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DONNA IMPRESA MAGAZINE cover GIUSEPPE FATA _ CAMERA DELLA MODA CALABRIA

IL CORPO FRA RAPPRESENTAZIONE E LINGUAGGIO La presenza del corpo nella produzione letteraria è sempre stata legata a due aspetti distinti e collaterali: la concezione ideologica dell'entità corporea come elemento di riflessione di tipo pratico e speculativo, e l'uso che lo scrittore ne fa in senso espressivo e simbolico quando parla delle varie attività corporali, per esempio ludiche e di sforzo, di piacere e di costrizione, fisiche e cerebrali. Ma è arduo, se non addirittura impossibile, assegnare al corpo una definizione letteraria univoca, data la sua unità inscindibile di luogo ove trovano spazio sia l'anima e la mente, elementi spirituali e interiori, sia il fisico come contenitore esterno del più multiforme meccanismo funzionante che esista in natura. Il corpo è pertanto un organismo portatore di spirito e di materia nel suo essere singolare, unico. Nella leggenda che ha dato origine al mito del Faust, egli può vendere l'anima al demonio perché la possiede, e il demonio ricompensare con ogni sorta di voluttà di cui è il corpo a trarre godimento. Proprio da questa unicità, che paradossalmente si edifica su una dualità oppositiva, in letteratura prendono consistenza le classificazioni terminologiche e distintive che ne derivano, a seconda delle condizioni in cui il corpo è inserito e dei relativi campi di applicazione: di maschile e femminile (uomo e donna) e dei loro rapporti; di individuo e persona o, all'opposto, di sinonimo di collettivo dal punto di vista giuridico e sociale; di essere, e [...]

IL CORPO FRA RAPPRESENTAZIONE E LINGUAGGIO
La presenza del corpo nella produzione letteraria è sempre stata legata a due aspetti distinti e collaterali: la concezione ideologica dell'entità corporea come elemento di riflessione di tipo pratico e speculativo, e l'uso che lo scrittore ne fa in senso espressivo e simbolico quando parla delle varie attività corporali, per esempio ludiche e di sforzo, di piacere e di costrizione, fisiche e cerebrali. Ma è arduo, se non addirittura impossibile, assegnare al corpo una definizione letteraria univoca, data la sua unità inscindibile di luogo ove trovano spazio sia l'anima e la mente, elementi spirituali e interiori, sia il fisico come contenitore esterno del più multiforme meccanismo funzionante che esista in natura. Il corpo è pertanto un organismo portatore di spirito e di materia nel suo essere singolare, unico. Nella leggenda che ha dato origine al mito del Faust, egli può vendere l'anima al demonio perché la possiede, e il demonio ricompensare con ogni sorta di voluttà di cui è il corpo a trarre godimento. Proprio da questa unicità, che paradossalmente si edifica su una dualità oppositiva, in letteratura prendono consistenza le classificazioni terminologiche e distintive che ne derivano, a seconda delle condizioni in cui il corpo è inserito e dei relativi campi di applicazione: di maschile e femminile (uomo e donna) e dei loro rapporti; di individuo e persona o, all'opposto, di sinonimo di collettivo dal punto di vista giuridico e sociale; di essere, e [...]

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Di

special edition moda 2012/13

donna impresa magazine

SPECIALE

DONNE

Metamorfosi sociali

Casino de la Vallée Spa

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DOSSIERMODA

La moda: chi la fa, chi la indossa,

chi ne parla

EVENTI

I progetti della moda

Le ragioni della nuova politica

ABITARE

IL TEMPO

I luoghi della seduzione

BELLAVITA

Jack present:

I'mstillhere...sonosemprequi.

specialeRobertPlant voiceLedZeppelin

storiadicopertina

La Camera della Moda

calabrese attraverso i suoi

protagonisti

Giuseppe

atupertucon

FATA


I testi e le foto sono coperti da copyright. E’ vietata la riproduzione parziale o totale salvo espresso consenso degli autori. _ brunobaldassarri@fastwebnet.it

per la tua pubblicità e/o publiredazionale Dott. Bruno Baldassarri mob. 339.1309721 _ www.donnaimpresa.com

INDICE:

05 21

STORIA DI COPERTINA

Giuseppe Fata

Presidente Camera della Moda

Calabria

Claudia Ferrise

DOSSIER MODA

Kasta Morrely

Erika Gottardi

Armando Terribili

Maria Pia Della Valle

Nino Spirli

35 67

LA POLITICA DEL CORPO

La cucina di Masha

Roberto Guarducci

Michele Miglionico

Vittoriana

Franco Ciambella

Marina Mansanta

Gianni Sapone

Tina Arena

Franco Francesca

Giuseppe D'Urso

Graziano Amadori

Massimo Dogliani

79

EVENTI

NOI C'ERAVAMO

Matera: Premio Moda

Salerno: Smac

Bronte: 8° Meeting Moda

Roma: Donne e vini da ...

Gran Gala Moda Malta

Premio Rosa d'Abruzzo

Milano: Press&Outdoor

PH FASHION

Luca Esposito

Giovanni Di Dio

Giacomo Properzi

Paolo Lo Russo

Tony Ph

BELLE SCOPERTE

Carla Eusebi

Graziella Bonaccorso

Elisabetta Turtù

Lucia Caccamo

Naomi Chittani

73

ATUPERTUCON

Morel Bolea Kasta Morrely

Riccardo Gubiani

91

SPECIALE DONNA

Valeria Mangani

Roberta Razzano

Irene Pivetti

IN PRIMO PIANO

Estoril Viaggi

Paolo Sistilli

103

BELLA VITA

I'M STILL HERE

Robert Plant

Cristian Marchi

Antonio Baldoni

PSG by night

nella foto da sinistra: la modella Naomy Chittani,

Riccardo Gubiani e Ramona Badescu a Cluj

fashion in

action

coming:soon

Valeriana Mariani e l' Ambasciatore austriaco Christian B.M. Berlakovits

Ph: Luca Esposito

www.suolificioantares.it

antares

RICONOSCIMENTO A ROMA PER LA PRESIDENTE

E DIRETTRICE DELLA RIVISTA: A CONSEGNARLO

L'AMBASCIATORE AUSTRIACO

Premio speciale a Valeriana

Mariani per "Donna Impresa"

Nella decima edizione del premio nazionale "Le Ragioni

della Nuova Politica", L'associazione culturale "L'alba del

terzo millennio" ha attribuito un prestigioso riconoscimento

speciale alla sangiorgese Valeriana Mariani, quale

Presidente e Direttrice di "Donna Impresa Magazine". Le è

stato consegnato dall'ambasciatore d'Austria Christian

B.M. Berlakovits, lui stesso nell'occasione insignito del

premio "La Colomba della Civiltà". La cerimonia si è svolta

a Roma nella meravigliosa Sala Vanvitelli dell'Avvocatura

Generale dello Stato, di fronte ad una platea di illustri

rappresentanti dello stato e degli ambienti culturali, politici

ed economici. In primavera Mariani sarà nominata

Ambasciatore nel mondo della Camera della Moda di

Reggio Calabria. " Questo - dice l'interessata - mi

renderebbe straordinariamente felice perché l'essere

visibile a livello internazionale nel campo dell'alta moda mi

regalerebbe l'opportunità di promuovere anche, di riflesso

ed in parallelo, il nostro territorio e la nostra straordinaria

economia, fatta di aziende e marchi fra i più prestigiosi a

livello internazionale".

(liberamente tratto dal Resto del Carlino)

Grottazzolina _info@suolificioantares.it T. 0734.632735

F. 0734.636777


il

corpo

fra

rappresentazione

e

linguaggio

nella foto: Il presidente Giuseppe Fata e la Presidente Onorario Ambasciatori Principessa Costanza Afan De Rivera Costaguti Florio

alla presentazione del calendario 2013 della Camera Regionale della Moda Calabria dedicato a Gianni Versace

di Valeriana Mariani

La presenza del corpo nella

produzione letteraria è sempre

stata legata a due aspetti distinti

e collaterali: la concezione

ideologica dell'entità corporea

come elemento di riflessione di

tipo pratico e speculativo, e l'uso

che lo scrittore ne fa in senso

espressivo e simbolico quando

parla delle varie attività corporali,

per esempio ludiche e di sforzo,

di piacere e di costrizione, fisiche

e cerebrali. Ma è arduo, se non

addirittura impossibile,

assegnare al corpo una

definizione letteraria univoca,

data la sua unità inscindibile di

luogo ove trovano spazio sia

l'anima e la mente, elementi

spirituali e interiori, sia il fisico

come contenitore esterno del più

multiforme meccanismo

funzionante che esista in natura.

Il corpo è pertanto un organismo

portatore di spirito e di materia

nel suo essere singolare, unico.

Nella leggenda che ha dato

origine al mito del Faust, egli può

vendere l'anima al demonio

perché la possiede, e il demonio

ricompensare con ogni sorta di

voluttà di cui è il corpo a trarre

godimento. Proprio da questa

unicità, che paradossalmente si

STORIA DI COPERTINA

Alla scoperta

dell’archetipo femminile.

ATUPERTUCON

FATA

persino di non essere, come il

GIUSEPPE

edifica su una dualità oppositiva, in

letteratura prendono consistenza le

classificazioni terminologiche e

distintive che ne derivano, a seconda

delle condizioni in cui il corpo è

inserito e dei relativi campi di

applicazione: di maschile e femminile

(uomo e donna) e dei loro rapporti; di

individuo e persona o, all'opposto, di

sinonimo di collettivo dal punto di

vista giuridico e sociale; di essere, e

fantasma o lo spettro; di 'carne' e di

'sangue', in chiave simbolica; fino

all'incorporeità degli esseri divini, la

cui dimensione corporale è sublimata

in senso religioso nel puro spirito. Più

che la letteratura, tuttavia,

storicamente è stata la filosofia a

occuparsi di un'interpretazione del

corpo come entità, data la sua

fisionomia discorde e dualistica,

trasformandolo da celebrazione della

vita naturale in dilemma culturale e

simbolico. Questo vale soprattutto

per il pensiero occidentale. Nel

mondo e nella cultura dell'Oriente,

invece, corpo e spirito si fondono in

un'entità unica e il dualismo filosofico

non si pone in maniera così

problematica, ma anche un po'

astratta, come avviene

nell'Occidente. Le linee direttrici

www.donnaimpresa.com 05


della dualità si richiamano

tradizionalmente alla filosofia greca, e

trovano conferma in una varietà di

posizioni teoriche che privilegiano

comunque lo spirito. Da centro di

irradiazione simbolica nelle comunità

primitive, il corpo, come dice U.

Galimberti è diventato in Occidente il

“negativo di ogni valore” che il gioco

dialettico-concettuale delle

opposizioni è andato man mano

accatastando. Dalla “follia del corpo”

di Platone alla “maledizione della

carne” nella religione biblica, dalla

“lacerazione” cartesiana della sua

unità alla sua “anatomia” ad opera

della disciplina scientifica, all'homme

machine degli illuministi, il corpo vede

procedere la sua storia con la sua

riduzione a forza-lavoro, a numero

per potenziare la produzione in senso

economico.

Oggi, tuttavia, il problema è capovolto, perché nell’era

dell'automazione, dell'informatizzazione e della globalizzazione, esso

non ha più senso, essendo tagliato fuori dal ciclo produttivo, diventa

economicamente un ingombro. Alla casistica problematica che ha

accompagnato il corpo nella storia, naturale e culturale, bisogna

aggiungere la componente economica per la quale il corpo diventa

una questione sociale. Ma per superare l'opposizione culturale tra

anima e corpo e cercare di dare a proposito dell'entità corporea una

risposta più articolata e organica nel quadro della visione

interdisciplinare che lo caratterizza, il sapere contemporaneo ha

ulteriormente messo in evidenza il carattere culturale della nozione di

corpo, trasferendolo dall'ambito naturale a quello dei concetti e

assimilandolo ai fenomeni simbolici. Antropologia, semiologia,

linguistica, medicina, psicoanalisi, ogni disciplina ha dato del corpo

una propria proiezione come significato espressivo che supera la

tradizionale separatezza di corpo e anima, di cuore e mente, di

movimento e stasi, per situarsi nella sfera del rapporto comunicativo.

Il corpo vivendo comunica perché produce un insieme di segni, ossia

realizza con il proprio complesso movimento pratico e spirituale una

serie di funzioni che assolvono lo scopo di comunicare ai diversi livelli

e nei diversi contesti in cui agisce: come disse M. de Certeau, nella

storia abbiamo un corpo per ogni epoca e per ogni gruppo. La

letteratura è il campo dove questo movimento si esprime in senso

rappresentativo grazie al linguaggio. A differenza della filosofia, la

letteratura ha esaltato o denigrato il corpo in quanto invenzione

oriflesso, dal punto di vista verbale, dell'attività umana. In tal senso il

corpo è divenuto condizione essenziale nel contesto letterario, anzi è

connaturato alla letteratura, poiché sul piano della raffigurazione

espressiva esso si è via via identificato con l'uomo stesso.

Personaggio principale, se non assoluto, del dialogo letterario, l'uomo

è presente fisicamente e non come astrazione anche quando è

portatore di idee: la sua manifestazione culturale e il suo movimento

naturale si esprimono per mezzo ed in virtù del corpo. In letteratura,

però, la parola non può rendere la rappresentazione del corpo con

quell'evidenza plastica che è caratteristica della pittura e soprattutto

della scultura, si esprime tecnicamente in forma diversa, perché la

sua dimensione è descrittiva, ed appunto per questo il corpo acquista

sulla pagina una pregnanza significativa quando il moto esteriore si

associa alle reazioni interiori: il corpo diventa allo stesso tempo atto e

pensiero, descritto nel suo fare e scandagliato nel profondo. In altri

termini, è lo spirito che costruisce il corpo, come sosteneva F. Schiller

nel pieno dell'esaltazione romantica. Da tali premesse ne deriva che

la rappresentazione del corpo in letteratura non è mai neutra ma

sempre l'espressione di un'idea. Nella descrizione manzoniana della

monaca di Monza, figura di cui l'autore mette in evidenza,

soffermandosi sapientemente su alcuni particolari, i tratti ambigui e il

senso di inquietudine, il narrare trascorre dalla rappresentazione

visiva a un implicito giudizio morale e storico; ma anche quando il

discorso letterario in genere sembra risolversi in un elegante

esercizio descrittivo, non privo di raffinatezze stilistiche (si potrebbe

pensare a certe pagine estetizzanti di G. D'Annunzio), in realtà esso

può richiamarsi a una visione edonistica che indugia, anziché su un

paesaggio o su qualche oggetto, sul corpo quale luogo privilegiato

del piacere umano in ogni tempo. L'insistenza descrittiva sul corpo

non è accidentale, ma si inserisce nelle esigenze di una poetica che è

frutto di una concezione del mondo: cela una ragione storica e

culturale. Una svolta determinante al problema del corpo l'ha data in

seguito la psicoanalisi. Le ricerche di Freud non sono circoscritte al

luogo della psiche, ma hanno assorbito l'intera struttura

dell'organismo umano; sulle sue orme, la concezione del corpo nella

cultura contemporanea ha scoperto altre condizioni e ramificazioni

espressive. Il corpo come linguaggio, che implica qualcosa di più

rispetto alla nozione di linguaggio del corpo, non è un'ipotesi

inverosimile, ma il frutto di una ricognizione meno superficiale del

comportamento umano, la quale attribuisce alle nostre azioni un

senso che va al di là della loro origine naturale. Ed è una

caratteristica dell'attuale: come ebbe a dire J. Ortega y Gasset, il

corpo è rinato e reclamarne la “riscoperta” è toccato al nostro tempo.

Naturalmente, con tutti gli effetti del caso. Per J.-P. Sartre l'uomo

consiste solo in ciò che fa, e ad agire nel complesso dell'esistenza è

appunto il corpo, tragicamente condannato dalla libertà di fare. M.

Foucault ha impostato tutta la sua opera sulle relazioni e costrizioni

del corpo, dalla follia alla sessualità alle prigioni, ma, in dissonanza

con Sartre, percepisce la libertà come illusoria se il fare non è

“opposizione” all’ apparato che imprigiona l'uomo annullandone il

corpo. Il corpo è stato infine protagonista del processo di

cambiamento nei rapporti umani e nel costume sociale esploso con il

Sessantotto. Ed è stata principalmente la donna che ha svincolato il

proprio corpo dalle ipoteche che lo subordinavano a una funzione

retoricamente materna o di puro oggetto di piacere: ciò, scrollandosi

di dosso l'attribuzione di secondo sesso, che polemicamente aveva

usato S. de Beauvoir per dire che donna non si nasce ma si diventa.

Proprio i sorprendenti sviluppi letterari di oggi della dimensione

corporale spingono a pensare che il corpo nella sua complessità, e al

di là delle distinzioni genetiche, rimanga tuttora un'entità in larga parte

ignota. Malgrado ci si illuda di avere ormai avviato un rapporto

irreversibile con il nostro essere corpo, in realtà questo è un territorio

che, a percorrerlo, regala ancora ininterrotte sorprese. In ogni sua

parte esso cela un sorprendente laboratorio di ricerca in grado di

offrire una serie infinita di possibilità sperimentali sconosciute, i cui

risultati hanno sempre una duplice essenza: materiale e spirituale,

che è compito della letteratura tradurre in linguaggio e plasmare

stilisticamente.

l'immaginario

fantastico

L'antropomorfismo dal punto di vista letterario è un'allegoria, una

figura retorica. L'idea di introdurre animali cui attribuire condotte

umane in un'opera letteraria, oppure di raffigurare animali con

somiglianze umane ha un valore simbolico: è una tecnica espressiva

per affrontare in maniera indiretta, ma anche con maggior libertà di

contenuti, un discorso di fondo sull'uomo e calcolata allegoria a

sfondo politico di G. Orwell nella Fattoria degli animali o di stampo

moralistico nella Collina dei conigli di R. Adams. L'identificazione

dell'uomo con la figura animale, come la comprensione della natura

morale degli esseri attraverso l'aspetto fisico, ha dato origine nelle favole

alle divinità di svariate civiltà: l'uomo ha fatto ricorso all'animale per

mezzo di effigi, maschere, totem e leggendarie metamorfosi, per

comunicare con gli altri e con sé stesso. ll Centauro, la Sfinge, Medusa,

Proteo, il Minotauro sottolineano l'incontro magico e naturale tra la

razionalità umana e l'istinto animale. Gli episodi più bizzarri delle

Metamorfosi di Ovidio e dell'Asino d'oro di Apuleio rivelano che, nella

immaginazione degli scrittori, la forma animale è sempre stata una

maschera dietro la quale occultare gli errori, le paure o i desideri proibiti

dell'animo umano. Dal mito greco di Pasifae e il toro sino alle favole

dell'epoca medievale che riprendono il mito di Leda e il cigno, dietro al

racconto fantastico e alla fiaba si nascondevano passioni inconfessabili,

erotismo, amore e morte. La riproduzione simbolica, però, si arricchisce

di significati nuovi quando entrano nel discorso i primi ordini scientifiche

che conferiscono all'antropomorfismo un carattere meno fantasioso e più

definito. Nei trattati di fisiognomia dell'antichità, dallo Pseudo-Aristotele a

Polemone, da Adamanzio allo Pseudo-Apuleio, sino al De humana

physiognomonia di G. Della Porta, del 1586, ogni parte del corpo umano

era paragonata a quella di un animale, quasi gli animali fossero emblemi

viventi delle passioni umane e in essi si potesse già riconoscere

quell'aspetto oscuro della mente di ogni individuo, quell'inconscio portato

definitivamente alla luce da Freud con la psicoanalisi e che spinge

Nietzsche nella Gaia scienza a ribaltare perfino il rapporto: sarebbero gli

animali a vedere nell'uomo un essere a loro uguale che ha perduto in

maniera pericolosa il sano intelletto animale, a vedere cioè in lui l'animale

delirante, l'animale che ride o che piange, l'animale infelice. Mentre le

creature ibride del Bestiaire di Ph. de Thaon, del 1126, lasciano scorgere

una forte critica nei confronti della società del tempo, raccontata sotto

spoglie animalesche, il Roman de Renart, del 1288, precorre le favole di

J. La Fontaine e poi di F. Fénelon e di J.-P. Florian, dove gli animali

personificano vizi e virtù. La forma umana, nell'Ottocento, ritorna a

essere una semplice maschera con le 73 tavole delle Metamorfosi del

giorno e le Animalomanie di Grandville, con i disegni satirici di H.

Daumier e le illustrazioni di S.-G. Gavarni: gli animali divengono

personaggi veri e propri, e la bestialità umana corrompe la vita sociale,

fino al punto di essere il simbolo di un mondo che gira alla rovescia. Dopo

avere permeato il Medioevo e il Rinascimento, dopo essere resuscitato

nelle speculazioni settecentesche e nelle favole del 19° secolo, il

rapporto uomo-animale sembra rivivere, per mezzo della metafora,

nell'era moderna: Gregor Samsa, interprete della Metamorfosi di Kafka,

pur continuando a pensareeasentire come un essere umano, accoglie

la propria metamorfosi in insetto immondo sino alla morte, perché così

vuole il fato. Sembra un precedente per Il racconto della piattola di T.

Landolfi, ma non lo è perché qui lo scrittore ha dato voce all'insetto che,

con tono oracolare, ammonisce gli uomini della loro caducità. La

soggezione inconscia dell'uomo nei riguardi della ferinità ha ancora

sollecitato il Landolfi della Pietra lunare, mentre una delle identificazioni

più diffuse è quella con il lupo, come nel Mal di luna di Pirandello e nei

Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. E tra gli ultimi cercatori

d'avventure intellettuali del nostro tempo non poteva mancare una

raffigurazione dell'umano in un animalesco fantastico: Apollinaire, A.

Savinio, J.L. Borges, A. Masson sono gli ideatori di un surreale e

immaginario bestiario interiore che paragona l'animalità a un vero e

proprio carattere riproducibile in pittura attraverso il ritratto. L'avvento

dell'era tecnologica ha modificato l'archetipo del legame esistente tra i

caratteri delle specie animali e la conformazione fisica umana. Di fronte

ai primi ragni umani apparsi nella Macchina del tempo di H.G. Wells, e

alla descrizione anatomica dell'uomo-crisalide realizzata da R. Bradbury

in Crisalide, a metà Novecento, la trasformazione dell'essere umano in

animale vivente è quasi scomparsa, occultata dalla presenza di moderne

creature che popolano l'immaginario degli scrittori di fantascienza e

suggeriscono una diversa dimensione dell'animale tradizionale. All'inizio

del Terzo millennio, i robot metallici, i mutanti genetici, gli alieni e i

replicanti capaci di assumere a loro piacimento forme batteriche, siano

esse animali oppure umanoidi, rappresentano metaforicamente la

rinnovata paura dell'uomo di smarrire la propria identità smarrendo quegli

istinti che lo accostavano irrazionalmente all'animale.

TESTIMONIAL:

Maria Perrusi (Miss Italia 2009)

CONCEPT E FOTOGRAFIA:

Arcangelo Fazio

CONCEPT E POST

PRODUZIONE

FOTOGRAFICA:

Gianluca Muraca

HAIR DESIGNER:

Giuseppe Fata

MAKE-UP:

Dario Caminiti

PROGETTO GRAFICO:

Enfasi Studio

GIOIELLI:

Gerardo Sacco

TESTE SCULTURE:

Giuseppe Fata


Abbiamo visto Presidente come, dai tempi più antichi, gli uomini nell'affermare che si tratta di un antico simbolo religioso orientale,

hanno sentito l'esigenza di interrogarsi sul modo in cui poteva ma sia che rappresentasse il dio Baal, o il sole, nella sua triplice

essersi formato l'universo, sulla nascita del genere umano e sulle forma di dio della primavera, dell'estate e dell'inverno, sia che

cause dei fenomeni naturali che accompagnavano, ma spesso rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari,

anche sconvolgevano, la loro vita e come, non possedendo ancora è inconfutabile però il ritenere che questo particolare figurativo

gli strumenti del pensiero filosofico e scientifico, essi si affidarono rivela degli aspetti tipicamente siciliani. I simboli hanno

alla fantasia, personificarono e divinizzarono le forze benigne e incalcolabile valore tangibile anche nel tempo attuale, perché

maligne da cui si sentivano circondati dando vita a un vasto riescono ad esprimere una sintesi di concetti di valore assoluto,

patrimonio di storie, per loro sacre e veritiere, che sono giunte a generale ed eterno ma, oltre ciò, Medusa simboleggia colei che ti

noi attraverso le più svariate fonti letterarie e artistiche. I miti, ferma e ti domanda "Sei pronto per conoscere ciò che si cela dietro

racconti terribili e meravigliosi, che narrano le origini dell'universo, di me Potresti soffrire e perdere anche ciò che ami. Queste sono

degli uomini e degli dèi e che hanno per protagonisti esseri le conseguenze". Lei è la trasformazione. Attraverso il suo sguardo

soprannaturali, prendono il nome, dal greco "mythos", che ti blocca e ti trasforma. Ti avverte che ti sei spinto troppo oltre, che

originariamente designava la «parola» e in particolare la «parola tutto quello che avverrà sarà pericoloso. Perché la conoscenza è

solenne e sacra di un dio». Il mito non è un racconto del tutto pericolosa per chi non è pronto ad accoglierla. Medusa è donna,

favoloso e inverosimile, ma racchiude una sua «verità», poiché è bellissima e sinuosa. E' colei "che domina". Violentata nel tempio

un modo di conoscenza e di appropriazione della realtà tipico delle di Atena da Poseidone, oltraggiò la Dea nascondendo il suo volto

società primitive, antiche e moderne. Il mito dunque viene dietro l'egida di quest'ultima e Lei la trasformò in un orrendo

interpretato come autentica conoscenza o comunque come una mostro ma tutti sappiamo il mito della Gorgone mortale, colei che

narrazione che possiede elementi di realtà. In questo senso osò sfidare Atena lodandosi dei suoi splendidi capelli. Ma ci siamo

dobbiamo pensare al mito come alla sapienza propria elaborata da mai chiesti il perché la bellissima Atena dopo aver umiliato la

una civiltà, un suo elemento di coesione, di memoria storica. Se fanciulla tramutandola in una "orrenda" creatura continuò a

andiamo ad enucleare il mito nella sua pienezza lo scopriamo come perseguitarla istigando Perseo affinché la uccidesse Sarebbe

una tipica fonte di modelli di comportamento e regole dell'agire e ipotesi ardita il pensare che Medusa possedesse ciò che Atena non

potremmo azzardare nel dire che è nato dal bisogno di spiegare le aveva Atena è bella, di una bellezza classica, ma Medusa lo è di

leggi della vita e della natura ed è stato uno strumento

più, e diversamente, è sensuale. Atena è saggia, Medusa invece è

di conoscenza per i popoli, con finali diversi o con particolare trasgressiva, Atena è "vergine", Medusa invece conosce i segreti

alla scoperta

dell’archetipo femminile.

INTERVISTAESCLUSIVA

discendenza femminile, arroccata e arginata in se stessa che adopera i

suoi poteri "in funzione" della volontà del Padre Zeus. O, almeno, questa

è la rappresentazione di Athena che ci è stata consegnata. Il mito

sembra un modo per spiegare come la mente razionale rigetti

l’esteriorità dell’apparire e "punisca" ogni celebrazione a ciò connessa,

relegando Medusa tra i mostri. Il razionale cerca di difendersi, dapprima

respingendo il lato istintuale, in seguito facendosene scudo; un modo per

usare ciò che non si accetta senza farlo proprio, quasi sia un elemento

estraneo, avulso e non appartenesse al proprio Io profondo. Medusa

non attacca: si difende. Non invoca qualcuno a sé. Il suo compito è

quello di guardare e bloccare. Fissare. Qualcuno o Qualcosa esiliandolo

in un’immobile eternità, in un certo senso immutabilmente uguale a se

stesso. La Signora che misura lo scorrere del tempo lo domina e sa che

affinché ci si possa trasformare bisogna ineluttabilmente che il tempo

passi, che si prenda coscienza di ciò che si è compreso ed in qualche

modo lo si assimili. In uno sguardo, in un istante il tempo si blocca… può

essere un modo per significare “Fermati e prendi coscienza”; sotto il Suo

sguardo si diventa “pietra” solida, si trasforma in certezza ciò che prima

era solo una percezione: “Sii conscia della trasformazione”. Ciò

suggerisce che il recuperare la propria identità femminile è un lavoro di

ascolto e scoperta di ciò che è la natura femminile nella sua essenza.

Inevitabilmente diventa un lavoro “iniziatico” in cui gli archetipi millenari

compenetrano la propria identità. Richiede costanza, pazienza, attesa e

grande duttilità perché porta - senza dubbio-ainnumerevoli

trasformazioni non solo interiori.. La farfalla è un fantastico insetto che ci

insegna che la vita è cambiamento, è trasformazione. Come pensa si

senta un bruco che inizia il suo periodo di trasformazione dentro una

crisalide Ed ancora, quando Medusa ha acquisito la capacità di

GiuseppeFata

Medusa vestite in meravigliosi abiti di Claudia Ferrise, straordinaria

interprete dello stile sartoriale fra le più celebrate nel campo dell’alta

moda. A lei il compito di elevare il corpo femminile a simbolo del

desiderio, fascino e terrore, bellezza e fatalità della figura femminile.

Un interrogativo però rimane ancora aperto, o piuttosto, non

esaustivamente sviscerato nella sua moltitudine di significati

intrinseci; quasi vi fosse la volontà di fornire un elemento

discordante all’interno di uno dei dibattiti maggiormente

significativi della nostra epoca: gli stereotipi ed i pregiudizi legati al

“genere”. Personalmente trovo interessante una ulteriore esegesi,

ovvio che il desistere dai significati tradizionali mi ponga

inevitabilmente alla stregua di eretica e per questo mi auguro di

non essere messa al rogo (sorrido sarcastica), a partire proprio dal

dato di fatto che Medusa, sia che fosse stata stuprata o sacrificata

sull'altare, pone comunque la questione su come la responsabilità

della sua decapitazione (proprio come Ifigenia fu sacrificata ad una

Artemide assetata di sangue), sia stata decretata da un’altra donna,

sebbene Dea: Atena. La preservazione del potere indurrebbe tutti

dunque, uomini e donne, a sopprimere “l’altro/a” quando a questi

si riconoscano capacità tali da poter mettere in discussione la

propria egemonia. Punto. Curioso semmai che in questa lotta alla

leadership l’uccisione sia stata decretata da una donna su un’altra

donna: pura vanità

I miti che riguardano Medusa descrivono la sua bellezza originaria, i suoi

capelli; in una versione, è proprio la sua vanità la causa della

trasformazione in mostro da parte di Athena. In altra versione è una

sacerdotessa di Athena la cui “colpa” consiste nell’essersi fatta sedurre

da Poseidone all’interno del Tempio della Dea. In entrambi i casi, il punto

fantasiosi. In quasi tutte le società e culture è esistita una

narrazione mitologica dell'origine dell'essere umano e

dell'universo, quindi il mito deriva dall'umana necessità di

rispondere alla domanda: "Da dove veniamo"

È legittimo supporre che il mito possieda un'intelaiatura che viene

sempre ripresa e modificata, fino anche ai giorni nostri e che è flessibile

dal momento che ha diversi significati e si apre a plurali interpretazioni,

modificandosi nelle continue riprese. Non a caso Campbell nell’ “Eroe

dai mille volti” scrive: « I miti sono fioriti tra gli uomini in tutti i tempi, in

tutte le regioni della terra, ed al loro vivificante afflato si deve tutto ciò

che l’attività fisica e intellettuale dell’uomo ha prodotto». Il valore del

mito, in quanto mito persiste, infatti il mito viene percepito come mito da

ogni lettore in tutto il mondo; la sostanza del mito non sta nello stile, né

nel modo di narrazione, né nella sintassi, ma nella storia che viene

raccontata del resto non è esagerato affermare che le inestinguibili

energie del cosmo si manifestano nella cultura umana proprio attraverso

il mito. Se cerchiamo di scavare fino in fondo ci rendiamo conto che le

religioni, le filosofie, le arti, le forme sociali dell’uomo primitivo e storico,

le scoperte scientifiche e tecniche, gli stessi sogni che popolano il sonno,

scaturiscono indistintamente dalla fonte magica del mito. Infatti, i simboli

che fanno parte della mitologia non si fabbricano, non si possono

inventare, controllare, o abolire per sempre: sono produzioni spontanee

della psiche e ciascuno ne conserva intatto il potere.

Medusa, in greco antico, significa dominio, talento, fascino e

insieme seduzione e mostruosità della bellezza. Quindi eros e

thanatos, passione e terrore. La paura è una passione e la sua

rappresentazione produce liberazione. Gli studiosi sono concordi

del sesso. Medusa rappresenta l'essere donna che non si piega ai

soprusi dell'uomo, lei gioca e ti istiga, ti provoca e ti ammalia, è la

Signora degli Incantesimi, ti incanta con i suoi serpenti e il suo

sguardo paralizza la virilità maschile. Si legge che una volta Atena

si accostò sulla riva di un lago e iniziò a suonare il flauto,

(strumento d'estasi) e vide il riflesso di Medusa (a simboleggiare

che Ella si cela in ogni donna) e ciò la rese potente ma anche piena

di invidia, tanto da desiderare fortemente di "essere" Lei; motivo

per il quale chiese la sua testa per poi raffigurarla sul suo scudo e

la sua pelle per indossarla in battaglia. Capì che doveva essere

Medusa per sconfiggere e impaurire i nemici, quei nemici che

avevano spodestato l'antica Madre per essere poi "demonizzata" e

ridotta in schiavitù per proliferare e nulla più. Medusa-Atena è la

Dea-Serpente venerata dalle Amazzoni della Lybia, rappresenta i

cicli del tempo e della natura, della morte e della rinascita, è la

creatività e la distruzione al tempo stesso che continuamente si

rigenera e si trasforma. E' il ciclo femminile, è il silenzio della

conoscenza, è il varco per la trasformazione o la trasmutazione

dell'anima dal Nigredo all'Oro. Medusa, dunque Presidente, è tutte

le donne

Athena usa la maschera di Medusa sul suo scudo, simbolo della

presenza di misteri legati al femminile in cui nessuno sguardo estraneo

dovesse posarsi, un modo per indicare un "blocco", un senso figurativo

del "non puoi procedere oltre". Ma potrebbe racchiudere semplicemente

il fatto che un uso esagerato della mente "blocca" la comprensione dei

Misteri Femminili: Athena, d’altro canto, appare completamente

sottomessa all’autorità paterna, è una vergine che rifiuta la sua

pietrificare Dopo aver conosciuto l’abbraccio di Poseidone, signore

delle profondità marine (e dunque inconsce), non è un potere che le

appartiene da sempre. Volendo fare un parallelo - quasi… junghiano - le

appartiene da dopo l’unione del maschile e del femminile. L'inconscio è

costituito da bipolarità, da ambivalenze, da conflitti, forze che si

muovono come cavalli impazziti senza domatore, e ogni tentativo di

maturazione psichica si muove necessariamente verso un confronto,

verso una unione, una commistione e un equilibrio di tali elementi

opposti. Qualsiasi essi siano. La natura riconferma sempre la sua

leadership, non dimentichiamolo…

Le “Teste Sculture – Medusa” il cui tema, come abbiamo visto,

affascinante nel suo richiamo simbolico, offre materia ricca di

suggestioni da cui Claudia Ferrise, stilista che ha voluto al suo

fianco in questa esperienza itinerante, è chiamata a trarre spunto

affinché si rappresenti e magnifichi in passerella il corpo e la

sensualità della donna oltre che quella straordinaria conoscenza e

padronanza delle tecniche stilistiche e manifatturiere che sono

proprie della tradizione sartoriale del sud. Ma come nasce,

Presidente, questo bellissimo progetto Ed ancora, cosa, le ha

consentito di riconoscere da subito in Claudia Ferrise quella stilista

capace di tradurre tutto il carico di significato che desiderava far

“rivivere” in chiave contemporanea della figura di Medusa

Con le “Teste Sculture – Medusa”, figura mitologica, abbiamo voluto

incarnare nelle passerelle, così come esige la modernità, nello stereotipo

di Femme Fatale: ovvero quel femminile tanto seducente ed incantatore

da incutere quasi soggezione e che si contempla attraverso statuarie

bellezze dalle identità celate dietro paramenti simboleggianti la testa di

focale è dato dai capelli di Medusa, che da strumento di fascino

diventano portatori di morte. I capelli, da sempre simbolo della

seduzione femminile, si trasformano in serpenti velenosi, sibilanti ed

infidi; del resto anche Lilith, la cui unica "colpa" sembra sia stata il non

voler soggiacere ad Adamo, aveva nei capelli il potere di sedurre. La

razionalità (rappresentata da Athena) sembra rifiutare e punire con un

marchio di "deformità" (quindi di difformità) l’uso cosciente della

seduzione, quasi l’uso di un simile potere femminile debba condurre

inevitabilmente alla rovina. D’altro canto il sedurre sembra sia l’unico

potere che viene ancora “concesso” (o che non sia stato sottratto…) alle

donne, ma assume comunque una connotazione negativa. Seduzione è

allora sinonimo di inganno: si mostra una maschera che attira ma che

nasconde spesso una realtà diversa, negativa. L’esperienza estetica

della bellezza si intreccia all’esperienza dello sguardo creando, nello

spazio delle complesse dimensioni dell’apprendimento, traiettorie

estremamente suggestive da percorrere. Nel gesto di “prendere” ciò che

è bello (o che appartiene alla bellezza, ivi comprendendo i suoi

contraddittori opposti) si produce un movimento definibile attraverso

curiosità e brama, ma, al contempo si sviluppa anche un senso di timore

e paralisi; quel che attrae può divenire mostruosamente o terribilmente

bello, ovvero, nel lessico proprio dell’eccesso che la bellezza porta con

sé, “troppo bello”. C’è una sorta di insostenibilità che la bellezza crea. Il

troppo bello che diventa mostruoso o terribile genera non solo ossimori,

ma porta anche in campo la dis-misura, lo stupore che cerca subito una

forma di controllo di quel largo smisurato e spaesante che stiamo

intravedendo: si tenta quindi di ridurre quel che ci appare difficile da

gestire. Si fa largo il concetto di mostruoso, che intreccia profondamente


ellezza e timore. Il termine “mostruoso” comprende, nella sua

La moda, come da lei espresso, è estro, creatività, intuito, ma anche

dimensione lessicale e semantica, pregnanti rimandi alla dimensione organizzazione, strategia, management. E queste due componenti,

visiva dello sguardo “invidioso”; il lemma latino monstrum deriva dal apparentemente contrastanti, devono convivere e amalgamarsi per

rafforzativo di monere, che significa avvisare e ammonire.

assicurare il successo di un’idea imprenditoriale. Il mondo della moda è

Il settore dell’alta moda è senza dubbio uno dei più importanti un mondo che vive di tendenze e gusti che cambiano nel giro di una

campi di eccellenza del made in Italy. Il suo peso sulla nostra stagione. È un mondo quindi, in cui lo studio sociologico del

economia è pari a pochi altri ambiti produttivi. Si tratta di un consumatore diventa non solo fondamentale, ma pressoché

sistema particolare e poco studiato; in effetti, per lungo tempo, è irrinunciabile. Diventa sempre più importante trovare figure manageriali

stato appannaggio esclusivo di stilisti e creativi e solo in epoca specializzate nel settore moda, persone in grado di “gestire la creatività”,

recente si è iniziato a guardare ad esso come ad un vero e proprio indirizzandola senza ostacolarla o snaturarla così come pure diventa

settore industriale. Indubbiamente l’oggetto di attività dell’industria imprescindibile condizione il saper innovare e scardinare le regole

della moda, ovvero un prodotto ad alto contenuto creativo, rende le rimanendo però fedeli ai valori della loro marca e rafforzandone il

imprese che operano in questo campo uniche per la necessaria vantaggio competitivo. Resta da sfatare l’idea che la moda sia solo

compresenza al loro interno di quella che è stata definita come una spettacolo ed eventi: essa è un fattore sociale, ambientale ed economico

doppia anima, emozionale, costituita da stilisti e creativi, e che riesce ad unire mondi differenti tra loro quali la creatività e il

razionale in quanto rappresentata da manager che in essa lavorano consumo. In uno scenario così variegato, per vincere la battaglia

e affiancano l’attività dei primi. La moda, infatti, è un insieme di concorrenziale le imprese devono essere in grado di assecondare le

intuito, estro e creatività, ma anche management e organizzazione. richieste dei consumatori cercando di soddisfare nel miglior modo

Si tratta, se vogliamo, di componenti formalmente discordanti ma possibile le loro esigenze. Tali imprese devono, quindi, adattarsi

che devono convivere al fine di raggiungere l’obiettivo,

velocemente al mercato, puntare all’innovazione sia del processo di

assolutamente non trascurabile, della affermazione dell’impresa. La produzione che del prodotto, con una preferenza per la qualità, il servizio

compresenza delle suddette anime è essenziale per la

e la differenziazione. Ed è proprio al marketing che viene assegnato tale

sopravvivenza stessa del settore. Da una parte, infatti, i prodotti ruolo per mantenere il posizionamento acquisito sul mercato, per

realizzati devono essere di moda, se non di alta moda, ovvero rinforzarlo e per sostenere la battaglia concorrenziale. Il capo, una

devono racchiudere al loro interno un’elevata qualità ed un alto creazione di lusso, è prodotto in singola copia o in piccolissima serie. Il

livello stilistico ed innovativo, dall’altra è indispensabile che consumatore di alta moda desidera un abito che sia immagine, lusso,

l’azienda rispetti le regole base per una gestione aziendale efficace status symbol, originalità, personalità, estro, e, soprattutto, il marketing

ed efficiente. Si presenta, quindi, la necessità di effettuare un mix che rappresenta. L’alta moda è uno stile, un design, ma soprattutto è

alla scoperta

dell’archetipo femminile.

INTERVISTAESCLUSIVA

attraversano il Sistema nei trend e nell’identikit del target-moda ne

stanno scotendo l’impalcatura dall’interno; principale conseguenza: il

rafforzamento delle strutture di marketing. Fatto il prodotto bisogna

trovare i consumatori: scoprirli, tentarli, spingerli, innovarli, all’occorrenza

crearli. Il Marketing Moda è una strategia raffinata e molto complessa

non più coerente con la classificazione che vedeva rientrare il “prodottomoda”

nella sfera dei bisogni sociali; un abito o un mocassino non sono

più acquistati per soddisfare una necessità primaria: la moda è il risultato

di un bisogno postmoderno di consumare, prima che oggetti, significati; il

prodotto deve essere in grado di comunicare un “mondo

d’appartenenza”, mantenendo funzionalità ed efficienza. Gli attori del

Sistema devono individuare “desideri”, non più “bisogni.

Cito testualmente, Presidente: “La Camera Regionale della Moda

Calabria da sempre rappresenta i più alti valori della moda e dello

stile italiano con lo scopo di tutelare, coordinare, diffondere,

controllare e potenziare l’immagine della moda calabrese sia in

Italia che all’estero”, non poteva non ricordare degnamente Gianni

Versace che è stato e sarà per sempre uno dei più grandi nomi

della moda italiana nel mondo, imponendosi con la genialità che

sempre lo ha distinto. Reggio è la terra di Gianni Versace e, come

disse lui stesso, è questa terra che gli ha dato le ragioni della sua

grande passione creativa. Il suo grande sogno si è ancor più

caratterizzato per quella sua capacità di attingere dalle radici

storiche della Calabria le suggestioni della sua arte creativa. Quella

di Gianni Versace, prima ancora che fenomeno di moda, va indicata

come espressione artistica di grande livello, capace non solo di

prevenire i tempi ma anzitutto di disegnare il talento del Sud. I

GiuseppeFata

vogliamo far crescere il nostro Paese ci dobbiamo ricompattare e tenere

stretto il nostro prodotto che è di massima eccellenza.

L’importanza dei giovani

Nell'ottica di un percorso che continua a sostenere le nuove generazioni

Il suo sogno nel cassetto...

Voglio realizzare il sogno di tanti giovani creativi. E' insieme che si può

crescere, senza aver paura di fare squadra. In questi anni ho visto tanti

giovani in difficoltà e noi nel nostro piccolo cerchiamo di sostenerli ed

incoraggiarli con il loro sogno.

Lei è un presidente giovanissimo con tante esperienze alle spalle

come si vede in queste vesti

All'inizio non mi vedevo, anche, perché sono un creativo ed amo essere

libero ma ho accettato con l'idea di non essere un presidente legato alla

poltrona ma che ama lavorare per gli altri. Quando sono stato proposto

alla guida della camera ho chiesto sei mesi sperimentali per vedere se il

mio operato potesse funzionare. Devo dire che è stato molto positivo ed

ho avuto grandi apprezzamenti da tutti i componenti della camera e

soprattutto dai giovani creatori in genere. Sono davvero contento di

avere una squadra così forte, composta da grandi professionisti, ognuno

nel proprio ambito. La camera è composta in gran parte da giovani ed

oggi, dopo una fase sperimentale, possiamo dire che siamo una vera e

propria realtà italiana. In questi anni abbiamo fatto tanto e la camera è

stata protagonista in moltissimi eventi regionale, nazionali ed

internazionali.

Alcuni eventi dove collaborate

Annualmente la camera consegna alcuni riconoscimenti. Come "Eventi

d’eccellenza" posso citarne alcuni dove noi siamo presenti perché

compendio tra esigenze diverse; i creativi sono costretti ad

adeguarsi ai limiti posti dai vincoli di bilancio, senza che ciò

sminuisca però il loro estro e la loro capacità innovativa e gli

amministrativi devono anch’essi adattarsi al particolare contesto in

cui operano e alle esigenze, talvolta inusuali, degli stilisti dalla cui

attività dipende, in gran parte, il successo delle imprese. Si

capisce, dunque, come sia fondamentale che il management di

queste aziende cerchi di coniugare ed amalgamare le diverse

istanze presenti al suo interno e che non sono esclusivamente

amministrativo-gestionali: il management della creatività non si

deve limitare a mantenere le competenze creative esistenti, ma ne

deve favorire l’ampliamento e l’arricchimento continuo. Da quanto

fin qui osservato si capisce come il prodotto moda presenti

caratteristiche proprie e sia, dunque, di difficile collocazione

all’interno dei tradizionali schemi economici e produttivi. E’ “un

bene, che sta fra il necessario ed il superfluo, fra l’economia e la

cultura”; la sua definizione appare difficile trattandosi, da una

parte, di una vera e propria opera d’arte, dall’altra, di un prodotto

che, per esigenze di gestione, deve in ogni caso trovare un mercato

di sbocco e di vendita al pari degli altri prodotti. Da quanto fin qui

esposto si può da subito intuire come "il prodotto moda" abbia

caratteristiche peculiari rispetto ad altri prodotti ma come ciò

nonostante non si dissoci dal concetto di azienda. Questa

premessa al fine di chiederle, quanto, a parer suo, il management

riesca oggi a coniugare le diverse istanze prospettate, affinché non

si limiti all'esclusivo mantenimento delle competenze creative

esistenti…

un brand: per posizionarsi sul mercato è quindi necessario un ingente

investimento di capitali nel brand e nel suo marketing, nella creazione di

immagine e di attrattività. L’esclusività del prodotto di un brand di alta

moda non riguarda, pertanto, solo il singolo abito, ma le modalità con cui

esso è presentato, pubblicizzato e venduto. L’efficacia di un’iniziativa

imprenditoriale nel settore dell’alta moda si basa necessariamente

sull’estro e sulle capacità imprenditoriali e manageriali del gruppo che

sta alla base. Nei comportamenti di acquisto del consumatore interviene

la qualità apparente o percepita del bene, ma le positive performance su

ampi orizzonti temporali sono il frutto di fiducia e fidelizzazione che per le

imprese italiane dell’alta moda hanno raggiunto livelli eccellenti. Il

concetto di moda, come stile condiviso da un’ampia comunità di

riferimento, nasce con le aziende che realizzano prêt-àporter, con il

quale si attua il processo di semantizzazione dell’abbigliamento che l’alta

moda aveva reso possibile solo per un segmento ristretto di

consumatori. Le grandi imprese hanno oggi intrapreso la strada delle

estensioni di marca, rendendo alla portata di molti più consumatori alcuni

di quei beni che prima erano privilegio di una elite, si pensi che il costo di

un abito di prêt-à-porter è circa dieci volte inferiore a quello di un abito di

alta moda. Nell’offerta di prêt-à-porter si possono trovare sia collezioni e

capi griffati con il nome di stilisti, che con marchi aziendali. Il prêt-àporter

è progettato dallo stilista, crea line di abbigliamento “di moda”, che

fanno tendenza e che saranno realizzate in serie a prezzi accettabili e

destinati anche ai più giovani, fino ad ora esclusi dall’alta moda. l’Italia è

riuscita ad andare avanti data la forza “stile/qualità” del MADE IN ITALY.

Molti marchi anonimi sono riusciti ad ottenere buoni risultati sul mercato.

Ma i profondi cambiamenti strutturali e le grandi turbolenze che

giovani sono sempre stati una delle maggiori fonti di ispirazione

per Gianni Versace e, nello stesso tempo, lui stesso rappresenta un

punto di riferimento per i giovani stilisti calabresi che vogliono

emergere in questo campo”. Ma cosa, l’ha ha spinta a fondare la

Camera Regionale della Moda Calabria

Senza dubbio la mia passione per la moda e per l'arte che coltivo, in

diversi modi, da quando avevo dodici anni. Terminate le superiori ho

frequentato un'accademia nazionale per sette anni e da lì è iniziato il mio

percorso nel mondo della moda. Un cammino che è cresciuto giorno

dopo giorno e mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno, facendo

diverse esperienze con grandi nomi dell'Alta Moda. Nel 2007, dopo 20

anni di carriera, ho deciso, con il sostegno di alcuni personaggi che

facevano moda da 50 anni, di proporre il mio progetto: "la nascita della

prima Camera regionale della Moda in Italia".

Concretamente la camera regionale della moda cosa fa

La Camera Regionale della Moda ha il compito di sostenere i giovani

stilisti emergenti, per dare loro la giusta visibilità, attraverso la

realizzazione di prestigiosi eventi che la camera coordina, in Calabria, in

Italia ed all'estero.

Quale è l'obiettivo del progetto

L'idea è nata dalla profonda convinzione che la moda italiana debba

dare spazio ai giovani creativi, facendoli esprimere lavorativamente

senza "sfruttarli " perché è giusto che trovino spazio nel nostro Paese,

visto che l'Italia rappresenta la Moda del Mondo e noi dobbiamo

alimentarla con loro. Bisogna dare la possibilità di realizzare il prodotto in

Italia e non all'estero come, invece, molte case di moda fanno. Se

condividiamo gli stessi obiettivi. Il Premio Mia Martini, ad esempio, che si

svolge a Bagnara Calabra, città natale di Mia Martini, rappresenta una

vetrina importantissima per la musica. Durante l'evento diamo la

possibilità agli stilisti della Camera di presentare le loro collezioni come

ospiti del premio. Ed ancora, il “Premio Moda Cinema Città dei Sassi

di Matera”, lo “SMAC Fashion Word” di Salerno e tanti altri. E' giusto

che questi eventi ci siano perché, se fatti bene, danno l'opportunità di

puntare sui giovani. La Camera Regionale ha rappresentato il Made

in Italy anche ad Oslo, Parigi, Cannes, Canada, ecc... E dunque, che

dire ... siamo davvero soddisfatti di contribuire a promuovere

l'immagine della Calabria nel mondo. Il nostro intento è fare sempre di

più per la nostra Regione, ma non solo … purtroppo la Calabria viene

vista come una terra discriminata, ma non è cosi, è fatta di persone

vere, pulite che lavorano. Noi, in questi anni, abbiamo voluto

riscattare, con il nostro operato la nostra terra, perché siamo noi che

dobbiamo fare crescere il luogo dove viviamo e non gli altri ... mi

riferisco sempre al sistema che ci prende in giro, riempendoci di

illusioni che non portano da nessuna parte! La verità è che l'Italia è

l'Italia e siamo tutti Figli di questo gioiello che ci invidiano in tutto il

mondo. Voglio ricordare che il nome Italia è stato partorito dalla

Calabria…

Lei punta molto su i giovani, ciò è onorevole..

Io punto sui giovani perché sono il futuro del nostro Paese ed essendo

anche io "un presidente giovane" so cosa cercano. Non è

assolutamente vero che i giovani non hanno il senso del fare anzi fanno

molto bene … ma sono le Istituzioni che non ci mettono nelle condizioni


Nella foto: Claudia Ferrise e Giuseppe Fata

Nella foto da sinistra: Maria Perrusi (Miss Italia 2009) Presidente

Ambasciatori della Camera Regionale della Moda Calabria, il

Direttore Responsabile Giovani Fashion Design Claudia Ferrise, il

Presidente Giuseppe fata, il make-up artist Dario Caminiti, l'attrice

Larissa Volpentesta Ambasciatrice della Camera, il Vice

Presidente Delegato ai Rapporti con le Istituzioni e le Relazioni

Internazionali Giuseppe Emilio Bruzzese, il Direttore Responsabile

Giovani Fashion Design Claudia Ferrise ed il neo eletto Direttore

Generale della Camera Regionale della Moda Calabria Alessandra

Giulivo in un momento della presentazione.

La Camera della Moda Calabria è reduce da una fortunatissima iniziativa che si è glorificata il giorno 7 di Gennaio a Palazzo San

Giorgio di Reggio Calabria attraverso uno straordinario consenso di pubblico e di nomi fra i più autorevoli del panorama nazionale: un

calendario del quale possiamo di seguito scorgere le immagini.

La Camera Regionale della Moda Calabria si

propone di: rappresentare i più alti valori

della moda e dello stile italiano e di tutelare,

coordinare, diffondere, controllare e

potenziare l’immagine della moda italiana sia

in Italia che all’estero; coordinare le energie

di persone italiane, ma anche di altre

nazionalità, che possano e vogliano dare un

fattivo contributo allo sviluppo, all’incremento

e alla migliore conoscenza del costume,

dello stile e della moda italiana; collaborare

con organismi pubblici e privati aventi affinità

di interessi e scopi nell’intento di favorire il

processo, l’espansione, la conoscenza, gli

scambi e quanto altro di utilità per il settore;

essere punto di riferimento ed interlocutore

privilegiato per iniziative a carattere

regionale, nazionale ed internazionale che

abbiano a che fare con lo stile, il costume e

la moda. Per raggiungere tali obbiettivi, la

Camera può: promuovere lo sviluppo della

moda mediante l’organizzazione di sfilate e

manifestazioni di moda, in Calabria, in Italia

ed all’estero, di convegni, congressi e mostre

in genere, mediante l’adozione di ogni

iniziativa volta alla migliore conoscenza dei

problemi concernenti i settori interessati;

redigere programmi, relazioni e pubblicazioni

per la promozione della moda; svolgere,

promuovere o dare il proprio patrocinio a

conferenze, convegni e corsi di formazioni

professionali e di perfezionamento per la

preparazione dei giovani all’esercizio di vari

professioni del settore; promuovere o dare il

proprio patrocinio per l’istituzione di un

Museo Permanente della moda nelle città

calabresi e delle altre regioni italiane;

stipulare accordi per programmi

radiotelevisivi con emittenti pubbliche o

private, per comunicazioni sulla stampa, per

servizi di pubblicità e di pubbliche relazioni;

coordinare la collaborazione con la regione,

le province, i comuni, gli enti pubblici e privati

calabresi ed italiani, le associazioni

imprenditoriali, nell’interesse degli associati

ed in particolare con gli enti preposti alla

tutela e alla diffusione dello stile, del costume

e della Moda calabrese ed italiana; creare

relazioni permanenti fra Camera Regionale

della Moda Calabrese e gli istituti scolastici e

le università calabresi, italiani ed esteri, per

promuovere progetti di studio e ricerca sullo

stile, sul costume e sulla moda; promuovere

e svolgere qualsiasi altra attività di

qualsivoglia natura connessa al

raggiungimento delle sue finalità.

noi abbiamo delle qualità che vengono apprezzate più all'estero che in

Italia…

Cosa pensa dell'Italia

Il mio pensiero, al di là del ruolo che occupo, è di un giovane che ama

l'Italia e la bellezza del mondo. Il nostro Paese ha bisogno di essere

"svecchiato" dai sistemi che lo affliggono e bisogna far rifiorire tutte

quelle bellezze che vale la pena mettere in risalto perché ci sono…Io

sono una persona che non ha mai illuso i giovani, se lo facessi sarebbe

come farlo a me stesso.

I suoi programmi futuri ...

Noi facciamo in continuazione programmi… ora siamo pronti con il

nostro prossimo evento che vuole puntare al centro del Mediterraneo e

dare visibilità ai giovani ed al made in Italy.

Una anticipazione dell'evento

Certo... in esclusiva solo per la vostra rivista che ci segue con

attenzione e che ringrazio di vero cuore. L'evento consisterà in una

Mostra Internazionale d'Arte, Costume e Fashion Designer con la

consegna del prestigioso Premio Internazionale "La Muse Venal" .

Come si svolgerà

L'evento si svolgerà a Reggio Calabria che rappresenta il centro del

Mediterraneo. E' un concorso internazionale di fashion designer ... dove i

giovani candidati potranno partecipare contemporaneamente a 5 /6

sezioni. Ogni sezione avrà il proprio vincitore che oltre a ricevere il

prestigioso premio, una statuetta stilizzata realizzata da un grande orafo

di fama internazionale, vinceranno degli Stage presso aziende o

laboratori, un book fotografico di moda con un personaggio famoso e

tanta promozione. Saranno due giornate ricche di eventi: sfilate,

inaugurazione di una mostra Made in Italy, mostra d'arte, incontri con

autori di libri sulla moda, e tante altre cose ancora…

Le va certamente tributato il merito di aver trasformato lo spirito

indispensabile per relazionarsi adeguatamente al mondo

contemporaneo, globalizzato e velocissimo. Una disponibilità ad

aprirsi al nuovo senza preconcetti. I giovani, come lei,rappresentano

le energie vitali, quelle che devono essere spese, non legate alla

tradizione, ma ad uno spirito nuovo d’interpretarla. Penso debba

realizzarsi un’osmosi attenta e generosa e che le nostre idee

abbiamo costantemente bisogno di quell’enzima di freschezza e

fantasia portato dalle nuove generazioni. Mi congratulo pertanto per

il lavoro di squadra ed all'agire consapevole cui assisto guardandola

più da vicino, lungi dall'essere un luogo comune l'affermare che la

moda nella rete delle interdipendenze economiche, comunicative,

sociali e culturali non sia che un punto del sistema. Segni evidenti

che siamo di fronte ad una evoluzione del concetto moda, non più

inteso come imposizione ma come fenomeno socio-sensibile che

che pone l'accento sulle trasformazioni a cui il mondo odierno

sottopone le culture del pianeta nella dialettica tra globale e locale.


gennaio.GIUSEPPE FATA febbraio: ERMANNA SERPE marzo: FRANCO FRANCESCA aprile: GERARDO SACCO maggio: ANTONIO BATTISTINO giugno: MARIO COSTANTINO TRIOLO

storia di copertina

lacameradellamodacalabrese

ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI

TESTIMONIAL: MARIA PERRUSI MISS ITALIA 2009

TESTIMONIAL: LARISSA VOLPENTESTAATTRICE

GIOIELLI: GERARDO SACCO

CALZATURE: ORONZO DE MATTEIS

CONCEPT FOTOGRAFO: ARCANGELO FAZIO

CONCEPT E POST - PRODUZIONE FOTOGRAFICA: GIANLUCA MURACA

MAKE - UP: DARIO CAMMINITI

HAIR DESIGNER: GIUSEPPE FATA PINO CERRA

calendario 2013

Luglio: EMILIA VATRANO agosto: RENÈ BRUZZESE settembre: ERASMO FIORENTINO ottobre: BIAGIO CREA novembre: CLAUDIA FERRISE dicembre: MARIKA PECORA


Organigramma 2013

Camera

Regionale

della Moda

Calabria

Presidente

Giuseppe Fata

Vice Presidente

Delegato ai Rapporti con le Istituzioni e le relazioni

Internazionali

Giuseppe Emilio Bruzzese

Direttore Amministrativo

Vincenzo Monea

Segretario Tesoriere

Domenico Monea

Direttore Responsabile Giovani Fashion Designer

Claudia Ferrise

Responsabili Consulenza Giuridica

Avv. Enrico Chindamo - Avv. Domenico Siclari

Direttore Generale Comunicazione ed Eventi

Alessandra Giulivo

Direttore Responsabile Models Fashion Image

Dario Caminiti

Direttore Responsabile Settore Sartoriale

Demetrio Gioia

Presidente Ambasciatori

Camera Regionale della Moda Calabria

Maria Perrusi Miss Italia 2009

Presidente Onorario Ambasciatori

Principessa

Costanza Afan De Rivera Costaguti Florio

Presidente MAESTRI D’ARTE

Camera Regionale della Moda Calabria

Serenella Fraschini

Presidente Onorario Maestri D’Arte

Gerardo Sacco

Presidente TESTIMONIAL

Camera Regionale della Moda Calabria

Francesca Pizzi

E’ una situazione epocale, quella

contemporanea che ci fa capire quanto

sia necessario un passo indietro verso

il concreto, particolarmente dal punto di

vista lavorativo. Il settore artigianale

sembra essere il solo ad offrire

un’alternativa alla crisi che si è

prepotentemente imposta anche nelle

scelte di vita, dove quelle che potevano

essere “certezze” oggi si sono rivelate

pura illusione. Settori della moda che

sono andati sempre più in decadenza

per essersi lasciati ammaliare da quelle

produzioni “usa e getta” che hanno

sacrificato lo stile sartoriale italiano ai

grandi numeri, mortificandolo nel suo

più eloquente significato: quella

tradizione artigianale che ha fatto del

nostro Paese, soprattutto nel settore

della Moda, la Capitale nel Mondo.

Fare lo stilista non è una robetta facile,

ma di sicuro è un bel lavoro, per quelli

come Claudia Ferrise che in un abito ci

cuciono l’anima. La gente è portata a

pensare che nel mondo della moda sia

tutto favoloso, luccicante, spettacolare.

Eforsenonèsemprecosì,oforse

quello che si vede è solo una parte del

lavoro, la punta dell’iceberg; ma quella

parte c’è solo per quegli stilisti che,

come lei, sono ancora capaci di

emozionarsi ed emozionare. Vero è

che l’industria dell’abbigliamento sta

vivendo un rallentamento a causa

dell’economia stagnante, ma ciò

nonostante continua a crescere la

richiesta di progettisti di moda. Questo

dato per nulla trascurabile è quello su

cui dovremmo fermare la nostra

attenzione sviscerandone e

comprendendone il senso più profondo

affinché sia da monito, per coloro che

la moda la producono e non di meno

per noi tutti che la vestiamo, quanto, il

ricercare attraverso un abito tutto il

nostro straordinario patrimonio

culturale, sia indispensabile a far sì che

essa riaffermi e consacri la sua

leadership a livello internazionale.

Perché una cosa è la manovalanza

sartoriale, che i cinesi, più di altri,

riescono a offrire a buon mercato;

un’altra cosa è l’italian concept della

moda, ovvero, l’ispirazione, la

creatività di stilisti talentuosi che

sanno far nascere il bello da semplici

operazioni di accostamento di colori,

FERRISE

CLAUDIA

Stilista e Direttore Responsabile Giovani Fashion Designer

www.donnaimpresa.com 17


tessuti, modelli. La moda è emozione e creatività, non scordiamolo.

Gli abiti, i colori, i tessuti, sono microelementi di un linguaggio che

aiuta le persone a stare meglio, a sentirsi a proprio agio, a dettare

quella parte di sé attraverso ciò che appare, ma anche attraverso ciò

che sentiamo di trasmettere agli altri. Il fashion designer è (o

dovrebbe essere) una persona sensibile, capace di cogliere l’essenza

di una società (dei suoi umori, delle sue tensioni, della sua condizione

storica) e il suo linguaggio, per poi trasformare il tutto in una sorta di

codice comunicazionale. Cosa c’entra tutto questo C’entra nella

misura in cui la moda diventa uno strumento di comunicazione. Ed è

questo il suo significato: rappresentare una specifica visione della vita

o percezione di essa. In una gonna, in una giacca, nei colori di ciò

che indossiamo si concentrano valori profondi. Le vere icone

contemporanee sono tutte quelle persone capaci di rimboccarsi le

maniche e non abbattersi di fronte ad una sorte non particolarmente

propizia, di andare avanti con fierezza certe che valga sempre la

pena fornire il proprio personale contributo all’economia di questo

nostro Paese attraverso quanto di meglio riescono ad esprimere. E le

donne, in primis, grazie alla loro struttura genetica che sembrerebbe

averle privilegiate attraverso il dono della lungimiranza, sono

chiamate a farlo. Ovvio che stereotipare l’universo femminile entro un

concetto di massima non è “cosa buona e giusta” e sebbene anche

Madre Natura sembrerebbe consegnarci alcuni primati, direi che

adagiarsi sugli allori non abbia senso alcuno. E Claudia Ferrise è uno

straordinario esempio di come tutto questo sia vero. Lei è una di

quelle donne che si svegliano al mattino dicendo: "Dio, spero tanto di

non essere rapita dal principe azzurro oggi" conscia che il destino, là

fuori, sta già legiferando la sua quotidianità attraverso il suo repentino

svolgersi. Repentino, ma non inappellabile, Claudia questo lo sa. Ed

anche io. Sarà per questo che la adoro.

Quali sono Claudia gli ingredienti base per una buona

collezione

Indubbiamente è un insieme di più cose. Per cominciare ci

vuole una buona dose di serenità interiore. E’ necessaria

l’armonia dell’essere, la gioia di vivere. Poi è chiaro, che la

voglia di stupire, di sorprendere non devono mancare mai

se vuoi essere sempre al top. Il buon gusto nella scelta dei

tessuti e dei modelli sono altresì elementi indispensabili nel

mio lavoro.

Considerato che ogni donna, fin da bambina, sogna

per il giorno del proprio matrimonio un abito

"speciale", che la faccia sentire "speciale", lei ha

messo a disposizione delle future spose il suo grande

talento e creatività interpretando abiti da sposa come

opere d'arte: per la cura con cui vengono realizzati, i

dettagli preziosi, i tessuti pregiati. Veri e propri

masterpiece.

Per me collezionare un abito importante è innanzitutto una

sfida con me stessa. Devo essere io, per prima, ad esserne

entusiasta. Non potrei mai e poi mai proporre sul mercato

qualcosa che ritengo non abbia un'anima, che non sia

capace di suscitare in chi lo vede un ‘emozione unica.

L’unicità dei pezzi, che devono essere curati nei minimi

dettagli, alla fine garantisce questo risultato. Si può solo

immaginare quanto molteplici siano le prove che

precedono la creazione di un capolavoro: scelte dei colori,

dei tessuti, dei ricami.

Ci parli dei progetti per questo 2013 che è nato

all’insegna di un bellissimo calendario per cui ha

realizzato l’abito di copertina, ciò a conclamare la sua

bravura e a sancire in maniera indissolubile il rapporto

professionale che la lega al Presidente della camera di

Reggio Calabria, Giuseppe Fata, per il quale è

esclusiva interprete, attraverso le sue creazioni, di quel

suggestivo progetto itinerante legato al mito di Minerva

e non omettendo, in ultima nota, di svelarci se, in

particolare c'è un sogno riposto in “quel cassetto” che

si augura si possa realizzare.

Circa i progetti in cantiere per il 2013 nel dettaglio

preferisco non anticiparvi niente, giusto per quel pizzico di

scaramanzia che contraddistingue un po anche questo

mondo. Tuttavia, posso solo dire che sarà ricco di eventi

imperdibili e spettacolari a cominciare proprio dalla

prossima settimana. Di sogni nel cassetto non ne ho. Ho

solo un gran desiderio di continuare a portare avanti con

dignità l’Azienda che rappresento. E voglio farlo, e ci tengo

a sottolinearlo, seguendo, come ho sempre fatto finora, la

strada stracciata da mio papà che l’ha fondata e che

purtroppo è venuto a mancare 10 mesi fa.

Prima di salutarla le apro questo ultimo spazio per un

suo pensiero, qualcosa che sente di voler esternare

ovviamente augurandole il più sincero degli in bocca a

lupo la saluto caramente sperando di poterla

incontrare più assiduamente in un prossimo futuro.

Mi piacerebbe che la piccola imprenditoria e l'artigianato

fossero messi nelle condizioni di poter sopportare meglio

questo periodo di crisi globale e italiana. Il motore

dell'economia nel nostro paese è rappresentato da queste

categorie oggi troppo vessate da un regime fiscale

insostenibile e che c'impone ogni giorno di fare l'impossibile

per mandare avanti le nostre aziende nelle quali, non

bisogna dimenticarlo, lavorano padri e madri di famiglie.

Grazie anche Voi per la disponibilità. Spero di rincontrarvi

presto.

Alla scoperta

dell’archetipo femminile.

CLAUDIAFERRISE


Per capire la natura specifica delle imprese del sistema moda è necessario partire dall’etimologia del termine

e dalle definizioni che di questo concetto sono state date nel corso del tempo.

DIETRO: LE QUINTE DELLA MODA

Le ragazze cominciano a

svolgere la professione di

modella già attorno ai 16 anni

di età, in piena adolescenza,

una fase del ciclo di vita di

grandi trasformazioni che

spinge alla ricerca di nuovi

modelli di riferimento, al

desiderio di rompere con

tutto ciò che infantilizza

(Onnis), di liberarsi

del controllo degli

adulti sulla propria vita

alla ricerca di autonomia

e di una definizione del sé.

Il sentimento di onnipotenza

legato all’età, alla natura di

questa professione,

all’esperienza della nuova

situazione, alla novità del

lavoro, alla libertà, all’aspetto

fisico attraente, alle attenzioni

ricevute, possono far perdere

di vista il senso di realtà e di

umiltà e condurre la ragazza

verso situazioni pericolose ed

abitudini dannose. Ecco

perché è importante che ci sia

molta serietà nelle persone

che svolgono la professione di

manager…ed ecco perché

sono qui a presentare Morel

Bolea fondatore di Kasta

Morrely ( servizio a pagina 72)

La moda:

CHI LA FA, CHI LA INDOSSA, CHI NE PARLA

www.donnaimpresa.com 21


PER QUANTO ATTIENE ALL’ETIMOLOGIA DELLA

PAROLA MODA, LE INTERPRETAZIONI NON SONO

UNIVOCHE; ALCUNI FANNO RISALIRE IL TERMINE AL

FRANCESE MODE E QUINDI AL LATINO MODUS CON IL

SIGNIFICATO DI MODO, FOGGIA, MANIERA. ALTRI,

INVECE, FAREBBERO DERIVARE LA PAROLA DAL

LATINO MOS, ANZICHÉ MODUS, CON UN SIGNIFICATO

DI USANZA, COSTUME, ABITUDINE, REGOLA

PIUTTOSTO CHE DI MODO, MANIERA, NORMA COME

INVECE LA PRIMA INTERPRETAZIONE INDURREBBE A

PENSARE. DIFFERENTI SONO ANCHE LE DEFINIZIONI

CHE SONO STATE DATE DEL CONCETTO MODA.

Si è affermato che “nel linguaggio comune, un fenomeno è

considerato di moda se, nell’istante in cui se ne parla, ha raggiunto un

diffuso apprezzamento da parte di un certo pubblico e in un

determinato contesto che può essere geografico o di tipo

socioculturale”. Tale definizione centra l’attenzione sul fatto che un

prodotto è di moda, quando è gradito da un gruppo abbastanza ampio

di persone in uno specifico contesto. Il fatto che si faccia riferimento al

concetto di fenomeno, sottolinea l’ampiezza e la diffusione del termine

non più associato esclusivamente al settore dell’abbigliamento, come

invece avveniva in passato. Oggi si può a buona ragione affermare

che quasi tutto può essere o non essere di moda, da un’automobile,

ad un vestito, ad una marca di computer. Resta, però, il fatto che solo

nel campo dell’abbigliamento il continuo cambiamento negli stili e nelle

mode è stato riconosciuto e sancito con tanta forza da divenire ormai

un’abitudine irrinunciabile. Il termine moda è definito anche come

“aspetto e comportamento di una comunità sociale secondo il gusto

particolare del momento per lo più a proposito dell’abbigliamento sia

maschile che femminile”, e come “foggia, corrente del vestire e

dell’acconciarsi, legata ad una determinata epoca e al gusto di una

determinata società” e, ancora, “modo, costume passeggero di vivere

e di comportarsi”. Tali definizioni mostrano una caratteristica propria

dei prodotti di moda: la temporaneità e la brevità; le mode sono per

loro natura passeggere, destinate a rinnovarsi nel corso di una

stagione. La stagionalità di queste attività, se, da una parte, le rende

di difficile interpretazione, dall’altra, costituisce uno dei fattori

fondamentali del loro successo; il continuo rinnovarsi di anno in anno,

di stagione in stagione, offre sempre una nuova platea di potenziali

clienti. Ciò si traduce in un notevole vantaggio anche per i nuovi

entranti perché, dal momento che sorgono nuove mode

continuamente, tutti, in teoria, possono concorrere a dettarne una

nuova e, quindi, a giocare un ruolo nelle collezioni di quella stagione.

TRATTARE DELL’EVOLUZIONE DEL FENOMENO MODA È

QUESTIONE LUNGA E COMPLESSA POICHÉ SI PUÒ BEN

AFFERMARE CHE L’ATTENZIONE ALLE DIVERSE

MANIERE E FOGGE NEL VESTIRE RISALE A TEMPI

ANTICHISSIMI ESSENDO QUESTO UN FATTO

INDISSOLUBILMENTE LEGATO ALLA VANITÀ UMANA.

LE PRIME TRACCE DI TALE MANIFESTAZIONE

POSSONO ESSERE RISCONTRATE NELLE ANTICHE

CIVILTÀ MEDITERRANEE; LE EVOLUZIONI STILISTICHE

ERANO, PERÒ, PIUTTOSTO LENTE E CON DIFFERENZE

MINIME TRA INDUMENTI MASCHILI E FEMMINILI. A

QUEI TEMPI LA DISTINZIONE SOCIALE SULLA BASE DEI

CAPI DI ABBIGLIAMENTO INDOSSATI ERA LIMITATA E

SI PREFERIVA RICORRERE ALL’UTILIZZO DI ACCESSORI

ED ORNAMENTI RICCHI E PREZIOSI PER SEGNARE

L’APPARTENENZA AD UNA CASTA PIÙ IMPORTANTE

DELLE ALTRE.

Nell’antico Egitto si cominciò a delineare il gusto per i colori vivaci e le

linee stilizzate: gonnellini per gli uomini e tuniche senza maniche per

le donne sono i modelli più ricorrenti nelle numerose raffigurazioni

giunte fino a noi della vita degli antichi faraoni. Stili e fogge nel vestire

si sono susseguiti, poi, anche nell’antica Grecia e ai tempi dei romani

anche se, per entrambe le civiltà, non si può ancora parlare di nascita

del fenomeno moda; le vesti sono abbastanza semplici e non

presentano particolari cambiamenti di stile nel corso degli anni. La

nascita vera e propria del fenomeno può essere fatta risalire al primo

Rinascimento quando l’attenzione all’abito e alla distinzione sociale

sulla base di esso diventa sistematica. Sarà con l’affermarsi della

nuova classe dei commercianti che sorgeranno nuovi sistemi

vestimentali caratterizzati dalla ricerca di una propria legittimazione

sociale e non più distinti solo sulla base della loro funzione d’uso. La

moda ha così cominciato a significare distinzione e differenziazione tra

classi più o meno benestanti; l’abito non è più solo un elemento di

prima necessità per coprirsi dal caldo, dal freddo e dalle avversità

delle stagioni, ma diventa strumento di ostentazione del proprio

benessere, nonché della propria posizione sociale. Diverse sono le

teorie elaborate nel corso del tempo sulle motivazioni del continuo

susseguirsi di mode diverse nel corso degli anni e delle stagioni.

Un’ipotesi interessante è quella così detta del trickle-down, vale a dire

del “gocciolamento verso il basso” secondo la quale le mode vengono

create perché le classi più abbienti possano così distinguersi dalle

altre. Tale teoria ritiene che le stesse mode, che nascono e si

sviluppano presso le classi più elevate e abbienti della società,

passino, poi, ai livelli inferiori della società, in modo graduale,

diventando così patrimonio di tutti. L’oggetto di moda costituisce,

quindi, un elemento di differenziazione solo nei primi stadi del suo

ciclo di vita; quando raggiunge il suo picco di successo, comincia già a

covare dentro di sé i primi sintomi del suo declino. Tanto più il capo di

abbigliamento o l’accessorio è diventato di moda, tanto più si diffonde

tra i consumatori e tanto meno costituisce elemento di

differenziazione. Nel momento in cui tutti possono disporne cessa

necessariamente di essere alla moda perché ha ormai perso le

caratteristiche di originalità, creatività e unicità che un tale prodotto

deve avere. Ecco allora che, secondo la teoria del trickle-down, prima

che ciò avvenga le classi più benestanti avranno nuovamente trovato

un diverso gusto con il quale identificarsi e distinguersi che col tempo

troverà anch’esso diffusione presso il resto della società. Se è a partire

dal Rinascimento che il fenomeno inizia ad assumere una certa

consistenza, ulteriori sviluppi si sono avuti poi nel corso dei secoli. La

moda si è, infatti, adeguata nel tempo ai filoni culturali e religiosi che di

volta in volta hanno caratterizzato la vita sociale: una moda più

estetica e fastosa ai tempi del Rinascimento, più austera e severa ai

tempi della Riforma e della Controriforma. Dall’epoca di Luigi XIV e,

poi, soprattutto nel diciannovesimo secolo, fulcro dell’alta moda è

Parigi che accoglie alla metà dell’800 Charles Frederick Worth che

può essere considerato il primo couturier indipendente. Si tratta di uno

stilista che non realizza più solo abiti su commissione per le signore

dell’aristocrazia, ma apre una vera e propria boutique. La Francia e,

Le parole

quindi, Parigi restano leader indiscussi del settore per

più di un secolo almeno fino a quando, negli anni

MODA

della.

settanta del secolo scorso, nascono nuovi filoni nel

settore; i profondi cambiamenti avvenuti nel secondo

dopoguerra con l’emersione di nuove classi sociali,

nonché la contestuale emancipazione della donna

nella società e nel mondo del lavoro hanno prodotto

una democratizzazione della moda. E’ di quegli anni

la nascita e la rapida affermazione del prêt-à-porter. In

quel periodo il nostro paese cominciò ad assumere

un peso importante a livello mondiale attraverso le

sfilate fiorentine di Palazzo Pitti e l’indissolubile

legame moda-industria che si viene a creare a

Milano. L’Italia, infatti, decise di concentrare

l’attenzione su di un filone diverso rispetto a quello dei

grandi couturier francesi, volto alla realizzazione di

prodotti ricercati, dotati di elevato contenuto stilistico e

creativo, ma più accessibili sia economicamente che

dal punto di vista della portabilità del capo di

abbigliamento, dedicato, quindi, non solo alle

occasioni mondane, ma anche alle giornate di lavoro.

NELLA SOCIETÀ OCCIDENTALE

CONTEMPORANEA, QUASI NESSUNO PUÒ

ORAMAI SOTTRARSI AI SUOI DETTAMI. E’

LA MODA CHE È RITENUTA COSÌ TANTO

IMPORTANTE DA SUSCITARE

ATTENZIONE, O È TUTTA QUESTA

ATTENZIONE PER LA MODA A RENDERLA

IMPORTANTE

Vero è che la moda influenza la maggior parte delle

relazioni delle persone, con se stesse e con gli altri.

Evidenziamo dunque una rottura con la tradizione e

costante visione al “nuovo”. Walter Benjamin parlerà

di “eterno ritorno del nuovo”. La nuova moda ha una

grande rilevanza nella comprensione della nostra

identità. La parola “moda” deriva dal latino modees

(misura, maniera, forma). Adam Smith affermava che

la moda acquista valenza in ambiti dove il gusto è

fondamentale: abiti, mobili, poesia, architettura, ma

anche della morale. Secondo il grande filosofo Kant,

tutte le mode sono maniera di vivere, poiché

comportano cambiamenti generali nelle abitudini di

vita. Lipovetsky parlò invece di un meccanismo

sociale generale, non limitandosi ai vestiti, ovvero la

moda nell’abbigliamento è una delle tante

manifestazioni della moda. Definizione di “moda”: un Impossibile piacere a tutti e soprattutto a tutte se

oggetto è moda se e solo se funziona come elemento

di distinzione sociale ed è parte di un sistema che lo

non siamo lei. Brillante e arguta, bellissima,

sostituisce con relativa rapidità con qualcosa di instancabile lavoratrice, respira e vive la moda. In

nuovo. Tuttavia possiamo dare esempi di ciò che molti addirittura sostengono che lei “sia” la moda.

chiamiamo “moda” e di ciò che non chiamiamo tale, Ve la presentiamo: il suo nome è

ERIKA

ma non possiamo dare una definizione. Secondo

Thomas Carlyle, lo scopo originario dei vestiti non è il

GOTTARDI

calore o la decenza, bensì l’abbellimento. Gli abiti

dunque sono “chiave di lettura del mondo”, e ciò

funzionerà se l’esteriorità corrisponde all’interiorità.

Esiste un collegamento tra moda ed identità, poiché

noi siamo attraverso la nostra apparenza esteriore.

Director Woman&Bride _ www.womanbride.it

ROMA _ ITALY

www.donnaimpresa.com 23


ERIKA GOTTARDI Direttrice di Woman & Bride, brillante e seguitissima blogger di moda, opinionista web tv, direttrice di

produzione di shooting e campagne moda. La moda è la sua passione. L’eleganza la sua cifra stilistica che si fonda sulla

conoscenza e la ricerca della storia del costume. La nascita dello stile e la sua evoluzione fino alle epoche più recenti,

attraverso lo studio del grandi Maestri della Moda. nella foto con Anton Giulio Grande (a sinistra) e Massimiliano Piccinno

tutto il fashion

minuto per minuto

FUCSIATV

DOPO IL SUCCESSO DELLA VFNO TORNA IL FORMAT

TUTTO IL FASHION MINUTO PER MINUTO, IL DOCU-

REALITY SULLA MODA CHE QUESTA VOLTA SARÀ

AMBIENTATO DURANTE LA SETTIMANA DELL’ALTA

MODA ROMANA.DUE LE PROTAGONISTE, UNA FASHION

EDITOR, ERIKA GOTTARDI, DIRETTRICE DEL MAGAZINE

WOMAN & BRIDE E UNA CONDUTTRICE TELEVISIVA

ESPERTA DI MODA, MARZIA PONZI, VOLTO DELLA WEB

TV FUCSIA TV.

Le telecamere di Fucsia TV le seguiranno in giro per le sfilate, i

backstage, gli eventi e le feste mondane senza tralasciare i momenti

di pausa e relax registrati all’interno di una suite del The First Luxury

Art Hotel in cui alloggeranno per tutta la durata della kermesse. Da qui

le protagoniste partiranno ogni mattina per raccontarci la fashion week

capitolina dall’interno: un inedito dietro le quinte visto dagli occhi di

due speciali “addette ai lavori “che, tra ritmi serrati, continui cambi

d’abito, fugaci pranzi con le amiche e riunioni di lavoro, promettono di

farci respirare l’aria della fashion week romana! Il plot è originale:

seguire le vicende professionali ed umane delle due protagoniste ed,

allo stesso tempo, documentare in maniera minuziosa la settimana

dell’AltaModa con annesse sfilate e presentazioni. Un modo nuovo

anche per avvicinare il pubblico al mondo dell’Alta Moda e del lusso,

facendogli conoscere da vicino i protagonisti, i luoghi e le esperienze

umane che si celano dietro una Maison o un Ufficio Stampa.Le

telecamere saranno onnipresenti e registreranno le intere giornate.

Per questo sarà molto importante anche la parte “privata” del reality,

ovvero i momenti di vita quotidiana delle protagoniste che saranno

“coinquiline” per cinque giorni all’interno di una suite nell’esclusivo The

First Luxury Art Hotel, che fungerà quindi da quartier generale. Qui

saranno “spiate” come in una sorta di Grande Fratello in tutte le loro

azioni: al mattino mentre decidono cosa indossare, nei momenti di

“trucco e parrucco”, nella hall mentre si confrontano sui reciproci

impegni o si interfacciano con i propri collaboratori mentre aspettano

la macchina che le porterà ai vari eventi.Parallelamente alle riprese

per il programma televisivo, il pubblico a casa avrà la possibilità di

seguire, in tempo reale, le vicende delle due protagoniste che

posteranno, con una certa frequenza, resoconti ed impressioni della

loro esperienza attarverso un’apposita pagina Facebook e Twitter, il

che servirà anche per avvincere il maggior pubblico possibile e creare

curiosità ed aspettative nei confronti del programma che andrà in

onda, nei giorni successivi, su Fucsia TV.

LA MODA CHI LA FA, CHI LA INDOSSA

CHI NE PARLA

SENZA FIDUCIA SONO POSSIBILI SOLO FORME MOLTO SEMPLICI DI COOPERAZIONE UMANA, QUELLE CHE

PREVEDONO UNA TRANSAZIONE IMMEDIATA. PERSINO L’AZIONE INDIVIDUALE È TROPPO SUSCETTIBILE DI

DISORDINE E DISTRUZIONE PER POTER ESSERE PIANIFICATA, SENZA FIDUCIA, AL DI LÀ DELL’ISTANTE

PASSEGGERO” AFFERMA N. LUHMANN IN TRUST AND POWER. L. ZUCHER RITIENE CHE LA FIDUCIA SIA UN

ELEMENTO COSÌ IMPORTANTE PER LA COOPERAZIONE IN OGNI FORMA DI SOCIETÀ DA ASSERIRE CHE ESSA SIA

“VITALE PER IL MANTENIMENTO DELLA COOPERAZIONE NELLA SOCIETÀ E NECESSARIA COME TERRENO DI BASE

ANCHE PER LA PIÙ BANALE ATTIVITÀ QUOTIDIANA”. SENZA FIDUCIA NON PUÒ ESISTERE UNA RELAZIONE, DATO

CHE VIENE MENO IL CANALE CHE

COLLEGA TRA LORO LE PERSONE.

LA SFIDA ETICA È APPENA

COMINCIATA, LA RISORSA UMANA

HA RICONQUISTATO IL CENTRO DEL

MONDO DEL LAVORO, DI UN LAVORO

CHE È STRUMENTO PER LA

PERSONA E NON VICEVERSA E LA

COMUNICAZIONE COME CANALE DI

COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE

RICHIEDE NUOVI STRUMENTI. LA

PERSONA DEVE RIDIVENTARE

PROTAGONISTA DEL LAVORO: PER

POTER RAGGIUNGERE QUESTO

TRAGUARDO DEVE FARSI OGGETTO

ETICO DEVE SFORZARSI DI FARE

PROPRI E VIVERE QUEI VALORI CHE

LE AZIENDE OGGI PROCLAMANO

COME PROPRIO ELEMENTO

QUALIFICANTE E CHE IN REALTÀ

SONO VECCHI COME IL MONDO:

ONESTÀ, LEALTÀ, MAGNANIMITÀ,

PAZIENZA, FEDELTÀ, CORAGGIO,

FERMEZZA, PRUDENZA, GIUSTIZIA,

LUNGIMIRANZA, SACRIFICIO,

GENEROSITÀ E COSÌ VIA. E’ GRAZIE

A QUESTE QUALITÀ UMANE, A

QUESTE VIRTÙ, CHE L’UOMO SARÀ

IN GRADO DI OFFRIRE VANTAGGIO

COMPETITIVO A SE STESSO, ALLA

PROPRIA AZIENDA.

Questa è la storia del mio rientro nel campo

della moda, dove ho lavoarto e dato molto

nel mio passato quando, dal 1985 al 2002

circa ho lavorato con i marchi più prestigiosi

del made in italy e dall'alta moda: sorelle

Fontana, Lancetti, Biagiotti, Gattinoni e

Gianni Versace, maestri e stili di vita che

hanno frastagliato le mie giornate più o meno

fortunate nel mondo dell'effimero e della

bellezza. Mondo che ho trascurato per un

periodo lungo, fino all'avvento dei social

La fiducia, la comprensione reciprocaeivalori

condivisieicomportamentichelegano fra loro le

persone e le comunità e rendono la cooperazione

possibile.

E' con noi

ARMANDO

TERRIBILI

www.donnaimpresa.com 25


network e dei fashion blog,

frequentati da personaggi a

volte non proprio ben

preparati, non così come

dovevamo esserlo noi in

passarto quando

affrontavamo il discorso

moda. Quindi dopo aver

letto strafalcioni e svarioni

su vari post e editoriali ho

deciso di rimettere in gioco

le mie competenze nel

settore e dire la mia, con

l'occhio puntato

specialmente alle nuove

generazioni di stilisti. Su

facebook ho fondato una

Fashion academy Free, un

accademia virtuale gratuita

dove promuovo giovani

designer e le loro strabilianti

idee, ho varie fashion page

dove mi occupo di

passerelle, red carpet,

profumi, moda maschile, ma

il punto forte sono gli album

di giornali vintage

provenienti dal mio

immenso archivio, dove

ripropongo il meglio della

fotografia di moda e delle

collezioni del passato di

grandi couturier come Dior

Valentino Ferrè o le

immagini delle mitiche top

model che tanto turbarono i

nostri sogni di adolescenti.

Ebbene, le mie dissertazioni

sono state noate da

personaggi più o meno

importanti del settore, Giancarlo Giammetti con il Valentino

Museum e Rita Airaghi della Ferrè Foundation usano le mie

immagini per integrare i loro archivi, il Gianni Versace tribute che

amministro è il più grande blog fotografico mai dedicato alla figura

di uno stilista, Michele Miglionico e Franco Ciambella mi hanno

segnalato a questo gradito premio Città dei Sassi di Matera per la

mia competenza messa a disposizione del vasto pubblico del

Web. Grande onore ed emozione essere considerati dai

professionisti di oggi e di ieri, scoprire ancora l'emozione negli

occhi dei ragazzi che partecipano a questi concorsi di moda con

le valigie piene di abiti e sogni, il tutto sullo sfondo di una città

magica come Matera dal paesaggio naturale ricco di fascino.

Essere premiati non per la mia arte o il mio stile, ma il bagaglio

culturale che mi sono creato mi ha reso più forte nei confronti

anche della quotidianità da affrontare tutti i giorni e mi gratifica e

sprona ad andare avanti a cercare di fare del bello e del

meraviglioso la ragione di vita di sempre più persone.La moda

che sfila in passerella è il risultato di ricerca e dedizione di grandi

professionisti, che spesso inizia molto prima della stagione

presentata, in epoche in cui bisogna creare tendenze, stili e colori

azzeccando ogni volta quelli giusti affinchè diventino appunto... di

moda. Dietro la realizzazione di una sfilata ci sono corse

frenetiche, ricerche spasmodiche, grandi silenzi e piccoli tormenti,

da sinistra nella foto:Michele Miglionico, Barbara Chiappini e Armando Teribili al Premio Moda Città dei Sassi

il tutto per poco più di mezz'ora di spettacolo dove modelle senza

tempo incedono altere con creazioni che sono state sognate,

realizzate, trasformate, ricamate, smontate e ricostruite prima di

ottenere l'idea finale giusta. E stai lì dietro le quinte, a sperare che

l'applauso in platea coincida con l'abito con il quale volevi

trasmettere il tuo messaggio stilistico. Solo allora si può

considerarsi "arrivati", non tanto perchè la bella attrice ha

indossato la tua creazione sul red carpet oppure hai conquistato

la copertina di un magazine famoso, ma quando la "gente"

capisce il messaggio che vuoi trasmettere, perchè per molti stilisti

la moda è l'unica espressione che hanno per manifestare i propri

ideali, non solo di "bello" e "raffinato". Ed arriviamo a coloro che

parlano di moda, non sempre a ragione o con la dovuta

preparazione, personaggi che neanche si rendono conto a volte

con le loro parole di distruggere mesi di lavoro se una collezione

a loro non è piaciuta più per noia che vero disprezzo. Certo,

l'Italia è piena di firme prestigiose che hanno dato lustro a marchi

importanti nel periodo d'oro della moda italiana, ma il problema è

che la classe politica non ha mai appoggiato veramente il sistema

moda come succede in altri pasesi come la Francia o gli Stati

Uniti dove l'industria Moda è un vero business con regole e

investimenti mirati a far crescere le aziende che producono e le

persone che ci lavorano...

LA MODA CHI LA FA, CHI LA INDOSSA

CHI NE PARLA

MARIAPIA

DELLA VALLE

È cambiato tutto. Io la chiamo "la democratizzazione del fashion".

E non è solo un'informazione segreta per quelle centinaia di

giornalisti sparsi nel mondo. Nelle passate stagioni le sfilate sono

state trasmesse online in tempo reale, i blog aprono una finestra

sulle nuove idee.

www.donnaimpresa.com 27


La maggior parte dei blogger

acquistano capi di moda e scrivono

perché animati da una grande

passione. Fra una rosa di candidate

che svolgono questa professione, noi

ne abbiamo scelta una, che incarna

la donna contemporanea: una icona

di stile ma anche tanto studio e

determinazione nel raggiungere i

propri obiettivi. In più, cosa che la

rende irresistibile, è un'instancabile

sognatrice.

Ci parli un po' di lei, racconti al nostro pubblico di lettrici e lettori

chi è Mariapia della Valle.

Non è semplice parlare di sé, anche per chi, come me, gioca con le

parole e le loro mille combinazioni come una bambina gioca con i

dire la sua, costantemente alla ricerca delle emozioni giuste e delle

parole più corrette per raccontarle.

Quali sono, a parer suo, le nuove chance per i fashion designer

portate dalle nuove tecnologie Ci racconti della sua esperienza

maturata attraverso il suo Blog (Modi di Moda) e, non di meno,

relativa ai social network che conferiscono a chiunque la

possibilità di comunicare le proprie idee e visioni da qualsiasi parte

del mondo. Una cosa che5o10anni fa non poteva succedere.

L’avvento delle nuove tecnologie ha cambiato il modo di lavorare di interi

settori: dall’organizzazione del lavoro alla produzione, dalla

comunicazione alla gestione di fattori esterni non c’è nulla che non abbia

risentito dell’evoluzione tecnologica (innovazioni di processo, di prodotto,

informatizzazione, interconnessione, etc.). Uno dei settori che più ha

vissuto questa evoluzione è proprio quello del fashion. Il settore della

moda è particolare, bisogna essere costantemente informati, fare

ricerca, cool hunting. E’ fondamentale, poi, intrattenere relazioni

pubbliche, per fini sia commerciali che artistici. Bisogna essere sempre

presenti, in contatto con colleghi, clienti, professionisti del settore di tutto

potevo scrivere la mia personale opinione su una precisa tendenza, o

meglio su un “modo di moda” da qui nasce il nome del mio blog (Modi di

Moda). La passione si moltiplicava post dopo post, commento dopo

commento, condivisione dopo condivisione. Ora mi sento in colpa

quando, per motivi di lavoro o personali, sono costretta a trascurare “la

mia creatura” che da poco ha compiuto un anno e che dopo soli sette

mesi di vita è entrata nella classifica dei blog più letti d’Italia.

Per lei che cosa c'è di divertente nello scrivere di moda Informare

le persone, o avere il privilegio di andare per feste e vivere una vita

favolosa (sorrido)

Di divertente c’è molto, tanto, anche perché il mio blog è un blog molto

ironico, che prende un po’ in giro quelle esagerazioni che le tendenze e

la moda stessa a volte ci impongono. La moda in realtà è una cosa molto

più seria di quanto pensiamo, ma noi “fashionisti” o esperti del settore,

finiamo sempre per essere bollati come persone superficiali, senza

sapere quanto studio possa esserci nella moda. Io ho studiato materie

economiche e la moda è un fenomeno sì di costume ma alla base c’è

molto presente sui social network, che mi danno la possibilità di essere in

contatto con tutti gli addetti ai lavori del fashion, di essere informata sulle

loro iniziative e nuovi progetti. Il mio blog ha una vita molto attiva sui

social network dove, sia tramite la mia pagina personale sia quella del

blog, aggiorno tutti i follower delle iniziative, eventi o semplicemente del

nuovo post. Ho anche un gruppo di social-opinionisti che “taggo” quando

condivido un nuovo post e, commento dopo commento, nascono delle

vere e proprie discussioni su tematiche come la moda, il costume, le

tendenze, l’amore.

Il settore moda si sta arricchendo di figure professionali simili alla

sua: secondo lei quali sono i nuovi lavori su cui puntare

Il fashion è un settore sempre pieno di fermento e molto recettivo ai

cambiamenti. Non è un caso che ci sia una continua evoluzione delle

figure professionali, bisogna essere in continuo aggiornamento. Non

credo che ci sia un ruolo professionale su cui puntare maggiormente.

Bisogna seguire le proprie predisposizioni e proporsi in modi creativi,

essendo al passo con i tempi. Un fotografo oggi può aprire un blog per

corallini facendone collane e bracciali, in combinazioni e forme sempre

nuove. Sono laureata in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, P.R.,

opinionista televisiva, esperta di eventi non convenzionali e di guerrilla

marketing, giornalista freelance e Fashion Blogger, una delle più lette

d’Italia. Sono alcune delle cose che faccio con passione e

determinazione. Tante, a volte credo troppe, perché il mio perfezionismo

mi porta a chiedere sempre di più a me stessaeachiedermi se faccio

tutto al meglio in cui potrei farlo, ma, fortunatamente, si tende

infinitamente senza arrivarci mai davvero. Vivo a Caserta, anche se

sono spesso in giro per l’Italia. La moda e i progetti che seguo mi

portano su e giù per la nostra bella penisola. Che sia la Milan Fashion

Week, Alta Roma, un concorso per stilisti emergenti o un evento che

reputi interessante, il trolley è sempre a portata di mano e sono

diventata anche abbastanza brava a fare la valigia, cosa non semplice

per noi donne, che vorremmo farci entrare sempre tutto l’armadio. In

definitiva mi descriverei come una persona semplice, sempre pronta a

il mondo. Tutto questo oggi è possibile con un click. I fashion designer

oggi vivono ciò che lei stessa ha definito, proprio con parole che anche

io amo adoperare, la “democratizzazione della moda”, che permette a

chiunque di essere presente, sulla scena e sul mercato. Oggi come oggi

un designer emergente, magari anche giovane e con poco investimento,

può far conoscere al mondo il suo brand. La presenza sui social

network, gestita con sapienza e costanza, può rendere moltissimo in

termini di notorietà, un buon e-commerce può permettere la vendita in

tutto il mondo.

Com'è nata la sua passione per il web applicato al fashion

Nasce in realtà da un’esigenza precisa che è alla base di tutti i blog:

condividere. Iniziai a sentire il bisogno di condividere con gli addetti al

settore e gli appassionati di moda tutte quelle esperienze, quelle novità,

quelle “chicche” che la mia vita da giornalista e responsabile relazioni

esterne di un magazine mi portavano a fare. Il blog mi permetteva di

raccontare aneddoti divertenti che mai avrei potuto inserire in un articolo,

moltissima economia, non capisco perché le persone se ne dimentichino.

La facciata è scintillante, brillante, affascinante … E’ un mondo dorato in

cui però non è facile arrivare, ci vogliono anni di duro lavoro e sacrificio.

Le sfilate e gli eventi sono la cosa più bella ma, anche in questo, sono

una blogger sui generis. Andavo già a tutti questi eventi. Non nascondo

però, che il blog mi ha dato la possibilità di far sapere chi sono, di

mostrare le mie potenzialità.

I social, lo sappiamo, sono "the place to be" sia per l'utente che per

l'azienda: fashion blogger come lei, giornalisti, aziende e designer

hanno pagine in cui dialogano costantemente con i fan ...

Sono totalmente d’accordo con lei. I social network hanno rivoluzionato

la nostra vita e il nostro approccio alla vita e ai contatti. Nel mondo in cui

viviamo tutto ruota attorno al concetto di network, di rete. Avere una

propria rete di contatti e gestirla al meglio fa davvero la differenza. E’

fondamentale essere presenti e connessi con il mondo. Io stessa sono

rendere pubbliche le sue foto, realizzare uno shooting e pubblicarlo su

face book in modo da renderlo visibile a milioni di contatti, cosa

impensabile fino a qualche anno fa. Essere blogger per me è una cosa

molto naturale, che ha unito alcune mie grandi passioni: la scrittura, la

moda e il marketing. Ho fatto delle esperienze che non avrei potuto fare

senza il mio blog. Sono stata una delle blogger protagoniste del progetto

“Golden Curvy” di Golden Lady che mi ha portato in contatto con una

grande azienda, vedere come lavora per poi essere coinvolta in prima

persona dall’azienda nella co-creazione di una linea che tenesse conto

delle esigenze delle donne curvy e plus size. Un’altra esperienza

importante per me è stata tenere un workshop sul blog al Master Web

Communication e Social Media all’Università degli Studi di Parma.

Questa esperienza è stata particolarmente soddisfacente, perché è stato

preso sul serio il fenomeno blogging sia da parte dei docenti che dei

masteristi. Ho raccolto molte curiosità e molto interesse dalla classe, mi


IL CORPO DUNQUE È UN UNIVERSO SIMBOLICO

IMMEDIATAMENTE DISPONIBILE E SPERIMENTABILE

DA PARTE DELL'INDIVIDUO. LA CAPACITÀ DEL CORPO

DI PRODURRE SIGNIFICAZIONE È LEGATA AL SUO

ESSERE CENTRO DI OGNI PRODUZIONE IMMAGINIFICA

DELL'UOMO, CENTRO DEL DESIDERIO E DELLE

PULSIONI, PIÙ O MENO CONTROLLATE

DALL'EDUCAZIONE E DALLA CULTURA

(M.COMBI,1998). IL CORPO È QUINDI SEGNATO,

DISEGNATO, GESTITO E MOSTRATO DALLA CULTURA DI

APPARTENENZA. IN MOLTE SOCIETÀ NON

OCCIDENTALI IL CORPO NON RAPPRESENTA LA

FINITEZZA ANATOMICA, ALTRA RISPETTO AL MONDO

CONTINGENTE, MA È IL CENTRO DI

QUELL'IRRADIAZIONE SIMBOLICA PER CUI IL MONDO

NATURALE E SOCIALE SI MODELLA SULLE

POSSIBILITÀ DEL CORPO, E IL CORPO SI ORIENTA NEL

MONDO TRAMITE QUELLA RETE DI SIMBOLI CON CUI

DISTRIBUISCE LO SPAZIO, IL TEMPO E L'ORDINE DEL

SENSO.

Molti studiosi si sono sforzati di chiarire l'ultimo misterioso haiku del

poeta Junichiro Kawasaki: "Senza rimpianti è la mela, non sa di non

essere pesca". Fu scritto la mattina del 3 novembre 1996, poco prima

che il vecchio poeta e sua moglie assumessero la dose di arsenico

che li avrebbe ammazzati. Kawasaki parlava di sé, parlava di loro,

parlava di noi con la voce di chi guarda la vita dal margine. La

parabola mi è ritornata alla mente leggendo di Bronnie Ware,

l'infermiera australiana trapiantata a Londra che ha raccolto i rimpianti

dei malati terminali che ha assistito e li ha pubblicati in un libro di

successo: The top five regrets of the dying. "I cinque rimpianti di chi

sta per morire" sono non avere vissuto secondo le proprie inclinazioni,

ma secondo le aspettative degli altri (1); avere lavorato troppo (2), non

avere avuto il coraggio di esprimere i propri sentimenti alle persone

care (3); avere perso di vista gli amici (4); non essersi permessi di

essere felici (5). È una la lista che sulle prime può avere effetti

devastanti perché ti costringe a guardare la tua esistenza da fuori,

tutta insieme, e a trarre un bilancio in corsa, probabilmente

catastrofico. La tentazione è precipitarsi a dare le dimissioni o

abbandonare figli e marito per coronare il sogno, mai inseguito

davvero, di diventare cantante.

LA VERITÀ È CHE I RIMPIANTI SONO SEMPRE

ORIGINATI DALLA VITA E NON VICEVERSA. SONO LA

METÀ MANCANTE DI QUELLO CHE SIAMO.

Se l'indagine fosse fatta tra ergastolani, tossici e rockstar maledette in

punto di morte si otterrebbero molto probabilmente opinioni contrarie:

non avere dato retta ai consigli, avere lavorato poco, avere

sovrastimato sentimenti, amici e felicità. Ma la storia personale di

ognuno si presenta sempre al crocevia con la storia profonda degli

uomini. Un contadino lucano del 1700, un gladiatore romano, una

cortigiana assira difficilmente si sarebbero dispiaciuti di non avere

avuto la vita che volevano. Una Storia universale dei rimpianti

racconterebbe, forse, che in punto di morte gli antichi provavano

rimorsi più pratici, legati a episodi specifici, per condotte sbagliate o

occasioni perdute. Non rimpiangevano altre vite per la semplice

ragione che non potevano neppure concepirle attraverso la fantasia. Il

nodo da cui scaturisce la nostra idea di felicità si annida proprio qui.

Oggi, è doloroso il peso delle strade non imboccate, delle scelte non

fatte, delle vite che non abbiamo vissuto perché il Novecento è

fondato sulla vastità della scelta. È questa la sua invenzione più

immensa.

OGNI UOMO È LIBERO DI DIVENTARE QUELLO CHE È

DAVVERO. E ALLORA PERCHÉ GLI SCAFFALI DELLE

NOSTRE VITE NON SONO STIPATI COME QUELLI DEL

SUPERMARKET LA TEORIA DEL MULTIVERSO - GLI

INFINITI UNIVERSI PARALLELI DELLA MECCANICA

QUANTISTICA-ÈLATRADUZIONE SCIENTIFICA DI

QUESTA FANTASMAGORIA CULTURALE ED

ECONOMICA. PER MILLENNI, POI, SI AVEVANO POCHE

ESISTENZE-MODELLO, OGGI OGNUNO È SOTTOPOSTO

A UN BOMBARDAMENTO DI VITE POSSIBILI. DI EROI E

VITE IMITABILI. AVERE UN'UNICA VITA APPARE UNA

LIMITAZIONE. IO SONO L'ARMONIA DI UNA VITA E LA

SUA ELEGANZA RISIEDONO, INVECE, NELL'ADESIONE

PERFETTA A SE STESSI, NELL'ACCETTARE

QUELL'IRRIPETIBILE, DENSO, AGGLOMERATO CARICO

DI MEMORIA E CONFINATO NELLO SPAZIO E NEL

TEMPO IN CUI CONSISTE LA NOSTRA IDENTITÀ

In fondo, è la storia narrata da Martin Buber di rabbi Sussja che in

punto di morte, esclamò: "Dio non mi chiederà perché non sono stato

Mosè, ma perché non sono stato Sussja". Tanto più la vita ci regala

opportunità e attitudini, tanto più difficile è ricordarsi che siamo “umani

troppo umani” e che la misura del nostro valore non coincide con il

nostro successo o il nostro potere. Tanto più condizioniamo la vita

degli altri, tanto più dobbiamo diventare persone migliori, dunque

etiche, vere e modeste, capaci quindi di cavalcare e dominare il nostro

narcisismo, cioè il nostro io. Troppo spesso successi professionali

inducono una crescita a dismisura del nostro io e ci portano a

trascurare il nostro essere “umani troppo umani”eaconsiderare i

valori materiali della società (potere, ricchezza, visibilità) come valori

centrali per la nostra crescita. E dunque il pericolo insito nella fortuna

di avere e sviluppare delle capacità personali è quella di considerarsi

esseri “superiori” e non semplicemente “umani troppo umani”,

perdendo il valore centrale della modestia e della tolleranza verso gli

altri. Avere dei talenti e svilupparli non è indice della nostra superiorità

ma semplicemente della nostra fortuna, e non è indice del nostro

valore come esseri umani ma della responsabilità di diventare migliori

di ciò che siamo per mettere a disposizione noi stessi agli altri. La

parabola dei talenti del Vangelo esprime molto bene questa idea:

avere di più, non vuol dire essere di più ma semplicemente di avere

una responsabilità sempre maggiore verso un utilizzo etico e morale di

ciò che abbiamo. Non che ciò sia facile, ma è necessario perché

possiamo essere qualcosa e non semplicemente possedere tanto.

DUNQUE TANTO PIÙ ABBIAMO POTERE, TANTO

MAGGIORE DEVE ESSERE LA INDIVIDUALE

RESPONSABILITÀ NEL RICORDARCI CHE SIAMO

“UMANI TROPPO UMANI” E METTERE AL SERVIZIO

QUESTO POTERE DEL BENESSERE DI TUTTI.

Il Dalai Lama spiega bene questa idea in “Una

Rivoluzione per la Pace”, titolo che forse non

esprime bene il titolo originale “Ethics for a New

Millennium” cioè “Etica per un Nuovo Millennio”

indicativo della responsabilità di tutti noi verso lo

sviluppo di un mondo migliore. Il valore di una

persona non si misura da quanto guadagna, dal

cose

che

CAMBIANO

potere che ha o da quale ruolo abbia nella società,

bensì da ciò che fa e come vive…. E qui tocchiamo

un punto fondamentale: il come si vive. “Come si

diventa ciò che si è…” cioè la ricerca di noi stessi

che è, a mio modesto parere, legato alla necessità

profonda di ognuno di noi di ritrovare una sintonia e

armonia tra come viviamo e ciò che siamo, cioè alla

necessità di vivere onestamente con noi stessi e

con gli altri, che vuol dire in fin dei conti null’altro che

il credere nel valore assoluto dell’onestà quale asse

portante della nostra vita. Allora perché, pur in

buona fede, siamo troppo spesso maschere di noi

stessi Perché la società ci porta a dover non

essere noi stessi Forse semplicemente perché i

valori che la società sostiene, cioè potere, successo

e ricchezza materiale non sono in comunione con le

aspirazioni più profonde dell’essere umano e

dunque ci obbligano a mascherarci e aver paura di

mostrare noi stessi al confronto con la società

moderna e i suoi falsi miti.

L’INQUIETUDINE E L’ANSIA CHE

ACCOMPAGNA IL NOSTRO VISSUTO

QUOTIDIANO, QUANDO NON SIA LEGATO

A MOTIVAZIONI PATOLOGICHE, PUÒ

ESSERE IL RISULTATO SIA DELLE

ETERNA RINCORSA VERSO L’AVERE

SEMPRE DI PIÙ CHE DELLA DISSINTONIA

TRA CIÒ CHE SIAMO COSTRETTI A

ESSERE E CIÒ CHE SIAMO VERAMENTE.

MA FORTUNATAMENTE QUALCOSA STA

CAMBIANDO … LA SOCIETÀ SI STA

PROGRESSIVAMENTE ORIENTANDO

VERSO LA RICERCA DI UNA BENESSERE

MENTALE E SPIRITUALE SEMPRE MENO

LEGATA ALL’AVERE E SEMPRE PIÙ

ORIENTATA ALL’ESSERE E, DUNQUE NOI

TUTTI, ABBIAMO IL DOVERE DI

GUARDARE NOI STESSI RECUPERANDO I

VALORI DELLA UMILTÀ, CIOÈ DEL

NOSTRO ESSERE “UMANI TROPPO

UMANI” E DELLA NOSTRA ONESTÀ, E

NON DIMENTICARCI MAI CHE LA VITA È

UN PROCESSO CONTINUO DI RICERCA DI

NOI STESSI E DELLA SINTONIA CON I

VALORI PROFONDI CHE APPARTENGONO

ALLA NATURA UMANA.

ROMA _ ITALY

Scrittore, autore del libro: "Diario di una vecchia

checca" edito da Minerva Edizioni (Bologna) è nato

a Taurianova (RC), ma romano d’adozione, è ideatore di

diversi format, tra i quali spiccano “La Fattoria”, “La

capitanessa” e “Forum” ha collaborato per 17 anni con

quest’ultimo e all’età di 28 anni ha ottenuto un contratto al

teatro “Du Campagnol” a Parigi, dove ha tenuto interessanti

seminari su Goldoni e Pirandello.

NINO

SPIRLI


"Ti ringrazio di avermi concesso la mia Meravigliosa Famiglia: mio Padre, che

sicuramente Ti sta accanto, mia Madre, che mi da la forza con la sua forza, le mie

Adorate Sorelle con le loro Famiglie, che mi assicurano l'Affetto, il Coraggio e il

Conforto. Ti ringrazio per avermi regalato l'Amore, e per ben due volte: c'è chi non lo

ha mai conosciuto. E Ti ringrazio per i miei Amici, che mi saldano a Te con la loro

Fedeltà di Sentimento. Per tutti questi regali, Ti sono grato per sempre..."

Liberamente tratto da "Lettera di Nino a Gesù Bambino" dell'anno 2010. Nella foto

Nino con la mamma.

il ruolo del corpo

nel gioco

DELLASEDUZIONE

Non siamo che corpi con pochi diritti e

tanti desideri. Ho sempre pensato che

non solo non è giusto il ragionare

pensando che la società sia

dicotomicamente identificabile ma anche

che questo dualismo tra santi e peccatori,

tra donne e uomini, tra italiani e stranieri,

tra moralismo e libertarismo, tra

strumentalità e passione, tra vittime e

carnefici, tra bene e male, tra giusto e

sbagliato, tra etero e omosessuali, tra noi

e l’altro, non è che un limite entro il quale

espiare l’individuale incapacità di

comprendere che ci sono infinite cose

delle quali non teniamo conto nel nostro

ragionare per ripartizione. Il pensare per

opposizione porta a distinguere e dunque

a regolamentare, a disciplinare. Rifiutare

il dualismo vuol dire non rifiutare le

differenze, non annullare le sfumature,

non prendere posizione. Ed a me, le

differenze piacciono.

Mi piace che individui provenienti da percorsi diversi, nel loro

dirigersi in direzioni anche opposte, abbiano l’occasione di

incontrarsi e sostenersi vicendevolmente nelle loro differenze.

Dalle differenze, e solo da quelle, nascono nuovi mondi.

L’obiettivo primo di ciascuno dovrebbe essere la sua liberazione.

Approfondisco questa tematica con lei, Nino, in quanto

consapevole che, più di altri, possiede l’abilità di riconoscere ed

esplicitare l’ambiguità e la complessità del reale, complice il suo

tormentato vissuto del quale ognuno di noi può nutrirsi attraverso

le pagine del suo libro “Diario di una vecchia checca” edito da

Minerva Edizioni, affinché la sua sofferenza sia da monito al che

non si compiano ancora sciagure a danno dell’individuo. Le dico

questo perché penso che la società contemporanea si barcameni

ancora, a volte, nonostante le conquiste sociali, nello spicciolo

qualunquismo di dividere i comportamenti umani in maschili e

femminili stereotipandoli entro cliché di massima ma soprattutto

non considerando che il genere biologico (maschio o femmina) da

solo, non basta per definire l'appartenenza ad un genere.

Dovremmo cominciare a percepirci diversamente, a porci delle

domande sulla costruzione sociale dell'identità e dei ruoli di

genere smettendola di idolatrare un polo o l'altro in modo così

campanilistico ma in particolare non attribuendo cliché di sorta.

LA MODA CHI LA FA, CHI LA INDOSSA

CHI NE PARLA

Siamo individui, prima ancora che uomini e donne, sebbene anche la struttura molecolare consegni un’identificazione di genere.

Niente di più drammatico, presumo, Nino, il vivere sulla propria pelle, così come è accaduto a lei, il disagio di porsi al cospetto del

mondo in relazione a quello che gli altri si aspettavano da lei, e non sulla base di ciò che intimamente era, conscio che quel misto di

nette opposizioni che popolano le menti puritane dei benpensanti non avrebbero accettato la sua omosessualità se non come

espressione di quelle “torbide mescolanze” da cui l’uomo comune tende a prender le distanze, se non fosse altro, per status.

Smontate alla grande le tentazioni di alcuni terapeuti di promettere impossibili conversioni, la comunità scientifica offre oggi nuove

strade divergendo all’unisono su quanto di più, anche immediatamente scontato, si potesse intuire pur non possedendo nozioni da

Cattedra (Sarà un pure un parallelismo coraggioso, il mio, però mi pone non poche curiosità il fatto che il sostantivo cattedra nella

sua esemplificazione da dizionario indichi anche “trono papale” e/o vescovile ) ovvero che l’omosessualità non è una patologia da

curare, e qualora vi fosse davvero interesse per un obiettivo da raggiungere, quello non può prescindere dal costruire

sull’omosessualità un’apertura «su un orizzonte di valori» di giustizia e di eguaglianza. In ballo dunque c’è oggi per la comunità

scientifica (e non solo) la sfida di liberare e

sostenere l’omosessualità entro un orizzonte

sociale e politico che tuteli la persona e

legittimi la pluralità delle identità sessuali.

L’esclusione è razzismo ...

Ho avuto la grande fortuna, Cara Valeriana, di

nascere in una famiglia, la mia, per la quale la

differenza non era l’eccezione, ma la regola.

Essere differenti, diceva il mio adorato Papà

Mimmo, significa essere vivi. Per lui, come per

me, esistono tante categorie quanti sono i viventi

in quel momento sulla Terra. E, dunque, non

esistono categorie. Le Società Umane, per

esempio, quante sono Una mi sembra poca,

considerando usi, religioni, pensieri politici,

sentimenti, comportamenti personali, e, visto che

ormai è di moda parlarne, necessità sessuali. Ah!

Il sesso! Quante pagine, quante riviste, quanti

speciali tg, quante ciance su una cosa che

dovrebbe rimanere privata … Ma io ho scritto il

DIARIO DI UNA VECCHIA CHECCA che ne ha di

sesso dentro … E, dunque Parlo bene e agisco

male No: il DIARIO nasce proprio per affermare

una cosa importante: volete sapere com’è un

omosessuale Come vive Come mangia e

cosa ... La risposta è una, e spontanea: Un

omosessuale, o, meglio, un omosentimentale è

come è! Come qualsiasi altra persona. Non è un

essere speciale. È solo diverso da un altro

omosessuale, da un altro eterosessuale, da un

altro asessuale e così via per circa sei miliardi di

viventi … Io ho avuto una vita serenamente

drammatica, tragironica, direi: fra gioie, dolori,

violenze, cadute, risalite … Tutte in nome di un

solo credo: vivere libero. Non ho mai dovuto

lottare, per ottenere il rispetto per chi ero, sono e

sarò. Ho lottato per ottenere lavoro, come tutti,

per acquistare una casa, come tutti, per pagare

un bollettino alla posta, come tutti. Ho lottato per

amore, sofferto per amore, pianto per amore, riso

per amore, come tutti. Vivo una vita normalmente

omosentimentale, omosessuale, omomorale …

Come tanti …

Lo sviluppo di una compiuta personalità è

indubbiamente assai più faticosa nella società

di odierna. Una società complessa è molto più

difficile da decifrare; una società fortemente

pluralistica, in cui predomina la varietà dei

modelli, rende più ardua l'identificazione

secondo le proprie caratteristiche e

aspirazioni; una società instabile esige

continui adattamenti e mutazioni; una società

caotica in cui sembra che il fare debba

predominare sul pensare, l'avere debba

prevalere sull'essere, fa apparire la ricerca

della gratificazione personale più importante

Alcuni momenti della

presentazione del libro

al White di Roma

"Diario di una vecchia

checca" vincitore

Premio "Metauros

2013" sezione

narrativa. Nel

prestigioso parterre di

ospiti fra gli altri:

l'Editore Roberto

Mugavero, Luna

Berlusconi, Riccardo

Gubiani, Manuel

Ferrarini, Marina Ripa

di Meana, Rita Dalla

Chiesa, Gianni

Sapone, Marina

Mansanta, Erika

Gottardi, Valeriana

MarianielostilistaGai

Mattiolo.

L'intervista continua a pagina 35 ne "La politica del corpo"


della qualità delle relazioni. Certo, la società di oggi non presenta dell’Uomo Contemporaneo abbia grandi responsabilità. Mi capita

solo elementi di rischio per il processo di formazione della spesso, da credente praticante polemico di ascoltare delle omelie da

personalità, ma presenta anche molti elementi estremamente medioevo. Di parlare con dei preti da inquisizione, e, comunque, di fare

positivi: la riduzione dei forti condizionamenti espressi da un sesso con alcuni di loro che sono in totale ipocrita contrasto con i loro

costume fatto spesso solo da pregiudizi; una maggiore

dogmi. Il popolo italiano, per buona parte, è ancora soggetto alle

spontaneità nei comportamenti non irreggimentati da

indicazioni dei sacerdoti: se incontra quelli illuminati, corre veloce verso

autoritarismi familiari e sociali; una migliore comprensione della la liberazione e la coscienza di sé, se si accompagna a quelli più

vita, delle sue criticità ed incognite; la possibilità, nella dialettica meschini e beceri, continua a marciare, ottuso, verso un baratro

del dialogo culturale, di meglio comprendere il senso della cose e retrogrado e buio, da roghi in piazza e gogne morali.

della vita, vedi anche la particolare attenzione che è stata dedicata Non trova sia riduttivo pensare che ciò che configura la vita d’un

al complesso problema dell'identità di genere nella

uomo, possa sintetizzarsi nell’avvicendarsi più o meno

differenziazione, ma anche nell'integrazione, superando vecchie consapevole di caduta e rinascita, morte e resurrezione, rivolta e

concezioni ideologiche che hanno a lungo tarpato capacità, obbedienza, peccato e redenzione, perdizione e salvezza, perché

inclinazioni, possibilità di partecipazione e sviluppo di metà del tralasciamo tutto quanto sia accaduto, nel frattempo, fra un

mondo. Da questa premessa ci si aspetterebbe che lo squarcio estremo e l’altro E non trova altresì assurdo il pensare che sia

alla barriera del convenzionalismo sia tanto evidente da far spazio l’appartenenza ad un genere a generare comportamenti

anche a quei temi “scottanti” che animano le piazze e le prime tralasciando che nell'anima un uomo sensibile e una donna

pagine dei quotidiani e riviste più autorevoli, eppure…. Eppure sensibile sono le facce di un'identica moneta e viceversa che la

non è così. Ci sono questioni sulle quali si pone ancora un “out meschinità possa, o non possa, appartenere ad entrambi

out” . Lei, Nino, come si spiega il ritardo con cui il nostro Paese, Io mi illumino del mio cammino, comprese le partenze e gli arrivi. Agli

più di altri, si confronta con le sfide del cambiamento Come estremi do l’importanza che hanno, che è pari a quella che ha ogni

assicurare la costruzione di una compiuta identità ad ogni essere passo della mia lunga passeggiata. Del resto, non so da dove sia

umano, ma anche riconoscere le differenti identità che esigono di partito, né dove arriverò, e quando, e se … Celebro ogni accadimento

essere valorizzate e non annientate

di questa mia vita cosciente e spero, un giorno, di raggiungere un

Non vorrei sembrare banale, ma credo che la presenza esagerata sul grado di coscienza maggiore della mia vita impalpabile. E lo auguro ad

territorio di una chiesa cattolica così poco incline ai rapidi cambiamenti ognuno di noi, che è, esattamente, il tutto e il suo contrario…

la politica

del

CORPO

LA MODA È LA SOSTANZA VITALE DELLA NOSTRA

SOCIETÀ, IL LUOGO DI MASSIMA SPERIMENTAZIONE

DELLA NOVITÀ COME ANCHE LO SPECCHIO PASSIVO DI

UNA REALTÀ SOCIALE CHE SI SOMMUOVE

RADICALMENTE. PER QUESTO OCCORRE SEGUIRE LE

LINEE GUIDA DI UNA CONCETTUALIZZAZIONE

“AGONISTICA” CAPACE DI COMPETERE CON LA

COMPLESSITÀ, IL DINAMISMO E LA PLURALITÀ DEI

FENOMENI A ESSA CONNESSI.

Senza in alcun modo chiosare la famosa disputa fra Marx e Prudhon

sulla filosofia della miseria (Prudhon) e la miseria della filosofia (Marx),

il concetto di moda sembra volersi ergere a protagonista indiscusso,

non solo esteriore ma anche interiore, intimo, carica di significati nobili e

preveggenti nella società globale. Quasi per insorgere ad uno

stereotipo ormai sin troppo obsoleto di superficialità e leggerezza, la

moda, rivendica la sua capacità di cavalcare i grandi temi sociali, le

differenza etniche, la salvezza e la sopravvivenza dell’ecosistema, i

valori etici e religiosi, le imperscrutabili profondità dell’anima, i rapporti

con l’altro, il bene e il male, a prendere le distanze insomma dall’essere

percepita mero business. Non è semplice dare risposte significative e

quantomeno “prevedere” se, e quando, tutto ciò sarà possibile tuttavia

se ci dotiamo di “immaginazione sociologica” possiamo tentare un

quadro di riferimento all’interno del quale la moda si possa collocare

diversamente da come è stato fatto sino ad oggi, divenire cioè un

simbolo forte ed anche bonario cui ispirare i propri comportamenti, la

costruzione dell’identità non solo personale ma collettiva. Indossare un

vestito è fondamentalmente un atto di significazione, ciò porta a

rivedere un punto di vista tradizionale, in base a cui l'uomo ha inventato

il vestito sulla base di tre motivazioni: la protezione (contro le

intemperie), il pudore (per nascondere la propria nudità), l'ornamento

(per farsi notare). A prescindere da queste motivazioni, che hanno

comunque una loro validità, l'uomo si è vestito essenzialmente per

esercitare la propria attività significante. In quanto atto di significazione,

il "vestirsi" costituisce dunque un atto profondamente sociale, che ha

senso solo se inserito in una dialettica fra individui all'interno di una

collettività. E dunque, se è vero che l’abbigliamento resta un prodotto

materiale, non possiamo prescindere dal fatto che la moda diventi

prodotto culturale nel momento stesso in cui crea confini simbolici tra

quanto è moda e quanto non lo è, e stabilisce inoltre qual è il gusto

estetico maggiormente accreditato.

PIACEVA MOLTO AD OSCAR WILDE E SAREBBE

SICURAMENTE PIACIUTA A NIETZSCHE CHE, SE FOSSE

STATA PIÙ NOTA, L’AVREBBE CERTAMENTE

CATALOGATA COME FENOMENO OMOLOGANTE MA

ANCHE DISTINTIVO A SECONDA DI CHI LA INTERPRETA

Parliamo di seduzione, che è l’argomento primo sul quale mi

preme indagarla (sorrido). In molti si professano capaci di

insegnare l’arte della seduzione ma essa è un moto così

spontaneo dell’essere umano che non si può codificare né

tantomeno creare ad arte. Accade, e basta. Siamo sedotti e

seduciamo in un modo che non sappiamo spiegare né spiegarci,e

va bene così. Il fascino, in fondo, non è proprio il sentire di essere

trasportati da un vento e vivere quella particolare emozione che

“imbriglia” la mente, senza troppe regole, senza per forza capire

Ah, la seduzione! E chi mai potrà capirne il cammino, le “regole”, se

mai ce ne siano, il fine … Si cade. E basta. Si cade in trappola. Si cade

fra le braccia. Si cade nelle reti. Si cade nel piacere … O, meglio, ci si

abbandona e non si sa perché. La virtù della seduzione sta nel suo

mistero. Uno non bello come me, ha sempre avuto compagni e

compagne bellissimi. E, a loro volta, loro hanno scelto, o subìto, me. È

l’esempio più vicino che mi viene da proporre. Oltre che Esmeralda e

Quasimodo, Bella e Bestia, Callas e Onassis …

Il suo rapporto con la moda …

Amo l’eleganza, i fruscii, le essenze, i colori, i calori. Amo le ribellioni, le

estrosità, i metalli e i minerali preziosi. Almeno, preziosi per me. Amo le

tradizioni e le loro letture moderne. Vesto di lino d’estate, di cachemere

d’inverno. Non indosso scarpe pesanti, mai. Ho una ricca collezione di

ventagli, antichi, vecchi e nuovi. Belli. Le mie mani baciano guanti. Alle

spalle, le inseparabili “sciallesse”. Amo gli stilisti. A loro dobbiamo tante

rivoluzioni sociali. E non solo sociali …

INDOSSANDOLA E DA COME VIENE SPALMATA SULLA

MASSA COME MODELLO PERCHÉ LA MODA È ANCHE

UNA QUESTIONE DI SENSO.

Tra fashion blog, fashion magazine, fashion theory e fashion analysis

essere fuori moda ormai sembra essere condizione impossibile. Come

dire… la moda è di moda e la sua foltissima schiera di adepti e seguaci

trovano ovunque pane per i loro denti e più di ogni altra cosa

suggerimenti per il loro guardaroba. Ma siamo sicuri che il fashion

addicted doc possa limitarsi a comprare il capo all’ultimo grido e ad

abbinarlo poi con l’accessorio giusto di stagione Da anni esiste una

materia perlopiù sconosciuta ai più che, ostentando radici filosofiche e

una paternità addirittura aristotelica, può aiutarci ad analizzare anche il

modo in cui i capi di moda si abbinano tra di loro facendosi portatori di

significati per chi li osserva. Questa materia è la semiotica che, di

sovente relegata al ruolo di noiosa materia per studiosi universitari

occhialuti, in realtà cela ben più di una sorpresa. La semiotica, che

come spiega bene la sua origine greca analizza i segni, si interroga,

esplorandone a fondo le relazioni, sul perché gli elementi assumono un

valore comunicativo quando si trovano ad essere inseriti in una “messa

in comune” di dati. Insomma la semiotica è quella disciplina che ci

aiuta a spiegare (o più opportunamente, a far luce, e non solo ad

accettare come una sorta di evidenza lapalissiana) i motivi per cui un

uomo d’affari con il suo doppiopetto d’ordinanza ben si distinguerà

(leggi: significherà diversamente), infatti, da un rampante PR dei locali

con i jeans lisi e la maglietta all’ultima moda. Ma anche una signora

Semiofashionandthecity

La nostra parrebbe lungi dal divenire

quello che gli americani definiscono

una “società random”, sebbene pure

essa sembrerebbe procedere

caoticamente, senza punti di

riferimento stabili né scopi stabili che

non siano quelli del singolo in

questione: l’uomo politico da una parte

e l’uomo della strada dall’altra che si

ignorano anche comunicando perché

troppo concentrati sulle proprie singole

esigenze e quindi senza costruire alcun

dialogo che sia fecondo per entrambi.

Le esigenze dell’uno sembrerebbero

cozzare, con insistente consuetudine,

contro quelle dell’altro. Il concetto di

Patria mai, come in questo momento,

acquisisce la chiara connotazione di

nebuloso e labile, il sistema di governo

è debole e frammentario, la famiglia

non è più una colonna portante della

società e si relativizza (coesistono tanti

tipi di famiglie con modelli e valori

diversi a seconda delle componenti e

delle dinamiche). Il lavoro che

dovrebbe garantire dignità e stabilità

all’uomo è precario e quindi non

assicura stabilità men che mai, e ciò

nella stragrande maggioranza dei casi

(cosa ancor più grave), dignità. Si

lavora per lo più per il mero denaro e il

lavoro è solo in funzione del profitto,

non della realizzazione di sé. Non

rende liberi, rende schiavi del sistema

plutocratico nel quale si è inseriti. Cosa

c’entra la moda con questa analisi più o

meno volgare della società odierna

Beh, presto detto… se la moda, come

è vero, rappresenta una delle

espressioni prime della società, non

può certo sottrarsi dall’esprimere alla

società una risposta positiva… eppure.

Ecco, è in “quell’eppure” che nasce la

differenza. Essendo essa espressione

della società è sempre più relativa e

precaria, in più, nella moda, ormai non

ci sono più regole: abolite le differenze

fra maschile e femminile, così come fra

estate e inverno, fra una stagione e

l’altra (anche biologica) il che, parrebbe

un danno. Già, parrebbe. Guardando la

moda, la bella moda, personalmente

vivo ancora l’illusione di sognare e di

godere del bello che la moda ci

propone, a prescindere, così come

conservo ancora l’illusione di sognare

una bella Italia.


pronta per una prima a teatro sarà facilmente distinguibile da

un’adolescente in minigonna. Il perché accada questo lo si può

spiegare molto banalmente, sulla scia del pensiero di Barthes (il

patrigno dei fashion studies), in questo significativo passaggio “Il

vestito dà senso al corpo e quindi lo fa esistere: lo valorizza dandolo a

vedere. Il vestito non nasconde, né mostra, allude e valorizza: non

esibisce ma semantizza”. Insomma l’abito, per una volta, fa davvero la

parte del monaco ma questo accade palesemente se, e solo se, chi

osserva e chi indossa possiedono una ben fornita cassetta “di utensili

semiotici” in grado di interpretare i messaggi che vogliamo trasmettere

attraverso quello che indossiamo. Insomma dice bene Ugo Volli, guru

italiano in materia, quando sottolinea che “La semiotica della moda

deve in primo luogo essere una sintattica, nel senso che deve

accertare che esiste una certa sistematicità nell’accostamento

sintagmatico e nella selezione paradigmatica degli oggetti di

abbigliamento”. Non devono spaventare il linguaggio troppo forbito ed

i paroloni tecnici, in quanto il tutto lo si può facilmente riassumere e

tradurre in semplici concetti: per sintattica si intende semplicemente

una sorta di grammatica dell’abbigliamento, le norme che in qualche

misura tutti più o meno coscientemente adottiamo davanti all’armadio

ogni mattina preferendo alcuni capi a scapito di altri; per

“accostamento sintagmatico” si vuol intendere invece che siamo tutti

abituati a vestire la parte superiore e quella inferiore del corpo (non

usciremmo mai con due camicie e le sole mutandine!); per “selezione

paradigmatica”, infine, si intende invece la capacità di non accostare

capi che i dettami della moda e del buon gusto ritiene sconveniente

indossare, finanche talvolta a prescindere dalla situazione e dal luogo

in cui siamo chiamati a rap-presentarci. Insomma la semiotica della

moda vuole semplicemente essere un manuale di istruzioni per

l’abbigliamento quotidiano e, aprendosi a tutti nei suoi più reconditi

angolini in cui è chiamata a presenziare, vuole lasciarsi alle spalle la

sua etichetta di materia esclusivamente accademica per mostrare

come può essere utile (indispensabile forse!) nella battaglia quotidiana

con le scelte di stile.

VISTI DA VICINO: SENSUALITÀ, FASCINO E BELLEZZA.

LA DIFFERENZA STA IN QUELLA FORZA

DELL'IRRAZIONALE CHE SCONVOLGE ED ANNULLA

CERTEZZE, CANONI E CRITERI DI VALUTAZIONE

OGGETTIVA.

La sensualità in una persona può essere considerata lo specchio della

sua personalità, che riflette l'interesse e l'attrazione che gli altri

sentono. L'essere umano è l'animale più sexy della terra, non rispetta

le stagioni dell'amore e può dimostrarsi sensuale e seducente in

qualsiasi momento della vita, a prescindere dalle occasioni. Lo "stile"

nel comunicare la propria sensualità è assolutamente soggettivo. Non

esiste una forma ideale per essere sexy. Il grado di emozione evocato

in una persona da parte di un comportamento sensuale, dipende

esclusivamente dalla complementarietà. Per alcuni individui il termine

sexy si associa principalmente ad elementi esteriori e sessualmente

chiari (obsoleto pensare che a rimanerne intrappolati siano soprattutto

per i maschi); per altri il tono della voce, la gestualità, la saggezza,

l'abbigliamento, oppure una miscela di molti elementi, può far nascere

un desiderio. Non essendoci un modo stereotipato per essere sensuali

conforme a tutte le persone, il "segreto" è essere se stessi, sicuri di sé,

autentici. E' la nostra autostima, la sensazione di adeguatezza nelle

molteplici situazioni della vita che ci rende sensuali agli occhi di chi è

sensibile proprio alle nostre caratteristiche. Ciò che conta è la

sicurezza di se. La sicurezza che aiuta a lasciar diffondere

nell'ambiente che ci circonda il fascino della nostra personalità.

Sguardi, gesti, parole ed anche contatti quando opportuni, sono capaci

di rendere lo stile unico: il modo di accavallare le gambe, di guardare

negli occhi, di avviare una comunicazione, di ascoltare e dimostrare

empatia, di essere leali, di non dare nulla per scontato. Sarebbe un

grave errore orientare le proprie energie per trovare la fiducia in se

stessi allo scopo di soddisfare una estrema ricerca della seduzione. Il

sorriso si tramuterebbe in un ghigno, anche se ben camuffato e gli

occhi perderebbero la loro luce. Concludendo, per essere sexy non

bisogna fare nulla. Non è necessario rifarsi ad atteggiamenti e

comportamenti che, anche se ci piacciono, non ci appartengono.

Bellezza e fascino non sono sinonimi, sebbene anche parrebbero

coincidenti: sono due straordinarie e differenti doti che non sempre

caratterizzano il medesimo individuo; ma, quando sono complementari

in una stessa persona, sicuramente quella lascerà indelebili tracce di

sé negli occhi e nel cuore di chi l'ha incrociata. La bellezza è una

qualità del corpo; è, in un certo senso, oggettivamente valutabile

perché la si misura, pur se inconsapevolmente, su canoni che vengono

da lontano, dai modelli estetici proposti dagli artisti e codificati nelle

immagini pittoriche e scultoree che essi ci hanno lasciato nel tempo:

per la nostra civiltà occidentale i riferimenti remoti possono essere la

Venere di Milo, la Primavera di Botticelli, le Madonne di Raffaello o di

Leonardo, le voluttuose donne di Tiziano ( per citare i più famosi

modelli femminili) o, se parliamo di uomini, valgono gli esempi

dell'Apollo di Delfi o del Davide di Michelangelo. Pur trattandosi di

figure idealizzate che rivelano il "divino" o, comunque, il "sublime",

ancora oggi ci servono come pietra di paragone per le bellezze attuali

benché nessuno, consapevolmente, applichi le regole di Leonardo o

ancor meno quelle di Vitruvio per misurare la perfezione di un corpo o

di un volto. Poiché la bellezza reale è effimera, effimeri ne sono i

canoni di valutazione: oggi è la moda che decreta chi è bello e chi non

lo è e perché. E il fascino Il fascino è qualcosa di indefinibile e

indescrivibile, un' alchimia di elementi che esplodono

contemporaneamente. Non è una qualità del corpo e perciò non è

percepibile solo con gli occhi; l'origine greca e poi latina della parola

"fascino" ci porta all'ambito semantico della magia, dell'ammaliamento,

della forza dell'irrazionale che sconvolge ed annulla certezze, canoni e

criteri di valutazione oggettiva. Se si accompagna alla bellezza, il

fascino la esalta; se è dote di chi non è bello, ne cancella i limiti fisici

mentre la stessa bellezza, priva del fascino, resta, in qualche misura,

imperfetta perché, attraverso gli occhi, non porta molto al cuore o alla

mente. E' una qualità che attiene all'intelligenza più che alla fisicità e si

svela attraverso gesti, atti, modi, sguardi, sorrisi, parole: è

l'espressione di tutta la forza della personalità di cui il corpo è il

contenitore. La famosa Monna Lisa di Leonardo non è certamente una

"bellezza" eppure da secoli ci seduce per quel sorriso e quello sguardo

sul cui ambiguo mistero si elucubrano da sempre le menti autorevoli di

studiosi e pubblico. La base del fascino è la Personalità ecco perché i

bei manichini non hanno fascino neanche se hanno le sembianze di

Davide o di Venere. Anche il mistero è una componente del fascino: un

bellissimo corpo esposto in tutto il suo smagliante splendore è

sicuramente un bel vedere, sicuramente suscita straordinarie

sensazioni, ma sono certamente più intense le emozioni che nascono

dall'immaginare e poi dallo scoprire un bellissimo corpo suggerito, ma

non ostentato. Le civiltà orientali fondano su questa forma di

emozionalità le basi dei loro canoni estetici e sessuali ed è questo uno

dei motivi del fascino che quelle civiltà hanno sempre esercitato su noi

occidentali.

Il “sense and

style”

LO STILE È QUALCOSA DI PERSONALE, UNICO,

RICONOSCIBILE. SEMPRE ALLA MODA PROPRIO

PERCHÉ LA SUPERA MA DELLA QUALE, HA BISOGNO,

NON FOSSE ALTRO CHE PER CONFRONTARSI.

Qualche sera fa, parlando del più e del meno, improvvisamente, sono

stata incalzata da una domanda meno banale di quanto possa

sembrare: che cos’è il senso dello stile Ci sono espressioni oramai

quasi abusate che sembrerebbero acquietare l’ardente desiderio di

una risposta a partire da Vestire Alla Moda, oppure Essere Fashion,

ma anche termini più tecnici come Anticipare la Tendenza, Conoscere il

Mood, o molto più popolari come essere o vestire Trendy, in francese A

la page. Locuzioni vaghe, nonostante anche abbiano a che fare con la

moda in quanto “Divinazione” nei confronti di ciò che è presentato come

“al di sopra”, più in alto, elevato (economicamente, socialmente,

culturalmente, esteticamente), ma non basta. Nell'ambito della moda,

una delle caratteristiche dello stile individuale è la personalizzazione

delle scelte estetiche, nel bene e nel male, quello che ti fa subito dire di

una persona: ecco, è lei! Ci sono persone che “indossano” la propria

Personalità, che “vestono” il proprio stile, che “abitano” il proprio

Carattere proprio come fossero Dentro ad un abito: stanno dentro cioè

al proprio “modo di essere” e lo sanno fare con Consapevolezza, in

francese, con Charme; queste persone sono come tutti noi, ma

sembrano avere una marcia in più: uno stile personale. A volte

bisognerebbe avere il coraggio di dire “meno fashion, più style”, ma il

secondo, ahimè, non si vende e non si compra. L’Italia se lo è

conquistato di diritto. Si tratta di una verità, universalmente riconosciuta,

che gli italiani abbiano un senso innato per lo stile. Sia che si parli di

moda o design, prima o poi si arriva al genio italiano per l’impeccabile

eleganza e il moderno chic. Ma dove arriva tutto questo, questa abilità

apparentemente senza sforzo nel creare un’immagine piena di classe

che produce alcuni dei beni di lusso più ricercati al mondo Ogni

nazione ha il suo marchio distintivo che caratterizza i propri prodotti e li

fa risaltare per le loro caratteristiche esclusive: il Made in Germany per

esempio è sempre stato sinonimo di robustezza ed affidabilità, il Made

in USA è il segno dell’innovazione e l’avanguardia del prodotto; il Made

in Japan simbolizza l’alta tecnologia e la funzionalità; il Made in Italy

esprime, invece, l’eccellenza della creatività e della maestria. Nel

campo della moda, l’Italia si distingue, ponendosi al primo posto per

l’alta qualità dei prodotti tessili e per la perfetta eleganza e raffinatezza

che permeano il prodotto rendendolo superiore, così come per la

garanzia della qualità dei materiali utilizzati nella realizzazione dei beni.

Il mondo intero ammira e confida in un prodotto Made in Italy e molte

persone sono disposte a fare enormi sacrifici pur di essere in grado di

acquistare un articolo di marca italiana da indossare con grande

orgoglio perché quando lo indossano, indossano qualcosa di diverso:

indossano la storia, le tradizioni, la creatività e l’orgoglio di una Patria, la

nostra. Ci sono una serie di informazioni sul nostro Dna che sono state

registrate prima dell’istante in cui siamo nati; dati semplici, basilari, che

descrivono le condizioni del sistema e di parti di che erano lì prima che

ci fossimo noi, così come siamo adesso. Un prima senza di noi,

dunque.

CERCARE UN’IDENTITÀ ANCHE ATTRAVERSO

L’ACQUISTO DI VALORI SIMBOLICI.

Il cliente dell'epoca postmoderna è molto più attento rispetto al passato

all'aspetto simbolico-comunicativa dei beni che acquista perché, come

profetizzò Maslow, una volta soddisfatti i cosiddetti “bisogni primari”,

l'uomo tende a sviluppare i bisogni di appartenenza (affetto e

identificazione) e i bisogni di stima, prestigio e successo che lo portano

al bisogno di realizzazione di sé e le proprie aspettative. Ed è proprio

questo: una volta sviluppati tutti i bisogno materiali, il consumatore

richiede ai prodotti l'appagamento dei desideri immateriali di necessità

estetiche, facendo venire a galla una nuova figura, un consumatore

sempre alla ricerca di esperienze più che di prodotti, di sensazioni e

emozioni, più che reali valori d'uso. Ed è proprio a partire da questo che

si può affermare che tutti i bisogni cedono il passo ai desideri.

IL DESIDERIO DEL LUSSO

Da Maslow a Cenerentola “I sogni son desideri” e il lusso, come poche

altre cose se è sopravvissuto ai secoli, alla storia stessa, è perché si

pone ai vertice del nostro subconscio anelare di innalzarci al di sopra

della cosiddetta “middle class”, utilizzando un'espressione che si avvia

sempre più velocemente ad essere considerata anacronistica, motivo

per cui si può candidamente affermare che, fino a quando esisteranno

gli uomini e la nostra costante tendenza alla supremazia esisterà il

lusso, come simbolo stesso della nostra vanità. Le aziende

appartenenti al settore dei luxury questo lo sanno: ecco perché tendono

a proporre un intero stile di vita, non solo un insieme di beni materiali.

"Il cuore della casa" prende il posto del lettino dello psicanalista o

dello studio del sessuologo e si trasforma nel posto ideale in cui

liberarsi e lasciarsi trasportare in un "gioco seducente" da mettere in

scena in due: vero preludio ai piaceri del cibo e della carne.

La cucina di Masha in onda su canale 10 e 110

Tv Centro Marche

(+1) digitale terrestre: Giovedi fascia oraria 13:30/14:00 Lunedi

11:30/12:00 Mercoledi 03:00/04:00 mascia.luciani@facebook.com

Nelle foto Mascia Luciani con Valeriana Mariani ospite della

fortunatissima trasmissione Tv per la regia di Roberto Rutili

ELEMENTI DI STILE: LA CUCINA DI MASHA

mens sana in corpore sano


Da dieci anni insegna laboratorio di fashion design all'Università degli Studi di

Bari, precedentemente ha lavorato in vari uffici stile di aziende importanti, tra

le quali Fendi per circa 22 anni.

ROBERTO

GUARDUCCI

www.donnaimpresa.com

L’ALTA MODA ED IL LUSSO, OLTRE AD AVERE UN

PESO RILEVANTE NELL’ECONOMIA NAZIONALE,

RAPPRESENTANO UNO DEI POCHISSIMI CAMPI DI

ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO

EPPURE VI È UNA OGGETTIVA DIFFICOLTÀ

NELL'ATTRIBUIRE AL LUSSO UNA PRECISA

ETIMOLOGIA CONSIDERANDO CHE NEL CORSO DEI

SECOLI IL CONCETTO STESSO DI LUSSO SI È

EVOLUTO, PARTENDO DA UN IMMAGINE LEGATA ALLA

VITA PUBBLICA E ARRIVANDO AD ESTRANIARSI DA

ESSA, SEBBENE NE CONSERVI ANCORA UN FORTE

LEGAME, TOCCANDO LA SFERA EMOTIVA E

PSICOLOGICA LEGATA ALLA STESSA

IDENTIFICAZIONE DELL'INDIVIDUO.

Infatti una delle prerogative dei beni di lusso, forse quella più sentita

attualmente, è quella di attribuire uno status sociale di prestigio, vero

o presunto. Escludendo infatti i multimilionari e coloro che possono

disporne senza difficoltà, l'acquisizione di un bene di lusso diventa

un traguardo per coloro i quali necessitano di un'affermazione

sociale. L'obiettivo di una marca è quello di sviluppare una brand

knowledge, ovvero l'insieme di pensieri, sensazioni, immagini,

esperienze e convincimenti legati al brand, traducendosi in maggiore

fedeltà, minore sensibilità alle modifiche di prezzo al rialzo e alle

inflessioni della concorrenza e in una comunicazione maggiormente

incisiva. Il mondo della moda anche nella determinazione

dell'identità di un brand fa eccezione: in quanto una componente

fondamentale è rappresentata dall'identità stilistica cioè dall'insieme

dei codici stilistici permanenti che caratterizzano in modo

continuativo i prodotti di un'impresa e da quello che il fondatore

abbia rappresentato nella storia. Il concetto di coerenza non influisce

però sulla doverosa creatività che deve costantemente mantenere

un brand per potersi evolvere nel tempo. Essere fedeli ai dettami

aziendali per far acquisire maggiore credibilità alla marca non

significa riprodurre ripetitivamente le sue manifestazioni: è ovvio che

non sarebbe stato necessario riproporre all'infinito il celeberrimo

tailleur che Chanel ripropose negli anni '70 per poter assestare

sempre ai vertici l'azienda sul lungo periodo. Un brand deve essere

in sintonia con le attese dei consumatori e con i suoi bisogni e

desideri e dunque evolversi con essi; il passaggio obbligato dalla

direzione creativa di Chanel a Karl Lagerfeld, alla morte della stilista,

non ha disperso il valore della maison. Il vero problema è mantenere

la stabilità del nucleo con l'esigenza di adeguare il linguaggio.

IL LUSSO POSSIEDE GIÀ NEL SUO CORREDO

GENETICO REQUISITI DISTINTIVI TALI DA ESSERE

IRRESISTIBILE: ESSO CI RAPISCE, CI SEDUCE.

A fronte di ciò una delle definizioni più calzanti può essere quella

fornita a seguito di una ricerca di Bernard Dubois e Gilles Laurent,

condotta nei paesi sviluppati sui clienti del lusso e che portò a

coniare il nuovo termine di “escursionisti”, per definire gli

appartenenti alla classe media, che non acquistano

prevalentemente prodotti luxury ma che, quando lo fanno, hanno

aspettative ben precise cioè, si aspettano prodotti di una qualità

eccelsa, superiore a ciò che normalmente acquistano. Non essendo

un'esperienza abituale ma al contrario nuova e speciale il prezzo del

prodotto deve essere decisamente elevato, per sottolinearne

maggiormente il grado di eccezionalità. Dopodiché pretendono

l'esclusività, il prodotto deve essere raro, difficile da ottenere e

possedibile da pochi; il momento dello shopping diviene una vera e

propria esperienza multisensoriale, tutto, dall'arredamento alla

musica di sottofondo, l'atteggiamento del personale è tutto parte

dell'acquisto; si aspettano di venire in contatto con l'intera storia

della casa, entrare in un mondo che è nato nel passato e che quindi

garantisce la durata nel tempo accettando anche l'idea che quello

che stanno facendo sia un acquisto futile o non necessario,

l'importante è il servizio che deve rispettare le attese, dal momento

in cui quella che si compie è un'azione memorabile. Per affrontare il

tema della determinazione del prezzo bisogna seguire il metodo del

valore percepito perché appunto come già ampiamente esplicitato in

precedenza, il valore di un prodotto appartenete ai luxury brand non

è essenzialmente materiale ma il suo valore è alimentato e

aumentato da variabili no prices. Quanto più è elevato il valore

percepito, rispetto alla concorrenza ad esempio, tanto maggiore

potrà essere il prezzo applicato, ovvero maggiori saranno le

opportunità di conquistare più grandi fette di mercato a parità di

prezzo. La determinazione del prezzo di un luxury è quindi

fondamentalmente diversa da quella di tutti gli altri prodotti in quanta

non basata sui costi, ma parte dall'analisi dei bisogni dei clienti e

spesso il prezzo elevato è ritenuto un attributo stesso del prodotto.

IL RELATIVO, IL PRECARIO, IL SENSO. AGGETTIVI

MODERNI, ANZI POST-MODERNI PERCHÉ

ACCOMPAGNERANNO LA NOSTRA VITA SOCIALE

ANCORA PER PARECCHIO.

La moda li incarna tutti. La moda è senso, palpabile, indossabile e in

primis visibile, si pensi al mondo delle sfilate e al ruolo che la vista

dello spettatore ha in esse. Tutto è pensato per appagare quel

senso: le luci, la scenografia, le modelle e gli abiti. Non vengono

toccati in quel momento ma solo guardati con una presa a balzo,

d’effetto quindi relativa, veloce, precaria. La moda è precaria quanto

la società, non persiste lo spazio temporale di un mese perché il

mese successivo è già pronta la nuova stagione, il marketing

impone ritmi velocissimi a cui si sopravvive solo roteando come

trottole in un mondo dai ritmi incalzanti che non si ferma mai. La

moda è relativa: lo stilista produce tenendo conto degli input di

mercato per il mercato, difficilmente oramai per se stesso se non in

sporadiche occasioni in cui è chiamato a dar sfoggio della propria

creatività. Va da se che il vero protagonista è il cliente, il centro del

mercato stesso; sta sulle spalle di noi tutti dunque che la moda non

si spogli del suo valore primo: la bellezza. Perché la bellezza, sotto

l’egida dei grandi numeri, non sia costretta a soccombere.

I protagonisti

della moda

Per diventare uno stilista di successo occorre padroneggiare in

un'ampia gamma di concetti fondamentali non basta ovviamente solo

essere affascinati dall'aspetto creativo della moda. Manipolare trame

e motivi, affidarsi all'estro, avere cura dei dettagli, mettere alla prova

la fantasia, far emergere la personale visione d'insieme e sviluppare

nuove idee grazie ad un processo di ricerca continua diventano

imperativi sebbene pure non sufficienti di chi della moda vuole fare il

proprio strumento di lavoro. Il mondo si evolve tanto velocemente che

per far sentire la propria voce è necessario ormai avere la

padronanza tecnica che questo mondo esige. Coerentemente con

quanto premesso quindi, è assodato che l'insieme delle conoscenze

specifiche alle quali lo stilista deve riferirsi sia piuttosto vasto ed

articolato e non sia soltanto correlato alle conoscenze relative al

disegno, dal momento che egli opera con un alto grado di creatività,

ma sempre a più stretto contatto con la realtà produttiva ed

economica. Inoltre, se lo stilista è non solo responsabile ma anche

proprietario della propria linea, deve possedere nozioni di economia,

di sociologia, di tecnologia industriale, di strategie di presentazione, di

comunicazione e di pubblicità del prodotto moda, dovendo occuparsi

(o comunque essere in grado di delegare con accortezza) anche

della produzione e della distribuzione della propria collezione. Di

moda fra alta sartorialità e nuove tecnologie, di icone di stile e

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di prospettive future parleremo di seguito con alcuni dei nomi che

fanno il lustro del nostro pregevolissimo made in Italy. Ad alcuni di

essi è stato chiesto di raccontarsi … ad altri, di prestarsi a

rispondere alle nostre domande che sono le medesime per tutti.

Lungi dall’esser tacciati di pigrizia (sorridiamo) giustifichiamo che

la scelta di porre i medesimi quesiti ad ognuno nasce dalla volontà

di far meglio emergere le dissimilitudini.

Il primo a risponderci è lo

straordinario Roberto Guarducci che curerà, in qualità di Direttore

Creativo, l'edizione 2013 del "Premio Moda Città dei Sassi".

Roberto, descriva in poche parole il suo stile …

Ho sempre amato proporre attraverso i miei abiti, una immagine di

grande forza evocativa che si potesse esprimere attraverso linee

fluide e ricercate, in modo elegantemente naturale e caratterizzate

da particolarità sofisticate ed intriganti, con tagli sartoriali e

lavorazioni inedite, che tendano a valorizzare al massimo le

personalità che li indosseranno.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione

Ritengo che una della grandi personalità femminili che abbiano

maggiormente ispirato e stimolato il mio senso creativo ed

estetico, sia stata l'immagine magnifica della grande attrice e

modella Audrey Hepburn., icona ideale di assoluta e naturale

eleganza esteriore ed interiore e fonte d'ispirazione indiscussa e

continuativa per intere generazioni di creativi.

Le celebs di Hollywood, anche i grandi marchi della moda

stanno iniziando ad interessarsi alla moda che viene dal

basso, si pensa sia una risposta tangibile l'orientarsi in

relazione ai gusti della gente, Lei come vede l'irresistibile

ascesa della moda crowdsourcing, in cui un voto on-line

contribuirebbe al decidere cosa produrre e comprare o

ritenere lo stile e la creatività personali siano ancora i

principali asset che concorrono a determinare l'eccellenza

dell'offerta italiana e creare un forte brand di identity

L'Alta Moda, quella cheèapienotitoloconsiderata la vera moda

con la "M" maiuscola è costituita da un profondo fattore artistico/

creativo e sartoriale di altissimo livello qualitativo, insieme ad un

prêt-à-porter molto vicino all'Haute Couture come tipo di ideazione

e lavorazione, da cui ne deriva l'espressione emozionale e

seduttiva che ne caratterizza il principale fondamento e che

rappresenta in assoluto il "Sogno dell'Immagine della Bellezza per

Eccellenza". Per questo motivo non credo che le tendenze di una

moda che può derivare da altre fonti … possano minimamente

influenzare questo tipo di espressione del vero lusso, al contrario

ritengo invece che questa importante ricerca di mercato possa

essere utile ad alimentare le produzioni di prodotti più commerciali

che rappresentano poi, la stragrande maggioranza delle

produzioni di abbigliamento.

Chi si occupa di marketing non deve più comportarsi da

cacciatore che vuole catturare il cliente, ma deve diventare un

giardiniere che coltiva con Lui un rapporto di fiducia …

Indubbiamente SI! … Il successo, … deriva anche da come viene

gestito il marketing aziendale, che oggi è più che mai un lavoro

manageriale imprescindibile, che deve andare a pari passo con la

creatività oggettiva, indirizzandola e potenziandola nel modo

strategico più corretto. Il rapporto con i clienti deve essere seguito

da canoni di fiducia e di interesse comuni, per poter raggiungere il

traguardo come obbiettivo finale desiderato da entrambi.

Una domanda futuribile: si arriverà un giorno a collezioni

prodotte da algoritmi speciali che tradurranno in abiti i post

dei fan di un marchio sui social network

Amo immaginare l'uomo creativo al centro del proprio essere

pensante e produttivo, come fonte unica di idee e ispirazioni

elaborate esclusivamente dalla sua mente. Certamente le nuove

tecnologie evolutive telematiche e virtuali ne agevoleranno

l'espressione e la diffusione, e forse ogni uno potrà in un prossimo

futuro realizzare con facilità le proprie idee, esprimendosi

emozionalmente anche attraverso i social network! … Perché no

nella foto: lo spettacolare abito bianco

dello stilista Roberto Guarducci presentato

al Premio Moda Citta dei Sassi Matera

edizione 2012. www.premiomoda.it

Riparte per il 2013 il Premio Moda “Città dei

Sassi” che si terrà a Matera il 28 giugno 2013. Il

concorso, nato nel 2008 dalla passione che

caratterizza l’azienda promotrice, Publimusic.com,

ha lo scopo di individuare e premiare stilisti

emergenti e/o professionisti nel campo della moda

femminile. Nella serata dell’evento, davanti a una

Giuria Speciale composta da esperti e

rappresentanti illustri del mondo della moda

italiana, oltre a una seconda giuria composta da

giornalisti, gli stilisti proporranno le proprie

collezioni nella splendida P.zza San Pietro

Caveoso con una scenografia naturale ed

imponente quale è quella della Città dei Sassi di

Matera (Patrimonio Unesco dell’Umanità,

candidata a Capitale Europea della Cultura 2019).

Saranno assegnati:

Il Premio Moda “Città dei Sassi”;

Il Premio della Critica;

Il Premio della Giuria Giornalistica;

Il Premio della Camera della Moda Calabria.

Ai premi già previsti si aggiungerà: lo speciale

“Premio Moda al Cinema”, appositamente ispirato

alla cinematografia e che sarà aggiudicato da

colui il quale avrà, nel corso della sua sfilata,

saputo meglio interpretare il significato e il ruolo

del cinema nella moda. Il Premio Moda “Città dei

Sassi” dedica il suddetto premio, nell’edizione

2013, all’attrice Audrey Hepburn, icona del cinema

e di stile nel mondo, in occasione della

celebrazione dei 20 anni dalla sua scomparsa.

E’ tempo di velocità e di lentezza, di arcaismo e di

fantascienza, di artigianato e di grande serie, di

occidente e di oriente, di purezza e di violenza e in

questo momento enigmatico e problematico dell’Italia

si esprimono realismo, durezza, gioco, simpatia,

memoria, naturalismo, sogno, sensua-lità, eleganza,

ecologia, status, tradizione, tutto elaborato con

materiali, tecniche e grafie sempre più sofisticati. La

moda è arte, è un cuore pulsante che ha reso famoso

il genio italiano nel mondo. E’ un modo di vivere. E’

un’attitudine quotidiana. E’ un pensiero che si veste di

colori, tessuti, tendenze e controtendenze. La moda è

tutto questo, ma è anche molto altro.


Nasce a Milano, 9 maggio 1965 sotto il segno del toro.

Si considera un autodidatta pur avendo imparato molto

dal padre, sarto affermato a Milano.

MICHELE

MIGLIONICO

Ha aperto il suo atelier a Potenza nel 1989. Nel 2000 Miglionico esordisce fuori calendario a Roma nella settimana dell'Alta Moda nei saloni di palazzo Barberini con una

collezione dedicata all’Arma dei Carabinieri. Fa notizia l’abito da gran sera creato per le donne appena ammesse nell’arma. La sua moda si ispira a Valentino e al primo

Yves Saint-Laurent. Nel luglio del 2000 viene accolto nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana. Nel febbraio 2005 lo stilista è invitato, da

AltaRoma in collaborazione con ICE, Regiona Lazio e Ministero delle Attività Produttive, a sfilare a Mosca per rappresentare il “made in Italy” nel mondo accanto ai grandi

nomi della moda italiana: Renato Balestra, Laura Biagiotti, Gattinoni, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Rocco Barocco, Fausto Sarli. Nel Settembre 2006 Michele Miglionico

rappresenta l’Alta Moda Italiana al 18° International Fashion Festival di Dalian (Cina) e nel marzo dell’anno successivo presenta a Beijing la collezione Couture Primavera-

Estate. Al termine dello show gli viene conferito dalla China Fashion Association il Premio d’Onore. Nell’agosto 2008 Michele Miglionico è chiamato dall’ ICE (Istituto

Commercio Estero) a rappresentare l'Alta Moda Italiana a “Casa Italia” durante i Giochi Olimpici di Beijing. Nell’agosto 2012 ha curato l’immagine di Miss Seychelles

Sherlyn Furneau durante Miss World che si è svolto ad Ordos – Mongolia (Cina). Le sue creazioni hanno calcato le principali passerelle italiane: Roma, Capri, Firenze,

Venezia, Milano, Bari, Matera e internazionali: Parigi, Montecarlo, Madrid, Bruxelles, Anversa, Amsterdam, Mosca, Beijing, Dalian (Cina), Qingdao (Cina), Washington,

Mahè (Seychelles) ed il red carpet della 80^ Edizione degliAcademyAwards di LosAngeles.

www.michelemiglionico.com

Descriva in poche parole il suo stile …

Ho sempre ricercato sin dall’inizio della mia carriera il mio senso di

eleganza. Una ricerca di un linguaggio sofisticato e mai ostentato. Una

sorta di coincidenza di etica e di estetica. Sono sempre stato percepito

come un designer classico: cerco sempre di “reinventare” con le

collezioni che creo cercando di rimanere fedele e coerente ai miei

canoni estetici. Infatti si può essere innovativi guardando in modo

personale alla tradizione. Il mio rapporto tra passato e futuro, tra

tradizione ed innovazione è molto sottile. In sintesi sono un

tradizionalista dallo spirito moderno.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione …

Credo che più che avere una musa ispiratrice oggi sia importante avere

un immaginario lifestyle. Evidenziarlo crea il sogno!

Le celebs di Hollywood, come anche i grandi marchi della moda si

stanno iniziando ad interessare alla moda che viene dal basso, si

pensa sia una risposta tangibile l’orientarsi in relazione ai gusti

della gente, lei come vede l’irresistibile ascesa della moda in

crowdsourcing in cui un voto on-line contribuirebbe al decidere

cosa produrre e comprare o ritiene lo stile e la creatività personali

siano ancora i principali asset che concorrono a determinare

l’eccellenza dell’offerta italiana e di creare un forte brand identity

L’interesse alla moda che viene dal basso è un fenomeno che

caratterizza una gran parte del mondo del prèt à porter. Il web influenza

ed evidenzia tendenze e necessità di una gran fetta di società che è in

continua evoluzione. Ma sarebbe triste dire che il mondo della moda ne

abbia bisogno per tracciare il suo segno di stile. Penso che oggi più che

mai la creatività e lo stile personale siano gli elementi principali per

creare e rafforzare l’identità di uno stilista .E’ anche vero però che il

sistema ha nettamente creato una differenza tra Alta Moda e prèt à

porter. La prima racconta un emozione con il compito di evidenziare la

bellezza delle donne con la creazione di abiti lussuosi ed eccezionali di

alta sartoria … Questa rimane ancora il grande laboratorio dove si

sperimentano tutte le idee evidenziandone l’esclusività. Grazie alle mani

esperte di premiere e di sarte che da un idea disegnata nasce una

collezione. E’ un rito magico. Ed è con la sfilata che tutta la fatica, la

passione e soprattutto l’emozione di questo mestiere meraviglioso si

percepisce tutto. C’è poi Il prèt à porter, soprattutto quello di largo

consumo, destinato al ceto medio, che sta risentendo della crisi in atto. Il

made in italy è un valore che va preservato e quindi l’artigianalità che è

da sempre al centro della filosofia del lavoro italiano. C'è una fame di

innovazione e di coraggio più che mai oggi nel sistema moda che aiuti

ad soddisfare le esigenze del cliente contemporaneo. Penso che siano

queste le qualità giuste che il comparto moda ha per contrastare questa

crisi economica. L’alta moda riguarda più la fantasia e la libertà del

designer, mentre il prèt à porter ricerca un equilibrio tra bellezza e

praticità. E per ottenere questo equilibrio qualche volta ci si deve

avvalere della “consulenza” che la strada può darti. Il web gioca un ruolo

determinante aiutando molto a dare risalto a questa unione sia a livello

comunicativo che commerciale.

Chi si occupa di marketing non deve più comportarsi da cacciatore

che vuole catturare il cliente ma deve diventare un giardiniere che

coltiva con lui un rapporto di fiducia …

Oggi un designer moderno deve anche sapere essere un manager. Non

è più l' epoca in cui gli stilisti possono permettersi di vivere sotto una

campana di vetro senza nessun contatto con la realtà e con l' aspetto

commerciale, soprattutto se vogliono mettersi in proprio. Cerco sempre

di capire cosa veramente una donna vuole, come desidera porsi nel

contesto in cui vive ed opera. Non è sempre facile… richiede tempo e

pazienza ... ma alla fine è come in una bella storia di amore: i due

amanti vivono insieme per sempre …

Una domanda futuribile: si arriverà un giorno a collezioni prodotte

da algoritmi speciali che tradurranno in abiti i post dei fan di un

marchio sui social network

Mi piace pensare alla tecnica, alla sartorialità, alla poesia di questo

mestiere, non ad un cyber spazio dove una macchina o un computer

faccia tutto annullando la creatività dello stilista … E’ realtà che i social

network hanno democratizzato la moda rendendola meno d’elite

avvicinandola al grande pubblico e forse una cyber sfilata, uno show

con qualche nuova tecnica futuristica è già dietro l’angolo, o meglio

dietro un clik …

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Numerosi i

personaggi passati

nel suo atelier: da

esponenti della

politica,

dell’imprenditoria e

dell’aristocrazia, a

celebrità dello

spettacolo. In

particolare Michele

Miglionico ha

vestito: per il cinema

le attrici Ornella

Muti, Maria Grazia

Cucinotta, Florinda

Bolkan, Martine

Brochard, Luisa

Ranieri, Maria

Rosaria Omaggio,

Ramona Badescu,

Vanessa Hessler,

Camilla Sjoberg; per

la musica le cantanti

Serena Autieri e

Yasemin Sannino;

per la televisione le

conduttrici televisive

Roberta Capua,

Lorella Landi, Elisa

Isoardi e Arianna

Ciampoli e Sofia

Bruscoli; per lo sport

l’atleta Azzurra

Laura Vernizzi; per il

giornalismo

televisivo Anna La

Rosa, Maria

Concetta Mattei,

Cinzia Malvini.

ROMA _ ITALY

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PH: Carbonelli&Seganti

DAI SANDALI ALLA SHIAVA A KLIMT

ROMA _ ITALY

Vittoriana si definisce: “un’artigiana della moda” che sogna di fare

questo lavoro prima ancora di farlo, non dà una definizione della sua

arte, che essendo espressione della sua ecletticità varia

costantemente. Le sue creazioni riescono a lasciarti ogni volta senza

fiato per la loro sobrietà ed eleganza.

VITTORIANA

I suoi abiti hanno fatto innamorare le dive del cinema ed è famosissima per aver creato i sandali alla schiava indossati da Sofia

Loren. Donna eclettica di grandissima personalità ed insospettabile dolcezza. Il garbato riserbo con cui si pone al confronto degli

altri e la sobrietà dei modi lasciano da subito presupporre che la sua amorevolezza bisogna conquistarsela, con pari lealtà di

condotta. Questo almeno, è quello che ho percepito nel momento stesso in cui abbiamo incrociato lo sguardo la prima volta. Un

incontro casuale all’uscita dell’Hotel Parco Dei Principi dopo la suggestiva visione del Capodanno viennese, ospiti comuni

dell’amabile, affascinante, Christian B. Berlakovits, Ambasciatore D’Austria in Italia che quella sera aveva voluto augurare buon

anno ai suoi amici attraverso quanto di più caratteristico rappresenti l’Austria, in tema di folklore. Una sera insolitamente fredda

e piovosa, di quelle a cui i romani non sono troppo abituati, in cui il freddo sconsacra l’audacia delle spalle scoperte anche ad

una come me che sembrerebbe sfidare con testarda consuetudine qualsivoglia condizione atmosferica; una sera di quelle in cui

l’offerta di un passaggio in auto per raggiungere l’hotel nel quale pernottavo assumeva la netta connotazione di un dono divino. Il

sorriso appena accennato e l’atteggiamento quasi materno con cui questa donna guardandomi dritta in volto pronunciava:

“ Possiamo accompagnarti noi in hotel, se ti fa piacere”, riferendosi a lei ed al marito Aurelio Ciarallo che nel mentre si stava

accingendo a prendere l’auto dal parcheggio, palesava la sua preoccupazione nel sapermi in giro a quell’ora … quasi avesse

scoperto quella mia insana fragilità di provare come un senso di smarrimento quando mi trovo da sola lontana da casa. Quei

feeling caratteriali che nascono a pelle da subito o non nascono mai. Il riconoscerci nell’attimo di uno sguardo e di un saluto

appena pronunciato possono essere già da per se stessi il preludio necessario allo stabilirsi di una relazione che è lungi

dall’essere inquadrata come “formale”. Lo status sociale, il nome e cosa facessimo nella vita di tutti i giorni ce lo siamo dette solo

nel momento in cui ci siamo accinte a darci la buonanotte sebbene pure in auto abbiamo avuto modo di parlare di cose di

ordinaria quotidianità. Ed è dunque solo dopo l’indugiare curioso dei miei occhi sul bigliettino da visita che mi stava porgendo mentre eravamo lì a

scambiarci la promessa di rivederci non appena fossi tornata a Roma, che ho preso coscienza di una realtà: ovvero che dietro quella donna

intelligente e minuta che mi trovavo di fronte si celava la grandezza di un mito. Uno stile ricercato il suo reso ancora più unico dalla sua umiltà. La

sua avventura romana cominciò all'inizio degli anni '60, quando giovane e ribelle arrivò da Massa Carrara, dove il padre aveva un'azienda di

marmo e “ la mamma che adorava la musica ed il vestire bene, di quella eleganza sobria fatta di dettagli, ci portava sempre all'opera". Ed è proprio

nella musica che Vittoriana muove i primi passi, ed è negli ambienti musicali che conobbe suo marito Aurelio Ciarallo, giovane clarinettista jazz e

suo attuale compagno di vita che ancora oggi le è vicino in ogni scelta ed iniziativa. “Anche nostro figlio Enrico è musicista nonché produttore –

esordisce fiera - Ma per quel concerne me, per quanto anche amassi la musica, sentivo che quella non era quella la mia strada" . Sperimenta l’arte

della moda, prima negli accessori. Si mette alla prova con alcune creazioni di orecchini ma ciò si compì in una non appagante soddisfazione

personale, menché mai, tanto valeva guardare oltre. E’ nel '69 che sotto l’egida della perseveranza realizza un sandalo con i lacci che cingevano

tutto il polpaccio. “ Al debutto a Palazzo Pitti nessuno se ne accorse - racconta - ci riprovai all'alta moda a Roma nel luglio 1970. Li inserii nella

sfilata al Grand Hotel di Mila Schon che per mia fortuna li fece indossare a una modella d'eccezione: Consuelo O'Connor, direttore di Vogue ma

soprattutto ambasciatrice della moda nostrana negli Stati Uniti da quando era diventata un po' italiana dopo il matrimonio molto glamorous con il

conte Rudi Crespi". Fu la mossa vincente.

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DAI SANDALI ALLA SHIAVA A KLIMT

cinquantanni

INSEGUENDO

UNSOGNO

ROMA _ ITALY

di arte e moda

I piedi femminili da sempre esprimono,

nell’immaginario maschile, fascino e sensualità.

Questa particolarità, talvolta di tipo feticistico, si

realizza soprattutto in ambito sessuale, dove le

estremità rappresentano il potere che la donna è

in grado di manifestare nei confronti dell’uomo.

Dall’aspetto puramente erotico si può poi passare a quello vagamente misterioso, in quanto c’è

chi sostiene di essere in grado di scoprire la personalità di un individuo mediante la lettura della

pianta dei piedi, anziché del palmo della mano. La forma e la posizione delle dita sembrano

infatti in grado di svelare gli aspetti più nascosti del temperamento di una persona. Tutto ciò

diventa poi ancora più intrigante quando questi vengono messi in relazione con il funzionamento

cerebrale. Infatti, se attraverso il piede destro, collegato alla parte sinistra del cervello, si

scoprono dettagli relativi alla concretezza e razionalità della persona, tramite quello sinistro,

collegato all’emisfero destro, emergono gli aspetti più profondi quali la creatività, la sensibilità e

la sensitività. Forse proprio per questi motivi la moda, con le sue trovate sempre più originali,

continua ancora oggi a porre una particolare attenzione alla valorizzazione dei piedi, per

esempio attraverso l’invito ad indossare anelli sulle dita e catenine sulle caviglie, ma soprattutto

continuando a proporre quegli elegantissimi sandali gioiello che donano a chi li indossa un tocco

di accattivante preziosità. Non a caso i sandali hanno rappresentato il primo tipo di calzatura

della storia del mondo, soprattutto quelli “alla schiava”, risalenti a più di 3500 anni fa, e

continuano ancora oggi a fare tendenza con i loro stravaganti ed eleganti intrecci. L’invenzione

di queste calzature la si deve ad un’autentica artista: Vittoriana, colei che approda alla moda

negli anni ’70, quando li idea. Indossati da Diana Vreeland, direttrice di Vogue America, da

Sophia Loren, Brigitte Bardot e da altre dive del momento saltano alla ribalta delle riviste più

autorevoli dell’epoca: “la vera scoperta quest’anno è una stilista di nome Vittoriana, i cui sandali

alla schiava a forma di stivale (gladiator sandals) sono diventati uno status symbol. Vengono

indossati da tutte le signore eleganti quali Consuelo Crespi, editor di American Vogue di Rome,

dalla Principessa Luciana Pignatelli, e da Sophia Loren. Anche Jackie Onassis ne ha ordinate

due paia tramite un’amica romana” (International Herald Tribune, 16 luglio 1970). I sandali,

ritagliati nel cuoio e interamente realizzati a mano, erano stati proposti già alcuni anni prima da

Vittoriana a Valentino, ma nel 1970 raggiungono un successo tale da richiedere un’ampia

gamma di proposte di colori e pellami fino a una versione da sera in pelle dorata con perle

inserite. Vittoriana inizia da sola nel 1962, e poi con l’aiuto di tre artigiane integra la sua

produzione di sandali con una collezione di cinture in pelle e intricati inserti e fibbie di metallo

che fa impazzire i grandi buyers americani. In seguito si dedica alla moda femminile, creando

modelli unici, frutto della sua fantasia, e delle sue visione oniriche. Fin da bambina, infatti, a

Massa dove è nata, insegue un sogno rivelatore che la porta a coltivare la passione per gli abiti,

per la moda, e soprattutto per il colore, dando vita a uno stile personalissimo, che evoca luoghi

fiabeschi e incantati. La sua è una ricerca tecnica continua che si esprime in tessuti sovrapposti,

lavorati, trattati, fino ad ottenere quell’effetto vintage che lei predilige. Da 50 anni, nel suo studio

di moda, Vittoriana disegna, taglia ed elabora ogni creazione, usando i metodi più vari per

trattare le stoffe: bruciature, strappi, pennellate di colori con pigmenti che lei stessa prepara,

ma, soprattutto, anticipa i tempi, ha premonizioni di tendenze che sono nell’aria. I risultati sono

sorprendenti: capi artistici, iperfemminili, raffinati, per donne non omologate e dallo spirito

indipendente e creativo. Una moda non occasionale ed effimera, ma fortemente contaminata

dalla cultura e dall’arte. “Un ordine scomposto che diventa armonia perfetta” come lei ama

definire il suo lavoro. Vittoriana, infatti, oltre ad essere una donna fortemente carismatica, una

artigiana colta, una artista con grandi capacità comunicative, è mecenate di cultura, con gli

incontri di arte, letteratura e musica che organizza sia dentro che fuori il suo atelier. Ne è

testimonianza la sfilata Sognando Klimt, che è stata presentata il 9 ottobre preso l’Ambasciata

d’Austria a Roma, in occasione dei 150 anni dalla nascita del grande artista, in cui sono stati

presentati abiti da sera nei tessuti più impalpabili e in sfumature di colori ispirate ai quadri di

Klimt, fino ai bagliori dell’oro.

«KLIMT mi piace perché dà l’emozione del meglio di una donna, sensuale, avvolgente,

materna. Un po’ come Armani prima maniera, altro che queste stampellone secche secche

con le spalle minime di oggi». Vittoriana parla e si muove con l’entusiasmo di una ragazzina.

La sua avventura romana cominciò negli anni ‘60, quando giovane e ribelle lasciò Massa

Carrara, dove il padre aveva un’azienda di marmo e la mamma «adorava vestirsi bene, era

ricercata nei tratti e ci portava sempre all’opera». Proprio nella musica, Vittoriana muove i

primi passi: «Ho cantato perfino in esperanto. Nell’ambiente musicale conobbi mio marito

Aurelio Ciarallo che faceva il clarinettista jazz e ancora oggi mi è vicino in tutte le mie scelte

e iniziative. Anche nostro figlio Enrico, che ora ha 41 anni, fa il musicista e il produttore. Ma

non era quella la mia strada. Allora provai a fare gli orecchini, un po’ come gli hippy

dell’epoca. Ma anche lì, soldi pochissimi».Finché un’altra idea, stavolta decisiva. « Nel ’69

realizzai dei sandali con i lacci che cingevano tutto il polpaccio. Li portai una prima volta a

Palazzo Pitti ma nessuno se ne accorse. Ci riprovai all’alta moda di Roma nel luglio 1970

inserendoli nella collezione di Mila Schon che li fece indossare alle ragazze che portavano i

suoi abiti». Per fortuna a quella sfilata al Grand Hotel era presente Consuelo O’Connor, la

direttrice di Vogue America diventata un po’ italiana dopo il matrimonio molto glamorous con

il conte Rudi Crespi, che negli anni ’70 e ’80 fu l’ambasciatrice della moda nostrana negli

Stati Uniti. «Li vide e impazzì. La mattina dopo mi telefonò e mi disse che mi aveva fissato

una raffica di appuntamenti con tutti i grandi giornali internazionali». Dopo il successo dei

sandali fu la volta delle cinte, e Vittoriana divenne la fabbricante numero uno per Valentino.

«Ho venduto a lungo con il marchio di altri. Poi ho creato la mia maison e guai a chi mi

propone di fare terzismo. Ho rifiutato offerte milionarie di chi voleva comprarmi l’azienda per

commercializzare i miei prodotti».Negli anni ’80 la scoperta dei vestiti. « Uso la seta, che

compro ovunque capiti, nei mercatini o in qualche negozio improbabile, e poi la tratto come

dico io, la stropiccio, la lavo, la ridipingo, la bruciacchio perfino con le sigarette». Il risultato è

imprevedibilmente originale ed elegante: le creazioni di Vittoriana hanno superato la prova di

tutti questi anni. «Ho le mie sartine di fiducia e un nucleo duro di clienti affezionate. Marella

Agnelli, della quale certo non si può dire che non ha stile, viene da me e ordina lo stesso

vestito in dieci colori diversi. Non ho mai chiuso un bilancio in rosso, certo non ho utili da

favola ma mi basta». Semmai, un cruccio: « Fra non moltissimi anni dovrò andare in

pensione, e non ho ancora trovato nessuno a cui lasciare la mia sartoria che, credo, è un

piccolo gioiello di artigianato artistico».


Franco Ciambella (1966) vede la moda come un

modo di comunicare le elaborazioni emozionali

della mente. Nelle sue collezioni infatti, si

incontrano spesso riferimenti a capi della couture

tradizionali, ma ridefiniti nella forma, nei materiali e

nel colore che si modula in contrasti ipercromatici o

nell’evanescenza di sfumature ton sur ton o in

viraggi di colore inaspettati. Riferimenti che ha

metabolizzato frequentando il corso di moda

all’Isituto Europero di Design a Roma prima e

frequentando alcuni importanti atelier poi come:

Capucci, Lancetti, Sarli e Gattinoni. Dopo aver

aperto il suo primo atelier a Civitavecchia nel 1992,

grazie a Chino Bert (oggi Padre Franco) presenta

nel luglio del 1994 la prima collezione Alta Moda a

Roma ispirata alla figura dell’Angelo alla sola

stampa che ne decreta il successo e lo impone

come il nuovo couturier della scena romana. Da

allora Ciambella presenta ogni stagione le sue

collezioni riscuotendo apprezzamenti sempre

maggiori tra stampa e clienti. Viene invitato a

partecipare anche all’evento “Donna Sotto le

stelle”.“Ho sempre cercato un equilibrio tra l’irreale

e il reale” afferma lo stilista che trae spesso

ispirazione dalla natura come elemento di

completezza, come paesaggio evocativo ideale,

che traduce in forme e lavorazioni spesso modulari

come petali, foglie e rouches. L’aspetto del reale e

della concretezza emergono dalle citazioni colte

delle sue collezioni come nel 1997 quando trae

spunto dalle atmosfere noir per raccontare la

cattiveria insita nell’animo umano o nella collezione

dedicata alle eroine dell’opera lirica che fa sfilare nel

1998. Il progetto moda viene elaborato e costruito

con un alto standard artigianale, la materia tessuto

viene manomessa, trasformata, scomposta,

ricomposta, sgualcita ed elaborata in alternative

texture. Per questo diventa docente moda presso

l’I.E.D. nel 1995 e per altri istituti in Italia; oltre ad

essere consulente di varie aziende del pret è porter

come consulente del corner cerimonia.I capi

trasmettono una disinvoltura scomposta e

ricomposta e una femminilità che evoca un sexy

intellettuale, elegante e romantico con una visione

comune che è rappresentare il sogno e la

spiritualità. La leggerezza è un altro aspetto su cui

si fonda lo stile Ciambella, è fondamento di

un’estetica fragile e costruita allo stesso modo e

che si ritrova nelle sue collezioni Sposa che

presenta a Milano dal 2000 al 2008 e che

distribuisce nelle migliori boutique specializzate

italiane e straniere. Il sogno è rappresentato come

favola, a volte romantica e solare, altre gotica e

vagamente dark o fetish, altre volte i mondi si

incontrano e sono rappresentati per contrasti

estetici inattesi. Nell’ottobre del 2009 presenta a

Parigi la collezione I+D. La sua estetica è molto

personale, emotiva, del tipo che viene

frequentemente definito come classico-moderno,

ma che potrebbe essere meglio definita come

romanticamente modernista.Lo scopo è quello di

rileggere il passato e cucire con il filo dell’estetica

nuovi modi di vivere la moda, celebrando la sartoria

storica e l’espressioni più contemporanee del

design, in chiave onirica e innovativa senza

rimpianti. Molte celebrities hanno indossato i suoi

abiti couture come Milva, Barbara D’Urso, Tosca,

Elena Sofia Ricci e Francesca Inaudi.

Figlio d’arte, muove i primi passi all’interno della sartoria della

madre e della e zia dove tocca tessuti con mano, assiste alle

costruzioni sartoriali e sfoglia le patinate riviste di moda che

diventano il suo rifugio privilegiato. La moda diviene per lui il

modo di intendere il bello, l’emozione, il nuovo: il mondo che ha

sempre sognato e di cui vuole far parte.

FRANCO

CIAMBELLA

www.donnaimpresa.com 49

CIVITAVECCHIA _ ITALY

www.francociambella.com


AREZZO _ ITALY

www.marinamansanta.com

“Creare moda significa

vivere e far vivere

l’emozione della bellezza

al cliente, immaginare il

valore percepito del

prodotto e incontrare il

cliente sul suo livello di

aspettative. Non si può

impedire al cliente di

provare le emozioni che

desidera provare: il Bello

è un valore assoluto ed è

un principio primo e

come tale sta sopra

d’ogni differenziazione

umana. Naturalmente

ognuno di noi ha i suoi

prototipi ma ciò

prescinde dal

considerare la moda

sublime espressione

artistica. Arte e Moda,

negli anni hanno saputo

contaminarsi a vicenda,

regalandoci pezzi unici e

opere d’arte celebri in

tutto il mondo”.

Via F. Crispi 12/14 _ Civitavecchia _Roma _ Italy _ www.francociambella.com special thanks Patrizio Fraticelli Relazioni esterne Ciambella S.r.l.

Il desiderio di garantire prestigio al marchio Marina Mansanta

Haute Couture ha spinto la fashion designer di abiti da sposa a

mantenere all’espressione “Alta Moda” il suo originario

significato, recuperando il cliché delle storiche Maison per

offrire alle proprie clienti creazioni uniche, riconoscibili per lo

stile e non per la quantità di copie prodotte.

MARINA

MANSANTA

www.donnaimpresa.com 51


Uscita A1 Valdarno Seconda Strada Poggilupi, 95

Terranova Bracciolini _ Arezzo _ T. e F. 055.9737562

www.marinamansanta.com

Descriva in poche parole il suo stile.. .

Originale, elegante, unico. La mia

missione è creare capi non

convenzionali, questo è ciò che

accomuna in primis, tutte le mie linee.

La sua icona di moda o fonte di

ispirazione

Non ho una particolare icona da cui

prendo spunto, io traggo ispirazione da

tutto, soprattutto dai momenti di vita

privata e quotidiana. Un luogo che

visito, un film che guardo o

un’atmosfera che vivo … ci sono

molteplici cose che possono

trasmetterci emozioni , generare idee,

basta respirarle ed avere un’anima

creativa.

Le celebs di Hollywood, anche i

grandi marchi della moda si stanno

iniziando a interessarsi alla moda

che viene dal basso, si pensa sia una

risposta tangibile l’orientarsi in

relazione ai gusti della gente, lei

come vede l'irresistibile ascesa della

moda in crowdsourcing in cui un

voto on-line contribuirebbe al

decidere cosa produrre e comprare o

ritiene lo stile e la creatività personali

siano ancora i principali asset che

concorrono a determinare

l’eccellenza dell’offerta italiana e di

creare una forte brand identity

Io sostengo che stile e creatività

personali siano ancora i principali asset

che concorrono a determinare

l’eccellenza dell’offerta italiana.

Guardare alla moda che viene dal

basso ...qui si parla solo di una

tendenza attuale...e come tutte le

tendenze ... vanno e vengono, invece

per creare capi atemporali, che non

passano mai uno deve creare un

proprio stile, un proprio modo di vedere

ed elaborare in modo creativo non

un'ispirazione temporanea e a

scadenza....

Chi si occupa di marketing non deve

più comportarsi da cacciatore che

vuole catturare il cliente, ma deve

diventare un giardiniere che coltiva

con lui un rapporto di fiducia …

Ormai il consumatore è consapevole,

non si fa più influenzare come in

passato, dunque non ha più alcun

senso applicare determinate strategie di

marketing, è sicuramente meglio

coltivare con lui un rapporto di fiducia …

Una domanda futuribile: si arriverà

un giorno a collezioni prodotte da

algoritmi speciali che tradurranno in

abiti i post dei fan di un marchio sui

social network

Non credo proprio che si arriverà a

qualcosa del genere ... Anche se

semplificherebbe la carriera di molti ...

mia auguro di no! sarebbe un oltraggio

alla creatività!

Eclettico, innovativo e conservatore gli aggettivi che fanno del nome della maison un vanto ... La "donna

Sapone" è elegante, superba, eccentrica e mai banale. Adora mischiare lo stile di tutti i giorni con influenze

retrò. Questo è il concetto che fa di Gianni Sapone non solo uno stilista ma un artista affermato.

Designer di moda e

costumista teatrale.

Afferma il suo nome

nelle prestigiose

maison di haute

couture europee. Nel

suo curriculum vanta

nomi prestigiosi del

mondo dello

spettacolo a cui

Gianni ha donato la

propria Arte, storiche

Maison per offrire

alle proprie clienti

creazioni uniche,

riconoscibili per lo

stile e non per la

quantità di copie

prodotte.

GIANNI

SAPONE

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Descriva in poche parole il suo stile …

Prendo spunti sempre dal passato da ciò che era maledettamente

femminile ... amo il costume ... ho iniziato la mia carriera venendo dal

teatro ... non potrei mai non mettere un segno di vintage sui miei abiti.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione …

La mia icona Sicuramente sarà banale dirlo ma le ormai passate attrici di

hollywood ... da Lana Turner a Rita Haiwort ... ma spesso l'ispirazione può

darla anche una donna per strada, non ho mai avuto limiti ...

Le celebs di Hollywood, come anche i grandi marchi della moda si

stanno iniziando ad interessare alla moda che viene dal basso, si

pensa sia una risposta tangibile l’orientarsi in relazione ai gusti della

gente, lei come vede l’irresistibile ascesa della moda in

crowdsourcing in cui un voto on-line contribuirebbe al decidere cosa

produrre e comprare o ritiene lo stile e la creatività personali siano

ancora i principali asset che concorrono a determinare l’eccellenza

dell’offerta italiana e di creare un forte brand identity

Mio dio no ... la vera moda io la intendo ancora alla vecchia maniera ...

ispirazione, disegno, sartoria, cliente, vi prego non parlatemi di queste

eresie ... la moda per me è arte ... e come tale va trattata.

Chi si occupa di marketing non deve più comportarsi da cacciatore

che vuole catturare il cliente ma deve diventare un giardiniere che

coltiva con lui un rapporto di fiducia …

Io parlo per me ... molte volte mi occupo personalmente della cliente ... più

che un giardiniere devi essere uno psicologo ... devi capire la donna cliente

che hai davanti sennò non riuscirai a consigliarle neanche un tubino nero ...

Una domanda futuribile: si arriverà un giorno a collezioni prodotte da

algoritmi speciali che tradurranno in abiti i post dei fan di un marchio

sui social network

Spero che la moda non arrivi a questo ... è come dire che Leonardo da

Vinci per disegnare la Gioconda si era messo in piazza per decidere con il

popolo ad alzata di mano se fargli i capelli castani oppure biondi (al ritratto)

vi prego ...

GIANNI SAPONE COUTURE www.giannisaponecouture.it

ROMA _ ITALY

PH: Adriana Sapone


nella foto:Tina Arena al Mamaia Summer Festival FashinTV in un momento della sfilata

Uno stile unico, ineguagliabile dove tessuti

pregevoli, colori e modelli si intrecciano per

dare vita ad uno spettacolo di eleganza e

ricercatezza. Un’esecuzione sartoriale di

grande prestigio.La collezione di Tina dal

nome “Luxury”è composta da capi di alta

moda e sposa, nei toni dell’oro, ricamati con

cristalli. Una parte degli abiti è dipinta a mano

nei toni del corallo e del mare. Una

espressione contraddistinta da fascino e

raffinatezza.

TINA

ARENA

Stilista www.tinarena.it

Descriva in poche parole il suo stile …

Colorato, femminile, elegante, eccentrico ma

non troppo, aggiungerei creativo ma questo

termine è un po' inflazionato … Mi piace

spaziare tra le varie linee, spesso presenti nella

stessa collezione, dal lineare all' etereo, dal

ricamatissimo all handmade … sempre con

molta attenzione però al taglio sartoriale e alla

qualità di tessuti e rifiniture.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione.. .

La donna è la mia fonte di ispirazione perchè la

donna cambia, si evolve, interpreta, emoziona,

nutre con le sue forme, è complicata ma anche

cosi straordinariamente bella come può essere

la seta, come lo è un abito … Romantica,

aggressiva, sensuale o timida tutto può essere

espresso dall' abito giusto, ideato per chi lo

indossa, esclusivo per linea e tessuti,

caratteristica prioritaria delle mie creazioni.

Amo molto Versace e Valentino pur così

diversi, ma Elie Saab è il massimo …

Le celebs di Hollywood, come anche i

grandi marchi della moda si stanno

iniziando ad interessare alla moda che

viene dal basso, si pensa sia una risposta

tangibile l’orientarsi in relazione ai gusti

della gente, lei come vede l’irresistibile

ascesa della moda in crowdsourcing in cui

un voto on-line contribuirebbe al decidere

cosa produrre e comprare o ritiene lo stile e

la creatività personali siano ancora i

principali asset che concorrono a

determinare l’eccellenza dell’offerta italiana

e di creare un forte brand identity

Dipende dal target a cui ci si vuole rivolgere. La

moda “dettata” dai social network è rivolta a un

pubblico vasto e proprio per questo

massificatrice. Vuoi mettere il piacere di

indossare un abito in camerino seguiti dallo

stilista, coccolati, invogliati, la seta addosso …

L’ eccellenza italiana va difesa, sostenuta, stile

e classe l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

L’arte della moda è anche stupire, ”realizzare"

le proposte dei social è un po’ livellare ...

Chi si occupa di marketing non deve più

comportarsi da cacciatore che vuole

catturare il cliente ma deve diventare un

giardiniere che coltiva con lui un rapporto

di fiducia …

Il rapporto col cliente è essenziale, attraverso

lui l'artista puo esprimersi e va dunque

senz'altro curato ma l'occhio al marketing è

essenziale, è un cerchio che si completa, se

non lo curi non avrai clienti da gestire …

Una domanda futuribile: si arriverà un

giorno a collezioni prodotte da algoritmi

speciali che tradurranno in abiti i post dei

fan di un marchio sui social network

Qualcosa di simile esiste ed è utilizzato dai

grandi marchi che utilizzano le ricerche di

mercato per produrre ciò che è più facilmente

fruibile. Penso che forse sarà possibile ma a

danno dell'individualità e, forse anche, della

fantasia …

MESSINA

ITALY

www.donnaimpresa.com 57


Descriva in poche parole il suo stile …

“L'armonia dei contrasti”. Il mio lavoro di eco-designer prende forma

dal mix di elementi diversi , tessuti eco-compatibili, culture e stili,

grazie ai miei numerosi viaggi in paesi differenti. Le mie collezioni

includono diversi capi che possono essere indossati in differenti

modi e possono essere adattati a diverse misure , mescolando

influenze orientali con lo stile europeo. Adoro creare abiti ‘fluidi e

architettonici’ ma sempre eleganti e femminile che sono sia versatili

che indossabili per diverse taglie. Infatti spesso i miei campionari

vengo creati su taglia 44 ( una moda più democratica) Il nostro

Atelier di Benevento e’ la prima casa di moda al mondo a creare abiti

d’alta moda in tessuti ecologici. Grazie al quale da anni siamo

diventati in italia i promotori del Green Fashion e del Matrimoni Etico

non solo per utilizzo di tessuti/materiali ecocompatibili ma anche e

soprattutto per l’approccio più democratico - etico al fashion

system!

La sua icona di moda o fonte di ispirazione

La natura e gli animali con tutte le sue infinite possibilità di colori

,sfumature e forme sono le mie vere ICONE. Nasce per questo

motivo accanto all’alta moda www.francofrancesca.com il marchio

ZOOMORFIC ispirarsi agli animali per vivere secondo natura . Una

collezione abbigliamento e accessori di limited edition in materiali

eco-compatibili!

Le celebs di Hollywood, anche i grandi marchi della moda si

stanno iniziando a interessarsi alla moda che viene dal basso,

si pensa sia una risposta tangibile l’orientarsi in relazione ai

gusti della gente, lei come vede l'irresistibile ascesa della moda

in crowdsourcing in cui un voto online contribuirebbe al

decidere cosa produrre e comprare o ritiene lo stile e la

creatività personali siano ancora i principali asset che

concorrono a determinare l’eccellenza dell’offerta italiana e di

creare una forte brand identity.

La moda è da sempre partita dal basso come fonte di ricerca ed

ispirazione. Nasce sempre da una esigenza di praticità e funzionalità

che si traduce a livello alto in lusso e sfarzo. E poi ritorna al basso

perché e’ diventata icona!!La moda non e’ il prodotto di un singolo

individuo ma dell’insieme delle persone coinvolte nella sua

produzione ed e’ quindi una ‘attività collettiva. Per esempio Un capo

non può diventare alla moda fintanto che non viene indossato da

un’ampia fetta dei membri di una società. Oggi Internet grazie anche

ai social network fornisce un bacino di conoscenza e capitale

intellettuale online che le aziende vogliono conquistare perché vale

la regola che la produttività di molti è maggiore di quella del singolo.

Il crowdsoursing nella moda apri a nuovi orizzonti, per esempio se

pensiamo al contest online tra freelance presenti in rete che

competono allo sviluppo di un prodotto o di un servizio. Diventa un

modo per far crescere il proprio bagaglio di conoscenze e per crearsi

un gruppo di esperti. Tutti i partecipanti si contendono il podio di

vincitori e quindi concorrono al riconoscimento del proprio progetto.

Chi si occupa di marketing non deve più comportarsi da

cacciatore che vuole catturare il cliente, ma deve diventare un

giardiniere che coltiva con lui un rapporto di fiducia…

Oggigiorno siamo confusi dalle continua offerta di prodotti e stili. Il

vero vincitore è il marchio fedele alla propria identità e che

costruisce il proprio successo quotidianamente fidelizzando il

cliente nell’offrire un rapporto sempre più personale. Bisogna essere

sempre presenti!!!! Il pubblico a memoria corta!!!!

Una domanda futuribile: si arriverà un giorno a collezioni

prodotte da algoritmi speciali che tradurranno in abiti i post dei

fan di un marchio sui social network

Anche nella moda il futuro è la tecnologia ed internet per cui è

probabile che si possa costruire un mercato in questa direzione .

Per esempio personalmente grazie ai social network io riesco a

capire quale prodotto/stile piace di più e quindi dove concentrare la

mia produzione ottimizzando tempi e sprechi!! Ma è anche vero che

questo processo è molto HIGH TECH e poco HIGH TOUCH… può

allontanare la pura creatività e diventare un semplice veicolo

commerciale.

BENEVENTO

ITALY

www.francofrancesca.com

L'Armonia Degli Opposti. Le collezioni di Franco prendono

ispirazione dal mix di elementi diversi, tessuti, culture e stili,

proprio per il fatto di vivere e viaggiare in paesi diversi.Esse

comprendono capi che possono essere indossati in diversi

modi e regolati per adattarsi a forme diverse.Nel corso degli

anni, lo stilista ha conquistato l’appelativo di eco-designer per

aver utilizzato sempre piu’ tessuti naturali ed eco compatibili

pur creando abiti fluidi e architettonici, eleganti e femminili.

FRANCO

FRANCESCA

www.donnaimpresa.com 59


LA SPEZIA _ ITALY

Giuseppe D'Urso con le sue creazioni d'alta

moda intende dare vita ai desideri ed ai sogni di

eleganza delle donne. Disegna solo capi unici

che piu' si adattano alla personalita' della cliente

e li realizza con tessuti pregiati e con tecniche

d'alta sartoria artigianale. Dal tailleur adatto a

qualsiasi occasione all'abito da sera e da sposa,

Giuseppe esalta la femminilita' con creazioni

originali e sempre attuali perche' l'alta moda non

si adegua ai tempi, ma alla persona. L’apertura di

un atelier a Firenze, in Vigna Nuova, ha

significato per Giuseppe il contatto con un

ambiente estremamente stimolante che ha

influenzato il suo stile verso la piena

realizzazione di una espressione centrata sulla

figura femminile nelle sue particolarità individuali.

All’epoca è iniziata la collaborazione con una

grande firma della moda italiana. Attualmente la

sua l’attività è basata di nuovo in Liguria, alla

Spezia, dove nel suo atelier riceve le sue clienti,

con le quali crea abiti d’alta moda, quindi unici,

per ogni occasione. Ha vestito alcune delle

partecipanti a “Miss Muretto”, in Alassio, ed ha

sfilato in diverse occasioni con le sue creazioni.

Alcuni suoi modelli d’alta moda compaiono nel

catalogo di “Motexha 2009”, fiera del “made in

Liguria” a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Ha

partecipato ad importanti appuntamenti, tra cui a

Monaco di Baviera. Nel 2010 ha ottenuto dallo

stilista Andrea Odicini una menzione speciale

all’interno di un concorso per giovani stilisti.

Quest’anno ha partecipato al “Premio Moda Città

dei Sassi” a Matera dove le sue creazioni hanno

ottenuto il 2° premio al concorso ed il premio

della Critica ed a Civitavecchia è stato ospite

dello stilista Franco Ciambella. Nonostante più di

vent’anni di attività, D’Urso ritiene che l’alta moda

non sia mai un’esperienza conclusa ma che sia

piuttosto una ricerca continua, stilistica e

tecnologica.

Giuseppe dopo aver frequentato il Liceo artistico

e la Scuola di moda, apre il suo primo atelier a

Genova il 3 luglio 1991 in Via San Lorenzo. Da

allora ha iniziato a presentare la sua creatività in

molte situazioni, collaborando anche con note

sartorie e soprattutto tramite sfilate d’Alta moda,

tra le quali quelle a Roma dedicate agli stilisti

emergenti. In queste occasioni ha ottenuto

premi e riconoscimenti per la purezza delle linee

dei suoi abiti e l’originalità dei modelli.

GIUSEPPE

D'URSO

www.donnaimpresa.com 61


Sono state due donne a indicargli la strada che lo avrebbe

portato diritto alla scelta della professione della vita. La prof.

Barontini, la sua insegnante di educazione artistica quando

frequentava le scuole medie, e la signora Mirella, una sarta

vecchio stampo, di quelle che sanno fare tutto e che da un

piccolo pezzo di stoffa riescono a tirar fuori un capolavoro di

cucito.

GRAZIANO

AMADORI

LIVORNO

ITALY

Graziano ha 42 anni, è livornese doc, ha già lavorato

negli uffici stile di grandi maison (come Genny e

Roberto Cavalli) e ha già sfilato ad Alta Moda

Roma, il massimo o quasi per un couturier, perchè

dopo Roma c’è solo Parigi. Nella vita il suo

sogno è creare tanti begli abiti, abiti che

possano far sentire bene chi li

indossa.

Lo stilista, che si divide fra l’ufficio di Livorno,

quello di Firenze, lo showroom di Milano (il Vog9

che ha tra i fondatori il livornese Roberto Rosini),

le sarte (Mirella a Livorno e Tiziana a Donoratico)

e gli atelier di ricamo (Montecatini e Rosignano

Solvay), ha trovato anche il tempo di disegnare, da

esterno, alcune linee per l’azienda Kuxo di Navacchio

specializzata negli abitini di alta gamma per neonati, bambini e

adolescenti. Ed è poi l’anima delle linee, sempre stilisticamente parlando,

della griffe Amati che ha il suo quartier generale alla periferia di Firenze.

Graziano ama disegnare. Lo fa con i pastelli per dare le giuste sfumature.

Certo ... fa uso anche del computer per tutte le fasi successive della

lavorazione. " Il figurino - dice - deve crescermi sotto le dita, assumere una

forma tridimensionale con i colori. Poi davanti allo schermo del Pc si

possono fare aggiustamenti e quant’altro è necessario perchè un modello

funzioni".

Descriva in poche parole il suo stile …

Eclettico, contemporaneo, modern couture.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione

Strizzando un occhio alle star, preferisco ispirarmi alle esigenze

delle donne contemporanee.

Le celebs di Hollywood, anche i grandi marchi della moda

si stanno iniziando a interessarsi alla moda che viene

dal basso, si pensa sia una risposta tangibile

l’orientarsi in relazione ai gusti della gente, lei come

vede l'irresistibile ascesa della moda in

crowdsourcing in cui un voto online

contribuirebbe al decidere cosa produrre e

comprare o ritiene lo stile e la creatività

personali siano ancora i principali asset che

concorrono a determinare l’eccellenza

dell’offerta italiana e di creare una forte

brand identity.

Parlo per la mia Grif. Penso che

mantenere l'eccellenza Italiana sia

fondamentale per essere interessanti

sul mercato..

Chi si occupa di marketing non

deve più comportarsi da

cacciatore che vuole catturare il

cliente, ma deve diventare un

giardiniere che coltiva con lui un

rapporto di fiducia…

Entrambe le situazioni sono ancora

fondamentali per vendere

abbigliamento.

Una domanda futuribile: si arriverà

un giorno a collezioni prodotte da

algoritmi speciali che tradurranno in

abiti i post dei fan di un marchio sui

social network

Mi auguro di no, che già mi perdo in

tutte queste definizioni

ahahahahah!!!!. Rispondendo

seriamente lo trovo estremamente

interessante e innovativo.

ufficio stampa Studart

Carlotta Malafarina

www.donnaimpresa.com 63


Massimo nasce a Cuneo con un talento e passione per la

danza che lo porterà negli anni a vincere titoli italiani e

stranieri a livelli professionali nel settore del ballo.

Maturando scopre la sua passione per la moda ed apre

due boutique di moda in Italia dove approfondisce la

conoscenza del settore, degli stili e delle tendenze delle

maggiori griffes internazionali. Si trasferisce in Francia per

qualche anno, prima a Nizza poi a Parigi, dove corona il

suo sogno di collaborare con un guru dell’alta moda

parigina in qualità di esperto di ricerca dello stile. La

continua voglia di creatività lo fa giungere in Africa dove

resterà per otto lunghi anni. Qui trova ispirazione

osservando i colori, le abitudini, gli oggetti, i costumi della

popolazione autoctona. Di conseguenza sarà stimolato

nella creazione di gioielli, di abiti e design d’interni.

Conosce Tiziana Luxardo, fotografa di fama

internazionale e Armando Tanzini, noto pittore e scultore

con i quali avrà la possibilità di collaborare. Apre una

boutique a Malindi dove conosce e veste personaggi

famosi come Naomi Campbell. Nel frattempo viene

chiamato per collaborare con lo staff dell’AMNESIA –

SPACE di Ibiza in qualità di ballerino e costume designer.

Decide di rientrare in Italia e matura diverse esperienze

fotograficheper la rivista giapponese Leon (Vogue Japan)

con diversi shots pubblicitari con il noto fotografo di moda

Kinta Kimura. Collabora con l’agenzia di moda e

spettacolo “ Giancarlo Caremoli” tramite la quale gira lo

spot pubblicitario su SKY Uno “ Vuoi ballare con me ” con

Lorella Cuccarini. E’ stato protagonista e stylist dello

shooting: “ NATIVE” che gira l’Italia per la mostra

fotografica di Damiano Dargenio con riferimenti alle

tematiche della natura e dei popoli amerindi di cui crea,

con la stilista Flavia Cavalcanti, i costumi. Attualmente è

stylist di vari personaggi pubblici fra cui le celebri VJ Kris

& Kris ed è per loro che nel 2009 realizza le sue prime

“ SCULPTURE SHOES”. Questa prima esperienza

produttiva è sfociata in una scelta di vita che genera in lui

continui stimoli di ricerca nelle decorazioni, tendenze, stili

personalizzati, accessori, materiali, portandolo a creare la

sua prima collezione di scarpe gioiello nel (2011) in pezzi

unici; che per loro natura non sono quasi mai ripetibili in

maniera identica. I materiali utilizzati sono di notevole

qualità: pellami pregiati, sia in vitello che suede

(scamosciato) di varie tinte, secondo le mode e le

esigenze di ogni compratrice. Le decorazioni spaziano da

swarowsky a pietre dure, piume, borchie, fiori di seta in un

continuum di novità eclettiche sempre al passo con i

tempi ma soprattutto svolte con la cura artigianale,

manualmente ma non perdendo mai di vista l’eleganza e

talvolta anche la stravaganza. Vive e lavora a Milano

dove segue personalmente la realizzazione di ogni

singola sua creazione, cercando di soddisfare le crescenti

richieste da parte dello show-biz (recente e’ la scarpa

creata per Alba Parietti) e non solo...

di Massimiliano Bisazza

PH:Damiano Dargento

Never say maybe

CUTINI

ASSEMBLAGGIO e

MONTAGGIO CALZATURE

Via Castelfidardo 28 _ Fermo _ T. 0734.640785

Massimo, fashion designer, interpreta i passi

delle donne con la creazione di scarpe gioiello

che indossate diventano vere e proprie opere

d'arte.

MASSIMO

DOGLIANI

MILANO

ITALY

www.massimodogliani.com


SANBUCHETO (MC)

ITALY

Marinelli srl Via Fratelli Maggini 189/G Zona ind.le F.lli Guzzini

Un fiore all’occhiello delle

Marche che lavorano e si

fanno conoscere a livello

internazionale. Questo in

sintesi è il percorso della

MF Company, nota azienda

specializzata nella

diffusione di abbigliamento

e calzature, che nel tempo

si è affermata nel panorama

distributivo italiano per la

profonda conoscenza dei

mercati, la completezza dei

servizi offerti e la capacità di

individuare strategie

commerciali mirate alla

crescita dei propri clienti. La

competenza, la credibilità e

il know how di MF

Company, supportate dal

dinamismo e dalla

professionalità del

management, hanno

convinto il leader mondiale

del settore – la Wolverine

World Wide - a scegliere la

società marchigiana per

distribuire in Italia due noti

marchi internazionali: dopo

aver contribuito all’ampio

successo di CATERPILLAR

(abbigliamento, calzature e

accessori) MF Company si

è vista affidare il marchio

CUSHE, calzature di grande

carattere e dal design

innovativo. Una partnership

oramai consolidata e

coronata dal riconoscimento

internazionale ottenuto da

MF Company come miglior

distributore mondiale della

Wolverine.L’azienda

marchigiana attualmente

può contare su un

pacchetto di oltre 1.500

clienti. A fianco delle più

belle vetrine italiane,

quest’anno Mf Company ha

intrapreso la strada del

retail. “I monomarca ci

stanno fornendo già molte

soddisfazioni – commenta

l’amministratore unico

Vittorio Marinelli -

nonostante la crisi di

consumi i nostri store

stanno funzionando molto

bene, tanto che abbiamo

già in progetto

l’ampliamento della nostra

rete dopo i primi test su città

importanti come Roma,

Padova e Trieste”.Avanti

tutta quindi come un vero

Caterpillar, questa in fondo

è la forza che caratterizza

da sempre Mf Company.

BELLE:SCOPERTE

VALERIANAMARIANI

INDOSSA CARLA: EUSEBI

Dalle passerelle della “Sfilata di moda Dei Sarti Piceni” in terra natia e dal

Concorso di Sartoria “Il Manichino d’Oro” organizzato dall’Accademia dei

Sartori, a Roma, dove si aggiudica il 2° premio nell’anno 2011, la

giovanissima Carla ne ha fatta di strada. Ragazza di grandissimo talento

colleziona riconoscimenti e plauso delle giurie per lo stile coevo delle sue

creazioni che non lesinano femminilità. Il 2012, in particolare, si è rivelato

un anno di grandi cambiamenti per Carla, all’attivo servizi fotografici, la

partecipazione allo Smac Fashion Award, alcune importanti sfilate nella

capitale.

Info: carla1902@live.it

www.donnaimpresa.com 67

MONTALTO DELLE MARCHE_ ITALY


Dopo essersi diplomata prima come Geometra e poi come Fashion

Designer a Catania, decide di partire per completare i suoi studi ed

arricchire la sua cultura nel campo della moda in quella che è la

capitale per antonomasia, e cioè Milano. Consegue un ulteriore

diploma di laurea come Fashion Designer presso l'Istituto Europeo di

Design di Milano (IED MODA LAB) e comincia immediatamente ad

inserirsi nel mondo della moda lavorando presso le più prestigiose ditte

e Case di Moda della Lombardia.Dopo 7 anni di esperienza a Milano,

la stilista decide di creare un suo Marchio che si chiama appunto

GRAZIELLA BONACCORSO, una linea di Prêt-à-Porter disegnata e

prodotta in Italia che si distingue per eleganza e raffinatezza. Numerosi

i Premi e riconoscimenti che le sono stati conferiti a partire dalla sua

carriera accademica a partire già dall’anno 2002 dove al prestigioso “IL

MANICHINO D'AUTORE” viene premiata per la migliore

interpretazione culturale. Con le sue creazioni è stata ospite presso

numerosissime manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale,

tra le quali ricordiamo la partecipazione all’ITALIA FASHION EXPO a

DALLAS negli STATI UNITI D'AMERICA nel 2011, evento organizzato

da “ITALIANEXPO.US” in collaborazione con le Camere di Commercio

di Houston e Chicago (IACC) e le selezioni finali di MISS MONDO

ITALIA 2012, in Puglia, dove i suoi abiti sono stati indossati per

l’occasione da Jessica Bellinghieri. ”E’ lavorando che ho capito cosa

significa veramente essere una Stilista a 360 gradi - ci dice Graziella -

Il vero mestiere lo impari facendo tanta gavetta, e cioè lavorando tutti i

GIARRE (CT)

ITALY

E’ una Stilista Siciliana che ha fondato il suo marchio nel Febbraio

2010. Nata a Catania nel 1982, Graziella ha avuto sin da piccola la

passione per la moda, l’arte, l'arredamento, e per tutte quelle cose in

cui vi si possa inserire il termine “creatività”.

GRAZIELLA

BONACCORSO

Ufficio Stile: Via Galileo Galilei 15 Ronco Briantino (Mi) _ www.graziellabonaccorso.com

Sede Legale: Via Mario Rapisardi 29/A Giarre (Ct) _ T.e F.+39 0952889057

giorni presso delle aziende di moda già avviate, poiché sei a contatto

con stilisti, modellisti, sarti,fornitori, clienti,fotografi,ecc... non esiste

nessuna scuola o università che ti insegni il mestiere. E' soltanto

facendo questo tipo di esperienza che impari a capire il mercato della

moda e quello che i clienti cercano, che spesso è ben diverso da ciò

che ci piace disegnare. Credo che realizzare capi scenografici o

appariscenti con i materiali più disparati, e che facciano dire allo

spettatore WOW!! ... sia semplice un po’ per tutti, ma vestire la gente

comune, facendola sentire elegante e raffinata anche con dei capi

semplici e puliti nelle linee e nelle forme, sia una cosa ben diversa, che

richiede innanzitutto buon gusto, ma che si impara solo dopo anni di

esperienza lavorativa, presso delle strutture già consolidate, e ben

organizzate (ma che purtroppo mancano in Sicilia). Inoltre, un altro

parametro essenziale affinché si possa sempre continuare a crescere

in questo settore è capire che bisogna avere tanta costanza, impegno

e umiltà. Niente ti viene regalato, o concesso, tutto quello che ho

creato sino ad oggi, l’ho fatto con grande spirito di sacrificio e spesso

rinunciando a molte cose nella vita, ma io amo il mio lavoro e quindi

non mi è mai pesato tutto questo … è stata dura - conclude - ma non

ho rimpianti. Io credo fermamente che se si abbia voglia di crescere,

rinnovarsi e andare avanti, non bisogna per nessuna ragione al mondo

pensare solo per un istante di essere “arrivati” ma sforzarsi di restare

umili nonostante i successi, di non smarrire il desiderio di conoscere,

di imparare ogni giorno da tutti e da tutto".

BELLE:SCOPERTE

Nasce nel 1971 in provincia di Fermo; lavora

per 10 anni in una azienda di confezioni, poi si

specializza come modellista, designer e

figurinista, frequentando vari corsi nazionali ed

internazionali. Partecipa a vari concorsi

nazionali qualificandosi sempre ai primi posti.

Nel 2006 concretizza il sogno di aprire un

atelier che porta il suo nome. La sua moda si

può definire un connubio tra modernità e

romanticismo.

ELISABETTA

TURTU

L'amore e la passione che mette nel suo lavoro, la porta a sognare, insieme alle sue

innumerevoli clienti, creando per loro abiti da sogno caratterizzati da particolari

sofisticati, dettagli ben studiati, scenografici ed originali, con un tocco di graziosi

interventi romantici.

FERMO_ITALY

www.donnaimpresa.com 69

Nella foto: la modella Sara Ben Zidane indossa un meraviglioso abito rosso rubino di Elisabetta Turtù


Descriva in poche parole il suo stile …

Ecclettico, variegato, concettuale, glamour e

sensuale, ogni donna deve potersi esprimere in

qualsiasi contesto, attraverso il linguaggio

dell’abito o costume che sia.

La sua icona di moda o fonte di ispirazione

L’ispirazione delle mie creazioni nasce e trae linfa

vitale, a partire dal quotidiano, mi piace osservare

tutto ciò che mi circonda, in particolare le donne,

quello che riescono a trasmettere agli altri

attraverso gli occhi, le gesta, le movenze ... ma

una icona che mi ha dato l’input per osare era

una grande donna che mi piace immaginare

ancora fra noi: Moana Pozzi. Personaggio che ha

saputo mostrarsi senza retoriche e che mi ha

incuriosito tanto da approfondire studi che mi

hanno portato alla realizzazione di alcuni costumi

per eventi cinematografici, e questo mi ha

convinta sempre più che ciò che lei esprimeva in

fondo sono desideri che ogni donna almeno una

volta nella vita ha desiderato o immaginato,

anche se nessuna lo ammetterà mai.

Le celebs di Hollywood, anche i grandi marchi

della moda si stanno iniziando a interessarsi

alla moda che viene dal basso, si pensa sia

una risposta tangibile l’orientarsi in relazione

ai gusti della gente, lei come vede

l'irresistibile ascesa della moda in

crowdsourcing in cui un voto on-line

contribuirebbe al decidere cosa produrre e

comprare o ritiene lo stile e la creatività

personali siano ancora i principali asset che

concorrono a determinare l’eccellenza

dell’offerta italiana e di creare una forte brand

identity

Concordo che è giusto interessarsi a produrre per

gente comune, ma questo non deve far perdere

alcuni punti fondamentali dell’eccellenza italiana

che da sempre ci contraddistinguono nel mondo

quali la creatività e lo stile. La mia impressione e

che oggi pur di produrre e di creare business si

stia rischiando di perdere gli assetti di un marchio,

di una identità personale, tutto ciò nel tempo

potrebbe logorare il manifatturiero italiano, anche

se già sono visibili i primi segni.

Chi si occupa di marketing non deve più

comportarsi da cacciatore che vuole catturare

il cliente, ma deve diventare un giardiniere

che coltiva con lui un rapporto di fiducia ...

Concordo, il rapporto deve essere basato sulla

fiducia tra cliente e imprenditore, solo così si

possono conoscere fino in fondo quali sono,

gusti, desideri e stile personale. Il compito

dell’imprenditore è quello dell’osservazione che

servirà nel consigliarlo nell’acquisto o nella

realizzazione di un capo personalizzato.

Una domanda futuribile: si arriverà un giorno

a collezioni prodotte da algoritmi speciali che

tradurranno in abiti i post dei fan di un

marchio sui social network

Ritengo che alcuni spunti possono essere presi in

considerazione dal mondo del web, ma non fino

in fondo, in quando lo stile, la creatività e la

professionalità fanno si che lo stilista si differenzi,

esprimendo la sua unicità in tutto ciò che fa a

partire dal quotidiano; il contrario determinerebbe

il far comprendere al fruitore un messaggio

forviante di quello che è il lavoro dello stilista.

FLORIDIA

ITALY

PH: Ramona De Orlando

Dopo anni di studio e diversi titoli conseguiti al

merito, Lucia è riuscita ad acquisire una grande

padronanza per tutto ciò che riguarda l'arte e la

moda sartoriale: modellista, stilista, costumista,

insegnante di moda, figurinista. Gli elementi

che contraddistinguono i figurini della stilista

sono: creatività, eslusività, ricerca dei tessuti,

innovazione.

LUCIA

CACCAMO

Via Enzo Giudice _ Floridia (Sr) www.studiostilisticocaccamo.it

Da miss alle passerelle internazionali, Naomi vanta un curriculum di tutto rispetto fatto di eventi fra i più prestigiosi. Un anno particolarmente denso di impegni, quello che si è

appena concluso sotto l'egida del suo agente Riccardo Gubiani (titolare della famosa agenzia romana “GR MANAGEMENT” cui Naomi ha affidato la sua immagine dall'inizio

dell'anno 2012), primo fra tutti: il Mamaia Festival, in Romania (17/08/2012) dove ha sfilato, quale unica rappresentante italiana, per il celeberrimo circuito di Fashion TV. A

seguire, nel ruolo di "Testimonial", ha prestato il suo volto per il negozio I’M, a Bergamo e per il noto champagne “L’ORO DI BACCO” a Lipari e Panarea (Sicilia). Innumerevoli

anche gli shooting fotografici per alcune delle Case di moda maggiormente significative del nostro Made in Italy fra le quali spicca la griffe GAI MATTIOLO. In ultima nota non

possiamo non citare il suo intervento, sempre in veste di testimonial, alla presentazione del nuovo libro di NINO SPIRLI’ ex autore del noto programma FORUM di Mediaset e la

partecipazione in qualità di giurata al concorso di Miss Winter Salento organizzato dall’associazione Flashback di Brindisi, svoltosi a Brindisi presso l’hotel Nettuno.

NAOMY:CHITTANI

Modella

www.donnaimpresa.com 71


LA MODA INDOSSATA

Nuovi strumenti e canali comunicativi consentono alle aziende di

sintonizzarsi sui desideri dei consumatori in costante ricerca di

esperienze di sensazioni ed emozioni, più che di valori d'uso. Figura in

incessante evoluzione, quella del consumatore moderno, sempre più

attento alle componenti simbolico-comunicative di ciò che acquista;

sempre più esigente e sempre maggiormente spinto all’infedeltà alla

marca, richiede ai prodotti l'appagamento di desideri immateriali, di

bisogni estetici e psicologici. E' chiaro come nel settore del lusso i

bisogni abbiano lasciato completamente spazio alle aspettative di

“rivalsa”, portando alle fruizioni dei beni in senso personale, privato, in

cui è la volontà di realizzare dei desideri che prevale, l'incarnazione di

ideali, la volontà di evolversi parallelamente al proprio senso estetico,

ed è proprio questo che guida l'atto di acquisto. Ne deriva che il lusso

comprenda soprattutto qualità emozionali aggiunte a valori di

ostentazione ed esclusività interni ai beni stessi o, per meglio dire,

qualità che sono state apposte ai beni dai consumatori che, in

un'escalation cronologica, dai tempi delle società di rapina a quella

odierna, porta tutto ciò che è indossato, utilizzato o semplicemente

ostentato da chi detiene il potere ad essere caricato di simboli, il

possesso come espressione di un modus vivendi, che può anche

trascendere dal vero status sociale dei fruitori. Veblen appunto definisce

il lusso diverse volte nel corso della sua opera, ma riassumendo tutto

con una frase “il lusso è volere qualcosa più degli altri, in quanto esso

non sta tanto negli oggetti quanto in quello che essi rappresentino agli

occhi degli altri”

a tu per tu con:

Morel Bolea fondatore di KASTA

MORRELY, una organizzazione di difesa

dei diritti umani attraverso la promozione

di competenze e qualifiche necessarie

per lo sviluppo di una società democratica

sostenibile.

La sua missione è quella di promuovere i valori

europei di democrazia e di civiltà attraverso

programmi e progetti di interesse per la comunità nel

rispetto ed in difesa della cultura e dei valori umani al

livello regionale, nazionale e internazionale, con il

100% partecipazione volontaria, con propri uffici o

filiali in Italia(Roma), Spagna(Madrid), Stati Uniti

d’America(Nuova York), Moldova(Chisinau),

Romania(Iasi, Botosani, Constanza) etc. Per l'attività

internazionale e il contributo riconosciuti al fine dello

sviluppo della cultura europea oltre che in difesa dei

diritti umani, l’Organizzazione Kasta Morrely è

divenuta in 2008 membro dell’Agora del Parlamento

Europeo, partner globale della rete FLARE (Rete

internazionale per la lotta contro la criminalità

organizzata) e LIBERA, Global Human Rights

Defence, membro fondatore della Coalizione Europea

dei Giovani Coinvolti (Coalizione dei Giovani

Coinvolti), ed oltre. Per essere in grado di compiere la

missione per la quale è destinata, Kasta Morrely ha un

Consiglio Conduttore composto da specialisti con

risultati di valore, premi e molte qualificazioni di

interesse per la dinamica dell’organizzazione come:

uditori nel campo della qualità, valutatori di

competenze professionali, trainer of trainers, maestri

di cerimonie, manager progetto, organizzatori di

spettacoli, ispettori risorse umane, manager del

sistema di management sicurezza e salute in lavoro,

psicologi, modelle(i) – specialisti PR, scrittori di

letteratura di specialità, giornalisti, professori

Nella foto da sinistra: Talida Moreli ( Presidente Organization Ong. ). Morel Bolea ( Fondatore Kasta Morrely )

e a destra Diana Alexandroae ( Presidente )

istruttore danza sportiva ed oltre. In qualità di

organizzazione culturale per la difesa dei diritti umani,

Kasta Morrely ONG, dopo numerosi premi e nomine, è

stato poi riconosciuta a livello internazionale come

partner privilegiato nella lotta contro il traffico di

esseri umani finalizzata con la legalizzazione di una

professione, quale è quella della moda, nella quale si

insinuano con insospettabile abilità molti trafficanti di

esseri umani. Il fine della Kasta Morrely ONG è

dunque quello di promuovere i valori europei di

democrazia e di civiltà attraverso programmi e

progetti di interesse per la comunità sviluppandone il

suo patrimonio culturale-educativo umano in attività

di difesa dei diritti a livello regionale, nazionale ed

internazionale, con il 100% partecipazione volontaria,

con propri uffici in filiali dalla Spagna (Madrid) e

Moldova (Chisinau). Su questo, prima ancora che il

chiederle una più esaustiva descrizione delle attività

dell’organizzazione della quale è onorevole

rappresentante e di cui ho sintetizzato le finalità, il

punto sul quale la chiamo a disputare…

E una piacevole sorpresa per me scoprire come è bene

informata sul brand Kasta Morrely. Kasta Morrely, dal

punto di vista associativo, è un concetto rivoluzionario per

il fatto che usa la forza e l’influenza della cultura e delle

arti dello spettacolo per la difesa dei diritti e delle libertà

fondamentali umani. Questo concetto rivoluzionario facilita

il compimento della missione assunta dall’organizzazione

Kasta Morrely di promuovere i valori della civiltà, della

cultura e della democrazia. E un desiderio che si realizza

MOREL

BOLEA

Fondatore del brand internazionale Kasta Morrely

attraverso i programmi ed i progetti di interesse tramite i

loro obiettivi chiari di contribuire allo sviluppo sostenibile

delle comunità.

La sua organizzazione, come abbiamo visto, si

impegna in modo efficace in diverse attività che

offrono una varietà di strumenti politici ed è grazie a

questo impegno civico e le qualifiche dei suoi

specialisti, che i volontari Kasta Morrely hanno vinto

numerosi premi nazionali e internazionali, trofei,

nomination, premi che sono motivanti per la

partecipazione attiva a programmi e progetti di

interesse dei cittadini. Quali, nello specifico

L’esperienza nella difesa dei diritti umani e gli amici

dall’area professionista della moda mi hanno aiutato, dopo

che io avessi sostenuto le aspirazioni di qualche giovane

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volontario appassionato dalle arti dello

spettacolo, a scoprire l’esistenza di deplorevoli

atti consumati a oltraggio degli esseri umani e

che si celano dietro l’egida di agenzie di

modelle(i). Per caso ho scoperto un mondo

parallelo con quello della moda che si serve

dalla credibilità e dall’attrattività di questo per

distruggere vite. Per aiutare il combattimento

di questo flagello ho pertanto coordinato la

creazione e la legalizzazione della scienza

dell’occupazione di modella(o) e

d’organizzatore di spettacoli, svolgendo in tal

senso numerosi progetti Anti Modern Traffic e

scrivendo anche la prima strategia

transfrontaliera di lotta contro il traffico

moderno di esseri umani. Ho goduto del

sostegno e della partecipazione dei

rappresentanti del Consiglio d’Europa, della

Commissione Europea, dell’Ufficio

d’Informazione del Parlamento Europeo,

dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e

la Cooperazione in Europa), del governo

locale e degli organismi di specialità dal

Ministero dell’Amministrazione a quello degli

Interni di Romania. I libri e le pubblicazioni che

sono stati pubblicati in relazione a questo

scottante e quanto mai contemporaneo tema,

ci hanno rinforzato l’immagine di competenza

di Kasta Morrely in moda. Le competenze

acquisite ci hanno indubbiamente aiutato

anche alla definizione, per la prima volta nel

mondo, del concetto di Fashion Theater –

marchio registrato Kasta Morrely. Sarebbe

difficoltoso per me oggi il tracciare una

enumerazione dei risultati di valore del brand

Kasta Morrely in quanto ogni anno sono stati

tra 15 e 30 riconoscimenti a cominciare dai

grandi diamanti fin’alle medaglie e diplomi che

ci sono stati attribuiti al merito in una varietà di

campi d’attività culturali e sociali. Posso però

in tal senso menzionare alcuni grandi

traguardi: Miss World, due finaliste Miss

Europe, quattro titoli Miss Europe Junior e

molti altri premi di Miss e Top Model etc. Tutti

rappresentano una motivazione per la

continuazione dell’attività culturale artistica

Kasta Morrely.

In attivo, dunque, un carnet di

specializzazioni internazionali che

sappiamo essere anche patrocinate e

sostenute finanziariamente dalla

Commissione Europea fra le quali

spiccano: "La donna leader - Modello di

successo della lotta contro la

discriminazione e la violenza sulle donne”

e "Giovani di successo"; a lei la parola

Morel …

Sono tantissimi i progetti internazionali svolti

da Kasta Morrely che sono stati considerati

dagli specialisti della Commissione Europea

come “esempio di buone pratiche”, e ciò

indubbiamente mi onora. Le rivelo che il

segreto del successo e dei risultati di valore di

Kasta Morrely si basa essenzialmente sul

concetto "lo spirito volontario è l'attributo della

vocazione di leader" (da me sancito) ed è

proprio su questo principio che ruota tutta

l'attività nazionale ed internazionale

dell'organizzazione volta alla promozione della

cultura e dei valori della democrazia con il

100% partecipazione volontaria. Le numerose

qualificazioni e risultati di valore del Consiglio

Conduttore Kasta Morrely favoriscono la

fruizione alla varietà di opportunità e risorse

gratuite offerte dalla Commissione Europea

anche a sostegno della specializzazione dei

suoi volontari.

Sappiamo di lei che è anche Ambasciatore

at Large O.S.J. KNIGHTS OF MALTA … ce

ne parla

Noi siamo un Ordine Ospitaliero fondato dal

Nostro Diletto Fra Gerardo di Sasso all’incirca

1000 anni fà a Gerusalemme. E’ un grande

onore per me appartenere a questo Sacro

Ordine composto e guidato da persone di

grande valore morale ed umano. La modestia

e l’umiltà sono qualità che contraddistinguono

tutti i membri del Nostro Santo Ordine O.S.J.

Knights of Malta; caratteristiche che sono alla

base di ciascuno e fondamento di quella

volontà millenaria che è alla base del lavoro e

delle attività del Nostro Ordine da sempre

votato al mutuo soccorso e al benessere delle

persone.

Ci parli un po’ di lei e di come nasce questa

sua passione per la moda che ha tradotto

in impegno sociale..

Sono da una famiglia di tecnocrati e persone

di cultura: scrittori, drammaturghi, attori. I miei

genitori mi hanno cresciuto come un uomo di

mondo e per questo la mia infanzia l'ho

trascorsa fra teatro, opera, filarmonica,

università, ricevimenti ed eventi mondani. Ho

avuto l'onore conoscere designer ed

organizzatori di spettacoli veri da cui ho

imparato cosa significa essere professionista

nel campo della moda, un settore che si pone

al vertice della società contemporanea. Vista

l’educazione era normale che restassi

affascinato da questo campo dell'arte e della

bellezza umana. Le mie specializzazioni in

difesa dei diritti umani risalgono agli anni

successivi al 1990: ovvero prima che

raggiungessi la massima esperienza nel

campo della moda; legittimazione

professionale che mi ha consentito di

volgermi al collettivo ideando e creando per la

prima volta nel mondo quello standard

occupazionale di “modella(o)” e quello di

“organizzatore di spettacoli” che fino a quel

momento non erano stati legittimati come

professioni. In ciò ha sicuramente concorso le

innumerevoli qualificazioni e le competenze

acquisite nei progetti per la difesa dei diritti

umani. Se io non mi fossi stato dedicato alla

difesa dei diritti umani sicuramente non avrei

trovato le risorse umane, intellettuali e

finanziarie per specializzarmi anche nella

moda vista come fattore di sviluppo e di

protezione della bellezza e dei suoi valori. Non

posso omettere dunque il ringraziare tutti

coloro che sono venuti da me pregandomi di

aiutarli ad entrare nel campo della moda;

senza di loro non avrei scoperto il traffico

moderno di esseri umani e non avrei avuto

neppure avuto, forse, la forte motivazione di

oi

C’ERAVAMO

redazione

donna

impresa

magazine

Ospiti di FashionTv

Summer Festival Mamaia

Kasta Morrely

Nelle foto Talida Moreli, Morel Bolea e Diana Alexandroae in alcuni momenti delle loro innumerevoli attività. Nella foto in basso da sinistra: Bruno Baldassarri con Marina

Mansanta, Morel Bolea, Gianni Sapone, Riccardo Gubiani, Talida Moreli, Tina Arena, Diana Alexandroae e Daniel Robu al Mamaia Summer Festival Fashion Tv.

contribuire alla legittimazione della professione di

modella(o) e quella di organizzatore di spettacoli come

modalità di lotta contro gli impostori ed i trafficanti di vite

umane.

La aspettiamo in Italia a braccia aperte Morel … il

nostro Paese è lieto di accoglierla …

Vengo in Italia in occasione delle riunioni e delle attività

dell'Ordine Nostro O.S.J. Knights of Malta, ogni volta con

grandissimo piacere. Ho un'opinione molto buona della

élite d'Italia … Per ciò che mi riguarda gli italiani sono un

popolo bello, allegro e straordinariamente accogliente …

di Bruno Romano Baldassarri

COMING: SOON

ev nt

Camera Regionale della Moda

Calabria

domenica 16 giugno Reggio Calabria

“La Muse Venal”

Mostra Internazionale CineArteModa, Concorso

Internazionale Giovani Fashion Designer

Special Aword Cinema “Carlo Rambaldi”

Tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali di King Kong di John

Guillermin, E.T. di Steven Spielberge ed Alien di Ridley Scott, è stato uno

dei geni internazionali del cinema, un mago degli effetti speciali ed un

esempio indiscusso della creatività italiana.

“La Muse Venal” Concorso Internazionale Giovani Fashion Designer

Le sezioni del concorso internazionale sono intitolate a personaggi illustri

che, con il loro indiscusso talento e la loro professionalità, si sono imposti,

ognuno nel proprio ambito, a livello nazionale e internazionale, tenendo alto

il nome della Calabria, dell’Italia nel Mondo.

Premio Internazionale “LA MUSE VENAL”realizzata dal Maestro Orafo

GERARDO SACCO

Sede di Rappresentanza Reggio Calabria

Via Sbarre sup n.95 _ T. 096 51721774 _ F. 096 5598297

e-mail: cameraregionale.moda@libero.it

e


nella foto: Riccardo Gubiani e Bruno Romano Baldassarri al Mamaia Summer Festival Fashion TV

Gli si riconoscono grandissime

competenze organizzative e

ragguardevoli capacità

relazionali ma soprattutto, ed in

particolare, straordinarie capacità

di lavorare in team, leadership e

strategia, conoscenza dei

fondamentali della moda intesa

nella sua accezione di oggetto

culturale.

RICCARDO

GUBIANI

Titolare dell'Agenzia GR Management & Rappresentante Kasta Morelly Italia

Sbaglio Riccardo se le dico che la vedo un uomo al

quale piace circondarsi di poche persone, ma

buone Uno di quelli che privilegia i rapporti

genuini, a cui non mi piacciono le cose troppo

artificiose. La vedo gioviale, quel sorriso stampato

in volto di chi sa essere felice godendo di piccole

cose: una chiacchierata fidata, una passeggiata al

mare, una serata di divertimento con gli amici di

sempre…

Non sbagli, io vivo di emozioni vere trasmesse dagli

amici e dalle persone che amo, mi accorgo, molto

spesso, però, che a qualche volto do troppo, ma non

rimpiango nulla, poi per me non esige il tavolo da due

posti, soffrirei di solitudine … mi piacciono le tavolate, lo

stare insieme ... vivere la vita !

Stiamo attraversando un periodo di forte

cambiamento, economico, sociale, di tendenze. Gli

stereotipi che fino a ieri occupavano gran parte della

comunicazione, per diversi motivi, hanno stancato,

o più semplicemente, sono arrivati a fine corsa: tu,

Riccardo, al momento a quale progetto stai

lavorando e in questo 2013 ce n'è uno al quale tieni

in modo particolare

Il progetto del 2013 in realtà è una idea che da 3 anni

sta covando dentro di me … ovvero portare la Moda

nelle piazze italiane, comunicare l'arte della Moda alle

persone comuni e soprattutto fare del Made in Italy, la

mia bandiera il mio modo di vivere. Oltre a questo le

normali manifestazioni ed eventi di moda che da anni

seguo in Italia e all'Estero.

Ormai quasi tutti i fashion brand coinvolgono outfit

blogger in progetti di comunicazione (eventi, video,

campagne pubblicitarie): qual è la tua opinione al

riguardo

Credo che oggi più che mai sia importante parlarne,

comunicare, confrontassi in maniera però leale e

costruttiva. Trovo che ci siano dei Blogger favolosi ma

delle opinioniste che di moda non capiscono un ……

(censura)

Come nasce la tua collaborazione con Fashion Tv

Fashion Tv … per me è una parola magica che quando

sento o vedo scritta mi scalda il cuore. Ci collaboro

ormai da molti anni portando stilisti Made in Italy agli

eventi fatti in Romania e in Austria, è una grande

famiglia formata da grandi persone e veri professionisti,

ma assieme a loro ho avuto il piacere di conoscere e

stimare una struttura non governativa rumena, Kasta

Morrely di cui sono stato nominato, con mio enorme

piacere e soddisfazione, responsabile per l'Italia, sono

veramente delle persone "speciali" per me.

Cosa vorresti che succedesse quest'anno nel

mondo della moda

La domanda è di quelle che ti piacerebbe facesse

sorridere mentre in realtà mi fa molto pensare … per la

moda quest'anno vorrei prima di tutto che le persone

fossero più oneste nel proclamarsi ambasciatori del

Made in Italy ... Se comprate all'estero e vendete con le

vostre etichette … NON SIETE MADE IN ITALY.

Secondo te che cosa di ciò che sta accadendo nel

mondo modificherà la moda nel futuro

Qui la risposta è abbastanza evidente frutto di anni di

politiche sbagliate nell'export … nasceranno dei grandi

gruppi asiatici che compreranno i nostri marchi e nel

tempo approfittando dei loro costi saranno padroni del

mercato … Da qui poi sorge spontanea una domanda: e

la creatività italiana () I nostri giovani stilisti che

credono ancora nella nostra affermazione mondiale

saranno costretti a vedere i loro capi con una bella

etichetta Made in China.

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EVENTI:NOI C'ERAVAMO

di moda

PERRELAZIONARCI

AGLIALTRI

MATERA _ SALERNO

BRONTE _ ROMA _ MILANO

La moda ci consente di porci in relazione agli atri

e quindi di comprendere qualcosa di noi e degli

altri; la rivelazione del sé parte hegelianamente

dal confronto con l’altro. Come dire: Dimmi come

ti vesti e potrò scoprire qualcosa di te, del tuo

carattere, della tua natura.

La moda veste il corpo, la moda usa il corpo come veicolo di trasmissione. La moda senza il

corpo sarebbe finita, non esisterebbe, si sublimerebbe come mera immagine e cadrebbe nel suo

lato esclusivamente fuggitivo senza essere di giovamento alcuno. Diverrebbe pura e semplice

arte ma la moda estende il suo concetto al di là dell’arte, comprende il mercato, comprende l’uso

e il consumo, comprende il corpo. La moda senza corpo finisce perché perde uno dei suoi

connotati essenziali: la corporeità. Un abito acquista vero senso indosso a un corpo perché lo

rappresenta nel suo stile e oppure nello stile altrui (penso a personaggi dello spettacolo e agli

stilisti), imitato da chi indossa l’abito, rivela comunque un senso e tutti i sensi. Parlare di moda

non vuol dire dunque solamente parlare di abiti: la moda è un tema trasversale a molte dottrine,

e dunque ad altrettanti aspetti umani. La sociologia in particolare, si interessa alla moda in

quanto manifestazione del collettivo che definisce i processi di mutamento sociale in un

determinato arco di tempo. Sono tantissimi, oggi giorno, i concorsi di moda che vengono ideati,

noi ve ne presentiamo solo alcuni che a parer nostro sono i più autorevoli nel nostro Paese.

Concorsi che danno la possibilità a giovani talenti di gareggiare con le loro creazioni avendo la

possibilità di vincere dei premi inerenti alla loro formazione, per entrare a far parte del World

Fashion. A partire dal “Premio Moda Città dei Sassi” che Venerdì 28 giugno riaprirà i battenti per

la sua edizione 2013. Il concorso è un evento dedicato interamente agli stilisti e agli artigiani

creatori della moda. Il Premio Moda Città dei Sassi è un concorso internazionale, che nasce nel

2008 dalla passione che caratterizza l’azienda promotrice, la Publimusic.com, ha lo scopo di

individuare e premiare creatori fashion designer per scoprire stilisti emergenti e/o professionisti

nel campo della moda femminile e per valorizzare principalmente il loro talento. Per partecipare

al concorso è prevista un’iscrizione con scadenza 30 Marzo 2013, il bando e tutte le altre

informazioni sono reperibili sul sito www.premiomoda.it . Successivamente alla chiusura dei

termini di iscrizione, una Giuria Tecnica, nominata appositamente, decreterà gli otto stilisti

finalisti che avranno la possibilità di presentare una collezione di creazioni di moda, nello

specifico di Alta Moda Donna, sezione Abbigliamento e Accessori. Nella serata dell’evento,

davanti a una Giuria Speciale composta da esperti e rappresentanti illustri del mondo della moda

italiana, affiancata da una Giuria composta da giornalisti, gli stilisti proporranno le proprie

originali creazioni nella splendida P.zza San Pietro Caveoso con una scenografia naturale ed

imponente quale è quella della Città dei Sassi di Matera (Patrimonio Unesco dell’Umanità,

candidata a Capitale Europea della Cultura 2019). In ultima nota non possiamo non mensionare,

a rigor di cronaca, che la direzione artistica del Premio Città dei Sassi edizione 2013 sarà

affidata ad uno degli stilisti maggiormente rappresentativi del Made in ItalY: Roberto Guarducci,

un grande uomo prima ancora che uno stimatissimo sarto. Cosiccome non possiamo sottrarci

dal ricordare gli stilisti che si sono distinti nel corso degli anni a cominciare dalla vincitrice della

terza edizione: Anna Mattarocci, che aveva presentato una originalissima collezione dark ispirata

alla saga di Star Wars, edizione in cui si era anche distinta, ottenendoo il premio della critica,

una ancora acerba Chiara Banelli che a distanza di soli due anni abbiamo vista premiata a livello

nazionale dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative del panorama nazionale

ultima delle quali la celeberrima Fidapa, organizzazione al femminile dell'imprenditoria di casa

nostra. così pure non possiamo non citare il vicitore dell'edizione 2012, Erasmo Fiorentino,

ragazzo di grande talento che sappiamo anch'egli essere già fra i nomi di spicco della moda

Madein Italy.

MATERA LUGLIO 2012 "PREMIO MODA

CITTA' DEI SASSI" www.premiomoda.it

nella foto in alto: Valeriana Mariani con il

Presidente di Giuria Franco Ciambella

alcuni scatti del Premio Moda Città dei

Sassi 2012, ideato e magistralmente

organizzato dall’agenzia Publimusic di

Sabrina Gallitto in collaborazione con

il direttore artistico Enzo Centonze

nella foto in alto con il Presidente di

giuria, lo stilista Franco Ciambella. In

basso: il Sindaco di Matera, Salvatore

Adduce con Valeria Mangani

SMAC:FASHION AWARD 2012 Vincitrice Anna Calviello, giovane stilista di Pomarico che ha

portato in passerella la sua collezione “Donna Ricercata“, proponendo un mix di semplicità, raffinatezza e

chiarezza espressiva. Seta e filati, trasparenze e applicazioni luminose per la moda mare. Tubini neri con stampe

retrò per il giorno e abiti da sera alla caviglia con maniche lunghe e trasparenti. Un meritatissimo secondo posto è

stato attribuito alla collezione “Innovazione e tradizione” di Rossella Isoldi, ispirata dalla lavorazione del macramè

e dell’uncinetto. “London Masai” di Martina Laura Anastasi si è invece classificata terza proponendo una fusione

tra motivi british ed etnici. Ovazione di pubblico e plauso alla giovanissima Carla Eusebi che sebbene anche non

abbia ottenuto un riconoscimento formale, si è distinta per originalità: i suoi capi, uno straordinario mix di pelle e

paillettes; un dark grintoso e ricercatissimo pensato per una donna anticonformista che non rinuncia alla propria

femminilità. Tra le proposte legate al concorso, meritevole di lode l’iniziativa messa in cantiere dal Patron

Pasquale Salsano affinchè i vincitori potessero conseguire, unitamente all’ambitissimo riconoscimento, la

partecipazione agli stage formativi messi a disposizione da diverse Case di Moda italiane, nonché la possibilità di

aderire, assieme al Concorso Internazionale Mare di Moda di Cannes, alla Fiera Internazionale del Beachwear

“Mare d’Amare” a Fortezza da Basso di Firenze. La Camera della Moda di Calabria, ospite d’eccezione dello

SMAC ha dato lustro di sé attraverso due performance entrambe di altissima abilità sartoriale quanto

assolutamente suggestive dal punto di vista più prettamente scenografico: l’una ad opera della talentuosissima

Claudia Ferrise che ha rappresentato il mito di Medusa attraverso le Teste Scultura di Giuseppe Fata, l’altra di

eco storica nonchè di presentazione del film “Niccolò Macchiavelli il Principe della Politica”, nelle sale

cinematografiche quest’anno in occasione del 500° anniversario della stesura dell’opera del Macchiavelli stesso,

ad opera di Giuseppe Emilio Bruzzese, vice presidente della Camera Regionale Calabrese. Ospiti d’eccezione

hanno presenziato all’evento che si è tenuto nello splendido Salone dei Marmi, a cominciare da Valeria Mangani,

vicepresidente Altaroma, investita dal ruolo di presidente di giuria la quale ha espresso grande compiacimento

per l’evento che continua ad affermarsi nella roccaforte delle iniziative che contribuiscono in maniera tangibile a

dare lustro e risalto alla creatività italiana e definendo “Assolutamente meritevole di lode l’impegno e la

professionalità del presidente Salsano in questo progetto di scouting”. Di grande importanza anche la

collaborazione con l’Accademia del Lusso di Milano che, in onore dei 150 anni dell’unità d’Italia, ha presentato

una collezione inedita interamente realizzata sull’idea patriottica della bandiera tricolore. Durante la serata hanno

inoltre sfilato le nuove collezioni di Graziano Amadori, sorprendente direttore artistico dello SMAC che ha fatto

sfoggio della sua creatività proponendo una donna che sa esprimere la sua femminilità, e di Franco Francesca,

acclamatissimo per il suo impegno rivolto al sociale e che si traduce nella produzione di una moda

ecosostenibile. Di grande interesse ed originalità la collaborazione con il Laboratorio di Realtà Virtuale

dell’Università di Salerno diretto dalla prof. Genny Tortora, che ha curato la ricostruzione virtuale de “La schiava di

Murecine”, progetto di ricerca realizzato nel 2003, frutto dell’applicazione delle nuove tecnologie alla

valorizzazione dei beni culturali, parentesi introduttiva alla passerella d’Autore curata da Salvatore Ciro Nappo,

consulente archeologo del progetto. Una sorta di omaggio alla moda attuale ed agli stilisti emergenti che hanno

preso parte al concorso. L’entusiasmo papabile già dalla conferenza stampa di apertura aveva lasciato presagire

ad un evento di grande successo, a conferma di ciò le parole di auspicio del Presidente di Casartigiani, Mario

Andresano il quale esordiva "La sartoria italiana è da sempre molto solida e quello che proponiamo a giovani

imprenditori sia d'età, sia d'impresa, è crescere insieme e costruire un futuro diverso recuperando il tempo che

abbiamo perduto. L'interscambio è fondamentale per non restare fermi nelle nostre botteghe”. Tesi

assolutamente condivisibile sulla base della quale Pasquale Salsano aggiunge: "Sappiamo che viviamo un

momento di crisi nazionale. I mezzi che mettiamo in campo non devono essere sprecati. Quello che io cerco di

fare è far si che le risorse dei giovani stilisti trovino un seguito".

www.donnaimpresa.com 79

In alto: i giurati dello SMAC

Fashion Award di Salerno

2012 con il Patron dell'evento

Pasquale Salsano

Sopra Valeriana Mariani

Donna Impresa Magazine con

due membri della giuria: il

Fashion Blogger Armando

Terribili e Mariateresa D'Arco,

Direttore Locale Caserta della

rivista "Slide" www.slideitalia.it

in basso: Valeriana con il Vice-

Presidente di Altaromamoda

Valeria Mangani Presidente di

giuria dello SMAC di Salerno.


production

In alto: il team di stilisti che hanno sfilato allo SMAC FASHION AWARD 2012. Fra le novita' del prossimo

appuntamento anche il moda mare e la riconferma di quanto già intrapreso con successo nella scorsa

edizione dal Patron Pasquale Salsano: ovvero il fornire agli stilisti che aderiranno, la possibilità di

immettersi in un circuito virtuoso di esperienze e promozione che servirà loro ad accrescere non solo il

veicolare del proprio nome bensì anche accrescere il bagaglio di esperienze.

nella foto i presentatori Maria Sirna e Rosario Di Stefano con Valeriana Mariani in un bellissimo abito di Lucia Caccamo e Baldassarri Bruno

Da sinistra:Pasquale Salsano, Valeriana Mariani.

Giuseppe Fata, Claudia Ferrise e G. Emilio Bruzzese

Valeriana Mariani e il Presidente di

Casartigiani Mario Andresano

Nella foto di sinistra un momento della

presentazione del libro "Gianni/Versace:

lo stilista dal cuore elegante" scritto da

Tony di Corcia e pubblicato dalla casa

editrice pugliese Utopia Edizioni. Il

volume racconta, attraverso venticinque

interviste fatte ad altrettanti personaggi

che hanno incontrato, nella loro vita, il

designer scomparso nel luglio del 1997 a

Miami, aneddoti e curiosità legati allo

stilista. "L'intento era quello di omaggiare

tutto ciò che Gianni Versace è stato nella

maniera più rispettosa possibile -ha

esordito Tony di Corcia -, non

soffermandosi tanto sulla sua morte ma

piuttosto su quanto ha fatto nella sua vita:

per questo ho chiesto alle persone che

sono state sue amiche di parlare,

trasmettendo le proprie emozioni al

lettore. Ne sono venuti fuori ritratti eterogenei, ma tutti collegati ad una delle figure più rappresentative

del Novecento e del made in Italy; è inoltre un'immagine rara la foto di copertina che ritrae un Gianni

Versace sorridente, rimasta finora inedita e gentilmente donata dalla sorella Donatella". Lo slash nel

titolo divide, idealmente, i due aspetti della sua personalità, cioè Gianni, l'autenticità dell'uomo

raccontato dai suoi amici, e Versace, lo stilista visto dagli occhi di chi ha lavorato con lui o da chi ha

scelto i suoi abiti. La prefazione è stata affidata al fotografo Oliviero Toscani, mentre i 12 scatti degli

inserti a colori, prevalentemente inediti, sono firmati da Gian Paolo Barbieri. Una vita, quella di di Gianni

Versace che sembra proprio iniziare come una favola e finisce coi toni della tragedia ...

In passerella Maikol Creation

di Grancesca Carroccio

Un momento della sfilata di Chiara Banelli: al centro Valeriana

Mariani, Testimonial dell'8° Moda Show con le indossatrici

Raffaella Fazio ( da destra), Ester Baccini e Alessia Varrica.

8° MEETING MODA - STILISTI IN PASSERELLA Bronte, Eden del

pistacchio, con un frutto dal gusto e dall'aroma universalmente riconosciuti come unici e

particolari in tutto il mondo, si è resa palcoscenico esclusivo di una manifestazione di moda fra

le più suggestive. Il suo ideatore ed organizzatore, Pietro Galvagno, ha espresso il meglio

della moda made in Sicilia e non solo. Chiamate a sfilare, alle luci della ribalta, le creazioni di

due delle designer più talentuose di terra siciliana: Lucia Caccamo (Floridia) e Maikol Creation

di Francesca Carroccio (Bronte). Ospite d’eccezione la griffe Chiara Banelli di Udine, una

stilista che si è portata alla cronaca oltre che per i numerosissimi Riconoscimenti e Premi,

anche per essere stata scelta ad accompagnare l’immagine di Valeriana Mariani, Editore di

Donna Impresa neo-eletta Presidente di “International Association Women Entrepreneurs and

Business Leaders - Employment, Social Affaire & Equal Opportunities ” una associazione

internazionale di donne e che a Bronte era stata chiamata a presenziare in qualità di Madrina,

l’“8° Meeting Moda Stilisti in Passerella”, evento di cui riproponiamo di seguito i momenti più

significativi attraverso una rassegna fotografica. Il progetto ideato e diretto da Pietro Galvagno

per OMEGA PRODUCTION si è avvalso di partner di eccezione, a cominciare da Katia

Augello famosissima make-up artist titolare del Centro Vitakssana di Floridia che ha in attivo

alla carriera una moltitudine di premi nazionali e Donatella Accolla titolare del centro “Ricci e

Capricci”, anch’essa ripetutamente saltata all’attenzione della cronaca nazionale per le sue

performance professionali. L'evento, che si è tenuto Presso il Teatro Comunale di Bronte in

data 8 dicembre e che si è avvalso del prezioso supporto dell’Amministrazione Comunale di

Bronte, nella figura del Senatore Firrarello ed il Vice Sindaco Melo Salvia oltre che delle Forze

dell'Ordine VV.UU.Carabinieri, è stato l’occasione giusta per mettersi a confronto con il mondo

della notorietà, dell'apparire in Passerella, nel Set Cinematografico, nelle Copertine di famose

riviste. Ospiti della serata: attori, fra cui l’affascinante Gaetano Lembo, attrici, coreografi,

fotografi e fotoreporter del calibro del siracusano Gianni Luigi Carnera oltre che di Nunzio

Galvagno, Guido Ciraldo e Matteo Schilirò. Presenti produttori, manager e talent Scout, primi

fra tutti Michele Maccarone e Bruno Baldassarri che, in qualità di Direttore Marketing Italia

della rivista Donna Impresa, ha selezionato fra tutte le bellissime modelle i volti a cui

dedicheremo lo speciale “Belle scoperte” nel prossimo numero e che sono nello specifico:

Raffaella Fazio, Ester Baccini, Alessia Varrica, Morena Catania ragazza di grande talento alla

quale abbiamo anche rilasciato una nostra intervista visibile su you tube. Assenti giustificati a

causa delle condizioni metereologiche che hanno fatto precipitare Bronte dietro un inaspettato

manto di neve: Carmelo Ferrara in rappresentanza per l’IDI (Istituto Diplomatico

Internazionale), Titolare della "Together Eventi" e Patron del Concorso Internazionale di

Bellezza " Miss Regina d'EUropa" oltre che Patron del " Prestige Intarnational Talent" e la

cantautrice siciliana Adriana Spuria. “Il mio grazie a tutti i presenti, ivi comprese la bellissime

ragazze che hanno sfilato coordinate con grande maestria da Letizia Nicolosi - ci dice Il Patron

dell’evento moda Pietro Galvagno - doveroso da parte però omaggiare del mio più sentito


sincero, ringraziamento le persone che mi hanno sostenuto … è grazie a loro innanzi tutto se

tutto quello che abbiamo realizzato si è potuto magnificare. Con ciò mi riferisco al Dott. Guido

Giraldo titolare della omonima Farmacia ricca anche di Prodotti rivitalizzanti naturali e

Galenica varia, a Bronte - continua - a Gianfranco Messina titolare della Gioielleria Longhitano

(Bronte), ad Alfredo Montalto, Alfio Neri e Vito Giuffrida titolari di EUROSPIN "La spesa

intelligente" A.V.A. (Bronte) ed a Sicil Fruit. Non posso esimermi dall’esprimere gratitudine

anche ai presentatori: Maria Sirna e Rosario Di Stefano che hanno eccelso nel ruolo non facile

di interpretare lo spirito gioioso della manifestazione, è anche merito della loro grazia e

simpatia se la scaletta ha acquisito “un’anima”.

Non di meno bravi, il responsabile service

audio-luci Papette Eventi, il Dee Jay Luca di Vincenzo ed ovviamente il corpo di ballo Elisa

Montalto ed Emanuele Castelli TEN DANCE. Ultimi, ma solo in ordine cronologico, il mio

plauso al titolare della storica Caffetteria Luca di Luca Roberto (Bronte) conosciuta in tutto il

mondo per la preparazione artigianale di prelibatezze al pistacchio ed ai proprietari dell’Hotel

Parco dell'Etna Bronte (Ct), in quanto entrambi hanno omaggiato i nostri illustri ospiti

marchigiani di un’accoglienza meritevole di lode ... a me non resta pertanto ora che l’invitare

voi ed i vostri lettori e lettrici al prossimo "Moda Show Stilisti in Passerella” edizione2013”

In alto da sinistra: Valeriana Mariani con il Patron Pietro

Galvagno e Luigi Carnera; di seguito Valeriana con Donatella

Accolla e KatiaAugello. In basso alcuni scatti con i prestigiosi

ospiti presenti all'evento e della sfilata di Lucia Caccamo

Sara Iannone con Maria Giovanna Elmi e Rosanna

Vaudetti. A destra Ugo Mainolfi consigliere AEREC

Gli ospiti giurati di "Donne e vini ... da far girar la testa"

Da sinistra: Valeriana, Luigi Bruno, la soubrette Liliana

Pintilei, Sara Innone e la modella Marzia Saccomandi

Beati fra le donne: il celeberrimo parrucchiere dei VIP

Natalino Candido e lo stilista Luigi Bruno.

Valeriana con Mariapia Lettini

Valeriana Mariani con L'On. Katia Polidori

Valeriana con un calice di rosso "Le Renè" della

Cantina Santa Liberata (Fermo) indossa uno splendido

abito dello stilista partenopeo Luigi Bruno

DONNE E VINI DA FAR GIRAR LA

TESTA “Tenuta Gran Paradiso” –

Palombara Sabina (Roma) 28 settembre

2012. C’è un legame magico che si instaura tra la

bellezza e il fascino dell’arte sartoriale e il nettare degli

dei. Legame suggellato dai profumi del territorio nel

cuore della sabina, la Tenuta Gran Paradiso

dell’imprenditore Claudio Saccomandi ha ospitato la

manifestazione più fashion dell’anno. La splendida

padrona di casa, Sara Iannone, responsabile della Sico,

società immagine e comunicazione, ha riproposto la

fortunata manifestazione realizzata nelle precedenti

edizioni a Porto Rotondo, in Costa Smeralda e che ha

avuto come testimonial Marta Marzotto, Amii Stewart,

Franco e Celestina Taormina e Franco Carraro.

Wine&fashion, queste le punte di diamante del made in

Italy nel mondo. Ventuno le aziende vinicole in gara, una

per ogni Regione d’Italia, al fine di rappresentare tutto il

territorio nazionale. Una autorevole giuria tecnica,

composta dall’onorevole Catia Polidori, Maria Giovanna

Elmi e Rosanna Vaudetti (conduttrici RAI), Simonetta

Travaglini (manager della moda), Ernesto Carpentieri

(presidente AEREC), Ugo Mainolfi, Claudio Arcioni

(presidente dell’Arte dei Vinattieri), Claudio Marini

(direttore di International Post), Antonio Paris (consigliere

regionale), Maria Pia Lettini (immobiliarista), Giancarlo

Panarella (direttore ENOPRESS), Bruno Baldassarri

(direttore marketing “Donna Impresa”), ha decretato la

vittoria dei migliori abbinamenti. Per i vini bianchi: abito

bianco realizzato con tessuti di chiffon e seta con finiture

dorate, elegante e raffinato, indossato splendidamente

dalla modella Klarissa Nuga. L’abito ha saputo cogliere le superlative caratteristiche del Greco di Tufo delle cantine

Terranera della regione Campania. Per i vini rossi: l’intensità, il gusto fruttato e sensuale de Le Renè Rosso Piceno

DOC della regione Marche, è stato esaltato dall’abito rosso realizzato in chiffon, di linea essenziale e decorato con

pietre preziose Swarovski rosse rubino, indossato dall’affascinante Valeriana Mariani direttore del magazine “Donna

Impresa”. Un ricco buffet ha accompagnato la degustazione, con piatti rigorosamente scelti ed abbinati ad ogni

etichetta in base alle caratteristiche organolettiche dei vini. Ricordiamo che la manifestazione ha goduto di partner

prestigiosissimi in campo internazionale oltre che di una grandissima visibilità sui media, ribalta ancor più esaltata dalle

numerose personalità presenti sia in Giuria che tra gli ospiti. La dimora Gran Paradiso, che ha ospitato l’evento, oltre

agli spazi comuni della piscina, del maneggio, dei giardini, dispone di dieci piccoli e confortevoli appartamenti che sono

stati messi a disposizione su prenotazione delle aziende. Luigi Bruno, grande stilista partenopeo, che da oltre

trent’anni dedica la sua straordinaria creatività alla celebrazione della femminilità, in quest’occasione oltre al profumo

di donna ha portato in passerella il profumo di mosto selvatico. La scelta dei colori, dei tessuti e dei ricami sono stati

ispirati dai profumi inebrianti delle vigne e del loro nettare. L’ideazione e la realizzazione delle acconciature delle

modelle sono state affidate per la serata dall’hair stylist Natalino Candido. Elena Presti, grande attrice e ballerina di

origine spagnola, affermata in tutta Europa, si è esibita, accompagnata dal celebre chitarrista Juan Lorenzo, in danze

di flamenco e sevillanas, coinvolgendo gli ospiti presenti.

Ph: Patrizia Santangelo & Fazio Gardini

Valeriana Mariani e Morena Catania in

un momento dell'intervista realizzata

presso l'Hotel Parco dell'Etna a Bronte

COMINGSOON: INTERVIEW

Abbiamo smarrito la consapevolezza degli Antichi di essere un anello che congiunge un

prima e un dopo di umanità. Un mondo di ingiustizie, di soprusi, di sofferenza, di

prevaricazione, in cui si vive come schiacciati da imponenti meccanismi, in cui domina

soltanto il dio denaro, il PIL, la crescita, la ricchezza materiale. Riteniamo tutti di essere

incatenati a queste vite come se un altro mondo non fosse possibile; come se questa

società con le sue regole e la sua organizzazione non potesse esser cambiata nell'interesse

di tutti. Il nostro mondo è quello che gli uomini

sono riusciti fino ad oggi a costruire. E allora ai

giovani ed ai giovani vecchi, non resta forse

altro che cominciare a disobbedire a quei padri

putativi che hanno costruito un mondo

sbagliato che sta distruggendo il loro futuro,

che non lascia spazio alla speranza.

L’alternativa è dunque quella di capovolgere

l’ordine di questo mondo per cominciare a

immaginare un mondo nuovo Ne parliamo

con la manager Elisabetta Parise, Presidente

dell'associazione "Fondazioni Formiche

Giovani" insignita Donna "Acquario 2013

presso Palazzo Ferrjoli da Sara Iannone

presidentessa dell'Alba del Terzo Millennio in

occasione del suo compleanno.

PH: Patrizia Santangelo

OSPITI A CASA DI:ANNA FENDI

con Cecilia Villani (nella foto) e Bianca Maria

Caringi Lucibelli (Roma - Villa Laetitia)


Via G.Agnelli 36/38 _ Fermo (Italy) _ T. 0734.440249 _ info.omegamodel@gmail.com

COMING SOON

Valeriana e Luisa Ferretti

GRAN GALA' DELLA MODA - MALTA L’Organizzazione Internazionale

Commercio Estero - OICE, istituzione del Dipartimento per l’Internazionalizzazione delle

aziende dell’Istituto Diplomatico Internazionale, organizza, partendo da Malta, il primo Gran

Galà della Moda Italiana nel Mondo. L'evento ha la capacità di portare alla ribalta il designer,

fornendo i contatti giusti, farli sedere accanto ai grandi nomi. È a quel punto che il testimone della

cura degli stilisti più promettenti passa a un sistema in grado di accoglierli; un sistema fatto di

istituzioni, investitori, aziende e imprenditori che affiancano alla visibilità un aiuto tangibile nella

produzione per chi abbia il sogno di proseguire con il proprio marchio e non solo di finire in qualche

ufficio stile, anche se di prestigio. I contest sono indispensabili, soprattutto in un ambiente come

quello odierno, in cui la mole di creativi che esce dalle scuole è immensa, ecco perchè O.I.C.E. ha

messo in atto i suoi specifici strumenti promozionali come gli show room permanenti della rete

“ Italia For World” e i “temporay store” che potranno essere utilizzati anche come futura piattaforma

distributiva delle merci per essere vendute direttamente a grossisti ed importatori dell’area

interessata. In un mercato affogato dalle “figure professionali”, il Day Italian’s Talent si distingue per

la capacità di porre l’accento su un singolo designer. Si parla molto di trampolini di lancio: ma in

MALTA

realtà sono rari gli eventi che riescono davvero a fare la differenza. Quello che fa Mauro Broda,

Presidente dell'Istituto e Patron del prestigiosissimo evento è tutt’altro che evanescente: lui è stato il primo ad aver investito tempo, fatica ed energie in

DAY

ITALIAN’S

TALENT

A

un progetto di scouting delle nuove maestranze europee le cui parole d’ordine sembrano essere visibilità, contatti, network: "A Malta sfila un festival

della creatività che non cerca di definire delle figure professionali - ci dice Mauro - bensì di promuoverle nell’importante “bacino del Mediterraneo” che

comprende Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Questa è contemporaneamente l’occasione per i buyer provenienti dall’omonimo scacchiere

economico di poter apprezzare i nostri prodotti ... Le leggi del mercato hanno privato la moda del sogno che l’ha resa grande, noi cerchiamo di

ritrovarle". L’evento sarà interamente video-ripreso e trasmesso in diretta Live attraverso la speciale tecnologia SkylineWebcams, visibile in tutto il

mondo dal sito www.SkylineWebcams.com. Info: Segreteria Organizzativa O.I.C.E _ infoidi@tiscali.it _ Tel.3774811001 _ www.idi-international.org

IL PREMIO IMPRESA ROSA D’ABRUZZO va a nove

imprenditrici la cui attività si è distinta in ambito regionale.

Successo di pubblico per la prima edizione della manifestazione

ideata da Luisa Ferretti della L&L Comunicazione che ha portato

venerdì 16 novembre in sala Kursaal le imprenditrici d’Abruzzo

che hanno fatto della propria azienda un’eccellenza del territorio.

Le premiate: Giachetti e Branella, Soydan Munire, Stefania

Pepe, Maria Iannetti e Angela D Eusanio, Eugenia Maria

Mancini, Valentina Muzii, Sara Di Silvestre, Valeria Di Felice,

Nadia Moscardi. Presenti nel tavolo dei relatori: Paolo Gatti,

Assessore del lavoro della Regione Abruzzo; Francesco

Mastromauro, sindaco di Giulianova, Antonella Ballone per

Confindustria Teramo, Giuseppina Bizzarri docente di diritto del

lavoro, Oriana Broccolini psicologa, Ady Melles cuoca e scrittrice,

Fabio Capolla giornalista de Il Tempo, Monia Pecorale segretaria

CGIL Teramo, Alessia De Paulis, delegata Pari opportunità ANCI,

Gabriella Russo Adriatica Consulting e Pietro Rosica, Presidente

Pmi Confindustria di Chieti. In giuria: Guido Campana assessore

alle politiche del lavoro di Teramo, i giornalisti Walter De

Berardinis e Alessandra Angelucci, Manuel De Nicola docente di

economia aziendale per l' Università degli Studi di Teramo,

Massimiliano Santonocito dello Studio Santonocio, Gabriella

Russo dell’Adriatica Consulting, Margherita Di Marco presidente

dell’Associazione Compagnia dei Merli Bianchi, Valeriana

Mariani Presidente di Donna Impresa e Silvana Verdecchia

presidente Coldiretti Teramo. L’evento è stato impreziosito da

una performance teatrale della Compagnia Dei Merli Bianchi. “Il

Premio Impresa Rosa d’Ambruzzo - precisa la Ferretti - è stato

patrocinato da Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune

di Giulianova, Confindustria Teramo, Università degli Studi di

Teramo, Comitato per le Pari Opportunità dell’Università degli

Studi di Teramo e sostenuto da numerosi sponsor che ringrazio".

MEDIA KEY: DA 30 ANNI AL SERVIZIO DI CHI COMUNICA

Il parterre degli eventi di Media Key è composto da direttori marketing delle più importanti aziende, operatori della comunicazione, professionisti del settore,

direttori creativi di agenzie di advertising, direttori di testate, giornalisti di autorevoli mensili e quotidiani nazionali, docenti universitari e personaggi famosi dello

spettacolo, dello sport e della politica. Chi sponsorizza gli eventi può disporre di una visibilità a 360 gradi grazie alla diffusione di 10.500 copie mensili di Media

Key e 9.500 di Tv Key agli operatori e ai decision maker delle aziende presenti alla serata di gala, ai 30.000 contatti al mese del nostro sito web e ai 10.000

nominativi della selezionata mailing list cui viene inviata la newsletter: un vero strumento di promozione aziendale e di consolidamento dello status.

OMEGA:MODEL

"La nostra azienda offre molteplici servizi al mercato attuale, nelle più disparate forme, dalla progettazione 3D fino al realizzo completo del

modello fisico su resina, copriamo ogni singola fase, nello specifico: consulenza per realizzazione di prototipi e modelli; studio per

dimensionamento in base ai passaggi del materiale di stampaggio; realizzazione di prototipi con possibilità di piazzare direttamente la forma per

avere l’effetto suola montata; ideazione di disegni in 2D per l’immagine della suola sia su laterale che su battistrada; realizzazione di modelli finiti;

programmazione CAD/CAM per realizzazioni della parte meccanica dello stampo, e molto altro ancora. Diciamo che è nata principalmente per

la produzione di modelli da utilizzare nella costruzione di stampi per fondi di calzatura, ma pian piano ha anche allargato i confini in molteplici

settori, collaborando anche con la realizzazione di programmazione CAD con aziende del settore alimentare, dentale, meccanico."

IULM Milano Media Key press&outdoor Valeriana Mariani premia: Volkswagen Group Italia nuova Audi Q3.

L'evento è stato presentato dagli straordinari Petra Loreggian e Germano Lanzoni


... E PLANARE,

TRASPORTATI

DAL VENTO DELLE

IMMAGINI ...

La pubblicità ha costruito intorno a noi un nuovo

paesaggio: cartelloni e insegne al neon, stampati,

televisione, eccetera. Cosicchè quasi tutto

l'ambiente che ci circonda sembra un paesaggio

creato almeno in parte per vedere di più. E' proprio

questo paesaggio commerciale che attrae la nostra

curiosità, che ci rapisce. Nella città dei grandi

magazzini e delle grandi reti industriali, dei grandi

palazzi e dei grandi monumenti, la percezione

visiva subisce una fortissima fascinazione ... è

come arrivare in un luogo in cui il linguaggio non ha

rapporto con i designati, ma solamente con gli

"espressi", e cioè con il senso.

LUCA: ESPOSITO

N.L.P. & Marketing Management Consultant www.lucaesposito.com

Luca Esposito un talento nella formazione una scoperta nella

fotografia, come nasce la tua professione di fotografo

Nasce dall’esigenza di trasformare un insieme magico di sensazioni,

atteggiamenti, atmosfere che si creano attorno al comportamento

umano in un icona istantanea che potrà rimanere per sempre.

Citi il comportamento umano per i tuoi trascorsi di docente e

trainer nel settore della comunicazione professionale

ovviamente

Diciamo pure che non si può prescindere da quelle esperienze che

con le conoscenze sono oggi il mio attuale bagaglio di competenza

sia nel lavoro che nella vita privata. D'altronde come sappiamo bene il

comportamento è comunicazione.

Complimenti, come sei riuscito in cosi breve tempo a ritagliarti

uno spazio considerevole nel settore della fotografia che come

sappiamo tutti soffre di “distorsioni” di mercato oramai da

moltissimo tempo

Se fai riferimento alla crisi generalizzata presente un po’ in ogni

settore posso risponderti con estrema tranquillità che grazie allo

sviluppo tecnologico mondiale anche in questo momento si è

propagato quanto mai a dismisura grazie ad un informazione globale

le persone hanno maggiori possibilità di scelta e i professionisti hanno

sicuramente ottime opportunità di far conoscere il proprio lavoro. Nel

mio campo tutto questo ha sicuramente evidenziato un considerevole

aumento di persone che scattano fotografie, basterà andare in giro

per la città per vedere ultimissime reflex “portate a spasso” lungo il

corso o nei centri commerciali, sicuramente ha condizionato la

produzione industriale orami totalmente immersa in continui ricicli di

marketing per sfornare prodotti a volte veramente inutili, ha stimolato

l’uscita di nuovi magazine specialistici e l’orami inevitabile esplosione

di gruppi sempre più seguiti nei vari blog e social network.

Appunto, i social Tu da esperto di comunicazione hai trovato

più vantaggi o svantaggi nell’utilizzo dei social network So che

sei molto attivo su Facebook con la tua pagina molto seguita.

Facebook è davvero incredibile! Ti permette di sviluppare un idea in

un tempo che prima era utopia solo pensarci. Collaborazioni

dall’estero in tempo reale, servizi dislocati qui e la per il paese,

feedback immediato sul comportamento insomma direi una vera

nuova realtà a disposizione ed utilizzo di tutti. Se solo penso a quanti

anni spesi in indagini di mercato, test di gradimento, ora se vuoi puoi

avere consenso o no con un click! Fantastico! Ricordo la prima volta

che, leggendo Theodore Levitt in Marketing Myopia, rimanevo

sconvolto come si potesse a volte essere cosi ciechi di fronte a

cambiamenti come quelli odierni; il mondo è cambiato e bisogna

cambiare con lui o ci sarà un inevitabile estinzione delle imprese e

delle professioni. Pensare oggi, di aprire uno studio o un negozio o

una qualsivoglia attività aspettando dietro al bancone l’arrivo della

clientela è praticamente un comportamento anacronistico e destinato

al fallimento. Per renderti una mia esperienza personale ti posso dire

che attualmente i dati statistici della mia pagina aperta solo a giugno

del 2012 sono davvero impressionanti e tutto questo anche grazie

anche alla mia attuale stretta collaborazione attiva con il marchio

Matrix che rappresenta in Italia una realtà di primordine nel settore del

Hair Style.

In una frase: Matrix: imagine al you can be! Ci vuoi parlare

dell’avventura intrapresa anch’essa da pochissimo tempo con

l’importante marca

Direi con estremo piacere, vista la splendida collaborazione che

abbiamo instaurato con tutto il management. Il mio rapporto con loro

è di una collaborazione ufficiale per il Centro Italia che mi ha visto alla

fotografia ufficiale e di scena dell’evento nazionale tenutosi a Riccione

per il lancio del rivoluzionario Colorinsider con un feedback sulle

immagini pazzesco: più di quattro milioni di visualizzazioni da tutto il

mondo con pubblicazioni online dalla Russia, UK, US, Canada,

Ukraina, Bulgaria, Australia. Un vero orgoglio per me che paesi di

tutto il mondo abbiano apprezzato l’ottimo lavoro svolto dal gruppo

italiano e che le mie foto si ritrovino in giro per il mondo.

Cito con piacere le parole del Direttore Generale di Matrix Italia

Luca Nava rilasciate alla nostra redazione: “E' un piacere

collaborare con Luca sia dal punto di vista professionale sia dal

punto di vista umano, un serio professionista, un abile fotografo

ed una persona sempre affidabile". Grandi collaborazioni quindi

Si, sono davvero fortunato di collaborare con professionisti di gran

fama nazionale ed internazionale e spero di continuare in questa

direzione potendo contare su illustri nomi del calibro di Lino Sorrentino

, Giancarlo Baldstein di Roma un vero punto di riferimento della

Capitale, con Officina Dello Stile di Torino con il suo Art Director Marco

Todaro che rappresentano il massimo per quanto riguarda

professionalità ed estro Italia e all’estero nel mondo del hair style, le

attuali collaborazioni con stilisti Italiani come il grande Franco

Ciambella, il marchio Nikon che oramai mi accompagna da moltissimi

anni, la bellissima, bravissima e lasciatemelo dire simpaticissima

attrice americana Demetra Hampton che seguo in teatro in questi

giorni e soprattutto con prestigiosi magazine come il tuo ...

Wow! Ma sbaglio o stai dando delle anticipazioni su una

possibile futura nuova collaborazione

Perché no Mai porsi limiti di collaborazione, il magazine è bello con

ottimi contenuti ed una splendida linea editoriale, quindi tutto è

possibile si vedrà.

Luca ti ringrazio del tempo dedicatoci, saremo sicuramente

curiosi a questo punto di cosa avverrà in futuro e siamo sicuri

di avere prossimamente tue notizie ma chiudiamo con una

frase: Donna Impresa

Per me, ogni donna è un impresa, sia che svolga una professione sia

che gestisca una casa e una famiglia: ogni donna è più di una cosa

contemporaneamente da sempre e tutte insieme rendono questa

nostra società più ricca e piacevole.

GIOVANNI:DI DIO

Photographer _ www.giovannididio.com

Brunch-ography e' un termine coniato da Luca

Esposito che unisce in se due parole Brunch

&Photography. È proprio questa l'idea che ha

avuto Luca nell'aprire questo 2013, un incontro

formativo gratuito aperto a tutti gli appassionati di

fotografia, moda e affini. Un intervento di un ora

dove Luca e molti amici professionisti saranno i

protagonisti di questo passaggio di know-how

professionale. Aneddoti, risposte, tecnica,

conduzione, consigli, attrezzature, saranno gli

oggetti calendarizzati degli interventi con un occhio

pure alla parte fiscale e legale che accompagna

questa professione.

Giovanni Di Dio classe '78 nasce a Benevento “per

gradito sbaglio” da una coppia di giovanissimi fidanzatini

Beneventani ,trasferitasi poi la famiglia a Milano,vive lì

fino all’età di 9 anni. Famiglia di calciatori come il fratello

Palmiro Di Dio “ex difensore di serie A ed attualmente

militante in Svizzera”,il padre Alfredo, lo zio Mario ed il

nonno Giovanni, tutti avrebbero voluto che questo artista

incompreso muovesse i primi passi nel mondo del

pallone, la cosa non avvenne e dopo il canto, il

pianoforte, la passione nello scirvere testi e poesie, la

cultura Hip-Hop con il suo primo gruppo “LA

TRAPPOLA”,poi la “MADE IN SANN-YO”, il suo spirito

artistico approda definitivamente nel mondo fotografico!

La fotografia è sempre stata una sua passione, mai

concretizzata in lavoro fino all'età di 24 anni in cui

vivendo in un periodo negativo dovuto anche alla

separazione dei suoi genitori, troverà nella fotografia la

sua grande valvola di sfogo, inizia a lavorare come

fotografo in Disco, dapprima nella sua cittadina natale

Benevento, “tra l'altro è stato uno dei primi a Benevento

a creare una vera e propria moda della fotografia nei

locali”; successivamente girando i migliori locali d'italia,

senza tralasciare le isole...e di recente anche una tappa

in una discoteca londinese! Malgrado le serate in disco

che lo aiutavano non solo ad accrescere la sua

notorietà, ma soprattutto a racimolare danaro da

investire in attrezzatura fotografica, non ha mai smesso

di studiare e sperimentare nuove tecniche fotografiche,

così tra book a modelle, sfilate di moda, concorsi di

bellezza, presiedendo diverse volte anche in giuria, ha

sviluppato le sue doti artistiche, trasformando questa

grande passione in un lavoro! Specializzato in foto di

moda, ideatore dello "Shooting vip day", ha realizzato

book fotografici per volti noti del mondo dello spettacolo,

diversi dei suoi scatti sono stati pubblicati su riviste

d'interesse nazionale, ha lavorato con Miss Cinema e la

Nazionale italiana attori ed attrici, Miss Mondo Italia

Abruzzo e Miss Ausonia; Ha presieduto anche in giuria

per nominare la più bella del sud Italia, fianco a fianco

con uno dei più grandi registi napoletani,

l’indimenticabile Ninì Grassia. Da un recente sondaggio

è risultato il piu' votato su 64 fotografi internazionali di

moda. Attualmente continua nel suo cammino artistico

cercando di offrire scatti sempre più originali ed è molto

richiesto anche per matrimoni e cerimonie in genere,

appassionato di fotografia sin da piccolo oggi è riuscito

ad affermarsi come valido artista-professionista.


Tutti i fotografi sono forse un

po' voyeristi, perchè amano

l'immagine, specialmente

quando devono inseguirla a

lunga prima di poterla

catturare. Anche in questo

aspetto la fotografia cela un

significato più profondo: la

segreta speranza di catturare

la realtà, ovvero arrestarla in

uno scatto rendendola eterna.

TONY: PH

http://facebook.com/Tony.Photographer.CT

Entusiasmo, emozioni, iniziativa e dinamismo

mi hanno da sempre spinto ad andare avanti

nel lavoro così come nelle mie passioni, una in

particolare la fotografia che cresce giorno dopo

giorno grazie anche ai social network come

facebook. Lì ho creato il mio profilo con il nome

d’arte Tony Ph dove pubblico i miei scatti, ed

inoltre anche una pagina FS@Photoservice

(Fotoamatori Siciliani) con tutti i servizi

realizzati alle fotomodelle. Quello che cerco di

fare è pormi degli obiettivi da raggiungere e

una volta realizzati, vado alla ricerca di un

qualcosa che mi consenta di crescere

GIACOMO:PROPERZI

347 7853738

Factory Agenzia _ M.

_ giacobs@gmail.com

Giacomo Properzi nasce a Porto San Giorgio

nelle Marche ed inizia la sua carriera

professionale a Roma nell’ambito

cinematografico, televisivo e pubblicitario. Come

aiuto regista di affermati professionisti quali

Gabriele Muccino, Antonello Grimaldi, Gianluca

Tavarelli, Michele Placido collabora alla

realizzazione di pellicole importanti come “Liberi”,

“Distretto di polizia”, “Il grande sogno” e molte

altre, affiancando sempre il lavoro di

coordinazione dei grandi maestri con il lavoro sui

nuovi linguaggi dei nuovi registi emergenti.

Contemporaneamente porta avanti la sua antica

passione artistica, infatti con l’incontro nel 2006

con il curatore/artista Raffaele Bedarida, inaugura

l’apertura, a Roma nel meraviglioso scenario del

quartiere di Trastevere, di una galleria d’arte

DAVAR dove vengono proposti e incoraggiati i

nuovi linguaggi di artisti italiani e internazionali. Da

qui il passaggio verso l’ambito artistico nel settore

della moda e pubblicitario è breve e li riprende il

discorso fotografico che affianca alla

sperimentazione video. Dall’incontro con la

stilista/artista Caterina Micheli nasce l’idea di

realizzare Factory una ampia società che appunto

si occupi di realizzazione di pubblicità, moda, night

life, campi che consentono un libera

sperimentazione dei vari linguaggi dalla fotografia

al video passando anche per grafica e pittura. In

collaborazione con molti locali e discoteche viene

portato avanti anche un discorso di scenografia

multimediale e mapping video per rendere sempre

più spettacolari gli eventi proposti dalle varie

organizzazioni di eventi. Dal 2010 Factory lavora

nel centro Italia in collaborazione con le più

importanti aziende di moda in generale soprattutto

nel prolifico territorio marchigiano ma senza

escludere altri settori come quello gastronomico e

del turismo.

GIACOMO: PROPERZI

PAOLO:LO RUSSO

Nato nel 1971 a Bari, sin dall'infanzia mostra un temperamento artistico ed una sensibilità a 360°.

Appassionato di disegno, ballo e canto, nel 1989 si diploma al Liceo Artistico Statale di Bari. Nel

1990 si avvicina alla fotografia in maniera professionale e comincia a frequentare i corsi della

scuola dei F.lli Antonelli a Bari. I suoi studi si proiettano in una continua ricerca della realtà

attraverso immagini che trasmettano forti emozioni e mostrino l'anima di chi guida l'obbiettivo,

rendendo dinamico ciò che è immobile ed esaltando la personalità vera dei soggetti ritratti. Il suo

percorso visivo e la sua capacità di catturare momenti e attimi di vita colpisce al cuore lasciando

tracce di storia, di espressione e di umanità. In ogni singolo scatto i dettagli sono curati tanto da

diventare pura essenza della foto stessa; le luci e le sfumature, poi, fanno di queste foto un gioiello

d'arte. Paolo Lorusso arriva con la sua arte a parlare senza usare parole, a far sorridere,

emozionare e riflettere allo stesso tempo. Free-lance di natura, oggi è apprezzato e stimato

collaboratore esterno di diversi studi fotografici in Puglia, agenzie e riviste di moda internazionali,

enti pubblici e privati. Ha partecipato a molteplici concorsi fotografici nazionali e internazionali

ottenendo ottimi riscontri sulle sue ricerche; ha esposto in diverse collettive a livello nazionale con

l'Associazione Fotografica Rocco Verroca di Casamassima (Ba). Ha partecipato a molteplici

concorsi fotografici nazionali e internazionali ottenendo ottimi riscontri sulle sue ricerche; ha

esposto in diverse collettive a livello nazionale con l'Associazione Fotografica Rocco Verroca di

Casamassima (Ba). Numerose le esperienze consumate sul territorio, tutte egualmente meritevoli

di plauso fino a che, nel 2005 fonda, con Francesco Simone e Luciana Zollo, l'Associazione

Radica Onlus, finalizzata allo sviluppo sullo studio visivo di Territorio-Uomo-Ambiente. Nello stesso

anno, nella Sala Murat di Bari, organizza, allestisce (con l'aiuto dell'Architetto Laia Gagliani di

Milano) e cura artisticamente la collettiva “La Società dei Vizi”. La mostra, sostenuta dal comune di

Bari nella persona dell'allora assessore alla cultura Dott. La Forgia, prende in esame l'uomo ed il

territorio in un confronto immediato ed emotivo di risorse ed aspetti, partendo da una dimensione

dimensione mondiale e nazionale per arrivare alla realtà regionale pugliese. Nel 2008/2009,

l'importante collaborazione con Edizioni Condé Nast per il reportage fotografico dell'evento

fieristico Ia Sposa nelle edizioni di Milano e Roma; le foto dei suoi reportage sono apparse sulle

maggiori testate di settore quali Vogue Sposa e Sposabella. Nel 2010 apre il suo Atelier nel centro

di Bari (via Dante 33) dove espone i suoi lavori e riceve i suoi clienti. Ancora oggi continua la sua

ossessiva ricerca della realtà attraverso forti emozioni, attraverso lo studio sull'uomo e le cose nel

mondo, nel suo mondo. Ancora oggi la sua voglia artistica gira a 360° senza soste. Le sue foto

sono ormai ricercate da diverse testate giornalistiche nazionali ed internazionali e distribuite in

collezioni private in tutto il mondo.

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Valeriana e Luisa Ferretti

GRAN GALA' DELLA MODA - MALTA L’Organizzazione Internazionale

Commercio Estero - OICE, istituzione del Dipartimento per l’Internazionalizzazione delle

aziende dell’Istituto Diplomatico Internazionale, organizza, partendo da Malta, il primo Gran

Galà della Moda Italiana nel Mondo. L'evento ha la capacità di portare alla ribalta il designer,

fornendo i contatti giusti, farli sedere accanto ai grandi nomi. È a quel punto che il testimone della

cura degli stilisti più promettenti passa a un sistema in grado di accoglierli; un sistema fatto di

istituzioni, investitori, aziende e imprenditori che affiancano alla visibilità un aiuto tangibile nella

produzione per chi abbia il sogno di proseguire con il proprio marchio e non solo di finire in qualche

ufficio stile, anche se di prestigio. I contest sono indispensabili, soprattutto in un ambiente come

quello odierno, in cui la mole di creativi che esce dalle scuole è immensa, ecco perchè O.I.C.E. ha

messo in atto i suoi specifici strumenti promozionali come gli show room permanenti della rete

“ Italia For World” e i “temporay store” che potranno essere utilizzati anche come futura piattaforma

distributiva delle merci per essere vendute direttamente a grossisti ed importatori dell’area

interessata. In un mercato affogato dalle “figure professionali”, il Day Italian’s Talent si distingue per

la capacità di porre l’accento su un singolo designer. Si parla molto di trampolini di lancio: ma in

MALTA

realtà sono rari gli eventi che riescono davvero a fare la differenza. Quello che fa Mauro Broda,

Presidente dell'Istituto e Patron del prestigiosissimo evento è tutt’altro che evanescente: lui è stato il primo ad aver investito tempo, fatica ed energie in

DAY

ITALIAN’S

TALENT

A

un progetto di scouting delle nuove maestranze europee le cui parole d’ordine sembrano essere visibilità, contatti, network: "A Malta sfila un festival

della creatività che non cerca di definire delle figure professionali - ci dice Mauro - bensì di promuoverle nell’importante “bacino del Mediterraneo” che

comprende Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Questa è contemporaneamente l’occasione per i buyer provenienti dall’omonimo scacchiere

economico di poter apprezzare i nostri prodotti ... Le leggi del mercato hanno privato la moda del sogno che l’ha resa grande, noi cerchiamo di

ritrovarle". L’evento sarà interamente video-ripreso e trasmesso in diretta Live attraverso la speciale tecnologia SkylineWebcams, visibile in tutto il

mondo dal sito www.SkylineWebcams.com. Info: Segreteria Organizzativa O.I.C.E _ infoidi@tiscali.it _ Tel.3774811001 _ www.idi-international.org

IL PREMIO IMPRESA ROSA D’ABRUZZO va a nove

imprenditrici la cui attività si è distinta in ambito regionale.

Successo di pubblico per la prima edizione della manifestazione

ideata da Luisa Ferretti della L&L Comunicazione che ha portato

venerdì 16 novembre in sala Kursaal le imprenditrici d’Abruzzo

che hanno fatto della propria azienda un’eccellenza del territorio.

Le premiate: Giachetti e Branella, Soydan Munire, Stefania

Pepe, Maria Iannetti e Angela D Eusanio, Eugenia Maria

Mancini, Valentina Muzii, Sara Di Silvestre, Valeria Di Felice,

Nadia Moscardi. Presenti nel tavolo dei relatori: Paolo Gatti,

Assessore del lavoro della Regione Abruzzo; Francesco

Mastromauro, sindaco di Giulianova, Antonella Ballone per

Confindustria Teramo, Giuseppina Bizzarri docente di diritto del

lavoro, Oriana Broccolini psicologa, Ady Melles cuoca e scrittrice,

Fabio Capolla giornalista de Il Tempo, Monia Pecorale segretaria

CGIL Teramo, Alessia De Paulis, delegata Pari opportunità ANCI,

Gabriella Russo Adriatica Consulting e Pietro Rosica, Presidente

Pmi Confindustria di Chieti. In giuria: Guido Campana assessore

alle politiche del lavoro di Teramo, i giornalisti Walter De

Berardinis e Alessandra Angelucci, Manuel De Nicola docente di

economia aziendale per l' Università degli Studi di Teramo,

Massimiliano Santonocito dello Studio Santonocio, Gabriella

Russo dell’Adriatica Consulting, Margherita Di Marco presidente

dell’Associazione Compagnia dei Merli Bianchi, Valeriana

Mariani Presidente di Donna Impresa e Silvana Verdecchia

presidente Coldiretti Teramo. L’evento è stato impreziosito da

una performance teatrale della Compagnia Dei Merli Bianchi. “Il

Premio Impresa Rosa d’Ambruzzo - precisa la Ferretti - è stato

patrocinato da Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune

di Giulianova, Confindustria Teramo, Università degli Studi di

Teramo, Comitato per le Pari Opportunità dell’Università degli

Studi di Teramo e sostenuto da numerosi sponsor che ringrazio".

MEDIA KEY: DA 30 ANNI AL SERVIZIO DI CHI COMUNICA

Il parterre degli eventi di Media Key è composto da direttori marketing delle più importanti aziende, operatori della comunicazione, professionisti del settore,

direttori creativi di agenzie di advertising, direttori di testate, giornalisti di autorevoli mensili e quotidiani nazionali, docenti universitari e personaggi famosi dello

spettacolo, dello sport e della politica. Chi sponsorizza gli eventi può disporre di una visibilità a 360 gradi grazie alla diffusione di 10.500 copie mensili di Media

Key e 9.500 di Tv Key agli operatori e ai decision maker delle aziende presenti alla serata di gala, ai 30.000 contatti al mese del nostro sito web e ai 10.000

nominativi della selezionata mailing list cui viene inviata la newsletter: un vero strumento di promozione aziendale e di consolidamento dello status.

OMEGA:MODEL

"La nostra azienda offre molteplici servizi al mercato attuale, nelle più disparate forme, dalla progettazione 3D fino al realizzo completo del

modello fisico su resina, copriamo ogni singola fase, nello specifico: consulenza per realizzazione di prototipi e modelli; studio per

dimensionamento in base ai passaggi del materiale di stampaggio; realizzazione di prototipi con possibilità di piazzare direttamente la forma per

avere l’effetto suola montata; ideazione di disegni in 2D per l’immagine della suola sia su laterale che su battistrada; realizzazione di modelli finiti;

programmazione CAD/CAM per realizzazioni della parte meccanica dello stampo, e molto altro ancora. Diciamo che è nata principalmente per

la produzione di modelli da utilizzare nella costruzione di stampi per fondi di calzatura, ma pian piano ha anche allargato i confini in molteplici

settori, collaborando anche con la realizzazione di programmazione CAD con aziende del settore alimentare, dentale, meccanico."

IULM Milano Media Key press&outdoor Valeriana Mariani premia: Volkswagen Group Italia nuova Audi Q3.

L'evento è stato presentato dagli straordinari Petra Loreggian e Germano Lanzoni


VALERIANA: MARIANI

AmministratoreWorldServiceLaComunicazionePensata_PresidenteNazionaleDonnaImpresa

Artigianato

Commercio&Industria_PresidenteInternationalAssociationWomenEntrepreneursandBusinessLeaders

Employment Social Affaire&Equal Opportunities_ EditoreDonnaImpresaMagazine

nella foto: Valeriana indossa un abito della stilista siciliana Graziella Bonaccorso

my name is Joyk ...

La terapia chiamata "Doll Therapy" o “Empathy Doll” consiste nel ricorso all'oggetto bambola che riveste gradualmente un

significato simbolico in grado di aiutare a migliorare il benessere delle persone con problematiche che compaiono

generalmente in età avanzata. Le bambole terapeutiche originali, denominate Joyk, possiedono caratteristiche particolari

che potrebbero non farle apparire come le bambole più belle in vendita, ma che le rendono maggiormente in grado di

suscitare emozioni e che per questo vengono definite anche “bambole empatiche”.

la Verità è al di là delle opposizioni duali

nonsolobambole speciale

Molti studiosi si sono

sforzati di spiegare l'ultimo

misterioso haiku del poeta

Junichiro Kawasaki:

"Senza rimpianti è la mela,

non sa di non essere

pesca". Fu scritto la

mattina del 3 novembre

1996, poco prima che il

vecchio poeta e sua moglie

assumessero la dose di

arsenico che li avrebbe

uccisi. Kawasaki parlava di

sé, parlava di loro, parlava

di noi con la voce di chi

guarda la vita dal margine.

La parabola mi è tornata

alla mente leggendo di

Bronnie Ware, l'infermiera

australiana trapiantata a

Londra che ha raccolto i

rimpianti dei malati

terminali che ha assistito e

li ha pubblicati in un libro di

successo: The top five

regrets of the dying. "I

cinque rimpianti di chi sta

per morire" sono non avere

vissuto secondo le proprie

inclinazioni, ma secondo le

aspettative degli altri (1).

Avere lavorato troppo (2), non avere avuto il

coraggio di esprimere i propri sentimenti alle

persone care (3); avere perso di vista gli amici

(4); non essersi permessi di essere felici (5). È

una la lista che sulle prime può avere effetti

devastanti perché ti costringe a guardare la tua

esistenza da fuori, tutta d’un fiato, e a trarre un

resoconto in corsa, probabilmente catastrofico.

La tentazione è precipitarsi a dare le dimissioni

o abbandonare figli e marito per coronare il

sogno, mai inseguito davvero, di diventare

altro. La verità è che i rimpianti sono sempre

originati dalla vita e mai viceversa. Sono la

metà mancante di quello che siamo. Se

l'indagine fosse fatta tra ergastolani, tossici e

rockstar maledette in punto di morte si

otterrebbero risposte antitetiche: non avere

dato retta ai consigli, avere lavorato poco,

avere sovrastimato sentimenti, amici e felicità.

Ma la storia personale di ognuno si incrocia

sempre alla storia profonda degli uomini. Un

contadino marchigiano del 1700, un gladiatore

romano, una cortigiana assira difficilmente si

sarebbero dispiaciuti di non avere avuto la vita

che volevano. Una Storia universale dei

rimpianti racconterebbe, forse, che in punto di

morte gli antichi provavano rimorsi più pratici,

legati a episodi specifici, per comportamenti

sbagliati o occasioni perdute. Non

rimpiangevano altre vite per la semplice

ragione che non potevano neppure

immaginarle. Il nodo da cui erompe la nostra

idea di felicità si annida qui. Oggi, è doloroso il

peso delle strade non imboccate, delle scelte

non fatte, delle vite che non abbiamo vissuto

perché il Novecento è fondato sulla vastità

della scelta. È questa la sua invenzione più

immensa. Ogni uomo è libero di diventare

quello che è davvero. E allora perché gli

scaffali delle nostre vite non sono stipati come

quelli del supermarket La teoria del

Multiverso - gli infiniti universi paralleli della

meccanicaquantistica-èlatraduzione

scientifica di questa molteplicità culturale ed

economica. Per millenni, poi, si avevano

poche esistenze-modello, oggi ognuno è

sottoposto a un bombardamento di vite

possibili. Di eroi e vite imitabili. Avere un'unica

vita appare una limitazione; Io sono l'armonia

di una vita e la sua eleganza che risiedono,

invece, nell'adesione perfetta a se stessi,

nell'accettare quell'irripetibile agglomerato

carico di memoria e confinato nello spazio e

nel tempo in cui consiste la nostra identità. In

fondo, è la storia narrata da Martin Buber di

rabbi Sussja che in punto di morte, esclamò:

"Dio non mi chiederà perché non sono stato

Mosè, ma perché non sono stato Sussja". O

potremmo dire, con altre parole: il cammino

verso se stessi. Quel cammino nel quale,

riconoscendo lo splendore vitale del proprio

dimorare nel mondo, in quell'istante totale del

qui e ora, si realizza l'estrinsecazione

dell'occasionale come necessario, del relativo

come assoluto, la potente e vibrante verità del

finito abitato da infinita bellezza, l'umile cosa

che rivela il suo amore originario. La goccia del

rubinetto, il passo per strada, una parola

distratta, un rumore nell'aria ... Il resto è solo

infinita distanza tra alto e basso, dualismo.

Devozionismo terrorizzato o disperazione

nichilista. La gioia è originaria. La propria

identità è irripetibile. Non esistono due persone

identiche, anche se i gemelli omozigoti

possono in larga misura essere considerati

come dei soggetti uguali, quasi dei cloni l'uno

dell'altro. La consapevolezza di possedere

un'identità chiara è un elemento di grande

importanza, ma altrettanto importante, se non

di più, è il sentire che la propria identità è forte,

sana, accettabile, buona e di valore. Ognuno

di noi, per potere vivere bene, deve avere

stima della propria identità. A volte abbiamo

bisogno di alcune conferme dall'esterno, da

parte di persone o di oggetti atti a comunicarci

che siamo a posto e che andiamo bene.

Attenzione però che questo bisogno non sfoci

nel cosiddetto "narcisismo", ovvero nella

tendenza ad affidare il nostro valore a oggetti

la cui scelta dipende soprattutto da fattori

socio-culturali. La nostra storia non deve

essere dunque la storia della mela d'autunno

di Junichiro Kawasaki che cade senza

rimpianti perché il desiderio di un'esistenza da

pesca non l'ha mai neppure sfiorata. Il vivere lo

stupore continuo di scoprire tutti i frutti che

sono racchiusi in noi e il desiderio di viverli, lo

sono. Questo, e solo questo.

"Dedicato a tutti quelli che vivono un'esistenza

da mele perché non sanno di essere pesche".

www.donnaimpresa.com 91


MANGA

VALERIA

NI

Vice presidente di Alta Roma

di Maria Pia Della Valle

Quella delle donne non è mai stata una vita facile, fin dalla notte

dei tempi la donna ha dovuto affrontare innumerevoli sfide e una

competizione ad armi impari con l’uomo. Se per la Bibbia la donna

fu la tentatrice dell’uomo, colei che lo spinse al peccato,per tutto il

corso della storia antica la donna è stata relegata a vita domestica

senza possibilità di crescita e di acculturarsi. Per il Medio Evo,

addirittura, le donne, alcune donne, colpevoli solo di essere

capaci in medicamenti omeopatici, furono additate di stregoneria

e di essere amanti di Satana. La storia di genere ci ha insegnato

tanto, molte sono le pagine “nere” nella storiografia in “rosa”, le

donne, però, hanno avuto sempre spalle forti e passo dopo passo

hanno conquistato con fatica e sudore rispetto, diritti e pari dignità

rispetto al “sesso forte”. Esser donna è una sensazione

particolare, non è ovvietà sostenere che una donna, con la sua

sensibilità, il suo senso artistico, il suo istinto possa fare delle cose

speciali. Non è semplice esser donna, tantomeno è facile essere

una donna di successo, riuscire ad emergere e a far sentire la

propria voce. Questo articolo vuole essere un tributo alla donna, al

suo saper essere vincente, in un mondo costruito dalla mano

maschile. Un plauso alle donne, quelle capaci, quelle caparbie,

quelle che da sole hanno costruito qualcosa di unico, quelle che

fanno bene il proprio mestiere, che tutti i giorni si svegliano e

prima di essere manager, docenti o donne in carriera sono

mamme, mogli affettuose e che tutte le sere tornando a casa

chiudono la porta e riabbracciano i loro cari. Queste pagine

celebrano alcune delle donne straordinarie che contribuiscono

ogni giorno a scrivere la storia di genere, impugnando una penna

dall’inchiostro rosa. Parlando di queste figure femminili di ampio

successo e spicco non si può non citare una donna sicuramente

di successo che fa dell’eleganza, della cultura e della ricerca del

bello il suo impegno quotidiano: Valeria Mangani. Vice presidente

di Alta Roma, Consigliera per le Relazioni Esterne del Sindaco di

Roma, Docente di tecnologia dei tessuti alla Sapienza, non ha

dimenticato le donne, dal 2006, infatti, è Presidente

dell’Associazion e “Universo Femminile” che promuove l’immagine

femminile.

Valeria, lei è ciò che istintivamente chiunque

definisce una donna di successo, affermata.

Quanto è difficile affermarsi essendo donna

Com’è riuscita in questa “impresa”

Donna e successo sono un binomio delicato e per

taluni aspetti addirittura controverso, spesso sinonimo

di comportamento “combattivo” , necessario per

mantenere sempre la padronanza di sé in contrasto

ottico e fisico con lo schema sociale classico che

propone la donna dolce, fragile, gentile e remissiva,

bisognosa del consiglio e del supporto maieutico

dell'uomo pigmalione...(il mio 50% e' così). L’esigenza

di sostenere la competizione maschile sul posto di

lavoro e di doversi dimostrare all’altezza del proprio

ruolo, sottopone la donna ad uno stress intenso e

continuativo,spesso difficile da tollerare, che pone in

essere una severa selezione naturale che si realizza

attraverso una serie di meccanismi fisiologico-adattativi

che la rendono più adatta alla situazione (pensate a me

in Campidoglio per esempio ...). A tal proposito mi torna

in mente un calzante aforisma di Sir Charles Darwin

che sosteneva che in natura SOPPRAVIVE IL PIU'

ADATTO (The survival of the fittest). La donna di

successo è una donna che esce dagli schemi e dalle

briglie sociali e ridisegna il suo corredo genetico

adattandosi all'ambiente che la circondaeasuavolta

probabilmente migliorandolo. Come una

gazzella che nella savana fugge alla caccia

ostinata del leone che la insegue, così la

donna di successo diviene tale perchè riesce

a sopravvivere all'ambiente ostile, attingendo

ad energie inattese ed inesplorate sino a

poco prima, esempio calzante per me che

sono nata in Sud Africa. La donna di

successo si è talmente adattata all'ambiente

ostile al punto di guadagnarsi sul campo le

mostrine del comando, a costo di innalzare i

suoi ormoni dello stress, convivendo con

cortisolo e prolattina alle stelle, adattandosi

al fatto che mentre si scappa dall'aggressore

non ci si ferma certo per strada a ristorarsi e

rilassarsi o tanto meno a riprodursi o

dissertar di cinema o filosofia ...Tutto cio' la

rende rigida, fin troppo austera. Anche

l’abbigliamento ne risente: le sue scelte di

stile sono dettate dalla volontà di non

mostrare a colleghi e superiori la sua

femminilità, per non essere predata. Tutto

cio' in natura si definisce mimetismo criptico

difensivo e consiste per l'appunto nel

nascondersi da un predatore confondendosi

cromaticamente nello sfondo ambientale. La

donna di successo è fiera del suo carattere,

che le ha consentito di diventare quello che

e'! La donna di successo non è preda del

leone anzi all'occorrenza diviene predatore

lei stessa a sua volta. Un quinquennio di

attivita' come responsabile delle relazioni

esterne dell'attuale Sindaco di Roma

Capitale, di Vice Presidente di Alta Roma, di

CEO di varie compagnie, mi hanno posto a

contatto e confronto con personaggi di ogni

genere, politici, capi di stato, Presidenti di

multinazionali, premi Nobel, attori, cantanti,

stilisti, Maestri, etc. da loro ho appreso le

mille sfaccettature della diplomazia e delle

relazioni sociali, internazionali,

amministrative e produttive. Tutto ciò ha

fertilizzato il mio humus culturale di schietta

provenienza artistica, innestandovi il seme

della amministrazione chiara, trasparente e

fortemente positiva.

Lei può essere considerata, con un gioco

di parole, una donna che ama le donne,

che non le dimentica. Infatti, nonostante i

suoi numerosi impegni, si dedica molto

all’Associazione “Universo Femminile”

che lei stessa ha fondato. Quali sono gli

obiettivi principali di questo progetto

L'associazione si prefigge di Organizzare di

eventi benefici volti a promuovere le tante

sfaccettature del sociale aventi il mondo

femminile come protagonista.

"Consapevolizzare da Donna" e' la parola

d'ordine, volta ad esaltare una femminilità

attiva e moderna. Consulenza per eventi

culturali nazionali ed internazionali dedicati

all’universo femminile.Realizzare

pubblicazioni e conferenze. Organizzare

eventi umanitari. Partecipare attiva alle

campagne volte alla tutela dell’immagine e

della salute della donna.

L’icona dell’Associazione è quella di uno

specchio, che ricorda una delle

peculiarità classiche del mondo

femminile: La vanità. Lei, che è autrice di

www.donnaimpresa.com 95


vari best seller sulla salute e sulla nutrizione, che

rapporto ha lei con la vanità E con la bellezza

Cos’è la bellezza per lei

La prima strada che si rispecchia è proprio il caso di

dire nella mia associazione e che si apre davanti a

noi è quella della bellezza come ideale. Tra il bello e

il bene esiste un legame misterioso, inafferrabile e

indistruttibile. La "Bellezza", intesa in senso

"schilleriano", è un concetto universale. Ad essa è

affidato il potere di ricomporre in un'unità armonica il

disordine fondamentale della realtà, rendendola

capace, così, di rivelare un senso ultimo al di sopra

del suo stesso caos. La donna incarna il concetto

assoluto di bellezza a 360° dall'interno la bellezza

esplode evanescente e prorompente all'esterno. . In

tal senso condivido l'idea della bellezza di

Dostoevskij che coincide con quella che da Platone

("Il bello è lo splendore del vero"), passando per lo

Pseudo Dionigi Aeropagita ("Dio ci concede di

partecipare alla sua propria Bellezza") si innesta poi

saldamente nella tradizione russa con la nota

raccolta ascetica conosciuta come "Filocalia" e nella

tradizione di Alessandria costruisce una vera e

propria "iconosofia": una grandiosa Teologia della

Bellezza per la quale penetrare l'essenza delle cose

vuol dire essenzialmente contemplarne la bellezza

perfetta.L'universo femminile che io intendo è

contemplazione non solo estatica, ma dinamica delle

bellezza come musa consolatrice del genere umano.

La bellezza salvera' il mondo .... afferma il principe

Miškin nell'Idiota di Dostoevskij .Questa frase è quasi

un'evocazione lontana, manifesto della mia

associazione del mio stile di vita come donna, come

madre, come moglie.... di successo questo è

semplicemente la conseguenza di affrontare la vita

con il cuore e con la mente ben aperti ed in sincronia.

Nella costruzione russa della frase, "Mir spasët

krasotà", l'autore con una anastrofe inverte oggetto e

soggetto, "Il mondo salverà la bellezza", quasi a voler

sottolineare che il punto centrale in tutto ciò di cui si

sta parlando non è soltanto la bellezza, in quanto la

parola stessa "mir", che in russo - fatto curioso - ha

due significati: mondo e pace. L'universalismo della

cultura russa sembra discendere o incarnarsi nella

lingua stessa, laddove l'aspirazione all'armonia

concorde dell'umanità coincide con l'umanità stessa,

il mondo. Il punto centrale è dunque che il mondo

sarà salvato dalla bellezza: una profezia "linguistica"

in questo caso si avvererà e il semplice mondo/mir

diventerà la pace/mir. Interessante no

Come Vice Presidente di Alta Roma più volte ha

parlato del concetto di moda come Arte,

sartorialità, artigianalità, ponendosi l’obiettivo di

liberare questo settore dalla presunta

superficialità che lo attraversa e che spesso crea

pregiudizi. E’ possibile creare un concept di

Fashion più profondo Come

La moda ci racconta le nostre radici, da dove

veniamo e dove stiamo andando è la bussola del

genere umano. E' nata con il genere umano ed

accanto a lui procede non vacua espressione del

nulla e del superfluo, ma espressione del mondo

che cambia. La moda può salvare l'Italia ed il mondo

dalla crisi e lo fara' se sapremo ispirarci fedelmente

ai suoi principi, restaurando fiducia nel ns tessuto

sociale italiano ordito di di artigiani, santi, poeti,

navigatrori ed eroi ... Prendiamo per esempio la

Moda etica ed eco-friendly si stanno imponendo sui

mercati: chi non ne ha ancora capito le potenzialità

commerciali ed indistriali, resta tagliato fuori. Sono

sempre più numerose le aziende (importanti o meno

conosciute) che hanno sintonizzato le loro antenne,

orientando la produzione in base a questa nuova

consapevolezza, puntando sia sulla ricerca di

materiali a basso impatto, riciclati o riciclabili, che

rappresentano un passo importante verso la

salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, sia sul

sostegno a popolazioni disagiate, dando lavoro a chi,

altrimenti, non potrebbe garantire un presente e un

futuro dignitosi alla propria famiglia. Ho promulgato

pionieristicamente da anni questo aspetto sociale e

produttivo della moda. Dai jeans in cotone bio

all’abito nuziale realizzato da artigiani Nepalesi,

passando per scarpe di carta riciclata, capi in fibra di

latte e t-shirt griffate che garantiscono una adeguata

remunerazione ai coltivatori indiani, il futuro è

adesso: perché aspettare La moda come strumento

di miglioramento della qualita' di vita non e'

un'ipotesi, ma solida realta'!

Alta Roma si pone da sempre come promotrice di

giovani talenti con il concorso “Who’s on Next”

ed altre numerose iniziative. Quanto è

importante, nel panorama attuale, puntare sui

nuovi nomi oltre che a quelli altisonanti

l mondo uscira' dalla gravissima crisi economicofinanziaria

scoppiata nel 2008, ma la geografia

economica risulta profondamente sovvertita.

L'economia mondiale riprendera' gradualmente solo

se sapremo fare appello ai nostri talenti vocazionali

più antichi ed autentici..In un mondo sempre più

globalizzato crollano assiomi e certezze infranti dalla

crisi economica internazionale e le cui regole sono in

fase di riscrittura. La vittoria arridera' a chi ha avra'

fiducia nel cambiamento che parte dalla base, dai

giovani. Io questo concetto l'ho sempre sostenuto e

ribadito anche all'Universita' quando insegno.Mai

come in questo momento per sopravviverei vari livelli

istituzionali, civili e imprenditoriali sono chiamati a

complesse sinergie di lavoro di gruppo, mai come in

questo momento dovremo far leva sul team building,

si tratta di un obiettivo focale cruciale per rafforzare

la propensione delle nostre imprese all'export, se

desideriamo favorire la loro crescita dimensionale

(non a caso solo 8 mila imprese fatturano l'80%

dell'export italiano, cui nel complesso concorrono

190 mila aziende), l'innovazione e, dunque, una

maggiore capacità di competere. Who's on next

incarna questo concorso ispirativo che ho voluto

fortemente in Alta Roma e che sta fungendo da

archetipo di riferimento in tutto il mondo. Voglio

sottolineare con fermezza che lo scouting di nuovi

talenti creativi e produttivi sarà foriero della rinascita

nella moda, nell' arte e perchè no, anche della

politica. Chissa' che finalmente la ricetta della ripresa

non venga proprio dalla moda. Forse se qualche

illuminato stylist cominciasse ad amministrare i nostri

miseri bilanci cittadini, regionali e nazionali

potremmo uscire più rapidamente da questi mesti

momernti di crisiPer crescere in un mondo sempre

più competitivo, ogni Paese deve fare leva sui propri

assets. Un Paese come l'Italia dispone di una storia

millenaria, in ogni epoca “fertilizzata” con

l'innovazione tecnologica abbinata ai cosiddetti

“saperi del territorio”. Per accrescere il valore

aggiunto, dobbiamo rilanciare il nostro binomio

tradizione-innovazione, al di là del fattore

competitivo-prezzo che fu il fattore di successo

dell'ormai lontano miracolo economico.

la Verità è al di là delle opposizioni duali

Roberta, lei è una donna che ha creduto e crede molto nella

ricerca, quanto è stato difficile per lei, intraprendere la scalata

nel mondo del Fashion

Se una cosa non la sudi allora non te la meriti e non te la godi! È stato

un percorso di gavetta tutto in salita ma sono stata io a sceglierlo. La

mia famiglia aveva pensato per me una strada diversa. Non era la

mia. Per seguire la mia strada ho rinunciato ad ogni certezza. Ho

abbandonato gli studi di giurisprudenza per quelli artistici. Finiti gli

studi la mia caparbietà mi ha portato a Roma. Ho iniziato osservando

Madame Gattinoni in atelier e cercando di rubare con gli occhi, la

mente e il cuore ogni piccolo gesto delle sue mani. Tutto ciò che

imparavo mi spingeva ad andare oltre. Così mi sono innamorata

sempre più della ricerca. Poi ho capito che la ricerca non può avere

confini. Se è vera è libera. Se ti proponi un obiettivo non voli più.

Volando sono arrivata dalla moda al cibo. Fondamentalmente sono

di Maria Pia Della Valle

ROBERTA

RAZZANO

Ricercatrice e Storica del Costume

Esser donna non è semplice e non lo è ancor meno se

hai un ruolo, un’autorità, se conduci uno studio, se devi

comunicare sapere. Roberta Razzano è l’esempio di

donna che non si ferma mai, continua la sua ricerca in

campi assai diversi. Ricercatrice e docente di Storia del

Costume all’Università San Raffaele di Roma,

Coordinatrice del corso di Moda e Design Industriale

presso la stessa Università, specializzata in tecniche di

tintura tessile con il maestro giapponese, Laozi

Nagayama, la Razzano ha lavorato in molte maison di

moda cominciando il suo percorso dalla maison

Gattinoni. Partendo, poi, dalla sperimentazione di

tinture commestibili, ha allargato la sua esperienza al

mondo della Food Art dell’Associazione “Universo

Femminile” che promuove l’immagine femminile.

una persona che si annoia facilmente a fare sempre le stesse cose.

Ho bisogno di mettermi in gioco e avere stimoli nuovi. Questo è il

segreto. Ecco perché non mi fermo mai!

Dalla moda, dallo studio dei tessuti, all’insegnamento. So che

tiene particolarmente ai suoi ragazzi e che da insegnante cerca

di seguirli non solo teoricamente ma di spingerli a proporsi al

mondo della Moda, segnalando spesso valide opportunità di

visibilità. Quanto è importante credere nelle nuove generazioni

per l’attuale classe dirigente

Insegnare non vuol dire stare si un piedistallo. E’ sentirsi parte di una

comunità, di un mondo di persone unite nel profondo da un sentire

comune. Se dentro senti questo, insegnare fa parte della vita. E’

ovvio e naturale come respirare. Senza dirmelo me l’ha insegnato in

quei mesi di silenziosa dedizione il mio maestro giapponese. In

Oriente la conoscenza si trasmette in modo più diretto e meno

www.donnaimpresa.com 97


azionale. E’ una comunicazione da cuore a cuore.

Ha mai letto lo zen e l’arte del tiro con l’arco Per

imparare l’allievo deve abbandonare tutti i suoi

preconcetti, perfino la volontà di riuscire, deve

perdere se stesso in un’armonia superiore con il

suo agire e con il risultato che otterrà. Ecco, è

esattamente cosi! Sinceramente penso che la

classe dirigente sia lontanissima da questo modo

di sentire.

Ci racconta brevemente il suo passaggio dalla

moda al food Cos’è, nello specifico, la food

art E’ qualcosa che và al di là di un semplice

pinzimonio colorato o di un cocktail inusuale ...

Guardandomi indietro adesso, sembra quasi un

cammino segnato, una serie di piccoli passaggi, in

se apparentemente insignificanti che mi hanno

portato ad esplorare un mondo nuovo. Con Laozi

(il mio maestro giapponese) ho imparato a tingere i

tessuti con i pigmenti naturali estratti dalle piante.

Fra quelle piante c’era il tè. Quando ho iniziato a

camminare da sola, da buona napoletana ho

provato a sostituire il tè con il caffè. Poi con il vino,

la curcuma, lo zafferano, i mirtilli, le fragole, la

menta, i pistacchi, il curry, la barbabietola. A volte

quei tessuti li avrei mangiati. Ed è stato grazie al

colore di quei tessuti che Fernanda Gattinoni mi ha

accolto nel suo atelier aprendomi le porte al mondo

dell’alta moda. Poi è stato naturale provare a

comporre usando i cibi stessi invece dei loro

pigmenti. Quando usi ingredienti naturali la

ripetitività è impossibile. E’ ripetitivo il prodotto

industriale, ma un grande chef non prepara mai

due piatti identici. Anche gli abiti che tingevo in alta

moda non erano mai identici. I cosiddetti food

designers cercavano la standardizzazione. Io

cercavo l’unicità. In questo, mi sentivo artista, non

designer. La mia era Food Art. Se dovessi definirla,

direi che: “La food art, è quella tendenza che

nasce in opposizione al food design, ribellandosi

all’appiattimento, alla freddezza ed allo standard

delle consuete creazioni ripetitive di matrice

sostanzialmente industriale.

La sua esperienza nel Food Design è

consolidata, con una collaborazione stabile con

il laboratorio di Fisica Gastronomica

dell’Università di Parma. Come viene vista la

donna in quell’ambito

Essere donna può essere un fardello ma anche

un’opportunità unica. Se riesci ad amarlo, quel tuo

essere donna, allora puoi davvero volare. A questo

punto non devi più chiederti come viene vista una

donna, ma solo come viene vista Roberta. E

quando vola, Roberta la si vede attraverso le sue

creazioni.

Spesso si usano dei termini in modo improprio,

specie nei settori in cui si è specializzata, cosa

ne pensa del proliferare di termini come art,

food, designer, fashion, ecc. che dovrebbero

essere accomunati ad una competenza ma che

spesso si ritrovano a fare solo “immagine”

Il problema non sono le parole. Sono le persone. Ci

si sveglia al mattino e si decide di essere un’artista,

un fashion designer e così via, senza avere

competenze, senza avere studiato, senza esercizio

e spesso anche senso estetico. Sta dominando un

mito stupido di una creatività che prevale sulla

tecnica. Ma da che mondo è mondo la creatività

può essere solo figlia della tecnica. Come diceva

Leo Longanesi: “L’arte è un appello al quale molti

rispondono senza essere chiamati”.

di Maria Pia Della Valle

Essere e apparire o apparire

ed essere Dalla foglia di fico

dell'Eden al pirandelliano

berretto a sonagli che regge

l'economia dei Paesi; “Dal

Celodurismo a Yes We Can

passando per il Vaffa... e la

Rottamazione”.

Mai come oggi il corpo risulta presente con

una tale forza nella scena politica che non

possiamo non considerarlo il nuovo

protagonista a fronte del quale le

polarizzazioni destra e sinistra, vecchio e

nuovo, conservatore e progressista paiono

obsolete e inutilizzabili. Si tratta di un

fenomeno molto interessante, anzitutto

perché diffuso in quanto assaliti dalle

IRENE PIVETTI: LIBRI

immagini dei leader politici nel nostro quotidiano ma anche, ed in particolare, ai fini della

comprensione del come e perché il corpo mediale del leader trionfi indipendentemente

dalle colorazioni politiche o dai programmi elettorali. Sono ormai molti gli studi che

trattano il tema del corpo Politico a partire da quello relativo alla metafora del corpo

(considerata nelle sue implicazioni simboliche e teologico politiche) e al ruolo che essa

svolge sia nell’autorappresentazione del potere, nella definizione di Stato e della

rappresentanza politica, sia in relazione alla dialettica o l’opposizione tra corpo sovrano

e corpo assoggettato che nelle trasformazioni del rituale e del simbolismo politico, e

dell’impatto dei media elettronici sul comportamento sociale, soprattutto in riferimento

alla sostanziale perdita dell’“aura” dei detentori del potere nel processo di

trasformazione a cui è sottoposta la sacralità del “corpo del re”, e quindi del “corpo del

leader”, nell’epoca dei media elettronici attraverso la “messa in scena” di quello che

prima era lo spazio del “retroscena”. In qualche modo, è come se l’ampiamente

discussa perdita di privacy fosse un fenomeno che riguarda i grandi leader almeno

quanto può riguardare le persone comuni. In altre parole, vi sarebbe una sorta di

reciprocità nella perdita della privacy operata dai media, grazie alla quale abbiamo un

qualche accesso all’intimità di chi ci controlla. Con questo non si vuole suggerire che gli

effetti di tale “perdita dell’aura” si giochino soltanto in chiave negativa: spesso i leader

possono utilizzare questa situazione come una risorsa per la loro immagine pubblica,

anche se le possibilità di “manipolazione” delle informazioni sulla loro intimità sono

considerevolmente minori rispetto a un tempo, e vi è una maggiore consapevolezza di

tali strategie da parte del pubblico. E’ In questa prospettiva che abbiamo individuato, ad

emblema dell’oggetto della nostra indagine, un libro che anatomizza le dinamiche del

cedimento della soglia tra scena e retroscena e di come esse, nell’ottica di un

abbassamento dell’eroe politico al nostro livello, comportino una “personalizzazione”

della politica, dove contano più i volti (telegenici) e le parole rispetto ad altri ordini di

considerazioni. Un’analisi asciutta e puntuale che rivela gli aspetti più significativi

dell’attuale comunicazione politica, scritta a quattro mani da Irene Pivetti, figura politica

d’eccezione, a 31 anni la più giovane presidente della Camera dei Deputati della

Repubblica Italiana, e Alessio Roberti, sociologo ed esperto di intelligenza linguistica,

che si è formato con il consulente in comunicazione di Bill Clinton e Barack Obama.

Una prospettiva diversa attraverso cui leggere e ascoltare i messaggi di chi chiede il

nostro voto e, in vista di nuove competizioni elettorali, acquisire un nuovo strumento di

giudizio. Citiamo testualmente “Dalla torre d’avorio del politichese all’impatto emotivo

del turpiloquio, dall’uso sapiente della metafora alla forza trainante dello slogan perfetto,

alcuni politici dimostrano di conoscere a fondo il potere del linguaggio, manifestando

quella che gli autori definiscono intelligenza linguistica”. Nota confortante dell’addotto è

che anche noi cittadini elettori possiamo acquisire questa abilità, diventando noi per

primi linguisticamente intelligenti e imparando così a distinguere tra i discorsi dei politici

e quelli dei politicanti attraverso le parole più ferite, più stanche, più tradite. Piantiamo

dei paletti, come facevano gli antichi quando fondavano una città nuova. Proponiamo

che il 2013 sia l'anno in cui il linguaggio riprenda fiato, con una specie di vaccinazione di

massa dalle manipolazioni e dalle mistificazioni: per la politica un bagno di umiltà, per i

cittadini un recupero di senso critico. Insomma, questo sguardo ironico e disincantato

alle trappole verbali (e non solo) che la politica ci propone ve lo consigliamo davvero

caldamente.. perché, per quanto anche affascinati da una istruttiva metafora in cui è

possibile leggere il dramma dell’uomo, che si muta in rêverie cosciente, nel racconto

“The Happy Hypocrite”, composto da Beerbohm nel 1897, non possiamo sconsacrare il

saggio Orazio: “Naturam expellas furca, tamen usque recurret” (Potrai scacciare la

natura col forcone tuttavia sempre tornerà). A buon intenditor, poche parole. Poche sì,

ma buone.

La seduzione, una moda che non passa mai di

moda

MUSICA

NEXT: EVENT

La seduzione inconscia è un'espressione talmente comune sulla Terra, che la maggior parte dell'umanità è cieca alla sua

esistenza, eccetto forse per il fatto di sentirsi fisicamente e emozionalmente diversi dopo averla subita. Sempre e

continuamente l'uomo è sedotto. Da bambino, attraverso la sorpresa che ogni nuova acquisizione comporta, è la seduzione dei

suoni, dei colori, dei profumi, di ogni cosa che accenda la sua fantasia. Da adolescente sono il potere del sogno e il richiamo

dell'utopia le forze da cui lasciarsi condurre altrove, nella sensazione appagante e onnipotente che sia possibile conquistare il

mondo e realizzare ogni aspirazione. Da adulti, la seduzione assume i mille volti del desiderio: le molteplici figure con le quali

l'uomo popola il suo immaginario per padroneggiare la sua solitudine esistenziale, la sua condizione di individuo che forgia

forme e simboli e che tesse racconti per darsi un'identità e una collocazione, per radicarsi nel mondo. Così è possibile parlare di

seduzione non solo amorosa, ma di una seduzione delle idee, di una seduzione dello spirito, della seduzione del male o delle

immagini. Dovunque si profili una promessa di riparazione, di appagamento, o l'illusione di una ricomposizione delle proprie

tensioni, o anche dovunque si intraveda una possibilità di sentirsi più pienamente partecipi della vita, attraverso la sfida del

perdersi e del ritrovarsi, lì è in atto la seduzione.

IN PRIMO: PIANO

"La musica seduce la nostra sensibilità, ma eccita anche la nostra attività intellettuale, offrendo alla filosofia un campo particolarmente ricco e stimolante

su cui esercitare le proprie riflessioni: come nasce una forma, come nasce un senso, come avviene una costruzione di suoni, che cosa è l’ascolto e la

percezione sonora, che cosa è il

suono stesso. Di questo e altro

parleremo con due straordinarie

interpreti della musica classica

che abbiamo avuto il piacere e

l’onore di ascoltare l’otto marzo

(festa della donna) ospiti

dell’Ambasciatore austriaco a

Roma Christian B. Berlakovits"

Cristina Cavalli è diplomata in

Pianoforte al Conservatorio "G.

Nicolini" di Piacenza e in Musica

da Camera al Conservatorio "B.

Maderna" di Cesena con il

massimo dei voti, nonché alla

prestigiosa Accademia "Incontri

col Maestro" di Imola, affianca al

CRISTINA: CAVALLI

GAIA: VAZZOLER

percorso musicale accademico altre esperienze di approfondimento, seguendo Corsi e Masterclass con importanti personalità del panorama musicale,

tra cui emergono come più significative Sergio Fiorentino, Pier Narciso Masi e Marisa Somma. L’attività solistica e cameristica l’ha portata su importanti

palcoscenici in Italia ed Europa con unanimi consensi di pubblico e di critica. Parallelamente all'attività concertistica tradizionale, collabora costantemente

con il mondo del Teatro e della Danza ideando e realizzando, personalmente ed in collaborazione con altri artisti, spettacoli di accostamento e di sintesi

tra la Musica e le altre arti. Il suo recital "Mediterraneo", un viaggio sonoro lungo le coste del Mar Mediterraneo, ha debuttato a Roma ed è atteso in altri

importanti centri in Italia, Spagna e USA. Gaia Vazzoler diplomata in pianoforte sotto la guida del M° Tiziana Poletta e Carmela Pistillo, si è laureata nel

2000 col massimo dei voti in DAMS presso l’Università RomaTre con il Prof. Mario Bortolotto, discutendo la tesi sperimentale in Storia della Musica

Richard Wagner e il pianoforte, che le è valsa la prestigiosa Borsa di Studio della Richard Wagner Stipendienstiftung di Bayreuth. Ha lavorato come

Musicologa presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per oltre dieci anni, in veste di curatrice di numerose rassegne musicali di guida all’ascolto,

storia della musica e introduzione ai concerti, con esempi dal vivo al pianoforte ed interventi di artisti ospiti. Presentatrice di numerosissimi eventi,

concerti ed incontri musicali, ha presentato il Premio Speciale Via Vittoria conferito al Maestro Ennio Morricone nel 2010 ed al Maestro Luis Bacalov e

Prof. Bruno Cagli nel 2011. Curatrice del progetto Noteinviaggio (programma di viaggi musicali in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa

Cecilia), ha recentemente pubblicato il saggio Roma di Note, itinerario musicale nella Città Eterna dal passato ad oggi. Collabora regolarmente con

l’Ambasciata d’Austria a Roma, il Rotary Club, l’Inner Wheel, la Reale Accademia di Spagna, il Conservatorio di Santa Cecilia, la Compagnia per la

Musica in Roma, l’A.Gi.Mus. e numerose altre istituzioni culturali, esibendosi come pianista sia in veste di solista che in formazioni da camera, con un

repertorio cha spazia dai grandi autori classici al primo Novecento. Tra gli ultimi impegni si segnala la collaborazione con Radio Vaticana nell’ambito della

trasmissione musicale Diapason, numerose dirette in qualità di musicologa per Radio Capital e la realizzazione del video documentario “Liszt e Roma”in

collaborazione col M° Michele Campanella, presentato in forma di concerto nella Sala della Protomoteca del Campidoglio e trasmesso integralmente da

RaiNews. Attualmente è impegnata in una serie di lezioni-concerto presso la Sala Ciampi di Roma (rassegna “Note e Movimenti”) ed è curatrice del

progetto “Musica in Circolo” per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

VIVA LA VITA: BIANCAMARIA CARINGI LUCIBELLI

Gran Gala delle Margherite Festa di Primavera, una serata di solidarietà.

Una manifestazione annuale che ha contribuito alla realizzazione di numerosi progetti umanitari e che si terrà, come

di consueto, nei saloni dell’Hotel Excelsior di Via Veneto in Roma il 13 Aprile 2013. Saranno presenti, così come

avvenuto per le edizioni precedenti, circa cinquecento persone del mondo dell’imprenditoria, della cultura e dello

spettacolo, allietati da un concerto di “LINO PATRUNO E IL SUO JAZZ SHOW”, con la partecipazione della cantante

Giovanna Berardinelli. Quest’anno, il Gala, ideato ed organizzato da Biancamaria Caringi Lucibelli, va a beneficio

delle finalità statutarie di “VIVA LA VITA” Onlus associazione di familiari e malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica che

ha come Presidente Onorario e Testimonial Erminia Manfredi ,moglie del compianto grande attore Nino. "I progetti di

beneficenza hanno uno scopo prettamente umanitario e di servizio, di volta in volta scelti dai vari partner che si

succedono senza vincoli politici,etnici e/o religiosi - spiega Biancamaria in una nota - tutto quello che riesco a

realizzare, con mero spirito di volontariato, lo faccio con il massimo impegno della mia persona, in quanto credo di

sfruttare le mie particolari doti di comunicazione e di comprensione verso il prossimo meno fortunato di noi. Tutti gli

obiettivi vengono realizzati grazie alla fiducia dei tanti sponsor a partire dall’ Hotel Excelsior che ogni anno con spirito

di solidarietà, contribuisce con la professionalità di tutto il personale dirigente e non in maniera ineccepibile alla

buona riuscita della manifestazione nei vari sontuosi saloni messi a disposizione degli illustri invitati".


LORENA: MAGLIOCCO

Autrice Tv e Storica dell'Arte

“Se l’ideale è la tramutazione, non tramuto nulla se non comincio

a mutare me stesso. L’utopia comincia domani, e può anche non

cominciare mai; la tramutazione comincia oggi e non ha mai

fine ”(Norberto Bobbio) . Maria Lorena Magliocco, 31 anni autrice

Tv e storica dell’arte. Oggi attiva concretamente nella vita politica

romana e Presidente dell’associazione Altruisti Nati. Fiera di non

aver apparati cerca nella propria generazione e nel proprio

genere la forza per sovvertire questo mondo, perché si può.

L’abbiamo incontrata per le strade del centro storico di Roma, in

una serata particolarmente fredda e tra le prime cose che ci ha

detto: “Anche se fa freddo, facciamo una passeggiata, adoro

questa città …la sento mia anche se nelle mie vene scorre il

sangue del Salento, terra antica e piena di storia. Fin da subito

ho capito che qui volevo vivere e realizzarmi. Conosco molto

bene questa città, le sue strade, i suoi palazzi, i suoi monumenti

e quei luoghi celati dalle guide turistiche. Roma è come una

grande madre accoglie tutti, ma ripudia nello stesso tempo se non ci sai vivere”.

BEATRICE: DAMIANI

Traduttrice

L’agenzia “Traduzioni e Lingue” ha sede a Riccione, nel cuore della Romagna, e fornisce diversi

servizi linguistici, quali, traduzioni, interpretariato e insegnamento

lingue. L’agenzia collabora esclusivamente con traduttori laureati

e specializzati in varie lingue, garantendo così un servizio di alta

qualità.

Chi si rivolge principalmente all’agenzia ‘Traduzioni e

Lingue’ ... Beatrice

"Aziende, privati, studi legali e professionali e non solo. Offriamo

corsi collettivi, lezioni individuali, a domicilio o presso il nostro

ufficio, corsi aziendali, ripetizioni private e lezioni via Skype. L’uso

di Internet è diventato indispensabile anche nell’insegnamento. In

questo modo il cliente è in grado di mettersi in contatto con noi

comodamente dal luogo in cui si trova, senza doversi spostare e

di conseguenza risparmiando tempo. Cerchiamo di accontentare

il cliente, trovando sempre un modo per rispondere alle sue

esigenze. Oggi più che mai, nell’era di Internet e con il mondo in

continua evoluzione, conoscere almeno una lingua straniera è

diventato indispensabile, per potersi muovere in autonomia e

comunicare più facilmente. Non a caso, i corsi di lingua sono

sempre più numerosi. La nostra agenzia organizza corsi di vari

livelli, dall’elementare all’avanzato, continuamente, in modo che

chi si iscrive ha poi la possibilità di passare al livello superiore e

di continuare a studiare la lingua che ha scelto finché lo desidera.

Chiunque può avvicinarsi a una lingua straniera, per esigenze di

lavoro o per piacere. Le lingue straniere sono ponti che ci

permettono di raggiungere luoghi vicini o lontani, e di comunicare

con le popolazioni di tutto il mondo" www.traduzionielingue.eu

VIRGINIA: BRESCIA

Artista

35 anni, nata a Parma e vive in Sardegna dall'età di quattro. appassionata di musica, strumentista e

cantante, da animatrice liturgica ad esperienze da solista in svariati cori polifonici, artista, smette i

pennelli eicolori, per dedicarsi a una nuova forma di "arte tridimensionale", nella forma del riciclo,

realizza diverse mostre in Sardegna, con un discreto successo di pubblico, incuriosito dalle forme e

dalle composizioni su tela, realizzate con svariati materiali, plastica, legno, ferro, spaghi, carta

cartone ... materiali per lo più recuperati nelle discariche, una sorta di "pulizia dell'ambiente", un'arte

tutta "ecologica", che risponde alla ferma convinzione, che l'arte è ovunque, è in cosa che

sappiamo osservare con occhi diversi. A breve, in Giugno,

presso la LIBRERIA BETTINI, a Cesena, si svolgerà una mostra

personale, sempre all'insegna del Riciclo. Virginia, una donna

forte e passionale, amante dell'eleganza, sensualità, della

musica che l'ha spinta a diverse collaborazioni artistiche, canta e

suona, lasciandosi traportare dalle note, spesso a occhi chiusi,

nel tentativo di trasmettere emozione al pubblico che ascolta, da

sempre sostenitrice dell'interpretazione delle parole di un brano,

la musica "è vita", e bisogna sentirla dentro per poterla far

esplodere nel cuore di chi ascolta, anche a discapito

dell'estensione vocale, spesso motivo di attrazione per il

pubblico.. Appassionata di fotografia, realizza foto

paesaggistiche sul suo piccolo paese Osini, di 800 abitanti, nel

quale vive dal 2008,terra povera economicamente, ma ricca di

attrazioni naturali da mozzare il fiato, e di un paese vecchio, di

pari fascino e bellezza...

ROMA _ ITALY

COMING: SOON

nel prossimo numero

PH: Roberto Baldassarri

Le sue opere siano lungi dall’essere confortevoli

ed “anestetizzanti” oggetti d’arredamento

L’arte è come la primavera, una fase di transizione, un risveglio vero e proprio. E’ una specie di alba dell’anima, un passaggio dal

buio e dal torpore dell’inverno all’energia positiva dell’estate. C’è quella sensazione di spensieratezza, di allegria e di aspettativa

che sottende a tutto; un po’ come quando apri gli occhi mentre stai ancora dormendo e ti accorgi che è una bella giornata, che hai

voglia di uscire, e inizi già a sentire i miti sbuffi di aria sulla pelle. In questa opera, prima di una di una lunga serie di lavori dedicati

alla Valle D’Aosta ed in particolare a Saint Vincent, Paolo ci narra le esuberanze visive, olfattive e tattili di un luogo indimenticato

per suggestione paesaggistica di cui egli è rimasto irrimediabilmente sedotto. Lettere poggiate su una tessera di cartone con la

leggerezza della neve racchiudono la promessa di ritornare. Tezera: E`il nome greco per 4 ma anche per l'elemento del

mosaico.Il lavoro e`un modulare di cartone ondulato dipinto ad acrilico formato da nove tesera (20x20 cm) fermato da un sistema

di listello ad incastro 60x60 cm. Il concetto di questa opera e`ispirato dai grandi pannelli publicitari, dopo un periodo di tempo finita

la loro funzione di comunicazione vengono demontati e rimontati a caso perdendo l`originale forma ma acquistando le nuove

valenze estetiche dettate dal caso. Tale concetto rientra nella ricerca che da alcuni anni sto compiendo nel mondo

dell'archeologia della comunicazione (alfabeti immaginari)in pittura e scultura. La scelta dei colori nella tesera rosso nero e le

lettere scelte richiamano un ipotetico alfabeto (Valle D`Aosta) smembrato e rocostruito in nuove versioni sempre diverse

dimostrando che il concetto di comunicazione non verbale rimane ed acquista nuovi valori. Il cartone ondulato dipinto ad acrilico

PAOLO: SISTILLI

con metodi grafici e`protetto da una vernice, è possibile metterlo sotto tecla di acrilato nel caso di ambienti particolarmente umidi

e fumosi.

Sullo sfondo l'opera (Tezera) del Maestro Paolo Sistilli dedicata alla Valle D'Aosta

Via Tintoretto 7 Ss16 _ Grottammare (Ap) _ T. 0735.632622

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Estoril Viaggi vi consiglia il Saint-Vincent Resort&Casino

Capita a volte di avvertire già alla partenza che si prenderà

parte a qualcosa di unico, di speciale, indimenticabile. E’,

poi, una questione di empatia l’affiatamento che si crea con

le persone, lo stare bene fin da subito. Il giusto feeling che

si instaura, la bellezza di entrare in un mondo per il piacere

di condividere con altri quella quotidianità fatta di luoghi

suggestivi, di parole delicatamente pronunciate, di gesti e di

semplici momenti, veri e propri tesori di cui, poi, non vorrai

più fare a meno. Indimenticabile nelle sue esuberanze

visive, olfattive e tattili il Saint Vincent Resort&Casino. Ogni

luogo sembrerebbe essere stato pensato per stupire, ogni

persona della équipe sembrerebbe essere stata selezionata

sulla base della bellezza del sorriso, ogni oggetto scelto

affinché regali profonde emozioni, ogni allestimento scenico

affidato alla più talentuosa e bizzarra delle registe: la natura

che fa bella mostra dei suoi inimitabili spettacoli attraverso

sconfinati perimetri e tetti di trasparenti cristalli. Che si tratti

di leggere un libro nella hall, piuttosto che sorseggiare un

caffè o gustare un aperitivo, la suggestione è unica nella

sua irripetibilità, ed è così che capita di assistere al

rincorrersi capriccioso dei raggi del sole che fanno capolino

fra le nubi o in sconfinati azzurri, allo scroscio sensuale

della pioggia, al genuino fulgore della neve piuttosto che

all’ansimare poderoso del vento. Una autentica emozione

quando per la prima volta si scorge il proiettarsi dei raggi fra

le innumerevoli opere d’arte di cui si fregiano copiosamente

le pareti dell’intera struttura ma, ancor di più, quando essi si

scagliano fra la pietanze di una tavola riccamente imbandita

quasi a glorificarne la già prorompente bellezza. Ogni

emozione dicono abbia un odore particolare che a noi non

è concesso di scoprire e che la mente abbia la capacità di

allontanare il ricordo, rimuovendolo nell’inconscio … e che il

corpo invece non dimentica … ma chissà perché una

vacanza trascorsa al Resort&Casino di Saint Vincent

dell’inconscio proprio non ne vuole sapere ...

www.paolosistilli.nl


I LUOGHI DELLA SEDUZIONE

Esperienze emozionali destinate a restare impresse nella memoria, il

fascino del contesto che riporti ogni relazione professionale alla sua

dimensione più confidenziale, l'importanza di unire al business il piacere

anche estetico: tutto questo deve offrire una struttura ricettiva oggi.

Questo spiega la fondamentale importanza per il settore mice delle

location d'elite come dimore storiche, castelli, residenze d'epoca e

venue di charme. Veri e propri tesori, di cui l'Italia è ricchissima, che con

le proprie architetture, i giardini, gli arredi, i pezzi d'arte si fanno custodi

della storia e delle tradizioni più affascinanti. Ve ne presentiamo qui una

davvero speciale ad un costo altrettanto speciale.

ROMA

HOTEL:2000

Il fascino delle dimore storiche nella Capitale

In posizione privilegiata nel centro di Roma, vicinissimo alla Stazione

Termini e ben collegato con i mezzi di trasporto, l’Hotel 2000, con il suo

fascino antico, rappresenta il baricentro ideale per chi ama il confort

unito al fascino della dimora storica. Ubicato nel cuore del centro

cittadino in un antico palazzo nobiliare del 1900 interamente ristrutturato,

dista soli 50 metri da Piazza Barberini ed a soli 5 da Fontana di Trevi e

Piazza di Spagna. L’hotel dispone di 13 camere completamente

attrezzate con TV, telefono, minibar, aria condizionata e bagno completo

con straordinarie cabine e/o vasche Iacuzzi dotate di idromassaggio. La

colazione è servita in camera.

Hotel 2000 Roma _ Via delle 4 fontane 16 _ T. 06.42021019

ABITARE IL TEMPO

Grandarredo è l'evoluzione della tipica bottega artigiana marchigiana di 50 anni fa, e rappresenta oggi un

connubio perfetto tra tradizione ed innovazione. Realizza direttamente arredamenti su misura unici per la

finitura manuale e la tecnologia costantemente applicata. L'azienda è oggi una moderna realtà industriale che,

personalizzando gli spazi abitativi riesce ad offrire il valore aggiunto tipico del "Made in Italy".

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permet d'affronter le défi de la

compétition de nouveaux

marchés internationaux


I'm still here

Io sono sempre qui

rubrica a cura

Bruno Romano Baldassarri

nella foto con Robert Plant leader Led Zeppelin

traduzione a cura di Beatrice Damiani

rrivare al

Adiciannovesimo

numero ed

essere ancora qui a

raccontarvi la notte,

come cita una nota

pubblicità, non ha

prezzo!. Bene ragazzi

.... pronti per un'altro

viaggio Con chi

Ovviamente in

compagnia di Jack,

vagando sempre in

cerca di news da

proporvi. Un happy-tour

guidato nell'era

postmoderna portando

con noi il rock, l'elettrico

ed il funky/soul. In

questo lungo inverno ...

tutto viene avvolto e

assorbito da una voglia

di trovare piacere

vivendo fin oltre le prime

luci dell’alba! ... ah! si, la

notte ... che tutto cela e

rende diamantino ...

dove la rabbia si

trasforma in voglia di

vivere il buio come

fosse l’ultimo, in un

tourbillon fashion fatto

di luci, colori e note che

fanno da sfondo al

grande palcoscenico

della vita ... e noi...

come le stelle noi ... eroi

di un sogno ... good star

singer

etra x

&deejay

producer

all'interno:

Cristian Marchi (Dee Jay)

Antonio Vandoni (Radio Italia)

Qi Clubbing (Brescia)

MADE (Como)

Le Gall

Novecento (Porto San Giorgio)

winter fashion 2012/2013

byCAPTAINJACK.it

www.donnaimpresa.com

ELLAVITA

103


Atupertucon

voice

Led Zeppelin

Robert

Robert Plant si è sempre dignitosamente negato di imboccare la

via più semplice e pigra, anche se quella dell’esplorazione senza

indugio che ha scelto, si è rivelata essere quella di uno zingaro

errante e senza meta, ma di gran lunga più eccitante. Negli ultimi

anni, le sue lotte post-Zeppelin hanno finalmente iniziato ad avere

un senso. Ha iniziato una collaborazione con Alison Krauss, poi ha

fondato un suo proprio gruppo che ha chiamato “Band of Joy”, con

il quale suona una specie di musica ibrida e il suo etereo e mistico

modo di canticchiare gli dona una gradevole, ma sinistra bellezza.

All’età di 63 anni, sembra avvolto da una costante curiosità che

può nascondersi dietro a un forte senso di umiltà. E’ troppo cortese

per far notare quanto le polverose e attraenti strade secondarie

che ha imboccato lo separino dall’aristocrazia del rock. Qualche

tempo prima che parlassimo, il suo gruppo più recente, il Band of

Joy, appunto, ha suonato nell’ultimo concerto programmato,

almeno per ora. “Così – spiega – sono costretto a tornare

sottoterra e nascondermi di nuovo. Nonostante la difficoltà nel

trovarsi lontano dall’Inghilterra durante la stagione calcistica – ci

dice - i sabato pomeriggio sono un po’ spenti qui, il luogo del suo

ultimo rifugio è Austin, in Texas, la residenza di Patty Griffin, l’altra

vocalist del gruppo Band of Joy (la band della gioia).

Tanto tempo è passato dalla celeberrima "Black Dog",

cosa pensi di aver fatto da allora

Penso di aver stupito me stesso e che questo sia il motivo per

cui lo sto ancora facendo.

Sorprendere te stesso nel trovare che cosa

Trovare un altro modo per migliorare quello che so già fare.

Qualcosa che mi stimoli. Sono sempre su una specie di curva

di apprendimento e cerco di sfruttarla usando anche il mio

talento. Se riesco a sorprendermi continuamente, significa

che sono vigile.

Tanta gente che ha fatto per molto tempo quello che stai

facendo tu, spesso si trovano in una condizione dove

finiscono per non imparare mai

Il fatto è questo: quanto le persone vogliono veramente

imparare Voglio dire, alcuni diventano schiavi delle abitudini

e vi rimangono per sempre. Quello che esordisce come un

grande momento di passione esplosiva, può terminare come

uno spettacolo di cabaret, 25 o 30 anni dopo. Dipende se si

riesce a trovare la giusta dimensione per ampliare se stessi.

Pensa che la differenza stia tra le persone che scelgono

un percorso, piuttosto che un altro

Probabilmente, sta nei circa 12 o 13 cm di giro vita.

La chiave sta nella magrezza

No, dimagrisci perché diventi agile e perché sei alla ricerca di

nuove idee. Se devo giustificare me stesso nell’assurda vita

che sto vivendo, devo dimostrare qualcosa che sia credibile e

che sia in linea con il mio nome, il mio CBE (Plant è stato

nominato Comandante dell’ordine dell’impero britannico nel

2009) e la vice presidenza da una vita (della squadra di calcio

che Plant sovvenziona, i Wolverhampton Wanderers). Allora,

sì, sono sempre a scuola. E’ cruciale che io stia al passo con i

tempi, senza essere trasportato sulla terra dell’eccessiva

confidenza dei cliché e dei riconoscimenti alla carriera.

Sì, è così semplice per le persone prendersela comoda.

Non penso sia così facile. Penso che tra tutti coloro che

hanno raggiunto la propria tranquillità, che indossano le loro

pantofole e i maglioncini senza maniche in stile Fair Isle, già

pronti per il freddo di ottobre, solo alcuni siano in lutto per i

grandi momenti dell’invenzione e dell’esplosione. E ritengo

anche che non si pensi di andare avanti così per sempre.

Sarebbe fantastico se lo fosse, ma non c’è motivo per

giudicare. Sono fortunato perché i miei figli sono cresciuti, li

adoro, sono molto fiero di loro e siamo a stretto contatto,

proprio come dei grandi amici, ma loro non hanno tanto

bisogno di me ora, così posso godermi questo meraviglioso

mondo della musica. L’altro giorno stavo pensando a quanto

sia strana oggi la generazione di cantanti, se così li vogliamo

chiamare, a quanti ne siano rimasti tra quelli che cantano e

attorcigliano il microfono. E non ne sono rimasti molti tra noi.

Nascondo i miei limiti frequentando persone molto talentuose.

L’emozione della collisione tra il ragazzo che attorcigliava il

microfono nel 1966 e quello di oggi è un’avventura fantastica.

Non ne sono rimasti molti tra noi e io ho imparato molto bene

a coprire il passato. (continua ...)

Plant

www.donnaimpresa.com 103


"Ricorda un giorno prima d'oggi, un giorno di quando eri giovane, libero di

giocare insieme col tempo" ... Ah!!!! il tempo!!!! …. passa e lascia dietro di

noi solo ricordi … cantiamo una canzone che ci ronza per la testa …

Startway to heven … Una strada (scala) che ci conduce dritti in paradiso.

Si ….. è proprio vero … Robert ci hai fatto sognare ... con le tue ballate

blues ed il tuo rock violento ... quasi dovesse cadere il mondo e ci

trascinasse con un’urlo (quello di whotta lotta love) nell’oblio eterno. Che

bello ritrovarlo a Milano reduce della presentazione del loro ... “Celebration

Day” ... il lavoro in celluloide di una vita … ma ... In quell’istante ... il mio

cuore inizia a pulsare al ritmo del “drum” dell’indimenticabile John

Bonham e un tam-tam di ricordi entra poderoso nella mia mente, mi

prende per mano e mi trascina indietro nel tempo, dove gli attimi hanno

annullato il tempo ... e dove il tempo è realtà ... Oggi sono qui, a Milano

con Robert … la leggenda del rock!

nella foto da sinistra:

John Paul Jones, Jimmy Page,

Robert Plant e Jason John Bonham

(figlio del leggendario

batterista dei Led Zeppelin)

In che modo

Odio i cliché. E quando sei un cantante rock nel 1966, piuttosto che

blues psichedelico negli anni settanta, dei quali sappiamo tutto, o degli

anni ottanta, nei quali era una lotta sopravvivere, e degli anni novanta,

grande periodo per la sperimentazione, sono ancora molto emozionato

per essere arrivato qui. Queste sono le enormi diagonali all’interno

della musica nella quale sono stato coinvolto.

Cosa stai facendo in questo momento, oltre che presentare in giro

per il mondo “Celebration Day”, ad Austin

Sto cercando di elaborare nuove idee.

Ne stai trovando qualcuna

Certo che sì. Qui è pieno di idee. E’ un vero focolaio di musica e buone

idee. Forse, per via della mia generazione e della mia età, della

resistenza all’esplosione del rock British underground, eravamo dei

ragazzi, e non sapevamo come gestire l’ego e cose del genere e ora,

quando arrivi a un certo punto al di sotto dei tuoi limiti, essere bravi non

significa solo essere veloci. Essere bravi significa dare un contributo a

trecentosessanta gradi al grande mondo della musica. Il record del

gruppo Band of Joy è stato quello di incidere 23 brani in circa dieci

giorni. Alla fine di una serata sai che hai inciso tre o quattro canzoni e

che sono state praticamente completate. Ricordo che a un altro artista

della parte atlantica, famoso negli anni ottanta, che incideva a Sarm

West, (nello studio di registrazione del produttore Trevorn Horn, a

Londra), gli ci sono volute ben tre settimane solo per decidere quale

rullante usare.

E tutti noi tutti ne conosciamo il ritmo.

Immagino di sì. Suona come “Owner of a Lonely Heart.”

Con il passare degli anni, trovi più facile o più difficile rimanere

creativo

Avrete probabilmente notato che negli ultimi due album che ho

composto – quello con Alison e quello che con il mio gruppo, Band of

Joy – non c’è molta originalità. Nel tour che abbiamo appena

completato abbiamo scritto prolificamente durante i soundcheck, così

ho un mucchio di demo in stile trippy psychedelic trance. Penso che sia

perché è un po’ più fiacca rispetto a quella dei Primal Scream, ma ha lo

stesso suono di armoniche di Link Wray. Con Patty, invece, abbiamo

scritto un paio di bei pezzi insieme. Infatti, ci vedremo per provare tra

circa un’ora e mezza. Ora suono molto la chitarra acustica, cosa che

evitavo di fare negli anni settanta. Non riuscivo a guardare una chitarra

senza impallidire, perché mi trovavo con uno dei più spettacolari

suonatori di chitarra degli ultimi anni del ventesimo secolo.

Con il passare degli anni hai ritenuto più importante il fatto di

ascoltare consigli da parte di altre persone o l’hai ignorato

completamente

Chiunque mi ha dispensato consigli. Ognuno aveva qualcosa da dirti.

Molte persone mi hanno detto di fare la cosa più ovvia, man mano che

la mia carriera andava avanti. Questo mi avrebbe fatto sprofondare

nell’abisso.

Intendevano: “Rimetti insieme la tua band”

Penso sia passata l’ora, ormai.

Mentre ti dovresti sentire libero di fare quello che vuoi. In ogni

caso, sembra una parte importante di quello che sei e di chi sei,

ora che non sarebbe il percorso che avresti scelto.

No, infatti. Il punto è: quanto puoi andare lontano con questo E questo

è tutto quello che faccio, sono solo un cantante. Voglio fare un sacco di

cose diverse.

Hai mai pensato seriamente a rinunciare a tutto e diventare un

insegnante

Sì, ci ho pensato. Ho perso mio figlio quando aveva solo cinque anni,

nel 1977. Abbiamo perso il nostro bambino (Karac Plant, il suo figlio

maggiore è morto di infezione virale). La nostra famiglia è sempre stata

molto vicina alla scuola di Rudolf Steiner Waldorf, nella contea del

West Midlands, e mi piaceva il modo in cui tutti operavano. Certo,

come famiglia, non abbiamo ancora superato la sua perdita. Pensavo

ci fosse qualcosa di più onesto e morale che scavare e rinchiudere

l’ego nell’armadio. Perché non importa quello che diciamo, le persone

di spettacolo sono di solito insicure, hanno un carattere instabile, e in

qualche modo vengono compensate da quel poco di gloria, o di

espressione, o qualsiasi cosa essa sia. Pensavo di essermene liberato.

Sì, non pensavo fosse una buona idea. A volte mi sento ancora così. Il

figlio di Alison Kraus, Sam, frequenta una scuola steineriana, nel

Tennessee e sono stato con lei alcuni minuti quando lo siamo andati a

prendere all’uscita; devo ammettere che l’odore di sapone carbonico e

gli schiamazzi di gioia dei ragazzi non mi infastidivano affatto.

Cosa gli avresti insegnato

Sarebbe bello se avessi ancora dei ragazzi, ma ho cinque nipoti che si

meravigliano della mia pazzia. Penso che avrei raccontato loro grandi

storie. Riesco a far addormentare le persone durante un viaggio di

dodici ore su un autobus. Se mi mettessi a parlare dei Black Shield

Irish che camminano a due a due da Cardigan Bay a Hereford per

svaligiare la cattedrale, riuscirei a fare addormentare Patty in pochi

secondi.

Queste non sono le storie selvagge che ho letto!

Robert (Ride) Questo è un periodo diverso, amico. Voglio dire, tutti

siamo a conoscenza di quelle storie e quelle sono solo storie,

leggende.

Dopo tutti questi anni, come hai fatto a mantenere i tuoi capelli in

quel modo

Non lo so. Parlo seriamente. Sono stato sicuramente fortunato. Mia

madre era una zingara e scorreva sangue scuro nelle sue vene; i suoi

capelli erano così spessi che non riusciva a spazzolarseli. Ecco perché

sono stato fortunato e ogni volta che vado a tagliarmeli, i parrucchieri si

rifiutano di farlo.

Ci sono dei momenti in cui, come Sansone, dici: “Tagliatemeli

tutti!”

Ripensando al fatto di essere un insegnante, mi sono reso conto che io

sono un caratterista, ma non sono amareggiato da questo. Ogni volta

che ho dei dubbi, suono qualche canzone di David Crosby. Sai, quella

canzone dal titolo “Almost Cut My Hair”, che fa così: ": "just the other

day...it's getting kind of long, I could have said it was in my way...but I'm

not giving in...I'm going to let my freak flag fly." Ora, quando cammino

in un aeroporto con i miei amici, sono fiero che non sia successo, che

ho lasciato perdere e che mi sento ancora così attaccato a quell’intero

periodo. Non sono un triste e vecchio hippy, ma un felice e vecchio

hippy, credo.

Mantenere alta la bandiera della stravaganza, è ancora un

principio valido per te

Assolutamente sì. Lo è ancor di più. Quando non ci sarà più Murdoch,

chi prenderà il suo posto Una volta la subcultura era enorme e sfidava

la corruzione che prevale, invece, e io mi sentivo così fortunato ad

essere tra quelli che pensavano che la positività potesse derivare da

discorsi scientifici e costruttivi. Voglio dire, per quanto tempo ancora

riusciremo a stare a guardare questo posto che si sta consumando,

quando possiamo vedere chiaramente quali sono le risposte e quello

che sta succedendo Sembra che la novità sia così vivace ora che è

quasi diventata un momento per stare a guardare qualcosa, ma poi ci

si muove verso qualcos’altro. Quindi, sì, è l’unica cosa da fare con i

capelli lunghi Forse sì.

Se un giovanissimo ti incontrasse adesso, cosa lo

sorprenderebbe di te

Dunque, posso stare alzato fino a tardi. Quello che non possiedo in

stile e astuzia, ce l’ho, invece, in gioia ed entusiasmo. Mi piace stare

con le persone che si sentono a proprio agio, quindi, penso che un

giovanissimo penserebbe di me che sono una persona semplice e un

hippy nella sua tarda mezza età.

Cosa gli suggeriresti

Bella domanda. Non essere troppo duro con te stesso. Cogli tutte le

opportunità e i rischi che puoi. Devi buttarti nella mischia ad

avventurarti con la voce, perché essere solo un cantante, non è

abbastanza.

Robert, pensi ci possano essere le condizioni per una "reunion"

o il Celebration Day lo dobbiamo considerare come l'ultimo atto

dei Led Zeppelin

Jimmy (Page) e John Paul Jones, sono tutti e due del segno del

Capricorno (ride divertito ... ). Sono muti come pesci ... non dicono una

sola parola. Loro stanno bene nei loro mondi e lasciano fare tutto il

resto a me. Non sono io come dicono, il cattivo della situazione …

Bisognerebbe chiedere ai capricorni cosa intendono fare … io, per dire,

non ho impegni nel prossimo futuro ...


singer

extra

&deejay

producer

Cristian

Marchi

http://www.cristianmarchi.it

www.donnaimpresa.com

107


Arte o Mestiere

Un mestiere applicato all’arte

Radio Italia continua ad affermarsi come la radio più ascoltata. Di

certo non è solo il frutto di una presenza pluriennale. Qual è il

segreto e quanto lavoro c’è dietro una programmazione così

amata

Radio Italia non è la radio più ascoltata, ma è tra le primissime ed è il

Network che più guadagna ascolti in questo ultimo anno ed è

certamente leader tra altre radio (imitazioni) di solo musica italiana. Il

segreto di questo successo, oltre alla coerenza e alla peculiarità del

prodotto editoriale, stà nel fatto che da 30 anni è il punto di riferimento

del mercato discografico di musica italiana e una programmazione

curata nei dettagli, che soddisfa un pubblico vastissimo

Con un palinsesto così ampio ai microfoni di radio e video italia si

sono avvicendati grandissimi ospiti dalla musica alla televisione,

dallo spettacolo allo sport. Quale ha lasciato una impronta in più

Nei nostri studi sono venuti tutti i più grandi Artisti degli ultimi 30 anni di

musica italiana, ma quello che ci ha lasciato un’incredibile forza,

sensibilità e genialità è sicuramente Lucio Dalla e questa convinzione ce

l’ho da sempre, non adesso perché non è più tra noi.

Il panorama musicale italiano negli anni passati ha visto la

predominanza di artisti uomini. La tua esperienza, anche nei talent

show che in questi ultimi anni stanno segnando un passaggio

importante per il settore della nuova musica, ti porta a considerare

un cambiamento anche con l’affermazione delle donne in questo

settore

Si, è vero, grazie ai talent negli ultimi anni le donne hanno avuto più

attenzione e più considerazione, era ora…

La musica è mente e cuore. Attraverso il ricordo nasce e rinasce

ogni volta un’emozione. La tua canzone

Dici bene, mente e cuore e forse perché condivido appieno il testo, la

mia canzone preferita è “La costruzione di un amore” di Ivano Fossati

Un viaggio nel tempo tra il retro e il palco: il tuo ricordo più bello ...

Il ricordo che ho più bello del mio lavoro si riferisce a quando ero il

discografico di Pierangelo Bertoli e che, per la sua situazione di

diversamente abile, non era MAI stato invitato ad uno spettacolo in

prima serata in televisione e al Festival di Sanremo del 2008 che ha

fatto insieme ai Tazenda, ho avuto l’onore ed il piacere di accompagnare

Pierangelo sul palco del Teatro Ariston e acclamato e richiamato sul

palco dall’applauso della gente non finiva più, abbiamo fatto una

seconda uscita, trovando tutta la gente del teatro in standing ovation …

Ci siamo poi ritrovati da soli nell’ascensore del teatro abbracciati a

piangere come bambini, felici di aver vissuto un’esperienza del

genere…

intervista a cura di

Beatrice Giasi

nella foto Tony Baldoni con Jovanotti

Antonio

Vandoni

Direttore Artistico musicale di Radio e Video Italia

Pare di scorgere un sorriso sul suo volto ma non ci giureresti. Il suo tono è

affabile, cortese, forse distante ma difficile capirlo dalla sua espressione

apparentemente indolente. Ma bastano pochi minuti di conversazione per

capire che Antonio Vandoni è una persona attenta e scrupolosa che ama il

suo lavoro. Quegli stessi minuti che rivelano anche un altro aspetto. Diverso.

Accattivante. Ma rimettiamo ordine e partiamo dagli “ultimi” 20 anni di carriera:

Attuale Direttore Artistico musicale di Radio e Video Italia. Inizia la sua carriera

musicale negli anni novanta come responsabile della promozione radiofonica

e televisiva, locale ed internazionale per la Dischi Ricordi, (passando dal rock

degli U2, con i quali ha lavorato, alla poesia di Gino Paoli. Dalle note di De

Andrè, alle ballate di Venditti e alla passione della Nannini). Successivamente

diventa responsabile della promozione radiofonica e televisiva locale per la

BMG Ariola. Morandi, Daniele Silvestri, Ramazzotti e molti altri sono gli artisti

che affianca in questo periodo. Un lungo elenco di straordinaria attività perché

Radio Italia e Video Italia oltre alla musica affianca anche eventi ed attività

culturali e sportive di grande rilievo. 30 anni di musica e successi in Italia e

all’estero con una programmazione di certo non facile da gestire. Dal 2002 al

2010 è in giuria al Premio Video Clip Indipendente del Meeting delle Etichette

Indipendenti M.E.I. Numerosi gli interventi nelle maggiori manifestazioni

musicali nazionali ed internazionali. Collabora come consulente musicale e

manager per diversi artisti e band emergenti. Che altro dire Un uomo da

mille volti e risvolti che in queste pagine, tra parole chieste e risposte

proveremo a conoscere un po’ meglio.

Molti considerano importante apparire. Il tuo lavoro invece è quasi

sempre nel retro. Come raccontava qualcuno chi conduce

veramente i giochi risiede effettivamente dietro le quinte…

Io adoro questo lavoro, perché consapevole di non avere un talento ne

vocale, ne musicale, mi piace valorizzare quello degli altri e perché io

sono davvero felice di veder realizzato un sogno e mi rende felice vedere

gli altri felici. I giochi sono interiori, non quelli che appaiono…

Sei indubbiamente un uomo di grande fascino e carisma. Quanto è

importante o influente nel tuo lavoro

Ti ringrazio, ma se fosse così, questo è importante nella vita, non solo nel

lavoro, perché il carisma induce considerazione e rispetto

In questo periodo di grande crisi come risponde il mercato

musicale

Ne soffre, come soffrono tutti i settori, specie quelli voluttuari, ma la

musica ha dalla sua parte che suscita emozioni e che ha un linguaggio

universale, per cui il cuore e il comunicare non andranno mai in crisi, non

sono valori effimeri

Il made in Italy è il nostro più grande tesoro. Credi che anche nella

musica si debba puntare alla valorizzazione del nostro mercato E

soprattutto com’è cambiata la musica, gli artisti e la risposta del

pubblico negli ultimi anni

Dobbiamo tutti renderci sempre più conto del valore del Made in Italy, con

la sensibilità, con l’iniziativa con la disponibilità d’animo che hanno gli

italani. Il music business e i media per fortuna ne tengono sempre più

conto, adesso bisogna che anche le istituzione ne prendano atto e si

adeguino con incentivi ed iniziative

Radio Italia solo musica italiana, l’Art Direct ha lavorato con i più

grandi ma l’uomo Antonio chi amerebbe affiancare nel backstage di

un suo grande evento

Paolo Bonolis

A fronte di questi lunghi anni tra palco e musica torneresti in

cattedra dopo l’esperienza al Master di comunicazione musicale alla

Cattolica di Milano nel 2011 Cosa ti ha trasmesso questa

esperienza con un contatto diretto verso chi ha deciso di

intraprendere questo tuo stesso viaggio

Tornerò all’Università, perché quest’esperienza mi ha dato molto, in

quanto ho trovato molto interesse, tornerò ma davanti alla cattedra, per

condividere più che insegnare agli allievi esperienze di questo magnifico

lavoro.

Professionalità, competenza, abilità, serietà, impegno, ci sarà

qualcosa che manda in confusione l’uomo Vandoni

Nulla, se hai queste doti, unite alla calma, non ti manda in confusione

nulla.

www.donnaimpresa.com 109


In occasione del nuovo film di James Bond (SKYFALL)e delle celebrazioni del 50° anniversario di 007 al

cinema, Bollinger - da sempre lo champagne preferito da James Bond - ha creato un astuccio evento in

edizione limitata a forma di silenziatore Walther PPK e una Bottiglia da collezione: Bollinger 002 for 007. E’il

1956 quando lo Champagne Bollinger incontra per la prima volta James Bond. A far nascere il felice

binomio è lo stesso creatore dell’agente segreto più famoso al mondo, Ian Fleming, nel romanzo Diamonds

are Forever. Da allora, una lunga e felice storia d’amore ha unito l’agente 007 e la popolare Maison

francese di vino, che compare, come lo Champagne preferito da Bond, nei romanzi come nei film: da

Licenza di uccidere, fino a Casino Royale, passando per Vivi e lascia morire e Golden Eye, l’agente 007

sorseggia e ordina solo Bollinger. Champagne Bollinger 002 for 007, distribuita in esclusiva per l’Italia dal

Gruppo Meregalli : Chic, ludica e dall’immagine creativa che richiama il mitico agente segreto, questa

inedita custodia a forma di silenziatore Walther PPK è stata creata appositamente dai designers

dall’agenzia Sparkle. La particolare forma ed il trucco della combinazione delizieranno i fan dell’agente

segreto: l’astuccio si apre infatti solo allineando le cifre 0-0-7 e cliccando poi sul logo della pistola.

All’interno, una bottiglia di Bollinger La Grande Année 2002, il millesimo d’eccezione dell’ultimo decennio,

come afferma Matthieu Kauffmann Chef de Cave della Maison. La bottiglia, vestita in nero brillante ed

argento a caldo, sarà essa stessa oggetto da collezione, per celebrare con massima eleganza i 50 anni di

James Bond al cinema. Il motivo della zigrinatura, tipica del silenziatore, è stata ripresa sia sul cofanetto che

su etichetta e capsula della bottiglia

fashion in

action

coming soon

Riflettori puntati su Napoli per il nuovo Evento dedicato alla Moda

Internazionale targato FashionTv. La città si tinge dei ‘’Colori della

Moda’’, assume un volto inedito divenendo la location prescelta per la

prima "NAPOLI in GLAMOUR’’ , Giugno 2013. GR Management di

Riccardo Gubiani (nella foto) e FTV (fashionTV) si prefiggono di creare

un trait d’union tra il mondo della moda e dell’eccellenza dello stile

italiano e il grande pubblico internazionale. Nel corso delle serate si

alterneranno in passerella più di 30 fashion brand. Per tre serate

consecutive la ‘’passerella’’ diverrà il red carpet d’eccezione per le

‘’ grandi griffe’’ che verranno affiancate da “ nomi emergenti’’ desiderosi di

farsi conoscere ed uniti da un solo intento comune: celebrare ‘’Naples in

Glamour’’. Ad arricchire lo splendido contesto, ospiti ed artisti di fama

internazionale. L’Evento, magistralmente diretto da Alessandro Mazzini,

sarà costellato di momenti di stile che raggiungeranno la loro massima

espressione in un fantastico show. L'ultima serata sarà aperta da uno

show dello Stilista Gai Mattiolo con uno spettacolo indimenticabile.

La conduzione della diretta, trasmessa in 196 Paesi del Mondo, sarà

affidata al duo inedito Janet De Nardis e Livio Beshir.

PH: Liviu Farcas

nella foto da sinistra: la modella Naomi Chittani,

Riccardo Gubiani e Ramona Badescu a Cluj

disco

extra

it's fashiom

ERBUSCO BRESCIA

ITALY

QI CLUBBING

Non chiamatela discoteca. Sarebbe riduttivo. Il QI, semmai, è anche una discoteca, ma in realtà è molto di più. E’ uno

stile, è un modo di interpretare e vivere la notte e il divertimento, è un modo diverso di concepire il gruppo e il concetto

medesimo di ritrovo. Dagli arredi ai suoni, il QI ama distinguersi perché non crede all’omologazione e alle facili

scorciatoie. Trasversale, innovativo e sempre elegante, il locale di Rovato nasce nel dicembre 2001 ed è un grande

cilindro dedicato al Clubbing progetto dall’archistar Beppe Riboli . Lo aprono, carichi di speranze, progetti e visioni

notturne, Luigi “Gino” Liguori e Alda Civelli. La filosofia del locale è immediatamente chiara: ottima musica nell’area

discoteca e gran cibo al ristorante. Trenta spettacoli all’anno, ognuno con diverse repliche, spesso un po' diverse tra loro.

Gli show di QI clubbing sono veri musical e prendono vita su due grandi palchi. QI vive di notte, ma respira per l’intera

settimana ed è anche un vero teatro con costumisti, coreografi, scenografi, artisti del light design ed esperti in grado di

tarare sempre nel modo giusto Respira attraverso il suo corpo di danza, una decina di ballerine, acrobati e performer

che prima degli show provano e riprovano i pezzi.

Via Delle Industrie, 79 www.qiclubbing.com

Il 14 settembre 2012 è partita l'avventura di Made Club. La location è quella della più storica

discoteca comasca ma la direzione è quella del futuro. Il locale simbolo di questa città, con oltre

40 anni di tradizione, si rinnova radicalmente nello stile senza rinunciare allo spirito che ha fatto

divertire tante generazioni. Lo stile del club è semplice, minimale e pure sofisticato. Piuttosto in

contro tendenza rispetto alla moda anni ’80 (led & neon) di questo periodo. Ogni venerdì al Made

balla la Como più adulta e sofisticata, ogni sabato il pubblico è più giovane e scatenato. Il venerdì

si parte di solito con un buffet impreziosito da sushi freschissimo sulle note live di ottime band. Il

sabato invece, sempre nel privé, la musica è elettronica, mentre in main room ogni notte si passa

attraverso tutti i colori del ritmo. E non è tutto ogni notte inizia presto, con un buffet curato e

sempre molto affollato. Se in console in main room si alternano ottimi professionisti come Morris

Corti e Rasky, i dj guest sono di calibro internazionale come Ian Carey oppure splendide dj girl

come Deborah De Luca, Jessie Diamond ed Isa Iaquinta. Molto interessante anche la formula

del 'techno Privè, che va in scena una volta al mese. Qui, nel privè, uno spazio più raccolto

rispetto alla main room ma comunque importante, ogni mese si alternano i dj dell'universo

musicale creato da Sven Vath. Ovvero grandi nome come Tobi Neumann o Onur Ozer. Come se

non bastasse, per rendere l’esperienza ancor più travolgente ogni notte è prevista un’animazione

danzante che sa trasformare ogni notte in un show. Gli artisti della Night Project strabiliano con i

loro balli in costume, dalla classica all’hip/hop-house, le loro acrobazie vi lasceranno senza fiato.

Si muovono a tempo, perfettamente sincronizzati e per questo emozionano.

COMO

ITALY

it's cool

music club como


P.S.Giorgio by night

metti una notte ... con Jack

"Metti una notte sulla east-coast …!" il filo conduttore è la musica e il divertimento … nel bene e nel

male. La notte ci accumuna ed il sottofondo delle nostre serate sono relazioni che si consumano

attraverso costumi, stimoli, prospettive, con una sensibile meditazione e partecipazione esteticamente

avvincente. Un reportage di come si vive una notte ... Ovviamente sulla east-coast! ... Parola di Jack

Febersnc

ASSEMBLAGGIO FONDI E LAVORAZIONE CALZATURE

le

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caffè

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Via Bernini 32 _ Trodica (MC) _ T.0733 564396

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* Caterina Micheli, Stefano Belà

Giacomo Properzi ( Factory)

Nelle foto da sinistra: Bruno Baldassarri,

Chiara Martelli e Augusto 900


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Fineco leasing

"La nostra professionalità e la nostra esperienza sono maturate in circa un trentennio di lavoro nel settore del leasing, ciò ci permette di offrire un

sevizio con grande contenuto professionale, con risposte precise e puntuali. Grazie inoltre al collegamento diretto con la società mandante

Unicredit Fineco Leasing S.p.a. ed alla autonomia gestionale a noi riconosciuta, siamo in grado di risolvere la maggior parte dei problemi che

possono verificarsi dalla stipula fino alla chiusura di ogni contratto di leasing".

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Un viaggio di sapori e profumi di un tempo, vi trasporterà nel cuore

della tradizione della cucina.

La cucina segue il ritmo delle stagioni e riserva la massima attenzione a una materia prima di assoluta qualità che trasforma in

piatti esteticamente molto belli e curati, ricchi di gusti e di sapori, espressione di matura intelligenza gastronomica. Non vi

aspettate dunque di trovare un locale di lusso e globalizzato, perché la Trattoria da Antonia ha il concetto del pesce appena

pescato, quello che ti invoglia ed emoziona , dal pesce azzurro ai crostacei e ai crudi pesci più tipici in linea con la stagionalità

del mare Adriatico. Una cucina di pesce che rispetta la tradizione della trattoria di pesce tipica.

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dal 1983 al servizio delle imprese nelle Marche

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