TORINO QUI/DOMANI VEDERE COME CAMBIA LA CITTÀ ...

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TORINO QUI/DOMANI VEDERE COME CAMBIA LA CITTÀ ...

Torino e il Piemonte

Torino attualmente si trova schiacciata tra il peso economico preponderante della

piazza finanziaria milanese, con la quale è difficile competere, ed il centralismo

burocratico romano che frena moltissime delle iniziative che, in termini di

infrastrutture, cultura, sociale, si progettano in questa città erede di una grande

tradizione di autogoverno. Recuperare autonomia e centralità nell'area nordoccidentale

Piemontese, Ligure, Valdostana e anche oltre: questo deve essere, a

mio parere, l'obiettivo di Torino.

Alcune iniziative vanno già in questa direzione:

1) la creazione di una macro-regione a statuto speciale con la Liguria: questo

progetto, sostenuto anche dalle attuali giunte regionali, mi sembra

assolutamente indispensabile per recuperare un potere di contrattazione ed un

peso economico forte sul piano internazionale e per poter competere con il

gigante lombardo-veneto che tutto fagocita;

2) le varie collaborazioni avviate in moltissimi campi con le regioni oltralpine, a

noi storicamente affini, come la Savoia, Lione, Nizza, la Provenza (penso

all'Euroregione costituita di recente nel forte di Bard).

Per emergere ed affermarci in questo contesto, e continuare ad essere una

capitale europea e non una città marginale, è INDISPENSABILE creare una rete

EFFICIENTE di trasporti pubblici. L'aeroporto torinese di Caselle deve essere

potenziato come da più voci è sottolineato. La rete ferroviaria e le autostrade

vanno modernizzate. La rete metropolitana va estesa quanto più possibile.

È paradossale, poi, che Torino vanti un sistema universitario di livello

internazionale (penso al Politecnico ma anche alle altre facoltà come Medicina) e

poi il mercato torinese-piemontese non riesca ad assorbire i laureati locali

costretti a migrare altrove. Questo è un grosso neo da rimediare.

Anche il sistema ospedaliero piemontese, come evidenziato da una recente

ricerca, è all'avanguardia assoluta in Italia per la qualità delle prestazioni ma

soffre di mancanza di fondi che impediscono nuove assunzioni a discapito dei

neo-laureati nostrani.

Insomma, vedo luci ed ombre nella nostra Torino d'oggi, un gioiello di storia,

cultura, arte ed architettura che ha sempre fondato la sua identità sulla capacità

di coniugare la tradizione con la modernità.

Finalmente una città moderna

Amo torino e mi sento perfettamente in sintonia con i suoi paesaggi sospesi,

quasi melanconici, con i suoi profili stagliati verso le montagne. E mi auguro che

questa città e soprattutto la sua gente sappia scrollarsi di dosso questo

"immobilismo" culturale che oppone con ragionamenti forbiti e tecnici ogni passo

a qualcosa di nuovo. Per motivi di lavoro abito a Londra e per piacere ho visitato

molte città nel mondo e in Europa e non ho mai visto scatenarsi una bagarre cosi

assurda per la costruzione di un nuovo immobile.

Spero che la Torino del futuro porti una rete metropolitana estesa (in termini di

copertura della città) pari a quella di Londra, porti ‘sti benedetti grattacieli

(possibilmente belli), porti il coraggio di ripensare le periferie che sono, con

quelle di altre città italiane, le più squallide d'Europa, porti civiltà e svecchi i suoi

abitanti, porti decoro togliendo ‘ste povere ragazze dalla strada (in alcune vie una

ogni 20 metri) e "autorizzi" zone e/o case dedicate e controllate (visto che il

fenomeno è assolutamente inarrestabile sin dalle prime civiltà umane), porti un

aeroporto finalmente collegato alla città e non ad una stazione di rapina, voli,

collegamenti, turismo vero, negozi aperti anche la sera, rispetto delle regole, e

soprattutto lavoro, trasformando il più possibile questo feudo industriale in una

città di servizi e per i servizi.

Amedeo da Chieri (To)

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