HONDA CR-V - Motorpad

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HONDA CR-V - Motorpad

week

# 3

questa settimana

parliamo di:

OTTOBRE 2012

HONDA CR-V

CHEVROLET MALIBU

L’ammiraglia nasce

in Corea

FORMULA 1

GP d’India

Anche 4x2


HONDA CR-V

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Più raffinato

ed anche 4x2

Honda rinnova il

crossover di taglia

media CR-V che si

offre anche a sola

trazione anteriore.

Esempio tipico di veicolo

soft road, con attitudini

stradali preponderanti rispetto

a quelle fuoristradistiche,

la Honda CR-V arriva oggi alla

sua quarta serie.

Il look ricalca quello della terza

generazione, ma con interessanti

affinamenti relativi all’aerodinamica,

allo sfruttamento dello

spazio e alla praticità d’uso.

Cambiano leggermente le proporzioni:

la vettura, lunga 4.570

mm, larga 1.820, alta 1.685, è

più corta di 5 mm e più bassa di

30; ma è soprattutto l’avanzamento

della base del parabrezza

di 60 mm a dare una dimensione

nuova all’abitacolo, che

sembra avere conquistato spazio

prezioso rispetto alla meccanica.

Da qui un ambiente più

agevole da raggiungere e una

maggiore spaziosità un tutte e

tre le dimensioni. Anche il vano

bagagli non è da meno, con una

soglia di carico più bassa di 25

mm e un volume cresciuto considerevolmente:

ben 147 litri in

più, per un totale di 1.648 litri

(1.669 con il kit ruota salva-spazio)

con due sedili in uso, e di

589 litri con il divano in posizione

di utilizzo. Il portellone può

essere di tipo motorizzato.

Lo stile generale è quello dell’attuale

mainstream Honda,

che tende a cancellare alcune

arditezze estetiche del passato

a favore di linee più sobrie, senza

per questo rinnegare il family

feeling che ha fatto la fortuna

del CR-V.

JCM - Ottobre 2012 - week 3


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JCM - Ottobre 2012 - week 3

Dal punto di vista meccanico

troviamo conferme anche nell’ambito

dei motori, ai quali il

normale progresso tecnologico

ha consentito di ridurre leggermente

i consumi e di migliorare

l’erogazione. Per cui, troviamo

che il 2.000 cc i-VTEC a benzina

vede la potenza crescere a 114

kW-155 CV, mentre la coppia

resta la medesima di 192 Nm, a

cui si associa un consumo diminuito

a 7,4 l/100 km, pari a 173

g/km di CO 2 , rispetto agli

8,2/190 del modello uscente.

Il diesel 2.200 cc i-DTEC non

cambia il dato di potenza massima,

stabile a 110 kW-150 CV,

con coppia sempre di 350 Nm,

ma anche in questo caso il consumo

scende a 5,6 l/100 con

emissioni di 149 g/km.

Ciò che cambia sostanzialmente

riguarda il comparto trasmissione.

Ferma restando l’alternativa

fra cambio manuale a 6 marce o

automatico a 5, vediamo che

l’esclusivo sistema 4WD a duplice

pompa idraulica cede il posto

a un più semplice dispositivo di

innesto automatico elettrico

della frizione multidisco.

Ancora più interessante, quantomeno

a livello commerciale, è

poi l’inedita disponibilità di versioni

a sola trazione anteriore.

Una scelta realistica per incontrare

il sempre più vasto pubblico

a cui interessano i SUV so-


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prattutto per la praticità d’uso

piuttosto che per le caratteristiche

ogni-tempo.

A ciò si aggiungano anche le minori

spese di acquisto e di esercizio

della trazione anteriore

che, disponibile solo col motore

2.0 i-VTEC, dichiara un consumo

ancora più contenuto, pari a

7,2 l/100 km, nonché un listino

che a parità di versione (Elegance)

segna 26.800 euro contro i

29.950 della 4WD, per non parlare

della versione d’attacco

Comfort 2WD il cui listino è di

23.900 euro. Naturalmente, essendo

per natura il CR-V un

modello di tendenza Premium,

si può arrivare a un picco di

43.500 euro, (non pochi in verità)

con i quali, non ci si fa mancare

niente quanto a comodità,

intrattenimento a bordo e sicurezza

di guida. E vorremmo vedere

il contrario.


Le concorrenti

LAND ROVER

FREELANDER

Lungo 4,50 mt ha un motore

a benzina di 2.0 litri da 241

CV (4WD) e un diesel di 2.2

litri da 150 CV (2WD e 4WD)

e da 190 CV (4WD). Prezzi

da 33.600 a 44.710 euro.

JCM - Ottobre 2012 - week 3

SCHEDA TECNICA

CR-V 2.2 I-DTEC 4WD 2.0 I-VTEC 4WD 2.0 I-VTEC 2WD

Prezzo euro

29.500 / 43.500 29.950 / 37.250 23.900 / 26.800

110 (150) 114 (155) 114 (155)

350 192 192

190 / 109 * 190 / 182 * 190

9”7 / 10”6 * 10”2 / 12”3 * 10”0

5,6 / 6,6 * 7,4 / 7,5 * 7,2

149 / 174 * 173 / 175 * 168

Potenza kW (CV)

Coppia massima Nm

Velocità massima km/h

Accelerazione da 0 a 100 km/h

Consumo medio litri/100 km

Emissioni di CO 2 g/km

Lung-Larg-Alt mm

Bagagliaio dmc

* = con cambio automatico

4570-1820-1685

442/1600

HYUNDAI SANTA FE

Lungo 4,69 mt dispone di un

motore a benzina di 2.4 litri da

192 CV (2WD) e due diesel da

2.0 litri e 150 CV (2WD e

4WD) e da 2.2 litri e 197 CV

(4WD). A listino a partire da

27.600 fino a 41.000 euro.


CHEVROLET MALIBU

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Nome da spiagge lontane

ma sostanziosa concretezza

Chevrolet, con la sua

lunga tradizione nel

settore, propone

l’ammiraglia Malibu;

solo motore diesel.

optato per un efficiente diesel

2.000 cc da 117 kW-160 CV e

350 Nm, accoppiato a un cambio

classico a sei marce oppure

a un automatico con funzione

sequenziale, sempre a sei rapporti.

Da parte nostra, facciamo però

notare che negli USA è già prodotta

in serie una Malibu ibrida,

per cui le possibilità di allargamento

della gamma potrebbero

avere sviluppi inaspettati.

Le prestazioni della “nostra”

Chevrolet amplia l’offerta

con l’interessante Malibu,

una berlina di stampo

tradizionale destinata a sistemarsi

al top di gamma della casa.

Autentica world car, la Malibu

è infatti prodotta anche negli

Stati Uniti, naturalmente con

motorizzazioni ad hoc per il

grande paese, mentre per noi la

filiale italiana ha prosaicamente

1964

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Malibu parlano di una velocità

massima di 213 km/h, 0-100

km/h in 9,8” e di un consumo

normalizzato di 5,1 l/100 km,

mentre per l’automatica i dati

sono rispettivamente di 212

km/h, 9,9” e 6,0 l/100 km.

Vettura di dimensioni canoniche

generose, 4.865 x 1.855 x 1.465

mm, su un passo di 2.737 mm,

la Malibu possiede un abitacolo

spazioso e di una certa versatilità,

grazie al divano posteriore

reclinabile, cosa non frequentissima

per una quattro porte. Il

bagagliaio ha una capacità di 545

litri.

Piacevole il design generale, che

gioca sul connubio fra volumi

massicci e linee raccordate.

Ormai un “must” della casa la

mascherina bipartita, con fascia

orizzontale a supporto del marchio

a cravattino dorato. Alcuni

elementi, come le luci posteriori

ispirate a quelle della Camaro,

oppure i quadranti della

strumentazione, danno quel

tocco in più di personalità che

non stona in un’auto che deve

prima di tutto farsi conoscere.

L’abitacolo possiede un certo

tono, dato dalle poltrone in pelle,

dal volante ben verticalizzato

tipico delle auto di grandi dimensioni

e da soluzioni a effetto

come l’illuminazione azzurrognola

diffusa in punti chiave. Un

autentico uovo di Colombo, già

lanciato da Chevrolet sulla Orlando,

è il display touch screen

centrale da 7” ribaltabile, dietro

al quale c’è un pratico portaoggetti.

Una soluzione che merite-

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rebbe di essere più diffusa, considerata

la praticità e le possibilità

odierne di miniaturizzare

l’elettronica di bordo.

Benché sia un’auto top di gamma,

la Malibu non si adegua al

diffuso costume di far pagare

extra ogni minimo accessorio.

Nei 31.000 euro tondi del prezzo

di listino sono compresi la già

citata selleria in pelle, i sedili anteriori

riscaldabili e regolabili

elettricamente (quello di guida

con memoria), l’apertura e l’avviamento

keyless, il freno di stazionamento

elettrico, il climatizzatore

bi-zona, l’interfaccia

wireless a comando vocale, il

navigatore satellitare, i sensori

di parcheggio e i fari allo xeno. Il

cambio automatico, che fa versione

a sé porta il prezzo a

32.300 euro.

Una vettura che riporta interesse

verso la classe delle auto di

segmento D/E senza esagerate

caratteristiche premium, ma

non per questo lacunose nell’equipaggiamento.

Peccato soltanto

che la gamma colori sia limitata

ad alcune tonalità poste

fra il bianco e il nero. Un po’ di

coraggio cromatico in più non

avrebbe guastato.


Le concorrenti

FORD MONDEO 4P

Dimensioni simili ma più

offerta nei motori, benzina

1.6 da 160 CV e 2.0 da 203 e

240 CV(anche GPL) e diesel

1.6 da 116 CV, 2.0 da 163 CV

e 2.2 da 200 CV. Prezzo tra

26.750 e 31.250 euro.

MAZDA 6 4P

Lunga 4,76 mt utilizza

anch’essa un solo motore

diesel di 2.2 litri ma con due

potenze di 129 e163 CV.

Prezzi da 26.700 a 31.300

euro. Non dispone della

trasmissione automatica.

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SCHEDA TECNICA

MALIBU

Prezzo euro

2.0 DIESEL

31.000 / 32.300*

Potenza kW (CV)

117 (160)

Coppia massima Nm

350

Velocità massima km/h

213 / 212 *

Accelerazione da 0 a 100 km/h 9”8 / 9”9 *

Consumo medio litri/100 km 5,1 / 6,0 *

Emissioni di CO 2 g/km

134 / 160 *

Lung-Larg-Alt mm

4865-1855-1465

Bagagliaio dmc

545

* = con cambio automatico


FORMULA UNO - GP D’INDIA

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Vettel allunga,

Alonso super

Era nell’ordine delle cose e

la vittoria di Vettel nel GP

dell’India si è puntualmente

realizzata. Con questa sono

quattro i successi consecutivi del

bi-campione del mondo, ora

ben avviato a fare tris confortato

dalla superiorità della monoposto

che guida e che dal Gran

Premio di Singapore gli ha consentito

anche circa 200 giri di pista

e più di mille km sempre in

testa.

Adesso i punti di vantaggio su

Alonso sono saliti a 13 e ce ne

sono ancora 75 in palio. La matematica

tiene ancora il pilota

Ferrari ancorato al titolo e, più

ancora, lo fa la sua immensa

classe che nella gara indiana lo

ha visto partire quinto e chiudere

al secondo posto dopo una

partenza da manuale e una corsa

esemplare per tenacia e ardimento.

Ha sicuramente ragione Alonso

quando afferma che il suo rivale

non è Vettel, che pure non gli è

secondo quanto a capacità di

guida, ma Newey, il progettista

della Red Bull. In questo c’è forse

una critica più o meno esplicita

al team. Certo è che lui ha

fatto e sta facendo tutto il possibile

ed anche qualcosa in più,

ma i progressi tecnici che servirebbero

per metterlo in condizioni

di competere almeno ad

armi pari ancora non si vedono.

Ora di tempo ne rimane poco,

anche se si tratta di recuperare

solo qualche decimo nelle prestazioni

sul giro, ma sono proprio

quei decimi finali che, lo

sanno bene i tecnici, sono più

difficili da eliminare dei secondi

e la prossima gara è già alle porte

domenica prossima in Dubai.

Bisogna dunque contare anche

sulla fortuna o su qualche errore

di Vettel, cose pur sempre in

agguato in Formula 1.

Intanto il duello per il titolo si è

ridotto ai due che guidano la

classifica. Sono usciti di scena

Hamilton e Button e ne esce ridimensionata,

quindi, anche la

McLaren che, tra l’altro, nella

prossima stagione non avrà più

Hamilton passato in Mercedes e

sostituito dal giovane messicano

Perez, quello che piace tanto

anche in Ferrari.


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