sintesi del Manifesto - Daniela Lastri

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sintesi del Manifesto - Daniela Lastri

Sintesi Manifesto per un nuovo spirito pubblico

manifesto per un nuovo spirito pubblico | 1


1

necessità

C’è bisogno in Italia di un nuovo spirito pubblico,

che metta al centro anzitutto l’onestà, la sincerità,

la trasparenza. Che restituisca senso, dignità e

riconoscimento alla cura degli interessi generali, dei

beni comuni, delle ragioni dello stare insieme.

Questo nuovo spirito pubblico si costruisce anzitutto

con il linguaggio della solidarietà, dell’unità e del

civismo. E con una pratica della politica sobria e

responsabile.

È l’idea laica che nello spazio politico nel quale

ognuno porta le proprie idee, vanno rispettate le

regole senza prevaricazioni e abusi di potere.

2

onestà

trasparenza

sincerità

Sono le prime competenze che deve dimostrare di

possedere chi fa politica. Quelle che non bastano,

ma senza le quali tutte le altre non servono a niente.

L’onestà e la trasparenza devono essere garantite

da leggi stringenti e da codici etici adottati e sanciti

dalle regole interne dei partiti. La sincerità può essere

garantita solo dal diritto di cronaca, dalla libera

espressione del pensiero, dal controllo da parte di

una pubblica opinione avvertita, informata, esigente.

3

coraggio e

riforme

Se vogliamo che si affermi un nuovo spirito

pubblico, dobbiamo perciò avere il coraggio

dell’elogio della mitezza e l’orgoglio dell’esercizio

misurato del potere.

4

Personalismo

e populismo

Il nuovo spirito pubblico deve esaltare talento

e qualità, ma non può perdonare a nessuno il

tradimento dei valori declamati, la violazione delle

regole comuni, la cattiva gestione del potere,

meno che mai al vincitore.

Il gioco populista trasforma lo Stato di diritto in

Stato etico, l’etica dettata dal Capo.

Nei regimi democratici, tuttavia, il gioco populista

trova sul campo molti fieri avversari, anche

quando, come è avvenuto in Italia, il populismo

ha fatto breccia in tante culture politiche. Non

tutto può essere abbattuto in un sol colpo. La

democrazia ha sempre una sua forza, una sua

legittimità popolare; lo Stato di diritto risorge infine

ad ogni angolo.

5

il minimo

Nessuno che ricopra cariche pubbliche:

1. sia assolto dai suoi conflitti d’interesse.

2. possa sottrarsi al principio di uguaglianza di

tutti di fronte alla legge.

3. possa sottrarsi ai doveri di trasparenza, di

onestà, di sincerità.

4. non si senta tenuto ad esercitarle con onore e

dignità.

5. possa cumulare più cariche pubbliche insieme.

6. abbia privilegi, ma solo le prerogative che

ne garantiscano lo svolgimento con dignità,

autonomia e indipendenza.

7. possa continuare a svolgere, nel corso del suo

mandato, anche attività private redditizie.

8. abbia il potere di impedire l’esercizio di critica

sul suo operato, né di limitare, con leggi ed atti

di governo, le libertà individuali e l’esercizio dei

diritti riconosciuti come inviolabili.

E inoltre:

1. Nessun potere sia concentrato in poche mani.

Nessun potere politico si sommi nelle mani di

chi detiene posizioni dominanti, nell’economia

o nella finanza o nell’informazione.

2. La politica sia vissuta in partiti veri,

democratici, pluralisti; i partiti ricevano il

finanziamento pubblico solo se dimostrano di

praticare il principio democratico e in misura

corrispondente alla loro capacità di auto

finanziamento. Ogni finanziamento privato,

diretto o indiretto, della politica sia reso

pubblico.

3. Tutti quelli che ricoprono cariche pubbliche

siano tenuti a dare conto dell’impegno profuso

nell’assolvimento dei propri compiti.


6

L’invettiva, l’autoassoluzione e il personalismo

esasperato sono in perfetta continuità con lo

spirito dei tempi che vogliamo superare. Essi

nascondono, attraverso continue suggestioni e

sviamenti, la sostanza della vecchia politica.

Nessuno può fare da sé. Chi pretende di fare da sé

prepara riedizioni di populismo e tempi di passività

per i destinatari del suo messaggio. Populismo

e personalismo esasperato sono il contrario del

nuovo spirito pubblico che vogliamo affermare.

7

partiti

rinnovamento

9

primarie. Primarie destrutturate, dove ciò che conta

è vincere a tutti i costi, producono solo l’effetto di

radicalizzare intorno ad una persona il confronto.

Anche per le primarie esiste dunque un problema

di regole condivise, semplici ed efficaci. Non

volte ad impedire (impedire l’accesso, ridurre

il pluralismo, ecc.) ma volte ad allargare le

possibilità di confronto politico per raggiungere

una nuova unità. Vanno stabilite molte cose, dal

sistema di voto alle regole di comportamento, dalla

trasparenza assoluta del finanziamento ottenuto e

delle spese sostenute al ruolo del partito o della

coalizione nell’organizzazione complessiva (sedi

e strumenti messi a disposizione dei partecipanti,

gestione della comunicazione con gli iscritti e gli

elettori degli albi, ecc.).

Ciò che è essenziale è il ritrovarsi, dopo il momento

delle differenze, in luoghi riconosciuti e unitari. Se

non avviene così, dall’esperienza delle primarie

non esce un partito rinnovato ma un altro partito,

informale e in grado di esercitare più potere di

quello formale.

Ci sono molti modi per promuovere il rinnovamento

dei partiti. Un modo coerente con il nuovo spirito

pubblico che vogliamo affermare è di rispettare

il pluralismo interno e di comporre differenze e

contrasti con metodo laico, di liberare l’accesso

alle cariche pubbliche consentendo che ciascuno

possa competere guadagnandosi sul campo

la fiducia e la legittimazione, di trovare il giusto

equilibrio tra aspirazioni personali e aspirazioni

collettive, di assicurare la rappresentanza di

genere a tutti i livelli. Sicuramente il rinnovamento

si sostanzia anche di principi di rotazione nelle

cariche, interne e pubbliche.

Il rinnovamento è fondato, poi, sulla qualità delle

regole scritte nei codici etici e nello statuto,

semplici, essenziali ed efficaci, sulla capacità

degli organismi di garanzia di farle valere

tempestivamente, e sul rispetto delle decisioni

che vengono assunte. Si basa sulla qualità del

lavoro delle strutture di base e degli organismi

rappresentativi e dirigenti del partito ad ogni livello.

8

primarie

Non esiste meccanica identità tra la fondazione

di un nuovo spirito pubblico e la pratica delle

istituzioni

Se si vuole avere cura per la democrazia,

occorre restituirle efficacia e capacità di dare

risposte ai bisogni sociali. Il problema dei costi

non può essere affrontato ad ogni emergenza

finanziaria. Lo slogan del dimezzare porterà solo

ad avere da qui a poco istituzioni esse stesse

dimezzate, e ridotte a luogo di rappresentanza di

pochi (e personali) interessi.

Occorre un’altra scelta, di valore costituente.

Comuni forti, con organi di governo rappresentativi,

veri e funzionanti, con uffici responsabilizzati e

capaci di gestire servizi di qualità con una spesa

sostenibile.

Alle Regioni sia affidato il compito di organizzare

efficacemente le istituzioni che sostituiscono

le province e perfino l’istituzione delle città

metropolitane. Siano esse ad esprimere la

Seconda Camera della Repubblica

Occorre dare nuovo valore alla Camera dei

deputati, unico corpo legislativo e politico, primo

luogo della rappresentanza, e dunque tale da

consentire la presenza di vere minoranze. L’unico

organo che dà fiducia al governo. Eletta con un

sistema uninominale, come ha da tempo proposto

il PD. Ed è essenziale che in essa si esprimano al

massimo livello i principi della democrazia paritaria

tra i generi.

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