Rapporto annuale 2011

meta.bvg.ch

Rapporto annuale 2011

La cassa pensione più a buon mercato per PMI *

Rapporto annuale 2011

(* Spese amministrative e di rischio più basse in assoluto nel confronto tra le casse pensioni 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011 della SonntagsZeitung)


Rapporto del Consiglio di Fondazione

Panoramica delle cifre chiave 2009 2010 2011

Persone assicurate 2’037 2’293 2’240

Imprese aderenti 532 512 514

Beneficiari di rendita di vecchiaia 32 41 45

Beneficiari di rendite riassicurate 26 24 15

Rendimento degli investimenti +9.47% +7.07% -8.26%

Aliquota di conversione 6.8% 6.8% 6.8%

Remunerazione obbligatoria e sovraobbligatoria 0.00% 2.00% 2.00%

Grado di copertura 76.6% 81.8% 72.8%

Fondazione collettiva META │ La crescita è proseguita anche nel 1° trimestre 2012. Questo risultato dimostra chiaramente che

la Fondazione collettiva META offre una soluzione per la previdenza professionale mirata alle esigenze individuali, trasparente

e conveniente in termini di costi.

Tasso di conversione │ Dal 1° gennaio 2011, la Fondazione collettiva META offre un tasso di conversione delle rendite pari al

6.8%. Ciò significa che a ogni 100‘000 franchi di capitale di vecchiaia corrispondono 6‘800 franchi di rendita. A questo riguardo,

la Fondazione collettiva META non distingue tra quota obbligatoria e sovraobbligatoria, né tra uomini e donne.

Struttura d'età vantaggiosa │ Anche nel 2011 la quota dei beneficiari di rendita è rimasta contenuta. Su un totale di 2’240 assicurati,

solo 45 percepiscono una rendita di vecchiaia. L’età media è di 40.5 anni. Ai restanti pensionati sono corrisposte rendite

d’invalidità, rendite per vedove e vedovi o per orfani e figli invalidi, le cui prestazioni sono a carico dell’impresa di riassicurazione,

indipendentemente dal capitale previdenziale degli assicurati attivi.

Grado di copertura│ Come conseguenza dell’andamento negativo dei mercati finanziari, il grado di copertura consolidato della

Fondazione collettiva META alla data di riferimento del 31 dicembre 2011 è sceso al 72.8%. Già lo scorso anno, il Consiglio

della Fondazione ha pertanto avviato estese misure di risanamento. Unitamente alla struttura favorevole degli impegni della

Fondazione collettiva META (consistenza di portafoglio, congruità della struttura riassicurativa, ecc.) queste misure dovrebbero

consentire un efficace risanamento. Grazie alle più rigide misure di risanamento recepite e alla performance positiva degli immobilizzi,

il grado di copertura consolidato della Fondazione al 30 aprile 2012 è salito al 78.5%.

Remunerazione│ Nell’esercizio passato, agli averi di vecchiaia obbligatori e sovraobbligatori è stato applicato un tasso d’interesse

del 2%.

Efficienza e trasparenza │ La Fondazione collettiva META non ha un azionariato a cui rispondere, è indipendente da banche e

assicurazioni e dispone di un apparato amministrativo estremamente snello. Nel contempo, anche attraverso il presente rapporto

d’esercizio, siamo in grado di offrire una maggiore trasparenza rispetto agli istituti di previdenza tradizionali.

Riconoscenza e fiducia │ Ringraziamo tutti coloro che, col loro impegno, hanno contribuito al raggiungimento dei risultati attuali.

In particolare, siamo grati a tutti i nostri assicurati, la cui fiducia è la nostra motivazione.


Bilancio consolidato

2011 2010

CHF

CHF

Attivi

Investimenti patrimoniali 114’675’093.22 116'907'208.59

Liquidità 2’697’759.48 2'201'536.15

Obbligazioni 39’980’503.85 37'142'628.82

Azioni 50’498’091.32 52'287'622.65

Ipoteche 904‘000.00 910'000.00

Fondi immobiliari 5’517’733.65 10'702'823.29

Investimenti alternativi 13’440.401.71 11'715'893.15

Crediti nei confronti di datori di lavoro 1’299’703.42 1'345'146.17

Altri crediti 336’899.79 601'558.36

Ratei e risconti attivi 46’098.25 197'805.57

Totale attivi 114’721’191.47 117'105'014.16

Passivi

Impegni 6’304’119.00 2'565'616.20

Prestazioni di libero passaggio e rendite 6’076’487.65 2'324'352.25

Conti correnti dei datori di lavoro 191’264.95 218'625.20

Altri impegni 36’366.40 22'638.75

Ratei e risconti passivi 604’639.75 833'602.90

Riserva dei contributi dei datori di lavoro 1’525’646.95 1'485'664.65

Riserva dei contributi senza rinuncia all'utilizzo 1’525’646.95 1'485'664.65

Riserva dei contributi con rinuncia all'utilizzo 0.00 0.00

Capitali di previdenza e riserve tecniche 146’066’563.96 137'136'060.41

Capitale di previdenza assicurati attivi 123’337’265.50 118'720'228.85

Capitale di previdenza beneficiari di rendita di vecchiaia 13’938’554.00 11'708'220.00

Capitale di previdenza beneficiari di rendita AI 5’393’650.53 4'172'186.13

Capitale di previdenza beneficiari di rendita PEAN 0.00 0.00

Capitale di previdenza assicurati con incapacità di guadagno 1’368’524.93 907'914.43

Riserve tecniche 2’028’569.00 1'627'511.00

Riserva per oscillazioni di valore 0.00 0.00

Fondi liberi delle casse di previdenza 1’739’278.19 2'532'431.95

Situazione all'inizio del periodo 2’532’431.95 1'031'954.47

Aumento / Diminuzione 21’998.25 1'544'881.48

Attribuzione dal risultato d’esercizio -815’152.01 -44'404.00

Fondi liberi Fondazione -41’519’056.38 -27'448'361.95

Situazione all'inizio del periodo -27’449’861.95 -31'556'883.04

Attribuzione dal risultato d'esercizio -14’885’846.44 4'235'192.28

Trasferimento a fondi liberi casse di previdenza 815’152.01 -128'171.19

Capitale iniziale 1'500.00 1'500.00

Totale passivi 114’721’191.47 117'105'014.16


Conto d'esercizio consolidato

2011 2010

CHF

CHF

Contributi e versamenti ordinari e non ordinari 17’486’498.85 16'085'550.80

Contributi di risparmio dipendenti 5’223’460.05 5'258'818.55

Contributi di risparmio datori di lavoro 5’783’501.40 5'790'912.85

Contributi di rischio dipendenti 1’371’862.00 1'407'906.45

Contributi di rischio datori di lavoro 1’534’874.95 1'577'690.30

Contributi di risanamento dipendenti 0.00 0.00

Contributi di risanamento datori di lavoro 0.00 0.00

Versamenti capitale di previdenza PEAN 0.00 1'853.55

Versamenti unici 796’867.35 1'182'038.25

Versamenti nella riserva dei contributi dei datori di lavoro 575’462.60 625'964.90

Entrata capitale di previdenza beneficiari rendite di vecchiaia 0.00 0.00

Entrata capitale di previdenza beneficiari di rendite AI 2’026’080.60 5'017.15

Versamenti nei fondi liberi con ripresa di portafogli assicurati 33’998.40 103'205.40

Versamenti nelle riserve per spese di rischio e amministrative 0.00 1'318.90

Conferimenti aggiuntivi fondo/i di sicurezza 140’391.50 130'824.50

Prestazioni d'entrata 9’871’787.75 9'052'041.80

Versamenti di libero passaggio 9’296’658.60 8'566'223.10

Pagamenti prelievi anticipati PPA 10’000.00 80'000.00

Rimborsi / Pagamenti divorzio 565’129.15 405'818.70

Afflussi da contributi e prestazioni d'entrata 27’358’286.60 25'137'592.60

Prestazioni regolamentari -2’806’623.85 -3'907'325.45

Rendite di vecchiaia -832’523.55 -622'383.25

Rendite per il partner -105’679.05 -100'030.80

Rendite d'invalidità -407’277.75 -392'694.85

Rendite per i figli -33’768.10 -36'903.70

Esenzione dai contributi -306’887.20 -272'686.85

Prestazioni di capitale al pensionamento -843’533.70 -2'191'620.15

Prestazioni di capitale al decesso -245’025.35 -207'302.45

Prestazione di capitale in caso d'invalidità -31’929.15 -83'703.40

Prestazioni extraregolamentari 0.00 0.00


2011 2010

CHF

CHF

Prestazioni d'uscita -16’971’830.75 -13'960'314.65

Prestazioni di libero passaggio all'uscita -15’891’300.15 -11'929'074.50

Prelievi anticipati PPA -995’000.00 -1'284'643.55

Prelievi anticipati divorzio -51’001.30 -81'615.70

Pagamenti di capitali di fondazione delle casse di previdenza

- Capitale di previdenza 0.00 -328'636.50

- Riserve per spese di rischio e amministrative 0.00 -25'732.80

- Riserve dei contributi dei datori di lavoro -5’297.15 -288'748.75

- Fondi liberi casse di previdenza -5’675.35 0.00

- Rettifica contributi esercizio precedente 577.70 0.00

- Perdite di mutazione -24’134.50 -21'862.85

Deflussi per prestazioni e prelievi anticipati -19’778’454.60 -17'867'640.10

Scioglimento / Formazione di capitali di previdenza

riserve tecniche e riserve dei contributi

-9’204’320.09 -5'999'822.80

Scioglimento / Formazione capitale di previdenza assicurati attivi -2'299'952.75 -1'744'578.60

Scioglimento / Formazione capitale di previdenza beneficiari rendite di vecchiaia -2’228’723.90 -2’512'729.00

Scioglimento / Formazione capitale di previdenza beneficiari rendite AI -1’001’077.55 -54'183.40

Scioglimento / Formazione capitale di previdenza PEAN 0.00 222'356.95

Scioglimento / Formazione capitale di previdenza assicurati con

incapacità di guadagno

-303’817.30 -441'225.20

Scioglimento / Formazione di riserve dei contributi datori di lavoro -570’165.45 -336'126.40

Scioglimento / Formazione riserve per spese di rischio e amministrative 0.00 1'340'520.14

Scioglimento / Formazione fondi liberi casse di previdenza -21’998.25 -1'372'306.29

Scioglimento / Formazione riserve tecniche -401’058.00 -303'972.00

Ricavi da liquidazione parziale 37’780.85 1'395'944.40

Remunerazione capitale di previdenza assicurati attivi -2’317’083.90 -2'122'632.50

Remunerazione capitale di previdenza invalidi -73’207.85 -57'067.20

Remunerazione capitale di previdenza PEAN 0.00 -1'106.25

Remunerazione capitale di previdenza assicurati con incapacità di guadagno -20’218.55 -7'289.90

Interessi diversi -4’797.44 -5'427.55

Ricavi da prestazioni assicurative 505’004.00 569'403.30

Prestazioni assicurative 505’004.00 569'403.30

Quote eccedentarie da assicurazioni 0.00 0.00

Oneri assicurativi -1’238’461.05 -1'821'905.55

Premi assicurativi -1’171’906.00 -1'743'943.00

Contributi a fondo / i di sicurezza -66’555.05 -77'962.55

Risultato netto della parte assicurativa -2’357’945.14 17'627.45


2011 2010

CHF

CHF

Risultato netto dell'investimento patrimoniale -10’527’992.00 6'226'971.56

Risultato da liquidità 675’493.67 5'187'679.59

Risultato da obbligazioni 703’642.98 -791'295.28

Risultato da azioni -8’806’689.25 2'362'135.46

Risultato da ipoteche 36’767.55 37'452.05

Risultato da fondi immobiliari 320’732.89 374'696.33

Risultato da investimenti alternativi -2’664’984.07 -97'624.19

Risultati diversi da interessi -112’458.58 -128'118.12

Costi amministrativi dell'investimento patrimoniale -680’497.19 -717'954.28

Spese derivanti dalla gestione patrimoniale 0.00 0.00

Scioglimento / Formazione riserve non tecniche 0.00 0.00

Altri ricavi 17’544.11 26'792.45

Ricavi diversi 17’544.11 26'792.45

Altri costi -50'973.04 -79'922.31

Costi amministrativi -1’966’480.37 -1'956'276.87

Costi amministrativi -1’024’055.35 -1'072'061‘.85

Costi per marketing e pubblicità -942’425.02 -884'215.02

Eccedenza di costi / ricavi prima della formazione della riserva per -14’885’846.44 4'235'192.28

oscillazioni di valore

Attribuzione del risultato d’esercizio a riserva per le oscillazioni di valore 0.00 0.00

Attribuzione del risultato d’esercizio a fondi liberi pool patrimoniale 14’885’846.44 0.00

Eccedenze costi / Eccedenze ricavi 0.00 4'235'192.28


Rapporto della gestione patrimoniale

Retrospettiva 2011 │ Nel primo trimestre 2011 non sono state proprio le notizie economiche a determinare l’andamento della

borsa. Prima sono giunte cattive notizie dalla Nuova Zelanda, devastata da un violento terremoto, quindi sono scoppiate le

agitazioni nei Paesi islamici del Mediterraneo e, in ultimo, il Giappone è stato colpito dal più potente sisma mai registrato fino

ad ora, a cui ha fatto seguito un violento tsunami che ha distrutto una centrale nucleare nel nord est dell‘arcipelago.

Nell’insieme, questi tre eventi hanno lasciato le loro tracce in tutti i settori del mercato dei capitali. La volatilità dei corsi azionari

si è raddoppiata nel mese di marzo, i mercati azionari hanno dovuto temporaneamente registrare perdite a due cifre, la struttura

monetaria ha risentito particolarmente delle conseguenze della catastrofe naturale giapponese e la situazione in parte precaria

del bilancio dei singoli stati industrializzati è stata ulteriormente aggravata dal fabbisogno finanziario per la ricostruzione, non

ancora prevedibile. La concomitanza del marcato aumento del debito pubblico e del fabbisogno finanziario supplementare per

le infrastrutture distrutte ha favorito, nei paesi industrializzati occidentali, una sensibile crescita dei tassi d‘interesse. Nel primo

trimestre 2011, il tasso swap quinquennale è aumentato del 21.27% per il CHF, del 23.83% per l’EUR, del 13.41% per l’USD e

del 13.08% per la GBP.

Il secondo trimestre 2011 è stato caratterizzato dall’inasprimento della crisi finanziaria europea e/o dalla questione di come

procedere in relazione al bilancio americano. Le discussioni o le questioni irrisolte relativamente alla crisi del bilancio statunitense

e la formulazione e definizione concreta dei pacchetti di aiuti per la Grecia, insieme al contemporaneo declassamento

della solvibilità della nazione Portoghese, hanno lasciato le loro tracce in tutti i settori del mercato dei capitali. I mercati azionari

hanno dovuto registrare perdite consistenti e, anche nel secondo trimestre, la struttura monetaria ne ha negativamente risentito

in misura considerevole.

Particolarmente negativo si è dimostrato il forte franco svizzero che ha fatto sì che, nel secondo trimestre 2011, con la sola

eccezione delle obbligazioni interne e degli investimenti immobiliari, nessuna categoria di investimenti abbia reso un contributo

positivo di performance in franchi svizzeri.

Il terzo trimestre 2011 è stato ancora caratterizzato dalla crisi finanziaria europea. La situazione debitoria di molte economie

nazionali si è ulteriormente inasprita. Il 6 settembre, la Banca nazionale svizzera si è vista costretta ad intervenire nei mercati

monetari fissando a 1.20 il tasso di cambio minimo del franco svizzero con l’euro. L’auspicata e marcata ripresa dei mercati

azionari non si è comunque verificata, soprattutto anche per il fatto che le previsioni congiunturali si sono offuscate ed è aumentato

il timore, da parte degli investitori, di una recessione mondiale.

In tale contesto i mercati azionari hanno ancora una volta perso considerevolmente terreno, per cui il regime dei corsi di cambio

introdotto dalla Banca nazionale svizzera e la derivante flessione del corso del franco svizzero, nel terzo trimestre, hanno

registrato un effetto positivo sull’andamento del valore. Tuttavia, fatta eccezione per l’indice Nikkei 225, tutti i principali mercati

azionari hanno registrato consistenti perdite di corso anche relativamente al franco svizzero.

Nel terzo trimestre 2011, soprattutto le categorie d’investimento difensivo, hanno riportato degli aumenti del valore, approfittando

della fuga degli investitori verso titoli di Stato presumibilmente più sicuri. Questo fenomeno ha contemporaneamente

prodotto interessi negativi nei prestiti della Confederazione a breve durata.

Il quarto trimestre 2011 è stato ancora caratterizzato dalla crisi finanziaria europea. La situazione debitoria di molte economie

nazionali si era ulteriormente inasprita. E‘ stato tuttavia possibile mantenere il tasso di cambio minimo introdotto dalla Banca

nazionale svizzera senza ulteriori interventi da parte della Banca nazionale. La convinzione che la politica avrebbe risolto la crisi

del debito nell‘Eurozona e i primi segnali, soprattutto provenienti dagli USA, che l’economia, contrariamente alle aspettative

del mercato, non stava scivolando in una recessione profonda e duratura, soprattutto nel mese di ottobre, ha generato una forte

ripresa dei mercati azionari. Questa ripresa non ha tuttavia avuto una lunga durata. Quando è parso evidente che implementare

una soluzione per la Grecia, tenuto conto dei creditori privati, non era così facile come avevano auspicato i capi di stato e gli

investitori, nei mesi successivi la fiducia degli investitori si è nuovamente affievolita.

L’indebolimento della fiducia degli investitori nei titoli di Stato di paesi fortemente indebitati ha portato a un vero e proprio crollo

dei corrispondenti corsi obbligazionari. Da un lato, per il rifinanziamento del prestito decennale scaduto, l‘Itala e la Spagna

hanno dovuto pagare più del 7% mentre dall’altro, le obbligazioni della Svizzera e della Germania sono state oggetto di un vero

e proprio interesse.


Riassumendo, si può affermare che il sistema finanziario 2011 non sopporta le tensioni della politica monetaria e di bilancio

nei grandi blocchi economici. Nella seconda metà dell’anno, la volatilità dei corsi azionari ha raggiunto ancora una volta valori

che hanno toccato il doppio e/o il triplo del valore medio registrato negli anni. In questo contesto di mercato, i mercati azionari,

fatta eccezione per gli USA, hanno perso terreno a livello mondiale e le flessioni dei corsi sono fondamentalmente difficili da

spiegare. Piuttosto, la mancanza di fiducia degli investitori, unita al timore di un’imminente recessione, profonda e duratura,

su scala mondiale, ha portato a una vera e propria fuga dalle azioni verso i classici strumenti d’investimento più sicuri, i titoli di

Stato e l‘oro. Lo scorso anno, di conseguenza, solo i titoli di Stato di paesi selezionati e l’oro hanno prodotto rendimenti positivi.

Evoluzione di indici azionari selezionati nel 2011

Indice in valuta originale in franchi svizzeri

MSCI World Index -7.62% -7.14%

Swiss Performance Index -7.72% -7.72%

S&P 500 0.00% +0.51%

Nikkei 225 -17.34% -12.07%

Euro STOXX 50 -17.05% -19.06%

FTSE100 -5.55% -5.57%

Prospettive 2012 │ Le aspettative nei confronti dei mercati finanziari per il 2012 rimangono invariate. Verso la fine del 2011,

i politici dell’Unione europea hanno finalmente deciso di adottare provvedimenti per arginare concretamente la crisi debitoria

dell‘Eurozona. Resta tuttavia ancora irrisolta la questione del risanamento del bilancio della Grecia. Fino a quando gli investitori

continuano a considerare la possibilità di un fallimento degli investitori, la fiducia degli investitori porterà solo lentamente,

se mai, a nuovi impegni nel mercato azionario. Questo, anche se i dati congiunturali provenienti dagli Stati Uniti indicano un

miglioramento della situazione economica.

Nonostante i debiti pubblici rappresentino anche per il futuro il rischio maggiore, riteniamo che nel corso del 2012 i mercati azionari

si stabilizzeranno e, soprattutto nel primo trimestre, registreranno progressi nei corsi. L’andamento successivo dipenderà

tuttavia dal comportamento degli investitori e, quindi, soprattutto dalla riacquistata fiducia degli investitori in una nuova crescita

economica in Europa e negli USA. Se si dovesse comunque arrivare a una bancarotta statale incontrollata della Grecia, con

conseguenze imprevedibili per il sistema finanziario globale e l‘Eurozona, si avrebbe nuovamente una fuga dalle azioni verso

titoli di Stato più sicuri e verso l‘oro. Non riteniamo comunque molto probabile il verificarsi di uno scenario di questo tipo.

A medio termine prevediamo, a livello mondiale, una crescita economica duratura. Questa espansione sarà più vigorosa negli

stati con una situazione finanziaria più stabile. tra i quali rientrano, fondamentalmente, i paesi emergenti. Prevediamo la crescita

più debole nei paesi pesantemente indebitati tra i quali si annoverano, in primo piano, i paesi industrializzati.

La sostanziale tendenza alla crescita della produttività a livello mondiale e l’aumento delle entrate rimarranno invariati. Dal

momento che la disoccupazione nelle economie nazionali eccessivamente indebitate diminuirà ma solo in misura moderata, i

rapporti commerciali continueranno ad essere tesi. Nell’ultimo ciclo congiunturale, nei paesi industrializzati, i consumatori hanno

chiaramente vissuto al di sopra delle proprie possibilità, cosa che non poteva non comportare una crescita relativamente

lenta del consumo nei paesi industrializzati stessi. La crescita salariale solo modesta nelle economie nazionali consolidate e

il relativo consumo ”ricorrendo al credito“ si abbina a un aumento solo moderato delle esportazioni negli altri paesi industrializzati,

anche se questi hanno appena iniziato a riprendersi dalla loro recessione. Fortunatamente molti paesi emergenti, nel

frattempo, presentano una situazione finanziaria estremamente positiva. La politica continua ad avere una forte influenza e la

politica economica, nella maggior parte dei paesi, mira a rianimare la congiuntura.

Importanti variazioni dei tassi di cambio nominali possono portare a una svolta di questo tipo in misura molto più consistente

rispetto a provvedimenti politici proattivi a livello politico. Dal momento che non è comunque molto probabile che la forte

crescita finanziata dal credito nei paesi industrializzati si mantenga tale, incentivare la domanda interna nei paesi emergenti

rappresenta il miglior modo di procedere per l’economia mondiale.


Nonostante la preoccupazione generale sullo stato dell’economia, siamo ottimisti sulle prospettive aziendali per il 2012. Inoltre,

la recente nuova correlazione tra i mercati ha aperto molte promettenti opportunità di investimento. Dopo gli ultimi tre anni caratterizzati

da oscillazioni, alcuni segmenti del mercato danno l’impressione di essere sottovalutati.

Nell’insieme, il peso dell’economia mondiale si sposterà dal mondo occidentale verso i paesi emergenti. I paesi industrializzati

si concentreranno sulla riduzione dei propri deficit di bilancio e i consumatori continueranno a ridimensionare i propri debiti.

Nel 2011 le aziende, sulla base della situazione economica incerta, hanno agito con prudenza e adesso, grazie a bilanci più

solidi e a maggiori riserve di liquidi, godono di una posizione migliore. Le aziende utilizzeranno una parte della loro liquidità

per generare una crescita organica degli utili, mentre un’altra parte la distribuiranno agli azionisti, aumentando i dividendi o

riacquistando azioni in misura marcata.

Azioni │ I mercati azionari, anche dopo i rialzi dei corsi nel 4° trimestre 2011, sono valutati secondo una prospettiva allettante.

I rapporti prezzo/utili continuano a muoversi considerevolmente al di sotto della media storica. Attualmente, i principali mercati

azionari presentano una flessione dei corsi verso la media storica di circa il 20%. Sulla base della ridotta crescita economica

nella maggior parte degli stati industrializzati occidentali e della persistente mancanza di fiducia degli investitori, i mercati

azionari continuano ad avere un andamento volatile. Senza una soluzione convincente di come poter ripristinare le finanze

pubbliche dei preoccupanti paesi europei, questa marcata volatilità continuerà a prevalere, impedendo un recupero duraturo

dei corsi nei principali mercati azionari.

Nonostante le previsioni contenute per il breve periodo per quanto riguarda la crescita economica non riteniamo che l’economia

mondiale scivolerà in una recessione globale di lunga durata. Consideriamo esagerate le riduzioni attuate dagli analisti

nell’ambito delle previsioni sugli utili per il 2012, ipotizzando un’imminente recessione mondiale. Prevediamo piuttosto che

le tendenze al rialzo degli indicatori anticipatori, che si sono viste alla fine dell’anno, continueranno a manifestarsi nel corso

del primo semestre 2012 con un conseguente crollo dei timori di un’imminente recessione da parte degli investitori. Con un

miglioramento delle previsioni congiunturali, i mercati azionari si muoveranno sempre più al centro dell’attenzione di investitori

istituzionali. Continuiamo a privilegiare gli investimenti azionari svizzeri. Certamente la forza del franco lascia anche le sue tracce,

tuttavia l’economia svizzera, nel caso di un recupero congiunturale, trarrà anche vantaggi in misura superiore alla media.

A questo proposito va considerata una limitazione. A seconda dei timori e delle speranze degli operatori del mercato con riferimento

agli andamenti che dominano il mercato e le opinioni, possono verificarsi improvvise inversioni radicali di tendenza.

Obligazioni │ Il problema dell’indebitamento resta in primo piano. Importanti passi per il risanamento dei bilanci sono stati

avviati a livello politico sia negli USA che in Europa. Quanto possano perdurare, deve essere ancora dimostrato. È un dato di

fatto che i risanamenti dei pesanti debiti pubblici possono risultare solo da una riforma incisiva delle economie nazionali interessate.

Siamo ancora convinti che l’Italia e la Spagna riusciranno a ripristinare i propri bilanci autonomamente nel breve periodo.

Indipendentemente dal processo di soluzione, prevediamo che l’euro non soccomberà. L’euro potrebbe restare tuttavia

sotto pressione finché non sarà trovata una soluzione convincente per la crisi europea del debito in generale e una soluzione

specifica per la Grecia. Sulla base della considerevole incertezza degli investitori e della conseguente fuga verso investimenti

presumibilmente ritenuti più sicuri, le rendite delle obbligazioni primarie stanno toccando i minimi storici. Le previsioni attuali dei

responsabili delle banche centrali lasciano concludere che il livello attuale dei tassi d’interesse durerà almeno fino alla fine del

2013. Se i macrodati non cambieranno radicalmente, non sono presi in considerazione nuovi impegni in titoli di Stato svizzeri

e tedeschi, né per il presente né in tempi brevi. Il denaro che si genera dalle obbligazioni viene pertanto in prima linea investito

nel mercato monetario, così da accorciare la durata media (duration) nel portafoglio.


Asset allocation al 31.12.2011

Performance degli investimenti (lordo)

Liquidità

Obbl. CHF

Obbl. In ME

Ipoteca

Azioni Svizzera

Azioni estero

Im. Svizzera

Im. Estero

NTA

Private Equity

Commodities

0.0% 5.0% 10.0% 15.0% 20.0% 25.0% 30.0% 35.0%

Asset Allocation strategica Asset Allocation tattica

Portafoglio

META

Indice di

riferimento

Differenza

Gennaio 0.86% 1.21% -0.35%

Febbraio 1.20% 1.55% -0.35%

Marzo -1.26% -1.26% 0.00%

1. trimestre 0.79% 1.49% -0.70%

Aprile 0.16% 0.47% -0.31%

Maggio -1.59% -1.30% -0.29%

Giugno -2.51% -2.44% -0.07%

2. trimestre -3.90% -3.23% -0.67%

Luglio -2.59% -4.11% 1.52%

Agosto -3.61% -3.36% -0.25%

Settembre -1.64% -0.04% -1.60%

3. trimestre -7.64% -7.37% -0.27%

Ottobre 3.19% 3.80% -0.61%

Novembre -1.06% -0.24% -0.82%

Dicembre 0.77% 2.02% -1.25%

4. trimestre 2.88% 5.64% -2.76%

Year to date -8.03% -3.90% -4.13%

Volatilità 6.37 7.67

Sharpe Ratio n.a. n.a.


Saremo lieti di fornirle maggior informazioni.

Le segnaliamo che il presente rapporto sintetico non è completo.

Il rapporto completo è disponibile nella versione tedesca al

sito www.meta-bvg.ch.

META Fondazione collettiva

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8301 Glattzentrum

Telefono 044 878 99 70

Fax 044 878 99 71

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