La fragilità dell'anziano - Sistema Nazionale Linee Guida

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La fragilità dell'anziano - Sistema Nazionale Linee Guida

SNLG-Regioni – La fragilità dell’anziano

Malattia

Depressione

Demenza

Ambiente

Farmaci

Sottonutrizione

cronica

Malattie

Farmaci

Alterazioni neuroendocrine

e immunitarie età-correlate

Riduzione del consumo

totale di energia

Sarcopenia

Malattia

Depressione

Dolore

Timore di cadute

Riduzione

dell’attività

Disabilità

Riduzione

velocità di marcia

Diminuzione

del metabolismo

a riposo

Immobilità

Riduzione

della forza

Peggioramento

dell’equilibrio

Dipendenza

Cadute

e traumi

Figura 2. Ciclo di induzione della fragilità

Lo stress, acuto e cronico, la depressione, i bassi livelli di attività o la diminuzione dell’apporto proteico

e di micronutrienti nella dieta, possono scatenare e accelerare la fragilità (Fried 1999).

Per Strawbridge (1998), altre concause di fragilità sono: isolamento sociale, abuso di alcoolici, fumo,

malattie croniche e polifarmacoterapia. Infatti, a causa delle minori risorse adattative, i trattamenti

farmacologici consentono una finestra terapeutica più ristretta (Beers 1991). Il progressivo intreccio

di questi elementi comporta una sempre maggiore differenziazione fra gli individui, rendendo la

persona sempre più unica con l’invecchiamento e parallelamente complica la ricerca di strumenti

standard di valutazione (Ham 2002). Se clinicamente è possibile sospettare una situazione di fragilità,

resta problematica la sua definizione in termini rigidamente biologici.

Fried (2001) propone una definizione operativa, utile sia al riconoscimento della fragilità sia

all’individuazione di un progetto di cura, configurando un “fenotipo fragile” caratterizzato da

cinque punti:

• perdita di peso (maggiore di 4,5 Kg. nell’ultimo anno);

• affaticamento (fatica in almeno 3 giorni/settimana);

• riduzione della forza muscolare (hand-grip) (

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