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Piani di studio individuali - Dip. Fisica

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Roma, 5 Luglio 2011<br />

Siamo lieti <strong>di</strong> pubblicare una versione aggiornata del volume contenente<br />

le informazioni relative all’attività scientifi ca e <strong>di</strong>dattica del <strong>Dip</strong>artimento<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>.<br />

Tale libretto ha lo scopo <strong>di</strong> illustrare agli studenti la struttura dei <strong>di</strong>versi<br />

cicli degli stu<strong>di</strong> in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza (Laurea, Laurea Magistrale e<br />

Dottorati) e <strong>di</strong> fornire informazioni e notizie pratiche sull’attività <strong>di</strong>dattica.<br />

Il libretto descrive inoltre brevemente l’ampio spettro delle attività<br />

<strong>di</strong> ricerca presenti nel nostro <strong>Dip</strong>artimento allo scopo <strong>di</strong> permettere agli<br />

studenti <strong>di</strong> orientarsi nella scelta dell’in<strong>di</strong>rizzo e del settore scientifi co nel<br />

quale intendono cimentarsi.<br />

1<br />

Riteniamo che tali informazioni siano utili alle matricole e a tutti<br />

le studentesse e gli studenti che stu<strong>di</strong>ano e lavorano nel nostro<br />

<strong>Dip</strong>artimento come strumento <strong>di</strong> mutua conoscenza.<br />

Ulteriori informazioni e aggiornamenti sulle attività del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong><br />

<strong>Fisica</strong> possono essere trovate all’in<strong>di</strong>rizzo web:<br />

www.phys.uniroma1.it/ (alla voce Future Matricole)<br />

dove è anche possibile scaricare il presente volume in formato PDF.<br />

Giancarlo Ruocco<br />

Direttore del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>


A cura del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> della Sapienza<br />

Hanno collaborato alla realizzazione:<br />

Maria Grazia Ianniello<br />

Egi<strong>di</strong>o Longo<br />

Antonio Polimeni<br />

Sonia Riosa<br />

2<br />

Si ringraziano inoltre:<br />

Paolo Mataloni<br />

Giovanni Vittorio Pallottino<br />

Progetto grafico:<br />

Fulvio Me<strong>di</strong>ci


In<strong>di</strong>ce<br />

5<br />

Le ricerche in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza<br />

35<br />

Principali Istituzioni e Laboratori Nazionali e Internazionali<br />

36<br />

La nostra Storia - I protagonisti<br />

46<br />

49<br />

Il Museo e i Fon<strong>di</strong> archivistici<br />

Lettera alle matricole<br />

3<br />

51<br />

Informazioni per gli studenti<br />

53<br />

I nuovi Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o universitari<br />

54<br />

Attività <strong>di</strong> Orientamento<br />

55<br />

Il Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />

59<br />

Il Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

73<br />

Il Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

88<br />

Il Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronimia e Astrofisica<br />

101<br />

I Dottorati <strong>di</strong> Ricerca<br />

104<br />

Informazioni generali<br />

110<br />

<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro


Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

I fi sici del nostro <strong>Dip</strong>artimento sono attivi in tutte le aree <strong>di</strong> ricerca riportate<br />

nella fi gura. Nonostante le <strong>di</strong>verse aree <strong>di</strong>fferiscano talvolta anche in<br />

maniera rilevante per quanto riguarda meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> indagine, <strong>di</strong>mensioni delle<br />

attrezzature sperimentali, strumenti <strong>di</strong> calcolo o ampiezza delle ricadute<br />

applicative, spesso la linea <strong>di</strong> demarcazione tra settori <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa denominazione<br />

tra<strong>di</strong>zionale non può essere tracciata in maniera netta.<br />

È il caso, per esempio, <strong>di</strong> due campi abbastanza lontani tra loro fi no a tempi<br />

relativamente recenti come l’astrofi sica e la fi sica delle particelle elementari,<br />

che si trovano oggi sotto molti aspetti a confrontarsi con gli stessi problemi.<br />

Si parla anche <strong>di</strong> “fi sica astroparticellare”: rispondere a domande sul “sempre<br />

più piccolo” equivale oggi a rispondere a domande sul “sempre più<br />

vicino alla nascita dell’universo”.<br />

Allo stesso modo, ricerche originate come speculazioni relativamente<br />

astratte e lontane dalle applicazioni in meccanica statistica si rivelano<br />

fondamentali per rispondere ad interrogativi sul funzionamento <strong>di</strong> sistemi<br />

biologici complessi (è il caso della ricerca sulle reti neuronali, un settore<br />

fertilissimo che si situa all’intersezione tra fi sica statistica, biofi sica, cibernetica<br />

e fi sica della materia).<br />

Nel seguito troverete, senza alcuna pretesa <strong>di</strong> completezza, brevi in<strong>di</strong>cazioni<br />

su alcune delle gran<strong>di</strong> questioni intorno a cui si lavora in <strong>Dip</strong>artimento,<br />

sui più stimolanti problemi aperti e sulle prospettive della ricerca avanzata<br />

in questi settori.<br />

5


<strong>Fisica</strong> delle particelle<br />

6<br />

La fi sica delle particelle stu<strong>di</strong>a i costituenti fondamentali della materia e le<br />

loro interazioni, le relazioni tra energia, materia, spazio e tempo, le simmetrie<br />

e le leggi che governano l’Universo e la sua evoluzione.<br />

Qual è la struttura ultima della materia? Oggi sappiamo che la materia è<br />

organizzata in famiglie <strong>di</strong> particelle, repliche più pesanti ed instabili della<br />

famiglia con cui è fatta tutta la materia or<strong>di</strong>naria, costituita dall’elettrone<br />

col suo neutrino e dai due quark, up e down, che formano il protone e il<br />

neutrone.<br />

Ci sono motivazioni profonde per questa struttura a “repliche”?<br />

A questa intrigante domanda non c’è ancora una risposta.<br />

Le forze fondamentali che conosciamo sono quattro: l’interazione gravitazionale,<br />

l’interazione debole, l’interazione elettromagnetica e l’interazione<br />

forte. Queste interazioni agiscono tra le particelle <strong>di</strong> “materia”, elettroni,<br />

neutrini e quark, e sono “me<strong>di</strong>ate” dalle particelle <strong>di</strong> “forza”, gravitoni, bosoni<br />

W e Z, fotoni e gluoni.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

La forza debole è alla base della combustione dell’idrogeno nelle stelle


Queste sono le domande fondamentali che si pongono oggi i fi sici<br />

delle particelle:<br />

• Quali sono le Simmetrie dell’Universo?<br />

• Qual è l’origine della massa delle particelle?<br />

• Perché l’Universo è fatto <strong>di</strong> materia?<br />

• Ci sono tracce <strong>di</strong> antimateria?<br />

• Qual è la natura della massa mancante dell’Universo?<br />

La risposta a queste domande può venire da <strong>di</strong>versi esperimenti.<br />

Presso il CERN <strong>di</strong> Ginevra è possibile riprodurre le altissime energie<br />

dell’universo primor<strong>di</strong>ale e conoscere la natura ultima della materia.<br />

La composizione dei raggi cosmici viene stu<strong>di</strong>ata da esperimenti che raccolgono<br />

particelle al <strong>di</strong> fuori dell’atmosfera, come sulle stazioni orbitanti o<br />

sulle sonde spaziali (AMS).<br />

Nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso si stu<strong>di</strong>a la trasmutazione <strong>di</strong><br />

neutrini prodotti al CERN <strong>di</strong> Ginevra e rivelati al Gran Sasso dopo un viaggio<br />

<strong>di</strong> tre millesimi <strong>di</strong> secondo (esperimento OPERA).<br />

7<br />

L’esperimento<br />

AMS<br />

Rivelatore<br />

dell’esperimento<br />

OPERA presso i<br />

Laboratori Nazionali<br />

del Gran Sasso


Gli esperimenti <strong>di</strong> “Alte Energie”<br />

La collisione tra particelle dotate <strong>di</strong> energie molto elevate permette <strong>di</strong><br />

ricreare in laboratorio i costituenti fondamentali presenti nei primi istanti<br />

dell’Universo e <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>arne le loro interazioni.<br />

Per accelerare le particelle alle energie necessarie si devono costruire macchine<br />

troppo gran<strong>di</strong> e costose per una Università o anche per un singolo Paese.<br />

Molti degli esperimenti dei fi sici del <strong>Dip</strong>artimento si svolgono al CERN <strong>di</strong><br />

Ginevra, al FERMILAB <strong>di</strong> Chicago, a SLAC in California.<br />

8<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Il CERN <strong>di</strong> Ginevra


L’esperimento ATLAS al CERN<br />

9<br />

In un tipico esperimento <strong>di</strong> alte energie due fasci <strong>di</strong> particelle<br />

vengono fatti collidere (in questo caso elettroni contro positroni).<br />

La loro massa si converte in energia, generando varie particelle<br />

osservate nei <strong>di</strong>versi “rilevatori”.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


L’antimateria<br />

10<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Molti pensano che l’antimateria sia un’invenzione dei libri <strong>di</strong> fantascienza:<br />

non è così. L’antimateria viene prodotta dai raggi cosmici che colpiscono<br />

l’atmosfera terrestre e negli acceleratori <strong>di</strong> particelle con la stessa probabilità<br />

con cui viene prodotta la materia. Come predetto da P.A.M. Dirac nel 1927<br />

e <strong>di</strong>mostrato da C.D. Anderson nel 1932 con la scoperta del positrone,<br />

l’antiparticella dell’elettrone, ad ogni particella corrisponde un’antiparticella<br />

con le stesse proprietà ma carica elettrica opposta.<br />

Le leggi della fi sica devono essere le stesse per materia ed antimateria, per<br />

cui ci dovremmo aspettare un Universo pieno <strong>di</strong> antimateria. Quando materia<br />

ed antimateria si incontrano, si <strong>di</strong>sintegrano, producendo una gran<strong>di</strong>ssima<br />

quantità <strong>di</strong> energia sotto forma <strong>di</strong> fotoni: il secondo passo <strong>di</strong> Armstrong<br />

sulla Luna <strong>di</strong>mostra che non ci sono apprezzabili quantità <strong>di</strong> antimateria su<br />

<strong>di</strong>stanze planetarie. L’assenza <strong>di</strong> vistose esplosioni nel nostro Universo porta<br />

ad escludere apprezzabili<br />

quantità <strong>di</strong><br />

antimateria fi no a 20<br />

Megaparsec, (cioè<br />

milioni <strong>di</strong> parsec, una<br />

unità <strong>di</strong> misura che<br />

rappresenta la <strong>di</strong>stanza<br />

<strong>di</strong> un oggetto che<br />

ha una parallasse <strong>di</strong><br />

un arco <strong>di</strong> secondo<br />

ed equivale a 3.26<br />

anni luce).<br />

La ricerca nello spazio<br />

delle più deboli tracce<br />

<strong>di</strong> antimateria e<br />

la formulazione delle<br />

possibili spiegazioni<br />

della sua scomparsa<br />

sono un tema affascinante<br />

che promette<br />

<strong>di</strong> svelare i segreti<br />

fondamentali della<br />

primigenia evoluzione<br />

dell’Universo in<br />

cui viviamo.


La Materia Oscura<br />

Un altro dei misteri dell’Universo riguarda la quantità <strong>di</strong> materia che esso<br />

deve contenere: in base a molte delle caratteristiche che osserviamo (per<br />

esempio la velocità <strong>di</strong> rotazione delle Galassie, che <strong>di</strong>pende dalla massa<br />

totale in esse contenuta e può essere misurata tramite l’effetto Doppler della<br />

luce che arriva fi no a noi) essa risulta molto maggiore della materia visibile<br />

identifi cata.<br />

Sulla natura <strong>di</strong> questa Materia Oscura sono state formulate <strong>di</strong>verse ipotesi,<br />

molte delle quali coinvolgono particelle dai nomi esotici (WIMP, neutralini,<br />

ecc.) non ancora osservate e accanitamente ricercate dai nostri esperimenti.<br />

Le più recenti misure dell’espansione dell’Universo suggeriscono un aumento<br />

della velocità <strong>di</strong> espansione: una possibile spiegazione potrebbe essere<br />

che il “vuoto cosmico” sia in realtà riempito da una forma <strong>di</strong> “energia<br />

oscura”, ricollegabile alla presenza della “costante cosmologica”, prevista<br />

da Einstein.<br />

11<br />

Antimateria, materia oscura, energia oscura: alcuni dei pezzi mancanti del<br />

puzzle del nostro Universo.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Dalle frontiere della fisica alle frontiere della tecnologia<br />

Le tecniche necessarie per la realizzazione degli esperimenti della fi sica <strong>di</strong><br />

punta sono quasi sempre ai limiti delle possibilità della tecnologia moderna<br />

e spingono continuamente verso nuovi traguar<strong>di</strong> alla frontiere della tecnologia,<br />

con applicazioni in campi spesso molto lontani da quelli <strong>di</strong> origine. I<br />

dati trasmessi in un secondo <strong>di</strong> funzionamento <strong>di</strong> un esperimento <strong>di</strong> LHC, il<br />

collider del CERN, equivalgono all’informazione me<strong>di</strong>a scambiata con 100<br />

milioni <strong>di</strong> telefonate: da questa immensa mole <strong>di</strong> informazioni, sofi sticati<br />

algoritmi devono fi ltrare ed estrarre le rarissime informazioni corrispondenti<br />

ai segnali delle nuove particelle.<br />

12<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Ogni 25 miliardesimi <strong>di</strong> secondo, il rivelatore centrale dell’esperimento CMS<br />

produce un’immagine come quella <strong>di</strong> sinistra. Da questa immensa mole <strong>di</strong><br />

informazioni, il software dell’esperimento è in grado <strong>di</strong> filtrare in tempo reale le<br />

tracce degli eventi rari ed interessanti (a destra).


Dal WWW alla GRID<br />

Il World Wide Web è stato inventato nel 1989 dal Dr. T. Berners Lee, che<br />

lavorava al CERN <strong>di</strong> Ginevra: originariamente il sistema era stato concepito<br />

per lo scambio istantaneo <strong>di</strong> informazioni tra ricercatori impegnati negli stessi<br />

progetti scientifi ci, ma che lavoravano in Laboratori e Università sparsi per<br />

il mondo. Oggi ha milioni <strong>di</strong> utilizzatori scientifi ci e commerciali in tutto il<br />

mondo.<br />

Se il WWW dà un accesso semplice ed imme<strong>di</strong>ato all’informazione <strong>di</strong>stribuita<br />

sulla rete, la nuova frontiera è l’accesso altrettanto imme<strong>di</strong>ato alla<br />

potenza <strong>di</strong> calcolo <strong>di</strong>stribuita sulla rete: i ricercatori del nostro <strong>Dip</strong>artimento<br />

partecipano ad un ambizioso progetto, detto GRID (griglia) che nasce da<br />

una vastissima collaborazione internazionale tra l’Unione Europea, il CERN,<br />

l’INFN, la NASA, il Department of Energy degli Stati Uniti, l’MIT ed altre<br />

prestigiose istituzioni.<br />

13<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Astrofisica<br />

14<br />

L’Astrofi sica, anzichè un settore della <strong>Fisica</strong>, è da intendere come quella<br />

<strong>di</strong>sciplina che applica le conoscenze <strong>di</strong> tutti i settori della fi sica alla comprensione<br />

della fenomenologia legata ai corpi celesti e alla <strong>di</strong>stribuzione<br />

della materia e dell’energia nell’Universo.<br />

Da un lato essa si basa su osservazioni dei fenomeni cosmici, sui quali<br />

non si puo’ avere un controllo <strong>di</strong>retto, <strong>di</strong>versamente da quanto accade negli<br />

esperimenti <strong>di</strong> laboratorio. D’altro canto gli astri e il cosmo rappresentano<br />

proprio dei “laboratori” in cui si possono realizzare naturalmente situazioni<br />

estreme non sperimentabili a terra. Talvolta, infatti, le teorie fi siche possono<br />

avere un <strong>di</strong>retto riscontro solo in fenomeni astronomici come esplosioni <strong>di</strong><br />

supernovae, buchi neri, lenti gravitazionali, stelle <strong>di</strong> neutroni, ecc..<br />

Le osservazioni coinvolgono l’intero spettro elettromagnetico e, <strong>di</strong> conseguenza,<br />

le tecnologie piu’ <strong>di</strong>verse: dai re<strong>di</strong>otelescopi e interferometri <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>mensione planetaria, agli osservatori spaziali per la ra<strong>di</strong>azione infrarossa,<br />

ultravioletta e visibile e per i raggi X e gamma, ai gran<strong>di</strong> telescopi ottici a<br />

terra. Anche “fi nestre non elettromagnetiche” sono aperte sul cosmo: neutrini,<br />

raggi cosmici <strong>di</strong> altissima energia ( molto maggiore <strong>di</strong> quella ottenibile<br />

nei gran<strong>di</strong> acceleratori <strong>di</strong> particelle) e, potenzialmente, la ra<strong>di</strong>azione gravitazionale<br />

prevista dalla teoria della relativita’ generale.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

I quattro telescopi da 8.2 m del Very Large Telescope dell ESO<br />

(European Southern Observatory), utilizzabili come interferometro<br />

(VLTI). Cerro Paranal (Cile)


15<br />

Il telescopio XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, per l’osservazione<br />

delle sorgenti cosmiche <strong>di</strong> ra<strong>di</strong>azione X<br />

Le attività <strong>di</strong> ricerca teoriche e osservative del nostro <strong>Dip</strong>artimento<br />

riguardano alcune delle domande fondamentali dell’astrofi sica:<br />

• Qual e’ la geometria e quale la <strong>di</strong>namica globale dell’Universo ?<br />

• Quali sono le <strong>di</strong>stribuzioni <strong>di</strong> galassie e <strong>di</strong> materia oscura<br />

nell’Universo e il loro legame con la <strong>di</strong>namica cosmica complessiva ?<br />

• Come sono nati e come evolvono galassie e nuclei galattici attivi ?<br />

• Come si alimenta il “motore centrale” <strong>di</strong> un nucleo galattico attivo, e<br />

qual e’ la sua relazione con la <strong>di</strong>namica della galassie che lo ospita ?<br />

• Quali sono i meccanismi che spiegano la <strong>di</strong>stribuzione spettrale, dal<br />

ra<strong>di</strong>o ai raggi gamma, delle sorgenti cosmiche <strong>di</strong> alta energia ?<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


La ra<strong>di</strong>azione <strong>di</strong> fondo dell’Universo<br />

Il problema della “localizzazione” dell’antimateria nell’Universo, o quello<br />

della massa mancante (della “materia oscura”) sono due buoni esempi del<br />

modo in cui si intrecciano domande tra<strong>di</strong>zionalmente associate ai campi<br />

della fi sica delle particelle e dell’astrofi sica. Un altro esempio in proposito<br />

è fornito dalle ricerche che hanno portato recentemente alla realizzazione<br />

dell’esperimento Boomerang, condotto in prima fi la da ricercatori del nostro<br />

<strong>Dip</strong>artimento.<br />

16<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Un lancio <strong>di</strong> Boomerang<br />

I dati raccolti dall’esperimento, il cui obiettivo è la misura delle anisotropie<br />

della ra<strong>di</strong>azione elettromagnetica <strong>di</strong> fondo, hanno permesso <strong>di</strong> ricostruire una<br />

“fotografi a” dell’universo in una fase primor<strong>di</strong>ale, quando era 50000 volte<br />

più giovane, mille volte più caldo e un miliardo <strong>di</strong> volte più denso <strong>di</strong> adesso;<br />

grazie a queste in<strong>di</strong>cazioni si è in grado <strong>di</strong> ottenere informazioni sui primissimi<br />

istanti <strong>di</strong> vita dell’universo, imme<strong>di</strong>atamente dopo il Big Bang, e insieme <strong>di</strong><br />

conoscerne meglio la <strong>di</strong>stribuzione della massa e della densità.<br />

Un’immagine delle strutture<br />

dell’universo primor<strong>di</strong>ale<br />

osservate da Boomerang.<br />

Per dare un’idea della scala, il<br />

piccolo tondo nero in basso a<br />

destra corrisponde alle<br />

<strong>di</strong>mensioni apparenti della Luna.


Esistono le onde gravitazionali?<br />

Previste dalla teoria della relatività generale, le onde gravitazionali hanno<br />

resistito fi nora ad ogni tentativo <strong>di</strong> captarne la presenza attraverso la realizzazione<br />

<strong>di</strong> apposite antenne (le “antenne gravitazionali”).<br />

È questa una linea <strong>di</strong> ricerca che vanta una lunga tra<strong>di</strong>zione nel nostro<br />

<strong>Dip</strong>artimento, con la realizzazione <strong>di</strong> sbarre risonanti criogeniche, e che<br />

vede attualmente la partecipazione <strong>di</strong> un nostro gruppo <strong>di</strong> ricerca alla collaborazione<br />

internazionale che sta costruendo Virgo, un gigantesco interferometro<br />

(localizzato nella pianura a ridosso <strong>di</strong> Pisa) che dovrebbe essere<br />

in grado <strong>di</strong> rilevare segnali anche <strong>di</strong> debolissima intensità e dare quin<strong>di</strong><br />

in<strong>di</strong>cazioni empiriche definitive in favore dell’esistenza <strong>di</strong> questi elusivi<br />

oggetti previsti dalla relatività generale.<br />

17


<strong>Fisica</strong>,<br />

Complessità e<br />

Disor<strong>di</strong>ne<br />

18<br />

Secondo voi questo<br />

<strong>di</strong>segno è complesso o no ?<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Dopo enormi successi la fi sica ha scelto una nuova, formidabile sfi da. La natura<br />

delle scienze fi siche è quella <strong>di</strong> fornire dettagliate previsioni quantitative sui<br />

fenomeni naturali. Questo ha portato alla elaborazione <strong>di</strong> un quadro teorico<br />

che consente una comprensione profonda dei gran<strong>di</strong> fenomeni fondamentali<br />

(le particelle elementari, i quark, la frontiera del piccolissimo): anche se in questi<br />

campi rimane ancora molto da fare, i gran<strong>di</strong> successi conseguiti hanno stimolato<br />

l’apertura <strong>di</strong> una nuova, cal<strong>di</strong>ssima frontiera, quella della Complessità.<br />

La fi sica oggi cerca <strong>di</strong> spiegare in modo quantitativo e <strong>di</strong> prevedere il<br />

comportamento <strong>di</strong> sistemi in cui il <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne che ne caratterizza i componenti<br />

elementari o la complessità intrinseca delle loro interazioni ha un ruolo<br />

importante, che arriva fi no<br />

a mo<strong>di</strong>fi care crucialmente<br />

la natura stessa del sistema,<br />

consentendogli comportamenti<br />

<strong>di</strong> enorme interesse. Il<br />

fatto che l’analisi <strong>di</strong> semplici<br />

strutture matematiche porti<br />

Rappresentazione grafica <strong>di</strong><br />

sistemi biologici ad alta<br />

complessità che la fisica cerca<br />

<strong>di</strong> aiutare a capire. Si vede il<br />

processo <strong>di</strong> mitosi in una salamandra,<br />

una macro-cellula del<br />

fegato <strong>di</strong> un topo, un ribosoma.


alla creazione <strong>di</strong> strutture affascinanti è stato molto importante. Guardate la<br />

fi gura <strong>di</strong> questa pagina: non si <strong>di</strong>rebbe proprio che nasca da una fredda e<br />

semplice equazione, vero?<br />

Eppure si tratta del risultato <strong>di</strong> una elementare regola <strong>di</strong> iterazione.<br />

Questi meto<strong>di</strong> hanno una valenza straor<strong>di</strong>naria: ad esempio, possono suggerirci<br />

come provare ad aiutare la struttura delle connessioni <strong>di</strong> Internet a<br />

crescere in modo intelligente. Provate invece a fare un vero esperimento,<br />

ed aprite a metà il rubinetto del bagno: vedete una complicata struttura <strong>di</strong><br />

fi lamenti che si intersecano e si mo<strong>di</strong>fi cano nel tempo. Cos’è che genera<br />

una struttura così “artistica”?<br />

Da un lato queste teorie stanno dando gran<strong>di</strong> contributi alla comprensione<br />

<strong>di</strong> materiali fi sici <strong>di</strong> grande interesse (per esempio la struttura dei semplici<br />

vetri delle fi nestre è ancora un mistero, che si sta forse chiarifi cando grazie<br />

a queste idee). Dall’altro lato il campo in cui questi meto<strong>di</strong> cercano <strong>di</strong> aiutare<br />

la nostra capacità <strong>di</strong> comprensione si allarga: adesso i fi sici cercano<br />

<strong>di</strong> comprendere complessi sistemi biologici, sistemi <strong>di</strong> agenti in interazione,<br />

come modelli <strong>di</strong> mercati economici, ed aggregati <strong>di</strong> esseri complessi che<br />

interagiscono socialmente (insomma, noi...).<br />

Si tratta certamente <strong>di</strong> una frontiera pionieristica piena <strong>di</strong> promesse.<br />

19<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Informazione quantistica con i fotoni<br />

20<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

L’informazione quantistica stu<strong>di</strong>a come impiegare le leggi fondamentali della<br />

fi sica per migliorare la trasmissione e l’elaborazione <strong>di</strong> segnali. E’ una<br />

scienza relativamente giovane, la cui origine risale all’inizio degli anni ’80,<br />

grazie alla proposta <strong>di</strong> Richard Feynman <strong>di</strong> usare in modo congiunto la<br />

teoria classica dell’informazione e le leggi della meccanica quantistica per<br />

realizzare un computer quantistico. L’unione <strong>di</strong> queste due scienze permette<br />

operazioni altrimenti impossibili, quali la creazione <strong>di</strong> co<strong>di</strong>ci crittografi ci<br />

indecifrabili, il teletrasporto <strong>di</strong> una particella (come ad esempio un fotone)<br />

e la soluzione <strong>di</strong> problemi computazionali complessi a una velocità molto<br />

maggiore <strong>di</strong> un qualsiasi computer classico.<br />

Per il suo carattere intrinsecamente multi<strong>di</strong>sciplinare, l’informazione<br />

quantistica abbraccia <strong>di</strong>versi campi, dalla fi sica alla matematica, dalla<br />

computazione all’ingegneria. Gli esperimenti <strong>di</strong> informazione quantistica si<br />

avvalgono <strong>di</strong> tecniche <strong>di</strong> fi sica atomica, ottica quantistica e fi sica del laser,<br />

nonché <strong>di</strong> fi sica dello stato solido e <strong>di</strong>spositivi a superconduttore.<br />

Il rapido sviluppo degli ultimi 20 anni <strong>di</strong>mostra le gran<strong>di</strong> potenzialità <strong>di</strong><br />

questa <strong>di</strong>sciplina <strong>di</strong> rivoluzionare molte aree della scienza e della tecnologia.<br />

In questa prospettiva è ragionevole aspettarsi che schemi sempre più<br />

effi cienti <strong>di</strong> co<strong>di</strong>fi ca, deco<strong>di</strong>fi ca e trasferimento dell’informazione vengano<br />

elaborati nel prossimo futuro. Al tempo stesso, la crescente miniaturizzazione<br />

dei circuiti logici permetterà <strong>di</strong> sviluppare nuovi meto<strong>di</strong> per il trattamento<br />

dell’informazione basati sulla meccanica quantistica.<br />

L’elemento fondamentale dell’informazione quantistica è il quantum bit,<br />

(qubit) che, a <strong>di</strong>fferenza del bit dell’informazione classica, che può assumere<br />

<strong>di</strong> volta in volta uno dei due valori, 0 o 1, viene espresso come la<br />

sovrapposizione coerente <strong>di</strong> due stati quantistici antitetici. Un qubit può essere<br />

realizzato in molti mo<strong>di</strong>, ad esempio sfruttando la polarizzazione <strong>di</strong> un<br />

fotone, oppure usando ioni intrappolati, atomi neutri interagenti con cavità<br />

ottiche, impurezze in soli<strong>di</strong> etc.<br />

Nel processo <strong>di</strong> emissione<br />

parametrica spontanea un cristallo<br />

irra<strong>di</strong>ato da un laser, <strong>di</strong> lunghezza<br />

d’onda appartenente alla regione<br />

dell’ultravioletto, genera coppie <strong>di</strong><br />

fotoni entangled su tutto lo spettro del<br />

visibile. L’immagine in figura deriva<br />

dalla sovrapposizione <strong>di</strong> un grande<br />

numero <strong>di</strong> eventi <strong>di</strong> emissione<br />

<strong>di</strong> coppie <strong>di</strong> fotoni.


L’altro concetto chiave dell’informazione quantistica è dato dall’entanglement<br />

(letteralmente groviglio, intreccio) che, usando le parole <strong>di</strong> Erwin Schroe<strong>di</strong>nger,<br />

rappresenta “il tratto caratteristico della meccanica quantistica”. Uno stato<br />

entangled <strong>di</strong> due o più particelle è una risorsa essenziale per il teletrasporto,<br />

la crittografi a e la computazione quantistica.<br />

Oggi è possibile generare e rivelare stati quantistici <strong>di</strong> singoli fotoni o stati<br />

entangled <strong>di</strong> fotoni prodotti da cristalli non lineari me<strong>di</strong>ante il processo della<br />

emissione parametrica spontanea. Stati entangled <strong>di</strong> due o più fotoni vengono<br />

utilizzati nella crittografi a quantistica su gran<strong>di</strong> <strong>di</strong>stanze (fi no a 200<br />

Km), sia attraverso una fi bra ottica che nello spazio libero, e nel teletrasporto<br />

quantistico che rappresenta, a oggi, una delle più spettacolari <strong>di</strong>mostrazioni<br />

dell’entanglement.<br />

Nel nostro <strong>Dip</strong>artimento, dove nel 1997 è stato effettuato il primo teletrasporto<br />

<strong>di</strong> un fotone, vengono stu<strong>di</strong>ati stati entangled <strong>di</strong> fotoni ad alto<br />

numero <strong>di</strong> qubit. Co<strong>di</strong>fi cando l’informazione su vari gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> libertà del<br />

fotone, come la polarizzazione, l’energia, la <strong>di</strong>rezione e il momento angolare<br />

orbitale, vengono realizzati circuiti logici fi nalizzati alla computazione<br />

quantistica, si effettuano misure con risoluzione o sensibilità ben al <strong>di</strong> là <strong>di</strong><br />

quelle permesse dalla fi sica classica e vengono stu<strong>di</strong>ate le proprietà <strong>di</strong> stati<br />

quantistici fotonici macroscopici.<br />

21<br />

Rappresentazione schematica del teletrasporto quantistico. Il fotone (qubit) che si<br />

vuole teletrasportare, |ψ>1, è misurato dall’osservatore A (Alice) insieme al fotone<br />

(qubit) 2 appartenente a una coppia <strong>di</strong> fotoni entangled, |φ+ >23. Il risultato della<br />

misura viene comunicato all’osservatore B (Bob) che effettua una particolare<br />

operazione sul fotone 3. Il risultato è il trasferimento istantaneo (teletrasporto) dello<br />

stato del fotone 1 sul fotone 3. La comunicazione classica tra Alice e Bob garantisce<br />

che lo scambio <strong>di</strong> informazione avvenga rispettando il principio <strong>di</strong> causalità.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


<strong>Fisica</strong> della materia<br />

Si in<strong>di</strong>ca generalmente come “fi sica della materia” quella parte della fi sica<br />

che stu<strong>di</strong>a, anziché le proprietà dei costituenti “elementari” nella loro in<strong>di</strong>vidualità<br />

e le caratteristiche ancora sconosciute delle interazioni che si esercitano<br />

tra <strong>di</strong> essi, i comportamenti e le proprietà tipici <strong>di</strong> aggregati <strong>di</strong> numerosissimi<br />

costituenti <strong>di</strong> cui sono ben note le proprietà in<strong>di</strong>viduali e quelle delle<br />

forze che li legano (si tratta in sostanza <strong>di</strong> interazioni elettromagnetiche), ma<br />

che presentano talvolta comportamenti nuovi e ine<strong>di</strong>ti dovuti al gran numero<br />

<strong>di</strong> componenti dei sistemi in esame. Le domande che si pongono in questo<br />

settore sono le più <strong>di</strong>sparate, e spaziano da questioni <strong>di</strong> imme<strong>di</strong>ato interesse<br />

applicativo a quesiti <strong>di</strong> carattere assolutamente fondamentale.<br />

22<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

La superconduttività<br />

Ad esempio, uno dei problemi <strong>di</strong> fi sica della materia più <strong>di</strong>battuti negli ultimi<br />

decenni è l’origine della superconduttività ad alta temperatura in certi materiali<br />

ceramici. I superconduttori sono noti fi n dall’epoca della Prima guerra<br />

mon<strong>di</strong>ale e il loro funzionamento è stato compreso negli anni Cinquanta del<br />

Novecento. Sono metalli che al <strong>di</strong> sotto <strong>di</strong> una temperatura molto vicina allo<br />

zero assoluto (-273 °C) offrono una resistenza assolutamente nulla al passaggio<br />

della corrente. A causa <strong>di</strong> ciò, ad esempio, in un semplice fi lo superconduttore<br />

chiuso su se stesso, e senza che vi sia inserito alcun generatore,<br />

la corrente può scorrere per un tempo infi nito. I superconduttori oggi sono<br />

usati soprattutto per ottenere alti campi magnetici, come quelli che tengono<br />

sollevati i treni a levitazione magnetica (ve<strong>di</strong> foto) e che incurvano la traiettoria<br />

delle particelle che viaggiano quasi alla velocità della luce nei gran<strong>di</strong><br />

acceleratori. Tuttavia le bassissime temperature necessarie al loro funzionamento<br />

richiedono l’uso <strong>di</strong> refrigeranti costosi e complicati da maneggiare,<br />

come l’elio liquido che bolle a -269 °C.<br />

Un treno a levitazione magnetica come questo, grazie ai suoi<br />

magneti superconduttori, trasporta i passeggeri a 550 km/h tra<br />

la città <strong>di</strong> Shanghai e il suo aeroporto.


Se si riuscisse a far funzionare un superconduttore alla temperatura<br />

dell’ambiente si potrebbe trasmettere l’elettricità dalla centrale alle nostre<br />

case senza per<strong>di</strong>te, con grande risparmio energetico; si potrebbero costruire<br />

calcolatori molto più veloci degli attuali; oppure fabbricare potenti<br />

magneti a costi molto più bassi.<br />

Nel 1986 sono stati scoperti dei nuovi materiali ceramici superconduttori<br />

che funzionano a circa 100 gra<strong>di</strong> dallo zero assoluto, e quin<strong>di</strong> possono<br />

essere raffreddati anziché dall’elio liquido dall’aria liquida, con gran<strong>di</strong> vantaggi.<br />

Tuttavia, sia per migliorare questi materiali che per trovarne <strong>di</strong> nuovi<br />

con temperature <strong>di</strong> lavoro ancora più alte, bisogna intanto capire come si<br />

innesca la superconduttività in queste ceramiche.<br />

I fi sici ancora non lo sanno, nonostante un grande sforzo <strong>di</strong> ricerca che continua<br />

tuttora anche nel nostro <strong>di</strong>partimento. Qui lavorano da molti anni, sulla<br />

superconduttività ad alta temperatura, due gruppi teorici e quattro gruppi<br />

sperimentali con <strong>di</strong>verse tecniche.<br />

23<br />

Le nanotecnologie<br />

Un altro affascinante campo in cui il nostro <strong>Dip</strong>artimento è attivo è quello<br />

delle nanotecnologie. Negli ultimi anni gli scienziati della materia hanno<br />

imparato a costruire nuove architetture atomiche e molecolari e a controllare<br />

<strong>di</strong>mensioni, forma e funzioni <strong>di</strong> una grande varietà <strong>di</strong> materiali su scala<br />

atomica scoprendo proprietà elettriche, meccaniche, ottiche e magnetiche<br />

spesso inattese. L’interesse scientifi co per lo stu<strong>di</strong>o delle proprietà <strong>di</strong> queste<br />

nuove strutture ha fatto sorgere gli ormai <strong>di</strong>ffusi neologismi <strong>di</strong> nanoscienza<br />

e nanotecnologia per in<strong>di</strong>care il fi lone scientifi co/tecnologico che si occupa<br />

<strong>di</strong> architettura/ingegneria <strong>di</strong> nuove strutture atomiche e molecolari con<br />

specifi che proprietà e funzionalità.<br />

Nano-fili uni<strong>di</strong>mensionali or<strong>di</strong>nati<br />

<strong>di</strong> molecole pentacene allineate<br />

sui gra<strong>di</strong>ni monoatomici <strong>di</strong> una<br />

superficie <strong>di</strong> rame. I nanofili sono<br />

larghi circa 1 nanometro e lunghi<br />

centinaia <strong>di</strong> nanometri<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Immagine <strong>di</strong> punti quantici<br />

semiconduttori ottenuta<br />

me<strong>di</strong>ante un microscopio<br />

a scansione tunnel; ogni<br />

punto e’ in realtà costituito<br />

da circa 10000 atomi<br />

24<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

La novità sta soprattutto nello stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> nuove metodologie per assemblare<br />

le architetture atomiche e molecolari e nella capacità <strong>di</strong> fi nalizzare le nuove<br />

strutture a una precisa funzione, progettando, controllando e verifi cando<br />

le proprietà microscopiche ottiche, magnetiche ed elettriche desiderate.<br />

Se atomi e/o molecole si aggregano in strutture su scala<br />

nanometrica (1 nanometro=un miliardesimo <strong>di</strong> metro) possono<br />

avere proprietà <strong>di</strong>verse rispetto ai materiali soli<strong>di</strong> su scala<br />

macroscopica (si vedano gli esempi nella pagina precedente).<br />

Una catena uni<strong>di</strong>mensionale <strong>di</strong> atomi <strong>di</strong> ferro è magnetica e conduttrice ?<br />

Possono esistere metalli in una <strong>di</strong>mensione ?<br />

Come variano le proprietà ottiche <strong>di</strong> un nano-cristallo semiconduttore al<br />

variare del numero <strong>di</strong> atomi che lo costituiscono ?<br />

Possiamo quin<strong>di</strong> considerare queste nano-particelle come uno stato<br />

della materia le cui proprietà non <strong>di</strong>pendono solo dalla composizione<br />

chimica ma anche dalla forma e dalla <strong>di</strong>mensione. La grande promessa<br />

della nanotecnologia è <strong>di</strong> proporre un’alternativa in cui si assemblano i<br />

componenti più semplici (le molecole e/o altre nanostrutture) per<br />

costruire <strong>di</strong>spositivi con funzioni specifiche ed altamente flessibili. Inoltre,<br />

dall’unione della superconduttività con le nanotecnologie nascono nuovi<br />

<strong>di</strong>spositivi, che a loro volta possono essere utilizzati per incrementare<br />

sensibilmente la sensibilità e la raffinatezza <strong>di</strong> strumentazione utile in altri<br />

settori <strong>di</strong> ricerca (bolometri e microrefrigeratori, per misurare la ra<strong>di</strong>azione<br />

cosmica, o gli SQUID, che misurano campi magnetici e sono usati dai<br />

ricercatori del <strong>Dip</strong>artimento per stu<strong>di</strong>are le leggi fondamentali della meccanica<br />

quantistica), e trovare poi anche un gran numero <strong>di</strong> impieghi pratici.


Un ulteriore campo <strong>di</strong> applicazione delle nanotecnologie e’ quello relativo<br />

all’immagazzinamento a stato solido dell’idrogeno quale vettore<br />

energetico ed ecologico. L’interesse verso l’uso dell’idrogeno come vettore<br />

energetico ha avuto recentemente un notevole rilancio motivato dalla<br />

necessità <strong>di</strong> reperire mezzi energetici alternativi ai combustibili fossili<br />

e al fi ne <strong>di</strong> <strong>di</strong>minuire l’inquinamento ambientale da essi causato. L’avvio<br />

<strong>di</strong> una tecnologia a idrogeno comporta molteplici problemi tecnici connessi<br />

con la sua produzione, l’immagazzinamento e l’utilizzazione. In<br />

particolare, lo scopo <strong>di</strong> immagazzinare l’idrogeno è quello <strong>di</strong> rendere<br />

<strong>di</strong>sponibile il fabbisogno <strong>di</strong> energia al momento della sua utilizzazione.<br />

Dei possibili mo<strong>di</strong> <strong>di</strong> immagazzinare l’idrogeno, quello in forma <strong>di</strong> composti nei<br />

soli<strong>di</strong> è il più effi cace in termini <strong>di</strong> densità <strong>di</strong> energia accumulabile e sicurezza.<br />

In genere, l’idrogeno entra come idruro interstiziale all’interno <strong>di</strong> reticoli<br />

metallici o forma dei complessi molecolari con altri elementi.<br />

Una via <strong>di</strong> frontiera seguita nel <strong>Dip</strong>artimento è quella <strong>di</strong> usare nanopolveri<br />

(perché la superfi cie volumica, sulla quale avvengono le reazioni<br />

<strong>di</strong> rilascio, è elevata) e <strong>di</strong>sperderle in materiali nanoporosi, perché<br />

la <strong>di</strong>mensionalità degli strati <strong>di</strong> assorbitore ottenuti è più bassa.<br />

Le aspettative sono il cambiamento dei meccanismi termo<strong>di</strong>namici in questi<br />

strati sottili rispetto alle proprietà <strong>di</strong> volume con possibile abbassamento delle<br />

temperature <strong>di</strong> rilascio dell’idrogeno e una maggiore resistenza al deperimento<br />

con l’avanzare del numero <strong>di</strong> cicli <strong>di</strong> idrogenazione/deidrogenazione.<br />

25<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


26<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

La materia soffice<br />

Nell’ambito dello stu<strong>di</strong>o della “struttura della materia”, un campo <strong>di</strong> indagine<br />

importante nel corso del XX secolo e’ stato quello <strong>di</strong> determinare il comportamento<br />

<strong>di</strong> un grande numero <strong>di</strong> componenti elementari (atomi, molecole, …)<br />

a partire dal loro potenziale <strong>di</strong> interazione.<br />

Pensate come sarebbe interessante, ma anche quante applicazioni avrebbe,<br />

se fosse possibile “inventare” la forma funzionale con cui i mattoni elementari<br />

che costituiscono la materia interagiscono tra loro. Che succederebbe<br />

se, per esempio, le particelle interagissero attraverso un potenziale soffi ce<br />

puramente repulsivo, se le particelle potessero interpenetrarsi, se il raggio<br />

della interazione attrattiva fosse molto piccolo rispetto alle <strong>di</strong>mensioni della<br />

particella stessa ? Pensate anche quante possibilita’ si aprirebbero se le strutture<br />

macroscopiche fossero costituite da particelle il cui movimento non e’<br />

controllato dalle equazioni <strong>di</strong> Newton, ma piuttosto (a causa della presenza<br />

<strong>di</strong> un mezzo in cui queste sono immerse) dalle equazioni che determinano il<br />

moto Browniano, oppure se la <strong>di</strong>namica non fosse controllata dal moto termico,<br />

ma da moto proprio (particelle autopropellenti). Quali nuovi materiali<br />

si potrebbero “<strong>di</strong>segnare”, e quali comportamenti collettivi risulterebbero da<br />

queste nuove forme <strong>di</strong> interazione tra i costituenti elementari ?<br />

La materia soffi ce - quella branca della fi sica della materia condensata che<br />

stu<strong>di</strong>a il comportamento <strong>di</strong> sistemi fi sici facilmente deformabili se soggetti a<br />

sollecitazioni esterne (termiche, meccaniche, elettriche, …) - tenta <strong>di</strong> rispondere<br />

proprio a queste domande. Stu<strong>di</strong>are la materia soffi ce vuol <strong>di</strong>re stu<strong>di</strong>are<br />

aggregati atomici e/o molecolari <strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni nano- e micro-metriche in<br />

un solvente, polimeri, schiume, gel, materiali granulari, e svariati tipi <strong>di</strong> materiali<br />

biologici. In numerosi casi, le particelle costituenti possono essere<br />

considerate come super-atomi interagenti attraverso potenziali effi caci <strong>di</strong> cui<br />

pre<strong>di</strong>re lo stato <strong>di</strong> aggregazione me<strong>di</strong>ante tecniche <strong>di</strong> meccanica statistica.<br />

Rispetto ai sistemi atomici e/o molecolari e’ oggi possibile <strong>di</strong>segnare nuove<br />

forme <strong>di</strong> interazione e, <strong>di</strong> conseguenza, nuove fasi della materia. I materiali<br />

soffi ci infatti mostrano strutture autoorganizzate su scale mesoscopiche (cioe’<br />

interme<strong>di</strong>e tra micro e macroscopiche) che originano dal gran numero <strong>di</strong><br />

interno gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> libertà, <strong>di</strong> interazioni deboli tra gli elementi strutturali, e dal<br />

delicato bilancio termo<strong>di</strong>namico che vi si instaura.<br />

La ricerca in materia soffi ce (con le sue forti connessioni con la ricerca in<br />

materia biologica) e’ sviluppata nel <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> attraverso una<br />

azione sinergica tra ricercatori teorici, numerici e sperimentali. e si sviluppa<br />

in collaborazione con il centro “Soft” (INFM-CNR).<br />

Immagine <strong>di</strong> un polimero a stella. Il potenziale<br />

<strong>di</strong> interazione tra i centri <strong>di</strong> massa <strong>di</strong><br />

questi polimeri e’ ben rappresentato da un<br />

deca<strong>di</strong>mento logaritmico (da cui il nome <strong>di</strong><br />

potenziale ultra-soffice).


<strong>Fisica</strong> dei biosistemi<br />

La complessità intrinseca dei sistemi biologici rende lo stu<strong>di</strong>o della fi sica <strong>di</strong><br />

questi sistemi una sfi da <strong>di</strong>ffi cile ed affascinante. L’approccio “fi sico” e quantitativo<br />

allo stu<strong>di</strong>o dei sistemi viventi, la bio-fi sica, o fi sica dei biosistemi, è<br />

un campo <strong>di</strong> ricerca che per le sue molte sovrapposizioni con la biochimica,<br />

la biologia molecolare, le nanoscienze, la bioingegneria, la biologia dei<br />

sistemi, ecc. è connotato da una forte “vocazione” inter<strong>di</strong>sciplinare.<br />

Una delle sfi de importanti nella fi sica dei biosistemi è la caratterizzazione<br />

dei comportamenti “<strong>di</strong> singola molecola”. Ad esempio: quali sono le interazioni<br />

che determinano il “ripiegarsi” (“fol<strong>di</strong>ng”) <strong>di</strong> una proteina in un<br />

preciso modo, fi no ad assumere quella conformazione che le rende possibile<br />

attuare la sua funzione? e attraverso quale percorso <strong>di</strong> “conformazioni<br />

interme<strong>di</strong>e” avviene questo processo?<br />

Viceversa, altro tema <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssima attualità è quello dello stu<strong>di</strong>o dei processi<br />

collettivi <strong>di</strong> aggregazione spontanea (self-assembly) <strong>di</strong> molecole, che<br />

portano alla formazione delle complesse strutture biologiche (come quelle<br />

riportate in fi gura). Ad esempio, è per aggregazione spontanea <strong>di</strong> numerosissime<br />

molecole assai più piccole delle proteine, i lipi<strong>di</strong>, che si forma<br />

la struttura principale delle membrane cellulari, la “matrice lipi<strong>di</strong>ca”. E’ in<br />

questa matrice che si inseriscono proteine ed altre macromolecole, fi no a<br />

formare quelle strutture fl essibili e dalle complesse proprietà funzionali che<br />

sono le membrane.<br />

27<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


28<br />

Anche i “motori molecolari” sono formati da proteine che si aggregano formando<br />

delle “macchine” nanoscopiche, capaci <strong>di</strong> convertire energia chimica<br />

in energia meccanica. Ad esempio, la proteina kinesina, è in grado <strong>di</strong> muoversi<br />

sui fi lamenti proteici (microtubuli) che costituiscono lo “scheletro” della<br />

cellula, trasportando “carichi” da un punto all’altro della cellula in maniera<br />

molto più effi ciente <strong>di</strong> quanto avverrebbe per <strong>di</strong>ffusione. L’osservazione delle<br />

straor<strong>di</strong>narie strutture generate dall’organizzazione spontanea <strong>di</strong> molecole<br />

relativamente semplici, spinge la ricerca verso lo stu<strong>di</strong>o dei meccanismi <strong>di</strong><br />

“self-assembly” anche per ottenere materiali e “nanomacchine” artifi ciali per<br />

applicazioni innovative. Le straor<strong>di</strong>narie caratteristiche <strong>di</strong> certi materiali naturali<br />

derivano infatti dalla loro struttura su scala molecolare: ad esempio, la<br />

sorprendente resistenza meccanica delle conchiglie, composte <strong>di</strong> calcare,<br />

duro ma fragile, e <strong>di</strong> fl essibili fi bre proteiche.<br />

Analogamente, gli effi cienti motori molecolari ispirano la ricerca verso<br />

la progettazione <strong>di</strong> effi cienti “nanomacchine” artifi ciali per il trasporto <strong>di</strong><br />

sostanze in “microlaboratori” <strong>di</strong> analisi realizzati su singoli “chip” elettronici,<br />

o l’organizzazione delle membrane cellulari mostra la strada verso la progettazione<br />

<strong>di</strong> “nanovettori” (sorta <strong>di</strong> “nanopillole”) per il trasporto mirato <strong>di</strong><br />

sostanze biologicamente attive a cellule e tessuti all’interno dell’organismo. E<br />

così via, in un continuo scambio tra ricerca fondamentale e applicata.<br />

Dinamica molecolare<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Anche antiche domande sui fondamenti si ripropongono in termini nuovi.<br />

Come si spiega l’apparente paradosso per cui degli oggetti come le molecole<br />

<strong>di</strong> un gas, che obbe<strong>di</strong>scono alle leggi della meccanica classica (e<br />

che dovrebbero quin<strong>di</strong> muoversi secondo una <strong>di</strong>namica reversibile, cioè<br />

comportarsi in un modo in<strong>di</strong>fferente allo scorrere della freccia del tempo),<br />

esibiscono invece, se osservati in grande numero a livello macroscopico, il<br />

comportamento tipicamente irreversibile sancito dal secondo principio della<br />

termo<strong>di</strong>namica? Posto oltre un secolo fa nei lavori dei padri fondatori della<br />

meccanica statistica, il problema si ripropone ancora vivo all’attenzione dei<br />

ricercatori <strong>di</strong> oggi, che hanno però ora a <strong>di</strong>sposizione un poderoso strumento<br />

per stu<strong>di</strong>arlo, fornito dalla incre<strong>di</strong>bile potenza <strong>di</strong> calcolo dei moderni<br />

calcolatori, che sono in grado <strong>di</strong> “inseguire” la <strong>di</strong>namica <strong>di</strong> un gran numero<br />

<strong>di</strong> particelle in interazione e simularne il comportamento reale.<br />

La <strong>di</strong>namica molecolare permette così, attraverso questi “esperimenti teorici”<br />

in cui il calcolatore svolge una essenziale funzione <strong>di</strong> simulazione <strong>di</strong> comportamenti<br />

collettivi che non sarebbero altrimenti calcolabili analiticamente,<br />

<strong>di</strong> porre e analizzare in termini nuovi una antica domanda fondamentale<br />

che sta a fondamento della meccanica statistica.


Supercalcolatori<br />

Lo sviluppo <strong>di</strong> strumenti <strong>di</strong> calcolo sempre più veloci, fl essibili e potenti è<br />

una linea <strong>di</strong> ricerca da sempre perseguita con eccellenti risultati nel nostro<br />

<strong>Dip</strong>artimento, nella tra<strong>di</strong>zione che trae origine da un suggerimento <strong>di</strong> Enrico<br />

Fermi.<br />

In particolare dall’idea che <strong>di</strong>ede origine ad APE, il primo calcolatore parallelo<br />

specifi camente progettato per eseguire simulazioni <strong>di</strong> Cromo<strong>di</strong>namica<br />

Quantistica su reticolo, i ricercatori del nostro <strong>Dip</strong>artimento hanno realizzato,<br />

nell’ambito <strong>di</strong> una collaborazione europea, il calcolatore parallelo<br />

apeNEXT caratterizzato da una potenza <strong>di</strong> calcolo dell’or<strong>di</strong>ne del Terafl ops<br />

(10 12 operazioni fl oating point al secondo).<br />

Nel seminterrato dell’E<strong>di</strong>fi cio E. Fermi del nostro <strong>Dip</strong>artimento è ospitato uno<br />

dei maggiori laboratori <strong>di</strong> calcolo scientifi co europei, con 14 unità apeNEXT,<br />

per una potenza complessiva <strong>di</strong> circa 10 Terafl ops e una memoria <strong>di</strong> 1.8<br />

TeraBytes.<br />

E’ attualmente in fase <strong>di</strong> progettazione un processore <strong>di</strong> calcolo multi-core,<br />

caratterizzato da alte prestazioni e bassi consumi, che sarà alla base della<br />

prossima generazione <strong>di</strong> calcolatori APE con potenze <strong>di</strong> calcolo dell’or<strong>di</strong>ne<br />

del Petafl ops (10 15 operazioni fl oating point al secondo).<br />

29<br />

Simulazione del moto <strong>di</strong> un fl uido riscaldato<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Sistemi fi sici nonlineari e or<strong>di</strong>nati: Teoria dei solitoni<br />

La nostra comprensione <strong>di</strong> moltissimi fenomeni naturali si basa sulla nostra<br />

capacita’<strong>di</strong> risolvere le equazioni del moto <strong>di</strong> sistemi sia <strong>di</strong>screti (insiemi <strong>di</strong><br />

particelle, reticoli, automi cellulari) che continui (fl ui<strong>di</strong>, campi elettromagnetici,<br />

campi gravitazionali). Queste equazioni sono generalmente non lineari<br />

ed, a fronte della enorme <strong>di</strong>ffi colta’ <strong>di</strong> escogitare meto<strong>di</strong> analitici <strong>di</strong> indagine, la<br />

loro non linearita’ da’ luogo a fenomeni estremamente interessanti e complessi.<br />

L’approssimazione lineare semplifi ca i calcoli ma e’ molto spesso inadeguata<br />

a comprendere la fi sica <strong>di</strong> quanto si osserva.<br />

30<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Negli ultimi quarant’anni sono stati scoperti sistemi modello che descrivono<br />

comportamenti <strong>di</strong>namici non lineari, universali ed or<strong>di</strong>nati tali da essere trattabili<br />

in modo esatto con tecniche <strong>di</strong> analisi ed algebra.<br />

La generalità <strong>di</strong> questi meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> indagine permette la loro applicazione<br />

ai fenomeni piu’ vari: onde nei fl ui<strong>di</strong> come negli oceani e nell’atmosfera,<br />

propagazione <strong>di</strong> energia nelle catene molecolari come nel DNA, onde<br />

elettromagnetiche come fasci LASER in mezzi non lineari, onde gravitazionali<br />

come da esplosione <strong>di</strong> supernovae, onde nella materia condensata come in<br />

soli<strong>di</strong> e plasmi. In particolare, nello stu<strong>di</strong>o della propagazione <strong>di</strong> onde non<br />

lineari, e’ emerso un nuovo para<strong>di</strong>gma capace <strong>di</strong> unifi care <strong>di</strong>versi comportamenti:<br />

quello <strong>di</strong> SOLITONE.<br />

Generalmente questo designa un’ onda capace <strong>di</strong> propagarsi in un mezzo<br />

<strong>di</strong>spersivo senza <strong>di</strong>sperdersi (!) grazie ad un bilanciamento tra l’effetto <strong>di</strong>spersivo<br />

e quello non lineare. Questa scoperta ha avviato una ricerca esplosiva<br />

sulla teoria dei solitoni e sulle loro applicazioni. Le piu’ recenti riguardano<br />

la trasmissione <strong>di</strong> impulsi ottici sia in fi bra su gran<strong>di</strong>ssime <strong>di</strong>stanze sia in<br />

componenti logiche per calcolatori ottici. Questi solitoni ottici si comportano<br />

come robuste “particelle <strong>di</strong> luce” (nella Fig 1 si vede l’urto <strong>di</strong> due solitoni<br />

stabili mentre nella Fig. 2 l’urto e’ tra due solitoni instabili e la Fig. 3 mostra<br />

due solitoni legati). La non linearita’ delle equazioni del moto comporta una<br />

ricca fenomenologia come urti tra onde, fusione <strong>di</strong> onde, creazione ed annichilazione<br />

<strong>di</strong> coppie, deca<strong>di</strong>menti, formazione <strong>di</strong> strutture estese coerenti,<br />

ed oggi la teoria sottostante porta ad un controllo matematico <strong>di</strong> questi<br />

fenomeni ed a fare previsioni dei dati sperimentali.<br />

Recentemente si e’ cominciato a vedere anche una via analitica per trattare<br />

processi <strong>di</strong> onde d’urto e per descrivere analiticamente la transizione dai<br />

moti or<strong>di</strong>nati a quelli caotici.


Geofisica<br />

Nel vasto ambito della geofi sica, nel nostro <strong>Dip</strong>artimento si svolgono varie<br />

attività tra cui lo stu<strong>di</strong>o della ra<strong>di</strong>azione UV, e <strong>di</strong> vari aspetti del clima e delle<br />

cause che lo mo<strong>di</strong>fi cano.<br />

La ra<strong>di</strong>azione solare ultravioletta al suolo è un importante parametro ambientale.<br />

Il suo stu<strong>di</strong>o permette <strong>di</strong> quantifi care quanta ra<strong>di</strong>azione arriva alla superfi<br />

cie terrestre in funzione della posizione del sole e della composizione<br />

dell’atmosfera. Questo tipo <strong>di</strong> indagine è anche importante per valutare<br />

quanta ra<strong>di</strong>azione viene intercettata dagli in<strong>di</strong>vidui durante le loro attività<br />

all’aperto.<br />

Per quanto riguarda lo stu<strong>di</strong>o del clima esso ha aspetti <strong>di</strong> carattere<br />

fondamentale, come lo stu<strong>di</strong>o della circolazione generale dell’atmosfera,<br />

della tropopausa atmosferica, del ruolo dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche.<br />

Un obiettivo è quello <strong>di</strong> descrivere l’origine delle zone climatiche<br />

della Terra. Oggi esistono basi razionali da cui far derivare una completa<br />

spiegazione dell’origine delle zone climatiche e della loro <strong>di</strong>pendenza dalle<br />

forze che si esercitano sul sistema. Tuttavia le <strong>di</strong>ffi coltà insite nella natura non<br />

lineare dei processi fi sici coinvolti fa si che queste spiegazioni appaiono<br />

ancora elusive ed insod<strong>di</strong>sfacenti.<br />

31<br />

La circolazione generale dell’atmosfera: schema<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


Il ruolo dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche è un altro tema fondamentale.<br />

Le circolazioni oceaniche su scala planetaria <strong>di</strong>pendono anche<br />

dalla <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> salinità e la <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> densità associata guida delle<br />

circolazioni profonde che hanno scale dei tempi anche millenarie. Interruzioni<br />

improvvise <strong>di</strong> tali circolazioni possono indurre variazioni climatiche,<br />

incluse le glaciazioni.<br />

32<br />

Satellite per osservazione della Terra.<br />

Di ovvia importanza pratica è lo stu<strong>di</strong>o del ciclo idrologico e della siccità,<br />

degli eventi estremi e l’uso <strong>di</strong> satelliti per la raccolta <strong>di</strong> dati su scala globale.<br />

I satelliti sembrano essere le piattaforme ideali da cui eseguire con continuità<br />

tali misure. Attualmente, un gruppo del <strong>Dip</strong>artimento si è impegnato nell’uso<br />

<strong>di</strong> dati GPS (‘Global Position System’) per la determinazione dell’altezza<br />

della tropopausa e del contenuto <strong>di</strong> vapore acqueo dell’atmosfera.<br />

Per quanto riguarda la siccità e il ciclo idrologico, come riportato dalla stampa,<br />

le risorse idriche del pianeta saranno presto sottoposte ad uno sforzo al<br />

limite della sostenibilità. In particolare, il bacino del Me<strong>di</strong>terraneo, un’area<br />

soggetta ad episo<strong>di</strong> siccitosi frequenti, pone il problema dell’uso razionale<br />

delle risorse per prevenire e mitigare gli effetti avversi <strong>di</strong> questi eventi.<br />

In questo ambito nel <strong>Dip</strong>artimento si è stu<strong>di</strong>ato il ciclo idrologico dell’acqua<br />

nel bacino del Me<strong>di</strong>terraneo, sviluppando una metodologia per il monitoraggio<br />

della siccità.<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

In<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> siccità SPI sulla scala<br />

temporale <strong>di</strong> 3 mesi per Aprile<br />

2007. Dati NCEP/NCAR.<br />

Lo stu<strong>di</strong>o della statistica degli eventi estremi è uno dei capitoli fondamentali<br />

per monitorare e prevenire gli effetti <strong>di</strong> <strong>di</strong>sastri naturali quali la siccità e le<br />

inondazioni. Nel <strong>Dip</strong>artimento si sviluppano meto<strong>di</strong> non tra<strong>di</strong>zionali per la<br />

classifi cazione <strong>di</strong> tali eventi.


<strong>Fisica</strong> e Beni Culturali<br />

I Beni Culturali fi sicamente tangibili comprendono un enorme numero <strong>di</strong><br />

manufatti - libri, sculture, affreschi, mosaici, vasi, e<strong>di</strong>fi ci - realizzati con i<br />

materiali più <strong>di</strong>versi come, per citarne solo alcuni, pigmenti pittorici, carta o<br />

legno che, in un certo senso, sono inconsueti per un fi sico. Nella maggior<br />

parte dei casi questi materiali hanno strutture microscopiche molto complesse<br />

ed eterogenee, spesso contaminate da miria<strong>di</strong> <strong>di</strong> impurezze legate<br />

all’ambiente da cui sono prelevati. L’ambiente <strong>di</strong> provenienza ed il lavoro<br />

umano lasciano quin<strong>di</strong> molte tracce nelle strutture microscopiche dei manufatti,<br />

tracce che possono essere fatte emergere con tecniche opportune per<br />

arricchire con dati oggettivi il bagaglio <strong>di</strong> conoscenze intorno ad un’opera e<br />

contribuire così alla sua corretta collocazione storica o preistorica, oltre che<br />

per agevolare la sua conservazione ed eventualmente il restauro.<br />

La fi sica, specialmente la fi sica della materia e quella delle particelle elementari,<br />

negli ultimi anni ha imparato ad utilizzare su questi materiali il<br />

patrimonio <strong>di</strong> metodologie sperimentali che per decenni ha utilizzato nello<br />

stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> atomi, molecole e cristalli. Tecniche basate sull’uso <strong>di</strong> neutroni,<br />

elettroni, luce, onde ra<strong>di</strong>o, ra<strong>di</strong>azione infrarossa o a raggi x, sono state<br />

spesso reinterpretate per poter essere utilizzate con bassa invasività nello<br />

stu<strong>di</strong>o delle opere d’arte. Attualmente si possono ottenere informazioni sulla<br />

natura dei pigmenti <strong>di</strong> un <strong>di</strong>pinto senza asportare parte della pellicola pittorica,<br />

si possono ricavare informazioni sulla similarità <strong>di</strong> ceramiche interrogando<br />

l’acqua intrappolata nei<br />

loro pori, oppure ottenere<br />

informazioni sui cambiamenti<br />

operati da un pittore - i pentimenti<br />

- o sulle scritte in un<br />

papiro completamente annerito<br />

utilizzando ra<strong>di</strong>azione<br />

infrarossa o raggi X, ottenere<br />

informazioni della composizione<br />

minerale <strong>di</strong> un<br />

manufatto tramite elettroni<br />

Nella figura la Pietà <strong>di</strong><br />

Sebastiano del Piombo è<br />

stu<strong>di</strong>ata con una sonda a<br />

risonanza magnetica: in<br />

questo caso una tecnica nata<br />

per lo stu<strong>di</strong>o delle strutture<br />

molecolari ed utilizzata<br />

anche in me<strong>di</strong>cina è stata<br />

adattata per misure non<br />

invasive e in situ su Beni<br />

Culturali.<br />

33<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza


e neutroni.<br />

Si può datare un’opera attraverso la concentrazione <strong>di</strong> certi isotopi usando<br />

tecniche molto più sensibili della datazione al carbonio 14 tra<strong>di</strong>zionale e,<br />

per materiali inerti, liberando con il calore elettroni intrappolati nelle sue<br />

strutture cristalline. E’ un mondo affascinante, tra arte e scienza, in continua<br />

evoluzione perché molte delle tecniche adoperate normalmente in altri<br />

ambiti della ricerca scientifi ca, sono recepite e riadattate per il mondo dei<br />

Beni Culturali. Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> della Sapienza possiede e sviluppa<br />

un’intensa attività <strong>di</strong> ricerca in quest’ambito, e molte delle tecniche citate<br />

sopra sono utilizzate e tuttora perfezionate nei suoi laboratori.<br />

34<br />

Le ricerche in fisica alla Sapienza<br />

Le ricerche in storia e <strong>di</strong>dattica della fisica<br />

Come sono nate e cresciute queste idee, come sono state confrontate<br />

con il duro banco <strong>di</strong> prova che è l’esperimento, quale è la storia delle<br />

istituzioni <strong>di</strong> ricerca al cui interno si sono formati i fi sici che le hanno<br />

concepite e sviluppate?<br />

Sono le domande <strong>di</strong> chi si occupa <strong>di</strong> storia della fi sica, attività particolarmente<br />

coltivata nel nostro <strong>Dip</strong>artimento, dove i ricercatori possono avvalersi<br />

della ricca collezione <strong>di</strong> strumenti del Museo <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> (una preziosa testimonianza<br />

del passato della <strong>di</strong>sciplina) e dei consistenti fon<strong>di</strong> archivistici, in cui<br />

è custo<strong>di</strong>ta gran parte della memoria storica della fi sica italiana.<br />

Una lunga tra<strong>di</strong>zione scientifi ca si trasmette grazie al passaggio <strong>di</strong> competenze<br />

tra successive generazioni <strong>di</strong> fi sici che si realizza nell’insegnamento.<br />

Stu<strong>di</strong>are le modalità <strong>di</strong> trasmissione e <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento del particolare linguaggio<br />

e dei contenuti conoscitivi specifi ci della fi sica è il compito dei<br />

ricercatori in <strong>di</strong>dattica della fi sica.<br />

Un altro settore <strong>di</strong> ricerca in cui il <strong>Dip</strong>artimento vanta una lunga storia; la<br />

ricerca in <strong>di</strong>dattica costituisce tra l’altro un canale per eccellenza attraverso<br />

cui si realizzano effi caci interazioni tra l’università e il mondo dell’istruzione<br />

scolastica e si opera una corretta <strong>di</strong>vulgazione delle idee della fi sica a <strong>di</strong>fferenti<br />

livelli.


Principali Istituzioni e Laboratori<br />

Nazionali e Internazionali _<br />

collaborazioni<br />

35


La nostra Storia<br />

LA FISICA A ROMA ALLA SAPIENZA:<br />

LE TAPPE PRINCIPALI, DALLE ORIGINI AL 1960<br />

36<br />

1303 Viene fondato da Bonifacio VIII lo Stu<strong>di</strong>um Urbis; la prima università<br />

pubblica <strong>di</strong> Roma verrà denominata, a partire dalla seconda metà del<br />

Cinquecento, “La Sapienza”, da una scritta posta all’ingresso del palazzo<br />

dove ha sede, “Initium sapientiae timor Domini”<br />

1701 Viene istituita alla Sapienza la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale.<br />

I docenti che insegnano fi sica sono tutti appartenenti agli or<strong>di</strong>ni religiosi<br />

1748 Si inaugura il Teatro Fisico, dove si eseguono “pubblici esperimenti”<br />

1817 Viene fondata la Scuola <strong>di</strong> applicazione per gli ingegneri, oggi a<br />

San Pietro in Vincoli<br />

1819 Ricopre la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale Saverio Barlocci, primo<br />

docente laico <strong>di</strong> fi sica<br />

1872 L’Università <strong>di</strong> Roma, passata ormai dallo Stato Pontifi cio al Regno<br />

d’Italia, viene equiparata alle altre università del regno.<br />

Viene chiamato a ricoprire la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale e a <strong>di</strong>rigere il<br />

Regio Istituto Fisico, Pietro Blaserna<br />

1881 L’Istituto Fisico si trasferisce dal Palazzo della Sapienza al nuovo<br />

e<strong>di</strong>fi cio <strong>di</strong> via Panisperna. Nella Scuola Pratica fondata da Blaserna gli<br />

studenti del primo biennio fanno per la prima volta, nell’università romana,<br />

esperimenti<br />

1896 Il Circolo fi sico <strong>di</strong> Roma, fondato da Blaserna, promuove un ciclo<br />

<strong>di</strong> conferenze pubbliche per <strong>di</strong>ffondere la cultura fi sica.<br />

Soprattutto le conferenze sul ra<strong>di</strong>o, subito dopo la scoperta della<br />

ra<strong>di</strong>oattività naturale (H. Becquerel, 1896) e del ra<strong>di</strong>o e del polonio<br />

(Marie e Pierre Curie, 1898) appassioneranno l’u<strong>di</strong>torio<br />

1918 Orso Mario Corbino <strong>di</strong>venta <strong>di</strong>rettore del Regio Istituto Fisico.<br />

Il ruolo <strong>di</strong> Corbino sarà fondamentale per il decollo della Scuola <strong>di</strong><br />

<strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Roma<br />

1825 Enrico Fermi formula una nuova statistica per le particelle a spin<br />

semintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi detti fermioni)<br />

1926 Fermi vince a Roma la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica fatta istituire<br />

da Corbino. Intorno a Fermi si raccolgono i giovani Edoardo Amal<strong>di</strong>, Emilio<br />

Segrè, Ettore Majorana. Nel 1927 si unisce al gruppo Franco Rasetti, allora<br />

assistente <strong>di</strong> A. Garbasso a Firenze ed esperto <strong>di</strong> spettroscopia


1933 Fermi formula la teoria del deca<strong>di</strong>mento beta<br />

1934 I ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, Rasetti, Segrè, Amal<strong>di</strong> e il chimico<br />

Oscar D’Agostino, guidati da Fermi, scoprono la ra<strong>di</strong>oattività indotta dai<br />

neutroni<br />

1934-36 I ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, ai quali si è aggiunto Bruno Pontecorvo<br />

appena laureato, stu<strong>di</strong>ano le proprietà dei neutroni lenti<br />

1936 L’Istituto Fisico si trasferisce alla Città universitaria, nella attuale sede<br />

del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> (E<strong>di</strong>fi cio Marconi). Amal<strong>di</strong>, Fermi e Rasetti<br />

realizzano il prototipo <strong>di</strong> un piccolo acceleratore elettrostatico da 200 keV<br />

per deutoni<br />

1937 Corbino muore e alla <strong>di</strong>rezione dell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> G. Marconi<br />

gli succede Antonino Lo Surdo<br />

1938 Fermi vince il premio Nobel per la fi sica. Anche a causa delle leggi<br />

razziali che colpiscono sua moglie, lascia l’Italia per gli Stati Uniti.<br />

La fuga dei cervelli prosegue e anche Segrè, Pontecorvo, Rasetti abbandonano<br />

l’Italia. A tenere le fi la della ricerca rimane solo Edoardo Amal<strong>di</strong><br />

e con lui Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni, Mario Ageno, i giovani neolaureati<br />

Oreste Piccioni e Marcello Conversi, Giancarlo Wick e pochi altri<br />

1939 Amal<strong>di</strong> e Rasetti in collaborazione con G. C. Trabacchi e Daria<br />

Bocciarelli dell’Istituto <strong>di</strong> Sanità realizzano un acceleratore elettrostatico<br />

Cockcroft-Walton da 1 MV da impiegare nella ricerca e nella produzione<br />

<strong>di</strong> sostanze ra<strong>di</strong>oattive artifi ciali per uso me<strong>di</strong>co<br />

1945 Conversi, Ettore Pancini e Piccioni conducono a Roma un<br />

esperimento che <strong>di</strong>mostra che le particelle penetranti dei raggi cosmici<br />

(note all’epoca con il nome <strong>di</strong> “mesotroni” e oggi dette “muoni”)<br />

non sono le particelle <strong>di</strong> Yukawa ma appartengono alla famiglia dei<br />

leptoni: l’esperimento segna l’inizio della fi sica delle alte energie<br />

1951 Viene fondato l’Istituto Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN),<br />

fortemente voluto da Amal<strong>di</strong>; primo presidente Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni<br />

1954 Nasce a Ginevra il CERN, il Centro europeo per la ricerca<br />

nucleare; primo segretario generale, Edoardo Amal<strong>di</strong><br />

1959 Viene completato a Frascati, sotto la <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> Giorgio Salvini,<br />

un elettrosincrotrone da 1100 MeV<br />

1960 Viene realizzato a Frascati AdA, il primo anello <strong>di</strong> accumulazione<br />

a fasci collidenti per elettroni e positroni ideato da Bruno Touschek,<br />

docente dell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Roma: da questo prototipo derivano tutti i<br />

gran<strong>di</strong> “collider” usati oggi<br />

37


I protagonisti<br />

I due e<strong>di</strong>fi ci in cui è <strong>di</strong>viso il <strong>Dip</strong>artimento (Marconi e Fermi), alcune aule<br />

(Amal<strong>di</strong>, Cabibbo Conversi, Corbino, Majorana), aulette (Persico, Touschek)<br />

e laboratori (Pontecorvo, Segrè) sono intitolati a importanti protagonisti della<br />

storia della fi sica italiana che sono stati attivi come docenti e ricercatori<br />

nell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> romano. Di seguito trovate alcune brevi note biografi che<br />

su questi personaggi, e su Pietro Blaserna, primo <strong>di</strong>rettore del nuovo Istituto<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> via Panisperna, da lui fondato dopo che Roma <strong>di</strong>venne capitale<br />

dello Stato italiano nel 1870.<br />

38<br />

chi erano<br />

I protagonisti<br />

Amal<strong>di</strong>, Edoardo<br />

(Carpaneto Piacentino 1908 - Roma 1989)<br />

Laureatosi nel 1929 a Roma nel gruppo Fermi, collaborò alle fondamentali<br />

ricerche sulla fi sica del neutrone (ra<strong>di</strong>oattività indotta, neutroni lenti).<br />

Passò vari soggiorni all’estero: nel 1931, a Lipsia<br />

da Peter Debye a stu<strong>di</strong>are la <strong>di</strong>ffrazione dei raggi<br />

X nei liqui<strong>di</strong>; nel 1934 al Caven<strong>di</strong>sh Laboratory <strong>di</strong><br />

Cambridge, e nel 1936, alla Columbia University<br />

a New York e presso il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> Magnetismo<br />

terrestre della Carnegie Institution, a Washington<br />

D.C. Dal 1937 ricoprì la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Sperimentale<br />

a Roma. Nel dopoguerra ha svolto un ruolo<br />

determinante nella costituzione in Italia dell’Istituto<br />

Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN, del quale<br />

sarà presidente dal 1960 al 1965) e in Europa, a<br />

Ginevra, del Conseil Européen pour la Recherche<br />

Nucléaire (CERN, 1952). Figura chiave nella politica della ricerca in Italia,<br />

è stato uno dei principali protagonisti nella nascita dei Laboratori nazionali<br />

<strong>di</strong> Frascati, nei progetti spaziali ESRO (organizzazione nata nel 1962 per<br />

dare poi vita all’ ESA), nella politica energetica.<br />

Ha dato notevoli contributi anche allo stu<strong>di</strong>o delle particelle elementari<br />

(nei raggi cosmici e con l’impiego <strong>di</strong> macchine acceleratrici) e ha infi ne<br />

promosso, dal 1971, la ricerca delle onde gravitazionali.<br />

Il suo impegno per il <strong>di</strong>sarmo fu costante e attivo: aderì al movimento pacifi<br />

sta Pugwash dall’anno della sua costituzione, nel 1957.<br />

Dal 1966 fu presidente della International School on Disarmament and<br />

Research on Confl icts (ISODARCO).


Blaserna, Pietro<br />

(Fiumicello in Aquileja,1836 - Roma 1918)<br />

Completati gli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> matematica e <strong>di</strong> fi sica presso l’università <strong>di</strong> Vienna,<br />

fu assistente <strong>di</strong> Andreas von Ettingshausen(dal 1856 al 1859), <strong>di</strong>rettore<br />

dell’Istituto<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong> Vienna. Perfezionò quin<strong>di</strong> la sua formazione <strong>di</strong> fi sica<br />

sperimentale alla Sorbonne <strong>di</strong> Parigi, nel laboratorio <strong>di</strong> Regnault.<br />

Tornato in Italia, nel 1862 ottenne un incarico presso l’Istituto Superiore<br />

<strong>di</strong> Firenze e un anno dopo fu chiamato a ricoprire la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />

nell’Università <strong>di</strong> Palermo. Nel 1872 venne trasferito a Roma, all’Università<br />

La Sapienza, sulla cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Sperimentale e l’anno dopo venne<br />

nominato <strong>di</strong>rettore dell’Istituto Fisico, carica che manterrà fi no al 1918.<br />

In pochi anni Blaserna mo<strong>di</strong>fi cò alle ra<strong>di</strong>ci gli insegnamenti <strong>di</strong> matematica e<br />

fi sica, riuniti nella Facoltà Fisico-Matematica (denominata dal 1874 Facoltà<br />

<strong>di</strong> Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).<br />

Il contributo maggiore dato da Blaserna alla<br />

creazione della scuola <strong>di</strong> fi sica <strong>di</strong> Roma fu la progettazione<br />

dell’Istituto Fisico <strong>di</strong> via Panisperna,<br />

dove l’Istituto si trasferì nel 1881. Gli interessi<br />

scientifi ci <strong>di</strong> Blaserna spaziavano dalla geofi sica<br />

all’elettrotecnica, dall’acustica alla “fi sica musicale”.<br />

Su incarico del Ministero partecipò alla spe<strong>di</strong>zione<br />

per stu<strong>di</strong>are l’eruzione dell’Etna del 1879; dallo<br />

stesso anno, fu presidente del Consiglio Direttivo <strong>di</strong><br />

Meteorologia. Dopo il terremoto <strong>di</strong> Casamicciola,<br />

nel 1883, fu presidente della Commissione Governativa; è stato uno dei<br />

fondatori del Servizio Geo<strong>di</strong>namico in Italia per la rilevazione degli eventi<br />

sismici.<br />

Dal1887 al 1907 fu Presidente del Consiglio <strong>di</strong> Meteorologia e Geo<strong>di</strong>namica.<br />

Socio della Reale Accademia dei Lincei dal 1873, ne <strong>di</strong>venne<br />

segretario nel 1879 e Presidente nel 1904.<br />

Fu socio fondatore della Società degli Spettroscopisti Italiani.<br />

Fu nominato senatore del Regno nel 1890, vicepresidente del Senato nel<br />

1904, vicepresidente dell’Or<strong>di</strong>ne Civile <strong>di</strong> Savoia. Oltre alla musica coltivò<br />

la passione per la montagna (fu tra i 50 soci fondatori della Sezione<br />

Romana del Club Alpino Italiano, istituita nel 1873).<br />

39<br />

I protagonisti


40<br />

Conversi, Marcello<br />

(Tivoli 1919 – Roma1988)<br />

Laureatosi in fi sica a Roma nel 1940, ha insegnato<br />

<strong>Fisica</strong> superiore presso le Università <strong>di</strong> Pisa e <strong>di</strong><br />

Roma. Tra il 1950 e il 1958 <strong>di</strong>resse l’Istituto Fisico<br />

dell’Università <strong>di</strong> Pisa, tra il 1960 e il 1966 quello<br />

dell’Università <strong>di</strong> Roma. Durante gli anni <strong>di</strong> guerra,<br />

insieme a E. Pancinie O. Piccioni, condusse presso<br />

l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> G. Marconi <strong>di</strong> Roma una serie <strong>di</strong><br />

fondamentali esperimenti, che <strong>di</strong>mostravano che il<br />

mesotrone non era la particella prevista da Yukawa<br />

ma un leptone pesante, denominato poi muone. Nel 1955, a Pisa, insieme<br />

ad A. Gozzini, realizzò il primo rivelatore “a camera a scintilla”.<br />

Sempre a Pisa <strong>di</strong>resse il progetto per la realizzazione <strong>di</strong> un avanzato centro<br />

<strong>di</strong> calcolo elettronico.<br />

I protagonisti<br />

Corbino, Orso Mario<br />

(Augusta, 1876 – Roma1937)<br />

Nato ad Augusta, in provincia <strong>di</strong> Siracusa, da<br />

una modesta famiglia <strong>di</strong> artigiani pastai, si laureò<br />

in fi sica a soli 20 anni presso l’Università <strong>di</strong> Palermo,<br />

dove <strong>di</strong>venne in seguito assistente <strong>di</strong> Damiano<br />

Macaluso. Nel 1904 vinse la cattedra <strong>di</strong><br />

<strong>Fisica</strong> sperimentale all’Università <strong>di</strong> Messina. Nel<br />

1908 si trasferì a Roma, chiamato da Blaserna per<br />

succedere ad Alfonso Sella sulla cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />

complementare. Morto Blaserna, nel1918 gli succedette<br />

alla <strong>di</strong>rezione dell’Istituto Fisico e alla cattedra<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> sperimentale. Ricoprì importanti cariche amministrative e politiche:<br />

nel 1917 venne nominato Presidente del Consiglio Superiore delle acque<br />

e dei Lavori Pubblici, senatore del Regno su proposta <strong>di</strong> Giovanni Giolitti<br />

nel 1920, ministro della Pubblica Istruzione nel 1921 nel governo Bonomi,<br />

ministro dell’Economia Nazionale nel 1923-24. Fu anche Presidente della<br />

Compagnia Generale <strong>di</strong> Elettricità, della Società Meri<strong>di</strong>onale <strong>di</strong> Elettricità<br />

e della Commissione per le <strong>di</strong>rettive artistiche e la vigilanza tecnica<br />

delle ra<strong>di</strong>o<strong>di</strong>ffusioni. In ambito accademico, fu socio nazionale dei Lincei,<br />

Presidente della Società Italiana delle Scienze, detta dei XL (1914- 1919),<br />

Presidente della Società Italiana <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>. Fece istituire a Roma la prima cattedra<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica, sulla quale chiamò Fermi nel1926, e la cattedra <strong>di</strong><br />

Spettroscopia sulla quale chiamò Franco Rasetti nel 1930. Scoprì l’“effetto<br />

Corbino” (1918-22), una variante dell’effetto Hall. Stu<strong>di</strong>ò in modo approfon<strong>di</strong>to<br />

e defi nitivo la teoria della pila elettrica (1927). Diede numerosi contributi<br />

in elettrotecnica e nella nascente elettronica. In fotoelasticità, verifi cò<br />

la teoria <strong>di</strong> Volterra delle <strong>di</strong>storsioni elastiche e fu un pioniere nelle applicazioni<br />

pratiche dell’analisi degli stress nei materiali. Nel 1936 fondò l’Istituto<br />

<strong>di</strong> Elettroacustica del CNR a via Panisperna.


Fermi, Enrico<br />

(Roma 1901 - Chicago 1954).<br />

Praticamente auto<strong>di</strong>datta, nel 1918 entrò alla Scuola<br />

normale superiore <strong>di</strong> Pisa per frequentare il corso <strong>di</strong><br />

fi sica. Anche durante il periodo universitario stu<strong>di</strong>ò<br />

in modo autonomo la fi sica relativistica e la fi sica<br />

quantistica, <strong>di</strong>venendo ben presto un’autorità nel settore<br />

non solo nell’ateneo pisano ma anche nel resto<br />

d’Italia dove le resistenze verso la “nuova fi sica”<br />

erano forti. Laureatosi nel luglio del 1922, trascorse<br />

alcuni perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o nel 1923 in Germania, a<br />

Gottinga presso M.Born, e nel 1924 in Olanda, a Leida presso P. Ehrenfest.<br />

Alla fi ne del 1925 formulò una nuova statistica (oggi detta <strong>di</strong> Fermi-Dirac) per<br />

le particelle a spin semintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi dette fermioni).<br />

Ha ricoperto nel 1926 la prima cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica in Italia, fatta istituire<br />

appositamente per Fermi da Corbino all’Università La Sapienza. Trasferitosi<br />

nell’autunno del 1926, a Roma nell’Istituto <strong>di</strong> Via Panisperna, creò intorno<br />

a sé un gruppo <strong>di</strong> collaboratori: il primo fu Rasetti, al quale si aggiunsero E.<br />

Segré, E. Amal<strong>di</strong>, B. Pontecorvo. Saltuariamente, e solo per quanto riguardava<br />

i problemi teorici, partecipava ai lavori del gruppo anche E. Majorana. Ha<br />

dato numerosi contributi <strong>di</strong> primissimo or<strong>di</strong>ne alla fi sica teorica, tra i quali il<br />

più importante è la teoria del deca<strong>di</strong>mento beta, formulata alla fi ne del 1933<br />

e da considerare l’atto <strong>di</strong> nascita della moderna fi sica teorica delle particelle<br />

elementari. Dopo che, nel gennaio del 1934, I. Curie e F. Joliot annunciarono<br />

a Parigi <strong>di</strong> aver osservato la ra<strong>di</strong>oattività artifi ciale provocata da particelle<br />

alfa in elementi leggeri (boro, alluminio e magnesio), Fermi pensò che il modo<br />

migliore per produrla dovesse consistere nell’impiegare come proiettili i neutroni<br />

(scoperti solo due anni prima da J. Chadwick) che essendo elettricamente<br />

neutri non subiscono la repulsione coulombiana del nucleo. In breve tempo<br />

Fermi, in collaborazione con Rasetti, Segré, Amal<strong>di</strong>, il chimico O. D’Agostino,<br />

ai quali si era aggiunto il neolaureato Pontecorvo, ne iniziò uno stu<strong>di</strong>o sistematico<br />

con esiti positivi. Fermi e collaboratori scoprirono inoltre che per urti<br />

successivi contro i nuclei dell’idrogeno <strong>di</strong> un materiale idrogenato i neutroni<br />

vengono notevolmente rallentati e che i neutroni lenti così prodotti sono fi no a<br />

cento volte più effi caci dei neutroni veloci nel produrre le reazioni nucleari con<br />

emissione gamma. Fermi formulò in questo periodo la teoria del rallentamento<br />

dei neutroni che conteneva molte delle idee che saranno alla base della teoria<br />

dei reattori nucleari. Per le ricerche sulla fi sica nucleare del gruppo <strong>di</strong>retto da<br />

Fermi all’Istituto <strong>di</strong> fi sica <strong>di</strong> via Panisperna negli anni Trenta gli venne conferito<br />

nel 1938 il premio Nobel per la fi sica. Alla fi ne dello stesso anno, poco dopo<br />

la promulgazione in Italia delle leggi razziali (sua moglie, Laura Capon, era<br />

ebrea), emigrò negli USA. A Chicago ha realizzato il primo reattore nucleare<br />

a fi ssione, che iniziò a funzionare il 2 <strong>di</strong>cembre del 1942. Fermi è stato uno<br />

dei principali protagonisti del lavoro scientifi co che ha portato a Los Alamos<br />

alla realizzazione della bomba a fi ssione.<br />

Dopo la guerra è stato professore all’Università <strong>di</strong> Chicago, occupandosi <strong>di</strong><br />

vari problemi <strong>di</strong> fi sica fondamentale, e svolgendo attività <strong>di</strong> consulenza scientifi<br />

ca per il governo degli Stati Uniti.<br />

41<br />

I protagonisti


42<br />

Majorana, Ettore<br />

(Catania 1906 – scomparso nel 1938).<br />

Dopo essersi iscritto a Ingegneria a Roma nel 1923,<br />

passò a <strong>Fisica</strong> nel 1928, dove si laureò nel luglio<br />

dell’anno successivo sotto la guida <strong>di</strong> Fermi, con<br />

una tesi su “La teoria quantistica dei nuclei ra<strong>di</strong>oattivi”.<br />

Negli anni seguenti pubblicò alcuni contributi<br />

<strong>di</strong> fi sica atomica e molecolare e conseguì la libera<br />

docenza in fi sica teorica nel novembre del 1932.<br />

Si de<strong>di</strong>cò poi a una serie <strong>di</strong> lavori fondamentali che<br />

segnano la nascita della fi sica teorica dei nuclei e<br />

delle particelle elementari. Nel 1937, a più <strong>di</strong> <strong>di</strong>eci anni <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza dal<br />

primo concorso <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica del 1926, venne ban<strong>di</strong>to un altro concorso<br />

richiesto dall’università <strong>di</strong> Palermo. Majorana concorse tra altri can<strong>di</strong>dati<br />

ma <strong>di</strong> fronte alla sua evidente superiorità la commissione, presieduta da<br />

Fermi, non essendo in grado <strong>di</strong> applicare nel suo caso la procedura normale<br />

dei concorsi universitari, chiese al ministro dell’Educazione Nazionale<br />

Giuseppe Bottai, <strong>di</strong> ricorrere a una legge, già invocata per Guglielmo Marconi,<br />

che attribuisse al giovane fi sico teorico una cattedra fuoriconcorso.<br />

Majorana vincerà “per chiara fama”, nel novembre del1937, la cattedra<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica all’Università <strong>di</strong> Napoli.<br />

Dopo avere preso servizio nella nuova sede e avere iniziato le lezioni scomparve<br />

misteriosamente il 26 marzo del 1938, dopo un viaggio in nave che<br />

da Napoli lo portava a Palermo. Nonostante le molte ricerche e le molte<br />

congetture sulla sua fi ne, nulla si è riuscito a sapere <strong>di</strong> certo. Un commento<br />

sulla personalità scientifi ca <strong>di</strong> Ettore, fatto da Fermi a Giuseppe Cocconi<br />

subito dopo la notizia della sua scomparsa, e da questi raccontato in una<br />

lettera a E. Amal<strong>di</strong> del 1965, riassume la fi gura <strong>di</strong> questo “genio senza buonsenso”:<br />

per Fermi ci sono varie categorie <strong>di</strong> scienziati, <strong>di</strong> primo, secondo<br />

e terzo rango, “ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene,<br />

Ettore era uno <strong>di</strong> quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha;<br />

sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovare negli altri<br />

uomini, il buon senso”.<br />

I protagonisti<br />

Marconi, Guglielmo<br />

(Bologna 1874 – Roma1937).<br />

Dopo il celebre “esperimento della collina ”(Pontecchio,<br />

1895), in cui Marconi riuscì a realizzare un<br />

sistema <strong>di</strong> trasmissione e ricezione <strong>di</strong> onde elettromagnetiche<br />

a grande <strong>di</strong>stanza, si trasferì in Inghilterra<br />

perché convinto che la sua invenzione potesse<br />

trovare in quel paese un terreno più favorevole.


Nel 1897 ottenne il suo primo brevetto sui “Perfezionamenti nella trasmissione<br />

degli impulsi e degli apparecchi relativi” e nello stesso anno venne<br />

costituita la Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd.(dal 1900, Marconi’s<br />

Wireless Telegraph Co. Ltd) con la facoltà <strong>di</strong> impiegare i brevetti in tutto il<br />

mondo. Nel <strong>di</strong>cembre 1901 Marconi riuscì a effettuare il primo collegamento<br />

interoceanico tra Poldhu, in Cornovaglia, e St. John’s in Terranova.<br />

Nel 1909, primo italiano insignito dell’alto riconoscimento, con<strong>di</strong>vise con<br />

K. F. Braun il premio Nobel per la fi sica.<br />

Nel 1914 fu nominato Senatore del Regno d’Italia. Nel 1928 <strong>di</strong>venne<br />

presidente del CNR; nel 1930, presidente della Reale Accademia d’Italia.<br />

Nello stesso anno iniziò la progettazione della Ra<strong>di</strong>o Vaticana a onde corte,<br />

inaugurata da papa Pio XI nel 1931.<br />

Per l’occasione, Marconi fu nominato Accademico Pontifi cio e gli fu conferita<br />

la Gran Croce dell’Or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Pio IX. Nel 1932 gli venne assegnata<br />

a Londra, da Lord Rutherford, la Kelvin Medal e venne eletto membro della<br />

National Academy of Sciences <strong>di</strong> Washington. Socio nazionale dei Lincei<br />

nel 1931 e presidente dell’Istituto della Enciclope<strong>di</strong>a Italiana nel 1933.<br />

Nominato professore <strong>di</strong> Onde elettromagnetiche nella Regia Università <strong>di</strong><br />

Roma nel 1935, Marconi non insegnò mai nell’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> romano che<br />

dopo la sua morte si chiamerà Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> “Guglielmo Marconi”.<br />

43<br />

Persico, Enrico<br />

(Roma 1900-1969).<br />

Amico e compagno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Fermi, si laureò in<br />

fi sica a Roma nel 1921 per poi <strong>di</strong>venire assistente<br />

<strong>di</strong> Corbino dal 1922 al 1927. Nel 1926 vinse la<br />

cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> teorica presso l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> <strong>di</strong><br />

Arcetri a Firenze, dove contribuì alla formazione <strong>di</strong><br />

un gruppo <strong>di</strong> giovani fi sici, tra i quali Bruno Rossi,<br />

Gilberto Bernar<strong>di</strong>ni, Giuseppe Occhialini, Giulio<br />

Racah. Nel 1930 passò a insegnare a Torino.<br />

Nel 1947 si trasferì all’università Laval a Québec, in Canada, per ricoprire<br />

il posto lasciato vacante da Rasetti, per tornare a Roma nel 1950 a ricoprire<br />

la cattedra <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> superiore. Dal 1953 ha <strong>di</strong>retto la sezione teorica<br />

dell’INFN lavorando alla progettazione <strong>di</strong> componenti <strong>di</strong> acceleratori, e in<br />

particolare ai sistemi <strong>di</strong> iniezione <strong>di</strong> particelle cariche. Nel 1958, sempre a<br />

Roma, passò a insegnare <strong>Fisica</strong> teorica. Oltre ai contributi rilevanti dati alla<br />

fi sica teorica rivestì, insieme a Fermi, un ruolo fondamentale nella <strong>di</strong>ffusione<br />

<strong>di</strong> questo settore <strong>di</strong> ricerca in Italia.<br />

I protagonisti


44<br />

Pontecorvo, Bruno<br />

(Pisa 1913 – Dubna 1993)<br />

Laureatosi nel 1934 con E. Fermi, collaborò alle fondamentali<br />

ricerche sulle proprietà dei neutroni lenti.<br />

Si trasferì poco dopo a Parigi da F. Joliot all’Institut du<br />

ra<strong>di</strong>um, ottenendo notevoli risultati nel campo della<br />

fi sica nucleare,e quin<strong>di</strong> (1940) negli Stati Uniti dove<br />

mise a punto un metodo <strong>di</strong> carotaggio neutronico.<br />

Nel 1943 partecipò alla realizzazione del primo<br />

reattore nucleare canadese; nel 1948 assunse una<br />

delle <strong>di</strong>rezioni tecniche dei Laboratori atomici inglesi <strong>di</strong> Harwell; nel 1950<br />

si trasferì in URSS presso l’Istituto nucleare <strong>di</strong> Dubna (Mosca). Fondamentali<br />

furono i suoi contributi alla fi sica dei neutrini: ipotizzò l’esistenza <strong>di</strong> due<br />

tipi <strong>di</strong> neutrini (neutrino-e e neutrino-m) suggerendo il modo <strong>di</strong> evidenziarli<br />

sperimentalmente; ideò il metodo cloro-argon per rivelare i neutrini; svolse<br />

importanti stu<strong>di</strong> sulla massa dei neutrini e sulle loro “oscillazioni”.<br />

Segrè, Emilio<br />

(Tivoli 1905 – Lafayette, California,1989).<br />

Laureatosi a Roma nel gruppo Fermi, collaborò alle<br />

fondamentali ricerche sulla fi sica del neutrone (ra<strong>di</strong>oattività<br />

indotta, neutroni lenti). Dal 1936 al 1938 fu<br />

professore presso l’Università<strong>di</strong> Palermo, dove isolò<br />

il tecnezio, il primo elemento artifi ciale.<br />

Rifugiatosi a causa delle leggi razziali negli Stati Uniti<br />

(dove prese la citta<strong>di</strong>nanza nel 1944), partecipò<br />

al progetto Manhattan per la realizzazione delle<br />

prime armi nucleari. Nel dopoguerra le sue ricerche<br />

riguardarono problemi <strong>di</strong> fi sica nucleare e <strong>di</strong> fi sica delle particelle elementari.<br />

Nel 1955, con O. Chamberlain, scoprì l’antiprotone tra i prodotti<br />

dell’interazione protone-nucleone ad altissima energia; per questa scoperta<br />

gli fu conferito il premio Nobel per la fi sica.<br />

I protagonisti<br />

Touschek, Bruno<br />

(Vienna 1921 – Innsbruck1978).<br />

Costretto ad abbandonare l’Austria perché ebreo,<br />

nel 1940 si trasferì in Germania dove nel 1943 fu<br />

catturato dalla Gestapo. Fuggito nel 1945, riuscì a<br />

conseguire la laurea in fi sica a Gottinga nel 1946,<br />

e successivamente (1949) il PhD a Glasgow.<br />

Nel 1954 si trasferìa Roma dove insegnò, presso<br />

l’Istituto <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>, Meto<strong>di</strong> matematici della fi sica.


A lui si deve l’ideazione e la realizzazione, presso i Laboratori nazionali <strong>di</strong><br />

Frascati, del primo anello <strong>di</strong> accumulazione a fasci collidenti per elettroni<br />

e positroni, ADA. Presso ADA furono osservate le prime collisioni elettronepositrone<br />

ad alta energia nel riferimento del centro <strong>di</strong> massa e <strong>di</strong>mostrata<br />

la possibilità <strong>di</strong>realizzare anelli più potenti. Socio straniero dei Lincei dal<br />

1972.<br />

I protagonisti oggi<br />

chi siamo<br />

La tra<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> eccellenza scientifi ca, legata a nomi prestigiosi quali quelli<br />

che vi abbiamo presentato, è stata tenuta in vita dai loro successori e continua<br />

tutt’oggi nella presenza e nella attività dei ricercatori del <strong>Dip</strong>artimento.<br />

45<br />

Molti tra i nostri docenti hanno dato contributi signifi cativi alla <strong>di</strong>sciplina e<br />

godono <strong>di</strong> reputazione internazionale, e hanno inoltre ricoperto importanti<br />

cariche istituzionali nel mondo della ricerca. Tra questi Giorgio Salvini, che<br />

è stato il primo <strong>di</strong>rettore dei Laboratori Nazionali <strong>di</strong> Frascati, presidente<br />

dell’INFN dal 1966 al 1970, e ministro dell’Università e della Ricerca<br />

Scientifi ca nel governo Dini, Nicola Cabibbo, presidente dell’INFN dal<br />

1983 al 1993 e successivamente presidente dell’ENEA, Luciano Maiani,<br />

presidente dell’INFN dal 1993 al 1997, Direttore Generale del CERN dal<br />

1997 al 2003 ed attuale Presidente del CNR, Giorgio Parisi, uno dei più<br />

giovani chiamati a far parte della Accademia Nazionale dei Lincei,<br />

Giorgio Fiocco, presidente della Agenzia Spaziale Italiana, dal 1994<br />

al 1995, Miguel A. Virasoro, <strong>di</strong>rettore del Centro Internazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />

Teorica <strong>di</strong> Trieste dal 1995 al 2002.<br />

In tempi più recenti, a docenti del nostro <strong>Dip</strong>artimento sono stati assegnati<br />

alcuni importantissimi premi: il Clarence Zener Prize 2005 a Rosario Cantelli,<br />

il Premio Feltrinelli 2006 a Giovanni Jona Lasinio, il Premio Balzan<br />

2006 a Paolo De Bernar<strong>di</strong>s, nel 2007 la Medaglia Dirac a Luciano<br />

Maiani, e la Medaglia Boltzmann a Giovanni Gallavotti (quest’ultima era<br />

stata assegnata in precedenza anche a Giorgio Parisi). Nel 2011 sono<br />

stati assegnati dalla Società <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Europea il Premio per la <strong>Fisica</strong> delle<br />

Alte Energie a Luciano Maiani e il Premio Cocconi a Paolo de Bernar<strong>di</strong>s.<br />

Sempre nel 2011, Giorgio Parisi ha ricevuto la prestigiosissima Medaglia<br />

Max Planck.<br />

I protagonisti


Il Museo del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> fisica<br />

46<br />

Al primo e al terzo piano del Nuovo E<strong>di</strong>fi cio Fermi, si trova il Museo del<br />

<strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> che documenta la storia <strong>di</strong> questa istituzione, della<br />

<strong>di</strong>dattica e della ricerca che in essa venivano svolte dai tempi dell’antico<br />

palazzo della Sapienza a via Panisperna e, infi ne, alla Città universitaria.<br />

Negli anni Novanta, con la <strong>di</strong>ffusione <strong>di</strong> Internet, è stato realizzato<br />

“Museoinrete”, consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/museo/home.htm<br />

La rete ha dato così maggiore visibilità alle collezioni <strong>di</strong> strumenti.<br />

Il Museo infatti funziona principalmente per lezioni mirate e come laboratorio<br />

<strong>di</strong> ricerca per gli storici: la comunicazione con il grande pubblico è<br />

affi data completamente alla rete.<br />

Le collezioni vanno dal Settecento agli anni delle ricerche del gruppo dei<br />

“ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna”. Gli strumenti non vanno visti staticamente come<br />

oggetti del passato ma osservati cercando per esempio <strong>di</strong> confrontare rispetto<br />

a oggi come venivano fatte le misurazioni, o talune esperienze <strong>di</strong>mostrative,<br />

e <strong>di</strong> rifl ettere su come la tecnologia ne ha mo<strong>di</strong>fi cato ra<strong>di</strong>calmente la<br />

struttura.<br />

Dietro l’aspetto oggi insolito <strong>di</strong> tanti strumenti antichi, i principi fi sici sono in<br />

compenso spesso più evidenti <strong>di</strong> quanto non appaia con analoghi strumenti<br />

moderni, soprattutto se asserviti al computer.


47<br />

Il Museo è <strong>di</strong>viso in varie sezioni, Meccanica, Pompe, Acustica, Elettricità<br />

e Magnetismo, Ottica e Spettroscopia e la Collezione Fermi.<br />

In quest’ultima sono conservati vari materiali originali utilizzati dal gruppo<br />

dei ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, nella ricerca che portò alla scoperta della<br />

ra<strong>di</strong>oattività artifi ciale indotta dai neutroni: campioni da irra<strong>di</strong>are, camere<br />

<strong>di</strong> ionizzazione, camere <strong>di</strong> Wilson, sorgenti ra<strong>di</strong>oattive, contatori Geiger-<br />

Muller <strong>di</strong> metallo e <strong>di</strong> vetro.<br />

Il Museo conserva in particolare un esemplare <strong>di</strong> camera a ionizzazione<br />

con i vari accessori, chiamato in gergo “Segno Romano”.<br />

La caratteristica che più colpisce nella strumentazione del gruppo Fermi è<br />

la sua estrema semplicità, tanto più straor<strong>di</strong>naria se posta in relazione alla<br />

enorme portata dei risultati con essa conseguiti che costituiscono una pietra<br />

miliare nella nascita della fi sica del neutrone e nello sviluppo della fi sica<br />

del nucleo. Semplicità che non equivaleva a rinunciare alla strumentazione<br />

d’avanguar<strong>di</strong>a, come <strong>di</strong>mostra la realizzazione nel 1936 da parte <strong>di</strong> Amal<strong>di</strong>,<br />

Fermi e Rasetti <strong>di</strong> un piccolo acceleratore elettrostatico (la prima macchina<br />

acceleratrice italiana) per deutoni da 200 keV (del quale il Museo<br />

conserva una delle valvole raddrizzatrici e parte dell’alimentazione) al fi ne<br />

<strong>di</strong> ottenere una sorgente <strong>di</strong> neutroni più intensa <strong>di</strong> quelle impieganti preparati<br />

ra<strong>di</strong>oattivi.


I fon<strong>di</strong> archivistici<br />

48<br />

È quasi superfl uo sottolineare la grande importanza, per la ricerca storicoscientifi<br />

ca, della documentazione archivistica costituita dalle carte degli<br />

scienziati, per ricostruire le loro vicende e il loro pensiero.<br />

L’attività <strong>di</strong> raccolta, conservazione, rior<strong>di</strong>namento e inventariazione <strong>di</strong><br />

questi documenti riveste inoltre un intrinseco signifi cato culturale, anche in<br />

considerazione del ruolo sempre più importante svolto dalla scienza nella<br />

società moderna.<br />

Da alcuni anni il gruppo <strong>di</strong> Storia della fi sica del <strong>Dip</strong>artimento sta lavorando<br />

alla costituzione e organizzazione <strong>di</strong> vari fon<strong>di</strong> archivistici.<br />

Al momento sono custo<strong>di</strong>ti nel nostro <strong>di</strong>partimento gli archivi personali <strong>di</strong><br />

Mario Ageno, Edoardo Amal<strong>di</strong>, Marcello Conversi, Enrico Persico, Bruno<br />

Touschek e Clau<strong>di</strong>o Villi. I documenti custo<strong>di</strong>ti ammontano ad un totale <strong>di</strong><br />

poco meno <strong>di</strong> mille scatole d’archivio, e costituiscono nel loro complesso<br />

la più rilevante fonte esistente in Italia per lo stu<strong>di</strong>o della storia della fi sica<br />

italiana nel secondo dopoguerra.<br />

In particolare, essendo stata estremamente rilevante la fi gura <strong>di</strong> Edoardo<br />

Amal<strong>di</strong> nelle vicende scientifi che e istituzionali della fi sica italiana ed europea,<br />

gran<strong>di</strong>ssima è l’importanza storica della documentazione costituita<br />

dalle carte che sono confl uite nel Fondo Amal<strong>di</strong> dopo la sua scomparsa nel<br />

<strong>di</strong>cembre 1989.<br />

Queste carte, in virtù del meto<strong>di</strong>co stile <strong>di</strong> lavoro e della sensibilità per la<br />

conservazione della memoria propri <strong>di</strong> Edoardo Amal<strong>di</strong>, costituiscono una<br />

testimonianza pressoché completa <strong>di</strong> tutti gli aspetti delle sue molteplici<br />

attività. Non è eccessivo affermare che nell’Archivio Amal<strong>di</strong> è raccolta la<br />

memoria delle vicende della fi sica italiana e <strong>di</strong> buona parte della collaborazione<br />

scientifi ca europea nella seconda metà del Novecento.<br />

L’archivio contiene inoltre spora<strong>di</strong>che testimonianze degli anni tra il 1928<br />

e il 1938 che videro la collaborazione <strong>di</strong> Amal<strong>di</strong> con Fermi, all’interno del<br />

gruppo dei ragazzi <strong>di</strong> via Panisperna, e una ricca documentazione relativa<br />

agli anni della guerra e a quelli imme<strong>di</strong>atamente successivi.


Lettera alle matricole<br />

Benvenuti nel nostro <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università Sapienza.<br />

Da noi vengono condotte avanzate ricerche, teoriche e sperimentali, in<br />

settori <strong>di</strong> frontiera della <strong>Fisica</strong>, ed è possibile lavorare a contatto con<br />

personalità <strong>di</strong> altissimo livello. Perchè ne abbiate un’idea è nel nostro<br />

<strong>Dip</strong>artimento che sono stati scelti i presidenti dei massimi enti <strong>di</strong> ricerca<br />

nazionali (INFN, ENEA, Agenzia spaziale). Tra questi ricor<strong>di</strong>amo,<br />

il prof. Maiani, attuale Presidente del CNR ed ex <strong>di</strong>rettore del CERN <strong>di</strong><br />

Ginevra, il più grande laboratorio europeo <strong>di</strong> fi sica; il Prof. Cabibbo, che<br />

è stato Presidente dell’Istituto Nazionale <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Nucleare (INFN),<br />

i proff. Jona Lasinio, Gallavotti, Parisi, Di Castro e altri ancora, tutti <strong>di</strong><br />

altissima rinomanza internazionale per le loro ricerche. Sta a voi trarre il<br />

massimo profi tto dalle possibilità <strong>di</strong> contatto con questi e altri personaggi,<br />

con i membri dell’intero staff del <strong>Dip</strong>artimento, sempre <strong>di</strong>sponibili, come<br />

è nella nostra tra<strong>di</strong>zione, a parlare con gli studenti, in aula e fuori, per<br />

trasmettere cultura.<br />

In realtà, più che <strong>di</strong> cultura, converrebbe parlare <strong>di</strong> metodo, che è un<br />

aspetto essenziale della scienza. In particolare <strong>di</strong> metodo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />

Può esere <strong>di</strong>ffi cile imparare a stu<strong>di</strong>are a vent’anni, soprattutto se la scuola,<br />

come spesso avviene oggi, non insegna a suffi cienza a stu<strong>di</strong>are.<br />

E allora, una volta all’università, si ha l’illusione <strong>di</strong> poter andare avanti<br />

prendendosela calma, ascoltando magari, più o meno <strong>di</strong>strattamente,<br />

qualche lezione e rimandando lo stu<strong>di</strong>o effettivo al momento in cui si<br />

dovrà, prima o poi, ma meglio poi che prima, affrontare l’esame. Forse<br />

perché nessuno si era preoccupato fi no ad ora <strong>di</strong> aiutare gli studenti nella<br />

<strong>di</strong>ffi cile transizione dalle scuole superiori all’università.<br />

Sono i questionari <strong>di</strong>stribuiti ogni anno agli studenti che mostrano che oltre<br />

la metà <strong>di</strong> quelli che frequentano non stu<strong>di</strong>ano la materia contestualmente,<br />

allo scopo <strong>di</strong> dare l’esame a breve. Aspettando invece <strong>di</strong> farlo in seguito.<br />

Ma quando? Così passano degli anni, in una sorta <strong>di</strong> parcheggio, prima<br />

<strong>di</strong> comprendere che occorre un approccio <strong>di</strong>verso e ci si devono<br />

rimboccare le maniche se si vuole arrivare in fondo.<br />

Ed è proprio questo che vorremmo raccomandarvi. Il mio augurio per voi,<br />

quin<strong>di</strong>, è che compren<strong>di</strong>ate subito, sin dall’inizio e senza perdere tempo,<br />

il metodo per procedere spe<strong>di</strong>tamente negli stu<strong>di</strong>. Ma come?<br />

49


50<br />

• Innanzitutto frequentando le lezioni, che non è obbligatorio a norma <strong>di</strong><br />

legge, ma fortemente da noi consigliato a vostro vantaggio.<br />

• Poi cercando <strong>di</strong> trarre il massimo profitto dalle lezioni e dalle<br />

esercitazioni, cioè sforzandosi <strong>di</strong> capire <strong>di</strong> cosa si parla, anche<br />

intervenendo attivamente con richieste <strong>di</strong> chiarimento, senza timore<br />

<strong>di</strong> davanti ai colleghi o al professore (capita spesso che domande <strong>di</strong><br />

chiarimento, che sarebbero utilissime a tutta la classe, vengano poste<br />

più tar<strong>di</strong>, in separata sede). Sicchè è assai utile dare una prima letta<br />

al materiale che sarà trattato a lezione prima della lezione stessa<br />

(prestu<strong>di</strong>o).<br />

• Ma è anche importantissimo de<strong>di</strong>care, dopo la lezione, un certo<br />

tempo a riguardare gli appunti (poststu<strong>di</strong>o) per fi ssare le idee sui punti<br />

essenziali, in modo che poi, al momento dell’esame, possa bastare un<br />

buon ripasso per affrontarlo convenientemente (e non si debba invece<br />

ricominciare tutto da capo).<br />

Tutto ciò del resto s’inquadra nella <strong>di</strong>dattica che con gran<strong>di</strong> sforzi stiamo<br />

provando ad attuare da alcuni anni, nel quadro della riforma del 3+2 che<br />

ha avuto inizio nel 2001. Con classi più piccole, in modo che la lezione<br />

possa essere veramente interattiva. Con esercitazioni che vi permettano <strong>di</strong><br />

verifi care continuamente lo stato delle conoscenze acquisite. E sopratutto<br />

con prove d’esame <strong>di</strong>stribuite lungo il corso per sdrammatizzare l’impatto<br />

dell’esame fi nale, rovesciando la prassi precedente, in modo che <strong>di</strong> norma<br />

si superi l’esame subito dopo il corso. Che questo sia possibile lo <strong>di</strong>mostrano<br />

i risultati: la percentuale <strong>di</strong> studenti che superano subito gli esami<br />

dei vari corsi, rispetto ai frequentanti, arriva a essere oggi fi no al 70-80%.<br />

Tornando alla <strong>Fisica</strong>, dovete essere ben consci che vi aspetta<br />

un’esperienza impegnativa e affascinante. Di cultura e <strong>di</strong> vita.<br />

Con il gusto <strong>di</strong> far parte <strong>di</strong> una comunità vera e viva, <strong>di</strong> gente giovane e<br />

adulta accomunata da uno scopo e da una passione. E dopo?<br />

Forse <strong>di</strong>venterete degli scienziati, forse no, potreste anche trovarvi a fare<br />

gli astronauti, come il nostro Guidoni, i <strong>di</strong>rigenti d’azienda, gli analisti<br />

fi nanziari, i giornalisti scientifi ci, ........ Perchè doti essenziali del fi sico<br />

sono la fl essibilità e la capacità <strong>di</strong> affrontare e risolvere i problemi più<br />

<strong>di</strong>versi, senza mai paura del nuovo, anzi proprio a caccia del nuovo.<br />

Auguri dunque e buon lavoro.<br />

Prof. Paolo Mataloni<br />

Presidente del Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica<br />

in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche e Scienze dell’Universo


Informazioni per gli studenti<br />

Informazioni <strong>di</strong> carattere generale sulla <strong>di</strong>dattica, sui corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<br />

fi sica, sono reperibili sul sito del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> :<br />

www.phys.uniroma1.it<br />

o possono essere richieste presso i seguenti uffi ci del <strong>Dip</strong>artimento:<br />

SEGRETERIA DIDATTICA<br />

Gli uffi ci sono situati al piano terra dell’e<strong>di</strong>fi cio Marconi.<br />

La Segreteria osserva il seguente orario:<br />

lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.30<br />

(sig.ra L. Ciccioli, dott.ssa D. Varone).<br />

lunedì 15.00 - 16.00 (dott.ssa D. Varone)<br />

dott.ssa Daria Varone - stanza 019 - tel. 06 49914233<br />

e-mail: seg.<strong>di</strong>dattica@phys.uniroma1.it - info.<strong>di</strong>dattica@phys.uniroma1.it<br />

sig.ra Liliana Ciccioli - stanza 005 - tel. 06 49914517<br />

e-mail: liliana.ciccioli@phys.uniroma1.it<br />

51<br />

UFFICIO DEL CONSIGLIO DI AREA DIDATTICA<br />

L’uffi cio è situato al piano terra dell’e<strong>di</strong>fi cio Marconi.<br />

L’uffi cio osserva il seguente orario:<br />

mercoledì e venerdì 10.30 - 12.30 - martedì 14.30 - 16.30<br />

dott.ssa Sonia Riosa - stanza 007 - tel. 06 49914232<br />

e-mail: sonia.riosa@uniroma1.it<br />

Informazioni <strong>di</strong> carattere amministrativo (formalità <strong>di</strong> iscrizione,<br />

tasse, borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o) sono invece reperibili:<br />

sul sito dell’Università La Sapienza :<br />

www.uniroma1.it/studenti<br />

e presso la Segreteria Amministrativa Studenti della Facoltà <strong>di</strong> Scienze<br />

Matematiche, Fisiche e Naturali<br />

telefono : 06 49912753 - fax 49912693<br />

Informazioni sui servizi generali <strong>di</strong>retti a tutti (es. la ristorazione) e servizi<br />

a concorso (borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o, alloggi, corsi e progetti, ecc.) possono essere<br />

richiesti a :<br />

ADISU<br />

Ente pubblico per il <strong>di</strong>ritto agli stu<strong>di</strong> universitari.<br />

Via Cesare de Lollis 24/b tel. 06 4970239 fax 06 4970201


I nuovi Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o universitari<br />

La struttura dell’insegnamento in fi sica, in accordo con la riforma<br />

universitaria (DM 270/04) si articola in vari cicli:<br />

LAUREE<br />

Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università La Sapienza <strong>di</strong> Roma offre due corsi<br />

<strong>di</strong> laurea (<strong>di</strong> durata triennale): <strong>Fisica</strong>, <strong>Fisica</strong> e Astrofisica.<br />

Le lauree forniscono una preparazione <strong>di</strong> base che consente:<br />

• il proseguimento degli stu<strong>di</strong> nella Laurea Magistrale, nel Master, nelle<br />

Scuole <strong>di</strong> specializzazione per l’insegnamento;<br />

• l’inserimento nel mondo del lavoro (per es. nei campi <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />

e Ambiente, Elettronica, Calcolatori, Innovazione tecnologica,<br />

Biosistemi, <strong>Fisica</strong> sanitaria, <strong>Fisica</strong> musicale, Beni culturali, Astronomia,<br />

Astrofi sica e Ricerca spaziale).<br />

53<br />

LAUREE MAGISTRALI<br />

Il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> dell’Università La Sapienza <strong>di</strong> Roma offre due corsi<br />

<strong>di</strong> laurea magistrale (<strong>di</strong> durata biennale): <strong>Fisica</strong>, Astronomia e Astrofisica.<br />

Consentono il proseguimento degli Stu<strong>di</strong>, l’accesso al dottorato <strong>di</strong> ricerca,<br />

l’inserimento nella ricerca fondamentale o applicata, la promozione e lo<br />

sviluppo tecnologico, le attività professionali e <strong>di</strong> progetto correlate alle<br />

<strong>di</strong>scipline fi siche (Industria, Ambiente, Sanità, Beni culturali e Pubblica amministrazione).<br />

DOTTORATI<br />

Rappresentano il completamento della formazione del ricercatore;<br />

costituiscono un titolo in<strong>di</strong>spensabile per l’accesso ai concorsi <strong>di</strong> Ricercatore<br />

nelle Università e negli Enti <strong>di</strong> Ricerca. Per ulteriori informazioni ve<strong>di</strong> oltre.


Attività <strong>di</strong> Orientamento<br />

L’attività <strong>di</strong> orientamento si rivolge ai maturan<strong>di</strong> delle scuole superiori per i<br />

quali sono organizzati degli incontri presso le scuole stesse nel corso del<br />

loro ultimo anno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> superiori.<br />

Per informazioni e prenotazione contattare<br />

Prof. Antonio Polimeni - tel. 0649914770<br />

In<strong>di</strong>rizzo <strong>di</strong> posta elettronica: antonio.polimeni@roma1.infn.it<br />

54<br />

Altre attività <strong>di</strong> orientamento ed informazione per le future matricole si<br />

svolgono presso il <strong>Dip</strong>artimento con il seguente calendario:<br />

da <strong>di</strong>cembre a maggio<br />

Si svolgono, presso il Laboratorio Esperienze Didattiche (LED) del<br />

<strong>Dip</strong>artimento, degli incontri articolati in una serie <strong>di</strong> <strong>di</strong>mostrazioni classiche<br />

<strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> Generale seguite da una presentazione, <strong>di</strong> circa 30 minuti, su un<br />

aspetto della fi sica moderna riconducibile agli argomenti delle <strong>di</strong>mostrazioni.<br />

Il calendario degli incontri è <strong>di</strong>sponibile sul sito del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>.<br />

Il contatto tra le classi dei maturan<strong>di</strong>, gli insegnanti interessati e<br />

l’Uffi cio del Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica è affi dato alla:<br />

dott.ssa Sonia Riosa<br />

telefono 06 49914232.<br />

In<strong>di</strong>rizzo <strong>di</strong> posta elettronica:<br />

sonia.riosa@uniroma1.it<br />

luglio<br />

Manifestazione “Porte Aperte alla Sapienza”<br />

settembre<br />

Prova <strong>di</strong> autovalutazione.<br />

Precorsi <strong>di</strong> fi sica e matematica.<br />

Prova <strong>di</strong> ingresso, precorsi <strong>di</strong> matematica.


Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />

Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />

Gli obiettivi formativi specifi ci del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> sono<br />

strettamente correlati alle <strong>di</strong>scipline fondamentali, che forniscono una preparazione<br />

<strong>di</strong> base sia per l’inserimento nel mondo del lavoro che per la<br />

prosecuzione degli stu<strong>di</strong> per il conseguimento della Laurea Magistrale e del<br />

Dottorato <strong>di</strong> Ricerca o attraverso corsi <strong>di</strong> Master.<br />

La laurea in <strong>Fisica</strong> viene conferita agli studenti che abbiano conseguito i<br />

risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento descritti nel seguito secondo i “descrittori <strong>di</strong> Dublino”.<br />

Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza a corsi e laboratori.<br />

I corsi sono sud<strong>di</strong>visi <strong>di</strong> norma in una parte teorica ed una parte costituita da<br />

esercitazioni volte alla soluzione <strong>di</strong> problemi; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento<br />

si basa su prove scritte (che possono essere svolte in itinere e alla fi ne del<br />

corso) ed esami orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva<br />

ex-cathedra ed una parte svolta in laboratorio dagli studenti, sud<strong>di</strong>visi<br />

in piccoli gruppi, sotto la guida dei docenti; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento<br />

si basa su relazioni <strong>di</strong> laboratorio, <strong>di</strong> gruppo e/o in<strong>di</strong>viduali, elaborate <strong>di</strong><br />

norma durante il corso, ed esami orali.<br />

I corsi <strong>di</strong> laboratorio comprendono anche attività <strong>di</strong> tirocinio formativo, alle<br />

quali possono aggiungersi altre attività specifi che <strong>di</strong> orientamento al mondo<br />

del lavoro.<br />

La quota dell’impegno orario complessivo a <strong>di</strong>sposizione dello studente per<br />

lo stu<strong>di</strong>o personale o per altra attività formativa <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è pari ad<br />

almeno il 60% dello stesso.<br />

Sbocchi occupazionali e professionali<br />

La formazione metodologica, lo spettro <strong>di</strong> conoscenze e la fl essibilità<br />

operativa acquisiti consentono al laureato in <strong>Fisica</strong>, qualora non intenda<br />

proseguire gli stu<strong>di</strong> nel secondo livello, <strong>di</strong> trovare collocazione in una ampia<br />

gamma <strong>di</strong> aree professionali, che richiedono conoscenze specifi che relative<br />

a sistemi naturali ed artifi ciali, e in genere in tutte le attività ad alto grado <strong>di</strong><br />

innovazione tecnologica nel settore sia pubblico che privato.<br />

Gli ambiti <strong>di</strong> riferimento comprendono l’industria, con particolare riguardo<br />

a quella elettronica, spaziale e dei semiconduttori e dell’energia, le attività<br />

55<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong>


<strong>di</strong> valutazione <strong>di</strong> qualità dei prodotti, i laboratori <strong>di</strong> ricerca e sviluppo, il<br />

monitoraggio e la valutazione ambientale, il terziario relativo all’impiego dei<br />

calcolatori (per es. sistemi <strong>di</strong> acquisizione ed elaborazione <strong>di</strong> dati), il settore<br />

commerciale scientifi co (per es. tecnico commerciale/tecnico <strong>di</strong> assistenza)<br />

e il settore fi nanziario.<br />

La laurea in <strong>Fisica</strong> prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche e<br />

Naturali (Categoria ISTAT 2.1.1, e più specifi camente Fisici e Astronomi,<br />

cat. 2.1.1.1) la cui formazione potrà essere completata attraverso un corso<br />

<strong>di</strong> Laurea <strong>di</strong> secondo livello.<br />

Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> fi sici e astronomi.<br />

56<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />

Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può<br />

scegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta<br />

formativa relativa a tutti i corsi <strong>di</strong> laurea della Sapienza, purché<br />

coerenti con il percorso formativo.<br />

Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati come due esami separati al primo e al<br />

secondo semestre del terzo anno ma possono essere acquisiti in<br />

un qualsiasi semestre del triennio, sia attraverso 2 esami da 6<br />

CFU che attraverso un unico esame da 12 CFU.<br />

Ai fi ni del conteggio del numero massimo <strong>di</strong> 20 esami (D.M.<br />

16/3/2007, Art. 4 c. 2), i corsi a scelta contano comunque<br />

come un unico esame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1 c. 2).<br />

Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, “in<br />

nessun caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli<br />

esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale<br />

da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong> laurea”.<br />

Ve<strong>di</strong> a fianco il quadro dettagliato del percorso formativo


ANNO<br />

SEMESTRE<br />

CORSO DI LAUREA IN FISICA<br />

Insegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formative<br />

PRIMO<br />

SECONDO<br />

TERZO<br />

I<br />

II<br />

III<br />

VI<br />

GEOMETRIA 9 MAT/03 <strong>di</strong> base<br />

ANALISI 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />

LABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrative<br />

MECCANICA 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />

CHIMICA 6 CHIM/03 <strong>di</strong> base<br />

LABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzante<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 per il primo anno<br />

ANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />

TERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />

MECCANICA ANLITICA E RELATIVISTICA 6 FIS/02 affini o integrative<br />

LABORATORIO DI FISICA<br />

6 INF/01 caratterizzante<br />

COMPUTAZIONALE I<br />

ELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />

LABORATORIO DI<br />

6 FIS/01 caratterizzante<br />

ELETTROMAGNETISMO E CIRCUITI<br />

MODELLI E METODI<br />

MATEMATICI DELLA FISICA<br />

12 FIS/02 caratterizzante<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il secondo anno<br />

MECCANICA QUANTISTICA 9 FIS/02 caratterizzante<br />

V<br />

MECCANICA STATISTICA 6 FIS/02 caratterizzante<br />

LABORATORIO DI SEGNALI E SISTEMI 9 FIS/01 caratterizzante<br />

CORSO A SCELTA 6 a scelta dello studente<br />

OTTICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />

VI<br />

STRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzante<br />

FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE I 6 FIS/04 caratterizzante<br />

CORSO A SCELTA 6 a scelta dello studente<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 57 per il terzo anno<br />

Ulteriori conoscenze <strong>di</strong> lingua inglese 3 ulteriori attività formative<br />

Conoscenza della lingua inglese 2 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />

Prova finale: <strong>di</strong>ssertazione 4 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />

57<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong>


Insegnamenti non curriculari<br />

L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> laurea è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante<br />

l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />

INSEGNAMENTI CFU SSD<br />

Introduzione all’astrofisica 6 FIS/05<br />

Introduzione alla fisica dell’atmosfera 6 FIS/06<br />

Introduzione alla relatività generale 6 FIS/02<br />

58<br />

Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />

Prof. Ugo AGLIETTI<br />

Prof. Luciano Maria BARONE<br />

Prof. Fabio BELLINI<br />

Prof. Roberto CONTINO<br />

Prof. Daniele DEL RE<br />

Prof. Riccardo FACCINI<br />

Prof. Federico RICCI TERSENGHI<br />

Prof. Fabio SCIARRINO<br />

Ulteriori informazioni nella Sezione “Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong><br />

laurea”.<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong><br />

Estratto dal Regolamento Didattico per l’A.A. 2011/12 del Corso <strong>di</strong><br />

laurea in FISICA<br />

Classe L-30 (Scienze e tecnologie fi siche) ex D.M. 270/04<br />

Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html


Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />

Gli obiettivi formativi qualifi canti del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />

sono strettamente correlati alle <strong>di</strong>scipline fondamentali, che forniscono una<br />

preparazione <strong>di</strong> base che consente sia l’inserimento nel mondo del lavoro,<br />

sia la prosecuzione degli stu<strong>di</strong> per il conseguimento della Laurea Magistrale<br />

e del Dottorato <strong>di</strong> Ricerca e corsi <strong>di</strong> Master. Gli obiettivi formativi della<br />

laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica prevedono anche l’acquisizione <strong>di</strong> alcune conoscenze<br />

e capacità specifi che attraverso i “descrittori <strong>di</strong> Dublino” (ve<strong>di</strong> OF2<br />

nel testo integrale).<br />

La laurea <strong>di</strong> primo livello in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica viene conferita agli studenti<br />

i quali abbiano acquisito le conoscenze e capacità descritte nel seguito,<br />

secondo i “descrittori <strong>di</strong> Dublino” (ve<strong>di</strong> OF2 nel testo integrale). Questi risultati<br />

vengono conseguiti attraverso la frequenza a corsi e laboratori. I corsi<br />

constano <strong>di</strong> regola <strong>di</strong> una parte teorica e una parte <strong>di</strong> esercitazioni. La<br />

verifi ca <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento avviene tramite prove scritte (sia in itinere che a<br />

fi ne corso) e orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva excathedra<br />

ed una parte svolta in laboratorio dagli studenti, sud<strong>di</strong>visi in piccoli<br />

gruppi, sotto la guida dei docenti; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa<br />

su relazioni <strong>di</strong> laboratorio, <strong>di</strong> gruppo e/o in<strong>di</strong>viduali, elaborate <strong>di</strong> norma<br />

durante il corso, ed esami orali. I corsi <strong>di</strong> laboratorio comprendono anche<br />

attività <strong>di</strong> tirocinio formativo, alle quali possono aggiungersi altre attività<br />

specifi che <strong>di</strong> orientamento al mondo del lavoro.<br />

La quota dell’impegno orario complessivo a <strong>di</strong>sposizione dello studente per<br />

lo stu<strong>di</strong>o personale o per altra attività formativa <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è pari ad<br />

almeno il 60% dello stesso.<br />

Sbocchi occupazionali e professionali<br />

La laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica permette sbocchi sia sul mercato del lavoro<br />

che nel campo della ricerca, quest’ultimo principalmente tramite il conseguimento<br />

della Laurea Magistrale. Oltre agli sbocchi comuni alle varie lauree<br />

della Classe <strong>di</strong> Scienze e Tecnologie Fisiche che sono essenzialmente<br />

determinati dalla acquisita capacità metodologica <strong>di</strong> inquadramento dei<br />

problemi, dalla conoscenza dei loro meto<strong>di</strong> risolutivi e dalla capacità <strong>di</strong><br />

gestione e controllo dei risultati.<br />

59<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica


60<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

Gli sbocchi specifi ci per la Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica possono aversi:<br />

• negli Osservatori Astronomici: esiste l’esigenza <strong>di</strong> un’interfaccia tra<br />

l’astronomo proponente le osservazioni e la strumentazione. E’ ormai<br />

abbandonata l’ipotesi <strong>di</strong> soluzioni automatiche (la cosiddetta pushbutton<br />

astronomy) e sembra in<strong>di</strong>spensabile la presenza <strong>di</strong> una fi gura<br />

professionale che sappia da un lato gestire il telescopio e dall’altro ottimizzare<br />

il programma osservativo in funzione dell’obbiettivo scientifi co<br />

• negli Enti <strong>di</strong> ricerca spaziale (per esempio Telespazio): <strong>di</strong> nuovo<br />

l’interfaccia con l’utente deve garantire una preparazione <strong>di</strong> base <strong>di</strong><br />

Astronomia e <strong>di</strong> Astrofi sica. I dati raccolti dai satelliti astronomici sono<br />

oggi soggetti ad operazioni <strong>di</strong> ripulitura prima <strong>di</strong> essere <strong>di</strong>stribuiti alla<br />

comunità’ scientifi ca. La ottimizzazione <strong>di</strong> tale operazione <strong>di</strong>pende<br />

dall’obbiettivo scientifi co che si intende raggiungere e la competenza<br />

astronomica-astrofi sica gioca un ruolo basilare. Inoltre il lavoro <strong>di</strong> controllo<br />

satellitare è tra<strong>di</strong>zionalmente affi dato a persone con competenze<br />

astro-meccaniche oltre che elettronico-informatiche tipicamente acquisibili<br />

con la laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />

• nelle Agenzie Spaziali: sia l’ASI che l’ESA sono interessate a fi gure professionali<br />

con competenze astrofi siche da avviare nei ruoli manageriali<br />

degli esperimenti spaziali, per fornire un’interfaccia ai gruppi <strong>di</strong> ricerca<br />

proponenti; c’è da tempo presenza <strong>di</strong> laureati dell’in<strong>di</strong>rizzo astrofi sico<br />

della nostra Università in posizioni <strong>di</strong> management sia scientifi co che<br />

amministrativo all’ASI e all’ESA<br />

• negli Enti <strong>di</strong> ricerca e nell’industria: l’industria spaziale e astronomica<br />

ha bisogno <strong>di</strong> fi gure professionali che possano organizzare e gestire<br />

laboratori <strong>di</strong> ottica, criogenia, elettronica per progettare e sviluppare<br />

prototipi; nuovamente, la combinazione richiesta è quella <strong>di</strong> competenze<br />

astronomiche e astrofi siche con competenze tecniche <strong>di</strong> laboratorio.<br />

Sono stati sviluppati contatti con industrie con possibilità <strong>di</strong> stages fi nali,<br />

in imprese pubbliche e private attive nel campo dell’informatica e dello<br />

sviluppo <strong>di</strong> software e <strong>di</strong> meto<strong>di</strong> numerici avanzati.<br />

Per quanto riguarda la classifi cazione ISTAT, la laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica<br />

prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (Co<strong>di</strong>ce ISTAT<br />

2.1.1, e più specifi camente Fisici e Astronomi, cat. 2.1.1.1) la cui formazione<br />

potrà essere completata attraverso un corso <strong>di</strong> Laurea <strong>di</strong> secondo<br />

livello.<br />

Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> fisici e astronomi.


ANNO<br />

SEMESTRE<br />

CORSO DI LAUREA IN FISICA E ASTROFISICA<br />

Insegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formative<br />

I<br />

GEOMETRIA 9 MAT/03 <strong>di</strong> base<br />

ANALISI 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />

PRIMO<br />

II<br />

LABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrative<br />

MECCANICA 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />

CHIMICA 6 CHIM/03 <strong>di</strong> base<br />

LABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzante<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 per il primo anno<br />

ANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 <strong>di</strong> base<br />

TERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante<br />

61<br />

III<br />

MECCANICA CELESTE 6 FIS/05 caratterizzante<br />

SECONDO<br />

TERZO<br />

VI<br />

V<br />

VI<br />

ASTRONOMIA 9 FIS/05 caratterizzante<br />

ELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 <strong>di</strong> base<br />

LABORATORIO DI<br />

6 FIS/01 caratterizzante<br />

ELETTROMAGNETISMO E CIRCUITI<br />

METODI MATEMATICI DELLA FISICA 6 FIS/02 affini o integrative<br />

ULTERIORI CONOSCENZE DI<br />

LINGUA INGLESE<br />

3 ulteriori attività<br />

formative<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il secondo anno<br />

MECCANICA QUANTISTICA 9 FIS/02 caratterizzante<br />

MECCANICA STATISTICA 6 FIS/02 caratterizzante<br />

METODI NUMERICI DELL’ASTRONOMIA 6 MAT/08 affini o integrative<br />

ASTROFISICA 9 FIS/05 caratterizzante<br />

LABORATORIO DI ASTROFISICA 12 FIS/05 caratterizzante<br />

(mod.1 e mod. 2)<br />

STRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzante<br />

FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE I 6 FIS/04 caratterizzante<br />

CORSO A SCELTA<br />

12 a scelta dello studente<br />

(da 12 CFU oppure due corsi da 6 CFU)<br />

TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 per il terzo anno<br />

Conoscenza della lingua inglese 2 per la prova fi nale e la lingua straniera<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

Prova finale: <strong>di</strong>ssertazione 4 per la prova fi nale e la lingua straniera


Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può<br />

scegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta<br />

formativa relativa a tutti i corsi <strong>di</strong> laurea della Sapienza, purché<br />

coerenti con il percorso formativo.<br />

Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati al secondo semestre del terzo anno ma<br />

possono essere acquisiti in un qualsiasi semestre del triennio.<br />

Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, “in<br />

nessun caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli<br />

esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale<br />

da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong> laurea”.<br />

62<br />

Ve<strong>di</strong> il quadro dettagliato<br />

del percorso formativo alla pagina precedente<br />

Insegnamenti non curriculari<br />

L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> laurea è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante<br />

l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

INSEGNAMENTI CFU SSD<br />

Complementi <strong>di</strong> modelli e meto<strong>di</strong> matematici della fisica 6 FIS/02<br />

Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />

Prof. Shahram RAHATLOU<br />

Prof. Marco DE PETRIS<br />

Prof. Filippo CESI<br />

Ulteriori informazioni nella Sezione “Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong><br />

laurea”.<br />

Estratto dal Regolamento Didattico per l’A.A. 2011/12 del Corso <strong>di</strong><br />

laurea in FISICA e ASTROFISICA<br />

Classe L-30 (Scienze e tecnologie fi siche) ex D.M. 270/04<br />

Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html


Norme generali comuni ai Corsi <strong>di</strong> laurea<br />

in <strong>Fisica</strong> ed in <strong>Fisica</strong> e Astrofisica<br />

Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />

<strong>Dip</strong>loma <strong>di</strong> scuola secondaria superiore o <strong>di</strong> altro titolo conseguito all’estero,<br />

riconosciuto idoneo. Conoscenze elementari acquisite nelle scuole me<strong>di</strong>e<br />

superiori (in particolare <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> classica, Matematica, Chimica e Scienze<br />

naturali).<br />

Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />

Ai fi ni dell’immatricolazione, gli studenti devono sostenere una prova, obbligatoria<br />

ma non selettiva, per la verifi ca delle conoscenze in ingresso.<br />

Le modalità <strong>di</strong> iscrizione, <strong>di</strong> svolgimento e <strong>di</strong> valutazione della prova<br />

sono defi nite dal bando annuale pubblicato dalla Sapienza, consultabile<br />

all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://servizi.uniroma1.it/corsi<strong>di</strong>laurea/corsi<strong>di</strong>laurea.do<br />

Agli studenti che non superano la prova viene assegnato un obbligo formativo<br />

aggiuntivo. Questi studenti saranno affi dati ad uno dei Tutor, il quale<br />

programmerà insieme allo studente le attività <strong>di</strong> recupero e seguirà perio<strong>di</strong>camente<br />

il suo percorso <strong>di</strong>dattico ed il profi tto relativamente alla frequenza a<br />

corsi, esercitazioni, prove in itinere ed esami. Al termine <strong>di</strong> ciascun semestre<br />

il Tutor potrà valutare l’avvenuto recupero o l’esigenza del proseguimento<br />

dell’attività <strong>di</strong> supporto, segnalando l’esito al CAD.<br />

L’obbligo formativo aggiuntivo si considera assolto con il superamento<br />

dell’esame dell’insegnamento <strong>di</strong> “Analisi”, che deve avvenire entro il termine<br />

dell’anno accademico <strong>di</strong> iscrizione (31 ottobre). In assenza <strong>di</strong> tale<br />

assolvimento, gli studenti portatori <strong>di</strong> obbligo formativo aggiuntivo dovranno<br />

iscriversi nuovamente al primo anno come ripetenti, ai sensi del Manifesto<br />

degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />

Non sono tenuti a sostenere la prova gli studenti in possesso <strong>di</strong> altra laurea<br />

o <strong>di</strong>ploma universitario e i <strong>di</strong>plomati <strong>di</strong> scuola me<strong>di</strong>a superiore che abbiano<br />

superato le prove <strong>di</strong> valutazione presso la struttura per l’orientamento<br />

dell’Istituto ITIS Galileo Galilei <strong>di</strong> Roma.<br />

Per informazioni su queste prove si veda la pagina<br />

http://siorienta.cabi.uniroma1.it<br />

Passaggi e trasferimenti<br />

Al termine del primo anno <strong>di</strong> Corso, il passaggio tra i due Corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o<br />

della classe L-30 della Sapienza (<strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica) può essere<br />

eseguito d’uffi cio dalla Segreteria Amministrativa Studenti della Facoltà con<br />

il riconoscimento <strong>di</strong> tutti gli esami già sostenuti, senza ulteriore delibera del<br />

63<br />

Norme generali


64<br />

Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica (CAD).<br />

Le domande <strong>di</strong> passaggio <strong>di</strong> studenti provenienti da altri corsi <strong>di</strong> laurea della<br />

Sapienza e le domande <strong>di</strong> trasferimento <strong>di</strong> studenti provenienti da altre Università,<br />

da Accademie militari o da altri istituti militari d’istruzione superiore<br />

sono subor<strong>di</strong>nate ad approvazione da parte del CAD che:<br />

• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti<br />

gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione;<br />

nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno<br />

riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3<br />

comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> laurea);<br />

• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />

• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />

• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o.<br />

Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />

ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />

or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />

corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />

corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />

33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />

Le richieste <strong>di</strong> trasferimento al corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e Astrofi sica devono<br />

essere presentate entro le scadenze e con le modalità specifi cate nel manifesto<br />

degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />

Norme generali<br />

Abbreviazioni <strong>di</strong> corso<br />

Chi è già in possesso del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, specialistica o altra laurea<br />

acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento previgente, oppure <strong>di</strong> laurea o laurea<br />

magistrale acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento vigente e intenda conseguire<br />

un ulteriore titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno <strong>di</strong><br />

corso successivo al primo.<br />

Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:<br />

• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o<br />

<strong>di</strong> tutti gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa<br />

votazione; nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa<br />

classe vanno riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun<br />

SSD (art. 3 comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> laurea);<br />

• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />

• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />

• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o.


Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />

ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />

or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />

corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />

corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />

33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />

Uno studente non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso <strong>di</strong> laurea appartenente<br />

alla medesima classe nella quale ha già conseguito il <strong>di</strong>ploma<br />

<strong>di</strong> laurea.<br />

Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalità<br />

specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />

Criteri per il riconoscimento cre<strong>di</strong>ti<br />

Possono essere riconosciuti tutti i cre<strong>di</strong>ti formativi universitari (CFU) già acquisiti<br />

se relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentati attraverso<br />

i programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei percorsi formativi<br />

previsti dal corso <strong>di</strong> laurea. Per i passaggi da corsi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o della<br />

stessa classe è garantito il riconoscimento <strong>di</strong> un minimo del 50% dei cre<strong>di</strong>ti<br />

<strong>di</strong> ciascun settore scientifi co <strong>di</strong>sciplinare.<br />

Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifi co <strong>di</strong>sciplinari (SSD)<br />

per l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed in<br />

accordo con l’or<strong>di</strong>namento del corso <strong>di</strong> laurea.<br />

I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti per i quali, anche con <strong>di</strong>versa<br />

denominazione, esista una manifesta equivalenza <strong>di</strong> contenuto con<br />

gli insegnamenti offerti dal corso <strong>di</strong> laurea possono essere riconosciuti come<br />

relativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso <strong>di</strong> laurea<br />

a cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimento<br />

con le seguenti modalità:<br />

• se il numero <strong>di</strong> CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede<br />

il riconoscimento coincide con quello dell’insegnamento per cui viene<br />

esso riconosciuto, l’attribuzione avviene <strong>di</strong>rettamente;<br />

• se i CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede il riconoscimento<br />

sono in numero <strong>di</strong>verso rispetto all’insegnamento per cui esso<br />

viene riconosciuto, il CAD attribuirà i cre<strong>di</strong>ti sulla base del curriculum<br />

dello studente, anche per gruppi <strong>di</strong> esami <strong>di</strong> uno stesso SSD, eventualmente<br />

dopo colloqui integrativi;<br />

Il CAD può riconoscere come cre<strong>di</strong>ti le conoscenze e abilità professionali<br />

certifi cate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze<br />

e abilità maturate in attività formative <strong>di</strong> livello post-secondario alla<br />

cui progettazione e realizzazione l’Università abbia concorso. Tali cre<strong>di</strong>ti<br />

vanno a valere <strong>di</strong> norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a scelta dello<br />

studente. In ogni caso, il numero massimo <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti riconoscibili in tali ambiti<br />

non può essere superiore a 6.<br />

65<br />

Norme generali


Le attività già riconosciute ai fi ni dell’attribuzione <strong>di</strong> CFU nell’ambito del<br />

corso <strong>di</strong> laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito <strong>di</strong><br />

corsi <strong>di</strong> laurea magistrale.<br />

66<br />

<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento e piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Ogni studente deve ottenere l’approvazione uffi ciale del proprio completo<br />

percorso formativo da parte del CAD prima <strong>di</strong> poter verbalizzare esami<br />

relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori per tutti gli studenti, pena<br />

l’annullamento dei relativi verbali d’esame.<br />

Lo studente può ottenere tale approvazione con due proce<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>versi:<br />

1. aderendo ad uno dei piani <strong>di</strong> completamento del percorso formativo<br />

pre<strong>di</strong>sposti annualmente dal CAD<br />

2. presentando un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale che deve essere valutato dal<br />

CAD per l’approvazione.<br />

Le procedure illustrate <strong>di</strong> seguito potrebbero subire mo<strong>di</strong>fi che al momento<br />

dell’entrata in vigore della nuova procedura informatica <strong>di</strong> compilazione dei<br />

piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o prevista dall’Università “La Sapienza”.<br />

Norme generali<br />

<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento<br />

Un piano <strong>di</strong> completamento contiene la lista <strong>di</strong> tutti gli insegnamenti previsti nel<br />

corrispondente percorso formativo ed un apposito spazio per l’in<strong>di</strong>cazione<br />

degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a scelta dello studente. Questi ultimi<br />

possono essere scelti fra tutti quelli presenti nell’ambito dell’intera offerta<br />

formativa della Sapienza.<br />

Il modulo <strong>di</strong> adesione è <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito<br />

web del corso <strong>di</strong> laurea.<br />

Il modulo <strong>di</strong> adesione al piano <strong>di</strong> completamento, debitamente completato<br />

coi propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti a scelta, deve essere<br />

fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> laurea,<br />

che lo inoltra al CAD per la verifi ca che gli insegnamenti a scelta in<strong>di</strong>cati<br />

siano effettivamente congruenti col percorso formativo. In caso affermativo,<br />

il piano <strong>di</strong> completamento viene corredato con l’in<strong>di</strong>cazione della data del<br />

parere positivo da parte del CAD e trasmesso alla Segreteria amministrativa<br />

studenti, dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello studente. In caso<br />

negativo, lo studente viene invitato a mo<strong>di</strong>fi care l’elenco degli insegnamenti<br />

relativi ai 12 CFU a scelta.<br />

A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />

del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />

è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />

anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />

<strong>di</strong> completamento cui ha aderito.<br />

L’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento può essere effettuata una sola<br />

volta per ogni anno accademico, a partire dal primo anno <strong>di</strong> corso.


<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Qualora lo studente non intenda aderire ad alcuno dei piani <strong>di</strong> completamento<br />

proposti deve presentare un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale utilizzando<br />

un apposito modulo <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />

del corso <strong>di</strong> laurea.<br />

Il modulo <strong>di</strong> proposta <strong>di</strong> piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale, debitamente completato<br />

con i propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong> tutti gli esami scelti, deve essere<br />

fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dal<br />

1 settembre al 31 <strong>di</strong>cembre <strong>di</strong> ogni anno. La Segreteria <strong>di</strong>dattica provvede<br />

a trasmetterlo alla Segreteria amministrativa studenti. Il CAD delibera<br />

sull’approvazione entro il successivo 31 gennaio.<br />

Se approvato, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale viene trasmesso alla Segreteria<br />

amministrativa studenti dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello<br />

studente.<br />

A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />

del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />

è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />

anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o approvato.<br />

Il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può essere presentato una sola volta per ogni<br />

anno accademico, a partire dal secondo anno <strong>di</strong> corso.<br />

67<br />

Mo<strong>di</strong>fica dei piani <strong>di</strong> completamento<br />

e dei piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Lo studente che abbia già aderito ad un piano <strong>di</strong> completamento può, in un<br />

successivo anno accademico, aderire ad un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> completamento<br />

oppure proporre un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale. Parimenti, lo studente<br />

al quale sia già stato approvato un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può, in un<br />

successivo anno accademico, optare per l’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento<br />

oppure proporre un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />

In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti.<br />

Modalità <strong>di</strong>dattiche<br />

Le attività <strong>di</strong>dattiche sono <strong>di</strong> tipo convenzionale e <strong>di</strong>stribuite su base semestrale.<br />

Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioni<br />

in aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in modo<br />

da consentire allo studente un congruo tempo da de<strong>di</strong>care allo stu<strong>di</strong>o<br />

personale.<br />

La durata nominale del corso <strong>di</strong> laurea è <strong>di</strong> 6 semestri, pari a tre anni.<br />

Norme generali


68<br />

Cre<strong>di</strong>ti formativi universitari<br />

Il cre<strong>di</strong>to formativo universitario (CFU) misura la quantità <strong>di</strong> lavoro svolto da<br />

uno studente per raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisiti<br />

dallo studente con il superamento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,<br />

ove previste.<br />

Il sistema <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti adottato nelle università italiane ed europee prevede<br />

che ad un CFU corrispondano 25 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente,<br />

<strong>di</strong>stribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.<br />

lezioni, esercitazioni, attività <strong>di</strong> laboratorio) e lo stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />

Nei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica, in accordo coll’articolo 23<br />

del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo, un CFU corrisponde a 8 ore <strong>di</strong> lezione,<br />

oppure a 12 ore <strong>di</strong> laboratorio o esercitazione guidata.<br />

Le schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong> ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del<br />

corso <strong>di</strong> laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore <strong>di</strong> insegnamento<br />

nelle <strong>di</strong>verse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi e ai<br />

programmi <strong>di</strong> massima.<br />

Il carico <strong>di</strong> lavoro totale per il conseguimento della laurea è <strong>di</strong> 180 CFU,<br />

corrispondenti a 4500 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente.<br />

Nell’ambito dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica la quota a <strong>di</strong>sposizione<br />

dello studente per lo stu<strong>di</strong>o personale o per altre attività formative <strong>di</strong><br />

tipo in<strong>di</strong>viduale è almeno il 60% dell’impegno orario complessivo.<br />

Norme generali<br />

Calendario <strong>di</strong>dattico<br />

Di norma, la scansione temporale è la seguente:<br />

• primo semestre: da fi ne settembre a gennaio;<br />

• prima sessione d’esami: febbraio;<br />

• secondo semestre: da marzo a giugno;<br />

• seconda sessione d’esami: luglio;<br />

• terza sessione d’esami: settembre.<br />

Il dettaglio delle date <strong>di</strong> inizio e fi ne delle lezioni <strong>di</strong> ciascun semestre e <strong>di</strong><br />

inizio e fi ne <strong>di</strong> ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web del Corso<br />

<strong>di</strong> laurea.<br />

I perio<strong>di</strong> de<strong>di</strong>cati alle lezioni e agli esami non possono sovrapporsi. In deroga<br />

a tale norma, per permettere agli studenti prossimi alla laurea <strong>di</strong> completare<br />

gli esami mancanti, saranno previsti due appelli straor<strong>di</strong>nari, <strong>di</strong> norma<br />

nel mesi <strong>di</strong> maggio e <strong>di</strong> novembre, allo scopo <strong>di</strong> permettere loro <strong>di</strong> laurearsi<br />

nelle sessioni <strong>di</strong> luglio e <strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre riservate ai soli studenti che abbiano<br />

già acquisito almeno 155 CFU.<br />

A titolo <strong>di</strong> esempio, l’orario settimanale del primo anno prevede tipicamente:<br />

• 3 o 4 ore <strong>di</strong> lezione al giorno dal lunedì al venerdì;<br />

• 4 ore <strong>di</strong> laboratorio a settimana.<br />

I corsi prevedono <strong>di</strong> norma l’assegnazione <strong>di</strong> attività da svolgere in autonomia<br />

e prove in itinere, che possono valere ai fi ni dell’esame fi nale.


Prove d’esame<br />

La verifi ca delle conoscenze acquisite avviene me<strong>di</strong>ante prove <strong>di</strong> esame<br />

orale, alle quali si accede <strong>di</strong> norma superando una prova scritta o una<br />

prova in<strong>di</strong>viduale <strong>di</strong> laboratorio, oppure sostenendo con esito positivo le<br />

prove “in itinere”. La valutazione del profi tto in<strong>di</strong>viduale dello studente, per<br />

ciascun insegnamento, viene espressa me<strong>di</strong>ante l’attribuzione <strong>di</strong> un voto<br />

in trentesimi, nel qual caso il voto minimo per il superamento dell’esame è<br />

18/30, oppure <strong>di</strong> una idoneità.<br />

Verifica delle conoscenze linguistiche<br />

L’acquisizione dei 5 cre<strong>di</strong>ti per la conoscenza della lingua inglese avviene<br />

attraverso il superamento <strong>di</strong> una idoneità (3 CFU) durante il percorso formativo<br />

e <strong>di</strong> un’altra idoneità (2 CFU) consistente in una lettura e traduzione da<br />

effettuarsi nel periodo intercorrente tra i 60 e i 30 gg dalla data <strong>di</strong> <strong>di</strong>scussione<br />

della tesi, previa presentazione della domanda <strong>di</strong> laurea.<br />

La prova <strong>di</strong> idoneità da 3 CFU può essere sostenuta in ciascuna delle tre<br />

sessioni d’esame. La facoltà <strong>di</strong> Scienze matematiche, fi siche e naturali organizza<br />

in entrambi i semestri dei corsi <strong>di</strong> preparazione alla suddetta prova.<br />

La facoltà <strong>di</strong> Scienze matematiche, fi siche e naturali offre agli studenti<br />

dell’ultimo anno delle scuole superiori del Lazio la possibilità <strong>di</strong> sostenere<br />

l’esame <strong>di</strong> inglese scientifi co. Il superamento dell’esame dà <strong>di</strong>ritto<br />

all’acquisizione dei 5 CFU relativi alle lingua inglese. L’iscrizione deve essere<br />

effettuata compilando l’apposito modulo <strong>di</strong>sponibile sul sito<br />

http://bigbang.uniroma1.it/, dove sono in<strong>di</strong>cati orari ed aule della prova<br />

ed ulteriori informazioni sulle sue modalità.<br />

L’esito positivo della prova <strong>di</strong> valutazione della conoscenza della lingua<br />

inglese verrà registrato automaticamente nella carriera dello studente.<br />

69<br />

Modalità <strong>di</strong> frequenza, propedeuticità,<br />

passaggio ad anni successivi<br />

I corsi obbligatori si svolgono in più canali paralleli, ai quali gli studenti devono<br />

iscriversi nel mese <strong>di</strong> settembre <strong>di</strong> ogni anno <strong>di</strong> corso, utilizzando una<br />

apposita procedura informatica.<br />

La frequenza assidua <strong>di</strong> tutti i corsi è una con<strong>di</strong>zione essenziale per un profi<br />

cuo inserimento dello studente nell’organizzazione del corso <strong>di</strong> laurea ed<br />

è pertanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni <strong>di</strong><br />

laboratorio la frequenza è obbligatoria.<br />

Nei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica non sono previste propedeuticità<br />

formali. Tuttavia, la collocazione degli insegnamenti nel precorso<br />

formativo è una chiara in<strong>di</strong>cazione dell’or<strong>di</strong>ne ottimale col quale seguirli e<br />

sostenerne gli esami. Nel caso in cui lo studente non superi un esame non<br />

avrà sbarramenti amministrativi al superamento degli esami successivi; egli<br />

dovrà programmare il recupero dell’esame non superato in modo da non<br />

produrre uno sfasamento tra corsi seguiti ed esami da preparare.<br />

Norme generali


Regime a tempo parziale<br />

I termini e le modalità per la richiesta del regime a tempo parziale nonché<br />

le relative norme sono stabilite nel Manifesto <strong>di</strong> Ateneo e sono consultabili<br />

sul sito web della Sapienza.<br />

70<br />

Studenti fuori corso e vali<strong>di</strong>tà dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti<br />

Ai sensi del Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo lo studente si considera fuori<br />

corso quando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dal<br />

presente regolamento <strong>di</strong>dattico, non abbia superato tutti gli esami e non<br />

abbia acquisito il numero <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti necessario al conseguimento del titolo<br />

entro 3 anni.<br />

Ai sensi del medesimo Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo:<br />

• lo studente a tempo pieno che sia fuori corso deve superare le prove<br />

mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro il<br />

termine <strong>di</strong> 9 anni dall’immatricolazione;<br />

• lo studente a tempo parziale che sia fuori corso deve superare le prove<br />

mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro un<br />

termine <strong>di</strong> anni pari al doppio della durata concordata per il regime a<br />

tempo parziale.<br />

In<strong>di</strong>pendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere allo<br />

studente un colloquio <strong>di</strong> verifi ca delle conoscenze relative ai CFU acquisiti<br />

in una data che preceda <strong>di</strong> 9 anni quella prevista per la laurea.<br />

Tutorato<br />

Gli studenti dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica possono usufruire<br />

dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD, presentando<br />

alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque momento lo<br />

ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili come tutor e<br />

le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno accademico<br />

me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web del corso<br />

<strong>di</strong> laurea.<br />

Norme generali<br />

Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />

Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />

e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per i Corsi<br />

<strong>di</strong> Stu<strong>di</strong>o della classe L-30, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare la formazione degli<br />

studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento e <strong>di</strong><br />

integrazione culturale.<br />

Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />

quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />

attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />

verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente


che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />

docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />

delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />

ore annue.<br />

L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato,<br />

con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al<br />

termine del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> Laurea. I requisiti richiesti<br />

sono:<br />

• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />

(CFU) previsti nel primo anno;<br />

• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />

ventisette/trentesimi (27/30).<br />

Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire<br />

tutti i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una<br />

votazione me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca<br />

dei requisiti predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico,<br />

dal Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento. Contestualmente<br />

al conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea, lo studente che ha concluso<br />

un Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso svolto,<br />

rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per gli<br />

altri tipi <strong>di</strong> certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente<br />

stesso. Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente<br />

un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />

I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong> eccellenza<br />

sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può anche<br />

prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della domanda<br />

<strong>di</strong> ammissione.<br />

71<br />

Prova finale<br />

Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />

i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />

fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />

<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />

La prova fi nale consiste nell’elaborazione <strong>di</strong> una <strong>di</strong>ssertazione, assegnata <strong>di</strong><br />

norma al termine del primo semestre del III anno <strong>di</strong> corso, che viene redatta<br />

sotto la supervisione <strong>di</strong> un relatore e viene presentata e <strong>di</strong>scussa dal can<strong>di</strong>dato<br />

davanti a una apposita Commissione <strong>di</strong> Laurea. Il calendario delle<br />

sedute <strong>di</strong> Laurea è stabilito all’inizio <strong>di</strong> ogni anno accademico e riportato<br />

sul sito web del Corso <strong>di</strong> laurea. La <strong>di</strong>ssertazione, a cui corrispondono 4<br />

cre<strong>di</strong>ti, deve consistere in un elaborato <strong>di</strong> non più <strong>di</strong> 20 pagine su un argomento<br />

non originale, tipicamente una compilazione approfon<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> argo-<br />

Norme generali


menti trattati nei corsi seguiti dal can<strong>di</strong>dato oppure una relazione <strong>di</strong> attività<br />

<strong>di</strong> laboratorio. L’argomento deve in ogni modo poter essere affrontato dallo<br />

studente con gli strumenti acquisiti nel corso della laurea. Un elenco <strong>di</strong> argomenti<br />

<strong>di</strong>sponibili per le <strong>di</strong>ssertazioni, con l’in<strong>di</strong>cazione dei relativi relatori, è<br />

<strong>di</strong>sponibile sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea. E’ ammessa la redazione della<br />

<strong>di</strong>ssertazione in lingua inglese.<br />

La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />

<strong>di</strong>ssertazione e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare<br />

il superamento degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico.<br />

La Commissione <strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può,<br />

all’unanimità, concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.<br />

72<br />

Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti<br />

(R.D. 4.6.1938, N. 1269)<br />

Gli studenti iscritti ai corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica, onde arricchire<br />

il proprio curriculum degli stu<strong>di</strong>, possono secondo quanto previsto<br />

dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del 4/6/1938, me<strong>di</strong>ante domanda da in<strong>di</strong>rizzare<br />

alla propria Segreteria Studenti entro il mese <strong>di</strong> gennaio <strong>di</strong> ogni anno,<br />

frequentare due corsi e sostenere ogni anno due esami <strong>di</strong> insegnamenti <strong>di</strong><br />

altra Facoltà. Tali esami non devono essere inseriti nel piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />

Visto il signifi cato scientifi co e culturale <strong>di</strong> tale norma, il CAD ha deliberato<br />

che tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbiano ottenuto<br />

almeno 39 cre<strong>di</strong>ti dei corsi <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong> e <strong>Fisica</strong> e astrofi sica.<br />

Si consiglia <strong>di</strong> consultare il Manifesto degli Stu<strong>di</strong> 2011/12, per verifi care<br />

la possibilità <strong>di</strong> usare questi esami allo scopo <strong>di</strong> raggiungere, prima del conseguimento<br />

della laurea, i requisiti minimi per l’ammissione ad una laurea<br />

magistrale che richieda l’acquisizione <strong>di</strong> ulteriori cre<strong>di</strong>ti in specifi ci settori<br />

scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari.<br />

Norme generali<br />

Le versioni integrali dei Regolamenti delle due Lauree sono consultabili in<br />

rete all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html


Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />

Obiettivo formativo del corso <strong>di</strong> laurea è la formazione <strong>di</strong> un fi sico con<br />

solida preparazione <strong>di</strong> base ed adeguate conoscenze specialistiche in uno<br />

dei settori della fi sica moderna corrispondenti al curriculum prescelto.<br />

A tal fi ne, il percorso formativo prevede il completamento della formazione<br />

<strong>di</strong> base attraverso corsi <strong>di</strong> fi sica teorica, <strong>di</strong> fi sica matematica e <strong>di</strong> laboratorio<br />

sperimentale comuni ai vari in<strong>di</strong>rizzi e l’approfon<strong>di</strong>mento specialistico<br />

relativo al curriculum prescelto tra quelli che si intendono attivare e che trovano<br />

una precisa defi nizione nel regolamento <strong>di</strong>dattico del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />

Sono tutti fortemente collegati alle attività <strong>di</strong> ricerca scientifi ca attive nel<br />

<strong>Dip</strong>artimento, che coprono i settori della fi sica della materia, della fi sica<br />

delle particelle elementari, della fi sica teorica, della biofi sica, della fi sica<br />

me<strong>di</strong>ca, della geofi sica, della <strong>di</strong>dattica e dei fondamenti storici ed epistemologici<br />

della fi sica e delle applicazioni dell’elettronica e dell’informatica<br />

alle ricerche <strong>di</strong> fi sica.<br />

73<br />

La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> viene conferita agli studenti che abbiano conseguito<br />

i risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento descritti nel seguito secondo i “descrittori<br />

<strong>di</strong> Dublino”. Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza a<br />

corsi e laboratori. La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento per i corsi si basa <strong>di</strong> norma<br />

su esami orali, che possono anche prevedere la <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> elaborati<br />

preparati dagli studenti. I laboratori prevedono una parte introduttiva excathedra<br />

ed una parte svolta in laboratorio, nella quale gli studenti sono<br />

sud<strong>di</strong>visi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali deve sviluppare una specifi ca<br />

tematica sperimentale sotto la guida <strong>di</strong>retta <strong>di</strong> un docente esperto della<br />

tematica stessa; la verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa su relazioni <strong>di</strong> laboratorio<br />

<strong>di</strong> gruppo da cui deve emergere il contributo in<strong>di</strong>viduale <strong>di</strong> ogni<br />

singolo studente e su esami orali. La quota <strong>di</strong> tempo riservata al lavoro<br />

in<strong>di</strong>viduale è defi nita nel regolamento <strong>di</strong>dattico.<br />

Le attività <strong>di</strong> tirocinio, che potranno essere svolte presso uno dei gruppi <strong>di</strong><br />

ricerca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> o <strong>di</strong> altri laboratori esterni, hanno fi nalità<br />

<strong>di</strong> orientamento occupazionale e per la scelta della tesi.<br />

Il lavoro <strong>di</strong> tesi, che occupa una frazione rilevante del secondo anno del<br />

corso, fornisce allo studente l’opportunità <strong>di</strong> essere inserito nell’attività <strong>di</strong> un<br />

gruppo <strong>di</strong> ricerca e completa la preparazione anche ai fi ni dell’inserimento<br />

post-laurea nel mondo del lavoro, in particolare nei settori della ricerca<br />

pubblica e privata.<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


74<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Sbocchi occupazionali e professionali<br />

La formazione metodologica, lo spettro <strong>di</strong> conoscenze e la fl essibilità<br />

operativa acquisiti consentono al laureato magistrale in <strong>Fisica</strong> (oltre alla<br />

possibilità <strong>di</strong> proseguire gli stu<strong>di</strong> attraverso il Dottorato <strong>di</strong> Ricerca o i master<br />

<strong>di</strong> secondo livello o scuole <strong>di</strong> specializzazione, tra le quali la S.S.I.S. per<br />

la preparazione <strong>di</strong> insegnanti per la scuola secondaria) <strong>di</strong> trovare collocazione<br />

in una ampia gamma <strong>di</strong> aree professionali, che richiedono<br />

conoscenze specialistiche relative a sistemi naturali ed artifi ciali, e in<br />

genere in tutte le attività ad alto grado <strong>di</strong> innovazione tecnologica nel<br />

settore sia pubblico che privato. Gli ambiti <strong>di</strong> riferimento comprendono<br />

l’industria, con particolare riguardo a quella elettronica, spaziale, dei<br />

semiconduttori e dell’energia, le attività <strong>di</strong> valutazione <strong>di</strong> qualità dei prodotti,<br />

i laboratori <strong>di</strong> ricerca e sviluppo, il monitoraggio e la valutazione<br />

ambientale, il terziario relativo all’impiego dei calcolatori (per es. sistemi<br />

<strong>di</strong> acquisizione ed elaborazione <strong>di</strong> dati), il settore fi nanziario.<br />

La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche<br />

e Naturali, in particolare Fisici e astronomi (ISTAT 2.1.1.1) e più specifi<br />

camente Fisici (ISTAT 2.1.1.1.1), Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze<br />

fi siche (ISTAT 2.6.2.0.1) e Professori <strong>di</strong> scienze matematiche e fi siche (ISTAT<br />

2.6.3.2.1) per i quali è richiesta l’acquisizione dell’abilitazione e il superamento<br />

<strong>di</strong> prove concorsuali secondo la normativa vigente. Alcuni dei curricula<br />

proposti possono fornire preparazioni più specifi che, ad esempio per<br />

la professione <strong>di</strong> geofi sico e <strong>di</strong> meteorologo (ISTAT 2.1.1.5.3 e .4)<br />

Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong>:<br />

• Fisici e astronomi<br />

• Fisici<br />

• Meteorologi<br />

Percorso formativo<br />

La laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e’ articolata nei seguenti curricula:<br />

• Biosistemi<br />

• <strong>Fisica</strong> della materia<br />

• <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare<br />

• Geofisico<br />

• Teorico generale<br />

Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun caso è<br />

ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti<br />

dei corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi<br />

<strong>di</strong> laurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degli<br />

esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti<br />

iscritti a Corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale se non preventivamente autorizzati dalle<br />

competenti strutture <strong>di</strong>dattiche.


Quadro dettagliato del percorso formativo<br />

I corsi dei <strong>di</strong>versi curricula si svolgono nei primi 3 semestri del biennio, mentre<br />

il 4 è de<strong>di</strong>cato alla preparazione della tesi.<br />

Tutti i curricula della classe LM-17 con<strong>di</strong>vidono 30 CFU comuni, corrispondenti<br />

ai seguenti corsi, obbligatori per tutti:<br />

• Laboratorio <strong>di</strong> fi sica (FIS/01, caratterizzante, 12 CFU) che si svolge su<br />

basa annuale<br />

• Meccanica quantistica relativistica (FIS/02, caratterizzante, 6 CFU)<br />

• Materia condensata (FIS/03, caratterizzante, 6 CFU)<br />

• Meccanica razionale (MAT/07, affi ne/integrativo, 6CFU)<br />

Per il curriculum <strong>Fisica</strong> Nucleare e Subnucleare, l’esame <strong>di</strong> Meccanica quantistica<br />

relativistica prevede anche un secondo modulo (Interazioni elettrodeboli)<br />

da 6 CFU.<br />

In alcuni curricula, i CFU riservati alle attività affi ni/integrative sono innalzati<br />

da 12 a 18, per permettere <strong>di</strong> integrare le conoscenze in altri SSD, oltre<br />

ai 12 CFU riservati ai settori CHI/*, INF/01 e MAT/* previsti in tutti i<br />

curricula.<br />

Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta, lo studente può scegliere<br />

uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativa a<br />

tutti i corsi <strong>di</strong> laurea magistrale della Sapienza, purchè coerenti con il percorso<br />

formativo.<br />

Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati nei percorsi <strong>di</strong>dattici dettagliati come due esami<br />

<strong>di</strong>stinti, ma possono essere acquisiti sia attraverso 2 esami da 6 CFU che<br />

attraverso un unico esame da 12 CFU. Ai fi ni del conteggio del numero<br />

massimo <strong>di</strong> 12 esami (D.M. 16/3/2007, Art. 4 c. 2), i corsi a scelta<br />

contano comunque come un unico esame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1<br />

c. 2). Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun<br />

caso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto<br />

degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi <strong>di</strong><br />

laurea magistrale se non preventivamente autorizzati dalle competenti strutture<br />

<strong>di</strong>dattiche.<br />

Nel seguito si riportano i percorsi formativi dettagliati dei curricula attivati:<br />

• Biosistemi<br />

• <strong>Fisica</strong> della materia<br />

• <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare<br />

• Geofisico<br />

• Teorico generale<br />

75<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


76<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Curriculum BIOSISTEMI<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Biofisica computazionale 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Corso a scelta nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I 2 Corso curriculare B* 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />

I 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso curriculare A* 6 FIS/03 caratterizzante<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica avanzata 9 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />

A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />

almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*, BIO/*: <strong>di</strong><br />

questi 6 CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale<br />

ed i rimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />

come corso a scelta libera


Corsi affini/integrativi<br />

Biochimica 6 BIO/10<br />

Biofisica teorica 6 FIS/02<br />

Biologia molecolare 6 BIO/11<br />

<strong>Fisica</strong> biologica 6 FIS/01<br />

<strong>Fisica</strong> del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04<br />

<strong>Fisica</strong> me<strong>di</strong>ca 6 FIS/07<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> sanitaria 6 FIS/07<br />

Genetica ed evoluzione 6 FIS/07<br />

Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />

Meto<strong>di</strong> fisici per la biome<strong>di</strong>cina 6 FIS/01<br />

Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 INF/01<br />

Modelli <strong>di</strong> reti neurali 6 MAT/07<br />

Spettroscopia a ra<strong>di</strong>o frequenze 6 FIS/03<br />

BIOSISTEMI<br />

77<br />

Corsi curriculari A<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />

Meto<strong>di</strong> spettroscopici della materia 6 FIS/03<br />

condensata<br />

Corsi curriculari B<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />

Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />

* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />

nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />

i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />

<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


78<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Curriculum FISICA DELLA MATERIA<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 1 Materia condensata 9 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I 1 Meccanica statistica e fenomeni critici 9 FIS/02 caratterizzante<br />

I 2 <strong>Fisica</strong> dei soli<strong>di</strong> I 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Corso curriculare* 6 FIS/* affi ne/integrativo<br />

INF/01<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica avanzata 9 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />

A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />

almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong> questi 6<br />

CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale ed i<br />

rimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />

come corso a scelta libera.


FISICA DELLA MATERIA<br />

Corsi affini/integrativi<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> delle superfici e delle nanostrutture 6 FIS/03<br />

Instabilità idro<strong>di</strong>namiche 6 FIS/03<br />

Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 FIS/01<br />

Meto<strong>di</strong> spettroscopici della materia 6 FIS/03<br />

condensata<br />

Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />

Simulazione atomistica 6 FIS/03<br />

Transizione <strong>di</strong> fase e fenomeni critici 6 FIS/02<br />

79<br />

Corsi curriculari<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />

Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />

Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01<br />

Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> computazionale della materia 6 INF/01<br />

<strong>Fisica</strong> dei liqui<strong>di</strong> 6 FIS/03<br />

* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />

nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />

i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />

<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


80<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Curriculum FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Meccanica quantistica relativistica 12 FIS/02 caratterizzante<br />

e interazioni elettrodeboli<br />

I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I 2 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare II 9 FIS/01 caratterizzante<br />

I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare III 6 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso monografi co <strong>di</strong> fi sica 12 FIS/04 caratterizzante<br />

avanzata nucleare e subnucleare<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />

Corsi affini/integrativi<br />

Meto<strong>di</strong> informatici per la fisica 6 INF/01<br />

Elettronica <strong>di</strong>gitale II 6 FIS/01<br />

Elettronica generale 6 FIS/01<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi complessi 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04<br />

<strong>Fisica</strong> delle superfici e delle nanostrutture 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> sperimentale delle particelle elementari 6 FIS/01<br />

Gravitazione sperimentale 6 FIS/01<br />

Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />

Interazioni deboli nel modello standard e sue estensioni 6 FIS/04<br />

Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />

Meto<strong>di</strong> sperimentali per le particelle elementari 6 FIS/01<br />

Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/04


A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere<br />

necessariamente almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong><br />

questi 6 cfu vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale<br />

ed i rimanenti 6 cfu possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure<br />

come corso a scelta libera<br />

* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />

nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />

i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in<br />

semestri <strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />

Curriculum GEOFISICA<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I 1 Meteorologia e climatologia 6 FIS/06 caratterizzante<br />

I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />

I 2 Dinamica atmosferica 9 FIS/06 caratterizzante<br />

I 2 <strong>Fisica</strong> dell’atmosfera 9 FIS/06 caratterizzante<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso monografico <strong>di</strong> fisica 9 FIS/01 caratterizzante<br />

avanzata<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />

Corsi affini/integrativi<br />

Geofisica: corso monografico sperimentale 6 FIS/06<br />

Meto<strong>di</strong> informatici per la fisica 6 INF/01<br />

Modelli <strong>di</strong> reti neurali 6 MAT/07<br />

81<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


82<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Curriculum TEORICO GENERALE<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzante<br />

I 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi*<br />

I 2 <strong>Fisica</strong> nucleare e subnucleare II 6 FIS/01 caratterizzante<br />

I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affi ne/integrativo<br />

I 2 Corso curriculare A1* 6 FIS/02 caratterizzante<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> fisica 12 FIS/01 caratterizzante<br />

II 3 Corso curriculare B* 6 FIS/* affi ne/integrativo<br />

II 3 Corso curriculare A* 6 FIS/02 caratterizzante<br />

FIS/08<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*<br />

II 3 Corso monografico <strong>di</strong> fisica 9 FIS/01 caratterizzante<br />

avanzata<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 36 esama finale<br />

A norma <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namento, il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale deve contenere necessariamente<br />

almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: <strong>di</strong> questi 6 cfu<br />

vengono acquisiti con il corso obbligatorio <strong>di</strong> Meccanica razionale ed i rimanenti<br />

6 cfu possono essere acquisiti come corso affi ne integrativo oppure come corso a<br />

scelta libera<br />

Corsi curriculari del curriculum Teorico Generale:<br />

Corsi curriculari A1<br />

Onde gravitazionali, stelle e buchi neri 6 FIS/02<br />

Onde non lineari e solitoni 6 FIS/02<br />

Collasso gravitazionale, buchi neri, polarizzazione<br />

del vuoto, big bang e cosmologia<br />

6 FIS/02


Corsi curriculari A<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi <strong>di</strong>namici 6 FIS/02<br />

Onde gravitazionali, stelle e buchi neri 6 FIS/02<br />

Onde nonlineari e solitoni 6 FIS/02<br />

Teorie <strong>di</strong> gauge 6 FIS/02<br />

Teorie relativistiche lineari della gravitazione e 6 FIS/02<br />

dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività generale<br />

Collasso gravitazionale, buchi neri, polarizzazione 6 FIS/02<br />

del vuoto Big Bang e cosmologia<br />

Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />

Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02<br />

Relatività generale 6 FIS/02<br />

Storia della fisica 6 FIS/08<br />

Teoria dei campi 6 FIS/02<br />

83<br />

Corsi curriculari B<br />

<strong>Fisica</strong> dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03<br />

<strong>Fisica</strong> dei soli<strong>di</strong> I 6 FIS/03<br />

Interazioni elettrodeboli 6 FIS/02<br />

Teorie relativistiche lineari della gravitazione e 6 FIS/02<br />

dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività generale<br />

Meccanica statistica del non equilibrio 6 MAT/07<br />

Meccanica statistica dei sistemi <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nati 6 FIS/02<br />

Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02<br />

Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01<br />

Relatività generale 6 FIS/02<br />

Teoria dei campi 6 FIS/02<br />

Transizione <strong>di</strong> fase e fenomeni critici 6 FIS/02<br />

Teorie <strong>di</strong> gauge 6 FIS/02<br />

Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />

Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />

segue ><br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


TEORICO GENERALE<br />

Corsi affini/integrativi<br />

84<br />

Biofisica teorica 6 FIS/02<br />

Interazioni deboli nel modello standard e sue estensioni 6 FIS/04<br />

Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02<br />

Meto<strong>di</strong> numerici per la fisica 6 FIS/01<br />

Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/04<br />

Storia della fisica 6 FIS/08<br />

Gravitazione sperimentale 6 FIS/01<br />

Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03<br />

Superconduttività e superflui<strong>di</strong>tà 6 FIS/03<br />

* Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />

nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm<br />

i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri<br />

<strong>di</strong>versi da quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Insegnamenti non curriculari<br />

L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> è ulteriormente<br />

arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:<br />

Insegnamento CFU SSD<br />

Cosmologia primor<strong>di</strong>ale 6 FIS/02<br />

<strong>Fisica</strong> nucleare 6 FIS/04<br />

Introduzione alla teoria<br />

dei processi stocastici ed applicazioni alla fisica<br />

6 FIS/02<br />

Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />

Prof. Daniele del Re<br />

Prof. Antonio Di Domenico<br />

Prof. Riccardo Faccini<br />

Prof. Marco Grilli<br />

Prof. Fabio Sciarrino


Norme generali<br />

Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />

Per l’accesso alle lauree magistrali in <strong>Fisica</strong> è richiesto il possesso della<br />

laurea o del <strong>di</strong>ploma universitario <strong>di</strong> durata triennale, ovvero <strong>di</strong> altro titolo<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiesta una buona conoscenza<br />

della fi sica classica e moderna, delle basi della chimica, dei necessari<br />

strumenti matematici e informatici. In ogni caso per accedere alla Laurea<br />

Magistrale in <strong>Fisica</strong> è necessario che i laureati abbiano acquisito almeno:<br />

• 20 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline matematiche e/o informatiche<br />

(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />

• 65 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline fisiche (FIS/01-FIS/08), <strong>di</strong> cui almeno<br />

• 40 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />

• 12 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti complessivi nella fi sica della materia e/o nella fi sica nucleare<br />

e subnucleare (FIS/03,FIS/04).<br />

Gli studenti che non sono in possesso <strong>di</strong> tali requisiti curriculari possono<br />

iscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo,<br />

e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla Laurea Magistrale.<br />

Potranno presentare domanda per l’immatricolazione al Corso <strong>di</strong> Laurea<br />

Magistrale anche gli studenti della Sapienza e provenienti da altri Atenei<br />

che non abbiano ancora conseguito la laurea, fermo restando l’obbligo <strong>di</strong><br />

conseguirla entro le date <strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

Ateno. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,<br />

dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le date <strong>di</strong> scadenza<br />

in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong>, domanda per poter essere immatricolati<br />

dopo l’ottenimento della laurea.<br />

Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />

Il possesso delle conoscenze sarà verifi cato da una apposita commissione,<br />

che approverà automaticamente (o valutando eventuali affi nità tra settori<br />

scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari) l’ammissione alla Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> degli<br />

studenti che abbiano acquisito almeno:<br />

• 25 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline matematiche (MAT/01-MAT/08),<br />

• 12 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline informatiche (INF/01),<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />

• 65 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />

• 30 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />

• 6 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica della materia (FIS/03), 6 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica nucleare<br />

e subnucleare (FIS/04)<br />

e sottoporrà gli altri studenti a colloqui <strong>di</strong> verifi ca del possesso delle conoscenze<br />

richieste.<br />

85<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


Tutorato<br />

Gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> possono usufruire<br />

dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD, presentando<br />

alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque momento lo<br />

ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili come tutor e<br />

le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno accademico<br />

me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web del corso<br />

<strong>di</strong> laurea.<br />

86<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />

Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />

e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per il corso<br />

<strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare la formazione degli<br />

studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento e <strong>di</strong><br />

integrazione culturale.<br />

Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />

quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />

attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />

verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente<br />

che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />

docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />

delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />

ore annue.<br />

L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato,<br />

con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al<br />

termine del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> laurea. I requisiti richiesti<br />

sono:<br />

• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />

(CFU) previsti nel primo anno<br />

• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />

ventisette/trentesimi (27/30)<br />

Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire tutti<br />

i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una votazione<br />

me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca dei requisiti<br />

predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico, dal Consiglio<br />

<strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento. Contestualmente al<br />

conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, lo studente che ha concluso un<br />

Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso svolto, rilasciata<br />

dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per gli altri tipi <strong>di</strong><br />

certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente stesso.


Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente un premio<br />

pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />

I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong><br />

eccellenza sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può<br />

anche prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della<br />

domanda <strong>di</strong> ammissione.<br />

Prova finale<br />

Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />

i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />

fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />

<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />

La prova fi nale consiste nella <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> una tesi, costituita da un documento<br />

scritto, eventualmente in lingua inglese, che presenta i risultati <strong>di</strong> uno<br />

stu<strong>di</strong>o originale, teorico o sperimentale, su un argomento <strong>di</strong> ricerca.<br />

La preparazione della tesi si svolge sotto la <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> un relatore (che<br />

può essere un docente del Corso <strong>di</strong> laurea o <strong>di</strong> altri corsi <strong>di</strong> laurea italiani o<br />

stranieri, un ricercatore <strong>di</strong> un ente <strong>di</strong> ricerca italiano o straniero, un Dottore<br />

<strong>di</strong> Ricerca o un cultore della materia con anzianità <strong>di</strong> almeno tre anni dalla<br />

Laurea specialistica o dalla Laurea secondo il previgente or<strong>di</strong>namento) e si<br />

svolge <strong>di</strong> norma nel secondo anno del corso, occupandone circa i tre quarti<br />

del tempo complessivo.<br />

La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />

tesi e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il superamento<br />

degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico. La Commissione<br />

<strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,<br />

concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.<br />

Ulteriori informazioni nella Sezione<br />

“Norme generali comuni ai corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale”<br />

Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html<br />

87<br />

Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong>


Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />

in Astronomia e Astrofisica<br />

88<br />

Obiettivi formativi e descrizione del percorso formativo<br />

Gli obiettivi formativi della Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica sono<br />

coerenti con quelli qualifi canti della Classe LM-58 (Scienze dell’Universo).<br />

Più precisamente, i laureati del Corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia<br />

e Astrofi sica si caratterizzano per il raggiungimento dei seguenti obiettivi<br />

formativi:<br />

• raggiungimento <strong>di</strong> una sicura padronanza del metodo scientifi co <strong>di</strong><br />

indagine, basata su una solida cultura <strong>di</strong> base nella fi sica classica e<br />

moderna e la necessaria e approfon<strong>di</strong>ta conoscenza ed esperienza<br />

<strong>di</strong> utilizzazione <strong>di</strong> metodologie matematiche e strumenti informatici <strong>di</strong><br />

supporto;<br />

• approfon<strong>di</strong>ta conoscenza dell’astronomia e astrofi sica moderne, con<br />

ampie capacità scientifi che e operative, osservative e teoriche, nelle<br />

tematiche caratterizzanti la Classe;<br />

• competenza avanzata nelle moderne strumentazioni e tecniche osservative,<br />

nonché nelle relative procedure <strong>di</strong> raccolta e <strong>di</strong> analisi dati e <strong>di</strong><br />

elaborazione <strong>di</strong> modelli; il raggiungimento <strong>di</strong> questi requisiti li mette<br />

in grado <strong>di</strong> operare con grande autonomia, anche assumendo piena<br />

responsabilità <strong>di</strong> progetti e <strong>di</strong> strutture scientifi ci e tecnologici a livello<br />

nazionale e internazionale;<br />

• la conoscenza del lessico scientifi co-tecnico specifi co.<br />

La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica viene conferita agli studenti<br />

che abbiano conseguito i risultati <strong>di</strong> appren<strong>di</strong>mento <strong>di</strong> cui sopra e identifi -<br />

cabili tramite i “Descrittori <strong>di</strong> Dublino”, elencati in seguito, Il raggiungimento<br />

<strong>di</strong> tali risultati avviene me<strong>di</strong>ante la frequenza a corsi, laboratori, tirocini e<br />

lavoro in<strong>di</strong>viduale. La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento si basa principalmente su<br />

esami orali, spesso integrati da elaborazioni scritte e relazioni sull’attività<br />

svolta. I corsi <strong>di</strong> laboratorio prevedono una parte introduttiva ex-cathedra<br />

ed una parte più strettamente applicativa, svolta nei laboratori; in questa<br />

seconda parte <strong>di</strong> attività, gli studenti, <strong>di</strong>visi in piccoli gruppi, sviluppano un<br />

argomento sperimentale e/o <strong>di</strong> calcolo numerico che richiede mezzi informatici.<br />

La verifi ca dell’appren<strong>di</strong>mento avviene attraverso la <strong>di</strong>scussione dei<br />

risultati ottenuti e delle modalità <strong>di</strong> ottenimento, presentati in una relazione<br />

in<strong>di</strong>viduale scritta dal can<strong>di</strong>dato.<br />

Buona parte del secondo anno <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> è occupato dalla preparazione<br />

della Tesi, che coinvolge un lavoro <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o preparatorio e poi il lavoro<br />

specifi co (che può prevedere attività <strong>di</strong> tirocinio) mirante a un lavoro dalle<br />

caratteristiche <strong>di</strong> originalità.


Il relatore, oltre a seguire costantemente il laureando durante la preparazione<br />

della Tesi, garantisce la congruità degli obiettivi <strong>di</strong> Tesi con il<br />

tempo <strong>di</strong>sponibile.<br />

Questi stu<strong>di</strong> devono permettere al laureato specialista <strong>di</strong> avere una preparazione<br />

adeguata per un eventuale proseguimento degli stu<strong>di</strong> in Dottorati<br />

<strong>di</strong> Ricerca o presso corsi <strong>di</strong> Master e <strong>di</strong> Scuole <strong>di</strong> Specializzazione per<br />

l’insegnamento (secondo la normativa che sarà posta in essere).<br />

Il percorso formativo prevede il completamento della formazione <strong>di</strong> base <strong>di</strong><br />

fi sica, matematica e <strong>di</strong> laboratorio nel primo anno. Nel secondo il percorso<br />

formativo si articola su corsi atti a completare la preparazione oltreché per<br />

svolgere (per più del 50% del tempo) il lavoro originale <strong>di</strong> Tesi.<br />

Sbocchi occupazionali e professionali<br />

La preparazione acquisita dal laureato magistrale in Astronomia e Astrofi -<br />

sica ha solide basi metodologiche, tali da aprirgli campi <strong>di</strong> lavoro ampli, in<br />

tutto l’intervallo delle applicazioni <strong>di</strong> alto livello tecnologico, con particolare<br />

riferimento alla progettazione e gestione <strong>di</strong> sistemi complessi.<br />

La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica in<strong>di</strong>rizza quin<strong>di</strong> al lavoro <strong>di</strong><br />

ricerca e <strong>di</strong> gestione <strong>di</strong> strutture e progetti tecnico-scientifi ci nelle Università,<br />

negli Istituti del CNR, negli Osservatori Astronomici, negli enti e istituzioni<br />

spaziali, nelle aziende pubbliche e private operanti in settori tecnologici<br />

avanzati.<br />

La Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica prepara specialisti in<br />

Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, in particolare Fisici e astronomi<br />

(ISTAT 2.1.1.1), Ricercatori (ISTAT 2.6.2.0) e Professori <strong>di</strong> scuola<br />

secondaria superiore (ISTAT 2.6.3.2) per i quali e’ richiesta comunque<br />

l’acquisizione dell’abilitazione e il superamento <strong>di</strong> prove concorsuali<br />

secondo la normativa vigente.<br />

Il corso prepara alle professioni <strong>di</strong> :<br />

Fisici e astronomi<br />

Astronomi ed astrofisici<br />

89<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica


Quadro dettagliato del percorso formativo<br />

I corsi si svolgono nei primi 3 semestri del biennio, mentre il quarto è<br />

de<strong>di</strong>cato alla preparazione della tesi.<br />

Nel seguito si riporta il percorso formativo dettagliato:<br />

90<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />

Laurea Magistrale in ASTRONOMIA e ASTROFISICA<br />

anno semestre titolo CFU SSD ambito<br />

I 1 Processi e plasmi astrofisici 6 FIS/05 affi ne/integrativo<br />

I 1 Relatività generale<br />

oppure Teorie relativistiche<br />

lineari della gravitazione e<br />

dell’elettro<strong>di</strong>namica, relatività<br />

generale<br />

6 FIS/02 caratterizzante<br />

ATe<br />

I 1 <strong>Fisica</strong> superiore 6 FIS/02 caratterizzante ATe<br />

I 2 Cosmologia fisica 6 FIS/05 caratterizzante ATe<br />

I 2 Astrofisica stellare 6 FIS/05 caratterizzante<br />

AOS<br />

I 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 FIS/05 affi ne/integrativo<br />

affini/integrativi *<br />

I annuale Laboratorio <strong>di</strong> astrofisica 12 FIS/05 caratterizzante AT<br />

I 2 Corso a scelta libera<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)<br />

6 a scelta<br />

II 3 Meto<strong>di</strong> dell’astrofisica spaziale<br />

oppure Sistemi autogravitanti<br />

6 FIS/05 caratterizzante<br />

AOS<br />

II 3 Laboratorio <strong>di</strong> calcolo avanzato 6 INF/01 caratterizzante AT<br />

II 3 Astrofisica superiore 6 FIS/05 caratterizzante ATe<br />

II 3 Corso a scelta libera<br />

6 a scelta<br />

(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)<br />

II 3 Tirocinio <strong>di</strong> preparazione 3 altre attività<br />

alla tesi <strong>di</strong> laurea<br />

II 4 Svolgimento della tesi <strong>di</strong> laurea 39 esama finale<br />

Tutor <strong>di</strong> riferimento<br />

I nominativi dei tutor <strong>di</strong> riferimento per gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea<br />

Magistrale in Astronomia e Astrofi sica sono i seguenti:<br />

Prof. Roberto MAOLI<br />

Prof. Marco DE PETRIS


Ai fi ni del raggiungimento dei 12 cre<strong>di</strong>ti a scelta lo studente può scegliere<br />

uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativa a<br />

tutti i corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale della Sapienza, purchè coerenti con il percorso<br />

formativo. Tali cre<strong>di</strong>ti sono in<strong>di</strong>cati tra i corsi del secondo anno ma<br />

possono essere acquisiti in un qualsiasi semestre del biennio.<br />

*Poiché il semestre <strong>di</strong> erogazione dei corsi è fi ssato nel piano <strong>di</strong>dattico consultabile<br />

nel sito del <strong>Dip</strong>artimento all’in<strong>di</strong>rizzo http://www.phys.uniroma1.<br />

it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/LM1112.htm i cre<strong>di</strong>ti relativi agli insegnamenti<br />

prescelti possono essere acquisiti anche in semestri <strong>di</strong>versi da<br />

quelli in<strong>di</strong>cati in tabella.<br />

Ai sensi del Manifesto generale degli Stu<strong>di</strong> della Sapienza, in nessun caso è<br />

ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti<br />

dei corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale da parte <strong>di</strong> studenti iscritti a Corsi<br />

<strong>di</strong> laurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degli<br />

esami <strong>di</strong> profi tto degli insegnamenti dei corsi <strong>di</strong> laurea da parte <strong>di</strong> studenti<br />

iscritti a Corsi <strong>di</strong> Laurea Magistrale se non preventivamente autorizzati dalle<br />

competenti strutture <strong>di</strong>dattiche.<br />

Insegnamenti affini/integrativi<br />

L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e<br />

Astrofi sica è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti<br />

insegnamenti:<br />

Insegnamento CFU SSD<br />

Astrofisica extragalattica 6 FIS/05<br />

Cosmologia teorica 6 FIS/05<br />

Dinamica dei sistemi stellari 6 FIS/05<br />

Ottica astronomica 6 FIS/05<br />

Insegnamenti non curriculari<br />

L’offerta formativa del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica<br />

è ulteriormente arricchita me<strong>di</strong>ante l’erogazione dei seguenti insegnamenti<br />

non curriculari:<br />

Insegnamento CFU SSD<br />

Astrofisica delle alte energie 6 FIS/05<br />

Cosmologia osservativa 6 FIS/05<br />

<strong>Fisica</strong> delle galassie 6 FIS/05<br />

Particelle elememtari in astrofisica 6 FIS/05<br />

91<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica


92<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />

Norme generali<br />

Requisiti <strong>di</strong> ammissione<br />

Per l’accesso alle lauree magistrali in Astronomia e Astrofi sica è richiesto il<br />

possesso della laurea o del <strong>di</strong>ploma universitario <strong>di</strong> durata triennale, ovvero<br />

<strong>di</strong> altro titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiesta<br />

una buona conoscenza della fi sica classica e moderna, delle basi della<br />

chimica, dei necessari strumenti matematici e informatici. In ogni caso per<br />

accedere alla Laurea Magistrale in Astronomia e astrofi sica è necessario<br />

che i laureati abbiano acquisito almeno:<br />

• 20 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline matematiche e/o informatiche<br />

(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />

• 65 cre<strong>di</strong>ti complessivi nelle <strong>di</strong>scipline fisiche (FIS/01-FIS/08), <strong>di</strong> cui almeno<br />

• 40 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />

• 12 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti complessivi nella fi sica della materia e/o nella fi sica nucleare<br />

e subnucleare (FIS/03,FIS/04).<br />

Gli studenti che non sono in possesso <strong>di</strong> tali requisiti curriculari possono<br />

iscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo,<br />

e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla Laurea Magistrale.<br />

Potranno presentare domanda per l’immatricolazione al Corso <strong>di</strong> Laurea<br />

Magistrale anche gli studenti della Sapienza e provenienti da altri Atenei<br />

che non abbiano ancora conseguito la Laurea, fermo restando l’obbligo <strong>di</strong><br />

conseguirla entro le date <strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

Ateneo. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,<br />

dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le date<br />

<strong>di</strong> scadenza in<strong>di</strong>cate nel Manifesto degli Stu<strong>di</strong>, domanda per poter essere<br />

immatricolati dopo l’ottenimento della laurea.<br />

Modalità <strong>di</strong> verifica delle conoscenze in ingresso<br />

Il possesso delle conoscenze sarà verifi cato da una apposita commissione,<br />

che approverà automaticamente (o valutando eventuali affi nità tra settori<br />

scientifi co-<strong>di</strong>sciplinari) l’ammissione alla Laurea Magistrale in Astronomia e<br />

astrofi sica degli studenti che abbiano acquisito almeno:<br />

• 25 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline matematiche (MAT/01-MAT/08),<br />

• 6 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline informatiche (INF/01),<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti nelle <strong>di</strong>scipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),<br />

• 50 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica sperimentale (FIS/01),<br />

• 20 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica teorica, modelli e meto<strong>di</strong> matematici (FIS/02),<br />

• 5 cre<strong>di</strong>ti nella fi sica della materia o fi sica nucleare e subnucleare<br />

(FIS/03 o FIS/04),<br />

• 18 cre<strong>di</strong>ti nell’astronomia e astrofi sica (FIS/05).<br />

e sottoporrà gli altri studenti a colloqui <strong>di</strong> verifi ca del possesso delle conoscenze<br />

richieste.


Tutorato<br />

Gli studenti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e astrofi sica possono<br />

usufruire dell’attività <strong>di</strong> tutorato svolta dai docenti in<strong>di</strong>cati dal CAD,<br />

presentando alla segreteria <strong>di</strong>dattica una apposita richiesta, in qualunque<br />

momento lo ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti <strong>di</strong>sponibili<br />

come tutor e le modalità <strong>di</strong> tutorato verranno pubblicizzate per ciascun anno<br />

accademico me<strong>di</strong>ante affi ssione presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />

del corso <strong>di</strong> laurea.<br />

Percorsi <strong>di</strong> eccellenza<br />

Il Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica in Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Fisiche<br />

e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso <strong>di</strong> eccellenza per il corso<br />

<strong>di</strong> Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofi sica, allo scopo <strong>di</strong> valorizzare<br />

la formazione degli studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento<br />

e <strong>di</strong> integrazione culturale.<br />

Il percorso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o al<br />

quale è iscritto lo studente, costituite da approfon<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>sciplinari e inter<strong>di</strong>sciplinari,<br />

attività seminariali e <strong>di</strong> tirocinio secondo un programma che<br />

verrà personalizzato e concordato con ogni singolo studente. Lo studente<br />

che abbia ottenuto l’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza viene affi dato ad un<br />

docente o tutor che ne segue il percorso e collabora alla organizzazione<br />

delle attività, concordate con lo studente, per un impegno massimo <strong>di</strong> 200<br />

ore annue.<br />

L’accesso al Percorso <strong>di</strong> eccellenza avviene su domanda dell’interessato, con<br />

istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica, al termine<br />

del primo anno <strong>di</strong> frequenza del Corso <strong>di</strong> laurea. I requisiti richiesti sono:<br />

• acquisizione entro il 31 ottobre <strong>di</strong> tutti i Cre<strong>di</strong>ti Formativi Universitari<br />

(CFU) previsti nel primo anno;<br />

• conseguimento <strong>di</strong> una me<strong>di</strong>a pesata dei voti d’esame non inferiore a<br />

ventisette/trentesimi (27/30).<br />

Per poter proseguire nel Percorso <strong>di</strong> eccellenza lo studente deve acquisire<br />

tutti i cre<strong>di</strong>ti previsti per l’anno <strong>di</strong> frequenza entro il 31 ottobre con una<br />

votazione me<strong>di</strong>a non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). La verifi ca<br />

dei requisiti predetti viene effettuata, al termine <strong>di</strong> ogni anno accademico,<br />

dal Consiglio <strong>di</strong> Area Didattica su relazione del docente <strong>di</strong> riferimento.<br />

Contestualmente al conseguimento del titolo <strong>di</strong> laurea triennale, lo studente<br />

che ha concluso un Percorso <strong>di</strong> eccellenza riceve un’attestazione del percorso<br />

svolto, rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste per<br />

gli altri tipi <strong>di</strong> certifi cazione, che andrà registrata sulla carriera dello studente<br />

stesso. Unitamente a tale certifi cazione, l’Università conferisce allo studente<br />

un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno <strong>di</strong> corso.<br />

93<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica


I termini e le modalità per la richiesta <strong>di</strong> partecipazione al percorso <strong>di</strong> eccellenza<br />

sono in<strong>di</strong>cati sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea, dove si può anche<br />

prendere visione del bando <strong>di</strong> concorso e scaricare il facsimile della domanda<br />

<strong>di</strong> ammissione.<br />

94<br />

Corso Laurea Magistrale in Astronomia e Astrofisica<br />

Prova finale<br />

Per essere ammesso alla prova fi nale lo studente deve aver conseguito tutti<br />

i CFU previsti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico per le attività <strong>di</strong>verse dalla prova<br />

fi nale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamento<br />

<strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo.<br />

La prova fi nale consiste nella preparazione e nella <strong>di</strong>scussione <strong>di</strong> una Tesi<br />

<strong>di</strong> Laurea Magistrale, <strong>di</strong> carattere teorico o sperimentale, presentata alla<br />

Commissione <strong>di</strong> Laurea sotto forma <strong>di</strong> un documento scritto, eventualmente<br />

redatto in lingua inglese. Essa viene assegnata all’inizio del II anno del<br />

corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>, viene svolta sotto la guida <strong>di</strong> un relatore qualifi cato (docente<br />

del corso <strong>di</strong> laurea o <strong>di</strong> altri corsi <strong>di</strong> laurea italiani o esteri o ricercatore <strong>di</strong><br />

un ente <strong>di</strong> ricerca italiano o estero) e viene presentata dal can<strong>di</strong>dato alla<br />

Commissione <strong>di</strong> Laurea Magistrale alla conclusione del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>.<br />

La votazione fi nale si basa sulla valutazione del curriculum degli stu<strong>di</strong>, della<br />

tesi e della prova fi nale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il superamento<br />

degli esami nei tempi stabiliti dall’or<strong>di</strong>namento <strong>di</strong>dattico. La Commissione<br />

<strong>di</strong> Laurea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,<br />

concedere al can<strong>di</strong>dato il massimo dei voti con lode.


Norme generali comuni<br />

ai Corsi <strong>di</strong> laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong><br />

ed in Astronomia e Astrofisica<br />

Passaggi e trasferimenti<br />

Le domande <strong>di</strong> passaggio <strong>di</strong> studenti provenienti da altri corsi <strong>di</strong> Laurea<br />

Magistrale o specialistica della Sapienza e le domande <strong>di</strong> trasferimento<br />

<strong>di</strong> studenti provenienti da altre Università, da Accademie militari o da altri<br />

istituti militari d’istruzione superiore sono subor<strong>di</strong>nate ad approvazione da<br />

parte del CAD che:<br />

• valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti<br />

gli esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione;<br />

nel caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno<br />

riconosciuti almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3<br />

comma 9 del D.M. delle classi <strong>di</strong> Laurea Magistrale);<br />

• in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />

• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />

• formula il piano <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o.<br />

Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />

ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />

or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />

corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />

corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />

33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />

Le richieste <strong>di</strong> trasferimento ai corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia<br />

e Astrofi sica devono essere presentate entro le scadenze e con le<br />

modalità specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />

Abbreviazioni <strong>di</strong> corso<br />

Chi è già in possesso del titolo <strong>di</strong> laurea quadriennale, quinquennale o<br />

specialistica acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento previgente, o <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />

acquisita secondo un or<strong>di</strong>namento vigente e intenda conseguire un<br />

ulteriore titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno <strong>di</strong> corso<br />

successivo al primo.<br />

Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:<br />

3. valuta la possibilità <strong>di</strong> riconoscimento totale o parziale della carriera <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o fi no a quel momento seguita, con la convalida <strong>di</strong> parte o <strong>di</strong> tutti gli<br />

esami sostenuti e degli eventuali cre<strong>di</strong>ti acquisiti, la relativa votazione; nel<br />

caso <strong>di</strong> passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno riconosciuti<br />

almeno il 50% dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti in ciascun SSD (art. 3 comma 9 del<br />

D.M. delle classi <strong>di</strong> Laurea Magistrale);<br />

95<br />

Norme generali


96<br />

4. in<strong>di</strong>ca l’anno <strong>di</strong> corso al quale lo studente viene iscritto;<br />

5. stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;<br />

6. formula il piano <strong>di</strong> <strong>di</strong> completamento per il conseguimento del titolo <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o.<br />

Qualora lo studente, sulla base della carriera riconosciuta, possa essere<br />

ammesso ad un anno <strong>di</strong> corso successivo a tutti quelli attivati nel vigente<br />

or<strong>di</strong>namento, è concessa allo stesso la facoltà <strong>di</strong> scelta tra l’iscrizione al<br />

corrispondente anno <strong>di</strong> corso del previgente or<strong>di</strong>namento oppure all’anno <strong>di</strong><br />

corso più avanzato in quel momento attivo dell’or<strong>di</strong>namento vigente (articolo<br />

33, comma 5 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo).<br />

Uno studente non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale<br />

appartenente alla medesima classe nella quale ha già conseguito il<br />

<strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />

Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalità<br />

specifi cate nel manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo.<br />

Criteri per il riconoscimento cre<strong>di</strong>ti<br />

Possono essere riconosciuti tutti i cre<strong>di</strong>ti formativi universitari (CFU) già<br />

acquisiti se relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentati<br />

attraverso i programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei percorsi<br />

formativi previsti dal corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale. Per i passaggi da corsi <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o della stessa classe è garantito il riconoscimento <strong>di</strong> un minimo del 50%<br />

dei cre<strong>di</strong>ti <strong>di</strong> ciascun settore scientifi co <strong>di</strong>sciplinare.<br />

Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifi co <strong>di</strong>sciplinari (SSD)<br />

per l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed in<br />

accordo con l’or<strong>di</strong>namento del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />

I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti per i quali, anche con <strong>di</strong>versa<br />

denominazione, esista una manifesta equivalenza <strong>di</strong> contenuto con<br />

gli insegnamenti offerti dal corso <strong>di</strong> laurea possono essere riconosciuti come<br />

relativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso <strong>di</strong> laurea<br />

a cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimento<br />

con le seguenti modalità:<br />

Norme generali<br />

• se il numero <strong>di</strong> CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede<br />

il riconoscimento coincide con quello dell’insegnamento per cui viene<br />

esso riconosciuto, l’attribuzione avviene <strong>di</strong>rettamente;<br />

• se i CFU corrispondenti all’insegnamento <strong>di</strong> cui si chiede il riconoscimento<br />

sono in numero <strong>di</strong>verso rispetto all’insegnamento per cui esso<br />

viene riconosciuto, il CAD attribuirà i cre<strong>di</strong>ti sulla base del curriculum<br />

dello studente, anche per gruppi <strong>di</strong> esami <strong>di</strong> uno stesso SSD, eventualmente<br />

dopo colloqui integrativi;<br />

Il CAD può riconoscere come cre<strong>di</strong>ti le conoscenze e abilità professionali certifi<br />

cate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e


abilità maturate in attività formative <strong>di</strong> livello post-secondario alla cui progettazione<br />

e realizzazione l’Università abbia concorso.<br />

Tali cre<strong>di</strong>ti vanno a valere <strong>di</strong> norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a<br />

scelta dello studente. In ogni caso, il numero massimo <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti riconoscibili<br />

in tali ambiti non può essere superiore a 12.<br />

Le attività già riconosciute ai fi ni dell’attribuzione <strong>di</strong> CFU nell’ambito <strong>di</strong> corso<br />

<strong>di</strong> Laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito del corso<br />

<strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />

<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento e piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Ogni studente deve ottenere l’approvazione uffi ciale del proprio completo<br />

percorso formativo da parte del CAD prima <strong>di</strong> poter verbalizzare esami<br />

relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori per tutti gli studenti, pena<br />

l’annullamento dei relativi verbali d’esame.<br />

Lo studente può ottenere tale approvazione con due proce<strong>di</strong>menti <strong>di</strong>versi:<br />

1. aderendo ad uno dei piani <strong>di</strong> completamento del percorso formativo<br />

relativo al curriculum prescelto, pre<strong>di</strong>sposti annualmente dal CAD;<br />

2. presentando un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale che deve essere valutato dal<br />

CAD per l’approvazione.<br />

Le procedure illustrate <strong>di</strong> seguito potrebbero subire mo<strong>di</strong>fi che al momento<br />

dell’entrata in vigore della nuova procedura informatica <strong>di</strong> compilazione dei<br />

piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o prevista dall’Università “La Sapienza”.<br />

97<br />

<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> completamento<br />

Un piano <strong>di</strong> completamento contiene la lista <strong>di</strong> tutti gli insegnamenti previsti<br />

nel percorso formativo del curriculum prescelto, con la lista degli esami<br />

opzionali (tra i quali lo studente in<strong>di</strong>cherà quelli che intende seguire) ed un<br />

apposito spazio per l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a<br />

scelta dello studente. Questi ultimi possono essere scelti fra tutti quelli presenti<br />

nell’ambito dell’intera offerta formativa della Sapienza.<br />

Il modulo <strong>di</strong> adesione è <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito<br />

web del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />

Il modulo <strong>di</strong> adesione al piano <strong>di</strong> completamento, debitamente completato<br />

coi propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione degli insegnamenti opzionali o a scelta,<br />

deve essere fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong><br />

stu<strong>di</strong>o, che lo inoltra al CAD per la verifi ca che gli insegnamenti a scelta<br />

in<strong>di</strong>cati siano effettivamente congruenti col percorso formativo. In caso affermativo,<br />

il piano <strong>di</strong> completamento viene corredato con l’in<strong>di</strong>cazione della<br />

data del parere positivo da parte del CAD e trasmesso alla Segreteria<br />

amministrativa studenti, dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello<br />

studente. In caso negativo, lo studente viene invitato a mo<strong>di</strong>fi care l’elenco<br />

degli insegnamenti relativi ai 12 CFU a scelta.<br />

A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della de-<br />

Norme generali


libera del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />

è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />

anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />

<strong>di</strong> completamento cui ha aderito.<br />

L’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento può essere effettuata una sola<br />

volta per ogni anno accademico, a partire dal primo anno <strong>di</strong> corso.<br />

98<br />

<strong>Piani</strong> <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Qualora lo studente non intenda aderire ad alcuno dei piani <strong>di</strong> completamento<br />

proposti deve presentare un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale utilizzando<br />

un apposito modulo <strong>di</strong>sponibile presso la Segreteria <strong>di</strong>dattica e sul sito web<br />

del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale.<br />

Il modulo <strong>di</strong> proposta <strong>di</strong> piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale, debitamente completato<br />

con i propri dati e con l’in<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong> tutti gli esami scelti, deve essere<br />

fi rmato e consegnato alla Segreteria <strong>di</strong>dattica del corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dal<br />

1 settembre al 31 <strong>di</strong>cembre <strong>di</strong> ogni anno. La Segreteria <strong>di</strong>dattica provvede<br />

a trasmetterlo alla Segreteria amministrativa studenti. Il CAD delibera<br />

sull’approvazione entro il successivo 31 gennaio. Se approvato, il piano<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale viene trasmesso alla Segreteria amministrativa studenti<br />

dove <strong>di</strong>viene parte integrante della carriera dello studente.<br />

A partire dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione della delibera<br />

del CAD da parte della Segreteria amministrativa studenti lo studente<br />

è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori per tutti gli studenti,<br />

anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel piano<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o approvato.<br />

Il piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può essere presentato una sola volta per ogni<br />

anno accademico.<br />

Norme generali<br />

Mo<strong>di</strong>fica dei piani <strong>di</strong> completamento e<br />

dei piani <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduali<br />

Lo studente che abbia già aderito ad un piano <strong>di</strong> completamento può, in un<br />

successivo anno accademico, aderire ad un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> completamento<br />

oppure proporre un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale. Parimenti, lo studente<br />

al quale sia già stato approvato un piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale può, in un<br />

successivo anno accademico, optare per l’adesione ad un piano <strong>di</strong> completamento<br />

oppure proporre un <strong>di</strong>fferente piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />

In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti.<br />

Modalità <strong>di</strong>dattiche<br />

Le attività <strong>di</strong>dattiche sono <strong>di</strong> tipo convenzionale e <strong>di</strong>stribuite su base semestrale.<br />

Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioni<br />

in aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in modo


da consentire allo studente un congruo tempo da de<strong>di</strong>care allo stu<strong>di</strong>o personale.<br />

La durata nominale del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale è <strong>di</strong> 4 semestri,<br />

pari a due anni.<br />

Cre<strong>di</strong>ti formativi universitari<br />

Il cre<strong>di</strong>to formativo universitario (CFU) misura la quantità <strong>di</strong> lavoro svolto da<br />

uno studente per raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisiti<br />

dallo studente con il superamento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,<br />

ove previste.<br />

Il sistema <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti adottato nelle università italiane ed europee prevede<br />

che ad un CFU corrispondano 25 ore <strong>di</strong> impegno da parte dello studente,<br />

<strong>di</strong>stribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.<br />

lezioni, esercitazioni, attività <strong>di</strong> laboratorio) e lo stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduale.<br />

Nei corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e Astrofi sica, in<br />

accordo coll’articolo 23 del regolamento <strong>di</strong>dattico <strong>di</strong> Ateneo, un CFU corrisponde<br />

a 8 ore <strong>di</strong> lezione, oppure a 12 ore <strong>di</strong> laboratorio o esercitazione<br />

guidata.<br />

Le schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong> ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del<br />

corso <strong>di</strong> laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore <strong>di</strong> insegnamento<br />

nelle <strong>di</strong>verse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi e<br />

ai programmi <strong>di</strong> massima.<br />

Il carico <strong>di</strong> lavoro totale per il conseguimento della Laurea è <strong>di</strong> 120 CFU.<br />

Nell’ambito del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> la quota dell’impegno<br />

orario complessivo riservata a <strong>di</strong>sposizione dello studente per lo stu<strong>di</strong>o personale<br />

o per altre attività formative <strong>di</strong> tipo in<strong>di</strong>viduale è almeno il 50%<br />

dell’impegno orario complessivo.<br />

Calendario <strong>di</strong>dattico<br />

Di norma, la scansione temporale è la seguente:<br />

• primo semestre: da fi ne settembre a gennaio;<br />

• prima sessione d’esami: febbraio;<br />

• secondo semestre: da marzo a giugno;<br />

• seconda sessione d’esami: luglio;<br />

• terza sessione d’esami: settembre.<br />

Il dettaglio delle date <strong>di</strong> inizio e fi ne delle lezioni <strong>di</strong> ciascun semestre e<br />

<strong>di</strong> inizio e fi ne <strong>di</strong> ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web del<br />

Corso <strong>di</strong> laurea. I perio<strong>di</strong> de<strong>di</strong>cati alle lezioni e agli esami non possono<br />

sovrapporsi.<br />

Prove d’esame<br />

La verifi ca delle conoscenze acquisite avviene me<strong>di</strong>ante prove <strong>di</strong> esame<br />

orale, eventualmente precedute da una prova scritta o una prova in<strong>di</strong>viduale<br />

<strong>di</strong> laboratorio. La valutazione del profi tto in<strong>di</strong>viduale dello studente, per<br />

ciascun insegnamento, viene espressa me<strong>di</strong>ante l’attribuzione <strong>di</strong> un voto in<br />

trentesimi; il voto minimo per il superamento dell’esame è 18/30.<br />

99<br />

Norme generali


100<br />

Norme generali<br />

Modalità <strong>di</strong> frequenza, propedeuticità,<br />

passaggio ad anni successivi<br />

La frequenza assidua <strong>di</strong> tutti i corsi è una con<strong>di</strong>zione essenziale per un profi<br />

cuo inserimento dello studente nell’organizzazione del corso <strong>di</strong> laurea ed<br />

è pertanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni <strong>di</strong><br />

laboratorio la frequenza è obbligatoria.<br />

Eventuali propedeuticità tra i corsi sono in<strong>di</strong>cate nelle schede in<strong>di</strong>viduali <strong>di</strong><br />

ciascun insegnamento, consultabili sul sito web del corso <strong>di</strong> laurea.<br />

Regime a tempo parziale<br />

I termini e le modalità per la richiesta del regime a tempo parziale nonché<br />

le relative norme sono stabilite nel manifesto <strong>di</strong> Ateneo e sono consultabili<br />

sul sito web della Sapienza.<br />

Studenti fuori corso e vali<strong>di</strong>tà dei cre<strong>di</strong>ti acquisiti<br />

Ai sensi del manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo lo studente si considera fuori corso<br />

quando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dal presente<br />

regolamento <strong>di</strong>dattico, non abbia superato tutti gli esami e non abbia acquisito<br />

il numero <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti necessario al conseguimento del titolo entro 2<br />

anni.<br />

Ai sensi del medesimo manifesto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Ateneo:<br />

• lo studente a tempo pieno che sia fuori corso deve superare le prove<br />

mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro il<br />

termine <strong>di</strong> 6 anni dall’immatricolazione;<br />

• lo studente a tempo parziale che sia fuori corso deve superare le prove<br />

mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro un<br />

termine <strong>di</strong> anni pari al doppio della durata concordata per il regime a<br />

tempo parziale.<br />

In<strong>di</strong>pendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere allo<br />

studente un colloquio <strong>di</strong> verifi ca delle conoscenze relative ai CFU acquisiti<br />

in una data che preceda <strong>di</strong> 9 anni quella prevista per la laurea.<br />

Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti<br />

(R.D. 4.6.1938, N. 1269)<br />

Gli studenti iscritti ai corsi <strong>di</strong> laurea magistrale in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e<br />

Astrofi sica, onde arricchire il proprio curriculum degli stu<strong>di</strong>, possono secondo<br />

quanto previsto dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del 4/6/1938, me<strong>di</strong>ante<br />

domanda da in<strong>di</strong>rizzare alla propria Segreteria Studenti entro il mese <strong>di</strong><br />

gennaio <strong>di</strong> ogni anno, frequentare due corsi e sostenere ogni anno due<br />

esami <strong>di</strong> insegnamenti <strong>di</strong> altra Facoltà. Tali esami non devono essere inseriti<br />

nel piano <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o.<br />

Visto il signifi cato scientifi co e culturale <strong>di</strong> tale norma, il CAD ha deliberato<br />

che tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbiano<br />

ottenuto almeno 39 cre<strong>di</strong>ti del corso <strong>di</strong> Laurea Magistrale in <strong>Fisica</strong> o in<br />

Astronomia e Astrofi sica (...).<br />

Versioni integrali dei Regolamenti delle due Lauree magistrali sono consultabili in rete:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/<strong>di</strong>dattica/ccl/2011-12/Progr_Did_270.html


I Dottorati <strong>di</strong> ricerca<br />

Dopo il conseguimento <strong>di</strong> una laurea specialistica è possibile proseguire nel<br />

curriculum <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> universitari per ottenere il Dottorato <strong>di</strong> ricerca. Presso il<br />

<strong>Dip</strong>artimento sono attivati corsi che portano al conseguimento <strong>di</strong> tre possibili<br />

titoli <strong>di</strong> Dottorato:<br />

Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in <strong>Fisica</strong><br />

Il programma <strong>di</strong> Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in <strong>Fisica</strong> ha come scopo principale<br />

quello <strong>di</strong> aiutare gli studenti a sviluppare una autonoma capacità <strong>di</strong> ricerca<br />

scientifi ca, accentuando l’originalità creativa e il rigore metodologico, e<br />

acquisendo al tempo stesso una formazione avanzata nell’ambito <strong>di</strong> una<br />

specifi ca professionalita’ <strong>di</strong> alto livello.<br />

Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in Scienza dei Materiali<br />

L’obiettivo <strong>di</strong> questo Corso <strong>di</strong> Dottorato è quello <strong>di</strong> formare dottori <strong>di</strong> ricerca<br />

esperti nel campo dei materiali. Oggigiorno vi è un’enorme richiesta <strong>di</strong> materiali<br />

speciali con caratteristiche peculiari e adatti alle più svariate applicazioni.<br />

E’ importante quin<strong>di</strong> formare dei ricercatori che presentino il giusto<br />

equilibrio tra conoscenza <strong>di</strong> base e percezione degli orientamenti applicativi<br />

in una prospettiva <strong>di</strong> continua innovazione.<br />

101<br />

Dottorato <strong>di</strong> Ricerca in Astronomia<br />

Il dottorato <strong>di</strong> ricerca in Astronomia de La Sapienza è fi nalizzato alla preparazione<br />

specialistica nei settori delle ricerche astronomiche, astrofi siche<br />

e della fi sica spaziale. Oltre a mirare al rafforzamento delle conoscenze <strong>di</strong><br />

astronomia e astrofi sica punta alla formazione del futuro ricercatore, coprendo<br />

sia aspetti osservativi che tematiche teoriche con l’obiettivo <strong>di</strong> portare i<br />

dottorati a livelli professionali e <strong>di</strong> autonomia adeguati a un loro inserimento<br />

in istituzioni <strong>di</strong> ricerca nazionali e internazionali.<br />

Struttura dei Dottorati<br />

Il Dottorato <strong>di</strong> ricerca si articola su tre anni.<br />

L’inizio delle lezioni specialistiche <strong>di</strong> dottorato è in genere a febbraio. Oltre<br />

alle lezioni previste nei vari anni, i dottoran<strong>di</strong> sono tenuti a seguire i seminari<br />

generali che vengono tenuti nel <strong>Dip</strong>artimento nei tre anni <strong>di</strong> corso.<br />

Primo Anno<br />

Il Collegio dei Docenti decide il piano <strong>di</strong>dattico per il primo anno <strong>di</strong> corso,<br />

che e’ quello in cui l’attività <strong>di</strong>dattica è maggiore.<br />

I dottoran<strong>di</strong> devono seguire <strong>di</strong>versi corsi, da loro scelti sulla base <strong>di</strong> un’offerta<br />

Dottorati <strong>di</strong> ricerca


pre<strong>di</strong>sposta dal coor<strong>di</strong>natore, sentito il collegio dei docenti.<br />

La scelta avviene su una rosa <strong>di</strong> corsi tenuti ad hoc per il dottorato da docenti<br />

de La Sapienza e <strong>di</strong> altre università e centri <strong>di</strong> ricerca. Oltre ai corsi,<br />

cui segue esame <strong>di</strong> profi tto, i dottoran<strong>di</strong> possono partecipare a una Scuola<br />

nazionale o internazionale <strong>di</strong> dottorato valida ai fi ni dell’attività <strong>di</strong>dattica.<br />

Per il passaggio al 2° anno i dottoran<strong>di</strong> devono aver superato tutti gli esami<br />

previsti con buon profi tto.<br />

102<br />

Secondo Anno<br />

L’attività <strong>di</strong>dattica del secondo anno e’ basata su seminari specialistici<br />

sia organizzati dal Collegio dei Docenti, che organizzati a livello <strong>di</strong>partimentale.<br />

I dottoran<strong>di</strong> sono anche invitati a svolgere una limitata <strong>di</strong>dattica attiva, in<br />

collaborazione con docenti del <strong>Dip</strong>artimento.<br />

Ci sono anche seminari organizzati e tenuti dagli stessi dottoran<strong>di</strong>, detti<br />

Seminari del “Journal Club” (dal Mese <strong>di</strong> Marzo al mese <strong>di</strong> Maggio).<br />

Entro Maggio si deve consegnare al Collegio dei Docenti il progetto <strong>di</strong> tesi,<br />

la cui adeguatezza viene valutata dal Collegio. Entro fi ne Ottobre il dottorando<br />

dovrà tenere un seminario, alla presenza del Collegio dei Docenti e<br />

del <strong>Dip</strong>artimento. Dalla valutazione dello stato <strong>di</strong> avanzamento del progetto<br />

<strong>di</strong> tesi <strong>di</strong>pende l’ammissione al terzo anno <strong>di</strong> corso.<br />

Dottorati <strong>di</strong> ricerca<br />

Terzo Anno<br />

Il terzo anno viene de<strong>di</strong>cato esclusivamente alla tesi che, a fi ne anno, può<br />

essere inviata ad un referee esterno deciso dal Collegio dei Docenti.<br />

Entro fi ne anno, i dottoran<strong>di</strong> tengono il seminario <strong>di</strong> presentazione del lavoro<br />

<strong>di</strong> tesi al Collegio dei docenti, in sessione pubblica, In seguito, il Collegio<br />

dei Docenti, raccolti i pareri scritti dei relatori ed eventuali referenti, dopo la<br />

<strong>di</strong>scussione sul lavoro <strong>di</strong> tesi e sul curriculum complessivo del can<strong>di</strong>dato, al<br />

fi ne del conseguimento stila un giu<strong>di</strong>zio articolato sul can<strong>di</strong>dato al titolo <strong>di</strong><br />

dottore <strong>di</strong> ricerca.<br />

Nei tempi previsti dal regolamento <strong>di</strong> dottorato, il Rettore forma la Commissione,<br />

composta <strong>di</strong> tre membri scelti fra coloro che hanno le competenze<br />

specifi che. I can<strong>di</strong>dati dovranno provvedere ad inviare le Tesi, fi rmate dal<br />

Coor<strong>di</strong>natore, corredate dei giu<strong>di</strong>zi del relatore e della relazione del Collegio<br />

dei Docenti.<br />

Gli esami fi nali dovranno concludersi entro quattro mesi dalla nomina dei<br />

commissari.


Per tutti i dottorati<br />

Formazione presso altri istituti<br />

Gli iscritti al dottorato <strong>di</strong> ricerca possono svolgere perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> formazione<br />

presso università e istituti <strong>di</strong> ricerca italiani o stranieri.<br />

Per perio<strong>di</strong> fi no a sei mesi è richiesto il consenso del coor<strong>di</strong>natore del<br />

corso; per perio<strong>di</strong> superiori la motivata deliberazione del Collegio dei<br />

Docenti.<br />

In nessun caso la permanenza in università o istituti <strong>di</strong> ricerca italiani o<br />

stranieri <strong>di</strong>versi da quelli nei quali è attivato il dottorato <strong>di</strong> ricerca può eccedere<br />

la metà del periodo previsto per il conseguimento del Dottorato.<br />

Tale limite non si applica in presenza <strong>di</strong> convenzioni.<br />

Attività <strong>di</strong>dattica<br />

I dottoran<strong>di</strong> del 2° e 3° anno possono svolgere una limitata attività <strong>di</strong>dattica<br />

sussi<strong>di</strong>aria o integrativa che non deve in ogni caso compromettere<br />

l’attività <strong>di</strong> formazione alla ricerca, presso il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong>, presso<br />

altri <strong>Dip</strong>artimenti dell’Università “La Sapienza” o presso <strong>Dip</strong>artimenti delle<br />

altre Università <strong>di</strong> Roma.<br />

Tale attività deve essere autorizzata dal Collegio dei Docenti che ne stabilisce<br />

le modalità, in<strong>di</strong>cando il titolo del corso e il tutor del corso.<br />

Il dottorando si impegna a coor<strong>di</strong>nare l’orario del predetto corso <strong>di</strong> lezioni<br />

con l’insieme delle attività che si svolgono nell’ambito del <strong>Dip</strong>artimento.<br />

Il corrispettivo dovuto al dottorando viene quantifi cato, in termini onnicomprensivi<br />

e forfettari, commisurati alle ore <strong>di</strong> lezione svolte, ed è subor<strong>di</strong>nato<br />

all’acquisizione agli atti della <strong>di</strong>chiarazione resa dal titolare<br />

dell’insegnamento.<br />

103<br />

Dottorati <strong>di</strong> ricerca


Informazioni generali<br />

Il DIPARTIMENTO DI FISICA della Sapienza è sede <strong>di</strong> attività <strong>di</strong>dattica e <strong>di</strong><br />

ricerca, è ubicato all’interno della Città Universitaria “La Sapienza”, nei due<br />

e<strong>di</strong>fi ci denominati rispettivamente Marconi e Fermi e nella sede <strong>di</strong>staccata<br />

<strong>di</strong> via Tiburtina.<br />

104<br />

Informazioni


Trasporti pubblici<br />

LINEE BUS<br />

492 71 3 649<br />

310 93 163 443 448<br />

LINEE TRAM<br />

19<br />

105<br />

LINEE METROPOLOLITANE<br />

Metro B<br />

fermate: CASTRO PRETORIO - POLICLINICO<br />

STAZIONI FERROVIARIE<br />

TERMINI - TIBURTINA<br />

dalla stazione Termini bus 310 o 492<br />

dalla stazione Tiburtina bus 492 o 71<br />

dalla stazione Termini a pie<strong>di</strong> 15 minuti<br />

dalla stazione Tiburtina a pie<strong>di</strong> 20 minuti<br />

AEROPORTO<br />

L’aeroporto <strong>di</strong> Fiumicino “Leonardo da Vinci è collegato da<br />

un servizio ferroviario su due possibili itinerari:<br />

Fiumicino Aeroporto - Roma Termini no-stop<br />

Fiumicino Aeroporto - Roma Tiburtina (treno proveniente da<br />

Fara Sabina con fermate a Roma Trastevere e Roma Ostiense)<br />

Informazioni


Mappa della città universitaria<br />

106<br />

Locazione degli e<strong>di</strong>fici Marconi e Fermi all’interno della città universitaria<br />

Informazioni<br />

Mensa Universitaria<br />

Via Cesare de Lollis 22<br />

Offre pasti per gli studenti a costi <strong>di</strong>fferenziati per fasce retributive.


Strutture<br />

BIBLIOTECA<br />

Informazioni<br />

La Biblioteca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> ha avviato negli ultimi anni un processo<br />

<strong>di</strong> trasformazione sia dal punto <strong>di</strong> vista strutturale e logistico che dal<br />

punto <strong>di</strong> vista della modernizzazione dei servizi.<br />

Nel 2005 è stata inaugurata la nuova sede, che con spazi razionalmente<br />

<strong>di</strong>stribuiti, ha permesso <strong>di</strong> rendere visibili e fruibili i nuovi servizi automatizzati.<br />

Tutto è stato reso possibile grazie all’aiuto ed alla collaborazione del<br />

personale bibliotecario e grazie alla progettualità ed all’innovazione fortemente<br />

voluta dal prof. Guido Martinelli, all’epoca <strong>di</strong>rettore del <strong>Dip</strong>artimento<br />

e dal professore Giovanni Ciccotti, delegato del <strong>di</strong>rettore per la biblioteca:<br />

da raccolta tra<strong>di</strong>zionale <strong>di</strong> volumi cartacei la biblioteca oggi è <strong>di</strong>ventata<br />

anche il luogo dove si può accedere alla rete per leggere documenti <strong>di</strong>gitali<br />

in linea.<br />

La nostra biblioteca è online all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://minosse.phys.uniroma1.it/web/home.html<br />

Si può consultare il portale per scoprire tutti i servizi informativi e documentali<br />

messi a <strong>di</strong>sposizione, ma è importante anche venire a trovarci!<br />

107<br />

Accesso e orari<br />

La biblioteca del <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> si trova al piano terra dell’E<strong>di</strong>fi cio<br />

Marconi, presso la Città Universitaria, sede della Sapienza, in p.le Aldo<br />

Moro, 5. è aperta dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 8.30<br />

alle 18.30 ed è accessibile a chi è <strong>di</strong>versamente abile.<br />

Informazioni


108<br />

BIBLIOTECA<br />

Servizi<br />

Ai servizi della biblioteca si può accedere sia in maniera tra<strong>di</strong>zionale che<br />

in modalità online. Presso la zona <strong>di</strong> accoglienza è possibile iscriversi per<br />

consultare libri e riviste presso le due sale lettura con complessivi 95 posti,<br />

richiedere libri in prestito a casa, ottenere articoli <strong>di</strong> riviste non possedute<br />

dalla nostra biblioteca.<br />

La biblioteca si avvale della tecnologia a ra<strong>di</strong>ofrequenza (RFID) che consente<br />

il controllo <strong>di</strong> tutta la movimentazione dei volumi compresa l’autoregistrazione<br />

del prestito. Agli studenti <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> al momento dell’iscrizione verrà rilasciata<br />

una nuova tessera utile per le operazioni <strong>di</strong> prestito<br />

Tutti i volumi posseduti dalla biblioteca (monografi e e perio<strong>di</strong>ci) sono presenti<br />

nel catalogo elettronico consultabile al seguente in<strong>di</strong>rizzo:<br />

http://opac.uniroma1.it/SebinaOpacRMS/Opac?sysb=RMSFI<br />

Insieme ai servizi <strong>di</strong> base, presso la nostra biblioteca si possono prenotare<br />

ed usare 10 computer <strong>di</strong>sponibili per la navigazione in Internet e si può<br />

accedere alla rete wireless locale. La prenotazione dei computer e della<br />

wireless si effettua collegandosi al catalogo e utilizzando il bottone “servizi”.<br />

L’identifi cazione al portale si effettua utilizzando il co<strong>di</strong>ce utente rilasciato al<br />

momento dell’iscrizione.<br />

AULE e LABORATORI<br />

Informazioni<br />

• Aula Nicola Cabibbo e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano terra<br />

• Aula 2 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />

• Aula 3 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />

• Aula 4 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />

• Aula 5 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />

• Aula Corbino e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano secondo<br />

• Aula 6 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />

• Aula 7 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />

• Aula 8 e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano quarto<br />

• Laboratorio <strong>di</strong> Calcolo e<strong>di</strong>fi cio Fermi piano interrato<br />

• Aula Ettore Majorana e<strong>di</strong>fi cio Marconi piano terra<br />

• Aula Edoardo Amal<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />

• Aula Marcello Conversi e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />

• Aula Giorgio Careri e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />

• Aula Franco Rasetti e<strong>di</strong>fi cio Marconi secondo piano<br />

• Laboratori III e IV anno e<strong>di</strong>fi cio Marconi primo piano<br />

• Laboratori I e II anno Via Tiburtina 205 piano terra<br />

Informazioni sulla locazione delle strutture sono reperibili in rete sul sito<br />

web del <strong>Dip</strong>artimento.


Quanto costa iscriversi a <strong>Fisica</strong><br />

Per informazioni sulle tasse <strong>di</strong> immatricolazione consultare il sito :<br />

www.uniroma1.it/<strong>di</strong>dattica/tasse/pagamenti-tasse<br />

Borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o<br />

Sono previste borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o dell’Istituto del <strong>di</strong>ritto allo stu<strong>di</strong>o (ADISU).<br />

Per informazioni si veda il sito<br />

www.lazio<strong>di</strong>su.it<br />

alla voce ADISU ROMA UNO<br />

109<br />

Ci sono inoltre borse <strong>di</strong> privati, associazioni, ecc.<br />

I requisiti per avere le borse sono: con<strong>di</strong>zioni economiche della<br />

famiglia e merito (voto <strong>di</strong> maturità).<br />

Si suggerisce inoltre <strong>di</strong> verifi care sul sito della Società Italiana <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong> la<br />

eventuale <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> borse <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o nell’ambito del progetto lauree<br />

scientifi che:<br />

www.sif.it/SIF/it/portal/attivita/lauree_scientifiche<br />

Informazioni


<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />

Laureati in <strong>Fisica</strong> e in Astronomia e Astrofi sica alla Sapienza<br />

110<br />

Il mercato del lavoro è in rapida evoluzione e dunque la situazione può<br />

cambiare rapidamente nel giro <strong>di</strong> un paio d’anni.<br />

<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />

Indagine sulle attività dei laureati in <strong>Fisica</strong> alla Sapienza<br />

Cosa fanno effettivamente questi laureati?<br />

In quali tipi <strong>di</strong> aziende lavorano?<br />

Come giu<strong>di</strong>cano il corso <strong>di</strong> laurea che hanno seguito a suo tempo?<br />

Per avere risposta a queste domande, e altre ancora, il <strong>Dip</strong>artimento <strong>di</strong> <strong>Fisica</strong><br />

ha svolto nel Maggio 2008 una indagine conoscitiva fra i laureati che<br />

operano al <strong>di</strong> fuori dell’accademia, chiedendo a 99 <strong>di</strong> essi <strong>di</strong> compilare in<br />

rete un questionario anonimo.<br />

Hanno risposto 65 fi sici, laureati fra il 1977 e il 2008, dei quali 6 hanno<br />

conseguito anche il dottorato, 4 sono in possesso <strong>di</strong> un Master, 6 <strong>di</strong> altri<br />

titoli, 15 hanno svolto esperienze <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o o <strong>di</strong> lavoro all’estero.<br />

Obiettivi iniziali, al momento della scelta del corso <strong>di</strong> laurea in <strong>Fisica</strong>: Ricerca<br />

<strong>di</strong> base 27,4%, Ricerca applicata 40%, Insegnamento 8,4%, Altro 24,2%.<br />

L’obiettivo della ricerca <strong>di</strong> base era minoritario rispetto a quello della ricerca<br />

applicata ai fi ni della decisione <strong>di</strong> iscriversi a <strong>Fisica</strong>.<br />

La maggior parte dei laureati in <strong>Fisica</strong> svolge la sua attività professionale<br />

nei settori più vari, al <strong>di</strong> fuori dei canali tra<strong>di</strong>zionali dell’accademia (università<br />

ed enti pubblici <strong>di</strong> ricerca) e della scuola. In questi ambiti, i fi sici si<br />

<strong>di</strong>stinguono per le loro competenze e abilità costruite nel corso <strong>di</strong> laurea e<br />

costituiscono un fattore <strong>di</strong>namico che offre contributi innovativi allo sviluppo<br />

del Paese.


Le imprese dove i laureati svolgono la loro attività<br />

e il loro inserimento<br />

Come mostra la fi gura, prevalgono le aziende <strong>di</strong> informatica, da quelle<br />

tra<strong>di</strong>zionali come IBM fi no a Nergal, che è sostanzialmente uno spin-off<br />

della Sezione <strong>di</strong> Roma INFN. Seguono le industrie delle telecomunicazioni,<br />

fra cui Telecom ed Ericsson; poi quelle spaziali, da Telespazio a Thales Alenia<br />

Space; le società <strong>di</strong> consulenza; quelle <strong>di</strong> elettronica e semiconduttori;<br />

le banche. Ulteriori attività <strong>di</strong> lavoro riguardano i settori dell’ambiente e delle<br />

energie alternative, società pubbliche come Terna e Consip, la Protezione<br />

Civile, gli enti locali e la scuola (sebbene non previsti in questa indagine,<br />

abbiamo raggiunto laureati operanti in tale settore). Vanno aggiunte le attività<br />

in<strong>di</strong>pendenti <strong>di</strong> libero professionista, come consulenze industriali per lo<br />

sviluppo e l’innovazione.<br />

Menzioniamo infi ne alcuni altri settori d’impiego, che risultano al <strong>di</strong> fuori<br />

dell’indagine: attività impren<strong>di</strong>toriali nel campo del turismo, giornalismo<br />

scientifi co, investigazione scientifi ca nelle forze dell’or<strong>di</strong>ne, …<br />

111<br />

<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro


La Tabella rappresenta le aree <strong>di</strong> inserimento dei rispondenti nelle aziende<br />

dove essi lavorano.<br />

Le posizioni contrattuali sono le seguenti:<br />

• 72% a tempo indeterminato,<br />

• 16% a tempo determinato,<br />

• 12% a progetto.<br />

Circa un terzo delle aziende e delle organizzazioni dove lavorano i rispondenti<br />

sono <strong>di</strong> piccole e me<strong>di</strong>e <strong>di</strong>mensioni, cioè con numero <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenti<br />

fi no a 100, sicchè vi è una forte prevalenza delle aziende <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni.<br />

La versione integrale dell’indagine può essere consultata in rete all’in<strong>di</strong>rizzo:<br />

www.phys.uniroma1.it/<strong>Dip</strong>Web/jobs/Relazione_laureati2008.pdf<br />

112<br />

<strong>Fisica</strong> e mercato del lavoro<br />

Per ulteriori informazioni consultare il sito web del <strong>Dip</strong>artimento:<br />

www.phys.uniroma1.it<br />

alla voce FUTURE MATRICOLE


Appunti<br />

113


114<br />

Appunti


Appunti<br />

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116<br />

Appunti


Appunti<br />

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118<br />

Appunti


Finito <strong>di</strong> stampare nel mese <strong>di</strong> Luglio 2011<br />

Centro Stampa <strong>di</strong> Meucci Roberto<br />

Città <strong>di</strong> Castello (Pg)

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