il ritorno di - Campo de'fiori

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Buone Feste


Per ogni viso il giusto occhialeCampo de’ fiori 11Gli occhiali non hanno più solo la funzionedi proteggere gli occhi e la pelle dal sole oquella di farci vedere bene.....la loro funzioneè anche di aggiungere alla nostraimmagine quel tocco di glamour che puòrenderci speciali, diversi, trendy e....sexy !Non per niente le star, uomini o donne,scelgono con moltissima cura un accessoriocosì importante come gli occhiali, affidandosispesso al consiglio di chi le veste ene cura il look. Ma come facciamo a sceglierel’occhiale giusto per noi? Ecco qualcheconsiglio per fare una buona scelta.-Non seguite ad ogni costo le tendenze dimoda del momento! Un certo tipo diocchiali potrebbe essere di gran moda almomento della vostra scelta, ma non starvibene. Scegliete perciò gli occhiali adattial vostro viso, ma soprattutto alla vostrapersonalità e all’ambiente in cui vi muovete.-Gli occhiali non bastano mai...l’idealesarebbe averne un paio diverso per ognilook e per ogni esigenza visiva! Purtroppoperò non sempre è possibile. Tenete perciòpresente una regola base: la scelta giustaè quella di averne un paio piuttosto classico,di ottima qualità, da poter mettere inogni occasione e per tutti i giorni, ed unopiuttosto ‘funky’, divertente e all’ultimamoda (quest’ultimo può essere anche nontroppo caro, purché sempre di buona qualità,tanto sicuramente l’anno prossimo necomprerete un altro paio, e così via....).-Per trovare il modello perfetto l’idealesarebbe provarne tanti fino a quando nontroviate il modello ‘amore a prima...vista’.Perché il modello giusto lo riconosceretesubito per come vi sta, per come lo sentitecomodo, per come vi sentite a vostro agio.Per aiutare nella scelta proviamo però ascindere il problema.La forma ed il colore della montatura possono,esattamente come il trucco, valorizzarei pregi del volto e mascherarne i difetti.Le caratteristiche principali di cui tenerconto per la scelta della montatura sono: laforma del volto, l’incarnato, e colore e lunghezzadella capigliatura.la forma del visoLa regola generale è scegliere una formadella montatura dalla linea opposta rispettoalla forma del vostro viso. Dunque seavete un viso rotondo, optate per unamontatura squadrata; se la forma delvostro viso è piuttosto squadrata con glizigomi pronunciati, meglio una forma ovaleo rotonda.RotondoCARATTERISTICHE: Unviso rotondo presenta tratticurvilinei con larghezza elunghezza nella stessa proporzionee nessun angolo pronunciato;fronte alta, mascella strette, zigomi larghiOCCHIALI CONSIGLIATI: Per fare apparireil viso più magro e lungo, provare montaturestrette e angolari, con un pontelargo che separi gli occhi, ad esempio montaturerettangolari. Indicate forme di larghezzauguale o maggiore della parte piùlarga del tuo viso. Preferire le forme leggere,sottili, angolari o rettangolari. Le astealte fanno sembrare il profilo più lungo,così come le montature con la parte superioremarcata, che fanno apparire l’occhiopiù in alto.OvaleCARATTERISTICHE: Il visoovale è considerato laforma ideale date le sueproporzioni bilanciate.Fronte e mento sono stretti e gli zigomibassi.OCCHIALI CONSIGLIATI: gli occhiali devonocreare armonia con il viso nel suo insiemee quindi quasi tutte le forme vannobene su questo viso, sia quelle squadraticon lati leggermente smussati, sia le avvolgentio a mascherina. Molto bene gliocchiali con montatura che segue la formadelle sopracciglia.TriangolareCARATTERISTICHE:Questo viso ha la partesuperiore molto larga equella inferiore molto stretta;la fronte è larga, mascella stretta, daglizigomi il viso si stringe verso il mento.OCCHIALI CONSIGLIATI: gli occhiali devonoattenuare la parte inferiore del viso edevidenziare la zona occhi; bene le montaturecon frontale dritto e ampio, anche conaste spesse, modello a goccia aviatoreoppure senza bordo inferiore. Il ponte altoè da preferirsi perché allunga l’area trafronte e naso. Preferire con la parte superiorepiù larga di quella inferiore con colorimolto chiari o magari montature glasant(senza montatura intorno alle lenti).continua sul prossimo numero ...Paolo BalzamoResponsabile Formazione ed InformazioneCentri Ottici Lisi & BartolomeiBuone Festea tutti


12Campo de’ fioriRoma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggiPiazza Navona,magica scenografia a cielo apertoIl 1° febbraio1833, GiuseppeGioachino Belliscrive un sonettodedicato a PiazzaNavona:Se pò ffregà ppiazzaNavona mia / edde San Pietro edi Riccardo Consoli dde piazza deSpaggna. / cuestanun è una piazza, è una campaggna, / untreàto, una fiera, un’allegria.Va’ dda la Pulinara a la Corzía, / curri da laCorzía a la Cuccaggna; / pe ttutto trovirobba che sse maggna, / pe ttutto ggenteche la porta via.Cqua cce sò ttre ffuntane inarberate:/ cqua una gujja che ppare unasentenza: / cqua se fa er lagocuanno torna istate.Cqua ss’arza er cavalletto cheddispenza / sur culo a cchi levò ttrenta nerbate, / e ccinquepoi pe la bbonifiscenzaIl senso è questo: PiazzaNavona è Roma e, proprioper questo, “se po’ ffregà”sia di Piazza San Pietro, troppomonumentale e dispersivache di Piazza di Spagna, il salottobuono della città, una sorta dibomboniera, di fatto, consegnataagli stranieri, “ … tutti l’ingresi de piazzade Spagna … ”; a Piazza Navona inveceè protagonista l’umanità e il Poeta di Romariesce a percepire la totale compenetrazionefra la mirabile struttura architettonica diquel luogo e la gente. Quì gli uomini, ledonne, i ragazzi, sono autentici, la piazzaè un teatro, una fiera, un’allegria; qui lasintesi di una civiltà con i suoi dolori, lesue illusioni, le sue certezze. Per parte loroi romani, fedeli al sonetto del Belli, se neinfischiano del viavai dei turisti in quellache considerano la loro piazza, non è unaquestione di storia, ma di echi. Ciò che iromani amano di questo luogo incantato èl’accordo perfetto fra i suoni che si incrocianoe gli echi di antichi rintocchi; con lesue splendide facciate, le chiese e le fontanepensate dal genio umano, PiazzaNavona è un immenso serbatoio strumentalesenza pari, un teatro di pietra, unacassa armonica rimasta immutata neltempo, uno scrigno del barocco più splendente.Il tempo del Belli è ormai passato,ma cerchiamo di capire cosarappresenti questa mirabile piazza aigiorni nostri; ebbene, nelle calde sered’estate, quando iltramonto colora dirosso i famosi tetti diRoma, è questo unodei luoghi più bellidella città e, mentrenelle case e nei locali siaccendono le luci, ilrettangolo di cielo delimitatodalla piazzaimbrunisce lentamente;arrivando da unaqualsiasi delle stradinelaterali resti estasiatoda tanta bellezza, tuttociò siripetesempre, percui succede che,se ti sei trovato qui una sola volta, nonpuoi fare a meno di desiderare di ritornarein questo magico luogo. Se arrivi da Viadei Coronari, la strada degli antiquari, titrovi improvvisamente e inaspettatamenteinserito in una magica scenografia a cieloaperto, dove il sogno teatrale si materializzain un attimo con l’armonia di un miracoloarchitettonico e con quel bazar dicapolavori circondati da storie e leggende.Nei secoli passati in questo luogo si esibivanosaltimbanchi e girovaghi e, ancoraoggi, fra stornellate e pittori a caccia diritratti, non è raro imbattersi in mimi eattori di strada, ma a differenza di altri luoghi,l’interesse per i turisti ha mantenutouna spontaneità popolare in linea con latradizione che assegna a Piazza Navona ilruolo di spazio per le feste e i giochi, nona caso dai primi di dicembre finoall’Epifania qui si tiene la fiera dedicata alNatale. La più bella piazza barocca diRoma occupa quello che fu il sito dell’anticoStadio voluto da Domiziano per celebrarei giochi atletici greci da lui particolarmenteapprezzati, del quale conserva laforma rettangolare allungata con uno deilati minori curvo. Gli attuali edifici circostantiinsistono sul luogo un tempo occupatodalle gradinate della cavea, capaci dicontenere fino a trentamila spettatori; l’unicadifferenza è costituita dal fatto chel’attuale livello della piazza risulta esseresopraelevato di circa sei metri rispetto aquello originario. Il toponimo deriva dallacorruzione dell’originario termine “Agone“divenuto “Innagone“ - “Navone“ e, quindi,Navona; intorno all’anno Mille, lo Stadioera ancora interamente chiuso e la piazzadivisa in piccoli orticelli con qualche casupolae una piccola, primitiva chiesetta,quella di S. Agnese. Come ricordato inaltra occasione la vita di questa piazza iniziòsoltanto nella seconda metà del XVsecolo, allorquando venne qui trasferito ilmercato che si teneva ai piedidell’Aracoeli, la piazza diveniva, in talmodo, un luogo di vendita e d’incontro,ma anche un luogo destinato a feste eprocessioni. Correva l’anno 1579, quandogli Spagnoli introdussero la tradizione dellaProcessione del mattino di Pasqua e si rinnovaronoquelle feste carnevalesche delmaggio romanesco che avevano già resofamosi Testaccio ed altri luoghi della città.Gregorio XIII, Ugo Boncompagni, 1572 -1585, fu determinante per la miglioria el’ornamento di questo sito facendo costruireben tre fontane e un abbeveratoio, ilc.d. “beveratore delli cavalli“ al serviziodel mercato e degli animali da trasportoche qui affluivano.continua sul prossimo numero...


14Campo de’ fioriPARNASSUS - L’UOMO CHE VOLEVA INGANNARE IL DIAVOLOThe imaginarium ofDoctor Parnassus,Francia, Canada 2009.Genere: fantastico;regia: Terry Gilliam;sceneggiatura: CharlesMcKeown; interpreti:Heath Ledger, JohnyydiDepp, Jude Law, ColinMaria Cristina Farrell, ChristhoperCaponi Plummer, Lily Cole,Verne Troyer;fotografia: Nicola Pecorini; scenografia:Anastasia Masaro; costumi: MoniquePrudhomme; distribuzione: Moviemax;durata: 122 minuti .Lungo le strade londinesi il DottorParnassus allestisce lo spettacolo “Theimaginarium”, affiancato dalla figlia adolescenteValentina, dal giovane Anton e daun freak che risponde al nome di Percy. Laprincipale attrazione di questo raffazzonatoshow è uno specchio magico che permettea chiunque lo voglia di evadere inun labirinto di parvenze e di mondi fantastici.Eppure, simile messa in scena nonriesce ad attrarre che una manciata dispettatori, mentre gli scontri con le forzedell’ordine sembrano essere all’ordine delgiorno. A seguito dell’ennesima rappresentazionefallimentare, Valentina soccorre unuomo appeso a un ponte sul Tamigi. Congrande sorpresa, la ragazza e i suoi amicicostatano che costui è ancora vivo. Privodi coscienza, lo sconosciuto viene adagiatoall’interno del carrozzone. La mattinaseguente l’uomo afferma di aver dimenticatole sue generalità a causa di un forteattacco di amnesia.Il personaggio senza un passato diventacosì il quinto componente di questo insolitomanipolo di teatranti, ben accoltosoprattutto dal Dottor Parnassus che vedein lui un segno della provvidenza inviatoper combattere un’ultima battaglia controil diavolo, uno scontro da vincere a tutti icosti, altrimenti la bella Valentina alloscoccare dei suoi sedici anni diverrà unoggetto passivo nelle mani di Lucifero. Perevitare che ciò accada, il padre stringe unascommessa con il Male: chi per primo fraloro due riesca ad attrarre a sé cinqueanime, potrà decidere a suo piacimentodel futuro della fanciulla, ancora ignaradella spada di Damocle che pesa sul suocapo.Nel frattempo, lo smemorato viene a sapereil suo vero nome (Tony Shepherd) e laprofessione che esercita nella vita quotidiana,ovvero quella di presidente diun’associazione no profit a sostegno dell’infanziabisognosa del terzo mondo.Contemporaneamente, l’uomo cerca disfruttare il suo fascino e una certa sventataintraprendenza in modo che lo spettacolodivenga vero e proprio fulcro di attrazioneper un determinato target: quellodelle ricche e annoiate signore dedite atrascorrere il proprio tempo nei centricommerciali.Un coagulo magmatico di immagini costituisceil tessuto visivo dell’intera filmografiadi Terry Gilliam e, in particolare, dellasua ultima opera. Paradosso per paradosso,si potrebbe sostenere che il vero talloned’Achille dell’autore risieda nel combattereperennemente contro la proibizione dirappresentare l’irrappresentabile sul grandeschermo, non rassegnandosi di fronte anulla pur di non cedere al fascino ambiguodella convenzionalità cinematografica.Del resto, il gesto intentato dal registapotrebbe essere interpretato come un attod’amore nei confronti della settima arte dachi, come lui, vuole ancora continuare asperare nonostante tutto.Purtroppo, non è detto che se mai sia esistitoun uomo in grado di ingannare ilDiavolo, debba farcela anche lo stessoGilliam con i propri spettatori: infatti, questostraordinario prestigiatore non sempreriesce a estrarre una colomba dalla suamanica, così il trucco - mai da quattro soldi- si inceppa. Seppure siano richiesti occhida bambini per apprezzare in pieno le passioniastratte che Gilliam propone, i viaggiintrapsichici vissuti da Tony deludono emal si accordano all’andamento generaledella trama, come avviene soprattutto nell’episodiodi Law. Di certo, la colpa si puòimputare a un’interfaccia digitale di qualitàdecisamente scadente, manipolata daun autore che si suppone conosca epadroneggi alla perfezione tecniche esegreti della fotografia.Oppure, si può tentare un ex-equo didemeriti, in cui l’inabilità tecnica va strettamentea braccetto con una scrittura chegira a vuoto, risucchiata dalla forza centripetadi un linguaggio sovrabbondante e, atratti, incongruo, per non dire oscuro.Peraltro il concetto di osservare condistanza, ottenuto filmando l’intera rappresentazionecon ironia, attraversa il lungometraggioper poi fuggire via, arretrandoai margini del realismo. Invece, unasanguigna scrittura del pathos trasparenella figura di Lucifero interpretato da unmefistofelico Tom Waits, un povero diavolodietro la cui maschera incartapecorita diimperfezione divina nasconde, in fondo,un cuore che a volerlo raschiare apparepiù umano rispetto a quello di molti individuidella nostra specie.È ormai oltremodo risaputo come l’artificiodella schizofrenia visiva provata sulla suapelle da questo ambiguo character dallastatura tragica sia stato allestito da Gilliamper superare l’impasse in cui stagnava laproduzione a seguito della morte di HeathLedger a circa due/terzi dalla fine delleriprese.Alla stregua di proverbiali deus ex machina,Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrellsi sono proposti al regista, devolvendotutti i loro guadagni a Matilda, figlia delcompianto Ledger.Alla luce di ciò, assolutamente interessanteappare l’autofrantumazione dell’Io sperimentatada Tony ogni qual volta oltrepassala pura superficie riflettente dellospecchio fatato che riverbera la coscienzadoppiadel personaggio, fungendo dapalese simbolo di una personalità scissa indue.


16 Campo de’ fioridi Carlo CattaniRaimundo RodulfoMamma mi compri una chitarra ? (parte 9) Natale a Miami !Tranquilli, non vi sfornerò un “cinepanettone”!La citazione del titolo mi è utile per introdurvil’ospite del mese: RaimundoRodulfo, un chitarrista sopraffino e uncompositore eclettico, prossimo ai 40, diorigini venezuelane, ufficialmente ingegnereelettronico, che di Miami, da diversianni, ne ha fatto la sua “base operativa”.Ho conosciuto Raimundo nel 2005: navigandonella rete, solcando “rotte” traversee, assolutamente per caso, ho collisocon la sua musica! Il suo cammino perle vie della musica inizia da bambino conla frequentazione della Escuela SinfonicaInfantil…..dove incontra il violino. Ma idocumenti per il “pianeta musica” li regolarizzerànel corso degli anni applicandosida autodidatta sulla chitarra, il suo strumentoprincipale, i cui suoni, acustici edelettrificati, ha, finora, sapientementedistribuito nella sua produzione discografica.E’ evidente già dai primi giri del cd d’esordio,“DREAMS” (2000), l’estro diRaimundo, capace di alternare passaggisottili ed intimi della sua chitarra a composizioniarticolate dove gli apporti dellaband di base e, talvolta, di alcuni arrangiamentiorchestrali, definiscono i “pioli”per le sue creative scale di chitarra!Ma occhio alla penna compositiva delNote con vista sull’oceano“Nostro”: è imbibitain un inchiostro che è“miscela robusta“ digeneri musicali, classica-musicaantica-jazzfusion…rock,con cuiRodulfo verga spartitidi concreta qualitàcompositiva, brillantiper capacità d’intrattenimento,coinvolgentie di sicura presapresso un pubblico“senza bivi” nelleorecchie! Se dovestecercare tra gli scaffalisuddivisi “per genere”di un negozio di dischi, RaimundoRodulfo lo trovereste ad aspettarvi allavoce “progressive” con i suoi tre dischiufficiali pubblicati nel periodo dal 2000 al2008: il già citato “DREAMS”, “THEDREAMS CONCERTO” e il più recente“MARE ET TERRA” distribuito dall’etichettaFrancese specializzata in progressiveMusea. La sua musica, infatti, si può apieno titolo riferire al genere “progressive”perché include diversi degli elementi convenzionalidi tipizzazione del grande “maremusicale progressivo” come la lunghezzadei brani arriviamo anche oltre i 30 minuti,la varietà di arrangiamentiall’interno di ognibrano...suoni rock irromponosu partiture orchestrali e l’alternanzadei ritmi non vienemeno, la strumentazione allargataall’uso di tastiere, di fiatie di archi...le chitarre diRodulfo si fanno spazio traminimoog, lauti, viole e violini.Ma alla fine di tutta la spesa diparole restano gli ascolti deisuoi componimenti, che intriganoe invitano a “farsi scoprire”nel corso di ripetuti ascolti,dove atmosfere già care alprog dei ’70, pensiamo,adesempio, ai passaggi di chitarraarpeggiata e flauto con quelsuono che è solo dei “Padri”degli anni ’70, alternate aRaimundo Rodulfo on stage w band 2fiammate di un rock più duro (reminiscenzegiovanili del “Nostro”!) si alternano,senza conflitto per le nostre orecchie,con le “pozze musicali” ora briose ora piùdelicate create dagli arrangiamenti perorchestra, così a definire l’opera diRaimundo, un magma di note all’insegnadi una musica concepita “per l’orecchioe il cuore”! Raimundo non è ampiamenteconosciuto in Italia se non presso la cerchiadei “davvero appassionati” di musicaprog. La mia proposta, spero contribuiscaad incuriosirvi e a cercarlo dapprim sulsuo sito www.raimundorodulfo.com,dove potrete anche ascoltare qualcheaudioclips e acquistare i suoi cds, per poicontattarlo al suo indirizzo www.facebook.com/raimundorodulfo...un contattopiù amichevole! La “visita a Miami”non si risolve qui: Raimundo sfoglierà pernoi qualche pagina della sua storia ….. madal prossimo numero…..www.raimundorodulfo.com -www.facebook.com/ raimundorodulfoBUON NATALE – FELIZ NAVIDAD-BON NADAL- NATALE HILARE –MERRY CHRISTMAS-JOYEUXNOEL- GAJAN KRISTNASKON –FROEHLICHE WEIHNACHTEN-BONU NADALE!continua sul prossimo numero...


18Campo de’ fioriEcologia e AmbienteL’acqua è un bene universale,non può essere privatizzatadi GiovanniFrancolaLa risoluzione europeadel 15 marzo2006 al paragrafoprimo dichiara: “l’acquaè un bene comunedell’umanità ecome tale l’accessoall’acqua costituisceun principio fondamentaledella personaumana”, inoltrechiede “che sianoesplicati tutti gli sforzi necessari a garantirel’accesso all’acqua alle popolazioni piùpovere entro il 2015”.Ora con la privatizzazione dei servizi idrici,si assisterà sicuramente ad un rincarodelle tariffe, non solo perchè il privatodovrà far fronte a innumerevoli interventialla rete idrica, oramai obsoleta, masoprattutto perché le logiche del privatosono ben diverse da quelle pubbliche. Nonvoglio scendere in nessuna polemica, milimito a riportare soltanto dei numeri, inmodo tale che ogni persona si possa fareun’ idea più completa su questo bene primario.Il mercato dell’acqua in Italia è unmercato alquanto interessante, intendo“acqua minerale”, in quanto ne vengonobevuti ogni anno ben 11 miliardi di litri,che tradotto in euro si equivalgono a circa5 miliardi di euro di fatturato. Ora vi faròun piccolo rapporto tra i costi di questaacqua minerale e l’acqua così detta “delsindaco”, l’acqua cioè che scorre dal nostrorubinetto di casa. Un litro di acqua mineralecosta mediamente da 0,35 a 0,40euro a litro, mentre l’acqua del rubinetto èdi circa 0,001 euro per litro.E sapete le società che sfruttano le faldeacquifere potabili cosa devono dare allacomunità? Un irrisorio “canone di coltivazione”a fronte della concessione, spesso evolentieri permanente, di un bene pubblico.In pratica quello che gli amministratoripubblici dovrebbero gestire nei migliori deimodi, si limitano a svenderlo o regalarlo aqueste vere e proprie multinazionali dell’acqua.Se nella legislazione italiana ilquadro normativo stabilisce che le risorseidrominerali sono un bene pubblico, fannoparte del patrimonio indisponibile delleregioni e il loro uso deve essere improntatoall’interesse pubblico, non riesco a capireperché in molte concessioni ad alcunimarchi famosi di acqua minerale figuri lascritta “perpetua”. Questo significa chequeste multinazionali fanno miliardi vendendoacqua di tutti e lo faranno per sempre.Posso solo aggiungere che ci sonoaziende che riescono a imbottigliare ben110 milioni di litri di acqua minerale ognianno, con un ricavo di circa 35 milioni dieuro, pagando al comune dove si trova lafonte una tassa di concessione di circa 30mila euro l’anno. Vi sembra che ci sia unaBuone Feste daproporzione tra concessioni e guadagni?Questo è solo un piccolo esempio perprendere coscienza del fatto che acquistiamoun qualcosa che, in realtà, ha dei costiassurdi e ingiustificati.Non credo che la privatizzazione dell’acquaporti dei benefici, anzi, al contrario, porteràmalcontenti e reazioni non solo ideologichema concrete, e iniziative verso unreferendum abrogativo di tale legge sarannoindispensabili per ristabilire un principioben più ampio, quello di non rendere unbene universale e indispensabile, un qualcosadi commerciale.


Campo de’ fiori 19Come eravamodi Alessandro SoliE’ NataleNatale,ogni voltadiverso, ognivolta originale, riesce adaggrapparsi con leunghie e i denti alleantiche tradizioni, e perquesto: è eterno. Per fortuna ancora è così,perché in questo mondo, che corre dietro aDio-internet, dove i sentimenti e i valori dell’uomovengono calpestati dal consumismosfrenato, un mondo che se ne frega dellasofferenza di chi soffre, di chi considera lavita non un dono, ma una maledizione,ebbene, ben venga il Natale, con tutte lesue tradizioni.“ L’hai fatta ‘a carpinella pe’ ‘o presepio?”Quante volte siamo andati lungo ifossi e nelle macchie che circondano CivitaCastellana, a raccogliere “toppe di muschio”per allestire il presepio, da sempre simboloirrinunciabile di questo evento. Quantevolte abbiamo tracciato il cammino dellestatuine di gesso dei pastori verso la grotta,adoperando pietruzze e farina. Quantevolte abbiamo ritagliato la carta stagnola,per fare la stella cometa, quante volteabbiamo usato un piccolo specchio a mo’di stagno per le minuscole paperelle.Quante volte abbiamo spostato e rispostatoMaria e Giuseppe, il bue e l’asinello,quante volte abbiamo accarezzato Gesùbambino nella greppia. Tante, tantissimevolte: prima da bambini, poi da genitori,ora da nonni. E l’albero? Una volta eranoveri. I più fortunati riuscivano a prenderlonei boschi, quando la natura era incontaminata,e noi senza saperlo, pur facendopiccole mutilazioni a piante ed arbusti,provavamo profondo rispetto per essa. Ilrito del suo ornamento si ripeteva ognianno: si aprivano le scatole contenenti lepalle multicori, che avevamo riposto, benavvolte in pagine di vecchi giornali (per evitarele immancabili rotture dovute alla fragilitàtipica del vetro soffiato), le strisciefilanti, le stelline, ed il fragilissimo punteruolo,che andava infilato sulla sua sommità.Poi, il tocco finale, piccoli batuffoli diovatta sparsi qua e là , tra i rami, effettocasereccio di una nevicata, così rara e tantosognata dalle nostre parti. Com’è difficilecondensare e nello stesso tempo trasmetterequeste emozioni. Allora via con qualchepennellata (strano mi sento anch’io pittore,io che non riesco, come si dice, a fareun cerchio nemmeno col fondo di un bicchiere).Rivedo pacchetti ben incartati innastri dai colori vivaci ammonticchiati sottol’albero, che denotano la loro identità: “Iregali diNatale”. Risento i profumi che escono dallacucina la sera della Vigilia: il fritto coi broccolie la borragine, quello del pesce arrosto,il profumo del lauro (l’alloro), sì proprioquello che ornava le teste dei vincitori nell’antichità,simbolo si grandezza ed immortalità,e che in cucina continua la sua tradizione.Pantagrueliche mangiate insieme aiparenti: panettoni, pandori, torroni, panforti,ricciarelli, che da sempre chiudono i pastinel più classico dei modi. Ma permettetemidi menzionare “i pangialli de’ mi’ nonna ede’ mi’ madre, o’ gnocco lercio (pasta conditacon noci tritate, zucchero, cacao e cioccolata,servita rigorosamente fredda), i tozzettico’ e’ nocchie, e’ ciambellette vino eanice”, dolci tipici della mia terra. Si passametà giornata a tavola, poi dopo cena, specialmentealla presenza dei bambini, arrivalei: “La tombola”, gioco antichissimo cheancora affascina grandi e piccini. Intendoquella tradizionale, quella che volevisempre vincere, e se non ci riuscivi facevisaltare con rabbia i chicchi di granturcoche avevi usato come segna numerisulla tua cartella. Chiudo con la messa dimezzanotte, quella che da sempre riescea dare un senso al Natale. Al giorno d’oggi,può sembrare una cosa anacronistica,una cosa vecchia, fuori da ogni schema,ognuno può pensare ciò che vuole, ma viassicuro che io ci sono sempre andato, econtinuerò a farlo, perché fede e tradizione,chiamatele come volete, sono gliingredienti indispensabili per una sanasopravvivenza. Buon Natale a tutti!


22 Campo de’ fioriPoliticantiBuone FesteIl sig. G era incuriositodalla politica. Da sempre.Forse perchè pensavarappresentasse unadelle poche attività concui si può fattivamentemodificare la realtà dellecose, possibilmente inmeglio. Non che fossedi Gianni Bracci un attivista. Gli piacevaseguirne gli eventi eregistrare le tante, più o meno macroscopiche,bestialità che la caratterizzavano, almenosecondo il suo modesto parere. Ne parlavadi tanto in tanto al bar, al lavoro, con gliamici, anche se la maggior parte degli interlocutorinon sembravano così interessati,quasi fossero rassegnati al peggio, mentre simostravano molto più preoccupati per leprestazioni calcistiche della loro squadra delcuore. ogni tanto predicavaalla moglie, la quale, pragmaticamente, gliconsigliava di non rompere le scatole alprossimo con questi discorsi così impegnativie qualche volta imbarazzanti:. rispondeva G ogni volta, cercando di convincerelei e, soprattutto, se stesso che parlarnepotesse servire almeno un po’ a migliorareil sistema. Quel giorno il sig. B lo avvicinò,proprio mentre stava ordinando il solitocaffè. Lo conosceva da tempo ma non c’eramai stato un gran feeling tra loro. G lo consideravaun po’ troppo opportunista, unoche non fa niente se non ha un fine preciso,quasi sempre imperscrutabile ai più. Come sidiceva al suo paese: ”Non tira se non coglie”.B si era candidato alle elezioni comunali e glichiese:. Lo guardava ancora un po’diffidente,anche se l’atteggiamento e le parole dell’amicolo avevano colpito favorevolmente:”Misa che si è confessato”, pensò velocementeG, mentre si preparava a controbattere percapire meglio dovevoleva arrivare:.ribattè B in grandestile, come uno studenteche conosce a menadito la lezione. E sene andò, convinto di aver fatto una bellafigura da spendere alla prossima occasioneutile. G rimaneva scettico. Non si fidava delleparole di B, a proposito del quale il suo giudiziorimaneva immodificato. Casualmenteera presente un altro cliente abituale del bar,un certo prof. T, anziano ex insegnante inpensione che, come lui, stava sorseggiandoun caffè. Gli chiese sbadatamente: Il professorenon si fece cogliere di sorpresa daquella considerazione, se vogliamo anche unpo’ qualunquista. Contagiato dal fervore edal candore con cui G gli si era rivolto pensòAuguridi dargli una risposta altrettanto sincera,perché l’aveva sempre pensata ma pochevolte aveva osato dirla: In risposta allo sguardo interlocutoriodi G, il prof. T continuò:Il sig. G era allibito.Non si sarebbe aspettatodal prof. T un’analisi tantoragionevole e lucida, sembravaun fiume in piena. Evidentemente nonaspettava altro per sfogarsi. Allora ribattè:. >Il prof. T non disse altro, e se ne andò salutandolocon un sorriso “di incoraggiamento”.Anche G lasciò il bar per andare a prendereil giornale. chiesel’edicolante, allorchè G risposemesto:.


Campo de’ fiori 23DCC tÇÇ| áxÅÑÜx äxÜw|AAACorchiano - Piazza IV Novembre - Festa delle Madonnadelle Grazie - 1943. Da sx: Adele Campanelli, Primo Lilli(detto “Pacchianella”), Giovanna Moretti, FilomenaCampanelli con in braccio la figlia Adele, il maritoMichele Moretti e davanti il figlio maggiore Giuseppe.Mantiene ancora intatta la sua tempra, tipicadegli abruzzesi, come abbiamo sentitoripetere più volte quest’anno, a seguito deldisastroso terremoto che ha colpito quellaterra. E’ originaria dell’Abruzzo, infatti,Filomena Campanelli, che il 17 dicembrecompirà 100 anni, conosciuta da tutti aCorchiano, come lei stessa mi ripete piùvolte, col soprannome di “Filomena la carbonara”!Nasce il 17 dicembre 1909 a Civitavecchia,poiché i suoi genitori si trovavano là in cercadi lavoro. A soli tre mesi rimane orfana dimadre, a causa di una brutta febbre chestronca improvvisamente la vita di chi l’avevamessa al mondo. Il padre, poi, torna inAbruzzo e si risposa per altre due volte, malei viene cresciuta dalla famiglia di uno ziomaterno. “Quando ero diventata grandicella,mio padre mi voleva con sé per badare aifigli che aveva avuto dalla sua terza moglie,ma io non mi sentivo apprezzata dalla suanuova famiglia e decisi di non andare conlui”, mi dice Filomena. Nel 1930, all’età di 21anni si sposa con Michele Moretti, l’uomodella sua vita, del quale credo si possa direche sia ancora innamorata, benchè sia passatotanto tempo e sia rimasta vedova vent’annifa. “Ho trovato un uomo veramenteuomo”, così lo descrive, “ci siamo volutibene, abbiamo sempre lavorato insieme.Quando l’ho perso mi sono sentita sola, nonostantei figli e le loro rispettive famiglie misiano stati sempre vicini!”. Nasce subito laprima figlia, che però muore appena nata. IlFILOMENA CAMPANELLIsecondogenito è, invece, unmaschietto, Giuseppe, e poi nasceGiovanna. Quando quest’ultimaha soltanto tre mesi, Filomena eMichele decidono di lasciarel’Abruzzo, una terra che offre pocolavoro durante il periodo invernale,a causa del freddo pungente.Nel 1934 arrivano nelle campagnecivitoniche dove rimangono percirca due anni, prima di trasferirsidefinitivamente a Corchiano. Qui ilmarito continua a svolgere il lavoroche già svolgeva con gli altrisuoi tre fratelli in Abruzzo, quellodi “carbonaro”. Acquista piccoleporzioni di bosco, vi taglia la legnae poi la brucia per rivendere il carbone,la grande fonte di energia diquei tempi. Filomena deve aiutareil marito e gira con il carrettino trale viuzze del paese, per consegnareil carbone a chi lo aveva ordinato.1 lira al chilo, questo era ilcosto! “Ho servito tutte le famigliedi Corchiano, da Piazza Padellafino all’ex consorzio, dove finiva ilpaese. Tutti mi conoscono comeFilomena, la moglie del carbonaro,la carbonara”. Nel frattemponasce anche Adele, l’ultima figlia, della qualesi occupa per lo più la sorellina maggioreGiovanna. Quando ce n’èbisogno, poi, Filomena aiutail marito anche nel lavoro deicampi, necessario per potertirare avanti dignitosamentela famiglia. “Ho fatto lavorida uomo e da donna”, midice ancora Filomena.Quando l’uso del carboneviene superato, la figura delcarbonaro scompare conesso. Filomena ed il marito,allora, si trovano costretti adedicarsi completamente allacampagna. “Avevamo unappezzamento di terra nellazona della Madonna delleGrazie, così, tutte le mattinepartivamo, per tornare a casa al calar delsole. Io mi caricavo il “canestro” con il pranzodel giorno sulla testa e ci avviavamo alcampo, passando per la cava scavata neltufo, di cui conosco ogni angolo”. E’ statauna vita di duro lavoro, segnata anche dalledue grandi guerre. Nella prima perse un giovanecugino, morto al fronte, mentre dellaseconda ha ancora vivo il ricordo di quandodovevano correre per mettersi al riparo dagliaerei che volavano bassi e minacciavano dibombardare il paese. Sono ricordi, questi,indelebili, anche dopo tanti anni!Ora Filomena si divide tra Corchiano, dove èaccudita dalla figlia Giovanna, e Roma, doveFilomena oggi5 Novembre 1982vive con l’altrasua figlia Adele. “Sono orgogliosa dellafamiglia che ho avuto! I miei figli non mihanno dato mai dispiaceri ed hanno trovatopersone meravigliose, con le quali hannocostruito famiglie altrettanto belle. Mi hascosso molto la morte di mio figlio Giuseppe,che ci ha lasciati due anni fa, non avrei volutovederlo andar via prima di me”, diceFilomena con grande amarezza. “Ringraziole mie due figlie che non mi fanno mancarenulla, mi trattano come una signora. Nonriesco più a camminare bene, vedo e sentopoco, ma mi è rimasto il “cervello”, mi ricordoancora tutto!”. Trascorre le sue giornateguardando la tv e pregando con la coronadel rosario che tiene sempre nella tasca delsuo grembiule. Ma è anche una maniaca dell’ordine,così, molto spesso, si chiude incamera sua, svuota i cassetti, e si mettepazientemente a riporre tutto ciò che vitiene dentro. Poi passa agli oggetti che hasul comò, li rispolvera uno ad uno e li riposizionatutti ordinatamente al proprio posto.Le piace mangiare tutto, ma va pazza per lapolenta, gli gnocchi e la pasta al forno, nonama troppo,invece,leuova eraccontaridacchiando:“Pensare che quandosiamo venuti a Corchianoavevamo talmente tante galline,che dovevamo andare fino CivitaCastellana per vendere le uova. Con quelloche guadagnavamo, poi, compravamo quelloche serviva per i figli e per la casa!”.Il suo carattere ancora risoluto, la sua simpatiae spontaneità, il ciuffo bianco deicapelli e lo sguardo segnato, mi ricordano unpo’ mia nonna. Mi saluta augurandomi didiventare una grande giornalista, io la ringraziodi cuore e ricambio auspicandoleancora tanta salute!Ermelinda Benedetti


24Campo de’ fioriLe guide di Campo de’ fioriRegione Lazio:provincie, superficiee popolazionedi ErmelindaBenedettiIn questo numero,anziché portarvi aspasso per le vie di undelizioso paese, vogliodarvi qualche numeroche riguarda la nostraregione, delle curiositàper conoscerla meglio.La regione Lazio hauna superficie di17.203 km² ed unapopolazione pari a 5.626.710 abitanti. Ilsuo territorio è diviso tra cinque provincie:Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo,delle quali Roma è anche capoluogo diregione, nonché capitale d’Italia e, comedicevano i latini, “caput mundi”. Essaconta 378 comuni in tutto.La Provincia di Roma conta 3.724.000abitanti, ed è la più popolosa d’ Italia. Siestende su una superficie di 5.352 km²,ha una densità di 696 ab/Km² e comprende121 comuni. La città più grande dellaprovincia è ovviamente Roma con i suoi2.541.000 abitanti. Seguono poi i centri diGuidonia Montecelio con 69.600 abitanti,Fiumicino con 51.800 abitanti,Civitavecchia con 50.100 abitanti, Tivolicon 49.300 abitanti, Velletri con 48.900abitanti, Pomezia con 43.900 abitanti,Anzio con 38.400 abitanti, Nettuno con36.800 abitanti, Ciampino con 36.100 abitantie Marino con 36.000 abitanti, via viatutti gli altri.La provincia di Viterbo si estende per3.612 Km² ed ha 291.000 abitanti, peruna densità di 81 ab/Km². I comuni chedipendono da essa sono 60 ed i centriprincipali sono: la città di Viterbo con59.400 abitanti, segue poi CivitaCastellana con 15.400 abitanti, Tarquiniacon 15.500 abitanti, Montefiascone con12.800 abitanti e Vetralla con 12.000 abitanti.La provincia di Rieti ha una superficie di2.749 Km² e conta 148.500 abitanti, conuna densità di 54 ab/Km². Comprende 73comuni ed i centri principali, dopo Rietiche ha 44.500 abitanti, sono: Fara Sabinacon 11.000 abitanti e Cittaducale con6.550 abitanti.La provincia di Latina ha 2.250 Km² diestensione, con 497.000 abitanti ed unadensità di 221 ab/Km². Conta solo 33comuni, ma tutti piuttosto popolosi. Tra iprincipali troviamo: Latina che ha 109.000abitanti, poi seguono Aprilia con 58.800abitanti, Terracina con 36.700 abitanti,Formia con 35.500 abitanti, Cisterna diLatina con 32.700 abitanti, Fondi con31.800 abitanti, Sezze con 22.200 abitantie Gaeta con 20.900 abitanti.La provincia di Frosinone, infine, siestende per una superficie di 3.244 Km².485.000 sono gli abitanti che la popolano,con una densità di150 ab/Km². Dopo laprovincia di Roma, èquella che tienesotto la sua giurisdizionepiù comuni:ben 91. I centri principali sono: Frosinonecon 48.500 abitanti, Cassino con 32.700abitanti, Alatri con 27.200 abitanti, Soracon 26.100 abitanti, Ceccano con 22.300abitanti e Ferentino con 20.100 abitanti.Come si può notare solo nella capitale vivemetà della popolazione laziale. Latina eFrosinone hanno poco meno di mezzomilione di persone, molte meno risiedonoa Viterbo e Rieti. Quasi tutti i centri principalisi trovano nel territorio di Roma oLatina. Il comune di Roma è il più estesodi tutta l’Europa, essendo ampio ben1.507 Km².In sintesi, dopo quella di Roma, la provinciapiù popolosa è Latina, seguonoFrosinone, Viterbo e Rieti. Per quantoriguarda l’estensione, invece, a Romafanno seguito Viterbo, Frosinone, Rieti eLatina.Indovina indovinello ......Se ce l'hai vuoi dirlo, se lo dici non ce l'hai.Il primo che lo indovinerà e ne darà comunicazione in redazione,ricerverà un simpatico omaggio offerto dallaGioielleria Ponte Vecchio.Augura Buone Feste


Campo de’ fiori25Oltre il nichilismobola e si conclude nell’unico modo in cui sipoteva concludere viste le premesse:abbracciando il più profondo e irrimediabilenichilismo. Del resto, la lettura attentadella sua filosofia non lascia spazio allasperanza. La morte, per Heidegger, costituiscel’orizzonte ultimo entro il quale sisnoda, realizza e cessa l’esistenza.Esistenza il cui senso èricavabile interamente al di quacome possibilità di progettarsi.Questa conclusione cruda esenza speranza, rappresenta ilpunto più basso della parabolache ha preso avvio con Kant. Ilfilosofo di Konigsberg, purammettendo che anima,mondo e Dio, sono tre ideedella ragione, conclude che neiloro contenuti non sono conoscibilidalla ragione. Ma poichénon sono conoscibili razionalmente,non ci si deve neppure preoccuparedi porle. E’ un modo elegante per dire:“poiché non possiamo conoscere razionalmenteDio, tanto vale non parlarne. E conDio vengono messi fuori della coscienza lafede, la teologia e persino la possibilità diragionare intorno all’anima, se non attraversoil metodo razionale che altro non èche un paradossale empirismo (paradossalevisto l’argomento). Altro modo perdire, anzi, per non dire, che cosa è l’anima.La vicenda dei romantici, che contrapponendosial razionalismo hanno sviluppatoi germi del nichilismo nietzschiano, si èrisolta in un razionalismo asfittico, che hafinito per togliere quel poco di ossigenoche l’idealismo tedesco aveva tentato diridare ad una coscienza morente, coscienzasenza coscienza e senza segni indicatodelProf.Massimo MarsicolaMartin Heideggernon è che un esistenzialistamascherato.In realtàè un epigono diquel razionalismoche ha preso lemosse con laCritica della ragionpura di EmanueleKant. Con lui siconclude la para-Buone Feste daVasto assortimento di vini pregiatiri. Si ricordi l’espressione di Holderlin: “unsegno noi siamo, che nulla indica”. Ora ciaspetta una ripartenza della filosofia cheprenda le mosse dalla stesura di un quadroantropologico nuovo basato sullanuova identità dell’uomo che è stata dame disegnata nell’Egologia. EdmundHusserl e Giovanni Paolo II ne sono gliindicatori. Chi scrive ne è il prosecutore dalmomento che sulle ceneri della AllgemeinePsicologie, ha ridisegnato quello chepotremmo chiamare un nuovo quadroantropologico. Tassello necessario pertratteggiare l’unica filosofia al momentopossibile: la metafisica della storia.Discorso che si può intraprendere oggi inconsiderazione dei risultati prodotti dellatrasformazione del mondo ad opera dellascienza e della tecnica. Del fatto che lafede nonsolo non hamai cessatodi vivereaccanto allaragione madi essereessa stessaquell’interoche laragione nonpoteva, dasola, rappresentareMartin Heideggere conchiudere.Consapevoli che empirismo, razionalismo,positivismo, materialismo…, sonoaltrettante prospettive, punti di vista, cheattendono di essere assunti e fatti valerein un nuovo punto focale, in grado dimostrare, secondo la nuova ottica, sia l’interoche la parte: la sostanza e la funzione.La necessità di recuperare e di farvalere sempre, nella vita della persona,quella “parte” che è stata estromessa econsiderata, di fatto, poco dignitosa, allastregua di una superstizione: la fede. Lametafisica viene a riprendere il suo postonella vita di tutti e di ciascuno e può finalmenteservire l’uomo di ogni latitudine, lingua,razza e cultura, perché ne contiene ene esplicita i tratti universali che richiamanoil suo essere. All’alba del terzo millennio,come era solito esprimersi GiovanniPaolo II, noi siamo protagonisti di unarinascita, quella definitiva dello spirito. Eper grazia di Dio possiamo partecipare allasua affermazione. Un giorno sono comemille anni, si legge nella Bibbia e mille annisono come un giorno. Prima del terzo giornoil Cristo è risorto. Così la Chiesa, in questoprimo albeggiare del terzo millennio(terzo giorno), rinascerà. L’era dello spiritoè iniziata. La filosofia, smascherate le nonfilosofie, accompagnerà l’era dello spirito,l’era della ricerca e dell’affermazione dellaverità. Anzi, attraverso di essa, consideratada L. Pareyson custode della verità,molte verità saranno rivelate agli uomini.Dall’era dei padri (Padre – Legge) si è passatiall’era del Figlio (tolto dal mondo per ilsuo sacrificio); adesso si passa all’era delloSpirito: manifestazione della verità achiunque la ricerca e l’attende.BuoneFeste


26Campo de’ fioriVivere il Natale a CorchianoQuaranta anni di Presepe ViventeUno spettacolo imperdibile, per tornare indietro di 2000 anniQuaranta Nataliconta, quest’anno, lostorico PresepeVivente di Corchiano, uno deipiù rinomati della provincia diViterbo e non solo. Iniziato pergioco da alcuni giovani del luogoalla fine degli anni ‘60, si è perfezionatonel tempo, grazie all’esperienzae alla passione di chi,anno dopo anno, si impegna perl’ottima riuscita delle rappresentazioni.Già dalla fine di ottobre,i membri della pro-loco, coadiuvatida volontari del paese, siarmano per allestire il luogodeputato alla rievocazione e perfar sì che, al calar del sole deigiorni delle festività natalizie,ognuno degli oltre cento figuranti,in abiti d’epoca, prendaposto e faccia rivivere agli spettatoriun momento indimenticabiledella nostra storia: la nativitàdi Gesù Cristo. Un importantecambiamento è stato apportatoquattro anni fa: è stato abbandonatoil precedente scenario,nel cuore del centro storico, afavore di un altro teatro naturalealtrettanto appropriato, raggiungibiletramite una singolare camminata nellasplendida tagliata etrusca. Il nuovo anfiteatro,molto apprezzato dai visitatori chehanno già gustato lo spettacolo, non hanulla da togliere al vecchio, pur rimpiantoda alcuni. A rendere la rappresentazioneancor più emozionante, è una stupendacolonna sonora, confezionata ad hoc daartisti del calibro di Nicola Piovan, GigiProietti, Lello Arena, Nino Castelnuovo eNorma Martelli, le voci narranti.Perché provare ad immaginare uno spettacolotanto bello quando è possibile ammirarlocon i propri occhi?Il costo del biglietto è di 5,00 euro.L’incasso della giornata di solidarietà,programmata per il 5 gennaio, sarà devolutoall’Associazione “Gli Angeli diLorenzo”.La Pro loco, inoltre, offre la possibilità diottenere sconti comitava.Natale viene una volta l’anno, non ci si puòlasciar sfuggire l’occasione di festeggiarloanche così!


28Campo de’ fioriAssociazione Artistica IvnaArtisti di Vignanello, Vallerano, Corchiano, CivitaCastellana condividono l’arteANDRES BORGES REYES: ARTISTA INTERNAZIONALE DI ISPIRAZIONESOCIALE, DALLE MOLTEPLICI TECNICHE E VERSATILISTRATEGIE CREATIVE ALLA RIBALTA DEL XXI SECOLOa cura dellaProf.ssaMaria CristinaBigarelliInterdisciplinarità culturalenella strategia artisticalegata ad espressionidifferenti nell’operadi Andres Borges Reyes.L’esistenza dell’artistaha origine nella città diBaracao a Cuba nel1970. Da molti annisvolge la sua attivitàcreativa a Roma. Artistaplastico e poeta, Andres Borges Reyesrealizza in un ventennio mostre e installazionidiversificate in varie città di Cuba,degli Stati Uniti e d’Europa.Le sue opere, parte di una delle maggioricollezioni private di arte cubana, sonostate esposte in diverse istituzioni musealidegli Stati Uniti. Si tratta di un’arte strategicaconnessa con manifestazioni esteticoculturaliintersecate con pittura, scultura epoesia. L’insieme tende a sviluppare larelazione tra parole e arte visiva bidimensionalee tridimensionale. Vita aperta almondo che si riflette sulle tecniche e sullostile della sua arte, utilizzando prevalentementela “textura” e il collage. Metodi diriproduzione della realtà che si incanalanonel topic latino americano, anche se attraversole parole, i colpi di scalpello o di spatola,Borges porta a svelare la vita e le suetrame in modo del tutto universale.Chiunque osserva può vedere qualcosa diunico, unitario, irripetibile nel momentonel quale avviene, ma un “passe par tout”cosmopolita che riguarda la collettivitàumana in senso peculiare: l’uomo ripiegatosu se stesso immerso nel buio, nellesfumature di colore che vanno dal neroall’ocra, astrisce diazzurroimploso nelmarrone enel grigio;la donnache guardadi bieco,segno dipreoccupazionee turbamento,quasi asimboleggiareil voltarsiindietrosenzaindietreggiare,ma ilfermarsi apensare, a considerareil passato e ilda farsi per il futuro:il tutto nell’uso delrosso appenaaccennato nellamescolanza dei toniscuri dell’ambientee del volto turbatomesso in risalto datratti di colore grigio-scuro.Figure, sembianze,simulacri, ambientie paesaggi risultanovisibilmente ampollosi,di profonda sofferenza, di bagliori disperanza, eloquenti, uniti ai suoi poemilirici che, transitano dall’istante immanentedell’osservazione alla immediata realizzazionedel componimento. Borges sentel’urgenza, mentre dipinge, scolpisce o scrive,della contemporaneità dell’azione delsuo creare, come se un fuoco lo pervadesseha bisogno di concretizzare in contemporaneapiù opere, esprimendo l’accasciamento,il tormento dell’essere e nel contempoil recupero della speranza, deisogni, manifestata attraverso l’arte inqualsiasi forma e formula. Questo per nonperdere il momento, l’attimo unico e fuggentedell’ispirazione che nasce dalla realtàe da ciò che essa suggerisce all’animodell’artista. Per Andres “lo stato d’animo èfondamentale nel momento del dialogocon la tela. L’arte è dedizione, desiderio,passione. Non tutti i giorni l’anima ci svelala vita e le sue trame, con lo stesso tono,lo stesso disegno. Il fatto che la mia operaplastica o installativa transiti per vari stili,mi fa sentire più a mio agio con la miamente creatrice.” Alcuni soggetti riguardanoi popoli, le persone, la gente e hannouna base socio-politica. Il messaggio vuoleessere per tutte le persone che possonoessere oggetto di ispirazione, ma normalmentenon sa quali andrà a dipingere, aesprimere, o a mostrare, quando si appropinquaa farlo. Ama rappresentare ciò cherisiede nella mente, nell’essere e non soltantonell’apparenza: egli arricchisce lefigure con significati dal soffio filosofico,religioso, politico, sociale e intellettualeattraverso la materia, la più varia…Momenti , pensieri, idee, sentimenti, vitaquotidiana, quadri che sembrano accompagnatida una musicalità cromatica classicae una filosofia della mescolanza delletecniche loquacemente esistenziali scaturitedalla quotidianità, da sentimenti di tristezzae depressione, da contesti sociopoliticidi respiro globale che trovano speranzae sollievo in sfumature rossastre, ditonalità chiare del collage, del “media”,dell’acrilico e dell’olio.Una sorta di musica esteriore ed interioredetermina la libera creazione di Borgesche si identifica con un’ arte rivoluzionariasia per i metodi, che per le tecniche, maanche per il messaggio che arriva ai sentimentie ai valori fondamentali dell’umanità,senza sminuire o non dare pregio a ciascunindividuo all’interno della stessa,come nell’assemblaggio, il colore vieneinteso come un elemento vivo e il collage,alla Picasso, Braque, l’arte è rappresentativaad ogni stadio, e in ogni ambito al sorgeredel XXI secolo con visioni dallo sperimentalismoall’ avanguardia, intesa comerinascita e speranza dell’ArteContemporanea.


Campo de’ fiori 29Ricordando Don GiuseppeIl Coro polifonico a lui intitolato e l’Orchestra da Camera“Le metamorfosi musicali si sono esibiti nel Duomo CosmatescoIn occasione della ricorrenza della festa diSanta Cecilia, patrona della musica e deimusicisti, domenica 22 Novembre,l’“Associazione Coro polifonico Mons.Giuseppe Bellamaria”, patrocinata dalComune di Civita Castellana e dallaParrocchia S. Maria Maggiore della stessacittadina, ha organizzato un concerto inmemoria dell’amato Mons. GiuseppeBellamaria, che per molti anni ha magistralmentediretto il coro stesso da lui fondato.Nello splendido Duomo dei Cosmati, simbolo,insieme al Forte Sangallo, della cittadinafaleritana,si sonoesibiti il Coropolifonico,diretto dal M°Laura Am-mannato e accompagnato all’organodal M° Enrico Mazzoni, e l’Orchestrada camera “Le metamorfosi musicali”.Molto impegnative ma di grande effetto ledue opere proposte: Concerto in Re minoreper due violini, archi e b.c. BWV 1043 diJ.S. Bach e Gloria per soli, coro e orchestraRV 589 di A. Vivaldi.In una chiesa gremita di estimatori dellamusica classica e polifonica, non potevanomancare le autorità civili e religiose: ilVescovo Romano Rossi ed il sindacoGianluca Angelelli. Le offerte raccoltedurante la serata sono state devolute afavore della popolazione terremotatad’Abruzzo.Il prossimo appuntamento con il Coro polifonico“Mons. Giuseppe Bellamaria” è peril 6 gennaio, con il tradizionale Concertodell’ Epifania, sempre nella spledida cornicecosmatesca.


30 Campo de’ fioriChi è San Bonaventura da BagnoregioIL SANTO PIU’ AMATO DA PAPA RATZINGERParigi e la sua Università nel 1236 (III° parte).. continua dalnumero 64I collegi erano nati dalbisogno di albergare igiovani con pocodenaro e con tantavoglia d’apprendere epullulavano di chierici di ogni nazionalità.Tra questi pensionati primeggia la Sorbona,fondata da Roberto Sorbon, cappellano di S.Ludovico IX. Questi gli diede infatti alcunilocali della corona e non fece mai mancareper l’avvenire la sua protezione. I collegicrebbero talmente di numero da costituireuna vera e propria città, della quale alla serasi chiudevano le porte giranti su enormi cardini;pesanti catene ne difendevano gliaccessi; torri inespugnabili la proteggevanoe le mura, che la serravano in baluardo, siestendevano dalla porta di Saint Michel finoa quella di Saint Jacques. Lì era il limitedelle abitazioni parigine e dal vicino, solitariocolle, vi giungeva talora il suono dellaraganella dei lebbrosi. A ragione delleimmunità di cui godeva, la città universitariaera spesso centro di tumulti e asilo di facinorosi;gli armigeri reali non ardivanoavventurarsi in mezzo alla gioventù studentescache andava sempre vestita di acciaioe armata di ferrei spiedi. Parigi in ognitempo offrì pericolosi incentivi alla dissipazionee al vizio; ma di che cosa non dovevaessere capace quel popolo di studenti nelvigore dell’età, nella foga delle passioni, ingiorni in cui la polizia nelle città stava appenanascendo? Le cronache di quell’età sonopiene di racconti bizzarri, alcune volte tragici,che rivelano lo spirito turbolento degliscolari dello studio. Resa inviolabile nellepersone che la componevano, dai papi, checonsideravano l’Università come un “semenzaio”di vescovi e dottori in servizio dellaChiesa, e dai re, che trovano in essa unasorgente di ricchezza per la capitale, quellagioventù si ribellava anche ai due poteri daiquali era protetta, quando si trattava didifendere i princìpi delle sue prerogative.Se, ad esempio, non era soddisfatta delcontegno dell’arcivescovo di Parigi,l’Università chiudeva per mesi e mesi i batdiSecondianoZerolitenti. Ancora: nel 1225 gli studenti aggredironoil Legato pontificio nella sua dimora;nel 1228, avendo la regina Bianca diCastiglia reggente, fatto punire alcuni studentiper dei fatti di sangue, l’Universitàserrò le porte e gli studenti, dopo avere proclamatouno sciopero che oggi chiameremmo“selvaggio”, abbandonarono, insieme amolti maestri, Parigi per due anni interi.Ritornarono soltanto quando ebbero avutopiena soddisfazione delle loro richieste. Equante volte i poveri Prevosti delle città,messi in berlina sopra un palco con il capocinto da mitra di carta, non dovettero fareammenda onorevole a quegli studenti,senza altro conforto che mormorare fra identi: “C’est un bien mèchante fille queMadame Universitè!”. Frequenti erano lefeste nell’Università e ogni occasione letterariao religiosa forniva un buon pretestoper una vacanza. I santi patroni delle nazioniavevano tutti le loro“ferie”, come pure S.Nicola e S. Caterina, protettoridella scolaresca.Ogni ricorrenza sacraalla Vergine venivasolennemente celebrataper onorare colei cheteneva l’Università in suaparticolare tutela, e lacui immagine primeggiavanei suggelli e negliemblemi scolastici. Talifeste avevano caratteresacro e profano insieme;La Sorbonala più celebre era quella detta del Lendit. Laquale era nata quando la Chiesa di Parigi,avendo ricevuto in dono da quella diCostantinopoli alcune schegge della croce diCristo, le espose alla venerazione di unafolla immensa di fedeli su un altare erettonella pianura di Saint Denis. La funzione sirinnovò ogni anno il 12 di giugno con l’interventodel clero in pompa magna e degliscolari del chiostro di Notre-Dame. La gioventùstudentesca, vestita dei più ricchiindumenti, si riuniva a cavallo sulla montagnadi Sainte Geneviève per accompagnareil Rettore, che, ornato di rossa cappa conberetto dottorale in testa, attorniato dai suoidignitari, si avviava alla pianura di SaintDenis per adorarvi il sacro cimelio. Fin daiprimi anni una gran fiera o mercato si erastabilita in quel luogo e quella occasione sichiamava appunto “Le foire de Lendit”,ossia dell’Indict, perché origine del concorsoera l’Indict, col quale il vescovo annunciaval’esposizione delle reliquie. La fieraconsisteva nell’esposizione e nella vendita dimerci di ogni sorta, ma soprattutto di oggettiantichi. Vi erano raggruppati in foggia pittorescafigure in legno scolpite, arazzi fiamminghi,brani di sciamito, lucchi di panno dastudenti, mantelli di velluto da cavalieri,maschere da buffoni, e, accanto all’armaturadi un crociato, non era difficile trovare larugginosa scimitarra d’un saraceno. La venditapiù importante era comunque quelladella pergamena di cui l’Università facevagran consumo. Il Rettore aveva diritto ascegliere la provvista di pergamena sufficienteai bisogni dello studio per l’annoaccademico e l’incarico di vigilare sulla qualitàdella stessa, poiché era ilvelino o pelle di vitello rasata, lapiù adatta per miniarvi i codici.Ciò eseguito, il corteo universitariosi scioglieva e i giovani, messii piedi a terra, si sparpagliavanoper la vasta pianura, dandosi inpreda alla gioia e alla follia deigiochi, dei lazzi, dei divertimenti,dei banchetti; non di rado allafine della giornata vi era anchestato qualche spargimento disangue! Oltre alle corse, ai carosellie agli esercizi ginnici, gli studentirappresentavano certemascherate e cerimonie burlesche, come lafesta dei pazzi, degli asini, degli innocenti,che, disciplinate, con l’andar del tempo, detteroorigine ai misteri, alle commedie, alleazioni teatrali. I temi trattati erano pocoortodossi, la lunghezza il più delle volteeccessiva, la messinscena approssimativaanche se sfarzosa, ma il successo non mancavadi certo. Il popolo sentiva una attrazionenaturale per questo genere di spettacoli,compiva lunghi tragitti a piedi per assistervi,applaudiva freneticamente alla fine di ognirappresentazione. E molti furono gli studentiche in quel tempo balzarono agli onori diuna fama di soggettisti o di attori tanto eclatantequanto effimera.continua sul prossimo numero ...Buone Feste


Campo de’ fiori 31“Il Fumetto”LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONANAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO di Hayao MiyazakiEdito da Panini Comics – 7 volumi, conclusadiDaniele VessellaMagico e spettacolare.In questo manga sirespira la magia dellegrandi opere.L’ambientazione futuristica,un mondo devastato,inquinato da gastossici, dove la grandeforesta mortifera continuaad avanzare pernutrirsi dei pochispazi ancora fertili. Tutto questo èstato causato da una guerra catastroficae dalle radiazioni emesse dalle macchineusate nel conflitto. I pochisopravvissuti all’olocausto si sonoradunati in piccole comunità, per certiversi simili a feudi; in uno di questi troviamoNausicaa, figlia del re della Valledel Vento. La protagonista è dotata dimisteriosi poteri telepatici che le dannola facoltà di avvertire sentimenti intimie profondi, insiti nell’animo sia dellepersone che degli insetti mutanti chehanno come dimora la grande foresta.Ma l’umanità difficilmente impara daipropri errori, e nel fumetto sta per scatenareun’altra guerra al fine di recuperareun antico marchingegno bellico…Miyazaki scrive e disegnaNausicaa sia per i giovani che per unpubblico adulto, è un’opera universaleche mette sotto la lente temi di attualitàcome la guerra, l’ecologia, l’indifferenza,ma con ambientazioni epiche e fantastiche.L’autore punta il dito contro la stupiditàdell’uomo che distrugge per conquistaresempre nuovi territori, in una storiacapace di commuovere ed emozionare. Lanarrazione è lenta, atipica se paragonataagli standard fumettistici di oggi. Pocaazione, pochi colpi di scena… eppure, latrama ti coinvolge facendoti partecipe diogni evento che accade all’interno dellastoria. È come se sentissi l’ululato delvento e ti facessi trasportare da esso,insieme a Nausicaa, nelle lande “dipinte”da Miyazaki. La natura è stata violentatadalla guerra nucleare e ha sviluppatoun’intelligenza emotiva: essa è crudelecon chi la disturba, ma è silenziosa con chila rispetta. Attraverso Nausicaa si scopreBuone Feste daqualcosa che non si conosceva: la natura,seppur avvelenata, sta cercando di risorgerea nuova vita. Questo per dimostrareche l’uomo non potrà mai vincere sullanatura e i personaggi di quest’opera se nerenderanno conto presto. Essi sonocostruiti in maniera straordinaria e sivanno ad incastrare tra loro per comporrequel puzzle capace di dare più chiavi di lettura.Sembra quasi che i personaggiabbiano una vita propria, non una scrittada un autore, e questo rende il fumettosuperiore a molti suoi fratelli. Lo stile dàpiù importanza alle ambientazioni chesembrano veri e propri arazzi… poesiedipinte su carta. Da questo fumetto è statotratto anche un film d’animazione di quasidue ore, ma come spesso accade in questicasi la trama è stata semplificata molto, eil lungometraggio non regge il confrontocon l’opera cartacea. Però potrebbe servireda introduzione per chi volesse entrareappieno nel mondo di Nausicaa, e consiglioa tutti di visionare tutte le operecineaste di Miyazaki; se è definito il WaltDisney d’oriente, un motivo ci sarà…Lascio l’indirizzo del mio blog:http://danielevessella.blogspot.com/


32Campo de’ fioriLa passione per il pane si trasmette da tre generazioniIl Panificio Morelli al massimo splendoreAperto anche il terzo punto vendita a Civita CastellanaErnesto Morelli:“l’uomo delpane!”Quando un genitore intraprende una stradanon sa se i figli seguiranno le sue orme, macerto ne sarebbe orgoglioso. Nella famigliaMorelli il mestiere di panettieri, iniziato daPietro, si tramanda da tre generazioni.Pietro, infatti, negli anni ’50, poco più cheventenne, entra a far parte della cooperativadei panettieri di Civita Castellana, cheforniva il pane a tutta la popolazione.Successivamente decide di mettersi in proprioe si trasferisce, così, nella vicina cittadinadi Nepi, dove apre il suo primo forno.Solo dopo qualche tempo torna a Civita, suopaese d’origine, e trasferisce la sua attivitàin Via San Gratiliano. L’esperienza lo hafatto diventare ormai un bravo panettiere,e, nel frattempo, anche i suoi tre figli sonocresciuti. Questo lo spinge ad acquistareun nuovo appezzamento di terra in ViaFontana Matuccia, allora ancora completamentecampagna, con l’intento dicostruire un grande laboratorio per laproduzione del pane ed ingrandirsiancor di più. Pietro, però, purtroppo siammala e, nel 1982, all’età di soli 57anni, lascia la famiglia. A dover prenderein mano le redini della situazione è ilfiglio maggiore, Ernesto, trentenne, giàda tempo alfianco delVia Francesco Petrarcapadre. Si rimboccale manichee, aiutatodalla madreSantina e dalledue sorelleminori, portaavanti il sognodel padre.Terminato ilnuovo panificio, Ernesto prende la decisionedi chiudere il punto vendita in affitto, di ViaSan Gratiliano e impiegare tutte le forze nellavoro di consegna del pane a domicilio enei negozi, piuttosto che continuare con lavendita al banco. Pian pianosi allarga anche ai paesi vicini,puntando soprattutto suisupermercati ed arrivandoaddirittura a fornire quotidianamentele caserme militaridi Viterbo, Bracciano eOrvieto. Il lavoro, con grandeimpegno e sacrificio, va agonfie a vele ed Ernestomette in cantiere un nuovoprogetto, quello di aprire deisuoi nuovi punti vendita.Riesce a realizzare finalmenteil suo sogno tra il 2000 edil 2001, quando inaugura unprimo negozio per la rivendita del suo panein Via Francesco Petrarca.Cresciuto tra acqua e farina, il figlio Pietro,che eredita dal nonno non solo il nome, maanche la passione per gli impasti, terminatigli studi, intraprende la strada del padre,specializzandosi come pasticcere. Frequentacorsi specifici fino a conseguire il diploma,ed inizia, poi, a mettere a frutto tutti gliinsegnamenti e a sbizzarrire la sua fantasianel laboratorio di famiglia. Il sogno diErnesto, contemporaneamente, prosegue,tanto che nel 2008 riesce ad aprire un altropunto vendita sempre a Civita Castellana, inVia Roma, e poi, proprio nell’agosto di questoanno, un terzo negozio nella frazione diSassacci, che non è solo rivendita di pane edolci firmati Morelli, ma anche alimentarie caffetteria.Un bel traguardo per Ernesto! Lui e suamoglie Caterina si dividono tra i tre nego-Via RomaI tre punti venditazi, aiutati da nonpoche commesse;il figlio Pietro sidedica completamenteagli impastied alla cottura di panee dolci, la figliaRoberta, invece tiene iconti e va dove serve, mentre la piccolinaancora studia e chissà che presto non lavedremo dietro al bancone di uno dei treforni Morelli. La ditta conta attualmentequindici dipendenti in tutto. Sicuramente iIl laboratorio di Via Fontana Matucciasacrifici ed i sogni del padre e del nonnonon andranno perduti. “Noi speriamo dipoter far sempre meglio”, dicono Pietro eRoberta.Tra le specialità: cornetti, tozzetti con unaricetta tutta esclusiva, ciambelline per vino,torte di mele, torte per compleanni, ciambelledolci e colombe artigianali di Pasqua. Epoi, per il Natale: panettoni con uvetta, canditie cioccolata. Tante le qualità di pane,per tutti i gusti: pane kamut, fatto con unaparticolare farina egiziana ad alto valorenutrizionale, ottimo per la linea, pane colsesamo, con l’anice, con le olive, a lievitazionenaturale, baguette, pane “romeno”,molto soffice e che si mantiene a lungo.Tutto questo e molto altro per soddisfare iVia Flaminia(fraz. di Sassacci)gusti del vostro palato, si possono acquistarenei tre nuovi punti vendita Morelli.Ancora oggi, nei negozi e nei supermercatisi sente chiedere: “Me dai un Morelli?”, ossiaun filetto di pane, questo ad indicare quantosia vecchia la tradizione del pane Morelli,entrato ormai nel linguaggio civitonico!Ermelinda Benedetti


Campo de’ fiori 33Marco Mengoni, la voce di RonciglioneE’ della cittadina viterbese il nuovo vincitore dell’edizione 2009di X-Factor, il programma di Rai DueChiricozzi ha voluto dedicargli questa simpaticapoesia.Auguri per un glorioso futuro artisticoa Marco da tutta la redazione.Grazie Marco!Marco Mengoni, il giovane cantante diRonciglione è la rivelazione del programmatelevisivo di Rai Due, X-factor.Grande festa per la cittadina viterbese,orgogliosa di aver dato i natali a questonuovo talento. Il poeta locale QuintoMa che cosa è successo a Ronciglione?Gli è arrivato tra i regali di Natalequello di Marco Mengoni più speciale,X-Factor lo ha eretto a Campione.Marco è un giovane ronciglionesein quel concorso canoro nazionale,è arrivato primo nel finaleelevando tutto quanto il Viterbese.Al talento si è aggiunta la bellezzadi questo giovane gentile e cordiale,e come per la sua città natalela bellezza è sinonimo di ricchezza.Marco adorato da tutte le donneda loro sostenuto e incoraggiato,nel finale col cuore lo hanno votatomiracolandolo come le Madonne.E quello che lo aveva pronosticatoche sarebbe stato lui il vincitoreper quanto solo accennato al suo valorel’obiettivo pronostico lo ha centrato.E vada un grazie al giovane caimanodalla bella città di Ronciglione,e un augurio da tutte le personeper proseguire ad andar lontano.Ed il lago di Vico e i colli Ciminiluoghi favolosi e di poesia,che illuminino sempre la sua viaper varcare tutti i confini.Quinto ChiricozziBuone Feste da


34Campo de’ fioriLe storie diMaxPatty PravoLa ragazza più ribelle degli anni Sessantadi Sandro AnselmiIl nome di PattyPravo è strettamentelegato a quellodel Piper, il famosolocale romano che cisiamo trovati anominare più volte,vista l’importanzache ebbe nel rivelaregiovani talentidegli anni ‘60e ‘70.La giovanissima Nicoletta Strambelli, questoil suo nome all’anagrafe, di origineveneziana, infatti, è una assidua frequentatricedella discoteca capitolina.Proprio qui viene notata dall’AvvocatoAlberico Crocetta che le propone un provinocon la casa discografica RCA. Nicolettastrega tutti e solo dopo qualche settimanaè pronto il suo primo 45 giri: Ragazzo triste,versione italiana di But yuo’re minedel duo Sonny & Cher.Siamo nel 1966, il successo è immediatoe attorno a lei si crea grande scalpore ecuriosità, a causa del suo carattere decisamentetrasgressivo e ribelle per queitempi. Patty è una sostenitrice convintadella libertà della donna, soprattutto dalpunto di vista sessuale, è profondamenteanti-maschilista, decisamente fuori lerighe.I giornalisti si fanno gioco delle sue dichiarazioniprovocatorie e contro la moraledella società perbenista, creandone unvero personaggio, modello da imitare perqualcuno o da censurare per qualcun altro.Il suo secondo brano rispecchia perfettamentequesto suo modo di pensare: Qui elà, con il quale partecipa al Cantagiro ’67.Sembra addolcirsi, poi, con Se perdo te,ma non vorrebbe assolutamente continuaresu questa linea, tanto che, nella primaveradel ’68, quando esce il pezzo La bambola,lei stessa dice che quella incisione èsolo frutto di un provino, perché, in realtà,a lei quella canzone non piace affatto.Sergio Bardotti, direttore artistico in senoall’etichetta Arc, invece, controbatte lacantante, facendoglielo incidere.Prima di giungere alla Pravo, il brano erastato pensato per i Rokes, poiper Little Tony, fino ad essereproposto a Caterina Caselli, cheperò ad esso aveva preferito Ilvolto della vita.Per ironia della sorte, La bambolafu uno dei dischi più vendutidalla giovane Patty.Lo stesso successo, ma un percorsod’incisione diverso, ebbePazza idea, suo altro grande successo.Quando gli autori Maurizio Montie Giovanni Ullu le fecero ascoltareil pezzo, la cantate ne rimaseentusiasta e lo tenne per sé, finoa che non capì che era arrivato ilmomento giusto. Era il 1973.Non ebbe successo, invece, il 45giri Tutto il mondo è casa mia, unbrano composto da BrunoZambrini e Stefano Jurgens, nel’77. In quel periodo, poi, Patty incideanche brani di importanti cantautori emusicisti italiani, tra cui Le tue mani su dime di Venditti, Mercato di fiori di DeGregori, Poesia di Cocciante (del qualescartò, al contrario, Bella senz’anima, cheinteressava anche alla Vanoni, ma che poifu incisa dall’autore stesso), e brani diFossati, Battisti, Paoli, Lauzi.Patty ha continuato ad interpretare tantecanzoni nella sua carriera, ma forse quelleche la portarono al successo inizialerimangono le più amate e le più popolari.


Campo de’ fiori 35Fazendas e FazendeirosdiFrancesca Pelinga... coninua dal numero 64Nell’Hospedaria i nostriimmigrati firmarono uncontratto di lavoroannuale per avere curadi un certo numero dicafeeiros (piante dicaffè) durante l’annoagricolo, partecipandoanche al raccolto, conla fazenda di Joaquim Fernando Paes deBarros a Porto Joao Alfredo chiamato, oggiArtemis, a 13 chilometri daPiracicaba, con la promessa di unacasa nuova e comoda, aria e acquabuona, denaro a volontà, lavoro sopportabilee scuola per i bambini.Purtroppo le promesse non eranovere nemmeno per la decima parte.Nel contratto con la fazenda ciò cheimportava era il numero di personeche costituivano la forza del lavoro,compresi i bambini con una maggioreo minore frazione di lavoro aseconda dell’età. Le donne, pur dedicandosisoltanto alle occupazioni domestiche,si occupavano dell’allevamento degli animalidomestici e alla coltivazione degliortaggi e in occasione del raccolto andavanoad ingrossare la forza del lavoro dellafamiglia. I Paes de Barros erano una famigliamolto importante ed antica nella storiadi San Paolo, i fratelli Antonio e Bentoerano stati: il primo barone di Piracicaba, ilsecondo barone di Itu. Inizialmente nelleloro fazende si coltivava canna da zucchero,infatti il territorio di Jundiai, Campinas,Itu e Piracicaba fu chiamato il “quadrilaterodi zucchero”, solo nella metà del secoloXIX si iniziò anche la coltivazione del caffè.Pietro e Maddalena Mossi, Giovanni eAnna Ceccani, Giacomo e DomenicaPistola, Giovanni e Giuseppa Angelelli chedurante la traversata aveva dato alla lucedue gemelli e li aveva chiamati Oliviero eSempione, (nome della nave che li avevatrasportati verso la terra promessa), eranointenzionati a ritornare con un piccologruzzolo di denaro e si prepararono ad iniziarela dura vita della fazenda. Partironoquindi pieni di speranza da San Paolo dallaPietro Mossi e Maddalena GiovannettiEstacao da Luiz, con la Yutana Railway,percorsero circa 153 chilometri per arrivare,passarono per le stazioni di Jundiai,Ermida, Monte Serrat, Itupeva, Quilombo,Itaid, Indaituba, Cardeal, Elias Fausto,Capivari, Raffard, Mumbuca, Rio dasPredas, Piracicaba, Chavez e finalmentegiunsero a destinazione nella Estacao (stazione)Old Railway di Porto Joao Alfredo(Artemis). Porto Joao Alfredo fu fondatonel 1887 in omaggio al senatore GiovanniAlfredo Correa de Oliviera. Situato vicinoalla foce di Rio Piracicaba, era un importanteporto fluviale per il servizio postale eBuone Feste dail trasportodi caffè ezucchero. Lafazenda erauna grandeestensione di terra con attorno una grossapalizzata, di notte dentro a questa cintavenivano sguinzagliati i cani tenuti duranteil giorno a catena, oltre la palizzata c’eraun largo fosso cavalcato da un ponte levatoioche si alzava alle otto e vi si stabilivanoi turni di guardia. Il fazendero, proprietariodella tenuta, era un piccolo reassoluto per l’influenza politica di cuipoteva disporre, infatti generalmenterisiedeva nella città, nel nostro caso a SanPaolo, a fare politica e godersi la vita,lasciando nella fazenda un “fiscal” cioèun amministratore. Le casette doveandarono ad abitare i civitonici eranounite le une con le altre in lunghe linee oin quadrilatero, la campanella chiamavaper il lavoro, tolti gli intervalli per i pasti silavorava dall’alba al tramonto. Nessunopoteva entrare senza il permesso delfiscal o del fazendero, nè ci si potevaallontanare senza l’autorizzazione scritta.Tutto ciò che serviva per la casa si dovevacomperare nell’armazem o bottega delpadrone, la spesa veniva segnata in unlibretto e la somma dovuta veniva scalatadalla paga. Non bisogna dimenticare che lanostra manodopera sostituì il lavoro deglischiavi e questo contribuì a mantenere neiproprietari un senso di autorità eccessivo ea considerare gli immigrati come produttoridi ricchezza e non collaboratori della produzione.continua sul prossimo numero...


36Campo de’ fioridi Riccardo Consoli... continua dal numero 64In quegli stessi anni si allargava sempredi più il numero dei gruppi musicali rappresentatisoprattutto dalla Roman NewOrleans Jazz Band e dalla MilanCollege Jazz Society per quanto, comepuò testimoniare chi scrive, era preminentel’ascolto di dischi Jazz nell’ambitodei numerosi club sorti un pò dovunque,in altra parte ho già ricordato lo USIS diCatania. Dovettero passare molti anniprima di veder giungere in Italia i primigrandi Jazzmen d’oltralpe o d’oltreoceano,infatti il Jazz restava una musicariservata ad un molto ristretto numero dipersone, pur esprimendo musicisti diassoluto valore come Gianni Basso eOscar Valdambrini e, naturalmente,molti altri che però dovettero accontentarsidi suonare nelle orchestre da ballodove, obtorto collo, furono costretti aconvivere con musiche da loro pocoamate. Per tale motivo, la rivista musicalesopra ricordata, per lunghi anni fucostretta a recensire Festival Jazz comequelli di Praga, Varsavia, Lugano piuttostoche di Bled in Cecoslovacchia,ma non italiani dove, soltanto alla finedegli anni sessanta inizio anni settanta,cominciarono le manifestazioni diBologna, Pescara, Verona, Milano,Macerata, La Spezia, Genova ePalermo. In tale occasione persino i vari“Festival dell’Unità” dedicarono ampispazi alla musica Jazz in barba al ricordato:“ … richiamo agli aspetti più primitividella musica … ”, o “ … all’invito a tornareall’età della pietra … ” Per iniziativadi alcuni musicisti di spicco protagonistidel Jazz italiano, tra i quali i già ricordatiGianni Basso e Oscar Valdambrinioltre che Carlo Loffredo, Dino Piana,Marcello Rosa e Franco d’Andrea,nacque la Unione Italiana deiMusicisti Jazz con lo scopo di valorizzaree promuovere la loro attività in Italiae all’estero, dalla quale ebbe inizio quellache sarebbe stata definita “MusicaCreativa Improvvisata”. Per meglio comprenderequesto nuovo corso si riportauna delle ricorrenti affermazioni dell’epoca:“ … il Jazz italiano è stata una realtàirrilevante finchè ha aderito al modelloamericano in modo qualunquistico, riproducendoin chiave imitativa l’esaltazionederivata da certe immagini musicali … ”,ciò portò, chi voleva rompere definitivamentecon il passato, ad aderire al mondodella musica c.d. free - libera da ognicostrizione ed ogni regola appartenenti alpassato, tra questi il pianista - compositore- leader orchestrale Giorgio Gasliniche attorno a se aveva riunito musicistid’avanguardia come Donald E. DonCherry, Steven Lacritz Steve Lacy,Kent Carter, Jean Francois JennyClark, il bellunese parigino AlfredoRomano e gli italiani Enrico Rava,Gianni Bedori e Franco Tonani.Certamente diversa fu quella rassegnache, per iniziativa di un appassionato taleCarlo Pagnotta, partendo da Perugia,nel giro di pochi anni, avrebbe conquistatofama mondiale, ci riferiamo a UmbriaJazz rassegna che si dimostrò aperta adogni stile Jazzistico, basti ricordare lacontemporanea presenza della Pop-StarSting e dell’orchestra del raffinatissimoIan Ernest Gilmore Green - GilEvans. Ma vediamo adesso di comprendereper quali motivi il Jazz si diffuse inquegli anni in Italia e per quali motiviriuscì ad esercitare un’attrazione sempremaggiore nei confronti di un pubblicosempre più vasto e, ancora, che cosa loBuone Feste da1960 - Gianni Basso e Oscar Valdambrinicaratterizzò in particolare. Succedevache, nel periodo compreso tra il sessantottoe la prima metà degli anni settanta,migliaia di giovani si erano ritrovati in unpiccolo centro della Riviera Romagnolaper assistere ad un concerto del chitarristainglese John McLaughlin la cuimusica era una miscela di Jazz, Rock,Flamenco, Melodie Indiane eFolklore e che, dopo essere stato discepolodel guru indiano Kumar Ghose,aveva adottato lo stravagante nome diMahavisnu, conquistandosi, anche inforza di questo, ampi consensi tra tuttiquei giovani che avevano adottato similiscelte di vita. La musica di Mahavisnu,formata dalla miscela innanzi descritta,divenne un prodotto di consumo assaicoinvolgente che richiamò grandi massedi pubblico, come del resto era successoper i c.d. Concerti Rock che, moltospesso, determinarono notevoli problemidi ordine pubblico al punto che, in alcunicasi, le autorità si videro costrette a revocarele autorizzazioni già concesse.continua sul prossimo numero ...Protegge i tuoi valoriSilvia Malatesta - Via S. Felicissima, 2501033 Civita Castellana (VT)Tel.0761.599444 Fax 0761.599369silviamalatesta@libero.it


Campo de’ fiori 37ANTISISMICA: GLI SCIENZIATI ITALIANISI RIPRENDONO IL PRIMATO MONDIALEdi Francesco PeriArchitettoDopo l’entrata in vigore(in maniera definitiva il1° Luglio 2009) delleNuove Norme Tecnicheper le costruzioni, con ilD.M. 14 gennaio 2008,dove i legislatori e iricercatori italianihanno dato un’ottimaprova a livello di normativa,acquisendo gliEurocodici ed “adattandoli” alle esigenzeterritoriali, gli esperti dell’IstitutoNazionale di Geofisica e Vulcanologia(INGV) hanno ricostruito in tempi record lasequenza di eventi del sisma che hadistrutto il capoluogo abruzzese appena 8mesi fa. Gli esperti di tutto il mondo sisono complimentati con noi!I risultati sono stati presentati dal geologoClaudio Chiarabba, nel convegno internazionale“Costruire e conservare in areasismica”, organizzato dall’Ordine deiGeologi di Napoli, il 23 Novembre pressol’Università’ partenopea Federico II.Subito un dato rilevante, che ha colpito mee diversi partecipanti: in Italia 38 terremotidal 1905 ad oggi con 170.460 morti.Dal 1968 al2009 dannicalcolabili in50 miliardiFoto della faglia che siestende per oltre 40 metried è larga 35 cm, ci si puo'infilare una gamba!di Euro.Quindi leverità sulterremotoabruzzese.Il 6 Aprile èsuccessoquesto : indue secondiL’Aquila èsprofondatadi 20-30centimetri enei 5 secondisuccessivila faglia si è rotta ancora, più lentamentema in modo ancora più violento, distruggendoOnna e Paganica.“Due colpi, l’uno dopo l’altro: uno l’haabbassata el’altro l’haspinta” hadetto Chiarabba.Laprima rotturadella faglia,quella che hafatto sprofondarela città di20-30 centimetri,è avvenutaesattamentesottola città emolto vicino,alla profonditàmassima di9 chilometri.“La rottura èiniziata conpoca energia,ma poi c’éstata un’accelerazionecheha concentratol’energia inTipi di faglie,quella abruzzese è direttaquei duesecondi in cui è avvenuta la prima rotturadella faglia”, ha spiegato.“ É stato un processocomplesso e irregolare, che potrebbeportare a osservazioni scientifichenuove e importanti”, ad esempio per comprenderecome funzionano le faglie e lecaratteristiche che determinano la velocitàdi rottura. (La faglia è una frattura -planareo non planare- della roccia che mostraevidenze di movimento relativo tra le duemasse rocciose da essa divise). Nelle duesettimane successive si sono individuateben 12.000 scosse successive al terremotodel 6 aprile. Sono terremoti continui edifficili da isolare, ma i nostri scienziatisono riusciti a individuarli grazie ad unaprocedura automatica. Questo risultatonon ha precedenti al mondo! Basti pensareche per ricostruire la sequenza di eventidel terremoto del 1980 in Irpinia ci sonovoluti 10 anni! E’ ovvio che la tecnologiaha fatto la sua parte. Tutto ciò ha consentitodi dare il via alla microzonazione,Buone Feste daossia un criterio per definire il rischio che,a livello locale, individua le aree che sicomportano nello stesso modo in caso diterremoto. Nel mese di Novembre laProtezione Civile ha già tracciato le lineeguida per mettere in pratica questo criterio,e, i risultati definitivi, noi progettisti edesperti del settore, li attendiamo in tempibrevi.Ritengo, infatti, che questo criterio dellamicrozonazione, unito alle prescrizionidelle NTC 2008 sia uno strumento di lavoroinnovativo ed efficace, per due motivi:sia perché può consentire di capire doveun terremoto potrà provocare più danni,sia perché puo’ avere un ruolo di primopiano nella ricostruzione delle città, che,con troppa frequenza vengono danneggiateda eventi catastrofici, come il terremotoaquilano.Un Terremoto questo, che ha causato, nondimentichiamolo mai, la pressoché totaledistruzione del patrimonio artistico di unacitta’-simbolo del Bel Paese e la perdita dioltre 300 vite umane, che sicuramentepotevano essere evitate.Un Terremoto che ha dato, per l’ennesimavolta prova del cuore e dell’intelligenzadegli italiani. Un Terremoto che ha coperto,con le sue macerie, molti nomi di coloroche hanno rilasciato permessi a costruirecon molta superficialità o che hannodichiarato collaudabili edifici senza nemmenovisionarli.


38Campo de’ fioriPer ricordare l’autiere Fiorino Marinozzi... uno dei seicentomila ...di Arnaldo Ricciarnaldo_ric@yahoo.itL’internamentomilitare...continua dal n. 64Il viaggio, chiusi incarri bestiame,verso la Germaniadurò 18 giorni. Oltrei morti per stenti vi furono anche quellidovuti ai continui bombardamenti alleati.Gli Anglo Americani mitragliavano e bombardavanoqualsiasi convoglio, ferroviarioo stradale, diretto verso la Germania, aprescindere dalla natura del trasporto.Come detto nella terza parte, cinquemiladei nostri militari morirono, per variecause, prima di arrivare nei campi d’internamento.I racconti di mio zio, relativi allevicende della deportazione tedesca, diventanoforzati; nel senso che Lui preferivaparlare dei fatti accaduti prima dell’8 settembre;aveva delle difficoltà a raccontarei 23 mesi di internamento in Germania. Miresi conto solo molti anni dopo, studiandoe facendo ricerche sull’argomento, chetutti i reduci dall’internamento tedesco,hanno preferito tacere sulle loro immensesofferenze. Forse è normale che gli uominitendono a rimuovere dalla mente lebrutte vicende della vita. Diceva zi’Fiorino: “Arrivammo in un campo di baracchea pochi chilometri da Stoccarda, ognunocon la divisa che aveva addosso nelmomento della cattura; noi che venivamodalla Grecia, avevamo quella estiva altriavevano quella invernale; in due o tregiorni il nostro campo venne riempito finoa contenere 15.000 nostri militari fra sottufficialie soldati……… gli ufficiali venneroportati in campi riservati…. quei vestitirimasero sempre gli stessi per circa dueanni………venimmo tutti fotografati conl’assegnazione di un numero….quel numerorimase la sola nostra identificazione per23 mesi….….dietro, all’altezza delle spallevenne scritta la sigla I.M.I.”Quando mio zio mi descriveva questesituazioni, io ero un ragazzo molto interessatoad ascoltare, non capivo però pie-namente quelle vicende; solo in questiultimi dieci anni, la storia, con la S maiuscolaci dice più chiaramente cosa è inrealtà avvenuto. Nel 1943 la Germania,aveva utilizzato tutti i suoi uomini, nei varicampi di guerra; di conseguenza venne amancare la mano d’opera nelle industriebelliche; si cercò di utilizzare le donne persostenere la produzione, questo però nonfu sufficiente; è ovvio che in alcune produzioniera necessaria quella maschile!Furono allora utilizzati i prigionieri russiche la Germania aveva catturato in enormequantità. La maggior parte dei prigionierirussi era però di estrazione contadinae perciò non adatti nel’industria metalmeccanicabellica; il governo tedesco deciseallora di utilizzarli in agricoltura. Per itedeschi si presentò una importanteopportunità: utilizzare, per la loro industriabellica, la mano d’opera di quel milione disoldati italiani catturati senza difficoltà suivari fronti! La convenzione del 1929 prevedevadelle forti limitazioni nell’utilizzodei prigionieri di guerra come fornitori dimano d’opera. Inoltre gli ufficiali prigionierinon potevano essere costretti a svolgerelavori manuali.Il governo tedesco, anche lui firmatariodella convenzione di Ginevra, pensò benedi aggirare il problema; non considerandoprigionieri di guerra ( in accordo con leautorità della repubblica di Salò) i militariitaliani catturati dopo l’8 settembre 1943.A questi nostri sventurati militari nonvenne riconosciuto lo status di prigionieri;gli venne affibiato lo stato di “IMI” che inlingua tedesca si legge Italienische MilitarInternierter (Internati Militari Italiani). Laconseguenza di questa decisione tedesca,tra l’altro, arbitraria e non prevista da nessuntrattato internazionale in vigore a queitempi, fu disastrosa per i nostri militaricatturati. Essi non potevano essere assistitidalla CRI (croce rossa internazionale) laquale prestava assistenza solo ai prigionieridi guerra. Tale assistenza consistevanella cura dei malati e nell’invio e consegnadi pacchi alimentari ai prigionieri.Raccontava mio zio “ solo i prigionierialleati ricevevano pacchi di ogni ben di Dioe medicinali per la cura dei malati…….noiIMI eravamo letteralmente in balia dell’organizzazionetedesca……non avevamo diche vestirci….di che mangiare….oltre labrodaglia di rape quotidiana che ci davano….inoltreeravamo costretti per dodiciore al giorno a lavorare nelle varie industriemetalmeccaniche belliche…….sottoposteai continui bombardamenti alleati…”.Ancora adesso, la storia ufficiale nonè stata in grado di fornirci le cifre sullaquantità di questi sventurati ragazzi decedutiin Germania! Molti sono concordi neldire che 50.000 IMI perirono nei circa 23mesi d’internamento. Mio zio diceva: “furono di più, quelli che morivano di fameo di malattia che quelli finiti sotto i terribilibombardamenti angloamericani………percercare di rimediare alla gran fame che ciattanagliava, cercavamo bucce di patatenei bidoni dell’immondizia, durante il tragittoa piedi in fila per cinque……..nell’andareo tornare dal lavoro………quando leguardie armate di scorta lo concedevano!……..lebucce venivano poi bollite nellenostre baracche di legno……e mangiatecon voracità!......” Gli IMI erano sotto lagestione e controllo della Wermacht (forze armate germaniche) e se qualcunonon obbediva ciecamente alle disposizioni,veniva punito con percosse e secondo lagravità della disobbedienza, veniva immediatamentespedito nei lager di punizionecon pochissime possibilità di uscirne vivo!“Tutte le sere ed il mattino presto, venivanoinquadrati per l’appello, all’aperto,anche a dieci gradi sotto zero…..dovevamorispondere con un presente ed unpasso avanti, alla semplice pronuncia di unnumero…….quel numero era pronunciatoin tedesco…… e quando non era presentel’interprete……..chi capiva ……capiva…..chinon capiva erano cavoli suoi!...... “ Almenouna volta a settimana gli IMI venivanoinquadrati per ascoltare un discorso d’indottrinamento,pronunciato in italiano, dacomponenti della RSI ( repubblica socialeitaliana ) che spiegavano le ragioni peraderire e continuare a combattere in specialicorpi tedeschi waffen ss oppure nellaR.S.I. Chi accettava, veniva immediatamentesfamato e curato, dopodiché speditoa combattere in Italia. Nonostante la


Campo de’ fiori 39fame attanagliava il corpo e la mente, il90% di loro disse NO, rimanendo fedeli algiuramento che avevano fatto in Patria.Scrive il dott. Claudio Sommaruga (ex sottotenentecatturato ad Alessandria edanche lui IMI) : “…….. quel NO gridato aviva voce e grande come una casa, risuonafino ai giorni nostri nelle mie orecchie emi accompagnerà fino alla morte!....... gliIMI erano trattati come i russi, ma - casounico! – potevano scegliere in ogni istantetra la “libertà con disonore” e il “Lager condolore”: scelsero la schiavitù, coerenti coivalori e la coscienza in una scelta continuaossessionante più della fame e reiterataper 600 giorni, come dire 50 milioni disecondi, cifre presto scritte ma eterne aviverle…….” Fra gli ufficiali invece, il NO fucirca dell’80%. Diceva Zi Fiorino “……..pronunciavamo il nostro NO, almenoquattro volte al mese…..e l’odio verso noiaumentava giorno per giorno………i piùfanatici ci gridavano in faccia, continuamenteuna lunga parola in tedesco:badoglianiverrater!molto più tardi sapemmo ilsignificato in italiano : “traditori badogliani”……..glianalfabeti non sapevano neanchechi era Badoglio………anche chi sapevaleggere e scrivere, aveva comunqueperso i contatti con l’Italia al momentodella cattura!…….tutto quello che eraaccaduto in Italia dopo l’8 settembre ’43era per noi molto nebuloso e confuso…….nonavevamo nessuna fonte sicurad’informazione……..” Trascorse circa unanno in questa situazione; poi nell’agostodel 1944 vi fu un accordo fra Mussolini edHitler e tutti gli IMI non aderenti ( circaseicentomila ) furono trasformati in liberilavoratori civili.Fu una beffa! tutto rimase come prima. Vifu solo la sostituzione delle guardie chesorvegliavano i campi o scortavano i nostriconnazionali al lavoro; al posto delle guardiemilitari furono utilizzate quelle dellapolizia Gestapo. Fu concesso di indossareabiti civili ma non era facile reperirli; l’unicovantaggio fu quello dell’eliminazionedella sigla IMI dietro la schiena. La macchinafotografica che aveva accompagnatoZi Fiorino per i tre anni di guerra dal ’40 al’43, fu da lui occultata nel momento dellacattura e tenuta sempre nascosta ovviamenteaiutato dalla fortuna.“…….quelli ai quali fu trovata una macchinafotografica, venivano subito spediti neicampi di punizione…….sparendo dalla circolazione…….comunquenon l’avrei potutautilizzare per mancanza dirollini………ormai agli inizi del ’44, inGermania mancava tutto….non c’era niente,neanche per la popolazione tedesca…..figuriamociper noi!......”La cosa che più mi colpiva, di quel raccontarele sue vicende di guerra, fra l’altro dame sollecitate, era la mancanza assoluta dirancore verso i suoi carcerieri o chiunquealtro. Una volta gli chiesi: “ ma perché vidavano così poco cibo?” mi rispose: “….caro Aldo….il cibo non si trovava neancheper la loro popolazione….figuriamocise c’era per noi IMI….”.Mio zio diceva: “…… in guerra tutto dipendedalle circostanze; non esistono popolibuoni ne quelli cattivi; la guerra non sideve scatenare, altrimenti tutto può succedere.La colpa di quello che succede inguerra è solo dei fanatici che la invocanoe la cercano, mai dei militari che sonocostretti a farla……..” Come sostengonomolti storici, forse le basi dell’UnioneEuropea, sono nate proprio nei vari campidi prigionia in Germania, dove tante personeprovenienti da varie nazioni europee,si sono incontrate nella comune sofferenzaprovocata dalla guerra; ed è in quei luoghiche nacque la coscienza europea dicercare una comune identità, nell’arrivareall’obiettivo finale di abolire la guerracome risoluzione delle controversie internazionali.Oggi a 65 anni di distanza, possiamotranquillamente affermare, chealmeno fra le nazioni dell’UE quell’obiettivoè stato pienamente raggiunto.continua sul prossimo numero....A quanto pare la tanta attesa ”rivoluzione degli e-book” è ormai alle porte. Nel corso del 2010 dovrebbero arrivare sul mercatodiversi e-book reader e molti migliaia di titoli, con le prevedibili conseguenze sulle nostre abitudini e sullo stato del mercato.Ma è un passo avanti? In un mondo dominato dai siti web, per pubblicare un libro basterebbe mettere a disposizione il relativo filesu un qualunque server. Non è un caso che questi e-book vengano distribuiti non in formato pdf, leggibili ovunque, ma in formatiproprietari che siano leggibili solo con appositi dispositivi o con appositi programmi per PC, formati diversi da un editore all’altro eincompatibili tra loro. Non è un passo avanti rispetto alla carta. Dopo aver negato qualche euro per un romanzo, ci viene negato ildiritto di prestarlo ad un amico e ci viene negata anche la possibilità di trasferire questi file in altri dispositivi. Quando i nostri e-bookdiventeranno obsoleti, ci troveremo costretti a riacquistare la nostra intera libreria digitale. Comunque questo potrebbe essere l’ultimoNatale per il libro classico, quello che tutti conosciamo ed in molti amiamo. Non sarà certo la stessa cosa mettere sotto l’alberoun impersonale e-book anziché un bel libro!Tuttavia dicembre è sempre un buon mese per le librerie, perché tutti, anche chi normalmente non acquista libri, nel periodo dellefeste sa che il libro è il regalo ideale per scaldare i cuori di chi ci vuole bene. Perché un bel libro è veramente il regalo adattoper tutti: per i nonni, che amano leggere e scaldarsi davanti al camino; per gli zii che non si perdono le novità; per i nipotini, aiquali nessun gioco può dare tanto quanto un libro animato, sonoro, istruttivo e divertente; per gli amici, quellidi sempre e quelli di passaggio. Quando si sceglie di regalare un libro non ci si sbaglia mai.La nostra libreria vi augura di trascorrere delle bellissime feste , con accanto tutte le persone acui tenete di più e tanti, tantissimi libri da ricevere e da regalare.Buone Feste a tutti!!!


40 Campo de’ fioriLo sport di ieri e di oggiUn diploma sbiadito dal tempo, una medaglia di metallo ossidiata, una vecchia fotosgualcita. Semplici, modesti cimeli che vorrebbero raccontare certe faticose impresecompiute a piedi, oppure in bicicletta, oppure tirando calci ad un pallone, tanti, tantianni fa. Ma questi cimeli, relegati in fondo al cassettone, confusi tra le tante cianfrusaglie,tacciono mortificati. Del resto chi darebbe oggi ascolto alle loro storie? Eppureci sarebbero molti vecchi sportivi che riudrebbero volentieri i racconti delle gesta diGoffredo Mezzanotte, che tagliava vittorioso i traguardi delle gare ciclistiche laziali, diEmilio Corteselli, che vinceva le gare di marcia, di Cingolati che correva “isolato” al girod’Italia e di numerosi giovani di allora che facevano onore allo sport di Civita. Vecchisportivi, che attraverso quei racconti potrebbero rivivere attimi di una lontana gioventù,ritornare così giovani e confondersi tra i giovani di oggi. Vedremo così i giovani ditutte le epoche riuniti intorno a nuovi cimeli esposti in bella mostra nelle nostre case,nelle sedi delle nostre società sportive. La medaglia d’argento conquistata alleOlimpiadi dal pugile Sergio Caprari; il diploma di Campione Italiano del corridore automobilistaFranco Ribaldi; la foto dei calciatori del “Civita” campioni della serie C. Giovanidi ieri e di oggi riuniti insieme a testimoniare la continuità di una tradizione sportiva cheè vanto ed onore della nostra cara città. Una tradizione che oggi è viva e vitale quantomai. La Polisportiva per il calcio, i Forti e Veloci per il ciclismo, il Cral Amendola peril pugilato, il centro Sportivo per l’atletica e poi ancora il Moto Club, le società dei cacciatori,dei pescatori, del tiro a volo. Una decina di fiorenti associazioni che riunisconocentinaia di sportivi di Civita ed alimentano quella passione per lo sport che mira adottenere “mens sana in corpore sano” .......Marcello MatteucciAuguri daSergio Caprari, campione olimpico e d’Europadurante un combattimento (foto tratta dal “Corrieredello sport” del 1958)


Campo de’ fiori 41Una piazza per Romolo MalatestaI Fabrichesi chiedono di poter intitolare al maestro un luogodel suo amato paeseLa cittadinanza di Fabrica di Roma ha chiestoa gran voce e con una nutrita raccoltedi firme, presentata all’AmministrazioneComunale, di poter intitolare il piccololargo antistante il Consorzio Agrario diAngela Pedica, che si è ora trasferito in ViaVignanello, all’indimenticato ed indimenticabileinsegnante Romolo Malatesta,scomparso nel settembre del 2007.Romolo, maestro non solo di scuola maanche di vita, esempio per tutta la popolazione,è rimasto nei cuori dei suoi ex alunni,ma anche delle tante persone chehanno avuto modo di conoscerlo.Tutti hanno un ottimo ricordo di lui.Attraverso i suoi insegnamenti ha saputofarsi amare e stimare. “Ha scritto e dipintotanto per gli altri, ci sarebbe tanto dascrivere su di lui e sulla sua vita”, diceRita, che, insieme a Sandro, si è fatta promotricee portavoce di questa bella iniziativa.Speriamo che l’AmministrazioneComunale possa ascoltare e soddisfarequesta accorata richiesta, che farebbeveramente felici molti cittadini.


42Campo de’ fioriCorino Bianchini:dietro c’è qualcosa di piùBenzinaio per professione, pittore per passioneSe vi chiedessi: “che cosa hanno in comuneun distributore di benzina ed una tavolozzadi colori?”. La stragrande maggioranzadi voi risponderebbe: “assolutamentenulla!”.Qualcuno, invece, potrebbe rispondere:“Corino Bianchini!”.A Fabrica di Roma, infatti, ormai tutti losanno, anche se credo che, conoscendoCorino, abbia suscitato non poco stupore ilfatto di saperlo pittore e soprattutto divedere che i suoi dipinti non sono nientemale! Corino, fabrichese verace, è unuomo semplice che, per mantenersi, hasempre svolto il lavoro di benzinaio,lasciando da parte, quasi dimenticando, lasua passione per la pittura e le sue qualitànaturali per questa arte.Fino a che, nel 1991, prendendo in manoalcuni colori che sua nipote aveva lasciatosul tavolo, riscopre l’amore per il disegno.Inizia ad abbozzare qualcosa, poi decide dichiedere aiutoad un suo grandeamico divecchia data,R o m o l oMalatesta.Il maestro iniziaa dargli tantibuoni consigli,che gli permettonodi affinarele sue doti. “E’stato Romoload insegnarmi itrucchi delmestiere, guardavolui e poiprovavo a rifareciò che avevovisto, fino amigliorare di volta in volta, ancor oggi”dice. Corino è un autodidatta e i suggerimentidi un vecchiopittore, uniti all’esperienzapropria, hannodato buoni risultati. Ela differenza tra i suoiprimi lavori e gli ultimisi nota.Oggi Corino è moltopiù padrone dei colorie del pennello, pochitocchi per realizzareun bel quadro. Haallestito una sorta dipiccola mostra in unodei locali del suodistributore e i suoiquadri sono moltoapprezzati da amici eclienti.L’ultimo dipinto, realizzato in sole tre ore,raffigura un uomo di spalle in sella al suoasino, che torna a casa al calar del sole. Inlontananza il paese di Fabrica, con la torreche svetta alta nel cielo.Molto particolare il colore di quest’ultimo.Il prossimo, un 70x80 cm, sarà incentratosulla raccolta delle olive, altro tema caroalla tradizione contadina di Fabrica diRoma e dintorni.“Luci e colori, questo è quello che amomettere in evidenza nei miei quadri”, affermaCorino.Ed infatti, ispirati sempre a paesaggi agresti,sono molto luminosi e trasmettonoquiete e serenità.Certamente quando Corino cesserà la suaattività di benzinaio, potrà dedicarsi completamentealla pittura, proseguendo, conmerito, la strada tracciata dal maestroRomolo Malatesta.Augura Buone Feste


Campo de’ fiori 43Nel cuorePietro Fasoli20/12/1949 - 03/08/1971Ciao Pietro,sono passati quasi quarant’annima tu rimani sempre nei nostricuori. Hai donato la tua gioventùal servizio della patria,hai donato la tua vita senzaricevere alcunariconoscenza. Siamo certi chetu riposi tra gli eroi.I tuoi famigliari.IL RICORDO DI MARIATERESA PULCINELLI,Presidente Centro ItalianoFemminile Provinciale diViterbo, RIMANE neinostri cuori, nelle nostrementi, nelle nostre azioni.Il suo entusiasmo, la suacomunicabilità, la suasocievolezza, la sua simpatia, la sua disponibilità hanno resoBella la sua Vita vissuta con altruismo e amore.Grazie, Maria Teresa !Non ti chiediamoperchè ce lo hai tolto,ma ti ringraziamo peravercelo dato.Ciao SghiroAssociazione Artistica IVNA di VignanelloPer la tua pubblicità su Campo de’ fiori0761.513117o info@campodefiori.bizCampo de’ fiori è la migliorevetrina pubblicitariaCampo de’ fiori è la rivista più letta ed amata!Corri in redazionea richiedere inumeri mancantialla tua collezionedi Campo de’ fiori!Piazza dellaLiberazione, 2Civita Castellana


44 Campo de’ fioriL’angolo del Bon TonPiccolo galateo natalizioDicembre, il mese più“festoso” dell’anno èarrivato, vediamoquindi in questo nostronuovo incontro alcunepiccole regole che ilgalateo ci insegna perpoter fare gli auguri,di Letizia Chilelli fare regali e ricevere inostri ospiti nel modomigliore proprio nel periodo delle Feste diNatale.Biglietti di auguriLa parola augurio deriva dalla lingua latina,da augurium che significa presagio,auspicio e prende il nome dall’augure, ilsacerdote divinatore che tra gli Etruschi etra i Romani prediceva il futuro interpretandola volontà degli dei attraverso l’osservazionedei fenomeni naturali.L’usanza di scambiarsi frasi di augurio,risale proprio agli antichi Romani, con lasperanza di augurarsi, appunto, la fortunaper l’anno che doveva arrivare.Il primo biglietto natalizio è datato 1870 efu opera di un Inglese, recitava questefrasi:” Buon Natale e Felice anno nuovo”ed il tutto era rifinito con ghirlande convischio e agrifoglio.Sembra ormai un’usanza superata, visti glisms e la posta elettronica, quella di inviarebiglietti di auguri alle persone care, macredo, anzi ne sono convinta che il “vecchio”biglietto di Natale inviato alle personecare sia l’espressione più bella per unbuon Natale ricco di affetto.Ma a chi scriviamo i nostri biglietti?Prima di tutto a parenti ed amici lontani,ma sarà un bel pensiero inviare un bigliettoanche agli amici che abbiamo conosciutoquest’anno in vacanza. Quindi per nondimenticare nessuno è meglio avere unelenco dove annoteremo tutte le personealle quali vogliamo scrivere e che magari cihanno scritto lo scorso anno. È tassativamentevietato scrivere a persone che nonhanno risposto e che non si sono fatte piùvive. I biglietti vanno spediti almeno duesettimane prima, devono essere semprescritti a mano, o se il biglietto reca unaclassica frase non dimentichiamoci comunquela firma ed un nostro pensiero.La BustaLa busta che conterrà i nostri auguri deveessere scritta con grafia chiara ed inchiostroscuro. L’indirizzo va scritto al centrodella busta in basso allineato leggermentea sinistra; sul retro scrivete sempre ilnome e l’indirizzo del mittente. Si scrivesempre prima il nome e poi il cognome deldestinatario; se si scrive ad una coppiasposata scrivete prima il nome del maritoe poi quello della moglie, stessa cosa perle coppie che convivono.Cose da non fare- Mandare gli auguri a persone colpite daun recente lutto, se però il vostro rapportodi amicizia lo consente potete inviare unBuone Feste dabiglietto molto discreto con il quale augurereteserenità e fiducia nel futuro, mai lafrase “Buone Feste”;- Per gli auguri al telefono non telefonatemai prima delle 10 e dopo le 22.I regali in famigliaVige una regola semplice ma efficace: ilregalo deve piacere a chi lo riceve e nonnecessariamente a chi lo fa.L’oggetto che per noi potrebbe contarepoco o nulla per un altro sarà sicuramenteun bel regalo, quindi fate i regali in base aigusti di chi dovrà riceverli e non tanto permettere qualcosa nel pacco. Per i giovani eper i bambini, fate attenzione, o megliochiedete consiglio ai genitori, sul regalo dafarsi.Regali agli amiciAnche qui un piccolo consiglio, non pensateai regali per gli amici solo sotto le festenatalizie, potete acquistare anche deglioggetti durante l’anno che magari hannocolto la vostra attenzione. Tenete comunquesempre presente le possibilità economichedi chi riceverà il dono, non è educatopresentarsi con dei regali che umilierebberochi li riceve, attenetevi quindi aregali che non mettano a disagio nessuno.Ricordate che anche una bottiglia di vino,una specialità culinaria o i classici cestisono un bellissimo regalo, da confezionarein maniera originale e personalizzata eproprio questa confezione sarà il bigliettoda visita del fatto che avete pensato pro-


Campo de’ fiori 45prio voi a tutto, rendendo questo donoancora più apprezzato.I regali in comuneDa farsi solo se si è sicuri di rispettare igusti della persona che riceverà questodono, questi infatti sono regali in cui sispende molto e in cui sono “occupate”tante persone, in special modo tanti amici.Regali a conoscentiNo a regali esagerati e comunque in questocaso il regalo va fatto solo in casi rari,è raccomandabile per esempio un mazzodi fiori, una pianta da inviare con un po’ dianticipo.I regali non graditiCapita spesso, purtroppo, di ricevere regalinon graditi; mai e poi mai rimanere delusidi fronte al pacco che contiene un regaloche non ci piace, non bisogna mai, infatti,ferire chi ci ha fatto il dono.I regali di scortaTenete sempre in casa “a portata si mano”soprattutto durante le feste di Natale deglioggettini che avrete acquistato durantel’anno, per esempio: candele, vasetti, bottigliedi vino, saponette con forme particolari….Questi saranno i piccoli regali discorta che ci potranno salvare quandocapiterà qualcuno all’improvviso per farci isuoi auguri.I regali riciclatiEbbene si, alzi la mano a chi non è maivenuto in mente di riciclare un regalo pocogradito…Diciamo che sarebbe meglio non farlo!!!Alternativa carina e simpatica è organizzareun’asta a casa propria magari proprioAuguraBuone Festedurante le Feste, dove tutti gli amici sarannoinvitati a portare il regalo che voglionoeliminare ben confezionato. Dichiarato ilcontenuto si procederà ad aprire l’asta,tutto il denaro che verrà raccolto saràdestinato ad una bella cena tutti insieme oancora meglio ad un ente benefico.Vedrete che non si offenderà nessuno,anzi questo consiglio diventerà una vera epropria “istituzione del Natale”!.Arrivano gli ospiti- Casa pulita e ben in ordine;- In bagno preparate le salviettine per gliospiti, gradite saranno anche quelle dicarta che gli invitati riporranno in un cestodopo l’uso;- La parola d’ordine sarà atmosfera checreerete soprattutto in sala da pranzo, conluci soffuse e con candele;- La zona dove è presente l’Albero diNatale sarà in penombra e le lucidell’Albero dovranno essere accese;- Accogliete gli ospiti sulla soglia, liberatelidai regali che adagerete sotto l’albero edai cappotti che appenderete o adageretein camera vostra sul letto;- Indossate il nero solo di sera, il rosso vifarà sentire in tinta con le feste!- Graditi per gli ospiti saranno i segnaposticon il loro nome, fatti a mano con l’ausiliodei piccoli di casa.Cose da non fare durante il giornodella Festa- No a tovagliato, posate e bicchieri dicarta;- No agli stuzzicadenti a tavola;- Non si parla di lavoro, né tanto menochiedere pareriprofessionali agliospiti;- No all’imposizionedigiochi disocietà; ilgioco deveessere allegriae nonnoia, seanche solouna personadeclina l’invito a giocare è meglio soprassedere;- No alle barzellette;-Non cercate di creare nuove coppie, semmaicercate invece di amalgamare le varieconversazioni tra gli ospiti;- Non servite porzioni esagerate; al massimoproponete il bis.Spero di avervi regalato dei consigli sì spiritosima anche utili, auguro così a tutti imiei migliori auguri di Buone Feste ricchedi serenità, pace e gioia.Bibliografia“Il grande libro del Natale”Mondolibri, Milano


46Campo de’ fioriAGENDATutti gli appuntamenti più importanti“LA SACRA FAMIGLIA”DEL PITTOREERALDO BIGARELLITra gli affreschi e i dipinti di scuola bolognese dell’Antica CHIESADI SAN GIOVANNI IN VIGNANELLO, dedicata ancheall’IMMACOLATA CONCEZIONE, risalente al 1614, viene espostadal 5 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010 l’ Opera pittorica“La Sacra Famiglia” del Maestro d’Arte Eraldo Bigarelli,Presidente IVNA. Sono raffigurate nel quadro le tre Figure fondamentalidella Famiglia di Nazareth: il valore che racchiude è trascendentaledella Grazia e immanente dell’Amore umano intrinsecoe fondamentale della “piccola chiesa domestica”. La particolaritàdel quadro risiede nel volto di Maria, la mossa delle labbratese preannuncia il dolore, l’afflizione peraccompagnare il Figlio, la pietà nellaPassione di Gesù profetizzata da Simeonenella Presentazione al Tempio. Quellamossa del Volto di Maria è dovuta al doloredel suo cuore trafitto da una spada.Via di dolore, di sofferenza che è anche esoprattutto Via di Luce, simbolo diResurrezione. In quella smorfia faccialeinondata di luce, Eraldo Bigarelli ha volutoracchiudere il profondo Senso Salvificodel cristianesimo.LE VIE DELL’ARTEE DEI MESTIERI ACIVITACASTELLANALa Mostra Collettivaorganizzata dalla sezioneartistica della prolocosi snoderà lungo ilpercorso che parte daVia Vincenzo Ferrettia P.zza Matteotti, dal10 Dicembre 2009 al10 Gennaio 2010. Lamostra rientra nelprogetto “Le Viedell’Arte e deiMestieri”, che ha comescopo primario quello didare spazio alla potenzialitàcreativa degliinnumerevoli artisti del viterbese e non solo, attraverso la cornicedel centro storico civitonico che può vantare di un complessourbanistico medievale e di opere architettoniche di rilievocome il “Duomo dei Cosmati” ed il “Forte Sangallo”, che pochipaesi possono vantare di avere. Partecipano alla manifestazione:Associazione IVNA, Corso di Pittura C.I.F., Artisti localiaugura Buone Feste


AGENDACampo de’ fiori 47Tutti gli appuntamenti più importanti1° PREMIO CUORE D’ORODELL’ANNOCampo de’ fiori e l’Associazione AccademiaInternazionale d’Italia intendono premiare un bambino/adi età compresa tra i 6 e gli 11 anni che nell’anno2009 si sia distinto/a per atti di bontà.In un momento in cui si dà spazio solo alle bruttenotizie e si ingigantiscono ad arte episodi e fatti negativi,Campo de’ fiori vuole premiare labontà e la benemerenza. Invitiamotutti i nostri lettori a segnalareentro il 31 Dicembre 2009,alla redazione nominativida poter selezionareper l’assegnazionedel premio .Tel. 0761.513117 - info@campodefiori.biz13 Dicembre - Gallese (VT)I commercianti del Centro Commerciale Naturale di Gallese(VT), organizzano nel loro delizioso borgo, per domenica 13dicembre, una giornata di festa in occasione del Natale2009.Sin dal mattino tante idee per il Natale, animazione itineranteper bambini, Banda Musicale di Gallese, stands conkebab e stuzzicherie per il palato e vino a fiumi!EVENTO IVNA VIGNANELLONUCLEO CORPOREO E SPIRITUALE DIWALTER TOGNI ALLA FLORENCEBIENNALE di ARTE CONTEMPORANEAa cura della Segreteria IVNAL’artista vignanellese Walter Togni, Vice-Presidente dell’Associazione Artistica IVNA,partecipa con le sue opere alla FlorenceBiennale dell’Arte Contemporanea presso laprestigiosa location di Fortezza da Basso aFirenze la cui ouverture ha avuto luogo il 5dicembre e terminerà il 13 dello stesso mese.Buone Feste


48Campo de’ fioriAGENDATutti gli appuntamenti più importantiGiocattoli in moto 2009Raccolta benefica di giocattolie di materiali per bambini26 Dicembre- ore 11:00/13:00 Roma-PiazzaVenezia (a cura “Associazione CoordinamentoMotociclisti” www.cmfem.it)27 Dicembre- ore 10:00/14:00 Monterosi (VT)-Piazza Garibaldi (a cura “Motoclub Coord.Motociclisti” www.motoclubcm.org);ore 10:00/13:00 - Campagnano (RM)- PiazzaRegina Elena (a cura “Motoclub SPQR Campagnano” www.motoclubspqr.it);ore 09:00/13:00- Capranica (VT) - Piazza Garibaldi (a cura“Motoclub Montecucco” www.motoclubmontecucco.it);ore 09:00/14:00 Bracciano 2 (RM)- Piazza delle Magnolie (a cura“Motoclub AC Racing” www.acracing.net)Buone FesteBuone FesteDomenica 5 dicembre 2009, si sono svolti, a Genoano, i “CampionatiRegionali FIAM”, riservati alle classi pre-agonisti, per le specialitàKata e Kumite. Nell’importante appuntamento, che permette diacquisire la qualificazione alle finali nazionali, i piccoli atleti hannosfoggiato una grande prova, ottenendo tutti l’accesso alla fase finale.Ecco le medaglie conquistate nel Kata:ORO:Pieralisi Mattia, D’Addario Pietro, De Federicis AlessiaARGENTO: Accettone MichelaBRONZO:Girlenau Alexandru, Cavalieri Ginevra, Febbi DanielQueste le medaglie del Kumite:ORO: Pasquetti Lorenzo, Sansonetti Simone, D’Addario Pietro, DeFedericis AlessiaARGENTO: Pieralisi Mattia, Cavalieri Ginevra, Sansonetti Giulia,Febbi Daniel, Accettone MichelaBRONZO: Girlenau Alexandru, Ciarroni Federico, Loata Stefan.A seguito dei podi conquistati, la società civitonica “Okinawa Sporting Club” sale al 2° posto nella classifica generale, confermandosiancora uno dei migliori vivai del karate laziale, grazie all’attento lavoro Del M° Mercuri Carlo e dell’Istruttore Mercuri Fabio.


Campo de’ fiori 49AuguranoBuone FesteSmarritoE’ stato smarrito cane segugio da cacciadi nome “Beta“ in zona Settevene(Nepi): e’ una femmina di 15 anni dicolore marrone, ha un grosso neo sullazampa anteriore sinistra, e’ assolutamentedocile. la zona in cui potrebbe trovarsie’ compresa tra Settevene (Nepi)-Mazzano Romano e ancheCampagnano.Chiunque la avvisti è pregato di contattareMauro 3345713134E’ inutile scrivere che in caso di ritrovamentoci sara’ una ricompensa.grazie.Questo è Lapo, canetto giovane ( non piùdi 1 anno 1/2) simpatico giocherellone,all’inizio timidissimo, di taglia PICCOLA,è stato riscattato dal Canile convenzionato.Ora cerca una casa, una famiglia allaquale dare affetto. Vi prego...guardatequanto è carino.... Angela3389383581 - Rita 3391123663PERSI 2 PASTORI TEDESCHI: un maschioed una femmina. Nella zona di Viterbo, loc.Montigliano. Dilan - ha il microchip(Numero: 985120022490894) - è un pastoretedesco - nero focato - a pelo lungo, conun muso quasi completamente nero. Giadaè gracilina, magra, chiara, snella ed ha ilmuso affusolato e lungo.E’ paurosissima e sotto cura farmacologica.Sono buonissimi e sopratutto Giada è timidissima.Mancano da Venerdì 23 Ottobre.Chiunque avesse notizie od informazioni,prego informarci.E-mail: AVE2000@libero.it - cell. Viviana393 12 12 504 -cell. Stefano 338 90 55 677REGALO 3 CUCCIOLEDI TAGLIA MEDIANATE IL 16 SETTEMBRE SESSOFEMMINILE AFFETTUOSISSIMEE BELLISSIME!!!!Silvia tel. 3285723760Trovate abbandonatequeste due meraviglie...Avranno si eno 2 mesi o3...Cercanocasa...magari congiardino! Visto chesono un maschio euna femmina liabbiamo chiamatiBianca e Berni.Aspettiamo le vostrechiamate... Rita3391123663Gentile amici, sapete che Dolce è uscita dal canile per essere trasferita in un rifugio privatoe protetto dove seguirà corsi diUbbidienza ( che costano anche questi) La cagnotta stabenissimo e forse non si rende conto, come un bambino sprovveduto, di quello che ha subito.Ora diamole il tempo di tranquillizzarsi e il Rifugio...costa. Non abbiamol’abitudine di chiedere aiuto monetario ma quando serve serve... Siamo una piccolaassociazione che non riceve alcun tipo di contributo quindici tassiamoautonomamente. Abbiamo già pagato anticipatamente la rata del mese a venire.Se potete rinunciare a 1/2 pacchetto disigarette ( in un mese) e a qualche caffè,Dolce ve ne saràriconoscente a vita. il nostro c/c postale è 77212595 intestatoa Associazione Garibaldi-Vetralla. Ricordate di scrivere nello spazio “Causale”PER DOLCE! Grazie di cuore


La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguriAuguri ad Elena Sofia Poleggidi Corchiano che il22 Dicembre compie 4 annidalla mamma e dal papà.Tanti auguri di buoncompleanno aLeonardo Denticoche compie i suoiprimi e meravigliosi18 anni il 30Dicembre!!!La vita si fa dura….Tanti auguri di buoncompleanno a ViolaMarcantognini checompie gli anni il 25Dicembre, dalla mamma, ilpapà, i nonni,i cugini e gli zii.Tanti auguri a IlariaAnselmi di Fabrica diRoma, che il 26Novembre ha compiutoil primo anno di vita.Auguri dai nonniMemmo e Carmelita.Il 16 Novembre ènato FrancescoPedica... Tanti augurida Mamma Tatiana,Papà Maurizio e tuttii Nonni.Auguri di buon compleannoa DanieleFersini che compie 2anni il 5 dicembre,dalla mamma, il papà,i fratelli, le sorelle,gli zii ed i nonni.TantiAuguri aAidaMoscionidi Trenton(NewJersey)che il 6Dicembre compie gli anni! Happybirthday dalla famiglia TuiaEnzo di Civita Castellana.Tanti auguri a Ester che il 10Dicembre compie 25 anni e adAlessandro che ha festeggiatoil compleanno il 24 Novembre.Auguri dai genitori, i fratelli,nonni e tutti i parenti.Tutta lafamiglia dinonnaFilomenaCampanellidiCorchianoil 19Dicembre festeggia con gioiaquesto importante traguardo!!!!100 ANNITantissimi auguri!!!!!


Buon compleanno adAlessandro Perrinoche compie 7 anni il27 Dicembre, danonna Silvana,mamma, papà e tuttii parenti.Gli auguri più carie affettuosi adAgostino e Nivesper il loro 50°anniversario diMatrimonio chefesteggeranno il27 Dicembre 2009, dalla figlia Arianna e dainipoti Federica, Maria Laura, Claudia, Giosi eFrancesco.Auguri di buon compleanno aClaudio Coverini che il 23Dicembre compie gli anni, dallamadre, il padre, la zia Silvana etutti i parenti.Grandissimi auguri al grandissimo nonno PistolaAntonio che il 22 Novembre ha compiuto i suoi primi80 anni!! Gliene auguriamo altrettanti!! Un grandebacio e un caloroso abbraccio dal suo super nipotinoAres, la nipote Maila, i suoi cari Anna e Giuseppe, einfine la sua grandemascotte il signorDomenico detto“Buciardella”!!! Augurinonnooooooo!!!!!!Tanti sinceriauguri di buoncompleanno aMassimoCoverini diCorato (Bari),che compie glianni il 3Dicembre, dazia Silvana,dai nonni e datutti iparenti.Tanti sinceriauguri di buoncompleanno a WandaPierotti che compie glianni il 6 Dicembre, dalletue amiche Silvana eLuciana.Auguri a mionipote AlessioAtzori diCorato (Bari),che compie 9anni, da nonnaSilvana e damamma, papà, inonni e tutti iparenti.A Leonardo cheil 30 Dicembrediventa “maggiore”,un auguriospeciale dal fratello“minore” Alessandro, che glirompe ma gli vuole un saccobene! BELLA FRATELLO…Tanti auguri di buon compleannoa Emilia Sodini che il2 Dicembre compie gli anni!Non diciamo quanti sono, mate li porti benissimo! Riccardoe Teresa


Tanti auguri per un serenoNatale a Nicolò Costantini,dai nonni Giuseppe,Umberto, Antonietta eAnna Rita.Per la gioia di mammaSabrina e papà Gabriele,il 3 Dicembre è nata SaraEvangelisti.Un mondo di auguri peruna vita felice, piena d’amore eserenità da zia Cristina e zio Massimo.Auguri ad Alessandro Achilliche sabato 28 novembre, pressola Basilica di San Giovanni inLaterano, ha enunciato la sua“petitio”, ufficializzando cosìla propria volontà di iniziare ilcammino per diventare sacerdote.Auguri dai familiari, gliamici e tutta la comunità diCorchiano!Tantiauguri aSilvanaper il suo compleanno che festeggeràl’11 Dicembre, dai figli, lesorelle ed i nipoti.Tanti auguri alnostro campioneStefano che compie6 anni il 29Dicembre daigenitori, dallasorellina, i nonni,gli zii e le zie.


Campo de’ fiori 53Roma com’eraRoma - Fontana di Trevi.Aprile 1959.Federico Fellini, Anita Ekberge Marcello Mastroianniprima del “ciack si gira”della scena cult del film“La dolce vita”Buone Feste


54Campo de’ fioriAlbum deCampo de’ fiori21Civita Castelanna anni ‘60 - Il Vescovo Mons. Roberto Massimiliani al centro in visita al CAP (Centro Avviamento Professionale)Riconoscibili: 1. il prof. Nando Fantera, 2. il maestro Aldo Cancilla.Campo de’ fioriGazzetta dello sport 1958 - Campioni di pugilato - Da sx: D'Agata, Loi, Caprari, Rollo.


i ricordiCampo de’ fiori55Campo de’ fioriSesto in Pusteria 1957 - Sergio Conti, Alberto Sacchi, Don Francesco Iannoni (Don Checchino)Campo de’ fioriCivita Castella anni '30Da dx:Coracci Santina,Bronzetti Maria,Nesta Luigia eMorganti Maria.


56Campo de’ fioriAlbum deFabrica di Romaanni ‘60Roberto Carosia bordo della motoMorini 175 ccCampo de’ fioriCampo de’ fioriFabrica di Roma 1941 - Famiglia CarosiDa sx: Ilda, Giustina (Stefanucci), Mario, Paolo, Angelo e Vanda.


Campo de’ fiori 57i ricordiCampo de’ fioriFabrica di Roma - anni ‘60. Seduti da sx: ...Ottaviani, Domenico Anselmi, Marcello Mastrantoni, Angelo Alessi e Franco Bernocchi.In piedi da sx: Giancarlo Picchietti, Alessandro Mecarelli, Alberto Alberighi.Campo de’ fiori6789324511121013 14Fabrica di Roma - 2 Gennaio 1966.1. Serafino Carducci2. Luigia Pacelli3. Rosa Massimiliani4. Remo Massimiliani5Rita Anselmi6. Sandro Anselmi7. Piero Anselmi8. Alba Iannoni9. Augusto Anselmi10. Mauro Anselmi11. Angelo Anselmi12. Romano Massaccesi13. Giulia Cencelli14. Grazia Anselmi15. Giacinta Malatesta115


58Campo de’ fioriAlbum deCampo de’ fioriCampo de’ fioriCorchiano - Presepe Vivente - 1976. Da sx: Cristina Nardi, Lucioa Petrucci,Moreno Achilli, Giorgia Santini, Anna Clelia Petrucci e Luciano D’AngeloCorchiano - Presepe Vivente - 1972. Da sx: Enrico Leoniddi,il piccolo Roberto Nardi e Amelia Leoniddi.1 2Campo de’ fioriLoreto primi anni 50.1. Anna Battisti, 2. Maria Profili di Corchianoin pellegrinaggio con l'UNITALSICampo de’ fioriCorchiano - 1963. Da sx Suor Irene e Suor Lucia.Davanti: Morena Mechelli e Anna Grazia Sberna


i ricordiCampo de’ fiori 59Campo de’ fioriCarbognano anno scolastico 1960-61 - Maestra Teresa. In piedi da sx: Tamara, Cristina, Elvisa, Lorena, Vilma, Sandra, Fiorella C., Fiorella M.,Marinella, Sira. In basso da sx: Franco, Piero, Gianni, Loreta, Marinella, ?.Campo de’ fioriRonciglione - 18 Giugno 1922, S.A.R. Il Principe di Piemonte inaugura il Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale


60Campo de’ fioriAnnunciLAVOROCERCO-ADDETTA PULIZIE case, uffici, negozi,mense, italiana, automunita, offresi anche perstiratura, zona Civita Castellana, Fabrica diRoma, Corchiano e dintorni. Tel. 327.5745259.- RAGAZZA DI 23 anni cerca lavoro come baristae cameriera, già con esperienza, in zonaFabrica di Roma, Civita Castellana e dintorni.Max serietà. No perditempo.Tel. 328.3187266 - 338.9734196.-SIGNORA 49enne italiana di Civita Castellana,bella presenza, cerca lavoro come baby sitter,esperienza con i bambini poichè già mamma didue figli grandi. Disponibile anche come badanteo accompagnatrice anziani. Anche paesi vicini.Disponibile anche per pulizie.Tel. 347.4016708.-SIGNORA 44enne cerca lavoro come badanteper persone anziane e disabili. Lungo orariodiurno o notturno, dal Lunedì al Sabato. Conesperienza, automunita, massima serietà,Tel.389.1669762 Marcica.-SIGNORA 56enne cerca lavoro come puliziead ore. 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62 Campo de’ fioriOroscopo di DicembreARIETE: Se avrai saputoapprofittare … la tua vita èmigliorata, il rapporto di coppiaora è splendido… condividicon il partner il bello chela vita ti offre e getta le basiper uno splendido 2010.TORO: Certo non stai inpiena luce. Tuttavia mettendocelatutta riuscirai a portarein punto i tuoi progetti …avrai la forza per superare leincomprensioni di coppia, edi problemi di lavoro, il futuro è ancora nelletue mani.GEMELLI: Ci sono tutte lepremesse, ma anche seancora c’è qualche ostacoloe qualche dubbio, sai cosastai facendo; l’anno finiscediscretamente bene, dentrodi te c’è tanta voglia di recuperare e l’annonuovo ti darà tante opportunità.CANCRO: Lucidità mentale,saggezza devono essere letue doti principali, il tuo procederedeve essere in avantinon laterale come sei abituato,assumiti le tue responsabilitàe vai.LEONE: Bene! Finalmente….È stata molto dura maadesso l’amore arriva, lequestioni economiche tendonoa risolversi, il lavoro procedebene, che altro chiederedi più il 2010 è con te.VERGINE: Qualche piccolofastidio di coppia, ma sperabilissimo;un po’ di malinconia,un po’ di disagio e …reagisci, hai tutto ciò che tiserve per farlo. Giungonoregali da ogni dove e … l’amore.BILANCIA: Sei in splendidaforma, i rapporti interpersonalivanno però sorvegliati,non sentirti troppo sicuro,l’amore è Ok. Qualche inconvenienteè possibile ma nonbuttarti giù come è tuo solito,reagisci, hai tutto quel che occorre perfarlo.SCORPIONE: Certo costafatica, ma riuscirai a dominarela scena, per quanto vivacementeaccesa possa essere,i tuoi nemici dovrannochinare la testa, il lavorodarà parecchie soddisfazionie l’amore…. sarà una gioia.CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALEdi Gaetano GrassoSAGITTARIO: Sei in gradodi vedere più in la del tuonaso, quindi sii audace .. nellavoro, nella vita di coppia …puoi trovare quella gratitudinetanto desiderata.CAPRICORNO: Certo nonti annoierai ma non dimenticarela prudenza; le occasionidi lavoro saranno allettanti,ma la diplomazia deve farbene il suo lavoro. L’amorepresenta dei “patemi” maniente di irrisolvibile, l’anno finisce con unmeraviglioso cin cin.ACQUARIO: Hai tutto ilprossimo anno per recuperarequalcosa che ti è sfuggito…L’armonia con la personaamata è determinanteper darti equilibrio e tranquillità…goditi le feste e … come dicevaNapoleone “a domani ogni cosa”.PESCI: In tanta abbondanzaè indispensabile fare chiarezzain modo da poter fare legiuste scelte. La tua immediatezzabel rispondere aglistimoli deve essere supportata da discernimento.L’amore, dopo una piccola stasi, silancia al galoppo, il futuro è racchiuso in questopositivo caotico presente….SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTOSI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00I miei datiNome___ ____ __________________________________ Cognome________________________________________________data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00Il regalo è per:Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.zadella Liberazione n. 2 - Civita CastellanaData______________Firma__________________________________Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 CivitaCastellana (VT)Data______________Firma__________________________________Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 CivitaCastellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


Sandro AnselmiP.zza della Liberazione, 2 - 01033 CivitaCastellana (VT)Tel./Fax 0761.51.31.17e-mail : sandro_anselmi@libero.itStime Immobili e Preventivi Mutui GratuitiVENDOFabrica di RomaLocalità Parco Faliscoultimo lotto edificabile di ca. 1000mq. Ottimo investimentoCentro Commerciale Falerii NoviNegozio di 50 mq completo diarredamento per attività di profumeria.Ottimo investimento.Località Pian del TrulloPorzione di bifamiliare su 3 livelli,giardino, garage. Da ultimare.Locale commerciale 284 mq+39 mqsoppalchi+41 mq tettoia chiusa.CEDOCivita CastellanaFabrica di RomaAvviato negozio di bomboniere, listenozze, articoli da regalo, argenteriae cristalloAvviata lavanderia/tintoria.In zona centrale.Attività distribuzione e venditaporta a porta surgelati,5 furgoni frigo, ottimo portafoglioclienti, concessionario Viterbo eRoma. Tratt. riservateBar - Gelateria - RicevitoriaAvviato. Posizione centraleTrattative riservateIn zona centraleAttività di alimentari avviata.Località SassacciAttività di taglio legna con depositoed attrezzature. Tratt. Riservate.Campo de’ fiori è distribuito a Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello, Vallerano, Canepina,Vasanello, Soriano Nel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo, Montefiascone, Carbognano, Caprarola,Ronciglione, Sutri, Capranica, Cura di Vetralla, Blera, Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia, Orte, Gallese,Magliano Sabina, Collevecchio, Tarano, Torri in Sabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano, Poggio Mirteto,Otricoli, Narni, Terni, Amelia, Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Anguillara, Trevignano, Bracciano, CanaleMonterano, Mazzano, Campagnano, Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata, S.Oreste, Nazzano, Civitella SanPaolo, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Ostia, Nettuno, Anzio,Fregene. A Roma nei teatri, nei migliori alberghi e locali, sui taxi e in tutte le stazioni MET.RO. Spedito a tuttigli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane e straniere, a personaggipolitici, della cultura, dello sport e dello spettacolo.Campo de’ fiori 63Mutui per abitareFaleri, appartamento p. terra di mq130 intonacato, portico di 100 mq,giardino 380 mq, terrazzo 400 mq.Faleri Novi. Bbifamiliare 240 mq su3 livelli. PT: portico, salone, cucina,bagno. P1: 4 camere, bagno. PS:sala hobby, cucina, garage. Lotto730 mq. Divisibile in 2 unità.Tre casali con6.000 mq diterreno,frazionabili.Licenza diAgriturismoNegozio di abbigliamento da cerimoniauomo/donna con merce estigliatura. Avviatissimo.Trattative riservate.Avviatissima trattoriabar - pizzeria completamentearredato, 50 coperticorte esterna. €100.000,00 tratt.Chiosco di fiori 4x3 mtcon tettoia esternaAttività di pizzeria al piatto e daasporto. Avviatissima.Avviata attività di alimentariAnselmi cercaaree industrialivicinanze Civita CastellanaCivita Castellana.VENDESI AVVIATA ATTIVITA’ COMMERCIALE IN FRANCHISINGABBIGLIAMENTO E ACCESSORI BAMBINI DA 0 A 14 ANNI.COMPLETAMENTE ARREDATO. OTTIMA POSIZIONE.Info Tel. 0761.599190 - 347.9069170 - 338.4623892Campo de’ fioriPeriodico Sociale diArte, Cultura,Spettacolo edAttualitàed Attualità editodall’AssociazioneAccademiaInternazionaleD’Italia(A.I.D.I.)senza fini di lucroReg.Trib. VT n. 351del 2/6/89PresidenteFondatore:Sandro AnselmiDirettore Editoriale:Sandro AnselmiDirettoreResponsabile:Stefano De SantisConsulenteEditoriale:Enrico De SantisSegreteria diRedazioneCoordImpaginazione eGrafica:CristinaEvangelistiSonia BonaminErmelindaBenedettiStampa:La realizzazione diquesto giornale e lastesura degli articolisono liberi e gratuitied impegnanoesclusivamentechi li firma.Testi, foto, lettere edisegni, anche se nonpubblicati, non sarannorestituitise non dopopreventiva edesplicita richiesta daparte di chi lifornisce. I diritti diriproduzione e di pubblicazione,anche parziale,sono riservatiin tutti i paesi.DirezioneAmministrazioneRedazionePubblicità edAbbonamenti:Piazza dellaLiberazione, 201033 CivitaCastellana (VT)c/c postalen.42315580Tel. e Fax0761.513117e-mail:info@campodefiori.bizRedazione di Roma:Viale G. Mazzini 140AbbonamentiRimborso spesespedizioneItalia: 12 numeri€ 25,00Estero: 12 numeri€ 60,00Per il pagamentoeffettuare iversamenti sul c/cpostale n. 42315580intestatoall’AssociazioneAccademiaInternazionaleD’Italia.L’abbonamentoandrà in corso dalprimo numeroraggiungibile epuò avere inizio inqualsiasi momentodell’anno ed avrà,comunque, validitàper 12 numeri.Garanzia diriservatezza pergli abbonatiSi garantisce lamassima riservatezzadei dati fornitidagli abbonati e lapossibilità dirichiederne gratuitamentela rettificao lacancellazione scrivendoall’editore.Le informazionicustodite nelloarchivio di Campode’ fiori verrannoutilizzate al soloscopo di inviareagli abbonati ilgiornale e gliallegati, anchepubblicitari (legge675/96 tutela datipersonali).


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