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ampiezza e durata Ar sono correlate con PTDVSx, compliance A sx ...

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ECOCARDIOGRAFIA<br />

Tecnica diagnostica che utilizza gli ultrasuoni; fornisce informazioni<br />

sia di tipo qualitativo sia quantitativo sulla anatomia e la funzione<br />

del cuore (muscolo, camere cardiache, valvole, pareti)e, mediante<br />

studio Doppler, del flusso del sangue all’interno del cuore.<br />

Gli ultrasuoni <strong>sono</strong> suoni <strong>con</strong> frequenza superiore 20.000 cicli al<br />

se<strong>con</strong>do. I principali vantaggi degli ultrasuoni come mezzo<br />

diagnostico <strong>sono</strong>:<br />

Pos<strong>sono</strong> essere diretti in un fascio;<br />

Obbedis<strong>con</strong>o alle leggi della riflessione e della rifrazione;<br />

Sono riflessi da oggetti di piccole dimensioni<br />

Il principale svantaggio è che si propagano male attraverso mezzi<br />

gassosi.


ECOCARDIOGRAFIA<br />

Sulla base di ciò è evidente che l’elemento che produce<br />

gli ultrasuoni, o trasduttore, deve avere un <strong>con</strong>tatto<br />

privo di aria <strong>con</strong> il corpo durante l’esame.<br />

Parlando di suoni i termini da <strong>con</strong>oscere <strong>sono</strong>:<br />

Ciclo (insieme di una compressione e di una<br />

rarefazione)<br />

Lunghezza d’onda(distanza tra l’inizio della<br />

compressione di un ciclo e quello successivo)<br />

Velocità (tempo impiegato per attraversare un mezzo)<br />

Frequenza (numero di cicli in un determinato tempo)


Il modo <strong>con</strong> cui il suono si propaga attraverso un mezzo è<br />

messo in relazione <strong>con</strong> l’impedenza acustica di quel mezzo<br />

cioè il prodotto della densità del mezzo per la velocità <strong>con</strong><br />

cui il suono l’attraversa.<br />

Quando un fascio <strong>sono</strong>ro in<strong>con</strong>tra due mezzi <strong>con</strong> differente<br />

impedenza acustica esso va in<strong>con</strong>tro a fenomeni di<br />

riflessione e rifrazione.<br />

Gli ultrasuoni vengono generati dai trasduttori piezoelettrici.


TECNICHE ECOCARDIOGRAFICHE<br />

B-mode: B sta per brightness o luminosità, trasforma<br />

l’<strong>ampiezza</strong> degli echi in intensità cioè il segnale viene<br />

<strong>con</strong>vertito da picco in punto; più alto è il picco più è luminoso<br />

il segnale;<br />

M-mode: M sta per motion o movimento<br />

Doppler: sfrutta l’effetto Doppler per fornire informazioni sui<br />

flussi intracardiaci


PROIEZIONI ECOCARDIOGRAFICHE<br />

� Pz in decubito laterale <strong>sx</strong><br />

� PARASTERNALE asse lungo<br />

� asse corto<br />

� APICALE 4 camere<br />

� 2 camere<br />

� SOPRASTERNALE<br />

� SOTTOCOSTALE


Repere orientato verso la spalla dx del paziente


B-mode<br />

Parasternale asse lungo: misure<br />

DTD e DTS a livello delle inserzioni cordali (tra i papillari e i lembi mitralici),<br />

dal margine inferiore del SIV al margine superiore della PP( margine<br />

esterno margine esterno).<br />

SIVs e SIVd dalla porzione adiacente il ventricolo dx al margine superiore<br />

del DV<strong>sx</strong><br />

PPs e PPd dal margine inferiore del DV<strong>sx</strong> al margine superiore del pericardio<br />

Diametro antero-posteriore dell’atrio sinistro: Si misura in sistole (quando è<br />

più grande, qualche frame prima che la mitrale si apra)<br />

Diametro dell’aorta: in diastole (radice, giunzione, tratto tubulare)<br />

Diametro del tratto di efflusso <strong>sx</strong> (in sistole)


(Dall’asse lungo ruotando il trasduttore in senso orario di circa 90°)<br />

-a livello dei vasi della base<br />

B-mode<br />

Parasternale asse corto<br />

-a livello ventricolare: mitrale, papillari e apice<br />

I diversi piani di scansione si ottengono modificando l’inclinazione della coda<br />

del trasduttore


B-mode<br />

Parasternale asse corto: misure<br />

- a livello dei muscoli papillari: DTD e DTS<br />

del V<strong>sx</strong> e SIV<br />

-a livello dei vasi della base:<br />

Atrio <strong>sx</strong> (in sistole)<br />

Aorta (in telediastole): radice,<br />

Diametro tratto di efflusso dx<br />

(in sistole)


- A livello dei muscoli papillari<br />

- A livello della valvola mitrale<br />

- A livello di aorta ed atrio <strong>sx</strong>.<br />

M-mode


M-mode: a livello della mitrale<br />

Si visualizzano il lembo anteriore e il lembo posteriore della mitrale che hanno un<br />

movimento ad M che corrisponde al riempimento rapido iniziale, alla diastasi e al<br />

riempimento lento: DEFAC (D apertura E massima escursione verso l’alto;<br />

F chiusura diastolica iniziale, A <strong>con</strong>tributo atriale, C chiusura)


B-mode<br />

apicale: 4C (repere rivolto verso la spalla <strong>sx</strong> del<br />

paziente)<br />

2C (dalla 4c ruotare il repere di 90° in<br />

senso antiorario)<br />

3C o 2C <strong>con</strong> aorta (dalla 4c ruotare il<br />

repere di 120° in senso antiorario)


B-mode<br />

4 Camere apicale: misure<br />

( V TD)(VTS)<br />

A r e a t e l e d i a s t o l i c a e t e l e s i s t o l i c a d e l<br />

V s x<br />

D i a m e t r o l o n g i t u d i n a l e d e l V s x<br />

( d a l l ’ e n d o c a r d i o a p i c a l e a l p i a n o<br />

valvolare)<br />

D i a m e t r o t r a s v e r s o d e l V s x<br />

( p e r p e n d i c o l a r e a l p r e c a l i v e l l o d i 1 / 3<br />

i n f e r i o r e d e l V s x)<br />

A r e a d e l l ’ a t r i o <strong>sx</strong> ( i n s i s t o l e )<br />

A r e a d e l l ’ a t r i o dx ( i n s i s t o l e )<br />

Ve n t r i c o l o dx ( a s s e l u n g o , a s s e c o r t o ,<br />

i n f l o w )


B-mode<br />

2 Camere apicale: misure<br />

(VTD)<br />

(VTS)<br />

<strong>Ar</strong>ea telediastolica e telesistolica del<br />

V<strong>sx</strong><br />

Diametro longitudinale del V<strong>sx</strong><br />

(dall’endocardio apicale al piano<br />

valvolare)<br />

Diametro trasverso del V<strong>sx</strong><br />

(perpendicolare al prec a livello di<br />

1/3 inferiore del V<strong>sx</strong>)<br />

<strong>Ar</strong>ea dell’atrio <strong>sx</strong> (in sistole)


Valutazione della funzione sistolica del<br />

ventricolo sinistro<br />

Frazione di accorciamento = (DTD-DTS)/DTD<br />

v.n = 0.18-0.42<br />

Frazione di eiezione: (VTD-VTS)/VTD<br />

v.n. = >55%<br />

NB: La FE, oltre che dai volumi diastolico e sistolico può<br />

essere calcolata col metodo visual


Valutazione della frazione di eiezione<br />

Normale ( superiore al 55%)<br />

Lievemente ridotta ( 45-55%)<br />

Moderatamente ridotta (35%-45%)<br />

Severamente ridotta (inferiore al 35%)<br />

NB : la frazione di eiezione non è solamente un indice della <strong>con</strong>trattilità<br />

del ventricolo <strong>sx</strong>, ma è influenzata da altre determinanti: frequenza<br />

cardiaca, precarico, postcarico)


Metodo di Simpson biplano:<br />

Il ventricolo è assimilabile ad un<br />

ellissoide di rotazione per cui il<br />

volume si può calcolare: come<br />

la somma delle aree degli n<br />

cilindri (di spessore noto) che<br />

hanno diametri minori ai (asse<br />

corto in 2C) e bi (in 4C).<br />

Se non posso usare due<br />

proiezioni: metodo monoplano<br />

(area lunghezza).<br />

Calcolo del volume


Valutazione della funzione sistolica del<br />

ventricolo sinistro<br />

Escursione sistolica dell’anello mitralico (mapse) dalla base verso l’apice<br />

(espressione dell’accorciamento delle fibre orientate longitudinalmente e<br />

quindi indice piu’ precoce e sensibile di disfunzione ventricolare sn;<br />

v.n.>15mm).<br />

Indice di sfericita’ (rapporto tra asse corto e diametro asse lungo in 4c<br />

apicale)<br />

Tanto piu’ vicino ad 1 tanto maggiore e’ il grado di sfericita’.


Calcolo della massa<br />

La valutazione ecocardiografica della massa ventricolare sinistra<br />

è <strong>con</strong>siderato un fattore di rischio indipendente di morbidità e di<br />

morbilità .<br />

I metodi di valutazione ecocardiografica della massa si basano<br />

sull’assunto che il volume del miocardio è uguale al volume totale<br />

del V Sx meno il volume della cavità ventricolare<br />

massa uomini donne<br />

grammi 148�28 108�21<br />

indicizzata 76�13 66�11


M= V x Ps<br />

Ps= 1.04<br />

M=1.04 �(Dd+PPd+SIVd) 3 -Dd 3 }x0.8+0.6 (formula di<br />

Deveraux )<br />

(Dd+PPd+SIVd) 3 -Dd 3 =diametro esterno al cubo meno<br />

diametro interno al cubo<br />

0.8= fattore di correzione<br />

Calcolo della massa


Valutazione segmentaria


Valutazione segmentaria


X = non valutabile<br />

0= ipercinetico<br />

1= normocinetico<br />

2= ipocinetico<br />

3= acinetico<br />

4= discinetico<br />

5= aneurismatico<br />

WMSI= somma dei punteggi<br />

n. segmenti esplorati


EFFETTO DOPPLER<br />

La frequenza di un suono aumenta via via che la sorgente<br />

<strong>sono</strong>ra si avvicina e diminuisce quando si allontana.<br />

In ecocardiografia gli elementi mobili <strong>sono</strong> i globuli rossi:<br />

quando il fascio ultra<strong>sono</strong>ro a frequenza nota (fo) emesso,<br />

in<strong>con</strong>tra i globuli rossi viene riflesso <strong>con</strong> una frequenza (fr)<br />

che aumenta se i GR si avvicinano alla fonte degli<br />

ultrasuoni (sonda) o che diminuisce se si allontanano.<br />

Il flusso in avvicinamento viene rappresentato al di sopra<br />

della linea di base, quello in allontanamento al di sotto.


EFFETTO DOPPLER


EFFETTO DOPPLER<br />

Il cambiamento di frequenza tra il suono trasmesso e quello riflesso<br />

viene chiamato variazione di frequenza o variazione Doppler (DF).<br />

DF = 2 fo x v x cos teta/c<br />

c=velocità di propagazione del suono nel sangue ( 1540m/s)<br />

Teta= angolo fra la direzione del fascio ultra<strong>sono</strong>ro e direzione GR<br />

se teta = 0; cos teta = 1<br />

se teta =1; cos teta = 0<br />

Ne deriva che quando il fascio ultra<strong>sono</strong>ro è parallelo al flusso<br />

ematico si registra la massima variazione di frequenza --> se il fascio<br />

non è allineato essa viene sottostimata!!!!


MODALITA' DELL'ECOCARDIOGRAFIA DOPPLER<br />

� Doppler ad onda pulsata<br />

� Doppler ad onda <strong>con</strong>tinua<br />

� Doppler pulsato tissutale (che misura le basse<br />

velocità di spostamento del tessuto<br />

intramiocardico).


DOPPLER PULSATO<br />

Un singolo trasduttore invia e riceve i fasci di ultrasuoni.<br />

Il trasduttore invia impulsi ad una frequenza costante e prestabilita<br />

e ad intervalli di tempo regolari (pulse repetition frequence o<br />

PRF).<br />

La piu' elevata variazione di frequenza che si può registrare è<br />

pari alla metà della PRF (teorema di Nyquist)<br />

Al di sopra di tale limite non è possibile registrare variazioni di<br />

frequenza e si verifica il fenomeno dell’aliasing (lo spettro è<br />

interrotto alla frequenza di Nyquist e la parte che rimane viene<br />

registrata sul lato opposto della linea di base).<br />

Quindi il Doppler pulsato permette di registrare dei flussi in una<br />

specifica zona di interesse (volume campione), ma fino a<br />

determinate velocità (al di sopra delle quali si verifica l’aliasing).


DOPPLER CONTINUO<br />

Il trasduttore è costituito da due cristalli: (uno invia e<br />

l'altro receve gli impulsi), che trasmettono e ricevono<br />

<strong>con</strong>tinuamente.<br />

Non esistendo la PRF non esiste il limite di Nyquist ed<br />

è possibile la registrazione di velocità molto alte .<br />

Lo svantaggio del doppler <strong>con</strong>tinuo è che registra tutti<br />

i segnali che in<strong>con</strong>tra lungo il fascio ultrasonico.


Valutazione precisa della sede di<br />

valutazione<br />

Vmax valutabile 2m/sec<br />

Valutazione lungo tutta la<br />

lineadi valutazione<br />

Vmax valutabile 8 m/sec


STUDIO FUNZIONE DIASTOLICA<br />

Flusso transmitralico<br />

Flusso venoso polmonare<br />

Doppler tissutale


FLUSSO TRANSMITRALICO


FLUSSO TRANSMITRALICO


TEMPO DI RILASCIAMENTO ISOVOLUMETRICO<br />

(IVRT)<br />

Prima fase del rilasciamento diastolico (<strong>con</strong> valvole chiuse)<br />

quando la pressione intraventricolare comincia a ridursi e va<br />

dalla chiusura della valvola aortica all’apertura della valvola<br />

mitralica)<br />

Doppler: posizionando il volume campione tra tratto di efflusso e<br />

afflusso del V <strong>sx</strong>


FLUSSO NELLE VENE POLMONARI<br />

S1: rilasciamento atriale<br />

(diminuzione P A<strong>sx</strong> che<br />

favorisce il flusso in A Sx)<br />

S2: aumento pressione nelle<br />

vene polmonari<br />

D : diminuzione P A Sx<br />

durante l’apertura della v<br />

mitralica<br />

<strong>Ar</strong>: aumento della P A Sx in<br />

<strong>con</strong>seguenza della<br />

<strong>con</strong>trazione atriale (<strong>ampiezza</strong><br />

e <strong>durata</strong> <strong>Ar</strong> <strong>sono</strong> <strong>correlate</strong><br />

<strong>con</strong> <strong>PTDVSx</strong>, <strong>compliance</strong> A <strong>sx</strong><br />

e FC)


Different Patterns of Diastolic Dysfunction<br />

Normal Impaired LV<br />

relaxation<br />

Mitral flow<br />

Pulmonary venous flow<br />

Pseudo- Pseudo-<br />

normal<br />

Restrictive<br />

filling


Calcolo del Myocardial Performance Index o Tei<br />

index<br />

Normale se < 0.4, predittore di prognosi<br />

avversao se > 1.14


DOPPLER MYOCARDIAL IMAGING<br />

Tecnica eco che permette di studiare la funzione sistodiastolica<br />

regionale a livello ventricolare ed atriale,<br />

mediante lo studio delle velocità miocardiche.<br />

Doppler spettrale pulsato (PW-DMI)<br />

2D Color Doppler


DOPPLER PULSATO TISSUTALE<br />

Permette di misurare le velocità di ogni singolo<br />

segmento del tessuto miocardico<br />

A livello dell’anulus è possibile misurare:<br />

Picco Sa: velocità di spostamento dell’anulus verso<br />

l’apice espressione della funzione sistolica<br />

Picco E1: la velocità di allontanamento dell’anulus<br />

dall’apice in protodiastole<br />

Picco A1: allungamento telediastolico se<strong>con</strong>dario<br />

alla <strong>con</strong>trazione atriale


Spectral TDI


Doppler tissutale<br />

Slatentizzazione pattern pseudonormale(Ea 15 indicativo di<br />

elevate pressioni di riempimento, tra 8 e 14<br />

area grigia, < 8 normali pressioni)<br />

Ea < 8cm/s è suggestiva di una riduzione del<br />

rilasciamento longitudinale<br />

S < 8cm/s indicativa di riduzione della<br />

<strong>con</strong>trazione longitudinale


Picco velocità Sa<br />

DOPPLER TISSUTALE<br />

PARAMETRI SISTOLICI<br />

tempo di pre<strong>con</strong>trazione (onda q-inizio Sa)<br />

tempo di <strong>con</strong>trazione (onda q- fine Sa)<br />

tempo di picco Sa (inizio onda Sa-picco Sa)


DOPPLER TISSUTALE<br />

PAR AMETRI DIASTOLICI<br />

Picco Ea; Picco Aa e rapporto Ea/Aa (normale<br />

:superiore ad 1)<br />

RTa :tempo di rilasciamento regionale dalla fine<br />

onda Sa all’inizio onda Ea (normale 59+-22<br />

msec, <strong>con</strong> variazioni regionali decrescenti tra<br />

miocardio basale e miocardio apicale)<br />

RAPPORTO E/E’ (correlato a <strong>PTDVSx</strong>)


DOPPLER TISSUTALE<br />

APPLICAZIONI CLINICHE<br />

� VALUTAZIONE DELLA FUNZIONE DIASTOLICA<br />

� DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA PATOLOGIA<br />

COSTRITTIVA E RESTRITTIVA<br />

� AMILOIDOSI<br />

� EMOCROMATOSI<br />

� CARDIOPATIA ISCHEMICA<br />

� IPERTROFIA VENTRICOLARE FISIOLOGICA e<br />

PATOLOGICA<br />

� FUNZIONE VENTRICOLARE DESTRA<br />

� GUIDA ALL’APPLICAZIONE PM BICAMERALE O<br />

BIVENTRICOLARE in PZ <strong>con</strong> MIOCARDIOPATIA<br />

DILATATIVA E RITARDO di CONDUZIONE IV

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