Celebrazioni Liturgiche, Preghiere e canti - Diocesi Altamura ...

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Celebrazioni Liturgiche, Preghiere e canti - Diocesi Altamura ...

Diocesi di

Altamura - Gravina

Acquaviva delle Fonti

congresso

eucaristico

Diocesano

Celebrazioni Liturgiche

Preghiere e canti

30 settembre – 6 ottobre 2012


INDICE

Presentazione pag. 9

Preghiera

del Congresso Eucaristico Diocesano » 11

Inno del Congresso Eucaristico Diocesano » 13

Logo del Congresso Eucaristico Diocesano » 15

Indicazioni per la preghiera personale e comunitaria

«Maestro, insegnaci a pregare!» » 17

Lunedì 1 ottobre

Eucaristia: pane del cammino » 35

Celebrazione Eucaristica » 36

Lodi mattutine » 39

Ufficio delle letture » 45

Ora media » 52

Vespri » 57

Compieta » 63

Adorazione Eucaristica » 67

Martedì 2 ottobre

Eucaristia: passione per l’uomo » 81

Celebrazione Eucaristica » 82

Lodi mattutine » 85

Ufficio delle letture » 91

Ora media » 99

Vespri » 103

Compieta » 109

Adorazione Eucaristica » 113

5


Mercoledì 3 ottobre

Eucaristia: nel tempo dell’uomo pag. 121

Celebrazione Eucaristica » 122

Lodi mattutine » 124

Ufficio delle letture » 131

Ora media » 141

Vespri » 146

Compieta » 152

Adorazione Eucaristica » 156

Giovedì 4 ottobre

Eucaristia e comunità » 163

Lodi mattutine » 164

Ufficio delle letture » 170

Ora media » 179

Adorazione Eucaristica » 183

Venerdì 5 ottobre

Eucaristia: presenza di misericordia » 191

Celebrazione Eucaristica » 192

Lodi mattutine » 195

Ufficio delle letture » 202

Ora media » 213

Celebrazione cittadina

dell’Unzione degli Infermi » 218

Vespri » 225

Compieta » 230

Adorazione Eucaristica » 234

Sabato 6 ottobre

Eucaristia e comunione » 241

Lodi mattutine » 242

Ufficio delle letture » 249

Ora media » 261

Adorazione Eucaristica » 265

6


Rito del Culto Eucaristico fuori la Messa pag. 279

Preghiere Eucaristiche » 283

Preghiere Eucaristica I o Canone Romano » 283

Preghiera Eucaristica II » 288

Preghiera Eucaristica III » 291

Preghiera Eucaristica V/A » 294

Preghiera Eucaristica V/B » 298

Preghiera Eucaristica V/C » 302

Preghiera Eucaristica V/D » 306

Indice dei canti per la preghiera

e le celebrazioni » 311

7


PRESENTAZIONE

Il cuore della Settimana del Congresso Eucaristico è

la chiesa dove, dall’aurora all’ultima ora del giorno, Gesù

Eucaristia accoglie e incontra i Suoi discepoli di oggi, per

intrattenersi con loro in disparte.

Ogni momento e ogni iniziativa del Congresso sono importanti

e significativi; ma, per vivere in pienezza il Congresso

e per assimilarne i frutti, non si può fare a meno di

accogliere il richiamo della Chiesa dell’Adorazione presente

in ogni paese della Diocesi.

Questo volumetto non è un libro di lettura da portare

a casa, ma un sussidio per la preghiera e per l’adorazione

comunitaria, che ogni fedele trova, usa e lascia in chiesa,

perché serva a tutti.

L’auspicio è che un maggior numero di fedeli laici, anche

attraverso questo piccolo strumento, scoprano la bellezza

dell’adorazione eucaristica e della liturgia delle ore,

e imparino a pregare, come fa la Chiesa, con la stessa Parola

di Dio.

† Mario Paciello

Vescovo

9


PREGHIERA

DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO

Divina Eucaristia,

Pane di Vita

disceso dal Cielo;

Presenza viva

dell’Amore del Padre;

Sacrificio perenne

della nostra salvezza,

noi ti adoriamo!

Dolcissimo Ospite

del cuore dell’uomo;

Mensa e Festa

della famiglia cristiana;

Sorgente inesauribile

dell’unità della Chiesa,

noi ti benediciamo!

Fonte di Grazia

dei puri di cuore;

Amico fedele

di chi è sempre solo;

Luce di speranza

per chi è sulla croce;

Gioia e fortezza

dei testimoni della fede,

noi ti ringraziamo!

Questa Tua Chiesa

sia sempre in cammino

di conversione e di annuncio.

Sedendosi al Tuo Banchetto,

11


di giorno in giorno

si trasformi in Te,

perché sia nel mondo

splendore del Tuo Volto,

mentre attende nel tempo

l’alba radiosa

dell’incontro eterno con Te.

Amen.

† Mario Paciello

Vescovo

12


INNO

DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO

TI ADORIAMO GESÙ, SIGNORE

(Gen Verde)

Ti adoriamo Gesù, Signore

che dal cielo discendi qui.

Dio di pane fra le nostre mani

ospite dolce dell’anima!

Tu l’amico, tu il Dio fedele,

alba e seme d’eternità.

Sei nel cuore fuoco e miele

vita che non morirà! (x2)

Grazie o Dio d’infinito amore

che per sempre ti doni a noi!

Sei l’abbraccio di misericordia

vita e salvezza è il tuo calice!

Gioia vivida, luce pura,

mare ardente di carità,

e fontana di speranza

per la nostra povertà! (x2)

Benedetto sei Tu, Signore

mensa e fonte dell’unità.

Fa’ che siamo in te una cosa sola

Fa’ che viviamo a tua immagine!

Specchio limpido del tuo volto

che ci mostra la Trinità!

La promessa del futuro

e del cielo che verrà! (x2)

13


LOGO

DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO

L’Icona

Al centro, la Parola di Gesù “Io sono il Pane di Vita” riassume

l’icona dell’Anno e del Congresso Eucaristico.

Il Pane

Il pane spezzato è al centro di una Croce di luce per indicare

che è un pane soprasostanziale, consacrato: l’Eucaristia.

Le cinque immagini

Intorno al pane ci sono cinque immagini: la Cattedrale

di Altamura, il Logo della Famiglia, l’Ospedale “Miulli”

di Acquaviva, il Palazzo di Città di Gravina, il Logo del

Sinodo.

Le scritte

Le parole che collegano le cinque immagini richiamano

i cinque “ambiti” del Convegno di Verona del 2006: lavoro

e festa, affettività, fragilità, cittadinanza, tradizione.

I significati

La Cattedrale (lavoro e festa), il Palazzo di città (cittadinanza),

l’Ospedale (fragilità) rappresentano anche le

tre città titolari della Diocesi.

Il Logo della Famiglia (affettività) richiama l’inizio del

cammino di circa 15 anni fa.

Il Logo del Sinodo (tradizione) è il simbolo dell’ultimo

evento straordinario della Diocesi.

15


16

Il Messaggio

Cristo eucaristia è nutrimento di vita del cristiano e della

Chiesa in tutti i momenti e in tutti gli ambiti dell’esistenza

degli uomini. Il pane è stato spezzato con le mani per essere

fotografato e dare origine al logo, per dire che l’Eucaristia

non è solo il Pane Consacrato, ma anche la partecipazione

e la trasformazione dei cristiani che la celebrano.


Indicazioni

per la Preghiera personale

e comunitaria

“Maestro, insegnaci a pregare!”

Il legno inutile

In un angolo sperduto del mondo,

nel folto di una foresta fittissima, c’era una scaletta.

Era una semplice scala a pioli,

di vecchio legno stagionato e usurato.

Era circondata da abeti, larici, betulle.

Alberi stupendi.

Là in mezzo sembrava davvero una cosa meschina.

I boscaioli che lavoravano nella foresta

un giorno arrivarono fin là.

Guardarono la scala con commiserazione:

“Ma che robaccia è”, esclamò uno.

“Non è neanche buona da bruciare”, disse un altro.

Uno di loro impugnò l’ascia

e la abbattè con due colpi bene assestati.

Venne giù in un attimo.

Era davvero una cosa da niente.

I boscaioli si allontanarono ridacchiando.

Ma quella era la scala su cui ogni sera

si arrampicava l’omino che accendeva le stelle.

Da quella sera il cielo sulla foresta rimase senza stelle.

C’è una scala anche dentro di te.

Paragonata alle tante cose che ti vengono offerte

ogni giorno è un niente.

Ma è la scala che serve per salire

ad accendere le stelle nel tuo cielo.

Si chiama preghiera.

17


Adorazione della Santissima Eucaristia

“Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto”

(dal Salmo 26)

L’adorazione è la disposizione fondamentale dell’uomo

che si riconosce creatura davanti al suo Creatore.

Esalta la grandezza del Signore che ci ha creati e l’onnipotenza

del Salvatore che ci libera dal male.

È la prostrazione dello spirito davanti al Re della gloria.

È il silenzio rispettoso al cospetto di Dio sempre più grande

di noi.

L’adorazione di Dio ci colma di umiltà e dà sicurezza alle

nostre suppliche.

Riusciamo ad esprimere l’adorazione solo se ci riconosciamo

piccole creature davanti al nostro Creatore, se il nostro

cuore e i nostri occhi si lasciano sorprendere e stupire, o

meglio ancora affascinare da un Dio che ci ama così tanto.

C’è un legame stretto tra vedere, prostrarsi e adorare.

Vedere: che cosa vediamo

Incontrando Dio lo vediamo che si fa cibo per noi: Dio si

fa pane.

Occorre la fede, che illumina lo sguardo!

Prostrarsi (sottomettersi): è un paradosso, ci sottomettiamo

di fronte a un pezzo di pane.

È il paradosso della Presenza Eucaristica.

Ci vuole umiltà per riconoscere chi siamo noi e chi è Dio.

Prostrarsi è sperimentare la verità di sé e la verità di Dio.

18


Adorare: vuol dire vivere fortemente la presenza di Dio;

significa portare la mano alla bocca, per tacere e ascoltare;

prostrarsi fino a toccare con la bocca la terra. Silenzio.

Stupore. Amore.

Dio entra nel mio cuore.

Ci vuole amore e capacità di esprimerlo. L’umiltà ci conduce

verso la nostra vera dignità: siamo degni di essere in relazione

con Dio, degni di stare al suo cospetto.

Quando sei faccia a faccia con Dio non puoi fare altro che

renderti conto

di essere nulla e di non avere nulla.

Dio parla nel silenzio del tuo cuore.

Se ti metti davanti a Dio in preghiera e in silenzio, Dio sicuramente

ti parlerà:

è soltanto quando realizzi il tuo vuoto, che Dio può

riempirti di sé.

Ma per ottenere questo è necessario il silenzio.

Le anime di preghiera sono anime di profondo silenzio.

Non potremo metterci direttamente in presenza di Dio

senza obbligarci

a un silenzio interiore ed esteriore.

È la ragione per cui dobbiamo abituarci al silenzio dello

spirito,

degli occhi e della lingua.

(Beata Teresa di Calcutta)

19


La preghiera di lode

“Io ti rendo grazie:

hai fatto di me una meraviglia stupenda;

meravigliose sono le tue opere”

(dal Salmo 139)

La lode è la forma di preghiera che più immediatamente

riconosce che Dio è Dio. Lo canta per se stesso, gli rende

gloria perché egli è, a prescindere da ciò che fa. La lode

al Dio creatore è una preghiera che conduce all’adorazione

di Dio. Integra le altre forme di preghiera e le porta

verso Colui che ne è la sorgente e il termine.

‹‹

Mi raccolgo e trovo un luogo e una posizione comoda

che mi aiuti a pregare.

‹‹

Partendo dalla gioia che porto nel cuore lodo il Creatore

per la sua presenza qui e ora, per tutto ciò che

ha fatto per me e per i miei fratelli in modo gratuito

e disinteressato.

‹‹

Esprimo la mia gioia nel modo più puro (lodo Dio

semplicemente perché è buono).

‹‹

Posso lodare Dio anche con le parole della Scrittura,

per esempio col Salmo 104, o con la preghiera

del Magnificat.

‹‹

Posso attualizzare le parole della Scrittura aggiungendo

ai passi biblici eventi della mia vita per cui mi

sento di lodare il Signore.

20


La preghiera di ringraziamento

“Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca”

(dal Salmo 138)

Ringraziare significa rendere grazie, fare Eucaristia.

Il solo a rendere il giusto ringraziamento al Padre è Gesù,

nel sacrificio pasquale.

Ringraziamo Dio per quanto ha fatto nel piano della

sua salvezza.

Lo ringraziamo per tutto, eventi belli ed eventi dolorosi,

difficili da accettare.

La preghiera di ringraziamento esprime la fiducia cieca

del credente in Dio e l’accettazione serena della sua volontà,

qualunque essa sia.

‹‹

Mi raccolgo e trovo un luogo e una posizione comoda

che mi aiuti a pregare.

‹‹

Chiedo l’aiuto a Dio perché illumini la mia mente

e il mio cuore ed io sappia riconoscere i doni della

sua bontà.

‹‹

Ripensando a quanto è successo nella mia vita, ringrazio

il Signore perché nel disegno della sua provvidenza

ha permesso questi eventi.

‹‹

Lo ringrazio per tutti i doni che mi ha dato.

‹‹

Cerco di ringraziarlo anche per le cose meno belle

che ci sono state nella mia vita.

‹‹

Posso accompagnare la mia preghiera con alcuni

passi della Scrittura (Es 15,1-17; Sal 137; Mt 11,25;

1Cor 1,4; 1Ts 5,18; Col 2,7; Fil 4,6).

21


La richiesta di perdono

“Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità”

(dal Salmo 50)

La richiesta di perdono è il primo moto della preghiera

di domanda. Essa è preliminare ad una preghiera giusta

e pura. L’umiltà confidente apre il cuore alla comunione

con Dio e con i fratelli. La domanda di perdono è

l’atto preliminare della liturgia eucaristica e di ogni forma

di preghiera.

‹‹

Mi raccolgo in preghiera e ringrazio Dio per i benefici

ricevuti.

‹‹

Chiedo al Signore la grazia di conoscere i miei peccati,

di purificare il cuore dall’attaccamento al male

e di avere la possibilità e la forza di riparare il male

che ho commesso.

‹‹

Verifico, nella mia coscienza, quali sono quei pensieri,

quei comportamenti, quelle parole che hanno

rotto la comunione con il Signore e offeso i fratelli.

Mi apro al dono della misericordia di Dio per cooperare

attivamente alla conversione del cuore, accogliendo

l’invito al cambiamento.

‹‹

Mi esamino anche solo su un aspetto di me stesso

che è necessario cambiare, partendo dalla lettura

di un brano biblico.

‹‹

Chiedo perdono a Dio e dimostro il mio pentimento

puntando lo sguardo verso il futuro, con la determinazione

a non voler scegliere più ciò che mi

allontana da Dio.

‹‹

Recito una preghiera per ringraziare Dio e per chiedergli

la forza di ricominciare.

22


L’adorazione Eucaristica

Dall’omelia di papa Benedetto XVI del Corpus Domini,

Roma, 7 giugno 2012

«Cari fratelli e sorelle!

Questa sera vorrei meditare con voi su due aspetti, tra

loro connessi, del Mistero eucaristico: il culto dell’Eucaristia

e la sua sacralità. È importante riprenderli in considerazione

per preservarli da visioni non complete del Mistero

stesso, come quelle che si sono riscontrate nel recente

passato.

Anzitutto, una riflessione sul valore del culto eucaristico,

in particolare dell’adorazione del Santissimo Sacramento.

È l’esperienza che anche questa sera noi vivremo

dopo la Messa, prima della processione, durante il suo svolgimento

e al suo termine. Una interpretazione unilaterale

del Concilio Vaticano II aveva penalizzato questa dimensione,

restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo.

In effetti, è stato molto importante riconoscere

la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca

il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della

Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a Sé nell’offerta

del Sacrificio. Questa valorizzazione dell’assemblea

liturgica, in cui il Signore opera e realizza il suo mistero di

comunione, rimane ovviamente valida, ma essa va ricollocata

nel giusto equilibrio. In effetti – come spesso avviene

– per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne

un altro. In questo caso, l’accentuazione giusta posta sulla

celebrazione dell’Eucaristia è andata a scapito dell’adorazione,

come atto di fede e di preghiera rivolto al Signore

Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’altare.

Questo sbilanciamento ha avuto ripercussioni anche sulla

vita spirituale dei fedeli. Infatti, concentrando tutto il rapporto

con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa

23


24

Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del

tempo e dello spazio esistenziali. E così si percepisce meno

il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi

e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case,

come «Cuore pulsante» della città, del paese, del territorio

con le sue varie espressioni e attività. Il Sacramento della

Carità di Cristo deve permeare tutta la vita quotidiana.

In realtà, è sbagliato contrapporre la celebrazione e l’adorazione,

come se fossero in concorrenza l’una con l’altra.

È proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento

costituisce come l’«ambiente» spirituale entro il quale la

comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia. Solo

se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento

interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica

può esprimere il suo pieno significato e valore. L’incontro

con Gesù nella Santa Messa si attua veramente e pienamente

quando la comunità è in grado di riconoscere che

Egli, nel Sacramento, abita la sua casa, ci attende, ci invita

alla sua mensa, e poi, dopo che l’assemblea si è sciolta,

rimane con noi, con la sua presenza discreta e silenziosa,

e ci accompagna con la sua intercessione, continuando a

raccogliere i nostri sacrifici spirituali e ad offrirli al Padre.

A questo proposito, mi piace sottolineare l’esperienza

che vivremo anche stasera insieme. Nel momento dell’adorazione,

noi siamo tutti sullo stesso piano, in ginocchio

davanti al Sacramento dell’Amore. Il sacerdozio comune

e quello ministeriale si trovano accomunati nel culto eucaristico.

È un’esperienza molto bella e significativa, che

abbiamo vissuto diverse volte nella Basilica di San Pietro,

e anche nelle indimenticabili veglie con i giovani – ricordo

ad esempio quelle di Colonia, Londra, Zagabria, Madrid.

È evidente a tutti che questi momenti di veglia eucaristica

preparano la celebrazione della Santa Messa, preparano

i cuori all’incontro, così che questo risulta anche più frut-


tuoso. Stare tutti in silenzio prolungato davanti al Signore

presente nel suo Sacramento, è una delle esperienze più

autentiche del nostro essere Chiesa, che si accompagna in

modo complementare con quella di celebrare l’Eucaristia,

ascoltando la Parola di Dio, cantando, accostandosi insieme

alla mensa del Pane di vita. Comunione e contemplazione

non si possono separare, vanno insieme. Per comunicare

veramente con un’altra persona devo conoscerla,

saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla, guardarla con

amore. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di

questa reciprocità di sguardi, di silenzi intensi, eloquenti,

pieni di rispetto e di venerazione, così che l’incontro sia

vissuto profondamente, in modo personale e non superficiale.

E purtroppo, se manca questa dimensione, anche

la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte

nostra, un gesto superficiale. Invece, nella vera comunione,

preparata dal colloquio della preghiera e della vita,

noi possiamo dire al Signore parole di confidenza, come

quelle risuonate poco fa nel Salmo responsoriale: «Io

sono tuo servo, figlio della tua schiava: tu hai spezzato le

mie catene. A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e

invocherò il nome del Signore» (Sal 115,16-17)».

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Preghiere di Adorazione

O Signore Gesù, risorto da morte e asceso al cielo,

io ti credo presente nel Sacramento dell’Eucaristia, ti adoro,

ti amo.

Tu sei il Figlio del Dio vivo,

la Sorgente della nostra vita spirituale,

la Parola che ci guida, la Grazia che ci salva.

Tu sei vero uomo, il fratello di tutti,

l’Amico insostituibile, il Centro di tutta l’umanità.

Tu sei il Pastore Buono

che ci conduce alla casa del Padre,

che ci dai te stesso in cibo, che ci doni il tuo Spirito,

che ci prepari un posto nel Cielo.

O Gesù, nostro Mediatore,

ponte tra noi e l’Oceano di vita che è la Santa Trinità,

aumenta in noi la fede, la speranza, la carità,

e non permettere che ci separiamo mai da te.

Preghiera alla Santissima Eucaristia

Alla mensa del tuo dolcissimo convito,

o pio Signore Gesù Cristo,

io, peccatore e privo di meriti,

mi accosto tremante, solo confidando

nella tua misericordia e bontà.

Anima e corpo ho macchiati di molte colpe,

la mente e la lingua non ben custodite.

Dunque, o pio Signore, o terribile maestà,

io misero, stretto fra le angustie, ricorro a te,

fonte di misericordia,

a te mi affretto per essere risanato,

sotto la tua protezione mi rifugio.

Quello che non posso sostenere come Giudice,

sospiro di averlo come Salvatore.

26


A te, o Signore, mostro le mie piaghe,

a te scopro la mia vergogna.

Conosco i miei peccati,

che sono molti e grandi, per i quali io temo.

Spero nelle tue misericordie senza numero.

Guarda dunque verso di me

con gli occhi della tua clemenza,

o Signore Gesù Cristo, Re eterno, Dio e uomo,

che per l’uomo fosti crocifisso.

Esaudiscimi, poiché spero in te,

abbi misericordia di me pieno di miseria e di peccati,

tu che non cesserai mai di far scaturire

la fonte della misericordia.

Salve, o vittima della Salvezza, offerta

sul patibolo della Croce

per me e per tutto il genere umano.

Salve, o nobile e prezioso

Sangue, che sgorghi dalle ferite del mio

crocifisso Signore Gesù Cristo

e lavi i peccati di tutto il mondo.

Ricordati, o Signore, della tua creatura,

che hai redento col tuo Sangue.

Mi pento di aver peccato

e desidero di rimediare a ciò che ho fatto.

Togli dunque da me, o clementissimo Padre,

tutte le mie iniquità ed i miei peccati,

affinché, purificato di mente e di corpo,

meriti di gustare degnamente il Santo dei santi;

e concedimi che questa santa partecipazione

dei Corpo e del Sangue tuo,

che io, sebbene indegno, intendo di ricevere,

sia remissione dei miei peccati,

perfetta purificazione dei miei delitti,

fuga dei cattivi pensieri,

27


igenerazione dei buoni sentimenti,

salutare efficacia di opere che ti piacciano,

sicura tutela dell’anima e del corpo

contro le insidie dei miei nemici.

Così sia.

(Sant’Ambrogio)

Preghiera di adorazione

Ti adoriamo, Santissimo Signore Gesù Cristo,

qui e in tutte le tue chiese nel mondo

e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce

hai redento il mondo.

(San Francesco d’Assisi)

Anima Christi

Anima di Cristo, santificami.

Corpo di Cristo, salvami.

Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua del costato di Cristo, lavami.

Passione di Cristo, confortami.

O buon Gesù, esaudiscimi.

Fra le tue piaghe nascondimi.

Non permettere ch’io mi separi da te.

Dal nemico maligno difendimi.

Nell’ora della morte chiamami.

E comanda che io venga a te.

Affinché ti lodi con i tuoi santi nei secoli eterni.

Così sia.

(San’Ignazio di Loyola)

Ti amo, mio Dio

Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio

è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.

28


Ti amo, o Dio infinitamente amabile,

e preferisco morire amandoti,

piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.

Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo

è di amarti eternamente.

Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,

soltanto per avere la felicità

di amarti perfettamente.

Mio Dio, se la mia lingua non può dire

ad ogni istante: ti amo,

voglio che il mio cuore

te lo ripeta ogni volta che respiro.

Ti amo, mio divino Salvatore,

perché sei stato crocifisso per me,

e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti

e sapendo che ti amo.

(San Giovanni Maria Vianney)

Mane nobiscum, Domine!

Mane nobiscum, Domine!

Come i due discepoli del Vangelo,

ti imploriamo, Signore Gesù:

rimani con noi!

Tu, divino Viandante,

esperto delle nostre strade

e conoscitore del nostro cuore,

non lasciarci prigionieri delle ombre della sera.

Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati,

orienta i nostri passi sulla via del bene.

Benedici i bambini, i giovani,

gli anziani, le famiglie,

in particolare i malati.

Benedici i sacerdoti e le persone consacrate.

29


Benedici tutta l’umanità.

Nell’Eucaristia ti sei fatto “farmaco d’immortalità”:

dacci il gusto di una vita piena,

che ci faccia camminare su questa terra

come pellegrini fiduciosi e gioiosi,

guardando sempre

al traguardo della vita che non ha fine.

Rimani con noi, Signore! Rimani con noi! Amen.

(Beato Giovanni Paolo II)

Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo!

Ti domando perdono

per quelli che non credono, non adorano,

non sperano e non ti amano.

Santissima Trinità,

Padre, Figlio e Spirito Santo,

ti adoro profondamente

e ti offro il preziosissimo Corpo,

Sangue, Anima e Divinità

di Nostro Signore Gesù Cristo,

presente in tutti i tabernacoli del mondo,

in riparazione degli oltraggi sacrilegi e indifferenze

con cui Egli è offeso.

E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore

e del Cuore Immacolato di Maria

ti domando la conversione dei poveri peccatori.

Tu, o Signore, presenza eucaristica,

sei la mia fame, sei il mio grido,

il mio bisogno quotidiano.

Tutti gli occhi guardano a te,

che sei il Pane e che dai il pane.

Tu sei venuto anche per spezzare il pane

e per invitarci a spezzare il pane della nostra vita

30


per la salvezza dei fratelli.

Signore, noi ti adoriamo e ti rendiamo grazie

perché consegni il tuo Corpo alla Chiesa

ogni volta che celebra l’Eucaristia e la Parola

e ti abbandoni completamente alle sue mani

senza richiedere che ne sia degna.

Tu vuoi solo che ciascuno di noi continui a lodarti

e a diffonderti come sei, l’unico gratuito.

Acclamazioni

Benedetto il Dio dei nostri padri.

Benedetto il Suo Nome Santo.

Benedetto Gesù, Misericordia del Padre.

Benedetto Gesù, Unico Salvatore.

Benedetto Gesù, Pane per il nostro viaggio.

Benedetto Gesù, Acqua per la nostra sete.

Benedetto Gesù, Eterno Riconciliatore.

Benedetto lo Spirito Santo,

sorgente di ogni ministero.

Benedetto lo Spirito Santo, anima della comunità,

Benedetta la Vergine Maria.

Madre di Cristo e dei popoli.

Benedetta la Vergine Maria, modello dei cristiani.

Benedetta la Vergine Maria, sede della Sapienza.

Benedetti voi, uomini e donne, amici del Signore.

Il nostro Dio sia annunziato a tutti.

Litanie Eucaristiche

Signore, pietà,

Cristo, pietà,

Signore, pietà,

Cristo, ascoltaci,

Cristo, esaudiscici,

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

31


Padre celeste, che sei Dio,

abbi pietà di noi.

Figlio redentore del mondo, che sei Dio,

Spirito Santo, che sei Dio,

Santa Trinità, unico Dio,

Santissima Eucaristia,

noi ti adoriamo.

Dono ineffabile del Padre,

Segno dell’amore supremo del Figlio,

Prodigio di carità dello Spirito Santo,

Frutto benedetto della Vergine Maria,

Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo,

Sacramento della nuova ed eterna alleanza,

Memoriale della nostra salvezza,

Sacrificio di lode e di ringraziamento,

Dimora di Dio con gli uomini,

Banchetto delle Nozze dell’Agnello,

Pane vivo disceso dal Cielo,

Manna nascosta piena di dolcezza,

Vero Agnello pasquale,

Tesoro dei fedeli,

Viatico della Chiesa pellegrinante,

Rimedio delle nostre quotidiane infermità,

Farmaco di immortalità,

Mistero della Fede,

Sostegno della speranza,

Vincolo della carità,

Segno di unità e di pace,

Sorgente di gioia purissima,

Sacramento che dà forza e vigore,

Pegno della nostra risurrezione,

Pegno della gloria futura,

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

cancella tutte le nostre colpe.

32


Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

donaci la pace.

Vergine tutta rivolta verso tuo Figlio,

Tu che hai saputo guardare Gesù

e penetrare fino nelle profondità più intime

della sua persona,

insegnaci a guardarlo,

a guardarlo a lungo e quietamente,

nel tabernacolo dove è presente.

Aiuta i nostri occhi a scoprire l’invisibile

e il nostro cuore a spingersi

verso la presenza nascosta del Cristo.

Facci penetrare nell’intimo

di questo focolare d’amore,

comprendere fino a qual punto Gesù si offre a noi

pieno di tenerezza,

di misericordia, di quell’amore che solo può colmarci.

Insegnaci ad ascoltare nel silenzio

le parole che egli ci rivolge

e ad annodare con lui un dialogo misterioso.

Facci intravedere le meraviglie che egli desidera

operare nel segreto della nostra anima.

Concedici di apprezzare

quanto egli ci sia ineffabilmente vicino

e quanto sia grande l’amicizia che ci dimostra.

Aiutaci a rispondere al suo amore con lo slancio

di tutto il nostro essere, a perderci interamente, come te,

in uno sguardo d’amore fisso su di lui.

33


Lunedì 1 ottobre

EUCARISTIA:

PANE DEL CAMMINO

Eucaristia per la tradizione

In un contesto sociale che brucia le notizie in pochi secondi

e le spazza via in un nano secondo è importante recuperare

la stabilità del sapere: quel sapere che è il volto

del nostro passato, personale e comunitario. La storia prima

ancora che studiata va raccontata, narrata. La Chiesa è

tradizione vivente: non è solo dottrina, messaggio filosofico.

La Chiesa si realizza quando coinvolge la vita, quando

coniuga passato e presente con passione, rispetto, delicatezza,

umiltà, fermezza. L’Eucaristia è la memoria vivente

di ciò che Gesù è stato quale figlio di Dio e padre degli

apostoli. Nell’Eucaristia ritroviamo ciascuno la nostra storia

personale, dove si intrecciano e snodano fili impensabili

e che solo la Grazia di Dio è capace di tessere per una

tela meravigliosa: l’esistenza.

35


Celebrazione Eucaristica

(dal formulario del Messale romano: per ringraziamento)

Colletta

Preghiamo.

O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli,

ricevi il nostro umile ringraziamento,

e fa’ che in una vita serena

libera dalle insidie del male

lavoriamo con rinnovata fiducia

all’edificazione del tuo regno.

Amen.

Liturgia della Parola

(dal Lezionario delle messe “ad diversa” e votive)

Prima lettura

Voglio ricordare i benefici del Signore, quanto egli ha fatto per noi.

Dal Libro del profeta Isaia 63, 7-9

Salmo Responsoriale Dal Salmo 144 (145)

Benedirò il tuo nome, Signore, per sempre.

Vangelo

Annuncia ciò che il Signore ti ha fatto.

Dal Vangelo secondo Marco 5, 18-20

Preghiera dei fedeli

Fratelli, ogni giorno della nostra vita è una grazia del Signore,

un’occasione posta nelle nostre mani per fare del

bene e costruire il regno di Dio. Invochiamo il Padre che

è nei cieli, perché oggi conceda a ciascuno di noi di cam-

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minare nelle sue vie. Preghiamo insieme: Aiutaci, Signore,

a vivere nella tua amicizia.

Dio d’amore sostieni il Papa, il nostro Vescovo Mario, i

presbiteri, i diaconi, e quanti svolgono un ministero nella

Chiesa, perché guardando a Cristo che offre la sua vita,

annunzino l’Evangelo a tutti gli uomini. Noi ti preghiamo.

Dio di misericordia fa che tutti i battezzati ricordando la

loro vocazione abbiano un comportamento coerente e siano

riconosciuti per il loro amore reciproco, discepoli di

Cristo tuo Figlio. Noi ti preghiamo.

Dio di bellezza che ci chiami a seguire la tua parola, ti affidiamo

le giovani generazioni, perché possano conoscere

Cristo come unico salvatore dell’uomo. Noi ti preghiamo.

Dio della pace, sostieni la nostra comunità diocesana e

rendila una sola famiglia perché, contemplando il mistero

della tua morte e risurrezione, sia testimone autentica

e credibile del tuo Amore, sulla via dell’umiltà nel servizio.

Noi ti preghiamo.

Padre santo e fedele accogli le preghiere della tua Chiesa

che si uniscono all’intercessione di tuo Figlio e donaci il

tuo Spirito affinché possiamo seguire l’Agnello pasquale

nel cammino che porta a te nel Regno eterno.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Sulle offerte

Accogli, Signore, questo sacrificio,

che ti offriamo in rendimento di grazie

per i tuoi benefici

37


e fa’ che al dono della tua benevolenza corrisponda

l’impegno generoso della nostra vita

a servizio della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Dopo la comunione

Preghiamo.

Signore Dio nostro,

che ci hai reso come cibo spirituale

il sacrificio a te offerto

in rendimento di grazie,

trasformaci con la potenza e la gioia del tuo Spirito,

perché possiamo servirti con rinnovato entusiasmo,

e sperimentare ancora i tuoi benefici.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

38


Lunedì 1 ottobre

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO

E DEL SANTO VOLTO (m)

Vergine, Dottore della Chiesa

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

L’anima mia ha sete del Dio vivente,

quando vedrò il suo volto

Salmo 41 Desiderio del Signore e del suo tempio

Chi ha sete venga: chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita (Ap

22, 17)

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, *

così l’anima mia anela a te, o Dio.

L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: *

quando verrò e vedrò il volto di Dio

Le lacrime sono mio pane giorno e notte, *

mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio».

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: †

attraverso la folla avanzavo tra i primi *

fino alla casa di Dio,

39


40

in mezzo ai canti di gioia *

di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia, *

perché su di me gemi

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

In me si abbatte l’anima mia; †

perciò di te mi ricordo *

dal paese del Giordano e dell’Ermon,

dal monte Mizar.

Un abisso chiama l’abisso

al fragore delle tue cascate; *

tutti i tuoi flutti e le tue onde

sopra di me sono passati.

Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, †

di notte per lui innalzo il mio canto: *

la mia preghiera al Dio vivente.

Dirò a Dio, mia difesa: †

«Perché mi hai dimenticato *

Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico».

Per l’insulto dei miei avversari

sono infrante le mie ossa; *

essi dicono a me tutto il giorno:

«Dov’è il tuo Dio».

Perché ti rattristi, anima mia, *

perché su di me gemi

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.


I Antifona

L’anima mia ha sete del Dio vivente,

quando vedrò il suo volto

II Antifona

Manifesta, Signore, la luce del tuo perdono.

Cantico Sir 36, 1-5. 10-13

Preghiera per il popolo santo di Dio

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato,

Gesù Cristo (Gv 17, 3)

Abbi pietà di noi,

Signore Dio dell’universo e guarda, *

infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

Alza la tua mano sulle nazioni straniere, *

perché vedano la tua potenza.

Come ai loro occhi ti sei mostrato santo

in mezzo a noi, *

così ai nostri occhi mostrati grande fra di loro.

Ti riconoscano, come noi abbiamo riconosciuto *

che non c’è un Dio fuori di te, Signore.

Rinnova i segni e compi altri prodigi, *

glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

Raduna tutte le tribù di Giacobbe, *

rendi loro il possesso come era al principio.

Abbi pietà, Signore,

del popolo chiamato con il tuo nome, *

di Israele che hai trattato come un primogenito.

Abbi pietà della città tua santa, *

di Gerusalemme tua dimora.

Riempi Sion del tuo splendore, *

il tuo popolo della tua gloria.

41


Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Manifesta, Signore, la luce del tuo perdono.

III Antifona

Benedetto sei tu, Signore, nell’alto dei cieli.

Salmo 18 A Inno al Dio creatore

Ci ha visitati dall’alto un sole che sorge... a dirigere i nostri passi sulla via della

pace (Lc 1, 78-79)

I cieli narrano la gloria di Dio, *

e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.

Il giorno al giorno ne affida il messaggio *

e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole *

di cui non si oda il suono.

Per tutta la terra si diffonde la loro voce *

e ai confini del mondo la loro parola.

Là pose una tenda per il sole †

che esce come sposo dalla stanza nuziale, *

esulta come prode che percorre la via.

Egli sorge da un estremo del cielo †

e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: *

nulla si sottrae al suo calore.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

42


III Antifona

Benedetto sei tu, Signore, nell’alto dei cieli.

Lettura breve Ct 8, 7

Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i

fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua

casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Responsorio breve

Di te ha detto il mio cuore: io cerco il Tuo volto.

Di te ha detto il mio cuore: io cerco il Tuo volto.

Non nasconderti a me, Signore:

io cerco il Tuo volto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Di te ha detto il mio cuore: io cerco il Tuo volto.

Antifona al Benedictus

Se non vi convertite, e non diventate come bambini,

non entrerete nel regno dei cieli.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

Invocazioni

A Cristo, sposo e corona delle vergini, rivolgiamo con gioia

l’espressione della nostra fede:

Gesù, premio e corona delle vergini, ascolta la nostra

preghiera.

Cristo unico sposo delle sante vergini,

- fa’ che nulla ci separi mai dalla tua amicizia.

Tu, che hai costituito Maria, tua Madre, regina delle vergini,

- per sua intercessione donaci di servirti con fedeltà e purezza

di cuore.

43


Per le vergini che si sono consacrate a te con cuore integro

e indiviso per essere sante nel corpo e nello spirito,

- fa’ che nessuna cosa al mondo ci faccia deviare dal cammino

che conduce a te.

Signore, Gesù, atteso dalle vergini sapienti,

- fa’ che siamo sempre vigilanti nell’attesa della tua venuta.

Per l’intercessione di santa Teresa di Gesù Bambino, che

hai fatto splendere di santità e sapienza,

- donaci saggezza evangelica e innocenza di vita.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Pane di Vita disceso dal cielo, ricevuta

degnamente, con fede e in grazia, diventi principio

di conversione, di perfezione e di comunione di tutta

la Diocesi.

Padre nostro

Orazione

O Dio, nostro Padre, che apri le porte del tuo regno agli

umili e ai piccoli, fa’ che seguiamo con serena fiducia la

via tracciata da santa Teresa di Gesù Bambino, perché anche

a noi riveli la gloria del tuo volto. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca

alla vita eterna.

Amen.

44


Lunedì 1 ottobre

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO

E DEL SANTO VOLTO (m)

Vergine, Dottore della Chiesa

Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Porgi a me il tuo orecchio, Signore,

vieni presto a liberarmi.

Salmo 30, 2-9 (I) Supplica fiduciosa nell’afflizione

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46)

In te, Signore, mi sono rifugiato, †

mai sarò deluso; *

per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l’orecchio, *

vieni presto a liberarmi.

Sii per me la rupe che mi accoglie, *

la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *

per il tuo nome dirigi i miei passi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *

perché sei tu la mia difesa.

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Mi affido alle tue mani; *

tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

Tu detesti chi serve idoli falsi, *

ma io ho fede nel Signore.

Esulterò di gioia per la tua grazia, †

perché hai guardato alla mia miseria, *

hai conosciuto le mie angosce;

non mi hai consegnato nelle mani del nemico, *

hai guidato al largo i miei passi.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Porgi a me il tuo orecchio, Signore,

vieni presto a liberarmi.

II Antifona

Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, Signore.

Salmo 30, 10-17 (II) Supplica fiduciosa nell’afflizione

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46)

Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno; †

per il pianto si struggono i miei occhi, *

la mia anima e le mie viscere.

Si consuma nel dolore la mia vita, *

i miei anni passano nel gemito;

inaridisce per la pena il mio vigore, *

si dissolvono tutte le mie ossa.

46


Sono l’obbrobrio dei miei nemici,

il disgusto dei miei vicini, †

l’orrore dei miei conoscenti; *

chi mi vede per strada mi sfugge.

Sono caduto in oblio come un morto, *

sono divenuto un rifiuto.

Se odo la calunnia di molti, *

il terrore mi circonda;

quando insieme contro di me congiurano, *

tramano di togliermi la vita.

Ma io confido in te, Signore; †

dico: «Tu sei il mio Dio, *

nelle tue mani sono i miei giorni».

Liberami dalla mano dei miei nemici, *

dalla stretta dei miei persecutori:

fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, *

salvami per la tua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, Signore.

III Antifona

Benedetto il Signore:

il suo amore per me ha fatto meraviglie.

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Salmo 30, 20-25 (III) Supplica fiduciosa nell’afflizione

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46)

Quanto è grande la tua bontà, Signore! *

La riservi per coloro che ti temono,

ne ricolmi chi in te si rifugia *

davanti agli occhi di tutti.

Tu li nascondi al riparo del tuo volto, *

lontano dagli intrighi degli uomini;

li metti al sicuro nella tua tenda, *

lontano dalla rissa delle lingue.

Benedetto il Signore, †

che ha fatto per me meraviglie di grazia *

in una fortezza inaccessibile.

Io dicevo nel mio sgomento: *

«Sono escluso dalla tua presenza».

Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera *

quando a te gridavo aiuto.

Amate il Signore, voi tutti suoi santi; †

il Signore protegge i suoi fedeli *

e ripaga oltre misura l’orgoglioso.

Siate forti, riprendete coraggio, *

o voi tutti che sperate nel Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Benedetto il Signore:

il suo amore per me ha fatto meraviglie.

Avviami nella tua verità e istruiscimi:

mio Dio, sei tu la mia salvezza.

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Prima Lettura

Dalla lettera a Filippesi di San Paolo, apostolo 1, 12-26

Paolo è citato in giudizio

Desidero che sappiate, fratelli, che le mie vicende si sono

volte piuttosto a vantaggio del vangelo, al punto che in

tutto il pretorio e dovunque si sa che sono in catene per

Cristo; in tal modo la maggior parte dei fratelli, incoraggiati

nel Signore dalle mie catene, ardiscono annunziare

la parola di Dio con maggior zelo e senza timore alcuno.

Alcuni, è vero, predicano Cristo anche per invidia e spirito

di contesa, ma altri con buoni sentimenti. Questi lo fanno

per amore, sapendo che sono stato posto per la difesa

del vangelo; quelli invece predicano Cristo con spirito

di rivalità, con intenzioni non pure, pensando di aggiungere

dolore alle mie catene. Ma questo che importa Purché

in ogni maniera, per ipocrisia o per sincerità, Cristo

venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene.

So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza

(Gb 13, 16), grazie alla vostra preghiera e all’aiuto

dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa

e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena

fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato

nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.

Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.

Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so

davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti

tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere

sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai

meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga

nella carne. Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò

a essere d’aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia

della vostra fede, perché il vostro vanto nei miei riguardi

cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.

49


Responsorio Fil 1, 20.21

Secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò

confuso;

Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia

che io muoia.

Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno:

Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia

che io muoia.

Seconda Lettura

Dall’«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine

(Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, 227-229)

Nel cuore della Chiesa io sarò l’amore

Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un

martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarmi

finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui

capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi nel primo

che tutti non possono essere al tempo stesso apostoli,

profeti e dottori e che la Chiesa si compone di varie membra

e che l’occhio non può essere contemporaneamente

la mano. Una risposta certo chiara, ma non tale da appagare

i miei desideri e di darmi la pace. Continuai nella lettura

e non mi perdetti d’animo. Trovai così una frase che

mi diede sollievo: «Aspirate ai carismi più grandi. E io vi

mostrerò una via migliore di tutte» (1 Cor 12, 31). L’Apostolo

infatti dichiara che anche i carismi migliori sono un

nulla senza la carità, e che questa medesima carità è la via

più perfetta che conduce con sicurezza a Dio. Avevo trovato

finalmente la pace. Considerando il corpo mistico della

Chiesa, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che

san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte.

La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Com-

50


presi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra,

ma che in questo corpo non può mancare il membro

necessario e più nobile. Compresi che la Chiesa ha un cuore,

un cuore bruciato dall’amore. Capii che solo l’amore

spinge all’azione le membra della Chiesa e che, spento

questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato

il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue.

Compresi e conobbi che l’amore abbraccia in sé tutte

le vocazioni, che l’amore è tutto, che si estende a tutti i

tempi e a tutti i luoghi, in una parola, che l’amore è eterno.

Allora con somma gioia ed estasi dell’animo grida: O

Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione.

La mia vocazione è l’amore. Si, ho trovato il mio posto

nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio.

Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore ed in

tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà.

Responsorio Cfr Gb 31,18; Ef 3,18; Sal 30,20

O Dio, il tuo amore mi è venuto incontro sin dall’infanzia

ed è cresciuto con me.

Ora non so misurarne la profondità e l’ampiezza.

Quanto è grande la tua bontà, Signore, che hai riservato

per coloro che ti temono.

Ora non so misurarne la profondità e l’ampiezza.

Orazione

O Dio, nostro Padre, che apri le porte del tuo regno agli

umili e ai piccoli, fa’ che seguiamo con serena fiducia la

via tracciata da santa Teresa di Gesù Bambino, perché anche

a noi riveli la gloria del tuo volto. Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

51


Lunedì 1 ottobre

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO

E DEL SANTO VOLTO (m)

Vergine, Dottore della Chiesa

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Beato chi ascolta la parola di Dio

e la custodisce nel cuore.

Salmo 118, 41-48 VI (Vau)

Venga a me, Signore, la tua grazia, *

la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *

perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *

perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *

nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *

perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *

senza temere la vergogna.

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Gioirò per i tuoi comandi *

che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *

mediterò le tue leggi.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Beato chi ascolta la parola di Dio

e la custodisce nel cuore.

II Antifona

Il mio cibo è fare la volontà del Padre.

Salmo 39, 2-9 (I)

Ringraziamento e domanda di aiuto

Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta,

un corpo invece mi hai preparato (Eb 10,5)

Ho sperato: ho sperato nel Signore †

ed egli su di me si è chinato, *

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte, *

dal fango della palude;

i miei piedi ha stabilito sulla roccia, *

ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, *

lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore *

e confideranno nel Signore.

53


Beato l’uomo che spera nel Signore †

e non si mette dalla parte dei superbi, *

né si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio, †

quali disegni in nostro favore! *

Nessuno a te si può paragonare.

Se li voglio annunziare e proclamare *

sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci, *

gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. *

Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro, di me è scritto *

di compiere il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero, *

la tua legge è nel profondo del mio cuore».

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Il mio cibo è fare la volontà del Padre.

III Antifona

Io sono misero e povero: il Signore ha cura di me.

Salmo 39, 10-4. 17-18 (II)

Ringraziamento e domanda di aiuto

Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta,

un corpo invece mi hai preparato (Eb 10,5)

Ho annunziato la tua giustizia

nella grande assemblea; *

54


vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, *

la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.

Non ho nascosto la tua grazia *

e la tua fedeltà alla grande assemblea.

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *

la tua fedeltà e la tua grazia

mi proteggano sempre,

poiché mi circondano mali senza numero, †

le mie colpe mi opprimono *

e non posso più vedere.

Sono più dei capelli del mio capo, *

il mio cuore viene meno.

Dégnati, Signore, di liberarmi; *

accorri, Signore, in mio aiuto.

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, †

dicano sempre: «Il Signore è grande» *

quelli che bramano la tua salvezza.

Io sono povero e infelice; *

di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione, *

mio Dio, non tardare.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Io sono misero e povero: il Signore ha cura di me.

55


Lettura breve Ger 32, 40

Così dice il Signore: Concluderò con essi un’alleanza

eterna e non mi allontanerò più da loro per beneficarli;

metterò nei loro cuori il mio timore perché non si distacchino

da me.

In Dio la mia salvezza e la mia gloria:

è lui la mia difesa.

Orazione

O Dio, che sei il padrone della vigna e della messe, e assegni

a ciascuno il suo lavoro e la giusta ricompensa, aiutaci

a portare il peso della nostra giornata accettando serenamente

la tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

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Lunedì 1 ottobre

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO

E DEL SANTO VOLTO (m)

Vergine, Dottore della Chiesa

Vespri

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,

sulle tue labbra è diffusa la grazia.

Salmo 44, 2-10 (I) Le nozze del Re

A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo: andategli incontro (Mt 25, 6)

Effonde il mio cuore liete parole, †

io canto al re il mio poema. *

La mia lingua è stilo di scriba veloce.

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, †

sulle tue labbra è diffusa la grazia, *

ti ha benedetto Dio per sempre.

Cingi, prode, la spada al tuo fianco, †

nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, *

avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

57


La tua destra ti mostri prodigi: †

le tue frecce acute

colpiscono al cuore i tuoi nemici; *

sotto di te cadono i popoli.

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; *

è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

Ami la giustizia e l’empietà detesti: †

Dio, il tuo Dio ti ha consacrato *

con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, *

dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre.

Figlie di re stanno tra le tue predilette; *

alla tua destra la regina in ori di Ofir.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,

sulle tue labbra è diffusa la grazia.

II Antifona

Ecco lo sposo che viene:

andiamo incontro a Cristo Signore.

Salmo 44, 11-18 (II) La Regina e la Sposa

Vidi la nuova Gerusalemme... pronta come una sposa adorna per il suo sposo

(Ap 21, 2)

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, *

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;

al re piacerà la tua bellezza. *

Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.

58


Da Tiro vengono portando doni, *

i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

La figlia del re è tutta splendore, *

gemme e tessuto d’oro è il suo vestito.

È presentata al re in preziosi ricami; *

con lei le vergini compagne a te sono condotte;

guidate in gioia ed esultanza, *

entrano insieme nel palazzo regale.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; *

li farai capi di tutta la terra.

Farò ricordare il tuo nome

per tutte le generazioni, *

e i popoli ti loderanno

in eterno, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Ecco lo sposo che viene:

andiamo incontro a Cristo Signore.

III Antifona

Ora si compie il disegno del Padre:

fare di Cristo il cuore del mondo.

Cantico Ef 1, 3-10 Dio salvatore

Benedetto sia Dio,

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *

che ci ha benedetti

con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

59


In lui ci ha scelti *

prima della creazione del mondo,

per trovarci, al suo cospetto, *

santi e immacolati nell’amore.

Ci ha predestinati *

a essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo, *

secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria

della sua grazia, *

che ci ha dato

nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione

mediante il suo sangue, *

la remissione dei peccati

secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi

con ogni sapienza e intelligenza, *

poiché egli ci ha fatto conoscere

il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo

tutte le cose, *

quelle del cielo

come quelle della terra.

Nella sua benevolenza

lo aveva in lui prestabilito *

per realizzarlo

nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

60


III Antifona

Ora si compie il disegno del Padre:

fare di Cristo il cuore del mondo.

Lettura breve 1 Cor 7, 32.34

Chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore,

come possa piacere al Signore! Così la donna non sposata,

come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore,

per essere santa nel corpo e nello spirito.

Responsorio breve

Entrano con gioia le vergini alla festa di nozze.

Entrano con gioia le vergini alla festa di nozze.

Sono introdotte nel palazzo del re, alla festa di nozze.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Entrano con gioia le vergini alla festa di nozze.

Antifona al Magnificat

Rallegratevi: i vostri nomi sono scritti nel cielo.

Cantico della Beata Vergine Maria (canto n. 3)

Intercessioni

Celebriamo con gioia il Signore Gesù, che ha esaltato

la verginità, scelta per il regno dei cieli, e rivolgiamo a lui

la nostra preghiera: Cristo, sposo delle vergini, ascolta la

nostra supplica.

O Cristo, tu sei l’unico sposo della tua Chiesa. Hai voluto

ti comparisse davanti come vergine casta,

- rendila sempre santa e immacolata.

Signore, le sante vergini ti vengono incontro con le lampade

accese,

- non permettere che manchi mai alle anime consacrate

la luce della fedeltà e dell’amore.

61


Signore, per te la Chiesa, vergine e madre, ha conservato

intatta la sua fede,

- dona a tutti i cristiani di rimanere fedeli alla tua parola.

Tu, che ci dai la gioia di celebrare il glorioso ricordo della

santa vergine Teresa di Gesù Bambino,

- fa’ che possiamo sempre allietarci della sua intercessione.

Tu, che hai accolto le sante vergini al tuo banchetto nuziale,

- ammetti i fedeli defunti al convito delle nozze eterne.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Presenza Viva dell’amore del Padre,

ci faccia comprendere la gratuità e la grandezza dell’amore

di Dio per noi, per imparare ed amare Dio e il prossimo

con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la forza.

Padre nostro

Orazione

O Dio, nostro Padre, che apri le porte del tuo regno agli

umili e ai piccoli, fa’ che seguiamo con serena fiducia la

via tracciata da santa Teresa di Gesù Bambino, perché anche

a noi riveli la gloria del tuo volto. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca

alla vita eterna.

Amen.

62


Lunedì 1 ottobre

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO

E DEL SANTO VOLTO (m)

Vergine, Dottore della Chiesa

Compieta

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Esame di coscienza

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto

peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia

colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata

sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli,

di pregare per me il Signore Dio nostro.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri

peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

Antifona

Tu sei buono, Signore, e perdoni,

lento all’ira e grande nell’amore.

Salmo 85 Preghiera a Dio nell’afflizione

Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2Cor 1,3-4)

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, *

perché io sono povero e infelice.

Custodiscimi perché sono fedele; *

tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

63


Pietà di me, Signore, *

a te grido tutto il giorno.

Rallegra la vita del tuo servo, *

perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni *

sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

Porgi l’orecchio, Signore alla mia preghiera *

e sii attento alla voce della mia supplica.

Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido *

e tu mi esaudirai.

Fra gli dèi nessuno è come te Signore, *

e non c’è nulla che uguagli le tue opere.

Tutti i popoli che hai creato verranno †

e si prostreranno davanti a te, o Signore, *

per dare gloria al tuo nome;

grande tu sei e compi meraviglie: *

tu solo sei Dio.

Mostrami, Signore, la tua via, *

perché nella tua verità io cammini;

donami un cuore semplice *

che tema il tuo nome.

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *

e darò gloria al tuo nome sempre,

perché grande con me è la tua misericordia: *

dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †

una schiera di violenti attenta alla mia vita, *

non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *

lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele,

64


volgiti a me e abbi misericordia: *

dona al tuo servo la tua forza,

salva il figlio della tua ancella.

Dammi un segno di benevolenza; †

vedano e siano confusi i miei nemici, *

perché tu, Signore,

mi hai soccorso e consolato.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen

Antifona

Tu sei buono, Signore, e perdoni,

lento all’ira e grande nell’amore.

Lettura breve 1Ts 5, 9-10

Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo

del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per

noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo

insieme con lui.

Responsorio breve

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

65


Cantico di Simeone Lc 2, 29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Orazione

Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa’ che i germi

di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano

una messe abbondante. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Canto Eucaristico

Benedizione Eucaristica (pag. 279)

Canto alla beata Vergine Maria

66


Lunedì 1 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

EUCARISTIA: PANE DEL CAMMINO

Eucaristia per la tradizione

Monizione

Con gratitudine accogliamo il Signore, per noi fatto

Pane, per vivere in comunione con Lui e tra noi questo

tempo di grazia. L’Eucaristia, vita e forza nel nostro cammino,

è il legame più alto tra le generazioni e il dono più

bello della nostra fede. Ci aiuti il Signore qui presente, ad

accogliere il ricco deposito del nostro credo, della nostra

storia e dello stile di vita cristiana che ci è stato trasmesso.

Allarghiamo il cuore a tutti gli uomini e donne del nostro

tempo e per tutti preghiamo.

Canto

I momento

Mangiare il suo Corpo

Preghiera

Signore Gesù, di fronte a Te, Parola di verità e Amore che

si dona, come Pietro diciamo:

“Signore, da chi andremo

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù, noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore si è fatta corpo

donato sulla Croce, ed è viva per noi

nel sacramento della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

nel Mistero silenzioso della Tua Presenza,

67


entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi perché siano

Trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia continui ad ardere

nella nostra vita e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti, capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te. Venga

il Tuo Regno, e il mondo si trasformi in una Eucaristia

vivente. Amen.

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane

vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà

in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita

del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro:

«Come può costui darci la sua carne da mangiare».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate

la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue,

non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve

il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo

giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue

vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio

sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la

vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui

che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal

cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono.

Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Meditazione

Il Signore non ci lascia soli nel cammino della vita. Egli

è con noi; anzi, Egli desidera condividere la nostra sorte fi-

68


no ad immedesimarsi con noi. Nel colloquio che ci ha riferito

poc’anzi il Vangelo, Egli dice: “Chi mangia la mia carne

e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (Gv 6,56).

Come non gioire di una simile promessa Abbiamo sentito

però che, a quel primo annuncio, la gente, invece di

gioire, cominciò a discutere e a protestare: “Come può costui

darci la sua carne da mangiare” (Gv 6,52). Per la verità,

quell’atteggiamento s’è ripetuto tante altre volte nel

corso della storia. Si direbbe che, in fondo, la gente non

voglia avere Dio così vicino, così alla mano, così partecipe

delle sue vicende. La gente lo vuole grande e, in definitiva,

piuttosto lontano da sé. Si sollevano allora questioni

che vogliono dimostrare, alla fine, che una simile vicinanza

è impossibile.

Ma restano in tutta la loro icastica chiarezza le parole

che Cristo pronunciò proprio in quella circostanza: “In verità,

in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio

dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la

vita” (Gv 6,53).

Di fronte al mormorio di protesta, Gesù avrebbe potuto

ripiegare su parole rassicuranti: “Amici”, avrebbe potuto

dire, “non preoccupatevi! Ho parlato di carne, ma si tratta

soltanto di un simbolo. Ciò che intendo è solo una profonda

comunione di sentimenti”. Ma Gesù non ha fatto ricorso

a simili addolcimenti. Ha mantenuto ferma la propria

affermazione, anche di fronte alla defezione di molti suoi

discepoli (cfr Gv 6,66). Anzi, Egli si è dimostrato disposto

ad accettare persino la defezione degli stessi suoi apostoli,

pur di non mutare in nulla la concretezza del suo discorso:

“Volete andarvene anche voi” (Gv 6,67), ha domandato.

Grazie a Dio Pietro ha dato una risposta che anche noi,

oggi, con piena consapevolezza facciamo nostra: “Signore,

da chi andremo Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68).

Nell’Eucaristia Cristo è realmente presente tra noi.

69


La sua non è una presenza statica. È una presenza dinamica,

che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé. […] Il centro

è Cristo che ci attira a sé, ci fa uscire da noi stessi per fare

di noi una cosa sola con lui (Cfr Confess., VII,10,16). In questo

modo Egli ci inserisce anche nella comunità dei fratelli.

Qui tocchiamo un’ulteriore dimensione dell’Eucaristia,

che vorrei ancora raccogliere prima di concludere.

Il Cristo che incontriamo nel Sacramento è lo stesso qui

ad Ancona come a Roma, in Europa come in America, in

Africa, in Asia, in Oceania. È l’unico e medesimo Cristo

che è presente nel Pane eucaristico di ogni luogo della terra.

Questo significa che noi possiamo incontrarlo solo insieme

con tutti gli altri. Possiamo riceverlo solo nell’unità.

Non è forse questo che ci ha detto l’apostolo Paolo nella lettura

ascoltata poc’anzi Scrivendo ai Corinzi egli afferma:

“Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo

un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane”

(1 Cor 10,17). La conseguenza è chiara: non possiamo comunicare

con il Signore, se non comunichiamo tra noi.

Se vogliamo presentarci a Lui, dobbiamo anche muoverci

per andare gli uni incontro agli altri. Per questo bisogna

imparare la grande lezione del perdono: non lasciar lavorare

nell’animo il tarlo del risentimento, ma aprire il cuore

alla magnanimità dell’ascolto dell’altro, della comprensione

nei suoi confronti, dell’eventuale accettazione delle

sue scuse, della generosa offerta delle proprie.

(Benedetto XVI, Omelia conclusiva

del XXV Congresso Eucaristico Nazionale)

Canto

Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: con tutte le

mie delusioni; le piango e chiedo che si trasformino in grazia ed in rendimento

di grazie.

70


Preghiera

A Gesù Eucarestia, Parola di Luce,

obbediente al Padre, eleviamo la nostra preghiera:

Fa’ che ascoltiamo la tua voce.

Signore che ti rendi Cibo

per la Salvezza del mondo. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che raduni tutti i popoli

alla Mensa della tua Vita. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che nel tuo Amore edifichi

una nuova umanità. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che doni alla Chiesa sante vocazioni.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che riversi nei cuori la gioia del tuo Spirito.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che assisti i Pastori della tua Chiesa.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che ispiri cuori generosi e disponibili

per la Missione. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che nell’Eucaristia

ci sostieni nel cammino. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che sei misericordioso e paziente.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che ti lasci prendere nel pane e nel vino.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che nel battesimo ci santifichi e ci invii.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che guidi la tua Chiesa nella storia.

Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che illumini il mondo

con la luce del tuo Spirito. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che ci doni Maria, tua Madre,

per imparare a dirti “sì”. Fa’ che ascoltiamo…

Signore, che ci rendi servi umili

nella Vigna dell’amore. Fa’ che ascoltiamo…

Canto

71


II momento

Il Padre mi ha mandato

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 8, 12-18

Di nuovo Gesù parlò loro e disse: «Io sono la luce del

mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma

avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai

testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera».

Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di

me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove

sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove

vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io

non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio

è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi

ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza

di due persone è vera. Sono io che do testimonianza

di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà

testimonianza di me».

Meditazione

Che cosa succede nella vita della tua persona quando

si incontra con il Crocifisso-Risorto, con il Risorto-Luce

Rispondiamo: il suo peccato è perdonato e la sua libertà è

liberata, resa capace di produrre frutti di giustizia, di bontà,

di sapienza, di bellezza. Cioè: succede “qualcosa” dentro

la tua libertà, che è la chiave di volta di tutto l’arco della

tua esistenza. È tutto ciò che succede

No! Succede qualcosa di molto grande all’interno di

un’altra dimensione della tua persona. Partiamo da un

esempio molto semplice. Proviamo a paragonare la nostra

vita ad un cammino, ad una strada (è un’immagine

presente in tutte le letterature): è la nostra libertà che ci fa

percorrere questa strada. Ma la nostra libertà è come una

72


forza cieca: deve essere guidata. La guida della nostra libertà

è la nostra ragione. Ed ora facciamo un altro esempio,

anzi due.

Potete mettervi in cammino se non avete nessuna meta

Nessuna luce “Dove vai” rispondete “Da nessuna parte”,

perché se uno non ha nessuna meta, non si muove.

Secondo esempio. Vi è mai capitato mentre parlate, di

dimenticare ciò che state dicendo Il discorso si blocca,

non può più continuare. Non si può più andare avanti se

non si sa dove si è cominciato.

Dunque: non puoi camminare se non sai dove sei diretto;

ti blocchi se non sai da dove hai cominciato. Così è della

nostra vita, cioè della nostra libertà: se non sai da dove hai

cominciato e dove sei diretto, ti blocchi. Il cammino della

vita: da dove è cominciato Dove è diretto Sentite che cosa

scrive un autore contemporaneo sulla nostra situazione.

“Il nichilismo ci ha dato la consapevolezza che noi moderni

siamo senza radici, che stiamo navigando a vista negli

arcipelaghi della vita, del mondo, della storia: perché

nel disincanto non v’è più bussola che orienti; non vi sono

più rotte, fari luminosi, percorsi, misurazioni pregresse

utilizzabili, né mete prestabilite a cui approdare… Che

cosa succede in chi incontra il Crocefisso-Risorto L’opposto

della condizione descritta, l’uomo scopre definitivamente

da dove viene (le sue radici) e dove è diretto (la

meta cui approdare). Si accende la luce nella tua ragione.

1. La prima domanda: da dove vengo Prima di tutto, dobbiamo

renderci conto che questa è una domanda che nessuna

persona ragionevole può evitare di farsi. Ci sono domande

evitabili e domande inevitabili. Perché è una domanda

inevitabile Per un motivo molto semplice. Tu ti

trovi dentro alla vita, senza aver deciso tu di entrarvi, sei

venuto alla luce... Nessuno ti ha chiesto il permesso. Ed al-

73


74

lora, non avendo deciso tu di vivere, è inevitabile che tu ti

dica: e chi lo ha deciso da dove cioè vengo Togliamo subito

dalla nostra mente una risposta che sembra risolvere

la questione, ma in realtà non risolve nulla: i nostri genitori.

No! I tuoi genitori non volevano te: non ti conoscevano.

Il bambino poi voluto eri tu: essi lo seppero quando ti

videro per la prima volta.

Ed allora chi lo ha deciso Guardate bene. Sono possibili

solo tre risposte: il caso, la necessità, una Persona.

Il caso: è stata una mera casualità che esista tu, che quel

bambino/bambina voluto dai tuoi genitori fossi tu e non

un altro. Ma fate bene attenzione! Se tu sei venuto al mondo

per caso, tu esisti anche per caso. La tua vita non è una

mera causalità, un caso.

La necessità: la tua vita è il risultato dell’incrociarci, del

coincidere di forze naturali ed impersonali. È per un destino

senza volto e senza nome che tu ci sei.

Una Persona. chi incontra Cristo sa che alle sue origini

ci sta una Persona che l’ha voluta. Non esisti per caso;

non esisti per necessità. Esisti perché Qualcuno ti ha pensato,

ti ha apprezzato, ti ha scelto, ti ha voluto. Cristo ti svela

che all’origine del tuo esserci ci sta un atto di amore: ci

svela che Dio è Padre che ci ama e che questo amore sta

all’origine della nostra vita. Che cosa succede nella vita

della persona che ha scoperto questa verità Una inesprimibile,

incrollabile gioia di essere al mondo, di vivere, di

contemplare la Luce.

Nessun potere ci potrà sottrarre all’amore di Dio in Gesù

Cristo nostro Signore, che ci ha accolti nella sua croce e

risurrezione. Nessuna forza è superiore alla forza di questo

amore, che è al di sopra di ogni potere. «Io sono infatti

persuaso che né morte né vita, né angeli né principati,

né presente né avvenire, né potenze né altezze né profondità,

né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amo-


e di Dio, in Cristo Gesù nostro Signore» (Rm 8, 38-39).

Tutte queste potenze prese insieme, la potenza della

morte, ma anche quella della vita e anche quella dell’altezza

e della profondità o del presente e del futuro, non superano

la potenza dell’amore che Dio ha dimostrato in Gesù

Cristo e che egli vuole continuare a darci incondizionatamente.

E nessun destino umano può staccarci dall’amore

di Cristo, che è più forte.

Questa è una domanda inevitabile, perché se tu anche

dicessi: “Non mi interessa; non voglio pensarci”, di fatto

tu hai già dato una risposta. Così facendo, tu vuoi vivere

semplicemente “prendendo la vita come viene”. Cioè: vivendo

come se tu fossi qui per caso. Vedi Hai già scelto

la tua risposta.

2. La seconda domanda: dove sono orientato Oriente,

parla di luce. E questa è una domanda ancora più seria. È

inutile che ci nascondiamo ... dietro un dito: i nostri anni

sono contati. Non vivremo per sempre. Se c’è una cosa

che certamente accadrà nella nostra vita è la morte. Ed allora,

i casi sono due: o con la morte finisco tutto (la morte

è l’ultima definitiva parola detta sulla mia vita) oppure

non finisco tutto, ma la morte mi introduce in una nuova

vita. Non c’è via di uscita da questa alternativa. Qualcuno

potrebbe dire: questo è decisamente un problema evitabile,

dal momento che riguarda il “dopo”, la mia morte, e

non “l’adesso” della mia vita. In realtà non è così, perché

precisamente “l’adesso” della tua vita (il suo significato)

dipende dal come sarà, se ci sarà, il dopo la tua morte. Infatti,

se la meta finale verso cui sono incamminato è il mio

totale annientamento, già da ora io sto vivendo per niente.

Ora chi incontra Gesù Cristo, il Crocifisso-Risorto, scopre

che la meta finale della sua vita non è l’annientamento totale

di se stesso. Egli scopre che è destinato alla vita eter-

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na, perché è destinato a vivere sempre con Cristo, che ha

dato la sua vita per lui ed è stato luce nel suo cammino .

(Catechesi ai giovani del Card. Carlo Caffarra,

arcivescovo di Bologna)

Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Preghiera di Intercessione

Ti preghiamo, Signore, per la santa Chiesa, tua Sposa, che

si estende dall’uno all’altro capo del mondo; fa’ che senta

forte l’impegno di essere nel mondo faro di luce e di

speranza.

Ti preghiamo per tutti i Vescovi della Chiesa, perché vivano

sempre in comunione e carità con te, con i fratelli nella

fede e siano portatori della luce del Signore Risorto.

Ti preghiamo per quelli che detengono l’autorità, conservali

nella pace, in modo che passino tutto il tempo della

vita nella tranquillità e nella concordia, a glorificarti, per

Gesù Cristo, speranza nostra.

Ti presentiamo l’offerta per tutti i santi che fin dalle origini

ti hanno allietato, per i patriarchi, i profeti, i giusti, i

martiri, i confessori, i vescovi, i presbiteri, i diaconi, i suddiaconi,

i lettori, i cantori, le vergini, le vedove, i laici e tutti

coloro di cui tu conosci il nome.

Ti preghiamo per coloro che vivono nella verginità e nella

castità, per le vedove della Chiesa, per quelli che vivono

nel matrimonio e generano figli alla vita e alla fede.

Ti preghiamo per la nostra Diocesi di Altamura-Gravina-

Acquaviva, per il suo pastore e tutti i presbiteri, per tutti i

suoi fedeli, per i bambini, per gli ammalati, gli esiliati sostienili

tutti, sii per tutti luce nel cammino.

76


Ti preghiamo per coloro che ci odiano e ci fanno soffrire

persecuzione a causa del tuo nome; per quelli fuori della

Chiesa e per quelli che si smarriscono, perché tu li riconduca

al bene e plachi il loro furore.

Ti preghiamo perché sappiamo custodire e comunicare

alle nuove generazioni il deposito della fede ricevuto dalle

generazioni passate.

Ti preghiamo per i fratelli ebrei e per quanti professano

una fede diversa dalla nostra,

perché tutti ci sentiamo impegnati nel vivere in comunione

per edificare un mondo più umano e fraterno.

Canto

III momento

Chi ne mangia non muore

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 49-51

«I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto

e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perchè

chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso

dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno

e il pane che darò è la mia carne per la vita del mondo».

Meditazione

L’amore che Gesù ci dona è un amore che viene da Dio

e quindi è indistruttibile. La vita eterna per Gesù non è

una promessa da conseguire nel futuro, per la buona condotta

tenuta nel presente, ma una realtà che si può sperimentare

già in questa vita. Quindi Gesù non dice “chi crede

avrà” poi nel futuro la vita eterna, ma “chi crede ha già”,

77


sperimenta già ora una vita di una qualità tale che permane

nel tempo. Poi Gesù dice quello che non dovrebbe dire,

ecco perché riesce a scontentare tutti quanti, e mette il dito

nella piaga. Gesù, rivendicando la condizione divina, «Io

sono il pane vivo», dice «i vostri padri». Gesù avrebbe potuto

dire “i nostri padri”, dato che anche lui è un figlio del

popolo di Israele, ma prende le distanze. Egli segue il Padre

prima, e soprattutto poi i padri, tradizione del popolo.

«I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e

sono morti». Gesù mette il dito nella piaga del grande fallimento

dell’esodo. Tutti quelli che sono usciti dalla schiavitù

egiziana sono tutti morti nel deserto. Neanche uno è entrato

nella terra promessa; i loro figli sono entrati nella terra

promessa. Ma neanche Mosè c’è riuscito e sono tutti morti.

E perché sono morti Secondo il libro di Giosuè e secondo

il libro dei Numeri, sono morti per non aver dato

ascolto alla voce di Dio. Allora Gesù dà un monito «come

quella generazione morì nel deserto per non aver ascoltato

la voce di Dio, anche voi rischiate di non entrare nella

pienezza della libertà se non ascoltate questa voce».

Ed ecco allora Gesù che riafferma «se uno mangia di

questo pane»-che è Lui, la Sua vita-«vivrà in eterno». La

vita che Gesù comunica è una vita che non viene interrotta

dalla morte. E poi questa preziosa indicazione «Il pane

che io darò è la mia carne»: l’evangelista usa il termine

“carne” che indica la debolezza dell’uomo, «per la vita del

mondo». Non esistono doni divini che non si manifestino

nella debolezza della condizione umana.

Sono realtà che ci allargano il cuore perché ci sentiamo

accolti e valorizzati nella nostra totalità di storia, di popolo,

di tradizione, di debolezza, di impegno nell’amore.

Nel silenzio di adorazione entro in dialogo con Cristo - Parola - Eucaristia.

Lo contemplo e mi lascio amare.

78


Preghiera

Signore, quando avrò fame,

dammi qualcuno che ha bisogno di mangiare;

Signore, quando avrò sete,

dammi qualcuno che ha bisogno di acqua;

Signore, quando avrò freddo,

dammi qualcuno che ha bisogno di calore.

Signore, quando soffrirò,

dammi qualcuno che ha bisogno di consolazione;

Signore, quando la mia croce sembrerà pesante,

fammi condividere la croce di un altro;

Signore, quando mi sentirò povera,

mettimi al fianco di qualcuno più bisognoso.

Signore, quando vorrò che gli altri mi comprendano,

dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione.

Signore, rendimi degna, di servire i fratelli,

dà loro, attraverso queste mani,

non solo il pane di tutti i giorni,

ma anche il nostro amore misericordioso,

immagine del tuo.

(Beata Madre Teresa di Calcutta)

Canto

79


Martedì 2 ottobre

EUCARISTIA:

PASSIONE PER L’UOMO

Eucaristia per l’affettività

L’amore raggiunge la sua maturità quando si spezza, si

dona, si elargisce senza risparmiarsi verso l’altro. Matura

nel donarsi, regredisce e muore quando si chiude. L’Eucaristia

è la mensa dove ci si alimenta per maturare un amore

generoso, libero e liberante, capace di farsi altro senza

ricevere nulla in cambio. La vita familiare odierna necessita

di essere nutrita e alimentata dal Pane Eucaristico.

Quando si sente l’istinto della fame lo si ricerca sino a

quando non ci si sente sazi. Ma il Pane dell’Eucaristia non

sempre incrocia le vie e i percorsi dell’uomo comune. È

un cibo che deve essere portato là dove non c’è. Ma come

fare Passando per i sentieri della quotidianità.

81


CELEBRAZIONE EUCARISTICA

(dal formulario del Messale romano: per chiedere la virtù della carità)

Colletta

Preghiamo.

Infiamma, o Padre, i nostri cuori

con lo Spirito del tuo amore,

perché pensiamo e operiamo secondo la tua volontà

e ti amiamo nei fratelli con sincerità di cuore.

Per il nostro Signore.

Amen.

Liturgia della Parola

(dal Lezionario delle messe “ad diversa” e votive)

Prima lettura

Rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande

di tutte è la carità.

Dalla prima lettera di San paolo apostolo

ai Corinzi 12, 31-13,13

Salmo responsoriale Dal Salmo 99 (100)

Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo.

Vangelo

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 12-17

Preghiere dei fedeli

Fratelli e sorelle, la fede ci dice che tutto coopera al bene

per quelli che Dio ama. Esprimiamo questa nostra certez-

82


za presentando al Signore le necessità dell’ora presente.

Preghiamo insieme: Mostraci, Signore, la tua tenerezza.

Signore Gesù Cristo, luce del mondo, illumina la tua Chiesa

perché nella fedeltà al Vangelo risplenda in trasparenza

e santità di vita. Noi ti preghiamo.

Signore Gesù Cristo, Via che conduce al Padre, guida le

persone che hanno responsabilità politiche, civili e religiose

a promuovere e operare sempre per il Bene comune.

Noi ti preghiamo.

Signore Gesù Cristo che sei la pienezza di Vita, effondi il

tuo Spirito e la tua grazia su questa comunità diocesana

perché attraverso la celebrazione liturgica dei sacramenti

e l’annuncio nella catechesi testimoni a tutti la gioia della

carità. Noi ti preghiamo.

Signore Gesù Cristo, misericordia infinita del Padre, ricordati

di tutti i fedeli defunti che si sono nutriti alla mensa

della Parola e dell’Eucaristia, perché possano godere

lo splendore del Volto del Padre e intercedere per noi pellegrini

sulla terra, e in particolare per tutti i giovani. Noi

ti preghiamo.

Signore Gesù Cristo, noi qui presenti ti offriamo il misterioso

scambio tra la nostra povertà e la tua grazia, ammettici

a partecipare al banchetto del tuo corpo e del tuo

sangue, sorgente e alimento per la vita eterna. Noi ti preghiamo.

La tua bontà, Signore, non ha confini; concedi a noi e a

tutti gli uomini la gioia di sperimentare quanto la tua tenerezza

è più grande del nostro cuore. Te lo chiediamo

per Gesù Cristo nostro maestro.

Amen.

83


Sulle offerte

Santifica, Signore, i nostri doni,

e accettali come offerta spirituale a te gradita,

e fa’ che la partecipazione a questo sacrificio

ci renda testimoni del tuo amore.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Dopo la comunione

Preghiamo.

O Dio, che ci hai nutriti dell’unico pane della vita,

donaci il tuo Spirito,

perché gustiamo sempre la gioia della perfetta carità.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

84


Martedì 2 ottobre

SANTI ANGELI CUSTODI (m)

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Il Signore ti manderà il suo angelo,

e custodirà il tuo cammino.

Salmo 62, 2-9 L’anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua

viva che zampilla per la vita eterna (Cfr. Cassiodoro)

O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *

di te ha sete l’anima mia,

a te anela la mia carne, *

come terra deserta, arida, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *

per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

Poiché la tua grazia vale più della vita, *

le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Mi sazierò come a lauto convito, *

e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

85


Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *

e penso a te nelle veglie notturne,

tu sei stato il mio aiuto; *

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

A te si stringe *

l’anima mia.

La forza della tua destra *

mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Il Signore ti manderà il suo angelo,

e custodirà il tuo cammino.

II Antifona

Benedetto il Signore!

Egli manda il suo angelo e libera i suoi fedeli.

Cantico Dn 3, 57-88.56 Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5)

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benedite, angeli del Signore, il Signore, *

benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *

benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.

Benedite, sole e luna, il Signore, *

benedite, stelle del cielo, il Signore.

86


Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *

benedite, o venti tutti, il Signore.

Benedite, fuoco e calore, il Signore, *

benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *

benedite, gelo e freddo, il Signore.

Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *

benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *

benedite, folgori e nubi, il Signore.

Benedica la terra il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *

benedite, creature tutte che germinate sulla terra,

il Signore.

Benedite, sorgenti, il Signore, *

benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini

e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *

benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.

Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *

benedite, figli dell’uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *

benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *

benedite, pii e umili di cuore, il Signore.

Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

87


Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *

lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *

degno di lode e di gloria nei secoli.

II Antifona

Benedetto il Signore!

Egli manda il suo angelo e libera i suoi fedeli.

III Antifona

Voi tutti, angeli e forze del cielo, lodate il Signore.

Salmo 149 Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio)

Cantate al Signore un canto nuovo; *

la sua lode nell’assemblea dei fedeli.

Gioisca Israele nel suo Creatore, *

esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *

con timpani e cetre gli cantino inni.

Il Signore ama il suo popolo, *

incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *

sorgano lieti dai loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca *

e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *

e punire le genti;

per stringere in catene i loro capi, *

i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *

il giudizio già scritto:

88


questa è la gloria *

per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Voi tutti, angeli e forze del cielo, lodate il Signore.

Lettura breve Cfr Es 23, 20-22

Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti

sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.

Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce

e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la tua

trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la

sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici

e l’avversario dei tuoi avversari.

Responsorio breve

Davanti agli angeli canto per te, mio Dio.

Davanti agli angeli canto per te, mio Dio.

Rendo grazie al tuo nome, canto per te, mio Dio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Davanti agli angeli canto per te, mio Dio.

Antifona al Benedictus

Benedetto il Signore!

Egli manda i suoi ministri a servire ogni uomo chiamato

alla salvezza.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

89


Invocazioni

Glorifichiamo il Signore, adorato da infinite schiere di angeli

e alla loro voce uniamo la nostra, acclamando: Con gli

angeli e gli arcangeli ti benediciamo, Signore.

O Dio, che hai ordinato agli angeli di custodirci nel nostro

cammino,

salvaci dalle insidie e dai pericoli.

Tu che riveli agli angeli la gloria del tuo volto,

- fa’ che viviamo sempre alla luce della tua presenza.

Tu che un giorno renderai i tuoi figli simili agli angeli,

- donaci la castità del corpo e del cuore.

O Dio, fa’ che il glorioso principe san Michele venga in aiuto

al tuo popolo, e lo difenda contro Satana e i suoi alleati.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Gioia e fortezza dei testimoni della

fede, conceda a tutti i credenti in Cristo di essere testimoni

coraggiosi del Risorto, con la coerenza, la semplicità

e la fermezza del loro esempio, in un mondo che cerca

modelli credibili.

Padre nostro

Orazione

O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal

cielo i tuoi angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che nel

cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto per

essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

90


Martedì 2 ottobre

SANTI ANGELI CUSTODI (m)

Ufficio delle Letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Affida al Signore la tua via,

ed egli compirà la sua opera.

Salmo 36, 1-11 (I) Il destino dell’empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5)

Non adirarti contro gli empi, *

non invidiare i malfattori.

Come fieno presto appassiranno, *

cadranno come erba del prato.

Confida nel Signore e fa’ il bene, *

abita la terra e vivi con fede.

Cerca la gioia nel Signore, *

esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via, *

confida in lui: compirà la sua opera;

farà brillare come luce la tua giustizia, *

come il meriggio il tuo diritto.

91


Sta’ in silenzio davanti al Signore *

e spera in lui;

non irritarti per chi ha successo, *

per l’uomo che trama insidie.

Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, *

non irritarti: faresti del male,

poiché i malvagi saranno sterminati, *

ma chi spera nel Signore possederà la terra.

Ancora un poco e l’empio scompare, *

cerchi il suo posto e più non lo trovi.

I miti invece possederanno la terra *

e godranno di una grande pace.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Affida al Signore la tua via,

ed egli compirà la sua opera.

II Antifona

Allontànati dal male, fa’ il bene:

il Signore sostiene i giusti.

Salmo 36, 12-29 (II) Il destino dell’empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5)

L’empio trama contro il giusto, *

contro di lui digrigna i denti.

Ma il Signore ride dell’empio, *

perché vede arrivare il suo giorno.

92


Gli empi sfoderano la spada

e tendono l’arco †

per abbattere il misero e l’indigente, *

per uccidere chi cammina sulla retta via.

La loro spada raggiungerà il loro cuore *

e i loro archi si spezzeranno.

Il poco del giusto è cosa migliore *

dell’abbondanza degli empi;

le braccia degli empi saranno spezzate, *

ma il Signore è il sostegno dei giusti.

Conosce il Signore la vita dei buoni, *

la loro eredità durerà per sempre.

Non saranno confusi nel tempo della sventura *

e nei giorni della fame saranno saziati.

Poiché gli empi periranno, †

i nemici del Signore appassiranno

come lo splendore dei prati, *

tutti come fumo svaniranno.

L’empio prende in prestito e non restituisce, *

ma il giusto ha compassione e dà in dono.

Chi è benedetto da Dio possederà la terra, *

ma chi è maledetto sarà sterminato.

Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo *

e segue con amore il suo cammino.

Se cade, non rimane a terra, *

perché il Signore lo tiene per mano.

Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, †

non ho mai visto il giusto abbandonato *

né i suoi figli mendicare il pane.

Egli ha sempre compassione e dà in prestito, *

per questo la sua stirpe è benedetta.

93


Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *

e avrai sempre una casa.

Perché il Signore ama la giustizia

e non abbandona i suoi fedeli; †

gli empi saranno distrutti per sempre *

e la loro stirpe sarà sterminata.

I giusti possederanno la terra *

e la abiteranno per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Allontànati dal male, fa’ il bene:

il Signore sostiene i giusti.

III Antifona

Spera nel Signore e segui la sua via.

Salmo 36, 30-40 (III) Il destino dell’empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5)

La bocca del giusto proclama la sapienza, *

e la sua lingua esprime la giustizia;

la legge del suo Dio è nel suo cuore, *

i suoi passi non vacilleranno.

L’empio spia il giusto *

e cerca di farlo morire.

Il Signore non lo abbandona alla sua mano, *

nel giudizio non lo lascia condannare.

Spera nel Signore e segui la sua via: †

ti esalterà e tu possederai la terra *

e vedrai lo sterminio degli empi.

94


Ho visto l’empio trionfante *

ergersi come cedro rigoglioso;

sono passato e più non c’era, *

l’ho cercato e più non si è trovato.

Osserva il giusto e vedi l’uomo retto, *

l’uomo di pace avrà una discendenza.

Ma tutti i peccatori saranno distrutti, *

la discendenza degli empi sarà sterminata.

La salvezza dei giusti viene dal Signore, *

nel tempo dell’angoscia è loro difesa;

il Signore viene in loro aiuto e li scampa, †

li libera dagli empi e dà loro salvezza, *

perché in lui si sono rifugiati.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Spera nel Signore e segui la sua via.

Insegnami sapienza e conoscenza:

ho fiducia nelle tue parole.

Prima Lettura

Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 1, 27 - 2,11

Esortazione ad imitare il Cristo

Fratelli, comportatevi da cittadini degni del vangelo,

perché nel caso che io venga e vi veda o che di lontano senta

parlare di voi, sappia che state saldi in un solo spirito e

che combattete unanimi per la fede del vangelo, senza la-

95


sciarvi intimidire in nulla dagli avversari. Questo è per loro

un presagio di perdizione, per voi invece di salvezza, e

ciò da parte di Dio; perché a voi è stata concessa la grazia

non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire per lui,

sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e

che ora sentite dire che io sostengo.

Se c’è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c’è

conforto derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza

di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione,

rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con

la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Non fate nulla

per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi,

con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza

cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo

Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò

un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se

stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile

agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso

facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è

al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù

ogni ginocchio si pieghi (Is 45, 24) nei cieli, sulla terra e

sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore

(1 Cor 8, 6), a gloria di Dio Padre.

Responsorio Cfr 1 Pt 2, 24; Eb 2, 14; 12, 2

Cristo portò i nostri peccati sul legno della croce,

per annientare, con la sua morte, colui che della morte

ha il potere.

L’autore della nostra fede, in cambio della gioia che gli era

posta innanzi, si sottopose alla croce,

per annientare, con la sua morte, colui che della morte

ha il potere.

96


Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

(Disc. 12 sul salmo 90: Tu che abiti, 3, 6-8; Opera omnia, ed. Cisterc.

4 [1966] 458-462)

Ti custodiscano in tutti i tuoi passi

«Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i

tuoi passi» (Sal 90, 11). Ringrazino il Signore per la sua misericordia

e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini. Ringrazino

e dicano tra le genti: grandi cose ha fatto il Signore

per loro. O Signore, che cos’è l’uomo, per curarti di lui

o perché ti dai pensiero per lui Ti dai pensiero di lui, di lui

sei sollecito, di lui hai cura. Infine gli mandi il tuo Unigenito,

fai scendere in lui il tuo Spirito, gli prometti anche la visione

del tuo volto. E per dimostrare che il cielo non trascura

nulla che ci possa giovare, ci metti a fianco quegli spiriti

celesti, perché ci proteggano, e ci istruiscano e ci guidino.

«Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i

tuoi passi». Queste parole quanta riverenza devono suscitare

in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti!

Riverenza per la presenza, devozione per la benevolenza,

fiducia per la custodia. Sono presenti, dunque, e

sono presenti a te, non solo con te, ma anche per te. Sono

presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti. Anche

se gli angeli sono semplici esecutori di comandi divini,

si deve essere grati anche a loro perché ubbidiscono a

Dio per il nostro bene. Siamo dunque devoti, siamo grati

a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto

possiamo e quanto dobbiamo.

Tutto l’amore e tutto l’onore vada a Dio, dal quale deriva

interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da

lui viene la capacità di amare e di onorare, da lui ciò che

ci rende degni di amore e di onore. Amiamo affettuosa-

97


mente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno

i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide

e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre. Ora, infatti,

siamo figli di Dio. Lo siamo, anche se questo attualmente

non lo comprendiamo chiaramente, perché siamo ancora

bambini sotto amministratori e tutori e, conseguentemente,

non differiamo per nulla dai servi. Del resto, anche

se siamo ancora bambini e ci resta un cammino tanto

lungo e anche tanto pericoloso, che cosa dobbiamo temere

sotto protettori così grandi

Non possono essere sconfitti né sedotti e tanto meno

sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono

fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare

Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella

protezione del Dio del cielo.

Responsorio Sal 90, 11-12. 10

Dio darà ordine ai suoi angeli

di custodirti in tutti i tuoi passi:

sulle loro mani ti porteranno,

perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

Non ti potrà colpire la sventura,

nessun colpo cadrà sulla tua tenda;

sulle loro mani ti porteranno,

perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

Orazione

O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal

cielo i tuoi angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che nel

cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto per

essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

98


Martedì 2 ottobre

SANTI ANGELI CUSTODI (m)

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Pellegrino sulla terra, custodisco la tua legge, o Dio.

Salmo 118, 49-56 VII (Zain)

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *

con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *

la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *

ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *

e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *

che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *

nella terra del mio pellegrinaggio.

99


Ricordo il tuo nome lungo la notte *

e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *

perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Pellegrino sulla terra, custodisco la tua legge, o Dio.

II Antifona

Il Signore farà tornare il suo popolo:

e vivremo nella gioia.

Salmo 52 Stoltezza degli empi

Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente

per la sua grazia (Rm 3, 23-24)

Lo stolto pensa: «Dio non esiste». †

Sono corrotti, fanno cose abominevoli, *

nessuno fa il bene.

Dio dal cielo si china sui figli dell’uomo *

per vedere se c’è un uomo saggio che cerca Dio.

Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti; *

nessuno fa il bene; neppure uno.

Non comprendono forse i malfattori †

che divorano il mio popolo come il pane *

e non invocano Dio

Hanno tremato di spavento, *

là dove non c’era da temere.

Dio ha disperso le ossa degli aggressori, *

sono confusi perché Dio li ha respinti.

100


Chi manderà da Sion la salvezza di Israele †

Quando Dio farà tornare i deportati

del suo popolo, *

esulterà Giacobbe, gioirà Israele.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Il Signore farà tornare il suo popolo:

e vivremo nella gioia.

III Antifona

Dio è il mio aiuto, il Signore mi sostiene.

Salmo 53, 1-6. 8-9 Invocazione d’aiuto

L’anima mia è turbata e che devo dire Padre, salvami da quest’ora Ma per

questo sono giunto a quest’ora! Padre glorifica il tuo nome ! (Gv 12, 27-28)

Dio, per il tuo nome, salvami, *

per la tua potenza rendimi giustizia.

Dio, ascolta la mia preghiera, *

porgi l’orecchio alle parole della mia bocca;

poiché sono insorti contro di me gli arroganti †

e i prepotenti insidiano la mia vita, *

davanti a sé non pongono Dio.

Ecco, Dio è il mio aiuto, *

il Signore mi sostiene.

Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio, *

Signore, loderò il tuo nome perché è buono;

da ogni angoscia mi hai liberato *

e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.

101


Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Dio è il mio aiuto, il Signore mi sostiene.

Lettura breve At 12, 6-7

Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene

stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle

custodivano il carcere. Ed ecco gli si presentò un angelo

del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il

fianco di Pietro, lo destò e disse: «Alzati, in fretta!». E le

catene gli caddero dalle mani.

Il Signore ha mandato il suo angelo,

e mi ha liberato dalla mano di Erode.

Orazione

O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal

cielo i tuoi angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che

nel cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto

per essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro

Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

102


Martedì 2 ottobre

SANTI ANGELI CUSTODI (m)

Vespri

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Attorno a quelli che temono Dio

l’angelo si accampa, e li salva.

Salmo 33, 1-11 (I) Il Signore è la salvezza dei giusti

Avete gustato come è buono il Signore (1 Pt 2, 3)

Benedirò il Signore in ogni tempo, *

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore, *

ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore, *

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto *

e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti, *

non saranno confusi i vostri volti.

103


Questo povero grida e il Signore lo ascolta, *

lo libera da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa *

attorno a quelli che lo temono e li salva.

Gustate e vedete quanto è buono il Signore; *

beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi, *

nulla manca a coloro che lo temono.

I ricchi impoveriscono e hanno fame, *

ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Attorno a quelli che temono Dio

l’angelo si accampa, e li salva.

II Antifona

Viva il Signore! L’angelo suo mi ha custodito.

Salmo 33, 12-23 (II) Il Signore è la salvezza dei giusti

Avete gustato come è buono il Signore (1 Pt 2, 3)

Venite, figli, ascoltatemi; *

v’insegnerò il timore del Signore.

C’è qualcuno che desidera la vita *

e brama lunghi giorni per gustare il bene

Preserva la lingua dal male, *

le labbra da parole bugiarde.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *

cerca la pace e perseguila.

104


Gli occhi del Signore sui giusti,

i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Il volto del Signore contro i malfattori, *

per cancellarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta, *

li salva da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, *

egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto, *

ma lo libera da tutte il Signore.

Preserva tutte le sue ossa, *

neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l’empio *

e chi odia il giusto sarà punito.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, *

chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Viva il Signore! L’angelo suo mi ha custodito.

III Antifona

Benedite Dio nei cieli, rendete grazie davanti ai viventi:

ha rivelato a voi la sua misericordia.

Cantico Cfr Ap 11, 17-18; 12, 10b-12a

Noi ti rendiamo grazie,

Signore Dio onnipotente, *

che sei e che eri,

105


perché hai messo mano

alla tua grande potenza, *

e hai instaurato il tuo regno.

Le genti fremettero, †

ma è giunta l’ora della tua ira, *

il tempo di giudicare i morti,

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †

ai profeti e ai santi *

e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza,

la forza e il regno del nostro Dio *

e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l’Accusatore; †

colui che accusava i nostri fratelli, *

davanti al nostro Dio giorno e notte.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello †

e la testimonianza del loro martirio, *

perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, *

rallegratevi e gioite,

voi tutti che abitate in essi.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Benedite Dio nei cieli, rendete grazie davanti ai viventi:

ha rivelato a voi la sua misericordia.

106


Lettura breve Ap 8, 3-4

Venne un angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere

d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse

insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli

sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano

dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme

con le preghiere dei santi.

Responsorio breve

Ai suoi angeli ti ha affidato: custodiranno la tua via.

Ai suoi angeli ti ha affidato: custodiranno la tua via.

Ti porteranno sulle loro mani, custodiranno la tua via.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Ai suoi angeli ti ha affidato: custodiranno la tua via.

Antifona al Magnificat

I loro angeli vedono sempre

il volto del Padre mio che è nei cieli.

Cantico della Beata Vergine Maria (canto n. 3)

Intercessioni

Sia benedetto Dio, che nella sua provvidenza ci ha affidati

ai suoi angeli, perché ci custodiscano nel nostro cammino.

Uniti nella lode della sera, diciamo con fede: Re degli

angeli, ascoltaci.

O Dio, che hai costituito gli angeli annunziatori delle tue

opere meravigliose,

- fa’ che ci aiutino a proclamare con le parole e la vita le

tue grandezze.

O Signore Altissimo, che gli angeli acclamano e lodano

senza posa,

107


- fa’ che tutti si uniscano alla lode perenne che ti innalza

la Chiesa.

Tu che comandi agli angeli di custodire i tuoi fedeli,

- fa’ che i viaggiatori e gli esuli tornino felicemente alle

loro case.

Tu che hai affidato agli angeli l’annunzio di pace,

- fa’ che portino la pace su tutta la terra.

Quando manderai gli angeli a riunire gli uomini dai quattro

angoli della terra,

- fa’ che tutti i tuoi figli siano introdotti nell’assemblea

degli eletti.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Sacrificio perenne della nostra salvezza,

faccia comprendere a tutti i cristiani che, senza la

partecipazione alla messa domenicale, non possono crescere

nella fede e nella vita cristiana.

Padre nostro

Orazione

O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal

cielo i tuoi angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che

nel cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto

per essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro

Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

108


Martedì 2 ottobre

SANTI ANGELI CUSTODI (m)

Compieta

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Esame di Coscienza

Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore,

abbi pietà di noi. Kyrie, elèison.

Cristo, che sei venuto a chiamare i peccatori,

abbi pietà di noi. Christe, elèison.

Signore, che intercedi per noi presso il Padre,

abbi pietà di noi. Kyrie, elèison.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri

peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

Antifona

Non nascondermi il tuo volto,

perché in te confido, Signore.

109


Salmo 142,1-11 Preghiera nella tribolazione

Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, l6)

Signore, ascolta la mia preghiera, †

porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, *

e per la tua giustizia rispondimi.

Non chiamare in giudizio il tuo servo: *

nessun vivente davanti a te è giusto.

Il nemico mi perseguita, *

calpesta a terra la mia vita,

mi ha relegato nelle tenebre *

come i morti da gran tempo.

In me languisce il mio spirito, *

si agghiaccia il mio cuore.

Ricordo i giorni antichi, †

ripenso a tutte le tue opere, *

medito sui tuoi prodigi.

A te protendo le mie mani, *

sono davanti a te come terra riarsa.

Rispondimi presto, Signore, *

viene meno il mio spirito.

Non nascondermi il tuo volto, *

perché non sia come chi scende nella fossa.

Al mattino fammi sentire la tua grazia, *

poiché in te confido.

Fammi conoscere la strada da percorrere, *

perché a te si innalza l’anima mia.

Salvami dai miei nemici, Signore, *

a te mi affido.

Insegnami a compiere il tuo volere, †

perché sei tu il mio Dio. *

Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.

110


Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, *

liberami dall’angoscia, per la tua giustizia.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen

Antifona

Non nascondermi il tuo volto,

perché in te confido, Signore.

Lettura breve 1 Pt 5,8-9

Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo,

come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli

saldi nella fede.

Responsorio breve

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Cantico di Simeone Lc 2, 29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

111


perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Orazione

Illumina questa notte, o Signore, perché dopo un sonno

tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per

camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Canto Eucaristico

Benedizione Eucaristica (pag. 279)

Canto alla beata Vergine Maria

112


Martedì 2 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

EUCARISTIA: PASSIONE DI DIO PER L’UOMO

Eucaristia per l’affettività

Monizione

Disponiamo il nostro cuore all’Adorazione Eucaristica:

il Signore Gesù, presente in mezzo a noi, compie la moltiplicazione

del pane donandosi a noi abbondantemente.

Lasciamoci coinvolgere dalla sua generosità per annunziare

a tutti che è presente ed operante in mezzo a noi.

Canto

I momento

Gesù passò all’altra riva: “E lo seguiva una grande folla”

Preghiera

Con tutto il nostro cuore,

con tutta la nostra anima,

noi ti amiamo, perché tu, o Dio,

sei il più degno del nostro amore.

Amarti, noi desideriamo,

amarti come il Benedetto ti ama in cielo,

noi adoriamo tutti i disegni

della tua divina provvidenza,

affidando integralmente noi stessi

alla tua volontà.

Per amor tuo amiamo anche

colui che ci sta accanto,

dedicandoci a lui come a noi stessi,

e sinceramente perdoniamo

113


quanti ci hanno offeso,

e chiediamo perdono

per tutti coloro che noi abbiamo offeso. Amen.

(Beata Madre Teresa di Calcutta)

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 1-4

Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di

Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla,

perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì

sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era

vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Meditazione

L’introduzione del racconto è ricca di simbolismi. C’è

un’attenzione ai luoghi: il mare di Galilea, il monte e una

specificazione del tempo: siamo vicini alla Pasqua, la festa

dei Giudei. Accanto a Gesù c’è “una grande folla” che

lo segue “perché vedeva i segni”, e i “suoi discepoli” che

stanno più vicini a Lui della gente. Io chi sono Seguo Gesù

per i segni che mi ha regalato oppure sono più vicino

a Lui come i “suoi”

Canto

Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: con tutte le

mie delusioni; le piango e chiedo che si trasformino in grazia ed in rendimento

di grazie.

Preghiera

Gesù mio,

aiutami a diffondere la tua fragranza ovunque io vada

Infondi il tuo Spirito nella mia anima

e riempila del tuo amore,

114


affinché penetri nel mio essere

in modo così completo

che tutta la mia vita

possa essere soltanto una fragranza di Te,

e ogni anima con cui vengo a contatto

possa sentire la tua presenza nella mia anima,

e poi guardare in su

e vedere non più me, ma Gesù.

Resta con me,

e io comincerò a brillare della tua luce.

A brillare per essere una luce per gli altri.

La luce, Gesù mio,

sarà la tua, non verrà da me,

sarà la tua luce

che brilla sugli altri attraverso me.

Lascia che ti rivolga le mie preghiere

nel modo che più ami,

spargendo la luce su quelli che mi circondano.

Lasciami predicare senza predicare,

non con le parole, ma con l’esempio.

Con la forza che attrae

e l’influsso di quello che io faccio.

Con la pienezza dell’amore che ho per te

nel mio cuore. Amen.

(Beata Madre Teresa di Calcutta)

Canto

115


II momento

Gesù moltiplica i pani: “Dove potremo comprare il pane”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 5-7

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva

da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il

pane perché costoro abbiano da mangiare». Diceva così

per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava

per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di

pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa

riceverne un pezzo».

Meditazione

Gesù è colpito dal fatto che la gente sta venendo dove egli

è seduto con i suoi discepoli. Pone una domanda improvvisa

ai suoi e così mostra la sua preoccupazione per la folla.

La sua domanda ha lo scopo di coinvolgere i discepoli;

infatti Filippo subito cerca una soluzione anche se incapace

di soddisfare le reali necessità della folla.

Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Preghiera di Intercessione

Ti preghiamo, ascoltaci Signore.

Signore, aiutaci a donarci sporcandoci le mani a beneficio

dei fratelli. Ti preghiamo…

Gesù, rendi il nostro cuore attento ai bisogni di chi ci sta

accanto. Ti preghiamo…

Donaci di abbandonarci a Te consapevoli che solo con Te

possiamo compiere grandi cose. Ti preghiamo…

Sostieni il nostro desiderio di bene a beneficio della tua

chiesa. Ti preghiamo…

Canto

116


III momento

Gesù chiede ai discepoli: “Fateli sedere”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 8-10

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello

di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani

d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente».

Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in

quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila

uomini.

Meditazione

Andrea risponde con prontezza alla domanda di Gesù;

si è accorto di un giovane che è disposto a mettere in

comune generosamente quel poco che ha con chi è nel bisogno.

Gesù ascolta, prende in considerazione la proposta

e fa sedere la folla.

Nel silenzio di adorazione affido al Signore la mia vita. Sto con Lui.

Preghiera

O Padre, che nella Pasqua domenicale

ci chiami a condividere il pane vivo disceso dal cielo,

aiutaci a spezzare nella carità di Cristo

anche il pane terreno,

perché sia saziata ogni fame del corpo e dello spirito.

Amen.

Canto

117


IV Momento

Gesù rese grazie: “Li diede a quelli che erano seduti”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 11-15

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede

a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto

ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli:

«Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi

dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano

mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto,

diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene

nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo

per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Meditazione

La moltiplicazione è presentata in maniera sobria e senza

miracolismi. Gesù rende grazie al Padre e distribuisce. Gli

avanzi raccolti qualificano il segno avvenuto come grandioso,

anche se lo stile di Gesù è umile e per niente enfatico.

Quanto resta alla fine è molto più di quello da cui si

era partiti: i “dodici canestri” riempiti con i resti avanzati

ai cinquemila che si sono saziati sono contrapposti ai “cinque

pani d’orzo” da cui si era partiti. Il Signore Gesù compie

opere grandi a partire dalla nostra generosità.

Nel silenzio di adorazione entro in dialogo con Cristo - Parola - Eucaristia. Lo

contemplo e mi lascio amare.

118


Preghiera

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni. Amen.

(Salmo 23, 5-6)

Canto

119


Mercoledì 3 ottobre

EUCARISTIA:

NEL TEMPO DELL’UOMO

Eucaristia per il lavoro,

la festa e la cittadinanza

Realtà nude e crude come la malattia e il dolore fermano

l’uomo nella sua corsa quotidiana, per indurlo a riflettere

sul tempo che (non) vive. Da schiavi del tempo ci

si deve aiutare a divenire signori del tempo, ovvero, dove

ci si riconosce piccoli e poca cosa a confronto di ciò che

esiste attorno. L’attività economica, come afferma la Caritas

in Veritate, può essere un luogo dove si esprime la solidarietà

e riceve nuova luce anche l’Eucaristia. Si tratta di

promuovere imprese ed attività economiche basate su tali

motivazioni e lasciare che dalla base emerga uno sviluppo

economico vero, fondato sul principio di sussidiarietà.

Il piede del cristiano calca ogni strada e via, sulle quali

egli è chiamato a portare la sua testimonianza di credente

credibile, lasciandosi sostenere dall’Eucaristia come riferimento,

meta e ripartenza del proprio essere e agire.

Quando il clima che si respira è stagnante o denso di immobilità

è doveroso ritornare ad ossigenarlo con l’umiltà

del servizio nel mondo e nella Chiesa stessa. Incoraggiare

le persone all’impegno pubblico e civile è un dovere, non

timore da evitare o da guardare con sospetto. L’Eucaristia

si fa ostensorio che illumina anche le zone d’ombra difficili,

grigie, torbide, e con la sua semplicità chiede di essere

ripresentata fuori della Chiesa e dentro il vivere quotidiano.

Il bene comune, l’immigrazione, l’accoglienza dello

straniero, la cultura dell’integrazione, la passione della

politica verso le giovani generazioni sono temi che devono

trovare posto, assieme ad altri, nell’agenda di una comunità

cristiana incarnata nel mondo.

121


CELEBRAZIONE EUCARISTICA

(dal formulario del Messale romano: per la santificazione del lavoro)

Colletta

Preghiamo.

O Dio, che hai sottomesso al lavoro dell’uomo

le immense risorse del cosmo,

donaci di svolgere la nostra attività con spirito cristiano,

nella consapevolezza che ogni uomo è nostro fratello,

per essere tuoi degni collaboratori

al progetto della creazione. Per il nostro Signore.

Amen.

Liturgia della Parola

(dal Lezionario delle messe “ad diversa” e votive)

Prima lettura

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse

e lo custodisse.

Dal Libro della Genesi

2, 4b-9.15

Salmo responsoriale Dal Salmo 126 (127)

Il Signore veglia per noi sulla città.

Vangelo

Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 14-30

Preghiere dei fedeli

La bontà del Padre, mediante il battesimo, ci ha inseriti

nel grande disegno della salvezza. Supplichiamo il Signore,

perchè ci aiuti a leggere gli eventi quotidiani alla luce

della sua provvidenza. Preghiamo insieme: Benedici l’opera

delle nostre mani, Signore.

122


Per il Papa Benedetto XVI e tutti i Pastori della Chiesa: perché,

in questo tempo di esperienza del Congresso Eucaristico,

ci aiutino a riscoprire il grande valore dell’Eucaristia,

celebrata e vissuta nella quotidianità. Noi ti preghiamo.

Perché la nostra Chiesa locale, che vive il Congresso Eucaristico,

proclami a tutte le genti che l’Eucaristia è santità,

è condivisione, è eternità, da accogliere con amore e

da calare nella quotidianità della vita. Noi ti preghiamo.

Perché noi, che ci nutriamo del Corpo e del Sangue del

Signore, ci sforziamo a credere di più e ad amare di più,

per essere strumenti di gioia e di speranza sulle strade del

mondo. Noi ti preghiamo.

Per l’umanità che vaga nel deserto del nulla: perché le Verità

evangeliche che sono Luce e Cibo Eucaristico, la conducano

a percorrere sentieri di giustizia, di pace e di condivisione.

Noi ti preghiamo.

La tua sapienza, o Padre, ci aiuti a camminare nelle tue

vie, perché nelle vicende del mondo siamo sempre rivolti

alla speranza che splende in Cristo Signore. Egli vive e regna

nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle offerte

Accetta, Signore, i doni della tua Chiesa, che nei segni

del pane e del vino consacra a te la fatica dell’uomo, e concedi

a tutti noi di cooperare giorno per giorno alla redenzione

del Cristo salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

Dopo la comunione

Preghiamo.

O Dio, che in questo sacramento

ci dai la comunione ai beni del cielo,

provvedi alla tua famiglia i beni necessari alla dignità

e sicurezza della vita terrena.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

123


Mercoledì 3 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore

Salmo 76 Dio rinnova i prodigi del suo amore

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù

risusciterà anche noi (Cfr. 2 Cor 4, 8.14)

La mia voce sale a Dio e grido aiuto; *

la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore, †

tutta la notte la mia mano è tesa

e non si stanca; *

io rifiuto ogni conforto.

Mi ricordo di Dio e gemo, *

medito e viene meno il mio spirito.

Tu trattieni dal sonno i miei occhi, *

sono turbato e senza parole.

Ripenso ai giorni passati, *

ricordo gli anni lontani.

124


Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: *

rifletto e il mio spirito si va interrogando.

Forse Dio ci respingerà per sempre, *

non sarà più benevolo con noi

È forse cessato per sempre il suo amore, *

è finita la sua promessa per sempre

Può Dio aver dimenticato la misericordia, *

aver chiuso nell’ira il suo cuore

E ho detto: «Questo è il mio tormento: *

è mutata la destra dell’Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore, *

ricordo le tue meraviglie di un tempo.

Mi vado ripetendo le tue opere, *

considero tutte le tue gesta.

O Dio, santa è la tua via; *

quale dio è grande come il nostro Dio

Tu sei il Dio che opera meraviglie, *

manifesti la tua forza fra le genti.

È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, *

i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Ti videro le acque, Dio, †

ti videro e ne furono sconvolte; *

sussultarono anche gli abissi.

Le nubi rovesciarono acqua, †

scoppiò il tuono nel cielo; *

le tue saette guizzarono.

Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, †

i tuoi fulmini rischiararono il mondo, *

la terra tremò e fu scossa.

125


Sul mare passava la tua via, †

i tuoi sentieri sulle grandi acque *

e le tue orme rimasero invisibili.

Guidasti come gregge il tuo popolo *

per mano di Mosè e di Aronne.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Santa è la tua via: chi è grande come te, Signore

II Antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:

è lui che umilia e innalza.

Cantico 1 Sam 2, 1-10

La gioia e la speranza degli umili è in Dio

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni

gli affamati (Lc 1, 52-53)

Il mio cuore esulta nel Signore, *

la mia fronte s’innalza grazie al mio Dio.

Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *

perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c’è santo come il Signore, *

non c’è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †

dalla vostra bocca non esca arroganza; *

perché il Signore è il Dio che sa tutto

e le sue opere sono rette.

L’arco dei forti s’è spezzato, *

ma i deboli sono rivestiti di vigore.

126


I sazi sono andati a giornata per un pane, *

mentre gli affamati han cessato di faticare.

La sterile ha partorito sette volte *

e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *

scendere agli inferi e risalire.

Il Signore rende povero e arricchisce, *

abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *

innalza il povero dalle immondizie,

per farli sedere con i capi del popolo, *

e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *

e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †

ma gli empi svaniscono nelle tenebre. *

Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *

L’Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †

al suo re darà la forza *

ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:

è lui che umilia e innalza.

127


III Antifona

Il Signore regna, esulti la terra. †

Salmo 96 La gloria del Signore nel giudizio

Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo

(Sant’Atanasio)

Il Signore regna, esulti la terra, *

† gioiscano le isole tutte.

Nubi e tenebre lo avvolgono, *

giustizia e diritto sono la base del suo trono.

Davanti a lui cammina il fuoco *

e brucia tutt’intorno i suoi nemici.

Le sue folgori rischiarano il mondo: *

vede e sussulta la terra.

I monti fondono come cera davanti al Signore, *

davanti al Signore di tutta la terra.

I cieli annunziano la sua giustizia *

e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue †

e chi si gloria dei propri idoli. *

Si prostrino a lui tutti gli dei!

Ascolta Sion e ne gioisce, †

esultano le città di Giuda *

per i tuoi giudizi, Signore.

Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, *

tu sei eccelso sopra tutti gli dèi.

Odiate il male, voi che amate il Signore: †

lui che custodisce la vita dei suoi fedeli *

li strapperà dalle mani degli empi.

Una luce si è levata per il giusto, *

gioia per i retti di cuore.

128


Rallegratevi, giusti, nel Signore, *

rendete grazie al suo santo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

Lettura breve Rm 8, 35-37

Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo Forse la

tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità,

il pericolo, la spada Ma in tutte queste cose noi siamo

più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

Responsorio breve

Benedirò il Signore in ogni tempo.

Benedirò il Signore in ogni tempo.

Sulla mia bocca sempre la sua lode, in ogni tempo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Benedirò il Signore in ogni tempo.

Antifona al Benedictus

In santità e giustizia tutti i nostri giorni

serviamo il Signore.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

Invocazioni

Lodiamo il Cristo, che ha promesso di rimanere con noi

tutti i giorni sino alla fine dei secoli e rivolgiamogli la nostra

preghiera: Resta con noi, Signore.

129


Resta con noi, Signore, durante questo giorno, non tramonti

mai nel nostro spirito il sole della tua grazia.

Ti offriamo, Signore, le azioni e le sofferenze di questa

giornata, promettiamo di servirti sempre con cuore puro

e leale.

Fa’ che viviamo il tempo che ci dai, come un dono della tua

bontà, per divenire il sale della terra e la luce del mondo.

Il tuo Spirito orienti i nostri pensieri e le nostre parole,

perché rimaniamo sempre nel tuo amore e nella tua lode.

Per il Congresso Eucaristico, perché l’Eucaristia, mensa e

festa della famiglia cristiana, punto di partenza e di arrivo

della settimana, diventi alimento indispensabile per la

fedeltà e l’amore dei coniugi, la concordia tra i figli, la testimonianza

cristiana della famiglia.

Padre nostro

Orazione

Risplenda su di noi, Signore, la luce della tua sapienza,

perché liberi da ogni compromesso col peccato camminiamo

sempre nella via dei tuoi comandamenti.

Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

130


Mercoledì 3 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ufficio delle Letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Nell’intimo soffriamo,

aspettando la redenzione del nostro corpo.

Salmo 38, 2-7 (I) Preghiera nella malattia

La creazione è stata sottomessa alla caducità … e nutre la speranza di essere

lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei

figli di Dio … ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo

(Cfr. Rm 8, 20-23)

Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta *

per non peccare con la mia lingua;

porrò un freno alla mia bocca *

mentre l’empio mi sta dinanzi».

Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, *

la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.

Ardeva il cuore nel mio petto, *

al ripensarci è divampato il fuoco;

131


allora ho parlato: *

«Rivelami, Signore, la mia fine;

quale sia la misura dei miei giorni *

e saprò quanto è breve la mia vita».

Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, *

la mia esistenza davanti a te è un nulla.

Solo un soffio è ogni uomo che vive, *

come ombra è l’uomo che passa;

solo un soffio che si agita, *

accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Nell’intimo soffriamo,

aspettando la redenzione del nostro corpo.

II Antifona

Ascolta la mia preghiera, Signore,

non essere sordo al mio pianto.

Salmo 38, 8-14 (II) Preghiera nella malattia

La creazione è stata sottomessa alla caducità … e nutre la speranza di essere

lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei

figli di Dio … ma anche noi gemiamo aspettando la redenzione del nostro corpo

(Cfr. Rm 8, 20-23)

Ora, che attendo, Signore *

In te la mia speranza.

Liberami da tutte le mie colpe, *

non rendermi scherno dello stolto.

132


Sto in silenzio, non apro bocca, *

perché sei tu che agisci.

Allontana da me i tuoi colpi: *

sono distrutto sotto il peso della tua mano.

Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, †

corrodi come tarlo i suoi tesori. *

Ogni uomo non è che un soffio.

Ascolta la mia preghiera, Signore, *

porgi l’orecchio al mio grido,

non essere sordo alle mie lacrime, †

poiché io sono un forestiero, *

uno straniero come tutti i miei padri.

Distogli il tuo sguardo, che io respiri, *

prima che me ne vada e più non sia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Ascolta la mia preghiera, Signore,

non essere sordo al mio pianto.

III Antifona

Fiorente come un olivo

chi si abbandona in Dio.

Contro un calunniatore

Salmo 51

Chi si vanta si vanti nel Signore (1 Cor 1, 31)

Perché ti vanti del male, *

o prepotente nella tua malizia

133


Ordisci insidie ogni giorno; †

la tua lingua è come lama affilata, *

artefice di inganni.

Tu preferisci il male al bene, †

la menzogna al parlare sincero. *

Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura.

Perciò Dio ti demolirà per sempre, †

ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda *

e ti sradicherà dalla terra dei viventi.

Vedendo, i giusti saran presi da timore *

e di lui rideranno:

«Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, †

ma confidava nella sua grande ricchezza *

e si faceva forte dei suoi crimini».

Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. †

Mi abbandono alla fedeltà di Dio *

ora e per sempre.

Voglio renderti grazie in eterno *

per quanto hai operato;

spero nel tuo nome, perché è buono, *

davanti ai tuoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Fiorente come un olivo

chi si abbandona in Dio.

L’anima mia spera nel Signore,

e aspetto sulla sua parola.

134


Prima Lettura

Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 2, 12-30

Attendete alla vostra salvezza

Miei cari, obbedendo come sempre, non solo come

quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano,

attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio

infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi

benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza

critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio

immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere,

nella quale dovete splendere come astri nel mondo,

tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo,

io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato.

E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione

sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono

contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche

voi godetene e rallegratevi con me.

Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare

Timòteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre

notizie. Infatti, non ho nessuno d’animo uguale al suo

e che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre, perché

tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo.

Ma voi conoscete la buona prova da lui data, poiché

ha servito il vangelo con me, come un figlio serve il padre.

Spero quindi di mandarvelo presto, non appena avrò visto

chiaro nella mia situazione. Ma ho la convinzione nel

Signore che presto verrò anch’io di persona.

Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodito,

questo nostro fratello che è anche mio compagno

di lavoro e di lotta, vostro inviato per sovvenire alle mie necessità;

lo mando perché aveva grande desiderio di rivedere

voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza

135


della sua malattia. È stato grave, infatti, e vicino alla morte.

Ma Dio gli ha usato misericordia, e non a lui solo ma

anche a me, perché non avessi dolore su dolore. L’ho mandato

quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo

di nuovo e io non sia più preoccupato. Accoglietelo

dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima

verso persone come lui; perché ha rasentato la morte

per la causa di Cristo, rischiando la vita, per sostituirvi nel

servizio presso di me.

Responsorio Cfr 2 Pt 1, 10. 11; Ef 5, 8. 11

Cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione

ed elezione:

così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro

Signore e salvatore.

Comportatevi come figli della luce, e non partecipate alle

opere infruttuose delle tenebre:

così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro

Signore e salvatore.

Seconda Lettura

Dalla lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Porta

Fidei” del Sommo Pontefice Benedetto XVI (nn. 1-5)

1. La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla

vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella

sua Chiesa è sempre aperta per noi. È possibile oltrepassare

quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata

e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma.

Attraversare quella porta comporta immettersi in un

cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo

(cfr Rm 6,4), mediante il quale possiamo chiamare

Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio

attraverso la morte alla vita eterna, frutto della risurrezio-

136


ne del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo,

ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono

in Lui (cfr Gv 17,22). Professare la fede nella Trinità –

Padre, Figlio e Spirito Santo – equivale a credere in un solo

Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,8): il Padre, che nella pienezza

del tempo ha inviato suo Figlio per la nostra salvezza;

Gesù Cristo, che nel mistero della sua morte e risurrezione

ha redento il mondo; lo Spirito Santo, che conduce

la Chiesa attraverso i secoli nell’attesa del ritorno glorioso

del Signore.

2. Fin dall’inizio del mio ministero come Successore di

Pietro ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della

fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza

la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo.

Nell’Omelia della santa Messa per l’inizio del pontificato

dicevo: “La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa,

come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre

gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso

l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona

la vita, la vita in pienezza”. Capita ormai non di rado che

i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze

sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando

a pensare alla fede come un presupposto ovvio

del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo

non è più tale, ma spesso viene perfino negato. Mentre

nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale

unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti

della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra

più essere così in grandi settori della società, a motivo di

una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone.

3. Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e

la luce sia tenuta nascosta (cfr Mt 5,13-16). Anche l’uomo

di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la

samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a cre-

137


138

dere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante

di acqua viva (cfr Gv 4,14). Dobbiamo ritrovare il gusto di

nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo

fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti

sono suoi discepoli (cfr Gv 6,51). L’insegnamento di Gesù,

infatti, risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza:

“Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo

che rimane per la via eterna” (Gv 6,27). L’interrogativo

posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi

oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di

Dio” (Gv 6,28). Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa

è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”

(Gv 6,29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per

poter giungere in modo definitivo alla salvezza.

4. Alla luce di tutto questo ho deciso di indire un Anno

della fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo

anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano

II, e terminerà nella solennità di Nostro Signore

Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013. Nella

data dell’11 ottobre 2012, ricorreranno anche i vent’anni

dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica,

testo promulgato dal mio Predecessore, il Beato Papa

Giovanni Paolo II, allo scopo di illustrare a tutti i fedeli

la forza e la bellezza della fede. Questo documento, autentico

frutto del Concilio Vaticano II, fu auspicato dal Sinodo

Straordinario dei Vescovi del 1985 come strumento

al servizio della catechesi e venne realizzato mediante la

collaborazione di tutto l’Episcopato della Chiesa cattolica.

E proprio l’Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi

è stata da me convocata, nel mese di ottobre del 2012,

sul tema de “La nuova evangelizzazione” per la trasmissione

della fede cristiana. Sarà quella un’occasione propizia

per introdurre l’intera compagine ecclesiale ad un tempo

di particolare riflessione e riscoperta della fede. Non è


la prima volta che la Chiesa è chiamata a celebrare un Anno

della fede. Il mio venerato Predecessore il Servo di Dio

Paolo VI ne indisse uno simile nel 1967, per fare memoria

del martirio degli Apostoli Pietro e Paolo nel diciannovesimo

centenario della loro testimonianza suprema. Lo pensò

come un momento solenne perché in tutta la Chiesa vi

fosse “un’autentica e sincera professione della medesima

fede”; egli, inoltre, volle che questa venisse confermata in

maniera “individuale e collettiva, libera e cosciente, interiore

ed esteriore, umile e franca”. Pensava che in tal modo

la Chiesa intera potesse riprendere “esatta coscienza

della sua fede, per ravvivarla, per purificarla, per confermarla,

per confessarla”. I grandi sconvolgimenti che si verificarono

in quell’Anno, resero ancora più evidente la necessità

di una simile celebrazione. Essa si concluse con la

Professione di fede del Popolo di Dio, per attestare quanto

i contenuti essenziali che da secoli costituiscono il patrimonio

di tutti i credenti hanno bisogno di essere confermati,

compresi e approfonditi in maniera sempre nuova

al fine di dare testimonianza coerente in condizioni storiche

diverse dal passato.

5. Per alcuni aspetti, il mio venerato Predecessore vide

questo Anno come una “conseguenza ed esigenza postconciliare”,

ben cosciente delle gravi difficoltà del tempo,

soprattutto riguardo alla professione della vera fede e alla

sua retta interpretazione. Ho ritenuto che far iniziare

l’Anno della fede in coincidenza con il cinquantesimo anniversario

dell’apertura del Concilio Vaticano II possa essere

un’occasione propizia per comprendere che i testi lasciati

in eredità dai Padri conciliari, secondo le parole del

beato Giovanni Paolo II, “non perdono il loro valore né il

loro smalto. È necessario che essi vengano letti in maniera

appropriata, che vengano conosciuti e assimilati come testi

qualificati e normativi del Magistero, all’interno della

139


Tradizione della Chiesa … Sento più che mai il dovere di

additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa

ha beneficiato nel secolo XX: in esso ci è offerta una sicura

bussola per orientarci nel cammino del secolo che si

apre”. Io pure intendo ribadire con forza quanto ebbi ad

affermare a proposito del Concilio pochi mesi dopo la mia

elezione a Successore di Pietro: “se lo leggiamo e recepiamo

guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e

diventare sempre di più una grande forza per il sempre

necessario rinnovamento della Chiesa”.

Responsorio Fil 2, 12-13; Gv 15, 5

Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore:

Dio infatti suscita in voi il volere e l’operare secondo i

suoi benevoli disegni.

Dice il Signore: Senza di me non potete far nulla.

Dio infatti suscita in voi il volere e l’operare secondo i

suoi benevoli disegni.

Orazione

O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la

misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi

la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi,

diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro

Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

140


Mercoledì 3 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Ho ripensato la mia via, o Signore:

camminerò secondo la tua legge.

Salmo 118, 57-64 VIII (Het)

La mia sorte, ho detto, Signore, *

è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *

fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *

ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *

a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *

ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *

per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *

141


e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *

insegnami il tuo volere.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Ho ripensato la mia via, o Signore:

camminerò secondo la tua legge.

II Antifona

Il timore mi assale, o Dio:

prestami ascolto e rispondimi!

Salmo 54, 2-12 (I) L’amico che tradisce

Giuda, con un bacio tradisci il figlio dell’uomo (Lc 22,48)

Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, †

non respingere la mia supplica; *

dammi ascolto e rispondimi.

Mi agito nel mio lamento *

e sono sconvolto al grido del nemico,

al clamore dell’empio.

Contro di me riversano sventura, *

mi perseguitano con furore.

Dentro di me freme il mio cuore, *

piombano su di me terrori di morte.

Timore e spavento mi invadono *

e lo sgomento mi opprime.

Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, *

per volare e trovare riposo

142


Ecco, errando, fuggirei lontano, *

abiterei nel deserto.

Riposerei in un luogo di riparo *

dalla furia del vento e dell’uragano».

Disperdili, Signore, †

confondi le loro lingue: *

ho visto nella città violenza e contese.

Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; †

all’interno iniquità, travaglio e insidie *

e non cessano nelle sue piazze

sopruso e inganno.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Il timore mi assale, o Dio:

prestami ascolto e rispondimi!

III Antifona

Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.

Salmo 54, 13-15. 17-24 (II) L’amico che tradisce

Giuda, con un bacio tradisci il figlio dell’uomo (Lc 22,48)

Se mi avesse insultato un nemico, *

l’avrei sopportato;

se fosse insorto contro di me un avversario, *

da lui mi sarei nascosto.

Ma sei tu, mio compagno, *

mio amico e confidente;

ci legava una dolce amicizia, *

verso la casa di Dio camminavamo in festa.

143


Io invoco Dio e il Signore mi salva. †

Di sera, al mattino, a mezzogiorno

mi lamento e sospiro *

ed egli ascolta la mia voce;

mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: *

sono tanti i miei avversari.

Dio mi ascolta e li umilia, *

egli che domina da sempre.

Per essi non c’è conversione *

e non temono Dio.

Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, *

ha violato la sua alleanza.

Più untuosa del burro è la sua bocca, *

ma nel cuore ha la guerra;

più fluide dell’olio le sue parole, *

ma sono spade sguainate.

Getta sul Signore il tuo affanno †

ed egli ti darà sostegno, *

mai permetterà che il giusto vacilli.

Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba *

gli uomini sanguinari e fraudolenti:

essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. *

Ma io, Signore, in te confido.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.

144


Lettura breve Is 55, 8-9

I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie

non sono le mie vie, oracolo del Signore. Quanto il cielo

sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i

miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Chi è come te, Dio dell’universo

Sei forte, Signore, fedele alla parola.

Orazione

O Dio grande e misericordioso che ci doni una sosta

nella fatica quotidiana, sostieni la nostra debolezza, e aiutaci

a portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

145


Mercoledì 3 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Vespri

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Si compia la beata speranza,

si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

Salmo 61 Solo in Dio la nostra pace

Il Dio della speranza vi riempia d’ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13)

Solo in Dio riposa l’anima mia; *

da lui la mia salvezza.

Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *

mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, †

per abbatterlo tutti insieme, *

come muro cadente, come recinto che crolla

Tramano solo di precipitarlo dall’alto, *

si compiacciono della menzogna.

Con la bocca benedicono, *

nel loro cuore maledicono.

146


Solo in Dio riposa l’anima mia, *

da lui la mia speranza.

Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *

mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; *

il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

Confida sempre in lui, o popolo, †

davanti a lui effondi il tuo cuore, *

nostro rifugio è Dio.

Sì, sono un soffio i figli di Adamo, †

una menzogna tutti gli uomini, *

insieme, sulla bilancia,

sono meno di un soffio.

Non confidate nella violenza, *

non illudetevi della rapina;

alla ricchezza, anche se abbonda, *

non attaccate il cuore.

Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: †

il potere appartiene a Dio, *

tua, Signore, è la grazia;

secondo le sue opere *

tu ripaghi ogni uomo.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Si compia la beata speranza,

si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

147


II Antifona

Fa’ risplendere su di noi il tuo volto,

donaci, o Dio, la tua benedizione.

Salmo 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore

Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *

su di noi faccia splendere il suo volto;

perché si conosca sulla terra la tua via, *

fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti lodino i popoli, Dio, *

ti lodino i popoli tutti.

Esultino le genti e si rallegrino, †

perché giudichi i popoli con giustizia, *

governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, Dio, *

ti lodino i popoli tutti.

La terra ha dato il suo frutto. *

Ci benedica Dio, il nostro Dio,

ci benedica Dio *

e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Fa’ risplendere su di noi il tuo volto,

donaci, o Dio, la tua benedizione.

III Antifona

In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.

148


Cantico Col 1, 3. 12-20

Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano

dai morti.

Ringraziamo con gioia Dio, *

Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

perché ci ha messi in grado di partecipare *

alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *

ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,

per opera del quale abbiamo la redenzione, *

la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *

generato prima di ogni creatura;

è prima di tutte le cose *

e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *

e in vista di lui:

quelle nei cieli e quelle sulla terra, *

quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *

è il principio di tutto,

il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *

per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *

per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,

rappacificare con il sangue della sua croce *

gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

149


III Antifona

In Cristo l’universo è creato e tutto sussiste in lui.

Lettura breve 1 Pt 5, 5b-7

Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché

Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili (Pro 3, 34).

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché

vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra

preoccupazione (Sal 54, 23), perché egli ha cura di voi.

Responsorio breve

Come la pupilla dell’occhio difendici, Signore.

Come la pupilla dell’occhio difendici, Signore.

Nascondici all’ombra delle tue ali, difendici, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come la pupilla dell’occhio difendici, Signore.

Antifona al Magnificat

Con la potenza del tuo braccio, Signore,

disperdi i superbi, innalza gli umili.

Cantico della Beata Vergine Maria (canto n. 3)

Intercessioni

Lieti e riconoscenti, preghiamo Dio nostro Padre, che gode

nel dispensare i suoi benefici:

Colma di grazia e di pace il tuo popolo, Signore.

Dio eterno, mille anni per te sono come il giorno che è

passato,

- fa’ che non dimentichiamo che la nostra vita è come il

fiore del campo che spunta al mattino e avvizzisce la sera.

Concedi al popolo cristiano la tua manna,

- perché non muoia di fame, e l’acqua viva perché non soffra

di sete inestinguibile.

150


Fa’ che non perdiamo mai la fede e il senso cristiano della

vita,

- perché il nostro tempo, nella fatica e nel riposo, sia tutto

orientato alla tua gloria.

Concedi a noi una stagione favorevole,

- perché la terra produca un raccolto abbondante.

Dona ai defunti la visione del tuo volto,

- fa’ che un giorno possiamo godere con loro la gloria

dei beati.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché Gesù Eucaristia, dolcissimo ospite del cuore

dell’uomo, illuminando i nostri pensieri e infiammando

i nostri desideri di bene, renda ogni nostra azione riflesso

della Sua Divina presenza e del Suo amore in noi.

Padre nostro

Orazione

Santo è il tuo nome, Signore, e la tua misericordia è benedetta

nei secoli; guarda con benevolenza il tuo popolo

in preghiera e fa’ che la sua lode si unisca alla liturgia dei

santi nel cielo. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca

alla vita eterna.

Amen.

151


Mercoledì 3 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Compieta

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Esame di coscienza

Pietà di noi, Signore.

Contro di te abbiamo peccato.

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

E donaci la tua salvezza.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni

i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.

Salmo 30, 2-6 Supplica fiduciosa nell’afflizione

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23,46)

In te, Signore, mi sono rifugiato, †

mai sarò deluso; *

per la tua giustizia salvami.

152


Porgi a me l’orecchio, *

vieni presto a liberarmi.

Sii per me la rupe che mi accoglie, *

la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *

per il tuo nome dirigi i miei passi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *

perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani; *

tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore.

II Antifona

Dal profondo a te grido, o Signore! †

Dal profondo a te grido

Salmo 129

Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1,21)

Dal profondo a te grido, o Signore; *

† Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti *

alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore, *

Signore, chi potrà sussistere

Ma presso di te è il perdono, *

perciò avremo il tuo timore.

153


Io spero nel Signore, *

l’anima mia spera nella sua parola.

L’anima mia attende il Signore *

più che le sentinelle l’aurora.

Israele attenda il Signore, *

perché presso il Signore è la misericordia,

grande è presso di lui la redenzione; *

egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Dal profondo a te grido, o Signore! †

Lettura breve Ef 4,26-27.31-32

Non peccate (Sal 4, 5); non tramonti il sole sopra la vostra

ira, e non date occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni

asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli

altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha

perdonato a voi in Cristo.

Responsorio breve

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

154


Cantico di Simeone Lc 2, 29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Orazione

Signore Gesù Cristo mite e umile di cuore, che rendi

soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi

e le opere di questa giornata e fa’ che il riposo della

notte ci renda più generosi nel tuo servizio.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

Canto Eucaristico

Benedizione Eucaristica (pag. 279)

Canto alla beata Vergine Maria

155


Mercoledì 3 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

EUCARISTIA: NEL TEMPO DELL’UOMO

Eucaristia per il lavoro, la festa e la cittadinanza

Monizione

Il Signore non ci lascia mai soli, sostiene la nostre giornate

e il tempo che ci regala ogni giorno. È con questa certezza

che viviamo questo tempo di Adorazione Eucaristica

consapevoli che il “tempo” dedicato a Lui è prezioso.

Canto

I momento

Gesù reagisce al mormorare dei Giudei:

“Come può dire: Sono disceso dal cielo”

Preghiera

O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,

con la bocca di bambini e di lattanti:

hai posto una difesa contro i tuoi avversari,

per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissato,

che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,

il figlio dell’uomo, perché te ne curi

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,

di gloria e di onore lo hai coronato.

Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,

tutto hai posto sotto i suoi piedi:

tutte le greggi e gli armenti

156


e anche le bestie della campagna,

gli uccelli del cielo e i pesci del mare,

ogni essere che percorre le vie del mare.

O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra. Gloria…

(Salmo 8)

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 41-43

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché

aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano:

«Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe Di

lui non conosciamo il padre e la madre Come dunque

può dire: “Sono disceso dal cielo”». Gesù rispose: «Non

mormorate tra di voi».

Meditazione

I protagonisti del nostro racconto sono i Giudei che

contestano la risposta di Gesù e lui reagisce. I Giudei sono

convinti di conoscere bene la provenienza di Gesù per

i rapporti con la sua famiglia umana: «Non è forse Gesù, il

figlio di Giuseppe Di lui non conosciamo il padre e la madre».

Essi considerano le cose da un punto di vista esclusivamente

terreno. La conoscenza della sua famiglia blocca

la possibilità che Gesù sia disceso dal cielo.

Canto

Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: con tutte le

mie delusioni; con le mie certezze, le mie paure, le piango e chiedo che si trasformino

in grazia ed in rendimento di grazie.

157


Preghiera

Signore,

lo sappiamo è la paura del nuovo

a renderci spesso inospitali

nei tuoi confronti che vieni.

I cambiamenti ci danno fastidio

e siccome tu scombini sempre i nostri pensieri,

metti in discussione i nostri programmi

e mandi in crisi le nostre certezze,

ogni volta che sentiamo i tuoi passi

evitiamo di incontrarti.

Facci comprendere che, ogni volta

che ci guasti i progetti, non ci rovini la festa,

se disturbi i nostri sonni,

non ci togli la pace.

Aiutaci ad accoglierti nel tempo della nostra vita

in modo che tutto di noi brillerà di te. Amen.

Canto

II momento

Gesù indica: “Nessuno può venire a me,

se non lo attira il Padre che mi ha mandato”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 44-45

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che

mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta

scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque

ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me».

Meditazione

Il rapporto con Gesù è deciso dal Padre: Dio scrive

un’alleanza nuova nel cuore degli uomini nell’attrazione

verso Gesù. Nessuno viene a Gesù per propria iniziativa

158


o con le sue forze, ma soltanto se è attratto dal Padre e se

lo ha ascoltato.

Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Preghiera

Accogli, Signore, la nostra lode riconoscente.

È bello rendere grazie al Signore

e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunciare al mattino il tuo amore,

la tua fedeltà lungo la notte. Accogli, Signore…

Perché mi dai gioia, Signore, con le tue meraviglie,

esulto per l’opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore,

quanto profondi i tuoi pensieri! Accogli, Signore…

Il giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore,

fioriranno negli atri del nostro Dio. Accogli, Signore…

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,

per annunciare quanto è retto il Signore:

mia roccia, in lui non c’è malvagità. Accogli, Signore…

(Salmo 91)

III momento

Gesù afferma: “Chi crede in me ha la vita eterna”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 46-47

«Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui

che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico:

chi crede ha la vita eterna».

159


Meditazione

L’eccezionalità di Gesù consiste nel fatto che «viene da

Dio» e quindi ha avuto la visione di quel Padre che nessuno

ha mai visto. Di fatto Gesù ripete la convinzione espressa

nel prologo giovanneo: “Dio nessuno lo ha mai visto”.

Nel silenzio di adorazione affido al Signore la mia vita. Sto con Lui.

Preghiera

O Maria, Vergine dell’ascolto,

insegnaci la semplicità,

il silenzio e la calma interiore che ci permettono

di custodire in cuore la parola del Signore.

Fa che in noi continui il tuo ascolto

che ha reso presente nel mondo Cristo il Salvatore.

Tu che hai visto Gesù con i tuoi occhi: parlaci di Lui!

Tu che hai ascoltato le sue parole:

ripeticele e custodiscile nel nostro cuore.

(Card. A. Ballestrero)

IV Momento

Gesù proclama: “Io sono il pane vivo”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 48-51

«Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato

la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che

discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io

sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo

pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne

per la vita del mondo».

Meditazione

La forza di Gesù pane della vita è ben diversa: il pane

che da lui discende dal cielo, renderà l’uomo capace

160


di non morire: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se

uno mangia di questo pane vivrà in eterno». Come Gesù

ha detto più volte, chi viene a lui sarà da lui risuscitato

nell’ultimo giorno, proprio per completare l’opera di attrazione

che Dio ha esercitato nel credente aprendolo alla

fede in Gesù.

Nel silenzio di adorazione entro in dialogo con Cristo - Parola - Eucaristia. Lo

contemplo e mi lascio amare.

Preghiera

Signore Gesù, con l’Eucaristia

continua la tua scommessa d’Amore.

Per restare fra noi, tu eviti ogni forma di grandezza

e forza: preferisci il nascondimento e il silenzio.

Svuotami un po’ di me stesso,

per non essere qui con il corpo

e lontano con la mente ed il cuore.

Purificami nel profondo,

rivestimi della tua grazia,

ricaricami del tuo Vangelo

e così partirò da Te rinnovato,

più convinto che è stato utile

il tempo trascorso davanti a Te.

Suscita in me il desiderio

di tornare spesso da Te, che sei

la sorgente della Vita.

(Luigi Guglielmoni)

Canto

161


Giovedì 4 ottobre

EUCARISTIA E COMUNITÀ

«Evangelizzazione, formazione e comunione sono le tre

consegne, i tre talenti da trafficare, il triplice mandato che

lo Spirito ci affida e che nessuno può esimersi di accogliere.

In questo momento storico siamo come gli undici discepoli

sul Monte degli Ulivi. Consegnandoci il Libro del Sinodo

Cristo ci affida la missione di annunciare il Suo Vangelo,

di formare la Chiesa, di fare di tutti gli uomini un solo

gregge (Mt 28,18).

Solo attraverso un annuncio instancabile, una formazione

continua, una comunione solida e dinamica possono

svilupparsi in questa porzione del Popolo di Dio la fede,

la speranza, la carità; le tre virtù teologali necessarie

perché la luce di questa Chiesa possa risplendere all’intorno,

senza che nessuno ne parli (Cfr 2 Ts 1,4).

La comunione non è opera dell’uomo, ma azione dello

Spirito di Cristo; è frutto del Suo corpo spezzato e del

Suo sangue versato.

L’evangelizzazione è possibile perché Gesù ha detto «Io

sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt

28,20) nella Parola e nel Pane.

La formazione ha come unico maestro il Cristo, Pane

di vita che ci nutre con il Suo insegnamento, la Sua carne

e il Suo sangue.

Per questo l’Anno del Sinodo ci consegna all’Anno Eucaristico.

Per accogliere e affrontare le istanze sinodali dell’evangelizzazione,

della formazione e della comunione abbiamo

bisogno dell’Eucaristia».

(Mario Paciello)

163


Giovedì 4 ottobre

SAN FRANCESCO D’ASSISI (s)

Diacono, Fondatore dei tre Ordini, Patrono d’Italia

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Fu riconosciuto dal Signore giusto e perfetto,

e al tempo della rovina fu un restauratore.

Salmo 62, 2-9 L’anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua

viva che zampilla per la vita eterna (Cfr Cassiodoro)

O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *

di te ha sete l’anima mia,

a te anela la mia carne, *

come terra deserta, arida, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *

per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

Poiché la tua grazia vale più della vita, *

le mie labbra diranno la tua lode.

164


Così ti benedirò finché io viva, *

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Mi sazierò come a lauto convito, *

e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *

penso a te nelle veglie notturne,

tu sei stato il mio aiuto; *

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

A te si stringe *

l’anima mia.

La forza della tua destra *

mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Fu riconosciuto dal Signore giusto e perfetto,

e al tempo della rovina fu un restauratore.

II Antifona

Le lodi del Signore furono sempre sul suo labbro:

invitava gli astri, i venti, gli uccelli

e le creature tutte a glorificare il Signore.

Cantico Dn 3, 57-88.56 Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5)

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benedite, angeli del Signore, il Signore, *

benedite, cieli, il Signore.

165


Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *

benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.

Benedite, sole e luna, il Signore, *

benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *

benedite, o venti tutti, il Signore.

Benedite, fuoco e calore, il Signore, *

benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *

benedite, gelo e freddo, il Signore.

Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *

benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *

benedite, folgori e nubi, il Signore.

Benedica la terra il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *

benedite, creature tutte che germinate sulla terra,

il Signore.

Benedite, sorgenti, il Signore, *

benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini

e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *

benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.

Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *

benedite, figli dell’uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *

benedite, o servi del Signore, il Signore.

166


Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *

benedite, pii e umili di cuore, il Signore.

Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *

lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *

degno di lode e di gloria nei secoli.

II Antifona

Le lodi del Signore furono sempre sul suo labbro:

invitava gli astri, i venti, gli uccelli

e le creature tutte a glorificare il Signore.

III Antifona

Il Signore riguardò la sua umiltà,

o lo rese grande e glorioso su tutta la terra.

Salmo 149 Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio)

Cantate al Signore un canto nuovo; *

la sua lode nell’assemblea dei fedeli.

Gioisca Israele nel suo Creatore, *

esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *

con timpani e cetre gli cantino inni.

Il Signore ama il suo popolo, *

incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *

sorgano lieti dai loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca *

e la spada a due tagli nelle loro mani,

167


per compiere la vendetta tra i popoli *

e punire le genti;

per stringere in catene i loro capi, *

i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *

il giudizio già scritto:

questa è la gloria *

per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Il Signore riguardò la sua umiltà,

o lo rese grande e glorioso su tutta la terra.

Lettura breve Gal 1, 15-16.24

Dio, che mi scelse e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque

di rivelare a me suo Figlio, perché lo annunziassi

in mezzo ai pagani. E a causa mia glorificavano Dio.

Responsorio breve

Il mio cuore tripudia nel Dio vivente.

Il mio cuore tripudia nel Dio vivente.

Anela e languisce l’anima mia nella casa del Signore:

nel Dio vivente.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Il mio cuore tripudia nel Dio vivente.

Antifona al Benedictus

Partecipò con gioia alle sofferenze di Cristo,

e ora esulta eternamente

nella manifestazione della sua gloria.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

168


Invocazioni

Ringraziamo Cristo per averci dato nel Serafico Padre

san Francesco un riflesso vivo del suo amore ardente e universale,

e preghiamolo: rendici operatori di pace e di bene,

Signore.

Nel poverello di Assisi hai fatto rivivere il tuo Vangelo,

-rinnovaci sempre alla fonte perenne della tua verità.

Hai dato al tuo servo un cuore semplice, umile e libero,

-donaci la vera libertà di spirito nell’umiltà e nella semplicità

dei santi.

San Francesco ti lodava per le tue creature,

-fa’ che in ogni cosa vediamo un raggio della tua bellezza

divina.

Hai concesso al tuo Santo la perfetta letizia nelle tribolazioni,

-addolcisci le nostre sofferenze nella speranza del sommo

bene.

Per il Congresso Eucaristico,

-perché l’Eucaristia, Sorgente inesauribile dell’unità della

Chiesa, devotamente celebrata e interiormente partecipata,

alimenti nel cuore dei fedeli, delle comunità e

delle aggregazioni ecclesiali della Diocesi il bisogno e il

dovere di diventare costruttori di unità e di comunione.

Padre nostro

Orazione

O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e

umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine del Cristo,

concedi a noi di seguire il tuo Figlio nella via del Vangelo

e di unirci a te in carità e letizia. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

169


Giovedì 4 ottobre

SAN FRANCESCO D’ASSISI (s)

Diacono, Fondatore dei tre Ordini, Patrono d’Italia

Ufficio delle Letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Dio mi ha fatto dimenticare tutta la casa di mio padre,

e mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione.

Salmo 1

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, †

non indugia nella via dei peccatori *

e non siede in compagnia degli stolti;

ma si compiace della legge del Signore, *

la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, *

che darà frutto a suo tempo

e le sue foglie non cadranno mai; *

riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi: *

ma come pula che il vento disperde;

170


perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, *

né i peccatori nell’assemblea dei giusti.

Il Signore veglia sul cammino dei giusti, *

ma la via degli empi andrà in rovina.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Dio mi ha fatto dimenticare tutta la casa di mio padre,

e mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione.

II Antifona

Francesco stimava l’obbrobrio di Cristo

ricchezza maggiore dei tesori del mondo.

Salmo 8

O Signore, nostro Dio, †

quanto è grande il tuo nome

su tutta la terra: *

† sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †

affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *

per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *

la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, *

il figlio dell’uomo perché te ne curi

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *

di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *

tutto hai posto sotto i suoi piedi;

171


tutti i greggi e gli armenti, *

tutte le bestie della campagna;

gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *

che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Francesco stimava l’obbrobrio di Cristo

ricchezza maggiore dei tesori del mondo.

III Antifona

Io sono morto al mondo,

e la mia vita è ormai nascosta con Cristo in Dio.

Salmo 15

Proteggimi, o Dio: *

in te mi rifugio. *

Ho detto a Dio: « Sei tu il mio Signore,

senza di te non ho alcun bene».

Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, *

è tutto il mio amore.

Si affrettino altri a costruire idoli: †

io non spanderò le loro libazioni di sangue, *

né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: *

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, *

la mia eredità è magnifica.

172


Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; *

anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, *

sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, †

esulta la mia anima; *

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, *

né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita, †

gioia piena nella tua presenza *

dolcezza senza fine alla tua destra.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Io sono morto al mondo,

e la mia vita è ormai nascosta con Cristo in Dio.

Signore, tu hai decorato il tuo servo Francesco,

con i segni della nostra redenzione.

Prima Lettura

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo 4, 1-24

A ciascuno è stata data la sua grazia, per edificare il corpo di Cristo

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi

in maniera degna della vocazione che avete ricevuto,

con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi

a vicenda con amore, cercando di conservare l’u-

173


174

nità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo

corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla

quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione;

un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo

Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo

di tutti ed è presente in tutti.

A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo

la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo

in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito

doni agli uomini (Sal 67, 19). Ma che significa la parola

«ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra

Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra

di tutti i cieli, per riempire tutte le cose.

È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come

profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri,

per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero,

al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti

all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio,

allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla

piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più

come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da

qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini,

con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. Al

contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo

di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo,

dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso,

mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo

l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere

in modo da edificare se stesso nella carità. Vi dico dunque

e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come

i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro

pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza

che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così

insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo

ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.


Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se

proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo

la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre

l’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si

corrompe dietro le passioni ingannatrici. Dovete rinnovarvi

nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo,

creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

Responsorio 1 Cor 2,4.2

La mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi

persuasivi di sapienza,

ma sulla manifestazione dello spirito e della sua potenza.

Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù

Cristo e questi crocifisso,

ma sulla manifestazione dello spirito e della sua potenza.

Seconda Lettura

Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d’Assisi

(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)

Dobbiamo essere semplici, umili e puri

Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo

Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo

del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe

disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera

carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo

ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima

Madre, la povertà.

All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua

con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre

mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).

Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E

la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorio-

175


176

so, dato per noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio

sangue come sacrificio e vittima sull’altare della croce.

Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno

lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì per i nostri peccati,

lasciandoci l’esempio perché seguissimo le sue orme

(Cfr 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per

mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.

O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore

e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai

il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua

anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo

dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente,

perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando

dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e

verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono

adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno

e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare

e non stancarci mai (Cfr Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre

nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).

Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3,

8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli,

siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano

le nostre anime dalle sozzure del peccato.

Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo

mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e

delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro

il premio e la ricompensa.

Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la

carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo

mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto

servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore

del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e

perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore.

Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno fi-


gli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno

considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello

o madre.

Responsorio Mt 5, 3. 5. 6

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli!

Beati i miti, perché erediteranno la terra!

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati!

Beati i miti, perché erediteranno la terra!

Inno del Te Deum

Noi ti lodiamo, Dio *

ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *

il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *

e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico Figlio, *

e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *

eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *

per la salvezza dell’uomo.

177


Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *

in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *

pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *

non saremo confusi in eterno.

Orazione

O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e

umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine del

Cristo, concedi a noi di seguire il tuo Figlio nella via del

Vangelo e di unirci a te in carità e letizia.

Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

178


Giovedì 4 ottobre

SAN FRANCESCO D’ASSISI (s)

Diacono, Fondatore dei tre Ordini, Patrono d’Italia

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

Antifona

Chi fa la volontà del Padre mio

che è nei cieli, entrerà nel suo regno.

Salmo 119

Desiderio della pace minacciata dai malvagi

Egli è la nostra pace … venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini

(Cfr. Ef 2, 14. 17. 16)

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *

ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *

dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *

lingua ingannatrice

Frecce acute di un prode, *

con carboni di ginepro.

179


Me infelice: abito straniero in Mosoch, *

dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *

con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *

ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

Salmo 120 Il custode di Israele

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura

di sorta (Ap 7, 16)

Alzo gli occhi verso i monti: *

da dove mi verrà l’aiuto

Il mio aiuto viene dal Signore, *

che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *

non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *

il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †

il Signore è come ombra che ti copre, *

e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *

né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *

egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,

quando esci e quando entri, *

da ora e per sempre.

180


Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

Salmo 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme

Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme

celeste (Eb 12, 22)

Quale gioia, quando mi dissero: *

«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *

alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *

come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †

secondo la legge di Israele, *

per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *

i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *

sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *

sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *

io dirò: «Su di te sia pace!».

Per la casa del Signore nostro Dio, *

chiederò per te il bene.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

181


Antifona

Chi fa la volontà del Padre mio

che è nei cieli, entrerà nel suo regno.

Lettura breve Mt 6, 19-21

Non accumulatevi tesori sulla terra, dove ladri scassinano

e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove

né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano

e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche

il tuo cuore.

Io sono povero e misero.

Ma di me ha cura il Signore.

Orazione

O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e

umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine del

Cristo, concedi a noi di seguire il tuo Figlio nella via del

Vangelo e di unirci a te in carità e letizia.

Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

182


Giovedì 4 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

Eucaristia e comunità

Monizione

Tra poco adoreremo il Pane della vita, incontreremo

Gesù che dopo la sua incarnazione, passione, morte e risurrezione

è rimasto tra noi sotto i veli del “pane spezzato”.

Accogliendo in mezzo a noi l’Eucaristia per adorarla,

riviviamo l’esperienza dei discepoli che nel Giorno del Signore,

lungo la via di Emmaus, incontrarono il Risorto,

lo riconobbero nello spezzare il pane e divennero suoi testimoni

nella comunità.

Canto

I momento

Piangere le nostre perdite

Richiesta di perdono

Padre, non voglio raggiungerti e comunicare con te,

se non attraverso la mia povertà, la mia sofferenza,

la mia fame e la mia sete, la mia permeabilità,

la disistima di me stesso!

Voglio raggiungerti

non già nonostante la mia miseria,

bensì a causa della mia miseria e del mio bisogno

E il Padre mi dice attraverso il suo Verbo:

ti offro in cibo la mia carne,

prendo la tua miseria su di me,

ci fonderemo senza confonderci,

io diventerò te stesso, come te stesso…

e tu non avrai più alcun motivo per diffidare di me.

183


Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Luca 24, 13-21

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in

cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa

undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra

loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano

e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e

camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi

che state facendo tra voi durante il cammino». Si fermarono,

col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli rispose:

«Solo tu sei così forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò

che vi è accaduto in questi giorni». Domandò loro: «Che

cosa». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù Nazareno,

che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio

e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità

lo hanno consegnato per farlo condannare a morte

e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui

che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre

giorni da quando queste cose sono accadute».

Meditazione

Due persone camminano insieme. Dal modo in cui

camminano si può vedere che non sono felici. I loro corpi

sono ripiegati, il volto è triste, i movimenti lenti. Anche se

seguono il sentiero sembrano non avere alcuna méta. Ritornano

a casa, ma la loro casa è diventata vuoto, disillusione,

disperazione… Per molti aspetti noi siamo come loro:

non siamo forse sperduti anche noi «Noi speravamo…».

Avevamo sperato di diventare persone pronte al perdono,

disponibili e sempre gentili, invece...

Che cosa fare di fronte alle nostre “perdite” Possiamo

versare lacrime su di loro e permettere a noi stessi di affliggerci

profondamente. E mentre sentiamo il dolore, sentiamo

anche una benedizione nascosta nella nostra sofferenza:

“Beati gli afflitti, perché saranno consolati”.

184


Stiamo davanti all’Eucaristia con il cuore spezzato da

molte sconfitte: sta a noi decidere se lasciarci condurre da

esse al risentimento o alla gratitudine. Se ci lasciamo toccare

dalla grazia, le lacrime del dolore potranno ammorbidire

il nostro cuore indurito e aprirci alla possibilità di

dire “grazie”.

L’Eucaristia ci permette di celebrare proprio questo mistero:

la preziosità della vita è intimamente connessa alla

sua fragilità. Anche quando sembra che tutto sia perduto,

nella preghiera possiamo ascoltare una voce che ci rassicura:

“Ti basta la mia grazia”. Chiediamo la guarigione

del cuore per credere che, in mezzo al nostro pianto, possiamo

trovare un dono di cui essere grati. Lasciamoci guidare

in questa scoperta dalla preghiera.

Canto

Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: con tutte le

mie delusioni; le piango e chiedo che si trasformino in grazia ed in rendimento

di grazie.

Meditazione

Chi sono

Sono io veramente ciò che gli altri dicono di me

O sono soltanto quale io mi conosco

Inquieto, pieno di nostalgia,

malato come un uccello in gabbia,

bramoso di aria come mi strangolassero alla gola,

assetato di parole buone, di compagnia,

agitato per l’attesa di grandi cose,

preoccupato e impotente per l’amico infinitamente lontano,

stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare,

spossato e pronto a prender congedo da ogni cosa

Chi sono Sono questo o sono quello

Oggi sono uno, domani un altro

185


Sono tutt’e due insieme

Davanti agli uomini un simulatore

e davanti a me stesso uno spregevole vigliacco

Chi sono Questo porre domande da soli è derisione.

Chiunque io sia, tu mi conosci, tuo son io, o Dio!

(D. Bonhoeffer)

Canto

II momento

Discernere la Presenza

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Luca 24, 25-27

E Gesù disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in

tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il

Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria».

E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò

loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Meditazione

Gesù si affianca ai due viaggiatori. I due amici guardano

negli occhi lo sconosciuto che si è unito a loro. C’è almeno

qualcuno disposto ad ascoltare le parole di disillusione

e di totale confusione. Poi lo sconosciuto comincia

a parlare e i due discepoli capiscono che la loro piccola vita

non è poi così piccola, ma è parte di un grande mistero

che si estende dall’eternità all’eternità. Lo sconosciuto non

dice che non c’è motivo di tristezza, ma che il loro dolore

è parte di una tristezza più ampia in cui è nascosta la gioia;

che si tratta di una morte che inaugura persino più vita.

Le sue parole sono un appello: “Non capite Continuate

a fissare lo sguardo su un ostacolo e non siete disposti

a considerare che l’ostacolo è stato messo lì per mostrarvi

la strada giusta Qual è la sfida Aver fiducia in me!”.

186


Gesù ci accompagna con la sua Parola che ci solleva dalla

tristezza e ci innalza presso il cuore di Dio. Mentre ascoltiamo

la Parola, Dio si fa presente e ci guarisce.

Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Preghiera litanica

Laudate omens gentes, laudate Dominum. (x2)

Nella sera del mondo la luce di Dio

allieta il cuore del giusto. Rit.

Luce nuova rifulge sul popolo redento. Rit.

Splende una luce nuova, fonte di viva gioia. Rit.

A chi viveva nell’ombra di morte

è apparso il tuo fulgore. Rit.

Presso il Signore dimora la luce:

ogni mistero illumina. Rit.

Se la notte mi avvolge, il Signore sarà la mia luce. Rit.

III momento

Invitare lo sconosciuto

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Luca 24, 28-29

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti,

egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero:

«Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai

al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Meditazione

Forse non siamo abituati a pensare all’Eucaristia come

ad un invito fatto da parte nostra a Gesù. Siamo più

inclini a pensare che Gesù invita noi nella sua casa, alla

sua tavola. Gesù invece vuole essere invitato, non si impone

mai. Soltanto invitandolo a “entrare per rimanere” po-

187


trà instaurare con noi una relazione trasformante. L’invito

è uno dei momenti decisivi dell’Eucaristia e della vita:

“Ti ho sentito, il mio cuore sta cambiando: per favore,

entra in casa mia per vedere dove vivo e come vivo”. Vuoi

invitare Gesù a casa tua Vuoi che entri nelle camere che

preferisci tenere chiuse, al sicuro Davanti alla Presenza

Eucaristica non possiamo che dire: “Mi fido di te; mi affido

a te con tutto il mio essere. Voglio che tu mi conosca e

voglio arrivare a conoscerti come il compagno della mia

anima”. Questo atto di fiducia è il grande sì della nostra

vita. Gesù allora accetta l’invito, si siede a tavola con te e ti

fa entrare nella piena comunione con Lui.

Nel silenzio di adorazione affido al Signore la mia vita. Sto con Lui.

Preghiamo

Padre mio, mi abbandono a te,

di me fai quello che ti piace.

Grazie di ciò che fai per me

spero solamente in te.

Purchè si compia il tuo volere

in me e in tutti i miei fratelli.

Niente desidero di più

fare quello che vuoi tu.

Dammi che ti riconosca.

Dammi che ti possa amare sempre più.

Dammi che ti resti accanto.

Dammi d’essere l’amor.

Tra le tue mani depongo la mia anima

con tutto l’amore del mio cuore

mio Dio la dono a te, perché ti amo immensamente.

Si, ho bisogno di donarmi a te,

senza misura affidarmi alle tue mani

perché sei il Padre mio.

(Beato Charles de Foucauld)

188


IV momento

Entrare in comunione

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Luca 24, 30-32

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione,

lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro

gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.

Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore

nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino,

quando ci spiegava le Scritture».

Meditazione

L’Eucaristia è il gesto più comune e il più divino immaginabile.

Questa è la storia di Gesù, che sempre ci sorprende;

è la storia di Dio che vuole venire vicino a noi, così

vicino da poterlo vedere, udire, toccare. Gesù è Dio che

si dona completamente a noi, senza riserve, si fa presente

nell’Eucaristia, cerca modi sempre nuovi per fare intima

comunione con noi. Dio desidera una comunione liberamente

offerta e liberamente ricevuta.

Nel silenzio di adorazione entro in dialogo con Cristo - Parola - Eucaristia.

Lo contemplo e mi lascio amare.

Preghiera

Tu, o Signore, Presenza Eucaristica,

sei la mia fame, sei il mio grido,

il mio bisogno quotidiano.

Tutti gli occhi guardano a te,

che sei il Pane e che dai il pane.

Tu sei venuto anche per spezzare il pane

e per invitarci a spezzare il pane della nostra vita

per la salvezza dei fratelli.

189


Signore, noi ti adoriamo e ti rendiamo grazie

perché consegni il tuo Corpo alla Chiesa

ogni volta che celebra l’Eucaristia e la Parola

e ti abbandoni completamente alle sue mani

senza richiedere che ne sia degna.

Tu vuoi solo che ciascuno di noi continui a lodarti

e a diffonderti come sei, l’unico Gratuito.

Canto

190


Venerdì 5 ottobre

EUCARISTIA:

PRESENZA DI MISERICORDIA

Eucaristia per la fragilità

Nel mondo iper digitalizzato si sta accentuando il desiderio

di comunicarsi e comunicare, ma nel contempo il

divario della solitudine si spalanca a dismisura. All’aumento

dei new media corrispondono nuove povertà: solitudine

generata da internet, psicosi indotta dal mondo virtuale

(che sogna il reale), aumento della fragilità della psiche

con conseguente frantumazione dei rapporti sino alla loro

soppressione barbara e violenta. La fragilità è il terreno

dove nasce la maturità. L’Eucaristia è, per sua natura,

fragilità donata, comunicata. Ci si ciba di ciò che è povero,

semplice, quasi inesistente; eppure porta in sé il cuore

della fede cristiana.

191


CELEBRAZIONE EUCARISTICA

(dal formulario del Messale romano: per qualunque necessità 2)

Colletta

Dio onnipotente e misericordioso,

guarda la nostra dolorosa condizione:

conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza,

perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di Padre.

Per il nostro Signore.

Amen.

Prima lettura

Salvaci con i tuoi prodigi

Liturgia della Parola

(dal Lezionario delle messe “ad diversa” e votive)

Dal Libro del profeta Daniele 3, 25.34-43

Salmo responsoriale Dal Salmo 79 (80)

Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca 18, 1-8

Preghiera dei fedeli

Chiamati a formare un solo corpo e un solo spirito, ci rivolgiamo

a Dio nostro Padre, che è in tutti e agisce per mezzo

di tutti. Preghiamo insieme: rinnova, Signore, i prodigi

del tuo amore.

Per la santa Chiesa; perché sappia mettere interamente

a servizio degli uomini le ricchezze della divina miseri-

192


cordia che scaturiscono dalla tua Redenzione. Noi ti preghiamo.

Per tutti i governanti e per coloro dai quali dipendono

le sorti dei popoli; perché compiano scelte a servizio della

pace, della giustizia, della fraternità. Noi ti preghiamo.

Per la pace e la concordia tra gli uomini di ogni razza, religione,

classe sociale; perché il nostro umile servizio aiuti

il mondo a guarire dalle sue divisioni. Noi ti preghiamo.

Per tutti i popoli della terra; perché conoscano che la pienezza

dell’amore di Dio per noi, si è manifestata in Te,

Signore Gesù, da cui abbiamo vita e salvezza. Noi ti preghiamo.

Per tutti coloro che soffrono; perché si sentano uniti a Te

nella Croce e nella speranza della resurrezione. Noi ti preghiamo.

Per i presbiteri; perché nell’amore e nel servizio di Cristo

la carità diventi fonte, criterio, misura, impulso dell’amore

e del servizio alla Chiesa. Noi ti preghiamo.

Per i consacrati; perché mostrino con l’eloquenza delle

opere che la divina carità è fondamento e stimolo dell’amore

gratuito ed operoso. Noi ti preghiamo.

Per gli sposi cristiani: si accolgano e si servano l’un l’altro

con onore e amore. Noi ti preghiamo.

O Padre, che puoi fare assai più di quanto osiamo chiedere

e sperare, accogli l’umile espressione della nostra fede

e donaci un cuore fiducioso e attento alle sorprese del tuo

amore. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

193


Sulle offerte

Accogli, o Padre, i doni che ti offriamo con fede sincera

e unisci la nostra sofferenza di questi giorni

al sacrificio del Cristo tuo Figlio.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

Dopo la comunione

Per la forza di questo sacramento, Signore,

fa’ che affrontiamo con animo forte e sereno

gli impegni e le responsabilità che ci attendono

e consolati da te sappiamo confortare i nostri fratelli.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

194


Venerdì 5 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Un cuore affranto e umiliato

non disprezzarlo, Signore.

Salmo 50 Pietà di me, o Signore

Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (Cfr Ef

4,23-24)

Pietà di me, o Dio,

secondo la tua misericordia; *

nel tuo grande amore

cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *

mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa, *

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *

quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;

perciò sei giusto quando parli, *

retto nel tuo giudizio.

195


Ecco, nella colpa sono stato generato, *

nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore *

e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia, *

esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *

cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, *

rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *

e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato, *

sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *

e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *

e la mia bocca proclami la tua lode;

poiché non gradisci il sacrificio *

e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *

è sacrificio a Dio,

un cuore affranto e umiliato, *

tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore

fa’ grazia a Sion, *

rialza le mura

di Gerusalemme.

196


Allora gradirai i sacrifici prescritti, *

l’olocausto e l’intera oblazione,

allora immoleranno vittime *

sopra il tuo altare.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Un cuore affranto e umiliato

non disprezzarlo, Signore.

II Antifona

Nel tuo sdegno, Signore,

ricordati della tua misericordia.

Cantico Ab 3, 2-4. 13a. 15-19 Dio appare per il giudizio

Vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

Levate il capo perché la vostra liberazione è vicina (Lc 21, 27-28)

Signore, ho ascoltato il tuo annunzio, *

Signore, ho avuto timore della tua opera.

Nel corso degli anni manifestala, †

falla conoscere nel corso degli anni. *

Nello sdegno ricordati di avere clemenza.

Dio viene da Teman, *

il Santo dal monte Paran.

La sua maestà ricopre i cieli, *

delle sue lodi è piena la terra.

Il suo splendore è come la luce, †

bagliori di folgore escono dalle sue mani: *

là si cela la sua potenza.

197


Sei uscito per salvare il tuo popolo, *

per salvare il tuo consacrato.

Hai affogato nel mare i cavalli dell’empio, *

nella melma di grandi acque.

Ho udito e fremette il mio cuore, *

a tal voce tremò il mio labbro,

la carie entra nelle mie ossa *

e sotto di me tremano i miei passi.

Sospiro al giorno dell’angoscia *

che verrà contro il popolo che ci opprime.

Il fico infatti non germoglierà, †

nessun prodotto daranno le viti, *

cesserà il raccolto dell’olivo,

i campi non daranno più cibo, †

i greggi spariranno dagli ovili *

e le stalle rimarranno senza buoi.

Ma io gioirò nel Signore, *

esulterò in Dio mio salvatore.

Il Signore Dio è la mia forza, †

egli rende i miei piedi

come quelli delle cerve *

e sulle alture mi fa camminare.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Nel tuo sdegno, Signore,

ricordati della tua misericordia.

198


III Antifona

Glorifica il Signore, Gerusalemme,

loda, Sion, il tuo Dio. †

Salmo 147 La Gerusalemme riedificata

Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9)

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *

loda, Sion, il tuo Dio.

† Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *

e ti sazia con fior di frumento.

Manda sulla terra la sua parola, *

il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *

come polvere sparge la brina.

Getta come briciole la grandine, *

di fronte al suo gelo chi resiste

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *

fa soffiare il vento e scorrono le acque.

Annunzia a Giacobbe la sua parola, *

le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto

con nessun altro popolo, *

non ha manifestato ad altri

i suoi precetti.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

199


III Antifona

Glorifica il Signore, Gerusalemme,

loda, Sion, il tuo Dio.

Lettura breve Ef 2, 13-16

Ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani

siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti

è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo

solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,

cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne,

la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in

se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e

per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per

mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia.

Responsorio breve

Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.

Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.

Dal cielo manderà la sua salvezza: da lui ogni mio bene.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.

Antifona al Benedictus

Nella sua misericordia

il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

Invocazioni

Cristo, Agnello senza macchia, si è offerto al Padre per

purificare le nostre coscienze dalle opere del male. A lui

diciamo umilmente: Nella tua volontà è la nostra pace,

o Signore.

200


Dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo nuovo giorno,

- fa’ che segni l’inizio di una vita nuova.

Hai creato il mondo e lo conservi con la tua provvidenza,

- donaci uno sguardo di fede, perché vediamo la tua presenza

in ogni creatura.

Nel tuo sangue, versato per noi, hai costituito la nuova ed

eterna alleanza,

- fa’ che, osservando la legge dell’amore, restiamo fedeli

al nuovo patto.

Sulla croce hai fatto sgorgare dal costato sangue ed acqua,

- in questo fiume di grazia lava le nostre colpe e allieta la

città di Dio.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Fonte di grazia dei puri di cuore, faccia

scoprire particolarmente ai giovani la perla preziosa

della castità del corpo e del cuore e la grandezza del dono

della verginità per il Regno dei cieli.

Padre nostro

Orazione

Accogli, Dio onnipotente, la nostra lode del mattino, e

fa’ che ci uniamo un giorno al coro dei tuoi santi per cantare

in eterno la tua gloria. Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

201


Venerdì 5 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ufficio delle Letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Non punirmi, Signore,

nel tuo sdegno, abbi pietà di me.

Salmo 37, 2-5 (I)

Implorazione del peccatore in estremo pericolo

Egli non commise peccato … portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della

croce … dalle sue piaghe siamo stati guariti (1 Pt 2, 22. 24. 25)

Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, *

non punirmi nella tua ira.

Le tue frecce mi hanno trafitto, *

su di me è scesa la tua mano.

Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano, *

nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.

Le mie iniquità hanno superato il mio capo, *

come carico pesante mi hanno oppresso.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

202


Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Non punirmi, Signore,

nel tuo sdegno, abbi pietà di me.

II Antifona

Ogni mio desiderio è di fronte a te, o Signore.

Salmo 37, 6-13 (II)

Implorazione del peccatore in estremo pericolo

Egli non commise peccato … portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della

croce … dalle sue piaghe siamo stati guariti (1 Pt 2, 22. 24. 25)

Putride e fetide sono le mie piaghe *

a causa della mia stoltezza.

Sono curvo e accasciato, *

triste mi aggiro tutto il giorno.

I miei fianchi sono torturati,*

in me non c’è nulla di sano.

Afflitto e sfinito all’estremo, *

ruggisco per il fremito del mio cuore.

Signore, davanti a te ogni mio desiderio *

e il mio gemito a te non è nascosto.

Palpita il mio cuore, †

la forza mi abbandona, *

si spegne la luce dei miei occhi.

Amici e compagni

si scostano dalle mie piaghe, *

i miei vicini stanno a distanza.

Tende lacci chi attenta alla mia vita, †

trama insidie chi cerca la mia rovina *

e tutto il giorno medita inganni.

203


Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Ogni mio desiderio è di fronte a te, o Signore.

III Antifona

A te confesso la mia colpa;

non abbandonarmi, Dio, mia salvezza.

Salmo 37, 14-23 (III)

Implorazione del peccatore in estremo pericolo

Egli non commise peccato … portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della

croce … dalle sue piaghe siamo stati guariti (1 Pt 2, 22. 24. 25)

Io, come un sordo, non ascolto †

e come un muto non apro la bocca; *

sono come un uomo

che non sente e non risponde.

In te spero, Signore; *

tu mi risponderai, Signore Dio mio.

Ho detto: «Di me non godano,

contro di me non si vantino *

quando il mio piede vacilla».

Poiché io sto per cadere *

e ho sempre dinanzi la mia pena.

Ecco, confesso la mia colpa, *

sono in ansia per il mio peccato.

I miei nemici sono vivi e forti, *

troppi mi odiano senza motivo,

mi pagano il bene col male, *

mi accusano perché cerco il bene.

204


Non abbandonarmi, Signore, *

Dio mio, da me non stare lontano;

accorri in mio aiuto, *

Signore, mia salvezza.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

A te confesso la mia colpa;

non abbandonarmi, Dio, mia salvezza.

I miei occhi si consumano nell’attesa,

per la promessa del mio salvatore.

Prima Lettura

Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 3, 17-4, 9

Rimanete saldi nel Signore

Fatevi miei imitatori, fratelli, e guardate a quelli che si

comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché

molti, ve l’ho già detto più volte e ora con le lacrime agli

occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di

Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che

hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero

vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. La

nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore

il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro

misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso,

in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.

Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia

e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete

imparato, carissimi!

205


Esorto Evòdia ed esorto anche Sìntiche ad andare d’accordo

nel Signore. E prego te pure, mio fedele collaboratore,

di aiutarle, poiché hanno combattuto per il vangelo

insieme con me, con Clemente e con gli altri miei collaboratori,

i cui nomi sono nel libro della vita.

Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora,

rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini.

Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni

necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere,

suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa

ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri

in Cristo Gesù.

In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile,

giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita

lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che

avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello

che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!

Responsorio Cfr Ef 4, 17; 1 Ts 5, 15-18

Vi scongiuro nel Signore: non seguite la vanità come i pagani,

ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti.

Questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa

rendete grazie.

Questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Seconda Lettura

Dalla lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Porta

Fidei” del Sommo Pontefice Benedetto XVI (nn. 6-10)

6. Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso

la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro

stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati

a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù

206


ci ha lasciato. Proprio il Concilio, nella Costituzione dogmatica

Lumen gentium, affermava: “Mentre Cristo, «santo,

innocente, senza macchia» (Eb 7,26), non conobbe il

peccato (cfr 2Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare

i peccati del popolo (cfr Eb 2,17), la Chiesa, che comprende

nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre

bisognosa di purificazione, avanza continuamente per

il cammino della penitenza e del rinnovamento. La Chiesa

«prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del

mondo e le consolazioni di Dio», annunziando la passione

e la morte del Signore fino a che egli venga (cfr 1Cor

11,26). Dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per

vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà,

che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare

in mezzo al mondo, con fedeltà anche se non perfettamente,

il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso

sarà manifestato nella pienezza della luce”.

L’Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad

un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore

del mondo. Nel mistero della sua morte e risurrezione,

Dio ha rivelato in pienezza l’Amore che salva e chiama

gli uomini alla conversione di vita mediante la remissione

dei peccati (cfr At 5,31). Per l’apostolo Paolo, questo

Amore introduce l’uomo ad una nuova vita: “Per mezzo

del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte,

perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della

gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare

in una nuova vita” (Rm 6,4). Grazie alla fede, questa vita

nuova plasma tutta l’esistenza umana sulla radicale novità

della risurrezione. Nella misura della sua libera disponibilità,

i pensieri e gli affetti, la mentalità e il comportamento

dell’uomo vengono lentamente purificati e trasformati,

in un cammino mai compiutamente terminato in questa

vita. La “fede che si rende operosa per mezzo della ca-

207


208

rità” (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di intelligenza e

di azione che cambia tutta la vita dell’uomo (cfr Rm 12,2;

Col 3,9-10; Ef 4,20-29; 2Cor 5,17).

7. “Caritas Christi urget nos” (2Cor 5,14): è l’amore di

Cristo che colma i nostri cuori e ci spinge ad evangelizzare.

Egli, oggi come allora, ci invia per le strade del mondo

per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra

(cfr Mt 28,19). Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli

uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la

Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato

che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario

un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova

evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare

l’entusiasmo nel comunicare la fede. Nella quotidiana

riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno

missionario dei credenti che non può mai venire meno.

La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza

di un amore ricevuto e quando viene comunicata come

esperienza di grazia e di gioia. Essa rende fecondi, perché

allarga il cuore nella speranza e consente di offrire una testimonianza

capace di generare: apre, infatti, il cuore e la

mente di quanti ascoltano ad accogliere l’invito del Signore

di aderire alla sua Parola per diventare suoi discepoli.

I credenti, attesta sant’Agostino, “si fortificano credendo”.

Il santo Vescovo di Ippona aveva buone ragioni per esprimersi

in questo modo. Come sappiamo, la sua vita fu una

ricerca continua della bellezza della fede fino a quando il

suo cuore non trovò riposo in Dio. I suoi numerosi scritti,

nei quali vengono spiegate l’importanza del credere e la

verità della fede, permangono fino ai nostri giorni come

un patrimonio di ricchezza ineguagliabile e consentono

ancora a tante persone in ricerca di Dio di trovare il giusto

percorso per accedere alla “porta della fede”.

Solo credendo, quindi, la fede cresce e si rafforza; non


c’è altra possibilità per possedere certezza sulla propria vita

se non abbandonarsi, in un crescendo continuo, nelle

mani di un amore che si sperimenta sempre più grande

perché ha la sua origine in Dio.

8. In questa felice ricorrenza, intendo invitare i Confratelli

Vescovi di tutto l’orbe perché si uniscano al Successore

di Pietro, nel tempo di grazia spirituale che il Signore

ci offre, per fare memoria del dono prezioso della fede.

Vorremmo celebrare questo Anno in maniera degna

e feconda. Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per

aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole

ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto

in un momento di profondo cambiamento come quello

che l’umanità sta vivendo. Avremo l’opportunità di confessare

la fede nel Signore Risorto nelle nostre Cattedrali

e nelle chiese di tutto il mondo; nelle nostre case e presso

le nostre famiglie, perché ognuno senta forte l’esigenza

di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future

la fede di sempre. Le comunità religiose come quelle

parrocchiali, e tutte le realtà ecclesiali antiche e nuove,

troveranno il modo, in questo Anno, per rendere pubblica

professione del Credo.

9. Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente

l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata

convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione

propizia anche per intensificare la celebrazione della

fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è

“il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme

la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo,

auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti

cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della

fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere

sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni

credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno.

209


210

Non a caso, nei primi secoli i cristiani erano tenuti ad imparare

a memoria il Credo. Questo serviva loro come preghiera

quotidiana per non dimenticare l’impegno assunto

con il Battesimo. Con parole dense di significato, lo ricorda

sant’Agostino quando, in un’Omelia sulla redditio

symboli, la consegna del Credo, dice: “Il simbolo del santo

mistero che avete ricevuto tutti insieme e che oggi avete

reso uno per uno, sono le parole su cui è costruita con saldezza

la fede della madre Chiesa sopra il fondamento stabile

che è Cristo Signore … Voi dunque lo avete ricevuto e

reso, ma nella mente e nel cuore lo dovete tenere sempre

presente, lo dovete ripetere nei vostri letti, ripensarlo nelle

piazze e non scordarlo durante i pasti: e anche quando

dormite con il corpo, dovete vegliare in esso con il cuore”.

10. Vorrei, a questo punto, delineare un percorso che

aiuti a comprendere in modo più profondo non solo i contenuti

della fede, ma insieme a questi anche l’atto con cui

decidiamo di affidarci totalmente a Dio, in piena libertà.

Esiste, infatti, un’unità profonda tra l’atto con cui si crede

e i contenuti a cui diamo il nostro assenso. L’apostolo Paolo

permette di entrare all’interno di questa realtà quando

scrive: “Con il cuore … si crede … e con la bocca si fa

la professione di fede” (Rm 10,10). Il cuore indica che il

primo atto con cui si viene alla fede è dono di Dio e azione

della grazia che agisce e trasforma la persona fin nel

suo intimo.

L’esempio di Lidia è quanto mai eloquente in proposito.

Racconta san Luca che Paolo, mentre si trovava a Filippi,

andò di sabato per annunciare il Vangelo ad alcune

donne; tra esse vi era Lidia e il “Signore le aprì il cuore per

aderire alle parole di Paolo” (At 16,14). Il senso racchiuso

nell’espressione è importante. San Luca insegna che la

conoscenza dei contenuti da credere non è sufficiente se

poi il cuore, autentico sacrario della persona, non è aper-


to dalla grazia che consente di avere occhi per guardare

in profondità e comprendere che quanto è stato annunciato

è la Parola di Dio. Professare con la bocca, a sua volta,

indica che la fede implica una testimonianza ed un impegno

pubblici. Il cristiano non può mai pensare che credere

sia un fatto privato. La fede è decidere di stare con il

Signore per vivere con Lui. E questo “stare con Lui” introduce

alla comprensione delle ragioni per cui si crede. La

fede, proprio perché è atto della libertà, esige anche la responsabilità

sociale di ciò che si crede. La Chiesa nel giorno

di Pentecoste mostra con tutta evidenza questa dimensione

pubblica del credere e dell’annunciare senza timore

la propria fede ad ogni persona. È il dono dello Spirito

Santo che abilita alla missione e fortifica la nostra testimonianza,

rendendola franca e coraggiosa.

La stessa professione della fede è un atto personale ed

insieme comunitario. E’ la Chiesa, infatti, il primo soggetto

della fede. Nella fede della Comunità cristiana ognuno

riceve il Battesimo, segno efficace dell’ingresso nel popolo

dei credenti per ottenere la salvezza. Come attesta il Catechismo

della Chiesa Cattolica: “«Io credo»; è la fede della

Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto

al momento del Battesimo. «Noi crediamo» è la

fede della Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in Concilio,

o più generalmente, dall’assemblea liturgica dei fedeli.

«Io credo»: è anche la Chiesa nostra Madre, che risponde

a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire «Io credo»,

«Noi crediamo»”.

Come si può osservare, la conoscenza dei contenuti di

fede è essenziale per dare il proprio assenso, cioè per aderire

pienamente con l’intelligenza e la volontà a quanto

viene proposto dalla Chiesa. La conoscenza della fede introduce

alla totalità del mistero salvifico rivelato da Dio.

L’assenso che viene prestato implica quindi che, quando

211


si crede, si accetta liberamente tutto il mistero della fede,

perché garante della sua verità è Dio stesso che si rivela e

permette di conoscere il suo mistero di amore.

D’altra parte, non possiamo dimenticare che nel nostro

contesto culturale tante persone, pur non riconoscendo

in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera

ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro

esistenza e sul mondo. Questa ricerca è un autentico “preambolo”

alla fede, perché muove le persone sulla strada

che conduce al mistero di Dio. La stessa ragione dell’uomo,

infatti, porta insita l’esigenza di “ciò che vale e permane

sempre”. Tale esigenza costituisce un invito permanente,

inscritto indelebilmente nel cuore umano, a mettersi

in cammino per trovare Colui che non cercheremmo se

non ci fosse già venuto incontro. Proprio a questo incontro

la fede ci invita e ci apre in pienezza.

Responsorio Cfr. Sal 39, 2-4

Il Signore ha stabilito i miei piedi sulla roccia,

ha reso sicuri i miei passi.

Ha messo sulla mia bocca un canto nuovo.

Ha dato ascolto al mio grido,

mi ha tratto dalla fossa della morte.

Ha messo sulla mia bocca un canto nuovo.

Orazione

O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la

misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi

la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi,

diventiamo partecipi della felicità eterna.

Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

212


Venerdì 5 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Mi conforti il tuo amore, o Dio,

secondo la tua promessa.

Salmo 118, 73-80 X (Iod)

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; *

fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *

perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *

e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *

secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, *

poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *

io mediterò la tua legge.

213


Si volgano a me i tuoi fedeli *

e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *

perché non resti confuso.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Mi conforti il tuo amore, o Dio,

secondo la tua promessa.

II Antifona

Liberami dai miei nemici, o Dio,

quando insorgono contro di me!

Salmo 58, 2-5. 10-11. 17-18

Domanda di protezione dagli aggressori

Il salmo riecheggia la preghiera piena di amore rivolta da Gesù al Padre

(Cfr Eusebio di Cesarea)

Liberami dai nemici, mio Dio, *

proteggimi dagli aggressori.

Liberami da chi fa il male, *

salvami da chi sparge sangue.

Ecco, insidiano la mia vita, *

contro di me si avventano i potenti.

Signore, non c’è colpa in me, non c’è peccato; †

senza mia colpa accorrono e si appostano. *

Svegliati, vienimi incontro e guarda.

A te, mia forza, io mi rivolgo: *

sei tu, o Dio, la mia difesa.

214


La grazia del mio Dio mi viene in aiuto, *

Dio mi farà sfidare i miei nemici.

Ma io canterò la tua potenza, †

al mattino esalterò la tua grazia

perché sei stato mia difesa, *

mio rifugio nel giorno del pericolo.

O mia forza, a te voglio cantare, †

poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, *

mio Dio, tu sei la mia misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Liberami dai miei nemici, o Dio,

quando insorgono contro di me!

III Antifona

Beato l’uomo che è provato da Dio:

il Signore ferisce e risana.

Salmo 59 Preghiera dopo la sventura

Avrete tribolazioni nel mondo... ma abbiate fiducia, io ho vinto il mondo (Gv

16, 33)

Dio, tu ci hai respinti, ci hai dispersi; *

ti sei sdegnato: ritorna a noi.

Hai scosso la terra, l’hai squarciata, *

risana le sue fratture, perché sta crollando.

Hai inflitto al tuo popolo dure prove, *

ci hai fatto bere vino da vertigini.

215


Hai dato un segnale ai tuoi fedeli *

perché fuggissero lontano dagli archi.

Perché i tuoi amici siano liberati, *

salvaci con la destra e a noi rispondi.

Dio ha parlato nel suo tempio: †

«Esulto e divido Sichem, *

misuro la valle di Succot.

Mio è Gàlaad, mio è Manasse, †

Efraim è la difesa del mio capo, *

Giuda lo scettro del mio comando.

Moab è il bacino per lavarmi, †

sull’Idumea getterò i miei sandali, *

sulla Filistea canterò vittoria».

Chi mi condurrà alla città fortificata, *

chi potrà guidarmi fino all’Idumea

Non forse tu, o Dio, che ci hai respinti, *

e più non esci, o Dio, con le nostre schiere

Nell’oppressione vieni in nostro aiuto *

perché vana è la salvezza dell’uomo.

Con Dio noi faremo prodigi: *

egli calpesterà i nostri nemici.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Beato l’uomo che è provato da Dio:

il Signore ferisce e risana.

216


Lettura breve Bar 4, 28-29

Come pensaste di allontanarvi da Dio, così ritornando

decuplicate lo zelo per ricercarlo, poiché chi vi ha afflitti

con tante calamità vi darà anche, con la salvezza, una

gioia perenne.

Presso il Signore è l’amore,

e grande la sua redenzione.

Orazione

Signore Gesù Cristo, che all’ora sesta, mentre le tenebre

avvolgevano il mondo, fosti inchiodato sulla croce, vittima

innocente per la nostra salvezza, donaci sempre quella luce,

che guida gli uomini sulla via della vita eterna.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

Viene riposto il Santissimo Sacramento nel tabernacolo senza benedizione.

217


Venerdì 5 ottobre

CELEBRAZIONE CITTADINA

DELL’UNZIONE DEGLI INFERMI

Riti iniziali

Il rito ha inizio con l’accoglienza degli infermi; un’accoglienza affabile e fraterna,

che sia come l’espressione della sollecitudine di Cristo per le sofferenze umane

e della missione che hanno gli infermi nel popolo di Dio.

Canto

Quindi il presidente saluta l’assemblea dicendo:

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

La grazia e la pace di Dio nostro Padre

e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.

E con il tuo spirito.

Quindi si fa una breve presentazione con queste parole:

Fratelli carissimi,

Cristo nostro Signore è presente in mezzo

a noi riuniti nel suo nome.

Rivolgiamoci a lui con fiducia

come gli infermi del vangelo.

Egli, che ha tanto sofferto per noi,

ci dice per mezzo dell’apostolo Giacomo:

“Chi è malato, chiami a sé i presbiteri

della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto

con olio, nel nome del Signore.

E la preghiera fatta con fede salverà il malato:

il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati,

gli saranno perdonati”.

218


Raccomandiamo dunque i nostri fratelli infermi

alla bontà e alla potenza di Cristo,

perché dia loro sollievo e salvezza.

Quindi si fa l’atto penitenziale:

Fratelli, riconosciamo i nostri peccati

per esser degni di partecipare a questo santo rito

insieme ai nostri fratelli infermi.

Si fa una breve pausa di silenzio.

Poi il cantore canta le invocazioni seguenti:

Signore, che hai preso su di te le nostre sofferenze,

e hai portato i nostri dolori, abbi pietà di noi.

Kyrie, eléison.

Kyrie, eléison.

Cristo, che nella tua bontà verso tutti

sei passato beneficando e risanando gli infermi,

abbi pietà di noi.

Christe, eléison.

Christe, eléison.

Signore, che hai detto ai tuoi Apostoli

di imporre le mani sugl’infermi, abbi pietà di noi.

Kyrie, eléison.

Kyrie, eléison.

Il presidente conclude:

Dio onnipotente abbia misericordia di noi,

perdoni i nostri peccati, e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

219


Prima lettura

Irrobustite le mani fiacche.

Liturgia della Parola

(dal Lezionario per le messe rituali)

Dal Libro del profeta Isaia 35, 1-10

Salmo responsoriale Dal Salmo 122 (123)

I nostri occhi sono rivolti al Signore.

Seconda lettura

Ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Dalla prima lettera

di San Paolo apostolo ai Corinzi 1, 18-25

Ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Vangelo

Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati»

Dal vangelo secondo Marco 2, 1-12

Dopo la lettura del Vangelo, il presidente nell’omelia sul testo sacro illustri il significato

della malattia nella storia della salvezza, e la grazia del sacramento

dell’Unzione, tenendo però presente lo stato di salute degli infermi e la situazione

concreta dei partecipanti.

Dopo l’omelia è bene osservare un breve silenzio.

220


Liturgia dell’Unzione

Preghiera litanica

Il presidente invita alla preghiera:

Per i nostri fratelli infermi,

e per tutti coloro che li curano e li assistono,

preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, Signore.

- Perché il Signore benedica e protegga questi infermi,

preghiamo.

- Perché doni loro forza e salute, preghiamo.

- Perché lenisca le loro sofferenze, preghiamo.

- Perché li liberi dal peccato e da ogni tentazione preghiamo.

- Perché tutti i malati sentano il conforto della sua grazia,

preghiamo.

- Perché la sua benedizione accompagni quanti assistono

gli infermi, preghiamo.

- Perché questi infermi mediante la sacra Unzione con

l’imposizione delle mani ottengano vita e salvezza, preghiamo.

Il presidente e i presbiteri concelebranti impongono le mani su ciascun infermo

del gruppo loro assegnato mentre l’assemblea nel silenzio invoca lo Spirito

Santo.

221


Rendimento di grazie sull’Olio già benedetto

Quindi il presidente dice la seguente preghiera di rendimento di grazie sull’Olio

già benedetto:

Benedetto sei tu, o Dio, Padre onnipotente,

che per noi e per la nostra salvezza

hai mandato nel mondo il tuo Figlio.

Gloria a te, Signore!

Benedetto sei tu, o Dio, Figlio Unigenito,

che ti sei fatto uomo per guarire le nostre infermità.

Gloria a te, Signore!

Benedetto sei tu, o Dio, Spirito Santo Paràclito,

che con la tua forza inesauribile

sostieni la nostra debolezza.

Gloria a te, Signore!

Signore, i nostri fratelli

che ricevono nella fede l’unzione di questo santo Olio,

vi trovino sollievo nei loro dolori

e conforto nelle loro sofferenze.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Sacra Unzione

Il presidente prende l’Olio santo e unge l’infermo sulla fronte e sulle mani, dicendo

una sola volta la formula dell’Unzione. Allo stesso modo si comportano

gli altri presbiteri concelebranti, ciascuno per il proprio gruppo.

Per questa santa Unzione

e per la sua piissima misericordia

ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo. Amen.

E, liberandoti dai peccati, ti salvi

e nella sua bontà ti sollevi. Amen.

222


Durante il conferimento dell’Unzione, è bene che i presenti possano ascoltare

almeno una volta la formula sacramentale; dopo di che, si potranno eseguire

dei canti adatti.

Canto

Riti di comunione

Il presidente invita i presenti a cantare la preghiera del Signore introducendola

con queste parole:

E ora, tutti insieme, rivolgiamo al Padre la preghiera

che Gesù Cristo nostro Signore ci ha insegnato:

Padre nostro, che sei nei cieli…

Viene portato dal tabernacolo la pisside con il Santissimo Sacramento; il presidente

genuflette prende l’ostia e tenendola alquanto sollevata sulla pisside,

rivolto ai comunicandi, dice:

Beati gli invitati alla Cena del Signore.

Ecco l’Agnello di Dio,

che toglie i peccati del mondo.

E i comunicandi soggiungono insieme:

O Signore, non sono degno

di partecipare alla tua mensa:

ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

Canto

Terminata la distribuzione della comunione, si ripone il Santissimo Sacramento

nel tabernacolo.

Quindi, secondo l’opportunità, si può fare una pausa di sacro silenzio.

Il presidente conclude con l’orazione:

O Padre, che hai portato a compimento

l’opera della nostra redenzione

223


nel mistero pasquale del tuo Figlio,

fa’ che, annunziando con fede nei segni sacramentali

la sua morte e risurrezione,

sperimentiamo sempre più i doni della salvezza.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Riti di conclusione

Il rito si conclude con la benedizione del presidente:

Il Signore Gesù Cristo sia accanto a voi per proteggervi.

Amen.

Sia dinanzi a voi per guidarvi,

sia dietro a voi per difendervi.

Amen.

Rivolga a voi il suo sguardo,

vi assista e vi benedica.

Amen.

E su voi tutti qui presenti,

scenda la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Quindi si congeda l’assemblea:

Andate in pace.

Rendiamo grazie a Dio.

Canto

224


Venerdì 5 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Vespri

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Signore, libera l’anima mia dalla morte,

il mio piede dalla caduta.

Salmo 114 Rendimento di grazie

È necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio (At

14, 21)

Amo il Signore perché ascolta *

il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l’orecchio *

nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, *

ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia †

e ho invocato il nome del Signore: *

«Ti prego, Signore, salvami».

Buono e giusto è il Signore, *

il nostro Dio è misericordioso.

225


Il Signore protegge gli umili: *

ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, *

poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto dalla morte, †

ha liberato i miei occhi dalle lacrime, *

ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore *

sulla terra dei viventi.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Signore, libera l’anima mia dalla morte,

il mio piede dalla caduta.

II Antifona

Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.

Salmo 120 Il custode di Israele

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura

di sorta (Ap 7,16)

Alzo gli occhi verso i monti: *

da dove mi verrà l’aiuto

Il mio aiuto viene dal Signore, *

che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *

non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *

il custode d’Israele.

226


Il Signore è il tuo custode, †

il Signore è come ombra che ti copre, *

e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *

né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *

egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,

quando esci e quando entri, *

da ora e per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.

III Antifona

Giuste e vere sono le tue vie, o re delle genti.

Cantico Ap 15, 3-4 Inno di adorazione e di lode

Grandi e mirabili sono le tue opere, †

o Signore Dio onnipotente; *

giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

Chi non temerà il tuo nome, †

chi non ti glorificherà, o Signore *

Tu solo sei santo!

Tutte le genti verranno a te, Signore, †

davanti a te si prostreranno, *

perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

227


Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Giuste e vere sono le tue vie, o re delle genti.

Lettura breve 1 Cor 2, 7-10

Parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta

nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli

per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo

mondo ha potuto conoscerla; se l’avessero conosciuta, non

avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,

né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato

Dio per coloro che lo amano” (Cfr Is 64,4). Ma a noi Dio

le ha rivelate per mezzo dello Spirito.

Responsorio breve

Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre.

Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre.

Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito

per ricondurci al Padre.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre.

Antifona al Magnificat

Ricordati, Signore, della tua misericordia,

come hai promesso ai nostri padri.

Cantico della Beata Vergine Maria (canto n. 3)

Intercessioni

Benediciamo Cristo, pastore buono e misericordioso, che

ha asciugato le lacrime dei poveri e dei sofferenti. Raccolti

nella comune preghiera, invochiamolo: Pietà del tuo popolo,

Signore.

228


Cristo, Signore, che consoli gli umili,

-poni dinanzi ai tuoi occhi le lacrime dei poveri.

Raccogli, Signore, il gemito dei morenti,

-il tuo santo angelo li visiti e li conforti.

I profughi e gli esiliati possano sperimentare la tua provvidenza,

-fa’ che ritornino felicemente alla loro patria e siano un

giorno cittadini della Gerusalemme celeste.

Vinci con il tuo amore coloro che vivono nel peccato,

-fa’ che si riconcilino con te e con la tua Chiesa.

Accogli nella tua pace i nostri defunti,

-perché godano pienamente i frutti della redenzione.

Per il Congresso Eucaristico,

-perché Gesù Eucaristia, Amico fedele di chi è sempre solo,

faccia sentire agli anziani, ai malati e a quanti sono dimenticati,

la Sua presenza confortatrice, riempia il loro

cuore di luminosa speranza, e insegni ai giovani a essere

attenti e sensibili verso quanti hanno bisogno di amore.

Padre nostro

Orazione

O Dio, che hai rivelato il mistero della tua sapienza nella

follia della croce, donaci di riconoscere nella passione la

gloria del tuo Figlio, perché la sua croce sia sempre per noi

fonte di speranza e di pace. Egli è Dio, e vive e regna con

te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

229


Venerdì 5 ottobre

Compieta

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Esame di Coscienza

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, pietà. Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi

perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

Antifona

Giorno e notte grido a te, o Signore.

Salmo 87 Preghiera di un uomo gravemente malato

Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22,53)

Signore, Dio della mia salvezza, *

davanti a te grido giorno e notte.

Giunga fino a te la mia preghiera, *

tendi l’orecchio al mio lamento.

230


Io sono colmo di sventure, *

la mia vita è vicina alla tomba.

Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *

sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *

sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,

dei quali tu non conservi il ricordo *

e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *

nelle tenebre e nell’ombra di morte.

Pesa su di me il tuo sdegno *

e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *

mi hai reso per loro un orrore.

Sono prigioniero senza scampo; *

si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *

verso di te protendo le mie mani.

Compi forse prodigi per i morti *

O sorgono le ombre a darti lode

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *

la tua fedeltà negli inferi

Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *

la tua giustizia nel paese dell’oblio

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *

e al mattino giunge a te la mia preghiera.

Perché, Signore, mi respingi, *

perché mi nascondi il tuo volto

Sono infelice e morente dall’infanzia, *

sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.

Sopra di me è passata la tua ira, *

i tuoi spaventi mi hanno annientato,

231


mi circondano come acqua tutto il giorno, *

tutti insieme mi avvolgono.

Hai allontanato da me amici e conoscenti *

mi sono compagne solo le tenebre.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona

Giorno e notte grido a te, o Signore.

Lettura breve Ger 14, 9

Tu sei in mezzo a noi Signore, e noi siamo chiamati con

il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

Responsorio breve

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Cantico di Simeone Lc 2, 29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

232


perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Orazione

Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura

del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

Canto eucaristico

Benedizione Eucaristica (pag. 279)

Canto alla Beata Vergine Maria

233


Venerdì 5 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

EUCARISTIA: PRESENZA DI MISERICORDIA

EUCARISTIA PER LA FRAGILITÀ

Monizione

Ci poniamo davanti all’Eucaristia come la folla che cerca

Gesù, desidera sentirlo parlare, vedere i suoi prodigi.

Desideriamo lasciarci sanare dalla sua presenza, consapevoli

che nonostante le nostre fragilità il Signore Gesù ci

ama e ha dato la vita per noi.

Canto

I momento

La folla incontra finalmente Gesù: “Rabbì, quando sei venuto qua”

1. Vieni, o Spirito Creatore,

visita le menti dei tuoi

e riempi di grazia celeste

i cuori che tu hai creato.

2. Tu sei chiamato il Consolatore

il dono di Dio altissimo,

sorgente di vita e fuoco e amore

e dolcezza del nostro spirito.

3. Tu che sei lo spirito dei sette doni

il dito della mano di Dio

promessoci dal Padre con solennità

porta a noi il dono della preghiera.

234


4. Illumina i nostri sensi,

infondi l’amore nei nostri cuori

e rinfranca con la tua perenne virtù

la debolezza del nostro corpo.

5. Respingi lontano il nemico

e donaci presto la pace,

in modo che guidati da te

evitiamo ogni disgrazia.

6. Facci conoscere il Padre,

rivelaci anche il Figlio,

dacci sempre da credere

che tu sei il loro spirito.

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 25-27

In quel tempo lo trovarono di là dal mare, gli dissero:

«Rabbì, quando sei venuto qua». Gesù rispose loro: «In verità,

in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto

dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete

saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per

il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo

vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Meditazione

La folla si mette in movimento, non per una ricerca sincera

di Gesù, ma per i prodigi che ha compiuto: ha sfamato

tutti servendosi di pochi pani e pochi pesci. Gesù si mette

in dialogo, non allontana nessuno, desidera farsi conoscere

come “Il pane vero disceso dal cielo”. Anche noi cerchiamo

Gesù per necessità materiali, ma il Signore non ci

allontana, si serve dei nostri desideri anche sbagliati per

farsi conoscere.

235


Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: con tutte le

mie delusioni; le piango e chiedo che si trasformino in grazia ed in rendimento

di grazie.

Preghiera

O Dio, che affidi all’uomo le immense risorse del creato,

fa che non manchi mai il pane

sulla mensa di ciascuno dei tuoi figli,

e risveglia in noi il desiderio della tua Parola,

perché possiamo saziare le fame di verità

che hai posto nel nostro cuore. Amen.

Canto

II momento

La folla vorrebbe rispondere bene a Dio: “Cosa dobbiamo fare”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 28-29

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per

fare le opere di Dio». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera

di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Meditazione

Questa domanda che la folla pone a Gesù è molto più

profonda della precedente. La risposta di Gesù è netta nella

sua essenzialità. La folla per compiere le opere di Dio deve

credere in “colui che egli ha mandato”. L’opera di Dio è

l’invio del Figlio su cui il Padre ha posto il suo sigillo. Credendo

in colui che Dio ha mandato, si completa l’opera del

Padre che lo invia. La folla quindi deve fare un salto nella

ricerca: dal piano terreno a quello soprannaturale, è lì

che Dio ci aspetta e ci dona la sua grazia per incontrarlo.

236


Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Invocazioni

Signore io credo in te.

- Aiutami ad abbandonarmi alla tua volontà senza riserva

alcuna. Signore io…

- Aiutami ad andare oltre le mie ricerche, al di là dei miei

risultati per dare compimento a ciò che tu hai già cominciato

nella mia vita. Signore io…

- Aumenta la mia fede affinché possa testimoniare al mondo

la tua presenza. Signore io…

- Aiutami a comunicare che tu sei la porta verso il Padre.

Signore io…

III momento

La folla non ha capito e contesta Gesù:

“Quale segno fai perché ti crediamo”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 30-31

Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo

e ti crediamo Quale opera fai I nostri padri hanno

mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede

loro da mangiare un pane dal cielo».

Meditazione

«Quale segno dunque tu compi… perché vediamo e ti

crediamo». Attenzione, anche noi come la folla cerchiamo

segni, vogliamo vedere “miracoli”, toccare con mano

le opere di Dio; il Signore ci chiede di fare un salto di qualità,

ci chiede di avere una fede salda, fondata sulla roccia

della sua presenza, capace di andare oltre e al di là delle

apparenze.

Nel silenzio di adorazione affido al Signore la mia vita.

Sto con Lui e gli chiedo di rafforzare la mia fede.

237


Preghiera

Nel Vangelo è detto che tu, Gesù, sei il Verbo,

la Parola fatta uomo.

Così vuoi mettere in risalto che noi possiamo godere

della tua presenza anche prescindendo

da ciò che ci manca:

il contatto visibile la visione immediata

nella conversazione umana.

Tu, Signore, ci dai e ci lasci la tua Parola.

Questa tua Parola è un modo di presenza tra noi.

Chi ti accoglie, dice si: io aderisco,

obbedisco alla tua Parola, o Dio, e ad essa mi abbandono.

(Paolo VI)

IV Momento

La folla chiede il dono di cui parla Gesù: “Signore, dacci sempre questo pane”

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 32-35

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non è

Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi

dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui

che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli

dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose

loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà

fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Meditazione

La risposta di Gesù è molto determinata, come appare

già dall’introduzione: «In verità, in verità io vi dico». Se gli

interlocutori contrappongono al pane della sua moltiplicazione

la manna data da Mosè, egli con non meno decisione

dichiara che il pane disceso dal cielo non è la manna

data al tempo dell’esodo, ma qualcosa che Dio dona

238


adesso. Il dono vero offerto alla gente non è opera di Mosè,

ma del Padre di Gesù e non è qualcosa che sia stato dato

in passato, bensì è offerto al presente.

Nel silenzio di adorazione entro in dialogo con Cristo - Parola - Eucaristia. Lo

contemplo e mi lascio amare.

Preghiera

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo Regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

Canto

239


Sabato 6 ottobre

EUCARISTIA E COMUNIONE

«Parola ed Eucaristia sono l’unico fondamento per l’edificazione

di una Chiesa Locale ancorata alla fede, ferma

nella speranza, operosa nella carità, dinamica nello slancio

missionario, fedele alle direttive conciliari e docile alle

indicazioni sinodali.

Una Chiesa che non abbia al centro la Parola e l’Eucaristia

è una casa senza luce e senza mensa, senz’anima e

senz’amore, senza gioia e senza vita.

L’Eucaristia, perché sia celebrata consapevolmente e

fruttuosamente, non può fare a meno della Parola. La

Parola di Dio, ascoltata e accolta, porta necessariamente

all’Eucaristia e alla testimonianza. Parola ed Eucaristia,

presenza reale e diversa di Cristo nella Chiesa, fanno

sì che ogni credente e ogni comunità diventino testimoni

della presenza di Cristo Risorto nel mondo.

(Mario Paciello)

241


Sabato 6 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Lodi Mattutine

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Al mattino annunziamo il tuo amore,

la tua verità nella notte profonda.

Salmo 91 Lode al Signore creatore

Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto: perché senza di me non potete

far nulla (Gv 15, 5)

È bello dar lode al Signore *

e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *

la tua fedeltà lungo la notte,

sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *

con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *

esulto per l’opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *

quanto profondi i tuoi pensieri!

242


L’uomo insensato non intende *

e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l’erba *

e fioriscono tutti i malfattori,

li attende una rovina eterna: *

ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, †

ecco, i tuoi nemici periranno, *

saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *

mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, †

e contro gli iniqui che mi assalgono *

i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *

crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore, *

fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *

saranno vegeti e rigogliosi,

per annunziare quanto è retto il Signore: *

mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen .

I Antifona

Al mattino annunziamo il tuo amore,

la tua verità nella notte profonda.

243


II Antifona

Voglio proclamare il nome del Signore:

date gloria al nostro Dio.

Cantico Dt 32, 1-12 I benefici di Dio in favore del popolo

Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini

sotto le ali! (Mt 23, 37)

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *

oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *

scenda come rugiada il mio dire;

come scroscio sull’erba del prato, *

come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *

date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l’opera sua; *

tutte le sue vie sono giustizia;

è un Dio verace e senza malizia; *

Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *

generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *

o popolo stolto e insipiente

Non è lui il padre che ti ha creato, *

che ti ha fatto e ti ha costituito

Ricorda i giorni del tempo antico, *

medita gli anni lontani.

Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *

i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l’Altissimo divideva i popoli, *

quando disperdeva i figli dell’uomo,

244


egli stabilì i confini delle genti *

secondo il numero degli Israeliti.

Porzione del Signore è il suo popolo, *

sua eredità è Giacobbe.

Egli lo trovò in terra deserta, *

in una landa di ululati solitari.

Lo educò, ne ebbe cura, *

lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un’aquila che veglia la sua nidiata, *

che vola sopra i suoi nati,

egli spiegò le ali e lo prese, *

lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *

non c’era con lui alcun dio straniero.

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Voglio proclamare il nome del Signore:

date gloria al nostro Dio.

III Antifona

O Signore, nostro Dio,

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! †

Salmo 8 Grandezza del Signore e dignità dell’uomo

Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della

Chiesa (Ef 1, 22)

O Signore, nostro Dio, †

quanto è grande il tuo nome

245


su tutta la terra: *

† sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †

affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *

per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *

la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, *

il figlio dell’uomo perché te ne curi

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *

di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *

tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *

tutte le bestie della campagna;

gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *

che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen .

III Antifona

O Signore, nostro Dio,

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Lettura breve Rm 12, 14-16a

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non

maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete

con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi

246


sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo

alte, piegatevi invece a quelle umili.

Responsorio breve

Esultano le mie labbra cantando le tue lodi.

Esultano le mie labbra cantando le tue lodi.

La mia lingua proclama la tua giustizia

cantando le tue lodi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Esultano le mie labbra cantando le tue lodi.

Antifona al Benedictus

Guida i nostri passi, o Signore, sulla via della pace.

Cantico di Zaccaria (canto n. 78)

Invocazioni

Cristo è presente nelle sue membra, specialmente nei poveri

e nei sofferenti. Celebriamo la sua bontà e preghiamo

con fede per crescere nel suo amore: Rendici perfetti nella

carità, Signore.

Iniziamo questo nuovo giorno nel ricordo della tua risurrezione,

- estendi a tutti gli uomini, Signore, i benefici della tua

salvezza.

Fa’ che oggi ti rendiamo testimonianza davanti agli uomini,

- per essere degni di unirci all’offerta del tuo sacrificio.

Aiutaci a riconoscere il tuo volto nei nostri fratelli,

- e a servirti in ciascuno di essi.

247


Tu che ci unisci a te come i tralci alla vite,

- fa’ che rimaniamo nel tuo amore, per portare molto frutto

a gloria di Dio Padre.

Per il Congresso Eucaristico,

- perché l’Eucaristia, Luce di speranza per chi è sulla croce,

riempia della Sua pace gli occhi di quanti soffrono nel

corpo e nello spirito, e infonda nel cuore di chi è più vicino

alla soglia dell’eternità la ferma certezza della gioia

dei santi.

Padre nostro

Orazione

Ti lodi, o Signore, la nostra voce, ti lodi il nostro spirito, e

poiché il nostro essere è dono del tuo amore, tutta la nostra

vita si trasformi in perenne liturgia di lode.

Per il nostro Signore.

Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca

alla vita eterna.

Amen.

248


Sabato 6 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ufficio delle Letture

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Tu, solo, Signore, hai compiuto meraviglie:

eterna è la tua misericordia

Salmo 135, 1-9 (I) Inno Pasquale

Narrare le gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano)

Lodate il Signore perché è buono: *

eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio degli dèi: *

eterna è la sua misericordia.

Lodate il Signore dei signori: *

eterna è la sua misericordia.

Egli solo ha compiuto meraviglie: *

eterna è la sua misericordia.

Ha creato i cieli con sapienza: *

eterna è la sua misericordia.

249


Ha stabilito la terra sulle acque: *

eterna è la sua misericordia.

Ha fatto i grandi luminari: *

eterna è la sua misericordia.

Il sole per regolare il giorno: *

eterna è la sua misericordia;

la luna e le stelle per regolare la notte: *

eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Tu, solo, Signore, hai compiuto meraviglie:

eterna è la tua misericordia

II Antifona

Hai liberato dalla schiavitù il tuo popolo

con mano potente e braccio disteso.

Salmo 135, 10-15 (II) Inno Pasquale

Narrare le gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano)

Percosse l’Egitto nei suoi primogeniti: *

eterna è la sua misericordia.

Da loro liberò Israele: *

eterna è la sua misericordia;

con mano potente e braccio teso: *

eterna è la sua misericordia.

Divise il mar Rosso in due parti: *

eterna è la sua misericordia.

250


In mezzo fece passare Israele: *

eterna è la sua misericordia.

Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso: *

eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Hai liberato dalla schiavitù il tuo popolo

con mano potente e braccio disteso.

III Antifona

Lodate il Dio del cielo;

egli ci ha liberati dai nostri nemici.

Salmo 135, 15-26 (III) Inno Pasquale

Narrare le gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano)

Guidò il suo popolo nel deserto: *

eterna è la sua misericordia.

Percosse grandi sovrani: *

eterna è la sua misericordia;

uccise re potenti: *

eterna è la sua misericordia.

Seon, re degli Amorrei: *

eterna è la sua misericordia.

Og, re di Basan: *

eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese: *

eterna è la sua misericordia;

251


in eredità a Israele suo servo: *

eterna è la sua misericordia.

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: *

eterna è la sua misericordia;

ci ha liberati dai nostri nemici: *

eterna è la sua misericordia.

Egli dà il cibo ad ogni vivente: *

eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio del cielo: *

eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Lodate il Dio del cielo;

egli ci ha liberati dai nostri nemici.

Additami, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Prima Lettura

Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo 4, 10-20

Generosità dei Filippesi verso Paolo

Ho provato grande gioia nel Signore, perché finalmente

avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi:

in realtà li avevate anche prima, ma non ne avete avuta

l’occasione. Non dico questo per bisogno, poiché ho imparato

a bastare a me stesso in ogni occasione; ho impa-

252


ato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono

iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame,

all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che

mi dà la forza.

Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alla mia tribolazione.

Ben sapete proprio voi, Filippesi, che all’inizio

della predicazione del vangelo, quando partii dalla Macedonia,

nessuna Chiesa aprì con me un conto di dare o di

avere, se non voi soli; ed anche a Tessalonica mi avete inviato

per due volte il necessario. Non è però il vostro dono

che io ricerco, ma il frutto che ridonda a vostro vantaggio.

Adesso ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo

dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un

profumo di soave odore, un sacrificio accetto e gradito a

Dio. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno

secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù.

Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Salutate ciascuno dei santi in Cristo Gesù. Vi salutano

i fratelli che sono con me. Vi salutano tutti i santi, soprattutto

quelli della casa di Cesare. La grazia del Signore Gesù

Cristo sia con il vostro spirito.

Responsorio Cfr Fil 4, 12-13; 2 Cor 12, 10

So essere povero e ricco; sono preparato alla sazietà e alla

fame, all’abbondanza e all’indigenza.

Tutto posso in colui che mi da la forza.

Mi compiaccio nelle mie infermità, nelle angosce sofferte

per Cristo.

Tutto posso in colui che mi dà la forza.

253


Seconda Lettura

Dalla lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Porta

Fidei” del Sommo Pontefice Benedetto XVI (nn. 11-15)

11. Per accedere a una conoscenza sistematica dei contenuti

della fede, tutti possono trovare nel Catechismo della

Chiesa Cattolica un sussidio prezioso ed indispensabile.

Esso costituisce uno dei frutti più importanti del Concilio

Vaticano II. Nella Costituzione Apostolica Fidei depositum,

non a caso firmata nella ricorrenza del trentesimo

anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, il

Beato Giovanni Paolo II scriveva: “Questo Catechismo apporterà

un contributo molto importante a quell’opera di

rinnovamento dell’intera vita ecclesiale… Io lo riconosco

come uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione

ecclesiale e come una norma sicura per l’insegnamento

della fede”. E’ proprio in questo orizzonte che

l’Anno della fede dovrà esprimere un corale impegno per

la riscoperta e lo studio dei contenuti fondamentali della

fede che trovano nel Catechismo della Chiesa Cattolica la

loro sintesi sistematica e organica. Qui, infatti, emerge la

ricchezza di insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito

ed offerto nei suoi duemila anni di storia. Dalla Sacra

Scrittura ai Padri della Chiesa, dai Maestri di teologia ai

Santi che hanno attraversato i secoli, il Catechismo offre

una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa

ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina

per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede.

Nella sua stessa struttura, il Catechismo della Chiesa

Cattolica presenta lo sviluppo della fede fino a toccare i

grandi temi della vita quotidiana. Pagina dopo pagina si

scopre che quanto viene presentato non è una teoria, ma

l’incontro con una Persona che vive nella Chiesa. Alla professione

di fede, infatti, segue la spiegazione della vita sa-

254


cramentale, nella quale Cristo è presente, operante e continua

a costruire la sua Chiesa. Senza la liturgia e i Sacramenti,

la professione di fede non avrebbe efficacia, perché

mancherebbe della grazia che sostiene la testimonianza

dei cristiani. Alla stessa stregua, l’insegnamento del Catechismo

sulla vita morale acquista tutto il suo significato

se posto in relazione con la fede, la liturgia e la preghiera.

12. In questo Anno, pertanto, il Catechismo della Chiesa

Cattolica potrà essere un vero strumento a sostegno della

fede, soprattutto per quanti hanno a cuore la formazione

dei cristiani, così determinante nel nostro contesto

culturale. A tale scopo, ho invitato la Congregazione per

la Dottrina della Fede, in accordo con i competenti Dicasteri

della Santa Sede, a redigere una Nota, con cui offrire

alla Chiesa ed ai credenti alcune indicazioni per vivere

quest’Anno della fede nei modi più efficaci ed appropriati,

al servizio del credere e dell’evangelizzare.

La fede, infatti, si trova ad essere sottoposta più che nel

passato a una serie di interrogativi che provengono da una

mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito

delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche

e tecnologiche. La Chiesa tuttavia non ha mai avuto

timore di mostrare come tra fede e autentica scienza non

vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se

per vie diverse, tendono alla verità.

13. Sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere

la storia della nostra fede, la quale vede il mistero insondabile

dell’intreccio tra santità e peccato. Mentre la prima

evidenzia il grande apporto che uomini e donne hanno

offerto alla crescita ed allo sviluppo della comunità con

la testimonianza della loro vita, il secondo deve provocare

in ognuno una sincera e permanente opera di conversione

per sperimentare la misericordia del Padre che a tutti

va incontro.

255


256

In questo tempo terremo fisso lo sguardo su Gesù Cristo,

“colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”

(Eb 12,2): in lui trova compimento ogni travaglio ed

anelito del cuore umano. La gioia dell’amore, la risposta

al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono

davanti all’offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi

al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero

della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere

con noi la debolezza umana per trasformarla con

la potenza della sua Risurrezione. In lui, morto e risorto

per la nostra salvezza, trovano piena luce gli esempi di fede

che hanno segnato questi duemila anni della nostra

storia di salvezza.

Per fede Maria accolse la parola dell’Angelo e credette

all’annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nell’obbedienza

della sua dedizione (cfr Lc 1,38). Visitando Elisabetta

innalzò il suo canto di lode all’Altissimo per le meraviglie

che compiva in quanti si affidano a Lui (cfr Lc 1,46-

55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico

Figlio, mantenendo intatta la verginità (cfr Lc 2,6-7). Confidando

in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per

salvarlo dalla persecuzione di Erode (cfr Mt 2,13-15). Con

la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase

con Lui fin sul Golgota (cfr Gv 19,25-27). Con fede

Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo

ogni ricordo nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51), lo trasmise

ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo

Spirito Santo (cfr At 1,14; 2,1-4).

Per fede gli Apostoli lasciarono ogni cosa per seguire il

Maestro (cfr Mc 10,28). Credettero alle parole con le quali

annunciava il Regno di Dio presente e realizzato nella sua

persona (cfr Lc 11,20). Vissero in comunione di vita con

Gesù che li istruiva con il suo insegnamento, lasciando loro

una nuova regola di vita con la quale sarebbero stati ri-


conosciuti come suoi discepoli dopo la sua morte (cfr Gv

13,34-35). Per fede andarono nel mondo intero, seguendo

il mandato di portare il Vangelo ad ogni creatura (cfr Mc

16,15) e, senza alcun timore, annunciarono a tutti la gioia

della risurrezione di cui furono fedeli testimoni.

Per fede i discepoli formarono la prima comunità raccolta

intorno all’insegnamento degli Apostoli, nella preghiera,

nella celebrazione dell’Eucaristia, mettendo in comune

quanto possedevano per sovvenire alle necessità dei

fratelli (cfr At 2,42-47).

Per fede i martiri donarono la loro vita, per testimoniare

la verità del Vangelo che li aveva trasformati e resi capaci

di giungere fino al dono più grande dell’amore con il

perdono dei propri persecutori.

Per fede uomini e donne hanno consacrato la loro vita

a Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica

l’obbedienza, la povertà e la castità, segni concreti

dell’attesa del Signore che non tarda a venire. Per fede tanti

cristiani hanno promosso un’azione a favore della giustizia

per rendere concreta la parola del Signore, venuto

ad annunciare la liberazione dall’oppressione e un anno

di grazia per tutti (cfr Lc 4,18-19).

Per fede, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte

le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita (cfr Ap 7,9;

13,8), hanno confessato la bellezza di seguire il Signore

Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del

loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella

vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali

furono chiamati.

Per fede viviamo anche noi: per il riconoscimento vivo

del Signore Gesù, presente nella nostra esistenza e nella

storia.

14. L’Anno della fede sarà anche un’occasione propizia

per intensificare la testimonianza della carità. Ricor-

257


258

da san Paolo: “Ora dunque rimangono queste tre cose: la

fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la

carità!” (1Cor 13,13). Con parole ancora più forti - che da

sempre impegnano i cristiani - l’apostolo Giacomo affermava:

“A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede,

ma non ha le opere Quella fede può forse salvarlo Se un

fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo

quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace,

riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario

per il corpo, a che cosa serve Così anche la fede: se non è

seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno

potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami

la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò

la mia fede»” (Gc 2,14-18).

La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza

la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio.

Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette

all’altra di attuare il suo cammino. Non pochi cristiani,

infatti, dedicano la loro vita con amore a chi è solo,

emarginato o escluso come a colui che è il primo verso

cui andare e il più importante da sostenere, perché proprio

in lui si riflette il volto stesso di Cristo. Grazie alla fede

possiamo riconoscere in quanti chiedono il nostro amore

il volto del Signore risorto. “Tutto quello che avete fatto

a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto

a me” (Mt 25,40): queste sue parole sono un monito da

non dimenticare ed un invito perenne a ridonare quell’amore

con cui Egli si prende cura di noi. E’ la fede che permette

di riconoscere Cristo ed è il suo stesso amore che

spinge a soccorrerlo ogni volta che si fa nostro prossimo

nel cammino della vita. Sostenuti dalla fede, guardiamo

con speranza al nostro impegno nel mondo, in attesa di

“nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia”

(2Pt 3,13; cfr Ap 21,1).


15. Giunto ormai al termine della sua vita, l’apostolo

Paolo chiede al discepolo Timoteo di “cercare la fede” (cfr

2Tm 2,22) con la stessa costanza di quando era ragazzo

(cfr 2Tm 3,15). Sentiamo questo invito rivolto a ciascuno

di noi, perché nessuno diventi pigro nella fede. Essa è compagna

di vita che permette di percepire con sguardo sempre

nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a

cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna

ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza

del Risorto nel mondo. Ciò di cui il mondo oggi ha particolarmente

bisogno è la testimonianza credibile di quanti,

illuminati nella mente e nel cuore dalla Parola del Signore,

sono capaci di aprire il cuore e la mente di tanti al

desiderio di Dio e della vita vera, quella che non ha fine.

“La Parola del Signore corra e sia glorificata” (2Ts 3,1):

possa questo Anno della fede rendere sempre più saldo il

rapporto con Cristo Signore, poiché solo in Lui vi è la certezza

per guardare al futuro e la garanzia di un amore autentico

e duraturo. Le parole dell’apostolo Pietro gettano

un ultimo squarcio di luce sulla fede: “Perciò siete ricolmi

di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo,

afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla

prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e

tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria

e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate,

pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui.

Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete

la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”

(1Pt 1,6-9). La vita dei cristiani conosce l’esperienza della

gioia e quella della sofferenza. Quanti Santi hanno vissuto

la solitudine! Quanti credenti, anche ai nostri giorni, sono

provati dal silenzio di Dio mentre vorrebbero ascoltare

la sua voce consolante! Le prove della vita, mentre consentono

di comprendere il mistero della Croce e di parte-

259


cipare alle sofferenze di Cristo (cfr Col 1,24), sono preludio

alla gioia e alla speranza cui la fede conduce: “quando

sono debole, è allora che sono forte” (2Cor 12,10). Noi

crediamo con ferma certezza che il Signore Gesù ha sconfitto

il male e la morte. Con questa sicura fiducia ci affidiamo

a Lui: Egli, presente in mezzo a noi, vince il potere del

maligno (cfr Lc 11,20) e la Chiesa, comunità visibile della

sua misericordia, permane in Lui come segno della riconciliazione

definitiva con il Padre.

Affidiamo alla Madre di Dio, proclamata “beata” perché

“ha creduto” (Lc 1,45), questo tempo di grazia.

Responsorio Gal 5, 13; 1 Cor 10, 32

Voi siete stati chiamati a libertà: questa non divenga un

pretesto per vivere secondo la carne,

ma con la carità siate a servizio gli uni degli altri.

Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né

alla Chiesa di Dio,

ma con la carità siate a servizio gli uni degli altri.

Orazione

O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la

misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi

la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi,

diventiamo partecipi della felicità eterna.

Per il nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

260


Sabato 6 ottobre

II SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T.O.

Ora Media

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

sostituito da un canto di adorazione Eucaristica

I Antifona

Cieli e terra passeranno;

le mie parole non passeranno, dice il Signore.

Salmo 118, 81-88 XI (Caf)

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *

spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *

mentre dico: «Quando mi darai conforto».

Io sono come un otre esposto al fumo, *

ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo *

Quando farai giustizia dei miei persecutori

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *

che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *

a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

261


Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *

ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore fammi vivere *

e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

I Antifona

Cieli e terra passeranno;

le mie parole non passeranno, dice il Signore.

II Antifona

Tu sei per me rifugio, o Dio,

torre salda davanti all’avversario.

Salmo 60 Preghiera di un esule

Quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo

un’abitazione da Dio, una dimora eterna ... nei cieli (2 Cor 5, 1)

Ascolta, o Dio, il mio grido, *

sii attento alla mia preghiera.

Dai confini della terra io t’invoco; †

mentre il mio cuore viene meno, *

guidami su rupe inaccessibile.

Tu sei per me rifugio, *

torre salda davanti all’avversario.

Dimorerò nella tua tenda per sempre, *

all’ombra delle tue ali troverò riparo;

perché tu, Dio, hai ascoltato i miei voti, *

mi hai dato l’eredità di chi teme il tuo nome.

Ai giorni del re aggiungi altri giorni, *

per molte generazioni siano i suoi anni.

Regni per sempre sotto gli occhi di Dio; *

grazia e fedeltà lo custodiscano.

262


Allora canterò inni al tuo nome, sempre, *

sciogliendo i miei voti giorno per giorno.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

II Antifona

Tu sei per me rifugio, o Dio,

torre salda davanti all’avversario.

III Antifona

Proteggimi, o Dio, dal terrore del nemico.

Salmo 63 Preghiera contro il terrore del nemico

Tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire (Mt 26, 4)

Ascolta, Dio, la voce, del mio lamento, *

dal terrore del nemico preserva la mia vita.

Proteggimi dalla congiura degli empi, *

dal tumulto dei malvagi.

Affilano la loro lingua come spada, †

scagliano come frecce parole amare *

per colpire di nascosto l’innocente;

lo colpiscono di sorpresa *

e non hanno timore.

Si ostinano nel fare il male, †

si accordano per nascondere tranelli; *

dicono: «Chi li potrà vedere».

Meditano iniquità, attuano le loro trame: *

un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso.

Ma Dio li colpisce con le sue frecce: *

all’improvviso essi sono feriti,

263


la loro stessa lingua li farà cadere; *

chiunque, al vederli, scuoterà il capo.

Allora tutti saranno presi da timore, †

annunzieranno le opere di Dio *

e capiranno ciò che egli ha fatto.

Il giusto gioirà nel Signore †

e riporrà in lui la sua speranza, *

i retti di cuore ne trarranno gloria.

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

III Antifona

Proteggimi, o Dio, dal terrore del nemico.

Lettura breve 1 Re 2, 2b-3

Tu sii forte e mostrati uomo. Osserva la legge del Signore

tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo i suoi

statuti, i suoi comandi, i suoi decreti e le sue prescrizioni,

perché tu riesca in ogni tua impresa e in ogni tuo progetto.

Guidami, o Dio, sulla tua strada:

i tuoi precetti mi sono cari.

Orazione

O Signore, fiamma di carità, donaci l’ardore del tuo Spirito

perché amiamo te sopra ogni cosa e i nostri fratelli nel

vincolo del tuo amore.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Benediciamo il Signore.

Rendiamo grazie a Dio.

264


Sabato 6 ottobre

ADORAZIONE EUCARISTICA

Eucaristia e Comunione

Monizione

È bello ritrovarci davanti a Gesù che riconosciamo nel

candore di un Ostia, per pregare insieme e supplicarlo per

il mondo, per questa città, per tutti noi.

Abbiamo riflettuto oggi sul tema: “Eucaristia e Comunione”

e abbiamo riscoperto in modo nuovo l’importanza

del nostro impegno nel costruire e vivere la fraternità.

Essere “cittadini del mondo” ci coinvolge nel vivere da figli

di Dio per edificare un mondo come a Lui piace e come

era nel suo progetto originario di “cosa buona”.

Certo Egli non ci farà mancare uomini secondo il suo

cuore e il Pane del cammino.

Canto

I momento

Tu credi in me, io credo in Te

Preghiera di adorazione

Credo, mio Dio, di essere dinanzi a te.

Siamo con te, Maestro, discepoli di questo tempo, in cammino

sui sentieri della storia di questa nostra Diocesi di

Altamura-Gravina-Acquaviva. Ci fai scoprire il senso vero

del nostro vivere, ci inviti a restare con te, a nutrirci

di Te, Pane di vita, ci chiami a diventare anche noi pane

per le tante fami del mondo.

265


Credo, mio Dio, che tu mi guardi e ascolti le mie preghiere.

Ti cerchiamo, Maestro, vogliamo incontrarti nelle case

delle famiglie, nelle celebrazioni dove tu spezzi il tuo Pane

e la tua Parola e raggiungerti tutte quelle volte in cui

ci sembri lontano. E invece tu ci sei da sempre. Noi ti cerchiamo

e tu ci trovi, ci incontri nel nostro cuore e nella

vita di ogni giorno.

Credo, mio Dio, che tu sei tanto grande e tanto santo: io

ti adoro.

Spesso ci chiudiamo nel nostro piccolo mondo, ignorando

il mondo della vita quotidiana, siamo imprigionati

dalle nostre paure, ci ancoriamo a tante certezze mentre

tu ci sussurri: Non temere, io sono con te!

Credo, mio Dio, che tu mi hai dato tutto: io ti ringrazio.

Dirti grazie per la bellezza della creazione, per averci

pensati, desiderati e amati da sempre. Perché l’eternità

e l’universo vibrano dei tuoi sogni per la nostra vita. Dirti

grazie perché, per noi, hai dato tutto te stesso e, per la

nostra salvezza, hai spezzato la tua vita e hai versato il tuo

sangue, ci ha dato Te stesso come Pane.

Credo mio Dio che tu sei tanto misericordioso: io ti domando

tutte le grazie che vedi utili per me.

Tu, Maestro, ci conosci fin nelle profondità più nascoste:

scrutaci e veglia sul nostro cuore. La tua Parola ci illumini

e sostenga le nostre scelte; la tua Presenza nell’Eucaristia,

riempia il nostro cuore e ci guidi a salvezza eterna;

la comunione con i fratelli e le sorelle ci accompagni

sempre nelle strade della vita.

266


Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 6, 60-69

Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero:

«Questo parola è dura! Chi può ascoltarla». Gesù, sapendo

dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo

a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza E se vedeste

il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima È lo Spirito

che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi

ho dette sono spirito e vita. Ma tra voi vi sono alcuni che

non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano

quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe

tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può

venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento

molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non

andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete

andarvene anche voi». Gli rispose Simon Pietro: «Signore,

da chi andremo Tu hai parole di vita eterna e noi

abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Meditazione

Gesù ripropone con forza l’esigenza della scelta, ma deve

costatare che: «Molti dei suoi discepoli tornarono indietro

dicendo: “Queste parole sono dure. Chi le può accettare”».

Che cosa aveva detto Gesù

Vale la pena ricordarlo: «Non Mosè vi ha dato il pane

dal cielo». Cioè: non potete più aggrapparvi alle vostre tradizioni

religiose ormai superate. Il punto di riferimento

nuovo della vostra fede sono io, Gesù, sono le mie parole,

i miei gesti, che vi dicono come bisogna vivere per realizzare

il progetto di umanità che Dio vuole.

Io sono il pane vivo che nutre la vostra fede. Solo chi

mangia di questo pane, cioè, solo chi condivide questo mio

impegno di fedeltà a Dio e di solidarietà con gli uomini

avrà la pienezza della vita.

267


268

Condividere l’impegno di Gesù è l’impegno veramente

“duro” che ci viene chiesto.

I giudei non si lasciano toccare dalla sostanza seria di

quelle parole. Si scandalizzano.

Preferiscono non capire, si aggrappano alla lettera e

ne fanno una questione di cibo, mentre Gesù parla di cose

immensamente più grandi: parla di amore che si dona.

È il venire meno di una fede superficiale. Quanta gente,

attorno a noi, se ne va, abbandona la chiesa perché non capisce

più! Questo allontanarsi nasce da una adesione personale

poco motivata. Si è cristiani solo per essere capitati,

casualmente, in una famiglia, in un ambiente ancora

nutrito di abitudini religiose, senza un serio approfondimento.

Non è sufficiente per una fede autentica.

Basta poco, basta un mutamento del clima culturale,

sociale, perché la fede muoia, sopraffatta da messaggi

molto più facili. In un clima così povero di fede, le esigenze

del vangelo mettono in crisi, peggio, non sono nemmeno

capite. Di fronte a questa nuova realtà sociale non si attenuano

le esigenze vere della fede.

Gesù è disposto a rimanere solo piuttosto che patteggiare

le condizioni per seguirlo.

Restano solo i Dodici, un piccolo gregge. Gesù non ammorbidisce

il suo discorso: «Volete andarvene anche voi».

Il Signore non ha paura che i suoi siano una minoranza.

Pietro risponde con le parole della fede: «Signore, da chi

andremo Tu hai parole di vita eterna», cioè della vita vera,

della vita che conta. Le parole di Pietro aiutano a scoprire

le vere motivazioni della fede. In esse c’è la rinuncia

implicita alle attese umane degli ascoltatori di Gesù e l’accettazione

della vita povera di Gesù che va liberamente verso

la sofferenza della passione per indicare agli uomini le

strade di una nuova umanità.

Questo è il punto serio della nostra fede: è importante

riaffondare le radici in Lui.


Il nostro mondo che tende a impoverire i grandi valori

umani, a ridurre le attese dell’uomo alle cose immediate,

reclamizzate: ricchezze materiali, stili di vita secondo

la legge dell’apparenza.

Siamo prigionieri di un modello culturale povero di

valori umani, di onestà, di rispetto per la vita dal suo nascere

al suo morire.

Il nostro cuore desidera altro, desidera molto di più, è

fatto per Dio e solo Lui può colmarlo.

Noi abbiamo bisogno di un orizzonte grande, che abbracci

l’umanità, che risponda alle attese dei nostri fratelli,

compagni di viaggio in questa vita che è dono e impegno.

Solo parole di Gesù portano vita eterna, ridanno speranza

e senso ad ogni azione, con serena coscienza anche

quando passa il fascino di questo mondo che non dice più

nulla al nostro dolore e alla morte.

Chiediamo al Signore di saper accettare il discorso duro

della fede, senza lasciarci incantare da oratori, le cui parole,

facili e attraenti, lasciano presto capire che dobbiamo

accontentarci del vuoto.

Soprattutto chiediamo al Signore il Pane di vita che dura

per la vita eterna di ogni generazione.

Nel silenzio di adorazione mi presento al Signore, così come sono: ricco del suo

Amore e del suo Pane.

Preghiamo

Trasformiamo in preghiera la Parola del Signore.

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di

questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia

carne per la vita del mondo».

Ma occorre lasciarsi colpire da queste parole, se si vuole

giungere a una fede matura. Questo ci invita a fare Gesù

269


il quale, di fronte allo stupore dei suoi interlocutori, ribadisce

in tono solenne:

«In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne

del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete

in voi la vita. Perché la mia carne è vero cibo e il mio

sangue vera bevanda».

Si tratta dunque di mangiare la carne e di bere il sangue

del Figlio, cioè di essere in contatto con tutta la sua vita,

così da arrivare a vivere come egli ha vissuto.

Nello stesso tempo queste parole richiamano anche la passione

e morte di Gesù, la sua fine ingiusta patita sulla croce,

il suo corpo spezzato e il suo sangue versato, dono di

una vita spesa nella libertà per amore, sacrificio del Servo

del Signore.

L’annuncio eucaristico è davvero il grande mistero della

fede e dell’amore. Grazie, Signore!

È mistero della fede in quanto si tratta di mangiare e bere

veramente la carne e il sangue del Figlio di Dio, colui che

è disceso dal cielo e al cielo è nuovamente salito.

È mistero dell’amore perché ci chiama a conoscere, amare

e assimilare la vita di Gesù, nella certezza che essa è il

racconto dell’amore di Dio per gli uomini del suo tempo,

di ogni tempo, perché nell’Eucaristia Egli si è fatto nostro

contemporaneo.

Ecco la grande possibilità offerta a chi segue Gesù Cristo,

quella che Gesù stesso viva in lui e lui in Gesù: «Chi

mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me

e io in lui».

Non solo, Gesù aggiunge:

«Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per

il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me».

270


Attraverso Gesù il credente è portato a partecipare della

vita stessa di Dio!

Chi vive dell’amore di Gesù, vive già qui sulla terra della

vita stessa di Dio che è amore, amore più forte della morte,

secondo la promessa di Gesù:

«Io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Questa rivelazione di Gesù ci fa capire in una luce nuova

anche quello che si legge nel prologo del Vangelo: «La Parola

si è fatta carne».

Una carne che nell’Eucaristia viene assimilata sia sotto la

forma delle parole di Gesù sia in quella sacramentale del

suo corpo e del suo sangue.

E così arriviamo a contemplare con gli occhi della fede il

grande mistero dell’Eucaristia come è annunciato in tutto

il Nuovo Testamento: l’Eucaristia è memoriale di tutta

la vita del Figlio, della sua preesistenza presso il Padre

prima che il mondo fosse, della sua esistenza terrena culminata

nella sua passione e morte, della sua resurrezione,

della sua attuale intercessione per noi presso il Padre, della

sua venuta finale nella gloria.

Canto

II momento

Chi è da Dio ascolta le parole di Dio

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Giovanni 8,36-47

«Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di

uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in

271


voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi

dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù:

«Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.

Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha

detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto.

Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora:

«Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo

padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre,

mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono

venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale

motivo non comprendete il mio linguaggio Perché non

potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il

diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli

era omicida fin dal principio e non stava saldo nella verità,

perché in lui non c’ è verità. Quando dice il falso, dice

ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna.

A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.

Chi di voi può dimostrare che ho peccato Se dico la

verità, perché non mi credete Chi è da Dio ascolta le parole

di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete

da Dio».

Meditazione

La patria di Gesù è il Padre. Egli viene da Dio, la sua

città natale non è di questo mondo e Giovanni, a forma di

cerchi concentrici, approfondisce il mistero di Gesù che

trova nel Padre la sua origine e la sua identità.

Sembra una ripetizione, perché sempre ritorna a parlare

dello stesso punto. In realtà, è lo stesso punto di partenza,

ma ogni volta a un livello più profondo. Giovanni

cerca di aiutare le comunità e noi a capire come Gesù si

colloca all’interno dell’insieme della storia del Popolo di

Dio. Ci aiuta a percepire la differenza che c’è tra Gesù ed

272


i giudei, ed anche tra i giudei e gli altri: tutti noi siamo figli

e figlie di Abramo.

• Giovanni 8,31-32: La libertà che nasce dalla fedeltà alla

parola di Gesù. Gesù afferma ai giudei: «Se rimanete nella

mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete

la verità e la verità vi farà liberi». Essere discepolo di Gesù

è lo stesso che aprirsi a Dio. Le parole di Gesù sono in realtà

parole di Dio. Comunicano la verità, perché fanno conoscere

le cose come sono agli occhi di Dio e non agli occhi

dei farisei. Più tardi, durante l’ultima Cena, Gesù insegnerà

la stessa cosa ai discepoli.

• Giovanni 8,33-38: Cos’è essere figlio e figlia di Abramo

La reazione dei giudei è immediata: «Noi siamo discendenti

di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno.

Come puoi tu dire: “Diventerete liberi” Se dunque

il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero». Gesù è il

figlio e vive nella casa del Padre. Lo schiavo non vive nella

casa del Padre. Vivere fuori dalla casa, fuori di Dio vuol

dire vivere nel peccato. Se loro accettassero la parola di

Gesù potrebbero diventare figli e raggiungere la libertà.

Non sarebbero più schiavi. E Gesù continua: «So che siete

discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi

perché la mia parola non trova accoglienza in voi». Subito

appare ben chiara la distinzione: «Io dico quello che

ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che

avete ascoltato dal padre vostro». Gesù nega loro il diritto

di dire che sono figli di Abramo, perché le loro opere affermano

il contrario.

• Giovanni 8,39-41a: Un figlio di Abramo compie le opere

di Abramo. Loro insistono affermando che: «Il padre

nostro è Abramo!», come se volessero presentare a Gesù

un documento della loro identità. Gesù ribadisce: «Se foste

figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece

voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la

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verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate

le opere del padre vostro».

• Giovanni 8,41b-42: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste,

perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto

da me stesso, ma lui mi ha mandato». Usando parole

diverse, Gesù ripete la stessa verità: «Chi appartiene a Dio

ascolta le parole di Dio». L’origine di questa affermazione

viene da Geremia che dice: «Porrò la mia legge dentro di

loro, la scriverò sul loro cuore» (Ger 31,33a). Ma loro non

si apriranno a questa nuova esperienza di Dio, e per questo

non riconosceranno Gesù come inviato del Padre. Loro

si ritengono veri figli di Abramo, Gesù no, e neppure

lo riconoscono come Figlio di Dio: negano così al Signore

della vita e del mondo una discendenza e una patria.

Nel silenzio di adorazione faccio risuonare nel mio cuore la Parola ascoltata.

Nel silenzio, alla presenza del Signore Gesù, ciascuno può leggere quest’espressioni

di S. Bernardo, dopo qualche istante di silenzio:

Guardaci o Signore, ascoltaci, illuminaci e mostrati a noi.

Abbi pietà delle nostre fatiche per giungere a te, perché

senza di te nulla possiamo.

Tu ci inviti a te: fa’ che avendoti cercato affamato non rimanga

digiuno di te,

non permettere che mi allontani vuoto e scontento, senza

essermi saziato.

Insegnami a cercarti, mostrati a chi ti cerca,

perché non posso cercarti se tu non me lo insegni,

né trovarti se tu non ti manifesti.

Fa’, o Signore, che possa cercarti desiderandoti,

possa desiderarti cercandoti,

possa trovarti amandoti e ti possa amare trovandoti.

Canto

274


III momento

Cercatori del volto di Dio

Ascoltate la parola del Signore

dal Vangelo di Luca 24, 50-53

«Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li

benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva

portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui;

poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano

sempre nel tempio lodando Dio».

Meditazione

Grandiosa e piena di speranza questa scena di Gesù,

Pane disceso dal cielo che ritorna al cielo!

Da pochi riconosciuto come Figlio di Dio, umiliato da

chi riteneva di essere, per discendenza, figlio di Abramo,

finalmente Egli torna nella città del cielo, dopo aver portato

salvezza alle città della terra.

Egli è con noi, fino alla pienezza dei tempi. Non se n’è

andato, non ci ha lasciato soli, non è fuggito. È tornato al

Padre per restare, per insegnarci a diventare adulti, nell’umanità

e nella fede. Oggi inizia il faticoso ed esaltante tempo

della Chiesa!

L’Eucaristia è la festa della presenza eterna di Cristo in

mezzo a noi per sempre! Per essere definitivamente presente,

Gesù aveva bisogno di non avere più limiti di tempo,

di spazio. Eterno, egli dimora in seno al Padre e in questa

eternità ha un corpo di uomo. La sua presenza nei tanti

tabernacoli è la festa della moltiplicazione e della estensione

dell’amore. Ognuno di noi può dire nella fede: oh, ho

incontrato Cristo! Lo stesso Cristo che ha camminato con

i piedi impolverati duemila anni fa, lo stesso Cristo riconosciuto

presente nelle comunità primitive. Di più, ora, in

Dio c’è un uomo. In questa pienezza di assoluto che non ri-

275


usciamo a raffigurare c’è il volto ben definito di un uomo:

Gesù di Nazareth. Lo sguardo di Dio in Cristo è lo sguardo

penetrante e tenero di un uomo straordinario come era

Gesù di Nazareth. Ora Dio sa, per sempre, cosa significa

essere uomo. Conosci la fatica del lavoro Anche Dio. Conosci

la gioia della festa Anche Dio. Conosci il conforto

dell’amicizia Anche Dio. Conosci la tristezza di non avere

casa, città, identità civile Anche Dio.

E, infine, l’inimmaginabile: conosci la morte Anche

Dio. Nulla, solo il peccato, che è l’anti-umanità, è ormai

estraneo a Dio. È straordinario pensare a questa indicibile

intimità tra Dio e ciascuno di noi: Dio è pienezza di vita,

è cibo. Comprendiamo la grandezza di questo Pane

del cielo che è vita, famiglia che è salvezza per il mondo.

Nel silenzio di adorazione affido al Signore la mia vita. Sto con Lui.

Preghiera

Siamo cercatori di Dio,

cercatori e adoratori del Volto di Dio.

La sua presenza riempie la terra,

la luce dei suoi occhi illumina ogni uomo,

la sua Parola di vita dona salvezza

a chi gli va incontro con cuore rinnovato.

A tutti i cercatori del tuo volto mostrati, o Signore.

A tutti i pellegrini dell’Assoluto vieni incontro, o Signore.

Con quanti si mettono in cammino

e non sanno dove andare cammina, o Signore.

O Dio, Tu sei la nostra casa.

Sei l’ospite dolce della nostra anima.

Nessuno, se non tu, può abitare in fondo al nostro cuore.

Ma tu vuoi che siamo noi ad aprirti la porta

276


perché solo nella libertà di una nostra scelta

tu puoi parlarci e guidarci.

Ti chiediamo di aiutarci affinché tutte le nostre azioni

e il nostro voler bene agli altri

non siano mai un impedimento a te,

o Signore, che vuoi abitare in fondo alla nostra anima.

Signore Gesù,

insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco.

Non posso cercarti se tu non mi insegni la via,

né trovarti se tu non mi mostri il tuo Volto.

Che io ti cerchi desiderandoti,

che io ti trovi amandoti

e ti ami trovandoti.

(Sant’Anselmo)

Canto

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RITO DEL CULTO EUCARISTICO

FUORI LA MESSA

Rito dell’esposizione Eucaristica

Con l’orazione dopo la comunione se si è celebrata la S. Messa o quando il popolo

si è radunato si comincia l’Adorazione Eucaristica. Se non si è celebrata

la S. Messa si esegue un canto, il ministro si reca all’altare. Se il Sacramento

non si conserva sull’altare dell’esposizione, il ministro lo va a prelevare al suo

luogo, indossando il velo omerale bianco e facendosi accompagnare da ministranti

o da fedeli con le candele accese.

Benedizione Eucaristica

Verso la fine dell’adorazione, il presbitero o il diacono si accosta all’altare, genuflette

e s’inginocchia e si canta un inno o un canto eucaristico, il ministro

incensa il Sacramento.

Poi il ministro si alza e dice:

Preghiamo.

Signore Gesù Cristo,

che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia

ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,

fa’ che adoriamo con viva fede

il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue,

per sentire sempre in noi

i benefici della redenzione.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:

Preghiamo.

Guarda, o Padre, al tuo popolo,

che professa la sua fede in Gesù Cristo,

nato da Maria Vergine, crocifisso e risorto,

presente in questo santo Sacramento

e fa’ che attinga da questa sorgente

di ogni grazia frutti di salvezza eterna.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

279


Oppure:

Preghiamo.

Concedi, o Dio Padre, ai tuoi fedeli

di innalzare un canto

di lode all’Agnello immolato per noi

e nascosto in questo santo mistero,

e fa’ che un giorno possiamo contemplarlo

nello splendore della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oppure:

Preghiamo.

O Dio, che nel mistero Eucaristico

ci hai dato il Pane vero disceso dal cielo,

fa’ che viviamo sempre in te

con la forza di questo cibo spirituale

e nell’ultimo giorno

risorgiamo gloriosi alla vita eterna.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oppure:

Preghiamo.

Donaci, o Padre, la luce della fede

e la fiamma del tuo amore,

perché adoriamo in spirito e verità

il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù,

presente in questo santo Sacramento.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:

Preghiamo.

O Dio, che in questo Sacramento

della nostra redenzione

ci comunichi la dolcezza del tuo amore,

280


avviva in noi l’ardente desiderio

di partecipare al convito eterno del tuo regno.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oppure:

Preghiamo.

O Padre,

che nella morte e risurrezione del tuo Figlio

hai redento tutti gli uomini,

custodisci in noi l’opera della tua misericordia,

perché nell’assidua celebrazione

del mistero pasquale

riceviamo i frutti della nostra salvezza.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Detta l’orazione, il presbitero o il diacono indossa il velo omerale bianco, prende

l’ostensorio e fa con il Sacramento il segno di croce sul popolo, senza dire nulla.

Reposizione Eucaristica

Terminata la benedizione, il presbitero o il diacono che ha impartito la benedizione,

o un altro presbitero o diacono, ripone il Sacramento nel tabernacolo

e genuflette.

Il ministro straordinario al termine dell’adorazione, omessa la benedizione,

ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette. Se si è fatta l’esposizione con

l’ostensorio, il ministro stando in ginocchio, mentre si fa un canto eucaristico,

incensa il Sacramento. Quindi lo ripone nel tabernacolo e genuflette. Durante

la reposizione il popolo conclude, secondo l’opportunità con le seguenti acclamazioni

e a seguire un canto adatto:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù.

281


282

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.


PREGHIERE EUCARISTICHE

Preghiera Eucaristica I

o Canone Romano

CP Padre clementissimo,

noi ti supplichiamo e ti chiediamo

per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,

di accettare questi doni, di benedire queste offerte,

questo santo e immacolato sacrificio.

Noi te l’offriamo

anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica,

perché tu le dia pace e la protegga,

la raccolga nell’unità

e la governi su tutta la terra,

con il tuo servo il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N.

e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica,

trasmessa dagli Apostoli.

Intercessione per i vivi

1C Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli.

Si prega brevemente per quelli che si vogliono ricordare.

Ricordati di tutti i presenti,

dei quali conosci la fede e la devozione:

per loro ti offriamo e anch’essi ti offrono

questo sacrificio di lode,

innalzano la preghiera a te,

Dio eterno, vivo e vero,

per ottenere a sé e ai loro cari

redenzione, sicurezza di vita e salute.

283


2C In comunione con tutta la Chiesa,

ricordiamo e veneriamo

anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria,

Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo,

san Giuseppe, suo sposo,

i santi apostoli e martiri:

Pietro e Paolo, Andrea,

[Giacomo, Giovanni,

Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo,

Matteo, Simone e Taddeo,

Lino, Cleto, Clemente, Sisto,

Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono,

Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano] e tutti i santi;

per i loro meriti e le loro preghiere

donaci sempre aiuto e protezione.

CP Accètta con benevolenza, o Signore,

l’offerta che ti presentiamo

noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia:

disponi nella tua pace i nostri giorni,

salvaci dalla dannazione eterna,

e accoglici nel gregge degli eletti.

CC Santifica, o Dio, questa offerta

con la potenza della tua benedizione,

e degnati di accettarla a nostro favore,

in sacrificio spirituale e perfetto,

perché diventi per noi

il corpo e il sangue del tuo amatissimo Figlio,

il Signore nostro Gesù Cristo.

La vigilia della sua passione, egli prese il pane

nelle sue mani sante e venerabili,

e alzando gli occhi al cielo

a te Dio Padre suo onnipotente,

284


ese grazie con la preghiera di benedizione,

spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese questo glorioso calice

nelle sue mani sante e venerabili,

ti rese grazie con la preghiera di benedizione,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

CC In questo sacrificio, o Padre,

noi tuoi ministri e il tuo popolo santo

celebriamo il memoriale

285


della beata passione,

della risurrezione dai morti

e della gloriosa ascensione al cielo

del Cristo tuo Figlio e nostro Signore;

e offriamo alla tua maestà divina,

tra i doni che ci hai dato,

la vittima pura, santa e immacolata,

pane santo della vita eterna

e calice dell’eterna salvezza.

Volgi sulla nostra offerta

il tuo sguardo sereno e benigno,

come hai voluto accettare

i doni di Abele, il giusto,

il sacrificio di Abramo,

nostro padre nella fede,

e l’oblazione pura e santa

di Melchisedech, tuo sommo sacerdote.

Ci si inchina a mani giunte:

Ti supplichiamo, Dio onnipotente:

fa’ che questa offerta,

per le mani del tuo angelo santo,

sia portata sull’altare del cielo

davanti alla tua maestà divina,

perché su tutti noi che partecipiamo

di questo altare,

comunicando al santo mistero

del corpo e sangue del tuo Figlio,

in posizione eretta, facendosi il segno della croce si conclude:

scenda la pienezza di ogni grazia

e benedizione del cielo.

286


Intercessione per i defunti.

3C Ricordati, o Signore, dei tuoi fedeli,

che ci hanno preceduto con il segno della fede

e dormono il sonno della pace.

Si prega brevemente per quelli che si vogliono ricordare.

Dona loro, Signore,

e a tutti quelli che riposano in Cristo,

la beatitudine, la luce e la pace.

4C Anche a noi, tuoi ministri, peccatori,

ma fiduciosi nella tua infinita misericordia,

concedi, o Signore, di aver parte nella comunità

dei tuoi santi apostoli e martiri:

Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba,

[Ignazio, Alessandro, Marcellino e Pietro,

Felicita, Perpetua, Agata, Lucia,

Agnese, Cecilia, Anastasia, Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi:

ammettici a godere della loro sorte beata

non per i nostri meriti,

ma per la ricchezza del tuo perdono.

CP Per Cristo nostro Signore

tu, o Dio, crei e santifichi sempre,

fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.

287


CP Padre veramente santo,

fonte di ogni santità,

Preghiera Eucaristica II

CC santifica questi doni

con l’effusione del tuo Spirito

perché diventino per noi

il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.

Egli, offrendosi liberamente alla sua passione,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

288


Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale

della morte e risurrezione del tuo Figlio,

ti offriamo, Padre,

il pane della vita e il calice della salvezza,

e ti rendiamo grazie

per averci ammessi alla tua presenza

a compiere il servizio sacerdotale.

Ti preghiamo umilmente:

per la comunione

al corpo e al sangue di Cristo

lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.

1C Ricordati, Padre, della tua Chiesa

diffusa su tutta la terra:

rendila perfetta nell’amore

in unione con il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N.,

e tutto l’ordine sacerdotale.

2C Ricòrdati dei nostri fratelli,

che si sono addormentati

nella speranza della risurrezione,

e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza:

289


ammettili a godere la luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia:

donaci di aver parte alla vita eterna,

insieme con la beata Maria,

Vergine e Madre di Dio,

con gli apostoli, i martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi,

che in ogni tempo ti furono graditi:

e in Gesù Cristo tuo Figlio

canteremo la tua gloria.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

290


Preghiera Eucaristica III

CP Padre veramente santo,

a te la lode da ogni creatura.

Per mezzo di Gesù Cristo,

tuo Figlio e nostro Signore,

nella potenza dello Spirito Santo

fai vivere e santifichi l’universo,

e continui a radunare intorno a te un popolo,

che da un confine all’altro della terra

offra al tuo nome il sacrificio perfetto.

CC Ora ti preghiamo umilmente:

manda il tuo Spirito

a santificare i doni che ti offriamo,

perché diventino il corpo e il sangue

di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,

che ci ha comandato di celebrare questi misteri.

Nella notte in cui fu tradito,

egli prese il pane, ti rese grazie

con la preghiera di benedizione,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

291


per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale del tuo Figlio,

morto per la nostra salvezza,

gloriosamente risorto e asceso al cielo,

nell’attesa della sua venuta

ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie

questo sacrificio vivo e santo.

Guarda con amore

e riconosci nell’offerta della tua Chiesa,

la vittima immolata per la nostra redenzione;

e a noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio,

dona la pienezza dello Spirito Santo

perché diventiamo, in Cristo,

un solo corpo e un solo spirito.

292


1C Egli faccia di noi

un sacrificio perenne a te gradito,

perché possiamo ottenere il regno promesso

insieme con i tuoi eletti:

con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio,

con i tuoi santi apostoli,

i gloriosi martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi

nostri intercessori presso di te.

2C Per questo sacrificio di riconciliazione dona, Padre,

pace e salvezza al mondo intero.

Conferma nella fede e nell’amore

la tua Chiesa pellegrina sulla terra:

il tuo servo e nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N., il collegio episcopale,

tutto il clero e il popolo che tu hai redento.

Ascolta la preghiera di questa famiglia,

che hai convocato alla tua presenza.

Ricongiungi a te, padre misericordioso,

tutti i tuoi figli ovunque dispersi.

Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti

e tutti i giusti che, in pace con te,

hanno lasciato questo mondo;

concedi anche a noi di ritrovarci insieme

a godere per sempre della tua gloria,

in Cristo, nostro Signore,

per mezzo del quale tu, o Dio,

doni al mondo ogni bene.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.

293


Preghiera Eucaristica V/A

Dio guida la sua Chiesa

È veramente giusto renderti grazie,

Padre santo,

creatore del mondo e fonte della vita.

Tu non ci lasci soli nel cammino,

ma sei vivo e operante in mezzo a noi.

Con il tuo braccio potente

guidasti il popolo errante nel deserto;

oggi accompagni la tua Chiesa,

pellegrina nel mondo,

con la luce e la forza del tuo Spirito;

per mezzo del Cristo,

tuo Figlio e nostro Signore,

ci guidi, nei sentieri del tempo,

alla gioia perfetta del tuo regno.

Per questi immensi doni,

uniti agli angeli e ai santi,

cantiamo senza fine

l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

CP Ti glorifichiamo, Padre santo:

tu ci sostieni sempre nel nostro cammino

soprattutto in quest’ora

in cui il Cristo, tuo Figlio,

ci raduna per la santa cena.

Egli, come ai discepoli di Emmaus,

ci svela il senso delle Scritture

e spezza il pane per noi.

CC Ti preghiamo, Padre onnipotente,

manda il tuo Spirito

294


su questo pane e su questo vino,

perché il tuo Figlio

sia presente in mezzo a noi

con il suo corpo e il suo sangue.

La vigilia della sua passione,

mentre cenava con loro,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

295


Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale

della nostra riconciliazione

annunziamo, o Padre, l’opera del tuo amore.

Con la passione e la croce

hai fatto entrare nella gloria della risurrezione

il Cristo, tuo Figlio,

e lo hai chiamato alla tua destra,

re immortale dei secoli

e Signore dell’universo.

Guarda, Padre santo, questa offerta:

è Cristo che si dona

con il suo corpo e il suo sangue,

e con il suo sacrificio

apre a noi il cammino verso di te.

Dio, Padre di misericordia,

donaci lo Spirito dell’amore,

lo Spirito del tuo Figlio.

1C Fortifica nell’unità

tutti i convocati alla tua mensa:

insieme con il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N.,

i presbiteri, i diaconi

e tutto il popolo cristiano.

Possano irradiare nel mondo gioia e fiducia

e camminare nella fede e nella speranza.

2C Ricòrdati anche dei nostri fratelli

che sono morti nella pace del tuo Cristo,

296


e di tutti i defunti

dei quali tu solo hai conosciuto la fede:

ammettili a godere la luce del tuo volto

e la pienezza di vita nella risurrezione;

concedi anche a noi,

al termine di questo pellegrinaggio,

di giungere alla dimora eterna,

dove tu ci attendi.

In comunione con la beata Vergine Maria,

con gli Apostoli, i martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi,

innalziamo a te la nostra lode

nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

297


Preghiera Eucaristica V/B

Gesù nostra via

È veramente giusto renderti grazie

Dio grande e misericordioso,

che hai creato il mondo

e lo custodisci con immenso amore.

Tu vegli come Padre su tutte le creature

e riunisci in una sola famiglia

gli uomini creati per la gloria del tuo nome,

redenti dalla croce del tuo Figlio,

segnati dal sigillo dello Spirito.

Il Cristo, tua Parola vivente,

è la via che ci guida a te,

la verità che ci fa liberi,

la vita che ci riempie di gioia.

Per mezzo di lui

innalziamo a te l’inno di grazie

per questi doni della tua benevolenza

e con l’assemblea degli angeli e dei santi

proclamiamo la tua lode:

Santo, Santo, Santo…

CP Ti glorifichiamo, Padre santo:

tu ci sostieni sempre nel nostro cammino

soprattutto in quest’ora

in cui il Cristo, tuo Figlio,

ci raduna per la santa cena.

Egli, come ai discepoli di Emmaus,

ci svela il senso delle Scritture

e spezza il pane per noi.

CC Ti preghiamo, Padre onnipotente,

manda il tuo Spirito

298


su questo pane e su questo vino,

perché il tuo Figlio

sia presente in mezzo a noi

con il suo corpo e il suo sangue.

La vigilia della sua passione,

mentre cenava con loro,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

299


Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale

della nostra riconciliazione

annunziamo, o Padre, l’opera del tuo amore.

Con la passione e la croce

hai fatto entrare nella gloria della risurrezione

il Cristo, tuo Figlio,

e lo hai chiamato alla tua destra,

re immortale dei secoli

e Signore dell’universo.

Guarda, Padre santo, questa offerta:

è Cristo che si dona

con il suo corpo e il suo sangue,

e con il suo sacrificio

apre a noi il cammino verso di te.

Dio, Padre di misericordia,

donaci lo Spirito dell’amore,

lo Spirito del tuo Figlio.

1C Fortifica il tuo popolo

con il corpo e il sangue del tuo Figlio,

e rinnovaci a sua immagine.

Benedici il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N.,

e il nostro popolo.

Tutti i membri della Chiesa

sappiano riconoscere i segni dei tempi

e si impegnino con coerenza

al servizio del Vangelo.

Rendici aperti e disponibili verso i fratelli

che incontriamo sul nostro cammino,

300


perché possiamo condividerne

i dolori e le angosce,

le gioie e le speranze,

e progredire insieme sulla via della salvezza.

2C Ricòrdati anche dei nostri fratelli

che sono morti nella pace del tuo Cristo,

e di tutti i defunti

dei quali tu solo hai conosciuto la fede:

ammettili a godere la luce del tuo volto

e la pienezza di vita nella risurrezione;

concedi anche a noi,

al termine di questo pellegrinaggio,

di giungere alla dimora eterna,

dove tu ci attendi.

In comunione con la beata Vergine Maria,

con gli Apostoli e i martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi,

innalziamo a te la nostra lode

nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

301


Preghiera Eucaristica V/C

Gesù modello di amore

È veramente giusto renderti grazie,

Padre misericordioso:

tu ci hai donato il tuo Figlio, Gesù Cristo,

nostro fratello e redentore.

In lui ci hai manifestato il tuo amore

per i piccoli e i poveri,

per gli ammalati e gli esclusi.

Mai egli si chiuse

alle necessità e alle sofferenze dei fratelli.

Con la vita e la parola

annunziò al mondo che tu sei Padre

e hai cura di tutti i tuoi figli.

Per questi segni della tua benevolenza

noi ti lodiamo e ti benediciamo,

e uniti agli angeli e ai santi

cantiamo l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

CP Ti glorifichiamo, Padre santo:

tu ci sostieni sempre nel nostro cammino

soprattutto in quest’ora

in cui il Cristo, tuo Figlio,

ci raduna per la santa cena.

Egli, come ai discepoli di Emmaus,

ci svela il senso delle Scritture

e spezza il pane per noi.

CC Ti preghiamo, Padre onnipotente,

manda il tuo Spirito

su questo pane e su questo vino,

perché il tuo Figlio

302


sia presente in mezzo a noi

con il suo corpo e il suo sangue.

La vigilia della sua passione,

mentre cenava con loro,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

303


Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale

della nostra riconciliazione

annunziamo, o Padre, l’opera del tuo amore.

Con la passione e la croce

hai fatto entrare nella gloria della risurrezione

il Cristo, tuo Figlio,

e lo hai chiamato alla tua destra,

re immortale dei secoli

e Signore dell’universo.

Guarda, Padre santo, questa offerta:

è Cristo che si dona

con il suo corpo e il suo sangue,

e con il suo sacrificio

apre a noi il cammino verso di te.

Dio, Padre di misericordia,

donaci lo Spirito dell’amore,

lo Spirito del tuo Figlio.

1C Fortifica il tuo popolo

con il pane della vita

e il calice della salvezza;

rendici perfetti nella fede e nell’amore

in comunione con il nostro Papa N.

e il nostro Vescovo N.

Donaci occhi per vedere

le necessità e le sofferenze dei fratelli;

infondi in noi la luce della tua parola

per confortare gli affaticati e gli oppressi:

fa’ che ci impegniamo lealmente

304


al servizio dei poveri e dei sofferenti.

La tua Chiesa sia testimonianza viva

di verità e di libertà, di giustizia e di pace,

perché tutti gli uomini si aprano

alla speranza di un mondo nuovo.

2C Ricòrdati anche dei nostri fratelli

che sono morti nella pace del tuo Cristo,

e di tutti i defunti

dei quali tu solo hai conosciuto la fede:

ammettili a godere la luce del tuo volto

e la pienezza di vita nella risurrezione;

concedi anche a noi,

al termine di questo pellegrinaggio,

di giungere alla dimora eterna,

dove tu ci attendi.

In comunione con la beata Vergine Maria,

con gli Apostoli e i martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi,

innalziamo a te la nostra lode

nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

305


Preghiera Eucaristica V/D

La chiesa in cammino verso l’unità

È veramente giusto renderti grazie,

e innalzare a te, Signore, Padre buono,

l’inno di benedizione e di lode.

Per mezzo del tuo Figlio,

splendore d’eterna gloria,

fatto uomo per noi,

hai raccolto tutte le genti

nell’unità della Chiesa.

Con la forza del tuo Spirito

continui a radunare in una sola famiglia

i popoli della terra,

e offri a tutti gli uomini

la beata speranza del tuo regno.

Così la Chiesa risplende

come segno della tua fedeltà all’alleanza

promessa e attuata in Gesù Cristo,

nostro Signore.

Per questo mistero di salvezza

ti lodano i cieli ed esulta la terra

e la Chiesa unanime canta la tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

CP Ti glorifichiamo, Padre santo:

tu ci sostieni sempre nel nostro cammino

soprattutto in quest’ora

in cui il Cristo, tuo Figlio,

ci raduna per la santa cena.

Egli, come ai discepoli di Emmaus,

ci svela il senso delle Scritture

e spezza il pane per noi.

306


CC Ti preghiamo, Padre onnipotente,

manda il tuo Spirito

su questo pane e su questo vino,

perché il tuo Figlio

sia presente in mezzo a noi

con il suo corpo e il suo sangue.

La vigilia della sua passione,

mentre cenava con loro,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me.

CP Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

307


Oppure:

Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell’attesa della tua venuta.

Oppure:

Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.

CC Celebrando il memoriale

della nostra riconciliazione

annunziamo, o Padre, l’opera del tuo amore.

Con la passione e la croce

hai fatto entrare nella gloria della risurrezione

il Cristo, tuo Figlio,

e lo hai chiamato alla tua destra,

re immortale dei secoli

e Signore dell’universo.

Guarda, Padre santo, questa offerta:

è Cristo che si dona

con il suo corpo e il suo sangue,

e con il suo sacrificio

apre a noi il cammino verso di te.

Dio, Padre di misericordia,

donaci lo Spirito dell’amore,

lo Spirito del tuo Figlio.

1C Fa’ che la Chiesa che è

in Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti

si rinnovi nella luce del Vangelo.

Rafforza il vincolo dell’unità

fra i laici e i presbiteri,

308


fra i presbiteri e il nostro Vescovo N.,

fra i Vescovi e il nostro Papa N.:

in un mondo lacerato da discordie

la tua Chiesa risplenda

segno profetico di unità e di pace.

2C Ricòrdati anche dei nostri fratelli

che sono morti nella pace del tuo Cristo,

e di tutti i defunti

dei quali tu solo hai conosciuto la fede:

ammettili a godere la luce del tuo volto

e la pienezza di vita nella risurrezione;

concedi anche a noi,

al termine di questo pellegrinaggio,

di giungere alla dimora eterna,

dove tu ci attendi.

In comunione con la beata Vergine Maria,

con gli Apostoli e i martiri Irene, Eustachio,

Erasmo, Sebastiano e tutti i santi,

innalziamo a te la nostra lode

nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo

CC a te, Dio Padre onnipotente

nell’unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

309


INDICE DEI CANTI

PER LA PREGHIERA E LE CELEBRAZIONI

Canti d’ingresso

1. Eccomi

10. Cantate inni a Dio

14. È bello lodarti

7. Apri le tue braccia

13. Cantiamo Te

19. Lo spirito del Signore

30. Svegliati Sion

34. Saldo è il mio cuore

37. Alzati e risplendi

42. Cantate al Signore

51. Canto dei tre giovani

65. Quale gioia

66. Camminiamo insieme (Inno Sinodo)

79. Luce di verità

86. Dall’aurora al tramonto

90. Spalanca le tue porte

24. Custodiscimi

26. Benedici o Signore

27. Nelle tue mani

31. Segni del tuo amore

33. Santi per te

45. Gustate e vedete

54. Accogli nella tua bontà

56. Benedetto sei tu

63. Accogli i nostri doni

74. Antica eterna danza

Canti di offertorio

311


Canti di comunione e adorazione

2. Lui verrà e ti salverà

12. Verbum panis

18. Dove due o tre

21. Popoli tutti acclamate

25. Alla tua mensa

36. Lodi all’Altissimo

38. Chi ci separerà

39. Veniamo a te

40. Sorgente di salvezza

41. E sei rimasto qui

43. Pane del cielo

47. Seme dell’eternità

48. Pane di vita nuova

49. La vera vite

55. Al Signore canterò

59. Sei tu Signore il pane

60. Il Signore è il mio pastore

61. Come il cervo va all’acqua

67. Ti adoriamo Gesù Signore (Inno ced)

68. Benedici il Signore

71. Perché tu sei con me

77. Come fuoco vivo

81. Quanta sete nel mio cuore

82. Re di gloria

83. Adoriamo il Sacramento

84. Dove tu sei

6. Gesù Cristo è il Signore

8. Fammi conoscere

9. Grandi cose

11. Ti seguirò

20. Maria vogliamo amarti

Canti finali e mariani

312


29. San Francesco

32. Nel tuo silenzio

35. Resta qui con noi

44. Salve o dolce Vergine

46. Dio aprirà una via

50. Cantico di Anna

57. Sulla solida roccia

58. Magnificat

64. Ave Maria

70. I cieli narrano

73. Jesus Christ you are my life

75. Resta accanto a me

76. Chiesa del Risorto

85. Cantate al Signore un canto nuovo

Acclamazioni, inni, cantici e salmi

3. Cantico della Beata Vergine Maria

4. Bonum est confidere

5. Misericordias Domini

15. Ubi charitas

16. Il Signore è la mia forza

17. Dona la pace

22. Tui amoris

23. Laudate omnes gentes

28. Sei tu mia luce Signor

52. Benediciamo il Signore

53. Del tuo Spirito Signore

62. Ogni mia parola

69. Gloria nell’alto dei cieli (Gen Verde)

72. O Dio tu sei il mio Dio

78. Cantico di Zaccaria

80. Nulla ti turbi

87. Tantum ergo

88. Gloria a Dio (Frisina)

89. Gloria (Lourdes)

313


1. ECCOMI

Eccomi, eccomi! Signore io vengo.

Eccomi, eccomi!

Si compia in me la tua volontà.

Nel mio Signore ho sperato

e su di me s’è chinato,

ha dato ascolto al mio grido,

m’ha liberato dalla morte.

I miei piedi ha reso saldi,

sicuri ha reso i miei passi.

Ha messo sulla mia bocca

un nuovo canto di lode.

Sul tuo libro di me è scritto:

si compia il tuo volere.

Questo, mio Dio, desidero,

la tua legge è nel mio cuore.

2. LUI VERRÀ E TI SALVERÀ

A chi è nell’angoscia tu dirai:

non devi temere,

il tuo Signor è qui, con la forza sua,

quando invochi il suo nome lui ti salverà.

Lui verrà e ti salverà, Dio verrà e ti salverà,

di’ a chi è smarrito checerto lui tornerà,

lui verrà e ti salverà. (x2)

A chi ha il cuore ferito tu dirai: confida in Dio,

il tuo Signor è qui, col suo grande amore,

quando invochi il suo nome lui ti salverà.

314


Egli è rifugio nelle avversità,

dalla tempesta ti riparerà.

È il tuo baluardo e ti difenderà,

la forza sua lui ti darà.

3. CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

L’anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *

d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria.

4. BONUM EST CONFIDERE

Bonum est confidere in Domino.

Bonum sperare in Domino.

É bene confidare e sperare nel Signore.

315


5. MISERICORDIAS domini

Misericordias Domini in aeternum cantabo.

In eterno canterò la misericordia di Dio

6. GESÙ CRISTO È IL SIGNORE

Nel cammino della vita

ci accompagna la tua grazia,

è la tua presenza viva,

Padre Santo, Dio d’amore.

Per le strade del mondo

annunzieremo il tuo Nome,

porteremo il tuo amore,

proclameremo la verità:

Gesù Cristo è il Signore.

Negli afflitti e nei malati

noi vogliamo sempre amarti

e nei poveri servirti,

Gesù Cristo, tu il Vivente.

Nel cammino verso il Regno,

tu sei luce che risplende,

tu sei Spirito creatore,

tu il fuoco, tu l’amore.

7. APRI LE TUE BRACCIA

Hai cercato la libertà lontano;

hai trovato la noia e le catene;

hai vagato senza via, solo con la tua fame.

Apri le tue braccia;

corri incontro al Padre,

oggi la sua casa sarà in festa per te.

316


Se vorrai spezzare le catene

troverai la strada dell’amore

la tua gioia canterai: questa è libertà.

I tuoi occhi ricercano l’azzurro,

c’è una casa che aspetta il tuo ritorno,

e la pace tornerà: questa è libertà.

8. FAMMI CONOSCERE

Fammi conoscere la tua volontà.

Parla, ti ascolto, Signore!

La mia felicità è fare il tuo volere:

porterò con me la tua Parola.

Lampada ai miei passi è la tua Parola,

luce sul mio cammino.

Ogni giorno la mia volontà

trova una guida in te.

Porterò con me i tuoi insegnamenti

danno al mio cuore gioia.

La tua Parola è fonte di luce:

dona saggezza ai semplici.

La mia bocca impari la tua lode,

sempre ti renda grazie.

Ogni momento canti la tua lode,

la mia speranza è in te.

9. GRANDI COSE

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,

ha fatto germogliare fiori fra le rocce.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,

ci ha riportati liberi alla nostra terra.

317


Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare

l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte,

hai sollevato il nostro viso dalla polvere.

Tu che hai sentito il nostro pianto,

nel nostro cuore hai messo un seme di felicità.

10. CANTATE INNI A DIO

Cantate inni a Dio, cantate inni.

Cantate al nostro Re, cantate inni. (x2)

Cantate al Signore un canto nuovo,

la sua lode da tutta la terra,

perché forte è il suo amore verso tutti,

in eterno la sua fedeltà.

Dal sorgere del sole al suo tramonto,

lodato sia il nome del Signore.

Su tutti i popoli è l’eccelso,

più alta dei cieli è la sua gloria!

Ti lodino Signor tutte le genti,

proclamino le tue meraviglie,

esultino in te e si rallegrino,

annunzino la tua maestà!

11. TI SEGUIRÒ

Ti seguirò, ti seguirò, o Signore,

e nella tua strada camminerò.

Ti seguirò nella via dell’amore

e donerò al mondo la vita.

Ti seguirò nella via del dolore

e la tua croce ci salverà.

318


Ti seguirò nella via della gioia

e la tua luce ci guiderà.

12. VERBUM PANIS

Prima del tempo, prima ancora che la terra

cominciasse a vivere, il Verbo era presso Dio.

Venne nel mondo e per non abbandonarci

in questo viaggio ci lasciò

tutto se stesso come pane.

Verbum caro factum est.

Verbum panis factum est. (x2)

Qui spezzi ancora il pane in mezzo a noi

e chiunque mangerà non avrà più fame.

Qui vive la tua Chiesa intorno a te,

dove ognuno troverà la sua vera casa.

Verbum caro factum est. Verbum panis.

Prima del tempo, quando l’universo fu creato

dall’oscurità, il Verbo era presso Dio.

Venne nel mondo nella sua misericordia:

Dio ha mandato il Figlio suo,

tutto se stesso come pane.

13. CANTIAMO TE

Cantiamo te, Signore della vita:

il nome tuo è grande sulla terra

tutto parla di te e canta la tua gloria.

Grande tu sei e compi meraviglie: tu sei Dio.

Cantiamo te, Signore Gesù Cristo:

Figlio di Dio venuto sulla terra,

fatto uomo per noi nel grembo di Maria.

Dolce Gesù risorto dalla morte, sei con noi.

319


Cantiamo te, amore senza fine:

tu che sei Dio, lo Spirito del Padre,

vivi dentro di noi e guida i nostri passi.

Accendi in noi il fuoco dell’eterna carità.

14. È BELLO LODARTI

È bello cantare il tuo amore,

è bello lodare il tuo nome.

È bello cantare il tuo amore,

è bello lodarti, Signore,

è bello cantare a te.

Tu che sei l’amore infinito

che neppure il cielo può contenere,

ti sei fatto uomo, tu sei venuto qui

ad abitare in mezzo a noi, allora...

Tu che conti tutte le stelle

e le chiami ad una ad una per nome,

da mille sentieri ci hai radunati qui,

ci hai chiamati figli tuoi, allora...

15. UBI CHARITAS

Ubi charitas et amor,

ubi charitas Deus ibi est.

Dov’è carità e amore lì c’è Dio.

16. IL SIGNORE È LA MIA FORZA

Il Signore è la mia forza, mio canto è il Signor.

Egli è il Salvator: in lui confido non ho timor;

in lui confido non ho timor.

17. DONA LA PACE

Dona la pace Signore a chi confida in te.

Dona, dona la pace Signore. Dona la pace.

320


18. DOVE DUE O TRE

Dove due o tre sono uniti nel mio nome

io sarò con loro, pregherò con loro,

amerò con loro perché il mondo venga a te, o Padre;

conoscere il tuo amore è avere vita con te.

Voi che siete luce della terra, miei amici,

risplendete sempre della vera luce

perché il mondo creda nell’amore che c’è in voi;

o Padre, consacrali per sempre e diano gloria a te.

Ogni beatitudine vi attende nel mio giorno

se sarete uniti, se sarete pace,

se sarete puri perché voi vedrete Dio che è Padre:

in lui la vostra vita gioia piena sarà.

Voi che ora siete miei discepoli nel mondo

siate testimoni di un amore immenso,

date prova di quella speranza che c’è in voi, coraggio!

Vi guiderò per sempre, io rimango con voi.

Spirito che animi la Chiesa e la rinnovi,

dandole fortezza, fa’ che sia fedele

come Cristo che muore e risorge perché il Regno del Padre

si compia in mezzo a noi e abbiamo vita in lui.

Si compia in mezzo a noi e abbiamo vita in lui.

19. LO SPIRITO DEL SIGNORE

Lo Spirito del Signore è su di me,

lo Spirito con l’unzione mi ha consacrato,

lo Spirito mi ha mandato

ad annunziare ai poveri

un lieto messaggio di salvezza.

321


Lo Spirito di sapienza è su di me,

per essere luce e guida sul mio cammino,

mi dona un linguaggio nuovo

per annunziare agli uomini

la tua parola di salvezza.

Lo Spirito di fortezza è su di me,

per testimoniare al mondo la sua parola,

mi dona il suo coraggio

per annunziare al mondo

l’avvento glorioso del suo regno.

Lo Spirito della pace è su di me,

e mi ha colmato il cuore della sua gioia,

mi dona un canto nuovo

per annunziare al mondo

il giorno di grazia del Signore.

Lo Spirito dell’amore è su di me,

perché possa dare al mondo la mia vita,

mi dona la sua forza

per consolare i poveri,

per farmi strumento di salvezza.

20. MARIA VOGLIAMO AMARTI

Maria, (x4)

siamo tutti tuoi e vogliamo amarti

come nessuno ti ha amato mai!

Con te sulla tua via il nostro cammino è sicuro,

con te ogni passo conduce alla meta,

e anche nella notte tu ci sei vicina:

trasformi ogni timore in certezza.

La tua corona di rose vogliamo essere noi,

una corona di figli tutti tuoi.

322


La tua presenza nel mondo

ritorni attraverso di noi,

come un canto di lode senza fine.

21. POPOLI TUTTI ACCLAMATE

Mio Dio, Signore, nulla è pari a te.

Ora e per sempre voglio lodare

il tuo grande amor per me.

Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai.

Con tutto il cuore e le mie forze

sempre io ti adorerò.

Popoli tutti, acclamate al Signore,

gloria e potenza cantiamo al Re.

Mari e monti si prostrino a te,

al tuo nome, o Signore.

Canto di gioia per quello che fai,

per sempre Signore con te resterò.

Non c’è promessa

non c’è fedeltà, che in Te.

22. TUI AMORIS

Veni, sancte Spiritus, tui amoris ignem accende.

Veni, sancte Spiritus, veni, sancte Spiritus.

Vieni Spirito santo, accendi il fuoco del tuo amore.

23. LAUDATE OMNES GENTES

Laudate, omnes gentes, laudate Dominum.

Popoli tutti, lodate il Signore.

24. CUSTODISCIMI

Ho detto a Dio: senza di te

alcun bene non ho, custodiscimi.

Magnifica è la mia eredità,

benedetto sei tu, sempre sei con me.

323


Custodiscimi, mia forza sei tu.

Custodiscimi, mia gioia, Gesù. (x2)

Ti pongo sempre innanzi a me,

al sicuro sarò, mai vacillerò.

Via, verità e vita sei,

mio Dio, credo che tu mi guarirai.

25. ALLA TUA MENSA

Tu ci inviti alla tua mensa

e ci doni il pane e il vino;

col tuo corpo e col tuo sangue

tu ti offri per amore.

Vita nuova abbiamo in te, Signor,

la salvezza è solo in te, Signor!

E al banchetto del tuo regno

con i santi noi verremo.

Sull’altare tu t’immoli

come agnello senza colpa.

Buon Pastore, ci raduni

e dimori in mezzo a noi.

26. BENEDICI O SIGNORE

Nebbia e freddo, giorni lunghi e amari

mentre il seme muore.

Poi il prodigio, antico e sempre nuovo,

del primo filo d’erba.

E nel vento dell’estate

ondeggiano le spighe:

avremo ancora pane.

Benedici, o Signore,

questa offerta che portiamo a te.

324


Facci uno come il pane (vino)

che anche oggi hai dato a noi.

Nei filari, dopo il lungo inverno,

fremono le viti.

La rugiada avvolge nel silenzio

i primi tralci verdi.

Poi i colori dell’autunno

coi grappoli maturi:

avremo ancora vino.

27. NELLE TUE MANI

Nelle tue mani affido la vita Dio,

mia salvezza sei tu.

Volgi lo sguardo al mio cuore,

con te al sicuro sarò.

Padre del cielo, per il tuo nome vivrò,

un sacrificio con la mia lode io ti offrirò,

per tutto ciò che sempre mi dai.

Padre del cielo, per il tuo nome vivrò,

scruta il mio cuore e la mia lode io ti offrirò,

per tutto ciò che sempre mi donerai,

o Dio di ogni bontà.

Nelle tue mani è la mia vita Dio,

mia speranza sei tu.

Donami pace, o Signore,

con te al sicuro sarò.

28. SEI TU MIA LUCE SIGNOR

Sei tu mia luce Signor,

Signor, sei luce nella notte.

Signor, Signor, sei luce nella notte. (x2)

325


29. SAN FRANCESCO

O Signore, fa’ di me uno strumento,

fa’ di me uno strumento della tua pace:

dov’è odio che io porti l’amore,

dov’è offesa che io porti il perdono,

dov’è dubbio che io porti la fede,

dov’è discordia che io porti l’unione,

dov’è errore che io porti verità,

a chi dispera che io porti la speranza.

O Maestro, dammi tu un cuore grande

che sia goccia di rugiada per il mondo,

che sia voce di speranza,

che sia un buon mattino

per il giorno di ogni uomo,

e con gli ultimi del mondo

sia il mio passo lieto nella povertà,

nella povertà. (x2)

O Signore, fa’ di me il tuo canto,

fa’ di me il tuo canto di pace,

a chi è triste che io porti la gioia,

a chi è nel buio che io porti la luce.

È donando che si ama la vita,

è servendo che si vive con gioia,

perdonando che si trova il perdono,

è morendo che si vive in eterno.

30. SVEGLIATI SION

Svegliati, svegliati, Sion, metti le vesti più belle

scuoti la polvere e alzati, santa Gerusalemme.

Ecco ti tolgo di mano il calice della vertigine

la coppa della mia ira tu non berrai più.

326


Sciogli dal collo i legami e leva al cielo i tuoi occhi

schiava figlia di Sion io ti libererò.

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero,

colui che annunzia la pace è messaggero di bene.

31. SEGNI DEL TUO AMORE

Mille e mille grani nelle spighe d’oro

mandano fragranza

e danno gioia al cuore,

quando, macinati, fanno un pane solo:

pane quotidiano, dono tuo, Signore.

Ecco il pane e il vino, segni del tuo amore.

Ecco questa offerta, accoglila Signore:

tu di mille e mille cuori fai un cuore solo,

un corpo solo in te e il Figlio tuo verrà, vivrà

ancora in mezzo a noi.

Mille grappoli maturi sotto il sole,

festa della terra, donano vigore,

quando da ogni perla

stilla il vino nuovo:

vino della gioia, dono tuo, Signore.

32. NEL TUO SILENZIO

Nel tuo silenzio accolgo il mistero,

venuto a vivere dentro di me.

Sei tu che vieni, o forse è più vero,

che tu mi accogli in te, Gesù.

Sorgente viva che nasce nel cuore

è questo dono che abita in me.

La tua presenza è un fuoco d’amore

che avvolge l’anima mia, Gesù.

327


Ora il tuo Spirito in me dice: “Padre”.

Non sono io a parlare: sei tu.

Nell’infinito oceano di pace

tu vivi in me, io in te, Gesù.

33. SANTI PER TE

Camminiamo, Signore, alla tua presenza,

alzeremo il calice della salvezza.

Invochiamo il tuo santo Nome,

benedici, Signore, i tuoi figli.

La nostra offerta a te presentiamo,

in memoria del tuo sacrificio,

saremo santi per il nostro Dio,

ed il tuo Nome per sempre innalzeremo.

I tuoi figli ritornano a te Padre buono,

hai cancellato ogni tristezza.

Un sacrificio di lode noi ti offriamo,

benedetto sei tu, o Signore.

34. SALDO È IL MIO CUORE

Saldo è il mio cuore Dio, voglio cantare al Signor.

Svegliati mio cuore, svegliatevi arpa e cetra,

voglio svegliare l’aurora.

Svegliati mio cuore, svegliatevi arpa e cetra

voglio svegliare l’aurora.

Ti loderò tra i popoli Signore;

a te canterò inni tra le genti;

poiché la tua bontà è grande fino ai cieli

e la tua fedeltà fino alle nubi.

328


Innalzati sopra i cieli, o Signore,

su tutta la terra splenda la tua gloria.

Perché siano liberati i tuoi amici,

salvaci con la tua potente destra.

Dio ha parlato nel suo santuario,

contro il nemico ci darà soccorso.

Con Dio noi faremo cose grandi

ed egli annienterà chi ci opprime.

35. RESTA QUI CON NOI

Le ombre si distendono, scende ormai la sera

e s’allontanano dietro i monti

i riflessi di un giorno che non finirà,

di un giorno che ora correrà sempre,

perché sappiamo che una nuova vita

da qui è partita e mai più si fermerà.

Resta qui con noi, il sole scende già,

resta qui con noi, Signore è sera ormai.

Resta qui con noi, il sole scende già,

se tu sei fra noi la notte non verrà.

S’allarga verso il mare il tuo cerchio d’onda,

che il vento spingerà fino

a quando giungerà ai confini di ogni cuore,

alle porte dell’amore vero.

Come una fiamma che dove passa brucia,

così il tuo amore tutto il mondo invaderà.

Davanti a noi l’umanità lotta,

soffre e spera come una terra che nell’arsura

chiede l’acqua da un cielo senza nuvole,

ma che sempre le può dare vita.

Con te saremo sorgente di acqua pura,

con te fra noi il deserto fiorirà.

329


36. LODI ALL’ALTISSIMO

Tu sei santo, Signore Dio,

tu sei forte, tu sei grande,

tu sei l’Altissimo l’Onnipotente,

tu Padre santo, Re del cielo.

Tu sei trino, uno Signore,

tu sei il bene, tutto il bene,

tu sei l’amore, tu sei il vero,

tu sei umiltà, tu sei sapienza.

Tu sei bellezza, tu sei la pace,

la sicurezza, il gaudio, la letizia,

tu sei speranza, tu sei giustizia,

tu temperanza e ogni ricchezza.

Tu sei il custode, tu sei mitezza,

tu sei rifugio, tu sei fortezza,

tu carità, fede, tu speranza,

tu sei tutta la nostra dolcezza.

Tu sei la vita, eterno gaudio,

Signore grande, Dio ammirabile,

Onnipotente, o Creatore,

o Salvatore di misericordia.

37. ALZATI E RISPLENDI

Alzati e risplendi: ecco la tua luce,

è su te la gloria del Signor. (x2)

Volgi i tuoi occhi e guarda lontano,

che il tuo cuore palpiti di allegria.

Ecco i tuoi figli che vengono a te,

le tue figlie cantano di gioia.

330


Gerusalem, Gerusalem,

spogliati della tua tristezza.

Gerusalem, Gerusalem,

canta e danza al tuo Signor.

Marceranno i popoli alla tua luce,

ed i re vedranno il tuo splendor. (x2)

Stuoli di cammelli ti invaderanno,

tesori dal mare affluiranno a te.

Verranno da Efa, da Saba e da Kedar,

per lodare il nome del Signor.

38. CHI CI SEPARERÀ

Chi ci separerà dal suo amore,

la tribolazione, forse la spada

Né morte o vita ci separerà

dall’amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace,

la persecuzione, forse il dolore

Nessun potere ci separerà

da Colui che è morto per noi.

Chi ci separerà dalla sua gioia,

chi potrà strapparci il suo perdono

Nessuno al mondo ci allontanerà

dalla vita in Cristo Signore.

39. VENIAMO A TE

Noi veniamo al tuo altare,

tu ci chiami alla tua presenza,

pane vivo ci doni, Signore,

sei respiro per l’anima stanca.

Come sposa che attende lo Sposo,

331


alle nozze noi siamo invitati,

sei per noi quella lampada accesa

che rischiara il buio del mondo.

Senza te non troviamo dimora,

tu sei forza, rifugio sicuro.

Veniamo a te,

insieme veniamo a te,

questo è il tuo Corpo

spezzato per noi,

questo è il tuo Sangue

versato per noi.

Veniamo a te, veniamo a te.

Tu da sempre ci attendi, Signore,

anche quando vaghiamo nel mondo,

come un passero cerca la strada

per volare in un nido sicuro.

Siamo terra deserta senz’acqua,

noi veniamo a cercare ristoro,

solo tu sei sorgente che sgorga,

acqua viva che placa ogni sete.

Dal tuo cuore trafitto ci doni

come un fiume la tua salvezza.

Siamo indegni tuoi figli, Signore,

di venire a questa tua mensa

per un grande mistero d’amore,

nelle mani ci metti il tuo Corpo.

Ti lodiamo, o Padre del cielo,

per il dono prezioso del Figlio,

custodiscici nel tuo Nome,

siamo un corpo uniti nel Cristo,

fa’ di noi un cuor solo in lui

e saremo un unico pane.

332


40. SORGENTE DI SALVEZZA

Tu sei per noi sorgente di salvezza,

a te veniamo, Signore nostra vita.

Tu sei la fonte che sgorga nel deserto,

sei tu il pane di vita eterna.

Pane spezzato per un mondo nuovo,

a noi donato per l’eternità.

Pane di vita, Corpo risorto,

tu Dio fedele per l’umanità.

Luce tu sei che brilla nella notte,

sei tu la Via che conduce al Regno.

Forza più forte della nostra morte,

sei tu, Signore, la risurrezione.

Resta con noi, tu sei gioia vera,

noi canteremo questo tuo mistero.

41. E SEI RIMASTO QUI

Perché la sete d’infinito

Perché la fame d’immortalità

Sei tu che hai messo dentro l’uomo

il desiderio dell’eternità!

Ma tu sapevi che quel vuoto lo colmavi tu,

per questo sei venuto in mezzo a noi.

E sei rimasto qui, visibile mistero.

E sei rimasto qui,

cuore del mondo intero

e rimarrai con noi

finché questo universo girerà:

salvezza dell’umanità.

333


Si apre il cielo del futuro,

il muro della morte ormai non c’è.

Tu, pane vivo, ci fai uno:

richiami tutti i figli attorno a te

e doni il tuo Spirito che

lascia dentro noi il germe

della sua immortalità.

Presenza vera nel mistero,

ma più reale di ogni realtà,

da te ogni cosa prende vita

e tutto un giorno a te ritornerà.

Varcando l’infinito, tutti troveremo in te

un sole immenso di felicità.

Noi, trasformati in te,

saremo il seme che farà rifiorire l’universo,

nella Trinità.

Noi, trasformati in te,

saremo il seme che farà rifiorire tutto

l’universo, insieme a te.

E sei rimasto qui visibile mistero.

Sei rimasto qui

cuore del mondo intero.

E rimarrai con noi finché

questo universo girerà. (x2)

Ieri, oggi e sempre

salvezza dell’umanità.

42. CANTATE AL SIGNORE

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

Cantate al Signore un cantico nuovo,

tutta la terra canti al Signore.

334


Per tutta la terra s’è accesa una luce,

uomini nuovi cantano in cor

un cantico nuovo di gioia infinita,

un canto d’amore a Dio fra noi. Alleluia.

Un coro di voci s’innalza al Signore,

Re della vita, luce del mondo;

discende dal cielo un fuoco d’amore,

il paradiso canta con noi

un cantico nuovo di gioia infinita,

un canto d’amore a Dio fra noi. Alleluia.

43. PANE DEL CIELO

Pane del cielo sei tu Gesù,

via d’amore: tu ci fai come Te. (x2)

No, non è rimasta fredda la terra:

Tu sei rimasto con noi

per nutrirci di Te, pane di vita,

ed infiammare col Tuo Amore,

tutta l’umanità.

Sì, il cielo è qui, su questa terra:

Tu sei rimasto con noi

e ci porti con Te, nella Tua casa

dove vivremo insieme a Te

tutta l’eternità.

No, la morte non può farci paura:

Tu sei rimasto con noi.

E chi vive di Te vive per sempre.

Sei Dio con noi, sei Dio con noi,

Dio in mezzo a noi.

335


44. SALVE O DOLCE VERGINE

Salve, o dolce Vergine, salve, o dolce Madre,

in te esulta tutta la terra ed i cori degli angeli.

Tempio santo del Signor gloria delle vergini,

tu giardino del Paradiso, soavissimo fiore.

Tu sei trono altissimo, tu altar purissimo,

in te esulta, o piena di grazia, tutta la creazione.

Paradiso mistico, fonte sigillata,

il Signore in te germoglia l’albero della vita.

O Sovrana semplice, o Potente umile,

apri a noi le porte del cielo, dona a noi la luce.

45. GUSTATE E VEDETE

Gustate e vedete come è buono il Signore,

beato l’uomo che trova il suo rifugio in lui.

Temete il Signore, suoi santi,

nulla manca a coloro che lo temono.

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,

ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore

e m’ha risposto, m’ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

non saranno confusi i vostri volti.

Il Signore ascolta il povero,

egli lo libera da ogni angoscia.

336


46. DIO APRIRÀ UNA VIA

Dio aprirà una via

dove sembra non ci sia.

Come opera non so,

ma una nuova via vedrò.

Dio mi guiderà, mi terrà vicino a sé.

Per ogni giorno amore e forza

lui mi donerà, una via aprirà.

Traccerà una strada nel deserto:

fiumi d’acqua viva io vedrò.

Se tutto passerà, la sua parola resterà;

una cosa nuova Lui farà.

47. SEME DELL’ETERNITÀ

Pane di vita offerto per noi,

forza del nostro cammino;

cibo del cielo che il Padre ci dà,

per ogni uomo sei “Dio vicino”.

In questa fonte di felicità

c’è il tuo disegno divino:

sei tu che vieni a trasformarci in te,

questo è l’immenso nostro destino.

Tu sei la luce venuta tra noi,

l’amore, eterno presente.

Tu ci fai una cosa sola con te:

figli nel Figlio del Dio vivente.

48. PANE DI VITA NUOVA

Pane di vita nuova

vero cibo dato agli uomini,

nutrimento che sostiene il mondo

dono splendido di grazia.

337


Tu sei sublime frutto

di quell’albero di vita

che Adamo non potè toccare:

ora è in Cristo a noi donato.

Pane della vita sangue di salvezza,

vero corpo, vera bevanda

cibo di grazia per il mondo.

Sei l’Agnello immolato

nel cui Sangue è la salvezza

memoriale della vera Pasqua

della nuova Alleanza.

Manna che nel deserto

nutri il popolo in cammino,

sei sostegno e forza nella prova

per la Chiesa in mezzo al mondo.

Vino che ci dà gioia,

che riscalda il nostro cuore,

sei per noi il prezioso frutto

della vigna del Signore

Dalla vite ai tralci

scorre la vitale linfa

che ci dona la vita divina,

scorre il sangue dell’amore.

Al banchetto ci inviti

che per noi hai preparato,

doni all’uomo la tua Sapienza,

doni il Verbo della vita.

Segno d’amore eterno

pegno di sublimi nozze,

comunione nell’unico Corpo

che in Cristo noi formiamo.

338


49. LA VERA VITE

Io sono la vite, voi siete i tralci:

restate in me, porterete frutto.

Come il Padre ha amato me

così io ho amato voi,

restate nel mio amore,

perché la gioia sia piena.

Voi come tralci innestati in me

vivete tutti nell’unità:

unica in voi è la vita,

unico in voi è l’amore.

Il tralcio buono che porterà

frutti d’amore vivendo in me

il Padre mio lo poterà

perché migliore sia il frutto.

50. CANTICO DI ANNA

Il mio cuore esulta nel Signor,

la mia fronte si innalza

grazie al mio Dio perché godo

dei suoi benefici,

non c’è Santo come il Signor.

Non vi siano discorsi superbi,

né arroganza sulla vostra bocca;

il Signore è il Dio che sa tutto,

le sue opere sono rette.

L’arco dei forti si è spezzato,

ma i deboli son pieni di vigore.

Sette volte la sterile ha partorito

e la ricca di figli è sfiorita.

339


Il Signore fa vivere e morire,

il Signore abbassa ed esalta;

solleva il misero dalla polvere

e gli assegna un trono di gloria.

Al Signore appartiene la terra,

sui passi dei giusti egli veglia.

Ma gli empi svaniscono nelle tenebre,

il Signore sconfigge i nemici.

51. CANTO DEI TRE GIOVANI

Noi ti lodiamo Signor,

a Te la lode e la gloria per sempre.

Noi lodiamo il tuo nome,

a Te la lode e la gloria per sempre.

Noi loderemo il Signor,

canteremo il suo amor

che durerà per sempre. (x2)

Astri del cielo lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Acque del cielo lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Sole e luna lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Piogge e rugiade lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

O venti tutti lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Fuoco e calore lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

340


Notte e giorno lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Nuvole e lampi lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Uomini tutti lodate il Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

Tutta la terra dia lode al Signore,

a lui l’onore e la gloria per sempre.

52. BENEDICIAMO IL SIGNORE

Benediciamo il Signore,

a lui onore e gloria nei secoli.

Angeli del Signore, benedite il Signore.

E voi, o cieli, benedite…

Acque tutte sopra il cielo benedite….

Potenze del Signore, benedite…

Sole e luna, benedite…

Astri del cielo, benedite…

Piogge e rugiade benedite…

O venti tutti, benedite…

Fuoco e calore, benedite…

Freddo e caldo, benedite…

Rugiada e brina, benedite…

Gelo e freddo, benedite…

Ghiacci e nevi, benedite…

Notti e giorni, benedite…

Luce e tenebre, benedite…

Lampi e tuoni, benedite…

Tutta la terra benedica il Signore,

Monti e colline, benedite…

Ogni vivente benedica il Signore.

341


Acque e fonti, benedite…

Mari e fiumi, benedite…

Cetacei e pesci, benedite…

Uccelli del cielo, benedite…

Belve e armenti, benedite…

Figli degli uomini, benedite…

Popolo di Dio, benedite…

Sacerdoti del Signore, benedite…

Servi del Signore, benedite…

Anime dei giusti, benedite…

Umili di cuore, benedite…

Santi di Dio, benedite…

Ora e per sempre benedite…

53. DEL TUO SPIRITO SIGNORE

Del tuo Spirito, Signore,

è piena la terra, è piena la terra.

Benedici il Signore, anima mia,

Signore, Dio, tu sei grande!

Sono immense, splendenti

tutte le tue opere e tutte le creature.

Se tu togli il tuo soffio muore ogni cosa

e si dissolve nella terra.

Il tuo Spirito scende:

tutto si ricrea e tutto si rinnova.

La tua gloria, Signore, resti per sempre.

Gioisci, Dio, del creato.

Questo semplice canto

salga a te Signore: sei tu la nostra gioia.

342


54. ACCOGLI NELLA TUA BONTÀ

Accogli nella tua bontà

i doni che oggi noi t’offriam.

E fa’ che al mondo noi possiam

essere segno d’unità.

Noi ti lodiam per la tua fedeltà,

la tua bontà è alta più del ciel,

noi ti doniam la nostra povertà

che trasformerai in gioia e carità.

In te Signore rifugio noi troviam,

tu sei per noi Via, Vita e Verità.

Ravviva in noi la fiamma del tuo amor

con la gioia che tu solo sai donar.

55. AL SIGNORE CANTERÒ

Al Signore canterò, loderò il suo nome.

Sempre lo ringrazierò finché avrò vita.

Darà fiducia a chi è stato offeso,

speranza a chi non l’ha,

giustizia per il povero,

cibo a chi ha fame, libertà a tutti.

Darà la luce a chi non vede,

la forza a chi si sente solo.

Dio, amore e sicurezza,

con gioia aprirà a tutti la sua casa.

Darà respiro di vita

a chi ha il cuore spezzato dall’angoscia.

Dio regnerà per sempre

e noi canteremo il suo amore.

343


56. BENEDETTO SEI TU

Benedetto sei tu Signore,

benedetto il tuo santo nome.

Alleluia, alleluia.

Tu che hai fatto il cielo e la terra,

Dio grande, Dio eccelso,

tu Re potente, benedetto sei Tu.

Tu che sei nostro Salvatore,

tu che doni gioia e vita,

tu Dio santo, benedetto sei Tu.

Tu che sei grande nell’amore

tu Signore di misericordia,

tu Dio clemente, benedetto sei Tu.

57. SULLA SOLIDA ROCCIA

Ho cercato da sempre nella mia libertà

come l’acqua che infine arriva al mare.

Ho aspettato da tempo l’occasione che poi

mi donasse lo slancio per amare.

Ho ascoltato il silenzio, mi ha parlato di te;

io ti incontro nel vuoto e scopro che...

Sei per me come solida roccia

sul tuo amore la mia vita sarà.

Sei per me come solida roccia,

la tua Parola al mondo io porterò.

Ora posso fidarmi ed ho capito chi sei:

sei venuto per l’uomo per donare.

Sulla solida roccia la mia casa costruirò;

l’uragano non la farà cadere.

Tu sorgente d’amore luce sui passi miei,

infinito sostegno adesso sei...

344


Come un figlio alla madre chiede la verità

per poter nel cammino proseguire;

col medesimo amore Padre, tu parli a me,

fiducioso che io potrò capire.

Sei parola vivente, sei la mia libertà,

scelta per il mio tempo che verrà...

58. MAGNIFICAT

Dio ha fatto in me cose grandi,

Lui che guarda l’umile servo

e disperde i superbi nell’orgoglio del cuore.

L’anima mia esulta in Dio, mio Salvatore. (x2)

La sua salvezza canterò.

Lui, onnipotente e Santo,

Lui, abbatte i grandi dai troni

e solleva dal fango il suo umile servo.

Lui, misericordia infinita,

Lui che rende povero il ricco

e ricolma di beni chi si affida al suo amore.

Lui, Amore sempre fedele,

Lui guida il suo servo Israele

e ricorda il suo patto stabilito per sempre.

59. SEI TU SIGNORE IL PANE

Sei tu, Signore, il pane, tu cibo sei per noi.

Risorto a vita nuova sei vivo in mezzo a noi.

Nell’ultima sua cena, Gesù si dona ai suoi:

“Prendete pane e vino, la vita mia per voi”.

“Mangiate questo pane: chi crede in me vivrà.

Chi beve il vino nuovo con me risorgerà”.

345


È Cristo il pane vero, diviso qui fra noi:

formiamo un solo corpo, la Chiesa di Gesù.

Se porti la sua croce in Lui tu regnerai.

Se muori unito a Cristo, con Lui rinascerai.

Verranno i cieli nuovi, la terra fiorirà.

Vivremo da fratelli e Dio sarà con noi.

60. IL SIGNORE È IL MIO PASTORE

Il Signore è il mio pastore

nulla manca ad ogni attesa;

in verdissimi prati mi pasce,

mi disseta a placide acque.

È il ristoro dell’anima mia:

in sentieri diritti mi guida

per amore del santo suo nome,

dietro lui mi sento sicuro.

Pur se andassi per valle oscura,

non avrò a temere alcun male,

perché sempre mi sei vicino

mi sostieni col tuo vincastro.

Quale mensa per me tu prepari

sotto gli occhi dei miei nemici!

E di olio mi ungi il capo:

il mio calice è colmo di ebbrezza.

Bontà e grazia mi sono compagne

quanto dura il mio cammino:

io starò nella casa di Dio

lungo tutto il migrare dei giorni.

346


61. COME IL CERVO VA ALL’ACQUA

Come il cervo va all’acqua viva,

io cerco te ardentemente: io cerco te, mio Dio!

Di te, mio Dio, ha sete l’anima mia!

Il tuo volto, il tuo volto, Signore, quando vedrò

Mi chiedono e mi tormentano: “Dov’è, dov’è il tuo Dio”

Ma io spero in te: sei tu la mia salvezza!

Il cuore mio si strugge quando si ricorda della tua casa.

Io cantavo con gioia le tue lodi.

A te io penso e rivedo quello che hai fatto per me:

grandi cose, Signore, mio Dio.

Ti loderò, Signore e ti canterò il mio grazie.

Tu sei fresca fonte, l’acqua della mia vita.

62. OGNI MIA PAROLA

Come la pioggia e la neve

scendono giù dal cielo

e non vi ritornano senza irrigare

e far germogliare la terra,

così ogni mia parola

non ritornerà a me

senza operare quanto desidero,

senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata.

Ogni mia parola, ogni mia parola.

63. ACCOGLI I NOSTRI DONI

Accogli, Signore, i nostri doni

in questo misterioso incontro

tra la nostra povertà e la tua grandezza.

Noi ti offriamo le cose

che tu stesso ci hai dato

e tu in cambio donaci, donaci te stesso.

347


64. AVE MARIA

Ave Maria, ave. Ave Maria, ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza, ora pro nobis.

Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore, ora pro nobis.

Donna del riposo e madre del sentiero, ora pro nobis.

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.

Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.

Donna della terra e madre dell’amore, ora pro nobis.

65. QUALE GIOIA

Quale gioia, mi dissero:

Andremo alla casa del Signore!

Ora i piedi, o Gerusalemme,

si fermano davanti a te.

Ora Gerusalemme è ricostruita

come città salda, forte e unita.

Salgono insieme le tribù di Jahvè

per lodare il nome del Dio d’Israel.

Là sono posti i seggi della sua giustizia,

i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme,

sia pace a chi ti ama, pace alle tue mura.

66. CAMMINIAMO INSIEME (INNO SINODO)

Siamo qui, camminiamo insieme

verso un’alba di novità.

È il tuo Spirito che ci sostiene

fuoco che vince le tenebre.

Guida e illumina i nostri cuori

Tu santissima Trinità.

348


Che ci porti sui sentieri

della nuova civiltà. (x2)

Tu Gesù sei la via, la sola,

di pienezza e di libertà.

Camminiamo nella tua Parola

faro che guida il tuo popolo.

Dacci l’impeto del coraggio,

dacci passi di fedeltà.

Fa’ che arrivi il nostro viaggio

dove tu ci aspetti già. (x2)

Tu Gesù verità d’amore

che rischiara l’oscurità.

Camminiamo dentro il tuo splendore

fiamma che salva il tuo popolo.

Dacci l’animo dei profeti,

dacci ceneri d’umiltà.

Fa’ che siamo trasparenti

specchi della tua bontà. (x2)

Tu Gesù sei la vita vera

che nessuno ci toglierà.

Camminiamo con il tuo respiro

soffio che unisce il tuo popolo.

Dacci spirito ed occhi nuovi

cuori accesi di carità.

Fa’ che siamo pietre vive,

casa per l’umanità. (x2)

Siamo qui, camminiamo insieme

verso un’alba di novità.

Con la stella di Maria che viene

Madre che abbraccia il tuo popolo.

Dacci il palpito del suo amore

la sua dolce maternità.

Per forgiare terre nuove

cieli di fraternità. (x2)

349


67. TI ADORIAMO GESÙ SIGNORE (INNO CED)

Ti adoriamo Gesù, Signore

che dal cielo discendi qui.

Dio di pane fra le nostre mani

ospite dolce dell’anima!

Tu l’amico, tu il Dio fedele,

alba e seme d’eternità.

Sei nel cuore fuoco e miele

vita che non morirà! (x2)

Grazie o Dio d’infinito amore

che per sempre ti doni a noi!

Sei l’abbraccio di misericordia

vita e salvezza è il tuo calice!

Gioia vivida, luce pura,

mare ardente di carità,

e fontana di speranza

per la nostra povertà! (x2)

Benedetto sei Tu, Signore

mensa e fonte dell’unità.

Fa’ che siamo in te una cosa sola

fa’ che viviamo a tua immagine!

Specchio limpido del tuo volto

che ci mostra la Trinità!

La promessa del futuro

e del cielo che verrà! (x2)

68. BENEDICI IL SIGNORE

Benedici il Signore, anima mia,

quant’è in me benedica il suo nome;

non dimenticherò tutti i suoi benefici,

benedici il Signore, anima mia.

350


Lui perdona tutte le tue colpe

e ti salva dalla morte.

Ti corona di grazia e ti sazia di beni

nella tua giovinezza.

Il Signore è buono e pietoso,

lento all’ira e grande nell’amore.

Non conserva in eterno il suo sdegno e la sua ira

verso i nostri peccati.

Come dista Oriente da Occidente

allontana le tue colpe,

perché sa che di polvere siam tutti noi plasmati,

come l’erba i nostri giorni.

Benedite il Signore voi angeli,

voi tutti suoi ministri.

Beneditelo voi tutte sue opere e domini.

Benedicilo tu, anima mia.

69. GLORIA NELL’ALTO DEI CIELI (Gen Verde)

Gloria, gloria a Dio.

Gloria, gloria nell’alto dei cieli.

Pace in terra agli uomini

di buona volontà. Gloria!

Noi ti lodiamo, ti benediciamo,

ti adoriamo, glorifichiamo te,

ti rendiamo grazie per la tua immensa gloria.

Signore Dio, gloria! Re del cielo, gloria!

Dio Padre, Dio onnipotente, gloria!

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,

Signore, Agnello di Dio, Figlio del Padre.

351


Tu che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi;

tu che togli i peccati del mondo,

accogli la nostra supplica;

tu che siedi alla destra del Padre,

abbi pietà di noi.

Perché tu solo il Santo, il Signore,

tu solo l’Altissimo Cristo Gesù,

con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

70. I CIELI NARRANO

I cieli narrano la gloria di Dio

e il firmamento annunzia l’opera sua.

Alleluia, alleluia. Alleluia, alleluia.

Il giorno al giorno ne affida il messaggio,

la notte alla notte ne trasmette notizia:

non è linguaggio, non sono parole,

di cui non si oda il suono.

Là pose una tenda per il sole che sorge,

è come uno sposo dalla stanza nuziale,

esulta come un prode che corre

con gioia la sua strada.

Lui sorge dall’ultimo estremo del cielo

e la sua corsa l’altro estremo raggiunge.

Nessuna delle creature potrà

mai sottrarsi al suo calore.

La legge di Dio rinfranca l’anima mia,

la testimonianza del Signore è verace.

Gioisce il cuore ai suoi giusti precetti,

che danno la luce agli occhi.

352


71. PERCHÉ TU SEI CON ME

Solo tu sei il mio pastore:

niente mai mi mancherà!

Solo tu sei il mio pastore, o Signore.

Mi conduci dietro te, sulle verdi alture.

Ai ruscelli tranquilli lassù,

dov’è più limpida l’acqua per me,

dove mi fai riposare.

Anche fra le tenebre d’un abisso oscuro

io non temo alcun male, perché

tu mi sostieni, sei sempre con me;

rendi il sentiero sicuro.

Siedo alla tua tavola che mi hai preparato,

ed il calice è colmo per me

di quella linfa di felicità,

che per amore hai versato.

Sempre mi accompagnano, lungo estati e inverni

la tua grazia, la tua fedeltà.

Nella tua casa io abiterò,

fino alla fine dei giorni.

72. O DIO TU SEI IL MIO DIO

O Dio, tu sei il mio Dio, ti cerco dall’aurora,

di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne.

Ti cerco come terra arida,

anelo a te come a una fonte;

così nel tempio t’ho cercato,

per contemplare la tua gloria.

Le labbra mie daranno lode a te

per la tua grazia infinita.

353


Così benedirò il tuo nome,

a te alzerò le mie mani.

Nel mio giaciglio ti ricordo,

ripenso a te nelle mie veglie;

per te esulterò di gioia

all’ombra delle tue ali.

73. JESUS CHRIST YOU ARE MY LIFE

Jesus Christ, you are my life, alleluia, alleluia.

Jesus Christ, you are my life, alleluia, alleluia.

Tu sei vita, sei verità, tu sei la nostra vita;

camminando insieme a te, vivremo in te per sempre.

Ci raccogli nell’unità, riuniti nell’amore,

nella gioia dinanzi a te, cantando la tua gloria.

Nella gioia camminerem, portando il tuo Vangelo,

testimoni di carità, figli di Dio nel mondo.

74. ANTICA ETERNA DANZA

Spighe d’oro al vento, antica eterna danza

per fare un solo pane spezzato sulla mensa.

Grappoli dei colli, profumo di letizia

per fare un solo vino, bevanda della grazia.

Con il pane e il vino, Signore, ti doniamo

le nostre gioie pure, le attese e le paure,

frutti del lavoro e fede nel futuro,

la voglia di cambiare e di ricominciare.

Dio della speranza, sorgente d’ogni dono,

accogli questa offerta che insieme ti portiamo.

Dio dell’universo, raccogli chi è disperso

e facci tutti Chiesa, una cosa in te.

354


75. RESTA ACCANTO A ME

Ora vado sulla mia strada

con l’amore tuo che mi guida.

O Signore, ovunque io vada,

resta accanto a me.

Io ti prego, stammi vicino

ogni passo del mio cammino,

ogni notte, ogni mattino,

resta accanto a me.

Il tuo sguardo puro sia luce per me

e la tua Parola sia voce per me.

Che io trovi il senso del mio andare

solo in te, nel tuo fedele amare il mio perché.

Fa’ che chi mi guarda non veda che te.

Fa’ che chi mi ascolta non senta che te;

e chi pensa a me, fa’ che nel cuore

pensi a te e trovi quell’amore che hai dato a me.

76. CHIESA DEL RISORTO

Chiesa che nasci dalla Croce,

dal fianco aperto del Signore,

dal nuovo Adamo sei plasmata,

sposa di grazia nella santità.

Chiesa che vivi della Pasqua,

sei dallo Spirito redenta

vivificata dall’amore,

resa feconda nella carità.

Dal crocifisso Risorto nasce la speranza,

dalle sue piaghe la salvezza,

nella sua luce noi cammineremo,

Chiesa redenta dal suo amore.

355


Chiesa che annunci il Vangelo,

sei testimone di speranza

con la Parola del Dio vivo,

in mezzo al mondo nella verità.

Chiesa che vivi nella fede,

rigenerata dalla grazia,

stirpe regale, gente santa,

sei per il mondo segno di unità.

Chiesa fondata nell’amore,

sei tempio santo del Signore,

edificata dai tuoi santi

tu sei speranza dell’umanità.

Chiesa mandata per il mondo

ad annunciare la salvezza,

porti la grazia ad ogni uomo

e lo conduci alla santità.

Chiesa in cammino verso Cristo

nella speranza e nella fede,

tu sfidi il mondo con l’amore,

tu vinci il male con la verità.

Canta con gioia il tuo Creatore,

loda per sempre la sua grazia,

tu dallo Spirito redenta

sposa di Cristo nella carità.

77. COME FUOCO VIVO

Come fuoco vivo si accende in noi

un’immensa felicità,

che mai più nessuno ci toglierà,

perché tu sei ritornato.

Chi potrà tacere, da ora in poi,

che sei tu in cammino con noi,

che la morte è vinta per sempre,

che ci hai ridonato la vita

356


Spezzi il pane davanti a noi mentre il sole è al tramonto:

ora gli occhi ti vedono: sei tu! Resta con noi!

E per sempre ti mostrerai in quel gesto d’amore:

mani che ancora spezzano pane d’eternità.

78. CANTICO DI ZACCARIA

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo*

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

357


per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace. Gloria.

79. LUCE DI VERITÀ

Luce di verità, fiamma di carità,

vincolo di unità, Spirito Santo Amore.

Dona la libertà, dona la santità,

fa’ dell’umanità il tuo canto di lode.

Ci poni come luce sopra un monte:

in noi l’umanità vedrà il tuo volto

Ti testimonieremo fra le genti:

in noi l’umanità vedrà il tuo volto

Spirito, vieni.

Cammini accanto a noi lungo la strada,

si realizzi in noi la tua missione.

Attingeremo forza dal tuo cuore,

si realizzi in noi la tua missione.

Spirito, vieni.

Come sigillo posto sul tuo cuore,

ci custodisci, Dio, nel tuo amore.

Hai dato la tua vita per salvarci,

ci custodisci, Dio, nel tuo amore.

Spirito, vieni.

Dissiperai le tenebre del male,

esulterà in te la creazione.

Vivremo al tuo cospetto in eterno,

esulterà in te la creazione.

Spirito, vieni.

358


Tu nella brezza parli al nostro cuore:

ascolteremo, Dio, la tua Parola;

ci chiami a condividere il tuo amore:

ascolteremo, Dio, la tua Parola.