Laicismo, tra laicità e filosofia www.filosofia.it

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4laicismo, tra laicità e filosofiaconfronti delle tendenze di predominio ideologico, politico e soprattutto religiosodogmatico; ci volgeremo poi a un discorso che traccia le coordinatedel concetto di ‘laicità’, per cercare di ricomporre il cerchio con l’analisidel senso del laicismo, mediante cui si dovrebbero chiarire (parzialmente)alcune ragioni filosofiche a sostegno dell’iniziale impostazione critica.1. Linee-guida di una critica laicisticaUna preliminare e rilevante delucidazione terminologica, utile inoltreper un primo orientamento: a partire dall’epoca medievale, laico è il‘non chierico’ (clericus) o ‘non ecclesiastico’ nell’àmbito della comunitàdei fedeli, e laicità concerne quindi lo status di una classe di individui.Terremo presenti inizialmente l’indicazione di Carlo Talenti secondo cuila laicità è un termine di qualificazione, termine “astratto” poiché mettein gioco «un’astrazione di secondo livello, costituita non da una regola diinclusione riferita a individui esistenti in senso fisico, chimico o biologico,ma a proprietà o relazioni che attribuiamo agli individui classificati», 1e la definizione di Carlo Augusto Viano secondo cui “laico” indica unacondizione mentre con “laicista” si indica «la disposizione di chi approvala separazione della sfera politica da quella religiosa e pretende che ilpotere politico protegga i cittadini dall’ingerenza del clero […]». Le relativeprospettive saranno sviluppate in seguito, su un piano diverso, conun’analisi estesa – giuridica, politica, filosofica – della dimensione dellamolteplicità delle opinioni o doxai in cui gli individui stessi “consistono”.Per ciò che riguarda, invece, la storia contemporanea, non è certo uncaso che nel mondo occidentale una nuova “invadenza” della religionecattolica e la controversia intorno alla laicità e al laicismo siano fortementeemerse, e con aspetti inediti, dopo la crisi e il tramonto delle ideologie,che hanno segnato l’ultimo ventennio del secolo Ventesimo. Parliamo,approssimativamente ma non a caso, di ideologia, cioè di un corpocompatto di idee-credenze come criterio univoco di giudizi e azioni sulmondo politico-sociale; solo per fare alcuni esempi: fascismo, clericalismo,comunismo sovietico o stalinismo, razzismo. Che la si concepisca intermini marxiani come ‘sovrastruttura’, generata dai modi di produzionedella vita materiale, quindi dalla ‘struttura’ economica, o come insieme di«credenze fondamentali di gruppo socialmente condivise» 2 o altrimenti,1C. Talenti, La mala laicità e il laicismo (www.civiltalaica.it/documenti/talenti/malalaiclaicism.pdf).2Come sostiene un attento studioso, Teun A. Van Dijk, in questo senso le ideologie sono «associatealle proprietà caratteristiche dei gruppi, quali l’identità, la posizione sociale, gli interessi egli obiettivi, le relazioni tra gruppi, la riproduzione e l’ambiente naturale».www.filosofia.it

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