Dott. Torrelli - Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura ...

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Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Ufficio Agricoltura Biologica SAQ X

SEMINARIO

Vino biologico: regolamento europeo o norme private.

L’ipotesi e l'utilità di un disciplinare

nazionale per la vinificazione di uve

biologiche

VINITALY 2011

stand Mipaaf venerdì 8 aprile

ore 15,00 – 16,30


Il vino biologico nel Reg. CE n. 834/07

la necessità di regolamentare la fase di vinificazione è inserita nelle premesse

del Reg. (CE) n. 834/07;

la Commissione Europea, nel 2006, ha promosso il progetto triennale ORWINE

finalizzato all’individuazione di appropriati strumenti conoscitivi scientifici e di

mercato;

i risultati del progetto ORWINE sono stati divulgati ad aprile del 2009 e

contemporaneamente è stata presentata (primavera 2009) la prima proposta di

regolamentazione UE sul vino biologico;

dopo circa un anno di discussione la Commissione Europea ritira la proposta di

regolamentazione;

nel mese di giugno 2011 la Commissione potrebbe riavviare la discussione per

giungere entro la vendemmia 2012 alla definizione del regolamento europeo;

fino ad allora (31 luglio 2012) la corretta dicitura in etichetta rimarrà: “Vino

prodotto con uve biologiche” senza la possibilità di apposizione del logo;

con comunicazione di gennaio 2011 la Commissione Europea precisa che: “Le vin

relève intégralement du champ d'application du règlement (CE) n'834/2007 sans

qùe les Etats membres consenvent de poùvoir résiduel général dans ce domaine.

En conséquence, une réglementation nationale n'est pas possible.


Ruolo del Ministero nel percorso

regolamentare europeo

Il Mipaaf costuituisce, nel dicembre 2007, un primo Gruppo di Esperti (14

componenti: ministeriali, regionali, ricercatori, enologi, associazioni di

categoria e del mondo biologico) con il compito di definire una “posizione

italiana” sulle pratiche enologiche ammissibili per la produzione di vino

biologico anche in relazione all’art. 13 del DDL unificato “Agricoltura biologica”;

Il Gruppo di Esperti individua la necessità che il vino biologico, nel mantenere

requisiti e standard qualitativi elevati, deve distinguersi per immagine e per

sostanza dal vino convenzionale. Pertanto ritiene indispensabile riporre

particolare attenzione e valorizzazione alla vocazione territoriale ed evitare

una produzione generalizzata e supportata dall’uso indiscriminato di additivi,

ausiliari e tecniche che, intervenendo in modo invasivo, corromperebbero la

vera natura del prodotto;

Il GdE propone la riduzione della presenza della “solforosa” al 50% delle

quantità previste rispetto ai specifici quantitativi per tipologia di vino definiti

dal Reg. (CE) n. 479/2008, la riduzione di diverse altre sostanze nonché

l’origine biologica di quelle di origine agricola (zuccheri);

La revisione di quanto riportato nel punto precedente entro cinque anni

dall’emanazione delle disposizioni in materia di vino biologico.


Ruolo del Ministero nel percorso

regolamentare europeo

Il Mipaaf, nel giugno 2009, costituisce un secondo Gruppo di Lavoro

(aumentandone la composizione a 30 membri al fine di garantirne una maggiore

rappresentatività) con il compito specifico di elaborare un documento per

rappresentare le richieste dei produttori italiani in vista della preparazione

della normativa comunitaria;

Di fatto questo Gruppo di lavoro, nel riconfermare sostanzialmente le

conclusioni raggiunte dal precedente Gruppo di Esperti del dicembre 2007, in

merito all’ammissibilità di sostanze, additivi e tecniche e relativa indicazione

delle modalità e dei limiti del loro utilizzo, accompagnerà e supporterà

continuamente il Ministero nel corso della discussione della proposta di

regolamentazione UE sul vino biologico;


Gruppo di Lavoro giugno 2009

Risultati ORWINE

Risultati Gruppo di Esperti

Gruppo di lavoro

Parere sulla ammissibilità di sostanze,

additivi e tecniche: con indicazione delle

modalità e dei limiti di utilizzo nella

produzione di vino biologico;

Supporto al Ministero nel corso della

discussione della proposta di

regolamentazione europea sul vino

biologico


Criticità della proposta europea

• Livelli troppo elevati di solforosa;

• Gestione troppo ampia delle deroghe;

• Impossibilità dell’uso delle resine a scambio ionico per la

produzione di MCR;

• Divieto all’uso del lisozima;

• Allontanamento della proposta di regolamento con i

risultati ORWINE.


La situazione attuale

• A dicembre del 2010 il Comitato Consultivo Agricoltura Biologica e Ecocompatibile

chiede all’Ufficio SAQ X di costituire un apposito Gruppo di Lavoro per l’elaborazione

di uno schema di “disciplinare unico nazionale sulla vinificazione delle uve biologiche”.

• Il Gruppo di Lavoro, costituito da 23 componenti, individua le seguenti principali

strategicità: la definizione di un disciplinare unico nazionale rappresenta un punto di

forza nell’ambito della discussione europea e quindi il disciplinare ha anche il ruolo di

rappresentare la posizione nazionale; l’obiettivo è quello arrivare alla vendemmia

2012, data presumibile di entrata in vigore del regolamento europeo, con una

produzione italiana consolidata in atto che pertanto rappresenta una posizione e un

momento irrinunciabili; il disciplinare, redatto in stretta osservanza delle regole

vigenti europee e nazionali, quale norma condivisa da tutti i soggetti coinvolti, dovrà

rappresentare un segnale di qualità verso i consumatori, con particolare riguardo a

quelli dei Paesi maggiormente utilizzatori, migliorando quindi la competitività del

prodotto italiano nel mercato estero; particolare attenzione dovrà essere rivolta agli

eventuali conflitti delle disposizioni contenute nel disciplinare unico nazionale con

quelle della futura regolamentazione comunitaria; in relazione alla considerazione del

punto precedente altrettanta particolare attenzione dovrà essere rivolta affinché il

disciplinare unico nazionale non costituisca elemento di penalizzazione per i

produttori italiani rispetto alla futura norma europea di carattere più lasso; non è

deve essere esclusa in futuro la possibilità di coesistenza di una norma nazionale ed

una europea quale risorsa di differenziazione e valorizzazione del prodotto italiano

rispetto a quello europeo;


Cosa fare

Criticità dell’eventuale applicabilità del disciplinare italiano:

1)Il Disciplinare Unico Nazionale di Vinificazione delle Uve Biologiche potrebbe

essere adottato per la vendemmia 2011, ma già da quella del 2012 potrebbe

essere in vigore il nuovo regolamento europeo;

2)Costi di etichettatura solo per una vendemmia

3)In caso di conflitto del disciplinare con la futura normativa europea la

Commissione potrebbe vietare l’imbottigliamento e relativa etichettatura del

vino da uve bio “vendemmia 2011” come conforme al Reg. CE n. 834/07, quindi

come “vino biologico” con relativo apposizione del logo EU;


Cosa fare

Criticità dell’eventuale applicabilità del disciplinare italiano:

1)L’art. 34, par. 2 del Reg. CE n. 834/07 testualmente cita che “Gli Stati

membri possono applicare nel loro territorio norme più rigorose alla produzione

biologica… purché tali norme siano applicabili anche alla produzione non

biologica”, quindi qualsiasi imposizione nazionale a produttori di vino biologico

per poter essere considerata ammissibile dovrebbe essere adottata anche nei

confronti dei produttori di vino non biologico;

2)Nelle definizioni del citato regolamento la produzione è “biologica” quando

l’impiego dei metodi di produzione sono adottati in tutte le fasi della

produzione, preparazione e distribuzione, quindi in presenza di una

regolamentazione europea sarà vietata la denominazione di vendita “vino da uve

biologiche”;

3) Impossibilità dell’utilizzazione del logo comunitario;

4) L’adesione al disciplinare rimarrebbe di tipo “volontario”, quindi con il rischio

di frammentazione dell’offerta nazionale.


Grazie per l’attenzionel

Paolo Torrelli – Ufficio SAQ X

p.torrelli@politicheagricole.gov.it

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