La protezione ed i trattamenti con lenti e filtri oftalmici (parte I) - PO ...

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La protezione ed i trattamenti con lenti e filtri oftalmici (parte I) - PO ...

Il risultato è che l’efficacia di questo naturale filtro

è ridotta dalla sregolata attività umana con la conseguenza

di ritrovarci a doverci difendere da eventi

radianti che non dovrebbero arrivare sulla superficie

terrestre.

L’ozono risulta dannoso a tutti gli organismi viventi

e lo troviamo prodotto dall’uomo nelle aree

urbane particolarmente inquinate, il tutto aggravato

dal processo di desertificazione e riduzione

delle aree verdi.

Esaminiamo ora quelli che sono i fattori che incidono

sulla quantità di presenza di radiazioni UV

nell’ambiente.

Gli elementi che influiscono sono:

- altezza del sole;

- latitudine;

- copertura del cielo;

- altitudine;

- ozono;

- riflessione della superficie.

In considerazione dell’esigenza di tenere sotto controllo

l’irraggiamento solare in termini di UV, è

stato introdotto un fattore numerico ad essi legato

detto “indice UV” che serve appunto per sapere

l’entità dell’irraggiamento nelle varie aree geografiche

del mondo, nel vari periodi dell’anno. Si tratta

di un’indicazione utile per programmare viaggi,

escursioni o quant’altro predisponendo i necessari

strumenti di protezione.

Un buon punto di partenza, per chi risulta interessato

a questi argomenti è, come spesso accade, internet,

utilizzando un motore di ricerca attraverso

opportune parole chiave.

Per coloro che non sono sufficientemente avvezzi

a questo tipo di ricerca, forniamo un indirizzo di

partenza:

http://www.epa.gov/sunwise/uvindex.html

La scala proposta si estende da 0 a 16, e la pericolosità

della presenza di radiazioni UV è la seguente:

fino a 2: rischio basso;

da 3 a 5: rischio moderato;

da 6 a 7: rischio alto;

da 8 a 10: rischio molto alto;

da 11 in poi: rischio estremo.

Facendo riferimento alla figura 1, possiamo indicare

alcuni valori che possono essere utili ai fini

quantitativi:

1. le nubi sottili lasciano passare oltre il 90%

dell’UV;

2. la neve fresca riflette fino all’80% della radiazione

UV;

3. il 60% della dose giornaliera di UV arriva a terra tra

le ore 10 e le 14;

4. l’intensità della radiazione UV aumenta del 4% per

ogni incremento di altitudine di 300m;

5. la dose annuale di UV dei lavoratori al coperto è il

10-20% di quella dei lavoratori all’esterno;

6. l’ombra riduce l’intensità dell’UV di oltre il 50%;

7. nell’acqua, a mezzo metro di profondità, l’intensità

dell’UV è del 40% del valore di superficie;

8. la sabbia riflette UV fino al 25%.

Figura 1 - Fattori di variabilità che influiscono sull’ irraggiamento

UV (vedi testo per la spiegazione sul significato dei numeri in figura).

Come esempio sulle informazioni connesse agli indici

UV possiamo osservare la figura 2 che si riferisce

alla distribuzione media di irraggiamento in

relazione alle condizioni metereologiche che vanno

dal cielo sereno al coperto.

Nella figura 3 si vede il quantitativo di UV nell’arco

della giornata, dal sorgere del sole al tra-

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