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2

Il Nuovo

Salite sull’automobile. Partite dal

lungomare, zona colonie, procedete

lentamente e iniziate a contare i negozi

aperti. La costante sono le saracinesche

abbassate. Arrivate nel

centro di Igea Marina: viale Ennio

ha due attività aperte. Via Tibullo

mette l’angoscia. Passate a monte

della ferrovia: fino allo scorso inverno

c’era un bar aperto nella piazzetta

davanti a Paperopoli. Adesso è

chiuso. In passato c’era anche un alimentari,

chiuso anche quello. L’unico

sopravvissuto è il tabaccaio. Igea

piange, ma Belverde non ride: tantissimi

i locali vuoti con i cartelli

“vendesi” o “affittasi” appiccicati ai

vetri. Il lungomare di Igea sembra

disabitato, in via Ovidio sono davvero

poche le attività aperte. Proseguite:

il porto, viale Panzini, la Cagnona,

la stessa Isola dei platani.

Saracinesche abbassate una dopo

l’altra. E’ la palpabile percezione di

una città senza vita e di un commercio

morente. Collassato. Se invece vi

venisse l’idea di compiere lo stesso

percorso quando è calata la sera, beh,

sarebbe una desolazione. Quest’aanno,

poi, il Comune ha risparmiato

anche sulle luminarie di Natale (si

veda il box nella pagina a fianco) e

questo di certo non aiuta.

Commercio

al collasso

Ogni anno aumentano i negozi chiusi nel periodo

invernale. A Bellaria, ma soprattutto a Igea, che

ormai è un paese fantasma. Mentre l’Isola continua

a drenare risorse.

Inutile nasconderlo

siamo una città dormitorio

“Lo scenario che ci troviamo di fronte

non è certo incoraggiante”, dice

Stefano Ferri, presidente di Confcommercio.

“Mentre l’estate fa registrare

una discreta tenuta della

rete commerciale, in grado di soddisfare

la richiesta dei vacanzieri, in

inverno il discorso cambia considerevolmente.

I vistosi cartelli con

vendesi e affittasi attività, che cominciano

a comparire anche nell’Isola

dei platani, la nostra vetrina pregiata,

ci dimostrano uno stato di sofferenza

allarmante.” Ferri sa bene

che il problema è serio: “Quello che

più ci preoccupa è il constatare che

la nostra realtà, pur aumentando

considerevolmente i suoi residenti,

di fatto non riesce a generare quell’effetto

città necessario alla vita delle

attività commerciali.” Anzi, stiamo

decisamente andando indietro:

“Si sta verificando il temuto effetto

città dormitorio, per cui i nuovi arrivati

prendono la residenza da noi

per via di un’offerta immobiliare

conveniente, ma continuano a “vivere”

altrove.”

di Claudio Monti

Cedesi attività. Cartelli come questo

se ne vedono ormai in abbondanza.

Così come abbondano le serrande

abbassate (nella foto in alto ci troviamo

sul lungomare di Igea Marina).

A fianco, la “serrata” in zona porto e

i negozi con la scritta “in vendita”

a Belverde.

Non meno preoccupato è il direttore

della Confesercenti bellariese, Gianfranco

Giorgetti: “La crisi del commercio

è iniziata qualche anno fa ed

è un trend in continua discesa legato

a numerosi fattori di ordine generale.

I grandi iper hanno messo in

sofferenza il piccolo commercio tradizionale.

Ma Bellaria soffre in modo

particolare, più di altri centri.” Qual

è la ragione di questa debolezza del

tessuto cittadino? “Intanto la vicinanza

dell’Iper, ma c’è anche il fatto

che i bellariesi non fanno la spesa a

Bellaria, non perché non ci siano dei

bei negozi, anzi, ma perché hanno

l’abitudine a spostarsi e a fare acquisti

altrove.” La grande distribuzione

è il tema ricorrente: “L’ingresso

degli ipermercati e degli Outlet ha

modificato il modo di intendere la

spesa e perfino lo shopping”, sottolinea

Stefano Ferri. “I nostri associati

ne sono pienamente consapevoli e da

tempo studiamo quali possano essere

le risposte di un’offerta troppo frastagliata

e di conseguenza debole.

Una soluzione va rapidamente trovata

per contrastare questa fuga nel

periodo invernale, che colpisce Bellaria

ma ancora di più Igea Marina.”

Isolati e senza un

bacino d’utenza

La crisi è generale e colpisce un po’

tutta la riviera, sia chiaro. “La situazione

economica e l’incertezza sul

futuro non invogliano a spendere”,

dice Gianfranco Giorgetti. Ma a Bellaria

Igea Marina la rete commerciale

è in ginocchio, il che significa

che ai problemi generali se ne sommano

alcuni del tutto locali, che

amministrazione comunale e categorie

economiche dovrebbero invece

mettere a fuoco al più presto. Due

di questi problemi sono noti non da

oggi. “La città non attira un bacino

d’utenza esterno. A Cesenatico, ad

esempio, gravita l’utenza di Cesena


copertina

3 Il Nuovo

Il Palazzo illumina chi vuole, gli altri al buio

Lo scorso anno il Comune spese 35

mila euro per le luminarie di Natale.

Tutto compreso, anche i consumi.

Quest’anno ha tagliato 5

mila euro ed è sceso a 30 mila (la

metà vanno in consumi). E quindi

ha fatto delle scelte: a Igea Marina,

ad esempio, il Comune ha deciso

di non mettere nemmeno una

stellina in via Ovidio e un filo di

luci sul lungomare. In compenso

ha escogitato (il neoassessore al Turismo?)

“l’idea più luminosa”, che

già chiamarla idea ce ne vuole.

Eccola: “Fra tutti i cittadini di

Bellaria Igea Marina che vorranno

addobbare con decori luminosi

balconi, giardini e altri spazi privati

o pubblici, il Comune premierà

con un riconoscimento quello

più originale e d’effetto”. Accidenti

che “sparagnini”. Non solo non

piazzano

nemmeno

una luminaria

in

luoghi

centrali,

ma vorrebbero

che fossero i privati a illuminare

gli spazi pubblici.

In passato il Comune inventò la

“copartecipazione” alle spese per

l’installazione dei tradizionali addobbi

luminosi: oltre alla

erogazione di un contributo lordo

pari al 40% della spesa complessiva

del noleggio, c’era anche la copertura

del costo totale per il consumo

elettrico e il disbrigo delle

relative pratiche presso l’Enel.

Eliminato questo contributo che

l’amministrazione comunale assegnava

ai

privati

che intendevano

partecipare

agli

allestimenti

luminosi,

adesso hanno tagliato ancora

qualcos’altro, decidendo di

illuminare alcune zone ed altre no.

“E la città s’illumina...”, c’è scritto

nel programma degli eventi di

Natale messo a punto dal Comune.

E il 2 dicembre, giorno in cui

le luminarie sono state accese, visto

l’annuncio, tutti si aspettavano

a Bellaria Igea Marina qualcosa

di molto simile all’effetto New

York: cascate di luci da mozzare il

fiato. E invece intere zone di Igea

Marina sono rimaste al buio. E ad

illuminarsi di rabbia sono stati

molti cittadini che hanno chiamato

la nostra redazione per segnalare

il fatto. Uno di questi cittadini,

giusto per rimanere in tema, ha

commentato: “In Comune abbiamo

gente davvero illuminata.”

Tolte l’Isola (qui il Comune si fa

carico solo degli allacci per i presepi

nei tini) e la Borgata, che hanno

acquistato le loro luminarie, gli

amministratori si sono assunti

l’onere (!) di profilare con le luminarie

qualche albero, la Torre Saracena,

la Biblioteca, il vecchio

Macello. E di piazzare un po’ dei

soliti “fili” luminosi nelle vie Rubicone,

Arno e Torre, il porto, via

Perugia, a lampioni alternati in

via Panzini. Poi alcune rotatorie:

quella di via Roma, F.lli Cervi, vie

Orazio e Properzio. Urca che luce!

e Forlì”, dice Raffaello Presepi, commerciante

e in passato presidente di

Confcommercio. Bellaria non esercita

quasi più nessuna attrazione

come città se non per la sua ricettività

residenziale. E non è raggiungibile,

è penalizzata dalla viabilità:

chi scende da Santarcangelo è naturalmente

orientato a dirigersi verso

Rimini. Chi arriva da Savignano e

Cesena, è indotto a far rotta su Cesenatico

e Milano Marittima. “La nostra

città non è facilmente raggiungibile,

non ha parcheggi, la viabilità

costringe a fare lunghi e tortuosi

percorsi prima di arrivare in centro”,

aggiunge Raffaello Presepi. “La

situazione è nera: molti ci provano a

rimanere aperti ma poi sono costretti

a chiudere perché non c’è anima

viva in giro a Bellaria Igea Marina

in inverno”.

Gianfranco Giorgetti la vede così:

“Occorre lavorare in due direzioni”,

dice, “fidelizzare la clientela bellariese

e invogliarla a fare acquisti in

loco, e poi mettere a punto strategie

per cercare di “catturare” un pubblico

più ampio. Ma è una gara molto

dura perché la concorrenza è enorme.

Occorre lavorarci molto ma non

si può essere troppo ottimisti.”

L’Isola sopravvive con

continue flebo di risorse

“Servono anche eventi attrattivi”,

suggerisce Confcommercio. Certo,

ma gli eventi si organizzano in base

agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

E chi sta pensando ad un “piano

strategico” generale che vada ben

oltre la sola Isola dei platani? Oggi è

tutta la città che ha urgente bisogno

di un riposizionamento, di capire

cosa debba diventare nel medio e

lungo termine.

Per quanto riguarda l’Isola dei platani,

l’amministrazione comunale

sembra in balia di un’ossessione:

quella di voler fare comunque qualcosa

per non perdere l’unico “simbolo”,

degli ultimi 20 anni, di una città

che ha saputo rinnovarsi. E per

questo il Comune è disposto a tenere

in vita l’Isola con una flebo continua

di risorse. Investimenti su investimenti

che fino ad oggi non hanno

però portato risultati rilevanti. Per

rimettere a posto la pavimentazione,

ritoccare l’illuminazione, il verde

e il sistema di irrigazione, il Comune

spenderà 280 mila euro. Altri

420 mila euro (100 mila della

Provincia, 20 mila sono fondi europei

e 300 mila escono dal bilancio

2007 del Comune) andranno in progetti

finalizzati a rianimare l’Isola.

Ci prova anche l’Associazione Isola

dei platani, che raggruppa 71 esercizi

commerciali (coinvolge Confcommercio,

Confesercenti, Cna, Comitato

dell’Isola e Associazione 2000 Giovani),

presieduta da Carlo Turi mentre

il vice è Fabrizio Masciantonio. Ma

è davvero difficile che l’Isola possa vivere

in un paese commercialmente

morto. Occorre una strategia più

ampia.

“Approviamo quanto l’amministrazione

sta facendo con il cinema teatro

Astra, a condizione che non vengano

distratte risorse dal settore turismo

per pagare la stagione teatrale”,

dice Stefano Ferri. “Così come sosteniamo

il lavoro dell’Associazione

Isola dei platani e più in generale tutto

ciò che serve a portare gente. Ma ci

vuole una marcia in più, risorse economiche

e umane per fronteggiare

la difficoltà che stiamo vivendo.”


quartieri

4

Il Nuovo

La composizione dei Consigli

Gli eletti

Conti Carlo Celestino 82

Boghetta Ilaria 66

Foschi Eros 62

Cesari Pier Luigi 5 7

Andrenacci Mauro 42

Biagetti Walter 39

Grillo Selene 39

Zammarchi Stefania 39

Guerriero Nunzio 3 7

Quartiere n. 1: Bellaria

Quartiere n. 2: Igea Marina

I non eletti

Parma Sergio 3 6

Zanotti Gabriele 3 1

Rinaldi Luca 2 6

Vasini Egisto 1 6

Ianniello Nicola 1 1

Pozzi Franco 1 1

Sì ai Quartieri

ma pochi i votanti

E’ nata l’Isola di Giò

1883 votanti su 13.530. Un successo secondo il sindaco.

I candidati più votati fanno riferimento all’opposizione.

Il quorum del 5% è stato ampiamente

superato, ma su 13.530 elettori,

solo in 1883 hanno esercitato il diritto

di voto che domenica 3 dicembre

ha portato alla nascita dei consigli di

Quartiere. Nel quartiere n. 1, quello

di Bellaria, su 5.932 elettori si sono

recati al seggio in 594; a Igea Marina,

418 su 2.511; a Bellaria monte,

quartiere n. 3, 184 su 1.546, mentre

a Bordonchio si è registrata la

percentuale più alta, 687 su 3.541.

Visto il lavoro di informazione pari

a zero fatto dall’amministrazione comunale,

si può dire che i cittadini di

Bellaria Igea Marina siano abbastanza

attenti. Ma chi può affermare con

un briciolo di fondamento che questa

occasione, che avrebbe potuto essere

di confronto e di coinvolgimento

dei cittadini, sia stata sfruttata a

dovere? Solo il sindaco, che ormai ci

ha abituati a dire tutto e il contrario

di tutto nonostante la realtà. E così

ha fatto anche questa volta: “Non

posso nascondere la mia soddisfazione”,

ha detto, “questo bel risultato

significa che l’amministrazione ha

lavorato in termini di informazione

e sensibilizzazione al voto e la città

ha risposto”.

Non la pensano allo stesso modo nel

partito nel quale Scenna milita, e lunedì

mattina alcuni autorevoli esponenti

dei Ds commentavano la scarsa

affluenza come un mezzo fallimento

di questa operazione. Chi ha un

po’ di memoria ricorderà infatti che

il referendum che si svolse con i “totem”

computerizzati, durante l’era

Nando Fabbri, portò alle urne circa

il 30% degli elettori.

Piuttosto risulta evidente che questa

bassa percentuale di elettori è

stata “mossa” dal lavoro fatto da un

buon numero di candidati (alcuni

hanno battuto casa per casa), dal

giro che sono riusciti a muovere le

forze politiche e dal can can mediatico.

Fosse stato per il sindaco queste

elezioni sarebbero finite in uno sbadiglio.

Dando un primo sguardo ai risultati,

si notano tre ottime performance

personali, e sono quelle di Michele

Neri, Gino Frisoni e Carlo Conti. Buono

anche il piazzamento di Mauro

Andrenacci, coordinatore di Altra

Idea (il gruppo consiliare di Vittorio

Guerra) che probabilmente ha raccolto

lo scontento della Cagnona verso

il Palazzo e il sindaco in particolare.

Se si dovesse applicare la suddivisione

fra schieramenti politici, tre

presidenti potrebbero andare al centrodestra

e uno al centrosinistra.

Gli eletti

Bergami Rodolfo 51

Mercuriali Valerio 50

Forlazzini Francesca 49

Serafini Pierluigi 44

Gasperini Pierluigi 42

Gasperini Giuseppe 33

Gobbi Barbara 30

Brandi Ersilio 26

Marchini Massimo 20

Gli eletti

Amati Piercarlo 29

Domeniconi Giorgio 29

Capitani Marco 25

Abbondanza Rosarita 21

Gollinucci Gino 20

Angelini Barbara 16

Esposito Gennaro 15

Baschetti Adriano 11

Lilla Mirco 11

Gli eletti

Neri Michele 107

Frisoni Gino 103

Monticelli Ivan 80

Semprini Stelio 56

Biordi Sergio 53

Bordoni Simone 44

Cecchi Emanuele 41

Pascali Antonio 38

Bellavista Paolo 28

Quartiere n. 3: Bellaria Monte

Quartiere n. 4: Bordonchio

I non eletti

Rinaldi Piergiorgio 1 9

Borrelli Antonio 1 5

Nucci Christian 1 3

Garattoni Morena 9

Maraldi Franca 9

Savini Tarcisio 3

Laneve Sonia 2

I non eletti

Bracci Aldo 4

I non eletti

Scagnelli Cristian 2 8

Orzelleca Vincenzo 2 7

Sarti Fabio 2 2

Tomassoni Patrizia 2 1

Ruggeri Maria Giovanna 8

Casadei Elena 7

Amovilli Roberto 6

Gadaleta Vito 4

Parentignoti C.M.Antonietta 3

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il caso 6 Il Nuovo

Niente Darsena senza garanzie che l’erosione non mangerà la spiaggia

Leggendo l’articolo di Vittorio Guerra

sull’ultimo numero del Nuovo

(23 novembre) riguardo la nuova

darsena che dovrebbe essere costruita,

mi trovo sorprendentemente

d’accordo su tutto quello che è stato

scritto. Una darsena così come progettata,

è sovradimensionata, ed è

giusto il paragone con i 620 posti

barca della darsena di Rimini, non

ancora tutti occupati, e i 350 posti

previsti per quella di Bellaria Igea

Marina. Se facciamo le dovute proporzioni,

o a Rimini ne hanno costruiti

pochi, oppure nella nostra

città ne sono stati progettati troppi,

ed io sostengo che si tratti della seconda

ipotesti. A Rimini la darsena

c’è da qualche anno, ma il porto

canale è ancora pieno e strapieno di

barche: questo succederà anche da

noi, è inevitabile, perché molti non

sono d’accordo a spendere fior di

quattrini per tenere ormeggiata la

propria barca nella darsena.

Una darsena più grande non porta

certamente più turisti, ma di sicuro

ne porta via: tutti quelli che occupano

i circa 400 ombrelloni con

le relative attività connesse. Succederà

laddove, causa la darsena,

scomparirà la sabbia, ed è giusto

ricordare, anche se non dovrebbe

esserci bisogno, che la spiaggia è il

bene più prezioso che abbiamo. Che

turismo avremmo avuto a Bellaria

Igea Marina senza la spiaggia? Qui

Guerra dice che non vorrebbe essere

nei panni di quei bagnini costretti

a scrutare l’orizzonte. Io aggiungerei:

albergatori, baristi, ristoratori,

commercianti, gelatai… Perché

un progetto del genere non dà

nessuna garanzia riguardo al fenomeno

dell’erosione, mentre un progetto

serio dovrebbe stabilirlo in via

prioritaria, chiarendo quali potrebbero

essere i rischi reali. Solo in base

a questi studi si dovrebbe decidere

la progettazione della darsena.

Ogni qualvolta sono state poste domande

sull’erosione ai nostri amministratori

o agli addetti ai lavori,

la risposta è stata sempre evasiva

e irresponsabile. Ma vi rendete

conto cosa succederebbe se si verificasse

veramente il fenomeno dell’erosione?

E da qualche parte si

verificherà!

Quelli, come me, che hanno più di

mezzo secolo di vita, ricorderanno

sicuramente cosa è accaduto appena

hanno prolungato il molo di Rimini,

all’inizio degli anni ’50. Subito

dopo è scomparsa in un batter

d’occhio al spiaggia a San Giuliano,

Viserba, Torre Pedrera, Igea Marina,

Bellaria, San Mauro Mare e via

via fino a Cesenatico e oltre. Si è stati

costretti in fretta e furia a costruire

le scogliere per difendere l’abitato,

visto che in alcuni tratti il

mare aveva demolito anche delle

abitazioni. Dal 1957 al 1962 venivano

costruite le scogliere a Bellaria,

poi a Igea Marina, e molti ricorderanno

in che condizioni si lavorava

allora in spiaggia. Fortunatamente

quelle scogliere hanno dato

degli ottimi risultati, e grazie a questa

barriera di difesa l’economia del

nostro paese ha potuto tirare un sospiro

di sollievo. Ora, anche se in

forma minore, ma sufficiente per

mettere in ginocchio diverse attività

economiche di Bellaria Igea

Marina, vogliamo rischiare ancora?

No! Vogliamo delle garanzie,

fondate su studi seri. Poi parliamo

della darsena, dei 400 appartamenti

che verranno costruiti (un motore

immobiliare esagerato), della riqualificazione

della spiaggia che è

finita nel dimenticatoio, del ripascimento

(non sono a conoscenza di

nessuno studio appropriato). Parliamo

di tutto quello che vogliamo, ma

prima – ripeto – vogliamo delle garanzie

serie che non si verifichi nessun

fenomeno di erosione. E’ meglio

rimanere con una spiaggia grande

e una darsena ridotta, piuttosto che

avere una spiaggia ridotta e una

darsena grande.

Mario Bassi

Presidente Cooperativa Bagnini

Bellaria Igea Marina

Artigiani sul piede di guerra

I lettori del Nuovo ricorderanno che agli

inizi di quest’anno ci siamo occupati

della “variantina” adottata dal Comune

che permetteva di aumentare del

6% le aree artigianali. I 38 mila metri

quadrati a disposizione, sono stati “spalmati”

sul territorio andando ad implementare

6 insediamenti esistenti. Nel

frattempo sono arrivate le osservazioni

(14 in tutto) e due rilievi abbastanza

marginali della Provincia, e il 29

novembre il consiglio comunale ha definitivamente

approvato la variante,

col voto contrario di tutta la minoranza

ed anche di Vittorio Guerra. Il primo

dato è che entrambe le associazioni

degli artigiani, Cna e Confartigianato,

hanno criticato durissimamente

la variante. “E’ una variante inaccettabile”,

ha detto Diego Giungi, presidente

Cna. “Invece di dare risposta a

legittime esigenze di singole imprese,

si è concessa la possibilità di edificare

capannoni a chi non ha alcun progetto

La “variantina” approvata dal solo gruppo di

maggioranza, si è attirata le critiche feroci di Cna

e Confartigianato. Strano? Nemmeno un po’.

d’impresa se non quello di fare speculazione

edilizia alle spalle delle nostre

imprese.” Ed ha aggiunto: “Non accettiamo

che venga privilegiata la rendita

al lavoro e la speculazione all’impresa,

sfruttando fra l’altro l’ultimissima

possibilità alla data odierna di utilizzazione

del territorio rappresentata

dal famoso 6% dell’esistente.”

Non meno dura la Confartigianato,

che per bocca del presidente Narciso

Piccin, ha detto che “il sindaco e la

giunta sono poco attenti alle reali esigenze

e necessità degli artigiani. Gli

artigiani hanno bisogno di avere risposte

vere e rapide, altrimenti continueranno

a fuggire da Bellaria, come alcuni

hanno già fatto.”

Nel dibattito in consiglio comunale,

pressato da Giovanni Giovanardi

(Nuova Civica), l’assessore Antonio

Bernardi aveva detto che “tutto l’iter

della variante per l’implementazione

delle aree artigianali è stato seguito da

un confronto con le associazioni di categoria.”

Ma Piccin fa notare che “l’amministrazione

comunale ha solo comunicato

decisioni già prese, anche nel

merito delle aree individuate.” Su questo

punto in consiglio comunale c’è stato

un acceso confronto. Giovanardi ha

detto di chiedere da mesi (lo ha fatto

anche all’interno della commissione

che ha esaminato la variante) all’assessore

Bernardi, di conoscere tutte le

domande presentate dagli artigiani in

Comune, in modo da verificare con

quali criteri sono stati individuati i sei

che sono stati “premiati” dalla variantina.

Ma ancora non gli è stato comunicato

nulla. Ha sollevato anche la

questione di alcune “situazioni anomale”,

cioè “la comparsa dei cartelli “in

vendita” relativi a lotti artigianali e a

porzioni di capannoni che potevano essere

riconducibili a quelli sbloccati dalla

variante”. C’è solo un caso, ha risposto

Bernardi. Solo?

Alla fine la variante si è rivelata un

mezzo fiasco. E in attesa che si concretizzi

qualcosa nell’area a confine con

San Mauro mare (“entro 2-3 mesi porterò

la questione in consiglio”, ha detto

l’assessore), c’è poco da stare allegri. Il

Piano dei servizi già approvato, ha

“congelato” le aree artigianali in attesa

del nuovo Prg, mentre il Ptcp provinciale

non ha previsto nulla dal punto

di vista degli insediamenti artigianali

a Bellaria Igea Marina. “Visto che

il Parco della musica sembra in un vicolo

cieco (non è stato previsto nel nuovo

Ptcp e sono ampiamente scaduti i 6

mesi di tempo in cui la Torno avrebbe

dovuto verificarne la fattibilità), chiediamo

che l’area su cui sarebbe dovuta

sorgere questa struttura venga, al-

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il caso 7 Il Nuovo

meno in parte, messa a disposizione

degli artigiani”, dice Piccin.

Roberto Turroni, Lista della città, ha

sostenuto in consiglio comunale che

“Bellaria Igea Marina in questo momento

ha un’economia che traballa e

alla prima crisi legata all’immobiliare

andranno in difficoltà la maggior parte

delle attività produttive. E’ un territorio

abbandonato dalla classe politica

locale ed anche dalla Provincia”, ha

detto Turroni. Vittorio Guerra è uscito

dall’aula al momento del voto: motivo?

Ha scelto la protesta perché - ha

detto - l’area più grande interessata

dalla variante (pari a 139.596 metri

quadrati) è passata da una destinazione

artigianale ad una turistica. E’ quella

che si trova vicino alla statale 16,

raggiungibile da via del Bragozzo.

Grazie di esistere

nonna Emilia

Si chiama Emilia Giannini

(nella foto davanti alla torta

del compleanno), è nata il 17

novembre 1908 e quindi è vicinissima

al fatidico traguardo

dei 100 anni, al quale si sta approssimando

in ottima salute.

Vive nella zona Valletta, in via

Garibaldi, circondata dall’affetto

del figlio Walter Saponi,

della nuora Norma e del nipote

William. La famiglia è il suo

“nido” di affetti, ma non le

mancano nemmeno altre persone

che le vogliono bene.

E lei, perfettamente lucida,

trasmette serenità e gioia di

vivere a tutti coloro che incontra.

La sua vita poggia e si alimenta

su una grande fede in

Dio, tanto che riceve la Comunione

tutte le settimane.

Di recente è incappata in un

“incidente” (gli imprevisti

non guardano l’anno

di nascita): una brutta

caduta le ha provocato la

frattura del femore. Ma

Emilia ha reagito come

una giovane: nei tempi

di una normale ripresa,

è guarita ed è tornata a

camminare.

Ci vuole ben altro per mettere

alla prova nonna Emilia, che è

entrata nel cuore di molte persone.

Ed è per questo che tutti i bordonchiesi,

attraverso il nostro

giornale, vogliono dirle: “Grazie

di esistere”.


in breve

8

Il Nuovo

Colletta Alimentare

3900 chilogrammi raccolti a

Bellaria Igea Marina

Di anno in anno la Colletta alimentare

migliora il suo “bottino”. E per l’edizione

2006, che si è svolta sabato 25

novembre, nei supermercati di Bellaria

Igea Marina davanti ai quali è stata

effettuata la raccolta, i cittadini

hanno lasciato 3900 chilogrammi di

generi alimentari. Lo scorso anno la

raccolta si era fermata a 2800 chilogrammi.

Nella provincia di Rimini

l’iniziativa ha fruttato 106.000 kg.,

in regione 918.281 kg. e su scala nazionale

8.350 tonnellate di prodotti

alimentari, 200 tonnellate in più rispetto

allo scorso anno.

La Fondazione Banco Alimentare “ringrazia

di cuore tutti coloro che anche

quest’anno, in un momento di difficoltà

economica, hanno deciso di donare

una parte della loro spesa per i

poveri del nostro Paese.” Appuntamento

al 2007.

UIL informa

Domanda di disoccupazione

nella sede di via don Milani

L’ufficio Uil di Bellaria (via don Milani

3, tel. 0541.341223) informa

tutti i lavoratori saltuari e stagionali

che dal primo gennaio al 30

marzo 2007 è possibile presentare

la domanda di disoccupazione requisiti

ridotti. Inoltre, i dipendenti del

settore edilizia e quelli del settore industria,

rispettivamente il venerdì

pomeriggio e il sabato mattina, possono

trovare presso la sede Uil i rappresentanti

sindacali di categoria

per ogni informazione relativa a

buste paga, contratti e altro.

La “Teresina” s’è

rotta l’osso del collo

I risultati “turistici” annunciati

dal sindaco ancora non si sono

visti, ma la trasferta americana

della “Teresina” un risultato

l’ha prodotto: la rottura del piede

dell’albero (foto a sinistra). Il

Comune aveva detto che la barca

era tornata “integra e in perfetto

stato da New York”. Ma le

bugie, pur facendo crescere il

naso molto lungo, hanno le gambe

corte. Cosa dice l’Associazione

barche sull’Adriatico, che il bragozzo

l’ha restaurato?

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Tel. 0541.343811

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notturno) Tel. 0541.343132


società

10 Il Nuovo

di Emanuele Polverelli

Eccoci dunque, grazie ai vostri voti,

all’interno del consiglio d’istituto.

Quale è il senso di questa candidatura

lo abbiamo già detto. Siamo qui per

aprire una finestra, più profonda ed

efficace, all’interno del mondo della

scuola, ovvero in uno dei mondi più

complessi e difficili oggi, come dimostrano

le notizie che tutti gli organi di

informazione vanno ripetendo. Uno di

quei luoghi dove chi lavora all’interno

si trova “in prima linea”, in contatto

diretto con quella “crisi” che sembra

attanagliare la nostra società da

decenni.

Apriamo questa finestra, dunque, perché

si conosca quel che la scuola vive.

Una finestra perché si sappia ciò di cui

la scuola ha bisogno.

Di questa finestra non deve avere timore

nessuno. Perché in ogni luogo,

quando le finestre sono aperte, c’è aria

più fresca e pulita.

Iniziamo questo viaggio con il primo

atto: l’elezione del presidente del consiglio

d’istituto. Avevo espressamente

e pubblicamente richiesto al nuovo

consiglio di istituto un gesto di buona

volontà, un gesto che dimostrasse l’intenzione

del consiglio di aprirsi alla

voce dei genitori. Come tutti sanno,

per oltre due sessioni elettorali, questi

veniva prescelto tra i candidati della

lista sconfitta (e sonoramente sconfitta).

Non solo. Da almeno due sessioni,

veniva preferita una persona con pochi

voti ad altri che avevano avuto

consensi plebiscitari. Quest’anno finalmente

è avvenuto un cambiamento.

Il consiglio di istituto ha eletto come

presidente Luigi Serafino, membro

della lista n.II, quella che ha ottenuto

più voti.

Quel che è accaduto, è qualcosa di rilevante

e va ben al di là dell’elezione

di un presidente. La cosa più interessante,

e che fa ben sperare per un proficuo

lavoro futuro, è l’accoglimento

dell’appello ad andare oltre vecchie

logiche. In fin dei conti poteva essere

legittimo aspettarsi dagli insegnanti

un voto che portasse ad una presidenza

più accomodante, prevedibilmente

meno critica. Invece si è guardato

oltre. Lo stesso ha espresso la mia lista

(n.1), ponendosi in sinergia con la 2 e

non accampando candidature che

avrebbero potuto fare il gioco del mantenimento

di vecchi equilibri, dissipando

i voti disponibili. Ma non è solo

questione di calcolo. C’è altro, e forse il

Un primo positivo

segnale nella scuola

Dopo l’ottimo risultato dell’elezione di Luigi

Serafino, i rappresentanti dei genitori fanno il

punto sul lavoro che li attende.

La soddisfazione del “Comitato”

“Fumata bianca all’Istituto Comprensivo

di Bellaria Igea Marina.”

Così il Comitato dei genitori, saluta

l’elezione di Luigi Serafino, candidato

della lista II, alla presidenza del consiglio

d’Istituto. “Finalmente è stata

smantellata la consuetudine in vigore,

secondo la quale il presidente del

Consiglio d’istituto proveniva dalla

lista con il minor numero di preferenze.

Era ormai diventato il tormentone

di questi giorni e probabilmente

una delle cause che ha portato i genitori

a non credere molto a questo Organo

collegiale. Della serie: “comunque

vada, eleggono sempre chi vogliono

loro ignorando il risultato elettorale,

ignorando il nostro voto e i

genitori”.

E’ un risultato questo, che ottenuto

alla seconda votazione (maggioranza

relativa), indica una chiara inversione

di tendenza. Probabilmente la

presenza dello stesso Comitato all’interno

del consiglio d’istituto, che è riuscito

a scuotere e far accettare alla

scuola (insegnanti) di rispettare la

volontà dei genitori. Per questo un

ringraziamento va a coloro che, nel

corpo docenti e personale Ata, con il

loro voto a favore, hanno permesso

questo soddisfacente risultato. Un

ringraziamento particolare va formulato

alla lista I, i cui consiglieri

hanno appoggiato le scelte del Comitato

genitori rafforzando ancor più

quel legame rappresentato dalla condivisione

di punti di vista e di progetti

sulla scuola.

Il Comitato dei genitori, fedele agli

impegni assunti nel programma (edilizia

scolastica, informazione e dialogo,

miglioramento dei servizi, ampliamento

del ciclo studi) invita tutti

a fare tesoro di questo risultato e a

fare sentire la propria voce, tramite i

rappresentanti scolastici ovvero direttamente

ai consiglieri eletti, affinché

vengano alla luce e quindi trattate

da tutte le componenti del Consiglio

d’istituto le problematiche della

scuola, nell’interesse di tutti ma soprattutto

dei nostri figli.

Il Comitato dei genitori

messaggio è stato compreso, se è vero,

come è vero, che della componente

docente-personale ATA, solo 3 o 4 su

10 (con tutta probabilità e da semplici

calcoli) hanno preferito il candidato

della lista n.3. Questi, specifichiamolo,

era all’interno del consiglio non

per aver raggiunto il suffragio necessario

(terzo su due posti, con solo 20

preferenze) ma per la rinuncia di Cristina

Belletti. A prescindere da questioni

personali (non abbiamo nulla

contro nessuno!) una tale elezione sarebbe

stata oggettivamente “curiosa”.

Insomma il dato indiscutibile che va

rilevato, consta nel fatto che il neopresidente

ha ricevuto voti da parte

del corpo docente e personale ATA, oltre

che dai genitori delle liste n.1 e 2,

mettendosi così in evidenza un forte

bisogno di rinnovamento e di apertura

all’interno della stessa scuola. Rilevante

in particolare è la iniziale coesione

tra le due liste dei genitori (1 e

2) che intendono esprimere questo

cammino di rinnovamento. La convinzione

comune è quella di dover essere

un “valore aggiunto” per la scuola

e non una forza di contrasto, così da

permettere alla scuola di uscire da una

situazione in cui, in questi anni, oggettivamente

è stata schiacciata.

Il compito oggi è chiaro e indiscutibile.

Occorre chiedere di più alle autorità

competenti perché l’edilizia, i laboratori,

i servizi assumano i connotati

di un paese civile. Pare che si possa

dire senza alcuna smentita che quanto

di qualità c’è nella scuola bellariese,

dipenda da notevoli sforzi interni,

in mezzo a qualche pecca come è ovvio,

che essa ha saputo mettere in gioco.

Ma in termini di attenzioni ricevute

dall’amministrazione siamo a

livelli davvero preoccupanti. Ebbene,

occorre non essere compiacenti con

questa situazione che scandalizza ogni

cittadino a prescindere dalle sue appartenenze

politiche o ideologiche.

Dare una spinta in più, così da smuovere

una macchina amministrativa

sonnecchiosa è il compito che spetta a

tutte le competenti della scuola e in

primis, almeno moralmente, al consiglio

d’istituto.

Il primo passo è stato interessante e

sembra manifestare una volontà nuova.

Se così sarà anche in futuro, su

questioni ben più importanti, lo vedremo.

E noi saremo qui per documentare

e per informare, sempre “attenti,

costruttivi e graffianti”.


società 11 Il Nuovo

La difesa della famiglia

unisce i cattolici di

Bellaria Igea Marina

Erano ben 120 le persone che hanno riempito la

saletta del Palazzo del turismo, giovedì scorso. Accalcati,

taluni in piedi, hanno seguito l’incontro

sul tema “i Pacs della discordia”, organizzato dalle

parrocchie di Bellaria, Igea Marina, Bordonchio

e San Mauro Mare. Un incontro, senza ombra

di dubbio, spumeggiante e che, per chi lo

avesse perso, può essere seguito in formato audio

sul sito del nostro giornale alla sezione podcast

(www.ilnuovo.rn.it). Grande mattatore è stato

Umberto Folena, invitato d’onore, che ha intrattenuto

la folla con una relazione “fuori dalle righe”,

fatta di lazzi e battute, oltre che di interessanti

riflessioni. Una nota di merito va anche al

pubblico assai attento, capace di seguire le due

ore di incontro senza mai disperdersi e di portare

un valido contributo al momento del dibattito. Le

parrocchie riprendono così a tessere un filo che

aveva avuto un importante precedente con il documento

relativo al paese di circa dieci anni fa.

Poi, a seguito anche di polemiche e divisioni, il

silenzio. La ripresa di questa presenza pubblica

dei “cattolici in quanto cattolici”, si è avuta circa

un anno fa, in occasione del referendum sulla legge

40 (fecondazione artificiale) e poi con questo

incontro sui PACS. Due temi, dunque, di carattere

eminentemente etico, che hanno rinsaldato

una più forte unità tra i cattolici bellariesi.

L’incontro, ancor prima che criticare i Pacs, si è

svolto all’insegna della positività e della fiducia

che nella famiglia siano rintracciabili risorse importanti

e fondamentali per la società e l’Italia.

Dopo un excursus giuridico dell’ avv. Primo Fonti,

Folena ha tratteggiato un quadro particolarmente

attento a quanto i mass media propongono

quale (desolante) modello e giudizio sulla famiglia.

Poi è passato a criticare quel concetto di

“modernità liquida”, ovvero allergica a qualsiasi

forma di stabilità e di solidità, che il relatore ritiene

prevalentemente figlia del “mercato”, bisognoso

di produrre sempre nuovo dinamismo e nuovo

consumo.

Indubbiamente spunti da riprendere e sviluppare.

Ad esempio, ci chiediamo, è sufficiente tale

riferimento al mercato, per giustificare e comprendere

la “liquefazione della società e dell’uomo”,

a cui stiamo assistendo? E’ questa la prima

causa di una situazione di vuoto senza precedenti,

o c’è molto di più? C’è da ragionare e forse completare

un percorso che, come si vede, è appena

iniziato. In ogni caso, alla fine dell’incontro e del

dibattito, è rimasto un segnale chiaro: la necessità

di vincere la paura in cui certa cultura ci fa

annaspare e di intraprendere un più costruttivo

cammino verso l’esistenza, all’insegna di quel

“non abbiate paura” che Woytila lanciò, per la

prima volta, oramai ben oltre 20 anni fa.

Emanuele Polverelli

L’officina del

fitness

La metamorfosi dell’Athletic. Non solo logistica.

Dopo 13 anni di vita, una metamorfosi.

Da 670 metri quadrati

di palestra e sala aerobica ricavati

nello spazio di un albergo in via

Da Vinci, a una struttura d’eccellenza

di 1500 mq, dove se entri

con l’idea di farti solo un tapis roulant

e due addominali, potresti

uscirne con una tessera Platinum

che ti permette di provare di tutto

e di più. E, se non sei cliente, un

mese gratis per provare, appunto,

tutto. Lo spot dice il vero: l’Athletic

si è trasformato in una vera

‘officina del fitness’, dove se vuoi

non solo ne esci ricarburato, ma

abbronzato, rilassato, aromaterapizzato,

massaggiato. Insomma,

pronto per essere invidiato. Addentrandoci

un po’ nello specifico,

sui due piani di novità proposti

dall’Athletic ci si trova la palestra

con attrezzistica circondata

da pista ellittica per il riscaldamento,

sovrastata da un sistema

di aerazione che a intervalli garantisce

il cambio dell’aria e inebria

i sottostanti con nebulizzazioni

aromatizzate, una terrazza-bar

con angolo relax, due sale aerobica

dove si svolgono i corsi, una dedicata,

fra i tanti, a cardio mix,

total body, danza, pilates; l’altra

a karate, boxe e thai, dove gli aspiranti

boxeur hanno l’onore di essere

allenati dal campione olimpico

Maurizio Stecca. E la voglia

di diventare almeno uno sparring

partner un pochino ti viene…

e poi ancora: centro estetico

con massaggi, solarium, sauna e

bagno turco, docce con cromo e

aroma terapia, più un spazio

esterno che in estate diventa una

spiaggia lontano dal mare. Sono

circa un migliaio i frequentatori

dell’Atheltic. “Raddoppiati rispetto

alla clientela che avevamo

prima”, conferma Luca Ardini,

che con il nuovo socio Ivan

Pazzini e il dott. Carlo Toni, responsabile

tecnico, costituiscono

lo ‘zoccolo duro’ nella gestione

della nuova sede dell’Athletic. “E

per il 2007 contiamo di avere un

ulteriore incremento del 30% -

continua Luca - il salto è stato

molto positivo: abbiamo mantenuto

tutta la vecchia clientela,

acquisendone di nuova che, grazie

anche alla posizione che abbiamo

ora, proviene in larga parte

anche da Torre Pedrera, Viserba

e dall’entroterra. Ci avvaliamo

di 22 istruttori, tutti laureati

in Scienze motorie, che a richiesta

svolgono anche la funzione di

personal trainer. Il rapporto con

la clientela parte sempre da un

giro panoramico nella struttura,

poi ci si focalizza sulle esigenze

personali. Terminata la consulenza,

il cliente viene accolto e seguito

per i primi tempi da un

istruttore, fino a quando non ha

acquisito autonomia. Il tutto, con

consulenza medica”. E, come è

quasi d’obbligo di questi tempi,

gli spazi dell’Atheltic eccedono il

loro utilizzo primario, per diventare

anche punto di ritrovo con

l’aperitivo del lunedì dalle 18.30

alle 21.30 presso il bar della palestra,

spazio per eventi serali,

cene a buffet e musica sotto le stelle

fino a notte tarda nello spazio

estivo esterno, disponibile anche

a richiesta per feste e compleanni.

Elisabetta Santandrea


il fatto

12 Il Nuovo

il Ficcanaso

Ma che bella città sicura e senza traccia di degrado!

1 2

di Cristian Scagnelli

Se siete attenti osservatori, avrete notato

che a Bellaria Igea Marina ci sono

tantissime auto, ciclomotori e biciclette

in sosta “prolungata”, ovvero abbandonate

o in stato di semiabbandono.

Ma come, direte voti, in una città

sicura e senza la minima traccia di

degrado, qual è la nostra (mirabilmente

descritta nell’opuscolo “Per

una città sicura”), esistono davvero

questi monumenti all’incuria? Fatevi

un giro.

Alcune di queste auto sono dei veri e

propri rottami, posteggiate a volte in

luoghi molto visibili e centrali. Non

passano di certo inosservate: chi riesce

a non vederle? Giusto il sindaco e

l’assessore alla Sicurezza. Cominciamo

con l’elenco: al primo posto c’è

l’ammiraglia Fiat Croma (1) completamente

distrutta nel parcheggio vicino

alla rotonda di via Properzio, che

espone un tagliandino dell’assicurazione

anno 2002. In seconda posizione

l’Alfa 33 (2), letteralmente demolita,

nel parcheggio dietro la scuola

Ferrarin, a lato del lungofiume. Poi

una Renault 5 (3) proprio di fianco al

Comune, nei parcheggi sorti dopo la

demolizione delle vecchie case popolari.

Menzione speciale merita la piazzola

di via Orazio che, almeno in teoria,

dovrebbe veder sorgere la nuova

Caserma dei Carabinieri: in evidente

stato di abbandono ci sono ben due

auto (un’Alfa 164 (4) e una Renault

Twingo (5), quest’ultima sprovvista

di targa) e due ciclomotori (6) non

proprio nuovi. Una vecchia Golf (7)

riposa in via Bacci, zona colonie, ricoperta

da uno strato di foglie.

In passato era la Polizia municipale

che si faceva carico di rimuovere questi

mezzi abbandonati e nel bilancio

comunale era prevista allo scopo una

certa somma. Adesso forse hanno finito

la pecunia per stampare il libretto

“Per una città sicura” e per togliere

di mezzo questi rottami non è rimasto

nemmeno un centesimo. Eppure

la città l’hanno girata per farsi

fare le foto in sella a fiammanti mountain

bike: e i rottami non li hanno

notati? Beh, allora sarà meglio ricordargli

cosa hanno scritto nel famoso

libretto: “Sicurezza non significa solo

garanzia dell’ordine pubblico rispetto

al crimine, ma promuovere un ambiente

collettivo più accogliente e sicuro,

rendere vitali gli spazi pubblici…”.

Foto scattate il 2.12.2006

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Il Nuovo

Giornale di Bellaria Igea Marina

Quindicinale

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Claudio Monti

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itratti

13 Il Nuovo

“Ehi, dico a te, che sabato scorso non

c’eri, che pur essendo informato, pur

non avendo né altre occasioni culturali,

né problemi di alcun genere, hai scelto

di rincoglionirti di televisione, o di

videogiochi, o di bar, e di fregartene

del “Marzo teatrale bellariese”… Però

ti avviso: se ti sento lamentarti perché

a Bellaria non c’è vita culturale, ti arrivo

tanti di quei manoni che ti invornisco.”

E’ il 16 marzo 1996 e su “La Voce di

Bellaria Igea Marina” (che con non poca

incoscienza avevo inaugurato il primo

ottobre 1994), Orfeo Bartolini tracciava

a modo suo un primo bilancio della

prima rassegna teatrale che, grazie a

lui, vide la luce nella nostra città e che

si tenne al Palazzo del turismo. Era un

bilancio di metà percorso: la “prima”

era andata in scena il 9 marzo, le altre

due si sarebbero svolte il 30 marzo e il

13 aprile 1996.

Nella conferenza stampa di presentazione

della nuova stagione teatrale che

si inaugura il 16 dicembre al Teatro

Astra, il sindaco ha ricordato Orfeo

“che tanto si è battuto per avere uno

spazio teatrale”. Ma non dedicherà

l’Astra ad Orfeo, né ha intenzione di

dedicargli una targa.

Orfeo Bartolini ingaggiò una vera e

propria battaglia all’arma bianca per

il teatro a Bellaria Igea Marina (questo

però il sindaco non l’ha detto) e meriterebbe

qualcosa di più di un semplice

ricordo in una conferenza stampa.

Orfeo spiegò così la nascita del “Marzo

teatrale bellariese”, sponsorizzato dall’Associazione

albergatori e da Turismhotels:

“Tutto è cominciato sotto le

feste (di Natale 1995, ndr), allorché

Tito Savini mi fermò in viale Paolo

Guidi e mi disse: “Pensa a qualcosa di

teatrale per la nostra città.” Insomma,

Tito mi aizza e io mi metto a pensare.

La sfida è tosta: inventarsi un pubblico,

provocarlo, fargli una proposta culturale

alla quale, come direbbe Totò

Riina, non si può dire di no” (La Voce di

Il Teatro di Orfeo

Le battaglie all’arma bianca di Orfeo Bartolini per

un teatro a Bellaria Igea Marina. Senza dimenticare

che è stata la sua la prima stagione teatrale.

di Claudio Monti

Bellaria Igea Marina del 17 febbraio

1996).

Quattro serate di teatro “leggero” comico-brillante,

con l’obiettivo di “riempire

tutte e quattro le volte tutti i 280

posti.” In realtà la media sarà di una

ottantina di persone. “Però Bellaria e

Igea Marina hanno bisogno di un teatro”,

ripete Orfeo. E ogni occasione è

buona per battere il ferro: decide di andare

a piedi (partenza il 2 aprile) a

Roma, con la sua inseparabile tenda

igloo, percorrendo 320 chilometri. Destinazione

il Pantheon. Il fine? “Pregare

San Genesio, martire romano dell’epoca

di Diocleziano, protettore degli

attori e della gente di teatro: anche questo

probabilmente non servirà a far

avere a Bellaria un teatro. Però una

cosa è certa: servirà a far vedere a tutti,

soprattutto in una campagna elettorale

becera e svaccata come questa,

come si combatte una battaglia civile.”

(La Voce di Bellaria Igea Marina,

30 marzo 1996).

E’ un’altra delle plateali iniziative di

Orfeo che servono a smuovere la palude

bellariese e ad avvicinare il sogno

del teatro. Sopra le righe finché si vuole,

ma ironicamente geniale.

Il teatro è la grande passione di Orfeo,

insieme a quella per il viaggio, che gli

costerà la vita nell’aprile del 2003:

voleva promuovere la sua nuova attività,

il Caffè Pretolini a Bellaria. E lui

nelle avventure ci si buttava anima e

corpo, con una passione smisurata. In

sella alla sua moto sarebbe dovuto arrivare

a Calcutta, nel cuore dell’opera

di Madre Teresa, ma – a seguito di una

Il 16 dicembre la “prima” all’Astra

Il cartellone del rinnovato

Teatro Astra prende il

via sabato 16 dicembre

con l’ultimo spettacolo di

Lella Costa (regia di

Giorgio Gallione e musiche

di Stefano Bollani):

“Alice. Una meraviglia di

paese”. E’ un recital che

ha debuttato durante la

passata stagione.

Giovedì 1 febbraio 2007, è in

programma lo spettacolo “Una storia

d’amore”, con Lorenza Indovina

e Giulio Scarpati.

E’ la messa in scena della storia

d’amore narrata attraverso il carteggio

personale, fra Anton Cechov

e la sua compagna. Martedì 6

marzo si potrà assistere a “Migliore”,

il delizioso recital scritto e diretto

da Mattia Torre interpretato

da Valerio Mastandrea.

Sabato 17 marzo sarà all’Astra

Nicoletta Braschi (moglie di Roberto

Benigni) interprete, insieme

ad altri tre attori, dello

spettacolo “Il metodo

Gronholm”, per la regia di

Cristina Pezzoli.

Giovedì 5 aprile ultimo

appuntamento stagionale

con la comicità di Antonio

Cornacchione (nella

foto) che porterà in scena

“Povero Silvio! Viale del

trionfo”. Completano la rassegna teatrale

il concerto recital di Dany

Greggio, attore teatrale della compagnia

Motus, Gianluca Reggiani

con la Compagnia Banyan Teatro

che porterà in scena i tre episodi

del lavoro teatrale in dialetto romagnolo

da lui diretti il 10 (1° e 2° episodio)

e il 17 febbraio (2° e 3° episodio).

Infine arricchiscono il cartellone

tre appuntamenti mattutini di

teatro ragazzi per la rassegna territoriale

Arcipelago Ragazzi.

Prevendita presso la Biblioteca comunale,

tutti i giorni dal lunedì al venerdì

dalle 16 alle 19.

aggressione a scopo di rapina – fu ucciso

in Afghanistan, nella provincia meridionale

di Zabul. Se ne occupò tutta

la stampa nazionale: “Da ex ristoratore,

Bartolini era diventato uno scrittore

giramondo. Realizzava reportage dai

Paesi lontani, e aveva già scritto due

libri”, scrisse il Corriere della Sera.

E come li sapeva raccontava i suoi

viaggi! Sulla notte sahariana: “Il cielo

è talmente carico di stelle, che sembra

che a Dio si sia ribaltato il camion dei

diamanti. A volte ti pare di poterli afferrare.

Hai sonno, ma ti dispiace chiudere

gli occhi: ti sembra di perdere qualcosa”.

Fantastico Orfeo.

Torniamo al teatro, per non perderci

in lacrime. Nel 1995 Orfeo Bartolini si

era già messo in azione con iniziative

pubbliche: l’8 novembre, davanti al

Municipio, aveva piazzato la sua tenda

e raccolto 175 firme per il teatro.

Nel 1996 ingaggiò anche un vivace

confronto con l’ex sindaco Nando Fabbri,

al quale scrisse una lettera aperta

(La Voce di Bellaria Igea Marina del 27

aprile 1996): “Carissimo Nando, ti ricordi

l’ultima volta che ci siamo visti?

Era novembre scorso, qualche giorno

dopo la mia famosa raccolta di firme.

Ci siamo incrociati davanti alla stazione,

tu in bici e io a piedi (!), e abbiamo

parlato di teatro. Tu fosti gentile, e manifestasti

apprezzamento per la mia iniziativa;

io ti accennai il mio progetto

successivo, la camminata a Roma, e

tu mi promettesti che mi avresti accompagnato

per un pezzo, dal momento

che condividevi l’idea e lo scopo. Ricordi?”

Beh, io ti aspettavo ma tu non

sei venuto …” Da qui la proposta a

Nando di fare insieme un altro viaggio,

questa volta a Sarajevo, sempre

per la causa del teatro a Bellaria Igea

Marina.

A stretto giro di posta ecco la replica di

Fabbri: “L’idea di un teatro vero per

Bellaria è un’idea balzana”. Costruire

una struttura teatrale ex novo nel nostro

Comune, scriveva Nando Fabbri,

“costerebbe una cifra che va dai 5 ai

10 miliardi. Dunque smettiamola con

le sciocchezze e proviamo a fare discorsi

seri. La nostra comunità locale non

ha bisogno di un teatro, ha bensì bisogno

di contenitori culturali polivalenti

in grado di soddisfare le piccole e grandi

esigenze dei diversi gruppi e associazioni

che sono cresciuti negli ultimi

anni…la risposta a tali esigenze è già

stata impostata e sarà bene chiedere

SEGUE A PAG. 14


SEGUE DA PAG. 13

all’amministrazione comunale che la

completi al più presto.”

Un energico sollecito indirizzato all’allora

sindaco Italo Lazzarini. Ma bisognerà

aspettare altri dieci anni per

vedere qualcosa. “Tre sono i contenitori

sui quali si può e si deve far leva per

rispondere alle esigenze di natura teatrale:

il palazzo del turismo, l’ex colonia

Ternana, il cinema Astra”, sosteneva

Fabbri, che ammetteva anche

una cosa importante: “Le simpatiche

peregrinazioni di Bartolini a qualcosa

sono effettivamente servite: hanno riaperto

un dibattito che è intimamente

collegato alla crescita civile e culturale

della nostra comunità” (La Voce di

Bellaria Igea Marina del 18 maggio 96).

La replica di Orfeo iniziava così: “Dio se

avessi più spazio…” E poi: “Caro Nando,

quanto al merito del “teatro vero”,

quei due o tre concetti che ostenti con

tanta spocchia, come se fosse roba tua,

io li vado esponendo da tempo.” La proposta

di sfruttare edifici preesistenti era

già stata formulata da Orfeo, anche

presentando schizzi e planimetrie in

Comune, a partire dal 1994, quando

sindaco era ancora Nando Fabbri. “Il

punto – aggiungeva rispondendo all’ex

sindaco – è che tu disprezzi i miei

gesti perché ti inchiodano alle tue

responsabilità.”

Nella rubrica che teneva su La Voce

di Bellaria Igea Marina, il 21 ottobre

1995 Orfeo scrisse: “Leggo in un bell’articolo

che al Suo impero non mancherebbe

nulla. Devo dirle che non

sono affatto d’accordo. Lo vedo da

tempo, nei miei sogni. Non grande,

ma bello, raffinato, elegante; una

vera perla nella Sua già ricca corona.

Arredato con gusto, dotato di

tutte le strutture necessarie per funzionare

al massimo, e con una magnifica

insegna: “Teatro Foschi”.” Si

rivolgeva a Veleno, proponendogli di

aggiungere al suo Monopoli di opere

turistico-imprenditoriali, anche il

teatro della città. Indimenticabile

Orfeo.


primo piano

15

Il Nuovo

Eventi

natalizi

Si inaugura l’8 dicembre alle ore 16

“L’Isola dei presepi”, un percorso fra i

presepi allestiti nei tini dal Comitato

Borgata Vecchia, dalle scuole, delle

parrocchie e dagli artisti locali. Ma

sono numerosi i presepi sparsi per la

città: alla Torre Saracena (Presepe del

mare), a cura della Organizzazione Il

Porto; alla vecchia Pescheria, in via

Mediterraneo (Presepe delle vele) a

cura del Comitato vie Torre, Arno e

Mediterraneo; sul Portocanale, lato

Bellaria, i Piccoli diportisti firmano

il Presepe sul mare.

Sempre l’8 dicembre, a partire dalle

ore 15.30 sul viale Paolo Guidi, “L’Isola

in festa”: musiche tradizionali con

il gruppo “I Pasquarul dla Piopa”.

Sabato 9, ore 21 al Palazzo del turismo,

“La tradizione della Pasquella”:

raduno ed esibizione di gruppi di “Pasquaroli”

con musiche, canzoni e balli

antichi.

Domenica 10, sempre al Palazzo del

turismo alle ore 16, “Domenica a teatro!”,

rassegna di spettacoli teatrali

per bambini e ragazzi (ingresso a pagamento:

7 euro gli adulti e 4 euro i

bambini). La rassegna prosegue il 17

dicembre, il 7 e 14 gennaio.

Ancora il 10: nell’atrio della Stazione

ferroviaria di Bellaria (ore 15-18),

“Suoni e colori dal mondo”, mostra

di prodotti equo e solidali (si replica il

17 e il 23 dicembre).

Venerdì 15 dicembre, ore 15, inaugurazione

della Casa Panzini. Alle

17,30 al vecchio Macello, presentazione

de “La lanterna di Diogene”,

edizione speciale a cura di Romagna

Est in occasione del cinquantenario

del Comune. E alle 21 al Teatro Astra,

“Omaggio ad Alfredo Panzini”: proiezione

del documentario di Sergio

Zavoli (che sarà presente alla cerimonia)

“Panzini ha 100 anni”, che Il

Nuovo ha mostrato in occasione della

cena dello scorso 23 febbraio. A seguire

un’altra proiezione, la pellicola

di Franco Brusati “Il Padrone sono

me”, tratta dal libro omonimo di Alfredo

Panzini.

Il 17 dicembre nell’Isola dei platani,

dalle 9 alle 19.30, “Mercatino di Natale”,

prodotti artigianali, enogastronomici,

piante e fiori (replica il 24

dicembre).

Alle 14,30 sempre nell’Isola, “Dolce

Natale”: AVIS offre a tutti i bambini

piccoli panettoni, palloncini e caramelle.

Giovedì 21 dicembre nella Chiesa del

S. Cuore di Bellaria (ore 20.30), “Concerto

di Natale per coro e orchestra”

organizzato dalla Corale di Bellaria

Igea Marina diretta dal Maestro Gilberto

Casali. Il 23 dicembre ore 17,

piazza Don Minzoni a Bellaria, il “Presepe

vivente” a cura della Parrocchia

Sacro Cuore.

Domenica 24 dicembre (ore 11.30-

13 e 17.30-19), alla vecchia Pescheria,

“E buratel ad Nadæl” (l’anguilla

di Natale), degustazione della tradizionale

anguilla cotta sulla brace con

antico metodo, a cura del Comitato

delle Vele in collaborazione con il Comune

di Comacchio.

L’appuntamento con il concerto di

fine anno, giovedì 28 dicembre, è al

Centro Congressi Europeo per il celebre

“Coro lirico Maria Callas” di Cesena.

Venerdì 29 dicembre al Palazzo del

turismo, ore 17, chiusura dei festeggiamenti

per il cinquantenario dell’autonomia

comunale, con saluto del

sindaco e anteprima del documentario

“Parole fra la gente” di Alessio Fattori.

Domenica 31 dicembre, ore 15.30 in

piazza Matteotti, “Il Capodanno dei

bambini” e il primo gennaio, ore 18 al

Teatro Astra, “Capodanno Classico”,

concerto augurale con musiche di Vivaldi

e Corelli eseguite dall’orchestra

da camera “I Solisti Accademici”.

Venerdì 5 gennaio, dalle ore 15, i

gruppi di Pasquaroli passano di casa

in casa nei vari quartieri cantando

la “Pasquella”. E sabato 6 gennaio al

Palazzo del Turismo, “Festa della Befana”

a cura dell’AIDO Bellaria Igea

Marina.

Arrivati in fondo ci si chiede: e a Igea

Marina nulla? Esatto, nemmeno un

evento. Igea è tornata “sotto” Rimini,

forse.

Avete presente quella macchinina

blu e grigia con la coloratissima

scritta “Nursing express” che sfreccia

ormai da sei anni per le vie di

Bellaria Igea Marina? “Ancora in

molti non sanno di cosa ci occupiamo,

tanto è vero che per far sentire

la nostra presenza sul territorio ci è

voluto del tempo, siamo in un paese

un po’ “chiuso”. A parlare è Amerigo

De Bellis, infermiere professionale

che sei anni fa, guardandosi attorno,

ha avuto l’idea di uno studio

di infermieri professionali che si dedicassero

all’assistenza domiciliare a

tempo pieno, divenendo un servizio

complementare a quello pubblico, e

ormai irrinunciabile. Anche perché

unico, visto che sulla costa solo Bellaria

Igea Marina gode di un servizio

infermieristico domiciliare sul

territorio, premiato la scorsa estate

nel corso di una manifestazione estiva

a Cesenatico per l’importanza del

servizio sociale svolto. “Dal 2001,

quando abbiamo cominciato - riprende

De Bellis - siamo cresciuti

molto, e da due anni siamo supportati

da una cooperativa di servizi,

“Mondo assistenza”, che gestisce sia

lo studio, sia i nostri servizi aggiuntivi”.

Quali le prestazioni fornite

dallo studio? “Tutti i servizi infermieristici

di base (tra i più richiesti

le iniezioni intramuscolari e i prelievi)

e quelli aggiuntivi come la fornitura

di tutori sanitari, il trasporto

in ambulanza, l’assistenza domiciliare

offerta da professionisti in

grado di soddisfare tutti i bisogni

primari degli assistiti. Le richieste

telefoniche vengono convogliate tutte

in unità operativa e in circa

un’ora diamo una risposta all’utente.

Tutto questo avvalendoci di una

squadra di circa dieci persone fra

infermieri professionali, operatori

socio-sanitari, assistenti di base, una

Nursing

Express,

assistenza

a domicilio

Una esperienza innovativa e preziosa in città.

ostetrica, fisioterapisti e segretari. Ci

consideriamo una integrazione al

servizio pubblico, una vera e propria

agenzia sanitaria in grado di occuparsi

di tutto ciò che riguarda la salute

degli individui. Abbiamo un

unico subappalto col pubblico, ossia

con l’Asl di Rimini, ma nella sostanza

il nostro servizio si esplica molto

di più nel rapporto col privato. Infatti,

forniamo assistenza agli alberghi

nel periodo estivo (nell’estate

2007 forniremo anche l’affitto di

carrozzine per turisti diversamente

abili), abbiamo convenzioni con enti,

ci occupiamo di prevenzione e medicina

del lavoro, e abbiamo un importante

appalto con un istituto

bancario, che offre ai propri soci e

risparmiatori pensionati un servizio

gratuito di assistenza domiciliare”.

Chi si rivolge a voi, avete target specifici?

“Veniamo chiamati da chi ha

problemi a conciliare le proprie esigenze

con gli orari imposti dai servizi

pubblici - ci spiega De Bellis - ed è

alla ricerca di una prestazione professionale

immediata e su misura.

Tendenzialmente molto per sevizi a

bambini e anziani, ma in caso di supporto

terapico le età variano notevolmente”.

E Nursing Express non

si ferma a Bellaria Igea Marina, ma

cresce a vista d’occhio. “Anche se la

nostra base di assistenza è quella comunale,

in realtà copriamo richieste

da Cesenatico fino a Rimini. Abbiamo

già due uffici, quello di Igea

ed uno a Macerone, nel cesenate, che

diventeranno quattro nel 2007: a

gennaio infatti apriremo un ufficio

a Cesenatico e una sede d’appoggio a

Cervia”.

Per informazioni, il call center di via

Virgilio a Igea è aperto dal lunedì al sabato

(9-13, 15-19), tel. 0541333653,

per urgenze: 3386860100.

Elisabetta Santandrea

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