I sommersi e i salvati
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Venti giorni dopo ho ricevuto un sua lettera di 23 facciate: una tesi di laurea,<br />
insomma, compilata grazie ad un frenetico lavoro di interviste fatte di persona,<br />
per telefono e per lettera. Anche questa brava ragazza, seppure a fin di bene,<br />
era dunque propensa alla Masslosìgkeìt, alla mancanza di misura da lei stessa<br />
denunciata, ma si scusava, con comica sincerità: «avevo poco tempo, perciò<br />
molte cose che avrei potuto dire più in breve sono rimaste com’erano». Non<br />
essendo io masslos, mi limito a riassumere, ed a citare i passi che mi sembrano<br />
più significativi.<br />
amo il paese dove sono cresciuta, adoro mia madre, ma non<br />
riesco a provare simpatia per il tedesco in quanto particolare<br />
tipo umano: forse perché mi appare ancora troppo segnato da<br />
quelle qualità che nel recente passato si sono manifestate con<br />
tanto vigore, ma forse anche perché detesto in esso me stessa,<br />
riconoscendomi a lui simile come essenza.<br />
Ad una mia domanda sulla scuola, risponde (con documenti) che l’intero corpo<br />
insegnante era stato a suo tempo passato al setaccio della «denazificazione»,<br />
voluta dagli alleati, ma condotta in modo dilettantesco ed ampiamente<br />
sabotata; né avrebbe potuto essere altrimenti: si sarebbe dovuto mettere al<br />
bando un’intera generazione. Nelle scuole la storia recente viene insegnata, ma<br />
si parla poco di politica; il passato nazista affiora qua e là, in toni vari: pochi<br />
docenti se ne gloriano, pochi lo nascondono, pochissimi se ne dichiarano<br />
immuni. Un giovane insegnante le ha dichiarato:<br />
Gli allievi si interessano molto a questo periodo, ma passano<br />
subito all’opposizione se si parla loro di una colpa collettiva<br />
della Germania. Molti anzi affermano di averne abbastanza dei<br />
«mea culpa» della stampa e dei loro insegnanti.<br />
H. L. commenta:<br />
117