ANNA PAOLA SNAIDERO by DONNA IMPRESA MAGAZINE

DIMAGAZINE2014

artista-PUBLIC RELATION ANNA PAOLA SNAIDERO INIZIA LA SUA CARRIERA PROFESSIONALE DI GRAFICA PUBBLICITARIA A 20 ANNI, LAVORANDO PER IL GRUPPO GRANDI IMPIANTI REX DI PORDENONE PRODUTTORE DI ELETTRODOMESTICI PER GRANDI IMPIANTI IN TUTTO IL MONDO. Dopo un paio di anni di collaborazione, accetta l’invito della STOCK di Trieste e si trasferisce a lavorare e vivere in questa città completando progetti inerenti la pubblicità su stampa nazionale e comunicati commerciali in TV. La crescita e l’esperienza di quasi 5 anni all’ufficio pubblicità STOCK ....

BAG s.p.a. www.nerogiardini.it

BAG s.p.a. www.nerogiardini.it

MADE IN ITALY

Di

WINTER 2009/2010

donna impresa magazine

Proprietà editoriale e progetto grafico DONNA IMPRESA

DOSSIER

“capita a chiuque di cadere...”

VAGABONDI, BARBONI, SENZATETTO,

HOMELESS, CLOCHARD: SONO LORO

L’ESERCITO DEGLI INVISIBILI

DONNE

SPECIALI

A.A.A. MONDO FEMMINILE

CERCASI

EVENTI

Todi: leadership umbra

al femminile

Torino: Un salone per

le donne di impresa

IL SENSO

DEL BELLO ’

Percezione oggettiva

o soggettiva

JACKBELLAVITA

Winter 2009/2010 night “the life”

www.donnaimpresa.com

storia di

copertina

ANNA PAOLA

SNAIDERO


artista,

di Valeria Basso _ PR & Advertising Coordinator

Storia di

copertina

PUBLIC RELATION

E MAMMA:

ANNA PAOLA SNAIDERO

ANNA PAOLA SNAIDERO INIZIA LA SUA CARRIERA PROFESSIONALE

DI GRAFICA PUBBLICITARIA A 20 ANNI, LAVORANDO PER IL

GRUPPO GRANDI IMPIANTI REX DI PORDENONE PRODUTTORE DI

ELETTRODOMESTICI PER GRANDI IMPIANTI IN TUTTO IL MONDO.

Dopo un paio di anni di collaborazione, accetta l’invito

della STOCK di Trieste e si trasferisce a lavorare e vivere

in questa città completando progetti inerenti la pubblicità

su stampa nazionale e comunicati commerciali in TV.

La crescita e l’esperienza di quasi 5 anni all’ufficio

pubblicità STOCK le permettono di portare a compimento

progetti che spaziano dalla fotografia alla cinematografia

pubblicitaria. Con questo bagaglio di esperienze accetta un

nuovo impiego alla GFP, azienda di grafica foto e stampa,

ritornando a Pordenone, sua città natale, prendendosi cura

di numerosi progetti anche nel campo dell’arredamento,

lavorando con le maggiori ditte del settore. Il catalogo

Snaidero Cucine é un progetto che le sta particolarmente a

cuore in quanto poco tempo prima a Trieste ha conosciuto

il suo futuro compagno di vita e di lavoro, Dario Snaidero.

Il catalogo piace molto anche al Cav. Rino Snaidero,

fondatore del gruppo, che le affida altri progetti aziendali

subito dopo il matrimonio con Dario. Anna Paola é con

Dario e il Cav. Rino Snaidero quando, durante un viaggio

in Canada, si esplora la possibilità di affrontare il nuovo

mercato nordamericano partendo da Toronto. Infatti dopo

poco tempo la Snaidero Usa avrà la sua prima sede a

Toronto. Il 1981 é l’anno del matrimonio e l’anno seguente

nasce Alberto. Anna Paola si dedicherà alla sua crescita,

pur sempre seguendo il marito in attività di PR, finché nel

1996 Dario decide di trasferirsi negli Stati Uniti per

seguire la Snaidero USA più da vicino. La scelta di Dario si

rivela vincente in quanto oggi Snaidero USA, di cui il

Comm. Dario Snaidero è Presidente e Chief Executive

Officer, è l’importatore e distributore esclusivo del marchio

Snaidero in Nord America. La missione dell’azienda è di

“fornire al mercato americano il piu sofisticato design di

cucine italiane, ideate da un’elite mondiale di architetti e

designers, mantenendo alti livelli di servizio al cliente”.

La Snaidero USA opera attraverso due dipartimenti: Retail

e Contract. Nel Retail, vanta una rete di distribuzione di 27

negozi esclusivi, di cui 4 di proprietà dell’azienda.

La rete è in continua crescita per fare fronte alle richieste

del mercato tanto da posizionarsi, nel 2008, quale primo

importatore di cucine europee negli States con una grossa

incidenza sul fatturato Snaidero. Per quanto riguarda il

Contract invece, Snaidero USA inizia la sua attività nel

settore nel 1992, con l’acquisizione del contratto per

fornire cucine per il complesso residenziale di lusso delle

Bristol Towers, in Brickell Avenue a Miami, Florida.

Da allora, Snaidero USA ha creato alleanze strategiche con

i migliori costruttori, tra cui Trump e Turnberry, Bovis,

Aspac, MGM, facendo cosí di Snaidero il marchio di

cucine d’eccellenza per i piú prestigiosi progetti

residenziali su tutto il territorio nordamericano, dalla

Florida alla California, dal Canada alle Hawaii, dai Caraibi

a Las Vegas. Negli ultimi 17 anni, Snaidero USA ha

completato oltre 120 progetti, per un totale di piú di 20.000

cucine installate. Snaidero USA e’ inoltre l’importatore

esclusivo di altri marchi italiani d’arredamento: Move

(armadi), L’O di Giotto (bagni) e Lualdi (porte d’interni),

che stanno diventando rinomati presso i costruttori di

progetti contract. Il successo di questo esempio di realtà

italiana nel mercato nordamericano, si deve anche alla

strategia vincente di PR, comunicazione e immagine.

Con un ufficio interamente dedicato alle Pubbliche

Relazioni, diretto da Anna Paola, il prodotto Snaidero é

costantemente presente nelle riviste di settore e di life style

americane locali e nazionali. Snaidero USA rappresenta il

meglio del Made in Italy, fornendo cucine di design

italiano in case lussuose ed appartamenti di alto livello,

www.donnaimpresa.com 5


Il fotografo di architettura Claudio Santini

ed Anna Paola Snaidero

Anna Paola con il figlio Alberto ad un evento allo showroom di Snaidero USA a Los Angeles.

nelle più importanti località e città

degli Stati Uniti, di conseguenza, il

prodotto Snaidero é spesso oggetto di

editoriali nelle riviste di arredamento

americane. Le Pubbliche Relazioni di

Snaidero USA sono supportate anche

dalle attività di eventi culturali

organizzati nei negozi flagships, veri

templi di design, ubicati a Los Angeles,

Miami e New York. Disegnati e

Anna Paola al party di apertura dello showroom Snaidero USA a New York

(in data 10 settembre 2009), in compagnia di Cindy Allen (capo redattrice

della rivista americana Interior Design) e dell'architetto Giorgio Borruso (che

ha creato il design dello showroom).

progettati dall’architetto italiano

Giorgio Borruso, sono stati premiati

per la loro unicità e particolarità di

esporre le cucine in un ambiente che

coinvolge il visitatore in un’esperienza

di puro design. Il negozio di Miami si é

infatti aggiudicato nel 2007 il Good

Design Award di Chicago, il più ambito

e rinomato premio di design

americano, noto in tutto il mondo.

Anna Paola ha inoltre una passione per

la pittura, infatti le sue opere e dipinti

sono richieste da design di fama

internazionale, e alcune opere sono

presenti sul sito

www.annapaolasnaidero.com. Il suo

primo vernissage é previsto a Los

Angeles alla fine di Marzo 2010, in

occasione della manifestazione Walk of

Art and Design in West Hollywood.


Soprannome . Nome . Anno di nascita . Interessi .

Statura . Peso . Colore degli occhi . Colore dei capelli . La parte migliore del tuo corpo

Dipende da chi mi guarda . Quella peggiore Dipende sempre da chi mi guarda . Sei felice Mi hanno insegnato che la felicità è un concetto astratto, per cui non sono in grado di risponderti . Sei fidanzata,

convivente o sposata Fidanzata, convivente e anche sposata . Hai mai tradito Non posso certo dirlo a te! Sei stata tradita Voglio illudermi che non sia accaduto . Bevi alcolici Secondo te Ti sei mai

ubriacata Direi di si… Fumi Sigari. Hai mai fumato una canna Ancora no, ma non è detto che non lo faccia in futuro . Fai uso di droghe Non ne ho bisogno . In politica destra o sinistra Devo rifletterci

su, magari te lo dico un’altra volta . Favorevole all'eutanasia Certo . Alla pena di morte No, in nessun caso . All'aborto Sono per il libero arbitrio . A che età il I° bacio Non me lo ricordo . Per fare sesso, te

lo devono far capire Ovvero Normalmente si capisce no Te lo devono dire Tipo: “scusa avrei voglia di fare sesso con te, se ti va ci appartiamo dietro l’angolo” No non credo proprio . Di solito prendi

l’iniziativa Potrei farlo . Preliminari o subito al sodo Dipende . Cosa ne pensi del sesso orale Fondamentale direi. L' hai già sperimentato Se l’ho sperimentato Ma che cos’è, una formula chimica La

posizione preferita Dipende . Hai visto un film porno E’ capitato, ma mica un intero film . Con quanti sei stata a letto Pochi. Sei mai stata con una persona del tuo stesso sesso Ancora no . Hai mai fatto

sesso con due uomini insieme No . Sei mai stata con uno che ha fatto cilecca Non è mai successo, per ora . Sei mai stata in un sexi-shop Non ho avuto il tempo . Collant o autoreggente Nessuno dei

due . L'uomo coi boxer o gli slip Non m’interessa . Parolaccia che dici più spesso Non hai sufficiente spazio per scriverle tutte . Quella che ti dicono più spesso Non è importante . Un tuo pregio

Uhm…odio quando mi chiedono i pregi e i difetti… comunque… il pregio dovrebbero dirlo gli altri. Un tuo difetto La gelosia se è un difetto . Ti hanno imbarazzato queste domande Imbarazzata... per così

poco No…! Ti sei annoiata a rispondere No, tutt’altro . Quanto sei stata sincera da 1 a 10 Immagino si capisca . Ti è piaciuta l’intervista Se dico no ti offendi ;) Dai… poteva andare peggio… Ciao.

di Nicola Maria Benedetti

Quello che ti piace di più Valeriana Non è importante Odio descrivere gli interessi in un’intervista, risulterei banale e stereotipata al resto del mondo

Non è importante Non è importante Fra il verde e il marrone, ma anche questo non è importante Quello che vedi

A.A.A. MONDO FEMMINILE CERCASI

VALERIANA

MARIANI

AMMINISTRATORE

di World Service

la comunicazione pensata

EDITORE

Donna Impresa Magazine

PRESIDENTE NAZIONALE

Donna Impresa

(Artigianato, Commercio & Industria)

PRESIDENTE

di Aziende Associate

PRESIDENTE NAZIONALE

DI.Donna International

DONNA IMPRESA MAGAZINE

MILANO - ROMA - TORINO

PORTO SAN GIORGIO - ITALY

Nella Foto: Valeriana Mariani indossa calzature Triver Flight

www.donnaimpresa.com 9


Attendevo a Fiumicino, giorni

fa, un aereo low-cost per

ritornare a Bari e , tra gli

sfortunati come me, mi sono

imbattuto, con somma

fortuna, in una persona non

solo gradevolissima per

l’aspetto, ma piena di

innumerevoli risorse e con

una o più storie che,

raccontatemi, mi hanno, anzi,

a detta anche sua, ci hanno

alleviato l’attesa snervante (a

questo punto per gli altri) di 5

ore, tante per far giungere un

aereo da Madrid.

Il pranzo è stato galeotto, perché sedutici casualmente di

fronte abbiamo iniziato a conversare sull’accaduto e poi

su di sè e ne è venuta fuori una intervista piena di

sorprese e di necessarie informazioni da elargire alle

lettrici attente. L’affascinante donna con cui ho dialogato

è la prof.ssa Gianna Maria Nardi, ricercatore presso

l’Università di Roma “Sapienza-Facoltà di Medicina e

Chirurgia, Dipartimento di Scienze

Odontostomatologiche.

Come mai hai intrapreso questo tipo di carriera molto

atipico e poco noto

Finiti gli studi della scuola Magistrale, mio grande

obiettivo era riuscire a trovare un lavoro che mi

permettesse l’autonomia economica: grande segno di

libertà per i nostri tempi; volevo comprarmi una

macchina e poter guidare con autonomia!

Avevo vissuto le lamentele di mia mamma che per

qualsiasi cosa o appuntamento “dipendeva “ da un

uomo, mio padre, che peraltro io adoravo. Erano gli anni

70, subito dopo il ’68. Seppi che questa scuola era

un’opportunità per entrare subito nell’agognato mondo

del lavoro.

Quindi la tua scelta fu dettata essenzialmente dal

desiderio di voler lavorare subito

Si ,…anche se così non è stato. Non esisteva la figura

professionale pur essendoci una scuola universitaria,

In Italia nasce prima l’uovo o la gallina non lo sapremo

mai !!!!!!

Pensi che le donne oggi siano valorizzate a

sufficienza nel mondo del lavoro Nel tuo settore di

ricerca Esistono i baronati ed i sultanati

Quando una donna è brava ha le stesse opportunità

dell’uomo. Tranne che in politica. La bravura non ha

sesso. Il mondo accademico è piramidale come nelle

caserme. Esiste un rispetto che comunque è dovuto nei

confronti di chi ha raggiunto la carriera ai massimi livelli.

Non è sicuramente facile riuscire a fare ricerca come si

vorrebbe, ma non certo per il baronato. Piuttosto perché

non esistono i fondi per poterla esprimere come si

vorrebbe. Il Dipartimento dove afferisco esprime tre

importanti professori ordinari, tutte donne, e il mio

direttore è una donna capace. Nonostante io sia solo una

ricercatrice, mi è stata affidata la direzione di un Master.

Prova evidente che se hai capacità, prima o poi qualcuno

GIANNA MARIA

NARDI

Si è definita: specialista del sorriso e di tutto ciò che

serve per mantenerlo bello e sano....

se ne accorge. So che le cronache sono piene di malcontento e di denunce, ma io so che tanti figli

d’arte sono davvero bravi e credo che in ogni ambito esista il buono e il cattivo. Se riuscirò ad avere

occasione di poter scrivere anche per qualche quotidiano non di settore scientifico, mi vorrò dedicare a

scrivere non solo notizie cattive di denuncia, ma mi piacerebbe cercare quelle notizie positive che

raccontino di storie pulite che portano speranza ai giovani per un futuro sereno. Mi spiego meglio ! In

questo periodo sono state fatte interviste e raccontato storie di donne baresi e pugliesi di professione

“escort”. Ospite in altre città per congressi, mi dovevo sentire le facili battute sulle capacità che

esprimeva la mia regione. Sono invece tante le donne pugliesi impegnate in vari campi professionali

che offrono un’immagine di eccellenza in Italia. Ma di questo le cronache non parlano…non fa notizia.

Il mio motto è COMUNQUE VADA,SARA’ UN SUCCESSO !!!

di Luciano Anelli

LIVIA

GERVASONI

Livia Gervasoni - nata a Bergamo nel 1965 - ha

fondato e da allora dirige Koi srl, società di marketing e

ricerche di mercato con proprie sedi a Bergamo e a

Roma. Koi è nata come naturale e quasi spontanea

evoluzione del percorso professionale e manageriale

della dott.ssa Gervasoni che opera nel settore del

marketing da circa 20 anni, avendo collaborato - in

qualità di ricercatrice quantitativa - con alcuni

importanti istituti di ricerca, nazionali e internazionali.

Grazie alla profonda esperienza maturata, alla continua propensione all'aggiornamento e alle naturali e

spiccate doti imprenditoriali, nel 2008 ha fondato la propria società, specializzandosi nella ricerca

internazionale: Koi infatti gestisce un consolidato network di contatti ramificato in tutto il mondo e può

vantare una rete di collaboratori sull'intero territorio italiano che le permettono di gestire con

naturalezza, efficienza ed efficacia, qualsiasi tipo di ricerca di mercato, sia che questa debba essere


LORENZA

BENZI

Una nuova sfida quella che si

profila per Lorena Benzi,

Communication and P.R.

Manager e Amministratore

Delegato della Value & Business

S.r.L., agenzia internazionale di

comunicazione.

Con più di 20 anni di esperienza nel settore delle P.R., Lorena

Benzi è stata recentemente nominata Direttore Generale

Marketing, Comunicazione e Promozione del territorio di HBA –

Academy, acronimo di Health Business Acquese, istituto di alta

formazione interamente dedicato al business e alle figure

professionali che ruotano attorno alla salute e al benessere. La

professionista, già autrice del communication plan, dello studio e

della realizzazione del logo marchio di HBA – Academy, avrà la

responsabilità di promuovere l’immagine del nuovo polo

universitario, una società nata ufficialmente il primo ottobre 2009,

che vanta però un vissuto più che decennale nell'ambito

universitario, oggi guidata dal Presidente Stefano Forlani, noto

chirurgo estetico. Il progetto, nato sulle fondamenta del

preesistente polo universitario di Acqui Terme, mira a creare un

sistema di eccellenza formativa basato sulla comprensione delle peculiarità del territorio, costituite da benessere e ospitalità che, secondo le

approfondite indagini svolte nell’ambito del progetto, devono essere il filo conduttore del business dell’acquese. All'imminente inaugurazione di HBA

- Academy, prevista entro il termine dell'anno in corso, seguirà a gennaio 2009 la partenza dei primi corsi, rivolti sia a studenti diplomati o laureati sia

a professionisti, managers, dirigenti di imprese ed imprenditori che operano nel settore del wellness. “ Mi auguro di portare un contributo sostanziale

allo sviluppo e alla promozione di una realtà emergente nel panorama formativo italiano – dichiara Lorena Benzi – un progetto che vuole essere un

centro di ricerca e produzione della conoscenza, di diffusione territoriale dell’innovazione, e che si rivelerà sicuramente utile per la promozione

dell’imprenditorialità locale e per la cittadinanza acquese.”

ROSA ANNA

PIRON-

condotta in Italia, sia che debba essere condotta all’estero. Koi è formata da un team di esperti che lavorano con passione e cercano

di allargare continuamente gli orizzonti di crescita e di sviluppo puntando anche ad attività sinergicamente connesse alla propria

mission aziendale (uno degli obiettivi è la specializzazione nel segmento del lusso, a partire dalla gestione dei mystery shopping).

Livia Gervasoni è riuscita in breve tempo a raggiungere questi lusinghieri risultati in un contesto professionale delicato e complesso

come quello del marketing, proprio grazie alle sue pregresse e articolate esperienze lavorative di settore maturate in Italia e all’estero,

alla sua appasionata determinazione e alla capacità di gestire le business relationship con i clienti. Il profilo umano e imprenditoriale

di Livia Gervasoni è centrale nella società: lo stile, gli obiettivi di sviluppo e l’anima di Koi rispecchiano a pieno lo spirito di Livia,

donna e professionista dalla mentalità costantemente aperta alle sempre nuove sfide del mercato.

www.koiresearch.it

TI SI RACCONTA

“Sono nata a Napoli nel '56. La mia famiglia è da sempre nel

campo librario e quindi sono sempre stata fra i libri. Ho lavorato

fin da ragazzina, anche nella libreria della famiglia , e una volta

sposata, ho lavorato ancora per circa cinque anni, sempre nel

commercio, ma poi la difficoltà a gestire il tutto, mi ha fatto

decidere di lasciar perdere il lavoro e dedicarmi completamente

alla famiglia; famiglia davvero numerosa, in quanto a parte i tre

figli e il marito, avevo in casa anche il suocero.”

Il ruolo di casalinga mi è sempre stato molto stretto, per cui ho

cercato di ritagliarmi spazi miei, sempre conciliandoli con gli

impegni familiari: ho cominciato a dare lezioni private, cosa che


mi è sempre piaciuto fare in quanto mi viene naturale insegnare e

mi dà molte soddisfazioni; ciò nonostante, la mia preparazione è

principalmente scientifica benchè abbia fatto studi pedagogici. Mi

piacciono molto i giovani, mi piace la loro spontaneità e il loro modo

di essere, e mi piace sviluppare in loro l'amore per il sapere, aldilà

della materia da studiare. Riesco a farmi seguire ed ho abbastanza

autorevolezza. Ho vari interessi, dai classici lavori prettamente

femminili come la maglia, l'uncinetto ed il ricamo, alla cucina,

l'enigmistica e mi incuriosiscono le nuove tecnologie che permettono

di elaborare anche il più semplice degli hobby. Il computer mi ha

permesso di "uscire di casa" ed ampliare i miei orizzonti (molto

limitati, dato che vivo in provincia). Ho cominciato ad usarlo per

lavoro fin dal lontano 1980, quando gli schermi occupavano

un'intera scrivania e i floppy disk erano grandi quasi come un foglio

protocollo! Inizialmente il computer per me, era sinonimo di lavoro e

di gioco, non ho capito subito la potenzialità di internet, che, ai miei

occhi, si limitava all'immediatezza della posta ed il poter consultare

materiale altrimenti fuori portata. Nel settembre del 2006 (2 giorni

prima del mio 50° compleanno) ho perso mia madre. Quest'evento

ha scatenato in me un terremoto, e come succede nei terremoti è

venuto fuori di tutto e di più. Tutte le mie frustrazioni, insoddisfazioni,

paure, delusioni sono venute a galla, improvvisamente mi sembrava

di veder chiara la mia vita e quello che vedevo non mi piaceva. La

mia famiglia era un peso insostenibile, soprattutto il rapporto con

mio suocero e di conseguenza con mio marito. I figli che, crescendo,

non avevano più bisogno di me; le difficoltà economiche, materiali,

le vedevo irrisolvibili. Venivano a galla paure antiche e questo mi

aveva fatto capire la gravità del mio stato mentale; inoltre non mi

piacevo più, non credevo più in me stessa, mi sentivo incapace di

reggere il tutto. Dovevo fare qualcosa, prima che la confusione

prendesse il sopravvento. Mi sono dedicata ad internet, era un

modo come un altro per uscire dalla mia testa. Ho creato una pagina

web su un mio zio che faceva l'attore, giusto per vedere se ne ero

capace, ma non c'era un riscontro diretto, cosa di cui ho sempre

avuto bisogno. Allora ho tradotto una poesia di Ungaretti in

napoletano e l'ho inviata all'Istituto Linguistico Campano, per avere

una valutazione. E' stata accettata, pubblicata sul sito ed utilizzata

per gli auguri natalizi agli utenti. Questo fatto mi ha spronato a fare

di più. Da qui è nato tutto il resto. Ho cominciato a scrivere poesie,

un racconto, poesia haiku, creato cruciverba, schemi per punto a

croce, tutto per sapere quanto valevo, se ne ero capace, cosa

sapevo fare. Il riscontro altrui mi ha aiutato a vedere in me doti che

non sapevo di avere, capacità che avevo dimenticato, curiosità

nuove ed è cambiata la mia prospettiva. Ho partecipato a siti di

scrittura, creato due blog, uno di poesia e l'altro di schemi e lavori

manuali, e poi l'incontro con Facebook. In un primo momento ero

scettica, ma poi ho individuato la potenzialità di questo socialnetwork.

Mi sono iscritta nel dicembre 2008 e ad oggi ho circa 1200

contatti. Tanti, considerando che non ho all'attivo libri, pubblicazioni

o simili. In quest'ambito, ho creato due gruppi, il primo è "Scrivere

Haiku", il secondo "3 donne per l'arte", ho il gruppo fan che conta

circa 800 iscritti (!) in nemmeno cinque mesi. E' tutto veramente

incredibile! Ho capito che se si vuole si può cambiare, è un

passaggio lungo e doloroso, ma ci si riesce, e cambia la

considerazione che si ha di sè. Ho capito di essere un'aggregatrice,

perchè nei miei scritti gli altri si riconoscono e riconoscendosi si

riuniscono. Ho capito che quello che è successo a me succede a

tutti, e che il riunirsi, il confrontarsi e collaborare fanno una

differenza. Per ora ho all'attivo una relazione su “Donne e libri”, una

proposta di scrivere un copione, sempre sulle tematiche al

femminile, che mi verrà messo in scena. Un evento, che si terrà in

primavera a Napoli, dove verrà presentato un pittore e verranno

esposti i suoi dipinti: donne legate fra loro da una storia. La mia vita

quotidiana, oggi non è cambiata, è solo cambiata la considerazione

che ho di me stessa. E questo fa la differenza.

www.rosannapironti.splinder.com

LICIA

NEGRI

Licia Negri, Direttore Ftv Italia e amministratore delegato di Dynamis srl, casa

di produzione video specializzata in contenuti moda e lusso, vince il premio

giornalistico “Benvenuto Cellini” promosso da La Fondazione Cologni dei

Mestieri d’Arte, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e

la Camera di Commercio di Milano.

Licia Negri, ha anche incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presso il Quirinale in occasione

dell’incontro dedicato ai premi giornalistici che hanno ricevuto il suo Alto Patronato. La Giuria del Premio Benvenuto

Cellini e il suo Presidente Ferruccio De Bortoli hanno decretato per la categoria “Servizi Televisivi” vincitore “I dettagli che

fanno stile”, opera realizzata da Dynamis srl e trasmessa su Fashion Tv, il canale televisivo dedicato alla moda e allo stile

meglio diffuso al mondo. Si tratta di un progetto alla scoperta delle figure più interessanti che ruotano intorno

all’affascinante mistero dei mestieri d’arte nel segmento moda. I mestieri d’arte, trait-d’union fra passato e futuro, fra

creazione ed esecuzione, rappresentano un’espressione del territorio, della sua cultura e delle sue possibilità di sviluppo

economico. “ In Italia le tradizioni secolari dei Mestieri d’Arte fanno parte della nostra storia – commenta Licia – all’interno

del fashion system dove il concetto di lusso è necessariamente sinonimo di perfezione tecnica, eccellenza e unicità, molti

mestieri d’arte sono da sempre parte essenziale delle filiere produttive di grandi brand internazionali. Il nostro obiettivo è

quello di puntare i riflettori su questi ‘artisti’ e portare nel mondo, grazie alla distribuzione del nostro canale in 202 Paesi,

un patrimonio tanto prezioso e, spesso, troppo poco conosciuto. Sono molto orgogliosa di questo premio e spero che

anche i nostri telespettatori continenti apprezzino questo servizio che rafforza il valore del Made in Italy”.

www.ftv.com Ufficio Stampa Fashion Tv Italia

Alessandra Fagotti,

nuovo Direttore B2C.

Umbra, 40 anni, laurea

in Scienze Politiche,

ha intrapreso il suo

percorso professionale

in Elica nel 2007, in

qualità di Country

Manager ed ora, con il

nuovo incarico, entra

didirittotrai9top

manager che formano

la squadra dell’AD

Andrea Sasso.

Prima dell’ingresso nel gruppo industriale

fabrianese, ha maturato un’esperienza

pluriennale in Russia, nell’ambito Sales

dell’ East Trading Company di Antonio

Merloni, dov’è entrata subito dopo la

laurea.

Gabriella Del Signore Ghenos srl

ALESSANDRA

FAGOTTI


Il sogno di una

sceneggiatrice

“Un grande film nasce da una

grande sceneggiatura. La

regola di uno sceneggiatore o

di un autore è l'avere sempre

l'assoluta consapevolezza di

ciò che scrive, come lo scrive

e il perché. Come dice

Woody Hallen, per uno

sceneggiatore è importante

sapere cosa c'è dietro

l'angolo, anche se è un

particolare che non metterai

mai nella scena, l'importante

è il sapere cosa ci sia. Solo

così si portà trovare un punto

fermo, su cui si baserà tutta

la storia”.

” Mi chiamo Maria, ho 35 anni e da qualche anno, abito

in un paese in provincia di Cuneo. Cosa potrei dire su di

me Tantissime cose. Figlia di operai ma anche artisti.

Mio padre iniziò giovanissimo a prendere lezioni di

pianoforte e di fisarmonica. Dei cugini, anche loro

musicisti... insomma, fin da piccola ho sempre sentito il

profumo dell'arte in ogni sua forma. Adoro la pittura, i

quadri di autore, l'arte contemporanea, e a scuola ero

piuttosto brava, anche se non è la mia massima

aspirazione. I miei sogni nel cassetto Tantissimi, uno

dei quali l'ho realizzato per ben due volte: sono mamma

di due splendidi cucciolotti, di 9 e 10 anni. Flavio ( il più

grande) e Jasmine ( la piccolina). Il secondo sogno nel

cassetto Scrivere sceneggiature. Un sogno che sto

cercando nel mio piccolo di realizzare. Cominciai quasi

per gioco, quando ero una ragazzina di 11 anni.

Purtroppo fin da piccolina la mia salute non era mai

stata delle migliori, a causa dell'asma. Ricordo che era il

giorno di natale, ed ero ricoverata da una settimana in

seguito ad una crisi che avevo avuto. Mio padre quel

giorno mi regalò un libro, una raccolta di tutte le opere

teatrali, e televisive più belle di Antonio De Curtis ( il

grande Totò)insieme ad un quaderno ed una penna che

avrei usato come diario segreto e per scrivere ogni mio

pensiero o poesia. Quella sera poco prima della

mezzanotte, come augurio del natale, un gruppo di

musicisti di cornamusa e un uomo mascherato da

Babbo natale, passavano per tutto il paese. Mi affacciai

alla finestra della stanza arrampicandomi sull'enorme

davanzale per poterli vedere, e il panorama che mi si

presentava mi lasciò di stucco. Gli alberi, le case, i

lampioni erano completamente decorati ed illuminati.

Sembrava la scena di un film natalizio. Tutto era

perfetto, ogni singola scena, ogni singolo movimento.

L'unica nota stonata, era questa ragazzina, all'interno

dell'ospedale costretta ad osservare il natale attraverso

una grande finestra. Quella sera presi il mio quaderno

ed il libro e cominciai a scrivere, seguendo passo per

MARIA CONCETTA

LOPERATO

passo che il libro mi dava come esempio per scrivere una commedia partendo dalla storia, andando

a finire sui dialoghi, gli atti ecc... Da quel momento non mi sono più fermata. Nel '91 frequentai

anche un corso di recitazione, dizione e sceneggiatura teatrale a Torino. Non che mio padre fosse

felicissimo, per il fatto che dovevo spostarmi in treno e il corso era serale, ma lo feci lo stesso a

patto che me lo sarei pagato io così cominciai a lavorare come barista nel fine settimana. Da allora

sono passati tanti anni, sono cresciuta, maturata. Come tutte le ragazze, ho avuto i miei primi amori,

le prime cotte, e le mie piccole delusioni, delusioni che per la mia giovane età sembravano enormi,

anche se duravano una sola settimana per poi svanire in una bolla di sapone. Adesso mi ritrovo una

donna. Una donna che va avanti nella quotidianità, giorno per giorno cercando di insegnare dei

valori giusti ai suoi figli, e che cerca con tutta se stessa di realizzare il sogno di riportare agli antichi

valori anche il Cinema Italiano, raccontando la vita, l'universo che scopre nelle persone ogni giorno

che passa. Ultimamente sto frequentando un corso di aggiornamento per sceneggiatori dallo

sceneggiatore e fumettista, Manfredi Toraldo, per essere finalmente completa, come artista e

sceneggiatrice, portando sempre nel cuore, quel mondo meraviglioso visto da adolescente,

attraverso una grande finestra”.

Maria Concetta Loperato

CONNY

AMATO

Produttrice e conduttrice televisiva. Milanese di

nascita e d'impostazione lavorativa ha alle spalle una

pluriennale e documentata carriera. Formatasi nelle

televisioni private lombarde è sbarcata negli anni '90

in Toscana lavorando per importanti emittenti

regionali e nazionali, sia analogiche che satellitari.

Espertissima di conduzione è abituata ad operare sia in studio che in esterna e ad affrontare ogni

tematica. La diretta per lei non ha segreti perché notevole è la sua esperienza anche nelle

conduzioni di spettacoli di piazza. Conduce in esterna con Giuliano Gallerini su Sky Canale 830

“Viva l'Italia Channel” il format "Parliamo di..." che porta il telespettatore alla scoperta del bel paese:

cultura, arte, salute, benessere, attualità, spettacolo, gossip e quant'altro dall'Italia per il mondo,

oltre che un format di divulgazione scientifica realizzato in studio, insieme alla dottoressa e

ricercatrice di fama internazionale Liane Maria Ledwon. Tiene stage, convegni, seminari e corsi di

conduzione, impostazione e portamento, televisione e self made make up televisivo.

di Nadia Fondelli


Laura mentre riceve il premio “Le Muse”

LAURA

FRATI GUCCI

Laura Frati Gucci con Luca Cordero di Montezemolo

Laura con Maria Grazia Cucinotta

IN PRIMO PIANO

AIDDA

Laura Frati Gucci è la presidente nazionale di AIDDA www.aidda.org (associazione imprenditrici e donne

dirigenti d’azienda) e la vice presidente mondiale di FCEM www.fcem.org ( Femmes chefs d’entreprises

mondiales) con oltre 400.000 associate in più di 60 Paesi nei cinque continenti, ai quali si aggiungono

parecchi Paesi affiliati ed osservatori. FCEM ha una rappresentanza ufficiale presso:- le Nazioni Unite - il

Consiglio d’Europa,-il Parlamento Europeo,-l’ UNCTAD-l’ UNIDO -l’ UNECE -l’ OCSE e-l’ ILO. AIDDA si

occupa di proporre suggerimenti nell’ambito della programmazione del governo che riguardano lo sviluppo e

la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria; di promuovere tematiche di genere

per lo sviluppo dell’imprenditoria e per individuare opportunità di accesso e di promozione delle donne nel

mondo del lavoro oltre che presentare iniziative per attivare collaborazioni sinergiche con enti pubblici e

privati a sostegno dell’imprenditoria femminile in generale. Oggi l’associazione è impegnata nella

realizzazione di un sito per sviluppare il turismo incoming in Italia l’ “ Italy Welcome Women” : un luogo

virtuale di donne del turismo dedicato a donne viaggiatrici. E’ con la sua esperienza pragmatica di donna

d’impresa che si occupa di marketing e di comunicazione, che Laura, presidente di Pirene (www.pirene.it)

organizzazione di congressi ed eventi, porta avanti con innovazione e passione le attività di AIDDA, ciò

naturalmente grazie alla partecipazione attiva delle sue numerose socie che, attraverso le 16 delegazioni

regionali, sono da ritenersi il punto di riferimento nelle varie iniziative di genere che si realizzano nell’intero

paese. Attenzione particolare è poi rivolta ai giovani attraverso il concorso “I-DEA” che premierà, in

collaborazione con oltre 30 università, le migliori idee d’impresa.

www.donnaimpresa.com 19


Maria in tour nel deserto Saudita

MARIA

ANGELICI

IN PRIMO PIANO

ANGELGAS

Maria Pallotti in Angelici aveva 12 anni quando la sua

famiglia, residente a Montelparo, paesino dell’entroterra

marchigiano, decise di trasferirsi a Porto San Giorgio

per dare piu’ occasioni di futuro alla loro ultima figlia.

In quegli anni di pieno sviluppo in tutti i settori per Maria non mancano occasioni di lavoro sia nel

pubblico che nel privato e lei al “posto fisso” sceglie di lavorare presso la ANGELGAS dove intravede

piu’ autonomia, creativita’ e libere scelte, ditta individuale di Maurilio Angelici negli anni 50/60’ è una

scommessa con il futuro, inizia infatti a costruire distributori stradali per la distribuzione del G.P.L.(Gas

Petrolio Liquefatto) prodotto innovativo che si affaccia sul mercato dei carburanti vantando risparmio e

rispetto ecologico. Anni difficili ma anche pieni di entusiasmo per affermare un prodotto che solo a

proporne il termine “gas” generava resistenza per paura di scoppi e incendi. Certamente un prodotto

complesso da gestire se non conoscendo e rispettando appieno le sue caratteristiche e la ANGELGAS

si dedica allo sviluppo e alla affermazione del G.P.L. da oltre 55 anni. Dopo cinque anni da impiegata,

Maria diventa la moglie del titolare, Maurilio Angelici. La vita scorre molto velocemente divisa

quotidianamente tra famiglia, lavoro amministrativo e tecnico, impegni pubblici e privati, altalenante tra

òneri e onòri (non ultimo il suo mandato a carica di vice presidente presso Confcommercio, categoria

professionale alla quale è iscritta), sempre piena di sorprese da affrontare insieme ai suoi due figli e ai

suoi collaboratori. Una vita, la sua, che scorre in parallelo alle esperienze di quante hanno accettato la

sfida di imprendere con/per puro spirito di affermazione. Oggi Maria è amministratore della società

continuando a dedicarsi con la dedizione di sempre a quella che per suo marito fu’ una scommessa, e

che oggi, grazie alla sua perseveranza ed alle sue abilità conquistate sul campo, è senza ombra di

dubbio alcuno, una scommessa vinta con straordinario successo.


Maria Rosaria Caracciolo con il marito Guglielmo

IN PRIMO PIANO

CARACCIOLO MANAGE-

MARIA ROSARIA

CARACCIOLO

di Torchiarolo

Maria Rosaria e Carlo Conti

MENT & PRODUCTION

La Caracciolo Management & Production srl non è

solo la più rinomata e prestigiosa agenzia di

spettacolo italiana per giovani talenti, ma è anche

una grande famiglia in cui tutti operano per arrivare

a raggiungere i migliori risultati possibili vantando

una esperienza più che ventennale inviadiabile sia

per professionalità che per sicurezza ed affidabilità.

Maria Rosaria Caracciolo, ci parli di come nasce “Piccole Donne”…

E’ nata con al fine di aiutare i bambini dell’Abruzzo; l’idea è venuta a Carlotta Casalvieri, una

bambina di 10 anni, insieme a tre amiche. Già da tempo pensavo di produrre uno spettacolo, e

visto che le protagoniste erano proprio quattro splendide bambine ho pensato di attribuire a questo

evento un nome che fosse significativo sia in relazione all’età delle giovani protagoniste, quanto al

fatto di rievocare simbolicamente il celeberrimo racconto “Piccole Donne” di Louisa May Alcott.

Abbiamo debuttato al Teatro delle Muse, con grande successo di pubblico. L’incasso della serata,

nello spirito dell’iniziativa, è stato devoluto alla scuola “Amiternum” i cui sette circoli didattici,

distrutti dall’ultimo terribile sisma, erano rimasti sprovvisti degli elementi di arredo necessari oltre

che di materiale didattico. Hanno contribuito al successo anche gli attori Clemente Pernarella,

Maria Teresa di Bari, Mirella Caponetti e Gina Capone ai quali mi sento, ancora una volta, di dover

dire grazie per il loro preziosissimo contributo.

Da quanto tempo fa la manager dei bambini

Da circa 25 anni mi occupo dei bambini su Roma e abbracciamo tutto il territorio.

La sua carriera sappiamo essere costellata da numerosissimi successi televisivi e

cinematografici, ci parli dei più significativi…

Per il cinema “Io speriamo che me la cavo” perché mi ha dato il successo. Prodotto

cinematografico in cui c’erano 14 dei miei bambini protagonisti scelti nelle strade, nei quartieri. La

regista era Lina Wertmuller, una donna di una professionalità e di una intelligenza davvero fuori da

comune. Da lei ho appreso moltissimo, i suoi insegnamenti mi sono stati preziosi ma, al di lè di

questo, l’elemento maggiormente significativo è il rapporto di amicizia che, proprio grazie a questo

film, abbiamo instaurato. Il mio successo nasce proprio con Lina Wertmuller e poi con “Amico mio”

con Massimo Dapporto con la regia di Paolo Poeti; il protagonista era Adriano Pantaleo, uno degli

scugnizzi di “ Io speriamo che me la cavo”. Adriano è stato per me come un figlio, pensi che siamo

cresciuti insieme. Una sorta di seconda mamma, insomma. E proprio come una mamma sono

ricambiata dell’amore che riverso nei loro confronti.

Fra i suoi ragazzi quali, quelli che attualmente hanno maggiore successo

Molti, ma per citarne alcuni potrei certamente fare il nome di Cristiana Capotondi, Alessandra


Mastronardi de I Cesaroni, Adriano Pantaleo, Ciro Esposito che nel

tempo hanno acquisito una grandissima professionalità e, non

ultima, la stupenda Sara Santostasi. La cosa che mi ha colpito e

commosso particolarmente è che alcuni di questi ragazzi, che intanto

si sono sposati e hanno avuto figli, mi hanno affidato i loro figli…

affinchè compiessi lo stesso percorso di crescita professionale anche

con loro. Per me è stato un grandissimo onore oltre che,

naturalmente, un esempio di amore, rispetto, fiducia e stima nei miei

riguardi. Il nostro lavoro nello spettacolo è difficilissimo, il bello è il

rapporto che si crea con questi ragazzi, un rapporto di fiducia, di

sicurezza, anche con le loro mamme che hanno creduto in me. Per

cui devo ringraziare anche loro.

Prima di diventare manager, ovvero titolare dell’agenzia

Caracciolo, che cosa si occupava Maria Rosaria

Di moda per una grande casa di Milano e andavo in giro con il

campionario e le modelle per i negozi ma la cosa non mi gratificava.

Poi accadde che mio fratello, fidanzato con la protagonista

della“Ciociara”, Eleonora Brown, mi portò con sé sul set ed è lì ebbi

modo di conoscere Vittorio De Sica. Io allora ero una ragazzina e mi

colpì così tanto il set che pensai di trasferirmi da Napoli, dove

vivevo, a Roma. Mio padre ci rimase male perché in famiglia erano

tutti laureati in legge e scienze politiche ed era pertanto uno

scandalo che la figlia, una donna, andasse in un’altra città da sola a

fare il cinema. Sono stata la pecora nera della famiglia, in sintesi.

Maria Rosaria Caracciolo di Torchiarolo, un cognome nobile…

Un cognome nobiliare. Mia nonna era la principessa Pignatelli di

Aragona e mia madre la Marchesa Dusmet Det Smous di origine

francese perché mio nonno era nato a Parigi. Non mi piace quando

mi chiamano Contessa Caracciolo; ringrazio mio padre per questo

cognome che mi ha dato la possibilità di entrare in qualsiasi salotto e

per me è stata una grande eredità anche perché non ho ereditato

nient’altro. Ci tengo molto a stare con persone per bene perché per

me conta molto il rapporto umano, prima ancora della posizione

sociale. Prezioso insegnamento di mio padre il quale mi ripeteva

sempre che signori si nasce non si diventa.

Mi parli del festival, quante le edizioni

Ho fatto la prima edizione due anni fa, mentre quest’anno ci

dovrebbe essere la seconda edizione. Il mio desiderio è di farla a

Roma o comunque nel Lazio, perché si affermi e diventi

rappresentativa di questa meravigliosa regione alla quale sono molto

legata. Il mio obiettivo dunque è quello di trovare una location adatta

che mi consenta di farla crescere, sarebbe una cosa bellissima in

quanto il nostro festival è diverso da quello dei Giffoni o dalla sezione

Alice del Festival del cinema di Roma perché ci sono mestieri dello

spettacolo ed anche perchè i protagonisti sono bambini e ragazzi.

Sono loro che interagiscono e costruiscono questo festival in tutti i

settori dello spettacolo, dal costumista allo scenografo, dall’attrice

alla coreografa al parrucchiere. Potremmo considerarla una

esperienza professionale... o meglio, uno stage, in quanto gli esperti

di settore, nostri ospiti, hanno il compito di dimostrare dal vivo le

proprie abilità tecniche. Ed è una cosa bellissima oltre che essere

fondamentale ai fini dell’ acquisizione dei fondamentali. Agli esperti è

demandata anche la scelta degli attori che vengono selezionati in

funzione di criteri oggettivi, così come l’indicazione del film preferito

sul quale lavorare. Mi auguro davvero che questo progetto vada

avanti perché ha le caratteristiche di essere una una vera e propria

“palestra di vita” .

Dove è stata fatta la prima edizione

In un bellissimo paesino in provincia di Salerno.

Si è svolta al Gilda di Roma in Via

Mario de Fiori la VII edizione del

Premio Bontà- Talento per la

Solidarietà e Premio Bravura –

Junior Italia Talents organizzato da

Antonella Ferrari presidente

dell’Associazione Culturale EPICS

insieme alla Contessa Maria

Rosaria Caracciolo di Torchiarolo e il

marito Guillermo Pricolo della

Caracciolo Management &

Production srl, presentato da Patrizia

Antonacci e Fausto Verginelli.

Un mare di Nutella, yougurt e budini e tanto latte sano, pasticcini e

cioccolatini della Ferrero, animazione del Gilda, musica e tanta voglia

di regalare un sorriso ai bambini meno fortunati. Tutti i ragazzi che

recitano nelle fiction di successo o testimonial di spot televisivi hanno

portato un dono da consegnare a bimbi meno fortunati di loro

( Ospedale Bambin Gesù- Missioni Internzionali). Sono stati premiati e

si sono esibiti giovani talenti che, durante la serata, hanno dato saggio

della loro bravura e preparazione attraverso performance di

recitazione, danza e canto con coreografie appositamente ideate da

Maria Napoli di NLD – Nuovo Laboratorio Danza Company Ladispoli.

Presenti e premiati: i protagonisti di “ Tutti pazzi per amore” : Brenno

Placido (18 anni) figlio d’arte, che interpreta il ruolo di Emanuele,

Nicol Murgia (16 anni), Laura Calgani (9 anni) “Nina” , -

protagonista de “ I Cesaroni” nel ruolo di Matilde, Angelica

Cinquantini (11 anni), per la prima volta anche in versione cantante.

Strepitosa! Poi è stata premiata Sara Santostasi (16 anniprotagonista

di Donna Detecvice 1 e 2 nel ruolo della figlia di Lucrezia

Lante della Rovere, “ Chiamatemi Jo”. Nel ruolo di Jo e testimonial

della Disney. Luca Arnone direttamente dal set di Gigi Proietti

“ Preferisco il Paradiso” e interprete di diversi spot, Matteo Giovannini

protagonista nella serie tv “ Incantesimo” “ Il falco e la colomba” nel

ruolo di Paolino, Brando Cesarini (8 anni) che ha recitato sul set di

“ Angeli e Demoni” , Giorgia Fiore (10 anni – chiamata la piccola

Nicca Costa romana e le tre famose sorelline Giovanna, Francesca e

Valeria Goglino. Per il premio “bontà” e il premio “ mamme famose”

sono state premiate Anna Pettinelli RDS, Cristiana Merli Radio Rai,

Nadia Bengala, Maria Monsè con la piccola Perla; Antonella

Salvucci, Luciana De Falco (“ Un posto al sole”),

Stefano Amatucci

regista de “ Un posto al Sole”, Riccardo Sardonè e Salvio Simeoli,

Giancarlo Bornigia del Gilda, Marcello Fontana di Michelangelo

Gioielli che ha realizzato tutti i premi della manifestazione, Concetta

Pepe titolare O.I.W, Marco Lorenzoni LatteSano, KID’S WORLD per

i progetti didattici specialistici per l’apprendimento dell’inglese sin dalla

più tenera età.

Organizzazione e supervisione per il Gilda: Loredana Gelli_Servizio

fotografico di Antonella Ferrari

info: www.caracciolomanagement.com

Calzaturificio Marco

Iommi

IL LABORATORIO DEL VERO MADE IN ITALY

collezione

WINTER 2009/2010

GIOIELLO

È PRODOTTO E DISTRIBUITO DAL CALZATURIFICIO MARCO IOMMI

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BeautyServices

INGROSSO PER ESTETICA

A dicembre 2009 si è tenuto presso la Beauty Services il secondo corso di ricostruzione unghie in "Acrilico" Queen

Nails. Nelle foto la titolare della “Queen Nails” Milena Vascon con le giovani corsiste.

Queen Nails: ottimo servizio e

prodotti di prima qualità, per

questa casa che si attesta

come uno dei leader di settore

nel panorama nazionale.

GROTTAMMARE_ASCOLI PICENO_ITALY

QUEEN NAILS,un

nome evocativo che

significa REGINA

DELLE UNGHIE,

perché crediamo che

ogni donna si debba

sentire una regina in

ogni momento della

sua vita.

L’azienda nasce, quasi per

caso, nel 1985, da un’idea di

Milena Vascon, fondatrice della

società assieme al marito.

Durante un soggiorno a

Colorado Spring (USA) per

accompagnare la figlia a degli

allenamenti di pattinaggio, la

signora Milena, avendo molto

tempo libero a disposizione

decide di frequentare un

salone di acconciature, dove

incontra una donna asiatica

che la introduce nel mondo

della ricostruzione delle

unghie. Rimase affascinata da

questa tecnica, riscoprendo il

piacere di avere delle mani

sane, curate e belle e si trovò a

riflettere che se per lei era

stato così piacevole riscoprirsi

regina, sicuramente lo sarebbe

stato anche per molte altre

donne. Comincia quindi ad

approfondire la sua

conoscenza in merito alle

tecniche di ricostruzione

effettuando ogni anno dei corsi

di specializzazione, finché nel

1995 decide di coinvolgere

anche la figlia Sonia e di

frequentare una vera e propria

scuola. Dalla passione,

maturata in entrambe, agli

affari il passo è breve: nasce

così nel 1998 un salone di

ricostruzione unghie. Ma la

passione era così forte che

non potevano tenerla solo per

loro e quindi decisero di

condividerla con altre persone

con lo stesso sogno: sentirsi

bene con le proprie mani e far

sentire bene anche gli altri.

Nascono così i corsi di

ricostruzione unghie Queen

Nails, tenuti in tutta Italia,

eventi nei quali non solo si

insegna la tecnica - che è

fondamentale - ma anche ad

amare questa attività e a

trasmettere questo amore per

la cura delle proprie mani alla

clientela.

PROFUMI, PUREDISTANCE

CRYSTAL & GOLD EDITION

La maggioranza delle

donne spesso si lascia

ammaliare da una

fragranza non solo per le

sue qualità intrinseche ma

in un certo senso anche, e

soprattutto, per il suo

“volto”. Il profumo che vi abbiamo presentato in effetti, oltre la

sapiente mescolanza di fragranze, seduce per bellezza, al primo

colpo d’occhio...

CHANEL, KIT DI BELLEZZA

BY RYAN MCSORLEY

Si chiama Ryan McSorley

il giovane designer

inglese che ha realizzato

per il progetto Central

Saint Martins – Skin by

Chanel. Un affascinante

cofanetto di prodotti di bellezza Chanel, che espone in bella

mostra sull’esterno la griffe della celeberrima casa.

TARINA TARANTINO: ECCO

IL MAKE-UP CHE BRILLA

Celebrità e stilisti di moda

di tutto il mondo sanno

bene che Tarina

Tarantino, la “regina del

lusso irriverente” è

indubbiamente una delle

poche designer che riesce a far “brillare” ogni oggetto che

tocca. La stravagante Tarina lancia sul mercato, in

collaborazione con Sephora, un’esclusiva linea di accessori

per il make-up ispirati al mondo pink e fiabesco delle collezioni

Tarina Tarantino.

PROFUMI, PUIG PER LE

NUOVISSIME FRAGRANZE

VALENTINO

Valentino si allinea con

un nuovo partner

spagnolo per una nuova

linea di profumi, ma per

questo dovremo

pazientare ancora un po’... circa un anno, in quanto il lancio

non è previsto prima del febbraio 2011.

IDEA REGALO: LE

PINZETTE SWAROVSKI IN

LIMITED EDITION

Un accessorio piuttosto

scontato come una

classica pinzetta per

sopracciglia Tweezerman

(quella insomma che

praticamente ogni donna ha sempre con sé nella borsetta),

diventa oggetto glamour da esibire. Colorata e scintillante,

nella sua veste fatta da decine e decine di piccoli cristalli, è

prodotta in edizione molto speciale.


nelle foto: Il Ministro Giorgia Meloni con le organizzatrici di GammaDonna _ sotto: un momento del convegno.

E' datata 28 e 29 gennaio 2010 la terza edizione di GammaDonna, una 2 giorni di

forum, tavole rotonde e workshop, con il sostegno del Ministero della Gioventù, della

Regione Piemonte, della Provincia e della Città di Torino, incentrati sulla risorsa

produttiva donna; Manifestazione alla quale il Capo dello Stato ha conferito una

speciale medaglia di riconoscimento. Il Salone - evento biennale la cui prossima

edizione è inclusa nel programma delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità

d’Italia - ha lo scopo di aggregare Imprese, Enti e Istituzioni per la valorizzazione della

“risorsa produttiva donna” ed il sostegno e la promozione dell’iniziativa d’impresa “ al

femminile”. “ Quando abbiamo inventato GammaDonna nel 2004 – ha ricordato

Giuliana Bertin Presidente di Valentina Communication, Agenzia ideatrice di

GammaDonna – lo abbiamo fatto nella convinzione che fosse necessario cambiare un

modello di sviluppo che ancora oggi in Italia penalizza pesantemente la donna nel

mondo del lavoro, a favore di un maggiore equilibrio. Ma per raggiungere risultati

concreti occorre fare “massa critica”. In questo senso è stata progettata

Gammadonna: come piattaforma aggregante, aperta al confronto e al contributo di

quanti perseguono queste finalità ”“ . Economia, Etica, Equilibrio sociale: nuovi

paradigmi per la società post-crisi” è il tema della due giorni di forum, tavole

rotonde e workshop che analizzeranno gli sviluppi della crisi e le possibili vie di uscita

tenendo conto di interventi non solo di natura economica, ma anche etica e sociale.

“ La Regione Piemonte – ha dichiarato in una nota Mercedes Bresso – ha messo in

atto in questi anni misure concrete volte a sostenere le donne che decidono di

cimentarsi con attività autonome, cercando di agevolare le modalità di accesso al

credito e il reperimento di capitali, oltre che la conciliazione del lavoro con le esigenze

familiari. Nell’ottica di promuovere e mettere a confronto queste importanti ed

emergenti esperienze, il Salone GammaDonna assume un ruolo significativo”.

Nell’ambito del Salone è stato assegnato il Premio “ GammaDonna / 10 e Lode”.

Promosso in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il premio si propone di valorizzare la

capacità imprenditoriale femminile come espressione di creatività innovativa non solo

nel dare vita a nuove imprese, ma anche nell’introdurre soluzioni originali e

significative in imprese già esistenti. Il Ministero della Gioventù, ha invece assegnato

una menzione speciale alle giovani imprenditrici (sotto i 30 anni) vincitrici del Premio.

“ I ragazzi e le ragazze italiane disposti a mettersi in gioco, capaci di lanciare idee

vincenti sul mercato nazionale e internazionale, sono molti di più di quanti si possa

pensare - ha detto il Ministro Giorgia Meloni - Esiste una giovane classe

imprenditoriale che dimostra ogni giorno la propria capacità malgrado la difficile

congiuntura economica. A queste giovani donne va il merito di essere già diventate un

traino per l’economia, ognuna nel proprio specifico settore. Spero che, grazie a questo

premio speciale dedicato alle imprenditrici più giovani, possano diventare un esempio

a cui ispirarsi per tante altre giovani donne. Sono convinta infatti che le nuove

generazioni abbiano più bisogno di esempi positivi a cui ispirarsi che di consigli”. Le

vincitrici sono state selezionate da una giuria di esperti che fra centinaia di candidature

hanno individuato cinque casi di eccellenza sulla base dei criteri di valutazione,

pubblicati nel regolamento (www.gammadonna.it). Le cinque imprenditrici hanno avuto

la possibilità di raccontare al pubblico la loro storia di successo nel corso del panel

dedicato “ Storie di straordinaria Imprenditoria”. La serata di premiazione si è tenuta

giovedì 28 gennaio 2010 nella splendida cornice del conservatorio di Torino.

SONO INTERVENUTE: Giorgia Meloni , Ministro della Gioventù, Mariella Enoc

Presidente di Confindustria Piemonte, Caterina Fioritti Presidente dell’Associazione

Nazionale Donne nel Turismo, Giuliana Bertin Presidente di Valentina

Communication, agenzia ideatrice di GammaDonna, Mercedes Bresso Presidente

della Regione Piemonte

Murasaki Fujisawa insegna arte

giapponese nel suo Paese, ed è

specializzata in ukiyo-e e cultura Edo.

È docente presso la Gakushuin

University, Kokugakuin University,

Tamagawa University, Chuo University,

Toyo University, Musashino art

University, Chiba Institute of

Technology, Sugino Fashion College e

Ryotokuji University. È consulente dei

più prestigiosi musei del mondo, come

il Museum of Fine Arts di Boston.

3° SALONE DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE

L’UKIYO-E E I RITRATTI DI BELLEZZE - I MEDIA

DI EDO E L’ABBIGLIAMENTO conMurasaki Fujisawa

EVENTI

GAMMA DONNA

Attesissima conferenza della Professoressa Murasaki Fujisawa,

esperta internazionale di ukiyo-e, la pittura popolare

maggiormente apprezzata nel Periodo Edo (1603-1868). Tramite

una produzione in grande quantità dovuta al perfezionamento

dell’incisione su legno, l’ukiyo-e ha ottenuto un considerevole

numero di estimatori e si è sviluppato come mezzo di

comunicazione di massa rappresentativo dell’epoca. Inoltre,

nella seconda metà del XIX secolo, con l’apertura del Giappone

all’Occidente, è stato esportato in vari paesi. La ricchezza del

suo tratto ha influenzato i disegni degli impressionisti e le arti

decorative occidentali, così da essere amato da un ampio strato

di persone. Ufficio Stampa Fondazione Torino Musei

www.donnaimpresa.com 29


A TU PER TU CON:

A TU PER TU CON: Giorgio Mencaroni

Presidente Unioncamere Umbria

Come vede l’impresa al femminile in generale

I dati che ho comunicato nell’intevento al Work shop parlano chiaro, in

Umbria l’impresa al femminile è in continua crescita anche nel 2009

nonostante il momento di crisi sia generale. Ovviamente in questo

frangente così particolare sono più quelle che chiudono rispetto a

quelle che aprono, ma ciò nonostante l’impresa al femminile ha un

saldo positivo e ha raggiunto una percentuale di penetrazione nel

contesto globale dell’unbria del 26% direi che è un dato molto

consistente se si fa riferimento alla media nazionale che è del 24%.

La crisi è finita o dobbiamo temere dei colpi di coda

Come imprenditore vedo i momenti sempre con una natura ottimistica,

per me il ½ bicchiere è sempre un bicchiere mezzo pieno … e non

mezzo vuoto, guai se non fosse così, è nell’indole di un imprenditore

essere ottimista. Al di là di questo, ritengo che il fenomeno di crisi nella

sua fase più acuta sia passato, siamo in una fase di rimbalzo, anche se

questo processo chiaramente è molto più lento di quello che è stata la

velocità di caduta. Indi per cui… tornare ai valori ante 2008,2007

significa attendere fiduciosi uno due anni a venire … tempi purtroppo

molto lunghi. L’impresa del futuro dovrà porre la massima attenzione

nell’organizzare la propria attività nella oculatezza delle spese e quindi

essere “sana” rispettando le regole citate prima. Deve essere innanzi

tutto l’imprenditore a credere nella propria impresa; è giusto insistere

con il sistema del credito perché, sebbene oggi abbia stretto i cordoni

della borsa (ovvia conseguenza di una eccessiva larghezza precedente

della quale hanno beneficiato innanzi tutto le imprese con mezzi

finanziari propri scarsi) ritorni a credere che il finanziamento all’impresa

è indispensabile alla salvaguardia di una moltitudine di attività che

altrimenti non riuscirebbero a sopravvivere.

Lei è il Presidente neoeletto di Unioncamere dell’Umbria… ci dica,

cosa intende fare nel periodo del suo mandato

I propositi di Unioncamere sono quelli di aiutare ed assistere l’impresa

nell’ambito del credito, alcune iniziative sono state già state prese, altre

sono in progetto. Mi riferisco ad esempio all’aiuto attraverso il Consorzi

Fidi, con il quale abbiamo già attuato un contributo in conto interessi a

finalizzato a quelle aziende che vogliono aumentare il loro capitale

sociale … un modo per riportare liquidità all’interno delle aziende, e non

solo. Stiamo cercando di trovare soluzioni anche sulle imprese di

persone e in questo caso agiremmo con i Cosorsi Fidi per aumentare

la capacità di garanzia, che oggi è attorno al 50%, cercando di

raggiungere la soglia del 75%. Da non dimenticare poi, il tema della

Internazionalizzazione molto sentito dai nostri imprenditori umbri… in

tal senso abbiamo finalmente raggiunto un accordo con la regione

Umbria che ci consentirà di essere partner di un centro estero unico e

non separato come è stato fino ad oggi, e questo dal 1 gennaio 2010.

La presidenza di questo nuovo soggetto istituzionale sarà naturalmente

affidata ad un imprenditore nominato dal consiglio regionale su di una

terna fornita da Unioncamere. E’ per mezzo di questo nuovo organismo

che agiremo con il mondo del credito istituendo il progetto “Imprendo

Sicuro” dove l’imprenditore sarà assistito in tutte le sue forme dal

mondo del credito che referenzierà l’azienda italiana che andrà ad

espandersi all’estero.

A TU PER TU CON: Anna Santilli

Presidente del Comitato regionale per l’imprenditorialità femminile

umbro e, imprenditrice nel settore della comunicazione fin dagli anni

’80. Ha introdotto, insieme al neo eletto Presidente di Unioncamere

Umbria Giorgio Mencaroni, i lavori del 3° meeting "Leadership umbra al

femminile".

“Forse proprio per la mia sensibilità professionale – ci dice Anna - non

posso non lodare l’impegno del sistema camerale, dell’Unione

Regionale dell’Umbria, della Camera di Commercio di Perugia e della

Camera di Commercio di Terni, grazie al quale è possibile dare voce al

lavoro silenzioso di tante imprese a prevalente conduzione femminile,

per la reale affermazione di pari opportunità tra uomini e donne. Con i

meeting le imprenditrici partecipanti hanno avuto l’opportunità di

accrescere il proprio bagaglio di conoscenze in merito a problematiche

che rivestono una funzione spesso determinante per il successo

dell’iniziativa imprenditoriale e lo stesso scambio di esperienze

aziendali rappresenta un importante valore aggiunto, quale

arricchimento della cultura d’impresa al femminile. In questi tre anni ci

siamo poste come obiettivo principale quello di favorire la creazione di

una rete regionale attraverso la conoscenza reciproca ed oggi, con

grande soddisfazione, credo che questo si stia realizzando. Tutte noi

siamo consapevoli che le donne sono protagoniste determinanti della

presente e futura crescita di occupazione della regione e che, quindi,

promuovere l’imprenditoria femminile significa anche moltiplicare le

chance di crescita del nostro territorio. Una rete che oggi si apre anche

al resto del territorio nazionale con la partecipazione delle ambasciatrici

del progetto "WAI - Women Ambassadors in Italy", cofinanziato dalla

Direzione Generale Impresa e Industria della Commissione Europea

coordinato a livello nazionale da Unioncamere Toscana con il supporto

dei 19 "Enterprise Europe Network" (rete a sostegno delle PMI nelle

materie dell’internazionalizzazione e dell’innovazione) che

rappresentano la gran parte delle regioni italiane. Si tratta di

imprenditrici esperte – continua la Santilli - che con la propria

esperienza ed il proprio sostegno empatico potranno trasmettere

passione, entusiasmo, ma anche competenze importanti ad aspiranti e

neo-imprenditrici. Sempre a proposito di un "allargamento" della rete

femminile, vorrei porre in risalto una recente esperienza in cui sono

stata particolarmente impegnata soprattutto con le colleghe del Cif di

Nella foto: Il tavolo dei relatori

Perugia. Nella prima metà del mese, infatti, abbiamo incontrato una

delegazione di imprenditrici e donne di cultura e di istituzioni

proveniente da San Paolo del Brasile. Abbiamo cercato di trasferire loro

proprio il modello di rete tra donne, già felicemente sperimentato dai

nostri Comitati - i quali a livello nazionale hanno ricevuto il premio

"Lavoriamo insieme" – con la convinzione che le nostre buone pratiche

possono contribuire al creare le condizioni di sviluppo non solo in Italia,

ma anche in Paesi con forti potenzialità che devono ancora emergere,

quale ad esempio proprio il Brasile. Abbiamo pertanto affiancato al

confronto ed al dialogo, anche un progetto di mentoring che speriamo

possa aiutare tante brasiliane ad uscire dalla povertà delle favelas.

Consapevoli, però, che tutto ciò non sia sufficiente, abbiamo favorito

anche accordi di business per imprese sia femminili, che maschili con

ottimi risultati. Un lavoro a tutto tondo, che è stato possibile anche

grazie all’interessamento del Presidente Mencaroni, al quale rinnovo

ulteriormente il mio più sentito ringraziamento. Tornando alla mia

esperienza di Presidente del CRIF, devo riconoscere con gratitudine

che è stata molto proficua anche grazie all’apporto entusiasta delle

componenti del Comitato Regionale e dei due Comitati provinciali, le

quali in questi anni si sono adoperate nel promuovere le iniziative

imprenditoriali femminili. Il Comitato regionale oltre ad aver assicurato

un’attività di coordinamento tra i due comitati provinciali ed

un’impostazione unitaria con l’Ente Regione, nel corso degli anni ha

svolto un’attività di ricerca e di studio con la pubblicazione di Capitale

Donna (quarta edizione), ha promosso l’aggiornamento della banca dati

sulle imprese al femminile e l’implementazione del sito Impresaumbra,

che permette la ricerca e selezione delle imprese femminili e la

realizzazione dei meeting "Leadership umbra al femminile". Questo, in

breve, è il percorso tracciato dal Comitato Regionale per

l’Imprenditorialità Femminile in questi anni che credo possa

rappresentare anche il punto di partenza per il futuro comitato. Non può

infine sfuggire che iniziative come questa non si sarebbero

concretizzate, senza l’attiva partecipazione di alcune componenti degli

stessi comitati provinciali che sono anche oggi presenti con noi per

offrire il proprio contributo e delle due segreterie, Promocamera,

azienda speciale della Camera di Commercio di Perugia, e la Camera

di commercio di Terni. Un ringraziamento molto sentito lo devo alla

dr.ssa Tiziana Pompei, dirigente dell’Unioncamere Italiana che ho avuto

il piacere di conoscere a luglio e con la quale ci siamo riviste in

occasione della conferenza stampa di presentazione dei risultati del

Giro d’Italia e dell’Osservatorio Nazionale sulle imprese femminili,

corredata dalla premiazione della Concorso Maglia Rosa, per l’impegno

mostrato in questi anni a favore della promozione dell’Imprenditorialità

Femminile e della rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, che

quest’anno si è concretizzata anche attraverso l’approvazione di un

progetto prioritario a valere sui finanziamenti del Fondo perequativo.

MARIA ROSA

BARTOLONI

“I grandi vini si “fanno” in vigna - ci dice Maria

Rosa - perché la bontà è il risultato di un

sodalizio tra uomo e natura, che qui continua

da sempre. Dalla cantina che era una stanza

della casa padronale, fino agli anni cinquanta,

adibita anche a camera da letto con giacigli di

granoturco, nella memoria degli anziani, si

passa a quella attuale; maturando l’antica

passione di famiglia e questo profondo

legame con il territorio”.

Un vino unico... che diventa vera poesia.

CANTINA BARTOLONI

Loc. Moriano_Giano _Perugia_Italy

"Ogni nostra creazione racconta una storia

fatta di passione, cura dei particolari, creatività

e gusto italiano per le cose belle. Luxury

cashmere offre la sua collezione di

abbigliamento e accessori realizzata dalle

sapienti mani delle nostre maglieriste . Ogni

modello è ideato per personalizzare e

soddisfare le esigenze di vestire con capi di

alta qualità ed eleganza”

Capi unici proprio come voi.

LUXURY CASHMERE

Ripabianca_Perugia_Italy

ADRIA

CASTELLANI

UNIONCAMERE UNBRIA

TODI: 3° MEETING LEADERSHIP UMBRA AL FEMMINILE


Ancora un ringraziamento molto sentito per Mariangela

Gritta Grainer, responsabile imprenditoria femminile di

Retecamere, che in questi anni ha conquistato la stima e

l’apprezzamento di tutte noi che abbiamo avuto la

possibilità di conoscerla nelle precedenti edizioni –

conclude – così come, non ultimi, il mio grazie,

all’assessore Maria Prodi attraverso la sua

ambasciatrice dr.ssa Antonietta Petetti del Servizio

Nella foto: panoramica dell’imprenditrici intervenute al WorkShop

L’UOMO CON LA VALIGIA. PICCOLA STORIA DEL BAGAGLIO

Borgo e Rocca Medievale- Parco del Valentino

14 febbraio - 10 maggio 2010

Nella mostra curata da Paolo Novaresio, il bagaglio viene

considerato in tutte le sue valenze pratiche e psicologiche.

L’arco temporale

considerato è quello

compreso tra la metà

dell’Ottocento e oggi,

oltre ad una sezione

dedicata al periodo

medievale.

Politiche attive del lavoro della Regione Umbria) ed ai

coordinatori dei quattro gruppi di lavoro che hanno

impegnato le imprenditrici su tematiche che

contraddistinguono lo stile di management al femminile:

Andrea Galli (Costruire un team vincente), Ernesto

Moraggi (Gestione del talento e leadership), Andrea

Cirelli (Leadership emozionale) e Beatrice Vergari

(Giornalista professionista).

MOTORI AL FEMMINILE :LE MOTO GIOIELLO DI ROBERTO

ROSSI. PERLE BIANCHE STILE COCO CHANEL

L’iconica targhetta Tiffany decora il serbatoio di una Harley

Dettagli glamour, che sapessero soddisfare il gusto femminile:

sul lato destro del serbatoio il logo

“Roberto Rossi Mantova” si ispira a

Chanel ed è decorato con perle

bianche di piccole dimensioni, per

dare un tocco di estrema classe.

Sul lato sinistro c’è una decorazione

a mano a pennello che riproduce la

nota collezione dei gioielli Tiffany.

Un’originale fusione artistica del

famoso motostylist.

COMUNICAZIONE

CARRIERA

E FEMMINILITA’

“Ad un convegno che

affrontava il tema del

rapporto tra donne e

ICT, affermai che le

donne, impegnate nel

campo delle nuove

tecnologie della

comunicazione e

dell’informazione,

rispondono a questo

identikit: sono attive,

curiose, innovative,

rigorose e determinate;

sono giovani e laureate

e non sempre

guadagnano meno degli

uomini; sono però

soprattutto portatrici di

un mix di competenze

non solo tecniche ma di

tipo marcatamente

relazionale. Ecco, mi

riconosco molto bene in

questo profilo. Da otto

anni mi occupo di

consulenza in

comunicazione

d’impresa e pubbliche

relazioni e sono

responsabile del reparto

comunicazione di

Medialine Group

(www.mline.it), da me

creato e organizzato,

all’interno di un’azienda

chefinoadallora

forniva esclusivamente

servizi legati al web.

Tutto questo grazie alla

lungimiranza della

proprietà. Da circa 5

anni, poi, ho focalizzato

la mia consulenza sui

New Media, in particolar modo sui metodi e le tecniche delle Pubbliche Relazioni nell’era del Web 2.0. Ho curato, ad

esempio, la campagna elettorale su Second Life di un candidato alla Camera, durante le scorse elezioni politiche,

ALESSIA

PASSATORDI

esperienza tanto unica nel suo genere, da ricevere una rilevante copertura mediatica (oltre che l’effettiva elezione!). Di

recente ho ideato e fondato www.settevizi.it, una community che nasce da una visione innovativa, insolita, divertente ed

“educativa” dei 7 vizi, sovvertendo così il senso tradizionale dei peccati capitali. Durante l’8° Assise Nazionale Città della

Nocciola (www.cittadellanocciola.it) che si è tenuta a Giffoni Sei Casali (SA), a settevizi.it è stata conferita la carica di

Socio Onorario del Club Amici della Città della Nocciola, perché è il portale è il Contenitore del blog ufficiale sulla nocciola

italiana. Il riconoscimento è importante, perché proviene da un’Associazione che riunisce tutti i comuni corilicoli italiani e

che organizza ogni anno l’Assise come momento d’incontro tra gli associati, per fare il punto della situazione sulla

Nocciola Italiana.Questa Assise poi è stata particolarmente importante perché nella giornata centrale, il sabato, ha

ospitato, per la prima volta, un convegno che ha avuto come tema l’importanza del Web per far conoscere la Nocciola

Italiana; il convegno, da me moderato, dal titolo “La nocciola italiana su Internet: da Facebook al blog ufficiale”, ha visto la

partecipazione dei massimi esperti italiani della comunicazione su Internet e le più grosse aziende dolciarie italiane, la

Novi e la Ferrero. Al convegno sono intervenuti: Carla Buono www.myfruit.it, Michele Pisetta Ferrero spa, Stefano Grosso

Novi – Elah Dufour, Mirko Pallera www.ninjamarketing.it, Alessia Passatordi www.settevizi.it, Eugenio Guarducci

Presidente Eurochocolate, Stefano Vitta www.zubb.it, Marco Massarotto www.internetpr.it”.

“ La convinzione di fondo a tutto ciò è che il mercato delle ICT richiederà sempre

di più l’adozione di nuovi linguaggi centrati sulle relazioni sociali, ambito d’azione

nel quale, storicamente, spiccano le qualità femminili ”.

CITTA’ DELLA NOCCIOLA

A GIFFONI SEI CASALI L’ OTTAVA ASSISE NAZIONALE


Ho 44 anni e svolgo la professione di

commercialista da oltre 20 anni, avendola

iniziata nello studio di mia madre,

commercialista anche lei, subito dopo il

conseguimento del diploma di ragioniere,

avvenuto nel 1984, presso l'ITC Carducci di

Fermo portando avanti nel contempo gli studi

universitari presso la Facoltà di Economia e

Commercio di Ancona. Sono iscritto all'Ordine

dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

di Macerata. Da oltre 10 anni, insieme a mia

madre, mia moglie, mia sorella e mio cognato,

avvocati, abbiamo fondato lo STUDIO VITALI

VALORI, una realtà di oltre 15 professionisti fra

commercialisti e avvocati con studi a

Montegranaro, Macerata e Roma. Sono

sposato con Silvia Sbriccoli, dottore

commercialista, con la quale abbiamo messo a

mondo 5 figli, tutti maschi, il compito, per la

verità ci è stato facilitato, perché abbiamo due

coppie di gemelli ... di tutte le pianificazioni fatte,

se valutate in termini di risultati ottenuti, quella

della mia famiglia è senza dubbio la più prodiga

Le tue aspettative giovanili si sono concretizzate nel mondo del lavoro attuale

Direi di si. La professione di commercialista mi è sempre piaciuta e sin da piccolo manifestavo la

volontà di diventare, da grande, commercialista; mia madre, sicuramente, ha contribuito in tal

senso trasmettendomi l'amore per la professione e l'etica del lavoro. E' una professione,

sicuramente impegnativa e stressante, che consente di essere a contatto con la gente, con i

problemi delle imprese, facendo emergere aspetti caratteriali e di personalità che, spesso, vanno

ben oltre e si rivelano più importanti della mera preparazione teorica. A scanso di equivoci, va

detto che la professione non consente approcci facili e superficiali, necessitando di una solida

preparazione di base e di continui aggiornamenti che si rivelano indispensabili per affrontare le

problematiche della clientela.

Quali le richieste delle aziende in un momento, quale questo, di crisi

Il momento è molto difficile e le aziende, come tutti noi, si sono trovate impreparate ad

affrontarlo. In particolare il ruolo del commercialista, che è anche un confidente

dell'imprenditore, è divenuto ancor più importante perché deve saper infondere coraggio e voglia

di tirare avanti, anche in presenza di tutte le difficoltà di questi momenti e, nello stesso tempo,

deve saper spegnere, a necessità, facili ed effimeri entusiasmi che potrebbero talvolta crearsi a

fronte di modesti risultati conseguiti...

Quali sono gli strumenti a beneficio delle aziende per sopperire alla carenza della liquidità

Ed in particolare quale è il comportamento delle banche

Le aziende più piccole, quelle i cui equilibri di bilancio erano più fragili, sono state investite dal

ciclone della crisi. In particolare le aziende del territorio, che esprime in grandissima prevalenza

piccole e medie imprese, sono state segnate dal calo degli ordini e dei fatturati con conseguente

difficoltà di riuscire a generare marginalità visto che, spesso, i costi fissi e di personale, non sono

facilmente comprimibili. Da qui la necessità di ricorrere all'indebitamento bancario con lo scopo

di ristrutturare le aziende, di avere un giusto rapporto fra i conti, cercando un nuovo equilibrio fra

ERMANNO

VITALI

DOTTORE COMMERCIALISTA ESPERTO CONTABILITA’.

PUBBLICO&PRIVATO

A TU PER TU CON

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l'indebitamento e le risorse nel breve

periodo. Le banche da parte loro,

imbrigliate dai vari parametri previsti da

Basilea, non sempre riescono ad

assecondare le necessità delle aziende

finendo spesso, magari, per premiare

aziende con minori prospettive ma con

apparenti migliori equilibri di bilancio.

Ecco quindi che il ruolo del commercialista

diventa ancora più importante perché deve

porsi, con un atteggiamento equidistante, al

centro del problema esaminando con

estrema attenzione le cause delle crisi e

soprattutto verificando le prospettive delle

aziende, costituendo valido strumento di

lettura delle situazioni anche per le banche.

Non dimentichiamo che le aziende più

dinamiche sono quelle che debbono essere

maggiormente aiutate perché, in un distretto

come il nostro dove tutte le aziende

interagiscono tra loro, sono quelle che

consentono a tutto il territorio di superare

più velocemente l'attuale crisi.

Quale l'interpretazione della crisi che ha

investito l'intera Europa

E' una crisi profonda, inaspettata che ci

imporrà di riflettere sulle condotte di

consumo e di vita future. Rispetto ad altri

paesi europei, in Italia è stata messa in atto

una grande politica di ammortizzatori

sociali a tutela soprattutto della

conservazione dei posti di lavoro e della

capacità di consumo dei cittadini che ha

consentito, sino ad ora, anche grazie ad un

alto grado di risparmio pro-capite che ci ha

sempre caratterizzato, di affrontare la crisi,

a livello di famiglie, meglio di altri paesi.

Gli imprenditori invece, in particolare quelli

piccoli, stanno soffrendo forse di più delle

famiglie e, nel prosieguo, sarà fondamentale

cercare di assisterli ed aiutarli in maniera da

non disperdere professionalità, esperienze e

soprattutto posti di lavoro.

A livello locale, come viene vissuta tale

crisi

Oltre alla crisi di tutto il manifatturiero e di

conseguenza dell'industria delle calzature

che ci affligge già da qualche anno a questa

parte, questa ulteriore crisi, tutta esogena,

sicuramente ha aggravato i conti delle

aziende. In particolare sono le industrie più

piccole e quelle con un prodotto senza

grande identità o segni distintivi a soffrire

più delle altre; tuttavia il nostro è un

territorio che sa misurarsi con le sfide e sa

affrontare le difficoltà, anche le più dure.

Nel dna dei nostri imprenditori c'è la

capacità di fare sacrifici e soprattutto

aleggia uno spirito combattivo che, sono

sicuro, li porterà ad uscire da tale periodo

affrontando e vincendo una sfida grande ed

impegnativa quale è quella che stiamo

vivendo.

di Bruno Baldassarri

...di tutte le pianificazioni

fatte, se valutate in

termini di risultati

ottenuti, quella della mia

famiglia è senza dubbio

la più prodiga...

Il servizio fotografico di Anthony Manfredonia è di Domenico Cornero

QUANDO L’OCCHIO DELLA

DONNA VUOLE LA SUA PARTE

a cura di Antonella Colombo

LUI

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LUI

QUANDO L’OCCHIO DELLA

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Il servizio fotografico di Anthony Manfredonia è di Domenico Cornero

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Antonio “Anthony” Manfredonia nasce il 15 gennaio del 1982 a Caserta, studia

canto presso la scuola privata YAMAHA. Dal 1998 ad oggi, canta con diverse

band. L’estrazione musicale è il rock, ma negli ultimi anni con i “Maledidei”

giunge ad una vera e propria musica cantautorale. I Maledidei, dei quali è sia

creatore che autore dei brani, sono stati recensiti su quotidiani e riviste

specializzate Il tutto passando nel 2004 per la moda ed il teatro. Presso la

“New Faces” studia portamento e si diploma privatamente presso di essi. Ne

conseguono sfilate e cinema. Partecipa al corto di Barbara Rossi “Non ti

aspettavo”, ed al film politico “Impotenti esistenziali” di Cirillo ed Antonucci, nel

quale interpreta un vigilante. Nel cast del film figuravano anche Tinto Brass,

Sandra Milo, Antonella Ponziani etc. Partecipa a diverse trasmissioni televisive

locali, come “la luna di Lello” su TV LUNA 2. Importanti in musica le

collaborazioni con Agostino Santoro (ex Avion Travel); Ascanio Trivisano (ex

Morricone) e Carmine Migliore (voce dei Collage). Scrive poesie e racconti.

Quindi artista un po’ a 360°. Il progetto Maledidei nasce nell'estate del 2006 a

Caserta, dall’incontro con Raffaele Bove. Entrambi provengono infatti da varie

esperienze musicali con gruppi locali e campani. Nel 2007 incidono il loro

demo-cd autoprodotto intitolato "L'Inverno che verrà", disco che sarà seguito

da numerosissime date in locali e centri sociali della Campania. I Maledidei

suonano un genere definibile come "rock-noir": un misto tra rock d'autore,

poesia, noise e psichedelia. Loro fonte di ispirazione sono sicuramente gruppi

come Marlene Kuntz, Afterhours, Sonic Youth, Giardini di Mirò, Pink Floyd. Ma

anche cantautori italiani come De Andrè, Tenco, Patty Pravo, Modugno. Nelle

loro performance dal vivo i Maledidei praticano una fusione sincretica di

diverse forme artistiche: musica, poesia, teatro, in un suggestivo spettacolo

fatto da musica ed interludi recitati ricchi di pathos. I momenti di poesia si

ispirano a Baudelaire, Bukowsky ed alla poetica decadente in genere.

ANTHONY

MANFREDONIA

www.aspesanicomunication.com _ www.darioaspesani.it

Artista nella

lavorazione

artigianale

di ceramiche,

mosaici,

cartapesta,

pietra arenaria

a Morreale

(Palermo)

Massimiliano Lo

Iacono, 38 anni,

maestro in arte

applicata, si è

diplomato all’Istituto

d’Arte per il mosaico di

Monreale. Opera nel

settore artistico da circa

quindici anni nelle sue

botteghe d’arte site nel

centro storico di

Monreale. L' artista è

riuscito con successo

nel corso di questi anni

a creare una perfetta

armonia tra il manufatto

artistico siciliano e il

complemento d’arredo,

MASSIMILANO

LO IACONO

il souvenir e quant’altro sposi perfettamente l’esigenza ed il gusto del turista. Massimiliano si avvale della collaborazione di 35 artigiani

siciliani (prevalentemente selezionati fra i giovani) per la produzione della ceramica, della carta pesta, dei mosaici, della pietra arenaria

scolpita e per tutti gli altri oggetti che commercializza.Tutti i clienti pertanto, anche i più esigenti, hanno un’ampia possibilità di scelta tra tutti

i modelli di sua creazione, esposti nei suoi caratteristici due punti vendita.

www.massimilianoloiacono.it

E’ nato a Roma il 26 gennnaio del 1976_altezza 1.88_occhi marroni_capelli castani

Autore ventennale con 35

album pubblicati, circa 900

brani scritti in diversi generi

musicali: una sinfonia, un

saggio sul blues e sul folk

statunitense degli anni 30/40

e un monologo teatrale,

Dario è anche titolare di

un’agenzia pubblicitaria.

On Air tutti i giorni dalle

18.00 alle 20.00 su radio fm

104,5 e hit latina tutti i

mercoledì e venerdì dalle

22,00. In versione live

solitario e/o band. Fra i suoi

pricipali interessi la musica

naturalmente e lo spettacolo

in genere, oltre che una

passione smodata per gli

strumenti musicali etnici.

Adora il cinema soprattutto

le vecchie pellicole in bianco

e nero, i libri, ed in

particolare i dischi in vinile 78

e 45 giri ed i viaggi estremi

(tipo Istanbul - Katmandu e

ritorno), Patagonia in barca a

vela ecc.

DARIO

ASPESANI

Esperienze Professionali:

per la televisione,

partecipazione alla fiction

Mediaset “Amiche mie” con

M.Buy e L.Ranieri. Nella

pubblicità lavora come attore

protagonista per lo spot

“Ray-ban” per lenti

“Barberini” e per “Cucine

Zanussi”, mentre nella moda

calca le passerelle dei nomi

più autorevoli, fra questi:

Miglionico, Missoni, Radiosa

Spose, Carnevali Spose,

Cotton Belt, Byblos,

Borsalino e Rocco Barocco.

Il suo volto è stato prestato

per le campagne

pubblicitarie di Vogue Uomo,

Della Ciana cachemere, di

BNL Banca, Files maglierie,

Sky Olimpiadi invernali 2010

e, non ultima, Oxer

abbigliamento. Fra le sue

esperienze professionali c'è

anche quella di essere stato

attore protagonista di

numerosi fotoromanzi: sia in

Italia che in Francia

AIMONE

ANGELI



la virtù come filosofia

di vita, ovvero il

concetto di “nuova

azienda” libera da

obsoleti metodi

organizzativi che per

il suo successo

punta, oltre che

nell’investimento,

sulla struttura a

livello commerciale,

anche e soprattutto

sulle risorse


umane.

MAURO

MARINELLI

IN PRIMO PIANO

MARINELLI SRL

Mauro Marinelli ha respirato aria imprenditoriale sin da piccolo, in effetti oggi, manager di successo

a capo della società che ha fondato e cui è a capo, non tralascia la preziosissima eredità di famiglia

incentrata sulle cosiddette “buone pratiche” che si traducono in concreto nello spirito di sacrificio,

nel senso del dovere e nell’affidabilità. Forte della scuola di vita appresa dai suoi genitori (che sono

stati i fondatori di un’azienda nata a cavallo fra gli anni ‘80/’90 specializzata nella produzione di

articoli sportivi per grandi case leader di allora in campo nazionale) Mauro gestisce infatti

magistralmente un impero commerciale legato alla promozione di alcuni marchi fra i più apprezzati

in campo internazionale. Ed è proprio grazie alla sua intuizione, se la società acquisisce in pochi

anni una sua fortissima identità caratterizzandosi come “unica” per caratteristiche e competenze.

La strategia di avvicinarsi al modello organizzativo delle grandi case americane e soprattutto

l’apertura ai mercati asiatici, nel 2000, periodo nel quale si reca in Cina spinto dalla necessità di

produrre ed esportare all’estero, è risultata vincente in quanto gli ha consentito di capire quanto

fosse importante rivedere la struttura dell’azienda affinchè acquisisse quelle caratteristiche di

funzionalità e flessibilità che si sono poi rivelate essere lo scatto di vantaggio rispetto ai suoi

competitor. La Marinelli Srl rappresenta una realtà moderna e virtuosa nel panorama calzaturiero

nazionale: il giovane management, le innovative strategie commerciali e distributive, fanno sì che

essa sia un punto di riferimento importante per agenti e clienti, un partner serio e propositivo.

Mauro, una figura carismatica e dinamica, coinvolta direttamente nella gestione quotidiana, è

affiancato da due responsabili commerciali oltre che dall’ausilio di un customer service che mette a

disposizione della clientela professionalità e cortesia, di un ufficio estero, di un ufficio stile ed infine

di un ufficio amministrativo. Quindici dipendenti, impiegati in varie aree di competenza che

assolvono alle proprie mansioni con spirito di grande responsabilità e comunione di intenti con il

giovane dirigente che ha introdotto in azienda il concetto di flessibilità come prioritario nei rapporti

con il team di lavoro, costituito essenzialmente da donne. La società di distribuzione forte, stabile e

ben piazzata sul mercato italiano gli consente di essere presente su tutto il territorio nazionale con

12 agenzie, alcune delle quali, tra le più importanti del panorama italiano in quanto specializzate “I

nostri agenti hanno un’importante preparazione tecnica sul prodotto – ci dice Mauro - e ciascuna

agenzia vanta un proprio show room interamente dedicato ai nostri brand. Grazie a questa rete

vendita capillare e competente, possiamo contare su un pacchetto di 800 clienti omogeneamente

dislocati in ambito nazionale; siamo dunque in grado di raggiungere vari tipologie di negozi”. La

Marinelli ha acquisito 9 brand in licenza: CAT, calzature, abbigliamento e accessori fashion e

industrial (il primo dei grandi marchi avuto in concessione); DUNLOP, calzature fashion per i

giovani; RIFLE, licenza del marchio per la produzione di calzature e la commercializzazione sul

territorio nazionale ed internazionale; WORLD WALKER by BIRKENSTOCK (2°linea ufficiale);

HUSH PUPPIES, (a partire dall’autunno-inverno 2009) calzature confortevoli per un cliente adulto

ed esigente che non rinuncia ai capricci della moda; DOCKERS SAN FRANCISCO di proprietà

della LEVI’S statunitense per la valigeria, CROSS JEANWEAR CO. e CUCHE FOOTWEAR,

l’originale ed innovativo marchio inglese nato nel 2004 e gestito dalla Wolverine World Wide

tenuto a battesimo dalla Marinelli lo scorso luglio. “ La notorietà nel mercato è stata acquisita con

grande strategia e determinazione - ci spiega - selezionando di volta in volta veicoli promozionali

idonei al fine (ovvero in relazione al target ed ai Paesi di riferimento), ciò attraverso notevoli

investimenti pubblicitari, essendo presenti alle più importanti fiere nazionali ed europee come il Pitti

Immagine Uomo (Firenze) e Micam (Milano) oltre che una forte presenza su riviste specializzate

(GQ, Sport Week,…), non ultimi, l’utizzo di cartellonistica nei principali capoluoghi di provincia, la

presenza sulle reti televisive (ad esempio Sky) ed i POS nei punti vendita che rappresentano una

forma di marketing molto diretta nei confronti del consumatore finale. Per nulla trascurabile poi la

promozione attraverso il web, nota assolutamente degna di merito, sulla quale ho puntato sin

dall’inizio del mio percorso per affermare i prodotti in ambito internazionale . La conferma del

successo di tali investimenti – continua - è stata sottolineata dall’ottenimento nel 2006 del premio

come miglior distributore mondiale per lo sviluppo e promulgazione del marchio da parte della

Wolverine World Wide, l’azienda americana leader a livello mondiale nel settore calzature e

proprietaria del marchio CAT”.

Ogni marchio per la Marinelli deve acquisire una propria, forte,

identità ed essere veicolata in funzione di criteri precisi oltre che tenendo conto dei mercati

emergenti in cui sia opportuno essere presenti in maniera incisiva “ L’interesse è principalmente

rivolto ai Paesi in via di sviluppo in cui si intravedono grosse potenzialità: la Cina innanzi tutto dove

abbiamo in cantiere l’apertura di 40 punti vendita - conclude Mauro - il Brasile, dove siamo già

presenti con una struttura in cui sono in distribuzione tutti i nostri marchi, l’India e la Russia sulla

quale nutriamo alcune perplessità in relazione alla crisi che l’ha investita, ma sulla quale puntiamo

comunque la nostra attenzione”.

www.marinellisrl.com

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LA BELLEZZA.

Perché se ne parla così

poco Perché nei discorsi

della gente compare così di

rado la parola “bello”

O quando compare è buttata lì, con

noncuranza, con leggerezza, senza troppe

implicazioni di sorta. Si dice che una cosa è

vera, non bella. Ma del resto chi è così

sprovveduto da rispolverare l’equazione

bellezza è verità, verità è bellezza...Noi.

In fondo la bellezza è poi così bella

IL CONCETTO DI

BELLEZZA, MUTEVOLE O

ASSOLUTO

E’ ancora ... giudizio

“soggettivo” oppure

“oggettivo” di bellezza

Il giudizio soggettivo, come dice il termine

stesso, è esclusivamente personale; il

giudizio oggettivo appartiene invece a noi

tutti e per definizione si chiama “Estetica”.

Ma come ci si comporti di fronte alle cose

che ci circondano, quando dobbiamo darne

una valutazione di tipo estetico, è un antico

dilemma che non ha poi tanta ragion

d'essere perché il concetto di bellezza oltre

che attenersi alla soggettività, si fonda su

una serie di elementi culturali e soprattutto

psicologici ai quali non possiamo sottrarci e

che ci condizionano in maniera

inconsapevole. Ad esempio nel contesto

moderno, l'utilizzo della bellezza a fini

commerciali è una questione controversa

della “guerra culturale”, all'interno della quale

si può affermare che tale utilizzo promuove

una percezione dogmatica (il Mito del Bello)

piuttosto che virtuosa della bellezza.

LA BELLEZZA DI IERI

Ripercorrendo un po' di storia, vediamo che

per Platone la bellezza resta una cosa sacra,

ma fa parte del mondo della filosofia: guida

l'uomo verso il mondo delle idee.

Per Aristotele e più tardi per il Rinascimento

invece, la bellezza è sinonimo di misura e

proporzione, espresse dalla scienza

matematica. Fino al XVIII secolo tutto ciò che

è ritenuto bello viene copiato e riprodotto

dagli artisti. Kant poi, pensa che il bello sia

qualcosa che si comprende intuitivamente:

secondo lui non ci sono “principi razionali”

del gusto, tanto che l'educazione alla

bellezza non può essere espressa in un

manuale, ma solo attraverso la

contemplazione stessa di ciò che è bello.

Più recentemente viene riconosciuto anche il

prodotto dell'immaginazione e della fantasia

dell'artista che si sente libero di superare

canoni prestabiliti e regole da rispettare.

Possiamo affermare che almeno per quanto

riguarda l'arte vi sono dei criteri obiettivi per

valutare un'opera: criteri classici, che sono

l'armonia tra le singole parti e il tutto, rispetto

dei canoni, simbolismo, simmetria; criteri

moderni che sono: accettazione da parte

della critica, messaggio sociale, novità

espressiva, onirismo, provocazione,

stilizzazione, surrealismo.

LA BELLEZZA OGGI

Approdando ai giorni nostri, l'arte

contemporanea non pensa più alla bellezza

in senso classico, anzi si ha come

l'impressione che la produzione di cose belle

non sia più lo scopo dell'arte; da tutto ciò

deriva la naturale deduzione che non può più

esistere un giudizio oggettivo di bellezza.

Se questa è la situazione per quanto

riguarda il mondo dell'arte, altre

considerazioni si aggiungono quando ci

troviamo a valutare l'aspetto di una persona

oppure oggetti tra i quali sceglierne uno da

acquistare; cosa ci guida, quali elementi

risulteranno determinanti ai fini della nostra

scelta Collochiamo quindi, la bellezza da

una parte e il gusto dell'osservatore dall'altra;

ebbene questi due termini sembrano

inscindibili, in quanto concepire una bellezza

indipendente da un qualche osservatore che

stia lì per goderla, equivale a pensare ad un

quadro bellissimo abbandonato in una

cassaforte o ad un fiore raro che cresce in

mezzo ad una foresta inaccessibile

(mancando un osservatore, esiste la

bellezza); questi oggetti mancano del tutto

di quel carattere di interazione pratica con

un'intelligenza percettiva. Se vogliamo

dunque analizzare il fenomeno bellezza, alla

luce delle più recenti scoperte nel campo

della psicologia, volendo capire quali sono i

meccanismi che ci portano ad una

valutazione estetica, dobbiamo

necessariamente far ricorso allo studio dei

fenomeni percettivi, come ci ha indicato

Rudolf Arnheim, che è stato docente di

psicologia dell'arte presso l'università di

Harvard, il quale ha fondato la sua

trattazione sui più recenti principi della

psicologia della Gestalt. Quando i nostri

sensi ci trasmettono sensazioni piacevoli che

si avvertono istantaneamente durante

l'esperienza e che tendono a collegarsi ad un

contenuto emozionale positivo

(consciamente o inconsciamente filtrato da

un canone di riferimento che è già in nostro

possesso) è allora che stiamo osservando o

ascoltando o toccando qualcosa di bello.

Il canone di riferimento di cui si parla può

essere acquisito per istruzione, per

consuetudine sociale, per una precedente

esperienza analoga a quella che stiamo

vivendo, che il nostro cervello ha

memorizzato e che ci restituisce come

risposta positiva allo stimolo ricevuto

all'esterno.

PERCEPIRE IL BELLO

La percezione del bello è dunque la

risultante di elementi diversi, frutto di

processi storici e di sensibilità estemporanee

che rendono impossibile definire dei canoni

estetici assoluti. Spesso convivono aspetti

conflittuali tra una tendenza a giudicare la

bontà di una conformazione, dettata spesso

dalle simmetrie presenti, e l'esigenza di

esaltarne gli elementi di diversità, evidenziate

dalle eventuali asimmetrie. Se si

immaginasse di essere circondati da migliaia

di sfere trasparenti e che, tra di esse, ne

apparisse una dalla forma perfettamente

cubica, probabilmente sarebbe essa ad

attirare l'attenzione e ad essere stimata

come la più bella, se non altro perché la più

rara. È un poco come la storia di un brutto

anatroccolo in un gruppo di anatre

candidamente bianche: la selezione

sessuale può trasformare quella che

inizialmente appare come un'anomalia in un

elemento di novità da inglobare nel gioco

delle preferenze legate alla scelta del

partner; ciò potrà portare col tempo ad una

popolazione di bellissime anatre nere.

La scelta sessuale si muove all'interno della

plasticità delle forme viventi e coglie gli

aspetti di dinamicità dei processi biologici,

esaltando capricciosamente, dal punto di

vista della percezione del bello, sia le loro

simmetrie quanto le asimmetrie.

E allora, forse, la domanda

giusta sarebbe: “Che cosa ti

è piaciuto” E poi, subito

dopo: “Perché”

"pulchra dicuntur quae visa

placent" :

Bello è tutto ciò che suscita nell’uomo il

sentimento dell’ammirazione. Questa

definizione si S. Tommaso d’Aquino ci fa

individuare due tratti della bellezza: il vedere

(quae visa) e il riverbero affettivo positivo

(placent). La bellezza differisce dal vero, che

è oggetto essenzialmente dell'intelletto, per il

fatto di essere invece percepibile

sensibilmente. Il bello non lo si pensa, lo si

sente (nel senso di sensazione), o con la

vista (bello iconico), o con l'udito (bello

musicale), o con l'immaginazione che

ricostruisce una vicenda verosimile (bello

letterario). La bellezza suscita un riverbero di

soddisfazione, di gioia: il bello piace.

In qualche modo dunque la bellezza

sintetizza in sè la conoscenza (il vero) e la

affettività (il bene).

E’ su quel perché che si

potrebbe poi riaprire una

lunga disquisizione …

Pablo Picasso: la deposizione del Minotauro in costume da Arlecchino

IL SENSO DEL

BELLO

rubrica a cura di Valeriana Mariani

Lo studio della Bellezza è una lotta in cui l'artista urla di spavento prima di

essere vinto (Charles Baudelaire)

Cosa concorre a colpire l’immaginazione, l’individuale senso del bello Cosa ci fa rimanere quasi “incantati” davanti a quell’opera o, al contrario,

dopo una fugace occhiata, passare oltre senza particolare interesse È forse esclusivamente la capacità tecnica dell’artista, la sua conoscenza

delle “regole” del disegno, della scelta e distribuzione sulla tela dei colori, dello sviluppo della struttura compositiva, che fanno di un lavoro

un’opera d’arte La capacità tecnica è per l’artista lo strumento attraverso il quale può dar vita all’opera, ma la tecnica artistica non è di per sé arte;

ci sono tanti lavori tecnicamente ben fatti che non esiteremmo a definire “croste” come pure di cose meno perfette dove invece si legge “l’incanto”.

Ma allora cosa trasforma un semplice quadro in un’opera d’arte Rudolf Steiner, ad esempio, in alcune conferenze parlando d’arte ha detto :

“l’artista non cerca il vero naturale, ma l’apparenza del vero. L’opera artistica completa è opera dello spirito e quindi al di sopra della natura”.

www.donnaimpresa.com 43


Cosa fa di un’opera un’opera d’arte

è una domanda non da poco:

l’opera d’arte deve suscitare

qualcosa che sia al di là del gusto

dell’epoca, della regione geografica

o della cultura di appartenenza, al

di là della tecnica rappresentativa e

del mezzo usato; deve

rappresentare in sé un evento che

abbia una certa indipendenza dal

contesto in cui è nato o almeno il

contesto deve solo essere un

indicatore, uno specificatore, una

cornice. L’artista quando è tale

mostra qualcosa che è incantato

nel mondo e che nell’opera d’arte si

manifesta, viene reso visibile.

Egli conosce il mondo e di quella

conoscenza ne fa una

rappresentazione che parla al

senso del bello e del gusto,

diversamente dallo scienziato che

ne estrae leggi intelligibili al

pensiero razionale. L’artista

rappresenta leggi di natura

incantate nella realtà del mondo

perché siano fruibili da una sfera

più intuitiva che razionale. Ma

l’opera d’arte ha una vita

indipendente, esiste di per sè, al di

là della capacità dell’osservatore di

penetrare nella sua essenza Se

così fosse, allora colui che osserva

ha un ruolo solo passivo o

possiamo pensare ad una sorta di

rapporto dialettico tra l’opera d’arte

e chi la osserva Matisse diceva

che se l’osservatore è eguale alla

sedia della galleria d’arte allora

qualunque opera d’arte appare

silenziosa, non comunica nulla.

L’opera d’arte vive nel dialogo con

chi la contempla ovvero ha valore in

sé oppure esiste solo quando è

contemplata La stessa domanda

vale anche per il mondo naturale: la

natura esiste indipendentemente

dalla capacità dell’uomo di

rappresentarla in sé stesso Il

“segreto manifesto”, per dirla con le

parole di Goethe, incantato nelle

manifestazioni della natura o

nell’opera d’arte attende l’uomo che

lo colga; se questo accade si svela

qualcosa che corrisponde a ciò che

vede l’innamorato nell’amata e che

altri non vedono, insomma una

variante dell’“amor figlio di

conoscenza” di L. da Vinci. Allo

stesso modo per cui non ci si può

innamorare di una lastra di acciaio

altrettanto nell’opera d’arte deve

esservi un contenuto che non è

nella tecnica, non è nel contesto,

non è nei mezzi ma può vivere solo

nella capacità di rappresentazione

dello spettatore.

L’arte avventurosa di

SANDRO

Bartolacci

nella foto:Oksana Kuzmenko titolare del portale www.urlopop.net

Servizio fotografico realizzato da Alessandro Miola_Femo_Italy

Nato in un paesino nei pressi della

costa adriatica da una famiglia di

contadini, Sandro Bartolacci è

cresciuto fino a diventare un artista

con la passione per il pensiero

filosofico insito nell’arte. Nella

Pinacoteca Civica della sua città

natale, Fermo, è esposto un

capolavoro assoluto, dipinto

dall’artista barocco Pieter Paul

Rubens; datato nel 1608, rappresenta

L’adorazione dei Pastori. Anche nelle

opere di Sandro Bartolacci emerge

sicuramente una forte passione per

gli elementi barocchi.

Egli sa come utilizzare sapientemente spunti drammatici e

come impressionare il suo pubblico. I suoi pannelli astratti, ed

altre sue opere, rilevano una forte affinità con le forme

architettoniche che è possibile ammirare nelle Chiese barocche.

Altro parallelismo tra questo artista contemporaneo ed i suoi

predecessori barocchi del XVII secolo si potrebbe ritrovare

nell’accento posto sulla plasticità. La storia dell’arte è un

tesoro da cui Sandro Bartolacci attinge, indubbiamente è un

grande conoscitore di tutte le sue potenzialità ed è da essa che

estrapola tutti gli elementi di cui ha bisogno. Il Barocco

europeo non è l’unico periodo che influenza il suo lavoro: è

possibile ritrovare, nelle opere di questo artista italiano, i

modelli geometrici caratteristici dell’arte islamica, in

particolare quella che ha raggiunto l’apice del suo splendore

nel diciottesimo e diciannovesimo secolo. Sembra doveroso

fare un confronto oggettivo tra le piastrelle persiane e le

immagini di questo artista contemporaneo. I temi che propone

vogliono suggerire dei collegamenti con i simboli araldici o

rappresentano finestre, porte o cancelli Le decorazioni ed i

colori brillanti hanno la funzione di allontanare fantasmi

demoniaci Cerca di proporre uno sguardo in uno specchio

magico Secondo la tradizione del popolo Dogon, nel Mali, in

ogni famiglia il padre costruirebbe una porta Dogon per sua

figlia, dopo il menarca. L’offerta di questa porta celebrerebbe e

riconoscerebbe la sua femminilità ritrovata. Le giovani donne

non rinunciano al loro bene e lo conservano anche dopo il

matrimonio. Nel Mali, gli uomini credono che quando una

donna abbia le mestruazioni sia sporca; pertanto essi non

mangiano il cibo preparato da lei, né tentano alcun tipo di

approccio sessuale in quei giorni. La moglie, lasciando la porta

Dogon sulla soglia di casa, informa il marito delle sue

condizioni ed egli è così libero di scegliere un’altra amante per

quel periodo. Europa, Asia, Africa. L’ispirazione proviene da

fonti differenti, da culture ed epoche diverse. La potente

fusione tra abilità ed intelletto offre all’artista nuove

opportunità. Ha una mente aperta e, rivisitando in chiave

moderna tecniche antiche, crea qualcosa che non si è mai visto

prima. E’ al tempo stesso etnologo, archeologo, filosofo e

cosmografo. Una delle funzioni dell’arte è quella di mantenere

viva la nostra memoria per le generazioni future, dunque non è

una sorpresa che delle sculture memoriali svolgano un ruolo in

primo piano nell’opera di Bartolacci. Si tratta di un custode del

tempo, così come si intitola una delle sue opere. Come Alì

Babà, l’eroe della famosa fiaba “le mille e una Notte”, Sandro

Bartolacci conosce perfettamente la formula magica per aprire

e chiudere gli angoli più remoti della nostra immaginazione.

Dick Adelaar (critico d’arte)

ARTE


Eva Fischer è nata a Daruvar (Ex Jugoslavia), nel 1920. Il padre Leopoldo, Rabbino Capo

ed eccellente talmudista venne deportato dai nazisti. Sono più di trenta i familiari di Eva

scomparsi nei lager. Negli anni precedenti la guerra, Eva si diplomò all’Accademia di Belle

Arti di Lione e fece ritorno a Belgrado in tempo per subire i vandalici bombardamenti nazisti

sulla città (1941) senza dichiarazione di guerra.

Ebbe così inizio un periodo travagliato fatto di fughe e costellato da privazioni e duri sacrifici. Insieme alla madre e al fratello minore, Eva venne

internata nel campo di Vallegrande (Isola di Curzola) sotto amministrazione italiana che non conobbe (Eva è lieta di dirlo) ferocia alla pari di

quella nazista. Per una malattia materna ebbe un permesso d’assisterla insieme al fratello, nell’ospedale di Spalato dove ancora ottenne un

permesso di trasferirsi a Bologna. Era il 1943 ed Eva Fischer si nascose con i suoi in città, sotto il falso nome di Venturi. Ricorda spesso quel

tempo infausto ove però la mano dei buoni non si sottraeva al pericolo di dare aiuto e solidarietà ai perseguitati. Fu determinante allora l’aiuto di

Wanda Varotti, Massimo Massei ed altri ancora del Partito d’Azione (Eva è membro ad honorem dell'Associazione Nazionale Partigiani). A

guerra finita Eva Fischer scelse Roma come sua città d’adozione: intenso è l’amore che ella porta a questa città. Entrò immediatamente a far

parte del gruppo di artisti di Via Margutta coi quali contrasse indelebili amicizie. Di quel periodo sono gli incontri con Mafai e Guttuso, Tot,

Campigli, Fazzini, Carlo Levi, Capogrossi, Corrado Alvaro e tanti di quella generazione di artisti che avevano maturato idee luminose entro il

buio della dittatura.Intensa fu l’amicizia con De Chirico, Mirko, Sandro Penna e Franco Ferrara allora già brillante direttore d’orchestra; venne

così il tempo di lunghe e notturne passeggiate romane anche con Jacopo Recupero, Cagli, Avenali, Giuseppe Berto e Alfonso Gatto nonché

Maurice Druon, non ancora ministro della cultura francese, che andava scrivendo le pagine de “Le grandi famiglie”. Fu in quel tempo che Dalì

vide e s’innamorò dei mercati di Eva mentre lo stesso Ehrenburg scrisse sulle “umili e orgogliose biciclette”. Con Picasso s’incontrarono nella

bella casa di Luchino Visconti parlando a lungo d’arte contemporanea e del sussulto intimo che porta alla creatività. Picasso la esortò a

progredire nella luce misteriosa delle barche e delle architetture meridionali. Venne così il tempo di Parigi dove Eva abitò a lungo a Saint

Germain des Près e cercò di Marc Chagall divenendone amica devota e profonda ammiratrice. Egli le raccontava di sogni colorati nonché del

fascino dei racconti biblici. Zadkine ospitò generosamente Eva ammirandone il coraggio d’una ricerca intensa e costruttiva e il fascino d’una

cultura mitteleuropea tutt’altro che trascurabile. In quell’epoca Eva Fischer realizzò “paesaggi romani” con le loro trasparenze e lontananze

come se il tempo si fosse in qualche modo fermato sulle rovine della Città Eterna. Dunque venne la volta di Madrid. Qui la pittura di Eva Fischer

– finalmente esposta nei musei – fu al centro di dibattiti nell’Atelier di Juana Mordò fra l’artista marguttiana e i pittori spagnoli ancora in lotta

contro il franchismo. Eva portò loro la testimonianza di un’arte rinata in un mondo libero fatta di tentativi nuovi, magri discutibili ma al cospetto di

tutti gli sguardi e tutti i giudizi. Negli ultimi anni Cinquanta, si stabilì a Roma, nel popolare quartiere di Trastevere. Nell’appartamento sottostante

viveva il compositore Ennio Morricone. Nacque così un profondo legame umano e artistico. Nel 1990 Ennio le dedicò il CD "A Eva Fischer

pittore". Negli anni Sessanta Eva Fischer fu a Londra dove espose nella più esclusiva Galleria della City, quella Lefevre che aveva concesso

l’ultima “personale” al pittore italiano Modigliani. La Galleria Lefevre ospitò i quadri di Eva per i “suoi colori mediterranei e l‘italianità” dellesue

tele. Il mondo della Fischer è fatto di brevi migrazioni ovunque il suo estro l’ha chiamata: da Israele ove dipinse mirabili tele di Gerusalemme e

Hebron (molto note sono le vetrate del Museo israelitico di Roma) fino agli U.S.A. dove contò numerosi collezionisti ed estimatori, fra i quali gli

attori Humphrey Bogart (fu la moglie Laureen Bacall a donargli la prima opera) e Henry Fonda. Oggi che l’arte di Eva Fischer è conosciuta nel

mondo, ella parla di sé con assoluta modestia, tipica di una donna coraggiosa ed intelligente, dallo sguardo pulito e profondo, nonostante gli

affronti degli uomini in quei tempi disumani. Ella non condanna costoro con rabbia e vendetta ma sì con questa mostra di quadri malinconici e

grigi, con sguardi di uomini stupiti prima ancora che smarriti e di bambini immobili nel gelo dei vagoni appiccicati a treni senza ritorno. Nel 2008 il

Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, le ha conferito l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.

Umili e orgogliose

biciclette

EVA

Fisher

L'Ombrello Rosso (The Red Umbrella )

Salvador Dali_Gala_AmerigoTot

Giorgio De Chirico

ALFABETO

IMMAGINARIO

gallery

www.paolosistilli.nl _ UTRECHT _Nederland

PAOLO

Sistilli

Dillon Kroe èunartista

emergente americano. " Devo

molto ai maestri italiani - ci

dice - non potrei essere

l'artista che sono oggi senza

Amedeo Modigliani. Come

Modigliani, infatti posseggo

un grande amore per la

pittura della figura femminile.

Trovo profonda poesia in ogni

curva, il fluire di una donna

attraverso il suo corpo nudo.

Sono ossessionato dall’ idea

di riuscire a catturarne il suo

mistero sensuale e

trasportarlo su tela”. Dillon

Kroe oggi vive nella zona di

Los Angeles della California,

ha partecipato a numerose

collettive e concorsi ed

attualmente sta lavorando ad

una nuova collezione al fine

di presentarla nelle principali

gallerie d'arte.

www.dillonkroe.com

DILLLON

Kroe

LOS ANGELES _ CA _USA


Cristina Capriotti è una professionista

nel campo della bellezza e del makeup

televisivo/teatrale fra le più abili ed

affermate del settore, tanto da essere

stata chiamata ad Hollywood ad

insegnare estetica. Mamma

dolcissima e premurosa, Cristina è

una donna dalle mille sfaccettature.

Rara e preziosa come un diamante.

Appassionata di sport ed in particolare

di equitazione è una artista a 360°:

suona il pianoforte, la chitarra, adora

cantare e dipingere. “L’ottimismo - dice

- ce l’ho nel sangue.” e non potrebbe

non essere così...la dolcezza del suo

sguardo e quel persistente sorriso

appena accennato sulle sue labbra

non sono altro che la piacevole

conferma di questo suo atteggiamento

fiducioso nei confronti della vita...e

delle persone. Quando ci parla di sé lo

fa con molta naturalezza “Il rispetto del

prossimo e della natura - aggiunge -

vuol dire aver compreso che ogni

nostra azione, nel bene e nel male, ha

un'effetto verso noi stessi, mentre

nella preghiera e con il ringraziamento

si concretizza il riconoscimento dei

propri limiti e l'apprezzamento per tutto

quello che ha contribuito ad

accrescere il nostro spirito. Dobbiamo

cercare di essere felici nella semplicità

del quotidiano, perchè è questa la

vera medicina per la cura dello spirito”

e del corpo.

CRISTINA

“Sono una donna che pensa

positivo e che affronta con serenità

anche le difficoltà conscia che ogni

percorso di vita pone ostacoli.

Essere se stessi e non abbattersi è

il mio motto..la mia filosofia. E’

proprio questo mio pensiero che mi

ha avvicinata al Reiki, quella

disciplina che consente all’energia

di circolare per alimentare tutti i

processi, anche fisiologici, di cui

l’organismo ha bisogno... pratica

della quale sono fedele discepola e

che attualmente insegno.”

“CAPRIOTTI”

Cristina gioca a fare la Vamp

davanti all’obiettivo del

nostro fotografo “Ma in

realtà - dice - sono una

donna molto semplice e

gioviale, tutt’altro che

sofisticata. Adoro tutto ciò

che è gioco, trasformazione

anche per questo ho scelto

di intraprendere la

professione di make-up

artist; pitturare sulle tele,

passione ereditata da mio

padre, mi affascina così

come pitturare i volti e

renderli tridimensionali nella

dovuta correzione con

ombre e luci... mi piace

modificare la geometria di un

viso rendendolo più

armonioso.” Abilità

confermata da una

ventennale esperienza che

ha deciso di trasferire alle

numerosissime ragazze

iscritte presso l’Accademia

di estetica nella quale

insegna.

BEAUTY

La bellezza è una trappola in

cui ogni uomo di buon senso

sarebbe felice di cadere.

Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi

Ernesto, 1895

Il culto del bello nell’antichità ha il suo periodo più elevato

nell’arte greca dove diventa addirittura una filosofia di vita e

un mezzo per comprendere e valutare tutti i fenomeni

dell’universo. Per Protagora, l’uomo, in quanto migliore

espressione della natura, era misura di tutte le cose. Nella

fase più alta di questa ricerca, quella classica, l’artista volle

finanche correggere i “difetti” e le imperfezioni della realtà

fisica costruendo una natura ideale, così come può esistere

solo nella mente e associando a questo tipo di bellezza

tutte le altre virtù umane come l’intelligenza, l’equilibrio

psichico, la socievolezza, l’eroismo ecc. Questa bellezza

integrale fatta di esteriorità e interiorità aveva una funzione

morale, doveva educare gli individui, perché era la migliore

possibile, ed era quindi quella che si avvicinava di più alle

divinità. L’uomo dunque poteva essere bello ma non

perfetto, sia dentro che fuori, e bisognava tendere e

guardare alla bellezza ideale per migliorarsi e somigliare

sempre di più a Dio. Una siffatta bellezza non poteva non

avere delle “regole”, regole assolute. Canoni, appunto.

Generazioni di studiosi hanno cercato di individuare i

parametri matematici e geometrici di questa estetica ideale

in grado di attrarre tutti, indistintamente, basata su

proporzioni e simmetrie (bilaterali e rotazionali) ben definite

e definibili. Leonardo da Vinci chiamò queste proporzioni

“Sezione Aurea” per andare alla radice del senso

dell’armonia e della bellezza. Fibonacci, con la sua famosa

serie numerica, cercò di spiegare matematicamente le

sequenze progressive di gran parte delle forme esistenti in

natura. Policleto, scrittore classico della Grecia antica, fissò

nei suoi “canoni” la struttura, le forme e le proporzioni di un

uomo ideale. Tale modello fu poi sviluppato da Vitruvio,

architetto romano, in tutte le opere imperiali seguenti.

Humayun ci ha provato nel 1997 con il volto umano. Pare

quindi che la natura dell’intero universo si fondi

strutturalmente e funzionalmente sul principio della

bellezza. Einstein affermò che la sua teoria della relatività

scaturì da una metafisica ricerca di simmetria. Roger

Penrose, uno dei padri, insieme a Stephen Hawking, della

teoria sui buchi neri, disse: “senza estetica non si fa nulla”.

Ciò suggerisce un tipo di bellezza legata anche ad una

dimostrazione matematica, a una equazione e quindi al

pensiero razionale. Il dato straordinario viene dalle

numerose ricerche dell’etologia umana, della psicologia

sociale e dei laboratori neurobiologici che confermano le

intuizioni millenarie riguardanti questa logica dell’armonia

universale. Il cervello sembra programmato apposta per

discriminare istantaneamente ciò che è oggettivamente

bello da ciò che non lo è, perché, così facendo, siamo

portati a scegliere le cose e gli esseri più sani in quanto

garantiscono una buona formazione genetica, una migliore

sopravvivenza e una migliore capacità riproduttiva. Ed ecco

che la bellezza si lega necessariamente al discorso della

selezione naturale e quindi dell’evoluzione. Simmetrie e

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armonie diventano sinonimi di salute

e continuazione della specie, grazie

a questo archetipo della bellezza

innato in ognuno di noi. La

neurobiologia scopre che all’interno

del cervello esiste un complesso di

organi adibito alle sensazioni

piacevoli che l’uomo prova in ciò che

vede, ascolta o ritiene fare di

interessante. In particolare, i

neurotrasmettitori che agiscono tra

l’area tegmentale ventrale e il nucleo

accumbens creano un campo

chiamato “circuito del piacere”,

circuito attivato sia se si ascolta la

musica preferita sia se si guarda il

partner o, meglio ancora, se si ha

un rapporto amoroso. Questo ci

insegna che l’uomo è un

dipendente, non tossico, di tante

sostanze dopaminergiche prodotte

naturalmente dal sistema nervoso

centrale, quando è intento a fare,

sentire, vedere o gustare cose belle.

Infatti è scontato che tutto ciò che è

considerabile come bello è destinato

a far provare emozioni piacevoli,

altrimenti che bello sarebbe ! Anzi

è legittimo definire la bellezza come

tutto ciò che può essere causa di

emozioni gradevoli e positive.

MISTERIOSA,

MIRABILE NATURA

Ciò che noi chiamiamo

natura è un poema

chiuso in caratteri

misteriosi e mirabili.

Ma se l'enigma si potesse svelare

noi vi conosceremmo l'odissea dello

spirito, il quale, per mirabile illusione

cercando se stesso, fugge se

stesso; poiché si mostra attraverso il

mondo sensibile solo come il senso

attraverso le parole, solo come,

attraverso una nebbia sottile, quella

terra della fantasia, alla quale

miriamo. Ogni splendido quadro

nasce quasi per il fatto che si toglie

quella muraglia invisibile che divide

il mondo reale dall'Ideale, e non è se

non l'apertura, attraverso la quale

appaiono nel loro pieno rilievo le

forme e le regioni di quel mondo

della fantasia, il quale traluce solo

imperfettamente attraverso quello

reale. La natura per l'artista è non

piú di quello che è per il filosofo, cioè

solo il mondo ideale che apparisce

tra continue limitazioni, o solo il

riflesso imperfetto di un mondo, che

esiste, non fuori di lui, ma in lui”.

(Friedrich W. J. Schelling - Sistema

dell'idealismo trascendentale)

Un ‘incontro gradevolissimo ed interessante con un “personaggio” davvero

speciale, ci ha accolti nella sua residenza estiva tra le suggestive colline

Ostrensi:

ERCOLE

“MORONI”

Sul suo sito ha scritto “Io amo ogni stagione, ma ho una predilezione per la primavera” a cosa si riferiva in particolare

Io amo tutto ciò che è rinascita … tutto ciò che non è evidente, e questo concetto lo applico in tutti i miei lavori anche nel particolare.

Da una sua affermazione “ la perfezione, se esiste è insensibile e senza anima Perché e che cos’è per lei la bellezza

Io trovo la bellezza in tutte le cose. Trovo la bellezza nelle stagioni, nel bulbo di una rosa, nelle bacche rosse dopo la fioritura; oggigiorno ognuno

di noi non vede la bellezza vera delle cose e delle persone. La bellezza nasce su tutto, è su tutto: non amo la perfezione di un oggetto così

come non amo la perfezione di un corpo. Sono i I difetti a rendere le cose e le persone terribilmente affascinanti ed uniche. L’incertezza fa parte

a pieno titolo della nostra realtà.

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Lei sostiene ancora, in quella che definisce la sua

filosofia di vita, che i suoi allestimenti e

composizioni spesso descrivono la stagione, le

caratteristiche del luogo e lo stile di vita della

gente...

Si, è così. I fiori devono essere parte integrante del

luogo in cui vengono esposti in perfetta armonia con gli

elementi che li circondano e non opprimerli. Per

realizzare ciò devo pertanto poter scorgere gli aspetti

più intimi delle persone e cogliere la natura delle cose

... Per me è assolutamente cruciale percepire l’essenza

della vita in tutte le sue rappresentazioni; devo poter

respirare l’incanto e la storia di un posto e toccare

l’anima di una persona. Nella mia attività conoscere

l’intimo dei clienti è fondamentale al fine di raggiungere

l’obiettivo di una ottima composizione. Applico il

concetto dell’orgoglio di essere italiano, l’esempio viene

dalla nostra sartoria, dove la cura del dettaglio ha reso

famoso l’abito in tutto il mondo, ed io nel mio lavoro,

andando anche oltre il semplice concetto del dettaglio,

cerco di cogliere la bellezza ed i colori propri di ogni

stagione come le sfumature di ciscuna personalità. Non

posso prescindere dal la persona con cui mi trovo ad

interagire per darle quello che desidera.

Lei sostiene ancora, in quella che definisce la sua

filosofia di vita, che i suoi allestimenti e

composizioni spesso descrivono la stagione, le

caratteristiche del luogo e lo stile di vita della

gente...

Si, è così. I fiori devono essere parte integrante del

luogo in cui vengono esposti in perfetta armonia con gli

elementi che li circondano e non opprimerli. Per

realizzare ciò devo pertanto poter scorgere gli aspetti

più intimi delle persone e cogliere la natura delle cose

... Per me è assolutamente cruciale percepire l’essenza

della vita in tutte le sue rappresentazioni; devo poter

respirare l’incanto e la storia di un posto e toccare

l’anima di una persona. Nella mia attività conoscere

l’intimo dei clienti è fondamentale al fine di raggiungere

l’obiettivo di una ottima composizione. Applico il

concetto dell’orgoglio di essere italiano, l’esempio viene

dalla nostra sartoria, dove la cura del dettaglio ha reso

famoso l’abito in tutto il mondo, ed io nel mio lavoro,

andando anche oltre il semplice concetto del dettaglio,

cerco di cogliere la bellezza ed i colori propri di ogni

stagione come le sfumature di ciscuna personalità. Non

posso prescindere dal la persona con cui mi trovo ad

interagire per darle quello che desidera.

Dicono di lei che è uno dei maggiori fioristi

internazionali e creative designer … e noto come il

“fiorista delle star” …

Io provengo da un paesino dove erano più galline che

persone. Son partito a 18 anni per l’avventura fuori

dall’Italia … ho viaggiato in tutto il mondo e tendo molto

a rispettare la cultura della nazione in cui vengo

ospitato… sono arciconvinto che il rispetto sia la chiave

e il motore di questo mondo. Le star Comuni mortali

come noi (sorride). L’amore viscerale per la mia

professione ma certamente anche questo mio

relazionarmi con estrema naturalezza con tutti,

indipendentemente dalla classe sociale e dalla fama,

mi ha regalato molte chance nel mondo dorato dello

Star System.

Ci parli di Casa Ercole e dei suoi progetti legati al

mondo della moda e dei corsi che tiene in tutto il

mondo…

Casa Ercole è una struttura ricettiva polivalente

pensata per onorare le mie radici marchigiane. Era

molto importante per me che fosse realizzata proprio

nelle marche, il luogo dove sono nato e dal quale sono

esiliato giovanissimo … sa, il fatto che io viva a Londra

non è significativo ai fini della preservazione della mia

identità e dell’amore che nutro per questa terra

straordinariamente bella e ricca di contrasti

paesaggistici. Le Marche sono sempre nel mio cuore,

nonostante non risieda più qui. Oggi la Casa Ercole è

divenuta uno dei luoghi cruciali di numerose attività sia

culturali che sociali; fra queste non posso esimermi dal

citarne in particolare una: quella svolta dalla

cooperativa Omphalos , con la quale ho iniziato un

percorso molto interessante, volto al sostegno dei

bambini autistici. Ritengo sia fondamentale contribuire,

laddove abbiamo la possibilità di farlo, a sostenere

coloro i quali si occupano dei problemi legati all’

infanzia, perché ritengo che ognuno, a questo mondo,

deve poter avere diritto ad una chance.

La mitologia greca comprende molte storie che

illustrano lo stretto rapporto fra la vita umana,

quella delle piante e dei fiori insieme al grande

rispetto che gli antichi nutrivano per il mondo

vegetale. Comune denominatore e principio base

delle teorie sviluppate da tanti ricercatori era che la

salute e il benessere provengono dall'interno e

dipendono dall'armonia tra corpo, mente ed

emozioni …

L’uomo del terzo millennio in generale ha perso il

rapporto diretto con la natura….credo fermamente che

la cultura in tal senso stia cambiando, c’è un ritorno e lo

dimostrano coloro i quali vengono a soggiornare in

questa struttura. Dopo qualche giorno c’è l’abbandono

totale di tutti i mezzi di comunicazione calandosi

perfettamente con questo luogo incantevole e fuori dal

mondo dove gli odori e sapori sono rimasti intatti nel

tempo..

Se picchiate una donna con un fiore, preferite una

rosa. Per via delle spine...(Henri de Régnier)

Il mio fiore preferito è certamente la rosa. Mi ricordo a

tal proposito che qualche tempo fa uno dei miei clienti il

giorno di San Valentino scrisse su di un biglietto, non

indirizzato alla propria moglie, bensì all’amante… “Con

ogni petalo accarezzerei il tuo corpo” su un nutrito

mazzo di rose. La stessa dedica la scrisse poi in un

altro bigliettino destinato ad un altro amante, questa

volta gay… e, per inciso, spendendo anche molto di

più. Per ciò che concerne me… si, lo farei… con le

rose.

Come regalare dei fiori ad una donna...

Nell’ inviare un omaggio ad una signora bisogna curare

molto i dettagli, e soprattutto… e qui viene fuori quella

che è la mia filosofia nel lavoro, regalare ciò che piace

all’altro e non a se stessi; questo il modo migliore per

rendere davvero gradito un omaggio.

Ercole Moroni domani

Ho tante cose in cantiere ad iniziare proprio dallo

sviluppo di Casa Moroni con la nuova gestione… un

po’ come cercare di condividere una ottima bottiglia di

champagne con le persone giuste. Fra gli impegni

imminenti , quello relativo al Savoy, in veste di direttore

creativo, l’insegnamento presso la mia casa di Londra,

attività che amo in modo particolare e la moda …

Ercole Moroni fotografato nella sua residenza estiva; a destra con Bruno Baldassarri in un momento dell’intervista


La conversazione finisce con un

appello alle giovani generazioni affichè

conservino l’umiltà e non si lascino

scoraggiare dal duro lavoro e dalle

piccole sconfitte disseminate lungo il

percorso…Perché è impensabile riuscire

a costruire qualcosa di importante senza

sacrifici, amore e dedizione nei confronti


della propria professione …


IL POTERE DELLE MANI

Silvano Zanchi, diplomato all'Istituto d'arte di San

Sepolcro (Arezzo), è stato titolare per venticinque anni

della cattedra di oreficeria all'Istituto d'arte di Fermo

(AP). Ha conseguito prestigiosi premi e riconoscimenti e

ha esposto le sue creazioni in tutto il mondo, da via

Margutta a Roma a Singapore, da Miami a Dubai, negli

Emirati Arabi. Non semplici gioielli, va vere e proprie

opere d’arte, piccole sculture, pezzi unici per la perizia

tecnica della realizzazione che si avvale dell’antica

tecnica della fusione a cera persa, e per l’elaborazione

della forma sempre nuova e originale. Metalli nobili e

pietre preziose di raffinata originalità, forme

asimmetriche, intrecciate e fantasiose, con giochi di luci

e sfaccettature in cui la suggestione dei segni incisi e la

rigorosa ricercatezza dei motivi decorativi sembrano

prendere spunto da storie di civiltà lontane, dalle

tradizioni e dagli stili di popoli antichi quali gli Egizi, gli

Etruschi e gli Incas. Artsta dalla forte vitalità creativa,

Silvano Zanchi si mostra spesso lontano dai dettami

delle mode del momento e delle regole del mercato,

raggiungendo livelli di assoluta qualità e classe nel

settore dell’oreficeria d’artista, in difesa della sculturagioiello

intesa come bene culturale prima che come

“status-simbol. La forma dei gioielli scultura di Silvano

Zanchi è l’originalità distintiva di un artigiano che fa della

ricerca e della continua innovatività stilistica la base del

proprio fare arte. Il rispetto e l’orgoglio nei confronti

dell’artigianalità dell’opera non sacrificano, anzi

arricchiscono stimolandola, l’anzia creativa dell’artista

orafo :solo l’estro, la manualità artigiana è una preziosa

esperienza possono infatti riuscire a dar forma ad un

linguaggio che sia piena espressione della fantasia e del

mondo interiore.

di N.Rosaria Agazzi

SILVANO

ZANCHI

GIOIELLI

IL PRE -

ZIOSO

senso del bello

Le opere d’arte hanno il rilevante

compito di essere una fonte

comunicativa di testimonianza di

valori che da temporali

divengono eterni. “il vero capitale

delle persone, delle società,

degli Stati - sentenzia Joseph

Beuys - è il potenziale creativo.

Credo che sia ormai sotto gli

occhi di tutti che aveva ragione.

Ma la creatività è un motore che

va acceso e l'unico mezzo per

accenderlo è la passione”.

È dalla bellezza della vita che sgorga l’ispirazione artistica ed

è grazie all’opera artistica che la vita si erige al mistero,

balbetta l’ineffabile, mostra l’invisibile e dona il senso profondo

ed eterno dell’esistenza. L’uomo, ricercatore di senso, scorge

nel bello la via che introduce nel significato profondo della vita,

dona entusiasmo per il bene e il vero e dilata lo spirito umano

facendogli abbracciare, con l’ispirazione prima e la creazione

artistica poi, il significato pieno della propria esistenza e

dell’universo. I prodotti artistici nascono per sopravvivere al

loro creatore e in essi si racchiudono valori spirituali eterni,

scaturiti dalla esperienza personale dell'artista circa la realtà

sociale in cui vive o è vissuto o vivrà. Il prodotto artistico

erompe da un atto creativo dell'artista, colui che da antico

artigiano a genio per antonomasia ha attraversato, nella storia,

tutti i ceti sociali. Questo percorso storico ha permesso la

nascita di molti "topos" sulla figura del creativo, di colui che

possiede quella strana capacità di generare dal niente un

"oggetto" che ora c'è e prima no, frutto di una sua idea nata in

un luogo oscuro, misterioso, della sua mente. La nascita

dell'arte determina la nascita culturale dell'uomo, a sua volta

costruito dalla sua stessa cultura entro un processo dinamico

che conduce sino a noi percorrendo una esperienza di vita

antica, ma sempre nuova e rinnovabile ove l'arte si pone come

una peculiarità intrinseca universale della specie umana. Il

prodotto artistico nasce da un atto creativo, che implica

sempre il concetto rivoluzionario di "creatività"…. termine che

include sempre il carattere di imprevedibilità, cioè un processo

di pensiero che sfugge totalmente alle leggi deterministiche e

influenza il concetto del "bello"

www.donnaimpresa.com


CHIARA

Torre

ETNICA GIOIELLI

D’ARTE:

passione, creatività,

magia e femminilità

Amo raccogliere pietre e materiali preziosi

che il mio Tempo mi regala ... brillanti che

riflettono la Luce ... rubini e coralli che

infiammano il Cuore ... ambre profumate

... e fondi di bottiglie e sassi ...

la mia anima e' un

filo che li tiene uniti...

amo creare gioielli

unici per donne

speciali.

Amo il processo di

trasformazione dal materiale grezzo, che

rimanda al regno della Terra ed al Fuoco

ed a quello dell’Aria (per i colori, i riflessi e

la luminosità delle pietre), alla creazione

del Gioiello ... è una sorta di movimento

alchemico, di sublimazione dal piano della

materia a quello delle idee e dello spirito e

simboleggia l’energia dell’anima e la

preziosa forza dello spirito umano.

COLLEZIONE I CORALLI

“Hanno pur oggi i Coralli, al contatto, la

stessa natura: prendono durezza dall’aria,

e le verghe, che sono nel mare, sassi

diventano quando si sporgono fuori

dall’onde”. (Ovidio)

COLLEZIONE I TURCHESI

Il Turchese: Gemma dei popoli

Antico e tuttavia attuale ... questo è il

Turchese. Il suo brillante blu cielo

appartiene ai colori preferiti di ogni tempo.

COLLEZIONE IL MARE

"Uomo libero, amerai sempre il mare".

(Charles Baudelaire)

Chiara

www.donnaimpresa.com

LA STORIA. È iniziata quasi per caso la storia di una delle famiglie di

gioiellieri più conosciute in Italia: a Dino Ceccuzzi, arrivato a Gallarate

da Montepulciano nella seconda metà degli anni Trenta, viene

diagnosticato un vizio cardiaco durante la visita per il servizio militare.

Un episodio che segna il suo destino e che impone la necessità di

apprendere una professione sedentaria, (portandolo così lontano

dalle orme del padre ferroviere.) Dino inizia a lavorare come

apprendista orologiaio a Gallarate, poi si sposta in un negozio di

Busto Arsizio, rilevandone nel 1949 l’attività. Il proprietario non ha

eredi che continuino la sua attività, dunque lascia il negozio al suo

dipendente più intraprendente. Nasce così il marchio Dino Ceccuzzi,

che subito si afferma per la qualità del servizio e la bravura

nell’interpretare i gusti dei clienti, fino a diventare, nel 1955 uno dei

primi rivenditori autorizzati del marchio Rolex. Le precarie condizioni

DINO

Ceccuzzi

quando il gioiello è arte

«Il gioiello è cultura, è una forma d’arte». Questa la filosofia che anima il marchio Dino Ceccuzzi, arrivato quest’anno a festeggiare il

sessantesimo anniversario. Un traguardo importante, raggiunto grazie a qualità e competenza, ingredienti capaci di sconfiggere la crisi insieme

a una mentalità imprenditoriale e alla capacità di adeguarsi alla mutevolezza dei tempi senza snaturare la propria professionalità. «Siamo riusciti

a creare un marchio nella distribuzione, diventando punto di riferimento per gli amanti del lusso e del buongusto. Non è stata un’impresa facile

mantenere la propria identità in una realtà dominata da marchi forti» afferma Bruno Ceccuzzi, figlio del fondatore Dino. Arrivata alla terza

generazione con la figlia Alessandra, la famiglia Ceccuzzi (nella foto) prosegue la propria avventura imprenditoriale senza incertezze nel periodo

più nero dell’economia. Oggi il gruppo, composto da Dino Ceccuzzi e Dino C, conta tre negozi a Busto Arsizio (Va), due a Varese, uno a Roma e

uno a Como, per un totale di una ventina di collaboratori.

di salute del padre mettono l’acceleratore alla preparazione del figlio,

il primogenito Bruno. Lascia il liceo classico e va a bottega in un

negozio di Milano, dove impara l’arte dell’orologeria. Nel 1961, alla

vigilia del trasloco in un nuovo negozio più grande, nella via di fronte a

quello originario, Dino muore e tocca al figlio Bruno, non ancora

maggiorenne, prendere le redini dell’attività. La volontà del ragazzo

insieme all’impegno della madre, conquistano la clientela convincono

i clienti a dar fiducia a Bruno. Una scelta vincente: il marchio Dino

Ceccuzzi cresce e si rafforza negli anni. Dopo gli orologi, Bruno si

dedica alle pietre preziose. Nel 1973 diventa il primo gemmologo

italiano del neonato Igi, l’Istituto Gemmologico Italiano. Nel frattempo

anche la moglie, Paola, entra a far parte dell’attività di famiglia,

sostituendo la madre di Bruno, diplomandosi in gemmologia. Nel

1979 la decisione di rafforzare la propria immagine: il marchio Dino

Ceccuzzi viene creato e registrato ed inizia l’espansione

imprenditoriale. A Busto Ceccuzzi è ormai un’istituzione e quindi si

apre su nuove piazze: nel 1986 apre un secondo negozio nel

centralissimo corso Matteotti di Varese. Nel 1987 la figlia Alessandra

inizia a lavorare nell’azienda di famiglia: nel 1988 si diploma in

gemmologia e nel 1993 entra definitivamente in azienda. Il volume

d’affari aumenta e, nel 1991, cambiano sede, riattraversando la strada

e tornando nella palazzina del ‘700 negozio in cui tutto era

cominciato. Nello stesso anno anche l’altro figlio, Dino come il nonno,

entra in azienda. Nel 1998 la società diventa una Spa, un assetto

societario insolito per un negozio. Nel 2003, per intuizione di

Alessandra, nasce Dino C., il prêt-à-porter dei gioielli di tendenza e

qualità: l’insegna si accende a Busto Arsizio, ancora a Varese, e in

nuove piazze, come Roma e Como.

Silvia Perfetti_Eo Ipso


RACCONTI:

Vita di fabbrica

GIANLUCAMerola

“A lavoro faccio sempre più schifo. Sono settimane che non

riesco a raggiungere il minimo di produzione.”

A lavoro faccio sempre più schifo. Sono settimane che non riesco a raggiungere il minimo di produzione. I miei

colleghi mi guardano con un odio che non capisco. Per me sono tutti fantastici, adoro le loro mani che

stringono, con più forza di quanta necessaria, chiavi inglesi, pinze, martelli, cacciaviti, e che di lì a

poco stringeranno le braccia dei loro bambini, la carne calda di letto delle loro mogli, i

coccodrilli di peluche dei loro figli. Il capoturno mi si avvicina tenendo le gambe larghe come

un cowboy, anche se non c'è pubblico, la scena è tutta sua. Mi chiede cos'è che non va.

Non c'è niente che non va, non capisco perché me lo chieda. Non va che per causa mia

la media di produzione della squadra scende vergognosamente, non va che, per colpa

mia perdono 22 euro al mese -duecentosessantaquattro euro all'anno - di premio

produzione. Anche gli ultimi arrivati riescono a produrre più di me. Non va che lavoro

male, non va che sono sempre in ritardo. "Ma che cazzo ti passa per la testa".

Lo fisso e non so che dire, è tutto vero. Quando qualcuno mi sputa in faccia la verità

io non so che dire. Sarei capace di contestare qualunque cosa, anche il colore delle

sue scarpe, ma la verità mi atterrisce, mi manda al tappeto. Vorrà dire che mi

impegnerò di più, non riesco ad aggiungere altro. Lavorare di notte mi piega con la

stessa facilità con cui il mago Silvan piega cucchiaini durante i suoi spettacoli.

E' l'una, mancano ancora cinque ore alla fine del turno e sono già agli sgoccioli.

Non ho abbastanza fiato per rincorrere quei maledetti bicchieri che volano

dappertutto. Mi scotto continuamente, aggiungo sulle mie braccia segni viola che

si sommano ad altri segni viola. Le mie braccia somigliano ad una tela astratta,

al disegno di un bambino di due anni che si è messo in testa di disegnare la fine

del mondo. Di tanto intanto faccio qualche operazione sbagliata, plastica molle

cola sulle mie braccia, mi taglio cercando di tirarla via con la lama del taglierino.

Chiedo al capoturno di sostituirmi per poter andare in bagno a pisciare e mi

stendo sulla panca degli spogliatoi. Solo un minuto, mi dico. Passa un minuto,

un'ora, forse un mese, poi mi sembra di sentire una voce arrabbiata

avvicinarsi. Ho sei anni, i capelli arruffati e indosso un maglione troppo

grande per me. Mio padre mi sgrida per avergli segato il manico del

martello."Basta, hai rotto il cazzo. O lavori o te ne vai a casa" Mi ritrovo a

terra, con la panca ribaltata addosso. Il capoturno ha gli occhi fuori dalle

orbite di un paio di centimetri. La sua rabbia lo rende buffo, ma questo lui

non può saperlo. Mi scuote con la punta di ferro delle scarpe da lavoro,

come se volesse accertarsi che sia vivo, o, peggio, come fossi una carcassa

da spostare dal centro della strada. Negli spogliatoi c'è sempre puzza di olio

bruciato. Apro il rubinetto e aspetto che la prima acqua, quella marrone,

venga inghiottita dal lavandino. Offro le mani al ghiaccio sciolto che fotta a

singhiozzi, le agito bagnate sul viso e, no, non funziona, non mi sveglia. Torno

all'impianto attraversando uno spazio in cui non mi riconosco. Uno spazio che

odio senza rancore, alla stessa maniera di un obeso che odia il cibo che lo

rende grasso. La fabbrica alimenta il mio dolore. La odio perché ne ho bisogno.

Ne ho bisogno perché la odio. Mi trascino in apnea fino alle sei del mattino. Non

riesco a stare a galla. Sono un naufrago che non ha mai voluto imparare a nuotare

quando il mare era calmo. Adesso mi tocca ingoiare e sputare, sperando di toccare

la riva prima di annegare. Chiudo con un bel meno 23% di produzione. Record

negativo di sempre. Wow, sono una cima. Il guaio è che dopo aver lavorato otto ore,

di notte, devi anche tornare a casa senza schiantarti con la macchina. Mi sveglio alle

16,30 ed è già buio. Vivo giorni senza luce. Esco per andare a lavoro troppo presto o

troppo tardi, mi addormentano quando gli altri fanno colazione, mi sveglio a ora di cena.

Il bello del giorno libero è che ho tutto il tempo che voglio per non fare niente, per

crogiolarmi e stare a galla come una papera di gomma nella vasca di un bambino. Mi metto

nudo davanti allo specchio, le occhiaie mi arrivano quasi alla punta del naso. Mi raso i

capelli a zero lasciando intatta la barba, ringiovanisco di un paio di anni. Taglio via anche

la barba e via altri due anni. Adesso ho ventisei anni, mi sorrido allo specchio. La fabbrica

ha reso il mio corpo tonico, nascondendo la timidezza del mio essere esile con linee

precise intorno ai muscoli. Sono patetico, sono bianco come un cadavere ad eccezione

delle parti riempite dall'inchiostro e delle braccia viola, sulle quali non ci sono bolle, ma

strisce scure raggrinzite. Avvicino il braccio al naso e sento distintamente l'odore di carne

bruciata, mista alla puzza di plastica. Mi osservo, trattengo il respiro esponendo i pettorali

e esponendo i pettorali e contraendo gli addominali, faccio uno sguardo serio

corrucciando la fronte. Mi infilo sotto la doccia e gratto la pelle con il guanto di

crine che hai lasciato tu. Gratto come un disperato, un appestato, sto attento

solo a non sfregiarmi le braccia. L'acqua bollente mi sbatte sulla faccia,

chiudo gli occhi, respiro con la bocca aperta, ansimo. Se piangessi non se ne

accorgerebbe nessuno. Esco dalla doccia senza essere riuscito a lavarmi di

dosso un bel niente. Le malinconie mi sono ancora attaccate addosso, i tuoi

passi lasciano scie di profumo in altre stanze, per altri nasi, altri occhi

seguono il tuo passaggio, in altri luoghi. Controllo il cellulare, ma non c'è

nessuna tua chiamata. Vorrei telefonarti, avere il coraggio di farlo, avere

qualcosa di speciale da dirti, magari una di quelle cose brillanti capaci di

ammutolirti, ma non ce l'ho. Vorrei penetrare la tua corazza lucida di

scarafaggio. Certi giorni, come oggi, mi accontenterei di scheggiarla. Vorrei

poter trovare la frase giusta, quella che non ti fa arrabbiare. Una frase

divertente, irresistibile, capace di farti crepare dal ridere, capace di cancellare

qualsiasi schiaffo, insulto, indice puntato. Mi rigiro il cellulare nelle mani ed è

freddo, non ha niente a che vedere con il calore del tuo corpo appiccicato al

mio. Se lo guardo rimane a fissarmi inespressivo con i suoi pixel arancioni.

Lo accarezzo con le dita, ma non riesco a dargli la vita, rimane indifferente,

rimane telefono. Mi accendo una sigaretta, smonto la batteria. Così è più

leggero, ho come la sensazione di aver staccato un uomo dal respiratore

artificiale, di averlo liberato. Smonto la cover frontale, dispongo tutti i pezzi

uno accanto all'altro, ma non mi basta. Prendo un coltello dal tavolo e faccio

leva piegando la plastica per staccare il display. Non è divertente, non mi dà

nessuna gioia fare questo gioco infantile, ma non c'è niente altro che possa

fare se non sperare in una evoluzione tecnologica del vodoo. Telefoni al

posto di bambole. Domani comprerò il giornale locale alla ricerca della

notizia: ragazza ventiseienne trovata nel suo letto con la testa staccata.

Nessuna traccia dell'omicida. Accendo il pc e ti scrivo una mail. Dieci righe

per dirti che ti voglio. Schiaccio "invia" e me ne pento subito. Mi fischiano le

orecchie, mi fischiano sempre da qualche mese. Questo fischio costante e

atono mi ricorda che ci sei, una presenza costante che scarta a destra la mia

volontà e corre la sua corsa verso il niente. Vorrei esserti vicino, pelle a pelle,

su di te, con i nostri respiri che si sommano e annullano. E invece sei

lontana. Lontana con la testa, lontana con lo stomaco. Rimonto il cellulare e

chiamo Dino. Con lui si esce a bere, è così che funziona. Un uomo ha

bisogno di avere delle certezze nella vita: Dino è la certezza che mi

ubriacherò, è la certezza che perderò i sensi, la certezza che sopravviverò

anche a questa notte. Le valvole dell'amplificatore si scaldano come si deve,

il giradischi freme, Tom Waits mi brama. Sfilo il disco dalla copertina con la

stessa accortezza con cui maneggerei tritolo, lo accarezzo con la spazzola in

fibra di carbonio, come accarezzerei le tue gambe, lascio che lo stilo trovi la

sua strada tra i solchi e godo mentre ascolto il tuo silenzio e aspetto. Dopo

dieci minuti sento la sua macchina arrivare, socchiudo la porta e lo spio

mentre si aggiusta la giacca di pelle e raggiunge l'ingresso. Dino sorride.

Cascasse il mondo, Dino sorride. La sua presenza nella mia vita è un dono di

Dio e, stranamente, oggi non è in ritardo. Ci abbracciamo sulla porta come se

non ci vedessimo da anni e invece non è passata che una settimana.

Beviamo una birra, aspettiamo che finisca la facciata del disco e usciamo in

strada. Facciamo il giro dei bar, fumiamo due milioni di sigarette, beviamo e

parliamo tanto. Attacchiamo bottone con due ragazze, le offriamo da bere,

ma ce la filiamo quando scopriamo che quei corpicini moderatamente

succulenti, appartengono a due sedicenni. Tagliamo la notte, la spacchiamo

a metà come una pesca acerba sotto il peso di una mannaia. Ancora un paio

di posti, ancora un po' di alcol, ci diamo gomitate per guadagnare la cassa e

stabilire chi pagherà il giro. In quello che sarà l'ultimo bar della serata c'è un

Tequila Party, è tardi e la gente è su di giri. Buttiamo giù un paio di bicchieri,

la musica è volgare e alta. Dai tavoli vicini sentiamo i bicchieri battere sui

tavoli e qualcuno gridare "bum bum". Ci avviamo verso i bagni insieme, come

due puttane che vanno a ravvivarsi il trucco, Dino sorride come se gli

avessero appena comunicato che ha avuto un figlio. La vita gli scivola

addosso, non ha odio dentro di sé. La musica si fa meno rumorosa, sui

divanetti non restano che pochi ragazzi, prendiamo i nostri giubbini, ci diamo

qualche pugno ai fianchi, come due adolescenti alticci e andiamo via.

Tra due ore comincia il turno in fabbrica, il criceto deve essere pronto, la

ruota deve girare, nessuno la può fermare.

LETTE-

RATURA

il senso del

bello letterario

La letteratura deve favorire il

sentimento della bellezza la

letteratura … considerata spesso

vacua ed evanescente, a volte

persino pallosa, di presunta

evasione, appagamento,

divertimento (il diletto della

tradizione letteraria),- forse

bisognerebbe trovare il modo di

farne apprezzare ai giovani, con

Umberto Eco, il suo potere, un

potere immateriale che la rende

resistente alle ingiurie del tempo

e le consente di tenere in

esercizio e difendere la lingua,

contro i tentativi dei più diversi

avversari, dal totalitarismo

all’anglofilia. La letteratura,

contribuendo a formare la lingua,

crea identità e comunità, tiene in

esercizio anche la nostra lingua

individuale. Ma, soprattutto … “il

mondo della letteratura è in grado

di ispirarci la fiducia che ci sono

alcune proposizioni che non

possono essere revocate in

dubbio, e ci offre quindi un

modello, immaginario sin che

volete, di verità.” (Eco)

Questa consapevolezza, che è anche un chiaro avvertimento

contro “l’eresia critica” che instaura un circolo infinito di

interpretazioni dell’opera, arrivando a volte a rinnegare la

stessa intenzione dell’autore, -ci permette di verificare,

secondo Eco, se un lettore possiede il senso della realtà,

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ovvero è preda delle sue allucinazioni.

Potere della letteratura e verità hanno

origine nei nostri investimenti passionali,

nostri e delle generazioni, delle

collettività che hanno contribuito al

consolidamento della tradizione

letteraria; personaggi che migrano ma

che conservano la loro autenticità e

verità, di cui, nonostante ormai siamo

entrati nell’era dell’ipertesto, delle storie

a più mani, dei destini dei personaggi

negati e stravolti, - non può essere

negata la realtà, la loro verità, il destino

che custodiscono e rivelano. Qui si apre

il confronto con le nuove forme della

scrittura (letteraria) nell’era di Internet, e

la cosa assume un particolare interesse,

per noi che conosciamo e frequentiamo

ambienti e colleghi con una certa

pratica, e qualche aspirazione, in merito.

Il punto di vista di Eco

“…giocare creativamente con gli

ipertesti, modificando le storie e

contribuendo a crearne delle nuove, può

essere un’attività appassionante, un

bell’esercizio da praticare a scuola, una

nuova forma di scrittura,… Ma questi

giochi non sostituiscono la vera funzione

educativa della letteratura, funzione

educativa che non si riduce alla

trasmissione di idee morali, buone o

cattive che siano, o alla formazione del

senso del bello.”Il potere della letteratura

ha anche una funzione educativa, di

educazione alla vita…“Leggere un

racconto vuole anche dire essere presi

da una tensione, da uno spasimo.(…) È

la scoperta che le cose sono andate, e

per sempre, in un certo modo, al di là dei

desideri del lettore. Il lettore deve

accettare questa frustrazione, e

attraverso di essa provare il brivido del

Destino (…) Questo ci dicono tutte le

grandi storie, caso mai sostituendo, a

Dio, il fato, o le leggi inesorabili della

vita. La funzione dei racconti

“immodificabili” è proprio questa: contro

ogni nostro desiderio di cambiare il

destino, ci fanno toccar con mano

l’impossibilità di cambiarlo. E così

facendo, qualsiasi vicenda raccontino,

raccontano anche la nostra, e per

questo li leggiamo e li amiamo. Della

loro severa lezione “repressiva” abbiamo

bisogno.

La narrativa

ipertestuale ci può

educare alla libertà

e alla creatività. È

bene, ma non è

tutto. I racconti “già

fatti” ci insegnano

anche a morire…”

Musicista per

natura,

scrittore per

piacere,

giornalista per

lavoro,

irriverente per

spiacere,

investigatore

per curiosità, a

volte

reazionario, di

norma

impenitente e

sopratutto con

un pessimo

carattere oltre

la normale

sopportabilità.

Però leale e a

volte ingenuo.

morte.”ERSILIA

Cacace

IL PESO SOTTILE DELL’AMORE

Enrico Folci Editore genere: un giallo che parla d’amore.

Una storia che sembra riemergere dopo anni trascorsi sotto un velo di polvere. Un mistero da

sciogliere e comprendere. Sospetti da dissipare e dubbi da verificare. Sullo sfondo, forte eppure

nascosto, un amore che non ha trovato ancora il coraggio di emergere.

“Giulia ama un uomo che non esiste, e non può sottrarsi a questo amore. Come ogni donna che

ama, cercherà di abbattere ogni ostacolo che si frappone tra lei e il sentimento. E dimostra, con

una ingenuità e una forza inimmaginabile, che non bisogna mai smettere di sognare. Un libro per

imparare da capo l’amore. Una storia meravigliosa nella sua semplicità, che dimostra però come

la forza dei sentimenti sia capace di abbattere anche l’unico ostacolo che sembra inevitabile: la

ANTONIO

Pignatiello

Antonio Pignatello

Il Sogno del Ladro

Racconto

Al confine tra le Germania e la Francia, un

rifugiato uruguagio e un fuorilegge

ungherese si ritrovano a vivere sempre

sospesi tra il confine della legge e la

felicità tra un ex contrabbandiere slavo,

una prostituta polacca e un ex ufficiale

dell'esercito britannico tra bottiglie e locali

dove nessuno vuole cambiare la propria

vita tranne l' ungherese...I suoi libri sono,

romanzi, storie brevi, testi sul e di teatro,

articoli sul giornalismo, pubblicati sul sito

www.ilmiolibro.it sono:

* Il Caso Wrazfosky * Il falco non dorme

con la civetta * Sparagli Maria * Wynek

L’Unno * L’inferno non li volle, Calate il

Sipario * I miei anni in Sicilia * Storie del

Black Horse.

Soldani

SERGIO

Soldani è

attore-regista,

scrittore,

poeta

drammaturgo.

Lavora in televisione con il cartone animato di cui è autore e

doppiatore dal titolo “Porto Perfetto”. Si occupa della recitazione e di

dizione, tiene corsi per adulti e bambini. in teatro a messo in scena

oltre 100 elaborati tra commedie di sua scrittura, spettacoli di fiabe per

bambini con musiche di sua composizione e recita. Come poeta ha

pubblicato otto raccolte di cui l’ultima “ Supponenza” nella quale

riconduce la poesia ad un viaggio interiore che si distende in versi

serrati ma ricchi di armonia, quasi meditazione offerte al lettore con

garbo e con pudore.

EMANUELE

Lombardo

Emanuele Lombardo è nato e vive in Sicilia. Ha

conseguito un Master in Comunicazione e

Tecnologie dell'Informazione e un Dottorato di ricerca

in Biotecnologie degli alimenti. Da sempre nutre un

amore profondo per tutto ciò che è cultura e prima di

scrivere questo libro ha girato la Sicilia. L'ha

ascoltata nella voce della gente, nel sapore intenso

dei suoi piatti, nei rustici colori dei suoi paesaggi. "Mi

sono sorpreso", dice, "quando ho capito che questa

terra non parla con te... ma di te".

Jean è un artista, ma non dipinge né scrive poesie. La sua arte nasce da un dono bizzarro della

natura: nella sua mente le percezioni dei cinque sensi s’incrociano e si mescolano, sicché un

sapore può fargli sentire un suono, mentre un odore può far sì che egli veda un colore. Il tutto, nel

suo animo creativo, si organizza a formare un quadro, un racconto, così mangiare assieme a lui

diventa una vera poesia. Quando il destino lo porta ad affrontare la guerra, col suo carico assurdo di

morte e di distruzione, la sua speciale sensibilità si rivela una condanna a un’angoscia profonda.

Sperduto in una terra lontana, per ritrovare se stesso e il suo amore, dovrà seguire L’eco del gusto.

… Prendendone una in mano si sentì sfiorare le dita dalle carezze leggere con cui le donne l’avevano

impastata. Ne toccò la superficie con le labbra e quella, calda e ruvida, gli lasciò, come un bacio, un

velo di farina sulla bocca. Infine l’addentò e chiuse gli occhi…

In copertina un’ opera di Paolo Sistilli


“solo quando urinano negli anfratti e nei passaggi ameni, e, come cani, lasciano il segno di se,

delimitando un territorio che non c’è, nella dimensione del niente”.Pasolini, uno che scampò al

falò ma non riuscì ad evitare di essere massacrato, negli anni ‘70 diceva che stavamo

sacrificando sull’altare del consumismo e del denaro facile a farsi e molto facile a spendersi,

l’umanità, quella dei nostri padri, che su quell’altare i governi, le multinazionali, ma anche la

gente comune stava compiendo un eccidio antropologico; nessuna differenza più tra i ragazzi

disagiati e quelli per bene, tutti votati alla barbarie, tutti senza vita, col sorriso maligno, alla

Franti. Warhol diceva che nella società dello spettacolo ognuno ha diritto al suo quarto d’ora di

celebrità, eccovi serviti ragazzi, a voi la fama senza gloria piccoli eroi del mondo alla rovescia,

auguri e godetevi i vostri quindici minuti piccoli mostri figli di mostri.

“capita a chiunque di cadere…”

LIANA

Fadda

DOSSIER

CLOCHARD

PREFAZIONE

I binari della vita di Liana Fadda

Gli passiamo accanto con indifferenza, a volte nemmeno ci

accorgiamo di loro, altre, siamo infastiditi dalla loro inquietante

presenza, dall’odore che emanano, dal sudiciume che impregna i

loro abiti e persino dal fatto che esistono. Li chiamiamo vagabondi,

barboni, senzatetto, homeless, clochard, quasi volessimo celare a

noi stessi che sicuramente, un tempo, ognuno di loro – l’«esercito

degli invisibili» – possedeva un nome e un cognome e, soprattutto,

una dignità. Ma chi sono gli homeless Sono tutti coloro che non

possiedono un luogo dignitoso in cui vivere, coloro le cui condizioni

sono al di sotto della soglia considerata sufficiente per vivere in

modo decoroso all’interno di una determinata comunità. È però quasi

impossibile determinare quanti siano veramente, perché i barboni

sono in continuo movimento, e in alcune nazioni, in aumento. Non

possiedono una casa in cui vivere, non hanno un domicilio, si

spostano senza sosta alla ricerca di qualcosa che a volte è vita, altre

volte morte e degrado. Il fenomeno non risparmia nessun Paese al

mondo, anche i più sviluppati e civili. Le Nazioni Unite riferiscono che

«in tutto il mondo ci sono oltre 100 milioni di senzatetto», in cifre, una

persona su 60 non possiederebbe un alloggio adeguato. Ma la

definizione di senzatetto varia da luogo a luogo. In Giappone vi sono

fast food e internet point che per 100 yen all’ora, circa 60 centesimi

di euro, offrono una minuscola postazione dove trascorrere la notte.

In India centinaia di migliaia di persone vivono per strada. Dormono

all’aperto, distesi su giacigli improvvisati, non possiedono un

gabinetto, non hanno l’elettricità e si lavano con l’acqua del fiume.

È il degrado più totale, la povertà estrema. Negli Stati Uniti il

problema degli homeless è drammatico; mediamente, si calcola che

ogni anno, in modo saltuario o cronico, vi sia almeno un milione di

persone che vive in strada. A Chicago, la terza metropoli più grande

d’America, «15.000 senzatetto vivono in edifici abbandonati, per

strada o in dormitori pubblici», riferisce Ed Shurna, direttore della

Chicago Coalition for the Homeless, un’associazione che si batte

per arginare il fenomeno. In Brasile, dove le disuguaglianze sociali

sono estreme, sono 64,5 milioni le persone che vivono sotto il livello

di povertà. Questa condizione comporta che solo il 6,5% dei

brasiliani supera i 60 anni d’età contro il 16% degli americani e il

22% degli svedesi. Schiere di bambini miserabili vagano per strada

sniffando la colla, tentando così di placare i morsi della fame. Molti di

loro, poi, vengono uccisi dagli squadroni della morte, bestiali

«vigilantes» che in questo modo criminale pensano di «ripulire» la

città…Ma quali sono le cause che conducono a questa condizione

Talvolta è una precisa scelta di vita, ma nella maggior parte dei casi

le motivazioni sono le più svariate: mancanza di salari decenti, uno

sfratto o il costo esorbitante degli affitti, problemi di salute mentale,

vedovanza, tossicodipendenza o abuso di alcol, abbandono delle

cure ospedaliere o di lungodegenza, fuga dall’abuso domestico

(sessuale, fisico e mentale), ex carcerati che non trovano lavoro,

disastri e calamità naturali (terremoti, incendi, tsunami), guerre e

carestie. Si stima che i barboni in Italia siano circa 150.000.

Nell’indifferenza e nell’insofferenza generale, non meraviglia dunque

la trovata di un comune del Veneto, Belluno, che in piazza Martiri ha

deciso di installare panchine antibarbone: divise a metà da un

bracciolo, impediscono alla persona di allungarsi per dormire. Meglio

allontanarli, meglio non vederli. Eppure, non sono quasi mai

pericolosi. Ma quante volte ci soffermiamo a riflettere, anche solo per

un istante, sulle sofferenze che si celano dietro quegli esseri che

incrociamo per strada Gli «allunghiamo» un’elemosina, e la

coscienza torna a posto. Invece è importante, per ognuno di noi, per

i cosiddetti «normali», non dimenticare che quelle sono persone,

persone che forse hanno perso se stesse. Ma anche noi rischiamo di

perdere noi stessi, e il nostro bene più prezioso – la nostra anima –

se ci abbandoneremo al sonno della coscienza.

www.donnaimpresa.com 63


Il ristorante Berbel è nato nell'aprile 2009 con spirito giovane ed idee nuove. L'anima sono le

persone che vi operano e che con passione, stile ed amore, sapientemente orchestrate da

una profonda conoscenza della tecnica enogastonomica, hanno permesso di ottenere

riscontri positivi fin dai primi mesi di vita. La filosofia del Berbel si esprime attraverso la

tradizione e la sostanza in costante armonia tra di loro, all'interno di un ambiente caldo ed

elegante, ma non tropppo sofisticato. La cucina, con degustazione "à la carte" propone piatti

sia di carne che di pesce e paste anche farcite rigorosamenete fatte a mano. Una grande

attenzione è riservata alla cantina con una selezione di vini (circa 250 etichette nazionali), che

riesce a soddisfare anche i palati più esigenti. Le bollicine nazionali e francesi sono presenti

e, per accontentare proprio tutti, una pagina della carta è dedicata alle mezze bottiglie, ai

magnum e alle birre. Il Berbel è anche catering, a disposizione per l'organizzazione di

qualsiasi evento, sia a casa vostra, per cene intime o di lavoro, che in strutture più grandi, per

occasioni speciali come matrimoni, inaugurazioni, ricevimenti per la cui realizzazione è in

grado di allestire tutto il necessario, grazie ad un efficiente supporto logistico.

www.berbel.it

BER BEL

ristorante

via San Domenico 33d

Torino tel. 011.4366778

ristoberbel@live.it

chiuso:

sabato a pranzo e la domenica

GUSTO

il senso del

buono

“L’anima mia gustava di quel cibo

/ che, saziando di sé, di sé

asseta”.

Dante Alighieri, Purgatorio

Come è nata la trinità bellobuono-vero

e perché oggi sembra

a noi far parte quasi di una sorta

di archeologia concettuale

L’oggetto artistico è una specie di

finestra che ci spalanca la

percezione di qualcosa che non

conosciamo, di un abisso. È una

porta schiusa dal sensibile

all’ultrasensibile, ma un

ultrasensibile che non viene

dichiarato. Quindi non c’è

passaggio dal bello sensibile al

bello intelligibile; si resta

nell’intelligibile, ma, per così dire,

con una specie di emorragia del

sensibile. Si sa che il sensibile

non basta…

C’è dunque un "quid", un "non so che", che contribuisce a

decretare che cos’è il bello, qualcosa che non è né calcolabile né

misurabile, qualcosa che vi si annette, che il genio dell’artista fa

penetrare; tutti i canoni precedenti in qualche modo saltano,

perché non c’è più un criterio condivisibile a cui ricorrere.

Bisogna avere quello che si chiamerà appunto "gusto". Rispetto

ai sensi nobili della vista e dell’udito, che sono capaci di misurare

in metri o in cadenze o in altezza di suoni, il gusto è il più intimo

dei nostri sensi: non è come il tatto, che implica il contatto, ma è

un contatto dentro di noi, dentro una mucosa sensibile, come

quella nel corpo del palato o, nel caso della bocca, della lingua.

Quindi l’idea di gusto implica che ci sia un elemento soggettivo

dominante e che, soprattutto, l’opera d’arte venga introiettata da

chi giudica. Ma allora si tornerebbe al problema della bellezza

legata all’arbitrio individuale, secondo i proverbi che abbondano

nella bocca non solo del popolo ma anche dei cosiddetti dotti.

Invece il gusto, noi sappiamo, può essere educato, e anzi tutta

l’arte moderna e l’estetica stessa, in quanto disciplina, nascono

proprio dalla necessità di educare il gusto, perché non è la

stessa cosa una di quelle croste che si vendono lungo le strade

nelle stazioni balneari, del vecchietto col fiasco in mano - che

poi, fra l’altro, non è altro che una degradazione di un quadro di

Cézanne-euncapolavoro riconosciuto, ad esempio un quadro

di Giotto, oppure di Caravaggio.

www.donnaimpresa.com 65


Sulla bocca di tutti

L’arte del cucinare è la semplicità

Sicuramente uno dei ristoranti migliori per una cena di qualità nel cuore di Porto

San Giorgio, dove poter gustare una cucina ricercata e creativa, basata sull’utilizzo

di prodotti freschissimi scelti personalmente ogni giorno dallo Chef. Il menù vario e

raffinato, coniuga sapientemente il colore ed il sapore in un’esplosione di profumi

decisi e particolari, che sanno di spezie, di campagna, di tradizione. Ottimi gli

antipasti caldi e freddi, indimenticabili il profumo intenso e la bontà del prosciutto

tagliato a mano e dei salumi nostrani, tutti rigorosamente selezionati fra le migliori

produzioni artigianali locali. Non mancano prelibatezze di carne, memorabili primi

piatti e dessert. L’abbinamento a vini di qualità è consigliato in sala dalla titolare,

Patrizia Valori, una giovane donna che possiede la straordinaria capacità di farti

sentire bene, come a casa. Il servizio è accurato e l’ambiente è elegante ed intimo.

Il ristorante disposto su due sale di cui una all’interno di una veranda, è indicato

anche per colazioni di lavoro, cene di rappresentanza, banchetti, cene tra amici.

IL CREPUSCOLO_Via F.lli Kennedy_83_Porto San Giorgio (fm)_tel. 0734.670903


Non solo vongole

Dove il gusto incontra il mare

I sapori migliori del Mar Adriatico da gustare in un ambiente elegante e raffinato posto

nel cuore del centro storico della cittadina rivierasca. Tra le specialità, da non perdere

la crudità di pesce, il fritto misto con il pescato del giorno e poi mazzancolle, patate e

baccalà, vongole e cozze in guazzetto, gamberoni rossi, mezze maniche allo scoglio,

stringozzi bianchi e rossi, risotti e, per concludere, una lista di desserts della casa.

Il menù, organizzato in funzione del pescato giornaliero, solitamente propone anche

piatti semplici che fanno parte della tradizione marinara locale: imperdibili le

grigliate di pesce. In sala troverete i consigli e la simpatia della bella titolare, Mary,

che saprà guidarvi nella scelta dei piatti più prelibati, abilmente preparati anche grazie

al “contributo preziosissimo” di Umberto. Ottima la lista dei vini.

LA ROCCA_Piazza del Rosario 4_Porto San Giorgio (Fm)_ITALY_tel. 0734.675242

chiuso: il lunedì

LA

ROCCA ristorante


Cucina di casa mia

L’insostenibile leggerezza del gusto

Gestione familiare per uno dei locali più caratteristici di Porto San Giorgio che nasce

dalla volontà di creare un’attività in cui i coniugi Francesca e Luigi potessero

esprimere, al di là dell’ovvia passione per la cucina conseguente anche ad una lunga

esperienza di entrambi maturata nel settore, il desiderio di ritrovarsi quotidianamente

con i giovanissimi figli a condividere quel progetto di vita che, fino a qualche anno fa,

sembrava dover rimanere un’utopia. La qualità è l’elemento distintivo sul quale la

coppia ha puntato sin dall’inizio. Paste fatte con la trafila di bronzo, gnocchi lavorati a

mano, ragù cotti a fuoco lento come da tradizione, verdure, pinzimoni, carne

“scottona”di primissima scelta, olio, aceto, tartufi, lardo di colonnata, formaggi e

salumi DOP che ricercano personalmente recandosi nelle zone di produzione più

caratteristiche d’Italia, sono da ritenersi, unitamente ad una selezione di vini, acquaviti

e distillati fra i più rari e pregiati in ambito nazionale, il punto forte della trattoria.

Elemento distintivo: l’ospitalità, il calore e la cortesia che fanno della Trattoria la

Marmetta, uno di quei luoghi in cui mangiare diventa davvero un piacere. Da non

perdere i piatti cucinati con le ricercatissime carni di agnello Saint Michel.

LA MARMETTA_Lungomare Gramsci Sud_Porto San Giorgio (Fm)_ITALY_tel. 0734.671178

chiuso il mercoledì

trattoria

LA MARMETTA


istorante

BOCCONDIVINO

Incontri di gusto

Particolari romani

BOCCONDIVINO_Piazza Campo Marzio 6_Roma_ITALY_tel. 06.683086/3

Il ristorante BoccondivinoèaRomainPiazzaCampoMarzio,nelcuore tranquillo del centro

storico della città, situato in un palazzo del 1500, costruito su preesistenti colonne romane

sormontate da capitelli ionici, con un gradevole dehors sulla piazzetta dominata dalla

cinquecentesca chiesa di Santa Maria in Campo Marzio. Dagli arredi al servizio, ogni

particolare è stato curato ed allestito al fine di offrire un’atmosfera prestigiosa e riservata, ma

sempre ospitale, alla clientela rappresentata per lo più da politici, intellettuali, personaggi dello

spettacolo sia italiani che internazionali. Atmosfera dettata dalla natura stessa delle due sale di

cui una riservata ai non fumatori, la cui architettura non può contenere, complessivamente, più

di 60 persone. Le sale sono dotate di aria condizionata integrata con piacevoli tavoli all’aperto.

Si nota l’intervento dell’ interior design che ha saputo valorizzare le quattro colonne di granito

inserendole in un ambiente moderno, con un comodo e rilassante canapè lungo i muri,

arredato con mobili progettati da famosi design, impreziositi da tessuti di alto pregio e dalla

biancheria di sala, tutta rigorosamente in puro lino. Sulle pareti considerevoli opere originali dei

maggiori pittori del novecento, offrono la possibilità di godere di un “colpo d’occhio” unico.

Le tele vengono sostituite ogni due mesi, al fine di poter gustare i piaceri della cucina italiana e

dell’arte in un ambiente sempre diverso. Il proprietario Daniele Costantini, è forse il ristoratore

più giovane della città: quanto ha iniziato l’attività aveva solo diciotto anni.

www.boccondivino.it

palazzo

VENTURELLI

A spasso con il tempo

Per trascorrere dal tempo fuori dal tempo

La cornice ideale per una vacanza immersi nella tranquillità , assaporando il piacere di vivere i molteplici ambienti nobiliari e

sognando altri paesaggi nelle eleganti suite....e per un evento importante. Dentro le mura di Amelia, in un antico palazzo del

'500 le ambientazioni si susseguono in repentini e spettacolari colpi d’occhio: la “Sala Gialla” che si affaccia sulla terrazza e

sulla valle regalando uno spettacolo di verde e riflessi di luce dall’alba al tramonto. Il grande letto a baldacchino, gli arredi e i

tessuti ornamentali sulle tinte dell’ocra e dorato donano una particolare eleganza alla camera, lasciando sognare altri

paesaggi; “La Soffitta” che si compone di un'ampia cucina-sala da pranzo un accogliente salotto sul soppalco, due camere

da letto matrimoniali e due bagni. I colori e l'uso del legno per pavimenti e soffitti contribuiscono a far sentire gli ospiti proprio

come a casa loro; “L'antico Granaio” si trova sulla terrazza del palazzo e regala una vista panoramica unica e

indimenticabile. E’ l'ambiente ideale per un aperitivo, una festa privata, un coffee break di lavoro o un piccolo evento.

La storia del palazzo Della famiglia Venturelli si ha notizia ad Amelia fin dal 1300 con il capostipite Petrucciolo, che

compare eletto fra gli Anziani di Amelia. Mons. Angelo di Tommaso, nell’elenco degli uomini illustri che completa la sua Guida

di Amelia del 1931, cita Giovanni Venturelli, riportando anche il nome di Petruccioli. Questo fa pensare ad un cambiamento

del patronimico in un nome che più corrispondeva al ruolo sociale che la famiglia aveva assunto: nello stemma, un ovale

tagliato a metà e diviso in due nella parte inferiore, compaiono una ruota e due stelle, simboli della buona sorte o della

buona ventura. Giovanni, governatore di Bologna (1460) sotto Pio II, poi vescovo e governatore di Cesena e infine di tutta la

Romagna sotto Sisto IV (1475), è il nipote di Filippo, vescovo di Amelia e oratore comunale presso Papa Eugenio IV al

concilio di Firenze (1426).

www.palazzoventurelli.com

via Pomponia, 30 05022 Amelia (Tr) tel. +39 0744 666067 fax +39 0744 666072

nelle foto le suggestive stanze di Palazzo Venturelli


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CASA

La casa come

realizzazione della

famiglia nella bellezza e

nell'amore

Dal punto di vista puramente teologico, la famiglia è un'icona della Trinità, e realizza la Chiesa

domestica: la casa che è, o può essere, o si spera che sia, frutto della tekné di un architetto o di un

ingegnere civile. La casa intesa come spazio per l'uomo, e con essa la città, non deve portare al

"terrenismo", ad uno sguardo solo orizzontale e chiuso. L'uomo è, anche un corpo e la corporeità

www.donnaimpresa.com 73


è la strada obbligata per accedere all'inteleggibile e allo spirituale, in quanto l'uomo non si

esaurisce nel corpo. Avvicinandoci all'argomento casa e famiglia con una visione marcatamente

laica, per progettare il bello invece, secondo Roberto Gabetti, occorre una grande consuetudine

con i grandi dell'architettura. Ad uno Studente della Facoltà di Architettura di una Università

italiana che gli chiedeva cosa dovesse fare un architetto per bene svolgere la sua professione

rispose: "Passare la mattina in biblioteca, il pomeriggio in cantiere, la sera in studio". E non solo

coi grandi dell'architettura ma con i pensatori che hanno segnato un tempo, e, in cantiere, coi

tecnici e gli artigiani che stanno trasformando il progetto in realtà. Le Facoltà di Architettura con i

loro corsi di Storia e di Estetica introducono a questa sensibilità e la direzione lavori arricchirà il

risultato e renderà l'architetto capace di comprendere operai ed artigiani, portatori, spesso, di una

sapienza antica.

Per concludere.

Non abbiamo il diritto a volgerci indietro sentimentalmente per cantare le bellezze del passato.

La storia va fatta criticamente, e la sua conoscenza ci serve per impastare di novità l'oggi,

guardando al futuro. La storia della casa ha almeno diecimila anni. Quale casa, di quale epoca

storica, privilegiare La casa-torre dei nobili medievali O la casa rinascimentale di tanti nobili e

ricchi borghesi La casa degli stessi dali'800 al `900 Prima di farlo bisognerebbe chiedersi come

erano le case dei più. La fine dell'800 e i primi decenni del `900 vedono il fiorire delle città giardino

ma anche delle case operaie nei luoghi, in genere, più tristi delle città, con un degrado molto

rapido. E' più importante attivare la nostra creatività e affinare la nostra esistenza virtuosa, con gli

strumenti del sapere architettonico, e con la pratica delle virtù, così da arrivare, per lo più insieme

ad altri, a risultati che dicano il bello e il buono. E' possibile progettare in questo senso. Anche

nella semplicità che, da parte sua, non può che essere verace. Anche la veracità è una virtù.

A sua volta chi abita la casa è richiesto di sapere con chiarezza che "il sole vale più della

televisione" (Mario Lodi), e di compiere un'azione di educazione permanente con quanti vivono

con lui.

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1 - Gli impianti fotovoltaici L’azienda ha progettato e realizzato varie

1 tipologie di impianti fotovoltaici, sia per utilizzo domestico che per utilizzo 2

industriale. La pregevole competenza acquisita unita all'alto rendimento dei

prodotti installati ed all'elevato standard qualitativo delle installazioni,

consente oggi a Sytec di offrire una serie completa di servizi minimizzando

l'impatto estetico ed architettonico dell'intervento, ma soprattutto limitando

l'invasività dell'installazione sulle strutture esistenti. Tali iniziative hanno

comportato per i committenti il raggiungimento di significativi risultati dal

punto di vista della sicurezza elettrica trasformando una iniziativa

"ecologica" in un notevole vantaggio sia in termini di risparmio energetico,

che fiscale e di costi per le aziende.

2 - La domotica Ovvero integrazione intelligente degli apparati. Infatti, con

un unico sistema, si possono comodamente gestire: sicurezza (fughe di

gas, incendio, allagamento, antintrusione, TV a circuito chiuso, allarmi

tecnici, chiamate di soccorso), climatizzazione (caldaie, condizionatori,

temperature nei vari ambienti), illuminazione, motorizzazioni (tende, scuri,

serrande, basculanti, cancelli, porte), prese elettriche, consumi elettrici,

comunicazione (telefonia/dati, video-citofonia), multimedialità (TV SAT,

cinema in casa, diffusione audio/video), irrigazione, elettrodomestici, ecc.

Servirsi degli impianti elettrici intelligenti significa voler bene a sè stessi e ai

propri familiari ... perchè un impianto domotico aumenta la qualità della

vita, riduce lo stress e rende sicura la vostra abitazione.

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URLO

POP

by Oksana

Ci siamo

incontrati in una

“extraordinaria”

location: il

“Gatto Blu” a

Civitanova

Marche. A fare

da padrona di

casa la

bellissima

Oksana, titolare

dell’agenzia

URLOPOP.

Dopo i

convenevoli ed

un brindisi

l’abbiamo

intervistata:

Che cosè Urlopop,

Oksana

E’ un progetto nato circa 3

anni fa; inizialmente

doveva essere un

prodotto editoriale

dedicato al mondo del

divertimento che si è

trasformato in un prodotto

sul web. Urlopop è

sinonimo di urlo popolare.

Urlo, ovviamente, a

simboleggiare il popolo

della notte.

Da quanti anni siete

presenti sul web

E’ un portale

giovanissimo, ha solo un

anno di vita e vuole

rappresentare una sorta di

guida per i locali di

Marche, Emilia-Romagna

e Toscana dove siamo

presenti in maniera

significativa. Adesso poi

… stiamo tentando di

acquisire altre regioni tra

cui la Lombardia, a

Mantova in particolare,

dove abbiamo iniziato a lavorare molto bene, e nella regione Veneto … nello specifico a Venezia.

Avete un metodo di inserimento dei locali all’interno del vostro portale

Certamente si…vengono prese in considerazione solo quelle discoteche che hanno una storia e/o si presentano con dei requisiti importanti ...

nella foto da sinistra: Paola, Oksana, Jack e Valeria alla discoteca Gattoblu di Civitanova Marche

etra x

&dj

IN QUESTO NUMERO:

* Intervista ad Oksana Kuzmenko

* Angelie Dj * Sharon May Linn * Dj Rap

* Discoteca Live di Torino * Rip:a remix manifesto

www.donnaimpresa.com 79

BELLAVITA

“cool winter ”


nella foto:Oksana Kuzmenko titolare del portale www.urlopop.net

quali ad esempio il servizio, il

fascino attrattivo della location,

la qualità della musica, la

particolarità dell’animazione

ecc. Locali dunque con titoli

degni di mensione dei quali

vengono inserite le

caratteristiche peculiari

attraverso la compilazione di

una scheda tecnica; una

descrizione che molto spesso

fanno gli stessi titolari … ma la

cosa principale ed importante è

che “diamo voce” a coloro i

quali sono utenti del locale … i

quali possono dare i loro volte

dei giudizi, sia positivi che

negativi. Massima libertà di

espressione dunque all’utente

finale …

Abbiamo parlato di ieri ed

oggi … progetti futuri

Diciamo che il futuro è già …

oggi. Stiamo lavorando con i

migliori Dj in voga in questo

momento; dj che hanno fatto e

fanno la storia della musica

disco … uno su tutti Claudio

Coccoluto. Lo staff di Urlo ama

lavorare con veri professionisti

tanto da costruire uno staff che

mi segue nel mio peregrinare

in giro per l’Italia.

Chi è Oksana

Vivo in Italia da 11 anni e devo

confessare che non sempre la

vitamihariservatoroseefiori

… comunque (!!!). Nasco con

una cultura musicale nel

sangue in quanto violinista …

laureata in lingue ed ho

ultimamente conseguito,

nel

2008, a Milano,

una laurea in

Grafica Pubblicitaria e Design.

Sono cattiva … e cinica! (giù

risate da tutto il gruppo …

affermazione poco credibile

per chi la conosce bene). Io le

dico senza peli sulla lingua …

però sono una donna molto

riservata … ho pochi amici

intimi, persone di cui mi posso

fidare ciecamente. Obiettività

di giudizio che spesso mi crea

e mi ha creato dei problemi.

Ma per concludere posso

tranquillamente dire che ora

faccio un lavoro che adoro …

e sono davvero felice!”

Allora non possiamo che

dire: bella, ANCONA

obiettiva ,

brava…. e adorabile ….

parola di Jack ITALY

charissa saverio

alias

vocalist

Over her 15-year career, DJ Rap has moved effortlessly between genres,

staking her claim on various styles within the electronic spectrum, while

simultaneously pushing the limits of rock and pop. The First Lady of Drum ‘n’

Bass and the undisputed Queen of the Turntables, her music has infiltrated

club systems and car stereos worldwide, and her numerous forays into video

game and motion picture soundtracks have solidified her pedigree as one

dance music’s most successful and prolific artists. With three studio albums,

75 mix compilations and over 2,000,000 in cumulative worldwide sales to her

name, what makes you think she’d stop now.

“This goes deeper than just a dance record,” says Rap, inspired by a wide

range of artists, from Pink Floyd to Mutemath. “This album is a soundtrack to

my life and what I’ve been going through”.

"A febbraio del 2010 uscirà Synthesis, un nuovo album firmato dalla famosa

etichetta Ministry of Sound - mi confida Charissa Saverio in arte DjRap - un

album che intreccia una serie completa di texture di sintesi organica e stati

d'animo, e dipinge un quadro lucido del mio viaggio sia come compositrice

che come polistrumentista. Lo ritengo un album potente, melodico e

impeccabile dal punto di vista musicale, Synthesis è un ritorno alla

ibridazione degli stili che avevano portato avanti i Learning Curve (Sony)”.

di Bruno Baldassarri

www.dirap.com

NEW YORK

USA

vocalist

Ho iniziato a muovere i primi passi in Discoteca nell’88, all’età di 16 anni, prima come barista poi come

organizzatore di eventi, dj e animatore, all’epoca i vocalist avevano molto meno spazio rispetto ad oggi, ma io

me lo sono sempre conquistato con la tecnica, la professionalità, lo studio, la passione per il suono della mia

voce riprodotta da un microfono, qualcosa di magico che da subito mi ha rapito. Nei primi anni novanta oltre alla

disco mi sono cimentato in molte altre esperienze come il teatro, lavori vari, Londra, l’animazione nei villaggi

turistici (per quasi dieci anni). Mi sono sempre appassionato con piacere all’arte, alla letteratura, e soprattutto

alla musica. Negli anni ottanta, ai tempi del collegio, amavo il rock, poi ho scoperto la dance e non l’ho più

mollata. A dire la verità ho iniziato con la musica quando ero piccolino, a 7/8 anni, e per un decennio ho suonato

ll corno in un corpo bandistico, era nel mio dna, o forse nel nostro ... in quanto mia sorella suona la tromba, mio

fratello il clarinetto e mia madre è corista. Ho iniziato a fare radio solo nel 1998 e nel frattempo ho collezionato

tantissime presenze nei migliori locali della regione: Zen Club, Mahè, Flexus, Green Leaves, Babaloo, Novavita,

Lola, Soda, Gialù, Tenda Rossa, Tartaruga, Palace – Number One, Taboo, Le Gall, Nero di Sole, 43° Parallelo,

Gattopardo, La Terrazza, Disco Faleria, Hakunamatata, Glamour…. e poi la recente svolta con le serate al Club

Pineta di Milano Marittima e le successive partenze per diversi Clubs d’Italia. Dal 2004 ho iniziato a produrre

musica e la cosa mi sta fortunatamente riuscendo bene con ottime collaborazioni e una buona distribuzione.

Sto cercando comunque di fare il grande salto con pezzi che ho in cantiere da tempo e che presto, sono sicuro,

troveranno il loro meritato battesimo. Al primo posto c’è la famiglia, al secondo la famiglia, al terzo la famiglia!

Ogni anno che passa sento di avere più energia e più voglia di fare, il tempo mi ha migliorato tantissimo e fatto

capire che non è mai tardi per iniziare una nuova avventura, una nuova esperienza, una nuova vita. Da dieci

anni lavoro anche a Radio Faleria Mare (104.5 – www.radiofm.net), oltre alla Discoteca; l’attività di imprenditore

nel by night mi impegna tantissimo, diciamo quasi tutto il tempo, tempo che non basta mai, grandi ambizioni e

progetti importanti con la Merli Entertainment per un futuro lavorativo al fianco dei miei amici Gianluca Jay –

Alessandrino – Alberto Merli – Ilaria B, con un ringraziamento sempre speciale ad Edo & Mattia Ascani, Stefano

Nicolai, Emilio Cicchinè, Fabio Senzacqua e la Banda Novavita ... e poi produco, produco, produco musica …


Angelie è da diversi anni sulla scena musicale italiana con

suggestivi dj set firmati essential house nei clubs di tutta Italia ed

è considerata tra le massime esponenti dj femminili del panorama

italiano. Da anni suona come GUEST nei più prestigiosi clubs

d’Italia esclusivamente su vinile.

Sin dal 2004 i suoi djset entrano nella programmazione settimanale di Radio Orion (la

prima e più importante radio italiana sul web esclusivamente elettronica che propone

musica ricercata e all’avanguardia, ogni martedi e domenica in ESSENTIAL HOUSE.

Inoltre, dall'ottobre 2005 Angelie dopo l’esperienza con radio Orion, sbarca di nuovo in

FM in + di 25 emittenti italiane con un programma denominato OrionAir, programma

house, elettronica e di quanto più vicino possibile alla musica ballata nei dancefloor

nazionali ed internazionali. In contemporanea, i suoi djset vengono programmati in

radio syndication. Dal mese di ottobre 2005 inizia la collaborazione con Piper channel

format televisivo in onda in varie emittenti televisive italiane dove vengono riproposte in

video la sua musica. Nel 2006 esce ufficialmente la sua prima compilation “ Essential

House –The First” 12 tracce elettro house mixate dalla stessa Angelie. Sempre nello

stesso anno è official dj selector for MISS YACHT CLUB il più importante e famoso

concorso di bellezza nei vari approdi e circoli nautici italiani. Nel 2007 Angelie realizza

la nuova sigla per MISS YACHT CLUB e si riconferma official dj selector per l’estate

2007. Sempre nello stesso la “Plug In Records”, etichetta discografica londinese,

sceglie come dj testimonial ufficiale per l’Italia Angelie dj, nei party Plug-In.

A settembre arriva il lancio del primo calendario di Angelie … il primo di una dj donna,

inserito successivamente nel suo nuovo progetto musicale su vinile “IMAGINATION

NOW” dal sound elettro house uscito nel febbraio 2008 su etichetta “PlugIn Records –

London – UK”, con il remix di Dino Angioletti (Pastaboys) e dj Andreino (M.A.S

Collective) due dei più grandi esponenti della musica elettro house in Italia e all’estero.

Il 2008 è l’anno della svolta con il progetto “ Imagination now” Angelie balza in

classifica come singolo dance tra i più venduti, viene inserito nelle principali dj chart,

suonato da top dj come deep dish, joe t vannelli, ralf, ricky montanari … e su Radio

Deejay, m2o, Radio Syndication in tutta italia … il singolo include una versione firmata

da Dino Angioletti (Pasta Boys) e Andreino (MAS collective). Il 2009 si caratterizza con

una nuova produzione–èuscito in tutti i negozi di dischi e digital store la nuova

produzione discografica di Angelie. Remix per Funky Groover “ I speack life” che vede

la presenza della backvocalist degli INCOGNITO.

Estate 2009 è ART DIRECTOR presso la discoteca Frederik on the beach di

Rossano - Cosenza. Angelie alterna le sue performances live alle produzioni in studio

ed è attualmente in studio per registrare una nuova compilation in uscita in questo

mese. Angelie attualmente conduce un format radiofonico (www.househotchart.com) in

onda in diverse radio FM italiane e straniere , webradio e ascoltabile su iPhone con

l’applicazione iTechno.

www.angeliedj.com

j-deejay

Giorgio J-Deejay è nato professionalmente il 6

gennaio alle ore 20.33 ... anagraficamente invece il 2 Maggio del 1985. “ La mia

passione per la musica è iniziata sin da piccolo - dice - una gavetta di dieci anni, tre

dei quali trascorsi ad organizzare feste private e compleanni. Poi, grazie alla spinta

di alcune persone che credevano nelle mie capacità, sono approdato allo ZERO

DISCO VILLAGE, dove sono rimasto un’intera stagione. Per i seguenti tre anni,

ovvero il 2004, 2005, 2006, sono stato dj set al Baladì di Torre San Patrizio, locale in

cui ho proposto il genere musicale che maggiormente preferisco: l’house e l’

elettronika... esperienza che ricordo con grandissimo piacere sia per la risposta più

che positiva del pubblico alla mia musica quanto per staff affiatatissimo che si era

formato. Tre anni davvero strepitosi!!! Dal 2007 al 2009 invece ho ripreso a suonare

da solo, facendo soprattutto grandi feste private, in ville o locali presi in affitto non

disdegnando l’offerta di qualche importante concessione balneare: prima fra tutte i

“Bagni Merli” di Porto San Giorgio nella quale ho lavorato per l’intera stagione. Nel

futuro... qualche locale importante...”

RICCIONE

ITALY

deejay

SHARON MAY LINN

OLTRE AD AVER LAVORATO CON DIVERSE

FORMAZIONI COME CANTANTE DI COVERS DALLA

DISCO ’70-’80, ALLA MUSICA BLACK (SOUL E R’N’B),

AGLI EVERGREEN BLUES E JAZZ, DAL 1996

COMINCIA LA CARRIERA DI VOCALIST HOUSE IN

MOLTEPLICI CLUB IN TUTTA ITALIA. INIZIALMENTE

COME CORISTA MA POI COME SOLISTA, SHARON

VANTA UNA LUNGA CARRIERA FATTA DI

TANTISSIMA ESPERIENZA LIVE, POTENZIANDO LA

SUA VOCE CALDA E NERA E RAGGIUNGENDO

LIVELLI ALTISSIMI DI INTERPRETAZIONE. LE SUE

ESIBIZIONI SI DIVIDONO TRA CONCERTI LIVE DI

COVERS (SOUL, BLUES, JAZZ, POP E ROCK) E

PERFORMANCES COME VOCALIST FREE-STYLE

NEI CLUB E NELLE DISCOTECHE DI TUTTA ITALIA.

CON LA NOTORIETÀ NEGLI AMBIENTI HOUSE

EUROPEI ACQUISITA GRAZIE A MOLTEPLICI

COLLABORAZIONI DISCOGRAFICHE CON VARI

DJ’S E PRODUTTORI, SIA COME CANTANTE CHE

COME AUTRICE, LE PERFORMANCES SI

ESTENDONO ANCHE NEI CLUB ALL’ESTERO,

COME IN INGHILTERRA, IBIZA, MESSICO,

POLONIA, GERMANIA, SPAGNA, OLANDA,

MONTECARLO, RUSSIA, ROMANIA ED ALTRI

ANCORA.

NETHERLANDS

vocalist-singer


I progetti discografici più recenti sono :

*Supacupa con Alex Gaudino e Nari “ Keep movin’ on” *Supacupa con Alex

Gaudino e Nari “ Singing la la” Lil’ Love con Alex Gaudino e Jerma “ Little love”

Con Alex Gaudino scrive “Destination unknown” interpretato dai famosissimi

Crystal Waters, recentemente remixata è diventata la hit internazionale “ Destination

Calabria”. Nel 2006 è uscito “ Sunshine” scritto e prodotto con i Wawa,

noto duo di dj’s e produttori polacchi, e che include una

version di Jerry Ropero. Sempre nel 2006 è stato

stampato “ Head over heels”, come progetto Blu

Lipstick, contenente una versione di Alex Gaudino

inserito sulla nota compilation HED

KANDI (UK). Nel 2007 in

collaborazione con

Sergio D’Angelo,

Sharon scrive e

produce


“IGot

Fever uscito su

Lemans records (Germania)

e al quale hanno partecipato i

Wawa con ben due versioni.Sempre

con D’Angelo e la collaborazione di

Cucky dj, su Equal rec (Italia) esce un

prodotto raffinato in stile soulful: “ Don’t

keep me hanging on”. Altra proficua

collaborazione è quella con Cristian Marchi:

il risultato è Saudage Project ft. Sharon May

Linn “ Love’s Gonna Get You”. Ultimi lavori

degni di nota sono: la collaborazione con dj e

produttore francese Dim Chris per la "colonna

sonora" ufficiale del fenomeno tutto d'oltralpe

Tecktonik, il brano “ No Sucker” su EMI. Di nuovo

su Equal records in uscita “ Scent of summer nights”

con gli Unisonofx. Grande novità è il ritorno degli FPI

Project di cui Sharon è oggi voce ufficiale: in uscita

doppio cd FPI collection con un brano inedito " So

Everybody" creato proprio da questa recente unione!

Gli ultimi brani a cui Sharon ha lavorato sono con il progetto

cover Lovematic con " Send Me An Angel" e " There's Something

Going On". Con i Lovematic già nella colonna sonora di GOMORRA

con il brano " I Feel The Love". Un' ulteriore collaborazione è stata con i

produttori Stefano Silvestri e Dino Maggiorana (aka Phunk Investigation) come White

Shoes con " Show Me The Way" e in uscita con " No Control". Prestigiosa

collaborazione anche con The Cube Guys con il brano " Love" e "Passion" e in

lavorazione. Novità! In lavorazione un brano con top producer Cristian Marchi,

nonché con Airplane recs producer Federico Scavo. A livello di collaborazioni

internazionali continua quella ormai assodata con i Wawa e ora una nuovissima con il

produttore russo Danila su etichetta Wazzup.

Sharon è davvero un portento…le sue esibizioni sono davvero straordinarie…una vocalist tra

le più aprezzate al mondo… rimanete sintonizzati….è pura energia...parola di Jack


LIFE CLUB

it’s fashion

Magico

winter 2009/10

,

, musica e

tanto

360° Movida

moda

glamour

TORINO

ITALY

Trasformazioni, evoluzioni,

energia e movimento,

quattro elementi in una

atmosfera sofisticata e

innovativa La “Discoteca Life

Club di Torino”

La discoteca "Life Club" di Torino, è oramai da 5 anni

parte integrante e fondamentale della movida notturna

torinese. E' collocata ai confini del meraviglioso parco

del Valentino e si affaccia su C.so Massimo D'Azeglio,

location che permette sia di raggiungerla in modo

piuttosto semplice dalle principali arterie della zona,

sia di trovare parcheggio abbastanza facilmente.

Il locale si articola in un unica grande sala divisa su

due livelli, con al piano basso la pista, il bar principale

e tutti gli originali divani color cioccolato, ed al piano

alto l'elegante bar superiore e l'imponente e super

tecnologica consolle Dj e luci. Ed è proprio questa

ultima il cuore e l'anima del Life intorno alla quale

nasce e cresce la filosofia stessa del locale: la

consolle, perché é solo con la musica, la qualità del

suono, la brillantezza delle luci e la varietà dei giochi

di colore che riusciamo a creare delle fantastiche

serate, qualunque sia il genere musicale trattato, che

sia esso house, elettronica, revival, o latino; ed è solo

così che si riesce a trasmettere qualcosa di unico alle

persone che vengono per divertirsi e dimenticare per

qualche ora i problemi della routine di tutti i giorni.

Aperta dal Venerdì alla Domenica, al Life si alternano

pubblici diversi dai 18 ai 35 anni circa a seconda del

tipo di serata, ed è anche possibile ascoltare le

prestazioni sonore dei migliori artisti italiani ed

internazionali che regolarmente si recano a suonare

da noi. Infine non possiamo non sottolineare come la

continua ricerca della miglior qualità possibile del

servizio e del prodotto a 360°, e l' esperienza di questi

anni, abbia portato la direzione del locale a creare

degli avvenimenti assolutamente unici non solo per il

palcoscenico di Torino, ma probabilmente in

anteprima in Italia. Ci riferiamo alla serata denominata

"HQM" Hight Quality Monday, nella quale si fa incetta

non solo di artisti di ogni genere, ma anche di arredi

speciali, di scenografie e costumi studiati e realizzati

apposta sul tema della serata, dove l'eleganza,

l'atmosfera e la magia dei suoni e dei colori vi

lasceranno senza parole. Una serata studiata

finalmente per un pubblico esclusivo e ricercato che

aveva perso il piacere di trascorrere una serata in

abito da sera all'interno di un grande salotto ed

immerso in un vero e proprio sgargiante spettacolo.

Tutto questo è il "LIFE”

Ragazzi ... lasciatevi

avvolgere dalle poderose

fauci della notte ...

parola di Jack!

Orario di Apertura:

Venerdi dalle ore 00:00 alle 4:30

Sabato: dalle 00:00 alle 4:30

Domenica 21:00 dalle 2:00

Prezzo: 15.00 (uomo) 10.00(donna)

Info per Pernotazioni: +393388402758 +393311957844

www.lifedisco.to.it

discoteca

CLUB ZEN

Season

2010

PORTO SAN GIORGIO

FERMO_ITALY

CAFE’

Florian

P.S.GIORGIO

ITALY


A REMIX

MANIFESTO

Che senso ha la proprietà

intellettuale nell'era del peer-topeer

e del file sharing, di Napster

e di Torrent Se lo domanda Brett

Gaylor il regista di "Rip! A remix

manifesto" il documentario

presentato in anteprima al Torino

Film Festival e proiettato il 23

novembre su Cult, il canale 131 di

Sky che parla della biografia di Girl

Talk, all'anagrafe Gregg Gillis, dj e

musicista statunitense specializzato

in mash-up. In altri termini Talk

realizza le sue composizioni (ad

oggi ha pubblicato quattro album,

l'ultimo dei quali - Feed the animals

- si è guadagnato il 24esimo posto

nella top-50 2008 della rivista

Rolling Stone) rubando frammenti

da una dozzina di brani musicali per

volta di altri autori, li riversa su

software Adobe Audition o

AudioMulch, li campiona, per poi

mescolarli fino a dar vita a una

nuova traccia inedita. Senza pagare

un cent di diritti d'autore. Riluttante

al copyright per scelta, Talk nel film

spiegherà le ragioni per cui il furto

di musica fatto in un certo modo

oggi è da considerarsi legittimo. Il

regista sosterrà la sua posizione

interpellando anche Lawrence

Lessing, noto professore di legge

all'Università di Stanford impegnato

contro il diritto d'autore. Il furto

intelligente nel mondo dell'arte, è

una posizione sostenuta a più

riprese - forse con modi più raffinati

- anche dal regista di casa nostra,

lo straordinario Mario Monicelli. " Lei

ha rubato parecchio ” gli chiese

Vittorio Zincone in una celeberrima

intervista pre-festival di Venezia

2009. " Certo ", rispose. "Io e tutti gli

sceneggiatori con cui ho lavorato.

Suso Cecchi D’Amico è una che ha

letto tutto il leggibile. Sapeva tutto.

Prendavamo da Flaubert, da Gogol,

da Maupassant. Per rubare bene" ,

ammonisce il regista, "bisogna

conoscere". ... “ libertà di accedere

a tutte le informazioni è la questione

del nostro secolo” ... by Jack

Gregg Gillis

E’storia recente quella di Gregg Gillis in arte Girl Talk, il rapper/deejay che porta

in tournee i suoi mash-up, accompagnandosi solo con laptop, voce e tanto

sudore. Ce ne parla Goodfellas:“Un misterioso Gregg Gillis che incide per

etichetta Illegal Art, dj sui generis e ‘responsabile’ cospiratore negli ambiti

mediatici più alti. Feed The Animals è uno di quei classici dischi capaci di

sconvolgere il vostro fine settimana. Un party album destabilizzante al quale

sono invitati. loro malgrado, Sinead O’ Condor (una taglio pitchato di ‘Nothing

Compares To You’), i Twisted Sister di ‘We’re Not Gonna Take It’ , la Avril Lavigne

di ‘Girlfriend’ ed i Procol Harum di ‘A Whiter Shade Of Pale’. Un lavoro che di

base incamera movenze r&b ed electro, partendo spesso e volentieri per la

tangente con un arte del campionamento spettacolare. Del resto è emblematica

l’immagine di Gregg chino sul suo computer, un performer nato oseremmo dire.

Un microfono, un laptop maltrattato ed il suo look che non ammette repliche: un

bianco dalla barba incolta, dall’occhio spiritato e parzialmente nudo. Una

concatenazione di sublimi atti vandalici (in musica).


L’ASD RUGBY CLUB

SAMBENEDETTESE

“ E’ nata dalla passione di un gruppo di amici per il gioco del Rugby. La condivisione di valori quali l’amicizia,

la lealtà, il coraggio, il rispetto per l’altro hanno attratto, stagione dopo stagione, un foltissimo gruppo di

ragazzi - ci dice Claudio Della Ventura cotitolare della Beauty Services con Stefano D’Ercoli e sponsor

della ASD RUGBY - ma anche genitori, amici e sostenitori. Attualmente la società conta oltre 150 giovani

tesserati e ben 5 formazioni che partecipano ai rispettivi campionati. Oltre alla Seniores, che gioca nel

girone 1 del Campionato Regionale di Serie C, abbiamo l’Under 18, che è l’unica squadra nelle Marche che

gioca nel Campionato Under 18 Elite interregionale (Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, San

Marino), l’Under 16 con un gruppo di quasi 40 ragazzi tesserati (la squadra con più giocatori della regione),

e le neonate Under 14 e Under 12 che giocano i loro campionato a concentramenti regionali. L’ASD Rugby

Club Sambenedettese ha scelto di investire la maggior parte delle proprie risorse nel settore giovanile, nella

considerazione che i giovani rappresentano il futuro e che garantendo loro un contesto sociale sano,

potremo contare su una società migliore. Non pochi ragazzi si sono avvicinati alla nostra realtà e,

nonostante condizioni di disagio familiare e sociale, non sono caduti nella trappola della devianza e delle

dipendenze. Lavorare con i giovani presuppone una metodologia istruttiva, che si basa su delle parole

chiave che sono: consapevolezza, aggressività, contatto, frustrazione, gioco, grounding.

L’aggressività nel senso stretto della parola non ha nulla a che fare né con il sadismo né con la distruzione.

La parola deriva dal latino e significa “camminare verso”. Ogni manifestazione positiva di vita è aggressiva.

L’aggressività è la manifestazione vitale della muscolatura, del sistema del movimento.

La gestione dell’aggressività e del contatto nelle varie forme come esperienze fondamentali nello sviluppo

della personalità del bambino/a e, presupposto per una attiva e responsabile vita di relazione.

Gli strumenti sono: le esercitazioni e giochi di contatto oculare vocale e corporeo con finalità di gestione

dell’agressività; giochi di lotta individuali e giochi di lotta di gruppo; gioco del rugby con le sue regole

fondamentali; esercitazioni e giochi stimolanti la conoscenza delle parti del corpo e delle funzioni vitali (es.

respirazioni); esercitazioni e giochi stimolanti l’apprendimento e la strutturazione degli schemi motori di base

(strisciare,arrampicarsi, rotolare…). Noi crediamo che lavorare con serietà e professionalità - conclude

- porti risultati sportivi e umani significativi, e siamo fieri di essere diventati una società che è un

punto di riferimento per squadre, giocatori, accompagnatori e dirigenti.


Claudio

Sostegno, solidarietà, coraggio, costanza e passione sono

valori della vita come del rugby. Aggiungici divertimento e

soddisfazione e non resta che venire a provare . siamo certi che il

rugby conquisterà anche il tuo CUORE!

new

PER LA TUA PUBBLICITÀ:

339.1309721

in uscita

SAN BENEDETTO DEL TRONTO

ITALY

newMUSIC & SPORT

generation

di Roberto Baldassarri

MANGIANDO E IMPARANDO-M&I

leader nel settore dei Team Building culinari, ha messo il grembiule e ai fornelli la

nazionale neozelandese di rugby, i famosi All Blacks, in un’attività di team building

ideata da Lula Pedroni, trainer responsabile e fondatrice di M&I.Proprio questo è

successo l’11 novembre 2009: per una sera 5 rugbisti degli All Blacks si sono

cimentati in provetti chef grazie a Mangiando e Imparando-M&I! Una serata

decisamente unica nel suo genere ed entusiasmante per il clima gioviale e sportivo

che si è creato: l’evento infatti è stato organizzato con un format che ha coinvolto

tutti i presenti grazie al team building sviluppato ad hoc per l’occasione da

Mangiando e Imparando – M&I e selezionato tra il suo cappello di proposte

formative. Il gioco scelto è stato improntato sull’aspettativa e rientra nel format

ideato da Lula Pedroni “Sarai estratto anche tu” e fa parte della collaudata e ricca

offerta per le aziende e che ha come scopo l’ affinare la capacità di team work.

www.donnaimpresa.com 89


di

PIO FILIPPO

Napoli _ Italy

Tra le spire dell'orgoglio

..frammenti di passione

trattenuti prigionieri

tra le spire dell’orgoglio...

...lacrime non versate

s’insinuano nel profondo,

per un lago d’amarezza..

...incomprensioni e dolori,

onde violente

sugli argini dell’anima...

...trascinano al largo

tra acque profonde

di rabbia e sofferenza...

...dal passato, una parte,

in richiamo dagli abissi,

ha da esser revisionata...

...passioni spezzate,

andate indimenticate,

tra rabbiosi ostacoli...

...in apnea sommersa mente

cerca strada vanamente,

tra ragionamenti senza uscite...

...potenti battiti del cuore,

echeggino sonorità ancestrali

e il pensiero, rapito, è impotente...

...fantastiche percussioni,

la mente non si oppone,

e vicina è nel perdono...

...passione più forte del tempo,

e suoi ricordi e dolori,

che pian piano, diviene ruscello...

...poi torrente, fiume furioso,

cascata dirompente,

travolge resistenze come niente...

…ora senza ragione, s’acquieta

in un profondo mare d’amore,

il vecchio arso deserto del cuore.

Pensieri in libertà.

Il corpo, il cuore e l’anima delle donne.

La donna non dice quello che

vorrebbe. Non dice neanche

quello che dovrebbe. E l’uomo

tenta il metodo delle estrazioni

del lotto. Il problema è che i

numeri che girano nell’urna sono

90, il numero giusto di ogni

donna è solo uno. E spesso, è

un numero decimale illimitato

non periodico, e nei 90 numeri

dell’urna manco c’è.

Ho incontrato la tua fronte quella sera,

si imponeva sulla tua persona mentre camminavi senza fretta

e sembrava che contassi ogni ciottolo della strada. L’aria era

ancora tiepida di sole, ma tu continuavi ad alzare il bavero

come se non sopportassi quel poco di vento che ti circondava

il collo. Ti sporgevi in avanti, e sembrava che ad ogni passo

vedessi sul selciato qualcosa di molto più interessante di ciò

che ti stava intorno. Ti ho incontrato stringendo le palpebre per

correggere la miopia, ma avevi già voltato il viso verso il

bosco. Ogni giorno eri li su quella strada bagnata dal sole, ti

scorgevo a stento quando ti fermavi nel silenzio del

pomeriggio mentre il vento chiacchiera con le foglie. E alzavi il

bavero stringendo le spalle. Guardavo e chiudevo gli occhi

cercando di immaginare il contenuto dei tuoi che correvano

cauti sul selciato al confine dell’ orizzonte. Era come se ogni

lieve rumore attirasse la tua attenzione e volgevi il viso in ogni

direzione interrogando il silenzio, non guardavi mai il cielo.

Una notte ti sei fermato sotto la luna . Potevo vedere la tua

fronte bianca di luce. E i tuoi occhi spalancati. E il tuo collo

scoperto. Sembravi il ritratto di un poeta e io divertita ti

opera di Selçuk Aklın

VirGy

Noi Donne,

divine creature,

diamolavitaela

sentiamo crescere

dentro di noi,

esseri dotati di una

forza superiore,

capaci di

risollevarci da

terra, spiccare il

volo, rinascere e

RICOMINCIARE..

STEFANIA

Rimondi

immaginavo alzare il palmo verso il cielo domandando l’ ispirazione. Il tuo mondo visto da quella

finestra buia che dominava il colle non sembrava chiederti poesia. Era ancora il sole a colorare

quella via che non ha più visto la tua fronte, tu non cammini più su questa strada. Mi hai permesso di

resistere al freddo immaginando di ripararmi sotto a quel bavero, di seguire fiduciosa la tua ombra

per nascondermi. Chiedendo ad ogni sguardo la ricchezza del tuo. Pretendendo che ogni fronte

portasse il segno della luna ,ti ho cercato in ogni mio incontro. Di te mi restano le parole mai sentite

nel silenzio e un ricordo antico e intenso di uno sguardo che non si è mai rivolto a me... Con

passione sento ancora il suono dei tuoi passi coltivo la dolcezza di un sorriso che è tuo. E dedico

ogni accendersi della mia luce a quel viso intento sulla strada. Quando ti ritroverò sarà per sentirmi

dire che non ho sbagliato....

di Valeriana Mariani

www.donnaimpresa.com 90

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