napoli sintesi 1

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napoli sintesi 1

napoli

la tavola strozzi illustra il trionfo navale di Ferrante d’Aragona del

1464 restituendo una immagine frontale della città da Castel dell’Ovo

sino al baluardo del Carmine


La pianta incisa da S. Duperac e data alle stampe dal Lafrery

nel 1566


Il centro antico nella mappa di Giovanni Carafa duca di Noja 1775.

La mappa venne redatta su 35 fogli


Pianta di Napoli di Federico Schiavoni redatta in 24 fogli

1872-1880


Aldo Rossi Napoli greco romana del

Capasso 1904 aggiornata al 1994


Pizzofalcone nella veduta di a. lafrery (1566) e stopendaal

(1653)

Partenope si sviluppò come base commerciale e porto

militare


A.

Palepoli

B.

Neapoli

Mura greche piazza Calenda- mura greche piazza cavour

Mura mezzocannone Mura greche piazza Bellini

Le mura sono un elemento utile ad

individuare i confini del primitivo

insediamento.

La prima murazione del V secolo

contemporanea alla fondazione della città

La murazione del IV secolo lungo il

versante occidentale


Cuma: la città arcaica e l’antro della Sibilla


Dopo la battaglia navale tra Greci e Etruschi nelle acque di Cuma nel 474 a.c. i

Greci, respinta la minaccia etrusca, ritornano nell’area e fondano una nuova

città che chiamarono Neapolis, in una località ad oriente di Partenope. Cintata

con mura una larga area, stabiliscono l’insediamento urbano sulla parte più

alta D: è individuabile all’interno delle mura, attarverso la zona n on

impegnata dalla prima sistemazione urbanistica, una strada che penetrava in

città attraverso la porta 9.

Mario Napoli svolgendo considerazioni sulla diversità del tufo delle

mura sostiene l’ipotesi di due fasi distinte nella costruzione della città.

E. Greco sottolinea che la stessa toponomastica, conservando la

distinzione tra strade larghe e strette platee che corrono da est a ovest e

gli stenopoi nord sud fornisce un indizio della sua antichità rivelando

il piano urbano di una città del V secolo.

3 sono le platee a distanza di circa 35 mt e attualmente larghe 6 mt.

sono intersecate da 20 stenopoi di circa 3 mt.

In antico le platee erano molto più larghe perché con il tempo sono stati

inglobati i marciapiedi laterali.

Significativo il passaggio sotto il campanile della Pietrasanta

Il Greco ritiene che l’impianto di Neapolis va datato al momento della

fondazione , verso il 470 a.C. La irregolare articolazione di quello che

Napoli ritiene il primitivo nucleo della città la circostanza che di sicuro

venne adibito a santuario urbano, come dimostra la stipe votiva di

Demetra rinvenuta a S. Gaudioso.

Non va sottovalutata la cicostanza che l’area subito rilevanti

trasformazioni sia nel XVII secolo per la costruzione di nuovi

monasteri, sia nel XIX secolo per la trasformazione degli stessi in

cliniche universitarie


M. Napoli

Beloch

La presenza del porto ad occidente di Neapolis sviluppatosi

alla foce del Sebeto C determina una spinta allo sviluppo

della città verso occidente, per cui le estreme aree orientali

della città sono impegnate poco e tardi.

Tra la città e le mra , connesso alla vita portuale si crea un

agglomerato urbano tra le mura e la spiaggia G e

contemporaneamente la città occupa l’are atra le mura e la

spiaggia


• Pianta

Capasso

• teatro


L’area dei teatri.

Archi lungo la via Anticaglia

I teatri risalgono ad epoca augustea ma la loro

presenza nell’area può suggerire la presenza nei

precedenti secoli di edifici destinati alle assemblee.

La città bassa era sicuramente destinata ad

attività commerciali.

L’area di Caponapoli era la zona sacra


Napoli città degli otia

La Gaiola, un tempo collegata alla

terrafermavivaio per l’allevamento

dei pesci

Villa Marittima Marechiaro detta

Palazzo degli Spiriti

La Scuola di Virgilio, ninfeo

absidato a Marechiaro


PaUSILYPON di

Vedio Pollione poi

passato ad

Augusto: il teatro

e le terme


La villa

marittima

La scuola di

Virgilio

La scuola di

Virgilio in

una incisione

del ‘700


La grotta

per

Pozzuoli


Il foro in epoca greco

romana

Il foro alla fine dell’XI

sec.

1. s. paolo

2. S.lorenzo

11. s. gregorio armeno

Il tempio dei

dioscuri in un

disegno di F. de

Hollanda (1540)

Il tempio dei

dioscuri

rappresentanto

nell’arco di trionfo

di Alfonso di

Aragona a

Castelnuovo


La chiesa di S. Paolo Maggiore costruita da F. Grimaldi sull’antico tempio dei

Dioscuri

la facciata crollata in occasione del terremoto del 1688 ricostruita da F. Sanfelice


Il foro alla fine

del XVI secolo

Il foro e s.

gregorio alla fine

del XVIII secolo


Planimetria coi resti ancora

visibili di reperti di epoca greca e

romana

I ponti rossi : l’acquedotto

romano

Le terme romane al vico

carminiello ai mannesi


Gli stenopoi superiore e inferiore


Il salto di quota da Caponapoli a

sud

Un esempio di

stenopos nel

medioevo vico

dell’impianto

greco

La via s. gregorio

armeno

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