News Architetti N° 25

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News Architetti N° 25

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DICEMBRE 2006

F O R M E E

COLORI PER

L’ EDILIZIA

news

NUMERO VENTICINQUE

questo numero

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Editoriale

Il futuro dell’architettura

I vincitori del

Premio Nardi 2006

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Primo Piano

Realizzazione:

Torre 7WTC a New York

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News

Mostra Tornquist,

MERTRALib

www.metra.it

www.finestremetra.it

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IL FUTURO DELL’ARCHITETTURA

Nell’ambito della cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Nardi 2006, sponsorizzato

da Metra, la lecture dell’architetto Vittorio Gregotti ha stimolato un vivace dibattito.

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In una sala gremita di studenti e alla presenza dei giornalisti delle più importanti testate di

architettura, si è svolta il 30 novembre scorso presso il Politecnico di Milano la cerimonia di

premiazione del Premio Guido Nardi 2006 intitolato “Alluminio e…”.

Al premio, istituito nel 2004 dal Dipartimento BEST del Politecnico di

Milano per onorare la memoria del prof. Guido Nardi, sono pervenute

14 tesi di laurea e 2 tesi di dottorato da atenei di tutt’Italia: Politecnico

di Milano, IUAV Venezia, Facoltà di Architettura di Firenze, Università

La Sapienza di Roma, Politecnico di Torino, Facoltà di Ingegneria di

Roma. A testimonianza che il Premio ha forte risonanza e rappresenta

un riconoscimento di valore.

Un dibattito a più voci ha animato l’evento, grazie ai molti spunti lanciati

dall’architetto Vittorio Gregotti nel corso della sua lecture “L’architettura

nell’epoca dell’incessante”. Si è parlato di architettura in quanto

arte, e come tale portatrice di valori di eternità, ma contemporaneamente

anche della sua stessa negazione dovuta al suo

“sciogliersi” oggi in attività collaterali quali il marketing urbano

e immobiliare. Architettura quindi condizionata dalle regole

del mercato, condannata a diventare “prodotto”, ma anche

portatrice di un ruolo strategico attraverso possibili coinvolgimenti

a più livelli, da quello politico a quello ambientale.

Architettura alla quale si chiede infine un ruolo sociale, diventando

“arte che serve uno scopo, che è quello dell’abitare”.

E sul “fare” quotidiano, sul difficile lavoro in cantiere, sull’impegno di chi fornisce gli strumenti

a quanti si dedicano alla progettazione, si è inserito l’intervento del dottor Bruno Bertoli,

Presidente Metra. Mentre sullo schermo sfilavano importanti lavori realizzati in collaborazione

con lo Studio Gregotti (dal Palazzo Siemens, al Centro Direzionale della Banca Lombarda

di Brescia, alla sede del Corriere della Sera, al Pirelli Headquarter e molti altri), Bertoli

ha voluto sottolineare l’investimento che Metra da sempre finalizza alla ricerca, al rapido

avanzamento tecnologico, all’ampliamento del parco macchine con l’introduzione di presse

fino a 6050 t, in grado di estrudere profilati di alluminio di grandi dimensioni per rispondere

alle esigenze dell’architettura contemporanea. Senza mai perdere di vista un attento rigore

sia sul fronte della qualità dei prodotti sia della competenza della rete commerciale. Bertoli

ha quindi citato la recente riorganizzazione logistica e in particolare il caso del Lazio,

dove giovani laureati in architettura e ingegneria sono stati inseriti nella nuova rete commerciale:

veri consulenti in grado di interagire con i progettisti per sostenerli con professionalità

nella scelta delle soluzioni migliori. Su questo tema in particolare si sono trovati unanimemente

concordi tutti i relatori: ovvero l’individuazione del ruolo nuovo e strategico delle aziende leader, in grado di fungere

da trait d’union con il mondo della progettazione.

1 L’intervento del Dott. Bruno Bertoli, Presidente Metra 2 da sinistra l’Arch. Vittorio Gregotti e il Dott. Bruno Bertoli 3 I vincitori del Premio con il

Dott. Bruno Bertoli, il Dott. Cesare Muccio e la Prof. Anna Mangiarotti, del dipartimento B.E.S.T. 4 Il numeroso pubblico presente alla cerimonia

di premiazione 5-6-7 alcuni momenti della premiazione

I vincitori del Premio Nardi 2006

editoriale

Sulla base della qualità delle tesi presentate la giuria, presieduta dall’architetto Vittorio Gregotti, ha voluto assegnare, oltre ai tre

premi previsti dal bando di concorso, anche due menzioni speciali.

- 1° Premio alla tesi di: Diego Quadrelli, Giulio Sovran e Michele Spreafico – “Museo della grande guerra in Ortigara”. Relatore:

Prof. Emilia Costa; Correlatore: Prof. Marco Pellaio - Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile;

- 2° Premio alla tesi di: Fulvio Zorzi -“CDF+. Componente dinamico per facciate”. Relatore: Prof. Marco Sala; Correlatore: Ing.

Andrea Mafezzoni - Università degli Studi di Firenze;

- 3° Premio alla tesi di dottorato di: Annarita Cornaro: “Materia, tecnica e finzione nell’architettura giapponese. Percorsi di ricerca

paralleli nella tradizione del legno e nella contemporaneità dell’alluminio”. Tutors: Prof. Arch. Luigi Gazzola, Prof. Arch. Lucio

Valerio Barbera, Prof. Hiroyuki Suzuki - Università degli studi di Roma “La Sapienza” – Prima Facoltà di Architettura di Roma

“Ludovico Quaroni”;

- Menzioni speciali alle tesi di:

* Valentina Carli – “SFMR nell’area metropolitana veneta diffusa”. Relatore Prof. Angelo Villa – Correlatori: Arch. Luca Guoli e

Arch. Ermes Martinelli – IUAV;

* Stefano Diomelli - “Parentesi di luce”: proposta di un sistema schermante”. Relatore: Prof. Marco Sala; Correlatori: Arch. Lucia

Busa e Ing. Antonino Latino - Università degli studi di Firenze - Dipartimento Pierluigi Spadolini.

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Torre 7 World Trade Center - New York (USA)

Ground Zero

2Primo

PianoLo skyline

di New York annovera un altro

grattacielo. È completamente vetrata la torre

7 WTC, la prima delle sette in costruzione

nell’area devastata dall’attentato terroristico

dell’11 settembre 2001.

A cinque anni di distanza dal tragico incidente,

che distrusse le Torri Gemelle del

WTC e danneggiò irreparabilmente alcuni

edifi ci adiacenti, Manhattan si sta riappropriando

dei suoi simboli urbani: i grattacieli.

E’ stata infatti recentemente terminata

la prima delle sette torri che verranno costruite

nell’area di Ground Zero, e che è

stata progettata dallo studio di architettura

newyorkese Skidmore, Owings & Merill.

La torre 7 WTC, se da una parte rappresenta

un simbolo di rinascita, dall’altra

ha rivoluzionato positivamente lo standard

edilizio di New York. Il nuovo grattacielo,

di 52 piani e 158.000 metri quadrati di superficie

complessiva, è stato realizzato con

un metodo, che ha previsto la costruzione

della struttura in acciaio della

torre prima del suo nucleo

in calcestruzzo strutturale; ciò

ha consentito di ridurre i tempi

di esecuzione di oltre un

mese grazie alla stretta collaborazione

fra tutti gli operatori

coinvolti nella costruzione

che si è rivelata vincente

tanto da essere adottata da

Silverstein Properties Inc., la

società immobiliare proprietaria

dell’area, dando il via libera all’impresa

di costruzioni Tishman Construction Corp,

anche per realizzare la Freedom Tower (541

metri di altezza) sulla Vesey Street, il cui progetto

definitivo porta la firma dello statunitense

David Childs. Alla base del successo di

questa metodologia vi è una progettazione

meticolosa, nonché grande coordinamento

e interrelazione fra tutti i principali appaltatori,

nonché il buy-in da parte delle varie categorie

edili, in particolare i carpentieri. Realizzando

per prima la struttura in acciaio, è

possibile gettare il calcestruzzo all’interno di

un’intelaiatura protettiva. E’ questa una tecnica

sicura che riduce il più possibile l’esecuzione

dei lavori in quota. Posando l’acciaio

per primo è possibile anche iniziare subito la

tamponatura. Si tratta di un approccio più sostenibile,

perché le casseforme di ripresa autosollevanti

utilizzate per il nucleo di cemento

sono riutilizzabili. Sono proprio queste ad

aver fatto la differenza nei confronti del sistema

manuale, in quanto hanno dimezzato

i tempi di completamento del singolo piano.

Questa metodologia che è già stata utilizzata

alla fine degli anni sessanta per la costruzione

di due torri è stata ripresa recentemente

per altre due. Ma per nessuno di questi

edifici sono state utilizzate piattaforme autosollevanti.

Solo la torre 7WTC “è stata progettata

letteralmente intorno a questo sistema

di casseforme”.

La torre (65x52 metri di base), che è adibita

a uffi ci (fra cui quelli della Silverstein Properties

Inc.) ed è completamente rivestita in vetro, poggia

su una sottostazione elettrica inserita nel calcestruzzo. Solo

il nucleo della torre e il “corridoio” dell’atrio penetrano nella

sottostazione. I piani meccanici della torre iniziano 24

m sopra il livello del suolo, mentre il primo piano per uffi -

ci è situato a un’altezza di 38 m. La sottostazione e la torre,

progettate e gestite dalle stesse imprese, hanno le fondazioni

in comune. I muri centrali della torre trasferiscono i

carichi a cassoni dai 4,5 ai 6 m sotto la falda freatica. I lavori

alla torre per uffici non sono cominciati fino a quando

non è stata completata la sottostazione, nell’ottobre 2003,

in quanto la posa dell’acciaio doveva seguire questa struttura.

Dopo il completamento della sottostazione, le squadre

di carpentieri hanno spostato le gru utilizzate in fondazione

ed eretto pilastri di acciaio incassati intorno al vuoto del

nucleo della struttura. Quindi i lavori di carpenteria sono

stati bloccati per circa un mese per consentire di approntare

le casseforme autosollevanti.

Una volta inserita la cassaforma, il ciclo per realizzare un

piano in quattro giorni ha avuto inizio con l’installazione

della struttura in acciaio a cui sono seguiti: la copertura

metallica con rivestimento superficiale in calcestruzzo; il

getto delle pareti di taglio del nucleo e delle solette; il trattamento

antincendio dell’acciaio e quindi le tamponature,

i lavori elettrici, meccanici e idraulici, gli ascensori e gli interni.

L’esecuzione delle pareti di taglio è iniziata quando

la struttura in acciaio era arrivata a quota dell’ottavo piano

e il calcestruzzo era stato gettato sulla copertura metallica

qualche piano più in alto. La torre 7WTC è il primo grattacielo

di New York ad aver ottenuto la certifi cazione LEED

Gold dall’U.S. Green Building Council, l’organizzazione di

imprese edili che promuove la realizzazione di costruzioni

ecosostenibili, ed è uno dei più ecologici degli Stati Uniti.

Questi i parametri di valutazione che hanno consentito il

conseguimento della certificazione: la realizzazione di un

giardino pubblico di circa 1500 metri quadrati; la tecnologia

avanzata del vetro extrachiaro che cattura più energia

solare e più luce naturale (90%); la qualità dell’aria indoor

ottenuta attraverso l’installazione esterna di sistemi di ventilazione

con filtri ad alta efficienza; il risparmio energetico


iparte da sette

grazie all’apporto di nuove tecnologie fra cui un generatore

a turbine a vapore, ventilatori a velocità variabile e sistemi

di regolazione della luce naturale; risparmio dell’acqua,

utilizzando quella piovana per il raffrescamento dell’edifi

cio e l’irrigazione del giardino pubblico; riduzione

dello smaltimento dei rifi uti grazie all’utilizzo, per il 75%

del totale, delle macerie da costruzione e di materiale di riciclo,

in particolare acciaio; ridotto inquinamento dell’aria

per l’utilizzo di carburanti verdi e filtri particolari per i macchinari

da cantiere.

Il sistema di facciata

Fase di montaggio delle cellule vetrate

ai primi piani della torre

L’involucro vetrato del grattacielo 7 WTC è stato concepito

per essere interattivo con l’ambiente circostante: di giorno

rifl ette le diverse sfumature luminose captate dal cielo e

dagli edifi ci vicini, di notte invece diventa un faro grazie

ai proiettori led posizionati al suo interno. La facciata continua

è stata appositamente progettata dalla divisione Bleu

tech di Permasteelisa USA (Canada) con intelaiatura in alluminio

estruso, realizzata con profi lati su disegno Metra,

verniciata color argento sia all’interno che all’esterno.

Questo sistema di facciata continua modulare comprende

una parte visiva e una parte cieca, realizzata con un pannello

composito in acciaio inossidabile ondulato. La parte

visiva in vetro è sigillata con silicone strutturale sui 4 lati.

Il pannello cieco è leggermente incurvato all’interno (con

un raggio di 9 metri) ed è ricoperto al 60% dal vetro trasparente

superiore in aggetto, che crea un effetto “scatola

d’ombra”, con apertura sul fondo. L’ondulazione del pannello

sottofi nestra, in acciaio inossidabile con fi nitura lucida,

è orizzontale, con una inclinazione negativa, e rifinita

alla base con un rifl ettore in acciaio inossidabile blu 316L

fuso. I pannelli della facciata continua dell’angolo esterno

sono ad angolo ottuso di 110 gradi o ad angolo acuto di

70 gradi, e il montante d’angolo è interrotto tra la soletta e

il soffitto per accentuare l’effetto incassato del pannello sottofinestra.

La facciata continua presenta le seguenti caratteristiche

principali:

- Il vetro trasparente si estende sul fondo e si sovrappone

per 600 mm alla parte superiore del pannello cieco in acciaio

inossidabile che si trova sotto. Il vetro nella parte visiva

è disposto in configurazione dall’esterno all’interno sotto

il livello della soletta quando si sovrappone al pannello sottofinestra.

La transizione in corrispondenza del punto in cui

il vetro va dall’interno all’esterno avviene tramite una guarnizione

compressa orizzontalmente applicata alla superfi -

cie 4 del vetro (superficie interna). Questo pannello trasparente

è supportato alla base da un angolo in acciaio inossidabile

con fi nitura 4. In genere, per chiudere un piano,

si sospende dalla soletta superiore un pannello modulare

e gli elementi verticali (montanti) lavorano in tensione. Per

il sistema del 7WTC, il montante lavora in compressione

perché il pannello è ancorato alla soletta del piano dove il

pannello chiude lo spazio. Il giunto tra i pannelli di facciata

è stato spostato sopra la parte visiva, di conseguenza si

è reso necessario un dispositivo temporaneo per fissare la

parte superiore del pannello della facciata continua fino all’installazione

del pannello sovrastante.

L’elevato livello dei requisiti richiesti relativamente alle prestazioni

termiche e di tenuta all’aria ha presentato non pochi

problemi in considerazione di queste particolarità.

Il vetro trasparente ha le seguenti caratteristiche:

- vetrocamera da 3/16” (30 mm) composto da una lastra

esterna da 3/8” (10 mm) Extrachiara indurita con “coating”

selettivo e serigrafia ceramica grigio opaca media in

faccia 2, intercapedine da 2, 1/2” (13 mm) con canalino

in acciaio inox e lastra interna da 5/16” (8 mm) Extrachiara

indurita. Il sigillante secondario utilizzato è il silicone

grigio. La densità della serigrafia è dell’11,5% e si trova

nella parte superiore del pannello. La serigrafi a è graduata

uniformemente dal basso all’alto e presenta un disegno

composto dal passaggio dalla forma circolare a quella

quadrata.

Sezione assonometrica del sistema di

facciata con le tipologie di vetri utilizzati

IL PROGETTO

Progettista:

Studio Skidmore,

Owings and Merill

llp John Fasanella et

Etienne Racicot –

St. Laurent, Canada

Serramentista:

Bleu tech division of

Permasteelisa USA –

St. Laurent, Canada

Sistema Metra:

Realizzazioni speciali

con profilati a progetto

Finitura: PPG Duranar

Exterior PPG Duracron

– Liquid paint

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JORRIT TORNQUIST: LUCE E

COLORE IN MOSTRA A BRESCIA

4News

Dieci grandi tele (2x2 metri) in cui il colore libera tutta la propria forza espressiva e suggestiva. È

l’impatto delle opere di Jorrit Tornquist su tutto quanto entra nel loro campo d’infl uenza: persone,

ambiente circostante, spazi interni. Come è accaduto durante la mostra allestita dal 12 ottobre al

10 novembre nel maestoso Salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia a Brescia. Le opere esposte,

che testimoniano l’intensa ricerca artistica compiuta dal maestro austriaco, si relazionano con

uno spazio dalla struttura forte senza alcun imbarazzo e senza subirne l’incombenza storica, anche

grazie alla struttura allestitiva realizzata da Metra con il sistema ModulSystem. È questa un’applicazione

fuori standard del sistema, nato per applicazioni industriali, che trova sempre più riscontro da

parte di architetti e designer. La struttura portante, a cui sono appese tramite cavi le tele di Tornquist

(2x2 metri), è composta da moduli quadrati di 4x4 metri realizzati tramite barre e giunti a sezione

quadrata (80x80mm). I progetti cromatici di Jorrit Tornquist, attivo in Italia dal 1964, non si limitano

però solo alle tele, ma includono anche l’ambiente circostante, dalle pianificazioni cromatiche di

contesti urbani agli spazi interni con diverse funzionalità. La sua produzione è fortemente caratterizzata

da una commistione fra arte e scienza, tra spazi di diversa entità: quello intimo dell’opera d’arte

e quello pubblico. L’impianto del Termoutilizzatore ASM di Brescia ne è la testimonianza più eclatante

e ora conosciuta a livello internazionale in quanto vincitore del “Wtert 2006 Industry Award”

per l’efficienza energetica, il rispetto ambientale, ma anche per le soluzioni architettoniche. Esempio

del connubio professionale e artistico che lega da alcuni anni Tornquist

con Metra, che per l’impianto bresciano ha realizzato gli estesi

nastri finestrati. A una diversa scala la mostra allestita nel Salone

Vanvitelliano di Palazzo della Loggia, che è patrocinata dal Comune

e dalla Provincia di Brescia, nonché dalla Regione Lombardia,

mette in evidenza lo scambio relazionale ed emozionale che le opere

di Tornquist instaurano con spazi di diverse dimensioni. È il suo

un lavoro creativo in cui l’impatto colore ha un valore scientifico, ma

anche emozionale, che viene espresso attraverso l’utilizzo di molteplici

tecniche, alcune estremamente personali. Così scrive di lui Gillo

Dorfles ”Ha ampliato la sua produzione dalla mera bidimensionalità

alla conquista d’uno spazio colorato; e soprattutto ha sottolineato

l’importanza d’una presa di coscienza del valore “animico” del

colore; ossia del valore che assume ogni nostra percezione quando

sia posta dinanzi a stimoli cromatici sottilmente calibrati, e impostati

sull’uso di determinati colori usati a seconda della loro efficacia psicologica

e “morale”.

La selezione delle opere esposte a Brescia, testimonia gran parte

del percorso artistico di Tornquist (dal 1972 al 2006), impostato su

continue sperimentazioni di materiali, tecniche e ricerche in grado

di ricreare su diversi supporti la percezione dell’interazione tra luce

e colore. L’anima della sua opera votata da sempre alla studio della

natura.

La nuova versione METRALib

La libreria elettronica di supporto alla progettazione dei sistemi Metra in ambiente AutoCad ha raggiunto la versione 3.0. Gli aggiornamenti

contenuti nella nuova versione riguardano software e contenuto.

Relativamente al software, la libreria è compatibile con Autocad 2006 e Autocad 2007 ed è configurabile in lingua inglese e tedesca sia per

quanto concerne l’interfaccia che per il database. Il contenuto riguarda i cataloghi e gli aggiornamenti sviluppati da Metra fino a fine giugno

2006, nonché tutti i nuovi profilati con le relative classi, accessori e guarnizioni. Grazie alla nuova versione è possibile, ad esempio, ottenere

il gruppo dei telai fissi del sistema NC65STH, visualizzandone la descrizione con peso e classe di appartenenza.

Facendo riferimento al servizio “MetraWebEdilizia” è possibile inoltre conoscere i cambiamenti relativi alle classi di appartenenza dei profilati,

accessori e guarnizioni. La versione 3.0 è una vera e

propria “banca di dettagli” con più di 7400 disegni

in formato dwg tra cui 850 di accessori e guarnizioni,

2100 profilati, 4450 tavole dei cataloghi tecnici, schede

di aggiornamenti, soluzioni tecniche per ogni contesto

architettonico, che viene ampiamente utilizzata da oltre

1100 utenti tra serramentisti (600) e studi di progettazione

(500) che si sono registrati nel sito con password di accesso.

Coordinamento editoriale e art direction www.esprithb.it

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