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La TOSCANA - Novembre 2013

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la

TOSCANA

Toscana Cultura - Anno 1 - Numero 10 - Novembre 2013 - Registrazione Tribunale di Firenze n. 5905 del 6-2-2013 - Iscriz. Roc. 23227. E 2

Angiolo Volpe

al Museo Piaggio

Mauro Baroncini

espone a Santa Brigida

Le "Isole" di

Franco Mauro Franchi

La pittura onirica

di Sandra Tesi

Duccia Camiciotti

la poetessa carismatica

Scarlett Laroma

l'arte di cucire poesia

Diladdarno 2013

25 artisti in Oltrarno

Al Teatro Affratellamento

Cus Cus / Eros & Thanatos

1


Con il Patrocinio del Comune di Campi Bisenzio

Nell'ambito di

&

Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 17:00 da un Aperitivo

e una “Asta Silenziosa” nel Foyer del Teatro.

Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto per il progetto “Una scuola in Sri Lanka” che stiamo portando avanti

da diversi anni e la scuola è già operativa in locali in affitto dove già accogliamo 45 bambini. Sul nostro sito www.

fabiojonathan.org ci sono le informazioni su varie iniziative di raccolta fondi aperte al momento


Con il patrocinio del

Artisti e autori alle Giubbe Rosse

a cura di JACOPO CHIOSTRI

PROGRAMMA DEL MESE DI NOVEMBRE 2013

sabato 2 mostra di pittura di

GIACOMO CORAZZI

domenica 3 mostra di pittura

Associazione “Le Balze”

sabato 9 presentazione libro di

SAVERIO DI GIULIO

giovedì 14 presentazione libro di

CLARISSA TRENTACOSTI

sabato 16 pomeriggio di poesia

INNOCENTE FOGLIO e BEPPE GUZZO

sabato 23 mostra di pittura di

LEONARDO GOGGIOLI

sabato 23 ore 20.30

Cena Vegetariana

domenica 24 mostra di grafica di

Yune Hikosaka

Le manifestazioni saranno riprese da Toscana Tv e trasmesse nella rubrica “Incontri con l’arte” condotta da

FABRIZIO BORGHINI

Servizio fotografico di MARCO CHIARANTINI

Info: RICCARDO GHIRIBELLI riccardoghiribelli@virgilio.it

Giubbe Rosse - Piazza della Repubblica 13/14 - 50123 Firenze

Tel. 055 212280 - info@giubberosse.it - www.giubberosse.it


Sommario

Sommario

Al Museo Piaggio di Pontedera

Mauro Baroncini

Tradizione e metodo

A Pontassieve

Un angolo di paradiso

Duccia Camiciotti

L'arte di cucire poesia

Liliana Ugolini

Diladdarno 2013

5

Angiolo

8

a

10

Sandra Tesi

12e la

Il Paiolo alla

Gnoccata

14

18

24

9 Podere

dell'Anselmo

16

Villa

Le Rondini

20

22

Volpe

Santa Brigida

Le Isole di

Franco Mauro Franchi

sua pittura onirica

Arte e amicizia

Poetessa carismatica

Scarlett Laroma

All'Affratellamento

con Cus Cus

25 artisti in Oltrarno

La Toscana si avvia a festeggiare il primo

anno di vita, un traguardo che verrà giustamente

festeggiato da chi ha contribuito

a decretarne il successo, dai giornalisti ai

fotografi, dai grafici agli amministrativi. Ma

quello che più gratifica è aver avuto il consenso

dei lettori che nei primi undici mesi sono stati

oltre centomila.

Anche questo numero riserverà, lo speriamo,

piacevoli sorprese al lettore al quale proponiamo

la sontuosa mostra del pittore livornese Angiolo

Volpe al Museo Piaggio di Pontedera e

quella on the road dello scultore Franco Mauro

Franchi a Pontassieve.

Chi ci seguirà nella lettura, potrà inoltrarsi con

noi nell'antica location della Sosta del Gusto di

Santa Brigida dove incontrerà i quadri dell'artista

fiorentino Mauro Baroncini.

Rimanendo sempre negli splendidi dintorni collinari

di Firenze, proponiamo una visita alla scoperta

di alcune eccellenze quali Villa Le Rondini

sulla via Bolognese e il Podere Anselmo immerso

nei vigneti di Montespertoli mentre a Serpiolle

abbiamo seguito l'annuale connubio fra

l'Antica Compagnia del Paiolo e la Gnoccata.

Ci siamo anche inoltrati nel percorso misterioso

della pittura onirica di Sandra Tesi e e in quello

esistenziale della poetessa Duccia Camiciotti.

Un'originale forma di rappresentazione artistica

ce la propone la fiorentina d'adozione Scarlett

Laroma che insegna come si possa fare poesia

attraverso il cucito.

Poi, la cronaca di un successo annunciato: il Cus

Cus/Eros & Thanatos di Liliana Ugolini al Teatro

Affratellamento di Firenze.

In conclusione, un'anteprima: Diladdarno 2013,

la kermesse promossa da CNA per dare visibilità

alle antiche lavorazioni artigiane che sopravvivono

all'incedere dei secoli rimanendo un

vanto del nostro territorio.

Fabrizio Borghini

fabrizio.borghini@toscanacultura.it

In copertina:

Angiolo Volpe, Viaggio nel futuro, 2012, cm. 70x50

la Toscana

Periodico di attualità, arte e cultura

dell’Associazione Toscana Cultura

Registrazione Tribunale di Firenze

n. 5905 del 6-2-2013 - Iscriz. Roc. 23227

Numero 10 - Novembre 2013

Direzione e Redazione:

Via Valdichiana, 42 - 50127 Firenze

Tel. 333 3196324

redazione@toscanacultura.it

www.toscanacultura.it

Direttore responsabile:

Fabrizio Borghini

Segretario e curatore sito web:

Emanuele Mecca

Capo Redattore:

Leonardo Landi

Redazione:

Anna Balsamo

Carmelo Consoli

Scarlett Laroma

Roberto Milani

Daniela Pronestì

Alfredo Scanzani

Grafica, impaginazione e stampa:

Nova Arti Grafiche srl

50058 Signa (FI)

4 Sommario


Angiolo

VOLPE

Il “Viaggio nel tempo”

al Museo Piaggio

di Pontedera

di Roberto Milani

foto Veronica Gentile

Si è inaugurata lo scorso 19 ottobre, nella prestigiosa

cornice del Museo della Fondazione Piaggio di

Pontedera, la mostra personale dell’artista labronico

Angiolo Volpe, “Viaggio nel Tempo”, curata da Riccardo

Ferrucci (curatore anche del catalogo edito da CLD) e organizzata

in collaborazione con la Casa d’Arte San Lorenzo.

La storica dell’arte Slivia Guidi, a proposito dell’esposizione, scrive:

“L’artista toscano ha presentato al pubblico una raccolta di

circa quaranta opere tutte realizzate a matita e pastello su tavola

di pioppo, suddivise in quattro cicli, Cavalli e cavalli, Cavalli di

ferro, Cavalli di ferro nelle scuderie del tempo, Viaggio nel tempo.

Educati a vedere le opere di Volpe di chiaro taglio post macchiaiolo,

i visitatori si sono trovati davanti ad un evento singolare per

l’unicità del soggetto trattato: imponenti locomotive a vapore

lanciate in corsa come liberi cavalli o sbuffanti in sosta in stazioni

Pontedera, Museo Piaggio. Da sinistra: Liviana Canovai, assessore alla Cultura del

Comune di Pontedera, Roberto Milani della Casa d'Arte San Lorenzo, il maestro Volpe,

Riccardo Costagliola, presidente Fondazione Piaggio, Riccardo Ferrucci, curatore della

mostra, fotografati nel fatidico momento del taglio del nastro che inaugura la mostra

La vespa rossa, matita e pastello su tavola, cm. 100x120

di altri tempi, ma ben lontani dai “classici” soggetti naturalistici fino ad

ora proposti.

Ad affascinare lo spettatore non è solo il simbolo positivo del progresso

della società industriale ottocentesca o la metafora dell’esistenza

che troviamo in queste tavole, ma l’incisività del tratto delle immagini

reso con estrema maestria e sicurezza.

A partire dal 2009 il disegno rappresenta per l’artista un momento fondamentale

di espressione cui affidare la propria memoria, le sensazioni

percepite durante i viaggi dell’esistenza.

Lo stile si traduce in un disegno sempre più libero capace di cogliere il

movimento attraverso la giustapposizione di linee intricate, stringenti

come fugaci istanti in successione. L’uso sapiente del monocromo e

dello sfumato, intervallati, talvolta, da accese cromie a pastello, contribuiscono

a creare atmosfere sospese tra realtà ed immaginazione.

Stazioni, luoghi ove le persone transitano senza conoscersi, hangar,

Angiolo Volpe 5


all’icona per eccellenza della produzione industriale e dell’innovazione. Il

mezzo a due ruote riecheggia, infatti, non solo nelle locandine pubblicitarie,

ma anche all’interno di grigi hangar ove, con il suo color rosso fiammante, ha

il ruolo indiscusso di star.”

Conosco Angiolo Volpe da anni. Quando lo incontrai la prima volta aveva da

poco accantonato quel gesto pittorico tipicamente labronico, legato essenzialmente

alla tradizione post-macchiaiola.

Si stava cimentando, allora, in una pittura oserei dire di impronta impressionista.

Paesaggi, atmosfere, colori, luci, tutto era permeato da una sapiente

maestria nella gestione della materia, evoluta e sedimentata a colpi di pennello.

Ricordo di lui, le interminabili ore passate in piedi a dipingere, in

quell’enorme studio che è la natura.

Poi, per colpa di inutili persone, nacquero delle incomprensioni e le nostre

strade presero percorsi diversi. Ho continuato però a seguirlo. Mi interessava,

comunque, vedere l’evoluzione di artista così dotato, così capace.

L’ho visto abbandonare il pennello e la pittura ad olio, per dedicarsi completamente

al pastello dove le setole venivano sostituite dai polpastrelli delle

dita e la luce, la sintesi e la trasparenza, diventano protagonisti del tutto.

Poi di nuovo una pittura dal profumo di trementina ed olio di lino, ma il

tema oramai si era evoluto: Angiolo Volpe stava camminando in ambiente

surrealista.

Qualche tempo fa ci siamo ritrovati. E mi accorgo, magicamente, che niente

è cambiato tra di noi. Tutto torna come prima e la stima professionale, l’ammirazione

del genio artistico e l’amicizia ne escono vincenti. Contro tutto e

contro tutti.

Strada ferrata in periferia, matita e pastello su tavola, cm. 150x100

rotaie, edifici industriali, locandine reclamizzanti la vespa,

vecchie pellicole, introducono lo spettatore, come in

film d’epoca, nel lungo viaggio che Volpe ha intrapreso

con sé stesso.

La locomotiva è un elemento dinamico, rappresenta la

tecnologia, il progresso, simbolo dei frenetici ritmi che la

vita porta con sé richiamandoci al passato per riconsegnarci

al futuro.

Non è un caso che Volpe, per tramandare la memoria di

uno dei più drammatici episodi della storia del Novecento

commesso ai danni degli ebrei, abbia deliberatamente

scelto di raffigurare un monumentale treno, metafora per

eccellenza della vita, che transita verso l’ultima stazione,

Pontedera, Museo Piaggio. Un momento dell'inaugurazione della mostra

Ten to two, matita e pastello su tavola, cm. 70,5x102

i cancelli di Auschwitz, per consegnare a tutti noi uno

straordinario messaggio di speranza: si può cambiare

prospettiva, il treno compie sempre il viaggio di ritorno.

Siamo nella città della Vespa e l’artista rende omaggio

Come è spesso avvenuto, nella storia dei grandi maestri del passato, assistiamo

all’ennesima “rivoluzione” stilistica anche nell’opera di Volpe. Di

nuovo via i colori, i tubetti, i diluenti per dare spazio alla grafite, al carboncino,

al gesto.

È doveroso ora, da parte mia, fare una riflessione.

In tempi moderni il disegno è stato nobilitato a forma primaria di espressione

artistica. In passato era solo strumento. Era l’idea, la bozza, lo studio.

Solo il dipinto o l’affresco erano il traguardo. Era nobilitato solo dagli addetti.

A volte serviva per realizzare le matrici di stampa ma era relegato a quella

serie di oggetti d’arte considerati “figli di un Dio minore”. Eppure tutti lo

sanno il disegno o meglio ancora, il segno è l’anima dell’arte!

Anche in quelle forme espressive considerate “contemporanee”. Pensate al

cinema, alla video-art, all’arte performativa, alla pubblicità… Tutto nasce

da un’idea che si trasferisce su carta attraverso il segno!

Oggi finalmente il disegno è a tutti gli effetti Arte. E che Arte!

E Angiolo Puntuale come sempre ci guida attraverso il disegno in questo

6 Angiolo Volpe


Pontedera, Museo Piaggio. Da sinistra: Roberto Milani e

Paolo Bacchereti della Casa d'Arte San Lorenzo, Riccardo

Ferrucci, Riccardo Costagliola, il maestro Volpe, Liviana

Canovai e l'architetto Luca Masi

suo universo creativo.

Questa mostra si risolve tutta attraverso questo gesto. Tavole di pioppo, graffiate,

violentate, segnate, sulle quali vibra il grande gioco della vita. Sì perché

giunto a celebrare i cinquanta anni di carriera, Volpe, segna il passo con una

mostra del tutto autobiografica, di soli disegni.

Potrebbe sembrare una mostra interamente dedicata al cinema e alla Vespa.

Insomma al mito. Ma non è così. Il cinema e la Vespa sono solo dei pretesti.

Così come lo sono i suoi “cavalli di ferro”. Locomotive e treni di altri tempi che

prima sfrecciano nel paesaggio, il suo paesaggio, e come sempre avviene,

arrivano in un luogo chiamato stazione. Quella stazione che livella tutti. Quel

luogo dove le persone hanno quasi timore ad incrociare gli sguardi di coloro

che sono di fronte e attendono di proseguire il loro viaggio. Dove la gente si

ritrova o si separa, dove va incontro al proprio futuro o scappa dall’odiato

passato. Dove inizia una

nuova avventura o cavalca

la propria quotidianità.

Comunque viaggio.

Sì, se vi soffermerete a

guardare attentamente le

opere presenti in questa

esposizione troverete il

“viaggio”. Quello compiuto

da quest’uomo.

Dalla fabbrica al dubbio,

dalla capacità di fermarsi a

guardare, al vivere lo scorrere

del tempo. Dalla luce

che ha caratterizzato tanto

lavoro, alle attese di rinnovare

un successo sperato,

voluto, cercato.

Ecco, forse il protagonista assoluto di questo evento è proprio il tempo. Lo

troviamo in molte opere qui esposte. Lancette, quadranti, numeri che seguano

l’inarrestabile corso della vita.

L’uomo nella sua magnifica lucida follia, ha inventato “un tempo”, in contrapposizione

a quello dell’universo che scandisce le ere, le stagioni, il giorno, la

notte. Ha inventato i secondi, i minuti, le ore. Il ticchettio dell’ingranaggio che

ammonisce e rimprovera se qualcuno ha il coraggio di non ascoltarlo. Il tempo

passa, il viaggio continua. Questi “cavalli di ferro nelle scuderie del tempo”

non si fermano. Come il viaggio, come l’arte, come la vita.

La mostra patrocinata dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Pisa e dal

Comune di Pontedera, sarà visitabile, ad ingresso libero, fino al 16 novembre

2013 con il seguente orario: martedì/sabato10/13 - 14/18. Aperta la seconda

domenica del mese.

L'enigma dell'ora, matita e pastello su tavola, cm. 100x85 (particolare)

Angiolo Volpe

Nato a Livorno nel 1943. Ha iniziato a dipingere giovanissimo

e si è subito orientato verso la pittura come

unica attività professionale. I suoi primi lavori risentono

della lezione apportata dai Macchiaioli, pur evidenziando

una propria linea espressiva originale che avrà modo di

imporsi sempre più con il trascorrere del tempo.

Negli anni Settanta ha compiuto numerosi viaggi, sia in Italia

che all’estero, per vivere nuove esperienze umane e per dipingere

realtà naturali, ambientali ed architettoniche tra loro

diverse. Ha continuato ad affinare la propria ricerca che è

elemento essenziale del suo divenire espressivo.

Numerose mostre personali nelle più importanti gallerie italiane

e straniere lo hanno imposto negli anni all’attenzione

del pubblico, che ha avuto modo di apprezzarlo anche in

America e in Giappone.

Tra le più recenti esposizioni assumono particolare importanza:

nel 2007 quella presso la Biblioteca Marciana a Venezia

e a Fiesole, Giorgio de Chirico e un Novecento prima e dopo

la Transavanguardia, curate da Giovanni Faccenda. Nel 2008

sempre a Fiesole, alla Basilica di San Alessandro, con una

personale con quaranta pastelli. Nel 2009 due eventi con

Walter Lazzaro: la mostra Dialogo del Silenzio, catalogo

Mondadori; nella Galleria di Milano ed in contemporanea

nella Galleria di Forte dei Marmi. Successivamente ad

Arezzo, alla Galleria Comunale d’Arte moderna, la mostra dal

titolo Richiami Invisibili curata da G. Faccenda, catalogo

Mondadori. L’esposizione collettiva nel 2010 Giuseppe

Garibaldi e i Mille - Dalla realtà al mito, Granai di Villa

Mimbelli, Livorno, a cura di Aurora Scotti e Marco Di

Giovanni. Nel 2012 Passaggi pedonali per l’infinito presso il

Centrum Sete Sóis Sete Luas di Ponte De Sôr, Portogallo e

nell’ottobre 2013 Viaggio nel tempo al Museo Piaggio di

Pontedera, curate da Riccardo Ferrucci.

Di carattere piuttosto mite e riservato, egli riesce tenacemente

a portare avanti le proprie convinzioni ed i propri intendimenti

con meditate, a volte sofferte, comunque ferme

decisioni. Vive a Castiglioncello (Livorno), a contatto con il

mare e la natura, dove opera in un poetico raccoglimento.

Ripercorre gli antichi binari, matita e pastello su tavola, cm. 34x53

Per info:

Tel. 0587 27171 - www.museopiaggio.it

Tel. 0571 43595 - www.arte-sanlorenzo.it

Angiolo Volpe 7


L’Associazione Artistico Culturale

dalle Terre di Giotto e dell’Angelico

PRESENTA IL PITTORE

Mauro

Baroncini

Attività alla Casa Museo di Giotto

Visto il grande successo che sta avendo la mostra della rivisitazione

di stampe inerenti alcune opere di Giotto nella sua Casa

Natale sul colle di Vespignano a Vicchio, questa continuerà fino

a tutto il mese di novembre e sarà visitabile nei giorni di sabato

e domenica dalle ore 10-13 e 15-19

Sabato 7 dicembre 2013 l’Associazione e il Comune di Vicchio

inaugureranno alle ore 16 presso la Casa di Giotto la Collettiva

di Natale. La mostra durerà fino al 12 gennaio 2014.

Informiamo coloro che sono interessati a esporre una mostra di

pittura, scultura e fotografia nel 2014 presso il Museo Casa Natale

di Giotto a Vespignano - Vicchio (FI) di affrettarsi per

l’iscrizione entro il mese di novembre.

Per contatti: info@dalleterredigiottoedellangelico.it

Cell. 328 5990920 - 329 9293044 - 339 2593932

di Daniela Pronestì

Quello dell’arte è un mondo che riserva talvolta delle gradite

sorprese. Può accadere, infatti, di conoscere degli artisti cui

non occorrono clamori della critica per essere grandi, perché

la loro grandezza non è un’ opinione, ma un fatto certo

e incontrovertibile che lascia i nostri occhi stupiti al miracolo di un talento

dispensato dalla natura e forgiato dall’uomo.

Quando incontri Mauro Baroncini, la sua pittura gioiosa ed emozionante,

capisci di avere di fronte a te un maestro dalla sapienza antica, la cui

abilità tecnica è tanto più perfetta quanto più forte è il suo desiderio di

trovare il giusto equilibrio tra imitazione

e originalità. Il pittore fiorentino

attraversa una fase

espressiva particolarmente felice,

in cui la vicenda dell’uomo fa da

sfondo alla maturità dell’artista,

ed entrambe scandiscono le fasi di

un racconto appassionante che

abbraccia una vita intera. Il suo è

un dialogo lungo e ininterrotto con

la pittura, un dialogo che amalgama

sensazioni e sogni, che di

anno in anno si arricchisce di

spunti sempre nuovi. Immerso nel

silenzio del suo studio, Baroncini

non s’interroga su le questioni formali

o sulle contraddizioni del fare

pittorico, perché sente che il suo

compito d’artista è di rivendicare

con urgenza tutto ciò che il passaggio

del tempo inesorabilmente

ci toglie, fermare sulla tela la grazia

di un gesto, il colore dei giorni,

lo splendore di un paesaggio prima

che la poesia dell’attimo finisca,

che l’emozione si disperda. Ciò

che gli preme non è rifare la realtà,

ma darle un nuovo respiro attraverso

la pittura: è per questo che,

ad esempio, dovendo realizzare un

Un attimo.... Un pensiero, 2010, olio su

legno telato, cm 47x120

Allegro ma non troppo: Roberto Benigni, 2012 , olio su legno telato

cm. 50x70

ritratto, non si accontenta di riprodurne fedelmente l’aspetto,

quasi mirando la fotografia, ma gli interessa piuttosto restituirci,

attraverso la consistenza degli impasti cromatici,

l’umanità di un volto, la sua individualità e insieme il suo valore

assoluto rispetto alla caducità dell’esistenza. Egli non si

limita a rappresentare ciò che vede, ma compie un viaggio

fino al fondo del reale per restituire a noi un’immagine

rasserenata, in cui non giungono i rumori del mondo, ma tutto

è silenzio, pace e bellezza. Ecco perché ogni suo dipinto accende

in chi l’osserva un inspiegabile sentimento di completezza,

un’arcana felicità. E quale speranza più grande un

artista può offrirci se non quella di farci riconciliare con la

vita, fosse anche per un solo istante

Mauro Baroncini: Cell. 348 9172065

maurobaroncini@yahoo.it

Blog: maurobaroncinipittore.blogspot.com

Dipinti esposti al Ristorante la ”Sosta del Gusto”

Santa Brigida - Pontassieve (FI)

8 Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico


Il "PODERE DELL'ANSELMO" è un piccolo borgo recentemente restaurato, immerso nello splendido

paesaggio toscano, dove filari di cipressi si susseguono sui crinali delle colline circostanti e appaiono alla vista castelli che si

ergono tra le rinomate vigne e le olivete dei colli di Montespertoli.

Tradizione e Metodo

Fabrizio continua la tradizione

dei viticoltori della famiglia

Forconi, che erano già all’opera

nei vigneti di Montespertoli

agli inizi del 19° secolo. La

coltivazione diretta della

proprietà ha conservato la

struttura tipica del podere

toscano, impiantando nuovi

vigneti ad alta densità tesi ad

ottenere rese per ceppo

ridotte. Le uve, ottenute

prevalentemente da vitigni

autoctoni coltivati secondo

scrupolose pratiche colturali,

vengono raccolte e selezionate

a mano al giusto grado di

maturazione. In cantina

moderne attrezzature e mani

esperte conducono vinificazioni

ed affinamenti dedicati

ad esaltare le tipicità di

ciascun vitigno. I vini così

ottenuti vengono imbottigliati

all’origine e commercializzati

direttamente, così da gestire

l’intero ciclo produttivo, dalla

barbatella al tappo.

Abbiamo effettuato nuovi

impianti del nostro vitigno

principale il Sangiovese con

cloni che danno ottimi risultati

qualitativi, ai quali abbiamo

affiancato: Colorino, Merlot e

Cabernet; questi vitigni nelle

migliori annate producono un

grande rosso toscano il “PAX”.

L’impianto del Riesling Italico

ed una attenta vinificazione in

riduzione hanno conferito

struttura aromatica e gustativa

al nostro bianco.

Produzione

Attualmente la nostra capacità produttiva

media si attesta sulle 50.000 bottiglie

annue. Escono dalla nostra cantina: il

"Chianti Montespertoli docg” prodotto con

grande rispetto della tradizione, in

un’antica cantina con tecnologie e mezzi

moderni, il riserva “Ingannamatti” da sole

uve di sangiovese vinificato in legno di

rovere Allier ed affinato in vetro, il Vino

Bianco di Toscana igt “Anselmino” da uve

di Malvasia del Chianti e Riesling Italico, da

un’attenta selezione di queste uve

ricaviamo anche un Vinsanto ottenuto con

metodo tradizionale. Le olive,

principalmente da cultivar Leccino e

Frantoio raccolte a mano e frante a freddo

in giornata, danno un olio extra vergine di

oliva piccante con sentori di carciofo.

Il nostro ristorante usa tutti prodotti

Toscani e vi aspetta anche con il nostro

olio extra vergine di oliva che grazie

all'attenta lavorazione e conservazione ed

alle pratiche colturali biologiche mantiene

a lungo le sue preziose caratteristiche.

Oltre a mostrarvi i nostri vigneti ed oliveti,

saremo anche lieti di farvi conoscere le

nuove cantine e il centro ippico engea

sede dell'asd i Guelfi Neri dell'Anselmo.

Come arrivare: dall'autostrada A1 uscendo

a Firenze Scandicci si prosegue per Pisa-

Livorno, uscendo a Ginestra Fiorentina

dalla SGC FI-PI-LI girare due volte a destra

in direzione di Montespertoli, quindi

oltrepassare di un Km. Il cartello di

“Anselmo” e girare dopo il dosso

rallentatore a destra poi seguendo le

indicazioni in 600 metri arrivate da noi.

Podere dell'Anselmo

9


Le “Isole” di

Franco Mauro Franchi

a Pontassieve

di Roberto Milani

foto Irene Franchi

Dopo la lunga mostra nel Museo e nell’Area Archeologica

di Fiesole, che ha riscosso un grande successo di pubblico

e di critica internazionale, le giunoniche sculture del

maestro Franco Mauro Franchi approdano a Pontassieve.

L’artista va ad arricchire con le sue opere la cittadina che da molti

anni è un centro propulsivo dell’arte in Toscana, grazie alla lungimiranza

dell’amministrazione comunale e dell’assessore alla Cultura

Alessandro Sarti che ha saputo offrire un’opportunità culturale di

ampio spessore alla cittadinanza, con attività culturali che soprattutto

in questi momenti di difficoltà economica ribadiscono un forte

impegno e una grande capacità, allestendo mostre come quelle di

Antonio Ligabue, Beato Angelico, Renato Guttuso, Pietro Annigoni e

tanti altri maestri contemporanei.

In realtà quello di Franchi è un ritorno nella capitale del Levante fiorentino

in quanto nel 1982 fu selezionato dal critico Dino Pasquali

nell’ambito della rassegna Scultura Ambiente al “Toscanello d’Oro

1982” per la quale realizzò un’opera monumentale “Maternità” (cemento

bianco, h cm 190), oggi collocata nel giardino della scuola

materna “Maria Maltoni” di Pontassieve.

L’esposizione, che sarebbe più appropriato definire percorso espositivo,

dal titolo “Isole”, organizzata dal Comune di Pontassieve e curata

da Filippo Lotti, si è inaugurata lo scorso settembre nella Sala

delle Eroine all’interno di Palazzo Sansoni Trombetta sede del

Municipio; raccoglie una ventina di opere in bronzo e vetroresina.

Quelle di grandi e medie dimensioni sono state collocate nell’area

urbana della città di Pontassieve e a Le Sieci, “Queste – spiega il

curatore Filippo Lotti – si relazionano all’ambiente circostante mantenendo

una sorta di distacco partecipato, emergendo proprio come

isole”. All’interno del palazzo comunale, invece, sono esposte opere

di dimensioni più contenute e principalmente realizzate in bronzo.

Franchi elabora soggetti femminili opulenti, pensosi ed enigmatici,

con il corpo proteso verso l’alto, quindi verso la luce ma anche distese,

quasi in una sorta di “appartenenza” alla Terra. In entrambi i casi, così

come in tutta la produzione di Franchi, le opere cercano un dialogo con

il mondo circostante rapportandosi con il “vivere”. Figure pensanti,

lungimiranti in eteree forme che avvolgono lo spazio circostante.

Il realismo artistico d’una donna in sovrappeso e la rotondità dei volumi

sono una sfida ai canoni convenzionali di bellezza ma allo stesso

tempo ne esaltano, senza ombra di dubbio, l’eleganza e la staticità.

Forme del nudo femminile che caratterizzano in modo assoluto ed

indiscutibile i suoi soggetti e la sua iconografia, tanto da rappresentare

il tema ricorrente nella sua produzione artistica.

Ma i lavori di Franchi partono da lontano. Affondano le radici in

10 Franco Mauro Franchi


quell’arte colta che ha origini addirittura nella preistoria.

Pensiamo, ad esempio, alla Venere di Willendorf, un modello ispirativo

per l’artista che l’ha fatta sua e che attraverso lo scorrere del tempo l’ha

usata come testimone ideale per traghettare l’arte di ieri fino ai nostri

tempi, a sottolineare il concetto, se mai ce ne fosse bisogno, che l’arte,

quando è vera, non ha età, non appartiene ad un’epoca, ma è semplicemente

universale.

Artista di caratura internazionale, ha esposto in molte capitali europee,

riscuotendo in ogni dove grandi consensi.

Un ultimo aspetto da affrontare quando si parla di Franchi, è quello umano:

persona corretta, di grande spessore e cultura, di infinita generosità

e umanità. Soprattutto questa è la sua forza. È un apprezzato docente

dell’Accademia di Carrara, dove con gli studenti riesce ad instaurare un

rapporto di grande stima e fiducia, qualità oggigiorno assai rara in certi

ambienti.

La realizzazione di questa ultima esposizione è stata possibile grazie alla

sinergia tra diverse associazioni e la collaborazione tra i privati, connubi

ormai indispensabili per realizzare eventi del genere.

Le opere saranno visibili fino al 30 novembre: quelle nel Palazzo

Comunale, dal lunedì al venerdì (8/13.30); il martedì e giovedì anche

dalle 15.15/17.45 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.

Comune di Pontassieve, Sala delle Eroine. Da sinistra: Filippo Lotti, Roberto Milani, l'assessore

alla Cultura Alessandro Sarti, il maestro Franco Mauro Franchi e Fabrizio Borghini

Per info: Comune di Pontassieve (Dipartimento Cultura)

Tel. 055 83 60 343/344 - cultura@comune.pontassieve.fi.it

Franco Mauro Franchi

Un percorso senza grandi deviazioni, quello di Franco

Mauro Franchi (Castiglioncello, Livorno, 1951), scultore,

pittore, disegnatore formatosi all’Istituto Statale

d’Arte di Lucca e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Costante il suo interesse allo sviluppo plastico dell’immagine,

affiancato, all’inizio, dall’esperienza di un maestro

come Oscar Gallo. Franchi ha costruito le sue forme su un

segno corposo e ben strutturato, dipanato con morbidezza

nella pittura e sinuosamente avviluppato intorno alla materia

nella scultura. Inizia il suo intenso percorso espositivo

alla fine degli anni Sessanta, non ancora ventenne, esponendo

nella galleria dell’artista e amico Sirio Bandini a Cecina.

Intanto prende corso la sua carriera d’insegnamento, che

lo porterà, nel 1989, a ottenere la cattedra di Scultura all’Accademia

di Belle Arti di Foggia, poi a Bologna e infine a Carrara.

Dal 1978 comincia a eseguire opere monumentali, prima

a Cecina (la Fontana in piazza della Libertà), poi in numerosi

altri spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Partecipa

ad importanti rassegne, come la Quadriennale di Roma, e

allestisce personali in luoghi istituzionali come il Museo

Fondation Gianadda di Martigny (Svizzera), Fort Barraux Grenoble

(Francia), Belle Usine di Fully (Svizzera). In particolare,

nel 2005 espone una grande scultura del peso di 9 tonnellate,

in marmo bianco e bardiglio, alla Fiera Internazionale

M.I.B.A. di Ingoldstadt (Germania). Lo stesso anno, la Galleria

Nozzoli di Empoli e la Galleria Il Deposito, di Cecina, gli

dedicano mostre personali di disegni e sculture, a cui seguono

diverse rassegne collettive, come “(S)oggettivamente XV.

Arte moderna per un paese antico”, a Civitella in Val di Chiana

(Ar), o “Amor marmoris. Il lavoro come arte”, esposizione

internazionale di scultura a Levignano di Stazzema (Lu). Nel

2006 il Museo Archeologico di Firenze gli dedica una personale

e l’anno successivo espone un ricco percorso di disegni

e sculture nelle sale della Villa Medicea di Cerreto Guidi. Del

2008 è la personale di scultura e disegno alla Galleria Comunale

Casa Frabboni, San Pietro in Casale (Bo). Nel 2009 partecipa

alla rassegna Vedoquadro, cento artisti nel formato

trenta per trenta, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (Pi) e

all’Accademia dei Ravvivati di Piombino (Li); inoltre è presente

a diverse fiere e allestisce due personali, alla Galerie

de la Cathedrale, Fribourg, e al Centro per l’Arte Diego Martelli,

Castiglioncello (Li). Da segnalare anche le tre mostre

curate da Filippo Lotti: “Le forme liberate” (2010), Castello

dei Vicari, Lari (Pi) e quelle del 2011 ”La miniera, la materia,

le forme” alla Sala Calderai di Montecatini Val di Cecina (Pi)

e “Mediterranea” nella sala espositiva La Macchia di Castiglioncello.

Nel 2011 partecipa alla LIV Biennale di Venezia,

Sala Nervi, Torino. Nel 2012 realizza, per la chiesa di San

Luigi Gonzaga a Ponte a Egola (Pi), una stazione della Via

Crucis. Dello stesso anno l’importante mostra collettiva “Le

avventure della forma” al Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu).

Molti gli eventi dell’estate 2013 curati da Filippo Lotti. Primo

fra tutti “Sogni mediterranei” la mostra antologica di scultura

nell’area archeologica del Teatro Romano e nel Museo

Archeologico di Fiesole (Fi), preceduta dall’anteprima “Fiesole

preview” alla Art Gallery Il Cesello di Firenze e proseguita

con la mostra “Mediterranea” a Il Salotto Promoter di

Fiesole. Sempre nel 2013 “Ex Maris” la collettiva di cinque

artisti labronici nella sede estiva della Art Gallery Il Cesello

a Castiglioncello. Nel settembre dello stesso anno la mostra

delle opere di Franchi nella prestigiosa Villa San Michele,

rinomata residenza alberghiera di Fiesole. Recentemente è

stato nominato Accademico della prestigiosa Accademia

delle Arti e del Disegno di Firenze.

Franco Mauro Franchi

11


Dalle tenebre

dell’inconscio alla

luce rivelatrice

Il percorso misterioso

della pittura onirica

di Sandra Tesi

di Carmelo Consoli

Il piacere di parlare amichevolmente con Sandra Tesi delle cose

quotidiane, nella leggerezza di un momento conviviale, ci allontana

temporaneamente dal suo mondo pittorico, antitetico e distante

dalla rilassante normalità di un salotto, lasciandoci intuire

come la donna e l’artista vivano mondi separati e conflittuali tra loro;

due personalità diverse, ambedue affascinanti.

Da una parte il mondo della donna dotata di amabile dolcezza, sempre

pronta ad un sorriso rassicurante, ad una parola di sostegno, emblema

nel volto di saggia maturità e nei modi di tenerezza, comprensione e

amore per i figli, i nipoti, dall’altra quello dell’artista pervasa nella sua

creazione da profonde introspezioni esistenziali ed esplodenti travagli

interiori. Due percorsi vitali che lei affronta con disinvoltura, pronta a

mutare la sua dimensione di donna impegnata nella normalità della

vita ed entrare, come per un incanto, nel momento creativo subliminale

dell’arte, in quella intimistica e misterica regolata da segreti processi

mentali, criptate atmosfere simboliche, costantemente in un rapporto

tra sofferenza e liberazione, facendosi così entità medianica alla ricerca,

nei labirinti del tempo e dello spazio, di vie d’uscita esistenziali.

Rapporto sofferenza-liberazione che ci appare chiaro dalla

lettura dei suoi quadri aperti ai sogni, ai dubbi, alle contraddizioni,

al flusso di una esistenza ricca di segreti incantesimi. Una

pittura che esalta il pianeta dell’inconscio, ossia quel contenitore

Il vernissage della mostra "I colori dell'immagine" a Villa Vogel. Da sinistra, il presidente

del Consiglio Comunale di Firenze Eugenio Giani, il presidente del Centro

d'Arte Modigliani Roberto Cellini, Sandra Tesi e il presidente del Quartiere 4 del

Comune di Firenze Giuseppe D'Eugenio

Chiaro di Luna, cm. 100x120

indistinto, sommerso che l’artista riesce comunque alla fine a

controllare senza che questo diventi poi ingestibile e sconfini nei

rebus dell’informale.

C’è sempre dunque in fondo una ratio dominante che mantiene il

controllo sulla parte onirica, sulle profondità segrete della mente

e del cuore che la pittrice vorrebbe seguire come spinta da un irresistibile

richiamo. Un mondo, quello artistico di Sandra Tesi, pittrice

affermata e notissima, con una cifra stilistica tra le più importanti

della pittura contemporanea, di autoanalisi e conflitti interni

attraversato e svelato con sorprendente lucidità gestuale e poetica,

da cui emerge sotto la spinta delle ragioni del cuore e della

mente, ossia percorrendo un percorso che la conduce dalle tene-

12 Sandra Tesi


Melagrane sull'erba, cm. 100x120

Alla sbarra, cm. 40x60

bre dell’inconscio ad una luce rivelatrice.

Le sue tele sono stanze oniriche, enigmatici

labirinti temporali, spazi che tendono ad

esorcizzare paure e dubbi, attraversati da

magiche e irreali atmosfere coloristiche.

Alla fine del loro tormentato sentiero le creazioni

della Tesi hanno sbocchi e messaggi

salvifici, manifestati sotto la forma di fremiti

o squarci di luce improvvisi, bagliori che

sanno rendere la sua pittura unica, preziosa

alleggerendola dalla sua enigmatica ombrosità;

luminosità che sfiorano i piani allentando

le tensioni drammatiche e che sono simboli

di nuova vita, come talora i suoi drappi

vivaci, rossi, bianchi, metafore di contrasto

e raggiunto equilibrio.

Sandra Tesi vanta un'attività pittorica lunghissima,

ormai più che quarantennale; dalle

sue prime mostre del 1972 all’ultima a

Villa Vogel a Firenze del settembre 2013.

Diplomata al Liceo Artistico ha frequentato

l’Accademia di Belle Arti e la Facoltà di Architettura

ed ha insegnato disegno nelle

scuole medie. Ha collezionato numerose ed

importanti personali e innumerevoli collettive,

sia in Italia che all’estero. Considerata a

buon diritto tra i protagonisti dell’arte in Toscana

degli ultimi 30 anni, della sua opera

esiste una vasta e autorevole documentazione,

come ad esempio nell’Annuario Comanducci

n° 8, Edizione Il Candelaio, in “Il

Granducato novembre 1988”, in “Images

Artlife 1993” e “Quadri e sculture, settembre-ottobre

1994”. Sue opere sono esposte

in permanenza nella Pinacoteca di Terni, nel

Nell'Eden, cm. 100x120

Museo Dino Campana di Marradi e nel palazzo

della FAO a Roma. Tra i numerosi premi

ricevuti ricordiamo il Premio Nazionale

San Valentino d’oro, Terni 1992 pubblicato

su “Umbria Amica” ed il Premio Acquisto

1994 del Ministero dei Lavori Pubblici, pubblicato

su “Quadri e Sculture “sett/ott. 1994

esposto a Roma. Sulla sua pittura hanno

scritto tra gli altri, Sergio Bartolini, Ugo Barlozzetti,

Duccia Camiciotti, Dino Carlesi, Roberto

Cellini, Tommaso Paloscia, Elvio Natali

e tantissimi altri tra cui anche il grande

Mario Luzi nella sua opera “ Riflessioni poetiche”.

Inoltre ha fatto parte del Consiglio

Direttivo del Centro d’Arte Modigliani.

E mentre lei ci parla del più e del meno nella

piacevole normalità della sua dimensione

femminile e si mostra squisita nella ospitalità,

noi restiamo affascinati dal suo linguaggio

pittorico travagliato, provocatorio,

stimolante che giunge da un pianeta misterioso

ove vivono i vissuti ancestrali soggettivi

e collettivi, attraversando un itinerario

complesso e sofferto con interni ed esterni

di onirici processi mentali. Sembrerebbe,

tutto questo, un continuo conflitto che ella

apre con sé stessa che alla fine pare risolversi

a favore della ragione, anche se ragione

poetica è e non logica fredda, astratta,

anche se ella esaltando ciò che non può rimuovere

insista a dipingere un mondo tutto

suo, intoccabile, forse per esorcizzarlo. E

perciò a chi le chiede la fonte della sua ispirazione,

i perché e i come si realizzi la sua

pittura, Sandra si trincera in un “non so”,

una sorta di inspiegabile motivazione, in un

tracciato la cui trasparenza le sfugge, ma al

quale attinge con disinvoltura nel momento

creativo. Ma questo, si sa, attiene al mondo

dei grandi artisti, poeti o pittori che siano

che pescano nel magma dell’inconscio. Intanto

le squilla il cellulare e manco a dirlo gli

si apre il mondo degli affetti, dei figli, dei

nipoti, dietro ai quali corre all’infinito con la

sua dolcezza protettrice.

Quella di Sandra Tesi è soprattutto arte accurata,

lungamente sperimentata, sicuramente

solida, colma di preziosità descrittive,

apertamente romantica per il ricorso al

tortuoso mondo dei sentimenti, irreale e

metafisica nel mistero dello spirito che domina

materia e idee e che richiede, in chi si

appresta a decodificarla, un’abbandono più

lirico che un analisi puramente critica. Naturalmente

non mancano nel suo repertorio

artistico quadri, altrettanto preziosi, in cui i

contenuti - siano essi ritratti, nudi, nature

morte, visioni paesaggistiche - appaiono di

più immediata lettura. Alla fine di una immersione

nelle abissali terre del sogno e

delle sconosciute dimensioni, riaffiorati alla

coscienza del tempo e delle situazioni ritroviamo

la dolcezza, il sorriso, la disponibilità

di Sandra Tesi, che riscopriamo essere sia

una donna dalle grandi qualità umane che

una talentuosa ed inimitabile pittrice e dalla

quale ci giungono richieste di commenti sulle

sue innumerevoli tele sparse in tutta la

sua casa-studio: da un giudizio artistico, a

uno poetico, persino a come sistemare l’enorme

mole di lavoro accumulata. Lasciamo

casa sua e i labirinti di opere sistemate in

ogni dove, ci allontaniamo dal suo mondo

artistico, profondo e intraducibile, vivendo

con lei l’esperienza del sogno e della luce

ritrovata e serbando un ricordo indimenticabile

della donna e dell’artista.

Sandra Tesi

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L’Antica

Compagnia

del Paiolo

esalta l’arte

e l’amicizia

alla Festa della

Gnoccata

di Alfredo Scanzani

Foto: New Press Photo

Il Presidente Giuliano Borselli mostra con orgoglio il diploma in ceramica

realizzato da maestro Eugenio Taccini per i Paiolanti

"vulcano", anima e presidente della Compagnia del
Paiolo.

Oltre che essere cittadino di Serpiolle, dove è nato e vive.

E la mattinata
s’è aperta con il benvenuto degli ospiti (Vania

Paoli, presidente della Mutuo
Soccorso) e la consegna

del diploma in ceramica di "Socio Paiolante" che
Eugenio

Taccini ha dipinto e firmato a ricordo dei cinquecento anni

del Paiolo
medesimo. Testimonianza preziosissima, creata e

personalizzata dall’artigiano
di Montelupo Fiorentino.

Mentre dalla cucina saliva un accattivanete profumo di
funghi

e di rosticciana, la cerimonia s’è snodata in allegria, saluti

e
ricordi. Su tutti, il presidente della Provincia, Andrea

Barducci, che ha
mantenuto l’impegno di raggiungere la

brigata, partecipare al rito della
ceramica, godersi gli gnocchi

di mais sorseggiando un rosso genuino. Sì, proprio
lui,

Una panoramica del Teatro SMS di Serpiolle con i Paiolanti in occasione della Gnoccata

Anticipando d’una settimana la festa di San Luca(patrono

dei
pittori, doratori, disegnatori e scultori) e scegliendo di

onorarla incontrandosi
e desinando in collina, alla Gnoccata di

Serpiolle, invece che far "merenda
nella buca", come il vecchio

proverbio pretendebbe, soci ed amici
dell’Antica Compagnia del Paiolo hanno

assaporato una giornata esaltata
dall’arte, dall’amicizia e dalla polenta.

Un’occasione davvero speciale,
condita con quella schietta cordialità che

un tempo animava le brigate degli
artisti, famosi per le emozioni trasmesse

non solo dalle opere, ma pure dall’inventiva
e dalle loro bizzarrie, che attorno

a una bella tavolata trovano da sempre lievito
ed ispirazione.

"Il vulcano s’è riacceso", ha commentato lo
scrittore-giornalista Pierfrancesco

Listri con la sua impareggiabile maestria
nell’introdurre l’intenso

appuntamento orchestrato con entusiasmo giovanile da
Giuliano Borselli,

L'intervento del giornalista Pierfrancesco Listri

14 Antica Compagnia del Paiolo


Giuliana Signorini, che ha tenuto a Serpiolle la mostra "Appunti di viaggio", mentre

riceve il diploma. Accanto Fabrizio Borghini, Giuliano Borselli e Rossella Annigoni

Barducci, il politico che ha trasformato Palazzo Medici Riccardi in

una
vera e propria Casa dell’Arte, oltre che mettere a disposizione

gli spazi amministrativi
di Via Larga per le mostre del Paiolo. Fatto

più unico che raro, se
consideriamo che la Compagnia, a oltre cinque

secoli dalla nascita, aspetta che
il Comune le assegni uno spazio

dignitoso, rispettando i mille giuramenti fatti
con disarmante continuità

e superficialità.

L’opera di Taccini è stata via via consegnata ai soci del
Paiolo dai

rappresentanti di Palazzo Vecchio (Marco Colangelo); da Antonio
Lo-

Vania Paoli, Presidente dell'SMS, con Giuliano Borselli e Marco Colangelo consigliere

del Quartiere 2 del Comune di Firenze

sono che alcuni dei momenti vissuti
nell’ambito della tradizionale

Gnoccata, dove buonumore, incontri, scambi culturali
e sentimenti

genuini, si sono alternati con la lettura degli "Appunti di
viaggio"

dipinti da Giuliana Signorini. Una fecondità di idee, di
comportamenti,

di sogni che l’Antica Compagnia del Paiolo sa ancora seminare,

coltivare
e interpretare, addirittura prendendo in prestito

una pannocchia di mais,
simbolo di benessere, di ispirazione, di

prosperità, e madre di una polenta
sempre disponibile ad esaltare

la sobrietà, l’arte e l’amicizia. Ne abbiamo
proprio bisogno.

La sede dell'SMS di Serpiolle addobbata per la Festa della Gnoccata

vascio ex vicedirettore de La Nazione; da Roberto Ariani delegato

dell’Accademia
italiana della cucina; da Rossella Segreto, bellissima

moglie di Pietro
Annigoni; dal cantante Narciso Parigi che

nell’accogliere la signora Carla, vedova
del calciatore viola Sergio

Cervato (terzino sinistro infallibile dal dischetto
e micidiale nelle

punizioni a filo d’erba), insieme all’indimenticabile Alberto
Orzan ha

rievocato lo spirito che animava gli atleti al tempo della mitica
Fiorentina.

E fa piacere a questo punto rammentare che Guido Gratton

e Miguel Montuori,
altre due stelle del glorioso passato viola, oltre

che esprimere magico talento
sul terreno di gioco, dipingevano con

insospettabile passione. Il siparietto
sportivo andato in onda a Serpiolle,

è stato incorniciato infine dalla presenza
del maestro Luca

Alinari, autore del logo dei Campionati mondiali di ciclismo da
poco

sfrecciati sulle vie di Lucca, Pistoia, Firenze. Quelli accennati, non

Filippo Cianfanelli riceve il diploma dal giornalista Antonio Lovascio

Un momento della premiazione

Antica Compagnia del Paiolo

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Villa

Le Rondini

Sulle luci di Firenze c'è una grande veranda piena si

sole dove le "Rondini" passano l'inverno, Villa Le

Rondini. Situato su una delle più belle colline fiorentine

l'albergo gode di una splendida vista sulla

città ed i colli circostanti. Immaginate una "Villa Patrizia" ed

altre case d'epoca nel cuore di una proprietà di 16 ettari di

parco, uliveti e campagna toscana a soli 15 minuti dal centro

storico. La vostra "Casa" per un soggiorno sereno, la vostra

"Villa" per una notte di festa, il vostro "Salone" per un banchetto

importante, il vostro "Angolo" per una intima cena a

lume di candela. Tutto questo è Villa Le Rondini, camere in

stile, salotti confortevoli, atmosfera ed accoglienza tipica di

una casa privata. Ancora più esclusiva, più vostra, più cordiale

"Villa Le Rondini" vi aspetta, ieri come oggi con lo stesso

impegno ed il medesimo entusiuasmo di 40 anni fa. E

questa passione si riflette anche nei sapori che la nostra

équipe di giovani cuochi elabora ogni giorno. Odori e profumi

si mischiano creando piatti unici accostati a vini pregiati,

il tutto per risvegliare il piacere del gusto e del palato pur

non togliendo niente alla cucina tradizionale. A questo proposito

si utilizzano anche prodotti biologici e naturali della

azienda agricola di famiglia. Il ristorante è aperto per ogni

buona occasioine: una cena a lume di candela, una colazione

di lavoro, un evento speciale quale una comunione o un

matrimonio, una domenica in famiglia o con gli amici approfittando

dell'ambiente anche per fare due passi nel parco o

un bagno in piscina. Se non si ha la macchina, la villa si può

raggiungere in taxi, autobus di città o elicottero.

16 Villa Le Rondini


Villa Le Rondini

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Duccia

Camiciotti

poetessa carismatica

di Anna Balsamo

Duccia, nel suo avanzare nel

tempo, ogni anno cresce in

gioventù intellettuale: la

sua scrittura è giubilata da

lunga fedeltà alla pagina, sia essa rivolta

alla sua inossidabile “dea” poesia o alla

critica letteraria (che si estende fino alle

discipline teologiche e filosofiche) o alla

critica d'arte o alla prosa propedeutica,

che scrisse in passato col fu marito Claudio

Battistich, o in quella autobiografica

di qualche anno fa.

La poetessa, quando si presenta, mostra

un volto di una dolcezza maliziosa e arguta,

il suo look privilegia sempre la femminilità

degli ornamenti e le affiora sulle

labbra un sorrisetto leonardesco quando

le amiche le donano una qualche bigiotteria;

pure, è una donna munita d'una forza

d'animo e di volontà eccezionali che l'hanno

fatta sempre resistere a mille difficoltà

esistenziali e tuttora le permangono pur in

questi tempi così duri e competitivi.

Addentrata da anni nel suo vastissimo

territorio poetico, risulta difficile dare un

giudizio immediato e univoco che investa

a colpo il suo mobile genere di scrittura,

sempre attento alle attualità storiche

e sociali: meglio valutarla per periodi

ed ere.

Cioè un'era giovanile, una adulta e quella

presente che definirei la sua era informatica,

il che è straordinario per una persona

della sua generazione. Infatti, ha dimestichezza

col computer come una “nativa”

digitale; è ormai da anni in Internet col

quale spazia ad entrare in contatto con

Nella foto Duccia Camiciotti tra il Presidente del Centro d'Arte Modigliani Roberto Cellini e Anna Balsamo vice presidente

emerita della Camerata dei Poeti

personalità letterarie sparse nei più disparati

luoghi del pianeta. Si ritrova, perciò, il

computer giornalmente stracarico di mail

che, con suo rammarico, non arriva completamente

ad approfondire nella lettura, data

la grande quantità, e son generalmente voci

di giovani entusiasti e affascinati da quella

sua fiabesca intrigante aria sciamanica trasmessa

dalle foto nel carisma della sua acuta

intelligenza, quasi levantina - come si può

immaginare Odisseo - e poi, scopri frequentandola,

che l'alterna a momenti di fanciullesca

ingenuità.

Nel definire le sue innumerevoli poesie e

pubblicazioni (come innumerevoli sono i

premi e i riconoscimenti ottenuti nel lungo

iter), nell'epoca primeva giovanile si riscontra

una sorta di alerta rivolta alla protesta

contro il consumismo, una sorta di purezza

nativa che si ribella contro una sensazione

di diffuso corrotto urbano degrado di baudelairiana

memoria (ma senza compiacimento)

che è stata, per lungo periodo, una contestazione

alla tecnologia che poi, nei suoi

aspetti sociali e - malgrado tutto - persino

umanistici, l'ha finita col sedurre, una volta

da lei riconosciuta gemella dell'amata

scienza.

Perno inalienabile della sua formazione esistenziale

ed esoterica orientalista, è stato il

cosiddetto “Tibetano”, come veniva chiamato

il suo secondo marito, Claudio Battistich,

18 Duccia Camiciotti


perché adepto, durante la sua permanenza

in India, alle discipline a lui trasmesse dai

monaci buddisti; il quale non era meno coinvolto

dalla cultura islamica e da quella biblica,

da uomo erudito oltreché laureato in

medicina, conoscitore di antiche lingue.

Perciò si può affermare che Duccia si ritrova

ad essere vedova erede di un grande lascito

spirituale, l'esempio vivente di come si possa

assolvere alle necessità materiali, anche

dolcemente memori o crudelmente o teneramente

amorosi: l'amore degli altri e il suo

s'è fatto più che mai sacro mito da cantare.

Attualmente, Duccia, oltre ad essere eminente

redattrice di Città di Vita (ma chi non

pubblicherebbe volentieri qualsiasi suo pezzo),

è vicepresidente, dal 2009, del glorioso

sodalizio fiorentino della Camerata dei Poeti,

con la presidente Lia Bronzi, ed è socia

onoraria nonché consigliera operativa nel

Eugenij Evtusenko e Eugenij Solonovich in

persona, ammirata dall'amore che i russi rivolgono

alla letteratura.

Duccia, da alcuni anni, tramite Internet ha

reperito con gioia in California la nipote di

Lydia Ugolini nonché dello scrittore e giornalista

Luigi Ugolini, Vanna Bonta, poetessa

e artista multimediale statunitense, di gran

fascino intellettuale e personale, con la

quale corrispondiamo attivamente e che si è

Duccia Camiciotti fotografata da Vanna

Bonta davanti al gonfalone della Regione

Toscana a Palazzo Panciatichi di Firenze

talvolta nell'indigenza, partendo dalla completezza

che dona l'energia interiore e questo

esempio è il più grande carisma che lei

può elargire ai giovani.

Ma, essendo Claudio esule istriano, l'ars

poetica di Duccia ha appassionatamente

sofferto per le orrende cronache dello straziante

conflitto in Jugoslavia, traendone

un'epopea di dolore e di sangue che ha impregnato

e premiato di vigore da tragèdo

greco i suoi versi.

Voltata da tempo la pagina, eccola amare

tutto quanto venga da remote epoche o da

remote steppe e lande asiatiche o dalle adorate

regioni mediorientali: argomenti in cui

si è rivelata la sua tendenza al vedutismo,

attraverso la quale è arrivata al recupero del

lirismo in assoluto come giustamente preconizzava

il grande critico Elvio Natali. Ed il lirismo

porta alla ribalta dei suoi versi eventi

Palazzo Vecchio, Sala della Miniatura. Il presidente del Consiglio Comunale di Firenze Eugenio Giani interviene all'incontro

con Duccia Camiciotti, fra Anna Balsamo a sinistra e Lia Bronzi con accanto Roberto Cellini

Direttivo del Centro d'arte Modigliani per il

quale tante note critiche ha prodotto anche

destinandole, come art-director, alla rivista

Pegaso di Mario Mazzoni, così come ha dato

i suoi contributi critici alle pagine degli Incontri

con l'arte del settimanale Metropoli.

Grandemente si è compiaciuta quando, attraverso

l'Istituto Italiano di Cultura, è stata,

per due volte, invitata a Mosca come autrice

di poesia e testimone, la prima volta per

Maria Luisa Spaziani e Alda Merini e la seconda

- insieme a Caterina Trombetti - per

Mario Luzi, e vi si è recata indicibilmente

sospinta dalla forza dell'entusiasmo, incantata,

lì, dalle cupole d'oro a cipollotto delle

chiese ortodosse e dall'incontro coi poeti

prestata a inserirci nella Wikipedia Usa; ha

voluto anche immortalare Duccia nelle due

foto che accompagnano questo articolo e

che ritraggono la poetessa in primo piano.

Di Vanna Bonta - e con lei presente - nel

2009 abbiamo portato una serata performativa

insieme al presidente del Modigliani

Roberto Cellini alla Camerata.

Il 23 ottobre scorso a Duccia è stato assegnato

un premio alla carriera nell'Auditorium

dell'Ente Cassa di Risparmio in via Folco

Portinari a Firenze.

E un altro premio per designazione le verrà

conferito nel Salone dei Cinquecento di Palazzo

Vecchio la mattina del prossimo 17

novembre.

Duccia Camiciotti 19


Scarlett Laroma

L'arte di

cucire poesia

Il dio Mercurio

Pescatore dei sogni

Chi ha visitato la mia mostra nella

bellissima galleria di Agostino

Dessì in via dell’Amorino a Firenze,

avrà visto che i miei quadri

sono fatti di tessuto e che sono completemente

cuciti a mano. Qui vorrei condividere

qualche pensiero sul processo creativo.

L’arte nasce dentro l’uomo. Sorge da una

profondità ricettiva, elaborativa e trasformativa.

Per nutrire questo terreno fertile, siamo

dotati di strumenti sensibili come la mente,

le emozioni, le mani, gli occhi, gli orecchi, la

pelle, il naso, la bocca, ecc. attraverso i quali

noi cogliamo informazioni e materiali necessari

per stimolare la creatività.

Io cerco sempre dei collegamenti, o riflessioni

fra l’uomo e l’universale, quindi per me

è interessante notare che nell’arte dell’astrologia

il sole rappresenta quella parte

astratta e spirituale che è la nostra essenza,

mentre la luna, con il suo ritmo eterno della

nascita e della morte, ci ricorda che siamo

incarnati, cioè, siamo qui in forma fisica, capace

di materializzare creativamente i nostri

sogni, i nostri pensieri e le nostre passioni.

Infatti, pensandoci bene, mi sembra che

l’arte, in tutte le sue forme, avvenga attraverso

un incontro fra il sole e la luna dentro

di noi. Sto pensando a come la luna riceve

luce e informazione dal sole. Come le

prende dentro di sé, le fa sue per poi refletterle

fuori poeticamente. Così anche noi

riceviamo dal mondo che ci circonda: l’immensità

del cielo sopra di noi, le forme e i

colori della natura, il bello e, bisogna dire,

anche il brutto dell'umanità e ciò che questa

ha creato. Consapevolmente o inconsapevolmente,

queste sensazioni ci riempiono:

riceviamo impressioni attraverso

tutti i nostri sensi.

A me è sucesso più di una volta di avere

visto qualcosa, forse la forma di un

ramo d’albero, forse il taglio di una pietra

o forse l'espressione di un volto, e

di riconoscerlo come un'idea che ho

espresso in un quadro anni prima, inconsciamente,

senza rendermi conto,

allora, di averlo visto. Quando, dopo

anche degli anni rivedo quella stessa

cosa, o meglio, la ‘vedo’ per la prima

volta, è sempre un riconoscimento forte

come quando si riconosce una persona

che magari non si aspettava di

vedere.

Naturalmente ciascuno di noi è diverso

e quindi l’alchimia fra ciò che riceve

e ciò che è l’essenza del suo essere,

sarà unica e particolare per ciascuno.

20 Scarlett Laroma


mossa sta a me. La musa aspetta un inizio,

un fondo sul quale stendere la sua poesia.

Qui devo stare molto attenta all’ascolto del

cuore, e alla fiducia che devo avere nelle

mani, che riusciranno a cogliere i messaggi

sottili che possono indicare la strada da

seguire.

Mi meraviglio sempre di come un' immagine

possa prendere forma, delle volte molto diversa

dalla mia idea iniziale. Qualche volta

questa partenza avviene felicemente in poco

tempo. Altre volte ci vogliono giorni, forse

anche settimane e allora mi dispero, penso

l’idea, e mi piace immaginarla come un

seme. Un seme perché contiene in essenza

il potenziale di un'immagine. Questo seme

va piantato nella terra fertile, cioè nella

profonda disponibilità di farla crescere

come vuole. Cerco di nutrirlo con le idee

che mi salgono in mente, con i colori, le forme

e le soffe diverse, tenendo ferma l’idea

iniziale per sostenere il piccolo seme. Non

so come si esprimerà e cerco di non limitarlo

con idee fisse di come deve essere.

Seguo la sua crescita e se sono fortunata

nascono fiori belli.

Mentre lavoro su un quadro sono concentrata

totalmente. Sono così immersa che mi

sembra sempre il più bello che abbia mai

fatto! Succedono anche cose curiose come

trovare una stoffa perfetta per il momento

che non sapevo di avere, e di trovarla in una

cesta dove vado sempre a cercare. Delle

volte trovo una stoffa che mi piace molto,

ma poi scopro che è sciupata. Ho imparato a

L'aquilone

Per esempio i miei quadri sono molto diversi

fra di loro come idea, come soggetto, ma

c’è un qualcosa che li lega, e quel qualcosa

parla di me come persona, come artista.

Per me, creare un nuovo quadro è come partire

per un viaggio. So quando sono pronta

per partire, come so quando sto per scrivere

una poesia. C’è una sensazione sottile che

ormai conosco bene, che raccoglie tutta la

mia attenzione. Un amico in Inghilterra dice

che sono come una gallina che cova, quando

un'immagine si sta formando dentro di me!

All’inizio del viaggio creativo, avverto sempre

un forte senso di irrequietezza.

So che c’è qualcosa che vuole

esprimersi, ma mi trovo di

fronte al vuoto, e cerco la chiave

che aprirà la porta dietro alla

quale mi aspetta la mia musa,

nascosta fra una pila di stoffe e

una fragile idea. Ho veramente

la sensazione dei movimenti interiori

e so che mi devo mettere

da parte per dare loro il permesso

di esprimersi.

All’inizio, quindi, scelgo i colori e

le stoffe secondo l’idea che ho in

testa. Tiro fuori tante stoffe, lasciando

che il colore e la qualità

del tessuto mi comunichino

qualcosa e quando li ho scelti li

lascio in un mucchio per consolidare

la loro disponibilità. Non so come dire,

ma è come lasciare che la mia idea penetri

nell'atmosfera creativa.

Ecco, a questo punto devo iniziare, la prima

View from my window

che non riuscirò a fare niente, e poi tac! Il

movimento, la magia, e so che posso rilassarmi

perchè siamo finalmente in viaggio.

Per me quindi, la prima cosa importante è

L'albero della vita

non buttarla via perché spesso è proprio

l’imperfezione che crea il bello. Le mie mani

agiscono da sole, giocano con la stoffa, piegandola,

girandola fino a che ad un certo

punto vedo quello che cerco, come la lente

di una macchina fotografica che mette a

fuoco una scena. Allora spilli per fermarla

nell’attesa dell’ago.

L’arte di cucire richiede molto tempo e molta

pazienza. Non è come il computer dove puoi

tornare indietro o tagliare una parte per inserirne

un’altra; nel cucire bisogna fare per

poi capire se va bene o no. Io non uso mai

disegni già fatti, tutto quello che faccio viene

spontaneamente dall’ispirazione e se poi

trovo che non mi piace devo disfare e ricominciare

da capo!

Alla fine, quando l’opera è finita, mi pare che

abbia una sua presenza, e sono grata per

aver potuto assistere alla sua nascita.

Scarlett Laroma

21


Liliana

Ugolini

Al Teatro Affratellamento

di Firenze con

Cus Cus / Eros & Thanatos

di ogni personaggio”.

Eros e Thanatos, amore e morte, fili conduttori dei drammi che fondono

i destini umani, sono stati affidati alle voci recitanti di Marco

Contè e Fabio Rubino che hanno dato corpo ad un dialogo fra sessuadi

Fabrizio Borghini

Sabato 12 ottobre al Teatro Affratellamento di Firenze la

poetessa e operatrice culturale Liliana Ugolini ha presentato,

in collaborazione con l'Associazione Culturale Multimedia91,

Cus Cus (Eros e Thanatos), un lavoro che ha

permesso una sperimentazione teatro/musica/voci/immagini in un

connubio tra mito e contemporaneo. Cinque figure storiche della letteratura,

Ofelia, Salomè, Elettra, Fedra, Margherita, sono rese attuali

da una versificazione indagata e rivisitata.

Queste donne, donne di sempre e di ogni giorno, si stagliano nel loro

dramma di assoluta modernità ognuna nella propria chiave di lettura

vivificandosi nelle voci e nelle forme.

Le ha magistralmente interpretate l'attrice Gaia Nanni, fiorentina,

che da oltre dieci anni si occupa di ricerca teatrale. Formatasi al Teatro

Puccini, esordisce nel 2000 continuando negli anni, insieme alla

sua compagnia teatrale, con una predilezione per la prosa contemporanea.

Quali sensazioni ha provato nel calarsi, nel breve spazio di

una performance, nelle esistenze di cinque donne così diverse

quali la shakespeariana Ofelia, la Salomè innamorata di

Giovanni Battista, le mitologiche Fedra ed Elettra, la goethiana

Margherita

“È stata un'esperienza esaltante e appagante da più punti di vista.

Come donna perché questo lavoro è un percorso nel femminile,

nella psicologia di personaggi intensi; dal punto di vista attoriale

perché mi ha consentito di lavorare fianco a fianco con l'autrice,

cosa che permette di cogliere anche le più impercettibili sfumature

L'immagine creata dalla pittrice Giovanna Ugolini per la locandina di Cus Cus

22 Liliana Ugolini


La copertina del CD ricavato dal lavoro di Liliana Ugolini

lità e morte in un rimando di frasi poetiche dalle quali scaturiscono i cinque personaggi

femminili indicati da cinque colorazioni (bianco, rosso, nero, giallo, blu).

Fabio Rubino, leccese, dal 1995 a Firenze, dopo la laurea in Giurisprudenza si diploma

presso il Teatro d'Almaviva legandosi successivamente alla compagnia ESTeatro.

“Come Thanatos ho scelto la strada, sia nella lettura che nell'interpretazione, della complicità

con Eros, abbiamo cercati di avvicinarli”.

Marco Conté, Eros ed anche regista della messa in scena, ha frequentato la Bottega teatrale

di Firenze e nel 2009 ha formato il gruppo Kimera che attualmente dirige. “La cosa

più affascinante e più complessa era riuscire, in una stessa performance, ad amalgamare

immagini video, musica ed elemento poetico senza che nessuna di queste componenti

fosse predominante. Il risultato finale è stato un perfetto equilibrio fra le parti”.

L'autore delle musiche è Tommaso Pedani, classe 1988; ha iniziato a suonare il pianoforte

a sei anni per poi intraprendere gli studi all'Accademia Musicale di Firenze dove si è

diplomato nel 2008. Poi ha frequentato la Scuola di Musica di Fiesole prima di passare

definitivamente alla composizione. “La musica ha avuto un ruolo fondamentale; il lavoro

è partito dal testo dell'opera di Liliana Ugolini e quando è giunto il momento di unire la

parte musicale alle altre componenti della rappresentazione, abbiamo cercato di armonizzare

gli aspetti visivi con quelli poetici e musicali per dar vita a un'opera multimediale

di forte impatto. Le musiche sono state eseguite da Francesco Cecchini (flauto), Antonio

De Sarlo (violino), Luciano Turella (viola), Silvio Risaliti (violoncello), Gloria Cecchini

(percussioni)”.

Le scenografie sono state affidate alla nota pittrice fiorentina Giovanna Ugolini. “Con

mia sorella Liliana collaboriamo da sempre e quando mi ha proposto questo progetto ho

dato immediatamente la mia adesione perché l'ho trovato stimolante e assolutamente

L'interno del Teatro Affratellamento di Firenze

coinvolgente per un'artista”.

Fondamentale è stato l'apporto di Vincenzo

Lauria per le immagini video che hanno

assecondato le parti recitative e musicali

in maniera superba. “Con Liliana abbiamo

lavorato insieme alla realizzazione del video.

È stato un lavoro immane, un lavoro

di tipo sartoriale in cui abbiamo mixato

immagini tecnologiche con quelle reali

cercando di trasmettere allo spettatore le

medesime suggestioni che riceve dalle

musiche e dalla recitazione”.

Liliana Ugolini, fiorentina, ha pubblicato

19 libri di poesia, 4 in prosa e 4 di teatro.

Da questi ultimi sono stati prodotti 12

spettacoli andati ripetutamente in scena

e 2 opere/concerto. Ha curato per 16

anni, in Pianeta Poesia con Franco Manescalchi

per il Comune di Firenze, la poesia

performativa e multimediale documentata

in 3 libri.

“Nel mio lavoro mi interesso di archetipi e

mi ha intrigato riunire questi cinque archetipi

di donna per parlare del tema

dell'amore e della morte. Desidero sempre

che i miei testi escano dalle pagine

del libro per andare ad abbracciare la musica

e il video per diventare altro, per andare

oltre. Così è nato Cus Cus, una performance di

poesia, musica, video e recitazione. Dopo aver

scritto i testi ho cercato le persone che mi aiutassero

ad andare oltre la pagina scritta. Ho

contattato singolarmente dei bravi professionisti

che prima hanno lavorato da soli e poi in

gruppo per dar vita a quello che non è un vero

e proprio spettacolo, anche se ne ha tutte le

caratteristiche, ma una performance multimediale

che definirei teatro di poesia”.

Liliana Ugolini

23


Mostra a cura di

Renzo Del Lungo

Allestimento mostra

Designer Michele Del Lungo

Artigianato è Arte

Alessandro Belli

Via Gramsci, 26 - 50055 Lastra a Signa (FI)

Espongono: Antonio Maddaluni

Tel. 335 1297680 - albesive@gmail.com

Alessandro Belli Marco Maffei

Nato a Lastra a Signa nel 1956. È autodidatta; la passione per la pittura

Claudio Caioli Annamaria Maremmi è nata all’inizio degli anni Novanta, durante i suoi soggiorni a Castiglioncello,

visitando le mostre dei Macchiaioli e post-macchiaioli, che si succedevano

al Castello Pasquini.

Anna Casati

Graziano Marsili

Paolo Catelani Mario Masini

Come dice lui stesso, è ancora alla ricerca di una propria identità pittorica

e spazia da un figurativo “classico” ad opere sempre figurative,

Osvaldo Curandai Viola Mura

ma più materiche e vigorose.

Grazia Danti

Luciano Piseri

Giacomo Del Giudice Marcello Querci

Sara Del Giudice Pier Nicola Ricciardelli

Renzo Del Lungo Fabrizio Secci

Anna di Volo Mario Secci

Leda Giannoni Roberto Smorti

Dida

Studio di onda, tecnica mista, cm. 30x40

Monica Giarrè Raniero Vettori


CLAUDIO CAIOLI

claudiocaioli@libero.it

Vive e lavora a Cerreto Guidi (FI) dove collabora con la Proloco e il Comune

organizzando eventi artistici e mostre di pittura, in particolare alle Cantine

Verdi, sede della contrada Porta Caracosta, una delle quattro contrade che

annualmente, nel mese di settembre, si contendono il Palio del Cerro. Come

pittore predilige l'arte concettuale, riportando sulla tela le sue emozioni interpretando,

a suo modo, la vita e gli eventi

di tutti i giorni. La sua pittura è essenziale,

sia nei colori che nel soggetto,

per non distrarre l'osservatore

dal messaggio che vuole dare,

inserendo nei suoi lavori anche

elementi materici, uno fra i

prediletti è lo specchio, perchè,

come sostiene l'artista, lo specchio

riflette la realtà, ma non è la

realtà quella riflessa, Nella sua

carriera artistica ha vinto molti

premi e esposto in varie gallere

sia in Italia che all'estero.

Gita fuori porta, 2012,

acrilico e olio su tela, cm. 60x80

Anna Casati

Stilista e Creatrice di Moda

Via Orcagna, 47

50121 Firenze

annacasati.gelli@tiscali.it

2012:

Mostra al Museo Bardini all’interno

della manifestazione promossa

dal Comune di Firenze “Moda e

Lusso - Percorsi insoliti al Museo

Bardini, Stibbert e Horne”.

Storia dell’azienda Anna Casati attraverso

la presentazione ed esposizione

dei capi realizzati dagli anni

Cinquanta al Novanta.

PAOLO CATELANI

Via Viacce, 8 - Loc. Girone - 50061 Compiobbi (FI)

Cell. 338 3675140

Nato a Firenze nel 1943. Avvicinatosi alla pittura per passione

nell'anno 1960 è stato seguito inizialmente dal maestro G.

Mazzon. Con il pittore Marcuzzi ha collaborato a dipingere,

per una casa editrice inglese, una collana di quadretti commemorativi

della storia dei francobolli di

quel paese. Lascia la pittura nel 1969.

Stimolato fortemente dalla figlia Beatrice,

il 15 luglio 2007, dipinge un nuovo

quadro. Predilige dipingere la natura, la

campagna e quant'altro lo ispiri. Espone

con l'Associazione Mazzon, Artisti Fiesolani,

C.N.A. Arte Firenze, Associazione

Toscana Cultura e Percorsi d'arte. Alcune

sue opere sono state esposte ad Antella,

presso il Teatro Comunale, ad Ellera,

a Compiobbi, al ristorante Le Lance di

Fiesole, a Cellai, alla Galleria Pio Fedi a

Firenze, al Basolato a Fiesole e alla Biennale

di Levizzano (Modena).

Alberi, olio su tela, cm. 60x40

OSVALDO CURANDAI

Via 8 Marzo, 7 - 50067 Rignano sull’Arno (FI) - Tel. 055 699380

Con un lenticolare realismo e con innato spirito di magica evocazione,

propone la sua Toscana qual è oggi ma, insieme, filtrata da

una memoria che ne arricchisce, con lo stupore della luce, i significati

figurali di una volta. La sua pittura si esprime al meglio nei

piccoli, talora minuscoli formati dove il pregio della sintesi non

mortifica la varietà dell’insieme. Sebbene paesaggista di vaglia,

ci regala nelle nature morte una quantità di densa e malinconica

pittura che ha la rara magia delle autentiche evocazioni.

Pierfrancesco Listri

Lavoro nei campi, 2013,

olio su tela, cm. 80x70

Artigianato è Arte 25


grazia danti

graziadanti@yahoo.it

Artista autodidatta che ha avuto grandi successi internazionali quale la

mostra al Grand Palais di Parigi dove è stata chiamata a partecipare consecutivamente

dal 2010. Ha poi ottenuto consensi sia in Toscana, dal Comune

di Cortona (2013), sia dal Comune di Viareggio (2012/2013).

Artista figurativa con spiccati riferimenti al surrealismo.

Giacomo Del Giudice

Via di Quarate, 8 - 50011 Antella - Firenze

Tel. e fax 055 6499438 - eliartech@libero.it

Il viaggio, 2005, gesso e olio su faesite, cm. 50x50

Sarah Del Giudice

Via dei Bagni, 11 - 50022 Greve in Chianti (FI)

Tel. 339 1157838 - info@fonderiadelgiudice.it

È nata a Firenze nel 1978 e lavora nelle

colline chiantigiane dove gestisce col fratello

la fonderia di famiglia dedicandosi

alla creazione delle sue opere che esegue

nella maggior parte dei casi in bronzo,

materia che sente propria più di altre

che abitualmente lavora (legno, gesso,

resine, cemento e terracotta).

Diplomata al Liceo Artistico Alberti di Firenze

nel 1996, ha continuato gli studi

frequentando la scuola di scultura all'Accademia

di Belle Arti di Firenze dove si è

diplomata nel 2002 con 110 e lode presentando

una tesi sulla fusione a cera

persa che nella sua famiglia si tramanda

da tre generazioni.

Donna che scende le scale,

bronzo, cm. 115x27x40

Nato a Firenze nel 1970. Ha

sempre lavorato presso la

fonderia artistica del padre,

la Del Giudice Leonardo e

Figlio. Come artista ha iniziato

negli anni Novanta

facendo la prima mostra in

una galleria d’arte a Panzano,

per poi continuare le

sue esposizioni e mostre in

varie gallerie e musei,

come ad esempio a Palazzo

del Podestà al Galluzzo, al

Museo di San Francesco a

Greve in Chianti.

Dieci,

bronzo, cm. h 100x50x50

Renzo del lungo

Piazza Ghiberti, 13 - 50060 Pelago (FI)

Tel. 055 8326636 - 333 3080225 - dellungo.renzo@gmail.com

Nasce a Firenze nel 1942. Dopo un continuo vagare per tutti i continenti,

approda nelle regioni polari. Qui viene attratto dal silenzio

dei ghiacciai e dalla maestosità del paesaggio, che caratterizzano

l'ispirazione dell'intera sua opera, dove domina incontrastata la

natura scevra della mano dell'uomo. La sua ricerca si richiama alla

fondamentale dimensione del silenzio. Ha tenuto mostre personali

confortate da largo plauso di critica e di pubblico in Europa e

nelle due Americhe.

Paesaggio Marocco, 2011, olio su tela, cm. 120x50

26 Artigianato è Arte


anna di volo

Via Cavour, 75 - 50129 Firenze

Tel. 055 477809 - 328 7133706

anna@annadivolo.com

“Anna di Volo ci consegna attraverso

i suoi quadri il linguaggio divino

e universale che mette in comunicazione

le nostre anime con quelle di

tutti gli esseri viventi. Volti di donne

che si offrono come immagini di sogno.

Anna sa bene che la sua Anima

dipinge immagini nei sogni e che lei

riesce con la sua raffinata tecnica

artistica e con la sua grande sensibilità

di donna a rubare per metterle

sulle tele. E ce le offre per farci vivere

tutte le sue emozioni”.

monica giarrÈ

monicagiarre@alice.it

Fabio Norcia

Donna in rosso, 2006

olio su tela, cm. 60x100

A Firenze ha compiuto studi a indirizzo artistico e musicale. Nel 2001

tiene la sua prima personale al Palagio di Parte Guelfa di Firenze seguita

da un'altra nella storica Villa Montalvo a Campi Bisenzio. Nel 2002 inizia

il suo decennale cammino da una figurazione tradizionale verso una ricerca

introspettiva attraverso una serie di mostre che evidenziano un'acquisita

maturità e la definizione di una riconoscibile cifra stilistica. Nel

2003 è alla Galleria Tartaruga

di Roma e dopo una serie di

collettive approda alla Galleria

Mentana e alla Galleria

Frosecchi di Firenze. Nel 2007

partecipa a Artefiera di Firenze

e alla Fiera di Parma, nel

2008 alla Fiera di Genova e

nel 2012 tiene la personale

Donne, angeli e miti al Museo

Archeologico di Fiesole riportando

un clamoroso successo

di critica e pubblico.

Il coro degli angeli, 2013,

acrilico su tela, cm. 100x100

leda giannoni

Via G. Giusti, 12 - 50121 Firenze

Tel. 055 245297 - Cell. 3337343038 - ledagiannoni@communicart.it

È nata a Montecatini Terme ma, fin da piccola, vive a Firenze. Frequenta

scuole di rilievo come la Rosso Tiziano diretta da Tiziano

Bonanni e, appassionatasi alla scultura, anche la bottega d'arte di

Amalia Ciardi Dupré. Recenti studi di ritratto dal vero hanno reso il

tessuto pittorico più realistico e sensibile al valore plastico. A Firenze

espone nel 2006 al

Convitto della Calza, nel

2008 alla San Giovanni

Battista, nel 2009 alla Galleria

Mentana e al Grand

Hotel, nel 2010 all'Officina

Profumo Farmaceutica di S.

Maria Novella, nel 2012

alla Galleria Frosecchi e

nel 2013 al Battibecco

d'Impruneta. Ha tenuto

mostre anche a Venezia,

Parigi, Bruges e Verona.

Veronica, olio su tela, cm. 50x45

ANTONIO MADDALUNI

Via Codacci, 38 - 50023 Impruneta (FI)

Anche se fin dal primo anno di età vive a Firenze, nasce alle pendici

del Vesuvio. Come il Vulcano racchiude in sé la forza esplosiva che

al risveglio fa emergere dal profondo della terra il colore del magma,

così questo pittore ha conservato dentro di sé il suo fluido artistico

fino a quando la sua energia ha trovato una via d’uscita,

mostrando i suoi colori al mondo. Frequentando per molti anni la

scuola del maestro fiorentino Tiziano Bonanni (pittore e scultore),

ha imparato le più svariate tecniche pittoriche, ma è continuando a

lavorare nel proprio studio, che ha dato ai suoi dipinti la personale

impronta. Dopo il periodo del disegno

classico, ha iniziato a dipingere con

colori ad olio su tela e tavole di legno.

Successivamente ha utilizzato tecniche

miste su cartoncino con fusaggine,

gessetti e colori acrilici per poi

passare ad una terza fase dove prevale

una tecnica murale, tipo affresco su

tela, lavorando però con una base materica

più corposa, da lui preparata con

Senza titolo, tecnica mista su base materica,

cm. 100x100

un sistema unico e originale.

Artigianato è Arte

27


MARCO MAFFEI

Via Pregiuntino, 10 - 56020 Santa Maria a Monte (PI)

Tel. 0587 709382 - 3381814659

Ritrarre la realtà non significa soltanto fermarne l’aspetto visibile, ma indagarne

la natura profonda. È questo l’obiettivo di Marco Maffei, la cui ricerca

pittorica si serve della nitidezza esecutiva per avvicinarsi millimetricamente

al soggetto rappresentato. Sia nei quadri con la figura umana che nelle

nature morte lo scopo è “guardare dentro realtà”, ovvero calarsi sotto la pelle

delle cose per coglierne gli aspetti che solitamente sfuggono ad una lettura

superficiale. La precisione tecnica e il verismo illusionistico non

esauriscono quindi il senso del quadro, ma, al contrario, ci permettono

di scoprire la meraviglia delle piccole e semplici cose, di un

frutto o di un oggetto

che condividono il nostro

spazio di vita e che

però soltanto la pittura

è in grado di mostrarci

sotto una nuova luce.

Natura morta, olio su tela, cm. 70x50

GRAZIANO MARSILI

Via di Mezzo 2 - 50121 Firenze

Tel. 055 241916

Daniela Pronestì

annamaria maremmi

annamaria.maremmi@gmail.com

www.annamariamaremmi.it

Nel formulare una sorta di naturale equilibrio tra cifre che possono apparire

di segno opposto, come realtà e sogno, figurale e indefinito, la pittura

di Annamaria Maremmi riesce ad attraversare un territorio quanto mai

esteso e frequentato nella storia e nella tradizione salvando una sua spiccata

sigla che le consente

di solcare temi come la

figura femminile, il paesaggio,

la natura morta, e

dotarli di nuove suscitazioni

al filtro della sua indole

dinamica e poetica.

Roberta Fiorini

C'è un duplice versante di preferenze percettive e visive di questo Effetto natura, olio su tela, cm. 70x70

pittore: da un lato gli spazi ampi della campagna, dall'altro il paesaggio

urbano, sempre o quasi fiorentino, allegro e gremito di figure

che tende a un'attualità cronachistica. Se, invece, volge la tavolozza

verso la campagna, allora un'imaginérie velata di memoria,

una statica visionarietà intima e raddolcita segna le sue tele.

L'artista è un postmacchiaiolo dotato di una modernissima sveltezza

di tocco e di una leggerezza di pennellata che conferiscono al MARIO MASINI

suo realismo quel Via Viacce 6/A - Loc. Girone - 50061 Compiobbi (FI)

carattere d'improvviso

che è proprio

Cell. 338 2089124 - mariomasini39@alice.it

dell'acquerello. Ha partecipato, più volte invitato, a numerose collettive in Italia e all'estero,

ricevendo premi e riconoscimenti tra i quali:

Pierfrancesco Listri - Medaglia d'argento Premio Nazionale Lastra a Signa

- Premio Mino da Fiesole

- 1° Premio assoluto "Lo Jacopo

d'oro" Firenze

Ema a Grassina, 2010, olio su tela, cm. 50x70

- Premio Arteuropa

Ha esposto in varie mostre personali,

tra le quali, la più recente

presso la galleria "Casa di Dante"

di Firenze.

L'arte in Europa, 1998,

tecnica mista, cm. 60x80

28 Artigianato è Arte


viola mura

www.opificiodelsegno.it

Cell. 348 7333700 - info@opificiodelsegno.it

Nata nel 1978 a Firenze si occupa di progettazione e comunicazione visiva

da molti anni e la stessa passione per le immagini si trasferisce anche in

quello che per lei è un hobby, una forma di svago e riflessione, che ama

fare da sempre... dipingere. Amante del periodo impressionista, il suo

interesse è rivolto principalmente alla ricerca degli equilibri fra luce ed

ombre.

Il mercato, olio su tela, cm. 50x70

MARCELLO QUERCI

marcelloquerci@gmail.com

è nato a Prato nel 1952.

Appassionato di pittura da sempre, che esercita nei momenti liberi.

È impiegato presso la CNA Firenze.

Luciano Piseri

Via Vernalese, 212 - 50012 Bagno a Ripoli (FI) - Tel. 335 1492297

Nasce a Verrua Po (PV) nel 1943 ma è milanese d'adozione fin dall'infanzia.

Un' innata predisposizione artistica lo spinge a dilettarsi, al di fuori della

sua normale attività professionale, sia nel canto corale sia nella pittura, ove

affina le doti naturali seguendo i corsi della scuola d'arte del Castello Sforzesco.

Entrato nel 1985 nel G.A.R. (Gruppo Artistico del centro culturale

Rosetum di Milano), viene subito selezionato per la partecipazione al palio

cittadino ed espone regolarmente alle mostre collettive della Galleria d'arte

Velasquez. Intensa è anche la sua presenza ai concorsi estemporanei provinciali

e regionali, nei quali raccoglie costantemente significativi riconoscimenti.

Dal 1987 perfeziona la propria tecnica alla scuola del maestro Alfredo

Zecca. Dal 1991 fa parte

dell'A.I.A. (Associazione Italiana

Acquerellisti). Dal 2002 insegna

acquerello a Bagno a Ripoli

(FI) ai corsi dell'Associazione

Culturale G. Mazzon.

Chioggia, 2008, acquerello, cm. 50x70

pier nicola ricciardelli

Studio: via Villamagna 58 - 50126 Firenze

Tel. 055 689306 - Cell. 340 2428363 - pnricciardelli@alice.it

Al telefono, acrilico su compensato, cm. 60x62,5

Nato a Firenze nel 1936 è vissuto per tutta

la vita nell’ambiente bancario. Una

volta in pensione è riuscito a formarsi

un’educazione artistica frequentando varie

scuole, tra cui l’Istituto Artistico di

Porta Romana, l’Istituto Internazionale di

calcografia “Il Bisonte”, l’Accademia

delle Belle Arti di Firenze (scuola libera

del nudo) e vari insegnanti privati. Fa parte

di associazioni artistico-culturali,tra

cui Dalle terre di Giotto e dell’Angelico

di Vicchio, Gadarte e Anla di Firenze.

Ha vinto vari premi in grafica e pittura ed

alcune sue opere sono esposte in musei:

Museo della Chiesa degli Scolopi di Foligno,

Istituto del Bigallo di via Faenza a

Firenze, e al centro socio-culturale del

Fuligno di Firenze.

La nipotina, 1994, pastello Rembrandt

su carta, cm. 35x50

Artigianato è Arte

29


fabrizio secci

Via delle Quercioline, 14 - 50012 Grassina (FI)

Tel. 055 642411 - 338 3937464 - fsecci@mtsdistribuzione.it

Iniziò a dipingere giovanissimo su vetro, delicata materia che impone levità

del tratto ed eleganza di sintesi. Seguì poi per un lustro gli ammaestramenti

del pittore Giancarlo Sani, finché fu alla scuola del Mazzon. Una

sua importante mostra ebbe luogo a Fiesole nel 1987. Di lui gli aggettivi

più insistiti della critica dicono: magia, scioltezza, leggerezza, sensibilità.

È giusto e naturale, perché la rifinita esattezza ottica, l'eleganza

ponderata dei colori, l'armonica mai ridondante composizione

dell'insieme dicono di un occhio pittorico educato per un verso al

mirabile e tutto

toscano senso

delle proporzioni

e dall'altro di una

moderna capacità

di equilibri.

Papaveri all'Antella, 2013,

olio su compensato, cm. 60x50

Pierfrancesco

Listri

Mario Secci

Località Cellai, 30 - 50067 Rignano sull'Arno

Cell. 338 8449747

Nasce a Firenze nel 1936. Amante della pittura floreale, realizza le sue

prime opere in olio su tela. Poi, grazie all'esperienza lavorativa nell'ambito

del ferro battuto e come decoratore, perfeziona la sua tecnica e comincia

a realizzare opere floreali con tecnica

mista su ferro. Ha fatto parte

del Gruppo Arti Figurative Ardengo

Soffici di Rignano sull'Arno, con il

quale ha realizzato mostre collettive

a Firenze e dintorni.

ROBERTO SMORTI

Via Paoletti, 12 - 50012 Villamagna, Bagno a Ripoli (FI)

Tel. 055 6519169 - smortiroberto@libero.it

Dietro la tranquillità ottica di questo artista, vibra un bisogno di

altrove: lui, paesaggista dei dintorni fiorentini, si cimenta anche

nella pittura di scorci urbani. Sebbene artista di notevoli ripensamenti,

ha una felicità immediata nel cogliere luci e colori dei

paesaggi, ora laghi di rossi papaveri,

ora stradine fra muri alti

con il verde che getta rami

d’ombra. Un grande senso della

luce rende i meridiani paesaggi,

come i tramonti, e perfino

certi ritratti, affidati a un cromatismo

senza errori. Sulla linea

di interiore ricerca che si

volge al sacro, non ignora le

grandi tavole di memoria religiosa

della sua terra.

Pierfrancesco Listri

Torrente a Loro Ciuffenna, 2006

olio su tela, cm. 50x70

La mimosa, cm. 85x50

RANIERO VETTORI

Via Cavour, 127 - 50019 Sesto Fiorentino (FI)

Tel. 055 4494890 - 335 1312915 - rani5@libero.it

I temi dei suoi quadri sono paesaggi toscani e soggetti anatomici in acrilico

e chiaroscuro che realizza seguendo gli insegnamenti dei professori degli

anni Settanta all'Istituto d'Arte di Sesto. Divenuto imprenditore del settore

pneumatici, non ha mai abbandonato la pittura. “Ho fatto il grafico per dieci

anni e poi ho rilevato l'attività di famiglia. Ma il mio lavoro non ha assolutamente

condizionato la passione per l'arte perché ho sempre continuato a

disegnare. Recentemente

ha tenuto una

personale con 14

opere al Caffè Grotta

di via Gramsci a Sesto

Fiorentino mentre

nello scorso giugno

ha partecipato alla

collettiva ospitata

all'interno del padiglione

espositivo Antonio

Berti di Sesto.

Prato spazzato dal vento, 2013, acrilico su tavola, cm. 80x70

30 Artigianato è Arte


Artigianato è arte

31


Sede sociale e direzione

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(Comune di Lastra a Signa)

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San Mauro a Signa

(Comune di Signa)

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via di Castelpulci 3 - 50018 Scandicci

Tel. 055 7310678 - fax 055 720145

Montelupo Fiorentino

via Centofiori 14 - 50056 Montelupo Fiorentino

Tel. 0571 913188 - fax 0571 913216

Malmantile

(Comune di Lastra a Signa)

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50050 Malmantile (Lastra a Signa)

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Firenze

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Tel. 055 5088114 - fax 055 578832

Sede distaccata

Castelfranco di Sotto

via Provinciale Francesca Nord 78

56022 Castelfranco di Sotto (Pisa)

Tel. 0571 488730 - fax 0571 488740

Sportelli ATM

Signa

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Badia a Settimo

(Comune di Scandicci)

via la Comune di Parigi 34

Capannori

Via del Popolo 5

55012 Capannori (Lucca)

Firenze

Nuovo Ospedale San Giovanni di Dio

via Torregalli 3 - 50143 Firenze

Fucecchio

Piazza dei Seccatoi

32

San Miniato

Viale Marconi 20

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