Relazione del Direttore Generale - Azienda USL di Reggio Emilia

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Relazione del Direttore Generale - Azienda USL di Reggio Emilia

BILANCIO ECONOMICO PREVENTIVO

Allegato C

Relazione del Direttore Generale

2008

a Delibera n° 105 del 24/04/2008

Particolare della scala a chiocciola attigua alla Sala Galloni, Padiglione Morel, Reggio Emilia


Allegato C

Bilancio economico preventivo

2008

Relazione del Direttore Generale

Allegato a Delibera n. 105 del 24/04/2008

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Indice

Premessa pag. 3

1. Obiettivi dell’Azienda USL per l’anno 2008 pag. 6

1.1 Politiche delle risorse umane pag. 6

1.2 Politica del farmaco e governo della spesa farmaceutica pag. 7

1.3 Politiche d’acquisto di beni e servizi:

interventi di area vasta e tramite Intercent-ER pag. 9

1.4 Politiche per l’uso razionale dell’energia e il rispetto ambientale pag. 16

1.5 La Sanità pubblica pag. 18

1.6 Salute mentale, dipendenze patologiche e salute nelle carceri pag. 22

1.7 Le cure primarie pag. 26

1.8 Il piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa pag. 32

1.9 Il programma di assistenza odontoiatrica pag. 37

1.10 L’integrazione socio-sanitaria pag. 38

1.11 L’accertamento e la valutazione della disabilità – LR 4/2008 pag. 49

1.12 Percorsi integrati ospedale-territorio pag. 51

1.13 Assistenza ospedaliera pag. 52

1.14 Il percorso nascita pag. 61

1.15 La gestione del rischio pag. 62

1.16 Ricerca, Innovazione e Formazione pag. 67

1.17 I progetti ICT per il 2008 pag. 76

1.18 Sistema informativo regionale e debiti informativi delle Aziende pag. 81

1.19 Modalità di rendicontazione e valutazione dei risultati pag. 83

1.20 Piano degli investimenti in tecnologia e arredi sanitari pag. 84

1.21 Piano degli investimenti strutturali pag. 85

2. Accordo di fornitura Azienda USLAzienda Ospedaliera anno 2008 bozza pag. 89

2.1 Principi guida e progetti di cooperazione pag. 89

2.2 Azioni congiunte delle due Aziende Sanitarie pag. 95

2.2.1 Sistema provinciale per l’emergenza pag.103

2.2.2 Dipartimenti, Programmi, Reti, Gruppi interaziendali pag.104

2.2.3 Governo clinico, qualità e appropriatezza delle prestazioni pag.110

2.2.4 Attività di screening pag.114

2.3 Percorsi e prestazioni specialistiche ambulatoriali pag.116

2.4 Consumi e spesa farmaceutica pag.122

2.5 Indicatori di verifica pag.123

2.5.1 Indicatori generali pag.123

2.6 Aspetti economici e finanziari pag.126

3. Le compatibilità: risorse umane e finanziarie pag.128

3.1 Risorse umane pag.128

3.2 Risorse finanziarie pag.131

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Premessa

La programmazione dell’offerta di servizi sanitari rivolti ai cittadini della provincia di Reggio Emilia per l’anno

2008 fa riferimento alla valutazione dei problemi di salute evidenziati e delle risorse disponibili, descritti nel

documento “Bilancio di Missione”, nonché agli indirizzi definiti dalla Regione, contestualmente

all’assegnazione delle risorse finanziarie con le quali sostenere l’offerta dei servizi.

Il quadro delle risorse disponibili può essere sinteticamente così espresso:

Il SSR può contare, per il 2008, su complessivi 7.332,944 milioni di euro, comprensivi di 32 milioni di

euro a copertura dei maggiori oneri per l’applicazione dei nuovi contratti del personale dipendente per il

2008, di 150 milioni di euro derivanti dalla manovra tributaria regionale e di 50 milioni di euro di ulteriori

risorse direttamente attribuite dal bilancio regionale;

L’Azienda USL di Reggio Emilia ha ricevuto dalla Regione 712.800.046,00 euro, come finanziamento dei

livelli essenziali di assistenza ripartito su quota capitaria pesata, e 4.000.000,00 di euro da includere

nell’accordo di fornitura 2008 con l’Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova a sostegno dell’avvio e della

qualificazione di nuovi servizi dell’area ospedaliera (azienda alla quale la Regione ha inoltre assegnato un

contributo specifico per i maggiori oneri del rinnovo contrattuale 2006-2007 pari a 3,4 milioni di euro, in

analogia a quanto assegnato alle altre Aziende Ospedaliere). A queste assegnazioni si aggiungono i

contributi, stimati di pari entità rispetto a quelli attribuiti nel 2007, per l’adeguamento all’aumento di

popolazione e per il finanziamento dei progetti di assistenza a persone ex OP ed altri progetti finalizzati,

per un ammontare complessivo di 23.756.934,00 euro, nonché una assegnazione per il mantenimento

del FRNA, già costituito nel 2007, pari a 32.200.815,00 euro.

L’Azienda USL di Reggio Emilia ha costruito il bilancio di previsione e strutturato il piano delle azioni facendo

riferimento a risorse provenienti da FSR per un totale di 782.930.985,00 euro (+ 6,22% rispetto al 2007) e

stimando entrate dirette e per mobilità sanitaria per un valore di 79.360.000,00 euro (+ 2,16% rispetto al

2007).

Le previsioni di spesa sono state costruite sulla base delle indicazioni regionali, rettificate in riferimento sia al

trend storico dell’incremento di alcuni costi (in particolare per beni sanitari) che delle dinamiche di spesa

derivanti dal rinnovo di contratti di servizi e dell’attivazione di nuove strutture (tra le quali vanno segnalate in

particolare la nuova ala dell’Ospedale di Correggio, la nuova RNM e TAC dell’Ospedale di Scandiano, la nuova

area di servizi e l’Hospice dell’ospedale di Guastalla e la nuova ala dell’Ospedale di Montecchio), con

l’obiettivo complessivo di consolidare e migliorare ulteriormente l’offerta di servizi ed assicurare l’equilibrio

economico-finanziario dell’Azienda e del sistema provinciale delle Aziende Sanitarie pubbliche al netto delle

quote storiche di ammortamento degli investimenti.

In questa cornice è stata definita anche la pianificazione dei costi sostenibili per le risorse di personale,

considerando che l’Azienda può derogare dall’obiettivo generale regionale, che indica di mantenere la spesa

complessiva per le risorse nel 2008 nel limite di spesa dell’esercizio 2006, al netto delle spese derivanti dai

rinnovi contrattuali, soltanto a condizione che sia comunque rispettato l’obiettivo del pareggio di bilancio.

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L’Azienda USL di Reggio Emilia ritiene che, considerate le stime relative alle diverse voci di bilancio, si possa

prevedere un incremento di spesa per il personale pari a circa 500.000,00 euro; tale incremento può

parzialmente consentire alcuni incrementi di organico, indispensabili per l’attivazione di nuovi servizi, quali

l’Hospice di Guastalla, e per il potenziamento di altri, quali il comparto operatorio dell’Ospedale di

Montecchio, la diagnostica per immagini, l’attività consultoriale, l’assistenza nelle strutture di medicinalungodegenza

e nei Pronto soccorso, il potenziamento dell’attività di vigilanza nei luoghi di lavoro; gli

incrementi necessari saranno però possibili soltanto se all’incremento di risorse si potranno aggiungere azioni

di modifica dell’organizzazione dell’assistenza in altri settori o di copertura parziale del turn-over, tali da

consentire il rispetto complessivo delle previsioni di spesa.

Le azioni complessive di tutela della salute della collettività e di garanzia dei servizi di prevenzione e cura

saranno sviluppate nel quadro della collaborazione consolidata con l’Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova,

con gli Ospedali ed i Poliambulatori privati accreditati e con la rete dei soggetti produttori di servizi sociosanitari,

pubblici e privati, presenti nel territorio provinciale, secondo gli indirizzi programmatici o definiti

dalla CTSS e dai Comitati di Distretto.

Per quanto concerne l’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale, i rapporti contrattuali con

l’Azienda Ospedaliera e con gli Ospedali ed i Poliambulatori privati accreditati presenti nel territorio

provinciale sono stati definiti sulla base della valutazione delle prestazioni erogate nel 2007, dell’incremento

delle tariffe per l’assistenza ospedaliera previsto dalla Regione pari al 3%, e delle esigenze di potenziamento

di alcune prestazioni di specialistica ambulatoriale, funzionali a garantire l’adeguamento dell’offerta alla

domanda espressa ed a ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni; nell’accordo con l’Azienda

Ospedaliera si è inoltre tenuto conto delle indicazioni regionali in merito al sostegno all’avvio ed alla

qualificazione di nuovi servizi nell’area ospedaliera.

Le azioni di promozione della salute e di contrasto alle diseguaglianze nell’accesso e nella fruizione dei servizi

sanitari costituiscono un impegno importante per l’Azienda USL, in collaborazione con le Amministrazioni

locali, le organizzazioni del privato sociale e con le istituzioni scolastiche, con il prezioso contributo delle

associazioni di volontariato.

Un impulso ulteriore verrà dato alla promozione dell’attività motoria nelle diverse fasce di età, sviluppando le

azioni previste dalla normativa regionale sulla medicina dello sport ed in attuazione del Piano Regionale di

Prevenzione, con particolare riferimento alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. In questa cornice,

l’Azienda USL in qualità di datore di lavoro intende sviluppare, accanto ai doverosi programmi per la

sicurezza del lavoro, anche progetti che sostengono la motivazione e le opportunità dei lavoratori

dell’Azienda USL nell’adottare e mantenere stili di vita sani.

La sicurezza sulla qualità delle cure ed il controllo dei fattori che possono determinare eventi avversi è un

impegno basilare per tutta l’organizzazione dell’Azienda USL; la garanzia della qualità, appropriatezza e

sicurezza viene perseguita sia nelle scelte relative alle strutture e alle tecnologie, che negli aspetti relativi alle

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competenze professionali ed all’organizzazione delle attività ed è il primo criterio adottato nell’assunzione di

decisioni a tutti i livelli di responsabilità nell’organizzazione aziendale. La Direzione Sanitaria, a presidio della

sicurezza dell’intero sistema di offerta di servizi, si è dotata di una struttura di supporto che sviluppa attività

di formazione, indirizzo e monitoraggio della qualità e sicurezza delle cure e che sostiene le necessarie azioni

di miglioramento.

L’impegno è rivolto non solo quindi alla gestione del rischio clinico, ma anche alla sicurezza ambientale

(impianti, attrezzature, strutture), alla sicurezza del personale (infortuni, rischio biologico, malattie

professionali), agli aspetti legati alle emergenze esterne (maxiemergenze, interruzioni di servizi essenziali) ed

ai rischi giuridico amministrativi attraverso la gestione del contenzioso, la mediazione dei conflitti, la

copertura assicurativa e la gestione delle responsabilità professionali.

Gli investimenti in strutture e tecnologie sanitarie ed informatiche vengono sviluppati secondo la

programmazione triennale approvata dalla CTSS nel 2007, con i doverosi aggiornamenti derivanti

dall’emergere di nuove necessità, e tenendo conto dei vincoli stabiliti dalla Regione negli atti di

programmazione 2008, che prevedono il rispetto dei tempi previsti per la realizzazione delle strutture per la

libera professione, il completamento dei programmi Hospice ed Odontoiatria e l’accordo di programma

relativo all’utilizzo delle risorse stanziate nella legge finanziaria per l’anno 2007 (che verranno dedicate alla

sede dei servizi territoriali/casa della salute del distretto di Montecchio). Le direttive regionali sanciscono che

ulteriori interventi in corso di progettazione non potranno essere attivati dalle Aziende Sanitarie se non ne

sia garantita la copertura finanziaria attraverso mutui, alienazioni immobiliari o altri strumenti finanziari

previsti dalla normativa vigente; tale direttiva di fatto detta i tempi per la realizzazione di nuovi investimenti

strutturali ed in tecnologie sanitarie. L’Azienda USL ha già fatto ricorso ad un mutuo di 80 milioni di euro per

finanziare gli investimenti in corso di completamento ed ha posto a sostegno degli investimenti in fase di

progettazione il rimanente patrimonio alienabile, che però è necessario venga ceduto secondo la

valorizzazione iscritta nel piano investimenti (sulla base della perizia acquisita dall’Azienda USL) e nei tempi

previsti; nel contempo, sarà indispensabile accedere in misura adeguata alle ulteriori risorse stanziate dalla

legge finanziaria per l’anno 2008, incrementali rispetto a quelle dell’anno precedente, e che, unitamente alle

alienazioni di patrimonio, potrebbero consentire la realizzazione degli interventi previsti per il triennio.

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1. Obiettivi dell’Azienda USL per l’anno 2008

1.1 Politiche delle risorse umane

Per quanto riguarda gli aspetti inerenti la dotazione di personale e la previsione di spesa si rimanda

all’ambito specifico del bilancio economico preventivo. Qui si riporta quanto in programma per il 2008

nell’ambito della valutazione delle competenze.

Il sistema di valutazione delle competenze, sviluppato nella nostra Azienda fin dal 1998, ha una funzione

prevalentemente orientata a fornire dati di giudizio utili a sostenere la valutazione delle attività professionali

così come previste dal CCNL 03-11-2005. Si integra ad altri elementi valutativi (valutazione dei risultati)

prodotti dallo Staff Programmazione e Controllo, al fine di consentire lo sviluppo di un punto di vista

sull’attività del professionista il più possibile complesso e articolato. Il fine ultimo è di cercare di produrre

informazioni che possano orientare i comportamenti professionali al raggiungimento degli obiettivi e dei

valori aziendali.

Le principali finalità del sistema di valutazione sono quindi di natura:

• gestionale: per consentire la costruzione di un processo di valutazione aziendale integrato fra diversi

settori dell’organizzazione che permetta di raccogliere e organizzare le informazioni sistematicamente

durante tutto il percorso di governo delle risorse umane (analisi del mercato; acquisizione; utilizzo;

sviluppo; amministrazione; dismissione) in una logica di confronto costante fra Azienda e professionista;

di sviluppo: per individuare nella scheda annuale di valutazione delle competenze del singolo

professionista i punti di forza e le aree di miglioramento, riconoscere le competenze distintive e

sostenere il loro sviluppo in termini di competenze e conoscenze e per orientare collocazione del

professionista nel futuro dell’Azienda;

• formativa: per concordare, attraverso le schede annuali di valutazione, nell’area dedicata al

miglioramento organizzata per competenze (tecnico professionale, organizzativo gestionale e

relazionale) le necessità formative specifiche dei professionisti e dare feedback organizzativi e

relazionali;

• contrattuale: regolamentata dai CCNL per gli incarichi di natura professionale e gestionale e il personale

del comparto con incarico di posizione organizzativa e successivamente in termini di contratto fra

Azienda e Professionista attraverso la stipula di contratti individuali per i Direttori di Dipartimento e

Distretto, i Direttori di Struttura Complessa, i Responsabili di Struttura Semplice e i professionisti con

Posizione Organizzativa.

Le azioni previste per il 2008 proseguono in modo coerente con quanto avviato nel 2007, con particolare

riferimento all’introduzione a regime degli strumenti informatici fino ad ora utilizzati in contesti sperimentali.

Gli impegni di lavoro programmati per l’anno in corso riguardano:

• valutazione delle competenze di tutta l’area della dirigenza Medico Sanitaria – APT e dei titolari di

posizione organizzativa;

• implementazione di nuove aree di valutazione delle competenze, focalizzate in modo prevalente sugli

aspetti gestionali – organizzativi, nel sistema di valutazione dei direttori di SOC;

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• definizione dei piani di sviluppo individuali per ogni dirigente finalizzato all’orientamento dei percorsi

formativi e alla definizione degli interventi necessari a raggiungere i livelli di competenza attesi;

• mappatura dei saperi e delle esperienze professionali attraverso la costruzione di un data base dei

curriculum individuali;

• costruzione di un data base descrittivo delle strutture aziendali, dei sistemi di responsabilità e dei

professionisti ad esse collegate così come definite nel nuovo Atto Aziendale al fine di identificare in

modo chiaro le relazioni valutatore – valutato;

• avvio dell’utilizzo del sistema informatico “Evaluation Port” finalizzato a gestire l’intero processo di

valutazione delle competenze, la definizione dei piani di sviluppo, il fascicolo elettronico personale.

Quest’ultimo oggetto consentirà di raccogliere e gestire tutte le informazioni che riguardano il

professionista provenienti dai diversi settori aziendali (es: reclami, elogi, provvedimenti disciplinari,

attribuzioni di responsabilità di progetti, ecc.);

• redazione di contratti individuali per le responsabilità di struttura dove siano resi evidenti i profili di

competenza attesi, gli obiettivi generali di lungo periodo e gli obiettivi specifici relativi a risultati peculiari

attesi.

1.2 Politica del farmaco e governo della spesa farmaceutica

La regione Emilia Romagna ha posto tra gli obiettivi assegnati all’Azienda USL di Reggio Emilia quello di

proseguire l’azione di contenimento della spesa farmaceutica territoriale pro-capite.

Al raggiungimento di questo obiettivo hanno contribuito e contribuiranno anche nel corso del 2008 diverse

azioni, quali:

1. il mantenimento della distribuzione diretta in dimissione, dopo controllo specialistico e tramite la presa

in carico dei pazienti complessi;

2. l’estensione della distribuzione per conto, intesa quale modalità complementare e non alternativa alla

distribuzione diretta;

3. gli interventi sulla appropriatezza prescrittiva, attraverso controlli sistematici e specifici sulla

prescrizione farmaceutica convenzionata;

4. l’invio periodico dei report di consumo e spesa ai medici prescrittori (MMG e PLS).

Tra le azioni che il Dipartimento Farmaceutico intende perseguire e potenziare nel 2008 si segnalano:

• la diffusione delle decisioni della Commissione del Prontuario Provinciale, attivando percorsi di

monitoraggio di particolari tipologie di farmaci per i quali sono previste le richieste motivate

personalizzate;

• una più capillare e intensa attività di informazione indipendente, intra ed extra ospedaliera;

• inserire tra i temi oggetto di aggiornamento il farmaco equivalente come risorsa da valorizzare;

• il mantenimento dei percorsi di monitoraggio del budget dei dipartimenti ospedalieri e la

predisposizione di una reportistica dei consumi più facilmente accessibile;

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• incentivare e promuovere le attività di farmaco e dispositivo vigilanza, come metodo per il

miglioramento della qualità offerta;

• promuovere e incentivare l’adozione del Software di prescrizione e del controllo della somministrazione

della terapia farmacologica;

• porre le basi per promuovere l’adozione di un repertorio dei dispositivi medici aziendale;

• mantenere rendendola più efficace l’attività delle segnalazioni di allerta, ritiri ecc.;

• rendere più efficace l’attività di informazione su disposizioni-norme- leggi inerenti la gestione del

farmaco e dei beni sanitari.

Con riferimento al progetto di area Vasta di gestione integrata della logistica dei beni farmaceutici, si

riportano di seguito le principali attività da svolgere nel corso dell’anno 2008 che richiederanno un particolare

impegno al Magazzino Centralizzato:

1. definizione dei contenuti del capitolato tecnico relativo alla gara per: attrezzature, personale, trasporti

e impianti, necessari per la realizzazione del nuovo magazzino (attività iniziata nel 2007, da

completare nel 2008 in collaborazione con Servizio Acquisti);

2. partecipazione alla selezione del contraente;

3. partecipazione ad incontri con i referenti aziendali di progetto e con facilitatore esterno (attività

iniziata nel 2007, da completare nel 2008);

4. collaborazione con Servizio Tecnico e progettisti relativamente al progetto industriale del nuovo

magazzino;

5. analisi esigenze informatiche nella nuova organizzazione da svolgere in collaborazione con Servizio di

Informatica di Reggio Emilia e Software-house (attività che prevede: definizione delle esigenze-analisi

soluzioni - test delle implementazioni, ecc.);

6. analisi dei consumi delle singole Aziende Sanitarie con individuazione dei prodotti non presenti

nell’archivio di Reggio Emilia;

7. collaborazione con Servizio Acquisti Reggio Emilia per la codifica dei nuovi prodotti (individuazione

fornitore, classificazione, denominazione);

8. abbinamento codifica Reggio Emilia con codifica delle singole Aziende.

In merito alle normali attività logistiche si ritiene di confermare per il 2008 l’espletamento del servizio a

favore degli ospedali e dei servizi già presenti nel 2007 e di seguito indicati:

- Ospedali e servizi dell’Azienda USL di Reggio Emilia;

- Ospedale di Baggiovara dell’Azienda USL di Modena;

- Ospedale Sassuolo S.p.A.;

- Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia;

- Policlinico di Modena (solo per dose unitaria).

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Collaborazione alla definizione dei capitolati tecnici e all’espletamento delle procedure di gara sia in ambito

Area Vasta che in Unione d’acquisto con Modena e Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova.

1.3 Politiche d’acquisto di beni e servizi: interventi di area vasta e tramite

Intercent-ER

L’Area Vasta Emilia Nord, al fine di perseguire l’obiettivo di ampliare gli acquisti tramite gare centralizzate

espletate dall’Agenzia regionale Intercent-ER, ha messo in atto una serie di iniziative e proposte, in

particolare:

• sulla base di un’intensa attività di confronto e approfondimento ai fini della definizione della

programmazione Intercent-ER per il 2008-2009, oltre all’adesione alle gare inerenti precedenti

programmazioni di Intercent-ER, riguardanti sia la spesa comune che la spesa sanitaria, sono state

individuate nuove aree di intervento oggetto di acquisizioni centralizzate a livello regionale.

Sono state proposte ulteriori 8 gare da espletare tramite Intercent-ER, per le quali è stato previsto

un importo complessivo di Area Vasta di circa 170.000.000 €/anno. In tale elenco sono comprese sia

le gare che Intercent-ER espleterà a livello regionale, sia le gare che si intendono espletare con

Intercent-ER ma a livello di singola Area Vasta. Relativamente a quest’ultima casistica sono da

citare, per la rilevanza, la gara AVEN per l’acquisizione dei Farmaci (tutti i farmaci ad esclusione di

mezzi di contrasto, vaccini e soluzioni infusionali per i quali sono già state effettuate o sono in corso

gare regionali) e la gara AVEN per l’acquisizione di Stent cardiologici (sia non-medicati che a rilascio

di farmaco).

GARA FARMACI: l’importo complessivo presunto ammonta a circa 140.000.000 €/anno e

l’aggiudicazione è prevista per ottobre 2008 (scadenza dei precedenti contratti). E’ in corso di

valutazione anche l’ipotesi di effettuare una gara telematica sfruttando la piattaforma Intercent-ER.

GARA STENT CARDIOLOGICI: l’importo complessivo presunto ammonta a circa 5.000.000/anno € e

l’aggiudicazione è prevista entro ottobre 2008. Si tratta di una gara qualità-prezzo, piuttosto

complessa, per la quale deve essere considerata anche la fase di valutazione, da parte dei clinici,

della campionatura dei prodotti richiesti e offerti in gara.

Sono inoltre in corso di approfondimento con Intercent-ER una serie di problematiche di tipo

organizzativo, inerenti gli aspetti gestionali della fase post-gara e i necessari aggiornamenti nel

tempo delle gare (aspetti particolarmente rilevanti per la tipologia di prodotti trattati) nell’ottica di

individuare schemi di collaborazione e percorsi adeguati alle esigenze evidenziate.

Relativamente alla programmazione 2009 si sta inoltre collaborando ad una approfondita analisi

della fattibilità a livello regionale di alcune gare ad alto impatto organizzativo ed economico

(ossigenoterapia e ventilo- terapia domiciliare; pace makers; strisce per diabetologia uso ospedaliero

e territoriale) ai fini della individuazione della strategia di gara più opportuna da adottare.

• Nell’ambito dell’acquisizione di tecnologie sanitarie, sulla base delle indicazioni emerse dal Gruppo

degli Ingegneri clinici, sono state inserite nella programmazione due gare (acquisizione ecografi e

appalto per verifiche di sicurezza elettrica e funzionalità delle attrezzature) che vedranno coinvolti

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per il loro espletamento i professionisti dei Servizi delle Ingegnerie Cliniche a tale scopo incaricati

nelle singole Aziende.

• Per quanto riguarda il settore dell’energia, le Aziende AVEN stanno partecipato, ognuna con un

proprio referente, al gruppo regionale per la raccolta dei dati e la definizione dei requisiti tecnici per

la stesura del capitolato della gara regionale per l’energia elettrica, di recente conclusa.

• Nel settore della telefonia, oltre all’adesione alla gara per la telefonia mobile, le Aziende AVEN

stanno definendo con il fornitore (Telecom) e con Lepida Sanità le condizioni specifiche di servizio

relative alla telefonia fissa-voip-trasmissione dati che rappresentano la precondizione operativa

necessaria per l’adesione alla convenzione.

Sia relativamente alla Telefonia Fissa-voip-trasmissione dati, che alla fornitura di Energia Elettrica, le Aziende

Sanitarie dell’Area Vasta Emilia Nord stanno raccogliendo, ognuna tramite i Referenti aziendali incaricati, le

informazioni relative alle criticità presenti nelle Aziende associate in relazione all’attivazione delle convenzioni

regionali.

Il progressivo aumento delle gare a livello regionale richiede una maggiore strutturazione delle risorse

coinvolte in tale processo che dovrà risultare funzionale anche per il nuovo assetto che si determinerà con

l’attivazione a regime del magazzino unico. Al fine di razionalizzare l’impegno di risorse chiamate a lavorare

nei gruppi per la definizione dei capitolati e nelle commissioni di gara, sono in corso di definizione alcune

proposte (es. individuazione, anche per le gare regionali, di un’Azienda Capofila per Area Vasta con funzioni

di riferimento per le attività richieste da Intercent-ER) da concordare con Intercent-ER.

Politiche di acquisto di beni e servizi: interventi di Area Vasta

I principali ambiti nei quali si esplica l’attività di AVEN, sulla base degli indirizzi emersi in sede di Assemblea

dei Direttori Generali, sono i seguenti:

a. acquisti centralizzati e monitoraggio;

b. progetto di logistica integrata-magazzino centralizzato;

c. attività finalizzate all’integrazione di procedure/ linguaggi/ schemi organizzativi/progetti tra le Aziende

AVEN in ambito amministrativo;

d. attività finalizzate all’integrazione di procedure/ linguaggi/ schemi organizzativi/progetti tra le Aziende

AVEN in ambito clinico-assistenziale;

e. progetti regionali che individuano le Aree Vaste come referenti (CUP integratore, Progetto Sole, PACS

federato e committenza CUP 2000) – vedi anche 1.17 I Progetti ICT;

f. attività di tipo culturale-scientifico;

g. attività di formazione.

Acquisti centralizzati e monitoraggio

In tale ambito, gli obiettivi che si prefigge l’Area Vasta Emilia Nord per l’anno 2008, oltre all’incremento

dall’11 al 20% degli acquisti da effettuare tramite Intercent-ER (ed alla sperimentazione di nuovi percorsi e

modalità di collaborazione con Intercent-ER), sono quelli di aumentare le procedure d’acquisto di Area Vasta

rispetto a quelle aziendali. Nel contempo ci si propone anche di implementare strumenti di monitoraggio del

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grado di efficienza del sistema in termini di tempi per lo svolgimento delle gare, esiti, impatto organizzativo

ed effettiva adesione ai contratti di Area Vasta.

Le Aziende AVEN hanno collaborato attivamente, col coordinamento della Direzione Operativa, alla

rilevazione, proposta dall’Assessorato regionale alla Sanità, dei volumi e tipologie di acquisti di beni e servizi

delle Aziende Sanitarie, differenziati per livelli di aggregazione (aziendale, area vasta, intercent-ER, CONSIP).

Questi dati sono oggetto di elaborazioni e analisi al fine di fornire la base per l’individuazione di nuove aree

di intervento, approfondendo la possibilità di estensione degli ambiti di acquisto, con particolare riferimento

a gare per servizi e a gare per fornitura in Service (es. diagnostici, reattivi e reagenti).

Al fine del perseguimento degli obiettivi più sopra esposti, l’AVEN si è prefissata un ulteriore obiettivo ad essi

strumentale, e precisamente l’adozione di schemi organizzativi finalizzati ad un impiego razionale ed

integrato delle risorse e ad una maggiore efficienza organizzativa a supporto delle attività evitando il rischio

di un appesantimento del sistema nel suo complesso. A tale scopo si sta operando nel senso di:

• favorire la suddivisione delle gare in tipologie omogenee, puntando alla specializzazione di singole

Aziende per specifici settori;

• affidare ad un’Azienda Referente la responsabilità per la conduzione, strategia, esiti di gara,

informazione e gestione post-gara e nomina di un gruppo di Referenti (tecnico e amministrativo) per

ogni gara;

• assegnare la conduzione delle gare di Area vasta all’interno degli obiettivi aziendali incentivanti.

La prossima attivazione dell’Unità di Logistica Centralizzata e gli indirizzi regionali volti alla promozione di

forme di aggregazione sempre più strutturate e centralizzate, nell’ambito delle acquisizioni di beni e servizi,

richiedono fin da subito una ridefinizione delle modalità di organizzazione e di svolgimento delle funzioni

amministrative rispetto a come sono state tradizionalmente intese.

A tal fine l’Area Vasta è impegnata ad individuare una nuova struttura organizzativa che possa

adeguatamente rispondere all’assetto di logistica integrata e alle esigenze di una gestione centralizzata dei

beni sanitari e che al tempo stesso favorisca una ridefinizione di compiti e ruoli finalizzata alla costruzione di

una rete di competenze integrate.

Complessivamente per l’anno 2008 l’Area Vasta Emilia Nord ha programmato:

• la conclusione di n. 8 procedure di gara già avviate negli anni precedenti (di cui 6 relative a dispositivi

medici, 1 relativa a forniture in “service” ed 1 relativa a beni economali);

• l’attivazione e la conclusione nel 2008 di n. 26 procedure di gara (di cui, 14 relative all’acquisto di

dispositivi medici, 2 relative a Servizi, 7 relative ad attrezzature, 1 relativa ai Servizi assicurativi e 2

relative all’acquisizione delle licenze d’uso o software);

• la predisposizione di n. 7 fra proroghe e rinnovi di contratti in essere.

Per quanto attiene l’implementazione degli strumenti di monitoraggio, si sottolinea che:

• vi è necessità di integrare i dati di monitoraggio Intercenter, relativi al grado di adesione alle convenzioni

attivate, con i dati degli effettivi consumi aziendali (considerando anche eventuali prodotti “analoghi”

non compresi nelle convenzioni Intercent-ER);

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• per il monitoraggio dell’adesione agli esiti della gara FARMACI sarà operativo nel 2008 il data- base

elaborato in collaborazione da Progel, CeVEAS e Provveditorato di Modena USL; questo data-base è

stato impostato per essere una fonte di dati aggiornati e completi relativi al farmaci aggiudicati in gara;

• nel corso del 2008 ci si propone l’adozione di metodi e strumenti per poter effettuare il monitoraggio

almeno delle gare di maggior rilievo per importo e tipologie di prodotti nel settore dei Dispositivi Medici

(es. STENT cardiologici, materiale per video laparoscopia). Per questo obiettivo sarà determinante il

lavoro attivato a livello regionale e in fase di implementazione, da parte dell’Assessorato alla Sanità, in

merito alla classificazione CND dei DM e alla omogeneizzazione delle codifiche.

Nell’ambito delle attività connesse al settore acquisti e monitoraggio sono stati attivati diversi gruppi di

lavoro permanenti che comprendono il Gruppo dei Farmacisti e Provveditori, il Gruppo degli Ingegneri Clinici,

il CeVEAS (per il coordinamento della CTIF/CTID e dei gruppi di clinici per la selezione dei farmaci), il Gruppo

dei Referenti dei Servizi Informatici.

A questi vanno aggiunti tutti i gruppi di professionisti e tecnici attivati per la definizione dei capitolati per le

singole gare: al I° trimestre 2008 sono in funzione 16 gruppi di lavoro/commissioni per le gare di Area Vasta.

Il gruppo di lavoro degli Ingegneri Clinici, oltre alla collaborazione con Farmacisti e Provveditori nella

maggior parte delle gare per materiale sanitario, ha in progetto il completamento della ricognizione delle

obsolescenze nel campo delle attrezzature, al fine di valutare la possibilità di predisporre a livello di AVEN un

piano di sostituzioni su base triennale, con la possibilità anche di definire procedure comuni, ad esempio,

nelle procedure di dichiarazione di fuori uso e conseguenti rapporti con la cooperazione. Eventuali proposte

per l’acquisto centralizzato di attrezzature non può prescindere dall’approvazione del piano di investimenti

delle singole Aziende; la possibilità di individuare esigenze e progetti di investimento comuni è più difficile e

comunque implica una strategia di più lungo periodo. Gli ingegneri clinici proseguiranno infine nella fattiva

attività di collaborazione nella programmazione di Intercent-ER, che vede la presenza di tecnici AVEN in

numerosi gruppi di lavoro costituiti a livello regionale per gare di competenza.

Rispetto all’attività del gruppo dei Referenti dei Servizi Informatici, dovranno essere completati gli

approfondimenti richiesti dal Comitato Tecnico relativamente ai progetti presentati lo scorso anno, in modo

che possano essere avviate le specifiche attività. Se concluso positivamente lo studio di fattibilità, verrà

espletata la procedura AVEN per l’acquisizione di licenze Microsoft, primo esperimento di gara condivisa

nell’ambito dell’informatica.

Proseguirà invece il coinvolgimento nel progetto di logistica integrata, sia per il contributo che il gruppo darà

in sede di acquisizione dei software dedicati, sia nei processi di reingegnerizzazione.

Il Gruppo degli informatici, per le attività attribuite ad AVEN, curerà il Governo ed il coordinamento del

pacchetto delle commesse assegnate a CUP 2000.

Sistema integrato di logistica-magazzino centralizzato

Nel corso del 2008, sarà bandita dall’Azienda USL di Reggio Emilia – Servizio Attività Tecniche la gara per

l’affidamento dei lavori di costruzione del magazzino centralizzato.

Parallelamente sempre l’Azienda USL di Reggio Emilia, con la responsabilità in capo al Servizio Gestione

Approvvigionamenti coadiuvato dalla Direzione operativa di Aven, procederà a bandire e ad effettuare la

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gara per l’affidamento delle forniture e dei servizi connessi alla realizzazione degli impianti interni ed alla

gestione dell’ULC, che dovrebbe concludersi entro fine 2008.

Stanno inoltre proseguendo le attività inerenti il progetto di “Reingegnerizzazione dei processi” connessa alla

realizzazione dell’ULC, con tutti i Referenti coinvolti. Tale progetto è finalizzato alla definizione delle nuove

procedure organizzative centrali e periferiche che configureranno l’organizzazione imperniata attorno al

nuovo magazzino centralizzato. Si tratta, in estrema sintesi, di mappare in termini qualitativi e quantitativi le

attività attualmente svolte nelle diverse aziende e che hanno attinenza con il processo di “supply chain

management”, confrontarle con quelle della nuova organizzazione imperniata sul magazzino unico e definire,

di conseguenza il nuovo sistema di attività e di responsabilità. L’implementazione di tali nuove

attività/responsabilità dovrà ovviamente essere governata nell’ambito di una complessiva gestione del

cambiamento organizzativo (“Change management”).

Un'altra importante attività che deve essere avviata nel corso dell’anno 2008 è rappresentata dall’adozione di

un sistema unico di codifica dei Beni Sanitari gestiti dal Magazzino centralizzato, da parte delle Aziende

associate. La proposta, avanzata in merito, che prevede di adottare, come codifica di riferimento, quella

attualmente in uso presso il Magazzino Farmaceutico dell’Azienda USL di Reggio Emilia, implica la necessità

di trovare strumenti/soluzioni che riducano l’impatto dell’operazione presso le altre Aziende AVEN.

Contestualmente occorre che nelle singole Aziende Sanitarie si proceda al completamento della

classificazione dei Beni Sanitari sulla base della CND.

Attività finalizzate all’integrazione di procedure/linguaggi/schemi organizzativi/progetti tra le

7 Aziende in ambito amministrativo

L’Area Vasta, in coerenza con gli indirizzi delineati nel Piano Sociale e Sanitario si propone in modo sempre

più incisivo e propositivo quale luogo di integrazione fra le aziende sanitarie per l’esercizio congiunto di

funzioni tecnico/amministrative.

A tal fine risulta necessario operare in due direzioni: da un alto confermando e stabilizzando i progetti già

avviati negli anni precedenti, dall’altro estendendo il campo d’azione ad altre aree per le quali il processo di

integrazione potrebbe apportare vantaggi.

In relazione al primo ambito di attività, si intende dare continuità alle iniziative portate avanti da alcuni

gruppi di lavoro finalizzate alla condivisione di percorsi e procedure in ambito amministrativo, e in

particolare:

• il Gruppo Normativa Appalti di beni e servizi segue costantemente l’evoluzione normativa e

giurisprudenziale della materia e cura il conseguente aggiornamento della documentazione standard

AVEN che alla fine del 2007 ha visto una revisione completa. Nel corso del 2008 il gruppo dovrà definire

le linee applicative della legge regionale relativa all’acquisizione di beni e servizi e del Regolamento

nazionale di applicazione del “Codice dei contratti pubblici”. Infine sarà impegno del gruppo ridefinire il

regolamento AVEN delle procedure di gara, che, previa condivisione da parte dei Provveditori, verrà

sottoposto all’approvazione da parte dell’Assemblea.

• il Gruppo Normativa Lavori che è stato attivato per favorire la condivisione dei percorsi operativi

conseguenti all’approvazione, prevista per i primi mesi del 2008, del Regolamento attuativo del codice

dei contratti pubblici;

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• il Gruppo Analisi Flussi documentali per l’integrazione e sviluppo in Area Vasta del progetto regionale

Docarea+.

Altri temi che necessitano di essere affrontati in una logica di Area Vasta e per i quali si ha in progetto di

promuovere la produzione di documentazione e indirizzi condivisi, riguardano le problematiche relative alla

prevenzione e sicurezza sul lavoro con particolare riferimento al tema dei rischi da “interferenza” e

l’aggiornamento in materia fiscale.

Per quanto concerne invece il secondo punto, nel corso del 2008 si procederà alla effettuazione di studi di

fattibilità per impostare dal punto di vista operativo un programma articolato di integrazione in una serie di

settori amministrativi quali Gestione del personale, Settore previdenziale, Servizi Legali, Servizi

amministrativi, Formazione professionale…, per la maggior parte dei quali sono già state in questi anni

sperimentate e realizzate forme di aggregazione a livello provinciale.

Attività finalizzate all’integrazione di procedure/linguaggi/schemi organizzativi/progetti tra le

7 Aziende in ambito clinico-assistenziale

Per quanto riguarda le attività di integrazione in ambito clinico-assistenziale, si elencano di seguito alcuni dei

progetti che sono stati proposti nel corso del 2007 e per i quali è pervenuto mandato di procedere da parte

dell’Assemblea dei Direttori Generali AVEN:

‣ Gruppo per la valutazione dell’inserimento di Tecnologie;

‣ Gruppo per lo sviluppo delle attività connesse all’area Ricerca-Innovazione;

‣ Gruppo per l’integrazione di reti cliniche;

‣ Gruppo per Accordi di Area Vasta con le strutture private.

Tra il Gruppo per la valutazione dell’inserimento di Tecnologie Innovative e il Gruppo per lo sviluppo delle

attività connesse all’area Ricerca-Innovazione vi sono chiari elementi di connessione, ma anche aspetti di

peculiarità che rendono non opportuno accorparli. L’attività di questi gruppi dovrebbe essere rivolta a

trasferire e realizzare a livello di Area Vasta progetti e indirizzi concordati con gli organismi regionali di

Riferimento, ovvero l’Osservatorio regionale per l’innovazione e il PRI-ER.

Progetti regionali che individuano le Aree Vaste come referenti (CUP integratore, Progetto Sole,

PACS federato e committenza CUP 2000)

Nel corso del 2008 si prevede il proseguimento e l’implementazione a livello di Area Vasta dei progetti

regionali compresi nella programmazione della committenza CUP 2000 di recente approvata. Si citano in

particolare i progetti per i quali è richiesta un’intensa attività dei gruppi e un rilevante impegno di

professionisti coinvolti:

• progetto Integratore CUP di Area Vasta: il progetto nel 2008 avrà, come prospettiva di sviluppo, il

confronto sulle analogie e differenze organizzative ed operative emerse (a cura dei referenti

organizzativi), l’omogeneizzazione di un modello comune per la gestione dell’offerta, delle preparazioni,

delle informazioni (a cura dei referenti organizzativi e delle diagnostiche), il confronto con il progetto

tecnico sviluppato in Area Vasta Romagna (con il coinvolgimento dei referenti tecnici CED), la definizione

di un piano operativo per l’avvio (dopo confronto allargato con Direttori Sanitari e AVEN);

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• progetto SOLE: nel 2008 si prevede di dare coordinata ed omogenea applicazione allo sviluppo del

Progetto SOLE, nelle Aziende di AVEN, con particolare attenzione alla definizione uniforme del catalogo

delle prestazioni e delle modalità di raccolta del consenso informato. A tale scopo pare opportuna la

costituzione di gruppo tecnico multiprofessionale di AVEN che, rispetto ai principali obiettivi, veda

rappresentate le componenti professionali necessarie per ricercare ed individuare coerenti soluzioni

tecniche in stretta relazione con il Gruppo tecnico regionale;

• progetto SPARTA e PACS federato;

• archiviazione Cartelle cliniche: studio di fattibilità con CUP 2000. Si tratta di un progetto di interesse solo

di alcune Aziende AVEN (Aziende Ospedaliere di Reggio Emilia e Parma) per il quale, a seguito

dell’analisi dei risultati di fattibilità da parte di CUP 2000, si deciderà sull’opportunità di dare corso

operativamente al progetto.

Attività di tipo culturale-scientifico

Per questo tipo di attività AVEN si avvale della collaborazione del CeVEAS, che, come previsto nel

Regolamento, rappresenta la struttura a presidio degli aspetti scientifici e metodologici a supporto del

processo di selezione, valutazione e monitoraggio dei consumi dei prodotti sanitari. Il piano di lavoro

concordato per l’anno 2008 prevede:

‣ attività connesse alle gare AVEN in programmazione, che comprendono:

• coordinamento di tutti i gruppi attivati negli ultimi anni per la conduzione delle varie fasi della gara

Farmaci;

• elaborazione e costruzione del Data-base per la formulazione del capitolato di gara e per la

successiva gestione nel post-gara;

• monitoraggio dell’adesione alla gara farmaci; coordinamento gruppo di progetto per selezione Stent

in collaborazione con Intercent-ER.

‣ Altre attività inerenti il settore farmaco:

• coordinamento delle Commissioni Provinciali Farmaco (CPF);

• attivazione di gruppi di lavoro AVEN a supporto dell’attività della Commissione Regionale Farmaco.

‣ Attività a supporto della promozione dei farmaci generici.

‣ Attività di informazione indipendente rivolta ai MMG.

Formazione

È stato costituito un coordinamento, costituito dai Responsabili della Formazione delle singole Aziende AVEN

a livello di Area Vasta, allo scopo di individuare percorsi comuni da sviluppare con il supporto amministrativo

e logistico di AVEN. Il gruppo sta lavorando sulle seguenti aree:

‣ programmazione della formazione su tematiche di interesse comune per le professionalità più

coinvolte nelle attività AVEN (farmacisti, provveditori, amministrativi, ingegneri clinici, informatici);

‣ iniziative di formazione trasversali;

‣ confronto per adozione di indirizzi comuni in tema di formazione sul campo, regolamenti per la

formazione, rapporti con proposte formative universitarie.

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Nel 2008 prenderà inoltre avvio il progetto di formazione affidato al Centro di ricerche per il cambiamento

nella Pubblica Amministrazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Facoltà di Economia sede di

Piacenza, inerente come argomento “La valutazione degli strumenti manageriali per l’analisi e la

riprogettazione organizzativa e per l’implementazione del sistema di misurazione delle performance

dell’AVEN, al fine di sviluppare un sistema di governo economico del suo sviluppo”. Il progetto di formazione

è indirizzato principalmente ai professionisti che collaborano con la Direzione Operativa nella realizzazione

del percorso di centralizzazione a livello di Area Vasta delle attività e delle funzioni, oltre che alla struttura

della Direzione Operativa stessa.

1.4 Politiche per l’uso razionale dell’energia e il rispetto ambientale

Anche per l’anno 2008 l’Azienda USL di Reggio Emilia persegue lo sviluppo di progetti di miglioramento

previsti dal Programma regionale “Il sistema sanitario regionale per uno sviluppo sostenibile”.

Lo sviluppo del Programma regionale è affidato al lavoro di due gruppi tecnici coordinati dalla Regione a cui

continueranno a partecipare in qualità di referenti aziendali due professionisti con competenze specifiche in

materia di energia ed ambiente.

Lo sviluppo del Programma con la rete dei referenti in ciascuna Azienda sui temi di Gestione Ambientale ed

Energia costituisce un'esperienza unica in Italia per diffusione e rilevanza.

Politiche energetiche

Le linee di programmazione in tema di politiche energetiche ed innovazione tecnologiche per il 2008 prevede

lo sviluppo dei seguenti obiettivi:

• Gara regionale, tramite l’Agenzia Regionale Intercent – ER, per la fornitura di energia elettrica.

Nell’ambito del Gruppo Regionale Energia, l’Azienda USL di Reggio Emilia ha fornito e fornirà i propri

dati di consumo ed i prezzi di acquisto dell’energia elettrica, allo scopo di fornire ad Intercent-ER tutti

gli elementi per una analisi economica ed una gara Regionale;

• Campagna di sensibilizzazione, informazione ed orientamento rivolta agli operatori delle Aziende

Sanitarie per l’uso razionale dell’energia. L’Azienda USL di Reggio Emilia effettuerà nel 2008 una

campagna si sensibilizzazione per il risparmio energetica degli operatori, il progetto è in fase di studio

con il Gruppo Regionale Energia;

• Monitoraggio quali/quantitativo sull’uso dell’energia elettrica e termica. L’Azienda USL di Reggio Emilia

sta fornendo e fornirà tutti gli elementi tecnici ed economici per effettuare, in collaborazione con il

Gruppo Regionale Energia, una analisi degli indicatori di consumo energetico.

• Preferenze alla produzione/utilizzo di energie, compatibilmente con la fattibilità tecnico-economica, da

fonti rinnovabili, cogenerazioni o sistemi tecnologici innovativi. L’Azienda USL di Reggio Emilia nel

2008 completerà alcuni progetti che prevedono l’utilizzo di sistemi tecnologici innovativi, da fonti

rinnovabili e per il risparmio energetico: gruppi frigoriferi ad elevato rendimento con compressore

centrifugo, inverter e torre evaporativa, caldaie a condensazione, pannelli solari termici per la

produzione di acqua calda sanitaria, installazione di contabilizzatori dell’energia elettrica, ecc...

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• Applicazione dell’atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle

procedure di certificazione energetica degli edifici. L’Azienda USL di Reggio Emilia nel 2008 inizierà il

percorso di analisi e certificazione energetica degli edifici.

Politiche ambientali

I temi sulla Gestione Ambientale che si propone di sviluppare nel 2008 sono orientati al raggiungimento di

obiettivi di miglioramento gestionale in linea con gli orientamenti e indirizzi regionali; in particolare si

prevede di:

Sistema aziendale di Gestione Ambientale

Nell’Azienda USL di Reggio Emilia dal 2002 è stato attivato un Sistema di Gestione Ambientale, a cui

partecipano professionisti con competenze e professionalità specifiche.

È previsto un adeguamento nella composizione del Gruppo e una ridefinizione del ruolo e delle responsabilità

dei referenti dei vari Servizi che maggiormente svolgono un ruolo gestionale rispetto alle tematiche

ambientali (Direzione Sanitaria, Servizio di Prevenzione e Protezione, Servizio Attività Tecniche, Servizio

Logistico-Alberghiero, Dipartimento di Sanità Pubblica).

Il Gruppo permanente ha il compito di svolgere in Azienda le azioni necessarie a raggiungere gli obiettivi di

Gestione Ambientale definiti e alla luce delle indicazioni e gli orientamenti regionali dovrà aumentare la

visibilità interna del Sistema definendo gli indicatori e la reportistica specifica.

Saranno garantiti la partecipazione del Referente aziendale alle riunioni del Gruppo tecnico regionale e la

regolare tenuta dei flussi informativi nei riguardi della Regione utile al mantenimento delle banche dati e al

calcolo degli indicatori di corretta gestione ambientale.

Gestione rifiuti sanitari

Sarà garantita la partecipazione dell’Azienda ai lavori del Gruppo regionale per la predisposizione del

Capitolato Tecnico per l'acquisto centralizzato tramite IntercenER dei servizi di gestione dei rifiuti e le

collaborazioni richieste per l’aggiornamento delle Linee Guida regionali sulla gestione dei rifiuti sanitari.

Le azioni di miglioramento nella gestione dei rifiuti sanitari saranno orientate all’assestamento della

produzione dei rifiuti sui valori di riferimento riportati in letteratura internazionale, all’incremento delle

tipologie e delle quote di rifiuti raccolte, negli Stabilimenti ospedalieri, in maniera differenziata, al controllo

dell’appropriatezza nell’uso delle varie tipologie di contenitori utilizzati per la raccolta e al contenimento

dell’incremento di produzione di rifiuti pericolosi a rischio infettivo a seguito dell’introduzione nell’utilizzo di

materiali monouso quale il TNT nei Comparti Operatori.

Queste azioni saranno sostenute, in ogni Stabilimento ospedaliero, da iniziative di formazione e

sensibilizzazione di tutto il personale alle tematiche ambientali, con definizione di indicatori di efficacia

dell’attività formativa intrapresa.

Nel corso dell’anno saranno, inoltre, applicate in ambito aziendale le indicazioni regionali per una migliore

gestione delle procedure di eliminazione della “documentazione sensibile” finalizzata al recupero dei

materiali.

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Consumi idrici e gestione degli scarichi idrici

Saranno aggiornati per ogni stabilimento ospedaliero del Presidio dell’Azienda USL di Reggio Emilia i dati

relativi ai consumi idrici e verificata la situazione relativa alla gestione degli scarichi idrici e la gestione dei

rifiuti liquidi dei Laboratori di analisi.

Mobilità sostenibile

Sarà sviluppato e sostenuto il ruolo del Mobility Manager e ricercata una maggiore sinergia con gli Enti

territoriali per il miglioramento della mobilità per i cittadini e dei dipendenti e la predisposizione del Piano

della Mobilità Aziendale.

1.5 La Sanità pubblica

Le priorità di lavoro per l’anno 2008 riguardano le aree tematiche che si riportano di seguito.

Lotta alla zanzara tigre

- coordinamento del nuovo Piano di monitoraggio provinciale;

- supporto al Tavolo provinciale promosso dalla CSST;

- supporto e stimolo alle amministrazioni comunali nella definizione e realizzazione dei Piani di bonifica;

- supporto alle amministrazioni comunali nella applicazione delle Ordinanze;

- coordinamento degli eventuali sistemi di sorveglianza sanitaria e promozione degli eventuali interventi

di bonifica su casi segnalati.

Sicurezza sul lavoro

- vigilanza nel 5% delle Unità Locali;

- incremento della vigilanza in edilizia e agricoltura in base ai parametri indicati dalla Regione;

- ispezione approfondita in aziende in cui si è effettuata una inchiesta per infortunio grave;

- mantenimento dei livelli di copertura nelle verifiche periodiche sugli impianti;

- mantenimento delle azioni di promozione della salute e della sicurezza per la crescita della cultura

della sicurezza nei luoghi di lavoro e nella scuola;

- attività di “sportello” per l’assistenza ai vari soggetti della prevenzione;

- coordinamento e concertazione a livello provinciale con tutti i soggetti pubblici e privati;

- gestione dei referti di malattia professionale in accordo con la Procura della Repubblica.

Promozione di stili di vita sani

- sperimentazione nelle scuole dell’utilizzo del DVD sugli stili di vita “Paesaggi di prevenzione”;

- partecipazione all’attività del Centro Regionale di didattica multimediale “Luoghi di prevenzione”;

- realizzazione locale del Progetto nazionale di sorveglianza sugli stili di vita “Passi” e dei progetti di

sorveglianza nutrizionale;

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- realizzazione di Progetti specifici su lotta all’obesità e promozione attività fisica (supporto dietistico ai

bambini in sovrappeso avviati alla certificazione di idoneità sportiva, sporterapia personalizzata nella

lettera di dimissione ospedaliera, percorsi naturali per la promozione dell’attività fisica nel cardiopatico,

ecc.).

Campagne vaccinali

Sviluppo del coordinamento tra servizi sanitari per la realizzazione di:

- aumento della copertura antinfluenzale nel personale sanitario;

- avvio dell’offerta vaccinale HPV;

- allargamento dell’offerta vaccinale antipneumococcica strutturata ad altre categorie a rischio.

Prevenzione degli incidenti domestici

- definizione di percorsi e responsabilità per la gestione delle allerte in materia di materiali, utensili e

giocattoli;

- partecipazione al Piano Regionale della Prevenzione sugli incidenti domestici relativamente alla

sperimentazione di interventi formativi – informativi verso i bambini (0 – 4 anni) e gli anziani;

- interventi di supporto alla progettazione degli insegnanti interessati a sviluppare autonomamente

programmi formativi in ambito di scuola primaria e secondaria di primo grado.

Sicurezza delle strutture sanitarie e socioassistenziali

In generale:

- completamento del programma triennale di vigilanza sulle strutture socio assistenziali;

- valutazione tecnica nell’iter autorizzatorio ex LR34 di nuove strutture sanitarie e socio assistenziali;

- avvio dell’iter autorizzatorio in materia di strutture per minori.

Per l’Azienda USL:

- assistenza alla definizione di un sistema interno di autocontrollo in materia di rifiuti, pulizia e

sanificazione, ristorazione collettiva e sicurezza;

- assistenza al Programma aziendale di adeguamento delle strutture alla LR34;

- sviluppo di un sistema di autocontrollo interno al DSP;

- sviluppo dell’Incident Reporting nei SIP.

Contrasto degli effetti delle disuguaglianze sulla salute

Sopravvivenza ai tumori: approfondimenti in relazione alle condizioni socioeconomiche e alle variabili

cliniche.

Immigrati:

- prosecuzione degli incontri di informazione con i leader delle comunità straniere;

- definizione di strategie per la tutela sul lavoro dei lavoratori stranieri, con particolare riferimento ai

cinesi;

- collaborazione con le scuole di italiano per stranieri;

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- supporto tecnico alle iniziative delle Amministrazioni Locali per il corretto svolgimento delle

macellazioni rituali.

Invalidità civile: assicurazione degli standard temporali e di qualità concordati nell’intesa in corso tra Comune

di Reggio Emilia, INPS e Azienda USL.

Effetti dell’Ambiente sulla salute

- partecipazione alla valutazione di strumenti di pianificazione territoriale (tra cui: Piano Territoriale di

Coordinamento provinciale, PSC di Reggio Emilia, Piano della mobilità);

- valutazione di impatto sulla salute della futura impiantistica di smaltimento dei rifiuti;

- partecipazione al Progetto regionale di valutazione sull’impatto degli inceneritori esistenti.

Anagrafe zootecnica

- attuazione dei controlli su allevamenti bovini, ovicaprini e suini secondo le percentuali indicate dalla

Regione;

- corretta identificazione e registrazione di almeno il 99% degli orientamenti produttivi, nonché relativo

aggiornamento degli allevamenti registrati in Banca Dati Nazionale;

- registrazione in Banca Dati Nazionale delle coordinate geografiche di almeno il 95% degli allevamenti

di bovini, suini, ovi-caprini, avicoli con la sola esclusione di quelli per l’autoconsumo.

Piani sorveglianza e monitoraggio

Realizzazione dei seguenti piani secondo le indicazioni e le percentuali definite dalla Regione:

- piano campionamento sugli alimenti per controlli microbiologici;

- piano fitosanitari;

- piani nazionale e regionale residui;

- piani nazionale e regionale AA e AA;

- piano micotossine;

- piano OGM;

- piano di sorveglianza sanitaria sulla fauna selvatica;

- piani di sorveglianza malattie infettive degli animali: BRC/LBE/TBC bovina, BRC ovicaprina, BT, BSE,

MVS/PSC, Influenza Aviaria, WND, salmonella in pollame e suini;

- realizzazione del sistema di sorveglianza della leishmaniosi canina secondo le linee guida regionali.

Benessere animale

Controllo negli allevamenti secondo le percentuali indicate dalla Regione

Controllo sui trasporti secondo le percentuali indicate dalla Regione:

- dei mezzi al macello;

- delle partite di animali in uscita, in entrata al macello e in transito nei posti di controllo;

- documentale.

Controllo al macello:

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- verifica delle procedure in applicazione del Decreto Legislativo 1° settembre 1998, n. 333 in tutti i

macelli;

- verifica delle procedure per la macellazione rituale in tutti i macelli interessati.

Zoonosi

- definizione interfaccia medico-veterinario;

- piano regionale insetti vettori;

- protocollo dipartimentale per il coordinamento degli interventi nel corso delle indagini epidemiologiche

in casi di malattie trasmesse da alimenti;

- coordinare nuclei multidisciplinari con i diversi Servizi e figure professionali interessate per incentivare

la segnalazione dei casi di malattie trasmesse da alimenti e costituire un riferimento per la loro

gestione;

- partecipare a corsi regionali rivolti ai referenti di tali nuclei interprofessionali e svolgere la formazione

a ricaduta nel territorio di competenza.

Qualificazione dei Servizi

- qualificazione di almeno il 95% del personale addetto al controllo ufficiale nel settore della sicurezza

alimentare con la qualifica di “auditor” e di “ispettore qualificato”;

- partecipazione al corso regionale di formazione per auditor qualificati;

- produzione del manuale della qualità dei SIAN-SVET per le parti 4, 5.1 e 5.2, 6 e 10.

Audit sugli Operatori del Settore Alimentare

2 audit per auditor qualificato sulle seguenti categorie produttive: macelli carni rosse, sezionamenti, prodotti

a base carne, prodotti base latte, trasformazione vegetali, centri produzione pasti, depositi farmaco,

mangimifici.

Emergenze in sanità pubblica

- definizione di assetti organizzativi, ruoli, relazioni e bisogni nella gestione dei temi inerenti la salute in

corso di emergenze ambientali;

- completamento delle convenzioni con Enti e aziende per la gestione delle emergenze veterinarie.

Nuovo Regolamento comunale d’Igiene

- predisposizione di proposta conclusiva ai Comuni;

- confronto con i portatori d’interessi a livello provinciale;

- supporto e stimolo per l’adozione a livello dei singoli Comuni.

Screening oncologici

Viene garantita, ormai da anni, la regolare progressione delle chiamate dei tre programmi di screening

oncologici attivi.

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Sono state attivate e/o programmate iniziative informative rivolte alla popolazione e iniziative informative e

di coinvolgimento diretto rivolte ai MMG, per consolidare i risultati raggiunti in termini di adesione nei tre

programmi, risultati che pongono questo territorio ai livelli più alti tra tutti i programmi attivi in regione.

La valutazione dei risultati raggiunti, in termini di adesione relativamente alla popolazione straniera residente

e domiciliata nel territorio provinciale (la cui adesione ai tre programmi è inferiore a quella dei cittadini di

nazionalità italiana, in particolare per mammella e colon retto), conferma l’impegno teso a individuare le

strategie migliori per poter giungere ancora più positivamente ai gruppi di stranieri presenti nel territorio.

Viene monitorato il percorso diagnostico-terapeutico conseguente alla positività dei test di screening per

intercettare le eventuali criticità organizzative presenti, evidenziare ed attuare possibili soluzioni tese a

garantire la continuità dei percorsi e tempi di risposta rispettosi degli “standard desiderabili” definiti a livello

regionale.

Per i tre programmi di screening è stata garantita negli anni, e continuerà ad essere garantita anche per il

2008, la partecipazione alle iniziative di controllo di qualità, che vedono anche i professionisti delle Aziende

Sanitarie di questa provincia tra gli attori a livello regionale.

Relativamente allo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto, il 2007 ha

visto la partenza della parte di programma relativa alla familiarità, con la definizione di percorsi e strumenti

operativi e con l’avvio della chiamata dei casi incidenti diagnosticati nel percorso di screening. Nel corso del

2008 sarà data continuità al percorso avviato, si valuteranno i primi risultati raggiunti in sede locale e si

contribuirà alla valutazione a livello regionale dell’efficacia del percorso intrapreso.

Continua ad essere garantita la partecipazione ai progetti valutativi definiti a livello regionale e la risposta

puntuale ai debiti informativi.

1.6 Salute mentale, dipendenze patologiche e salute nelle carceri

Applicazione della direttiva sull’organizzazione dei Dipartimenti

L’Azienda USL di Reggio Emilia,coerentemente con il dettato della delibera 2011/2007, ha elaborato una

bozza di nuovo Atto Aziendale che per quel che riguarda l’area della Salute Mentale delle dipendenze

patologiche prevede:

a) L’istituzione del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, inclusivo delle Unità

Operative di Salute Mentale adulti, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) e SerT.

L’organizzazione del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DSMDP) prevede una forte

integrazione fra unità operative di Salute Mentale adulti e SerT anche a livello territoriale, con la

costituzione di 3 Moduli Dipartimentali misti. Si prevede, inoltre, coerentemente con la delibera

1533/2006, la costituzione del Programma Dipendenze Patologiche con funzioni di indirizzo, nonché di

salvaguardia delle specificità tecniche dell’intervento sulle dipendenze patologiche.

b) E’ previsto anche, nel futuro Atto Aziendale, il superamento dell’attuale assetto relativamente alle

funzioni di psicologia clinica e di comunità con la costituzione di un Programma dipartimentale.

Attualmente è attivo un servizio di Psicologia Clinica nel Distretto di Reggio Emilia, mentre le funzioni

psicologiche sono svolte, negli altri Distretti, da psicologi afferenti alle Unità Operative di NPIA, Centri di

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Salute Mentale (CSM), SerT. Si prevede in tutti i Distretti l’afferenza gestionale ai tre suddetti servizi ed

il coordinamento delle funzioni psicologiche nell’ambito del Programma dipartimentale di Psicologia

Clinica che curerà l’uniformità dei contenuti tecnico-professionali.

Obiettivi per il 2008

1. Case di Cura

A seguito dell’Accordo generale per il triennio 2007-2009 tra la Regione Emilia Romagna e l’ AIOP, in materia

di prestazioni ospedaliere erogate dalla rete ospedaliera privata, che prevede la ridefinizione dell’offerta di

posti letto presso le Case di Cura private (delibera 1654/2007), l’Azienda USL di Reggio Emilia ha ridefinito,

in accordo con le altre Aziende USL dell’Area Vasta, il fabbisogno di posti letto nelle diverse tipologie (posti

letto di Servizio Psichiatrico Ospedaliero Intensivo - SPOI, Residenza per Trattamento Intensivo - RTI e RTI

specialistiche nelle Case di Cura Villa Maria Luigia e Villa Igea) per giungere alla definizione di Contratti di

fornitura con le due Case di Cura. La riorganizzazione in atto permetterà, coerentemente con i contenuti del

citato accordo, una sempre maggiore integrazione fra Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

e Casa di Cura con la partecipazione diretta ai momenti di programmazione sanitaria e di governo clinico.

L’avvio dell’esperienza è previsto, come da indicazioni regionali, a partire dal 1° Maggio 2008.

2. Dipendenze patologiche

E’ previsto, sulla base dell’Accordo generale per il triennio 2007-2009 tra la Regione Emilia Romagna ed il

Coordinamento Enti Ausiliari in materia di prestazioni erogate a favore delle persone dipendenti da sostanze

d’abuso, lo sviluppo dell’integrazione fra SerT e privato sociale con la sottoscrizione di accordi di fornitura

locali e la costituzione della Commissione Locale.

3. Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo

Come previsto nel Piano Attuativo Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e previsto dal Programma

Integrato Regionale Autismo, è stato avviato e proseguirà nel 2008 il lavoro di organizzazione per l’Area

Vasta Emilia Nord del modello HUB & Spoke. L’Azienda USL di Reggio Emilia sarà sede di HUB e nel corso

dell’anno saranno implementate le funzioni di secondo livello che le sono proprie (monitoraggio e verifica

dell’attuazione del Programma e supporto tecnico-specialistico) oltre che garantite le funzioni di primo livello

del Centro Spoke provinciale, già attualmente garantite dal Team Autismo provinciale.

Inoltre, è prevista nella bozza di Atto Aziendale la costituzione di uno specifico Programma Autismo e

Disturbi pervasivi dello Sviluppo finalizzato a coordinare gli interventi su scala provinciale per le persone

affette da disturbi dello spettro autistico sia minori che maggiorenni.

4. Salute mentale negli Istituti di Pena

Un recente Decreto ha fornito gli elementi per rendere operativo il passaggio al Servizio Sanitario e alle

Regioni delle competenze sanitarie negli Istituti di Pena. Per il territorio di Reggio Emilia questo comporta la

titolarità delle funzioni Sanitarie sia presso l’Ospedale Psichiatrico che presso la Casa Circondariale (queste

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ultime funzioni erano già garantite dal 1° giugno da parte dell’Azienda USL, unitamente al coordinamento del

progetto “Antares” dell’OPG).

Nel corso dell’anno, nei tempi e con le modalità previste dal Decreto e dalle sue linee di indirizzo, si

procederà al passaggio delle funzioni e la riattribuzione del personale.

La progettualità su scala triennale prevede anche obiettivi di qualità, legati alla riduzione dell’affollamento,

alla minore promiscuità di posizione giuridica dei ricoverati, alla territorializzazione della presa in cura dei

degenti, allo sviluppo di progetti alternativi alla misura di sicurezza in OPG.

5. Sistema Informativo

E’ impegno dell’Azienda USL di Reggio Emilia garantire il debito informativo regionale nelle modalità previste,

sia per quel che riguarda le Unità Operative di Salute Mentale adulti, che di NPIA che SerT. E’ inoltre

obiettivo aziendale l’avvio dell’inserimento, con modalità da definire, dei flussi informativi relativi alla Salute

Mentale e alle Dipendenze Patologiche negli Istituti di Pena.

Altri Obiettivi dalla Programmazione dipartimentale

6. Consolidamento collaborazione con le associazioni di volontariato e auto mutuo aiuto

E’ previsto il consolidamento della collaborazione con le Associazioni dei familiari e con le due nuove

Associazioni di utenti (“Orlando Furioso” e “Noi e le voci”), come pure il consolidamento delle esperienze di

auto mutuo aiuto. Nel corso del 2008 prenderà l’avvio l’esperienza della Radio Web “Radio TAB Trasmissioni

al bisogno”. E’ previsto, in collaborazione con le suddette associazioni, il consolidamento e lo sviluppo delle

attività teatrali dei Gruppi teatrali di “Stazione di confine”, “Tornati interi” e “Teatro instabile”. Prenderà

l’avvio nel 2008 l’esperienza di una convenzione con l’Associazione “Briciole” per la gestione di un Atelier per

persone con disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Sono previste anche specifiche collaborazioni con le Associazioni dei familiari di minori per iniziative

pubbliche di informazione, sensibilizzazione, parent training, attività di atelier.

7. Iniziative di sensibilizzazione

Nel trentennale della promulgazione della Legge 180 sono previste numerose iniziative, fra cui:

- “Le Parole Ritrovate” un incontro nazionale di associazioni di utenti, famigliari e di operatori dei servizi,

con la presentazione di esperienze significative di “fareassieme” nella lotta allo stigma e al pregiudizio;

- la 3° edizione della Settimana Salute Mentale all’inizio dell’autunno, in collaborazione con il Centro di

Documentazione di Storia della Psichiatria e con altri enti e istituzioni. Con la terza edizione si vuole dare

continuità a questo evento che rappresenta ormai un appuntamento annuale di particolare rilievo nel

panorama delle iniziative culturali della nostra provincia, con il coinvolgimento attivo di un numero

sempre maggiore di soggetti e di istituzioni.

8. Prevenzione, funzioni di prossimità e forme di accesso privilegiato ai servizi

Coerentemente con il recente Piano Attuativo Salute Mentale della Regione Emilia Romagna saranno

sviluppate le funzioni di prossimità anche per dotarsi di accessi privilegiati soprattutto nei confronti di utenti

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che difficilmente si rivolgerebbero ai servizi tradizionali, sia nel campo del disagio adolescenziale e giovanile,

che in ambito psichiatrico, che nel campo delle dipendenze patologiche. Fra queste, oltre all’attività

consultoriale, sono previsti sportelli scolastici con l’apertura, oltre a quelli esistenti, di un nuovo sportello:

- Sportello Atuxtu gestito con il Comune di Reggio Emilia (problematiche giovanili);

- “Mamme nel pallone”, per il disagio psicologico del post partum;

- Attività specifiche per cittadini stranieri in collaborazione con le Cure Primarie;

- “Gancio Originale” e “Gancio Welcome” per la promozione della salute mentale nei giovani attraverso lo

sviluppo di una rete di volontariato di pari età.

9. Screening apprendimento

E’ previsto nel 2008 il consolidamento dell’esperienza di prevenzione dei disturbi dell’apprendimento,

condotta in molti distretti, in collaborazione tra Azienda USL e varie istituzioni pubbliche e private, tramite la

formazione degli insegnanti sui disturbi di apprendimento, con l’obiettivo del sostegno alla crescita delle

competenze e della prevenzione di problemi psicologici e relazionali.

10. Disturbi del Comportamento Alimentare

I due centri specialistici per i DCA (per i Moduli Reggio Emilia, Sud e Nord della Provincia) hanno per il 2008

gli obiettivi di mantenere gli attuali tempi d’attesa e qualificazione dei percorsi di accoglienza per pazienti

affette da anoressia e bulimia e di fornire risposte integrate con il Dipartimento di Cure Primarie e con la

Pediatria Ospedaliera per i minori di anni 14 e di fornire risposte di intervento gruppale anche per la

categoria diagnostica, meno grave ma più numerosa, dei Binge Eating.

11. Domiciliarità protetta

Nel corso del 2008 è previsto un aumento complessivo della disponibilità di appartamenti protetti per

pazienti psichiatrici, in particolare nei Distretti della provincia in cui l’offerta era meno rappresentata rispetto

al contesto cittadino.

12. Integrazione con i MMG e i NCP (Progetto Leggieri)

Coerentemente con la programmazione regionale, che conferma la strategicità della collaborazione fra MMG

e DSM, e l’importanza della valorizzazione della funzione consulenziale dei servizi di salute mentale, si

prevede di mantenere e potenziare le esperienze in atto, favorendo tutti i processi finalizzati alla definizione

dei migliori percorsi per l’utenza e alla qualità della collaborazione e dell’integrazione professionale. Si

consoliderà il ruolo dello Psichiatra di Nucleo, sia pure con diverso livello di integrazione nelle diverse realtà

provinciali e in tutti i Distretti si manterranno, o si avvieranno, percorsi comuni fra CSM, MMG e familiari per i

casi di segnalazione di problemi di natura psichiatrica e scarsa collaborazione.

13. Funzioni di prossimità, di prevenzione e di promozione della salute

Nel 2008 è previsto l’impegno dei SerT per lo sviluppo di iniziative di prevenzione e di promozione della

salute, in particolare nel campo dell’alcoldipendenza e del tabagismo. Si consoliderà pertanto la

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collaborazione con i Dipartimenti di Sanità Pubblica e di cure primarie e la cogestione di interventi di

prevenzione con Lega Tumori, Centro “Luoghi di prevenzione” e Associazioni di volontariato (CAT, AA,

ALANON, ALATEEN) oltre che la partecipazione al coordinamento provinciale “Provincia senza fumo”.

In particolare è previsto, sulla base di un programmazione aziendale, e in collaborazione fra distretti, Sanità

pubblica, Cure Primarie, SerT e Lega Tumori lo sviluppo di una rete di opportunità per la lotta al tabagismo

(Centri Anti Fumo, gruppi di counselling, counselling motivazionale).

14. Cocaina

E’ prevista la sperimentazione e la valutazione di un Ambulatorio di Counselling presso i poliambulatori come

pure lo sviluppo della collaborazione su progetti specifici con altri soggetti pubblici e privati (MMG, Pronto

Soccorso Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, Comitato Cittadino Antidroghe, CEIS) .

15. Doppia Diagnosi

Si prevede di consolidare la collaborazione nei casi di trattamento integrato fra SerT e CSM e di definire

congiuntamente con i servizi coinvolti CSM, SPDC, Residenze, Dipartimento di Emergenza Urgenza e con le

comunità terapeutiche percorsi idonei di trattamento delle urgenze tossicologiche.

Nel corso del 2008 è prevista anche la riconversione del Centro “La Mandria” in Centro per pazienti con

“Doppia Diagnosi” (con disturbo psichiatrico e da dipendenze patologiche), per offrire un’opportunità

residenziale, attualmente carente, a questa tipologia di utenti in notevole aumento.

16. Riduzione del danno

E’ obiettivo per li 2008 la definizione di un progetto di intervento sulla riduzione del danno nell’ambito di un

sistema a bassa soglia, che dia risposta, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, alle

problematiche specifiche di questa categoria di utenza.

1.7 Le cure primarie

Assistenza distrettuale

Consolidare l’ambito distrettuale quale luogo dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari e tra servizi sanitari

Il nuovo Piano Sociale e Sanitario Regionale conferma la scelta dei Nuclei di Cure Primarie (NCP) quali unità

organizzative di riferimento del Dipartimento Cure Primarie, e la rafforza, individuando gli stessi Nuclei come

le forme organizzative all’interno del distretto utili per garantire una risposta il più possibile integrata sotto il

profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze professionali, alla complessità dei bisogni. A questo

proposito l’accordo 2007/9 dei medici di medicina generale siglato tra Azienda USL di Reggio Emilia e OO.SS.

trova il suo fondamento sullo sviluppo strutturale e organizzativo dei NCP, attraverso l’assegnazione di

risorse specifiche e la dotazione di una sede di riferimento (preferibilmente pubblica, AUSL-Comuni)

comprensiva di strumenti, personale di supporto dedicato e connettività in rete. In questo modo tutti i

professionisti appartenenti al NCP (MMG, PLS, MCA, infermieri, assistenti sociali, specialisti, ecc.) potranno

riunirsi in attività di formazione/informazione e confronto, sviluppando le collaborazioni e integrazioni

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necessarie per fare del NCP una realtà operativa e funzionante. L’equipe di professionisti del NCP verrà

dotata anche di strumenti e conoscenze utili a comunicare in maniera informatica.

Migliorare nell’ambito delle cure primarie l’accessibilità alle cure e l’organizzazione dell’assistenza

programmata, in particolare ai pazienti affetti da malattie croniche

L’accordo aziendale 2007/9 dei medici di medicina generale dà applicazione all’Accordo Regionale del

09/10/2006 per le parti che riguardano l’evoluzione dei Nuclei di Cure Primarie, recependone la prevista

incentivazione al fine di raggiungere gli obiettivi di sviluppare strutturalmente e organizzativamente i NCP e

facilitare l’accesso dei cittadini alle attività di assistenza primaria.

Le novità principali riguardano:

1) il nuovo impulso all’associazionismo dei MMG;

2) l’aumento dell’orario dell’attività ambulatoriale del MMG;

3) l’incentivazione dell’apertura dei contratti ADI.

Nel primo caso, l’Accordo Regionale ha ribadito che le forme associative sono lo strumento prioritario per il

conseguimento dell’obiettivo di integrazione multiprofessionale, su cui si basa il modello assistenziale del

NCP. L’AUSL di Reggio Emilia ha ritenuto che le forme associative idonee per tale scopo siano la medicina in

rete, la medicina in rete con struttura e la medicina di gruppo. Entro il 2009 l’obiettivo da perseguire sarà la

costituzione di almeno una medicina in rete con struttura o di gruppo per comune (nel comune di Reggio

Emilia almeno una per NCP). La forma associativa di rete con struttura o di gruppo più centrale potrà essere

anche la sede del NCP. Il personale infermieristico ed amministrativo in forza alle forme associative lavorerà

in stretta integrazione con gli altri professionisti AUSL del NCP, e parteciperà agli eventi formativi organizzati

dall’Azienda.

La medicina di gruppo rappresenta la modalità che più di tutte può garantire risposte ai cittadini, in termini

di disponibilità oraria, di tipologia di prestazioni erogate e di professionalità coinvolte. Inoltre è la forma

associativa che dà maggiore visibilità e concretezza all’assistenza territoriale (sede visibile e riconosciuta).

L’Azienda USL intende, dunque, sostenerla e svilupparla in modo particolare, incentivandola mediante

l’affidamento di ulteriori attività aggiuntive (es. sviluppo di progetti di telemedicina, ambulatorio rivolto a

cittadini stranieri, gestione dei pazienti in TAO mediante l’utilizzo di apparecchiature fornite dall’azienda,

ecc), nonché favorendo il reperimento di sedi idonee.

Per quanto riguarda l’aumento dell’orario ambulatoriale dei MMG, l’Accordo Regionale prevede che siano

condivise modalità per assicurare l’assistenza ambulatoriale nell’arco delle 12 ore diurne, anche mediante il

coordinamento delle fasce orarie di attività ambulatoriale dei medici associati, così da garantire

complessivamente da parte del NCP o, in subordine, delle associazioni, una disponibilità all’accesso

ambulatoriale di almeno 7 ore giornaliere, distribuite nel mattino e nel pomeriggio. L’offerta di una maggiore

disponibilità oraria sarà da destinarsi, prioritariamente, alla gestione di piccole urgenze ambulatoriali e alla

ricettazione di farmaci urgenti o di terapie continuative. Le medicine in rete con struttura potranno estendere

l’attività ambulatoriale per l’ottava e la nona ora, le medicine di gruppo fino alla dodicesima.

Per quanto riguarda l’incentivazione dell’apertura dei contratti ADI, nell’Accordo Aziendale 2007-09 si è

pensato di incentivarla per la gestione dei pazienti cronici, soprattutto quelli oncologici (ADI III onco), con

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scompenso cardiaco e con insufficienza respiratoria. A tal proposito è stato costituito un tavolo aziendale,

formato da direttori dipartimento cure primarie, responsabili medicina di base e coordinatori Servizio

Infermieristico Domiciliare, con il compito di rivedere la classificazione delle ADI (livelli, durata, ecc.) tenendo

in considerazione la DGR 124 del 1999 e la convenzione. Questo tavolo terminerà il suo lavoro entro primo

semestre 2008, dopodiché verranno informati/formati tutti i MMG delle nuove modalità di attivazione e

durata dei contratti ADI.

Anche il servizio di Continuità Assistenziale è chiamato a collaborare alla gestione dei pazienti in ADI. La

necessità assistenziale, anche nei periodi festivi e notturni, deve essere valutata nel complesso del percorso

assistenziale affinché il medico di continuità assistenziale, impegnato nella visita, possa seguire il programma

terapeutico che il medico di medicina generale indicherà nella scheda clinica (“scheda territoriale integrata”)

ed effettuare le prestazioni necessarie. Nel corso del 2008 sarà avviato il progetto Guardi@medica, allo

scopo di rendere sempre più coordinati ed integrati gli interventi di MMG/PLS, MCA e Servizio Infermieristico

Domiciliare nei confronti dei pazienti più complessi. Il progetto consiste:

- nella predisposizione da parte dei MMG di un elenco nominativo dei casi in assistenza domiciliare, con

possibilità di annotare indicazioni ed informazioni rispetto ai percorsi previsti per il caso ed attivabili in

urgenza;

- nella messa in rete informatica di tutti i professionisti dei NCP per lo scambio di informazioni relative ai

casi critici che necessitano di CA h 24.

In questo modo il MMG potrà inviare alla sede della CA di riferimento l’elenco dei pazienti complessi e le

indicazioni terapeutiche da seguire in caso di acutizzazione. In caso di attivazione il MCA comunicherà al

MMG, sempre tramite posta elettronica, gli interventi eseguiti sul paziente.

Sviluppare ulteriormente l’integrazione dei percorsi e delle reti cliniche per le malattie croniche:

1. Scompenso cardiaco

Nel 2008 si lavorerà su sette fronti:

- sul self care del paziente scompensato: il MMG consegnerà al paziente scompensato arruolato nel percorso

lo strumento “Piano per la buona gestione della tua salute”, che include le informazioni essenziali che ogni

paziente deve possedere per controllare lo stato della sua malattia e ridurre i ricoveri evitabili. Si tratta del

primo strumento elaborato nell’ottica di sviluppare l’empowerment del paziente, in modo tale da fargli

acquistare un ruolo sempre più attivo nella gestione della sua patologia. Il percorso si pone infatti l’obiettivo

di mettere al centro il paziente, e non la sua malattia. Sempre in quest’ottica è stata elaborata e verrà

somministrata ai pazienti arruolati un’intervista telefonica per valutare la qualità del servizio fornito dai

professionisti dell’equipe assistenziale e il grado di comprensione delle informazioni di educazione terapeutica

ricevute;

- sulla valorizzazione del ruolo infermieristico all’interno del percorso: obiettivo del progetto è quello di

valorizzare tutte le figure infermieristiche che intervengono nell’assistenza al paziente scompensato

(infermieri del Servizio Infermieristico Domiciliare, dei poliambulatori, delle UU.OO. di

Cardiologia/Medicina/ecc, delle Medicine di Gruppo), ma in particolare nel corso dell’anno si lavorerà

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sull’ampliamento delle competenze degli infermieri dei poliambulatori dell’AUSL. Ad essi sarà rivolto un corso

di formazione teorico-pratico sulle tecniche di educazione terapeutica di pazienti cronici;

- sulle cause evitabili di ricovero: è in corso di definizione da parte della CEU (Unità per l’Efficacia Clinica)

aziendale una scheda da compilarsi nel corso del ricovero per scompenso, sulla quale il medico segnalerà i

motivi dell’ospedalizzazione. Tramite le schede raccolte nelle cartelle cliniche si andranno ad analizzare le

cause di ricovero, approntando interventi mirati su quelle potenzialmente modificabili (es. scarsa compliance

del paziente alla terapia);

- sullo scambio informatico dei dati dei pazienti arruolati da parte dei vari professionisti dell’equipe

assistenziale (in particolare specialista e MMG): il sistema informativo OFI (Ottimizzazione dei Flussi

Informativi), da poco approntato, consentirà ai professionisti di comunicare in maniera non solo più agevole,

ma protetta e certificata, con indubbio miglioramento dell’attività assistenziale;

- sull’elaborazione dei dati presenti nel registro dello scompenso, in modo tale da trarne indicazioni utili per

rivedere il progetto e intervenire sulle criticità emerse;

- sulla partecipazione alla ricerca finalizzata “Sperimentazione di una serie di indicatori per la misura della

continuità assistenziale” finanziata dal Ministero della Salute.

2. Patologia oncologica

Gli obiettivi 2008 sono:

• implementazione della formazione integrata ospedale/territorio dei professionisti alla “corretta

comunicazione della cattiva notizia” e alla valutazione e gestione del dolore cronico-oncologico nei

distretti di RE, Scandiano, Castelnuovo Monti, Montecchio. Formazione di base e di secondo livello su

tematiche specifiche di tipo etico, tecnico, relazionale ed organizzativo attraverso iniziative di formazione

proposte in integrazione con l’Azienda Ospedaliera ed Hospice Casa Madonna dell’Uliveto presso il centro

di formazione Hospice;

• implementazione del percorso di cura integrato del paziente oncologico nei diversi distretti dell’AUSL, in

particolare:

- inizio della sperimentazione della consulenza inter- pares fra medici di medicina generale che

assistono a domicilio pazienti in fase avanzata di malattia;

- inserimento del supporto psicologico offerto ai paziente ed ai loro congiunti seguiti presso i DH

ospedalieri ed i servizi territoriali in tutti i distretti della nostra provincia;

- formazione del personale infermieristico che lavora sul territorio in modo prevalente con i malati

oncologici;

- rilevazione delle storie di cura attraverso interviste semistrutturate rivolte a pazienti, care giver,

professionisti finalizzate a valutare la percezione della qualità delle cure erogate;

• prosecuzione nel distretto di Reggio Emilia della collaborazione con l’Azienda Ospedaliera ASMN che si

concretizza in un lavoro di audit clinico multiprofessionale integrato territorio ed ospedale in particolare

per il percorso di cura della persona con tumore polmonare oltre all’attivazione di un ambulatorio di

medicina palliativa interno all’ASMN gestito in collaborazione con la Lega tumori;

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• definizione ed inizio dell’attività di un sottogruppo di lavoro finalizzato ad implementare la valutazione e

la gestione del dolore cronico e neoplastico sia in ospedale che sul territorio dell’AUSL attraverso

l’applicazione di una procedura aziendale;

• inaugurazione ed avvio dell’attività dell’Hospice di Guastalla.

3. Insufficienza respiratoria cronica e BPCO: tale percorso è avviato in tutti i distretti, escluso Reggio Emilia. I

pazienti con BPCO vengono arruolati nel percorso dallo specialista pneumologo che, oltre a stadiare la

patologia in IRC semplice, latente (da sforzo o notturna) e globale, prescrive l’ossigeno terapia o ventilo

terapia domiciliare e imposta il follow-up. Al momento dell’arruolamento al paziente viene consegnata la

scheda di gestione dell’IRC con il planning dei controlli che devono effettuare.

Il ruolo del MMG nel percorso è fondamentale sia per i controlli periodici ambulatoriali e/o domiciliari sia per

l’educazione terapeutica che per il counselling sui corretti stili di vita per i quali è supportato dall’infermiere

professionale del servizio domiciliare.

Per quanto riguarda il distretto di Reggio Emilia dopo vari incontri con l’ospedale S. Maria Nuova si è

concluso il percorso e verrà fatta la formazione delle UU.OO. ospedaliere, dei MMG e degli infermieri del SID

nel corso del primo semestre 2008.

Nel 2008 si intende uniformare la gestione informatizzata del paziente attraverso la cartella Infoclin, sia per

gli specialisti (ospedale e territorio), sia per i MMG, in modo da agevolare la comunicazione tra i

professionisti e costituire un gruppo di lavoro per la ricerca di evidenze scientifiche e la definizione di criteri

condivisi di appropriatezza prescrittiva, appropriatezza d’uso, sicurezza, qualità, per la gestione uniforme,

efficace e sicura della Ossigenoterapia e Ventilo terapia domiciliare.

4. Diabete mellito tipo II: si è consolidata in tutti i distretti l’adesione dei MMG alla gestione integrata del

paziente affetto da diabete mellito di tipo II non complicato in collaborazione con i Centri Diabetologici, che

ha raggiunto l’85-90%.

A febbraio 2008 CUP 2000 ha presentato la scheda integrata SOLE di diabetologia.

Si propone una sperimentazione in 3 distretti: Guastalla, Montecchio e Scandiano con l’individuazione di 2

MMG per Montecchio e Scandiano e 3 MMG per Guastalla.

5. TAO: nel 2008 si vuole sperimentare il progetto di gestione integrata tra MMG e centro Emostasi dei

pazienti in TAO. Si prevede di coinvolgere almeno 2-3 Medicine di Gruppo, per ciascun distretto, dotandole di

un apparecchio per eseguire il TP e di un programma informatizzato per la gestione dei pazienti. Questo

percorso prevede che il paziente si rechi dal MMG dove viene eseguito l’esame e impostata subito la terapia

in modo da ridurre gli spostamenti del paziente stesso.

Dare attuazione ai progetti di prevenzione cardiovascolare primaria in medicina generale, attraverso la

disseminazione dell’utilizzo della Carta del rischio

Nel corso del 2007 l’AUSL di Reggio Emilia ha sperimentato il progetto di medicina preventiva attiva ed

integrata per la riduzione dei rischio cardiovascolare attraverso l’uso diffuso del calcolo del rischio stesso da

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parte dei MMG. Sono stati reclutati medici volontari (in tutto 32) appartenenti a tutti i distretti aziendali, che

sono stati successivamente formati e ai quali è stato consegnato il manuale predisposto dalla Regione e altro

materiale informativo elaborato dall’Azienda USL da consegnare al paziente. Nel corso della sperimentazione

è stata proposta la Carta del Rischio a 770 pazienti. Si ritiene necessario estendere il progetto, nel corso del

2008, ad una fascia più ampia di MMG, ma tenendo in considerazione le criticità emerse in fase di

sperimentazione, in primis il non allineamento dei diversi software utilizzati dai medici sperimentatori (con

conseguente non coincidenza del valore del rischio calcolato).

Consolidare l’applicazione delle linee regionali sulla presa in carico del paziente con disturbi psichiatrici

comuni nella medicina generale (progetto Giuseppe Leggieri)

Come specificato nell’ambito della salute mentale e dipendenze patologiche, si prevede l’implementazione

del percorso con l’applicazione delle indicazioni regionali andando ad identificare lo psichiatra di NCP, ove

non ancora designato, e realizzando la formazione, organizzata per area vasta, prevista dalla Regione. Visto

il gradimento dei MMG sulla discussione dei casi durante gli incontri di NCP si è pensato di incrementare tali

incontri portando a discussione un maggior numero di casi.

Qualificare ulteriormente l’assistenza domiciliare attraverso il consolidamento dell’uso condiviso di strumenti

di comunicazione clinica e assistenziale

Nel corso degli anni 2006 e 2007 sono state elaborate la scheda territoriale integrata dell’adulto e del

bambino. Si tratta di due cartelle, frutto del lavoro di un gruppo multiprofessionale, che vengono utilizzate

non solo a domicilio, nel caso di pazienti in Assistenza domiciliare Integrata, ma anche in Hospice, nelle

strutture protette e nei centri diurni. Tali strumenti hanno l’indubbio vantaggio di andare a sostituire tutte le

cartelle fino ad oggi utilizzate in ambito territoriale, omogeneizzando la pratica compilativa. La scheda (sia

quella dell’adulto che quella del bambino) è compilata da tutti i professionisti che si occupano della

cura/assistenza del paziente sul territorio: MMG, infermieri, assistenti sociali, MCA, specialisti, operatori

socio-assistenziali, ecc, con conseguente miglioramento dell’integrazione multiprofessionale. La scheda,

infine, dovrà seguire il paziente nel suo iter, in modo tale che sia garantita completamente la continuità

assistenziale. Quella dell’adulto è in fase di rielaborazione, a seguito della sperimentazione di sei mesi, quella

del bambino è invece in fase di sperimentazione (durata: 1 anno).

Promuovere e sostenere lo sviluppo integrato del sistema di relazioni informatiche per il governo clinico tra

ospedale e territorio nell’ambito del progetto SOLE

Il progetto SOLE prevede la realizzazione di una rete informatica integrata tra professionisti ospedalieri e

Medici di Medicina Generale per la condivisione delle informazioni cliniche dei pazienti (vedi anche 1.17).

I processi informatizzati nel sistema SOLE sono molteplici, ma per ora, è a regime solo il ciclo prescrizioneprenotazione-refertazione:

il medico compila e stampa la ricetta cartacea e automaticamente ne viene

inviata copia elettronica al sistema SOLE; sulla ricetta cartacea viene stampato un codice SOLE che individua

la prescrizione. Quando l’assistito si reca al CUP, l’operatore può recuperare la prescrizione elettronica

attraverso il codice SOLE e importare tutti i dati della ricetta procedendo poi a prenotarla. Una volta

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effettuata la prestazione, il referto viene inviato, tramite il sistema SOLE, al MMG che potrà salvarlo nella

cartella clinica del paziente. Oltre a questo, è attivo il servizio di aggiornamento dell’anagrafica sanitaria e

quindi delle scelte e revoche di un medico e l’aggiornamento delle esenzioni. Nel 2008 dovrebbero essere a

pieno regime la restituzione dei referti di laboratorio, di radiologia e visite specialistiche, inoltre, il progetto

SOLE implementerà gli altri processi previsti, in particolar modo la notifica di avvenuto ricovero e avvenuta

dimissione ospedaliera con lettera di dimissione.

Nel 2008 verrà sperimentata, nei distretti di Guastalla, Scandiano e Montecchio (per un totale di 7 MMG che

utilizzano la cartella clinica Koinè), la gestione integrata del diabete, tramite SOLE, tra MMG e Centro

Diabetologico. All’interno del percorso di gestione integrata, SOLE interviene “rilevando” le informazioni

inserite dal MMG nel proprio applicativo e dal medico diabetologo nella cartella in uso presso il Centro,

integra gli applicativi coinvolti consentendo lo scambio delle informazioni tra il MMG e Centro Diabetologico.

Quindi, quando il paziente si reca in ambulatorio per la visita di controllo, il MMG inserisce i dati, previsti dal

protocollo sulla gestione integrata del diabete, che vengono trasmessi al repository SOLE. Viene così creata

una notifica per il Centro Diabetologico che potrà recuperare ed importare il “referto diabetologico”. Stessa

cosa avviene quando il paziente si reca al Centro Diabetologico, permettendo lo scambio di informazioni.

Entro il primo semestre 2008 è previsto il completamento transcodifica SOLE data set, l’installazione versione

SOLE cartella diabetologia Euro Touch, l’aggiornamento cartella clinica sperimentatori, la formazione dei

MMG, Medici del CD e l’avvio della sperimentazione che durerà 3 mesi. Da settembre 2008, dopo aver

valutato il risultato della sperimentazione, il servizio sarà esteso anche ad altri MMG.

Politiche del farmaco

Consolidare le attività formative rivolte ai medici prescrittori e con il coinvolgimento delle altre professionalità

sanitarie

Per l’anno 2008 la formazione riguardante i farmaci per lo scompenso cardiaco (beta bloccanti, ace inibitori,

ecc..), quelli per l’insufficienza respiratoria cronica, e altre patologie, verrà inserita all’interna degli eventi

formativi previsti per i percorsi di cura (IRC, scompenso cardiaco, diabete, ecc..).

1.8 Il piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa

Nel corso del 2008 il lavoro per la diminuzione dei tempi d’attesa prevede l’incremento delle prestazioni che

presentano maggiori criticità e il contemporaneo miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva.

Definizione dei piani di produzione

La definizione dei piani di produzione per l’anno 2008 prende in considerazione le prestazioni previste

oggetto di monitoraggio secondo il disciplinare regionale.

Per tutte queste prestazioni sono analizzati i seguenti parametri:

• tempi d’attesa medio dell’anno;

• indice di performance;

• indice di consumo;

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• mobilità interdistrettuale.

I dati sono elaborati per singola agenda e per tipologia di erogatore, distinti tra Strutture dell’Azienda USL,

Strutture private accreditate della Provincia, Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia ed elaborati anche in

modo aggregato per prestazione su base distrettuale.

Per la definizione dei piani di produzione è stata calcolata una stima teorica del fabbisogno 2008 utilizzando

gli indicatori sopra elencati.

Per avere l’Indice di Performance pari al 90% è stato stimato che il tempo d’attesa definito come obiettivo

2008 dovrebbe essere di 20 giorni per le visite, 40 giorni per le prestazioni strumentali e 5 giorni per le

urgenze differibili.

Successivamente a questa valutazione è stata fatta una previsione dell’impatto economico del fabbisogno

2008 attraverso la stima e la comparazione dei costi di diverse modalità di produzione:

‣ acquisto a tariffa di prestazioni tramite accordo di fornitura con l’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia;

‣ acquisto a tariffa di prestazioni tramite accordo di fornitura con le strutture private accreditate della

provincia;

‣ numero di ore effettuate da specialisti convenzionati interni;

‣ numero di ore effettuate da professionisti in consulenza dall’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia;

‣ attività libero professionale del personale dipendente;

‣ contratti libero professionali.

I dati dei costi stimati per le diverse modalità di produzione sono elaborati separatamente per ogni Distretto

e per ogni prestazione. È stata presa in considerazione anche una stima dei costi del personale di supporto

ed eventuali apparecchiature necessarie.

La successiva valutazione sulla quantità di prestazioni erogabili nel 2008 e la scelta delle modalità di

produzione è concordata durante incontri di pre-budget nei quali l’aumento della capacità produttiva in

termini di quantità di prestazioni è stata tradotta in ore di ambulatorio per permettere una valutazione

dell’impatto sulla programmazione dei calendari di erogazione e sui piani di lavoro ospedalieri.

Il percorso è proseguito con la definizione della quantità di prestazioni effettivamente erogabile dai

Dipartimenti interni dell’Azienda USL nell’ambito della negoziazione di budget, e la definizione degli accordi di

fornitura con l’Azienda Ospedaliera e con le strutture private accreditate.

Il potenziamento dell’offerta verrà attuato mediante l’aumento di produzione dei dipartimenti ospedalieri

dell’Azienda USL, un aumento del numero di ore pubblicate per gli specialisti convenzionati interni, l’aumento

del budget assegnato con i contratti delle strutture private accreditate e l’accordo di fornitura con l’Azienda

Ospedaliera di Reggio Emilia.

Gli incrementi per il contenimento dei tempi d’attesa delle prestazioni più critiche riguarderanno in

particolare: visita cardiologica (Distretto di Reggio Emilia - specialistica ambulatoriale), ecocolordoppler

cardiaco (Reggio Emilia - privati accreditati, Correggio - Presidio Azienda USL, Guastalla - Presidio Azienda

USL), ecocolodoppler arti inferiori e superiori, TSA (Scandiano - Presidio Azienda USL, Correggio - Presidio

Azienda USL, Castelnovo Monti - Presidio Azienda USL), visita urologica (potenziamento in tutti i Distretti

dell’attività ambulatoriale erogata da specialisti del Presidio dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliera di

Reggio Emilia), cistoscopia (Reggio Emilia - privati accreditati), visita dermatologica (Reggio EmiliaAzienda

33


Ospedaliera, Scandiano - specialistica ambulatoriale, Castelnovo Monti - specialistica ambulatoriale), visita

endocrinologica (Reggio EmiliaAzienda Ospedaliera, Guastalla, Montecchio), mammografia (potenziamento

a Guastalla, Correggio, Castelnovo Monti, riconversione dell’attività dai controlli ai primi esami a Montecchio),

ecografie morfologiche (Scandiano - Presidio Azienda USL), ecografie ostetriche (Reggio Emilia - specialistica

ambulatoriale), elettromiografie (Reggio Emilia - privati accreditati, Correggio e Guastalla - specialistica

ambulatoriale).

L’ incremento del budget assegnato con i contratti delle strutture private accreditate sarà di 244.300 € pari a

7.400 prestazioni.

In caso di mancata disponibilità delle prestazioni entro lo standard, le modalità messe in atto saranno le

seguenti:

1. strutture private accreditate: il contratto di fornitura del 2008 contiene una voce relativa

all’adeguamento di produzione in caso di necessità contingenti in tutta la provincia. In particolare è

previsto che si possano definire degli accordi speciali, per periodi limitati di durata non superiore a tre

mesi e rinnovabili per una sola volta, per far fronte ad esigenze di carattere temporaneo. Tali accordi

potranno riferirsi solo a prestazioni relative a discipline specialistiche oggetto dell’accordo di fornitura con

la struttura e il loro valore non potrà superare annualmente un terzo del limite di spesa ordinario;

2. strutture dell’Azienda USL: si ricorrerà alla libera professione per conto dell’azienda nel caso di

prestazioni che non vengono erogate dai privati (es. mammografia);

3. Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia: è previsto un accordo integrativo al contratto di fornitura che

prevede l’aumento straordinario in condizioni di criticità di prestazioni che vengono erogate

esclusivamente dai professionisti della struttura stessa.

I provvedimenti da adottare in caso di interruzione delle attività di erogazione delle prestazioni in regime

ambulatoriale sono dichiarati nel Piano attuativo aziendale per il contenimento dei tempi d’ attesa.

E’ previsto che, anche in caso di sospensione dell’attività di erogazione, l’attività di prenotazione, deve essere

regolarmente svolta. Nel caso in cui non sia temporaneamente possibile svolgere nemmeno tale attività (es.

guasto grave a tecnologia complessa per il quale non è noto il tempo di ripristino), si propone all’utente di

prenotare la prestazione in un’altra struttura del Distretto o della Provincia. Se questa opportunità non è

disponibile o se l’utente preferisce effettuare la prestazione nel Distretto di residenza, si devono comunque

raccogliere i suoi dati (pre-accettazione) e informarlo che sarà successivamente contattato per la

comunicazione della data effettiva. Questa procedura ha lo scopo di non creare disagio all’utente, evitando di

costringerlo a ritornare al punto di prenotazione.

Il recupero delle prestazioni da parte delle strutture eroganti interne, qualora non risulti possibile nell’ambito

dell’ordinaria programmazione, potrà avvenire mediante le seguenti misure organizzative:

‣ riprenotazione manuale su posti precedentemente riservati allo scopo;

‣ attivazione di apposite sedute dedicate di recupero;

distribuzione degli appuntamenti annullati ad inizio/fine seduta di attività già programmata;

‣ riconoscimento di prestazioni aggiuntive in regime di libera professione ai professionisti dell’Azienda;

‣ acquisizione straordinaria di sedute ambulatoriali aggiuntive presso strutture private accreditate.

34


Il Direttore della Struttura interessata comunica al Responsabile del Servizio di Medicina di Base e

Specialistica e all’Ufficio Risorse e, per le attività ospedaliere, anche al Responsabile Medico (Vice-Direttore)

di Stabilimento Ospedaliero, l’avvenuta sospensione delle prestazioni evidenziando le motivazioni che hanno

portato alla sospensione dell’attività, con l’indicazione anche delle durata temporale.

La soluzione organizzativa deve essere ricercata dal Responsabile della struttura erogante interessata e, per

le attività ospedaliere, dal Responsabile Medico (Vice-Direttore) di Stabilimento Ospedaliero, che la

propongono al Direttore di Distretto.

Il Direttore di Distretto, valutate insieme al Programma Cure Primarie tutte le opzioni alternative proposte,

decide, nell’interesse dell’utente, quale attivare.

Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliera e le strutture private accreditate, l’erogazione dei volumi di

prestazioni concordati, compreso il recupero di eventuali sedute annullate, è previsto dai contratti di

fornitura.

Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva

Prosegue l’impegno per la realizzazione di progetti aziendali, in collaborazione con gli specialisti ospedalieri

dell’Azienda USL, gli specialisti convenzionati interni, i medici di medicina generale, l’Azienda Ospedaliera di

Reggio Emilia e alcune strutture private accreditate, volti al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva di

prestazioni specialistiche, mediante la definizione di criteri di accesso per classi di priorità.

Nel corso del 2008 verranno effettuati gli incontri formativi per la diffusione in tutti i Distretti dei protocolli

elaborati nell’anno 2007 per il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva delle visite oculistiche,

allergologiche e della diagnostica senologica.

Verrà inoltre convocato il tavolo per la condivisione fra specialisti dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliera,

specialisti convenzionati interni e MMG, dei criteri di accesso alle prestazioni di ecocolordoppler TSA e

transcranici e alla visita ortopedica.

Relativamente alle misure per il miglioramento dell’ accesso a prestazioni che prevedono l’utilizzo di alta

tecnologia, nel corso del 2008 è previsto l’audit di verifica dell’applicazione del documento sull’appropriatezza

nella diagnostica per immagini della spalla, rachide lombo-sacrale, e ginocchio.

Al fine di poter effettuare un più facile e preciso confronto (eseguibile tramite il PACS), indispensabile per

valutare l’evoluzione di patologie in pazienti che per vari motivi eseguono controlli nelle diverse radiologie

degli ospedali provinciali, si è ravvisata la necessità di stabilire dei protocolli condivisi a livello del

dipartimento per immagini. Tali protocolli andranno condivisi nel corso del 2008 anche con le strutture

private accreditate e riguardano l’ ottimizzazione della qualità nell’ esecuzione di TC e RMN.

Relativamente alla TC, si è deciso di adottare le linee guida pubblicate dalla Regione "TC linee guida per la

qualità"; per le prestazioni di RMN, il gruppo di lavoro dipartimentale ha stabilito di proporre in una prima

fase protocolli riguardanti unicamente gli esami richiesti con maggior frequenza.

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Miglioramento dei percorsi di accesso alle prestazioni specialistiche

Separazione delle agende

All’interno del sistema CUP, la separazione delle agende di prime visite e dei controlli è stata completata in

una percentuale maggiore del 90% e l’obiettivo è di terminarla per il 2008 oltre ad iniziare la stessa

suddivisione anche per le agende delle prestazioni strumentali.

Le agende di Mammografia sono già suddivise in primo esame e controllo da settembre 2006; nel corso

dell’anno 2008 si estenderà la suddivisone per le agende di Ecocolordopplercardiaco e si attuerà la

suddivisione per Ecocolordoppler arti, TSA e transcranici.

Ricordare all’utente l’appuntamento

E’ in corso di sperimentazione un sistema telematico che effettua periodicamente telefonate o invia un

messaggio attraverso la tecnologia di telefonia mobile SMS, per ricordare all’utente l’appuntamento e dare la

possibilità di disdire automaticamente; tale modalità di gestione permetterà di rimettere a disposizione i posti

liberati evitando situazioni di drop out (mancata presentazione).

Piano di comunicazione

Garanzie dell’Azienda

I Direttori di Distretto relazionano sui tempi d’attesa in sede di Comitato di Distretto e la Direzione Aziendale

in sede di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria.

I Direttori di Distretto compilano un rapporto contenente valutazioni sull’andamento dell’attività specialistica

ambulatoriale che sintetizza le informazioni inerenti i tempi d’attesa, le azioni e gli strumenti messi a punto in

ambito distrettuale e aziendale per il loro contenimento e per migliorare l’accessibilità alle prestazioni. In

particolare vengono indicati i seguenti parametri:

‣ n° punti di prenotazione CUP;

‣ n° sportelli;

‣ n° di ore medie di apertura giornaliera garantite per punto di prenotazione;

‣ indice di copertura del servizio (n° comuni con CUP/n° comuni totali x 100);

‣ indice di copertura della popolazione (n° sportelli CUP/n° abitanti x 10.000);

‣ inserimento privati accreditati nel sistema CUP;

‣ inserimento attività libero professionale nel sistema CUP;

‣ indice di performance, offerta settimanale indicativa e n° di prestazioni erogate per tipologia di

prestazione.

Tale rapporto viene redatto di norma semestralmente come indicato dalla Circolare Regionale 1/06.

I cittadini hanno la possibilità di accedere alle informazioni relative ai tempi d’attesa delle prestazioni

specialistiche ambulatoriali contattando l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) che svolge un importante

ruolo nella facilitazione all’accesso dei servizi sanitari. Informazioni sulle prestazioni e sui servizi offerti

possono essere richieste anche chiamando il Numero Verde unico del Servizio Sanitario Regionale.

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Responsabilizzazione del cittadino

All’atto della prenotazione, sulla stampa consegnata al cittadino è specificato che in caso di impedimento o

rinuncia, l’assistito è tenuto ad avvertire prima dell’appuntamento; vengono forniti numeri di telefono e orari

in cui rispondono alternativamente un operatore oppure la segreteria telefonica. Le stesse informazioni

verranno riportate su poster affissi nei CUP e in tutti gli altri punti di prenotazione.

Si stanno introducendo negli atri di tutti gli ospedali dei monitor che verranno utilizzati per diffondere

informazioni, oltre a temi di educazione sanitaria, anche sul corretto uso dei servizi e quindi sui doveri che il

cittadino è tenuto a rispettare.

1.9 Il programma di assistenza odontoiatrica

Nel giugno 2008 diventerà operativa la delibera di revisione del programma di odontoiatria che prevede la

ridefinizione dei limiti di reddito per fasce ISEE e il superamento dei limiti di età all’accesso alle cure per

alcune condizioni di vulnerabilità sanitaria.

Per far fronte alle aumentate esigenze è stato predisposto un piano di incremento attività, sulla base della

stima della nuova popolazione destinataria del programma, da implementare in maniera graduale in base

all’adesione degli utenti, che prevede il pieno utilizzo gli spazi ambulatoriali ancora disponibili: 167 ore/sett a

Reggio Emilia, 15 ore/sett a Correggio, 29,15 ore/sett a Guastalla, 8 ore/sett a Scandiano, 5 ore/sett a

Castelnovo Monti, dove si sta valutando la possibilità di aumentare l’offerta attraverso contratti con strutture

private attualmente non accreditate.

Per dare piena applicazione alla nuova delibera, si procederà anche alle modifiche software necessarie per

adeguare il calcolo del ticket alle nuove fasce di reddito, all’allineamento al Catalogo Sole di tutte le

prestazioni odontoiatriche e alla condivisione su tutto il territorio provinciale di protocolli operativi che

permetteranno l’identificazione di quei portatori di handicap psicofisico, già in possesso del certificato di

invalidità civile > 2/3 o di handicap grave (L. 104/92), che hanno diritto all’accesso alle cure. Per ridurre al

minimo il carico burocratico di tale tipologia di utenti e delle loro famiglie i protocolli operativi saranno

formulati in collaborazione con le associazioni dei malati.

Nel distretti di Montecchio (presso una cooperativa sociale) e Castelnovo Monti (presso Case di Carità) si

stanno sperimentando dallo scorso anno due progetti di cattura attiva dei destinatari del programma, che

proseguiranno nel corso del 2008 ed entro fine anno sarà valutata la possibilità della loro estensione anche

alle altre realtà distrettuali.

Nella 2008 inizierà, inoltre, la sperimentazione nel Distretto di Reggio Emilia di un progetto di prevenzione

primaria per la promozione di corretti comportamenti di igiene orale nell’infanzia rivolto ai bambini di

elementare, nei quali, essendo ancora presente la dentizione decidua ed iniziando la permanente, l’aspetto

preventivo acquista un’importanza strategica. Il progetto sarà condotto nelle 2° elementari del 3° Circolo ed

entro fine anno sarà valutata la sua esportabilità in tutte le 2° elementari provinciali.

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1.10 L’integrazione socio-sanitaria

L’integrazione socio sanitaria risulta uno degli ambiti strategici di collaborazione e co-progettazione tra Enti

locali e Azienda USL per il conseguimento di comuni obiettivi di salute. Il luogo elettivo della integrazione è il

Distretto, in particolare per la programmazione zonale degli interventi ad alta integrazione socio sanitaria,

prevedendo modalità di coordinamento e comunicazione in grado di consentire la messa in rete delle risorse

e delle diverse competenze, istituzionali e professionali. Il 2008, con la predisposizione del Programma

attuativo riferito all’anno, si presenta come anno ponte tra le programmazioni triennali dei Piani di Zona

2005-2007 e del Piano di zona distrettuale per la salute ed il benessere 2009-2011.

L’impegno dell’Azienda USL riguarda la partecipazione condivisa alla programmazione strategica:

• a livello provinciale nella costruzione dell’“Atto di indirizzo e Coordinamento” della Conferenza Territoriale

Sociale e Sanitaria, attraverso la realizzazione integrata del Profilo di Comunità che consenta una lettura

puntuale dei bisogni delle comunità per migliorare la capacità di rispondere all’evoluzione della domanda

socio-sanitaria. A tal fine l’Azienda USL garantirà in modo continuativo e strutturato la partecipazione delle

proprie strutture organizzative all’Ufficio di Supporto di cui la CTSS si doterà garantendo quindi

competenze tecniche specifiche per supporto informativo, monitoraggio e istruttoria, oltre che rispetto al

citato Atto di indirizzo e coordinamento triennale, in particolare in merito a:

- indirizzi per la definizione dei Piani di zona distrettuali per la salute e il benessere sociale e dei piani

attuativi locali;

- verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati nell’atto di indirizzo;

- promozione e stipula da parte dei Comitati di Distretto e dell’Azienda USL degli accordi in materia di

integrazione socio-sanitaria prevista dai Piani di Zona;

- valutazione e verifica sui risultati e le attività dei servizi sanitari.

• a livello distrettuale, nell’elaborazione del piano attuativo 2008 e dello sviluppo del Piano di zona

distrettuale per la salute ed il benessere 2009-2011 previsto per dicembre. Le azioni collegate riguardano

in particolare l’individuazione di collegamenti operativi tra i punti di accesso, sportelli unici del distretto,

connessi agli sportelli sociali degli Enti Locali, al fine di facilitare il cittadino nell’accesso ai servizi e

garantire un utilizzo coordinato e qualificato della rete dei servizi. Un’ulteriore azione di sviluppo riguarda

la funzione di valutazione del bisogno e di predisposizione del piano personalizzato di assistenza. Nei

Distretti sono già presenti con i 6 Dipartimenti delle cure primarie, strumenti per la valutazione del

bisogno di specifiche aree problematiche (Unità di valutazione: geriatrica, multidimensionale, per la

disabilità, per le gravissime disabilità acquisite, pediatriche).

Nella nostra realtà provinciale il livello di corresponsabilità tra le dimensioni sanitarie e sociali è già molto

elevato. Si consolida infatti come un processo avviato da tempo, ma che necessita di costante sviluppo

propulsivo. Diverse sono le forme gestionali dei servizi socio sanitari nei vari ambiti zonali e differenti le

scelte fatte in relazione alle esperienze del territorio, alle risorse locali esistenti/attivabili, alle specificità delle

aree d’intervento. Opzioni che sostengono e si confrontano con la gestione della domanda e degli accessi

(funzione di committenza), con l’attività di gestione (o produzione) dei servizi socio sanitari

progressivamente assolta dalle costituite Aziende di servizi alla persona.

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Fondo Regionale Per la Non Autosufficienza

L’avvio del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA) e le azioni previste dalla DGR 509/07 e dalla

delibera applicativa 1206 del 2007, determinano ulteriori impegni:

• nel consolidare gli strumenti gestionali, in primis i rapporti con i Nuovi Uffici di Piano, alla cui costituzione

l’Azienda USL ha partecipato con propri professionisti (in particolare Coordinatori Amministrativi, Direttori

dei Dipartimenti Cure primarie, Responsabili dei moduli dipartimentali di salute mentale) e con i quali ha

sottoscritto convenzioni specifiche;

• nel supporto al coordinamento di obiettivi e strumenti garanti di elementi di omogeneità, pur nel rispetto

delle peculiarità territoriali, in ordine allo sviluppo dei processi e delle innovazioni collegate al

mantenimento a domicilio di persone non autosufficienti;

• nel gestire la funzione amministrativa tecnico contabile relativa alla gestione del FRNA, assegnata dalla

Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria all’Azienda USL fino al 31.12.2008.

• In particolare la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria nella seduta del 10 marzo 2008 ha approvato

l’assegnazione del FRNA anno 2008 relativamente alla popolazione ultra75enne. Tale assegnazione,

effettuata sulla base delle informazioni contenute nella comunicazione RER prot. 55319 del 26.2.2008,

definisce l’attribuzione ai distretti sulla base della popolazione residente ultra75enne. È stata inoltre

approvata l’assegnazione del FRNA anno 2008 relativamente alle Gravissime disabilità acquisite nella

misura di Euro 923.450,00 con riferimento alle situazioni in carico, sia in termini di assegni di cura che di

accoglienza in regime di residenzialità al 31.12.2007; la quota non ripartita, pari ad Euro 362.501,00, sarà

assegnata in una successiva CTSS, a giugno, in base agli assegni di cura ed alle accoglienze in regime di

residenzialità, attivate nei distretti nel corso del 2008.

Anziani

L’area delle persone anziane e delle loro famiglie costituisce, per rete storica e per dimensioni quantitative,

una parte rilevante del governo e della gestione della non autosufficienza. Gli obiettivi dell’Azienda USLper

l’anno 2008 si inseriscono prioritariamente:

- nel raggiungimento delle indicazioni strategiche della Regione Emilia Romagna (FRNA –DGR 509/07- e

DGR 1206/07);

- nel supporto alla programmazione distrettuale, nello specifico nei Programmi per la Non autosufficienza,

attraverso la partecipazione agli strumenti tecnici ed agli organi di governo sia a livello provinciale, sia di

zona sociale/distretto.

Garantire la continuità di offerta e cura della rete per anziani

Il progressivo riequilibrio territoriale dell’offerta di servizi per anziani, attraverso la rimodulazione della rete di

assistenza residenziale, contestuale allo sviluppo dell’offerta di posti letto di lungodegenza e riabilitazione

estensiva, è stato assicurato negli anni 2006 e 2007. Il primo obiettivo 2008 riguarda la loro continuità e il

costante monitoraggio, attraverso il miglioramento di efficienza e efficacia delle gestioni, per garantire

continuità di offerta e cura, in una logica di connessioni di sistema e di rete.

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Il territorio aziendale registra già il raggiungimento in tutti i distretti della quota di posti residenziali sulla

popolazione target del 3% (ad eccezione di un Distretto il cui 2,8% risulta il 100% di possibilità di

convenzionamento sull’esistente. Peraltro non esistono liste d’attesa discordanti con i valori di altri territori).

La diversificazione della rete residenziale per intensità assistenziale vede un quadro complessivo così

definito:

Montecchio

Case Protette RSA Centri Diurni convenzionati

situazione al 31.12 .2007

Reggio

Emilia

Guastalla Correggio Scandiano

Castelnovo

Monti

Totale

AUSL

POPOLAZIONE

RESIDENTE >74 anni

al 1° gennaio 2007 5.984 21.080 7.243 5.109 6.470 5.133 51.019

posti continuativi CP 167 653 222 162 158 147 1.509

posti temporanei CP 14 43 3 3 3 2 68

posti CP demenze 0 17 10 0 0 7 34

posti RSA 15 - 39 18 18 30 120

totale posti CP+RSA 196 713 274 183 179 186 1.731

indice su pop. pesata 3,3 3,4 3,8 3,6 2,8 3,6 3,4

posti CD 79 180 64 49 61 20 453

indice su pop. pesata 1,3 0,9 0,9 1,0 0,9 0,4 0,9

I nuclei temporanei per soggetti dementi con elevati disturbi comportamentali e cognitivi hanno una valenza

interdistrettuale: Il Nucleo di Luzzara per il Distretto di Guastalla e Correggio e il Nucleo di Villa Minozzo per i

Distretti di Castelnovo Monti, Montecchio e Scandiano.

Sostenere le progettazioni innovative

Nel 2008 l’impegno dell’Azienda USL si orienta nel supporto delle priorità di utilizzo del FRNA verso le

innovazioni. Le principali azioni 2008 riguardano:

- il sostegno e la promozione di confronto costante, attraverso il Coordinamento tra i SAA dei 6 Distretti e

l’Azienda USL per la predisposizione di percorsi formativi comuni fra operatori di area sanitaria ed operatori

di area sociale, la preparazione di strumenti per una valutazione interdisciplinare del bisogno, di strumenti

per la valutazione comune di efficacia dell’intervento, di procedure e protocolli utili ai programmi e percorsi

innovativi previsti dalle indicazioni regionali;

- la promozione di risposte innovative e flessibili, volte a sostenere la permanenza nella propria casa delle

persone non autosufficienti secondo le indicazioni della DGR 1206/07. In particolare le azioni iniziate nel

2007 ed il cui sviluppo va monitorato e sostenuto nel 2008 riguardano:

• il monitoraggio in termini di appropriatezza, efficienza ed efficacia dei programmi di dimissioni protette

per garantire la riorganizzazione delle persone e delle famiglie nella fase del rientro a domicilio

nell’ambito di un progetto individuale di vita e di cure;

• la formulazione ed il monitoraggio di protocolli tra i NUP, attraverso i Servizi Anziani, l’Azienda USL e la

Provincia per consentire l’erogazione del contributo aggiuntivo di € 160 mensili per la qualificazione e

l’emersione del lavoro di cura svolto da assistenti familiari presso anziani fruitori di assegno di cura;

• lo sviluppo dei percorsi avviati tra Nuovo Ufficio di piano, Azienda USL e CAAD provinciale per definire

specifiche regole e procedure in ambito distrettuale sul tema dell’adattamento domestico e delle

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elative coerenze tra indirizzi diversi (DM 332/99, LR 29/97, LR 13/89) nell’erogazione di interventi e

prescrizione di ausili, ottimizzando provvedimenti e risorse;

• il supporto alla piena realizzazione dei piani personalizzati domiciliari, comprensivi di servizi di e-care,

consulenze, integrazioni e sostituzione delle assistenti private, servizi accessori, programmi sull’offerta

di opportunità per ricoveri temporanei e di sollievo e di sostegno alle reti sociali, di prevenzione per

anziani fragili, di adattamento dell’ambiente domestico definiti dai Piani Distrettuali per la Non

autosufficienza 2008;

• il progressivo adeguamento all’omogeneità qualitativa degli Enti Gestori le strutture della rete per

giungere alla remunerazione sulla base delle tariffe –art 23 LR 4/08-. Reggio Emilia è tra le 4 AUSL

regionali che garantiscono l’assistenza, soprattutto infermieristica, con proprio personale dipendente. Si

è privilegiato, già dal 2007, un’azione progressiva tesa a rendere omogenea l’appartenenza funzionale:

ad iniziare da ogni struttura viene gradualmente eliminato il mix tra infermieri AUSL e infermieri

dell’Ente Gestore. All’interno di ogni Casa Protetta si individua personale totalmente a rimborso o

personale totalmente AUSL per arrivare alla fine del biennio ad una situazione in linea con le indicazioni

regionali -Circ 7/07-. Sulle altre indicazioni contenute nella circolare e riguardanti criteri uniformi di

rimborso del personale sanitario fornito dagli Enti Gestori e adeguamento sulle prescrizioni

farmacologiche e di presidi ed ausili, sono posti in essere percorsi aziendali definiti, la cui attuazione e

monitoraggio costituiscono l’obiettivo per il 2008.

Qualificazione degli interventi per persone affette da demenza e loro familiari

Le azioni per il 2008 riguarderanno:

• il monitoraggio sui tempi di apertura dei Consultori per consentire la maggiore disponibilità possibile

dei professionisti geriatri con l’obiettivo di mantenere i tempi d’attesa entro le 30 giornate;

• il potenziamento del rapporto di collaborazione con i medici di medicina generale, che attualmente

risultano attivi nella fase di invio o segnalazione del caso, mentre si riscontrano momenti critici nella

gestione del paziente e dei familiari;

• la valorizzazione dei Consultori, non solo come luogo di valutazione clinica, ma anche di sostegno

alla famiglia, potenziando altresì la collaborazione tra i centri e i medici di medicina generale che,

unitamente ai familiari, predispongono il percorso assistenziale e di cura;

• l’incentivazione di un maggior coinvolgimento dei reparti ospedalieri in tutte le fasi di cura legate alla

patologia;

• Nuclei Speciali Demenze: individuazione di punti della rete adeguati ad accogliere, dopo la

dimissione, pazienti con disturbi comportamentali. Mantenimento delle caratteristiche di luogo ad

alta valenza terapeutica e professionale nella cura dei disturbi cognitivo- comportamentali- funzionali

e nella presa in carico dei familiari;

• definizione di un percorso formativo che ponga attenzione ai percorsi di cura.

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Disabilità

L’area della Disabilità rappresenta il secondo ambito di intervento del FRNA, in tale ottica il 2007 è stato

dedicato alla mappatura e ricognizione dell’utenza in carico, degli interventi e relativi costi ai fini

dell’introduzione di questa area di lavoro nel FRNA. Uno specifico gruppo di lavoro composto da EE.LL.,

Regione Emilia Romagna e alcuni tecnici delle Aziende USL, tra le quali la nostra, ha avviato una rilevazione

della spesa sostenuta nel 2006 negli ambiti distrettuali per i servizi socio-sanitari per disabili. Parallelamente

si è operato per lo sviluppo della rete dei servizi territoriali e per qualificare e i percorsi della gravissima

disabilità acquisita. In particolare per quanto concerne la gravissima disabilità acquisita, dal 2007 il FRNA

ricomprende, oltre all’assegno di cura, anche la residenzialità, prevedendo l’imputazione sul FRNA del 45%

delle spese sostenute (nel limite del tetto massimo di € 160) e mantenendo il restante 55% a carico del FS.

Il 2008 vedrà il consolidamento dei percorsi avviati in coerenza con le indicazioni strategiche delle DGR

509/07 e DGR 1206/07 e un’azione di supporto alla programmazione distrettuale, nello specifico nei

Programmi per la Non autosufficienza, attraverso la partecipazione agli strumenti tecnici ed agli organi di

governo sia a livello provinciale, sia di zona sociale/distretto.

Tema ancora aperto nell’area disabili rispetto al FRNA è quello relativo ai minori con gravissima disabilità, per

i quali nel 2007 si è realizzato un censimento a livello regionale che ha evidenziato la carenza di un approccio

omogeneo di intervento e difficoltà di integrazione tra i diversi servizi coinvolti; in particolare è necessario

che anche i servizi sociali dedichino interventi mirati sul problema disabilità nella fascia della minore età.

Il consolidamento e lo sviluppo della rete dei servizi territoriali

La rete dei servizi per disabili presente nella nostra provincia costituisce un rilevante patrimonio di risorse e

competenze con elevati livelli di offerta dei servizi.

Tra le intese istituzionali che sostengono la rete dei servizi per la disabilità occorre menzionare:

- Convenzione tra la Provincia di Reggio Emilia, l’Ufficio scolastico Provinciale di Reggio Emilia, l’Azienda USL

di Reggio Emilia, il Centro Servizi per Adolescenti “SS. Pietro e Matteo” di Reggio Emilia per la gestione del

Centro Servizi per l’Integrazione delle persone disabili della Provincia di Reggio Emilia;

- Accordo di programma per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di Handicap;

- Accordi di programma tra Azienda USL e Comuni che compongono i Distretti della Provincia per la gestione

dei servizi socioassistenziali e sociosanitari a favore della popolazione disabile;

- Protocollo d'intesa tra la Provincia di Reggio Emilia, l'Azienda USL di Reggio Emilia, i Comuni dei distretti di

Castelnovo Monti, Guastalla, Montecchio, Reggio Emilia e Scandiano, il Consorzio per I Servizi Sociali di

Correggio, i Consorzi di cooperative sociali “O. Romero” e “Quarantacinque” sull'inserimento lavorativo delle

persone disabili e delle persone in condizione di svantaggio.

Il 2008 è l’anno di attivazione del nuovo centro socio-riabilitativo per persone disabili “Il Quadrifoglio” a

Campegine; l’attivazione è prevista in due distinti momenti:

- a Febbraio 2008 è stato attivato il Centro semiresidenziale;

- a giugno inizieranno le accoglienze nel centro residenziale.

L’organizzazione prevista è orientata ad erogare un servizio flessibile, che veda una forte integrazione fra

centro residenziale e semiresidenziale, con una competenza interna di integrazione nelle diverse aree di

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intervento (sanitaria-riabilitativa-sociale-relazionale) che si connetta con il contesto sociale e gli altri servizi

offerti sul territorio.

Coerentemente con quanto prescritto dalla normativa regionale in ambito di disabilità acquisita, il centro

rientra nella rete di strutture che rispondono in ambito provinciale al fabbisogno assistenziale di pazienti con

disabilità acquisita in condizioni stabilizzate che non abbisognano di presenza infermieristica continuativa.

Il centro sarà dotato di 15 posti letto complessivi destinati a:

1. disabili impossibilitati a vivere autonomamente e privi di nucleo famigliare, che vivranno stabilmente

nella struttura, residenti nel Distretto di Montecchio, che presentano situazioni complesse per la

presenza di problematiche socio sanitarie;

2. disabili con invalidità acquisite, residenti nel territorio provinciale, affetti da esiti di lesioni cerebrali sia

traumatiche che vascolari, patologie muscolari e osteoarticolari complesse, gravi alterazioni cognitive e

del comportamento, perdita dell’autonomia personale con gravi difficoltà abitative. Si escludono utenti

non stabilizzati dal punto di vista clinico e che necessitano di assistenza sanitaria h 24.

3 disabili per i quali la famiglia richiede un ricovero di sollievo che può coniugarsi con l’opportunità di

rivalutare il progetto assistenziale in atto (adeguamento degli ausili, margini di recupero riabilitativo,

rilettura del contesto famigliare);

4 utenti per i quali si rende necessario un’accoglienza in situazioni di emergenza assistenziale (es.

improvvisa assenza del familiare di riferimento, dimissione dall’ospedale ma impossibilità di rientro al

domicilio).

Per quanto riguarda la accoglienza semiresidenziale è destinata a n. 16 utenti provenienti dal domicilio

oppure dal centro residenziale, con possibilità di frequenze differenziate fino ad un massimo di 25 persone,

con le seguenti caratteristiche:

1. disabili con alto livello di gravità e basso livello di autonomie personali, con limitate potenzialità

evolutive, che necessitano per lo svolgimento delle attività quotidiane della costante presenza

dell’operatore, con disturbi relazionali e comportamentali legati/alimentati da contesti familiari che non

riescono a tenere/contenere questa situazione e contesti sociali poco presenti;

2. disabili con medio livello di gravità, medio livello di autonomie personali e potenzialità evolutive, buon

contesto di riferimento, la rete familiare è disponibile ad attivarsi e in grado di assumere iniziative/fare

progetti per il futuro, sono presenti figure di supporto anche extrafamiliari. Il contesto presenta una

vivace cultura della solidarietà anche se sono presenti consistenti difficoltà strutturali/logistiche.

In tutta la provincia dal 2008 l’offerta di accoglienza per adulti disabili sarà articolata come segue:

43


- accoglienza in semiresidenza

DISTRETTO

Totale MONTECCHIO (VAL D'ENZA) 22

Totale REGGIO EMILIA 123

Totale GUASTALLA 60

Totale CORREGGIO 18

Totale SCANDIANO 57

Totale CASTELNUOVO MONTI 33

Totale complessivo 313

N°POSTI

CONVENZIONATI

- accoglienza in residenza

N°POSTI

DISTRETTO

CONVENZIONATI

Totale MONTECCHIO (VAL D'ENZA) 25

Totale REGGIO EMILIA 48

Totale GUASTALLA 14

Totale CORREGGIO 6

Totale SCANDIANO 18

Totale CASTELNUOVO MONTI 1

Totale complessivo 112

- accoglienza in gruppi appartamento

DISTRETTO

Totale REGGIO EMILIA 22

Totale SCANDIANO 14

Totale complessivo 36

N°POSTI

CONVENZIONATI

Per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi domiciliari per le persone disabili, essa è differenziata sul

territorio provinciale e legata a sinergie tra servizi sociali e sanitari che si sono andati costituendo nel tempo

in relazione alle specificità territoriali.

In particolare, in alcuni distretti, oltre all’ADI, sono presenti servizi di supporto alla domiciliarità con finalità

riabilitativa-educativa che prevedono la realizzazione di interventi presso il domicilio degli utenti, nei luoghi di

aggregazione, nei luoghi di lavoro, nei centri diurni per persone disabili.

Si tratta di servizi che, rivolti ad una utenza che presenta livelli differenziati di gravità, sono finalizzati alla

conoscenza ed allo sviluppo delle abilità residue attraverso l’individuazione di opportunità di crescita, di

maggiori livelli di autonomia, di integrazione nell’ambiente sociale e lavorativo; significativo è il ruolo di

affiancamento/sollievo nel lavoro di cura alla famiglia per quelle situazioni che richiedono consistenti

interventi di assistenza, continue stimolazioni e sollecitazioni, un lavoro di tipo sostitutivo personale (richiede

l’assunzione della funzione di contenimento da parte degli operatori per poter consentire una possibile

espressione e strutturazione del sé) e sul contesto (richiede l’assunzione di una funzione parzialmente

44


sostitutiva della famiglia) e un lavoro con il contesto che favorisca la strutturazione di spazi/ambiti di

accoglienza e lo sviluppo di competenze di integrazione.

L’applicazione della DGR 1206, nell’ambito del sostegno degli interventi per il mantenimento al domicilio,

impone di ottimizzare l’utilizzo di interventi e risorse per rispondere ai bisogni complessivi della persona non

autosufficiente ma si rende necessario il potenziamento anche degli interventi educativi individuali o di

gruppo funzionali ad un progetto di vita adulta il più possibile indipendente.

Nell’ottica di favorire l’acquisizione di competenze, il Servizio di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza

(NPIA) del Dipartimento di Salute Mentale dal 2008 prosegue, consolidando l’esperienza e ampliandola a

tutti i distretti aziendali, il progetto aziendale per interventi educativi sulle abilità residue a favore di minori

disabili in carico al Settore NPIA prevedendo sia progetti individualizzati che attività educative di gruppo.

L’offerta di tale servizio potenzia l’integrazione tra servizi sociali e sanitari, tra servizi di NPIA e Servizio

Sociale, Servizi per Disabili adulti, SAP, Scuola, Comuni, Associazioni e altre Agenzie del territorio per una

messa a fuoco dei bisogni dei minori che presentano disabilità di diverso tipo (disturbi neuromotori,

relazionali e comportamentali, cognitivi, del linguaggio, dell'apprendimento, autismo, deficit sensoriali,

pluriminorazioni) e la costruzione di una gamma di maggiori opportunità di inserimento in contesti

socializzanti, assistenza domiciliare, interventi ambulatoriali o domiciliari di tipo riabilitativo o abilitativo –

educativo, in collaborazione con le famiglie singole e associate, di cui si intende valorizzare il ruolo centrale

nell’individuazione e attivazione del Servizio da loro stesse utilizzato (sistema curante).

Gli orientamenti per la Salute Mentale sottolineano, tra gli assi caratterizzanti tutte le azioni, la necessità di

supportare i “care-givers” (tra questi i famigliari) e di migliorare la messa in rete dei Servizi con tutti i

soggetti capaci di intervenire sul problema di cui ci si occupa, consolidando la rete pubblico-privato.

Nei singoli Distretti saranno valutati i bisogni degli utenti con un’interfaccia complessa che comprende il

ruolo di invianti e coprogettanti nell’intervento appaltato di diversi attori, primi fra tutti i Servizi di NPIA dei

diversi Distretti, le famiglie singole e associate, il Servizio Sociale, il Settore Handicap Adulti, in

collaborazione con i Comuni, la Scuola, le Associazioni di volontariato, il SAP.

Tramite queste sinergie si potranno definire percorsi e progetti personalizzati, in relazione alle diverse

tipologie di bisogni (interventi di valutazione e riabilitativi ambulatoriali, assistenziali, domiciliari o di

inserimento in strutture o progetti offerti dal contesto ambientale).

Destinatari di tale progetto sono i minori che presentano diversi tipi di disabilità: disturbi neuromotori,

relazionali e comportamentali, cognitivi, del linguaggio, dell’apprendimento, autismo, deficit sensoriali,

pluriminorazioni.

Tra essi, alcuni, presentano caratteristiche di gravità elevata con basso o nullo livello di autonomie personali

e scarse possibilità di evoluzione, disturbi relazionali e comportamentali legati/alimentati da contesti familiari

che non riescono a contenere questa situazione (per fatica a rielaborare l’handicap, stanchezza dei familiari o

talora patologia degli stessi) e da contesti sociali poco presenti o con evidente isolamento.

Sono situazioni che richiedono consistenti interventi di assistenza, continue stimolazioni e sollecitazioni e un

intervento parzialmente sostitutivo sul contesto familiare.

Altri, pur di elevata gravità, presentano buone potenzialità evolutive, buon contesto di riferimento, una rete

familiare disponibile ad attivarsi e in grado di assumere iniziative o fare progetti per il futuro. Possono essere

45


presenti figure di supporto extra familiare. Il contesto presenta una vivace cultura della solidarietà, anche se

sono presenti consistenti difficoltà strutturali/logistiche. Sono situazioni che richiedono consistenti interventi

d’assistenza, continue stimolazioni e sollecitazioni e un lavoro con il contesto che favorisca la strutturazione

di ambiti d’accoglienza e lo sviluppo di competenze d’integrazione. Richiedono un lavoro di monitoraggio e

sostegno delle relazioni e di valutazione degli ostacoli da rimuovere per promuovere l’integrazione.

In altri casi la disabilità si presenta come di grado medio e l’esigenza è principalmente quella di operare sulle

potenzialità residue in senso abilitativo – educativo, utilizzando talora contesti ambulatoriali e attività

specifiche, tal’altra le offerte del territorio e l’inserimento in contesti gruppali. Anche in questo caso talvolta il

quadro è aggravato da situazioni familiari non favorevoli (conflitti genitoriali, patologie psichiatriche,

svantaggi socio – culturali, immigrazione, ecc.) isolate dal contesto sociale: condizioni tutte che spesso

complicano la problematica del minore, il quale può presentare segnali di una sofferenza psicologicamente

importante, disturbi relazionali o comportamentali che richiedono un intervento di supporto e di

contenimento.

Destinatari indiretti sono le famiglie distinte nelle seguenti tipologie:

Famiglie isolate, molto provate dal carico assistenziale, con difficoltà relazionali, altri disturbi di qualche

membro o separazione in atto, poco adeguate alla gestione del figlio problematico, con le quali è importante

assumere una funzione parzialmente sostitutiva.

Famiglie più disponibili e attive, che necessitano comunque di un lavoro di sostegno, per prevenirne il

cedimento in relazione alla grave disabilità del figlio e ai problemi quotidiani di gestione o di carico

assistenziale che si trovano faticosamente ad affrontare. In questo caso è molto importante anche favorire

legami con altri contesti di vita che tengano alimentate le relazioni della famiglia.

Il servizio di NPIA dovrà garantire:

- la verifica annuale dei progetti dei singoli minori per valutarne l’efficacia sul minore (con opportuni followup)

e la condivisione con la famiglia e gli ambienti di vita coinvolti nel progetto (“sistema curante”);

- la sensibilizzazione dei diversi Comuni e delle agenzie del territorio distrettuale per arricchire le offerte di

opportunità di inserimento di minori disabili in contesti socializzanti adeguati alle loro esigenze educative ed

abilitative (atelier, gruppi sportivi, ludoteche, attività musicali e teatrali, ecc.). Verifica annuale qualiquantitativa

del grado di coinvolgimento dei Comuni e di tutte le agenzie utili (per avere un quadro

informativo sulle risorse messe in campo e sulla qualità degli interventi);

- il sostegno del cammino delle famiglie con incontri periodici di verifica che preludono alla possibilità di

continuare a discutere di problematiche di comune interesse in gruppi di auto mutuo aiuto (obiettivo:

attivare almeno 1 gruppo di autoaiuto dopo 1 anno di lavoro con le famiglie, in collaborazione con il Servizio

di NPIA).

I percorsi della gravissima disabilità acquisita

Il lavoro delle équipe multiprofessionali, comprendenti operatori dei servizi sanitari e dei servizi sociali

distrettuali e, al bisogno, operatori del CAAD, si sta evolvendo nel senso della competenza, anche a seguito

della specifica formazione e conseguente maggiore attenzione alle esperienze sul campo; si può affermare

che sempre migliore è l’applicazione di quanto previsto dalle indicazioni dalla DGR 2068/04 al fine di:

46


1. privilegiare il ritorno a domicilio, predisponendo per ogni persona in modo specializzato e

competente il programma assistenziale personalizzato, in cui vengono delineati i bisogni e vengono

individuati i servizi che saranno coinvolti e che si attiveranno in modo sinergico per l’erogazione di

prestazioni sanitarie, prestazioni assistenziali, eventuale assegno di cura, eventuali consulenze ed

aiuto economico per interventi di adattamento domestico;

2. rispondere ai bisogni residenziali delle persone gravi disabili impossibilitate a tornare al proprio

domicilio, attraverso un’organizzazione della rete di assistenza residenziale, in grado di offrire, a

livello provinciale, soluzioni diversificate sulla base dei bisogni assistenziali e/o sanitari ed anche

delle specifiche esigenze di ognuno, a cominciare dall’eventuale bisogno del costante supporto di

apparecchiature elettromedicali.

L’esigenza di sinergia nel rispondere in modo appropriato ai complessi bisogni di persone con gravissime

disabilità, ha determinato e determina per i servizi sociali, sanitari e specialistici, la necessità di confronto e

di collaborazione e, dunque, la necessità di una maggiore flessibilità nella organizzazione del lavoro: si tratta

di un percorso difficile, già iniziato nei distretti della nostra Azienda, ma ancora non completamente attuato,

per il quale si prevede anche per il 2008 specifica formazione di supporto.

Le disposizioni regionali, ribadite nella legge regionale 4/2008, prevedono inoltre la necessità di semplificare

gli accessi per tutte le persone disabili comprese le persone con gravissima disabilità, collegando

operativamente gli accessi del distretto, agli sportelli sociali degli Enti Locali, per rispondere in modo snello,

coordinato e appropriato alle esigenze assistenziali dei disabili.

L’accoglienza al domicilio

Nel corso del 2008 si prevede che almeno 61 persone con gravi disabilità acquisite necessiteranno, per

garantirne la permanenza al domicilio, di interventi di supporto da parte dei servizi sociali e/o sanitari,

erogati in modo continuativo e costante.

Il progetto assistenziale individualizzato, concordato dagli operatori dei servizi ed il disabile con la sua

famiglia, è un contratto in cui vengono assunti da parte dei firmatari specifici impegni operativi che

prevedono anche l’erogazione dell’assegno di cura di € 23 giornalieri (nei limiti della citata DGR 2068).

Nella nostra provincia per il 2008 è prevista l’erogazione di 61 assegni di cura alle persone con gravissima

disabilità acquisita, che risiedono presso i distretti dell’AziendaUSL.

Distretto

Numero di persone

che hanno ricevuto

l’assegno nel corso

del 2007

Numero di persone che

ricevono l’assegno a

dicembre 2007

Numero nuovi assegni

da erogare nel 2008 già

conosciuti e valutati

Totale

previsione

2008

Reggio Emilia 21 19 12 31

Castelnovo Monti 2 2 1 3

Scandiano 8 7 1 8

Montecchio 5 2 3 5

Correggio 3 2 1 3

Guastalla 6 6 5 11

TOTALE 45 38 23 61

47


L’accoglienza in residenza

Il fabbisogno di residenzialità per le persone gravissime per le quali non è proponibile alcuna soluzione

domiciliare per l’anno 2008 è prevista in 36 posti residenziali.

L’individuazione della soluzione residenziale appropriata tiene conto sia delle esigenze sanitarie del paziente

(ad es. necessità di presenza infermieristica sulle 24 ore) che delle esigenze socio assistenziali; i nuclei

residenziali previsti all’interno di Centri residenziali socio riabilitativi per disabili, distribuiti sul territorio della

Azienda USL, presentano caratteristiche di accoglienza differenziata in base alle esigenze del paziente ed

hanno una valenza sovra-distrettuale. Per le persone che non sono in condizioni di rientrare a domicilio, ma

beneficiano di una rete parentale sono possibili anche singole soluzioni individuali presso RSA o Case

protette il più possibile vicine alla residenza dei famigliari.

Nella nostra realtà provinciale si prevede che nel 2008 siano n. 36 le persone ospiti di centri di accoglienza

residenziale. Con la prossima apertura, a giugno 2008, del centro socio-riabilitativo di Campegine altri 2 posti

di accoglienza residenziale andranno ad aggiungersi al già articolato quadro di disponibilità differenziate per

setting assistenziale a livello provinciale.

Distretto

Persone inserite in strutture

residenziali al 31/12/2007 ai

sensi della DGR2068704, in

linea con le indicazioni FRNA

DGR509/07 e DGR1206/07

Persone già conosciute e

valutate ancora nel

percorso riabilitativo nel

2007 che necessiteranno

di soluzioni residenziali

nel 2008

Totale persone con

caratteristiche 2068

per le quali si prevede

una soluzione

residenziale nel 2008

Reggio Emilia 8 5 13

Castelnovo Monti 1 1 2

Scandiano 2 1 3

Montecchio 2 3 5

Correggio 2 1 3

Guastalla 8 2 10

TOTALE 23 13 36

Il numero dei posti residenziali riportato, fa riferimento esclusivamente alla esigenza di residenzialità a lungo

termine e non tiene conto dei ricoveri di sollievo, utilissimi per sostenere le famiglie in cui si trovano

persone gravemente disabili in particolari e brevi periodi dell’anno: a questo fine sono stati individuati nelle

strutture provinciali 4 posti letto.

Per tutte le persone gravissime disabili è attivo in collaborazione uno specifico percorso di dimissioni

protette che prevede la collaborazione fra i professionisti ospedalieri, in particolare Dipartimento recupero

funzionale di Correggio e reparti di neurologia e riabilitazione funzionale dell’Azienda Ospedaliera, ed il

servizio sociale del distretto di appartenenza del disabile per la stesura di un primo progetto assistenziale

personalizzato finalizzato ad un percorso di dimissione assistito a supporto della famiglia o della residenza

che accoglierà la persona disabile.

Nel corso del 2008 questa procedura sarà ulteriormente migliorata, anche in linea alla direttiva regionale

che prevede una puntuale e sempre più dettagliata raccolta dei dati riferiti alle persone con gravissima

disabilità acquisita.

48


1.11 L’accertamento e la valutazione della disabilità – LR 4/2008

L’attività di accertamento della disabilità effettuata in ambito aziendale è stata connotata, negli ultimi anni,

da un lato dall’esigenza di contenimento dei tempi di attesa a fronte di una domanda in costante incremento,

(vedi tabella), espressione di una crescente richiesta di tutela assistenziale da parte dei cittadini più deboli, e

dall’altro dalla sempre più avvertita necessità di individuare misure operative e organizzative idonee a ridurre

i tempi complessivi del procedimento, a facilitare e semplificare i percorsi, a uniformare le metodologie

valutative per conseguire un globale miglioramento della qualità del servizio offerto.

Le principali azioni che sono state poste in essere a partire dal 2005 possono essere così sinteticamente

riassunte:

‣ mantenimento di tempi di attesa inferiori a 90 giorni nonostante l’incremento della domanda, fatti

salvi i tempi previsti dalla legge 80/2006 per i pazienti oncologici;

‣ elaborazione di materiale informativo per il pubblico;

‣ accesso unico per le doppie istanze (invalidità civile + L.104);

‣ creazione di un collegamento telematico con il Patronato INCA CGIL per la presentazione di istanze

on line estendibile ad altri Patronati;

‣ attivazione in tutti i distretti aziendali del collegamento informatico tra Uffici Invalidi e Uffici

Assistenza Protesica;

‣ adesione al progetto del portale unico Azienda USL – Comune – INPS confluito nel 2007 nel progetto

RURER che permetterà il colloquio per via telematica fra Azienda USL, Comuni titolari della fase

concessoria e uffici INPS e che inizierà ad essere testato nel mese di aprile 2008;

‣ trasmissione dei dati dei verbali di invalidità al Comune per via telematica;

‣ invio ai cittadini dell’autocertificazione richiesta dal Comune per la concessione dei benefici

economici insieme al verbale di invalidità civile;

‣ in collaborazione con il dipartimento di cure primarie, invio a domicilio delle tessere di esenzione per

invalidità;

‣ iniziative formative e incontri con i medici delle Commissioni Mediche di Verifica per un confronto

sulle problematiche valutative.

In un’ottica di semplificazione dei percorsi e di miglioramento della qualità dei servizi offerti si collocano le

innovazioni introdotte dalla Legge Regionale 19 febbraio 2008, n.4 “Disciplina degli accertamenti della

disabilità ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale” che prevede

una domanda in forma unica e contestuale per la valutazione della disabilità, un’unica Commissione per gli

accertamenti degli stati di invalidità, cecità, sordità, handicap ex Legge 104/92 e ex Legge 68/99,

effettuazione degli accertamenti entro 60 giorni (fatti salvi i termini di 15 giorni previsti dalla legge 80/2006

per i pazienti oncologici), possibilità per gli interessati di proporre istanza di riesame in caso di non

condivisione del giudizio formulato.

L’orientamento è verso un sistema unitario di accertamento globale comprendente sia l’accertamento medico

legale della menomazione che la presa in carico della persona prevedendo sostegni continuativi, interventi

specifici ed una collaborazione continuativa tra gli attori della rete presente intorno al cittadino.

49


A tal fine ci si orienterà verso una valutazione multidisciplinare finalizzata alla definizione di progetti

individualizzati.

Nell’immediato le ricadute più rilevanti sull’organizzazione dell’attività di accertamento della disabilità sono la

necessità di integrare tutte le Commissioni con due figure, lo specialista e l’operatore sociale, che prima

dell’entrata in vigore della legge erano previste solo nelle commissioni ex Legge 104/92 e l’obbligo di

garantire tempi di attesa di 60 giorni dal momento della presentazione della domanda, inferiore di un mese

rispetto al termine previsto dalla normativa nazionale.

E’ prevedibile che per ottemperare agli obblighi di legge sull’abbattimento dei tempi di attesa, in una prima

fase di applicazione della nuova normativa, specie nei distretti in cui il tempo di attesa è di poco inferiore ai

90 giorni sarà indispensabile, per quanto riguarda la figura degli specialisti, ricorrere a misure “straordinarie”

quali, ad esempio, l’utilizzo di medici convenzionati in regime di orario straordinario, assegnazione di incarichi

ad hoc ecc. per poter calibrare le modalità di gestione del personale medico in ragione del volume di attività

che si verrà a consolidare. Per quanto riguarda la presenza di operatori sociali dei servizi pubblici territoriali

competenti la necessità di comporre la commissione in tempi stretti ha comportato la necessità di individuare

soprattutto all’interno della Azienda le risorse professionali necessarie.

Il coinvolgimento di operatori sociali dipendenti degli EE.LL, previ accordi con i Comuni che nella nostra

Azienda hanno ritirato la delega sui servizi sociali, dovrà essere affrontato in corrispondenza della necessità

di andare a sperimentare percorsi di valutazione unificata; la presenza di diverse unità di valutazione (UVG,

UVM, UVH ecc.), nonostante l’attenzione da parte del sistema dei servizi per evitare sovrapposizioni, rende

evidente l’utilità di semplificare i percorsi attraverso una razionalizzazione organizzativa e amministrativa

delle istituzioni e dei servizi coinvolti.

È infatti indubbio che la nuova Legge pone l’esigenza di individuare modalità di integrazione con gli altri

Servizi che si occupano di disabilità non solo nell’ottica di una valutazione multidisciplinare e integrata sul

versante sanitario e sociale, finalizzata all’individuazione dei bisogni, delle possibili soluzioni e dei servizi da

erogare, ma anche nell’ottica di una semplificazione di percorsi che permetta di ovviare a duplicazioni di

accertamenti tutti diretti, se pur con finalità diverse, all’accertamento della disabilità e dei bisogni che ne

derivano. Pertanto l’obiettivo che l’Azienda si pone è quello di sviluppare tutte le sinergie perseguibili a livello

aziendale per consentire la migliore razionalizzazione organizzativa dell’attività di accertamento e per

adeguare l’operatività delle Commissioni alla “rivoluzione culturale” portata dalla Legge regionale 4/08 che

vede l’accertamento medico legale della menomazione non più come un fatto a sé, ma come un momento

della presa in carico della persona da parte delle Aziende USL.

Si ritiene utile la definizione a livello regionale di protocolli omogenei per l’assistenza e l’informazione al

cittadino, di indicatori di qualità del servizio, di modalità di collegamento e collaborazione con gli sportelli

sociali ed il punto unico di accesso distrettuale per la costruzione del sistema unificato così come previsto dal

PSSR quale obiettivo cui tendere in una forte alleanza per costruire forme di collegamento e raccordo

operativo, di iniziative formative dirette al personale addetto al front office e, infine, di criteri oggettivi su cui

basare le deroghe al principio di convocazione a visita secondo l’ordine cronologico per fornire risposte

tempestive alle richieste di cittadini colpiti da gravi patologie.

50


L’Azienda si impegna inoltre a garantire la presenza degli operatori ai previsti corsi di formazione sull’utilizzo

dell’ICF in forma semplificata nell’ambito dell’attività di accertamento della disabilità quale nuovo strumento

valutativo della disabilità e della sua interazione con il contesto ambientale.

INVALIDITA’ CIVILE LEGGE 104/92

TOTALE

Tempi di attesa gg N. accertamenti Tempi di attesa gg N.accertamenti

2003 83 8997 104 2602 11499

2004 76 9727 88 3219 12946

2005 80 9746 93 3900 13646

2006 76 10267 86 4904 15171

2007 76 10659 86 5752 16411

1.12 Percorsi integrati ospedale-territorio

La lungodegenza

La dotazione carente di posti letto ospedalieri dedicati alla lungodegenza e riabilitazione estensiva in ambito

provinciale ha comportato lo sviluppo di un modello integrato in rete strutturato sui percorsi clinico

assistenziali dei pazienti. In particolare è stato organizzato un sistema interaziendale di presa in carico del

paziente da riabilitare che coinvolge le due aziende sanitarie pubbliche della provincia e le strutture del

privato accreditato. La direzione di presidio ospedaliero dell’Azienda USL gestisce un cruscotto di posti letto

presso le sedi ospedaliere di Scandiano e Correggio e la Residenza Sanitaria Riabilitativa di Albinea, con

l’obiettivo di ottimizzare i percorsi di dimissione, l’utilizzo dei posti letto e la qualità dei trattamenti

riabilitativi.

Nel 2008 l’apertura dell’Hospice ospedaliero di Area Nord presso l’Ospedale di Guastalla, consentirà di

ampliare la risposta per pazienti in fase terminale, non assistibili a domicilio e che trovano attualmente una

risposta assistenziale prevalentemente nelle strutture di medicina e lungodegenza internistica.

In ogni unità operativa ospedaliera sono attivi percorsi strutturati per la dimissione protetta verso il domicilio

o le strutture residenziali del territorio. Le procedure di dimissione sono concordate presso ciascuna struttura

ospedaliera con la direzione distrettuale ed i servizi territoriali di riferimento. È previsto un monitoraggio

annuale del rispetto delle procedure e delle dimissioni protette attivate che vengono misurate mediante un

indicatore di performance (Casi segnalati dal reparto e presi in carico al SID entro 72 ore/Casi presi in carico

al SID, segnalati e non dal reparto, per 100). Viene attribuito a ciascuna unità operativa ospedaliera un

obiettivo rispetto a uno standard e l’indicatore viene pesato e partecipa alla valutazione della performance

annuale collegata in quota parte alla remunerazione del salario di risultato. In questo modo vengono

evidenziati tutti i casi che non rispettano la procedura di dimissione protetta e per ciascuno di questi

vengono analizzate le caratteristiche degli utenti, le criticità ed i problemi emersi, le motivazioni organizzative

e strutturali. Nell’ambito della procedura di dimissione protetta il ruolo di case management viene svolto

nelle diverse unità operative dalla coordinatrice infermieristica, in collaborazione con l’assistente sociale.

Per accelerare i tempi di dimissione in alcuni ospedali (Guastalla, Castelnovo Monti) sono state attivate unità

di valutazione geriatrica (UVG) ospedaliere. La conoscenza del paziente e delle condizioni cliniche facilita la

51


valutazione dei bisogni e la definizione del piano assistenziale. Presso l’ospedale di Castelnovo Monti si è

sperimentata la gestione medica integrata dei pazienti ricoverati presso la medicina e la lungodegenza

ospedaliera e l’RSA distrettuale. Questo ha consentito di ridurre i ricoveri ripetuti provenienti dalla struttura

residenziale, grazie ad un sistema di presa in carico integrato.

L’assistenza integrata al paziente

Per quanto attiene l’organizzazione dell’assistenza integrata al paziente con ictus, sono stati implementati

percorsi di presa in carico e trattamento nell’ambito della rete provinciale dei servizi. I pazienti affetti da

stroke vengono, di norma, in fase di acuzie, ricoverati nell’ambito degli ospedali del presidio dell’Azienda USL

presso le degenze di medicina, in quanto l’unica struttura operativa di neurologia è presente solo presso

l’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia.

Sono stati condivisi percorsi della fase pre-ospedaliera tra la rete degli ospedali provinciali e l’Azienda

ospedaliera per quanto attiene alla centralizzazione dei pazienti eleggibili alla terapia trombolitica. Questi

protocolli sono stati condivisi in ambito interaziendale tra il dipartimento di emergenza urgenza, il

dipartimento interaziendale immagini, i dipartimenti internistici della provincia e l’unità operativa di

neurologia sede di una stroke unit. In particolare, grazie all’attivazione di una guardia radiologica aziendale

interospedaliera, è possibile eseguire in urgenza una TC cerebrale in ogni ospedale del presidio ospedaliero.

In ambito ospedaliero, presso le unità operative di medicina sono stati attivati posti letto monitorizzati per

garantire un’assistenza più elevata ai pazienti in fase critica. I protocolli prevedono inoltre la precoce

attivazione della componente riabilitativa, grazie alla collaborazione con il dipartimento di riabilitazione e le

singole unità operative specialistiche in ciascun ospedale. La fase riabilitativa viene normalmente gestita

nelle unità operative di lungodegenza-riabilitazione estensiva e, per i pazienti eleggibili a questo tipo di

trattamento, anche in riabilitazione intensiva presso l’ospedale di Correggio.

Per quanto attiene alla fase post-ospedaliera, questi pazienti rientrano a pieno titolo nel sistema di

dimissione protetta che vede una stretta collaborazione tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali.

L’uniformità dei percorsi è garantita dal dipartimento di riabilitazione aziendale, unico dipartimento transmurario

ospedale-territorio che gestisce, oltre ai servizi ospedalieri, anche la fase riabilitativa domiciliare e

nelle residenze protette territoriali.

1.13 Assistenza ospedaliera

Premessa

La rete ospedaliera della provincia di Reggio Emilia costituisce un sistema ben integrato tra le aziende

sanitarie pubbliche e gli ospedali privati accreditati, sviluppato senza ridondanze e capace di dare una buona

risposta ai bisogni di cura ospedaliera espressi dal territorio di riferimento.

L’obiettivo complessivo da perseguire nel 2008 concerne il consolidamento e l’ulteriore rafforzamento

dell’integrazione con l’Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova per le funzioni di 2° livello ivi presenti ed il

potenziamento dell’offerta di servizi garantiti dalla rete ospedaliera provinciale.

52


I principali obiettivi nella programmazione dell’assistenza ospedaliera dell’Azienda USL di Reggio Emilia

riguardano la riorganizzazione delle diverse aree dipartimentali orientate alla definizione di percorsi clinicoassistenziali

intra-ospedalieri, nella rete hub & spoke provinciale e con il territorio.

Area chirurgica

È prevista una riorganizzazione complessiva dell’attività di chirurgia generale presso l’Ospedale di Scandiano,

con sviluppo e potenziamento della chirurgia day surgery, video laparoscopica, proctologica e flebologica.

Il modello organizzativo prevede un’integrazione con l’equipe chirurgica dell’Ospedale di Correggio,

consentendo una ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse professionali e strutturali e un ampliamento del

bacino di utenza e della casistica di riferimento per la degenza ordinaria dell’Ospedale di Scandiano.

La collaborazione con l’Azienda Ospedaliera prevede, sempre a Scandiano, il consolidamento dell’attività di

chirurgia mammaria demolitiva e ricostruttiva, l’ampliamento della tipologia di interventi sui tessuti molli e la

ridefinizione dei percorsi di centralizzazione delle urgenze notturne e della casistica oncologica a maggiore

complessità.

Nel secondo semestre 2008 verrà attivato il nuovo comparto operatorio dell’Ospedale di Montecchio. In

questa sede ospedaliera è previsto il potenziamento dell’attività ambulatoriale e diagnostica di trattamento e

riabilitazione della patologia del pavimento pelvico.

Urologia

I dati epidemiologici indicano un trend in continuo aumento della domanda e dei bisogni di urologia, sia in

termini di visite specialistiche che di attività chirurgica. La prevalenza di patologia prostatica nella

popolazione maschile richiede di rimodulare progressivamente l’offerta di prestazioni urologiche, passando

da un modello di centralizzazione ad uno di erogazione delle prestazioni in più centri. Va consolidato e

potenziato il modello di rete che vede l’Azienda USL gestire direttamente le prestazioni ospedaliere e

ambulatoriali nei distretti di Montecchio, Guastalla e Correggio e l’Azienda Ospedaliera ASMN il rimanente

territorio provinciale. Verrà affinata la collaborazione presso gli ospedali di Castelnovo Monti, con un progetto

di attivazione in una struttura operativa semplice decentrata dell’Azienda ospedaliera, mentre a Scandiano è

prevista un’attività prevalentemente di tipo ambulatoriale e diagnostico anche a supporto dell’utenza del

Distretto di Reggio Emilia. È previsto inoltre il potenziamento dell’attività ambulatoriale svolta dall’unità

operativa complessa di urologia dell’Azienda USL presso i Distretti di Guastalla, Correggio e Montecchio.

Endoscopia digestiva

Nel 2007 per ottimizzare l’utilizzo delle risorse professionali e tecnologiche e potenziare l’offerta di

prestazioni endoscopiche cliniche e di screening, è stata istituita l’unità operativa complessa di area sud

montana per i Distretti di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.

Questo ha consentito il contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni strumentali entro i limiti previsti

con un significativo miglioramento rispetto all’anno precedente.

Prosegue, inoltre, l’audit interaziendale relativamente alla colonscopia che consente una valutazione dei

risultati e della qualità complessiva delle prestazioni erogate in tutte le sedi ospedaliere.

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Nel 2008 si prevede il consolidamento dell’offerta, la revisione con i MMG e con gli altri specialisti ospedalieri

dei criteri di appropriatezza della richiesta e l’attivazione di un protocollo clinico assistenziale di

centralizzazione e trattamento in urgenza delle emorragie digestive.

Ortopedia

La pianificazione dell’attività ortopedica tiene conto della centralizzazione per la traumatologia maggiore

(presso l’Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova), già attiva da tempo, dei dati di mobilità e dei bisogni secondo

logiche di autosufficienza della rete. A questo proposito nel 2007 è stato attivato un coordinamento

interaziendale della rete funzionale di ortopedia che ha definito i percorsi clinici della traumatologia minore,

dell’urgenza e concertato progetti di sviluppo delle competenze specialistiche e collaborazione tra i

professionisti delle due aziende (es. artroscopia di spalla). I dati di attività individuano un aumento della

attività programmata di protesica, nonché un aumento dei casi di traumatologia maggiore quale la frattura di

femore. A questo proposito è stato identificato, come indicatore di qualità dell’assistenza e appropriatezza

clinica, il trattamento chirurgico entro 72 ore della frattura di femore nei pazienti over65. Si tratta di un

obiettivo che richiede la riorganizzazione dell’attività di sala operatoria per l’ottimizzazione dei tempi e

dell’utilizzo delle sedute.

Nel 2008 si prevede di:

o consolidare e ottimizzare l’attività ortopedica attraverso una programmazione e gestione flessibile

del comparto operatorio in ambito dipartimentale, con il monitoraggio dei tempi di attesa;

o promuovere e potenziare l’esperienza dell’internista di reparto, cioè della consulenza strutturata da

parte degli internisti nel reparto degenze di ortopedia per il monitoraggio del decorso postoperatorio

e la prevenzione delle complicanze sistemiche dei pazienti sempre più anziani e con comorbilità e

pluri-patologia cronica.

Per quanto attiene all’attività specialistica ambulatoriale il consumo di prestazioni medio provinciale è

superiore alla media regionale di prestazioni per 1000 abitanti. È necessario in questo campo definire, con i

prescrittori ed in particolare i medici di medicina generale, i criteri di appropriatezza della richiesta, riducendo

sovrapposizioni e duplicazioni con le discipline affini non chirurgiche (fisiatria, reumatologia).

Ginecologia

Nel 2007 è stato attivato il programma materno infantile interdipartimentale che ricomprende l’area

ostetrico-ginecologica ospedaliera.

Il programma è una struttura in staff alle direzioni sanitarie delle due aziende ed aggrega a livello funzionale

unità operative afferenti gestionalmente a dipartimenti e macrostrutture diverse (ospedale, distretto).

Rappresenta la forma ordinaria di coordinamento e di integrazione tra funzioni ed attività riconducibili

all’area materno infantile.

Compito del programma è sviluppare azioni per il potenziamento ed il miglioramento della qualità

assistenziale nell’ambito della rete dei servizi provinciali, secondo criteri di efficacia, efficienza ed

appropriatezza riconducibili alla clinical governance. Garantisce coerenza tra le funzioni ospedaliere e

territoriali; in quest’ambito sviluppa progetti finalizzati a garantire equità ed uniformità di trattamento,

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continuità assistenziale e presa in carico globale del paziente secondo la logica dei percorsi clinicoassistenziali

integrati, della rete dei servizi organizzata per livelli assistenziali secondo il modello hub &

spoke, la collaborazione multidisciplinare e multiprofessionale e l’integrazione socio-sanitaria.

Per quanto riguarda il percorso nascita si rimanda al paragrafo specifico.

Per quanto riguarda gli altri ambiti di attività nel 2008 è previsto:

o il proseguimento dell’audit interaziendale sul carcinoma endometriale;

o la ridefinizione della organizzazione e dei percorsi per la colposcopia nell’ambito dello screening per

la prevenzione del tumore della cervice uterina;

o la definizione di percorsi clinici, diagnostico terapeutici per il trattamento della endometriosi;

o in ambito di gestione del rischio, l’attività di incident reporting nelle unità operative di ostetricia e

ginecologia ospedaliere;

o l’attivazione della vaccinazione HPV;

o il rispetto dei tempi di attesa in oncologia per gli interventi per tumore dell’utero, secondo il piano

regionale per il contenimento dei tempi di attesa (DGR 1532/2006).

Anestesia

In quest’area nel 2008 sarà ridefinito l’assetto organizzativo nella rete ospedaliera provinciale, prevedendo

secondo le logiche del modello hub & spoke, una più stretta integrazione tra le unità operative dei diversi

ospedali, con tre Strutture Complesse rispettivamente per l’area nord (Guastalla e Correggio), l’area sud

(Montecchio e Scandiano), l’area centro-montana (Reggio Emilia e Castelnovo Monti).

A livello interaziendale verrà attivato un coordinamento di rete con gli obiettivi di migliorare l’efficienza

nell’utilizzo dei posti letto di terapia intensiva e uniformare comportamenti, protocolli e procedure

diagnostico-terapeutiche ed assistenziali. Un obiettivo rilevante è il miglioramento della performance per

quanto attiene la valutazione ed il controllo del dolore in ospedale, sia nel decorso post-operatorio, sia nel

paziente cronico (vedi paragrafo specifico).

Area internistica e dei servizi

Nell’ambito della degenza internistica, i nuovi assetti organizzativi e assistenziali (Osservazione Breve

Intensiva, day service) associati allo sviluppo delle lungodegenze, configurano sempre di più per le medicine

ed i reparti internistici un orientamento al trattamento dell’acuzie.

In particolare i principali aspetti riguardano:

1. accesso: integrazione con il Pronto Soccorso/Emergenza Territoriale;

2. ruolo dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI);

3. percorsi diagnostici: utilizzo del day service – specialistica ambulatoriale;

4. percorsi terapeutici: selezione dei DH internistici da riservarsi al trattamento chemioterapico ed ad

accertamenti diagnostici invasivi;

5. degenze: orientamento all’acuzie e aree di monitorizzazione dei pazienti critici (IMA, stroke,

insufficienza respiratoria che richiede ventilazione non invasiva);

6. lungodegenza internistica;

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7. servizi specialistici: oncologia, diabetologia;

8. consulenza internistica strutturata nei reparti ortopedici.

Per quanto attiene alla degenza nelle aree di medicina generale si sono registrate criticità nell’ambito

dell’offerta di ricovero in particolari periodi dell’anno, come durante l’epidemia influenzale. Per ovviare a

queste problematiche è stato ottimizzato l’utilizzo dei posti letto con una riduzione della degenza media

ordinaria stabilmente al di sotto dei 9 giorni in tutte le sedi ospedaliere. In una logica di rete provinciale le

due aziende hanno concordato percorsi di trasferimento dei pazienti sfruttando in particolare la recettività

della sede di Scandiano, anche a supporto delle altre strutture della provincia. Si è lavorato inoltre

sull’appropriatezza dei ricoveri in collaborazione con il dipartimento interaziendale di emergenza urgenza e

sulla tempestività delle dimissioni protette con i servizi territoriali competenti.

Nelle aree specialistiche ad elevato impatto epidemiologico (diabetologia ed oncologia) l’obiettivo principale è

quello di uniformare comportamenti professionali, protocolli diagnostico-terapeutici, percorsi clinicoassistenziali

in un’ottica di migliore appropriatezza clinica ed ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse. Tutti i

dipartimenti internistici sono coinvolti nella gestione dei percorsi assistenziali del paziente cronico, in stretta

collaborazione con le cure primarie.

In ambito cardiologico nel 2007 è stato istituito il programma interaziendale specifico che nel 2008 ha

l’obiettivo di consolidare i percorsi integrati nella rete ospedaliera per quanto riguarda la gestione del

paziente acuto (IMA), del paziente cronico (scompenso cardiaco) per quanto attiene la fase diagnostica e la

fase terapeutica, la riabilitazione ed il follow-up.

Nell’ambito del programma è stato sviluppato un modello di collaborazione interdisciplinare in ambito

provinciale con la componente cardiochirurgia del privato accreditato e del policlinico di Parma. Questo

consente di valutare i singoli casi in relazione all’appropriatezza delle cure ed alla qualità clinico-assistenziale.

Un obiettivo in particolare riguarda la definizione di una linea guida concertata con il dipartimento di

emergenza urgenza per quanto attiene il percorso intraospedaliero del dolore toracico, differenziato in base

alla stratificazione del rischio. Un altro obiettivo che compete alla rete cardiologia provinciale riguarda la

progettazione ed attivazione di un sistema diffuso di telemedicina e l’implementazione di un archivio

provinciale accessibile a tutte le unità operative delle due aziende sanitarie.

Dipartimento di Diagnostica per immagini

Nell’ambito del dipartimento per immagini a fronte di una offerta sostanzialmente adeguata per quanto

attiene la radiologia tradizionale, la ecografia e la TAC, rimangono alcune aree di sofferenza per quanto

attiene alla Risonanza Magnetica, agli Ecocolordoppler vascolari, alla mammografia clinica. Per quest’ultimo

esame si prevede un ulteriore sforzo per contenere i tempi di attesa nelle donne delle fasce d’età non

ricompresse nello screening, anche se, la carenza sul mercato di professionisti formati e l’ampliamento delle

indicazioni all’effettuazione dell’esame clinico nella fascia di età pre e post screening, sono ulteriori fattori di

squilibrio tra offerta e domanda.

Per quanto attiene alla tecnologia pesante negli ultimi mesi del 2007 è stata attivata una Risonanza

Magnetica (RM) presso la sede di Scandiano. Nel 2008 si prevede di ottimizzarne l’utilizzo a pieno regime con

sedute nelle 12 ore dei giorni feriali. Nel 2007 si è proceduto alla ridefinizione del sistema di guardia

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adiologica aziendale con l’inserimento nella rotazione dei turni della sede di Guastalla che, per la

complessità della casistica afferente a questa sede ospedaliera, ha mantenuto attiva una pronta disponibilità

per l’esecuzione degli esami con contrasto.

Nel 2008 a livello dipartimentale va ampliato il repertorio degli esami refertabili in urgenza notturna e festiva

dalla guardia radiologica aziendale, aggiornando il relativo protocollo, tenendo conto delle esigenze espresse

dal dipartimento di emergenza-urgenza e dalla rete funzionale di ortopedia.

Nel 2008, infine, il dipartimento produrrà un progetto per la digitalizzazione della mammografia in tutta la

rete provinciale.

Dipartimento di Emergenza-Urgenza

Nel 2007 si è consolidata l’organizzazione integrata dei Pronto Soccorso e dell’emergenza territoriale con la

copertura del doppio turno medico nei tre Pronto Soccorso a maggior numero di accessi (Guastalla,

Scandiano e Montecchio).

Per il 2008 occorre affinare i percorsi integrati clinico-assistenziali intraospedalieri e la collaborazione nella

gestione dei casi tra Pronto Soccorso e strutture ospedaliere internistiche e chirurgiche. Obiettivo prioritario

è la definizione e l’implementazione di un protocollo diagnostico terapeutico per la gestione differenziata del

dolore toracico acuto secondo stratificazione del rischio. In ogni ospedale sarà consolidata l’esperienza della

gestione integrata con l’area internistica dell’osservazione breve intensiva (OBI).

Nell’ambito del progetto PRIMARER per la diagnosi tempestiva dei casi eleggibili alla PTCA (IMA ST sopra)

occorre potenziare l’utilizzo del sistema di trasmissione dei tracciati elettrocardiografici dalle sedi di Pronto

Soccorso e dalle automediche sul territorio.

Per il territorio di area montana è previsto lo studio di fattibilità per l’attivazione della trombolisi sul territorio.

Posti letto ospedalieri

Nella provincia Reggio Emilia è ampiamente rispettato lo standard di riferimento regionale di 4,725 posti

letto per 1000 abitanti, con una significativa differenza rispetto alla media regionale.

Anche in considerazione del progressivo incremento della popolazione residente nella provincia di Reggio

Emilia negli ultimi anni (+60.830 dal 2000, pari al +13,5%), sono presenti criticità nella dotazione di posti

letto, in particolare per quanto attiene la degenza internistica e la lungodegenza-riabilitazione estensiva.

Posti letto Azienda Posti letto Azienda Posti letto Privato Totale posti letto

USL di Reggio Emilia Ospedaliera ASMN accreditato provinciali

720 904 143 1.767

Totale posti letto

provinciali

Residenti provincia

di Reggio Emilia al

01/01/2008

1.767 510.115 3,464

Indice totale

posti letto per

1000 abitanti

57


Posti letto

lungodegenza AUSL di

Reggio Emilia

Posti letto

lungodegenza

ASMN

Posti letto

lungodegenza

Privato

accreditato

Posti letto

lungodegenza

totali in provincia

di Reggio Emilia

113 48 64 225 0,441

Indice posti letto

lungodegenza per

1000 abitanti

Nel 2008 è prevista l’attivazione di 11 posti letto aggiuntivi codice 56 di riabilitazione intensiva neurologica

presso l’Ospedale di Correggio.

Per mantenere il rispetto dello standard è stato contestualmente ridotto un numero analogo di posti letto per

acuti nell’ambito dei 5 stabilimenti che costituiscono il presidio ospedaliero provinciale.

Sempre nel 2008 è prevista l’attivazione di 14 posti letto di Hospice ospedaliero presso l’Ospedale di

Guastalla, che consentiranno di aumentare l’indice di posti letto dedicati alla lungodegenza, ad oggi in

provincia di Reggio Emilia inferiore allo standard ottimale.

Liste di attesa per ricoveri ospedalieri

Nel corso del 2007 è stata portata a regime in tutti gli ospedali del presidio ospedaliero dell’Azienda USL la

prenotazione informatizzata delle prestazioni di ricovero, in coerenza con quanto previsto dal progetto

regionale SIGLA. In quest’ambito l’Azienda ha partecipato alle iniziative e ai gruppi di lavoro regionali.

Per quanto attiene al rispetto dei tempi di attesa massimi previsti dalle disposizioni regionali ed in particolare

per l’area oncologica si è provveduto già nel 2007 a:

1. inserire tali obiettivi nelle schede di budget per ciascuna unità operativa interessata (oncologie,

chirurgie, ortopedie, oculistica, ecc.);

2. pesare tali indicatori nella valutazione complessiva della performance di ciascuna unità operativa,

vincolando tali obiettivi alla remunerazione di quota parte del salario di risultato;

3. effettuare un monitoraggio trimestrale sull’andamento di questi indicatori;

4. richiamare la massima attenzione circa la definizione della data di prenotazione in corrispondenza

del momento in cui il paziente è nelle effettive condizioni di essere sottoposto ad intervento

chirurgico, avendo eseguito gli eventuali trattamenti (es. chemioterapia e/o radioterapia adiuvante)

ed approfondimenti diagnostici (es. istopatologia, stadiazione) necessari a rendere possibile

l’intervento medesimo;

5. evidenziare e rivedere analiticamente, nell’ottica del punto 4, i casi che non rispettano lo standard

fissato.

Emergenza territoriale

Nel corso del 2008 il dipartimento interaziendale di emergenza urgenza verrà coinvolto nell’avvio dei due

importanti progetti regionali relativamente all’attivazione della rete radio multiservizi R3 in tecnologia TETRA

e l’accreditamento del soccorso territoriale e del trasporto non urgente svolto a mezzo ambulanza.

Per quanto riguarda il miglioramento dell’appropriatezza d’uso dei servizi di emergenza, tra le strategie

messe in atto per rallentare il fenomeno degli accessi impropri al Pronto Soccorso, vi sono le seguenti azioni:

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1) Ideazione e implementazione del progetto guardi@medica

L’Accordo Collettivo Nazionale della medicina generale siglato in data 23 marzo 2005 promuove forme

sperimentali e progetti atti a garantire una assistenza territoriale sulle 24 ore. La novità più saliente

riguarda il contesto della Continuità Assistenziale (CA), per la quale la nuova Convenzione prevede di

rinnovare un servizio che non risponde più ai bisogni della cittadinanza e a riqualificarlo attraverso una

serie di interventi mirati. Ciò a cui si punta è la collaborazione tra MMG e medici di CA nella gestione di

casi critici, comunicazione interdisciplinare resa fluida dai mezzi informatici, supporto e rinforzo delle

risorse laddove si vengano a configurare dei momenti di criticità.

Il progetto guardi@medica è stato ideato per rispondere a queste esigenze, cercando di raggiungere i

seguenti risultati:

• ottimizzare l'organizzazione dell'assistenza h 24 per pazienti dei MMG e PLS in ADI e ospiti di

Strutture protette con patologie croniche che richiedono una partecipazione di più figure

professionali con il coinvolgimento del medico di CA;

• ottimizzare il passaggio di consegne tra il MMG, PLS e il medico di CA sulle casistiche che

presentino maggiori criticità cooperando nella gestione di tali pazienti e riducendo il ricorso

all’ospedalizzazione;

• agevolare la comunicazione tra gli attori coinvolti nel processo di cure domiciliari favorendo anche

la comunicazione con il SID ed eventuali Servizi sociali coinvolti.

Per attuare il progetto è necessario individuare i casi critici presenti in un nucleo di cure primarie e

costruirne un elenco on line da mettere a disposizione degli operatori sanitari coinvolti nell'assistenza del

caso, in particolare ai medici di CA; oltre al numero dei pazienti si forniranno elementi utili alle decisioni

diagnostico-terapeutico-assistenziali da parte di tutti con peculiare riferimento al piano assistenziale

integrato, ai problemi attivi del paziente e agli obiettivi connessi al caso. Compito dei curanti e del medico

di CA, opportunamente formato, sarà quello di mantenere aggiornato un data base di casi consultabile e

aggiornabile on line da mettere a disposizione dei colleghi e da conservare come cartaceo presso le sedi

di guardia. Tale data base, costantemente aggiornato dovrà essere il prodotto di un lavoro di gruppo tra

MMG, MCA, PLS e Servizio Infermieristico Domiciliare. Tale data base dovrà avere un supporto informatico

per consentire un aggiornamento rapido e in tempo reale di eventuali modificazioni di quadri critici.

Nel corso del 2008 il progetto verrà sperimentato in un Nucleo di cure primarie dell’Azienda USL (S.Polo-

Canossa, appartenente al distretto di Montecchio).

2) Istituzione di una sede di Nucleo Cure Primarie nei pressi dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia.

La creazione della sede di un Nucleo di Cure Primarie presso l’ex ospedale Spallanzani, nei pressi

dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, nella quale trovano collocazione anche una Medicina di

Gruppo e il Servizio Infermieristico Domiciliare, punta a fornire una presenza del MMG di 12 ore, dalle 8

alle 20, per garantire una maggiore accessibilità e disponibilità agli assistiti in carico al NCP. Presso tale

sede i pazienti possono recarsi per trovare risposta a problematiche croniche, cliniche-organizzative,

ma anche ambulatoriali urgenti (corrispondenti a codici bianchi), senza doversi recare al vicino Pronto

Soccorso.

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Gestione della casistica cronica ad elevato consumo di risorse di ricovero

È in corso un progetto relativamente al management dello scompenso cardiaco che coinvolge le cure

primarie e la componente ospedaliera. Gli obiettivi sono:

1. gestire i percorsi dei pazienti nell’ottica di una stretta integrazione tra territorio ed ospedale e

garantendo la presa in carico e la continuità assistenziale centrata sui bisogni del paziente;

2. gestire il setting assistenziale più appropriato e promuovere modelli innovativi di gestione con

l’obiettivo di prevenire e minimizzare il ricorso al ricovero ospedaliero.

Il progetto, che prevede di individuare un individuare un set di indicatori di processo e di risultato per il

monitoraggio e la valutazione della performance, è stato declinato in modo esaustivo nella parte riguardante

le cure primarie.

Attività di controllo sulle cartelle cliniche

Un obiettivo rilevante per l’anno 2008 riguarda il miglioramento della tenuta e compilazione della

documentazione sanitaria ed in particolare delle cartelle cliniche. Proseguirà l’audit strutturato che vede la

collaborazione tra operatori dello staff aziendale, direzioni sanitarie ospedaliere e professionisti delle diverse

unità operative dipartimentali. Sono previsti periodici controlli su campioni significativi di cartelle cliniche in

tutte le unità operative di degenza del presidio. Vengono valutati in particolare la completezza di

compilazione per quanto attiene la prescrizione terapeutica e la presa visione degli esami richiesti. Attraverso

periodici incontri della direzione di presidio e dello staff programmazione e controllo con i responsabili e i

professionisti delle diverse unità operative ospedaliere, vengono valutati inoltre l’appropriatezza della codifica

della Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO), il case mix, i DRG a rischio di in appropriatezza.

In continuità con l’anno 2007 proseguirà poi, a cadenza trimestrale, l’attività di controllo sui produttori

esterni pubblici e privati accreditati in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 88 comma 2 della Legge

388/2000 e dall’Allegato 7 della DGR 2126/2005, al fine di prevenire comportamenti opportunistici ed

incrementare il livello di appropriatezza delle prestazioni ospedaliere.

I controlli sono volti a verificare:

• completezza e correttezza formale della cartella clinica e della scheda di dimissione ospedaliera;

• congruità tra contenuto della cartella clinica e SDO;

• corretta compilazione della SDO sulla base della revisione 2007 delle “Linee Guida per la compilazione

e la codifica ICDIX-CM” ai fini dell’attribuzione del DRG;

• appropriatezza del regime di erogazione della prestazione (ordinario, day hospital, ambulatoriale) e

durata della degenza volta a ridurre i ricoveri inappropriati;

• appropriatezza delle indicazioni all’intervento e/o alle procedure effettuate.

Le risultanze dell’attività svolta comportano la discussione delle criticità rilevate con i singoli produttori, la

proposta di opportuni correttivi organizzativi e assistenziali da adottare per il miglioramento dei profili di

assistenza e di qualità delle prestazioni erogate, nonché, laddove necessaria, contestazione formale

relativamente al regime tariffario applicato.

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Servizi in rete per le cure palliative nella fase terminale della vita e ospedali senza

dolore

Hospice e rete delle cure palliative

È previsto nel 2008 l’apertura dell’Hospice ospedaliero di Guastalla con una dotazione di 14 posti letto che

vanno a potenziare l’offerta già presente nel territorio provinciale con l’Hospice territoriale convenzionato di

Albinea. Secondo il modello già realizzato presso l’Hospice Madonna dell’Uliveto di Albinea, la responsabilità

gestionale sarà affidata ad un coordinatore infermieristico e la responsabilità clinica e terapeutica dei pazienti

sarà posta in capo ad un gruppo di Medici di Medicina Generale, che si potranno avvalere delle consulenze

dei medici ospedalieri e dei servizi generali e diagnostici dell’ospedale. Si realizza, di fatto, un modello di

ospedale aperto alla collaborazione con i professionisti delle cure primarie e che privilegia la continuità

assistenziale del paziente rispetto alla struttura e alla classica organizzazione ospedaliera. In una fase iniziale

l’Hospice di Guastalla sarà rivolto principalmente a malati oncologici, ma si prevede che in futuro potrà

accogliere anche malati con altre patologie.

Comitato per l’ospedale e il territorio senza dolore

L’azienda USL di Reggio Emilia fin dal 2006 ha allargato il Comitato ospedale senza dolore in “Comitato

ospedale e territorio senza dolore”, inserendo all’interno del Comitato anche rappresentanti dei MMG e dei

servizi infermieristici domiciliari. Nel corso del 2007 è stata realizzata la formazione congiunta di tutti i

professionisti coinvolti nella gestione del dolore nei Distretti di Correggio e di Guastalla (oltre 600 operatori

tra personale medico ed infermieristico ospedaliero e territoriale). La scelta di iniziare la formazione in questi

distretti è stata fatta in previsione dell’apertura dell’Hospice di Guastalla. Questa esperienza formativa ha

consentito una maggiore integrazione tra ospedale e territorio per la condivisione di protocolli e terapie

nell’ottica di creare un sistema integrato per il trattamento del sintomo “dolore”, anche con una migliore

continuità assistenziale.

Per l’anno 2008 si prevede di estendere l’esperienza anche ad altri distretti.

Per quanto riguarda il trattamento del dolore post-operatorio nell’anno 2008 si prevede una revisione delle

linee guida e dei protocolli di trattamento, basata sull’analisi di efficacia delle terapie e sul controllo degli

effetti collaterali, all’interno dei dipartimenti chirurgici ospedalieri.

Per quanto riguarda la gestione del dolore “cronico benigno”, nel corso del 2007 l’Azienda USL di Reggio

Emilia ha implementato il numero di centri che sono in grado di trattare tale tipo di patologia; per il 2008 si

prevede di costruire dei percorsi specifici per indirizzare verso strutture di più elevata specializzazione quella

parte di pazienti che, per la loro complessità, non possono essere trattati presso i centri dell’Azienda USL.

1.14 Il percorso nascita

Nell’anno 2007 è stato attivato il programma materno infantile interaziendale come progetto di integrazione

tra le diverse componenti delle due aziende appartenenti all’area.

Obiettivo fondamentale è l’integrazione dei percorsi clinico-assistenziali e l’organizzazione dei servizi

nell’ambito della rete provinciale, in particolare per quanto attiene al percorso nascita.

61


Il programma è strutturato in due commissioni (Salute donna e Salute infanzia) e in cinque coordinamenti

specialistici che riguardano: la ginecologia ospedaliera, i consultori familiari, la pediatria ospedaliera, la

pediatria di comunità, la neuropsichiatria infantile. Rappresentanze dei pediatri di libera scelta e dei MMG

sono previste sia nelle commissioni che nei coordinamenti specialistici.

Nel 2007, in ambito consultoriale, si è consolidato ed esteso a tutte le strutture consultoriali il progetto

“gestione ostetrica della gravidanza fisiologica”. Un obiettivo per il 2008 è quello di uniformare i criteri di

selezione e inclusione delle pazienti.

Presso i Distretti e gli ospedali di Montecchio e Scandiano è stato attivato il progetto “screening del diabete

gestazionale” con la definizione dei percorsi clinico-assistenziali delle gestanti che coinvolgono i consultori

familiari, i servizi di diabetologia e le unità operative ospedaliere di ostetricia.

Nell’ambito del coordinamento interaziendale di ostetricia e ginecologia è proseguito l’audit sulle cartelle

cliniche relativamente alla appropriatezza di utilizzo del taglio cesareo.

Un gruppo di lavoro interaziendale e multidisciplinare ha elaborato le linee guida sull’appropriatezza

dell’assistenza al travaglio di parto, che sono state presentate ai professionisti delle due aziende sanitarie

pubbliche della provincia nell’ambito di diversi incontri.

Nell’ambito della corretta ed appropriata compilazione della documentazione clinica, si è provveduto ad

uniformare a livello aziendale la modulistica relativa al consenso informato in ambito ostetrico-ginecologico.

Per quanto attiene al controllo del dolore in travaglio di parto, in coerenza con la DGR 1921 del dicembre

2007, si è provveduto ad attivare percorsi formativi negli ospedali del presidio dotati di punti nascita per

quanto attiene alle metodiche alternative al parto in analgesia epidurale (travaglio in acqua, assistenza one

to one).

Per il 2008, oltre al consolidamento di tutte le attività descritte, per quanto riguarda il percorso nascita si

procederà all’attivazione di progetti ed azioni nell’ambito della rete dei servizi provinciali, relativamente a:

1. definizione dei percorsi di fisiopatologia prenatale in particolare per quanto attiene l’offerta di

ecografie del secondo trimestre (cosiddette morfologiche) di I e II livello;

2. revisione dei percorsi per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) relativamente alle indicazioni

terapeutiche;

3. attivazione entro l’anno di una metodica non farmacologica in ogni punto nascita nel controllo del

dolore in travaglio di parto.

In ambito neonatale verrà attivato lo screening uditivo neonatale che vede l’esecuzione dei test di I livello

(otoemissioni acustiche) presso tutti i punti nascita della provincia, con un II livello diagnostico (potenziali

evocati uditivi) e terapeutico (protesizzazione acustica) presso l’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia.

1.15 La gestione del rischio

I progetti fondamentali del programma sicurezza del sistema di cura sono individuati sulla base di indicazioni

regionali, di indicazioni di letteratura e di criticità rilevate a livello aziendale o interaziendale.

In generale, le attività sviluppate sono rivolte a prevenire o contenere i danni ai pazienti connessi all’attività

assistenziale e le azioni previste sono prevalentemente di carattere organizzativo o tecnico-professionale.

62


Mediazione dei conflitti

Proseguirà l’attività di ascolto, secondo le modalità definite nella procedura che sarà formalizzata nel 2008.

Sarà successivamente diffusa a livello aziendale l’informazione sulla presenza dell’attività e sulle modalità di

attivazione. L’attività di ascolto e mediazione si integra con le altre attività inerenti la gestione del rischio.

Gestione extragiudiziale del contenzioso

Prosegue l’applicazione della procedura definita nel corso del 2007. Si prevede un potenziamento dell’attività

di ascolto, in termini di numerosità dei casi affrontati.

Gestione degli incidenti rilevanti e sistema di segnalazione di Incident reporting

Sarà sviluppata una procedura per la gestione degli eventi avversi rilevanti (segnalazione, ruolo dell’Unità di

gestione del rischio, analisi delle cause, relazione con i cittadini, attivazione di interventi di miglioramento).

Sarà ripresa l’attività di analisi dei casi di contenzioso da parte dell’Osservatorio aziendale per l’analisi del

rischio, con produzione di osservazioni e proposte per la Direzione Sanitaria e per le strutture interessate.

Proseguirà l’attività dello stesso Osservatorio di revisione annuale di tutti i reclami pervenuti e delle relative

risposte.

Verrà proseguita l’attività di analisi delle cause profonde (RCA) su incidenti rilevanti, finalizzata

all’individuazione e all’adozione di interventi di miglioramento.

Saranno estese la formazione e la partecipazione al sistema di segnalazione spontanea ad altre Strutture

operative, seguendo la priorità dettata dal processo di accreditamento delle stesse. Saranno sperimentate

anche altre formule di segnalazione di errori e quasi errori.

Formazione sulla gestione del rischio

Proseguiranno le iniziative formative sugli aspetti generali della gestione del rischio e i sistemi di incident

reporting secondo il calendario previsto per il processo di accreditamento.

Nel 2008 sarà effettuata (o completata/ripresa, a seconda delle specifiche situazioni) la formazione per le

Direzioni sanitarie ospedaliere, i Dipartimenti chirurgici, il Dipartimento Salute Mentale, ivi inclusi i SerT,

l’Hospice di Guastalla.

Dipartimento Emergenza Urgenza. L’attività formativa è compresa nell’ambito di un progetto dipartimentale

più vasto, volto innanzitutto ad individuare con la tecnica FMECA le principali criticità in termini di rischio

clinico, e quindi ad individuare i temi sui quali avviare interventi di aumento della sicurezza. Nell’ambito di

tale progetto sarà definita e adottata anche la procedura per la gestione clinica del dolore toracico. La

formazione ha quindi il significato di un sostegno metodologico a lungo termine.

Nell’ambito dell’accordo con l’Azienda Ospedaliera ASMN sulla formazione per la gestione del rischio, sarà

completato il ciclo di iniziative per dirigenti e referenti sanitari, sempre da parte di operatori dell’Unità di

gestione del rischio dell’Azienda USL.

Sarà predisposto un pacchetto formativo dedicato agli operatori neoassunti, che sarà inserito nei corsi

obbligatori previsti ai sensi del D Lgs 626/94 per detti operatori.

63


Gestione della documentazione sanitaria e sviluppo della partnership con il paziente

Documentazione sanitaria: prosegue l’audit sulla cartella clinica. E’ prevista la revisione della procedura

aziendale, sulla base delle risultanze dell’audit 2007.

Partnership con il paziente: Prosegue la verifica della modulistica di consenso informato presente nelle

cartelle cliniche.

Saranno promosse iniziative di verifica dei soddisfazione dei cittadini in merito alle informazioni ricevute

prima dell’intervento chirurgico. Saranno attivate iniziative formative sull’acquisizione del consenso

informato.

Sarà aggiornata la procedura per il consenso informato, con aspetti inerenti il consenso da parte di stranieri

e con l’ampliamento della modulistica specifica predefinita.

Sarà ampliata ulteriormente la modulistica per l’acquisizione del consenso informato, con particolare riguardo

a: area chirurgica, risonanza magnetica con mezzo di contrasto, modulistica plurilingue per persone

immigrate.

Sicurezza nell’uso dei farmaci

Prosegue la sperimentazione della gestione clinica dei farmaci informatizzata, nell’ospedale di Correggio e

presso l'Ostetricia/Ginecologia/nido dell'ospedale di Scandiano.

Prosegue nel Dipartimento Medico di Scandiano il progetto di redazione informatizzata della lettera di

dimissione.

Verrà definita e adottata la procedura di gestione della terapia antiblastica (con i principali passaggi

informatizzati).

Verrà aggiornata la modalità di richiesta motivata personalizzata di alcuni antibiotici, che sarà finalizzata, non

solo al controllo della spesa ma anche all’appropriatezza prescrittiva, con definizione del protocollo in

collaborazione con la Struttura di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera.

Pratiche specifiche di gestione del rischio clinico

Accesso al comparto operatorio dei pazienti ricoverati il giorno stesso dell’intervento.

Valutazione degli aspetti per il corretto adempimento dei seguenti punti:

- Identificazione del paziente, della sede e dell’intervento;

- acquisizione del consenso informato;

- completezza di compilazione della cartella clinica, specie per i dati clinico-anamnestici.

Identificazione del paziente, di sede e di intervento. Aggiornamento/definizione delle procedure/IO in

riferimento alle pratiche sanitarie invasive, in tutti i Dipartimenti interessati.

Applicazione tecnica FMECA a progetti specifici individuati dai Dipartimenti (tra i quali il Dipartimento di

Emergenza Urgenza)

Censimento delle attività svolte in tema di gestione del rischio in tutte singole strutture

64


Sicurezza degli operatori

Sorveglianza sanitaria

Oltre all’attività consolidata di Sorveglianza sanitaria quadriennale del personale sanitario, preassuntiva con

medico SIP, tirocinanti facoltà infermieristica, nel 2008 si prevede di estendere la tutela ad altre categorie di

lavoratori equiparati ai dipendenti: tirocinanti specializzandi in medicina (in corso), altre categorie.

Formazione sulla sicurezza del lavoro

Oltre alla formazione tradizionale d’aula relativa all’antincendio e ai piani d’emergenza, per il 2008 saranno

predisposti pacchetti formativi in FAD su diverse tematiche: sicurezza videoterminalisti, autorizzazione,

formazione sulla sicurezza per i neoassunti, rischi particolari, formazione per dirigenti e preposti a seguito del

nuovo testo unico. Vantaggi della FAD: logistici e tempestività dell’offerta.

Utilizzo di indicatori desumibili dalle SDO e/o dai DRG

Proseguirà l’utilizzo dell’indicatore legato alla mortalità nelle patologie a bassa letalità.

Verrà sperimentata l’analisi dei casi “Failure to rescue”, cioè dei decessi potenzialmente evitabili avvenuti

come conseguenza di importanti patologie, subordinata alla conferma da parte dell’Azienda Ospedaliera

Niguarda della sottoscrizione di un progetto comune, per l’elaborazione informatizzata del data base.

Sorveglianza e controllo delle infezioni associate alle pratiche assistenziali. Gestione

delle infezioni

Infezioni della Ferita Chirurgica (IFC). Prosecuzione della sorveglianza con le stesse modalità del 2007.

Prosecuzione audit sull’antibioticoprofilassi della IFC.

Aggiornamento della linea guida aziendale sull’antibioticoprofilassi, che dovrà indicare in modo integrato

anche le raccomandazioni per la profilassi dell’endocardite batterica.

Attivazione di misure di contenimento del tasso di IFC da parto cesareo, risultato nel 2007 superiore

all’atteso in alcuni ospedali.

Adozione nel Dipartimento chirurgico dell’ospedale di Guastalla delle misure di profilassi non farmacologica

delle IFC: controllo glicemico e normotermia perioperatori, ossigenoterapia post-operatoria.

Lavaggio delle mani: revisione della procedura aziendale. Prosecuzione del monitoraggio e della promozione

di comportamenti corretti. Compatibilmente con la disponibilità da parte dell’Università di Modena e Reggio,

prosecuzione dell’audit sulle buone pratiche di lavaggio delle mani.

Antisepsi e disinfezione

Condivisione con i RIDT e i farmacisti del catalogo ristretto di disinfettanti e antisettici, e successiva

formalizzazione e adozione in tutta l’Azienda.

Monitoraggio delle infezioni nelle strutture socioassistenziali. Sarà effettuato il monitoraggio delle principali

infezioni associate alle pratiche assistenziali in buona parte (o in tutte) le strutture convenzionate, con

metodologia standardizzata a livello aziendale.

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Incidenti a rischio biologico

Proseguirà la sorveglianza. I dati, elaborati e commentati, saranno diffusi a tutte le Strutture, con gli

opportuni suggerimenti rivolti a rimuovere i principali determinanti del rischio.

Prevenzione e trattamento delle Lesioni da Decubito

- revisione della procedura;

- individuazione e formalizzazione della figura dell’infermiere consulente;

- informatizzazione della rilevazione dell’incidenza sul presidio ospedaliero e su alcune unità operative

territoriali;

- conduzione dell’audit sulla procedura;

- presentazione ai Dirigenti e Operatori dell’Azienda USL ed Enti Gestori dei dati raccolti nelle rilevazioni

effettuate.

Prevenzione e monitoraggio cadute dei pazienti

- avvio sperimentazione della scheda di rilevazione cadute c/o le sedi individuate;

- individuazione e sperimentazione di schede per la valutazione del rischio di caduta;

- adattamento ed implementazione di una linea guida aziendale sulla prevenzione delle cadute;

- formazione degli operatori.

Altre iniziative

Progetto di formazione sul campo sulla sicurezza dei farmaci c/o il Dipartimento chirurgico di Castelnovo

Monti:

- sperimentazione della nuova scheda di terapia rispondente ai requisiti di sicurezza ed uniforme per il

Dipartimento;

- raccolta dati tipo incident reporting sui principali eventi e near miss legati al processo di gestione

farmaci;

- confronto con i dati della precedente rilevazione.

Progetto di formazione-intervento interaziendale Dipartimento Emergenza Urgenza rivolto alla identificazione

e al trattamento dei rischi connessi ai principali processi sanitari c/o i Pronto Soccorso provinciali, Centrale

operativa 118 e medicina d’urgenza. Analisi dei processi mediante tecnica FMEA-FMECA e attivazione di cicli

di miglioramento della qualità.

Progetto di audit sulle buone pratiche di lavaggio delle mani (in collaborazione con UNIMORE), c/o gli

ospedali di Guastalla e Montecchio.

Prosecuzione e conclusione del progetto “Trasferimento di buone pratiche per il potenziamento degli

strumenti applicabili alla gestione del rischio nelle organizzazioni sanitarie”. Si tratta di un progetto di

gemellaggio A.G.I.R.E. POR tra Agenzia Sanitaria della Regione Emilia Romagna – Area Qualità e

Accreditamento, e Regione Campania- Assessorato alla Sanità, sostenuto dal Ministero della Salute e

finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Periodo di realizzazione del progetto: settembre 2007-

giugno 2008 (avvio del gemellaggio il 13 dicembre 2007).

66


La partecipazione prevede sia attività formativa, in collaborazione con l’Agenzia Sanitaria dell’Emilia

Romagna, realizzata in Regione Campania, ai referenti della Regione Campania e delle Aziende Sanitarie

campane, sia il supporto a distanza, sia incontri in Agenzia Sanitaria dell’Emilia Romagna, che nelle Aziende

dell’Emilia Romagna partecipanti, tra cui l’Azienda USL di Reggio Emilia.

1.16 Ricerca, Innovazione e Formazione

L’innovazione tecnologica e clinico-organizzativa

Per l’Azienda USL di Reggio Emilia il compito fondamentale affidato alla ricerca e all’innovazione è in primo

luogo quello di migliorare la relazione esistente fra offerta di prestazioni sanitarie, uso efficace dei servizi e

bisogni di salute della popolazione. In questo senso sia l’attività di ricerca clinica che quella clinicoorganizzativa

hanno l’obiettivo di descrivere e valutare le necessità sanitarie della popolazione, di individuare

le priorità di risposta a tali necessità, di migliorare gli aspetti organizzativi delle risposte in modo da

massimizzare gli esiti in termini di qualità ed accessibilità dei servizi, di efficacia ed appropriatezza delle cure

e di guadagni di salute. Per il 2008 si intende investire sulle seguenti aree:

• consolidamento dell’infrastruttura aziendale per la ricerca e l’innovazione;

• implementazione dell’anagrafe aziendale delle attività di ricerca;

• partecipazione alle diverse articolazioni delle attività dell’ORI.

L’infrastruttura aziendale per la ricerca e l’innovazione

L’infrastruttura “Ricerca e Innovazione” ha l’obiettivo di contribuire alla definizione e alla programmazione

delle attività di ricerca sanitaria, di sviluppo organizzativo e di promozione della salute; essa svolge inoltre

una funzione di “ponte” fra il Collegio di Direzione, cui spetta la scelta, l’adozione e il governo

dell’innovazione e le strutture organizzative, in quanto luoghi preposti ad accogliere la ricerca e

l’innovazione. Per ottimizzare la capacità di scelta e di governo della ricerca sarà creato un gruppo aziendale

tecnico-professionale che avrà il compito di supportare il Collegio di Direzione nelle decisioni riguardanti le

priorità di ricerca e l’introduzione di nuove tecnologie ad elevato impatto clinico, organizzativo ed economico.

Principali azioni previste nel 2008:

• fornire supporto metodologico agli operatori allo scopo di favorire la partecipazione aziendale ai

progetti sviluppati dal programma regionale PRIER (Programma Ricerca e Innovazione Emilia-Romagna)

e di facilitare l’adesione dell’Azienda ai bandi di ricerca regionali e nazionali (Modernizzazione, Ricerca

Finalizzata, AIFA e Ricerca Regione-Università);

• favorire la partecipazione degli operatori a percorsi formativi sui temi della metodologia della ricerca

in ambito sanitario con particolare riferimento alle iniziative sviluppate all’interno del programma di

ricerca Regione-Università 2007-2009;

• realizzare sinergie e forme di coordinamento della ricerca a vari livelli. In particolare, si vuole

favorire la collaborazione con l’organizzazione del Medici di Medicina Generale, l’Azienda Ospedaliera S.

Maria Nuova e le aziende sanitarie dell’Area Vasta Emilia Nord. Nell’accordo locale con i MMG è stata

inserita una specifica area d’intervento sulla ricerca che coinvolge i Dipartimenti di Cure Primarie.

67


Nell’ambito della collaborazione fra l’Azienda USL e l’IRCCS sull’oncologia sarà creato un gruppo tecnico

interdisciplinare cui verrà affidato il compito di favorire lo sviluppo di attività di ricerca su tre linee

principali: la valutazione d’impatto di tecnologie avanzate; la costruzione di modelli assistenziali

innovativi e l’individuazione degli aspetti multidisciplinari della malattia oncologica. Infine le aziende

sanitarie dell’Area Vasta Emilia Nord hanno dato vita a due gruppi di lavoro che avranno il compito di

favorire il coordinamento sui temi del Technology Assessment e della ricerca sanitaria.

Anagrafe aziendale delle attività di ricerca e di sviluppo

L’Azienda USL di Reggio Emilia partecipa con altre aziende della Regione al progetto finalizzato all’attivazione

di un’anagrafe informatizzata delle attività di ricerca che garantisca una visione unitaria e che renda

omogenee le procedure relative alla loro tracciabilità nelle aziende ospedaliere e sanitarie territoriali della

regione. Questo progetto prevede il coinvolgimento dell’Azienda USL di Reggio Emilia nelle seguenti attività

da svilupparsi nel 2008:

• la condivisione di un dataset minimo di informazioni da raccogliere a livello regionale e la definizione di

un tracciato record;

• la creazione di un software aziendale compatibile con le informazioni richieste e l’inserimento dei dati nel

sito Web allestito dall’Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale;

• la partecipazione alla fase operativa sperimentale di utilizzo e di monitoraggio del database.

Nel 2008 proseguirà il monitoraggio delle attività di ricerca prevalenti.

La costruzione di un’anagrafe aziendale della ricerca che consenta anche una visione unitaria a livello

regionale contribuirà a:

• dare evidenza alle competenze e alle capacità innovative espresse dall’Azienda;

• migliorare le capacità di costruire e consolidare network collaborativi, al fine di produrre risultati rilevanti

per il miglioramento della qualità ed appropriatezza delle prestazioni;

• sviluppare la capacità ideativa e progettuale, e incentivazione delle forme di collaborazione tra network

di ricerca e Aziende sanitarie;

• identificare delle aree prioritarie di ricerca e di bisogno formativo;

• individuare le tecnologie innovative coerenti con l’attività dell’Osservatorio regionale sull’Innovazione.

• rendere possibile l’opportuna rendicontazione delle attività di ricerca nel Bilancio di Missione aziendale e

la creazione del database regionale.

La ricerca

Viene garantita la partecipazione aziendale alle attività dei registri operanti a livello regionale.

Registro protesi d’anca (RIPO) e spalla

È stata, negli anni, garantita la corretta alimentazione del registro anche attraverso controlli interni di

coerenza tra banca dati SDO e RIPO per garantire completezza e qualità del dato. Continuerà ad essere

garantita la partecipazione alle attività del registro nel rispetto dei tempi e delle modalità previste.

Registro pazienti con gravi cerebrolesioni (GRACER)

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L’Azienda USL di Reggio Emilia partecipa alla rete regionale GRACER e alimenta il flusso informativo

attraverso 3 articolazioni del Dipartimento di Riabilitazione: spoke A: Guastalla (sede di Rianimazione), spoke

HS: Correggio (Riabilitazione Neurologica Intensiva), spoke T: Territorio (servizi di medicina riabilitativa

territoriali), ognuna con un suo Referente. L’impegno è arrivare a regime entro il 2008, soddisfacendo il

debito informativo concordato a livello regionale.

Registro sepsi in terapia intensiva

L’Azienda USL di Reggio Emilia partecipa al progetto LASER – lotta alla sepsi in Emilia Romagna – promosso

dall’Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale nell’ambito del Programma Ricerca ed Innovazione in Emilia

Romagna - PRI-ER.

Il progetto è stato sviluppato nell’Ospedale di Guastalla, individuato dall’Azienda USL per la presenza di posti

letto di terapia intensiva e per tipologia quali-quantitativa dei servizi offerti.

Il “Team Sepsi”, gruppo multidisciplinare individuato dalla Direzione Sanitaria aziendale per sviluppare il

progetto formativo a livello locale, ha seguito, nel corso del 2007, il programma formativo promosso

dall’Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale e successivamente ha elaborato il progetto nell’Ospedale di

Guastalla formando, tra il mese di ottobre 2007 e marzo 2008, medici, infermieri e farmacisti.

Nel percorso organizzativo il Team Sepsi si è avvalso anche delle competenze del CIO dell’Azienda USL e di

un referente medico dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia.

Il gruppo multiprofessionale ha inoltre aderito a sottogruppi di lavoro (Panel “Raccomandazioni per il

controllo della glicemia nel paziente con sepsi severa/shock settico”), costituitisi in un secondo tempo

nell’ambito del progetto LASER e volti alla individuazione di raccomandazioni utili a migliorare la diagnosi e a

ridurre la mortalità per sepsi e shock settico.

Il Team è attualmente impegnato, oltre che nella ricerca di pratiche diagnostico terapeutiche volte a ridurre

la mortalità per sepsi e shock settico, anche nel sistema di sorveglianza delle infezioni nelle terapie intensive.

La formazione

Per quanto riguarda la formazione, l’Azienda USL di Reggio Emilia nel 2008 ha come obiettivo prioritario di

accreditarsi come provider ECM.

A questo fine, in attesa della definizione dei requisiti previsti per l’accreditamento, rinnoverà la certificazione

ISO 9001/2000 ottenuta nel 2003. Particolare importanza sarà data ai contributi collaborativi ai tre gruppi di

lavoro, promossi dall’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale, finalizzati a definire il set di requisiti per

l’accreditamento, la struttura dei dossier formativi, gli indicatori per l’osservatorio nazionale della qualità dei

processi formativi.

Per quanto riguarda lo sviluppo dell’information literacy sarà mantenuto il contributo di € 222.000 per la

gestione della biblioteca virtuale. Nel 2008 si realizzerà inoltre il secondo step, previsto nel progetto di

modernizzazione “I saperi aziendali”, che prevede la realizzazione di un programma per l’archiviazione e la

condivisione delle produzioni scientifiche dei professionisti dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliera di

Reggio Emilia.

Sui rapporti con l’Università è importante segnalare che nel 2008 sarà firmata la convenzione fra 4 aziende

sanitarie (Azienda USL di Reggio Emilia, Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia,

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Azienda Ospedaliera di Modena) con la facoltà di medicina di UNIMORE per la cocostruzione dei percorsi di

master e di alta formazione per le professioni sanitarie. L’obiettivo della convenzione è di valorizzare le

competenze distintive espresse dalle Aziende come opportunità di maggior avvicinamento dei prodotti

formativi universitari ai bisogni di competenze che esitano dal lavoro sul campo delle professioni sanitarie.

Inoltre, sempre per quanto riguarda l’ambito dei rapporti con l’Università, è da evidenziare il forte impegno

aziendale nel sostegno della didattica d’aula e tutoriale relativa all’introduzione delle “Cure Primarie” come

materia curriculare nel Corso di Laurea in Medicina, che si concretizzerà nella formazione di circa 70 tutor

MMG che hanno offerto la loro disponibilità a seguire, nei propri ambulatori, gli studenti.

Il Piano Formativo Aziendale del 2008 è stato costruito sulla base di definizioni di priorità e linee guida

organizzative proposte dal gruppo di lavoro identificato dal Collegio di Direzione. L’analisi dei bisogni è stata

effettuata in incontri con ogni singolo dipartimento ai quali hanno partecipato i responsabili di struttura (SOC

e SOS) e i coordinatori infermieristici e tecnici.

Particolare attenzione sarà posta nel 2008:

• alla gestione della Formazione sul Campo, migliorando il sistema di valutazione al fine di permettere un

maggior valore d’uso delle conoscenze prodotte;

• allo sviluppo della Formazione in e-learning. A questo riguardo sarà definita una convenzione fra Azienda

USL di Reggio Emilia, Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e Centro E-Learnig di UNIMORE per la coproduzione

di progetti di formazione e materiale didattico multimediale. Inoltre l’Azienda parteciperà al

bando di ricerca europeo CRAFT (progetti di ricerca cooperativa per la ricerca e lo sviluppo in ambito

innovativo) con il progetto “My Self” per lo sviluppo di ambienti di simulazione virtuale per la formazione

delle professioni sanitarie;

• alla produzione di percorsi formativi dedicati allo sviluppo delle competenze trasversali. In modo

particolare il Collegio di Direzione ha evidenziato il bisogno importante di investimenti formativi dedicati

al miglioramento delle competenze relazionali, dei comportamenti collaborativi e di leadership: nel 2008

saranno proposti 6 progetti formativi dedicati ai suddetti ambiti, aperti a tutta la comunità professionale;

• allo sviluppo della “Clinical Governance”: dalla metà di settembre è previsto un importante investimento

formativo per tutti i direttori di SOC finalizzato alla condivisione delle premesse culturali del governo

clinico, allo sviluppo delle competenze necessarie per la conduzione di audit clinici e alla definizione dei

percorsi clinico-assistenziali;

• al mantenimento di proposte formative finalizzate allo sviluppo di competenze nella comunicazione della

diagnosi negativa. In particolare nel 2008, in connessione ai progetti già realizzati nel 2007, sarà

sviluppata una ricerca-intervento finalizzata a valutare le esperienze di utilizzo del protocollo di Buckman

nella comunicazione della diagnosi negativa all’interno del percorso del paziente oncologico.

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Il Piano Formativo 2008 programmato ha la seguente definizione quantitativa:

n° ore edizioni ore edizioni

CORSI 425 3656 837 5913

CONVEGNI 13 13 92 92

F.S.C. 261 344 5859 8635

F.A.D. 6

N.B. la colonna “edizioni” riporta i dati relativi al numero dei corsi conteggiati

comprendendo le diverse edizioni ripetute nell’arco dell’anno.

Per quanto riguarda la definizione dei finanziamenti si conferma l’ investimento pari all’1% del monte salari

previsto dalla direttiva del Ministero della Funzione Pubblica del 4 marzo 2002 con la seguente suddivisione:

Corsi Interni 803.000,00

Corsi Esterni 360.000,00

Frequenze presso centri specializzati 100.000

Biblioteca interaziendale 222.000

Totale 1.485.000,00

L’accreditamento

Nelle strutture aziendali la normativa dell’accreditamento costituisce un’ opportunità e viene intesa come

processo per la gestione, oltre che per la verifica, di un sistema per la qualità che incoraggia ad agire

secondo il ciclo del miglioramento continuo.

Nel triennio 2005-2007 l’Azienda UUSL di Reggio Emilia ha ottenuto l’accreditamento istituzionale dei due

dipartimenti (Chirurgico e Internistico) dell’ospedale di Guastalla e del Dipartimento di Salute Mentale e, per

quanto riguarda le strutture private che hanno accordi di fornitura con l’azienda, tutte hanno completato

l’accreditamento, secondo i programmi regionali.

Per il biennio 2008-2009, in accordo con L’Agenzia Sanitaria Regionale, è stato predisposto un programma

per le visite di verifica nelle strutture di degenza, nelle strutture di nuova realizzazione, nelle unità operative

che afferiscono ai dipartimenti interaziendali e per il rinnovo dell’accreditamento del Dipartimento di Salute

Mentale con l’integrazione di Sert e Neuropsichiatria.

In particolare il programma di Accreditamento 2008-2009 prevede:

anno ospedale Dipartimento/struttura

Chirurgico

Internistico

Scandiano

2008

Interaziendale (Pronto Soccorso)

Interaziendale (Radiologia)

Guastalla

Hospice

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anno ospedale

Correggio

Dipartimento/struttura

DSM rinnovo accreditamento+ Sert e NPI

Riabilitativo

Acuti

Interaziendale (Pronto Soccorso)

Interaziendale (Radiologia)

Chirurgico

2009

Internistico

Catelnovo Monti

Interaziendale (Pronto Soccorso)

Interaziendale (Radiologia)

Chirurgico

Montecchio

Internistico

Interaziendale (Pronto Soccorso)

Interaziendale (Radiologia)

Nel processo di miglioramento trovano collocazione gli obiettivi della programmazione regionale 2008 e nel

percorso per accreditamento saranno inseriti alcuni ambiti di particolare rilievo che sostengono il sistema di

garanzie previsto dalla sanità regionale. Tali ambiti trovano il loro fondamento nel programma aziendale del

governo clinico e si attuano con il supporto ai professionisti e agli operatori delle strutture elencate nella

tabella. Dal 2008 i gruppi di progetto delle strutture focalizzeranno parte delle loro attività all’integrazione dei

criteri normativi previsti dall’accreditamento con i temi riportati di seguito:

Mission e valori

Revisione e condivisione della Mission e dei valori anche alla luce delle modifiche organizzative recentemente

introdotte. La Mission viene rielaborata in sintonia con gli obiettivi aziendali e con i risultati da conseguire e

particolare attenzione viene dedicata alla fase di condivisione all’interno delle strutture.

Percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali

Relativamente alle principali patologie/problemi di salute trattati dalle strutture saranno costruiti piani multi

professionali e multidisciplinari che descrivono le fasi essenziali per la cura del paziente definendo la migliore

sequenza delle attività da svolgere, sulla base delle conoscenze scientifiche più attuali, delle risorse

professionali e delle tecnologie disponibili.

Sicurezza e gestione del rischio clinico

Saranno mantenuti, come in precedenza, stretti contatti tra le funzioni di gestione del rischio e di

accreditamento per garantire che gli operatori delle strutture in fase di preparazione all’accreditamento

completino i programmi formativi orientati all’adozione di pratiche per la promozione della sicurezza e

prevenzione dei rischi. La priorità è costituita dalla formazione di base, diretta a tutto il personale, e

connessa al cambiamento della concezione dell’errore, all’utilizzo di strumenti adeguati alla rilevazione

(incident reporting) e gestione dei rischi.

Anche la strutturazione di progetti di miglioramento, richiesti dai requisiti generali di accreditamento sarà

orientata prioritariamente a risolvere le criticità connesse a rischi per i pazienti. Tali criticità, oltre che dal

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sistema delle segnalazioni, saranno rilevate con strumenti proattivi (Fmea/Fmeca) nei percorsi riportati al

punto precedente.

Clinical competence

Lo stato delle competenze dei professionisti, che fa riferimento ai criteri previsti dai requisiti specifici

dell’accreditamento, è relativo sia a competenze tecnico-professionali, sia a competenze organizzativo

manageriali. Sulla base dei criteri stabiliti, sia per l’acquisizione che per il mantenimento delle competenze

dei singoli professionisti che dell’equipe, saranno costruiti e applicati strumenti adeguati ad effettuare

l’analisi dello stato delle competenze, la loro registrazione e il monitoraggio periodico per valutarne

l’adeguatezza e la coerenza con i Piani formativi.

Audit clinico

Sarà consolidato l’utilizzo dell’audit clinico come strumento di revisione dell’attività in tutte le strutture, per il

monitoraggio degli indicatori di governo clinico. Dal 2008 la rilevazione dei dati dalle cartelle cliniche sarà

pianificata tre volte all’anno per consentire tempi più rapidi di intervento a fronte delle criticità rilevate.

Efficacia e appropriatezza

Proseguiranno i programmi di formazione di base (corso FAD) e avanzata sulla metodologia EMB al fine di

favorire, da parte dei professionisti e operatori, l’utilizzo della metodologia EBM come supporto alle scelte

clinico - assistenziali più efficaci e appropriate per i pazienti. Il corso FAD è stato progettato congiuntamente

dalle due aziende sanitarie reggiane e seguito anche nel 2008 dai professionisti delle 2 aziende con l’intento

di far crescere la comunità professionale provinciale.

Documentazione del sistema qualità/Accreditamento

Con gli obiettivo facilitare la condivisione e consultazione dei documenti (procedure, protocolli, Linee guida,

ecc) basata sul web, nel corso del 2008 tutte le strutture aziendali, con precedenza alle strutture soggette

all’accreditamento, dovranno utilizzare l’applicativo informatico che consente la gestione e pubblicazione dei

documenti previsti dall’ accreditamento. Tale utilizzo è preceduto da 2 modalità di formazione:

• un corso (FAD) che ha la finalità di chiarire quali sono, a cosa servono e come si gestiscono i

documenti;

• un corso in aula che ha la finalità di fornire le conoscenze sul nuovo sistema di gestione dei

documenti e addestrare all’utilizzo dell’applicativo informatico.

Questo rappresenta il risultato di un progetto di modernizzazione condiviso con l’Azienda ospedaliera di

Reggio Emilia che consente la messa in rete e visualizzazione dei documenti pubblicati dalle due aziende.

La partecipazione dei cittadini

Proseguirà anche nel 2008 l’attività connessa all’ascolto degli utenti ed al miglioramento dei servizi a seguito

dell’individuazione di criticità, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti specifici, in collaborazione con i Comitati

Misti Consultivi. Questa rappresenta da alcuni anni una scelta aziendale orientata allo sviluppo del

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miglioramento continuo della qualità che si integra con il percorso di accreditamento istituzionale e con lo

sviluppo di altri progetti nell’ambito del governo clinico (es. gestione integrata del rischio clinico). In

particolare nel 2008 le principali azioni previste riguardano:

• proseguimento dell’attività di rilevazione ed analisi della qualità percepita, secondo modalità consolidate

attraverso questionari proposti agli utenti che accedono ai servizi territoriali (Salute donna, Pediatria di

comunità, Poliambulatori, Residenza Riabilitativa di Albinea, Servizio Unificato Disabili adulti, Centri di

Salute Mentale, Residenze della Salute Mentale, Centri Diurni della Salute Mentale, Servizio di Diagnosi

e cura, Neuropsichiatria infantile, Psicologia clinica, Igiene Pubblica, Servizio Igiene degli Alimenti e

della Nutrizione, Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro, Farmaceutico) ed ai pazienti

ricoverati negli ospedali del presidio aziendale.

Eventuale aggiornamento di alcune tipologie di questionario e/o individuazione e implementazione di un

questionario in servizi non ancora esplorati, con priorità alle strutture che rientrano nel programma di

accreditamento (es. Sert).

• Proseguimento dell’attività di gestione delle segnalazioni pervenute dai cittadini. Sarà rivista la

procedura aziendale, che terrà conto anche del collegamento con altre attività aziendali, quali ad

esempio la mediazione dei conflitti nell’ambito della gestione del rischio clinico. Le segnalazioni, che

alimentano il flusso regionale ormai consolidato, sono oggetto di analisi a livello di Distretto, nell’ambito

del Comitato Misto Consultivo.

• Coordinamento aziendale dei Comitati Misti Consultivi: condivisione del programma annuale di lavoro

dei CMC e supporto ove necessario per realizzarlo, presentazione dei risultati della qualità percepita,

individuazione delle aree critiche e delle possibili azioni di miglioramento, più in generale per il sostegno

alle iniziative proposte nel coordinamento.

• Partecipazione all’Osservatorio regionale sulla qualità percepita. Obiettivo dell’osservatorio è il

confronto e la condivisione di strumenti e modalità di rilevazione della qualità percepita.

In particolare nel 2008 partecipazione al corso di formazione-azione: “Metodologia delle indagini di

qualità percepita”, organizzato dall’Agenzia Sanitaria Regionale. Tale percorso formativo fa seguito

all’attività avviata nel 2007 con l’attivazione di gruppi di lavoro sul questionario degenza, sul

questionario per la salute mentale e dipendenze patologiche e sull’individuazione di strumenti di

rilevazione della qualità percepita in terapia intensiva e pronto soccorso. L’azienda USL di Reggio Emilia

partecipa al gruppo sul questionario degenza e a quello sulla salute mentale e dipendenze patologiche.

Obiettivo generale del corso di formazione, che avrà una durata di 40 ore nel periodo gennaio-aprile

2008, è la costituzione di un gruppo regionale competente a livello metodologico sulle indagini di

“qualità percepita”.

• Rilevazione dei dati relativi all’applicazione degli indicatori di qualità di cui al Decreto Ministeriale

12/12/2001, “Sistema di garanzie per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria”, secondo le richieste

dell’Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale.

• Nell’ambito delle attività del Comitato Ospedale Senza Dolore (COSD), rilevazione a livello aziendale,

nella giornata nazionale del sollievo, dei dati relativi alla valutazione del grado di sofferenza e dei

bisogni espressi dai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere aziendali e dai pazienti seguiti a

74


domicilio e in RSA (scelta aziendale realizzata già nel 2007 che ha affiancato la scelta regionale relativa

al ricovero).

• Nell’ambito dell’audit interaziendale (Azienda USL e Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova) di endoscopia

digestiva (vedi parte relativa all’assistenza ospedaliera), produzione del report relativo alla rilevazione

della soddisfazione del paziente che effettua gastroscopia o colonscopia nelle strutture dell’Azienda USL

e dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, al fine di verificare, anche a seguito dell’introduzione dello

screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, il grado di soddisfazione degli utenti.

L’Azienda USL di Reggio partecipa, nell’ambito dell’Area Vasta Emilia Nord, al progetto regionale “Gestire le

differenze e ridurre le disuguaglianze” che si pone come obiettivo di perseguire l’equità di accesso e di

trattamento nei percorsi di cura sanitari, nel rispetto delle differenze. Il progetto prevede la definizione di un

piano di azioni sulle seguenti priorità:

• individuazione di strumenti per il monitoraggio delle differenze e delle disuguaglianze sociali nel

territorio;

• supporto alla predisposizione di profili di comunità in grado di leggere in modo integrato le vulnerabilità

sociali rispetto ai servizi sanitari, all’accesso e ai percorsi di cura;

• sperimentazione e valutazione di buone pratiche, da ricondurre ad una logica di sistema;

• orientamento dei sistemi qualità in funzione delle diversità e delle disuguaglianze sociali;

• supporto ai professionisti dei diversi livelli aziendali con iniziative formative e di approfondimento sui

temi delle politiche di eguaglianza e di contrasto alla discriminazione.

L’Azienda USL di Reggio Emilia l’11 aprile 2008 ha ospitato il primo incontro di avvio del progetto in Area

Vasta Emilia Nord, che ha visto la partecipazione delle Direzioni Sanitarie di tutte le Aziende che

costituiscono l’AVEN e del coordinamento regionale.

Il Progetto “Storie di cura del paziente oncologico”, già sviluppato nel 2007 nei distretti di Montecchio e

Correggio, sarà proposto nel 2008 nei distretti di Scandiano, Guastalla e Castelnuovo Monti al fine di

omogeneizzare i comportamenti organizzativi in relazione alla complessiva adozione provinciale del percorso

di cura del paziente oncologico.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

• utilizzare le narrazioni di malattia (illness narratives) come strumento per la rilevazione della qualità

percepita da parte dei pazienti oncologici relativamente sia alla propria qualità di vita che ai percorsi di

cura attivati, con particolare riferimento ai due momenti critici della comunicazione della diagnosi

(guaribile/curabile non guaribile/prognosi infausta) e del passaggio dalle terapie oncologiche intensive

alle cure palliative;

• comparare tali narrazioni di malattia con quelle, da una parte, dei familiari al fine di coglierne

rappresentazioni, difficoltà e problemi in relazione alla propria attività di caregiver; dall’altra, dei

professionisti sanitari coinvolti nel medesimo caso, sia a livello ospedaliero che di équipe territoriale;

• individuare, mediante l’analisi comparativa delle tre tipologie di narrazioni indicate, le dimensioni di

significato più rilevanti per le tre categorie di soggetti coinvolti (paziente, familiari, professionisti) nella

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valutazione dei percorsi clinico-assistenziali seguiti, al fine di individuarne gli elementi di criticità da

affrontare;

• definire una serie di raccomandazioni per il miglioramento della presa in carico del paziente oncologico

attraverso la ridefinizione dei percorsi assistenziali da implementare e da valutare successivamente

mediante attività di audit clinico integrato.

Si prevede di concludere il progetto per il giugno 2008.

1.17 I progetti ICT per il 2008

SOLE

Al primo trimestre 2008 sono stati collegati 285 MMG corrispondenti a circa l’ 85% dei medici attivabili, di cui

204 già attivi nel 2007. I restanti 46 MMG saranno attivati entro la fine dell’anno.

La formazione su SOLE dei MMG iniziata nel Novembre 2007 e conclusa nel primo trimestre 2008, si è

articolata in 12 edizioni (5 per Koinè, 3 per Millennium, 2 per Iatros e 2 per cartelle cliniche minori)

formando 331 MMG (100% degli MMG collegabili). I MMG sono stati suddivisi in gruppi di 25-30 unità per

tipologia di cartella clinica utilizzata; i corsi sono stati condotti in aule informatiche per l’ uso pratico del pc.

Il collegamento dei Pediatri di libera scelta inizierà a Maggio 2008 e sarà concluso entro la fine dell’anno

dando la precedenza ai pediatri in associazione.

Per il 2008 si prevede una ripresa della formazione in aula da effettuarsi nel terzo quadrimestre, e una

formazione in modalità e-learning sia per MMG che PLS.

Nel corso del 2007 è stata organizzata una formazione capillare a tutti gli operatori CUP dei vari distretti sulle

modalità di utilizzo della prenotazione SOLE.

Sono programmate delle giornate di affiancamento presso gli sportelli CUP al fine di supportare

costantemente gli operatori e di rilevare le maggiori criticità.

Entro il 2008 sarà avviata la formazione a tutte le farmacie che effettuano prenotazione ed anche a tutte le

medicine di gruppo che prenotano, affinché tutti utilizzino il codice SOLE in prenotazione.

L’obiettivo per il 2008 è quello di utilizzare la modalità SOLE anche in accesso diretto e di estendere su tutto

il territorio l’utilizzo del codice SOLE, includendo quindi tutti i prenotatori (farmacie – MMG – CUP comunali).

Si prevede di raggiungere il completo allineamento del catalogo aziendale al catalogo SOLE entro la fine del

2008.

Prescrizione e refertazione informatizzata

Il sistema di refertazione ambulatoriale, integrato con il sistema CUP per i piani di lavoro e ricalcolo del

ticket, con l’anagrafe assistiti e con il repository dei dati clinici per la conservazione del referto è stato

completamente sviluppato e testato ed è in uso presso i reparti di Cardiologia, Medicina Generale,

Lungodegenza, Pediatria, Chirurgia e Urologia dell’ospedale di Guastalla e da circa il 70% degli specialisti

ambulatoriali. Entro la prima metà del 2008 la totalità degli specialisti ambulatoriali convenzionati sarà

formata all’utilizzo corretto di tale applicazione. Se ne prevede la completa diffusione all’interno dei reparti

ospedalieri entro la fine del 2008: nei mesi di maggio, giugno e luglio 2008 si concluderà l’attivazione presso

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l’Ospedale di Guastalla e verranno coinvolti gli Ospedali di Correggio e Scandiano; nell’ ultimo quadrimestre

2008 l’applicazione verrà estesa anche agli ospedali di Montecchio e Castelnovo Monti.

Al fine di sopperire all’abolizione della prescrizione in modalità “deburo”, sarà realizzato e reso disponibile nel

2008 un sistema di prescrizione informatizzata della specialistica, fruibile in rete in tutta l’Azienda.

SPARTA

L’Azienda USL di Reggio Emilia ha un sistema CUP integrato a livello provinciale con l’Azienda Ospedaliera e

le Strutture Private Accreditate. Le agende sono “visibili” attraverso il sistema CUP dai vari operatori addetti

alle prenotazioni.

All’interno del sistema CUP la separazione tra prime visite e controlli è stata completata in una percentuale

superiore al 90% e si concluderà entro il 2008. L’utilizzo del sistema delle priorità di accesso attraverso il

codice colore è una metodica già consolidata nella nostra realtà: l’Urgenza 24 ore (U) non è prenotabile a

CUP, perché il cittadino accede direttamente alla prestazione; le agende con i codice colore per la priorità “B”

di urgenza differibile sono attive per quelle prestazioni per le quali sono stati concordati trai professionisti dei

protocolli aziendali. Le prestazioni programmabili (D) sono gestite dal CUP provinciale così come quelle

relative ad eventuali controlli.

Il sistema CUP consente la visibilità di tutte le prestazioni con differenti profili di prenotabilità: sulla base

dell’individuazione di una specifica prestazione è consentito, a ciascun profilo prenotatore (quindi anche

quelle non prenotabili da un profilo specifico), ricercare le disponibilità o le agende che prevedono la

prestazione stessa attraverso una funzionalità dell’applicativo CUP di Consultazione/Visualizzazione.

L’azienda USL ha attivato come modalità organizzativa, per evitare code allo sportello di prenotazione,

l’orientamento del cittadino agli URP per ottenere informazioni relative alle prestazioni sanitarie, i quali

possono fornire sia i dati relativi alla modalità di accesso che il tempo di attesa, oltre all’eventuale punto di

prenotazione.

Attualmente il sistema CUP non è in grado di identificare il bacino di riferimento così come previsto dalla

circolare 10, ma si prevede di attivare tale funzionalità entro il 1° semestre 2008.

Durante la prenotazione CUP è possibile distinguere le agende dedicate ai controlli in modo da orientare

l’operatore e il cittadino, ma non è ancora attivato un sistema di reportistica che consente di identificare

immediatamente eventuali errori del prescrittore per effettuare l’eventuale riconversione della prestazione.

Presso i punti CUP della nostra azienda è possibile effettuare il pagamento delle prestazioni (riscuotitrici

automatiche), ma viene anche data la possibilità al cittadino di pagare presso istituti di credito e poste.

Il calcolo del ticket nell’arco del 2008 verrà effettuato secondo quanto previsto dalla circolare 10, per singola

ricetta per un massimo di 8 prestazioni della stessa branca per ricetta.

Nel secondo semestre 2008 è previsto il potenziamento dell’attuale servizio di CUPTEL mediante l’attivazione

di un vero call center provinciale gestito da CUP2000.

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Sistema per l’integrazione Socio-sanitaria

La Regione Emilia Romagna ha introdotto, a partire dai dati di consuntivo 2007, un sistema informativo per il

monitoraggio del FRNA. In sintesi, si tratta di un sistema web-based che sostituisce la compilazione delle

schede di excel.

Il sistema consente ai diversi soggetti coinvolti di inserire direttamente i dati economici relativi al FRNA sul

database regionale, ciascuno secondo le proprie competenze; è infatti previsto un sistema di profilatura delle

utenze diverso a seconda degli ambiti di intervento.

Nella prima fase di attivazione del sistema sono coinvolti:

‣ L’ufficio di supporto della CTSS, per la propria scheda di competenza;

‣ L’ufficio di piano, per la compilazione della scheda di ambito distrettuale e per la validazione e

registrazione dell’avvenuta approvazione, da parte del comitato di distretto, del quadro allargato di

ambito distrettuale. L’ufficio di piano può anche compilare le schede dei singoli Comuni.

‣ L’Azienda USL, a livello centrale, per la eventuale compilazione delle schede dei diversi distretti;

‣ L’Azienda USL, a livello distrettuale, per la compilazione della scheda relativa al distretto con la

facoltà della compilazione della scheda di ambito distrettuale, di competenza dell’ufficio di piano,

sempre per il proprio distretto.

MAPS

L’Azienda USL di Reggio Emilia invia trimestralmente il dato relativo ai tempi di attesa alla regione secondo

quanto previsto dal disciplinare regionale attraverso il sistema informatizzato MAPS che ci consente anche di

recuperare eventuali informazioni e reportistica di confronto in modo da poter meglio valutare l’eventuale

riprogettazione dell’attività.

Numero Verde

Attualmente, dopo intenso lavoro, l’allineamento della banca dati regionali è giunto a completamento. La

nostra Azienda utilizza un sistema di esportazione del dato che consente anche di registrare e confrontare

sia il dato esportato al Numero Verde, che il ritorno delle eventuali anomalie riscontrate e di poter quindi

correggere in modo diretto eventuali errori che ci dovessero essere segnalati dalla banca dati Numero Verde.

Integratore CUP

Nel 2008 l’Azienda è impegnata sia sul fronte dell’integratore CUP, così come concepito nell’area Vasta

sperimentatrice (Romagna), sia nello specifico progetto di integratore di Area Vasta Emilia Nord che,

partendo da una forte e approfondita analisi organizzativa completata in questi primi mesi, vedrà i suoi

sviluppi sia sul piano tecnico (analisi delle modifiche da apportare al software) che appunto sul piano

organizzativo (accordi di fornitura tra le aziende per le prestazioni oggetto di integrazione).

Progetto Lepida Sanità

Il progetto Lepida Sanità nasce in seno all’assessorato alle attività produttive al fine di trovare contenuti con

i quali utilizzare la rete a larga banda regionale Lepida.

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Il progetto è approvato dalla Regione Emilia Romagna e dall’allora Ministero dell’Innovazione tecnologica che

ne finanziava anche parte delle attività.

Attualmente Lepida SpA, che ha ereditato il progetto e i finanziamenti ministeriali sta coinvolgendo

attivamente l’assessorato alla Sanità.

Questa nuovo impulso porta ad una ridefinizione dei contenuti di alcuni titoli del progetto iniziale, pur

rimanendo nell’ambito dei filoni approvati, dando però ad alcuni di essi una valenza più ampia rispetto a

quella iniziale che riguardava le sole aziende di Reggio Emilia (Azienda USL e Azienda Ospedaliera).

PACS provinciale

Il progetto prevede la definizione di un unico repository di immagini radiodiagnostiche a livello provinciale

estendendo il modello della Azienda USL, che ha visto la realizzazione di un unico PACS su 5 ospedali.

L’unificazione con l’Azienda Ospedaliera comporterà attività di unificazione delle modalità di codifica e di

ricerca degli esami archiviati.

Il progetto dovrà tenere in considerazione quanto si sta proponendo nel progetto di PACS federato

regionale affinché una volta realizzato il PACS provinciale, lo stesso aderisca agli standard di comunicazione

previsti a livello regionale.

Video Consulto

Il progetto di videoconsulto endoscopico muta il suo titolo e diviene “Second Opinion”. L’intenzione è di far

rientrare sotto lo stesso titolo anche il progetto di telecardiologia definendo uno standard organizzativo.

Sarà proposto come progetto di AVEN definendo tavoli di concertazione sulle modalità organizzative tra gli

endoscopisti per gli aspetti di endoscopici e tra cardiologi e gli MMG per gli aspetti di telecardiologia

cercando di coinvolgere medici già organizzati in gruppo e aderenti al progetto SOLE.

Video Comunicazione

Questo progetto diviene progetto Regionale della Sanità utilizzando parte dei finanziamenti del ministero.

Saranno attivati punti di videocomunicazione presso le aziende sanitarie della Regione, l’Assessorato e la

Direzione Sanità. I dispositivi Hardware acquisiti nell’ambito del progetto Lepida Sanità saranno spostati

presso Lepida SpA che garantirà il servizi necessari. Sempre con i fondi del ministero verranno aggiornate le

funzionalità del portale di accesso, facilitandone l’utilizzo e attivando meccanismi di lavoro collaborativo e

streaming video.

Voice over Internet Protocol

Essendo entrata in vigore la gara Intercent per la telefonia su IP si prevede l’utilizzo di parte dei fondi del

progetto per effettuare un’ulteriore evoluzione del modello di telefonia su IP dell’Azienda USL di Reggio

Emilia trasformando il sistema telefonico in un sistema completamente VoIP con eliminazione delle centrali

telefoniche tradizionali e adozione di un sistema che utilizzi la sola rete dati.

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FAD

È intenzione definire come standard regionale il lavoro svolto c\o le aziende di AVEN con l’utilizzo della

piattaforma di E-Learning di Lepida Sanità e dei corsi EBM, ecc.. sviluppati e in uso.

La piattaforma individuata verrà collocata c/o Lepida SpA che ne curerà la gestione.

Progetti e Servizi di applicazione dell’ICT per l’anno 208 di interesse dell’AVEN

L’Azienda USL di Reggio Emilia manifesta interesse verso i seguenti progetti di area Vasta Emilia Nord, che

nel corso del 2008 saranno oggetto di approfondita analisi:

a. Rilevazione consumi farmaceutici territoriali (interesse di Piacenza – Reggio Emilia – Modena)

b. Archiviazione Cartelle Cliniche (interesse delle Aziende Sanitarie di Reggio Emilia)

c. Call e Contact Center (progetto attivo per la Azienda USL di Reggio Emilia, che coinvolge

l’Azienda Ospedaliera).

In questo ambito il 2008 sarà un anno determinante per la progettazione del Sistema Informativo per la

gestione della Logistica del Farmaco (Magazzino centralizzato) e si prevede quindi un forte impegno dei

responsabili ICT di tutte le Aziende in tal senso.

Progetti e Servizi di applicazione dell’ICT per l’anno 208 di interesse delle Aziende Sanitarie di

Reggio Emilia (Azienda USL e Azienda Ospedaliera)

Accesso ai dati clinici: a seguito dell’approvazione del regolamento interaziendale sull’accesso ai dati clinici è

stato realizzato l’accesso alla base dei dati clinici in modalità interaziendale, ma con accesso indipendente ai

due repository.

Nel corso del 2008 sarà realizzato il repository UNICO dei dati clinici centrato sul paziente (ricostruzione della

storia clinica del cittadino - EHR electronic health record), unificando fisicamente le posizioni anagrafiche ed i

dati clinici attualmente ospitati su due repositiry separati. Il coordinamento delle attività è in capo alla

Azienda Ospedaliera, che altresì ospiterà sui propri sistemi informatici il nuovo Datawarehouse clinico unico,

garantendo all’Azienda USL la partecipazione alle scelte strategiche e realizzative, nonché l’accesso nelle

modalità tecniche che faranno parte di apposito documento.

Nell’ambito di una corretta gestione dei percorsi diagnostici e di cura, le due Aziende si impegnano a rendere

disponibili i propri dati ai professionisti che hanno in cura l’utente, per specifici episodi di cura e di ricovero,

anche qualora tali dati non siano disponibili od oscurati sul datawarehouse delle rispettive aziende (percorso

oncologico, in corso di realizzazione; lettera di dimissioni, ecc..).

Nefrologia, Dialisi e CAL: nel corso del 2008 sarà ulteriormente esteso, con spese a carico dell’Azienda USL, il

sistema gestionale denominato Gepadial-La Traccia. Il sistema sarà ospitato sul server presso l’Azienda

Ospedaliera, che ne curerà anche la manutenzione. Il database sarà unico. Le spese di integrazione con

anagrafe assistiti ed altre saranno ripartite tra le aziende. L’Azienda Ospedaliera si rende disponibile ad

interconnettere il proprio server con apparecchiature medicali di dialisi che verranno istallate presso gli

ospedali provinciali; le spese per dette attività saranno a carico dell’Azienda USL.

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PACS interaziendale: le due aziende, dopo aver realizzato congiuntamente un sistema di accesso agli studi

iconografici, oltre che ai referti prodotti nell’ambito del Dipartimento Interaziendale di Diagnostica per

Immagini, ad uso sia del personale delle Radiologie che del Datawarehose clinico, inizieranno un’analisi

congiunta per la realizzazione del PACS UNICO al servizio di entrambe le Aziende. L’Azienda Ospedaliera

metterà a disposizione dell’Azienda USL le conoscenze derivanti dall’analisi per la migrazione al nuovo

Sistema Informativo di Radiologia (RIS) denominato Polaris, del quale si prevede l’installazione nell’Azienda

USL nel 2009.

Progetti e Servizi di applicazione dell’ICT per l’anno 2008 di interesse della Azienda USL di

Reggio Emilia

Oltre ai progetti elencati e di interesse Regionale, di Area Vasta, Interaziendale, l’Azienda USL di Reggio

Emilia sviluppa nel 2008 progetti propri nelle seguenti aree di interesse:

Lettera di Dimissione Ospedaliera per fornire a tutti i Reparti Ospedalieri uno strumento valido per tutti i

contesti, capace di recuperare dati da tutti gli altri applicativi verticali.

Prescrizione e somministrazione farmaci per l’attivazione del sistema già in uso in alcuni reparti,

all’Ospedale di Scandiano e presso il Dipartimento di Salute Mentale.

Archivio Bio Immagini: realizzazione in ambiente Open Source di un sistema per l’archiviazione e gestione

dei file multimediali di diagnostica non Radiologica e sue applicazioni alle Endoscopie Digestive ed alle

Dermatologie.

1.18 Sistema informativo regionale e debiti informativi delle Aziende

Il sistema informativo sanitario regionale si è caratterizzato, negli ultimi anni, per un profondo sforzo volto

all’adeguamento a nuove e molteplici esigenze, attraverso la revisione di alcune rilevazioni già esistenti,

nonché l’attivazione di nuove rilevazioni e l’integrazione di altre, al fine di garantire i flussi strategici

necessari al governo del servizio sanitario.

L’Azienda USL di Reggio Emilia si impegna a garantire il miglioramento continuo di quanto già esistente e la

risposta alle nuove esigenze espresse dal livello regionale e nazionale.

Nello specifico, relativamente a “Tessera Sanitaria e monitoraggio della spesa sanitaria (art. 50

legge 326/2003” - specialistica ambulatoriale: sono state messe in atto azioni per giungere alla gestione

completamente informatizzata della prenotazione ed erogazione dell’attività specialistica ambulatoriale. Il

2008 vedrà l’Azienda fortemente impegnata affinché questo sforzo si traduca anche nel rendere sempre più

puntuale e completa la rilevazione mensile di tale attività.

Anagrafe degli assistiti

L'Anagrafe sanitaria raccoglie le comunicazioni di variazioni demografiche dei 45 Comuni della Provincia e

garantisce l’aggiornamento costante dell’anagrafica dell’assistito a livello aziendale.

A garanzia dell’efficienza delle attività dei Servizi che utilizzano le informazioni dell’anagrafe assistiti si

svolgono specifici compiti di mantenimento della qualità dell’apparato di rilevazione delle informazioni.

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Si effettuano verifiche ed aggiornamenti nominali sulla popolazione chiamata dai progetti screening, dagli

inviti delle vaccinazioni obbligatorie, dall’aggiornamento codici esenzioni e dalle lettere per la scadenza del

Permesso di Soggiorno. Le risultanze di questa attività consentono un’ulteriore aggiornamento della banca

dati aziendale.

Si prosegue nel percorso di collaborazione ed alleanza con i Comuni della Provincia e gli altri Enti Locali,

garanti di informazioni sull’utente-assistito, per rendere sempre più puntuale la gestione, dal punto di vista

qualitativo, delle attività dell’anagrafe sanitaria e dei dati in essa contenuti.

L’ufficio anagrafe sanitaria dedica particolare attenzione all’analisi dei movimenti demografici svolgendo,

unitamente alle variazioni mensili, anche confronti incrociati tra la nostra banca dati aziendale della

popolazione con scelta medico e quella regionale.

Ad inizio sperimentazione emissione TS si è provveduto ad una normalizzazione del codice fiscale (ricalcolo

del codice fiscale) di tutti gli assistiti con un controllo nominale delle anomalie e poi allo scarico dei dati, per

la convalida, al Ministero delle Finanze e infine al blocco sull’anagrafe del codice fiscale convalidato.

Attualmente, si svolge attività costante sui report di anomalie del flusso TS con il compito di accertare e

segnalare al Comune le situazioni anomale dei propri residenti nella banca dati Sogei.

Si continuerà inoltre a garantire la qualità, la completezza e la tempestività di invio e aggiornamento di tutte

le anagrafiche di supporto (anagrafe assistiti, anagrafe esenzioni, anagrafe medici prescrittori, attribuzione

ricettari).

Anagrafe delle strutture autorizzate e accreditate

Dall'inizio del 2008 le strutture di nuova realizzazione saranno inserite nella nuova anagrafe regionale,

successivamente si prevede il completamento dell'inserimento di tutte le strutture esistenti.

Altri obiettivi

Assistenza farmaceutica: viene garantita la rilevazione e trasmissione dei flussi informativi AFT, AFO e FED

nelle modalità e tempi definiti a livello regionale. Particolare attenzione verrà posta alla coerenza tra flussi e

alla completezza di invio.

Particolare attenzione verrà inoltre riportata sulla qualità dei dati dei Flussi Ministeriali, sui quali si basa il

calcolo degli indicatori per il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Integrazione socio-sanitaria

Il flusso informativo GRAD riguarda una rilevazione sistematica con periodicità semestrale delle attività

erogate a favore di persone con gravissime disabilità acquisite in età adulta.

Si tratta di un sistema informativo che la Regione Emilia Romagna avvia, a partire dal 2008, con lo scopo di

dare piena attuazione alla deliberazione 2068/04 laddove occorre garantire un monitoraggio periodico e

strutturato dei percorsi assistenziali attivati a livello locale e finanziati nell’ambito del FRNA.

L’Azienda ha avviato la realizzazione di un sistema di raccolta informatizzata dei dati richiesti dalla regione.

Il percorso prevede una prima fase a livello centrale che comporta l’analisi e la “purificazione” dei dati

disponibili presso i distretti e una prima popolazione della base dati.

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Creata la base dati iniziale, la fase successiva prevede la condivisione della procedura a livello locale, per

l’alimentazione ordinaria dei dati relativi ai GRAD da parte dei singoli distretti.

Una volta a regime l’applicativo, è prevista, a livello centrale, l’attività di raccolta, monitoraggio e

trasmissione alla regione dei file, così come richiesti.

Alimentazione dell’Osservatorio Tecnologie

L’Azienda USL di Reggio Emilia provvede all’alimentazione dell’Osservatorio Tecnologie costituito presso il

Servizio Programmazione Economico Finanziaria, gestito dal GRTS-Gruppo Regionale Tecnologie Sanitarie,

rispondendo tempestivamente agli adempimenti inerenti le apparecchiature biomediche installate.

Nuovo Piano dei conti regionale e contabilità separata FRNA e SIOPE

L’Azienda USL di Reggio Emilia ha predisposto il nuovo piano dei conti aziendale per l’esercizio 2008 in

allineamento al piano dei conti regionale approvato con delibera G.R. n. 2313 del 27.12.07 e al nuovo

modello CE.

Con Decreto del Ministero della Salute 13.11.07 “Modello di rilevazione del CE e dello SP delle Aziende

Sanitarie” è stato infatti definito un nuovo livello di informazioni di carattere economico e patrimoniale che le

Aziende devono inviare a preventivo, trimestralmente e a consuntivo alla Regione e al Ministero della Salute

tramite i modelli CE (conto economico) e SP (stato patrimoniale); si è quindi ravvisata l’opportunità di

intervenire sul piano dei conti al fine di prevedere un’articolazione del medesimo che consenta una precisa

compilazione di tali modelli.

Al fine di garantire inoltre una corretta gestione e rendicontazione del FRNA, come previsto dall’art. 51 della

L.R. 23.12.2004 n. 27 e coerentemente con quanto previsto dalla DGR 1206/2007 avente ad oggetto “Fondo

Regionale Non Autosufficienza. Indirizzi attuativi della Deliberazione G.R. 509/2007”, sono stati istituiti anche

a livello aziendale i conti di ricavo e di costo previsti per il FRNA dal piano regionale.

Lo schema previsto consente la tenuta della contabilità separata del Fondo a livello aziendale, mentre per

assicurare la massima trasparenza e verificabilità circa le risorse utilizzate a livello distrettuale si è valutato di

elaborare i bilanci separati per ogni singolo distretto attraverso lo strumento della contabilità analitica.

Non si è invece ritenuto di dettagliare ulteriormente il piano dei conti aziendale per assolvere agli

adempimenti previsti dal decreto del Ministero dell’Economia n. 17116 del 05.03.07 in tema di attuazione

della codifica SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli Enti Pubblici), a regime dal 1° gennaio 2008,

considerando più funzionale procedere al collegamento di ogni conto economico a uno o, se necessario, più

codici SIOPE.

1.19 Modalità di rendicontazione e valutazione dei risultati

La legge regionale 29/2004 individua nel bilancio di missione e nel bilancio di esercizio i due strumenti

attraverso cui le aziende rendono conto rispettivamente degli esiti dell’attività istituzionale (in rapporto agli

obiettivi di salute assegnati dalla Regione e dalle Conferenze Sociali e Sanitarie Territoriali) e dei risultati

della gestione economico-finanziaria.

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L’Azienda USL di Reggio Emilia è stata tra le 5 Aziende sperimentatrici del primo bilancio di missione relativo

all’anno 2004, avendo partecipato al gruppo di lavoro regionale che ha definito l’impostazione del

documento.

Fin dalla prima edizione il bilancio di missione è stato interpretato dall’Azienda USL di Reggio Emilia come

uno strumento di gestione: ha permesso di “rendersi conto” per “rendere conto”, attraverso la fotografia del

contesto demografico provinciale e delle condizioni socio-economiche della popolazione. I bisogni di salute

della popolazione orientano infatti l’organizzazione verso i servizi sanitari da offrire. In questo senso è stato

interpretato come documento attraverso cui l’Azienda cerca di evidenziare la coerenza tra i diversi strumenti

di programmazione e rendicontazione esistenti, di livello aziendale e distrettuale.

L’Azienda USL di Reggio Emilia presenta annualmente alla CSST il bilancio di missione, adottato con Delibera

del Direttore Generale congiuntamente al bilancio di esercizio. Questa scelta aziendale di adozione formale e

congiunta al bilancio di esercizio trova motivazione, da un lato, nella complementarietà delle informazioni

presenti nei due documenti, e dall’altro, dalla rilevanza che si vuole attribuire a questo documento con una

adozione formale. Il bilancio di missione viene inoltre trasmesso formalmente alla Regione Emilia Romagna,

con l’invio del bilancio di esercizio.

Questo documento rappresenta infatti un’opportunità per comunicare in modo trasparente il grado di

raggiungimento degli obiettivi assegnati all’Azienda dalla Regione e dalla CSST, esplicitando come e quanto

l’Azienda è stata capace di realizzare la propria mission.

Il bilancio di missione viene ampiamente diffuso anche all’interno dell’Azienda, presentato al Collegio di

Direzione, ai Comitati Consuntivi Misti e reso disponibile sulla rete intranet e internet.

Per la completezza e la fruibilità delle informazioni diventa infatti uno strumento privilegiato di consultazione

interna, poiché fornisce dati aggiornati a cui tutti possono attingere.

I contenuti del bilancio di missione, attraverso una puntuale lettura dei bisogni, permettono di orientare la

programmazione dell’anno successivo, sia a livello aziendale che a livello locale (Programmi delle Attività

Territoriali, elaborati annualmente per ciascun Distretto aziendale). Abbiamo cercato in questi anni di dare

maggiore evidenza alla coerenza dei contenuti e delle scelte strategiche descritte nei diversi documenti di

rendicontazione e di programmazione aziendale e locale. I risultati fin qui raggiunti permettono di

confermare un altro aspetto rilevante, ovvero la proficua collaborazione tra l’azienda sanitaria e gli Enti

Locali, in particolare nella programmazione sociosanitaria.

1.20 Piano degli investimenti in tecnologia e arredi sanitari

Gli investimenti in risorse tecnologiche ed arredi, limitatamente all’anno 2008, sono stimati in € 5.000.000.

Si evidenziano di seguito i principali settori ove, nel corso del 2008, verranno effettuati investimenti.

Significativi importi di spesa saranno destinati al completamento dell’allestimento del nuovo padiglione

dell’Ospedale di Montecchio (circa € 600.000 per arredi e per attrezzature del nuovo Comparto Operatorio);

all’acquisizione di attrezzature per il reparto di Rianimazione di Guastalla (circa € 150.000); alla nuova

dotazione di lampade scialitiche per il Comparto Operatorio di Scandiano (€ 90.000). E’ prevista, inoltre,

l’acquisizione di nuove apparecchiature ecografiche e monitor multiparametrici da destinare a Radiologie e

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Reparti Ospedalieri diversi nonché alle strutture ambulatoriali di Salute Donna afferenti ai Distretti di

Scandiano e Reggio Emilia.

Significativi investimenti verranno effettuati anche a favore dell’aggiornamento delle dotazioni per le

Endoscopie di Guastalla, Scandiano e Montecchio e per potenziare il settore della Medicina dello Sport.

Nell’ambito del costante aggiornamento tecnologico saranno potenziate le attrezzature per i Comparti

Operatori di tutti i presidi ospedalieri e sarà completato il piano di sostituzione delle attrezzature neonatali,

già iniziato nel 2007, nonché della dotazione di defibrillatori.

La destinazione della struttura di Albinea a Centro di Riabilitazione comporterà il completo ammodernamento

dei locali che ospitano degenze ed ambulatori: sono pertanto previsti investimenti già a partire dal 2008 fino

a completare l’intera struttura.

Saranno infine allestiti nuovi locali che ospiteranno il Centro Autismo della Neuropsichiatria Infantile ed

ambulatori per le Cure Primarie presso la struttura, in corso di ristrutturazione, dell’ex Ospedale Spallanzani.

1.21 Piano degli investimenti strutturali

L’Azienda USL prevede per l’anno 2008 un programma di investimenti sul parco immobiliare rivolto a

perseguire i seguenti obiettivi:

- riorganizzare le strutture sanitarie in termini logistici e funzionali;

- adeguare le strutture sanitarie alle prescrizioni delle norme regionali per l’accreditamento;

- prevedere e riqualificare spazi necessari per l’esercizio della libera professione;

- adeguare le strutture e gli impianti tecnologici in materia di prevenzione incendi ed in materia di

sicurezza in generale.

Alcuni degli investimenti hanno un carattere generale e si concretizzano in interventi che interessano tutte le

strutture ospedaliere:

• rifacimento ed adeguamento degli impianti di stoccaggio e distribuzione dei gas medicali, €

1.774.000 (sono in corso i lavori degli impianti dell’ospedale di Correggio, si prevede la conclusione

contestualmente ai restanti lavori dell’ospedale);

• programma di adeguamento e sostituzione degli impianti ascensori sia nelle strutture ospedaliere

che distrettuali, € 1.668.000 (i lavori dei 24 impianti sono stati completati il 20.12.2007, si prevede

di eseguire due ascensori nel corso del 2008);

• realizzazione di un Magazzino Farmaceutico centralizzato per le Aziende Sanitarie dell’Area Vasta

Emilia Nord (AVEN): somma prevista € 14.000.000, di cui quota parte Azienda USL di Reggio Emilia

(19%) di € 2.660.000 (progettazione in fase di ultimazione, si prevede l’indizione della gara

d’appalto per giugno 2008).

Altri investimenti hanno carattere specifico per struttura ospedaliera e si concretizzano nell’elenco degli

interventi riportato nel seguito.

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“Ospedale S. Anna” di Castelnovo Monti

• Lavori di adeguamento e messa in sicurezza ai fini dell'ottenimento del CPI e delle certificazioni di

conformità degli impianti. L’appalto comprende la riorganizzazione logistica e funzionale dei percorsi,

del piano terra, del dismesso piano operatorio e la realizzazione delle degenze per la libera

professione. € 8.709.000 (i lavori sono eseguiti per oltre il 90% e si prevede la conclusione entro il

2008).

• Adeguamento delle strutture esistenti alle norme di accreditamento: pediatria, ostetricia, blocco

parto, medicina, ortopedia, chirurgia, day hospital, riabilitazione. Ristrutturazione e riorganizzazione

del piano dei poliambulatori e realizzazione di ambulatori per la libera professione, importo

complessivo € 10.800.000 (è stata espletata la gara d’appalto, inizio lavori anno 2008 conclusione

lavori presunta fine 2010).

• Realizzazione del nuovo edificio per la Risonanza Magnetica Nucleare per un costo di € 1.900.000

(affidamento lavori previsto per giugno 2008, fine lavori presunta giugno 2009).

• Lavori di ripristino delle facciate dell’ospedale di Castelnovo Monti per un costo di € 500.000 (lavori

affidati nell’aprile 2008).

“Ospedale S. Sebastiano” di Correggio

• Realizzazione di un progetto di “Riassetto della struttura ospedaliera di Correggio per la formazione

di un centro per la riabilitazione post-acuta” che comprende il completamento delle strutture in

ampliamento al presidio ospedaliero e la ristrutturazione completa dei fabbricati storici esistenti per

la loro conversione ad attività ambulatoriale ed il conseguente adeguamento alle norme di

accreditamento. € 25.244.000 (lavori in corso di esecuzione).

“Ospedale Civile” di Guastalla

• Realizzazione di una struttura "Hospice". Riorganizzazione e ristrutturazione dei percorsi e dei servizi

posti al piano terra dell'ex-area ambulatoriale: reception, accettazione, CUP-SAUB e centro prelievi.

(lavori completati nell’anno 2007). Realizzazione delle degenze per la libera professione (completato

il primo piano nell’anno 2007) € 9.151.000 (fine lavori prevista entro settembre 2009).

• Adeguamento delle strutture esistenti alle norme di accreditamento: pronto soccorso, rianimazione,

cardiologia, e degenze di medicina e chirurgia. Realizzazione di ambulatori per la libera professione.

€ 14.327.000 (ultimazione lavori prevista per fine 2011).

• Ristrutturazione locali per nuova mammografia, € 750.000 (lavori affidati nell’aprile 2008

ultimazione lavori prevista entro giugno 2009)

“Ospedale E. Franchini” di Montecchio

• Ampliamento, riorganizzazione e riassetto funzionale della struttura ospedaliera comprendente:

− la riorganizzazione dell’accesso ospedaliero e dei servizi di immediata fruibilità: accettazione, CUP,

punto di ristoro, fisiatria;

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− il miglioramento dello standard alberghiero delle degenze e loro adeguamento alle prescrizioni

dell’accreditamento;

− la realizzazione di un nuovo comparto operatorio con integrazione di funzioni di day hospital;

− ristrutturazione e riorganizzazione di spogliatoi, studi medici, locali di supporto;

− sistemazione area parcheggi da realizzare in accordo di programma con il Comune di Montecchio.

L’importo complessivo dell’appalto ammonta a € 21.167.000. L’ultimazione dell’edificio in

ampliamento avverrà entro il mese di giugno 2008.

• Rifacimento centrali tecnologiche € 5.040.000 (in corso di esecuzione, consegna prevista entro luglio

2008).

“Ospedale C. Magati” di Scandiano

• Riorganizzazione funzionale e strutturale finalizzata all'accreditamento, costituita dalla

razionalizzazione dei percorsi orizzontali e verticali; dall’adeguamento alberghiero dei reparti più

carenti; dall’adeguamento impiantistico generale secondo gli standard normativi; realizzazione di

degenze ed ambulatori per l'attività di libera professione intramuraria. Ristrutturazione e riordino

funzionale dei locali per inserimento nuova RMN e sostituzione della TAC. Importo complessivo €

9.965.000 (le opere di installazione TAC e RMN sono state ultimate nel 2007; l’ultimazione lavori è

prevista per fine 2009);

• lavori di ristrutturazione di locali adibiti a spogliatoi, centrale sterilizzazione, farmacia e adeguamento

lungodegenza. Importo complessivo € 1.339.000 attivazione appalto entro fine 2008.

I principali investimenti che interessano le strutture dei Distretti si concretizzano nei seguenti interventi.

Distretto di Montecchio

• Realizzazione di una nuova sede del dipartimento di prevenzione e del distretto in area ospedaliera e

servizi connessi. La struttura ospiterà gli uffici amministrativi, la direzione del distretto ed i servizi

territoriali (dipartimento cure primarie, dipartimento di sanità pubblica, Sert, neuropsichiatria

infantile, salute donna, consultorio pediatrico, i magazzini e gli archivi) € 10.000.000 (in corso la

progettazione esecutiva). Si prevede l’aggiudicazione dei lavori per il secondo semestre 2008.

Distretto di Reggio Emilia

• Realizzazione di una nuova struttura residenziale per la psichiatria che comprenderà le attuali

strutture di Pulce, Casa Gialla, Via Ortolane e Scuolette. € 11.307.000 (si prevede di aggiudicare la

gara d'appalto entro giugno 2008).

• Ristrutturazione fabbricato "ex carrozzaio" in località San Maurizio, per bassa soglia: costo previsto €

750.000: si prevede l’attivazione della gara d’appalto entro settembre 2008.

• Condizionamento RSA di Albinea € 1.000.000 (i lavori sono in corso di esecuzione, si prevede la

consegna per fine anno 2008).

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• Padiglione Morel realizzazione impianto di condizionamento € 600.000: in corso di progettazione si

prevede l’attivazione della gara d’appalto entro dicembre 2008.

Distretto di Scandiano

• Villa Valentini: lavori di ristrutturazione e recupero dell'edificio adiacente a Villa Valentini, €

1.200.000 (il progetto è stato approvato dalla Sovrintendenza, aggiudicazione prevista entro ottobre

2008).

Programma interventi di manutenzione per l’esercizio 2008

Si riportano di seguito gli interventi più significativi previsti per l’esercizio 2008, suddivisi in base alla logistica

territoriale (Ospedale e Distretto).

Reggio Emilia

Totale interventi Reggio Emilia: Sede Centrale €. 549.000

Distretto €. 1.635.600

Per quanto riguarda gli altri ambiti distrettuali i principali interventi riguardano il proseguimento dei lavori di

ristrutturazione e ammodernamento dell’ospedale di riferimento ed opere di manutenzione nelle sedi

distrettuali.

Distretto Sede Importi degli interventi

Ospedale €. 693.600

Castelnovo Monti

Distretto €. 223.200

Correggio

Guastalla

Montecchio Emilia

Scandiano

Ospedale €. 471.600

Distretto €. 149.400

Ospedale €. 821.400

Distretto €. 285.000

Ospedale €. 937.200

Distretto €. 268.200

Ospedale €. 775.800

Distretto €. 990.600

Complessivamente l’Azienda ha in programma di investire nell’esercizio 2008, per attività di manutenzione,

un importo pari a €. 7.800.600.

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2. Accordo di fornitura Azienda USLAzienda Ospedaliera ASMN, anno 2008

BOZZA

Principi guida e progetti di cooperazione

a) principi guida

L’Azienda USL svolge nei confronti dell’Azienda Ospedaliera la propria funzione di committenza, intendendo

con questo la capacità di tradurre in acquisti di servizi la propria visione dei bisogni della comunità.

Le due Aziende perseguono il disegno del sistema curante inteso come progetto complessivo di offerta dei

servizi partendo dalla centralità del cittadino e della comunità provinciale. Accomuna il lavoro della singola

Azienda la condivisione delle strategie ed il disegno complessivo di offerta cui è stata data definizione in

modo coordinato:

- il rispetto delle diversità e delle competenze specifiche si traduce nella ricerca permanente di

sinergie tecniche ed organizzative ai fini della economicità dell’offerta di servizi e della

valorizzazione delle eccellenze;

- la costruzione, attraverso azioni comuni di ricerca, di informazione e formazione, della cultura della

promozione della salute verso i professionisti, i cittadini-pazienti, la comunità;

- la visione globale della persona che si traduce organizzativamente nell’attenzione alla garanzia dei

percorsi di cura e nell’accompagnamento del paziente, nello sviluppo di azioni di promozione della

salute e di coinvolgimento e responsabilizzazione della persona e dal suo contesto rispetto al

percorso di cura;

- la ricerca di efficienza ed efficacia su tematiche strategiche e innovative per la vita aziendale

attraverso azioni concordate e/o gestite in comune.

Il riferimento generale strategico per definire le alleanze concrete è il PAL quale documento programmatico

condiviso e assunto dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria.

b) Percorsi comuni

b.1 Formazione

Formazione di base

L’attività di formazione per le professioni sanitarie attraverso le lauree di infermiere, tecnico sanitario di

radiologia medica, fisioterapista sarà sviluppata secondo programmi comuni di lavoro, concordati fra le due

Aziende. Tali programmi saranno finalizzati alla definizione dell’utilizzo delle sedi di tirocinio, degli impegni

organizzativi e finanziari, delle attività di docenza dei professionisti appartenenti alle due Aziende, presso le

sedi universitarie e delle attività didattiche, di laboratorio e di ricerca documentale presso le strutture del

SSN. Per quanto riguarda la gestione economica si farà riferimento ad una rendicontazione di fine anno al

fine di suddividere equamente i costi (personale dipendente in servizio presso l’Università, docenze

effettuate da professionisti delle 2 Aziende, tecnologie informatiche, costi di gestione della biblioteca

interaziendale, spese generali per materiale di lavoro) fra le 2 Aziende. In particolare si prevede che i costi

per la formazione dei professionisti impegnati nelle funzioni di tutoraggio e coordinamento dei 3 corsi di

laurea e dei corsi ota-oss, siano sostenuti direttamente dagli Uffici Formazione delle due aziende rispetto alle

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appartenenze aziendali dei singoli professionisti (ogni azienda sostiene i costi per i suoi dipendenti). Poi i

suddetti costi saranno conguagliati rispetto alla seguente suddivisione:

Azienda Ospedaliera, corso di laurea in scienze infermieristiche, corso di laurea per tecnici di

radiologia, corsi OTA – OSS.

Azienda USL, corso di laurea per fisioterapisti.

• Corsi OTA – OSS rendicontazione di fine anno per definire gli importi da liquidare rispetto alle singole

aziende in relazione al personale impiegato e ai finanziamenti regionali acquisiti.

Si concorda inoltre che al personale docente e dipendente delle aziende sanitarie sarà riconosciuto il

contributo economico di 25,80 € ora per le attività documentate di partecipazione alle commissioni di esame.

Fermo restando che l’attività didattica deve essere effettuata fuori orario di lavoro.

Biblioteca interaziendale

Nell’ambito dei finanziamenti concordati l’Azienda Ospedaliera si impegna a garantire l’accesso alle banche

dati scientifiche e bibliografiche esterne a pagamento da parte dei professionisti della Azienda USL, ivi

compresi i MMG, i PLS, i MCA e gli specialisti convenzionati interni, anche tramite gestioni ad altri delegate,

facendosi carico, in attesa di sistemi di autenticazione migliori, della gestione degli “utenti” e relative

password di accesso ai sistemi. L’accesso a tutte le funzioni della Biblioteca Interaziendale e alle banche dati

è regolato da specifica convenzione fra le due Aziende.

Si concorda che i professionisti delle due Aziende impegnati nell’organizzazione-gestione di queste attività

formative afferiscano per tutti gli aspetti della gestione alle reciproche Aziende.

Formazione permanente

• Coproduzione, Hospice Madonna dell’Uliveto, Azienda Ospedaliera, Azienda USL di percorsi di

formazione sul tema delle cure palliative. I costi saranno equamente suddivisi fra le due aziende.

• Cogestione di percorsi formativi dedicati ai professionisti delle farmacie convenzionate.

• Prosecuzione del corso riguardante la gestione del rischio clinico dedicato ai professionisti dell’Azienda

Ospedaliera, realizzato da professionisti dell’Azienda USL.

• Coproduzione di un corso dedicato alle competenze relative alle metodologie della ricerca.

• Prosecuzione nelle strutture del presidio ospedaliero dell’Azienda USL del progetto dell’Azienda

Ospedaliera: “Cure leggere, leggere cura”.

• Partecipazione interaziendale al progetto della Provincia Media-library per la documentazione e

comunicazione dei saperi aziendali, normata da specifica convenzione in via di sottoscrizione.

• Organizzazione di opportunità formative dedicate all’implementazione organizzativa dei percorsi del

paziente e dei modelli assistenziali oncologici. I costi saranno equamente suddivisi fra le due Aziende.

• Produzione di un programma unico di formazione, cofinanziato rispetto ad accordi specifici per singolo

dipartimento, per i professionisti del Dipartimento Interaziendale di Emergenza Urgenza, Dipartimento

di Diagnostica per Immagini e di Patologia Clinica e per il personale afferenti ai CAL e Nefrologia e

Dialisi dell’Azienda Ospedaliera.

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• Cogestione progettuale ed economica del percorso di formazione in e-learning dedicato allo sviluppo

delle competenze di base e avanzate dell’EBM. Nel 2008 si prevede inoltre lo sviluppo per l’evidence

based nursing ed altri programmi di e-learning dedicati all’uso delle banche dati cliniche aziendali.

• Partecipazione gratuita della comunità professionale dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliera a

tutta l’attività formativa e convegnistica prodotta dalle due Aziende. Le modalità di accesso alle

specifiche iniziative saranno normate da accordi specifici sulla base di una garanzia reciproca di

riserva di almeno il 20% dei posti disponibili e gratuiti ai professionisti dell’Azienda ospite.

• Produzione di un offerta formativa interaziendale dedicata ai MMG, PLS, MCA condivisa, con il

coordinamento della formazione a cura dell’Azienda USL. Le attività proposte al di fuori di quanto

programmato e condiviso non saranno supportate dall’attivazione della continuità assistenziale.

• Le due Aziende condividono che l’impegno didattico dei propri professionisti rivolto ai colleghi della

stessa azienda è valorizzato 25,82€ ora, riconoscendo la maggiorazione di un terzo in più delle ore

previsto dal programma per la progettazione didattica (es. corso di 9 ore per la prima edizione

saranno pagate 12 ore). Tale maggiorazione si applica esclusivamente nell’ambito della prima edizione

dell’evento formativo.

Attività convegnistica

Le due Aziende si scambieranno le informazioni relative alla programmazione dei convegni al fine di poter

programmare le possibili richieste di partecipazione, integrando i cataloghi elettronici degli eventi

convegnistici. I convegni saranno coprodotti solo se autorizzati dai reciproci Uffici Formazione e

comporteranno la suddivisione equa dei costi e dei possibili utili fra le due Aziende.

b.2 Garanzia di percorsi del paziente

− Implementazione di percorsi di cura integrati, ospedali-territorio, per le patologie croniche in particolare

per pazienti affetti da scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, neoplasia ed insufficienza renale. Si

prevedono i seguenti impegni:

o partecipazione dei professionisti ai tavoli di lavoro integrati finalizzati alla definizione del

percorso stesso con puntuale individuazione dei passaggi e delle responsabilità;

o partecipazione di tutti i professionisti coinvolti alla formazione condivisa;

o impegno di tutti i professionisti coinvolti a fornire il loro contributo per il funzionamento del

percorso. Spesso l’ospedale è il punto di partenza del percorso e il medico che fa diagnosi deve

garantire l’avvio corretto del percorso;

o partecipazione agli audit programmati.

− All’interno dei percorsi di cura, e comunque in tutte le situazioni cliniche croniche, particolare attenzione

va posta al percorso “dimissioni protette”, impegnandosi a rispettare il protocollo recentemente rivisto e

condiviso nel corso del 2004. A tal fine saranno coinvolti nuovamente i professionisti ed in modo

particolare i Direttori di Dipartimento. Il monitoraggio degli indicatori previsti nel progetto è di

competenza del Centro Unico Cure Domiciliari del distretto di Reggio Emilia.

− Avvio di un tavolo di confronto con il Centro Emostasi per impostare la gestione della TAO come da

indicazioni regionali (documento RER prot. N° ASS/BAS/05/5117 del 10/02/05).

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Equità verso altre etnie e culture: mediatori culturali. Considerato l’alto numero di utenti extracomunitari,

l’Azienda Ospedaliera si impegna a garantire una disponibilità adeguata di mediatori culturali per le

principali etnie (almeno di lingua araba, cinese, albanese e indiana), sia in maniera programmata, nei

reparti principalmente utilizzati (area materno-infantile), che al bisogno nell’urgenza.

b.3 Mantenimento di un “call center” integrato per la sanità nella provincia di Reggio Emilia in

collegamento al numero verde regionale e collaborazione alla costruzione di banche dati omogenee. Nel

corso del 2008 sarà altresì progettato il Call Center Unico Provinciale per le prenotazioni CUP,

mediante affidamento in House alla società CUP2000.

b.4 Procedure e Reti informatiche

Le due Aziende proseguono la realizzazione di progetti mirati alla condivisione, tra i professionisti sanitari,

delle informazioni cliniche e dell’accesso alle banche dati mediche. In particolare partecipano, quali aziende

sperimentatrici, al progetto regionale SOLE che prevede la creazione della infrastruttura di collegamento dei

medici di medicina generale (MMG) della provincia di Reggio Emilia alle strutture ospedaliere. Il progetto ha

lo scopo di creare uno strumento che consenta ai medici delle due aziende pubbliche della provincia e ai

MMG di scambiare documenti clinici relativi a pazienti assistiti, ad es. prescrizioni e referti, nella prospettiva

di implementare processi di continuità terapeutica.

Accesso ai dati clinici: a seguito dell’approvazione del regolamento interaziendale sull’accesso ai dati

clinici è stato realizzato l’accesso alla base dei dati clinici in modalità interaziendale, ma con accesso

indipendente ai due repository.

Nel corso del 2008 sarà realizzato il repository UNICO dei dati clinici centrato sul paziente (ricostruzione della

storia clinica del cittadino - EHR electronic health record), unificando fisicamente le posizioni anagrafiche ed i

dati clinici attualmente ospitati su due repositiry separati. Il coordinamento delle attività è in capo alla

Azienda Ospedaliera, che altresì ospiterà sui propri sistemi informatici il nuovo Datawarehouse clinico unico,

garantendo all’Azienda USL la partecipazione alle scelte strategiche e realizzative, nonché l’accesso nelle

modalità tecniche che faranno parte di apposito documento.

Nell’ambito di una corretta gestione dei percorsi diagnostici e di cura, le due Aziende si impegnano a rendere

disponibili i propri dati ai professionisti che hanno in cura l’utente, per specifici episodi di cura e di ricovero,

anche qualora tali dati non siano disponibili od oscurati sul datawarehouse delle rispettive aziende (percorso

oncologico, in corso di realizzazione; lettera di dimissioni, ecc..).

Endoscopia: l’Azienda Ospedaliera continuerà ad ospitare sui propri dispositivi server l’applicativo e la base

dati per la gestione della refertazione nelle Endoscopie dell’Azienda USL. Nel corso del 2008 sarà altresì

realizzato il popolamento del repository di dati clinici unico, con i dati delle endoscopie.

Nefrologia, Dialisi e CAL: nel corso del 2008 sarà ulteriormente esteso, con spese a carico dell’Azienda

USL, il sistema gestionale denominato Gepadial-La Traccia. Il sistema sarà ospitato sul server presso

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l’Azienda Ospedaliera, che ne curerà anche la manutenzione. Il database sarà unico. Le spese di integrazione

con anagrafe assistiti ed altre saranno ripartite tra le aziende. L’Azienda Ospedaliera si rende disponibile ad

interconnettere il proprio server con apparecchiature medicali di dialisi che verranno istallate presso gli

ospedali provinciali; le spese per dette attività saranno a carico dell’Azienda USL.

PACS interaziendale: le due aziende, dopo aver realizzato congiuntamente un sistema di accesso agli

studi iconografici, oltre che ai referti prodotti nell’ambito del Dipartimento Interaziendale di Diagnostica per

Immagini, ad uso sia del personale delle Radiologie che del Datawarehose clinico, inizieranno un’analisi

congiunta per la realizzazione del PACS UNICO al servizio di entrambe le Aziende. L’Azienda Ospedaliera

metterà a disposizione dell’Azienda USL le conoscenze derivanti dall’analisi per la migrazione al nuovo

Sistema Informativo di Radiologia (RIS) denominato Polaris.

Teleconsulto cardiologico

L’Azienda Ospedaliera parteciperà anche nel 2008 alla definizione del progetto di teleconsulto cardiologico a

partenza dal territorio (strutture residenziali e semiresidenziali, domicilio, Medicine di gruppo, ecc.) per il

monitoraggio delle patologie croniche e per il supporto diagnostico ai MMG/MCA.

Tale progetto vedrà coinvolte tutte le unità operative di Cardiologia della Provincia, entrambi i servizi di T.I.,

le Cure Primarie, ed altri eventuali partner anche esterni alle Aziende.

Collaborazione informatica

Pare ormai matura l’esigenza di dotare i Dipartimenti a valenza interaziendale (Emergenza Urgenza e

Diagnostica per Immagini) nonché il Dipartimento di Medicina di Laboratorio, di soluzioni applicative uniche e

non sdoppiate su database distinti per Azienda. Ciò anche nell’ottica della razionalizzazione della rete dei

Laboratori di Analisi Chimico Cliniche e di Microbiologia su scala provinciale. In tal senso i Servizi di

Informatica delle due Aziende collaboreranno alla individuazione di soluzioni tecniche adeguate.

L’Azienda USL è impegnata nella diffusione sul territorio delle funzionalità di prenotazione ed accesso alle

prestazioni sanitarie (Farmacie, MMG, Comuni, …). Gli operatori esterni coinvolti necessitano di formazione e

strumenti on line (Internet) in grado di tenerli aggiornati sui percorsi di accesso alle prestazioni. Considerato

che entrambe le aziende condividono la stessa procedura informatica al servizio degli URP, l’Azienda

Ospedaliera parteciperà allo sviluppo di una versione condivisa e pubblicabile su Internet in grado di

rispondere all’esigenza di cui sopra.

Le due Aziende impegnano inoltre i rispettivi Servizi di Informatica e le Unità Operative coinvolte, nella

definizione di ambiti di interesse interaziendale comuni o che, nell’ambito delle rispettive competenze

distintive, consentano di ottenere sinergie operative, possibilmente evitando la duplicazione di investimenti e

realizzando economie di scala.

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A tal fine si ribadisce l’impegno dell’Azienda USL a supportare, come nel passato, l’Azienda Ospedaliera nel

governo delle procedure informatizzate già da questa utilizzate in service, dietro riconoscimento dei costi

puri, nelle percentuali storicamente applicate:

• Gestione Bilanci e Contabilità Analitica;

• Gestione magazzini economali e farmaceutici. In questo ambito è stato individuato un gruppo di

lavoro interaziendale con il compito di mettere a punto la soluzione di Prescrizione Personalizzata del

Farmaco già sperimentata presso l’Ospedale di Correggio. La soluzione informatica in questione

costituirà la base di un nuovo progetto per la distribuzione del farmaco in reparto per entrambe le

aziende. Per quanto attiene ai costi di gestione del magazzino farmaceutico dovranno essere ridefinite

nuove percentuali di ripartizione che tengano conto anche dell’ingresso dell’Azienda Ospedaliera e

dell’Azienda USL di Modena.

• Gestione ordini ed attività economali;

• Gestione Risorse Umane (Economica e Giuridica). Su questo versante saranno analizzate possibili

attività nell’utilizzo di nuovi strumenti in corso di installazione in Azienda USL, quali il portale e lo

sportello self service del Personale. Oltre che alle precedenti attività, l’Azienda Ospedaliera è invitata a

partecipare al progetto di revisione ed integrazione in corso in Azienda USL, delle varie componenti

applicative, che ad oggi governano l’area delle risorse umane (Procedura Concorsi; problematica della

formazione e della valutazione, ecc.);

• Gestione e messa a disposizione dell’Anagrafe Assistiti;

• Gestione CUP ed eventualmente in futuro, in accordo tra le due Aziende, gestione Casse Ticket.

b.5 Prenotazioni tramite software CUP delle prestazioni ambulatoriali previste dal contratto di fornitura,

comprese le prestazioni TAC e RMN, così come previsto anche da specifico obiettivo regionale. In particolare

sarà estesa la procedura di accesso diretto informatizzato ai SERT, ai Servizi di Diabetologia, ai CAL di

Nefrologia e Dialisi. Inoltre si ritiene opportuno estendere la procedura CUP per la richiesta on line di esami

di laboratorio a tutti i punti prelievo della provincia che inviano richieste cartacee o via scheda ottica

(obsoleta) al Dipartimento Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedaliera. Anche gli aspetti legati

all’accesso alle prenotazioni ed al pagamento del ticket tramite Internet saranno oggetto di progettazione e

realizzazione comune tra le due Aziende.

b.6 Mediazione culturale Il servizio di mediazione interculturale prevede il supporto alla comunicazione e

alla relazione fra operatore sanitario e paziente immigrato mediante l’utilizzo di mediatrici qualificate per

interventi programmati, urgenti, telefonici, la presenza in postazione fissa, nonché la traduzione di materiali

informativi multilingue. Nel 2007 sono state utilizzate dagli operatori sanitari delle due Aziende oltre 7.850

ore di mediazione interculturale di cui circa il 20% presso l’Azienda Ospedaliera. La programmazione efficace

ed efficiente di questa attività, i cui costi sono interamente sostenuti dall’Azienda USL, richiede un

monitoraggio puntuale e sistematico degli accessi e dell’utilizzo dei servizi sanitari da parte dei cittadini

immigrati. A questo scopo è necessario che l’Azienda Ospedaliera invii con cadenza trimestrale l’archivio

degli accessi al Pronto Soccorso e dei ricoveri relativi a tutta l’attività aziendale per permettere una verifica

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del bisogno di mediazione culturale. Gli invii devono essere effettuati entro il mese successivo il trimestre di

competenza, secondo le modalità da concordare con gli Staff Programmazione e Controllo delle due Aziende.

b.7 Istituzione di un tavolo permanente di confronto tra la Direzione Sanitaria dell’Azienda

Ospedaliera e il Distretto di Reggio Emilia per la discussione dei temi e la soluzione dei problemi inerenti il

rapporto ospedale-territorio. Tale tavolo permanente si riunisce almeno ogni 6 mesi (e, al bisogno, su

richiesta di una delle parti) e può prevedere la partecipazione dei Coordinatori dei Nuclei di Cure Primarie.

Per affrontare operativamente i temi dell'integrazione ospedale-territorio, il Direttore del Distretto di Reggio

Emilia promuove incontri specifici tra la Direzione Sanitaria e i Dipartimenti dell'Azienda Ospedaliera e il

Dipartimento Cure Primarie di Reggio Emilia e, al bisogno, i Dipartimenti Cure Primarie degli altri Distretti

dell'Azienda USL.

2.2 Azioni congiunte delle due aziende sanitarie

Il PAL, approvato dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria il 18 febbraio 2004, definisce gli impegni

sinergici delle due Aziende per sviluppare una rete di strutture di ricovero più dinamiche e flessibili, al fine di

ottimizzare le risorse e di fornire risposte appropriate ai bisogni dell’utente. Particolare attenzione viene

posta alla individuazione di percorsi alternativi al ricovero ordinario (day hospital, day surgery e day service),

all’ottimizzazione dei percorsi esterni verso gli altri punti della rete territoriale (ADI, CP, RSR, CD, Hospice) e

all’incremento dei collegamenti telematici tra strutture. Secondo le indicazioni fornite dal Piano Sanitario

Regionale, occorre sviluppare un modello di reti cliniche integrate finalizzato a garantire il livello primario dei

servizi e l’autosufficienza territoriale; ciò implica un elevato livello di cooperazione tra singole strutture

organizzative, tra dipartimenti e tra ospedali e produttori privati, privilegiando le relazioni funzionali rispetto

all’organizzazione interna. In questo ambito di integrazione in rete sul territorio provinciale sono da

potenziare ed estendere le esperienze di collaborazione nella logica “hub and spoke”, già ampiamente

sperimentate in cardiologia per quanto attiene al percorso del paziente con IMA, in ambito neurologico per lo

stroke ischemico eleggibile a trattamento trombolitico, in riabilitazione per le gravi cerebrolesioni acquisite

con la rete Gracer, in emergenza urgenza per la centralizzazione del paziente critico e politraumatizzato e più

recentemente in ostetricia e neonatologia per la centralizzazione della gravidanza a rischio, il trasporto in

utero e il trasferimento neonatale secondo le indicazioni presenti nella procedura concordata, in particolare

per quanto riguarda le sedi disponibili ad accogliere la gravida o il neonato.

Nel 2007 è stata attivata la rete funzionale interaziendale di ortopedia e traumatologia; nel 2008 si dovrà

procedere all’attivazione della rete funzionale delle pneumologie e del gruppo di lavoro sul percorso clinicoassistenziale

del nodulo polmonare.

PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI DELLA CRONICITA’

Nel biennio 2006-2007 Sono stati attivati in ambito provinciale tre percorsi relativamente alla gestione

integrata del paziente cronico oncologico, in scompenso cardiaco e con insufficienza respiratoria. Si tratta in

pratica di ridefinire il management sanitario di questi pazienti privilegiando un’ottica di integrazione tra

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ospedale e territorio, la centralità del paziente nella gestione della malattia, la continuità assistenziale. I

percorsi ridefiniscono e puntualizzano aspetti pertinenti sia alla fase ospedaliera che alle cure primarie. Gli

obiettivi vengono definiti da una serie di indicatori di processo e di esito. L’Azienda ospedaliera dovrà

garantire una puntuale partecipazione dei propri professionisti nella definizione e nella applicazione dei

percorsi.

PERCORSO DI CURA DEL PAZIENTE CON SCOMPENSO CARDIACO

L’Azienda Ospedaliera si impegna a garantire la partecipazione dei suoi professionisti (medici e infermieri)

alla gestione integrata del paziente con scompenso cardiaco, attraverso l'applicazione dei protocolli

diagnostico-terapeutici elaborati di concerto con i professionisti dell'Azienda USL. In particolare ciò comporta

(prima della dimissione o in fase di prima visita) l'arruolamento del paziente nel percorso, l'educazione sua e

dei familiari, la definizione del piano annuale di follow up, la consegna al paziente della scheda di follow up e

l'invio al medico di medicina generale. In caso di visita successiva, il protocollo concordato prevede

l'effettuazione degli esami previsti, l'eventuale ridefinizione della terapia e del piano di follow up,

l'aggiornamento della scheda di follow up e il rinvio al medico di medicina generale.

Gestione integrata del paziente con Insufficienza Renale Progressiva

L’Azienda Ospedaliera si impegna a ridurre i tempi d'attesa per visite presso l'ambulatorio PIRP, aumentando

il numero di visite garantite dall'ambulatorio PIRP o riservando posti nell'agenda informatizzata delle visite

nefrologiche ai pazienti inviati nell'ambito del progetto PIRP, in misura adeguata a rispettare il tempo

d’attesa di 30 giorni.

Percorso di cura del paziente oncologico

Le due Aziende si impegnano a:

- collaborare nella elaborazione e realizzazione dei progetti previsti per l’attivazione dell'IRCCS;

- favorire la partecipazione dei professionisti alle iniziative formative promosse all'interno del percorso di

cura:

• la comunicazione della cattiva notizia,

• la valutazione e gestione del dolore cronico-oncologico,

• l'attivazione delle ADI 3° livello oncologiche in dimissione protetta che comportano

l'implementazione anche di una procedura operativa,

• ricerca-intervento sulle narrazioni di cura finalizzate al miglioramento della qualità;

- partecipare al progetto regionale Macondo (MAntenimento CONtrollo del DOlore);

- co-progettare lo sviluppo della rete provinciale che si prefigge la gestione del dolore oncologico a più livelli:

1. 1° livello: in gestione ai MMG con possibilità di consulenza inter-pares domiciliare e intra ospedaliera

da parte dei medici ospedalieri,

2. 2° livello: definizione di ambulatorio di terapia del dolore e cure palliative ospedaliero,

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3. 3° livello: definizione ambulatori che sulla rete provinciale si occupano della terapia antalgica

invasiva e definizione di criteri di invio e modalità per l'accesso a pratiche specialistiche effettuate

solo fuori sede.

Percorso del paziente con insufficienza respiratoria cronica

L’Azienda Ospedaliera si impegna a gestire in modo integrato specialista-MMG tali pazienti. Essi, sulla base

della procedura siglata in aprile 2008, saranno arruolati nel percorso dallo specialista pneumologo

dell’Azienda Ospedaliera e dallo specialista pneumologo territoriale dell'Azienda USL. Il progetto prevede poi

che sia creato un ambulatorio dedicato all'insufficienza respiratoria che avrà sede c/o l'Azienda Ospedaliera,

gestito in modo integrato dai pneumologi di entrambe le aziende, dove accederanno i pazienti sia per la

prima diagnosi che per i successivi controlli.

ANATOMIA PATOLOGICA e PATOLOGIA CLINICA

Si conferma la collaborazione interaziendale con effettuazione di indagini istopatologiche in estemporanea

presso le sedi ospedaliere di Guastalla e di Castelnovo Monti, nonché i riscontri diagnostici a Guastalla, tra

cui il progetto DARDO per il citologico sugli agoaspirati tiroidei. Nel 2008 si rafforzerà il piano di

razionalizzazione della rete provinciale dei laboratori con l’assegnazione della responsabilità gestionale del

LACC di Castelnovo Monti all’Azienda Ospedaliera. Inoltre il Piano degli obiettivi regionali per le Aziende

Sanitarie allegato alla Delibera Regionale di finanziamento in quota capitaria indica l’obiettivo di riconduzione

della rete dei laboratori in un ambito provinciale o di area vasta. Un obiettivo di riorganizzazione in ambito

provinciale, che preveda una gestione e organizzazione in rete interaziendale, richiede per il 2008 la

definizione di un progetto di fattibilità da parte di un gruppo di lavoro interaziendale per la pianificazione

dell’attività erogabile nelle sedi ospedaliere distrettuali rispetto a quella da centralizzare a Reggio Emilia. In

particolare per quanto attiene all’Ospedale di Guastalla, in relazione alla disponibilità di nuovi spazi, si dovrà

prevedere lo sviluppo di un progetto compatibile con la logica Hub e Spoke.

DIAGNOSTICA RADIOLOGICA

Obiettivo prioritario per l’anno 2008, dopo implementazione del PACS nell’Azienda USL ed il completamento

della rete telematica, è garantire una stretta integrazione in ambito dipartimentale interaziendale in merito

all’interfacciamento dei sistemi operativi, alla condivisione degli archivi, in osservanza con la legge sulla

privacy e delle regole delle singole aziende, al teleconsulto ed ai sistemi di backup, in particolare per quanto

attiene le guardie radiologiche operative nelle due aziende: second opinion.

A seguito di quanto emerso dai lavori della rete interaziendale di ortopedia e traumatologia e in base alle

richieste del DEU, nel 2008 deve essere ridefinito in ambito dipartimentale il protocollo della refertazione in

urgenza della guardia radiologica aziendale con ampliamento delle prestazioni garantite.

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ANESTESIA

Per il 2008 si dovrà consolidare in via definitiva l’organizzazione integrata tra le due Aziende per quanto

attiene la gestione presso l’ospedale di Castelnovo Monti del comparto operatorio e dei PL di terapia

intensiva prevedendo:

1. il trasferimento alla pianta organica dell’Azienda Ospedaliera dei 2 medici tuttora dipendenti

dell’Azienda USL con riconoscimento dei costi conseguenti;

2. l’assegnazione della responsabilità di Struttura Operativa Semplice;

3. il trasferimento dei PL di rianimazione e della relativa attività alla gestione diretta dell’Azienda

Ospedaliera. Questo consentirà una maggiore efficienza nell’utilizzo in rete dei PL di rianimazione;

4. il riconoscimento da parte dell’Azienda USL all’Azienda Ospedaliera dei costi di gestione dell’attività di

terapia intensiva che eccedono il valore della produzione;

5. la ridefinizione dell’importo complessivo riconosciuto dall’Azienda USL all’Azienda Ospedaliera come

aggiornamento di quanto previsto nell’anno 2002.

La carente disponibilità di mercato di figure di medici anestesisti richiede una gestione delle risorse

professionali a livello interaziendale per garantire funzionalità in ogni punto della rete.

Per il 2008, una volta ridefinito l’assetto delle anestesie nell’ambito dell’Azienda USL, dovrà essere costituita

la rete funzionale interaziendale della anestesia e rianimazione con gli obiettivi di:

1. uniformare procedure e protocolli assistenziali;

2. gestire in rete i PL di terapia intensiva;

3. sviluppare una organizzazione in rete della terapia antalgica prevedendo una pianificazione delle

attività e degli interventi nelle diverse sedi.

GINECOLOGIA ED OSTETRICIA

Nel 2006 è stato aggiornato l’accordo interaziendale per l’integrazione funzionale della struttura operativa

semplice di ostetricia e ginecologia con l’unità operativa complessa dell’Azienda Ospedaliera. L’accordo,

finalizzato al mantenimento di una attività ostetrica e ginecologica presso il S. Anna secondo i criteri di

buona pratica clinica, efficacia e sicurezza, nonché nel rispetto dei requisiti per l’accreditamento istituzionale,

definisce l’afferenza della SOS alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera. Nel 2007 per l’elevato turnover di

professionisti non è stato possibile garantire una costante formazione e aggiornamento presso l’Azienda

Ospedaliera per il personale medico e ostetrico. La revisione interna del sistema di Pronta Disponibilità che,

tenendo conto delle peculiarità dell’ospedale di Castelnovo Monti, garantisca attraverso una collaborazione

multidisciplinare in ambito dipartimentale chirurgico l’esecuzione in urgenza del TC, dovrebbe consentire,

anche in relazione alla rideterminazione degli organici medici ed alla ridefinizione dell’organizzazione delle

attività, di distaccare costantemente una unità medica in formazione presso l’Azienda Ospedaliera.

Nel 2007 è stato attivato il Programma Interaziendale Materno-Infantile.

Per quanto attiene all’area ospedaliera ginecologico-ostetrica sono obiettivi prioritari:

1. ridefinire l’offerta di ecografie morfologiche nonché i percorsi clinico-assistenziali per quanto attiene

la fisiopatologia prenatale;

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2. pianificare in ambito interaziendale l’offerta e i percorsi clinico-assistenziali relativamente alla uroginecologia

ed in particolare gli accertamenti diagnostici, il trattamento chirurgico e la riabilitazione;

3. revisionare il percorso clinico-assistenziale anche alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche

relativamente alla IVG terapeutica;

4. definire attraverso un gruppo di lavoro interaziendale i percorsi clinico-assistenziali in ambito

provinciale per quanto attiene alla endometriosi ed alla infertilità correlata;

5. definire i percorsi per la esecuzione del parto in analgesia epidurale secondo le disposizioni e gli

obiettivi della delibera regionale in materia.

PEDIATRIA

Nell’ambito del Programma Materno-Infantile dovranno proseguire tavoli interaziendali di confronto per la

definizione dei percorsi clinico-assistenziali nell’ambito della pediatria ospedaliera e del rapporto con la

pediatria di libera scelta, in particolare per quanto attiene a prestazioni specialistiche ed alla assistenza al

minore affetto da patologia cronica. Per quanto attiene alla specialistica sono obiettivi del 2008: 1) definire

una collaborazione nell’ambito del distretto di Reggio Emilia per la gestione delle prestazioni di pneumoallergologia

tenendo conto dei servizi strutturati nell’ambito delle Cure Primarie e dell’Azienda Ospedaliera

per evitare duplicazioni e dispersione di risorse; 2) attivare nell’Azienda Ospedaliera un ambulatorio di

reumatologia pediatrica che possa essere riferimento provinciale e di area vasta per la patologia infantile

reumatica, anche in collaborazione con la SOC di reumatologia.

Nel 2008 è prevista l’attivazione dello screening uditivo neonatale attraverso una collaborazione tra la Unità

Operativa di ORL e le sezioni neonatali di tutti gli ospedali della provincia.

LUNGODEGENZA E RIABILITAZIONE

Nel 2007 è partito il progetto sperimentale di riconversione in struttura di degenza per la riabilitazione

estensiva della ex RSA di Albinea che aumenterà la disponibilità di PL nell’ambito della rete provinciale a 40

PL per riabilitazione e 10 PL GRACER. Tale offerta si completerà al termine dei lavori di ristrutturazione;

ospiterà in prevalenza pazienti residenti nel distretto di Reggio Emilia e trasferiti, con percorsi preferenziali,

dai reparti di degenza dell’Azienda Ospedaliera.

L’Azienda Ospedaliera dovrà garantire per questi pazienti analoghi percorsi preferenziali per l’esecuzione di

esami ematochimici e radiologici, nonché i controlli ortopedici.

Per quanto attiene alla riabilitazione neurologica l’Azienda Ospedaliera dovrà garantire la presa in carico dei

pazienti neurologici emiplegici in dimissione, sia nella fase di post acuzie, che nel successivo follow-up.

Prioritaria la stesura condivisa di uno specifico protocollo del follow-up tra i due Dipartimenti di Riabilitazione

aziendali. Analogamente è necessario concordare i percorsi di presa in carico dei pazienti con patologie

neurodegenerative per i quali è necessario un ampliamento dell’attività ambulatoriale dedicata.

Neurochirurgia: problema degli interventi di applicazione delle teche.

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ONCOLOGIA

E’ in fieri la riconversione dell’Azienda Ospedaliera in IRCCS con vocazione oncoematologica relativamente ai

percorsi clinico-assistenziali ed alle tecnologie innovative.

Sono aspetti fondamentali:

1. la programmazione dei servizi e delle attività in base alla valutazione epidemiologica e dei bisogni

della popolazione di riferimento;

2. la pianificazione dei percorsi diagnostico-terapeutici nella rete interaziendale a cominciare dalle

patologie prevalenti e dagli screening attivi;

3. la pianificazione delle attività nella rete provinciale tra i diversi DH oncologici ospedalieri garantendo

con criteri di equità ed appropriatezza uniformità di trattamento e percorsi clinico-assistenziali

condivisi;

4. la concertazione di percorsi condivisi di gestione e presa in carico dei pazienti nell’ambito della rete

delle cure palliative.

Si ritiene pertanto necessario attivare una rete funzionale interaziendale di oncologia.

CHIRURGIA

Si prevede una ulteriore estensione e consolidamento delle attività specialistiche e chirurgiche programmate

esercitate anche da chirurghi dell’Azienda Ospedaliera mediante rapporti di consulenza presso gli ospedali

del Presidio dell’Azienda USL, funzionale a garantire una risposta omogenea all’utenza provinciale nel

contesto di una situazione di autosufficienza territoriale.

Chirurgia di Scandiano

Presso l’Ospedale di Scandiano, il progetto di riorganizzazione dell’area di chirurgia generale, con il

potenziamento da parte dell’Azienda USL dell’offerta endoscopica di base nell’Area Sud-Montana e della

attività di ortopedia, per quanto attiene ai rapporti di collaborazione con l’Azienda Ospedaliera nel 2008

prevede:

1. un consolidamento della collaborazione già in essere relativamente alla senologia ed alla

chirurgia mammaria oncologica e ricostruttiva;

2. un potenziamento della collaborazione con i professionisti dell’Azienda Ospedaliera anche per

interventi di chirurgia dei tessuti molli e dell’apparato linfatico;

3. potranno inoltre essere concordate e implementate ulteriori collaborazioni nell’ambito della

chirurgia generale e specialistica;

4. il trasferimento delle urgenze chirurgiche notturne e festive afferenti all’Ospedale di Scandiano

presso l’Azienda Ospedaliera mediante un procedura condivisa tra le due aziende;

5. il trasferimento della patologia chirurgica complessa che per criteri di appropriatezza di setting e

sicurezza sia opportuno gestire presso l’Azienda Ospedaliera.

100


Chirurgia di Castelnovo Monti

Analogamente a quanto già attivato nelle aree di anestesia e ginecologia si prevede l’attribuzione della

responsabilità di SOS chirurgia generale all’Azienda Ospedaliera con afferenza diretta alla SOC di chirurgia

generale ad indirizzo oncologico e ricostruttivo. Questo consentirà di:

1. consolidare la collaborazione tra le due aziende garantendo attraverso stage formativi l’acquisizione

e il mantenimento di una clinical competence adeguata, proporzionata alla casistica;

2. concertare percorsi integrati per le patologie a maggiore complessità che richiedano per

appropriatezza di setting assistenziale e criteri di sicurezza una gestione presso l’Azienda

Ospedaliera; parimenti parte della casistica a minore complessità, gravata da elevati tempi di attesa

potrà essere decentrata dall’Azienda Ospedaliera all’Ospedale di Castelnovo Monti.

Si potrà nel 2008 sperimentare un modello organizzativo di gestione delle urgenze ostetrico-ginecologiche

(tagli cesarei urgenti, eventuali urgenze ginecologiche) che preveda un team multidisciplinare (ginecologochirurgo).

Questo consentirà di:

1. rivedere la organizzazione delle Pronte Disponibilità ginecologiche;

2. rideterminare e riequilibrare gli organici delle due unità operative;

3. ridefinire l’attività e l’organizzazione delle due UO prevedendo il periodico distacco in formazione

(stage) presso l’Azienda Ospedaliera di giovani professionisti delle due branche specialistiche per

consentire l’acquisizione e il mantenimento di una clinical competence adeguata alla casistica

trattata.

UROLOGIA

Per quanto attiene all’urologia, branca specialistica per la quale si evidenzia un incremento progressivo della

domanda in relazione al trend epidemiologico, si conferma la collaborazione nelle sedi di Castelnovo Monti e

Scandiano. In relazione alla disponibilità delle risorse professionali ed alla compatibilità organizzativa si

prevede la definizione di due progetti specifici per entrambe le sedi.

Ospedale di Castelnovo Monti

Si prevede il consolidamento della collaborazione già attiva da numerosi anni prevedendo una organizzazione

più strutturata delle attività, con istituzione di una SOS di urologia afferente alla omologa SOC dell’Azienda

Ospedaliera.

Dovranno essere definiti tra le due Aziende in un protocollo organizzativo:

1. la tipologia delle prestazioni erogate e delle attività svolte;

2. i livelli di responsabilità inerenti la programmazione dell’attività chirurgica, il decorso postoperatorio,

la tenuta della documentazione clinica, la gestione delle attrezzature;

3. la collaborazione con i chirurghi generali nell’ambito dell’attività chirurgica che richieda una

collaborazione multidisciplinare e la gestione dei pazienti nel decorso postoperatorio nell’area di

degenza chirurgica per livelli di intensità assistenziale;

4. il monitoraggio della attività e la valutazione della performance.

Il progetto verrà autorizzato e formalizzato con un atto specifico da parte delle due Direzioni.

101


Ospedale di Scandiano

In considerazione della fase di riorganizzazione dell’area degenza della chirurgia generale nonché della

difficoltà a garantire continuità assistenziale post-operatoria specialistica per pazienti di pertinenza urologica

in regime di degenza ordinaria, la collaborazione in campo urologico sarà prevalentemente di tipo

ambulatoriale con offerta di prestazioni specialistiche per esterni ed esami strumentali di 1° ed

eventualmente di 2° livello.

ORTOPEDIA

Si tratta di una disciplina a forte incremento di domanda sia per quanto attiene la chirurgia programmata,

per la quale si registra una forte mobilità passiva, sia per la traumatologia.

Per tenere sotto controllo e governare questi fenomeni allo scopo di migliorare i livelli di autosufficienza

provinciale, le Aziende hanno ritenuto opportuno costituire nel 2007 la rete funzionale delle ortopedie della

provincia di Reggio Emilia. Il coordinamento della rete ha prodotto un documento di programmazione delle

attività e dei percorsi in ambito interaziendale, prevedendo anche forme di collaborazione tra i professionisti

delle due aziende su attività specifiche.

Per il 2008 deve essere consolidato l’aumento di offerta per la traumatologia con sedute pomeridiane

dedicate, in grado di ridurre l’interferenza delle urgenze traumatologiche sulla chirurgia programmata.

RECETTIVITA’ OSPEDALIERA

• Costante impegno al monitoraggio e gestione della disponibilità di posti letto provinciali (cruscotto) per

fronteggiare in maniera adeguata i picchi di aumento di ricovero in urgenza per le epidemie invernali. È

impegno dell’Azienda Ospedaliera concordare con l’Azienda USL e le Case di Cura del Distretto di Reggio

Emilia eventuali variazioni della ricettività, soprattutto durante il periodo estivo.

• Consolidamento e valutazione della conformità ed appropriatezza dei percorsi di centralizzazione dei

pazienti dal Presidio Ospedaliero all’Azienda Ospedaliera, nonché di trasferimento dall’Azienda

Ospedaliera al Presidio Ospedaliero in particolare:

- trasporto in utero, centralizzazione della gravidanza a rischio, trasferimento neonatale;

- politrauma grave (protocollo DEU);

- IMA, PTCA, coronarografia;

- emorragia digestiva urgente;

- stroke ischemico eleggibile alla trombolisi;

- rianimazione;

- riabilitazione estensiva ortopedica;

- riabilitazione intensiva neurologica e respiratoria.

Nell’ambito della citata rete funzionale ortopedica, verrà stilato un documento che evidenzierà nel dettaglio i

percorsi di centralizzazione delle diverse tipologie di pazienti traumatologici.

REGISTRAZIONE STRANIERI TEMPORANEAMENTE PRESENTI (STP)

Obiettivo è la corretta identificazione e registrazione degli stranieri STP.

102


Obiettivo minimo è pertanto la puntuale ed esaustiva raccolta dei dati anagrafici necessari e della

dichiarazione di indigenza indispensabili per l’assegnazione del codice.

Le fatture relative a prestazioni erogate a questa tipologia di cittadini STRANIERI STP devono:

- (Prestazioni di degenza): essere inviate con cadenza trimestrale entro 15 gg. dalla validazione della

banca dati da parte della Regione Emilia Romagna, salvo i recuperi anagrafici la cui ricostruzione e

correzione richiede tempi superiori ai 15 gg.; devono essere accompagnate da supporto magnetico

con file in tracciato SDO 2002 (come da ritorno informativo). Le prestazioni urgenti o essenziali,

ancorché continuative, devono essere corredate di tutta la documentazione necessaria per la

richiesta di rimborso al Ministero degli Interni.

- (Prestazioni di specialistica ambulatoriale o P.S. non seguito da ricovero): essere inviate con cadenza

trimestrale entro 15 gg. dalla scadenza per l’invio del flusso ASA; devono essere accompagnate da

supporto magnetico con file in tracciato ASA. Le prestazioni urgenti o essenziali, ancorché

continuative, devono essere corredate di tutta la documentazione necessaria per la richiesta di

rimborso al Ministero degli Interni.

- Le prestazioni di P.S. o di degenza derivanti da incidenti per opera terzi devono essere corredate dal

modello D necessario per le rivalse.

Il mancato adempimento di quanto richiesto, se tale da impedire l’inoltro della richiesta di rimborso al

Ministero degli Interni, o l’azione di rivalsa, porterà al non riconoscimento del valore della prestazione fruita.

STRANIERI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI APPARTENTI A PAESI DELL’UE O A PAESI CON

ACCORDI BILATERALI IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA

In caso di ricovero di stranieri regolarmente soggiornanti e appartenenti a Paesi UE o Paesi con accordi

bilaterali, inclusi i cittadini provvisti di TEAM o modello internazionale di copertura sanitaria, dovrà essere

data tempestiva comunicazione dei dati anagrafici già in corso di ricovero, fornendo fotocopia dei documenti

in possesso dei cittadini al fine di evitare errori di trascrizione.

La mancanza o il ritardo della comunicazione, se tale da impedire la verifica della legittimità della richiesta di

rimborso allo Stato di residenza, porterà al non riconoscimento del valore della prestazione fruita.

2.2.1 Sistema provinciale per l’Emergenza

Nell’anno 2008 il DEU svilupperà e consoliderà alcuni progetti dipartimentali tra cui:

1. la revisione del protocollo per la gestione dello STEMI nella Provincia nell’ambito del progetto

regionale PRIMARER. La revisione del protocollo prevede una riprogettazione dell’assistenza sul

territorio con diffusa trasmissione dell’ECG alla UTIC dell’Azienda Ospedaliera e trattamenti

farmacologici già sul territorio, differenziati a seconda delle caratteristiche e della destinazione del

paziente;

2. la revisione del protocollo di centralizzazione del trauma grave in provincia soprattutto in relazione ai

cambiamenti organizzativi avvenuti negli ospedali del Presidio ed ai criteri di sicurezza e

appropriatezza di setting assistenziale;

103


3. il consolidamento del percorso di gestione del paziente con sospetto ictus ischemico già attualmente

esteso a tutto il territorio provinciale;

4. l’applicazione in tutte le sedi ospedaliere del protocollo per la valutazione del “dolore toracico” che

prevede in tutti i PS una stratificazione dei pazienti in base al rischio e percorsi diagnosticoterapeutici

conseguenti differenziati (OBI, ricovero, centralizzazione per PTCA).

TRAUMATOLOGIA

Viene confermato il ruolo dell’Azienda Ospedaliera quale centro leader di riferimento per la casistica

complessa e in particolare per i politraumi, con la necessità di rispettare appieno, in specifico, il protocollo

per pazienti traumatizzati cranici.

2.2.2 Dipartimenti, Programmi, Reti, Gruppi interaziendali

Le due Aziende hanno ridefinito nel corso del 2006 le differenti forme di collaborazione interaziendale così

come sotto specificato.

Richiamate le Leggi: a) D.Lgs 502 del 30/12/1992 “Riordino della disciplina in materia sanitaria anorma

dell’articolo 1 della Legge 23/10/1992 n. 421” – b) Regionale n. 19 del 12.5.1994 “Norme per il riordino del

Servizio Sanitario Regionale ai sensi del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 modificato dal Decreto

Legislativo 7 dicembre 1993 n. 517” – con successive modificazioni – c) Regionale n. 29 del 23.12.2004

“Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale” e DRG 86/2006

“Direttiva alle Aziende Sanitarie per l’adozione dell’Atto Aziendale”, che delineano il quadro organizzatorio e

relazionale delle Aziende Sanitarie prefigurando altresì le forme mediante le quali le predette sostanziano le

attività di istituto loro devolute (Dipartimenti – Unità Operative – Moduli - Programmi) declinando per

ciascuna delle medesime le tipicità che le contraddistinguono.

Le Direzioni delle Aziende Sanitarie, in ottemperanza alle direttive regionali ed al fine di garantire lo sviluppo

di processi di integrazione professionale ed organizzativa quale obiettivo strategico della programmazione

aziendale, hanno convenuto di individuare, così come di seguito articolato, forme di collaborazione articolate

su quattro livelli:

1. dipartimenti interaziendali

2. programmi interaziendali

3. reti funzionali interaziendali

4. gruppo di lavoro interaziendale

in ragione: a) della complessità organizzativa – b) della rilevanza strategica – c) del grado di intersettorialità

ed interdisciplinarietà – d) del livello quantitativo e qualitativo delle risorse da gestire – e) del livello di

autonomia e responsabilità che è necessario assicurare:

A. DIPARTIMENTI INTERAZIENDALI

I Dipartimenti, per rilevanza di materia trattata, sono individuati quale ottimali modelli per la gestione

operativa di attività di competenza delle Aziende Sanitarie riguardo alle quali l’unicità interaziendale è

104


considerata strumentale al perseguimento dei migliori livelli di efficienze ed efficacia, nonché di

ottimizzazione delle risorse a disposizione. Sono strutture organizzative dotate di autonomia tecnicofunzionale-professionale

e gestionale nell’ambito degli obiettivi e delle risorse attribuite.

I Dipartimenti aggregano una pluralità di strutture in funzione della promozione della razionalità

organizzativa e per favorire l’integrazione specialistica e professionale.

I Dipartimenti sono diretti da un professionista individuato di concerto tra le Aziende con incarico fiduciario a

tempo determinato (di norma triennale) che: a) assicura il perseguimento degli obiettivi concordati con le

Direzioni aziendali, partecipando alla concertazione di budget di entrambe le Aziende; b) favorisce lo

sviluppo delle competenze tecniche attraverso la promozione ed il coordinamento di iniziative di

aggiornamento per gli operatori; c) definisce le scelte organizzative e gestionali interne al dipartimento

attraverso processi decisionali connotati dalla partecipazione dei professionisti; d) promuove l’applicazione a

tutte le Strutture Operative del dipartimento dei requisiti di accreditamento, è responsabile dei requisiti

generali di dipartimento e partecipa alla visita di accreditamento delle Strutture Operative di entrambe le

aziende.

Le Direzioni delle Aziende: a) definiscono congiuntamente e di concerto con il Direttore del Dipartimento gli

obiettivi annuali che risultano parte integrante dell’Accordo di fornitura tra loro stipulato; b) il corrispettivo

da riconoscere al Direttore.

Per questi Dipartimenti è necessario condividere ed adottare nel corso del 2008 i REGOLAMENTI per la

composizione, la costituzione ed il funzionamento tra le due Aziende per rendere le forme di partecipazione

coerenti con l’obiettivo di una loro adeguata funzionalità.

Tutto ciò premesso l’Azienda Ospedaliera e l’Azienda USL intendono confermare la collaborazione

interdipartimentale riguardo a: Diagnostica per Immagini e Emergenza-Urgenza.

B. PROGRAMMI INTERAZIENDALI

I Programmi Interaziendali che afferiscono in staff alle Direzioni Strategiche, costituiscono la forma di

integrazione funzionale tra attività di Dipartimenti di Aziende Sanitarie diverse. Hanno funzioni di governo

clinico, di programmazione a valenza provinciale negli ambiti di specifica competenza, integrando tra loro più

strutture complesse (ospedaliere o territoriali) e/o funzioni ad elevata complessità e/o ad assorbimento

rilevante di risorse.

È compito del Responsabile di Programma presentare un piano di lavoro complessivo da condividere con le

Direzioni Aziendali, nel quale siano anche definiti strutture e professionisti coinvolti, la cui attività rientra

comunque nei rispettivi compiti di istituto.

Le Direzioni Sanitarie delle Aziende definiscono congiuntamente, e di concerto con il Responsabile di

Programma, gli obiettivi annuali, parte integrante dell’Accordo di fornitura definito dalle Aziende.

Il Responsabile di Programma Interaziendale è individuato di concerto dai Direttori Generali delle Aziende

con incarico fiduciario a tempo determinato (di norma triennale). Le Direzioni Aziendali definiscono il

corrispettivo da erogare ai Responsabili a fronte dell’incarico di Programma.

105


Nel corso del 2007 sono stati attivati i seguenti PROGRAMMI:

1. programma speciale sangue;

2. programma di gastroenterologia ed endoscopia digestiva;

3. programma materno-infantile;

4. programma assistenza dialitica e nefrologia;

5. programma cardiologico.

“Programma Speciale Sangue”

Il Piano Sanitario Sangue-Plasma regionale 2002/2003 definiva l’assetto organizzativo del sistema

trasfusionale indicando i Programmi speciali provinciali della Regione, individuandone gli organismi, le

relative attribuzioni ed istituiva il Programma speciale sangue Provinciale quale organismo deputato alla

attuazione in sede locale degli indirizzi definiti della programmazione regionale. Il seguente Piano sangue

plasma regionale 2006/2007 ha ridefinito ed integrato i contenuti della suddetta organizzazione in relazione

alle funzioni dei diversi organismi ed alla composizione del Comitato di programma provinciale. La

determinazione di procedere alla formalizzazione del Programma citato si configura pertanto come attuativa

delle indicazioni contenute in documenti di programmazione di fonte regionale.

Quindi le attività trasfusionali sono interamente garantite e coordinate dall’Azienda Ospedaliera secondo gli

enunciati della convenzione stipulata fra le due Aziende ai sensi della normativa vigente (D.M. 01.09.95).

Nel corso del 2008, i Comitati per il buon uso del sangue delle due Aziende Sanitarie devono confluire in un

unico Comitato interaziendale.

Nell’anno 2008 l’Azienda Ospedaliera, attraverso il Programma, si impegna a rendicontare ogni 6 mesi sul

consumo di sangue delle strutture operative dell’Azienda USL. Proseguirà la rendicontazione in merito

all’appropriatezza di utilizzo del sangue (se possibile anche in riferimento alla situazione ematologica del

paziente) e alla correttezza di compilazione delle richieste, tramite elaborazione dei dati contenuti nella

scheda di richiesta di sangue.

Si dovrà valutare la possibilità di adottare un sistema di registrazione della somministrazione di emoderivati

effettuata in regime di Pronto Soccorso.

Sarà definita e validata una procedura interaziendale per la trasfusione di sangue o emocomponenti in

ambiente extraospedaliero.

Prosegue il progetto di prelievo di sangue dal cordone ombelicale avviato nel 2002 ed ormai esteso a tutto

l’ambito provinciale.

“Programma di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva”

In considerazione del fatto che le Aziende hanno individuato nella Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

una delle aree di prioritario interesse che per il progressivo consolidamento dei sempre più elevati livelli

qualitativi raggiunti, l’impegno rilevante di risorse umane-tecnologiche-economiche richiesto per il

mantenimento di elevati standard di qualità ed i percorsi organizzativi e diagnostico – assistenziali integrati

già in essere, possiede i presupposti idonei alla costituzione in via sperimentale di una specifico Programma

che si configura come evoluzione della Commissione Gastroenterologica operativa da anni nella nostra

106


provincia che ha condotto ad importanti risultati nell’uniformare i comportamenti nella diagnostica

endoscopica.

Per il 2008 si confermano i seguenti obiettivi:

1. consolidamento dell’audit sulla endoscopia digestiva; l’informatizzazione progressiva di tutte le

unità operative consentirà di disporre più facilmente dei dati relativi agli indicatori di processo e

di esito individuati e quindi di monitorare e confrontare le performance delle diverse unità

operative;

2. gestione flessibile dell’offerta di prestazioni colonscopiche per il 2° livello diagnostico dello

screening del carcinoma del colon-retto;

3. consolidamento dell’offerta di prestazioni endoscopiche come previsto dal Piano annuale della

Specialistica Ambulatoriale per il contenimento dei tempi di attesa;

4. formalizzazione ed attivazione di percorsi clinico-assistenziali per la centralizzazione delle

urgenze emorragiche digestive dagli ospedali del presidio alla Azienda Ospedaliera.

“Programma Materno Infantile”

Il programma interaziendale è una struttura in staff alle Direzioni Sanitarie la cui articolazione organizzativa

prevede più livelli di integrazione (aziendali, interaziendali, monodisciplinari e pluridisciplinari). Si articola in

due Commissioni interaziendali: una per la “Salute dell’infanzia” e una per la “Salute della donna”.

Sono operativi 3 coordinamenti interaziendali di pediatria ospedaliera, di NPI e disabilità e di Ostetriciaginecologia

ospedaliera, nonché 2 coordinamenti aziendali di pediatria di comunità e salute donna consultori

familiari.

Sono obiettivi prioritari, nell’area salute donna, l’attivazione di progetti ed azioni nell’ambito della rete dei

servizi provinciali, relativamente a:

1. definizione dei percorsi di fisiopatologia prenatale in particolare per quanto attiene l’offerta di

ecografie del secondo trimestre (cosiddette morfologiche) di I e II livello;

2. revisione dei percorsi per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) relativamente alle indicazioni

terapeutiche;

3. diffusione e implementazione delle linee guida interaziendali sul benessere in travaglio di parto;

4. definizione di percorsi clinico-assistenziali relativamente alla patologia endometriosica.

Nella salute infanzia si dovrà consolidare il percorso di presa in carico del minore affetto da patologia cronica

e dovranno essere definiti in ambito interaziendale percorsi clinici diagnostico-terapeutici tra la pediatria di

libera scelta e la rete delle pediatrie ospedaliere, secondo la logica del modello hub e spoke.

107


“Programma Assistenza dialitica e Nefrologica”

da intendersi quale evoluzione e riconoscimento formale dell’attività assistenziale garantita in rete a livello

provinciale nei “Centri di Assistenza limitata” collocati presso gli stabilimenti ospedalieri del presidio della USL

ove, negli anni, si sta registrando una attività in costante incremento in linea con l’andamento

epidemiologico della realtà del mondo occidentale, con una tipologia di assistiti che presenta maggiori livelli

di complessità clinica anche derivanti dal notevole incremento della età media dei dializzati.

Il responsabile del programma promuove l’applicazione, a tutte le Strutture Operative del programma, dei

requisiti di accreditamento, è responsabile dei requisiti generali (cosiddetti di dipartimento) e partecipa alla

visita di accreditamento delle Strutture Operative di entrambe le aziende.

“Programma Cardiologico”

Con l’attivazione del Programma Interaziendale di cardiologia si consolida l’esperienza della Commissione

provinciale già attiva da numerosi anni e operativa nella rete ospedaliera nei percorsi clinico assistenziali

dell’IMA (progetto Primarer). Con l’Accordo tra Villa Salus, le due Aziende Sanitarie reggiane e l’Azienda

Ospedaliera di Parma si è ridefinita in ambito provinciale l’offerta di cardiochirurgia. Come previsto

dall’accordo nell’ambito del Programma verranno discussi i percorsi clinico-assistenziali dei pazienti con la

partecipazione puntuale e costante anche dei cardiochirurghi e dei cardiologi della struttura privata.

La collaborazione dovrà inoltre essere consolidata relativamente alla condivisione e implementazione con il

DEU di protocolli clinici diagnostico-terapeutici per la gestione del dolore toracico, anche prevedendo un

utilizzo più intensivo della tecnologia telematica; come già detto precedentemente, un altro percorso clinicoassistenziale

per il quale è necessario garantire impegno e collaborazione costanti tra le due Aziende è quello

dello scompenso cardiaco.

Assicura la valutazione dell’appropriatezza dei percorsi nel settore cardiologico, partecipando alle diverse fasi

dell’audit clinico delle aziende (pianificazione, raccolta dati, analisi, miglioramento) e promuovendo audit su

specifici argomenti di interesse della rete cardiologica provinciale.

E’ da attuare entro il 1° semestre 2008 il:

“Programma screening oncologici”

I programmi di screening sono interventi sanitari di prevenzione secondaria il cui obiettivo è la riduzione

della mortalità per cancro e, in alcuni casi, dell’incidenza attraverso la diagnosi precoce della malattia o il

riscontro di lesioni precancerose che potrebbero evolvere in cancro.

L’indicazione a condurre i tre screening oncologici avviati nel tempo in questo territorio provinciale trova

evidenza di efficacia nei rigorosi e numerosi studi randomizzati e controllati richiamati anche da documenti

programmatici, nazionali e regionali, che forniscono indicazioni stringenti per la loro realizzazione.

Sul territorio provinciale i tre screening previsti dalla pianificazione regionale e nazionale sono ormai avviati:

1) screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella. Il programma è partito nel 1995 e con

il 2000 l’estensione è stata completata a tutto il territorio provinciale;

108


2) screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero. Il programma è

partito nel 1996 e con la fine del 1997 l’estensione è stata completata a tutto il territorio provinciale;

3) screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto. Il programma è

partito nel marzo 2005 su tutto il territorio provinciale.

Tutti i programmi di screening sono stati attivati mediante la collaborazione tra i servizi dell’Azienda AUSL e

dell’Azienda Ospedaliera.

Il Programma interaziendale deve esercitare le funzioni di governo clinico e di programmazione a valenza

provinciale, e garantire per l’Azienda USL, come richiesto dalla Regione, il coordinamento organizzativo dei

tre programmi di screening.

L’indicazione a condurre i tre screening oncologici avviati nel tempo in questo territorio provinciale trova

evidenza di efficacia nei rigorosi e numerosi studi randomizzati e controllati richiamati anche da documenti

programmatici, nazionali e regionali, che forniscono indicazioni stringenti per la loro realizzazione.

C. RETI FUNZIONALI INTERAZIENDALI

Costituiscono una modalità di relazione fra funzioni omogenee, che riguardano componenti specialistiche

ospedaliere e territoriali delle due Aziende, finalizzata a definire azioni o progetti integrati riconducibili al

governo clinico (audit clinici, gestione del rischio, HTA, buone pratiche cliniche, qualità, …).

Su mandato delle due Direzioni Sanitarie, possono essere obiettivi delle reti:

• integrare professionisti e attività secondo le logiche del modello hub & spoke;

• definire i percorsi clinico assistenziali nell’ambito della cornice provinciale dei servizi, identificandone i

livelli;

• contestualizzare, applicare e valutare l’efficacia delle linee guida;

• uniformare i comportamenti professionali ispirati alle best practices;

• definire una lista di indicatori di buona pratica clinica e promuovere audit periodici per la valutazione

dell’appropriatezza delle attività;

• realizzare iniziative formative interprofessionali negli ambiti di specifica competenza o interesse;

• proporre e condividere protocolli diagnostico – terapeutici e assistenziali, avendo cura di identificare

gli indicatori oggetto di monitoraggio;

• supportare le Direzioni Sanitarie nella valutazione, programmazione ed implementazione delle

tecnologie sanitarie.

Il Coordinatore viene individuato di concerto dai Direttori Sanitari delle due Aziende, con incarico a tempo

determinato (di norma triennale).

Le Direzioni Sanitarie delle Aziende individuano congiuntamente gli obiettivi annuali dei coordinamenti,

integrandoli all’interno del Accordo di fornitura, nonché le strutture ed i professionisti che ad essi afferiscono,

la cui attività, caratterizzata da periodicità di incontri delle sue diverse componenti, rientra nei rispettivi

compiti di istituto.

109


L’articolazione organizzativa delle attività di rete viene approvata dalle Direzioni Sanitarie, su proposta dei

Coordinatori.

Nel 2007 è stata attivata la rete funzionale delle ortopedie e traumatologie della provincia.

Nel 2008 si prevede l’attivazione delle seguenti reti funzionali:

1. pneumologia e chirurgia toracica;

2. anestesia e rianimazione;

3. oncologia;

4. diabetologia;

5. neurologia.

D. GRUPPO DI LAVORO INTERAZIENDALE

È una modalità ordinaria di integrazione fra professionisti di discipline diverse od omogenee.

Viene costituito dalle Direzioni Sanitarie/Amministrative/di Presidio delle Aziende, a carattere contingente,

con mandato ed obiettivi specifici (di identificazione delle modalità di erogazione delle attività, di

riorganizzazione dei percorsi, di condivisione di modelli e standard di riferimento, di partecipazione a processi

di technology assessment) e definiti all’atto della sua costituzione.

Nel 2008 verrà attivato un gruppo di lavoro interaziendale per un progetto di riorganizzazione in rete

provinciale interaziendale dei laboratori secondo il modello hub e spoke e coerentemente con le indicazioni

regionali in materia.

Inoltre si prevede l’attivazione di un gruppo di lavoro sulla dermatologia ed un gruppo angiovascolare che

lavorerà sul piede diabetico, sulle ulcere trofiche vascolari e sull’attività chirurgica vascolare minore.

2.2.3 Governo clinico, qualità e appropriatezza delle prestazioni

L’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliera nell’anno 2008 proseguono nel percorso di promozione delle

condizioni cliniche e organizzative per il miglioramento della qualità dell’assistenza, impegnandosi a

collaborare nell’applicazione dei requisiti generali e specifici dell’accreditamento e ad approfondire i temi

introdotti dai capitoli che trattano di “clinical competence” e “qualificazione dei processi diagnosticoterapeutici

e assistenziali”.

Tale collaborazione si svilupperà in particolare per le strutture elencate nell’atto deliberativo di giunta n°

1757 del 11.12.2006 della Regione Emilia Romagna: specialistica ambulatoriale (in collaborazione con la

direzione del Distretto di Reggio Emilia), per le reti interaziendali di cui fanno parte reparti ospedalieri che

dovessero entrare nel percorso di accreditamento come “ulteriore quota di almeno 30% dei posti letto” (es:

Dialisi), e di cui fanno parte reparti già accreditati (es: Emergenza/Urgenza e Diagnostica per Immagini).

La collaborazione delle articolazioni aziendali relativamente alle tematiche collegate ai sistemi qualità e

all’accreditamento sarà supportata e coordinata con gli strumenti dei sistemi per la gestione aziendale della

qualità e per il governo clinico.

La valorizzazione delle funzioni della rete della qualità si concretizzerà nella pianificazione di processi

diagnostico terapeutici e assistenziali che tengano conto delle evidenze scientifiche applicabili, nella

110


progettazione delle azioni di miglioramento e nella valutazione dei risultati, oltre che nel processo di

comunicazione interno ed esterno.

Le modalità di integrazione delle due Aziende prevedono la gestione integrata di strutture o servizi, come

avviene per la cardiologia, l’anestesia e la rianimazione di Castelnovo Monti (mentre la ginecologia ha solo

l’attività di direzione in capo al dirigente di SOC dell’Azienda Ospedaliera).

Il fine è garantire livelli di appropriatezza accettabili e uniformi per tutte le funzioni presenti negli ospedali. Si

tratta cioè di lavorare sulle specialità di base per identificare e qualificare i processi diagnostico-terapeutici e

assistenziali condivisi, agire sulle modalità dell’offerta e intervenire sui percorsi per l’accesso. Sono ambiti

privilegiati di pianificazione del processo quelli individuati come oggetto di audit interaziendale, quelli della

continuità della cura, soprattutto con l’attenzione alla cronicità e alla terminalità, quello della lungodegenza,

quello della traumatologia minore, l’organizzazione dell’offerta per alcune specialità a valenza provinciale

come collocazione organizzativa, ma per le quali è necessaria un’articolazione diffusa per la frequenza della

domanda, per la facilitazione dell’accesso, per l’integrazione necessaria dell’offerta anche in funzione della

riduzione della mobilità passiva. Si tratta in alcuni casi di organizzare, in altri di sistematizzare e sviluppare

l’attività dell’ORL, urologia, neurologia, reumatologia, chirurgia generale, malattie infettive, oncologia, attività

trasfusionale, dialisi, attraverso le forme dei contratti di fornitura per un utilizzo integrato delle competenze

disponibili. Le altre specialità per le quali è utile una ipotesi di sviluppo con una visione provinciale (ed

eventualmente anche sovraprovinciale) sono la rianimazione neonatale, la diagnostica interventistica

cardiologica, la chirurgia vascolare endovasale, la riabilitazione intensiva, la neurotraumatolgia.

a) Progetti di cooperazione per la gestione del governo clinico

La ricerca di sinergie, la programmazione comune, l’analisi delle priorità sono prassi consolidate del

confronto tra le due Aziende. Nel corso del 2008 si intende pertanto proseguire, consolidando tale impegno

anche attraverso le forme di gestione del Governo Clinico già definite nei Programmi, nelle reti e nei gruppi

interaziendali.

Sono attivi Gruppi interaziendali su:

• pneumologia (anche in riferimento all’ossigeno e ventiloterapia domiciliare);

• nutrizione artificiale;

• ortopedia e traumatologia;

disturbi del comportamento alimentare;

• demenze;

• ostetricia e ginecologia;

• cure palliative e terapia antalgica;

• endocrinologia;

• reumatologia;

• assistenza a malati di TB, AIDS, Epatiti;

• influenza aviaria;

• progetto fibrinolisi nell’ictus cerebrale;

111


• programmazione dei percorsi sulla disabilità nell’infanzia e progetto abuso;

• vaccinazioni selettive in pazienti ad alto rischio;

• gestione di eventi epidemici o infezioni sentinella in ambito ospedaliero.

L’Azienda Ospedaliera è impegnata a partecipare al sistema di segnalazione rapida degli eventi epidemici ed

eventi sentinella nelle strutture sanitarie, socio-assistenziali e nella comunità, secondo le indicazioni regionali

e le procedure interaziendali che si stanno predisponendo con il Dipartimento di Sanità Pubblica.

Sempre in relazione al controllo delle malattie infettive, restano attive le forme dei collaborazione fra le due

Aziende sui seguenti specifici punti:

- partecipazione di un infettivologo ai lavori del Comitato Infezioni Ospedaliere dell’Azienda USL;

- partecipazione di infettivologi dell’Azienda Ospedaliera ad eventi formativi e prestazione di

consulenza in materia di prevenzione e controllo delle infezioni associate alle pratiche assistenziali, di

uso razionale degli antibiotici, di gestione del rischio biologico occupazionale;

- partecipazione comune ad attività in relazione ad eventi infettivi straordinari, soprattutto attraverso

le Direzioni Sanitarie aziendali e il Dipartimento Sanità Pubblica.

Le commissioni e i gruppi interaziendali porteranno avanti l’elaborazione e l’implementazione di progetti di

cura riguardanti particolari target critici (ad esempio la dimissione e la presa in cura di neonati con gravi

problemi di handicap, la presa in cura integrata di bambini asmatici, di bambini con cefalea, di pazienti

diabetici ecc.).

Sono presenti anche funzioni provinciali come la nefrologia e la dialisi, comprensiva dei Centri Dialisi

Ospedalieri che rientrano nel Programma Interaziendale Nefrologia e dialisi.

Il personale infermieristico dei centri dialisi, ha iniziato a rivedere e ricostruire i percorsi del paziente con

conseguente adattamento della documentazione comune, soprattutto quella infermieristica.

Le due Aziende lavoreranno anche per rendere omogenee le prestazioni ai pazienti dializzati in tutti i centri

della provincia: per entrambe gli impegni sono finalizzati a sostenere la preparazione di documenti necessari

alla visita di verifica regionale dell’accreditamento.

b) Azioni comuni per l’efficacia del sistema curante provinciale

Sono azioni comuni:

• Programma EBM: Adozione di modalità di lavoro, su base dipartimentale e per aree comuni, per la

qualificazione dei processi diagnostico-terapeutici e assistenziali ispirate alla medicina basata

sull’evidenza e sulla traslazione delle evidenze scientifiche in linee guida pratiche condivise.

• Lo sviluppo delle competenze professionali attraverso modalità coordinate di formazione continua: in

particolare la prosecuzione di corsi di formazione a distanza, iniziata nel 2005 con il corso “I

fondamenti della Evidence Based Medicine” e del Corso avanzato in Evidence Based Medicine del

quale inizierà la terza edizione nel settembre 2008, edizione che sarà aperta alla partecipazione dei

dirigenti sanitari di entrambe le aziende.

112


• Dovrà essere consolidata la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio per la fruizione dei

corsi in @learning attraverso la piattaforma dell’Università (Moodle).

• Dovrà essere incrementata la formazione in Evidence based Nursing e si dovranno pianificare

percorsi di formazione EBN avanzata anche per i professionisti del comparto.

• Sviluppo di second-opinion teleconsulto tra NCP e specialisti ospedalieri per prime diagnosi cliniche

cardiologiche, radiologiche ed ecografiche secondo protocolli concordati tra il Programma CP e la DS

dell’Azienda Ospedaliera.

• Lo sviluppo di linee guida e protocolli applicativi e percorsi organizzativi per la radioterapia

intraoperatoria (IORT) nei tumori della mammella e per la partecipazione al Progetto IRMA.

• La prosecuzione degli audit interaziendali per la verifica dell’applicazione delle linee guida

interaziendali tra cui la trasfusione di sangue ed emocomponenti e la profilassi del danno

gastrointestinale da farmaci e su:

‣ percorso dei pazienti con sindrome coronarica acuta;

diagnosi trattamento e percorsi dei pazienti con endocardite batterica;

‣ appropriatezza della colonscopia (preparazione del paziente; esecuzione dell’esame – efficacia,

sicurezza e appropriatezza di setting; dimissione e percorso post-dimissione);

‣ appropriatezza dell’assistenza al travaglio di parto;

diagnosi, trattamento e percorsi dei pazienti con meningite batterica;

diagnosi, trattamento e percorsi delle pazienti affette da tumori della sfera ginecologica;

‣ altri ambiti concordati tra le Aziende.

C) Azioni di sostegno per il governo clinico

Lo sviluppo del programma comune di formazione dei professionisti sulla metodologia della medicina basata

sull’evidenza ha portato alla costituzione della Biblioteca medica - centro di documentazione per il governo

clinico “P.G. Corradini” con l’obiettivo di:

• contribuire a costruire una cultura condivisa in cui la salute è preoccupazione globale della comunità

e non solo delle organizzazioni sanitarie;

• pensare alla cura non solo come offerta di servizi, ma anche come capacità di amministrare e di

guardare “oltre” rispetto all’evento malattia;

• contribuire allo sviluppo di una rete provinciale di servizi orientata alla garanzia di efficacia;

• contribuire a sviluppare la conoscenza professionale e organizzativa degli operatori come strumento

di garanzia della qualità dei servizi offerti e di valorizzazione delle esperienze e delle risorse

professionali;

• migliorare ed aumentare la rendicontazione della produzione scientifica e supportare l’uso degli open

access journals;

• promuovere lo sviluppo di un insieme di attività che consenta ai professionisti di dare evidenza al

risultato delle proprie attività intellettuali, cliniche ed organizzative.

113


Alla biblioteca medica hanno accesso tutti i professionisti dipendenti e convenzionati con le due aziende,

compresi i Medici di Medicina Generale, specialisti, pediatri di libera scelta, medici della continuità

assistenziale.

I rapporti tra le due aziende sono regolati da un’apposita convenzione nella quale sono contenuti gli impegni

dell’azienda ospedaliera.

In particolare si sottolinea:

l’impegno del Centro a supporto della formazione di base per tutto il personale all’utilizzo degli

strumenti nella sede centrale e nelle sedi distrettuali;

l’unificazione per le acquisizioni delle riviste;

la garanzia della fornitura del materiale documentale per la ricerca e l’approfondimento

scientifico (document delivery ecc.).

L’impegno a consolidare e curare la manutenzione delle modalità tecniche che consentono l’accesso alle

risorse della biblioteca ai MMG, specialisti pediatri di libera scelta, medici della continuità assistenziale.

d) il programma provinciale per l’informazione sulla donazione degli organi e l’organizzazione

dell’attività di prelievo. Esiste un coordinamento dell’attività e un gruppo interaziendale ad hoc, integrato sia

sul versante dell’informazione che dell’organizzazione dell’attività di prelievo cui le due Aziende continuano a

dare impulso. Sul versante informativo sono coinvolte le funzioni URP delle due Aziende che sono deputate

alla raccolta del consenso e alla registrazione della dichiarazione di assenso/dissenso alla donazione

nell’apposito archivio nazionale.

e) programma formativo di gestione del rischio. Le due Aziende collaborano per la predisposizione di

materiale didattico comune per la realizzazione del programma regionale di gestione del rischio e per la

realizzazione di iniziative formative che riconoscano una comune cultura di approccio alla sicurezza dei

pazienti.

Inoltre si valuteranno eventuali ambiti di azioni comuni di percorsi comuni di gestione del rischio soprattutto

per i dipartimenti a valenza interaziendale.

f) il programma di gestione della documentazione è finalizzato a costruire uno spazio web comune tra

le due aziende che avrà lo scopo di contenere la documentazione utilizzata per la gestione delle Strutture

Operative, garantendone la conoscenza, la diffusione e l’aggiornamento, e di favorire e facilitare la diffusione

di conoscenze, saperi e buone pratiche che, opportunamente filtrate potranno anche diventare utili

informazioni da comunicare ai cittadini. Tale programma è anche finalizzato ad adottare strumenti comuni di

gestione della documentazione in riferimento a quanto richiesto dal modello di accreditamento regionale.

2.2.4 Attività di screening

L’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliera sostengono in stretta integrazione i tre programmi di screening

promossi dalla Regione Emilia-Romagna cui partecipano professionisti di entrambe le Aziende.

114


Oggetto del presente Accordo di fornitura è la garanzia dell’Azienda Ospedaliera per:

screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero:

- la responsabilità del progetto;

- la gestione della segreteria del Centro Provinciale per lo Screening del tumore del collo dell’utero

situato presso il Servizio di Citologia Cervico Vaginale;

- l’invio degli inviti al test di screening e la gestione dei cambi appuntamento;

- la verifica del regolare avanzamento delle chiamate e la proposta di eventuali necessari correttivi;

- la lettura di tutte le indagini citologiche effettuate nelle sedi consultoriali;

- l’invio, entro 21 giorni dal prelievo, dei referti dei pap-test eseguiti;

- la gestione organizzativa delle chiamate al 2° livello, e la gestione attiva dei follow-up;

- l’esecuzione dei test di 2° livello per le donne invitate presso l’ambulatorio situato c/o il Servizio di

Citologia Cervico Vaginale in collaborazione con i professionisti ginecologi dell’Azienda USL e

dell’Azienda Ospedaliera;

- la lettura di tutti gli istologici derivanti dagli esami di 2° livello;

- la gestione degli aspetti di qualità cito-istologici e degli ulteriori aspetti di qualità in collaborazione

con l’Azienda USL;

- la collaborazione alla predisposizione degli strumenti di sorveglianza e del registro di patologia,

integrato nel registro tumori;

- il rispetto, per quanto di competenza ed in collaborazione con l’Azienda USL, degli standard di

qualità previsti a livello regionale.

Il personale dedicato a ciò viene quantificato nell’ambito della valorizzazione economica del contributo al

programma da parte dell’Azienda Ospedaliera.

Screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella:

- la responsabilità del progetto;

- l’esecuzione dei test di screening per le donne residenti e domiciliate nel Distretto di Reggio Emilia;

- il contributo alla lettura presso il Centro Screening, situato presso l’Azienda USL dei test di screening

eseguiti in tutta la provincia;

- l’attività di un tecnico sanitario di radiologia medica presso il Centro Screening per almeno quattro

turni settimanali;

- l’esecuzione dei test di 2° livello per le donne invitate presso la Radiologia dell’Azienda Ospedaliera;

- la gestione degli aspetti di qualità, in collaborazione con l’Azienda USL;

- la collaborazione alla predisposizione degli strumenti di sorveglianza e del registro di patologia,

integrato nel registro tumori;

- il rispetto, per quanto di competenza, degli standard di qualità previsti a livello regionale.

Il personale dedicato a ciò viene quantificato nell’ambito della valorizzazione economica del contributo al

programma da parte dell’Azienda Ospedaliera, con l’eccezione del contributo alla lettura dei radiogrammi la

115


cui valorizzazione viene effettuata nell’ambito delle consulenze tra Aziende, così come la valorizzazione di

due ore settimanali di consulenza da parte del responsabile del progetto di screening.

Screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon-retto:

- la responsabilità del progetto;

- il funzionamento presso il Poliambulatorio dell’Azienda Ospedaliera di uno dei punti di distribuzione

dei test di 1° livello (FOBT - test per la ricerca del sangue occulto nelle feci) per i residenti e

domiciliati del Distretto di Reggio Emilia;

- la processazione presso il Laboratorio di Analisi Chimico Cliniche dell’Azienda Ospedaliera dei test

per la ricerca del sangue occulto nelle feci provenienti dai territori distrettuali di Reggio Emilia,

Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti;

- l’esecuzione in sedute dedicate delle colonscopie, quali test di 2° livello, per le persone invitate

presso il Servizio di Endoscopia Digestiva dell’Azienda Ospedaliera e la garanzia delle attività

correlate; dovrà essere garantito, anche attraverso una flessibilità organizzativa, il rispetto del

tempo di attesa tra la positività del FOBT e la prenotazione della colonscopia, fissato in max 30

giorni;

- l’esecuzione, nell’ambito del braccio di familiarità, dei colloqui programmati per i casi incidenti di

tumore, per la ricostruzione del pedigree nucleare e la raccolta del consenso informato;

- l’esecuzione, nelle stesse sedute dedicate allo screening, delle colonscopie, quali test di 1° livello, ai

familiari di 1° grado delle persone affette da tumore del colon retto, come da programma attuativo

del braccio della familiarità;

- la gestione degli aspetti di qualità, in collaborazione con l’Azienda USL;

- la collaborazione alla predisposizione degli strumenti di sorveglianza e del registro di patologia,

integrato nel registro tumori;

- il rispetto, per quanto di competenza, degli standard di qualità previsti a livello regionale.

Il personale dedicato a ciò viene quantificato nell’ambito della valorizzazione economica del contributo al

programma da parte dell’Azienda Ospedaliera.

2.3. PERCORSI E PRESTAZIONI SPECIALISTICHE AMBULATORIALI

Si concorda che il volume complessivo della produzione di specialistica ambulatoriale sia orientato a

consentire all’Azienda territoriale il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla DGR 1532/06 avente ad

oggetto il Piano Regionale sul contenimento dei tempi di attesa, esplicitati nel Programma Attuativo

Aziendale per il contenimento dei TdA, predisposto in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.

Fermo restando quanto previsto dai LEA, si richiede nello specifico l’aumento dell’offerta settimanale delle

prestazioni critiche oggetto di rilevazione trimestrale regionale.

In relazione all’analisi dei tempi d’attesa, degli indici di consumo e della mobilità relativa al consumo

dell’offerta a CUP, viene ridefinita l’offerta dell’Azienda Ospedaliera per renderla più idonea al mantenimento

dei tempi di attesa e alla copertura del fabbisogno di prestazioni specialistiche ambulatoriali nel distretto di

116


Reggio Emilia e nella provincia per le prestazioni per le quali l’Azienda Ospedaliera è riferimento a livello

provinciale.

Il volume di prestazioni offerto dall’Azienda Ospedaliera, calcolato su base annuale ed esplicitato nella tabella

che segue, viene ripartito mensilmente in misura proporzionale all’1/12.

Nella tabella sono specificate le agende CUP sulle quali dovranno essere aumentate o mantenute le offerte di

prestazioni indicate.

117


TABELLA PRESTAZIONI

Totale anno 2007

AO S. MARIA NUOVA IP% TA medio Offerta

CUP 2007

Offerta

Aggiuntive 4°

trim 07

Incremento Richiesto

da AUSL 2008

prestazioni da eseguire

nel 2008 per accordo

Aggiuntive 07

Incremento per

Accordo di

fornitura 2008

Incremento 2008

ASMN

Elettrocardiogramma Holter 86% 37 1643 mantenimento 0 0 0 0

Ecocolordoppler generico 81% 43 110 mantenimento 0 0 0 0

Ecocolor Doppler Arti Sup. Inf. Distr 9% 272 758 110 mantenimento 780 0 0 0

Ecocolor Doppler Cardiaco 39% 66 2878 41 2300 159 2141 0

Ecocolor Doppler Grossi Vasi Addominali 8% 188 176 23 600 477 123

Esame che può essere

convertito in TSA

AGENDE

CAP41001 CAP43001

CAU41001

Ecocolor Doppler TSA 58% 66 4114 200 1000 800 200 0 EC001003 EC007001-

EC025001 -EC033001 -

EC056001 -EC091001 -

Ecocolor Doppler B 44% 13 140 150 0 150 0 EC024001 -

Ecografia Addome 53% 86 464 202 200 798 200

In questo caso si

richiedono 200 in più

Ecografia Mammella 39% 88 2150 139 1000 361 639 0 0

Ecografia generica 44% 105 4726 mantenimento 0 0 0 0

EC034001

0

Ecografia Ostetrica 24% 95 1087 66 1500 234 1266

di cui 50% morfol. 20^

settim., e 50% 30^ settim.

0

Ecografia Transrettale 58% 55 56 mantenimento 0 0 0 0

Ecografia B 31% 13 2648 2000 0 2000 0 0

MAMMOGRAFIA 1° ESAME 31% 156 2942 2000 0 2000 0 0

MAMMOGRAFIA DI CONTROLLO 5% 289 1927 mantenimento 0 0 0 0

Risonanza Magnetica 32% 131 1174 1000 0 1000

di cui 80/mese da maggio

a dic. e ulteriori 90/mese

da settembre a dic.

0

TAC 63% 67 2693 500 0 700 0 0

Colonscopia 27% 144 1852 0

Colonscopia B 6% 37 743 0

0 0

EGDS 35% 163 889 0

EGDS B 15% 16 838 0

Cistoscopia 38% 93 293 mantenimento 0 0 0 0

Cistoscopia B 98% 10 108 mantenimento 0 0 0 0

Esami audiometrici 70% 43 3236 300 0 300 0 0

Elettromiografia 20% 114 827 60 500 440 60 0 0

Elettromiografia B 6% 29 101 mantenimento 0 0 0 0

Colposcopia 98% 27 1296 mantenimento 0 0 0 0

Spirometria 98% 27 1901 mantenimento 0 0 0 0

Visita Cardiologica con ECG 47% 38 10783 140 3000 860 2140 0 0

Visita Dermatologica 40% 38 6658 866 mantenimento 3134 0 0 0

Visita Dermatologica B 72% 6 765 mantenimento 0 0 0 0

Visita Endocrinologica 53% 44 2980 240

mantenimento e

suddivisione agende prime

visite e v. controllo

Problema spazi in

sale endoscopiche

760 0 0 0

Visita Fisiatrica 10% 75 1615 500 0 500 0 0

In questo caso si

Visita Neurologica 23% 53 2626 83 500 917 500

richiedono 500 in più

Visita Oculistica 25% 105 4489 319 3000 681 2319 0 0

Visita Ortopedica 38% 34 2786 mantenimento 0 0 0 0

Visita Ginecologica 21% 59 1896 2000 0 2000 0 0

Visita Otorinolaringoiatrica 54% 33 4664 120 1000 580 420 0 0

Visita Urologica 54% 33 2100 165 1000 585 415 0 0

0

118


Inoltre si definisce che nell’anno 2008 l’Azienda Ospedaliera dovrà:

• partecipare ai tavoli di lavoro interaziendali e multidisciplinari per la condivisione di protocolli di

accesso differenziato alle prestazioni specialistiche ambulatoriali; in particolare revisione del

protocollo di accesso per l’Ecocolordopplergrafia, la visita oculistica, la diagnostica senologica, la

visita ortopedica, la fisiatrica infantile e per altre eventuali prestazioni da concordare nel corso

dell’anno;

• applicare i protocolli di accesso differenziato elaborati nell’anno 2007-2008: visita allergologica,

visita oculistica, la diagnostica senologica;

• partecipare all’audit sul percorso diagnostico-terapeutico delle neoplasie tiroidee, concordato dal

gruppo di lavoro interaziendale;

• raggiungere il completo allineamento del Catalogo Aziendale di prestazioni specialistiche

ambulatoriali al Catalogo Sole, dando la priorità alle prestazioni di laboratorio e di radiologia;

• nell’ambito della rete endocrinologica provinciale, negli ambulatori distrettuali garantire la

presenza di specialisti con clinical competence adeguata a garantire la diagnosi di patologie

oncologiche tiroidee (condivisione di protocolli diagnostici laboratoristici, ecografie tiroidee,

agoaspirati eco-guidati tiroidei). Inoltre, per le patologie neoplastiche diagnosticate negli

ambulatori distrettuali, dovranno essere garantiti percorsi agevolati verso la struttura ospedaliera

dove sarà effettuato l’intervento chirurgico;

• utilizzo di programma informatizzato di prescrizione/refertazione negli ambulatori specialistici in

sostituzione della modulistica MPA/deburo che non potrà più essere compilata dal 1° luglio 2008;

• collaborare con la Direzione del Distretto di Reggio Emilia e la Direzione Programma Cure Primarie

per la rilevazione dei tempi di attesa;

• inviare i file relativi ai flussi ASA all’Azienda USL, contemporaneamente all’invio in Regione;

• percorso di cura del paziente con scompenso cardiaco: garantire la partecipazione dei suoi

professionisti (medici e infermieri) alla gestione integrata del paziente con scompenso cardiaco,

attraverso l'applicazione dei protocolli diagnostico-terapeutici elaborati di concerto con i

professionisti dell'Azienda USL. In particolare ciò comporta (prima della dimissione o in fase di

prima visita) l'arruolamento del paziente nel percorso, l'educazione sua e dei familiari, la

definizione del piano annuale di follow up, la consegna al paziente della scheda di follow up e

l'invio al medico di medicina generale. In caso di visita successiva l'effettuazione degli esami

previsti, l'eventuale ridefinizione della terapia e del piano di follow up, l'aggiornamento della

scheda di follow up e il rinvio al medico di medicina generale;

• gestione integrata del paziente con Insufficienza Renale Progressiva: ridurre i tempi d'attesa per

visite presso l'ambulatorio PIRP, aumentando il numero di visite garantite dall'ambulatorio e

riservando un posto a settimana al paziente inviato nell'ambito del progetto PIRP nell'agenda

informatizzata delle visite nefrologiche;

• percorso di cura del paziente oncologico:

- co-progettazione dell'IRCCS;

119


- partecipazione dei professionisti alle iniziative formative promosse all'interno del percorso di

cura quali ad esempio la comunicazione della cattiva notizia, la valutazione e gestione del dolore

cronico-oncologico, l'attivazione delle ADI 3° livello oncologiche in dimissione protetta che

comportano l'ìimplementazione anche di una procedura operativa, oltre alla ricerca intervento

sulle narrazioni di cura finalizzate alla ricerca di miglioramento della qualità;

- partecipazione al progetto regionale Macondo (MAntenimento CONtrollo del DOlore);

- co-progettazione dello sviluppo della rete provinciale che si prefigge la gestione del dolore

oncologico a più livelli: 1 livello in gestione ai MMG con possibilità di consulenza inter-pares

domiciliare e intra ospedaliera da parte dei medici ospedalieri, 2 livello definizione di ambulatorio

di terapia del dolore e cure palliative ospedaliero, 3 livello definizione ambulatori che sulla rete

provinciale si occupano della terapia antalgica invasiva, oltre a definire criteri di invio e modalità

per l'accesso a pratiche specialistiche effettuate solo fuori sede;

• percorso del paziente con insufficienza respiratoria cronica: gestire in modo integrato specialista-

MMG tali pazienti. Essi, sulla base della procedura siglata in aprile 2008, saranno arruolati nel

percorso dallo specialista pneumologo dell’Azienda Ospedaliera e dallo specialista pneumologo

territoriale dell'Azienda USL. Il progetto prevede poi che sia creato un ambulatorio dedicato

all'insufficienza respiratoria che avrà sede c/o l'Azienda Ospedaliera, gestito in modo integrato dai

pneumologi di entrambe le aziende, dove accederanno i pazienti sia per la prima diagnosi che per

i successivi controlli.

INOLTRE SI CONCORDA CHE:

Le eventuali variazioni stabili di posti prenotabili nelle agende dell’Azienda Ospedaliera dovranno essere

preventivamente concordate tra la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera e la Direzione del Distretto di

Reggio Emilia. Le singole variazioni dettate da esigenze momentanee devono essere concordate tra struttura

operativa e Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera e quindi comunicate dalla medesima al Dipartimento

Cure Primarie del Distretto di Reggio Emilia, evitando l’intervento delle singole strutture operative sull’Ufficio

Risorse del CUP di Reggio Emilia.

Le azioni da intraprendere nei confronti dei cittadini già in possesso di regolare prenotazione (per lo più

telefonate per cambio appuntamento quantificabili in circa 500 al mese) che si rendano necessarie in seguito

a variazioni dei calendari (chiusura o spostamento di sedute per impegni sopraggiunti del personale medico)

sono a carico del personale dell’Azienda Ospedaliera. Da segnalare che sono stati raggiunti buoni risultati in

tal senso con i reparti che delegano alle loro segreterie tale attività.

Prosegue l’attività dell’ambulatorio neurofisiatrico, già in essere, specificatamente dedicata alle patologie

neurologiche croniche con presa in cura dei casi secondo protocollo concordato tra Servizio di Riabilitazione

dell’Azienda Ospedaliera e Dipartimento RRF dell’Azienda USL.

Si è completato l’accesso diretto presso il punto prelievi dell’Azienda Ospedaliera. Contemporaneamente il

Distretto di Reggio Emilia si impegna ad effettuare tutte le azioni necessarie e concordate con il Direttore del

Dipartimento di Patologia Clinica per incrementare l’attività presso il punto prelievi di Pieve Modolena.

120


Si dovrà inoltre completare l’accesso diretto nel Distretto di Scandiano (punti prelievo di Rubiera e

Castellarano).

L’attivazione, da parte dell’Azienda Ospedaliera, di nuove attività ambulatoriali specialistiche che impattano

con le attività territoriali dovrà essere concordata con la Direzione del Distretto di Reggio Emilia e potrà

essere oggetto di confronto all’interno del tavolo permanente di cui al punto 2.1 comma b.7.

Inoltre le codifiche di tutte le nuove prestazioni ambulatoriali specialistiche delle due Aziende, prima di

essere inserite sul programma interaziendale CUP, devono essere validate dai referenti Aziendali del

Catalogo Sole secondo le indicazioni fornite dal gruppo di coordinamento regionale.

Si garantisce un tempo di consegna dei referti di laboratorio di routine all’utente entro 3 gg (ad eccezione di

indagini particolari) così come concordato con gli EE.LL. a tutela dei cittadini.

L’invio a domicilio, quando richiesto dall’interessato, è da prevedersi a cura dell’Azienda Ospedaliera, anche

per esami effettuati in altri punti prelievo.

L’assemblaggio dei referti del singolo cittadino che ha effettuato il prelievo è da prevedersi a cura

dell’Azienda Ospedaliera.

Nel corso del 2008 le due Aziende concorderanno le modalità di inserimento del LACC di Castelnovo Monti

all’interno del Dipartimento di Patologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera.

Relativamente alla consegna dei referti delle prestazioni di specialistica strumentale (laboratorio, radiologia,

endoscopia, ecc) le due Aziende si impegnano a garantire una procedura unica a livello provinciale che da un

lato tuteli la privacy e dall’altro standardizzi i tempi di risposta per un criterio di equità.

Prestazioni specialistiche ambulatoriali e prestazioni di laboratorio analisi per i distretti di

Montecchio, Scandiano e Reggio Emilia.

Controlli sulle autocertificazioni/dichiarazioni sostitutive di atto notorio previsti dal d.p.r. 28

dicembre 2000 n. 445 recante “testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in

materia di documentazione amministrativa”

Il controllo dovuto ai sensi del DPR 445/2000 per le autocertificazioni/ dichiarazioni sostitutive di atto notorio

sottoscritte dagli utenti residenti nel territorio dell’Azienda USL, riferite a prestazioni specialistiche

ambulatoriali e a prestazioni di laboratorio analisi, comprese quelle da prelievi effettuati presso i Centri

Prelievi dei Distretti di Scandiano, Montecchio e Reggio Emilia, effettuate presso l’Azienda Ospedaliera, verrà

effettuato direttamente dall’Azienda Ospedaliera.

Si precisa, per quanto riguarda le prestazioni di laboratorio analisi, che la documentazione cartacea

(documento di accesso diretto, prescrizione del medico, eventuale ricevuta pagamento ticket o sottoscrizione

dell’esenzione dal ticket) viene trasmessa in originale, con periodicità mensile, all’Ufficio Rilevazione Attività

dell’Azienda Ospedaliera e non viene trattenuta in copia dall’Azienda USL.

121


2.4. CONSUMI E SPESA FARMACEUTICA

Obiettivo è il contenimento della spesa farmaceutica al 16% della spesa sanitaria complessiva (farmaceutica

convenzionata e somministrazione diretta).

L’assistenza farmaceutica è ancora il livello assistenziale che necessita di una costante verifica di

appropriatezza e di valutazione del rapporto costo-efficacia. Tutto il sistema sanitario provinciale è chiamato

a porre in atto un sistema di governo continuo delle prescrizioni associato alle azioni che entrambe le

Aziende si sono impegnate a sostenere ed in particolare per l’Azienda Ospedaliera:

‣ consolidamento dell’attività di distribuzione diretta farmaci per il contenimento della spesa

farmaceutica. La distribuzione di farmaci in dimissione, oltre ad essere uno strumento per il

contenimento della spesa, è anche una modalità operativa che garantisce al cittadino un tranquillo

rientro al domicilio e pertanto deve essere garantita programmando il più possibile le dimissioni in orari

compatibili con l’attività della farmacia interna. In caso di impossibilità ad osservare tali orari il medico

che dimette dovrà ricettare i farmaci necessari su ricettario SSN. Infatti non dovrà più verificarsi che i

cittadini debbano recarsi nei festivi e prefestivi nelle farmacie aperte al pubblico con la sola lettera di

dimissione e senza la prescrizione dei farmaci su ricettario SSN.

‣ Dopo il periodo di sperimentazione condotto nell’anno 2006 in ordine alla realizzazione del Progetto

Interaziendale di prescrizione e somministrazione informatizzata dei farmaci, nel 2007 si dovrà dare

continuità al progetto stesso prevedendo altresì la costituzione di un gruppo di lavoro interaziendale

preposto alla ulteriore implementazione e condivisione dell’applicativo.

‣ Valutazione dell’appropriatezza delle prescrizioni secondo gli indirizzi regionali e secondo le indicazioni

delle note AIFA che i professionisti sono tenuti a rispettare nella loro attività clinica; diffusione ai medici

prescrittori di informazioni aggiornate su ogni eventuale modifica apportata dall’AIFA in relazione a

note e Piani Terapeutici, che dovranno essere compilati nel rispetto delle indicazioni fornite.

‣ Prosecuzione del lavoro della Commissione Terapeutica Provinciale.

‣ Prosecuzione del servizio di pronta disponibilità farmaceutica (festiva, prefestiva e notturna) con il

contributo del personale di entrambe le Aziende per far fronte alle richieste urgenti che riguardano

prevalentemente l’Azienda Ospedaliera.

‣ Collaborazione con il Dipartimento farmaceutico dell’Azienda USL anche per lo svolgimento di varie

attività inerenti:

1. vigilanza sulla prescrizione in dimissione e prescrizione a seguito di visita ambulatoriale, secondo

percorsi stabiliti e condivisi con il Dipartimento Farmaceutico dell’Azienda USL. Le attività di

collaborazione dovranno permettere, ad esempio, la verifica del rispetto della scheda tecnica

ministeriale, delle note AIFA, della redazione dei Piani Terapeutici e di quanto previsto dalla

normativa vigente, da parte dei medici dell’Azienda Ospedaliera.

2. Su richiesta specifica, partecipazione dei medici dell’Azienda Ospedaliera ASMN ad incontri dei

NCP del distretto di Reggio Emilia, centrati sulla appropriatezza prescrittiva, relativamente a

farmaci/casi clinici da definire.

122


3. Applicazione dei percorsi condivisi e previsti da apposita procedura, per la dimissione protetta di

assistiti in ossigenoterapia e ventiloterapia e di assistiti che necessitano di presidi per problemi

respiratori.

4. Applicazione dei percorsi condivisi e previsti da apposita procedura per la dimissione protetta di

assistiti in nutrizione artificiale domiciliare.

5. Su richiesta specifica, partecipazione da parte dei medici dell’Azienda Ospedaliera ad incontri

specifici inerenti la valutazione multidisciplinare della gestione domiciliare di casi complessi del

distretto di Reggio Emilia (anche per pazienti seguiti da altre Aziende Ospedaliere).

L’applicazione delle disposizioni regionali (Circolari n° 3/2007 e nota n° 76197/2007) relative all’addebito in

mobilità del 50% del costo dei farmaci oncologici innovativi previsti dalle diposizioni medesime, trova

riscontro nel prospetto economico parte integrante di questo accordo.

Relativamente ad altri farmaci oncologici innovativi non compresi nelle indicazioni regionali, ci si riserva di

valutarne l’appropriatezza di indicazione all’uso e concordarne l’eventuale erogazione in distribuzione diretta.

Per altri eventuali farmaci oncologici innovativi si dovrà valutare l’appropriatezza e concordare l’eventuale

erogazione in distribuzione diretta.

L’Azienda Ospedaliera partecipa al raggiungimento dell’obiettivo economico del contenimento dei consumi e

della spesa farmaceutica ai livelli previsti dalla Regione in fase di concertazione, come spesa complessiva,

precisando che la spesa farmaceutica convenzionata non deve superare l’obiettivo che verrà fissato in sede

di concertazione regionale per la nostra provincia.

2.5. INDICATORI DI VERIFICA

2.5.1 Indicatori generali

• tasso standardizzato di ospedalizzazione;

• tasso di ricoveri ripetuti nei 30 gg. successivi alla dimissione;

• tasso di ospedalizzazione in day-hospital;

• tasso di ospedalizzazione per day-hospital di tipo medico;

• indice di day-surgery;

• N° pazienti trattati in day-service e/o n° di prestazioni erogate in day-service suddivise per UO e

tipologia.

Indicatori ai quali è associata una penalità

A. Accordo Provinciale per la “Deburocratizzazione” delle procedure d’accesso alle prestazioni

sanitarie

Indicatori e valutazione di risultato:

La somma delle prescrizioni effettuate dai medici dell’Azienda Ospedaliera nell’anno 2008

(somma prescrizioni su modulo MPA/deburo + prescrizioni su ricetta rossa SSR) non deve

123


essere inferiore alle prescrizioni effettuate dai medici dell’Azienda Ospedaliera nell’anno

2007 (somma prescrizioni su modulo MPA/deburo + prescrizioni su ricetta rossa SSR)

B. Protocolli di accesso differenziato alle prestazioni specialistiche ambulatoriali tramite

codici colore

Indicatori:

• dovranno essere mantenute, nel sistema CUP provinciale le agende per prestazioni urgenti differite

B (ex codici verdi) di:

prestazioni

ECOGRAFIE

ECO COLOR DOPPLER

TAC E RMN

ENDOSCOPIA DIGESTIVA

ELETTROMIOGRAFIA

VISITE FISIATRICHE

VISITE DERMATOLOGICHE

Tempo max di attesa per

urgenze differite

7 gg

7 gg

7 gg

7 gg

21-30 gg

7 gg

7 gg

e altre eventualmente definite nel corso del 2008;

• la rilevazione dei tempi di attesa e dell’offerta settimanale delle prestazioni urgenti differibili

deve essere contenuta nella rilevazione mensile dei tempi di attesa dell’attività ambulatoriale da

inviare alla Direzione del Distretto di Reggio Emilia e alla Direzione del Programma Cure Primarie

mensilmente;

• l’Azienda Ospedaliera si impegna a rimodulare, quando necessario per il rientro nei tempi di

attesa, l’offerta settimanale di prestazioni urgenti differibili.

Penalità:

• Nel caso in cui presso l’Azienda Ospedaliera la rilevazione mensile evidenzi il mancato rispetto

dei tempi di attesa di cui al paragrafo precedente, verrà praticato un abbattimento della

valorizzazione della attività di specialistica ambulatoriale riferita alle prestazioni per le quali sono

attivati codici verdi (vedi tabella soprastante) relativo alla produzione del mese in cui la

rilevazione non sia risultata congrua, nella seguente misura:

− 10%, in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa concordati, per tutte le prestazioni

sopra citate;

− 5%, in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa per il 50% (o > 50%) delle prestazioni

sopra citate;

− 3% in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa per meno del 50% delle prestazioni

sopra citate.

C. Dimissioni protette

Indicatori:

124


• Numero di casi segnalati dai reparti di degenza dell’Azienda Ospedaliera al SID e presi da esso in

carico/N° di casi presi in carico dal SID, segnalati e non dal reparto, dimessi nei 3 giorni

precedenti * 100.

• Il monitoraggio verrà effettuato prevalentemente dalla CUCD del Distretto di Reggio Emilia. Il

monitoraggio in oggetto verrà effettuato inoltre anche negli altri distretti con le stesse modalità.

• La dimissione dovrà avvenire secondo il protocollo concordato nel Distretto di Reggio Emilia e

validato dalla Commissione Professionale delle Cure Domiciliari.

Penalità:

Le dimissioni correttamente effettuate dovranno essere = o > al 98%.

Il monitoraggio avverrà attraverso la CUCD del Distretto di Reggio Emilia. Al di sotto di tale valore si

praticherà un abbattimento del 40% della valorizzazione del DRG dei casi per i quali non è stata fatta

tale segnalazione.

D. Mobilità passiva

Obiettivo è il contenimento del numero dei casi di mobilità passiva extraprovinciale (pubblico e privato)

nei limiti registrati nel corso dell’anno 2007 (2006 per la mobilità extraregionale) con riferimento alle

specialità di ortopedia e urologia per i residenti nel Distretto di Reggio Emilia.

Indicatori:

• Casi di mobilità passiva di residenti nel distretto di Reggio Emilia per tutte le specialità di

ortopedia e urologia.

Penalità:

• La penalità verrà calcolata sull’eccedenza di casi rispetto all’anno 2007 (2006 per la mobilità

extraregionale), con dati corretti in relazione all’aumento demografico registrato nell’anno 2008,

per quanto attiene la mobilità dei residenti nel distretto di Reggio Emilia.

• La quantificazione economica verrà calcolata sul valore medio dei DRG prodotti in mobilità nelle

singole specialità considerate (valutando le distinzioni indicate nella esplicitazione degli

indicatori).

E. Farmaceutica

L’Azienda Ospedaliera partecipa al raggiungimento dell’obiettivo economico del contenimento dei

consumi e della spesa farmaceutica ai livelli previsti dalla Regione in fase di concertazione, come spesa

complessiva.

La spesa farmaceutica convenzionata non deve superare l’obiettivo che verrà fissato in sede di

concertazione regionale per la nostra provincia ( +2% della spesa 2007)

Indicatori:

• Spesa farmaceutica convenzionata complessiva anno 2008 più la distribuzione diretta.

125


2.6. ASPETTI ECONOMICI E FINANZIARI

Coerentemente con i contenuti tecnici sopra enunciati l’Azienda USL riconoscerà all’Azienda Ospedaliera per

il 2008 quanto di seguito dettagliato:

A.

Per il riconoscimento dell’attività da erogare in regime di degenza

ordinaria e D.H., in regime ambulatoriale e per le prestazioni di P.S.

non seguite da ricovero come da tariffa regionale

163.118.000

di cui: degenze 130.750.000

di cui: specialistica 30.268.000

B.

di cui: somministrazione diretta farmaci 2.100.000

Per costi relativi a Centrale operativa 118 e personale infermieristico

automedica, formazione Blu Arcobaleno

1.760.000

di cui: CO118 e maxiemergenza 1.720.000

di cui: formazione Blu Arcobaleno 40.000

B.

BIS

C.

D.

E.

F.

Costi aggiuntivi per personale medico emergenza territoriale e

ambulatorio PS, personale infermieristico 5° ambulanza

Per la remunerazione delle prestazioni effettuate ai pazienti ricoverati

nei presidi ospedalieri periferici della provincia e delle prestazioni

richieste direttamente dai Servizi territoriali, compreso attività di

Anatomia Patologica per Ospedale di Guastalla per pazienti ricoverati

Per il pagamento dell’attività di medicina trasfusionale compresa la

fornitura di sangue

Per l’attività di screening dei tumori della mammella, cervice uterina e

colon retto

Consulenze e remunerazione contratto per nefrologo CAL e per

attività di anestesiologia-rianimazione c/o Ospedale di Castelnovo

Monti

734.000

3.300.000

1.250.000

1.476.000

1.960.000

di cui: consulenze 1.260.000

di cui: consulenza C. Monti 700.000

G. Attività in Emergenza / Urgenza non coperta da tariffa 1.500.000

H.

Risorse a sostegno dei processi di qualificazione dei servizi di Area

Ospedaliera

4.000.000

TOTALE 179.098.000

Per i punti B – E – G – H dovrà essere effettuata una rendicontazione dei costi sostenuti a consuntivo.

Per le prestazioni di cui al punto C, oggetto di fatturazione diretta, i documenti fiscali dovranno essere

emessi entro il terzo mese successivo il mese di riferimento e dovranno essere corredati da supporto

magnetico.

A richiesta, dovrà poi essere resa disponibile all’ufficio richiedente dell’AUSL, copia della documentazione

medica di richiesta.

Per le prestazioni di cui al punto D, oggetto di fatturazione diretta, i documenti fiscali dovranno essere

emessi entro il terzo mese successivo il mese di riferimento e dovranno essere corredati da copia della

126


documentazione medica di richiesta, nel caso in cui la fornitura di sangue non riguardi gli ospedali di

questa AUSL e le strutture protette per anziani.

L’Azienda USL, come negli anni precedenti, sostiene direttamente costi per attività dell’Azienda

Ospedaliera, il prodotto della quale rimane a beneficio dell’Azienda Ospedaliera, come di seguito stimati:

‣ 28.000 € per partecipazione al costo di un contratto libero professionale per un neurologo

nell’ambito del progetto sperimentale fibrinolisi nell’ictus; tale quota potrà essere ridefinita alla luce

di una eventuale modifica tariffaria valida per l’anno in corso sui DRG prodotti;

‣ per prenotazioni CUP a favore dell’Azienda Ospedaliera effettuate presso gli sportelli USL (circa

300.000 €). L’eventuale spostamento di prenotazioni già effettuate relative a prestazioni da eseguirsi

c/o l’Azienda Ospedaliera, viene garantito dall’Azienda Ospedaliera;

‣ per il personale medico dell’emergenza territoriale (2 medici assegnati al PS dell’Azienda Ospedaliera

ma in carico all0’Azienda USL) fino all’eventuale assorbimento dello stesso in capo all’Azienda

Ospedaliera.

Infine per l’anno 2008 è previsto, per la distribuzione diretta di farmaci in dimissione presso l’Azienda

Ospedaliera, il rimborso di 160.000,00 € per i farmacisti necessari. Resta altresì a carico dell’Azienda USL

il costo dei farmaci così distribuiti.

L’Azienda USL si impegna inoltre a riconoscere all’Azienda Ospedaliera il corrispettivo per

somministrazione diretta di farmaci di cui al punto A della tabella riassuntiva degli impegni economicofinanziari

(riconoscimento che segue il normale percorso della mobilità sanitaria), unicamente per i

farmaci acquisiti direttamente dall’Azienda Ospedaliera, per quelli la cui somministrazione deve essere

effettuata in presenza di personale medico e per i farmaci oncologici innovativi previsti dalla normativa

regionale ed erogati in regime di ricovero, nei limiti del tetto fissato. Relativamente ad altri farmaci

oncologici innovativi non compresi nelle indicazioni regionali, ci si riserva di valutarne l’appropriatezza di

indicazione all’uso e concordarne l’eventuale erogazione in distribuzione diretta.

Si conferma inoltre l’impegno già assunto per il rimborso di quota parte dei costi derivanti da rapporti

libero professionali con specialisti in Urologia, Endocrinologia, in quanto impegnati anche in attività svolta

presso l’Azienda USL.

Alle fatture inviate dall’Azienda Ospedaliera per rimborso ticket pagato dall’utente a favore dell’Azienda

USL a fronte di prestazione effettuata dall’Azienda Ospedaliera, dovrà essere allegata copia delle ricevute

di pagamento.

Le due Aziende si impegnano a concordare reciprocamente le modalità di recepimento delle richieste di

mobilità interaziendale riferite al proprio personale.

Le due Aziende confermano anche per l’anno 2008 l’impostazione secondo la quale, in caso di perdita o di

avanzo del sistema provinciale, si procederà al riparto degli stessi tra l’Azienda USL e l’Azienda

Ospedaliera in misura proporzionale all’entità complessiva dei bilanci (da tale entità s’intende ovviamente

esclusa la rimessa annuale all’Azienda Ospedaliera).

127


3. Le compatibilità: risorse umane e finanziarie

3.1 Risorse Umane

L’obiettivo del contenimento della spesa per il personale è prefissato, anche per l’esercizio 2008, dalla legge

finanziaria e dalle indicazioni poste dalla regione in specifici obiettivi per ciascuna azienda.

I parametri di contenimento per l’Azienda USL di Reggio Emilia sono quelli già stabiliti per gli esercizi

precedenti: mantenimento della spesa complessiva per le risorse umane nel limite di spesa relativa

all’esercizio 2007.

Tale obiettivo costituisce la cornice di compatibilità nell’ambito del quale attuare:

- strategie di governo del personale condotte attraverso un’analisi dei fabbisogni reali e l’utilizzo

congiunto di strumenti quali il rallentamento del turnover, la parziale mancata sostituzione delle lunghe

assenze e delle cessazioni dal servizio, le modifiche della consistenza organica orientate all’utilizzo di

figure professionali appartenenti a categorie professionali meno elevate fra i profili tecnici e

amministrativi;

- procedure di stabilizzazione del lavoro precario.

Quest’ultimo obiettivo è perseguito a livello aziendale mediante un piano di stabilizzazione, iniziato nel 2007

e in corso di integrazione, che si articola nel triennio 2008-2010.

Nell’ambito di tale piano, a fronte di ogni assunzione a seguito di stabilizzazione, sono calcolati gli eventuali

oneri derivanti dall’assunzione stessa e la necessità di modifiche nella determinazione della consistenza

organica.

Nell’ambito del comparto, la presenza di rapporti di lavoro dipendente a tempo determinato e la contestuale

assenza di contratti in forma di collaborazioni coordinate e continuative o flessibili, ha determinato l’effetto di

una stabilizzazione a costi quasi zero come si evidenzia dalla tabella di seguito esposta e parte integrante

dell’Accordo aziendale di stabilizzazione del 25.09.07.

128


Profilo

professionale

Ausiliario

specializzato

Coadiutore

amministrativo

Coadiutore

amministrativo

Collaboratore

professionale san.

Dietista

Collaboratore

professionale san.

fisioterapista

Collaboratore

professionale san.

infermiere

Collaboratore

professionale san.

Logopedista

Collaboratore Prof.

Tecnico san. di

laboratorio

biomedico

Operatore socio

sanitario

Operatore tecnico di

cucina

Posizione

individuata

Ore

Anno di

stabilizzazione

Costi

aggiuntivi

2 36 2008 costo ausiliario

specializzato €

22.153,29 annui

oneri compresi

4 36 2007

2 18 2007

1 18 2008

Richieste di

aumento di

consistenza

organica

1 posto ausiliario

specializzato

6 2007 2 posti di

Collaboratore

professionale san.

Fisioterapista

1 2007

1 2009

1 2007

5 2008

6 36 2008

Per la dirigenza sono in corso trattative per la definizione di posizioni possibili oggetto di procedure selettive

per stabilizzazioni.

Anche in questa eventualità, a fronte di ogni stabilizzazione, saranno calcolati gli oneri derivanti

dall’assunzione e da questi saranno detratti gli oneri sostenuti per il rapporto atipico oggetto di

stabilizzazione.

E’ necessario inoltre considerare che anche per l’anno 2008, la regione, in deroga ai vincoli normativi sopra

richiamati, ha previsto che la spesa del personale, al netto degli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali,

potesse essere superiore a quella dell’anno precedente solo in presenza dell’equilibrio economico finanziario.

In questo contesto si è previsto infatti un incremento di 500.000 € rispetto al costo sostenuto nel 2007, in

considerazione dell’apertura dell’Hospice presso l’Ospedale di Guastalla, del potenziamento dell’attività

derivante dall’apertura delle nuove sale operatorie dell’Ospedale di Montecchio, dell’incremento

dell’assistenza nei reparti di medicina e lungodegenza, del potenziamento delle prestazioni di diagnostica

per immagini e delle attività di vigilanza nei luoghi di lavoro.

Per tali motivi sarà opportuno valutare l’eventuale necessità di modifiche nella determinazione della

consistenza organica.

129


Le tabelle che seguono danno evidenza dell’andamento ipotizzato per le varie figure professionali e per le

macroaree organizzative, tenendo conto delle dinamiche del personale sopra individuate.

Con riferimento al comparto si sottolinea un rafforzamento del personale sanitario a fronte di una

diminuzione del personale tecnico ed amministrativo che, in termini di costo, vede cessare figure con molta

anzianità a fronte dell’acquisizione di figure professionali appartenenti a categorie meno elevate e comunque

con meno fasce di anzianità.

Gli impegni sopra individuati sono tutti attuati in un contesto caratterizzato dal mantenimento degli stessi

livelli di servizi e da un sistema di responsabilità fortemente impegnato a garantire, nella cornice di spesa

delineata, sia la qualità dei servizi che la progressiva stabilizzazione.

Personale in servizio al 2007-2008 suddiviso per livelli

Personale Personale

Variaz.

Profili

in servizio in servizio

2007/

al

al

2008

31.12.2007 31.12.2008

Medico Responsabile di struttura complessa 58 58 0

Medico 442 452 10

Veterinari 80 79 -1

Dirigenti ruolo sanitario non medico 76 82 6

Dirigenti ruolo professionale e tecnico 23 23 0

Dirigenti Amministrativi 18 18 0

Collaboratore professionale cat. Ds e D 2.046 2.058 12

Operatore professionale cat. C e Bs 29 24 -5

Personale Tecnico cat.D 22 24 2

Personale Tecnico cat. C 36 38 2

Operatore tecnico cat. Bs e B 515 517 2

Collaboratore amministrativo prof.le cat Ds e D 141 138 -3

Assistente e coadiutore amministrativo 362 360 -2

Restante personale cat. A 14 9 -5

Totale 3.862 3.880 18

Personale in servizio al 2007-2008 suddiviso per aree funzionali

Aree Funzionali

Personale in

Servizio al

31.12.2007

Personale in

Servizio al

31.12.2008

Variazioni

2007/2008

Servizi di Prevenzione 281 284 3

Servizi Territoriali 1.230 1.230 0

Servizi Ospedalieri 1.629 1.646 17

Servizi Generali 722 720 -2

Totale 3.862 3.880 18

Nota alle due tabelle:

Personale in servizio: ricomprende il personale assunto a tempo indeterminato in servizio al 31 dicembre,

compreso quello assente per malattia e/o aspettativa retribuita, il personale in comando da altri Enti, il

personale assunto a tempo determinato. È invece escluso il personale in aspettativa senza assegni a

qualsiasi titolo e il personale in comando presso altri Enti.

130


3.2 Risorse finanziarie

Si riporta di seguito il prospetto della concertazione relativo al Bilancio di previsione 2008.

131


BILANCIO DI PREVISIONE 2008

BILANCIO DI PREVISIONE 2008

Preventivo

2008

A VALORE DELLA PRODUZIONE

01 CONTRIBUTI C/ESERCIZIO 782.931

01 Contributi c/esercizio da FSR indistinti 739.934

02 Contributi c/esercizio da FSR finalizzati 623

03 Contributi finalizzati (ricavi anticipati di esercizi precedenti) 3.000

04 Trasferimenti per emotrasfusi 1.970

30 Contributi per Fondo Regionale per la Non Autosufficienza 37.404

02 PROVENTI E RICAVI D'ESERCIZIO 24.912

01 Prestazioni di degenza ospedaliera 11.644

02 Prestazioni di specialistica ambulatoriale 2.035

03 Somministrazione farmaci 2.068

04 Trasporti sanitari 348

05 Consulenze 551

06 Prestazioni del Dipartimento di Sanità pubblica 3.821

07 Prestazioni diverse e cessioni di beni 493

08 Attività libero professionale 3.952

03 RIMBORSI 46.928

01 Degenza ospedaliera 14.056

02 Specialistica ambulatoriale 100

03 Farmaceutica convenzionata esterna 1.708

04 Medicina di base e pediatria 293

05 Prestazioni termali 13

06 Rimborsi per cessione beni di consumo 25.587

07 Rimborsi per servizi erogati da terzi 3.265

08 Altri rimborsi 1.906

04 COMPARTECIPAZIONE ALLA SPESA 7.520

01 Compartecipazione alla spesa 7.520

05 INCREMENTI DI IMMOBILIZZAZIONI 0

01 Incrementi di immobilizzazioni 0

06 STERILIZZAZIONE QUOTE AMMORTAMENTO 2.543

01 Sterilizzazione quote ammortamento 2.543

07 VARIAZIONE DELLE RIMANENZE 0

01 Variazione delle rimanenze di beni in corso di lav., semilav. e finiti 0

02 Variazione delle attività in corso 0

08 ALTRI RICAVI 439

01 Ricavi da patrimonio immobiliare 380

02 Ricavi diversi 59

03 Plusvalenze ordinarie 0

04 Sopravvenienze attive ed insussistenze del passivo ordinarie 0

TOTALE A VALORE DELLA PRODUZIONE 865.273

B COSTI DELLA PRODUZIONE

09 ACQUISTO BENI DI CONSUMO 94.717

01 Beni sanitari 90.496

02 Beni non sanitari 4.221

30 Beni non sanitari finanziati dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza 0

10 ACQUISTO DI SERVIZI SANITARI 514.262

01 Prestazioni di degenza ospedaliera 222.965

02 Prestazioni di specialistica ambulatoriale 56.431

03 Somministrazione farmaci 5.951

04 Assistenza farmaceutica 79.388

05 Medicina di base e pediatria 49.750

06 Continuità assistenziale e medici dell'emergenza 4.395

07 Assistenza protesica 9.746

08 Assistenza integrativa e ossigenoterapia 1.778

09 Assistenza termale 2.341

10 Rette 9.723

11 Servizi sanitari e riabilitativi 5.785

12 Trasporti sanitari 6.160

13 Consulenze sanitarie 2.421

14 Attività libero professionale 2.905

15 Lavoro interinale e collaborazioni sanitarie 2.199

16 Altri servizi sanitari 11.669

17 Assegni, sussidi e contributi 3.251

30 Oneri a rilievo sanitario e rette finanziati dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza 28.120

31 Servizi Assistenziali finanziati dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza 0

32 Assegni e contributi finanziati dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza 9.284

38 Oneri a rilievo sanitario per assistenza anziani presso strutture a gestione diretta dell'Azienda fi 0

39 Oneri a rilievo sanitario per assistenza disabili presso strutture a gestione diretta dell'Azienda fin 0

11 ACQUISTI DI SERVIZI NON SANITARI 38.680

01 Manutenzioni 6.726

02 Servizi tecnici 17.820

03 Consulenze non sanitarie 40

04 Lavoro interinale e collaborazioni non sanitarie 287

05 Utenze 8.103


BILANCIO DI PREVISIONE 2008

Preventivo

BILANCIO DI PREVISIONE 2008

2008

06 Assicurazioni 2.000

07 Formazione 888

08 Organi istituzionali 596

09 Altri servizi non sanitari 2.220

12 GODIMENTO DI BENI DI TERZI 7.740

01 Affitti, locazioni e noleggi 3.256

02 Leasing 0

03 Service 4.484

13 COSTO DEL PERSONALE DIPENDENTE 169.492

01 Personale medico e veterinario 59.381

02 Personale sanitario non medico – dirigenza 5.309

03 Personale sanitario non medico – comparto 71.041

04 Personale professionale – dirigenza 895

05 Personale professionale – comparto 0

06 Personale tecnico – dirigenza 910

07 Personale tecnico – comparto 16.494

08 Personale amministrativo – dirigenza 1.347

09 Personale amministrativo – comparto 14.115

14 AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI 10.654

01 Ammortamento immobilizzazioni immateriali 566

02 Ammortamento immobilizzazioni materiali 9.988

03 Svalutazione delle immobilizzazioni 0

04 Svalutazione dei crediti 100

15 VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI BENI DI CONSUMO 0

01 Variazione rimanenze sanitarie 0

02 Variazione rimanenze non sanitarie 0

16 ACCANTONAMENTI PER RISCHI 370

01 Accantonamenti per rischi 370

17 ALTRI ACCANTONAMENTI 15.471

01 Altri accantonamenti 15.471

18 ONERI DIVERSI DI GESTIONE 2.639

01 Costi amministrativi 2.639

02 Minusvalenze ordinarie 0

03 Sopravvenienze passive ed insussistenze dell'attivo ordinarie 0

TOTALE B COSTI DELLA PRODUZIONE 854.025

DIFFERENZA FRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE 11.248

C PROVENTI E ONERI FINANZIARI

19 PROVENTI DA PARTECIPAZIONI 0

01 Proventi da partecipazioni 0

20 ALTRI PROVENTI FINANZIARI 5

01 Altri proventi finanziari 5

21 INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI 4.448

01 Interessi su mutui 2.729

02 Interessi su anticipazioni di tesoreria 1.278

03 Interessi su debiti verso fornitori e oneri diversi 400

04 Oneri finanziari 41

TOTALE C PROVENTI E ONERI FINANZIARI -4.443

D RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

22 RIVALUTAZIONI 0

01 Rivalutazioni 0

23 SVALUTAZIONI 0

01 Svalutazioni 0

TOTALE D RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE 0

E PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI

24 PROVENTI STRAORDINARI 300

01 Plusvalenze straordinarie 0

02 Sopravvenienze attive ed insussistenze del passivo straordinarie 300

25 ONERI STRAORDINARI 0

01 Minusvalenze straordinarie 0

02 Sopravvenienze passive ed insussistenze dell'attivo straordinarie 0

TOTALE E PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI 300

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 7.105

26 IMPOSTE 13.341

01 Irap 13.011

02 Imposte sul reddito d'esercizio 330

UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO -6.236


2008

BILANCIO ECONOMICO PREVENTIVO

Allegato C

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