Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

toscanacultura

Daniela Fontanazza

Artisti della

Valdisieve e

del Valdarno

Superiore


Artisti della

Valdisieve e

del Valdarno

Superiore

A cura di

Daniela Fontanazza

con la collaborazione di

lucia raveggi

e

chiara scali


COLLANA

Artisti in Toscana

11

Diretta da

FABRIZIO BORGHINI

Con il contributo di

Villa

Gisella

FIRENZE

Il volume è stato realizzato da

Iª edizione settembre 2014

ISBN 978-88-6039-323-4

Tutti i diritti riservati

© Copyright Associazione Toscana Cultura

e Masso delle Fate Edizioni

Masso delle Fate Edizioni

Via Cavalcanti, 9 - 50058 Signa (FI)

www.massodellefate.it

Finito di stampare nel mese di settembre 2014

presso la Nova Arti Grafiche

Via Cavalcanti, 9/D - 50058 Signa (FI)

Tel. 055 8734952 - fax 055 875713

In copertina:

Masaccio, Trittico di San Giovenale, 1422, Museo Masaccio d’Arte Sacra, Cascia di Reggello (FI)

Nel retro di copertina:

Il Ponte Mediceo di Pontassieve (foto Marco Quinti)


Con grande piacere saluto la realizzazione

di questo libro che racchiude

artisti del territorio del Valdarno Superiore

e della Valdisieve. Una pubblicazione

che rappresenta una vetrina per

tanti artisti locali che avremo il piacere di ospitare

nell’interessante e ricca collettiva del polo

espositivo di Casa Rossa.

Molti di loro hanno un forte legame con questo

territorio; sono tanti i nomi qui presenti

che a Pontassieve hanno esposto e tanti quelli

che a vario titolo hanno collaborato o collaborano

ancora con l’amministrazione aiutandoci

nell’importante e difficile compito di

diffondere e promuovere cultura. Con i tratti

che li distinguono, con le loro specifiche tecniche

e peculiarità, ognuno di loro ha lasciato

un segno e scelto questo territorio come fonte

di ispirazione, come luogo dove esprimere

la propria creatività, oltre che dove vivere la

quotidianità. A tutti loro va il mio augurio perché

possano continuare a regalare emozioni e

che queste siano trasmesse sempre ad un

pubblico più vasto perché la cultura arricchisce

la nostra anima, aggiunge valore alla nostra

vita, ci rende più consapevoli. Per questo,

come amministratori, abbiamo il dovere di

sostenere l’arte e la cultura, crediamo nel lavoro

e nella passione di chi fa dono della sua

arte, facendo scoprire diversità, sfumature e

suggestioni, che ci fanno crescere e ci arricchiscono

come persone.

Monica Marini

Sindaco del Comune di Pontassieve

La Valdisieve e il Valdarno Superiore

sono aree geograficamente vicine e

affini sotto molti punti di vista: si presentano

come conche naturali create

dallo scorrere di un corso d’acqua, il Sieve

nel primo caso e l’Arno nel secondo. I due

fiumi confluiscono a Pontassieve, luogo fisico

di incontro tra le acque, e in questa occasione,

anche spazio ideale dove convergono le

esperienze artistiche e culturali dei due territori.

Entrambe le valli sono caratterizzate da

una suggestiva commistione di elementi naturalistici

e dalla presenza della sapiente

mano dell’uomo che nei secoli ha dato vita a

paesaggi unici, veri quadri di vita. È così che

l’occhio si perde in campagne ricche di oliveti,

vigneti, querce, cipressi, piccoli torrenti, ville

padronali, case coloniche, castelli, tabernacoli

e antiche pievi.

Numerose sono le tracce di una storia che ha

visto la Valdisieve e il Valdarno Superiore protagonisti,

durante il Basso Medioevo, dei contrasti

tra i grandi e piccoli feudatari e l’ambizione

espansionistica di Firenze. La graduale

acquisizione da parte della città ha influenzato

le sorti e legato a sé le vicende delle vallate,

favorendone nei secoli la crescita ma allo stesso

tempo non impedendone lo sviluppo di

una specifica e originale produzione artistica

e culturale. Proprio da tali terre gli artisti presenti

in questo volume hanno tratto la loro

ispirazione, la loro linfa vitale per esprimere la

propria arte e comunicarla agli altri.

Daniela Fontanazza

Storica dell’arte


Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Patrizia Bacarelli

Cell. 393 5138274

info@patriziabacarelli.it

È Luce, olio su tela, cm. 40x50

Patrizia Bacarelli è nata a Firenze il 31 ottobre

1953. I suoi primi approcci con la pittura risalgono

agli anni degli studi giovanili trascorsi in

alcuni collegi di Fiesole e Settignano. Su sollecitazione

del fratello gemello Massimo, pittore successivamente

destinato ad imporsi in Germania, si impegna

nella riproduzione di capolavori dell’amato Van Gogh

tratti da libri d’arte. Fino al 1968 Patrizia protrae fin

dopo l’orario scolastico l’impegno nei confronti della

pittura dipingendo la sera e nei fine settimana trascorsi

a casa.

Nel 1969 inizia a lavorare alla Ceramica Mas di Giolli

a Sesto Fiorentino e vi rimane per vent’anni; infatti,

dopo la nascita del primogenito Lorenzo nel 1989 e

successivamente della secondogenita Margherita,

abbandona la ceramica per accudire i due figli, anche

se continua a dipingere e ad approfondire la studio

della storia dell’arte che tanto l’appassiona. Su sollecitazione

di alcuni amici artisti quali Luca Alinari ed

Eugenio Miccini e spronata dal confronto con il fratello

gemello Massimo, decide di esporre per la prima

volta nel 1995.

Dopo il debutto intensifica la frequentazione dell’ambiente

artistico, esponendo anche con Osvaldo Curandai

e Piero Maffessoli in arte Malipiero, e dà continuità

all’attività espositiva partecipando a rassegne e

premi a Lastra a Signa, Firenze, Rignano sull’Arno,

Prato, Roma, Pontassieve, Pontedera. In particolare,

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Patrizia Bacarelli

Micia, olio su tela, cm. 35x50

ottengono un ottimo riscontro di pubblico e l’interesse

della critica le personali tenute nella sala consiliare

del Comune di Rignano nel 1998, quella al Palazzo

Datini di Prato nel 2000, quella all’Associazione Fate

di Firenze nel 2002 e quella del maggio 2010 nella

Biblioteca Comunale di Pontassieve voluta dall’assessore

alla Cultura Alessandro Sarti da sempre estimatore

della pittrice.

Fra i riconoscimenti ricevuti, da menzionare il 1° premio

rappresentanza al Città di Lastra (1995), il 7°

premio al concorso “Una fontana per la piazza”

(1998), il 3° premio alla XXV edizione del Premio Italia

per le Arti Visive (2010) a Capraia Fiorentina e il 1°

premio a Certaldo.

Attualmente Patrizia vive sulle colline di Rignano

sull’Arno dove realizza, nel verde e nel silenzio, le sue

opere che presentano temi ricorrenti come quello del

paesaggio toscano, ricco di colori anche se venato da

una crepuscolare malinconia, le nature morte, le marine

e il suo contesto familiare al quale ha dedicato

una serie di ritratti dei figli. Parallelamente si dedica

anche alla lavorazione artistica del legno in stile fiorentino.

Fabrizio Borghini

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Patrizia Bacarelli

Giaggioli a Moriano, olio su tela, cm. 50x70

Tranci d’uva a Moriano, olio su tela cm. 25x35

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Massimo Barcariol

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 392 9199069

massimo@barcariol.it - www.barcariol.it

La preghiera del ragazzo mormone, esposizione manuale,

bianco e nero nativo

Massimo Barcariol nasce a Firenze l’8 febbraio

del 1959 da genitori istriani e all’età di cinque

anni si trasferisce con la famiglia a Pontassieve

dove attualmente risiede.

Informatico “per mestiere” è attratto da tutto ciò che

attiene alla sfera umanistica, in particolare si appassiona

e studia la letteratura e le arti figurative del Novecento:

la fotografia rientra a pieno titolo in questo

suo percorso, attraversata a volte da grande passione

come da periodi di quiescenza.

Ha pubblicato due raccolte fotografiche: “La prova

dell’ottico” nel 2007 e “L’osservatorio” nel 2008, oltre

a due propri calenbooks, ai calendari 2009 e 2010

per la Società di Nuoto Sincronizzato Rari Nantes Florentia,

ed ai cataloghi per le mostre “Istantanea” ed

“Aqua”. Ha esposto nel 2009 a Pontassieve con la

personale fotografica “Poesia dell’immagine”

nell’ambito dei “Percorsi d’Arte in Biblioteca”.

Sempre nel 2009 e con la stessa mostra ha esposto al

Wine Bar Ristorante Carpe Diem di Pontassieve in una

lunga personale durata alcuni mesi.

A dicembre dello stesso anno vince il primo premio

Fiorino d’oro per le arti visive alla XXVII edizione del

Croce umana, esposizione manuale, colore

Premio Firenze con la fotografia “lrene nel paese delle

meraviglie”.

Si aggiudica nel 2010 il Premio Mostra alla XXV edizione

del Premio Italia per le arti visive con la fotografia

“Lunatiche”.

A giugno 2010 espone in una personale al locale Babalè

nel Parco costiero della Sterpaia – Piombino.

A settembre dello stesso anno presenta, presso il locale

“Toscani da sempre”, la nuova mostra “Istantanea”

e a ottobre 2010 espone in una personale alla

mostra d’arte contemporanea degli artisti vincitori

del Premio Italia per le arti visive 2010 ‘’Viaggio nel

contemporaneo” nella Casa Museo Machiavelli a

Sant’Andrea in Percussina.

Nello stesso mese è presente, insieme alla Galleria

d’Arte il Candelaio, alla XlI Mostra Mercato “Immagina

Arte in Fiera” di Reggio Emilia, con la raccolta

“Aqua”. A luglio 2011 partecipa alla mostra d’arte

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Massimo Barcariol

Salto nel Tempo, doppia esposizione manuale colore e bianco e nero, rielaborata

con Adobe PS6

contemporanea di Pitigliano, ottenendo un’ottima

critica da parte della giuria popolare. Nello stesso periodo

espone alla mostra d’arte contemporanea di

Abbadia San Salvatore. Nei mesi di luglio, agosto e

settembre del 2011 espone anche al Gruppo Vela

L.N.I di Follonica. Nell’ottobre dello stesso anno presenta

tre fotografie a Rovereto, Contemporary Art

House sulla tematica “Parole, suoni, immagini, rumori...

futuristi, nel terzo millennio, Viaggio nel Contemporaneo”.

Negli anni successivi continua ad esporre

in varie città italiane riscuotendo sempre unanime

consenso ed apprezzamento.

Cura e gestisce il proprio sito internet www.barcariol.it.

Pubblica anche sui siti specialistici dedicati al mondo

fotografico.

“Incontrando Massimo Barcariol si comprende subito

come la fotografia sia una forma d’arte e non un

mero strumento documentaristico o di reportage.

Ogni sua mostra è un nuovo e diverso “viaggio” che

si compone di immagini tratte dal suo ricco repertorio

sullo spazio, sia esso naturalistico o urbano, sull’uomo,

soggetto antropologico o simbolico.

L’artista ogni volta ci guida attraverso “incontri” a riflettere

su temi importanti e magari discordanti; la

guerra, il gioco, la morte, la vita, la realtà e l’illusione,

la spiritualità e la cultura.

Nella percezione emotiva che Barcariol ci offre del

reale è spesso chiave della sua ricerca trovare quella

dimensione che appartiene all’infanzia, alla sua disincantata

positività sempre disposta ad accogliere contraddizioni

e diversità come valore per comporre una

visione più ampia e libera del mondo.

Grazie a questo suo atteggiamento convivono infatti

nei suoi lavori poesia ed ironia e la fotografia diviene

mezzo espressivo non necessariamente vincolato

all’oggettività ma si fa rappresentazione di un’idea,

narrazione.

È nel suo stile non limitarsi a cogliere l’attimo bensì

sperimentare anche una riqualificazione dell’immagine,

talvolta intervenendo sulla scena come nell’allestimento

di un “set”, altrove sapientemente accendendo

di colore un elemento espressivo su una

stampa in bianconero o ancora elaborando il soggetto

con suggestioni di rilievo materico.

Ecco perché col suo sguardo l’artista supera il ritratto

oggettivo della realtà e ce ne restituisce la magica

trasformazione al “filtro” della sua appassionata

correzione”.

Roberta Fiorini

Critico d’arte

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Mauro Baroncini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 348 9172065 - maurobaroncini@yahoo.it

Blog: maurobaroncinipittore.blospot.com

Arpeggiando, 2014, olio su tela, cm. 70x100

Nato a Pontassieve il 13 giugno 1944 vive a Firenze

ed opera a Dicomano. Ha frequentato

l’Istituto Statale d’Arte di Firenze; già membro

del GADA negli anni Settanta, oggi socio del gruppo

Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico. La pittura di

Mauro Baroncini esalta il particolare, evidenzia l’inquadratura

passando da un soggetto all’altro con

estrema facilità. È possible seguire il percorso artistico

di Mauro attraverso i social network e visionando i

numerosi video delle sue mostre presenti su youtube.

“Fedele alla miglior tradizione figurativa italiana, di

costruire e coltivare la pratica pittorica sulle solide

basi del disegno e dello studio del vero, Mauro Baroncini

ci mostra al contempo come l’entusiasmo e la

passione per l’arte abbia continuamente arricchito il

suo percorso. Non si è fermato ai risultati pur edificanti

raggiunti nel ritrarre con contorni più vividi della

realtà i suoi paesaggi, le nature morte; è andato oltre

e si è rimesso in gioco affrontando il difficile tema

della figura umana. Le sue opere ora argomentano

non solo col realismo di scene o di nudi o di volti, né

solo con la bellezza, ma si qualificano ed impongono

per un loro peculiare carattere, forte, dirompente,

carico di energia ed abilmente sostenuto da un tessuto

pittorico che unisce alla plasticità gli scontri emozionali

di luce e d’ombra”.

Roberta Fiorini

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Leticia Berriel

Via Castellana, 24 - 50064 Incisa in Val d’Arno (FI)

letiberri@gmail.com

Farfalla bianca, 2013, acrilico su tela, cm. 50x50

Nasce in Uruguay il 23 febbraio 1974. Fin da

bambina manifesta tutta la sua passione e interesse

per il disegno e la pittura che cresce

insieme a lei.

Frequenta l’Accademia delle Belle Arti nel suo paese

d’origine, ma sempre guidata dalla sua ricerca interiore

e da un forte desiderio di rendere concreti i suoi

ideali viaggia in diverse occasioni in Italia.

Nel 2000 si trasferisce in Toscana. “Approda” nella

valle dell’Arno che farà da culla ai suoi sogni e a un

forte desiderio di “ricerca” nel “generare” artisticamente.

Incontra in questi anni “l’essenzialità” che

voleva esprimere nei suoi dipinti. Troverà in Toscana

l’ispirazione più sincera, traendola dalla terra, dalla

luce, dall’aria, dalla nebbia, dai colori e dalle sfumature

della civiltà che la circonda. La sua pittura vuole arrivare

al profondo dello spirito; entrare dolcemente,

aprendo porte, dando sollievo, guarendo ferite.

La sua Natura è fresca come un balsamo, che dopo

aver dato sollievo, ravviva lo spirito…Come un profumo

che si spande dentro. Le sue nature morte sono

pennellate di colori caldi, trasparenze che rivelano

storie, linee chiare che si compongono in una danza

di tonalità che si abbracciano.

La sua pittura esprime spazialità aperte e perciò la sua

pittura si completa con chi la guarda, con chi la osserva…Con

chi la fa sua.

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Francesco Beccastrini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Studio: Monteloro - 50065 Pontassieve (FI)

francescobeccastrini@gmail.com

Marina d’inverno, 2013, olio su cartone pressato, cm. 60x40

Francesco Beccastrini, nato a Fiesole, ha iniziato a

disegnare e dipingere fin da giovanissimo. La

sua attività espositiva inizia negli anni Settanta;

si è intensificata poi nel corso del tempo partecipando

a diverse manifestazioni, mostre personali, collettive,

fiere e premi, ottenendo vari riconoscimenti. La

sua pittura ha varcato anche i confini nazionali e le

sue opere si possono trovare in Francia, Germania e

negli Stati Uniti.

Ha scritto di lui il professor Carlo Pedretti: “[…] ha ripercorso

come d’istinto le esperienze impressioniste a

livello di necessità spirituale e mediate, se non giustificate,

dall’esempio dei Macchiaioli, anch’essi attenti

alla lezione di Leonardo. Ed è così che Beccastrini ha

conosciuto la seduzione del colore, si è entusiasmato

alla poetica del territorio e delle sue tradizioni rurali,

ed è pervenuto, pure d’istinto, si direbbe, a una svolta

che lo riporta ai fondamenti teorici del paesaggio formulati

due secoli fa da Alexander Cozens […]”.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Daniela Bencivenni

Via di Monteloro, 30b - 50065 Pontassieve (FI)

Cell. 349 0756279 - dbencivenni@yahoo.it

Incontro con la Pace, 2012, olio su tela, cm. 50x70

Daniela Bencivenni, fiorentina, da sempre interessata

alla pittura, segue da alcuni anni i corsi

del pittore Nazareno Malinconi. Ricercatrice

etnobotanica (erborista-antropologa) predilige soggetti

relativi all’ambiente in cui vive: i paesaggi e le

piante che li caratterizzano.

Intensa l’attività espositiva degli ultimi anni attraverso

le iniziative di Gadarte (associazione di artisti fiorentini

con una propria galleria): partecipa a numerose

manifestazioni ed espone in mostre personali e collettive

a Firenze, Pontassieve, Montespertoli, Viareggio

e Parigi.

Nel 2013 riceve a Parigi il Premio Le Marais, partecipa

al volume Donne dell’Arte in Toscana - Firenze e alcuni

suoi dipinti sono pubblicati sulla rivista Effetto Arte-Palermo.

Sempre nello stesso anno è inserita nel

DIAC Dizionario d’Arte Contemporanea-Bologna.

Alcune sue opere si trovano presso collezioni private

a San Francisco, negli Stati Uniti.

“La realtà della sua opera ha un suggestivo potere

evocativo che viene trasmesso dalla chiara narrazione

figurativa del paesaggio. L’ordine e i colori tenui

dell’immagine infondono serenità all’osservatore,

che viene proiettato in un paesaggio caldo e accogliente.

La capacità artistica e comunicativa di Daniela

Bencivenni, viene fuori dalla realtà espressiva e dalla

consistenza del paesaggio...”

Simona Giurintano

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Bianco Bianchi snc

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via Lisbona, 4e - 50065 Pontassieve (FI) - Tel. 055 8314509

bianchiscagliola@alice.it - www.biancobianchi.com

Lavorazione e restauro di tavoli

e pannelli in scagliola

Nel laboratorio “Bianco Bianchi”, attivo sin dagli

anni Sessanta prima a Firenze e poi a Pontassieve,

i figli Alessandro e Elisabetta spinti dalla

stessa passione del padre e da un costante spirito di

ricerca, coadiuvati da validi collaboratori, realizzano

manufatti di scagliola, di tradizionale o di moderna

ispirazione, secondo le più genuine tecniche artigianali:

si realizzano con grande cura i disegni, si preparano

i supporti di marmo o di ”muro”, si incidono i piani, si

scelgono i colori da inserire negli intarsi secondo il decoro

prescelto, fino alla fase finale della lucidatura.

Il Laboratorio Bianco Bianchi, produce tavoli, pannelli,

quadri, bordure, oggettistica e vari elementi di arredo.

Le tavole vengono realizzate in diverse dimensioni

e forme e commissionate alla “bottega” da ogni parte

del mondo.

Lavoriamo anche in collaborazione con importanti

architetti realizzando decorazioni da interni e una vasta

gamma di manufatti da inserire in arredamenti

antichi e moderni, progettiamo ed eseguiamo opere

“personalizzate” e rispondenti alle esigenze dell’arredo

cui sono destinate.

La tecnica, l’esperienza, la capacità creativa, l’abilità

nel disegno, la raffinata eleganza degli ornati e l’armoniosa,

equilibrata scelta dei colori, oltre alla meticolosità

dell’esecuzione fanno delle opere in scagliola

dei Bianchi, “pezzi unici”, documenti di un’arte che si

perpetua fino ai nostri giorni.

Il laboratorio si dedica da sempre anche all’attività di

restauro, lavorando con Soprintendenze, musei, collezionisti

e antiquari.

Pannello in marmo con intarsi policromi, disegno IRIS,

cm. 138x80

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Adriano Bolognesi

Via le Balze di Vespignano, 137 - 50039 Vicchio (FI)

Tel. 055 844539 - Cell. 338 4085129 - bolognesia@teletu.it

Vecchio molino dell’Arno, olio su tela, cm. 40x60

Adriano Bolognesi è nato il 2/6/1950 a Vicchio

(FI) dove vive e lavora.

Autodidatta ha iniziato a dipingere nel 1981;

in seguito decide di perfezionarsi seguendo dei corsi

privati. Attualmente è membro del direttivo dell’Associazione

Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico.

Predilige il paesaggio e la natura morta con tendenza

al figurativo dipingendo dal vero.

“In un mondo che sembra abbia perso ormai la bussola

del tempo, così purtroppo anche nel nostro piccolo

mondo dove la luna calante si sposa al sole sorgente

con l’immutabile arco della vita, fortunatamente ci

sono uomini che ancora resistono o meglio cercano in

qualsiasi maniera di opporsi a questo incombente degrado,

per difendere quello che la natura così troppo

calpestata e violentata ci ha offerto per secoli.

E questi uomini, con tanta passione e naturalezza,

muovendosi in largo e in lungo ci fanno rivivere con

garbo, rispetto e semplicità quello che il Creato ha

ancora la forza di offrirci, poiché ha vissuto e quindi

conosciuto un mondo, segnatamente quello rurale e

contadino, dove niente era fuori posto e niente era

lasciato al caso.

La luminosa e corposa tavolozza di Adriano Bolognesi

ci riporta a queste sensazioni e non può esser diversamente,

nella tradizione figurativa; l’uomo è al centro

della vita e tutto ruota intorno a lui .

Sulle tele di Adriano Bolognesi c’è il bello, il pulito, c’è

insomma nei colori e nei toni, sulla sua iconografia

integrale il Creato: e di questi tempi non è poco, grazie

appunto a chi difende e rispetta quello che è stato

l’evolversi della natura e della vita.

Qualche volta anche una semplice tela può dare una

preziosa e profonda testimonianza”.

Aldo Giovannini

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Marco Bonechi

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

www.marcobonechi.com

atelier@marcobonechi.com

Il labirinto, 2013, olio su tela, cm. 90x90

Marco Bonechi vive con la moglie Franca da

oltre quarant’anni sulle colline del Chianti

a Figline Incisa Valdarno, in provincia di Firenze.

Le sue prime opere, dipinti ad olio risalenti alla

prima metà degli anni Sessanta, interpretano la poesia

dei casali e dei castelli della campagna toscana. In

questo contesto e in questi luoghi l’artista realizza la

sua casa ed il suo studio secondo i propri canoni artistici

e poetici di quel momento.

Successivamente Marco e Franca iniziano un percorso

sperimentativo, l’uno nell’incisione e l’altra nelle tecniche

di stampa.

Gli ottimi risultati consentono a Marco Bonechi di

proporsi con successo al mercato nazionale ed internazionale

con opere che ritraggono vedute di città e

paesaggi ideali.

Nello stesso periodo l’artista realizza numerose opere

in ceramica e in bronzo. Soprattutto le sculture, nate

da un attento design, conoscono l’uso di molteplici

materiali di pregio.

Le recenti importanti personali, in spazi museali storici,

hanno raccolto le più significative interpretazioni

pittoriche e scultoree delle “città ideali” e delle “visioni

fantastiche”.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Arcangela Bruni

Cell. 339 8384668

arcangela.bruni@alice.it

Mi chiamo Arcangela Bruni e sono nata il 5

agosto del 1956 a Firenze, dove ho vissuto

fino al 1993.

Mi sono trasferita a Le Sieci e dopo qualche anno ho

conosciuto il mio Maestro d’Arte Francesca Vannini e

con lei ho iniziato a “pasticciare” con le tempere a

olio. È stato e lo è ancora un bel percorso.

Uso spesso le dita per dipingere, divertendomi a miscelare

i colori.

Cipresso in fuga, olio su tela, cm. 25x30

Pare-normale, olio su tela, cm. 50x70

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Silvano Caldini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Studio: tel. 055 8307477 - Cell. 339 8824740

s.caldini@libero.it

Corpo femminile in movimento, 1992, legno di olivo,

h. cm. 150

Madonna col Bambino, 2000, legno di cirmolo,

cm. 50x45

Silvano Caldini nasce a Firenze il 5/4/1948 e studia

per quattro anni arti grafiche all’Istituto Statale

d’Arte di Firenze. Nel frattempo, grazie agli

stimoli del professor Marcello Guasti, comincia ad

appassionarsi alla scultura, che diventerà la sua

espressione artistica per eccellenza. Si dedica quindi

alle arti plastiche, eseguendo opere in materiali diversi

quali pietra, marmo, legno, alabastro, bronzo, e

resina, partecipando a mostre in Firenze, Bologna,

Milano, ricevendo riconoscimenti e premi fra cui il

Fiorino d’Oro per la scultura nel 2009. Esegue ritratti

ma ciò che lo interessa è l’espressione del corpo umano

in movimento: le rotondità delle forme femminili

nello splendore della loro potenza di vita, la forza maschile

colta nella tensione muscolare. Dal 2005 frequenta

l’Accademia di Belle Arti di Firenze sezione

Scuola Libera del Nudo. Frequenta anche lo studio

privato del professor Vincenzo Ventimiglia, insegnante

di scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fa

parte dell’Associazione culturale Ardengo Soffici.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Silvano Caldini

Emma, 2009, legno di cirmolo, h. cm. 100

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Massimo Cantini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via Tanzini, 2/B - 50065 Pontassieve (FI) - Cell. 347 4079383

massimocantini46@gmail.com - www.massimocantini.it

Una mela per Eva, olio su tela, cm. 100x100

Massimo Cantini è nato a Pontassieve (FI) nel

1946: ha quindi vissuto gli anni postbellici

della ricostruzione, respirato l’aria nuova

che soffiava prepotentemente dal resto d’Europa. Infatti,

anche Cantini, come altri giovani artisti fiorentini,

nei primi anni Settanta cominciò a gravitare alla

Galleria Inquadrature (nel 1973 fece parte, con la

Galleria, del gruppo “Come pittura”). Poi, nel 1979,

insieme agli artisti Del Testa, Fusi, Nigiani, firmò il manifesto

“Foto di gruppo”, presentato da Pier Carlo

Santini. Il suo lavoro si è collocato fin dall’inizio entro

la tematica del rapporto tra l’immagine derivata dalla

natura e il rigore compositivo, l’incasellatura geometrica

che non lascia scampo.

La figura è spesso “accolta” o forse, quasi “inserita”

in un paesaggio memore degli scorci “ideali” del Manierismo.

Cantini non cerca di suscitare l’emozione,

ma punta all’effetto straniante, che replica il disagio

dei nostri tempi, in cui tutto guarda e niente si può

toccare. Affinando la propria tecnica e le tematiche,

Cantini ha intrapreso un nutrito percorso espositivo

in Italia e all’estero (Parigi, S. Genis Laval, Biarritz, Waterbury

USA, Damasco e Vienna): decine di mostre,

allestite in spazi pubblici e privati, a Firenze, Pontassieve,

Prato, Arezzo, Montevarchi, La Spezia, Massa,

Grosseto, Perugia, Roma, Catanzaro, Cagliari, Como,

Modena, Mantova, Napoli, Palermo, Brescia. Nel

1981 Renzo Biasion lo ha segnalato nel Catalogo Bolaffi.

Nel 1987 viene scelto per illustrare la campagna

pubblicitaria Ray-Ban. Ha realizzato, nel 2002, una

cartella litografica commissionata dal Credito Cooperativo

di Pontassieve. Cinque anni dopo ha dipinto il

Palio di Torrita di Siena, e il Comune di Pontassieve ha

acquistato due grandi dipinti, adesso posti nella Sala

Consiliare del Comune stesso.

È presente nel volume “Storia dell’arte italiana del

Novecento” a cura di Giorgio Di Genova.

Testimonianze critiche

G. Benignetti - L. Bernardi - L. Bertacchini - R. Biasion

- A. Bueno - P. Castellucci - J. Chabanon - E. Crispolti

- A. David - G. Faccenda - G. Di Genova - R. Federici

- R. Forni - G. Grassi - M. Greco - J. Hart - R. Margonari

- C. Marsan - D. Micacchi - R. Molinà - F. Napoli

- E. Natali - A. Nocentini - T. Paloscia - D. Pasquali - G.

Pedicini - U. Piscopo - M. Portalupi - G. Ruggeri - P.C.

Santini - D. Tiezzi - M. Venturoli - F. Veronesi.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Fernando Cardenas Barrera

Cell. 389 1505387

fecarbar@hotmail.com

Atmosfera marina, olio su tela, cm. 110x90

La nostra idea è considerare la pittura

come uno strumento per trasmettere

concetti, emozioni o sentimenti, rivalutando

l’esperienza visiva e lasciandosi trasportare

dalla pittura in una dimensione spazio

temporale in cui si ritrova l’essenza stessa della

natura. Attraverso l’energia creativa entriamo

in contatto con l’armonia del fluido cosmico

che, con l’aiuto della pittura, ci fa evolvere

fino ad arrivare alla bellezza delle cose immateriali.

Infatti l’aspetto esterno delle cose, in

altre parole l’apparenza, ci impedisce di avere

un contatto profondo con la realtà che ci circonda

(non si tratta di un discorso religioso,

ma di un approccio alla vita che deve avere in

sè qualcosa di spirituale). La pittura ci permette

di trasmettere quella sensibilità della natura

che è invisibile agli occhi e che si mostra soltanto

a chi sia in grado di riconoscere e apprezzare

la bellezza della vita. L’universo illumina

tutti gli esseri viventi senza alcuna

eccezione e tutti possiamo elevare il nostro

essere se solo riusciamo ad entrare in sintonia

con la natura, senza affanni ma con semplicità.

Non occorre contrapporsi allo stile di vita

moderno, ma è sufficiente ritagliarsi degli spazi

di contemplazione in cui ritrovarsi con se

stessi. Queste opere aprono la strada a nuove

e antiche formule di convivenza come in un

percorso sciamanico, ricordandoci che all’origine

dell’universo e di ogni forma vivente ci

sono l’amore e l’armonia.

“Fernando Cardenas: il pittore del mare, come

lui stesso ama definirsi. Un incontro, quello

con il mare, avvenuto diversi anni fa nel suo

paese di origine, sulla costa caraibica. All’epoca

immergersi nei fondali marini significava

per lui riappropriarsi di un elemento, l’acqua,

in cui il grande mistero della vita ha avuto origine.

Il mare, con le sue profondità, è anche

un archetipo dell’inconscio, cioè di quella parte

di noi in cui è più difficile arrivare perché rimane

sotto il livello della coscienza. Nella poesia

“L’uomo e il mare” Charles Baudelaire paragona

l’insondabilità dell’animo umano alla profondità degli abissi

marini; un’affinità che rende l’uomo e il mare tanto nemici, e

quindi pronti a scontrarsi, quanto fratelli perché entrambi gelosi

custodi dei loro segreti, delle loro intime certezze.

Per Fernando Cardenas il mare è uno spazio cosmico in cui

immergersi per conoscere se stessi più nel profondo. Nel

mare non c’è più alcuna distanza tra noi e le cose: un’esperienza

attraverso cui scopriamo di essere parte di un tutto.

“Ciò che si trova nel creato - scrive il poeta libanese Kahlil

Gibran - esiste anche dentro di te, e tutto ciò che hai dentro

esiste nel creato. Non vi è alcun confine tra noi e le cose più

vicine, ma ciò che è più importante, la distanza non è sufficiente

a separarci dalle cose più lontane. Ogni cosa, dalla più

bassa alla più sublime, dalla più piccola alla più grande, esiste

dentro il tuo essere, senza differenze. Nell’atomo si possono

trovare tutti gli elementi della terra. La goccia d’acqua contiene

tutti i segreti degli oceani. In un moto della mente si

trovano tutti i moti di tutte le leggi dell’esistenza”.

I suoi dipinti sono un invito a lasciarci avvolgere dal silenzio e

dalla luce del mare per ristabilire l’armonia che ci lega non

solo ai nostri simili ma anche alle altre creature viventi. Un

concetto espresso a livello pittorico rappresentando branchi

di pesci che si muovono nella stessa direzione non per inerzia

e per pigrizia, ma perché tutti guidati da quell’amore che,

come scrive Dante Alighieri in conclusione della terza cantica

della Divina Commedia, ‘move il sole e le altre stelle’.”

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Paolo Catelani

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via Viacce, 8 - Località Girone - 50061 Compiobbi (FI)

Tel. 055 691548 - Cell. 338 3675140

Venezia, 2012, olio su tela, cm. 35x50

Nasce a Firenze nel 1943. Nell’anno 1960 si avvicina

alla pittura per passione ed inizialmente

è seguito dal maestro G. Mazzon.

Con il pittore Marcuzzi ha collaborato a dipingere,

per una casa editrice inglese, una collana di quadretti

commemorativi della storia dei francobolli di quel

paese. Lascia la pittura e il disegno nel 1969.

Stimolato fortemente dalla figlia Beatrice, il 15 luglio

2007, dipinge un nuovo quadro.

Predilige rappresentare la natura, la campagna e

quant’altro lo ispiri.

Espone con l’Associazione G. Mazzon, l’Associazione

Artisti Fiesolani, con il C.N.A. Arte e occasionalmente

con l’Associazione Toscana Cultura. Alcune sue opere

sono esposte ad Antella presso il Teatro Comunale, ad

Ellera, a Compiobbi, al Ristorante Le Lance, a Cellai,

presso la Galleria Pio Fedi a Firenze, alla Sala del Basolato

a Fiesole, alla Biennale dell’Acquerello a Levizzano

(MO), alla Saletta “Spiga d’Argento” di Montagnana

Val di Pesa - Montespertoli.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Sara Cenci

Cell. 380 6873766

saracenci4@yahoo.it

Arbutus unedo “Corbezzolo”, 2013

acquerello su carta, cm. 48x37. Famiglia delle Ericaceae, arbusto di

macchia mediterranea

Nata a Roma nel 1975 risiede a Reggello (FI) dal

2004 col marito e i suoi quattro figli.

L’amore per la natura e la passione per i colori

le hanno fatto scoprire da alcuni anni l’acquerello botanico

a cui si dedica con entusiasmo da autodidatta

frequentando corsi attinenti.

Ama rappresentare e valorizzare in particolare le sfumature

e i dettagli dei fiori e dei frutti.

L’acquerello botanico è caratterizzato da una fedele

rappresentazione dal vero del Regno Vegetale, in un

armonico equilibrio tra ricerca estetica e rigore scientifico.

È una tecnica che ha radici antichissime (I secolo

d.C.). Oltre a funzioni decorative, questo genere

pittorico ebbe fin dagli albori anche scopi scientifici e

illustrativi, in particolare al servizio della medicina.

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Alessandro Chelini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Spedaletto, 47 - 50067 Rignano sull’Arno (FI)

Cell. 329 1123897 - alessandro1944@gmail.com

Cavalli al lavoro, olio su tavola, cm. 69x100

Senese per nascita e per cultura, stregato fin

dall’infanzia dalla pittura del Trecento senese:

Simone Martini, Duccio, i Lorenzetti etc. ed in

seguito dalla pittura fiamminga, riproduce da sempre

i grandi del passato studiandoli minuziosamente e

cercando di interpretarne soprattutto lo spirito.

Autodidatta per scelta, vive nella campagna fiorentina

coltivando l’amore per la natura e per la tradizione

senese dipingendo cavalli al lavoro e barberi del Palio

ricercando le tecniche artigiane antiche.

Avvicinatosi in modo particolare alle opere fiamminghe:

Bosch, Peter Bruegel il Vecchio etc., ha sviluppato

un interesse ed un amore particolare per Vermeer

ed esegue con passione copie di celebri artisti, in particolare

Caravaggio, Van Gogh, gli Impressionisti ed i

Macchiaioli.

Ha partecipato con discreto successo alle ultime tre

edizioni della Mostra Collettiva Nazionale “Falsi d’Autore”

a Stia ed ha tenuto una personale nei mesi di

marzo-giugno 2012 presso lo Studio Longo Bellesi in

Firenze.

Ha partecipato inoltre nel maggio 2014 alla mostra

itinerante di pittura allestita nella sede della Regione

Toscana, con il patrocinio della stessa, a Palazzo Bastogi

in via Cavour a Firenze.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Alessandro Chelini

Madre e figlia, olio su tavola, cm. 62x62

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Paola Lucrezia Cioncolini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 338 7936891

paolacioncolini@gmail.com - www.facebook.com/paola.cioncolini

Natura 1, olio e acrilico su tela, cm. 185x150

Paola Lucrezia Cioncolini, insegnante di Disegno

e Storia dell’Arte, si è sempre interessata all’arte

contemporanea nelle sue varie espressioni,

ai linguaggi interdipendenti, alla ricerca artistica basata

sulla continua sperimentazione. Come creatrice

ha partecipato ad eventi, mostre collettive e personali

in Italia, Francia e Germania.

È fondatrice e presidente di Montevarchi Arte, una

delle associazioni culturali più attive nella valle

dell’Arno. Curatrice di numerose mostre nel territorio

di Montevarchi, è stata curatrice assistente del progetto

“Acqua Contemporanea” nel 2013.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Roberto Cipollone (Ciro)

La Bottega di Ciro: via Montelfi, 8 - 50064 Loc. Loppiano - Incisa in Val d’Arno (FI)

Tel. 055 8339703 - info@labottegadiciro.it - www.labottegadiciro.it

Anghiari, maggio 2014, cm. 76x33x9 (LxHxP)

Nato a Pescara nel 1947, Roberto Cipollone

(Ciro) ancora bambino, trascorre i suoi giorni

intorno alla fonderia artigianale del padre. Guidato

da un profondo amore per la natura e insieme da

una tensione spirituale verso il Bello, egli cerca di cogliere

fin da giovanissimo ogni occasione per esprimere

questo suo essere attraverso piccoli manufatti, tele,

disegni o incisioni. La sua città lo vede ben presto partecipe

delle varie iniziative artistiche. Nel 1970 è in

Olanda dove vi rimane per sei anni lavorando come

operaio. Dirà in seguito commentando quel periodo:

“Facevo diecimila viti al giorno. Un lavoro molto monotono.

L’aspetto creativo era sacrificato. È stato un

distaccarmi dall’arte. Questo ha acuito il mio desiderio

di vedere cose belle”.

In questo periodo conosce e frequenta un orefice che

è anche scultore. Trova così nei ritagli di tempo la possibilità

di creare con lui oggetti d’arte.

“Portavo a Joop Falke qualcosa di ciò che veniva scartato,

perché fuori misura o presentava qualche piccolo

difetto”.

Dal 1977 è a Loppiano, nei pressi di Firenze, dove

tutt’ora vive e lavora. Qui apre nel 1982 “La bottega

di Ciro”, un laboratorio artistico di stampo medioevale.

Vi si trovano inusitati accostamenti e vi si riscopre

la poesia che può essere racchiusa in un vecchio oggetto

rotto ed arrugginito che, riabilitato, parla di

passato e presente, della nobiltà della vita umana anche

nei suoi aspetti più umili e dimenticati.

Dal 1982 realizza numerose mostre personali in Italia,

Germania, Svizzera, Austria, Belgio e Lussemburgo.

Dal 1991 gli vengono commissionati lavori di arredo

sacro e interventi di recupero d’ambiente, sia in Italia

che all’estero. Ovunque la sua arte materica è stata

apprezzata per il senso di semplicità, bellezza e umanità

che riesce a comunicare da una realtà che può

apparire dimenticata e trascurata.

Ciro nel suo laboratorio

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Carlo Ciucchi (Picchio)

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Tel. 055 8385060 - Cell. 338 5253569

carlociucchi@tiscali.it - web.tiscali.it/carlociucchi

Carlo Ciucchi in arte “Picchio” è nato il

31/08/1955 a Dicomano (FI), paese in

cui ancora oggi vive e lavora, nello studio-abitazione

della frazione Dicomano Campagna

3b, località “Le Vigne”. I primi segni

della vocazione per la pittura li ha manifestati

fino dalle scuole elementari e medie, quando

vinse alcune mostre scolastiche. Del 1968 è la

scritta “Bravo Carlino continua!!! Il pittore

Paolo Galli” con cui l’artista e amico e compaesano

incita e incoraggia il giovanissimo

pittore Picchio. Si è diplomato nel 1977 presso

la Scuola Statale d’Arte di Porta Romana a Firenze,

nella sezione di Decorazione Pittorica.

Nel 1978 si è iscritto all’Accademia di Belle

Arti di Firenze nella sezione Pittura con il professor

Silvio Loffredo, nello stesso anno ha

frequentato sempre all’Accademia di Belle

Arti la “Scuola Libera”. Ha frequentato gli

studi dei maestri Silvestro Pistolesi e Alfio Rapisardi;

con quest’ultimo ha fatto anche esperienza

nell’arte della scultura. Ha conosciuto il

professor Armando Nocentini che in più occasioni

ha espresso lodevoli giudizi sulla pittura

di Carlo Ciucchi “Picchio”, fino a presentarlo

al pittore Ennio Cocchi con il quale ebbe una

breve ma positiva esperienza nello studio

dell’Antella (Fi). Ha avuto buoni consigli dai

pittori Armando Grazzini e Luciano Ori, positivi

giudizi e preziosi consigli li ha ricevuti

anche dal maestro Pietro Annigoni che lo ha

sempre incitato a dipingere dal vero. “Il vero

nutre, il vero è una fonte continua di ispirazione”.

Con queste parole il maestro Annigoni

ha incoraggiato “Picchio”, giovane pittore,

a intraprendere la difficile quanto appassionante

pittura dal vero. Dal 1972 ad oggi ha

partecipato a innumerevoli mostre collettive di

pittura. Numerose le esposizioni personali in

Italia e all’estero. I suoi quadri si trovano in

importanti collezioni private in Germania, Argentina

e negli Stati Uniti. Negli ultimi anni ha

eseguito importanti pitture murali e affreschi.

Altissimo, olio su tela, cm. 70x100

Panorama Mugello, olio su tavola, cm. 125x172

Hanno parlato e scritto di “Picchio”

Pittore Osman De Scolari, Prof. Silvio Loffredo, Prof. Giuliano

Romoli, Prof. Franca Nesi, Prof. Domenico Viggiano, Prof.

Demo Veronese, Pittore Dino Migliorini, Prof. Aldo Giovannini,

Prof. Stefano Benedetti, Prof. Antonio Berti, Prof. Piero

Poggiali, Prof. Tommaso Paloscia, Prof. Elvio Natali, Prof. Gastone

Breddo, Prof. Dino Pasquali, Prof. Daniela Pronestì.

La lunga tradizione della pittura di paesaggio ci ha insegnato

a considerare la natura come soggetto autonomo da cui scaturisce

un’esperienza che è insieme spirituale ed estetica. Il

costituirsi del paesaggio come “figura”, ovvero tema unico

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Carlo Ciucchi (Picchio)

Sieve in controluce, olio su tavola, cm. 160x200

Sieve al tramonto, olio su cartone telato, cm. 25x25

della rappresentazione visiva, prevede che le emozioni

siano lo strumento attraverso cui dare vita ad un’interpretazione

soggettiva del mondo naturale, un’immersione

dei sensi e dello spirito nel mistero della

realtà che ci circonda. Realizzati en plein air, i paesaggi

di Carlo Ciucchi, in arte Picchio, reinterpretano e

attualizzano le caratteristiche di un genere pittorico

che ancora oggi conserva la capacità di richiamare la

nostra attenzione sulla bellezza che la natura ci riserva

e che spesso però sfugge ad uno sguardo disattento.

Una bellezza che Picchio ha imparato ad apprezzare

fin dall’infanzia trascorsa tra le colline mugellane,

che sono state e continuano ad essere protagoniste

assolute del suo repertorio espressivo. Il genius loci ha

influito sulle sue scelte artistiche a tal punto che nemmeno

gli anni della formazione accademica, ai quali

risale l’apprendimento delle tecniche dell’affresco e la

scultura di segno astratto, sono bastati ad allontanarlo

dal naturalismo e dal bisogno di trarre dal ‘vero’,

dall’osservazione non mediata delle cose, l’essenza

viva della sua ispirazione. Il fatto d’intendere la pittura

come espressione di un contatto diretto con la natura

non gli impedisce di riconoscere e celebrare il valore

culturale del paesaggio toscano, in cui sono impresse

le impronte della storia e dell’ingegno umano. Non si

è mai soltanto spettatori al cospetto di uno scenario

naturale, specie se questo, oltre a stimolare le corde

più intime della nostra sensibilità, ci porta l’eco di un

passato che con rispetto e sapiente intuito estetico ha

modellato il paesaggio per venire incontro alle esigenze

dell’uomo. La natura è storia, sembra dirci Picchio,

così com’è memoria collettiva e individuale.

Collettiva perché con la trasposizione pittorica l’artista

preserva per sempre l’aspetto di un luogo che il

tempo o l’intervento umano potrebbero irrimediabilmente

mutare; individuale perché i suoi scorci paesaggistici

raccontano di una familiarità maturata negli

anni, ripercorrendo più volte, e sempre con

rinnovata curiosità, le stesse mete. Ritrarre la natura è

per lui come immortalare il volto di una persona a cui

è legato da un affetto antico e che di quadro in quadro

gli appare sotto una nuova luce. A volte il suo

sguardo si allunga in profondità per abbandonarsi

dolcemente alla vastità di uno spazio che la sola visione

pittorica non può contenere - l’orizzonte è una

striscia di luce che si estende a perdita d’occhio dietro

le colline -, altre volte, invece, si muove con curiosità

tra le distese di verde, le rocce e i ruscelli, come rapito

dal fluire innarrestabile dei fenomeni naturali. In entrambi

i casi, la pennellata è leggera, intrisa di luce,

guidata dalla necessità di fermare velocemente sulla

tela le impressioni che arrivano all’occhio e che da qui

si calano nelle profondità del sentimento. Un dialogo

con il paesaggio che non conosce soste o variazioni,

ma che trapassa di opera in opera per comporre

un’unica grandiosa immagine della natura.

Daniela Pronestì

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Silvana Cipriani

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Tel. 055 4215719

silvana.cipriani@gmail.com

La candela, olio su cartoncino telato, cm. 30x40

Natura morta, olio su masonite, cm. 50x40

Da Firenze, ove è nata, si trasferisce a Sesto Fiorentino

nel 1970; dilettante e autodidatta,

dagli anni Ottanta dipinge e scrive poesie per

passione. Ha partecipato a varie mostre collettive e

realizzato esposizioni personali, ottenendo riconoscimenti

sia nella pittura che nella poesia.

Successivamente si è aggiunto un nuovo interesse

che ha portato alla realizzazione del libro “Per grazia

ricevuta” sul Santuario della Madonna dei Fossi, ricerca

storica su di una robbiana datata 1510-20, pubblicazione

presentata nel 2012 presso la Pieve di San

Bartolomeo a Pomino - Rufina (edizione Servizio Editoriale

Fiesolano).

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Silvana Cipriani

Pace, pastelli a cera su sughero, cm. 78x48

Mostre collettive e personali

1987 San Niccolò (FI)

1988 San Niccolò (FI)

1989 San Niccolò (FI)

1989 Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno)

1990 Festa di Primavera (Sesto Fiorentino)

1990 Pescetti (Sesto Fiorentino)

1991 S.A.P Firenze e AICS sestese

1991 Pescetti (Sesto Fiorentino)

1992 Personale presso la Biblioteca Pubblica di Sesto

Fiorentino

1992 Pescetti (Sesto Fiorentino)

1993 Pescetti (Sesto Fiorentino)

1994 Pescetti (Sesto Fiorentino) – Naif pittura

1997 Personale presso il Caffè Piansa Firenze

1998 Riviera degli Etruschi – astratto

1999 Fenalc (Livorno)

1999 Personale presso il Caffè Le Logge (Greve in

Chianti)

1999 Pescetti (Sesto Fiorentino)

2000 Antonio Berti (Sesto Fiorentino)

2010 Pescetti (Sesto Fiorentino)

2011 Pescetti (Sesto Fiorentino)

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Donato Cocca

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via XXIV Maggio, 62 - 52025 Montevarchi (AR)

Cell. 339 6513430 - 333 2347178 - donacocca@hotmail.com

Bassa marea, acquerello, cm. 60x50

Donato Cocca nasce a Figline Valdarno nel

1953; persegue da sempre la sua passione per

l’arte, ora dedicandosi al disegno e alla pittura,

ora realizzando sculture in diversi materiali (terracotta,

pietra, acciaio, rame, cristallo).

Dal 1997 inizia la propria attività con mostre personali

e collettive: negli ultimi anni si segnalano le personali

di Torre del Lago Puccini (Lucca); Pieve a Presciano

(Arezzo); primo premio per la scultura al “39° Cardo

d’Argento” (Gadarte - Firenze); partecipazione alla

“19ª Rassegna internazionale del Presepe” all’Arena

di Verona; colletiva a Kitzingen (Germania) e numerose

presenze alle “Biennali d’Arte Presepiale” curate

dall’Associazione Culturale “Natale nel Mondo” di

San Giovanni Valdarno (Arezzo).

“Nell’opera di Donato Cocca si notano continue allusioni

alle sfere del magico e del fiabesco che s’intrecciano

ad un elogio esemplificato del comportamento

virtuoso.

Nella sua produzione scultorea abilmente accosta

materiali diversi come il cristallo, la terracotta, l’acciaio,

la pietra. Materiali anche teoricamente contrastanti

fra loro per intrinseche qualità, trasparenze ed

L’attesa, olio su tela, cm. 40x60

impenetrabilità, durezza e malleabilità, brillantezza e

opacità. Da qui un sapore evocativo che pervade anche

la sua pittura, accentuatamente simbolica, laddove

vi riecheggia come un accorato intimismo, seppure

circondati come siamo (ci dice l’autore nei suoi soggetti)

da tracce provenienti dal mondo fuori della nostra

ristrettezza umana: è il caso dei fiori posti in primo

piano nel quadro intitolato “L’attesa”.

Tutto, comunque, espresso secondo sensazioni ed

idee immediate, istintive, pur seguendo un’elaborazione

mentale precisa, frutto di una cultura e di un

sentire schietto che lo porta ad utilizzare forme espressive

comuni. Vi è un uso continuo ed espressivo del

linguaggio popolare e nello stesso tempo un sapore di

antico rappresentare che deriva da una sorta di memoria

individuale che in tal modo affiora in lui.

L’espressività immediata coinvolge emotivamente sul

piano comunicativo anche se il linguaggio pittorico e

scultoreo si rende più complesso. Ma è uno sviluppo

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Donato Cocca

Riflesso, pietra, acciaio e cristallo, cm. 60x70

Eterno presente, acciaio inox e cristallo,

altezza cm. 550 x larghezza cm. 440 x profondità

cm. 80. Collocazione: Altare Maggiore della chiesa

di Sant’Andrea Corsini in Montevarchi (Arezzo)

effettuato sul piano artigianale come sapiente capacità

di fare e di elaborare, come a coordinare fra loro

diversità solo apparentemente inconciliabili. Affiora

così anche un atteggiamento rivolto al mondo circostante

che definire pervaso di religiosità forse è eccessivo,

ma è certo connotato da un non troppo vago

senso del sacro, aspetto che poi costantemente è

presente nell’opera dell’artista toscano.

L’entusiasmo che Donato Cocca mostra nel proprio

lavoro artistico, è diretta espressione della sua ‘innocenza

percettiva’ nel cogliere la società intorno, del

suo continuo attendere di ricevere una gratificazione

personale ed affettiva e al proprio aprirsi ad essa”.

Federico Napoli

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Christian Coviello

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 392 2269228

chriscov@gmail.com

Bullet in the head, acrilico e pastello ad olio, cm. 120x100

Man vs society, tecnica acrilico e pastello ad olio,

cm. 70x100

Christian Coviello nasce a Bressanone (BZ) trentasei

anni fa; è un artista autodidatta che dipinge

da quasi vent’anni. Approda in Toscana

dopo varie esperienze in Europa, in particolare in Germania,

Svizzera e Olanda; viene notato da Antonio

Davide e successivamente inizia a collaborare con Paola

Cioncolini e l’associazione Montevarchi Arte fino ad

allestire la sua prima personale quest’anno a febbraio.

Le sue opere si trovano in molte collezioni private.

Ha parlato di lui anche lo storico Eraldo Di Vita dedicandogli

una critica intitolata “La danza dei colori di

Christian Coviello” reperibile sul sito webartmagazine.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Renzo Del Lungo

Piazza Ghiberti, 13 - 50060 Pelago (FI)

Tel. 055 8326636 - 333 3080225 - dellungo.renzo@gmail.com

Renzo Del Lungo nasce a Firenze nel 1942. Dopo

un continuo vagare per tutti i continenti, approda

nelle regioni polari, dove subisce il fascino

irresistibile del silenzio dei ghiacciai e della maestosità

del paesaggio, tanto da farne i soggetti incontrastati

dei suoi dipinti, in cui domina la natura scevra dalla

mano dell’uomo. Ha al suo attivo numerose mostre

personali tra l’Italia (Firenze, Lecce, Crotone, Madesimo,

Livigno, Como, Sondrio) e l’estero (Parigi, Montecarlo,

Zurigo, Caracas, Lugano, Losanna, Bruxelles),

confortate da largo plauso di critica e di pubblico sia

in Europa che nelle due Americhe. Hanno scritto di

lui, tra gli altri: M. Dezzi Bardeschi, A. Polesella, A.

Cotti, A. Aschei, A. Molteni, P. Frattini. Articoli e recensioni

critiche che lo riguardano sono state pubblicate

sui quotidiani La Nazione, Il Giornale (Varese), Il

Corriere di Firenze, Il Giornale d’Italia, Agorà (Zurigo),

Paris Match, L’Osservatore Romano, La Gazzetta del

Popolo e sulle riviste di settore Eco d’Arte Moderna,

Gallery, AD, Il Narciso, Firme Nostre. Tra gli appuntamenti

espositivi più recenti, si ricordano quelli realizzati

nel 2010 presso Palazzo Panciatichi, sede del

Consiglio regionale della Toscana, e nel 2012 presso

lo show room Cieffe in via Baccio da Montelupo a

Firenze.

“Fare della pittura un’oasi di pace e silenzio, una dimensione

confortante e luminosa che parli all’anima

attraverso gli occhi: questo il pensiero che nasce in chi

osserva i dipinti di Renzo Del Lungo, pittore fiorentino

che si distingue nel panorama artistico toscano per i

suoi paesaggi rarefatti e senza tempo. Come sia giunto

a una tale raffinatezza espressiva e originalità di

contenuti lo spiega lui stesso, quando racconta che i

tanti viaggi fatti intorno al mondo gli hanno permesso

di conoscere la bellezza di luoghi lontani dalle calde

e variopinte atmosfere mediterranee, ma capaci,

nondimeno, di toccare le corde più intime del sentimento.

Non sorprende che la luce bianca e le monocromie

del paesaggio polare abbiano risvegliato in lui

la consapevolezza emotiva dell’infinità e della potenza

irresistibile della natura, come accade ogni qual

volta l’essere umano abbia il coraggio di guardare in

faccia la sua finitezza e scoprirsi “umano troppo

34


Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Renzo Del Lungo

umano” al cospetto di forze che mettono a dura prova

la sua arroganza. Vengono in mente, a tal proposito,

i versi di Aleksandr Blok: ”Prendi la tua barca, salpa

verso il polo fra mura di ghiaccio, e in silenzio oblìa

come l’uomo ama, lotta e muore solo: dimentica il

paese dell’umana follia”. Predisporsi all’ascolto del

silenzio significa, quindi, essere presenti a se stessi,

capaci di raggiungere la quiete interiore come bisogno

primario della natura umana, mettere un freno ai

ritmi feroci e insostenibili che sempre più trascinano

le nostre esistenze nel baratro dell’insignificanza e del

nonsenso. Un’esperienza che riempie e che non si

può dimenticare perché stravolge il modo d’intendere

la vita e di guardare alle cose. Anche per questo Del

Lungo ha scelto di farne il nucleo ispirativo del suo

immaginario pittorico, in cui trovano spazio, oltre alle

immancabili distese ghiacciate e agli orizzonti sottili e

tersi dei paesaggi innevati, le bellezze del territorio

toscano riprodotte non in maniera realistica, ma trasfigurate

in una sintesi cromatica di grande eleganza

e potenza espressiva. Se il bianco e l’azzurro, declinato

in tutte le sue varianti di tono, sono i colori che

imperano nelle visioni polari e che invitano a immergersi

in un’atmosfera in cui tutto è pace e tranquillità

e in cui anche il rigore compositivo si addolcisce per

dare voce al sentimento, i marroni e i rossi riscaldano

la tavolozza negli scorci di terra toscana, per farsi interpreti

dell’amore che da sempre lo lega a questa

regione e alla sua antica storia. In entrambi i casi, l’impostazione

pittorica è insieme solida ed equilibrata,

con una sapiente distribuzione delle pennellate, spesso

povere di materia per lasciare spazio agli effetti di

trasparenza e alle velature, e della luce, che cancella

le ombre per far risplendere ancora di più i colori. Eppure,

contrariamente a quanto si potrebbe pensare,

l’attività creativa di Del Lungo non si lega alle soluzioni

stilistiche e formali del paesaggismo toscano, ma

propone un’originale alternativa al quadro “di maniera”

spezzando il racconto in più episodi o associando

ai valori di superficie elementi “altri” - pagine

di libri, piatti rotti, frammenti di oggetti reperiti nel

quotidiano - la cui funzione è accentuare il contrasto

tra il frastuono del mondo, il suo disordine insulso, e

l’armonia delle forme naturali. Lo stesso può dirsi delle

ceramiche, il cui registro decorativo fa eco alle immagini

dipinte su tela riassumendole in deliziose miniature

che fotograno la realtà con grande

accuratezza e attenzione certosina nella resa dei dettagli.

In controtendenza con l’autoreferenzialità di

molti linguaggi artistici contemporanei, Renzo Del

Lungo riporta la pittura alla sua missione etica, convinto

com’è che fare arte non voglia dire disperdersi

in mille rivoli di senso, ma andare dritto al punto, mirare

al cuore dell’uomo”.

Daniela Pronestì

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Angela Del Sarto

Via di Castagneto, 15 - 50064 Figline Incisa Valdarno (FI)

Tel. 055 8337883 - Cell. 339 6747256 - angelagaos@gmail.com

Ibis Nero, visione della soglia ecoline a pennello e pennino su carta,

cm. 51x42

Il visibile e l’invisibile

“ Il percorso che Angela compie nelle sue opere si

apre sulla concretezza della creatura protagonista

che spicca al primo sguardo e, colorata, domina il

panorama.

Avvicinarsi ai suoi “ritratti” significa entrare nel mito,

nel sogno, in una favola che ci intriga, in una ripetizione

mantrica sempre più sottile e rarefatta. Ci

apriamo all’invisibile ed il sotterraneo appare, dejà vu

di ciò che è sempre stato lì. Voi che guardate l’opera

ne vedrete anche il limite, io vi ho scorto soprattutto

l’infinito”.

Maria Grazia Toti

Filosofa, insegnate di yoga, mindfullness counselor

...e soprattutto amica

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Candida Maria Duarte

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

www.candyduarte.com

info@candyduarte.com

I Colori della Vita, tecnica mista, cm. 30x30

“Nella notte, nel buio della vita, tutto si amplifica.

Ma, nell’oscurità, basta una piccola fiammella che squarcia il nero.

Le realtà iniziano a prendere forma, la paura svanisce e si apre la porta della speranza”

Anche l’arte può essere e può procurare benessere

sia per chi la genera che per chi la osserva

o ne gode, inserendola nell’ambiente in cui si

vive. La mia esperienza si inserisce, anche se inconsapevolmente,

in quest’ambito.

Dopo la malattia e la morte del mio primo figlio, il

dolore e la tristezza mi hanno invaso per tanto tempo,

finchè un giorno, come se mi fossi svegliata da un

lungo sonno, ho sentito il desiderio di poter esprimere

la gioia, la vita, perché non volevo vivere come se

fossi morta con lui. Convinta che lui è vivo nell’eternità,

ho cominciato a dipingere quadri, adottando diverse

tecniche e materiali.

Dopo alcune sperimentazioni, ho trovato questa forma

espressiva che sento più congeniale alla mia esperienza...

Colori, sabbia, trame di tessuti, materiali naturali

e accessori, un insieme di forme e colori diversi

che si esprimono sempre in un’armonia visibile e trasmettono

un senso di gioia e di pace.

Sono nata in Argentina il 23 novembre del 1975.

La mia famiglia è stata sempre molto creativa; sono

cresciuta fra artigiani e artisti: sarte, grafici, scultori,

fumettisti e architetti convivono dentro di me.

Nel 2000 ho finito i miei studi presso l’Universidad

Catolica de Asunción in Paraguay col titolo di Disegnatrice

Grafica. Dal 2004 abito a Firenze.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Sandra Ferroni

Via Garibaldi, 36 - 50068 Rufina (FI) - Tel. 328 4718292

sandra.ferroni@yahoo.it - www.sandraferroni.com

Dea marina, ceramica, h. cm. 60

Sandra Ferroni nasce a Rignano sull’Arno ed inizia

giovanissima il proprio percorso artistico in

un laboratorio artigiano di ceramica nel quale,

dopo una lunga esperienza, scopre il proprio talento

e la propria creatività.

Successivamente si diploma come Grafica Pubblicitaria‚

mentre la sua capacità pittorica e creativa è riconosciuta

in più di una occasione.

Frequenta corsi di restauro su tela‚ su vetro e su stoffa‚

non tralasciando l’affresco ed affinando la propria

manualità nel lavoro della creta.

Fra le proprie esperienze figura anche il fiore all’occhiello

del restauro del settecentesco altare ligneo

della chiesa spagnola di Chacas in Perù.

Le ceramiche di Sandra, creazioni uniche, esaltano lo

spirito creativo, la fantasia, il gusto e la sensibilità di

questa artista artigiana, le cui opere sono da tempo

rintracciabili ovunque si spinga la ricerca del bello.

Adesso, all’apice di un percorso artistico che l’ha vista

sempre alla ricerca di nuove esperienze creative, si accinge

ad affrontare con umiltà e la serenità di sempre

il giudizio del pubblico che manifesterà le proprie sensazioni

nell’osservare le sue tele e le sue maioliche.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Sandra Ferroni

Il Giardino dell’Eden, tecnica mista su tessuto di damasco, cm. 80x100

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Luciana Gabellini

Cell. 339 6208888

gabellinil@yahoo.it

Neve, 2009, incisione a ceramolle, cm. 24x17

Luciana Gabellini, nata a Borgo San Lorenzo e

residente a Figline Valdarno (FI), ha frequentato

il Liceo Artistico e conseguito il diploma in Pittura

presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha poi

concluso con successo, sempre presso l’Accademia,

un corso sperimentale in Arte della Incisione e della

Stampa.

Ha partecipato a mostre personali e collettive e attualmente

frequenta l’Università dell’Età Libera di Firenze

nei corsi di Incisione e Modellato.

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Vered Gamliel

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 328 3538235 - Tel. 055 8354151

www.gamliel.vered.name - vered.gamliel@aruba.it

Nata in Israele il 10/09/1970, attualmente vive e

lavora in Toscana. Dal 1991 al 1996 frequenta

la Ritveld Academie di Amsterdam. Nel 1996

vince una borsa di studio del governo israeliano per

artisti meritevoli. Dal 1998 al 2000 insegna Elaborazione

Stampa e Serigrafia presso l’Accademia di Belle

Arti “Avni” a Jaffa, Pittura e Disegno alla Scuola Superiore

“Alon Junior” di Holon e al Neve Eliezer Centro

Comunità Culturale di Tel Aviv, realizza le stampe

nello studio “Romi Shaked” - Rishon Le Zion. Vince

una borsa di studio del Ministero per Studi Artistici in

Italia e frequenta il corso di Scenografia presso l’Accademia

di Belle Arti di Firenze. Nel 2001 realizza la

scenografia per la messa in scena di “Sogno di una

notte di mezza estate” di William Shakespeare, nella

rassegna degli Eventi Estate del comune di Firenze

presso il Museo ed il parco Stibbert con la regia di

Stefano Massini.

Dal 2002 espone in mostre collettive e personali in

Italia.

Principali mostre:

1996 Ritveld Accademia Amsterdam singolo espositore:

pittura e stampa

1997 Popolos galleria Tel Aviv singolo espositore:

pittura

- La casa degli Artisti Jerusalem: pittura e stampa (collettiva)

- Il teatro di Gerusalemme: pittura e stampa

2002 Daniele Ugolini Contemporanea, “Middle

Class” Firenze, singolo espositore: pittura

- Biennale di contemporanea di Porto Ercole

- Daniele Ugolini contemporanea “Mi Art” Milano

2003 Body language Galleria Beukers, Rotterdam,

Olanda (collettiva) a cura di Maurizio Sciaccaluga

2004 “20x20” Galleria Ibiscus (collettiva), Studio

Nuova Figurazione, Ragusa

- Lilith, “L’aspetto femminile della creazione” (collettiva),

Museo Tuscolano della scuderia di Palazzo Aldobrandini,

Frascati, Roma

- Mostra Personale Galleria Ibiscus, Ragusa a cura di

Farah, 2008, olio su keffia su tela, cm. 70x50

Maurizio Sciaccaluga

- “Gamliel-Janson-Ortona-Sesia” Galleria Ibiscus Ragusa

- Mostra Personale Agheiro Arte contemporanea, Lavagna

(GE)

- Il Corpo dell’anima, Galleria Ibiscus, Ragusa (collettiva)

a cura di Maurizio Sciaccaluga

2005 “Paintspotting” Le ultime frontiere della pittura

(collettiva), Galleria Allegretti contemporanea, Torino

2008 “My sisters and I” mostra personale di pittura,

Comune di Londa

2011 “Rosa canina e Amiche” mostra personale di

pittura, Centro visite Castagno d’Andrea (Fi)

2014 “Pelle su Tela” mostra personale di pittura, alla

Biblioteca Comunale di Pontassieve.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Rolando Gheri

Via S. Michele, 1 - 50064 Figline e Incisa Valdarno (FI)

Tel. 055 8330177 - Cell. 329 4236726

Il cavallino, acquerello su carta, cm. 30x22

Rolando Gheri nasce a Firenze nel 1951 e attualmente

vive e lavora a Incisa Valdarno.

Ha partecipato a numerose mostre e pur riscuotendo

lusinghieri ed incoraggianti consensi, non

le ritiene il suo habitat naturale.

Si è classificato ai primi posti nella Mostra Nazionale

dell’Umorismo di Siena, in quella internazionale

dell’Umorismo Sportivo di Ancona ed altre di non minor

spessore.

Ha prestato i suoi pennelli per la rivista Pescare, per il

giornale Satirikon di Ancona, per Metropoli Firenze e

Telelibera Firenze.

Ha illustrato numerosi libri di fiabe tra cui “Pinocchio”

per Pugliese Editore, i libri a fumetti dai titoli

“Firenze e il suo gioco del calcio”, “Lo scoppio del

carro a Firenze”, “Siena e il suo Palio” sempre per

Pugliese Editore. Ha lavorato come grafico all’Enel.

Adesso dipinge perlopiù a tempera su legni antichi e

acquerello su encausto pur non disdegnando terracotta,

cartapesta, scultura su legno e pietra.

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Monica Giarrè

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Corso Tintori, 7 - 50122 Firenze

Tel. 055 245014 - Cell. 339 3929022 - monicagiarre@alice.it

Sguardi (dal coro degli angeli), 2013, acrilico e olio su tela,

cm. 100x120

Monica Giarrè nasce a Tosi, ai limiti della Foresta

Vallombrosana dove trascorre l’infanzia

e l’adolescenza. A Firenze, dopo aver compiuto

studi ad indirizzo artistico e musicale, prosegue

la sua formazione (è allieva di Giuseppe Leo e di Paolo

Frosecchi) avvertendo l’esigenza di perfezionare ed

evolvere uno stile che le permetta di esprimere il proprio

sentire con un linguaggio rispondente ed incisivo.

La prima fase pittorica rivela un prorompente impulso

creativo: è come la fuoriuscita di una energia troppo a

lungo contenuta che finalmente esplode scaturendo

in vibranti e luminose cromie. Attinge ispirazione dal

territorio in cui è nata ed al quale è profondamente

legata, invade le tele del colore e delle sensazioni di un

paesaggio ricco di boschi, colline, sentieri e sorgenti.

Della natura ama dipingere i fiori: attenendosi inizialmente

ad un figurativo tradizionale, Monica Giarrè rispetta

le forme, al tempo stesso si avvale di uno stile

gioioso ed espressionista che mostra tutta la sua tensione

verso una resa istintiva, libera ed emozionale. Da

subito si riconosce un raffinato senso estetico che verrà

mantenuto anche quando, dopo una continua ed

incessante sperimentazione, passerà, attraverso una

fase intermedia, dai paesaggi alle nature morte. Avvicendando

ai pennelli le spatole, abbandonerà l’aspetto

più materico, ma non trascurerà il disegno delineando

sempre più gli spazi con precise campiture.

Nel continuare a svelare il suo mondo pittorico Monica

Giarrè prosegue dunque nell’evoluzione di un linguaggio

che si fa più essenziale; risentendo di influssi

cubisti, in particolare della pittura di Braque, la pittrice

arriva a creare forme geometriche semplici, sottopone

la tela ad una scomposizione, la seziona e ricompone

in una sorta di gioco-studio fino ad ottenere la perfet-

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Monica Giarrè

Monica Giarrè con Tobia e Oliver a

casa a Tosi

ta riuscita degli incastri.

Come i cubisti,

non perde mai la riconoscibilità

dell’oggetto,

semmai, consapevole

della finitezza

delle cose, tende a ridurne

la presenza concentrando

la sua attenzione

sulla figura

femminile che pone al

centro del suo mondo

in un intento di “narrazione”

autobiografica

ed intimista. I colori

vedono insiemi sempre

più decisi dalle variazioni

timbriche e

tonali forti e contrastanti: i bianchi risaltano sullo sfondo nero;

il verde, il blù, l’amaranto e l’oro vengono accostati in maniera

armonica ed elegante.

Nell’ultima fase i contenuti appartengono sempre più alla sfera

spirituale ed affettiva. Si definisce così il passaggio dalla vanità

seppur attraente della forma ad uno spazio puro in cui ritratto

psicologico, sentimenti e sensibilità hanno una parte

preminente; in questo transito tra l’effimero e la dimensione

interiore dell’essere, vengono a collocarsi le tenere figure del

cane e del gatto così care alla pittrice e degli angeli, preziose

presenze sulle tele.

Monica Giarrè è pervenuta nell’arco di un lungo percorso di

trasformazione ad una forma pittorica di grande forza espressiva

ed emozionale, dotata ormai di uno stile facilmente riconoscibile

riesce a trasmettere la sua visione dell’arte intesa

come sintesi di pensiero e ricerca, di astrazione e figurazione,

di raffinatezza e luminosità. Vive e lavora a Firenze nel suo

studio ed abitazione in Corso dei Tintori.

Eleonora d’Aquino

Mostre

2001

Personale “L’idea e il colore” al Palagio di Parte Guelfa a Firenze

Personale a Villa Montalvo a Firenze

Collettiva “Il Mare” al Centro Espositivo Costa Fiorita a Castiglioncello

(Livorno)

Galleria Le Lac, Lugano

2002

Personale a Galleria Mentana di Firenze

Collettiva La Pasqua, al Centro Congressi Convitto della Calza a

Tobia, 2012, acrilico e olio su tela, cm. 80x120

Firenze

Collettiva allestita alla Saletta Boccuzzi di Firenze

dall’Antica Compagnia del Paiolo

Free Trade, Centro d’Arte San Vidal a Venezia

Palagio di Parte Guelfa a Firenze

Centro d’Arte Puccini a Firenze

“Donne in Arte”, Villa Strozzi, Firenze

2003

Personale alla Galleria La Tartaruga a Roma

Collettiva alla Rotonda di Livorno

Collettiva alla Galleria Mentana di Firenze

Collettiva all’Antica Compagnia del Paiolo

8 marzo al femminile, Palagio di Parte Guelfa,

Firenze

“Un quadro per la vita” Palazzo Vecchio, Firenze

2004

Collettiva di pittura, Galleria Mentana di Firenze

2005

Arte 2005, Galleria Mentana, Firenze

2006

Collettiva alla Galleria Frosecchi di Firenze ”Mini

Strenna d’autore”

“Situazione in rosso”, Teatro Romano, Fiesole

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Monica Giarrè

Collettiva, “Nudo e dintorni”, Galleria Mentana, Firenze

Collettiva, “Valori di continuità”, Galleria Mentana,

Firenze

2007

Collettiva “Trepiùtre” alla Galleria Frosecchi di Firenze

Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea

di Firenze Stand Galleria Frosecchi

Collettiva “Strenna d’autore” alla Galleria Frosecchi

di Firenze

Artefiera di Reggio Emilia, Stand Galleria Frosecchi

Collettiva Opere su carta, Galleria Mentana Firenze

2008

Arte Fiera Genova 2008 Personale Stand Galleria

d’Arte Frosecchi

Collettiva “Figure Fiori Frutta” alla Galleria Frosecchi

di Firenze

Esposizione “La visione del Pensiero” al Ristorante

Garbo a Firenze

Collettiva “Donna” alla Galleria Frosecchi di Firenze

2010

Personale “Interno” al Ristorante Garbo a Firenze

Personale a La Buchetta Caffè in Palazzo Bardi a Firenze

Artistrada Mostra d’arte contemporanea in via dei

Neri a Firenze

2011

Rassegna itinerante “50 pittori toscani per 50 cantanti

toscani”

VIII Rassegna “Il sacro nell’arte” Basilica della SS.

Annunziata a Firenze “Il Cantico dei Cantici”

Manifestazione “Libera Fantasia” Galleria Mentana

a Firenze

Collettiva presso l’Antica Compagnia del Paiolo a

Firenze

Collettiva al Consiglio Regionale della Toscana, Firenze

Collettiva alla Galleria Mentana, Firenze

2012

“Donne, angeli e miti” Sala Costantini Museo Archeologico

di Fiesole

Espone le sue opere in mostra permanente alla Galleria

del Teatro Romano di Fiesole

Esposizione presso il Loggiato del Museo Nazionale

della fotografia Alinari a Firenze

Mostra Mercato Arte Expo di Arezzo

“Art Spring”, Mostra Collettiva presso il Museo del

L’attesa, 2013, acrilico su tela, cm. 120x100

Calcio di Firenze, Galleria del Teatro Romano di Fiesole

“L’arte di presentare Arte” presso Il Salviatino Hotel a Fiesole

Collettiva CNA Arte, Galleria Pio Fedi Firenze

2013

“Il Coro degli Angeli” Art Gallery Il Cesello, Firenze

Volterra in Cornice, rassegna d’arte contemporanea

Mostra Collettiva Celebrazioni Vespucciane, “Il viaggio” Palazzo

Comunale Pontassieve (Fi)

Vin-Art 2013, Mostra Collettiva, Fiesole

Mostra Collettiva Gruppo Donatello “Presepe in piazza”

Firenze

Personale “Percorsi” Gruppo Donatello, Firenze

2014

Concorso Pittorico per il Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri

al Basolato di Fiesole

“Guarda Firenze” Passeggiata turistica, sportiva a Firenze,

Mostra Collettiva del Gruppo Donatello a Palazzo Medici

Riccardi, Firenze

Premi

Ha ottenuto riconoscimenti nell’ambito del Premio Calindri

(2001), del Premio Firenze (2001), del Premio Italia (2002)

ed il Premio Arte in Toscana (2012),

Del suo lavoro hanno scritto:

Luciano Artusi, Ugo Barlozzetti, Prof. Patrizio Borella, Fabrizio

Borghini, Lia Bronzi, Sauro Cavallini, Carlo Cinelli, Eleonora

d’Aquino, Vittorio Esposito, Vera Giammacci, Giuseppe

Leo, Pier Francesco Listri, Samanta Monco, Nicola Nuti,

Tommaso Paloscia, Sonia Salsi, Rodolfo Tommasi, Ferruccio

Ulivi, Daniela Pronestì, Giulia Ballerini.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Miriam Gragnoli

Tel. 339 1525201

sergio.pescioli@libero.it

Girasoli, acrilico e olio su tela, cm. 135x50

Marciana Marina, acrilico e olio su tela, cm. 45x90

Mi chiamo Miriam Gragnoli, sono nata nel

Valdarno, esattamente a Montevarchi.

Per me dipingere è stata una vera passione

sin da piccola ed oggi, per migliorarmi, sono iscritta

ad un’associazione di pittori.

Ritraggo gli antichi paesi che trovo viaggiando per la

Toscana e sono affascinata dai paesaggi della mia regione,

ma soprattutto amo tantissimo i fiori. Credo

che i fiori, con le loro varietà e caratteristiche, siano

tra i migliori soggetti da dipingere e ammirare.

Ho esposto i miei quadri a mostre nel grossetano, nel

senese e in vari paesi in provincia di Firenze, che hanno

suscitato molto interesse nel pubblico.

Questo mi ha spronato a continuare con maggiore

convinzione.

Ho partecipato anche ad estemporanee di pittura, da

sola e con delle associazioni di pittori.

Attualmente vivo a San Francesco nel comune di Pelago.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Miriam Gragnoli

Cane Lupo, acrilico e olio su tela, cm. 50x35

Veliero in alto mare, acrilico su tela, cm. 90x40

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Enrico Guerri

Cell. 338 3577739 - info@enricoguerriphotography.com - www.enricoguerriphotography.com

https://www.facebook.com/EnricoGuerriPhotographer - http://www.flickr.com/photos/enrylion/collections/

Sono un fotografo freelance da quattro anni, ed

in ogni lavoro che svolgo cerco di fornire il mio

supporto fotografico con due precise intenzioni:

ritrarre la realtà in modo oggettivo senza rinunciare

a fornirne una impronta personale, e cercare di

sviluppare attraverso le immagini sensazioni ed emozioni

da far provare anche a chi non era presente

all’evento ritratto. Il mio scopo è cercare di portare la

partecipazione attiva nella creazione del legame tra la

percezione visiva delle immagini e l’evento ritratto, e

ciò portando al “tocco” di sensazioni ed emozioni.

Tutto avviene attraverso la ricerca di dettagli, inquadrature,

sguardi, persone, e racconti di storie.

I miei generi fotografici spaziano tra varie tipologie:

- dibattiti e riunioni (politici/culturali/etc...)

Installazione di Mimmo Paladino in Piazza Santa

Croce a Firenze, “Florence 2012”

- fotografia street (quella che possiamo fare carpendo

piccoli particolari e dettagli che ci circondano o che ci

colpiscono quando andiamo in giro)

- mezzi di soccorso (vigili del fuoco, ambulanze, elisoccorso)

- live music (concerti di band emergenti e/o artisti/

band del panorama nazionale ed internazionale)

- eventi di cronaca (fotogiornalismo)

- sport (scalate storiche, motociclismo)

- matrimoni (dalla preparazione ai festeggiamenti

conclusivi).

Successivamente agli scatti fotografici, gestisco ed

elaboro in proprio le immagini fornendo la mia impronta

al lavoro. L’elaborazione è un valido aiuto per

attribuire maggiore importanza a dettagli che potrebbero

non risaltare in una immagine nuda e cruda,

nonché sfruttare quello che la fotografia è, ovvero un

“gioco precario di equilibri fra luci ed ombre”.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Enrico Guerri

Scarpe rosse in Piazza Santa

Croce a Firenze contro la

violenza sulle donne

Sbandieratori in Piazza del Duomo a Firenze in occasione della “Cavalcata dei Magi”

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Verena Guerrini

Loc. Camprenna, 8 - 50066 Reggello (FI) - Tel. 055 8667511 - Cell. 340 7581911

Negozio: Via Matteo Palmieri, 27/r - 50122 Firenze - Tel. 055 242038 - verenaguerrini@gmail.com

Donna stelle gialle pesce, acrilico su tela, cm. 100x80

Mascherina, acrilico su tela, cm. 100x80

Artista autodidatta (dopo due anni di studio

all’Accademia di Firenze), Verena si presenta

come una donna dolce ed estroversa, piena di

vissuto ed emozioni, come i suoi quadri del resto.

Predilige nelle sue opere i volti umani, soprattutto

donne dalle vaporose chiome ad onde, questo perché,

come la stessa pittrice tiene a sottolineare, le

donne sono il suo soggetto preferito in quanto più

vicine al suo animo.

Il tratto è deciso, i colori acrilici brillanti e la linea nera

è doppia e semplice. Si ispira ai grandi maestri quali

Matisse, Gauguin, Paul Klee, Renoir, Monet, Andy

Warhol e Cézanne.

Parallelamente alla sua attività di pittura, Verena crea

personalmente gioielli di bigotteria che espone e vende

nel suo negozio a Firenze e per questo può essere

considerata un’artista a tutto tondo.

Dall’anno 2000 numerose sono le esposizioni di pittura

in ristoranti e bar fiorentini, si segnala poi nel

2001 la mostra nel convento agostiniano di San Donato

di Scarlino (Grosseto) con l’Associazione Culturale

il Magazzino; realizza in seguito il manifesto per

il Festival della Musica di Pitigliano per conto dell’Associazione

Culturale Ad occhi chiusi, nel 2010 crea

cartoline distribuite e vendute in diverse cartolerie nel

centro storico di Firenze. Tra le ultime esposizioni si

ricorda una personale presso il Teatro Excelsior di Reggello

nel 2013.

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Emilio Ingenito

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Corso G. Matteotti, 46 - 10121 Torino / Loc. Martigliano, 52038 Sestino (AR)

Cell. 335 477532 - ingenito.emilio@gmail.com - www.ilterzoocchiophoto.it

Riflesso, 2011

Tappeto urbano, 2011

Emilio Ingenito è nato nel 1956, vive a Torino e in

località Martigliano a Sestino (AR). Si è laureato

con una tesi storico-fotografica sull’Archeologia

Industriale nel Canavese. Il suo interesse per la

fotografia risale agli anni giovanili, inizi degli anni Settanta.

Per lui la fotografia è il mezzo con cui colleziona pezzi

di mondo, di fatto la sua ricerca fotografica spazia

dal paesaggio al ritratto, dal reportage ad una fotografia

più concettuale. Ultimamente il suo interesse è

nella rappresentazione dell’uomo nel paesaggio e

negli spazi urbani.

Nel 1995 ha fondato il gruppo di ricerca Il Terzo Occhio

photography, con cui progetta lavori tematici,

pubblicazioni, calendari, videoproiezioni e organizza

mostre. Principali esposizioni in Italia: Torino, Milano,

Firenze, Genova, Bologna, Padova, Alessandria, Cuneo,

Foiano della Chiana, Spoleto, Pontassieve e Sassocorvaro

e all’estero, Berlino, Lille, Nizza e Biot. Molte

sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e

private.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Emilio Ingenito

Bar Italia, 2010

Pubblicazioni

1998 - VideoVisioni - Provincia di Torino

1999 - Atlante - A. Avogadro di Torino

1999 - S.S.20 - R.N.204 una strada in Europa - Edizioni

L’ Artistica Savigliano

2001 - I Torinesi tra secondo e terzo millennio - Edizioni

Angolo Manzoni

2003 - Arcipelago delle memorie - Fondazione Italiana

per la Fotografia

2005 - Atlante 1805 - 2005 - A. Avogadro di Torino

2005 - Piemonte - Natura Olimpica tra spirito e materia

- Regione Piemonte

2007 - I portici di Torino - Daniela Piazza Editore

2009 - Un salotto all’aperto - Città di Torino

2009 - I Dormienti - Ages Grafiche

Le foto presentate in queste due pagine fanno parte del progetto:

TRICOLORE

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Furio Innocenti

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via Scopeti,138 - 50068 Rufina (FI)

Cell. 345 0828913 - info@furioarte.com - www.furioarte.com

Filari a mare, 2012, olio su tavola, cm. 85x120

“Quando dipingo il tempo vola e supera quello che sto facendo”

Furio Innocenti

Artista “ nel ventre di sua madre prima ancora di

nascere” viene al mondo il 30 dicembre 1956

a Rufina dove vive. Lavora a Firenze, ma appena

può si rifugia nella sua marroneta, un bosco di

castagni, nel Mugello, terra di Giotto e del Beato Angelico,

e là, a contatto con la natura, protagonista di

molte sue opere, trova la maggiore ispirazione.

È interessato ad ogni forma espressiva - ha scritto,

infatti, canzoni, poesie e testi teatrali - ma trova nella

pittura forse il mezzo più immediato per comunicare

con il mondo.

Ha esposto in varie collettive a Firenze, San Gimignano,

Volterra, Roma, Parigi raccogliendo sempre l’ampio

consenso del pubblico.

Vincitore sia al XXV Premio Italia 2010 che al XXIX

Premio Firenze 2011, ha ricevuto premi e menzioni

speciali in vari concorsi in Toscana.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Furio Innocenti

Dentro all’accampamento, 2011, olio su tavola, cm. 107x162

“Artista sensibile e raffinato, è stato definito il cantore del magnetismo misterioso e suggestivo”

Faustina Tori

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Furio Innocenti

La tundra, 2006, olio su tavola, cm. 125x73

Polvere di stelline, 2012, olio su tavola, cm. 100x55

“La pittura di Innocenti è legata al suo nome, è furiosa. È anche metaforica perché non si ispira alla natura

ma ad un’idea della natura. Intrigano i suoi colori squillantemente parlanti, come i rossi clamorosi…”

Pierfrancesco Listri

55


Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Furio Innocenti

Pesci volanti, 2002, olio su tela, cm. 90x100, collezione privata

“Il cantore che ci conduce ai confini della realtà attraverso una

profonda immaginazione. Le sue opere sono “Nuove” c’è il sapore

della prima volta […]

Quest’artista non copia la realtà, ma si affida ad un suo alfabeto

simbolico. Crea immagini allusive, colpisce con l’efficacia delle intuizioni…”

Nella Guelfi

Anoressia, 2009, olio su tela, cm. 30x90,

collezione privata

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Furio Innocenti

3° omaggio a Vincent Van Gogh, 2009, olio su tavola di legno, cm. 60x165

“Innocenti celebra i 120 anni del capolavoro di Van

Gogh, accostandolo con estremo rispetto e suggerendone

una rilettura originale. Superando la sfida di

un’identificazione piatta e inutilmente replicante del

Campo di grano con corvi, ha assorbito, da artista

sensibile qual è, la corposità materica dei colori ed il

turgore esasperato della pennellata. La sua rivisitazione

rispetta la violenza cromatica del testamento spirituale

di Van Gogh, ma ne ribalta gli esiti […] Il cielo di

Van Gogh era un mare notturno in tempesta nel quale

il pittore sprofondava tragicamente, qui è invece il

campo di grano a dominare la scena con la sua luce

abbagliante che propone una possibilità di speranza.

Anche la strada che con il suo percorso spezzato alludeva

a illusioni irrimediabili e a sconfitte definitive,

qui diventa un’opportunità con delle prospettive da

trovare. L’elegia danzante dei colori, riproposta da

Innocenti con responsabile puntualità, riassume angoscia

e solitudine, ma li sublima in una luce unitaria

che restituisce dignità alla vita dell’uomo e fa del

“nuovo” quadro un messaggio vibrante di sostegno

alla condizione umana.”

Gianni Lattes

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Kevo (Claudio Cavallini)

Cell. 335 7027082

kevo-firenze@tiscali.it - www.kevo-firenze.it

Nato a Firenze, risiede a Sieci (Pontassieve -

FI) e si dedica alla scultura dal 2003, prediligendo

come materiale il legno che elabora

dal blocco intero senza nessun assemblaggio.

Ha affrontato diverse tematiche: dal figurativo di

carattere primitivo-etnico, al realismo simbolico,

maturando infine una sua personalissima ed originale

sintesi della forma alla cui espressività essenziale

contribuiscono talvolta anche il colore ed

elementi di metallo. Presente in rassegne, fiere e

premi d’arte, ha tenuto numerose personali a Firenze

e provincia, Arezzo, Pisa, Bologna, Bratislava,

di particolare rilievo quelle nel 2012 alla Sala

delle Eroine del comune di Pontassieve, al Museo

della Casa di Giotto a Vicchio, al Museo Etrusco di

Dicomano e al Museo del Duomo di Viterbo. Tre

volte finalista nel Premio Firenze nel 2012 si aggiudica

Il Fiorino d’Argento con la scultura “Nefertiti”

e nel 2013 è medaglia di Bronzo con la

scultura “Lo Squalo”. Nel maggio del 2013, a

coronamento del suo percorso espositivo, allestisce

una bellissima mostra personale nell’importante

Museo di Storia Naturale della Specola a Firenze.

Lo aspettiamo nel prossimo futuro per verificare

ulteriori evoluzioni della sua arte.

Roberta Fiorini

Madre con bambino, scultura a togliere, pino rosso e metalli,

h. cm. 90

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Kevo (Claudio Cavallini)

Il navigatore, scultura a togliere, abete e metalli, h. cm. 100

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Maria Grazia Lissona

Via Upia di Sotto, 80 - Loc. Canova - 50066 Reggello (FI)

Tel. 055 8656806 - Cell. 340 6756315 - 346 3684114 - mglissona@gmail.com

Iris, olio su tela, cm. 70x100

Nata a Firenze, Maria Grazia Lissona studia all’Istituto

d’Arte della sua città, conseguendo il

diploma di Maestro d’Arte e quello di Magistero

d’Arte. Successivamente si abilita nell’insegnamento

di Disegno e Storia dell’Arte. Matura una notevole

esperienza nel campo della grafica lavorando in alcuni

laboratori artigiani della zona. In seguito si diploma in

Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la

guida del prof. Silvio Loffredo. Per diversi anni insegna

nella Scuola Media di Pontassieve. Sono numerose le

partecipazioni a mostre ed iniziative artistiche organizzate

nel corso degli anni. Tra le ultime si ricordano le

mostre personali presso la Sala Bonci a Montevarchi

(AR), nel Palazzo Comunale a Castelfranco (anno

2009) e alla Filanda di Loro Ciuffenna (AR) nel 2010.

Realizza poi due personali di acquerelli presso l’ufficio

turistico del Saltino- Vallombrosa (FI) e alla Badia di

San Salvatore a Soffena di Castelfranco (AR); nel 2011

partecipa alla Florence Biennale presso la Fortezza da

Basso di Firenze nell’ambito della manifestazione Arte

per la Ricerca Fiorgen Onlus. Attualmente collabora in

qualità di disegnatrice al periodico semestrale «Corrispondenza»,

pubblicato dalla diocesi di Fiesole.

“Nella pittura dell’artista si possono riconoscere due

anime, corrispondenti ai due generi principali della sua

produzione artistica: una morbida sensuosità di sapore

post-impressionista nelle nature morte e un’incisività

cromatica e segnica quasi espressionista nei ritratti e

negli studi di figura. Il trait d’union di queste due apparentemente

divergenti modalità espressive risiede

nella partenza dal dato naturale - vegetale o umano -

riletto e reinterpretato in maniera assolutamente personale:

il vero di una natura non rappresentata con

fotografica obiettività, ma scelta e colta nella sua dimensione

emozionale. Nelle nature morte della pittrice

appare frequentemente l’Iris, fiore che per la sua

leggera sinuosità, per il naturale andamento curvilineo

e le tenere note cromatiche dei carnosi petali, ben si

presta ad una accentuazione delle strutture formali

che vengono sottolineate per mezzo di vibranti pennellate

di contorno, a volte soltanto accennate ma mai

lasciate al caso, e un sapiente uso di colori puri, brillanti,

che sfumano a tratti in irreali e sognanti cromie. Un

simile tema naturalistico è svolto con pari efficacia in

una serie di opere di piccolo e medio formato realizzate

ad acquerello, tecnica che l’artista padroneggia con

grazia squisita. Contestualmente all’attività pittorica,

l’artista si dedica alla decorazione di mobili e arredi,

dove ancora una volta la natura è il dato di partenza

sia per la definizione di eleganti, sintetici e sobri motivi

ornamentali fitomorfi, sia per arditi sfondamenti trompe

l’œil della superficie decorata.”

Andrea di Nardo

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Livia Livi

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 340 1434249

(Sogno) sciame cosmico, olio su tela, cm. 120x150

Fin dagli anni Sessanta Livia espone in numerose

mostre collettive e personali sul territorio

toscano, riscuotendo sempre l’apprezzamento

del pubblico e della critica. Dal 1987 è

ammessa alla Società delle Belle Arti, Circolo degli

Artisti di Dante a Firenze, dove tuttora presenta le

sue opere. Tra le esposizioni personali si ricordano

quelle a Firenze presso la Casa di Dante e a Siena,

dove varie volte presenta le sue opere al Museo

dell’Opera del Duomo e nella cripta della Basilica

di San Domenico; in ultimo nel 2014 realizza una

personale alla Sala delle Eroine del comune di

Pontassieve (FI).

“L’attività di Livia Livi inizia prestissimo con quadri a olio,

grafica a puntinismo, bianco-nero, acquerello e con sculture

in gesso e poi in stucco colorato a olio. L’artista è autodidatta

e, partendo dall’esperienza degli Impressionisti,

dei Macchiaioli e dell’espressionismo di Van Gogh, elabora

una poetica personalissima in cui Natura e Uomo, rappresentati

con dinamicità cromatica racchiusa in “macchie”

e volumi, sono collocati in una aurale Età dell’Oro, in

una arcaica purezza.

L’esperienza della grafica iniziata verso il 1980 segna un

punto di arrivo - partenza nelle recherce dell’artista. La

tecnica dei “puntini” si evolverà nell’uso dei “frammenti”

di roccia del mosaico livico. L’esperienza del lavoro a

olio consoliderà e porterà a ricercare nelle “pietre naturali”

un nuovo mezzo di espressività cromatica.”

Mary Feroci Manescalchi

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Livia Livi

Isolda, Mosaico Livico,

cm. 51x131

“In pochi forse si sono soffermati

ad osservare le pietre del fiume,

Livia invece con amore e dedizione

ne è naturalmente attratta, le

ha guardate, cercate, scelte con

cura e portate nel suo studio, nel

suo mondo. Qui le pietre sono diventate

sia fonte di ispirazione

per alcune opere che materiale

“vivo” per la realizzazione dei

suoi eccezionali mosaici, che riproducono

fedelmente dipinti ad

olio realizzati dalla stessa artista.

Ciò che rende uniche le opere

musive di Livia, dal cui nome è

nata la dicitura di Mosaico Livico,

Marisa, Mosaico Livico,

cm. 60x120

è la filosofia che accompagna tutto

il processo creativo che si compie

come un rituale iniziando

dalla scelta del materiale litico ed

arrivando al risultato finale di eccezionale

qualità artistica. Una

volta trovate, le pietre abbandonano

la loro naturale collocazione,

vengono poi spaccate a metà

perdendo anche l’originaria conformazione,

svelano la loro nudità

rivelando ciò che ognuno di noi

ha di più intimo, la propria anima,

l’anima della pietra, il cuore nascosto

incredibilmente ricco di

venature e tonalità inaspettate.

Il materiale viene poi ridotto in piccoli

frammenti irregolari, che andranno

a comporre il mosaico così,

in un continuo atto d’amore la pietra

torna a nuovo uso, a un nuovo

fine, quello del creare figure, sogni,

impersonare colori, luci e immagini.

Come in un ciclo naturale

dove nulla si crea ma tutto si trasforma

e prende nuova vita sotto

forme diverse.

Nelle ultime grandi tele ad olio le

pietre ritornano ad essere protagoniste:

queste paiono fluttuare

nell’etere, come in un turbine cosmico

in una visione della creazione

dell’universo che scaturisce proprio

dalla pietra.

La pietra come metafora dell’uomo,

dura da scalfire così come una

corazza ma che al proprio interno

nasconde un’anima ricca di sfumature,

sembra inerte sul greto del

fiume tuttavia è pronta a brillare

nell’acqua a seconda della luce:

bisogna solo avere pazienza e saper

osservare per conoscere e apprezzarne

il carattere”.

Daniela Fontanazza

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Susan Luppino

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Località San Michele, 2 - 50064 Incisa Valdarno (FI)

Tel. 055 8330133 - Cell. 340 3767469 - sluppino45@yahoo.com - www.susanluppino.com

Susan Luppino nasce a New York nel 1945. A

sedici anni frequenta l’Art Center a Lima;

ciò rappresenta l’inizio di un’educazione artistica

più completa. È nel Perù che per la prima

volta ha la possibilità di vivere una cultura diversa

da quella americana. Nel 1964-65 per il Junior

Year Abroad si trasferisce a Firenze e all’Accademia

delle Belle Arti segue alcuni corsi fra cui quello

di Scultura. Nel 1966 consegue il Bachelor of

Art con indirizzo scultura alla American University

di Washington D.C. e nella stessa città riceve l’incarico

di insegnamento alla Alice Deal Junior High

School. Nel 1972 espone le sue opere alla Watergate

Gallery di Washington D.C., dal 1973 al

1975 si trasferisce col marito e le due figlie in Calabria

dove esegue anche alcuni ritratti. Nel 1975

rientra a Firenze alternando al soggiorno fiorentino

viaggi in Italia, negli Stati Uniti ed in altri paesi.

Con l’opera “Double Dutch” (il primo lavoro in

bronzo, venduto alla poetessa Nikki Giovanni) le

viene dedicata la copertina del volume commemorativo

del venticinquesimo anniversario

dell’attività del James Weldon Johnson Housing

Development in New York. Nel 1977 ha la sua

prima mostra personale alla Galleria Davanzati di

Firenze. Nel 1978 sottoscrive un contratto con la

Zenith Gallery di Washington D.C. Dal 1977 le

sue opere vengono esposte in molti paesi e diventano

proprietà di moltissimi collezionisti privati e

di istituzioni pubbliche. Nel 1986 a Palmi (Reggio

Calabria) viene inaugurato il monumento a San

Francesco posto in una piazza dominante lo

Stretto di Messina. Il tema prevalente delle sue

opere è la figura umana nelle sue molteplici

Donna con piante, terracotta, h. cm. 38x30

espressioni. Di lei hanno scritto: Pietro Aloise, Dario Bellezza,

Giuseppe Blefari, Giancarlo Brilli, Antonio Carannante,

Franco di Carlo, Marco Fagioli, Marzia Galardini,

Nikki Giovanni, Dante Maffia, Lara Maffia, Carlo Mannocci,

Gennaro Mercogliano, Carmelo Mezzasalma, Eugenio

Nastasi, Gabriella Nocentini, Gaetana Pace, Dino

Pasquali, Gino Rago, Gianpaolo Rugarli, Giuseppe Saffioti,

Paolo Sfogli, Pino Trebisacce, ecc.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Mario Magherini

Cell. 329 7480764

info@mariomagherini.it - www.mariomagherini.it

Paesaggio toscano, tecnica mista di acrilico e olio su tavola,

cm. 40x50

Pittore della Valdisieve con quarant’anni

di attività pittorica alle spalle e varie

esposizioni personali in tre continenti

diversi, tra le più importanti in Italia si ricorda

quella a Firenze presso il Consiglio Regionale

della Toscana. Si sono occupati di lui il quotidiano

La Nazione, la rivista australiana Educations

ed i canali televisivi Rai3, canali d’arte

della piattaforma satellitare.

Parco dell’Uccellina, tecnica mista di acrilico e olio su tavola, cm. 190x100

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Maristella Marsana

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 328 1587003

maristellamarsana@yahoo.it

Eccolo all’orizzonte

il grande occhio della terra dai mille sguardi…

Silenzioso ma imponente, sovrasta la natura

che immobile lo ammira lasciandosi scaldare

e quasi addomesticare…

Giunge il tramonto che conferisce l’ultimo tocco

di colore alle calde giornate estive ove l’afa,

lo scirocco e il rumore del mare lasciano il posto

alla quiete serale…

Elementi contrastanti di una natura che si

trasforma dall’alba al tramonto… e con essa

sopraggiungono.

Schiamazzi, voci, silenzi:

contraddizioni della mia amata terra

Tramonto siciliano, tecnica mista, cm. 100x80

Fabiola Marsana

Nata in Sicilia, il 26 gennaio 1981, il suo amore

per l’arte e la sua tenacia l’hanno spinta a

compiere i suoi studi lontano da casa. Fin

dall’adolescenza si trasferisce ad Arezzo, qui frequenta

l’Istituto d’Arte Pier della Francesca dove ottiene il

titolo di Maestro d’Arte e il diploma in Arte della

moda e del Costume Teatrale. Di seguito prosegue i

suoi studi a Firenze come designer e stilista di moda.

Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive.

Intraprende un lavoro creativo che intende tracciare

un percorso di fusione tra arte e moda, proponendo

un linguaggio personale fortemente espressivo.

Questa sinergia conferirà alle opere una grande libertà

artistica: tra armonie e dissonanze, contrasto di

volumi e di colori, utilizzo di diverse tipologie di tessuti

e materiali. “Le tele prima di essere dipinte vengono

preparate in una prima fase che la stessa artista definisce

di “texture iniziale”, cioè la superficie piana della

tela viene modellata e lavorata con delle paste particolari,

creta e colle che conferiscono all’opera l’idea

del bassorilievo”. Il quadro rappresentato nasce dall’idea

di utilizzare materiali di recupero come pelle, plastica

e conchiglie. Materiali che, anziché essere destinati

alla discarica, continuano a vivere cambiando la

loro destinazione d’uso e assumendo un ruolo di

grande creatività. Piccoli panneggi di pelle si intrecciano

nello spazio e formano le rotonde volumetrie

del sole, che per le sue dimensioni, predomina sulla

tela e con i suoi raggi, vuole raffigurare una “danza”

dai colori caldi, echeggiando un tramonto siciliano.

Nel paesaggio la natura viene rappresentata nella sua

più intima essenza: il sole, il mare, la sabbia e le piante

di fichi d’india. La linea d’orizzonte fluttua e si distorce

come se la realtà apparente fosse descritta dal

sogno di una terra magica.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Neda Mathis

Tel. 0332 870792 - Cell. 340 6613794

nada.mathis@hotmail.com

Creola, olio su tela, cm. 50x50

La pittrice Neda Mathis nasce a Figline Valdarno il

10 marzo 1938.

Seguendo le sue inclinazioni artistiche, inizia a

studiare arte pittorica privatamente presso il collegio

di Badia a Ripoli a Firenze e successivamente consegue

il diploma di Istituto Magistrale.

Nel 1963 si trasferisce a Milano e di seguito a Varese.

Quest’ultimo trasferimento influirà molto sulla sua

formazione artistica, senza però farle mai dimenticare

le sue origini toscane.

Frequenta lo Studio d’Arte della pittrice Mara Lorenzini

allieva a sua volta presso l’Atelier del famoso pittore

milanese Vittorio Emanuele.

Nel corso di questo studio acquisisce profonde conoscenze

sia dal punto di vista tecnico che emozionale,

oltre alla condivisione di esperienze di stage e conferenze

all’interno dello studio d’arte con famosi pittori.

Il suo stile di pittura rappresentativa viene realizzato

con un delicato e paziente processo di velature successive

ad olio, ovvero con pennellate ricche di legan-

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Neda Mathis

Donna con collana, olio su tela, cm. 60x80

Nezha, olio su tela, cm. 60x80

te e povere di colore fino ad ottenere, per trasparenza,

la tonalità cromatica desiderata il tutto unito ad

un sapiente uso dei colori acrilici sugli sfondi.

Le esperienze di tecnica pittorica si evolvono successivamente

in dipinti ad olio con spatola.

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive

con il circolo culturale di Varese (vedi www.artisticontemporanei.it).

Dipinti, disegni e collage raccontano momenti di vita

quotidiana e ricordi di viaggi, frammenti di memoria

impreziositi da volti e paesaggi a lei cari come la campagna

toscana ed il lago di Varese, emergenti dalle

fonti autentiche dei sentimenti che alimentano le sue

suggestioni creative.

Il suo stile si può definire ”la rappresentazione dell’apparenza

attivata dal sentimento della bellezza”.

Vive e lavora a Varese.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Paola Meini

Cell. 347 2304609

arte.paola@alice.it

Peonie, olio su tela, cm. 30x40

Da sempre appassionata di pittura Paola Meini

inizia a dipingere giovanissima. Innamorata

della natura, i suoi soggetti sono soprattutto

fiori e paesaggi toscani. Ha partecipato a numerose

mostre ed estemporanee.

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Samanta Milanesi

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via Risorgimento, 36 - 50065 Sieci (FI)

Tel. 055 8328308 - Cell. 333 7895345 - nikealata74@virgilio.it

Manca qualcosa, tecnica mista olio, acrilico e bitume su tela,

cm. 65x100

Samanta nasce a Firenze nel 1974, si laurea con

il massimo dei voti presso l’Accademia di Belle

Arti di Firenze nel 2003, nella cattedra di Decorazione

del professor Pacitti. Relatore della tesi, Amedeo

Lanci.

Frequenta poi un corso per operatori tecnici specializzati

in calchi in gesso e duplicazioni organizzato dal

C.E.D.T. (Centro Imprenditoriale della Toscana) in collaborazione

con la Regione Toscana e l’Istituto d’Arte

di Porta Romana di Firenze. Nel programma del corso,

oltre alle lezioni di laboratorio, apprende nozioni di

Storia della Conservazione e Tecniche di Restauro e

chimica, con docenti dell’Opificio delle Pietre Dure,

tra cui Annamaria Giusti.

La prima mostra collettiva nel 2000, “Armonia nei

Colori”. Nel novembre 2003 partecipa al primo concorso

di Pittura Contemporanea e nel 2004 all’esposizione

per esordienti “Amici di Amedeo Lanci”, presso

l’Accademiarte, Accademia Musicale di Firenze.

Da novembre 2006 realizza alcune esposizioni personali,

l’anno successivo partecipa, presso la chiesa di S.

Giovanni Battista a Remole, alla mostra collettiva

“Arte sotto il campanile”, patrocinata del Comune di

Pontassieve e presentata da don Luca Mazzinghi (docente

presso la Facoltà Teologica dell’Italia centrale e

il Pontificio Istituto Biblico di Roma).

Nel 2008 espone con l’Associazione Culturale “Magnolia”

di Fiorella Silvestri, ottenendo il Premio della

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Samanta Milanesi

Cerca l’essenziale, olio e acrilico su tela, cm. 85x71

critica; sempre nello stesso anno partecipa al Premio

Italia per le arti visive XXIII edizione, Certaldo - Palazzo

Pretorio, e effettua un’esposizione personale alla

Galleria del Candelaio di Firenze in collaborazione

con Eco d’arte moderna. Prende parte poi alla seconda

edizione del concorso di poesia e pittura dell’Associazione

il Fuligno (FI) ottenendo il Premio Pittura e il

Premio della Giuria di Giovanni Battiloro.

Nel 2011 partecipa alla Rassegna d’arte al Museo Archeologico

di Gela (RG), presieduta dal Presidente

generale dell’Accademia Giovanni Maggi di Roma, ex

Direttore del Museo Archeologico di Gela oggi Sopraintendente

ai BB.AA.CC. di Enna, il critico prof.

Maria Teresa Prestigiacomo e Maria Ventura Presidente

Regione Sicilia dell’Accademia Internazionale Città

di Roma e il professor Salvatore Parlagreco docente e

storico dell’arte. Nel 2013 espone poi nella mostra

collettiva d’arte contemporanea “La luce e i colori

dell’anima” concorrendo al Concorso premio Internazionale

Barocco a Ragusa; a novembre dello stesso

anno prende parte alla Biennale di Malta presso il museo

di Mgarr.

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Jacopo Nocentini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 340 0709987

jacopo.nocentini@alice.it

L’uccisione di Giulio Cesare, acquerello, cm. 5,8x10

L’ultimo stadio dell’evoluzione umana, acquerello, cm. 20x10

Jacopo Nocentini nasce l’8/12/1988 a Contea, piccola

frazione in provincia di Firenze. Già dalla tenera

età la passione per la pittura si fa sentire,

forse perché fin dalla nascita Jacopo è sempre stato

circondato da quadri, specialmente da quelli di suo

nonno, che purtroppo non ha mai conosciuto. L’interesse

per queste opere probabilmente alimenta nel

tempo l’amore per la pittura e lo spirito di osservazione,

perché guardando questi quadri e ricopiandoli,

non si limitava a capirne la tecnica o la sfumatura ma

cercava di individuare la personalità del nonno, come

se fosse un modo alternativo per conoscerlo. Fin

dall’infanzia dimostra un grande senso critico soprattutto

nei confronti di se stesso. Come scuole superiori

sceglie di intraprendere gli studi presso l’Istituto

d’Arte di Firenze, nella sezione Arti Grafiche, dove nel

2007 si diploma. Successivamente decide di continuare

gli studi alla Scuola Internazionale di Comix

indirizzo illustrazione. Per tre anni studia e lavora per

mantenersi. Si diploma nel 2010. Dopo un anno circa

conosce il maestro Carlo Ciucchi, in arte “Picchio”,

che lo accoglie molto volentieri nel suo studio e lo

incoraggia a coltivare la sua passione, oltretutto tra i

due si instaura anche una bella amicizia. Frequentando

lo studio del maestro ha l’opportunità di respirare

l’arte, di imparare, di discutere di essa e anche di essere

criticato e far tesoro di buoni consigli.

È iscritto all’Associazione delle Terre di Giotto e

dell’Angelico. Ha esposto le sue opere in varie mostre

collettive. Ha partecipato all’ultima edizione della

mostra Pontevecchio a Dicomano (FI), dove ha riscosso

una buona considerazione, pur essendo molto più

giovane degli altri partecipanti. Presentato da Carlo

Ciucchi Picchio è diventato “paiolante” nella prestigiosa

Compagnia di Firenze.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Sonia Paladini

Via del Bisenzio, 4 - Mercatale - 59100 Prato

Cell. 392 8158158 - Tryllycampanellino@libero.it

Trapppola in rilievo, olio su tavola, cm. 50x70

Sonia Paladini nasce a Firenze nel 1971; ha vissuto

nel Mugello fino all’età di 27 anni per poi

trasferirsi nella provincia pratese. Ama da sempre

dipingere e da quattro anni si è messa in gioco

con passione e dedizione. Autodidatta, gli studi che

ha intrapreso sono ben diversi da ciò che voleva realmente

fare; si è iscritta alla scuola Leonardo ed ha

sperimentato alcune tecniche come l’acquerello e

l’incisione ma la materialità del colore ad olio è parte

di sé, può esprimersi e liberarsi contemporaneamente

di tutte le emozioni vissute. Ha alle spalle quattro personali

tenute nella città di Prato e diverse collettive

distribuite tra Prato, Galliano e Capannori, partecipa

agli incontri mensili alla Taverna degli Artisti di Firenze

esponendovi ogni volta un pezzo nuovo. Ha in programma

per il prossimo anno una personale alle

Giubbe Rosse di Firenze dove presenterà pezzi inediti,

frutto di uno stile ed una ricerca interiore tra inconscio

e sentimento.

Da sottolineare le sue Trappole, come vediamo in

foto, figura immaginaria molto personale che sta portando

avanti da due anni per la quale è pronto il brevetto

e nella quale si rispecchia totalmente essendone

vittima e carnefice al tempo stesso, creatrice a lei legata

come fosse imprigionata in essa stessa.

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Alessandro Parrini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via della Costituzione, 6 - 50068 Rufina (FI)

Cell. 335 7011043 - parrini49@interfre.it

Paesaggio innevato, 2014, olio su tela, cm. 50x70

Alessandro “

ed io non ci conosciamo da molto

tempo ma di certo ci siamo subito “riconosciuti”,

perché è subito scattata una sintonia

profonda di personalità e di identità di intenti.

Noi crediamo fortemente che la dimensione estetica

sia una dimensione imprescindibile per la formazione

della persona e per questo mi piace sempre ricordare

una famosissima frase di Dostojevski secondo

la quale la bellezza salverà il mondo. La bellezza intesa

ovviamente come dimensione di pienezza, come

arricchimento della persona, come spazio della creatività

e del gioco. Lo spazio ludico in cui, a differenza

che nella vita, non necessariamente contano solo le

cose utili, pragmatiche e profittevoli ma conta ciò che

fa respirare l’anima e che ci consente di essere veramente

liberi.

È vero, l’artista è davvero un essere speciale, una persona

con una dote in più, in grado di cogliere l’essenza

delle cose e di renderla se non comprensibile, almeno

capace di evocare sensazioni, emozioni,

riflessioni… Ma gli artisti di oggi non vivono più isolati

dal mondo nella loro torre d’avorio, vivono accanto

a noi: sono i nostri vicini di casa, i nostri colleghi di

lavoro, sono padri, madri, mogli, mariti…Sembra incredibile,

ma è proprio così…Sarà perché hanno dovuto

imparare che di sola Arte non si vive Sarà soprattutto

il fatto che ogni artista, nel suo lungo

percorso di ricerca, da qualsiasi punto abbia iniziato a

scavare tra le pieghe della vita reale, giunge sempre a

cogliere nelle cose circostanti e nel loro aspetto un’esperienza

più intensa e intima.

Ed Alessandro è questo, persona semplice e generosa

73


Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Alessandro Parrini

caratterizzata da una profonda sensibilità per la

natura, che ha messo il suo amore per la pittura a

disposizione di tutte le persone affascinate, incuriosite

ed interessate ad approfondire esperienze

di bellezza.

In questo contesto, grazie sempre ad Alessandro,

è nata l’Associazione Cassiopea “Liberi Artisti del

Levante Fiorentino”, che compie quest’anno il sesto

anno di vita, nella quale svolge il ruolo di “paziente”

Maestro, di anima, di forza stimolatrice.

La grande specificità del linguaggio pittorico di

Alessandro si riferisce al movimento impressionista

per l’uso del colore e della luce. Colore e luce

sono gli elementi principali della visione: l’occhio

umano percepisce inizialmente la luce e i colori,

dopo di che, attraverso la sua capacità di elaborazione

distingue le forme e lo spazio in cui sono

collocate. Alessandro in questo è unico: nel rappresentare

la bellezza ritraendo la vita della nostra

epoca con un delicato realismo e con elementi

chiave di una filosofia pittorica che sarà sempre

amata da tutti”.

Andrea Falugiani

Presidente dell’Associazione Cassiopea

“Liberi Artisti del Levante Fiorentino”

Rosa, 2011, acquerello, cm. 35x50

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Liliana Pescioli

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via 1° Maggio, 32 - 50065 Rignano sull’Arno (FI)

Cell. 333 4560726 - liliana.pescioli@hotmail.it

Profumo di donna, olio su tela, cm. 40x30

Agave a Nipozzano, olio su tela, cm. 40x60

Liliana Pescioli nasce a Volognano (FI) dove trascorre

gran parte della sua giovinezza. Inizia a

disegnare in giovane età, usa matita e carta

come fossero il prolungamento del suo sentire, poi si

cimenta con i pennelli su tele, stoffe, quelli che sono i

soggetti della vita di tutti i giorni: un volto di un amico

o di un familiare, un paesaggio di campagna, un vicolo

del suo paese.

La passione per il disegno diventa poi una professione,

per un certo periodo Liliana lavora come disegnatrice

di moda in un’azienda di abbigliamento. Partecipa

inoltre a varie mostre collettive e estemporanee di

pittura in cui riscuote un ottimo successo.

Dopo un periodo di silenzio artistico, Liliana decide di

tornare con amore alla sua passione e quindi con la

cassetta dei colori e i pennelli sotto il braccio, si consegna

alla guida del maestro Roberto Smorti.

Partecipa a varie manifestazioni artistiche e mostre

collettive. Negli ultimi anni organizza esposizioni personali,

tra queste si ricordano quella nel 2008 presso

la Chiesa di San Michele a Volognano (FI), nel 2012 al

Circolo ricreativo di Rosano (FI) e nell’anno 2013 al

Bar Serafini di via Gioberti e al Ristorante Le Campane

a Firenze.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Liliana Pescioli

Matteo, olio su tela, cm. 40x50

Pisa, Piazza dei Miracoli, olio su tela, cm. 40x50

“Nei suoi dipinti riconosciamo quelli che sono i paesaggi

delle nostre terre: le Gualchiere, la Pescaia

dell’Arno, le campagne di Pelago, i vicoli di Raggioli e

in particolare gli scorci del Castello di Volognano e di

Torri, questi ultimi a lei particolarmente cari perché

luoghi di ricordi dell’infanzia dove la memoria del

passato si fonde con i cambiamenti del presente.

La pittura è per Liliana un modo di raccontare tracce

di vita fatta di cose semplici, attraverso un linguaggio

figurativo altrettanto semplice ma efficace che si

esprime con pennellate veloci e colori vivi e brillanti.

Al nostro occhio, spesso troppo frettoloso, si svelano

così particolari inediti dei nostri paesaggi come un

dettaglio di un muro, di un fiore o un tetto di una

vecchia casa. La personalità artistica di Liliana non si

ferma qui, è da sempre un’appassionata della scrittura,

quindi scrive. Scrive poesie, libri, i suoi pensieri.

Liliana scrive.”

Daniela Fontanazza

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Gaetano Petrioli

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Abitazione e studio: piazza Don Milani, 2 - 50065 Molino del Piano (FI)

Tel. 055 8317787 - Cell. 339 5600283 - g.petrioli@alice.it

Tramonto La Sterpaia, olio su tavola, cm. 20x25

Gaetano Petrioli nasce a Pelago e vive a Molino

del Piano, in provincia di Firenze.

Da sempre appassionato di pittura inizia a

dipingere dapprima come autodidatta, in seguito approfondisce

la tecnica con la frequentazione di corsi

specializzati. Ha partecipato a numerose estemporanee

e rassegne collettive. Espone dai primi anni del

Duemila segnalandosi anche in premi nazionali di

pittura.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Gaetano Petrioli

“Nei suoi quadri è protagonista assoluto la natura:

osservandoli è come entrare dentro a paesaggi

immersi di luce dove traspare l’amore per la

campagna.

Qualunque siano i suoi soggetti: dai campi solcati

da vigne colorate a spiagge che si dileguano

all’orizzonte, per passare ai riflessi della neve in

un bosco a quelli di un castello sulle acque del

fiume, il paesaggio resta quello tipico toscano e si

dilata nella percezione di grandi spazi, sempre

bagnati da una luce che spinge lo sguardo verso

l’infinito. Ogni inquadratura diviene una finestra

aperta su luoghi che possiamo riconoscere e allo

stesso tempo assumono l’incanto di una visione

idealizzante. La schiettezza delle immagini e la

loro aderenza al vero sono arricchite da un’atmosfera

che le rende tuttavia più vicine ad uno

sguardo intimista più che realista”.

Roberta Fiorini

Sentiero in autunno, olio su tela, cm. 35x45

Casolare, olio su tela, cm. 25x30

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Gaetano Petrioli

Chiesa di Fornello, olio su tela, cm. 50x40

Campo con rotoli di paglia, olio su tela, cm. 30x80

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Mariano Pinzauti

mpinzauti@alice.it - info@marianopinzauti.it

www.marianopinzauti.it

Campagna d’autunno, olio su tavola, cm. 15x50

Riflessi tra gli olivi, olio su tavola, cm. 15x50

L’opera di Mariano Pinzauti è ispirata ad un realismo

essenziale ed una osservazione coscienziosa

delle infinite forme e caratteri della natura; i

suoi soggetti rappresentano infatti una natura composita

che è fatta di campi, casolari isolati, spiagge

deserte, scorci di piccoli borghi illuminati dal sole,

trovando in essi una giusta misura di stile e sentimento.

Nei suoi orizzonti solitari traspare un forte senso di

pacato equilibrio ed una confortante tranquillità,

espressioni al contempo di raggiunta maturità artistica

ed autentica serenità interiore.

Le cose, egli le ritrae con tale amore che prendono

uno stile: il suo.

Mariano Pinzauti, in collaborazione con l’Associazione

Fotografi del Levante Fiorentino, di cui è socio, nel

periodo marzo/aprile 2014, ha esposto le proprie

opere nella prestigiosa sede di Palazzo Medici Riccardi

a Firenze.

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Paola Poggiali

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 339 6122480

paola.poggiali@inwind.it

Capriolo, olio su cartone telato, cm. 20x30

Veduta della Chiesa di S. Bartolomeo a Pomino, olio su cartone telato,

cm. 20x30

Paola Poggiali pittrice per passione fin da bambina,

ha approfondito le conoscenze pittoriche

frequentando dal 2008 lo studio artistico di

Francesca Vannini “Decorazioni e Pitture”. Ha partecipato

alla mostra “Arte sotto il campanile” nel 2008

alle Sieci con il patrocinio del comune di Pontassieve

ed ha esposto successivamente negli anni le proprie

opere presso “Che Pacchia! Alimenti e vini” di

Gabriele Pratesi in località Pomino.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Stefania Pratesi

Via Ardengo Soffici, 2 - 50060 Leccio, Reggello (FI)

Tel. 055 8657653 - pratesi.stefania@gmail.com

Pinocchio in libreria, 1998, tecnica mista su sportello originale, cm. 125x56, collezione privata

Stefania Pratesi è nata a Firenze e risiede a Leccio

(FI). Si è diplomata in Scenografia e Pittura

all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Su commissione

ha lavorato nel campo della pittura e del

restauro, attualmente è docente di Disegno e Storia

dell’Arte. Ancora studentessa, nel 1987 entra a far

parte del circolo artistico fiorentino Casa di Dante,

partecipando alle esposizioni organizzate dall’associazione

ed allestendovi la prima personale nel 1992.

Dal 1994 un suo lavoro fa parte della rassegna internazionale

itinerante di piccolo formato “Blocco per

artisti”. Ancora nel 1994 è presente in tutte le edizioni

del Premio Firenz e dal 1995 del Premio Italia per le

Arti Visive e della Mostra Concorso Internazionale

EtruriaArte a Venturina.

Tra le più recenti esposizioni si ricordano nel 1996 la

personale alla Casa di Dante a Firenze e la Fiera Vicenza

Arte e, nel 1997, l’invito alla rassegna Top 20, alla

Fortezza Nuova di Livorno, la Fiera Arte Expo 97, a

Roma e la personale allestita nell’ambito della XXV

Rassegna dell’olio extravergine di oliva di Reggello –

Pratomagno a Reggello.

Nel 1998 ottiene il secondo premio al 3° concorso

AARS d’oro a Paestum, partecipa al 1° Premio di Pittura

dal Vero Città di Trevi, organizzato dal “Trevi

Flash Art Museum” presso Palazzo Lucarini di Perugia,

in quest’ultimo luogo espone alla 1ª Biennale Internazionale

d’Arte Contemporanea Trevi Flash Art

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Stefania Pratesi

Felicità, 1992, olio su tela, cm. 69x115

Museum. Sempre nello stesso anno effettua una personale

nell’ambito della XXIX Mostra Mercato “Toscanello

d’oro” a Pontassieve, alla rassegna Firenze

oggi - arte in galleria alla Casa di Dante a Firenze, alla

rassegna Effetto Estensionismo nella Sala Comunale

Ex Leopoldine a Firenze. Di rilievo l’inserimento nella

cartella di grafica “Retouche”, edita da Il Candelaio

Edizioni e presentata nella Sala Lorenzo di Palazzo

Vecchio a Firenze. Prestigiosi, nel 1999, gli inviti a “Il

vino nell’arte - Omaggio di 20 pittori fiorentini”, nella

Sala della Scherma alla Fortezza da Basso di Firenze

nell’ambito della 63° Mostra Internazionale dell’Artigianato

e la partecipazione al I° Premio di Pittura

“Città di Volterra”, Associazione ARS. Sempre nello

stesso anno partecipa alla Biennale d’Arte “La Torre”

a Pontassieve e alla mostra “Un fiume e le sue terre.

Omaggio all’Arno di 200 pittori” presso Villa Caruso

a Lastra a Signa; viene inserita in “Art Diary Italia

1999” e nell’Archivio Storico di Consultazione

dell’Arte Moderna e Contemporanea presso il Museo

delle Arti, Palazzo Bandiera di Busto Arsizio (Varese).

Nel 2000 viene premiata nel Salone dei Cinquecento,

Palazzo Vecchio (FI) per il “XVIII Premio Firenze”, sezione

Pittura e inserita nella relativa antologia del premio.

Nel 2003 è invitata al Caffè Storico Letterario Giubbe

Rosse per esporre alla mostra “Artisti ritraggono Artisti

a cura di Fiorenzo Smalzi.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Stefania Pratesi

Trattato di pittura, 1995, olio su sportello originale, cm. 84x42

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Belinda Quercetini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 338 6366328

belindaquercetini@gmail.com

Cavallo, olio su tela, cm. 40x30

Pittrice autodidatta. Nata a Firenze il 09/07/1970,

attualmente vive a Rufina e lavora come educatrice

in un Centro Riabilitativo per Disabili, presso

Diacceto.

Fa parte del gruppo “I pittori del Levante Fiorentino”.

I suoi lavori non puntano alla perfezione ma cercano

di trasmettere emotività interiore.

Paesaggio africano, acrilico su tela, cm. 70x100

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Gaetano Salmista

Gaetano Salmista e Fonderia Art’ù di Gaetano Salmista - Via Aretina, 214 - 50061 Fiesole (FI)

Laboratorio: via Boccaccio, 8A - 50012 Bagno a Ripoli (FI)

Tel. 055 6461897 - Fax 055 646945 - Cell. 3384706475 - artusculture@libero.it - www.artusculture.com

La Fonderia Art’ù

Gaetano Salmista, nato a Firenze il 18 gennaio

1968, vive e lavora nel comune di Fiesole.

Frequenta gli studi dei più importanti scultori e

pittori italiani che lo iniziano al mondo dell’arte; attualmente

numerose delle sue opere, dipinti e sculture, fanno

parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Nel contempo, dopo un periodo di apprendimento

nella fonderia di famiglia, inizia collaborazioni con le

più importanti fonderie italiane e straniere.

Nel 1990 ha il privilegio di collaborare alla realizzazione

delle copie della Porta del Paradiso del Battistero di Firenze.

La fonderia Art’ù di Gaetano Salmista produce opere

in bronzo e altri metalli oltre che in materiali di nuova

concezione.

Lo studio tecnico/artistico della fonderia è specializzato

nell’assistenza a scultori e gallerie anche per organizzare

eventi espositivi. Collabora con il comune di Fiesole, con

l’Accademia di Belle Arti di Firenze e con l’Istituto Statale

d’Arte di Firenze.

In quest’ultimo Gaetano Salmista ha tenuto stage di Arte

Fusoria (fusione a cera persa). È inoltre maestro di Scultura

e Arte Fusoria alla Scuola d’arte Benvenuto Cellini di

Vicchio del Mugello e ha insegnato scultura alla Florence

Accademy of Art.

L’invito, fusione a cera persa e lastra di bronzo

saldata, h. cm. 60

Nel 2009 gli è stato assegnato il premio Fiorino

d’oro e nel 2010 il premio Incontri con l’Arte. Nel

2012 è stata affidata ad Art’ù la riproduzione delle

opere scultoree in bronzo e in marmo della

Fontana del Pescatore nel Giardino del Cavaliere,

Boboli (Firenze), a scopo di restauro.

Nel 2013 Gaetano Salmista ha avuto l’onore di poter

partecipare ad un consulto tecnico/artistico

con l’Opificio delle Pietre Dure sul Pulpito della Resurrezione

di Donatello e sulla Porta Nord del Battistero

del Ghiberti.

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Kayo Sato

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

kayo@ip.kyusan-u.ac.jp

Il Mare Adriatico: dall’alba al tramonto, 2014, opera eseguite con 8 licci in doppio tessitura, cm. 90×180

Kayo Sato è nata nell 1972 a Fukuoka in Giappone.

Nel 2006 si è laureata in PhD (Arte) presso

l’Università di Kyushu Sangyo. Attualmente

è docente presso l’Università Kyushu Sangyo a Fukuoka,

alla Facoltà di Arte del Dipartimento di Arte tessile.

Ha ricevuto numerosi premi dal 1995 nei concorsi di

“Artigianato giapponese moderno” a Tokyo e Saga.

Durante il 2013 e 2014 ha soggiornato a Firenze dove

ha realizzato opere personali presso la Scuola di Arte

SRISA (Santa Reparata International School of Art).

Ha collaborato con l’artista Francesca Vannini presso

lo studio artistico “www.decorazioni e pitture.it”.

Alcune sue opere sono esposte presso la Galleria 360

a Firenze e presso San Gregorio Art Gallery a Venezia.

A giugno del 2014 realizza una mostra personale dal

titolo: “Un abbraccio di filati e colore”, presso la Sala

delle Eroine nel Palazzo Comunale di Pontassieve.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Roberto Smorti

Studio: Via Paoletti, 12 - Villamagna - 50012 Bagno a Ripoli (FI)

Tel. 055 6519169 - Cell. 366 4860305 - smortiroberto@libero.it - www.smortiroberto.it

Toro e vacche maremmane, olio su tela, cm. 50x100

Oggi corrono più di cinquant’anni dal primo

quadro eseguito da Roberto Smorti, un tempo

lungo alimentato da un’intensa produzione

artistica caratterizzata da un’assoluta fedeltà ad

una stessa arte, una pittura tradizionale legata essenzialmente

ai valori della natura e basata sullo studio

della luce e del colore.

I lontani esordi artistici si compiono da autodidatta

poi, sotto la guida del maestro Giuseppe Mazzon, Roberto

inizia a dipingere en plein air imparando ad osservare

i colori e a scoprire il vero valore della luce, instaurando

così quel rapporto simbiotico con la natura

e il paesaggio che ancora oggi alimenta la sua arte.

Da subito la sua è una pittura di macchia, memore di

una tradizione artistica toscana solo percepita ma mai

studiata, Roberto infatti per lungo tempo rifugge

l’osservazione e lo studio dei grandi del passato, così

da poter elaborare uno stile personale al di là delle

influenze esterne; solo dopo molti anni, racconta, deciderà

di guardare alla pittura macchiaiola e di confrontarsi

con essa.

Roberto è fiorentino di nascita e toscano nel sangue,

forte è il suo attaccamento alle radici, la terra toscana

dove è cresciuto è la sua vera passione, un amore forte

per una natura plasmata dalle mani dell’uomo:

campi, borghi antichi, scorci di case coloniche, e ancora

Firenze, la città dove è nato, ha trascorso la sua

infanzia, e dove per molti anni ha condiviso uno studio

di pittura. Proprio in quel vecchio appartamento

vicino Sant’Ambrogio, che affettuosamente ama definire

la “casaccia”, dove insieme ad altri artisti, in

uno spirito fraterno ha respirato l’arte e la vera vita

popolare fiorentina.

La pittura è per Roberto una pura e vera esigenza di

vita: ogni quadro è frutto di un attento lavoro di osservazione

e rielaborazione della realtà. Dipingere è

un’esperienza totalizzante: osservare la natura dal

vero non solo con gli occhi ma guardando al di là di

ciò che realmente appare, sentirne i profumi, coglierne

gli odori, ascoltare i rumori degli animali e

lasciarsi attraversare dal vento. Ogni sensazione percepita

riempie poi la tela, viene trasformata dall’artista

in colore e luce, una luce vibrante che agita le

foglie degli alberi, che increspa l’acqua, accarezza le

case creando inaspettati contrasti cromatici.

Il dipinto nasce sempre all’aria aperta, è qui che viene

abbozzato il disegno, successivamente distrutto dal

pennello che velocemente cattura i colori e le forme,

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Roberto Smorti

I butteri, Maremma, olio su tela, cm. 70x100

Bovi al lavoro, olio su tela, cm. 50x100

in ultimo poi l’abile mano dell’artista lavora febbrilmente

per ricambiare i contorni delle cose imprimendo sulla tela le

sensazioni, le emozioni create dall’atmosfera del momento.

Il quadro viene poi finito in studio, in quella piccola stanza

affacciata sulle colline di Villamagna, dove il silenzio e la luce

del sole attraversano i vetri delle finestre per accarezzare i

pensieri dell’artista. Ciò che rimane è dunque l’essenza, la

vera memoria del luogo, non più lo stesso paesaggio, ma

tanti paesaggio e tanti colori visti e immagazzinati da quegli

occhi che in molti anni hanno ricercato la bellezza. E’così

che la luce non sarà più quella reale che ha accompagnato

la giornata, ma la migliore colta dagli occhi dell’artista, rielaborata

attraverso i profumi e le sensazioni percepite e riascoltate

nel silenzio.

La “macchia” costruisce e allo stesso tempo distrugge i profili

del quadro, lasciandone il mistero, suggerendoci una visione

personale dell’opera che può essere colta nella sua

totalità solo se ci abbandoniamo ai nostri sensi, è una pittura

che va accarezzata, annusata e ascoltata come una musica

Un’esperienza importante nella vita di Roberto è stata l’insegnamento,

in tutti questi anni in molti lo hanno seguito nelle

sue uscite per le campagne, hanno ascoltato

le sue parole, ne hanno imitato la sua pittura,

rimanendone attratti. La sua non è stata una

scuola nel vero e proprio senso del termine ma

una condivisione di esperienze e suggestioni

catturate e poi tradotte sulla tela, si apprende

non a dipingere ma a sentire la natura, a saperla

osservare e assorbirne le sensazioni, si impara

a vedere i colori, coglierne le sfumature ma non

a mescolarli. Lo scambio con gli allievi è reciproco,

continuo, costruito su di un sentimento di

sincera amicizia e stima.

Ogni volta che dipinge è per l’artista come riscoprirsi

fanciullo, perdersi in quel gioco che è

la rivelazione della natura, il lasciarsi abbandonare

al suo richiamo, con quegli occhi che solo

i bambini nella loro ingenuità hanno, è per questo

che ancora dopo tutti questi anni i suoi quadri

ci appaiono veri, sinceri e freschi.

Daniela Fontanazza

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Andrea Stella

andreastella@andreastella.com

www.andreastella.com

Sogno in un paese, tecnica mista, cm. 110x170

Andrea Stella nasce a Firenze nel 1950 da famiglia

di origine greca. Attualmente vive e lavora

a Bibbiano nel comune di Pelago.

La sua arte è figlia di due culture ed in essa si riassumono

gli ori ed i colori greco-bizantini con le armonie

del Rinascimento italiano.

Studia così profondamente la “materia” che riesce ad

ottenere da essa risultati straordinari, rendendo le sue

opere uniche nella loro contemporaneità. Le sue neofigure

inconfondibili ed asessuate vagano in mondi

fantastici e giardini paradisiaci, in paesaggi arcaici che

portano un respiro di rinascita.

Opere che sembrano possedere una vita propria, che

cambiano sotto gli occhi di chi guarda, ora mandando

bagliori di luce, ora rifulgendo di calore dorato.

L’artista è conosciuto ed apprezzato da molti anni negli

Stati Uniti, ha effettuato mostre in Texas, New

York, Louisiana, Hawaii, Colorado, Florida, California.

Da qualche anno, in California a Carmel, bellissima

città sull’oceano meta di turismo e di cultura, e a Palm

Springs esistono sue mostre permanenti.

Molti dei suoi collezionisti risiedono in America ed in

varie città d’Europa.

In Italia ha effettuato con ottimo successo di critica

innumerevoli mostre organizzate da importanti gallerie

d’arte.

Fra le tante importanti performance è da ricordare

l’ultima mostra “Canti e Incanti” svoltasi a Palazzo

Medici Riccardi in Firenze nel giugno/luglio 2013.

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Sabrina Strampelli

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Cell. 347 7310596

Classico, olio su tela, cm. 100x50

La magnifica coppia, olio su tela, cm. 30x40

Sabrina Strampelli, dopo aver approfondito la sua

conoscenza artistica frequentando corsi di pittura

presso il laboratorio di Francesca Vannini, inizia,

a partire dal 2010, a partecipare a rassegne d’arte;

tra queste si ricorda: “L’arte sotto il campanile”.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Inge Valentini

v-a-i@libero.it

Dettaglio dalla serie “Migration”, cm. 70x50

L’arte, quella che si sperimenta, si vive e si

condivide è metamorfosi. La creatività - oltre

ad essere un potenziale incredibile di rinnovamento

e di ricerca continua - è soprattutto un

bisogno innato della persona.

Dettaglio dalla serie “Migration”, cm. 70x50

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Stefania Valentini

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Studio: via di Cappello, 30/1 - Donnini - 50066 Reggello (FI)

Tel. 055 860357 - Cell. 333 9173901 - stefaniavalentini@live.com - www.stefaniavalentini.com

Diplomata nel 1987 presso l’Accademia

delle Belle Arti di Firenze, Stefania

da allora si dedica quasi

esclusivamente alla pittura, realizzando

anche grandi dipinti su parete e a trompel’oeil.

Partecipa a numerose mostre collettive

e personali riscuotendo sempre un ottimo

successo del pubblico e della critica.

Nel 2010 prende parte con alcune opere

alla “Grand Exhibition of selected paintings

of Chinese, Italian and International

artists” presso l’International Convention

Center di Shangai, per l’Expo mondiale

2010. L’anno successivo gli stessi dipinti

vengono esposti al Wison Art Center e alla

New Pudong Library di Shangai. Tra le ultime

mostre si ricordano nel 2013 e 2014

due importanti personali entrambe curate

da Daniela Fontanazza e presentate da

Pierfrancesco Listri: la prima presso la Sala

delle Colonne a Pontassieve e l’altra nei

prestigiosi spazi di Palazzo Medici Riccardi

a Firenze.

“ [...] La pittura per Stefania richiede tempi

lunghi di esecuzione, inizia con una prima

indagine del dato naturale attraverso un

elaborato disegno e su questo poi dipinge

ad olio; il pennello così lavora con fatica sia

sulle grandi campiture di colore che in maniera

quasi lenticolare sui singoli elementi

del quadro ricercando meticolosamente le

gradazioni di luce e colore [...]

L’insieme e il particolare per l’accuratezza

dell’esecuzione, assumono pertanto nella

pittura di Stefania la medesima importanza,

la volontà è quella di riempire ogni

spazio disponibile sulla tela, con un’esuberanza

pittorica che si contrappone al

carattere introverso e delicato dell’artista

Ellebori e camelie, olio su tela, cm. 50x50

[...] Nelle nature morte si riscontra una duplice e diversa ricerca

nei fondali: completamente chiusi da raffinati e variopinti panneggi

o, quasi per contrasto, aperti su paesaggi toscani di ampio

respiro inseriti su vasti cieli che, per un effetto di sfondamento

prospettico, sembrano continuare al di là del quadro.

Natura quindi e artificio allo stesso tempo, osservazione del vero e

creazione di “teatrini”, ovvero piccole scenografie composte dalla

pittrice in studio, in cui i panneggi e i singoli elementi che andranno

a comporre il quadro sono sapientemente accomodati [...]

Come su un palcoscenico gli oggetti prendono vita e curiosamente

lo spettatore è invogliato a spostare i tessuti dell’immaginario

sipario per svelare cosa si nasconde dietro. [...] In un silenzio quasi

sacro si inseriscono le sue composizioni ma la musica, compagna

sincera di Stefania è presente emotivamente in ogni sua pennellata

che facendo vibrare i colori sembra muovere gli eleganti panneggi

delle figure e delle nature morte”.

Daniela Fontanazza

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Francesca Vannini

Studio artistico: via dell’Agnolo, 29r - 50122 Firenze

Cell. 338 8586705 - info@decorazioniepitture.it - www.decorazioniepitture.it

Cappelli di paglia di Firenze, tempera su parete

Porcellane, tempera su parete

Francesca Vannini nata a Firenze nel 1977, dopo

il diploma conseguito all’Accademia di Belle Arti

in decorazione nel 2000, svolge la sua attività di

Maestro d’Arte presso la sua bottega nel centro di

Firenze.

Realizza decorazioni appositamente studiate per ogni

esigenza del committente, come le opere sopra citate

che sono state dipinte presso l’Hotel Kraft a Firenze

con effetto “trompe l’oeil”.

Ogni pannello presente nei corridoi descrive qualcosa

di curioso da sapere o di molto interessante, ma poco

conosciuto da visitare nell’antica città, attraverso “disegni

appuntati sulla bacheca”come se fossero stati

fatti da un artista viaggiatore ospite nell’Hotel.

Francesca, come Maestro d’Arte, inoltre insegna presso

il suo studio a Firenze e alle Sieci (Pontassieve) ad

italiani e stranieri che hanno il desiderio di imparare le

antiche tecniche pittoriche e decorative di Firenze.

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Manuela Veri

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Via del Paretaio, 47 - 50065 Sieci - Pontassieve (FI)

Cell. 338 2083722 - yma_nu@tiscali.it

Olivo ciliegio, 2014, bronzo con base di travertino opalino, tecnica cera persa, h. cm. 38

Architetto paesaggista, sta completando l’Accademia

delle Belle Arti di Firenze. L’osservazione

è un meccanismo utilizzato per cogliere

le differenze. Sempre attenta a ciò che la circonda, ai

cambiamenti in corso tra la natura e le sue forme,

l’urbano e le sue relazioni. In questa fase l’arte figurativa

viene utilizzata per la natura e l’astrattismo per la

città. È certamente una frase banale scrivere che il

mondo è unico ma gli ambienti sono diversi. Eppure

l’elemento in comune, nello specifico l’essere umano,

riesce a rendere sempre più piatto l’urbano. L’olivo,

una pianta ricca di significati che ci ha accompagnato

nella storia della vita del paese dove viviamo, trovo

che abbia carattere, presenza, forza, capacità di adattamento,

vita propria, per questo degna di essere rappresentata

e ricordata.

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Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

Silvia Vinci

Tel. 333 9830725

silviavinc@hotmail.it

Aurora boreale, olio su tela, cm. 50x50

Farfalla, olio su tela, cm. 35x50

Silvia Vinci nasce a Fiesole nel 1961 e vive a Pontassieve

a pochi chilometri dalla città di Firenze.

L’arte che si respira in ogni angolo del territorio

l’affascina da sempre e la inizia ad un percorso artistico

vissuto con passionalità come si evince dalle sue

ultime opere.

È allieva della Maestra d’Arte Francesca Vannini che la

stimola a rappresentare sulla tela la luce e l’essenza

delle sue emozioni più belle; nelle sue opere i colori

fanno da protagonisti con corposità o sfumature quasi

velate.

Dal 2006 partecipa a diverse mostre collettive quali:

- esposizione di pittura “Arte sotto il Campanile”

presso la Parrocchia di San Giovanni a Remole, Sieci

(Firenze);

- nel 2007 è finalista al “V Premio Internazionale Albatros”

sez. arte con l’opera “Luce nei fiori d’estate”;

- nel 2009 partecipa alla mostra del gruppo di pittori

della località Sieci “L’Arte non ha età” nell’ambito dei

percorsi d’arte presso la Biblioteca Comunale di Pontassieve

(Fi).

- Nel 2010 risulta vincitrice al “Premio Giovanni Paolo

II” di Pompei con l’opera “Donna del sole e del vento”,

ricevendo il 3° Premio speciale della presidenza;

nello stesso anno espone le sue opere nell’ambito

dell’evento “Ut pictura poesis” presso la sala Sette

Santi a Firenze.

- Nel 2011 partecipa alla collettiva “Il Sacro nell’Arte

- Il Cantico dei Cantici” presso la SS. Annunziata con

l’opera il “Profumo dell’Amore”;

- nel 2012 e nel 2013 partecipa alle mostre del Maggio

Salesiano.

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ISBN 978-88-6039-323-4

E 15,00 (IVA inclusa)

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