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JCM - Febbraio/Marzo 2010

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DETTO

TRA NOI

Sarà bene togliersi

subito ogni illusione:

i tempi

bui dell’industria automobilistica

sono

tutt’altro che finiti e il

peggio deve ancora

venire. Specie in Italia.

Non possono infatti

illudere i dati delle

prime immatricolazioni

“falsati” dalle consegne

delle vetture ordinate in regime

di incentivi, ma brutalmente

riportati alla realtà dalla caduta

verticale degli ordini. Qui si

apre il primo elemento di grave

incertezza: l’indecisione del

Governo circa il rinnovo o

meno degli aiuti, la loro natura,

entità e durata. È del tutto

evidente che il non decidere

equivale a decidere male e a

condannare il sistema alla

paralisi. Altri motivi di forte

preoccupazione vengono poi

dalla continua perdita di posti

di lavoro, da cui minor disponibilità

di soldi alle famiglie e,

quindi, i consumi e gli acquisti,

e tra questi quello dell’auto,

non potranno non risentirne.

Peserà poi in negativo la situazione

della Fiat con tutti i suoi

problemi e con la novità, non

tanto paradossale, che agli incentivi

potrebbe anche rinunciare.

Non vorrei mai che, diquesto

passo, la “Fabbrica Italiana

Automobili Torino” diventasse

qualcos’altro, ancora

non del tutto chiaro, ma che

potrebbe anche non essere più

né italiano, né torinese. Consoliamoci,

però: stanno tornando

di moda, complici le

prossime elezioni, le stupidaggini

demagogiche di certi sindaci

capaci solo di inventare blocchi

della circolazione o di applicare

ticket per rastrellare soldi

senza risolvere alcun problema

reale. E allora delle auto si potrà

tranquillamente fare a

meno e il problema si risolverà

da solo.

Marcello Pirovano

In buone mani

l’eredità della Matiz

Nuovo stile, buoni

allestimenti e

motori inediti

nella Chevrolet

Spark che

sostituisce la

piccola coreana

Matiz.

Che sia la marca che tiene alto il

prestigio di General Motors,

quantomeno dal punto di vista

dei risultati commerciali, in America è ormai

un fatto assodato. E non da adesso lo

è anche in Europa (caso Opel a parte) dove

molto le ha giovato raccogliere l’eredità

della Daewoo e in particolare della piccola

Matiz, il prodotto di maggior pregio

che la marca coreana portava in dote dopo

il fallimento domestico.

Adesso Chevrolet, ormai rilanciata alla

grande anche con altri modelli che ne

hanno arricchito la gamma come la Captiva,

la Aveo e la Lacetti, difende con ottime

prospettive di successo il posto al

sole che si è conquistata anche in Italia

(2,49% del mercato generale e un tasso

di crescita del 13% che le ha consentito

di passare indenne tra le difficoltà della

crisi) e affida questo fondamentale compito

alla nuova Spark.

Il modello che entra in scena resta fedele

alla formula della minimonovolume a cinque

porte, proponendone un decisivo

progresso generale in molte delle sue caratteristiche.

Le dimensioni guadagnano centimetri in

ogni direzione, preziosi per l’abitabilità e

la versatilità, ma senza compromettere i

fondamentali caratteri della city car.

La lunghezza sale infatti a 3.640 mm, per

1.597 di larghezza e 1.522 mm di altezza.

Da un lato ci si sta comodi in quattro e in

modo accettabile in cinque anche se di

alta statura e, dall’altro, nulla si perde in

agilità di marcia e facilità di parcheggio.

Per i bagagli è inevitabile qualche sacrificio

se tutti i sedili sono occupati visto che

restano solo 170 dmc, utili al massimo

per un paio di borsoni; le cose migliorano

però con due o tre persone a bordo ribaltando

gli schienali posteriori.

Progressi consistenti si riscontrano anche

sotto il cofano, dove i noti 850 cc e 1.000

cc della Matiz cedono il posto a un 1.000

cc da 50 kW-68 CV e ad un 1.200 cc da

60 kW-81 CV, entrambi a benzina. Non

può mancare l’opzione, irrinunciabile per

Chevrolet che l’ha istituzionalizzata su

tutta la gamma, dell’impianto a GPL,

chiave del successo del Marchio in Italia,

dove le “piccole” della casa sono vendute

in questa configurazione nell’85% del totale.

Il supplemento di listino per questa

scelta è fissato in 2.000 euro, neutralizzati

finora dagli incentivi.

La scelta di una o dell’altra motorizzazione

non dipende dai consumi dichiarati

che sono identici: 5,1 litri/100 km. Proporzionalmente

superiore quello del

GPL, ma compensato dal minore prezzo

alla pompa e, dal punto di vista ecologico,

da livelli di emissione di CO 2 di soli 110

g/km per la 1.0 e di 113 g/km per la 1.2.

Le prestazioni velocistiche sono di 154

km/h di velocità massima e 15,5 secondi

da 0 a 100 km/h per il motore più piccolo

e di 164 km/h e 12,4 secondi per il più

potente; sostanzialmente irrilevanti le

differenze con il GPL.

Le prime impressioni di guida hanno confermato

le qualità di equilibrio della Spark

nelle due versioni e la disponibilità del

modello ad affrontare, specie nella versione

1.2, viaggi più impegnativi contando

su più che accettabili medie velocistiche.

Più decisa e apprezzabile la caratterizzazione

“urbana” del modello che in queste

condizioni d’uso annulla praticamente le

differenze di resa tra i due motori. L’erogazione

è molto regolare e tale da non richiedere

eccessivi ricorsi al cambio. I rilievi

riguardano una rumorosità di marcia

migliorabile in rapporto alla velocità, una

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