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Intervista con Gianfranco Brosco,

direttore dell’Agenzia regionale delle dogane per la Puglia e Basilicata

D

irettore, in Puglia esistono tre porti

importanti con caratteristiche diverse.

La vostra attività si diversifica

in base alle tipologie di traffico

“L’impegno è diversificato in relazione

ai flussi di merci.

Chiaramente a Taranto ci sono

soprattutto container mentre

a Bari e Brindisi merci varie e

passeggeri. E’ ovvio quindi che

a flussi di traffici diversi rispondiamo

con diverse tipologie di

controllo”.

Il presidente Vendola ha detto

che in passato nell’immaginario

collettivo la Dogana è stata vista

come una barriera.

Secondo lei è ancora così

“L’immagine della Dogana sicuramente

è cambiata e laddove non

lo fosse spetta al cittadino e agli

operatori farla cambiare.

Questo per il semplice motivo

che noi rendiamo un servizio

all’utenza che è costituita dai cittadini,

operatori ed intermediari.

E’ dunque un servizio, perché

più veloci scorrono i traffici, più

sicuri sono i traffici, migliore è il

servizio”.

I doganalisti lamentano una

certa lentezza da parte vostra

nei controlli

“Sicuramente l’Agenzia delle

dogane vanta una certa carenza

di organici.

Quella della lentezza nei con-

sedici

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diciassette

17

OTTOBRE

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trolli è un po’ una lamentela

storica degli spedizionieri.

Tuttavia si può e si deve fare

meglio.

Ma in questo dobbiamo essere

aiutati dai doganalisti.”

La globalizzazione ha cambiato

le vostre strategie nella lotta

ai traffici illeciti

“La nostra organizzazione

cambia, diventa sempre più informatizzata

e basata su un’analisi

preventiva dei rischi in modo

tale da non utilizzare il poco

personale che abbiamo su interventi

pletorici, ridondanti e senza

esito”.

Lei proviene dal Friuli Venezia

Giulia, una regione di frontiera.

Quali le differenze con la

Puglia sotto il profilo del contrasto

ai traffici illeciti

“La Puglia ha 800 km di coste

è una regione tipicamente

di frontiera come ad esempio il

Friuli Venezia Giulia che però è

più piccola ed ha un portata storica

diversa.

Sicuramente l’Agenzia si regola

in maniera diversa a seconda

delle regioni.

I controlli sono anche diversificati

sia in posti di frontiera che

all’interno perché è altrettanto

importante l’azione di contrasto

dentro i confini nazionali”.

A.N.

Air Italy alla conquista

del mercato nazionale

C

on l’attivazione da metà settembre del volo low cost

Napoli-Verona, Air Italy lancia la sfida al mercato nazionale

nel segmento corto e medio raggio.

Lo fa individuando nella scaligera il proprio home airport

e in quella partenopea la testa di ponte per i collegamenti

verso il centronord. Dopo il debutto in Europa

a metà 2005 come vettore charter con il volo Torino-

Budapest, un segmento che si è consolidato negli ultimi

due anni, la compagnia creata dall’ex comandante

Alitalia Giuseppe Gentile, già fondatore di Air Europe e

adesso presidente di Air Italy, inizia l’avventura anche

in Italia con questo primo collegamento. Con l’obiettivo

di collegare altre destinazioni nel giro di uno-due anni,

quando il parco aeromobili sarà rafforzato con l’arrivo

di nuovi aerei. “Dopo un’attenta valutazione degli slot

a disposizione - ha affermato Gentile - abbiamo optato

per lo scalo napoletano perché questo sembra offrire

un ampio margine di crescita in termini di passeggeri

disposti a volare su questa tratta”. Lo scalo veronese è

considerato infatti strategico ai fini di nuove opportunità

di business con i paesi dell’ex blocco sovietico che

rappresentano un mercato in forte espansione. Lo dimostrano

alcune cifre: lo scorso anno i voli tra Napoli

e Verona hanno registrato ben 156mila passeggeri (tra

Alpi Eagles e Meridiana), segnando un incremento del

28 per cento rispetto al 2005. Le partenze da Capodichino

sono state inoltre pianificate in modo da essere integrate

con quelle previste dall’aeroporto Valerio Catullo

per altre destinazioni, come Berlino, Madrid e Varsavia.

La filosofia della compagnia, che attualmente ha una

flotta di nove Boeing tra 767, 737 e 757 e che conta di

acquistarne altri dieci nei prossimi due anni, è incentrata

sul cosiddetto booking avanzato, ovvero sulle prenotazioni

in anticipo. “Solo così”, aggiunge Gentile, “è possibile

garantire il prezzo reale del biglietto di 35 euro,

senza che questo lieviti a 70 o 90 euro per tasse extra”.

I risultati non si sono fatti attendere. L’esercizio 2006

registra un bilancio in attivo raggiunto con un anno di

anticipo rispetto ai piani finanziari originari: oltre 54

milioni di euro i ricavi totali (+195% rispetto all’esercizio

precedente), più di 400mila i passeggeri trasportati.

“Si tratta di risultati più che soddisfacenti che inducono

a rendere più incisiva la presenza in un mercato che,

con la crisi dell’Alitalia, sta delineando nuovi scenari”,

sottolinea il presidente di Air Italy. “La scelta di affrontare

il mercato dei voli di linea low cost va in questa

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