La Cina nel 2010

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SCENARI E PROSPETTIVE PER LE IMPRESE


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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

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Indice 1

Prefazione 3

Introduzione 6

Quadro generale 13

Politica 17

Economia 21

Business 33

Implicazioni per le società italiane 49

Opportunità settoriali 55

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Prefazione

Cesare Romiti - Presidente, Fondazione Italia Cina

La pubblicazione del rapporto annuale della Fondazione Italia Cina, “La Cina nel 2010:

scenari e prospettive per le imprese” è la prima dopo la creazione del Centro Studi per l’Impresa

(CeSIF) costituito in seno alla Fondazione Italia Cina.

La scelta di pubblicare il rapporto a partire da quest’anno non è frutto del caso. Il 2010 è

un anno importante: la Cina sarà ancora una volta sotto i riflettori mondiali per l’organizzazione

di un grande evento, l’Esposizione Universale di Shanghai; celebriamo 40 anni di

relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Popolare Cinese (1970-2010) e ricordiamo

la figura di Matteo Ricci, un gesuita italiano che ha contribuito allo sviluppo della Cina e

ad avvicinare i due Paesi.

Il rapporto risponde all’esigenza di fornire uno strumento alle imprese italiane che si affacciano

al mercato cinese, che stanno valutando le strategie d’ingresso oppure che sono

già presenti con investimenti in Cina e che necessitano perciò di informazioni aggiornate

e di prospettiva. L’originalità - e qui sta il contributo della Fondazione - è che si tratta di

un rapporto di carattere previsionale, non una mera fotografia dello status quo. Tuttavia,

l’osservazione di tendenze storiche ed una solida conoscenza del contesto attuale ci hanno

consentito di sviluppare e proporre gli scenari qui esposti.

Il quadro complessivo dell’economia cinese è sicuramente positivo. Ancora una volta ai

primi segnali di crisi nell’ultimo quarto del 2008 si sono levate voci marcatamente pessimiste,

se non catastrofiche, sulla futura tenuta dell’economia cinese, che hanno caratterizzato

per lungo tempo gli sforzi di comprensione ed analisi relativi al Paese. Anche

in questa occasione, le previsioni negative non hanno trovato fondamento. La Cina non

solo ha dimostrato di crescere nel 2009 più o meno in linea con la crescita media degli

ultimi trent’anni di riforma, ma ha anche evidenziato la sua funzione di motore imprescindibile

dell’economia globale, contribuendo in maniera sostanziale alla sua crescita in

un momento di contrazione delle economie sviluppate. Inoltre, la Cina ha evidenziato la

sua capacità di rispondere alla crisi in maniera rapida, efficace e vigorosa, con un piano

di stimolo senza precedenti (4 mila miliardi di yuan renminbi; 586 miliardi di dollari,

circa il 14% del PIL cinese), che ha consentito di far ripartire l’economia già dal secondo

trimestre del 2009 nonostante il forte calo delle esportazioni dovuto ad un crollo della do-

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manda nei suoi principali mercati. Le ultime proiezioni del Fondo Monetario Internazionale

stimano una crescita del 10% nel 2010 e del 9,7% nel 2011, rispetto ad una crescita

delle economie avanzate rispettivamente del 2,1% e del 2,4% ed una crescita globale

nei prossimi due anni del 3,9% e del 4,3%. La Cina supererà il Giappone nel corso del

2010 e diventerà la seconda economia del mondo. Il Paese ha grandi margini di crescita

in quanto si classifica 127° per reddito pro capite con 2,940 dollari USA ,- un sedicesimo

circa rispetto agli Stati Uniti.

Non vi è dubbio che la Cina dovrà affrontare grandi sfide nei prossimi anni. Ma forse è

per questo che i risultati sono ancora più sorprendenti. Si tratta di un’economia che sta

affrontando allo stesso tempo una transizione da Paese in via di sviluppo a Paese sviluppato,

da un’economia pianificata ad un’economia di mercato, da prevalentemente agricola

ad industriale.

Il rapidissimo sviluppo economico ha causato rilevanti danni ambientali, ma anche una

maggiore coscienza sulla necessità di trovare un equilibrio tra le odierne esigenze di crescita

economica e la necessità di tutelare le future generazioni. Il Paese è nel pieno di

una riforma del sistema sanitario finalizzata ad estendere i servizi sanitari di base a tutti

i cittadini in maniera paritaria e di assicurare cure e farmaci a costi sostenibili. Il rapido

invecchiamento della popolazione, risultato della politica del figlio unico, determinerà

rilevanti conseguenze sociali ed economiche, in particolare la difficoltà di creare un sistema

pensionistico accessibile. La Cina dovrà inoltre generare una crescita economica tale

da garantire l’occupazione e soddisfare le aspettative di cittadini che in numeri crescenti

frequentano le istituzioni di studi superiori. Inoltre, dovrà fare in modo che la ricchezza

creata sia equamente distribuita. Infine dovrà creare le condizioni per una maggiore partecipazione

della popolazione alla vita politica e sociale del Paese quale potenziale valvola

di sfogo per il dissenso che potrà eventualmente sorgere in momenti di crisi.

La stabilità politica e macroeconomica e maggiori investimenti in welfare, istruzione, sanità,

contribuiranno a diminuire il risparmio precauzionale della popolazione, liberando

risorse per i consumi privati e contestualmente a ridurre il ruolo degli investimenti e delle

esportazioni nette quali principali fonti di crescita dell’economia cinese. Ne deriverà una

maggiore solidità e sostenibilità della crescita economica cinese. Ciò contribuirà in parte

a ridurre i correnti squilibri che caratterizzano l’economia globale.

I due saggi introduttivi al rapporto, elaborati dall’On. Gianni De Michelis e dal Prof. Al-

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berto Quadrio Curzio, dedicano attenzione al ruolo geopolitico e geoeconomico della Cina

quale attore protagonista sulla scena mondiale e come competitor ed insieme partner per

Stati Uniti ed Europa.

La pubblicazione prevede cinque sezioni. Le prime tre riportano un’analisi di rischio

paese da un punto di vista politico, macroeconomico e di contesto ambientale. Le ultime

due sezioni espongono le principali implicazioni ed opportunità, anche settoriali, per le

imprese estere ed in particolare italiane, ma anche per l’Italia come Paese. Vorrei infine

sottolineare il valore strategico che rivestono tre temi chiave su cui concentriamo la nostra

attenzione nella parte finale del rapporto: l’attrazione di investimenti, turisti e studenti

cinesi in Italia - aree dove la Fondazione sta già realizzando interventi significativi.

In conclusione, l’economia cinese è da tenere in grande considerazione per le prospettive

promettenti e le opportunità crescenti che offre. Queste, è bene sottolinearlo, sono sicuramente

bi-direzionali, a rispecchiare l’evoluzione dell’economia cinese e la sua integrazione

nell’economia globale.

Fino a poco tempo fa la Cina rappresentava soprattutto una piattaforma di produzione, approvvigionamento

ed esportazione, oggi è sempre più rilevante quale fonte di investimenti

diretti esteri e per il fatto che vi risiede una popolazione dinamica ed imprenditoriale che

rappresenta un quinto del pianeta ed ha la possibilità di studiare, viaggiare, investire e

lavorare all’estero.

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Introduzione

Gianni De Michelis - Presidente, Comitato Strategico Fondazione Italia Cina

Il 2009 è stato davvero l’anno della Cina. Proprio nell’anno in cui l’economia mondiale ha

toccato il suo punto più basso e ha rischiato di precipitare da una gravissima recessione in

una vera e propria depressione, la Cina ha saputo reagire meglio di ogni altro Paese e ha

chiuso l’anno con dei risultati che hanno sorpreso tutti e che ovviamente hanno dato una

mano assai consistente a tutto il resto del mondo.

La crescita economica nel 2009 ha sfiorato il 10%, superando lungamente l’obiettivo, che

era parso ambizioso all’inizio dell’anno, dell’8% e ovviamente in tal modo evitando di

scendere al di sotto del 7% che per i governanti cinesi rappresenta la soglia minima oltre

la quale il rischio di tensioni sociali, e quindi anche politiche, insopportabili, potrebbe

diventare reale.

Ovviamente ciò ha reso possibile il raggiungimento di altri primati, tra i quali i due più

significativi sono stati quelli del primato tra gli esportatori, spodestando la Germania, e

quelli del primo mercato automobilistico del mondo, spodestando americani e giapponesi.

Inoltre l’entità del suo Pil - nonostante resti misurato in yuan renminbi e perciò chiaramente

sottovalutato - ha ormai raggiunto quello del Giappone, prefigurando per l’anno

appena iniziato un clamoroso sorpasso con largo anticipo sulle previsioni.

Come è stato da più parti sottolineato, l’ufficio studi della Goldman Sachs che, qualche

anno fa, coniando l’acronimo BRIC aveva posto per il 2050 il superamento delle economie

del G7 da parte delle nuove economie emergenti, sarà costretto ad ammettere di essersi

sbagliato, ma per difetto.

Sicuramente una tale performance è anche la conseguenza delle particolari caratteristiche di

una crisi che ha colpito soprattutto il sistema finanziario dei Paesi sviluppati, a differenza di

quello che era avvenuto alla fine degli anni ‘90 con la crisi russa e con quella delle economie

del sud-est asiatico, e certamente la Cina è stata avvantaggiata dalla cautela con la quale ha

governato nel primo decennio del XXI secolo l’apertura del suo sistema finanziario a quello

globale, ma nonostante ciò bisogna ammettere che il suo governo e la sua classe dirigente

hanno dato prova di una professionalità e di una competenza che molti non si aspettavano.

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Non a caso il piano governativo di stimoli economici della Cina è stato quello che ha dato i

risultati migliori, consentendo tra l’altro alla leadership cinese di poter attribuire a proprio

merito un contributo alla crescita mondiale che supera il 50%.

Certo ciò non consente ancora alla Cina di proclamarsi la nuova superpotenza neppure

sul terreno puramente economico, però sicuramente consentirà al Paese di rivolgersi al

resto del mondo e soprattutto agli Stati Uniti da pari a pari, avendo conquistato il diritto di

pretendere che gli altri tengano conto del suo punto di vista sui diversi dossier.

Dobbiamo quindi aspettarci un’azione cinese più assertiva sui vari terreni, a partire dalla

questione ambientale e del commercio internazionale, ma soprattutto sulla questione

dell’ordine monetario.

D’altronde, sia pure in modo garbato, articolato e soft, non è un caso che il Governatore

della Banca Centrale Cinese abbia fatto conoscere per tempo il punto di vista del suo

Paese, addirittura all’inizio dell’anno ormai conclusosi, nel marzo del 2009 alla vigilia del

G20 di Londra, affermando con chiarezza due punti:

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1. non è possibile che un’economia planetaria ormai globalizzata possa funzionare

sulla base di un’unica moneta governata dalle autorità, e quindi secondo gli interessi,

di un solo Paese;

2. propugnando un nuovo ordine monetario da introdurre, sia pure con la massima

gradualità ed ovviamente comunque centrato sul dollaro, si dichiarava implicitamente

disponibile ad accettare le regole del nuovo sistema monetario globale e

quindi a rendere convertibile lo yuan renminbi secondo una logica di mercato.

Il negoziato su questo tema (che appare come quello fondamentale per gettare le basi della

nuova governance dell’economia globale) non ha per ora fatto passi avanti (non diversamente

da altre trattative multilaterali, basti ricordare lo stallo di Doha e il sostanziale

fallimento di Copenaghen). Forse ciò era prevedibile considerando l’entità del sacrificio

che si richiede agli Stati Uniti. Tuttavia, è facile prevedere che quest’anno l’approccio

cinese, forte dei risultati raggiunti nel 2009 e quindi della più favorevole posizione che

essi vengono a ricoprire nel 2010, diventerà molto più assertivo. Gli obiettivi conseguiti

pongono la Cina in una condizione di vantaggio sul terreno della stabilità rispetto ai principali

competitor europei e nordamericani.

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Una maggiore assertività cinese rappresenterà sicuramente un problema per gli americani,

ma potrebbe rivelarsi un’opportunità per gli europei se finalmente a Bruxelles (ma

anche a Berlino, a Londra, a Parigi e perché no a Roma) si riuscisse a capire come la crisi

abbia creato problemi e difficoltà alle nostre comunità, ma offra anche delle straordinarie

opportunità sulla base dei punti di forza che l’esperienza europea rappresenta ed incorpora

(il know-how dell’integrazione e la valuta europea innanzitutto). Di qui un potenziale

vantaggio sugli americani nel difendere e rappresentare quei valori “occidentali” (liberaldemocrazia

ed economia di mercato) che oggi sembrano in difficoltà.

Evidentemente, la premessa per comprendere fino in fondo le proprie opportunità e le

carte favorevoli di cui si dispone nell’affrontare la partita con competitor in parte nuovi è

la conoscenza degli altri attori. Sotto questo profilo, le informazioni che seguono su “La

Cina nel 2010” vengono sicuramente al momento giusto.

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La Cina: globalizzazione, materie prime, fondi sovrani

Alberto Quadrio Curzio - Preside, Facoltà di Scienze Politiche, Università Cattolica; Vice Presidente,

Accademia Nazionale dei Lincei; membro del Comitato Strategico, Fondazione Italia Cina

Ci sono vari modi per valutare la Cina e i suoi rapporti con i grandi Paesi sviluppati con conclusioni

che possono cambiare parecchio. In via di sintesi, indichiamone solo tre: quello di breve-medio termine

della concorrenza della Cina alla manifattura dei Paesi sviluppati; quello di medio termine della

convenienza dei Paesi Sviluppati ad avere a basso prezzo prodotti e abbondante risparmio cinese per

una crescita a debito; quello di medio-lungo termine della convivenza della Cina con i Paesi Sviluppati

nell’interesse del sistema economico-finanziario mondiale. Concorrenza, convenienza, convivenza: 3C.

Modalità che devono coesistere se l’Umanità vuole proseguire nel suo sviluppo, essendo sbagliato,

oltreché pericoloso, il contrasto con la Cina.

Nel seguito non potremo analizzare queste modalità di rapporti e quindi ci limiteremo ad una riflessione

generale sulla globalizzazione ed a due approfondimenti sulle materie prime e sui fondi sovrani, con riferimento

al posizionamento della Cina. Quanto alla globalizzazione, noi abbiamo in passato apprezzato

la sua fisiologia e criticato la sua deformazione patologica 1 sostenendo che negli anni 2000 la stessa ha

subito un mutamento. Da una realtà in evoluzione positiva, ma da governare con adeguate Istituzioni,

è diventata un mito da condividere acriticamente: quello della “cornucopia”, che nella mitologia è

simbolo dell’abbondanza perpetua. Molti ritenevano che una grande dinamica si fosse affermata per

sempre: i Paesi Sviluppati si specializzavano nella economia immateriale e nella finanza mentre i Paesi

emergenti, ed in particolare la Cina, producevano manifattura a basso costo, magari in una combinazione

di comunismo-capitalismo che era, essa stessa, una grande innovazione dalla quale sarebbe discesa

democrazia e ricchezza per tutti. Questi eccessi hanno avuto come loro principali attori la Cina e gli Usa

e come spettatori “ammirati” quasi tutti gli altri. Certamente gli squilibri mondiali si sono aggravati anche

per la politica valutaria cinese che ha impedito una adeguata rivalutazione dello yuan, in tal modo

impedendo di contenere le esportazioni della Cina e di aumentare significativamente le esportazioni

verso la Cina. Si è così creato un grande squilibrio nell’economia mondiale dove poli geo-economici

(ma anche geo-politici e geo-strategici) non sono riconducibili alla microeconomia dei mercati con-

1 Si vedano, A. Quadrio Curzio, Globalizzazione: profili economici, in “Rendiconti Morali della Accademia

Nazionale dei Lincei”, serie IX, volume X, Roma, 1999, pp.297-321; A. Quadrio Curzio, C. D’Adda, G. Marseguerra

e S. Beretta, Riflessioni sulla globalizzazione della finanza: rischi, problemi e prospettive, documento

elaborato per la Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Città del Vaticano, Bollettino n. 6, 2001, pp.

17-39:A. Quadrio Curzio, La globalizzazione ci ucciderà?, in «La Rivista del Banco Popolare», n. 2, dicembre

2008, pp. 26-32 (pubblicato anche col titolo Dalla globalizzazione, alla crisi, alla ricostruzione, in «Notiziario

della Banca Popolare di Sondrio», n. 108, dicembre 2008, pp. 6-11).

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correnziali. Gli USA, che prima hanno beneficiato dello squilibrio, ne stanno adesso pagando il conto.

La crisi finanziaria ed economica del 2008 e 2009, tuttora non superata, sembra aver cambiato tutti

i paradigmi che si erano affermati nell’economia mondiale dopo il crollo dell’impero sovietico. C’è il

rischio che dalla globalizzazione si passi al protezionismo e dalla “sovranità” sregolata del mercato al

dirigismo statalista. Anche questo sarebbe un grosso guaio al quale bisogna sottrarsi.

Bisogna perciò ricostruire un sistema multipolare dove la UE deve trovare un rapporto nuovo con la

Cina, in un mondo che non deve diventare bipolare (G2) tra Cina e Usa.

Diversa è stata la posizione della UE che se, da un lato, ha espresso parecchie critiche alla Cina per i

suoi dumping (valutario, sociale, ambientale) e la sua concorrenza asimmetrica, da un altro lato, non

ha mantenuto verso la stessa una notevole capacità di esportazione. Gli USA si trovano nei confronti

della Cina in una posizione di forza-debolezza ad un tempo in cui la UE è in una posizione di paritàcomplementarietà

che può evolvere al meglio.

Su questo sfondo svolgiamo due riflessioni più specifiche su temi che abbiamo a lungo analizzato: quelli

delle materie prime e dei fondi sovrani.

Sulle materie prime, la dinamica della domanda dei Paesi emergenti ha impresso negli anni passati un

forte incremento dei prezzi che poi sono ripiegati con la crisi. In prospettiva, i prezzi ricominceranno a

crescere in quanto la crescita della Cina e di altri Paesi emergenti ed in via di sviluppo richiederà entità

crescenti di materie prime. È anche possibile che la crescita dei prezzi venga gonfiata da meccanismi

speculativi e sia generata dall’inflazione. Tuttavia, addossare la responsabilità di tutto ciò alla Cina è

fuorviante in quanto anche in passato si sono avuti cicli di aumento dei prezzi delle materie prime per

le cause sopra indicate. I modi per contrastare la scarsità delle materie prime e la pressione sui prezzi

sono l’innovazione sostitutiva, gli investimenti regolari e la riduzione delle intensità d’uso, tuttora troppo

alte in molti Paesi Sviluppati. Nel confronto tra spreco nei Paesi sviluppati e miglior utilizzo per far

crescere il reddito dei Paesi emergenti ed in via di sviluppo, la scelta non può essere che a favore della

seconda opzione.

Noi pensiamo che l’innovazione allenterà nel lungo periodo la scarsità delle materie prime consentendo

uno sviluppo sostenibile, ma per evitare forti oscillazioni nei prezzi è necessario un “Governo” fatto di

accordi internazionali vincolanti. Perché il problema della scarsità delle risorse naturali non ci pare

eludibile nel lungo periodo.

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La questione si amplia a tematiche strutturali che rendono necessario riflettere sull’equilibrio di lungo

periodo tra domanda e offerta di materie prime e risorse naturali e sui ritmi di crescita che non sempre

sono da massimizzare nel breve-medio termine, se si vuole restare su un sentiero di sviluppo nel lungo

termine, evitando crisi ricorrenti. Tutto ciò non è avvenuto in presenza di comportamenti virtuosi dei

Paesi Sviluppati e di altri Paesi emergenti, ragion per cui tutti debbono riesaminare le loro politiche.

Sui fondi sovrani abbiamo argomentato in un nostro recente studio 2 , al quale ci riferiamo qui nel seguito,

che la Cina ha una rilevanza strategica e geopolitica sia per la dimensione dei suoi Fondi sovrani sia

come potenza economica mondiale.

La Cina ha istituito il fondo China Investment Corporation (Cic) nel settembre 2007 attribuendogli una

dotazione di 200 miliardi di dollari. Date le dimensioni del fondo e il ruolo della Cina di superpotenza

globale emergente, la nascita del CIC ha subito destato l’attenzione dei mercati finanziari e dei policymakers

di molti paesi, soprattutto statunitensi. Ma da molte preoccupazioni iniziali si è passati, soprattutto

con la crisi finanziaria, ad un atteggiamento di grande apertura ai Fondi sovrani quali strumenti

per sorreggere molte traballanti entità finanziarie americane e di altri Paesi.

La creazione del Fondo sovrano cinese è il risultato di un dibattito durato circa due anni nel Paese e

riguardante l’utilizzo delle enormi e crescenti riserve valutarie accumulate nell’ultimo decennio a un

tasso di crescita mensile oscillante tra il 2 e il 4%. A fine 2007, esse ammontavano, secondo il Fondo

Monetario Internazionale, a circa 1.500 miliardi di dollari e, a fine 2008, a circa 1.950 miliardi di

dollari (secondo stime dell’“Economist”). L’accumulo di tali riserve è stato reso possibile grazie sia ai

surplus di bilancia commerciale verificatisi già dalla fine degli anni Novanta, sia ai flussi in entrata di

investimenti diretti dall’estero.

Il Cic è interamente posseduto dal governo cinese e riporta direttamente al Consiglio di Stato, il maggior

organo esecutivo e amministrativo del paese e al Premier.

Obiettivi dichiarati del Cic sono, in primo luogo, massimizzare i ritorni di lungo termine sugli investimenti,

servendosi di un portafoglio di titoli esteri ben bilanciato, e, in secondo luogo, ricapitalizzare

importanti istituzioni finanziarie domestiche di proprietà statale contribuendo a incrementarne il valore.

Dal punto di vista geopolitico-strategico, rinviamo al dibattito sui Fondi sovrani elaborato nel saggio sopra

citato dopo aver rilevato che una tesi centrale dello stesso è quella che Eurolandia dovrebbe creare

2 A. Quadrio Curzio e V. Miceli, I Fondi sovrani, Collana Farsi un’idea, Il Mulino, Bologna, 2009.

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un Fondo Europeo garantito dall’oro del Sistema Europeo di Banche Centrali la cui solidità sarebbe in

grado di attirare molti capitali della Cina con modalità nuove e che potrebbero essere utili sia all’Europa

che alla Cina stessa.

In conclusione, la ristrutturazione dell’economia e della finanza mondiale è una necessità che andrà

perseguita non con il bilateralismo tra Stati Uniti e Cina, che devono di certo ridurre i loro simmetrici

squilibri, ma in un multilateralismo dove anche altri Paesi, in particolare l’Ue, devono e possono contare

in una logica di et-et ben diversa da quella dell’aut-aut troppo spesso applicata. In tutto ciò anche

i fondi sovrani possono dare un contributo, purché collocati in un corretto bilanciamento tra istituzioni

e mercati.

Se l’economia mondiale uscirà dalla crisi rafforzando la cooperazione internazionale anche attraverso la

riforma delle istituzioni fondate a Bretton Woods, allora è probabile che i Fondi sovrani decideranno di

applicare quei principi che sono stati elaborati per dare ordine (e cioè Principi di Santiago per i Paesi

eroganti e i Principi dell’Ocse per i Paesi riceventi). Tutto ciò andrà a vantaggio dello sviluppo mondiale

in una cooperazione tra sistemi economici pur molto diversi tra loro.

Se l’economia mondiale uscirà dalla crisi rafforzando il nazionalismo economico, sia per l’intervento

dello Stato nell’economia sia per le barriere frapposte verso l’esterno dalle singole nazioni, allora i Fondi

sovrani non avranno vita facile, pur non escludendosi accordi specifici tra singoli paesi sviluppati e

singoli Fondi sovrani in forma di cooperazione tra Stati, piuttosto che di mercato.

C’è chi dice che per evitare crisi ricorrenti ci vorrebbe una nuova “Bretton Woods”. Non sappiamo se

sia così, ma questo richiamo ci spinge ad un’ultima osservazione relativamente all’oro 3 che in quella

storica riforma del sistema monetario e finanziario mondiale ebbe un grande ruolo. La Cina è stata nel

2008 il più importante produttore di oro del mondo superando il Sudafrica ed ha accumulato riserve

ufficiali per più di 1.000 tonnellate con un’operazione graduale ma determinata, ed in parte non rilevata

dai mercati, fino alla dichiarazione ufficiale. Questa scelta fa capire come la Cina perseguirà una

diversificazione delle sue enormi riserve valutarie di dollari andando su materie prime, oro compreso,

che vengono prezzate nella valuta Usa. Ma anche l’euro e titoli denominati in questa valuta diverranno

sempre più importanti se la Ue e la Unione economica e monetaria rafforzeranno la loro identità.

3 Segnaliamo qui che il volume da noi edito dal titolo, The gold problem. Economic perspectives, Oxford

University Press, Oxford, 1982 è stato tradotto in Cinese nel 1988. Che fosse questo un segno anticipato

dell’interesse della Cina per l’oro?

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Quadro generale

Nonostante un leggero calo negli ultimi

mesi del 2008 e nel primo trimestre del

2009 e nonostante la minor fiducia dei consumatori,

gli interventi di stimolo all’economia

in risposta alla crisi si sono rivelati

molto efficaci. Da aprile in poi, l’economia

si è ripresa, la fiducia dei consumatori è ritornata

velocemente e la crescita è ripartita.

La contrazione degli investimenti esteri

sembra essere inferiore alle aspettative,

dati i maggiori sforzi delle società straniere

di penetrare un mercato locale in espansione

e probabilmente anche a causa di flussi

in ingresso di capitali a fini speculativi in

attesa di una rivalutazione della valuta locale.

Le esportazioni hanno subito un calo

significativo nel primo trimestre ma sembrano

poter recuperare terreno. L’inflazione

non ha più costituito un problema dato

il calo dei prezzi alimentari e delle materie

prime a livello internazionale.

Il 2010 sarà un’altra annata positiva

per la Cina con rischi limitati. L’economia

cinese continuerà a crescere rapidamente

per tutto il 2010 ad un ritmo di

circa l’8-10%. Gli investimenti esteri potrebbero

vedere un calo ma rimarranno

relativamente sostenuti, poiché le società

tenteranno maggiormente di raggiungere

il mercato locale in espansione. Le esportazioni

potrebbero toccare i livelli precedenti

al 2009 ma nel complesso non prevediamo

una crescita significativa. La Cina

potrebbe cominciare a lasciare rivalutare

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nuovamente la propria valuta. Sarà un processo

graduale ma potrebbe raggiungere il

5-10% annuo. D’altro canto, l’inflazione

potrebbe riproporsi di nuovo come un problema

nel corso dell’anno e potremmo assistere

all’esplosione di bolle speculative in

particolare nel settore immobiliare, a meno

che lo Stato non adotti tempestivamente le

misure opportune. In ogni caso, riteniamo

che il Governo abbia l’esperienza ed i

mezzi per affrontare queste problematiche.

Dal punto di vista politico, prevediamo che

il Governo rimanga stabile e concentri la

propria attenzione e le proprie attività con

l’obiettivo di stimolare degli investimenti e

dei consumi interni, cercando di porre un

freno al calo delle esportazioni. Si tratterà

di trovare un equilibrio politico interno e ci

attendiamo che potenti gruppi d’interesse

collegati alle grandi società statali cinesi

continueranno a sostenere i propri interessi

particolari. Le riserve valutarie offrono

una leva significativa che il Governo potrà

utilizzare per controllare sia dinamiche politiche

interne sia, nello specifico, la politica

economica.

Cina: destinazione obbligata per le società

multinazionali. Nel contesto di una

crisi internazionale che ancora oggi manifesta

i suoi effetti, la Cina si presenta come

il principale motore della crescita globale

grazie alla crescita dei consumi delle città

emergenti di seconda (second tier) e di terza

fascia (third tier). Il boom dei consumi

continuerà ad offrire nuove opportunità e

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

influenzerà le dinamiche competitive in

molti settori. La maggior parte delle società

a partecipazione estera in Cina stanno

registrando risultati economici e ottenendo

margini crescenti. Con un ulteriore sviluppo

del mercato, le opportunità risulteranno

maggiori. Tuttavia, le opportunità crescono

proporzionalmente alle sfide operative che

le società multinazionali dovranno affrontare.

L’operatività è cruciale. Le sfide chiavi

per le società estere risiedono nelle attività

di gestione e nell’operatività quotidiana,

nel garantire margini e nel costruire e

mantenere una solida squadra.

Le società cinesi sono tradizionalmente

sostenute e tutelate dal Governo e per

questo motivo si pongono come competitor

rilevanti continuando a presidiare i mercati,

puntando principalmente sulla concorrenza

nei prezzi e spingendo al ribasso

i margini già negativamente influenzati

dall’aumento dei costi operativi, ormai non

più circoscritto solo alle risorse umane.

Queste, che costituiscono da sempre una

sfida per le imprese che operano in Cina,

diventeranno sempre più un problema, in

quanto le società multinazionali e cinesi

si contendono i migliori profili. In questo

contesto, migliorare l’operatività diventa

di importanza fondamentale per poter avere

successo: dall’approvvigionamento, alla

logistica, ai processi di produzione (a fronte

dell’aumento dei costi), alla ristruttura-

14

zione della produzione e alla distribuzione.

Le prospettive per le società estere.

Sono poche le società estere che si adattano

ad un ambiente così dinamico. Quello

che risulta chiaro è che si tratta di un

contesto ambientale estremamente fluido e

le società che non riusciranno a rispondere

al cambiamento non riusciranno a cogliere

le grandi opportunità che offre il mercato.

L’attenzione delle società multinazionali

dovrà essere rivolta maggiormente al mercato

interno rispetto all’export, a raggiungere

efficienze operative, ad adattare il

modello manageriale ed a puntare ad una

rapida espansione.

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La Cina nel 2010

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al mercato interno rispetto all’export, a

raggiungere efficienze operative, ad adattare il

Tabella 1: Panoramica di rischio paese

Tabella 1: Panoramica di rischio paese

PANORAMICA DI RISCHIO PAESE - 2010

Area

Politica

Economia

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Rischio Livello Valutazione

Potere delle

autorità locali

Tensioni

sindacali tra UE,

USA e Cina

Conflitto su

Taiwan

modello manageriale ed a puntare ad una rapida

espansione.

Probabile Prevediamo che l’influenza delle autorità locali aumenti nel tempo.

Probabile

Improbabile

Inflazione Probabile

Protezionismo Certo

Ambiente e

risparmio

energetico

Maggiori barriere

non tariffarie

Instabilità sociale

Rivalutazione

della valuta

Problemi di

esportazione

Probabile

Probabile

Probabile ma

controllata

Probabile

Probabile

L’accesso al mercato, la protezione del mercato e la qualità saranno

le problematiche principali del 2010. USA e UE subiranno pressioni

dal proprio elettorato per mantenere una linea di rigore nei rapporti

con la Cina.

Un conflitto aperto è improbabile poiché recherebbe danni irreparabili

alle due economie, oggi fortemente interconnesse ed ai rapporti tra

USA e CINA ritenuti strategici.

Le pressioni inflazionistiche riemergeranno e l’inflazione si attesterà

attorno al 4-5%.

La Cina proteggerà e sosterrà sempre di più l‘industria nazionale con

conseguenti maggiori difficoltà di accesso al mercato in numerosi

settori, in particolare quelli considerati “strategici”.

Il controllo dell’inquinamento e l’efficienza energetica sono prioritari

sia a livello centrale sia a livello locale con conseguente necessità di

monitoraggio e costi aggiuntivi.

Nonostante la Cina continuerà a rispettare i propri impegni nel

contesto dell’adesione alla WTO, introdurrà ulteriori barriere non

tariffarie, in particolare relative all’accesso al mercato (es. necessità di

legarsi ad operatori locali) e agli standard (es. di sicurezza,

fitosanitari, qualità ecc…).

Data la maggiore disparità di reddito, la disoccupazione e la

corruzione, saranno più numerose le proteste a breve termine.

Riteniamo che queste agitazioni rimarranno sotto controllo, finché la

crescita economica rimarrà su livelli ragionevoli (obiettivo dichiarato è

l’8%).

Si prevede una rivalutazione del 5-10%, dipenderà dall’evoluzione del

dollaro USA (a cui lo Yuan RMB è ancora legato) e dal contesto

economico cinese (la dinamicità delle esportazioni in particolare).

La ripresa delle esportazioni, su livelli prossimi al 2008, è possibile

(crescita del 10% nel 2009) ma non si prevede un’ulteriore crescita.

Fondazione Italia Cina

15


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Business

16

Aumento dei

costi

Discrezionalità e

opacità nella

gestione della

cosa pubblica

Carenza di

personale

qualificato

Forte

concorrenza

locale

Probabile

Sicuro

Sicuro

Sicuro ed in

crescita

I costi ricominceranno ad aumentare proporzionalmente all’aumento

del costo del lavoro. In considerazione della convenienza relativa alle

aree dell’interno e occidentali della Cina, alcuni investitori esteri

valuteranno la possibilità di spostare tutte o parte della loro attività

verso Ovest.

L’ambiente economico cinese si sta sviluppando in maniera

estremamente dinamica con l’entrata in vigore di nuovi atti legislativi e

regolamenti di primaria importanza. I Governi locali spesso non hanno

le risorse e la volontà politica di recepire questi cambiamenti e le

società estere dovranno prepararsi ad affrontare sub-mercati locali

caratterizzati da una diversa interpretazione delle normative.

Continua ad essere forte la richiesta e la competizione relativamente

al personale di livello medio-alto, nonché per il personale tecnico

qualificato e i responsabili acquisti. Anche i livelli salariali della

manodopera nelle aree costiere stanno aumentando velocemente.

L’ambiente economico ultra-competitivo causato dalla forte

concorrenza delle società cinesi causerà una compressione dei

margini anche per alcuni prodotti a più elevato contenuto tecnologico,

dove la competizione locale è al momento assente.

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

www.italychina.org

Politica

Equilibrio tra interessi

contrastanti

Fondazione Italia Cina

17


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

L’amministrazione Hu Jintao - Wen Jiabao migliorare la governance e ridurre la corru-

ha mantenuto salda la sua posizione di pozione, ampliare la copertura previdenziale,

tere dopo una positiva gestione dell’evento migliorare il sistema sanitario e l’istru-

olimpico del 2008 e della crisi economica zione, tutelare l’ambiente, nonché ridurre

globale. Tuttavia, la crescente influenza il divario di reddito tra la campagna e le

dei gruppi di interesse delle società statali città e tra aree geografiche del Paese. Per

renderà sempre più difficile adottare deci- raggiungere questo obiettivo, il Governo

L’amministrazione Hu Jintao – Wen Jiabao ha

sioni politiche efficaci. Ciò non manifeste-

mantenuto salda la sua posizione di potere dopo

di Stato, il protezionismo, le barriere all’ingresso

dovrà superare la crescente resistenza di

del mercato, più in generale una maggiore

rà una i positiva suoi effetti gestione nel dell’evento breve-medio olimpico termine, del una ingerenza coalizione del Governo di gruppi nell’economia. di interesse Il CeSIF che

2008 e della crisi economica globale. Tuttavia, la

ma un contesto politico opaco che agevola

crescente influenza dei gruppi di interesse delle

ritiene che questa sia una tendenza in atto

si almeno avvantaggiano nel breve-medio dello termine, status che quo, non tra creerà cui

forti società gruppi statali di renderà interesse sempre e più la corruzione difficile adottare (si le ostacoli autorità alle locali, società estere alcuni e cinesi esponenti (private) politi- ma

decisioni politiche efficaci. Ciò non manifesterà i

veda suoi effetti tabella nel 2) breve-medio che ne può termine, derivare ma un potreb-

potrebbe portare, in prospettiva, ad un’instabilità

ci sociale e le ed influenti economica, società data la a crescente partecipazione

bero contesto danneggiare politico opaco nel che lungo agevola termine forti gruppi la sta- di statale, delusione nonché ed insoddisfazione i ministeri della di classe riferimento. media.

interesse e la corruzione (si veda tabella 2) che

bilità ne può del derivare paese. potrebbero danneggiare nel

lungo termine la stabilità del paese.

Tabella 2: Classifica in base all’Indice di

Tabella 2: Classifica in base all’Indice di percezione

percezione della corruzione. della corruzione.

Classifica Paese Indice 2009*

1 Nuova Zelanda 9,4

2 Danimarca 9,3

3 Singapore 9,2

3 Svezia 9,2

5 Svizzera 9,0

19 USA 7,5

63 Italia 4,3

79 Cina 3,6

Il Sulla pacchetto scena internazionale, di incentivi la statali Cina presterà del 2008sempre

maggiore attenzione alla propria

2009 ha ulteriormente rafforzato questi

immagine, con l’intento di non rappresentare una

gruppi minaccia che per favoriscono l’ordine mondiale gli ed interessi un challenger delle

degli Stati Uniti, ma piuttosto come un Paese in

imprese di Stato, il protezionismo, le bar-

via di sviluppo la cui priorità è il miglioramento

riere delle all’ingresso condizioni di vita del della mercato, sua popolazione. più in gene- La

Cina si colloca perciò come un attore

rale una maggiore ingerenza del Governo

responsabile (responsible stakeholder), oltre che

nell’economia. fondamentale nella Il CeSIF gestione ritiene della governance che questa

globale, in particolare con riferimento alla

sia una tendenza in atto almeno nel breve-

riscrittura delle regole che reggeranno la futura

medio economia termine, mondiale, che alla non gestione creerà di ostacoli tematiche alle

180 Somalia

*Corruption Perception Index

1,1

quali l’ambiente e a crisi di portata internazionale

società estere e cinesi (private) ma potreb-

con Paesi come Corea del Nord e Iran.

0 percezione massima di corruzione; 10 corruzione minima

Fonte: Transparency International

Fonte: Transparency International

L’obiettivo principale dell’attuale dirigenza politica

è riparare i danni sociali e ambientali causati da

L’obiettivo 30 anni di crescita, principale mantenendo dell’attuale però uno diri-

sviluppo economico relativamente rapido. La

genza creazione politica di una è “società riparare armonica” i danni d’ispirazione sociali e

ambientali socialista è l’obiettivo causati dichiarato da 30 anni nell’ultimo di crescita, piano

quinquennale. Il Governo intende mantenere una

mantenendo crescita di almeno però il 7-8%, uno sviluppo concentrando economico al

relativamente contempo i propri rapido. sforzi per La migliorare creazione la di una

governance e ridurre la corruzione, ampliare la

“società copertura armonica” previdenziale, d’ispirazione migliorare il sistema socialista

è sanitario l’obiettivo e l’istruzione, dichiarato tutelare nell’ultimo l’ambiente, nonché piano

ridurre il divario di reddito tra la campagna e le

quinquennale. città e tra aree geografiche Il Governo del Paese. intende Per mante-

raggiungere questo obiettivo, il Governo dovrà

nere una crescita di almeno il 7-8%, con-

superare la crescente resistenza di una coalizione

centrando di gruppi di interesse al contempo che si avvantaggiano i propri sforzi dello per

status quo, tra cui le autorità locali, alcuni

esponenti 18 politici e le influenti società a

partecipazione Fondazione statale, Italia nonché Cina i ministeri di

riferimento. Il pacchetto di incentivi statali del

be portare, in prospettiva, ad un’instabilità

I rapporti commerciali con Stati Uniti e Unione

sociale Europea ed sono economica, complessi e sono data da la inquadrare crescente in

un contesto più ampio di problematiche politiche e

delusione ed insoddisfazione della classe

commerciali. Tra quest’ultime rientrano non solo

media. l’accesso al mercato, cioè un trattamento non

discriminatorio (in termini WTO un “trattamento

nazionale”) per le società multinazionali in Cina, il

Sulla controllo scena della internazionale, qualità delle esportazioni la Cina cinesi preste- ed

il surplus commerciale della Cina, ma anche il

rà sempre maggiore attenzione alla propria

coinvolgimento diretto del Paese nell’affrontare la

immagine, crisi economica con e l’intento finanziaria di globale, non rappresen-

nonché il

supporto e l’intervento della Cina per la

tare una minaccia per l’ordine mondiale ed

risoluzione di crisi politiche di portata

un internazionale. challenger Alla degli luce Stati della Uniti, tendenza ma piutto-

protezionistica prevalente in Cina e altrove, tipica

sto come un Paese in via di sviluppo la cui

risposta in momenti di crisi economica,

priorità prevediamo è il miglioramento un’alternanza di tensioni delle e condizioni

negoziazioni. Il motivo risiede nei divergenti

di vita della sua popolazione. La Cina si

interessi di élite politiche ed elettorato nei

confronti della Cina prevalenti nel mondo

occidentale. Per ragioni di politica interna, Europa

www.italychina.org

e Stati Uniti non potranno apparire

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

colloca perciò come un attore responsabile

(responsible stakeholder), oltre che fondamentale

nella gestione della governance

globale, in particolare con riferimento alla

riscrittura delle regole che reggeranno la

futura economia mondiale, alla gestione di

tematiche quali l’ambiente e a crisi di portata

internazionale con Paesi come Corea

del Nord e Iran.

I rapporti commerciali con Stati Uniti e

Unione Europea sono complessi e sono

da inquadrare in un contesto più ampio

di problematiche politiche e commerciali.

Tra quest’ultime rientrano non solo l’accesso

al mercato, cioè un trattamento non

discriminatorio (in termini WTO un “trattamento

nazionale”) per le società multinazionali

in Cina, il controllo della qualità

delle esportazioni cinesi ed il surplus commerciale

della Cina, ma anche il coinvolgimento

diretto del Paese nell’affrontare

la crisi economica e finanziaria globale,

nonché il supporto e l’intervento della

Cina per la risoluzione di crisi politiche di

portata internazionale. Alla luce della tendenza

protezionistica prevalente in Cina e

altrove, tipica risposta in momenti di crisi

economica, prevediamo un’alternanza di

tensioni e negoziazioni. Il motivo risiede

nei divergenti interessi di élite politiche ed

elettorato nei confronti della Cina prevalenti

nel mondo occidentale. Per ragioni di

politica interna, Europa e Stati Uniti non

potranno apparire eccessivamente concilianti

nell’ambito di dispute commerciali.

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Fondazione Italia Cina

19


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

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Economia

2010: un anno positivo con

un rischio limitato

Fondazione Italia Cina

21


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

2010: crescita sostenuta e limitato

potenziale di rischio

La crescita si è attestata all’8,7% nel 2009,

leggermente inferiore alla media di lungo

periodo registrata negli ultimi trent’anni.

Grazie al successo del piano di stimolo

all’economia e in considerazione del ritorno

ad una crescita sostenuta nel secondo

semestre del 2009, con ogni probabilità

questa tendenza continuerà nel 2010. Molte

misure di stimolo rimarranno attive anche

nel 2010 e le imprese utilizzeranno i

finanziamenti e realizzeranno i progetti e

le commesse ottenuti in precedenza. I consumi

hanno mostrato una ripresa particolarmente

positiva e il CeSIF prevede che

continueranno a crescere ad un ritmo più

elevato del Pil. Le esportazioni non saranno

più il motore della crescita economica

ma, come nel 2009, nemmeno ne limiteranno

l’espansione. L’inflazione, una delle

principali problematiche dall’inizio del

2008, è tornata sotto controllo nel corso del

2009 fino a diventare di segno negativo, a

causa del crollo dei prezzi internazionali

2010: crescita sostenuta e limitato potenziale

di rischio

di rilevanti crediti inesigibili. Tuttavia, le

banche sono molto più solide di qualche

anno fa e dovrebbero essere in grado di

far fronte a questo tipo di problematiche.

Il settore immobiliare manifesta da tempo

segnali evidenti di bolle speculative ed il

Governo dovrà nuovamente intervenire attuando

misure opportune per raffreddare il

settore, senza incidere sulla crescita economica

complessiva. Si tratta di trovare un

equilibrio, la Cina ha dimostrato in passato

di potervi riuscire in maniera encomiabile.

Un altro problema da tenere in debita considerazione

è l’annoso tema della rivalutazione

della valuta cinese.

Nel complesso, pensiamo che il 2010 sarà un

anno positivo e benché vi siano alcuni rischi,

il Governo ha la comprovata esperienza, la

capacità ed i mezzi (si vedano ad esempio le

riserve valutarie) nonché la volontà per af-

successo frontare eventuali con successo problematiche eventuali che si problemati-

dovessero manifestare.

che che si dovessero manifestare.

La crescita si è attestata all’8,7% nel 2009,

Figura 1:Differenziale dei prezzi al consumo,

leggermente inferiore alla media di lungo periodo

registrata negli ultimi trent’anni. Grazie al

successo delle materie del piano prime di stimolo (si all’economia veda figura e 1). in

considerazione del ritorno ad una crescita

sostenuta nel secondo semestre del 2009, con

ogni I rischi probabilità di un questa potenziale tendenza continuerà ribasso sono nel li-

2010. Molte misure di stimolo rimarranno attive

anche mitati nel e 2010 molto e le imprese probabilmente utilizzeranno non i inci-

2001-2009 Figura 1: Differenziale dei prezzi al consumo,

2001-2009

9%

8%

7%

6%

5%

4%

finanziamenti deranno sul e realizzeranno quadro complessivo. i progetti e le

3%

L’infla-

commesse ottenuti in precedenza. I consumi

2%

zione potrebbe impennarsi nuovamente 1%

hanno mostrato una ripresa particolarmente

0%

positiva per la e il massiccia CeSIF prevede immissione che continueranno di liquidità a

-1%

crescere ad un ritmo più elevato del Pil. Le

-2%

esportazioni nell’economia, non saranno attestandosi più il motore della attorno al -3%

crescita economica ma, come nel 2009,

4-5%. Proprio l’eccesso di liquidità e le

nemmeno ne limiteranno l’espansione.

L’inflazione, relazioni una privilegiate delle principali tra problematiche banche ed im-

dall’inizio del 2008, è tornata sotto controllo nel

prese di Stato potranno causare il ritorno

corso del 2009 fino a diventare di segno negativo,

Fonte: China Statistics Yearbook, China China Statistics Statistics Bureau Bureau

a causa del crollo dei prezzi internazionali delle

22

materie prime (si veda figura 1).

Fondazione Italia Cina

Bolle speculative: particolare attenzione al

settore immobiliare

www.italychina.org

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Jan(09)

Feb(09)

Mar(09)

Apr(09)

May(09)

Jun(09)

Jul(09)

Aug(09)

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Bolle speculative: particolare

attenzione al settore immobiliare

Per il 2010 non prevediamo il sorgere di

bolle speculative nel mercato azionario di

Shanghai o Shenzhen. Tuttavia, l’impatto

dell’esplosione di una simile bolla speculativa

sarebbe limitato. Questo è confermato

dalla precedente esperienza del 2008,

quando gli indici del mercato azionario cinese

hanno subito una significativa contrazione.

Nonostante un rapporto prezzo/utile

per azione che ha visto un crollo da 70 a

20, l’impatto dello scoppio di questa bolla

è stato limitato, in considerazione del fatto

che il mercato azionario cinese continua a

rimanere relativamente isolato dall’economia

reale.

Per quanto riguarda il panorama del settore

immobiliare, la situazione appare diversa.

Le probabilità del formarsi di una

bolla speculativa sono maggiori, come risultato

di significativi e continui aumenti

di prezzo nella seconda metà del 2009.

Inoltre, l’impatto di un crollo in questo

settore risulterebbe più forte e più significativo

e potrebbe intaccare sensibilmente

la fiducia dei consumatori. Si prevede

tuttavia che il Governo dedicherà grande

attenzione a monitorare la situazione e che,

come in passato, adotterà tempestivamente

una politica restrittiva per raffreddare il

settore.

www.italychina.org

200

100

Figura 2: Indici dei prezzi reali dei beni

immobili in Cina (anno precedente = 100)

Figura 2: 2: Indici dei dei prezzi prezzi reali reali dei dei beni beni

140 immobili in in Cina (anno precedente = = 100)

140

130

120

110

100

80

90

80

Fonte: China Statistics Bureau

2004Q1

2004Q3

Nazionale Pechino Shanghai

2005Q1

2005Q3

2006Q1

2006Q3

Fonte: China Statistics Bureau Bureau

Figura Figura 3: 3: Valore Valore e e volume volume delle delle vendite vendite

immobiliari

Figura 3: Valore e volume delle vendite

immobiliari

600

600

400

500

300

400

200

300

100

0

500

0

ago-08

130

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110

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ago-08

set-08

2004Q1

set-08

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Nazionale Pechino Shanghai

2005Q1

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dic-08

dic-08

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gen-09

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feb-09

2006Q1

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2006Q3

mar-09

2007Q1

apr-09

mag-09

2007Q3

giu-09

2008Q1

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2008Q3

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Fondazione Italia Cina

2009Q1

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20

0

2009Q3

140 100

120 80

100 60

80 40

60 20

40 0

Valore delle vendite immobiliari(miliardi RMB )

Fonte: Fonte: China Statistics Bureau

Volume vendite immobiliari (milioni m2)

Le città emergenti trainano i consumi

Fonte: China Statistics Bureau

Le città emergenti trainano i consumi

La principale fonte di crescita dell’economia

Le La città emergenti trainano i consumi

cinese principale rimangono fonte gli investimenti di crescita finanziati dell’econo- in

La mia larga principale cinese parte fonte dal rimangono risparmio di crescita interno, gli dell’economia investimenti mentre i consumi fi-

cinese rappresentano rimangono solamente gli investimenti il 36% finanziati circa del in PIL

nanziati

larga rispetto parte al in

dal 71% larga

risparmio degli parte USA. dal

interno, Tuttavia, risparmio

mentre con i consumi le inter-

rappresentano no, esportazioni mentre i solamente in consumi affanno sulla il 36% rappresentano scia circa della del crisi PIL sola-

rispetto finanziaria, al 71% il degli Governo USA. sta Tuttavia, dedicando con maggiore le

mente

esportazioni attenzione il 36%

in ai affanno consumi circa del

sulla interni PIL

scia come rispetto

della motore al

crisi per 71%

finanziaria, degli una crescita USA. il Governo Tuttavia, economica sta con dedicando sostenibile. le esportazioni maggiore in

attenzione ai consumi interni come motore per

affanno sulla scia della crisi finanziaria, il

una crescita economica sostenibile.

2007Q1

apr-09

mag-09

2007Q3

giu-09

2008Q1

Valore delle vendite immobiliari(miliardi RMB )

Volume vendite immobiliari (milioni m2)

Governo sta dedicando maggiore attenzione

ai consumi interni come motore per una

crescita economica sostenibile.

lug-09

2008Q3

ago-09

2009Q1

set-09

23

2009Q3

140

120

Fig

Sto

Figura 201

Stock

40

2010

35

4000

30

3500

25

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20

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15

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5

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500

0

Font

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Fonte: S

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scorsi ann

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nel 20

2009. Le m

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prima città

risulta 201

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2010 potr i

conve d’in

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potenz dist

anche

I co

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I cons 4.00

della c

4.000


2009Q3

i

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Figura 4: 4: Indice Indice dei dei prezzi prezzi azionari azionari (Shanghai

Stock Stock Exchange SSE SSE Composite Index) 2008- 2008-

2010 2010

4000

3500

3000

2500

2000

1500

1000

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ott-08

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apr-09

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set-09

ott-09

nov-09

dic-09

gen-10

Fonte: Shanghai Stock Exchange

Fonte: Shanghai Stock Exchange

In realtà, l’attuale boom dei consumi interni cinesi

è riuscito a mantenere lo slancio osservato negli

scorsi anni, nonostante la crisi. I dati ufficiali dei

consumi per il 2008 indicano un rialzo su base

annua del 15,7%, con un ulteriore 17% previsto

per il 2009 (si veda la figura 5). Allo stesso modo,

le vendite al dettaglio sono cresciute del 21,6%

nel 2008, con un ulteriore 17% previsto per il

2009.

In realtà, l’attuale boom dei consumi interni

cinesi è riuscito a mantenere lo slancio

osservato negli scorsi anni, nonostante

la crisi. I dati ufficiali dei consumi per il

2008 indicano un rialzo su base annua del

15,7%, con un ulteriore 17% previsto per

il 2009 (si veda la figura 5). Allo stesso

modo, le vendite al dettaglio sono cresciute

del 21,6% nel 2008, con un ulteriore 17%

Le multinazionali hanno storicamente focalizzato

le proprie attività sulle 38 città principali (città di

prima e seconda fascia) della Cina. Attualmente

risultano di potenziale interesse le emergenti 600

città previsto di fascia per inferiore il 2009. (terza e quarta fascia) e dal

2010 in poi migliaia di città (definite

convenzionalmente di quinta e sesta fascia),

potranno essere oggetto di specifiche strategie

d’ingresso da parte di società estere. Questo

amplia enormemente le dimensioni del mercato

potenziale per molti beni di consumo ma pone

anche nuove sfide in termini di offerta, marketing,

distribuzione e concorrenza.

Le multinazionali hanno storicamente focalizzato

le proprie attività sulle 38 città

principali (città di prima e seconda fascia)

della Cina. Attualmente risultano di potenziale

interesse le emergenti 600 città di

fascia inferiore (terza e quarta fascia) e dal

2010 in poi migliaia di città (definite convenzionalmente

di quinta e sesta fascia),

potranno essere oggetto di specifiche strategie

d’ingresso da parte di società estere.

I consumi sono trainati dalla crescita esplosiva

della classe medio-bassa (reddito annuo tra i

4.000 ed i 12.000 dollari USA), che vedrà una

24

Questo amplia enormemente le dimensioni

del mercato potenziale per molti beni di

consumo ma pone anche nuove sfide in

termini di offerta, marketing, distribuzione

e concorrenza.

I consumi sono trainati dalla crescita

esplosiva della classe medio-bassa (reddito

annuo tra i 4.000 ed i 12.000 dollari

USA), che vedrà una crescita dagli attuali

100-200 milioni a 500-600 milioni di persone

entro il 2020. Dal 2010 in avanti, si

prevede che il principale driver della domanda

sarà la crescita della classe medioalta

(redditi annui superiori a 12.000 dollari

USA), destinata ad espandersi dagli

attuali 10 milioni a 70-100 milioni circa

nello stesso periodo (si veda figura 7). Si

tratta di una popolazione di dimensioni

pari ad un paese come la Germania.

Il boom dei consumi cinesi è di proporzioni

senza precedenti e avrà sicuramente un

impatto globale. I grafici seguenti presentano

alcuni esempi delle sue prevedibili

conseguenze. La Cina è diventata nel corso

del 2009 il principale mercato automobilistico

del mondo (figura 9) con la vendita

di 13,5 milioni di veicoli dopo 100 anni di

primato americano ed ha raggiunto la prima

posizione anche nella vendita di telefoni

cellulari e nel numero di utenti internet.

crescita dagli attuali 100-200 milioni a 500-600

milioni di persone entro il 2020. Dal 2010 in

avanti, si prevede che il principale driver della

domanda sarà la crescita della classe medio-alta

(redditi annui superiori a 12.000 dollari USA),

destinata ad espandersi dagli attuali 10 milioni a

70-100 milioni circa nello stesso periodo (si veda

figura 7). Si tratta di una popolazione di

dimensioni pari ad un paese come la Germania.

Il boom dei consumi cinesi è di proporzioni senza

precedenti e avrà sicuramente un impatto globale.

I grafici seguenti presentano alcuni esempi delle

sue prevedibili conseguenze. La Cina è diventata

nel corso del 2009 il principale mercato

automobilistico del mondo (figura 9) con la vendita

di 13,5 milioni di veicoli dopo 100 anni di primato

americano ed ha raggiunto la prima posizione

anche nella vendita di telefoni cellulari e nel

numero di utenti internet.

Figura 5: Consumi annui pro capite (RMB)

Fondazione Italia Cina 12.000

www.italychina.org

14.000

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nel di automobilistico 13,5 corso milioni del 2009 di veicoli del il principale mondo dopo (figura 100 mercato

nel corso del 2009 il principale mercato anni 9) di con primato la vendita

automobilistico americano di 13,5 milioni ed ha del di raggiunto mondo veicoli (figura dopo la prima 100 9) con anni posizione la di vendita

automobilistico

primato

La

americano

Cina nel 2010

del mondo (figura 9) con la vendita

di anche 13,5 milioni nella vendita di ed veicoli ha raggiunto di telefoni dopo 100 la cellulari prima anni di posizione e primato

di 13,5 nel

Scenari milioni e Prospettive di veicoli dopo per le 100 Imprese anni di primato

americano numero anche di nella ed utenti ha vendita raggiunto internet. di telefoni la prima cellulari posizione

americano ed ha raggiunto la prima posizione

e nel

anche numero nella di vendita utenti di internet. telefoni cellulari e nel

anche nella vendita di telefoni cellulari e nel

numero Figura di 5: utenti Consumi internet. annui pro capite (RMB)

numero Figura di utenti

Figura 5: Consumi internet. annui pro capite (RMB)

Figura 5: Consumi annui pro capite (RMB)

Figura 5: Consumi annui pro capite (RMB)

20%

14.000

12.000 14.000

14.000 10.000 12.000

14.000

12.000 8.000 10.000

12.000

10.000 6.000 8.000

10.000

8.000 4.000 6.000

8.000

6.000 2.000 4.000

6.000

4.0002.000

0

4.000

2.000 0

2.000

0

0

Famiglie residenti in aree urbane

Famiglie residenti in aree rurali

Variazione Famiglie consumi residenti urbani in aree in urbane %

Variazione Famiglie consumi residenti rurali in aree in % rurali

Famiglie Variazione residenti consumi in aree urbani urbanein

%

Famiglie Famiglie Variazione residenti residenti in consumi aree in aree urbane rurali ruraliin

%

Famiglie Variazione residenti consumi in aree urbani ruraliin

%

Fonte: China Statistical Variazione Variazione Yearbook, consumi consumi urbani rurali 2009 in in % %

Variazione consumi rurali in %

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

20%

15%

10%

2000

2000

2000

2001

2000

2001

2001

2002

2001

2002

2002

2003

2002

2003

2003

2004

2003

2004

2004

2005

2004

2005

2005

2006

2005

2006

2006

2007

2006

2007

2007

2008

2007

2008

2008

2009 E

2008

2009 E

2009 E

2009 E

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

www.italychina.org

15% 20%

20% 10% 15%

20%

15% 5% 10%

15%

10% 0% 5%

10%

5% -5% 0%

5%

0% -10% -5%

0%

-5% -15% -10%

-5%

-10% -15%

-10%

-15%

-15%

Figura 6: Valore 6: Valore al dettaglio al dettaglio dei beni dei di beni di

consumi Figura 6: in in Valore miliardi miliardi al RMB dettaglio RMBdei

beni di

Figura consumi 6: Valore in miliardi al dettaglio RMB dei beni di

Figura 6: Valore al dettaglio dei beni di

consumi 12.000 in miliardi RMB

25%

consumi in miliardi RMB

12.000

25%

10.000

20%

12.000

25%

12.000 10.000

25%

8.000

20%

10.000

15%

10.000 8.000

20%

6.000

20%

15%

8.000

6.000

10%

8.000

4.000

15%

15%

6.000

10%

6.000 4.000

5%

2.000

10%

4.000

10%

5%

4.000 2.000

0

0%

5%

2.000 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 5%

2.000 0

0%

1998 1999Miliardi 2000 2001 di RMB 2002 2003 Variazione 2004 2005 in % 2006 a/a 2007 2008

0

0%

0

0%

1998 1999 2000 2001 Miliardi 2002di 2003 RMB2004 Variazione 2005 2006 in 2007 % a/a 2008

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Fonte: China Statistical Miliardi di Yearbook, RMBYearbook, Variazione 2009 2009 in % a/a

Miliardi di RMB Variazione in % a/a

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Figura 7: Classe media cinese, 2006-2020

Figura 7: Classe media cinese, 2006-2020

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: Fonte: CeSIF CeSIF

Figura 8: le principali 100 città della Cina (T1+

T2 +T3) e 15 aggregati cittadini

Harbin City

Changchun City

Fonte: CeSIF

Figura 8: le principali 100 città della Cina (T1+

T2 Figura +T3) e 8: 15 le aggregati principali cittadini 100 città della Cina (T1+

Figura T2 +T3) 8: le le e principali 15 aggregati 100 città cittadini città della della Cina Cina (T1+

Figura 8: le principali 100 città della Cina (T1+

(T1+ T2 +T3) T2 e +T3) 15 aggregati e 15 aggregati cittadini

T2 +T3) e 15 aggregati cittadini cittadini

Beijing – Changchun Tianjin – Hebei

Middle / South

City

of Liaoning Province

Changchun Shandong City Peninsula

Middle of China Beijing – Tianjin – Hebei

Shannxi Province

Middle / South of Liaoning Province

Middle /

Xuzhou

South of

City Shandong Liaoning Province Peninsula

Middle Around of Hefei China Beijing City – Tianjin – Hebei

Shannxi Province Beijing – Tianjin

Around Wuhan City Shandong – Xuzhou Hebei

Yangtze Peninsula City River Delta

Chengdu – Sichuan Middle of China Around Shandong Hefei City Peninsula

Shannxi Province Middle of China

Around Wuhan City

Xuzhou City

Shannxi Province

Yangtze River Delta

Chengdu Changsha – Sichuan

Around Hefei Xuzhou City City

- Zhuzhou – Xiangtan

Around Hefei City

Tier 1 Cities

Around Wuhan City

Yangtze River Delta

Tier 2 Cities Chengdu – Sichuan Changsha Around Wuhan - Zhuzhou City – Xiangtan Yangtze West of River Straits Delta

Tier 3 Tier Cities Chengdu – Sichuan

1 Cities

Tier 2 Cities Changsha - Zhuzhou – Xiangtan Pearl River Delta West of Straits

Tier 1 Cities Tier 3 Cities Changsha - Zhuzhou – Xiangtan

Tier 1 Cities Tier 2 Cities

Pearl West River of Straits Delta

Tier 2 Cities Tier 3 Cities

West of Straits

Tier 3 Cities

Pearl River Delta

Pearl River Delta

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Figura Figura 9: 9: Vendita Vendita unitaria unitaria di veicoli di veicoli

passeggeri, 2000-2009

14.000.000

12.000.000

10.000.000

8.000.000

6.000.000

4.000.000

2.000.000

0

Harbin City

Fondazione Italia Cina

Harbin City

Changchun City

Harbin City

Harbin Middle City / South Changchun of Liaoning City Province

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 E

Vendite di autoveicoli (unità) Variazione annua %

Fonte: China Association of Automobile of Automobile Manufacturers

Figura 10: Utenti internet

25

40%

35%

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%

298

Comm

è finit

Nel 20

miliard

18% r

hanno

una cr

denot

comm

A seg

dall’ul

impor

a cont

caduta

2009.

espor

preve

annua

semes

potreb

cresci


2009. Tuttavia, nel secondo semestre del 2009, le

14.000.000

40% Nel 2008 caduta

Fonte: China Association of Automobile Manufacturers

esportazioni le esportazioni più pronunciata si sono hanno riprese nel raggiunto primo e di semestre conseguenza 1.430 del si

La Cina nel 2010

35% miliardi 2009. prevede di dollari Tuttavia, che USA, subiranno nel con secondo un incremento un semestre calo del del del 2009, le

12.000.000

20% su base

Scenari Figura e Prospettive 10: Utenti per internet le Imprese

18% esportazioni rispetto annua. al In 2007, ogni si sono caso, mentre riprese i dati le importazioni e di conseguenza si

30%

relativi al secondo

10.000.000

hanno prevede semestre raggiunto che indicano 1.100 subiranno miliardi che un le di calo esportazioni dollari del USA, 20% nel su con base

25%

2010

8.000.000 Figura 10: Utenti internet

una crescita annua. potrebbero In pari ogni al recuperare 19% caso, rispetto i dati in relativi parte al 2007 le al perdite, a secondo con una

20%

6.000.000 Figura 10: Utenti internet

298 denotare semestre crescita la continua indicano prevista generazione di che circa le esportazioni il 5-10% di surplus sia nel delle 2010

15%

commerciali. nuale, potrebbero importazioni per recuperare proseguire che delle in esportazioni.

parte in una le perdite, caduta con più una

4.000.000

10%

298 crescita prevista di circa il 5-10% sia delle

2.000.000

210 pronunciata nel primo semestre del 2009.

5% A seguito importazioni Figura della 12: crisi che importazioni finanziaria delle esportazioni. - a ed partire esportazioni in

CAGR=55%

0

0% dall’ultimo Tuttavia, miliardi quarto nel di del dollari secondo 2008 - le semestre esportazioni del ed 2009,

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008137 2009

210

E importazioni Figura mensili 12: importazioni della Cina ed hanno esportazioni cominciato in

CAGR=55%

Vendite di autoveicoli (unità) Variazione 111 annua %

94

a contrarsi le miliardi esportazioni su di base dollari annuale, si sono per riprese proseguire e di in conse- una

79,5

137

59,1

caduta 111

guenza più pronunciata

33,7

2000 si prevede 225 nel che primo subiranno semestre del

Fonte: China Association of Automobile Manufacturers

un calo

94

249

Importazioni Esportazioni

8,92

79,5

2009. Tuttavia, nel secondo semestre del 2009, le

59,1

2001 244

esportazioni del 20% 225

33,7

2000 si su sono base 266 riprese annua. e di In conseguenza ogni caso, si i dati

249

Importazioni Esportazioni

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

295

8,92

prevede 2002 relativi che

2001 al subiranno 244 secondo 326 un semestre calo del 20% indicano su base che

Figura 10: Utenti internet

266

annua. 2003 In ogni caso, i dati 413 relativi al secondo

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

2002

295 438

semestre le esportazioni indicano 326 che nel le esportazioni 2010 potrebbero

561 nel 2010 recu-

Fonte: China Statistical Monthly; Monthly; China Internet China Internet Network Network

2004

2003

413 593

438

Information Center Center

potrebbero perare in recuperare parte le in perdite, parte le perdite,

2005

660 con una con crescita una

561 762

298 crescita

Fonte: China Statistical Monthly; China Internet Network

2004prevista

di circa il 5-10% sia delle

593

prevista 2006 di circa il 5-10% sia 791 delle impor-

Information Figura 11: Center Abbonati telefonia cinese

importazioni che delle esportazioni.

2005

660

969

Figura 11: Abbonati telefonia cinese

762

2007

956

210

tazioni che delle esportazioni.

2006

791

1.218

Figura 2000 11: Abbonati 145 telefonia cinese

Figura 12: importazioni ed esportazioni 969 in

85

CAGR=55%

Telefono fisso

2008

1.133

2007

956

1.431

2001

180

miliardi di dollari

1.218

2000 145 145

137

2009

Abbonati telefonia mobile

906

85

Telefono fisso

Figura 2008

E 12: importazioni ed esportazioni 1.133 in 1145

214

111

2002

1.431

2001

180 206 94

79,5

miliardi 145

2009 di dollari

Abbonati telefonia mobile

906

2003 59,1 263

E

1145

214 270

2002

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

33,7

2000 225

206

249

Importazioni Esportazioni

2004

311

8,92

2003

263 334

2001 244

270

2005

350

Fonte: China 266 Statistical Yearbook, 2009

2000 2001 2002 2003 393

2004

311 2004 2005 2006 2007 2008

334

2002

295

2006

368

326

461

2005

350

393

2003

413

2007

365

438

2006

368

547

Fonte: China Statistical Monthly; China 461

2008

341 Internet Network

2004

561

593

2007

365

641

Information Center

2009

317

547

2005

660

762

E

2008

341

756,38

Figura 11: Abbonati telefonia cinese 641

2006

791

969

2009

317

EFonte:

Fonte: China Statistical Monthly

756,38 2007

956

1.218

2000

2001

2002

2003

145

85

Telefono fisso

Fonte: China 180 Statistical Monthly

145

Abbonati telefonia mobile

Commercio 214 internazionale: il boom

206

dell’export 263

270 è finito

2008

2009

906

E

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

1.133

1145

1.431

2004

311

334

2005

2006

2007

350

393

Nel 2008 le esportazioni hanno raggiunto

368

461

1.430 miliardi 365 di dollari USA, con un in-

547

2008

341

cremento del 18% rispetto al 641 2007, mentre

2009

E

317

756,38

le importazioni hanno raggiunto 1.100 miliardi

di dollari USA, con una crescita pari

al 19% rispetto al 2007 a denotare la continua

generazione di surplus commerciali.

Fonte: China Statistical Monthly

A seguito della crisi finanziaria - a partire

dall’ultimo quarto del 2008 - le esportazioni

ed importazioni mensili della Cina

hanno cominciato a contrarsi su base an-

26

Rimane evidente che i principali mercati

per i prodotti cinesi (in particolare gli

USA) non avranno una ripresa nel brevemedio

termine e che la Cina non potrà più

contare sulla crescita delle esportazioni

che sarà estremamente moderata. Ciononostante,

il Paese sta rapidamente modificando

la propria struttura dell’export verso

prodotti a maggior valore aggiunto e questo

dovrebbe compensare in parte le perdite

provenienti da mercati a minor valore aggiunto.

Inoltre, la Cina sta cercando di di-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Rimane Scenari evidente e Prospettive che i per principali le Imprese mercati per i

prodotti cinesi (in particolare gli USA) non avranno

una ripresa nel breve-medio termine e che la Cina

non potrà più contare sulla crescita delle

esportazioni che sarà estremamente moderata.

Ciononostante, il Paese sta rapidamente

modificando la propria struttura dell’export verso

prodotti a maggior valore aggiunto e questo

dovrebbe compensare in parte le perdite

provenienti da mercati a minor valore aggiunto.

Inoltre, la Cina sta cercando di diversificare la

destinazione geografica delle proprie esportazioni

per ridurre il rischio di una contrazione dei mercati

più maturi, come Stati Uniti ed Europa. In questo

senso commerciali si configura bilaterali l’accordo di e libero multilaterali. scambio con

l’Asean in vigore dall’1 gennaio 2010 e l’attivismo

diplomatico nel siglare trattati commerciali

bilaterali e multilaterali.

versificare la destinazione geografica delle

proprie esportazioni per ridurre il rischio

di una contrazione dei mercati più maturi,

come Stati Uniti ed Europa. In questo senso

si configura l’accordo di libero scambio

con l’Asean in vigore dall’1 gennaio 2010

e l’attivismo diplomatico nel siglare trattati

Investimenti diretti esteri (IDE):

raggiunto il limite massimo

Gli IDE dovrebbero raggiungere la quota

di 75 miliardi di dollari nel 2009, ben al di

sotto dei 90 miliardi del 2008. Nel contesto

della crisi finanziaria, questo risultato è

comunque positivo, anche se i flussi di capitale

per fini speculativi, cioè capitali che

entrano nel Paese per approfittare delle

variazioni di cambio, con ogni probabilità

rappresentano una quota considerevole di

questi investimenti. Riteniamo che questo

livello elevato di IDE non potrà essere duraturo

e nei prossimi anni si aggirerà attorno

ai 50-60 miliardi di dollari USA. Nonostante

la quota di Pil costituita dagli IDE

sia notevolmente diminuita negli ultimi 10

anni, essi rimangono estremamente importanti

per l’economia cinese: le imprese con

investimenti esteri ad oggi contribuiscono

a circa il 60% delle esportazioni totali della

Cina e ad oltre l’80% delle esportazioni

high tech.

Investimenti diretti esteri (IDE): raggiunto il

limite massimo

Gli IDE dovrebbero raggiungere la quota di 75

miliardi di dollari nel 2009, ben al di sotto dei 90

miliardi del 2008. Nel contesto della crisi

finanziaria, questo risultato è comunque positivo,

anche se i flussi di capitale per fini speculativi,

cioè capitali che entrano nel Paese per

approfittare delle variazioni di cambio, con ogni

probabilità rappresentano una quota

considerevole di questi investimenti. Riteniamo

che questo livello elevato di IDE non potrà essere

duraturo e nei prossimi anni si aggirerà attorno ai

50-60 miliardi di dollari USA. Nonostante la quota

di Pil costituita dagli IDE sia notevolmente

diminuita negli ultimi 10 anni, essi rimangono

estremamente importanti per l’economia cinese:

le imprese con investimenti esteri ad oggi

www.italychina.org

contribuiscono a circa il 60% delle esportazioni

totali della Cina e ad oltre l’80% delle esportazioni

high tech.

Figura 13: 13: IDE, IDE, valore valore in miliardi in miliardi di dollari di ed in

rapporto dollari ed al Pil in (%) rapporto al Pil (%)

100

90

80

70

60

50

40

30

20

10

0

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

E

IDE IDE/PIL

Fonte: China Statistical Yearbook 2009

Fonte: China Statistical Yearbook 2009

Rivalutazione possibile della valuta

Rivalutazione possibile della valuta

Sin dalla rivalutazione della moneta cinese sul

Sin dollaro dalla USA rivalutazione risalente a 3 anni della fa, lo moneta yuan RMB cinese si

sul è rivalutato dollaro del USA 18% fino risalente al tasso a attuale 3 anni di 6,8 fa, lo

RMB rispetto al dollaro USA.

yuan RMB si è rivalutato del 18% fino al

tasso attuale di 6,8 RMB rispetto al dollaro

Nel complesso, l’impatto della rivalutazione è

stato limitato, ma ha contribuito negativamente a

USA. ridurre i margini delle esportazioni in alcuni settori

industriali, quali il tessile, le calzature ed i

giocattoli. Inoltre, essendo la valuta ancora

ancorata al dollaro, la Cina ha di fatto lasciato

svalutare la propria moneta, che ha subito un

crollo nel 2009.

Nel complesso, l’impatto della rivalutazione

è stato limitato, ma ha contribuito negativamente

a ridurre i margini delle espor-

Prevediamo che la rivalutazione del RMB sul

tazioni in alcuni settori industriali, quali il

dollaro riprenderà nel corso del 2010. Sarà un

tessile, processo le graduale, calzature ma potrebbe ed i giocattoli. arrivare al Inoltre, 5-10%

nel corso dell’anno, a seconda di condizioni

essendo la valuta ancora ancorata al dol-

esogene (trend del dollaro) ed endogene

laro, (evoluzione la Cina delle ha esportazioni di fatto lasciato cinesi). svalutare

la propria moneta, che ha subito un crollo

Figura 14: Tasso di cambio, USD-RMB, 2000nel

20092009.

6,5

6,7

6,9

7,1

7,3

7,5

7,7

7,9

8,1

8,3

Prevediamo che la rivalutazione del RMB

sul dollaro riprenderà nel corso del 2010.

Sarà un processo graduale, ma potrebbe

7,6

arrivare al 5-10% nel corso dell’anno, a

7,97

seconda di condizioni 8,28 8,28 esogene 8,19 (trend del

dollaro) ed endogene (evoluzione delle

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 ott-09

esportazioni cinesi).

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009; People’s Bank of

China

Fondazione Italia Cina

27

6%

5%

4%

3%

2%

1%

0%

6,83 6,83


processo graduale, ma potrebbe arrivare al 5-10%

nel La Cina corso nel dell’anno, 2010 a seconda di condizioni

esogene Scenari e (trend Prospettive del dollaro) per le Imprese ed endogene

(evoluzione delle esportazioni cinesi).

Figura 14: 14: Tasso Tasso di di cambio, USD-RMB, 2000- 2000-

2009

6,5

6,7

6,9

7,1

7,3

7,5

7,7

7,9

8,1

8,3

8,28 8,28 8,19

7,97

7,6

6,83 6,83

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 ott-09

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009; People’s Bank of

Fonte: China China Statistical Yearbook, 2009; People’s Bank of

China

Le agitazioni sociali non minacciano

la stabilità

Il divario di ricchezza tra le aree costiere

orientali e le regioni interne più arretrate,

nonché Le agitazioni tra le sociali aree non urbane minacciano e le aree la rurali

stabilità

(si veda figura 15), non tende ad attenuarsi

Il divario di ricchezza tra le aree costiere orientali

e con ogni probabilità si accentuerà leg-

e le regioni interne più arretrate, nonché tra le

germente aree urbane nei e le prossimi aree rurali 5 (si anni. veda figura Nonostante 15),

non tende ad attenuarsi e con ogni probabilità si

la campagna “Go West”, le recenti riforme

accentuerà leggermente nei prossimi 5 anni.

agricole Nonostante e la le campagna campagne “Go anti-corruzione, West”, le recenti i

riforme agricole e le campagne anti-corruzione, i

risultati devono ancora concretizzarsi.

risultati devono ancora concretizzarsi.

Figura 15: Indice del reddito pro capite,

Figura 15: Indice del reddito pro capite,

(Urbano = 100)

(Urbano = 100)

100

80

60

40

20

0

36.0% 29.5% 31.2% 30.5%

38.0% 34.5% 30.9% 31.0% 30%

30,2%

1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Le agitazioni sociali sono in aumento e dato

il rischio di mettere in pericolo la stabilità

del Paese, Pechino sta dimostrando grande

attenzione al problema, attuando nuove

politiche miranti alla creazione di una “società

armoniosa”. Il Governo ha inoltre comunicato

inequivocabilmente che nessuna

minaccia all’ordine sociale verrà tollerata.

Tuttavia, a meno che il Governo non decida

di rispondere vigorosamente e con tutti

i suoi mezzi, assumendo anche un atteggiamento

severo per eliminare la corruzione

ed il protezionismo a livello locale nonché

per migliorare la distribuzione della ricchezza,

il CeSIF si attende che le agitazioni

possano continuare e che, se incontrollate,

potrebbero costituire un serio rischio

nel medio o lungo termine (5 anni o più).

Nel breve periodo (1-2 anni), si ritiene che

il rischio potrà essere contenuto, a condizione

che l’economia continui a crescere a

livelli accettabili (7-8%) anche in considerazione

dell’alto tasso di disoccupazione

che rischia di caratterizzare l’economia

cinese in un momento di difficoltà economica

delle imprese votate all’esportazione,

specie nella Provincia del Guangdong.

problema, attuando nuove politiche miranti alla

creazione di una “società armoniosa”. Il Governo

ha inoltre comunicato inequivocabilmente che

nessuna minaccia all’ordine sociale verrà

tollerata.

Tuttavia, a meno che il Governo non decida di

rispondere vigorosamente e con tutti i suoi mezzi,

assumendo anche un atteggiamento severo per

eliminare la corruzione ed il protezionismo a livello

locale nonché per migliorare la distribuzione della

ricchezza, il CeSIF si attende che le agitazioni

possano continuare e che, se incontrollate,

potrebbero costituire un serio rischio nel medio

o

lungo termine (5 anni o più). Nel breve periodo (1-

2 anni), si ritiene che il rischio potrà essere

contenuto, a condizione che l’economia continui

a

crescere a livelli accettabili (7-8%) anche in

considerazione dell’alto tasso di disoccupazione

che rischia di caratterizzare l’economia cinese in

un momento di difficoltà economica delle imprese

votate all’esportazione, specie nella Provincia del

Guangdong.

Demografia: un problema a lungo

termine

Demografia: un problema a lungo termine

La Cina deve far fronte ad un rapido invec-

Urbano Rurale

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

Fonte: China Statistical Yearbook, 2009

La Cina deve far fronte ad un rapido

chiamento della popolazione. Ad oggi, la

invecchiamento della popolazione. Ad oggi, la

popolazione cinese ultrasessantenne rapprese rap- nta

il 12,3% del totale, ma aumenterà a circa il 23,4%

presenta il 12,3% del totale, ma aumenterà

nell’arco di due decenni, e le persone over 60

a circa saranno il 23,4% il 31,1% nell’arco nel 2050 secondo di due dati decenni,

ONU

(World Population Prospects). Entro il 2030, la

28

Cina rappresenterà oltre un quarto della

Fondazione Italia Cina popolazione anziana del mondo. www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

e le persone over 60 saranno il 31,1% nel

2050 secondo dati ONU (World Population

Prospects). Entro il 2030, la Cina rappresenterà

oltre un quarto della popolazione

anziana del mondo. L’invecchiamento della

popolazione sta incidendo in maniera

significativa sull’intero sistema, causando

implicazioni socio-economiche negative e

non poche tensioni.

Il sistema di previdenza sociale cinese è

sotto pressione già dall’inizio del 2009 per

soddisfare le necessità dei cittadini. Questo

spiega il motivo per cui rimane diffusa

la forma più tradizionale di assicurazione

per la vecchiaia, ovvero fare affidamento

sui propri figli. La prima generazione di figli

unici cinesi, i cui genitori andranno in

pensione nei prossimi dieci anni, si sta facendo

carico di affrontare il peso fiscale di

due genitori e quattro nonni. Ne deriva un

senso d’insicurezza sul proprio futuro che

è uno dei motivi per cui i tassi di risparmio

individuale sono così elevati. Questa

incertezza rappresenta un freno rilevante

ai consumi nel Paese.

All’invecchiamento della popolazione si

accompagna il conseguente calo del tasso

di crescita della popolazione, un fattore

che potrà incidere sull’offerta di lavoro in

Cina. Il numero di nuovi soggetti che entrano

nella forza lavoro (figura 16) ha cominciato

a mostrare un declino a partire

dal 2009, e si prevede un calo del numero

assoluto della forza lavoro dopo il 2015.

www.italychina.org

All’invecchiamento La contrazione della dell’offerta popolazione di lavoro si provo-

accompagna cherà un aumento il conseguente del costo calo del del tasso lavoro di so-

crescita della popolazione, un fattore che potrà

incidere prattutto sull’offerta per le di figure lavoro più in Cina. specializzate Il numero di che

nuovi porterà soggetti all’erosione che entrano del nella vantaggio forza lavoro competi-

(figura 16) ha cominciato a mostrare un declino a

partire tivo che dal 2009, caratterizza e si prevede il Paese un calo in del settori numero ad

assoluto alta intensità della forza di lavoro lavoro. dopo Inoltre, il 2015. un La numero

contrazione dell’offerta di lavoro provocherà un

aumento minore del di costo lavoratori del lavoro metterà soprattutto a dura per le prova

figure la sostenibilità più specializzate del che sistema porterà pensionistico all’erosione e

del vantaggio competitivo che caratterizza il

Paese sanitario in settori poiché ad alta il intensità rapporto di lavoro. tra le Inoltre, persone

un in numero età attiva, minore che di lavoratori finanziano metterà il a sistema dura di

prova la sostenibilità del sistema pensionistico e

sanitario welfare poiché e le il persone rapporto tra più le persone anziane in età che ne

attiva, beneficiano che finanziano si sbilancerà il sistema di fortemente welfare e le verso

persone più anziane che ne beneficiano si

sbilancerà le seconde. fortemente Per affrontare verso le seconde. questo Per problema

affrontare nel prossimo questo problema futuro, il nel Governo prossimo futuro, potrebbe il

Governo potrebbe decidere di adottare alcune

soluzioni decidere impopolari. di adottare Una di alcune queste misure soluzioni im-

potrebbe popolari. essere Una un di aumento queste dell’età misure pensionabile potrebbe

da 60 anni (55 per le donne) a 65 anni o più.

Un’altra essere misura un aumento potrebbe dell’età essere l’ulteriore pensionabile da

allentamento 60 anni (55 della per legge le donne) che prevede a 65 un anni solo o più.

figlio per coppia, anche se non lo riteniamo

probabile Un’altra prima misura di 5 anni potrebbe da oggi. essere l’ulteriore

allentamento della legge che prevede un

solo figlio per coppia, anche se non lo riteniamo

probabile prima di 5 anni da oggi.

Figura 16: Numero di persone che

entrano nel mercato del lavoro

Figura 16: Numero di persone che entrano nel

mercato del lavoro

2006

2008

2010

2012

2014

2016

2018

2020

0 5 10 15 20 25

Fonte: China Statistical Bureau

Fonte: China Statistical Bureau

Ambiente

Ambiente

Il rapido progresso economico degli ultimi

30 anni ha messo in grave condizione l’am-

Il rapido progresso economico degli ultimi 30 anni

ha messo in grave condizione l’ambiente in Cina.

L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo,

Fondazione Italia Cina

29

unito a

minacc

influen

agrico

Tuttav

di affro

l’accen

sulla tu

diventa

(2006ambie

in prog

l’energ

prossim

20% l’

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dall’en

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100 G

energi

che ha

eoliche

Tianjin

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sull’am

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cittadin

sogge

l’attivit

preval

carrier

econo

negati

creano

orienta

quadro


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

biente in Cina. L’inquinamento dell’aria,

dell’acqua e del suolo, unito alla siccità e

alla desertificazione, stanno minacciando

il benessere della popolazione e influenzando

negativamente la produzione agricola

e industriale.

Tuttavia, è bene notare che c’è la volontà

politica di affrontare i problemi ambientali.

Si pone l’accento su una crescita economica

sostenibile e sulla tutela dell’ambiente.

Questi temi sono diventati prioritari già

dall’11° Piano quinquennale (2006-2010).

La Cina ha in effetti gli obiettivi ambientali

più ambiziosi del pianeta. Il Paese ha in

programma di trarre almeno il 15% di tutta

l’energia da fonti rinnovabili entro il 2020,

e nei prossimi cinque anni sta puntando a

ridurre del 20% l’intensità energetica per

unità di PIL.

Un esempio può essere rappresentato

dall’energia eolica. La capacità energetica

da fonti eoliche è raddoppiata negli

ultimi quattro anni, superando gli obiettivi

sostanzialmente prima del previsto, ed è

sulla buona strada per raggiungere i 100

GW entro il 2020. L’impiego crescente di

energia eolica ha dato luce ad un’industria

locale, che ha visto la nascita di costruttori

di turbine eoliche quali Goldwind, Dongfang

e Sinovel. Tianjin, municipalità geograficamente

prossima a Pechino, è diventata

un centro di produzione significativo

di turbine eoliche, con 50 attori tra cui leader

globali quali Gamesa, Vestas e Suzlon.

30

Questo dimostra che quando si trova un

equilibrio tra esigenze economiche e la

necessità di rispettare l’ambiente, l’economia

della Cina può progredire in maniera

sorprendente, generando posti di lavoro,

profitto ed entrate fiscali.

Tuttavia, quando sono in gioco interessi

concorrenti, motivazioni di natura prettamente

economica tendono ancora a prevalere

sull’ambiente.

Questa argomentazione è particolarmente

valida quando ci si riferisce alle normative

ambientali che potrebbero portare enormi

vantaggi ai cittadini. Tuttavia, queste spesso

non sono soggette ad applicazione, in quanto

limiterebbero l’attività industriale. L’ostacolo

è costituito prevalentemente dai funzionari

locali, la cui carriera è strettamente

legata ad indicatori economici. I funzionari

hanno perciò un incentivo negativo a chiudere

fabbriche inquinanti, che creano occupazione

soprattutto nelle regioni più orientate

all’esportazione. Da tutto ciò emerge

un quadro apparentemente contrastante.

La Cina sarà leader globale nelle energie

alternative, che però andranno ad integrare

e non a sostituire i combustibili fossili. La

Cina sarà quindi anche il maggiore produttore

di CO 2 . In futuro, prevediamo il successo

di imprese cinesi in settori quali la produzione

di veicoli elettrici, pannelli solari

e software per l’efficienza energetica. Nel

frattempo, è possibile aspettarsi una maggiore

sensibilità della popolazione nei con-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

fronti di malattie causate dall’inquinamento

- come i tumori - e azioni delle autorità per

limitare le attività degli ambientalisti. Nel

momento in cui saranno realizzate iniziative

miranti a migliorare l’ambiente, è probabile

che saranno le società straniere in Cina a

farsi prevalentemente carico dei costi associati,

data la maggiore consapevolezza di

queste problematiche nei Paesi sviluppati

e delle motivazioni connesse anche al tema

della responsabilità sociale d’impresa.

sarà leader globale nelle energie alternative, che

però andranno ad integrare e non a sostituire i

combustibili fossili. La Cina sarà quindi anche il

maggiore produttore di CO2. In futuro, prevediamo

il successo di imprese cinesi in settori quali la

produzione di veicoli elettrici, pannelli solari e

software per l’efficienza energetica. Nel frattempo,

è possibile aspettarsi una maggiore sensibilità

della popolazione nei confronti di malattie causate

dall’inquinamento - come i tumori - e azioni delle

autorità per limitare le attività degli ambientalisti.

Nel momento in cui saranno realizzate iniziative

miranti a migliorare l’ambiente, è probabile che

saranno le società straniere in Cina a farsi

prevalentemente carico dei costi associati, data la

maggiore consapevolezza di queste

problematiche nei Paesi sviluppati e delle

motivazioni connesse anche al tema della

responsabilità sociale d’impresa.

Sistema sanitario fragile ed

inefficiente

La Cina ha un sistema sanitario fragile e

gravato da inefficienze che non rispecchia

il livello di sviluppo complessivo della

Cina. Il fulcro dei problemi risiede nel

finanziamento del settore sanitario. Negli

ultimi anni, la spesa sanitaria è stata sostenuta

principalmente dai pazienti. Rispetto

al totale, il contributo individuale dei cittadini

è aumentato dal 20% nel 1980 al 59%

nel 2000, per poi tornare al 46% nel 2007.

Sistema sanitario fragile ed inefficiente

La Cina ha un sistema sanitario fragile e gravato

da inefficienze che non rispecchia il livello di

sviluppo complessivo della Cina. Il fulcro dei

problemi risiede nel finanziamento del settore

sanitario. Negli ultimi anni, la spesa sanitaria è

stata sostenuta principalmente dai pazienti.

Rispetto al totale, il contributo individuale dei

cittadini è aumentato dal 20% nel 1980 al 59% nel

2000, per poi tornare al 46% nel 2007.

Figura 17: Ripartizione della spesa sanitaria per

fonte (1978,2007)%.

Figura 17: Ripartizione della spesa sanitaria

per fonte (1978,2007)%.

100%

90%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Spesa Individuale Assicurazione Spesa Pubblica

Fonte: Fonte: China China Statistical Statistical Yearbook, Yearbook, 2008 2008

Di conseguenza, il costo medio di accettazione

www.italychina.org

per singolo degente ad oggi è all’incirca pari al

Di conseguenza, il costo medio di accettazione

per singolo degente ad oggi è all’incirca

pari al reddito disponibile pro capite

e superiore per le fasce più povere della

popolazione. Questo ha esposto i malati cinesi

al grande rischio di incorrere in gravi

problemi finanziari, ed in effetti la malattia

è oggi la maggior causa di povertà in Cina.

reddito disponibile pro capite e superiore per le

fasce più povere della popolazione. Questo ha

esposto i malati cinesi al grande rischio di

incorrere in gravi problemi finanziari, ed in effetti

la malattia è oggi la maggior causa di povertà in

Cina.

La popolazione cinese nutre forti aspettative su un

rapido miglioramento delle condizioni del sistema

sanitario e dei costi di accesso alle cure. Agli

occhi della popolazione cinese si tratta di una

priorità, oggi più che in passato. Dato che

l’autorità del Governo cinese si legittima sulla

capacità di far progredire la qualità della vita dei

propri cittadini, è probabilmente giunta l’ora di

agire in maniera concreta. Con la pubblicazione di

due documenti relativi alle riforme all’inizio

dell’aprile 2009, il” Programma quadro” ed il

“Piano d’attuazione” (si veda figura 19), si ritiene

che la Cina sia arrivata ad un punto di svolta.

La popolazione cinese nutre forti aspettative

su un rapido miglioramento delle condizioni

del sistema sanitario e dei costi di

accesso alle cure. Agli occhi della popolazione

cinese si tratta di una priorità, oggi

più che in passato. Dato che l’autorità del

Governo cinese si legittima sulla capacità

di far progredire la qualità della vita dei

propri cittadini, è probabilmente giunta

l’ora di agire in maniera concreta. Con la

pubblicazione di due documenti relativi

alle riforme all’inizio dell’aprile 2009, il”

Programma quadro” ed il “Piano d’attuazione”

(si veda figura 19), si ritiene che la

Cina sia arrivata ad un punto di svolta.

Il “Programma quadro” definisce i servizi sanitari

di base come un bene pubblico che deve essere

fornito all’intera popolazione e pone come

obiettivo il raggiungimento di un sistema sanitario

di base equo e universale entro il 2020. Perciò è

possibile attendersi una maggiore attenzione allo

sviluppo di strutture sanitarie di base rispetto alla

creazione e all’ammodernamento di ospedali nelle

aree urbane. Questa prospettiva è delineata nel

“‘Piano d’attuazione” che si sviluppa in cinque

punti e che illustra in modo più dettagliato le

azioni da svolgersi nei prossimi tre anni.

Vi sono dubbi sulla capacità del Governo cinese

di attuare con successo il nuovo piano di riforma.

Un piano di riforma analogo fu messo in atto nel

1997, ma la mancanza di sostegno politico e

soprattutto finanziario ne consacrò il fallimento. 12

anni dopo le possibilità di rendere il sistema

sanitario alla portata della maggior parte della

popolazione rimane una sfida ancora più ardua.

Benché la Cina possa avvalersi di grandi risorse,

il CeSIF si attende che ancora una volta

l’attuazione della riforma sanitaria rappresenterà

un percorso lungo e complicato. Sarebbe

opportuno che gli esponenti del Governo non

alimentassero aspettative superiori all’effettiva

fattibilità della riforma.

Il “Programma quadro” definisce i servizi

sanitari di base come un bene pubblico che

deve essere fornito all’intera popolazione e

pone come obiettivo il raggiungimento di

un sistema sanitario di base equo e universale

entro il 2020. Perciò è possibile attendersi

una maggiore attenzione allo sviluppo

di strutture sanitarie di base rispetto alla

creazione e all’ammodernamento di ospedali

nelle aree urbane. Questa prospettiva

è delineata nel “‘Piano d’attuazione” che

Figura 18: Spese mediche a carico delle

famiglie nelle aree rurali

Fondazione Italia Cina

31


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

si sviluppa in cinque punti e che illustra in

modo più dettagliato le azioni da svolgersi

nei prossimi tre anni.

Vi sono dubbi sulla capacità del Governo

cinese di attuare con successo il nuovo piano

di riforma. Un piano di riforma analogo

fu messo in atto nel 1997, ma la mancanza

di sostegno politico e soprattutto finanziario

ne consacrò il fallimento. 12 anni

dopo le possibilità di rendere il sistema

sanitario alla portata della maggior parte

della popolazione rimane una sfida ancora

più ardua. Benché la Cina possa avvalersi

di grandi risorse, il CeSIF si attende che

ancora una volta l’attuazione della riforma

sanitaria rappresenterà un percorso lungo

Figura 19: Programma di riforma sanitaria in Cina

Fonte: CeSIF

32

Programma quadro

Piano d’attuazione

300

250

200

150

100

50

e complicato. Sarebbe opportuno che gli

esponenti del Governo non alimentassero

aspettative superiori all’effettiva fattibilità

della riforma.

Figura 18: Spese mediche a carico delle

famiglie nelle aree rurali

0

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Spesa annua per persona, yuan RMB

Spesa come quota del reddito annuale netto per persona

Fonte: Fonte: The Economist, The Economist, China Statistical China Statistical Yearbook Yearbook 2009 2009

Fonte: CeSIF

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

6%

5%

4%

3%

2%

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0%

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Figura 19: Programma di riforma sanitaria in Cina

Programma quadro

Piano d’attuazione

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I 5 punti

- Copertu

assicura

- Sviluppo

essenzia

- Potenzia

particola

- Riforma

specialm

cura e d

finanzia

- Potenzia

preventi

tutti

Business

Sfide operative ed accesso al

mercato nel pieno del boom

dei consumi

Fondazione Italia Cina

33


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Accesso al mercato: protezionismo in

crescita

Nel 2007, la Cina ha rispettato tutti gli impegni

presi in sede WTO. Tuttavia, le barriere

non tariffarie continuano ad aumentare,

in particolare in settori strategici quali

automotive, siderurgico (acciaio), finanziario,

petrolchimico e agricolo. Attualmente,

la possibilità per le società estere di competere

su un terreno paritario in Cina costituisce

una delle problematiche chiave tra

la Cina ed i suoi principali partner commerciali,

Stati Uniti ed Unione Europea.

Nel periodo dal 2007 al 2009, il Governo

cinese ha emanato politiche e regolamenti

che intendevano esortare e sostenere la

creazione e lo sviluppo di società, tecnologia

e marchi cinesi competitivi a livello

internazionale (Go Global Policy) nel contesto

della ristrutturazione delle aziende di

Stato avviata a metà degli anni Novanta. Il

piano di stimolo all’economia, annunciato

nel secondo semestre del 2008, ha favorito

sensibilmente le società cinesi. Al contempo,

si è registrato un forte incremento del

nazionalismo economico e del protezionismo.

Molte società locali ritengono di avere

sufficiente esperienza di gestione, tale

da consentire loro di avere successo senza

la necessità di legarsi a partner stranieri.

Dopo 30 anni di politica della “porta aperta”,

la Cina ha accumulato riserve valutarie

estere per oltre 2.000 miliardi di dollari,

che consentono al Paese di avere una

maggiore indipendenza rispetto a pressioni

34

dall’esterno e di perseguire il suo piano di

sviluppo a lungo termine.

Di conseguenza, in Cina si è diffusa la convinzione

che gli investimenti diretti esteri

abbiano già esaurito la loro funzione di

catalizzatori dello sviluppo. Questa idea è

sostenuta fortemente da: (a) società cinesi

che affrontano una concorrenza straniera

molto forte sul proprio mercato interno; (b)

vertici politici e militari che sostengono la

necessità di sviluppare grandi imprese nazionali

competitive all’estero (i c.d. “campioni

nazionali dello sviluppo”) per finalità

di sicurezza nazionale; (c) il crescente nazionalismo

che invoca un’industria nazionale

più vigorosa.

La diffusa convinzione che sia opportuno

ridurre la dipendenza dalla tecnologia e

dalla partecipazione estera nell’economia

sta già manifestando i suoi effetti sugli investimenti

in grandi progetti nazionali con

riferimento a settori strategici quali auto,

acciaio e prodotti chimici. Gli investitori

esteri osservano inoltre un irrigidimento

delle normative di riferimento e l’emanazione

di standard che favoriscono o tutelano

le società cinesi. Le società estere

dovrebbero abituarsi all’idea che le porte

della Cina non sono più aperte come una

volta. Attività di comunicazione e di lobbying

dovranno essere riviste alla luce del

nuovo contesto, prestando maggiore attenzione

agli interessi nazionali cinesi. In

alcuni settori, le joint venture al 50/50 po-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

trebbero essere più consigliate rispetto alle

società a capitale interamente straniero

(Wfoe), poiché più gradite politicamente.

In alcuni settori strategici potrebbero esserci

ancora limitate opportunità d’ingresso

in Cina. Le porte rimarranno di fatto

aperte fino al raggiungimento dell’obiettivo

cinese di creare campioni nazionali in grado

di competere con successo nel mercato

internazionale. È probabile che coloro i

quali entreranno per primi in alcune nicchie

del mercato conserveranno i vantaggi

acquisiti.

La tendenza verso investimenti di qualità

superiore è stata ulteriormente rafforzata

dal nuovo “Catalogue for the Guidance of

Foreign Investment industries”, un riferimento

per gli investimenti esteri entrato in

vigore alla fine del 2007. Nel complesso,

il Catalogo promuove maggiormente gli investimenti

nel settore dei servizi ed in settori

industriali in cui la Cina continua ad

essere in posizione di relativo svantaggio.

Tuttavia, secondo il Catalogo, gli investimenti

in industrie volte all’esportazione, in

settori con minore valore aggiunto e ad alta

intensità di risorse non sono più incoraggiati,

se non addirittura limitati o vietati.

I concorrenti cinesi guadagnano

terreno

Le società cinesi prosperano grazie all’attuale

dinamica del mercato cinese. Le società

private e - in alcuni casi - le società

www.italychina.org

statali sono diventate, in un breve lasso

di tempo, più competitive. Utilizzano uno

stile di management molto efficace, intuitivo

e flessibile che si presta molto bene al

contesto cinese. I concorrenti occidentali,

al contrario, spesso conoscono meno l’ambiente

economico e sono caratterizzati da

processi decisionali più lenti e burocratici

(una motivazione è la scarsa autonomia gestionale

rispetto alla casa madre). Inoltre,

le società cinesi, in particolare le imprese

private, sono molto attente ai costi. Convinte

del potenziale di crescita del mercato

cinese, sono più propense a prendere decisioni

rischiose di investimento. In sintesi,

le società cinesi si sono meglio adattate

alle nuove esigenze di un mercato di consumo

in rapida crescita e possono risultare

concorrenti agguerriti.

Inoltre, un elemento di forza in più a vantaggio

delle società cinesi, è l’azione di

Governo, attraverso un trattamento preferenziale

connesso, per esempio, a fusioni e

acquisizioni, politica industriale (es. supporto

allo sviluppo di società nazionali nel

settore dell’auto) e sussidi diretti e indiretti,

inclusi finanziamenti di favore o accesso

privilegiato al credito bancario. Sia l’opinione

pubblica che la politica favoriscono

sempre di più le società cinesi. Di conseguenza,

la concorrenza cinese è diventata

una delle principali sfide per le società

estere che operano sul mercato cinese, e

incide negativamente e significativamente

sui margini.

Fondazione Italia Cina

35


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

I costi aumentano meno di quanto

previsto

I costi di produzione in Cina sono aumentati

notevolmente nel corso del 2008, ma

nel 2009 questo trend si è arrestato sebbene

momentaneamente. Al di là dell’impatto

della crisi, i prezzi inferiori delle

commodities hanno contribuito ad allentare

in parte la pressione sui costi. Tuttavia,

poiché osserviamo condizioni economiche

globali in miglioramento e un mercato del

lavoro vivace, per il 2010 si prevede un

nuovo aumento dei costi nell’ordine del

5-10%.

Le risorse umane sono state uno dei principali

driver di costo attraverso continui

aumenti dei salari, dei costi di previdenza

sociale e dei costi legati alla rotazione

del personale aziendale. Tuttavia, anche

la produttività è migliorata, mitigando, in

questo modo, l’impatto reale dell’aumento

dei costi. Se nel 2009 i dipendenti erano

più interessati a conservare il proprio posto

di lavoro rispetto ad un aumento di stipendio,

nel 2010 questa situazione potrebbe

cambiare come conseguenza dell’aumento

della domanda di lavoro.

Restano significative le differenze regionali.

Per questo motivo, l’effetto dell’aumento

dei costi è percepito maggiormente nelle

città cinesi di prima fascia e nelle città costiere.

Ciò nonostante, il CeSIF riscontra

già aumenti di costo nelle città di seconda

fascia, così come nelle regioni occidenta-

36

li e centrali della Cina. Si prevede che gli

aumenti complessivi nelle regioni più interne

del Paese saranno in linea con quelli

della costa, anche se questi ultimi partono

da una base notevolmente più bassa. Le

città di seconda fascia in particolare hanno

mostrato aumenti elevati del costo del lavoro

negli ultimi tre anni, e si stanno progressivamente

avvicinando ai livelli delle

città di prima fascia.

Sembra che la Cina stia perdendo la propria

posizione quale piattaforma di produzione

a basso costo. Rimane comunque un

Paese molto interessante vista la sua enorme

capacità produttiva, la grande varietà

di prodotti offerti, il rispetto dei tempi di

consegna e la relativa affidabilità in termini

di qualità. Tuttavia, imprese in settori

orientati all’esportazione, a scarso valore

aggiunto, che basano il proprio vantaggio

competitivo sui volumi, potrebbero decidere

di localizzarsi verso le province interne

della Cina (con maggiori costi di logistica,

complessità operativa e scarsità di risorse

umane qualificate). Come conseguenza,

l’area del fiume Yangtze fino alla Provincia

del Sichuan diventerà probabilmente una

delle aree a maggior crescita. Al contempo,

il Guangdong dovrà affrontare i problemi

della rapida crescita che ha visto

questa provincia protagonista negli ultimi

30 anni.

Altre società potrebbero scegliere di rinunciare

ad investire in Cina, oppure ri-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

durre la propria esposizione completamente

o a favore di destinazioni a minor costo

come il Vietnam. Per i nuovi investitori sul

mercato cinese oppure per le società che

esportano prodotti ad alto valore aggiunto,

la competitività dipenderà sempre più dalla

loro capacità di adattarsi al nuovo ambiente

economico caratterizzato da maggiori

costi e minori margini.

Risorse umane

Le risorse umane continuano ad essere la

fonte di preoccupazione più significativa

per le società estere in Cina, in particolare

durante questo periodo di crisi finanziaria

ed economica. Le problematiche principali

sono:

- La continua scarsità di personale qualificato

e l’elevata rotazione;

- Il forte aumento degli stipendi nelle città

di seconda fascia;

- L’effetto della Legge sui contratti di lavoro

entrata in vigore nel 2008;

Carenza di personale ed elevata

rotazione

Nonostante il rientro di flussi importanti

di cittadini cinesi nel Paese dopo un’esperienza

di studio o lavoro negli Stati Uniti

ed in Europa, il mercato del lavoro cinese

continua ad evidenziare una strutturale

scarsità di profili professionali qualificati,

in particolare con riferimento a figure tecniche

e manageriali. Il motivo principale

di questa carenza è la domanda di lavoro

sempre più elevata, risultato dell’espansio-

www.italychina.org

ne di aziende già presenti ed alla costituzione

di nuove società. Inoltre, le società

locali, incluse quelle statali, stanno sottraendo

personale alle multinazionali offrendo

stipendi elevati per lo sviluppo delle

proprie attività.

Le risorse umane delle multinazionali sono

state fortemente colpite in seguito agli

sconvolgimenti economici globali che ancora

oggi manifestano i propri effetti. Le

società hanno generalmente risposto alla

crisi riducendo il numero di dipendenti

con stipendi elevati e assumendo invece

figure con salari relativamente inferiori.

Nel 2010, la carenza di personale potrebbe

costituire nuovamente un problema nel

momento in cui le multinazionali ricominceranno

ad assumere, in linea con una tendenza

già osservabile a partire dall’ agosto

2009.

Il tasso di rotazione del personale medio rimane

elevato, intorno al 12-17%. Tra tutti i

settori, quello che registra il più alto tasso

di turnover è il settore dell’hi-tech con circa

il 30-35%. Il settore dell’auto invece registra

il livello più basso, intorno al 3-7%.

In generale, il settore dei servizi affronta

un turnover maggiore rispetto ai settori a

più alta intensità di manodopera con un

15-20% circa rispetto ad un 15-17%. Le

figure dirigenziali tendono alla stabilità,

mentre la maggiore rotazione aziendale si

riscontra in figure professionali di livello

inferiore a partire dai quadri. I manager

Fondazione Italia Cina

37


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

delle divisioni commerciali e marketing,

finanza e acquisti sperimentano un turnover

particolarmente elevato, intorno al

20-30% circa. Inoltre, specialmente nelle

città di seconda fascia, rimarrà costante

ed in crescita il problema della carenza di

personale qualificato in posizioni tecniche

e di acquisto (merchandiser o responsabile

retail, controllo qualità, direttori acquisti,

project manager).

Prevediamo un ulteriore aumento degli

stipendi nel corso del 2010, anche se probabilmente

saranno inferiori al tasso di

crescita medio annuo di lungo periodo con

un +3% di media, mentre alcune multinazionali

stanno pensando di stabilizzare le

retribuzioni. Un maggior aumento è previsto

per il settore medico e farmaceutico e

per quello dei prodotti di consumo. Gli aumenti

degli stipendi per le città di seconda

fascia potrebbero essere maggiori, in particolare

per i manager di medio livello e per

i professionisti. Gli incrementi potrebbero

addirittura risultare superiori a quelli del

top management.

Elevati aumenti degli stipendi nelle

città di seconda fascia

Gli stipendi delle città di seconda fascia

come Nanjing, Wuhan e Suzhou si stanno

allineando agli stipendi delle città di prima

fascia. A Wuhan, per esempio, la creazione

di un nuovo stabilimento per la produzione

di autoveicoli ha provocato un netto aumento

degli stipendi, in particolare per le

38

seconda fascia

Gli stipendi delle città di seconda fascia come

Nanjing, Wuhan e Suzhou si stanno allineando

agli stipendi delle città di prima fascia. A Wuhan,

per esempio, la creazione di un nuovo

stabilimento per la produzione di autoveicoli ha

provocato un netto aumento degli stipendi, in

particolare per le posizioni di prima linea. Di

conseguenza, queste città stanno perdendo il loro

vantaggio di costo rispetto alle più grandi città

costiere.

posizioni di prima linea. Di conseguenza,

queste città stanno perdendo il loro vantaggio

di costo rispetto alle più grandi città

costiere.

Figura 20: Stipendi medi (in RMB) in città di

prima Figura e seconda 20: Stipendi fascia medi (in RMB) in

città di prima e seconda fascia

50.000

45.000

40.000

35.000

30.000

25.000

20.000

15.000

10.000

5.000

0

2005 2006 2007 2008 2009

Pechino Shanghai Guangzhou Nanjin Wuhan Suzhou Chengdu

Fonte: Fonte: Governi Governi Locali Locali

Legge sui contratti di lavoro

La Legge sui contratti di lavoro è entrata in

vigore il 1° gennaio 2008. Il Consiglio di

Stato ha promulgato ulteriori Regolamenti

d’attuazione, entrati in vigore il 18 settembre

2008.

Tuttavia, la legge e i suoi regolamenti vengono

interpretati in modo diverso nelle

varie città e la maggior parte dei Governi

locali stanno predisponendo propri regolamenti

d’attuazione.

Uno dei problemi principali è la durata dei

contratti e l’obbligo di sottoscrivere contratti

a tempo indeterminato, rendendo la

risoluzione del contratto molto più difficile.

Oggi, le società possono solo intervenire

alla scadenza del primo contratto a tem-

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La Legge sui contratti di lavoro è entrata in vigore

il 1° gennaio 2008. La Il Cina Consiglio nel 2010 di Stato ha

promulgato ulteriori Scenari Regolamenti e Prospettive d’attuazione, per le Imprese

entrati in vigore il 18 settembre 2008.

Tuttavia, la legge e i suoi regolamenti vengono

interpretati in modo diverso nelle varie città e la

maggior parte dei Governi locali stanno

predisponendo propri regolamenti d’attuazione.

po determinato che può avere una durata

da 1 a 3 anni. Nel caso in cui tale contratto

di lavoro venga rinnovato con un contratto

analogo a tempo determinato, la società

non potrà risolvere il secondo contratto a

tempo determinato, ma dovrà firmare un

contratto a tempo indeterminato con il di-

Uno dei problemi principali è la durata dei contratti

e l’obbligo di sottoscrivere contratti a tempo

indeterminato, rendendo la risoluzione del

contratto molto più difficile. Oggi, le società

possono solo intervenire alla scadenza del primo

contratto a tempo determinato che può avere una

durata da 1 a 3 anni. Nel caso in cui tale contratto

di lavoro venga rinnovato pendente. con un contratto

analogo a tempo determinato, la società non potrà

risolvere il secondo contratto a tempo

determinato, ma dovrà firmare un contratto a

tempo indeterminato con il dipendente.

Questa normativa viene applicata in modo

rigoroso a Pechino e a Shenzhen, mentre

nelle altre regioni -come la parte restante

del Guangdong e di Shanghai - l’interpretazione

non è così rigida, e si conserva

un margine di flessibilità più ampio alla

scadenza del secondo contratto a tempo

determinato. A Shanghai, stando ad un’interpretazione

emessa dall’Alta Corte Popolare

di Shanghai nel marzo 2009, i dipendenti

hanno il diritto di sottoscrivere un

contratto di lavoro a tempo indeterminato

solo se le parti concordano di continuare

il rapporto di lavoro dopo la scadenza del

secondo contratto a tempo determinato.

Non è chiaro se nel lungo periodo, l’interpretazione

della Legge sui contratti di

lavoro diventerà più o meno favorevole ai

dipendenti e se l’interpretazione sarà resa

uniforme in tutto il Paese.

Questa normativa viene applicata in modo

rigoroso a Pechino e a Shenzhen, mentre nelle

altre regioni -come la parte restante del

Guangdong e di Shanghai - l’interpretazione non

è così rigida, e si conserva un margine di

flessibilità più ampio alla scadenza del secondo

contratto a tempo determinato. A Shanghai,

Dall’entrata in vigore della Legge, i casi di

controversia e di arbitrato sono aumentati

drasticamente perché non vi sono costi

associati a tali azioni. In generale, sono tutelati

maggiormente i diritti dei dipendenti

e per le società potrebbe risultare difficile

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prevalere in eventuali contenziosi.

Un effetto importante della nuova legge è

stato il significativo aumento del costo del

lavoro, a causa del considerevole aumento

del trattamento di fine rapporto. Non solo

ad oggi vige l’obbligo di pagare il Tfr anche

al termine dei contratti a tempo determinato,

ma a causa della scarsa chiarezza della

Legge in merito, risolvere un contratto, sia

a tempo determinato che indeterminato, è

diventato molto più difficile e con liquidazioni

più elevate.

Le società dovrebbero porre maggiore attenzione

alla propria politica di selezione

del personale e sfruttare appieno i periodi

di prova per i dipendenti, viste le significative

limitazioni e incertezze introdotte dalla

nuova Legge sui contratti di lavoro che

hanno aumentato il costo della risoluzione

anticipata dei contratti.

Fusioni e acquisizioni: previsioni per

il 2010

Nel corso del 2009 l’attività connessa

ad operazioni di fusione ed acquisizione

(M&A) in Cina è calata sensibilmente,

nonostante il declino sia stato molto meno

rilevante rispetto ad altri mercati. Secondo

l’analisi di Mergermarket, il volume d’affari

per il primo semestre del 2009, rispetto

al primo semestre del 2008, è diminuito di

circa il 22% mentre il valore totale degli

accordi M&A si è ridotto di circa il 18%.

Questo calo, sebbene significativo, è ben

Fondazione Italia Cina

39


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

lontano dalla contrazione totale del volume

di accordi a livello globale (46,6%) e del

valore totale degli accordi (43,3%). Tuttavia,

nel secondo semestre del 2009, si

sono manifestati i primi segnali di ripresa

e il numero di accordi di fusione e acquisizione

mostra una crescita moderatamente

rapida derivante da una maggiore fiducia

degli investitori sulla ripresa globale e dal

crescente ruolo della Cina nell’economia

globale.

Gran parte del calo dell’attività è dovuto

ad una minore attività di M&A in entrata

nel corso del primo semestre del 2009. La

quota di attività M&A interna, frutto del

consolidamento in alcuni settori e nell’ambito

del processo di riforma delle imprese

di Stato, è cresciuta costantemente dal

2005. Tuttavia, il primo semestre del 2009

ha registrato un aumento mai registrato in

precedenza.

Il valore totale degli accordi M&A in entrata

è diminuito di oltre il 65% a meno di

3 miliardi di dollari USA (un livello così

basso di attività non si era mai osservato

dal 2003 4 ), mentre il numero degli accordi

è diminuito del 75% rispetto al primo

semestre del 2008. Queste cifre riflettono

chiaramente la crisi economica globale e

le difficoltà delle economie occidentali

e del Giappone. Nonostante il futuro po-

4 Mergermarket BRIC Sintesi M&A Primo semestre

2009

40

tenziale del mercato cinese, molte società

non hanno avuto altra scelta che ridurre

gradualmente le operazioni o posticipare

gli investimenti per concentrarsi rigorosamente

sui mercati nazionali. Il calo appare

abbastanza rilevante, ma bisogna tenere

presente che i numeri rispecchiano soltanto

il valore degli affari conclusi: non prendono

in considerazione il livello di attività

in corso che sono state sospese in attesa di

un consolidamento della ripresa.

Non sorprende che i settori che hanno registrato

la maggiore attività di M&A nel

primo semestre del 2009 sono quelli dove

hanno maggiormente inciso le due direttive

economiche di questo periodo: il piano

di stimolo da 4.000 miliardi di Yuan RMB

e le politiche miranti ad incentivare i consumi

interni. I 3 maggiori settori per volume

sono stati i seguenti:

1. Prodotti industriali e chimici (18,9%);

2. Energia, estrazione e servizi di pubblica

utilità (16,4%);

3. Beni di consumo e servizi (15,7%).

Se si osservano solo gli accordi in entrata,

il quadro che emerge è simile, sebbene i

beni di consumo ed i servizi occupino il secondo

posto con il 18,8% del volume totale

e oltre il 42% del valore totale. Nonostante

l’aumento di attività di fusioni e acquisizioni

in entrata, le società straniere che si

occupano di beni di consumo e di servizi

hanno mostrato attivismo nella ricerca di

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

1600

1400

1200

1000

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

800

600

400

200

con il 18,8% del volume totale e oltre il 42% del

valore totale. Nonostante l’aumento di attività di

nuovi mercati per compensare il calo di

fusioni e acquisizioni in entrata, le società

consumi straniere che nei si occupano propri mercati di beni di nazionali. consumo e di È

servizi hanno mostrato attivismo nella ricerca di

probabile che questi settori rimarranno tra

nuovi mercati per compensare il calo di consumi

i nei principali propri mercati protagonisti nazionali. È probabile delle attività che di

questi settori rimarranno tra i principali

M&A negli anni a venire.

protagonisti delle attività di M&A negli anni a

venire.

Figura 21: Volume totale di accordi

M&A Figura nel 21: settore Volume totale sanitario di accordi (in USD), M&A nel

2004-2008

settore sanitario (in USD), 2004-2008

0

524

68

www.italychina.org

533

77

567

42

667

55

64

1.105

2004 2005 2006 2007 2008

Fonte: CeSIF CeSIF

Totale (milioni USD)

Prevediamo inoltre un maggior numero di

operazioni M&A in entrata, frutto d’investimenti

esteri o locali, nei confronti di società cinesi nel

settore farmaceutico e sanitario. Nel gennaio

2009, il governo ha annunciato un piano di spesa

pubblica di 120 miliardi di dollari USA, per il

triennio successivo, per rinnovare le infrastrutture

sanitarie cinesi a lungo trascurate. Nel piano

rientra anche l’estensione della copertura medica

assicurativa di base al 90% della popolazione

entro il 2011 e il rinnovamento degli ospedali

pubblici. L’attività di M&A in questo settore è

cresciuta costantemente negli ultimi cinque anni,

con un aumento marcato nel 2008, una tendenza

che dovrebbe continuare per tutto il 2010.

Prevediamo inoltre un maggior numero di

operazioni M&A in entrata, frutto d’investimenti

esteri o locali, nei confronti di società

cinesi nel settore farmaceutico e sanitario.

Nel gennaio 2009, il governo ha annunciato

un piano di spesa pubblica di 120 miliardi

di dollari USA, per il triennio successivo,

per rinnovare le infrastrutture sanitarie cinesi

a lungo trascurate. Nel piano rientra

anche l’estensione della copertura medica

La ridotta attività di M&A ha portato il Governo

assicurativa di base al 90% della popola-

centrale ad ammorbidire gradualmente alcune

zione delle stringenti entro il normative 2011 e il emanate rinnovamento negli ultimi degli due

ospedali anni. In una pubblici. prima significativa L’attività occasione, di M&A in la que-

nuova legge anti-monopolio ha portato al blocco

sto dell’offerta settore pubblica è cresciuta di acquisto costantemente da 2,4 miliardi negli di

ultimi dollari USA cinque della anni, Coca con Cola un su aumento Huiyuan Juice, marcato

società locale leader nella produzione di bevande

nel analcoliche. 2008, una Anche tendenza se ciò dimostra che dovrebbe la volontà conti- del

nuare per tutto il 2010.

80

70

60

50

40

30

20

10

0

governo di utilizzare la Legge come strumento per

proteggere le società che considera “campioni

nazionali”, questo non significa che le attività di

M&A in generale troveranno più ostacoli. Di fatto,

per il mercato a basso e medio valore aggiunto, il

Governo ha allentato alcune normative per

incentivare ulteriormente l’attività di M&A e

consolidare il mercato. Per esempio, nel settore

immobiliare, il Governo centrale ha stemperato

tutta una serie di normative connesse agli

investimenti esteri e in particolare alle attività

M&A, vedasi la delega alle autorità provinciali, da

sempre più propense a concedere le

approvazioni 5 .

La ridotta attività di M&A ha portato il

Governo centrale ad ammorbidire gradualmente

alcune delle stringenti normative

emanate negli ultimi due anni. In una

prima significativa occasione, la nuova

legge anti-monopolio ha portato al blocco

dell’offerta pubblica di acquisto da 2,4 miliardi

di dollari USA della Coca Cola su

Huiyuan Juice, società locale leader nella

produzione di bevande analcoliche. Anche

se ciò dimostra la volontà del governo

di utilizzare la Legge come strumento per

proteggere le società che considera “campioni

nazionali”, questo non significa che

le attività di M&A in generale troveranno

più ostacoli. Di fatto, per il mercato a basso

e medio valore aggiunto, il Governo ha

allentato alcune normative per incentivare

ulteriormente l’attività di M&A e consolidare

il mercato. Per esempio, nel settore

immobiliare, il Governo centrale ha stemperato

tutta una serie di normative connesse

Previsioni agli investimenti 2010 per gli esteri investimenti e in particolare diretti

alle cinesi attività verso M&A, l’estero vedasi la delega alle autorità

provinciali, da sempre più propense

a concedere le approvazioni .

In conclusione, si prevede che l’attività di M&A,

nel 2010, cresca significativamente rispetto al

2009, anche se difficilmente raggiungerà il livello

raggiunto nel 2008. Per quanto riguarda gli

investitori stranieri, questo potrebbe significare

che gli obiettivi delle operazioni cinesi non

raggiunti nel 2008, potrebbero esserlo nelle attuali

circostanze economiche. Con tutta probabilità, le

società target disponibili ad essere acquisite

saranno di maggiore qualità, con un top

management che nutre minori aspettative rispetto

agli anni precedenti. In ogni caso, le aspettative

non dovrebbero diminuire ulteriormente data la

ripresa di oltre il 70% della Borsa di Shanghai

rispetto al minimo toccato nel corso dell’anno

2009, e fintantoché i multipli di transazione medi

sono in calo, è ancora possibile che operazioni

nei settori sopra menzionati possano determinare

margini significativi.

Secondo il Mofcom (Ministero del Commercio

Cinese), gli investimenti cinesi verso l’estero

hanno toccato un livello di 32,87 miliardi di dollari

USA nel settembre 2009, e potrebbero

raggiungere i 40 miliardi entro la fine dell’anno. Gli

investimenti delle società statali cinesi hanno

contribuito maggiormente alla crescita degli

investimenti totali all’estero, acquisendo in 112

paesi, negli ultimi nove mesi, quote di società

manifatturiere e nel settore delle risorse naturali. Il

Ministero del Commercio ha comunicato che il

43% degli investimenti totali riguardava quote di

controllo.

In conclusione, si prevede che l’attività di

M&A, nel 2010, cresca significativamente

rispetto al 2009, anche se difficilmente

raggiungerà il livello raggiunto nel 2008.

Per quanto riguarda gli investitori stranieri,

questo potrebbe significare che gli

obiettivi delle operazioni cinesi non raggiunti

5

Circular nel on Better 2008, Implementation potrebbero of the esserlo Filing of Foreign nelle

Investment in Real Estate Industry (MOFCOM)

attuali circostanze economiche. Con tutta

Fondazione Italia Cina

41


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

probabilità, le società target disponibili

ad essere acquisite saranno di maggiore

qualità, con un top management che nutre

minori aspettative rispetto agli anni

precedenti. In ogni caso, le aspettative

non dovrebbero diminuire ulteriormente

data la ripresa di oltre il 70% della Borsa

di Shanghai rispetto al minimo toccato

nel corso dell’anno 2009, e fintantoché i

multipli di transazione medi sono in calo,

è ancora possibile che operazioni nei settori

sopra menzionati possano determinare

margini significativi.

Previsioni 2010 per gli investimenti

diretti cinesi verso l’estero

Secondo il Mofcom (Ministero del Commercio

Cinese), gli investimenti cinesi

verso l’estero hanno toccato un livello di

32,87 miliardi di dollari USA nel settembre

2009, e potrebbero raggiungere i 40

miliardi entro la fine dell’anno. Gli investimenti

delle società statali cinesi hanno

contribuito maggiormente alla crescita

degli investimenti totali all’estero, acquisendo

in 112 paesi, negli ultimi nove mesi,

quote di società manifatturiere e nel settore

delle risorse naturali. Il Ministero del

Commercio ha comunicato che il 43% degli

investimenti totali riguardava quote di

controllo.

42

45

40

35

30

25

20

15

10

5

0

Figura 22: Valore e tasso e tasso di crescita di crescita (%) degli (%)

degli IDE cinesi IDE non cinesi finanziari non finanziari all'estero, 2004-2009 all’estero,

2004-2009

2004 2005 2006 2007 2008 2009 E

IDE (miliardi USD ) Tasso di crescita

Fonte: Ministero del Commercio cinese (MOFCOM)

Gli IDE cinesi all’estero di natura non fi-

Gli IDE cinesi all’estero di natura non finanziaria

nanziaria sono stati diretti sono principalmente stati diretti in principalmente

Asia, America

Latina e Africa, aree in cui si trova la maggior

in Asia, America Latina e Africa, aree in cui

parte delle risorse naturali, dei progetti

si infrastrutturali trova la maggior e dei paradisi parte fiscali. delle Gli risorse IDE natu-

finanziari, invece, sono stati maggiormente

rali, dei progetti infrastrutturali e dei para-

concentrati in aree con mercati finanziari molto

disi sviluppati, fiscali. quali Gli Hong IDE Kong, finanziari, Regno invece, Unito e Stati sono

stati Uniti. maggiormente concentrati in aree con

mercati finanziari molto sviluppati, quali

In termini di settori, gli investimenti diretti non

finanziari verso l’estero sono stati indirizzati

Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti.

principalmente verso il settore delle risorse

naturali e nelle attività correlate, incluse le

infrastrutture, le opere di ingegneria civile,

In termini di settori, gli investimenti di-

l’immobiliare e l’attività manifatturiera. Questi

retti settori non da soli finanziari rappresentano verso oltre l’estero il 60% sono del totale stati

degli IDE non finanziari. Negli investimenti verso

indirizzati principalmente verso il settore

l’estero del 2009 abbiamo notato le seguenti

tendenze:

delle risorse naturali e nelle attività correlate,

- Gli investimenti incluse in le progetti infrastrutture, infrastrutturali le sono opere

di emersi ingegneria quali secondo civile, principale l’immobiliare fattore di crescita e l’at-

degli IDE cinesi, con grandi progetti in particolare

tività in Africa, manifatturiera. Asia e, in misura Questi minore, settori in America da soli

rappresentano Latina. Nel 2008 e oltre nel primo il 60% semestre del totale del 2009, dei

progetti infrastrutturali riferiti agli IDE cinesi

gli ammontavano IDE non finanziari. a 2,9 miliardi Negli di dollari investimenti

USA, ossia

verso una crescita l’estero annua del del 2009 353% abbiamo (si veda la notato figura le

23).

seguenti tendenze:

- Gli investimenti in Africa sono aumentati ad un

tasso di gran lunga superiore ad altre aree, con

un aumento annuale del 250% e un importo di

IDE, effettivamente realizzato, di 5,49 miliardi di

- Gli investimenti in progetti infrastrutturali

sono emersi quali secondo principale

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80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

-10%

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

dollari USA nel 2008. Questi investimenti sono

Fonte: Ministero del Commercio cinese (MOFCOM)

dovuti principalmente al forte e diretto

Fonte: Ministero del Commercio cinese (MOFCOM)

coinvolgimento del Governo cinese negli

investimenti svolti in Africa per infrastrutture e

risorse naturali. Gli IDE cinesi all’estero di natura non finanziaria

Gli sono IDE stati cinesi diretti all’estero principalmente di natura in non Asia, finanziaria America

- Le società cinesi sono Latina di stati e ingegneria Africa, diretti aree principalmente civile in cui stanno si trova in Asia, la maggior America

investendo all’estero Latina parte delle e capitali Africa, risorse mai aree naturali, investiti in cui si dei prima, trova progetti la maggior

grazie al forte parte infrastrutturali sostegno delle politico risorse e dei e naturali, finanziario paradisi dei fiscali. progetti del Gli IDE

Governo cinese. infrastrutturali finanziari, invece, e dei sono paradisi stati fiscali. maggiormente Gli IDE

finanziari, concentrati invece, in aree sono con stati mercati maggiormente finanziari molto

- Nel 2009, gli concentrati IDE, il cui driver principale è la

sviluppati,

ricerca di mercati 353% (principalmente (si quali in aree

veda Hong con

svolti la Kong, mercati

figura Regno finanziari

da società 23). Unito molto e Stati

sviluppati, Uniti. quali Hong Kong, Regno Unito e Stati

manifatturiere), Uniti. sono diminuiti a seguito delle

scarse prospettive In termini di crescita di settori, delle gli economie investimenti diretti non

sviluppate a partire In finanziari termini dalla di verso fine settori, del l’estero 2008. gli investimenti sono stati indirizzati diretti non

finanziari principalmente verso verso l’estero il settore sono stati delle indirizzati risorse

Figura 23: 2005-2008 principalmente Valore e tasso di crescita

naturali e nelle verso attività il correlate, settore delle incluse risorse le

(%) degli IDE naturali cinesi all'estero nel settore delle

infrastrutture, e nelle le attività opere correlate, di ingegneria incluse civile, le

infrastruttureinfrastrutture,

l’immobiliare e le l’attività opere di manifatturiera. ingegneria civile, Questi

l’immobiliare

2,5

settori da soli e rappresentano l’attività manifatturiera. oltre il 400% 60% Questi del totale

settori 2,19

degli IDE da soli non rappresentano finanziari. Negli oltre 353% investimenti il 350% 60% del verso totale

2

degli l’estero IDE del non 2009 finanziari. abbiamo Negli notato investimenti le 300% seguenti verso

1,5

l’estero tendenze: del 2009 abbiamo notato le 250% seguenti

tendenze:

202%

200%

1

- Gli investimenti in progetti infrastrutturali 150% sono

- 0,48

100%

0,5

emersi Gli investimenti quali secondo in progetti principale infrastrutturali fattore di crescita sono

79%

0,09 emersi 0,16 degli IDE quali cinesi, secondo con grandi principale progetti fattore 50% in particolare di crescita

0

degli 0%

in risorse Africa, IDE Asia cinesi, naturali. e, con in misura grandi minore, progetti in in America particolare

2005 2006 2007 2008

in Latina. Africa, Nel Asia 2008 e, in e nel misura primo minore, semestre in America del 2009, i

Fonte: CeSIF

IDE miliardi US$ tasso di crescita

Latina. progetti Nel infrastrutturali 2008 e nel primo riferiti semestre agli IDE cinesi del 2009, i

progetti ammontavano infrastrutturali a 2,9 miliardi riferiti agli di dollari IDE cinesi USA, ossia

Figura 24: 2003-2008 ammontavano una crescita Tasso annua a 2,9 di del crescita miliardi 353% di degli (si dollari veda USA, la figura ossia

IDE cinesi in una 23). Africa crescita annua del 353% (si veda la figura

23).

6000 - Gli investimenti in Africa sono aumentati 350% ad un

- tasso Gli litico investimenti di gran e finanziario lunga in Africa superiore del sono Governo ad aumentati cinese.

5000

300% altre aree, ad con un

tasso un aumento di gran annuale lunga superiore del 250% ad e altre un importo aree, con di

250%

4000 un IDE, aumento effettivamente annuale realizzato, del 250% di e un 5,49 importo miliardi di di

200%

3000 IDE, effettivamente realizzato, di 5,49 miliardi di

2000

1000

0

Fonte: CeSIF

15

10

10

5

5

0

0

2004 2005 2006 2007 2008 2009 E

2004 2005

IDE (miliardi

2006

USD )

2007

Tasso di crescita

2008 2009 E

fattore di crescita degli IDE cinesi, con

grandi progetti in particolare in Africa,

Asia e, in misura minore, in America Latina.

Nel 2008 e nel primo semestre del

2009, i progetti infrastrutturali riferiti agli

IDE cinesi ammontavano a 2,9 miliardi di

dollari USA, ossia una crescita annua del

- Gli investimenti in Africa sono aumentati

ad un tasso di gran lunga superiore

ad altre aree, con un aumento annuale del

250% e un importo di IDE, effettivamente

realizzato, di 5,49 miliardi di dollari USA

nel 2008. Questi investimenti sono dovuti

principalmente al forte e diretto coinvolgimento

del Governo cinese negli investimenti

svolti in Africa per infrastrutture e

- Le società cinesi di ingegneria civile

stanno investendo all’estero capitali mai

investiti prima, grazie al forte sostegno po-

- Nel 2009, gli IDE, il cui driver principa-

150%

le è la ricerca di mercati 100% (principalmente

50%

svolti da società manifatturiere), sono di-

0%

minuiti a seguito delle scarse prospettive

di crescita delle economie sviluppate a

partire dalla fine del 2008.

2003 2004 2005 2006 2007 2008

milioni USD Variazione % annua

www.italychina.org

IDE (miliardi USD ) Tasso di crescita

20%

10%

10%

0%

0%

-10%

-10%

Governo cinese.

- Nel 2009, gli IDE, il cui driver principale è la

- ricerca Nel 2009, di mercati gli IDE, (principalmente il cui driver principale svolti da è società la

ricerca manifatturiere), di mercati sono (principalmente diminuiti a seguito svolti da delle società

manifatturiere), scarse prospettive sono di diminuiti crescita delle a seguito economie delle

scarse sviluppate prospettive a partire di dalla crescita fine delle del 2008. economie

sviluppate Figura 23: a partire 2005-2008 dalla fine del Valore 2008. e tasso di

Figura crescita 23: (%) 2005-2008 degli Valore IDE cinesi e tasso all’estero di crescita

Figura (%) nel degli 23:

settore IDE 2005-2008

delle cinesi infrastrutture

all'estero Valore e nel tasso settore di crescita delle

(%) infrastrutture degli IDE cinesi all'estero nel settore delle

infrastrutture

2,5

2,5

2

2

1,5

400%

2,19

353% 400% 350%

2,19

353% 350% 300%

300% 250%

1,5

202%

250% 200%

1

202%

200% 150%

1

0,5

0,5

0

0,09

0,09

79%

0,16

79%

0,16

0,48

0,48

150% 100%

100% 50%

50% 0%

0 2005 2006 2007 2008 0%

Fonte: CeSIF

2005

IDE miliardi

2006

US$

Fonte: CeSIF Fonte: CeSIF IDE miliardi US$

2007

tasso di crescita

2008

tasso di crescita

Figura 24: 2003-2008 Tasso di crescita degli

Figura IDE cinesi 24: 2003-2008 in 2003-2008 Africa Tasso Tasso di crescita di crescita degli

degli IDE cinesi IDE in cinesi Africa in Africa

6000

6000

5000

5000

4000

4000

3000

3000

2000

2000

1000

1000

0

0

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

2003 2004 2005 2006 2007 2008

2003 2004

milioni USD

2005

Variazione

2006 2007

% annua

2008

milioni USD Variazione % annua

Fondazione Italia Cina

350%

350%

300%

300%

250%

250%

200%

200%

150%

150%

100%

100%

50%

50%

0%

0%

Per gli IDE cinesi prevediamo le seguenti

tendenze nel 2010:

- Il motore principale continuerà ad essere

costituito dagli investimenti finalizzati agli

approvvigionamenti energetici e di risorse

naturali in generale. I grandi progetti in

questi settori contribuiranno, in maniera

decisiva, sulla performance complessiva

degli IDE cinesi per l’anno di riferimento.

Quando il contesto politico lo consentirà,

le società cinesi cercheranno attivamente

di investire verso l’estero in questi settori.

43


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

- Il ruolo della Cina nell’ingegneria civile

e nei progetti infrastrutturali, a livello

globale, diventerà sempre più rilevante.

Nei Paesi in cui vi sono barriere politiche

non elevate per gli operatori cinesi, gli

IDE dalla Cina continueranno a crescere

costantemente.

- Il Governo cinese e le aziende nazionali

sono oggi più consapevoli delle difficoltà

che caratterizzano gli investimenti diretti

all’estero, quali appunto le barriere di natura

politica (a volte esplicitamente manifestate

da esponenti politici di Paesi esteri),

il gap di competenze manageriali ed il

potenziale di mercato. Le aziende cinesi

saranno perciò più caute nelle decisioni

di investimento verso l’estero e il Governo

svolgerà un ruolo maggiore di controllo,

monitoraggio e guida, anche per le società

private.

- Le società manifatturiere cinesi si focalizzeranno

maggiormente sullo sviluppo

del mercato locale in rapida crescita piuttosto

che sull’espansione internazionale; di

conseguenza, non prevediamo sostanziali

investimenti.

Scenario fiscale per il 2010

Nel 2009, la politica fiscale cinese ha dedicato

particolare attenzione a rendere più

flessibile la tassa sul valore aggiunto e ad

una ulteriore implementazione della Legge

sull’imposta del reddito d’impresa, entrata

in vigore il 1° gennaio del 2008. Sono state

44

inoltre emanate misure specifiche finalizzate

a stimolare le esportazioni (reintroduzione

del rimborso fiscale), gli investimenti

interni nonché le attività di spesa. È stato

introdotto inoltre un maggior controllo sulle

imposte relative alle transazioni M&A. Il

quadro normativo complessivo è diventato

più rigido e il Governo sta gradualmente

ponendo termine al trattamento differenziato

di società nazionali ed estere.

Colpita dalla crisi economica globale, anche

l’economia cinese ha dovuto affrontare

un rallentamento, in particolare nel settore

delle esportazioni, che rappresenta circa il

25% del PIL totale. Per stimolare la domanda

interna, l’Amministrazione statale

delle imposte ha modificato la fiscalità,

passando da un regime IVA basato sulla

produzione ad uno basato sui consumi. La

svolta è rappresentata dall’introduzione

della piena deducibilità dell’IVA pagata

sulle immobilizzazioni rispetto all’impossibilità

di accreditare l’IVA riferita ai beni di

consumo. La nuova Normativa Iva provvisoria

è entrata in vigore il 1° gennaio 2009.

Nel frattempo, l’Amministrazione statale

delle imposte ha rettificato la politica delle

aliquote Iva per le esportazioni, aumentando

le quote di rimborso per un numero

significativo di categorie merceologiche, al

fine di tutelare le attività delle esportazione

nazionali.

Le linee guida di attuazione per la tassa sul

reddito d’impresa, che hanno posto termi-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

ne al trattamento preferenziale per gli investitori

esteri e hanno unificato l’aliquota

fiscale al 25%, sono state emanate nel corso

del 2008. Tuttavia, il Governo cinese si

è attivato con determinazione per garantirne

l’attuazione solo nel 2009. Alla fine del

2008 è stato creato un nuovo dipartimento,

il Dipartimento dell’ Amministrazione

fiscale delle grandi imprese, sia nazionali

che straniere, le quali in passato avevano

riscontrato incongruenze fiscali tra diverse

aree della Cina.

Sempre in relazione ad una implementazione

più rigida della tassa sul reddito

d’impresa, nel 2009 sono state adottate

linee guida operative che delineavano sei

criteri di valutazione di imprese nuove/

high tech (New High Tech Enterprises,

Nhte). In questo modo, il Governo ha ridotto

la capacità di accedere ad uno dei

principali incentivi fiscali in Cina, rendendo

più difficile il soddisfacimento dei criteri

necessari per beneficiare di un regime

fiscale privilegiato. Le imprese che hanno

già ottenuto lo status Nhte non saranno interessate

da questa norma.

Di fronte alla pressione del disavanzo fiscale

nel 2009, le autorità hanno introdotto

ulteriori misure anti-evasione per

aumentare il gettito fiscale. Tali misure

prevedono sia aggiustamenti normativi che

maggiori e più rigorosi accertamenti fiscali.

Le rettifiche normative si concentrano

principalmente sulla limitazione dell’eva-

www.italychina.org

sione fiscale relativa alla tassa sul reddito

d’impresa, con alcuni esempi molto chiari:

(a) le norme di “capitalizzazione sottile”,

per eliminare la deducibilità degli interessi

passivi corrisposti dalla società a terze

parti legate più o meno direttamente alla

società stessa (ad esempio soci qualificati)

quando il rapporto debiti/patrimonio

netto supera un determinato importo; (b)

i finanziamenti della capogruppo saranno

rigorosamente monitorati. Le verifiche e gli

accertamenti fiscali hanno portato ad una

vasta gamma di sanzioni finanziarie imposte

su società nazionali ed estere che non

si adeguano al nuovo regime fiscale.

Per quanto riguarda le attività M&A,

l’Amministrazione statale delle imposte

ha introdotto una serie di nuove direttive

ed emendamenti focalizzati soprattutto

sull’imposta relativa alle transazioni, alla

ristrutturazione d’impresa e alle acquisizioni

di società quotate. La società target

o la sua proprietà devono ora fare fronte a

più elevate imposte sul reddito che potrebbero

aumentare il prezzo complessivo delle

transazioni.

In conclusione, nel 2009 il Governo cinese

ha orientato la sua azione a massimizzare

le entrate fiscali ed ha esercitato una

maggiore pressione fiscale sia sugli attori

nazionali che sulle imprese multinazionali.

Pratiche miranti all’evasione o all’elusione

fiscale sono diventate sempre più difficili

visto l’aumento generalizzato degli accer-

Fondazione Italia Cina

45


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

tamenti. A nostro avviso, questa tendenza

continuerà nel 2010.

Qualità: maggiore attenzione e

comunicazione

Nel 2007, la Cina è stata oggetto di forti

critiche relative alla qualità della sua

produzione. La situazione ha poi visto un

notevole peggioramento con la “crisi del

latte” del 2008. Il marchio “Made in China”

ne ha fatto le spese, in particolare per

quanto riguarda i prodotti alimentari.

La ricerca di qualità da parte dei consumatori

occidentali e la volontà dei fornitori

cinesi di soddisfare le richieste occidentali

hanno determinato una situazione

in cui gli acquirenti esercitano maggiore

pressione sui prezzi dei fornitori cinesi. A

questo si aggiunge la competizione serrata

sul mercato interno, e il rialzo del costo del

lavoro e delle materie prime. La pressione

è talmente elevata che per i fornitori non

si tratta più di massimizzare i profitti ma

in realtà di lottare per la propria sopravvivenza.

Nel complesso, tuttavia, è positivo il fatto

che gli elevati standard qualitativi degli

acquirenti e dei mercati occidentali hanno

dettato i tempi e la linea ai fornitori cinesi.

I fornitori hanno un limitato potere contrattuale

in merito, e devono semplicemente

soddisfare i requisiti dei propri clienti

all’estero.

46

A medio termine, nell’ambito di uno sviluppo

complessivo, la Cina non continuerà

a rappresentare una piattaforma produttiva

a basso costo e di scarsa qualità. Le politiche

industriali del Paese da un lato e le

macrodinamiche internazionali dall’altro

determineranno una transizione verso una

produzione di qualità medio-alta nei prossimi

10 anni. I consumi interni sono sempre

più il motore della crescita e si rifletteranno

in un incremento dei prezzi. Per le

aziende cinesi caratterizzate da bassi costi

e da prodotti di scarsa qualità sarà difficile

rimanere competitive in questo contesto,

considerato anche il tasso di cambio

più flessibile. I produttori cinesi possono

ancora fornire prodotti competitivi ma probabilmente

sposteranno la produzione in

altri paesi asiatici; è un trend molto visibile

e potrà essere accelerato dall’accordo

di libero scambio con i Paesi dell’Asean.

Al contempo, le società cinesi costituiranno

propri canali di distribuzione all’estero

(per servire l’export e acquisire una maggiore

quota della catena del valore) e imporranno

i propri marchi all’estero.

La questione degli standard di qualità dei

prodotti s’inserisce in un più ampio contesto

relativo ad una crescita sostenibile in

cui consumi, ambiente ed una maggiore

qualità sono tutti fattori correlati. Si ritiene

che tra gli obiettivi di Pechino non vi siano

cambiamenti superficiali ma una svolta

sostanziale per sostituire l’attuale modello

di crescita economica basato sulla quantità

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

ad uno orientato alla qualità.

Il CeSIF ritiene che la determinazione della

Cina ad affermarsi sulla scena globale

sia garanzia del fatto che il Paese è destinato

a riacquistare la credibilità persa a

causa di crisi connesse alla qualità.

Le società estere non si sottraggono

al tema della qualità.

Nel 2009, le autorità cinesi hanno dichiarato

che oltre 150 articoli alimentari

e cosmetici importati in Cina non hanno

superato i controlli di qualità. Questo ha

interessato anche grandi società come la

PepsiCo e la MeadJohnson.

La Cina sta affrontando le questioni legate

alla qualità attraverso due modalità: (a)

una più efficace comunicazione sui risultati

conseguiti, per esempio con riferimento

alla qualità dell’aria e dell’acqua; (b) un

rigoroso giro di vite sui prodotti di qualità

scadente, indipendentemente dal fatto che

siano prodotti locali o esteri.

R&S: significa davvero ricerca e

sviluppo

L’obiettivo della Cina di posizionarsi tra le

“prime 10 potenze tecnologiche mondiali”

entro il 2010 è sempre stato connesso allo

sviluppo della capacità interna di ricerca e

sviluppo. La spesa per R&S in Cina è cresciuta

infatti di sei volte nell’ultimo decennio

ed è cresciuta del 23,2%, giungendo

a 457 miliardi di RMB, nel 2008. Inoltre,

www.italychina.org

ha cominciato ad attenuarsi lo scetticismo

di molti osservatori esteri, secondo cui la

capacità di R&S della Cina era focalizzata

esclusivamente su reverse engineering.

Molte società estere nei settori nanotecnologia,

materiali sintetici, biotecnologia,

software e telecomunicazioni guardano

alla Cina come potenziale fonte di innovazioni

tecnologiche.

Due sono le principali dinamiche che si

possono osservare. In primo luogo, si è

focalizzata maggiormente l’attenzione nei

confronti della generazione di innovazioni

tecnologiche attraverso centri di R&S rispetto

al trasferimento di tecnologia dalle

società estere alle società nazionali attraverso

joint-venture, dato che qui i risultati

sono stati inferiori alle aspettative.

Di conseguenza, le multinazionali vengono

esortate a svolgere vera e propria R&S in

Cina, piuttosto che solamente a localizzare

la produzione, a collaborare con società

cinesi in progetti di R&S e a trasferire nei

processi produttivi i risultati di questi progetti

in Cina.

In secondo luogo, registriamo un sostanziale

aumento di progetti di R&S condotti

da soggetti cinesi nella convinzione che le

società e gli istituti di ricerca cinesi debbano

diventare più innovativi al fine di sostenere

la crescita del Paese.

Le linee guida nazionali per lo sviluppo

Fondazione Italia Cina

47


e

i

l

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

scientifico e tecnologico raccomandano

una riduzione della dipendenza del Paese

dalla tecnologia importata, dall’attuale

50% al 30% o meno entro il 2020 (come

opportuno riferimento la media dei paesi

sviluppati è di circa il 10%, secondo l’Accademia

Cinese delle Scienze).

Ciò nonostante, le società estere che intendono

avvantaggiarsi del programma cinese

di R&S continueranno a scontrarsi con le

criticità connesse alla creazione di centri

di ricerca e sviluppo di successo. Non si

tratta solo di integrare la R&S cinese nelle

strutture di R&S aziendali e di superare la

resistenza interna dovuta ai timori di perdita

di posti di lavoro. Altre sfide sono rappresentate

dal costo derivante dalle violazioni

dei diritti di proprietà intellettuale e

dal convincere gli headquarters aziendali

del fatto che la Cina offre più opportunità

che minacce. In ogni caso, il fattore chiave

per il successo sarà la costituzione di un

team di R&S che mantenga nel tempo la

stabilità necessaria a raggiungere risultati

innovativi.

Figura 25: Spesa per R&S, miliardi USD

500

35%

450

30%

400

350

25%

300

20%

250

15%

200

150

10%

100

5%

50

0

0%

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

48

Spesa in R&S (miliardi yuan RMB)

Fonte: Ministero della Scienza e Tecnologia (MOST)

Fonte: Ministero della Scienza e Tecnologia (MOST)

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

www.italychina.org

Implicazioni per le

società italiane

La Cina per le società estere:

opportunità e imperativo

startegico

Fondazione Italia Cina

49


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Figura 28: Margini per le società italiane in Cina

Figura 28: Margini per le società italiane in Cina

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Figura 27: Margini per le società europee in

Cina

Figura 26: Indagine del Business Council USA-

Figura Figura 26: Indagine 26: Indagine del Business del Business Council Council USA- Figura

Figura 26: Indagine del Business Council USA-

Cina Figura 27:

Figura

su Margini un 27:

27:

campione Margini per le società per

Margini per

di propri le società europee

le società

soci, europee

europee

2009 in in

in

Cina su USA-Cina un campione su un di campione propri soci, di 2009 propri soci, 2009 Cina

Cina su un campione di propri soci, 2009 Cina Cina

Le operazioni Sondaggio in Cina 2009 della vostra

Sondaggio 2009

Le operazioni in Cina della vostra

società generano profitti ?

Le operazioni in Cina della vostra

società generano profitti ?

società generano profitti ?

Le società estere stanno approfittando della ra-

Sondaggio 2009

pida crescita economica del Paese, con il fatturato

delle imprese in rapido aumento ed in

- rapida innovazione di prodotto;

- distribuzione efficiente;

- marketing & branding efficaci;

No

Negativomolti

casi con notevoli profitti, come illustrato - lettura e comprensione delle necessità del

No

16%

No

16%

Si

84%

Si

84%

Negativo 16%

Negativo

21%

21%

Positivo

Pareggio Si Positivo

Pareggio63%

16% 84% 63%

16%

21%

da studi svolti dalla Camera di Commercio Eu-

Positivo

Pareggio

63%

16% ropea in Cina, dal Business Council USA-Cina

ed in particolare dal CeSIF della Fondazione

Italia Cina.

consumatore cinese.

Per avere successo le imprese dovranno adottare

un approccio del tutto diverso ed innovativo

che implicherà anche decisioni riguardo il ma-

Tasso di redditività delle operazioni

Tasso di redditività delle operazioni

cinesi in rapporto al tasso totale della

cinesi in

società

rapporto al tasso totale della

società

Tasso di redditività

Sondaggio

delle

2008

operazioni

cinesi in rapporto al Sondaggio tasso totale 2008 della

società

Sondaggio Per molte 2008 società, la Cina è diventata un Paese

chiave nel contesto di una continua frammen-

Negativo tazione della catena produttiva. In molti casi,

nagement e la dimensione operativa. Per avere

successo sul mercato di massa cinese, le società

dovranno assumere un management adatto,

Peggiore

28%

Peggiore

28% Migliore

46%

Migliore

46%

Uguale

26%

Uguale

26%

Peggiore Negativo

28% 16%

Negativo

Migliore 16%

Pareggio 46%

14%

Pareggio

Uguale 14% Positivo

70%

Positivo

26%

70%

16%

per un’impresa, la quota della Cina rappresenta

Pareggio

14%

oltre il Positivo 5% del fatturato globale e mostra una

70%

rapida crescita.

Tuttavia, per altre società, il ruolo della Cina

strutturarsi opportunamente e raggiungere l’eccellenza

dal punto di vista operativo.

La sfida

Ricavi in Cina, 2008 vs. 2007

Ricavi in Cina, 2008 vs. 2007

Ricavi in Cina, Sondaggio 2008 vs. 2007 2007

Sondaggio 2007

risulta ancora contenuto relativamente alle at-

Sondaggio 2007

tività globali. Per queste imprese s’impone una

strategia più orientata al mercato cinese - sem-

Se da un lato le opportunità ed il volume di vendite

potrebbero continuare a crescere a grande

velocità, dall’altro lato i margini di profitto delle

Costanti;

Costanti;

22%

22% Crescita;

Crescita;

45%

45%

Declino;

Declino;

33%

33%

Fonte: US-China Business Council

Fonte: US-China Business Council Council

Costanti;

22%

Negativo

Negativo

Crescita;

28%

28% 45%

Declino; Pareggio

Positivo

Pareggio

Positivo

33% 11%

61%

11%

61%

Fonte: US-China Business Council

Fonte : Fonte: Annual Business Annual Confidence Business Survey Confidence 2009, Survey EU 2009, EU

Fonte : Annual Business Confidence Survey 2009, EU

Chamber Chamber of Commerce Of Commerce

Chamber of Commerce

Negativo pre più strategico e rilevante - ed in definitiva

28%

un maggiore contributo delle attività cinesi sul

Pareggio

Positivo

11% fatturato 61% totale dell’impresa stessa.

Inoltre, come già riportato, la Cina è caratterizzata

da un boom dei consumi interni, e le no-

Fonte : Annual Business Confidence Survey 2009, EU

Chamber of Commerce stre previsioni indicano un’enorme crescita del

mercato nei prossimi 10-15 anni. La Cina è già

imprese straniere saranno sottoposti a pressione

per i seguenti motivi:

- le società cinesi trarranno maggiori benefici

da questo mercato dinamico ed in grande crescita.

Sia le società private che, in alcuni casi,

le società statali sono diventate competitive in

tempi brevi, in parte favorite dal maggior soste-

Figura 28: Margini per le società

Figura italiane 28: Margini in Cina per le società italiane in Cina

un mercato significativo, ma prevediamo che la

sua importanza relativa rispetto a quello globagno

del Governo.

- Il consolidamento del settore retail e l’increle

crescerà sempre più rapidamente grazie alla mento sostanziale dei costi di comunicazione

crescita dei consumi.

pubblicitaria creano ulteriori pressioni sui

margini per le aziende del settore dei beni di

Il cambio di strategia

consumo.

Il successo sul mercato di massa cinese dipen- - La pressione sui margini è rafforzata anche

derà dai seguenti fattori chiave:

dall’aumento dei costi operativi, trainati dall’in-

Fonte: CeSIF

- qualità a basso costo (valore);

cremento dei costi relativi a risorse umane, ter-

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

Le società estere stanno approfittando della

- flessibilità;

molti casi con notevoli - dinamismo; profitti, come illustrato da

reni/affitti, materie prime, servizi di pubblica

utilità ecc.

Le società estere stanno approfittando della

Le società estere stanno approfittando della

rapida crescita

rapida 50 economica del Paese, con il

crescita economica del Paese, con il

fatturato delle imprese

fatturato delle Fondazione in rapido

imprese Italia aumento

in rapido Cina ed in

aumento ed in

molti rapida casi con notevoli profitti, come illustrato da

molti

crescita

casi con

economica

notevoli profitti,

del Paese,

come

con

illustrato

il

da

studi svolti dalla Camera di Commercio Europea

studi fatturato svolti dalla Camera di Commercio Europea

studi svolti

delle

dalla

imprese

Camera

in rapido

di Commercio

aumento ed

Europea

in

www.italychina.org

www.italychina.org

Fondazione Italia Cina

51


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

1. Management

Un management capace è fondamentale per

poter comprendere il consumatore cinese,

prendere le decisioni giuste ed in tempi rapidi,

mantenendo contestualmente bassi i costi

e continuando ad offrire valore alla clientela.

Questo richiede:

Manager capaci. Molte società internazionali,

tra cui alcune con una significativa presenza

in Cina, non sono state in grado di costruire un

management solido e stabile. Spesso il management

è caratterizzato dalla presenza di stranieri

che vivono l’esperienza cinese come una breve

parentesi, e lasciano l’incarico dopo pochissimi

anni. In molti casi, questi manager non sono

neanche figure senior all’interno delle aziende,

e non hanno una profonda conoscenza dell’ambiente

economico locale. Le società straniere

dovrebbero dedicare maggiore attenzione alla

conoscenza ed alla comprensione della Cina

attraverso opportuni momenti formativi oppure,

idealmente, assumere persone che possano già

vantare una grande conoscenza del mercato e

del settore di riferimento.

Occorre dare la priorità a manager già residenti

oppure con comprovate esperienze in Cina, inclusi

ovviamente i cittadini di Cina, Hong Kong

e Taiwan.

A volte, questi manager potrebbero non inserirsi

bene nella struttura aziendale. È compito del

top management fare in modo che vengano valorizzati

e, se necessario, che le norme aziendali

vengano adeguate alla realtà cinese.

Assegnare alla Cina un ruolo decisivo nel

processo decisionale delle aziende. L’im-

52

portanza strategica della Cina dovrà necessariamente

risolversi in un maggiore potere decisionale

dei manager responsabili delle attività cinesi

e non solo nelle decisioni che si riferiscono

alla Cina ma anche nelle scelte che riguardano

la società nel suo complesso. Questo potrebbe

tradursi nello spostamento in Cina degli headquarter

che sovraintendono alle attività cinesi

o asiatiche, far riportare il manager della Cina

direttamente all’amministratore delegato, nominare

il responsabile della Cina tra i membri del

Consiglio di amministrazione e così via.

I parametri decisionali corretti. Le società

globali dovrebbero considerare la possibilità

di adeguare i propri processi decisionali

all’ambiente cinese, consentendo un livello di

autonomia e imprenditorialità in Cina maggiore

di quanto non sia normalmente concesso. In

questo contesto si potrebbe conferire al management

cinese una maggiore autonomia decisionale

rispetto alle scelte d’investimento, alle

procedure di razionalizzazione e ottimizzazione

delle risorse e allo sviluppo del prodotto (es. localizzazione).

2. Eccellenza dimensionale e operativa

Il concetto di economia di scala indica la relazione

esistente tra l’aumento della scala di produzione

(legata alla dimensione dell’impianto)

e la diminuzione dei costi di produzione. Una

maggiore dimensione conferisce, per esempio,

un più grande potere contrattuale con i fornitori,

nonché minori costi operativi e di capitale.

Anche la distribuzione richiede maggiori dimensioni

aziendali, in quanto anche i venditori

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

al dettaglio assumono dimensioni sempre più

rilevanti in Cina e richiedono volumi di produzione

più significativi. L’aumento dei costi di

comunicazione pubblicitaria attraverso i mass

media, principalmente televisivi, dovrà essere

sostenuto da volumi di fatturato elevati. Le

società devono inoltre adeguare le loro dimensioni

per poter supportare il continuo lancio di

nuovi prodotti.

In termini operativi, le società estere dovranno

decidere se, e come, adeguare il proprio modello

di business alla sfida costituita dall’ingresso

e dalla crescita in Cina.

Per adeguarsi alla Cina occorrerà competere

con i cinesi sul loro stesso terreno di gioco:

(a) produzione e rete distributiva a basso costo;

(b) prendere in considerazione di investire

oppure concentrare le proprie attività verso il

Centro e l’Occidente della Cina, per sfruttare

i vantaggi di costo e le maggiori opportunità

esistenti; (c) ristrutturare le proprie operazioni

per trarre vantaggio da dinamiche di aggregazione

tipiche dei distretti e dall’opportunità di

outsourcing, per esternalizzare in parte le proprie

attività; (d) sfruttare il vantaggio comparato

della Cina in attività ad alta intensità di lavoro,

riducendo relativamente il costo ed il ruolo di

professionisti ed impiegati.

Secondo il CeSIF, una strategia industriale di

successo dovrà comunque fondarsi sul mantenimento

di alcuni caratteri di differenziazione

rispetto alle imprese locali. Competere puramente

su basi “cinesi” potrebbe non essere né

fattibile né auspicabile sia nel breve termine

(margini ridotti) sia nel medio termine (posizionamento

di prodotto non differenziato).

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Si ritiene perciò che le società occidentali dovranno

mantenere un certo livello di differenziazione,

principalmente nelle aree del marketing

e del branding, in termini di qualità del

prodotto e dei processi di produzione.

Probabilmente, la chiave del successo nei prossimi

anni, in un mercato in rapida evoluzione,

rifletterà la capacità di determinare correttamente

la propria strategia, trovando un equilibrio

tra l’adesione ad un modello operativo cinese

e la valorizzazione dell’approccio occidentale.

Il prerequisito chiave per avere successo

sarà sicuramente la disponibilità di un management

competente e ben integrato nei processi

decisionali complessivi dell’azienda.

Dimensioni adeguate ed economie di scala si

potranno raggiungere attraverso una crescita

endogena, naturale sviluppo dell’impresa.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non sarà

sufficiente. Acquisizioni e partnership saranno

necessarie per ridurre i costi, raggiungere efficienze

operative ed incrementare i margini. In

ogni caso, la gestione dell’acquisizione e della

risultante integrazione sono processi di grande

complessità che richiedono un management efficace,

esperto e dotato di grande talento.

Un’alternativa: concentrarsi sui mercati

di fascia alta

Il mercato di massa cinese richiede un grande

impegno, e non tutte le società saranno nelle

condizioni di costituire una struttura manageriale

adeguata e di raggiungere le dimensioni

necessarie. Una strategia alternativa potrebbe

essere quella di concentrarsi sul segmento di

fascia alta o su altri mercati di nicchia. Il seg-

Fondazione Italia Cina

53


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

mento high-end serve principalmente la classe

medio-alta, con un reddito annuo di 12.000 dollari

USA che si prevede passerà dagli attuali 10

milioni di consumatori a 70-100 milioni entro il

2020. Geograficamente, il mercato si concentra

nelle città principali di Pechino, Shanghai,

Guangzhou e Shenzhen, ma si sta espandendo

nelle cosiddette città di seconda fascia, i principali

capoluoghi di provincia e in altri grandi

centri urbani siti sulla costa.

Si tratta del mercato dei beni d’importazione

che sono sottoposti in misura minore alla concorrenza

cinese e che utilizzano canali di marketing

e di vendita di nicchia, in cui i consumatori

target conferiscono maggiore valore al

marchio e alla qualità. Tuttavia, avere successo

nel mercato high-end non è facile. La sfida consiste

nel trovare il posizionamento giusto rispetto

ai leader di segmento, poiché i consumatori

cinesi sono ancora molto influenzati e attratti

dai marchi più noti. Le decisioni di acquisto si

basano sul percepito innalzamento dello status

e dell’immagine del consumatore, piuttosto che

sul valore intrinseco o sulla qualità dei beni.

Di conseguenza, i marchi esteri che avranno

successo saranno quelli che riusciranno ad attrarre

i consumatori, dimostrando di essere un

riferimento per il proprio settore. La distribuzione

non richiede i costi proibitivi necessari per

raggiungere il mercato di massa, ma necessita

comunque un notevole dispendio di risorse. I

canali di distribuzione non sono ancora maturi

e sarà opportuno che le società nel mercato di

fascia alta acquisiscano un controllo diretto dei

canali di distribuzione, investendo in maniera

significativa.

54

Il successo nel mercato high-end cinese sarà

determinato dai seguenti fattori: un buon rapporto

qualità prezzo, attività di marketing e

branding ben indirizzate, distribuzione efficace

ed una profonda capacità di comprensione dei

bisogni del consumatore di riferimento.

Conclusioni

Siamo nel pieno del boom dei consumi in Cina e

nessuna società con ambizioni globali può permettersi

di ignorare il mercato cinese; dovrà al

contrario prevedere una strategia per raggiungere

i consumatori cinesi. La necessità di raggiungere

un fatturato in linea con le potenzialità

del mercato aumenterà per molte società che

in passato non hanno investito in maniera opportuna

su questo mercato. Tuttavia, l’ambiente

competitivo cinese è in continuo cambiamento

e, sono poche le società attrezzate per adattarsi

prontamente al nuovo ambiente economico.

Per risultare competitive, la maggior parte delle

società dovrà cambiare il modello e la struttura

di management, raggiungere dimensioni più

significative e promuovere maggiore efficienza

operativa. Alcune società potrebbero optare per

una strategia orientata a conquistare nicchie di

mercato, mentre altre potrebbero decidere di

disinvestire o di vendere nel processo di consolidamento

in corso. Quello che risulta chiaro è

che la Cina sta entrando in un periodo caratterizzato

da dinamiche diverse rispetto al passato.

Le società che non riusciranno a comprendere

le tendenze del mercato e non risponderanno

in maniera adeguata perderanno decisamente

terreno.

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

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Opportunità settoriali

Le opportunità continuano:

dai prodotti di consumo e

industriali ai servizi

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55


La Cina nel 2010

Scenari

Tabella

e Prospettive

3: Opportunità

per

settoriali

le Imprese

Settore Opportunità

Sanitario

Alimentari e Bevande

Beni di lusso

56

Crescita

prevista

Fattori di crescita

Grandi Elevata Sostanzialmente favorevoli

- Domanda ancora sostenuta per i prodotti

di fascia alta destinati a strutture

ospedaliere di terza fascia e ad altri

centri ospedalieri urbani.

- Domanda crescente di soluzioni a basso

costo da strutture sanitarie di base.

- Fornitura di servizi professionali di

ricerca e collaudo ma anche di principi

attivi (sub settore farmaceutico).

- Tasso di crescita annuo: 15 – 20%.

- Dopo anni di finanziamenti insufficienti, il Governo

sta ora lavorando con impegno per invertire questa

tendenza e finanziare le riforme.

- Per il triennio compreso tra il 2009 e il 2011, si

renderanno disponibili altri 850 miliardi di RMB (125

miliardi di USD).

- Ciò significa una spesa annua supplementare

equivalente all’1% del PIL per ciascuno dei tre anni

oppure un raddoppiamento della spesa annua del

Governo, facendo riferimento ai livelli del 2008.

Grandi Elevata Sostanzialmente favorevoli

- "Mercato di massa" = grande scala e

basso costo (consumatori appartenenti

alla fascia medio-bassa, produzione

locale, distribuzione moderna,

competitività di prezzo, marketing

complesso e aggressivo e scarsa fedeltà

al marchio).

- "Mercato di nicchia" = differenziazione

(cioè consumatori ad alto reddito,

prodotti di importazione, distribuzione e

marketing high-end, enfasi sul marchio e

sulla qualità, maggiore fedeltà al

marchio).

- Tasso di crescita annuo: 10-15%.

- I modelli di consumo si stanno allineando ai più

moderni e diventando maggiormente riconoscibili da

un punto di vista occidentale.

- Lo sviluppo economico e l'urbanizzazione stanno

contribuendo ad una rapida crescita ed estensione

del potere di acquisto a 600 città cinesi di terza e

quarta fascia e oltre.

- Il consolidamento del settore si giustifica con l'attuale

frammentazione dello stesso e dalla necessità di

raggiungere economie di scala.

- La vigorosa risposta del Governo allo scandalo del

latte alla melamina del 2008 sta generando maggiore

attenzione alla qualità ed un miglioramento della

sicurezza della filiera di riferimento.

Numerose Medio-alto Composito

- Marchi di prima fascia.

- I marchi di seconda e terza fascia che

hanno dedicato attenzione e risorse per

adeguarsi al contesto cinese, soprattutto

come obiettivo di medio termine.

- Sempre maggiori nelle città di seconda

fascia (es. Hangzhou e Tianjin) oltre a

quelle di prima fascia.

- Tasso di crescita annuo: 10%.

- Il mercato del lusso sta beneficiando direttamente del

boom dei consumi legato all'affermazione di una

classe medio-bassa nel periodo compreso tra il 2006

e il 2010 e di una classe medio-alta e benestante dal

2010 al 2020.

- Entro il 2015, la Cina sorpasserà il Giappone per

diventare il secondo mercato mondiale del lusso.

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Settore Opportunità

Auto e

Componenti

Macchinari Utensili

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Numerose

- Servizi ai produttori di auto cinesi

- Produttori di componentistica con

tecnologie avanzate

- Componenti per il risparmio energetico e

la riduzione dell'inquinamento

- Società che dispongono di tecnologie

d'avanguardia per quanto riguarda

componenti destinati ai veicoli ad

energia alternativa, come CPU e BMS

- Società del settore aftermarket

automobilistico come gli automobilclub,

l’assistenza su strada e la riparazione

degli autoveicoli.

Crescita

prevista

Fattori di crescita

Medio Sostanzialmente favorevole

Numerose Elevata Favorevole

- Macchinari della fascia alta del mercato

e macchinari utensili

- Macchinari e attrezzature per progetti di

tutela ambientale

- Macchinari realizzati su misura per

impianti e fabbriche di dimensioni più

contenute che consentono maggiore

flessibilità ai produttori.

- Il successo nel settore cinese dell'automotive

richiederà tempo e risorse. Tuttavia, si attende un

aumento medio delle vendite nell'ordine del 9-12%

per i prossimi 5 anni. Questa crescita continuerà a

creare opportunità anche per le società straniere

- Nel 2010, i fattori di crescita più rilevanti saranno la

crescita continua del mercato cinese (soprattutto per

i marchi locali più importanti), assieme alla nascente

industria di autoveicoli ad energia elettrica ed

alternativa.

- Tasso di crescita annuo: 10 – 20%

- Il settore aviazione/avionica continuerà a sostenere

la vendita per macchinari di tipo high-end (in

particolare macchine ad alta precisione). I produttori

di componenti e le imprese la cui produzione è

destinata al mercato di massa continueranno a

sostenere la domanda di macchinari automatici e di

fascia alta.

- Gli incentivi del Governo continueranno a

promuovere ulteriori investimenti in macchinari, ad

es. macchinari destinati alle costruzioni edilizie.

- I progetti di tutela ambientale si riferiscono in

particolare al settore dell'energia eolica e

idroelettrica, oltre al trattamento delle acque

- La concorrenza di attori locali in tutte le nicchie

settoriali sarà favorita dall’azione del Governo.

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57


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Settore Opportunità

Prodotti chimici

Energia ed

elettricità

58

Crescita

prevista

Fattori di crescita

Selezionate Media Probabilmente favorevole

- Si assisterà ad un numero maggiore di

operazioni M&A per favorire l’ingresso

ed il consolidamento in Cina. Uno degli

aspetti chiave sarà l'acquisizione di

partner locali di fascia media per

consentire la penetrazione in tale

segmento.

- La ripresa sarà guidata da prodotti

chimici ad elevate prestazioni, compresi i

prodotti chimici di nicchia, per es.

destinati al trattamento dell'inquinamento

- Ulteriore penetrazione sarà garantita

dalla scoperta di nuove applicazioni e

dalla ristrutturazione della rete di

distribuzione.

Molte Elevata Favorevole

- Distanza tra domanda e offerta nel

settore dei carburanti fossili.

- Attrezzature per impianti destinati alla

produzione di energie tradizionali e

innovative; opportunità di

approvvigionamento solare.

- Opportunità, a medio termine, nel settore

dell'energia rinnovabile, come quella

eolica e solare.

- Altre fonti energetiche alternative e

tecnologie connesse come il metano

estratto da strati di carbone presenti nel

sottosuolo.

Settore Opportunità

- Tasso di crescita annuo: 5 – 10%.

- Considerando i diversi interventi di stimolo

all’economia cinese ed a specifici settori, alcune

industrie a valle della filiera dovrebbero raggiungere

risultati migliori di altre.

- Piano del Governo per il rilancio dell’industria

chimica nel medio termine.

- I prodotti ad elevato valore aggiunto, come i prodotti

chimici ad alte prestazioni, continueranno a

beneficiare di una notevole crescita, compresi taluni

prodotti chimici di nicchia, quali quelli destinati al

settore dell’ambiente.

- L’eventuale stagnazione economica potrebbe indurre

un maggior numero di aziende a vendere o

disinvestire in maniera proattiva (cercando cioè

un'opportunità di uscita dal mercato) o passiva

(problemi operativi nel breve termine). Ciò

rappresenta una buona opportunità per le aziende

del settore - che hanno una strategia di lungo

termine orientata alla sostenibilità - di acquisire

società e ottenere migliori sinergie a un prezzo più

contenuto.

- Obiettivi dichiarati nell’undicesimo Piano

quinquennale (2006-2010): crescita di energie pulite

e rinnovabili e delle relative tecnologie al fine di una

maggiore diversificazione delle fonti energetiche.

- Si prevede che nel 2010 la spesa governativa avrà

un'ulteriore accelerazione. Prevediamo inoltre

l'aumento della capacità produttiva, dal momento

che vi sono ritardi nel raggiungere gli ambiziosi

obiettivi che il Governo si è posto.

- Eccesso di capacità nel breve termine in alcune

aree della catena del valore (specialmente dal lato

dell'offerta).

- La riduzione significativa del costo di investimento

nel settore delle energie rinnovabili (ad es. il

fotovoltaico) promuoverà l'ulteriore sviluppo del

settore.

- In taluni settori (come quello dell'energia eolica), le

società straniere si troveranno ad affrontare

maggiore protezionismo nell’accesso al mercato

interno.

Crescita

prevista

Fattori di crescita

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Settore Opportunità

Infrastrutture ambientali

Settore sanitario

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Crescita

prevista

Limitate Medio Favorevole

- I progetti Build-Operate-Transfer (BOT)

in città di seconda, terza e quarta fascia

per le forniture idriche ed i progetti di

trattamento delle acque reflue

- Le attrezzature ed i prodotti chimici di

fascia alta e a maggiori prestazioni

(destinati ad es. al trattamento delle

acque).

- Il trattamento specializzato delle acque

reflue è un mercato di nicchia in rapida

crescita (ad es. trattamento delle acque

reflue prodotte da cartiere e da impianti

per la produzione di cemento).

- Per quanto riguarda il trattamento dei

rifiuti solidi, i settori di maggiore

interesse sono: i metodi di trattamento

alternativi allo smaltimento in discarica,

per i sistemi di raccolta tradizionale e

differenziata dei rifiuti urbani e per il

trattamento dei rifiuti industriali.

Fattori di crescita

- L'urbanizzazione della Cina traina il settore e

garantisce una crescita sostenuta nel lungo termine.

- Spesa governativa significativa nel 2010.

Nel 2010 gran parte delle discussioni sulle

opportunità offerte dal settore sanitario in Cina

verteranno sulle implicazioni delle nuove riforme.

59

Fondazione Italia Cina


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Settore sanitario

Nel 2010 gran parte delle discussioni sulle

opportunità offerte dal settore sanitario in

Cina verteranno sulle implicazioni delle

nuove riforme.

Per quanto impegnativa sia la realizzazione,

la direzione della riforma del settore

sanitario è chiara, e riteniamo che saranno

compiuti dei progressi in tale senso. Questo

ha implicazioni positive e allo stesso tempo

negative per le multinazionali operanti

nel settore sanitario. Per quanto riguarda

l’aspetto positivo, il settore sanitario è destinato

a crescere e sarà una crescita di

entità significativa. D’altro canto, invece,

si prospetta un passaggio dalle strutture

ospedaliere urbane a quelle locali.

Le grandi multinazionali del settore sanitario

dovranno necessariamente comprendere

che la riforma non si pone l’obiettivo di

aumentare la domanda di prodotti e servizi

high-end, né ad individuare meccanismi

per la partecipazione da parte di soggetti

privati stranieri. In questo momento, le

questioni relative all’accesso per le multinazionali

del settore costituiscono una

preoccupazione di minore importanza per

i politici cinesi.

Rimarranno per il 2010 opportunità nel

segmento high-end, e molti attori multinazionali

nel settore sanitario continueranno

a focalizzarsi sui principali 1000 ospedali

del Paese, appartenenti alla terza fascia,

che hanno rappresentato il loro mercato

60

principale sino a questo momento. Tuttavia,

considerando il più ampio sviluppo del

settore sanitario, queste strutture ospedaliere

di terza fascia evolveranno in un mercato

di nicchia.

L’obiettivo di migliorare l’accesso e la

convenienza delle cure sanitarie creerà

un’enorme opportunità di mercato per le

soluzioni a basso costo. Per trarre beneficio

da questa situazione, gran parte delle multinazionali

dovranno ripensare il proprio

approccio alla Cina, prendendo in dovuta

considerazione le iniziative previste dal

Governo cinese.

Ciò potrebbe implicare la diversificazione

della propria offerta con prodotti meno

sofisticati a prezzo più basso, l’espansione

della rete di vendita e di distribuzione per

raggiungere strutture sanitarie di base localizzate

nelle regioni rurali, oltre ad individuare

con tempismo i progetti pilota

più opportuni a cui partecipare e per influenzarne

l’andamento. Potrebbe perciò

risultare d’interesse la ricerca di target

d’acquisto in Cina, nell’ambito di operazioni

M&A, in grado di rispondere a queste

esigenze.

La strategia delle multinazionali va riferita

ad un contesto di lungo termine e alle specificità

del settore sanitario cinese - non

nell’arco di 3 anni - ma di 5 o di 10. Sarebbe

fuorviante utilizzare i sistemi sanitari

di altri Paesi come indicatori o riferimenti

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

per comprendere la direzione che la Cina

prenderà in futuro. La peculiarità della situazione

cinese, non ultimo il fatto che nel

Paese è concentrato un quinto della popolazione

mondiale, è una delle ragioni per

cui la Cina è destinata a seguire un proprio

percorso di sviluppo.

Alimentari e Bevande

La Cina è già oggi uno dei maggiori consumatori

di alimentari e bevande del mondo,

e si prevede che nel 2009 il suo mercato

raggiunga 185 miliardi di dollari.

I modelli di consumo si stanno allineando

ai più avanzati, e diventando maggiormente

riconoscibili da un punto di vista

occidentale. Ciò dipende in larga misura

dall’urbanizzazione, dall’aumento dei redditi

disponibili, dall’influenza internazionale

e dai cambiamenti che interessano gli

stili di vita. Influiscono inoltre la maggiore

possibilità di scelta e la propensione alla

sperimentazione che caratterizza il consumatore

cinese. Ne consegue che i cinesi

sono sempre più sensibili nei confronti dei

marchi e del marketing, alla ricerca di migliore

qualità e di prodotti confezionati in

maniera igienica e dotati di una maggiore

propensione all’acquisto presso canali

commerciali moderni. Considerando che

la domanda è già relativamente sviluppata,

il Governo sta lavorando alla modernizzazione

dell’offerta, nel tentativo di evitare

ulteriori scandali lungo la filiera produttiva

come avvenuto nel 2008, quando il

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caso della melamina sconvolse il settore

lattiero-caseario.

In Cina vi sono già numerose categorie

merceologiche ormai sature e fortemente

presidiate, il che provoca la diminuzione

dei margini e una tendenza verso il consolidamento.

Ciò vale soprattutto per le

categorie di prodotti con forte caratterizzazione

locale, alcune delle quali coinvolgono

anche multinazionali, come la birra

e l’acqua. Numerose tipologie di beni alimentari

e bevande hanno un mercato in

piena fase evolutiva; i consumi pro capite

hanno grandi margini di crescita prima di

raggiungere la media prevalente in altri

mercati. Queste categorie di prodotti si riferiscono

a tipologie più moderne, come i

succhi di frutta in bottiglia e gli alimenti

surgelati, mentre altri sono di ispirazione

decisamente più occidentale, come il cioccolato

ed i cereali per la colazione.

In passato, il consumo era localizzato nelle

38 città di prima e seconda fascia. Lo sviluppo

economico e l’urbanizzazione stanno

contribuendo ad una rapida crescita ed

estensione del potere di acquisto in 600

città cinesi di terza e quarta fascia e oltre.

I principali player cinesi e di Taiwan in

questo settore, come Wahaha e Want Want,

sono già sulla buona strada per raggiungere

e presidiare i mercati in città di fascia

inferiore. Oltre alla necessità di coprire

geograficamente le regioni periferiche, ciò

significa inserirsi anche in mercati tradi-

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61


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

zionali, ancora predominanti in queste

aree del Paese. Inoltre, lo sviluppo delle

città di fascia più bassa si accompagna alla

diversificazione della domanda, che richiede

prodotti e marketing su misura. Per

gran parte degli operatori multinazionali

che operano in questo settore, raggiungere

le città emergenti rappresenta una nuova

frontiera.

Tale espansione geografica è necessaria

per gli operatori del settore il cui approccio

al mercato cinese è di massa, e si

qualifica per economie di scala e basso

costo (consumatori appartenenti alla fascia

medio-bassa, produzione locale, distribuzione

moderna, competitività di prezzo,

marketing complesso e aggressivo e scarsa

fedeltà al marchio). In Cina, l’approccio

alternativo è rappresentato dal “mercato

di nicchia” che si caratterizza per la differenziazione

(consumatori ad alto reddito,

prodotti d’importazione, distribuzione e

marketing high-end, enfasi sulla qualità e

maggiore fedeltà al marchio). Oggi, molte

multinazionali del settore si trovano bloccate

tra queste due dinamiche, impegnate

a raggiungere il mercato di massa.

Sin dal 2001, la spinta verso le economie di

scala ha prodotto un notevole aumento delle

acquisizioni. Da un mercato fortemente

frammentato, con oltre 50.000 operatori

- di cui pochissimi con un fatturato oltre

il miliardo di dollari USA - la tendenza è

verso un consolidamento del settore (vale

62

a dire operatori con marchi più forti, maggiore

copertura geografica e distribuzione

più forte, maggiore potere contrattuale in

termini di distribuzione e marketing). La

sfida per le multinazionali del settore dei

beni alimentari e bevande consiste nel trovare

target di acquisizione, in quanto sono

pochi gli obiettivi interessanti e non tutti

possono essere acquisiti.

Le società più ricettive a proposte di acquisizione

sono spesso quelle alla ricerca

di investitori strategici, che dispongono di

capitali e dell’esperienza necessaria per

consentire l’espansione. L’intervento del

Governo cinese per bloccare l’acquisizione

di China Huiyuan Juice (il più grande player

locale nel comparto delle bevande non

alcoliche) da parte del gruppo Coca-Cola

segnala un crescente protezionismo ed un

trattamento discriminatorio in Cina nei

confronti di multinazionali estere, giustificato

dalla necessità di tutelare la concorrenza

ed i consumatori attraverso la nuova

legge sul monopolio (in vigore dall’agosto

2008).

Beni di lusso

Il boom dei consumi è ormai decisamente

avviato. Uno dei settori che ne sta beneficiando

maggiormente è quello dei beni di

lusso. Malgrado la crisi finanziaria, si prevede

che nel 2009 le vendite dei beni di

lusso abbiano fatto registrare un aumento

del 10-15%. Data la contrazione di gran

parte dei mercati occidentali, lo sviluppo

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

del mercato cinese è sicuramente un dato

significativo e positivo. La Cina resterà uno

dei pochi mercati in crescita nel 2010. Si

prevede che la Cina superi il Giappone per

diventare entro il 2015 il più grande mercato

per i beni di lusso. Entro tale data,

la Cina contribuirà ad un terzo circa delle

vendite mondiali in questo settore.

Mentre i cinesi sono probabilmente già

diventati i principali clienti di brand di

prima fascia rispetto ad europei, americani

e giapponesi, la conquista del mercato

si è dimostrata più impegnativa per marchi

di seconda e terza fascia. Il fatto che

i consumatori cinesi acquistino marchi di

lusso per mettere in mostra il proprio status

sociale tende a premiare le vendite dei

marchi più facilmente riconoscibili e leader

nelle loro rispettive categorie. Inoltre,

i dazi e le tasse sui prodotti importati, le

problematiche relative alla violazione dei

diritti di proprietà intellettuale e l’aumento

dei costi operativi hanno contribuito a ridurre

i margini. Solo pochissimi marchi di

lusso hanno fatto registrare utili significativi

generati dal mercato interno.

In un ambiente con tali caratteristiche, i

marchi di lusso devono essere pronti ad

investire e a farlo in maniera efficace. Molti

marchi di seconda e terza fascia hanno

fatto il proprio ingresso in Cina senza considerare

le peculiarità del mercato locale

e perciò hanno riscontrato notevoli difficoltà.

Si tratta di cercare di comprendere

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ed anticipare i consumatori, identificando

nicchie ed esigenze non ancora soddisfatte,

migliorare il proprio posizionamento,

costruire brand awareness e valorizzare

il proprio marchio, aprire e gestire direttamente

i punti vendita per monitorare

il mercato. Non si tratta di reinventare il

marchio - dal momento che i consumatori

cinesi sono sufficientemente sofisticati e

informati per identificare quei marchi che

cercano di presentarsi in maniera diversa

rispetto a quello che effettivamente sono -

quanto piuttosto di riposizionare il marchio

in funzione delle condizioni locali di mercato

(localizzazione).

Automotive

La Cina è il principale produttore mondiale

di veicoli commerciali del mondo, il

principale mercato automobilistico (avendo

superato gli USA nel corso del 2009),

il terzo principale produttore di automobili

e il quarto produttore di componenti per il

settore automotive. Nonostante la recessione

mondiale, il mercato automobilistico

cinese mantiene un andamento di segno

positivo, con un +10%. Nel 2009, la Cina

ha prodotto la quota record di 12 milioni

di unità, con un incremento nell’ordine

del 10% rispetto all’anno precedente. Il

mercato automobilistico cinese è talmente

attraente che molte case automobilistiche,

come General Motors e Citroen, lo considerano

il più importante motore di crescita

per tutta l’azienda.

Fondazione Italia Cina

63


za

d

ire

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esi

arsi

SA

e

ti

vo,

n,

ita

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Figura 29: Previsione di vendite:settore

autoveicoli (milioni di unità)

11,6

64

12,7

CAGR Stimato

8-12%

14

15,4

16,9

18,6

2009 2010 2011 2012 2013 2014

Fonte: CeSIF

Fonte: CeSIF

La concorrenza nel settore delle autovetture

passeggeri si è fatta ancora più agguerrita e le

quote di mercato sono in continuo cambiamento. I

produttori con modelli di automobili di cilindrata

inferiore a 1,6 litri hanno registrato, nel 2009,

vendite migliori. Basandosi sulle vendite dei primi

8 mesi dell'anno, i leader di mercato sono GM

Wuling, Shanghai VW, FAW VW, Shanghai GM,

Hyundai, Chang’an, Nissan, Chery, Toyota e

BYD. Le vendite di Toyota hanno subito

un'importante flessione, mentre notevole è la

prestazione di BYD.

La concorrenza nel settore delle autovetture

passeggeri si è fatta ancora più agguerrita

e le quote di mercato sono in continuo

cambiamento. I produttori con modelli di

automobili di cilindrata inferiore a 1,6

litri hanno registrato, nel 2009, vendite

migliori. Basandosi sulle vendite dei primi

8 mesi dell’anno, i leader di mercato

sono GM Wuling, Shanghai VW, FAW VW,

Shanghai GM, Hyundai, Chang’an, Nissan,

Chery, Toyota e BYD. Le vendite di Toyota

hanno subito un’importante flessione,

mentre notevole è la prestazione di BYD.

L'inatteso aumento delle vendite è stato

conseguito in virtù di una serie di fattori. All'inizio

del 2009, il Governo ha emesso una serie di

regolamenti destinati a promuovere le vendite di

autovetture, tra cui una riduzione del 50% delle

imposte sull'acquisto di automobili (scese dal 10%

al 5% del prezzo netto di acquisto dell'auto), di cui

hanno beneficiato le auto di piccola cilindrata

(≤1,6 litri). In alcune città (come Pechino e

Shanghai), i consumatori hanno ottenuto dai

governi locali incentivi per la rottamazione delle

auto usate. A Shanghai, il Governo offre un

rimborso, in media di 4.950 RMB, per ciascun

consumatore che decida di rottamare la propria

automobile. Oltre agli incentivi del Governo, il

fattore forse più importante è rappresentato dalla

crescita economica della Cina (anch’essa

influenzata dal pacchetto di incentivi). Il Paese si

è ripreso prima del previsto e la fiducia dei

consumatori è tornata. Alla fine del mese di

agosto 2009, la Cina aveva prodotto 8,25 milioni

di automobili e venduto 8,33 milioni di unità, con

una percentuale di crescita annua superiore

rispettivamente al 26% e al 29%. Per le vendite di

auto passeggeri di cilindrata non superiore a 1,6

litri, le vendite hanno registrato un incremento

nell'ordine del 55%.

L’inatteso aumento delle vendite è stato

conseguito in virtù di una serie di fattori.

All’inizio del 2009, il Governo ha emesso

una serie di regolamenti destinati a

promuovere le vendite di autovetture, tra

cui una riduzione del 50% delle imposte

sull’acquisto di automobili (scese dal 10%

al 5% del prezzo netto di acquisto dell’auto),

di cui hanno beneficiato le auto di piccola

cilindrata (≤1,6 litri). In alcune città

(come Pechino e Shanghai), i consumatori

hanno ottenuto dai governi locali incentivi

per la rottamazione delle auto usate. A

Shanghai, il Governo offre un rimborso, in

media di 4.950 RMB, per ciascun consumatore

che decida di rottamare la propria

automobile. Oltre agli incentivi del Governo,

il fattore forse più importante è rappresentato

dalla crescita economica della

Cina (anch’essa influenzata dal pacchetto

di incentivi). Il Paese si è ripreso prima

del previsto e la fiducia dei consumatori è

tornata. Alla fine del mese di agosto 2009,

la Cina aveva prodotto 8,25 milioni di automobili

e venduto 8,33 milioni di unità,

con una percentuale di crescita annua superiore

rispettivamente al 26% e al 29%.

Per le vendite di auto passeggeri di cilindrata

non superiore a 1,6 litri, le vendite

hanno registrato un incremento nell’ordine

del 55%.

Per contro, nel 2009, sono significativamente

scese le esportazioni di automobili

fabbricate in Cina. Alla fine del mese di

agosto 2009, il volume delle esportazioni

era sceso a 186.600 unità, con una perdita

del 60% rispetto al 2008.

Per quanto riguarda il mercato interno, si

prevede che la domanda continuerà a crescere

nell’ordine dell’8-12% per i prossimi

5 anni. Nel 2010, la crescita della domanda

potrebbe attestarsi attorno al 5-10%.

Un altro trend significativo nel 2009 è stato

l’attivismo da parte delle imprese cinesi

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

sul fronte delle acquisizioni e fusioni. Nel

mese di marzo 2009, il Governo centrale

ha annunciato il “Piano di correzione e di

crescita per il settore automobilistico cinese”,

che indica chiaramente l’intenzione

del Governo di favorire le attività di M&A

tra i produttori cinesi di automobili, con

l’obiettivo di ridurre ulteriormente il numero

di case automobilistiche (le cui vendite

complessive rappresentano il 90% del

mercato) da 14 a 10. Nel 2010, si prevedono

ulteriori attività di M&A. Gli operatori

più attivi, tra cui First Automobile Works

(Faw), SAIC Motor Corporation e Chang’an

Group si focalizzeranno probabilmente su

operazioni M&A su scala nazionale mentre

BAIC (Beijing Automotive Industry

Holding Corporation), GAIG (Guangzhou

Automotive Industrial Group) e Chery potranno

realizzare operazioni a livello regionale.

Nel frattempo, la crisi economica che

ha colpito l’America e l’Europa ha messo

in gravi difficoltà finanziarie alcuni marchi

(tra cui Volvo, Opel e Hummer). Molti produttori

cinesi hanno quindi perseguito una

politica di M&A più aggressiva sul fronte

internazionale (in particolare il tentativo

di acquisto di Volvo da parte di Chery, il

tentativo di BAIC con Opel e l’offerta di

Sichuan Tengzhong per Hummer). Anche

se è evidente che non tutte le offerte cinesi

d’acquisto potranno avere successo,

lo slancio internazionale delle case automobilistiche

cinesi rappresenta un segnale

incoraggiante.

www.italychina.org

Per quanto riguarda i produttori di componenti,

permarranno molti problemi strutturali,

come la frammentazione del mercato

e la scarsa capacità d’innovazione. La tendenza

che si può osservare è diretta verso

un’offerta di componenti più consolidata,

strutturata e competitiva. Nel 2009, i produttori

di componenti maggiormente orientati

all’esportazione (in particolare per

componenti a basso valore aggiunto, come

i pneumatici) hanno vissuto un anno difficile

in Cina. Nel mese di settembre 2009,

il governo americano ha approvato l’applicazione

di tariffe antidumping sui pneumatici

cinesi. Dato il momento di difficoltà

dell’economia globale,si prevede che nel

settore della componentistica auto emergeranno

ulteriori controversie commerciali

nel 2010.

Per le automobili e gli autobus alimentati

con energie alternative, il Governo centrale

ha dimostrato sostegno politico, mentre alcune

autorità locali (come Pechino, Hubei,

Chongqing e Shanghai) hanno già messo

in atto interventi significativi. Prevediamo

che il settore degli autoveicoli elettrici si

affaccerà sul mercato in maniera più rapida

rispetto ad altre tecnologie alternative

(ibrido e cella combustibile). Tuttavia, se

non vi saranno ulteriori politiche di supporto

al settore o interventi di natura infrastrutturale,

ci vorranno altri 5-10 anni prima

di vedere sulle strade cinesi numerosi

autoveicoli ad energia elettrica.

Fondazione Italia Cina

65


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Anche l’aftermarket presenta tutta una serie

di opportunità. I proprietari di auto decidono

sempre più interventi per personalizzare

o per migliorare le prestazioni della

propria automobile. Nei prossimi anni si

assisterà quindi a un’importante crescita

delle vendite di accessori, componenti ed

elementi per la decorazione degli interni.

Altre opportunità si delineano sul fronte

delle riparazioni, dei club automobilistici

e dell’assistenza su strada, che sono ancora

in una prima fase di sviluppo.

Macchinari

Il 2010 continuerà a manifestare gli stessi

problemi emersi nel 2009 (macchinari per

l’industria tessile, macchinari per il settore

automobilistico), mentre altri settori faranno

registrare una crescita più rapida (aeronautica,

energia, automobilistico).

Il 2009 è stato caratterizzato da un primo

semestre difficile. Molti produttori di macchinari

hanno previsto correttamente che il

secondo semestre avrebbe compensato un

inizio d’anno debole sul fronte delle vendite.

Secondo la China Machinery Industry Federation

(CMIF), infatti, la produzione di

macchinari cinesi, su base annua, ha fatto

registrare una crescita del 7%, con 4.790

miliardi di RMB nel primo semestre del

2009, il dato più basso degli ultimi sette

anni. Al tempo stesso, l’associazione di categoria

prevede una crescita del 15% per

il 2010. Tuttavia, le vendite di macchinari

66

nuovi e di attrezzature variano significativamente

a seconda del settore. Gli acquisti

da parte del Governo, di natura ciclica, dovranno

essere bilanciati dalla domanda dei

privati, tipicamente più stabile. Ad esempio,

il settore delle ferrovie continuerà a

crescere, ma va esaurendosi l’acquisto di

macchinari di grandi dimensioni e ciò sta

creando una latente sovraccapacità produttiva.

Altri settori, come quello dei produttori

di componenti per l’industria automobilistica,

sono trainati dalla sostituzione

delle macchine vecchie o di tecnologia superata

con macchinari di migliore qualità.

La localizzazione in Cina di stabilimenti

produttivi da parte di operatori internazionali

ha compiuto progressi tali che ora

rappresenta circa un terzo della produzione

totale di macchinari in territorio cinese.

Tuttavia le importazioni, ad esempio, da

parte del settore dell’utensileria, continuano

a soddisfare circa il 40% della domanda

locale e si osserva anche una domanda di

Al tempo stesso, l’associazione di categoria

prevede una crescita del 15% per il 2010.

Tuttavia, le vendite di macchinari nuovi e di

attrezzature variano significativamente a seconda

del settore. Gli acquisti da parte del Governo, di

natura ciclica, dovranno essere bilanciati dalla

domanda dei privati, tipicamente più stabile. Ad

esempio, il settore delle ferrovie continuerà a

crescere, ma va esaurendosi l’acquisto di

macchinari di grandi dimensioni e ciò sta creando

una latente sovraccapacità produttiva. Altri settori,

come quello dei produttori di componenti per

l'industria automobilistica, sono trainati dalla

sostituzione delle macchine vecchie o di

tecnologia superata con macchinari di migliore

attrezzature più costose e sofisticate.

Gli incentivi del Governo sugli acquisti di

attrezzature e di macchinari industriali resteranno

l’elemento principale di stimolo

alla crescita qualità. nel 2010. Il CeSIF ritiene che

molti degli incentivi che il Governo cinese

sta promuovendo si applicheranno più

alle macchine realizzate in Cina (tanto da

aziende di proprietà cinese quanto da multinazionali)

che non alle importazioni.

La localizzazione in Cina di stabilimenti produttivi

da parte di operatori internazionali ha compiuto

progressi tali che ora rappresenta circa un terzo

della produzione totale di macchinari in territorio

cinese. Tuttavia le importazioni, ad esempio, da

parte del settore dell'utensileria, continuano a

soddisfare circa il 40% della domanda locale e si

osserva anche una domanda di attrezzature più

costose e sofisticate.

Gli incentivi del Governo sugli acquisti di

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attrezzature e di macchinari industriali resteranno

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Nel periodo 2008/2009 abbiamo registrato

un numero sempre maggiore di aziende

straniere che scelgono la Cina per localizzare

le proprie attività produttive e

riteniamo che le aziende multinazionali

continueranno a mostrare questo trend anche

nel 2010. In diversi settori produttivi,

le aziende multinazionali stanno cercando

nuovi modi per raggiungere i clienti

nel segmento medio e stanno progettando

macchinari in questo senso. Si può osservare

questa tendenza nei macchinari per il

settore edile, nelle attrezzature per la produzione,

nella produzione di macchine per

la stampa ed il packaging e nelle macchine

per il settore tessile. Gli operatori stranieri

stanno puntando a ridurre le loro vendite

di macchinari importati, rispondendo alla

domanda locale attraverso macchine prodotte

(o quanto meno assemblate) nei propri

stabilimenti cinesi.

importati, rispondendo alla domanda locale

attraverso macchine prodotte (o quanto meno

assemblate) nei propri stabilimenti cinesi.

Figura 30: Esportazioni cinesi di macchinari e

Figura 30: Esportazioni cinesi di

attrezzature meccaniche (miliardi USD)

macchinari e attrezzature meccaniche

(miliardi USD)

118

150

187

La Cina esporta quasi 270 miliardi di dollari USA

di macchinari e attrezzature: tre volte il valore del

2004. Vi sono chiari segnali che indicano che la

Cina si sta affermando come attore di riferimento,

a livello globale, nel settore dei macchinari.

Rispetto alle nazioni leader nell'esportazione di

macchinari, come Germania, Stati Uniti e

Giappone, che insieme rappresentano il 45% di

tutto il commercio di macchinari nel mondo, in

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termini di valore, la Cina si attesta solo al 5-6%,

229

269

215

2004 2005 2006 2007 2008 2009 E

Fonte: Dogane Cinesi Cinesi

La Cina esporta quasi 270 miliardi di dollari

USA di macchinari e attrezzature: tre volte

il valore del 2004. Vi sono chiari segnali

che indicano che la Cina si sta affermando

come attore di riferimento, a livello globale,

nel settore dei macchinari. Rispetto alle nazioni

leader nell’esportazione di macchinari,

come Germania, Stati Uniti e Giappone,

che insieme rappresentano il 45% di tutto

il commercio di macchinari nel mondo, in

termini di valore, la Cina si attesta solo al

5-6%, mentre l’Italia gioca un ruolo significativo.

In taluni settori, come quello delle

bilance, dei macchinari per la lavorazione

del legno, degli strumenti di precisione,

delle macchine per gli accessori, l’abbigliamento

e la lavorazione delle pelli, dei

macchinari per l’industria mineraria e per

la saldatura, la Cina si colloca già oggi tra i

principali paesi esportatori, almeno in termini

di volume. Gran parte dell’export cinese

è in realtà rappresentato dalle esportazioni

generate dalle attività produttive a capitale

straniero operanti in territorio cinese

che - in valore - rappresentano circa il 60%

delle esportazioni totali di macchinari dalla

Cina. Tuttavia, i produttori di macchinari

cinesi, in tutte le categorie merceologiche,

si sono affermati come concorrenti nuovi e

aggressivi in diversi mercati.

Nel 2009, le esportazioni della Cina resteranno

probabilmente inferiori al 2008, in

considerazione della riduzione delle attività

d’investimento nei mercati di riferimento

per l’export cinese.

Fondazione Italia Cina

67


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Tabella 4: 4: Opportunità nel settore nel dei settore macchinari dei macchinari

Opportunità Esempi di prodotto Motori della domanda

68

Macchine utensili di fascia alta

Macchinari usati nell'ambito di progetti per la tutela ambientale

Macchine a 5 assi.

Macchine utensili per

lavorazioni ad alta

precisione.

Macchinari a controllo

numerico di fascia alta

(minori requisiti di precisione,

importanti requisiti in termini

di automazione).

Motori, riduttori e componenti

per turbine eoliche.

Attrezzature per centrali

idroelettriche.

Impianti di trattamento delle

acque.

Il settore aviazione/avionica è uno dei motori principali che

stanno trainando la crescente domanda di macchine utensili di

fascia alta, in quanto le macchine realizzate localmente non

garantiscono qualità né prestazioni adeguate. Considerando

che la Cina costruisce un numero significativo di aeromobili,

riteniamo che l’aumento della capacità produttiva sia destinato

a continuare per tutto il 2010, con una crescita particolarmente

sostenuta dopo il 2012.

Con il continuo miglioramento degli standard qualitativi dei

produttori cinesi, vi saranno maggiori opportunità per la vendita

di macchine di qualità (importate ma soprattutto assemblate

localmente).

All'aumento del costo del lavoro (ora in via di stabilizzazione), i

responsabili della produzione risponderanno con maggiori livelli

di automazione all’interno degli stabilimenti.

In molte regioni cinesi, gli incentivi (ad es. rimborso

dell'imposta sulle importazioni ecc.) per l'importazione di

macchine utensili sono stati (per lo più) aboliti ed i clienti

ricercano sempre più qualità, di livello internazionale, prodotta

in Cina e perciò si rivolgono ai produttori internazionali di

macchine utensili che già assemblano o producono localmente.

I player locali e multinazionali mirano oggi a localizzare la

propria catena produttiva per venire incontro a requisiti di

contenuto locale e per ridurre i costi di produzione. La

maggiore domanda di turbine eoliche più grandi ed efficienti

potrebbe rappresentare un’opportunità per l’import di

macchinari con applicazioni high end e ad alta velocità. Il

Governo mira a ridurre la sovraccapacità in questo settore e

per questo motivo potrebbe non essere prevista la

realizzazione di nuovi stabilimenti per la produzione di impianti

eolici.

La Cina intende aumentare la produzione ed il consumo di

energia idroelettrica in termini relativi e assoluti. In aggiunta ai

grandi progetti (es. la diga delle Tre Gole), il Governo sta

incoraggiando la realizzazione di piccole centrali idroelettriche

(capacità installata inferiore a 25.000 kw) entro il 2010.

Le acque reflue costituiscono oggi una delle principali minacce

all’ambiente marino cinese dal momento che oltre il 50% delle

acque di scarico vengono immesse nel mare senza essere

trattate. La Cina ha annunciato l’obiettivo di trattare circa il 70%

delle proprie acque di scarico nei prossimi anni, riducendo gli

inquinanti del 10%. Nelle sole fasce costiere sono attualmente

in fase di costruzione 145 impianti di trattamento delle acque

reflue.

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Costruzioni

Estrazione

Prodotti chimici

Nel 2009 le società del settore chimico in Cina

hanno generato risultati migliori rispetto alla media

globale, sostenute dal fatto che alcuni settori (ad

es. automotive) hanno recuperato terreno più

rapidamente del previsto stabilizzando la

domanda di prodotti chimici.

La contrazione delle esportazioni rimane un grave

problema per i produttori con sede in Cina, a cui si

aggiungono il rallentamento generalizzato della

crescita e la riduzione dei margini e della

redditività. Inoltre, gli interventi di stimolo varati

dal Governo non stanno producendo un effetto

immediato per il settore chimico. Ciò è dovuto al

fatto che i piani statali hanno un orientamento più

a lungo termine (puntano cioè su investimenti

infrastrutturali) che a breve termine. La creazione

di nuovi impianti di raffinazione e cracking del

petrolio in Medio Oriente, farà aumentare nei

prossimi anni la pressione sugli operatori cinesi

nel settore petrolchimico.

Il ritmo e l'entità della ripresa dell'industria chimica

dipendono fortemente dall'andamento della

domanda locale ed estera generata dai settori di

applicazione dei prodotti chimici. Tuttavia, le

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Macchinari e attrezzature per

le costruzioni e l’edilizia

(scavatori, ecc.)

Attrezzature speciali/hightech

per il settore

dell’estrazione

Prodotti chimici

Nel 2009 le società del settore chimico

in Cina hanno generato risultati migliori

rispetto alla media globale, sostenute dal

fatto che alcuni settori (ad es. automotive)

hanno recuperato terreno più rapidamente

del previsto stabilizzando la domanda di

prodotti chimici.

La contrazione delle esportazioni rimane

un grave problema per i produttori con

sede in Cina, a cui si aggiungono il rallentamento

generalizzato della crescita e la

riduzione dei margini e della redditività.

Inoltre, gli interventi di stimolo varati dal

Governo non stanno producendo un effetto

immediato per il settore chimico. Ciò è

dovuto al fatto che i piani statali hanno un

Malgrado le difficoltà di reperire finanziamenti a breve termine

che hanno caratterizzato il 2009, il boom dell'edilizia in Cina

continua, soprattutto nei centri urbani minori e nelle province

interne. Mentre alcuni progetti di sviluppo residenziale nei

grandi centri urbani potrebbero conoscere una fase di

flessione, ulteriori investimenti di natura infrastrutturale

compenseranno questa flessione e sosterranno la domanda di

macchinari destinati al settore delle costruzioni. Anche se a

prezzi più elevati rispetto alla produzione locale, gli importatori

esteri potranno avvantaggiarsi di un mercato creato dallo

strumento del leasing. Gli strumenti e le unità di controllo

saranno per lo più importati mentre il resto dei macchinari sarà

prodotto localmente. Le società nel settore delle costruzioni

continueranno a importare macchinari altamente specializzati

per progetti ambiziosi (ad es. realizzazione di tunnel, progetti

infrastrutturali ecc).

Le miniere cinesi stanno perseguendo la meccanizzazione dei

processi di estrazione, implementando sistemi di controllo e di

sicurezza indispensabili per aumentare la sicurezza ed evitare

disastri e tragedie. Al tempo stesso, il consolidamento del

mercato continuerà, dal momento che le miniere più piccole

saranno chiuse e quelle più grandi diventeranno più produttive

e competitive dal punto di vista internazionale. Tale situazione

è favorita anche da iniziative del Governo. Le opportunità per i

produttori stranieri sono rappresentate dalla fornitura di

macchinari speciali e ad alta tecnologia mentre i sistemi e le

attrezzature standard saranno fornite da produttori locali.

tendenze degli utili e dei ricavi, su base mensile,

sono positive. È prevista una moderata ripresa

entro la metà o la fine del 2010.

orientamento più a lungo termine (puntano

cioè su investimenti infrastrutturali) che a

breve termine. La creazione di nuovi impianti

di raffinazione e cracking del petrolio

in Medio Oriente, farà aumentare nei

prossimi anni la pressione sugli operatori

cinesi nel settore petrolchimico.

Ancora una volta, le multinazionali del settore

potrebbero essere alla ricerca di possibilità di

crescita attraverso operazioni di M&A in Cina,

soprattutto per lo sviluppo del mercato di fascia

media. In questo segmento sono presenti forti

marchi cinesi che, nell’ambito di operazioni M&A,

potrebbero fornire agli operatori multinazionali un

accesso immediato al mercato.

Il ritmo e l’entità della ripresa dell’industria

chimica dipendono fortemente

dall’andamento della domanda locale ed

estera generata dai settori di applicazione

dei prodotti chimici. Tuttavia, le tendenze

degli utili e dei ricavi, su base mensile,

sono positive. È prevista una moderata ripresa

entro la metà o la fine del 2010.

Per questi operatori, il passo successivo sarà

probabilmente l'aggiunta di nuove applicazioni alla

propria offerta e la creazione di nuove reti di

distribuzione (o il consolidamento delle reti

esistenti) per stimolare ulteriormente le vendite in

Cina. Per il 2010, prevediamo un andamento più

positivo del mercato dei prodotti chimici ad alte

prestazioni, ad es. in settori come il trattamento

delle acque. Oltre a perseguire piani di crescita, i

produttori chimici e i settori downstream che

utilizzano sostanze chimiche inquinanti saranno

soggetti a controlli più rigorosi da parte

dell'agenzia cinese SEPA (State Environmental

Protection Administration).

Ancora una volta, le multinazionali del

Fondazione Italia Cina

69


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

settore potrebbero essere alla ricerca di

possibilità di crescita attraverso operazioni

di M&A in Cina, soprattutto per lo

sviluppo del mercato di fascia media. In

questo segmento sono presenti forti marchi

cinesi che, nell’ambito di operazioni M&A,

potrebbero fornire agli operatori multinazionali

un accesso immediato al mercato.

Per questi operatori, il passo successivo

sarà probabilmente l’aggiunta di nuove

applicazioni alla propria offerta e la creazione

di nuove reti di distribuzione (o il

Tabella 5: Opportunità nel settore della chimica

Tabella 5: Opportunità nel settore della chimica

Opportunità Esempi di

prodotto

Motori della domanda

Prodotti

chimici ad alte

prestazioni

Prodotti

petrolchimici

intermedi

destinati

all'industria

Energia ed elettricità

Materiali per

trattamenti antiinquinamento

(incluse

tecnologia e

attrezzature)

Resine e

gomme

destinate

all'industria

Il consumo energetico della Cina ammonta al 15%

del consumo energetico mondiale, secondo solo a

quello degli USA. Sebbene la partecipazione nella

gestione delle infrastrutture energetiche sia

attualmente in fase di liberalizzazione continua ad

essere gravata da problematiche di fattibilità e

sarà d’interesse solamente nel lungo termine. Le

migliori opportunità risiedono oggi nella fornitura

di attrezzature avanzate per numerosi progetti di

infrastruttura energetica.

consolidamento delle reti esistenti) per

stimolare ulteriormente le vendite in Cina.

Per il 2010, prevediamo un andamento più

positivo del mercato dei prodotti chimici

ad alte prestazioni, ad es. in settori come il

trattamento delle acque. Oltre a perseguire

piani di crescita, i produttori chimici e i

settori downstream che utilizzano sostanze

chimiche inquinanti saranno soggetti a

controlli più rigorosi da parte dell’agenzia

cinese SEPA (State Environmental Protection

Administration).

Buone opportunità ed elevate previsioni di crescita. Le amministrazioni centrali e

locali cinesi stanno focalizzando l’attenzione sulla tutela dell'ambiente e la lotta

all'inquinamento in linea con la politica per l’applicazione di "tecnologie per il

risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti". Pertanto, si stanno

aprendo nuovi mercati, come ad es. quello delle sostanze chimiche per il

trattamento delle acque.

La stagnazione dell'economia globale potrebbe rallentare la crescita degli acquisti

di beni di consumo (ad es. automobili e materiali da costruzione). Nel medio

termine, questi settori continueranno a registrare una rapida crescita in Cina. Nel

2010 e negli anni successivi, la carenza di prodotti intermedi destinati all'industria

(resine e gomme di qualità superiore e nuovi materiali in sostituzione dei materiali

tradizionali) continuerà a costituire un fattore d'attrazione per gli investimenti da

parte delle grandi multinazionali.

di impianti eolici e porrà barriere all’accesso al

mercato per prodotti con tecnologia obsoleta.

Il potenziale idroelettrico della Cina è stimato a

circa 300 GW e la Cina punta, entro il 2020, a

raddoppiare la propria capacità effettiva. Il

potenziale energetico eolico è invece stimato a

253 GW ed il target è incrementare la capacità a

30 GW entro il 2020: otto volte il livello attuale.

Probabilmente il Paese raggiungerà una capacità

due volte superiore a questo obiettivo.

Nel sub-settore dell’energia rinnovabile, la Cina

La Cina punta molto ai settori del fotovoltaico e

della biomassa, che prevedono obiettivi di crescita

ha annunciato piani ambiziosi per l’espansione

70

della capacità Fondazione energetica Italia Cina da fonti rinnovabili. Ad

esempio, la Renewable Energy Law, in vigore dal

rilevanti: 20 volte per il solare e 10 volte per

l’energia da biomassa.

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Energia ed elettricità

Il consumo energetico della Cina ammonta

al 15% del consumo energetico mondiale,

secondo solo a quello degli USA. Sebbene

la partecipazione nella gestione delle infrastrutture

energetiche sia attualmente in

fase di liberalizzazione continua ad essere

gravata da problematiche di fattibilità e sarà

d’interesse solamente nel lungo termine. Le

migliori opportunità risiedono oggi nella

fornitura di attrezzature avanzate per numerosi

progetti di infrastruttura energetica.

Nel sub-settore dell’energia rinnovabile,

la Cina ha annunciato piani ambiziosi per

l’espansione della capacità energetica da

fonti rinnovabili. Ad esempio, la Renewable

Energy Law, in vigore dal 1° gennaio

2006, dispone che le fonti rinnovabili contribuiscano

al 15% del consumo energetico

nel Paese entro il 2020.

La Legge sopraccitata prevede un investimento

pari a 180 miliardi di dollari USA.

Gli obiettivi relativi alla capacità di produzione

di energia eolica sono in costante

crescita, ma le opportunità per le imprese

multinazionali sono fortemente limitate

dalla mancanza di tutela legale e dalla feroce

competizione locale.

La Cina sta oggi puntando alla riduzione

della sovraccapacità ed ha recentemente

annunciato che non saranno approvati piani

per la costruzione di nuovi stabilimenti

per la produzione di impianti eolici e porrà

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barriere all’accesso al mercato per prodotti

con tecnologia obsoleta.

Il potenziale idroelettrico della Cina è stimato

a circa 300 GW e la Cina punta, entro

il 2020, a raddoppiare la propria capacità

effettiva. Il potenziale energetico eolico è

invece stimato a 253 GW ed il target è incrementare

la capacità a 30 GW entro il

2020: otto volte il livello attuale. Probabilmente

il Paese raggiungerà una capacità

due volte superiore a questo obiettivo.

La Cina punta molto ai settori del fotovoltaico

e della biomassa, che prevedono obiettivi

di crescita rilevanti: 20 volte per il solare e

10 volte per l’energia da biomassa.

Per le società estere che dispongono di tecnologie

e servizi differenziati e che non devono

sostenere costi iniziali proibitivi, vale certamente

la pena di sondare il mercato cinese.

Le società cinesi stanno iniziando a diventare

competitive a livello globale in alcune

tecnologie rinnovabili. Ci si può riferire,

ad esempio, alla competitività cinese nel

settore delle celle fotovoltaiche che può

rappresentare per le società straniere

un’opportunità d’acquisto dalla Cina per

ridurre i costi.

Lo sviluppo di questo settore industriale

dipenderà largamente dai rapporti tra Centro

e Province, soprattutto con riferimento

alla politica dei prezzi.

Fondazione Italia Cina

71


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

L’imperativo di migliorare l’ambiente e

trovare alternative energetiche consentirà

di raggiungere un coordinamento tra i vari

attori coinvolti. Uno stimolo allo sviluppo

del settore deriverà senz’altro dalla sensibile

riduzione del divario di prezzo con

le fonti energetiche tradizionali. Questo

dipenderà dall’utilizzo di nuove tecnologie

e dal raggiungimento di economie di scala

nel settore delle energie rinnovabili mentre,

parallelamente, il prezzo dell’energia

fossile crescerà per effetto di difficoltà di

approvvigionamento ed una maggiore presa

di coscienza ambientale.

La Cina offre numerose opportunità agli

operatori esteri pronti ad entrare nel mercato

in questo periodo di evoluzione del

settore. Data l’espansione prevista nelle

varie nicchie dell’energia alternativa e il

potenziale impatto dei concorrenti cinesi

su altri mercati, molti operatori esteri giungeranno

alla conclusione che una partecipazione

al mercato sia assolutamente indispensabile.

Tuttavia, l’ingresso nel mercato

dovrà essere attentamente ponderato,

in considerazione del livello di intervento

statale e della mancanza di una politica coerente

ed omogenea.

Infrastruttura ambientale

L’urbanizzazione rappresenta uno dei principali

elementi d’impulso al settore che

continuerà a presentare notevoli opportunità.

I regolamenti mirano a rendere l’economia

sostenibile a livello locale e centra-

72

le. Il Governo cinese investirà 90 miliardi

di RMB nel 2010 per il trattamento delle

acque (per stabilimenti, condutture, prevenzione

dell’inquinamento e depurazione

dei fiumi e dei laghi principali). Nonostante

il settore delle forniture ambientali (apparecchiature,

prodotti chimici) sia stato

fortemente colpito dalla contrazione della

domanda, sia in Cina che all’estero, la spesa

pubblica conferirà ulteriore stimolo alla

crescita. Circa 12 miliardi di RMB sono

stati accantonati dal Governo cinese per

la spesa in tecnologie ambientali; di questi,

5 miliardi di RMB sono stati destinati

ad impianti di trattamento delle acque reflue.

Attualmente sono in attesa di approvazione

500 domande per la realizzazione

di impianti di trattamento delle acque e

molti progetti sono da oltre 100 milioni di

RMB. La penetrazione di soggetti stranieri

in progetti Build-Operate-Transfer con riferimento

al trattamento delle acque ed ai

sistemi fognari è molto bassa e rappresenta

circa l’8% del mercato. Le opportunità

sono soprattutto in città di seconda, terza e

quarta fascia, dove gli investimenti in progetti

per la tutela ambientale sono ancora

relativamente bassi. Le autorità locali tenderanno

ad incrementare la regolamentazione

del settore (ossia il prezzo dei servizi

di pubblica utilità), incidendo negativamente

sul ritorno degli investimenti.

Per le attrezzature di fascia alta (ad es.

pompe) ed i prodotti chimici (ad es. i prodotti

chimici per il trattamento delle ac-

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

que) vi sono opportunità di mercato da cogliere

con riferimento al trattamento delle

acque, alle reti fognarie ed al trattamento

dei rifiuti solidi.

In generale, gli investitori esteri potranno

trovare opportunità in tre settori chiave:

Trattamento delle acque: il Ministero

delle Risorse Idriche della Cina ha specificato

in un rapporto del gennaio 2005,

che oltre il 53% delle acque dei principali

fiumi nel Paese non era potabile. Un ulteriore

30% non è ritenuto adatto per fini industriali.

Difficoltà di approvvigionamento

esistono in oltre 400 delle 600 città della

Cina (2/3) ed in 110 di queste 400 città la

situazione è critica.

Le opportunità per le imprese multinazionali

risiedono nel:

- Mercato idrico primario: per incrementare

i volumi dovranno essere realizzati centinaia

di nuovi impianti per il trattamento

delle acque, specialmente in città di media

grandezza e nelle province dell’interno.

- Mercato idrico secondario: i sistemi di

approvvigionamento dell’acqua in molte

città hanno efficienza bassa oppure sono in

costruzione. È necessario un ammodernamento

tecnologico per risolvere problemi

di contaminazione e di perdite.

www.italychina.org

I maggiori operatori internazionali, quali

Veolia e Suez, hanno già una forte presenza

in Cina, soprattutto sul mercato primario.

Tuttavia, permangono numerose opportunità

ancora inesplorate, ad esempio nella

costruzione di impianti di piccole/medie

dimensioni per la depurazione delle acque,

nonché nella progettazione e nella

fornitura di sistemi di condutture.

Trattamento delle acque reflue: la mancanza

di sistemi adatti per il trattamento

delle acque reflue è uno dei motivi principali

delle carenze idriche in Cina. In quasi

la metà delle città cinesi non sono presenti

impianti adeguati e, laddove esistono, vengono

utilizzati al di sotto della capacità. Il tasso

medio di trattamento delle acque reflue nelle

grandi città è pari al 43,8% circa, mentre

può scendere ad appena il 13,6% nei piccoli

centri abitati. Attualmente, per produrre

la stessa quantità di prodotti industriali, la

Cina consuma un volume d’acqua tre volte

superiore rispetto ai Paesi sviluppati. La crescita

demografica e lo sviluppo economico

hanno prodotto un massiccio incremento del

volume delle acque reflue. Per il Governo

è prioritaria la creazione di impianti per il

trattamento delle acque. A dimostrazione di

ciò, l’undicesimo Piano quinquennale pone

l’obiettivo di 1000 nuovi impianti di trattamento

delle acque ed il raggiungimento di un

tasso di trattamento del 60% entro il 2010.

Sono stati stanziati oltre 10 miliardi di RMB

per finanziare questi progetti ed attrarre capitali,

tecnologie e know-how dall’estero.

Fondazione Italia Cina

73


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

Le principali opportunità risiedono in:

- installazione di nuovi impianti di trattamento

delle acque reflue, soprattutto in

città di medie dimensioni;

- utilizzazione efficiente di impianti esistenti

e nuovi sistemi di condutture;

- il trattamenti delle acque reflue industriali

(settori chimico, dei metalli e

della carta);

- fornitura di attrezzature e tecnologie.

Trattamento dei rifiuti solidi: la Cina

produce più rifiuti di qualunque altro paese

del mondo. I 350 milioni di residenti

urbani del Paese producono in media 1,5

kg di rifiuti per persona al giorno, un dato

che ha registrato una crescita dell’8%-

10% all’anno a partire dal 2002. Alla fine

del 2006, i rifiuti solidi industriali avevano

raggiunto il livello di 1,52 miliardi di

tonnellate, pari ad un aumento annuo del

10% per cinque anni. Per quanto riguarda

il trattamento dei rifiuti solidi, la Cina

è nettamente più arretrata rispetto al resto

del mondo.

Alla fine del 2006, nell’intero Paese esistevano

solo 772 impianti di trattamento

dei rifiuti e oltre 50 milioni di tonnellate di

rifiuti rimanevano escluse dal trattamento.

In linea con la finalità di trovare un equilibrio

tra la necessità di procedere nello

sviluppo economico del Paese e l’imperativo

della tutela ambientale, il Governo ha

posto obiettivi ambiziosi anche in questo

settore. Questi contribuiranno in maniera

74

significativa alla sua crescita.

Sussistono diversi ostacoli al raggiungimento

degli obiettivi governativi:

(a) il numero di discariche (oggi il mezzo

più comunemente utilizzato per smaltire i

rifiuti) è limitato dalla scarsa disponibilità

di siti adatti e da più rigorosi controlli anti

inquinamento; (b) la mancanza di sistemi

di raccolta e differenziazione efficiente

dei rifiuti e gli elevati costi operativi che

limitano la redditività della produzione di

energia generata dal trattamento dei rifiuti;

(c) la mancanza di tecnologie avanzate ed

efficaci dal punto di vista dei costi per il

trattamento dei rifiuti solidi industriali.

Le principali opportunità risiedono proprio

nel rimuovere questi impedimenti:

- sistemi avanzati di raccolta, differenziazione

e trattamento;

- soluzioni specializzate di trattamento

dei rifiuti industriali (es. calcestruzzo,

metalli, carta).

Studenti cinesi all’estero

La Cina è uno dei Paesi con il maggior numero

di studenti che studiano all’estero.

Ad oggi sono 1,4 milioni gli studenti cinesi

all’estero. Il grafico seguente mostra che

gli studenti cinesi rappresentano il 15% di

tutti gli studenti che studiano al di fuori

del proprio Paese d’origine.

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

milioni gli studenti cinesi all’estero. Il grafico

seguente La Cina mostra nel 2010che

gli studenti cinesi

rappresentano Scenari e Prospettive il 15% di per tutti le gli Imprese studenti che

studiano al di fuori del proprio Paese d'origine.

Studenti cinesi all’estero

Figura 31: Ripartizione degli studenti all'estero

La in Cina base è al uno Paese dei Paesi d'origine con il maggior numero di

studenti all’estero che studiano in base all'estero. al Paese Ad oggi d’origine sono 1,4

milioni gli studenti cinesi all’estero. Il grafico

100%

seguente mostra che gli studenti cinesi Altre 143 nazioni

90%

Russia

rappresentano 80% il 15% di tutti gli studenti che

Canada

studiano 70% al di fuori del proprio Paese d'origine.

Figura 31: Ripartizione degli studenti

www.italychina.org

Malesia

60%

Stati Uniti

Figura 50% 31: Ripartizione degli studenti all'estero

Francia

in base 40% al Paese d'origine

Giappone

Germania

30%

Corea

100% 20%

90% 10%

3,8%

5,5%

15%

India

Altre 143 nazioni

Cina

Russia

80% 0%

2007 (%)

Canada

70%

Malesia

60%

Stati Uniti

Fonte: Unesco Global Education Digest 2009

Fonte: 50% Unesco Global Education Digest 2009 Francia

Giappone

40%

Germania

Il numero di studenti cinesi all'estero è aumentato

30%

Corea

rapidamente 20% durante 3,8% gli anni Novanta. In quegli

5,5%

India

anni, 10% il Governo cinese formulò una politica Cina di

15%

sostegno 0% che incoraggiava gli studenti a ritornare

2007 (%)

in Cina al completamento degli studi e garantiva

loro la libertà di entrare e uscire dai confini

Fonte: nazionali. Unesco Negli Global ultimi Education 20 Digest anni, 2009 il numero di

studenti all'estero ha registrato una crescita medio

Il numero di studenti cinesi all'estero è aumentato

annua del 23%.

rapidamente durante gli anni Novanta. In quegli

anni, Nel 2008 il Governo sono stati cinese 179.800 formulò gli una studenti politica che di

sostegno hanno lasciato che incoraggiava la Cina per gli studiare studenti all'estero. a ritornare La

in rapida Cina al crescita completamento economica degli del studi Paese e - garantiva che ha

loro fornito la libertà agli studenti di entrare cinesi e uscire una base dai confini finanziaria più

nazionali. solida ta - medio associata Negli ultimi

annua ad un 20

del livello anni, il

23%. insoddisfacente

numero di

studenti dell’istruzione all'estero superiore ha registrato in Cina, una alimenteranno crescita medio un

annua costante del incremento 23%. degli studenti cinesi

all'estero. Il Ministero dell'Istruzione cinese stima

Nel 2008 sono stati 179.800 gli studenti che

che il numero di studenti all'estero raggiungerà

hanno lasciato la Cina per studiare all'estero. La

200.000 unità all’anno nel 2010 e 300.000 unità

rapida crescita economica del Paese - che ha

nel 2020.

fornito agli studenti cinesi una base finanziaria più

solida - associata ad un livello insoddisfacente

dell’istruzione superiore in Cina, alimenteranno un

costante incremento degli studenti cinesi

all'estero. Il Ministero dell'Istruzione cinese stima

che il numero di studenti all'estero raggiungerà

200.000 unità all’anno nel 2010 e 300.000 unità

nel 2020.

Il numero di studenti cinesi all’estero è

aumentato rapidamente durante gli anni

Novanta. In quegli anni, il Governo cinese

formulò una politica di sostegno che incoraggiava

gli studenti a ritornare in Cina al

completamento degli studi e garantiva loro

la libertà di entrare e uscire dai confini nazionali.

Negli ultimi 20 anni, il numero di

studenti all’estero ha registrato una cresci-

Nel 2008 sono stati 179.800 gli studenti

che hanno lasciato la Cina per studiare

all’estero. La rapida crescita economica del

Paese - che ha fornito agli studenti cinesi

una base finanziaria più solida - associata

ad un livello insoddisfacente dell’istruzione

superiore in Cina, alimenteranno un

costante incremento degli studenti cinesi

all’estero. Il Ministero dell’Istruzione cinese

stima che il numero di studenti all’estero

raggiungerà 200.000 unità all’anno nel

2010 e 300.000 unità nel 2020.

300000

250000

200000

Figura 32: Numero di studenti cinesi

Figura 150000 32: Numero di studenti cinesi all'estero

all’estero

300000

100000

250000

50000

200000

0

150000

1978

1980

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2010S

2020S

100000 Fonte: Ministero dell'Istruzione (MOE)

L'80% 50000 - 90% degli studenti trasferitisi all'estero

negli ultimi anni si sono auto-finanziati. Ogni anno,

circa 0 10.000 studenti sono invece finanziati dallo

Stato.

1978

1980

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2010S

2020S

Gli

Fonte:

studenti

Ministero

cinesi

dell’Istruzione

sono presenti

(MOE)

Fonte: complessivamente Ministero dell'Istruzione in 103 (MOE) paesi, con una

proporzione relativamente più significativa negli

L'80% Stati Uniti, - 90% in degli Giappone, studenti Australia, trasferitisi Regno all'estero Unito,

negli Germania, ultimi anni Corea si sono del Sud, auto-finanziati. Francia e Nuova Ogni anno,

circa Zelanda. 10.000 In studenti base alle sono statistiche invece UNESCO, finanziati dallo nel

Stato. 2007 l'Italia si classificava quale 14º Paese per

numero di studenti cinesi, ospitandone solamente

Gli

lo sono studenti

0,4% invece cinesi

del totale. finanziati sono presenti

Il numero di dallo studenti Stato. in Italia è

complessivamente in 103 paesi, con una

però in rapida crescita in virtù del progetto Uniproporzione

relativamente più significativa negli

Italia, promosso e gestito dalla Fondazione Italia

Stati Uniti, in Giappone, Australia, Regno Unito,

Cina, cofinanziato dalla Fondazione Cariplo

Germania, Corea del Sud, Francia e Nuova

e realizzato con la collaborazione dei Ministeri

Zelanda. In base alle statistiche UNESCO, nel

italiani degli Affari Esteri e dell'Istruzione,

2007 l'Italia si classificava quale 14º Paese per

dell'Università e della Ricerca,dell'Ambasciata

numero di studenti cinesi, ospitandone solamente

d'Italia a Pechino, dell'Ambasciata della

lo 0,4% del totale. Il numero di studenti in Italia è

Repubblica Popolare Cinese in Italia e della Crui,

però in rapida crescita in virtù del progetto Unila

Conferenza dei rettori delle Università Italiane.

Italia, promosso e gestito dalla Fondazione Italia

Cina, La tipologia cofinanziato degli dalla studenti Fondazione cinesi all'estero Cariplo è

e sempre realizzato più con diversificata: la collaborazione oltre agli dei studenti Ministeri

italiani universitari degli Affari ed ai laureati, Esteri e dell'Istruzione,

il numero di dottorandi,

dell'Università di dottori di ricerca, e della di Ricerca,dell'Ambasciata

ricercatori e iscritti ai Master

d'Italia è in graduale a Pechino, incremento. dell'Ambasciata In aumento della è anche il

Repubblica numero di giovani Popolare interessati Cinese in a Italia frequentare e della Crui, scuole

la superiori Conferenza all'estero. dei rettori L'ultimo delle sondaggio Università condotto Italiane.

dalla Beijing New Oriental, il maggiore gruppo

La tipologia degli studenti cinesi all'estero è

privato che offre servizi nel settore dell’istruzione

sempre più diversificata: oltre agli studenti

universitari ed ai laureati, il numero di dottorandi,

di dottori di ricerca, di ricercatori e iscritti ai Master

è in graduale incremento. In aumento è anche il

numero di giovani interessati a frequentare scuole

superiori all'estero. L'ultimo sondaggio condotto

dalla Beijing New Oriental, il maggiore gruppo

privato che offre servizi nel settore dell’istruzione

L’80% - 90% degli studenti trasferitisi

all’estero negli ultimi anni si sono auto-finanziati.

Ogni anno, circa 10.000 studenti

Gli studenti cinesi sono presenti complessivamente

in 103 paesi, con una proporzione

relativamente più significativa negli

Stati Uniti, in Giappone, Australia, Regno

Unito, Germania, Corea del Sud, Francia

e Nuova Zelanda. In base alle statistiche

UNESCO, nel 2007 l’Italia si classificava

quale 14º Paese per numero di studenti

cinesi, ospitandone solamente lo 0,4% del

totale. Il numero di studenti in Italia è però

in rapida crescita in virtù del progetto Uni-

Italia, promosso e gestito dalla Fondazione

Italia Cina, cofinanziato dalla Fondazione

Cariplo e realizzato con la collaborazione

dei Ministeri italiani degli Affari Esteri

e dell’Istruzione, dell’Università e della

Ricerca,dell’Ambasciata d’Italia a Pechino,

dell’Ambasciata della Repubblica Popolare

Fondazione Italia Cina

75


La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

in Cina, indica un aumento del 20% del numero di

domande d'iscrizione a scuole superiori all'estero

nel 2009. Oltre agli studenti, anche molti giovani

impiegati sono alla ricerca di opportunità di studio

all'estero.

Cinese in Italia e della Crui, la Conferenza rità, come ingegneria, Figura 33: logistica, Studenti cinesi ambiente, all'estero;

dei rettori delle Università Italiane. pedagogia, infermieristica, ripartizione in base cosmetologia

ai Paesi riceventi (%)

e altri trattamenti estetici, manutenzione

La tipologia degli studenti cinesi all’estero

è sempre più diversificata: oltre agli studenti

universitari ed ai laureati, il numero

di dottorandi, di dottori di ricerca, di ricercatori

e iscritti ai Master è in graduale in-

2007

e riparazione di 2006veicoli,

sono state scelte

2005

da numerosi studenti. L’Italia è una desti-

2004

nazione per molti 2003 studenti interessati alla

z

2002

moda ed al design.

2001

2000

Stati Uniti

Giappone

Australia

Gran Bretagna

Germania

Corea

Francia

Nuova Zelanda

Italia

Altri

cremento. In aumento è anche il numero di

1999

Turismo cinese verso l’estero ancora

giovani interessati a frequentare scuole su- in crescita

0% 20% 40% 60% 80% 100%

periori all’estero. L’ultimo sondaggio con- Nel 2008, il flusso Fonte: UNESCO dei turisti Global Education cinesi Digest dalla 2009

dotto dalla Beijing New Oriental, il mag- Cina continentale Tradizionalmente, all’estero le ha facoltà registrato prescelte dagli

giore gruppo privato che offre servizi nel

settore dell’istruzione in Cina, indica un

un incremento studenti del 12%. cinesi all'estero sono: gestione d'impresa,

finanza, contabilità e IT. Negli ultimi anni, le

facoltà e specializzazioni che in passato

aumento del 20% del numero di domande

d’iscrizione a scuole superiori all’estero

Le statistiche godevano ufficiali di indicano minore popolarità, che la cri- come ingegneria,

logistica, ambiente, pedagogia, infermieristica,

si economica cosmetologia globale ha e avuto altri trattamenti un impatto estetici,

in Cina, indica un aumento del 20% del numero di

nel 2009. Oltre agli studenti, anche molti

domande d'iscrizione a scuole superiori all'estero

nel giovani 2009. Oltre impiegati agli studenti, sono anche alla ricerca molti giovani di op-

indicavano già una forte ripresa. Nell’ottobre

solo marginale. manutenzione Il primo semestre e riparazione 2009 di veicoli, ha sono state

2009, il numero scelte di turisti da all'estero numerosi ha studenti. raggiunto L’Italia è una

fatto quota registrare 39,4 milioni, destinazione un con leggero un incremento per incremento molti studenti annuo del- interessati alla

impiegati sono alla ricerca di opportunità di studio

portunità di studio all’estero.

all'estero.

2,8%. Nell'ultimo trimestre del 2009, i sussidi

le partenze turistiche, moda ed al che design. hanno raggiunto

governativi, la semplificazione delle procedure di

22,547 visto e altre milioni misure Turismo di adottate persone, cinese dai con Paesi verso un destinatari l'estero aumento ancora in

Figura 33: 33: Studenti cinesi cinesi all'estero; all’estero;

ripartizione in base in base ai Paesi ai Paesi riceventi riceventi (%) (%)

2007

Stati Uniti

2006

Giappone

2005

Australia

2004

Gran Bretagna

Germania

2003

z

Corea

2002

Francia

2001

Nuova Zelanda

Italia

2000

Altri

1999

0% 20% 40% 60% 80% 100%

hanno favorito i crescita flussi di viaggiatori cinesi. Per il

dell’1,05% rispetto al 2008. La pandemia

2009 è previsto un tasso di crescita ad una cifra,

influenzale mentre per il H1N1, 2010

Nel

si

2008, dilagata stima

il

un

flusso

tasso in dei tutto a

turisti

due il mondo cifre.

cinesi dalla Cina

continentale all’estero ha registrato un incremento

nel maggio 2009, Figura 34: Numero del 12%. ha colpito pesantemente

di turisti cinesi all'estero,

il migliaia turismo di verso persone l’estero, in particolare ver-

Le statistiche ufficiali indicano che la crisi

so destinazioni economica in Nord globale America, ha avuto Europa un impatto solo

60000

marginale. Il primo semestre 2009 ha fatto

e Giappone. Con l’affievolirsi del panico

50000 registrare un leggero incremento delle partenze

scatenato 40000 dall’influenza turistiche, che H1N1, hanno i raggiunto dati di 22,547 lu- milioni di

glio 30000 (3,9 milioni) persone, e, in con particolare, un aumento di dell'1,05% agosto rispetto al

2008. La pandemia influenzale H1N1, dilagata in

(4,7 20000 milioni) indicavano tutto il mondo già nel una maggio forte 2009, ripre- ha colpito

Fonte: UNESCO Global Education Digest 2009

Fonte: UNESCO Global Education Digest 2009

Tradizionalmente, le facoltà prescelte dagli

studenti Tradizionalmente, cinesi all'estero le sono: facoltà gestione prescelte d'impresa, da-

finanza, gli studenti contabilità cinesi e IT. all’estero Negli ultimi sono: anni, le gestione

facoltà e specializzazioni che in passato

godevano d’impresa, di minore finanza, popolarità, contabilità come ingegneria, e IT. Negli

logistica, ultimi ambiente, anni, le pedagogia, facoltà e infermieristica, specializzazioni

cosmetologia e altri trattamenti estetici,

manutenzione che in passato e riparazione godevano di di veicoli, minore sono popola- state

scelte da numerosi studenti. L’Italia è una

destinazione 76 per molti studenti interessati alla

Fondazione Italia Cina

moda ed al design.

10000 sa. Nell’ottobre pesantemente 2009, il numero il turismo di verso turisti l'estero, in

particolare verso destinazioni in Nord America,

0

all’estero ha raggiunto quota 39,4 milioni,

2000 2001Europa 2002 2003e 2004 Giappone. 2005 2006Con 2007 l'affievolirsi 20082009E del panico

con un incremento scatenato annuo dall'influenza del 2,8%. H1N1, Nell’ul- i dati di luglio (3,9

Fonte: National Tourism milioni) Administration e, in particolare, di agosto (4,7 milioni)

timo trimestre del 2009, i sussidi governa-

Come si legge in una circolare del Consiglio di

tivi, la semplificazione delle procedure di

Stato, pubblicata nel dicembre 2009, per

visto promuovere e altre il settore misure turistico, adottate si prevede dai Paesi che il de-

flusso di turisti cinesi verso l'estero raggiungerà

stinatari hanno favorito i flussi di viaggiato-

83 milioni di persone entro il 2015, con un tasso di

crescita annuo del 9%.

www.italychina.org

In base alle stime dell'Organizzazione Mondiale

indicavano già una forte ripresa. Nell’ottobre

La 2009, Cina il nel numero 2010 di turisti all'estero ha raggiunto

Scenari e Prospettive per le Imprese

quota 39,4 milioni, con un incremento annuo del

2,8%. Nell'ultimo trimestre del 2009, i sussidi

governativi, la semplificazione delle procedure di

visto e altre misure adottate dai Paesi destinatari

hanno favorito i flussi di viaggiatori cinesi. Per il

2009 è previsto un tasso di crescita ad una cifra,

mentre per il 2010 si stima un tasso a due cifre.

ri cinesi. Per il 2009 è previsto un tasso di

crescita ad una cifra, mentre per il 2010 si

stima un tasso a due cifre.

Figura 34: Numero di turisti cinesi all'estero,

migliaia Figura di 34: persone Numero di turisti cinesi

all’estero, migliaia di persone

60000

50000

40000

30000

20000

10000

0

www.italychina.org

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 20082009E

Fonte: Fonte: National National Tourism Tourism Administration Administration

Come si legge in una circolare del Consiglio di

Stato, pubblicata nel dicembre 2009, per

promuovere il settore turistico, si prevede che il

flusso di turisti cinesi verso l'estero raggiungerà

83 milioni di persone entro il 2015, con un tasso di

crescita annuo del 9%.

Come si legge in una circolare del Consiglio

di Stato, pubblicata nel dicembre

2009, per promuovere il settore turistico,

si prevede che il flusso di turisti cinesi verso

l’estero raggiungerà 83 milioni di persone

entro il 2015, con un tasso di crescita

In base alle stime dell'Organizzazione Mondiale

del Turismo, nel 2020 la Cina conterà 100 milioni

di viaggiatori verso l'estero e diventerà il quarto

Paese annuo del del mondo 9%. per numero di turisti in entrata,

salendo di posizione rispetto all'attuale quinto

posto, dopo Germania, USA, Regno Unito e

Francia.

In base alle stime dell’Organizzazione

Hong Mondiale Kong e del Macao, Turismo, Regioni amministrative nel 2020 la Cina

speciali della Cina, rimangono le destinazioni di

conterà 100 milioni di viaggiatori verso

preferenza, con il 72% di turisti cinesi nel 2008. Le

destinazioni l’estero e europee diventerà hanno il invece quarto assorbito Paese un del

flusso turistico del 5%.

mondo per numero di turisti in entrata,

salendo di posizione rispetto all’attuale

quinto posto, dopo Germania, USA, Regno

Unito e Francia.

Hong Kong e Macao, Regioni amministrative

speciali della Cina, rimangono le destinazioni

di preferenza, con il 72% di turisti cinesi

nel 2008. Le destinazioni europee hanno invece

assorbito un flusso turistico del 5%.

Figura 35: 35: Ripartizione delle destinazioni delle dei

turisti destinazioni cinesi verso dei l'estero, turisti nel cinesi 2008 verso (1000

persone, l’estero, %) nel 2008 (1000 persone, %)

100%

90%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

15,522

(34%)

17,557

(38%)

Numero di turisti (1,000 persone)

Altri

Malesia

Tailandia

Singapore

Stati Uniti

Russia

Corea

Vietnam

Giappone

Macao

Hong Kong

Fonte: Amministrazione Nazionale del Turismo della RPC

Fonte: Amministrazione Nazionale del Turismo della RPC

L'Italia è una delle destinazioni europee preferite

dai turisti cinesi.

L’Italia è una delle destinazioni europee

preferite dai turisti cinesi.

Nel 2008, quasi 200.000 turisti cinesi in viaggio

attraverso l'Europa hanno fatto la loro prima tappa

in Italia. Nei primi cinque mesi del 2009,

nonostante il rallentamento generale del turismo

mondiale, i soggiorni turistici di cittadini cinesi in

Italia hanno comunque registrato un incremento

del 20%.

Nel 2008, quasi 200.000 turisti cinesi in

viaggio attraverso l’Europa hanno fatto la

loro prima tappa in Italia. Nei primi cinque

mesi del 2009, nonostante il rallentamento

generale del turismo mondiale, i soggiorni

turistici di cittadini cinesi in Italia hanno comunque

registrato un incremento del 20%.

In base alle statistiche dell'aeroporto

internazionale di Shanghai Pudong, nei primi 9

mesi del 2009 le partenze verso l'Europa sono

state 370.000, 23% delle quali (pari a 86.000

persone) verso l'Italia, che si è pertanto

posizionata al primo posto seguita da Germania

(17,8%) e Regno Unito (16,8%).

In base alle statistiche dell’aeroporto internazionale

di Shanghai Pudong, nei primi 9

mesi del 2009 le partenze verso l’Europa

sono state 370.000, 23% delle quali (pari a

86.000 persone) verso l’Italia, che si è pertanto

posizionata al primo posto seguita da

Germania (17,8%) e Regno Unito (16,8%).

Le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia,

e le mete dello shopping, come Milano,

rimangono le destinazioni classiche dei tour

turistici. Le offerte per vacanze relax, viaggi

Le città d'arte come Roma, Firenze e Venezia, e

le mete dello shopping, come Milano, rimangono

le destinazioni classiche dei tour turistici. Le

offerte per vacanze relax, viaggi di nozze e tour

enogastronomici per i segmenti di fascia alta sono

in costante aumento. L'Italia si sta affermando

come destinazione di lusso, diventando un punto

di riferimento per la classe cinese benestante,

attratta in primis dal grande patrimonio storico e

culturale del Paese, dallo shopping nei negozi di

alta moda, da strutture ricettive esclusive e dalla

grande qualità della cucina italiana. Il potenziale

dell’Italia nell’attrarre turisti cinesi è ancora molto

Fondazione Italia Cina

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La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

di nozze e tour enogastronomici per i segmenti

di fascia alta sono in costante aumento.

L’Italia si sta affermando come destinazione

di lusso, diventando un punto di riferimento

per la classe cinese benestante, attratta in

primis dal grande patrimonio storico e culturale

del Paese, dallo shopping nei negozi di

alta moda, da strutture ricettive esclusive e

dalla grande qualità della cucina italiana. Il

potenziale dell’Italia nell’attrarre turisti cinesi

è ancora molto elevato e può rappresentare

una grande opportunità per il Paese.

Nel luglio 2009, durante la visita in Italia

del Presidente cinese Hu Jintao, l’Amministrazione

Nazionale del Turismo della

Repubblica Popolare Cinese e il Ministero

del Turismo della Repubblica Italiana

hanno siglato un Memorandum d’intesa

per la cooperazione turistica. Il Memorandum

si prefigge di ampliare la cooperazione

turistica fra i due Paesi, incentivare gli

scambi fra associazioni turistiche, aziende

ed organizzazioni, la promozione e il marketing

turistico in Italia e in Cina, nonché

lo scambio regolare di informazioni sul settore.

La firma del Memorandum consoliderà

ulteriormente la cooperazione turistica

Cina-Italia e rafforzerà i flussi di viaggiatori

in entrata e in uscita fra i due Paesi.

China Investment Corporation (CIC),

il fondo sovrano cinese

Il fondo China Investment Corporation

(Cic) è stato costituito nel 2007 e gestisce

un patrimonio del valore di 200 miliardi di

78

dollari USA in attività in valuta estera. Il

Cic ha come finalità la gestione efficiente

delle riserve valutarie della Cina ed il raggiungimento

di obiettivi economici strategici

per il Paese, puntando alla realizzazione

di investimenti in circa cinquanta

grandi imprese in tutto il mondo.

La Direzione e il Consiglio di Amministrazione

del Cic dipendono dal Consiglio di

Stato della Repubblica Popolare Cinese. Il

Fondo è fortemente legato all’establishment

politico, come dimostrato per esempio dalla

composizione del suo Consiglio di Amministrazione,

che implica una forte influenza da

parte del Ministero cinese delle Finanze.

Nel 2008, il fondo sovrano ha subito ingenti

perdite derivanti dalle proprie partecipazioni

finanziarie nel Fondo Blackstone ed in Morgan

Stanley, realtà colpite dalla crisi finanziaria

e dal crollo dei prezzi dei titoli azionari.

In seguito, il Cic ha adottato una nuova

linea per orientare i propri investimenti,

abbandonando progressivamente le attività

finanziarie per investire su titoli che si

riferiscono ad attività economiche “reali”

(si veda tabella 6). Attualmente,il Cic sta

esplorando nuovi ambiti d’investimento,

quali il settore immobiliare e delle risorse

naturali. L’Italia può rappresentare un interessante

target per via della sua geografia

(porti) e per la presenza di potenziali target

nei settori energetico, infrastrutturale ed in

settori ad alto contenuto tecnologico.

Fondazione Italia Cina www.italychina.org

La Cina nel 2010

Scenari e Prospettive per le Imprese

interessante target per via della sua geografia

(porti) e per la presenza di potenziali target nei

settori energetico, infrastrutturale ed in settori ad

alto contenuto tecnologico.

I recenti investimenti del Cic sono riassunti nella tabella che segue.

Tabella 6: Progetti di investimento del Cic

Tabella 6: Progetti di investimento del Cic

www.italychina.org

I recenti investimenti del Cic sono riassunti nella

tabella che segue.

Data Capitale Investito Progetto Settore Paese

20 maggio 2007 USD 3 miliardi Acquisizione di una

quota del 10% di

Blackstone Group

Servizi finanziari USA

19 dicembre 2007 USD 5 miliardi Acquisizione di una

quota del 9,9% di

Morgan Stanley

Servizi finanziari USA

20 dicembre 2007 USD 100 milioni Acquisizione di una

quota del 5,5% in

China Railway

Group

Infrastrutture Cina

25 marzo 2008 USD 100 milioni Investimento

nell'offerta pubblica

iniziale di Visa

Carte di credito USA

3 luglio 2009 USD 1,5 miliardi Acquisto del 17,5%

delle azioni

circolanti di Classe

B della Teck

Resources Limited

Risorse Canada

30 settembre 2009 USD 939 milioni Acquisto dell'11%

delle azioni di JSC

KazMunaiGas

Exploration

Production

Risorse Kazakhstan

15 ottobre 2009 USD 150 milioni Acquisizione del

45% del capitale di

Nobel Oil Group

Risorse Russia

26 ottobre 2009 USD 500 milioni Investimento in

obbligazioni

convertibili

vincolate a 30 anni

emesse dalla

SouthGobi Energy

Resources Limited

Risorse Canada

5 novembre 2009 USD 1,9 miliardi Investimento

strategico nella PT

Bumi Resources

Tbk

Risorse Indonesia

6 novembre 2009 USD 1,58 miliardi Quota del 15%

nella AES

Corporation

Energia USA

19 novembre 2009 HKD 5,5 miliardi Firma di un

accordo quadro

vincolante con la

GCL-Poly Energy

Holdings Limited

per la

sottoscrizione di

circa 3.108 milioni

di azioni della

GCL-Poly

Energie pulite Hong Kong

:

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79


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