La protezione ed i trattamenti con lenti e filtri oftalmici (parte I) - PO ...

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La protezione ed i trattamenti con lenti e filtri oftalmici (parte I) - PO ...

Figura 6 - A sinistra uno pterigio ed a destra un melanoma congiuntivale.

La pericolosità in queste radiazioni è dovuta al loro

maggior contenuto energetico rispetto alle altre a

cui è sensibile la retina e che danno origine al meccanismo

della visione.

Il cristallino è sensibile all’UV sia in fascia A che

in fascia B, mentre cornea e tessuti anteriori sono

esposti a tutto l’intervallo del radiante ultravioletto.

Il rischio all’esposizione è relativo alle caratteristiche

individuali dell’individuo, pensiamo alla varietà

dei fototipi cutanei, per cui abbiamo soggetti

detti melano-compromessi che non hanno nessuna

capacità di abbronzarsi e risultano molto sensibili

all’esposizione e, all’estremo opposto, i soggetti melano-protetti

che hanno la pelle naturalmente scura

e risultano molto resistenti al rischio scottatura.

Nell’ambito dei soggetti potenzialmente a rischio,

maggiore è l’esposizione e maggiore è il danno che

può verificarsi in termini, ad esempio, di fotocheratocongiuntivite

che può interessare naviganti,

sciatori, persone che soggiornano o vivono a quote

elevate per periodi più o meno lunghi.

Vi è tuttavia un rischio significativo anche per

chi lavora in condizioni di esposizione prolungata

come agricoltori, stradini, lavoratori esposti a lampade

o a strumenti con emissione nell’UV prossimo

e non: citiamo a titolo di esempio i saldatori.

Non torniamo ovviamente sull’argomento di chi

si espone alle lampade abbronzanti di cui abbiamo

già trattato.

In generale, è la banda degli UV-B la più pericolosa,

Figura 7 - Assorbimento

del cristallino per le

varie radiazioni dall’UV

all’IR.

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