Flessione del turismo nautico di lusso in Italia - Porto & diporto

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Flessione del turismo nautico di lusso in Italia - Porto & diporto

nautica / porto&diporto

Flessione del turismo

nautico di lusso in Italia

Fulvio Luise

Il turismo nautico di lusso incontra

le eccellenze del territorio. E

lo fa grazie all’impegno costante

degli agenti marittimi, in grado di riunire

domanda e offerta. Ma nel 2012

si è registrato un sensibile calo di approdi

nei porti italiani. Le “toccate” dei

mega-yacht nell’anno appena chiuso

sono state 6360 rispetto alle 6764

del 2011 con una diminuzione del 6

% in media, ma in alcuni scali hanno

raggiunto punte del – 15% rispetto al

2011. Stando alla ricerca di Federagenti

Yacht (la sezione che si occupa

di imbarcazioni da 24 metri in su), presieduta

dall’agente marittimo partenopeo

Fulvio Luise, in carica per il biennio

2011-2013, si ipotizza la perdita di

alm

e n o

70 milioni di introiti

per gli scali turistici. In

cinque anni il settore del diporto di

lusso non aveva mai registrato una

simile flessione.

Colpa del carburante che in Italia

è il più caro d’Europa, della crisi che

ha colpito diversi settori economici

ma anche della permanenza ridotta

al minimo indispensabile e dei timori

su aumenti di tasse e controlli che,

in assenza di un database unico per

tutte le forze dell’ordine - rileva il presidente

Luise - spesso si sono ripetuti.

E così è capitato che una stessa

barca abbia subìto fino a 10 verifiche

dai differenti corpi di polizia”. Tra le

tasse anche l’incertezza normativa in

tema di Iva ha influito non poco sul

calo di approdi nei porti italiani.

“Per il sistema Italia il turismo nau-

ti-

co di lusso

è una prestigiosa

opportunità economica. Basti

solo pensare - chiarisce il presidente

Luise - la portata della ricaduta

economica lungo le coste del nostro

paese che inevitabilmente genera

un rilevante indotto dal punto di vista

produttivo”. I dati in possesso di

Federagenti Yacht delineano anche

una diminuzione della sosta media

su banchina: nel 2011 si attestava a

2.85 giorni, nel 2012 è scesa a 2.65.

Meno permanenza e meno indotto,

ovviamente. “Stando ai nostri calcoli

- prosegue Luise – abbiamo dedotto

che il calo delle toccate ha prodotto

una perdita compresa tra 28 e 50 milioni.

Di qui la caduta di introiti per il

territorio superiore ai 70 milioni. Un

dato da non sottovalutare”.

Sotto la lente di ingrandimento della

corposa e capillare analisi sono finiti i

più noti porti turistici italiani e, quindi,

52 - febbraio 2013


Una ricerca Federagenti Yacht punta l’indice sul caro

carburante e su tasse e controlli spesso ripetuti in

assenza di un database unico per le forze dell’ordine

anche

le

aree del Golfo di

Napoli, Capri, Positano,

la Costa Smeralda che hanno

risentito maggiormente di questi dati.

E per rendere più appetibili i territori

gli agenti marittimi hanno creato

pacchetti turistici per rendere ancora

più competitive le zone raggiunte dai

charter.

“Lo faremo sicuramente anche nei

prossimi anni. Siamo consapevoli

che, accanto alle iniziative istituzionali,

debba essere proprio la categoria

degli agenti marittimi a fare da

trait d’union tra clientela e bellezze

del territorio” precisa Fulvio Luise.

La ricerca di Federagenti ha interessato

anche equipaggi ed ospiti.

Gli italiani che hanno scelto di lavorare

su charter e imbarcazioni private

sono scesi dal 5% del 2011 al 4% del

2012. Gli ospiti italiani, invece, sono

diminuiti dal 4% al 3% in un anno.

Sinergie istituzionali in tema di

promozione turistica e salvaguardia

occupazionale e regole per il settore

sicuramente aiuterebbero a far registrare

una inversione di tendenza e un

maggior numero di “toccate” nei porti

italiani. Ne è convinto il presidente

Luise, che traccia un bilancio di quanto

fatto finora. Da due anni al vertice

d i

Federagenti

Yacht, Luise

ricorda che “è proseguito

l’impegno istituzionale

per provare a risolvere le problematiche

relative all’attuale impianto

normativo di riferimento che appare

non adeguato alla rapida crescita del

mercato”.

Tavoli tecnici tra istituzioni, mondo

dell’associazionismo e autorità

competenti italiane ed europee per

evidenziare problemi e trovare soluzioni

alle tematiche che preoccupano

maggiormente gli operatori italiani

spesso penalizzati rispetto a quelli

di altri Paesi sono solo alcune delle

iniziative in cui è impegnato il gruppo.

“Inoltre Federagenti Yacht - ricorda il

presidente Luise - continuerà l’attività

di monitoraggio, valutazione e studio

di questo mercato, così come ha fatto

negli ultimi due anni”. La sezione

Yacht di Federagenti è stata formata

a fine 2005 con l’obiettivo di supportare

le oltre 50 agenzie marittime che

forniscono assistenza ad imbarcazioni

da diporto a motore e a vela di oltre

25 metri. In totale la stima è che nel

Mediterraneo operino oltre 1000 imbarcazioni

di oltre 30 metri che generano

un valore complessivo di oltre 1

miliardo di euro e quindi il potenziale

per l’Italia è di ulteriori 800 milioni di

euro. Nel nostro Paese era dal 2008

che non si registrava una così preponderante

diminuzione di “toccate” nei

porti delle diverse regioni. Nel 2009

vi sono state 6200 approdi di super

yacht con

permanenza

media di tre giorni

e ricaduta sul territorio

di 200 milioni di

euro. Cifre che nei tre anni

successivi sono diminuite

sempre più.

Accanto alla presenza e allo stazionamento

nei porti italiani, è anche

la cantieristica “made in Italy” uno

dei fiori all’occhiello dell’economia

del Paese, settore da valorizzare e

soprattutto salvaguardare sempre

più nell’ottica di creare maggiori opportunità

di occupazione, preservare

l’artigianalità e la riconoscibilità del

prodotto di alta qualità realizzato in

Italia.

“La cantieristica italiana è leader

nei super yacht ed è un volano di

sviluppo. Impiega manodopera di

qualità – conclude il presidente di

Federagenti Yacht - e raduna attorno

a se un importante indotto. Gli agenti

marittimi dello yachting, che fanno

parte di questo indotto, confermano

il loro impegno quotidiano per l’eccellenza

e sono al fianco di tutti gli

attori per creare un vero e proprio

‘Sistema Italia’ per lo sviluppo dello

yachting come strumento di valorizzazione

ed incremento del turismo di

eccellenza”.

Dal mare e soprattutto dai porti turistici

parte la sfida per incrementare

l’economia locale e in generale l’intero

sistema turistico - produttivo. Un

indotto destinato a crescere con l’apporto

di specifiche competenze da

parte di operatori del settore, organi

istituzionali preposti e rappresentanti

politici: gli agenti marittimi, grazie ai

progetti avviati e seguiti da Federagenti

Yacht, stanno già facendo

la loro parte per raggiungere passo

dopo passo tanti importanti obiettivi

e far crescere il numero di “toccate” e

quindi di presenze nei porti italiani.

Emanuela Sorrentino

febbraio 2013 - 53

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