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Casa di riposo comprensoriale Wipptal

Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

In questo numero:

Modifica delle struttura direttiva Pagina 2

Il centro di assistenza diurna Pagina 6

Cori nella casa di riposo comprensoriale

Pagina 9

Riempire di vita le Linee guida Pagina 12

Ed altro...


‘s Blattl

Indice

L‘inizio di una nuova stagione: l‘accreditamento p. 3

Paula Ploner: una collaboratrice laboriosa p. 4

Un cordiale saluto dal consiglio parrocchiale p. 5

Il centro di assistenza diurna p. 6

La simbologia nella nostra cappella: il pesce p. 7

Visita alla casa di riposo: canti, balli e musica. p. 8

Cori nella casa di riposo comprensoriale p. 9

Impressum

Casa di riposo comprensoriale Wipptal

Via S. Giacomo, 6

39049 Vipiteno

Tel. 0039 0472 766550

Fax. 0039 0472 766428

E-Mail bezirksaltenheim@wipptal.org

Mansione e obiettivi della logopedia p. 10

I nostri ospiti in cucina! p. 11

Riempire di vita le Linee guida p. 12

Gli erboricoltori nell‘Alta Val d'Isarco p. 13

Incontro partenariale p. 14

Team redazionale:

Ruth Achammer, animazione

Dr. Haymo Beikircher, direzione

Valentina Freund, reparto demenza

Anna Hofer, economia domestica

Beatrix Sporer, amministrazione

Traduzione:

Dr. Giulio Monteduro

Dr. Maurizia Prioglio

Stampa:

Pixie, Brunico

Modifica delle struttura direttiva

Si comunica che la sig.ra Eisendle Roswitha si è dimessa

dall‘incarico di responsabile del servizio di cura dal

31.12.2009.

Abbiamo deciso di istituire un team per la gestione del servizio

di cura. La sig.ra Hofer Anna è la coordinatrice, ovvero la

persona di riferimento, per tutti i quesiti e i compiti finora svolti

dalla sig.ra Eisendle.

Chi ha delle richieste e delle domande riguardanti la cura

e l’assistenza degli abitanti è pregato di contattare direttamente

la sig.ra Hofer.

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

L’inizio di una nuova stagione: l’accreditamento

Con la deliberazione della giunta provinciale n.

2251 del 7 settembre 2009 sono stati approvati i

criteri per l‘accreditamento dei servizi residenziali

per anziani.

Ma cosa significa ―accreditamento‖

L‘accreditamento stabilisce i requisiti minimi delle

case di riposo e di cura nella nostra provincia. Si

tratta di determinati standard per quel che concerne

l'assistenza agli anziani, che gli edifici, il personale

e l‘organizzazione di ogni struttura devono soddisfare

per ottenere l‘autorizzazione a operare come

case di riposo e di cura, ovvero l‘accreditamento.

L‘accreditamento mira, dunque, a garantire che in

tutte le case di riposo della provincia ci siano determinati

standard per quel che concerne le attrezzature,

la sicurezza e la qualità.

Ciò avviene da un lato con la definizione di alcuni

standard architettonici minimi riguardanti il mobilio

e la disposizione degli spazi, con la presenza di

una dotazione sufficiente di dispositivi tecnici per la

cura e l‘assistenza, nonché con il rispetto di determinate

direttive organizzative nell‘attività e nella

formazione del personale.

Dall‘altro il rispetto degli standard minimi deve essere

garantito anche tramite l‘adozione di un sistema

di gestione della qualità. A tale proposito la casa

di riposo comprensoriale si trova sicuramente a

buon punto, dato che è una delle prime strutture in

questa provincia ad aver adottato delle misure di

certificazione.

I criteri di accreditamento danno un grande valore

alla trasparenza nella quotidianità della casa di riposo:

ogni ospite deve essere informato sui processi fondamentali

e sulla situazione in casa di riposo. Deve

cioè avere un‘idea dei servizi offerti dalla casa di

riposo (carta del servizio) e deve essere informato

sulle competenze, le attività e

le responsabilità di tutto il

personale della struttura

(organigramma).

Sia la carta del servizio che

l‘organigramma sono già disponibili

nella nostra casa di

riposo. Tuttavia abbiamo bisogno

di recuperare per quel

che riguarda il contratto ospite-struttura.

In base ai criteri di accreditamento, tale contratto

deve venire stipulato tra l‘ospite della casa di riposo,

ovvero il rappresentante legale, e

l‘amministrazione della struttura stessa ed è ―uno

strumento di trasparenza e tutela reciproca delle

parti‖. Esso stabilisce i diritti e i doveri reciproci,

individua l‘interlocutore e le modalità della convivenza

nella casa di riposo.

Anche la casa di riposo comprensoriale elaborerà

dunque un prestampato adeguato che verrà presentato

agli ospiti ovvero ai loro referenti.

Molti di questi termini (carta del servizio, gestione

della qualità, contratto) a prima vista potrebbero

apparire estranianti se riferiti all‘ambiente della casa

di riposo e di cura. In ultima istanza chiariscono

una volta di più che le categorie valide nel grande

mondo al di fuori delle mura della casa di riposo

non si fermano lì: ―soddisfazione dei clienti‖,

―miglioramento dell‘offerta dei servizi‖ e

―trasparenza‖ sono termini a cui non si può sottrarre

neanche una struttura attiva nell'assistenza agli

anziani.

Così anche l‘accreditamento non rappresenta la

volontà di giungere alla conclusione di un processo,

ma determina le linee di confine che ci devono guidare

per una lunga strada.

Haymo Beikircher, responsabile della casa di riposo

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‘s Blattl

Paula Ploner: una collaboratrice laboriosa

Si dice che il lavoro nobiliti l’uomo e anche Paula Ploner ne è pienamente convinta. Dal suo arrivo

nella casa di riposo comprensoriale lavora con assoluta dedizione in lavanderia. Un lavoro che,

come dice, le dona gioia e soddisfazione. Valentina Freund

Successivamente Paula, una collaboratrice richiesta

e instancabile, venne assunta in diversi hotel tra

cui il prestigioso hotel Laurin a Bolzano. Paula era

sempre apprezzata dai propri datori di lavoro, poiché

la sua lena, il suo senso del dovere e la sua

gioia di lavorare non potevano essere ignorate.

Grazie ai suoi modi cortesi e amichevoli era sempre

gradita agli ospiti e in particolare ai bambini.

Svolgeva sempre con grande scrupolosità i lavori

che le venivano affidati. La pulizia e la ponderazione

erano scontate per Paula.

Il suo zelo nella lavanderia della casa di riposo

comprensoriale non è passato inosservato neanche

lì e così la dirigenza non ha perso l‘occasione di

stupire la signora Ploner con un mazzo di fiori in

segno di riconoscenza.

Vogliamo ringraziare nuovamente di tutto cuore

anche in questo modo la nostra Paula e augurarle

buona salute e di non perdere mai il proprio brio.

Le sfide e gli incarichi professionali hanno sempre

rivestito una certa importanza per l‘energica

85enne; per Paula Ploner il lavoro era infatti più di

un semplice mezzo per guadagnarsi da vivere. Secondo

Paula Ploner il lavoro contribuiva, e contribuisce

tutt‘ora, al proprio benessere poiché la contrapposizione

con il lavoro permette di assaporare

ancor di più il tempo libero. Del lavoro apprezza in

particolare il contatto e il lavoro fianco a fianco con

le colleghe: ―Le signore in lavanderia sono molto

carine, andiamo molto d'accordo e ci premuriamo

di andare sempre d‘accordo‖ dice Paula Ploner.

Già da giovane la nostra Paula doveva aiutare i

fratelli nel maso dei genitori. Avevano pochi mezzi

di sostentamento. L‘intera famiglia sapeva apprezzare

gli alimenti di prima necessità, perché non erano

una cosa scontata. La parsimonia era un imperativo

categorico. ―Imparammo a dividere le cose e

ad aiutarci l‘un l‘altro‖, racconta Paula Ploner.

La sig.ra Ploner concentratissima al suo lavoro in lavanderia

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

Un cordiale saluto dal consiglio parrocchiale

Cari ospiti della casa di riposo di Vipiteno, cari parenti

e collaboratori,

Recentemente la signora Ruth Jäger si è rivolta a

me pregandomi di redigere un breve resoconto su

di me e sulla mia attività nel consiglio parrocchiale

di Vipiteno per la rivista della casa di riposo. È con

gioia ce ho accettato.

Tutto ciò avviene alla luce del mio motto: Dio ci offre

la sua amicizia ma ciò comporta anche accollarsi

una responsabilità e impegnarsi all‘interno della

comunità.

In questi ultimi anni di attività in qualità di presidentessa

ho assistito alla successione di molti decani:

il decano Josef Moroder, di cui molti di voi sicuramente

si ricorderanno, a cui è seguito il decano Hubert

Unterweger, il ―buon padre e confidente‖ che

tutti noi abbiamo stimato; il decano Albert Ebner,

che ci ha dato un nuovo slancio e ha portato una

ventata di novità, è rimasto a Vipiteno solo per poco

tempo.

Una persona allegra: Ingrid Heidegger

Mi chiamo Ingrid Heidegger Olivieri e sono nata a

Vipiteno il 04/10/1959. I miei genitori, Franz e Rosa

Heidegger, vivevano all‘epoca ancora in via Lahn e

io frequentavo la scuola elementare Karl Domanig.

Dopo aver frequentato la scuola media e le superiori

a Vipiteno ho lavorato per circa un anno presso

la ditta Grünig; da 33 anni lavoro presso la ditta

Leitner in qualità di responsabile amministrativo.

Da 32 anni sono sposata, ho due figli ormai grandi

(28 e 18 anni) e nel frattempo anche una nuora a-

mabile e un nipotino sveglio di nome Fabian. Fin

dalla gioventù sono attiva in associazioni sociali e

di beneficenza ma molti di voi mi conosceranno

come presidentessa del coniglio parrocchiale di

Vipiteno. Da 20 anni sono un membro del consiglio

parrocchiale e da 15 ne sono la presidentessa.

In tutti questi anni il mio più grosso desiderio è stato

di partecipare alla creazione e alla crescita di

una comunità parrocchiale viva e di prendervi attivamente

parte.

Da quattro anni ci possiamo considerare fortunati,

poiché la nostra comunità parrocchiale ha un valido

decano, giovane e capace, il Reverendo Josef

Knapp. Volgendo lo sguardo indietro agli ultimi anni

è possibile ripercorrere molti avvenimenti riguardanti

la vita spirituale e religiosa a Vipiteno e dintorni.

Tra le tante cose le nostre chiese sono state restaurate:

la Chiesa S. Margherita, la Chiasa di San

Giacomo a Tunes, la cappella di S. Salvatore, la

―Urtlkapelle‖ e non da ultima la magnifica Chiesa

parrocchiale di Nostra Signora delle Paludi.

Anche quest‘anno ci troviamo di fronte ad un avvenimento

decisivo nella nostra comunità parrocchiale.

Il presbiterio della nostra chiesa parrocchiale

viene ristrutturato. Già il vescovo Wilhelm Egger ci

aveva incaricati alcuni anni fa di pensare a come

riorganizzare il presbiterio. Siamo felici di essere

riusciti in così poco tempo ad esaudire il suo desiderio.

Dietro a questo successo si nascondono un

grande impegno e molte ore di lavoro della comunità

parrocchiale e del consiglio per gli affari economici.

Per la consacrazione dell‘altare il nostro vescovo

Karl Golser giungerà a Vipiteno. È con grande gioia,

cari ospiti della casa di riposo, che vi posso comunicare

che il 9 maggio 2010, nel pomeriggio, il

vescovo vi farà visita nella casa di riposo.

Vi auguro ancora ogni bene e che il Signore Dio

nostro vi benedica; possiate ricordarmi nelle vostre

preghiere.

Ingrid Heidegger Olivieri

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‘s Blattl

Porta a porta con la casa di riposo: il centro di assistenza diurna

Da ormai 15 anni il centro di assistenza diurna per gli anziani si trova negli spazi della casa di riposo

comprensoriale Wipptal . Claudia Gantioler

Il centro di assistenza diurna è gestito dal servizio

di assistenza domiciliare del Distretto sociale ed è

una struttura semiresidenziale; ciò significa che le

persone arrivano a partire dalle 8.00 di mattina

(accompagnati da parenti, da soli o in taxi) e rimangono

fino alle 16.00, dal lunedì al venerdì.

Qui vengono assistiti e trovano una comunità, nonché

un‘assistenza professionale, fino a 10 persone

non autosufficienti e in condizioni differenti, che non

potrebbero rimanere a casa da sole tutto il giorno,

che hanno problemi fisici e/o psichici. Per i parenti

è un alleggerimento e un sostegno nelle cure quotidiane.

L‘importo della tariffa da pagare dipende dalla

classificazione delle cure.

La mattina vengono svolte diverse attività, come

lavorare a maglia dei quadrati che vengono poi cuciti

insieme per farne delle coperte, cucire delle

pantofole, fare dei lavoretti manuali in base alle stagioni

e alle festività, si legge il quotidiano

―Dolomiten‖ e si gioca a carte. Durante il tè pomeridiano

gli ospiti del centro di assistenza diurna si

intrattengono volentieri parlando dei bei vecchi tempi,

delle gioie e delle sofferenze personali. Tutti

quanti aiutano quando si tratta di sparecchiare le

tazze, raccogliere gli asciugamani e dipanare la

lana. Le assistenti si premurano di rendere la permanenza

gradevole per ognuno, i tirocinanti e i collaboratori,

anche volontari, sono sempre i benvenuti

e portano delle novità.

Il pranzo comune viene servito in una sala da pranzo

della casa di riposo comprensoriale. Dopo il

pranzo è possibile fare un riposino oppure gli appassionati

dei giochi di carte possono trovare un

partner nella sala d‘ingresso della casa di cura.

Prendendo appuntamento presso il servizio di assistenza

domiciliare è anche possibile usufruire delle

prestazioni ―bagno assistito‖ e ―pedicure‖.

Di pomeriggio si va un po‘ a passeggio, si fanno

giochi di società, si preparano dei dolci e si siede

piacevolmente insieme. È particolarmente apprezzata

la partecipazione alla Santa Messa nella cappella

della casa di riposo il venerdì del Sacro Cuore

di Gesù e tre giovedì al mese. Dopo la merenda

comune alle 16.00 si ritorna a casa.

Per ulteriori informazioni rivolgetevi a: Distretto sociale

Wipptal, servizio di assistenza domiciliare, tel.

0472 726010.

Alcune testimonianze dal centro di assistenza diurna:

Da 8 anni la signora Josefa viene da noi 3 volte alla settimana. Cuce le

ciabatte, lavora a maglia, rammenda, partecipa volentieri alla Santa Messa.

Dice sempre che il personale è ―bravo‖, il cibo buono e che da noi

dimentica tutte le proprie sofferenze.

Da oltre 10 anni la signora Paula viene da noi 2 volte alla settimana. Le

piace stare in compagnia e spera di ―tenere botta‖ ancora a lungo.

La signora Miedl è con noi solo da poco. Si è ambientata in fretta, tutti

sono carini e c‘è sempre qualcosa da fare.

Il signor Gino è contento di poter venire da noi, poiché sua moglie è ospite

della casa di riposo. Così può andare più spesso da lei e prendersene

cura.

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

La simbologia delle vetrate nella nostra cappella: il pesce

La miniserie di articoli sui motivi delle vetrate della nostra cappella, che nel frattempo sono state

rimosse per via dei lavori di ristrutturazione, volge al termine. Quale ultimo simbolo ci occupiamo

del pesce . Haymo Beikircher

Il pesce è uno dei simboli più conosciuti della simbologia

cristiana. Le lettere che compongono la parola

greca per pesce – Ichthys – vennero utilizzate,

in particolare nel primo cristianesimo, quale acronimo

per proclamare il proprio credo:

—————————————–————————————

Ιησούς (Iesús—Gesù)

Χριστός (Christós—Cristo)

Θεού (Theoú—di dio)

Υιός (Hyiós—figlio)

Σωτήρ (Sotér—salvatore/redentore)

—————————————–————————————

La rappresentazione del pesce nell‘arte figurativa

paleocristiana, disegnato con linee curve che si incrociano,

lo resero un segno di riconoscimento facile

da ricordare e chiaro al contempo. Gli storici continuano

a negare che si trattasse realmente di un

segno di riconoscimento segreto utilizzato soprattutto

nel periodo delle persecuzioni dei cristiani.

Pertanto anche la bella storiella correlata deve essere

relegata al novero del regno dell‘inventiva: una

persona disegnava un arco nella sabbia e l‘altra

completava il simbolo disegnando l‘arco contrapposto;

in questo modo si facevano riconoscere come

fratello o sorella in Cristo.

Non viene invece messo in dubbio che nell‘arte paleocristiana

il pesce fosse un motivo iconografico

assai diffuso. Può essere visto sia come il simbolo

di Pietro, pescatore di uomini, sia come ricordo della

miracolosa moltiplicazione dei cinque pani e dei

due pesci. La grande importanza del simbolo del

pesce agli albori del cristianesimo viene sottolineata

anche dal fatto che i primi cristiani si definivano

spesso ―pesciolini‖ mentre lo stesso Gesù veniva

rappresentato come pesce (Cristo).

È interessante il legame concettuale che assume di

conseguenza il battesimo:

Il battezzando viene bagnato con l‘acqua per diventare

un ―pesciolino‖. Il battesimo per immersione

completa del corpo, molto in uso nei primi secoli

dopo Cristo, rafforza questa immagine in maniera

ancora più chiara: il convertito sale nel fonte battesimale

ed entra per così dire nella vita ideale, nel

mondo della vita cristiana in cui può diventare un

―pesce‖ ovvero un seguace di Gesù.

Anche altre culture riconoscevano il pesce quale

simbolo portatore di salvezza, cosa che non dovrebbe

stupire. Dato che molte delle antiche civiltà

avanzate sono sorte lungo il corso dei grandi fiumi

(come il Nilo, l’Eufrate, il Tigri, l’Indo e il Fiume Giallo)

il pesce era uno dei primi e principali alimenti di

base. In India il pesce fa parte degli otto Mandala,

dei portafortuna che, ad esempio, venivano appesi

alle pareti domestiche per tenere lontani i demoni

maligni. Anche nel buddismo è uno dei portafortuna

che spesso viene disegnato sulle piante dei piedi

dell‘illuminato.

Chi predilige un‘interpretazione filosofica può vedere

il pesce come simbolo archetipico della verità

nascosta (sott'acqua). Chi cattura il pesce e lo riporta

alla luce del sole ha, di conseguenza, la verità

tra le mani. Un pesce promette dunque non solo

nutrimento per il corpo, ma anche per lo spirito.

„Dai un pesce a un uomo e lo

nutrirai per un giorno. Dai molti

pesci a un uomo e lo nutrirai per

molti giorni. Insegnagli a pescare

e lo nutrirai per tutta la vita.“

Proverbio cinese

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‘s Blattl

Visita alla casa di riposo: canti, balli e musica.

Gli alunni delle scuole elementari di Ridanna

visitano la casa di riposo comprensoriale.

Su iniziativa di Roswitha e della figlioccia Monika,

la 4° e la 5° classe della scuola elementare di Ridanna

hanno fatto visita agli inizi di marzo agli ospiti

della casa di riposo comprensoriale di Vipiteno.

Con molto impegno e tantissimo entusiasmo gli

scolari hanno provato per due mesi con due maestre

per mettere in piedi uno spettacolo. Alla fine ne

è risultato un programma di canzoni popolari ricco

e variegato, con accompagnamento di stacchi di

ballo e di battiti di mano. Per allietare gli ascoltatori

alcuni scolari hanno addirittura imparato a suonare

alcuni pezzi con i propri strumenti.

Alla partenza del bus da Ridanna l‘emozione era

notevole. Come sarebbe stato Cosa attendeva gli

scolari Ognuno portava con sé le proprie aspettative.

―Non mi immaginavo così la casa di riposo‖ ha osservato

un bambino dopo la rappresentazione. ―Qui

c‘è un clima euforico!‖ Un altro ha constatato: ―Non

pensavo che alle persone avrebbe fatto così tanto

piacere che noi venissimo.‖ E veramente gli scolari

hanno potuto scorgere sorrisi e un raggio di luce

negli occhi di tanti; alcuni ospiti si sono addirittura

commossi fino alle lacrime quando sono risuonate

le canzoni di quando erano bambini. ―Maestra, lì

siede una signora che conosce ogni canzone‖ ha

detto una scolara. Era vero. La signora Erna sedeva

in prima fila e si ricordava veramente ogni canzone,

con tutte le loro strofe. Alla fine gli scolari

hanno invitato la signora Erna a esibirsi brevemente

cosa che lei ha fato ovviamente volentieri.

―Quella signora ha cantato così bene che mi ha lasciato

di stucco‖, ha scritto uno scolaro il giorno

dopo questa esperienza. ―Ho trovato fantastico che

le persone fossero così amichevoli e che abbiano

applaudito a ogni canzone‖ diceva

una scolara rallegrandosi

dopo aver cantato le canzoni.

Al termine tutti gli scolari hanno

potuto fare un giro della casa di

riposo; la signora Ruth e la signora

Hildegard hanno raccontato

loro di come trascorre una

giornata in casa di riposo.

―Nella casa di riposo vivono anche

persone di madrelingua

italiana. Per me è una novità‖

ha raccontato una scolara dopo

la visita guidata. ―È stato magnifico

rivedere il nostro vecchio

parroco‖ ha detto uno scolaro.

―Mi immaginavo che la casa

di riposo fosse più piccola e

non avrei mai pensato che ci

fossero parrocchetti e canarini‖

ha affermato uno scolaro. ―A

me i lavoretti degli anziani sono piaciuti‖ ha raccontato

uno scolaro. Tutti quanti sono rimasti particolarmente

colpiti dai ricami della signora Mader e dai

lavori in legno del marito. ―Anche noi potremmo farli‖

dicevano alcuni.

Alla fine erano tutti concordi: ―La visita alla casa di

riposo è stata meravigliosa. Abbiamo scoperto un

sacco di cose nuove. Anche alle persone è piaciuto

molto e speriamo che gli siano piaciute le nostre

canzoni!‖

La 4° e la 5° classe della scuola elementare di

Ridanna.

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

Cori nella casa di riposo comprensoriale

Arricchiscono la vita nella casa di riposo comprensoriale, accompagnano le messe, i festeggiamenti

e le festività e distendono la vita quotidiana nella casa di riposo: i diversi cori del nostro

comprensorio offrono un importante contributo alla vita della casa di riposo. Haymo Beikircher

La casa di riposo comprensoriale

Wipptal offre un programma

musicale ricco e degno di nota.

Numerosi cori e società corali

accompagnano sia gli eventi

religiosi che quelli mondani nella

nostra casa di riposo con grande

impegno e affidabilità.

Ogni prima domenica del mese i

cori delle parrocchie e delle chiese

dell‘Alta Val d'Isarco si incaricano dell'organizzazione

musicale della Santa Messa che si tiene nella

casa di riposo.

Il coro italiano dell‘associazione UPAD è altrettanto

attivo nell‘organizzazione della messa in lingua italiana.

Non di rado, e

certamente volentieri, i

suoi membri prendono

parte a pomeriggi in

compagnia in cui esibiscono

il loro repertorio

di canzoni ―profane‖.

Inoltre nella nostra casa

di riposo si esibiscono

anche altri cori e associazioni

musicali, a seconda

del caso o

dell‘occasione. I cori

scolastici e di voci bianche

o la partecipazione

canora delle contadine

dell‘Alta Val d'Isarco

alle feste di compleanno

dei nostri ospiti

r a p p r e -

sentano

un diversivo ben visto nella casa di

r i p o s o . I n o l t r e l ‘ e s i b i z i o n e

d e l l ‘ a s s o c i a z i o n e

―Männergesangsverein Sterzing‖ nel

giorno dell‘Epifania e l‘esibizione annuale

del Coro Cima Bianca sono ormai

quasi dei classici nella casa di riposo

Santa Messa nella nostra casa accompagnata dal coro

comprensoriale. Non è una cosa

scontata che ci sia una collaborazione

tanto sviluppata e soprattutto

regolare tra i cori del nostro

distretto e la casa di riposo. La notevole

offerta musicale che abbiamo

qui alla casa di riposo è da ricondurre

da un lato alla grande disponibilità di

tutti i direttori e i membri dei cori,

dall‘altro non bisogna dimenticare che

un‘offerta tanto ampia non viene da sola. L a

coordinazione delle diverse esibizioni, assieme alla

strutturazione e al mantenimento dell‘offerta attuale

necessitano di un grande lavoro, di perseveranza e

di molte idee. Un ringraziamento va pertanto anche

allo staff dell‘area ricreativa, che adoperandosi costantemente

è la forza trainante dell‘iniziativa, e in

particolare a Ruth A-

chammer.

I cori e le associazioni

musicali nominati in

questo articolo rappresentano

il lavoro che

viene svolto nella casa

di riposo da molti volontari.

Il loro contributo

non sarà mai abbastanza

apprezzato. Non è

una questione di risparmi

sui costi o delle esigenze

ordinarie intorno

a cui ruota sempre la

nostra quotidianità. Si

tratta della gioia che

molti visitatori regalano

a questa casa con la

propria presenza: essi

portano infatti una ventata

di novità, colore, idee, intrattenimento

e un nuovo slancio.

A tutto loro, a cori e volontari, si

esprime un sincero ringraziamento!

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‘s Blattl

Mansione e obiettivi della logopedia

Buongiorno, mi chiamo Nessi Silvia, sono una logopedista.

Da molti anni svolgo con passione la mia attività

presso questa Casa di Riposo, faccio parte del servizio

di riabilitazione.

Nella Casa di Riposo Comprensoriale Wipptal, fortunatamente,

esiste da molti anni un team di riabilitazione,

che comprende, oltre alla mia figura professionale,

una fisioterapista, un massofisioterapista

e uno psicologo.

Il nostro team, in collaborazione col servizio infermieristico,

con gli operatori responsabili della riabilitazione

dei vari reparti, il psicologo di casa ed il medico,

progetta i vari interventi riabilitativi. L‘attività

logopedica è, infatti, di notevole importanza per migliorare

la qualità di vita degli ospiti, ma lo può essere

solamente se coordinata e combinata dal lavoro

delle altre figure professionali, in modo che ogni

competenza venga valorizzata e ogni attività miri

esclusivamente al bene dell‘ospite.

Ma cosa fa un logopedista

Molti credono che si occupi unicamente di bambini,

ma ciò non è corretto.

Il logopedista è un professionista sanitario abilitato

da una laurea triennale, cioè di primo livello, presso

una facoltà di medicina e chirurgia. Si occupa prevalentemente

della prevenzione, dell'educazione e

della rieducazione della voce, del linguaggio scritto

e orale e della comunicazione in età evolutiva, a-

dulta e geriatrica.

Questi aspetti sono fondamentali in una struttura

per anziani, soprattutto per quanto riguarda

l‘aspetto del trattamento dei disturbi della comunicazione.

Oltre ai problemi legati alle malattie neurodegenerative

e cardiovascolari, possono, infatti, comparire

le cosiddette comunicopatie: cioè, quei disturbi della

comunicazione non causati da una malattia vera

e propria, ma da una situazione di isolamento sociale

( come avviene, spesso, nelle case di riposo).

Ad esempio, se l‘anziano ha scarsi stimoli e motivazione

a parlare con gli altri impoverisce sempre di

più la comunicazione e il linguaggio, favorendo la

degenerazione della funzionalità del suo sistema

cognitivo, che a sua volta diminuisce le sue capacità

funzionali e di ragionamento in una spirale senza

fine.

Sempre nell’ambito del linguaggio, molto importante

è l’ambito audiologico.

È fondamentale offrire un programma per il miglioramento

delle facoltà uditive per pazienti che portano

o cominciano a portare un apparecchio acustico.

Il logopedista, in ambito otorinolaringoiatrico, si occupa

anche di un altro aspetto molto importante

nell‘ambito geriatrico: le disfagie.

La disfagia è un disturbo di deglutizione che può

essere causato da diversi deficit neurologici (es.

ictus), strutturali (ad es. problematiche del cavo o-

rale) e cognitivi. Nonostante la disfagia possa colpire

ogni fascia d‘età, si presenta soprattutto nella

fascia geriatrica.

I logopedisti che si occupano della gestione dei pazienti

disfagici forniscono servizi che includono valutazione,

d iagnos i e r ia b ilitazione.

Le informazioni ottenute dalla valutazione portano a

raccomandazioni alimentari da parte del logopedista

che comprendono consigli su un appropriato

livello dietetico, sulla quantità di alimento per singola

deglutizione, sulle tecniche di posizionamento e

di facilitazione, e su esercizi di deglutizione.

In conclusione, spero di avere dato un quadro sufficientemente

esauriente delle attività di mia competenza,

considerando non da ultimo il fatto di non

tralasciare il rapporto umano che si instaura con i

nostri ospiti, forse la medicina migliore.

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

I nostri ospiti in cucina!

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Fest Riempire gefeiert... di vita le Linee guida

Corsi di formazione (comunicazione, lavoro di squadra, orientamento ai bisogni, autostima) con la

signora Heidrun Diwald. Valentina Freund

Le possibilità di fare progressi, di approfondire o

migliorare le proprie capacità e i propri comportamenti

vengono sfruttate con grande interesse dai

collaboratori.

I corsi di formazione (comunicazione, lavoro di

squadra, orientamento ai bisogni, autostima) sono

stati offerti a tutti i collaboratori della casa di riposo

comprensoriale (lavanderia, servizio di pulizia, cucina,

assistenza infermieristica e custode).

La relatrice, la signora Heidrun Diwald di Salisburgo,

è specializzata nella direzione, nella pianificazione

delle cure, nella comunicazione, nel coaching

e nella consulenza sociale e finora ha lavorato in

Austria, Italia e Germania. Nelle otto ore complessive

di corso di formazione dovevano essere comunicate

tutti i concetti fondamentali sul comportamento

dei collaboratori per mantenere una visione

d‘insieme in un periodo di rapidi cambiamenti e per

uscirne, per così dire, ―vincenti‖. Dovevano essere

individuate e rappresentate le esigenze di gruppo

e, al contempo, le necessità e le richieste dei collaboratori.

Nello scambio con la signora Diwald è stato riesaminato

il modo di pensare ma sono anche stati valutati

i limiti e le difficoltà. Divisi in piccoli gruppi, i

collaboratori si sono confrontati con le seguenti domande:

dove eravamo (passato), dove siamo

(presente), dove vogliamo andare (futuro), dove

giungeremo se non facciamo niente e se non progrediamo

Le riflessioni sono state messe per i-

scritto e infine presentate all‘intero gruppo. È apparso

chiaro come le richieste ai collaboratori siano

cambiate. Una riflessione continua sul comportamento

con gli ospiti, con i membri del gruppo e, non

ultimi, con sé stessi è una necessità.

Uno sviluppo conforme ai tempi è però una premessa

necessaria per poter assicurare la migliore

assistenza degli ospiti nelle diverse situazioni, ma

anche per rendere giustizia alle esigenze che cambiano.

Proprio la comunicazione, lo scambio tra due collaboratori

di diverse aree può rappresentare una risorsa

decisiva. Ogni collaboratore, sostiene la signora

Diwald, contribuisce con il proprio ruolo e

come parte di un tutto alla qualità dell‘intera struttura.

Ogni collaboratore deve pertanto venire riconosciuto

nella propria importanza ed essere tenuto in

grande stima.

È decisivo soprattutto un atteggiamento positivo.

Se si percepiscono le situazioni difficili come una

sfida e le si accoglie di buon grado, dal loro superamento

è sempre possibile trarne guadagno.

Heidrun Diwald, Salisburgo, svolge le sue attività in Austria,

Germania e Italia.

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Numero 1/2010

Aprile-Maggio-Giugno-Luglio

Gli erboricoltori nell’Alta Val d'Isarco

La primavera si è risvegliata facendo tornare alla luce le molte piante officinali e aromatiche che

l’inverno aveva tenuto a lungo nascosto sotto una coltre di neve. Bernhard Auckenthaler

A dire il vero le piante vengono protette dalla neve,

poiché sotto ad essa non gelano e non seccano a

causa dei venti gelidi.

Nei giardini di erbe aromatiche di Gabi e Sepp Holzer

a Prati e di Bernhard Auckenthaler a Fleres germogliano

ora melissa, timo, origano, menta bergamotto,

menta e molto altro ancora. In entrambi i

masi fino a pochi anni fa venivano allevate un paio

di mucche per venderne il latte. L‘interesse e

l‘amore per le piante aromatiche ha portato entrambi

i contadini alla riconversione. Le stalle sono state

trasformate in impianti di essiccamento, il fienile in

un magazzino e in stanze da lavoro e al posto di

erba e trifoglio vengono ora coltivati circa 60 tipi

diversi di piante. Dato che in due si fa tutto meglio,

gli erboricoltori hanno riunito le proprie forze e si

sono dati il nome di ―Giardini Aromatici Wipptal‖.

Sono necessarie molte conoscenze vecchie e nuove

sulle tante erbe e sulla loro lavorazione, ma essendo

gestiti da una biologa e da un giardiniere il

maso Botenhof a Fleres e il maso Steirerhof a Prati

sono attrezzati al meglio. Nella serra tutte le piante

vengono coltivate direttamente; la maggior parte

serve per la coltivazione propria mentre una parte

viene venduta in vaso.

Tutta l‘estate si lavora sodo sarchiando, raccogliendo

e seccando. Vengono raccolte anche molte

piante selvatiche come il sambuco, i fiori di tiglio, la

rasperella, le foglie di lampone e molto altro ancora.

Seguendo vecchie ricette ma anche le più moderne

conoscenze vengono preparate miscele per

gustosi infusi: ―respiro d‘oro‖, ―scaldacuore‖ e

―sogni d‗oro‖ sono solo alcune di essi. Tramite oli

e spirito di vino si estraggono dalla calendula,

dall‘arnica e dalla stella alpina i pregiati principi

attivi necessari per la realizzazione di pomate,

creme per il viso e prodotti di bellezza naturali.

I giovani contadini specializzati in erbicoltura

non usano sostanze chimiche e anche la coltivazione

avviene seguendo metodi biologici; in

questo modo tutti i prodotti possono sfoggiare il

marchio ―Bioland‖. Una specialità particolare sono

naturalmente gli squisiti liquori di frutti e gli ottimi

digestivi. Il ribes nero con le note fruttate agrodolci

delle bacche completamente mature o l‘imperatoria

con il suo aroma amaro, ormai quasi dimenticata,

sono molto utili.

Tutti questi prodotti vengono

venduti ogni martedì al

mercato ―Sterzlmarkt‖, al

mercatino di Natale di Vipiteno

in Piazza Città e, ovviamente,

nei punti vendita

dei masi a Fleres e Prati.

Escursioni alla scoperta

delle diverse piante e visite

guidate al maso

dovrebbero contribuire

a preservare

questo prezioso

sapere

anche per le

generazioni future,

poiché

―per fare tutto ci

vuole un fiore‖.

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‘s Blattl

Incontro partenariale

Anche quest’anno si è tenuto l’incontro partenariale della Casa di riposo circondariale Media Pusteria

di Brunico, della Casa di riposo e di Cura Osttirol in Austria e della Casa di riposo comprensoriale

Wipptal. Questa volta toccava a noi di organizzare la manifestazione. Petra Agreiter, Nadja

Eisendle e Barbara Kruselburger

―infuso zodiacale‖.

Abbiamo mangiato con molto appetito una pizza e

un delizioso dessert.

C‘è stato un intrattenimento musicale e tutti i responsabili

delle case di riposo, ed inoltre Oswald

Mair il nostro ex responsabile e attuale direttore

dell‘Associazione delle Case di Riposo dell‘Alto A-

dige, hanno tenuto un breve discorso.

Nonostante la neve e il vento, il

28/01/2010 ci siamo incontrati alla

stazione a valle del Monte Cavallo.

Slitta al seguito, siamo saliti tutti

assieme con la funivia. Nella stazione

a monte, nell‘Iglu, siamo stati

accolti con un aperitivo e abbiamo a-

vuto il piacere di sedere assieme. Finalmente

abbiamo avuto la possibilità di confrontarci

con i colleghi delle altre case di riposo!

Ristorati, siamo scesi a valle con la slitta e, nonostante

la visibilità fosse pessima, siamo tutti arrivati

in fondo vivi e vegeti.

I direttori delle case di riposo di Brunico e Lienz,

nonché Oswald Mair hanno ringraziato la Casa di

riposo comprensoriale

Wipptal

per la buona

organizzazione

d e l l ‘ i n c o n t r o

p a r t e n a r i a l e

2010.

A tarda sera tutti

sono partiti per tornare

alle rispettive

case sperando di rivedersi

per il 2011.

Anche noi, che per la prima volta abbiamo potuto

partecipare, ringraziamo per questa bella giornata

riuscita così bene.

Successivamente ci siamo recati alla pizzeria Hubertus

dove ognuno si è seduto raggruppato in bas

e al proprio

segno

zodiacale.

Ciascuno

di

noi ha

ricevuto

in omaggio

un

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