I giovani si raccontano - Consiglio Regionale della Basilicata

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I giovani si raccontano - Consiglio Regionale della Basilicata

ANTONIO PASSAVANTI

I GIOVANI

SI RACCONTANO

IN MILLECINQUECENTO

SCATTI, I SOGNI, LE

ASPETTATIVE MA ANCHE LE

DENUNCE DEI PARTECIPANTI

ALLA SECONDA

EDIZIONE DEL PREMIO

INTERNAZIONALE “VIAGGIO

IN BASILICATA. I GIOVANI

E IL FUTURO: LA PERCEZIONE

DI UNA SPERANZA”

ROBERTO MUTTI Molto spesso si parla di giovani e si può dire che siano

diventati i soggetti preferiti di inchieste e indagini che compaiono costantemente sulla

carta stampata come in molti programmi televisivi, mentre perfino romanzi e film

sembrano non poter fare a meno di personaggi che vogliano raccontare la realtà giovanile.

Paradossalmente, però, in questo gran parlare che fanno scrittori, giornalisti,

registi, sociologi, psicologi e studiosi del costume, gli unici davvero quasi sempre assenti

sono proprio i giovani stessi. Intendiamoci, ogni tanto appaiono come pubblico

plaudente di qualche trasmissione che fa finta di stilare le classifiche musicali o, istigati

da qualche conduttrice, si accalorano in interminabili discussioni incentrate sul gossip

sentimentale. Ma queste sono caricature ad uso di chi ama gli stereotipi che tutti

ripetono con strano cipiglio spiegando che i giovani non hanno ideali, non sono disposti

ai sacrifici, non escono di casa neppure a trent’anni, si fanno troppe birrette o

non sono educati come quelli di una volta, una frase quest’ultima che si sono sentite

ripetere almeno le ultime dieci generazioni.

132


M NDO

BASILICATA

MARCELLO MANTEGAZZA

MARCELLO MARIANA

Alla fine, le occasioni che hanno i giovani di parlare di sè in prima persona e di

esprimersi con i più diversi mezzi per spiegare la loro realtà e i loro problemi agli altri

e perfino a se stessi, sono davvero poche. Per questa ragione, il tema della seconda

edizione del premio internazionale di fotografia “Viaggio in Basilicata” promosso dal

Consiglio regionale ha assunto una particolare importanza che sicuramente travalica

i confini regionali per proiettarsi in una più ampia prospettiva perché quanto hanno

“detto” con le loro fotografie gli autori che hanno partecipato al premio non riguarda

solo i giovani lucani, ma tutti quelli italiani.

“I giovani e il futuro: la percezione di una speranza”, va detto subito, non era un

tema facile da affrontare ed era una osservazione che molti di quanti poi hanno partecipato,

si sono sentiti subito di comunicare agli organizzatori. Eppure, deve essere

stato proprio questa difficoltà a fungere da elemento propulsivo per realizzare lavori

di grande intensità e, soprattutto, caratterizzati da una sincerità di fondo che si vede

come elemento che unifica reportage fra loro molto differenti =

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=è che viene percepita dai visitatori della mostra nella stessa misura in cui è stata

percepita da una giuria ampia ed eterogenea, creata in modo da mettere a confronto

diversi angoli di visuale.

Ovviamente la componente più numerosa era di stampo squisitamente fotografico,

caratterizzata dalla presenza di due importanti fotografi come Francesco Radino

e Philippe Antonello, di un prestigioso docente come l’inglese David Bate (Corse

leader del Master in fotografia dell’Università di Westminster), del direttore della

fotografia Italo Petriccione, del fotogiornalista Tommaso Bonaventura.

Il fatto che fra i 155 reportage pervenuti ce ne fossero, accanto a quelli italiani,

molti provenienti da Germania, Spagna, Serbia Montenegro, Polonia, Gran Bretagna,

Stati Uniti e Francia, ha consentito di creare un ideale confronto fra le nuove

generazioni non solo sul tema, ma anche sui modi e sulle scelte espressive usate dai

diversi fotografi. Ma ciò che ha colpito è stata una generale capacità di avvicinarsi alle

tematiche con grande serietà “I lavori prodotti - ha notato la presidente del Consiglio

regionale della Basilicata, Maria Antezza - non sono delle semplici immagini ma scene

DAVIDE COLUZZI

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M NDO

BASILICATA

di un racconto che si svelano agli occhi dell’osservatore attento, frammenti di dialogo

che producono un’agitazione interiore, che provocano quesiti, reportage interessanti,

molti dei quali realizzati da giovani alla loro prima esperienza fotografica”.

L’inaugurazione della mostra delle opere vincitrici e di quelle segnalate dalla giuria

per rappresentare un panorama più ampio dei lavori pervenuti, è stata l’occasione

per proporre anche un workshop rivolto agli studenti del Liceo artistico di Matera,

dell’Istituto d’Arte di Potenza, dell’Istituto professionale “Isabella Morra” e

del Liceo artistico di Bari (ma molti erano anche altri giovani intervenuti spinti dalla

curiosità): a loro si sono rivolti il fotografo Francesco Radino, il giornalista Maurizio

Rebuzzini direttore della rivista “Foto graphia” e il fotografo Cosmo Laera.

Ma, accanto alle riflessioni teoriche, non sono mancate le dimostrazioni pratiche

che hanno visto protagonisti Marco Biondi e Daniele Fiore, fotografi professionisti

della Outside School di Roma, che sul set da loro stessi allestito hanno dimostrato

come realizzare un ritratto e come ottenere una buona stampa digitale. In tal modo i

ragazzi che si avvicinano al mondo fotografico pensando di intraprendere =

FELICE FORNABAIO

GABRIELLA CARLUCCI

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=una professione legata a questo campo hanno avuto la possibilità di confrontarsi

direttamente con i problemi teorici e pratici ad essa connessi.

Tornando a parlare dei risultati del premio, un aspetto colpisce ed è quello della

determinazione degli autori: nonostante la situazione non facile che i giovani italiani

vivono, l’atmosfera generale non è affatto pessimistica.

Nessuno si nasconde i problemi, ma li sa affrontare a testa alta proprio come i

protagonisti del reportage del vincitore, il potentino Antonio Passavanti, che sanno

guardare avanti in una sequenza di grande intensità poetica.

Sono molte le immagini che colpiscono magari per le atmosfere quasi fiabesche

che sanno evocare: è il caso della madre ripresa da Angela Giuseppina Larotonda

mentre apre alla figlia una porta definita magica, dei bambini fotografati in leggerissimi

colori da Angela Coviello che evoca il ritorno alle radici o delle geometrie surreali in

cui Massimo Lovisco inserisce i suoi personaggi. Guardare ai più giovani con speran-

GABRIELLA BULFARO

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M NDO

BASILICATA

za e tenerezza è un elemento che compare nella delicatezza con cui Giusy Labanca

coglie un sorriso o nella immediatezza metaforica creata da Gabriella Carlucci

quando coglie il gesto del bambino che, facendo da ponte sui suoi carri armati giocattoli

e soldatini, afferma di “sovrastare la guerra”.

Per il resto, questa è una ricerca incentrata sugli sguardi che talvolta sono persi

nei pensieri (il ragazzino spaesato di Paola Camiciottoli, i giovani in attesa di

Davide Coluzzi e Angela Saponara, quello meditativo di Gianni Gosdan o quello

tutto introiettato in se stesso del bel ritratto dell’inglese Pierre De Saint Vincent)

ma spesso sanno guardare al futuro con la forza sottolineata da Felice Fornabaio,

con l’ingenuità colta da Carmine Iacovone nel seguire lo stupore di una

bambina che osserva un albero o con l’immediatezza con cui Gabriella Bulfaro ci

regala la serenità sorridente di una ragazza che si fa accarezzare il viso da un vento

leggero. =

GIUSY LABANCA

ANGELA COVIELLO

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ENGLISH

We often talk about young people

and we can say that they have become

the favourite subjects of research

and inquiries appearing in the press and

on TV. Nevertheless, in these discussions

amongst writers, journalists, film directors,

sociologists, psychologists and experts of

customs, young people are paradoxically

almost always absent.

Of course, they sometimes appear as

an applauding audience in some TV programs

pretending to compile music hits

or, instigated by some presenters, get excited

into endless discussions about gossip.

But these are only caricatures used

by those who love stereotypes, which everyone

repeats whilst frowning and saying

that young people have no ideals, are not

prepared to sacrifice, do not leave their

parents’ home until they are 30, drink too

much beer and are not as polite as young

people of the past; this latter sentence has

been repeated to the last ten generations

at least.

In the end, young people are offered

very few occasions to talk about themselves

and to express themselves in vastly

different ways in order to explain their

situation and their problems to the others

and even to themselves.

For this reason, the theme of the second

edition of the international photography

award “Journey in Basilicata” promoted

by the Regional Council took on a special

importance that crosses the regional

borders in order to jut out into a wider

perspective, because the authors participating

in the competition “said” with their

photographs not only what concerns the

young people living in Basilicata but also

all young Italians.

We must immediately say that the

theme “Young people and the future:

the perception of a hope” was not easy

to face. Yet, maybe this difficulty was the

propelling element to create very intense

works, characterized by a background sincerity

that can be seen as the element

which unifies reportages which are very

different from each other, and that is felt

by the exhibition visitors in the same way

as it was felt by a large and heterogeneous

jury, created in order to compare different

visual angles.

Of course, most of its members came

from the world of photography, characterized

by the presence of two important

photographers, Francesco Radino and

Philippe Antonello, of the prestigious English

professor David Bate (Course Leader

of the Master in Photography of the University

of Westminster), of the cinematographer

Italo Petriccione and of the photojournalist

Tommaso Bonaventura.

The fact that, among the 155 reportages

which arrived, together with the Italian

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M NDO

BASILICATA

ones, many came from Germany, Spain,

Serbia Montenegro, Poland, Great Britain,

the United States and France, allowed us

to create an ideal comparison among the

new generations, not only on the theme,

but also on the modes and on the expression

choices used by the different photographers.

However, what impressed us was

the general ability to approach the themes

with a great seriousness.

The President of the Regional Council

of Basilicata, Maria Antezza, noticed:

“The works produced are not simple images;

they are scenes of a tale which reveal

themselves to the eyes of the careful

observer, fragments of a dialogue which

cause internal commotion, which raise

queries; they are interesting reportages, of

which many were realized by young people

at their first photographic experience”.

Going back to the results of the award,

a striking aspect is the authors’ determination:

despite the less than easy situation

that the young Italians are experiencing,

the general mood is not pessimistic at all.

Nobody escapes from the problems,

but they are able to face them proudly,

just like the protagonists of the winning

reportage by Antonio Passavanti, from Potenza,

who are able to look ahead in a sequence

with a great poetic intensity.

Many images strike for the almost

fairytale atmospheres they can recall: like

the mother taken by Angela Giuseppina

Larotonda while she is opening a magic

door for her daughter, or like the children

photographed with very light colours

by Angela Coviello, recalling the return to

roots, or like the surreal geometries where

Massimo Lovisco puts his characters.

Looking at young people with hope

and tenderness is an element which appears

in the delicacy with which Giusy Labanca

catches a smile, or in the metaphoric

immediacy created by Gabriella

Carlucci when she catches the gesture

of a young boy who, by making himself a

bridge over his toy tanks and soldiers, says

that he “is surpassing war”.

Otherwise, this is a search focused

on the glances that, sometimes, are lost

in thoughts (Paola Camiciottoli’s lost boy,

Davide Coluzzi’s and Angela Saponara’s

waiting youngsters, Gianni Gosdan’s meditative

glance or the one all introjected

into itself of the nice portrait by the

English Pierre De Saint Vincent) but are

also often able to look at the future with

the strength underlined by Felice Fornabaio,

with the candour caught by Carmine

Iacovone while following the amazement

of a young girl looking at a tree or with

the immediacy with which Gabriella Bulfaro

gives us as a present the smiling serenity

of a girl who lets a gentle wind caress

her face.

ANGELA GIUSEPPINA LAROTONDA

MASSIMO LOVISCO

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