Palumbo - Rete Pari Opportunita

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Palumbo - Rete Pari Opportunita

Valutazione e questioni di

genere

Mauro Palumbo

Università di Genova


La valutazione nel regolamento

1260/99 capo III

• Art. 40 – Disposizioni generali

• 1 – prevede che l’azione comunitaria sia oggetto di valutazioni ex ante,

intermedia, ex post, , «volte a determinarne l’impatto rispetto agli obiettivi di

cui all’articolo 1 [i noti “obiettivi” numero 1, 2, 3] e ad analizzarne le

incidenze su problemi strutturali specifici»

• 2 – «l’efficacia dell’azione dei Fondi viene valutata in funzione dei d

criteri

seguenti:

• impatto globale sul conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 158 del

Trattato e segnatamente sul rafforzamento della coesione economica ca e

sociale della Comunità

• impatto sulle priorità proposte nei piani e degli assi prioritari i previsti in

ciascun quadro comunitario di sostegno»

• 3 – afferma che la valutazione fa ricorso ai dati raccolti dal sistema di

sorveglianza, eventualmente integrandoli

• 4 – prevede che i risultati della valutazione siano messi, a richiesta, a

disposizione del pubblico.

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Art. 41 – Valutazione ex ante

• 1 – «la valutazione ex ante serve di base alla preparazione dei piani, dei programmi, degli

interventi e del complemento di programmazione dei quali è parte integrante» e rientra nelle

responsabilità dei programmatori

• 2 – Precisa che la Valutazione ex ante «riguarda l’analisi dei punti di forza e di debolezza e delle

potenzialità dello stato membro, della regione o del settore economico» e che «valuta la coerenza

della strategia e degli obiettivi con il contesto di riferimento, , nonché l’impatto atteso, con

eventuale quantificazione dei risultati previsti. Nel seguito sono definiti gli aspetti di cui tener

conto (competitività, innovazione, PMI, occupazione, mercato del lavoro, ambiente, pari

opportunità) e si precisa che comunque deve contenere:

• la valutazione ex ante della situazione socio economica ed occupazionale, in rapporto anche alla

strategia globale di sviluppo delle risorse umane

• la valutazione ex ante della situazione ambientale (attuale e prevista a seguito degli interventi)

• in termini di pari opportunità.

• Il paragrafo aggiunge che «la valutazione ex ante verifica la pertinenza delle modalità di

attuazione e di sorveglianza previste, nonché la coerenza con le politiche comunitarie e la presa

in conto degli orientamenti indicativi di cui all’articolo 10, paragrafo p

3» (gli orientamenti generali

delle politiche comunitarie relativi ai tre macro-obiettivi).

obiettivi).

• 3 – «la valutazione delle misure previste nel complemento di programmazione mira a

comprovarne la coerenza con gli obiettivi degli assi prioritari corrispondenti, a quantificarne gli

obiettivi specifici, nella misura in cui la loro natura lo consenta, nta, ed inoltre … a verificare la

pertinenza dei criteri di selezione».

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Art. 42 – Valutazione intermedia

• 1 – «prende in considerazione, tenendo conto della

valutazione ex ante, i primi risultati degli interventi, la

loro pertinenza e il grado di conseguimento degli

obiettivi. Valuta altresì l’impiego dei fondi, nonché lo

svolgimento della sorveglianza e della realizzazione»

• 2 – Prevede che venga effettuata da un valutatore

indipendente e presentata al comitato di sorveglianza e,

successivamente, alla Commissione, che (par. 3) ne

esamina la pertinenza e la qualità.

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Art. 43 – Valutazione ex post

• 1 – «La valutazione ex post mira a render conto, sulla

base dei risultati della valutazione già disponibili,

dell’impiego delle risorse, dell’efficacia e dell’efficienza

degli interventi e del loro impatto e a consentire di

ricavarne insegnamenti per la politica di coesione

economica e sociale. Essa verte sui fattori di successo o

insuccesso registrati nel corso dell’attuazione, nonché

sulle realizzazioni e sui risultati, compresa la loro

prevedibile durata».

• 2 – è nella responsabilità della Commissione ed è

eseguita da valutatori indipendenti

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La normativa Europea – Reg(CE)

1083/2006

• Art.47

(comma 1) “Le valutazioni sono volte a migliorare

la qualità, l’efficacia e la coerenza dell’intervento dei

Fondi nonché la strategia e l’attuazione dei programmi

operativi con riguardo ai problemi strutturali specifici che

caratterizzano gli Stati membri e le regioni interessate…”

• “Le valutazioni possono essere di natura strategica al

fine di esaminare l’evoluzione di un programma o di un

gruppo di programmi rispetto alle priorità comunitarie e

nazionali oppure di natura operativa al fine di sostenere

la sorveglianza di un programma operativo. Le

valutazioni vengono effettuate prima, durante e dopo il

periodo di programmazione.

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• C. 3 cpv. Le valutazioni sono effettuate da

esperti o organismi, interni o esterni,

funzionalmente indipendenti dalle autorità di cui

all’articolo 59, lett. B) e c) (autorità di

certificazione e di audit). I risultati sono

pubblicati secondo le norme che si applicano in

matria di accesso ai documenti.

• C. 5 La Commissione fornisce orientamenti

indicativi sui metodi di valutazione, comporesi i

parametri di qualità, secondo la procedura di cui

all’art. 103, paragrafo 2.

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Dunque valutatori

• Esperti o organismi

• Interni o esterni

• Per conto di diversi soggetti

• In tutte le fasi

• Con metodologie indicate da eventuali

linee guida

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E anche le questioni di genere …

• Non più asse E

• Non piena trasversalità

• Non chiaro in FESR

• Enfasi sul pieno approccio di

mainstreaming e meno su az. positive

• Dunque rischio di divaricazione tra virtuosi

e non (libertà è responsabilità, ma chi

veglia?)

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Dunque la valutazione

• Più learning che accountability

• Non solo ventilazione per genere

• Andare in profondità

• Trovare i nessi causali

• Ripercorrere tutta la teoria del programma

• Recuperare in linee guida flessibilità

lasciata da Regolamento

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Nel caso del genere:

• Orientamento => formazione => lavoro

• => conciliazione tempi e attività

• => disponibilità servizi di care (persona e

famiglia)

• => disponibilità altri servizi e infrastrutture

• => struttura della FAMIGLIA

• => relazioni tra generi in famiglia e società

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GENDER MAINSTREAMING

IN THE USE OF STRUCTURAL FUNDING

(maggio 2007)

• Roadmap for equality between women and men

• – equal economic independence;

• – reconciliation of work, private and family life;

• – equal participation in decision-making;

• – gender based violence and trafficking;

• – gender stereotypes in society;

• – gender equality outside the EU.

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European Pact for Gender Equality

• promote women's employment in all age brackets and

reduce gender gaps in employment, including by

combating all forms of discrimination;

• – equal pay for equal work;

• – combat gender stereotypes, in particular those related

to the sex-segregated labour market and in education;

• – consider how to make welfare systems more

employment-friendly for women;

• – promote women's empowerment in political and

economic life and women's entrepreneurship;

• – encourage social partners and enterprises to develop

initiatives in favour of gender

• equality and promote gender equality plans at the

workplace;

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segue

• – mainstream the gender perspective into all public

activities.

• – achieve the objectives set at the European Council in

Barcelona in March 2002 on the

• provision of childcare facilities;

• – improve the provision of care facilities for other

dependants;

• – promote parental leave for both women and men.

• – ensure that gender equality effects are taken into

account in impact assessments of

• new EU policies;

• – further develop statistics and indicators disaggregated

by sex;

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Le raccomandazioni del Report per

monitoraggio e valutazione

• Specific tools and indicators to evaluate the (potential)

gender impact of interventions (such as GIA) should be

further developed and diffused, so as to support

Managing Authorities;

• • Qualitative monitoring activities should also be

implemented, to derive lessons of soft issues to be

considered in order to mainstream gender equality in

development programmes;

• • Ex-post evaluations and participative evaluations,

involving a broad range of key stakeholders, should be

carried out to derive indications on how to overcome the

critical aspects arising from the effective implementation

of the planned interventions.

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In aggiunta, aree sfida per la

valutazione:

• Sex-disaggregated data (use of services

and infrastructures)

• Reconciliation of work and family life

(Southern European countries)

• Physical, economic and social

infrastructures (not related to childcare or

elderly care provisions)

• Women’s participation in political life

• Gender SWOT analysis

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segue

• gender budgeting applied to Structural Funds

• Design of specific gender-relevant

indicators

• Limited spreading of gender evaluation for all

phases of the policy process and all policies

• Little development of ‘gender-sensitive’

monitoring systems

• Reinforcement of (common) methodologies

and tools for GIA

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segue

• Recourse to gender training to

personnel engaged in the management of

programmes and selection/evaluation of

projects

• Create an Observatory on gender

mainstreaming in all Structural Funds

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