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PRESSMAGAZINE

bimestrale di moda attualità costume

bellezza benessere cucina arredamento

Edizioni Epydemia n. 1 Anno II marzo/aprile 2009

€1, 90

INCHIESTA

Festival di Sanremo,

e poi...

Donne, liguri, a Londra

FREECARe

Speciale

intolleranze alimentari

FREETASTE

Punte, spine e baccelli

Le nostre verdure di stagione

Interviste

Claudio Mistrangelo

Libereso

Guglielmi

Carlo Lucarelli

SPECIALE MODA

SPECIALE

ARREDAMENTO


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di impianti GPL

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ammortizza in brevissimo tempo con il

risparmio del carburante.

Il GPL è ECOLOGICO:

basse emissioni di CO2 e di inquinanti

Il GPL è PRATICO:

con l’impianto GPL si può circolare

sempre anche in situazione di limitazione

del traffico, in periodo di targhe alterne

e nelle zone verdi di molte città.


L’EDITORIALE

di Felice Rossello

Questo è il primo numero di Free del 2009. Poiché con l’anno nuovo si

dice ci voglia una vita nuova, eccovi la nostra novità: siamo anche in edicola.

Abbiamo preso questa decisione per avere una maggiore visibilità,

perché crediamo che la rivista abbia qualcosa da dire alla città e alle province

liguri. Vogliamo mettere la nostra esperienza professionale al servizio

della provincia. Abbiamo lavorato per tanti anni in Italia e all’estero facendo

TV e pubblicità, ora raggiunta un’età definita sinodale, siamo tornati a Savona

e ci mettiamo a disposizione con molta umiltà della nostra città. Chi

vorrà ascoltarci lo potrà fare comprando Free in edicola. Sennò,

amici come prima.

Auguri a tutti, anche a noi, che siamo da quest’anno anche on line con

i numeri della rivista arretrati e l’elenco dei nostri inserzionisti, con le loro

pagine pubblicate. Il nostro indirizzo per collegarvi è www.freepressmagazine.it

In questo numero vi segnaliamo un’inchiesta sull’indotto economico

prodotto dal Festival di Sanremo. Abbiamo chiesto quanto guadagno

porta a Sanremo, ai suoi commercianti, albergatori e ristoratori la settimana

del festival, insomma sempre di palanche si tratta, che però questa

volta vanno nelle tasche di chi lavora nell’ombra e non al chiaro davanti

alle telecamere come l’antipatico (almeno a me) Bonolis. Sempre in rapporto

alla città dei Fiori vi proponiamo l’intervista a Libereso Guglielmi,

il giardiniere di Mario Calvino, padre di Italo. Libereso non è solo un

giardiniere particolare, è un filosofo! Per lui la coltivazione è simbolo del

modo di vivere degli uomini e di un amore per la natura.

Proseguono le nostre interviste a specialisti del settore medico per approfondire

temi importanti come la celiachia e l’intolleranza alimentare,

per capire come diagnosticarle e quali terapie seguire. Abbiamo insomma

raccolto articoli per tutti i gusti: per chi ama il glamour la nostra Fashion

Victim consiglia dove trovare boutique che si ispirano allo stile delle grandi

firme e personalizzano i capi. In Freespace, il negozio Nabiche di Savona vi

propone complementi per arredare un’antica villa sulle alture di Noli,

ristrutturata secondo le moderne esigenze di chi vuole una seconda casa

al mare. Per prepararci al merendino di Pasquetta e assaporare i gusti

primaverili che spuntano nel nostro orto, ritroviamo in Freetaste i protagonisti

della stagione: fave, carciofi e asparagi. Agli amanti dello sport, non

quello milionario e falso del calcio, ma quello un po’ più ruspante e ancora

vero, è dedicata l’intervista a Claudio Mistrangelo, vero guru della pallanuoto

savonese e nazionale. Che altro Oroscopo e Facebook, secondo

i canoni di una rivista che vuol portare in Liguria un’aria globale e locale

insieme, con una grafica elegante.

1


SOMMARIO

n° 1 Anno II marzo/aprile 2009

www.freepressmagazine.it

editoriale p. 1

FREEDOM

Vieni avanti creativo

Obama e Social Network p. 4

inchiesta

Sanremo, e poi... p. 8

Savonesi all’Estero p. 16

Economia

Sapere scientifico e industria p. 20

FREEglam

Fashion victim

Stile e tocchi glam p. 24

servizio moda

Maglieria da Mare p. 26

Porto di Moda p. 30

Tessuto Nobile p. 34

freecare

speciale prevenzione

Celiachia e intolleranze p. 42

dieta

Piramide alimentare p. 45

2

freepress magazine

N. 1 Anno II Marzo/Aprile 2009

prodotto ideato e realizzato dal gruppo

Epydémia srl

Autorizzazione del Tribunale di Savona

n. 586 del 2007 Registro Periodici

Direttore Responsabile

Tiziana Casapietra

coordinamento della redazione

Felice Rossello

responsabile marketing

Anna Re

Redazione

Elisa Maiorino, Susanna Ciani Seren

responsabile new business

Laura Bacchetta

GRAFICA e impaginazione

Giorgia Gaggero

Foto e servizi

Giorgia Gaggero, Fulvio Rosso

Hanno collaborato a questo

numero

Susy Cappiello, Carla Lertola, Francesca

Ronchi, Claudio Valentinetti, Pia Waldthaler,

Alessandro Ponte, Sonia Cosco,

Francesco Servetto, Marco Vagnozzi e gli

studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione

dell’Università degli Studi di

Genova, sede di Savona.

freeland

televisione

Il programma è servito p. 46

interviste

Carlo Lucarelli p. 51

Claudio Mistrangelo p. 54

freetaste

verdure

Punte, spine e baccelli p. 56

ricette

Vino e farinata p. 62

cibo

Il curry p. 63

scuola di cucina

La pasta fresca ripiena p. 64

freespace

Interni

Pensieri positivi p. 65

Portare la luce p. 70

freepills

animali

Cosa bolle in ciotola p. 75

storie

Libereso Guglielmi p. 77

oroscopo p. 80

Stampa

EmmeK

Fino Mornasco - Como

Distribuzione

Editores

editores@tiscali.it

Concessionaria per la vendita di spazi

pubblicitari

Savona: Epydémia srl tel/fax 019.26.47.25

Genova: Gruppo Solivo tel 010.246.77.15

Redazione

Epydémia srl – Via A. Magliotto, 2

Palazzina Branca – Campus Universitario

17100 Savona - tel/fax 019.26.47.25

redazione@freepressmagazine.it


Vi propone

le essenze esclusive

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Dal 20 gennaio 2009 gli Stati Uniti

d’America hanno insediato il loro

nuovo Presidente. Barak Hussein

Obama ha preso il posto di

George W. Bush alla Casa Bianca. Del primo

Presidente di colore americano tutti hanno detto

tutto. A me, però, una notizia ha colpito più

delle altre: è apparsa il 5 dicembre del 2008, su

La Stampa di Torino in ottava pagina, con il titolo:

“La rivoluzione di Obama parte dai

lavori verdi.” È la seconda volta che parlo di

lui in questa rubrica, non perché creda che

sia un uomo della Provvidenza capace di risolvere

da solo i mali del mondo. In periodo

di crisi è facile e anche un po’ vigliacco affidarsi

a qualcuno che risolva le cose, ma

una cosa è certa: Obama non agisce

da solo. Uno staff di persone collabora

con lui e fornisce molte idee

nuove a chi di noi le vuol recepire.

Sentite questa riportata dall’articolo

che ho citato: Thomas Daschle,

ministro della sanità del

nuovo governo, crea un gruppo

di 10.000 persone che

aveva manifestato interesse

a partecipare alla riforma

sanitaria, tra queste

ne seleziona 1.000 attraverso

il web.

Come è avvenuta la

selezione Due rappresentanti

del team

di Obama hanno preparato

sul sito www.

change.gov un filmato

di 63 secondi ponendo

la domanda: “Che cosa ti

preoccupa di più del sistema

sanitario nazionale” I

messaggi inviati sono stati monitorati

e ne sono stati selezionati

1.000 che fossero portatori di idee innovative.

Gli autori di questi suggerimenti

collaboreranno al rinnovamento

obama

e

social

network

di Felice Rossello

La riforma sanitaria

americana

proposta su Internet


vieni avanti creativo

della legge sanitaria. Ma il social network del

nuovo Presidente USA non si limita solo a questo.

Un altro responsabile del web, David Plouffe,

ha reclutato più di 4 milioni di persone che

non solo hanno contribuito economicamente

alla campagna presidenziale, ma saranno

chiamati anche a fornire al governo idee su

come affrontare i temi politici di maggiore interesse.

Il metodo utilizzato è interessante e

dobbiamo perciò, io credo, prenderlo in considerazione.

Penso che la globalizzazione abbia

degli aspetti assai positivi. Esiste una globalizzazione

“cattiva” che internazionalizza e rende

unico il modello di sviluppo economico, per cui

gli USA si sentono in dovere di attaccare l’Iraq

perché paese non democratico, o Israele

bombarda i palestinesi perché Hamas, il “cattivo”,

governa; ma esiste anche un internazionalizzazione

“buona” che ci permette di conoscere

modelli di sviluppo, usi o consumi diversi

dai nostri e migliori o comunque da prendere

in considerazione, soprattutto per la nostra

regione che sta cambiando modello di

sviluppo. Compito della comunicazione

è quello di portare a conoscenza

delle persone questi

esempi. Questa rubrica di Free,

vuol contribuire a informare sui

nuovi sviluppi che la società

globale propone e che possono

essere recepiti anche

in un angolo del mondo

come la Liguria. Il social

network proposto dallo

staff del presidente USA,

è un motivo di riflessione

per tutte le persone che

siano disposte a capire che

la globalizzazione può avere

anche su di noi un impatto

positivo e per tutti quelli che

vedano in internet non solo un

modo per contattare siti porno,

ma anche per internazionalizzare la

nostra vita.

FREEDOM


6DARSENA


SAVONA 7


FREEDOM

8

inchiesta

la dei città fiori

di Susanna Ciani Seren

sanremo, e poi...

Destagionalizzare

e creare nuovi

format turistici

per attirare pubblico

nella nostra Regione

tutto l’anno

Sanremo città dei fiori, del

Festival, del Casinò: Sanremo,

comunque, città dell’effimero,

anomala, in una

Regione puritana come la Liguria. Ma

quanto contribuisce questo effimero

all’indotto della città Con questa

inchiesta vogliamo verificare il guadagno

dei commercianti, degli alberghi,

delle infrastrutture. Abbiamo scelto il

Festival, perché lo riteniamo e, non solo

noi, punto di partenza per parlare di

una strategia economica e turistica

adottata dall’amministrazione regionale

per differenziare le offerte nell’arco

dell’anno e attirare nuovi visitatori

grazie a eventi e percorsi appositamente

studiati. Si parla infatti di destagionalizzazione,

di sfruttare le risorse del

territorio oltre gli usuali periodi tipicamente

vacanzieri, come quello estivo.

Si vogliono quindi creare delle manifestazioni

correlate a grandi eventi previsti

annualmente e dal successo consolidato

Questa strategia regionale si pone

come obiettivo di intercettare soggiorni

in week-end lunghi e vacanze brevi ripetute,

promuovendo le iniziative anche

all’estero, senza ovviamente dimenti-

care la clientela italiana. Cosa c’entra

con questo il Festival della Canzone

Italiana C’entra perché questo evento

crea una parentesi di mondanità di

interesse mediatico nazionale perché,

inoltre, attira artisti di livello internazionale.

C’entra perché per una settimana

la nazione parla della città dei fiori e per

traslato della Liguria. C’entra perché la

città, sotto ai riflettori, deve fornire servizi

logistici e di intrattenimento per turisti

e addetti ai lavori, sfruttando questa

occasione come biglietto da visita da

mostrare a un pubblico molto ampio.

L’intento, infatti, è di far “assaggiare”

ai curiosi o appassionati che sostano

per un pomeriggio o per qualche giorno

quanto Sanremo e questa parte di riviera

possono offrire al di là dell’aspetto più

conosciuto, ovvero quello estivo fatto di

mare e spiaggia. Destagionalizzare

quindi significa vivere la costa anche

senza “fare il bagno”, prendendo

parte a iniziative culturali o sportive, riscoprendo

aspetti e opportunità del territorio

spesso trascurati. Ma il Festival

può essere un esempio non solo di destagionalizzazione,

in quanto si svolge

in un momento tipicamente di “bassa”

stagione qual è il mese di febbraio per

la riviera, ma anche per il suo essere un

format di offerta turistica che coniuga

un grande evento con attività collaterali

su iniziativa di altre città e associazioni,

istituzioni, privati. Come accade in

tv, quando un format ha successo viene

replicato e declinato in altre forme.

Allo stesso modo, quindi, per distribuire

uniformemente l’offerta turistica tutto

l’anno è necessario prendere spunto

da un tale evento di risonanza nazionale

per riproporre altrettante iniziative in

ambiti differenti, quali possono essere,

ad esempio, appuntamenti come Slow

Fish o il Mondo Mare Festival. Ai nostri

intervistati abbiamo chiesto come viene

gestito il Festival dagli addetti ai lavori

e vissuto dai turisti, rimane un grande

dubbio su come mantenere l’attenzione

sulla città anche quando si

spengono le luci dell’ Ariston. Il format

organizzativo, quindi, grazie al successo

raccontato nelle pagine che seguono,

deve essere potenziato, ripetuto

e adattato anche nei mesi successivi

per rendere Sanremo e la costa ligure

un polo di attrazione culturale, sportivo,

ambientale oltre che balneare.


Intervista al

dott. Donato Di Ponziano -

Presidente del Casinò

di Marco Vagnozzi

Vi sono sinergie tra gli eventi del Festival

e la notissima casa da gioco

sanremese, da cui deriva un trend

molto positivo, in termini di

entrate, per lo stesso Casinò

e per l’intera città rivierasca.

Dottor Di Ponziano, può dirci che

legame si è prodotto nel tempo tra

la kermesse canora e l’attività del

Casinò

Dal lontano 29 gennaio 1951,

quando l’emittente radiofonica

nazionale trasmise la prima serata

del Festival della Canzone Italiana,

la manifestazione ha legato la sua

storia e la sua evoluzione al Casinò

di Sanremo, che l’ospitò sino al 1976,

in un connubio particolarmente accattivante

tra azzardo e canzonette.

Così, quando la kermesse canora, per ragioni

logistiche, si spostò al Teatro Ariston, la

casa da gioco rimase la location preferita per

gli eventi collaterali, accogliendo nella settimana

festivaliera centinaia di visitatori. Il Festival ha

quindi tutt’oggi un impatto fortemente positivo,

in termini di pubblico e quindi di incassi, per le

vostre diverse attività (giochi, teatro, bar e ristoranti).

Questo può essere importante, in un periodo

non esattamente felice a livello economico

Certamente. Negli anni, con il consolidarsi

del Festival a livello internazionale, Sanremo

e il Casinò hanno goduto della magia

che sa creare questo evento mediatico

e artistico. Nei giorni del Festival,

la città, infatti, cambia ritmo e viene immersa

in un turbinio caotico e festante, mentre il

Casinò vede tornare tutti suoi migliori clienti

che per tradizione seguono le serate canore.

Questo è uno dei momenti dell’anno per noi più

favorevoli, il periodo più mondano, che riporta la

città ai fasti del passato, con ricadute positive su

tutti i comparti della città e del comprensorio. Il

Festival va vissuto come un patrimonio imprescindibile

di Sanremo e come tale va fruito in tutte

le sue componenti, per offrire il massimo della

visibilità a tutti i quartieri della città e il più

grande ritorno economico e mediatico sulla

casa da gioco.

Ci tolga un’ultima curiosità: quale target di

giocatori accorre prevalentemente al Casinò

nella settimana del Festival C’è una

forte presenza di personaggi famosi legati

all’evento in questione

Nel periodo immediatamente precedente,

ma soprattutto nella settimana del

Festival, arrivano in città molti dei nostri

giocatori vip, per cui sia i giochi tradizionali

che le slot machines registrano

ingressi davvero interessanti, che si

traducono per noi in ottimi incassi.

INTERVISTA AD ANDREA DI BALDASSARRE,

Pres. Consorzio esercizi di P.zza Bresca, Sanremo

In tempo di crisi economica è sempre bene sottolineare gli

eventi e le iniziative che reagiscono in maniera positiva

al clima di pessimismo, offrendo un esempio positivo di

imprenditorialità anche per altre realtà che soffrono delle

stesse problematiche. Parliamo con Andrea di Baldassarre,

presidente del consorzio degli esercizi di P.zza

Bresca di Sanremo, cuore della mondanità del periodo

festivaliero.

“Abbiamo bisogno di una boccata d’ossigeno: la crisi c’è

ma non riguarda solo il Festival”. Ogni anno, infatti, si parla

del calo degli ascolti che mettono in pericolo la realizzazione

della manifestazione ma, come ci spiegano anche

gli altri intervistati, il Festival per Sanremo rappresenta

un’opportunità di rilancio turistico e rendita commerciale.

“La città e piazza Bresca hanno bisogno del Festival

perché richiama numerosissime persone, come addetti ai

lavori, artisti e turisti. La crisi economica sembra essere

temporaneamente ‘sospesa’, i cittadini partecipano

attivamente e con gioia alla manifestazione e agli eventi

collaterali organizzati per vivere il Festival al di là del palco

dell’Ariston.”

Atmosfera coinvolgente ed esercizi commerciali al servizio

dei turisti sono gli ingredienti fondamentali per un consorzio

che ogni anno riconferma la propria capacità attrattiva.

“L’organizzazione degli esercizi di Piazza Bresca è autonoma,

ma collabora anche con il Comune. Invitiamo gli

artisti a suonare, sono venuti ad esempio Alex Britti e

Renato Zero, per avvicinarli al loro pubblico e offrire concerti

gratuiti e in un’atmosfera meno “istituzionale”. Queste

iniziative garantiscono un ritorno economico “Certo,

le nostre attività sono una vetrina non solo per il periodo

festivaliero in cui le prenotazioni si riconfermano di anno

in anno, ma costituiscono anche un’ottima pubblicità per

la stagione estiva.”

9


inchiesta

FREEDOM

INTERVISTA DOTT.SSA CLAUDIA LOLLI

PRESidentessa FEDERALBERGHI SANREMO

Abbiamo parlato con chi si occupa della gestione e organizzazione

delle manifestazioni correlate alla gara canora, ora ci

rivolgiamo alla dott.ssa Claudia Lolli, presidente di Federalberghi

di Sanremo per capire come rispondono le strutture

ricettive all’arrivo degli addetti ai lavori e dei turisti. “Sicuramente

il Festival è una boccata d’ossigeno per l’economia

sanremese, anche se sussiste un problema: l’evento porta

lavoro ma, a fronte del battage pubblicitario e dell’attenzione

ad esso rivolta da tutti i massa media, non

corrisponde un successivo riscontro economico. Non

si riesce infatti a prolungare l’attenzione e l’interesse verso la

città per attirare il turismo anche nei mesi successivi.” Perché

le persone che partecipano all’evento non visitano la cit

anche negli altri periodi “Manca la continuità, una gestione

che mantenga tutto l’anno l’attenzione sulla città e che

comunichi le sue potenzialità attrattive. Si dovrebbe sfruttare

meglio l’immagine di Sanremo creata durante il Festival che,

altrimenti, rimane una vetrina mediatica fine a se stessa.”

Chi viene in città in quella settimana “Soprattutto gli ospiti

e gli addetti ai lavori, solo una piccola parte è costituita da

turisti e coloro che vogliono assistere allo spettacolo perché

è molto difficile reperire i biglietti.” Quale potrebbe essere

una soluzione a questa difficoltà nell’attrarre visite tutto l’anno

“Bisognerebbe analizzare più approfonditamente le reali

cause e le conseguenti azioni da mettere in atto. Sicuramente

mancano le sinergie tra le categorie necessarie a

pianificare un progetto comune e soprattutto la mentalità

dell’accoglienza: come del resto in tutta la Liguria

di Ponente, ogni iniziativa è vissuta come un fastidio ed è

assente la percezione del turismo come risorsa.”

INTERVISTA A ROMEO GIACON,

PRESIDENTE

CONFCOMMERCIO SANREMO

10

Per delineare un quadro più preciso

dell’indotto economico sanremese derivante

dal Festival della canzone italiana, ci

siamo rivolti a Romeo Giacon, presidente

della Confcommercio della città. “Durante

il periodo del Festival, l’incremento è

dato principalmente dalle attività ricettive

dei pubblici esercizi come ristoranti, locali

di svago, casinò e giochi tradizionali.

Gli acquisti nei negozi registrano aumenti

significativi solo nei weekend

precedenti e successivi alla manifestazione,

negli altri giorni gli incassi

rimangono pressoché invariati.” La gara

canora si svolge in 5 serate, ma cosa accade

durante il giorno e nell’arco di tempo

impiegato per il suo allestimento “Diverse

associazioni, sponsor e anche singoli

imprenditori della città organizzano eventi

correlati al Festival, come spettacoli musicali,

mostre, dibattiti, che animano la cit

24 ore al giorno”.

Come viene vissuta la crisi economica

che oggi riguarda ogni ambito della vita

quotidiana “Fortunatamente, Sanremo

durante il Festival soffre meno della crisi

perché attrae molto pubblico, essendo

più facilmente raggiungibile dalle zone limitrofe

come Francia, Piemonte e Levante

Ligure. È più viva, c’è voglia di evadere,

di godere di una ventata di leggerezza

che crea una parentesi nella routine di

ogni giorno.” La città, quindi, si trasforma

per l’evento o riesce a mantenere lo stesso

livello di attrazione turistica “Il Festival

è una promozione a lungo termine

determinata dal successo dell’integrazione

tra gestione delle attività

collaterali e dell’accoglienza. La cit

deve vivere l’evento a 360 gradi e rappresentare

un palcoscenico oltre il teatro Ariston”.

Come vivono i cittadini sanremesi

la manifestazione “In un primo momento

la snobbavano, non le davano importanza

e la vivevano quasi con fastidio. Con il

tempo hanno imparato a capirne l’importanza,

tanto da farlo diventare un evento

intoccabile e un motivo d’orgoglio. La città,

infatti, è conosciuta nel mondo grazie

al Festival e l’economia di Sanremo ne

trae indiscutibili benefici”.


di Felice Rossello

INTERVISTA ai jollyroger

Robin Manzini, diplomato al Liceo Classico Chiabrera di Savona,

chitarra voce e compositore. Giorgio Bolognino, bagnino,

laureato in filosofia all’Università di Genova, batteria e percussioni.

Giovanni Tiglio operaio nella cartiera del Pero a Varazze,

laureando all’Università di Genova in Filosofia, chitarra.

Emanuele Delfino specializzando in infettivologia all’università

di Genova, basso e controvoce. Sono i Jollyroger, savonesi

vincitori del Sanremo rock nel 2005 e nel 2006. Li incontro in

un bar di Savona e beviamo caffè e cedrata (poi dicono che i

giovani si drogano!). Sono ragazzi colti, con loro parlo di filosofia

e di metrica. “Cantiamo un rock molto british, ma le

canzoni le scrivo in italiano, sia perché sono destinate a

un pubblico italiano, sia perché sebbene l’inglese è molto più

facile per la metrica musicale, il vocabolario italiano è molto più

ricco di significati e sfumature rispetto a quello inglese, quindi

è più stimolante sul piano creativo”- mi dice Robin Manzini e io

non posso fare a meno di pensare che il ragazzo ha carattere.

Perché Jollyroger “Perché così si chiama la bandiera dei pirati,

quella di Capitan Uncino in Peter Pan. Ci piaceva un nome

che ci facesse schierare dalla parte dei cattivi e fosse di

facile presa.” Mi dice Giorgio. “Anche se la scelta è nata un

po’ per caso, all’ultimo momento, prima di un provino!” “Sanremo

rock si chiama così perché nasce da una delle tante manifestazioni

collaterali del Festival, ma poi cambia sede perché

l’attuale patron della manifestazione Fabio Ciacci, dopo i fatti

di corruzione e tangenti legati al Festival, ha deciso di prendere

le distanze da Sanremo. Noi abbiamo vinto e partecipato alle

serate finali: nel 2005 a Ravenna al palazzetto De Andrè, non

in onore di Fabrizio De Andrè, come pensavamo con emozione

noi, ma all’architetto che lo ha costruito che si chiama anche

lui De Andrè. Nel 2006 invece la finale si è tenuta a Faenza”.

Cosa vi ha portato la premiazione “Cosa ci è venuto in tasca

da questa vittoria – è Robin Manzini che parla - Non certo

danaro, una targa, anzi due, perché l’abbiamo vinto due volte,

un contratto con un management di Roma che ci inciderà un

CD di nostre canzoni. Non possiamo certo dirci ancora professionisti

della canzone, dobbiamo lavorare per mantenerci

questo hobby, “ Io filosofo – è Bolognino che parla – faccio il

bagnino d’estate. Che c’entra con la filosofia Niente, oggi si

prendono i lavori che vengono.” “Io sono per ora disoccupato

– rincara Robin – e mi piacerebbe essere forse giornalista

sportivo, nonché cantante.” “L’unico che ha un lavoro per cui

studia è Emanuele, perché anche Tiglio malgrado la prossima

laurea in filosofia è operaio in una cartiera.” Parliamo anche di

altro: delle major discografiche, del circuito indipendente, di

quanti pescecani ci siano in questo ambiente, ma soprattutto

del relativismo in filosofia. Giorgio in questo è veramente preparato,

parola di docente.

11


INTERVISTA ai margot

margot

I Margot li conosco grazie al loro manager

Luca Freccero che risponde, via mail,

ad alcune mie domande. Da lui so che il

controcorrente rispetto ai prezzi medi della

musica “legale” abbiamo scelto di proporre

il nostro lavoro ad un prezzo molto

di Felice Rossello

stato quindi per loro un onore partecipare

alle selezioni. Un gruppo veramente pop,

se per pop si intende piacere e portare

complesso nasce tra Savona ed Albisola

da quattro amici. Oggi ne fanno parte ancora

tre di quelli che hanno iniziato la loro

avventura musicale dieci anni fa. “Non disdegniamo

di definire il nostro genere

pop-rock melodico - mi scrive Freccero

- il termine pop viene spesso etichettato

con un’accezione negativa, di prodotto

qualitativamente scadente, e diversi gruppi

evidentemente pop, quasi in soggezione,

hanno qualche remora a definirsi tali;

ma noi non condividiamo questa lettura.”

Quanti cd avete all’attivo chiedo nella mia

mail “Abbiamo da due mesi pubblicato

il nostro secondo cd, ‘Sesto Senso’,

completamente autoprodotto ed in

vendita nei negozi a Genova, Savona ed

in digitale sulla piattaforma I-Tunes. Questo

lavoro segue a distanza di un anno il

nostro primo cd-demo. Andando un po’

basso (5 euro) con la precisa intenzione di

giungere all’orecchio di più ascoltatori

possibili.” Hanno partecipato alla selezioni

del Festival di Sanremo, poichè

invitati dalla casa discografica di Genova

Maya che ha prodotto il loro CD. Senza

raccomandazioni, cosa che capita più

spesso di quanto le persone non pensino.

A volte i raccomandati invece di essere

tali – dico io che ho partecipato più volte

a provini - sono più bravi di quelli che si

lamentano di essere stati scartati perché

non avevano “santi in Paradiso”. A una mia

domanda, cattiva in verità, che sosteneva

che quando ero giovane io, negli anni 70

dico, partecipare a Sanremo non era segno

di buona musica mi hanno dato una

risposta al passo coi tempi e cioè che per

chi fa musica Sanremo rappresenta una

buona vetrina per essere conosciuti. E’

la musica al maggior numero possibile di

persone. “Ovviamente siamo già in saletta

a lavorare sui pezzi nuovi, in quanto oggi

più che mai a un gruppo con ambizione

sono richieste continue conferme.” I Margot

hanno partecipato al web contest del

Festival di Sanremo 2009. Selezionati

con un altro centinaio di partecipanti, la

loro canzone era ascoltabile sul sito della

manifestazione canora e la poteva anche

televotare con un sms al costo di 0,75 €.

Il voto a pagamento ha penalizzato i

gruppi di case discografiche minori

e indipendenti poiché hanno ottenuto

meno visibilità e investimenti economici rispetto

ai “colleghi” dipendenti delle majors

del settore. Il gruppo savonese, quindi,

esce abbastanza deluso dall’esperienza

ma conta comunque di riproporsi l’anno

prossimo con una nuova canzone.

12


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numerose possibilità di divertirsi, con sci di fondo,

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per avventurarsi in un paesaggio unico. È inoltre possibile

prenotare la consulenza di guide alpine, accompagnatori

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Tel. e Fax 019 851551

Cell. 338 6931783

loscoiattolosavona@alice.it

a

nche in riva al mare potete trovare tutto quello

che serve per la montagna. Il negozio Lo

Scoiattolo, nel centro storico di Savona è infatti

specializzato in abbigliamento da escursionismo

e da alpinismo con la possibilità di scegliere tra

una vasta gamma di attrezzatura tecnica e da campeggio.

Le consulenze di Federica (soccorso alpino) e di Marco

(accompagnatore di escursionismo) saranno a vostra disposizione

per ogni tipo di consiglio per un eventuale acquisto

o per l’organizzazione di gite. Grazie alla nostra

esperienza vi consiglieremo come organizzare ad esempio

gite con le ciaspole, escursioni, uscite in ferrata e uscite di

arrampicata sportiva. Potete trovare tutto quello che serve

per l’outdoor rappresentato da marche di attrezzatura

e abbigliamento come Ferrino, The North Face, Haglofs,

Montura, Lowe Alpine, Petzl, Camp. Per scarpe, scarponi

e scarpette da arrampicata troverete La Sportiva, Asolo,

Meindl e Scarpa. A tutti coloro che sono appassionati

come noi della montagna e per i soci CAI, GES, FIE ecc...

sarà applicato uno sconto del 10% su quasi tutto il materiale

disponibile in negozio.

Vi aspettiamo. Federica e Marco

13


Il Centro Commerciale

di Savona ha appena festeggiato i suoi

13 anni e ripercorre con noi la sua storia

attraverso concorsi a premi,

iniziative benefiche e promozioni

che garantiscono ai clienti

uno shopping conveniente

e un passatempo divertente.

BUON

COMPLEANNO a

“IL GABBIANO”!

Quanti chilometri avranno percorso

i carrelli del centro commerciale

“Il Gabbiano” in 13 anni Quanti

di noi hanno fatto almeno una

volta la spesa nell’Ipermercato Quanti regali

abbiamo comprato all’interno della galleria

commerciale Sicuramente perdete il conto.

In 13 anni “Il Gabbiano” è diventato un punto

di riferimento per i nostri acquisti grazie alla

sua facile raggiungibilità e varietà dell’offerta

dei prodotti. Inoltre, le frequenti promozioni,

la capacità di adeguare le strategie commerciali

alle più o meno difficili fasi economiche e

le iniziative per intrattenere e informare i propri

clienti, rendono questo centro un luogo per lo

shopping e per trascorre un po’ di tempo in

piacevole compagnia (vedi Free Press Magazine

n°1/08).

LE cifre del gabbiano in 13 anni

• 650-700 persone mediamente impiegate

in un anno, più il personale dell’indotto

come servizi di pulizia e sicurezza.

• Oltre 200 aziende nazionali e locali si sono

alternate nella gestione dei negozi della

galleria commerciale.

• Circa 100 aziende all’anno sono ospitate

con i loro stand espositivi e promozionali.

• Non meno di 40 associazioni benefiche

all’anno trovano spazio per comunicare le

loro inziative.

• Circa un paio sono i concorsi svolti in un

anno, una ventina dall’apertura del centro.

• Fatturato totale e annuale: 130.000.000€

nel 2008 (260.000.000.000 Lire circa),

nei 13 anni si calcola un incasso intorno

a 1.500.000.000€ (3.000.000.000.000

Lire circa).

• 5-6.000.000 di visitatori all’anno percorrono

la galleria e visitano l’ipermercato.

14


• Nel 2008 su www.ilgabbianoonline.com

sono state viste 300.000 pagine da circa

61.000 utenti.

• 4.800.000 files (immagini, offerte, ecc…)

sono stati scaricati dal sito.

pubbliredazionale

gabbiano online

Oggi tutto passa attraverso internet e per questo

motivo “Il Gabbiano” ha scelto di rimanere

al passo coi tempi stabilendo un contatto diretto

con i suoi clienti anche grazie alla rete. Il

sito www.ilgabbianoonline.com è tra i più visitati

della provincia perché offre un costante aggiornamento

delle offerte promosse all’ipermercato

Coop e delle iniziative della galleria dei negozi.

La pagina in cui è possibili scaricare il depliant

delle offerte, infatti, è la più “cliccata” con i suoi

55.000.000 contatti nel 2008.

concorsi a confronto,

vince “il gabbiano”!

Dal 10 al 30 novembre 2008 si è svolto il concorso

a premi “Buono, buona, buonissimi”,

con il quale, in base all’importo della spesa effettuata

nell’ipermercato, sono state distribuite

delle cartoline, per partecipare a un concorso

che spartiva il montepremi fra i clienti e tre associazioni

benefiche. L’iniziativa è stata particolarmente

apprezzata proprio per questo

duplice obiettivo che ha coinvolto direttamente

i partecipanti: prima di verificare la vincita presso

gli appositi terminali collocati all’interno del

centro commerciale, ai concorrenti era richiesto

di scegliere fra tre associazioni a cui destinare

un montepremi. Con più di 150.000 cartoline

distribuite, il concorso ha raccolto un grande

consenso e distribuito numerosissimi premi in

denaro e prodotti alimentari.

Corso Ricci 203r

17100 Savona

tel. 019 84061

aperto tutte le domeniche

Tali risultati dovrebbero suscitare interesse

anche a livello nazionale ma così non è stato.

Il Sole 24ore, infatti, il 19 Novembre 2008 ha

dedicato un ampio spazio al concorso svoltosi

presso il centro commerciale “I Gigli” di Firenze

che con 120 negozi e una superficie quasi doppia

rispetto a “Il Gabbiano”, ha raccolto “solo”

75.000 cartoline. Le motivazioni per cui il quotidiano

abbia scelto di complimentarsi con il centro

fiorentino possono essere le più svariate e

non è questa la sede per discuterle. Al Direttore

de “Il Gabbiano” Lorenzo Pastorino interessa

solo rendere nota la proporzione tra il bacino di

utenza cittadino e la notevole risposta commerciale

tra i clienti, sottolineando come il successo

del concorso sia stato determinato dalla scelta

di distribuire tanti premi di piccola portata unita

a un’iniziativa benefica.

15


FREEDOM

inchiesta

savonesi nel mondo

di Susanna Ciani Seren e Sonia Cosco

ci siamo chiesti se anche nel resto

d’Europa e del mondo ci siano

difficoltà a trovare lavoro come

da noi in Italia. Se sì quali siano

le difficoltà che ci accomunano o

che ci dividono dagli altri. Un’altra

particolarità della nostra inchiesta è che ci

rivolgiamo al mondo del lavoro femminile, le

cosiddette quote rosa. C’è discriminazione

anche nel resto del mondo nei confronti

del lavoro femminile Altra domanda a cui

cerchiamo di rispondere: esistono lauree di

serie A e lauree di serie B Un laureato in una

materia umanistica (filosofia, comunicazione,

lettere ecc.) in Italia ha molte difficoltà a trovare

lavoro, succede questo anche in Europa

Abbiamo cominciato con Londra e abbiamo rivolto

tutte queste domande a quattro ragazze,

due laureate in filosofia e due laureate in scienze

della comunicazione, tutte quattro laureate

all’Università di Genova. Ebbene il quadro che

ne emerge è clamoroso: a Londra infatti i curricula

non richiedono né il sesso, né l’età, né

mostrano interesse per le lauree. Nella capitale

del Regno Unito i posti di lavoro, mai in nero,

perché la legge li punisce con gravi pene, vengono

dati a chi, maschi o femmine che siano,

abbia propensione a lavorare in team e sia in

regola con le leggi inglesi (abbiano una tessera

sanitaria e aprano un conto in banca, pratiche

facili da farsi burocraticamente). I contratti sono

solo a tempo indeterminato e nelle aziende si

insegna ad essere onesti coi clienti e coi compagni

di lavoro. Un quadro idilliaco, troppo per

lo scetticismo italiano, questo quadro, però,

viene confermato da tutte e quattro le persone

che sono state intervistate in momenti diversi

e non si conoscono. Unico neo: Londra è una

città molto cara. Ci si chiede dopo aver letto

queste dichiarazioni se non sia possibile agire

anche in Italia come in Gran Bretagna. La

risposta è sì che si potrebbe perché le regole

che si danno i londinesi sono semplici, elementari

e di buon senso, quindi applicabili in

qualunque paese, pur che ci sia la mentalità e

volontà politica di gire in questo senso. Invece

sembra che l’Italia continui ad essere il paese

delle grida manzoniane, visto le migliaia di tipologie

di contratti, i distinguo tra sessi, tra le

lauree, tra le età. Insomma noi mettiamo lacci

e laccioli perché diffidiamo dell’onestà umana,

siamo pronti a leggere le leggi per trovare l’inghippo

per eluderle. Siamo un popolo indietro

con la storia.

16

Nome: Alessandra

Cognome: Milani

Età: 26 anni

Quando hai pensato per la prima volta di andare

a studiare e lavorare fuori Italia

L’idea di partire per andare all’estero mi ronzava

da parecchio in testa finché, durante l’ultimo

anno di università, ho preso la decisione.

Cosa fai nella vita

Ho studiato Scienze della Comunicazione in

Italia e ora lavoro e vivo a Londra. Faccio l’assistente

al montaggio in una casa di produzione

televisiva. Mi occupo di programmi sportivi, ma

a gennaio comincerò a lavorare per una serie

televisiva sul mare del nord. In Italia trovare un

lavoro simile è molto difficile, soprattutto perché

molte programmazioni televisive sono importate

dall’estero.

Cosa ti offre Londra in più rispetto all’Italia in

termini di opportunità

Qui a Londra vengono investite più risorse nei

giovani, nelle arti, nella cultura. I ragazzi sono

abituati a cominciare subito a lavorare. Vivo in

una città in costante movimento, piena di vita e

di fatti che si svolgono a una velocità impressionante

e bisogna starci dietro. Qui a Londra

conta la meritocrazia. Sui curricula non vengono

chiesti l’età, la nazionalità e la foto, perché

la decisione di chiamarti per un colloquio od

offrirti un lavoro si basa sulle tue conoscenze

e abilità.

Il tuo futuro è quindi nella capitale del Regno

Unito

Non saprei, per ora faccio progetti a breve distanza,

poi si vedrà.

Nome: Monica

Cognome: Tagliabue

Età: 25 anni

Per una ragazza è più difficile organizzare e vivere

un’esperienza di studio e lavoro all’estero

No, assolutamente, almeno per quanto mi riguarda

non è stato così. Io sono laureanda in Scienze

della Comunicazione e sono stata in Francia, a

Lione, per un anno tramite il progetto Erasmus

e poi ho vissuto a Londra per quattro mesi. Ora

vivo qui in Italia ma quelle esperienze sono state

per me importantissime, soprattutto vivere a

Londra, visto che per lavoro utilizzo ogni giorno

l’inglese.

Quali sono, secondo te, le diversità nella didattica

tra l’università italiana e quella francese o inglese

All’estero conta più la competenza pratica che

lo studio astratto. Rispetto all’Italia viene dato

maggiore spazio all’esperienza sul campo e infatti,

per quanto la questione dei “cervelli in fuga”

rappresenti per l’Italia una perdita gravissima, ritengo

che i ricercatori abbiano ragione ad andare

in paesi che offrono loro maggiori opportunità di

crescita professionale ed economica.

Raccontaci i preparativi del viaggio.

È stato tutto molto improvviso, per entrambe le

esperienze. Per vincere la borsa di studio Erasmus

è necessario passare un test e io l’ho sostenuto

un po’ per gioco, un po’ per una sfida

personale. Una volta superato e presa la decisione

di partire ho avviato le procedure burocratiche

per l’iscrizione all’università straniera e per la ricerca

di quella che sarebbe stata la mia casa per

un anno. Tutto questo tramite la mia università. Il

resto è accaduto una volta arrivata a Lione, dalla

scelta dei corsi all’apertura di un conto in banca

(necessario in Francia per svolgere quasi tutte le

pratiche), alla sottoscrizione di un’assicurazione,

fino all’acquisto dei mobili per rendere più vivibile

la mia esperienza.

Perché non sei rimasta lì

Non sono rimasta a Lione perché mi dovevo laureare

in Italia. Per quanto riguarda Londra, non

lo so, me lo chiedo spesso. Diciamo che è stata

un scelta in parte dettata da motivi personali e in

parte perché ho scelto di iscrivermi a un corso di

laurea magistrale.

Ti piacerebbe tornarci, ti piacerebbe lavorare

all’estero

Mi piacerebbe molto tornare a Londra per lavoro,

ma non escluderei altre grandi città all’estero. Per

quanto riguarda Lione, in questo momento non ci

tornerei per lavoro, anche se è una città a misura

d’uomo dove si sta molto bene.


Nome: Francesca

Cognome: Codispoti

età: 27

Che studi hai fatto in Italia e quando hai deciso

di partire

Mi sono laureata in filosofia nel 2005 a Genova

e sono partita per Londra tre mesi dopo la laurea.

Avevo già preso in considerazione l’ipotesi

di trasferirmi all’estero già qualche mese prima

della laurea, anche se inizialmente pensavo di

andare ad Edimburgo.

Perché hai preso questa decisione

Durante gli studi ho capito che la laurea in filosofia

non mi avrebbe aperto molte possibilità in

termini lavorativi. Se hai talento come artista/

pensatore magari puoi cercare di intraprendere

una carriera “intellettuale”, altrimenti si passano

i mesi a mandare curriculum e ci si accontenta

di uno stage. Ero curiosa di imparare una nuova

lingua, conoscere gente diversa e di mettermi

in gioco. Sicuramente quando sono arrivata

a Londra non avevo la più pallida idea di quale

lavoro avrei trovato. Sapevo solo che se non

avessi trovato lavoro entro due settimane sarei

dovuta tornare a casa.

Quali sono le opportunità lavorative che offre

una città come Londra rispetto all’Italia

Sono maggiormente valutati il talento e l’intraprendenza.

È bello poter contare sulle proprie

capacità e considerarle una garanzia di successo.

In termini di lavoro, le differenze con

l’Italia sono molte: per esempio, lavorare in

nero è molto difficile (l’unica volta che mi hanno

offerto di lavorare in nero era in un ristorante

italiano). In tutti i posti in cui ho lavorato ho firmato

un contratto a tempo indeterminato, da

ristoranti a bar e adesso in un ufficio. In Italia

c’è il problema delle morti sul lavoro, qui sono

persino eccessivamente fissati con l’health and

safety, ovvero la salute e sicurezza sul posto

di lavoro.

Perché hai deciso di rimanere Non ti manca

l’Italia, la tua famiglia

Quando sono arrivata a Londra avevo le idee

poco chiare. Durante il primo anno ogni mese

continuavo a dire ai miei genitori “ancora 3 mesi

poi torno in Italia”. Dopo un anno ho iniziato a

raccogliere i primi frutti: mi sono ambientata

nella città, il mio inglese era abbastanza fluente

da permettermi di comunicare concetti più

profondi da condividere con altre persone, ho

fatto amicizie che mi hanno permesso di avere

accesso diretto alla cultura britannica e quindi

di capire molto meglio il contesto in cui vivo. Ho

deciso di rimanere quando ho capito i meccanismi

londinesi e le possibilità che la città offre.

Adesso che ho raggiunto in parte quello che

volevo, cioè un lavoro che mi soddisfa e che mi

permette di allargare l’orizzonte dei miei sogni,

i motivi principali per cui sono ancora a Londra

sono due: l’amore e un percorso professionale

ancora da finire. Naturalmente mi manca l’Italia,

in particolare la famiglia, gli amici, il cibo

e l’estate. Ma il bilancio è sempre a favore di

Londra. E poi alla malinconia ci si abitua.

Come vedi il tuo futuro Pensi di tornare o rimanere

all’estero

Non vorrei tornare definitivamente in Italia, se

non quando andrò in pensione. Trovo limitativo

passare tutta la vita nello stesso posto, ma

questa è una mia opinione. Se potessi vorrei

trascorrere qualche anno in diverse città, come

New York, Parigi e Tokio. La realtà è che per

motivi familiari c’è in programma di tornare in

Italia tra un paio d’anni, probabilmente a Milano.

Quali sono le competenze che contano all’estero

in campo lavorativo (rispetto all’Italia) in base

alla tua esperienza

Motivazione, onestà, personalità, esperienza,

risultati professionali, “getting things done”

(fare le cose in tempo), capacità di collaborare

in un team. Non ci si aspetta che i neolaureati

abbiano esperienze professionali particolari.

Conoscere le persone giuste nella maggior

parte dei casi è irrilevante. Chiedere a una donna

durante un colloquio se ha intenzione di formare

una famiglia è illegale, così come chiedere

l’età. Prendiamo il mio esempio: ho lavorato

due anni nei ristoranti, più sei mesi di master

in gestione delle risorse umane. Uno di questi

ristoranti era nello stesso edificio di una multinazionale

di servizi alle imprese, dalla revisione

contabile alla consulenza fiscale. Un giorno,

quasi per caso o per esasperazione, decido di

fare domanda (su internet) per un posto come

“neolaureata” (dopo 2 anni e mezzo dalla laurea!)

in quell’azienda. Il posto era di consulenza

fiscale sui redditi dei dirigenti. Niente a che fare

con la filosofia o con la ristorazione. Nei cinque

colloqui che ho sostenuto ho dovuto dimostrare

di possedere competenze basate sull’esperienza,

dallo studio, ai viaggi, ai lavori svolti.

Sono stata assunta ma se fossi stata ancora in

Italia, per ottenere lo stesso posto nella stessa

azienda, occorre essere fresca di laurea a pieni

voti in economia, ingegneria o giurisprudenza

e conoscere perfettamente l’inglese. Quanti

talenti in Italia sono limitati nelle loro possibilità

lavorative dalle scelte portate avanti in campo

accademico

17


Nome: fEDERICA

Cognome: GAUDINO

età: 27 anni

Dove e per quanto tempo hai lavorato all’estero

3 mesi e mezzo a Londra e circa 4 a Nantes, in

Francia. A Londra ho lavorato come barista per

The Salt House, un pub di Abbey Road, e per

l’agenzia Absolute Hospitality dove collaboravo

all’organizzazione di diversi eventi come

concerti, serate di gala, corse di cavalli, partite

di calcio, rappresentazioni teatrali (O2 Arena,

Emirates Stadium, Royal Albert Hall, Shakespeare

Teatre, Natural History Museum, London

Aquarium, Battersea Park Arena etc.); ho

ricoperto diversi ruoli come cameriera,barista,

guardarobiera o addetta alla VIP area. A Nantes

ho lavorato sui traghetti della Corsica Ferries

che attraversano il Canale della Manica.

Perchè hai deciso di trasferirti all’estero

Per provare nuove esperienze, mettermi alla

prova, perché penso che in Italia i giovani non

abbiano alcuna possibilità di crescita e che non

si vada avanti per meritocrazia.

C’è differenza di trattamento tra uomini e donne

Assolutamente no.

Quali competenze sono maggiormente richieste

Dipende dal lavoro che si cerca ma in Inghilterra

è richiesta soprattutto una buona capacità di

lavoro di squadra.

Hai riscontrato maggiore facilità nel trovare lavoro

In Inghilterra sicuramente si. Nonostante ci vogliano

diversi documenti, conti bancari e tesserino

sanitario inglese, il lavoro si trova con

molta facilità. Ovviamente, per lavori di livello

più elevato, si possono trovare maggiori difficoltà.

In Francia direi che la situazione è simile

alla nostra.

Perchè hai deciso di tornare

In Francia mi è terminato il contratto e poi il

luogo non mi entusiasmava: Nantes è in Bretagna

e il clima non è per niente gradevole.

Da Londra sono andata via per diversi motivi,

personali ed economici perché la città è molto

costosa.

Secondo queste tue esperienze, quale differenza

hai riscontrato in termini di opportunità,

guadagno e crescita professionale rispetto a

qui

Da quando ho terminato le scuole superiori

ho avuto occasione di lavorare all’estero o

comunque a contatto con l’estero e per questo

ritengo che l’Italia sia un paese drammaticamente

molto indietro rispetto ad altri paesi,

anche se sicuramente abbiamo molti aspetti

positivi rispetto al resto d’Europa e anche del

Mondo. A Nantes, ad esempio, ho riscontrato

un ambiente lavorativo più aperto dove uomini

e donne possono svolgere gli stessi mestieri

senza essere giudicati e con le stesse identiche

possibilità di crescita. Ma, nonostante ciò,

non ci ritornerei assolutamente in quanto molto

simile all’Italia.Di Londra ne posso solo parlare

bene. È un paese che tutela soprattutto i suoi

cittadini, dall’istruzione alla sanità. Per chi arriva

da altri paesi, integrarsi può sembrare difficile,

perché per lavorare ti viene richiesto il NIN (National

Insurance Number) che è come il nostro

tesserino sanitario, che ti garantisce assistenza

in numerosissime evenienze. Inoltre, è necessario

aprire un conto bancario in qualsiasi

banca, senza dover pagare nulla e con la possibilità

di aggiungere, con un importo minimo al

mese, delle assicurazioni sul furto, ad esempio

dell’Ipod. I mezzi di trasporto funzionano perfettamente

e non sono mai in ritardo. L’ordine

in qualsiasi ambito è di notevole importanza, ad

esempio si fa la coda per salire su un autobus, i

ragazzini fino ai 14 anni non pagano i mezzi di

trasporto; per entrare in molte zone della cit

con la macchina si paga obbligatoriamente

una tassa di 8 sterline al giorno per abbassare

il rischio di traffico e di inquinamento, si chiama

Council Tax ed è simile all’Eco Pass di Milano. I

locali che hanno un dehor dopo le 23 sono obbligati

a far rientrare i propri clienti proprio per

questo motivo perché la polizia può multare chi

beve alcolici in strada. Tutto questo può sembrare

non significare nulla con l’argomento,

invece credo che questa gestione porti ad un

ordine e a un funzionamento tale del sistema

che anche il lavoro ne beneficia: ad esempio, in

Italia i mezzi non funzionano e usarli per andare

a lavorare rappresenta spesso un disagio, per

non considerare come vengono trattati i beni

comuni. Le possibilità di lavoro sono più elevate,

non esiste lavorare in nero perché si rischia

la galera. Un ragazzo di 25 anni può tranquillamente

trovarsi a capo di un’azienda perché,

se ritenuto valido, viene premiato. La persona

è valutata in base alle proprie esperienze, tanto

che spesso nel Cv vogliono solo sapere quali

esperienze abbiamo avuto

Perché sei tornata in Italia

Esclusivamente per motivi affettivi e sono sicura

che se un domani mi si riproponesse l’occasione

andrei via di nuovo.

18


Lilas Rose

Via Caboto, 45R

(angolo via untoria)

17100 Savona

Tel. 019 814785

Una nuova concezione del lusso nel

cuore di Savona per prendersi cura di sé in

un ambiente raffinato, squisitamente

retrò. Un angolo di Ville Lumiere, le

fragranze di un giardino

di notte in uno spazio dove la profumeria

artistica di un tempo si coniuga al senso

contemporaneo della moda e della

bellezza, intesa come la più personale

espressione di sé. Per intellettuali, ragazze

dinamiche, signori eleganti e ragazzi moderni

nasce la boutique Lilas Rose, dove

trovare profumi assolutamente unici, creme

per viso e corpo dagli

aromi delicati, bagno schiuma seducenti

per valorizzare ogni tipo di allure.

Entrando, potrebbe aleggiare musica

jazz o classica: chiudete gli occhi

per un attimo, riapriteli e percepirete accordi

di meravigliose fragranze, che come note

musicali daranno colore allo spazio attorno a

voi. Perché Lilas Rose è luogo

d’arte, di cultura, d’incontro

dove la dinamicità della vita moderna

si sospende per riscoprire e soddisfare le esigenze

più vere e profonde di ciascuno di noi.

19


FREEDOM

economia

SAPERE

SCIENTIFICO

E INDUSTRIA

A SAVONA

Viviamo in un mondo immerso

nella tecnologia,

qualsiasi nostra attività

sembra impensabile senza

un supporto informatico o elettronico.

I giovani, in particolare, sono i

maggiori esperti e utilizzatori di questi

strumenti ma, allo stesso tempo,

specialmente nella nostra provincia,

sembrano non optare per percorsi di

studio tecnici o scientifici. Come si

spiega questa contraddizione

Attualmente, i livelli di benessere

dei Paesi vengono calcolati in

base al progresso scientifico e

alla diffusione della conoscenza e

delle nuove tecnologie. L’Italia, sulla

base dell’indagine PISA pubblicata

nel 2007 e promossa dall’OCSE per

accertare le competenze dei quindicenni

scolarizzati, si è collocata al

37° posto su 57 Paesi presi in esame

e terzultima nella classifica europea.

Questo esito negativo impone una riflessione

a livello nazionale da capire

e interpretare anche nella sua traduzione

locale.

Savona, ad esempio, ha investito nel suo

Campus Universitario e parteciperà all’attuazione

del Programma Regionale di

sviluppo e sostegno all’Università, alla

ricerca, all’innovazione e al trasferimento

tecnologico previsto dalla programmazione

comunitaria 2007-2013, che

punta in modo rilevante su ricerca e innovazione.

L’Unione Industriali della Provincia di Savona,

nel 2008, ha pertanto investito risorse

in una ricerca, realizzata da un’équipe

dell’Università di Genova, Facoltà di Scienze

della Formazione, che si prefigge di tracciare

un quadro degli atteggiamenti, orientamenti

e comportamenti dei savonesi nei

confronti della scienza e della tecnologia,

ponendo particolare attenzione ai legami

dei cittadini con le attività produttive e con

gli orientamenti scolastici e professionali.

La ricerca è stata svolta su di un campione

rappresentativo di residenti della Provincia

di Savona nella fascia di età compresa tra

i 18 e i 64 anni. Come è anche emerso

da precedenti indagini, pubblicate anche

sulla nostra rivista (vedi Free n° 2 e

3/2008), i giovani savonesi hanno una

visione parziale o distorta della realtà

produttiva e delle effettive opportunità

di impiego presenti sul loro territorio.

Nella loro visione, esiste una sorta

di dicotomia tra due tipologie di lavoro:

quella industriale e quella del settore

terziario, specialmente legata al turismo,

in grado di influenzare notevolmente la

scelta del percorso di studi.

Il settore del turismo, in primo luogo, è

inteso come un “fatto sociale totale”, in

quanto innesca dinamiche lavorative che

si ripercuotono su diversi ambiti delle attività

di una comunità: culturale, economico,

sociale, cognitivo.

I dati emersi dalle analisi condotte mettono

in luce un atteggiamento piuttosto

singolare: abituati a convivere con i turisti

e ad agire per i turisti, i savonesi sembrano

aver mutuato da questi la percezione

del loro territorio, sembrano viversi

come “turisti a casa propria”, mostrando

di sentirsi in parte stranieri o visitatori

della propria terra.

L’utilità del turismo è soprattutto legata

alla produzione di reddito nelle

attività commerciali e immobiliari e

questa visibilità dei suoi effetti economici

viene considerato, da molte persone

anche non direttamente impegnate nel

settore, come fonte di reddito superiore

all’industria. Inoltre, in tale settore è anche

apprezzata la precarietà. Il turismo

infatti, offre spesso forme di occupazione

stagionali e precarie, rendendo

apparentemente stabili molte figure di

transizione, come la casalinga che oc-

20


Come mai i giovani savonesi

non vengono attirati dalle

scuole tecniche

o dalle facoltà scientifiche

Perchè la connessione

tra scienza, tecnologia

e industria dalle nostre parti

non appare sempre così chiara

21


Al quesito

“Se ci fosse la disponibilità di

un’area vasta

abita

nella zona in cui

cosa sarebbe meglio costruire”

Le risposte prevalenti sono

un centro sportivo (42%)

e un parco pubblico (36%);

mentre solo al terzo posto

troviamo un centro di

ricerca

ad alta tecnologia (34%),

peraltro seguito da

un albergo

o un residence

e da un parcheggio.

Anche il parco

divertimenti supera

una moderna area

industriale (16%).

casionalmente fa la cameriera o la commessa, lo studente che

trascorre la stagione come bagnino e poi continua gli studi, il lavoratore

dipendente a tempo indeterminato o il pensionato che

in estate si dedicano ad attività legate al turismo. Se debitamente

distribuiti e integrati nel corso dell’anno, i settori caratterizzati

da stagionalità e precarietà, vengono percepiti

come fonte di stabilità. Le scuole scelte per poter accedere a

questo settore saranno di impronta umanista, nelle quali non si

apprende un mestiere specifico ma si acquisiscono strumenti,

ad esempio la conoscenza delle lingue straniere, da utilizzare in

differenti ambiti lavorativi. L’industria, al contrario, risulta essere

ancora lontana dall’interesse comune o, forse, meno visibile.

Di conseguenza, le scuole tecniche in cui si dovrebbero formare

i futuri impiegati e imprenditori del settore, vengono penalizzate

da una concezione errata delle possibilità di inserimento lavorativo

e crescita professionale. Si ritiene infatti che il mondo

dell’industria sia rimasto alla sua versione ottocentesca

con la catena di montaggio e i ritmi alienanti, restituendo

inevitabilmente un’immagine negativa, antiquata e poco interessante.

È anche difficile, talvolta, comprendere cosa producano

alcune grandi imprese sul territorio: si tratta di realtà, magari

di grande prestigio, ma rivolte a un pubblico settoriale, formato

spesso da altrettante aziende, prive di un marchio riconoscibile

nella grande distribuzione. In una società dei consumi come la

nostra, questa caratteristica rende difficile la percezione della

realtà industriale del territorio. Le opportunità per un rilancio

del settore industriale possono essere fornite proprio dalla

scienza e dalla tecnologia e, di conseguenza, dalla rivalutazione

delle scuole tecnico-professionali. Lo sviluppo scientifico,

infatti, viene visto in modo molto positivo e potrebbe diventare

un ponte tra l’industria, la scuola e la percezione del territorio.

Eppure le facoltà scientifiche e gli stessi istituti tecnici vengono

consigliati con maggior frequenza di quanto non siano effettivamente

scelti, la tecnologia viene vista con favore soprattutto

quando si traduce in beni di consumo innovativi e in servizi alla

persona, molto meno come componente qualificante del tessuto

produttivo locale.

Tra gli intervistati sono i giovani a risultare i più interessati allo

sviluppo delle capacità produttive e culturali della provincia, i

primi a considerare proprio la scienza e la tecnologia come fattori

capaci di aumentare la ricchezza del territorio e di migliorare

la qualità della vita. L’industria, pertanto, dovrebbe puntare

sulla comunicazione delle sue reali dimensioni e funzioni

per attrarre nuovi e giovani talenti e, attraverso la scienza

e la tecnologia, mostrare la capacità di generare ricchezza.

Ai giovani sarà così offerta l’opportunità di restare nella loro

terra per rendere provincia di Savona un’areacompetitiva oltre

che gradevole, in cui trovare senso e conferire valore alle proprie

esperienze di vita.

22


libri giusti per tutti i gusti

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LIBRERIA MACRAME’

REMAINDERS - LIBRI RARI

SCONTI DAL 30% AL 50%

Via Manzoni, 46

17100 - Savona

TEL. 019/7700066

23


Avete girato tutti i negozi a nere un risultato glam e non omologato.

cui siete affezionate, avete Voglio perciò suggerirvi gli indirizzi di

spulciato fra i saldi alla ricerca

di un buon affare – e propongono una moda originale, anche

alcune “botteghe” dove giovani stiliste

quest’anno, volendo, non mancavano a prezzi accessibili.

le occasioni visto che molti negozianti “Lo Spaventapasseri” vende vestiti e

hanno optato per lo sconto del 50%- ma accessori nel centro storico di Genova,

non siete ancora soddisfatte, o meglio in via Luccoli 86r e propone pezzi unici o

non ne potete più delle solite cose viste parte di collezioni limitate. Gli abiti sono

e riviste. Infatti, se avete notato, gli stilisti

lanciano le mode proponendo capi dall’aria un po’ antica, ma sapientemen-

ottenuti con tessuti e materiali naturali

di abbigliamento sempre più economicamente

inaccessibili, che vengono poi Qui trovate cappottini di tweed, gonne

te tagliati e arricchiti con decorazioni.

scimmiottati da tanti marchi di medio dalle forme e volumi delle nuvole, tailleur

livello (e anche qui i prezzi a volte non con giacche minimaliste guarnite da piccole

applicazioni e gonne con bordo in

scherzano) o decisamente copiati dalle

grandi catene. Ormai in qualunque città contrasto, abiti lunghi con ampie gonne

andiate trovate sempre le stesse cose, leggermente goffrate. I prezzi oscillano

per cui se si vuole essere un po’ originali tra i 60 e i 100 euro, con qualche cappotto

che raggiunge anche i 200 euro.

ed esprimere una propria personalità,

non è facile e ci vuole una buona arte da Ad Albissola Marina, in Via Repetto, 39

certosini per scegliere abiti e accessori ci sono le “Due mosche bianche” piccolo

atelier di una coppia di giovani da mescolare sapientemente per otte-

stili-

Stile

e tocchi

Glam!

fashion

victim

24

consigli dalla

ste che propongono una moda giovane

e fresca, con particolare attenzione al

bon ton. Inoltre, se avete esigenze particolari

o da tempo sognate un abito che

non riuscite a trovare, loro possono realizzarlo.

Da non trascurare le maglie e i

cappottini, confezionati in un laboratorio

a cui le ragazze si appoggiano.

A Genova, invece, in Via di Porta Soprana

49r, da poco più di un mese, ha aperto

“N° 1”, un piccolo negozio dove trovate

abiti creati e realizzati direttamente dal

titolare, oppure abiti già confezionati che

poi dipinge o modifica. Divertenti i tubini

neri su cui sono dipinte delle Audrey

Hepburn così come le gonne decisamente

gioiose e fresche, com’è peraltro

il negozio. Anche qui i prezzi sono assolutamente

sostenibili, tutta la merce è

venduta fra i 40 e gli 80 euro e vi assicuro

che vale la pena fare una capatina.

Infine, a Savona non potete mancare a

quello che ormai è un must, ovvero il negozio

dal gusto un po’ francese e retrò di

“Puella” in Via Pia 50r dove la designer

Barbara Barbantini espone le sue creazioni,

spesso nate recuperando e personalizzando

oggetti. Ogni anno vengono

realizzate delle mini collezioni dove ciascun

capo è diverso dall’altro per colore

o scelta di stoffa. Oltre agli abiti vengono

create borse, bijoux e t-shirt resi unici e

preziosi anche grazie ad accostamenti

insoliti, dettagli inaspettati nonché interventi

pittorici o serigrafici ed ovviamente

tutti rigorosamente realizzati a mano.

Le creazioni di Barbara Barbantini sono

state anche pubblicate da importanti

testate di giornali femminili e vendute in

importanti negozi di Milano e Torino.


freeglam

di Alfonsine

Lo pseudonimo

Alfonsine nasconde

una fashion victim

nata e cresciuta

in una famiglia

di cultori della moda.

L’anonimato è

indispensabile

per garantire la

neutralità delle

scelte e

l’incondizionata

espressione di preferenze

e consigli per

chi segue

i dettami glam,

con particolare

attenzione al

rapporto

qualità-prezzo

sul territorio.

25


BEATRICE INDOSSA:

Canotta bianca in cotone incrociata.

Smanicato in lino sabbia con fiocco e ampio

collo.

Gonna in lino sabbia con inserti triangolari

delimitati da piccole rouche.

SCARPA:

Ballerina 011 in camoscio sabbia con fiore

sovraposto.

26


maglieria

da

freeglam

mare

Servizio fotografico

Giorgia Gaggero


Il laboratorio di maglieria che ha confezionato

questi capi si trova a Savona,

nell’unica sede di Via XX Settembre 69r.

La titolare, Carla Quaglia, da 27 anni

crea capi di alto livello qualitativo e di

grande personalità. Ogni singolo dettaglio

è attentamente studiato: la scelta

dei materiali, la tecnica di produzione, le

accurate rifiniture. Capi classici, anche

su misura, per donna, uomo e bambino,

in cashmere, lana merinos, lino, cotone,

seta e mischie pregiate. Troverete un’ampia

scelta di modelli di maglie, abiti, cappotti,

accessori e altro per gli abbinamenti

più funzionali e originali. Capi esclusivi per

chi desidera possedere qualcosa di unico

e irripetibile.

MAGLIERIA & CASHMERE

Carla Quaglia - L’ Orso Bruno

Via XX Settembre, 69/71 r

17100 Savona

tel. 019 811766

cell. 335 6567551

www.carlaquaglia.it

Specialisti in calzature tecniche e calzature

moda per ogni età; vasto assortimento

di articoli flebologia, riabilitazione e sanitari.

Consulenza tecnica e professionalità.

MASTER ORTOPEDIA di Carrara Luisa & C.

Via XX Settembre, 65/67r

17100 Savona

tel. 019 8485780

fax. 019 8386130

Per le acconciature si ringrazia:

I COMPLICI

Corso Mazzini

17011 Albisola Superiore (SV)

tel. 019 4002047

Per la location si ringrazia:

Caffè - Ristorante Barbanera

c/o Darsena di Savona

BEATRICE INDOSSA:

Smanicato tubolare

con collo ad anello

in lino fiammato.

Mantella “tonda”

a coste larghe orizzontali

in lino fiammato.

Cintura in pelle traforata.

Gonna nera a godé

in cotone e viscosa.

SCARPA:

Ballerina 012

camoscio/cocco nero.

27


BEATRICE INDOSSA:

Abito in seta fiammata naturale:

corpino a coste trattenuto da piccola coulisse.

Stola traforata in cotone verde.

SCARPA:

Ballerina 010 in vitello verde oliva.

Tutte le collane sono pezzi unici in ceramica Raku.

28


freeglam

porto

di

moda

Servizio

i

l progetto del Porto Turistico

di Imperia si inserisce in

un contesto già caratterizzato

dalla presenza di opere portuali:

il bacino storico di Porto Maurizio,

sede di attività mercantili dimesse e

approdo per la pesca professionale, e

i più recenti riempimenti a mare che individuano

il futuro bacino di S. Lazzaro.

Le opere a mare esistenti saranno quasi

interamente conservate e integrate con

nuove strutture che andranno a formare

due bacini interni separati dalla banchina

dello Yacht Club, l’attuale Molo Corto.

Una nuova area portuale, un water-front

che ridipingerà uno dei tratti di costa più

suggestivi del Mediterraneo, una visione

e un sogno finalmente realizzabile per

Imperia. La città delle tradizioni marinare

avrà il suo porto concepito con un

progetto ardito, forte, affascinante alla

vista e funzionale alla nautica moderna.

La struttura si candida a diventare uno dei

più grandi scali turistici del Mediterraneo,

disposto armoniosamente a C come ad

abbracciare la costa, riqualificherà dal

punto di vista urbanistico e geomorfologico

l’area compresa fra il molo Salvo e la

foce del Rio Baitè.

La parola d’ordine è qualità e servizi di

alto livello.

• circa 1.300 posti barca

• 4.817 mq di cantieri nautici

• oltre 847 mq di locali dedicati alle attività

artigianali e ai servizi diportistico

portuali

• 7.955 a destinazione d’uso commerciale

• 112 residenze

30

fotografico

Fulvio Rosso

Il progetto sarà terminato entro Giugno

2010.

Gli obiettivi di quest’iniziativa, che nel

prossimo triennio cambierà il volto del

territorio, sono tradotti nelle opere e nei

servizi previsti dal progetto:

• rilanciare qualitativamente il turismo

ed attrarne nuovi flussi;

• sviluppare tutto il settore della nautica

e della cantieristica ad esso collegata,

apportare benefici e ricadute

positive sulle attività commerciali e

sull’indotto, attivare nuove professionalità

e opportunità di lavoro;

• fornire una nuova modalità di approccio

con il territorio e di fruizione

dei servizi a tutti gli abitanti della provincia

di Imperia. Il porto di una città,

di tutti e per tutti coloro che vorranno

credere in un’idea.

Porto di Imperia S.p.A.

Via San Lazzaro, 8

18100 Imperia

Direzione & Amministrazione

tel. 0183/62679

fax 0183/62112

Ormeggiatori

tel. - fax 0183/60977

info@portodimperia.it

www.portodimperia.it

BEATRICE INDOSSA:

Smanicato tubolare con collo ad anello in

fiammato.

Mantella “tonda” a coste larghe orizzontali in

fiammato.

Cintura in pelle traforata.

Gonna nera a godé in cotone e viscosa.

SCARPA:

Ballerina 012 camoscio/cocco nero.


lino

lino

MARTINA INDOSSA:

Caftano di seta di Colomba Leddi,

tessuto e disegno esclusivo

31


MARTINA INDOSSA:

Tuta in cotone con ricami a mano di Song


Boutique del Borgo

V. San Rocco, 6

Finale Ligure (SV)

Tel. 019 693455

MARTINA INDOSSA:

Abito di cotone Hache

Sandali minorchine Virreina


freeglam

tessuto Nobile

Tessuti pregiati

e sartoria personalizzata

per uno stile senza tempo

34


La sartoria confeziona abiti dalla linea attualissima

dal classico allo sportivo con un occhio di

riguardo all’abito delle grandi occasioni. Riconosciuta

in Italia e all’estero la tradizione continua

con l’attenzione e la cura di sempre alle

nuove linee di tendenza. Capi esclusivamente

realizzati a mano, con tessuti di pregio.

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Via Rossi, 24

Finale Ligure (SV)

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Coprispalle 43€

Vestitino 42€

Pantaloncino 22,90€ Calzine 6€

Abiti in puro cotone

collezione clayeux

primavera/estate 2009

Trovate i capi da:

Clayeux

Piazza Beato Jacopo Da Varagine, 8

17019 Varazze (SV)

Tel. 019 97724

Abbigliamento e accessori

bambini 0-12 anni

vasto assortimento marchi

MiLlerighe baby

Calzine 6€

Camicia 33,90€

Golfino 48,90€

36

Pantaloni 25€


fashion collage

Ciabattina mare Just Cavalli

41, 50€

T-shirt girocollo

Roberto Cavalli

70€

Top nero a spalline

incrociate con strass di

Taglia42

149€

Pantalone palazzo

di Taglia 42

89€

Trovate i capi da:

Bermuda rigato Just Cavalli

con logo in pelle

su taschino posteriore

129€

linea sartoriale uomo

daniele denti e tolegno

per la donna

sottomarino, anis, chloè,

euforia e roberto cavalli

Abbigliamento uomo e donna

Via E. Accame, 6

17027 Pietra Ligure (SV)

Tel. 019 2210053

Top in seta plissettato

fantasia fiorata di Taglia 42

99€

37


Shopping a savona

Top in seta “Aniye By”

€ 117,00

Anis

Chanel con onice sfaccettato e argento rosato

€ 260,00

lA piazzetta

Sacca tessuto reversibile

margherite “sorelle d’Italia”

€ 110,00

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Sandalo Vernice nera o bianca fondo

sughero

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In via pia, centro simonetta del passeggio d. e dello shopping savonese, il negozio Anis

ti propone con cortese simpatia capi casual, jeanseria ed attuale eleganza,

rivolta a ragazzze e donne che amano personalizzare la moda e il proprio

stile.”

Anis

di Bacigalupo Giuliana

Via Pia 17R - Savona

019 8401388

Anis

Pantalone morbido in viscosa “Guardaroba”

€ 138,00

Anello con diamanti e motivo fantasia

€ 3.530,00

lA piazzetta

Via Pia, 17R

Via Paleocapa, 25R

Via Pia, 44R


17100 - Savona

17100 - Savona

17100 - Savona

Tel. 019 8401388

Tel. 019 802359

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Potete trovare questi corsi da:

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dei compiti

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la nostra mission

La serietà del nostro lavoro, per

garantire una scuola aperta ad

ogni tipo di esigenza, con programmi

personalizzati, in grado di

sviluppare le capacità gestionali

ed intellettive di ogni studente

39


SAVONA, GENOVA, IMPERIA

E I LORO GRUPPI

SU “FEISBUC”

di Susanna Ciani Seren


Sei su facebook” Quante volte vi

è stato chiesto o l’avete domandato

Oggi sembra impossibile non

avere un account sul social network

più cliccato e discusso degli ultimi tempi.

Favorevoli o contrari, accaniti frequentatori

o visitatori occasionali, prima o poi

tutti abbiamo sbirciato in questo mondo

“virtuale”, per curiosità o per una sorta di

forza d’inerzia mossa da un tamtam mediatico

che oggi utilizza Facebook per gli

usi più diversi.

Potevamo mancare Ovviamente no e

quindi Free Press Magazine ha creato

il suo profilo, richiesto e ottenuto i

contatti di tutti i suoi collaboratori e amici

e sta quotidianamente accrescendo la

propria presenza, suscitando curiosità

e proponendo dibattiti. Vogliamo, infatti,

attraverso la rete, raccogliere le vostre

impressioni e suggerimenti, per migliorare

il nostro lavoro e rendervi

un servizio utile e divertente. Per capire,

quindi, l’“umore” dei rivieraschi su

“fb”, abbiamo cercato Savona, Genova

o Imperia e scoperto che le tre province

hanno molti gruppi dedicati, appartenenti

a scuole, associazioni, istituzioni, gruppi

sportivi, oppure che nascono da iniziative

personali o di una cerchia di amici che

condividono interessi e opinioni e vogliono

raccogliere adesioni, scambiare confronti.

Alcuni sono puramente goliardici, altri

chiedono sostegno per iniziative, come se

fosse una raccolta firme di un referendum,

altri ancora sono un evidente pretesto per

attirare l’attenzione e nuovi contatti.

I più curiosi Per quanto riguarda Savona,

segnaliamo il gruppo dedicato a chi

ha frequentato l’ITIS, in cui è possibile

leggere un elenco dettagliato di comportamenti

tipici dell’alunno “modello”, i fan

del “briosciaro”, tappa fondamentale per

chi vive la notte, oppure il gruppo di “quelli

che anche a 90 anni faranno le vasche a

Savona”.

Genova è rappresentata da gruppi quali

“noi che conosciamo la Fiumara a memoria”

o “sei genovese se…” in cui si elenca

l’abc del “genovese doc” con tutte le

sue sventure e nevrosi accompagnate

dall’orgoglio tipico della “Superba”. C’è

anche chi lancia una proposta: “Aboliamo

il ponte sullo stretto e facciamone uno da

Genova a Porto Torres”. Purtroppo non è

specificato il quorum di contatti da raggiungere

per concretizzare la mozione…

Anche Imperia usa il social network per

scopi di interesse pubblico, come il gruppo

“Spegnamo il semaforo davanti al catasto

di Imperia”, o di mantenimento di

rituali collettivi come “Quelli che fanno 80

giri sotto i portici perché Imperia è piccola”.

Un ultimo gruppo ci ha incuriosito: “Vogliamo

feisbuc in dialetto genovese!” che

con i suoi quasi 1.400 contatti manifesta

un desiderio piuttosto insolito per una rete

internazionale, ma a noi piace per questo,

perché è molto “Free”: viviamo in una rete

di contatti internazionali ma parliamo locale!

Aggiungi FreePress tra i tuoi contatti!

40


IL CINEMA TECNOCOMODO

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41


FREECARE

speciale prevenzione

INTERVISTA AL PROF. GIORGIO ME-

NARDO, DIRETTORE U. O. MEDICINA

E GASTROENTEROLOGIA OSPEDA-

LE SAN PAOLO ASL 2 SAVONA.

Cosa si intende per “celiachia” e quali

sono le sue caratteristiche peculiari

Secondo una tendenza condivisa in tutto

il mondo, soprattutto da parte di coloro

che ne sono affetti, per celiachia si intende

non una malattia, ma un’intolleranza al

glutine di origine genetica. Se non viene

riconosciuta o se non viene seguita una

dieta appropriata, priva di alimenti quali

il frumento, la segale e l’orzo che contengono

il glutine (vedi box), si possono

verificare effetti collaterali di diversa gravità.

La celiachia si definisce intolleranza

(vedi box) perché se il paziente evita

questi cibi, la malattia è come se non ci

fosse. Un tempo si parlava di morbo celiaco

perché coloro i quali ne erano affetti,

specialmente i bambini, arrivavano anche

a morirne. Questa intolleranza è una reazione

allergica al glutine e riguarda l’1%

della popolazione.

Come si scatena la reazione allergica

Durante la digestione, i villi intestinali si

occupano dell’assimilazione delle componenti

nutritive degli alimenti ingeriti. Se

l’individuo è allergico al glutine e produce

anticorpi contro questa sostanza, allora

i suoi villi verranno distrutti perché contengono

glutine che hanno assorbito dal

cibo.

42

celiachia e

intolleranze

alimentari

Esistono differenti gravità del quadro clinico

Si, e dipendono dall’estensione della malattia.

Se nell’intestino tenue, che misura

sette-otto metri, vengono distrutti tutti i villi

o la maggior parte di essi, il paziente pur

nutrendosi non assorbe nessun alimento,

ha una grave diarrea e continua a deperire

fino a morire. Fortunatamente, la maggior

parte dei casi attuali la disfunzione completa

dei villi è circoscritta a una parte limitata

di questi sette-otto metri, normalmente

nella parte più vicina allo stomaco. Una

delle prime conseguenze che inducono a

diagnosticare la malattia è il malassorbimento

di ferro con conseguente anemia

sideropenia (vedi box). Sono soprattutto

le donne a lamentare questo problema,

perché hanno maggiore occasione di

diagnosticare un’anemia manifestata dalle

normali perdite del ciclo mestruale, o

in gravidanza, periodo che comporta un

notevole dispendio di ferro e, non ultimo,

perché sono maggiormente attente alla

propria salute. Statisticamente i due terzi

dei pazienti sono donne, ma essendo la

celiachia un’intolleranza genetica è equamente

distribuita tra i due sessi.

Quali sono le sue conseguenze

Trattandosi di un malassorbimento di alimenti

essenziali per il nostro organismo

insorgono altre carenze quali, ad esempio,

l’osteoporosi precoce anche nei

bambini, perché l’intestino non assimila il

calcio o gli oligoelementi (vedi box), che

Glutine: è una sostanza lipoproteica originata dall’unione, in presenza di acqua, di due tipi di proteine

presenti principalmente nel tessuto vegetale del frutto dei cereali: le gladine e le glutenine.

intolleranze alimentari: sono considerate allergie non allergiche le reazioni allergiche

sono sempre dovute a meccanismi immunologici e non dipendenti dalla dose assunta, quelle da intolleranza

sono dovute a deficit enzimatici.

anemia sideropenica: è causata da mancanza di ferro nell’organismo. I sintomi principali

sono pallore, astenia, dispnea, tachicardia, angina da sforzo e soffio sistolico, ma possono manifestarsi

anche ragadi, fragilità di unghie e capelli e la cosiddetta “triade di Plummer-Vinson”,una comparsa contemporanea

di alcune patologie quali glossite e disfagia.

oligoelementi: sostanze come zinco magnesio e rame che servono all’organismo in dosi piccolissime

e che vengono misurate in microgrammi, il cui apporto attraverso una corretta alimentazione

è fondamentale.

transaminasi: sono una sotto-classe di enzimi che intervengono nella transaminazione, nella

trasformazione cioè di un aminoacido in un altro.

anticorpi transglutaminasi: sono sostanze prodotte dall’organismo con funzione di

difesa assenti nei soggetti “sani”. La loro presenza, invece, significa che il sistema immunitario è predisposto

per attaccare il glutine.

anticorpi antiendomisio: sono autoanticorpi (cioè caratteristici delle malattie autoimmuni)

prodotti dal sistema immunitario nei confronti della mucosa intestinale dello stesso organismo che è

affetto dalla malattia

Iga: sono un particolare tipo di immunoglobuline, ovvero proteine del sangue meglio note come anticorpi,

prodotte dalle mucose dell’apparato digerente e respiratorio.

malattie autoimmuni: sono un gruppo di patologie causate dall’alterazione del sistema

immunitario, che reagisce contro i tessuti dell’organismo stesso.

dermatite erpetiforme: è un’eruzione cutanea estremamente pruriginosa che si manifesta

nel 90% dei casi su gomiti e avambracci.

Il Servizio Sanitario Nazionale, sin dal 1982, eroga gratuitamente gli alimenti dietetici privi di glutine a favore

delle persone affette da celiachia. I tetti di spesa, suddivisi per fasce di età e sesso, sono stati stabiliti

per la prima volta dal Decreto ministeriale 8 giugno 2001 e in seguito confermati dal Decreto Ministeriale

4 maggio 2006 che ha ribadito una copertura pari a 140€ al mese per gli uomini e a 99€ per le donne.

Alcune Regioni hanno integrato la somma, parificando il tetto tra i due sessi. Per i bambini

le tariffe sono di 45€ (fino a un anno di età), 62€ (fino a 3 anni e mezzo) e 94€ (fino a 10 anni).

Il D.M. 8 giugno 2001 ha inoltre istituito il Registro Nazionale dei prodotti destinati a un’alimentazione

particolare erogati nelle singole regioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale, le cui modalità erogative

sono stabilite dalle Regioni.


si ritiene siano responsabili di forme di

demenza e di epilessia occipitale tipiche

della celiachia nei casi più gravi. Altre possibili

caratteristiche dell’intolleranza sono

la bassa statura, l’alterazione dello smalto

dei denti, alcuni problemi cardiaci, l’alopecia,

l’alterazioni delle transaminasi (vedi

box) che vengono scambiate per epatiti

croniche, gravi problemi nella vita riproduttiva,

specie nelle donne. Talvolta si arriva

alla diagnosi dell’intolleranza a causa di

aborti nel primo trimestre che non si spiegano

con patologie dell’apparato genitale.

(La celiachia è considerata una patologia

multiforme, tanto che nella più autorevole

rivista medica del mondo, il New England

Journal of Medicine, è apparso un articolo

dal titolo “Come maneggiare questo camaleonte”.)

Quali sono gli esami necessari per diagnosticarla

Quando si sospetta una celiachia è necessario

effettuare un esame del sangue

attraverso il quale si ricercano gli anticorpi

antitransglutaminasi o gli anticorpi antiendomisio

(vedi box). Naturalmente questi

esami del sangue devono essere preceduti

da una dosaggio delle IgA totali (immunoglobuline,

vedi box), perché se il paziente

non ha le IgA nel sangue, e succede

al nel 3-5% dei celiaci, gli esami risultano

falsamente negativi, ovvero non rivelano

la presenza di alcun tipo di anticorpo. Se

gli esami del sangue risultano positivi non

bisogna assolutamente mettersi a dieta,

poiché la diagnosi si ottiene solo con la

biopsia digiunale, ossia una gastroscopia

tramite la quale vengono prelevate piccole

parti di intestino tenue e osservate al

microscopio per vedere se sono presenti

i villi. Se così fosse, potrebbe trattarsi di

celiachia cosiddetta latente, cioè con gli

esami positivi ma senza il danno intestinale,

per la quale non è necessario mettersi

a dieta. Oltre agli esami di laboratorio

VIAGGIARE E DIVERTIRSI SENZA RINUNCE

Per chi soffre di celiachia spesso è difficile trovare ristoranti e strutture di accoglienza che prevedano nei

menu cibi e bevande senza glutine. Fortunatamente, grazie alla crescente informazione sulla malattia,

molti esercizi pubblici si stanno sensibilizzando sull’argomento, adeguando le preparazione degli alimenti

a queste esigenze e, soprattutto, dando indicazioni dettagliate sugli ingredienti impiegati. Per chi

volesse maggiori informazioni sulla malattia, ricette, indicazioni su quali locali prevedono specifici menu

per celiaci, consigliamo di visitare il sito www.celiachia.it e www.liguria.celiachia.it.

ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA

Nata nel 1979, l’associazione ha sede a Genova e ha come obiettivo la promozione dell’assistenza ai

celiaci, alle loro famiglie e sensibilizzare le strutture politiche, amministrative e sanitarie.

L’associazione ha anche ottenuto la distribuzione gratuita dei prodotti senza glutine per i celiaci diagnosticati

dal sistema sanitario nazionale. Grazie al progetto “Alimentazione fuori casa”, l’AIC vuole formare

ristoratori, gelaterie, bed&breakfast e pub alla preparazione e alla distribuzione di cibi senza glutine.

L’ALLARGENE C’È MA NON SI VEDE…

Un allergene è una sostanza che può provocare una reazione allergica. Si definisce “occulto” quando

è un ingrediente di alimenti in cui non si pensa che venga impiegato. Gli esempi più comuni sono la

lecitina di soia, utilizzata come emulsionanate, o la gelatina di pesce, contenuta nelle guarnizioni per

i dolci.

e alla conferma istologica, esiste un test

genetico per verificare se la persona ha

i geni per diventare celiaco. Questi geni,

però, sono presenti nel 30% della popolazione

totale in Italia, ma solo una persona

su cento diventerà celiaco. Rilevare la loro

presenza permette di indagare all’interno

della famiglia del paziente celiaco, poiché

l’incidenza della malattia nella famiglia di

un paziente celiaco è del 10-20%. L’assenza

di questo patrimonio genetico determina

con certezza che l’individuo non

diventerà celiaco, evitando così di sottoporsi

a esami periodici. Esistono patologie

correlate

Esiste una variante cutanea, la dermatite

erpetiforme, che si manifesta normalmente

con lesioni dermatologiche su gomiti

e natiche. Un buon dermatologo la riconosce

facendo la biopsia sulla pelle delle

zone interessate. La cura, anche in questo

caso è la dieta, che, se osservata, attentamente

porta alla guarigione. Inoltre, circa

un terzo dei pazienti celiaci, se non segue

la dieta, incorre nell’arco della propria

esistenza a diverse malattie autoimmuni

(vedi box), le più frequenti delle quali sono

le tiroiditi autoimmuni con conseguente

ipotiroidismo, più raramente con ipertiroidismo.

Più si ritarda la diagnosi, più alta è

la possibilità che il paziente sviluppi una

malattia autoimmune.

Quale terapia è necessario seguire

La terapia è una sola e consiste nell’evitare

frumento, segale ed orzo. L’avena è di

fatto proibita nonostante la sua non tossicità,

poiché coltivata nei campi secondo

tecniche di rotazione con altri cereali che

non escludono la contaminazione. Ottenere

un’avena commerciale pura è quindi

praticamente impossibile. Per osservare

attentamente questa dieta bisogna essere

sempre attenti, poiché i cibi incriminati

sono molto diffusi: l’orzo, ad esempio, è

nascosto nella birra e nel whiskey. Bisogna

prestare molta attenzione all’etichetta

degli alimenti che oggi, grazie all’Associazione

Italiana Celiachia, possono ottenere

la certificazione di alimento privo di glutine,

il cui logo è una spiga di grano barrata

sul modello del cartello di divieto di sosta.

Nel caso in cui si cucini una pizza o un

altro cibo preparato con farina priva di

glutine è fondamentale che la cottura avvenga

in un forno all’interno del quale non

siano stati precedentemente cotti cibi con

glutine, poiché sarebbe certa la contaminazione.

Ugualmente, qualora si cuocia

la pasta in una pentola a parte, anche lo

scolapasta dovrà essere utilizzato solo

per quel tipo di alimento privo di glutine.

In Italia come si agevolano i celiaci, con-

43


siderando che nella nostra dieta molti alimenti

contengono glutine

Perseguire una dieta priva di glutine è facilmente

possibile, anche se la cucina italiana

utilizza vari alimenti in cui esso è presente.

Per questo motivo l’Italia è l’unico Paese

in cui i celiaci hanno diritto a un assegno

spendibile nelle farmacie per acquistare

alimenti privi di glutine. Savona, in particolare,

si distingue per quel che concerne il

ruolo del glutine nelle cerimonie religiose:

una quindicina di anni fa l’allora Vescovo

Monsignor Lafranconi si occupò per primo

di chi era affetto da questo tipo di intolleranza,

permettendo di ricevere la comunione

solo col vino; oggi sono disponibili

ostie prodotte in Germania senza glutine,

cosicché il sacramento possa essere somministrato

anche ai celiaci.

Quando è possibile guarire

La guarigione si ottiene dopo sei mesi

dall’inizio della dieta. Naturalmente il celiaco

rimarrà intollerante al glutine tutta la

vita, per cui basterà mangiare alimenti con

glutine una sola volta perché si ripresentino

i sintomi. Esistono studi a livello sperimentale,

quali una vaccinazione contro alcuni

amminoacidi presenti nel glutine, e uno,

in fase piuttosto avanzata di elaborazione

che si svolge all’Università di Baltimora negli

Stati Uniti, basato su una molecola in

grado di bloccare con una vera e propria

barriera la zonulina, proteina che trasporta

il glutine attraverso la parete dell’intestino.

A quando risale la scoperta della celiachia

Già nel 100 a.C. Areteo di Cappadocia

parla di bambini col ventre gonfio che morivano

per una diarrea cronica, ma bisogna

aspettare il 1888 per la prima ipotesi del

ruolo della dieta a opera di Samuel Gee. La

scoperta scientifica si attribuisce a un pediatra

olandese, Dicke, che sovrintendeva

a vari asili in tempo di guerra. Tra i suoi

pazienti c’erano bambini che prima della

guerra avevano sofferto di diarrea profusa

con feci piene di grassi, per poi migliorare

sorprendentemente, durante il conflitto,

quando si nutrivano di radici di papavero,

essendo il pane introvabile. Successivamente

sono tornati a stare male e ad avere

una grave diarrea quando hanno iniziato a

consumare gli aiuti umanitari degli alleati,

che consistevano principalmente in farina

di grano. Nel ’51, durante un convegno

negli Stati Uniti, Dicke illustrò la sua teoria

della patologia correlata alla variazione

dell’alimentazione, dapprima raccogliendo

derisione, in seguito ricevendo riconoscenza.

(Un tempo diagnosticare la celiachia

era piuttosto complicato a causa della

difficoltà nell’effettuare esami, ma dagli anni

’70, grazie alle moderne tecniche di biopsia,

in breve tempo si ottengono diagnosi

precise.)

Esiste una legislazione che tutela il consumatore

nel riconoscimento e nell’acquisto di

prodotti specificatamente preparati

Con il disegno di legge n°697-b approvato

il 15 giugno 2005 il Parlamento italiano ha

steso alcune norme finalizzate alla tutela del

celiaco e al suo inserimento sociale. La celiachia

viene riconosciuta come malattia sociale

che necessita di una diagnosi precoce

e di una prevenzione, così some la dermatite

erpetiforme (vedi box) ad essa correlata;

è altresì necessario migliorare le modalità di

cura agevolando l’inserimento del celiaco

nelle attività scolastiche, sportive e lavorative

attraverso un accesso equo e sicuro ai

servizi di ristorazione, intensificando l’educazione

sanitaria sulla malattia, provvedendo

alla preparazione e all’aggiornamento

professionali del personale sanitario e predisponendo

gli opportuni strumenti di ricerca.

Per quel che concerne la copertura finanziaria

dell’attuazione della legge sono stati

stanziati 3.760.000 euro annui al cui monitoraggio

provvede direttamente il Ministero

dell’Economia e delle Finanze.


a cura della dott.ssa Pia Waldthaler, dietista

e della dott.ssa Carla Lertola, medico specialista in scienze dell’alimentazione

Almeno una volta nella vita, per questioni

di linea o di salute, abbiamo pensato di

prestare maggiore attenzione all’alimentazione,

a cui abbinare anche un’adeguata

attività fisica. Da dove iniziare Per

seguire una dieta equilibrata occorre innanzitutto

conoscere le proprietà nutritive

e le tipologie di cibi a nostra disposizione,

in modo da sceglierne le giuste quantità

e abbinamenti. Per questo scopo, nel

1992 il Dipartimento dell’Agricoltura degli

Stati Uniti ha elaborato la prima “piramide

alimentare” ovvero uno schema in cui

si posizionano gli alimenti divisi per valore

nutrizionale. Alla base della piramide troviamo

i cibi che possono essere assunti

con più frequenza, come acqua, frutta,

verdure e fibre, poi carboidrati, proteine,

dieta

piramide alimentare

latte e derivati, olio e burro, vino e birra e,

arrivando al vertice, si posizionano quelli

consigliati solo occasionalmente come

i dolci. È importante sottolineare che la

piramide alimentare è solo un punto di riferimento

per l’alimentazione, rappresenta

un consiglio per la maggioranza delle

persone ma deve essere personalizzata

in base alle singole esigenze. La validità di

questa indicazione molto generica si annulla

nel momento in cui insorgono malattie

o sussistono condizioni particolari

come per chi pratica sport a livello agonistico.

La strutturazione della piramide

è inoltre periodicamente aggiornata in

base all’evoluzione delle abitudini alimentari,

influenzate da una grande varietà e

disponibilità di cibo a cui spesso non corrisponde

un’adeguata attività fisica.

Da ciò derivano anche numerose patologie

come l’obesità, malattie metaboliche,

cardiovascolari e cancro. Per questo motivo,

l’ultima versione della piramide formulata

nel 2005 ha introdotto il parametro

dell’attività fisica, una “terza dimensione”

da integrare alla dieta per raggiungere

un giusto equilibrio tra ciò che si assume

con l’alimentazione e ciò che si consuma

con il movimento fisico. Inoltre, più attività

si svolge, più la “base” della piramide

si allarga, consentendo quindi di consumare

quantità maggiore di cibo. La piramide

alimentare è formulata anche nelle

variante giornaliera e settimanale in cui si

indica più dettagliatamente il rapporto tra

apporto nutrizionale e attività fisica.

FREEcare

ATTIVITà FISICA

DOLci: non dovrebbero essere consumato tutti i giorni per l’elevato apporto di grassi e calorie.

VINO E BIRRA: da consumarsi con parsimonia non sono indicati per tutti.

OLIO E BURRO: i lipidi sono fondamentali per l’apporto energetico ma anche per le vitamine

liposolubili. È importante non esagerare con le quantità ed è meglio preferire quelli vegetali.

LATTE E DERIVAti: devono essere consumati più volte, non solo durante i pasti,

perché sono importanti per l’apporto di proteine e di calcio.

CARNE PESCE UOVA LEGUMI: alimenti che contengono proteine ad alto valore

biologico, ovvero più facilmente disponibili per il nostro corpo. Si consiglia di scegliere

tagli magri, variandoli spesso. Il pesce è meglio sceglierlo “azzurro”, mentre

le uova possono essere mangiate solo 1 o 2 volte alla settimana. Non bisogna

trascurare nella dieta i legumi, da alternare alla carne, e associare ai cereali.

CARBOIDRAti: devono essere presenti in ogni pasto della giornata poiché

hanno la funzione di fornire energia.

FRUTTA E VERDURA: si consiglia di scegliere frutta fresca di stagione

e preferibilmente italiana, per assicurarsi il massimo delle vitamine.

ACQUA: 1 litro e mezzo al giorno distribuito nella giornata,

l’acqua è la bevanda da preferire in assoluto e non dovrebbe

essere sostituita da altre bevande zuccherine.

45


è mera esecuzione ma ingrediente fondamentale

per qualsiasi ricetta.

Durante le festività, in particolare, questo

fenomeno raggiunge l’apice: anche

il televisore ingrassa, al telecomando si

alzano i trigliceridi. In qualsiasi momento

si parla di pranzi, cene, merende,

aperitivi, ogni istante della giornata può

essere rimpinzato di dolci e golosità,

appena sfornate o frutto di un sapiente

“riciclo” o, meglio, reinterpretazione

che faccia passare sotto le più fantasiose

spoglie il classico panettone.

Perché tutto questo L’Italia è famosa

nel mondo per le 3 F: fashion (moda),

forniture (arredamento) e food (cibo).

Per quale motivo le prime due categorie

non si spartiscono equamente il

palinsesto, insegnando a montare, dipingere,

assemblare mobili o a tagliare,

cucire, ricamare stoffe ispirandosi

ai nostri più famosi stilisti Nelle logiche

della programmazione televisiva,

bisogna tenere conto di chi acquista

gli spazi pubblicitari, fonte primaria di

sostentamento di tutte le emittenti, private

e pubbliche. Gli inserzionisti del

settore alimentare hanno una maggiore

capacità e anche interesse a investire,

perché raggiungono un pubblico generalista

reclamizzando prodotti di largo

consumo e, possono misurare in tempi

relativamente brevi l’efficacia della cotelevisione

FREELAND

il programma è servito

di Susanna Ciani Seren

Perché la cucina

invade tutti i

generi televisivi

in qualsiasi ora

della giornata

vi ricordate il vecchio ricettario

della nonna, gelosamente

custodito da vostra madre,

che ve ne ha concesso

la consultazione solo dopo tanto tempo

di bassa manovalanza in cucina (leggi:

pelare patate, lavare l’insalata…) e

aver dimostrato di saper stare ai fornelli

per più di un’ora, senza dare fuoco alla

casa La raccolta delle ricette tramandante

attraverso le generazioni, spesso

sporcata da olio e farina, racchiudeva

anche l’esperienza, i tentativi, le modifiche

sperimentate negli anni, storie

di pranzi in famiglia e di feste con gli

amici.

Ebbene, oggi si assiste a uno strano

fenomeno che ci tenta in ogni momento

e situazione: la cucina, infatti, intesa

nel senso esteso che va dagli alimenti

agli strumenti per trasformarli e ai luoghi

dove utilizzarli, è passata dall’antico

focolare domestico a ogni mezzo

di comunicazione. Ci si alza al mattino

e davanti alla tv, tra caffè e biscotti, si

prendono appunti su come legare l’arrosto;

sull’autobus si sbircia su una rivista

la ricetta proposta dal divo di turno, si

rientra a pranzo e in venti minuti improvvisiamo

una “Prova del cuoco”, sintonizzandoci

sulle cucine di Rai 1, in cerca di

qualche ispirazione gastronomica cotta e

mangiata. In qualsiasi ora della giornata

siamo tentati da piatti succulenti, ricette

etniche di paesi forse nemmeno segnati

sull’atlante, che utilizzano alimenti introvabili

anche su internet, perché in quei

paesi non esiste l’e-commerce ma forse

solo il baratto.

Profumi e sapori si fondono, le calorie si

moltiplicano e chef improvvisati passano

dal non saper se è nato prima l’uovo o il

tegamino al cimentarsi in elaboratissime

paste al forno o glasse reali per dolci degni

di Nonna Papera.

Forse la risposta è la più semplice:

l’uomo attraverso il cibo sopravvive, si

evolve, socializza, condivide e tramanda

esperienze e tradizioni sempre uguali o

con piccole varianti. Noi italiani, popolo

di poeti e navigatori, siamo creativi,

amiamo ri-produrre, ovvero rielaborare

costantemente tutto ciò su cui interveniamo,

aggiungere quel tocco di personalità

o territorialità che riconducano

immediatamente a chi ha preparato il

piatto, dimostrando che la passione non

46


municazione. Le altre due categorie tipicamente

italiane, moda e arredamento,

non hanno lo stesso potenziale bacino

di clienti e di declinazione televisiva,

quindi sono meno motivate a investire e,

di conseguenza, non creano una produzione

e domanda di programmi specificamente

dedicati.

La cucina si espande, oltre che in tv, anche

in un business multimediale su tutti

i canali di comunicazione e nelle nuovissime

piattaforme tecnologiche si traduce

in giochi interattivi in cui mamme

e bambini si sfidano all’ultimo colpo di

sac à poche (ad esempio con la consolle

portatile del Nintendo DS o la Nintendo

Wii). Il pubblico interessato alla gastronomia

catodica, infatti, è vastissimo e

unisce tutte le fasce di età, costituendo

un preziosissimo bacino di potenziali

acquirenti.

Scavando sotto l’aspetto folkloristico e

godereccio delle succulenti ricette presentate

in tv, si trova una logica commerciale

per cui più si allettano gli spettatori,

più li si trasforma in consumatori

che acquistano i prodotti per cucinare.

Sotto questa ottica la razione di maccheroni

ha meno gusto

Non ci pensate, perché trovare un ambito

avulso dal business economico è praticamente

impossibile, quindi godetevi

ogni piatto e divertitevi a sperimentare

ricette nuove e insolite, ricordandovi che

la cucina italiana resta sempre la migliore,

anche televisivamente parlando!

47


carlo lucarelli

di Alessandro Ponte

Scrivere è

raccontare una storia

con le parole

più belle

che si conoscono

Se fosse nato da un’invenzione

di Alberto Bevilacqua

sarebbe stato tra i protagonisti

del film “I tre volti della

paura”, il narratore forse, che con il suo

stile inconfondibile avrebbe raccontato

la cronaca avvolta dal mistero e che,

appunto, stimola la paura. Ma questo

personaggio non è firmato dalla penna

di Alberto Bevilacqua, si chiama Carlo

Lucarelli, come lui è nato a Parma, ed

è, come Bevilacqua, scrittore di gialli

noir, autore e conduttore televisivo e

radiofonico, regista, diventato famoso

al grande pubblico per la fortunata

serie andata in onda su RAI2 “Blu

Notte Misteri Italiani” dove raccontava

alcuni fatti di cronaca rimasti tutt’oggi

misteriosi. Scrivere, che sia un libro o

una storia da portare in televisione, per

Carlo Lucarelli, significa raccontare una

storia che gli piace, nel miglior modo

possibile e con le parole più belle che

sa.

Da cosa nasce la sua passione per il giallo

Da una parte c’è una passione tecnica,

mi piacciono da sempre i racconti e i

film noir, adoro Scerbanenco, mi piacciono

i film francesi del genere che vedevo

da ragazzo, poi, che domande, il

mistero affascina tutti. Si può discutere

che uno abbia poi la voglia o meno di

analizzarlo, un mistero, ma tutti ne vengono

affascinati.

La passione che l’ha portata a scrivere

romanzi gialli è la stessa che l’ha portata

ad analizzare e raccontare in tv i misteri

italiani

La passione è la stessa ma non avevo

pensato di andare in televisione. Erano

alcuni anni che il palinsesto RAI aveva

perso una bella trasmissione giornalistica

come “Telefono Giallo”, condotta da

Corrado Augias, e a fine anni ‘90 a Carlo

Freccero venne in mente di riproporre

una trasmissione simile e me la propose.

In realtà sarebbe stata simile solo

per metà, l’altra metà decidemmo che

somigliasse alla trasmissione Pickwich

di Alessandro Baricco , dove ogni settimana

lo scrittore raccontava un libro,

che era ciò che sapevo fare meglio.

Nacque così “Blu Notte misteri italiani”.

Nell’organizzazione del programma prettamente

televisivo, tra i tanti casi di cronaca

ancora oggi misteriosi, in che modo

ha scelto di raccontare quelli di cui ha

parlato

Di fronte a un caso di cronaca, la logica

seguita per raccontarlo era molto semplice:

prima di tutto doveva essere un

caso con molto materiale a disposizione,

utile a facilitarne il racconto, doveva

essere abbastanza misterioso e, infine,

doveva essere raccontabile da me. Non

tutti i racconti, infatti, si adattavano al

mio modo di narrare o alla mia vena

narrativa.

Secondo questa logica, il caso del Moby

Prince, il traghetto della Moby Lines arso

personaggi

completamente in rada a Livorno nel

1991 portandosi con se 140 uomini tra

equipaggio e passeggeri e il famoso caso

di Cogne sono differenti.

Certo, la sciagura e il disastro del Moby

Prince ha tutti gli ingredienti del caso

che fa pensare, anche male, e di cui

parlerei, ma è in atto il secondo processo

e un’altra caratteristica dei racconti

che porto in televisione è che non siano

ancora al vaglio della giustizia. Il caso

di Cogne invece, pur essendo forse un

mistero, non è raccontabile dalla mia

sensibilità di autore. Non mi piacciono

le storie dove a morire sono i bambini.

Molto appassionante è stata la vicenda

legata ai delitti di Alleghe che lei ha raccontato

anni fa; La famiglia Da Tos, proprietaria

dell’albergo Centrale, tra gli anni

trenta e gli anni quaranta si era resa protagonista

dell’uccisione di quattro persone,

una cameriera, la moglie di uno dei figli

del proprietario dell’albergo e una coppia

che viveva nel paese. Solo negli anni sessanta,

grazie alla caparbietà di un giovane

giornalista e di un giovanissimo brigadiere

dei Carabinieri è stata fatta luce su quelle

che al secolo passarono come “Le morti

del lago”. I misteri ambientati molti anni fa

sono diversi, più affascinanti, dei misteri

di oggi

Non c’è nulla di diverso da una vicenda

di cronaca del passato ad una di oggi.

Certamente sono cambiati i metodi ma

un mistero resta un mistero. Un racconto

di molti anni fa, ambientato nella

storia passata, è arricchito dal “fascino

dell’esotico”, ossia dal fascino che una

storia acquisisce quando è lontana nel

tempo, tutto qui.

FREELAND

51


arlo

La forza narrativa dei suoi racconti portati

in televisione, sia in “Blu Notte” che in “Milonga

Station”, altro programma in cui lei

raccontava grandi classici della narrativa,

non perde di intensità nemmeno in radio

che, a differenza della televisione, non è

supportata dalle immagini. Come riesce

in questo

Il segreto è la narrativa stessa. Racconto

fatti diversi nello stesso modo. Quando

queste storie funzionano vuol dire che si

attengono a quello che sono. Cambiano

tra un tramite come la televisione e la

radio i punti di forza dei mezzi, in radio

un secondo di silenzio è più forte che in

televisione ad esempio. Poi io faccio la

cosa che so fare meglio cioè raccontare

una storia ed è sempre la stessa cosa,

in radio come in televisione.

Lei, oltre che scrittore e autore, è regista

di diverse produzioni teatrali tra le quali “

Tenco a tempo di tango”. Può raccontare

com’è nata l’idea

È nata da un gruppo di musicisti che ha

arrangiato le canzoni di Tenco col Tango.

Sembra un gioco di parole ma è semplicemente

quello che hanno fatto. Io ho

poi messo la narrazione, ho analizzato

la vita del cantautore partendo dalla sua

morte misteriosa, ricostruendo un’indagine

sull’anima del poeta. Alla fine è risultato

un vero e proprio musical.

Dopo 42 anni dalla morte di Tenco, il festival

di Sanremo quest’anno ha reso omaggio

ai cantautori nel più alto significato del

termine (quelli che dopo la notte di Tenco

appunto non hanno più partecipato alla

kermesse canora,) facendo esibire la PFM

che ha cantato Fabrizio De Andrè. Cosa

ne pensa Il festival si apre finalmente ai

52ucarelli

cantautori o i cantautori si aprono al festival

Prima di tutto credo sia stata una cosa

molto bella e, paradossalmente, un

omaggio a De Andrè, che ha un reper-


torio di una decina di anni fa, è servito

per svecchiare il festival. Il contesto però

è musicale e all’interno di esso i nostri

cantautori sono perfetti. Sarebbe bello

che Bonolis, l’anno prossimo, facesse

proprio un omaggio a Tenco.

Cambiando argomento, leggevo su RomaNoir,

su internet, una recensione riguardante

una storia molto misteriosa accaduta

in un paesino vicino Genova: Bargagli.

Lei conosce la storia di Bargagli Ne ho

sentito parlare, mi accenni qualcosa…

Pare che dopo la guerra i partigiani abbiano

stipulato alcuni accordi tra di loro

per la gestione del territorio, dei capi di

bestiame e delle terre. Qualcosa in questi

accordi andò male e, dopo cinquant’anni,

uno od alcuni di loro decisero di vendicarsi

ed uccisero i rivali. La Magistratura

non potè reperire gli elementi per

formulare accuse precise su nessuno.

Beh, non la ricordavo ma posso dire che

mi ha messo la curiosità di andarmi subito

a documentare.

Lucarelli, nell’immaginario collettivo, è

un uomo alto, robusto, col pizzetto e vestito

con un completo nero; giacca, pantaloni,

camicia e scarpe neri. Se fosse un

film ricorderebbe le avventure dei fratelli

Blues: i Blues Brothers! Ma parlando di

storie che in qualche modo fanno paura

non riesco ad evitare l’accostamento col

famosissimo fumetto di Tiziano Sclavi

che racconta le avventure dell’indagatore

dell’incubo Dylan Dog. In pratica, lei e

Dylan Dog avete un armadio molto simile,

molti cambi ma tutti uguali…

Ridendo mi dice in effetti ho un armadio

piuttosto monotono… si alla Dylan Dog!

Prima di salutarci, in che mondo, secondo

l’immaginario collettivo che suscitiamo,

definirebbe un ligure

Questa è una domanda non facile. Prima

di tutto io ho fatto il militare in Liguria,

ad Albenga, ed ho imparato a conviverci

nel modo più strano che solo il militare

può dare: vivere in un posto dove non

vuoi stare, ma ci devi stare. Mi verrebbe

da rispondere come dalle mie parti si farebbe,

ossia “quelli son diversi da me..”

però esordirei scrivendo che il ligure è

sicuramente un mistero di contraddizioni

affascinanti. Per descrivere poi quante

e quali siano queste contraddizioni, beh,

bisognerebbe scrivere tutto il resto del

libro.

Nell’immagine

Cornelio Bizzarro,

personaggio a cui Carlo

Lucarelli ha prestato l’immagine

per un fumetto disegnato da Giuseppe

Di Bernardo. Edito dalla Star Comics.

53


FREELAND

personaggi

di Felice Rossello

claudio mistrangelo

La tv di oggi secondo

Intervista all’allenatore

della squadra di pallanuoto

Rari Nantes Savona

forse non tutti sanno che Claudio

Mistrangelo, il guru della

pallanuoto savonese, ha insegnato

lettere alle scuole superiori

sino al 2001. Lo incontriamo a

Luceto, Albisola, nella sede provvisoria

della squadra Rari Nantes.

“Poi, quando un giorno hanno parlato,

in un Consiglio professori, dell´intervallo

scolastico come di un fatto metafisico e

io fremevo perché ero in ritardo e avevo

un allenamento da sostenere, ho capito

che era giunto il tempo di mollare.

Gestire gli impegni scolastici e sportivi

era diventato troppo difficile, quindi

ho riscattato gli anni che mi mancavano

per raggiungere la pensione come

insegnante e oggi faccio l´allenatore a

tempo pieno!”

Claudio è in forma, sebbene lui affermi

che l´unica attività fisica che svolge è

quella di azionare e fermare il cronometro.

Il primo argomento che affrontiamo riguarda

l´incarico conferito dalla FIN

(Federazione Italiana Nuoto), proposto

anche all´allenatore della Pro Recco

Pino Porzio, per il rinnovamento della

comunicazione della Nazionale di Pal-

lanuoto.

“In Italia non esiste un coordinamento

tra gli istruttori per organizzare meeting

semestrali o annuali in cui si discutano

le nuove tecniche di allenamento e tutto

quello che riguarda l´aggiornamento di

uno sport che ha bisogno di comunicare

per redensi più visibile e comprensibile.

Quest’ultimo aspetto è molto importante

perché richiamerebbe anche più

iscritti alle sezioni giovanili. Il nostro è

uno sport di nicchia che resterà probabilmente

tale, ma che deve sforzarsi per

farsi conoscere. A Roma ne abbiamo

parlato e speriamo che a questa riunione

ne seguano altre.”

Gli chiedo perché non abbia mai accettato

la Nazionale.

“Con la Nazionale ho avuto dei colloqui

seri un paio di volte, ma io sono uomo

di club. Mi piace quello che stiamo costruendo

qui a Luceto, nell’attesa della

copertura della piscina in Corso Colombo

a Savona, e preferisco procedere in

questa esperienza. ”

“Ti piacerebbe essere il Fergusson della

pallanuoto” chiedo io, per fare un

54


nome famoso ai calciofili, dal momento

che Fergusson è il patron fac totum del

Manchester United.

“Sì, più o meno, anche se, come vedete,

stiamo facendo questa intervista in

un luogo poco idoneo, in mezzo ai distributori

di bibite e di caffè. Non siamo

a Dubrovnik in Croazia, dove c´è il migliore

impianto di pallanuoto: 4000 posti

e servizi di accoglienza avanzatissimi.

Lì abbiamo partecipato alla Final Four

di Coppa Len, con presenti tutte le autorità

cittadine e i rappresentanti delle

squadre ospitate. Tutti tranne quelli savonesi,

non abbiamo portato nemmeno

un chinotto! È per questo che, l´anno

scorso, alla presentazione della squadra

ho esternato la mia insoddisfazione alle

autorità savonesi che, credo, abbiano

recepito il mio sfogo. Quest’anno, infatti,

l´amministrazione comunale avrà una

compartecipazione con la nostra società.”

“La Rari è l´unica società sportiva savonese

che ha rilievo nazionale”

“Certo, è per questo che spero che vengano

mantenute anche le promesse.” E

la piscina

“La piscina, è come quando una fidanzata

ti dice che ha bisogno di un

periodo di riflessione! Ci speri, ma non

sei fiducioso… I lavori dovrebbero ricominciare

al più presto, e noi, come dei

bravi fidanzati, aspettiamo. Dobbiamo

ringraziare l´amministrazione di Albisola

Superiore che ci ospita a Luceto e ci

permette di continuare l´attività, però, lo

spostamento della sede da Corso Colombo

a qui ci ha un po’ penalizzato: le

iscrizioni alle giovanili sono diminuite,

perché questa sede è meno centrale rispetto

a quella di Savona.”

I giovani savonesi mostrano interesse

verso questo sport

“Decisamente sì, oggi la nostra prima

squadra conta 10 giocatori savonesi su

una rosa di 15 elementi. I giocatori, se

possiamo, ce li formiamo in casa!”

Come del resto fa il Manchester United,

ed è per questo che ho definito Claudio

Mistrangelo il Fergusson savonese.

Oggi anche le squadre italiane di calcio

sono ritornate a incrementare le sezioni

giovanili. In tempi di deficit economici,

conviene spendere nei “vivai” formati

dai giovani locali. Costano meno!

55


punte,

spine

e baccelli

di Francesca Ronchi

aria di primavera, finalmente!

Scuotiamoci di dosso

l’inverno, salutiamo con

gratitudine quelle verdure

che per tutto l’inverno ci hanno rifornito

con generosità vitamine e sali minerali

preziosi, ma che ormai, per dirla tutta,

ci sono venute un po’ a noia… e via,

cestino alla mano (niente sacchetti di

plastica, per carità!) verso i rinfrescanti

mercati dove le primizie costosissime

di un mese fa sono diventate le padrone

della scena, e vanno raggiungendo

prezzi normali.

Carciofi, of corse, asparagi, e fave (per

i piselli pazientiamo ancora un po’) ci

aiuteranno a ritrovare l’appetito e a depurarci

con gusto, preparandoci ai doni

generosi dell’estate. Avete mai fatto

caso a come la natura fornisca, attraverso

i suoi prodotti stagionali, i

nutrienti giusti nella stagione giusta

Giornate più lunghe, temperature più

miti ci invogliano ad abbandonare il letargo

invernale, per scrollarci di dosso

tossine e colorito spento. Così nei nostri

orti, dai fruttivendoli e poi sulla tavola,

si trovano ora tanti prodotti ricchi di vitamine

e sostanze depurative, nutrienti

ma leggeri, semplici da cucinare. Tra i

tanti, ne abbiamo scelti tre, apprezzati

dai buongustai, per cui la nostra regione

è rinomata. Cercheremo di presentarveli

nel migliore dei modi, come vecchi

amici ai quali teniamo per la loro affidabilità.

L’ASPARAGO

Vero beniamino dei salutisti e degli

amanti della buona tavola, e noto, anche

se con alterne fortune, sin dall’antichità,

è l’asparago

(Asparagus

officinalis)

di cui

si mangiano

i turioni,

giovani germogli

con squame fogliari

rudimentali, ricchi di

vitamine del gruppo

A, C, e del

gruppo B,

oltre che di fosforo, calcio, magnesio,

potassio e fibre. Dotato di spiccate proprietà

diuretiche, in quanto composto al

95% di acqua, ha effetti benefici sui reni

e la pelle; conta pochissime kilocalorie

per 100 grammi: solo 25. Molto diffuso

soprattutto nell’Italia del Nord, con

varietà tipiche sempre più spesso

soggette a riconoscimenti e tutele,

tra cui, famosissimo da questo punto

di vista, il nostro asparago violetto di

Albenga che ha ottenuto il

presidio Slow Food.

L’ortaggio si

r a c c o g lie

proprio tra

metà marzo

e al più tardi

i primi di giugno,

è una verdura

molto tenera,

che si avvantaggia

di nessuna o di una

brevissima cottura: è al

suo meglio consumato

al vapore o addirittura

crudo in pinzimonio.

Il suo alto costo,

se paragonato

a quello di

56


verdure

Aria di primavera e

voglia di freschezza,

ecco gli ortaggi principi

della cucina di stagione

e del cestino per il pic-nic.

altri prodotti di stagione, è dovuto alla

ristrettezza dell’area di produzione e alla

coltivazione manuale, favorendone il sapore,

molto fruttato e un po’ amarognolo,

simile a quello del grano maturo. Altre

varietà presentano i turioni verdi, più o

meno scuri, o addirittura bianchi, se in

fase di crescita sono stati riparati dalla

luce del sole. La coltivazione dell’asparago

avviene in asparagiaie dal suolo

ben drenato, senza ristagni di umidità,

che iniziano a produrre dopo 2 – 3 anni

dalla semina e continuano per i successivi

10 – 15, compensando la lunga attesa

iniziale. Una volta raccolti, gli asparagi

vengono commercializzati in mazzi,

che devono presentarsi sodi e turgidi; se

non si utilizzano subito è buona abitudine

immergerne i gambi in acqua, come

si fa per i fiori, in modo da evitare che

avvizziscano. Per cuocerli, dopo averli

mondati della base troppo legnosa e lavati,

la ricetta tradizionale prevede di

immergerne la base in acqua bollente

salata, in modo che le punte, più fragili,

non siano a diretto contatto con

l’acqua bollente. Come per quasi tutte

le verdure sarebbe comunque preferibile

cuocerli semplicemente al vapore,

per non perdere i valori nutrizionali. Qui

da noi in Liguria è sicuramente preferibile

condire gli asparagi con olio, invece

che con burro, e per completare il pasto

e soddisfare allo stesso tempo gola

e salute, invece di accompagnarlo con il

tradizionale uovo fritto, provate un uovo

fresco in camicia, leggero e saporito.

Per pranzi più impegnativi, gli asparagi

possono essere trasformati in raffinate

creme e soufflés.

FREEtaste

57


LA FAVA

Parliamo adesso di un’altra beniamina

delle nostre tavole primaverili, la croccante

fava (Faba vicia maior) che sgranocchiamo

perlopiù con fette di salame

e scaglie di pecorino. Ricche di proteine

(5,2 grammi per 100 grammi da

fresca e ben 27,2 grammi da secca) di

fibre, vitamine (A, B, C, K, E, PP) e sali

minerali, poco calorica (37 Kilocalorie

per 100 grammi da fresca) le fave devono

presentare i baccelli ben turgidi,

lucidi e senza macchie, e rompersi con

un bello schiocco. Nota e apprezzata

sin dall’antichità, anche se spesso

associata al mondo dell’aldilà, tanto

che i romani la consumavano tradizionalmente

nei festini funebri e nelle

feste lemunari (feste dei morti dell’Antica

Roma), la fava, è di origine asiatica, e

di popolazione in popolazione ha compiuto

un lungo cammino fino alle nostre

regioni.Abituati a consumarle crude,

spesso ci dimentichiamo che le fave

fresche possono essere anche cotte, in

numerose preparazioni in cui vengono

solitamente aromatizzate con santoreggia

o maggiorana, che ne esaltano il

sapore. Il famoso gastronomo francesse

Brillat – Savarin (1755 – 1826) era solito

sostenere che tale abbinamento era

“le manger des dieux” il cibo degli dei,

e in effetti, se vi proverete e sbollentare

un certo numero di fave, a sbucciarle

e pestarle in un mortaio con poco aglio

e pecorino e abbondante maggiorana,

sarete sfiorati dallo stesso pensiero. La

deliziosa cremina verde, che sembra un

parto della nouvelle cuisine, ma che è in

realtà una ricetta ligure antica, si spalma

sul pane, serve a condire la pasta e,

udite udite, può essere servita con un

fragrante agnello arrosto… se non siete

vegetariani, e se siete più golosi che teneri

di cuore.

58


IL CARCIOFO

Altro fiore all’occhiello dell’orticoltura

della nostra regione è il carciofo (Cynara

cardunculus scolymus), anch’esso assai

diffuso nella piana di Albenga di cui si

mangiano i capolini. L’aspetto “bellicoso”,

dovuto alle spine, che caratterizzano

soprattutto le varietà prodotte in

Liguria e Sardegna, non farebbe affatto

sospettare che ci troviamo di fronte a teneri

boccioli. Va detto che la pianta del

carciofo è assai spettacolare ed è un’ottima

idea (come dimostrano tanti raffinatissimi

orti – giardini moderni) usarla

anche a scopo decorativo, unendo

l’utile al dilettevole, svecchiando un po’

l’aspetto compassato dei nostri giardini.

Molto ricco di acqua, carboidrati e fibre,

il carciofo apporta anche quantità interessanti

di sodio, potassio, fosforo e calcio,

vitamina B1 e B3, ed è anche poco

calorico (38 kilocalorie per 100 grammi).

Benefico per il fegato perché stimola la

secrezione biliare, contrasta la presenza

di colesterolo nel sangue. L’attività

depurativa a livello biliare ed epatico

si manifesta anche sulle affezioni della

cute, su artriti e reumatismi. Il suo ridotto

apporto calorico e la sua ricchezza di

fibre lo individuano come un buon amico

delle diete dimagranti. Tra le tante varietà

diffuse nelle diverse regioni d’Italia

(oltre alla Liguria, Sardegna, Toscana e

Lazio) con ognuna i propri determinatissimi

estimatori, ve ne è una, qui in Liguria,

sconosciuta ai più perché ormai coltivata

solo da poche famiglie a Perinaldo

nell’Imperiese, diventata oggetto di un

Presidio Slow Food. A differenza del

resto della produzione della nostra regione,

il carciofo di Perinaldo è senza

spine, e caratterizzato da un bel color

violetto. La leggenda vuole che esso sia

stato introdotto a Perinaldo niente meno

che da Napoleone Bonaparte durante

la campagna d’Italia del 1796. Di certo

il carciofo è una di quelle verdure che ci

accomunano ai nostri cugini d’Oltralpe,

soprattutto a quelli che, abitando nelle

regioni confinanti, condividono con noi

moltissimi usi culinari.

Anche il carciofo, come l’asparago, si

avvantaggia di cotture brevi, che ne preservino

la fragranza e la croccantezza;

se particolarmente teneri, i carciofi crudi

in pinzimonio o in insalata, sono imbattibili.

Essi sono l’ingrediente principale

della torta Pasqualina, diffusissima sulle

tavole liguri in questo periodo dell’anno,

quando gli effetti benefici della primavera

si fanno sentire anche sulla produzione

di latte (elaborato in quagliata o ricotta) e

di uova, che concorrono alla produzione

di questa pietanza.

59


ALBENGA

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Attorno

a una tazzina

ruotano

scoperte

e incontri,

gusto e cultura

Bere il caffè è un gesto quotidiano

che nasconde un mondo di sapori, aromi,

ricerca, tecnica. Attorno a una tazzina

ruotano scoperte e incontri, consumati

nel rapido gesto di un sorso o

assaporati fino all’ultima goccia.

Ma sappiamo realmente cosa stiamo

bevendo Se ci informiamo sulla provenienza

di carne, frutta e verdura, perché

non conoscere la qualità e l’origine del

chicco di caffè, capendo anche la diffe-

renza tra i diversi processi di produzione

della bevanda

Grazie all’esperienza trentennale nel

settore, Roberto Giammusso e sua

moglie Nadia Cavalleri, vi accolgono

nel loro “MondoCaffè” per un viaggio

che coniuga prodotti di terre lontane con

la tecnologia italiana.

Mondocaffè si è affermato come un

punto di riferimento per gli amanti del

caffè per la vasta gamma di assortimen-

to di prodotti e macchine di aziende leader

nel settore come: sistema Lavazza

(Modo Mio, Blue, Espresso Point), Bialetti,

Nestlè Dolce Gusto, Iperespresso

di Illy, Termozeta Espresso Cup, Ariete

Capricci.

Mondo caffè vi offre anche caffè di “altromercato”,

ovvero un mix di prodotti

provenienti dal commercio equo e solidale

dell’America Latina e della varietà

Africana più pregiata. La bevanda otte-

60


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non solo caffè...

nuta è corposa e aromatica, con retrogusti

fruttati e di cioccolato. Inoltre, troverete

caffè monorigine pregiatissimi quali:

“jamaica blue mountain”, “hawai captain

cook”, “santos pergamino” e “kopi luwak”

famoso per il suo particolarissimo mix di

cacao, rabarbaro, erbe aromatiche, con

un retrogusto forte e persistente.

Avrete a disposizione un servizio

completo, dalla vendita, all’assistenza,

alla locazione gratuita di una vastissima

gamma di macchine per fare il

caffè da utilizzare con caffè in chicchi,

macinato, in cialde di diverse fragranze

e capsule tra le migliori marche presenti

sul mercato. Inoltre potrete anche ammirare

la collezione completa di tazzine Illy

Caffè.

Mondocaffè vi propone una ricca gamma

di cioccolato “finissimo” della ditta

toscana Slitti, di Monsummano Terme,

per accompagnare le vostre degustazioni

con un dolce alleato. Per accontentare

anche i golosi del “salato”, è possibile

trovare un vasto assortimento di prodotti

dell’antico frantoio Sommariva di

Albenga.

Chi ha qualche minuto in più può approfittate

dell’angolo di lettura presente

nel negozio, in cui potete gustare un

caffè sfogliando libri che ne illustrano le

diverse declinazioni nelle culture di tutto

il mondo.

61


Icetta

500g farina di grano tenero, un litro e mezzo

di acqua, mezzo bicchiere di olio, sale

e pepe.

Porre in un recipiente la farina di grano

tenero e aggiungere lentamente l’acqua,

mescolando in continuazione per non

creare grumi. Aggiungere il sale e lasciare

riposare per almeno 4 ore. Togliere la

schiuma che si crea in superficie e mescolare

nuovamente l’impasto. Ungere una

teglia di rame stagnato con l’olio e versarvi

l’impasto raggiungendo uno spessore non

superiore ai 4-5 mm, rimestandolo fino al

completo assorbimento dell’olio. Preparare

il forno accendendo il fuoco con fascine

di ulivo, nocciolo o faggio perché è

legna che non scoppietta. Il fuoco, infatti,

deve ardere in fiamma e il calore interno

al forno deve raggiungere i 200° ed essepubbliredazionale

FREEtaste

VINO E FARINATA

Il fornaio, fuochista, tra sciami di scintille, continuatore di una antica tradizione

fatta di rustica elementare semplicità,

ha tenuto ferma la sopravvivenza della locale farinata contro l’invadente globalizzante pizza.

(Emilia Mauti, Figure caratteristiche di casa nostra. L’attizza scintille)

I

niziamo un viaggio nella storia e

nei sapori di uno dei locali più

storici di Savona, “Vino e farinata”.

Il suo generoso titolare Giorgio

del Grande ci racconterà i

segreti delle sue ricette e gli aneddoti più

curiosi accaduti nel suo ristorante.

62

Vino e Farinata

di Giorgio Del Grande

via Pia 15 r

17100 Savona

Osteria con cucina e vendita farinata.

Cucina casalinga di piatti tipici liguri.

È gradita la prenotazione.

Chiuso domenica e lunedì.

re uniforme. Sulla superficie della pastella

che cuoce si creano delle bolle a causa

dell’evaporazione dell’acqua; per questo

motivo occorre ruotare frequentemente il

tegame per rendere la cottura omogenea.

Il completamento della cottura è determinato

dalla cessazione della formazione di

bolle e dalla doratura uniforme del preparato.

Servire a fette con una spolverata di

pepe.

VARIANTI AMMESSE

La farinata bianca ha un gusto delicato e

fragrante, che ben si sposa con erbe aromatiche

come rosmarino o salvia, o con

salsiccia sminuzzata, novellame di sarda,

baccalà, carciofi e cipolle affettate, formaggio

in pasta filante, mescolati alla pastella

o aggiunti a fine cottura.


FREEtaste

cibo

IL CURRY

I

l termine curry è europeo e deriva da “cari” che in tamil, lingua

indiana, significa salsa o zuppa.

I coloni inglesi hanno acquisito questo termine nel loro lessico

per indicare una mistura di spezie.

In base alla tipologia e proporzione tra le componenti, si otterrà una

variante “mild” mediamente piccante, o “sweet” molto piccante, nonostante

“sweet” correntemente significhi “dolce”.

La formulazione classica del curry comprende: pepe nero, cumino,

coriandolo, cannella, curcuma, ma anche chiodi di garofano, zenzero,

noce moscata, fieno greco e peperoncino.

di Monica Faccioli

pubbliredazionale

RISOTTO ALLA PARMIGIANA CON

ARAGOSTA E CURRY

Ingredienti per 4 persone

2 aragoste di circa 6 hg ciascuna

1 mela

1 scalogno

Curry mild

½ hg di riso a persona

Burro, parmigiano, prosecco o champagne.

© copywright Studio Lomax: www.playstyle.tv

Cucinate un risotto al parmigiano soffriggendo uno scalogno, unendo il

riso e cuocendolo con brodo vegetale preparato a parte e un bicchiere

di prosecco. A fine cottura, mantecate con burro e parmigiano.

Per preparare l’aragosta al curry: soffriggete in una padella uno scalogno

e una mela tagliata a dadini. Aggiungete le aragoste divise a metà,

il curry e bagnate con il brodo, aggiungendo un po’ di sale.

Presentazione del piatto: mettere il riso in una formina e capovolgerlo

subito nel mezzo del piatto, togliere l’aragosta dal carapace e metterla

vicino al riso con il curry preparato.

Puoi trovare queste

e altre gustose ricette al

RISTORANTE MOLO VECCHIO

di Monica Faccioli

Via Baglietto 8R – Zona porto

17100 Savona

Tel. 019 854219

Fax 019 811487

molovecchio.playrestaurant.tv

63


FREEtaste

scuola di cucina

LA TECNICA:

LA PASTA FRESCA

RIPIENA “MODERNA”

Questa tecnica utilizza molti

tuorli, perché consentono di

ottenere sfoglie sottilissime

grazie all’elevata percentuale

di lecitina in essi contenuta, che rende

l’impasto più estensibile.

Nonostante la pasta sia ricca di tuorli,

tirandola molto sottile, la percentuale

di uova a porzione diminuisce. Altro

punto chiave della mia tecnica è non

mettere sale nell’impasto, poiché trattiene

l’acqua e, quindi, non permette al

glutine di interagire bene con l’acqua

stessa dell’impasto, lasciando la massa

più rigida e più resistente alla stesura.

Inoltre, troppo sale comprometterebbe

la sofficità delle uova perché ne rompe

la struttura molecolare e, dopo la cottura,

farà risultare la pasta, dura e tenace,

mentre la caratteristica della pasta

ripiena, soprattutto sui bordi dove si

congiunge, deve essere la morbidezza.

Non dimentichiamoci, comunque, che

la sapidità della pasta è determinata dal

sale sciolto nell’acqua di cottura.

PER PREPARARe

LA PASTA: dopo aver amalgamato e impastato

gli ingredienti, farla riposare avvolta

nella pellicola trasparente in frigo

per almeno mezz’ora.

IL RIPIENO: frullare finemente il pesce

con il pane bagnato nel latte e aggiustare

di sale e pepe.

I RAVIOLI: stendere la pasta in sfoglie

sottili, farcire e chiudere i ravioli secondo

la forma desiderata.

64

la pasta

fresca

dello Chef Samuele

Importante: il “contorno” o la “cornice”

dei ripieni.

Il raviolo, ad esempio, deve essere chiuso

solo dopo aver fatto uscire tutta l’aria

dal suo interno e aver pressato accuratamente

il bordo attorno al ripieno. Ciò

è necessario affinché i ravioli affondino

nell’acqua cuocendo da entrambi i lati

mentre, se galleggiassero, la cottura risulterebbe

parziale. Inoltre, i bordi vanno

fissati senza usare l’albume ma solo con

il tuorlo, anche diluito con latte. Questo

perché Provate a pensare a cosa accade

a una lama di un coltello quando

tagliate un uovo sodo: l’albume reagisce

come un pezzo di gomma, rimbalza,

mentre il tuorlo crea un attrito. La stessa

cosa accade con la pasta: il calore

dell’acqua fa gonfiare fino a quasi respingere

i lembi uniti con l’albume, mentre il

tuorlo li salda.

Un’ultima notizia poco conosciuta ma

utile per la cottura: quando i ravioli (o

anche gli gnocchi e gli altri tipi di pasta

fresca) vengono a galla dall’acqua di cottura,

non significa sempre che siano cotti.

Galleggiano, infatti, perché le bollicine

che si generano nella bollitura li trascina”

verso l’alto. Quindi… assaggiate bene

prima di scolare!

IL SUGO: pulire i carciofi e affettarli sottilmente.

Rosolarli nell’olio ben caldo

con lo spicchio d’aglio; appena iniziano

a dorarsi, unire i pomodori pachino tagliati

a cubetti e aggiungere un pizzico

di sale.

Bollire i ravioli in abbondante acqua salata,

scolarli e saltarli nel sugo, unendo

quindi maggiorana, prezzemolo e poco

olio extra vergine crudo.

RAVIOLI DI OMBRINA

AL SUGO DI CARCIOFI

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

PER IL RIPIENO DEI RAVIOLI

500g di ombrina pulita

5 fette di pancarrè bagnate nel latte

Sale e pepe q.b.

PER LA PASTA DEI RAVIOLI

500g di farina 00

1 uovo intero

10 tuorli d’uovo

PER IL SUGO

4 carciofi

1 acciuga sotto sale ben lavata

1 ciuffetto di maggiorana tritato

1 ciuffetto di prezzemolo tritato

Olio e sale q.b.

1 spicchio d’aglio

3hg di pomodori pachino

Via Colombo, 18

Albisola Superiore (SV)

tel. 019 488342

cell. 348 8332690

ristorantedasem@yahoo.it

nella prossima

lezione di cucina

impareremo un piatto

a base di pasta fresca pensato

per i vegetariani o per chi è

intollerante

a uovo e/o latte.

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interni

FREESPACE

pensieri positivi

d i F r a n c e s c a R o n c h i

- linea Lotus tavolo Plaza

65


- linea Lotus

I

mmaginiamo di abitare in una

grande città del Nord, dove l’inverno

è uggioso, i cieli spesso

più grigi che azzurri, le vie congestionate,

la gente frettolosa, il tempo

libero fagocitato da mille impegni e contrattempi.

Non bastano le migliorie apportate

negli ultimi anni, le mostre, i cinema,

i teatri; di verde ce ne è poco, l’aria

è quello che è. È ora di partire; il mare a

portata di mano è quello accogliente di

casa nostra, la promessa di una vita più

semplice, ritmi rilassati, pochi impegni e

tanto tempo a disposizione per lasciar

correre il pensiero e lo sguardo. È lo scenario

perfetto per un piccolo buen retiro,

pensato per brevi periodi di vacanza nei

primi tempi, e per soggiorni più lunghi

quando arriverà il tempo agognato della

pensione.

Sulle alture di Noli, una palazzina in fase

di ristrutturazione, che guarda i boschi

e gli orti in fiore dell’entroterra, ma con

un occhio anche al mare come presenza

rassicurante, offre diverse soluzioni adatte

a chi cerca l’evasione con un occhio

alla sua vita futura. Il verde che la circonda,

il paesaggio tra mare e terra sono

garanzia di riposo e tranquillità; non resta

che scegliere. L’abbiamo fatto noi per voi,

lasciando il cuore in due appartamenti di

dimensioni contenute, quelle giuste per

intenderci, ma articolati entrambi su due

piani; corredati l’uno da un giardino, e l’altro

da un bel terrazzo. L’arredamento che

vi proponiamo può essere funzionale per

entrambi, vista anche la grande modularità

offerte dalle soluzioni.

Sovvertendo un po’ le regole dell’arredamento

e quelle del buon senso, cominciamo

ad arredare lo spazio esterno di questi

alloggi: la nostra scelta è giustificata dal

desiderio di luce, aria, profumi, ma anche

dalla bellezza dei mobili scelti. Non si

può non innamorarsi di questi arredi per

esterni così innovativi, lontani dalla vecchia

plastica bianca che fa tanto campeggio.

Guardateli in queste pagine, e ci darete

ragione: quanto sono proprio belle queste

poltrone e questi divani della Varaschin,

eleganti e pratici nella loro struttura di alluminio

rivestita di fibra sintetica intrecciata

Non ingialliscono, non si scrostano, hanno

cuscini sfoderabili, con fodere di tessuti

tecnici. Resta l’imbarazzo di scegliere

il colore: tra i quattro disponibili, è meglio

la tonalità naturale, più mimetizzabile, o un

rinfrescante bianco che non teme macchie

o ingiallimenti Nella vasta gamma di

questa ditta innovativa abbiamo individuato

le sedute “Lotus” da abbinare al

tavolo “Plaza”, di alluminio verniciato

di bianco con piano a doghe, che non

teme confronti.

Dopo esserci assicurati uno spazio accogliente

all’aria aperta, pensiamo alla

cucina: in previsione di futuri soggiorni

sempre più lunghi, non limitiamoci a un

triste angolo cottura con due piastre

elettriche. Scegliamo invece una bella

cucina componibile con tutti i crismi,

senza esagerare (per evitare di trascorrere

le vacanze tra i fornelli!) ma senza

privarci dei comfort necessari (non si

possono mangiare solo insalate). La

“Alea” di Varenna, che si può ormai considerare

un classico di questa azienda

fiore all’occhiello del made in Italy, soddisferà

le nostre aspettative, unendo a

tecnologia, praticità, comfort e una durata

imbattibile nel tempo. Di linee rigorose

e pulite, offre una gamma di tinte

naturali e primarie, abbinate ad acciaio

e vetro satinato o lucido, e ci permette

scelte efficaci ed esteticamente funzionali,

perfette per spazi contenuti.

Nel soggiorno due pezzi essenziali: un

66


Varenna - cucina Alea

mobile contenitore, a parete, assolve egregiamente

al compito di mantenere tutto

in ordine regalando vivacità all’ambiente

grazie alla gamma di colori a disposizione

e alla scomponibilità delle forme. La

Lago propone infatti il sistema modulare

“36e8” che a partire da un elemento da

36,8 cm per 36,8 cm permette di creare

innumerevoli segmenti di lunghezze diverse.

Una trentina di colori e finiture diverse

permette di dare sfogo alla fantasia e

all’allegria; l’alternanza di legno laccato e

vetro lucido dei frontali aumenta la luminosità.

Il divano prescelto è “Groundpiece” di

Flexform, una seduta ormai storica la cui

solidità, robustezza, versatilità e durata nel

tempo sembrano suggerite già dal nome.

Imbattibile per popolarità, “Groundpiece”,

disegnato da Citterio, è pensato per essere

estremamente modulabile, e adattarsi

così a piccoli come a grandi spazi, a esigenze

e usi diversi. Dotato di una struttura

di metallo con imbottiture di poliuretano

stampato, arricchite da morbidi cuscini di

piuma, resi indeformabili da un’anima che

recupera la forma dopo lo schiacciamento,

unisce la comodità alla possibilità di

scegliere braccioli o schienale a libreria,

in modo da avere un posto comodo e a

portata di mano per radunare le letture

estive. Bastano pochi altri elementi per

completare un’abitazione

di questo

genere, e tra questi

abbiamo scelto, per

l’assoluta piacevolezza

e novità, le

camere per bambini

e ragazzi prodotte

dalla Tumidei. In vista

dei nipotini che

in futuro movimenteranno

le vacanze

dei nonni, questi

arredi della linea “Tiramolla”

(un nome

davvero azzeccato)

permettono di aumentare

lo spazio a

disposizione sfruttandolo

intelligentemente

con letti,

mensole, scrivanie, cassetti e armadi che

si incastrano genialmente. Sotto ai letti,

ad esempio, trovano spazio cassetti e

ante che nascondono un guardaroba; il

letto estraibile per l’amichetto di passag-

Lago - sistema modulare 36e8

67


agno

armadi

bagno

soggiorno e cottura

piano terreno

cottura

camera

soggiorno

camera

ingresso

bagno

soppalco

primo piano

primo piano

gio trova posto tanto sotto la pedana rialzata che ospita scrivania

e libreria, quanto sotto al letto principale, sopraelevato grazie a

solidi supporti quadrangolari. Anche in questo caso, una vasta

gamma di colori abbinati al bianco permettono di sciogliere le redini

della fantasia. La Tumidei ha come punto di onore l’obiettivo

di accontentare il cliente che ha esigenze particolari di arredo,

ma anche del rispetto dell’ambiente e del cliente nella scelta dei

materiali e dei componenti, con certificazioni ISO e OHSAS, che

garantiscono design, qualità e sicurezza.

Infine, per dividere la zona giorno da quella notte, o semplicemente

per isolare una parte del soggiorno o della camera da letto, merita

68

Flexform - divano Groundpiece


POTETE TROVARE QUESTI PRODOTTI DA:

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attenzione un elemento che, nella sua estrema

semplicità e quasi negazione, è contemporaneamente

strutturale e decorativo. Una

porta scorrevole “Velaria” di Rimadesio, che si

nota, è il caso di dirlo, per la sua “assenza”

separa senza estraniare, grazie all’assenza di

una struttura evidente, ottenuta grazie all’uso

di vetri temprati super – garantiti, e all’uso di

agganci incassati (là dove sia possibile intervenire

sull’architettura) o a soffitto. A terra si

avranno solo due fermi, e quindi nessun antiestetico

binario che rischia di far inciampare.

Anche in questo caso, il grande ventaglio di

proposte permette di adattarla a qualsiasi ambiente,

giocando con la finitura dei vetri e con

la possibilità di averla su misura.

Nel campo dell’arredamento contemporaneo

italiano la fantasia e la tecnica di alleano per

soddisfare ogni possibile necessità, architettonica

e di uso, permettendo a un’unica abitazione

di essere al contempo prima e seconda

casa, garantendo gusto e qualità nel tempo,

per investire a lungo termine che con la loro

affidabilità non passeranno neanche di moda.

Rimadesio - porta scorrevole Velaria

Tumidei - Camere per bambini Tiramolla

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portare la luce

dove occorre

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Riuscire a portare la luce dove

realmente serve, risulta a volte

molto difficile. Ciò accade

perchè spesso durante le ristrutturazioni

non vengono eseguiti studi

precisi sull’illuminazione degli ambienti.

Per questo motivo capita che la scelta

delle lampade non sia basata sui gusti

personali, ma sia condizionata dal posizionamento

dei punti luce previsti dall’impianto

elettrico. Per illuminare in maniera

adeguata e uniforme un ambiente e,

soprattutto, per gestire al meglio i costi

energetici è fondamentale avere più punti

luce dislocati nelle diverse zone della

casa; esistono sistemi di illuminazione

che consentono svariate possibilità e ci

permettono di dare libero sfogo alla nostra

creatività.

70

USARE CONSAPEVOLMENTE

L’ENERGIA PER RISPARMIARE

Illuminare correttamente gli angoli che ci

interessano è fondamentale anche per risparmiare

energia: basti pensare che per

ottenere la giusta luce su un tavolo, invece

di posizionare la fonte di luce sul soffitto

si può utilizzare una sorgente appesa a

70cm di distanza dal tavolo, consumando

fino a 9 volte meno energia!

SICUREZZA NELL’UTILIZZO DI

CORRENTE A 12VOLT E RISPET-

TO DI ARCHITETTURE E OPERE

D’ARTE ASSICURATO

Il sistema di luci “Album” che vediamo nella

foto si chiama “Radiale” ed è a bassissima

tensione (12 volt), quindi estremamente

sicuro in qualunque ambiente, anche

sopra a una piscina. Il “Radiale” prevede

un elemento centrale, di cui esistono più

versioni, dal quale si irradiano nelle direzioni

desiderate i cavetti a treccia che alimentano

e sospendono i corpi luminosi.

Tali cavetti necessitano, per il fissaggio, di

un piccolissimo nottolino che si inserisce

anche in contesti particolari come travi in

legno o affreschi che non possono essere

in alcun modo danneggiati da tasselli o altre

sovrastrutture “invasive”.

Nel momento della scelta dei corpi illuminanti

per arredare gli ambienti entra

in gioco la creatività, poiché ne esistono

svariati tipi con le forme più originali e con

prestazioni diverse riguardo al tipo di luce

prodotta.

La “leggerezza” e la versatilità di questo

sistema lo rende davvero unico non solo

per chi ha esigenze dettate dalle architetture

dei propri ambienti ma anche per chi

vuole dare un tocco di originalità e colore

alla propria casa.


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BABY DESIGN

Potete trovare questi prodotti da:

‘nabiche’ di Antona

AMBIENTI

di Antona Luca e C. Snc

- Via Santa Maria Maggiore 3r

Savona

- Via Giusti 11r Savona

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Mail: ambienti@tele2.it

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bloom ‘fresco’

seggiolone di design

in 11 colori + 2 colori di struttura...

dalla nascita sino a 36Kg

Con la particolare inclinazione,

le ruote nascoste, il pistone per la

regolazione in altezza si può utilizzare

come sdraietta, seggiolone ed

infine sedia.

Esiste in due versioni :

altezza tavolo ed altezza penisola-snack.

A partire da euro 350,00.

POLTRONA - LETTO

HUGGY di LAGO

Un materasso avvolto come la cialda

di un cono gelato infilato in una

piccola base cilindrica in legno.

Sfilando la base il materasso si srotola e

diventa letto, la base é un comodino...

a partire da euro 910,00.

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da oltre quarant’anni l’agroalimentare delle colline

finalesi trova qui la sua vetrina d’eccellenza. La

qualità e l’originalità del prodotto , frutta, verdura,

olio extravergine formaggi e molto altro, abbinati

all’esperienza e alla professionalità della famiglia

Sambarino, fanno di questo angolo verde una

tappa imperdibile per i buongustai.

Alimentari Sambarino - Via dell’Annunziata 19

ntrato ormai a far parte della ristorazione d’eccellenza

in Liguria il ristorante ospita nelle antiche e

confortevoli sale la più significativa e innovativa

cucina della tradizione ligure e finalese cogliendone

la peculiarità ed esaltando la tipicità delle

materie prime strettamente legate al territorio.

Ristorante Ai Torchi - Via dell’Annunziata 12

n modo di lini finissimi di tessuti per arredo e corredi

ricamati ripropongono in un’atmosfera d’altri

tempi una tradizione che trova nella modernità

degli accostamenti il giusto punto d’ incontro per

una perfetta ed esigente padrona di casa.

L’Annunziata - Via dell’Annunziata 13

unto di ritrovo e fulcro del piccolo borgo, il bar con

l’adiacente gelateria, è crocevia quasi obbligato di

quanti arrivano a Finalborgo tutto l’anno. Una sosta

per un ottimo caffè o un’eccellente gelato artigianale

e si è pronti a ripartire alla scoperta del

borgo medievale.

Bar Centrale - Via Torcelli 28

er gli amanti della mountain bike, un appuntamento

imperdibile si trova tutto quanto di nuovo

e originale il mercato di questo sport possa offrire

sapientemente guidati nelle scelte ci si potrà attrezzare

di tutto punto, pronti per affrontare gli

splendidi percorsi che l’entroterra finalese offre

ad esperti e principianti.

Riviera Outdoor - P.zza Garibaldi 18

72


a le volte di un’antica dimora si apre un’esperienza

letteraria significativa: letture per tutti e di

ogni genere sapientemente indirizzate e proposte

nei titoli più significativi del panorama editoriale,

con puntuale precisione sui bestseller e sulle novità

letterarie.

Libreria Come un romanzo - P.zza San Biagio 3

ffacciato sulla tranquilla piazzetta prospiciente

San Biagio, un locale accogliente per una calda

ed invitante sosta nei mesi più freddi e un fresco

momento di relax per gustare nella penombra

estiva le proposte più fresche e dissetanti.

Burgum Finarii Caffè - P.zza San Biagio 1

n’atmosfera d’altri tempi per un’accogliente ristorante

che ripropone la cucina ligure nelle sue

ricette che più esalta coi prodotti del territorio

come nelle “osterie” di un tempo qui si privilegia

qualità e gusto, in piatti apparentemente semplici,

ma di grande tradizione.

Osteria ai Cuattru Cantu - Via Torcelli 22

na giovane signora dinamica, che non rinuncia

all’eleganza, trova in questo accogliente negozio,

una scelta particolarmente accurata, tra le proposte

moda di grandi firme dell’abbigliamento nazionale

ed internazionale. Capi che in ogni stagione,

si distinguono per la ricercatezza dei tessuti

e la cura dei particolari.

Borgo - Via San Rocco 6

n’antica piazza lontana dai rumori della vita moderna,

immersa nel silenzio del tempo che scorre

sugli antichi palazzi è la perfetta cornice al ristorante

dal fresco dehor e dalle accoglienti salette

interne. Dove la cucina richiama le antiche ricette

delle case di Liguria per momenti di intenso piacere

anche per i palati più esigenti.

Trattoria Invexendu - P.zza del Tribunale 1

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DA COSTA LOW COST.

LA QUALITÀ È SCONTATA.

arredare DA costa.

per passione e per calcolo. Fino al 30 luglio 09.

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Corso Bigliati, 116 r

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Intervista a

libereso GUglielmi

Il giardiniere

di

Italo Calvino

di Felice Rossello

tadino del mondo, comunque sono nato

a Bordighera e mio padre era anarchico,

non s’è mai messo la camicia nera e mi ha

insegnato a stonare le canzoni patriottiche

che ci facevano cantare a scuola”.

Libereso convinse suo figlio, bancario, ad

abbandonare il posto di lavoro per andare

in giro per il mondo con lui. Esempio che

farebbe tremare vene e polsi a un genitore

borghese, ma lui non lo è.

Mi mostra un avogado alto quattro metri e

più: “Quell’avogado lì, l’ha portato in Italia

Mario Calvino e guarda com’è cresciuto!”

La voce di Libereso cambia mentre

mi racconta di quando Calvino tornò dal

Centro America e riempì Sanremo di piante

tropicali: “La speculazione edilizia degli

anni ’60 e ‘70 ha privato Sanremo dei suoi

giardini. Qui ogni casa aveva il suo giardino

con almeno un avogado che dava frutti

enormi e buoni. Negli anni ‘60 Sanremo

ha scelto la speculazione e tutti questi alberi

sono spariti, un patrimonio botanico

sacrificato al cemento.”

Poi passa a indicarmi un’erba preistorica:

“la mangiavano i dinosauri!” e mi fa

assaggiare strane erbe selvatiche, buonissime

in verità, mi sciorina nomi in latino,

ci sono piante e fiori di tutto il mondo

l’una a fianco all’altra, le une sulle altre.

Le lascia crescere spontaneamente e le

concima con la spazzatura che avanza in

casa, con le foglie che cadono. “Nessun

concime chimico, tutto ecologico. Per far

crescere le piante e per capire qual è l’huci

sono dei giorni e delle persone

che creano preoccupazione

sulla situazione dell’uomo

e sul suo futuro, ce ne sono

altre che permettono invece un ottimismo

tale da farti sentire bene. Grazie a Libereso

Guglielmi mi sono sentito riconciliato

con l’uomo e col mondo.

Libereso è un uomo bello nel senso morale

del termine. Non è solo il giardiniere

di Mario Calvino, padre di Italo, è maestro

di vita!

Mi riceve nel suo piccolissimo giardino, a

San Remo, con migliaia di piante provenienti

da tutto il mondo, alcune delle quali

erano state portate da Mario Calvino dal

Centro America dov’era stato per lavoro

negli anni ‘20, per sfuggire al regime

politico italiano che si stava avviando al

fascismo.

La prima lezione di vita me la dà presentandomi

queste piante che nascono l’una

sopra l’altra in maniera caotica, o meglio

ecologica. “Se anche gli uomini vivessero

gli uni accanto agli altri senza chiedersi

da dove provengano e aiutandosi reciprocamente

come queste piante cinesi,

australiane, messicane, non ci sarebbero

guerre.” Quando gli chiedo dove è nato

mi guarda quasi con disprezzo: “Sono citstorie

mus in cui vivono, è necessario conoscere

la geografia ambientale, anche se spesso

le piante si adattano con mutazioni loro”.

Darwin non è esistito invano! In questo

flusso di coscienza in cui parla soprattutto

lui perché io sto a sentire affascinato, mi

dà anche qualche notizia su Italo Calvino,

nato nel 1923 e più vecchio di lui di due

anni. “Il visconte dimezzato era ispirato

a suo zio, caratterizzato da una doppia

personalità: prima lo invitava a mangiare i

frutti dell’orto e poi lo sgridava, mostrando

la sua parte buona e quella cattiva!”

La mia visita sta per finire. Il tempo ancora

di illustrarmi i suoi appunti sulle piante e

i sui disegni che sono bellissimi, di dedicarmi

il suo libro di ricette, di conoscere

la moglie e la sua seconda nipotina di tre

mesi e prima di riritornare al traffico urbano

e alla Liguria della speculazione edilizia.

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75


FREEpills

animali

Cosa bolle in

ciotola

gTesto di Marco Balli (tratto da www.animaliastore.com)

li indicatori della buona salute

del cane o del gatto che non sempre, garantisce una comprovata co del mangime, al contrario, le farine di

la notorietà commerciale delle marche, offrono una garanzia sul valore biologi-

possono essere monitorati qualità. Esistono marche che attraverso la carne possono abbassarlo notevolmente.

Uno degli indicatori più semplici, quotidianamente da chi non ricerca e l’innovazione e per emergere in

agli

è esperto di animali sono: pelo, pelle e

feci. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale

fin dai primi giorni di vita:

pensate all’ultimo cucciolo di nidiata che

rimane più minuto o al fratellino “dominante”

che appare più robusto. Il latte

materno contiene tutte le sostanze per

rafforzare l’organismo e le difese immunitarie

del cucciolo e, al momento dello

svezzamento, va sostituito con un alimento

più digeribile. È possibile scegliere

tra l’alimentazione casalinga o industriale,

ovvero i cosiddetti mangimi come

croccantini e scatolette. È difficile sapere

quante proteine vegetali e animali, carboidrati,

grassi, sono contenuti in un etto

di cibo preparato in casa e, soprattutto,

se il preparato casalingo sia adeguato

alle esigenze metaboliche del nostro

“amico”. I mangimi, se di alta qualità, offrono

maggiori garanzie per una nutrizione

più completa. Bisogna ricordare che

un settore in forte espansione come questo,

formulano e/o producono mangimi di

alta qualità a un prezzo ragionevolmente

abbordabile. Forse risparmiano sui costi

della pubblicità Alcuni produttori “storici”,

per mantenere alti livelli qualitativi

dei propri mangimi, non si sono assoggettate

alle leggi economiche della grande

distribuzione. La scelta dei mangimi

deve essere orientata verso la qualità

degli ingredienti usati, fondamentale per

determinare il loro valore biologico, l’attenzione

prestata nelle fasi della lavorazione

e le credenziali sulla formula. Non è

importante quante proteine contenga un

mangime, ma quanto sia alto il loro valore

biologico. Facciamo un esempio: la suola

di una scarpa di cuoio è sicuramente

ricca di proteine animali, ma povere di

valore biologico (provate ad assaggiarne

un pezzo e fateci sapere se l’avete digerita

bene!). La carne fresca o disidratata

occhi degli inesperti, è la percentuale di

ceneri presenti in un mangime: più sono

presenti sottoprodotti, più alte saranno le

ceneri. Questo discorso non è valido per

le farine di pesce, soprattutto per quello

di mare (e non di allevamento), poiché,

per loro natura, hanno un valore biologico

molto alto. Ecco perché più è alta la

qualità dei mangimi, minore è la quantità

di somministrazione giornaliera per avere

un’uguale resa energetica. In questi casi

si ha solo l’impressione di spendere di

più ma, conti alla mano, la spesa risulta

equivalente. Quanto detto può valere per

tutte le età del nostro animale. Esistono

mangimi specifici per ogni fase della sua

vita. In particolare, per i cuccioli e per i

senior, se si usano mangimi di alta qualità,

non è necessario l’uso di costosi integratori

alimentari poiché sono completi

di tutti gli elementi necessari al suo benessere.

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oroscopo APRILE 2009 di Claudio Valentinetti

ARIETE

(21/3-20/4)

La vostra vita sociale riprenderà alla grande ed ancora

una volta sarete la calamita indispensabile per

eventi sociali e lavorativi. Il progetto che vi ronza in

testa da parecchio tempo può essere realizzato

senza rischiare tracolli finanziari. La donna Ariete

vorrà bruciare i tempi sia in amore che in altre faccende

che le stanno a cuore: a fine mese, con

l’aiuto di Mercurio, saranno accontentate.

TORO

(21/4-20/5)

Gli ostacoli planetari si vanno affievolendo con il

passare dei giorni e la fine di Marzo vi vedrà sulla

cresta dell’onda. Anche se in amore i dubbi, causati

dalle ultime delusioni, si fanno sentire siete già pronti

per nuove avventure sentimentali. Che belli i casini

amorosi del vostro segno: no toro, no party.

GEMELLI

(21/5-21/6)

Le vostre pulsioni aggressive non si tengono più a

freno. Sarete delle molle pronte a scattare con l’arma

tipica dei segni d’aria: la parola. Sarete ipercritici

e permalosi con tutti e non risparmierete a nessuno

la “lavata di testa”. Le ragazze corrono il rischio di

eccedere nelle maldicenze anche se sono molto

carine quando sparlano degli altri. In amore favorite

le singles che non avranno nessuna inibizione verbale

a conoscere chi gli piace veramente.

CANCRO

(22/6-22/7)

La quadratura di Venere porta troppa tensione

Benissimo, finalmente le girls del segno, deluse e

bellissime abbandoneranno i sentimenti penitenziali

e si concederanno alla passione senza sé e senza

ma. Per quanto riguarda il lavoro non è ancora

arrivato il momento della riscossa ma questo non

giustifica la solita sequela di paranoie lamentose. Mi

viene un dubbio: sarà mica una tattica, una diabolica

strategia.

LEONE

(23/7-23/8)

Nella classifica zodiacale state rimontando posizioni

a passo di carica e vi lasciate alle spalle la zona

retrocessione ma non montatevi la testa perché le

difficoltà legate alla quotidianità rimangono. Dedicatevi

alle piccole questioni lavorative e casalinghe che

avete trascurato ultimamente: lo so, è come vedere

Napoleone che passa l’aspirapolvere con le pattine

ma tant’è serve anche questo.

VERGINE

(24/8-22/9)

A volte l’insoddisfazione fa capolino anche dalle

vostre parti. Più che dati oggettivi si tratta di autocritica

perché vi rendete conto di certi attendismi di

troppo, soprattutto in amore. Negli affari, invece, va

tutto bene e saprete cogliere i lati positivi della crisi,

ovvero la capacità di sfruttare alcune difficoltà altrui

per ottenere migliori condizioni per se.

BILANCIA

(23/9-22/10)

Il business è in cima ai vostri pensieri ma non dovete

strafare nell’impegno lavorativo per non incorrere

in eccessi da stress. In amore è necessario dire

sempre di sì al partner e lasciare nel dimenticatoio

tutte le manie organizzative e di comando all’interno

della coppia.

SCORPIONE

(23/10 – 22/11)

Vi sentirete, in particolare la prima decade, come

quei cani che dopo mesi di catena vengono liberati

dal crudele padrone. Molto bene l’entusiasmo ma

state attenti a non fare imprudenze perché il rischio

di fare la “frittata” è altissimo. Intuizioni fulminanti in

arrivo: non fatele ripartire subito ma focalizzate l’idea

con la lucidità mentale dei tempi migliori.

SAGITTARIO

(23/11-21/12)

Per la prima decade importanti novità nelle questioni

di cuore grazie al trigono di Venere. Anche sul

lavoro, per tutte le decadi, ci potrebbero essere

delle novità assai positive concernenti le prospettive

a medio termine. I problemi nascono dall’entrata in

quadratura di Marte con il conseguente nervosismo

di cui farà le spese l’innocente partner oppure il parente

più prossimo.

CAPRICORNO

(22/12-20 /1)

Vi sentirete svogliati e languidi, persi in fantasticherie

che non fanno onore alla vostra proverbiale razionalità.

Questo sentimento così insolito porterà dei leggeri

sensi di colpa da combattere con una buona

carica di rinnovata sensualità: qualche trasgressione

extra-coppia non può farvi che bene.

ACQUARIO

(21/1-19/2)

Le monete che avete sotterrato nel campo dei

miracoli si stanno moltiplicando. Era ora! Il vostro

ottimismo vi condurrà alla vittoria sicura nell’arco di

poco tempo. Anche in amore il periodo si presenta

caliente, forse troppo, e qualcuno di voi può abbandonare

la prudenza necessaria per evitare equivoci

e casini vari. Singles della seconda decade strepitosi:

alla carica.

PESCI

(20/2-20/3)

Marzo rappresenta una svolta per la carica energetica

dei Pesci. Dopo un inverno di implosioni emotive

la primavera vi troverà esplosivi nella dimensione fisica.

Dunque, a partire da fine mese, vi dedicherete

al benessere del corpo attraverso lo sport e le cure

estetiche con la certezza che se non si sta bene

nella fisicità difficilmente si può pensare positivo.


Dove il gusto incontra l’eleganza

Cene raffinate dove la tradizione della cucina toscana

si coniuga con la selezione delle etichette più prestigiose

di una cantina internazionale e una scelta di distillati esclusivi

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