al costo della vita e qui devo dire che è più o meno

Dopo aver superato il primo scoglio burocratico non uguale. Piuttosto che i prezzi, che a Praga sono più bassi

resta che aspettare…un’attesa piuttosto lunga poiché per rispetto a quelli a Modena, bisogna considerare il rapporto

ricevere la mia carta di soggiorno ci sono voluti ben 5 mesi tra questi e lo stipendio medio. Guardando la questione da

(dall’autunno del 2006 alla primavera del 2007)! A questa questo aspetto, direi che vivere qui non mi dà un grande

attesa inoltre era legata anche l’impossibilità di aprire un vantaggio a parte i periodi di ferie passati a Praga.

conto corrente perché, pur avendo un contratto di lavoro e Una cosa che trovo fino ad ora piuttosto scomoda a Modena

la conferma della richiesta della carta di soggiorno, senza sono i mezzi pubblici ed il loro funzionamento. A Praga non

quest’ultima non si poteva fare. In più in banca non volevano ero mai abituata a dover utilizzare mezzi propri, per andare

cambiare nemmeno l’assegno del mio primo stipendio a scuola o lavoro e per raggiungere le zone in periferia mi

perché non avevo la carta d’identità italiana o il passaporto servivo dei mezzi pubblici: qui avere una macchina diventa

straniero, documenti peraltro assolutamente non necessari una necessità senza la quale uno ha delle difficoltà perfino

per il mio soggiorno in Italia.

a trovare un impiego, ed è una realtà ancora più difficile

Con tutto questo se dicessi che da noi non esiste la cui abituarsi considerando la opposte dimensioni delle due

burocrazia sarebbe una bugia, ma credo che a complicare città.

le cose in Italia sia soprattutto una gran confusione e poca Guardare ad una paese che non è il proprio e raccontare

chiarezza, molta dispersione e non solo nei confronti degli la propria esperienza non è mai facile, ma nonostante tutto

stranieri ma degli stessi cittadini italiani. In Repubblica a Modena non ho incontrato solo delle difficoltà: certe cose

Ceca le informazioni esatte e corrette si ricevono negli rimangono comunque più impresse di altre, in fondo sono

uffici o consultando il sito internet, in modo più diretto e i momenti così che fanno crescere e maturare e perciò

senza rimandi a sportelli diversi. E, particolare non piccolo, me li ricordo meglio. Mi trovo bene qui, ho un lavoro che

le scadenze per l’emissione dei documenti vengono mi soddisfa, mi sono creata il mio ambiente, trovato degli

rigorosamente osservate.

amici e direi di essere in una situazione abbastanza stabile.

Considerando le opportunità lavorative può apparire E quando mi sento priva di forza per proseguire penso a

curioso, ma devo dire che mi troverei probabilmente in una una frase che mi ha detto un’amica tempo fa: “un sentiero

posizione più favorevole se fossi rimasta a Praga. Oggi con senza ostacoli non porta da nessuna parte,” la stessa che

la crisi la situazione è più o meno uguale dappertutto, ma il mi ha aiutato a trovare l’amore della mia vita.

IL C O R R I S P O N D E N T E D E L M E S E

Cambiare prospettiva si sa,

aiuta a conoscersi meglio: è

quello che ci invita a fare la

corrispondente di questo mese,

trasformandoci da osservatori a

osservati.

Nome:

Cognome:

Università:

Età:

Katerina

Helceletova

Università Silesiana di Opava

28

g I O V a n I c O r r I s P O n D e n t I D a l M O n D O

9


a cura di Fabiana Forni

I MENU’ FILOSOFICI:

UN FORTE IMPATTO SULLA

CITTA’ CHE PORTA GRANDI

VANTAGGI ALLA RISTORAZIONE

LOCALE, INIZIATIVA DA

INCREMENTARE

b I a n c O e ne r O

10

“Due anni fa quando aprimmo lo facemmo

apposta una settimana prima del Festival per poter

partecipare, ci era parsa da subito una buona

occasione di promozione del territorio e della città alla

quale volevamo prendere parte e ne abbiamo avuto

conferma.” E’ con queste parole piene di entusiasmo

che Dania, una dei titolari di FUSORARI, ricorda

l’anno in cui il locale di Piazzale Torti ha deciso di

aderire alle proposte gastronomiche del Festival della

Filosofi a. “La partecipazione porta risultati evidenti,

abbiamo il doppio di clienti rispetto ai soliti weekend e

la maggior parte vengono la domenica, il che è molto

signifi cativo visto che è solitamente la giornata meno

movimentata nel programma del festival. Questo

aspetto diventa molto importante per noi, che siamo

si in centro ma in una zona non frequentatissima e

che non ospita gli eventi del festival –racconta Dania-

Quest’anno a differenza delle edizioni precedenti

proponevano solo ed esclusivamente il menù

fi losofi co senza accompagnarlo all’offerta del nostro consueto menù, e nonostante questo abbiamo avuto un fl usso

di gente superiore alle attese. Vista la nostra posizione, sappiamo che chi è venuto a provare il menù da noi ha fatto

una scelta precisa, è venuto a cercare noi in modo specifi co.” Un successo dunque per FUSORARI me non solo

“L’iniziativa dei menù fi losofi ci dimostra che i modi per valorizzare il centro ci sono, gli eventi culturali si integrano

con la città e bisogna lavorare per dare ancora più potere e risalto a queste manifestazioni. La città è piena nel

weekend della festa e tutti gli esercizi commerciali ne ottengono una grande visibilità –un punto di partenza e non di

arrivo secondo lo staff di FUSORARI, che ritiene si debba fare di più- Le persone che vengono da fuori Modena nel

weekend del festival, diffi cilmente tornano a visitare una città che turisticamente ha poca attrattiva.”


a cura di Fabiana Forni

CUCINA E FILOSOFIA:

“UN’INIZIATIVA INTELLIGENTE

MA POCO COMPRESA CHE

CI ALLONTANAVA DALLA

NOSTRA VOCAZIONE DI

RISTORAZIONE”

Una questione di identità, preservare nelle scelte

originarie e portare avanti la propria personale

tradizione: per Massimiliano Telloli, chef dello Stallo

del Pomodoro, la scelta di abbandonare dopo un anno

l’iniziativa dei menù fi losofi ci sta in fondo in questo,

nel voler mantenere la direzione intrapresa all’inizio

della propria avventura nella ristorazione.

Entrato nella squadra dei cuochi fi losofi nel 2003, lo

Stallo del pomodoro ha fatto marcia indietro dopo un

anno ma non per mancanza di fi ducia nell’iniziativa.

“Quando decidemmo di partecipare la scelta fu dettata

dal fatto che l’idea si presentava come qualcosa

di diverso e originale, un tipo di proposta che si

accostava alla nostra linea –racconta Massimiliano-

Noi proponiamo una cucina creativa ed elaborata,

le tradizioni gastronomiche del nostro territorio sono

presenti nel nostro menù ma il nostro impegno è

proporlo in modi meno consueti. In un certo senso

aderire al Festival della Filosofi a si era rivelato un

modo di “negare” noi stessi, proporre un menù a base di tortellini, tagliatelle e bolliti in un certo era come andare

controtendenza.”

“L’anno della nostra partecipazione nonostante avessimo molte tavoli prenotati apposta per il festival la maggior

parte dei clienti una volta qui sceglieva dal nostro consueto menù alla carta. L’idea del menù fi losofi co è certamente

una bella iniziativa, un modo perfetto di coniugare l’evento con la cucina, ma nella pratica i menù fi losofi ci vengono

scelti soprattutto a pranzo mentre a cena i clienti si orientano verso la normale offerta e questo ridimensiona lo spirito

dell’iniziativa. L’evento è certamente positivo per la città, e anche non partecipando direttamente ne risentiamo

positivamente.”

b I a n c O e ne r O

11


a cura di Fabiana Forni

CUCINA E FILOSOFIA:

“UN’INIZIATIVA INTELLIGENTE

MA POCO COMPRESA CHE

CI ALLONTANAVA DALLA

NOSTRA VOCAZIONE DI

RISTORAZIONE”

Una questione di identità, preservare nelle scelte

originarie e portare avanti la propria personale

tradizione: per Massimiliano Telloli, chef dello Stallo

del Pomodoro, la scelta di abbandonare dopo un anno

l’iniziativa dei menù fi losofi ci sta in fondo in questo,

nel voler mantenere la direzione intrapresa all’inizio

della propria avventura nella ristorazione.

Entrato nella squadra dei cuochi fi losofi nel 2003, lo

Stallo del pomodoro ha fatto marcia indietro dopo un

anno ma non per mancanza di fi ducia nell’iniziativa.

“Quando decidemmo di partecipare la scelta fu dettata

dal fatto che l’idea si presentava come qualcosa

di diverso e originale, un tipo di proposta che si

accostava alla nostra linea –racconta Massimiliano-

Noi proponiamo una cucina creativa ed elaborata,

le tradizioni gastronomiche del nostro territorio sono

presenti nel nostro menù ma il nostro impegno è

proporlo in modi meno consueti. In un certo senso

aderire al Festival della Filosofi a si era rivelato un

modo di “negare” noi stessi, proporre un menù a base di tortellini, tagliatelle e bolliti in un certo era come andare

controtendenza.”

“L’anno della nostra partecipazione nonostante avessimo molte tavoli prenotati apposta per il festival la maggior

parte dei clienti una volta qui sceglieva dal nostro consueto menù alla carta. L’idea del menù fi losofi co è certamente

una bella iniziativa, un modo perfetto di coniugare l’evento con la cucina, ma nella pratica i menù fi losofi ci vengono

scelti soprattutto a pranzo mentre a cena i clienti si orientano verso la normale offerta e questo ridimensiona lo spirito

dell’iniziativa. L’evento è certamente positivo per la città, e anche non partecipando direttamente ne risentiamo

positivamente.”

b I a n c O e ne r O

11


Questo messaggio ha finalità pubblicitarie. Unipol raccomanda di leggere la nota informativa, corredata dai documenti integrativi, il regolamento e le

condizioni generali di contratto prima della sottoscrizione.


a cura di Filippo Pederzini

IL MONDO DALL’

GABRIELE GASPARINI

“DO IL MASSIMO SE MANGIO

GNOCCO E TIGELLE. PATTINARE

SENZA MIA SORELLA NON SE NE

PARLA”

P r O t a g O n I s t I

14

“Una cena a base di gnocco e crescentine, prima di ogni gara, mi aiuta a dare

il massimo”. Quasi un gesto scaramantico per Gabriele Gasparini, Campione

del Mondo di pattinaggio artistico, questo rito consuetudinario che ha sempre

preceduto la partenza di ogni competizione agonistica sia nazionale che

internazionale. E c’è da pensare che sia stato così anche in occasione dei

Campionati del Mondo come dei World Games i recenti giochi che hanno

confermato sia lui che la sorella ai vertici del pattinaggio mondiale, “Come li avrei

vinti senza una cena benaugurale”, ribadisce scherzando ricordando comunque

l’emozione che precedeva ogni gara fin da quando era ragazzo. Chiaramente

non è da tutti vincere un campionato del mondo, a maggior ragione sui pattini

a rotelle e fare il bis ad un solo anno di distanza. “E’ una bellissima ricompensa

dopo anni di sacrifici” e la notorietà a questo punto è doppiamente meritata. Forse

Gabriele Gasparini, oggi impiegato al comune di Castelnuovo, non pensava di

arrivare così in alto volteggiando sui pattini. Quand’era bambino aveva cominciato

a schettinare in un parcheggio poco distante da casa finendo qualche tempo

dopo a giocare ad hockey. Il destino però lo mise a danzare in coppia con la

sorella, rivelando quella complementarietà ideale, che ha contribuito da subito

a far macinare loro vittorie in ambito locale, ad affermali in quello nazionale col

passare degli anni, e a proiettarli nell’olimpo dello sport a livello mondiale. “Siamo

la seconda coppia Italiana che centra questo prestigioso traguardo in 50 anni di

pattinaggio artistico” - dice riferendosi al mondiale 2008, anno coronato anche

dal primato ottenuto in ambito nazionale col

titolo italiano – E pensare che non eravamo

nemmeno tra i favoriti”, condizione che si

è ripetuta quest’anno nell’ambito dei World

Games. “Ma le gare sono andate bene

nonostante la forte concorrenza: c’era il

meglio del pattinaggio mondiale ma siamo riusciti, grazie alla determinazione

a riaffermaci leader nella Danza”. L’emozione impagabile di un titolo mondiale,

come ricorda Gabriele, va ben oltre al “bravo che al solito segue un secondo o

un terzo classificato. “Non è facile infatti gareggiare a livelli così elevati e trovare

ogni volta quella motivazione fondamentale per fare meglio degli altri”. Oggi

Gabriele continua a ad allenarsi per tre ore al giorno, ma con la sorella ha deciso

di rinunciare alle competizioni agonistiche. “Ci dedicheremo solo a spettacoli ed

esibizioni. Sempre noi due in coppia e nonostante in passato ci siano stati motivi

Gabriele Gasparini: campione anche di contrasto o di incomprensione, prontamente superati oggi posso dire cdi

mondiale di pattinaggio artistico

non poter pensare al pattinaggio senza di lei”.


a cura di Filippo Pederzini

ALTO DEI PATTINI

ENRICA GASPARINI

“NON C’E’ VITTORIA SENZA

SPIRITO DI SACRIFICIO, LO

INSEGNO ANCHE AI BAMBINI.

MIO FRATELLO UNA VOLTA

LITIGAVAMO…”

“Una vittoria mondiale rimane per sempre, a maggior ragione se poi la si

riesce a trasmettere a chi ti sta intorno. Non esiste l’impossibile, esiste invece

l’impegno concreto e la volontà di provarci, ogni volta”. Enrica Gasparini, che

nella vita di tutti i giorni fa la maestra non ha dubbi. È campionessa mondiale,

insieme al fratello Gabriele, di pattinaggio artistico: esperienza che integra con

l’insegnamento di ogni giorno, rivolto ai suoi alunni: “Li educo alla bellezza

della vittoria che non è mai tale se non c’è un forte spirito di sacrifi cio e rinunce

dietro”. Ripensa volentieri a quei giorni: “A scuola forse i festeggiamenti più

belli: ad accogliermi un mare di fi ori da parte di tutti gli alunni. Quanto a Modena,

la città ci ha sempre sostenuto”. Non nasconde però l’emozione di essere

arrivata in cima al mondo su un paio di pattini a rotelle: “Sono state due vittorie

– Mondiale e World Games – che defi nirei senza dubbio di doppio valore. Un

trionfo che oltre per noi stessi, vale anche per lo sport che pratichiamo da

sempre purtroppo defi nito minore. Forse perché non ha a un forte successo

di pubblico Sono dell’idea che non ci siano sport minori, quando da parte di

chi li pratica c’è il massimo dell’impegno”. Una ragione che spinge Enrica a

voler ribadire di come questo primato rappresenta una volta di pià una sorta

di “medaglia a spicchi” perché assolutamente da condividere: “Con i genitori

che hanno sempre creduto in noi, con la nostra allenatrice che ci ha sempre

spronato a fare di più e meglio, con chi ci ha sempre sostenuto nonostante

tutto, con mio fratello…”. Aspetto che le

fa ripensare a quando erano ragazzini e

litigavano in allenamento, mentre adesso:

“Abbiamo imparato a confrontarci sui

problemi in maniera costruttiva: ci ha

permesso di vincere tante battaglie”,

come le ultime le più importanti a livello

agonistico, nell’anno precisa, della condizione migliore ma di certo non tra i favoriti

al titolo mondiale. “Sono una profonda assertrice che la meritocrazia alla fi ne

paga. Se si vuol arrivare il prezzo è quello delle rinunce: nel lavoro, nello studio,

nel tempo libero, anche agli amici molte volte bisogna dire di no. Ognuno di noi è

frutto di ciò che è stato il suo vissuto, e questo oltre all’insegnamento normale è

quello che trasmetto ai miei alunni ai quali insegno a no0n arrendersi mai”. Oggi

Enrica continua gli allenamenti perché nel suo futuro sono in programma tanti

Enrica Gasparini: campionessa

spettacoli di pattinaggio come quello di Modena del 19 dicembre prossimo; non

nello sport e testimonial per

rinuncia a fare sport in generale e alla buona tavola, anche lei come il fratello, la campagna di prevenzione “

“Ma con un occhio di riguardo in più”, scherza.

Ottobre Rosa “

P r O t a g O n I s t I

15


a cura di Filippo Pederzini

ALT, C’E’ LA PIZZA

A Q UA D R E T T I!

Alt in Piazza Mazzini

DI PADRE IN FIGLIO, LA FAMIGLIA BUGANI

GUIDA LA STORICA PIZZERIA DI PIAZZA MAZZINI:

TRENTACINQUE ANNI ALL’OMBRA DELLA

GHIRLANDINA E IN COMPAGNIA DI MOZZARELLA E

POMODORO. DI ASSOLUTA QUALITA’

O b l ò

16

“Una bianca e una rossa” e Oscar, quasi un’istituzione

in piazza Mazzini abbinava le due pizzette servendole

nel caratteristico cartoccio di carta. Oggi Oscar non c’è

più e il ritornello che si sentiva fi no a qualche anno fa è

un po’ passato in secondo piano. La pizza così come il

profumo però sono rimasti quelli di sempre, solo il nome

è cambiato: si è accorciato e dal 1996 si è trasformato

in ALT!

Storica attività del centro storico modenese al suo

comando c’è ancora oggi, come era in origine la famiglia

Bugani che da oltre trent’anni continua nell’impresa

di fare, tagliare e vendere pizza a tutti coloro che la

scelgono per un pranzo veloce, uno spuntino o solo

per il piacere di gustarsela. Alt, che per la maggioranza

dei frequentatori rimane noto ancora come Altero, ha

resistito alle mode e ai cambiamenti, guardando dalle

sue vetrine l’evoluzione di Modena. In altri termini è

rimasto un punto di riferimento per il centro storico e non

solo, anche grazie alla qualità che ha sempre espresso;

prerogativa che gli ha consentito di crescere ulteriormente


a cura di Filippo Pederzini

e sprovincializzarsi.

Oggi infatti Alt, conta altri tre punti vendita: uno in via

Emilia Centro all’altezza di piazza San Biagio, uno a

Carpi presso il centro commerciale Il Borgogioioso e

uno a Ferrara all’interno de Il Castello, un altro centro

commerciale. Fermarsi Mario Bugani, insieme al fratello

Fabio hanno continuato sulle orme del padre, che aprì lo

storico negozio di Piazza Mazzini oltre trenta anni fa e

nelle loro intenzioni non c’è certamente quella fermarsi.

“Tra i prossimi obbiettivi vorremmo aprire un altro

punto vendita nel centro storico di Carpi mentre stiamo

seriamente considerando anche l’opportunità di aprirne

uno a Reggio Emilia”.

Un successo che si è consolidato nel corso degli anni

non solo per la qualità espressa nella pizza ma anche

per gli ingredienti: “Gli stessi di sempre - confermano

i fratelli Bugani - che si rinnovano nella medesima

ricetta. Per la farina come per la mozzarella, i fornitori

sono quelli con cui aveva iniziato nostro padre e oggi

più che mai impegnati nella ricerca dei prodotti italiani

migliori per qualità. Solo la mozzarella è in parte mutata

ma in meglio: quella che utilizziamo proviene dal latte

di raccolta del parmigiano reggiano e la resa qualitativa

sulla pizza è di gran lunga migliore di un tempo”.

Le tipologie di pizza offerte sono sei: dalla spianata a

quella con cipolla, salsiccia, prosciutto ecc., passando

per quelle che come una volta, seguitano andare per la

maggiore, la bianca e la rossa. “Quest’ultima continua ad

essere molto richiesta soprattutto a Modena – pare vada

meno negli altri posti ricorda Mario Bugani – quanto allo

storico binomio ormai è prerogativa di chi era giovane

una volta. Sono quei signori che oggi si aggirano sulla

cinquantina a preferirlo, mentre il target del consumatore

tipo pur essendoci una clientela a 360° è cambiato: si

mangia meno e molti si accontentano anche di una sola,

più o meno condita. Tanti poi gli studenti che ne hanno

fatto un punto di riferimento, complice i prezzi modici,

mentre tra i clienti non mancano gli stranieri, filippini e

cinesi in primis”.

Non solo il consumatore, è mutato anche chi la pizza

la fa ogni giorno. “E’ sempre più difficile trovare giovani

italiani disposti a questo mestiere – afferma Mario Bugani

- quindi ci orientiamo verso gli stranieri che dimostrano

volontà e voglia di fare”.

In piazza Mazzini ad esempio tra i pizzaioli c’è un

orientale, cosa che fa dire a qualche anziano modenese

“A ghè i cines chi fan la pizza…”. A proposito di Cina,

Bugani non nasconde che tempo fa gli era stata

avanzata una proposta di aprire una pizzeria Alt nella

“Terra del dragone”: “Troppo lontano – dice scherzando

- al momento pensiamo a traguardi più vicini come i

35 anni della nostra attività. Chi l’avrebbe mai detto”,

lasciando intravedere per il prossimo anno una pizzata

da capogiro.

O b l ò

17


a cura della biblioteca Delfini

Storie bestiali

La biblioteca Delfini cura la rubrica di segnalazioni librarie “Tra gli scaffali” proponendo ogni

mese quattro libri collegati da un filo (il genere, il tema, l’occasione).

ACKERLEY JOE RANDOLPH,

IL MIO CANE TULIP,

VOLAND 2005

Lo scrittore inglese Ackerley

non avrebbe mai immaginato

di diventare un amante dei cani

fino a quando, ormai avanti

con gli anni, incontra Tulip, una

femmina di pastore tedesco.

L’uomo si affeziona alla

cagnetta, scoprendo con lei il

rapporto ideale, cercato invano

per anni. Questo è il racconto

di sedici anni di vita condivisa e

una profonda riflessione sul precario equilibrio alla base di

ogni legame affettivo.

ALLAN VICKY,

OCCHI DI GATTO,

RIZZOLI 2001

Psicologa per gatti, amica degli

animali più che degli esseri

umani, Milla vive sola, con

un cane e il gatto Tibbs. Un

giorno anche nella vita di Milla

sembra entrare l’uomo giusto:

è Josh, affascinante dentista.

I due si piacciono e iniziano a

vivere insieme. Subito dopo

Milla adotta un gatto randagio,

Purrl. Piccoli segni inquietanti

si insinuano nella felice routine dei protagonisti. In un

crescendo di tensione, la commedia brillante lascia il

posto ad un horror sottile.

T r a g l i s c a f f a l i

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LOE ERLAND,

DOPPLER VITA CON L’ALCE,

IPERBOREA 2007

In aperta ribellione contro “quel

disgustoso benessere norvegese

che ci rende la popolazione più

simpatica e al tempo stesso più

egoista del mondo”, Andreas

Doppler, padre di famiglia e

professionista esemplare, decide

di trasferirsi in una tenda in un

bosco, poco lontano dalla fin troppo

confortevole casa dove vivono la

moglie e i figli, alla periferia di Oslo,

con lo scopo di “non fare nulla” e di

“annoiarsi fino a sentirsi felice”. Qui uccide un alce per non

morire di fame, ma poi ne addomestica il cucciolo, Bongo,

suo inseparabile amico e compagno di avventura.

SMITH JOSEPH,

IL LUPO,

BOMPIANI 2009

Il romanzo ci fa entrare nella

mente e nella vita di un cucciolo

di lupo: solo, come sono soli i

predatori, nella foresta ostile.

Per lui il mondo si divide in

cacciatori e prede, e l’animale

che sfugge alle sue zanne

potrà un giorno trasformarsi

in pericolo. Solo un essere,

d’un tratto, sembra sottrarsi a

questa regola, una volpe. Non

sembra pericolosa, non è appetibile. Ma proprio adesso

il lupo va incontro al rischio estremo. L’autore offre un

impietoso ritratto del genere umano, nello specchio della

vita animale.

Per informazioni contattare il sito www.comune.modena.it/biblioteche


Brilli Brilli come

una lucciol

Brilli comeuna lucciola!!!

una lucciola!!!

Cultura, sport, spettacolo ed economia per la prevenzione del tumore al seno

Uscivo da un inverno freddo ed una primavera

poco allegra: chemioterapia, radioterapia, raggi

X, scintigrafia ossea, ecc ecc., tutto questo

dopo una quadrantectomia al seno. Non mi

voglio soffermare sui momenti bui di quel periodo,

ma su quelli in cui ho iniziato a vedere uno

spiraglio di luce e ho ricominciato a sorridere

grazie all’amore dei miei familiari e all’aiuto morale

di Angolo. In casa i miei cari ci scherzavano

spesso sulle radiazioni a cui mi ero ripetutamente

sottoposta, spegnevano tutte le luci e mi dicevano:

“ Guarda, basti tu, brilli come una lucciola!!!!”

E, a dire la verità, io mi sentivo per davvero

un po’ radioattiva: forse è per questo che poi

è successo quello che è successo. È sempre

stata mia abitudine, anche prima dell’intervento,

fare un po’ di moto, cose leggere, giusto per

non arrugginire ed avevo appena ripreso le mie

attività motorie, dopo la pausa della malattia e

delle cure, tra l’altro le terapie mi avevano lasciato

qualche chilo di troppo! Ero appena rientrata

dal lavoro, era una bella serata e così

decido di mettermi in tuta e di fare una corsetta

nel parco. Un po’ di corsa, un po’ di passo,

un po’ di ginnastica e poi ritorno a casa. Il viso

rosso come un peperone e un caldo terribile,

mi svesto velocemente, butto tutto in lavatrice,

e mi rilasso, completamente immersa nella vasca

da bagno piena di acqua…. Dopo cena,

mi viene in mente che devo stendere le cose

Storia vera, tratta dal libro “ ...libere di vivere!”

di Maria Grazia Russomanno

Fotografi e di Roberto Pagliani

Editrice A.M.O.

Associazione Malati Oncologici Onlus

Per informazioni sulle iniziative

www.ausl.mo.it/ricordatidite

tracce.com

messe in lavatrice qualche ora prima, vado per

aprire l’oblò e vedo tutti gli indumenti brillare di

luce intermittente. “ Elena, Claudio, correte! Ho

davvero il sudore radioattivo!!! ” In una frazione

di secondo abbiamo fatto mille pensieri. Io,

dopo lo spavento, pensavo ad un loro scherzo

e loro, sapendo di non aver fatto niente, erano

sgomenti. Bene, apro l’oblò, comincio a svuotare

la lavatrice e, insieme ai vestiti che mi ero

tolta, esce anche un bracciale fl uorescente a

luce intermittente che indosso la sera durante

la corsa per essere visibile. Non vi dico le risate

che ci siamo fatti, dopo!!! Ci sono tante cose,

dopo il cancro, che ti lasciano un segno indelebile:

quando salgo i gradini dell’ospedale sento

il sapore e l’odore della chemio, l’acqua naturale

mi ricorda il ghiaccio che mettevo in bocca

durante la terapia ed ora bevo solo acqua frizzante.

Ma c’è qualcosa che ora assaporo con

molto più entusiasmo: vivere la vita anche nelle

sue più piccole cose.


LA SERENITÀ

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