maurizio fabrizio e “l'arte dell'incontro” - Campo de'fiori

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maurizio fabrizio e “l'arte dell'incontro” - Campo de'fiori

2 Campo de’ fiori

SOMMARIO

Editoriale:

100 .............................................................3

L’intervista:

MAURIZIO FABRIZIO e

“L’arte dell’incontro”:

una vita dedicata alla

musica.....................4-5

EMANUELE ANGELETTI

IL NUOVO PAUL Mc-

CARTNEY..............6 - 7

Case popolari: futuro del paese

o cemento criminale................................8

Roma che se n’è andata:

Michelangelo Merisi da Caravaggio: pittore

immenso...............................................10-11

Suonare Suonare:

Massimo Salvatorelli. Max Vobiscum........12-13

Se tu non vai al Museo il Museo viene da

te..............................................................14

Attenzione alla deprivazione uditiva......15

Cine Parade:

Looper. In fuga dal passato..........................16

Ecologia e ambiente:

I maggiori problemi ambientali.....................18

Il medico legale, questo sconosciuto.....20

L’unità e l’integrazione...........................22

Come eravamo:

Carnevale...................................................25

Restituiamo il giusto valore ai nostri

dialetti......................................................26

Danzando sotto l’albero... con la W.W.W.

FITNESS...................................................26

IPSEOA in un viaggio in cerca d’amore teatro,

teatro, teatro ....................................28

Intervista al Dott. Fabio Pescitelli specialista

in Taping Neuro Muscolare..............29

Scegliere la scuola per i propri figli nel

segno dell’interculturalità......................30

Trucco d’epoca:

Gli anni ‘90 ................................................31

Civita di Bagnoregio si popola di grandi

personalità. Perchè...............................32

Le auto della nostra infanzia....................33

Il Fumetto:

L’immortale................................................34

L’angolo del collezionista:

Puzzle........................................................35

Un favola bellissima................................36

Lezione di vivaismo al Verdeflora per i

ragazzi delle scuole di Fabrica di Roma.36

Vires meas ingravestente aetate...........38

Una “Fabrica di ricordi”:

Il mio paese e i suoi angoli più pittoreschi....39

Civita Castellana Carnevale

2013........................................40-41-42-43

Ronciglione Carnevale 2013.............44-45

Nepi Carnevale 2013...............................46

Fabrica di Roma Carnevale 2013 ..........47

Rignano Flaminio Carnevale 2013.........48

Magliano Sabina Carnevale 2013...........48

Gallese Carnevale 2013..........................49

Bracciano Carnevale 2013......................49

Corchiano Carnevale 2013.....................50

Roma Carnevale 2013.............................50

Messaggi..................................................51

Agenda...............................................52-53

Le proposte editoriali di Campo de’

fiori..........................................................54

I nostri amici...........................................55

Album dei ricordi....................56-57-58-59

Annunci gratuiti................................60-61

Oroscopo.................................................62

Selezione offerte immobiliari ..........63-64

Vogliamo ricordare questo avvenimento epocale con le due foto eleoquenti al lato. La prima a

sinistra, pubblicata sul numero 17 di Campo de fiori, in occasione dellelezione di Benedetto

XVI nel 2005; la seconda, insieme al Cardinale Agostino Vallini oggi, al momento delle sue dimissioni.

Le foto testimoniano come sia fortemente

cambiato il Papa in questi otto anni.

(Rimandiamo allarticolo di pagina 38).

Ecco, invece, una piccola, innocente filastrocca

della nostra tradizione popolare:

LABBANDONO DI BENEDETTO XVI

Io so r Papa Cardinale,

posso fa come me pare.

A chi ride e chi favelle,

na tirata de recchiarelle!


Campo de’ fiori 3

Cento è un bel numero, è un numero importante e Campo de’

fiori è arrivato al numero cento!

Ricordo ancora le critiche bonarie di qualche amico che, agli inizi

di questa avventura, ammoniva: “E’ facile partire, ma difficile pro

seguire!”. Quelle parole schiette, dettate sicuramente da una in

discussa buona fede, mi hanno dato, invece, lo sprone per sfatare

quel vaticinio, ed oggi posso festeggiare pienamente con tutti voi

i primi cento numeri, le prime cento perle di questa meravigliosa

collana, incorrotta ed incontaminata. Non è stato facile restare

indenne dai molteplici mal celati inviti della politica, ed anche,

qualche volta, dalla tentazione stessa di schierarmi. Ma la soddi

sfazione di essere restato neutrale, libero di ragionare con la mia

testa e dire sempre ciò che volevo dire, posso affermare, oggi, che

non ha eguali.

Campo de’ fiori è libera e con la sua enorme popolarità porta le

buone notizie, diffonde amore e rispetto per le nostre radici, le

nostre tradizioni, la nostra cultura, per il prossimo. I suoi racconti,

le storie, le foto ci portano, spesso, in un passato in cui tutti vor

remmo tornare.

La grande passione che anima i miei valenti collaboratori arriva

a voi, che ci ricambiate con affezione e stima. Tanti sono stati i

personaggi della cultura, dello sport e dello spettacolo che hanno

rilasciato gratuitamente le loro interviste; tanti sono gli amici che

di Sandro Anselmi

mi hanno aiutato a diffondere e distribuire Campo de’ fiori ed al

trettanti gli sponsors che sono stati, sono e saranno il suo unico

sostegno materiale.

Avervi visto aspettare trepidi, ogni mese, l’uscita di Campo de’ fiori, salendo più volte le scale della redazione

per chiedere se fosse arrivata; essere fermato per strada per esprimermi i vostri graditi complimenti ed of

frirmi perfino il vostro aiuto; richiedermi sempre più spesso le copie arretrate per poterle collezionare ed

addirittura rilegare, vi dico che fa sinceramente bene!

Cento numeri e dieci anni sono un traguardo che sembrava irraggiungibile, ma il vostro entusiasmo è il fon

damento della mia tenacia.

Vi chiedo ancora di continuare a seguirmi come avete fatto in tutti questi anni, nella speranza che le pagine

della mia rivista possano regalare un po’ di spensieratezza, di ilarità e d’amore, anche in momenti non facili

come questi che stiamo vivendo. Anzi, sono sicuro che è proprio adesso che riusciamo meglio ad apprezzare

letture facili, spontanee e libere. E Campo de’ fiori, allora, non può mancare nelle vostre case.

GRAZIE AI COLLABORATORI, GRAZIE AGLI SPONSORS, GRAZIE A VOI LETTORI!!!

AUGURIAMOCI ALTRI 100 E 100 E 100 … DI QUESTI NUMERI…


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Campo de’ fiori

MAURIZIO FABRIZIO

E “L’ARTE DELL’INCONTRO”:

UNA VITA DEDICATA ALLA MUSICA

“L’ Arte dell’ Incontro” è uno

spettacolo di teatro-canzone che

vede il ritorno sulle scene di uno

degli autori più prolifici degli ultimi 40 anni

della musica italiana. Vorremmo, però, considerarlo

più un progetto emozionale che

vede l’incontro dell’autore con i colleghi,

che, nel corso degli anni, hanno trasformato

il loro rapporto in una vera amicizia ed un

tentativo di restituire al pubblico alcuni gioiellini

della musica italiana. Parliamo di

Roby Facchinetti, Al Bano, Michele

Zarrillo, Fabio Concato, Angelo Branduardi,

Mango che si raccontano insieme

all’autore. Nato a Milano ma trasferitosi ben

presto in terra abruzzese, Maurizio Fabrizio

fin da giovane viene attratto dalla musica

soprattutto grazie alla formazione classica

avuta dalla famiglia e, dopo aver suonato

alla “Scala”, già nel 1970 forma un duo

con il fratello Popi ed insieme partecipano

alla Gondola D’Oro (Come il vento) ed al

Festival di Sanremo (Andata e Ritorno).

Sempre, Vai Valentina, Brividi, E’ la

mia vita, Strano il mio destino, Almeno

tu nell’universo, I migliori anni della

nostra vita, Un’emozione per sempre,

Aquarello, Che fantastica storia è la

vita, Bravi ragazzi, Sarà quel che sarà,

Storie di tutti i giorni sono solo alcune

delle canzoni scritte dal nostro autore...

“Lo spettacolo in realtà è stato ideato da

Sono suoi alcuni

dei più grandi

successi della

musica italiana

interpretati da

Al Bano, Zarrillo,

Zero, Mango,

Branduardi...

Alcuni momenti dello spettacolo

Katia Astarita per cercare

di mettere ordine a

questi 40 anni di ricordi in

musica ed insieme a tanti

artisti che nel tempo sono diventati

amici, ripresentiamo le canzoni più conosciute

raccontandone la storia e le

emozioni”, dichiara Maurizio, e Katia

aggiunge “Immaginate a casa nostra,

una quotidianità fatta di musica, di pianoforte,

di chitarra, di racconti, di

aneddoti meravigliosi che rimanevano

privati e nascosti tra le nostre mura...

ad un certo punto ho esclamato: Maurizio,

non è assolutamente possibile

che questa tua vita così entusiasmante

resti soltanto nostra! Ora deve diventare

assolutamente di dominio pubblico...

Ed ho aggiunto: andiamo a

Teatro, saliamo su un palco che in quel momento

diventa un salotto... è come aprire

le porte di casa nostra alla gente che non ci

conosce e che ha voglia di scoprire cos’e’

stata la musica che ci ha accompagnato per

quarant’anni. Maurizio ha veramente segnato

la storia della nostra musica!”.

Come è nata la scelta degli ospiti

“Abbiamo dato la precedenza ad artisti che

hanno lavorato con me, soprattutto grandi

amici... Branduardi, con cui ho passato veramente

tutta la mia giovinezza come arrangiatore

ed anche come autore, Mango,

con cui ho lavorato tantissimo fin dall’arrangiamento

del suo primo album, Roby Facchinetti,

Al Bano e Michele Zarrillo”. Negli

anni Ottanta suoi brani vincono per tre volte

il Festival di Sanremo: Storie di tutti i

giorni , cantata da Riccardo Fogli nel 1982,

Sarà quel che sarà cantata da Tiziana Rivale

nel 1983 e nel 1986 Grande grande


Campo de’ fiori

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Maurizio Fabrizio con Roby Facchinetti e Al Bano

La copertina del suo album

amore cantata da Lena Biolcati. Nel 1989

Mia Martini presenta sempre al Festival

Almeno tu nell’universo, scritta quindici

anni prima insieme a Bruno Lauzi “ispiratami

da un passaggio armonico di un adagio

di una sinfonia dell’autore austriaco Mahler

che avevo scoperto anni prima ed insieme

a Lauzi in una mezz’oretta” perché, aggiunge

Maurizio “in quei tempi a Milano ci

si radunava tutti noi giovani artisti allora

sconosciuti e si mangiava e si parlava insieme

ascoltando i Beatles ed Elton John:

era una splendida fusione di ingegni artistici...”.

Katia Astarita, compagna di vita ed in questa

operazione artistica, inizia con una passione

fortissima per il teatro e, sorrentina di

nascita, dopo la maturità classica si trasferisce

a Roma per frequentare l’accademia

con Tonino Pierfederici frequentando l’università

e laureandosi in storia e critica del

cinema.

Dopo tanto teatro, la folgorazione per

il cinema... “e dopo aver studiavo canto e

pianoforte, ho avuto la volontà e la voglia

di approfondire tutto ciò che mi incuriosiva

e mi resi conto di quanto mi piaceva scrivere.

Per cui, unendo tutte queste mie competenze,

ho cercato di fare qualcosa che mi

desse innanzitutto la gioia di lavorare in serenità

insieme a Maurizio con cui un anno

Il nostro Sandro Alessi con Maurizio Fabrizio

e Katia Astarita

fa avevo inciso un disco di sue canzoni intitolato

Bella la vita “.

Uno spettacolo emozionale che può soltanto

far star bene tutti coloro che amano

la musica italiana, in scena alla Sala Umberto

in alcune date tra Febbraio e Marzo,

assolutamente da non perdere.

Sandro Alessi


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Campo de’ fiori

EMANUELE ANGELETTI

IL NUOVO PAUL McCARTNEY

Da Civita Castellana a Londra per interpretare il musical sui Beatles

Ho conosciuto Emanuele Angeletti,

quando, insieme agli altri componenti

del gruppo Apple Pies, venne in

redazione per promuovere il loro nuovo

disco. Ho avuto il piacere di incontrarlo nuovamente,

dopo quasi un anno, nello stesso

luogo, per una nuova intervista, ma le cose

per lui sono cambiate, e di molto. Intanto il

gruppo che, per anni, è stata una delle

cover dei Beatles più apprezzate in tutta

Italia, si è sciolto a seguito dell’uscita di

Emanuele, attualmente impegnato a Londra.

Infatti, nella primavera scorsa, tre dei

quattro componenti volano insieme in Inghilterra

dopo aver risposto all’annuncio di

un casting che avrebbe selezionato gli attori

del musical Let it be.

Emanuele, parlaci di questo musical

È semplice. Racconta la storia dei Beatles

attraverso le loro canzoni, ripercorrendo i

vari periodi della loro carriera, anche con i

cambiamenti d’immagine che li hanno caratterizzati.

È sostanzialmente un concerto,

non ci sono balletti né attori, gli attori siamo

noi. Io interpreto Paul McCarteney e solo tra

una canzone l’altra riproponiamo alcune

frasi dette da loro che hanno fatto clamore.

Tu sei l’unico italiano

Sì.

Come sei arrivato lì

Con il gruppo Apple Pies, col quale da tanti

anni facevamo già questo tipo di spettacolo,

anche se in forma molto più modesta, abbiamo

risposto ad un annuncio in internet

di audizioni per creare un nuovo cast, che

avrebbe dovuto portare in scena il musical

Let it be, spettacolo già di grande successo

in America. Un’opportunità straordinaria,

considerando anche il fatto che a Londra,

dove i Beatles sono una vera e propria istituzione,

era la prima volta che si realizzava

un musical su di loro. L’occasione è stata

quella dei 50 anni dalla loro nascita. Tra i

tantissimi che si sono presentati, con

grande onore, sono stato scelto solo io.

Ti è dispiaciuto lasciare gli Apple Pies

Sì, perché si sono sciolti e poi perché al momento,

non possiamo proseguire il nostro

progetto degli inediti.

Come hai appreso la notizia

Già durante il nostro provino, avevo notato

uno dei selezionatori che mi aveva messo

gli occhi addosso. Usciti, mi hanno chiesto

di fermarmi perché erano ancora alla ricerca

di un McCartney ed avrebbero voluto risentirmi.

Poi mi hanno fatto sonare insieme agli

altri ragazzi che già erano stati selezionati,

ma mi hanno congedato dicendomi che si

riservavano di decidere solo dopo l’ultima

audizione. Il giorno dopo, quando ero già

tornato in Italia, terminate definitivamente

le audizioni, sento il mio telefono squillare,

vedo un numero col prefisso inglese e capisco

che sono loro. Arriva la tanto attesa

conferma. per la quale ero sinceramente un

po’ scettico, ed inizio a saltare di gioia!

Sei partito subito

Sono partito a luglio, insieme agli altri nove

prescelti, alla volta del Canada, dove siamo

rimasti un mese per seguire in tour il

gruppo che in America già porta in scena

questo musical. Lì c’è stata la fase del “rodaggio”,

dove ci hanno addirittura fatto interpretare

ben sette dei loro spettacoli.

Poi siete tornati in Inghilterra

Sì, il 14 settembre abbiamo debuttato a

Londra. I primi dieci giorni di anteprime

sono stati riservati alla stampa, poi l’open

night il 24 settembre ed abbiamo proseguito

fino al 19 gennaio, data che era stata

inizialmente fissata come ultima. Senon

chè, il musical ha riscosso un successo tale

da convincere i produttori a prolungarlo.

Dopo questa breve pausa di una settimana

che mi ha permesso di tornare qualche

giorno tra i miei, e di spostare tutto il materiale

di scena in un altro teatro londinese,

il primo febbraio cominceremo con la seconda

parte che si concluderà ad ottobre.

La critica come vi ha accolto

Bene, l’unica vera critica negativa che ci

hanno rivolto è stata per il fatto che Let it

be non sia un vero e proprio musical, perché

se così fosse stato, le canzoni sarebbero

passate in secondo piano. Esso, in realtà, è

un concert musical.

Dopo ottobre

Vediamo cosa succede. Ma l’intenzione e la

voglia sono quelle di portare il musical

anche nel resto d’Europa.

Ci sono stati anche personaggi famosi

che sono venuti a vedervi

Sì. Hugh Grant, Richard Gere, Zola, Edoardo

Bennato che mi ha contattato personalmente,

anche se dopo aver ascoltato il messaggio

che mi aveva lasciato in segreteria

telefonica, credevo fosse uno scherzo.

Siamo stati a cena insieme e lo spettacolo

gli è piaciuto talmente tanto che è venuto a

vederlo tre volte con la moglie e la figlia.

C’è una grandiosa novità! Sei diventato

Paul McCartney a tutti gli effetti.

Debutterai da mancino, non è vero

Sì, in questa seconda fase di spettacoli suonerò

con la mano sinistra. È stata dura perché,

all’atto pratico, è stato un po’ come


Campo de’ fiori

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ricominciare da capo. Il vantaggio, infatti, è

nel fatto che il cervello conosce già tutto.

Da tempo mi ronzava per la testa questa

idea, poi l’occasione iniziale mi si è presentata

grazie ad un mio amico al quale ho

chiesto di prestarmi un basso mancino che

aveva messo da parte. Dopo due, tre mesi,

si è iniziato a vedere finalmente qualcosa.

Quando abbiamo provato con tutto il

gruppo, i produttori sono rimasti entusiasti.

Certo, rispetto a prima sono molto più concentrato,

dovrò acquistare la disinvoltura

necessaria, ma mi piace. Non sono più solo

cantante, ma anche attore. Tutti i sosia di

Paul McCartney sono stati sempre criticati

proprio per il fatto che hanno sempre suonato

con la destra. Ora non potranno più

rimproverarmi nulla.

E per assomigliargli anche fisicamente,

prima di salire sul palco cosa

fai

Abbiamo molti trucchi di scena e da anni

studiamo le caratteristiche fisiognomiche

dei nostri personaggi. Non ci possiamo far

truccare dalle truccatrici, ci trucchiamo da

soli.

Come ti trovi in Inghilterra

Bene, Londra è una città che funziona, ci

sono mezzi a tutte le ore, per esempio.

Anche se, a dire il vero, la trovo un po’ noiosa.

Gli inglesi hanno un modo completamente

diverso dal nostro di divertirsi. Non

esistono bar ma solo pub. E poi sono troppo

abitudinari. Se potessi scegliere, non vivrei

a Londra. Insomma, tutto bello tranne il

caffè.

Cosa ti manca dell’Italia

Mi manca anzitutto la mia famiglia, poi gli

amici ed il nostro modo di divertirci.

Dopo di anni di gavetta, Emanuele Angeletti

si sta finalmente godendo il successo meritato!

Siamo certi che questo è, senz’altro,

solo l’inizio e chissà se non lo potremo vedere

presto volare anche oltreoceano!

Intanto, non possiamo che augurargli un

grande in bocca al lupo!

Ermelinda Benedetti


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Campo de’ fiori

Nei Paesi nordici dell’U.E. sono simbolo d’armonia del vivere quotidiano

e di democrazia, in Italia significano degrado. Perché

CASE POPOLARI: FUTURO DEL PAESE

O CEMENTO CRIMINALE

Tor Bella Monaca

Il fenomeno del Social

Housing, come viene

definito in Europa,

l’Europa delle grandi democrazie,

è simbolo di

buona amministrazione, di

integrazione tra Stato e

di Giuseppe senso civico nonché

Ferone espressione di grande democrazia.

Case belle, pulite, pubbliche, criteri

di assegnazione razionali, meritevoli,

integrazione da invidiare, armonia civica e

perfetto equilibrio tra cittadini e ambiente.

Queste sono le case popolari europee. Questo

succede nelle grandi metropoli tedesche,

danesi, norvegesi, ecc…

Ma ora passiamo all’Italia, in particolare

nella capitale, a Roma. Case popolari significano

quartieri di periferia. Degrado, microcriminalità,

droga, rapine. Ma perché tutto

ciò che noi italiani cerchiamo di prendere ad

esempio dagli altri cugini europei o non ci

viene o ci viene male

Il diritto alla casa si afferma nei primi anni

del Novecento in Italia, per far fronte al problema

della necessità di abitazioni economiche,

con lo stretto indispensabile per

vivere, per le masse popolari a basso reddito.

La Legge Luzzati del 1903 prevedeva

infatti la costituzione di istituti per le case

popolari a carattere pubblico e senza scopo

di lucro. Tali agenzie vennero poi riformate

nel 1938. Capiamo dunque che sulla tempistica

l’Italia non ha nulla da invidiare agli

altri paesi europei. Ciò che ci contraddistingue

sono però i mezzi e la serietà con cui si

cerca di dare consistenza pratica a dei principi

generali ed astratti.

Per puntare sulla politica dell’housing sociale

serve infatti il totale rispetto per determinati

e specifici criteri, come ad esempio

la razionalità delle assegnazioni (ex.: i disabili

collocati sempre al piano terra, ecc…).

Vanno poi rispettati una serie di caratteri

estetici e pratici, il tutto per permettere al

futuro quartiere popolare di entrare in armonia

con le altre zone confinanti e di permettere

una completa integrazione tra i

residenti del quartiere popolare con gli abitanti

dei quartieri limitrofi. Ciò è assolutamente

necessario per far sì che non si dia

vita ad un ghetto, il cosiddetto “pugno nell’occhio”

rispetto all’armonia degli altri quartieri

storici che esistono già da decine di

anni o addirittura da secoli. Se un nuovo

quartiere popolare, con i primi anni di vita,

acquista la nomina di quartiere pericoloso e

degradato, purtroppo sarà destinato a portarsi

dietro tale epiteto per molti anni, e con

tutte le conseguenze disastrose del caso.

Un altro criterio razionale che incide sulla

futura vivibilità del quartiere è l’assegnazione

delle case: è ovvio

che l’housing sociale è

basato sul principio del

diritto alla casa per i

meno abbienti ma ciò significa

che il metro per

l’assegnazione è il reddito

annuo o mensile dei futuri

residenti. E’ vero

anche che il diritto alla

casa è fondamentale

anche per ex detenuti in

cerca di un reintegro sociale

all’interno della città

e del posto di lavoro, ma

un quartiere o una palazzina che sia, vanno

costruite a tavolino mantenendo un certo

equilibrio sociale: persone poco abbienti, ex

detenuti, anziani, disabili e persone con

problemi ad inserirsi nella società vanno inseriti

tutti seguendo una precisa razionalità.

E’ impensabile creare una palazzina di soli

disabili o di soli ex detenuti perché con gli

anni questi potrebbero avere seri problemi

ad integrarsi con il quartiere.

Campo de fiori è andato, in merito, ad intervistare

l’on. Massimiliano Lorenzotti, Presidente

dell’VIII Municipio di Roma Capitale,

il cosiddetto “Municipio delle Torri”, così denominato

per la grande quantità di palazzine

popolari al proprio interno. L’VIII

Municipio ospita infatti il nuovo quartiere di

Tor Bella Monaca, sorto circa una trentina

di anni fa (a cavallo tra gli anni Ottanta e

Novanta). Un quartiere totalmente popolare

salito alla cronaca per il vasto sviluppo di

criminalità al suo interno.

Presidente Lorenzotti, come nasce Tor

Bella Monaca

Tor Bella Monaca nasce per rispondere ad

un’esigenza abitativa per gente che non ha

casa e non può permettersela. Soprattutto

gente di periferia. Per rispondere a questa

esigenza, però, viene fatto un lavoro sbrigativo,

rapido, troppo veloce. Ci si avrebbe

dovuto impiegare tre anni per costruirla ed

invece i lavori in un anno solo vengono conclusi

. Un lavoro con il criterio del “tutti dentro”.

Un tutti dentro senza criterio, senza

regole, senza selezione, senza pensiero né

ragionamento. Il risultato sono delle case di

sofferenza dove è possibile trovare un disabile

al quattordicesimo piano della palazzina

e con l’ascensore rotto. Il delinquente spacciatore

che usa casa come il proprio ufficio.

La ragazza madre a sedici anni, che si ritrova

a trent’anni senza lavoro e con altri

sei figli. Queste sono le situazioni più comuni.

E’ nato un ghetto.

E dal punto di vista architettonico

Dal punto di vista architettonico Tor Bella

Monaca è un tombino. Nessuna parola sarebbe

in grado di

descriverla meglio:

“grigio”. Grigio non

è solo un colore, è

una filosofia. La filosofia

del grigiore

urbano. Un concetto

urbanistico

da sempre diffuso

nei paesi dell’est

Massimiliano Lorenzotti

europeo come

l’Unione Sovietica. Distruggere tutto pensando

che tanto c’è lo Stato che aggiusta,

che ripara, che provvede. Lamentarsi poi se

lo Stato ritarda nei lavori. Fare i vandali, distruggere

gli ascensori dimenticandosi di

pensare che il disabile non potrà salire al

quattordicesimo piano per andare a casa.

Imbrattare i muri del condominio facendoli

diventare ancora più grigi. Questa è Tor

Bella Monaca. Un ghetto di trentamila abitanti.

Tor Bella Monaca è un quartiere totalmente

popolare

Vi dico solo che un terzo delle case popolari

presenti a Roma sono a Tor Bella Monaca.

Ho detto tutto.

Ci parli più in generale del Municipio

da lei amministrato

L’ VIII Municipio, meglio conosciuto come il

Municipio delle Torri, si estende nella zona

sud-est del centro storico della Capitale,

molto lontano dallo stesso, 20 chilometri

circa. Si tratta di un territorio estesissimo,

molto popolato e popolare. Si fa prima ad

arrivare da Roma centro a Frosinone che attraversare

tutto il territorio del municipio,

anche perché il vero traffico è in periferia e

non in centro. Il nostro territorio è ricco di

storia e di reperti archeologici più o meno

rari, ma mai resi pubblici nel corso del

tempo. E’ una di quelle situazioni per cui un

genitore deve scegliere quale dei due figli

far studiare: sono bravi e promettenti tutti

e due ma solo uno si potrà accontentare, e

purtroppo il nostro municipio è stato il figlio

che non si è potuto far studiare.


10 Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Michelangelo Merisi daCaravaggio: pittore immenso

troppo viscerale per poter ben figurare nei

festini segreti dei Cardinali. Il pittore, per dimostrarle

che è bellissima, la dipinge nei

panni della: “Maddalena penitente”, un

quadro a cui Annuccia si affeziona al punto

che vorrebbe tenerlo sempre con sè.

Quando Anna Bianchini posa la prima volta

per Caravaggio ha sedici anni, allora è la

Madonna nel dipinto: “Riposo durante la

fuga in Egitto”. Una volta, il pittore le chiede

se avesse voglia di sposarlo e lei, con lo

sguardo pieno di tristezza, gli dice di no,

perché non risponde esattamente al suo

tipo d’uomo. Non ci sono tipi d’uomo o di

donna, io sono Michelangelo tu Annuccia,

risponde il pittore, ci sono soltanto individui

fatti di carne e ossa. Ad un certo momento

Annuccia decide di convertirsi ed esprime il

desiderio di entrare nella Casa Pia a Trastevere,

al Convento delle Convertite, però non

è bella e alle Convertite prendono prostitute

giovani e belle, qui ci sono le ragazze più

belle di Roma; dalle Convertite esce dopo

appena un anno senza mai spiegare il perché.

Torna, allora, sulla strada segnando

così inesorabilmente non solo il suo destino,

ma anche quello di Michelangelo.

Fillide Melandroni e Domenica Calvi - “Menicuccia”

raggiungono posizioni privilegiate,

lei no, Anna Bianchini - “Annuccia”

non riuscirà mai a

strapparsi di dosso il fetore

della strada.

Il peggio comincia alla fine

dell’estate del 1604, con la

tragedia della stessa Annuccia

trovata morta. Non è

chiaro quale sia la ragione

della morte, si pensa possa

essersi cacciata in qualche

pasticcio, fino a quando Fillide

Melandroni non fa un

nome: quello di Ranuccio Tomassoni

del quale la stessa

Fillide è stata per parecchio

tempo la favorita, poi tradita

e lasciata dal nobile facinoroso

della fazione filospadi

Riccardo

Consoli

Caravaggio, una vita

movimentata come

poche, vissuta intensamente

e senza sosta, un

uomo, un pittore che ebbe

gloria e onori, che riuscì a

guadagnarsi la stima e la

protezione di alcuni potenti,

un artista che,

dovunque andava, era

quasi sempre preceduto dalla fama di uno

straordinario talento, un pittore immenso,

un uomo che, tuttavia, affondò spesso e,

volontariamente, tra la gente più povera,

che cercò la rissa, la violenza e lo scontro

fisico, un uomo, infine, che conobbe la fuga,

la paura, il disonore, il disprezzo, oltre che

una prematura morte.

Lo abbiamo già incontrato due volte

Michelangelo Merisi, la prima quando ci

siamo intrattenuti su i capolavori custoditi a

Roma, sei dipinti di grandi dimensioni da

ammirare a: due nella Chiesa di Santa Maria

del Popolo – “Cappella Cerasi”; tre nella

Chiesa di San Luigi dei Francesi – “Cappella

Contarelli”; uno nella Chiesa di Sant’Agostino

– “ … nella prima Cappella di man

manca … ” dove insiste il quadro dedicato

alla “Madonna di Loreto”; la seconda volta

in occasione della mostra che Roma gli ha

dedicato presso le “Scuderie del Quirinale”.

In entrambe le occasioni abbiamo conosciuto

Caravaggio artista: i suoi quadri, la sua

arte, le sue eccezionali doti, ma vediamo

adesso di conoscerlo meglio come uomo

ripercorrendo il periodo vissuto a Roma,

vuoi per aderenza all’abituale tematica, ma

anche per comprendere alcuni dei motivi

che così direttamente hanno influenzato la

creazione delle sue opere immortali.

Gli ultimi anni del ‘500 sono anni di grande

travaglio, muore Michelangelo Buonarroti

1475 -1564, nasce Galileo Galilei, 1564-

1642, si conclude il Concilio di Trento 1545

-1563 e, il 30 giugno 1564, con la Bolla

“Benedictus Deus”, Pio IV, Giovan Angelo

de’ Medici, 1560 - 1565, approva i Decreti

Conciliari incaricando una Commissione di

vigilare sulla corretta interpretazione e attuazione

degli stessi.

Michelangelo Merisi nasce nel 1571, non si

sa bene se a Milano o Caravaggio, in provincia

di Bergamo, dove la famiglia si era

trasferita per sfuggire alla peste, egli si

firmò sempre come “Michelangelo Merisi da

Caravaggio” ed è per tale motivo che è

noto come “Caravaggio”; perde il padre prestissimo

e la madre quand’era ancora un

giovane ventenne.

Nel 1592, dopo i primi contatti con la pittura,

lascia definitivamente la Lombardia e

si trasferisce a Roma; qui la sua presenza è

simile a quella di tanti altri; senza denari,

pessimamente vestito, miseria, malanni, ricovero

all’ospedale dei poveri e qualche occasionale

lavoro presso questo o quel

pittore giusto per riuscire appena a vivere e

male; in un primo momento apprendista

presso la bottega di Lorenzo “il Siciliano”,

poi presso il pittore Antiveduto Grammatica,

quindi, nella bottega del Cavalier d’Arpino,

un pittore molto apprezzato nella Roma di

quel tempo: Michelangelo ha ventitre anni.

Cosa offre la Roma di fine Cinquecento: artisti

e prostitute a volontà, alberghi e osterie

per i pellegrini, ma anche preti, monache,

quelli che lavorano o fanno finta di lavorare

presso la Corte Pontificia e, ancora, soldati

quanti se ne volevano. I Papi, altro non

sono se non “Principi - preti”, appartenenti

alle migliori famiglie d’Italia e d’Europa

come i: Borgia, Medici, Della Rovere, Farnese;

nulla di scandaloso, queste famiglie,

conquistato il Soglio Pontificio, si circondano

di nipoti Cardinali ma anche di figli naturali,

per aumentare la possibilità delle loro Casate

nei successivi Conclavi.

Artisti e prostitute battono le stesse strade,

si incontrano nelle stesse taverne, frequentano

gli stessi luoghi per assecondare i Cardinali

ai quali offrono il loro talento alla

ricerca, come sono, di una possibilità di accesso

nella Roma che conta.

Un ruolo di primissimo piano rivestono le

prostitute che abitualmente frequenta Caravaggio;

Domenica Calvi - “Menicuccia” è

la cortigiana che sceglie come modella

quando deve dipingere sia “Maria di Cleofe”

che “Maddalena”; una prostituta di lusso, si

dice frequenti addirittura il Cardinale Felice

Peretti da Montalto, ma ciò non deve sembrare

strano, a Roma si può far fortuna, ma

bisogna salire sul carro giusto e frequentare

ambienti altolocati, altrimenti

si resta per

strada.

Fillide Melandroni, per

esempio, cortigiana

varie volte modella per

Caravaggio, è salita sul

carro giusto, ha sedotto

Ranuccio Tomassoni

e i Tomassoni

possono aprire tutte le

porte; Anna Bianchini -

“Annuccia”, di cui Michelangelo

s’innamora,

invece no, di

certo è meno bella

delle altre due, non

possiede le buone maniere,

troppo istintiva,


Campo de’ fiori 11

gnola, figlio del colonnello Lucantonio, milite

dell’Esercito Pontificio e Luogotenente

di Giovanni dalle Bande Nere. Ranuccio è un

bel giovane amato da tutte le cortigiane di

Roma che fanno a gara per accaparrarselo;

lui può farle entrare nel “giro” giusto, può

procurare i contatti importanti, può presentarle

ai Cardinali e loro gentiluomini. Da

quel momento la vita di Michelangelo

prende un’altra china, una lotta contro il

tempo, una lotta perduta in partenza.

Avesse potuto denunciare Ranuccio, si sarebbe

aperto un regolare processo per accertare

la verità con conseguente sentenza

da parte del Tribunale del Governatore e la

situazione non sarebbe precipitata come poi

di fatto, avvenne. Ranuccio, però, avrebbe

fatto ricorso a tutte le sue influenti amicizie

e, alla fine, sarebbe stato Michelangelo ad

essere condannato per diffamazione rischiando

la pena capitale, ma quella la rischia

lo stesso.

Il fattaccio avvenne alla Pallacorda dove i

due contendenti portano le racchette, ma

quello che serve loro non sono le racchette,

bensì le spade con le quali devono battersi;

a ben vedere è cosa del tutto inconsueta

che Ranuccio possa accettare di battersi

con un borghese, ma Michelangelo gli da

del “becco cornuto” sostenendo che sua

moglie Lavinia è l’amante di un noto avvocato

e, tanto basta; del resto il pittore ha

l’animo esacerbato, per lui Ranuccio è soltanto

l’assassino di Annuccia e sta male al

solo pensiero che possa andare libero per

le strade di Roma.

Il Tomassoni ha la peggio e muore dissanguato,

anche Michelangelo resta ferito, ma

il peggio è che quel duello gli procura la

condanna per decapitazione; l’unica cosa

che gli resta da fare è quella di allontanarsi

immediatamente da Roma.

Ma torniamo indietro per ricordare che è il

1595 l’anno della svolta, la vita di Caravaggio

cambia radicalmente, conosce il potente

Cardinale Francesco Maria del Monte che lo

accoglie nella sua dimora di Palazzo Madama,

attuale sede del Senato, dove il pittore

si ferma fino al 1600. Palazzo Madama

è così denominato da quando vi aveva soggiornato

Margherita d’Austria, figlia dell’Imperatore

Carlo V e moglie di Alessandro de’

Medici fino a quando torna nella disponibilità

della famiglia Medici che lo utilizza come

residenza romana per ospiti e alti prelati, fra

questi il Cardinale Francesco Maria del

Monte che, impegnato a coltivare la passione

per le arti, è legato da solida amicizia

con Ferdinando de’ Medici.

Noto come collezionista e mecenate d’artisti,

il Cardinale del Monte acquista da un

mercante d’arte, tale Costantino Spata, con

bottega in prossimità di Piazza S. Luigi dei

Francesi, due opere del Caravaggio, E’ questa

la svolta, il Cardinale del Monte s’innamora

di quel pittore che, dopo le difficoltà

finanziarie dei primi anni romani, a Palazzo

Madama può godere di un periodo di tranquillità;

entra in contatto con illustri intellettuali

e mecenati fra cui il Cardinale

Alessandro Peretti Montalto, nipote di Sisto

V, Felice Peretti, 1585 - 1590,

il Cardinale Federico Borromeo,

Vincenzo e Benedetto

Giustianiani, il banchiere Ottavio

Costa e con le famiglie:

Aldobrandini, Mattei e Crescenzi.

Fra i massimi estimatori Vincenzo

Giustiniani, il banchiere

del Papa che, un

giorno, incontrandolo a Palazzo,

gli dice: “ … Michelangelo,

ho visto la tua Pietà a

Santa Maria in Vallicella,

un’opera straordinaria che

sarebbe degna di stare nella

Basilica di San Pietro vicino a

quella del tuo illustre omonimo …”

La pittura di Caravaggio affascina i contemporanei,

ma siamo ben lontani dalla sublimazione

del Sacro, quella pittura riesce a

sconvolgere tutti: committenti, pubblico e

critici, le immagini di un “nudo realismo”

non lasciano dubbi circa “l’umanità” delle

sue figure, che non possono essere accettate

come oggetto di devozione e di venerazione.

Non è lo sguardo dell’uomo che si rivolge

verso il “divino” ma, piuttosto, sono le

scene dipinte che portano il “divino” nel

mondo degli umani; un mondo fatto di

corpi, piedi sporchi, muscoli, volti contratti,

passioni, dolori reali e morti vere, invece

che la perfezione.

Caravaggio stupisce. Tra il pittore e il pubblico

non esistono mezze misure, o si resta

affascinati e rapiti dalle immagini o ci si si

rifiuta di guardare quei corpi che appaiono

come presi direttamente dalla strada, come

in effetti avviene, per poi venire trasportati

su una tela. Del resto, come poteva non imbarazzare

e non creare turbamento un pittore

che per dipingere la “Morte della

Vergine” ha usato come modella Annuccia

deceduta il giorno prima

Appena il dipinto, delle dimensioni di 369 x

245, il più grande realizzato da Caravaggio

a Roma, viene posto sull’altare della chiesa

di Santa Maria della Scala, è subito tolto;

come possono i religiosi trovarsi al cospetto

di una Vergine dalle sembianze di una

donna del popolo

A tutto ciò si aggiunga il carattere dell’artista.

Egli è un assiduo frequentatore di taverne

e luoghi poco raccomandabili, si trova

spesso al centro di risse e schiamazzi, in

molti casi, riesce a venirne fuori grazie all’intervento

dei suoi potenti amici ed ammiratori,

non ultimo il Cardinale del Monte. Ma

non basta, egli è pigro, fra un quadro e un

altro, ha bisogno di una sosta, talvolta, di

qualche mese, deve avere il tempo di andare

in giro a “ciondolare con la spada al

fianco” o a giocare a “pallacorda” o in cerca

di “puttane”; quando dipinge un quadro “si

dona tutto” fino allo sfinimento e, dopo,

stanco com’e, deve ubbriacarsi di “avventure

notturne” per attingere “nuova vitalità”

e potersi riversare nuovamente sulla tela

successiva.

Sosteneva Michelangelo che il suo quadro

più importante dipinto a Roma fosse “I bari”

probabilmente perché fu quello che gli regalò

l’amicizia del Cardinal del Monte, egli

scriveva: “… Non c’è nessuno a Roma come

Monte il cardinale, nessuno con le idee così

chiare, così affabile, così lungimirante … “.

Da parte sua il Cardinale sosteneva che:

“quel quadro” era il primo, vero Caravaggio,

il primo autoritratto nel senso più pieno,

anche se l’immagine del pittore, in realtà,

non figura; ma, egli sosteneva: “ … ogni Caravaggio

autentico è invero un autoritratto,

che raffiguri Cristo o un semplice impiegato

della Sua inesauribile Passione. E ogni autoritratto,

se autentico, è immagine dell’umanità

tutta intera … “

L’11 settembre del 1599, a Piazza di Castel

Sant’Angelo, viene giustiziata Beatrice Cenci

assieme al fratello Giacomo e alla matrigna

Lucrezia Petroni accusati di avere ucciso il

padre e marito Conte Francesco Cenci,

uomo violento e dissoluto. Da allora, a

Roma, quella data è considerata “terribilmente

nefasta”.

All’esecuzione è presente anche Caravaggio,

che resta profondamente colpito dalla

morte di quella bellissima fanciulla, appena

ventenne. Egli scrive: “ … Dipinsi una Santa

Caterina d’Alessandria nel cui volto nobile e

fiero, che fissa il pubblico dritto negli occhi,

riprodussi ciò che mi ricordavo del volto deciso,

coraggioso, bellissimo di Beatrice

Cenci, che aveva affrontato la morte con la

serena sfrontatezza di una santa: come a

dire che i martiri esistono ancora, che la

storia della nobile egiziana fatta decapitare

nel IV secolo da un Governatore pagano riviveva

adesso in quella giovane Beatrice, e

che però ora i carnefici, che eseguivano

queste stragi efferate, lo facevano nel nome

di Cristo … “

“ … A casa di del Monte cardinale imparai

tante cose, incontrai tanta gente, e capii la

funzione che avrebbe assunto la mia arte

da allora in poi. C’era suo fratello Guidobaldo,

che studiava meccanica, qualche

volta venne anche un toscano suo amico

che si chiamava Galileo … “

Correva il 18 luglio del 1610, quando Michelangelo

Merisi da Caravaggio vagava delirante

lungo la spiaggia di Porto Ercole dove

morirà, aveva soltanto 39 anni, pochi giorni

dopo, giungerà la lettera che lo sollevava

dalla condanna a morte.


12

Campo de’ fiori

di Carlo

Cattani

M a s s i m o S a l v a t o r e l l i

M A X

VOBISCUM!(prima parte)


Cari fedelissimi Lettori della rivista, diversamente

dal tipo di cui ho intercettato i

frammenti perentori di una sua conversazione

telefonica “on the road”, per questo

numero “ C ” (in primis) non ho problemi

di proposta, (in secundis) ho la soluzione

giusta (!!!) ….e (in terzis)..…siamo TUTTI

d’accordo nel tirare i cordoni del sipario

per spalancare la ribalta del nostro

Campo” a Massimo Salvatorelli

(www.massimosalvatorelli.it), avvocato e

scrittore, autore, ad oggi, di tre libri “gialli”

nelle cui trame si muove il personaggio di

Max Perri,un avvocato romano “over

trenta”, titolare di uno studio legale ereditato

dopo la scomparsa del padre, con la

tendenza ad impegnarsi e a trovare soddisfazioni

più dal suo coinvolgimento nelle attività

musicali di un coro polifonico

cittadino, specializzato in esecuzioni di polifonie

sacre e profane dal ‘400 al ‘600, che

nell’avvocatura e, tanto per non farsi mancare

nulla ….“inguaribile casinista” come da

“etichettatura” materna! Non vi resta che

sprofondare nella vostra poltrona “da lettura”

e ….immaginare di far accomodare il

nostro Massimo al centro della scena, di

fronte a lui un tavolo con una lampada accesa

e tutto intorno la penombra; una luce

accecante al punto giusto è pronta per un

impiego da simpatico…… “terzo grado”!

Caro Massimo tu vuò fà il giallista ….e noi

te famo nero!

Carlo: P A R L A !

Massimo: Sono Salvatorelli….Massimo

Salvatorelli …sono nato a Roma nel 1956

… maturità al liceo Giulio Cesare, laurea in

giurisprudenza, malgrado in quegli anni gli

interessi mi portassero da tante altre parti

……impegno politico …suonare in un gruppo

rock, … studi storici per “eredità di famiglia”,

giocare a scacchi a livello semiprofessistico,

recitare in filodrammatiche,

viaggiare ... si viaggiare ….insomma, un

po’ di dispersione latente.

Carlo: Vabbè….dispersione latente …e

poi

Massimo: …Poi la pratica forense e da

oltre vent’anni esercito la professione

presso l’avvocatura dello Stato….ah …ho

una moglie conosciuta cantando…..

Carlo: Allora mi stai canzonando ….non

sei avvocato …sei un cantante !

Massimo: No.. no ! Sono avvocato.. ma

mi diletto, e tanto, a cantare, fin da ragazzo,

in un coro polifonico …. Eseguiamo

musica del ‘400/’600.. si… si ..un bel repertorio

…tra sacro & profano!

Carlo: Non divaghiamo e non scherziamo

con i santi!…....uhm …dunque, riepilogando

… avvocato…. cantante…meglio

corista... aaah…tanta gente … vediamo un

po’… libro terzo (frrr frrrr) capo 1 (frrr frrrr)

….articolo… (frrr frrrr) 665 del Codice Penale…(sbaam)

ecco qui! …uhmm… e

già….e si…….qui si configura l’adunata sediziosa

….e si mette maluccio mio caro

“il Salvatorelli”! Facciamo così: dammi

una …dico una possibilità per aiutarti ad

uscire dal mucchio e io parlerò di te con i

lettori del “Campo” …. maaa: ATTENTO a

raccontarmela giusta!

Massimo: Scrivo!

Carlo: A chi Adesso non puoi! …dopo

forse …vediamo ..chissà!

Massimo: No, volevo dire, scrivo nel

senso che da qualche anno a questa parte

ogni tanto mi si accende una fiamma interiore

..come dire ho un’ispirazione e, così,

scrivi che ti riscrivi …alla fine son sempre

300….400 pagine fitte fitte che poi a rileggerle

tutte fanno una storia… più o meno

ingarbugliata ….insomma, qualcuno dice

che potrei essere definito uno scrittore di

libri e pure gialli ….ooh ..così facendo… “so

usciti fori” tre tomi: il primo l’ho intitolato

“CAINA ATTENDE” ..era il 2004; un altro,

perché poi c’ho preso gusto, l’ho intitolato

“IL COLLEZIONISTA OSTINATO” …sarà

stato …il 2008 e, più recentemente, me ne


Campo de’ fiori 13

sono uscito con il “IL MAESTRO DI

SCACCHI” …Insomma, la testa me frullata

non poco e …già sento nuove “vibrazioni”!

Carlo: E no è! Qui i telefonini non entrano…interferiscono

co i pensieri …metti

tutto sul tavolino!

Massimo: C’è un equivoco …non si tratta

di quelle vibrazioni …cellulari …ma di quelle

“good vibrations” …cerebrali che, chissà,

forse mi porteranno a “tomizzare” qualcosa

di nuovo!

Carlo: Salvatorelli…attieniti ai fatti e…

A T T E N T O…la verità!…ricominciamo!

Come sei entrato “nel giro”

Massimo: Nel giro

Carlo: Salvatorelli! …dammi u n a

possibilità per aiutarti…ricordi

Massimo: ok ok !....fin da piccolo facevo

ammazzare…

Carlo: ..aahh…allora sei pure un killer …

un avvocato, un cantante…meglio un corista

…e pure killer! Ti stai complicando la

vita …(frr frr frrr)…minimo …(frr frr frrr)…

son 21 anni … se continua così scriverai un

tema mooolto grigio ….”La mia prigione”!

Massimo:….a m m a z z a r e… dalle risate...i

compagni della scuola elementare

con dei temi piuttosto “surreali”. Poi al liceo

sono stato tarpato da temi di letteratura di

sconfinata pallosità ….

Carlo: Salvatorelli un linguaggio più

consono…..hai fatto il liceo classico tu …ma

sei proprio sicuro

Massimo: Allora diciamo …tarpato....da

grigi temi di letteratura …..e da un prof che

mi dava sempre 5 perché detestava il mio

modo di scrivere. Poi, beh, visto il lavoro

che faccio, ho cominciato a scrivere anche

troppo… ma quella non è “la scrittura”,

anche se il “giuridichese” ogni tanto fa capolino

nei miei libri, per distrazione, o, talvolta,

per necessità narrativa

Carlo: …Ti seguo …ma in campana!

Massimo: ….Qualche anno fa, un bel

giorno ho detto a mia moglie:

Carlo: Imbecille hai detto …….(frr frrr

frrr)…. art. 594 c.p. ….+ 6 mesi ….continua

continua …tengo il conto!

Massimo: …Si ma ero tra le mure domestiche

…e poi …non ho fatto nomi e l’interessato

non era presente ….derubrica …

-6 mesi!

Carlo: Salvatorelli ….pochi slalom giuridici!....e

poi, sei mesi in più …

Massimo: ….Ricordo che c’era pure la mia

gatta nera dagli occhi verdi …si si, quel

giorno, c’era pure lei oltre a mia moglie ….

Carlo: Ahhh …pure gattaro! ….Vabbè, qui

…”transeat” …andiamo avant !

Massimo: L’idea di un romanzo con una

trama molto simile a “Caina attende”

l’avevo in testa da anni; per molto tempo

sono stato convinto e, talvolta, lo sono ancora,

come Paul McCartney con “Yesterday“,

che un libro simile l’avesse già scritto

qualcun altro ma finora nessuno dei miei

pochi lettori o l’ipotetico autore, hanno rimostrato.

Poi sono finito in ospedale per un

mese e, di ritorno a casa, convalescente a

letto per un bel periodo, mentre mi annoiavo

da morire, mia moglie mi ha messo il

portatile sulle ginocchia e mi ha detto se

non sarebbe stata una cattiva idea buttare

giù quella storia della quale le avevo parlato

anni prima.

Carlo: Frrr frrr …continua continua …frr frr

…”violazione del diritto d’autore” …frrr frrr…

…..

“riduzione o mantenimento in

schiavitù” …ti seguo …vai pure…frrr ..ricorda…ricorda

bene...

Massimo: …. Ricordo anche di aver abbozzato,

a sei anni, un romanzo di cow boys,

con protagonista un certo Johnny, con tanto

di illustrazioni disegnate da me, modesto

disegnatore, a differenza dei figli, il tutto riportato

su una agenda rossa dell’anno precedente

regalatami dal mio papà visto che

avevo da poco imparato a scrivere…. devo

averla ancora da qualche parte riposta a

casa dei miei genitori che, all’epoca, ne

erano molto orgogliosi! Mi pare di ricordare

una pesante influenza del fumetto di Pecos

Bill, una delle mie prime letture.

Carlo: Figli ehmm …due ….frrr frrr ….”abbandono

di minori”…frr..frrr

Massimo:…I figli sono maggiorenni ….pure

qui …derubrica!

Carlo: …Accerterò! Torniamo ai fatti Salvatorelli!

Max Perri …che mi dici di costui

Questo nome mi risulta dagli “atti” …

non ci giriamo intorno!

Massimo: Per un giallo serve un personaggio

dell’ambiente…. si finisce sempre sul

magistrato, il poliziotto, l’avvocato, il giornalista…

diciamo che per me era facile farmi

aiutare dall’esperienza professionale, quindi

l’avvocato. Sul nome, sono debitore a Perry

Mason.

Carlo:….Frr frr “furto di identità”…frr frr …

Salvatorelli mio....più vai avanti e più mi

sembra che tu abbia bisogno di…un avvocato

Massimo:… Un avvocato Posso avere

un bicchiere d’acqua

Carlo: …Cominciano tutti così …. un bicchiere

d’acqua…TI PORTO UNA CARAFFA…

..visto che per almeno un altro mese resti

qui … il nostro Salvatorelli….Massimo

Salvatorelli! Vado e torno!…Ah…è inutile

che ci provi ……...chiudo le pagine e non

metto “orecchiette”!

CarloCattani©febbraio 2013


14

Campo de’ fiori

Se tu non vai al Museo,

il Museo viene da te!!!

di Patrizia

Caprioli

Internet e le tecnologie

informatiche avanzate

che in questi anni

hanno rivoluzionato le nostre

vite, sta cambiando

anche il modo di fruire

l’Arte e tutto ciò che riguarda

la Cultura!

Se guardiamo, per esempio,

ai tanti siti di musei

presenti in rete non possiamo meravigliarci

se sembra essere aumentata la percentuale

di persone che li visitano durante i giorni festivi.

La curiosità che accendono le visite virtuali

sono un trampolino di lancio anche per avvicinare

i giovanissimi all’amore per l’Arte,

non vedendo più i musei come una cosa

che rattrista oppure noiosa!

Online possiamo incentivare i nostri ragazzi

a guardare un bel quadro come la Gioconda

direttamente dai nostri smartphone o tablet,

magari inquadrandolo con un effetto

in 3D che fa sempre un po’ di scena!

E tanti sono i laboratori artistici presenti nei

siti dei musei che coinvolgono i ragazzi in

tante iniziative per renderli partecipi!

Ecco una lista di siti che sono stati scelti

sulla base del loro coinvolgimento a 360°

con gli utenti fruitori, e che possono essere

anche usati dagli insegnanti per iniziare dei

veri e propri percorsi didattici!

- Museo Nazionale della Scienza e

della Tecnologia “Leonardo da Vinci”

di Milano:

www.museoscienza.org

- Istituto e Museo di Storia della

Scienza di Firenze:

www.imss.fi.it

- Museo Civico di Rovereto:

www.museocivico.rovereto.tn.it

- Museo Archeologico dell’Alto Adige:

www.iceman.it

- Museo Civico Archeologico di Bologna:

http://www.comune.bologna.it/museoarche

ologico/

- Il sistema museale e la rete museale

virtuale della Magna Grecia:

www.virtualmg.net

Buona visita a tutti!

Glossario di Informatika Moderna!!!

A cura di Patrizia Caprioli.

Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo della Tecnologia e della Rete!

Twitter: piattaforma di social network dove la condivisione si attua attraverso

la scrittura di brevi e concisi sms, massimo 140 caratteri. La novità sta nel fatto che

una persona può ricevere aggiornamenti in tempo reale di sms scritti da altre persone c

he intende seguire! Per approfondimenti ed uso del social network:

http://www.2puntozeropertutti.it/p=96


Campo de’ fiori 15

Attenzione

alla deprivazione uditiva.

del Dott.

Stefano

Tomassetti

La maggior parte degli

abbassamenti uditivi

si manifesta con il

tempo. Si comincia con

avvertire prima piccole difficoltà

con la televisione,

con lo squillo del telefono

o con i campanelli della

porta, al cinema o al teatro.

Poi con il passare del

tempo si iniziano a perdere

le parole nelle conversazioni con parenti

e amici, anche a distanza ravvicinata.

Purtroppo molto spesso si prende coscienza

di tutto questo dopo troppo tempo.

Al principio sono le persone a noi vicine che

si accorgono di queste difficoltà e che cominciano

a porre le prime domande: “Ma

non senti bene Perché la televisione è così

alta Ho provato a chiamarti al telefono ma

non hai risposto, eppure eri in casa Devo

sempre ripeterti le cose due o tre volte ”.

E d’altra parte non è così facile capire se si

sente bene.

L’abbassamento uditivo infatti è ingannatore

perché spesso alla mancanza di intensità

di ascolto si

accompagna anche

un disequilibrio dei

suoni.

A volte infatti sembra

andare tutto bene

mentre in altre occasioni

invece non va

bene per niente.

Per fare un’analogia

con la musica immaginiamo

di andare ad

ascoltare un’opera

magnifica dove tutti

gli strumenti suonano una meravigliosa armonia.

Poi però togliamo metà degli strumenti,

quelli di tonalità più acuta.

Quale sarebbe il risultato Si sentirebbe non

più una bellissima musica ma qualcosa di

incompleto, ovattato, poco armonioso.

La melodia che ne risulterebbe non sarebbe

una bella musica equilibrata tra i tanti suoni

provenienti dai molti strumenti ma qualcosa

di fastidioso e probabilmente non ci piacerebbe.

Quando misuriamo l’udito, le curve più tipiche

che rileviamo dai nostri esami sono

delle linee che formano un tracciato.

Questi diagrammi dicono che si sente più

piano, ma sono anche curve che dimostrano

che manca un giusto equilibrio dei suoni.

In genere si sentono meglio le frequenze

basse e meno bene le frequenze acute.

In queste condizioni, durante l’ascolto di

una conversazione, le parole risulterebbero

confuse perché l’orecchio percepirà meglio

le vocali (che sono maggiormente localizzate

sulle frequenze basse) mentre sentirà

meno le consonanti (che sono invece localizzate

sulle frequenze acute).

E infatti molte persone dichiarano proprio di

sentire ma di non capire chiaramente le parole.

Ciò è proprio dovuto maggiormente ad

un disequilibrio

dei suoni che si

ascoltano.

Sfortunatamente

con il passare del

tempo ci si abitua

anche ad ascoltare

in maniera

distorta, non

equilibrata, rendendo

più difficoltoso

il recupero.

Alla mancanza di

stimoli uditivi

adeguati è stato dato un nome: deprivazione

uditiva.

Inoltre andando avanti aumenta spesso

anche il difetto di udito e quindi ugualmente

la distorsione di ascolto. È molto importante,

quindi, cercare di correggere l’udito

quanto prima.

Inoltre, per motivi legati alla considerazione

che si ha dell’apparecchio acustico, la decisione

di adattare una soluzione viene

spesso rimandata troppo a lungo, come se

ammettere di averne bisogno significhi essere

in declino, mentre è proprio quello che

accadrebbe se non ci si muove in fretta.

Più si aspetta, maggiore sarà il tempo necessario

per rieducare il nostro cervello ad

un giusto ascolto.

Molti studi hanno dimostrato che la mancanza

di giusti stimoli al nostro cervello aumenta

in modo considerevole il nostro

degradamento.

Per quanto riguarda l’udito il nostro cervello,

se non stimolato adeguatamente, tende a

dimenticare i suoni e successivamente dobbiamo,

come, re-insegnarli di nuovo.

Molte persone arrivano nel mio studio cercando

una soluzione immediata e quasi miracolosa.

Ma per trovare la giusta

amplificazione e il giusto equilibrio serve pazienza

e applicazione.

Il nostro orecchio è uno strumento incredibile:

quando sente bene riesce a percepire

uno spillo che cade in terra e riesce a sopportare

suoni via via più alti fino ad intensità

(pressioni) sonore enormi.

Se avete necessità di un aiuto per il vostro

udito, agite e non aspettate ancora, ne va

della vostra qualità di vita.


16 Campo de’ fiori

LOOPER - IN FUGA DAL PASSATO

di Catello

Masullo

USA 2044 :

dei killer

professionisti,

chiamati loopers,

attendono in

un luogo isolato,

ad un’ora precisata,

che si materializzi

davanti a

loro un individuo che viene teletrasportato da un’epoca successiva

di 30 anni, per ucciderlo all’istante e per poi sbarazzarsi del corpo. Sono persone

che devono sparire e che la criminalità del futuro ha trovato pratico rimandare nel

passato, per non avere noie con la polizia. Uno dei looper, Joe, manca una uccisione,

perché l’uomo da giustiziare è più lesto di lui. E, quando scopre che quest’uomo

è se stesso più vecchio di 30 anni …

I soggetti basati sui viaggi nel tempo sono talmente abusati al cinema , che occorrerebbe

abolirli per decreto legge. E’ infatti difficile che si riesca a dire qualcosa di

nuovo sull’argomento. Ci riesce invece Rian Johnson, regista indipendente americano,

autore di film di nicchia come Brick [2005] e The Brothers Bloom [2008].

Che scrive, oltre a dirigere. Un film d’autore. Lontano dallo stile hollywoodiano

omologato. Niente montaggi frenetici. Introspezione. Temi filosofici non banali.

Sguardo originale. Perde un po’ di ritmo nella parte centrale. Ma è un film che ha

tutti i numeri per diventare un cult per gli amanti del genere. Confezione di classe.

Interpretazioni pure. L’emergente Joseph Gordon-Levitt è il convincente protagonista

del presente, l’inossidabile Bruce Willis è lo stesso dopo 30 anni. Eccellenti

anche le figure di contorno.

FRASI DAL CINEMA : “Il viaggio nel tempo non c’è ancora, ma tra 30 anni

ci sarà. E sarà subito illegale. Sarà monopolio delle grandi organizzazioni criminali.

Nel futuro sarà impossibile disfarsi dei cadaveri. Allora spediranno le persone di

cui sbarazzarsi nel passato, dove persone come me, chiamate looper, le uccidono

e se ne sbarazzano… C’è un motivo perché ci chiamano looper. Loro fanno in

modo di cancellare ogni traccia dei loro crimini. Se tra 30 anni sei ancora vivo, loro

ti rimandano indietro e ti fanno eliminare da te stesso. Questo lo chiamano chiudere

il loop!”. (voce narrante fuori campo di Joseph Gordon-Levitt).

“Il mio bisnonno disse a mio nonno: gli uomini sono come i ragni. È a quelli piccoli

che devi stare attento!”. (Jeff Daniel a Joseph Gordon-Levitt)

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 6.5/7

Leggenda:

CAPOLAVORO **** quattro stell : equivalente in decimi : 10

DA NON PERDERE *** tre stelle: equivalente in decimi : 8

DISCRETO ** due stelle: equivalente in decimi: 6

DA EVITARE * una stella: equivalente in decimi: meno di 6

TITOLO : LOOPER – IN FUGA DAL PASSATO

REGIA : Rian Johnson

INTERPRETI PRINCIPALI :

Joseph Gordon-Levitt... Joe

Bruce Willis ... Old Joe

Emily Blunt ... Sara

Paul Dano ... Seth

Noah Segan ... Kid Blue

Piper Perabo ... Suzie

Jeff Daniels ... Abe

Pierce Gagnon ... Cid

Qing Xu ... Old Joe’s Wife

(as Sum mer Qing)

Tracie Thoms ... Beatrix

Frank Brennan ... Old Seth

Garret Dillahunt ... Jesse

Nick Gomez ... Dale

Marcus Hester ... Zach

Jon Eyez ... Gat Man

Kevin Stillwell ... Gat Man

Thirl Haston ... Gat Man

James Landry Hébert... Looper

(as James Hebert)

Kenneth Brown Jr....

Looper

Cody Wood ... Looper

Adam Boyer ... Tye

(as Adam Scott Boyer)

Jeff Chase ... Tall Gat Man

Ritchie Montgomery...

Bodega Owner

David Jensen ... Apt Super

Kamden Beauchamp... Daniel

Josh Perry ... Farm Vagrant (as Josh ‘

The Ponceman’ Perry)

David Joseph Martinez... Old Dale

(as David Martinez)

Wayne Dehart ... Seth Vagrant

Ian Patrick ... Beggar Kid

Rian Johnson ... Big Craig

(as Craig Johnson)

Robert Harvey ... Parking Attendant

Doppiatori italiani

Emiliano Coltorti: Joe

Massimo Rossi: Joe del futuro

Stella Musy: Sara

Paolo Marchese: Abe

ORIGINE : USA

DISTRIBUZIONE : THE WALT DISNEY COM-

PANY ITALIA

DURATA: 119’

SOGGETTO : FANTASCIENZA THRILLER


18

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

I maggiori problemi ambientali

La terra è nelle nostre mani e noi la stiamo distruggendo

di Giovanni

Francola

Quali sono i maggiori

problemi ambientali

che affliggono

la nostra società Certamente

non basterebbe un

trattato per elencarli tutti,

ma certamente su alcuni

vale la pena soffermarsi e

riflettere, per capire cosa

sta realmente a verificarsi

sul nostro pianeta. Trasformare la nostra

Terra in una landa o in una gigantesca discarica

è del tutto reale, i nostri comportamenti

hanno creato nel tempo squilibri di

diversa natura, sia per la nostra stessa

vita, che per tutto l’habitat che ci circonda.

In questi ultimi decenni le specie

animali e vegetali si stanno estinguendo

a un ritmo mai visto in

passato e questo non è certo un

segno positivo. Le sostanze così

dette inquinanti e nocive nella biosfera,

hanno raggiunto livelli preoccupanti

non solo per l’uomo ma

per l’intero ambiente. Le politiche

industriali, dai trasporti alle più banali

azioni quotidiane, hanno contribuito

pesantemente a rendere l’aria,

in diverse aree del nostro pianeta, irrespirabile

e pericolosa, basta vedere tutte

quelle nazioni in via di sviluppo, come prepotentemente

abbiano concorso a questo

rapido avvelenamento. Gran parte dei nostri

fiumi e corsi d’acqua sono stati compromessi,

un ingegneria idrica ha

letteralmente sfigurato interi territori, mettendo

a rischio anche le aree circostanti. In

tutto questo il nostro paesaggio naturale ha

subito, e continua a subire di conseguenza,

dei cambiamenti radicali di non ritorno.

Basti pensare alle tante spianate di asfalto,

al cemento, alle gradi realtà industriali, ai

cosiddetti palazzi alveare, le grandi discariche

di rifiuti, solo per citarne alcuni. Siamo

riusciti a modificare completamente un paesaggio

ricco di risorse e bellezze in un qual

cosa di distante e incompreso. La nostra

stessa smania di sfruttare tutte le ricchezze

naturali, ci sta conducendo inesorabilmente

al punto di dover progettare sempre maggiori

sistemi di sopravvivenza, già questo

dovrebbe far riflettere di come poca lungimiranza

è dotato l’uomo. La realtà è che

siamo entrati in una aspirale da cui è difficile

uscire, se non ci sarà una reale riflessione

globale di tutto questo insieme, su

queste assurde corse allo sviluppo. L’impatto

pro capite sull’ambiente, è notevolmente

aumentato, in qualsiasi parte del

pianeta, la deforestazione, la pesca eccessiva,

la distruzione totale di alcuni habitat,

la crescita demografica e lo stesso uso spropositato

dell’ energia che l’uomo ha fatto in

questi ultimi anni, dovrebbe essere sufficiente

per comprendere in quale direzione

ci stiamo dirigendo. La principale causa,

quindi, che logora i vari ecosistemi è

proprio l’uomo. Credo che da qui dobbiamo

partire, appunto andando a modificare

stili di vita che non possono essere

più sostenibili e tanto meno incentivati.

Sarebbe bene quindi investire su

processi molto più sostenibili, ridisegnare

completamente le nostre

città, partendo dalle stesse abitazioni,

dalla mobilità e da tutto il sistema

lavorativo. Credo che la

società non sia in grado di arrestare

un sistema consumistico

come quello esistente, ma certamente

può fare molto per modificarlo,

dipende anche

dall’intelligenza e dalla voglia di

ognuno di noi. Tutti siamo certamente

chiamati a collaborare, a sentirci protagonisti

e parte di un unico disegno.


20

Campo de’ fiori

IL MEDICO LEGALE,

QUESTO SCONOSCIUTO

del Dott. Sergio

Funicello

Quando e quanto il

medico legale può

servire al cittadino

Abbiamo visto la parte

“certificatoria “ della medicina

legale ed il suo collegamento

al codice della

strada (patenti, parcheggio

invalido, cinture di sicurezza)

abbiamo visto il

suo ruolo nella problematica ADOZIONI ed

abbiamo, spero, reso più edotto gli utenti

sul poco corretto attacco ai medici con richieste

di risarcimento inutili e dannose per

l’intera società, ma abbiamo anche illustrato

quando e come queste ricerche possano divenire

corrette e come, con un radicale abbattimento

delle prime potremmo dare

maggiore affidabilità alle seconde ovvero a

quelle “serie”.

Vedremo, in seguito, il collegamento al

mondo del lavoro.

Oggi ci occupiamo di fare una fotografia sul

chi è il medico legale affinché possiate rendervi

conto di come, quando e perché possiate

rivolgervi a questa figura

professionale.

Intanto il medico legale è un laureato in

MEDICINA E CHIRURGIA ed abilitato all’esercizio

della professione medica e poi,

vincendo un concorso, frequenta in concreto

un altro corso di laurea, con esami e

tesi, uscendo specialista in MEDICINA LE-

GALE E DELLE ASSICURAZIONI.

Purtroppo in questo Paese che si riempie la

bocca di meritocrazia, non avviene nulla che

faccia passare questo concetto dalla teoria

alla pratica ed accade che personaggi assolutamente

privi del requisito “specializzazione”

scalino la montagna usando vie

meno difficili affiancati da diplomi conseguiti

con mini corsi semestrali od anche meno o

corsi presso associazioni private.

Altri ancora diventano amici degli amici o

altri escamotages ancor meno degni di rispetto.

Ciò doverosamente premesso vediamo a

cosa risulti utile il medico legale.

Lo è nell’infortunistica stradale come consulente

della parte lesa o delle assicurazioni

(devono essere fiduciari

delle stesse), serve a livello di

tribunale dei minori nell’aspetto

penalistico, ma anche nel campo

adozioni (raro), serve in matrimoniale

laddove una delle parti accusi

o sia accusato ad esempio di

malattie mentali, di violenza sul

coniuge o per l’annullamento del

matrimonio (cosa diversa dal divorzio)

sia in campo civile sia in

sacra rota.

Serve ovviamente in tutta la parte

civilistica che preveda un risarcimento.

Serve in medicina testamentaria

per l’analisi sulla persona o sul

cartaceo della “capacità a testare”.

Assolutamente preminente la sua

figura in penale sia come CTU (ovvero nominati

dalla procura) sia di parte quando

appoggia la parte lesa o l’imputato.

Serve nella valutazione dei danni fisici nei

grandi eventi (Vedi Costa Crociera), presiede

commissioni invalidi civile, legge

104/92. sordomuti, ciechi civili e legge 68.

La sua consulenza è spesso, erroneamente,

chiesta agli ultimi atti di un iter assicurativo

giudiziario mentre andrebbe fatto immediatamente

soprattutto in infortunistica stradale.

In penale questo ritardo è meno frequente.

Il medico legale è, mi riferisco al consulente

tecnico scelto dal giudice (CTU), è un ausiliario

dello stesso.

Egli non è solo il medico delle autopsie (non

tutti, peraltro, le fanno) come una certa cinematografia

farebbe intendere ma è colui

che, attraverso la clinica, cerca di sviluppare

un ragionamento che porti alla verità a qualunque

livello essa sia.

Possiamo affermare che il medico legale è

il sanitario che cerca di analizzare gli eventi

e dal loro aver causato “patologia” arriva

alla valutazione sia monetaria sia di “colpa”

della stessa.

Analizza, peraltro, anche le cause, i modi ed

i tempi che abbiano portato al danno essendo,

in tal modo, anche di supporto alle

indagini delle forze di polizia.

Può essere decisivo anche nella localizzazione

del luogo dove sia avvenuto un delitto,

sia con la datazione della morte sia con

l’esame fisico della persona o del cadavere

ed altri elementi che acquisisce in corso

d’autopsia o con il supporto del laboratorio

medico legale.

Alla prossima!

Ricordo sempre che per domande su

quest’argomento, su alcuni ancora non trattati

o su precedenti articoli potete mandare

vostre e-mail a sergio.funicello@gmail.com

riceverete sicuramente risposta!


22 Campo de’ fiori

L’unità e l’integrazione

Bisogna partire dai propri “io” per arrivare al mondo intero

del Prof.

Massimo

Marsicola

Parlare di unità in

tempi di differenziazione

esasperata può

sembrare persino fuori

luogo. Ma non parlarne

equivarrebbe ad eludere

un argomento di fondamentale

importanza sia

per la società civile sia per

il futuro delle nazioni.

Parla di unità chi ne intravede

la necessità e l’importanza.

Chi, preoccupato per l’individualismo dilagante,

vuole dare un segnale di allarme:

così non può andare. Ma parlare di unità significa,

innanzitutto, porre la questione

dell’integrazione.

Oggi giorno si parla di integrazione a proposito

degli immigrati. Non è in questo

senso che noi vogliamo parlare di integrazione.

Semmai, tale accezione, può venire

considerata successivamente.

Quando cioè abbiamo spiegato che

solo dall’integrazione individuale può

venire l’unità e non viceversa. E solo

dall’unità può passare l’integrazione

del diverso, perciò, anche dell’immigrato.

Il termine “integrazione” qui è inteso in

senso personalistico. Vuole indicare l’integrazione

della personalità dell’individuo.

Pochi sanno o considerano che ciascuno di

noi, a motivo della sua duplice natura, corporea

e spirituale, è spinto in due opposte

direzioni.

Meno persone ancora sanno che quello

che comunemente chiamiamo “io” in

realtà è costituito da una molteplicità

di “io”, tanti quante sono le nostre

passioni, e che tanto la dualità spiritocarne,

quanto la molteplicità degli io, se non

vengono ricondotti ad un unico governo

egologico, indicheranno una personalità

non integrata, disarmonica; incoerente,

inaffidabile.

Ed una personalità non integrata e disarmonica,

ben difficilmente potrà approdare all’unità

con un’altra che, verosimilmente, si

trova nella medesima condizione. Ecco perchè

i matrimoni non funzionano più. Ci troviamo

di fronte a due personalità incompiute

e disarmoniche, non integrate in se

stesse, che non possono perciò trovare un

punto di equilibrio per determinare l’unità

familiare.

Se manca l’unità familiare non si può

determinare l’unità sociale; e senza

l’unità sociale non si approda all’unità

nazionale. Senza l’unità nazionale non

è possibile stabilire una produttiva

collaborazione internazionale. L’unità è

sinonimo di unità di intenti, di modi di sentire

e di essere. È sinonimo altresì di identità.

Senza una identità non è possibile integrare

il diverso. Tanto la singola persona, la famiglia,

la società, la nazione, la popolazione

mondiale, sono altrettanti organismi vivi e

vitali che, per mantenersi in vita, oltre che

di cibo abbisognano di corretta informazione,

giustizia, verità, mutuo soccorso!

Proprio come farebbero le cellule di un organismo

quando una parte dello stesso

fosse minacciato da una malattia, da una

ferita.

Il corpo dice a se stesso la verità, di che si

tratta. Stabilisce la terapia; mette in azione

le cellule e i supporti che possono intervenire

con successo per riparare l’offesa. Pertanto,

l’integrazione dev’essere perseguita

intenzionalmente in vista dell’unità e del

mantenimento in salute dell’organismo.

Non è retorica dire che quando la famiglia

è distrutta, tutta la società ne risente. Non

è moralismo appellarsi al buon costume

che, tradotto in termini utili, non è altro che

il saggio comportamento che si deve tenere

per non mandare in rovina un regno.

La persona, la singola persona, se non fa

pulizia in se stessa e si lascia aggredire dalle

molteplici passioni, è simile ad un regno diviso,

destinato ad andare in rovina. Così è

per la nazione e per il mondo.

Nessuno si faccia illusioni: se non si troveranno

presto i motivi per superare le attuali

divisioni, tutta l’umanità andrà in rovina,

destinata alla catastrofe.

Chi scrive, da diversi anni si sforza di

rappresentare e di condividere con gli

altri una possibile via d’uscita; ma non

è ascoltato. Non so quale tipo di appello

si debba fare per farsi prestare

attenzione. Non so a quale tipo di

persone rivolgermi.

Io non parlo per me stesso perchè se

fosse per questo me ne potrei anche

stare zitto e in disparte. Parlo con la tristezza

di chi sa di avere importanti, concrete

proposte da mettere a disposizione di

tutti per il bene comune e di ciascuno e anzichè

essere accolte con gioia, vengono trascurate,

snobbate, o guardate con sospetto.


Campo de’ fiori

25

Come eravamo

CARNEVALE

Profumi, sapori di una volta, persi nel tempo, ma non nella memoria!

di Alessandro

Soli

“Un gusto un po’

amaro di cose

perdute, di cose

lasciate lontano da noi”.

Così si esprime Gino Paoli

nel meraviglioso, poetico

testo di “Sapore di mare”.

Parole che hanno fatto sognare

la mia generazione

e non solo, se non altro

per quel senso di voglia di cambiamento, di

libertà di costumi, che ti facevano identificare

il profumo della salsedine non come

elemento-complemento della sabbia e del

mare, ma l’attimo d’amore che stavi vivendo

con la ragazza che stringevi tra le

braccia.

Qualcuno già penserà : “Aò Sandro Soli stà

a sfarfallà” per dirla alla ”civitonica”, no, mi

sto semplicemente addentrando nel tema

proposto con il titolo dell’articolo. Carnevale

ci ha appena lasciato, con i frittelloni, le

frappe, i scroccafusi, i ravioli con la ricotta.

I loro profumi che ogni anno si rinnovano,

e ridanno al nostro palato sensazioni di vero

gusto, ci fanno stare bene, ci fanno dimenticare,

seppur per un breve periodo: Glicemia,

grassi, colesterolo, pressione arteriosa,

dolori articolari eccetera eccetera. I coriandoli,

le maschere, la gioventù che ride e si

diverte, è poi così diversa da noi, che alla

loro età cercavamo le stesse cose, con

pochi mezzi a disposizione, e con ragazze

molto, ma molto diverse da quelle di oggi

Per evitare di essere frainteso ed etichettato

come moralista o nostalgico, posso dirvi

che, anche se ho un pizzico di invidia, riguardo

i mezzi a disposizione che il progresso

e il benessere hanno dato ai nostri

giovani, mi tengo stretto il mio “Dòmino”

(siete autorizzati voi,cari amici degli “anta”

a spiegare cos’era, a chi

non lo conosce) e la mia

“Gnacchera” (arispiegate),

oggetti persi nel

tempo, ma non nella

memoria. L’atmosfera

che si viveva, attorniati

da personaggi ormai

storici che rendevano il

nostro carnevale unico

ed insuperabile. Tenterò

di elencarne qualcuno,

sapendo di far cosa gradita,

spero, a chi li ricorda,

rischiando però di

essere criticato, nel dimenticarne

altri.

Nelletto Profili, Mario

Corteselli (Gallina),

Maggichetto e Bommetta,

Miretto, Melorobby,

Giuvanni o

Barese, ‘O cavallo, ‘A

tribù dei Zingari, e

l’intramontabile Rustica.

Certo i nostri giovani

non li hanno

conosciuti, non è colpa

loro, spetta a noi tenerli

vivi nella memoria civitonica:

parlandone, raccontando

episodi,

mostrando fotografie,

ma soprattutto trasmettendo

quella sana allegria

che animava tutti, Civita Castellana. Primi anni ‘60. Tribù de Zingari.

compreso il Dr Donato In alto da sx: Osferto Vittori, Valerio Mozzicarelli.

Di Donato, che con l’inseparabile

Caporale, Vit-

Achille Gomiero.

In basso da sx: Flavio Mozzicarelli, Enzo Proietti (Scocciapippe) e

torio Paolini e Beccacciò,

“seppellivano” di profumato borotalco coloro che incrociavano in Piazza Matteotti.

100 100

LE 100 VOLTE DI “COME ERAVAMO”

Questo è un numero speciale del nostro mensile, che esce per l’occasione con l’inserto dedicato al Carnevale appena trascorso.Vorrei soffermarmi

in modo specifico, sull’importanza che riveste la centesima copia di una rivista come Campo de Fiori. Siamo nati per caso, come una scommessa

fatta tanti anni fa, e modestamente, insieme al nostro direttore, amico e coetaneo Sandro Anselmi, mi sento di far parte della sua memoria

“storica”. Non sto qui ad elencare ed incensare i pregi e sicuramente i difetti che ogni giornale, di qualunque genere esso sia, contiene nel suo DNA,

(perché sicuramente Sandro, da sempre, lo fa correttamente con i suoi editoriali), ma mi limiterò a ribadire il perché e il per come della mia rubrica

del “Come eravamo”. Una volta le tradizioni, i sapori, la lingua stessa, si tramandava oralmente, da padre in figlio, da nonno a nipote, e gioco forza

con gli anni, malgrado il quasi tutto, veniva scritto su carta, nero su bianco, si perdevano irrimediabilmente tesori che oggi fortunatamente, grazie

alla tecnologia, rimarranno in…eterno. Nel mio piccolo, ho voluto fortemente il “Come eravamo”, in primis per mantenere vivo nella mente dei miei

coetanei e dei miei concittadini più anziani, i ricordi, più o meno importanti, della mia vita ed in particolare della comunità civitonica. Poi, e questa

è la mia segreta speranza, lo “stuzzicare” la mente delle nuove generazioni che attraverso il passato, trovino lo slancio verso un futuro migliore, malgrado

tutto! Ecco perché le continue frasi e articoli in dialetto, ecco perché le storie di personaggi civitonici, ecco perché la ricerca dei soprannomi,

ecco perché i giochi e le sensazioni di una volta, ecco perché il “Come eravamo”. Grazie a tutti!

Alessandro Soli


26

Campo de’ fiori

Restituiamo il giusto valore ai nostri dialetti

17 gennaio, istituita la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali

Finalmente qualcosa si sta muovendo,

finalmente potremmo riuscire a fermare

l’inarrestabile scomparsa dei dialetti

nel mondo, se si considera il dato

dell’estinzione di uno ogni quattordici giorni

circa.

Giovedì 17 gennaio 2013, infatti, a Roma,

presso la Sala Marcora del Palazzo della

Cooperazione, in via Torino 146, l’UNPLI

(Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), Legautonomie

Lazio ed il Centro di documentazione

per la poesia dialettale “Vincenzo

Scarpellino”, hanno ufficialmente presentato

la Giornata nazionale del dialetto e delle

lingue locali. Anche queste “sottolingue”, da

decenni ormai considerate di bassa lega, disdicevoli,

roba da rozzi ed ignoranti, potranno

essere ricordate ed avere il loro

giusto peso, perché, al contrario di quanto

possano pensare le persone d’etichetta,

esse hanno avuto un ruolo importantissimo

nella comunicazione di massa e, proprio per

questo, non devono essere disprezzate né

abbandonate. A me è sempre piaciuto

ascoltare chi parla in dialetto e parlare io

stessa in dialetto e non me ne vergogno,

anzi, lo vivo come un qualcosa in più che so

rispetto agli altri. Sono contenta di conoscere,

seppur quello che ne è rimasto e che

sono riuscita ad apprendere dai più anziani,

il dialetto del mio paese e ciò che fa la differenza

è la consapevolezza di come e

quando usarlo. Mi diverto, infatti, ad esprimermi

in corchianese con la mia famiglia,

tra amici, nei rapporti più confidenziali, perché

esso è la lingua dell’informalità. Amo il

dialetto del mio paese e tutti i dialetti d’Italia

e del mondo per la loro naturale ed innata

spontaneità, perché in essi non vi è

nulla di artefatto, indicano tutta la schiettezza

di un mondo forse più povero e più

pulito che sta scomparendo. Arrivano diritti

al punto senza mezzi termini, senza troppo

giri di parole né termini sofisticati. Ed è per

questo che ho scelto di sfruttare l’occasione

della mia tesi di laurea per occuparmi della

questione, fornendo così, tra l’altro a mia

insaputa, un importante supporto al progetto

portato avanti, già da qualche anno,

dal centro di documentazione per la poesia

dialettale “Vincenzo Scarpellino”, guidato

dal Prof. Vincenzo Luciani, esperto in materia,

che ho avuto il piacere di conoscere grazie

al mio professore di linguistica e

dialettologia dell’università La Sapienza,

Ugo Vignuzzi. Questo mio principio di lavoro

si innesta in un progetto più vasto che si

propone di salvare i dialetti, iniziando da

quelli della regione Lazio. Già diverse pubblicazioni,

curate dal Prof. Luciani sono state

pubblicate al riguardo, relative soprattutto

ai dialetti della provincia di Roma e di Latina.

Ora tocca al viterbese che offre diverso

materiale, il quale aspetta solo di essere

raccolto per lasciare una traccia indelebile

di quello che era e poi di quello che sarà,

perché anche i dialetti sono in continua evoluzione,

cambiano adattandosi ai tempi, ai

costumi, alle generazioni. Si modernizzano

abbandonando alcuni termini riguardanti a

certi aspetti legati alla cultura del passato e

acquisendone altri, al passo con lo sviluppo

economico sociale, ma non muoiono mai!

Essi sono qualcosa di radicato in noi, il vero

filo diretto con le nostre radici. Questo mutare

ed adattarsi al presente è ampiamente

dimostrato anche dalla loro diffusione in internet,

immagine di modernità per eccellenza.

La rete pullula di siti che si occupano

di conservazione e diffusione del dialetto,

non da ultima la piattaforma sociale di Facebook

che raccoglie spesso pagine all’interno

delle quali vengono inserite

espressioni e modi di dire tipicamente dialettali,

per non dimenticare!

Ermelinda Benedetti

DANZANDO SOTTO L’ALBERO.... con la W.W.W. FITNESS

Il 21/12/2012, in occasione delle festività natalizie, l’a.s.d. W.W.W. FITNESS in collaborazione

con “La Compagnia dei Sogni”, ha presentato lo spettacolo di danza

“Danzando sotto l’albero…un anno di successi de La Compagnia dei

Sogni”.

La regia e le coreografie dello spettacolo sono state curate da Gilberto Nati (consulente

coreografo Sony Film, collaborazioni artistiche con lo IALS, come coreografo

nelle tournee di Luca Carboni, Lucio Dalla, Scialpi e coreografo del flash mob

per la presentazione del film di Michael Jackson “This Is It”). Il 28/09/2012, a Stintino

(Sardegna), “La Compagnia dei Sogni” ha ricevuto il premio nazionale come

“Anno da ricordare” per “Miglior spettacolo di danza”.

La manifestazione, svoltasi al Teatro Tenda di Fabrica di Roma, è stata un grande

successo registrando il sold-out e ha ripercorso le migliori coreografie del 2012

di Gilberto Nati su musiche di grandi artisti come Vasco Rossi,

Adriano Celentano, Lucio Dalla ed un pezzo inedito su musiche di

Alicia Keys. Durante lo spettacolo si sono esibiti allievi dell’Accademia

di Danza de “La Compagnia dei Sogni” di Roma e dell’a.s.d.

W.W.W. FITNESS di Faleri. Si ringraziano il Comune di Fabrica

di Roma e la Pro Loco per aver sposato in piena totalità il progetto

de “La Compagnia dei Sogni” e per la collaborazione.

L’a.s.d. W.W.W. FITNESS e “La Compagnia dei Sogni” vi

aspettano nella nuova “Accademia di Danza” in via Falerina

km 5,600 presso il Centro Commerciale di Faleri per una

PROVA GRATUITA dei corsi (danza classica, moderna, hip hop e

contemporaneo).


28

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

IPSEOA IN UN VIAGGIO IN CERCA D’AMORE TEATRO, TEATRO, TEATRO!

L’ALBERGHIEROLAND E LA DIVINA COMMEDIA, quasi un “Viaggio in musica dall’Inferno al Paradiso”,

copione redatto e diretto dal Prof. Aldo Bellocchio.

della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

L’Alberghiero “Alessandro

Farnese” di Caprarola

vi aspetta al

Teatro San Leonardo a Viterbo

nelle giornate di Venerdì

15 ore 10.00, Sabato

16 ore 10.00 e ore 21.00 e

Domenica 17 ore 18.00

del mese di Febbraio in

una rappresentazione

fatta da giovani per i giovani

e non solo. In un regalo di emozioni e

sentimenti “perduti” e “ritrovati”.

Lo spettacolo è in progress…in evoluzione

continua per persone che di “mestiere”

fanno gli studenti e che quest’anno si avventurano

in un viaggio…, Sì, “UN VIAGGIO

IN CERCA D’AMORE” dedicato a tutti i figli,

che frequentando le nostre scuole, vivono

o si lasciano vivere all’interno di un progetto

educativo, i cui educatori, molto istruiti nelle

loro discipline e anche molto assidui e laboriosi,

talvolta rischiano, loro malgrado, di diventare

tediosi, noiosi e non sollecitatori di

amore per la conoscenza e la scienza…

senza ottenere il risultato sperato. Talvolta

un insegnante un tantino forse più irregolare,

più estroso, più incline a saper cogliere

l’occasione, che gli viene offerta dallo

stesso uditorio, ecco che trova il senso, il

punto di contatto, il metodo per insegnare

in modo più affine al sentire giovanile attraverso

attività “ludidattiche”, ma non meno

impegnative come quella del teatro:

un’arte che cerca il suo fondamento nella

scienza dell’uomo in quanto quest’ultimo

“educabile” ed “educando”, cioè che può e

che deve essere educato. UN VIAGGIO IN

CERCA D’AMORE che accompagna attraverso

figure magistrali come quelle dantesche,

riportate allo stato attuale sia dal

punto di vista storico che sociale! E’ per

questo che il copione è particolare per la

scuola in quanto inizia con l’Alberghiero e

un aeroporto dal quale si parte inizialmente

per raggiungere un villaggio turistico in uno

scenario tipicamente vacanziero all’interno

del quale ruotano famiglie, personaggi

particolari, tutte le tipologie

di giovani. C’è la famiglia tipicamente

normale con due figli e le

sue problematiche; c’è la coppia

di fidanzatini, un po’ “soggettoni”

dai comportamenti un po’ inusuali,

sciolti da condizionamenti,,

un po’ stravaganti, bizzarri, simpatici.

Tutti si ritrovano in un villaggio

turistico a Sharm el Sheikh

in Egitto, dove vengono accolti

dal Ricevimento in un benvenuto

da sogno, tanto per focalizzare la

professionalità alberghiera che

gradualmente sfuma e si innesca

nello spettacolo della settimana,

un Musical, ricco di balletti, sulla

Divina Commedia… allora il tema

del viaggio che prima era turistico

moderno, parte con il tema del

viaggio fantastico, meraviglioso di

Dante tra l’Inferno, il Purgatorio e

il Paradiso: l’aspetto dell’Amore

predomina sull’odio, ci sono,

tanto per dirne alcuni, dei personaggi

interpretati e personalizzati

a una filosofia di vita attuale non

felice come Paolo e Francesca, gli Ignavi da

rap, Caronte rude e simpatico, anche se

sempre eterno “traghettatore” di anime,

Minosse dai caratteri più dolci,ma pur sempre

bestiali, Lucifero quel Diavolo tentatore

delle discoteche, San Pietro il professore

della situazione, Beatrice la direttrice del resort;

quindi tutti i personaggi all’interno di

questa rivisitazione della Divina Commedia,

nella quale si riproduce sempre il TRE, numero

perfetto in un gioco delle parti all’interno

di questo grande componimento

poetico,…fino ad arrivare al Paradiso, luogo

e stato dell’animo nel quale la storia è altrettanto

singolare perché non inizia come

tradizionalmente dovrebbe iniziare la Divina

Commedia, ma con il desiderio della festa e

del viaggio, temi riproposti attraverso la figura

di San Pietro che chiede a Beatrice di

organizzare un party in grande stile. La

stessa bellissima donna ideale e idealizzata

chiama Dante come Vocalist e allora da qui

parte un po’ tutto il percorso che, dal viaggio

turistico, approda al viaggio poetico

d’Amore, messaggio che predomina sempre

mescolandosi e confondendosi con la realtà

educatrice verso i ragazzi che sono in grado

di esprimere gioia, entusiasmo, energia in

una sorta di “disease” contagioso per tutti

coloro che, guardandoli, riescono a cogliere

oltre l’interpretazione da palcoscenico, oltre

le battute da copione, quella voglia di vita

semplice pulita che tutti “VANNO CER-

CANDO SENZA POSA”, in quanto creature.

L’energia dei ragazzi è il messaggio più importante

! E’ il messaggio più rassodante

per il modo di sentire molle, piatto e cinico

di un mondo che parla troppo ormai la lingua

del danaro perduto, della lacerazione

dell’animo in atto…

INTERPRETI

ABERA MATHEM FEVEN 3BR - APOLLO IDA 4B

BANNELLA MATTIA 5A - BUONAIUTO VALEN-

TINA 1C - CONSORTE MARIA DORA 3BR

COPPOLA ALESSIA 3A - CUPELLI ELISA 5C

DE SIMONE EMILIANO (DIPLOMATO)

ECCA ARIANNA 3AS - ESPOSITO ILARIA 5B

FARISEI DORA 5C - GIGLI CAROL 5D

GIURANNA DEBORAH 3BR - INGLESE LUIGI 4C

MARCHETTI STEFANIA 5C

MARZEDDU DAVIDE (DIPLOMATO)

MASI VINCENZO 5D - MECARELLI SILVIA 5D

MICELI NICOLE 3BS - MONTANI GIORGIA 4B

MURLO CHIARA 5B - NATILI PAMELA 5C

PAGLIA SIMONE 4E - PARISI MATTEO 5D

RICCI ALESSIA 1C - RIZZO DIEGO (DIPLO-

MATO) - ROSSETTI ANDREA 2°

RUTOLO VALERIO 1° - SALZA VALENTINA 5D

SANETTI ROBERTA 3° - SANTELLA LUCA 5D

SARNA’ FABRIZIO 5A - SAVELLONI MIRKO 4A

SEVERINI GIULIA 4B - SPAGNOLO MIREYA 4B

TARTARO ALESSANDRO 1E -

WYLUPEK PATRYCIA 5C - ZAZZA GIORGIA 1C


Campo de’ fiori 29

Intervista al Dott. Fabio Pescitelli

specialista in Taping Neuro Muscolare

1) Che cosa è il taping neuro muscolare,

in cosa consiste

Premetto che cercherò di usare un linguaggio

il più comprensibile possibile, e di rispondere

con concetti base, in modo semplice,

capibile a tutti.

Il Taping Neuro Muscolare (N.M.T.) è una

terapia riabilitativa innovativa, non invasiva

e non farmacologica. Consiste nell’applicazione

sulla cute (decorso del muscolo), di un

nastro di cotone elastico (Tape), di pochi

millimetri di spessore, con adesivo acrilico

spalmato ad onde. La superficie adesiva è

protetta da un liner di carta removibile. Il

nastro, che può essere di vari colori, ha una

larghezza standard di 5 cm., presenta una

elasticità in lunghezza (40% circa) sovrapponibile

a quella cutanea ed è resistente

all’acqua.

2) Qual’è il meccanismo d’ azione sul

corpo umano Come funziona

I muscoli rappresentano uno dei bersagli più

importanti su cui agisce il N.M.T. con effetti

diretti sulla circolazione venosa, linfatica e

sulla temperatura corporea. Le caratteristiche

fondamentali sono sostanzialmente, il

metodo di applicazione, l’utilizzo del nastro

e la tecnica definita “decompressiva” e

“compressiva. L’applicazione corretta del nastro,

insieme al movimento del corpo, provoca

micro movimenti, che stimolano i

recettori cutanei e quelli degli strati sottostanti,

inviando stimoli esterocettivi

(percettibilità tattile, termica e dolorifica) e

stimoli propriocettivi (stimoli che provengono

dai muscoli, dai tendini, dalle capsule

articolari e dai legamenti) al sistema nervoso

centrale, determinando una risposta

muscolare riflessa. Il nastro, stimolando la

sensibilità esterocettiva, riduce la stasi linfatica

ed ematica, migliora la microcircolazione

locale e permette l’assorbimento di eventuali

edemi. Inoltre il nastro, sollevando la cute e

formando pliche (pieghe), dilata gli spazi interstiziali

(spazi, composti da sostanza acquosa,

presenti tra una cellula e l’altra)

riducendo la pressione sottocutanea.

3) L’applicazione del Taping Neuro Muscolare

quali benefici comporta

L’applicazione del N.M.T. agendo sulla cute,

muscoli, sistema venoso, l’infatico e articolare

raggiunge benefici - passatemi il termine

- incredibili

nelle più svariate

patologie, fondamentale

è la riduzione

immediata

della sindrome dolorosa,

e l’aumento

immediato

del range di movimento

nelle patologie

articolari,

inoltre, normalizza la tensione muscolare,

migliora la vascolarizzazione sanguigna, rimuove

la congestione venosa e linfatica,

corregge l’allineamento muscolare, migliora

l’assetto posturale.

4) Il Taping Neuro Muscolare può essere

utilizzato da solo nel trattamento

di varie patologie

La tecnica del N.M.T è da utilizzarsi come terapia

aggiuntiva, da inserire nei programmi

terapeutici sia manuali che strumentali, ma

può essere impiegata come unica risorsa,

basti pensare a soggetti intolleranti a manipolazioni,

o allergici a farmaci. Lapplicazione

del N.M.T. offrendo benefici linfatici e vascolari

continuativi, facilita il recupero in situazioni

postoperatorie e post-traumatologiche.

Il nastro utilizzato per il trattamento può essere

applicato per più giorni (5-7 giorni), in

quanto non contiene, come più volte detto,

alcun principio attivo e può essere usato su

bambini, adulti anziani

e donne in gravidanza.

In situazioni

come la sclerosi multipla

e altre malattie

progressivamente

degenerative, l’applicazione

può avvenire

senza limiti di durata,

fino a quando,

il soggetto non ottiene

un miglioramento

dei sintomi, e

di conseguenza della qualità della vita.

5) Quali trattamenti di Taping Neur

Muscolare possono essere effettuali in

donne in gravidanza

Il N.M.T. essendo una tecnica non farmacologica,

non provoca reazioni avverse, a

parte una possibile irritazione cutanea. La

gravidanza, pertanto, non è una controindicazione.

Si possono, infatti, effettuare

trattamenti per alleviare la sciatalgia, dolori

lombari e articolari in genere. Va assolutamente

evitata qualsiasi applicazione sull’addome.

6) Nella partita di calcio Germania –

Italia, il calciatore Balottelli portava

sul dorso delle strisce colorate. Hanno

qualcosa in comune con il Taping

Neuro Muscolare

Assolutamente si, è una dimostrazione di

applicazione di N.M.T., nel muscolo ileo costale

dei lombi parte

toracica e lombare,

con tecnica definita

“decompressiva”

(formazione di pliche).

Il nastro è

stato applicato, per

migliorare l’elasticità

muscolare, la circolazione

vascolare e il

drenaggio linfatico.

7) I colori indicano differenti caratteristiche

del nastro

I diversi colori non indicano differenti caratteristiche

del nastro. La scelta di un colore

rispetto ad un altro è indicata in caso di riabilitazione

neurologica, per aiutare il paziente

a riconoscere il movimento, oppure,

a seguito di irritazione cutanea, dovuta al

colorante utilizzato.

8) Quali sono le controindicazioni nel

trattamento del Taping Neuro Muscolare

Il nastro utilizzato non è uno strumento sterile,

di conseguenza non può essere applicato

sopra o vicino a zone infette. Il

trattamento con N.M.T. è controindicato,

inoltre, nei pazienti affetti da cancro, da flebite,

da edema da insufficienza cardiaca. Il

nastro va applicato sempre da personale

qualificato. Una applicazione non corretta,

dovuta ad una mancata conoscenza della

tecnica o ad una diagnosi non accurata può

aumentare i sintomi del soggetto.

9) Da ultimo quali patologie possono

essere trattate con il Taping Neuro

Muscolare

Tutte le patologie articolari, e, nelle varie

arree, con applicazioni in neurologia, geriatria,

pediatria: dall’ernia cervicale alla riabilitazione

neurologica della spalla, dalla

nevralgia del trigemino all’epicondilite, dall’emicrania

alla bronchite, dalla tendinopatia

della cuffia dei rotatori all’emiplegia, dagli

attacchi di panico alla neuropatia, dalla cifosi

alla scoliosi, dal morbo di Parkinson alla colite.

Dall’artrosi delle dita – dolore se si

stringe o si prende in mano qualcosa - alla

sciatica, dall’alluce valgo alla riabilitazione

respiratoria, e tante altre. Sarebbe troppo

lungo elencarle tutte, in linea di massima,

tutte le patologie, legate alla sensibilità esterocettiva

e propriocettiva. Quanto sopra, a

testimonianza delle mirate applicazioni cliniche

nel trattamento terapeutico del Taping

Neuro Muscolare (N.M.T).

Il Dott. Fabio Pescitelli, fisioterapista

con specializzazione di Massaggiatore

sportivo, Advanced Postural Fitness

Inctructor, Taping Neuro Muscolare

Instructor Program, opera presso

l’ambulatorio Medico e FisioKinesiTerapico

“Fisiogamma”, sito in Civita Castellana,

Via Torquato Tasso n. 2, tel.

0761.549620 - 389.1477194


30 Campo de’ fiori

Scegliere la scuola per i propri

figli nel segno dell’interculturalità

di Francesca

Pelinga

Questa volta non

scriverò un articolo

storico. E’ tempo

d’iscrivere i bambini a

scuola e i genitori scelgono

quella che pensano

essere la migliore per i

propri figli, ma spesso

sento dire “Come lo iscrivi

al XXV Aprile! Troppi stranieri!!

Lì i bambini non sanno l’italiano e

sono indietro”. Sbagliato, la nostra scuola,

“l’edificio”, come la chiamiamo noi civitonici

e nella quale è andata la maggior parte di

noi e che compirà cent’anni il prossimo

anno, è stato voluto fortemente da Ulderico

Midossi che, con l’Istituto D’Arte, voleva che

quella via fosse chiamata la “Città degli

Studi”, affinchè i giovani avessero delle prospettive

migliori. “L’edificio” è una scuola

“colorata” in tutti i sensi: dai lavori e dalla

creatività dei bambini, dalla presenza di

tante culture, religioni che convivono pacificamente

nel rispetto reciproco. So per

esperienza che bambini ignorano le differenze

del colore della pelle o di un amico

con problemi, anzi, quello sarà un “amico

speciale”. E se le istituzioni o i genitori non

insegnano loro il concetto di differenza, non

lo noteranno. Siamo noi adulti che a volte

dimentichiamo che siamo stati diversi per

qualcuno quando siamo emigrati prima in

Brasile, poi in America e in Germania. Eravamo

diversi per formazione e cultura. La

scuola serve ad insegnarci a vivere insieme

perché nel mondo ci sono altri popoli, altre

tradizioni, altre religioni, culture che sono

valide quanto le nostre. Nella nostra scuola

si insegna proprio questo: il rispetto, perché

tutti chiediamo di essere rispettati nella nostra

dignità umana. I bambini che vengono

da paesi diversi possono insegnarci cose

che noi non conosciamo, come noi a loro. Il

“miscuglio” è un arricchimento reciproco, un

bambino non nasce diverso da un altro: è

simbolo di vita e merita rispetto qualsiasi

sia il suo colore, la sua lingua, la sua religione.

Infatti essi giocano, litigano fra loro

senza porsi nessun problema. Insegnare in

una scuola “colorata” spinge gli insegnanti

a sperimentare sempre nuovi metodi per favorire

l’integrazione, e questo fa sì che

spesso sia, nei metodi, all’avanguardia. Le

insegnanti non sono di serie B, perché andare

ad insegnare all’”edificio” non è una

costrizione ma una libera scelta. Devo dire

che spesso il bambino straniero ha così voglia

d’imparare che supera quell’italiano,

anche perché, in alcune nazioni, la scuola

ha un’importanza che da noi non c’è più.

Io ho viaggiato moltissimo, ma proprio a Civita

ho avuto modo di conoscere paesi, con

i loro cibi e con le loro culture, che probabilmente

non avrò mai l’occassione di visitare.

Questo mi ha arricchito e mi piace

pensare che quello che Midossi voleva per i

giovani civitonici serva ora a bambini che

hanno dovuto lasciare il loro paese.

Vorrei che questa scuola, già frequentata da

tutti noi, e che adesso guardiamo con disprezzo,

possa essere ancora viva grazie a

loro, e che gli italiani che la frequentano

possano, poi, essere cittadini del mondo, e

non avere, così, problemi d’inserimenento

quando dovranno, magari, emigrare per lavoro

o piacere. A chi mi chiede dove iscrivere

il proprio figlio dico”guarda la qualità

non la nazionalità”.


Campo de’ fiori 31

Trucco depoca

Trend degli ultimi sessantanni...

Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna

di Ilaria Palanga

Anni ’90: il decennio sobrio nello stile

Vorrei fare una premessa: questi sono gli anni a cui sono più affezionata innanzitutto perchè li ho vissuti e secondo poi perchè ho ricordi

della mia adolescenza. Gli anni ‘90 sono ricordati come decennio di passaggio: iniziava l’era della tecnologia dove “Titanic” era considerato

un film dagli spettacolari effetti speciali, e il guinnes dei primati per il computer col disco rigido più grande era di 75 gigabyte.

Tra il ‘90 e il ‘91 le truppe irachene guidate da Saddam Hussein invadono il Kuwait e inizia la prima Guerra del Golfo.In Jugoslavia inizia

una guerra civile tra Slovenia e Croazia, le truppe federali serbe invadono la Slovenia, nel ‘92 a Palermo l’attentato ai giudici Falcone e

Borsellino. Viene eletto presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. In America si sviluppano le serie tv che tengono tutti i giorno i giovani attaccati

alla televisione, tutti in attesa di quello che succederà ai loro miti. Tra le varie serie ricordiamo “Beverly Hills” e “Baywatch”e

Melrose Place. Nella musica pop si assiste al fenomeno delle boy band, gruppi musicali spesso creati a tavolino dai produttori musicali,

composti da soli ragazzi, in cui tutti cantano e nessuno suona alcuno strumento. Tra le più famose si ricordano i Take That e i Backstreet

Boys. Diffuse anche le loro controparti femminili, come le Spice Girls e le All Saints. Altri importanti artisti pop del decennio furono

Christina Aguilera e la sexy scolaretta Britney Spears. Il compact disc diventa il supporto più diffuso per ascoltare musica e, prima il disco

vinile e poi la musicassetta escono dalla produzione di massa. Si ascoltava musica alla radio, in edicola usciva il settimanale “Cioè” per le

teenager con in allegato il relativo gadget, e andavano di moda i famosi “ciucci” di plastica colorati.

Figura della donna: La donna acquista la sua indipendenza ed è padrona del suo tempo. Emerge una donna che sa quello che vuole,

che si mette in competizione per raggiungere i propri progetti. In particolare negli anni ‘90 viene rappresentata una nuova figura: la superwoman;

iperattiva, superimpegnata che riesce a conciliare tutti i suoi impegni ed interessi. Diventa narcisista mostrandosi vanitosa e

preoccupata esclusivamente alla cura del suo corpo. Essa trae il suo valore direttamente dal suo aspetto fisico. Sono gli anni delle top

model, muse ventenni dai corpi statuari e dal viso angelico, pulito e sexy insieme, icone di una perfezione irraggiungibile che ogni stilista

si contendeva. In Italia, inizia a spopolare il fenomeno delle soubrettes, la donna diventa sempre più frivola e sempre più

bella. L’ideale inizia a diventare una donna simile alla Barbie: alta, magrissima e con un seno prorompente. Pamela

Anderson diventa icona di bellezza, le donne iniziano a sperimentare sempre più spesso la chirurgia estetica.

Out fit: Nei primi anni ’90 si diffonde la nuova tendenza per gli abiti in stile decostruttivo: possono essere per taglia

oversize o striminziti, oppure sembrare indossati a rovescio, con orli diseguali, cuciture visibili e tagli. La maggior

parte delle tendenze della moda degli anni ‘90 sono basati su jeans e magliette basic. Ma un degli eventi più significativi

è stata l’ascesa dello stile grunge, per entrambi i sessi venivano indossate camicie di flanella e jeans strappati. I colori di

tendenza sono bianco, nero, rosso, verde foresta, indaco e marrone. Lo stile grunge derivava dall’omonimo genere musicale,

quello inventato dai Nirvana, una delle band più innovatrici, note ed influenti nella musica dei primi anni Novanta. La

startificazione tipica del grunge o lo stile Underground con un mix di sportwear, denim e un tocco di sex glamour.

DIVE/ICONE: Jennifer Aniston, pseudonimo di Jennifer Joanna Anastassakis, attrice cinematografica statunitense di origine

greca. Nicole Kidman, pseudonimo di Nicole Mary Kidman attrice di origini australiane, ex compagna di Tom Cruise.

Penelope Cruz, pseudonimo di Penelope Cruz Sànchez attrice spagnola. Julia Roberts, pseudonimo di Julia Fiona Roberts,

attrice statunitense famosa per il ruolo che l’ha consacrata icona di Hollywood Pretty Woman. Winona Rider, pseudonimo

di Winona Laura Horowitz, attrice statunitense di padre russo e madre romena. Sharon Stone, Sharon Vonn Stone, attrice

cinematografica e modella statunitense famosa per il celebre film “Basic Instinct”. Kim Basinger, Kamila Ann Basinger, attrice

e modella statunitense di ascendenza multietnica : tedesca, svedese e Cherokee. Michelle Pfeiffer, pseudonimo di Michelle

Marie Pfifer, attrice statunitense, la sensuale CatWoman del primo Batman. Gwynet Paltrow, pseudonimo di Gwynet Kate

Paltrow,attrice statunitense di origini ebreo-russe e quacchere. Monica Bellucci, pseudonimo di Monica Anna Maria Bellucci,attrice

cinematografica e modella italiana di origini umbre e compagna di Vincent Cassel. Mariagrazia Cucinotta,attrice cinematografica

italiana celebre per il film “Il Postino” con Massimo Troisi. Sabrina Ferilli,attrice italiana originaria di Fiano

Romano. Demi Moore, pseudonimo di Demetria Gene Guynes attrice cinematografica statunitense, famosa per il celebre

film “Ghost”. Pamela Anderson, pseudonimo di Pamela Denise Anderson, modella e attrice cinematografica canadese di

origini finlandesi e russe, celebre per il telefilm Baywatch.

Spice Girls

Nicole Kidman

M. G. Cucinotta

Copia il look: trucco, acconciatura e manicure.

Tocca a questo decennio ridimensionare tutto dopo le esagerazioni degli anni ‘80. La moda si fa sobria e ai colori squillanti si preferiscono il

nero, il blu e il bianco. Si semplificano le forme e i volumi. L’arrivo del “nude look” si traduce in minimalismo per il make-up: il fondotinta perde

spessore e si fa quasi trasparente per incarnati luminosi e perfetti; un paradosso, si usa il make up per sembrare assolutamente naturali.

Per gli occhi ombretti sui toni naturali quasi invisibili o comunque caldi: ombretti bronzo, oro, rame, marrone chiaro, beige, color pelle. Mascara

volumizzante/allungante che separa le ciglia e definiva l’occhio e lo apriva come un ventaglio che faceva molto occhi “stile cerbiatta”, eventualmenete

un eyeliner nero o marrone steso in maniera sottilissima o ben sfumato.

Solo rossetti mat ed opachi abbastanza scuri in contrasto con la carnagione che

segue i contorni naturali, la bocca era disegnata in modo da risultare piuttosto sottile.

L’uso delle labbra rigorosamente scure con tonalità marrone opaca tipica degli anni

‘90 oggi è un po’ tramontato. Sopracciglia mediamente curate, si toglievano i peli di

troppo senza dare una vera e propria forma definita, ma tendenti a una forma tondeggiante

e comunque anche queste piuttosto sottili. I capelli sono lunghi super

lisci, per niente voluminosi con l’onda sotto la frangia e la riga laterale, oppure frisè,

tendenza destinata in particolare a capelli lunghi o medio-lunghi, oppure capelli ricci,

mai mossi o ondulati, niente vie di mezzo.Oppure il taglio minimale corto tipico degli

anni ‘90. Unghie laccate con colori chiari, prevalenza di toni classici che esprimono

una femminilità delicata e composta.


32

Campo de’ fiori

Civita di Bagnoregio si popola di

grandi personalità. Perchè

di Secondiano

Zeroli

Perché tanti uomini di

cultura scelgono di

trascorrere parte

della loro vita a Civita di

Bagnoregio Cosa li spinge

a comprare casa su di una

roccia tufacea isolata dal

mondo Lo psichiatra

paolo Crepet, al termine

d’una esperienza didattica,

svoltasi a Civita, d’un gruppo di studenti

della facoltà di Architettura dell’Università di

Venezia, ha così risposto alla stimolante domanda,

su un giornale – resoconto, edito

dagli organizzatori dello stesso “workshop”:

La forza della fragilità

Paolo Crepet

Civita rappresenta per me una scelta di vita,

qualcosa che ha a che vedere con una parte

che forse non conosco definitivamente. Una

scelta difficile, perché Civita ti sfida, come

le cose migliori. Già l’aspetto, un’acropoli di

tufo che attende da sempre e seleziona. È

un po’ come Venezia: tutti dicono che è

splendida, ma poi pochissimi vorrebbero

abitarci. Anche Civita ha il suo incanto, la

sua straordinaria seduzione, poi però ti valuta

come un maestro austero. E’ luogo capace

di esasperare i tuoi sentimenti, le sue

sensazioni: eccede nel ridarti amore, così

come l’angoscia. L’ho conosciuta in un

giorno d’inverno, sferzata di pioggia e accerchiata

da foschie dense che liberavano

soltanto la grande cupola marrone. Ho pensato

che se l’avessi amata quel giorno,

l’avrei amata per sempre. Così credo che sia

stato, e sono convinto che così continuerà

ad essere. Eppure, la storia relegata a rovina,

l’ha convinta che la sua unica identità

debba coincidere con la

morte, lo sgretolamento,

la trasformazione,

in sabbia di tufo.

Civita invece deve tornare

a vivere, e non

certo e solo per i suoi

abitanti, per il paese,

per chiunque rappresenti

il modello del

borgo medioevale, salvato

dalla storia proprio

grazie al suo più grande

difetto: la fragilità.

Fosse stato un borgo

non così sospeso, non

così malfermo, non così

esposto alle intemperie

come i castelli delle

fiabe, sarebbe stato

stuprato da qualche

condominio dopoguerra,

da qualche garage

o terribile rotonda

stradale. I suoi crolli,

paradossalmente, sono

stati la sua forza, hanno

reso Civita luogo imprendibile

dalla grettezza

e dall’inciviltà

umana. Ora rinascere

è l’unico suo senso, al

di là del pessimismo e

del malgoverno, al di là

di quell’utile orrore che è la sua passerella,

quel braccio di cemento che la lega alla normalità

del territorio che la circonda. Per

farlo occorre popolarla di creatività giovanile

che solo l’Ateneo può garantire: ecco perché

la convenzione stipulata tra il Comune

di Bagnoregio e lo Iuav ha un significato

strategico e prospettico. Assicurare alle future

generazioni, un luogo che racchiude in

sé ciò che fa di una vita una buona vita. Il

bello, ad esempio. Non nel senso semplicemente

estetico, che non guasta mai, ma nel

suo significato più ampio dell’armonia, del

buon senso di una civiltà che si basa sulla

protezione della sua propria identità. Il silenzio,

ad esempio. Ovvero ciò che rimane

dal rumore gracchiante della volgarità spalmata

di questi anni. Il silenzio come misura

del pensiero, per tornare a criticarne la ragione.

Il tempo, ad esempio. Non più sincopato,

non più affannata ricerca di essere,

ma lento scorrere delle cose e delle fantasie,

fluire di sentimenti mai negati o nascosti.

E’ stato molto bello rivedere un gruppo

di giovani professionisti passare i vicoli e attraversare

le piazze del borgo. Non capitava

da quando Astra Zarina, architetto atterrata

su questo angolo di cielo moltissimi anni fa,

aveva capitanato manipoli di giovani americani

abbacinati dalla bellezza integra del

bello. Sarà ancora più bello quando torneranno

altri giovani a misurare, fotografare,

disegnare pietre e colonne, a conoscere la

magistralità dell’artigianato locale, a capire

da dove veniamo. Sarà belli vederli affaccendati

fino a tardi, le finestre di palazzo

Alemanni illuminate dal loro lavoro. Per

questo dico grazie, a nome di tutto quel

tufo che mi circonda, agli amici veneziani

che, come pochi altri cittadini del mondo,

conoscono il rumore dei passi e l’affanno di

salire un ponte. Quello della storia.


Campo de’ fiori 33

LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIA

Fiat 508/ C (Nuova Balilla)

La Fiat Balilla come

descritto nell’articolo

precedente, fu prodotta

fino al 1937, dopodiché

fu sostituita, dalla

così detta Nuova Balilla

che rimase in produzione

di Arnaldo Ricci per tre anni, dal 1937 al

arnaldo_ric @yahoo.it 1939. Essa però era abbastanza

differente dalla

precedente Balilla, sia nella forma che nelle

parti meccaniche.

Fiat 508 C (Nuova Balilla 1100)

Il motore non era più di 995 cc ma di ben

1085 cc, insomma quasi 1100! Per questo

motivo fu chiamata da tutti semplicemente

fiat 1100. In effetti è considerata la prima

1100 della storia della Fiat nel linguaggio

comune. La sigla alfanumerica Fiat 1100 fu

usata anche per i modelli successivi, fino al

1969; essa nelle varie versioni, fu prodotta

per 32 anni fino ad arrivare all’ultima; la famosa

Fiat 1100 R, appunto del 1969.

Nel 1938 fu anche prodotta la versione Taxi

di questa azzeccata auto. Dalla nostre parti

(nella bassa Tuscia) non era facile vedere

circolare questa versione.

Chi però in quei tempi frequentava grandi

città, come Roma, sicuramente avrà visto

questi taxi che erano bicolori; verdi e neri,

con una linea giallo – rossa che separava il

verde dal nero. Ebbene l’80% di questi taxi

erano tutte Fiat 1100 nuova Balilla!

A Roma “se ne vedevano alla mano” per utilizzare

una nostra espressione dialettale!

Fiat 1100 Nuova Balilla versione Taxi anno

di immatricolazione 1939

Negli anni immediatamente successivi la seconda

guerra mondiale, tutti i mezzi pubblici

urbani circolanti a Roma (tram, autobus, filobus,

taxi etc..etc..) erano tutti verde –

nero con la linea giallo – rossa come descritta

sopra. Erano cioè facilmente identificabili

dall’utenza. Onestamente non ho mai

capito perché non si è rispettata più questa

normativa a partire dall’inizio anni ‘70; forse

vi sarà stato un motivo che mi sfugge!

Ritornando alla nostra Fiat nuova Balilla,

anche questa fu prodotta in versione militare

e fu utilizzata da tutte e tre le nostre

forze armate, in tutti i fronti dove esse

erano dislocate; ovviamente la maggioranza

di noi, nati nel dop guerra, non ha mai visto

circolare dalle nostre parti la versione Militare.

Dal 1939 al 1943, furono consegnate

circa 5.000 esemplari di queste auto, alle

forze armate italiane. Giusto per fare un paragone,

gli USA, nello stesso periodo, da

soli, produssero ed impiegarono circa

650.000 Jeep!

Purtroppo neanche la 508 C riuscì a realizzare

la motorizzazione di massa che si auspicava;

potevano acquistarla solo le

famiglie della media borghesia (medici, farmacisti,

direttori di enti pubblici, qualche

commerciante di grosso calibro, liberi professionisti

affermati etc..etc..) circa il 90%

delle famiglie italiane erano escluse dalla

possibilità di acquistarla.

Essa costava ben 19.500 lire quando la

paga media di un operaio / impiegato era

di 300 o 400 lire al mese! Basta fare due

conti e ci si accorge che erano necessari

ben 65 stipendi!

Attualmente con 65 stipendi medi si può

comprare una Ferrari!

Fiat 1100 del 1938

(nuova Balilla versione Militare)

Nonostante tutti gli sforzi, non si riuscì ad

ottenere la motorizzazione di massa che gli

USA avevano raggiunto negli anni ‘20, tramite

la famosa Ford T, prodotta in ben 25

milioni di esemplari! (la nostra motorizzazione

di massa arrivò ben 30 anni dopo; nel

1957 con la Fiat 500!). In Italia, nelle varie

versioni, dal 1937 al 1953, furono prodotte

circa 200.000 Fiat 1100, compresa la produzione

destinata all’estero.

Anche questa automobile, come tutte quelle

nate da metà anni ‘30 fino ad inizi anni ‘60,

aveva il sistema di avviamento motore sviluppato

in tre fasi:

1° fase - bisognava inserire una chiave nel

cruscotto (era fatta come uno spinotto) e

ruotarla per attivare il circuito elettrico.

2° fase – tirare il pomello dell’aria sempre

sul cruscotto.

3° fase – premere o tirare il pomello della

messa in moto motore.

Bisogna anche dire che le auto antecedenti

agli anni ’30, avevano l’avviamento motore

completamente manuale; l’eventuale conducente

si muniva di una manovella che

dopo averla inserita nella parte anteriore del

motore, la girava con forza e quando tutto

andava bene, esso si avviava!

Tutte le auto, prodotte dopo circa la metà

anni ’60 e fino ai nostri giorni, hanno un sistema

avviamento motore molto più semplice:

basta inserire la chiave e ruotarla!

Questo lo dico perché forse qualche giovane

non immagina neanche come si avviavano

i motori delle auto della nostra infanzia!!


34

Campo de’ fiori

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

L’IMMORTALE di Hiroaki Samura - edito da Panini comics – 29 volumi, in corso

di

Daniele Vessella

L’Immortale segue le vicende di Manji, un abile samurai dotato di un

enorme potere: nessuno può ucciderlo se non somministrandogli un

raro veleno. In passato Manji ha compiuto degli atti criminali, uccidendo

100 samurai (incluso il marito di sua sorella).

La sua immortalità deriva dal verme Kessen-chu, che vive in simbiosi

con il suo corpo e gli permette di bloccare il naturale processo di invecchiamento

rimarginando in poco tempo qualunque ferita inflittagli.

Per liberarsi dall’immortalità, Manji dovrà uccidere 1000 “scellerati”.

Durante il suo cammino Manji incontra la giovane Rin Asano, unica

sopravvissuta alla strage che gli uomini dell’Itto-Ryu hanno perpetrato

sulla sua famiglia.

La giovane chiede all’abile samurai di aiutarla a vendicarsi, ed egli decide di appoggiarla

soltanto perché lei gli ricorda la defunta sorella. Inizia così la caccia ai membri dell’Itto-

Ryu (trama presa da Wikipedia). Questo manga rasenta la perfezione per le tecniche

di combattimento e gli ambienti che sono molto vicini a quelli di quell’epoca.

Per non parlare dei personaggi: Manji è diventato rude grazie agli eventi che lo hanno

travolto e anche quando potrebbe lasciarsi andare ai sentimenti rimane rozzo, senza

trascendere il suo carattere.

E il cattivo non è veramente un “cattivo”, ha i suoi motivi per agire in quel modo e sono

motivazioni condivisibili, tanto che si patteggia anche per lui. Un fumetto impedibile,

insomma.

Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/

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Campo de’ fiori 35

Langolo del Collezionista

Puzzle

di

Letizia Chilelli

Non c’è nulla di

meglio di un bel

quadro, magari

d’autore, per vestire

una parete! Ma diciamoci

la verità, chi può

permettersi di avere un

quadro famoso, come

per esempio la Gioconda,

nel proprio salotto

o nella camera da letto Beh.. da

qualche anno tutti, certo non proprio la

Gioconda di Messere Leonardo da Vinci,

ma magari una bella riproduzione e per

di più “costruita” con le nostre mani e

tutto questo grazie al puzzle!

Questo “magico” gioco ci permette, infatti,

di avere una nostra personale collezione

d’arte grazie alle meravigliose

riproduzioni delle più famose opere dei

più grandi pittori. Non parliamo però solo

di collezioni di riproduzioni di quadri ma

anche di paesaggi, monumenti, animali,

panorami, foto famose, ritratti, carte

geografiche, planisferi, cartoni animati…

e persino di nostre foto che possono essere

trasformate in veri e propri puzzle

personalizzati e originali, che quando vengono

“assemblati” ci aiutano a ricordare

quel preciso momento, soprattutto se abbiamo

la fortuna di rivivere la situazione con

la persona o con le persone che erano insieme

a noi nell’istante in cui è stata scattata

quella foto.

Il puzzle rilassa, istruisce e perché no, riunisce

la famiglia ad esempio pensiamo ai

lunghi pomeriggi invernali freddi e piovosi:

camino acceso, una bella tazza di cioccolata

calda e tutti lì, chini sulla tavola a mettere

a posto i pezzettini, dopo averli accuratamente

divisi per colore e per forma, guardando

curiosi l’illustrazione che man mano

si crea sotto le nostre mani!

Il puzzle in questi anni è cresciuto, possiamo

dire che si è evoluto non solo nelle

immagini, come abbiamo detto prima (in

commercio ci sono anche quelli fluorescenti

e quelli doppi con immagini impresse nella

parte superiore ed inferiore delle tessere),

ma anche nelle dimensioni, sono infatti apparsi

da qualche tempo i puzzle tridimensionali

con i quali è possibile avere la

riproduzione in scala di alcuni tra i monumenti

più famosi del mondo, fino ad arrivare

ai puzzle-palla che riproducono spesso

il mappamondo, per non parlare poi di tutti

quegli accorgimenti che ci permettono di

avere un puzzle perfetto: dai pezzi precisi,

tagliati in modo chirurgico fino agli spray e

alle colle che permettono di lucidare e fissare

le nostre tesserine in modo tale da non

rovinare i nostri lavori.

Pensiamo poi alla soddisfazione nell’incastrare

l’ultima tessera dicendo finalmente:

”Ho finito!” o all’emozione di ammirare la

nostra collezione di “quadri” o delle nostre

riproduzioni di monumenti, i primi appesi

vestiti di una bella cornice, i secondi messi

in bella vista in un angolo della nostra

casa, non c’è dubbio alcuno che diventino

tutti, appunto, veri e propri “oggetti di arredamento”.

Ma quando è nato il puzzle e qual’e la sua

storia Il primo puzzle risale al 1760,

quando un cartografo e incisore londinese

John Spilsbury decise appunto di inventare

questo “magico” gioco definito vero

e proprio rompicapo; i primi vennero realizzati

dipingendo l’immagine su di una tavola

di legno che poi veniva ritagliato,

grazie ad un piccolo seghetto, in tanti piccoli

pezzi; i puzzle dei nostri giorni vengono

creati su un foglio di cartone

pressato dove viene incollata una foto che

viene poi ritagliata grazie ad una fustella

con forma molto articolata.

Le dimensioni dei puzzle sono svariate

come svariato è il numero dei pezzi si va

dai 300 (o anche molto meno per i bimbi)

fino ad arrivare ai 32.256, ovvero al puzzle

più grande del mondo prodotto da una

nota casa tedesca e che riproduce le

opere di Keith Haring (1958-1990), artista

della Pop Art.

Prima di salutarci, come sempre, eccovi la

mia nota colorata che dedico all’altra metà

del mio cielo: “ Si può guardare il pezzo di

un puzzle per tre giorni di seguito credendo

di sapere tutto della sua configurazione e

del suo colore, senza aver fatto il minimo

passo avanti: conta solo la possibilità di collegare

quel pezzo ad altri pezzi” riflessione

questa del francese Georges Perec (1936-

1982) ne ” La Vita, istruzioni per l’uso”, del

1978, romanzo che comincia proprio con

questa riflessione su quella che viene definita

l’arte del puzzle.

(“Storia del puzzle” fonte Wikipedia e siti internet

di case produttrici di puzzle.)


36 Campo de’ fiori

Una favola bellissima. Le affiliazioni

A.D. Fabrica - Carbognano. Storia di una piccola società

diventata poi una delle più grandi della nostra provincia

... continua dal numero 99

Di questo triennio che va

dal 2003 al 2006, il ricordo

più bello che porto nel

cuore, oltre a quello di

aver conosciuto il campione

FRANCESCO TOTTI,

di Sergio Piano

è quello di quando dalla

sede centrale delle sue scuole di calcio affiliate,

ci arrivò una lettera che ci invitava a

portare i nostri ragazzi a Roma, presso il

Circolo Mediano a Piazzale Clodio, per assistere

allo spettacolo.

Preso contatto con il presidente delle scuole

di calcio “Francesco Totti”, confermammo la

nostra adesione all’iniziativa ed organizzammo

due pullman per l’evento.

Quel giorno il circo era stracolmo di bambini

e ragazzi che venivano da tutte le scuole di

calcio affiliate che Francesco Totti ha in

varie parti della Regione ma anche d’Italia.

Quando poco prima dell’inizio dello spettacolo

lo vedemmo entrare insieme a tutti i

giocatori della Roma, con mogli e figli al seguito,

ci fu l’apocalisse. Sia noi che i dirigenti

delle altre società, non riuscivamo a

tenere fermi i ragazzi: chi voleva l’autografo,

chi voleva farsi fotografare con Francesco

e con gli altri calciatori della Roma,

che comunque erano ben protetti da un ottimo

servizio d’ordine. Sta di fatto che vedendo

quelle scene di entusiasmo, Francesco

Totti si alzò dal posto dove era seduto

vicino alla moglie Ilari Blasi ed ai figli, e,

sempre scortato dalla sicurezza, raggiunse

il centro della pista, dove con un microfono

in mano, calmò tutti dicendo che al termine

dello spettacolo ciascuno avrebbero avuto

una sua foto autografata.

Tornata la calma, Francesco spiegò il motivo

per cui ci aveva convocato tutti lì quel

giorno: perché lui insieme a tutti i suoi compagni

di strada, avevano acquistato un’autoambulanza

modernissima da donare ad

una associazione di volontariato che si occupava

di bambini disabili.

Io che stimavo Francesco Totti come calciatore,

da quel giorno lo stimo anche come

uomo e mi sentivo orgoglioso di portare il

suo nome sulla tuta della mia società.

Quello è stato forse il più bello di tutti i

giorni passati in società in questi trenta

anni, perché sia noi dirigenti, che i genitori

presenti, che i ragazzi stessi, abbiamo ricevuto

una di quelle lezioni che nella vita non

hanno prezzo, una lezione che parla di altruismo

e solidarietà. Grazie campioni.

continua sul prossimo numero...

Lezione di vivaismo al Verdeflora per i ragazzi

delle scuole di Fabrica di Roma

Giovedì 7 Febbraio presso il Garden Centre

Verdeflora di Fabrica di Roma, i ragazzi delle

classi III elementari della scuola di Fabrica

di Roma, “S. Giovanni Bosco”, e di Faleri,

“Don Milani”, hanno potuto assistere ad una

piccola ma utilissima lezione sulle basi del

vivaismo, a cura di Danilo Anselmi, tecnico

specializzato, addetto alla produzione nell’azienda

“Lazzeri”, leader mondiale nel settore

delle giovani piante. Subito dopo, i

bambini, entusiasti, hanno visitato le serre

di produzione, dove loro stessi si sono cimentati

nella pratica

della piantumazione in

vaso di gerani. Ciascuno

di loro potrà, poi, continuare

a seguire la crescita

del proprio

geraneo, al quale ha

potuto anche assegnare

un nome e che è stato

etichettato e contraddistinto

da codice a barre.

In qualsiasi momento i

bambini potranno tornare

a seguire il ciclo

vegetativo nelle varie fasi di coltivazione.

A fine produzione, le piante riprodotte e l’attestato

di “coltivatore” saranno consegnati

ai leggittimi “minivivaisti” dagli amministratori

locali del comune di Fabrica di Roma, in

occasione dell’evento “Porte Aperte” il 20

Aprile 2013 alle ore 17:00. L’iniziativa è

stata inserita, infatti, nell’ambito del progetto

di sensibilizzazione sociale alla cultura

del verde e di valorizzazione delle risorse del

nostro territorio.

Al termine di questa mattinata, ricca di attività

ludicodidattiche, teoriche e pratiche,

in ricordo della piacevole esperienza che ha

coinvolto con grande interesse i bambini,

sono stati distribuiti tanti di gadgets colorati

per proseguire il lavoro di “minivivaisti”

anche a casa.

Ermelinda Benedetti


38

Campo de’ fiori

Vires meas ingravescente aetate

(Le mie forze si sono indebolite)

Un fulmine si abbatte sulla Cupola di San Pietro

febbraio 2013, Papa Benedetto

XVI annunzia al mondo la sua decisione:

alle ore 20 del prossimo 28 E’l’11

febbraio, egli non sarà più il Sommo Pontefice

“Vires meas ingravescente aetate non

iam aptas esse” - Le mie forze si sono indebolite

per l’età avanzata. E’ la prima volta

che ciò accade, nell’era moderna, mai un

Papa si era “dimesso”.

Lo stesso giorno su Roma imperversa un

temporale e, a tarda sera, un fulmine si abbatte

sulla Cupola di San Pietro, una coincidenza

davvero incredibile, per i fedeli è

forse un segno del cielo; le sensazioni sono

di sconcerto, paura, incredulità, l’evento è

fissato da uno scatto fotografico. Poco

prima, appresa la notizia, S.E. Angelo Sodano,

decano del Collegio Cardinalizio,

aveva definito le “dimissioni” del Santo

Padre, “un fulmine a ciel sereno”.

Abbiamo sempre saputo che un Pontefice è

“per sempre” e la tradizione dimostra che

ciò è vero, ma c’è sempre una prima volta,

Benedetto XVI non ha retto, egli non era di

certo un gladiatore di Cristo e nemmeno un

milite tedesco, ma più semplicemente “un

semplice operaio della vigna del Signore”

come ebbe a precisare in occasione della

sua elezione al Soglio Pontificio.

Per la verità non sono molti i Pontefici che

hanno superato in buona salute gli anni di

Papa Benedetto il quale, nella consapevolezza

che le forze necessarie per sopportare

i notevoli carichi di lavoro stanno per venir

meno, con alto senso di responsabilità, lascia

ad altri il timone della Chiesa. Quanti si

sarebbero comportati come lui

Dimettendosi il Papa non è “sceso dalla

Croce” come diceva Papa Giovanni Paolo II,

quando affermava che “la Croce del Papato”

si porta fino alla morte; ma in questo caso

lo stesso annunzio in latino, sta a indicare

come queste “dimissioni” siano irreversibili.

Recentemente egli ebbe a dire: “un inquieto

cercatore privo di fede è più vicino a Dio di

un devoto per abitudine, la verità, infatti,

non abita dentro di noi,

nessuno la possiede,

ma è la verità che possiede

noi, nessuno detiene il monopolio

della verità e può decidere in nome della

verità e, molto spesso, non ce ne accorgiamo”.

Questo uno dei tanti segni che

hanno caratterizzato il suo Pontificato.

Di questo Papa ci mancheranno i suoi

sguardi pieni di dolcezza, sguardi che sembravano

volessero dire: “fratelli io sono soltanto

un pensatore designato a reggere le

sorti di un Pontificato”. Tommaso Bechet nel

momento in cui veniva assassinato nella sua

Cattedrale pronunzio queste parole: “Dio

com’è pesante la tua Croce”.

Papa Ratzinger non avrebbe mai voluto essere

il successore di Pietro, ma la “ingravescente

aetate” è soltanto uno dei motivi che

lo fatto portato a questa decisione egli, infatti,

durante il lungo Pontificato di Giovanni

Paolo II, quando la sua fama faceva pensare

che sarebbe potuto succedere a Papa

Wojtyla, gli aveva più volte chiesto il permesso

di ritirarsi a vita privata.

Chi lo conosce bene sostiene che dopo diversi

lustri trascorsi in Vaticano, dove si era

trasferito da Monaco nel 1982, avrebbe voluto

fare ritorno nella sua Germania per dedicarsi

alla scrittura, lasciando ad altri i

gravosi compiti di decano del Collegio Cardinalizio

e quello di Prefetto per la fede - l’ex

Sant’Uffizio.

Era quella la vita a cui ambiva, ma Papa

Wojtyla, che lo volle al suo fianco, insistette

perché restasse a Roma conferendogli, in

tal modo, quel prestigio che presto lo

avrebbe portato sul trono di Pietro.

Joseph Ratzinger venne eletto Papa solo

dopo due giorni di Conclave, era il 19 aprile

2005, dopo l’annunzio “Habemus Papam”,

egli si presentò al balcone piuttosto intimidito

con l’aria di colui che aveva assistito al

verificarsi dell’evento che più temeva: “fratelli

e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni

Paolo II, i signori Cardinali hanno scelto me,

un semplice, umile lavoratore della vigna

del Signore”. Queste le sue prime parole da

Pontefice.

Joseph Ratzinger nasce il giorno di sabato

Santo dell’anno 1927 a Marktl am

Inn, un paesino della Baviera orientale,

il suo babbo è un graduato della

locale gendarmeria e la sua mamma

una cuoca d’albergo.

Allo scoppio della seconda guerra

mondiale Joseph ha soltanto sedici

anni e, secondo la “regola” nazista,

viene arruolato e assegnato all’artiglieria

contraerea disposta in difesa del

complesso Bmw, quindi, alle intercettazioni

telefoniche e, infine, allo scavo di

trincee. Sconfitta la Germania nazista, viene

fatto prigioniero dagli alleati e recluso per

alcune settimane in un lager.

Corre l’anno 1951 quando Joseph Ratzinger

e il fratello maggiore Georg, vengono ordinati

sacerdoti ed è il 1974 quando Papa

Paolo Vi lo nomina Arcivescovo di Monaco

e Frisinga e, poco dopo, Cardinale. Profondamente

legato a Papa Wojtyla, avrebbe

preso volentieri il nome del suo predecessore,

ma non volendo paragonarsi a Giovanni

Paolo II, assume quello di Benedetto

XVI, nome ormai desueto, l’ultimo Papa con

questo nome, Benedetto XV, Giacomo della

Porta, regnò dal 1914 al 1922.

Domani Joseph Ratzinger sarà un “ex Papa”

che vivrà appartato a pochi passi dal suo

successore, egli disporrà di un futuro che

nessuno riesce ad immaginare, almeno nei

dettagli, per esempio non si sa ancora

come sarà chiamato; di certo, dopo un

breve periodo a Castelgandolfo, si trasferirà

nel Convento Mater Ecclesie, un luogo voluto

da Papa Wojtyla nel 1994 che ospita le

suore di clausura di quattro diversi Ordini.

Una scelta di vita di tipo conventuale.

La sua giornata sarà scandita da poche elementi:

preghiera, scrittura, riflessioni teologiche,

a fargli compagnia Ciccio, l’amato

gatto, la musica di Mozart, il pianoforte, i

libri. Papa Benedetto si spoglia dei simboli

del potere ed entra in una Comunità religiosa

che fa del silenzio e della discrezione

la sua ragione di vita; un Pontefice che liberamente

decide di lasciare il potere supremo

per ritirarsi dietro le mura di un

Convento, una sfida affascinate e misteriosa,

ma anche una situazione inedita per

la Chiesa di Roma. Cosa ci riserverà il futuro

Noi tutti, alle ore 20 del prossimo 28 febbraio

cercheremo, ancora una volta il suo

sguardo, mentre egli, raggiungendo la sua

solitudine, continuerà a servire la Santa

Chiesa di Dio con una vita interamente dedicata

alla preghiera. Di certo pregherà per

noi tutti. Grazie Papa Benedetto.

Riccardo Consoli


Campo de’ fiori 39

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Il mio paese e i suoi angoli più pittoreschi

di Sandro

Anselmi

Ho il piacere di pubblicare

questo tema

scritto da un ragazzino

del mio paese negli

anni ’70, grazie alla perseveranza

della sua maestra,

che l’ha conservato con

amore per tutti questi

anni, insieme a tanti altri

lavori dei suoi alunni. Il

testo semplice, “datato”, esprime la serenità

del tempo, ed il proposito di emigrare che il

fanciullo implicitamente esprime, reca già

tristezza e nostalgia. Oggi è solo rimpianto

per ciò che è stato. Ringrazio di cuore, la signora

maestra che ha voluto, però, restare

anonima, sicura che il ragazzo la riconosca.

L’occasione mi ha dato modo di riallacciare

i legami con una persona squisita, oggi assidua

lettrice di Campo de’ fiori, da Roma.

Un paese… “Fabrica di Roma”, visto con gli

occhi di un bambino degli anni ’70, alunno

della Scuola Elementare Dante Alighieri.

L’elaborato, qui di seguito trascritto, è stato

conservato con religiosa cura, insieme a

tanti altri ricordi di scuola, dalla sua insegnante

che, ora, vuol regalare a Pizzi Fernando

(questo il nome dell’alunno), un

momento di celebrità !!!...

“Il mio paese e i suoi

angoli più pittoreschi”

Un piccolo paese con le mura della

Chiesa trafitta da buchi, riparo per

gli innocenti uccellini, scampati

alla furia della recente tempesta,

coperti da sottili veli d’erba che ne

nascondono i segni della vecchiaia.

Con le case che sono rimaste ancora

quelle di allora, questo è Fabrica

di Roma: un piccolo paese

della provincia di Viterbo, dove io

sono nato e cresciuto, il paese che

amo più di ogni altro; fra le sue

braccia io vivo e gioco. Un piccolo

paese con le strade lastricate a ciottoli,

con le crepe sui muri e con una

chiesa, a cui tutti, appena sentiamo

il lieto suono della campana,

accorriamo, perché lì tutti ci sentiamo

più vicini a Dio.

Anche se è piccolo, il nostro paese

di posti che attirano come una

grandissima calamita la nostra attenzione,

la nostra grandissima curiosità

ne ha tanti.

C’è la Rocca, il Castello dove si

possono ben vedere due figure scolpite

nel granito che sembrano

guardare mute ed eloquenti e sotto

il cui sguardo nessuno passa inos-

servato; poi c’è la piazza, dove io

trascorro molto tempo a giocare tra

le sue braccia amiche.

Altri luoghi belli sono i giardini

pubblici, dove ci si può divertire.

Ma tutti i luoghi sono di un incantevole

quasi incredibile fascino.

Io non so quale scegliere, perché

sono tutti luoghi del mio paese in

cui vivo e, quando sarò grande e

non starò più qui, mi ricorderò di

questi suoi angoli, dove ho trascorso

le ore più belle della mia infanzia.


Foto Evangelisti


Foto di Bruno Schiano


Foto di Stefano Ioncoli


Foto di E.B.


Foto di Bruno Schiano


Foto di Maurizio Antonelli

Foto di Fotottica Sersali


Foto di Edoardo Civilotti


Foto di Bruno Schiano

Foto di Paola Lustrissimi


Tanti auguri ad Irmo

Soli che il 23 Gennaio

ha compiuto i suoi

primi 90 anni, dai

figli, nipoti, pronipoti

e parenti tutti.

La redazione di Campo

de’ fiori raddoppia gli

auguri al papà del nostro

storico collaboratore

Alessandro.

Campo de’ fiori 51

LA REDAZIONE DI CAMPO DE FIORI SI ASSOCIA A TUTTI GLI AUGURI!!!

Tantissimi auguri di

buon compleanno a

Francesco Stefanelli

che l’8 Febbraio

ha compiuto 3 anni.

Un bacio grande grande

al nostro leoncino da

mamma Daniela, papà

Marco, i nonni, gli zii

ed i cuginetti.

Tanti auguri ad

Andrea Bacchiocchi

che il 12 marzo

festeggia il suo

compleanno, da

Tiziano, Elisa, Elena

e tutti i parenti.

Buon compleanno a

Maria Trieste

Marini, che il 23 Febbraio

compie gli anni!

Ti vogliamo tanto

bene nonna! Dal marito

Antonio Pistola,

il figlio Giuseppe Pistola,

i nipoti Ares e

Maila Pistola e la

nuora Anna Maria!

Tantissimi auguri di

buon compleanno ad

Elisa Crescenzi che

compie 9 anni l’11

Marzo, da Elena,

Tiziano e tutti i parenti.

Tanti auguri a Roberto

Viviani che l’11 Febbraio

ha compiuto 36 anni dalla

compagna Alessandra, la

mamma Aurelia, i fratelli

Michele e Giusy, i cognati

Lorena e Diego e i nipoti

Matteo, Federico e

Cristian.

Tanti auguri a

Daniela Bacchiocchi

che il 29 Marzo

compirà gli anni,

da Elisa, Elena,

Tiziano e tutti

i parenti.

Tantissimi

auguri

speciali a

Luisa che

il 6 Marzo

compie gli

anni...

Questo

sarà per

te un anno speciale...

AUGURI!!!

PER I VOSTRI MESSAGGI

DAUGURI SPECIALI

POTETE UTILIZZARE

GRATUITAMENTE

LA NOSTRA RUBRICA!

info@campodefiori.biz

Tantissimi auguri alla

nostra grande gioia

Francesco che ha

compiuto 3 anni

l’8 Febbraio.

Con tanto amore da

mamma e papà.

Tantissimi auguri

di buon compleanno

alla nostra

piccolina Giulia

Simmini da parte

dei genitori, del

fratellino

e dei parenti.....


52

Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

VII RASSEGNA TEATRALE PREMIO “ARCO D’ORO”

Sette spettacoli da non perdere al Teatro Palarte di Fabrica di Roma per decretare i vincitori 2013

È giunta al suo settimo anno la rassegna nazionale di teatro amatoriale organizzata dal

Comune di Fabrica di Roma, in collaborazione con la Pro-loco della cittadina. La manifestazione

ha acquistato ormai un indiscusso prestigio. Lo dimostra il fatto che, anche quest’anno,

ben 78 compagnie, provenienti da tutte le regioni d’Italia, si sono proposte per

contendersi l’ambito premio “Arco d’Oro” 2013. La preselezione iniziale, che ha portato all’ammissione

in fase finale di sette compagnie, è stata alquanto sofferta, e sarà ancor più

difficile per la giuria l’assegnazione dei vari riconoscimenti, a partire dal Premio Miglior

Spettacolo. Ad esso si affiancheranno, tra gli altri, quello del Pubblico, decretato dai voti

che gli spettatori saranno chiamati ad assegnare al termine di ciascuno spettacolo su delle

apposite schede, e quello della Stampa, che, con grande onore, ormai da qualche anno,

è patrocinato proprio dalla nostra rivista. Piuttosto variegata l’offerta che il cartellone offre

agli spettatori, ogni anno sempre più numerosi e soddisfatti, non solo degli spettacoli presentati,

ma anche della qualità delle compagnie partecipanti. La rassegna si è aperta Domenica

10 Febbraio, con uno dei più noti drammi del teatro inglese e mondiale: Il

Macbeth di Shakespere, portato sul palco dalla compagna La Zonta di Thiene (Vicenza).

Ottime le interpretazioni, ma anche le musiche, i costumi e la scenografia. A seguire, uno

spettacolo dall’ambientazione più moderna, La visita della vecchia Signora di Durrenmatt,

proposto dalla compagnia teatrale Berton di Faenza, per arrivare, poi, ad una

commedia dai toni modernissimi, se si considera che tutti gli equivoci che si susseguono

nascono da Facebook: Non mi dire te l’ho detto di Paolo Caiazzo, interpretata dalla

compagnia Gruppo del Pierrot di Napoli. Tra antico e moderno è, invece, lo spettacolo di

Domenica 3 Marzo: From Medea. Grazia Versani, infatti, propone una rivisitazione

odierna della tragedia greca euripidea. Sarà portata in scena daqlla compagnia I cattivi di

cuore di Imperia. Non poteva mancare il grande Eduardo De Filippo, quest’anno con

Napoli milionaria, interpretata dal Teatro Club di Torre del Greco. A seguire un altro

dramma tutto italiano: Ferdinando di Annibale Ruccello, proposto dalla Compagnia Vulimm Vulà di Pozzuoli. Conclude la rassegna,

Domenica 24 Marzo, una famosissima commedia nostrana: La locandiera di Goldoni, allestita dalla compagnia Teatro stabile di

Treviso. Che dire, ce n’è veramente per tutti i gusti: si parte con il dramma inglese per finire con una commedia italiana. Due autori stranieri

contro cinque italiani. Ma chissà chi sceglierà il pubblico E per poter contribuire al verdetto finale non bisogna far altro che prendere

posto al Teatro Palarte di Fabrica di Roma nelle prossime domeniche pomeriggio, inizio spettacolo ore 17.30. Appena due ore dedicate ad

una delle arti più antiche e nobili del mondo. Da non perdere, poi, la serata conclusiva delle premiazioni, prevista per Sabato 6

Aprile, dopo la breve pausa pasquale. Ad impreziosire l’attesissimo momento della consegna dei premi, un piacevole spettacolo musicale,

presentato da Claudio Ricci, con la complicità di Carlo Ciaffardini, direttore artistico del Teatro. Approfittiamo di questa bella opportunità

offerta, fortunatamente ormai già da qualche anno, dal Palarte di Fabrica di Roma, per godere ogni tanto di un po’ di buon teatro!

Ermelinda Benedetti

Rassegna teatrale S.P.R.inT. Spettacoli Per Ragazzi “in”

Teatro a Civita Castellana. 16 Febbraio e 1/8/9 Marzo

Nei mesi di febbraio e marzo, si terrà una rassegna teatrale organizzata presso l’Auditorium

della Scuola “Suore Francescane”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Civita Castellana

e rivolta a tutte le scuole di ogni ordine e grado, si sostanzia nell’offerta alla

popolazione in età scolastica di una panoramica delle proposte di teatro per ragazzi più

attuali e di qualità. Sono previste delle rappresentazioni adatte alle diverse fasce di età:

la scuola dell’infanzia e alcune classi della scuola primaria assisteranno ad uno spettacolo

di Teatro di Figura, con l’artista LAURA KIBEL “VA DOVE TI PORTA IL PIEDE”.

Le ultime classi della scuola primaria assisteranno ad una lezione-spettacolo della

compagnia DONATI & OLESEN “TEATRO RIDENS” (versione per la primaria). Le

classi della scuola secondaria assisteranno ad una lezione- spettacolo della compagnia

DONATI & OLESEN “TEATRO RIDENS” (versione per la scuola secondaria). Con

questi spettacoli si propone di contribuire alla formazione del bagaglio culturale dei bambini

e ragazzi coinvolti e di permettergli di assistere a delle rappresentazioni teatrali di

qualità, messe in scena da compagnie di fama europea, senza doversi muovere dalla

propria città.

Desideriamo inoltre dare risalto alla pregevole struttura dell’Auditorium di Santa Chiara,

recentemente ristrutturato, che ospiterà gli spettacoli della rassegna teatrale.

La rappresentazione del 16 febbraio è stata posticipata al 2 marzo per un impegno televisivo

della compagnia. La grafica del manifesto qui accanto è stata realizzata da Jacopo

Murru, allievo del Liceo Artistico “U. Midossi” di Civita Castellana che con la sua creatività

ha saputo cogliere lo spirito della manifestazione.

S.P.R.inT.Scuola Suore Francescane

Direttore Artistico Roberta De Angelis


Campo de’ fiori 53

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Il nostro inviato intervista il Parroco

Parrocchia Gregorio VII

BLACK SOUL GOSPEL CHOIR IN “VOCI PER LA CARITA’ ”

QUANDO LA PREGHIERA E LA SOLIDARIETA’ SI UNISCONO ALLA MUSICA

Il 18 Febbraio al Teatro Ghione di Roma si assiste per la prima volta al tentativo

di un Consiglio Pastorale di uscire dai limiti della propria Parrocchia per realizzare

progetti caritativi mediante l’offerta ai suoi parrocchiani ed al pubblico romano,

di una serata dedicata alla musica gospel intitolata “Voci per la carità“. La validità

del progetto e la buona fede dell’iniziativa ha visto il patrocinio di moltissime

istituzioni religiose tra cui la Diocesi, la Caritas, il Pontificio Consiglio per la Nuova

Evangelizzazione, Radio Vaticana ed altre. Un grande plauso al Parroco Padre

Paolo Maiello di San Gregorio VII Papa, che ha sempre creduto, fin dal suo

primo insediamento, otto anni fa, al coinvolgimento totale delle famiglie e dei residenti

nella zona della parrocchia a

far parte attiva della comunità. E così

grazie al Consiglio Pastorale, a Paola

Fabrizi al Prof. Marco Brusati, Direttore

Generale di Hope - rete internazionale

di servizio alla Chiesa

nei settori della musica e dello spettacolo

- il progetto poteva essere

realizzato. Il Black Soul Gospel

Choir è un coro formato da 25 coristi

accompagnati da una band formata

da 7 musicisti uniti tutti

dall’amore per il genere Gospel. Formatosi

nel 1998 ha cantato più volte

Dal 15 al 17 Marzo alla Fortezza da Basso

la prima edizione di VerdeFirenze.

Quest’anno a Firenze la primavera arriva in anticipo con VerdeFirenze, la

mostra mercato dedicata al giardino ed ai prodotti naturali che si terrà dal 15

al 17 marzo nei 3.000 mq del padiglione Arsenale alla Fortezza.

Dal 15 al 17 marzo a Firenze - presso il padiglione Arsenale della Fortezza

da Basso - la primavera arriva in anticipo con la prima edizione di VerdeFirenze,

la mostra mercato dedicata a tutto quanto ruota intorno al giardino e

che, con i suoi 3000 mq espositivi, si propone di diventare il punto di incontro

per eccellenza tra gli operatori interessati ad affacciarsi o a consolidare la propria

presenza sul mercato del centro Italia, gli appassionati del settore e tutti

coloro che trovano nel “verde” un modo per rilassarsi ed impiegare il proprio

tempo libero.

La Mostra è aperta a tutti: anche gli appassionati e i collezionisti più esigenti

potranno “scovarvi” prodotti, piante e una vasta scelta di idee da ammirare e

portarsi a casa. Saranno rappresentate tutte le maggiori categorie di piante,

dalle piante da frutto e da interno, ai bonsai e alle orchidee. Oltre alle offerte

dei migliori vivaisti, VerdeFirenze presenterà anche arredi da giardino, prodotti

biologici, spezie, oggettistica a tema ed editoria specializzata. Collaterali

alla mostra mercato, una serie di iniziative che proporranno ai visitatori spazi

new age ed una esibizione musicale che sarà realizzata con “talenti in erba”.

Le aziende, gli operatori e gli appassionati interessati possono trovare ulteriori

informazioni su VerdeFirenze visitando il sito internet www.verdefirenze.it o

contattando la segreteria organizzativa dell’evento (new.laura@tin.it - new.saraleoni@gmail.com).

davanti al Santo Padre Giovanni

Paolo II nel 2000 a Tor Vergata e

negli incontri di Papa Benedetto XVI

con i giovani nel 2007 a Loreto, nel

2008 a Cagliari e nella Festa della Famiglia svoltasi a Milano. San Gregorio VII è una delle

Parrocchie più popolose e più vicine a San Pietro ed il Consiglio Pastorale è formato da 40

persone divise in 5 Commissioni quali la Caritas, la Famiglia, Liturgia e Catechesi, Giovani,

Animazione e Relazioni Esterne che da tanti anni lavorano in simbiosi. Infatti questa idea di

unione e partecipazione in favore dei meno fortunati è sempre stata nell’ideale base di ogni

progetto del Consiglio e speriamo che questo del Ghione sia soltanto il primo di tantissimi

altri eventi in cui l’ideale cristiano si sposa con la musica e lo spettacolo.

Sandro Alessi


54

Campo de’ fiori

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

IDENTITA’ E VALORE IL SECONDO TASSELLO

DELLA TRILOGIA DEL PROF. MARSICOLA

Perché si nientifica Perché si sminuisce Perché si tende sempre a sottovalutare quello

che l’altro pensa, dice o fa Perché vogliamo apparire più intelligenti, più ricchi, più importanti

ed influenti degli altri Prima risposta: “perché nonostante gli sforzi che ciascuno fa,

non approda che difficilmente a un’idea dell’intero”. Stabilire le motivazioni di questi comportamenti

che, peraltro, sono assai diffusi, almeno nel nostro Paese, è certamente propedeutico

al discorso che ho voluto affrontare e svolgere, ma è anche decisivo per

aiutare tutti e ciascuno a fare il punto della situazione. La prima

cosa che mi viene da rispondere a tutte le domande che sopra

ho posto è la seguente: si vuole apparire quel che non si è perché

si teme comunque di essere inadeguati....

Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere

rappresentato a teatro (commedia in atto unico).

Il primo di una serie di discorsi volti a dare un nuovo impulso al

dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni

campo e settore produttivo.Utile per chi avesse a cuore un reale

rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o

presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.

E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel

P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i

genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è, stravolgerà, almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo ed

ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato, spezzerà

il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di un suo desiderio

morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione coinvolgente

ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale, i lettori possono

immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un tempo neanche

troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma soprattutto

amor fatale!

Sandro Anselmi

A.I.D.I.

ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ITALIA EDITORE

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Campo de’ fiori

55

URGENTISSIMO! BELLA, cagnetta

meticcia salvata dalla catena

quando ancora era cucciola, con

conseguenti problemi comportamentali

(inutile nasconderlo!)oggi in

parte risolti (va a guinzaglio, sale in

macchina, fa bisogni fuori), ha bisogno

di una grattatina sulla pancia

per tranquillizzarsi. Nata a Maggio

2012 pesa 14 Kg, sterilizzata e vaccinata.

Si trova in provincia di Viterbo. Aspetta solo Te!

0761.574291 - 393.3120915

Paulie è stato trovato il 07/04/2012 a

Montefiascone (VT), vagava incurante

delle macchine che gli sfrecciavano

accanto. Piccola-media taglia (circa

12-13 kg), giovane, abituato a stare

in casa, educato e molto affettuoso,

buono con gli altri cani e con i gatti.

Cerca vecchio o nuovo proprietario.

Silvia 328.5424120.

ALBANO LAZIALE (ROMA)

URGENTISSIMOOOOOO

Sono SISSI meticcetta a pelo raso, di

taglia medio/piccola, di circa 2 anni e

qualche mese, sterilizzata e in perfetta

salute (tutti i vaccini fatti!). Provengo

da un canile e sono vissuta fino ad

oggi in una famiglia che mi vuole bene

ma che non riesce a

gestirmi: infatti, sono

moltoooooooo

vivaceeeeeeee URGENTISSIMO! Devo

assolutamente trovare casa (magari con un

giardinetto dove scorrazzare e spendere

energie!). 3403809866 tamarab1974@libero.it

Sollecitati da diversi nostri lettori, lanciamo un

appello a tutti i possessori di cani affinchè

li tengano al giunzaglio quando si trovano a

passeggiare in luoghi pubblici, per evitare

spiacevoli, imprevedibili incidenti.

Siamo 2 cuccioli di circa 6 mesi,

maschi, nati da mamma Labrador pura

e papà Pluto, cerchiamo urgentemente

una famiglia. Vogliamo crescere fuori

da questo recinto troppo piccolo.

Siamo a Civita Castellana,

chiamate Silvia 338.7357799

Provincia di Viterbo.

Meredith è stata trovata accoccolata in

uno scatolone, in una sera di pioggia.

Abituata al contatto umano si è fatta

prendere senza problemi! Era stanca,

affamata, infreddolita... Cerca una

famiglia speciale per lei! Meredith avrà

7/8 mesi, bella come il sole

e dolcissima!! Si affida sterilizzata e testata, con firma moduli

di adozione e controlli nel tempo. Per info e adozione

Alessia 347.6040758 o Anna 347.6113511

Sono POLDO e sono stato abbandonato dai miei ex

proprietari anni fa.

Vivo per strada da parecchio, ma ultimamente

essendo molto triste non mangio più e qualcuno

mi caccia anche via. Avrei bisogno di una cuccia in

una casa amorevole...

Sono dolce ed affettuoso. Tel. 349.3843353,

mi trovo a Faleria (VT)

URGENTISSIMO!!!!!

Provincia di VITERBO

(Lazio). FABRICA DI

ROMA - Queste 2

piccole cagnette

-inseparabili- non possono più stare

dove si trovano attualmente (in famiglia).

Hanno circa 1 anno e 5 mesi quindi piu di cosi non crescono,

taglia piccola ...Se pensate di fare un gesto d’amore adottatele insieme

(perchè oggi vivono ancora insieme!) Quella chiara si chiama KIRA e

quella scura BRICIOLA: non sono carine Sono buonissime, anche con i

bambini...Pensateci seriamente. (Magari in zona e INSIEME)

Eleonora 3463334813


56

Campo de’ fiori

Album d

Campo de’ fiori

C' è qualcuno che si riconosce in questa vecchia foto Forse anni '48/’49, scuola elementare mista Sassacci.

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Campo de’ fiori 57

ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Anni ‘70. Famiglia Baldi Antonio.

In piedi da dx: Antenore, Torquato, Raffaele, Fabiola, Italia, Leda, Maria, Ottavia. Seduti: Antonio Baldi e Argentina Callimaci.

Civita Cstellana.

Carnevale anni ‘70.

Pina Muscogiuri,

Giorgio Testalepre,

Giovanna Cimarra.

Campo de’ fiori


58

Campo de’ fiori

Album d

Campo de’ fiori

Civita Castellana.

Aula Consiliare del Palazzo Comunale.

Anni ‘70.

Da sx: Enrico Minio

mentre consegna un vaso

di ceramica artistica locale

ad Aldo Moro.

Campo de’ fiori

Corchiano.

Fine anni ‘40.

Lisa Nardone ed Ernesto Di Giuseppe.


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Campo de’ fiori

Firenze. Anni ‘80. Da sx: Massimo Ricci sugli attenti al passaggio del Presidente della Repubblica F. Cossiga

e del Presidente del Consiglio G. Spadolini.

Campo de’ fiori

Magliano Sabina.

Boxe Maglianese 1979.

Giuseppe Pistola e

Luciano Di Genova.

Foto di Marco Menechelli

Delegato regionale CONI/ACSI


60

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62

Campo de’ fiori

Oroscopo di Febbraioby Cosmo

ARIETE (21 Marzo - 20

Aprile) Si apre una fase in cui

progetti, amori e collaborazioni

divengono o posson divenire

tutt’uno. Cercate di

essere meno irascibili.

L’amore va a gonfie. Importanti opportunità

provenienti dal mondo delle comunicazioni.

Profitti e guadagni quale provento di buone

relazioni sociali coltivate saggiamente. Opportunità,

avanzamenti professionali ed incontri

originali

TORO (21 Aprile - 20 Maggio)

Grandi rivoluzioni nella

vostra vita sentimentale. Soprattutto

per quanto riguarda

aspettative e modi.

E’ arrivato il momento per

dar retta al proprio intuito. Ogni vostra

espressione emotiva tende a farsi più intensa

e tutto sembra potersi realizzare. Maggior

empatica con il partner. Feeling a atmosfere

erotiche. Nuova energia positiva.

GEMELLI (21 Maggio - 21

Giugno) Amore, guadagni e

successo. Puntate dritto

verso tutto ciò che è originale

e creativo. Andate a

colpo sicuro. Non fatevi condizionare

da ansie fuori luogo. Guardatevi

dentro. Promozioni ed occasioni inaspettate

per creativi ed artisti. Grandi pportunità professionali,

grazie anche alle vostre capacità

comunicative al culmine. Si accende la passione.

CANCRO (22 Giugno - 22

Luglio) Se siete determinati

e credete in quello che dite,

potete raggiungere qualunque

obiettivo. Se riuscirete a

controllare la vostra irascibilità e così la vostra

ansia potrete godervi il fuoco della passione.

Siete investiti da una improvvisa voglia di libertà

e di trasgressione. Ottima energia fisica,

grande lucidità mentale.

LEONE (23 Luglio - 23 Agosto)

Calo della concentrazione.

L’amore dirige le

vostre giornate facendovi

tralasciare ogni altra incombenza.

Periodo ideale per

vedere esaltate le proprie capacità seduttive.

Vita lavorativa colorata da competizioni accese

e inaspettate. La libertà e l’indipendenza

del partner continua ad urtar il vostro amor

proprio. Buoni affari.

VERGINE (24 Agosto - 23

Settembre) Non fatevi prendere

da dubbi o da ansie

immotivate. Fate una cosa

alla volta. Possibili passioni

ed infatuazioni improvvise.

Controllate la vostra rabbia, ma colpite chi

merita d’esser colpito. Scaricatevi attraverso

uno sport. State attenti a quello che dite soprattutto

quanto vi trovate al centro di una situazione

di lavoro. E’ il momento buono per

concedervi un po’ di riposo. .

BILANCIA (24 Settembre

- 23 Ottobre) Colpi di fulmine

ed improvvise attrazioni

fisiche. Esperienze

emotive ed amorose di una

certa rilevanza, potrete finalmente

veder realizzato un vostro sogno

d’amore. Amor a gonfie vele. Movimenti e

tensioni con i colleghi di lavoro, non siate

troppo esigenti. Creatività alle stelle. In vista

promozioni, opportunità e successo. Attenti

agli imprevisti.

SCORPIONE (24 Ottobre

- 22 Novembre) E’ il momento

adatto per impegnarvi

in qualcosa di più

profondo…che possa accontentare

ed arricchire la

vostra spiritualità. Cambiamenti in ambito lavorativo.

E’ il momento buono per portare a

termine una trattativa professionale. Ottimo

l’amore ma attenti ai momenti di tensione.

SAGITTARIO (23 Novembre

- 21 Dicembre) Febbraio

inizia alla grande.

Novità in arrivo, si apre una

fese importante per la vostra

sentimentale. Alcuni incontri

sembrano metter in discussione la

vostra vita ufficiale. Momento ideale per dar

retta al proprio genio creativo. State attenti a

non parlar troppo all’interno del vostro ambiente

professionale.

CAPRICORNO (22 Dicembre

- 20 Gennaio) E’ ora di

cambiare per quanto riguarda

il proprio solito giro di

amicizie. Date retta al vostro

intuito. Scaricatevi attraverso

uno sport acquatico. Questi giorni di fine febbraio

sono da dedicarsi al lavoro e al guadagno.

Favorevoli in ogni situazione riuscite ad

aver la giusta ispirazione. Se siete in politica,

potete andare alla grande. Fatevi fautori di un

progetto.

ACQUARIO (21 Gennaio -

18/19 Febbraio) Alla grande

amori e colpi di fulmine. Situazioni

inaspettate favorite:

fidanzamenti e matrimoni

grazie. Novità sentimentali. L’amore vi fa belli.

Situazioni propizie per la professione. Grazie

alla vostra creatività state andando incontro

a nuove situazioni di guadagno. Grandi avanzamenti

professionali e situazioni inaspettate.

Siate rivoluzionari e più decisi.

PESCI (19/20 Febbraio -

20 Marzo) Avrete un improvviso

interesse per tutto

ciò che possa arricchire il

vostro spirito. State attenti

a non farvi prendere da

una Luna un po’ storta. Sarete irritabili se vi

trovate a fare cose che non vi piacciono. La

vostra vita sentimentale si arricchisce di

aspetti insoliti. Il periodo si fa caldo e ricco

di incontri, nuovi stimoli ed opportunità.


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Sul precedente numero di Campo de fiori (n.99 - Gennaio 2013), nellarticolo a

pag. 32 “Giubileo eucaristico (2013-2014) a Bolsena ed Orvieto” di Secondiano

Zeroli, è stato erroneamente trascritto il termine “iconoclasticamente” in luogo di

“icasticamente”. Ci scusiamo con lautore e con i lettori.

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Campo de’ fiori

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