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Il gladiatore

Antonio

Giuliani

“Amore per

Roma”

premio

Fiorenzo

Fiorentini

Una

“Fabrica di

ricordi”

Romano

Pucci

Festa della

Madonna

delle Piagge


2 Campo de’ fiori

SOMMARIO

Editoriale:

Bella primavera .......................................3

L’intervista:

Risate da non perdere...........................4-5

Il gladiatore Antonio Giuliani..................6-7

Curriculum vitae:

Giuliana Vigogna.......................................8

Cinema News:

Thor........................................................9

Esclusivo per i miopi...........................11

Roma che se n’è andata:

Giovanna De Candida dei Cattanei......12-13

Il tribunale degli amici a quattro

zampe..................................................14

La favola diventa realtà......................15

Suonare Suonare:

Mike 3rd La passione per lo studio......16-17

“Amore per Roma”..............................18

2010: Anno dei Cosmati.....................19

Una “Fabrica” di ricordi:

Romano Pucci... “Romanino”...................20

Cacciatori “Valle Treja”.......................21

Ecologia e ambiente:

Radiazione anche sulle nostre tavole........22

Come eravamo:

Il soprannome ... prima carta d’identità....23

Le guide di Campo de’ fiori:

Monterosi ..............................................24

Summer music upgrade .....................25

Il forte Sangallo di Civita

Castellana............................................26

Gesù è la parole dell’essere................27

Ass. Artistica IVNA:

Maria Cristina Bigarelli.............................28

Il santo più amato da papa

Ratzinger.............................................30

Il Fumetto:

Cronache del mondo emerso...................31

La chiesa della Madonna delle Piagge e

l’antica “poggiata rivivono”................32

La PRO LOCO di Civita Castellana in

movimento..........................................33

Le storie di Max:

Claudio Baglioni......................................34

Curiosità .............................................35

Il mondo del Jazz:

Charles Mingus.......................................36

L’angolo Bon Ton

Il barbecue.............................................37

Per ricordare Don Marciano

Ercolini............................................38-39

Una scuola per i bambini di

Tenkodogo ..........................................40

Le (dis)avventure del sig. G

Call Center.............................................41

Concorso fotografico: “La maternità.

Parole e immagini”.............................42

La storia del cimitero di Civita

Castellana............................................43

Albero genealogico.............................44

Caccia di frodo nelle tenute del barone

Trocchi.................................................45

Numero Unico......................................46

.La rubrica dei perchè.........................47

Oroscopo..............................................48

Agenda ................................................49

Messaggi.........................................50-51

I nostri amici ......................................52

Roma com’era.....................................53

Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59

Annunci Gratuiti ............................60-61

Selezione Offerte Immobiliari.......62-63

In poco tempo

abbiamo

raggiunto un

grandissimo

numero

di amicizie!!!

Grazie!!!

ContInuate...

diventeremo

sempre di piu’

Campo de’ fiori OGNI MESE E’: INTERVISTE IN ESCLUSIVA A PRO-

TAGONISTI DEL MONDO DELLA CULTURA, DELLO SPORT E DELLO

SPETTACOLO, VECCHIE STORIE E PERSONAGGI DELLA NOSTRA

TERRA, EVENTI E MANIFESTAZIONI DI ATTUALITA’, UN TUFFO NEL

PASSATO CON L’ALBUM DEI RICORDI E MOLTO ALTRO ANCORA...

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Campo de’ fiori 3

Bella primavera

di Sandro Anselmi

E’ finito l’inverno!

L’aria tiepida, pregna di fragranze, scivola su un vento sottile e delicato.

Fresche piogge bagnano il vecchio prato e s’affacciano boccioli e nuove foglie.

Fertile Maggio!

Rinasce la vita!

Vengano cose nuove chè tutto è propizio: il calore, i colori, i profumi!

L’abbondanza ora colma ogni cosa, dà speranza e sogni;

sogni alti, forti e leggeri, non come farfalle, ma ali di falco.

Fra le viti e sugli alberi posano nidi d’ogni specie.

Il contadino guarda adesso i fiori che diverranno frutti maturi.

Cresca allora l’amore nella stagione più bella, e diventi nettare e linfa

per l’albero della vita!

Bella primavera!


4

Campo de’ fiori

In scena fino al 30 Maggio, al Puff, il divertentissimo spettacolo di Lando Fiorini

Risate da non perdere

“Prego sempre prima di entrare in scena e ogni sera mi sembra un miracolo”, dice

l’attore e cantante romano che da 42 anni recita nel suo locale trastevrino.

“La gente mi ama perchè non ho mai bleffato!” di Ermelinda Benedetti

Da sx: l’attrice e cantante Laura Di Mauro, entrata quest’anno a far parte del

cast, l’attore comico Camillo Toscano, la soubrette loretta Rossi Stuart e,

suduto davanti, Lando Fiorini.

Locandina dello spettacolo della stagione teatrale 2009-2010 del Puff.

Il 25 Aprile di 2500 anni fa nasceva la

magica città di Roma. Noi non potevamo

festeggiarla in modo migliore se non insieme

a Lando Fiorini, romano verace ed uno

dei personaggi più rappresentativi di questa

antica ma sempre giovane città.

Proprio nel cuore della capitale, a

Trastevere, è il suo storico locale, il mitico

Puff, dove tutte le sere, da ben 42 anni,

insieme ad altrettanto straordinari attori,

intrattieneil suo affezionato pubblico desiderose

di ammirare le esilaranti performance

e di ascoltare la sua voce in qualche

stornello o serenata in dialetto romanesco.

Ci facciamo una lunga, amichevole

chiacchierata, prima

delle consuete

prove giornaliere,

ricordando il passato

e scoprendo i

suoi progetti futuri.

Tra l’altro proprio

poco tempo fa è

stato insignito del

titolo di Dottore,

presso l’Università

Giovanni Paolo II di

Roma, dove il

Rettore ha voluto

conferirgli la laurea

honoris causa per il

suo grande impegno

nella comunicazione

e per il mantenimento

delle tradizioni,

soprattutto

del dialetto romanesco.

Sta ultimando,

inoltre, proprio in

questi giorni, uno

splendido progetto

tutto dedicato a

Roma: una nuova

raccolta di canzoni

intitolata “Ti presento

Roma mia”,

dove duetta con

altri grandi cantanti

della musica italiana.

Oltre ai tre brani

iniziali nei quali è

accompagnato al

pianoforte dal maestro

Armando

Trovajoli, canta con

Claudio Baglioni,

Antonello Venditti,

Amedeo Minghi,

Franco Califano,

Gigi Proietti, Sabrina

Ferilli, Luca Barbarossa, Loretta Goggi,

Tosca, Alex Britti, Serena Autieri. L’uscita

del cd è prevista per l’inizio dell’estate, e

l’idea è quella di promuoverlo anche attraverso

una grande festa, organizzata in collaborazione

col Comune di Roma.

Veramente un grande regalo per la città

eterna, un sogno che si realizza per Lando,

grazie al contributo di molti grandi artisti

che, come lui, amano la nostra tanto invidiata

capitale.

Ma parliamo ora dello spettacolo che

anche quest’anno è stato portato in scena

sul palco del gioiellino trasteverino: “Ma

n’do’ vai se il decoder non ce l’hai”,

scritto da Giancarlo Borrelli e Walter Delle

Donne, ed interpretato da Lando Fiorini,

affiancato dal divertentissimo Camillo

Toscano, la prorompente Loretta Rossi

Stuart, prima donna storica del Puff, e la

new entry Laura Di Mauro, bravissima cantante

ed attrice comica. Consumata la

cena, si prende posto in teatro, sistematicamente

tutto prenotato, si spengono le

luci, si apre il sipario, una voce fuori

campo annuncia l’inizio e partono due ore

di sane risate, accompagnate da un’infinità

di applausi! Un susseguirsi di battute,

che prendono spunto da vari argomenti di

attualità, incalzano la scena ricca di tanti

personaggi diversi, che spaziano dal

mondo della politica, al gossip, alla tv.

Questo è il quarantaduesimo anno

del Puff, ma qual è il segreto di un

successo così longevo

“160 repliche l’anno per 42 anni, infatti! In

tutto questo tempo abbiamo portato in

scena ben 80 spettacoli, perché all’inizio

ne facevamo più di uno per ogni stagione

teatrale. Il segreto Innanzitutto, credo,

l’atmosfera serena, familiare e allegra che

si respira qui, “un’aria di stima e di amicizia

che si taglia con il coltello”, come ha

detto il mio amico Trovajoli, e poi gli argomenti

degli spettacoli, sempre rigorosamente

di grande attualità, che, se ce n’è

l’occasione, modifichiamo di giorno in giorno.

La gente è contenta di sentirsi dire la

verità!”

La scelta del tema di quest’anno è

ricaduta giustamente sul decoder,

che ha rivoluzionato il modo di vedere

la tv. Come sta andando lo spettacolo

“Sta superando ogni nostra previsione! Il

pubblico è veramente entusiasta, lo si percepisce

durante tutta la rappresentazione!

All’inizio io arrivo vestito da cow boy, ma al

posto della pistola, attaccati alla cintura ho

una serie di telecomandi, quelli con i quali

tutti facciamo a cazzotti per accendere la

tv e cambiare i canali, da quando abbiamo

dovuto mettere il decoder. Rappresento il

difensore dei telespettatori, che vengono

scambiati per numeri che mandano su e

giù l’odiens, senza preoccuparsi di ciò che

viene loro propinato. Ma il telespettatore,

non è uno stupido!”

I suoi compagni di avventura, la

Rossi Stuart, Toscano e la Di Mauro,

sono molti bravi. Com’è lavorare con

loro

“Siamo davvero molto affiatati e questo è

importante per un’ottima riuscita dello

spettacolo, ed il pubblico lo percepisce!


Diceva l’allenatore della mia grande Roma,

Spalletti: “Dove funzionare lo spogliatoio,

perché se c’è armonia lì, lo si vede anche

in campo!” e così è per noi. Siamo una

squadra e se stiamo bene dietro le quinte

riusciamo a dare il meglio anche sul palcoscenico.

Camillo Toscano è davvero una

“persona perbene”, il che non guasta mai

ed è il massimo per il suo ruolo. Loretta

Rossi Stuart sono ormai diversi anni che

lavora con me e mi piace, è una vera subrette

da avan spettacolo. Laura Di Mauro è

invece una nuova scoperta, ha una voce

che non finisce mai e poi si impegna molto

nel suo lavoro. Ho sempre cercato di mettere

brava gente al mio fianco, da tutti i

punti di vista!”

Qual è lo spettacolo al quale è maggiormente

legato o che comunque le

ha dato maggior soddisfazione

“Sono molto legato a “Rugantino”, che mi

ha letteralmente cambiato la vita! E’ grazie

a questo spettacolo che ho iniziato la carriera

di attore e cantante. Mi ha fatto girare

il mondo e mi ha insegnato tanto! Ma

ho una affezione particolare anche per il

primo spettacolo che abbiamo rappresentato

proprio al Puff, la mia creatura, questo

locale che ho inventato io e che ho

creato con i miei sudori, le mie fatiche e le

mie cambiali! Era intitolato “Così è come ci

pare”, con un giovanissimo Enrico

Montesano, allora alle prime armi, ma già

molto bravo, che ora ho “ritrovato” in

Camillo Toscano. Era veramente una grande

incognita, un tuffo nel buio perché non

sapevo proprio come sarebbe andata. Ed

invece eccomi ancora qua, a distanza

veramente di tanto tempo. Un locale non

dura così a lungo se non è il migliore ed

oggi dà lavoro a ben 40 persone”.

Com’era da giovane e come è cambiata

la sua vita con il primo grande

successo del Rugantino”

“La grande attrice Anna Magnani, orgogliosa

di essere romana, come me, diceva

che ero un “fichetto”! Non a caso, sono

stato scelto per recitare nei Caroselli

Camai, dove guadagnavo ben 50 mila lire,

poi sono stato protagonista di molti fotoromanzi.

Così è iniziata la mia carriera e

così da giovane sconosciuto scaricatore

dei mercati generali, sono diventato Lando

Fiorini. Certo, oggi sono cambiato, sono

un settantenne col sorriso sulla faccia che

Da sx: Ermelinda Benedetti, Lando Fiorini

e Sonia Bonamin.

Campo de’ fiori

ha ancora tanta voglia

di fare, perché per me

prima di tutto viene il

lavoro.”

C’è qualcosa che fa

prima di entrare in

scena

“Tutte le sere, prima

di salire sul palco ed

iniziare lo spettacolo,

rivolgo una preghiera

a mia madre ed al

Signore, perchè facciano

sì che vada

tutto bene. Dopo la

malattia, infatti, sono

diventato molto più

fedele e nutro particolare

devozione per

Padre Pio. Ho sempre

con me una sua

immagine. A causa

del delicato intervento

che ho subito anni

fa, ora mi ritrovo a

dover fare due volte

alla settimana ginnastica

dal foniatra, ma

lo faccio volentieri

perché amo il mio

lavoro, amo poter

cantare ogni sera dal

vivo, accompagnato

al pianoforte dal maestro

Vincenzo

Romano, vecchie canzoni

romane, quelle

che spero non muoiano

mai! E mi pare un

vero miracolo tutte le

sere! Sono un uomo

normale, con le mie

paure e le mie debolezze

e nella fede

trovo tanta forza e

tanto coraggio!”

Perché secondo lei

la gente, e soprattutto

i romani, la

amano così tanto

“Credo perché non ho

bleffato mai, sono

stato sempre coerente

ed è questo che la

gente vuole! Amo

Roma, lo dico sempre, sono campanilista,

e non l’ho mai tradita. Tutte le feste che

abbiamo organizzato sono state un vero

successo, ricordo quella della “ciriola”, con

tutti i fornai, o la “Festa della romanità”.

L’11 Aprile sono stato al teatro Parioli, per

un premio dedicato a Fiorenzo Fiorentini,

altro grandissimo attore di teatro, molto

attaccato alla sua città. E’ davvero bello

sentire l’affetto della gente così vero e

duraturo!”

E’ impossibile non amare Lando, non solo

per la sua bravura, ma anche per la sua

sincerità, spontaneità e per quella schiettezza

garbata, da romano gentiluomo. E’

un vero piacere ogni volta incontrarlo.

FOTO DI SCENA

La stagione teatrale del Puff si chiuderà il

30 di Maggio, e per chi ancora non l’avesse

fatto, il mio consiglio è quello di correre

a gustarsi lo spettacolo. Per una sera

vale assolutamente la pena spegnere il

televisore e trascorrere una serata divertentissima

non seduti sulla poltrona di

casa, ma su quella del Puff, ridendo di

cuore proprio sulla tv, sulle nostre manie

di telespettatori e su quei personaggi che

siamo abituati a vedere ogni giorno dentro

quella scatola!

Posso garantirvi che non ve ne pentirete,

ma che ogni anno avrete voglia di tornare

a vedere cosa il grande Lando ha da proporci!

5


6

Campo de’ fiori

Sul palco del teatro parioli con “Roma si nasce, capitolo secondo”

IL GLADIATORE ANTONIO GIULIANI

“Sono orgoglioso di interpretare alcuni personaggi

che fecero grande la nostra città”

Antonio Giuliani, alle

spalle un passato di

muratore, è riuscito

a costruirsi la fama

che, dopo tanta

gavetta, sognava.

Con calce e paletta

ha eretto il muro del

successo ed ora è

di Sandro Alessi

finalmente arrivato

lassù! Un successo

iniziato partecipando a numerosi programmi

per la ricerca di nuovi talent, il debutto

televisivo arriva nel 1991 con la trasmissione

di RAI UNO “Stasera mi Butto”,

seguito dal successo che lo vede al primo

posto nella trasmissione “Ci Siamo” di

RAI DUE, e nel 1997 vince una puntata di

“Gran Caffè” su CANALE 5. Le numerose

esibizioni nei locali e club romani lo portano

al grande successo di Seven Show

(25 puntate) e da li’ finalmente può spiccare

il volo. Attore ed autore teatrale,

esordisce con la commedia “Fratture”

che tra il 1997 ed 1998 replica per ben 47

volte al Teatro Arciliuto di Roma, a cui

segue “Porci e Bugiardi” replicata 30

volte al Teatro Petrolini. L’arrivo sul

grande palco del Maurizio Costanzo

Show ne certifica la bravura tant’e’ che

viene chiamato come attore a Scherzi a

Parte su Canale 5 (1999). Nel 2000

affianca come ospite fisso il grande Gigi

Sabani e Natalia Estrada nella trasmissione

“La sai l’ultima” su

Canale 5. Tutto di me

(2009), Rimanga tra

noi (2010) e Roma se

Nasce (spettacolo itinerante

nelle periferie) sono

alcuni degli ultimi spettacoli

scritti, diretti ed interpretati

da Antonio

Giuliani a cui il pubblico

ha decretato grandissimi

consensi. Il mese scorso

è tornato sul palco del

Teatro Parioli di Roma

con “Roma se Nasce,

Capitolo Secondo”

accompagnato da

Giuseppe Bisogno,

Samantha Fantauzzi,

Enrico Pittari, Oriana

Pollio e Veronica Rega

ed il pubblico ha risposto

anche questa volta alla

grande, regalando ogni

sera un esaurito da brividi.

E’ questo uno spettacolo

diverso, abituati

al one man show,

invece ci troviamo

davanti ad uno spettacolo

teatrale che evolve

in un vero e proprio

musical…

“Si, è uno spettacolo

completo, una commedia dove si recita, si

balla e si canta dal vivo. E’ un grande

impegno per me e per tutti gli artisti che

mi accompagnano sul palco. E poi sono

veramente orgoglioso di interpretare alcuni

personaggi che fecero grande la nostra

città come Romolo, il primo re di Roma, lo

stesso Nerone… Il mio personaggio

risponde a chi gli da dell’antico, che gli

antichi romani sono stati i primi ad inventare

i bagni pubblici chiamati allora

Vespasiani. Oggi invece

se ad uno gli scappa deve

andare nei bar… c’e’ un

grande lavoro dietro questo

spettacolo scritto da

Maurizio Costanzo ed

Enrico Vaime.”

Dopo tanti spettacoli

che ti vedevano solo

sul palco unico mattatore,

ora qualcosa di

speciale…


Molti romani si

sono dimenticati

di questa città ed

io spero con queste

serate di risvegliare

quella romanità

assopita

“Devo ammettere che è questo un bel

banco di prova… dopo tanto cabaret e

soprattutto one man show, il pubblico

oggi ha davanti un artista più completo

che si cimenta a cantare e ballare ed alla

fine mi accorgo che il pubblico apprezza

ogni sera.”

Dopo l’esperienza dello spettacolo

itinerante nelle periferie sponsorizzato

dal Comune, il ritorno sul palco

del Parioli!


“Un grande entusiasmo ed i

complimenti alla fine di ogni

spettacolo di chi mi viene a

trovare nel camerino mi

hanno fatto impazzire di

gioia… e poi si parla di

Roma, la mia città … molti

romani si sono dimenticati di

questa città ed io spero con

queste serate di risvegliare

quella romanità assopita”


I tuoi recital hanno sempre descritto

le nevrosi e le fobie dell’ uomo qualunque,

in questo spettacolo hai un

messaggio positivo da mandare

“Qui si parte dalla nota stanchezza dei

Romani, ed invece piano piano mostriamo

che il romano lavora come tutti gli altri…

Magari gli altri corrono, si ammazzano per

fare le cose, mentre il romano le prende

con più tranquillità, ma alla fine raggiunge

l’intento… Morale della favola: Roma si

nasce, non ci si diventa. Roma è una città

unica, con tutte le sue contraddizioni, ma

straordinaria perché da sempre è la

Campo de’ fiori 7

Capitale del mondo.”


E’ uno spettacolo

completo, una commedia

dove si recita,

si balla e si canta dal

vivo è un grande

impegno per me e

tutti gli artisti che mi

accompagnano sul

palco!


Antonio Giuliani vestito da antico romano


8

Campo de’ fiori

CURRICULUM VITAE

di Sandro Alessi

GIULIANA VIGOGNA

Abbiamo incontrato Giuliana Vigogna

qualche settimana fa, quale interprete

principale di una commedia divertentissima

diretta magistralmente da Maura

Cosenza: “Un Amore Strega...to”. Al

termine dello spettacolo, dato che la sua

interpretazione ci era piaciuta moltissimo

(e lo stesso dicasi quella sua aria sbarazzina),

ci siamo presentati e, nel farle i

complimenti, le abbiamo rivolto alcune

domande.

Giuliana, a quanti anni sei salita

su un palcoscenico

“La prima volta avevo 16

anni.. Era il primo saggio

che facevo con la scuola

di recitazione che frequento

tutt’ora..Erano

pochi mesi che seguivo

le lezioni della mia maestra,

Angela Di Sante,

ma ero già molto presa

dalla cosa”

Cosa ti ha spinto a

fare l’attrice

“Non c’è stato un evento

in particolare che mi ha

avvicinato al mondo del

teatro… E’ successo

tutto quasi per caso, ho

trovato questa scuola e

ho iniziato a seguire

delle lezioni di canto (ho

sempre amato cantare).

Successivamente

ho saputo che tenevano

anche dei corsi di

recitazione, e mia

madre, che da ragazza

recitava in una compagnia,

mi ha spinto ad

iniziare… così ho iniziato

ad andare a lezione,

ma non avrei mai creduto

che la cosa sarebbe

diventata più “seria”

Preferisci il ruolo

drammatico o comico

“Finora ho recitato solo ruoli comici, e ho

fatto delle esperienze nel teatro dell’assurdo,

ma cimentarmi in un ruolo drammatico

è sempre stato un mio sogno..”

Un ruolo ed una commedia che avresti

sempre voluto interpretare ma

che ancora non ti è stato proposto

“Una commedia che ho sempre amato

molto è “Rumori fuori scena” e sarebbe

bellissimo interpretarla! Poi adoro

Shakespeare, e spero che prima o poi

avrò la possibilità di interpretarlo…”

Hai un sogno segreto nel cassetto

“Ne ho tanti! Laurearmi (sono al terzo

anno di economia),

entrare in un’accademia

di arte drammatica, ma

anche farmi una famiglia

e vivere circondata

dagli animali (già adesso

ho un gatto e un

coniglio!)..Però forse il

più grande è quello che

il teatro diventi la mia

vita, non solo più una

passione, ma una vera e

propria professione!”

Hai un attore con cui

vorresti recitare

“Tra gli attori italiani,

adoro Claudio Santamaria

e Pierfrancesco

Favino. Ho poi un debole

particolare per Gigi

Proietti…recitare con lui

sarebbe magnifico!”

Qualche consiglio ai lettori di Campo

de’ Fiori per venirti a vedere prossimamente

“A maggio sarò al “Teatro della Cometa”

con una commedia musicale brillante e

divertente, scritta da Gianluca Tocci: “La

guerra fredda della famiglia Sox”

che abbiamo già portato al teatro “Belli” e

al teatro “Nino Manfedi” di Ostia… e poi,

chissà…vedremo!”

DIECI DOMANDE DIECI

- Attore/attrice preferito:

Robin Williams

- Comico/Drammatico:

dipende dalla serata..

- Mare/Montagna: mare d’estate,

montagna d’inverno!

- Sole/Luna: sole!!

- Tanga/Topless: ..diciamo tanga..

- Macho/Tenerone: macho assolutamente

no, ma neanche mammone!

- Bianco-Nero/Colore: bianco e nero..

- Single/Coppia: ..coppia..

- Melodia/Rock: melodia..

- Cinema/Teatro: TEATRO!


Campo de’ fiori 9

CINEMA NEWS

THOR IL PREPOTENTE DIO DEI TUONI

In uscita a Giugno l’attesissimo cartone animato

di

Maria Cristina

Caponi

Il seme lanciato da Stan

Lee, Larry Lieber e Jack

Kirby nel 1962 sul numero

83 della rivista

Journey Into Mystery sta

finalmente per germogliare

al cinema. Uscirà,

infatti, nelle sale venerdì

17 giugno 2011 l’attesissimo

Thor diretto da

Kenneth Branagh, che -

di solito - ha sempre nutrito un certo interesse

per i rifacimenti shakespeariani. Per

chi non ne fosse a conoscenza, nell’occultismo

nordico Thor ricopre il ruolo del prepotente

dio dei tuoni, figlio di Odino. A

spalancare l’abisso che separa la Terra dal

regno di Asgard e catapultarlo nel campo

della settima arte troviamo un cast ben

assortito che punta in primo luogo su un

astro nascente come il

muscoloso Chris Hemsworth,

già visto nel recente Star

Trek di JJ Abrams. Tra i credits

della pellicola ancora in

lavorazione è possibile scorgere

i nomi di sir Anthony

Hopkins (Odino), Stellan

Skarsgård (il professore

Andrew Ford), Samuel L.

Jackson (l’agente segreto

Nick Fury), Rene Russo

(Frigga) e Natalie Portman.

Sarà proprio l’attrice israeliana

lanciata da Besson a

impersonare l’infermiera Jane

Foster, la donna che s’innamora

del claudicante dottor

Don Blake ovvero l’alter ego

terreno della mitica divinità

vichinga. A incarnare

Sif, il primo

amore a cui in

passato Thor è

stato costretto a

discostarsi, ritroviamo

l’avvenente

Jaimie

Alexander.

Nuovo di zecca,

invece, il personaggio

di Marcy

Lewis affidato a

Kat Dennings. Come da copione,

la presenza di Branagh

impone che il film sarà un

luogo dove si coaguleranno le

pressioni di un linguaggio very

very british.

L’unico modo per vedere dal

vivo i set in cui è ambientato

Thor è quello di volare direttamente

a Santa Fe, New

Mexico oppure Los Angeles,

qui è stato ricostruito quello

che si potrebbe definire

l’Olimpo nordico. A quanto

pare, sembra pure che alcune

scene siano state girate nei pressi di

Manhattan Beach: si mormora, infatti, che

proprio su questo lembo di spiaggia

dovrebbe avvenire la discesa di Thor sul

pianeta Terra.

Nel frattempo, il “culto” del dio implacabile

viene praticato sulla rete da una schiera

numerosissima di fan che, oltre ad aspettare

l’uscita del lungometraggio di

Branagh, reclama a gran voce The

Avengers (2012), il quale vede riuniti nello

stesso film tre celebri eroi Marvel come -

per l’appunto - Thor, Iron Man e Hulk.

Indovina il

personaggio

misterioso

I primi 3 che indovineranno

dando

comunicazione in redazione al numero

di tel. 0761.513117, riceveranno un

simpaticissimo premio offerto dalla

cartoleria Gadgets di Corchiano


Campo de’ fiori 11

Esclusivo per i miopi. Vedere bene senza occhiali, senza lenti a

contatto, senza interventi chirurgici oggi è possibile (e garantito)

Paolo Balzamo

Responsabile

Formazione

ed Informazione

Centri Ottici Lisi

& Bartolomei

www.lisi- bartolomei.com

Sei miope Vorresti

vedere bene da lontano

senza occhiali e senza

lenti a contatto Hai

pura di sottoporti ad un

intervento chirurgico

irreversibile e dai risultati

non garantiti Fino a

ieri sembrava davvero

che volessi troppo, ma

oggi tutto ciò è possibile.

Si chiama ortocheratologia,

ed è una tecnica che

consiste nel correggere

la miopia dovuta ad una

eccessiva curvatura della

cornea grazie ad una

speciale lente a contatto che si indossa

solo di notte.

Vantaggi

- Totale reversibilità in caso di risultati non

soddisfacenti

- Assenza di controindicazioni

- Tecnica assolutamente non invasiva

- Soddisfazione di vedere finalmente bene

con i soli propri occhi, senza occhiali e

senza lenti a contatto

- Possibilità di utilizzo anche per chi non

può più utilizzare lenti a contatto.

Miracolo NO! Si chiama ortocheratogia

(termine che deriva dal greco: ORTO =

giusto, corretto; CHERATO = cornea;

LOGIA = discorso, metodo) e consiste nell’uso

di un a lente a contatto molto particolare

da utilizzare durante la notte, in

modo da rimodellare la cornea (come

farebbe il laser durante l’intervento

chirurgico) consentendo così una vista

perfetta ad occhio nudo durante il giorno.

Rischio NO! Il processo, totalmente

reversibile, è paragonabile all’uso di un

apparecchio ortodontico utilizzato per raddrizzare

denti storti. Se non si è soddisfatti,

si interrompe, senza altre conseguenze.

Schiavitù NO! I risultati sono assolutamente

sovrapponibili a quelli che si otterrebbero

con una operazione di chirurgia

refrattiva, per cui, se si è soddisfatti, si può

scegliere di operarsi, dopo aver però sperimentato

la soddisfazione che si potrebbe

ottenere.

Come funziona Benissimo! Molto

semplicemente. Una lente a contatto di

materiale e geometria molto particolari,

durante la notte riaggiusta la curvatura

della cornea, deformata dalla miopia, e la

mette in condizione di tornare a vedere i

particolari più minuti. Anche per chi non

può più utilizzare le lenti a contatto usuali,

questa tecnica non presenta controindicazioni,

in quanto le lenti utilizzate non

limitano l’apporto di ossigeno e non pongono

limiti di tolleranza: tutti le possono

utilizzare e sopportare, l’unica controindicazione

può essere rappresentata dal cheratocono

o da altre patologie corneali.

Ma, nel tempo L’unico risultato duraturo,

non reversibile, sembra consistere nella

riduzione della progressione miopica.

Applicando questa nuova tecnica non solo

si riesce a vedere bene senza occhiali, ma

la miopia, nella maggior parte dei casi,

non aumenta più!

Ed allora, dove puoi rivolgerti per

provare Nei centri ottici LISI & BARTO-

LOMEI di Civita Castellana, Vallerano,

Viterbo e Montefiascone, potrai provare

gratuitamente questa nuova tecnica, e

vivere l’emozione di vedere bene i piccoli

particolari lontani, senza l’uso di lenti, con

i tuoi occhi nudi.

E chi ne garantisce i risultati L’FDA

(Food and Drug Administration)

Americano, il severissimo Ente che autorizza

tutti i medicinali e gli alimenti negli

USA; tutti gli oculisti che ne hanno valutato

i risultati e l’assenza di controindicazioni;

l’Accademia Italiana di Ortocheratologia,

che raccoglie gli studi e le esperienze

di applicatori e di oculisti in proposito; tutti

i contattologi che le utilizzano, e che applicano

a questa nuova tecnica una esperienza

nel campo della contattologia rigida

non improvvisata, ed almeno ventennale.

Sei incuriosito Per saperne di più clicca

“ORTOCHERATOLOGIA” su un qualsiasi

motore di ricerca, oppure vieni a chiedere

informazioni ad uno dei Centri Ottici Lisi &

Bartolomei, dove potrai prenotarti per provare

gratuitamente questa tecnica. Questa

non è pubblicità, ma una nuova opportunità

che probabilmente non avevi mai valutato.

BUONA VISTA!


12

Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Giovanna de Candia dei Cattanei o de Cathaneis, detta Vannozza

Correva l’anno 1490,

quando Innocenzo

VIII, (Giovan Battista

Cybo), 1484 - 1492,

indisse un censimento

il quale certificò

che Roma contava

una popolazione di

circa cinquantamila

persone residenti,

di Riccardo Consoli delle quali, oltre settemila

erano prostitute

e cortigiane, senza contare le concubine

e le clandestine.

La popolazione era costituita prevalentemente

da maschi celibi e questo dato si

spiega, sia con la massiccia presenza di

ecclesiastici, per i quali il celibato era d’obbligo,

che per la presenza di nobili i quali,

acquistato un qualche incarico connesso

alla Curia, coltivavano la speranza di accedere

a più alte cariche Vaticane.

Tutto ciò giustificava il proliferare di giovani

e belle donne attirate dal lusso, dal

denaro ma, soprattutto desiderose di trovare

una degna sistemazione in qualche

elegante palazzo, mantenute da un

Cardinale o da qualche facoltoso gentiluomo;

erano queste le c.d. cortigiane, una

sorta di connubio tra la prostituta di lusso

e l’animatrice di salotti letterari, naturalmente

nulla a che vedere con le quelle

poverette che esercitavano nei vicoli bui e

maleodoranti della città. Questa attività

divenne ben presto un vero e proprio affare,

per una moltitudine di donne che, talvolta,

sono riuscite anche a lasciare tangibile

segno della loro presenza, specialmente

se l’amante di turno era un Papa, è

questo il caso di Giovanna de Candia dei

Cattanei o de Cathaneis, detta Vannozza

favorita di Alessandro VI, (Rodrigo

Borgia), 1492 - 1503, fin da quando era

Cardinale.

Poco si conosce delle sue origini e pochissimo

della sua prima gioventù. Nasce a

Mantova nel 1442 da genitori mantovani,

ma ben presto giunge a Roma dove intrat-

tiene un lungo legame sentimentale con il

Cardinale Borgia, assurto, a soli 26 anni,

alla carica di Vicecancelliere di Santa

Romana Chiesa per intercessione dello zio

Callisto III (Alfonso de Borja), 1455 -

1458. Il cronista dell’epoca parla di lei

come di una donna di grande avvenenza,

dotata di un fascino conturbante e di una

opulenta bellezza, del tutto in linea con i

canoni estetici di quel tempo. Noi la conosciamo

attraverso diversi dipinti, tra cui

uno di Tiziano. Una bellezza alla quale il

Cardinale Rodrigo non poteva di certo

rimanere insensibile, tant’è che dopo anni

di scorribande e dopo aver collezionato

numerose amanti, decide di fare di

Vannozza la sua concubina ufficiale, rimanendo

ad essa

legato per un

lungo periodo

della sua vita.

Non disponiamo

di alcuna notizia

certa su come e

quando Rodrigo e

Vannozza si

conobbero, ma il

loro incontro

dovrebbe essere verosimilmente avvenuto

fra il 1465 e il 1469, quando Vannozza

aveva un’età compresa fra i 23 e i 27 anni

e Rodrigo fra i 34 e i 38 anni. Stando ad

alcune notizie di cronaca, probabilmente

infondate, Vannozza, prima di diventare

l’amante del Cardinale Borgia, si sarebbe

intrattenuta intimamente con il Cardinale

Giuliano Della Rovere, divenuto Papa con il

nome di Giulio II, 1503 - 1513, pare infatti

che alla morte di Pio III, (Francesco

Todeschini Piccolomini), successore di

Alessandro VI per appena 26 giorni, il

Della Rovere abbia cercato di convincere il

primogenito di Vannozza, Cesare, di essere

lui il suo vero padre, con il chiaro intento

di far cessare l’ostilità del Borgia nei

suoi riguardi e asservirlo al proprio volere,

ma con ogni probabilità si tratta soltanto di

voci infondate. E’ certo, invece, che

Vannozza amava definirsi: “humilis serva

et schiava” di Rodrigo Borgia, oltre che

essere la madre di quattro dei suoi figli:

Cesare (1475), Juan (1476), Lucrezia

(1480) e Jofrè (1481). Il percorso terreno

di Alessandro VI fu disseminato di numerosi

figli, ovviamente tutti illegittimi, oltre i

quattro avuti da Vannozza, altri tre nacquero

da altrettante donne sconosciute.

Nel corso del suo Pontificato, essendo

Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini,

vennero al mondo altri due figli. Una situazione

decisamente intricata!

Quest’uomo privo di scrupoli, che aveva

raggiunto il potere con grande pazienza e

sagacia, aveva però il suo tallone d’Achille,

non già per la sua esuberante passionalità,

quanto per l’amore sviscerale che ebbe

nei confronti dei figli, per i quali mosse

pochi, ma gravi passi falsi. Infatti, non si

accontentò di essere diventato l’uomo più

potente della terra, ma accarezzò anche

un folle sogno dinastico che avrebbe trasformato

i Borgia, una famiglia di piccola

nobiltà spagnola, nella più potente del

mondo. Per quel che riguarda Vannozza,

nonostante la sua posizione di amante

riconosciuta e rispettata di uno dei


Campo de’ fiori 13

Cardinali più potenti della Chiesa di Roma,

si imponeva che ella dovesse avere un

legittimo consorte e, per dare copertura

ufficiale a quella scandalosa relazione,

specie dopo aver indossato la Tiara, il

Borgia se ne occupò personalmente combinando

diversi matrimoni e garantendo ai

mariti che si susseguirono nel tempo, una

buona sistemazione all’interno

dell’Amministrazione Pontificia. Così

Vannozza va in sposa a Domenico Jannotti

da Rignano e, rimasta subito vedova,

sposa il milanese Giorgio della Croce, ma

ben presto rimane vedova per la seconda

volta. Rodrigo non si perde d’animo e in

poche settimane pianifica per lei quella

che sarebbe stata l’unione più riuscita. Ella

sposa, infatti, il mantovano Carlo Canale,

un dotto umanista profondo conoscitore di

lettere e poesia, già Camerlengo del

Cardinale Francesco Gonzaga.

Questo nuovo matrimonio segna una svolta

nella vita di Vannozza che, tra l’altro,

decide di lasciare il Palazzo donatole da

Rodrigo all’inizio della loro relazione, per

trasferirsi in una nuova dimora, una sontuosa

Villa nel quartiere della Suburra l’attuale

Rione Monti.

La Piazza antistante il Palazzo e la scenog

r a f i c a

Scalinata che

sale fino a San

Pietro in

Vincoli, denominata

anche

“Salita Borgia”,

naturale continuazione

del

c.d. “Vicus

Sceleratus”

perché testimone

della

scelleratezza

compiuta da Tullia che, secondo la leggenda,

con il marito Tarquinio il Superbo

passò col cocchio sul cadavere del padre,

il re Servio Tullio, costituiscono uno dei più

suggestivi angoli di Roma.

La Torre mozza posta sulla destra del

Palazzo rivela l’origine mediovale del complesso,

mentre la Colonna votiva sormontata

da una croce, sembra voler rendere

questo ambiente più simile ad un chiostro

privo di colonne che ad una piazza del

centro della città.

Seguendo gli scritti di Lord Byron, è suggestivo

immaginare come dalla finestra

balconata del secolo XVI, posta al centro

del Palazzo, si affacciassero Giovanna dei

Cattanei detta Vannozza e sua figlia, la

bella Lucrezia Borgia della quale il poeta

inglese conservava religiosamente una

ciocca di capelli. La notte del 14 giugno

1497, dopo una festa, da quello stesso

Palazzo uscì Don Juan Duca di Candia,

figlio primogenito di Rodrigo e Vannozza

per non rientrare mai più essendo stato

ucciso e gettato nel Tevere.

Alcuni mesi dopo si sospettò che autore

dell’omicidio fosse il fratello Cesare, “il

Valentino”, tant’è che in un dispaccio del

22 febbraio 1498, l’Oratore ferrarese a

Venezia scriveva: “ … de novo ho inteso

come della morte del Duca di Candia fu

causa il Cardinale suo fratello …

Carlo Canale si affezionò in maniera autentica

ai figli di Vannozza, specie alla piccola

Lucrezia, alla quale trasmise tutto il suo

amore per le scienze umanistiche, iniziandola

allo studio del greco, del latino, della

poesia e delle arti; a questo punto il legame

sentimentale fra Rodrigo e Vannozza

può considerarsi concluso. Tuttavia, fra i

due rimase un legame di profondo affetto

e stima il cui collante fu certamente costituito

dall’amore che entrambi nutrivano

per i loro figli.

Le ricchezze di Vannozza, intanto, lievitano

notevolmente grazie, non solo ai favori

di cui aveva potuto godere essendo la concubina

del potentissimo Cardinale spagnolo,

ma anche per il suo indiscusso senso

per gli affari che le consente di operare

investimenti sempre vantaggiosi e redditizi.

Donna energica ed anima di affarista,

traffica per quasi quarant’ anni in acquisto,

vendita, affitto, gestione di locande, svolge

l’attività di albergatrice avendo avuto in

fitto l’Albergo del Biscione e le Locande del

Leone Grande e del Leone Piccolo, tutti e

tre ubicati davanti alle Carceri di Tor di

Nona quindi, morto Alessandro VI, acquista

e fa restaurare la più nota Locanda

della Vacca a Campo de’ fiori, una palazzina

rinascimentale posta all’angolo fra Via

dei Cappellari e Via del Gallo, frequentata

da personaggi di alto rango che amavano

intrattenersi con le numerose prostitute in

servizio presso Vannozza.

All’angolo di questo edificio è ancora possibile

ammirare lo Stemma gentilizio della

Nobildonna Vannozza, costituito dalla

sovrapposizione

delle insegne

araldiche dei

Borgia, dei

Cattanei e di

Carlo Canale,

l’ultimo dei suoi

mariti ma, poiché

i mariti di

Vannozza furono

tre, nell’epigrafe

manca il

nome di uno di

essi, ossia quello

di Domenico

Jannotti da Rignano.

Negli ultimi anni della sua esistenza,

Vannozza conduce una vita di penitenza

ed espiazione aderendo alla Confraternita

del Gonfalone alla quale lascia tutti i suoi

averi, muore il 26 novembre del 1518,

all’età di 76 anni.

Le disposizioni che aveva lasciato per la

sua sepoltura non furono rispettate;

Vannozza desiderava essere sepolta nella

scomparsa chiesa di Santa Maria delle

Terme, venne invece tumulata nella

Chiesa di Santa Maria del Popolo, dove

riposava il figlio Juan, dei resti di entrambi,

però, non vi è più traccia. Infatti,

durante il Sacco di Roma del 1527 da

parte dei Lanzichenecchi, la Cappella fu

spogliata delle sue ricchezze e la tomba

devastata, fu recuperata la sola lapide

sepolcrale di Vannozza che venne ricomposta

e murata nel portico della Basilica di

San Marco, di fronte al Campidoglio, dove

è tutt’oggi conservata.


14

Campo de’ fiori

IL TRIBUNALE DEGLI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Servizio di consulenza legale gratuita attivo da più di un anno

Da più di un anno è

operativo il Tribunale

degli animali, la prima

struttura di conciliazione

e camera arbitrale

dedicata alle problematiche

degli amici

a quattro zampe.

Si tratta di un servizio

dell’Avv. Ilaria

gratuito di consulenza

Becchetti

legale promosso

d a l l ’ A I D A A ,

Associazione Italiana Difesa Animali ed

Ambiente, al quale possono rivolgersi tutti

coloro che necessitano di una consulenza

o di un atto di conciliazione per fatti che

vedono come protagonisti gli animali, che

siano domestici, di allevamento o selvatici.

Il Tribunale è gestito da legali che prendono

in carico le cause (perlopiù controversie

relative alla presenza di animali nei

condomini), e le istruiscono tentando dapprima

un accordo bonario. Laddove ciò

non risulti possibile esiste la possibilità di

avvalersi di una camera arbitrale con giudizio

di un giudice terzo o di conciliazione

attraverso la presenza di

avvocati.

Quella del Tribunale degli

Animali è un’esperienza

nuova, che vuole introdurre il

concetto di diritto degli animali

e garantire anche a questi

ultimi il diritto a una difesa.

L’obiettivo che si sono posti i

fondatori di questa struttura

è anche quello di snellire le

affollate aule dei tribunali italiani

dalle cause aventi ad

oggetto controversie che

vedono coinvolti gli animali.

Senza dimenticare, però, che

per quello che riguarda i maltrattamenti

di cui troppo

spesso sono vittime, occorre rivolgersi

all’autorità giudiziaria, poiché si tratta di

un reato penale (si veda l’art. 544 ter codice

penale introdotto dalla legge 189/2004,

che disciplina appunto il delitto di maltrattamenti

di animali). La sede nazionale del

Tribunale si trova a Parma, presso il canile

comunale Lilly ed il Vagabondo, dove gli

avvocati della struttura ricevono il pubblico

previo appuntamento. Altre sedi sono

sparse in numerose città italiane, tra cui

Roma, Milano e Torino.

Il numero per contattare il Tribunale è 3926552051; è inoltre possibile inviare una e-

mail all’indirizzo tribunaleanimali@libero.it per prendere un appuntamento o per

avere una consulenza veloce che determini la possibilità di una risposta via mail.

www.campodefiori.biz


Campo de’ fiori 15

Danilo ed Alessandro, coronano il sogno di speaker radiofonici di successo

LA FAVOLA DIVENTATA REALTA’

Da Radio Roma a Radio Incontri, passando per le migliori emittenti romane

Andavo spesso in quel bar di

Boccea a prendermi un caffè proprio

per evadere qualche minuto

dal lavoro quotidiano ed un giorno

conobbi lui, Danilo Galdino, figlio

del proprietario che però non aveva

mai lavorato nel locale di famiglia

ma si era conquistato una sua posizione

nelle varie attività che aveva

intrapreso. Spinto da un evento

tragico (la morte improvvisa del

suo migliore amico) gli era venuta

voglia di buttarsi nel difficile mondo

dell’etere. In quegli anni io conducevo

per Radio Roma un programma

oggi giunto al decimo

anno dedicato interamente al teatro

e così, sentito il suo progetto, lo

misi in contatto con l’editore Alessandro

Malatesta. Doveva essere un talk show

brillante, basato sulla spontaneità con gli

ascoltatori quali protagonisti attivi e condotto

insieme al suo amico Alessandro

Giorgi dal titolo “Capito!” dalla famosa

canzone dei Gatti di Vicolo dei Miracoli,

inno alla goliardia. L’idea mi sembrava

buona ma molto rischiosa in un mondo,

quello dell’etere romano, dove la radio pri-

dei locali. Nel Giugno 2006

Danilo e Sandro scendono in

campo allo Stadio Olimpico

di Roma in una delle manifestazioni

di solidarietà più

importanti d’Italia : il Derby

del Cuore “La Notte delle

Stelle”. Tra i promotori della

serata ci sono grandi network

come Radio Dee Jay, Capital

M2o, All Music e pronti a partecipare

grandi personaggi della

tv, del cinema e del mondo

della notte. Oltre alla gente

comune, quindi, nelle varie

puntate vengono proposti una

Danilo Galdino e Alessandro Giorgi serie di apprezzatissimi “A Tu

per Tu” con big del mondo

vate davano fiducia solamente ai programmi

cosiddetti sportivi. L’editore accettò l’idea

di programma e così nei primi mesi del

2004, tra mille problemi quali anche la

ristrutturazione dei locali in Via Trionfale

della prima emittente radiofonica romana,

finalmente partì la prima puntata della trasmissione

radiofonica che nel giro di pochi

anni risulterà la più seguita dai giovani

romani. I giornali locali cominciarono ad

essere interessati a quei due giovani usciti

dal nulla che tanto richiamo avevano

sugli ascoltatori tanto che Daniela

Perrone, incuriosita ed affascinata dalla

loro storia, decise di pubblicare una lunga

intervista sul quotidiano Roma Sera News

(ex Momento Sera). Finita l’esperienza a

Radio Roma, in un continuo crescendo

dello spettacolo che valorizzano ancor più

il format. Altra grande iniziativa dei due

conduttori è quella di produrre un calendario

che riproduce le migliori ascoltatrici

della trasmissione che ogni anno vengono

selezionate da una giuria di esperti: il

Capendario, prima ed unica idea del

genere. Insomma in sei anni, iniziando per

caso, Danilo Galdino ed Alessandro Giorgi

sono riusciti ad ottenere quello che volevano:

realizzare il loro sogno! Ed ora che

la favola è diventata realtà, se chiedi a

Danilo e Sandro cosa prevedono per il

futuro, ti risponderanno sempre: “migliorarsi

ogni giorno senza alcun punto di arrivo…”

Forse questo è sempre stato il segreto

del loro successo!

Sandro Alessi

Danilo e Sandro passano nel corso degli

anni da Radio Flash a Tele Radio

Stereo fino ad approdare quest’anno alla

storica Radio Incontro. Nel corso delle

numerose puntate il format subisce dei

cambiament,i ma la loro notorietà aumenta

sempre più. Il pubblico è sempre grande

protagonista, soprattutto negli eventi

organizzati nei migliori locali della capitale

per stare vicino al loro pubblico. Le “Notti

di Capito!” vengono seguite nei locali

da migliaia di persone tanto che i nostri

vengono corteggiati sempre più per le

serate nottambule organizzate dai gestori

Alessandro Giorgi e Sandro Alessi


16 Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

MIKE 3rd

La passione per lo S T U D I O …. 2°parte

Continuiamo dal precedente numero

il racconto della realizzazione di un

sogno : la costruzione di uno studio

di registrazione audio analogico ….il

“sognatore” è Mike 3rd e l’ex oggetto

del desiderio il “Prosdocimi

recordings studio “ . Ciò che segue

la dice lunga sulla passione profusa

…nello studio e sul “gran cuore” del

protagonista : con piacere ,a Voi ,

Mike 3rd !

Carlo:affrontiamo le fasi di realizzazione

dello studio : dalla scelta del luogo ,allo

stile architettonico e di arredo , alle attrezzature

,alle soluzioni acustiche dell’ambiente

.

Mike3rd:Il “Prosdocimi Recording studio

” è stato creato in una parte della villa di

famiglia ( nda: si tratta di una residenza

del XVII° secolo che già dai primi del

1700 è abitata senza soluzione di continuità

dalla famiglia Prosdocimi …la family di

Mike 3rd) in località Carmignano Del

Brenta in provincia di Padova , in quella

che era l’abitazione di mio nonno

Francesco Prosdocimi. Un omaggio a lui e

al padre, mio bisnonno che era tenore

innamorato della vita e dei piaceri della

stessa…… forse è per questo che non si è

affermato….ehh ehh ….il canto lirico

richiede studio e sacrifici che bisogna

essere disposti ad affrontare, limitazioni

della vita sessuale, dei piaceri di Bacco per

dirne alcuni……forse è per questo che son

diventato “rocker” ….ehh ehh ….Il design

dello studio è opera di un carissimo amico,

Michele Gervasuti ,un interior designer

veneziano, che , oltre ad aver collaborato

con Isabella Blow (nda: era ,perché deceduta

, un editore del settore moda ), Philip

Tracy (nda: è un affermato stilista di

moda Inglese nel settore degli accessori

)si occupa ,al momento, di arte moderna

per mezzo della sua fondazione londinese,

la “Gervasuti Foundation” (www.gervasutifoundation.org

) . Il concept che è stato

sviluppato fonde alla ricerca sonora analogica

la ricerca nel design propria dell’art

déco Italiana che per decenni ha accompagnato

lo sviluppo appunto, della tecnologia

analogica. Grazie all’attività della

famiglia Gervasuti, il padre Eugenio è uno

degli ultimi ebanisti di Venezia ,un’ eccellenza

tutta Italiana , abbiamo restaurato

ed adattato con tecniche e materiali dell’epoca

mobili originali creando, ove ve ne

fosse stata la necessità,anche con l’opera

di grandi artigiani locali, elementi

nuovi ma in linea al periodo

storico come ad esempio le

plafoniere, i cremonesi e le

maniglie delle porte. Così nello

studio imperano legni pregiati,

sete, velluti, rami, marmi e vetri

veneziani con l’effetto per il visitatore

di trovarsi in un ambiente

esclusivo e raffinato regalatoci

intatto dal passato. Lo studio

dell’acustica è stato realizzato

nel rispetto del fabbricato storico

nel quale si trova il

“Prosdocimi Recording “ e degli

standard qualitativi necessari

per l’attività. Il “valore aggiunto”

è rappresentato dal fatto

che gli elementi insonorizzanti

sono stati creati e realizzati a mano, su

misura e nel rispetto del design e dell’ambiente

divenendo loro stessi parte integrante

e decorativa pur mantenendo la

loro funzione.Le apparecchiature sono

state invece reperite con pazienza negli

anni .Per elencarne alcune significative ti

cito i preamplificatori Ampex 350 con i

quali si son realizzati i dischi dell’era d’oro

di artisti come Elvis Presley, Frank Sinatra,

Otis Redding , lo Studer C37 che ha registrato

anche i Beatles (!) , il mixer Randirk

che ha servito Sir . Paul McCartney, i tellurici

Black Sabbath , i tenori Domingo

–Pavarotti- Carreras ...vado avanti

Carlo:Ok ok ,come referenze degli strumenti

direi che sei stato esauriente ….ma

come ti sei “approvvigionato” di tutte queste

“creature” vintage Raccontami di

qualche particolare “ritrovamento” che ti

ha particolarmente entusiasmato e soddisfatto

. Mike3rd:Beh direi che il ritrovamento

più “pazzo” e divertente riguarda

quello del mio Studer C37 che si trovava

con il “fratello” sull’isola di KRK in Croazia.

Scovati i “vecchietti” tramite Internet, una

cosa bella del digitale , io e Lorenzo ci

siamo messi in viaggio con il mio Land

Rover per una giornata di piacere…..quando

si parla di audio è sempre un piacere……..così

siamo arrivati a destinazione e

abbiamo messo le mani sui nostri due

esemplari di Studer C37 che erano stati

“pensionati” da Radio Zagabria. Il proprietario

ce li ha fatti ascoltare in cuffia per

verificarne il funzionamento…. avevano

bisogno delle cure del nostro grande tecnico

ma ti confesso che al primo ascolto mi

Alessandro Arcuti, Mike 3rd e

l’ingegnere del suono Max Bacchin

è caduta la mandibola! In studio con il mio

ingegnere del suono Max Bacchin, abbiamo

fatto dei tests comparando il C37 con

il convertitore stereo digitale Apogee.E’

incredibile constatare che una macchina

che ha ben oltre 30 anni le suona ancora

di santa ragione ad uno dei più blasonati

convertitori moderni ! Ah , un’altra veramente

bella è accaduta al Top Audio di

Milano un po’ di anni fa ,protagonista il

C37 di Lorenzo.L’occasione era un test

condotto alla più importante fiera Hi-Fi

d’Italia svolto da Pierre Balduc fondatore

e direttore dell’autorevolissima rivista

“Audiophile Sound”. Il sig. Balduc ha per

l’occasione dimostrato a tutti i partecipanti

la differenza tra i vari supporti audio,

nell’ordine: un cd ,un super audio cd ,un

vinile ,un nastro audio 1/4 di pollice su di

un impianto moderno da, se non erro, più

di 160.000 €uro…..si, proprio CENTOSES-

SANTAMILA euro Si trattava ,ovviamente

,dello stesso brano : per la cronaca il

nastro arrivava proprio dai mitici Abbey

Road studios dove era stato registrato. E’

stato indescrivibile notare il cambiamento

espressivo di tutti gli ascoltatori. Se il cd

ha reso da cd ed il super audio cd ha fatto

notare una spinta sulle alte frequenze che

diventavano fastidiose, il vinile ha ristabilito

il sorriso sul volto degli ascoltatori.

Sapendo cosa riservava l’ascolto del C37

mi sono soffermato sulla mimica facciale

dei presenti : alla pressione del tasto PLAY

c’è stata una collettiva apertura di bocca

con una sola esclamazione: “ohhhh”.Alla

fine del test siamo stati tenuti più di mezz’ora

a rispondere alle domande degli

appassionati, la più frequente


che lo posso trovare > Risposta:

Carlo:Ci sei solo tu dietro la realizzazione

dello studio

Mike3rd:Si io con il supporto anche morale

di coloro che mi vogliono bene.

Carlo:introduci i tuoi “compari” di progetto

e i collaboratori

Mike3rd:Come dicevo in precedenza

primo su tutti Michele Gervasuti e tutti gli

artigiani che si son prestati con entusiasmo

alla realizzazione di una così importante

opera unica. Collabora con me l’ingegnere

del suono Max Bacchin che ha in

curriculum artisti come Vasco Rossi,

Tiziano Ferro, Sade, Simply Red e chi più

ne ha più ne metta.Sai quando ho deciso

di realizzare lo studio ho puntato sul

meglio in circolazione come professionisti

free lance. Max con il quale lavoro da anni

e che ha una grandissima esperienza

anche in campo internazionale è stata,

ovviamente, la mia prima scelta. Io in

squadra con lui mi ritaglio il ruolo di produttore

artistico.

Carlo:parlami del “contorno “ logistico che

hai organizzato per coloro che vogliono

utilizzare lo studio “Prosdocimi”…

Mike3rd:Il”Prosdocimi Recording” è uno

studio di registrazione creato per ispirare

l’artista, per metterlo a proprio agio nell’arte

di esprimere emozioni. Per questo

ogni artista viene indirizzato verso un vicino

hotel che sia adeguato ai suoi bisogni

ed esigenze. Sono felice di poter dire che i

gestori della zona si dimostrano sempre

più efficienti nel soddisfare le richieste di

tutti, sono bravi ! Ma l’esperienza analogica

non si ferma alle sole registrazioni, l’ispirazione

è favorita dalla soddisfazione

del palato.Mi occupo personalmente di far

provare agli ospiti le delizie della cucina

veneta casalinga in trattorie che svolgono

un ottimo lavoro per tradizione e qualità

dei prodotti Ovviamente essendo in Veneto

non può mancare il buon vino e a fine cena

la famosa grappa….. siamo a soli 20 minuti

da Bassano del Grappa ! Oltre all’ispirazione

culinaria mi piace portare gli artisti

alla scoperta delle nostre città d’arte,

Venezia, Padova, Vicenza, Marostica,

Verona oltre a passeggiate magari a cavallo

nel Parco del Brenta. Accade a volte che

la session si interrompa per propiziare l’emozione

con uno spritz in piazza degli

scacchi a Marostica.La cosa che entro certi

limiti non esiste al “Prosdocimi Recording”

è la spada di Damocle della scadenza : se

un disco necessita di più tempo per nascere,

beh, mi prendo cura personalmente

della cosa andando incontro all’artista.

Carlo: Le prime esperienze dello studio e

gli aggiustamenti eventualmente adottati

Mike3rd:Uno studio di registrazione non

è mai finito, c’è sempre l’affinamento del

particolare.Poi alla fine ci si ritrova col

senno del poi a discutere del “sesso degli

angeli”.Mi piace quando gli artisti in un

primo momento mi dicono …..

io dico sempre che la musica va

ascoltata e che loro devono solo pensare a

Campo de’ fiori

sentirla e suonarla al loro massimo. Alla

fine devo dire che son riuscito a levarmi

delle belle soddisfazioni!

Carlo:Quali progetti musicali possono trovare

maggior giovamento in termini di

resa sonora, nel realizzarsi presso il tuo

studio

Mike3rd:Qualsiasi progetto direi. Dal

momento che il bel suono è sempre bello,

qualsiasi progetto può trovare una sua

unica dimensione ed identità al

“Prosdocimi Recording” . Basta entrare in

studio con voglia di creare, voglia di divertirsi,

con viva e fervida immaginazione

,lasciando che siano le emozioni a guidare

….e non un cursore su uno schermo.Tutto

è subordinato alle emozioni e all’abilità dei

musicisti; quì non c’è il “plugin” che intona

il cantante stonato o raddrizza la batteria

del batterista che non sa suonare. Il buon

musicista al “Prosdocimi Recording” è

vero, fatto di carne e anima e quando

sarà in concerto, saprà farsi valere di fronte

agli ascoltatori. Questo è ANALOGI-

CO!

Carlo:Parliamo delle attività di animazione

intorno allo studio :mi riferisco all’iniziativa

del “Boot Camp” e altre che potrebbero

realizzarsi .

Mike3rd:Da un paio d‘anni teniamo presso

il mio studio dei corsi formativi per

ingegneri del suono durante i quali vengono

fornite nozioni sul microfonaggio, l’uso

dell’outboard etc etc…. una sorta di “naja”

della registrazione, in modo da far comprendere

i concetti alla base di un disco

registrato bene . E’ un corso di grande utilità

, aperto a tutti previa un’intervista con

il docente che è anche mio produttore

artistico : Ronan Chris Murphy www.facebook.com/ronanchrismurphy

-

www.myspace.com/venetowestrecords -

www.venetowest.com . Le lezioni sono

rigorosamente in Inglese , è un corso di

profilo internazionale.Alla prima edizione

abbiamo avuto ospiti da Svizzera, Olanda,

Germania per citarne alcuni e, quest’anno,

abbiamo ospitato “studenti” pure

dagli Stati Uniti ! Per chi fosse interessato

al “Home Recording Boot Camp” c’è

una pagina dedicata nel sito internet dello

studio con link al sito ufficialewww.homerecordingbootcamp.com)

…quest’anno lo

abbiamo tenuto dal 19 al 24 Aprile …. chissà

che non ci si possa incontrare con qualcuno

dei lettori di “C.D’.F.” nella prossima

edizione Italiana proprio dopo averne

letto nella nostra chiacchierata !

Carlo:Mike ,mi vuoi dare qualche antici-

17

pazione su tuoi prossimi personali progetti

discografici Mike3rd:con la mia

band storica, gli Hypnoise (www.hypnoise.net

), sono alle prese con il terzo

disco, “The war is not over”. Questo

album rappresenterà una bella evoluzione

di stile. La formazione negli scorsi mesi ha

subito dei cambiamenti :c’è un fortissimo

bassista, Alessandro Arcuri (www.alessandroarcuri.net)

, che con i mesi già trascorsi

in seno alla band si è integrato alla perfezione

; con lui si sono aperte varie e

nuove soluzioni che son certo vi stupiranno

. Il nostro produttore ,Ronan Chris

Murphy , estremamente severo ed abituato

a grandi nomi in tema di produzioni e

collaborazioni discografiche, è rimasto

piacevolmente sorpreso ascoltando le

nuove canzoni. Inoltre, recentemente,

insieme a Emanuele Cirani allo stick ed

Alberto Stocco alla batteria, ho fondato

una nuova band, gli Ex-KGB.

(www.theex-kgb.eu). La musica degli Ex-

KGB è diretta, divertente e a tratti irriverente,

lontana da quello che faccio con gli

Hypnoise…..la vita è bella perché è varia,

no Oltre alla militanza nelle due band ,

porto avanti la mia carriera solista: è

recente la distribuzione gratuita di un singolo

per carnevale “Fun on an Island“,

un regalino a tutti quelli che amano ascoltare

musica…se andate sul mio sito (

www.mike3rd.com ) troverete il giusto

“link” per il download.

Carlo: perché non mi spieghi dell’altra

iniziativa che farà ancor più piacere ai lettori

di Campo De’ Fiori

Mike3rd: A primavera inizierò la stagione

della beneficenza che penso si ripeterà

ogni anno a partire dal 2010.

Dal momento che dallo scorso dicembre la

nostra musica è in vendita su iTunes Music

Store, Hypnoise + The Ex-KGB + Mike 3rd

con la straordinaria partecipazione della

grande cantante Cheryl Porter,

(www.cherylporter.com), realizzeranno tre

singoli per beneficenza.All’inizio era solo

una mia volontà ma quando tutti hanno

sentito le mie intenzioni mi hanno chiesto

di far parte del progetto ….e ne sono

stato veramente felice ! Le registrazioni

sono iniziate verso la fine di Marzo al

Prosdocimi Recording. Il 100% del ricavato

delle vendite su iTunes Music Store

andrà devoluto in beneficenza a

Greenpeace per salvaguardare il nostro

pianeta e all’Associazione Italiana per la

Ricerca sul Cancro. (A.I.R.C) . Essendo

artisti indipendenti, PER FORTUNA(!) ,

tutti quanti possono stare tranquilli che i

circa 0,99 centesimi del prezzo per l’acquisto

di una canzone andranno totalmente

devoluti. Ci tengo a ribadire che non ci

sono trattenute per case discografiche ed

aguzzini vari ! EVVIVA LA MUSICA INDI-

PENDENTE! Il bello dell’avventura è che i

singoli sono tra loro molto diversi e coprono

un ampio raggio di gusti musicali:

Hypnoise sono alternative rock, Ex-KGB è

musica fresca da canticchiare mentre il

mio singolo con Cheryl Porter è una toccante,

romantica ballata acustica perfetta

per un tramonto in riva al mare…..

Carlo: facciamo 31 ….e i titoli di questi

singoli Mike3rd:Ma vuoi sapere proprio

tutto ,ehh ehh …dunque per gli Hypnoise

,“In the twilight - Part.I - The yard is

green” ,per The Ex-KGB è “I can’t leave

my supersonic way for you” e come Mike

3rd con Cheryl Porter “A little poem for

the sea” www.youtube.com/prosdocimirecording—www.prosdocimirecording.com

Aiutiamo questi ragazzi, dunque!

Click…click…click…click…click

…..


18

Campo de’ fiori

PREMIO FIORENZO FIORENTINI

“AMORE PER ROMA”

Tantissimi volti noti, amici dell’attore, al Teatro Parioli per ricordarlo

C’erano quasi tutti. I suoi amici e i suoi

allievi. Lunedì 12 Aprile 2010 in un

Teatro Parioli gremito ed emozionato

come non mai, abbiamo ricordato il grande

romano Fiorenzo Fiorentini. La prima edizione

del Premio Fiorenzo Fiorentini –

“Amore per Roma” ha celebrato le gesta

del grande condottiero teatrale di una tradizione

romanesca che mai lo dimenticherà.

Chi scrive lo aveva incontrato nell’estate

2002 nel suo regno, il Giardino degli Aranci,

non era stata un’intervista ma un’esplosione

di ricordi e romanità: Lui ci raccontava

aneddoti dietro aneddoti e noi non ci stancavamo

di ascoltarlo con quel suo parlare

particolare ma sempre affascinante. Anche

Giancarlo Magalli ci ha raccontato che

nei loro viaggi in auto non si stancava mai

di ascoltarlo e soprattutto “quando fu ricoverato

mi chiamò pregandomi di andarlo a

trovare in ospedale. Gli chiesi dove fosse

ricoverato ma non se lo ricordava. Mi promisi

di chiederlo a qualcuno ma non feci in

tempo. Ci lasciò qualche giorno dopo. Ed

oggi sono qui per ricordare l’affetto che

avevo per lui !”. Anche Lando Fiorini racconta

un aneddoto : “Un giorno al Puff mi

mancava improvvisamente un attore e lo

chiamai per sostituirlo. Fiorenzo era sempre

a disposizione ! Ed ancora lo ringrazio per

le canzoni meravigliose che ha scritto e stasera

ho scelto quella che per me è la più

bella di tutte : Cento Campane.” Tra le altre

più conosciute Ho giocato tre numeri al

lotto, Vengo anch’io no tu no! Gigi Magni,

grande regista, che lo ha diretto ne La

Tosca, ci ricorda gli scambi di battute dietro

le quinte tra Proietti e Fiorentini completamente

in romanesco e la forza artistica di

quel “ragazzo”. L’onorevole Gilberto

Casciani ricorda l’emozione di quando presenziò

all’ inaugurazione di Viale Fiorenzo

Fiorentini all’Aventino e del buon rapporto

che aveva avuto sempre con lui. Il suo

debutto avvenne ai microfoni della radio,

nell’anno 1946, come autore e attore, per il

settimanale d’attualità del GR diretto da

Vittorio Veltroni (padre di Walter,ndr). Negli

anni, tra le altre trasmissioni radiofoniche,

ha partecipato a: Ooplà, Rosso e nero,

Andrea Belli - 1° Classificato

Radiocampidoglio, Voi ed io, Che passione

il varietà, Via Asiago Tenda,

Briscola, accanto a Mario Riva, Mario

Carotenuto, Corrado, Isa di Marzio,

Claudio Villa. Nel 1969 Carlo Molfese ripropose

le gag di Ettore Petrolini interpretando

Gastone. Il premio, voluto fortemente

dai figli e nipoti, ha visto la direzione artistica

di Marina Fiorentini e la compiacenza,

come ci ha raccontato, delle Iistituzioni

Comunali e Regionali “tant’e’ che non ho

dovuto faticare molto per realizzare quello

che avevo in mente… “ e ci racconta un

aneddoto del giovane Fiorentini “a quei

tempi faceva il partigiano ed un giorno fu

preso dai tedeschi e portato in un campo

che a quei tempi si chiamava di lavoro.

C’erano delle capanne di legno dove erano

stati messi i prigionieri e di giorno erano

costretti a scavare delle fosse e papà, che

come sapete balbettava, andava in giro

per questo campo e a chiunque incontrava

chiedeva c..c’…’c’hai un cerino e quelli gli

rispondevano se fosse stato pazzo in quei

momenti a pensare di fumarsi una sigaretta.

Per alcuni giorni tutti lo prendevano

in giro, un po’ perchè balbettava e un po’

perché chiedeva una cosa assurda. Come

ha rimediato un cerino, ha dato fuoco alla

capanna ed è scappato… “ Enzo Garinei,

amico dai tempi della scuola, Maurizio

Costanzo, Arnoldo Foà, Toni

Santagata, Isabella Biagini, Marco

Simeoli e tantissimi altri per ricordare l’amico

scomparso sette anni fa. Edoardo

Vianello lo ha ricordato cantando la bellissima

Semo gente de borgata. L’ acclamatissima

Serena D’Ercole ha cantato le

canzoni scritte dall’autore romano “Gira

Gira”, “Er Fiume”, “M’e’ nata all’improvviso

una canzone”. A vincere il primo premio è

stato Andrea Belli con il brano Dar Pincio

interpretato da Franco Pietropaoli, seguito

da Daniele Miglio, cabarettista ex allievo

della Scuola Fiorentini, con un pezzo scritto

da Simona Orlando e interpretato insieme

a Dario Benedetti dal titolo Er mondo

gira; terzo classificato Umberto Trinca

con la canzone Roma dillo a me, di cui è

autore insieme a Stefano Zavattoni., , cantata

da Maurizio

Di Maio. Insomma,

una serata

indimenticabile

per ricordare una

artista ed un

amico indimenticabile…

Ciao Fiorenzo!

Premio a Lando Fiorini

Da sx:

Luigi Magni,

Marco Di Buono,

Marina Fiorentini

di Sandro Alessi

Da sx: Maurizio Costanzo, Serena D'Ercole e

Marina Fiorentini

Premio ad Edoardo Vianello

L’Onorevole

Gilberto Casciani

Giancarlo Magalli

Franco Migliacci


Campo de’ fiori 19

2010: ANNO DEI COSMATI

Proseguono gli appuntamenti

Seconda relazione del Dott. Augusto Ciarrocchi

“LA SOCIETÀ CIVITONICA NEI SECOLI XII-XIII”

Sabato 20 marzo, in occasione dell’Anno dei Cosmati, presso la Sala Conferenze

della Curia Vescovile, si è tenuta la seconda relazione del Dott. Augusto Ciarrocchi,

noto studioso di Archeologia e Storia Medievale, sul tema: “La società civitonica nei

secoli XII-XIII”. Quest’appuntamento, programmato nell’ambito delle iniziative culturali

organizzate per celebrare l’Ottavo centenario della costruzione della Cattedrale

dei Cosmati, ha visto la partecipazione di numeroso pubblico, attento alla storia della

società civitonica e interessato alle tradizioni della società medievale di Civita

Castellana. Dopo l’introduzione del Prof. Luigi Cimarra, il quale ha rilevato “l’importanza

dell’Ottavo centenario dei Cosmati, che ha rimesso in moto tutta un’attività, intellettuale e

artigianale, che avrà riscontro a livello nazionale e internazionale”; dopo il saluto dei rappresentanti

della Confederazione Artigiani, che hanno posto l’accento sul “patrimonio artistico

eccezionale, legato alle nostre radici e alla nostra identità e tradizioni di Civita

Castellana”, il sindaco Avv. Gianluca Angelelli, ha sostenuto come “la cultura è un aspetto

da tenere in considerazione. L’anno dei Cosmati è un’impresa che coinvolge tutto il territorio”.

Il Vescovo Diocesano, Mons. Romano Rossi, prendendo la parola per un saluto, ha

affermato come “la conoscenza del passato, ci impegna nell’oggi a rinsaldare la comunità

locale, per dirigerci verso un futuro di pace e di benessere comune”. Nella sua relazione il

Dott. Augusto Ciarrocchi, ha introdotto delicatamente, ma con competenza, la storia della società civitonica

del periodo, dove i Cosmati hanno lavorato per 50 anni nel territorio di Civita Castellana e Faleri. La testimonianza

del loro talento nella costruzione della Cattedrale di Civita Castellana, un riconoscimento a livello

mondiale, è certamente un contributo positivo per la crescita della comunità e dell’artigianato locale. Il terzo

incontro con il relatore Prof. Giorgio Felini, sul tema: “Scultura della rinascenza carolingia nella cattedrale di

Civita Castellana: il rilievo con la caccia del cinghiale” sarà di giovedì 8 aprile alle ore 17.00, presso la Sala

delle Conferenze della Curia di Civita Castellana.

D. Giancarlo Palazzi

Terza relazione del Prof. Giorgio Felini

“SCULTURA DELLA RINASCENZA CAROLINGIA NELLA

CATTEDRALE DI CIVITA CASTELLANA:

IL RILIEVO CON LA CACCIA DI CINGHIALE”

Inserita nel programma culturale dell’ Anno dei Cosmati, nella sala delle conferenze della Curia Vescovile, l’ 8

aprile scorso il prof. Giorgio Felini, docente della Storia dell’ Arte presso l’ Isa “U. Midossi”, ha illustrato ai

partecipanti i temi della scultura della rinascenza carolingia presente nella cattedrale di Civita Castellana. Si

tratta di un bassorilievo, peraltro illustrato dettagliatamente nel libro “Civita Castellana” curato da Chiara

Morselli che l’ Istituto Geografico De Agostini ha realizzato per il comune di Civita Castellana, interpretabile

come fronte di sarcofago, come lo ha giudicato anche il prof. Felini, con scene di caccia al cinghiale e iscrizione

sulla fascia superiore. Il motivo figurato, scandito da quattro alberi che pausano il ritmo della narrazione,

è costituito a sinistra da un cavaliere che aggredisce con una lancia un cinghiale circondato da una muta di

cani; a destra un altro cavaliere suona un corno imitato da due cacciatori a piedi. Il pezzo databile probabilmente

nella prima metà del IX secolo, costituisce uno dei più interessanti esemplari di scultura altomedioevale

dell’ area laziale. Infatti riassume le diverse tendenze culturali che si manifestarono in questo ambito territoriale,

e in particolare proprio nella diocesi di Civita Castellana e Orte. Il ciclo delle

conferenze continuerà con il quarto appuntamento, sempre all’interno della curia

vescovile, che si terrà il 22 aprile prossimo, alle ore 17, in cui il professor Rinaldo

Vannini presenterà i propri studi nella conferenza dal titolo “Di fronte ai leoni dalla

parte dello scultore”. Inoltre dal 17 aprile fino al 31 maggio presso il Forte Sangallo,

patrocinata dall’ amministrazione provinciale di Viterbo e dal comune di Civita

Castellana, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l’ Etruria

Meridionale, si terrà la mostra “ Tra Colombo e i Borgia: sculture come personaggi”

sempre a cura del professor Rinaldo Vannini, insegnante di scultura e discipline plastiche

all’Istituto D’Arte “Ulderico Midossi”. “Si tratta di uno degli eventi culturali ed artistici

più importanti e rilevanti che si sono svolti a Civita Castellana negli ultimi anni -

sostiene Alfredo Parroccini.- La mostra è caratterizzata da una quindicina di pezzi che

ritraggono con dovizia di particolari e

con precise fattezze i personaggi più illustri e famosi del periodo storico che comprende le

Grandi scoperte e navigazioni per il globo terrestre e la vicenda della potente famiglia dei

Borgia (il Valentino, Lucrezia Borgia, il navigatore Caboto, Papa Alessandro Borgia, ecc.),

scudi e stemmi di questa epoca e bassorilievi. Le opere di grande bellezza e fascino sono

state realizzate nel corso di due anni di laboratorio artistico e di scultura da alcuni studenti

dell’Istituto D’Arte Ulderico Midossi, sotto la vigile e competente guida del professor

Rinaldo Vannini”.

Mario Sardi


20

Campo de’ fiori

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Romano Pucci... „Romanino‰

di

Sandro Anselmi

15 Agosto 1967. Prima

“Sacra del Tozzetto”.

Durante il giorno, giochi

popolari all’oliveto

del Conte, fuori dell’arco

di Piazza (dove ora

sono i giardini pubblici

ed i parcheggi), e poi

grandi preparativi per la

serata di musica in

Piazza del Duomo.

Bandierine, scritte, ed il grande palco

come quello per la festa di San Matteo,

tutto illuminato e contornato di fiori. Era la

prima volta che in paese, alla festa religiosa

si univa quella popolare e, grazie ad

una sottoscrizione volontaria ben riuscita,

anche a merito di tutti quei villeggianti che

usualmente sceglievano Fabrica per le loro

ferie estive, si potè organizzare un bell’evento.

Ci saremmo esibiti noi: Max e i

Grandi Naufraghi, ideatori di quella prima

festa, e sarebbe stato un successo garantito!

Il pubblico ci amava tantissimo in quel

periodo e non solo quello locale. Anche i

tanti paesi che ci avevano apprezzato per

le nostre esibizioni, si erano infatti affezionati

a questo gruppo beat e ci seguivano

ovunque. Quella sera, però, il nostro organico

avrebbe subito un’importante variazione.

Tra il pubblico, scosso e apostrofato

dai nostri bravi presentatori, Lella e Carlo

Ciaffardini (quest’ultimo iniziava quella

sera la sua carriera per arrivare oggi alla

direzione artistica del Palarte di Fabrica di

Roma), c’era, infatti, anche Romano

Pucci (Romanino), allora studente

di conservatorio, che, dalla piazza

interloquì simpaticamente con

Carlo, dando vita ad una gag esilarante.

Il giorno dopo, compiaciuto

di quanto accaduto, Romanino

entrava a far parte del nostro gruppo

per suonare le tastiere. Fu quello

un periodo d’oro per la nostra

formazione, sia sul piano musicale

che su quello dell’amicizia.

Ho voluto raccontare tutto questo

perché proprio ieri Romanino mi ha

chiamato al telefono, dopo che non

ci sentivamo da tempo. Ci siamo

raccontati un po’ della nostra vita

attuale e poi ci siamo tuffati nei nostri

meravigliosi ricordi di gioventù. La sua

semplicità e la sua simpatia sono rimaste

le stesse, non è cambiato affatto. Come

direbbero i milanesi, suo popolo d’adozione,

“non se la tira proprio”.

Bruno, suo padre, uomo del sud, grande

lavoratore, virtuoso della chitarra, mandolino

e violino, aveva scoperto in Romanino,

uno dei suoi tanti figli, quel talento che lui

tanto apprezzava, e fin da piccolo lo faceva

esibire cantando durante i matrimoni e

accompagnandolo con la chitarra. La

gente rimaneva incantata dalla loro bravura

ed il ricavato delle loro numerose performance,

aiutò non poco le magre economie

della famiglia. Vinta la borsa di studio,

Il Professor

Romano Pucci

entra nel conservatorio di santa Cecilia e si

diploma in flauto, a pieni voti, con il

Maestro Silvio Clerici. Vince nel 1980 il

primo posto al concorso Internazione

dell’Orchestra della Radio Svizzera Italiana

e qui incomincia la sua meravigliosa carriera

artistica. Considerato uno tra i più

versatili e raffinati strumentisti della sua

generazione, è stato definito da Goffredo

Petrassi “virtuoso interprete esemplare” e

dalla stampa “un flauto magico”. E’ stato

Primo Flauto dell’Orchestra Filarmonica del

Teatro della Scala di Milano ed ha tenuto

concerti e realizzato opere e balletti nei più

importanti teatri del mondo. Ha collaborato

con i migliori direttori d’orchestra di

ogni paese, quali Muti, Abbado, Metha,

Kleiper, Pretre, Maazel, Bernstein,

Sinopoli, Barem Boim, Chaily. Solista degli

Archi della Scala, ha partecipato a trasmissioni

televisive della RAI e di emittenti

straniere. In occasione del “Premio Nino

Rota” ha presentato accanto a Oriella

Dorella un particolare arrangiamento del

balletto “La strada”. E’ stato protagonista

musicale al Piccolo Teatro di Milano.

Docente presso l’Accademia del Teatro La

Scala, tiene Master Class in Italia ed all’estero.

Collabora come primo flauto con il

Teatro dell’Opera di Roma, dove anche il

figlio Bruno, che ha ereditato nome e

talento dal nonno e dal padre, occupa il

posto di prima viola.

Max e i Grandi Naufraghi. Anni ‘70. Da sx: Fausto Capitoni, Romano Massaccesi,

Sandro Antonini, Sandro Anselmi e Romano Pucci.

Con il senno del poi, posso ben dire di sentirmi

onorato di aver suonato e cantato

con cotanto artista, al quale mi lega una

sana, vecchia amicizia.


Si riconfermano cacciatori dal

cuore grande, campioni di generosità,

i componenti della squadra di

caccia di Civita Castellana, che

hanno deciso di mutare il proprio

nome da “Cobra” a “Valle Treja”,

“per dare un segno maggiore di

appartenenza al nostro territorio”,

ci dice Alberto Stinchelli, il capocaccia.

Il gruppo è formato da più

di 50 elementi, che operano in un

territorio di circa 350 ettari, con

tecniche di caccia ben precise, nel

rispetto delle norme stabilite per

questo tipo di attività. Prosegue,

infatti, dopo la prima esperienza

dello scorso anno, l’iniziativa di raccogliere

fondi, in occasione della cena di

fine stagione, da donare ad associazioni

locali, che quest’anno si è tenuta il 19

Marzo, presso l’Hotel Ristorante Sabina,

con ben 270 partecipanti, tra familiari ed

amici sostenitori. A beneficiare del denaro

raccolto con la ricca lotteria, organizzata

durante la cena, grazie anche ad i premi

messi in palio dall’Azienda agricola -

Fattoria Cavalieri, dalla Macelleria Santolini

Stefania, da Arredamenti Salvatori e da

Tecnoffice, sono state stavolta ben due

associazioni civitoniche: l’A.T.A.M.O., che si

adopera per sostenere i malati di cancro, e

il Circolo dilettantistico “Bocciofilo

Civitonico” sezione Raffa, che si preoccupa

di avviare un gruppo di ragazzi disabili a

questa attività sportiva. Al consueto appuntamento

di fine stagione, hanno preso

parte anche gli Assessori Enrico Profili e

Danilo Corazza, che hanno apprezzato

molto il gesto, complimentandosi con

Stinchelli per aver stretto rapporti con altre

realtà associazionistiche del luogo “perché

possono fare molto le une per le altre”, ha

precisato Profili, e i proprietari dei terreni

dove si svolge la caccia. “Questo dimostra

l’ottimo rapporto che c’è tra noi, anzi, molto

spesso sono proprio loro a chiamarci e ad

indicarci dove i cinghiali sono passati, incoraggiandoci

a cacciarli perché non possano

più procurare danni alle loro colture”, dice

orgoglioso il capocaccia Alberto. Ma alla

chiusura del periodo di caccia, il 31 gennaio,

il gruppo non si è fermato ed è passato

dalla caccia ai cinghiali alla caccia ai

rifiuti. E già, perché il 7 Marzo ha organizzato

una “giornata ecologica” per ripulire

alcune zone di campagna, dove qualche

educato cittadino ha scaricato rifiuti ingombranti

di cose che ormai non utilizzava più.

Senza pensare minimamente di recarsi

invece presso una discarica, luogo deputato

allo smaltimento dei rifiuti, ma tanto,

cosa importa, quei terreni non sono suoi!!

Elettrodomestici, vecchi mobili, pneumatici

e quant’altro sono stati raccolti, caricati su

un furgone e portati presso la discarica di

Campo de’ fiori 21

La squadra di caccia al cinghiale civitonica, aiuta l’A.T.A.M.O. ed il Bocciofilo della cittadina

Cacciatori “Valle Treja”, generosi per due

E chiusa la stagione, si dedicano anche alla raccolta di rifiuti nelle campagne locali

Civita Castellana, in località

Prataroni, con il consenso

del Comune. “Non

riesco proprio a capire

come si possa pensare di

caricare sulla propria auto

tutti questi rifiuti ingombranti

e percorrere chilometri

di stradine di campagna

per abbandonarli,

quando basterebbe una

semplice telefonata per

far sì che degli addetti

arrivino direttamente a

casa e portino via il tutto,

senza alcuna fatica e gratuitamente!!”,

conclude giustamente

Alberto.

Il comune ha infatti messo a disposizione di

tutti i cittadini un servizio di ritiro dei rifiuti

ingombranti a domicilio, è veramente da

ottusi non utilizzarlo.

di Ermelinda Benedetti

Il capocaccia, Alberto Stinchelli, consegna le buste del ricavato delle lotteria organizzata in seno alla cena di

chiusura d’anno, al responsabile del “Bocciofilo civitonico”, nella foto a sx, e a due rappresentanti dell’associazione

A.T.A.M.O. di Civita Castellana, nella foto a dx.

La squadra

“Valle Treja”,

terminata la

stagione della

caccia al cinghiale,

dedica

una giornata

alla caccia ai

rifiuti che

qualche cittadino

maleducato

ha provveduto a

scaricare nelle

campagne di

Civita Castellana

Ammirevoli davvero le iniziative intraprese

della squadra di caccia “Valle Treja” alla

quale facciamo i nostri migliori complimenti.


22 Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Tutti i corpi che contengono acqua, accumulano correnti magnetiche e le irradiano lentamente

Radiazioni anche sulle nostre tavole

Il corpo umano e tutti gli alimenti sono amplificatori di onde

di Giovanni

Francola

Chi ha mai pensato

che ci fossero delle

radiazioni persino

nei cibi di cui ci

nutriamo Quando

si parla di materia

ed energia, balza

subito in mente il

nome di Albert

Einstein, se invece

si parla di radiazioni

e vibrazioni emesse

dagli alimenti, nonostante

la storia sia ricca di personaggi

che hanno dedicato molto del proprio

tempo a questi studi, non compare proprio

nulla. Eppure ci sono diverse teorie che

sostengono tali presenze.

Per esempio una delle teorie di Andrè

Bovis, si basa sul principio che la Terra ha

correnti magnetiche positive che vanno da

Nord a Sud e correnti magnetiche negative

che vanno da Est a Ovest.

Nei corpi umani queste correnti “positive e

negative” entrano in una gamba e escono

dalla mano opposta, nello stesso tempo le

correnti cosmiche entrano dalla testa e

escono dalle mani e dai piedi, quindi tutti i

corpi che contengono acqua, accumulano

queste correnti e le irradiano lentamente.

Perciò il corpo umano e tutti gli alimenti

offerti dalla natura si comportano come un

condensatore variabile, agendo da rileva-

tore, selettore e amplificatore di onde

denominate corte e cortissime. Grazie al

lavoro di tanti insigni ricercatori come

Andrè Bovis, Simoneton e altri, si potè

concepire che le cellule nervose umane

non solo ricevono lunghezze d’onda, ma si

comportano come delle vere trasmittenti.

Con questi studi si è potuto sostenere che

ogni essere umano in salute emette delle

radiazioni dai 6200 ai 7000

Angstrom (lunghezza d’onda

che corrisponde al colore

rosso). Tutti gli esseri

viventi per conservare

e mantenere la

propria integrità funzionale

e il loro sistema

vibratorio interno,

hanno quindi bisogno

di tre principali sorgenti:

le onde telluriche

e cosmiche, le onde

dello spettro solare ed

infine, appunto, le onde

dei prodotti alimentari.

Tutto questo conduce inevitabilmente

ad una conclusione:

ogni persona si trova in mezzo

alle influenze vibratorie che arrivano

dal Cosmo, dal Sole e dalla Luna,

alle vibrazioni telluriche del sottosuolo,

alle vibrazione umane e a quelle, appunto,

provenienti da tutti gli alimenti di cui ci

cibiamo quotidianamente.

Occorre perciò distinguere tra gli alimenti

considerati “Superiori”, di “sostegno”,

“interiori” e “morti”, onde evitare danni

irreparabili alla nostra salute.


Campo de’ fiori 23

Come eravamo

IL SOPRANNOME… PRIMA CARTA DI IDENTITA’

Quello che mi accingo

ad intraprendere, cari

lettori è un compito

davvero arduo, perché

i soprannomi di paese,

essendo ormai in disuso,

con le nuove generazioni

rischiano di perdersi.

Oggi, parlando di

di Alessandro Soli

qualcuno, si fa riferimento

al solo cognome anagrafico che

risulta preciso sì, ma freddo e scarno,

rispetto al soprannome, che fino a qualche

anno fa identificava e “marchiava” intere

famiglie che se lo tramandavano per generazioni.

La mia non vuole essere una ricerca

linguistica o dialettale, ma un semplice

ricordare e perché no, valorizzare tali

soprannomi, cercando di spiegare il loro

perché, il loro significato. So che sicuramente

sto correndo il rischio di dimenticare

qualcuno, andrò incontro a critiche e a

malumori, ma sono certo che, specialmente

i più anziani, sorrideranno, ricordando

vecchie famiglie e personaggi tipicamente

civitonici. E i giovani I giovani saranno

presi da curiosità e chiederanno spiegazioni

in merito. I soprannomi propri di Civita

Castellana sono tantissimi, e prima di me

sono stati raccolti e catalogati da molti

miei concittadini, personalmente cercherò

di renderli più accessibili, analizzandoli a

gruppi, evitandone la nuda e cruda elencazione,

insomma mi dovrete “sopportare”

per varie puntate. Voglio partire dai

soprannomi che hanno come desinenza

finale “ino” ecco allora Pallino,

Ciafarino, Racagnino, Bruscolino,

Pecorino, Pizzardino, Gabitino,

Magnavino, Morosino, Biscino,

Straccino, Bortolino, Bacchino,

Guaiolino, Pintolino, Faciolino,

Pennentino, Topino, Moschino,

Burino, Motorino, Bengasino. Con

questo primo gruppo sono arrivato a 22,

mi rendo conto che avrò dimenticato già

qualcuno degli “ino”, allora facciamo un

patto, d’ora in avanti permettetemi

dimenticanze varie e fatemi

analizzare, anche qui senza

offesa, qualcuno dei sopra citati,

quelli più datati come ad

esempio: Bortolino. Era un

vero personaggio qui a Civita

Castellana, un barbone “ante

litteram”, lo ricordo vagamente

perché ero appena bambino, so

per certo dai ricordi ascoltati in

famiglia, che era stato un grande

decoratore di ceramica, specializzato

nel filo-oro, presso la

ceramica Marcantoni, in cui il

fratello, Anselmo Rotella

era dirigente. Poi, con gli anni

intraprese una esistenza

segnata dal bere, e la sua

divenne forse la prima leggenda

metropolitana civitonica. Si

dice infatti (ma era vero), che

la sera, prima che il cimitero

cittadino chiudesse i cancelli,

Bortolino trovava rifugio per la

notte, infilandosi col suo

pastrano in un loculo-fornetto

vuoto, e lì rimaneva fino al

mattino, quando, uscendo di

piedi dal suo giaciglio, terrorizzava

le vedove che di buon

mattino si recavano nel luogo di culto.

Altro personaggio era Cencio de

Bacchino al secolo Vincenzo Dobboloni,(

omonimo, perché nonno, dell’amico

Mastro Cencio) vecchio carrettiere, riconoscibile

dall’ampia fascia nera che gli cingeva

la vita, emblema della sua corporazione

di arti e mestieri, lo vedevi sempre ritto col

suo bastone e il suo cappello, che gli davano

una autorità fiera e antica, sempre sulla

piazza a tramandare gesta fatte di trasporti,

di carretti e di cavalli. Voglio infine

spiegare perché Pizzardino. Era il nomignolo

affibbiato ad uno dei più illustri cittadini

che Civita Castellana abbia avuto: il

senatore e sindaco Enrico Minio (zio acqui-

Civita Castellana - fine anni ‘50- Dobboloni Vincenzo

“Cencio de’ Bacchino” con i suoi familiari

sito, in quanto marito della cugina di mio

padre, Vilma Cardelli). Negli anni della mia

infanzia, credevo che questo soprannome

derivasse dalla sua statura minuta e dal

suo naso aquilino, seppi invece più tardi,

che gli venne tramandato dal padre, che

lavorava in campagna alle dipendenze

della Famiglia Montanari. Sì perché il

padre “de Richetto” veniva incaricato di

“scacciare” le Pizzarde, che erano volatili

voracissimi dei germogli di grano appena

seminato, giù ai piani del Tevere. Quindi

da Pizzarda, o fijo de Pizzarda,

Pizzardino.

continua sul prossimo numero...


24

Campo de’ fiori

di Ermelinda

Benedetti

Le guide di Campo de’ fiori

Questo mese ci spostiamo

sulla via Cassia,

dove, all’altezza del Km

40, al confine tra la

Tuscia e la zona di

Roma nord, si incontra

il paese di Monterosi,

che proprio per la sua

posizione, da sempre

strategica, specie negli

ultimi anni ha subito

un’enorme espansione, grazie in particolar

modo ad artisti, ma anche gente comune,

che, qui, può godere della tranquillità del

paese e allo stesso tempo della vicinanza

con la Capitale. Il piccolo borgo si sviluppa

prevalentemente ai piedi della collina di

Monte Lucchetti, in prossimità del lago vulcanico

di Monterosi sulle cui rive è ancora

possibile incontrare tratti di natura incontaminata

e di selvaggia bellezza.

STORIA Le vicende storiche di Monterosi

sono piuttosto frammentarie anche se, tramite

esse, sappiamo che fu tetro di numerosi

avvenimenti del passato. Il passaggio

della via Cassia favorì scambi economici e

culturali con il resto dell’Etruria e questo fu

motivo di grande sviluppo non solo economico

ma anche culturale. Di contro, però, fu

spesse volte soggetta ad assedi e saccheggi:

passarono da Monterosi Romani, Goti e

Longobardi. Nel 1155, fu il luogo prescelto

da papa Adriano IV per incontrare Federico

Barbarossa che doveva essere incoronato

imperatore, ma in quell’occasione il

Barbarossa si rifiutò di reggere la staffa al

pontefice che doveva salire a cavallo, come

si legge sui libri di storia. Sempre a

Monterosi, nel 1649, venne ucciso

Monsignor Giarda, mandato da Innocenzo X

per convincere Ranuccio Farnese a restituire

il ducato di Castro. Fu forse questo uno

Monterosi

dei motivi che spinsero il

pontefice ad ordinare la

distruzione di Castro.

Ancora in tempi più recenti,

durante le invasioni napoleoniche,

Monterosi fu al

centro di una sanguinosissima battaglia tra

le truppe francesi e gli eserciti di re

Ferdinando. Dei tanti avvenimenti accaduti

rimane debole traccia, ma la fontana detta

di “Papallione”, è una di queste. Essa deve il

suo nome a Papa Leone X che, fermatosi a

Monterosi il 4 Ottobre del1515 nel suo viaggio

alla volta di Viterbo e decidendo di

andare a caccia, assetato, scoprì questa

fonte. Dai documenti ufficiali si legge che...

“fatta una sosta sulle rive del lago Janula,

Nostra Signore andò a dissetarsi ad una

fonte che era lì vicino e, piegandosi verso la

polla, bevve con gusto a più riprese, tanto

gli piacque che era fresca e liggera”, tanto

che il papa decide di darle una cornice

degna delle sue qualità ,quindi incarica il

cardinale Riario di farne una fonte monumentale.

Stando ad un antico documento

sappiamo che questa era la sua parvenza:

“Ha un lione e un vaso davanti fatto di pietra

a modo di conca...” dalle fauci spalancate

del leone sgorga un’acqua pura che cade

in una vasca di pietra peperina, acqua che

ben presto rivelò le sue salutari virtù contro

la gotta e i calcoli renali. La fonte di Papa

Leone poi nel dialetto e nella consunzione

linguistica divenne “Papallione”. Poi con l’istallazione

della rete idrica venne abbandonata

e la fonte subì le offese del tempo, e

non solo. Infatti, qualche anno dopo un

restauro a cura dell’amministrazione comunale,

qualche barbaro egoista dei nostri

tempi ha rubato il leone.

ITINERARIO TURISTICO Monterosi è

praticamente priva del centro storico ed ha

una struttura pressocchè moderna. E’ divisa

in due contrade, Corso romano e Borgo

Aldobrandino. Nella principale piazza dell’abitato

si erge la chiesa di S. Croce, in stile

barocco del ‘500, con un campanile a vela

sul lato sinistro. Più avanti, nella via principale,

sorge il Palazzo Cardinalizio, già

monastero. Caratteristico è il vicino lago di

Monterosi, un piccolo cratere di forma circolare

con un diametro di appena 600

metri, 2 km di circonferenza e una superficie

di circa 30 ha. Il nome di Janula, risale

probabilmente all’antichità: dal nome romano

di Giano, Dio degli interessi, ed è situato

al bivio tra la Cassia Cimina e Viterbese.

Fu menzionato per la prima volta in una

bolla di Papa Innocenzo III del 1203, come

”piscaria in Janula”. Nei pressi del lago sono

state rinvenute testimonianze di insediamenti

preistorici. Di grande interesse geologico

e naturalistico, nel suo specchio prosperano

numerose piante acquatiche e si

fermano spesso numerosi uccelli di palude.

La profondità media è intorno ai 7 metri, la

presenza di ninfee e piante acquatiche è

stata favorita proprio dalla bassa profondità

delle acque, è immerso in una cornice verdeggiante

ricca di prati e pascoli. Dagli studi

idrogeologici risulta che il bacino lacustre

mancando di immissari, è alimentato, nel

sottosuolo, da una falda acquifera. In

superficie, l’unico apporto di acqua al lago è

dato dalla sorgente di “Papallione” e dalle

piogge. Da sempre frequentato da pescatori,

è stato recentemente bonificato per permetterne

una migliore fruizione turistica.


Campo de’ fiori

Summer Music Upgrade

Vacanze studio per giovani musicisti

25

Il progetto di vacanzia-studio Summer

Music Upgrade, che si svolgerà nella settimana

che va dal 13 al 19 Giugno 2010,

è rivolto a tutti i giovani musicisti, di

età compresa tra i 9 ed i 13 anni, già

in possesso di competenze musicali,

interessati ad approfondire le loro

conoscenze, con docenti esperti e

preparati, dai quali saranno seguiti quotidianamente

in un percorso di crescita

relazionale oltre che musicale. Ogni giorno,

infatti, è prevista una lezione individuale

di strumento (pianoforte, chitarra,

flauto, violino) o canto e ogni

ragazzo verrà, inoltre, invitato ad assistere

ad almeno una lezione di un compagno, in

modo tale da sviluppare in ciascuno la fondamentale

dote dell’attenzione all’ascolto

attivo. I ragazzi troveranno, nel corso della

giornata, uno spazio di tempo in cui esercitarsi

al proprio strumento ed un’ora sarà

quotidianamente dedicata all’esercitazione

corale collettiva, per dare la possibilità,

anche a chi non studia canto, di

avvicinarsi allo strumento naturale di ciascuno

di noi: la voce. Altre attività musicali

complementari sono la musica d’insieme,

per dar modo ai ragazzi che solitamente

prendono lezioni individuali di confrontarsi

con coetanei che studiano lo

stesso o altri strumenti, e provare l’esperienza

del duo, trio…, quella comunemente

chiamata musica da camera, e i laboratori

ritmici, con attività ludiche che

prevedono l’utilizzo dello strumentario orff

(maracas, piatti, triangoli, tamburi, sonagli,

legnetti…), al fine di imparare ad eseguire

correttamente sequenze di moduli

ritmici “a più voci”. Alle attività musicali

Uno scorcio della tenuta “La Capitana”, che ospiterà

il Summer Music Upgrade

saranno, poi, affiancate discipline

sportive quali il nuoto e

le attività ginniche, e l’apprendimento

della lingua

inglese, tutti affidati ad esperti

di ciascun settore. Il tutto

sarà inframmezzato da giochi

di squadra, cacce al tesoro e

tornei, momenti di relax e

giochi d’acqua. Per la sera

sono previste proiezioni cinematografiche

a tema e osservazioni

astronomiche. Tutto

questo si svolgerà nella stupenda

cornice della tenuta

“La Capitana”, a Magliano

in Toscana (Gr), situata su una collina

dell’entroterra maremmano, immersa nel

verde e nel silenzio, dalla quale si gode il

suggestivo panorama dell’Isola del Giglio,

del Promontorio dell’Argentario, del Porto

di Talamone. La fattoria dispone di ampie

stanze, saloni per le lezioni di strumento,

canto, coro, musica d’insieme, per il gioco

e lo svago, oltre ad un ampio spazio verde

esterno, con due piscine riscaldate e dotate

di idromassaggio. Al termine del soggiorno

è previsto un saggio di tutti i partecipanti,

ciascuno dei quali riceverà un

attestato di partecipazione firmato da

tutti i docenti: Francesca Costa, laureata in

lettere moderne e dipolomata in pianoforte,

responsabile dei corsi del Summer

Music Upgrade, Mario Garavaglia, chitarrista

e insegnante di chitarra, Silvy Vignoni,

violinista ed insegnante di violino, Sonia

Spirito, cantante, insegnante di canto e

responsabile delle esercitazioni corali,

Luca Lemme, istruttore di nuoto, infermiere,

batterista, Massimo Lemme, animatore,

bassista, responsabile dei laboratori musicali.

Special guest: Romano Pucci,

primo flauto dell’Orchestra Filarmonica del

Teatro alla Scala di Milano dal 1972 e

docente all’Accademia della Scala, nonché

Direttore musicale di Ensamble Classica.

Ha tenuto concerti e realizzato opere e balletti

nei più importanti teatri del

mondo,collaborando con personaggi come

Berstein, Zubin Metha, Abbado, Muti,

Sinopoli, Kleiber, Prètre. La quota di partecipazione

è di € 440,00 per il soggiorno

completo comprensivo di vitto e alloggio e

di € 260,00 per la quota corso e l’attività

svolta. Per le modalità di iscrizione e pagamento

e per informazioni più precise e dettagliate

si rimanda al sito

www.summermusicupgrade.it o

francesca.costa@gmail.com,

tel. 346.7083036.


26

Campo de’ fiori

IL FORTE SANGALLO DI CIVITA CASTELLANA

UNA PERLA DELL’ARCHITETTURA MILITARE ITALIANA

di Francesco

Peri

Architetto

Troppo spesso poco considerata

la storia dei

monumenti adibiti a

scopi militari, costituisce

invece un vanto per l’architettura

italiana.

Nell’ultimo periodo, a

partire dalla fine degli

anni settanta, questa

branca della storia dell’architettura

italiana,

risulta ai margini delle

idee delle amministrazioni,

delle Sovrintendenze, degli studiosi e a

“ricasco” anche dei cittadini.

L’ultimo intervento sulla Fortezza civitonica

è stato l’allestimento di sei stanze adibite

a Museo Archeologico nel 1985.

Precisamente un quarto di secolo fa, poi il

nulla. Gli studi del compianto Prof.

Giacomo Pulcini, con cui lo scrivente ha

spesso collaborato, hanno riportato alla

luce le magnificenze di questo manufatto

di cui noi abitanti di Civita Castellana, ma

direi noi Italiani possiamo vantarci ed

IL Forte oggi

essere orgogliosi!

Perché il Forte Perchè a Civita

Perchè nasce proprio tra la fine

del Quattrocento e gli inizi del

Cinquecento

Nel secolo XIV, nel momento del

suo iniziale impiego, e nel secolo

XV in cui si diffuse, la polvere da

sparo, nuovo mezzo da guerra,

formidabile e potente, rivoluzionò

tutti i sistemi di offesa e di difesa

e nasce l’artiglieria pesante.

Il processo di trasformazione

delle fortificazioni, anche se

inzialmente lento, fu tuttavia inesorabile,

e, dopo un breve periodo di transizione,

condusse alla concezione e attuazione

di una corrispondente architettura

militare.

Non si potevano ad un tratto riconoscere

inadatte e insufficienti opere che erano

costate molto studio e molto denaro: ma,

anche se le mura a cortina e le torri venivano

rafforzate ed ingrandite, divenivano

però facile bersaglio all’artiglieria attaccante,

e si provvide percjò cambiando

il tracciato circolare o rettangolare

in un tracciato pentagonale.

Questa disposizione condusse

alla fortificazione a “Fronti

Bastionati”.

La Rocca Albornoziana (dal

Cardinale Albornoz, che si occupò

delle difese dello Stato Pontificio

nel’400), che occupava all’incirca

un quarto della superficie dell’attuale

fortezza, fu rasa al suolo

insieme alle piccole casette circostanti

e li’, a difesa della città e

dello Stato della Chiesa, Antonio

da Sangallo il Vecchio, per ordine

Il Forte al tempo dei Borgia

del Papa Alessandro VI, iniziò la costruzione

del possente Forte che ancora oggi

vediamo nelle sue meravigliose forme: era

il 1494. Alessandro VI, prima di salire al

soglio pontificio nel 1492, fu, per un

decennio, governatore di Civita Castellana

e conobbe bene la città ed i suoi abitanti.

Appartente alla potente famiglia di origine

spagnola dei Borgia, il Cardinal

Rodrigo tanto discusso per la sua vita privata,

come d’altra parte suo figlio Cesare,

fu riconosciuto come un benefattore per

Civita: i tabernacoli murati nella Cripta

della Cattedrale sono un suo dono!

Ma un suo dono fu soprattutto la ricompensa

per quegli abitanti a cui fu rasa al

suolo la casa per far posto al Forte: essi

furono risarciti con una nuova abitazione

nei pressi dello Scasato.

E chissà se la località ha preso il nome proprio

da questo atto papale

Comunque tali case furono distrutte barbaramente

nel 1527 dai Lanzechinecchi: e

noi non ne abbiamo più traccia!

Continua sul prossimo numero ....


Campo de’ fiori 27

Gesù è la parola dell’Essere

Dio dell’ontologia

e Dio della teologia;

il dio dei filosofi

e il Dio della

fede(Joseph

Ratzinger, 2007);

la parola che

nomina l’esistente

e la Parola che

crea l’esistente;

del Prof.

l’essere della

Massimo Marsicola sostanza e la

sostanza dell’essere.

Il dio di Aristotele è lo stesso Dio della

religione cristiana

Se l’essenza delle cose che sono è la

sostanza, mentre l’essenza di Dio è l’esistenza

(S. Tommaso) a meno che si voglia

sostenere che l’essere delle cose è lo stesso

che Dio, l’essere dell’ontologia non è e

non può essere l’essere della teologia.

Stabilire questo è importante perché

mette in luce che le radici del relativismo

affondano nella metafisica aristotelica.

La teoria della sostanza pervade tutte le

cose mettendole, di fatto, sullo stesso

piano. Tanto quelle inanimate come quelle

animate; l’uomo e Dio. E’ il caso di dire,

almeno sino ad ora è andata così, che l’uomo

si fida più della sua parola che non

della Parola che gli viene incontro, per

mezzo della quale tutte le cose sono state

fatte. Ora, se tutte le cose sono state fatte

– quelle che sono state fatte prima dell’avvento

della tecnologia – sono state fatte

per mezzo della parola di Dio, questa

parola le conoscerà bene e soltanto essa

sarà in grado di rivelarle o di svelarne il

senso anche nei più reconditi depositi.

Il dio dei filosofi è quello che i filosofi cercano

attraverso la parola che il linguaggio

mette loro a disposizione. Il Dio vero, Colui

che si è rivelato all’uomo, è la Parola stessa.

E’ colui dal quale trae origine ogni linguaggio.

Colui cioè nel quale, da sempre,

ogni linguaggio è già presente. Come mai,

viene da chiedersi, i filosofi non lo hanno

riconosciuto per quello che è

E come possono esser detti filosofi coloro

che negano una tale evidenza Se si è

manifestata al mondo la parola dell’essere,

come mai nessuno ha pensato

che la Parola dell’essere

è Gesù E chi sono allora,

i filosofi Sono tutti coloro

che a vario titolo e in diversa

misura hanno riconosciuto

il Dio che cercavano in

Colui che ci ha rivelato il

Padre, il Figlio e lo Spirito

Santo. Costoro sono filosofi

perché hanno saputo riconoscere

il vero Dio in verità,

per mezzo della verità.

E lo hanno saputo riconoscere

perché lo cercavano in

verità. Il filosofo infatti si

distingue dal non filosofo

perché ricerca la verità e vive autenticamente

di questa ricerca e per questa ricerca.

E quando la trova(la verità), ammette

a se stesso e agli altri che quella e quella

soltanto è la verità. Si ferma in essa e,

d’ora in avanti, inizia un cammino del tutto

nuovo: l’autentico cammino di chi ha

abbandonato le strade dell’errore e si può

finalmente inoltrare per il terreno buono.

Solo allora inizia il vero cammino: quello

che ti porta alla conquista della verità

secondo il grado che la verità stessa ti

accorda. Passa, dalla ricerca della verità

alla ricerca nella verità. Coloro che indugiano,

coloro che cavillano, coloro che cercano

il dato ulteriore e problematizzano

all’infinito ogni cosa, in effetti, non possono

trovare la verità perché sono ancora

nella fase di chi cerca.

E chi cerca non ha ancora trovato se stesso.

Infatti, debbono trovare per se stessi

una identità. E’ come quel macellaio il cui

lavoro consiste soltanto nel sezionare una

bestia: ne conosce ogni parte ma non la

vede mai per intero, né può vederla viva.

E’ per questo che non possono esser detti

filosofi. Il filosofo, al contrario, sa di essere

un filosofo.

E solo lui può dire chi è il filosofo perché

conosce la sua identità e il lavoro che

devono compiere tutti coloro che hanno

questa stessa identità. Il filosofo potrebbe

dire chi è persino a chi non lo sa; ma la

condizione per poterlo fare è che lo si deve

ascoltare. Invece, quando parlano i filosofi,

ben pochi, per altro, vengono subito

innalzati muri, barricate di ogni tipo. Non li

si lascia parlare; non debbono comparire.

Così, i non filosofi, potranno perpetuare

nel pubblico l’illusione che soltanto loro lo

sono. Chi ha paura di essere scoperto per

quello che è, è uno che è senza identità.

Meglio, è uno che si vergogna un po’ della

propria identità e vorrebbe passare per un

altro tipo di persona.

Alla luce di ciò - e di molto altro, che non

può comparire negli angusti spazi di un

articolo - urge la riforma della logica sul

concetto di “essere” e ancor più sulla base

del concetto di esistenza. Occorre cioè

portare a compimento la riforma della logica

aristotelica già operata da S. Tommaso

d’Aquino, che è la premessa necessaria

per poter scrivere una nuova pagina di

filosofia nel nostro tempo.


28

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

Maria Cristina Bigarelli e le sue Poesie

a cura di Alfredo

Mercutello

Sin da piccola è impegnata

in attività artistiche.

Sarà la sua vena ereditata

a rendere questa

sua attitudine una

necessità.

Fatto sta che sin dall’età

adolescenziale cerca di

esprimersi attraverso la

pittura, seguendo forse

le orme tracciate dal

padre Eraldo, anch’egli noto pittore.

C’è chi ha il privilegio di avere avi impegnati

nella stessa passione artistica o chi

d’un tratto, senza avere legami di sorta,

inizia ad esprimersi attraverso l’arte scelta.

Il punto in comune, di due realtà differenti

è che alla fine, ognuno cerca di esprimersi

e soprattutto differenziarsi dagli

altri.

Ognuno ricerca la propria identità in ciò

che esprime e si diventa unici, laddove la

completezza raggiunge la diversificazione.

Maria Cristina è a tutti gli effetti unica nel

suo genere, perché sa trasformare e non è

cosa da poco l’irreale, l’antitetico, in qualcosa

che si può toccare, che si può sentire

che si può assaporare.

In seguito si rifugiò, per così dire, nella

poesia.

La realtà è stata la sua Musa Ispiratrice, la

Poesia come non soltanto un mezzo velleitario,

ma come un modo per rendere la

vita stessa più piacevole ed interessante.

Ha studiato lingue, letteratura e teatro.

Ama ricordare i tempi dell’università, dove,

fra l’altro, solea cimentarsi con i compagni

di ateneo nella recitazione di opere classiche.

Si è laureata nel lontano 1987, discutendo

la tesi sull’argomento delle fiabe, in special

modo concentrandosi e sviscerando quella

di “ Peter Pan”.

La dice lunga sul suo modo di intendere la

vita e su quella forte emozione, che ella

non nasconde affatto, di essere eterna-

mente concentrata nell’essere fanciulli

nella sua accezione positiva.

Iniziò a 13 anni a scrivere poesie, come

ella ama definirle, quelle del “primo periodo”,

le quali, le davano la forza per superare

i suoi problemi.

Afferma che col tempo, è entrata nel nocciolo

dei suoi problemi, forse ricercando

soluzioni, mentre prima svolgeva componimenti

forse limitati alla semplice descrizione

degli eventi. E’ questo il suo “secondo

periodo”, dove avvertì fortemente la lontananza

del padre impegnato per tanto

tempo nell’attività lavorativa all’estero.

Le poesie allora, divennero motivo di

sfogo, come il cercare di dare delle spiegazioni

a questa sua sofferenza e fornire

quindi l’eventuale soluzione.

Una evoluzione quindi!

Ritroviamo nella sua opera molti riferimenti

all’Africa, terra da lei mai visitata, se non

attraverso i racconti del padre.

Afferma che, alla base della sua poetica, ci

sono i sentimenti familiari, fatti di forti

legami e senza i quali sarebbe arduo resistere.

Addirittura, facendolo con commozione, ci

spiega che rileggendo ora le sue poesie,

prova profondo rispetto e tenerezza per i

suoi.

Secondo lei, il poeta è uno che vive la realtà

e che non sta tra le nuvole, scruta,

ragiona e cerca soluzioni, per addolcire la

vita stessa, che spesso sa essere alquanto

amara.

Inoltre afferma, che il poeta non è affatto

un visionario, un operatore dell’astrazione,

bensì una persona illuminata che fa opera

sociale, finanche pedagogica.

Cristina si trova concorde con noi che la

poesia serve anche a chi la legge.

La poesia è come un profumo, che messo

sulla pelle di persone diverse, assume fragranze

diverse.

Stimolante il suo pensiero per quanto concerne

l’opera educativa della poesia, in

special modo rivolta verso i giovani. Essa

infatti insegna a modulare quei teneri sentimenti,

desiderosi di mettere radici profonde.

I suoi autori preferiti li ritroviamo nella

famiglia inglese dei Bronte e nel poeta

William Wordsworth, in Giovanni Pascoli,

senza tralasciare gli esponenti del decadentismo

francese, passando per Prevert,

fino ad arrivare a Baudelaire.

Nella sua opera preferisce il verso sciolto,

in quanto lo considera come un pensiero

libero, senza restrizioni.

Prende spunto spesso dalle sofferenza e

dalle malattie delle persone, cercando di

costruire delle soluzioni, appoggiandosi

molto, essendo credente, al giusto pensiero

che alla fine ci sarà un premio risolutore.

Entusiasmante il suo pensiero secondo cui

la poesia è come una medicina, la quale

esorcizza l’indifferenza dei sentimenti.

La poesia, l’arte ed attitudini ad esse affini

hanno rappresentato ed esportato la cultura

dei popoli, delle civiltà del passato e

faranno ciò anche con il nostro futuro più

prossimo in un dialogo interiore costruttore

di Pace e di Riconciliazione.


30 Campo de’ fiori

Chi è San Bonaventura da Bagnoregio

IL SANTO PIU’ AMATO DA PAPA RATZINGER

La carriera universitaria di Bonaventura

di Secondiano Zeroli

.....continua dal n. 68

La polemica sugli

ordini mendicanti.

Lo stato dell’ordine

dopo San Francesco.

Per avere un’idea,

quanto più chiara

possibile, di che cosa

S. Francesco riceve le stimmate

rappresentasse a

Parigi l’Ordine dei

frati minori, occorre

rendersi conto, almeno

in maniera sommaria,

della evoluzione che nell’ordine

stesso c’era stata, da S. Francesco in poi.

Le critiche, i dissidi, le dispute, nascono da

presupposti ben precisi. Queste critiche si

riallacciano tutte alla grande divisione che

sempre più venne approfondendosi, lungo

il secolo XIII, in seno al francescanesimo e

le stesse origini affondarono nella stessa

storia più antica dell’Ordine e più precisamente

nel problema dell’interpretazione

della Regola e del valore da dare al

Testamento di S. Francesco.

Quanto alla Regola, tutti sanno che secondo

il Santo rappresentava il minimo indispensabile

per quella realizzazione sulla

terra della vita evangelica che costituiva la

sua più viva, pungente, aspirazione; ma

per Francesco il vero frate minore deve

sforzarsi di andare oltre quel minimo, in

una esigenza di adeguazione al divino

modello che è Gesù Cristo, con la sua vita

povera, la sua Passione e la sua Morte.

Proprio questo il Santo si preoccupò di

indicare con il Testamento, che non è perciò,

come Egli stesso del resto tenne a

dire, una nuova regola, “ma piuttosto un

ricordo, un’ammonizione, un’esortazione,

ed il Testamento che il frate Francesco

poverello, faceva ai suoi confratelli, perché

potessero osservar meglio, cattolicamente

la regola”.

Sappiamo bene come le prime difficoltà

sorsero già quando il Santo era ancora

vivo, ed erano connesse alle questioni inevitabili

ed innegabili, provocate dal successo

stesso, ancora oggi sorprendente, che il

messaggio di S. Francesco incontrò, provocando

uno sbalorditivo incremento

numerico dei frati. In altre parole, altro è

provvedere a qualche decina di frati, altro

a migliaia: i problemi erano poi particolarmente

gravi in relazione all’osservanza

della povertà. Come si poteva – per ridurre

la questione ai suoi termini essenziali –

avere delle chiese, abitare dei conventi,

provvedere all’alimentazione,

alla vita, alla cultura

dei frati, in un regime

di povertà assoluta,

che doveva riguardare

sia i singoli individui, sia

la comunità In che

modo si poteva continuare

a sussistere come

Ordine, se bisognava

rinunciare a qualsiasi

possesso Ed ancora:

bisognava respingere le

centinaia, le migliaia di

aspiranti ad entrare nelle

“fraternitas”, solo perché

con ogni sperabile purezza

d’intenzioni e bontà di

vita, era prevedibile che

non fossero capaci di raggiungere quella

santità rigorosa e, insieme, dolcissima, di

cui il fondatore aveva dato l’esempio S.

Francesco stesso non ignorava di certo

tutti questi problemi. Eppure non aveva

osato respingere quelli che riconosceva

desiderosi di vita più cristianamente intensa

e feconda, se non perfetta, che stimava

pieni di buona volontà, anche se talvolta

deboli.

Questi problemi di natura organizzativa e

pratica, venivano accresciuti ed aggravati

da implicazioni di ordine teorico e spirituale,

relativa alla coscienza storica che i

minori vennero via via acquistando di sé

stessi e delle loro funzioni in seno alla

Chiesa. Già tutte le testimonianze contemporanee

a S. Francesco o a lui poco posteriori,

sono concordi nell’assegnarGli, insieme

con i suoi frati, un posto di primaria

importanza nella vita della Chiesa.

Un contemporaneo, Giacomo da Vitry, che

tra l’altro non vide senza preoccupazioni il

vertiginoso diffondersi dei minori, non

aveva esitato, già nel 1216, al suo primo

incontro con i primi “fratres” e le prime

“soroses” a dire che erano state la unica

esperienza positiva, e, insieme, la sua

unica speranza in una Italia che vedeva in

preda all’eresia, mentre la

Curia romana mostrava, più

che mai, i tradizionali vizi di

cupidigia, intrighi e corruzioni.

L’importanza di S.

Francesco balenò in tutta la

sua luminosa grandezza solo

quando frate Elia, all’indomani

della morte del Santo,

annunciò il prodigio delle

stimmate, mentre due anni

dopo, Gregorio IX, l’antico

protettore dell’Ordine, divenuto

pontefice, lo canonizzava

senza alcuna prova dei

miracoli, perché un intero ed

unico miracolo era appunto

stata la sua vita. Francesco

diveniva così l’alter Christus,

colui cioè che, unico fra i cristiani, ha riportato

sulla terra la vita di Cristo, ripetendone

perfino la sofferenza della passione.

Con ciò S. Francesco ed il suo Ordine,

venivano assumendo nella vita della

Chiesa una responsabilità nuova, che si

inquadrava e si sistemava nell’attesa,

vivissima, del secolo XIII, del ritorno di

Cristo sulla terra e dell’imminenza del

Giudizio Universale. Il movimento francescano

– e lo steso si disse, ma con minor

senso di convinzione, dei domenicani –

avrebbe fiancheggiato la gerarchia, agli

ordini del Papa, per condurre il popolo cristiano,

rinnovato dall’esempio della vita

evangelica, all’ultimo giudizio.

continua sul prossimo numero...


Campo de’ fiori 31

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

CRONACHE DEL MONDO EMERSO

di Roberto Recchioni e disegnatori vari – edito da Panini Comics – 4 volumi, concluso

di

Daniele Vessella

Veloce, fin troppo.

Innanzitutto bisogna

dire che quest’opera è

la trasposizione a

fumetti dell’omonima

saga di romanzi fantasy

di Licia Troisi. È il primo

fumetto sceneggiato da

Recchioni che compro

e, da come si parla di

lui, mi aspettavo qualcosa

in più. Forse il

numero esiguo di pagine

messe a disposizione

dalla Panini ha ingabbiato il suo estro

creativo, non so. Fatto sta che la narrazione

scorre in modo rapido, quasi frettoloso.

I quattro albi sono incentrati su quattro

stati d’animo di Nihal, la protagonista, e,

anche se li dipinge in maniera magistrale,

trascura tutti gli altri personaggi che risultano

appena accennati. Altro fattore che

non mi ha esaltato è stato l‘uso eccessivo

delle didascalie, adoperate per raccontare

cosa accade nelle vignette… troppo facile!

In un fumetto bisogna mostrare con le

immagini cosa succede nelle tavole, creando

metafore, suggestioni che conquistino i

lettori. Ottima l’idea di alternare i disegnatori,

con uno stile cartoonesco per raccontare

l’infanzia della protagonista e uno più

impetuoso per gestire l’aspetto adulto di

Nihal. Anche se lo stile è troppo manga

per questa storia e non impressiona per la

sua bellezza, secondo me. “Nihal è l’ultima

dei mezzelfi, una razza sterminata dai folli

piani del crudele Tiranno,

mago il cui scopo è porre

sotto il suo giogo tutte le

terre del Mondo Emerso.

Nihal vuole con tutta se

stessa divenire un guerriero,

un’arma in grado di

porre fine al tormento di

doversi fare strumento di

vendetta per il suo popolo

scomparso, per portare

speranza ad un mondo

distrutto dalla guerra.

(pezzo tratto da

Comicus.it)”. Per chi ha

letto i libri potrebbe essere

interessante vedere i propri

eroi resi nell’espressione

della Nona Arte. Ma è un

fumetto che coinvolge solo

grazie agli stati d’animo di

Nihal… un po’ pochino, a

mio avviso.

Lascio l’indirizzo del mio

blog: http://danielevessella.blogspot.com/

Questo è lo spazio

per la tua

pubblicità!!!

Tel. 0761.513117

info@campodefiori.biz


32

Campo de’ fiori

La chiesa della Madonna delle Piagge

e l’antica “Poggiata” rivivono

Festa religiosa e festa popolare insieme per trascorrere una giornata nelle campagne civitoniche

Civita Castellana. In

occasione della ricorrenza

della Domenica in

Albis la comunità civitonica

ha festeggiato la

Madonna delle Piagge,

in onore della Madonna

col Bambino conservata

presso l’ antica e caratteristica

chiesa medioe-

di Mario Sardi

vale collocata nella vallata di Rio Filetto,

lungo l’ antico tragitto che,passando attraverso

Porta Lanciana, collegava Civita

Castellana con Castel S. Elia e Nepi. Quest’

anno la ricorrenza ha assunto un aspetto

particolare in quanto la parrocchia di S.

Maria Maggiore e le Confraternite hanno

inaugurato il termine dei lavori di restauro

della chiesa, reso possibile dalle generose

offerte del popolo di Civita Castellana, che

ha partecipato in maniera determinante.

In mattinata è stata concelebrata una S.

Messa con il Vescovo emerito, mons. Divo

Zadi, promotore del restauro della chiesa,

al termine della quale la Confraternita dei

S.S. Giovanni e Marciano, il suo Priore

Sandro Corazza e le consorelle dell’

Addolorata hanno offerto la colazione ai

numerosi fedeli che hanno preso parte alla

cerimonia. Nel pomeriggio è stato recitato

il rosario e impartita la benedizione. Anche

in questa occasione la partecipazione dei

fedeli alle cerimonie religiose è stata massiccia

a dimostrazione dell’ attaccamento

che la comunità civitonica ha alla tradizione

e soprattutto alla Madonna delle Piagge

che molti fedeli ritengono

dispensatrice di alcuni

miracoli, come lo dimostrano

le numerose testimonianze

visibili vicino all’

effige della Madonna.

Oltre alle cerimonie religiose

anche la Pro Loco

Civita Castellana ha organizzato

una serie di manifestazioni

per rilanciare la

tradizionale “poggiata”

che anni addietro si teneva

nella vallata di Rio

Filetto, proprio in occasione

della festa della

Madonna delle Piagge. In

mattinata si è svolta una

passeggiata ciclistica ecologica

lungo la strada che

costeggia il fiume Treja

con un pranzo sul posto al

quale hanno preso parte

molte persone degustando

il menù preparato da

Milko. Nel pomeriggio si è

esibita l’ associazione

“Rocca Priora” Falconieri

di Trevignano che ha

riscosso un buon successo

da parte delle persone

presenti che hanno potuto

vedere i falchi all’

opera. Durante la festa si

sono svolti anche giochi

popolari tradizionali, quali

l’ albero della cuccagna e

il gioco della pignatta.

Indubbiamente le manifestazioni

indette in occasione

della festa della

Madonna delle Piagge

hanno fatto rivivere i

ricordi di una tradizione

che si andava perdendo

nel tempo e che ha bisogno

del sostegno e

soprattutto dell’ impegno

per gli anni futuri.

Vista dall’alto della chiesa della Madonna delle Piagge

A sx: Sandro Corazza, Priore della Confraternita dei S.S.

Giovanni e Marciano e a dx il Vescovo emerioto Divo Zadi, che

ha officiato la celebrazione religiosa.

Dimostrazione del gruppo dei Falconieri

L’altare della chiesa


Campo de’ fiori 33

LA PRO LOCO DI CIVITA CASTELLANA

IN MOVIMENTO

Tante le iniziative ed ecco i prossimi appuntamenti

In occasione dell’VIII centenario del Duomo dei Cosmati, la Pro Loco di Civita

Castellana sta programmando un calendario per servizio di ristorazione sul suolo pubblico,

che prevede diversi appuntamenti, a partire dalla festa della Madonna delle

Piagge, l’11 Aprile 2010. ecco i prossimi:

- Sabato 1 Maggio: Le vie dell’arte e dei mestieri. La manifestazione si articola

lungo un percorso definito del centro storico. Verranno utilizzati dei locali dove gli artisti

si collocheranno ed esprimeranno la propria arte. L’inaugurazione del percorso

avverrà sabato 1 Maggio 2010 e sarà operativo Venerdì, Sabato, Domenica e festivi.

Durante questo periodo nelle piazze relative al percorso vi saranno posizionati intrattenimenti di vario tipo:

Arredo giardino;

Dimostrazioni di cultura enogastronomica presso l’Albergo “Relais Falisco”, proposte dalla Facoltà di Agraria

dell’Università di Viterbo, 1 e 2 Maggio;

1° Raduno di moto ed auto d’epoca in Via Gramsci, organizzato dall’Auto Moto Club Viterbo, 1 Maggio;

Associazione Donne Europee Federcasalinghe sarà presente nel chiostro del Seminario il 1 e 2 Maggio.

- Domenica 2 Maggio: Estemporanea dei Cosmati. E’ stata

organizzata una estemporanea di pittura a carattere regionale,

in collaborazione con Romeo Cingolani. Il tema è “Vicoli e scorci

paesaggistici in Civita Castellana”. Gli artisti verranno collocati

all’interno del percorso “Le vie dell’arte e dei mestieri”.

Verranno premiate le migliori dodici opere classificate (Info

347.8628934).

1° raduno Fiat 500 d’epoca, organizzato dall’Associazione

Club 500 di Viterbo, in Via Gramsci, il 2 Maggio;

Estrazione dei biglietti vincenti della “Lotteria dei Cosmati”.

- Sabato 29 Maggio: Mostra di pittura degli artisti locali presso

il Chiostro del Seminario, fino al 6 Giugno.

E ancora tante altre novità per tutta l’estate.....


34

Campo de’ fiori

Le storie di

Max

Claudio Baglioni

Esordio difficile ma ascesa inarrestabile

I ragazzi di oggi,

che hanno di lui una

immagine completamente

diversa, sono

certo che guardando

semplicemente

una sua foto degli

esordi, stenterebbero

a riconoscerlo:

di Sandro Anselmi

capelli lisci, con la

riga da un lato, occhiali grandi e un po’

d’acne di gioventù in volto. Crescendo è

senz’altro migliorato ed oggi, con quel

tocco brizzolato che alla sua età non guasta

affatto, le donne impazziscono ancora

per lui durante i suoi concerti. Sto parlando,

come avrete capito, di Claudio

Baglioni, che inizialmente faticò molto per

emergere, ma una volta affermatosi, la

sua ascesa non si è più arrestata. Romano

doc, nato nel 1951 da papà sottufficiale

dei carabinieri e mamma sarta, inizia ad

addentrarsi nel mondo della musica nel

1964, partecipando al concorso dilettantistico

Voci nuove di Centocelle, noto quartiere

della sua città, con il brano Ogni

volta, successo italiano del cantante canadese

Paul Anka, dove arriva in finale, ma

non si aggiudica la vittoria, a differenza

dell’anno successivo, quando si ripresenta

con il brano I tuoi anni più belli, interpretato

già da Iva Zanicchi e Gene Pitney al

Festival di Sanremo dello stesso anno.

Un’altra vittoria arriva al concorso Ludi

canori, dove canta, in coppia con Maria Pia

Crostella, il brano Siamo due poveri ragazzi.

Questi buoni risultati lo spingono ad

intraprendere seriamente la carriera musicale

ed inizia, così, a studiare chitarra con

un maestro di origine argentina. Nel 1967

si iscrive al più qualificato Festival degli

Sconosciuti di Ariccia, organizzato da

Teddy Reno, arrivando tra i finalisti e nell’estate

dell’anno successivo partecipa alla

rassegna Fuori la voce, presentata da

Pippo Baudo. Nel 1969 torna al Festival

degli Sconosciuti, che si tiene eccezionalmente

a Lugano, in Svizzera, conquistando

il secondo posto grazie ad una versione

tutta personale, in stile Ray Charles, di

Yesterday dei Beatles e al brano Annabel

Lee, uno dei suoi numerosi componimenti

ancora inediti. Con alcuni di questi si presenta,

poi, alla casa discografica RCA, alla

quale strappa finalmente un primo contratto.

Il suo primo 45 giri è composto

da Signora Lia, il brano scritto da lui che

gli era già valso il premio “Moneta Teen” al

Festivalbar del ‘70, come giovane emergente

che si era maggiormente distinto, e

il brano Una favola blu, che nel

momento in cui viene scelto per partecipare

alla gara radio-televisiva Un Disco per

l’Estate, diventa il lato A del disco, nonostante

non avrà il successo sperato.

Immediatamente dopo escono i brani

Notte di Natale, in concorso alla Mostra

Internazionale di Musica Leggera di

Venezia per il Premio Gondola d’Argento, e

Io una ragazza e la gente, che viene lanciato

nel 1971 dal programma televisivo

Speciale 3 milioni, sulla scia del successo

del quale viene realizzato il long-play Un

cantastorie dei giorni nostri, con molti

pezzi ripresi da un precedente lavoro

andato al macero, e l’aggiunta di tre nuovi

brani: Cincinnato, Vecchio Samuel,

Se…casomai…, quest’ultimo già inciso

dalla compagna di scuderia Rita Pavone.

Del 1972 è il singolo, annunciato dal mensile

specializzato Musica & Dischi nella

quarta pagina di copertina del numero di

Ottobre, Fratello sole sorella luna, colonna

sonora dell’omonimo

film di Zeffirelli,

le cui musiche

sono composte da

Riz Ortolani. In

questi due anni alla

RCA , nonostante

tutte le occasioni

avute, il giovane

Baglioni non riesce ad

imporsi, ma di lì a poco,

sarebbe arrivata finalmente

la sua consacrazione

ufficiale, grazie

allo splendido brano

Questo piccolo grande

amore. L’ispirazione per questa

canzone e per molte altre, nasce nel

cantante romano durante un suo soggiorno

in Polonia, dove era stato chiamato per

rappresentare l’Italia al Festival della

Canzone Internazionale, a Sopot, accolto

con entusiasmo sia dal pubblico che dalla

critica del Paese. Proprio mentre sta ultimando

l’album che gli darà il successo

indiscusso, la su casa discografica decide

di lanciare sul mercato un 45 giri, che

insieme a Questo piccolo grande amore

contiene Caro padrone, un gospel arrangiato

da Vince Tempera, completamente

diverso dalla storia d’amore raccontata

nell’altro brano e dal filo conduttore pensato

proprio per questo 45 giri. La RCA si

ricrede per tempo e, pronto per essere

distribuito, decide di ritirarlo e sostituirlo

con un nuovo disco, dove al posto di Caro

padrone, è stata inserita Porta Portese,

tratta dal 33 giri e decisamente più consona

al progetto originale. I primi dischi di

Baglioni sono praticamente introvabili a

causa delle basse tirature o delle varie

vicissitudini che abbiamo visto. Questo

piccolo grande amore, rimane, però,

incancellabile nei cuori e nelle menti di

tante generazioni. E’ un brano di quasi 40

anni fa, ma sempre magicamente attuale.

Tantissimi sono stati, poi, i pezzi da lui

incisi, ma ancora oggi quando si dice

Baglioni, si dice Questo piccolo grande

amore!


Campo de’ fiori 35

Curiosità e

segnalazioni!

Tetti al verde

Roma è stata

definita la “città

verde d’Europa”,

visto che l’erba

cresce anche

sui tetti. Ne è un

bell’esempio il

tetto della chiesa

dei Santi

Ambrogio e Carlo in

Via del Corso.

Bell’e fatto!

A Civita Castellana, in Via Giorgio La

Pira, dopo le tante segnalazioni da

parte dei lettori, già pubblicate, possiamo

apprezzare il miglior modo per

aggiustare una vera voragine che

impegna oltre la metà della sede stradale.

Queste due grigie transenne non

segnalate, costituiscono così un

pericolo ancor più grave!

Il vecchio ospedale

ha bisogno di cure!

Seguiamo da tempo

l’evoluzione della

malattia dell’ex ospedale

Andosilla in Via

V. Ferretti. Il cornicione

e buona parte

della facciata sono

prossimi al crollo...


di Riccardo Consoli

Se è vero che il Jazz moderno ha subito

due rivoluzioni, prima con il Bop negli anni

quaranta del secolo scorso e dopo con il

Free negli anni sessanta, la musica di

Charles Mingus è stata il perfetto ponte

di collegamento fra queste due rivoluzioni,

pur non appartenendo a nessun particolare

movimento Jazzistico.

A questo grande musicista va riconosciuto

di aver fatto scuola a sé, infatti egli ha percorso

una strada tutta sua essendo stato

un audace innovatore ed al tempo stesso

un conservatore tenacemente legato alla

tradizione più genuina della musica afro

americana e ad alcuni dei suoi più grandi

maestri, lo stesso Mingus in più di una

occasione ha indicato le fonti alle quali ha

attinto negli anni più delicati della sua formazione

che furono Duke Ellington e

Charlie Parker innanzi tutto.

Sul terreno pratico riuscì a riunire attorno

a se alcuni musicisti a lui particolarmente

congeniali oltre che dotati di caratteristiche

tali da consentirgli di esprimere al

meglio le sue idee di compositore, restando

peraltro estraneo e lontano da molti

altri uomini del Jazz dei quali non volle

mai ascoltare la loro musica.

Circa alla metà degli anni cinquanta alcuni

musicisti Jazz, ma soprattutto molti critici

musicali iniziarono a comprendere il suo

stile e cominciarono a tesserne le lodi

verso le quali, per la verità, da persona difficile

ed imprevedibile quale era, non ebbe

parole di riconoscimento, peraltro, anche

per le persone che ebbero modo di collaborare

con lui, Charles Mingus costituì

sempre un problema e, che problema.

Bob Thiele che con lui ebbe stretti rapporti

di collaborazione nel periodo in cui

produsse i suoi dischi, lo definì una sorta

di Dottor Jeckyl - Mister Hyde, un

uomo che contrapponeva la dolcezza, la

gentilezza e il bisogno di amore, ad una

volgarità, una irrascibilità ed una inurbanità

grossolana.

Egli stesso fornisce la chiave di lettura, le

sue sofferenze sperimentate nell’infanzia e

poi nell’età matura come persona e come

uomo di colore, vengono documentate in

un libro autobiografico dal titolo: Peggio di

un bastardo che venne pubblicato, sia

pure in forma abbreviata, a New York nel

1971, allorquando Charles Mingus si era

appena lasciato alle spalle un periodo

oscuro e tormentato e cercava faticosamente

di tornare alla musica.

In questo libro, scritto a quattro mani con

l’amico Nel King, l’unico bianco in grado

di dare forma e connotazione a tutti gli

appunti trasformandoli in un lavoro compiuto,

si percepisce la sofferenza di uomo

diverso, un negro - giallo con un po’ di

sangue pellirossa nelle vene.

Peggio di un bastardo era da tempo nella

mente del grande contrabbassista e da

questa biografia, un pò romanzata, escono

le mille contraddittorie anime di Charles

Mingus, cinico e tenero, sincero e spietato,

appassionato e amorale, un uomo che

non conosceva vie di mezzo, che si tuffa

nella vita dalla parte sbagliata, che non

china mai il capo ma che riesce ad uscirne

sempre a testa alta.

La sua prima maestra di scuola lo riteneva

un ritardato mentale nonostante la sua

vivissima intelligenza e suo padre, un

uomo molto crudele e razzista, lo trattava

sempre molto duramente.

Charles Mingus nasce a Nogales,

nell’Arizona il 22 aprile 1922, ma trascorre

l’infanzia e la prima giovinezza a Watts

il grande sobborgo nero di Los Angeles, il

padre era un capomastro e la madre morì

allorquando lui aveva soltanto qualche

mese, sostituita quasi subito da una matrigna,

aveva due sorelle, entrambe musiciste

e un fratellastro che suonava la chitarra

e che si era specializzato in musica spagnola,

era del tutto naturale quindi che

anche lui studiasse uno strumento musicale,

iniziò con il trombone per passare poi al

violoncello.

Fu Buddy Collette, suo amico d’infanzia

ed eccellente Jazzman che lo incoraggiò a

dedicarsi al contrabbasso, strumento largamente

usato nelle orchestre Jazz presso

le quali un negro avrebbe potuto avere

facilmente accesso; inizialmente il suo

maestro fu Red Callender un eccellente

bassista e successivamente si perfezionò

sotto la guida di Herman Reinschagen

primo contrabbasso della Orchestra

Filarmonica di New York.

continua sul prossimo numero ....


Campo de’ fiori 37

L’angolo del Bon Ton

Aprile dolce dormire…

ma…

Eh si, finalmente con

le belle e lunghe giornate

che la Primavera

ci dona, è piacevole

anche correre a perdifiato

per i prati e poi

di Letizia Chilelli fermarsi a mangiare

circondati dalla pace

della campagna e dalla compagnia degli

amici. Ma qual è l’ “equipaggiamento”

da portare per avere tutto a portata di

mano Cesto di vimini che possa contenere

cibo e accessori; frigorifero portatile e

borsa termica corredati di ghiaccio chimico

piatto; contenitori in plastica con chiusura

ermetica; pellicola, alluminio, sacchetti per

il freezer; piatti, posate e bicchieri in plastica;

porta olio, aceto, sale e pepe; termos

con caffè; coltello per il pane, forbici;

apribottiglie; strofinacci, tovaglioli di carta,

rotolo di carta da cucina; tovaglia in plastica,

sacchetti di plastica per raccogliere i

rifiuti (teniamo sempre pulito l’ambiente!!!).

Borsa con cuscini, plaid, ombrellone in

caso di pioggia, radio, giochi in scatola.

Cosa mangiare

Cibi da scampagnata sono tutti i cibi freddi,

ma sicuramente non c’è scampagnata

senza panini!

Qui c’è da sbizzarrirsi con panini imbottiti

con affettati, con salse, ottimi saranno

anche i tramezzini con tonno e insalata.

Ma se non si vuole rinunciare al vero e

proprio primo piatto potrà essere preparata

una gustosa e ricca insalata di riso con

sottaceti, formaggio, uova, tonno, prosciutto..

oppure una fresca ed invitante

La scampagnata

insalata di pasta con pomodorini, mozzarella

e olive o con uova e tonno. Gradite

saranno anche le frittate con la pasta o le

verdure, sformati di patate o patate

pasticciate, torte di formaggio, crostate

salate, tranci di pizza o di focaccia.

E’ possibile, durante la scampagnata,

gustare anche dei buoni secondi piatti:

pollo o tacchino fritto, vitello tonnato, polpettone,

polpette fritte, crocchette di patate

e deliziosi supplì.

Per i contorni la scelta dovrebbe ricadere

su insalate verdi con pomodorini e verdure

di stagione (che verranno condite al

momento), ma anche verdure ripiene o

grigliate. Non mancherà il momento del

dessert che sarà composto prevalentemente

da macedonia di frutta (che verrà

preparata la sera), oppure frutta fresca di

stagione. Se si vorranno preparare comunque

dei dolci la scelta cadrà sulle crostate

di frutta e marmellata, plum cake, bandite

sono le torte farcite. Se sono presenti

bambini graditissimo sarà il gelato che

compreremo già confezionato.

Che cosa bere

Acqua a volontà, succhi di frutta, thè, bibite

analcoliche birra e vino bianco frizzante

o rosato da bere sempre con moderazione.

Prima di salutarvi, vi regalo una ricetta che

ho provato e che vi consiglio: si tratta delle

Focaccine alle patate e pancetta che

saranno graditissime da chi è stanco dei

soliti panini.

FOCACCINE ALLE PATATE

E PANCETTA

Ingredienti per 4 persone:

1 patata di 150 g

350 g di farina

1 bustina di lievito di birra

1,5 dl di latte

3 cucchiai di olio extra vergine di oliva

sale

1 rametto di rosmarino

60 g. di pancetta a cubetti

Mettete a bollire la patata per circa mezz’ora,

pelatela e passatela nello schiaccia

patate. Mettete in una ciotola la farina, il

lievito, la patata, la pancetta a cubetti, 1

cucchiaio d’olio, il sale e il latte tiepido.

Impastate il tutto e formate una palla che

lascerete riposare per un’ora in un posto

caldo. Passato questo tempo lavorate di

nuovo l’impasto da cui ricaverete tante

palline che schiaccerete ottenendo delle

piccole focaccine .

Bucherellate la superficie delle focaccine

con una forchetta, spennellatele d’olio e

cospargetele con rosmarino tritato.

Mettetele su di una placca da forno foderata

con della carta-forno.

Cuocetele in forno già caldo a 190 °C per

20 minuti. Sono ottime sia calde che

fredde!!!!

(Bibliografia “La mia cucina”)

Protegge i tuoi valori

Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25

01033 Civita Castellana (VT)

Tel.0761.599444 Fax 0761.599369

silviamalatesta@libero.it


38

Campo de’ fiori

Per ricordare Don Marciano Ercolini

Ufficiale e Sacerdote

(seconda parte)

Questa seconda

parte dell’articolo su

Don Marciano

riguarda l’episodio

che ha segnato la

sua vita per

sempre: l’affondamento

della nave

di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it Galilea il 28 marzo

1942 da parte di un

sommergibile inglese.

In seguito a quegli avvenimenti, le sue

corde vocali rimasero irrimediabilmente

compromesse e di conseguenza la sua

voce rimase rauca per tutta la vita; chi lo

ha conosciuto ricorderà senz’altro il suo

timbro. Egli rimase per ben 30 ore nelle

acque gelide del mare, prima di essere

soccorso!

Questo però non gli impedì di continuare

ad esercitare la funzione di Cappellano

presso l’ospedale Andosilla di Civita

Castellana, dove fra l’altro era presente

anche di notte; egli aveva una camera

all’interno della struttura ospedaliera, per

essere sempre pronto ad assistere spiritualmente

i suoi malati, come precedentemente

fece con i suoi Alpini!

La nave in questione, requisita alla marina

mercantile dal Ministero della Guerra ed

adibita al trasporto truppe, lasciò il porto

del Pireo dopo aver preso a bordo circa un

migliaio di Alpini, un centinaio fra

Carabinieri e Bersaglieri e una ventina di

prigionieri greci. L’equipaggio era composto

da un centinaio di civili, dipendenti

della compagnia di navigazione.

Non si possono dare cifre precise all’unità;

dalle mie ricerche, risulta arduo conoscerle.

La nave partì con circa 1300 uomini

compreso l’equipaggio; ebbene, Don

Marciano era uno degli Ufficiali Alpini che

Il Capitano Emanuele Stagnaro,

comandante della Galilea,

deceduto durante l’affondamento.

salì a bordo.

La Galilea era comandata dal Cap.

Emanuele Stagnaro il quale aveva alle

spalle una lunga esperienza di navigazione;

egli non cercò di salvarsi e morì con

dignità ed onore nella fase finale del disastro

che portò all’affondamento.

Dopo aver lasciato il porto del Pireo, la

Galilea si diresse a Patrasso dove era stato

fissato l’appuntamento per costituire un

convoglio con altre navi dirette a Bari; il

convoglio, alla partenza era scortato da tre

cacciatorpediniere ed un incrociatore, per

la difesa da eventuali attacchi nemici che

in quella rotta non erano improbabili.

La Galilea si dispose in quarta posizione in

un’unica fila; alle ore 13.00 del

28/03/1942 fu dato ordine di partenza al

largo di Patrasso dove si aggiunse un’altra

nave di scorta. Inoltre il convoglio, era sorvegliato

da alcuni aerei caccia, della Regia

Aeronautica Italiana che lo sorvolavano ad

intervalli regolari di 15 minuti.

Dopo un’ora di navigazione iniziò una fitta

pioggia, con raffiche di vento tali che il

comandante della nave dette ordine di

sistemare ai loro posti in coperta tutti i

militari passeggeri.

Nonostante le condizioni meteorologiche

proibitive, gli aerei rimasero in volo fino

all’imbrunire, dopodichè rientrarono alla

loro base in Grecia ( quei caccia, tecnicamente

non erano abilitati al volo notturno,

come d’altronde la maggior parte degli

aerei della nostra aviazione di quei tempi ).

Appena fece buio, iniziarono delle esplosioni

ad intervalli cadenzati di tempo,

seminando un po’ di apprensione fra gli

Alpini; i loro Ufficiali spiegarono subito che

il tutto era normale e le esplosioni avvenivano

perché le torpediniere lanciavano

continuamente le bombe di profondità per

non fare avvicinare eventuali sommergibili

nemici.

Alle ore 19.30 fu dato ordine alle navi di

disporsi in doppia fila per agevolare le

manovre di

controllo delle

navi di scorta;

dopo questa

nuova disposizione

del convoglio,

la

Galilea si trovò in testa, in coppia con la

nave Viminale che navigava a circa seicento

metri di distanza.

Alle ore 21.00 fu diramato l’ordine di slacciarsi

le scarpe come era previsto dal

regolamento. Gli Alpini ( la maggior parte

di loro vedevano il mare per la prima

volta!) erano giunti in Grecia via terra e

non essendo abituati alla navigazione

erano tutti un po’ preoccupati nello

sdraiarsi per dormire.

Alle ore 22.25 precise del 28.03.1942 il

In questa foto del 1938 si vede la nave passeggeri “Galilea” in navigazione,

appartenente alla Società Anonima Adriatica di Trieste.

convoglio si trovava a navigare al largo

delle isole Paxos ed Antipaxos; ormai gli

Alpini si erano abituati alle continue esplosioni

delle bombe di profondità ed al

rumoroso continuo andirivieni delle torpediniere

antisommergibili di scorta al convoglio.

Il mare si era fatto veramente brutto e le

onde facevano sobbalzare le navi come

fruscelli. Diceva Don Marciano: “ nonostante

ci fossero seicento metri di distanza

di sicurezza fra le navi, esse venivano

sballottate dalle onde e sembrava che

venissero a cozzare le une contro le

altre…….era meglio non guardare dagli

oblò! “.

Alle ore 22.30 del 28.03.1942 si sentì una

esplosione paurosa di gran lunga superiore

alle altre. Ad essa seguì uno scossone

ancora più consistente rispetto a quelli

causati dal mare grosso.

Il sommergibile inglese HMS Proteus della

British Royal Navy (reale marina inglese)

comandato dal Lt. Cmd Philip Steward

Francis, al suo terzo siluro lanciato (due

andati a vuoto) colpì sul fianco sinistro la

sfortunata nave Galilea, dopo circa una


Campo de’ fiori 39

mezzora che Don Marciano si era sdraiato

per dormire nella sua piccola cabina riservata

agli Ufficiali.

Gli esperti di guerra navale, costatarono

poi successivamente che: con quelle condizioni

meteorologiche, la eccessiva

distanza dalla quale furono lanciati i siluri,

il buio totale osservato dal convoglio per

sicurezza e le navi caccia di scorta che non

permettevano di lanciare siluri ad eventuali

sommergibili nemici alla distanza prevista,

quel sommergibile, avrebbe avuto

solo il 5% di possibilità di colpire la Galilea!

molto probabilmente il comandante puntò

al convoglio sperando di colpire una nave

a caso……la fortuna lo aiutò! voltando,

purtroppo le spalle, ai valorosi Alpini del

battaglione Gemona della Julia ed agli altri

militari e civili a bordo!

A causa di quel siluramento persero la vita

circa 900 uomini di cui 650 Alpini!

Erano gli stessi Alpini che si erano salvati

dalle battaglie sui monti greco albanesi ;

tanti di loro, sopra quelle montagne, avevano

lasciato la vita; diceva Don

Marciano….. “ gli Alpini sono consapevoli

di poter morire sulle montagne ma mai

pensano di dover morire in mare!…..”ironia

della sorte, il loro destino invece, fu

quello di morire in mare!

Erano provenienti quasi interamente dal

Veneto e dal Friuli. Ancora oggi in vari

comuni del Veneto e del Friuli, il 28 marzo

di ogni anno, si commemorano gli Alpini

della Galilea deceduti.

Su circa 1300 uomini a bordo sopravvissero

alla tragedia solo in

273.

Il Ten. Don Marciano

salvato in extremis, fu

uno di questi.

continua sul prossimo

numero ....

Foto del 1939; il Ten. Cappellano Don Marciano celebra una

messa a Cuneo, per gli Alpini

RICERCHIAMO CORRISPONDENTI E

COLLABORATORI per il settore commerciale,

nei paesi in cui Campo de’ fiori è distribuito,

perchè vogliamo che diventi ancor più

la rivista della tua città!

30 Aprile 1980 – 30 Aprile 2010:

30 anni di attività!

Non dimenticate che, come vi abbiamo già preannunciato nell’articolo del mese scorso, la nostra

libreria festeggia nel mese di Aprile, i suoi 30 anni di attività: 30 Aprile 1980 – 30 Aprile 2010!

Per festeggiare, nella settimana che va dal 23 al 30

Aprile, a tutti coloro che acquisteranno un libro regaleremo un

fiore, aderendo così anche alla giornata mondiale del libro che l’Unesco a proclamato proprio il 23

Aprile, giorno di San Giorgio. In questo giorno nelle città della Spagna gli uomini regalano una rosa alle

donne e vengono ricambiati con un libro. L’iniziativa è sicuramente interessante, ma la riuscita dipende

solo dalla vostra partecipazione, quindi partecipate numerosi!!!

Inoltre, colgo l’occasione per darvi i soliti consigli sulle vostre prossime letture: Alessandro D’Avenia

“Bianca come il latte rossa come il sangue”. Bellissimo romanzo che trovo molto adatto anche per

i giovani, visto che sono dei giovani i protagonisti. Un giovane studente, infatti, alle prese con la scuola,

gli amici, gli amori, il telefonino, gli sms, un professore sognatore ed una cosa improvvisa che lo fa

diventare uomo. Mi raccomando leggetelo e poi fatemi sapere…


40 Campo de’ fiori

PRONTI PER L’ESTATE

A VOLTE SALUTE ED ESTETICA POSSONO VIAGGIARE DI PARI PASSO:

LA PRESSOTERAPIA

a cura del Dott.

Patrizio Lazzarini,

fisioterapista

L’arrivo della bella

stagione, i profumi e i

colori della primavera

ci spingono a guardarci

allo specchio, e

domandarci: siamo

pronti per l’estate

Supereremo la prova

costume

Oggi ci sono dei

sistemi per ottimizzare

la bellezza delle

gambe e inoltre migliorare e prevenire

molte patologie arteriose e venose a questo

livello, questo “sistema” di cui vi sto

parlando si chiama pressoterapia….

La pressoterapia è comparsa nel mondo

estetico circa 15 anni fa. Si tratta di una

apparecchiatura che ha suscitato un notevole

interesse e riscosso molto successo

poiché trasmette una immediata sensazione

di benessere, è di facile applicazione e

dà buoni risultati. L’effetto si basa su un’azione

fisica che agisce sulla circolazione

venosa e linfatica rendendola più efficiente

e migliorando di conseguenza gli inestetismi

estetici di più frequente riscontro:

cellulite, ritenzione di liquidi, ectasie ecc.

Essa è un efficace trattamento di compressione

per ripristinare la funzionalità

circolatoria venosa e linfatica

aiutandone la circolazione locale riducendo

il gonfiore, la tensione muscolare, lo

stress e il dolore. Un trattamento che

diventa una risposta ai principali inestetismi

del corpo, in particolare di addome,

gambe e fianchi. La pressoterapia

consente di tonificare i

tessuti, riducendo gli inestetismi

dovuti all’adipe e ottimizzando la

circolazione. La pressoterapia

viene quindi considerata un vero

e proprio procedimento disintossicante

e rivitalizzante per

ossigenare i tessuti, aiutare il

processo di dimagrimento ed è

anche un ottimo metodo per combattere

la cellulite. Oltre a dare

risultati visibili ad occhio nudo, ha

la particolarità di rilassare chi vi si

sottopone generando un senso

di benessere generale e di leggerezza

degli arti coinvolti.

E’ inoltre di facile associazione con altri

trattamenti estetici o terapie mediche utilizzate

per prevenire o attenuare gli inestetismi

e le patologie sopra descritte.

Le apparecchiature per la pressoterapia,

attraverso pressioni dosate ai tessuti, facilitano

il drenaggio del liquido interstiziale e

dei soluti che vi si trovano, attivando

anche la circolazione venosa e liberando

l’ambiente extracellulare dalle scorie che le

cellule costantemente vi riversano. La

pressione non viene esercitata contemporaneamente

su tutta la superficie coperta

dai segmenti o dai gambali, ma secondo

una sequenza centripeta che è quella

seguita dal sangue venoso e dalla linfa. La

sequenza pressoria favorisce l’entrata del

liquido interstiziale nei vasi linfatici e nell’albero

circolatorio, attivandone il naturale

percorso. La pressoterapia è utilizzata

principalmente per il trattamento degli arti

inferiori, le zone del corpo che presentano

maggiormente problemi di tipo circolatorio

ed è indicata in tutti i casi in cui è indicato

il massaggio manuale. Alcune tra le indicazioni

terapeutiche dove la pressoterapia

è consigliata sono: fasi iniziali di cattiva

circolazione, insufficienza venosa, linfodrenaggio,

fornire alle gambe leggerezza e

sollievo, cellulite, rottura di capillari, scarso

tono della pelle, edema linfatico.

Un ciclo di trattamento prevede 10/12

applicazioni due - tre volte la settimana,

con un controllo periodico e una terapia di

mantenimento adatti alle esigenze individuali.

Quindi avere delle gambe belle e in

salute non è impossibile, e in oltre non è

neanche faticoso e doloroso, quindi trattatevi

bene e buona preparazione per l’estate

a tutti….


Campo de’ fiori 41

“La Tuscia nello sport” di Massimiliano Mascolo.

Molta provincia, poco Viterbo

Secondo da sx: Sergio Caprari

di Secondiano Zeroli

tivi di quelli che più di altri si sono distinti

ai massimi livelli, in campo nazionale ed

internazionale, ma risulta evidente che di

una quindicina di atleti davvero grandi in

varie discipline sportive, sono appena un

paio quelli a cui il capoluogo ha dato i

natali. Queste autentiche eccezioni portano

i nomi di Massimo Villetti, stella del

basket nazionale ed internazionale degli

anni ‘60 e di Carlo Danna, campione mondiale

ed europeo di tiro a volo. Gli altri

grandi da Sergio Andreoli ad Angelo

Iacopucci, da Agnese Allegrini a Sante

Ranucci, sono tutti nativi di piccoli centri

della provincia. Da tutto ciò ne scaturisce

un forte rammarico, anche considerando

che, al di fuori dello sport, i personaggi più

rappresentativi, che si

sono affacciati alla ribalta

internazionali nei più vari

scibili umani, sono nati

lontano dalla città dei

Papi: basti citare San

Bonaventura da

Bagnoregio, Vincenzo

Cardarelli da Tarquinia o

Paolo Ruffini da

Valentano. Ritornando nel

nostro ambito sportivo, fa

davvero sensazione notare

la cosa e Massimiliano

Mascolo non me ne vorrà

Certo, l’amico e grande giornalista,

Massimiliano Mascolo, non se lo sarebbe

mai aspettato, ma se si va a curiosare

nella galleria dei più forti atleti che la

nostra Terra di Tuscia ha “partorito”, la sua

città, Viterbo cioè, ne esce con le ossa

rotte. Già sulla copertina del suo splendido

libro “La Tuscia nello sport” vi troviamo il

calciatore Angelo Peruzzi di Blera, il ciclista

Livio Trapè di Montefiascone, il pugile

Sergio Caprari di Civita Castellana e l’americana

Linell Jones, reginetta del basket

femminile viterbese. La musica non cambia

quando andiamo a scorrere l’elenco

degli sportivi meritevoli di essere ricordati

in una pubblicazione del genere. Sarebbe

forse un po’ pedante estrapolare i nominase

gli dico che forse non a Viterbo, ma, ad

esempio, a Montefiascone, avrebbe dovuto

presentare il suo eccellente lavoro. Lì

almeno avrebbe avuto il conforto di avere

fra i suoi ospiti due “grandi” del ciclismo

come Livio Trapè e Sante Ranucci.

Naturalmente stavo scherzando, perché il

successo della presentazione a “Palazzo

dei Priori”, è stato davvero completo. Però

il divario che c’è tra la provincia ed il capoluogo

andavo forse notato e sottolineato,

anche in quella sede. In fondo, sarebbe

stata una riflessione semplicemente ad

uso e consumo della fredda statistica.

FESTA DEL BACCANALE A CAMPAGNANO

C’è aria di primavera, c’è aria di Festa del Baccanale a Campagnano, e la ProLoco è già in piena

attività per definire un programma coinvolgente e ricco di novità. Quest’anno, infatti, il primo

weekend di maggio mette in moto sinergie ed aggregazione: la grande Scarciofata alla

Campagnanese - con il Carciofo Campagnano protagonista su brace di sarmenti di vite – prevista

per domenica 2 maggio, resta il cuore della manifestazione, ma si è ampliato il coinvolgimento

del territorio, presente con attività ludico-gastronomiche e di carattere culturale, sportivo

e di intrattenimento. In particolare, tanti cittadini - soprattutto giovani – saranno attori e promotori

il 2 maggio dell’antico Palio delle Contrade, con la tradizionale disfida a dorso d’asino

ed il corteo storico animato da seicento figuranti. E ancora, le otto contrade inviteranno A cena

in cantina, sabato 1 maggio, nel centro storico del paese.

Dal 30 aprile al 2 maggio apre in piazza Regina Elena “Sentieri e Sapori 2010”, Mostra mercato

dell’agroalimentare del Lazio, nuove tendenze del gusto, riscoperta dei sentieri naturali della

qualità, vetrina per i protagonisti del tipico DOP e IGP: una mostra che mira a valorizzare il prodotto contadino,

il patrimonio naturale, storico/artistico e archeologico della zona, recuperare cultura e le antiche tradizioni

popolari. “Stiamo lavorando con impegno affinché questo appuntamento sia sempre più strumento e volano

per creare occasioni e muovere sinergie che valorizzino il comparto agroalimentare del territorio, il patrimonio

naturale, storico/artistico e archeologico della zona, il recupero della cultura e delle antiche tradizioni

popolari, nella speranza di contribuire allo sviluppo economico, turistico e sociale del paese” afferma Luigi

Fiorelli, il presidente della ProLoco “La maggiore soddisfazione è quest’anno il coinvolgimento delle Contrade: da

mesi tanti concittadini, con il coordinamento della ProLoco, si sono associati in contrada ed hanno già dato vita a

tante occasioni di stare insieme e condividere con semplicità e allegria…Ma anche l’organizzazione generale sta andando

bene, il Palio, la Carciofata, la Mostra dei prodotti del territorio, le iniziative collaterali…siamo in piena attività!” C’è aria di festa a

Campagnano, dunque, e l’attesa di un fine settimana di divertimento e partecipazione ad un appuntamento turistico e folkloristico autentico,

che sa di campagna e libertà, cultura e buona tavola, sapori perduti.

La 52° Festa del Baccanale – promossa e sostenuta dal Comune di Campagnano, e da Regione Lazio, Provincia di Roma ed altri enti pubblici

e privati del settore – aspetta chi cerca e sostiene la qualità nel mercato agroalimentare e nella ristorazione, e dà spazio al pubblico che

ama cercare i sapori e godere di proposte di animazione per bambini, famiglie, giovani, nella verde cornice del Parco di Veio… tutto un altro

mondo a due passi da Roma. www.prolococampagnano.it info 377.1072040

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42

Campo de’ fiori

Era la scampagnata della prima domenica dopo la Pasqua

La Poggiata. Ricordi di una festa che non c’è più

A Corchiano ci si ritrovava tutti alla Madonna del Soccorso

di Ermelinda Benedetti

L’arrivo della bella stagione primaverile,

che annuncia la tanto attesa estate, ci fa

fare un tuffo nel passato e si va indietro

nei ricordi di almeno 50-60 anni, ed anche

qualcosa in più. Quella della Poggiata,

festa tanto attesa per i giovani dell’epoca,

era una usanza tradizionale popolare che è

andata, infatti, scomparendo ormai da

diverso tempo. La società è cambiata, è

cambiato il modo di divertirsi, di svagarsi e

di stare insieme. Prima si usciva poco,

molti abitavano nei casali di campagna e

non c’era modo per frequentarsi spesso, si

viveva per lo più di agricoltura ed allevamento

e bisognava lavorare anche la

domenica. Le feste delegate al riposo

erano veramente poche e la domenica

dopo la Pasqua era una di quelle, anche

se, in caso di pioggia, da tenere in conto

visto il periodo, si spostava prontamente

alla domenica successiva! Il termine “poggiata”

in italiano significa “tratto di terreno

che sale”, ed a Corchiano il luogo adibito

per la festa della Poggiata era, per l’appunto,

la campagna che si stendeva intorno

alla chiesa della Madonna del Soccorso,

una valletta leggermente in salita. Fin

dalla mattina ci si organizzava per preparare

tutto il necessario per la scampagnata

pomeridiana. Nelle ceste si metteva la

tovaglia da stendere sul prato per sedersi

a pranzo e l’occorrente per mangiare:

Corchiano - Primi anni ‘50. Vista la presenza del

fotografo, nello stesso giorno si è deciso di fare più

di qualche scatto per immortalare il bel ricordo.

lonza, prosciutto, salsicce,

pane, uova

sode, tutta roba casareccia

e genuina, e

poi frutta, acqua, e

tanto vino, indispensabile

per crerare

quell’incoscente allegria

che rendeva indimenticabile

ogni

Poggiata. Come dolce

tutti avevano almeno

una pizza di Pasqua o

dei maritozzi di disavanzo

della settimana

prima, che si erano

lasciati da parte proprio

in vista di quella

occasione. Le

mamme, aiutate dai

piccoli figli trepidanti,

caricavano il tutto sui

carretti e, fatta salire tutta la famiglia, il

padre spronava l’asino o il cavallo e ci si

avviava alla Madonna del Soccorso. Molti

giovani, ormai un po’ più grandini, invece,

montavano in sella alle proprie biciclette,

sperando magari di trovare la ragazza

desiderata, a piedi, che, col permesso dei

genitori, avrebbero potuto accompagnare

fino al prato. Ascoltata la messa di ringraziamento,

celebrata dal giovane don

Domenico, arrivato in sella alla sua mitica

moto Guzzi, si consumava il pranzo, gli

uni accanto agli altri, scherzando e ridendo

come non capitava spesso. Tanti altri,

che magari abitavano in paese o lì nei

pressi, arrivavano a piedi nel pomeriggio,

per la merenda, e si aggiungevano all’allegra

compagnia. Ed ecco che i giovani iniziavano

a giocare a palla, mentre le ragazze

si raggruppavano per scambiare quattro

chiacchere tra di loro, aspettando

magari che qualche ragazzo si facesse

avanti lanciando qualche occhiata e per

avvicinarsi, poi, timidamente. Intanto era

la musica degli organetti a fare da sottofondo,

e, qualcuno appassionato di ballo,

si lasciva andare a qualche salterello, mentre

molti altri cantavano a squarciagola,

Corchiano - Primi anni ‘50. Gruppo di giovani in una splendida domenica

della Poggiata. Foto del Sig. Alfonso Mechelli (terzo da sx).

più o meno intonatamente canti popolari

oggi ormai dimenticati. Si andava avanti

fino all’imbrunire, quando, si dovevano tristemente

riprendere tutti i bagagli e tornare

a casa, dandosi appuntamento al

prossimo anno. Spesso, addirittura, si

decorava un carretto con fiocchi, fiori e

foglie, dietro al quale ci si accodava per

incamminarsi al suon di musica verso la

Poggiata.

Ma, come purtroppo spesso accade, via

via anche questa bella festa tradizionale è

andata scomparendo. Di anno in anno

sempre meno persone prendevano parte

alla Poggiata, fino a farla morire completamente

già verso i primi anni ’60. Qualcuno,

memore dei bei momenti trascorsi e desideroso

di riviverli, qualcun’altro di viverli

per la prima volta, dopo averne ascoltato i

racconti, ha tentato, negli anni, di ripristinare

questa antica festa popolare, ma a

nulla è valso, forse proprio perché, come

dicevo all’inizio, è radicalmente cambiato

lo stile di vita. Oggi non ci manca il modo

di vederci o sentirci, né tantomeno mancano

le occasioni di divertimento, ma quelle

sane, semplici ed antiche, come la

Poggiata, non ci sono più.


...continua dal numero 68

Per capire l’importanza del

Cimitero di Santa Maria

Maggiore, bisogna risalire

al 12 Febbraio 1198,

quando il Sommo

Pontefice INNOCENZO

III, stabilì la fondazione

del Cimitero nell’antico

sito della città

di Faleri, o Falaro come

riportano antichi documenti,

allora sede

Vescovile, prima del definitivo

passaggio a Civita

Castellana.

Faleri, nelle memorie

Cristiane, è celebre per il

Martirio che vi sostennero

Gratiliano e Felicissima

i cui nomi sono

citati nel Martirologio Romano e a cui è

dedicato l’Altare della Cripta della

Cattedrale di Santa Maria Maggiore.

I documenti del tempo informano che i

Vescovi di Faleri intervennero in importanti

atti della Curia Romana: nei due Concilii

Romani del 595 e del 601, troviamo un

GIOVANNI che si sottoscrisse “Falerinae

Ecclesiae Episcopus”.

Il Vescovo CAROSO, era nel Concilio

Romano del Papa Martino I, nell’anno 649.

GIOVANNI II, si trovava nell’altro Concilio

del 679 e nel successivo del 721 notiamo

il Vescovo TRIBUNIZIO.

Negli atti del Concilio Romano dell’826 è

noto il Vescovo ADRIANO.

Nei successivi Concilii dell’853, dell’861 e

dell’869, si trova sottoscritto il Vescovo

GIOVANNI IV.

E’ in questo periodo, infatti, che avvenne il

cambiamento di residenza dei Vescovi

Campo de’ fiori 43

La storia del cimitero

di Civita Castellana

Falarini e sebbene

portassero il titolo

della Chiesa di Faleri,

li troviamo commemorati

o in qualche

monumento di Civita

Castellana, o in qualche

lapide, oppure

citati negli atti ecclesiastici

con il titolo

delle due Chiese di

Faleri e Civita Castellana.

Il primo Vescovo citato

con i due titoli

aveva il nome LEONE

e visse nell’871, nelle

due distinte sedi.

Bisogna arrivare al

998 per vedere ancora

occupata la sede di

Faleri, dal Vescovo

CRESCENZIANO: nel 998 fece rinvenire

nei pressi di Rignano Flaminio le reliquie

dei SS. Patroni Marciano e Giovanni, i quali

battezzati da Sant’Abbondio avevano

sostenuto valorosamente e nella fede in

Cristo il martirio per la fede Cristiana.

Papa Innocenzo III nel 1198 stabilì la

fondazione del Cimitero nell’antico sito

della città di Faleri.

Porta d’ingresso dell’antica città di Faleri, che ospitò

il cimitero dal 1198 al 1216, quando venne trasferito

nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore.

di Enea Cisbani

Le raccolse con giubilo di popolo, le fece

trasportare a Civita Castellana nella Chiesa

Rupestre di Sant’Ippolito e successivamente

nell’antica Cattedrale di Civita

Castellana.

Nel 1037, è citato il Vescovo BENEDETTO,

che nei documenti archiviali si sottoscrive

come “Fallaritanae et Castellanae

Episcopus”.

Dopo il Vescovo Benedetto, troviamo GIO-

VANNI, che troviamo citato in una importante

lettera del tempo.

Nel 1059, si ha notizia del Vescovo PIE-

TRO I e sempre un altro Vescovo PIETRO,

nel 1179 consacrò un’Altare nella Chiesa di

Santa Maria di Faleri.

La necessità di realizzare il Cimitero

Vescovile, nasce appunto in quegli anni,

ma bisognerà attendere il Papa Innocenzo

III per vedere il progetto concretamente

realizzato.

I documenti, purtroppo, non ci consentono

di individuare con certezza il sito del

primo Cimitero di Faleri: probabilmente

venne collocato in prossimità della

Chiesa di Faleri.

Nel 1216, il sito venne abbandonato

e trasferito il titolo nella Cattedrale

di Santa Maria Maggiore, dove

rimase attivo fino al 1823,

prima del trasferimento nella

Chiesa di San Giorgio.

Un cimitero, come abbiamo visto era

in funzione anche a Civita Castellana

nella Cattedrale: ma il titolo principale

spettava alla sede di Faleri.

Successivamente venne soppresso,

anche perché disagevole e lontano

dal centro urbano di Civita

Castellana.

La storia del Cimitero di Civita

Castellana: 1179 - 2010.

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44 Campo de’ fiori

L’acqua di Corchiano, naturale o frizzante a tutte le ore

Il distributore automatico, in Piazza del Comune, ha avuto subito grande successo

Il distributore d’acqua automatico in Piazza del Bersagliere

Era l’inizio di Marzo quando, in Piazza del

Bersagliere, nel cuore di Corchiano, è

sorta una piccola casetta di legno. Una

domanda è subito nata spontanea in tutti:

“che cos’è”. Di contro sono immediatamente

iniziate a circolare le prime voci che

hanno soddisfatto questa curiosità, perché,

come si dice “il paese è piccolo

e la gente mormora”. Siamo

venuti, così, a sapere che si trattava

di un distributore di acqua naturale

e frizzante. E’ iniziato tutto

come un semplice esperimento

dimostrativo, per promuovere l’erogatore,

che sarebbe dovuto

durare pochi giorni, ma visto il

grande successo riscosso tra i cittadini

(sono stati distribuiti circa

30.000 litri d’acqua in soli 30 giorni),

il Comune ha pensato bene di

acquistare l’apparecchio e rendere,

così, questo servizio pubblico. Ogni

giorno, infatti, specie in orari particolari,

è necessario mettersi in

coda per riempire i propri recipienti ed il

servizio che è iniziato gratuitamente, è

diventato da lunedì 6 Aprile a pagamento:

un litro e mezzo d’acqua a 0,05 cent di

euro. Per facilitarne “l’acquisto” è stata,

però, ideata una chiavetta ricaricabile, che

è possibile avere recandosi presso i locali

del Comune. E’ nelle intenzioni dell’amministrazione

comunale, inoltre, fornire ad

ogni famiglia un kit completo di 6 bottiglie

in vetro da un litro e relativo porta bottiglie,

evitando così anche la plastica, in

linea con il progetto di raccolta differenziata

in atto ormai da un anno. Sempre a tal

scopo, è in programma anche la distribuzione

di recipienti adibiti esclusivamente a

raccogliere l’olio utilizzato in cucina, che

verrà ritirato anch’esso nelle date stabilite.

Questa novità è stata accolta positivamente

dalla maggior

parte dei corchianesi

e se fosse

necessario, in futuro,

potrebbe essere

istallato un altro

distributore d’acqua

nella zona di

Via Civita

Castellana.

La chiavetta ricaricabile

E.B.

Questo è il rendiconto dei primi nove mesi di attività del

Comitato “Gli Angeli di Lorenzo”, nato, come ormai noto,

a seguito della tragica morte del piccolo Lorenzo

Barzellotti, scomparso nel Luglio del 2009. Il Comitato,

(come ben sapete), ha lo scopo di raccogliere fondi per

l’acquisto di un’autoambulanza da donare alla Croce Rossa

Italiana e da essa gestita, possa operare tempestivamente,

con l’aiuto dei numerosi concittadini volontari. Il corso

di formazione, organizzato dal Comitato di Civita

Castellana della C. R. I., a cui hanno preso parte ben 53

persone, in questi giorni è giunto a termine e nel mese di

Maggio si svolgeranno gli esami, superati i quali si potrà

avere accesso alla fase successiva. Fino a questo momento

i membri del Comitato sono moderatamente soddisfatti

per i risultati raggiunti in un lasso di tempo non troppo

lungo, anche se si potrebbe fare ancora di più con il contributo

di tutti i cittadini che ancora non hanno avuto

modo di dare il proprio sostegno a questo progetto molto

importante. Un presidio e un’autoambulanza operativi sul

nostro territorio possono garantire un servizio di primo

soccorso più rapido ed efficiente, come del resto accade in

altri paesi della nostra provincia e contribuire a dare un

segno di civiltà più alto a tutta la comunità corchianese.

Proprio per questo motivo il Comitato sta preparando una

serie di iniziative per sensibilizzare ancora di più la popolazione,

tra cui un incontro, rivolto in particolar modo a

tutti coloro che si trovano ad avere a che fare con i bambini

(genitori, insegnanti, educatori, etc.), con un pediatra

specializzato, che grazie all’Associazione da lui costituita,

insegna semplici manovre di primo soccorso, per salvare

la vita di tanti piccoli, che, spesso, inconsapevoli del pericolo,

rischiano la vita. Durante l’incontro verrà distribuito

ai presenti anche un dvd da poter studiare a casa.

RENDICONTO DONAZIONI AL ‘COMITATO GLI ANGE-

LI DI LORENZO’ DAL 13/07/2009 AL 13/04/2010

- FUNERALI BARZELLOTTI – PIACITELLI – CERULLO 7.286,00

- PARENTI E AMICI BARZELLOTTI – PIERMARTINI – FRATINI 4.090,00

- RACCOLTA FONDI NOTTE BIANCA 540,00

- RICAVATO DA INIZIATIVE ORGANIZZATE DURANTE

FESTEGGIAMENTI SS.MARIA DELLE GRAZIE 1.190,00

- INCASSO FESTIVITA’ NATALIZIE CON ATTIVITA’

NEI PRESSI DEL PRESEPE E PESCA DELLA BEFANA 1.661,89

- RICAVATO SALVADANAI DISTRIBUITI

NEI NEGOZI DI CORCHIANO 1.641,00

- N°84 VERSAMENTI TRAMITE BOLLETTINI POSTALI

DAL 24/12/2009 AL 13/04/2010 2.435,60

- LOTTERIA CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

DI CORCHIANO (SCUOLA MEDIA) 784,00

- DONAZIONI CON BONIFICO AL BANCO DI BRESCIA 1.150,00

- DONAZIONI CON BONIFICO AL B.C.C. RONCIGLIONE 70,00

- CONTRIBUTO FEDERCACCIA 140,00

- CONTRIBUTO ASSOCIAZIONE ARTIGLIERI 50,00

- CONTRIBUTO UNITALSI CORCHIANO 50,00

- CONTRIBUTO C.R.I 230,00

- OFFERTE CONSEGNATE DIRETTAMENTE AL COMITATO 475,00

- APERTURA C/C POSTALE ESEGUITA DAL COMITATO 60,00

- INTERESSI ATTIVI BANCO DI BRESCIA 0,71

TOTALE ENTRATE Euro 21.854,20

- ONERI BANCARI B.C.C. RONCIGLIONE 44,11

- ONERI BANCARI BANCO DI BRESCIA 44,90

- ONERI POSTE ITALIANE + BOLL. C/C/P 120,56

TOTALE USCITE Euro 209,57

SALDO ATTIVO AL 13 APRILE 2010 Euro 21.644,63

Il comitato ringrazia

coloro che, con sensibilità

e generosita, hanno

offerto il loro sostegno

economico e morale e

invita quanti non avessero

ancora contribuito

a manifestare concretamente

questo grande

progetto di solidarietà

civile e sociale.


Campo de’ fiori 45

Società cooperativa agraria fra gli agricoltori di Civita

Costituita nel 1981 per migliorare le loro troppo povere condizioni

di

Francesca Pelinga

Il 25 marzo 1891 fu

costituita, in casa del

signor Cassani Casimiro,

locandiere, in

piazza San Gregorio al

numero 124, che fece

da testimone insieme

ad Emanuele Coletta

possidente, dinanzi al

notaio Luigi Piermarini,

una società cooperativa

agraria fra gli agricoltori

e contadini di Civita. La società era

di forma anonima e a responsabilità limitata,

aveva la durate di 30 anni ma poteva

sciogliersi prima del termine fissato

qualora ci fosse stata la perdita di una

metà del capitale sociale. Lo scopo era di

migliorare le condizioni degli agricoltori e

contadini e dell’agricoltura medesima,

prendendo in affitto o a colonia (contratto

che il proprietario e il colono stipulavano

per la condotta di un fondo agricolo) terreni

di pubbliche e private amministrazioni

per poi farli seminare e coltivare dai soci.

Gli agricoltori erano Arrigoni Giovanni fu

Quirino, Colamedici Giovanni fu Egidio,

Buttarelli Vincenzo di Domenico, Mancini

Giovanni Battista fu Domenico, Brocchi

Francesco fu Domenico, Colamedici

Gregorio di Giovanni, Mezzanotte. Angelo

di Giovanni, Marchetti Lorenzo fu Luigi,

Fontenovi Rocco fu Nicola, Mezzanotte

Luigi di Marciano, Mezzanotte Antonio di

Marciano, Miozzi Giovanni fu Raffaele

Battista, Brocchi Sante fu Domenico,

Mezzanotte Eugenio di Marciano, Coluzzi

Domenico fu Marciano, Del Frate Arvino fu

Pasquale, Del Priore Pietro di Giuseppe, De

Angelis Pietro fu Antonio, Mozzicarelli

Giuseppe fu Domenico, Giovannetti

Giovanni fu Giuseppe, tutti nati e domiciliati

a Civita, soltanto Domenico Coluzzi

era possidente. La presidenza di questa

Società venne assunta da Giovanni

Arrigoni , segretario Arvino Del Frate, le

azioni costavano L.25 (circa € 189.274,30

di oggi) ed erano nominative, potevano

essere pagate per intero al’atto di sottoscrizione

oppure in rate settimanali di 50

centesimi, ogni certificato

di azione

aveva una tassa di

L.1, per essere

ammessi si dovevano

pagare L. 2 e si

doveva acquistare

un’azione ogni

anno. Bisognava

avere 25 anni e

saper leggere e scrivere

per essere

eletti alle cariche

sociali, la società

prendeva in affitto o

all’asta o a colonia,

tenute superiori ad

ettari 46,21 dividendole

fra i soci che

avevano il diritto ad

ottenere una parte

dei terreni, ottenere

crediti, a partecipare

agli utili netti

dopo un anno di cui

una metà andava al fondo di riserva; ma il

socio che era in mora al pagamento di tre

rate della prima azione, poteva essere

escluso dagli utili. Nel primo anno il dividendo

passava al fondo di riserva per far

fronte alle spese, dopo tre mesi che si possedeva

un azione si poteva chiedere il

mutuo per la gestione del terreno, che

veniva concesso sino al quintuplo del valore

delle azioni possedute ma non si potevano

chiedere mutui maggiori a L. 1000

(€ 8.577.357,30 di oggi). Per poterlo ottenere

bastava lasciare in deposito le azioni

possedute, gli interessi però dovevano

essere pagati anticipatamente. Le azioni

erano rimborsabili quando il socio dava le

dimissioni, almeno dopo cinque anni; in

caso di morte le azioni venivano liquidate

agli eredi entro un mese, i crediti che

aveva venivano detratti dalle somme

dovute, qualora la famiglia non poteva

pagare i debiti venivano condonati a carico

del fondo di riserva della Società.

Il socio defunto aveva il diritto all’accompagno

della Società con la bandiera. Un

Civita Castellana. Piazza San Gregorio oggi, con l’omonima chiesa.

Il 25 marzo 1891 a casa del locandiere Casimiro Cassani, lì residente,

al civico 124, venne costituita una società cooperativa agraria,

tra i contadini locali.

socio veniva escluso quando aveva

costretto la Società ad atti giudiziari o

aveva commesso azioni ritenute disonorevoli,

o era stato condannato per pene criminali

o correzionali, gli venivano rimborsate

le azioni che possedeva, detratti i crediti

della società più il 10 per cento per

conto spese d’impianto. Se nel periodo di

un anno si ammalava o restava disoccupato,

aveva diritto ad una dilazione del pagamento

settimanale in proporzione alla

malattia o disoccupazione. I membri del

Consiglio d’Amministrazione prestavano la

loro opera gratuitamente ad eccezione del

segretario contabile al quale andava un

compenso mensile in base al lavoro svolto.

La convocazione dell’assemblea e gli atti

della Società venivano pubblicati nella

Gazzetta Ufficiale del Regno e nel giornale

della provincia, il Messaggero, ovvero nel

giornale del circondario, il Rinnovamento.

L’undici Maggio 1891 l’atto costitutivo della

Società e lo statuto ebbero il riconoscimento

giuridico dal Tribunale Civile e

Penale di Viterbo.


46

Campo de’ fiori

Oroscopo di Aprile by Cosmo

biamenti e adeguamenti. La salute va benissimo.

LEONE L’inizio della primavera

vi coglie totalmente

presi dall’amore. È il periodo

buono per iniziare a stabilizzare

una. Attenzione, però,

alle richieste ed esigenze

della persona amata, non date tutto per scontato.

Pretendete molto in ambito lavorativo,

sforzandovi di raggiungere gli obbiettivi nel

minor tempo possibile. Piccoli successi sono

all’orizzonte accompagnati da una forma fisica

smagliante.

VERGINE Con l’arrivo della

primavera, comincerete a

rigenerarvi, raggiungendo

l’apice della forma in estate.

Piccoli momenti di confusione

e riflessione sono necessari

in ambito amoroso, seguendo anche i consigli

di un amico più che fidato, che potrà aiutarvi

anche in ambito lavorativo, dove ci sarà un

problema da risolvere. Lo stress e le prime

temperature miti possono causare dolori cervicali.

BILANCIA La situazione è

molto tranquilla in ambito

lavorativo, con meritati successi

conquisterete la fiducia

e la stima dei colleghi. Nel

campo dei sentimenti, invece,

l’equilibrio che si è costruito tenderà a rompersi

a causa di incomprensioni con il partner

e i tentativi di riconciliazione non sempre

andranno a buon fine. La salute potrebbe dare

piccoli disturbi alle articolazioni.

SCORPIONE È giunto il

momento di prendervi le

vostre responsabilità sia in

amore che in ambito lavorativo.

Nei rapporti affettivi,

infatti, sarete portati a creare

ARIETE Inizia una fase trasgressiva

e divertente che

durerà fino a Giugno. Dovete

in parte modificare il vostro

atteggiamento. In ambito

lavorativo siate più comprensivi

e disponibili con i colleghi.

In amore, invece, imparate a dare e non

solo pretendere attenzioni dal partner. Fate

attenzione alla circolazione, che potrebbe

appesantire le gambe a causa del cambio di

stagione.

TORO La stagione primaverile

si apre con un calo della

forma fisica. Per quanto

riguarda il lavoro dovete

aguzzare l’ingegno e mantenere

la calma, soprattutto davanti a piccoli

imprevisti. Dal punto di vista affettivo siete un

po’ distratti anche a causa di amicizie poco

sincere che danno consigli sbagliati. Meglio

seguire il proprio istinto e la propria testa.

GEMELLI Periodo un tantino

pesante: maggiore attenzione

e concentrazione in ogni

ambito. Sul lavoro lasciate da

parte vecchi rancori, evitate

di esporvi troppo e di creare

dissapori con i colleghi. Con il partner e con i

familiari, invece, bisogna fatevi rispettare perché

qualcuno vorrebbe approfittare della

vostra disponibilità. Attenzione ai piccoli incidenti

domestici e alle scottature in cucina.

CANCRO Un po’ di stanchezza

dell’inverno si fa sentire,

ma la bella stagione vi trova

pieni di buoni propositi. In

amore vivrete una buona

complicità. Però in questa

primavera non mancheranno le tentazioni e

per qualcuno potrebbe scapparci più di un’avventura.

In ambito lavorativo si prospettano

buone novità che però richiedono piccoli caminutili

nervosismi, riflettete prima di fare

danno. Sul lavoro l’intuito sarà un ottimo

alleato per raggiungere obiettivi prefissati da

tempo, ma dovete mettere da parte il vostro

orgoglio. La salute va a gonfie vele…

SAGITTARIO È giunto il

momento di far vedere a tutti

di cosa siete capaci. Non

avrete paura di farvi notare e

di mostrare tutte le qualità. Il

partner apprezzerà il vostro

comportamento schietto e sincero. Anche in

ambito lavorativo darete il meglio di voi senza

esitazioni. Non lasciatevi vincere dalla pigrizia.

CAPRICORNO In amore e

in famiglia ci saranno piccole

discussioni e forse la fiducia

delle persone care potrebbe

vacillare, ma saprete fare le

mosse giuste e recuperare. Il

lavoro sarà molto impegnativo e richiederà

uno sforzo notevole di concentrazione, ma alla

fine tutto sarà ripagato. I problemi di circolazione

saranno più accentuati con l’arrivo della

primavera: bevete acqua e fate movimento.

ACQUARIO Sarete razionali

e determinati in questo

mese. Nei rapporti affettivi,

soprattutto di coppia, tenderete

ad essere molto puntigliosi,

perdendo di vista le

cose veramente importanti. Ridimensionate il

comportamento! In ambito lavorativo possibili

tensioni con dei superiori o delle persone

con cui si lavora a stretto contatto. Siete

anche stanchi e stressati: ridimensionate le

cose da fare!

PESCI Vi sentite particolarmente

instabili e dubbiosi.

Mettete in discussione i rapporti

con le persone care, ma

questo periodo di apatia passerà.

Proprio l’agitazione e il nervoso possono

causare problemi addominali e di digestione.

Anche il lavoro non andrà meglio e una delusione

sembra dietro l’angolo, forse un progetto,

non darà i frutti sperati. Tuttavia, vi sarà il

supporto di una persona vicina!


Campo de’ fiori 47

La rubrica

dei perchè

L’angolo del poeta

PERCHE’ SE UNA CANDELA

BRUCIA LA CERA SPARISCE

Una volta acceso lo stoppino, il calore che si crea

scioglie la cera che evapora sotto forma di gas. La

cera, infatti, come molti altri combustibili, è un

composto formato da carbonio e idrogeno, i quali,

durante la combustione, si combinano con l’ossigeno

presente nell’aria e formano anidride carbonica

e vapore acqueo.

La cera si consuma e la candela diventa sempre più

piccola.

PERCHE’ L’ACQUA NON

HA SAPORE

Noi percepiamo cinque diversi sapori:

dolce, amaro, aspro, salato e umami

(glutammatao), attraverso i recettori

del gusto presenti nelle papille gustative

della lingua. L’acqua è composta da

due atomi di idrogeno e uno di ossigeno,

ma non contiene elementi che stimolano

i cinque recettori del gusto.

Questo è vero fino in fondo per l’acqua distillata, priva di sali minerali.

Mentre l’acqua che beviamo normalmente, accumula minerali a contatto

con le rocce su cui scorre e contiene sostanze che i nostri recettori del

gusto percepiscono. Ecco perchè preferiamo il “sapore” di un’acqua

di una marca piuttosto che di un’altra.

PERCHE’ LE

FORMICHE

CAMMINANO

IN FILA

Le formiche sono insetti

sociali, vivono in grandi colonie

organizzate, dove ognuna

ha un prorpio compito.

Quando si muovono alla

ricerca di cibo compiono anche tragitti lunghissimi, durante i quali lasciano

tracce odorose per permettere alle compagne di seguirle fino ai luoghi

di raccolta del cibo e ritrovare, poi, la strada di ritorno per il formicaio

di appartenenza.

Un cuore silente

Un effimero sogno terreno

nelle aree del cuore imperversi,

colorando come un arcobaleno

della vita i miei giorni diversi.

Poi del mare diventi tempesta

e io naufrago alla deriva,

dove plachi quell’ira funesta

con lo sguardo di chi parte e chi

arriva.

Ma silente il mio cuore sospira

dentro un battito fatto d’amore,

la mia carne che brucia e che mira

del tuo corpo la folle passione.

Questa notte, non andare rimani

le mie mani cercano te

Sarà fulgido il giorno domani

Se l’aurora ti trova con me.

Sergio Maroni

Ronciglione 30/03/2010

Se anche tu stai

collezionando

Campo de’ fiori,

corri in redazione a

recuperare i numeri che

ti mancano!!!

LEGGI

Campo de’ fiori

E PASSA PAROLA


48

Campo de’ fiori

Civita nel 2000

Il superdinamico sindaco di Civita C. dell’anno

2000, avrà un cervello atomico, una fantasia esuberante,

una potenza di realizzazioni stupefacente.

Difatti dopo aver passeggiato silenzioso per alcune

notti sui vecchi selciati costruiti nel 1955 a passo di tartaruga,

proporrà al Consiglio Comunale di allora i

1955

seguenti improrogabili lavori:

1. SELCIATO NUOVO in lastre di acciaio per la città,

che ormai conta oltre 50 mila abitanti. Il lavoto sarà affidato alla ditta “ATOMICA”, che compirà l’opera in 7 giorni, senza polvere,

senza interruzione di traffico, senza danneggiamenti degli esercenti.

2. AEREOPORTO CIVILE nei dintorni della città, che permetterà il collegamento con Roma nel giro di 7 minuti.

3. STAZIONE di aereo razzi per andata senza ritorno sulla Luna e altri satelliti, a scelta degli interessati più o meno stanche della

vita terrestre.

4. AUTORIMESSA gigante, costruita sotto Civita Castellana, con la capacità di oltre 5 mila macchine … e usabile in caso di guerra

atomica come rifugio.

5. TELEFERICA, che permetterà il collegamento rapido della città con il lago costruito a valle, per permettere ai cittadini il bagno

nelle assolate giornate estive.

6. COMPLESSO industriale ceramico per 20 mila operai,

visto che le miriadi di fabrichette sorte come funghi tra il

1945 ed il 1955, hanno dichiarato tutte fallimento. Detto

complesso industriale avrà una struttura ultramoderna, con

impianti a catena, con aria condizionata, e capacità di far

concorrenza alle prepotenti industrie ceramiche del Nord!

7. STRADA SOPRAELEVATA, dato che i progetti della

famosa circonvallazione, nati morti nella metà del XX secolo,

non hanno risolto il passaggio quotidiano dei cittadini e

lo smistamento degli autoveicoli che sono arrivati ad una

media di 10 ogni cittadino.

Nota: alla osservazione logica di un consigliere della minoranza,

all’atomico sindaco del 2000, sulla mancanza completa

di fondi per la realizzazione completa delle suddette

opere, la risposta sarà categorica: “Faremo dei mutui”…

SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL NOSTRO ABBONAMENTO

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Campo de’ fiori 49

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

VENERDI’ E DOMENICA AL

SANTA CHIARA

Musica, teatro & danza

Con il Municipio XII Eur

Venerdì 7 maggio - ore

21:30

ASCOLTANDO IL BUIO

di Daniela De Lillo e Lucia

Di Cosmo

Mario Marozzi - Ètoile del Teatro dell’Opera di Roma

Gaia Straccamore - Prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma

In collaborazione con la Coop. Moiselle Le Blanc

Roma, Auditorium S. Chiara

(Via Caterina Troiani, 90 – Eur Torrino nord)

Ingresso gratuito

Sabato 8 maggio – ore 20:30

Domenica 9 maggio - ore 17:30

FESTIVAL DI CORTI TEATRALI

Rassegna di corti teatrali per giovani autori,

sul tema

“Il 2000 compie 10 anni”.

A cura del Laboratorio Teatrale Il Cantiere Teatrale

Roma, Auditorium S. Chiara

(Via Caterina Troiani, 90 – Eur Torrino nord)

Ingresso gratuito

16 MAGGIO 2010 a FALERII NOVI

COMUNE di FABRICA DI ROMA

Ass. CULTURA E TURISMO - Ass. PRO LOCO

IN COLLABORAZIONE con

“ASSOCIAZIONE FALERI”

III EDIZIONE

A SPASSO PER

LA VIA “AMERINA”

Passeggiata guidata nella antica via romana di collegamento

dalla capitale dell’Impero Romano ad AMELIA

PROGRAMMA

ore 09,30 Ritrovo alla ”PORTA di GIOVE” Via Falerii Novi

ore 10,00 Partenza per la via “AMERINA” - Prenotaz. Pranzo

ore 13.00 Pranzo - (Presso la Sala parrocchiale) primo, secondo,

contorno, acqua e caffè (€. 10,00)

ore 15,30 Visita alla Chiesa S. Maria in Falleri

ore 16.00 Concerto del Coro POLIFONICO” Mons.Giuseppe

Bellamaria

info:Ass.FALERI (Gianni) 3383608041 3-mail frategianni@live.it

sito internet http./www.assfaleri.altervista.org

Info Uff. Cultura Comune di Fabrica di Roma 0761/569001 int. 4

e-mail: cultura@comune.fabricadiroma.vt.it

Ancora una volta Michael Pergolani e Renato Marengo,

autori e conduttori di DEMO, il programma

“Acchiappatalenti” di Radio 1 Rai, sono vicini alla creatività

dei giovani talenti musicali, questa volta con una finestra

aperta al mondo del jazz. DEMO, infatti, selezionerà quindici

formazioni jazz scelte tra le migliori che invieranno

un demo a: DEMO, Radio1 Rai , Largo Villy De

Luca 5 00188, Saxa Rubra – Roma, specificando “per

Atina Jazz”. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del concorso

lanciato da Atina Jazz, si svolgerà dal 28 al 31 luglio

presso la Villa Comunale di Cassino. Il programma dei

primi tre giorni prevede l’esibizione di 5 band per sera. Una

giuria di esperti sceglierà i 4 finalisti che si contenderanno

il premio jazz award nella serata finale del 31 luglio. Guest

star d’eccezione sarà Rossana Casale col suo quartetto,

che chiuderà la serata del 28 luglio, mentre ospiti delle

serate successive saranno rispettivamente i jazzisti Mario

Romano & Friends, Giovanni Guidi and Unknown

Rebel Band e Babyra Project. Il vincitore del DEMO Jazz

Award 2010, oltre ad esibirsi in apertura del concerto finale

di Enrico Rava e Stefano Bollani che si terrà il 1 agosto

nella splendida cornice del Teatro Romano di

Cassino, parteciperà, nel giugno del 2011 al festival di

Rochester in Canada; al secondo classificato la partecipazione

di diritto alla II edizione di Atina Jazz winter

2010. La novità di quest’anno sarà la realizzazione di un cd

prodotto da Raitrade, che conterrà i brani dei quindici

semifinalisti scelti da DEMO. All’interno della Villa Comunale

di Cassino sarà inoltre allestito il DEMO Village con gli

stand di SIAE, AFI, RAITRADE, ASSOMUSICA, NOTE

LEGALI, MUSICALNEWS,TOAST RECORD, ONE E

MUSIC e DEMO RADIO1 RAI, dove tutti gli artisti

potranno consegnare personalmente un proprio demo. Nei

giorni della manifestazione ci sarà anche un convegno sul

rapporto tra artisti emergenti, discografia e opportunità per

esibirsi.

Per il regolamento e maggiori dettagli: www.atinajazz.com

L’Associazione Culturale

Ottavia propone

1° Maggio 2010 nella Tuscia

L’Associazione Culturale Ottavia, propone per

il weekend del Primo Maggio 2010 un programma

di visite nella Tuscia rinascimentale, alloggiando nella

Foresteria delle Scuderie del Palazzo Farnese di Caprarola

(camere di stile sobrio, ma corredate di bagno privato e vista sull’antico

borgo). Il ricco programma permetterà di visitare le splendide

dimore del Palazzo Farnese di Caprarola, capolavoro architettonico del

Vignola, Villa Lante di Bagnaia e i suoi splendidi giardini all’italiana, il

Palazzo Ruspoli di Vignanello, dotato di un raffinato giardino creato

per volontà di Ottavia Orsini le cui iniziali si possono ancor oggi leggere

nelle forme delle siepi. E ancora Viterbo, la Città dei Papi, che

in quei giorni ospita la nota manifestazione “San Pellegrino in fiore”

che vede le vie dello splendido Quartiere Medievale decorate di fiori,

e infine si potrà assistere a un concerto nella splendida sede della

Fondazione Carivit a Palazzo Brugiotti.

Per informazioni tel 06 688 91 677- Cell: 339 3406573


La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

25 Aprile 1960

Roberto Moretti e Marisa Basili

“Ai nonni più innamorati del mondo,

per le loro Nozze d’Oro auguriamo

altri 50 anni così. da Flavio, Giulia e

Roberto”

Noi crediamo che il fiore più bello

sia fiorito il 14 Aprile 2007 quando

Mario e Flory Neagu, di

Fabrica di Roma, si sono uniti

in matrimonio. Un mondo di

auguri per i loro tre anni insieme

dal figlio Alin Nicola, dalle

zie Giorgiana, Alessandra,

Michela e da tutti i parenti.

Tanti auguri

a Asia

Ridolfi che il 5 Aprile ha compiuto

4 anni, dalla mamma, il papà, i nonni

e gli zii.

Tanti auguri al

nostro piccolo

angelo di nome

Chiara per i suoi

2 anni, da mamma,

papà, i nonni

e gli zii.

Tantissimi auguri a Nicolo’ per

il suo 1° anno di vita…. Dai genitori

Daria e Roberto, i nonni, gli

zii, Tonia, Massimo e la piccola

Giulia.

Il 16 Aprile si è laureato Davide

D’Ubaldo… Congratulazioni

Dottore!!! Da nonno Bruno, le zie,

gli zii ed i cugini/e!!!

Congratulazioni

a Romina Calcina

che il 25 Marzo

si è laureata in

Scienze

Infermieristiche

da mamma, papà,

Moira, Lorenza

e tutti i parenti.

Auguri a Lido

e Sira che il

27 Aprile

festeggiano

60 anni di

matrimonio dai

figli Marina,

Mauro e

Marco, le

nuore, i nipoti

e i pronipoti.

Tanti auguri a

Vanessa Di

Cosimo che il

18 Aprile compie

18 anni da

mamma, papà

ed Eleonora.

L’8

Febbraio

2010 è

stato un

giorno speciale

per

mamma

Jenny e

papà

Giantobia, è

nato il piccolo

Francesco, che ci regala ogni

giorno emozioni fantastiche.


Tanti auguri a Federico

Anselmi che ha compiuto

gli anni il 20 Aprile,

dalla mamma, il papà, la

sorella Cecilia, i parenti

e la redazione di

Campo de’ fiori.

Tanti auguri a

Francesco Fegatello

che ha compiuto 2

anni il 2 Aprile, dai

genitori, i nonni e gli

zii.

Tantissimi auguri a

Francesca Tulli che ha

compiuto gli anni il 5

Aprile, a Veronica Tulli che

compie gli anni il 16 Maggio

e a Benedetta Rossi che

compie gli anni il 19

Maggio, dai genitori, i nonni

e gli zii.

Tanti auguri a

Daniele Arcangeli e

Francesca Stefani

che il 9 Maggio

festeggiano il loro

primo anniversario

di matrimonio, dai

genitori e da tutti i

parenti!

Tanti auguri a

Lucrezia Fabrizi che

il 28 Aprile compie

4 anni da mamma,

papà, il fratellino

Lorenzo, i nonni e gli

zii.

Auguri al mio

amore più grande

e a tutti i suoi

compagni che il

23 Maggio riceveranno

la prima

Comunione. Che il

Signore vi

accompagni

sempre durante

il vostro

cammino, da

mamma Laura e

papà Franco

Tanti auguri a

Gaja Pingitore

che il 26 Aprile

compie 3 anni da

mamma, papà, il

fratellino

Giovanni, zio

Stefano, nonno

Domenico e

nonna Sandra.

Gli auguri più cari e affettuosi

ad Elio e Ilvana per il loro 58°

anniversario di matrimonio che

festeggeranno il 27 aprile, da

Carla, Salvatore, Alessandra,

Francesca, One e Tortellino

Tanti auguri a

Ludovica per i

suoi 2 anni.

Un bacio

nonno Peppe,

nonna Maria,

zio Andrea e

zia Alessia.

Tanti auguri a

Giada Crescenzi

che ha compiuto

2 anni il 30

Marzo, dalla

mamma, il papà, i

nonni e gli zii.

L’anniversario dei 50 anni di matrimonio è

raggiunto da pochi eletti e voi siete tra

quelli! Questo è un bel traguardo, siamo

felici per voi e vi auguriamo di poter trascorrere,

con amore, tanti anni ancora

insieme.

Buon

anniversario

dai

vostri

figli, dalle

nuore e

dai nipoti.


52

Campo de’ fiori

PULCE l'ultima arrivata salvata da

5 anni di canile. Taglia piccola e,

a questo punto, non molto giovane

e impauritissima. Anche per lei

cerchiamo una famiglia che le

sappia dare gli arretrati di affetto

che non ha mai avuto.

Tel. 339.1123663

NON DIMENTICATE CHE CI SONO TANTI SFORTU-

NATI NEI CANILI. CHIAMATECI E VI ACCOMPA-

GNEREMO A SEGLIERE IL VOSTRO

AMICO FEDELE. Tel. 339.1123663.

Maya è stata trovata il 03/04/2010 a

Fabrica di Roma (vt). Magra da far

paura!!!! E' una cucciolotta di 8/9

mesi, taglia medio-piccola. Dolcissima,

cerca continuamente il contatto

umano, piange quando mi allontano..

Ora Maya è in pensione...ma nn possiamo

tenerla a lungo.. Siamo al collasso!!!!!!

Nn riusciamo a coprire tutte le spese.. Vi prego

occorre adozione del cuore!!!!! Rita 339.1123663

Giovedi 25/03/2010 a

Civita Castellana, in via

Corchiano, è stato trovato,

senza collare questo

meraviglioso cucciolone di

razza Beagle.

Buono, remissivo, va daccordo

con cani e gatti.

cerca vecchio o nuovo

amico per la vita!!!!!!

Rita 3391123663

Dolce e Lapo

Queste due simpatiche “canaglie”

aspettano ancora una

casa con giardino!!! Forza”!!!

Tel. 339.1123663.

RIPROPONIAMO STELLINA,

ormai "addomesticata" ha conosciuto

solo il canile...Qualcuno

può pensare di farla felice

Una casa, una famiglia...attualmente

in pensione a pagamento

come la maggior parte dei cani

salvati dall'Associazione.

Tel. 339.1123663

Associazione Animalista “INCROCIAMOLEZAMPE-

ONLUS” - Largo Saragat, 2

010133-CIVITACASTELLANA (VT)

Tel: 3391123663

incrociamolezampe@gmail.com

Siamo felici di poter rendere noto che in data 20/03/2010 è

stata costituita l’Associazione Animalista “Incrociamolezampe -

Onlus” a Civita Castellana (VT) con lo scopo di contenere il randagismo,

favorire le adozioni, la sterilizzazione, combattere i

maltrattamenti e fare informazione su tutto ciò che riguarda il

mondo animale. A questo proposito, sarà, a giorni, operativo lo

“Sportello per gli Animali” presso i locali messi a disposizione dalla

Protezione Civile-Sezione di Fabrica di Roma. A capo di questa

associazione una donna di grande qualità, cittadina civitonica ben

conosciuta, che ha a cuore il benessere di ogni essere senziente

che incontra sulla sua strada, Rita Storri, coadiuvata da un folto

gruppo di volontari che hanno messo a disposizione della

Presidente il loro tempo libero. E’ bene che il cittadino sappia che

da luglio 2009 ad oggi sono stati dati in adozione da questa associazione

più di 40 cani trovati abbandonati sul Territorio di Civita

Castellana. E non è poco!Ha aiutato anche molti cittadini ad adottare

un cane dal canile dove sono rinchiusi i cani di proprietà del

Comune, rei di essere solo randagi e/o abbandonati, trovati senza

microchip. L’Associazione ha assistito anche alcuni cittadini nell’orrendo

momento dell’eutanasia per evidenti impossibilità del cane di

vivere in modo dignitoso, senza per questo dover soffrire inutilmente.

Accompagna chi lo chiede nei vari canili convenzionati con

la cittadina di Civita Castellana per scegliere un cane da adottare e

fare uscire un innocente dal canile. Ha una convenzione con una

nota fondazione per poter sterilizzare cani e gatti a prezzo contenutissimo

e permettere a chiunque di praticare questo atto chirurgico

indispensabile per combattere e arginare il randagismo.

Insomma l’Associazione è sempre presente laddove vi è una segnalazione

e non si è mai tirata indietro dopo le varie chiamate e

richieste di aiuto che riceve quotidianamente, a tutte le ore del

giorno. Vi chiediamo di unirvi a noi. L’Associazione vive di tesseramento,

donazioni e non riceve alcun contributo dalle Autorità. I

cani che l’Associazione soccorre sono spesso messi in stallo presso

i volontari e addirittura a pensione a pagamento. Mangiano tutti

i giorni, vengono visitati dal veterinario, sverminati e spesso vaccinati

e tutto questo ha un certo costo, oltre alle centinaia di telefonate

e chilometri che il volontario deve affrontare per poter portare

a buon fine anche una sola adozione. Come da sempre

l’Associazione è a disposizione di chi chiederà aiuto, ma dobbiamo

ricordare che per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando....

Tel. 3391123663 - incrociamolezampe@gmail.com Rita STORRI

Presidente


Campo de’ fiori 53

Roma com’era

Roma. Marzo 1960. Corso d’Italia. Un pastore “pascola” il suo gregge in mezzo alle auto in sosta.

Cosa questa ormai neanche immaginabile, ma che, allora, poteva sembrare normale.

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Civita Castellana -25 Aprile 1963 - Classe V elementare.1. Enrico Ciccarella, 2. GiuseppeDionisi, 3. Franco Mancini, 4. ... Renzi, 5. ... Tomei, 6.

Mario Palmari, 7. Enrico Catinari, 8. Francesco Scopetti, 9. Fernando Sanapo. 10. Rossano Bussotti, 11. Luciano Angeletti, 12. Alberto

Ciuccarelli, 13. ... Righini, 14. ... Folletti, 15. ... Costantini, 16. Morelli Ernesto, 17. Maestro Antonio D’Amico.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Anni ‘50. Da sx: LucianoCapozzucchi , Alberto

Sacchi ,Domenico Paolelli.

Civita Castellana. Anni ‘40. Famiglia Caon Gherardo e Angelina con i

figli Giuseppe, Irene, Margherita ed Evaristo.


Campo de’ fiori

55

ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana.

Anni ‘60.

In piedi da sx:

Sandro Soli,

Gianni Mei,

Franco Soli,

Nando Cavalieri,

Piergiorgio Conti.

In basso:

Giovannino Barboni e

Carlo Profili

Campo de’ fiori

Civita Castellana, classe 1921. Una sola, coraggiosa maestra, per tanti bambini vivaci, tra cui Angelo Misocchia.

Foto della Sig.ra Rosilla Piccolo.


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Fabrica di Roma. 1° Comunione - 1957. 1. Roberta Mattioli, 2. Maria..., 3. Lucia Anselmi, 4. Carmelita Marinelli, 5. Giovanna Campana,

6. Rosanna Ricci, 7. Mira Massimiliani, 8. Lucia Capparucci, 9. Rosa Ricci, 10. Dante Pacelli, 11. Fulvia Pacelli, 12. Linda Alessi,

13. Luciana Cantagalli, 14. Lucia Mattioli, 15. Vincenzo Francola, 16. Franca Ricci, 17. Mario Bedini.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Lungo il Po - 1962. Alberto Proietti di Fabrica di Roma,

motociclista del Genio Pionieri.

Fabrica di Roma - Località Cassaccia. Anni ‘50.

Vanda Carosi e Angelo Picconieri


Campo de’ fiori 57

ei ricordi

Fabrica di Roma.

Anni ‘70.

Da sx:

Luciano Anselmi,

Remo Ferrelli,

...Mattioli,

Carlo Ciaffardini,

Sandro Francola,

....,

Carlo Pacelli.

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Fabrichesi a Loreto - 4.7.1966. Sono stati riconosciuti: 1.... Coletta, 2. Ines (vedova Bassi), 3. Sante Francola,4. Vezia Capparucci,

5. Enea Stefanucci, 6. Roberto Pensieri, 7. Otella..., 8. Vittorio Francola, 9. Nina, 10. Rosanna Carducci.


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Corchiano - anno 1965 - Prima Comunione. 1. Andreina Carosi, 2. Paola Menicacci, 3. Anna Arringoli, 4. Anna Rosa Sisti, 5. Vittoria Mecarelli,

6. Rosalba Nenci, 7. Nilde Piccioni, 8. Teresa Ricci, 9. Annunziata bernabei, 10. Antonia Ridolfi, 11. Annalaura Lucchesi, 12. Elide Ortenzi, 13.

Ivana campana, 14. Severina Iannoni, 15. Arduina Placidi, 16. Daniela Natili, 17. Elvira Isanti, 18. Paola Nenci, 19. Anna Maria Montanini. 20.

Edwige Nanci, 21. Liliana Marconi, 22. Ebe Crescenzi, 23.Anna Maria Benedetti, 24.Mirella..., 25.Anna Maria D’Achille, 26. nonna e zia di

Arduina Placidi.

Corchiano 1966.

Campo de’ fiori

In basso da sx:

Claudia Chiossi,

Anderina Carosi,

Anna Maria Sberna,

Giuseppe Santini.

Fila centrale, da sx:

Liliana Marconi,

Luigina Spiriti,

una Professoressa,

Brunella De Angelis,

un’altra Professoressa,

Anna D’Achille,

Assunta Bernabei,

Maddalena Battisti e

Daniela Natili.

Dietro da sx:

Pino Cioccolini,

Fulvio Lucchesi,

Walter Agostini,

Liborio Prosperi,

Annibale Rosati,

Giuliano Magrini.


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ei ricordi

Campo de’ fiori

Carbognano - Prima comunione classe 1950.

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Ronciglione - 1961. Banda musicale diretta dal Maestro Nestore Altissimi (primo da sx)


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Campo de’ fiori

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