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L' Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione ...

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FORUM PA ‘09<br />

L’ <strong>Agenzia</strong> <strong>per</strong> <strong>la</strong> <strong>diffusione</strong> <strong>delle</strong> <strong>tecnologie</strong> <strong>per</strong><br />

l’innovazione<br />

Prof. Renato Ugo<br />

Presidente<br />

Roma, 11 maggio 2009


L’ <strong>Agenzia</strong> <strong>per</strong> <strong>la</strong> <strong>diffusione</strong> <strong>delle</strong> <strong>tecnologie</strong> <strong>per</strong><br />

l’innovazione<br />

L’<strong>Agenzia</strong> è<strong>per</strong>sona giuridica di diritto pubblico dotata di autonomia tecnicoscientifica,<br />

rego<strong>la</strong>mentare, organizzativa, gestionale, patrimoniale, finanziaria e<br />

contabile<br />

Lo Statuto dell’<strong>Agenzia</strong> è stato definito con DPCM del 8/4/2008<br />

La sede legale èa Mi<strong>la</strong>no presso <strong>la</strong> Camera di Commercio.<br />

L’<strong>Agenzia</strong> è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigi<strong>la</strong>nza del Ministro <strong>per</strong> <strong>la</strong><br />

Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (Autorità vigi<strong>la</strong>nte) ex art. 3 DPCM 30<br />

gennaio 2008.<br />

Il Presidente dell’<strong>Agenzia</strong>, Prof. Renato Ugo, è stato nominato con DM del<br />

04/12/2008. L’<strong>Agenzia</strong> da quel<strong>la</strong> data èo<strong>per</strong>ativa; nei primi 5 mesi ha messo a<br />

punto <strong>la</strong> sua prima proposta progettuale (Programma 2009‐2011) e ha definito<br />

quanto richiesto dallo Statuto e dalle regole/leggi dello Stato <strong>per</strong> <strong>la</strong> sua<br />

o<strong>per</strong>atività. Parte ha già ricevuto consenso del Ministero Vigi<strong>la</strong>nte sentito,<br />

quando richiesto dallo Statuto, il parere del Ministero dell’economia e <strong>delle</strong><br />

finanze.<br />

2


Il Consiglio di Amministrazione<br />

Il Consiglio di Amministrazione, con compiti di indirizzo, controllo e definizione <strong>delle</strong><br />

attività, èstato nominato con DM del 28/11/2008. Secondo quanto stabilito dal<br />

DPCM 30/01/2008 esso garantisce una rappresentanza designata pariteticamente<br />

da Amministrazioni centrali e regionali:<br />

• Alessandro Berdini – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e del<strong>la</strong> Ricerca<br />

• Mario Calderini – Regione Piemonte<br />

• Italo Candoni – Regione Veneto<br />

• Adriano De Maio –Regione Lombardia, Prov. e Comune di Mi<strong>la</strong>no<br />

• Bruno Ermolli – Ministero <strong>per</strong> <strong>la</strong> Pubblica Amministrazione e l’Innovazione<br />

• Andrea Freschi –Regione Basilicata<br />

• Remo Pertica –Ministero <strong>per</strong> lo Sviluppo Economico<br />

• Ernesto Somma –Ministero <strong>per</strong> i rapporti con le Regioni<br />

I rappresentanti nominati dalle amministrazioni regionali sono stati indicati di<br />

concerto nel<strong>la</strong> Conferenza <strong>delle</strong> Regioni e <strong>delle</strong> Province autonome.<br />

Il CdA si è già riunito 3 volte e si riunirà ancora il 14 maggio 2009.<br />

3


Le missioni<br />

• Promozione e coordinamento di <strong>per</strong>corsi innovativi di alta formazione<br />

• Previsione linee di tendenza dello sviluppo tecnico‐scientifico (technology<br />

foresight)<br />

• Assistenza, in partico<strong>la</strong>re tecnico‐scientifica, <strong>per</strong> <strong>la</strong> valutazione di progetti di<br />

innovazione industriale<br />

• Rilevazione <strong>delle</strong> esigenze di innovazione tecnologica in partico<strong>la</strong>re <strong>delle</strong> PMI e<br />

distretti industriali e facilitazione del trasferimento tecnologico dei risultati e<br />

<strong>delle</strong> competenze del<strong>la</strong> ricerca pubblica alle PMI<br />

• Valorizzazione proattiva del<strong>la</strong> ricerca pubblica e dei suoi brevetti e<br />

agevo<strong>la</strong>zione degli scambi con le imprese<br />

• Partecipazione allo sviluppo dello Spazio Europeo del<strong>la</strong> Ricerca e alle iniziative<br />

europee nell’ambito del trasferimento tecnologico<br />

• Realizzazione di studi e ricerche<br />

4


Rapporti con l’Unione europea<br />

Entro il 2009 si concluderà <strong>la</strong> procedura di adesione dell’<strong>Agenzia</strong> a TAFTIE,<br />

l’associazione europea che raggruppa le principali agenzie nazionali <strong>per</strong><br />

l’innovazione. L’ingresso in tale associazione contribuirà a creare opportunità<br />

di col<strong>la</strong>borazione e scambio di best practices.<br />

L’<strong>Agenzia</strong> intende anche partecipare ad alcuni programmi del<strong>la</strong> DG Imprese e<br />

Industria dell’Unione Europea in linea con <strong>la</strong> sua missione e cioè:<br />

• CIP, programma <strong>per</strong> <strong>la</strong> competitività e l’innovazione;<br />

• PRO‐INNO EUROPE, finalizzato a supportare iniziative di studio e di definizione<br />

di politiche <strong>per</strong> l’innovazione a livello europeo;<br />

• EUROPE INNOVA, un <strong>la</strong>boratorio <strong>per</strong> l’individuazione e valutazione di nuovi<br />

strumenti di supporto all’innovazione, cui partecipano agenzie <strong>per</strong><br />

l’innovazione, TTO, incubatori, intermediari finanziari e associazioni di imprese.<br />

5


Rapporti internazionali<br />

Accordi bi<strong>la</strong>terali sono in via di stipu<strong>la</strong>zione nell’ambito di specifiche attività<br />

dell’<strong>Agenzia</strong>, quali l’alta formazione e il technology foresight. Per <strong>la</strong> realizzazione<br />

degli stage all’estero <strong>per</strong> <strong>la</strong> formazione manageriale del <strong>per</strong>sonale degli ILO/TTO<br />

italiani, al fine di approfondire <strong>la</strong> best practice, sono stati stipu<strong>la</strong>ti accordi con:<br />

Medical Research Council Technology (UK), Cranfield University (UK), CERN (CH), Isis<br />

Innovation Oxford (UK), Dubiotech (EUA), Karolinska Institutet Innovations (S), Heriot‐<br />

Watt University (UK), Manchester University (UK), MIT (USA), Steinbeis (D).<br />

Sono previsti contatti con <strong>la</strong> rete europea ProTon, che unisce ca. 600 strutture di ricerca<br />

Europee ed èrivolta allo sviluppo del trasferimento tecnologico, e con i gruppi di<br />

<strong>la</strong>voro di alcune Piattaforme Tecnologiche Europee <strong>per</strong> gli aspetti di previsione<br />

tecnologica.<br />

Per attivare un monitoraggio tecnologico tramite il supporto di istituti o enti o<strong>per</strong>anti in<br />

importanti paesi extraeuropei, quali USA, Giappone, Israele, l’<strong>Agenzia</strong> si appoggerà<br />

al<strong>la</strong> col<strong>la</strong>borazione degli addetti scientifici o, in mancanza, dei competenti uffici del<br />

Ministero degli esteri. Tale col<strong>la</strong>borazione ègiàin atto negli USA e nel Regno Unito.<br />

6


Accordi quadro<br />

Sono in via avanzata di definizione e di firma i seguenti accordi quadro o<br />

protocolli d’intesa:<br />

• A livello di enti nazionali:<br />

– CRUI<br />

– CNR<br />

– ISS<br />

– ENEA<br />

Gli accordi mirano all’Alta Formazione manageriale, al technology foresight e al<br />

supporto <strong>per</strong> quanto attiene al tema del<strong>la</strong> valorizzazione e <strong>diffusione</strong> dei risultati<br />

del<strong>la</strong> ricerca pubblica presso le PMI e i distretti industriali.<br />

• A livello internazionale:<br />

– ISSNAF, the Italian Scientists and Scho<strong>la</strong>rs in North America Foundation,<br />

organizzazione nonprofit finalizzata a promuovere l’interazione nel campo del<strong>la</strong><br />

R&S tra I ricercatori italiani attivi in nord‐america e glientidiricercae le Università<br />

italiane.<br />

• A livello di fondazioni:<br />

– Fondazione Tronchetti‐Provera<br />

7


I progetti nel trienno 2009‐2011<br />

(pianificazione preliminare)<br />

– VALUTAZIONE EX ANTE / EX POST DI PROGETTI INDUSTRIALI DI INNOVAZIONE O DI<br />

RICERCA CON RICADUTA INDUSTRIALE<br />

– ALTA FORMAZIONE MANAGERIALE PER LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA<br />

PUBBLICA<br />

– DOTTORATI TECNICO‐SCIENTIFICI INTEGRATI CON ELEMENTI DI CULTURA DI<br />

IMPRESA<br />

– EVIDENZIAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DI CONOSCENZE E DI<br />

BREVETTI DELLA RICERCA PUBBLICA<br />

– SELEZIONE E “VESTIZIONE” DEI BREVETTI DELLA RICERCA PUBBLICA ITALIANA<br />

– DIFFUSIONE DI TECNOLOGIE E CONOSCENZE VERSO LE PMI E I DISTRETTI<br />

INDUSTRIALI<br />

– TECHNOLOGY FORESIGHT<br />

8


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

• Diretti:<br />

OBIETTIVI<br />

– Rafforzare skills e professionalità degli addetti a TTO/ILO<br />

– Creare un numero significativo di es<strong>per</strong>ti/manager di alto livello<br />

nell’ambito del TT<br />

• Indiretti<br />

– Aumentare efficacia TTO/ILO<br />

– Aumentare <strong>la</strong> professionalità <strong>delle</strong> re<strong>la</strong>zioni tra i sistemi del<strong>la</strong><br />

ricerca pubblica e <strong>delle</strong> imprese<br />

– Rafforzare <strong>la</strong> <strong>diffusione</strong> dell’innovazione tecnologica originata<br />

dal<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

9


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

ENTI ELEGGIBILI<br />

• Università<br />

• Consorzi interuniversitari<br />

• Enti pubblici di ricerca nazionali<br />

• Agenzie regionali innovazione<br />

• Parchi scientifici e incubatori<br />

• Altre organizzazioni nazionali di trasferimento tecnologico ( TT )<br />

• Fondazioni scientifiche<br />

FINANZIAMENTO<br />

• Compartecipazione <strong>Agenzia</strong> –Enti di provenienza: definita di volta in volta con<br />

i diversi enti eleggibili<br />

• Cofinanziamenti esterni (Regioni, enti locali, …) quando disponibili<br />

10


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO<br />

Corso propedeutico<br />

1° corso (livello standard) : 11<br />

maggio 2009<br />

2° corso (livello advanced): 8<br />

giugno 2009<br />

I primi due corsi sono già<br />

completi<br />

Sono previsti altri 2 corsi in<br />

ottobre/novembre 2009 e 2 nel<br />

primo semestre 2010<br />

Stage all’estero<br />

Follow up<br />

Contenuti didattici in linea con raccomandazioni del Progetto Cert ‐TTT‐M (VI°<br />

PQ) (Dicembre 2008)<br />

11


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

CARATTERISTICHE<br />

• Allievi in au<strong>la</strong>: 15<br />

• Durata: 2 settimane intensive full time<br />

• Lingua: inglese<br />

• Verifica finale<br />

• Livelli:<br />

– Standard (es<strong>per</strong>ienza specifica non richiesta)<br />

– Advanced (es<strong>per</strong>ienza specifica richiesta >2 anni)<br />

12


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

STAGE<br />

• Durata: 2/3 mesi<br />

• Numero formandi: 30‐40<br />

– selezionati tra i partecipanti ai corsi<br />

• Tipologia del<strong>la</strong> sede dove effettuare lo stage: TTO/ILO straniero qualificato e di<br />

comprovato successo, con es<strong>per</strong>ienza coerente con l’area di attività dell’ente<br />

di provenienza<br />

• Scelta: elenco in via di completamento di sedi preselezionate e preavvertite<br />

ma con possibilità di scelta di altre sedi, se disponibili, da parte dei formandi<br />

(Paesi: USA, UK, D, CH, SV, EAU)<br />

13


Alta formazione manageriale<br />

Valorizzazione del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

FOLLOW UP<br />

• Attività al rientro a cura del formando:<br />

– Re<strong>la</strong>zione finale di progetto<br />

– Diffusione best practices acquisite<br />

– Proposta di interventi organizzativi <strong>per</strong> il TTO di provenienza<br />

– Re<strong>la</strong>zioni stabilite con ente ospitante ( creazione di rete internazionale)<br />

MONITORAGGIO<br />

• Monitoraggio del<strong>la</strong> ricaduta dell’iniziativa <strong>per</strong>:<br />

– <strong>per</strong>sona ( inserimento nel TTO o ILO di provenienza)<br />

– struttura/ente di provenienza (introduzione <strong>delle</strong> best practices)<br />

– sistema nazionale ( creazione di una rete di ILO e TTO di crescente<br />

efficienza)<br />

14


Dottorati tecnico‐scientifici integrati con<br />

elementi di cultura di impresa<br />

OBIETTIVI<br />

• integrare <strong>la</strong> formazione di dottorandi in discipline tecnico‐scientifiche con<br />

logiche e competenze del mondo <strong>delle</strong> imprese;<br />

• fornire il background culturale necessario:<br />

– ai potenziali neo‐imprenditori, <strong>per</strong> valutare consapevolmente l’opportunità di<br />

affrontare l’affascinante ma difficile <strong>per</strong>corso del<strong>la</strong> creazione di imprese sciencebased;<br />

– ai dottorati che rimarranno nelle carriere accademiche, <strong>per</strong> comprendere le<br />

logiche industriali dello sviluppo tecnologico, in considerazione del<strong>la</strong> sempre più<br />

frequente interazione e col<strong>la</strong>borazione con le imprese.<br />

15


Dottorati tecnico‐scientifici integrati con<br />

elementi di cultura di impresa<br />

Si è oggi allo stadio di fattibilità del progetto definendo, in col<strong>la</strong>borazione con <strong>la</strong> CRUI, con<br />

Università con alta competenza nel campo dell’economia aziendale(<strong>per</strong> esempio<br />

Bocconi, Politecnico di Mi<strong>la</strong>no, etc.) e di concerto con MIUR e Confindustria, uno<br />

specifico <strong>per</strong>corso formativo:<br />

1° modulo: corso di ca. 4 settimane su tecniche gestionali (organizzazione,<br />

contabilità/bi<strong>la</strong>ncio, finanza e controllo, marketing, etc.), manageriali (gestione e<br />

controllo di un sistema complesso o di un progetto aziendale, metodologie di analisi<br />

dello sviluppo strategico) e di cultura imprenditoriale (valutazione e gestione del<br />

rischio, scelte di sviluppo industriale, valutazione <strong>delle</strong> prospettive di nuove <strong>tecnologie</strong><br />

in funzione aziendale), con parti comuni e parti specialistiche di approfondimento a<br />

seconda degli interessi (ad es. <strong>per</strong> l’inserimento in un’azienda o <strong>per</strong> <strong>la</strong> creazione di<br />

imprese science‐based);<br />

2° modulo: tecniche di impostazione di un business p<strong>la</strong>n <strong>per</strong> <strong>la</strong> valorizzazione industriale /<br />

commerciale dei risultati di un progetto di ricerca e analisi <strong>delle</strong> necessità finanziarie e<br />

<strong>delle</strong> modalità <strong>per</strong> coprirle/sostenerle<br />

16


Evidenziazione e valorizzazione del patrimonio di<br />

conoscenze e di brevetti del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

Il progetto èin fase di definizione, a tale scopo si sta attivando un gruppo di<br />

<strong>la</strong>voro.<br />

Il progetto si deve artico<strong>la</strong>re in due fasi:<br />

1° fase: approfondire <strong>la</strong> conoscenza dello stato in Italia dei rapporti tra imprese e<br />

ricerca pubblica, partendo dalle molte informazioni già disponibili e<br />

integrandole con:<br />

– indagine su struttura ed efficacia <strong>delle</strong> attività degli attuali ILO e TTO nell’area<br />

del<strong>la</strong> ricerca pubblica;<br />

– rilevamento dei ricavi generati nell’ambito <strong>delle</strong> strutture del<strong>la</strong> ricerca pubblica da<br />

attività di trasferimento tecnologico (licenze, royalties, etc.);<br />

– verifica del<strong>la</strong> realizzazione in molte strutture pubbliche o nei Ministeri competenti<br />

di motori di ricerca <strong>per</strong> evidenziare in maniera intelligente le competenze e i<br />

risultati del<strong>la</strong> ricerca.<br />

17


Evidenziazione e valorizzazione del patrimonio di<br />

conoscenze e di brevetti del<strong>la</strong> ricerca pubblica<br />

2° fase:<br />

Attuazione di un test pilota su due strutture di ricerca pubblica (CNR o ENEA,<br />

ISS) <strong>per</strong> uniformare linguaggi e criteri di ricerca <strong>delle</strong> loro banche dati, (o<br />

eventualmente motori di ricerca) in funzione del trasferimento in una banca<br />

dati integrata e del<strong>la</strong> successiva realizzazione di un motore di ricerca<br />

intelligente, accessibile e fruibile anche <strong>per</strong> imprese di media dimensione.<br />

Questo test ha lo scopo di essere esteso progressivamente a tutta <strong>la</strong> ricerca<br />

pubblica nazionale.<br />

18


Selezione e “vestizione” dei brevetti del<strong>la</strong> ricerca<br />

pubblica italiana<br />

Un brevetto ha valore e significato <strong>per</strong> un suo eventuale sviluppo<br />

industriale se:<br />

• E’ ampiamente esteso nei Paesi più industrializzati (USA, UE, Giappone,<br />

etc.)<br />

• E’ parte di un blocco di co<strong>per</strong>tura<br />

• Ha sufficiente vita brevettuale da <strong>per</strong>mettere un ritorno dei costi di<br />

sviluppo<br />

• La validità di una sua applicabilità <strong>per</strong> lo sviluppo èsostanziata<br />

dall’esistenza di una “proof of concept”<br />

In conclusione il brevetto deve essere “vestito” <strong>per</strong> essere appetibile.<br />

19


Selezione e “vestizione” dei brevetti del<strong>la</strong> ricerca<br />

pubblica italiana<br />

Studio di fattibilità finalizzato ad attivare:<br />

• una selezione, via,via progressiva degli oltre 2200 brevetti prodotti dal<strong>la</strong><br />

ricerca pubblica e depositati all’estero (di cui più di 700 già concessi –dati a<br />

dic. 2007), scegliendo quelli ancora interessanti <strong>per</strong> uno sviluppo; il gruppo<br />

o<strong>per</strong>ativo <strong>per</strong> <strong>la</strong> selezione deve includere anche es<strong>per</strong>ti brevettuali, di licenze,<br />

di contrattualistica e di conoscenze industriali settoriali anche di origine<br />

aziendale se necessario;<br />

• <strong>la</strong> “vestizione” dei brevetti selezionati con le necessarie s<strong>per</strong>imentazioni che<br />

possano confermare/concretizzare il loro potenziale applicativo (proof of<br />

concept) e renderli quindi attraenti <strong>per</strong> l’acquisizione e lo sviluppo da parte<br />

dell’industria.<br />

Lo studio partirà dal settore farmaco e bio‐medicale, dove le attività<br />

<strong>per</strong> raggiungere <strong>la</strong> proof of concept potrebbero essere assicurate dall’ISS e<br />

da alcuni IRCCS.<br />

20


Valutazione di progetti di innovazione industriale<br />

• Lo scopo è il supporto o<strong>per</strong>ativo dell’<strong>Agenzia</strong> a Ministeri e Regioni <strong>per</strong> <strong>la</strong><br />

valutazione tecnico‐scientifica di progetti di innovazione industriale o di ricerca<br />

con ricaduta industriale;<br />

• Il progetto è<strong>la</strong> messa a punto di una rigorosa metodologia standard di valutazione<br />

tecnico‐scientifica, che si possa flessibilmente adattare alle varie tipologie dei<br />

bandi, di progetti di ricerca industriale presentati a Ministeri o Regioni. Messa a<br />

punto in parallelo di una banca dati di es<strong>per</strong>ti sufficientemente modu<strong>la</strong>ta <strong>per</strong><br />

settori;<br />

• Messa a punto di un sistema di gestione informatica del processo di valutazione<br />

che possa essere adattato alle varie strutture (Ministeri, Regioni, Comuni e<br />

Agenzie locali) e che sia compatibile con quanto già messo a punto da alcuni<br />

Ministeri, Regioni o Agenzie Regionali.<br />

Il progetto è in fase avanzata dal punto di vista del<strong>la</strong> metodologia e del<strong>la</strong> gestione<br />

informatica e sta procedendo nel<strong>la</strong> definizione di una banca dati di es<strong>per</strong>ti ( a<br />

partire dal<strong>la</strong> banca dati del<strong>la</strong> UE, del MIUR Fondo FAR e del MISE Fondo FIT) che<br />

sia modu<strong>la</strong>ta settorialmente.<br />

21


Technology Foresight<br />

• E’ in atto una prima selezione di strutture e organismi nazionali e internazionali di cui<br />

avvalersi in outsourcing <strong>per</strong> attività di technology foresight;<br />

• E’ in corso un esame di fattibilità di un’eventuale partecipazione istituzionale in uno<br />

specifico istituto internazionale con es<strong>per</strong>ienza nel settore del monitoraggio<br />

tecnologico e del<strong>la</strong> definizione di linee di politica nazionale <strong>per</strong> lo sviluppo scientifico e<br />

tecnologico;<br />

• Si intende attivare un gruppo di <strong>la</strong>voro <strong>per</strong> definire quanto necessario <strong>per</strong> un’adeguata<br />

valorizzazione di quanto prodotto nelle Piattaforme Tecnologiche Europee come base<br />

<strong>per</strong> technology foresight settoriali.<br />

L’attività di technology foresight è quindi attualmente rivolta all’approfondimento <strong>delle</strong><br />

opzioni concretamente <strong>per</strong>seguibili, che possano <strong>per</strong>mettere all’<strong>Agenzia</strong> di contribuire<br />

al<strong>la</strong> definizione di strategie di sviluppo tecnologico o di identificazione dei potenziali<br />

rischi tecnologici a livello sia nazionale/regionale, sia di specifici settori industriali.<br />

22


Diffusione di <strong>tecnologie</strong> in partico<strong>la</strong>re quelle<br />

trasversali/abilitanti presso i distretti industriali e le PMI<br />

Una prima analisi ha evidenziato che, a causa del<strong>la</strong> partico<strong>la</strong>re strutturazione<br />

dell’industria italiana, il rapporto dell’<strong>Agenzia</strong> con le PMI e in partico<strong>la</strong>re con i distretti<br />

industriali e le reti di aziende deve passare attraverso una stretta col<strong>la</strong>borazione con le<br />

Regioni.<br />

Si è evidenziato che il livello di organizzazione e o<strong>per</strong>atività <strong>delle</strong> varie Regioni non è<br />

omogeneo; le Regioni possono essere suddivise in tre categorie, cioè:<br />

• Regioni che hanno effettuato analisi dettagliate e sono da anni o<strong>per</strong>ative con iniziative<br />

varie <strong>per</strong> diffondere le <strong>tecnologie</strong> presso i distretti industriali e le PMI;<br />

• Regioni che da alcuni anni hanno impostato un programma <strong>per</strong> definire e sviluppare<br />

man mano iniziative <strong>per</strong> diffondere le <strong>tecnologie</strong> presso i distretti industriali e le PMI;<br />

• Regioni che sono oggi ancora in una fase iniziale nel settore specifico<br />

E’ evidente che il rapporto con l’<strong>Agenzia</strong> dovrà essere diverso <strong>per</strong> le tre categorie.<br />

23


Diffusione di <strong>tecnologie</strong> in partico<strong>la</strong>re quelle<br />

trasversali/abilitanti presso i distretti industriali e le PMI<br />

Dopo una prima fase di opportuno approfondimento di quanto è giàstato fatto in passato<br />

in partico<strong>la</strong>re a livello regionale o nell’ambito di un coordinamento nazionale tra Stato,<br />

Regioni e eventualmente Confindustria e sindacati si intende iniziare con un test su tre<br />

distretti transterritoriali rilevanti, caratterizzati da diversi livelli di richiesta di supporto<br />

tecnologico, <strong>per</strong> i quali:<br />

• analizzare lo stato <strong>delle</strong> col<strong>la</strong>borazioni con <strong>la</strong> ricerca pubblica e i fattori limitanti da<br />

su<strong>per</strong>are;<br />

• mettere in evidenza i bisogni di innovazione tecnologica, che realisticamente possano<br />

trovare soluzioni da una col<strong>la</strong>borazione con <strong>la</strong> ricerca pubblica;<br />

• identificare, all’interno del<strong>la</strong> ricerca pubblica, strutture di ricerca e competenze<br />

tecnologiche su materie <strong>per</strong>tinenti, che possano fungere da offerta <strong>per</strong> <strong>la</strong> domanda di<br />

questi distretti;<br />

• definire specifiche modalità o<strong>per</strong>ative che <strong>per</strong>mettano di su<strong>per</strong>are gli attuali fattori<br />

limitanti <strong>per</strong> una più concreta utilizzazione di competenze / strutture del<strong>la</strong> ricerca<br />

pubblica .<br />

24


Piano di comunicazione<br />

Il Piano intende integrare strumenti tradizionali con nuovi “prodotti” di<br />

comunicazione volti ad attivare l’image building dell’<strong>Agenzia</strong>, valorizzandone <strong>la</strong><br />

mission e rendendo<strong>la</strong> più facilmente interpretabile come <strong>la</strong> <strong>diffusione</strong> di una<br />

cultura e accettazione dell’innovazione intesa nel senso più ampio.<br />

TARGET PRIMARIO: pubblico giovanile di età fra 15 e 19 anni che:<br />

• interpreta facilmente le potenzialità del cambiamento<br />

• rappresenta attualmente <strong>la</strong> fascia più sensibile e disposta all’innovazione<br />

• rappresenta l’universo dei potenziali fruitori <strong>delle</strong> <strong>tecnologie</strong> più innovative o di<br />

quelle di prossima generazione<br />

• promuove indirettamente l’immagine dell’<strong>Agenzia</strong> come motore<br />

dell’innovazione presso pubblici corre<strong>la</strong>ti (a parte <strong>la</strong> famiglia)<br />

Questo target èaffrontato con tre livelli di interazione:<br />

• Virtuale<br />

• Mediata<br />

• Diretta e al<strong>la</strong>rgata<br />

L’obiettivo è quello di promuovere una community giovanile centrata sul tema<br />

dell’innovazione e del successo attraverso l’innovazione.<br />

25


Piano di comunicazione<br />

TARGET SECONDARI: attirare l’attenzione verso l’<strong>Agenzia</strong> degli attuali “produttori<br />

e consumatori di innovazione” e cioè:<br />

• Stakeholders<br />

• Consumatori<br />

• Sistema economico produttivo<br />

Questo target èaffrontato con le tecniche tradizionali:<br />

• Creazione del logo e dell’immagine coordinata<br />

• Website<br />

• Media re<strong>la</strong>tions<br />

• Case‐history di <strong>per</strong>sonaggi noti di successo e molto amati dal pubblico che<br />

hanno ottenuto importanti risultati investendo in imprese innovative.<br />

L’obiettivo è quello di comunicare efficacemente il ruolo e l’identità dell’<strong>Agenzia</strong><br />

presso <strong>la</strong> fascia oggi più rilevante dell’opinione pubblica.<br />

26

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