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Seconda Media

Ripasso Secondo Quadrimestre


d. La diversità dei tasselli rende

possibile

l’immagine,

perciò è

una

ricchezza

reciproca.

Nessuno è così povero da non

poter dare qualche cosa, né così

ricco da non poter ricevere.

1. In

che

senso

si

possono

paragonare la Chiesa e la Società

ad un mosaico

a. I battezzati (e i cittadini) sono

come i tasselli che compongono la

Chiesa e la società.

b. Nell’adolescenza l’appartenenza alla

Chiesa

sembra

una

morsa

che

costringe e non si vede l’ora di

staccarsene. Ma se uno si rifiuta di

fare la sua parte tutto il quadro

viene rovinato e lui perde il suo

ruolo e la sua importanza.

c. A volte, a questa età, capita di

emarginare

delle

persone

che

vengono

“etichettate”

come

inferiori, o di

essere

categorici

nelle

amicizie

rifiutando

chi è

“diverso”.


2. San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi, paragona la Chiesa ad

un corpo. Spiega la metafora.

Se il corpo fosse tutto occhio, dove

sarebbe l'udito Se fosse tutto udito,

dove l'odorato Ora, invece, Dio ha

disposto le membra in modo distinto

nel corpo, come egli ha voluto.

E se l'orecchio dicesse: «Poiché io

non sono occhio, non appartengo

al corpo», non per questo non

farebbe più parte del corpo.

Non può l'occhio dire alla

mano: «Non ho bisogno

di te»; né la testa ai

piedi: «Non ho bisogno di

voi».


Ciascun battezzato ha ricevuto dei

carismi (doni) diversi da mettere al

servizio della comunità.

Nessuno deve sentirsi superiore,

perché ciò che sa fare un membro

va a vantaggio o svantaggio di tutti

Se una parte è più debole, le altre

parti se ne prendono particolare cura.

“Una mano lava l’altra

e tutte e due lavano il viso”.


3. Aristotele definì l‟uomo “animale razionale”, mettendo in risalto la sua

intelligenza. Noi diciamo che l‟uomo può essere definito “animale

relazionale” perché…

a. Fin dai primi momenti di vita l’uomo ha bisogno

degli altri per sopravvivere.

b. Senza l’educazione e il confronto con gli altri l’uomo

non svilupperebbe neppure la sua intelligenza, il

linguaggio, i suoi pensieri…

c. Tanto più oggi, nella società “globalizzata”,

dipendiamo strettamente dal lavoro e dalle idee degli

altri.


La pianta della

vita non cresce

nella solitudine

di un deserto.

Vivere con gli altri non è

un fatto che si può

ignorare o rifiutare con

una semplice decisione.

Fa parte del nostro

essere uomini.

Così la vita cresce o è

mortificata attraverso

questa ragnatela, sottile

ma resistente, di legami

che intrecciamo ogni

giorno con gli altri.


Non sempre gli altri ci fanno sapere cosa pensano di noi e non

sempre siamo disposti ad accettare le osservazioni che ci fanno.

Saper accogliere un punto di vista diverso dal nostro ci può aiutare

a crescere e a migliorare la nostra personalità.


4. Scrivi e spiega le tre qualità principali per essere buoni amici.

Quali sono gli ostacoli principali per l‟amicizia

SINCERITA’

"Il miglior modo di trovare un amico è esserlo".

(RALPH WALDO EMERSON)


5. Che cosa significa l‟espressione

« Unus christianus, nullus christianus »

di S. Agostino, Vescovo di Ippona

Per i cristiani l‟uomo è “immagine e

somiglianza” di Dio. Cioè è fatto per

amare, per stare con gli altri.

“Non è bene che l‟uomo sia solo”.

Per questo nessuno può dire di essere

cristiano se vive chiuso in se stesso e

nel proprio egoismo. Si è veramente

cristiani quando si vive in comunità e in

comunione.


6. Perché definiamo il cristianesimo

“religione dell‟amore” Cita alcuni

passi biblici.

Questo vi ho detto perché la mia gioia

sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi

amiate gli uni gli altri, come io vi ho

amati. Nessuno ha un amore più grande

di questo: dare la vita per i propri amici.

Giovanni 15,11-13


6. Perché definiamo il cristianesimo

“religione dell‟amore” Cita alcuni

passi biblici.

Vi do un comandamento nuovo: che vi

amiate gli uni gli altri; come io vi ho

amato, così amatevi anche voi gli uni

gli altri. Da questo tutti sapranno che

siete miei discepoli, se avrete amore gli

uni per gli altri».

Giovanni 13,34-35


6. Perché definiamo il cristianesimo

“religione dell‟amore” Cita alcuni

passi biblici.

Se uno dicesse: «Io amo Dio», e

odiasse il suo fratello, è un mentitore.

Chi infatti non ama il proprio fratello

che vede, non può amare Dio che non

vede. Questo è il comandamento che

abbiamo da lui: chi ama Dio, ami

anche il suo fratello.

1Giovanni 4,7-21


7. Che cosa si intende per “Comunione dei santi”

Nella Chiesa c‟è una

comunione fisica

costituita dallo stare

insieme ed aiutarsi

reciprocamente. Ma c‟è

anche una unione

spirituale fondata sulla

preghiera e sulla fede

comune. Questa rende

possibile la circolazione

della grazia tra i vivi, i

defunti e i santi.

La comunione della Chiesa del cielo e della terra

pellegrini sulla terra

VIVI DEFUNTI SANTI

SUFFRAGIO

passati da questa vita

stanno purificandosi

Meriti

acquisiti

godono della gloria contemplando

chiaramente Dio uno e trino

INTERCESSIONI

Come per i vasi

comunicanti


8. Che cosa si intende per solidarietà Perché un cristiano

dovrebbe essere solidale

Per il cristiano ogni uomo è “figlio

di Dio” e perciò suo fratello.

Non esistono razze, ma c‟è

un‟unica famiglia umana.

Come in ogni famiglia c‟è un

sentimento di unione e di cura

reciproca. L‟altro non mi è

estraneo, ma è parte di me, mi

interpella in quelle che sono le sue

gioie e le sue necessità.

Sentimento di

fratellanza, di

vicendevole

aiuto materiale

e morale

esistente fra i

membri di una

collettività


9. In che modo Gesù è stato solidale

1

2

3

“Pur essendo di natura divina, spogliò

se stesso”, assumendo la condizione

umana, rinunciando ai suoi privilegi.

Visse poveramente, tra i poveri,

offrendo parole e gesti di speranza per

la gente che a quel tempo non contava

per nessuno: esclusi, malati, peccatori.

Morì sulla croce come un peccatore

pubblico, pur essendo innocente,

facendosi carico dei peccati del mondo.

Passò attraverso la morte, per liberare

tutti dalla morte.


10. Dovendolo spiegare ad un amico mussulmano, quali

caratteristiche indicheresti come fondamentali per essere

cristiano

Il cristiano ama tutti, perché tutti gli uomini sono fratelli e figli di Dio; in

particolare i più deboli ed emarginati.

Non esiste la vendetta. Gesù invitava a perdonare: «Non fino a sette, ma

fino a settanta volte sette».” cioè sempre.

Non esistono nemici. Non si può vincere il male con il male, ma solo con

l‟amore. Per questo Gesù disse: “ma io vi dico: amate i vostri nemici e

pregate per i vostri persecutori”.

Il cristiano non cerca di arricchirsi. “Non accumulatevi tesori sulla terra,

dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano;

accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano”

Il cristiano ha una missione: costruire il regno di Dio in cui ciascuno vive da

fratello e nessuno è escluso.


11. Abbiamo parlato della Chiesa nel corso del quadrimestre. In

quanti modi abbiamo inteso questa parola

Chiesa, da Ek-kalèo = Assemblea di convocati, radunati.

1. Prima di tutto ci viene in mente l‟edificio: CASA DELLA COMUNITÀ.

Abbiamo ben presente il luogo in cui nel nostro paese i cristiani si trovano

a pregare. Abbiamo le foto del nostro battesimo, della prima comunione,

ecc. In ogni paese ci sono una o più chiese, e spesso, per la loro bellezza,

sono meta di turisti, o per la loro importanza religiosa, sono meta di

pellegrinaggi.


12. Che cosa sono: Duomo, Cattedrale, Santuario

Chiesa principale di una città.

Da Domus Ecclesiae = Casa

della comunità

Chiesa principale di una

diocesi. Da Cattedra = seggio

(del vescovo).

Chiesa meta di pellegrinaggio

a motivo di reliquie, apparizioni

mariane o guarigioni

miracolose.


13. Che cosa sono:

Ambone, Pulpito, Tabernacolo


AMBONE

Termine in uso dal X

sec. indica, nella

basilica cristiana, due

punti ai lati della

schola cantorum dai

quali il diacono

recitava, durante la

messa, le letture e il

Vangelo.


PULPITO

Significa tribuna, podio.

Nelle chiese è così

chiamato il palco elevato

destinato

alla

predicazione.

In epoca barocca venne

integrato con un

baldacchino di legno per

facilitarne l’acustica.


TABERNACOLO

Da taberna, baracca in

legno.

Così si chiamava il

santuario mobile di

Mosè costruito per il

culto del popolo

ebraico nel deserto.

Nella chiesa è

un’edicoletta che

contiene le ostie

consacrate.


14. NAVATA

Le basiliche cristiane

avevano un tetto

costituito da assi di

legno a capriate, che

ricordava la chiglia di

una nave capovolta.

Si sviluppò poi la

tendenza ad affrescare

la navata con scene

dalla vita dei santi.


15.

PRESBITERIO

Parte rialzata

nell’abside dove è

collocato l’altare

riservato al clero

officiante, cioè ai

presbiteri che

presiedono alle

celebrazioni

liturgiche.


16. Quali stili

architettonici

conosci In quale

stile è costruito il

duomo di Schio


Basilica Paleocristiana


La basilica

Dal 313 in poi, la possibilità, di edificare propri edifici, fu sfruttata dai

cristiani con l‟edificazione di chiese, che prendevano spunto dalla basilica

romana.

Nell‟antica Roma, infatti, la

basilica era il principale edificio

pubblico del foro cittadino

destinato a luogo di riunione,

centro di affari e di

amministrazione della giustizia.


Architettura

romanica


L’arte romanica si

esprime con forme

poderose e robuste.

Al centro della città

sorge la cattedrale, il

monumento più

importante del

Comune. In molti casi è

l’unico edificio in

muratura che svetta

sulle case di legno del

borgo.

La cattedrale era il

centro della vita della

comunità.


Architettura

gotica


Fra il Duecento e il

Trecento grandi

cattedrali, più spaziose e

luminose, si innalzarono

con maggiore slancio

verso l’alto, la cui

verticalità diventa

simbolo dell’aspirazione

religiosa dell’uomo nei

confronti del cielo, del

divino.


Architettura

rinascimentale


Il concetto di rinascimento o

rinascita, come “seconda

nascita” dell'uomo, ha un'origine

religiosa. Nel „400 la ricerca

prospettica riassume in sé

compiutamente il significato di

un'evoluzione che si compie,

esprimendo l'esigenza dell'uomo

di situarsi in uno spazio

razionale, misurabile

matematicamente, rifiutando

quello indefinito della civiltà

medievale.


Architettura

barocca


Il Barocco nasce in forza del

Concilio di Trento e la

Controriforma cattolica, quasi a

voler divulgare al mondo

l‟immagine di una Chiesa

trionfante.

È un fenomeno raffinato e

complesso, che coincide con un

enorme sviluppo tanto teorico

quanto pratico nell‟architettura

e nella scenografia.

Lo scopo sta nell‟impressionare

lo spettatore e dare il senso

dell‟illusione ottica,


Architettura

neoclassica


L'imitazione degli antichi è

preferibile a quella della

natura, perché le opere

classiche possiedono una perfezione

e un'armonia

introvabili nella realtà.

Alla fine del „700 gli artisti

neoclassici abban-donano così

l'irraziona-lità, l'illusionismo,

l'esu-beranza fantastica del

Barocco e del Rococò per

forme semplici, chia-re e

pure.


Architettura moderna

Notre-Dame du Haut


Il Novecento segna un profondo mutamento nella sensibilità

artistica a causa delle tragiche vicende legate alle due grandi

guerre.

Gli artisti cercano nuovi moduli espressivi che superino i

principi degli architetti neoclassici e i vari revival degli stili del

passato (neogotico, neorinascimentale…).


2. Altra cosa che ci viene in mente quando

parliamo di Chiesa sono i sacerdoti, i vescovi

e il papa. Sono le persone che dedicano la loro

vita a Dio e al servizio delle persone, insieme

ai religiosi, frati e suore. Per il loro ruolo e

per la loro autorità è naturale pensare a loro

quando si parla di Chiesa, perché mantengono

vivo il messaggio di Gesù affidato agli

apostoli, ai diaconi e ai discepoli. I preti

proclamano la Parola di Dio, la spiegano e

presiedono ai sacramenti che rendono vivo

Cristo anche oggi per chi crede in lui.

Il papa, sulla cattedra di Pietro e Paolo,

rappresenta l‟unità della Chiesa e la continuità

con le origini.


17. Spiega ciò che sai della gerarchia ecclesiastica.

CHIESA UNIVERSALE

CHIESE NAZIONALI

DIOCESI

VICARIATO

3

PAPA

CARDINALI

VESCOVI

VICARI

Vescovo di Roma, successore di Pietro sulla cattedra di Pietro e Paolo

Concistoro

Sinodo - Concilio

Punti “cardine”, responsabili dell‟elezione del nuovo papa

Congrega

Supervisori: ordinano i sacerdoti, assolvono dalle

scomuniche, celebrano le confermazioni

Fanno le veci del vescovo

PARROCCHIA

2

PRESBITERI

Consiglio

parrocchiale

Anziani, responsabili amministrativi e

spirituali delle parrocchie.

1

DIACONI

Servitori: possono essere sposati, non possono

confessare, né consacrare l‟Eucaristia.

Non fanno parte della gerarchia

RELIGIOSI

LAICI

Consacrati

Battezzati

Laico: da “laos”, popolo. Colui che in forza

del battesimo fa parte del popolo di Dio.


3. La Chiesa però, è il Popolo di Dio, cioè

l‟insieme di tutti i battezzati, che seguono

Cristo mirando alla santità. La parola laico

deriva dal greco laos = popolo, e definisce

tutti i cristiani. La Chiesa è l‟insieme di

tutti coloro che credono in Cristo e sono

uniti tra loro come le varie parti del corpo

sono unite tra loro. Ciascuno ha la sua

funzione a favore del corpo, e questa unità

è la comunione che si realizza nella Chiesa

grazie allo Spirito Santo.


18, Quali sono le colonne spirituali della prima comunità cristiana e in

quale libro del Nuovo Testamento se ne parla

Negli Atti degli Apostoli, Luca racconta la nascita delle prime comunità dei credenti.

La prima comunità cristiana

Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli

apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del

pane e nelle preghiere.

Tutti coloro che erano diventati credenti stavano

insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi

aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne

faceva parte a tutti, secondo il bisogno di

ciascuno.

Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa

prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia

di tutto il popolo.


ANCHE OGGI QUESTE DEVONO ESSERE LE CARATTERISTICHE

DI OGNI COMUNITÀ CRISTIANA.

QUATTRO PILASTRI:

- ascolto dell‟insegnamento degli apostoli Parola di Dio

- unione fraterna Carità

- frazione del pane Eucaristia

- preghiera Preghiera


19. Abbiamo considerato alcune associazioni ecclesiali.

Perché ce ne sono così tante e qual è il loro scopo


AZIONE CATTOLICA

AGESCI

COMUNIONE E LIBERAZIONE

OPERAZIONE MATO GROSSO

ASS. PAPA GIOVANNI XXIII

MOVIMENTO DEI FOCOLARI

RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO

NEOCATECUMENALI

UNITALSI

CENTRO SPORTIVO ITALIANO

CENTRO TURISTICO GIOVANILE

NOI ASSOCIAZIONE

Educazione dei giovani e formazione

Solidarietà e condivisione

Preghiera e riscoperta della fede

Sport e tempo libero

Ci sono tante associazioni perché tanti sono i modi e gli ambiti per

vivere da cristiani nel mondo.


4. Il popolo di Dio infine vive la propria fede in modo rituale e

comunitario nelle feste (prima di tutte la domenica, Pasqua

settimanale) e mediante la celebrazione dei sacramenti che

segnano le varie tappe della vita del credente. Culmine e fonte

della vita cristiana è l‟Eucarestia, rendimento di grazie a Dio per

il dono di suo Figlio che si fa “pane spezzato” e invita ciascuno a

fare altrettanto nel servizio ai fratelli.


20. Qual è la festa più importante per i cristiani

e perché

Al di là di ciò che si possa pensare

a causa delle credenze popolari, la festa madre per i cristiani è la Pasqua.

Il Natale non è il compleanno di Gesù, ma è giorno di festa perché “Dio si è fatto

uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” (mistero dell‟Incarnazione);

La Pasqua è una festa più grande perché svela il motivo di questa venuta; infatti

“Cristo ha sconfitto la morte e in lui risorto abbiamo la vita in eterno” (mistero

della Redenzione).

Questa è la fede dei cristiani, che – dice S. Paolo – sarebbe vana se Cristo non fosse

risorto.

La Pasqua era una festa ebraica, l‟ultima celebrata da Gesù prima di essere

crocifisso. Da quel momento assunse significati nuovi e divenne il memoriale della

morte e resurrezione di Cristo. Ogni domenica per i cristiani è Pasqua settimanale,

memoriale della morte e resurrezione di Cristo e Dies Domini (Giorno del Signore).


21. Quali sono i misteri celebrati a Natale e Pasqua

NATALE = INCARNAZIONE

Dio eterno e onnipotente si fa bambino in povertà

CRISTO

RE

I II III IV NATALE SACRA

EPIFANIA

FAMIGLIA

MARIA

MADRE DI

DIO

SANTO

STEFANO

TEMPO D’AVVENTO

TEMPO DI NATALE

INIZIO ANNO LITURGICO ( A - MATTEO; B - MARCO; C – LUCA )

Un antico documento, dell'anno 354, attesta l'esistenza a Roma di questa festa al

25 dicembre, che corrisponde alla celebrazione pagana del solstizio d'inverno,

"Natalis Solis Invicti", cioè la nascita del nuovo sole che, dopo la notte più

lunga dell'anno, riprendeva nuovo vigore.

Celebrando in questo giorno la nascita di colui che è il Sole vero, la luce del mondo,

si è voluto dare un significato del tutto nuovo a una tradizione pagana molto

sentita dal popolo, poiché coincideva con le ferie di Saturno, durante le quali gli

schiavi ricevevano doni dai loro padroni ed erano invitati a sedere alla stessa

mensa, come liberi cittadini.


Quest'icona presenta il

mistero della Natività del

Signore secondo la

raffigurazione propria delle

Chiese dell'Oriente cristiano.

Il santo Andrej Rublev, che

la dipinse a Mosca, intorno

al 1420, ha suddiviso le

diverse scene che si

riferiscono alla Natività in

tre fasce orizzontali che si

ordinano intorno al centro

dell'immagine, costituito

dalla figura della Vergine

Madre e dal Bambino.


PASQUA = REDENZIONE

Dio immortale muore e risorge,

sconfiggendo per sempre la morte e liberandoci dal peccato

Ultima

cena

GIOVEDI‟

SANTO

Passione

e morte

VENERDI‟

SANTO

Discesa agli

inferi

SABATO

SANTO

PASQUA

MERCOLEDI’

DELLE CENEERI

TRIDUO PASQUALE

DOMENICA

DELLE

PALME

Risurrezione

PASQUA

8 va

DOMENICA

IN ALBIS

40mo giorno

ASCENSIONE

PENTECOSTE

COLORE VIOLA

TEMPO DI QUARESIMA

40 gg. di Gesù nel deserto

40 anni del popolo ebraico nel deserto

40 giorni del diluvio di Noè

40 gg. della predicazione di Giona a Ninive

7 mana santa

Tempo di penitenza, digiuno e preghiera

TEMPO DI PASQUA

40 giorni 14 di Nisan

50 giorni

VII Domeniche

Prima domenica dopo

il plenilunio di

primavera

COLORE BIANCO

Si canta l‟alleluia, omesso in Quaresima

Tempo della festa in Cristo Risorto


L'icona della Discesa agli Inferi

mostra Cristo che prende la mano

di Adamo ed Eva, nostri

progenitori, collocati ai suoi due

lati; sotto dei suoi piedi il mondo

infernale con il diavolo incatenato

per sempre.

L'icona appartiene alla scuola di

Novgorod ed è datata al XVI

secolo.


22. Elenca e spiega l‟origine e il significato

di tre simboli del Natale.

Il presepe

dal latino "praesepium" che significa stalla, oggi significa una rappresentazione

plastica della Natività di Gesù, realizzata con figure di legno, terracotta, marmo, ecc.,

La vera origine del Presepio è da ritrovarsi nella antiche rappresentazioni sacre,

realizzate durante le feste natalizie, alla quali evidentemente si è ispirato S. Francesco

d'Assisi, la notte del Natale 1223, organizzando in un bosco di Greggio un presepio

vivente: una donna e un bambino veri, vegliati da un uomo, in una stalla, e riscaldati

dal fiato di un bue e di un asinello. Si narra di un miracolo che avrebbe

accompagnato quel primo presepe di S. Francesco. Vuole infatti la leggenda che

durante la rappresentazione del presepe un cavaliere, Giovanni da Greccio, ebbe la

visione del Fanciullo nelle braccia di San Francesco mentre questi predicava il

Vangelo. Il coinvolgimento fu tale che la gente si contese la paglia della mangiatoia,

considerandola miracolosa. Il Presepe vivente di Greccio rimane comunque

l'espressione del cristianesimo povero e genuino predicato da San Francesco.


Babbo Natale

Era una fredda notte d‟inverno, fra gli anni 243 e 336 dopo Cristo,

quando nell‟antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime

"strenae" per festeggiare il "dies natalis". Agli auguri di buona salute, si

accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni

tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l‟anniversario dell‟ascesa al trono

e della glorificazione dell‟Imperatore, divenissero il simbolo di una

prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l‟intero anno.

Passarono i secoli ed un bel giorno del 1800, il rito trovò la sua personificazione in

un forte vecchio dalla lunga barba bianca che, in ricordo di San Nicola di Bari, nei Paesi

anglosassoni prese il nome di Santa Claus (abbreviazione di Sanctus Nicolaus) mentre in

Italia, per la grande amicizia dimostrata ai bambini, fu fin dalla sua prima comparsa

ricordato come Babbo Natale.

Narra la leggenda e conferma Dante nel Purgatorio (XX, 31-33) che il

patrono della città pugliese, (ma anche della Russia e della Grecia) abbia

iniziato la sua attività quando, addolorato dal pianto e commosso dalle

preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie

perché caduto in miseria, decise d‟intervenire lanciando per tre notti

consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, i

tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.


L‟Albero di Natale ha anch'esso una sorta di origine religiosa, per quanto non

cristiana. Era un albero - un pino infiammabile perché resinoso - che una volta all'anno,

in una festa apposita, veniva bruciato come simbolo e ricordo dell'apparizione sulla

terra d'una gran luce straordinaria. Forse quel ricordo si riferisce alla pagana festa del

sole, cui la Chiesa ha contrapposto appunto la data del 25 dicembre; ma non e'

escluso che si riferisca in qualche modo proprio al Natale di Gesù o quanto meno alle

profezie messianiche, di cui non fosse giunta conoscenza.

L‟abete fu considerato, fin dall‟antico Egitto, l‟albero della Natività.

In Grecia l‟abete era sacro alla dea Artemide, cioè alla Luna, protettrice delle nascite.

Nel calendario Celtico l‟abete era consacrato al giorno della

nascita del Fanciullo Divino, giornata supplementare che seguiva

il solstizio d‟inverno. Nel Medioevo veniva decorato con ghirlande,

uova dipinte e dolciumi. Nei paesi Latini l‟abete natalizio, forse

presente in epoca barbarica, penetrò molto tardi.

Anche gli addobbi dell‟albero sono stati interpretati

cristianamente: i lumini simboleggiano la luce che Cristo dispensa

all‟umanità, i frutti dorati sono il simbolo della vita spirituale e

dell‟amore che Egli ci offre.

Radunarsi la notte di Natale intorno all‟albero significa dunque

essere illuminati dalla Sua luce, godere della Sua linfa, essere

pervasi dal Suo amore.

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