Piani di studio individuali - Dip. Fisica
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Roma, 5 Luglio 2011<br />
Siamo lieti <strong>di</strong> pubblicare una versione aggiornata del volume contenente<br />
le informazioni relative all’attività scientifi ca e <strong>di</strong>dattica del <strong>Dip</strong>artimento<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>.<br />
Tale libretto ha lo scopo <strong>di</strong> illustrare agli studenti la struttura dei <strong>di</strong>versi<br />
cicli degli stu<strong>di</strong> in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza (Laurea, Laurea Magistrale e<br />
Dottorati) e <strong>di</strong> fornire informazioni e notizie pratiche sull’attività <strong>di</strong>dattica.<br />
Il libretto descrive inoltre brevemente l’ampio spettro delle attività<br />
<strong>di</strong> ricerca presenti nel nostro <strong>Dip</strong>artimento allo scopo <strong>di</strong> permettere agli<br />
studenti <strong>di</strong> orientarsi nella scelta dell’in<strong>di</strong>rizzo e del settore scientifi co nel<br />
quale intendono cimentarsi.<br />
1<br />
Riteniamo che tali informazioni siano utili alle matricole e a tutti<br />
le studentesse e gli studenti che stu<strong>di</strong>ano e lavorano nel nostro<br />
<strong>Dip</strong>artimento come strumento <strong>di</strong> mutua conoscenza.<br />
Ulteriori informazioni e aggiornamenti sulle attività del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong><br />
<strong>Fisica</strong> possono essere trovate all’in<strong>di</strong>rizzo web:<br />
www.phys.uniroma1.it/ (alla voce Future Matricole)<br />
dove è anche possibile scaricare il presente volume in formato PDF.<br />
Giancarlo Ruocco<br />
Direttore del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>
A cura del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> della Sapienza<br />
Hanno collaborato alla realizzazione:<br />
Maria Grazia Ianniello<br />
Egi<strong>di</strong>o Longo<br />
Antonio Polimeni<br />
Sonia Riosa<br />
2<br />
Si ringraziano inoltre:<br />
Paolo Mataloni<br />
Giovanni Vittorio Pallottino<br />
Progetto grafico:<br />
Fulvio Me<strong>di</strong>ci
In<strong>di</strong>ce<br />
5<br />
Le ricerche in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza<br />
35<br />
Principali Istituzioni e Laboratori Nazionali e Internazionali<br />
36<br />
La nostra Storia - I protagonisti<br />
46<br />
49<br />
Il Museo e i Fon<strong>di</strong> archivistici<br />
Lettera alle matricole<br />
3<br />
51<br />
Informazioni per gli studenti<br />
53<br />
I nuovi Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o universitari<br />
54<br />
Attività <strong>di</strong> Orientamento<br />
55<br />
Il Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />
59<br />
Il Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
73<br />
Il Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
88<br />
Il Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronimia e Astrofisica<br />
101<br />
I Dottorati <strong>di</strong> Ricerca<br />
104<br />
Informazioni generali<br />
110<br />
<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
I fi sici del nostro <strong>Dip</strong>artimento sono attivi in tutte le aree <strong>di</strong> ricerca riportate<br />
nella fi gura. Nonostante le <strong>di</strong>verse aree <strong>di</strong>fferiscano talvolta anche in<br />
maniera rilevante per quanto riguarda meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> indagine, <strong>di</strong>mensioni delle<br />
attrezzature sperimentali, strumenti <strong>di</strong> calcolo o ampiezza delle ricadute<br />
applicative, spesso la linea <strong>di</strong> demarcazione tra settori <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa denominazione<br />
tra<strong>di</strong>zionale non può essere tracciata in maniera netta.<br />
È il caso, per esempio, <strong>di</strong> due campi abbastanza lontani tra loro fi no a tempi<br />
relativamente recenti come l’astrofi sica e la fi sica delle particelle elementari,<br />
che si trovano oggi sotto molti aspetti a confrontarsi con gli stessi problemi.<br />
Si parla anche <strong>di</strong> “fi sica astroparticellare”: rispondere a domande sul “sempre<br />
più piccolo” equivale oggi a rispondere a domande sul “sempre più<br />
vicino alla nascita dell’universo”.<br />
Allo stesso modo, ricerche originate come speculazioni relativamente<br />
astratte e lontane dalle applicazioni in meccanica statistica si rivelano<br />
fondamentali per rispondere ad interrogativi sul funzionamento <strong>di</strong> sistemi<br />
biologici complessi (è il caso della ricerca sulle reti neuronali, un settore<br />
fertilissimo che si situa all’intersezione tra fi sica statistica, biofi sica, cibernetica<br />
e fi sica della materia).<br />
Nel seguito troverete, senza alcuna pretesa <strong>di</strong> completezza, brevi in<strong>di</strong>cazioni<br />
su alcune delle gran<strong>di</strong> questioni intorno a cui si lavora in <strong>Dip</strong>artimento,<br />
sui più stimolanti problemi aperti e sulle prospettive della ricerca avanzata<br />
in questi settori.<br />
5
<strong>Fisica</strong> delle particelle<br />
6<br />
La fi sica delle particelle stu<strong>di</strong>a i costituenti fondamentali della materia e le<br />
loro interazioni, le relazioni tra energia, materia, spazio e tempo, le simmetrie<br />
e le leggi che governano l’Universo e la sua evoluzione.<br />
Qual è la struttura ultima della materia? Oggi sappiamo che la materia è<br />
organizzata in famiglie <strong>di</strong> particelle, repliche più pesanti ed instabili della<br />
famiglia con cui è fatta tutta la materia or<strong>di</strong>naria, costituita dall’elettrone<br />
col suo neutrino e dai due quark, up e down, che formano il protone e il<br />
neutrone.<br />
Ci sono motivazioni profonde per questa struttura a “repliche”?<br />
A questa intrigante domanda non c’è ancora una risposta.<br />
Le forze fondamentali che conosciamo sono quattro: l’interazione gravitazionale,<br />
l’interazione debole, l’interazione elettromagnetica e l’interazione<br />
forte. Queste interazioni agiscono tra le particelle <strong>di</strong> “materia”, elettroni,<br />
neutrini e quark, e sono “me<strong>di</strong>ate” dalle particelle <strong>di</strong> “forza”, gravitoni, bosoni<br />
W e Z, fotoni e gluoni.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
La forza debole è alla base della combustione dell’idrogeno nelle stelle
Queste sono le domande fondamentali che si pongono oggi i fi sici<br />
delle particelle:<br />
• Quali sono le Simmetrie dell’Universo?<br />
• Qual è l’origine della massa delle particelle?<br />
• Perché l’Universo è fatto <strong>di</strong> materia?<br />
• Ci sono tracce <strong>di</strong> antimateria?<br />
• Qual è la natura della massa mancante dell’Universo?<br />
La risposta a queste domande può venire da <strong>di</strong>versi esperimenti.<br />
Presso il CERN <strong>di</strong> Ginevra è possibile riprodurre le altissime energie<br />
dell’universo primor<strong>di</strong>ale e conoscere la natura ultima della materia.<br />
La composizione dei raggi cosmici viene stu<strong>di</strong>ata da esperimenti che raccolgono<br />
particelle al <strong>di</strong> fuori dell’atmosfera, come sulle stazioni orbitanti o<br />
sulle sonde spaziali (AMS).<br />
Nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso si stu<strong>di</strong>a la trasmutazione <strong>di</strong><br />
neutrini prodotti al CERN <strong>di</strong> Ginevra e rivelati al Gran Sasso dopo un viaggio<br />
<strong>di</strong> tre millesimi <strong>di</strong> secondo (esperimento OPERA).<br />
7<br />
L’esperimento<br />
AMS<br />
Rivelatore<br />
dell’esperimento<br />
OPERA presso i<br />
Laboratori Nazionali<br />
del Gran Sasso
Gli esperimenti <strong>di</strong> “Alte Energie”<br />
La collisione tra particelle dotate <strong>di</strong> energie molto elevate permette <strong>di</strong><br />
ricreare in laboratorio i costituenti fondamentali presenti nei primi istanti<br />
dell’Universo e <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>arne le loro interazioni.<br />
Per accelerare le particelle alle energie necessarie si devono costruire macchine<br />
troppo gran<strong>di</strong> e costose per una Università o anche per un singolo Paese.<br />
Molti degli esperimenti dei fi sici del <strong>Dip</strong>artimento si svolgono al CERN <strong>di</strong><br />
Ginevra, al FERMILAB <strong>di</strong> Chicago, a SLAC in California.<br />
8<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Il CERN <strong>di</strong> Ginevra
L’esperimento ATLAS al CERN<br />
9<br />
In un tipico esperimento <strong>di</strong> alte energie due fasci <strong>di</strong> particelle<br />
vengono fatti collidere (in questo caso elettroni contro positroni).<br />
La loro massa si converte in energia, generando varie particelle<br />
osservate nei <strong>di</strong>versi “rilevatori”.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
L’antimateria<br />
10<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Molti pensano che l’antimateria sia un’invenzione dei libri <strong>di</strong> fantascienza:<br />
non è così. L’antimateria viene prodotta dai raggi cosmici che colpiscono<br />
l’atmosfera terrestre e negli acceleratori <strong>di</strong> particelle con la stessa probabilità<br />
con cui viene prodotta la materia. Come predetto da P.A.M. Dirac nel 1927<br />
e <strong>di</strong>mostrato da C.D. Anderson nel 1932 con la scoperta del positrone,<br />
l’antiparticella dell’elettrone, ad ogni particella corrisponde un’antiparticella<br />
con le stesse proprietà ma carica elettrica opposta.<br />
Le leggi della fi sica devono essere le stesse per materia ed antimateria, per<br />
cui ci dovremmo aspettare un Universo pieno <strong>di</strong> antimateria. Quando materia<br />
ed antimateria si incontrano, si <strong>di</strong>sintegrano, producendo una gran<strong>di</strong>ssima<br />
quantità <strong>di</strong> energia sotto forma <strong>di</strong> fotoni: il secondo passo <strong>di</strong> Armstrong<br />
sulla Luna <strong>di</strong>mostra che non ci sono apprezzabili quantità <strong>di</strong> antimateria su<br />
<strong>di</strong>stanze planetarie. L’assenza <strong>di</strong> vistose esplosioni nel nostro Universo porta<br />
ad escludere apprezzabili<br />
quantità <strong>di</strong><br />
antimateria fi no a 20<br />
Megaparsec, (cioè<br />
milioni <strong>di</strong> parsec, una<br />
unità <strong>di</strong> misura che<br />
rappresenta la <strong>di</strong>stanza<br />
<strong>di</strong> un oggetto che<br />
ha una parallasse <strong>di</strong><br />
un arco <strong>di</strong> secondo<br />
ed equivale a 3.26<br />
anni luce).<br />
La ricerca nello spazio<br />
delle più deboli tracce<br />
<strong>di</strong> antimateria e<br />
la formulazione delle<br />
possibili spiegazioni<br />
della sua scomparsa<br />
sono un tema affascinante<br />
che promette<br />
<strong>di</strong> svelare i segreti<br />
fondamentali della<br />
primigenia evoluzione<br />
dell’Universo in<br />
cui viviamo.
La Materia Oscura<br />
Un altro dei misteri dell’Universo riguarda la quantità <strong>di</strong> materia che esso<br />
deve contenere: in base a molte delle caratteristiche che osserviamo (per<br />
esempio la velocità <strong>di</strong> rotazione delle Galassie, che <strong>di</strong>pende dalla massa<br />
totale in esse contenuta e può essere misurata tramite l’effetto Doppler della<br />
luce che arriva fi no a noi) essa risulta molto maggiore della materia visibile<br />
identifi cata.<br />
Sulla natura <strong>di</strong> questa Materia Oscura sono state formulate <strong>di</strong>verse ipotesi,<br />
molte delle quali coinvolgono particelle dai nomi esotici (WIMP, neutralini,<br />
ecc.) non ancora osservate e accanitamente ricercate dai nostri esperimenti.<br />
Le più recenti misure dell’espansione dell’Universo suggeriscono un aumento<br />
della velocità <strong>di</strong> espansione: una possibile spiegazione potrebbe essere<br />
che il “vuoto cosmico” sia in realtà riempito da una forma <strong>di</strong> “energia<br />
oscura”, ricollegabile alla presenza della “costante cosmologica”, prevista<br />
da Einstein.<br />
11<br />
Antimateria, materia oscura, energia oscura: alcuni dei pezzi mancanti del<br />
puzzle del nostro Universo.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Dalle frontiere della fisica alle frontiere della tecnologia<br />
Le tecniche necessarie per la realizzazione degli esperimenti della fi sica <strong>di</strong><br />
punta sono quasi sempre ai limiti delle possibilità della tecnologia moderna<br />
e spingono continuamente verso nuovi traguar<strong>di</strong> alla frontiere della tecnologia,<br />
con applicazioni in campi spesso molto lontani da quelli <strong>di</strong> origine. I<br />
dati trasmessi in un secondo <strong>di</strong> funzionamento <strong>di</strong> un esperimento <strong>di</strong> LHC, il<br />
collider del CERN, equivalgono all’informazione me<strong>di</strong>a scambiata con 100<br />
milioni <strong>di</strong> telefonate: da questa immensa mole <strong>di</strong> informazioni, sofi sticati<br />
algoritmi devono fi ltrare ed estrarre le rarissime informazioni corrispondenti<br />
ai segnali delle nuove particelle.<br />
12<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Ogni 25 miliardesimi <strong>di</strong> secondo, il rivelatore centrale dell’esperimento CMS<br />
produce un’immagine come quella <strong>di</strong> sinistra. Da questa immensa mole <strong>di</strong><br />
informazioni, il software dell’esperimento è in grado <strong>di</strong> filtrare in tempo reale le<br />
tracce degli eventi rari ed interessanti (a destra).
Dal WWW alla GRID<br />
Il World Wide Web è stato inventato nel 1989 dal Dr. T. Berners Lee, che<br />
lavorava al CERN <strong>di</strong> Ginevra: originariamente il sistema era stato concepito<br />
per lo scambio istantaneo <strong>di</strong> informazioni tra ricercatori impegnati negli stessi<br />
progetti scientifi ci, ma che lavoravano in Laboratori e Università sparsi per<br />
il mondo. Oggi ha milioni <strong>di</strong> utilizzatori scientifi ci e commerciali in tutto il<br />
mondo.<br />
Se il WWW dà un accesso semplice ed imme<strong>di</strong>ato all’informazione <strong>di</strong>stribuita<br />
sulla rete, la nuova frontiera è l’accesso altrettanto imme<strong>di</strong>ato alla<br />
potenza <strong>di</strong> calcolo <strong>di</strong>stribuita sulla rete: i ricercatori del nostro <strong>Dip</strong>artimento<br />
partecipano ad un ambizioso progetto, detto GRID (griglia) che nasce da<br />
una vastissima collaborazione internazionale tra l’Unione Europea, il CERN,<br />
l’INFN, la NASA, il Department of Energy degli Stati Uniti, l’MIT ed altre<br />
prestigiose istituzioni.<br />
13<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Astrofisica<br />
14<br />
L’Astrofi sica, anzichè un settore della <strong>Fisica</strong>, è da intendere come quella<br />
<strong>di</strong>sciplina che applica le conoscenze <strong>di</strong> tutti i settori della fi sica alla comprensione<br />
della fenomenologia legata ai corpi celesti e alla <strong>di</strong>stribuzione<br />
della materia e dell’energia nell’Universo.<br />
Da un lato essa si basa su osservazioni dei fenomeni cosmici, sui quali<br />
non si puo’ avere un controllo <strong>di</strong>retto, <strong>di</strong>versamente da quanto accade negli<br />
esperimenti <strong>di</strong> laboratorio. D’altro canto gli astri e il cosmo rappresentano<br />
proprio dei “laboratori” in cui si possono realizzare naturalmente situazioni<br />
estreme non sperimentabili a terra. Talvolta, infatti, le teorie fi siche possono<br />
avere un <strong>di</strong>retto riscontro solo in fenomeni astronomici come esplosioni <strong>di</strong><br />
supernovae, buchi neri, lenti gravitazionali, stelle <strong>di</strong> neutroni, ecc..<br />
Le osservazioni coinvolgono l’intero spettro elettromagnetico e, <strong>di</strong> conseguenza,<br />
le tecnologie piu’ <strong>di</strong>verse: dai re<strong>di</strong>otelescopi e interferometri <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>mensione planetaria, agli osservatori spaziali per la ra<strong>di</strong>azione infrarossa,<br />
ultravioletta e visibile e per i raggi X e gamma, ai gran<strong>di</strong> telescopi ottici a<br />
terra. Anche “fi nestre non elettromagnetiche” sono aperte sul cosmo: neutrini,<br />
raggi cosmici <strong>di</strong> altissima energia ( molto maggiore <strong>di</strong> quella ottenibile<br />
nei gran<strong>di</strong> acceleratori <strong>di</strong> particelle) e, potenzialmente, la ra<strong>di</strong>azione gravitazionale<br />
prevista dalla teoria della relativita’ generale.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
I quattro telescopi da 8.2 m del Very Large Telescope dell ESO<br />
(European Southern Observatory), utilizzabili come interferometro<br />
(VLTI). Cerro Paranal (Cile)
15<br />
Il telescopio XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, per l’osservazione<br />
delle sorgenti cosmiche <strong>di</strong> ra<strong>di</strong>azione X<br />
Le attività <strong>di</strong> ricerca teoriche e osservative del nostro <strong>Dip</strong>artimento<br />
riguardano alcune delle domande fondamentali dell’astrofi sica:<br />
• Qual e’ la geometria e quale la <strong>di</strong>namica globale dell’Universo ?<br />
• Quali sono le <strong>di</strong>stribuzioni <strong>di</strong> galassie e <strong>di</strong> materia oscura<br />
nell’Universo e il loro legame con la <strong>di</strong>namica cosmica complessiva ?<br />
• Come sono nati e come evolvono galassie e nuclei galattici attivi ?<br />
• Come si alimenta il “motore centrale” <strong>di</strong> un nucleo galattico attivo, e<br />
qual e’ la sua relazione con la <strong>di</strong>namica della galassie che lo ospita ?<br />
• Quali sono i meccanismi che spiegano la <strong>di</strong>stribuzione spettrale, dal<br />
ra<strong>di</strong>o ai raggi gamma, delle sorgenti cosmiche <strong>di</strong> alta energia ?<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
La ra<strong>di</strong>azione <strong>di</strong> fondo dell’Universo<br />
Il problema della “localizzazione” dell’antimateria nell’Universo, o quello<br />
della massa mancante (della “materia oscura”) sono due buoni esempi del<br />
modo in cui si intrecciano domande tra<strong>di</strong>zionalmente associate ai campi<br />
della fi sica delle particelle e dell’astrofi sica. Un altro esempio in proposito<br />
è fornito dalle ricerche che hanno portato recentemente alla realizzazione<br />
dell’esperimento Boomerang, condotto in prima fi la da ricercatori del nostro<br />
<strong>Dip</strong>artimento.<br />
16<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Un lancio <strong>di</strong> Boomerang<br />
I dati raccolti dall’esperimento, il cui obiettivo è la misura delle anisotropie<br />
della ra<strong>di</strong>azione elettromagnetica <strong>di</strong> fondo, hanno permesso <strong>di</strong> ricostruire una<br />
“fotografi a” dell’universo in una fase primor<strong>di</strong>ale, quando era 50000 volte<br />
più giovane, mille volte più caldo e un miliardo <strong>di</strong> volte più denso <strong>di</strong> adesso;<br />
grazie a queste in<strong>di</strong>cazioni si è in grado <strong>di</strong> ottenere informazioni sui primissimi<br />
istanti <strong>di</strong> vita dell’universo, imme<strong>di</strong>atamente dopo il Big Bang, e insieme <strong>di</strong><br />
conoscerne meglio la <strong>di</strong>stribuzione della massa e della densità.<br />
Un’immagine delle strutture<br />
dell’universo primor<strong>di</strong>ale<br />
osservate da Boomerang.<br />
Per dare un’idea della scala, il<br />
piccolo tondo nero in basso a<br />
destra corrisponde alle<br />
<strong>di</strong>mensioni apparenti della Luna.
Esistono le onde gravitazionali?<br />
Previste dalla teoria della relatività generale, le onde gravitazionali hanno<br />
resistito fi nora ad ogni tentativo <strong>di</strong> captarne la presenza attraverso la realizzazione<br />
<strong>di</strong> apposite antenne (le “antenne gravitazionali”).<br />
È questa una linea <strong>di</strong> ricerca che vanta una lunga tra<strong>di</strong>zione nel nostro<br />
<strong>Dip</strong>artimento, con la realizzazione <strong>di</strong> sbarre risonanti criogeniche, e che<br />
vede attualmente la partecipazione <strong>di</strong> un nostro gruppo <strong>di</strong> ricerca alla collaborazione<br />
internazionale che sta costruendo Virgo, un gigantesco interferometro<br />
(localizzato nella pianura a ridosso <strong>di</strong> Pisa) che dovrebbe essere<br />
in grado <strong>di</strong> rilevare segnali anche <strong>di</strong> debolissima intensità e dare quin<strong>di</strong><br />
in<strong>di</strong>cazioni empiriche definitive in favore dell’esistenza <strong>di</strong> questi elusivi<br />
oggetti previsti dalla relatività generale.<br />
17
<strong>Fisica</strong>,<br />
Complessità e<br />
Disor<strong>di</strong>ne<br />
18<br />
Secondo voi questo<br />
<strong>di</strong>segno è complesso o no ?<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Dopo enormi successi la fi sica ha scelto una nuova, formidabile sfi da. La natura<br />
delle scienze fi siche è quella <strong>di</strong> fornire dettagliate previsioni quantitative sui<br />
fenomeni naturali. Questo ha portato alla elaborazione <strong>di</strong> un quadro teorico<br />
che consente una comprensione profonda dei gran<strong>di</strong> fenomeni fondamentali<br />
(le particelle elementari, i quark, la frontiera del piccolissimo): anche se in questi<br />
campi rimane ancora molto da fare, i gran<strong>di</strong> successi conseguiti hanno stimolato<br />
l’apertura <strong>di</strong> una nuova, cal<strong>di</strong>ssima frontiera, quella della Complessità.<br />
La fi sica oggi cerca <strong>di</strong> spiegare in modo quantitativo e <strong>di</strong> prevedere il<br />
comportamento <strong>di</strong> sistemi in cui il <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne che ne caratterizza i componenti<br />
elementari o la complessità intrinseca delle loro interazioni ha un ruolo<br />
importante, che arriva fi no<br />
a mo<strong>di</strong>fi care crucialmente<br />
la natura stessa del sistema,<br />
consentendogli comportamenti<br />
<strong>di</strong> enorme interesse. Il<br />
fatto che l’analisi <strong>di</strong> semplici<br />
strutture matematiche porti<br />
Rappresentazione grafica <strong>di</strong><br />
sistemi biologici ad alta<br />
complessità che la fisica cerca<br />
<strong>di</strong> aiutare a capire. Si vede il<br />
processo <strong>di</strong> mitosi in una salamandra,<br />
una macro-cellula del<br />
fegato <strong>di</strong> un topo, un ribosoma.
alla creazione <strong>di</strong> strutture affascinanti è stato molto importante. Guardate la<br />
fi gura <strong>di</strong> questa pagina: non si <strong>di</strong>rebbe proprio che nasca da una fredda e<br />
semplice equazione, vero?<br />
Eppure si tratta del risultato <strong>di</strong> una elementare regola <strong>di</strong> iterazione.<br />
Questi meto<strong>di</strong> hanno una valenza straor<strong>di</strong>naria: ad esempio, possono suggerirci<br />
come provare ad aiutare la struttura delle connessioni <strong>di</strong> Internet a<br />
crescere in modo intelligente. Provate invece a fare un vero esperimento,<br />
ed aprite a metà il rubinetto del bagno: vedete una complicata struttura <strong>di</strong><br />
fi lamenti che si intersecano e si mo<strong>di</strong>fi cano nel tempo. Cos’è che genera<br />
una struttura così “artistica”?<br />
Da un lato queste teorie stanno dando gran<strong>di</strong> contributi alla comprensione<br />
<strong>di</strong> materiali fi sici <strong>di</strong> grande interesse (per esempio la struttura dei semplici<br />
vetri delle fi nestre è ancora un mistero, che si sta forse chiarifi cando grazie<br />
a queste idee). Dall’altro lato il campo in cui questi meto<strong>di</strong> cercano <strong>di</strong> aiutare<br />
la nostra capacità <strong>di</strong> comprensione si allarga: adesso i fi sici cercano<br />
<strong>di</strong> comprendere complessi sistemi biologici, sistemi <strong>di</strong> agenti in interazione,<br />
come modelli <strong>di</strong> mercati economici, ed aggregati <strong>di</strong> esseri complessi che<br />
interagiscono socialmente (insomma, noi...).<br />
Si tratta certamente <strong>di</strong> una frontiera pionieristica piena <strong>di</strong> promesse.<br />
19<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Informazione quantistica con i fotoni<br />
20<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
L’informazione quantistica stu<strong>di</strong>a come impiegare le leggi fondamentali della<br />
fi sica per migliorare la trasmissione e l’elaborazione <strong>di</strong> segnali. E’ una<br />
scienza relativamente giovane, la cui origine risale all’inizio degli anni ’80,<br />
grazie alla proposta <strong>di</strong> Richard Feynman <strong>di</strong> usare in modo congiunto la<br />
teoria classica dell’informazione e le leggi della meccanica quantistica per<br />
realizzare un computer quantistico. L’unione <strong>di</strong> queste due scienze permette<br />
operazioni altrimenti impossibili, quali la creazione <strong>di</strong> co<strong>di</strong>ci crittografi ci<br />
indecifrabili, il teletrasporto <strong>di</strong> una particella (come ad esempio un fotone)<br />
e la soluzione <strong>di</strong> problemi computazionali complessi a una velocità molto<br />
maggiore <strong>di</strong> un qualsiasi computer classico.<br />
Per il suo carattere intrinsecamente multi<strong>di</strong>sciplinare, l’informazione<br />
quantistica abbraccia <strong>di</strong>versi campi, dalla fi sica alla matematica, dalla<br />
computazione all’ingegneria. Gli esperimenti <strong>di</strong> informazione quantistica si<br />
avvalgono <strong>di</strong> tecniche <strong>di</strong> fi sica atomica, ottica quantistica e fi sica del laser,<br />
nonché <strong>di</strong> fi sica dello stato solido e <strong>di</strong>spositivi a superconduttore.<br />
Il rapido sviluppo degli ultimi 20 anni <strong>di</strong>mostra le gran<strong>di</strong> potenzialità <strong>di</strong><br />
questa <strong>di</strong>sciplina <strong>di</strong> rivoluzionare molte aree della scienza e della tecnologia.<br />
In questa prospettiva è ragionevole aspettarsi che schemi sempre più<br />
effi cienti <strong>di</strong> co<strong>di</strong>fi ca, deco<strong>di</strong>fi ca e trasferimento dell’informazione vengano<br />
elaborati nel prossimo futuro. Al tempo stesso, la crescente miniaturizzazione<br />
dei circuiti logici permetterà <strong>di</strong> sviluppare nuovi meto<strong>di</strong> per il trattamento<br />
dell’informazione basati sulla meccanica quantistica.<br />
L’elemento fondamentale dell’informazione quantistica è il quantum bit,<br />
(qubit) che, a <strong>di</strong>fferenza del bit dell’informazione classica, che può assumere<br />
<strong>di</strong> volta in volta uno dei due valori, 0 o 1, viene espresso come la<br />
sovrapposizione coerente <strong>di</strong> due stati quantistici antitetici. Un qubit può essere<br />
realizzato in molti mo<strong>di</strong>, ad esempio sfruttando la polarizzazione <strong>di</strong> un<br />
fotone, oppure usando ioni intrappolati, atomi neutri interagenti con cavità<br />
ottiche, impurezze in soli<strong>di</strong> etc.<br />
Nel processo <strong>di</strong> emissione<br />
parametrica spontanea un cristallo<br />
irra<strong>di</strong>ato da un laser, <strong>di</strong> lunghezza<br />
d’onda appartenente alla regione<br />
dell’ultravioletto, genera coppie <strong>di</strong><br />
fotoni entangled su tutto lo spettro del<br />
visibile. L’immagine in figura deriva<br />
dalla sovrapposizione <strong>di</strong> un grande<br />
numero <strong>di</strong> eventi <strong>di</strong> emissione<br />
<strong>di</strong> coppie <strong>di</strong> fotoni.
L’altro concetto chiave dell’informazione quantistica è dato dall’entanglement<br />
(letteralmente groviglio, intreccio) che, usando le parole <strong>di</strong> Erwin Schroe<strong>di</strong>nger,<br />
rappresenta “il tratto caratteristico della meccanica quantistica”. Uno stato<br />
entangled <strong>di</strong> due o più particelle è una risorsa essenziale per il teletrasporto,<br />
la crittografi a e la computazione quantistica.<br />
Oggi è possibile generare e rivelare stati quantistici <strong>di</strong> singoli fotoni o stati<br />
entangled <strong>di</strong> fotoni prodotti da cristalli non lineari me<strong>di</strong>ante il processo della<br />
emissione parametrica spontanea. Stati entangled <strong>di</strong> due o più fotoni vengono<br />
utilizzati nella crittografi a quantistica su gran<strong>di</strong> <strong>di</strong>stanze (fi no a 200<br />
Km), sia attraverso una fi bra ottica che nello spazio libero, e nel teletrasporto<br />
quantistico che rappresenta, a oggi, una delle più spettacolari <strong>di</strong>mostrazioni<br />
dell’entanglement.<br />
Nel nostro <strong>Dip</strong>artimento, dove nel 1997 è stato effettuato il primo teletrasporto<br />
<strong>di</strong> un fotone, vengono stu<strong>di</strong>ati stati entangled <strong>di</strong> fotoni ad alto<br />
numero <strong>di</strong> qubit. Co<strong>di</strong>fi cando l’informazione su vari gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> libertà del<br />
fotone, come la polarizzazione, l’energia, la <strong>di</strong>rezione e il momento angolare<br />
orbitale, vengono realizzati circuiti logici fi nalizzati alla computazione<br />
quantistica, si effettuano misure con risoluzione o sensibilità ben al <strong>di</strong> là <strong>di</strong><br />
quelle permesse dalla fi sica classica e vengono stu<strong>di</strong>ate le proprietà <strong>di</strong> stati<br />
quantistici fotonici macroscopici.<br />
21<br />
Rappresentazione schematica del teletrasporto quantistico. Il fotone (qubit) che si<br />
vuole teletrasportare, |ψ>1, è misurato dall’osservatore A (Alice) insieme al fotone<br />
(qubit) 2 appartenente a una coppia <strong>di</strong> fotoni entangled, |φ+ >23. Il risultato della<br />
misura viene comunicato all’osservatore B (Bob) che effettua una particolare<br />
operazione sul fotone 3. Il risultato è il trasferimento istantaneo (teletrasporto) dello<br />
stato del fotone 1 sul fotone 3. La comunicazione classica tra Alice e Bob garantisce<br />
che lo scambio <strong>di</strong> informazione avvenga rispettando il principio <strong>di</strong> causalità.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
<strong>Fisica</strong> della materia<br />
Si in<strong>di</strong>ca generalmente come “fi sica della materia” quella parte della fi sica<br />
che stu<strong>di</strong>a, anziché le proprietà dei costituenti “elementari” nella loro in<strong>di</strong>vidualità<br />
e le caratteristiche ancora sconosciute delle interazioni che si esercitano<br />
tra <strong>di</strong> essi, i comportamenti e le proprietà tipici <strong>di</strong> aggregati <strong>di</strong> numerosissimi<br />
costituenti <strong>di</strong> cui sono ben note le proprietà in<strong>di</strong>viduali e quelle delle<br />
forze che li legano (si tratta in sostanza <strong>di</strong> interazioni elettromagnetiche), ma<br />
che presentano talvolta comportamenti nuovi e ine<strong>di</strong>ti dovuti al gran numero<br />
<strong>di</strong> componenti dei sistemi in esame. Le domande che si pongono in questo<br />
settore sono le più <strong>di</strong>sparate, e spaziano da questioni <strong>di</strong> imme<strong>di</strong>ato interesse<br />
applicativo a quesiti <strong>di</strong> carattere assolutamente fondamentale.<br />
22<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
La superconduttività<br />
Ad esempio, uno dei problemi <strong>di</strong> fi sica della materia più <strong>di</strong>battuti negli ultimi<br />
decenni è l’origine della superconduttività ad alta temperatura in certi materiali<br />
ceramici. I superconduttori sono noti fi n dall’epoca della Prima guerra<br />
mon<strong>di</strong>ale e il loro funzionamento è stato compreso negli anni Cinquanta del<br />
Novecento. Sono metalli che al <strong>di</strong> sotto <strong>di</strong> una temperatura molto vicina allo<br />
zero assoluto (-273 °C) offrono una resistenza assolutamente nulla al passaggio<br />
della corrente. A causa <strong>di</strong> ciò, ad esempio, in un semplice fi lo superconduttore<br />
chiuso su se stesso, e senza che vi sia inserito alcun generatore,<br />
la corrente può scorrere per un tempo infi nito. I superconduttori oggi sono<br />
usati soprattutto per ottenere alti campi magnetici, come quelli che tengono<br />
sollevati i treni a levitazione magnetica (ve<strong>di</strong> foto) e che incurvano la traiettoria<br />
delle particelle che viaggiano quasi alla velocità della luce nei gran<strong>di</strong><br />
acceleratori. Tuttavia le bassissime temperature necessarie al loro funzionamento<br />
richiedono l’uso <strong>di</strong> refrigeranti costosi e complicati da maneggiare,<br />
come l’elio liquido che bolle a -269 °C.<br />
Un treno a levitazione magnetica come questo, grazie ai suoi<br />
magneti superconduttori, trasporta i passeggeri a 550 km/h tra<br />
la città <strong>di</strong> Shanghai e il suo aeroporto.
Se si riuscisse a far funzionare un superconduttore alla temperatura<br />
dell’ambiente si potrebbe trasmettere l’elettricità dalla centrale alle nostre<br />
case senza per<strong>di</strong>te, con grande risparmio energetico; si potrebbero costruire<br />
calcolatori molto più veloci degli attuali; oppure fabbricare potenti<br />
magneti a costi molto più bassi.<br />
Nel 1986 sono stati scoperti dei nuovi materiali ceramici superconduttori<br />
che funzionano a circa 100 gra<strong>di</strong> dallo zero assoluto, e quin<strong>di</strong> possono<br />
essere raffreddati anziché dall’elio liquido dall’aria liquida, con gran<strong>di</strong> vantaggi.<br />
Tuttavia, sia per migliorare questi materiali che per trovarne <strong>di</strong> nuovi<br />
con temperature <strong>di</strong> lavoro ancora più alte, bisogna intanto capire come si<br />
innesca la superconduttività in queste ceramiche.<br />
I fi sici ancora non lo sanno, nonostante un grande sforzo <strong>di</strong> ricerca che continua<br />
tuttora anche nel nostro <strong>di</strong>partimento. Qui lavorano da molti anni, sulla<br />
superconduttività ad alta temperatura, due gruppi teorici e quattro gruppi<br />
sperimentali con <strong>di</strong>verse tecniche.<br />
23<br />
Le nanotecnologie<br />
Un altro affascinante campo in cui il nostro <strong>Dip</strong>artimento è attivo è quello<br />
delle nanotecnologie. Negli ultimi anni gli scienziati della materia hanno<br />
imparato a costruire nuove architetture atomiche e molecolari e a controllare<br />
<strong>di</strong>mensioni, forma e funzioni <strong>di</strong> una grande varietà <strong>di</strong> materiali su scala<br />
atomica scoprendo proprietà elettriche, meccaniche, ottiche e magnetiche<br />
spesso inattese. L’interesse scientifi co per lo stu<strong>di</strong>o delle proprietà <strong>di</strong> queste<br />
nuove strutture ha fatto sorgere gli ormai <strong>di</strong>ffusi neologismi <strong>di</strong> nanoscienza<br />
e nanotecnologia per in<strong>di</strong>care il fi lone scientifi co/tecnologico che si occupa<br />
<strong>di</strong> architettura/ingegneria <strong>di</strong> nuove strutture atomiche e molecolari con<br />
specifi che proprietà e funzionalità.<br />
Nano-fili uni<strong>di</strong>mensionali or<strong>di</strong>nati<br />
<strong>di</strong> molecole pentacene allineate<br />
sui gra<strong>di</strong>ni monoatomici <strong>di</strong> una<br />
superficie <strong>di</strong> rame. I nanofili sono<br />
larghi circa 1 nanometro e lunghi<br />
centinaia <strong>di</strong> nanometri<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Immagine <strong>di</strong> punti quantici<br />
semiconduttori ottenuta<br />
me<strong>di</strong>ante un microscopio<br />
a scansione tunnel; ogni<br />
punto e’ in realtà costituito<br />
da circa 10000 atomi<br />
24<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
La novità sta soprattutto nello stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> nuove metodologie per assemblare<br />
le architetture atomiche e molecolari e nella capacità <strong>di</strong> fi nalizzare le nuove<br />
strutture a una precisa funzione, progettando, controllando e verifi cando<br />
le proprietà microscopiche ottiche, magnetiche ed elettriche desiderate.<br />
Se atomi e/o molecole si aggregano in strutture su scala<br />
nanometrica (1 nanometro=un miliardesimo <strong>di</strong> metro) possono<br />
avere proprietà <strong>di</strong>verse rispetto ai materiali soli<strong>di</strong> su scala<br />
macroscopica (si vedano gli esempi nella pagina precedente).<br />
Una catena uni<strong>di</strong>mensionale <strong>di</strong> atomi <strong>di</strong> ferro è magnetica e conduttrice ?<br />
Possono esistere metalli in una <strong>di</strong>mensione ?<br />
Come variano le proprietà ottiche <strong>di</strong> un nano-cristallo semiconduttore al<br />
variare del numero <strong>di</strong> atomi che lo costituiscono ?<br />
Possiamo quin<strong>di</strong> considerare queste nano-particelle come uno stato<br />
della materia le cui proprietà non <strong>di</strong>pendono solo dalla composizione<br />
chimica ma anche dalla forma e dalla <strong>di</strong>mensione. La grande promessa<br />
della nanotecnologia è <strong>di</strong> proporre un’alternativa in cui si assemblano i<br />
componenti più semplici (le molecole e/o altre nanostrutture) per<br />
costruire <strong>di</strong>spositivi con funzioni specifiche ed altamente flessibili. Inoltre,<br />
dall’unione della superconduttività con le nanotecnologie nascono nuovi<br />
<strong>di</strong>spositivi, che a loro volta possono essere utilizzati per incrementare<br />
sensibilmente la sensibilità e la raffinatezza <strong>di</strong> strumentazione utile in altri<br />
settori <strong>di</strong> ricerca (bolometri e microrefrigeratori, per misurare la ra<strong>di</strong>azione<br />
cosmica, o gli SQUID, che misurano campi magnetici e sono usati dai<br />
ricercatori del <strong>Dip</strong>artimento per stu<strong>di</strong>are le leggi fondamentali della meccanica<br />
quantistica), e trovare poi anche un gran numero <strong>di</strong> impieghi pratici.
Un ulteriore campo <strong>di</strong> applicazione delle nanotecnologie e’ quello relativo<br />
all’immagazzinamento a stato solido dell’idrogeno quale vettore<br />
energetico ed ecologico. L’interesse verso l’uso dell’idrogeno come vettore<br />
energetico ha avuto recentemente un notevole rilancio motivato dalla<br />
necessità <strong>di</strong> reperire mezzi energetici alternativi ai combustibili fossili<br />
e al fi ne <strong>di</strong> <strong>di</strong>minuire l’inquinamento ambientale da essi causato. L’avvio<br />
<strong>di</strong> una tecnologia a idrogeno comporta molteplici problemi tecnici connessi<br />
con la sua produzione, l’immagazzinamento e l’utilizzazione. In<br />
particolare, lo scopo <strong>di</strong> immagazzinare l’idrogeno è quello <strong>di</strong> rendere<br />
<strong>di</strong>sponibile il fabbisogno <strong>di</strong> energia al momento della sua utilizzazione.<br />
Dei possibili mo<strong>di</strong> <strong>di</strong> immagazzinare l’idrogeno, quello in forma <strong>di</strong> composti nei<br />
soli<strong>di</strong> è il più effi cace in termini <strong>di</strong> densità <strong>di</strong> energia accumulabile e sicurezza.<br />
In genere, l’idrogeno entra come idruro interstiziale all’interno <strong>di</strong> reticoli<br />
metallici o forma dei complessi molecolari con altri elementi.<br />
Una via <strong>di</strong> frontiera seguita nel <strong>Dip</strong>artimento è quella <strong>di</strong> usare nanopolveri<br />
(perché la superfi cie volumica, sulla quale avvengono le reazioni<br />
<strong>di</strong> rilascio, è elevata) e <strong>di</strong>sperderle in materiali nanoporosi, perché<br />
la <strong>di</strong>mensionalità degli strati <strong>di</strong> assorbitore ottenuti è più bassa.<br />
Le aspettative sono il cambiamento dei meccanismi termo<strong>di</strong>namici in questi<br />
strati sottili rispetto alle proprietà <strong>di</strong> volume con possibile abbassamento delle<br />
temperature <strong>di</strong> rilascio dell’idrogeno e una maggiore resistenza al deperimento<br />
con l’avanzare del numero <strong>di</strong> cicli <strong>di</strong> idrogenazione/deidrogenazione.<br />
25<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
26<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
La materia soffice<br />
Nell’ambito dello stu<strong>di</strong>o della “struttura della materia”, un campo <strong>di</strong> indagine<br />
importante nel corso del XX secolo e’ stato quello <strong>di</strong> determinare il comportamento<br />
<strong>di</strong> un grande numero <strong>di</strong> componenti elementari (atomi, molecole, …)<br />
a partire dal loro potenziale <strong>di</strong> interazione.<br />
Pensate come sarebbe interessante, ma anche quante applicazioni avrebbe,<br />
se fosse possibile “inventare” la forma funzionale con cui i mattoni elementari<br />
che costituiscono la materia interagiscono tra loro. Che succederebbe<br />
se, per esempio, le particelle interagissero attraverso un potenziale soffi ce<br />
puramente repulsivo, se le particelle potessero interpenetrarsi, se il raggio<br />
della interazione attrattiva fosse molto piccolo rispetto alle <strong>di</strong>mensioni della<br />
particella stessa ? Pensate anche quante possibilita’ si aprirebbero se le strutture<br />
macroscopiche fossero costituite da particelle il cui movimento non e’<br />
controllato dalle equazioni <strong>di</strong> Newton, ma piuttosto (a causa della presenza<br />
<strong>di</strong> un mezzo in cui queste sono immerse) dalle equazioni che determinano il<br />
moto Browniano, oppure se la <strong>di</strong>namica non fosse controllata dal moto termico,<br />
ma da moto proprio (particelle autopropellenti). Quali nuovi materiali<br />
si potrebbero “<strong>di</strong>segnare”, e quali comportamenti collettivi risulterebbero da<br />
queste nuove forme <strong>di</strong> interazione tra i costituenti elementari ?<br />
La materia soffi ce - quella branca della fi sica della materia condensata che<br />
stu<strong>di</strong>a il comportamento <strong>di</strong> sistemi fi sici facilmente deformabili se soggetti a<br />
sollecitazioni esterne (termiche, meccaniche, elettriche, …) - tenta <strong>di</strong> rispondere<br />
proprio a queste domande. Stu<strong>di</strong>are la materia soffi ce vuol <strong>di</strong>re stu<strong>di</strong>are<br />
aggregati atomici e/o molecolari <strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni nano- e micro-metriche in<br />
un solvente, polimeri, schiume, gel, materiali granulari, e svariati tipi <strong>di</strong> materiali<br />
biologici. In numerosi casi, le particelle costituenti possono essere<br />
considerate come super-atomi interagenti attraverso potenziali effi caci <strong>di</strong> cui<br />
pre<strong>di</strong>re lo stato <strong>di</strong> aggregazione me<strong>di</strong>ante tecniche <strong>di</strong> meccanica statistica.<br />
Rispetto ai sistemi atomici e/o molecolari e’ oggi possibile <strong>di</strong>segnare nuove<br />
forme <strong>di</strong> interazione e, <strong>di</strong> conseguenza, nuove fasi della materia. I materiali<br />
soffi ci infatti mostrano strutture autoorganizzate su scale mesoscopiche (cioe’<br />
interme<strong>di</strong>e tra micro e macroscopiche) che originano dal gran numero <strong>di</strong><br />
interno gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> libertà, <strong>di</strong> interazioni deboli tra gli elementi strutturali, e dal<br />
delicato bilancio termo<strong>di</strong>namico che vi si instaura.<br />
La ricerca in materia soffi ce (con le sue forti connessioni con la ricerca in<br />
materia biologica) e’ sviluppata nel <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> attraverso una<br />
azione sinergica tra ricercatori teorici, numerici e sperimentali. e si sviluppa<br />
in collaborazione con il centro “Soft” (INFM-CNR).<br />
Immagine <strong>di</strong> un polimero a stella. Il potenziale<br />
<strong>di</strong> interazione tra i centri <strong>di</strong> massa <strong>di</strong><br />
questi polimeri e’ ben rappresentato da un<br />
deca<strong>di</strong>mento logaritmico (da cui il nome <strong>di</strong><br />
potenziale ultra-soffice).
<strong>Fisica</strong> dei biosistemi<br />
La complessità intrinseca dei sistemi biologici rende lo stu<strong>di</strong>o della fi sica <strong>di</strong><br />
questi sistemi una sfi da <strong>di</strong>ffi cile ed affascinante. L’approccio “fi sico” e quantitativo<br />
allo stu<strong>di</strong>o dei sistemi viventi, la bio-fi sica, o fi sica dei biosistemi, è<br />
un campo <strong>di</strong> ricerca che per le sue molte sovrapposizioni con la biochimica,<br />
la biologia molecolare, le nanoscienze, la bioingegneria, la biologia dei<br />
sistemi, ecc. è connotato da una forte “vocazione” inter<strong>di</strong>sciplinare.<br />
Una delle sfi de importanti nella fi sica dei biosistemi è la caratterizzazione<br />
dei comportamenti “<strong>di</strong> singola molecola”. Ad esempio: quali sono le interazioni<br />
che determinano il “ripiegarsi” (“fol<strong>di</strong>ng”) <strong>di</strong> una proteina in un<br />
preciso modo, fi no ad assumere quella conformazione che le rende possibile<br />
attuare la sua funzione? e attraverso quale percorso <strong>di</strong> “conformazioni<br />
interme<strong>di</strong>e” avviene questo processo?<br />
Viceversa, altro tema <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssima attualità è quello dello stu<strong>di</strong>o dei processi<br />
collettivi <strong>di</strong> aggregazione spontanea (self-assembly) <strong>di</strong> molecole, che<br />
portano alla formazione delle complesse strutture biologiche (come quelle<br />
riportate in fi gura). Ad esempio, è per aggregazione spontanea <strong>di</strong> numerosissime<br />
molecole assai più piccole delle proteine, i lipi<strong>di</strong>, che si forma<br />
la struttura principale delle membrane cellulari, la “matrice lipi<strong>di</strong>ca”. E’ in<br />
questa matrice che si inseriscono proteine ed altre macromolecole, fi no a<br />
formare quelle strutture fl essibili e dalle complesse proprietà funzionali che<br />
sono le membrane.<br />
27<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
28<br />
Anche i “motori molecolari” sono formati da proteine che si aggregano formando<br />
delle “macchine” nanoscopiche, capaci <strong>di</strong> convertire energia chimica<br />
in energia meccanica. Ad esempio, la proteina kinesina, è in grado <strong>di</strong> muoversi<br />
sui fi lamenti proteici (microtubuli) che costituiscono lo “scheletro” della<br />
cellula, trasportando “carichi” da un punto all’altro della cellula in maniera<br />
molto più effi ciente <strong>di</strong> quanto avverrebbe per <strong>di</strong>ffusione. L’osservazione delle<br />
straor<strong>di</strong>narie strutture generate dall’organizzazione spontanea <strong>di</strong> molecole<br />
relativamente semplici, spinge la ricerca verso lo stu<strong>di</strong>o dei meccanismi <strong>di</strong><br />
“self-assembly” anche per ottenere materiali e “nanomacchine” artifi ciali per<br />
applicazioni innovative. Le straor<strong>di</strong>narie caratteristiche <strong>di</strong> certi materiali naturali<br />
derivano infatti dalla loro struttura su scala molecolare: ad esempio, la<br />
sorprendente resistenza meccanica delle conchiglie, composte <strong>di</strong> calcare,<br />
duro ma fragile, e <strong>di</strong> fl essibili fi bre proteiche.<br />
Analogamente, gli effi cienti motori molecolari ispirano la ricerca verso<br />
la progettazione <strong>di</strong> effi cienti “nanomacchine” artifi ciali per il trasporto <strong>di</strong><br />
sostanze in “microlaboratori” <strong>di</strong> analisi realizzati su singoli “chip” elettronici,<br />
o l’organizzazione delle membrane cellulari mostra la strada verso la progettazione<br />
<strong>di</strong> “nanovettori” (sorta <strong>di</strong> “nanopillole”) per il trasporto mirato <strong>di</strong><br />
sostanze biologicamente attive a cellule e tessuti all’interno dell’organismo. E<br />
così via, in un continuo scambio tra ricerca fondamentale e applicata.<br />
Dinamica molecolare<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Anche antiche domande sui fondamenti si ripropongono in termini nuovi.<br />
Come si spiega l’apparente paradosso per cui degli oggetti come le molecole<br />
<strong>di</strong> un gas, che obbe<strong>di</strong>scono alle leggi della meccanica classica (e<br />
che dovrebbero quin<strong>di</strong> muoversi secondo una <strong>di</strong>namica reversibile, cioè<br />
comportarsi in un modo in<strong>di</strong>fferente allo scorrere della freccia del tempo),<br />
esibiscono invece, se osservati in grande numero a livello macroscopico, il<br />
comportamento tipicamente irreversibile sancito dal secondo principio della<br />
termo<strong>di</strong>namica? Posto oltre un secolo fa nei lavori dei padri fondatori della<br />
meccanica statistica, il problema si ripropone ancora vivo all’attenzione dei<br />
ricercatori <strong>di</strong> oggi, che hanno però ora a <strong>di</strong>sposizione un poderoso strumento<br />
per stu<strong>di</strong>arlo, fornito dalla incre<strong>di</strong>bile potenza <strong>di</strong> calcolo dei moderni<br />
calcolatori, che sono in grado <strong>di</strong> “inseguire” la <strong>di</strong>namica <strong>di</strong> un gran numero<br />
<strong>di</strong> particelle in interazione e simularne il comportamento reale.<br />
La <strong>di</strong>namica molecolare permette così, attraverso questi “esperimenti teorici”<br />
in cui il calcolatore svolge una essenziale funzione <strong>di</strong> simulazione <strong>di</strong> comportamenti<br />
collettivi che non sarebbero altrimenti calcolabili analiticamente,<br />
<strong>di</strong> porre e analizzare in termini nuovi una antica domanda fondamentale<br />
che sta a fondamento della meccanica statistica.
Supercalcolatori<br />
Lo sviluppo <strong>di</strong> strumenti <strong>di</strong> calcolo sempre più veloci, fl essibili e potenti è<br />
una linea <strong>di</strong> ricerca da sempre perseguita con eccellenti risultati nel nostro<br />
<strong>Dip</strong>artimento, nella tra<strong>di</strong>zione che trae origine da un suggerimento <strong>di</strong> Enrico<br />
Fermi.<br />
In particolare dall’idea che <strong>di</strong>ede origine ad APE, il primo calcolatore parallelo<br />
specifi camente progettato per eseguire simulazioni <strong>di</strong> Cromo<strong>di</strong>namica<br />
Quantistica su reticolo, i ricercatori del nostro <strong>Dip</strong>artimento hanno realizzato,<br />
nell’ambito <strong>di</strong> una collaborazione europea, il calcolatore parallelo<br />
apeNEXT caratterizzato da una potenza <strong>di</strong> calcolo dell’or<strong>di</strong>ne del Terafl ops<br />
(10 12 operazioni fl oating point al secondo).<br />
Nel seminterrato dell’E<strong>di</strong>fi cio E. Fermi del nostro <strong>Dip</strong>artimento è ospitato uno<br />
dei maggiori laboratori <strong>di</strong> calcolo scientifi co europei, con 14 unità apeNEXT,<br />
per una potenza complessiva <strong>di</strong> circa 10 Terafl ops e una memoria <strong>di</strong> 1.8<br />
TeraBytes.<br />
E’ attualmente in fase <strong>di</strong> progettazione un processore <strong>di</strong> calcolo multi-core,<br />
caratterizzato da alte prestazioni e bassi consumi, che sarà alla base della<br />
prossima generazione <strong>di</strong> calcolatori APE con potenze <strong>di</strong> calcolo dell’or<strong>di</strong>ne<br />
del Petafl ops (10 15 operazioni fl oating point al secondo).<br />
29<br />
Simulazione del moto <strong>di</strong> un fl uido riscaldato<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Sistemi fi sici nonlineari e or<strong>di</strong>nati: Teoria dei solitoni<br />
La nostra comprensione <strong>di</strong> moltissimi fenomeni naturali si basa sulla nostra<br />
capacita’<strong>di</strong> risolvere le equazioni del moto <strong>di</strong> sistemi sia <strong>di</strong>screti (insiemi <strong>di</strong><br />
particelle, reticoli, automi cellulari) che continui (fl ui<strong>di</strong>, campi elettromagnetici,<br />
campi gravitazionali). Queste equazioni sono generalmente non lineari<br />
ed, a fronte della enorme <strong>di</strong>ffi colta’ <strong>di</strong> escogitare meto<strong>di</strong> analitici <strong>di</strong> indagine, la<br />
loro non linearita’ da’ luogo a fenomeni estremamente interessanti e complessi.<br />
L’approssimazione lineare semplifi ca i calcoli ma e’ molto spesso inadeguata<br />
a comprendere la fi sica <strong>di</strong> quanto si osserva.<br />
30<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Negli ultimi quarant’anni sono stati scoperti sistemi modello che descrivono<br />
comportamenti <strong>di</strong>namici non lineari, universali ed or<strong>di</strong>nati tali da essere trattabili<br />
in modo esatto con tecniche <strong>di</strong> analisi ed algebra.<br />
La generalità <strong>di</strong> questi meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> indagine permette la loro applicazione<br />
ai fenomeni piu’ vari: onde nei fl ui<strong>di</strong> come negli oceani e nell’atmosfera,<br />
propagazione <strong>di</strong> energia nelle catene molecolari come nel DNA, onde<br />
elettromagnetiche come fasci LASER in mezzi non lineari, onde gravitazionali<br />
come da esplosione <strong>di</strong> supernovae, onde nella materia condensata come in<br />
soli<strong>di</strong> e plasmi. In particolare, nello stu<strong>di</strong>o della propagazione <strong>di</strong> onde non<br />
lineari, e’ emerso un nuovo para<strong>di</strong>gma capace <strong>di</strong> unifi care <strong>di</strong>versi comportamenti:<br />
quello <strong>di</strong> SOLITONE.<br />
Generalmente questo designa un’ onda capace <strong>di</strong> propagarsi in un mezzo<br />
<strong>di</strong>spersivo senza <strong>di</strong>sperdersi (!) grazie ad un bilanciamento tra l’effetto <strong>di</strong>spersivo<br />
e quello non lineare. Questa scoperta ha avviato una ricerca esplosiva<br />
sulla teoria dei solitoni e sulle loro applicazioni. Le piu’ recenti riguardano<br />
la trasmissione <strong>di</strong> impulsi ottici sia in fi bra su gran<strong>di</strong>ssime <strong>di</strong>stanze sia in<br />
componenti logiche per calcolatori ottici. Questi solitoni ottici si comportano<br />
come robuste “particelle <strong>di</strong> luce” (nella Fig 1 si vede l’urto <strong>di</strong> due solitoni<br />
stabili mentre nella Fig. 2 l’urto e’ tra due solitoni instabili e la Fig. 3 mostra<br />
due solitoni legati). La non linearita’ delle equazioni del moto comporta una<br />
ricca fenomenologia come urti tra onde, fusione <strong>di</strong> onde, creazione ed annichilazione<br />
<strong>di</strong> coppie, deca<strong>di</strong>menti, formazione <strong>di</strong> strutture estese coerenti,<br />
ed oggi la teoria sottostante porta ad un controllo matematico <strong>di</strong> questi<br />
fenomeni ed a fare previsioni dei dati sperimentali.<br />
Recentemente si e’ cominciato a vedere anche una via analitica per trattare<br />
processi <strong>di</strong> onde d’urto e per descrivere analiticamente la transizione dai<br />
moti or<strong>di</strong>nati a quelli caotici.
Geofisica<br />
Nel vasto ambito della geofi sica, nel nostro <strong>Dip</strong>artimento si svolgono varie<br />
attività tra cui lo stu<strong>di</strong>o della ra<strong>di</strong>azione UV, e <strong>di</strong> vari aspetti del clima e delle<br />
cause che lo mo<strong>di</strong>fi cano.<br />
La ra<strong>di</strong>azione solare ultravioletta al suolo è un importante parametro ambientale.<br />
Il suo stu<strong>di</strong>o permette <strong>di</strong> quantifi care quanta ra<strong>di</strong>azione arriva alla superfi<br />
cie terrestre in funzione della posizione del sole e della composizione<br />
dell’atmosfera. Questo tipo <strong>di</strong> indagine è anche importante per valutare<br />
quanta ra<strong>di</strong>azione viene intercettata dagli in<strong>di</strong>vidui durante le loro attività<br />
all’aperto.<br />
Per quanto riguarda lo stu<strong>di</strong>o del clima esso ha aspetti <strong>di</strong> carattere<br />
fondamentale, come lo stu<strong>di</strong>o della circolazione generale dell’atmosfera,<br />
della tropopausa atmosferica, del ruolo dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche.<br />
Un obiettivo è quello <strong>di</strong> descrivere l’origine delle zone climatiche<br />
della Terra. Oggi esistono basi razionali da cui far derivare una completa<br />
spiegazione dell’origine delle zone climatiche e della loro <strong>di</strong>pendenza dalle<br />
forze che si esercitano sul sistema. Tuttavia le <strong>di</strong>ffi coltà insite nella natura non<br />
lineare dei processi fi sici coinvolti fa si che queste spiegazioni appaiono<br />
ancora elusive ed insod<strong>di</strong>sfacenti.<br />
31<br />
La circolazione generale dell’atmosfera: schema<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
Il ruolo dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche è un altro tema fondamentale.<br />
Le circolazioni oceaniche su scala planetaria <strong>di</strong>pendono anche<br />
dalla <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> salinità e la <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> densità associata guida delle<br />
circolazioni profonde che hanno scale dei tempi anche millenarie. Interruzioni<br />
improvvise <strong>di</strong> tali circolazioni possono indurre variazioni climatiche,<br />
incluse le glaciazioni.<br />
32<br />
Satellite per osservazione della Terra.<br />
Di ovvia importanza pratica è lo stu<strong>di</strong>o del ciclo idrologico e della siccità,<br />
degli eventi estremi e l’uso <strong>di</strong> satelliti per la raccolta <strong>di</strong> dati su scala globale.<br />
I satelliti sembrano essere le piattaforme ideali da cui eseguire con continuità<br />
tali misure. Attualmente, un gruppo del <strong>Dip</strong>artimento si è impegnato nell’uso<br />
<strong>di</strong> dati GPS (‘Global Position System’) per la determinazione dell’altezza<br />
della tropopausa e del contenuto <strong>di</strong> vapore acqueo dell’atmosfera.<br />
Per quanto riguarda la siccità e il ciclo idrologico, come riportato dalla stampa,<br />
le risorse idriche del pianeta saranno presto sottoposte ad uno sforzo al<br />
limite della sostenibilità. In particolare, il bacino del Me<strong>di</strong>terraneo, un’area<br />
soggetta ad episo<strong>di</strong> siccitosi frequenti, pone il problema dell’uso razionale<br />
delle risorse per prevenire e mitigare gli effetti avversi <strong>di</strong> questi eventi.<br />
In questo ambito nel <strong>Dip</strong>artimento si è stu<strong>di</strong>ato il ciclo idrologico dell’acqua<br />
nel bacino del Me<strong>di</strong>terraneo, sviluppando una metodologia per il monitoraggio<br />
della siccità.<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
In<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> siccità SPI sulla scala<br />
temporale <strong>di</strong> 3 mesi per Aprile<br />
2007. Dati NCEP/NCAR.<br />
Lo stu<strong>di</strong>o della statistica degli eventi estremi è uno dei capitoli fondamentali<br />
per monitorare e prevenire gli effetti <strong>di</strong> <strong>di</strong>sastri naturali quali la siccità e le<br />
inondazioni. Nel <strong>Dip</strong>artimento si sviluppano meto<strong>di</strong> non tra<strong>di</strong>zionali per la<br />
classifi cazione <strong>di</strong> tali eventi.
<strong>Fisica</strong> e Beni Culturali<br />
I Beni Culturali fi sicamente tangibili comprendono un enorme numero <strong>di</strong><br />
manufatti - libri, sculture, affreschi, mosaici, vasi, e<strong>di</strong>fi ci - realizzati con i<br />
materiali più <strong>di</strong>versi come, per citarne solo alcuni, pigmenti pittorici, carta o<br />
legno che, in un certo senso, sono inconsueti per un fi sico. Nella maggior<br />
parte dei casi questi materiali hanno strutture microscopiche molto complesse<br />
ed eterogenee, spesso contaminate da miria<strong>di</strong> <strong>di</strong> impurezze legate<br />
all’ambiente da cui sono prelevati. L’ambiente <strong>di</strong> provenienza ed il lavoro<br />
umano lasciano quin<strong>di</strong> molte tracce nelle strutture microscopiche dei manufatti,<br />
tracce che possono essere fatte emergere con tecniche opportune per<br />
arricchire con dati oggettivi il bagaglio <strong>di</strong> conoscenze intorno ad un’opera e<br />
contribuire così alla sua corretta collocazione storica o preistorica, oltre che<br />
per agevolare la sua conservazione ed eventualmente il restauro.<br />
La fi sica, specialmente la fi sica della materia e quella delle particelle elementari,<br />
negli ultimi anni ha imparato ad utilizzare su questi materiali il<br />
patrimonio <strong>di</strong> metodologie sperimentali che per decenni ha utilizzato nello<br />
stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> atomi, molecole e cristalli. Tecniche basate sull’uso <strong>di</strong> neutroni,<br />
elettroni, luce, onde ra<strong>di</strong>o, ra<strong>di</strong>azione infrarossa o a raggi x, sono state<br />
spesso reinterpretate per poter essere utilizzate con bassa invasività nello<br />
stu<strong>di</strong>o delle opere d’arte. Attualmente si possono ottenere informazioni sulla<br />
natura dei pigmenti <strong>di</strong> un <strong>di</strong>pinto senza asportare parte della pellicola pittorica,<br />
si possono ricavare informazioni sulla similarità <strong>di</strong> ceramiche interrogando<br />
l’acqua intrappolata nei<br />
loro pori, oppure ottenere<br />
informazioni sui cambiamenti<br />
operati da un pittore - i pentimenti<br />
- o sulle scritte in un<br />
papiro completamente annerito<br />
utilizzando ra<strong>di</strong>azione<br />
infrarossa o raggi X, ottenere<br />
informazioni della composizione<br />
minerale <strong>di</strong> un<br />
manufatto tramite elettroni<br />
Nella figura la Pietà <strong>di</strong><br />
Sebastiano del Piombo è<br />
stu<strong>di</strong>ata con una sonda a<br />
risonanza magnetica: in<br />
questo caso una tecnica nata<br />
per lo stu<strong>di</strong>o delle strutture<br />
molecolari ed utilizzata<br />
anche in me<strong>di</strong>cina è stata<br />
adattata per misure non<br />
invasive e in situ su Beni<br />
Culturali.<br />
33<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza
e neutroni.<br />
Si può datare un’opera attraverso la concentrazione <strong>di</strong> certi isotopi usando<br />
tecniche molto più sensibili della datazione al carbonio 14 tra<strong>di</strong>zionale e,<br />
per materiali inerti, liberando con il calore elettroni intrappolati nelle sue<br />
strutture cristalline. E’ un mondo affascinante, tra arte e scienza, in continua<br />
evoluzione perché molte delle tecniche adoperate normalmente in altri<br />
ambiti della ricerca scientifi ca, sono recepite e riadattate per il mondo dei<br />
Beni Culturali. Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> della Sapienza possiede e sviluppa<br />
un’intensa attività <strong>di</strong> ricerca in quest’ambito, e molte delle tecniche citate<br />
sopra sono utilizzate e tuttora perfezionate nei suoi laboratori.<br />
34<br />
Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />
Le ricerche in storia e <strong>di</strong>dattica della fisica<br />
Come sono nate e cresciute queste idee, come sono state confrontate<br />
con il duro banco <strong>di</strong> prova che è l’esperimento, quale è la storia delle<br />
istituzioni <strong>di</strong> ricerca al cui interno si sono formati i fi sici che le hanno<br />
concepite e sviluppate?<br />
Sono le domande <strong>di</strong> chi si occupa <strong>di</strong> storia della fi sica, attività particolarmente<br />
coltivata nel nostro <strong>Dip</strong>artimento, dove i ricercatori possono avvalersi<br />
della ricca collezione <strong>di</strong> strumenti del Museo <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> (una preziosa testimonianza<br />
del passato della <strong>di</strong>sciplina) e dei consistenti fon<strong>di</strong> archivistici, in cui<br />
è custo<strong>di</strong>ta gran parte della memoria storica della fi sica italiana.<br />
Una lunga tra<strong>di</strong>zione scientifi ca si trasmette grazie al passaggio <strong>di</strong> competenze<br />
tra successive generazioni <strong>di</strong> fi sici che si realizza nell’insegnamento.<br />
Stu<strong>di</strong>are le modalità <strong>di</strong> trasmissione e <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento del particolare linguaggio<br />
e dei contenuti conoscitivi specifi ci della fi sica è il compito dei<br />
ricercatori in <strong>di</strong>dattica della fi sica.<br />
Un altro settore <strong>di</strong> ricerca in cui il <strong>Dip</strong>artimento vanta una lunga storia; la<br />
ricerca in <strong>di</strong>dattica costituisce tra l’altro un canale per eccellenza attraverso<br />
cui si realizzano effi caci interazioni tra l’università e il mondo dell’istruzione<br />
scolastica e si opera una corretta <strong>di</strong>vulgazione delle idee della fi sica a <strong>di</strong>fferenti<br />
livelli.
Principali Istituzioni e Laboratori<br />
Nazionali e Internazionali _<br />
collaborazioni<br />
35
La nostra Storia<br />
LA FISICA A ROMA ALLA SAPIENZA:<br />
LE TAPPE PRINCIPALI, DALLE ORIGINI AL 1960<br />
36<br />
1303 Viene fondato da Bonifacio VIII lo Stu<strong>di</strong>um Urbis; la prima università<br />
pubblica <strong>di</strong> Roma verrà denominata, a partire dalla seconda metà del<br />
Cinquecento, “La Sapienza”, da una scritta posta all’ingresso del palazzo<br />
dove ha sede, “Initium sapientiae timor Domini”<br />
1701 Viene istituita alla Sapienza la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale.<br />
I docenti che insegnano fi sica sono tutti appartenenti agli or<strong>di</strong>ni religiosi<br />
1748 Si inaugura il Teatro Fisico, dove si eseguono “pubblici esperimenti”<br />
1817 Viene fondata la Scuola <strong>di</strong> applicazione per gli ingegneri, oggi a<br />
San Pietro in Vincoli<br />
1819 Ricopre la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale Saverio Barlocci, primo<br />
docente laico <strong>di</strong> fi sica<br />
1872 L’Università <strong>di</strong> Roma, passata ormai dallo Stato Pontifi cio al Regno<br />
d’Italia, viene equiparata alle altre università del regno.<br />
Viene chiamato a ricoprire la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale e a <strong>di</strong>rigere il<br />
Regio Istituto Fisico, Pietro Blaserna<br />
1881 L’Istituto Fisico si trasferisce dal Palazzo della Sapienza al nuovo<br />
e<strong>di</strong>fi cio <strong>di</strong> via Panisperna. Nella Scuola Pratica fondata da Blaserna gli<br />
studenti del primo biennio fanno per la prima volta, nell’università romana,<br />
esperimenti<br />
1896 Il Circolo fi sico <strong>di</strong> Roma, fondato da Blaserna, promuove un ciclo<br />
<strong>di</strong> conferenze pubbliche per <strong>di</strong>ffondere la cultura fi sica.<br />
Soprattutto le conferenze sul ra<strong>di</strong>o, subito dopo la scoperta della<br />
ra<strong>di</strong>oattività naturale (H. Becquerel, 1896) e del ra<strong>di</strong>o e del polonio<br />
(Marie e Pierre Curie, 1898) appassioneranno l’u<strong>di</strong>torio<br />
1918 Orso Mario Corbino <strong>di</strong>venta <strong>di</strong>rettore del Regio Istituto Fisico.<br />
Il ruolo <strong>di</strong> Corbino sarà fondamentale per il decollo della Scuola <strong>di</strong><br />
<strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Roma<br />
1825 Enrico Fermi formula una nuova statistica per le particelle a spin<br />
semintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi detti fermioni)<br />
1926 Fermi vince a Roma la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica fatta istituire<br />
da Corbino. Intorno a Fermi si raccolgono i giovani Edoardo Amal<strong>di</strong>, Emilio<br />
Segrè, Ettore Majorana. Nel 1927 si unisce al gruppo Franco Rasetti, allora<br />
assistente <strong>di</strong> A. Garbasso a Firenze ed esperto <strong>di</strong> spettroscopia
1933 Fermi formula la teoria del deca<strong>di</strong>mento beta<br />
1934 I ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, Rasetti, Segrè, Amal<strong>di</strong> e il chimico<br />
Oscar D’Agostino, guidati da Fermi, scoprono la ra<strong>di</strong>oattività indotta dai<br />
neutroni<br />
1934-36 I ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, ai quali si è aggiunto Bruno Pontecorvo<br />
appena laureato, stu<strong>di</strong>ano le proprietà dei neutroni lenti<br />
1936 L’Istituto Fisico si trasferisce alla Città universitaria, nella attuale sede<br />
del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> (E<strong>di</strong>fi cio Marconi). Amal<strong>di</strong>, Fermi e Rasetti<br />
realizzano il prototipo <strong>di</strong> un piccolo acceleratore elettrostatico da 200 keV<br />
per deutoni<br />
1937 Corbino muore e alla <strong>di</strong>rezione dell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> G. Marconi<br />
gli succede Antonino Lo Surdo<br />
1938 Fermi vince il premio Nobel per la fi sica. Anche a causa delle leggi<br />
razziali che colpiscono sua moglie, lascia l’Italia per gli Stati Uniti.<br />
La fuga dei cervelli prosegue e anche Segrè, Pontecorvo, Rasetti abbandonano<br />
l’Italia. A tenere le fi la della ricerca rimane solo Edoardo Amal<strong>di</strong><br />
e con lui Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni, Mario Ageno, i giovani neolaureati<br />
Oreste Piccioni e Marcello Conversi, Giancarlo Wick e pochi altri<br />
1939 Amal<strong>di</strong> e Rasetti in collaborazione con G. C. Trabacchi e Daria<br />
Bocciarelli dell’Istituto <strong>di</strong> Sanità realizzano un acceleratore elettrostatico<br />
Cockcroft-Walton da 1 MV da impiegare nella ricerca e nella produzione<br />
<strong>di</strong> sostanze ra<strong>di</strong>oattive artifi ciali per uso me<strong>di</strong>co<br />
1945 Conversi, Ettore Pancini e Piccioni conducono a Roma un<br />
esperimento che <strong>di</strong>mostra che le particelle penetranti dei raggi cosmici<br />
(note all’epoca con il nome <strong>di</strong> “mesotroni” e oggi dette “muoni”)<br />
non sono le particelle <strong>di</strong> Yukawa ma appartengono alla famiglia dei<br />
leptoni: l’esperimento segna l’inizio della fi sica delle alte energie<br />
1951 Viene fondato l’Istituto Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN),<br />
fortemente voluto da Amal<strong>di</strong>; primo presidente Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni<br />
1954 Nasce a Ginevra il CERN, il Centro europeo per la ricerca<br />
nucleare; primo segretario generale, Edoardo Amal<strong>di</strong><br />
1959 Viene completato a Frascati, sotto la <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> Giorgio Salvini,<br />
un elettrosincrotrone da 1100 MeV<br />
1960 Viene realizzato a Frascati AdA, il primo anello <strong>di</strong> accumulazione<br />
a fasci collidenti per elettroni e positroni ideato da Bruno Touschek,<br />
docente dell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Roma: da questo prototipo derivano tutti i<br />
gran<strong>di</strong> “collider” usati oggi<br />
37
I protagonisti<br />
I due e<strong>di</strong>fi ci in cui è <strong>di</strong>viso il <strong>Dip</strong>artimento (Marconi e Fermi), alcune aule<br />
(Amal<strong>di</strong>, Cabibbo Conversi, Corbino, Majorana), aulette (Persico, Touschek)<br />
e laboratori (Pontecorvo, Segrè) sono intitolati a importanti protagonisti della<br />
storia della fi sica italiana che sono stati attivi come docenti e ricercatori<br />
nell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> romano. Di seguito trovate alcune brevi note biografi che<br />
su questi personaggi, e su Pietro Blaserna, primo <strong>di</strong>rettore del nuovo Istituto<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> via Panisperna, da lui fondato dopo che Roma <strong>di</strong>venne capitale<br />
dello Stato italiano nel 1870.<br />
38<br />
chi erano<br />
I protagonisti<br />
Amal<strong>di</strong>, Edoardo<br />
(Carpaneto Piacentino 1908 - Roma 1989)<br />
Laureatosi nel 1929 a Roma nel gruppo Fermi, collaborò alle fondamentali<br />
ricerche sulla fi sica del neutrone (ra<strong>di</strong>oattività indotta, neutroni lenti).<br />
Passò vari soggiorni all’estero: nel 1931, a Lipsia<br />
da Peter Debye a stu<strong>di</strong>are la <strong>di</strong>ffrazione dei raggi<br />
X nei liqui<strong>di</strong>; nel 1934 al Caven<strong>di</strong>sh Laboratory <strong>di</strong><br />
Cambridge, e nel 1936, alla Columbia University<br />
a New York e presso il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> Magnetismo<br />
terrestre della Carnegie Institution, a Washington<br />
D.C. Dal 1937 ricoprì la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Sperimentale<br />
a Roma. Nel dopoguerra ha svolto un ruolo<br />
determinante nella costituzione in Italia dell’Istituto<br />
Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN, del quale<br />
sarà presidente dal 1960 al 1965) e in Europa, a<br />
Ginevra, del Conseil Européen pour la Recherche<br />
Nucléaire (CERN, 1952). Figura chiave nella politica della ricerca in Italia,<br />
è stato uno dei principali protagonisti nella nascita dei Laboratori nazionali<br />
<strong>di</strong> Frascati, nei progetti spaziali ESRO (organizzazione nata nel 1962 per<br />
dare poi vita all’ ESA), nella politica energetica.<br />
Ha dato notevoli contributi anche allo stu<strong>di</strong>o delle particelle elementari<br />
(nei raggi cosmici e con l’impiego <strong>di</strong> macchine acceleratrici) e ha infi ne<br />
promosso, dal 1971, la ricerca delle onde gravitazionali.<br />
Il suo impegno per il <strong>di</strong>sarmo fu costante e attivo: aderì al movimento pacifi<br />
sta Pugwash dall’anno della sua costituzione, nel 1957.<br />
Dal 1966 fu presidente della International School on Disarmament and<br />
Research on Confl icts (ISODARCO).
Blaserna, Pietro<br />
(Fiumicello in Aquileja,1836 - Roma 1918)<br />
Completati gli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> matematica e <strong>di</strong> fi sica presso l’università <strong>di</strong> Vienna,<br />
fu assistente <strong>di</strong> Andreas von Ettingshausen(dal 1856 al 1859), <strong>di</strong>rettore<br />
dell’Istituto<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Vienna. Perfezionò quin<strong>di</strong> la sua formazione <strong>di</strong> fi sica<br />
sperimentale alla Sorbonne <strong>di</strong> Parigi, nel laboratorio <strong>di</strong> Regnault.<br />
Tornato in Italia, nel 1862 ottenne un incarico presso l’Istituto Superiore<br />
<strong>di</strong> Firenze e un anno dopo fu chiamato a ricoprire la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />
nell’Università <strong>di</strong> Palermo. Nel 1872 venne trasferito a Roma, all’Università<br />
La Sapienza, sulla cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Sperimentale e l’anno dopo venne<br />
nominato <strong>di</strong>rettore dell’Istituto Fisico, carica che manterrà fi no al 1918.<br />
In pochi anni Blaserna mo<strong>di</strong>fi cò alle ra<strong>di</strong>ci gli insegnamenti <strong>di</strong> matematica e<br />
fi sica, riuniti nella Facoltà Fisico-Matematica (denominata dal 1874 Facoltà<br />
<strong>di</strong> Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).<br />
Il contributo maggiore dato da Blaserna alla<br />
creazione della scuola <strong>di</strong> fi sica <strong>di</strong> Roma fu la progettazione<br />
dell’Istituto Fisico <strong>di</strong> via Panisperna,<br />
dove l’Istituto si trasferì nel 1881. Gli interessi<br />
scientifi ci <strong>di</strong> Blaserna spaziavano dalla geofi sica<br />
all’elettrotecnica, dall’acustica alla “fi sica musicale”.<br />
Su incarico del Ministero partecipò alla spe<strong>di</strong>zione<br />
per stu<strong>di</strong>are l’eruzione dell’Etna del 1879; dallo<br />
stesso anno, fu presidente del Consiglio Direttivo <strong>di</strong><br />
Meteorologia. Dopo il terremoto <strong>di</strong> Casamicciola,<br />
nel 1883, fu presidente della Commissione Governativa; è stato uno dei<br />
fondatori del Servizio Geo<strong>di</strong>namico in Italia per la rilevazione degli eventi<br />
sismici.<br />
Dal1887 al 1907 fu Presidente del Consiglio <strong>di</strong> Meteorologia e Geo<strong>di</strong>namica.<br />
Socio della Reale Accademia dei Lincei dal 1873, ne <strong>di</strong>venne<br />
segretario nel 1879 e Presidente nel 1904.<br />
Fu socio fondatore della Società degli Spettroscopisti Italiani.<br />
Fu nominato senatore del Regno nel 1890, vicepresidente del Senato nel<br />
1904, vicepresidente dell’Or<strong>di</strong>ne Civile <strong>di</strong> Savoia. Oltre alla musica coltivò<br />
la passione per la montagna (fu tra i 50 soci fondatori della Sezione<br />
Romana del Club Alpino Italiano, istituita nel 1873).<br />
39<br />
I protagonisti
40<br />
Conversi, Marcello<br />
(Tivoli 1919 – Roma1988)<br />
Laureatosi in fi sica a Roma nel 1940, ha insegnato<br />
<strong>Fisica</strong> superiore presso le Università <strong>di</strong> Pisa e <strong>di</strong><br />
Roma. Tra il 1950 e il 1958 <strong>di</strong>resse l’Istituto Fisico<br />
dell’Università <strong>di</strong> Pisa, tra il 1960 e il 1966 quello<br />
dell’Università <strong>di</strong> Roma. Durante gli anni <strong>di</strong> guerra,<br />
insieme a E. Pancinie O. Piccioni, condusse presso<br />
l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> G. Marconi <strong>di</strong> Roma una serie <strong>di</strong><br />
fondamentali esperimenti, che <strong>di</strong>mostravano che il<br />
mesotrone non era la particella prevista da Yukawa<br />
ma un leptone pesante, denominato poi muone. Nel 1955, a Pisa, insieme<br />
ad A. Gozzini, realizzò il primo rivelatore “a camera a scintilla”.<br />
Sempre a Pisa <strong>di</strong>resse il progetto per la realizzazione <strong>di</strong> un avanzato centro<br />
<strong>di</strong> calcolo elettronico.<br />
I protagonisti<br />
Corbino, Orso Mario<br />
(Augusta, 1876 – Roma1937)<br />
Nato ad Augusta, in provincia <strong>di</strong> Siracusa, da<br />
una modesta famiglia <strong>di</strong> artigiani pastai, si laureò<br />
in fi sica a soli 20 anni presso l’Università <strong>di</strong> Palermo,<br />
dove <strong>di</strong>venne in seguito assistente <strong>di</strong> Damiano<br />
Macaluso. Nel 1904 vinse la cattedra <strong>di</strong><br />
<strong>Fisica</strong> sperimentale all’Università <strong>di</strong> Messina. Nel<br />
1908 si trasferì a Roma, chiamato da Blaserna per<br />
succedere ad Alfonso Sella sulla cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />
complementare. Morto Blaserna, nel1918 gli succedette<br />
alla <strong>di</strong>rezione dell’Istituto Fisico e alla cattedra<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale. Ricoprì importanti cariche amministrative e politiche:<br />
nel 1917 venne nominato Presidente del Consiglio Superiore delle acque<br />
e dei Lavori Pubblici, senatore del Regno su proposta <strong>di</strong> Giovanni Giolitti<br />
nel 1920, ministro della Pubblica Istruzione nel 1921 nel governo Bonomi,<br />
ministro dell’Economia Nazionale nel 1923-24. Fu anche Presidente della<br />
Compagnia Generale <strong>di</strong> Elettricità, della Società Meri<strong>di</strong>onale <strong>di</strong> Elettricità<br />
e della Commissione per le <strong>di</strong>rettive artistiche e la vigilanza tecnica<br />
delle ra<strong>di</strong>o<strong>di</strong>ffusioni. In ambito accademico, fu socio nazionale dei Lincei,<br />
Presidente della Società Italiana delle Scienze, detta dei XL (1914- 1919),<br />
Presidente della Società Italiana <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>. Fece istituire a Roma la prima cattedra<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica, sulla quale chiamò Fermi nel1926, e la cattedra <strong>di</strong><br />
Spettroscopia sulla quale chiamò Franco Rasetti nel 1930. Scoprì l’“effetto<br />
Corbino” (1918-22), una variante dell’effetto Hall. Stu<strong>di</strong>ò in modo approfon<strong>di</strong>to<br />
e defi nitivo la teoria della pila elettrica (1927). Diede numerosi contributi<br />
in elettrotecnica e nella nascente elettronica. In fotoelasticità, verifi cò<br />
la teoria <strong>di</strong> Volterra delle <strong>di</strong>storsioni elastiche e fu un pioniere nelle applicazioni<br />
pratiche dell’analisi degli stress nei materiali. Nel 1936 fondò l’Istituto<br />
<strong>di</strong> Elettroacustica del CNR a via Panisperna.
Fermi, Enrico<br />
(Roma 1901 - Chicago 1954).<br />
Praticamente auto<strong>di</strong>datta, nel 1918 entrò alla Scuola<br />
normale superiore <strong>di</strong> Pisa per frequentare il corso <strong>di</strong><br />
fi sica. Anche durante il periodo universitario stu<strong>di</strong>ò<br />
in modo autonomo la fi sica relativistica e la fi sica<br />
quantistica, <strong>di</strong>venendo ben presto un’autorità nel settore<br />
non solo nell’ateneo pisano ma anche nel resto<br />
d’Italia dove le resistenze verso la “nuova fi sica”<br />
erano forti. Laureatosi nel luglio del 1922, trascorse<br />
alcuni perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o nel 1923 in Germania, a<br />
Gottinga presso M.Born, e nel 1924 in Olanda, a Leida presso P. Ehrenfest.<br />
Alla fi ne del 1925 formulò una nuova statistica (oggi detta <strong>di</strong> Fermi-Dirac) per<br />
le particelle a spin semintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi dette fermioni).<br />
Ha ricoperto nel 1926 la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica in Italia, fatta istituire<br />
appositamente per Fermi da Corbino all’Università La Sapienza. Trasferitosi<br />
nell’autunno del 1926, a Roma nell’Istituto <strong>di</strong> Via Panisperna, creò intorno<br />
a sé un gruppo <strong>di</strong> collaboratori: il primo fu Rasetti, al quale si aggiunsero E.<br />
Segré, E. Amal<strong>di</strong>, B. Pontecorvo. Saltuariamente, e solo per quanto riguardava<br />
i problemi teorici, partecipava ai lavori del gruppo anche E. Majorana. Ha<br />
dato numerosi contributi <strong>di</strong> primissimo or<strong>di</strong>ne alla fi sica teorica, tra i quali il<br />
più importante è la teoria del deca<strong>di</strong>mento beta, formulata alla fi ne del 1933<br />
e da considerare l’atto <strong>di</strong> nascita della moderna fi sica teorica delle particelle<br />
elementari. Dopo che, nel gennaio del 1934, I. Curie e F. Joliot annunciarono<br />
a Parigi <strong>di</strong> aver osservato la ra<strong>di</strong>oattività artifi ciale provocata da particelle<br />
alfa in elementi leggeri (boro, alluminio e magnesio), Fermi pensò che il modo<br />
migliore per produrla dovesse consistere nell’impiegare come proiettili i neutroni<br />
(scoperti solo due anni prima da J. Chadwick) che essendo elettricamente<br />
neutri non subiscono la repulsione coulombiana del nucleo. In breve tempo<br />
Fermi, in collaborazione con Rasetti, Segré, Amal<strong>di</strong>, il chimico O. D’Agostino,<br />
ai quali si era aggiunto il neolaureato Pontecorvo, ne iniziò uno stu<strong>di</strong>o sistematico<br />
con esiti positivi. Fermi e collaboratori scoprirono inoltre che per urti<br />
successivi contro i nuclei dell’idrogeno <strong>di</strong> un materiale idrogenato i neutroni<br />
vengono notevolmente rallentati e che i neutroni lenti così prodotti sono fi no a<br />
cento volte più effi caci dei neutroni veloci nel produrre le reazioni nucleari con<br />
emissione gamma. Fermi formulò in questo periodo la teoria del rallentamento<br />
dei neutroni che conteneva molte delle idee che saranno alla base della teoria<br />
dei reattori nucleari. Per le ricerche sulla fi sica nucleare del gruppo <strong>di</strong>retto da<br />
Fermi all’Istituto <strong>di</strong> fi sica <strong>di</strong> via Panisperna negli anni Trenta gli venne conferito<br />
nel 1938 il premio Nobel per la fi sica. Alla fi ne dello stesso anno, poco dopo<br />
la promulgazione in Italia delle leggi razziali (sua moglie, Laura Capon, era<br />
ebrea), emigrò negli USA. A Chicago ha realizzato il primo reattore nucleare<br />
a fi ssione, che iniziò a funzionare il 2 <strong>di</strong>cembre del 1942. Fermi è stato uno<br />
dei principali protagonisti del lavoro scientifi co che ha portato a Los Alamos<br />
alla realizzazione della bomba a fi ssione.<br />
Dopo la guerra è stato professore all’Università <strong>di</strong> Chicago, occupandosi <strong>di</strong><br />
vari problemi <strong>di</strong> fi sica fondamentale, e svolgendo attività <strong>di</strong> consulenza scientifi<br />
ca per il governo degli Stati Uniti.<br />
41<br />
I protagonisti
42<br />
Majorana, Ettore<br />
(Catania 1906 – scomparso nel 1938).<br />
Dopo essersi iscritto a Ingegneria a Roma nel 1923,<br />
passò a <strong>Fisica</strong> nel 1928, dove si laureò nel luglio<br />
dell’anno successivo sotto la guida <strong>di</strong> Fermi, con<br />
una tesi su “La teoria quantistica dei nuclei ra<strong>di</strong>oattivi”.<br />
Negli anni seguenti pubblicò alcuni contributi<br />
<strong>di</strong> fi sica atomica e molecolare e conseguì la libera<br />
docenza in fi sica teorica nel novembre del 1932.<br />
Si de<strong>di</strong>cò poi a una serie <strong>di</strong> lavori fondamentali che<br />
segnano la nascita della fi sica teorica dei nuclei e<br />
delle particelle elementari. Nel 1937, a più <strong>di</strong> <strong>di</strong>eci anni <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza dal<br />
primo concorso <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica del 1926, venne ban<strong>di</strong>to un altro concorso<br />
richiesto dall’università <strong>di</strong> Palermo. Majorana concorse tra altri can<strong>di</strong>dati<br />
ma <strong>di</strong> fronte alla sua evidente superiorità la commissione, presieduta da<br />
Fermi, non essendo in grado <strong>di</strong> applicare nel suo caso la procedura normale<br />
dei concorsi universitari, chiese al ministro dell’Educazione Nazionale<br />
Giuseppe Bottai, <strong>di</strong> ricorrere a una legge, già invocata per Guglielmo Marconi,<br />
che attribuisse al giovane fi sico teorico una cattedra fuoriconcorso.<br />
Majorana vincerà “per chiara fama”, nel novembre del1937, la cattedra<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica all’Università <strong>di</strong> Napoli.<br />
Dopo avere preso servizio nella nuova sede e avere iniziato le lezioni scomparve<br />
misteriosamente il 26 marzo del 1938, dopo un viaggio in nave che<br />
da Napoli lo portava a Palermo. Nonostante le molte ricerche e le molte<br />
congetture sulla sua fi ne, nulla si è riuscito a sapere <strong>di</strong> certo. Un commento<br />
sulla personalità scientifi ca <strong>di</strong> Ettore, fatto da Fermi a Giuseppe Cocconi<br />
subito dopo la notizia della sua scomparsa, e da questi raccontato in una<br />
lettera a E. Amal<strong>di</strong> del 1965, riassume la fi gura <strong>di</strong> questo “genio senza buonsenso”:<br />
per Fermi ci sono varie categorie <strong>di</strong> scienziati, <strong>di</strong> primo, secondo<br />
e terzo rango, “ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene,<br />
Ettore era uno <strong>di</strong> quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha;<br />
sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovare negli altri<br />
uomini, il buon senso”.<br />
I protagonisti<br />
Marconi, Guglielmo<br />
(Bologna 1874 – Roma1937).<br />
Dopo il celebre “esperimento della collina ”(Pontecchio,<br />
1895), in cui Marconi riuscì a realizzare un<br />
sistema <strong>di</strong> trasmissione e ricezione <strong>di</strong> onde elettromagnetiche<br />
a grande <strong>di</strong>stanza, si trasferì in Inghilterra<br />
perché convinto che la sua invenzione potesse<br />
trovare in quel paese un terreno più favorevole.
Nel 1897 ottenne il suo primo brevetto sui “Perfezionamenti nella trasmissione<br />
degli impulsi e degli apparecchi relativi” e nello stesso anno venne<br />
costituita la Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd.(dal 1900, Marconi’s<br />
Wireless Telegraph Co. Ltd) con la facoltà <strong>di</strong> impiegare i brevetti in tutto il<br />
mondo. Nel <strong>di</strong>cembre 1901 Marconi riuscì a effettuare il primo collegamento<br />
interoceanico tra Poldhu, in Cornovaglia, e St. John’s in Terranova.<br />
Nel 1909, primo italiano insignito dell’alto riconoscimento, con<strong>di</strong>vise con<br />
K. F. Braun il premio Nobel per la fi sica.<br />
Nel 1914 fu nominato Senatore del Regno d’Italia. Nel 1928 <strong>di</strong>venne<br />
presidente del CNR; nel 1930, presidente della Reale Accademia d’Italia.<br />
Nello stesso anno iniziò la progettazione della Ra<strong>di</strong>o Vaticana a onde corte,<br />
inaugurata da papa Pio XI nel 1931.<br />
Per l’occasione, Marconi fu nominato Accademico Pontifi cio e gli fu conferita<br />
la Gran Croce dell’Or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Pio IX. Nel 1932 gli venne assegnata<br />
a Londra, da Lord Rutherford, la Kelvin Medal e venne eletto membro della<br />
National Academy of Sciences <strong>di</strong> Washington. Socio nazionale dei Lincei<br />
nel 1931 e presidente dell’Istituto della Enciclope<strong>di</strong>a Italiana nel 1933.<br />
Nominato professore <strong>di</strong> Onde elettromagnetiche nella Regia Università <strong>di</strong><br />
Roma nel 1935, Marconi non insegnò mai nell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> romano che<br />
dopo la sua morte si chiamerà Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> “Guglielmo Marconi”.<br />
43<br />
Persico, Enrico<br />
(Roma 1900-1969).<br />
Amico e compagno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Fermi, si laureò in<br />
fi sica a Roma nel 1921 per poi <strong>di</strong>venire assistente<br />
<strong>di</strong> Corbino dal 1922 al 1927. Nel 1926 vinse la<br />
cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica presso l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong><br />
Arcetri a Firenze, dove contribuì alla formazione <strong>di</strong><br />
un gruppo <strong>di</strong> giovani fi sici, tra i quali Bruno Rossi,<br />
Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni, Giuseppe Occhialini, Giulio<br />
Racah. Nel 1930 passò a insegnare a Torino.<br />
Nel 1947 si trasferì all’università Laval a Québec, in Canada, per ricoprire<br />
il posto lasciato vacante da Rasetti, per tornare a Roma nel 1950 a ricoprire<br />
la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> superiore. Dal 1953 ha <strong>di</strong>retto la sezione teorica<br />
dell’INFN lavorando alla progettazione <strong>di</strong> componenti <strong>di</strong> acceleratori, e in<br />
particolare ai sistemi <strong>di</strong> iniezione <strong>di</strong> particelle cariche. Nel 1958, sempre a<br />
Roma, passò a insegnare <strong>Fisica</strong> teorica. Oltre ai contributi rilevanti dati alla<br />
fi sica teorica rivestì, insieme a Fermi, un ruolo fondamentale nella <strong>di</strong>ffusione<br />
<strong>di</strong> questo settore <strong>di</strong> ricerca in Italia.<br />
I protagonisti
44<br />
Pontecorvo, Bruno<br />
(Pisa 1913 – Dubna 1993)<br />
Laureatosi nel 1934 con E. Fermi, collaborò alle fondamentali<br />
ricerche sulle proprietà dei neutroni lenti.<br />
Si trasferì poco dopo a Parigi da F. Joliot all’Institut du<br />
ra<strong>di</strong>um, ottenendo notevoli risultati nel campo della<br />
fi sica nucleare,e quin<strong>di</strong> (1940) negli Stati Uniti dove<br />
mise a punto un metodo <strong>di</strong> carotaggio neutronico.<br />
Nel 1943 partecipò alla realizzazione del primo<br />
reattore nucleare canadese; nel 1948 assunse una<br />
delle <strong>di</strong>rezioni tecniche dei Laboratori atomici inglesi <strong>di</strong> Harwell; nel 1950<br />
si trasferì in URSS presso l’Istituto nucleare <strong>di</strong> Dubna (Mosca). Fondamentali<br />
furono i suoi contributi alla fi sica dei neutrini: ipotizzò l’esistenza <strong>di</strong> due<br />
tipi <strong>di</strong> neutrini (neutrino-e e neutrino-m) suggerendo il modo <strong>di</strong> evidenziarli<br />
sperimentalmente; ideò il metodo cloro-argon per rivelare i neutrini; svolse<br />
importanti stu<strong>di</strong> sulla massa dei neutrini e sulle loro “oscillazioni”.<br />
Segrè, Emilio<br />
(Tivoli 1905 – Lafayette, California,1989).<br />
Laureatosi a Roma nel gruppo Fermi, collaborò alle<br />
fondamentali ricerche sulla fi sica del neutrone (ra<strong>di</strong>oattività<br />
indotta, neutroni lenti). Dal 1936 al 1938 fu<br />
professore presso l’Università<strong>di</strong> Palermo, dove isolò<br />
il tecnezio, il primo elemento artifi ciale.<br />
Rifugiatosi a causa delle leggi razziali negli Stati Uniti<br />
(dove prese la citta<strong>di</strong>nanza nel 1944), partecipò<br />
al progetto Manhattan per la realizzazione delle<br />
prime armi nucleari. Nel dopoguerra le sue ricerche<br />
riguardarono problemi <strong>di</strong> fi sica nucleare e <strong>di</strong> fi sica delle particelle elementari.<br />
Nel 1955, con O. Chamberlain, scoprì l’antiprotone tra i prodotti<br />
dell’interazione protone-nucleone ad altissima energia; per questa scoperta<br />
gli fu conferito il premio Nobel per la fi sica.<br />
I protagonisti<br />
Touschek, Bruno<br />
(Vienna 1921 – Innsbruck1978).<br />
Costretto ad abbandonare l’Austria perché ebreo,<br />
nel 1940 si trasferì in Germania dove nel 1943 fu<br />
catturato dalla Gestapo. Fuggito nel 1945, riuscì a<br />
conseguire la laurea in fi sica a Gottinga nel 1946,<br />
e successivamente (1949) il PhD a Glasgow.<br />
Nel 1954 si trasferìa Roma dove insegnò, presso<br />
l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>, Meto<strong>di</strong> matematici della fi sica.
A lui si deve l’ideazione e la realizzazione, presso i Laboratori nazionali <strong>di</strong><br />
Frascati, del primo anello <strong>di</strong> accumulazione a fasci collidenti per elettroni<br />
e positroni, ADA. Presso ADA furono osservate le prime collisioni elettronepositrone<br />
ad alta energia nel riferimento del centro <strong>di</strong> massa e <strong>di</strong>mostrata<br />
la possibilità <strong>di</strong>realizzare anelli più potenti. Socio straniero dei Lincei dal<br />
1972.<br />
I protagonisti oggi<br />
chi siamo<br />
La tra<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> eccellenza scientifi ca, legata a nomi prestigiosi quali quelli<br />
che vi abbiamo presentato, è stata tenuta in vita dai loro successori e continua<br />
tutt’oggi nella presenza e nella attività dei ricercatori del <strong>Dip</strong>artimento.<br />
45<br />
Molti tra i nostri docenti hanno dato contributi signifi cativi alla <strong>di</strong>sciplina e<br />
godono <strong>di</strong> reputazione internazionale, e hanno inoltre ricoperto importanti<br />
cariche istituzionali nel mondo della ricerca. Tra questi Giorgio Salvini, che<br />
è stato il primo <strong>di</strong>rettore dei Laboratori Nazionali <strong>di</strong> Frascati, presidente<br />
dell’INFN dal 1966 al 1970, e ministro dell’Università e della Ricerca<br />
Scientifi ca nel governo Dini, Nicola Cabibbo, presidente dell’INFN dal<br />
1983 al 1993 e successivamente presidente dell’ENEA, Luciano Maiani,<br />
presidente dell’INFN dal 1993 al 1997, Direttore Generale del CERN dal<br />
1997 al 2003 ed attuale Presidente del CNR, Giorgio Parisi, uno dei più<br />
giovani chiamati a far parte della Accademia Nazionale dei Lincei,<br />
Giorgio Fiocco, presidente della Agenzia Spaziale Italiana, dal 1994<br />
al 1995, Miguel A. Virasoro, <strong>di</strong>rettore del Centro Internazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />
Teorica <strong>di</strong> Trieste dal 1995 al 2002.<br />
In tempi più recenti, a docenti del nostro <strong>Dip</strong>artimento sono stati assegnati<br />
alcuni importantissimi premi: il Clarence Zener Prize 2005 a Rosario Cantelli,<br />
il Premio Feltrinelli 2006 a Giovanni Jona Lasinio, il Premio Balzan<br />
2006 a Paolo De Bernar<strong>di</strong>s, nel 2007 la Medaglia Dirac a Luciano<br />
Maiani, e la Medaglia Boltzmann a Giovanni Gallavotti (quest’ultima era<br />
stata assegnata in precedenza anche a Giorgio Parisi). Nel 2011 sono<br />
stati assegnati dalla Società <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Europea il Premio per la <strong>Fisica</strong> delle<br />
Alte Energie a Luciano Maiani e il Premio Cocconi a Paolo de Bernar<strong>di</strong>s.<br />
Sempre nel 2011, Giorgio Parisi ha ricevuto la prestigiosissima Medaglia<br />
Max Planck.<br />
I protagonisti
Il Museo del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> fisica<br />
46<br />
Al primo e al terzo piano del Nuovo E<strong>di</strong>fi cio Fermi, si trova il Museo del<br />
<strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> che documenta la storia <strong>di</strong> questa istituzione, della<br />
<strong>di</strong>dattica e della ricerca che in essa venivano svolte dai tempi dell’antico<br />
palazzo della Sapienza a via Panisperna e, infi ne, alla Città universitaria.<br />
Negli anni Novanta, con la <strong>di</strong>ffusione <strong>di</strong> Internet, è stato realizzato<br />
“Museoinrete”, consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/museo/home.htm<br />
La rete ha dato così maggiore visibilità alle collezioni <strong>di</strong> strumenti.<br />
Il Museo infatti funziona principalmente per lezioni mirate e come laboratorio<br />
<strong>di</strong> ricerca per gli storici: la comunicazione con il grande pubblico è<br />
affi data completamente alla rete.<br />
Le collezioni vanno dal Settecento agli anni delle ricerche del gruppo dei<br />
“ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna”. Gli strumenti non vanno visti staticamente come<br />
oggetti del passato ma osservati cercando per esempio <strong>di</strong> confrontare rispetto<br />
a oggi come venivano fatte le misurazioni, o talune esperienze <strong>di</strong>mostrative,<br />
e <strong>di</strong> rifl ettere su come la tecnologia ne ha mo<strong>di</strong>fi cato ra<strong>di</strong>calmente la<br />
struttura.<br />
Dietro l’aspetto oggi insolito <strong>di</strong> tanti strumenti antichi, i principi fi sici sono in<br />
compenso spesso più evidenti <strong>di</strong> quanto non appaia con analoghi strumenti<br />
moderni, soprattutto se asserviti al computer.
47<br />
Il Museo è <strong>di</strong>viso in varie sezioni, Meccanica, Pompe, Acustica, Elettricità<br />
e Magnetismo, Ottica e Spettroscopia e la Collezione Fermi.<br />
In quest’ultima sono conservati vari materiali originali utilizzati dal gruppo<br />
dei ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, nella ricerca che portò alla scoperta della<br />
ra<strong>di</strong>oattività artifi ciale indotta dai neutroni: campioni da irra<strong>di</strong>are, camere<br />
<strong>di</strong> ionizzazione, camere <strong>di</strong> Wilson, sorgenti ra<strong>di</strong>oattive, contatori Geiger-<br />
Muller <strong>di</strong> metallo e <strong>di</strong> vetro.<br />
Il Museo conserva in particolare un esemplare <strong>di</strong> camera a ionizzazione<br />
con i vari accessori, chiamato in gergo “Segno Romano”.<br />
La caratteristica che più colpisce nella strumentazione del gruppo Fermi è<br />
la sua estrema semplicità, tanto più straor<strong>di</strong>naria se posta in relazione alla<br />
enorme portata dei risultati con essa conseguiti che costituiscono una pietra<br />
miliare nella nascita della fi sica del neutrone e nello sviluppo della fi sica<br />
del nucleo. Semplicità che non equivaleva a rinunciare alla strumentazione<br />
d’avanguar<strong>di</strong>a, come <strong>di</strong>mostra la realizzazione nel 1936 da parte <strong>di</strong> Amal<strong>di</strong>,<br />
Fermi e Rasetti <strong>di</strong> un piccolo acceleratore elettrostatico (la prima macchina<br />
acceleratrice italiana) per deutoni da 200 keV (del quale il Museo<br />
conserva una delle valvole raddrizzatrici e parte dell’alimentazione) al fi ne<br />
<strong>di</strong> ottenere una sorgente <strong>di</strong> neutroni più intensa <strong>di</strong> quelle impieganti preparati<br />
ra<strong>di</strong>oattivi.
I fon<strong>di</strong> archivistici<br />
48<br />
È quasi superfl uo sottolineare la grande importanza, per la ricerca storicoscientifi<br />
ca, della documentazione archivistica costituita dalle carte degli<br />
scienziati, per ricostruire le loro vicende e il loro pensiero.<br />
L’attività <strong>di</strong> raccolta, conservazione, rior<strong>di</strong>namento e inventariazione <strong>di</strong><br />
questi documenti riveste inoltre un intrinseco signifi cato culturale, anche in<br />
considerazione del ruolo sempre più importante svolto dalla scienza nella<br />
società moderna.<br />
Da alcuni anni il gruppo <strong>di</strong> Storia della fi sica del <strong>Dip</strong>artimento sta lavorando<br />
alla costituzione e organizzazione <strong>di</strong> vari fon<strong>di</strong> archivistici.<br />
Al momento sono custo<strong>di</strong>ti nel nostro <strong>di</strong>partimento gli archivi personali <strong>di</strong><br />
Mario Ageno, Edoardo Amal<strong>di</strong>, Marcello Conversi, Enrico Persico, Bruno<br />
Touschek e Clau<strong>di</strong>o Villi. I documenti custo<strong>di</strong>ti ammontano ad un totale <strong>di</strong><br />
poco meno <strong>di</strong> mille scatole d’archivio, e costituiscono nel loro complesso<br />
la più rilevante fonte esistente in Italia per lo stu<strong>di</strong>o della storia della fi sica<br />
italiana nel secondo dopoguerra.<br />
In particolare, essendo stata estremamente rilevante la fi gura <strong>di</strong> Edoardo<br />
Amal<strong>di</strong> nelle vicende scientifi che e istituzionali della fi sica italiana ed europea,<br />
gran<strong>di</strong>ssima è l’importanza storica della documentazione costituita<br />
dalle carte che sono confl uite nel Fondo Amal<strong>di</strong> dopo la sua scomparsa nel<br />
<strong>di</strong>cembre 1989.<br />
Queste carte, in virtù del meto<strong>di</strong>co stile <strong>di</strong> lavoro e della sensibilità per la<br />
conservazione della memoria propri <strong>di</strong> Edoardo Amal<strong>di</strong>, costituiscono una<br />
testimonianza pressoché completa <strong>di</strong> tutti gli aspetti delle sue molteplici<br />
attività. Non è eccessivo affermare che nell’Archivio Amal<strong>di</strong> è raccolta la<br />
memoria delle vicende della fi sica italiana e <strong>di</strong> buona parte della collaborazione<br />
scientifi ca europea nella seconda metà del Novecento.<br />
L’archivio contiene inoltre spora<strong>di</strong>che testimonianze degli anni tra il 1928<br />
e il 1938 che videro la collaborazione <strong>di</strong> Amal<strong>di</strong> con Fermi, all’interno del<br />
gruppo dei ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, e una ricca documentazione relativa<br />
agli anni della guerra e a quelli imme<strong>di</strong>atamente successivi.
Lettera alle matricole<br />
Benvenuti nel nostro <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università Sapienza.<br />
Da noi vengono condotte avanzate ricerche, teoriche e sperimentali, in<br />
settori <strong>di</strong> frontiera della <strong>Fisica</strong>, ed è possibile lavorare a contatto con<br />
personalità <strong>di</strong> altissimo livello. Perchè ne abbiate un’idea è nel nostro<br />
<strong>Dip</strong>artimento che sono stati scelti i presidenti dei massimi enti <strong>di</strong> ricerca<br />
nazionali (INFN, ENEA, Agenzia spaziale). Tra questi ricor<strong>di</strong>amo,<br />
il prof. Maiani, attuale Presidente del CNR ed ex <strong>di</strong>rettore del CERN <strong>di</strong><br />
Ginevra, il più grande laboratorio europeo <strong>di</strong> fi sica; il Prof. Cabibbo, che<br />
è stato Presidente dell’Istituto Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN),<br />
i proff. Jona Lasinio, Gallavotti, Parisi, Di Castro e altri ancora, tutti <strong>di</strong><br />
altissima rinomanza internazionale per le loro ricerche. Sta a voi trarre il<br />
massimo profi tto dalle possibilità <strong>di</strong> contatto con questi e altri personaggi,<br />
con i membri dell’intero staff del <strong>Dip</strong>artimento, sempre <strong>di</strong>sponibili, come<br />
è nella nostra tra<strong>di</strong>zione, a parlare con gli studenti, in aula e fuori, per<br />
trasmettere cultura.<br />
In realtà, più che <strong>di</strong> cultura, converrebbe parlare <strong>di</strong> metodo, che è un<br />
aspetto essenziale della scienza. In particolare <strong>di</strong> metodo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />
Può esere <strong>di</strong>ffi cile imparare a stu<strong>di</strong>are a vent’anni, soprattutto se la scuola,<br />
come spesso avviene oggi, non insegna a suffi cienza a stu<strong>di</strong>are.<br />
E allora, una volta all’università, si ha l’illusione <strong>di</strong> poter andare avanti<br />
prendendosela calma, ascoltando magari, più o meno <strong>di</strong>strattamente,<br />
qualche lezione e rimandando lo stu<strong>di</strong>o effettivo al momento in cui si<br />
dovrà, prima o poi, ma meglio poi che prima, affrontare l’esame. Forse<br />
perché nessuno si era preoccupato fi no ad ora <strong>di</strong> aiutare gli studenti nella<br />
<strong>di</strong>ffi cile transizione dalle scuole superiori all’università.<br />
Sono i questionari <strong>di</strong>stribuiti ogni anno agli studenti che mostrano che oltre<br />
la metà <strong>di</strong> quelli che frequentano non stu<strong>di</strong>ano la materia contestualmente,<br />
allo scopo <strong>di</strong> dare l’esame a breve. Aspettando invece <strong>di</strong> farlo in seguito.<br />
Ma quando? Così passano degli anni, in una sorta <strong>di</strong> parcheggio, prima<br />
<strong>di</strong> comprendere che occorre un approccio <strong>di</strong>verso e ci si devono<br />
rimboccare le maniche se si vuole arrivare in fondo.<br />
Ed è proprio questo che vorremmo raccomandarvi. Il mio augurio per voi,<br />
quin<strong>di</strong>, è che compren<strong>di</strong>ate subito, sin dall’inizio e senza perdere tempo,<br />
il metodo per procedere spe<strong>di</strong>tamente negli stu<strong>di</strong>. Ma come?<br />
49
50<br />
• Innanzitutto frequentando le lezioni, che non è obbligatorio a norma <strong>di</strong><br />
legge, ma fortemente da noi consigliato a vostro vantaggio.<br />
• Poi cercando <strong>di</strong> trarre il massimo profitto dalle lezioni e dalle<br />
esercitazioni, cioè sforzandosi <strong>di</strong> capire <strong>di</strong> cosa si parla, anche<br />
intervenendo attivamente con richieste <strong>di</strong> chiarimento, senza timore<br />
<strong>di</strong> davanti ai colleghi o al professore (capita spesso che domande <strong>di</strong><br />
chiarimento, che sarebbero utilissime a tutta la classe, vengano poste<br />
più tar<strong>di</strong>, in separata sede). Sicchè è assai utile dare una prima letta<br />
al materiale che sarà trattato a lezione prima della lezione stessa<br />
(prestu<strong>di</strong>o).<br />
• Ma è anche importantissimo de<strong>di</strong>care, dopo la lezione, un certo<br />
tempo a riguardare gli appunti (poststu<strong>di</strong>o) per fi ssare le idee sui punti<br />
essenziali, in modo che poi, al momento dell’esame, possa bastare un<br />
buon ripasso per affrontarlo convenientemente (e non si debba invece<br />
ricominciare tutto da capo).<br />
Tutto ciò del resto s’inquadra nella <strong>di</strong>dattica che con gran<strong>di</strong> sforzi stiamo<br />
provando ad attuare da alcuni anni, nel quadro della riforma del 3+2 che<br />
ha avuto inizio nel 2001. Con classi più piccole, in modo che la lezione<br />
possa essere veramente interattiva. Con esercitazioni che vi permettano <strong>di</strong><br />
verifi care continuamente lo stato delle conoscenze acquisite. E sopratutto<br />
con prove d’esame <strong>di</strong>stribuite lungo il corso per sdrammatizzare l’impatto<br />
dell’esame fi nale, rovesciando la prassi precedente, in modo che <strong>di</strong> norma<br />
si superi l’esame subito dopo il corso. Che questo sia possibile lo <strong>di</strong>mostrano<br />
i risultati: la percentuale <strong>di</strong> studenti che superano subito gli esami<br />
dei vari corsi, rispetto ai frequentanti, arriva a essere oggi fi no al 70-80%.<br />
Tornando alla <strong>Fisica</strong>, dovete essere ben consci che vi aspetta<br />
un’esperienza impegnativa e affascinante. Di cultura e <strong>di</strong> vita.<br />
Con il gusto <strong>di</strong> far parte <strong>di</strong> una comunità vera e viva, <strong>di</strong> gente giovane e<br />
adulta accomunata da uno scopo e da una passione. E dopo?<br />
Forse <strong>di</strong>venterete degli scienziati, forse no, potreste anche trovarvi a fare<br />
gli astronauti, come il nostro Guidoni, i <strong>di</strong>rigenti d’azienda, gli analisti<br />
fi nanziari, i giornalisti scientifi ci, ........ Perchè doti essenziali del fi sico<br />
sono la fl essibilità e la capacità <strong>di</strong> affrontare e risolvere i problemi più<br />
<strong>di</strong>versi, senza mai paura del nuovo, anzi proprio a caccia del nuovo.<br />
Auguri dunque e buon lavoro.<br />
Prof. Paolo Mataloni<br />
Presidente del Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica<br />
in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche e Scienze dell’Universo
Informazioni per gli studenti<br />
Informazioni <strong>di</strong> carattere generale sulla <strong>di</strong>dattica, sui corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<br />
fi sica, sono reperibili sul sito del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> :<br />
www.phys.uniroma1.it<br />
o possono essere richieste presso i seguenti uffi ci del <strong>Dip</strong>artimento:<br />
SEGRETERIA DIDATTICA<br />
Gli uffi ci sono situati al piano terra dell’e<strong>di</strong>fi cio Marconi.<br />
La Segreteria osserva il seguente orario:<br />
lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.30<br />
(sig.ra L. Ciccioli, dott.ssa D. Varone).<br />
lunedì 15.00 - 16.00 (dott.ssa D. Varone)<br />
dott.ssa Daria Varone - stanza 019 - tel. 06 49914233<br />
e-mail: seg.<strong>di</strong>dattica@phys.uniroma1.it - info.<strong>di</strong>dattica@phys.uniroma1.it<br />
sig.ra Liliana Ciccioli - stanza 005 - tel. 06 49914517<br />
e-mail: liliana.ciccioli@phys.uniroma1.it<br />
51<br />
UFFICIO DEL CONSIGLIO DI AREA DIDATTICA<br />
L’uffi cio è situato al piano terra dell’e<strong>di</strong>fi cio Marconi.<br />
L’uffi cio osserva il seguente orario:<br />
mercoledì e venerdì 10.30 - 12.30 - martedì 14.30 - 16.30<br />
dott.ssa Sonia Riosa - stanza 007 - tel. 06 49914232<br />
e-mail: sonia.riosa@uniroma1.it<br />
Informazioni <strong>di</strong> carattere amministrativo (formalità <strong>di</strong> iscrizione,<br />
tasse, borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o) sono invece reperibili:<br />
sul sito dell’Università La Sapienza :<br />
www.uniroma1.it/studenti<br />
e presso la Segreteria Amministrativa Studenti della Facoltà <strong>di</strong> Scienze<br />
Matematiche, Fisiche e Naturali<br />
telefono : 06 49912753 - fax 49912693<br />
Informazioni sui servizi generali <strong>di</strong>retti a tutti (es. la ristorazione) e servizi<br />
a concorso (borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o, alloggi, corsi e progetti, ecc.) possono essere<br />
richiesti a :<br />
ADISU<br />
Ente pubblico per il <strong>di</strong>ritto agli stu<strong>di</strong> universitari.<br />
Via Cesare de Lollis 24/b tel. 06 4970239 fax 06 4970201
I nuovi Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o universitari<br />
La struttura dell’insegnamento in fi sica, in accordo con la riforma<br />
universitaria (DM 270/04) si articola in vari cicli:<br />
LAUREE<br />
Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università La Sapienza <strong>di</strong> Roma offre due corsi<br />
<strong>di</strong> laurea (<strong>di</strong> durata triennale): <strong>Fisica</strong>, <strong>Fisica</strong> e Astrofisica.<br />
Le lauree forniscono una preparazione <strong>di</strong> base che consente:<br />
• il proseguimento degli stu<strong>di</strong> nella Laurea Magistrale, nel Master, nelle<br />
Scuole <strong>di</strong> specializzazione per l’insegnamento;<br />
• l’inserimento nel mondo del lavoro (per es. nei campi <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />
e Ambiente, Elettronica, Calcolatori, Innovazione tecnologica,<br />
Biosistemi, <strong>Fisica</strong> sanitaria, <strong>Fisica</strong> musicale, Beni culturali, Astronomia,<br />
Astrofi sica e Ricerca spaziale).<br />
53<br />
LAUREE MAGISTRALI<br />
Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università La Sapienza <strong>di</strong> Roma offre due corsi<br />
<strong>di</strong> laurea magistrale (<strong>di</strong> durata biennale): <strong>Fisica</strong>, Astronomia e Astrofisica.<br />
Consentono il proseguimento degli Stu<strong>di</strong>, l’accesso al dottorato <strong>di</strong> ricerca,<br />
l’inserimento nella ricerca fondamentale o applicata, la promozione e lo<br />
sviluppo tecnologico, le attività professionali e <strong>di</strong> progetto correlate alle<br />
<strong>di</strong>scipline fi siche (Industria, Ambiente, Sanità, Beni culturali e Pubblica amministrazione).<br />
DOTTORATI<br />
Rappresentano il completamento della formazione del ricercatore;<br />
costituiscono un titolo in<strong>di</strong>spensabile per l’accesso ai concorsi <strong>di</strong> Ricercatore<br />
nelle Università e negli Enti <strong>di</strong> Ricerca. Per ulteriori informazioni ve<strong>di</strong> oltre.
Attività <strong>di</strong> Orientamento<br />
L’attività <strong>di</strong> orientamento si rivolge ai maturan<strong>di</strong> delle scuole superiori per i<br />
quali sono organizzati degli incontri presso le scuole stesse nel corso del<br />
loro ultimo anno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> superiori.<br />
Per informazioni e prenotazione contattare<br />
Prof. Antonio Polimeni - tel. 0649914770<br />
In<strong>di</strong>rizzo <strong>di</strong> posta elettronica: antonio.polimeni@roma1.infn.it<br />
54<br />
Altre attività <strong>di</strong> orientamento ed informazione per le future matricole si<br />
svolgono presso il <strong>Dip</strong>artimento con il seguente calendario:<br />
da <strong>di</strong>cembre a maggio<br />
Si svolgono, presso il Laboratorio Esperienze Didattiche (LED) del<br />
<strong>Dip</strong>artimento, degli incontri articolati in una serie <strong>di</strong> <strong>di</strong>mostrazioni classiche<br />
<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Generale seguite da una presentazione, <strong>di</strong> circa 30 minuti, su un<br />
aspetto della fi sica moderna riconducibile agli argomenti delle <strong>di</strong>mostrazioni.<br />
Il calendario degli incontri è <strong>di</strong>sponibile sul sito del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>.<br />
Il contatto tra le classi dei maturan<strong>di</strong>, gli insegnanti interessati e<br />
l’Uffi cio del Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica è affi dato alla:<br />
dott.ssa Sonia Riosa<br />
telefono 06 49914232.<br />
In<strong>di</strong>rizzo <strong>di</strong> posta elettronica:<br />
sonia.riosa@uniroma1.it<br />
luglio<br />
Manifestazione “Porte Aperte alla Sapienza”<br />
settembre<br />
Prova <strong>di</strong> autovalutazione.<br />
Precorsi <strong>di</strong> fi sica e matematica.<br />
Prova <strong>di</strong> ingresso, precorsi <strong>di</strong> matematica.
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />
Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />
Gli obiettivi formativi specifi ci del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> sono<br />
strettamente correlati alle <strong>di</strong>scipline fondamentali, che forniscono una preparazione<br />
<strong>di</strong> base sia per l’inserimento nel mondo del lavoro che per la<br />
prosecuzione degli stu<strong>di</strong> per il conseguimento della Laurea Magistrale e del<br />
Dottorato <strong>di</strong> Ricerca o attraverso corsi <strong>di</strong> Master.<br />
La laurea in <strong>Fisica</strong> viene conferita agli studenti che abbiano conseguito i<br />
risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento descritti nel seguito secondo i “descrittori <strong>di</strong> Dublino”.<br />
Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza a corsi e laboratori.<br />
I corsi sono sud<strong>di</strong>visi <strong>di</strong> norma in una parte teorica ed una parte costituita da<br />
esercitazioni volte alla soluzione <strong>di</strong> problemi; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento<br />
si basa su prove scritte (che possono essere svolte in itinere e alla fi ne del<br />
corso) ed esami orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva<br />
ex-cathedra ed una parte svolta in laboratorio dagli studenti, sud<strong>di</strong>visi<br />
in piccoli gruppi, sotto la guida dei docenti; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento<br />
si basa su relazioni <strong>di</strong> laboratorio, <strong>di</strong> gruppo e/o in<strong>di</strong>viduali, elaborate <strong>di</strong><br />
norma durante il corso, ed esami orali.<br />
I corsi <strong>di</strong> laboratorio comprendono anche attività <strong>di</strong> tirocinio formativo, alle<br />
quali possono aggiungersi altre attività specifi che <strong>di</strong> orientamento al mondo<br />
del lavoro.<br />
La quota dell’impegno orario complessivo a <strong>di</strong>sposizione dello studente per<br />
lo stu<strong>di</strong>o personale o per altra attività formativa <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è pari ad<br />
almeno il 60% dello stesso.<br />
Sbocchi occupazionali e professionali<br />
La formazione metodologica, lo spettro <strong>di</strong> conoscenze e la fl essibilità<br />
operativa acquisiti consentono al laureato in <strong>Fisica</strong>, qualora non intenda<br />
proseguire gli stu<strong>di</strong> nel secondo livello, <strong>di</strong> trovare collocazione in una ampia<br />
gamma <strong>di</strong> aree professionali, che richiedono conoscenze specifi che relative<br />
a sistemi naturali ed artifi ciali, e in genere in tutte le attività ad alto grado <strong>di</strong><br />
innovazione tecnologica nel settore sia pubblico che privato.<br />
Gli ambiti <strong>di</strong> riferimento comprendono l’industria, con particolare riguardo<br />
a quella elettronica, spaziale e dei semiconduttori e dell’energia, le attività<br />
55<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong>
<strong>di</strong> valutazione <strong>di</strong> qualità dei prodotti, i laboratori <strong>di</strong> ricerca e sviluppo, il<br />
monitoraggio e la valutazione ambientale, il terziario relativo all’impiego dei<br />
calcolatori (per es. sistemi <strong>di</strong> acquisizione ed elaborazione <strong>di</strong> dati), il settore<br />
commerciale scientifi co (per es. tecnico commerciale/tecnico <strong>di</strong> assistenza)<br />
e il settore fi nanziario.<br />
La laurea in <strong>Fisica</strong> prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche e<br />
Naturali (Categoria ISTAT 2.1.1, e più specifi camente Fisici e Astronomi,<br />
cat. 2.1.1.1) la cui formazione potrà essere completata attraverso un corso<br />
<strong>di</strong> Laurea <strong>di</strong> secondo livello.<br />
Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> fi sici e astronomi.<br />
56<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />
Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può<br />
scegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta<br />
formativa relativa a tutti i corsi <strong>di</strong> laurea della Sapienza, purché<br />
coerenti con il percorso formativo.<br />
Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati come due esami separati al primo e al<br />
secondo semestre del terzo anno ma possono essere acquisiti in<br />
un qualsiasi semestre del triennio, sia attraverso 2 esami da 6<br />
CFU che attraverso un unico esame da 12 CFU.<br />
Ai fi ni del conteggio del numero massimo <strong>di</strong> 20 esami (D.M.<br />
16/3/2007, Art. 4 c. 2), i corsi a scelta contano comunque<br />
come un unico esame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1 c. 2).<br />
Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, “in<br />
nessun caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli<br />
esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale<br />
da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong> laurea”.<br />
Ve<strong>di</strong> a fianco il quadro dettagliato del percorso formativo
ANNO<br />
SEMESTRE<br />
CORSO DI LAUREA IN FISICA<br />
Insegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formative<br />
PRIMO<br />
SECONDO<br />
TERZO<br />
I<br />
II<br />
III<br />
VI<br />
GEOMETRIA 9 MAT/03 <strong>di</strong> base<br />
ANALISI 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />
LABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrative<br />
MECCANICA 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />
CHIMICA 6 CHIM/03 <strong>di</strong> base<br />
LABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzante<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 per il primo anno<br />
ANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />
TERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />
MECCANICA ANLITICA E RELATIVISTICA 6 FIS/02 affini o integrative<br />
LABORATORIO DI FISICA<br />
6 INF/01 caratterizzante<br />
COMPUTAZIONALE I<br />
ELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />
LABORATORIO DI<br />
6 FIS/01 caratterizzante<br />
ELETTROMAGNETISMO E CIRCUITI<br />
MODELLI E METODI<br />
MATEMATICI DELLA FISICA<br />
12 FIS/02 caratterizzante<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il secondo anno<br />
MECCANICA QUANTISTICA 9 FIS/02 caratterizzante<br />
V<br />
MECCANICA STATISTICA 6 FIS/02 caratterizzante<br />
LABORATORIO DI SEGNALI E SISTEMI 9 FIS/01 caratterizzante<br />
CORSO A SCELTA 6 a scelta dello studente<br />
OTTICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />
VI<br />
STRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzante<br />
FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE I 6 FIS/04 caratterizzante<br />
CORSO A SCELTA 6 a scelta dello studente<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 57 per il terzo anno<br />
Ulteriori conoscenze <strong>di</strong> lingua inglese 3 ulteriori attività formative<br />
Conoscenza della lingua inglese 2 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />
Prova finale: <strong>di</strong>ssertazione 4 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />
57<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong>
Insegnamenti non curriculari<br />
L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> laurea è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante<br />
l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />
INSEGNAMENTI CFU SSD<br />
Introduzione all’astrofisica 6 FIS/05<br />
Introduzione alla fisica dell’atmosfera 6 FIS/06<br />
Introduzione alla relatività generale 6 FIS/02<br />
58<br />
Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />
Prof. Ugo AGLIETTI<br />
Prof. Luciano Maria BARONE<br />
Prof. Fabio BELLINI<br />
Prof. Roberto CONTINO<br />
Prof. Daniele DEL RE<br />
Prof. Riccardo FACCINI<br />
Prof. Federico RICCI TERSENGHI<br />
Prof. Fabio SCIARRINO<br />
Ulteriori informazioni nella Sezione “Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong><br />
laurea”.<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />
Estratto dal Regolamento Didattico per l’A.A. 2011/12 del Corso <strong>di</strong><br />
laurea in FISICA<br />
Classe L-30 (Scienze e tecnologie fi siche) ex D.M. 270/04<br />
Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />
Gli obiettivi formativi qualifi canti del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />
sono strettamente correlati alle <strong>di</strong>scipline fondamentali, che forniscono una<br />
preparazione <strong>di</strong> base che consente sia l’inserimento nel mondo del lavoro,<br />
sia la prosecuzione degli stu<strong>di</strong> per il conseguimento della Laurea Magistrale<br />
e del Dottorato <strong>di</strong> Ricerca e corsi <strong>di</strong> Master. Gli obiettivi formativi della<br />
laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica prevedono anche l’acquisizione <strong>di</strong> alcune conoscenze<br />
e capacità specifi che attraverso i “descrittori <strong>di</strong> Dublino” (ve<strong>di</strong> OF2<br />
nel testo integrale).<br />
La laurea <strong>di</strong> primo livello in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica viene conferita agli studenti<br />
i quali abbiano acquisito le conoscenze e capacità descritte nel seguito,<br />
secondo i “descrittori <strong>di</strong> Dublino” (ve<strong>di</strong> OF2 nel testo integrale). Questi risultati<br />
vengono conseguiti attraverso la frequenza a corsi e laboratori. I corsi<br />
constano <strong>di</strong> regola <strong>di</strong> una parte teorica e una parte <strong>di</strong> esercitazioni. La<br />
verifi ca <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento avviene tramite prove scritte (sia in itinere che a<br />
fi ne corso) e orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva excathedra<br />
ed una parte svolta in laboratorio dagli studenti, sud<strong>di</strong>visi in piccoli<br />
gruppi, sotto la guida dei docenti; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa<br />
su relazioni <strong>di</strong> laboratorio, <strong>di</strong> gruppo e/o in<strong>di</strong>viduali, elaborate <strong>di</strong> norma<br />
durante il corso, ed esami orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio comprendono anche<br />
attività <strong>di</strong> tirocinio formativo, alle quali possono aggiungersi altre attività<br />
specifi che <strong>di</strong> orientamento al mondo del lavoro.<br />
La quota dell’impegno orario complessivo a <strong>di</strong>sposizione dello studente per<br />
lo stu<strong>di</strong>o personale o per altra attività formativa <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è pari ad<br />
almeno il 60% dello stesso.<br />
Sbocchi occupazionali e professionali<br />
La laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica permette sbocchi sia sul mercato del lavoro<br />
che nel campo della ricerca, quest’ultimo principalmente tramite il conseguimento<br />
della Laurea Magistrale. Oltre agli sbocchi comuni alle varie lauree<br />
della Classe <strong>di</strong> Scienze e Tecnologie Fisiche che sono essenzialmente<br />
determinati dalla acquisita capacità metodologica <strong>di</strong> inquadramento dei<br />
problemi, dalla conoscenza dei loro meto<strong>di</strong> risolutivi e dalla capacità <strong>di</strong><br />
gestione e controllo dei risultati.<br />
59<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica
60<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
Gli sbocchi specifi ci per la Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica possono aversi:<br />
• negli Osservatori Astronomici: esiste l’esigenza <strong>di</strong> un’interfaccia tra<br />
l’astronomo proponente le osservazioni e la strumentazione. E’ ormai<br />
abbandonata l’ipotesi <strong>di</strong> soluzioni automatiche (la cosiddetta pushbutton<br />
astronomy) e sembra in<strong>di</strong>spensabile la presenza <strong>di</strong> una fi gura<br />
professionale che sappia da un lato gestire il telescopio e dall’altro ottimizzare<br />
il programma osservativo in funzione dell’obbiettivo scientifi co<br />
• negli Enti <strong>di</strong> ricerca spaziale (per esempio Telespazio): <strong>di</strong> nuovo<br />
l’interfaccia con l’utente deve garantire una preparazione <strong>di</strong> base <strong>di</strong><br />
Astronomia e <strong>di</strong> Astrofi sica. I dati raccolti dai satelliti astronomici sono<br />
oggi soggetti ad operazioni <strong>di</strong> ripulitura prima <strong>di</strong> essere <strong>di</strong>stribuiti alla<br />
comunità’ scientifi ca. La ottimizzazione <strong>di</strong> tale operazione <strong>di</strong>pende<br />
dall’obbiettivo scientifi co che si intende raggiungere e la competenza<br />
astronomica-astrofi sica gioca un ruolo basilare. Inoltre il lavoro <strong>di</strong> controllo<br />
satellitare è tra<strong>di</strong>zionalmente affi dato a persone con competenze<br />
astro-meccaniche oltre che elettronico-informatiche tipicamente acquisibili<br />
con la laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />
• nelle Agenzie Spaziali: sia l’ASI che l’ESA sono interessate a fi gure professionali<br />
con competenze astrofi siche da avviare nei ruoli manageriali<br />
degli esperimenti spaziali, per fornire un’interfaccia ai gruppi <strong>di</strong> ricerca<br />
proponenti; c’è da tempo presenza <strong>di</strong> laureati dell’in<strong>di</strong>rizzo astrofi sico<br />
della nostra Università in posizioni <strong>di</strong> management sia scientifi co che<br />
amministrativo all’ASI e all’ESA<br />
• negli Enti <strong>di</strong> ricerca e nell’industria: l’industria spaziale e astronomica<br />
ha bisogno <strong>di</strong> fi gure professionali che possano organizzare e gestire<br />
laboratori <strong>di</strong> ottica, criogenia, elettronica per progettare e sviluppare<br />
prototipi; nuovamente, la combinazione richiesta è quella <strong>di</strong> competenze<br />
astronomiche e astrofi siche con competenze tecniche <strong>di</strong> laboratorio.<br />
Sono stati sviluppati contatti con industrie con possibilità <strong>di</strong> stages fi nali,<br />
in imprese pubbliche e private attive nel campo dell’informatica e dello<br />
sviluppo <strong>di</strong> software e <strong>di</strong> meto<strong>di</strong> numerici avanzati.<br />
Per quanto riguarda la classifi cazione ISTAT, la laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />
prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (Co<strong>di</strong>ce ISTAT<br />
2.1.1, e più specifi camente Fisici e Astronomi, cat. 2.1.1.1) la cui formazione<br />
potrà essere completata attraverso un corso <strong>di</strong> Laurea <strong>di</strong> secondo<br />
livello.<br />
Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> fisici e astronomi.
ANNO<br />
SEMESTRE<br />
CORSO DI LAUREA IN FISICA E ASTROFISICA<br />
Insegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formative<br />
I<br />
GEOMETRIA 9 MAT/03 <strong>di</strong> base<br />
ANALISI 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />
PRIMO<br />
II<br />
LABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrative<br />
MECCANICA 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />
CHIMICA 6 CHIM/03 <strong>di</strong> base<br />
LABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzante<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 per il primo anno<br />
ANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />
TERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />
61<br />
III<br />
MECCANICA CELESTE 6 FIS/05 caratterizzante<br />
SECONDO<br />
TERZO<br />
VI<br />
V<br />
VI<br />
ASTRONOMIA 9 FIS/05 caratterizzante<br />
ELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />
LABORATORIO DI<br />
6 FIS/01 caratterizzante<br />
ELETTROMAGNETISMO E CIRCUITI<br />
METODI MATEMATICI DELLA FISICA 6 FIS/02 affini o integrative<br />
ULTERIORI CONOSCENZE DI<br />
LINGUA INGLESE<br />
3 ulteriori attività<br />
formative<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il secondo anno<br />
MECCANICA QUANTISTICA 9 FIS/02 caratterizzante<br />
MECCANICA STATISTICA 6 FIS/02 caratterizzante<br />
METODI NUMERICI DELL’ASTRONOMIA 6 MAT/08 affini o integrative<br />
ASTROFISICA 9 FIS/05 caratterizzante<br />
LABORATORIO DI ASTROFISICA 12 FIS/05 caratterizzante<br />
(mod.1 e mod. 2)<br />
STRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzante<br />
FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE I 6 FIS/04 caratterizzante<br />
CORSO A SCELTA<br />
12 a scelta dello studente<br />
(da 12 CFU oppure due corsi da 6 CFU)<br />
TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il terzo anno<br />
Conoscenza della lingua inglese 2 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
Prova finale: <strong>di</strong>ssertazione 4 per la prova fi nale e la lingua straniera
Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può<br />
scegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta<br />
formativa relativa a tutti i corsi <strong>di</strong> laurea della Sapienza, purché<br />
coerenti con il percorso formativo.<br />
Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati al secondo semestre del terzo anno ma<br />
possono essere acquisiti in un qualsiasi semestre del triennio.<br />
Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, “in<br />
nessun caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli<br />
esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale<br />
da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong> laurea”.<br />
62<br />
Ve<strong>di</strong> il quadro dettagliato<br />
del percorso formativo alla pagina precedente<br />
Insegnamenti non curriculari<br />
L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> laurea è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante<br />
l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
INSEGNAMENTI CFU SSD<br />
Complementi <strong>di</strong> modelli e meto<strong>di</strong> matematici della fisica 6 FIS/02<br />
Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />
Prof. Shahram RAHATLOU<br />
Prof. Marco DE PETRIS<br />
Prof. Filippo CESI<br />
Ulteriori informazioni nella Sezione “Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong><br />
laurea”.<br />
Estratto dal Regolamento Didattico per l’A.A. 2011/12 del Corso <strong>di</strong><br />
laurea in FISICA e ASTROFISICA<br />
Classe L-30 (Scienze e tecnologie fi siche) ex D.M. 270/04<br />
Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html
Norme generali comuni ai Corsi <strong>di</strong> laurea<br />
in <strong>Fisica</strong> ed in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />
Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />
<strong>Dip</strong>loma <strong>di</strong> scuola secondaria superiore o <strong>di</strong> altro titolo conseguito all’estero,<br />
riconosciuto idoneo. Conoscenze elementari acquisite nelle scuole me<strong>di</strong>e<br />
superiori (in particolare <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> classica, Matematica, Chimica e Scienze<br />
naturali).<br />
Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />
Ai fi ni dell’immatricolazione, gli studenti devono sostenere una prova, obbligatoria<br />
ma non selettiva, per la verifi ca delle conoscenze in ingresso.<br />
Le modalità <strong>di</strong> iscrizione, <strong>di</strong> svolgimento e <strong>di</strong> valutazione della prova<br />
sono defi nite dal bando annuale pubblicato dalla Sapienza, consultabile<br />
all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://servizi.uniroma1.it/corsi<strong>di</strong>laurea/corsi<strong>di</strong>laurea.do<br />
Agli studenti che non superano la prova viene assegnato un obbligo formativo<br />
aggiuntivo. Questi studenti saranno affi dati ad uno dei Tutor, il quale<br />
programmerà insieme allo studente le attività <strong>di</strong> recupero e seguirà perio<strong>di</strong>camente<br />
il suo percorso <strong>di</strong>dattico ed il profi tto relativamente alla frequenza a<br />
corsi, esercitazioni, prove in itinere ed esami. Al termine <strong>di</strong> ciascun semestre<br />
il Tutor potrà valutare l’avvenuto recupero o l’esigenza del proseguimento<br />
dell’attività <strong>di</strong> supporto, segnalando l’esito al CAD.<br />
L’obbligo formativo aggiuntivo si considera assolto con il superamento<br />
dell’esame dell’insegnamento <strong>di</strong> “Analisi”, che deve avvenire entro il termine<br />
dell’anno accademico <strong>di</strong> iscrizione (31 ottobre). In assenza <strong>di</strong> tale<br />
assolvimento, gli studenti portatori <strong>di</strong> obbligo formativo aggiuntivo dovranno<br />
iscriversi nuovamente al primo anno come ripetenti, ai sensi del Manifesto<br />
degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />
Non sono tenuti a sostenere la prova gli studenti in possesso <strong>di</strong> altra laurea<br />
o <strong>di</strong>ploma universitario e i <strong>di</strong>plomati <strong>di</strong> scuola me<strong>di</strong>a superiore che abbiano<br />
superato le prove <strong>di</strong> valutazione presso la struttura per l’orientamento<br />
dell’Istituto ITIS Galileo Galilei <strong>di</strong> Roma.<br />
Per informazioni su queste prove si veda la pagina<br />
http://siorienta.cabi.uniroma1.it<br />
Passaggi e trasferimenti<br />
Al termine del primo anno <strong>di</strong> Corso, il passaggio tra i due Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o<br />
della classe L-30 della Sapienza (<strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica) può essere<br />
eseguito d’uffi cio dalla Segreteria Amministrativa Studenti della Facoltà con<br />
il riconoscimento <strong>di</strong> tutti gli esami già sostenuti, senza ulteriore delibera del<br />
63<br />
Norme generali
64<br />
Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica (CAD).<br />
Le domande <strong>di</strong> passaggio <strong>di</strong> studenti provenienti da altri corsi <strong>di</strong> laurea della<br />
Sapienza e le domande <strong>di</strong> trasferimento <strong>di</strong> studenti provenienti da altre Università,<br />
da Accademie militari o da altri istituti militari d’istruzione superiore<br />
sono subor<strong>di</strong>nate ad approvazione da parte del CAD che:<br />
• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti<br />
gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione;<br />
nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno<br />
riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3<br />
comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> laurea);<br />
• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />
• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />
• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o.<br />
Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />
ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />
or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />
corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />
corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />
33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />
Le richieste <strong>di</strong> trasferimento al corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica devono<br />
essere presentate entro le scadenze e con le modalità specifi cate nel manifesto<br />
degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />
Norme generali<br />
Abbreviazioni <strong>di</strong> corso<br />
Chi è già in possesso del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, specialistica o altra laurea<br />
acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento previgente, oppure <strong>di</strong> laurea o laurea<br />
magistrale acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento vigente e intenda conseguire<br />
un ulteriore titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno <strong>di</strong><br />
corso successivo al primo.<br />
Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:<br />
• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera<br />
<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o<br />
<strong>di</strong> tutti gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa<br />
votazione; nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa<br />
classe vanno riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun<br />
SSD (art. 3 comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> laurea);<br />
• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />
• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />
• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o.
Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />
ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />
or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />
corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />
corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />
33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />
Uno studente non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso <strong>di</strong> laurea appartenente<br />
alla medesima classe nella quale ha già conseguito il <strong>di</strong>ploma<br />
<strong>di</strong> laurea.<br />
Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalità<br />
specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />
Criteri per il riconoscimento cre<strong>di</strong>ti<br />
Possono essere riconosciuti tutti i cre<strong>di</strong>ti formativi universitari (CFU) già acquisiti<br />
se relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentati attraverso<br />
i programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei percorsi formativi<br />
previsti dal corso <strong>di</strong> laurea. Per i passaggi da corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o della<br />
stessa classe è garantito il riconoscimento <strong>di</strong> un minimo del 50% dei cre<strong>di</strong>ti<br />
<strong>di</strong> ciascun settore scientifi co <strong>di</strong>sciplinare.<br />
Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifi co <strong>di</strong>sciplinari (SSD)<br />
per l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed in<br />
accordo con l’or<strong>di</strong>namento del corso <strong>di</strong> laurea.<br />
I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti per i quali, anche con <strong>di</strong>versa<br />
denominazione, esista una manifesta equivalenza <strong>di</strong> contenuto con<br />
gli insegnamenti offerti dal corso <strong>di</strong> laurea possono essere riconosciuti come<br />
relativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso <strong>di</strong> laurea<br />
a cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimento<br />
con le seguenti modalità:<br />
• se il numero <strong>di</strong> CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede<br />
il riconoscimento coincide con quello dell’insegnamento per cui viene<br />
esso riconosciuto, l’attribuzione avviene <strong>di</strong>rettamente;<br />
• se i CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede il riconoscimento<br />
sono in numero <strong>di</strong>verso rispetto all’insegnamento per cui esso<br />
viene riconosciuto, il CAD attribuirà i cre<strong>di</strong>ti sulla base del curriculum<br />
dello studente, anche per gruppi <strong>di</strong> esami <strong>di</strong> uno stesso SSD, eventualmente<br />
dopo colloqui integrativi;<br />
Il CAD può riconoscere come cre<strong>di</strong>ti le conoscenze e abilità professionali<br />
certifi cate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze<br />
e abilità maturate in attività formative <strong>di</strong> livello post-secondario alla<br />
cui progettazione e realizzazione l’Università abbia concorso. Tali cre<strong>di</strong>ti<br />
vanno a valere <strong>di</strong> norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a scelta dello<br />
studente. In ogni caso, il numero massimo <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti riconoscibili in tali ambiti<br />
non può essere superiore a 6.<br />
65<br />
Norme generali
Le attività già riconosciute ai fi ni dell’attribuzione <strong>di</strong> CFU nell’ambito del<br />
corso <strong>di</strong> laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito <strong>di</strong><br />
corsi <strong>di</strong> laurea magistrale.<br />
66<br />
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento e piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Ogni studente deve ottenere l’approvazione uffi ciale del proprio completo<br />
percorso formativo da parte del CAD prima <strong>di</strong> poter verbalizzare esami<br />
relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori per tutti gli studenti, pena<br />
l’annullamento dei relativi verbali d’esame.<br />
Lo studente può ottenere tale approvazione con due proce<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>versi:<br />
1. aderendo ad uno dei piani <strong>di</strong> completamento del percorso formativo<br />
pre<strong>di</strong>sposti annualmente dal CAD<br />
2. presentando un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale che deve essere valutato dal<br />
CAD per l’approvazione.<br />
Le procedure illustrate <strong>di</strong> seguito potrebbero subire mo<strong>di</strong>fi che al momento<br />
dell’entrata in vigore della nuova procedura informatica <strong>di</strong> compilazione dei<br />
piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o prevista dall’Università “La Sapienza”.<br />
Norme generali<br />
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento<br />
Un piano <strong>di</strong> completamento contiene la lista <strong>di</strong> tutti gli insegnamenti previsti nel<br />
corrispondente percorso formativo ed un apposito spazio per l’in<strong>di</strong>cazione<br />
degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a scelta dello studente. Questi ultimi<br />
possono essere scelti fra tutti quelli presenti nell’ambito dell’intera offerta<br />
formativa della Sapienza.<br />
Il modulo <strong>di</strong> adesione è <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito<br />
web del corso <strong>di</strong> laurea.<br />
Il modulo <strong>di</strong> adesione al piano <strong>di</strong> completamento, debitamente completato<br />
coi propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti a scelta, deve essere<br />
fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> laurea,<br />
che lo inoltra al CAD per la verifi ca che gli insegnamenti a scelta in<strong>di</strong>cati<br />
siano effettivamente congruenti col percorso formativo. In caso affermativo,<br />
il piano <strong>di</strong> completamento viene corredato con l’in<strong>di</strong>cazione della data del<br />
parere positivo da parte del CAD e trasmesso alla Segreteria amministrativa<br />
studenti, dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello studente. In caso<br />
negativo, lo studente viene invitato a mo<strong>di</strong>fi care l’elenco degli insegnamenti<br />
relativi ai 12 CFU a scelta.<br />
A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />
del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />
è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />
anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />
<strong>di</strong> completamento cui ha aderito.<br />
L’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento può essere effettuata una sola<br />
volta per ogni anno accademico, a partire dal primo anno <strong>di</strong> corso.
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Qualora lo studente non intenda aderire ad alcuno dei piani <strong>di</strong> completamento<br />
proposti deve presentare un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale utilizzando<br />
un apposito modulo <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />
del corso <strong>di</strong> laurea.<br />
Il modulo <strong>di</strong> proposta <strong>di</strong> piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale, debitamente completato<br />
con i propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong> tutti gli esami scelti, deve essere<br />
fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dal<br />
1 settembre al 31 <strong>di</strong>cembre <strong>di</strong> ogni anno. La Segreteria <strong>di</strong>dattica provvede<br />
a trasmetterlo alla Segreteria amministrativa studenti. Il CAD delibera<br />
sull’approvazione entro il successivo 31 gennaio.<br />
Se approvato, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale viene trasmesso alla Segreteria<br />
amministrativa studenti dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello<br />
studente.<br />
A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />
del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />
è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />
anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />
<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o approvato.<br />
Il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può essere presentato una sola volta per ogni<br />
anno accademico, a partire dal secondo anno <strong>di</strong> corso.<br />
67<br />
Mo<strong>di</strong>fica dei piani <strong>di</strong> completamento<br />
e dei piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Lo studente che abbia già aderito ad un piano <strong>di</strong> completamento può, in un<br />
successivo anno accademico, aderire ad un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> completamento<br />
oppure proporre un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale. Parimenti, lo studente<br />
al quale sia già stato approvato un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può, in un<br />
successivo anno accademico, optare per l’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento<br />
oppure proporre un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />
In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti.<br />
Modalità <strong>di</strong>dattiche<br />
Le attività <strong>di</strong>dattiche sono <strong>di</strong> tipo convenzionale e <strong>di</strong>stribuite su base semestrale.<br />
Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioni<br />
in aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in modo<br />
da consentire allo studente un congruo tempo da de<strong>di</strong>care allo stu<strong>di</strong>o<br />
personale.<br />
La durata nominale del corso <strong>di</strong> laurea è <strong>di</strong> 6 semestri, pari a tre anni.<br />
Norme generali
68<br />
Cre<strong>di</strong>ti formativi universitari<br />
Il cre<strong>di</strong>to formativo universitario (CFU) misura la quantità <strong>di</strong> lavoro svolto da<br />
uno studente per raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisiti<br />
dallo studente con il superamento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,<br />
ove previste.<br />
Il sistema <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti adottato nelle università italiane ed europee prevede<br />
che ad un CFU corrispondano 25 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente,<br />
<strong>di</strong>stribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.<br />
lezioni, esercitazioni, attività <strong>di</strong> laboratorio) e lo stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />
Nei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica, in accordo coll’articolo 23<br />
del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo, un CFU corrisponde a 8 ore <strong>di</strong> lezione,<br />
oppure a 12 ore <strong>di</strong> laboratorio o esercitazione guidata.<br />
Le schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong> ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del<br />
corso <strong>di</strong> laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore <strong>di</strong> insegnamento<br />
nelle <strong>di</strong>verse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi e ai<br />
programmi <strong>di</strong> massima.<br />
Il carico <strong>di</strong> lavoro totale per il conseguimento della laurea è <strong>di</strong> 180 CFU,<br />
corrispondenti a 4500 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente.<br />
Nell’ambito dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica la quota a <strong>di</strong>sposizione<br />
dello studente per lo stu<strong>di</strong>o personale o per altre attività formative <strong>di</strong><br />
tipo in<strong>di</strong>viduale è almeno il 60% dell’impegno orario complessivo.<br />
Norme generali<br />
Calendario <strong>di</strong>dattico<br />
Di norma, la scansione temporale è la seguente:<br />
• primo semestre: da fi ne settembre a gennaio;<br />
• prima sessione d’esami: febbraio;<br />
• secondo semestre: da marzo a giugno;<br />
• seconda sessione d’esami: luglio;<br />
• terza sessione d’esami: settembre.<br />
Il dettaglio delle date <strong>di</strong> inizio e fi ne delle lezioni <strong>di</strong> ciascun semestre e <strong>di</strong><br />
inizio e fi ne <strong>di</strong> ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web del Corso<br />
<strong>di</strong> laurea.<br />
I perio<strong>di</strong> de<strong>di</strong>cati alle lezioni e agli esami non possono sovrapporsi. In deroga<br />
a tale norma, per permettere agli studenti prossimi alla laurea <strong>di</strong> completare<br />
gli esami mancanti, saranno previsti due appelli straor<strong>di</strong>nari, <strong>di</strong> norma<br />
nel mesi <strong>di</strong> maggio e <strong>di</strong> novembre, allo scopo <strong>di</strong> permettere loro <strong>di</strong> laurearsi<br />
nelle sessioni <strong>di</strong> luglio e <strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre riservate ai soli studenti che abbiano<br />
già acquisito almeno 155 CFU.<br />
A titolo <strong>di</strong> esempio, l’orario settimanale del primo anno prevede tipicamente:<br />
• 3 o 4 ore <strong>di</strong> lezione al giorno dal lunedì al venerdì;<br />
• 4 ore <strong>di</strong> laboratorio a settimana.<br />
I corsi prevedono <strong>di</strong> norma l’assegnazione <strong>di</strong> attività da svolgere in autonomia<br />
e prove in itinere, che possono valere ai fi ni dell’esame fi nale.
Prove d’esame<br />
La verifi ca delle conoscenze acquisite avviene me<strong>di</strong>ante prove <strong>di</strong> esame<br />
orale, alle quali si accede <strong>di</strong> norma superando una prova scritta o una<br />
prova in<strong>di</strong>viduale <strong>di</strong> laboratorio, oppure sostenendo con esito positivo le<br />
prove “in itinere”. La valutazione del profi tto in<strong>di</strong>viduale dello studente, per<br />
ciascun insegnamento, viene espressa me<strong>di</strong>ante l’attribuzione <strong>di</strong> un voto<br />
in trentesimi, nel qual caso il voto minimo per il superamento dell’esame è<br />
18/30, oppure <strong>di</strong> una idoneità.<br />
Verifica delle conoscenze linguistiche<br />
L’acquisizione dei 5 cre<strong>di</strong>ti per la conoscenza della lingua inglese avviene<br />
attraverso il superamento <strong>di</strong> una idoneità (3 CFU) durante il percorso formativo<br />
e <strong>di</strong> un’altra idoneità (2 CFU) consistente in una lettura e traduzione da<br />
effettuarsi nel periodo intercorrente tra i 60 e i 30 gg dalla data <strong>di</strong> <strong>di</strong>scussione<br />
della tesi, previa presentazione della domanda <strong>di</strong> laurea.<br />
La prova <strong>di</strong> idoneità da 3 CFU può essere sostenuta in ciascuna delle tre<br />
sessioni d’esame. La facoltà <strong>di</strong> Scienze matematiche, fi siche e naturali organizza<br />
in entrambi i semestri dei corsi <strong>di</strong> preparazione alla suddetta prova.<br />
La facoltà <strong>di</strong> Scienze matematiche, fi siche e naturali offre agli studenti<br />
dell’ultimo anno delle scuole superiori del Lazio la possibilità <strong>di</strong> sostenere<br />
l’esame <strong>di</strong> inglese scientifi co. Il superamento dell’esame dà <strong>di</strong>ritto<br />
all’acquisizione dei 5 CFU relativi alle lingua inglese. L’iscrizione deve essere<br />
effettuata compilando l’apposito modulo <strong>di</strong>sponibile sul sito<br />
http://bigbang.uniroma1.it/, dove sono in<strong>di</strong>cati orari ed aule della prova<br />
ed ulteriori informazioni sulle sue modalità.<br />
L’esito positivo della prova <strong>di</strong> valutazione della conoscenza della lingua<br />
inglese verrà registrato automaticamente nella carriera dello studente.<br />
69<br />
Modalità <strong>di</strong> frequenza, propedeuticità,<br />
passaggio ad anni successivi<br />
I corsi obbligatori si svolgono in più canali paralleli, ai quali gli studenti devono<br />
iscriversi nel mese <strong>di</strong> settembre <strong>di</strong> ogni anno <strong>di</strong> corso, utilizzando una<br />
apposita procedura informatica.<br />
La frequenza assidua <strong>di</strong> tutti i corsi è una con<strong>di</strong>zione essenziale per un profi<br />
cuo inserimento dello studente nell’organizzazione del corso <strong>di</strong> laurea ed<br />
è pertanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni <strong>di</strong><br />
laboratorio la frequenza è obbligatoria.<br />
Nei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica non sono previste propedeuticità<br />
formali. Tuttavia, la collocazione degli insegnamenti nel precorso<br />
formativo è una chiara in<strong>di</strong>cazione dell’or<strong>di</strong>ne ottimale col quale seguirli e<br />
sostenerne gli esami. Nel caso in cui lo studente non superi un esame non<br />
avrà sbarramenti amministrativi al superamento degli esami successivi; egli<br />
dovrà programmare il recupero dell’esame non superato in modo da non<br />
produrre uno sfasamento tra corsi seguiti ed esami da preparare.<br />
Norme generali
Regime a tempo parziale<br />
I termini e le modalità per la richiesta del regime a tempo parziale nonché<br />
le relative norme sono stabilite nel Manifesto <strong>di</strong> Ateneo e sono consultabili<br />
sul sito web della Sapienza.<br />
70<br />
Studenti fuori corso e vali<strong>di</strong>tà dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti<br />
Ai sensi del Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo lo studente si considera fuori<br />
corso quando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dal<br />
presente regolamento <strong>di</strong>dattico, non abbia superato tutti gli esami e non<br />
abbia acquisito il numero <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti necessario al conseguimento del titolo<br />
entro 3 anni.<br />
Ai sensi del medesimo Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo:<br />
• lo studente a tempo pieno che sia fuori corso deve superare le prove<br />
mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro il<br />
termine <strong>di</strong> 9 anni dall’immatricolazione;<br />
• lo studente a tempo parziale che sia fuori corso deve superare le prove<br />
mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro un<br />
termine <strong>di</strong> anni pari al doppio della durata concordata per il regime a<br />
tempo parziale.<br />
In<strong>di</strong>pendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere allo<br />
studente un colloquio <strong>di</strong> verifi ca delle conoscenze relative ai CFU acquisiti<br />
in una data che preceda <strong>di</strong> 9 anni quella prevista per la laurea.<br />
Tutorato<br />
Gli studenti dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica possono usufruire<br />
dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD, presentando<br />
alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque momento lo<br />
ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili come tutor e<br />
le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno accademico<br />
me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web del corso<br />
<strong>di</strong> laurea.<br />
Norme generali<br />
Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />
Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />
e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per i Corsi<br />
<strong>di</strong> Stu<strong>di</strong>o della classe L-30, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare la formazione degli<br />
studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento e <strong>di</strong><br />
integrazione culturale.<br />
Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />
quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />
attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />
verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente
che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />
docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />
delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />
ore annue.<br />
L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato,<br />
con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al<br />
termine del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> Laurea. I requisiti richiesti<br />
sono:<br />
• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />
(CFU) previsti nel primo anno;<br />
• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />
ventisette/trentesimi (27/30).<br />
Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire<br />
tutti i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una<br />
votazione me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca<br />
dei requisiti predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico,<br />
dal Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento. Contestualmente<br />
al conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea, lo studente che ha concluso<br />
un Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso svolto,<br />
rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per gli<br />
altri tipi <strong>di</strong> certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente<br />
stesso. Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente<br />
un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />
I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong> eccellenza<br />
sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può anche<br />
prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della domanda<br />
<strong>di</strong> ammissione.<br />
71<br />
Prova finale<br />
Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />
i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />
fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />
<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />
La prova fi nale consiste nell’elaborazione <strong>di</strong> una <strong>di</strong>ssertazione, assegnata <strong>di</strong><br />
norma al termine del primo semestre del III anno <strong>di</strong> corso, che viene redatta<br />
sotto la supervisione <strong>di</strong> un relatore e viene presentata e <strong>di</strong>scussa dal can<strong>di</strong>dato<br />
davanti a una apposita Commissione <strong>di</strong> Laurea. Il calendario delle<br />
sedute <strong>di</strong> Laurea è stabilito all’inizio <strong>di</strong> ogni anno accademico e riportato<br />
sul sito web del Corso <strong>di</strong> laurea. La <strong>di</strong>ssertazione, a cui corrispondono 4<br />
cre<strong>di</strong>ti, deve consistere in un elaborato <strong>di</strong> non più <strong>di</strong> 20 pagine su un argomento<br />
non originale, tipicamente una compilazione approfon<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> argo-<br />
Norme generali
menti trattati nei corsi seguiti dal can<strong>di</strong>dato oppure una relazione <strong>di</strong> attività<br />
<strong>di</strong> laboratorio. L’argomento deve in ogni modo poter essere affrontato dallo<br />
studente con gli strumenti acquisiti nel corso della laurea. Un elenco <strong>di</strong> argomenti<br />
<strong>di</strong>sponibili per le <strong>di</strong>ssertazioni, con l’in<strong>di</strong>cazione dei relativi relatori, è<br />
<strong>di</strong>sponibile sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea. E’ ammessa la redazione della<br />
<strong>di</strong>ssertazione in lingua inglese.<br />
La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />
<strong>di</strong>ssertazione e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare<br />
il superamento degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico.<br />
La Commissione <strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può,<br />
all’unanimità, concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.<br />
72<br />
Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti<br />
(R.D. 4.6.1938, N. 1269)<br />
Gli studenti iscritti ai corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica, onde arricchire<br />
il proprio curriculum degli stu<strong>di</strong>, possono secondo quanto previsto<br />
dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del 4/6/1938, me<strong>di</strong>ante domanda da in<strong>di</strong>rizzare<br />
alla propria Segreteria Studenti entro il mese <strong>di</strong> gennaio <strong>di</strong> ogni anno,<br />
frequentare due corsi e sostenere ogni anno due esami <strong>di</strong> insegnamenti <strong>di</strong><br />
altra Facoltà. Tali esami non devono essere inseriti nel piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />
Visto il signifi cato scientifi co e culturale <strong>di</strong> tale norma, il CAD ha deliberato<br />
che tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbiano ottenuto<br />
almeno 39 cre<strong>di</strong>ti dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica.<br />
Si consiglia <strong>di</strong> consultare il Manifesto degli Stu<strong>di</strong> 2011/12, per verifi care<br />
la possibilità <strong>di</strong> usare questi esami allo scopo <strong>di</strong> raggiungere, prima del conseguimento<br />
della laurea, i requisiti minimi per l’ammissione ad una laurea<br />
magistrale che richieda l’acquisizione <strong>di</strong> ulteriori cre<strong>di</strong>ti in specifi ci settori<br />
scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari.<br />
Norme generali<br />
Le versioni integrali dei Regolamenti delle due Lauree sono consultabili in<br />
rete all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />
Obiettivo formativo del corso <strong>di</strong> laurea è la formazione <strong>di</strong> un fi sico con<br />
solida preparazione <strong>di</strong> base ed adeguate conoscenze specialistiche in uno<br />
dei settori della fi sica moderna corrispondenti al curriculum prescelto.<br />
A tal fi ne, il percorso formativo prevede il completamento della formazione<br />
<strong>di</strong> base attraverso corsi <strong>di</strong> fi sica teorica, <strong>di</strong> fi sica matematica e <strong>di</strong> laboratorio<br />
sperimentale comuni ai vari in<strong>di</strong>rizzi e l’approfon<strong>di</strong>mento specialistico<br />
relativo al curriculum prescelto tra quelli che si intendono attivare e che trovano<br />
una precisa defi nizione nel regolamento <strong>di</strong>dattico del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />
Sono tutti fortemente collegati alle attività <strong>di</strong> ricerca scientifi ca attive nel<br />
<strong>Dip</strong>artimento, che coprono i settori della fi sica della materia, della fi sica<br />
delle particelle elementari, della fi sica teorica, della biofi sica, della fi sica<br />
me<strong>di</strong>ca, della geofi sica, della <strong>di</strong>dattica e dei fondamenti storici ed epistemologici<br />
della fi sica e delle applicazioni dell’elettronica e dell’informatica<br />
alle ricerche <strong>di</strong> fi sica.<br />
73<br />
La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> viene conferita agli studenti che abbiano conseguito<br />
i risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento descritti nel seguito secondo i “descrittori<br />
<strong>di</strong> Dublino”. Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza a<br />
corsi e laboratori. La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento per i corsi si basa <strong>di</strong> norma<br />
su esami orali, che possono anche prevedere la <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> elaborati<br />
preparati dagli studenti. I laboratori prevedono una parte introduttiva excathedra<br />
ed una parte svolta in laboratorio, nella quale gli studenti sono<br />
sud<strong>di</strong>visi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali deve sviluppare una specifi ca<br />
tematica sperimentale sotto la guida <strong>di</strong>retta <strong>di</strong> un docente esperto della<br />
tematica stessa; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa su relazioni <strong>di</strong> laboratorio<br />
<strong>di</strong> gruppo da cui deve emergere il contributo in<strong>di</strong>viduale <strong>di</strong> ogni<br />
singolo studente e su esami orali. La quota <strong>di</strong> tempo riservata al lavoro<br />
in<strong>di</strong>viduale è defi nita nel regolamento <strong>di</strong>dattico.<br />
Le attività <strong>di</strong> tirocinio, che potranno essere svolte presso uno dei gruppi <strong>di</strong><br />
ricerca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> o <strong>di</strong> altri laboratori esterni, hanno fi nalità<br />
<strong>di</strong> orientamento occupazionale e per la scelta della tesi.<br />
Il lavoro <strong>di</strong> tesi, che occupa una frazione rilevante del secondo anno del<br />
corso, fornisce allo studente l’opportunità <strong>di</strong> essere inserito nell’attività <strong>di</strong> un<br />
gruppo <strong>di</strong> ricerca e completa la preparazione anche ai fi ni dell’inserimento<br />
post-laurea nel mondo del lavoro, in particolare nei settori della ricerca<br />
pubblica e privata.<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
74<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Sbocchi occupazionali e professionali<br />
La formazione metodologica, lo spettro <strong>di</strong> conoscenze e la fl essibilità<br />
operativa acquisiti consentono al laureato magistrale in <strong>Fisica</strong> (oltre alla<br />
possibilità <strong>di</strong> proseguire gli stu<strong>di</strong> attraverso il Dottorato <strong>di</strong> Ricerca o i master<br />
<strong>di</strong> secondo livello o scuole <strong>di</strong> specializzazione, tra le quali la S.S.I.S. per<br />
la preparazione <strong>di</strong> insegnanti per la scuola secondaria) <strong>di</strong> trovare collocazione<br />
in una ampia gamma <strong>di</strong> aree professionali, che richiedono<br />
conoscenze specialistiche relative a sistemi naturali ed artifi ciali, e in<br />
genere in tutte le attività ad alto grado <strong>di</strong> innovazione tecnologica nel<br />
settore sia pubblico che privato. Gli ambiti <strong>di</strong> riferimento comprendono<br />
l’industria, con particolare riguardo a quella elettronica, spaziale, dei<br />
semiconduttori e dell’energia, le attività <strong>di</strong> valutazione <strong>di</strong> qualità dei prodotti,<br />
i laboratori <strong>di</strong> ricerca e sviluppo, il monitoraggio e la valutazione<br />
ambientale, il terziario relativo all’impiego dei calcolatori (per es. sistemi<br />
<strong>di</strong> acquisizione ed elaborazione <strong>di</strong> dati), il settore fi nanziario.<br />
La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche<br />
e Naturali, in particolare Fisici e astronomi (ISTAT 2.1.1.1) e più specifi<br />
camente Fisici (ISTAT 2.1.1.1.1), Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze<br />
fi siche (ISTAT 2.6.2.0.1) e Professori <strong>di</strong> scienze matematiche e fi siche (ISTAT<br />
2.6.3.2.1) per i quali è richiesta l’acquisizione dell’abilitazione e il superamento<br />
<strong>di</strong> prove concorsuali secondo la normativa vigente. Alcuni dei curricula<br />
proposti possono fornire preparazioni più specifi che, ad esempio per<br />
la professione <strong>di</strong> geofi sico e <strong>di</strong> meteorologo (ISTAT 2.1.1.5.3 e .4)<br />
Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong>:<br />
• Fisici e astronomi<br />
• Fisici<br />
• Meteorologi<br />
Percorso formativo<br />
La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e’ articolata nei seguenti curricula:<br />
• Biosistemi<br />
• <strong>Fisica</strong> della materia<br />
• <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare<br />
• Geofisico<br />
• Teorico generale<br />
Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun caso è<br />
ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti<br />
dei corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi<br />
<strong>di</strong> laurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degli<br />
esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti<br />
iscritti a Corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale se non preventivamente autorizzati dalle<br />
competenti strutture <strong>di</strong>dattiche.
Quadro dettagliato del percorso formativo<br />
I corsi dei <strong>di</strong>versi curricula si svolgono nei primi 3 semestri del biennio, mentre<br />
il 4 è de<strong>di</strong>cato alla preparazione della tesi.<br />
Tutti i curricula della classe LM-17 con<strong>di</strong>vidono 30 CFU comuni, corrispondenti<br />
ai seguenti corsi, obbligatori per tutti:<br />
• Laboratorio <strong>di</strong> fi sica (FIS/01, caratterizzante, 12 CFU) che si svolge su<br />
basa annuale<br />
• Meccanica quantistica relativistica (FIS/02, caratterizzante, 6 CFU)<br />
• Materia condensata (FIS/03, caratterizzante, 6 CFU)<br />
• Meccanica razionale (MAT/07, affi ne/integrativo, 6CFU)<br />
Per il curriculum <strong>Fisica</strong> Nucleare e Subnucleare, l’esame <strong>di</strong> Meccanica quantistica<br />
relativistica prevede anche un secondo modulo (Interazioni elettrodeboli)<br />
da 6 CFU.<br />
In alcuni curricula, i CFU riservati alle attività affi ni/integrative sono innalzati<br />
da 12 a 18, per permettere <strong>di</strong> integrare le conoscenze in altri SSD, oltre<br />
ai 12 CFU riservati ai settori CHI/*, INF/01 e MAT/* previsti in tutti i<br />
curricula.<br />
Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta, lo studente può scegliere<br />
uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativa a<br />
tutti i corsi <strong>di</strong> laurea magistrale della Sapienza, purchè coerenti con il percorso<br />
formativo.<br />
Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati nei percorsi <strong>di</strong>dattici dettagliati come due esami<br />
<strong>di</strong>stinti, ma possono essere acquisiti sia attraverso 2 esami da 6 CFU che<br />
attraverso un unico esame da 12 CFU. Ai fi ni del conteggio del numero<br />
massimo <strong>di</strong> 12 esami (D.M. 16/3/2007, Art. 4 c. 2), i corsi a scelta<br />
contano comunque come un unico esame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1<br />
c. 2). Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun<br />
caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto<br />
degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong><br />
laurea magistrale se non preventivamente autorizzati dalle competenti strutture<br />
<strong>di</strong>dattiche.<br />
Nel seguito si riportano i percorsi formativi dettagliati dei curricula attivati:<br />
• Biosistemi<br />
• <strong>Fisica</strong> della materia<br />
• <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare<br />
• Geofisico<br />
• Teorico generale<br />
75<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
76<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Curriculum BIOSISTEMI<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Biofisica computazionale 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Corso a scelta nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I 2 Corso curriculare B* 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />
I 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso curriculare A* 6 FIS/03 caratterizzante<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica avanzata 9 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />
A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />
almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*, BIO/*: <strong>di</strong><br />
questi 6 CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale<br />
ed i rimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />
come corso a scelta libera
Corsi affini/integrativi<br />
Biochimica 6 BIO/10<br />
Biofisica teorica 6 FIS/02<br />
Biologia molecolare 6 BIO/11<br />
<strong>Fisica</strong> biologica 6 FIS/01<br />
<strong>Fisica</strong> del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04<br />
<strong>Fisica</strong> me<strong>di</strong>ca 6 FIS/07<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> sanitaria 6 FIS/07<br />
Genetica ed evoluzione 6 FIS/07<br />
Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />
Meto<strong>di</strong> fisici per la biome<strong>di</strong>cina 6 FIS/01<br />
Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 INF/01<br />
Modelli <strong>di</strong> reti neurali 6 MAT/07<br />
Spettroscopia a ra<strong>di</strong>o frequenze 6 FIS/03<br />
BIOSISTEMI<br />
77<br />
Corsi curriculari A<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />
Meto<strong>di</strong> spettroscopici della materia 6 FIS/03<br />
condensata<br />
Corsi curriculari B<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />
Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />
* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />
nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />
i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />
<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
78<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Curriculum FISICA DELLA MATERIA<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 1 Materia condensata 9 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I 1 Meccanica statistica e fenomeni critici 9 FIS/02 caratterizzante<br />
I 2 <strong>Fisica</strong> dei soli<strong>di</strong> I 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Corso curriculare* 6 FIS/* affi ne/integrativo<br />
INF/01<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica avanzata 9 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />
A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />
almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong> questi 6<br />
CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale ed i<br />
rimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />
come corso a scelta libera.
FISICA DELLA MATERIA<br />
Corsi affini/integrativi<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> delle superfici e delle nanostrutture 6 FIS/03<br />
Instabilità idro<strong>di</strong>namiche 6 FIS/03<br />
Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 FIS/01<br />
Meto<strong>di</strong> spettroscopici della materia 6 FIS/03<br />
condensata<br />
Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />
Simulazione atomistica 6 FIS/03<br />
Transizione <strong>di</strong> fase e fenomeni critici 6 FIS/02<br />
79<br />
Corsi curriculari<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />
Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />
Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01<br />
Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> computazionale della materia 6 INF/01<br />
<strong>Fisica</strong> dei liqui<strong>di</strong> 6 FIS/03<br />
* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />
nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />
i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />
<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
80<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Curriculum FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Meccanica quantistica relativistica 12 FIS/02 caratterizzante<br />
e interazioni elettrodeboli<br />
I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I 2 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare II 9 FIS/01 caratterizzante<br />
I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare III 6 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica 12 FIS/04 caratterizzante<br />
avanzata nucleare e subnucleare<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />
Corsi affini/integrativi<br />
Meto<strong>di</strong> informatici per la fisica 6 INF/01<br />
Elettronica <strong>di</strong>gitale II 6 FIS/01<br />
Elettronica generale 6 FIS/01<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04<br />
<strong>Fisica</strong> delle superfici e delle nanostrutture 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> sperimentale delle particelle elementari 6 FIS/01<br />
Gravitazione sperimentale 6 FIS/01<br />
Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />
Interazioni deboli nel modello standard e sue estensioni 6 FIS/04<br />
Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />
Meto<strong>di</strong> sperimentali per le particelle elementari 6 FIS/01<br />
Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/04
A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere<br />
necessariamente almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong><br />
questi 6 cfu vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale<br />
ed i rimanenti 6 cfu possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />
come corso a scelta libera<br />
* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />
nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />
i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in<br />
semestri <strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />
Curriculum GEOFISICA<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I 1 Meteorologia e climatologia 6 FIS/06 caratterizzante<br />
I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />
I 2 Dinamica atmosferica 9 FIS/06 caratterizzante<br />
I 2 <strong>Fisica</strong> dell’atmosfera 9 FIS/06 caratterizzante<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso monografico <strong>di</strong> fisica 9 FIS/01 caratterizzante<br />
avanzata<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />
Corsi affini/integrativi<br />
Geofisica: corso monografico sperimentale 6 FIS/06<br />
Meto<strong>di</strong> informatici per la fisica 6 INF/01<br />
Modelli <strong>di</strong> reti neurali 6 MAT/07<br />
81<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
82<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Curriculum TEORICO GENERALE<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />
I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi*<br />
I 2 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare II 6 FIS/01 caratterizzante<br />
I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />
I 2 Corso curriculare A1* 6 FIS/02 caratterizzante<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />
II 3 Corso curriculare B* 6 FIS/* affi ne/integrativo<br />
II 3 Corso curriculare A* 6 FIS/02 caratterizzante<br />
FIS/08<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />
II 3 Corso monografico <strong>di</strong> fisica 9 FIS/01 caratterizzante<br />
avanzata<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />
A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />
almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong> questi 6 cfu<br />
vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale ed i rimanenti<br />
6 cfu possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure come corso a<br />
scelta libera<br />
Corsi curriculari del curriculum Teorico Generale:<br />
Corsi curriculari A1<br />
Onde gravitazionali, stelle e buchi neri 6 FIS/02<br />
Onde non lineari e solitoni 6 FIS/02<br />
Collasso gravitazionale, buchi neri, polarizzazione<br />
del vuoto, big bang e cosmologia<br />
6 FIS/02
Corsi curriculari A<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />
Onde gravitazionali, stelle e buchi neri 6 FIS/02<br />
Onde nonlineari e solitoni 6 FIS/02<br />
Teorie <strong>di</strong> gauge 6 FIS/02<br />
Teorie relativistiche lineari della gravitazione e 6 FIS/02<br />
dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività generale<br />
Collasso gravitazionale, buchi neri, polarizzazione 6 FIS/02<br />
del vuoto Big Bang e cosmologia<br />
Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />
Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02<br />
Relatività generale 6 FIS/02<br />
Storia della fisica 6 FIS/08<br />
Teoria dei campi 6 FIS/02<br />
83<br />
Corsi curriculari B<br />
<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />
<strong>Fisica</strong> dei soli<strong>di</strong> I 6 FIS/03<br />
Interazioni elettrodeboli 6 FIS/02<br />
Teorie relativistiche lineari della gravitazione e 6 FIS/02<br />
dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività generale<br />
Meccanica statistica del non equilibrio 6 MAT/07<br />
Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />
Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02<br />
Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01<br />
Relatività generale 6 FIS/02<br />
Teoria dei campi 6 FIS/02<br />
Transizione <strong>di</strong> fase e fenomeni critici 6 FIS/02<br />
Teorie <strong>di</strong> gauge 6 FIS/02<br />
Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />
Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />
segue ><br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
TEORICO GENERALE<br />
Corsi affini/integrativi<br />
84<br />
Biofisica teorica 6 FIS/02<br />
Interazioni deboli nel modello standard e sue estensioni 6 FIS/04<br />
Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />
Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 FIS/01<br />
Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/04<br />
Storia della fisica 6 FIS/08<br />
Gravitazione sperimentale 6 FIS/01<br />
Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />
Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />
* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />
nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />
i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />
<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Insegnamenti non curriculari<br />
L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> è ulteriormente<br />
arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />
Insegnamento CFU SSD<br />
Cosmologia primor<strong>di</strong>ale 6 FIS/02<br />
<strong>Fisica</strong> nucleare 6 FIS/04<br />
Introduzione alla teoria<br />
dei processi stocastici ed applicazioni alla fisica<br />
6 FIS/02<br />
Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />
Prof. Daniele del Re<br />
Prof. Antonio Di Domenico<br />
Prof. Riccardo Faccini<br />
Prof. Marco Grilli<br />
Prof. Fabio Sciarrino
Norme generali<br />
Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />
Per l’accesso alle lauree magistrali in <strong>Fisica</strong> è richiesto il possesso della<br />
laurea o del <strong>di</strong>ploma universitario <strong>di</strong> durata triennale, ovvero <strong>di</strong> altro titolo<br />
<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiesta una buona conoscenza<br />
della fi sica classica e moderna, delle basi della chimica, dei necessari<br />
strumenti matematici e informatici. In ogni caso per accedere alla Laurea<br />
Magistrale in <strong>Fisica</strong> è necessario che i laureati abbiano acquisito almeno:<br />
• 20 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline matematiche e/o informatiche<br />
(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />
• 65 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline fisiche (FIS/01-FIS/08), <strong>di</strong> cui almeno<br />
• 40 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />
• 12 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti complessivi nella fi sica della materia e/o nella fi sica nucleare<br />
e subnucleare (FIS/03,FIS/04).<br />
Gli studenti che non sono in possesso <strong>di</strong> tali requisiti curriculari possono<br />
iscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo,<br />
e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla Laurea Magistrale.<br />
Potranno presentare domanda per l’immatricolazione al Corso <strong>di</strong> Laurea<br />
Magistrale anche gli studenti della Sapienza e provenienti da altri Atenei<br />
che non abbiano ancora conseguito la laurea, fermo restando l’obbligo <strong>di</strong><br />
conseguirla entro le date <strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />
Ateno. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,<br />
dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le date <strong>di</strong> scadenza<br />
in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong>, domanda per poter essere immatricolati<br />
dopo l’ottenimento della laurea.<br />
Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />
Il possesso delle conoscenze sarà verifi cato da una apposita commissione,<br />
che approverà automaticamente (o valutando eventuali affi nità tra settori<br />
scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari) l’ammissione alla Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> degli<br />
studenti che abbiano acquisito almeno:<br />
• 25 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline matematiche (MAT/01-MAT/08),<br />
• 12 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline informatiche (INF/01),<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />
• 65 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />
• 30 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />
• 6 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica della materia (FIS/03), 6 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica nucleare<br />
e subnucleare (FIS/04)<br />
e sottoporrà gli altri studenti a colloqui <strong>di</strong> verifi ca del possesso delle conoscenze<br />
richieste.<br />
85<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
Tutorato<br />
Gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> possono usufruire<br />
dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD, presentando<br />
alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque momento lo<br />
ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili come tutor e<br />
le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno accademico<br />
me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web del corso<br />
<strong>di</strong> laurea.<br />
86<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />
Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />
e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per il corso<br />
<strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare la formazione degli<br />
studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento e <strong>di</strong><br />
integrazione culturale.<br />
Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />
quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />
attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />
verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente<br />
che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />
docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />
delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />
ore annue.<br />
L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato,<br />
con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al<br />
termine del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> laurea. I requisiti richiesti<br />
sono:<br />
• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />
(CFU) previsti nel primo anno<br />
• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />
ventisette/trentesimi (27/30)<br />
Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire tutti<br />
i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una votazione<br />
me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca dei requisiti<br />
predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico, dal Consiglio<br />
<strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento. Contestualmente al<br />
conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, lo studente che ha concluso un<br />
Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso svolto, rilasciata<br />
dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per gli altri tipi <strong>di</strong><br />
certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente stesso.
Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente un premio<br />
pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />
I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong><br />
eccellenza sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può<br />
anche prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della<br />
domanda <strong>di</strong> ammissione.<br />
Prova finale<br />
Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />
i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />
fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />
<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />
La prova fi nale consiste nella <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> una tesi, costituita da un documento<br />
scritto, eventualmente in lingua inglese, che presenta i risultati <strong>di</strong> uno<br />
stu<strong>di</strong>o originale, teorico o sperimentale, su un argomento <strong>di</strong> ricerca.<br />
La preparazione della tesi si svolge sotto la <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> un relatore (che<br />
può essere un docente del Corso <strong>di</strong> laurea o <strong>di</strong> altri corsi <strong>di</strong> laurea italiani o<br />
stranieri, un ricercatore <strong>di</strong> un ente <strong>di</strong> ricerca italiano o straniero, un Dottore<br />
<strong>di</strong> Ricerca o un cultore della materia con anzianità <strong>di</strong> almeno tre anni dalla<br />
Laurea specialistica o dalla Laurea secondo il previgente or<strong>di</strong>namento) e si<br />
svolge <strong>di</strong> norma nel secondo anno del corso, occupandone circa i tre quarti<br />
del tempo complessivo.<br />
La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />
tesi e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il superamento<br />
degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico. La Commissione<br />
<strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,<br />
concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.<br />
Ulteriori informazioni nella Sezione<br />
“Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale”<br />
Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html<br />
87<br />
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>
Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />
in Astronomia e Astrofisica<br />
88<br />
Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />
Gli obiettivi formativi della Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica sono<br />
coerenti con quelli qualifi canti della Classe LM-58 (Scienze dell’Universo).<br />
Più precisamente, i laureati del Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia<br />
e Astrofi sica si caratterizzano per il raggiungimento dei seguenti obiettivi<br />
formativi:<br />
• raggiungimento <strong>di</strong> una sicura padronanza del metodo scientifi co <strong>di</strong><br />
indagine, basata su una solida cultura <strong>di</strong> base nella fi sica classica e<br />
moderna e la necessaria e approfon<strong>di</strong>ta conoscenza ed esperienza<br />
<strong>di</strong> utilizzazione <strong>di</strong> metodologie matematiche e strumenti informatici <strong>di</strong><br />
supporto;<br />
• approfon<strong>di</strong>ta conoscenza dell’astronomia e astrofi sica moderne, con<br />
ampie capacità scientifi che e operative, osservative e teoriche, nelle<br />
tematiche caratterizzanti la Classe;<br />
• competenza avanzata nelle moderne strumentazioni e tecniche osservative,<br />
nonché nelle relative procedure <strong>di</strong> raccolta e <strong>di</strong> analisi dati e <strong>di</strong><br />
elaborazione <strong>di</strong> modelli; il raggiungimento <strong>di</strong> questi requisiti li mette<br />
in grado <strong>di</strong> operare con grande autonomia, anche assumendo piena<br />
responsabilità <strong>di</strong> progetti e <strong>di</strong> strutture scientifi ci e tecnologici a livello<br />
nazionale e internazionale;<br />
• la conoscenza del lessico scientifi co-tecnico specifi co.<br />
La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica viene conferita agli studenti<br />
che abbiano conseguito i risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento <strong>di</strong> cui sopra e identifi -<br />
cabili tramite i “Descrittori <strong>di</strong> Dublino”, elencati in seguito, Il raggiungimento<br />
<strong>di</strong> tali risultati avviene me<strong>di</strong>ante la frequenza a corsi, laboratori, tirocini e<br />
lavoro in<strong>di</strong>viduale. La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa principalmente su<br />
esami orali, spesso integrati da elaborazioni scritte e relazioni sull’attività<br />
svolta. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva ex-cathedra<br />
ed una parte più strettamente applicativa, svolta nei laboratori; in questa<br />
seconda parte <strong>di</strong> attività, gli studenti, <strong>di</strong>visi in piccoli gruppi, sviluppano un<br />
argomento sperimentale e/o <strong>di</strong> calcolo numerico che richiede mezzi informatici.<br />
La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento avviene attraverso la <strong>di</strong>scussione dei<br />
risultati ottenuti e delle modalità <strong>di</strong> ottenimento, presentati in una relazione<br />
in<strong>di</strong>viduale scritta dal can<strong>di</strong>dato.<br />
Buona parte del secondo anno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> è occupato dalla preparazione<br />
della Tesi, che coinvolge un lavoro <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o preparatorio e poi il lavoro<br />
specifi co (che può prevedere attività <strong>di</strong> tirocinio) mirante a un lavoro dalle<br />
caratteristiche <strong>di</strong> originalità.
Il relatore, oltre a seguire costantemente il laureando durante la preparazione<br />
della Tesi, garantisce la congruità degli obiettivi <strong>di</strong> Tesi con il<br />
tempo <strong>di</strong>sponibile.<br />
Questi stu<strong>di</strong> devono permettere al laureato specialista <strong>di</strong> avere una preparazione<br />
adeguata per un eventuale proseguimento degli stu<strong>di</strong> in Dottorati<br />
<strong>di</strong> Ricerca o presso corsi <strong>di</strong> Master e <strong>di</strong> Scuole <strong>di</strong> Specializzazione per<br />
l’insegnamento (secondo la normativa che sarà posta in essere).<br />
Il percorso formativo prevede il completamento della formazione <strong>di</strong> base <strong>di</strong><br />
fi sica, matematica e <strong>di</strong> laboratorio nel primo anno. Nel secondo il percorso<br />
formativo si articola su corsi atti a completare la preparazione oltreché per<br />
svolgere (per più del 50% del tempo) il lavoro originale <strong>di</strong> Tesi.<br />
Sbocchi occupazionali e professionali<br />
La preparazione acquisita dal laureato magistrale in Astronomia e Astrofi -<br />
sica ha solide basi metodologiche, tali da aprirgli campi <strong>di</strong> lavoro ampli, in<br />
tutto l’intervallo delle applicazioni <strong>di</strong> alto livello tecnologico, con particolare<br />
riferimento alla progettazione e gestione <strong>di</strong> sistemi complessi.<br />
La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica in<strong>di</strong>rizza quin<strong>di</strong> al lavoro <strong>di</strong><br />
ricerca e <strong>di</strong> gestione <strong>di</strong> strutture e progetti tecnico-scientifi ci nelle Università,<br />
negli Istituti del CNR, negli Osservatori Astronomici, negli enti e istituzioni<br />
spaziali, nelle aziende pubbliche e private operanti in settori tecnologici<br />
avanzati.<br />
La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica prepara specialisti in<br />
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, in particolare Fisici e astronomi<br />
(ISTAT 2.1.1.1), Ricercatori (ISTAT 2.6.2.0) e Professori <strong>di</strong> scuola<br />
secondaria superiore (ISTAT 2.6.3.2) per i quali e’ richiesta comunque<br />
l’acquisizione dell’abilitazione e il superamento <strong>di</strong> prove concorsuali<br />
secondo la normativa vigente.<br />
Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> :<br />
Fisici e astronomi<br />
Astronomi ed astrofisici<br />
89<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
Quadro dettagliato del percorso formativo<br />
I corsi si svolgono nei primi 3 semestri del biennio, mentre il quarto è<br />
de<strong>di</strong>cato alla preparazione della tesi.<br />
Nel seguito si riporta il percorso formativo dettagliato:<br />
90<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />
Laurea Magistrale in ASTRONOMIA e ASTROFISICA<br />
anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />
I 1 Processi e plasmi astrofisici 6 FIS/05 affi ne/integrativo<br />
I 1 Relatività generale<br />
oppure Teorie relativistiche<br />
lineari della gravitazione e<br />
dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività<br />
generale<br />
6 FIS/02 caratterizzante<br />
ATe<br />
I 1 <strong>Fisica</strong> superiore 6 FIS/02 caratterizzante ATe<br />
I 2 Cosmologia fisica 6 FIS/05 caratterizzante ATe<br />
I 2 Astrofisica stellare 6 FIS/05 caratterizzante<br />
AOS<br />
I 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 FIS/05 affi ne/integrativo<br />
affini/integrativi *<br />
I annuale Laboratorio <strong>di</strong> astrofisica 12 FIS/05 caratterizzante AT<br />
I 2 Corso a scelta libera<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)<br />
6 a scelta<br />
II 3 Meto<strong>di</strong> dell’astrofisica spaziale<br />
oppure Sistemi autogravitanti<br />
6 FIS/05 caratterizzante<br />
AOS<br />
II 3 Laboratorio <strong>di</strong> calcolo avanzato 6 INF/01 caratterizzante AT<br />
II 3 Astrofisica superiore 6 FIS/05 caratterizzante ATe<br />
II 3 Corso a scelta libera<br />
6 a scelta<br />
(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)<br />
II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />
alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />
II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 39 esama finale<br />
Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />
I nominativi dei tutor <strong>di</strong> riferimento per gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea<br />
Magistrale in Astronomia e Astrofi sica sono i seguenti:<br />
Prof. Roberto MAOLI<br />
Prof. Marco DE PETRIS
Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può scegliere<br />
uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativa a<br />
tutti i corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale della Sapienza, purchè coerenti con il percorso<br />
formativo. Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati tra i corsi del secondo anno ma<br />
possono essere acquisiti in un qualsiasi semestre del biennio.<br />
*Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />
nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo http://www.phys.uniroma1.<br />
it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti<br />
prescelti possono essere acquisiti anche in semestri <strong>di</strong>versi da<br />
quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />
Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun caso è<br />
ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti<br />
dei corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi<br />
<strong>di</strong> laurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degli<br />
esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti<br />
iscritti a Corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale se non preventivamente autorizzati dalle<br />
competenti strutture <strong>di</strong>dattiche.<br />
Insegnamenti affini/integrativi<br />
L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e<br />
Astrofi sica è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti<br />
insegnamenti:<br />
Insegnamento CFU SSD<br />
Astrofisica extragalattica 6 FIS/05<br />
Cosmologia teorica 6 FIS/05<br />
Dinamica dei sistemi stellari 6 FIS/05<br />
Ottica astronomica 6 FIS/05<br />
Insegnamenti non curriculari<br />
L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica<br />
è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti insegnamenti<br />
non curriculari:<br />
Insegnamento CFU SSD<br />
Astrofisica delle alte energie 6 FIS/05<br />
Cosmologia osservativa 6 FIS/05<br />
<strong>Fisica</strong> delle galassie 6 FIS/05<br />
Particelle elememtari in astrofisica 6 FIS/05<br />
91<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
92<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />
Norme generali<br />
Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />
Per l’accesso alle lauree magistrali in Astronomia e Astrofi sica è richiesto il<br />
possesso della laurea o del <strong>di</strong>ploma universitario <strong>di</strong> durata triennale, ovvero<br />
<strong>di</strong> altro titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiesta<br />
una buona conoscenza della fi sica classica e moderna, delle basi della<br />
chimica, dei necessari strumenti matematici e informatici. In ogni caso per<br />
accedere alla Laurea Magistrale in Astronomia e astrofi sica è necessario<br />
che i laureati abbiano acquisito almeno:<br />
• 20 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline matematiche e/o informatiche<br />
(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />
• 65 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline fisiche (FIS/01-FIS/08), <strong>di</strong> cui almeno<br />
• 40 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />
• 12 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti complessivi nella fi sica della materia e/o nella fi sica nucleare<br />
e subnucleare (FIS/03,FIS/04).<br />
Gli studenti che non sono in possesso <strong>di</strong> tali requisiti curriculari possono<br />
iscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo,<br />
e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla Laurea Magistrale.<br />
Potranno presentare domanda per l’immatricolazione al Corso <strong>di</strong> Laurea<br />
Magistrale anche gli studenti della Sapienza e provenienti da altri Atenei<br />
che non abbiano ancora conseguito la Laurea, fermo restando l’obbligo <strong>di</strong><br />
conseguirla entro le date <strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />
Ateneo. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,<br />
dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le date<br />
<strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong>, domanda per poter essere<br />
immatricolati dopo l’ottenimento della laurea.<br />
Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />
Il possesso delle conoscenze sarà verifi cato da una apposita commissione,<br />
che approverà automaticamente (o valutando eventuali affi nità tra settori<br />
scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari) l’ammissione alla Laurea Magistrale in Astronomia e<br />
astrofi sica degli studenti che abbiano acquisito almeno:<br />
• 25 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline matematiche (MAT/01-MAT/08),<br />
• 6 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline informatiche (INF/01),<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />
• 50 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />
• 20 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />
• 5 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica della materia o fi sica nucleare e subnucleare<br />
(FIS/03 o FIS/04),<br />
• 18 cre<strong>di</strong>ti nell’astronomia e astrofi sica (FIS/05).<br />
e sottoporrà gli altri studenti a colloqui <strong>di</strong> verifi ca del possesso delle conoscenze<br />
richieste.
Tutorato<br />
Gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e astrofi sica possono<br />
usufruire dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD,<br />
presentando alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque<br />
momento lo ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili<br />
come tutor e le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno<br />
accademico me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />
del corso <strong>di</strong> laurea.<br />
Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />
Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />
e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per il corso<br />
<strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare<br />
la formazione degli studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento<br />
e <strong>di</strong> integrazione culturale.<br />
Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />
quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />
attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />
verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente<br />
che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />
docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />
delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />
ore annue.<br />
L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato, con<br />
istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al termine<br />
del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> laurea. I requisiti richiesti sono:<br />
• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />
(CFU) previsti nel primo anno;<br />
• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />
ventisette/trentesimi (27/30).<br />
Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire<br />
tutti i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una<br />
votazione me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca<br />
dei requisiti predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico,<br />
dal Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento.<br />
Contestualmente al conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, lo studente<br />
che ha concluso un Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso<br />
svolto, rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per<br />
gli altri tipi <strong>di</strong> certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente<br />
stesso. Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente<br />
un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />
93<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong> eccellenza<br />
sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può anche<br />
prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della domanda<br />
<strong>di</strong> ammissione.<br />
94<br />
Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />
Prova finale<br />
Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />
i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />
fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />
<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />
La prova fi nale consiste nella preparazione e nella <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> una Tesi<br />
<strong>di</strong> Laurea Magistrale, <strong>di</strong> carattere teorico o sperimentale, presentata alla<br />
Commissione <strong>di</strong> Laurea sotto forma <strong>di</strong> un documento scritto, eventualmente<br />
redatto in lingua inglese. Essa viene assegnata all’inizio del II anno del<br />
corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>, viene svolta sotto la guida <strong>di</strong> un relatore qualifi cato (docente<br />
del corso <strong>di</strong> laurea o <strong>di</strong> altri corsi <strong>di</strong> laurea italiani o esteri o ricercatore <strong>di</strong><br />
un ente <strong>di</strong> ricerca italiano o estero) e viene presentata dal can<strong>di</strong>dato alla<br />
Commissione <strong>di</strong> Laurea Magistrale alla conclusione del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>.<br />
La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />
tesi e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il superamento<br />
degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico. La Commissione<br />
<strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,<br />
concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.
Norme generali comuni<br />
ai Corsi <strong>di</strong> laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />
ed in Astronomia e Astrofisica<br />
Passaggi e trasferimenti<br />
Le domande <strong>di</strong> passaggio <strong>di</strong> studenti provenienti da altri corsi <strong>di</strong> Laurea<br />
Magistrale o specialistica della Sapienza e le domande <strong>di</strong> trasferimento<br />
<strong>di</strong> studenti provenienti da altre Università, da Accademie militari o da altri<br />
istituti militari d’istruzione superiore sono subor<strong>di</strong>nate ad approvazione da<br />
parte del CAD che:<br />
• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti<br />
gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione;<br />
nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno<br />
riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3<br />
comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> Laurea Magistrale);<br />
• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />
• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />
• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o.<br />
Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />
ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />
or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />
corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />
corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />
33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />
Le richieste <strong>di</strong> trasferimento ai corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia<br />
e Astrofi sica devono essere presentate entro le scadenze e con le<br />
modalità specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />
Abbreviazioni <strong>di</strong> corso<br />
Chi è già in possesso del titolo <strong>di</strong> laurea quadriennale, quinquennale o<br />
specialistica acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento previgente, o <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />
acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento vigente e intenda conseguire un<br />
ulteriore titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno <strong>di</strong> corso<br />
successivo al primo.<br />
Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:<br />
3. valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti gli<br />
esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione; nel<br />
caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno riconosciuti<br />
almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3 comma 9 del<br />
D.M. delle classi <strong>di</strong> Laurea Magistrale);<br />
95<br />
Norme generali
96<br />
4. in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />
5. stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />
6. formula il piano <strong>di</strong> <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o.<br />
Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />
ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />
or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />
corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />
corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />
33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />
Uno studente non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />
appartenente alla medesima classe nella quale ha già conseguito il<br />
<strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />
Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalità<br />
specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />
Criteri per il riconoscimento cre<strong>di</strong>ti<br />
Possono essere riconosciuti tutti i cre<strong>di</strong>ti formativi universitari (CFU) già<br />
acquisiti se relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentati<br />
attraverso i programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei percorsi<br />
formativi previsti dal corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale. Per i passaggi da corsi <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o della stessa classe è garantito il riconoscimento <strong>di</strong> un minimo del 50%<br />
dei cre<strong>di</strong>ti <strong>di</strong> ciascun settore scientifi co <strong>di</strong>sciplinare.<br />
Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifi co <strong>di</strong>sciplinari (SSD)<br />
per l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed in<br />
accordo con l’or<strong>di</strong>namento del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />
I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti per i quali, anche con <strong>di</strong>versa<br />
denominazione, esista una manifesta equivalenza <strong>di</strong> contenuto con<br />
gli insegnamenti offerti dal corso <strong>di</strong> laurea possono essere riconosciuti come<br />
relativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso <strong>di</strong> laurea<br />
a cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimento<br />
con le seguenti modalità:<br />
Norme generali<br />
• se il numero <strong>di</strong> CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede<br />
il riconoscimento coincide con quello dell’insegnamento per cui viene<br />
esso riconosciuto, l’attribuzione avviene <strong>di</strong>rettamente;<br />
• se i CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede il riconoscimento<br />
sono in numero <strong>di</strong>verso rispetto all’insegnamento per cui esso<br />
viene riconosciuto, il CAD attribuirà i cre<strong>di</strong>ti sulla base del curriculum<br />
dello studente, anche per gruppi <strong>di</strong> esami <strong>di</strong> uno stesso SSD, eventualmente<br />
dopo colloqui integrativi;<br />
Il CAD può riconoscere come cre<strong>di</strong>ti le conoscenze e abilità professionali certifi<br />
cate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e
abilità maturate in attività formative <strong>di</strong> livello post-secondario alla cui progettazione<br />
e realizzazione l’Università abbia concorso.<br />
Tali cre<strong>di</strong>ti vanno a valere <strong>di</strong> norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a<br />
scelta dello studente. In ogni caso, il numero massimo <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti riconoscibili<br />
in tali ambiti non può essere superiore a 12.<br />
Le attività già riconosciute ai fi ni dell’attribuzione <strong>di</strong> CFU nell’ambito <strong>di</strong> corso<br />
<strong>di</strong> Laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito del corso<br />
<strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento e piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Ogni studente deve ottenere l’approvazione uffi ciale del proprio completo<br />
percorso formativo da parte del CAD prima <strong>di</strong> poter verbalizzare esami<br />
relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori per tutti gli studenti, pena<br />
l’annullamento dei relativi verbali d’esame.<br />
Lo studente può ottenere tale approvazione con due proce<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>versi:<br />
1. aderendo ad uno dei piani <strong>di</strong> completamento del percorso formativo<br />
relativo al curriculum prescelto, pre<strong>di</strong>sposti annualmente dal CAD;<br />
2. presentando un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale che deve essere valutato dal<br />
CAD per l’approvazione.<br />
Le procedure illustrate <strong>di</strong> seguito potrebbero subire mo<strong>di</strong>fi che al momento<br />
dell’entrata in vigore della nuova procedura informatica <strong>di</strong> compilazione dei<br />
piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o prevista dall’Università “La Sapienza”.<br />
97<br />
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento<br />
Un piano <strong>di</strong> completamento contiene la lista <strong>di</strong> tutti gli insegnamenti previsti<br />
nel percorso formativo del curriculum prescelto, con la lista degli esami<br />
opzionali (tra i quali lo studente in<strong>di</strong>cherà quelli che intende seguire) ed un<br />
apposito spazio per l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a<br />
scelta dello studente. Questi ultimi possono essere scelti fra tutti quelli presenti<br />
nell’ambito dell’intera offerta formativa della Sapienza.<br />
Il modulo <strong>di</strong> adesione è <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito<br />
web del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />
Il modulo <strong>di</strong> adesione al piano <strong>di</strong> completamento, debitamente completato<br />
coi propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti opzionali o a scelta,<br />
deve essere fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong><br />
stu<strong>di</strong>o, che lo inoltra al CAD per la verifi ca che gli insegnamenti a scelta<br />
in<strong>di</strong>cati siano effettivamente congruenti col percorso formativo. In caso affermativo,<br />
il piano <strong>di</strong> completamento viene corredato con l’in<strong>di</strong>cazione della<br />
data del parere positivo da parte del CAD e trasmesso alla Segreteria<br />
amministrativa studenti, dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello<br />
studente. In caso negativo, lo studente viene invitato a mo<strong>di</strong>fi care l’elenco<br />
degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a scelta.<br />
A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della de-<br />
Norme generali
libera del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />
è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />
anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />
<strong>di</strong> completamento cui ha aderito.<br />
L’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento può essere effettuata una sola<br />
volta per ogni anno accademico, a partire dal primo anno <strong>di</strong> corso.<br />
98<br />
<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Qualora lo studente non intenda aderire ad alcuno dei piani <strong>di</strong> completamento<br />
proposti deve presentare un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale utilizzando<br />
un apposito modulo <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />
del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />
Il modulo <strong>di</strong> proposta <strong>di</strong> piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale, debitamente completato<br />
con i propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong> tutti gli esami scelti, deve essere<br />
fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dal<br />
1 settembre al 31 <strong>di</strong>cembre <strong>di</strong> ogni anno. La Segreteria <strong>di</strong>dattica provvede<br />
a trasmetterlo alla Segreteria amministrativa studenti. Il CAD delibera<br />
sull’approvazione entro il successivo 31 gennaio. Se approvato, il piano<br />
<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale viene trasmesso alla Segreteria amministrativa studenti<br />
dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello studente.<br />
A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />
del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />
è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />
anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />
<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o approvato.<br />
Il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può essere presentato una sola volta per ogni<br />
anno accademico.<br />
Norme generali<br />
Mo<strong>di</strong>fica dei piani <strong>di</strong> completamento e<br />
dei piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />
Lo studente che abbia già aderito ad un piano <strong>di</strong> completamento può, in un<br />
successivo anno accademico, aderire ad un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> completamento<br />
oppure proporre un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale. Parimenti, lo studente<br />
al quale sia già stato approvato un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può, in un<br />
successivo anno accademico, optare per l’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento<br />
oppure proporre un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />
In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti.<br />
Modalità <strong>di</strong>dattiche<br />
Le attività <strong>di</strong>dattiche sono <strong>di</strong> tipo convenzionale e <strong>di</strong>stribuite su base semestrale.<br />
Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioni<br />
in aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in modo
da consentire allo studente un congruo tempo da de<strong>di</strong>care allo stu<strong>di</strong>o personale.<br />
La durata nominale del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale è <strong>di</strong> 4 semestri,<br />
pari a due anni.<br />
Cre<strong>di</strong>ti formativi universitari<br />
Il cre<strong>di</strong>to formativo universitario (CFU) misura la quantità <strong>di</strong> lavoro svolto da<br />
uno studente per raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisiti<br />
dallo studente con il superamento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,<br />
ove previste.<br />
Il sistema <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti adottato nelle università italiane ed europee prevede<br />
che ad un CFU corrispondano 25 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente,<br />
<strong>di</strong>stribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.<br />
lezioni, esercitazioni, attività <strong>di</strong> laboratorio) e lo stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />
Nei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e Astrofi sica, in<br />
accordo coll’articolo 23 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo, un CFU corrisponde<br />
a 8 ore <strong>di</strong> lezione, oppure a 12 ore <strong>di</strong> laboratorio o esercitazione<br />
guidata.<br />
Le schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong> ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del<br />
corso <strong>di</strong> laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore <strong>di</strong> insegnamento<br />
nelle <strong>di</strong>verse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi e<br />
ai programmi <strong>di</strong> massima.<br />
Il carico <strong>di</strong> lavoro totale per il conseguimento della Laurea è <strong>di</strong> 120 CFU.<br />
Nell’ambito del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> la quota dell’impegno<br />
orario complessivo riservata a <strong>di</strong>sposizione dello studente per lo stu<strong>di</strong>o personale<br />
o per altre attività formative <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è almeno il 50%<br />
dell’impegno orario complessivo.<br />
Calendario <strong>di</strong>dattico<br />
Di norma, la scansione temporale è la seguente:<br />
• primo semestre: da fi ne settembre a gennaio;<br />
• prima sessione d’esami: febbraio;<br />
• secondo semestre: da marzo a giugno;<br />
• seconda sessione d’esami: luglio;<br />
• terza sessione d’esami: settembre.<br />
Il dettaglio delle date <strong>di</strong> inizio e fi ne delle lezioni <strong>di</strong> ciascun semestre e<br />
<strong>di</strong> inizio e fi ne <strong>di</strong> ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web del<br />
Corso <strong>di</strong> laurea. I perio<strong>di</strong> de<strong>di</strong>cati alle lezioni e agli esami non possono<br />
sovrapporsi.<br />
Prove d’esame<br />
La verifi ca delle conoscenze acquisite avviene me<strong>di</strong>ante prove <strong>di</strong> esame<br />
orale, eventualmente precedute da una prova scritta o una prova in<strong>di</strong>viduale<br />
<strong>di</strong> laboratorio. La valutazione del profi tto in<strong>di</strong>viduale dello studente, per<br />
ciascun insegnamento, viene espressa me<strong>di</strong>ante l’attribuzione <strong>di</strong> un voto in<br />
trentesimi; il voto minimo per il superamento dell’esame è 18/30.<br />
99<br />
Norme generali
100<br />
Norme generali<br />
Modalità <strong>di</strong> frequenza, propedeuticità,<br />
passaggio ad anni successivi<br />
La frequenza assidua <strong>di</strong> tutti i corsi è una con<strong>di</strong>zione essenziale per un profi<br />
cuo inserimento dello studente nell’organizzazione del corso <strong>di</strong> laurea ed<br />
è pertanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni <strong>di</strong><br />
laboratorio la frequenza è obbligatoria.<br />
Eventuali propedeuticità tra i corsi sono in<strong>di</strong>cate nelle schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong><br />
ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea.<br />
Regime a tempo parziale<br />
I termini e le modalità per la richiesta del regime a tempo parziale nonché<br />
le relative norme sono stabilite nel manifesto <strong>di</strong> Ateneo e sono consultabili<br />
sul sito web della Sapienza.<br />
Studenti fuori corso e vali<strong>di</strong>tà dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti<br />
Ai sensi del manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo lo studente si considera fuori corso<br />
quando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dal presente<br />
regolamento <strong>di</strong>dattico, non abbia superato tutti gli esami e non abbia acquisito<br />
il numero <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti necessario al conseguimento del titolo entro 2<br />
anni.<br />
Ai sensi del medesimo manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo:<br />
• lo studente a tempo pieno che sia fuori corso deve superare le prove<br />
mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro il<br />
termine <strong>di</strong> 6 anni dall’immatricolazione;<br />
• lo studente a tempo parziale che sia fuori corso deve superare le prove<br />
mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro un<br />
termine <strong>di</strong> anni pari al doppio della durata concordata per il regime a<br />
tempo parziale.<br />
In<strong>di</strong>pendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere allo<br />
studente un colloquio <strong>di</strong> verifi ca delle conoscenze relative ai CFU acquisiti<br />
in una data che preceda <strong>di</strong> 9 anni quella prevista per la laurea.<br />
Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti<br />
(R.D. 4.6.1938, N. 1269)<br />
Gli studenti iscritti ai corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e<br />
Astrofi sica, onde arricchire il proprio curriculum degli stu<strong>di</strong>, possono secondo<br />
quanto previsto dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del 4/6/1938, me<strong>di</strong>ante<br />
domanda da in<strong>di</strong>rizzare alla propria Segreteria Studenti entro il mese <strong>di</strong><br />
gennaio <strong>di</strong> ogni anno, frequentare due corsi e sostenere ogni anno due<br />
esami <strong>di</strong> insegnamenti <strong>di</strong> altra Facoltà. Tali esami non devono essere inseriti<br />
nel piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />
Visto il signifi cato scientifi co e culturale <strong>di</strong> tale norma, il CAD ha deliberato<br />
che tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbiano<br />
ottenuto almeno 39 cre<strong>di</strong>ti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> o in<br />
Astronomia e Astrofi sica (...).<br />
Versioni integrali dei Regolamenti delle due Lauree magistrali sono consultabili in rete:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html
I Dottorati <strong>di</strong> ricerca<br />
Dopo il conseguimento <strong>di</strong> una laurea specialistica è possibile proseguire nel<br />
curriculum <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> universitari per ottenere il Dottorato <strong>di</strong> ricerca. Presso il<br />
<strong>Dip</strong>artimento sono attivati corsi che portano al conseguimento <strong>di</strong> tre possibili<br />
titoli <strong>di</strong> Dottorato:<br />
Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in <strong>Fisica</strong><br />
Il programma <strong>di</strong> Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in <strong>Fisica</strong> ha come scopo principale<br />
quello <strong>di</strong> aiutare gli studenti a sviluppare una autonoma capacità <strong>di</strong> ricerca<br />
scientifi ca, accentuando l’originalità creativa e il rigore metodologico, e<br />
acquisendo al tempo stesso una formazione avanzata nell’ambito <strong>di</strong> una<br />
specifi ca professionalita’ <strong>di</strong> alto livello.<br />
Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in Scienza dei Materiali<br />
L’obiettivo <strong>di</strong> questo Corso <strong>di</strong> Dottorato è quello <strong>di</strong> formare dottori <strong>di</strong> ricerca<br />
esperti nel campo dei materiali. Oggigiorno vi è un’enorme richiesta <strong>di</strong> materiali<br />
speciali con caratteristiche peculiari e adatti alle più svariate applicazioni.<br />
E’ importante quin<strong>di</strong> formare dei ricercatori che presentino il giusto<br />
equilibrio tra conoscenza <strong>di</strong> base e percezione degli orientamenti applicativi<br />
in una prospettiva <strong>di</strong> continua innovazione.<br />
101<br />
Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in Astronomia<br />
Il dottorato <strong>di</strong> ricerca in Astronomia de La Sapienza è fi nalizzato alla preparazione<br />
specialistica nei settori delle ricerche astronomiche, astrofi siche<br />
e della fi sica spaziale. Oltre a mirare al rafforzamento delle conoscenze <strong>di</strong><br />
astronomia e astrofi sica punta alla formazione del futuro ricercatore, coprendo<br />
sia aspetti osservativi che tematiche teoriche con l’obiettivo <strong>di</strong> portare i<br />
dottorati a livelli professionali e <strong>di</strong> autonomia adeguati a un loro inserimento<br />
in istituzioni <strong>di</strong> ricerca nazionali e internazionali.<br />
Struttura dei Dottorati<br />
Il Dottorato <strong>di</strong> ricerca si articola su tre anni.<br />
L’inizio delle lezioni specialistiche <strong>di</strong> dottorato è in genere a febbraio. Oltre<br />
alle lezioni previste nei vari anni, i dottoran<strong>di</strong> sono tenuti a seguire i seminari<br />
generali che vengono tenuti nel <strong>Dip</strong>artimento nei tre anni <strong>di</strong> corso.<br />
Primo Anno<br />
Il Collegio dei Docenti decide il piano <strong>di</strong>dattico per il primo anno <strong>di</strong> corso,<br />
che e’ quello in cui l’attività <strong>di</strong>dattica è maggiore.<br />
I dottoran<strong>di</strong> devono seguire <strong>di</strong>versi corsi, da loro scelti sulla base <strong>di</strong> un’offerta<br />
Dottorati <strong>di</strong> ricerca
pre<strong>di</strong>sposta dal coor<strong>di</strong>natore, sentito il collegio dei docenti.<br />
La scelta avviene su una rosa <strong>di</strong> corsi tenuti ad hoc per il dottorato da docenti<br />
de La Sapienza e <strong>di</strong> altre università e centri <strong>di</strong> ricerca. Oltre ai corsi,<br />
cui segue esame <strong>di</strong> profi tto, i dottoran<strong>di</strong> possono partecipare a una Scuola<br />
nazionale o internazionale <strong>di</strong> dottorato valida ai fi ni dell’attività <strong>di</strong>dattica.<br />
Per il passaggio al 2° anno i dottoran<strong>di</strong> devono aver superato tutti gli esami<br />
previsti con buon profi tto.<br />
102<br />
Secondo Anno<br />
L’attività <strong>di</strong>dattica del secondo anno e’ basata su seminari specialistici<br />
sia organizzati dal Collegio dei Docenti, che organizzati a livello <strong>di</strong>partimentale.<br />
I dottoran<strong>di</strong> sono anche invitati a svolgere una limitata <strong>di</strong>dattica attiva, in<br />
collaborazione con docenti del <strong>Dip</strong>artimento.<br />
Ci sono anche seminari organizzati e tenuti dagli stessi dottoran<strong>di</strong>, detti<br />
Seminari del “Journal Club” (dal Mese <strong>di</strong> Marzo al mese <strong>di</strong> Maggio).<br />
Entro Maggio si deve consegnare al Collegio dei Docenti il progetto <strong>di</strong> tesi,<br />
la cui adeguatezza viene valutata dal Collegio. Entro fi ne Ottobre il dottorando<br />
dovrà tenere un seminario, alla presenza del Collegio dei Docenti e<br />
del <strong>Dip</strong>artimento. Dalla valutazione dello stato <strong>di</strong> avanzamento del progetto<br />
<strong>di</strong> tesi <strong>di</strong>pende l’ammissione al terzo anno <strong>di</strong> corso.<br />
Dottorati <strong>di</strong> ricerca<br />
Terzo Anno<br />
Il terzo anno viene de<strong>di</strong>cato esclusivamente alla tesi che, a fi ne anno, può<br />
essere inviata ad un referee esterno deciso dal Collegio dei Docenti.<br />
Entro fi ne anno, i dottoran<strong>di</strong> tengono il seminario <strong>di</strong> presentazione del lavoro<br />
<strong>di</strong> tesi al Collegio dei docenti, in sessione pubblica, In seguito, il Collegio<br />
dei Docenti, raccolti i pareri scritti dei relatori ed eventuali referenti, dopo la<br />
<strong>di</strong>scussione sul lavoro <strong>di</strong> tesi e sul curriculum complessivo del can<strong>di</strong>dato, al<br />
fi ne del conseguimento stila un giu<strong>di</strong>zio articolato sul can<strong>di</strong>dato al titolo <strong>di</strong><br />
dottore <strong>di</strong> ricerca.<br />
Nei tempi previsti dal regolamento <strong>di</strong> dottorato, il Rettore forma la Commissione,<br />
composta <strong>di</strong> tre membri scelti fra coloro che hanno le competenze<br />
specifi che. I can<strong>di</strong>dati dovranno provvedere ad inviare le Tesi, fi rmate dal<br />
Coor<strong>di</strong>natore, corredate dei giu<strong>di</strong>zi del relatore e della relazione del Collegio<br />
dei Docenti.<br />
Gli esami fi nali dovranno concludersi entro quattro mesi dalla nomina dei<br />
commissari.
Per tutti i dottorati<br />
Formazione presso altri istituti<br />
Gli iscritti al dottorato <strong>di</strong> ricerca possono svolgere perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> formazione<br />
presso università e istituti <strong>di</strong> ricerca italiani o stranieri.<br />
Per perio<strong>di</strong> fi no a sei mesi è richiesto il consenso del coor<strong>di</strong>natore del<br />
corso; per perio<strong>di</strong> superiori la motivata deliberazione del Collegio dei<br />
Docenti.<br />
In nessun caso la permanenza in università o istituti <strong>di</strong> ricerca italiani o<br />
stranieri <strong>di</strong>versi da quelli nei quali è attivato il dottorato <strong>di</strong> ricerca può eccedere<br />
la metà del periodo previsto per il conseguimento del Dottorato.<br />
Tale limite non si applica in presenza <strong>di</strong> convenzioni.<br />
Attività <strong>di</strong>dattica<br />
I dottoran<strong>di</strong> del 2° e 3° anno possono svolgere una limitata attività <strong>di</strong>dattica<br />
sussi<strong>di</strong>aria o integrativa che non deve in ogni caso compromettere<br />
l’attività <strong>di</strong> formazione alla ricerca, presso il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>, presso<br />
altri <strong>Dip</strong>artimenti dell’Università “La Sapienza” o presso <strong>Dip</strong>artimenti delle<br />
altre Università <strong>di</strong> Roma.<br />
Tale attività deve essere autorizzata dal Collegio dei Docenti che ne stabilisce<br />
le modalità, in<strong>di</strong>cando il titolo del corso e il tutor del corso.<br />
Il dottorando si impegna a coor<strong>di</strong>nare l’orario del predetto corso <strong>di</strong> lezioni<br />
con l’insieme delle attività che si svolgono nell’ambito del <strong>Dip</strong>artimento.<br />
Il corrispettivo dovuto al dottorando viene quantifi cato, in termini onnicomprensivi<br />
e forfettari, commisurati alle ore <strong>di</strong> lezione svolte, ed è subor<strong>di</strong>nato<br />
all’acquisizione agli atti della <strong>di</strong>chiarazione resa dal titolare<br />
dell’insegnamento.<br />
103<br />
Dottorati <strong>di</strong> ricerca
Informazioni generali<br />
Il DIPARTIMENTO DI FISICA della Sapienza è sede <strong>di</strong> attività <strong>di</strong>dattica e <strong>di</strong><br />
ricerca, è ubicato all’interno della Città Universitaria “La Sapienza”, nei due<br />
e<strong>di</strong>fi ci denominati rispettivamente Marconi e Fermi e nella sede <strong>di</strong>staccata<br />
<strong>di</strong> via Tiburtina.<br />
104<br />
Informazioni
Trasporti pubblici<br />
LINEE BUS<br />
492 71 3 649<br />
310 93 163 443 448<br />
LINEE TRAM<br />
19<br />
105<br />
LINEE METROPOLOLITANE<br />
Metro B<br />
fermate: CASTRO PRETORIO - POLICLINICO<br />
STAZIONI FERROVIARIE<br />
TERMINI - TIBURTINA<br />
dalla stazione Termini bus 310 o 492<br />
dalla stazione Tiburtina bus 492 o 71<br />
dalla stazione Termini a pie<strong>di</strong> 15 minuti<br />
dalla stazione Tiburtina a pie<strong>di</strong> 20 minuti<br />
AEROPORTO<br />
L’aeroporto <strong>di</strong> Fiumicino “Leonardo da Vinci è collegato da<br />
un servizio ferroviario su due possibili itinerari:<br />
Fiumicino Aeroporto - Roma Termini no-stop<br />
Fiumicino Aeroporto - Roma Tiburtina (treno proveniente da<br />
Fara Sabina con fermate a Roma Trastevere e Roma Ostiense)<br />
Informazioni
Mappa della città universitaria<br />
106<br />
Locazione degli e<strong>di</strong>fici Marconi e Fermi all’interno della città universitaria<br />
Informazioni<br />
Mensa Universitaria<br />
Via Cesare de Lollis 22<br />
Offre pasti per gli studenti a costi <strong>di</strong>fferenziati per fasce retributive.
Strutture<br />
BIBLIOTECA<br />
Informazioni<br />
La Biblioteca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> ha avviato negli ultimi anni un processo<br />
<strong>di</strong> trasformazione sia dal punto <strong>di</strong> vista strutturale e logistico che dal<br />
punto <strong>di</strong> vista della modernizzazione dei servizi.<br />
Nel 2005 è stata inaugurata la nuova sede, che con spazi razionalmente<br />
<strong>di</strong>stribuiti, ha permesso <strong>di</strong> rendere visibili e fruibili i nuovi servizi automatizzati.<br />
Tutto è stato reso possibile grazie all’aiuto ed alla collaborazione del<br />
personale bibliotecario e grazie alla progettualità ed all’innovazione fortemente<br />
voluta dal prof. Guido Martinelli, all’epoca <strong>di</strong>rettore del <strong>Dip</strong>artimento<br />
e dal professore Giovanni Ciccotti, delegato del <strong>di</strong>rettore per la biblioteca:<br />
da raccolta tra<strong>di</strong>zionale <strong>di</strong> volumi cartacei la biblioteca oggi è <strong>di</strong>ventata<br />
anche il luogo dove si può accedere alla rete per leggere documenti <strong>di</strong>gitali<br />
in linea.<br />
La nostra biblioteca è online all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://minosse.phys.uniroma1.it/web/home.html<br />
Si può consultare il portale per scoprire tutti i servizi informativi e documentali<br />
messi a <strong>di</strong>sposizione, ma è importante anche venire a trovarci!<br />
107<br />
Accesso e orari<br />
La biblioteca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> si trova al piano terra dell’E<strong>di</strong>fi cio<br />
Marconi, presso la Città Universitaria, sede della Sapienza, in p.le Aldo<br />
Moro, 5. è aperta dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 8.30<br />
alle 18.30 ed è accessibile a chi è <strong>di</strong>versamente abile.<br />
Informazioni
108<br />
BIBLIOTECA<br />
Servizi<br />
Ai servizi della biblioteca si può accedere sia in maniera tra<strong>di</strong>zionale che<br />
in modalità online. Presso la zona <strong>di</strong> accoglienza è possibile iscriversi per<br />
consultare libri e riviste presso le due sale lettura con complessivi 95 posti,<br />
richiedere libri in prestito a casa, ottenere articoli <strong>di</strong> riviste non possedute<br />
dalla nostra biblioteca.<br />
La biblioteca si avvale della tecnologia a ra<strong>di</strong>ofrequenza (RFID) che consente<br />
il controllo <strong>di</strong> tutta la movimentazione dei volumi compresa l’autoregistrazione<br />
del prestito. Agli studenti <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> al momento dell’iscrizione verrà rilasciata<br />
una nuova tessera utile per le operazioni <strong>di</strong> prestito<br />
Tutti i volumi posseduti dalla biblioteca (monografi e e perio<strong>di</strong>ci) sono presenti<br />
nel catalogo elettronico consultabile al seguente in<strong>di</strong>rizzo:<br />
http://opac.uniroma1.it/SebinaOpacRMS/Opac?sysb=RMSFI<br />
Insieme ai servizi <strong>di</strong> base, presso la nostra biblioteca si possono prenotare<br />
ed usare 10 computer <strong>di</strong>sponibili per la navigazione in Internet e si può<br />
accedere alla rete wireless locale. La prenotazione dei computer e della<br />
wireless si effettua collegandosi al catalogo e utilizzando il bottone “servizi”.<br />
L’identifi cazione al portale si effettua utilizzando il co<strong>di</strong>ce utente rilasciato al<br />
momento dell’iscrizione.<br />
AULE e LABORATORI<br />
Informazioni<br />
• Aula Nicola Cabibbo e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano terra<br />
• Aula 2 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />
• Aula 3 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />
• Aula 4 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />
• Aula 5 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />
• Aula Corbino e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />
• Aula 6 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />
• Aula 7 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />
• Aula 8 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />
• Laboratorio <strong>di</strong> Calcolo e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano interrato<br />
• Aula Ettore Majorana e<strong>di</strong>fi cio Marconi piano terra<br />
• Aula Edoardo Amal<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />
• Aula Marcello Conversi e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />
• Aula Giorgio Careri e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />
• Aula Franco Rasetti e<strong>di</strong>fi cio Marconi secondo piano<br />
• Laboratori III e IV anno e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />
• Laboratori I e II anno Via Tiburtina 205 piano terra<br />
Informazioni sulla locazione delle strutture sono reperibili in rete sul sito<br />
web del <strong>Dip</strong>artimento.
Quanto costa iscriversi a <strong>Fisica</strong><br />
Per informazioni sulle tasse <strong>di</strong> immatricolazione consultare il sito :<br />
www.uniroma1.it/<strong>di</strong>dattica/tasse/pagamenti-tasse<br />
Borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o<br />
Sono previste borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dell’Istituto del <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o (ADISU).<br />
Per informazioni si veda il sito<br />
www.lazio<strong>di</strong>su.it<br />
alla voce ADISU ROMA UNO<br />
109<br />
Ci sono inoltre borse <strong>di</strong> privati, associazioni, ecc.<br />
I requisiti per avere le borse sono: con<strong>di</strong>zioni economiche della<br />
famiglia e merito (voto <strong>di</strong> maturità).<br />
Si suggerisce inoltre <strong>di</strong> verifi care sul sito della Società Italiana <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> la<br />
eventuale <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o nell’ambito del progetto lauree<br />
scientifi che:<br />
www.sif.it/SIF/it/portal/attivita/lauree_scientifiche<br />
Informazioni
<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />
Laureati in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e Astrofi sica alla Sapienza<br />
110<br />
Il mercato del lavoro è in rapida evoluzione e dunque la situazione può<br />
cambiare rapidamente nel giro <strong>di</strong> un paio d’anni.<br />
<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />
Indagine sulle attività dei laureati in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza<br />
Cosa fanno effettivamente questi laureati?<br />
In quali tipi <strong>di</strong> aziende lavorano?<br />
Come giu<strong>di</strong>cano il corso <strong>di</strong> laurea che hanno seguito a suo tempo?<br />
Per avere risposta a queste domande, e altre ancora, il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />
ha svolto nel Maggio 2008 una indagine conoscitiva fra i laureati che<br />
operano al <strong>di</strong> fuori dell’accademia, chiedendo a 99 <strong>di</strong> essi <strong>di</strong> compilare in<br />
rete un questionario anonimo.<br />
Hanno risposto 65 fi sici, laureati fra il 1977 e il 2008, dei quali 6 hanno<br />
conseguito anche il dottorato, 4 sono in possesso <strong>di</strong> un Master, 6 <strong>di</strong> altri<br />
titoli, 15 hanno svolto esperienze <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o o <strong>di</strong> lavoro all’estero.<br />
Obiettivi iniziali, al momento della scelta del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong>: Ricerca<br />
<strong>di</strong> base 27,4%, Ricerca applicata 40%, Insegnamento 8,4%, Altro 24,2%.<br />
L’obiettivo della ricerca <strong>di</strong> base era minoritario rispetto a quello della ricerca<br />
applicata ai fi ni della decisione <strong>di</strong> iscriversi a <strong>Fisica</strong>.<br />
La maggior parte dei laureati in <strong>Fisica</strong> svolge la sua attività professionale<br />
nei settori più vari, al <strong>di</strong> fuori dei canali tra<strong>di</strong>zionali dell’accademia (università<br />
ed enti pubblici <strong>di</strong> ricerca) e della scuola. In questi ambiti, i fi sici si<br />
<strong>di</strong>stinguono per le loro competenze e abilità costruite nel corso <strong>di</strong> laurea e<br />
costituiscono un fattore <strong>di</strong>namico che offre contributi innovativi allo sviluppo<br />
del Paese.
Le imprese dove i laureati svolgono la loro attività<br />
e il loro inserimento<br />
Come mostra la fi gura, prevalgono le aziende <strong>di</strong> informatica, da quelle<br />
tra<strong>di</strong>zionali come IBM fi no a Nergal, che è sostanzialmente uno spin-off<br />
della Sezione <strong>di</strong> Roma INFN. Seguono le industrie delle telecomunicazioni,<br />
fra cui Telecom ed Ericsson; poi quelle spaziali, da Telespazio a Thales Alenia<br />
Space; le società <strong>di</strong> consulenza; quelle <strong>di</strong> elettronica e semiconduttori;<br />
le banche. Ulteriori attività <strong>di</strong> lavoro riguardano i settori dell’ambiente e delle<br />
energie alternative, società pubbliche come Terna e Consip, la Protezione<br />
Civile, gli enti locali e la scuola (sebbene non previsti in questa indagine,<br />
abbiamo raggiunto laureati operanti in tale settore). Vanno aggiunte le attività<br />
in<strong>di</strong>pendenti <strong>di</strong> libero professionista, come consulenze industriali per lo<br />
sviluppo e l’innovazione.<br />
Menzioniamo infi ne alcuni altri settori d’impiego, che risultano al <strong>di</strong> fuori<br />
dell’indagine: attività impren<strong>di</strong>toriali nel campo del turismo, giornalismo<br />
scientifi co, investigazione scientifi ca nelle forze dell’or<strong>di</strong>ne, …<br />
111<br />
<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro
La Tabella rappresenta le aree <strong>di</strong> inserimento dei rispondenti nelle aziende<br />
dove essi lavorano.<br />
Le posizioni contrattuali sono le seguenti:<br />
• 72% a tempo indeterminato,<br />
• 16% a tempo determinato,<br />
• 12% a progetto.<br />
Circa un terzo delle aziende e delle organizzazioni dove lavorano i rispondenti<br />
sono <strong>di</strong> piccole e me<strong>di</strong>e <strong>di</strong>mensioni, cioè con numero <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenti<br />
fi no a 100, sicchè vi è una forte prevalenza delle aziende <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni.<br />
La versione integrale dell’indagine può essere consultata in rete all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />
www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/jobs/Relazione_laureati2008.pdf<br />
112<br />
<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />
Per ulteriori informazioni consultare il sito web del <strong>Dip</strong>artimento:<br />
www.phys.uniroma1.it<br />
alla voce FUTURE MATRICOLE
Appunti<br />
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Appunti
Appunti<br />
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Appunti
Appunti<br />
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Appunti
Finito <strong>di</strong> stampare nel mese <strong>di</strong> Luglio 2011<br />
Centro Stampa <strong>di</strong> Meucci Roberto<br />
Città <strong>di</strong> Castello (Pg)