TORINO QUI/DOMANI VEDERE COME CAMBIA LA CITTÀ ...

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TORINO QUI/DOMANI VEDERE COME CAMBIA LA CITTÀ ...

TORINO QUI/DOMANI

VEDERE COME CAMBIA LA CITTÀ

SCEGLIERE CIÒ CHE PUÒ DIVENTARE

Torino, 26-27-28 febbraio 2008,

UniManagement Center.


IL DIBATTITO FUORI DAL LABORATORIO.

Nei giorni del laboratorio è stato aperto un forum online

sul sito web della «Stampa». Alla chiusura erano più di settanta

gli interventi pubblicati. Un segno inequivocabile dell’interesse

a parlare del futuro di Torino.


Dal forum

Riflettere per andare avanti

Torino è una città in continuo movimento ed è proprio in questo fenomenale

dinamismo che, a mio parere, risiede un piccolo paradosso: questo continuo

movimento non ci permette a oggi di apprezzare appieno le opere fin qui

realizzate (dal passante ferroviario al completamento della linea metropolitana,

passando per il ri-ammodernamento di piazza statuto e il riassetto generale del

sistema di trasporti), ma appunto paradossalmente, questo dinamismo sembra

ormai caratterizzare un certo dna della città che pertanto non può permettersi di

fermarsi e di sedersi anche solo per un istante a godere e a RIFLETTERE sul

lavoro fatto...

Fatta questa premessa, che è in sostanza un augurio a continuare su questa

strada, modificando la traiettoria laddove necessario, trovo che i punti fondanti su

cui poggiare le future politiche cittadine siano i seguenti:

- giovani e università: occorre ASSOLUTAMENTE incrementare in maniera

massiccia la presenza di giovani studenti non torinesi; Barcellona ha un'età

media di 30 anni grazie alle presenze straniere...questo può essere realizzato

rendendo la Città un po’ più facile (politica di trasporti e affitti agevolati).

- trasporti: portare a termine la linea metropolitana; trasformare tutte le tratte

ferroviarie cittadine in linee metropolitane con fermate ogni 500-1000 metri;

istituire dei sistemi di interscambio auto/mezzo pubblico presso tutti gli ingressi

delle grandi arterie in città (c.so Regina, c.so allamano, c.so unità d'Italia)

istituendo nuove tratte di metropolitana leggera di superficie che colleghino le

periferie (nei pressi degli ingressi in tangenziale) con il centro cittadino.

- cultura: da più parti il sistema museale piemontese riceve grandi attestati di

stima e, personalmente, da 3 anni ormai sono possessore della relativa

tessera...non resta che estendere il circuito dei musei anche alla città di Milano...

- non voglio entrare nel merito della questione SICUREZZA CITTADINA, poiché

ciascuno pensa di avere sempre la giusta chiave di lettura su un tema costituito in

realtà da pura percezione di un problema...penso unicamente che le istituzioni

debbano essere presenti e governare fenomeni che non possono essere lasciati

andare alla deriva...in buona sostanza un sistema privo di controllo tende ad

aumentare il proprio contenuto di entropia e di caos...

Buona giornata e buon lavoro

Torino a piedi

Estremamente importante sul piano della fruibilità turistica di Torino è, a mio

avviso, l'estensione delle zone pedonali in centro. L'estensione della pedonalità

deve naturalmente essere associata ad un massiccio rafforzamento della rete

pubblica nella ztl ambientale che consenta spostamenti rapidi al suo interno

permettendo di abbandonare l'auto ai margini. Le innovative linee elettriche (linee

Star) che circolano in zona sono interessanti, ma insufficienti. Sarebbe ideale un

circuito di almeno 5 linee (una che si sposti ai margini del centro unendo le aree

di sosta in corrispondenza degli accessi al centro e altre che lo attraversino), che

mantengano una frequenza molto più elevata (almeno un passaggio ogni 10

minuti). Inoltre sarebbe necessario incrementare il sistema dei parcheggi ai

margini del centro (ad esempio perché non pensare alla nuova Porta Nuova,

ridimensionata sul piano ferroviario, ma ampliata come zona parcheggio ai

margini del centro, con parco pubblico in superficie) e nelle periferie. Andrebbe

vietato l'accesso nella ztl ai non residenti e andrebbe chiaramente indicato il

divieto di accesso ai non autorizzati, in modo da evitare le confusioni presenti oggi

sul territorio (ztl, ztl ambientale, ztl con orari variabili, che risultano

assolutamente poco chiare).

In linea generale bisogna guardare maggiormente alle tendenze del Nord Europa,

che ha sistemi cittadini assai più vicini alle esigenze dei cittadini. Per far questo,

la città, la provincia, la regione e lo stato, dovrebbero mandare i loro tecnici a

studiare la situazione sul campo in modo da costituire una squadra di esperti che

possano mediare in modo più efficace le esigenze locali con quelle europee,

prendendo spunto da chi è già riuscito ad ottenere dei buoni risultati. Insomma, è

assolutamente necessario incrementare la formazione di chi propone le soluzioni

oppure dare maggior voce a

chi questa formazione già l'ha acquisita (vedi i molti ottimi laureati/disoccupati).

Si ripete il dilemma platonico: Filosofi re o Re filosofi

Silvio (Villarbasse)

Nicola Santamaria


Torino e il Piemonte

Torino attualmente si trova schiacciata tra il peso economico preponderante della

piazza finanziaria milanese, con la quale è difficile competere, ed il centralismo

burocratico romano che frena moltissime delle iniziative che, in termini di

infrastrutture, cultura, sociale, si progettano in questa città erede di una grande

tradizione di autogoverno. Recuperare autonomia e centralità nell'area nordoccidentale

Piemontese, Ligure, Valdostana e anche oltre: questo deve essere, a

mio parere, l'obiettivo di Torino.

Alcune iniziative vanno già in questa direzione:

1) la creazione di una macro-regione a statuto speciale con la Liguria: questo

progetto, sostenuto anche dalle attuali giunte regionali, mi sembra

assolutamente indispensabile per recuperare un potere di contrattazione ed un

peso economico forte sul piano internazionale e per poter competere con il

gigante lombardo-veneto che tutto fagocita;

2) le varie collaborazioni avviate in moltissimi campi con le regioni oltralpine, a

noi storicamente affini, come la Savoia, Lione, Nizza, la Provenza (penso

all'Euroregione costituita di recente nel forte di Bard).

Per emergere ed affermarci in questo contesto, e continuare ad essere una

capitale europea e non una città marginale, è INDISPENSABILE creare una rete

EFFICIENTE di trasporti pubblici. L'aeroporto torinese di Caselle deve essere

potenziato come da più voci è sottolineato. La rete ferroviaria e le autostrade

vanno modernizzate. La rete metropolitana va estesa quanto più possibile.

È paradossale, poi, che Torino vanti un sistema universitario di livello

internazionale (penso al Politecnico ma anche alle altre facoltà come Medicina) e

poi il mercato torinese-piemontese non riesca ad assorbire i laureati locali

costretti a migrare altrove. Questo è un grosso neo da rimediare.

Anche il sistema ospedaliero piemontese, come evidenziato da una recente

ricerca, è all'avanguardia assoluta in Italia per la qualità delle prestazioni ma

soffre di mancanza di fondi che impediscono nuove assunzioni a discapito dei

neo-laureati nostrani.

Insomma, vedo luci ed ombre nella nostra Torino d'oggi, un gioiello di storia,

cultura, arte ed architettura che ha sempre fondato la sua identità sulla capacità

di coniugare la tradizione con la modernità.

Finalmente una città moderna

Amo torino e mi sento perfettamente in sintonia con i suoi paesaggi sospesi,

quasi melanconici, con i suoi profili stagliati verso le montagne. E mi auguro che

questa città e soprattutto la sua gente sappia scrollarsi di dosso questo

"immobilismo" culturale che oppone con ragionamenti forbiti e tecnici ogni passo

a qualcosa di nuovo. Per motivi di lavoro abito a Londra e per piacere ho visitato

molte città nel mondo e in Europa e non ho mai visto scatenarsi una bagarre cosi

assurda per la costruzione di un nuovo immobile.

Spero che la Torino del futuro porti una rete metropolitana estesa (in termini di

copertura della città) pari a quella di Londra, porti ‘sti benedetti grattacieli

(possibilmente belli), porti il coraggio di ripensare le periferie che sono, con

quelle di altre città italiane, le più squallide d'Europa, porti civiltà e svecchi i suoi

abitanti, porti decoro togliendo ‘ste povere ragazze dalla strada (in alcune vie una

ogni 20 metri) e "autorizzi" zone e/o case dedicate e controllate (visto che il

fenomeno è assolutamente inarrestabile sin dalle prime civiltà umane), porti un

aeroporto finalmente collegato alla città e non ad una stazione di rapina, voli,

collegamenti, turismo vero, negozi aperti anche la sera, rispetto delle regole, e

soprattutto lavoro, trasformando il più possibile questo feudo industriale in una

città di servizi e per i servizi.

Amedeo da Chieri (To)

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