Genova Impresa 4-2007 - Confindustria Genova

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Genova Impresa 4-2007 - Confindustria Genova

L’INTERVISTA

“Sarà un mandato

caratterizzato

da un'intensa

collaborazione

tra il Comune, le

altre istituzioni

locali e le imprese”

“Comune

e imprese

devono lavorare

insieme

per uno sviluppo

economico

sostenibile

del territorio”

“Un porto dotato

delle infrastrutture

necessarie crea

maggior valore

e contribuisce a

un ambiente migliore”

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L’INTERVISTA

MARTA VINCENZI

IMPRESE

amiche

Tavolo pubblici-privati per lo sviluppo sostenibile del territorio

Lo scorso maggio,

con quasi 160mila

voti, Marta Vincenzi

è stata eletta

sindaco di Genova:

prima donna

a ricoprire

tale incarico

nella storia

della nostra città.

di PIERA PONTA

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Non fa in tempo a insediarsi a

Tursi che deve intervenire

con mano ferma per togliere

dall’impasse gli autotrasportatori

bloccati al terminal VTE, mentre

Walter Veltroni la chiama a sostituirlo

sul palco del convegno dei Giovani

Imprenditori di Confindustria a

Santa Margherita, in un faccia a faccia

con Roberto Formigoni, presidente

della Regione Lombardia.

Nominata la giunta a tempo di record,

con il piglio deciso che le è tipico

Marta Vincenzi inizia questa

nuova avventura con la riorganizzazione

della macchina comunale,

scegliendo di accorpare le due cariche

di segretario generale e di direttore

generale nella persona di Maria

Angela Danzì e di avvalersi di staff

advisor del calibro di Renzo Piano

per l’urbanistica, di Maurizio Maresca

su questioni di logistica e infrastrutture,

e di Carlo Freccero per la

programmazione culturale.

Fuori dal palazzo, intanto, cresce la

tensione per le sorti del Terzo valico,

reclamato a gran voce (per una volta

all’unisono) da tutte le istituzioni.

Il neo sindaco prende spunto dalla

felice esperienza di coesione delle

diverse forze politiche ed economiche

sull’emergenza infrastrutturale

per ribadire l’importanza di un confronto

continuo tra enti pubblici e

soggetti privati sul territorio.

«Questo mandato - sottolinea la

Vincenzi - sarà caratterizzato da

un’intensa collaborazione tra il Comune,

le altre istituzioni locali e chi

deve garantire lo sviluppo, nella ricerca

di un equilibrio tra diritti e doveri

delle imprese e dei cittadini.

Nella sua organizzazione attuale il

Comune è in grado di dare un buon

livello di servizi ai cittadini ma è più


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debole nei confronti delle aziende, lasciate spesso

alla volontà politica degli amministratori, che

poi non sono sempre in grado di concretizzare

gli obiettivi».

Secondo il sindaco, quindi, il Comune deve imparare

a dialogare con le imprese in termini di

sviluppo, identificando le condizioni imprescindibili

alla crescita economica del territorio, come le

infrastrutture.

«A valle del DPEF recentemente approvato - precisa

- occorre adesso trovare i finanziamenti per

il Terzo valico, il tunnel subportuale e il nodo ferroviario.

Dobbiamo organizzare una vera conferenza

strategica che non sia solo una lista delle

buone intenzioni né una passerella o un momento

di comunicazione, ma un tavolo di lavoro che

metta a fuoco uno o più obbiettivi da perseguire

insieme a ogni livello, locale e nazionale». In questo

ruolo proattivo il Comune non intende “scavalcare”

le altre istituzioni, bensì proporsi come

interlocutore per attuare politiche orientate a uno

sviluppo economico sostenibile. «Un porto che

sia dotato delle infrastrutture necessarie - spiega

Marta Vincenzi - contribuisce in misura ancora

maggiore alla creazione di valore e, allo stesso

tempo, non pesa sul traffico cittadino, con evidenti

benefici per l’ambiente».

Un approccio innovativo, dove l’insediamento di

grandi attività produttive o la costruzione di infrastrutture

non saranno più vissute come un’imposizione

“dall’alto”, ma saranno il frutto di una visione

più articolata e condivisa del territorio.

«Dal dibattito con le categorie produttive - prosegue

il sindaco - dovrà scaturire un “modello” di

relazione tra imprese e città che potrà poi essere

declinato in un piano regolatore generale. Su

queste nuove basi, per esempio, si dovrà ripensare

il rapporto tra il Comune e il porto».

Da qui al marketing territoriale il passo è breve.

Secondo Marta Vincenzi questo «è un tema da

recuperare, non solo come marchio turistico ma

come strumento per dare un senso allo sviluppo,

stabilizzando l’immagine della città intorno agli

assi economici presi a riferimento».

La capacità di attrarre investimenti, tuttavia, si

fonda soprattutto sull’offerta di innovazione,

quindi su una componente universitaria e di ricerca

qualificata e integrata con il territorio. In

quest’ottica, afferma la sindaco, «anche il rapporto

tra Comune e Università deve cambiare. Il

Comune non può essere visto solo come l’interlocutore

per risolvere i problemi di sede di una o

dell’altra facoltà. L’Università deve vivere di più il

contesto in cui opera, individuarne le priorità e su

queste stabilire collaborazioni con altri atenei. Insomma,

deve mettersi in gioco su progetti la cui

eccellenza sia riconosciuta anche a livello europeo.

Allora sì, che il Comune potrà intervenire

con incentivi e investimenti diretti finalizzati alla

loro realizzazione». ■

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