Energia - Sacert

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Energia - Sacert

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Energia

Organo ufficiale

• impianti

• rinnovabili

• riqualificazione

• progettazione efficiente

Poste Italiane Spa - Sped. in a.p. • D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 • DBC Milano • BE-MA editrice via Teocrito, 47 • 20128 Milano

Valorizzazione energetica come motore

della rinascita edilizia

Massima efficienza a Bergamo Integrazione impiantistica a Milano

58 settembre 2009


Info SACERT

NEWS DALL’ASSOCIAZIONE

16

Sostenibilità anche

in edilizia

PROGETTO ENERGIA/58 - settembre 2009

La parola “sostenibilità” è tra quelle maggiormente

utilizzate negli ultimi dieci anni. Forse si parla

troppo di sostenibilità per esorcizzare il vero problema:

quanto sia difficile raggiungerla.

Nel settore edilizio la parola “sostenibilità” assume

un significato particolare: gli edifici modificano il

territorio non solo dal punto di vista fisico, e

quindi della fruibilità, il che comporterebbe questioni

di sostenibilità nelle sue accezioni sociale ed

economica, ma anche dal punto

di vista ambientale. Un edificio

per funzionare ha bisogno di

energia elettrica e di energia

termica e il loro utilizzo produce

inquinamento ambientale, ma

anche rifiuti, solidi e liquidi, che

devono essere smaltiti.

Parlare di edilizia sostenibile in termini assoluti

forse non ha senso dal momento che ogni intervento

antropico, anche quello più rispettoso dell’ambiente,

genera un impatto. Porsi il problema che

questo impatto debba essere il minore possibile è, invece, una

questione diversa, meno utopistica e più concreta, una questione

che può essere completamente gestita con gli strumenti che

abbiamo a disposizione.

Un edificio è tanto più sostenibile quanto minore è l’impatto

che genera a livello ambientale. Il primo impatto che viene in

mente è indubbiamente quello legato all’uso dell’energia. La

qualità energetica costituisce, quindi, uno degli elementi da

considerare nelle scelte progettuali ai vari livelli, da quello di

singolo edificio a quello territoriale.

L’introduzione delle nuove regole, stimolate sicuramente dalla

Direttiva europea 91 del 2002, ma anche dalle esigenze economiche

di ridurre i costi di gestione, ha dimostrato come sia

possibile realizzare, anche con costi aggiuntivi che non modificano

più di tanto le logiche di mercato, edifici che consumano

un quarto o un quinto rispetto a quelli della generazione

precedente. La certificazione energetica, rendendo ben visibile

quella qualità nascosta, ha accelerato questo processo.

Costruire in modo efficiente quindi si può, fino al limite di

edifici che non consumano energia e, almeno da quel punto di

vista, non generano impatto. Utopia questa? Tutt’altro, basti


di Annalisa Galante

Verso l’autosufficienza energetica

pensare che nella revisione della Direttiva europea

91 si punta a imporre per i nuovi edifici proprio

questo standard: l’autosufficienza energetica.

L’efficienza energetica svolge un ruolo importante e

irrinunciabile nel percorso verso la sostenibilità, ma

nella progettazione di un edificio altri aspetti

devono essere affrontati per raggiungere l’obiettivo

della maggiore sostenibilità.

La certificazione ambientale è lo strumento che più

consente di facilitare il dialogo tra edificio e

ambiente, di valorizzarne gli aspetti positivi, ma

anche allo stesso tempo di fare emergere le criticità

che devono essere affrontate e risolte.

È solo attraverso questo strumento, infatti, che si

può programmare in modo più coerente ed efficace

la gestione del rapporto tra edificio e contesto. La

certificazione ambientale propone un approccio più

complesso, ma sicuramente più completo, rispetto a

quello della certificazione energetica: oltre al ciclo

dell’energia si considera il ciclo dell’acqua, dell’aria,

del suolo, dei rifiuti e dei materiali.

Con parametri di valutazione che possono variare in

funzione dello schema scelto, ma che hanno un

denominatore comune: una valutazione globale

della qualità.

Il Presidente

Bruna Brembilla

È ormai noto che il settore

immobiliare, come altri settori,

stia attraversando un periodo

di crisi dovuto in parte alla

mancanza di finanziamenti da

parte degli Istituti di credito,

in parte al limitato potere di

spese dei clienti finali. Il

mercato dovrà spingere sulla

differenziazione dell’offerta e,

in questo momento, la qualità

energetica, esplicitata

attraverso la certificazione, può

essere uno degli strumenti in

grado di fare davvero la

differenza.

In Gran Bretagna, nel 2007,

una legge nazionale ha

stabilito che dal 2016 tutte le

nuove costruzioni dovranno

essere “Carbon neutral”, non

solo quindi di classe A, ma

addirittura autosufficienti dal

punto di vista energetico. Una

strada che anche il resto

dell’Europa dovrà prendere

presto, grazie anche alla nuova

Direttiva europea sull’efficienza

energetica degli edifici che

impone l’autosufficienza entro

il 2018. Sulla scia della

fervente legislazione nazionale

in materia e delle relative

risposte regionali, molto

costruttori, da tempo,

orientano le loro scelte verso

edifici di qualità, di classe B o

sempre più spesso di classe A.

Questo perché anche i clienti

finali sono diventati più

consapevoli e sensibili

all’aspetto gestionale

dell’edificio, soprattutto nel

lungo periodo.

Un esempio concreto di

questa volontà è la “Casa dei

5 sensi” a Magione (PG),

certificata in classe A

secondo la procedura della

Regione Umbria (che prevede

anche l’utilizzo del Protocollo

ITACA) e in classe A anche

secondo CLASSENERGIA di

SACERT. La strada

dell’autosufficienza energetica

degli edifici, quindi, è stata

tracciata e i risultati in Italia

cominciano già a vedersi in

tutti i settori del mondo

edilizio, dalla residenza

all’industria, dal commerciale

al terziario. Sono, infatti,

molti gli esempi di costruzioni

che producono più energia di

quella che consumano, grazie a

una progettazione attenta e

integrata e a una realizzazione

scrupolosa in grado di

concretizzare scelte

tecnologiche e impiantistiche

oggi possibili ed economicamente

convenienti. ◆


Info SACERT

NEWS DALL’ASSOCIAZIONE

Attese da tanto, attese da tutti, annunciate più volte e

puntualmente smentite le linee guida nazionali sulla certificazione

energetica ora sono state finalmente pubblicate,

come del resto annunciato dal Ministro Scajola, come allegato

del Decreto Ministeriale del 26 Giugno 2009 pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2009.

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Linee guida per tutti

di Giuliano Dall’O’ – Politecnico di Milano

PROGETTO ENERGIA/58 - settembre 2009

Attese da tanto, attese da tutti,

annunciate più volte e puntualmente

smentite le linee guida nazionali sulla

certificazione energetica ora sono

state finalmente pubblicate, come del

resto annunciato dal Ministro Scajola,

come allegato del Decreto Ministeriale

del 26 Giugno 2009 pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio

2009.

La pubblicazione delle Linee guida è

un passaggio importante nel percorso

di completamento del recepimento

nazionale della Direttiva 2002/91/CE.

Con questo strumento la certificazione

energetica degli edifici non è più una

prerogativa delle sole regioni che

l’hanno applicata, Lombardia per

prima, ma diventa un obbligo che si

estende a livello nazionale mettendo

finalmente fine a quel periodo transitorio

in cui la qualificazione energetica

sostituiva la certificazione energetica

pur non avendone i requisiti

minimi (la qualificazione energetica

infatti non rispettava quanto contenuto

nell’articolo 10 della Direttiva 91

che introduceva la necessità che il

certificatore fosse indipendente).

Tavolo di confronto

Nella situazione attuale le Regioni che

non si sono ancora mosse avranno la

possibilità o di evitare di legiferare, in

questo caso le linee guida sono il

riferimento, oppure di emanare provvedimenti

legislativi sostitutivi che

introducano schemi di certificazione

differenti.

Il Decreto pubblicato è un documento

quadro sintetico che fa poi riferimento

ad allegati specifici. Gli articoli sono

complessivamente sette, ma quelli più

importanti sono l’articolo 3, che fa

riferimento proprio all’allegato delle

linee guida, l’articolo 4 che definisce

gli elementi essenziali del sistema di

certificazione e l’articolo 5 che si

occupa del coordinamento tra lo Stato

e le Regioni e le Province autonome

di Trento e Bolzano.

Il ritardo con il quale sono state

pubblicate le linee guida ha sicuramente

contribuito a creare, in tema di

certificazione energetica degli edifici,

una situazione disomogenea più volte

evidenziata come elemento di disagio.

L’obiettivo di arrivare a

un’applicazione unica, a livello nazionale,

delle procedure, dei metodi di

calcolo e dei criteri di classificazione,

è non solo ragionevole ma necessario.

Il decreto si pone l’obiettivo di orientare

a un’omogeneizzazione dell’applicazione

delle linee guida a livello

nazionale. L’articolo 5 definisce

l’istituzione di un Tavolo di confronto

e coordinamento presso il Ministero

degli affari regionali e delle autonomie

locali che coinvolge un po’ tutti

gli attori interessati: rappresentanti

dei Ministeri dello sviluppo economico,

delle infrastrutture e dei trasporti

e della tutela dell’ambiente e della

tutela del territorio e del mare, di

Regioni, di Province e Comuni, con il

supporto del CNR, del CTI, dell’enea,

del CNCU, di ITACA e del Comitato

Ecolabel.

Gli obiettivi e i compiti del Tavolo di

confronto e coordinamento sono

diversi: monitoraggio dell’applicazione

della normativa sulla certificazione

energetica, confronto e scambio di

esperienze, formulazione di proposte

per la realizzazione di un sistema

informativo regionale e nazionale che

favorisca la raccolta di dati in materia


non solo di certificazione energetica

ma anche di controllo per l’efficienza

energetica degli edifici, la formulazione

di proposte per l’adeguamento

delle norme vigenti, di iniziative

coordinate di informazione dei cittadini,

dello sviluppo della certificazione

e di marchi volontari. Spetta

sempre allo stesso Tavolo la promozione

del ravvicinamento degli strumenti

regionali di certificazione energetica

degli edifici alle Linee guida.

I compiti del Tavolo di confronto e

coordinamento sono molti e importanti,

la corretta ed omogenea applicazione

della certificazione energetica

molto dipenderà da quanto si farà in

questa sede.

Alcuni vincoli

Il Decreto definisce dei paletti irrinunciabili

cui devono fare riferimento

le eventuali applicazioni della certificazione

nelle Regioni: tra questi la

validità temporale dell’attestato di

certificazione energetica che non deve

essere superiore ai 10 anni, la necessità

di aggiornare l’attestato ad ogni

intervento di ristrutturazione edilizio

o impiantistico che modifichi la

prestazione energetica dell’edificio

stesso con dei limiti che vengono

definiti (interventi di riqualificazione

che riguardino almeno il 25% della

superficie esterna dell’immobile,

interventi migliorativi impiantistici

che prevedano l’installazione di

sistemi di produzione con rendimenti

più alti di 5 punti rispetto ai sistemi

preesistenti).

Linee guida tecniche

E veniamo alle Linee guida vere e

proprie, Allegato A del Decreto, che

costituiscono il documento più atteso.

Rispetto alle bozze che erano

circolate nei mesi precedenti rimane

pressoché immutato lo schema generale

anche se non si fa purtroppo

chiarezza su un punto importante:

quello delle caratteristiche e delle

competenze del certificatore energetico

che sarà oggetto di un documento

preannunciato di prossima pubblicazione.

Le Linee guida affrontano essenzialmente

tematiche più tecniche, quindi

trattano aspetti legati alle metodologie

di calcolo e ai criteri di classificazione.

Le Linee guida definiscono un sistema

di certificazione energetica degli

edifici in grado di fornire informazioni

sulla qualità energetica degli immobili

e strumenti di chiara ed immediata

comprensione. È quanto viene affermato

nel testo del documento che si

propone ovviamente di contribuire a

un’applicazione omogenea della

certificazione coerente con la

Direttiva 91. Il documento precisa

inoltre che le disposizioni contenute

si applicano per le regioni e province

autonome che non abbiano ancora

provveduto ad adottare propri strumenti

e comunque sino alla data di

entrata in vigore dei predetti strumenti

regionali di certificazione energetica

degli edifici. Anche le Regioni che

non hanno preso ancora alcuna

posizione possono comunque adottare

strumenti diversi nel rispetto dell’articolo

17 del 192.

Prestazione energetica

Si introduce il concetto di “prestazione

energetica degli edifici” che viene

espressa attraverso l’indice di prestazione

energetica globale epgl che

tiene conto degli usi energetici,

espressi sempre attraverso indici

parziali che sono epi (climatizzazione

invernale), epacs (produzione acqua

calda sanitaria), Epe (climatizzazione

estiva) ed infine epill (illuminazione

artificiale). Nel caso di edifici residenziali

tutti gli indici sono espressi in

kwh/m2 anno mentre nel caso di altri

edifici sono espressi in kwh/m3 anno.

Le modalità di calcolo dell’energia

primaria e i contributi delle fonti

rinnovabili devono essere valutati,

nell’ambito delle metodologie di

riferimento nazionali, con le modalità

disposte ai decreti del 24 luglio 2004

e successive modifiche e integrazioni,

in materia di efficienza energetica e

sviluppo delle fonti rinnovabili. La

determinazione dell’indice di prestazione

energetica per l’illuminazione

degli ambienti è obbligatoria per gli

edifici appartenenti alla categoria E.1,

limitatamente a collegi, conventi,

case di pena e caserme. Gli edifici

residenziali, quindi, sono esclusi dalla

necessità di effettuare questa valutazione.

Metodologie di calcolo

Le metodologie per la determinazione

della prestazione energetica degli

edifici sono piuttosto articolare. Per

la certificazione energetica, quindi,

non si applica una sola metodologia

ma diverse metodologia in funzione

dell’uso, della complessità dell’edificio

e considerando il fatto se

Fase iniziale della posa in

opera del cappotto (fonte:

TEP s.r.l.).▲


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NEWS DALL’ASSOCIAZIONE

20

PROGETTO ENERGIA/57 - luglio 2009

Isolamento acustico dei

▲solai (fonte: TEP s.r.l.).

l’edificio è in fase di realizzazione o

già esistente.

Il “Metodo calcolato di progetto”

prevede la valutazione della prestazione

energetica a partire dai dati di

ingresso del progetto energetico

dell’edificio come costruito e dei

sistemi impiantistici a servizio dell’edificio

come realizzati. Questo metodo è

di riferimento per gli edifici di nuova

costruzione e per quelli completamente

ristrutturati per la predisposizione

dell’attestato di qualificazione energetica

e della relazione tecnica di rispondenza

del progetto alle prescrizioni per

il contenimento dei consumi energetici,

previsti ai sensi del decreto

legislativo, fermo restando le relative

flessibilità. Per questo metodo di

calcolo i riferimenti normativi sono

le UNI/TS 11300.

Il “Metodo di calcolo da rilievo

sull’edificio o standard” prevede la

valutazione della prestazione energetica

a partire dai dati di ingresso ricavati

da indagini svolte direttamente sull’edificio

esistente. In questo caso le

modalità di approccio possono essere:

• mediante procedure di rilievo, anche

strumentali, sull’edificio e/o sui

dispositivi impiantistici effettuate

secondo le normative tecniche di

riferimento, previste dagli organismi

normativi nazionali, europei e internazionali,

o, in mancanza di tali norme

dalla letteratura tecnico-scientifica;

• per analogia costruttiva con altri

edifici e sistemi impiantistici coevi,

integrata da banche dati o abachi

nazionali, regionali o locali;

• sulla base dei principali dati climatici,

tipologici, geometrici ed impiantistici.

Per la valutazione delle prestazioni

energetiche in questo caso sono

previsti tre metodi, oltre alle UNI/TS,

previste per tutte le tipologie di

edifici, si può utilizzare il software

DOCET sviluppato da CNR/ENEA per

edifici residenziali esistenti con

superficie utile inferiore o uguale a

3000 m 2 , e un metodo semplificato,

riportato nell’allegato 2, per gli edifici

residenziali esistenti con superficie

utile inferiore o uguale a 1000 m 2 .

Valutazione qualitativa

Le linee guida fissano anche dei criteri

per una valutazione qualitativa delle

caratteristiche dell’involucro volte a

contenere il fabbisogno per la climatizzazione

estiva. I metodi proposti in

questo caso sono due: un metodo

basato sulla determinazione dell’indice

di prestazione termica dell’edificio per

raffrescamento Epe,invol e un metodo

basato sulla determinazione di parametri

qualitativi. Nel primo caso si

definiscono cinque classi di qualità

prestazionale, dalla qualità migliore I,

corrispondente alle prestazioni ottime,

alla qualità peggiore V corrispondente

alle prestazioni mediocri. Nel secondo

caso, invece, i parametri di riferimento

sono il fattore di attenuazione

Fa della parete e lo sfasamento:

il riferimento per entrambi la UNI

EN ISO 13786. In analogia con

quanto definito nel primo caso, le

qualità prestazionali rimangono

sempre cinque e vanno dalla migliore,

la I, alla peggiore che è la V.

Criterio di classificazione

L’attestato di certificazione energetica

degli edifici, con l’attribuzione di

specifiche classi prestazionali, è

strumento di orientamento del

mercato verso gli edifici a migliore

rendimento energetico, permette ai

cittadini di valutare la prestazione

energetica dell’edificio di interesse e

di confrontarla con i valori tecnicamente

raggiungibili, in un bilancio

costi/benefici. Per rendere fruibile il

concetto di qualità energetica ai

cittadini è necessario associare

l’indice di prestazione energetica,

globale o parziale, a un criterio di

classificazione. Le linee guida introducono

finalmente un criterio di

classificazione unico nazionale per le

prestazioni energetiche degli edifici.

Le classi energetiche sono in tutto

sette e vanno dalla classe A+ alla

classe G. Nel caso dell’indicatore di

prestazione energetica per la climatizzazione

invernale il riferimento

base è costituito dai limiti di prestazione

per gli edifici nuovi applicati a

partire dal 2010 e contenuti nell’allegato

C del Dlgs 192/05. Tali limiti

fanno riferimento ai gradi giorno

della località considerata e al rapporto

S/V (superficie disperdente/volume

riscaldato) dell’edificio.

Se un edificio rispetta i limiti di

fabbisogno di energia primaria al

2010 entra in classe C, se le sue

migliori prestazioni portano ad un

fabbisogno energetico inferiore può

salire di classe fino ad arrivare alla

classe A+ . Per gli edifici esistenti

normalmente le classificazioni di

riferimento vanno dalla D alla G.

Questo sistema di classificazione è

legato al coefficiente di forma

dell’edificio, quindi al rapporto

S/V. Non esiste quindi una classifi-


cazione diretta come succede a

Bolzano o in Regione Lombardia, in

questo caso ogni edificio, essendo

caratterizzato da un differente

rapporto S/V avrà una scala di

classificazione differente.

Con il criterio di classificazione

proposto dalle Linee guida dire che

due edifici appartengono alla

stessa classe energetica non vuol

dire che abbiano lo stesso indicatore

di consumo.

La prima classe AA in umbria

Consegnate il 25 settembre a Magione (PG) le due targhe energetiche al primo

edificio certificato anche dal punto di vista ambientale in “A” dalla

Regione Umbria e, volontariamente, da SACERT (sempre in classe A).

Il risultato della doppia classe A è stato raggiunto grazie a: un involucro in

laterizio porizzato, copertura ventilata in legno, il tutto bene isolato con

materiali naturali quali fibra e lana di legno, canna palustre, fiocchi di cellulosa;

lo sfruttamento dei guadagni solari passivi forniti da due serre attentamente

progettate; l’utilizzo delle fonti rinnovabili quali solare termico, solare

fotovoltaico e microeolico; il contenimento dei consumi delle risorse rinnovabili

e non (riutilizzo delle acque piovane, riduzione dei consumi idrici, riscaldamento radiante a

bassa temperatura con integrazione solare). La procedura di certificazione energetica Classenergia di

SACERT ha garantito la correttezza e la qualità del progetto energetico e della sua realizzazione.

L’intervento è servito per testare e affinare la procedura adottata dalla Regione Umbria per certificare

gli interventi edilizi secondo il disciplinare della legge regionale 17/2008, basato sul Protocollo ITACA.

Esempio di Attestato di

Certificazione Energetica

allegato alle Linee Guida

nazionali.


Modello di Attestato

Le Linee guida, oltre a definire dei

criteri di classificazione, forniscono

anche un modello dell’attestato di

certificazione energetica che riporta

tutti i dati ritenuti utili per comprendere

le prestazioni energetiche dell’edificio

sia in termini quantitativi che

in termini qualitativi.

L’ultimo articolo delle Linee guida

apre purtroppo uno spiraglio alla

possibilità di non certificare energeticamente

un edificio. Secondo questo

articolo, per gli edifici di superficie

utile inferiore o uguale a 1000 m 2 e

ai soli fini di cui al comma 1bis,

dell’articolo 6, del decreto legislativo,

mantenendo la garanzia di una corretta

informazione dell’acquirente, il

proprietario dell’edificio, consapevole

della scadente qualità energetica

dell’immobile, può scegliere di ottem-

perare agli obblighi di legge attraverso

una sua dichiarazione in cui afferma

che:

• l’edificio è di classe energetica G;

• i costi per la gestione energetica

dell’edificio sono molto alti.

Entro quindici giorni dalla data del

rilascio di detta dichiarazione, il

proprietario ne trasmette copia alla

Regione o Provincia autonoma competente

per territorio. ◆


Info SACERT

NEWS DALL’ASSOCIAZIONE

Con il coordinamento scientifico di TEP, il patrocinio di ANIT, la collaborazione tecnica e finanziaria di aziende leader di mercato, produttori

di materiali e sistemi, si è realizzata una gamma di soluzioni tecnicamente corrette e disponibili sul mercato per la riqualificazione

energetica applicate concretamente su un edificio esistente in provincia di Varese.

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10 mosse per

riqualificare:

è Casakyoto!

di

Daniela Petrone

PROGETTO ENERGIA/58 - settembre 2009


Edificio prima e

dopo l’intervento

(fonte: TEP s.r.l.).


Yes, we can! Il motto tormentone

della campagna elettorale americana

è preso in prestito per dimostrare

che il patrimonio edilizio esistente,

energivoro e di scarsa

qualità, può essere interamente

riqualificato dal punto di vista

energetico, ma soprattutto del

comfort abitativo.

Si può fare, come si è fatto a

Casakyoto, prima progetto ora

prototipo esistente e visitabile a

Gavirate (VA), un catalogo di 10

mosse operative e replicabili, lascito

di idee innovative e intuizione

dell’ Ing. Sergio Mammi.

Cos’è Casakyoto?

Casakyoto è un edificio isolato dei

primi del ‘900, con due piani fuori


10 mosse per l’efficienza

Queste le 10 mosse rese possibili grazie al gruppo dei 12 Partner che hanno

promosso e infine realizzato Casakyoto: Aldes, Alphacan, Bampi, Caparol,

Celenit, Gewiss, Isolmant, Maico, Knauf, Kloben, Saint Gobain Glass e

Dupont.

1. Diagnosi energetica dell’edificio, ovvero capire quanti sono i consumi e

le emissioni per intervenire con una o più mosse sull’edificio analizzato

con strumentazione di misura in opera.

2. Isolamento delle pareti (dall’esterno, dall’interno o in intercapedine) e isolamento

della copertura per ottenere sia un comfort invernale sia estivo.

3. Isolamento del pavimento e degli impianti di scarico.

4. Isolamento delle finestre con telai ad elevate prestazioni di isolamento

termico, acustico e di tenuta all’aria.

5. Isolamento dei vetri, autopulenti e antisfondamento.

6. Ventilazione meccanica controllata, a doppio flusso per il controllo

costante della salubrità degli ambienti e per il recupero di calore.

7. Solare termico, per la produzione di acqua calda sanitaria.

8. Pompa di calore e geotermia.

9. Fotovoltaico, per ottenere un bilancio complessivo annuale pari a zero

dato che tutti i consumi sono riconducibili a energia elettrica.

10. Domotica, per l’ottimizzazione della gestione degli impianti presenti

all’interno dell’edificio.

Isolante rigirato nell’imbotte del

serramento e dettaglio finito del

sistema di ancoraggio delle

persiane. È visibile il blocco

termoisolato per l’ancoraggio

alla parete delle persiane con

assenza di ponti termici (fonte:

TEP s.r.l.).



Schema delle soluzioni

tecnologiche adoperate per

Casakyoto (fonte: TEP s.r.l.).


terra e un sottotetto non isolato il

cui fabbisogno netto di energia del

solo involucro EP h , calcolato secondo

la procedura bestclass, era di

218kwh/m²a.

A seguito degli interventi di

miglioramento energetico la stima

dei consumi previsti è di

11kwh/m²anno, con un risparmio

annuo di 207kwh/m²a equivalente

a circa 3000€di riscaldamento e un

salto dalla classe G alla classe A.

Gli interventi sull’involucro sono

stati sostanziali, dalla totale assenza

di isolamento termico si è passati

a un cappotto termico di spessore

22cm per le pareti, realizzati con

polistirene espanso con grafite

caratterizzato da un valore di

conducibilità tra i più bassi tra i

vari materiali isolanti.

Un isolamento pari a 40cm è stato

adoperato per la copertura,un tetto

ventilato realizzato con fibra di


Info SACERT

NEWS DALL’ASSOCIAZIONE

26


Schema di funzionamento

degli impianti

(fonte: TEP s.r.l.).

PROGETTO ENERGIA/57 - luglio 2009

Tetto ventilato in

fibra di legno e

lana di legno

(fonte: TEP s.r.l.).


legno e lana di legno alternati che,

in qualità di materiali “naturali”,

riescono a garantire una maggiore

inerzia termica durante il periodo

estivo.

Il tema energetico è fondamentale,

ma non unico:

• le problematiche acustiche sono

state risolte con isolamento degli

impianti di scarico, dei solai

contro i rumori da calpestio e

prestazioni elevate dei serramenti;

• le problematiche legate al benessere

e salubrità degli ambienti

sono risolte con l’adozione della

ventilazione meccanica controllata

in modo da ridurre fortemente

le perdite per ventilazione ma

controllando i ricambi utili ad

evitare condense e muffe e

l’applicazione della domotica per

il controllo e gestione degli

impianti;

• le problematiche ambientali

risolte con il ricorso alle diverse

fonti rinnovabili, solare termico

per l’acqua calda sanitaria, solare

fotovoltaico a copertura di tutti i

consumi elettrici e pompa di

calore geotermica portando alla

totale assenza di emissioni.

Casakyoto ha ricevuto il Premio

all'innovazione Amica dell'ambiente

2008 nella categoria "Casa Low

Carbon: l'edilizia verso emissioni

zero", un riconoscimento annuale

alle tecnologie, ai processi, ai

prodotti, ai servizi e ai sistemi

gestionali innovativi che producono

significativi miglioramenti

ambientali. Il Premio è attribuito a

realizzazioni di cui è possibile

verificare i primi risultati in termini

di miglioramento ambientale,

che si distinguano per la loro

originalità e soprattutto, per le

loro potenzialità future.

Cos’ è Casakyoto oggi?

Dopo la sua concreta costruzione e

inaugurazione tenutasi in occasione

del quarto anniversario dell’impegno

di Kyoto, Casakyoto è innanzitutto

strategia divulgativa e

formativa.

Il primo obiettivo di questo prototipo

è far conoscere ai cittadini il

potenziale contenuto nelle loro

vecchie abitazioni, attraverso

azioni divulgative come convegni,

partecipazioni a fiere e visite

all’edificio è possibile dimostrare

come l’incidenza economica di


interventi di riqualificazione energetica

e di comfort su edifici malridotti

possa ridursi considerevolmente

se tali interventi siano

associati a normali lavori di recupero,

manutenzione o ristrutturazione.

Non solo,questi interventi

sull’esistente offrono la possibilità

di godere (ancora per poco a

quanto pare!) di incentivi fiscali

quali le detrazioni del 55% e

incidono significativamente nell’

immediato sulla riduzione delle

emissioni.

I privati e i committenti sensibili

alla problematica del risparmio

energetico, attraverso il sito web

www.casakyoto.it possono valutare

l’efficienza energetica della propria

abitazione e stimare i possibili

interventi necessari, rintracciare i

professionisti che possono aiutarli

nella progettazione di tali interventi

e il circuito di aziende che

posso offrirgli tali soluzioni sul

mercato.

Per ogni edificio che applica almeno

una delle 10 mosse Casakyoto,

ottenendo quindi una riduzione

delle emissioni nell’ambiente, può

essere richiesta la targa Casakyoto

con indicati, a seconda della tipologia

di intervento e dei risultati

conseguiti, il numero di alberi

equivalenti alle emissioni di CO 2

risparmiate.

Secondo obiettivo, non per importanza,

è costituire una rete di

professionisti certificatori energetici

qualificati che si propone sul

mercato non singolarmente ma

come un gruppo qualificato di

tecnici garantiti e supportati dal

progetto Casakyoto, TEP e Partner

di Casakyoto.

La riqualificazione energetica e di

diagnosi con conseguenti certificazioni

energetiche sull’esistente è

un processo complesso e di difficile

acquisizione dei dati, il professionista

non è un mero compilatore di

software, ma come sostenuto da

sempre da SACERT anche attraverso

la procedura CLASSEENERGIA, egli è

tenuto a sopralluoghi, indagini,

misure in opera.

Il certificatore è chiamato a essere

un soggetto qualificato capace di

interpretare i risultati ottenuti

dalla diagnosi, individuando le

“patologie” dell’edificio e suggerendo

un insieme di soluzioni

tecniche realizzabili.

Casakyoto prevede corsi di formazione

e aggiornamento su misure in

opere e utilizzo della strumentazione

per la diagnosi effettuati in

loco, segnalazione del professionista

e delle sue specificità sul sito

nonché dei dei lavori di riqualifica-

zione eseguiti in accordo con il

catalogo Casakyoto.

Conclusioni

Iniziative di questo tipo non devono

restare prototipi, la finalità è avere

tante Casekyoto diffuse su tutto il

territorio nazionale, tecnici competenti

e aziende sempre più collaborative

nel processo edilizio.

Le recenti iniziative del governo non

aiutano, assistiamo al nuovo ed

ennesimo tentativo di eliminare

dalla finanziaria 2010 gli incentivi

fiscali del 55% per la riqualificazione

energetica, occorrerà forse una

nuova movimentazione di tutte le

associazioni di categoria, dei professionisti,

dei privati per rispondere

a questa miopia persistente? ◆

In ricordo dell’Ing. Sergio Mammi

A poco più di un anno dalla scomparsa dell’

ing. Sergio Mammi, fondatore e presidente

di ANIT, ci piace ricordarlo come uomo

solare e ottimista, entusiasta e appassionato

del suo lavoro, ingegnoso per le sue idee e

coraggioso per le sue scelte, amante della

buona cucina come espressione di tradizione

e cultura e del viaggio come continua

dimensione della scoperta. Il suo ricordo

più vivo e presente è la realtà che ha

costruito, i suoi amici, la “squadra” ANIT, in

loro, nella loro determinazione e dedizione,

c’è il suo sorriso.

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