La città del futuro - Motorpad

motorpad.it

La città del futuro - Motorpad

week

# 2

questa settimana

parliamo di:

luglio/agosto 2011

La città del futuro

TOYOTA

SMART HOUSE

NISSAN MICRA

6 milioni

in 30 anni

HONDA FIT SHUTTLE

In Giappone

è già una realtà


NISSAN MICRA

2 - 10

Una storia lunga

quasi 30 anni

In attesa del nuovo

motore turbo

Nissan Micra

festeggia i 6 milioni

di esemplari.

JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2

Tutto è cominciato nel

1982 e allora, con la commercializzazione

riservata

in pratica al solo mercato interno,

si chiamava (e continua a

chiamarsi) March. È quella che

noi conosciamo come Micra, ovvero

uno dei modelli di maggior

sucesso in assoluto tra quelli

“made in Japan” e, ovviamente,

quello che continua a raccogliere

i maggiori consensi in casa a

sui mercati dell’export. Le vendite

in giro per il mondo assommano

infatti a 6 milioni di unità:

circa 2,4 milioni circolano sulle

strade giapponesi e il resto in giro

per il mondo. I motivi del-


3 - 11

l’immediata favorevole accoglienza

già al momento del lancio

sono quelli che, con i logici sviluppi

di stile e di tecnica intercosi

nelle quattro edizioni che si

sono succedute, restano sostanzialmente

gli stessi: gradevolezza

di linea, maneggevolezza,

buona abitabilità in rapporto agli

ingombri, prestazioni vivaci a

consumi contenuti. Insomma,

un modello con qualcosa in più

per giovani e giovani famiglie e

con pretese non certo confinate

al ruolo di seconda auto di casa.

Nella sua evoluzione si registrano

importanti conquiste non

sempre rintracciabili su modelli

concorrenti. Come quella della

trasmissione a variazione continua

adottata nel 1992 con la seconda

generazione, l’Intelligent

Key introdotta dieci anni dopo

con la terza serie, o il sistema

Idling Stop della quarta generazione

accompagnato dall’ultima

generazione del cambio Xtronic

CVT. Prodotta solo in Giappone

e Regno Unito fino alla terza generazione

ha poi messo radici

anche in Thailandia, India, Cina e

Messico a riprova di una richiesta

in un numero sempre crescente

di mercati. A settembre

la gamma si arriccihirà con la

nuova versione DIG-S che proporrà

il motore sovralimentato

HR12DDR con prestazioni, consumi

ed emissioni tra i più interessanti

della categoria. Ricordiamo

infine chè è stata proprio

la Micra la prima vettura giapponese

a fregiarsi del titolo di “Auto

dell’Anno” nel 1993.


JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2


Mi piace

Benzina 1.2 94cv

Anche 4x4

Tutto di serie.

Senza sorprese *

Diesel 1.3 DDiS.

Ok per neopatentati

7 airbag + ESP ®

Sportività e design nella più compatta espressione di stile.

Nella foto Swift 1.3 DDiS 5p GL Style. Consumo ciclo combinato: 4,2 l/100 km.

Emissioni CO 2 ciclo combinato: 109 g/km.

ESP ® è un marchio registrato Daimler AG.

*Verica gli equipaggiamenti presso le concessionarie.

www.nuovaswift.it


HONDA FIT SHUTTLE

5 - 13

L’idea di spazio

alla giapponese

La Fit/Jazz

extra-large

moltiplica la già

notevole versatilità

nella versione Shuttle

solo per il Giappone.

JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2

Già anticipata sulla nostre

pagine (week 2, aprile

2011) la Honda Fit Shuttle

è finalmente una realtà almeno

per il mercato giapponese,

dove è in vendita da metà giugno.

La vettura è basata sulla Fit,

nota da noi col nome Jazz, e ne

rappresenta la versione a elevato

sfruttamento delle spazio interno.

Infatti, è più alta e lunga

delle Fit/Jazz e offre una notevole

versatilità di carico, con un

bagagliaio a due piani da 590

dmc complessivi che scendono a

517 per la versione ibrida.

Questo grazie all’aver mantenuto

il serbatoio a vassoio, cioè

piatto e al centro del pianale e a

un disegno particolare del pianale

stesso. La soglia di carico a

filo del grande portellone si trova

a soli 540 mm da terra e, una

volta ripiegato in avanti il divano

posteriore, si ottiene un piano

libero lungo 1.810 mm.

Confermata anche la particolare

possibilità di ripiegare all’indietro

il piano di seduta posteriore,

liberando così un vano

particolarmente adatto ai carichi

ingombranti in altezza.

L’immagine offerta dalla Fit

Shuttle è però diversa dei “tuttospazio”

europei, di natura più

spartana. Qui si parla il linguaggio

dei monovolume, con stile-


6 - 14

JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2

mi tipicamente automobilistici:

linea slanciata, frontale affusolato,

e ampia vetratura raccordata.

La concezione meccanica

della Fit Shuttle mostra chiaramente

come essa sia stata pensata,

almeno per ora, per il

mercato interno.

Infatti, non vi è alcun motore

diesel, mentre, come si è detto,

non manca l’ibrido. Chi vuole la

prima versione avrà quindi il

motore i-VTEC 1.500 cc da 88

kW-120 CV a 6.600 e 145 Nm a

4.800 giri, mentre la seconda è

mossa dal 1.350 cc da 65 kW-

88 CV a 5.800 giri, accoppiato

all’elettrico da 10 kW a 1.500

giri e 200 Nm a 2.000 giri, funzionante

secondo il principio

Ima, Integrated Motor Assist.

Tipicamente “jap” anche la catena

cinematica, che prevede

solo cambi automatici ma anche

la trazione integrale.

In particolare, la 1.5 a trazione

anteriore ha un CVT completo

di convertitore di coppa, che

dona uno spunto notevole in

partenza, mentre la 4WD ha un

automatico classico, a cinque

rapporti. Con cambio CVT e a

sola trazione anteriore è invece

l’ibrida IMA.

Le dimensioni della Fit Shuttle

sono di 4.410 mm di lunghezza

per 1.695 di larghezza, con

un’altezza pari a 1.540 mm

(1.565 la 4WD) che consente di

posteggiare anche nei “berth

parking”, i caratteristici, e angusti,

parcheggi automatizzati delle

metropoli giapponesi; da sottolineare,

infine, il ridottissimo

raggio di sterzata di 4,9 mt per

la versione “normale” e di 5,1

mt per la 4WD e la IMA.


SMART HOME - SMART HOUSE

7 - 15

Da automobile

a “auto e immobile”

Mentre in Italia si tagliano

i finanziamenti per le

energie rinnovabili e

nulla è pevisto per lo specifico

sviluppo dell’auto elettrica e

ibrida, in Giappone si pensa, e si

investe adeguatamente (Aziende

e Stato) per la creazione di

sistemi integrati con scopi concreti

ben precisi in questa direzione:

ottimizzazione del consumo

energetico domestico che

è in continua crescita; creazione

di sistemi di traffico individuali e

collettivi a bassa emissione di

CO 2 ; compatibilità tra rispetto

ambientale e qualità della vita.

Non si parla quindi solamente di

veicoli elettrici, ibridi o a

celle di combustibile, ma di gestione

e controllo completo del

settore energetico a controllo

domestico e regionale.

Diventano a questo proposito,

oltre agli elettrodomestici

intelligenti, le

cosidette

“Smart House”

che sono

già una realizzazione

concreta

da parte

di Toyota e

Honda, non

a caso già protagoniste nel settore

delle auto elettriche (EV)

plug-in e ibride.

Toyota propone anche avanzate

batterie di stivaggio che si rive-

JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2


8 - 16

lano fondamentali per disporre

di energia in presenza di picchi

della domanda, per far fronte a

situazioni d’emergenza e, in

particolare, in caso di calamità

quando si interrompono i normali

rifornimenti da parte della

rete pubblica.

Con il sistema Honda, dominato

E-Kizuna, si produce anche

calore ed elettricità per la casa

con tutte le sue apparecchiature

domestiche di servizio e confort

oltre che per i veicoli a due

e quattro ruote.

Con la collaborazione di molte

aziende specializzate, istituti di

ricerca e centri universitari la

creazione di gruppi di case indipendenti

basate sulla produzione

e sul consumo integrato e

controllato centralmente di

energia è già una realtà concreta

in due centri.

Per Toyota sono interessati due

quartieri di Toyota City che si

sono posti anche il traguardo di

ridurre le emissioni al livello

dell’anno 2000.

Ancora più ambizioso il programma

Honda messo a punto

con la città di Saitama dove si

punta ad emissioni pari alla

metà di quelle del 2000.

Applicando svariate tecnologie

la casa non si limita in sostanza a

consumare energia, ma la produce

e la controlla.


JCM - Luglio/Agosto 2011 - week 2

More magazines by this user
Similar magazines