Affido familiare: contributi - DIDAweb

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Alcune riflessioni in merito alla legge 149/01

sull’affidamento familiare*

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1. Proposte e sperimentazioni in Italia e in Europa; 2. Esperienze

all’estero

1. Proposte

e sperimentazioni

in Italia e in Europa

Ci dice l’interessante ricerca del 30 giugno 1999 svolta dal Centro

di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza qui presentata

che in tutta Italia, oggi, ci sono circa 10.200 minori in affido e,

aggiungiamo noi, secondo i dati tratti dalle più recenti relazioni

dell’ANFAA (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie),

più di 20.000 in istituto (in affido il 30% degli assistiti).

Più interessante diventa il dato se lo si paragona a quelli emersi

dagli Atti del convegno tenutosi a Milano il 13 novembre 2000 su

iniziativa del CAM (Centro ausiliario minorile) 1 ; secondo questi dati

nel Regno Unito i ragazzi in affido familiare sono oggi 55.300 (vale a

dire il 75% degli assistiti) e in Germania sono 45.000 (con analoga

percentuale rispetto ai minori assistiti).

Almeno dal punto di vista numerico, quindi, l’affido familiare a

tuttora in Italia ha deluso le aspettative, mancando ad alcune promesse

e purtroppo la nuova formulazione della legge 184 del 4 maggio 1983,

Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori, secondo i dettami

della legge 149 del 28 marzo 2001, Diritto del minore ad una famiglia,

Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell’adozione

e dell’affidamento dei minori», non ha corretto con sufficiente vigore,

e nei punti nevralgici, gli errori e le lacune; l’impressione è che la nuova

legge sia stata scritta e promulgata da persone fornite di notizie teoriche,

che non hanno mai fatto un affido in vita loro.

La riforma della legge 149/01 non sembra in grado di fornire un’adeguata

risposta alle problematiche che emergono dalla lettura dei

dati relativi alla ricerca in esame, per esempio laddove si parla del

lavoro dei giudici tutelari: il legislatore non sembra essersi domandato

perché il 73% circa degli affidamenti in corso nel 1999 sia di tipo

giudiziario e perciò affidato al tribunale per i minorenni e solo il 26%

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* Francesca Ichino Pellizzi, avvocato, già giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni

di Milano, membro del comitato scientifico del CAM (Centro ausiliario minorile).

1 CAM (a cura di) Italia – Europa. Alla ricerca di nuovi modelli di tutela per l’infanzia e l’adolescenza,

Milano, F. Angeli, 2001.

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