parte 2 - Regione Campania

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parte 2 - Regione Campania

117CamposanoBorghi olaniNComune di CamposanoPiazza Umberto I, 1 - 80030 (NA)Tel. 081/8265551Fax 081/8248718www.comune.camposano.na.iturp@comune.camposano.na.itUn’antica tradizione vuole che le origini del borgo di Camposano risalgano al tempodella seconda guerra punica, al momento in cui Annibale, sconfitto dal consoleMarcello, fu costretto a ripiegare su Camposano: il paese infatti costeggiava l’anticavia Popilia, che da Capua attraverso Nola, Nocera e Salerno portava fino a ReggioCalabria.Il Palio delle Contrade, manifestazione folkloristica giunta alla IV edizione, rievocail passaggio di Annibale nel vecchio borgo:ricchi e preziosissimi costumi sono il vantodel corteo; musiche, danze e giochi animanola festa; gusti, sapori e profumi di un'epocalontana rivivono ogni anno nel mese di giugno.Anche sulle origini del toponimo sono stateformulate ipotesi legate più a tradizioni localiche a precisi riscontri storici e linguistici.Secondo alcuni, da un tempietto dedicato aldio Giano, sarebbe derivata la denominazioneCampus Jani, da cui poi Camposano. Secondoun’altra tradizione, i nolani per sfuggire allapeste si sarebbero rifugiati in una località piùsalubre: Camposano. Meno diffusa, sebbeneautorevole, la tesi secondo la quale il toponimosembra derivato da un personale latinoCampasius, con il suffisso aggettivale –anus.Meno oscure sembrano le origini del nomeFaibano, frazione di Camposano dove, secondo alcuni storici,si sarebbe insediata la gens Fabia.Tuttavia le prime notizie certe su Camposano risalgono al1308, anno in cui l’“ecclesia Sancte Marie de Camposano”viene citata nelle “Rationes decimarum” della Campania.Ulteriori fonti storiche risalgono alla seconda metà delQuattrocento, quando il villaggio, allora semplice agglomeratodi case, era uno dei sedici casali di Nola. Dal XVIIBorghi olaniN


1821mline.itBorghi olaniNsecolo il paese cominciò a conquistare una certa importanza,come testimonia il decreto regio del 26 luglio 1811 con cuiGioacchino Murat, re di Napoli, autorizzava il Comune atenere ogni anno una fiera nella IV domenica di agosto incoincidenza con la festa patronale di San Gavino.La festa in onore del Santo patrono, tuttora molto sentita,raccoglie i fedeli in una processione che attraversa tutte levie del paese e rappresenta altresì un significativo momentodi vita comunitaria che ospita, sotto i giochi di colore offertidalle luminarie, concerti bandistici e di musica leggera, oltread una gustosissima sagra dedicata al pomodoro e allapatata.Il culto di San Gavino, membro della famiglia romana dei Savelli, martire durantele persecuzioni di Diocleziano, fu introdotto a Camposano dagli Orsini di Nola, chevantavano ascendenze familiari con i Savelli.Agli Orsini si deve l’edificazione della prima Chiesa di San Gavino, eretta nel XIVsecolo, coeva alla Chiesa di San Martino a Faibano, che fu sede parrocchiale.L’attuale chiesa parrocchiale di San Gavino, in corso Vittorio Emanuele III, inauguratanel 1745, fu costruita sul luogo dove un tempo si ergeva la congrega del SS.Rosario.La matrice vanvitelliana, per struttura e stile, fa della chiesa patronale un chiaroesempio di architettura neoclassica. L’interno della fabbrica presenta un’aula unica,con archi a tutto sesto e copertura a volta intervallata da otto cappelle laterali. Ilpresbiterio, delimitato da una balaustra di marmo, è sopraelevato di due gradinirispetto allo spazio della chiesa riservato ai fedeli, mentre l’altare maggiore,antistante l’abside, è un bell’esempio di stile barocco settecentesco. La cupola ècoronata da una lanterna ed è sorretta da un alto tamburo poligonale caratterizzatoda ampie finestre. Il pavimento è costituito da strisce di lastroni in cemento biancoe nero.La chiesa non è distante dalla piazza, centro della vita sociale del paese, dove hasede il Palazzo del Comune, e da cui si prosegue lungo il corso, un tempo la StradaMaggiore, in fondo al quale Palazzo Scotti mostra la sua pregevole facciatatardoseicentesca.Altre tradizioni, di origine religiosa, persistono a Camposano: la Sagra rusticanadi San Donato che vede nella notte tra il 6 e il 7 agosto ripetersi la tradizione dicelebrare la messa e di gustare sul sagrato dell’omonima chiesetta, “melloni d’acquae pane”. All’interno della chiesetta una bilancia di legno rievoca l’offerta dei fedelidell’equivalente in grano del peso di un bambino guarito dal santo. Altra tradizionelegata al culto religioso la festa della Madonnella, che si celebra la domenicasuccessiva alla Santa Pasqua, la cosiddetta Pasqua camposanese.Borghi olaniNÈ il posto ideale perritrovarsi in un ambienteclassico e raffinato.Attrezzato BusinessCenter per riunioni edeventi, a pochi chilometridalle principali localitàturistiche ed in posizionestrategica.> via Nazionale, 34980030 Nolatel. + 39 081 51 98 083fax +39 081 51 97 021www.hotelferrari.itinfo@hotelferrari.it


21Carbonara di Nola1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di Carbonara di NolaPiazza Municipio, 1 - 80030 (NA)Tel. 081/8253402 / Fax 081/8253114www.comune.carbonaradinola.na.itragioneria@comune.carbonaradinola.na.itIl borgo di Carbonara si distende su una vasta area per lopiù collinare, a 174 metri sul livello del mare, ai piedi delmonte Sant’Angelo. Il paesaggio, talvolta dolce, talaltraaspro, è molto suggestivo.La struttura urbana si è sviluppata intorno al centrostorico, tipico con le sue stradine lastricate conpietra lavica e le mura in pietra calcarea, fino afar confluire tutti i suoi vicoletti all’interno dellaPiazza. Ai lati di quest’ultima sono disposti alcunidegli edifici più antichi e la chiesa dell’Annunziata,all’interno della quale è conservata una pregevolepala lignea del XVI sec., a firma del carbonareseMarco Mele, raffigurante l’Annunciazione, e lastatua lignea di San Michele Arcangelo.Da non perdere il Santuario dei Santi Cosma eDamiano, realizzato ampliando la cappella patronaledella famiglia Cesarini nel 1535. L’originariastruttura romanica a tre navate, fu trasformata eampliata nel corso dei secoli, tanto che solo latorre campanaria, di origine longobarda, haconservato intatta la primitiva struttura. Oggi lachiesa presenta una pianta a croce latina. Il prospetto esterno, diviso in due moduli,è caratterizzato da un porticato formato da cinque archi sorretto da pilastri, coronatoda un rosone centrale. Il 26 settembre folle di fedeli, anche di paesi limitrofi,partecipano alla Processione solenne per le strade cittadine.Il Palazzo Santorelli, di proprietà della famiglia da cui prende nome, a formarettangolare, è un edificio a corte suddiviso in due corpi di fabbrica, uno principalecon accesso da via Fortuna e l’altro con accesso da via Sambuco. Entrambi gliingressi presentano androni con volte a botte a sesto ribassato. L’androne su viaFortuna ha la volta affrescata con al centro uno stemma araldico. Attraverso unadelle aperture a lato dell’ingresso, si accede ad uno splendido giardino interno.Nel palazzo, legato alla storia di Carbonara, vengono organizzate manifestazioniBorghi olaniN


2225Borghi olaniNe promosse iniziative culturali da parte della Pro Loco.Nel mese di aprile si svolge la manifestazione “Alla riscoperta delle antichecantine”, organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, che combinasapientemente i luoghi del centro storico e le tradizioni con arte e musica, facendovivere al visitatore piacevoli sensazioni dal saporeormai dimenticato.Durante il mese di Giugno si svolge la CorZapaZZa, ispirata alla Red Bull Soap Box Race, buffemacchine dalle forme più svariate, fantasiose epersonalizzate, senza motore, vengono spintesolo dalla forza di gravità. Monoposto o bipostoprovenienti da tutta Italia, sono premiate nonsolo per il minor tempo impiegato nel compiereil tragitto, ma soprattutto per la creatività. Leautomobili possono sviluppare una velocità anchedi 60 Km orari, se costruite con dovuti criteri.I piccoli gioielli di ingegneria dalle forme e daimateriali più strani vengono realizzate dagli stessipartecipanti lungo tutto il corso dell’anno, spintida uno spirito di inventiva, di coraggio e da unpizzico di follia.Avvenimento autunnale degno di nota è la Festadi San Michele Arcangelo, che si svolge in generela seconda domenica di settembre. La leggendanarra che la pesante statua, custodita inuna vetusta Chiesetta sul monte Sant’Angelo,presumibilmente all’inizio del secolo 800, siastata trasportata dai carbonaresi nella Chiesadell’Annunziata dove ora è custodita. Durante iltragitto la statua perse un dito. Iniziò un affannosaricerca che si concluse quando un muto ritrovòlo stesso e, tra lo stupore generale, ritrovò anchela parola. Il programma dei festeggiamenti dedicatia San Michele, prevede la processione peril paese con la statua del Santo nella giornatadella domenica, e concerti bandistici e di musicaleggera la domenica sera e il lunedì. La cerimoniasi conclude con la Messa solenne e con spettacolipirotecnici.Secondo la tradizione cristiana, SanCosma e San Damiano, i MaravigliosiAromati (come li chiamò Gio.VincenzoCiarlanti nel Seicento) erano duefratelli, quasi certamente gemelli,vissuti nella seconda metà del IIIsecolo. Praticarono l’ars medica; nona caso, infatti, i medici, i farmacisti, gliinfermieri, i barbieri, che una voltaesercitavano la medicina minore, livenerano come loro Patroni. Cosma eDamiano svolsero quell’attività più pervirtù soprannaturale che per scienzaumana, dimostrando, anche dopo illoro martirio, grandi capacità diguaritori, attraverso innumerevoliinterventi di tipo miracoloso. Furonodetti anárguroi, ossia «senza argento»,a significare che si adoperarono incure molteplici senza mai pretenderealcuna ricompensa, poiché agivano persantità e non per ottenere profitti. Ilculto per questi due santi è semprestato molto praticato e a loro siattribuiscono eccezionali qualitàtaumaturgiche.La festa dei Santi Cosma e Damiano sisvolge in settembre e le sue origini siperdono nella notte dei tempi. Lacerimonia è un misto di sacro e profanoche richiama pellegrini da ogni dove. Ifedeli durante tutta la giornatavisitano la chiesa, compiendo atti didevozione, non di rado accompagnatida doni, depositati accanto alle statue.Borghi olaniN


25Casamarciano1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di CasamarcianoPiazza Umberto I, 1 - 80032Tel. 081/8231825 / Fax 081/5124198www.comune.casamarciano.na.iturp@comune.casamarciano.na.itAlle falde del preappennino campano, immersanel verde, sorge il borgo di Casamarciano. Inorigine il paese doveva essere formato da quattroagglomerati di case: le case di Cola, le case diMarciano, il rione Curti e il rione Vrina, oggiOreale.In posizione panoramica sulla collina di SanClemente sorgeva la chiesa di Santa Maria ela badia virginiana, oggi Castello Mercogliano.La chiesa di S. Maria e l’annesso monastero verginiano, si sono sviluppatidi pari passo: la fabbrica religiosa fu fondata tra il 1136 e il 1158, nel 1157 fu costruitala badia che ospitava la Congregazione, detta in seguito di Montevergine. Ilcomplesso doveva presentare una bella architettura: pianta quadrangolare su duelivelli, un chiostro centrale da cui si dipanavano quattro dormitori, la biblioteca el’archivio. Al piano superiore erano sistemate le stanze per i novizi e per gli studenticon un’ampia terrazza. Nel ‘500 la chiesa fu rifatta su disegno di Domenico Fontana,nel 1647 fu ampliata unitamente al monastero e, nei primi decenni del ‘700, subìulteriori rifacimenti sotto le direttive di Domenico Antonio Vaccaro, famoso esponentedella Scuola Napoletana. L’architetto abbellì la chiesa con una salita lastricata inpietra calcarea, uno scalone barocco a due rampe, un ampio atrio di travertino,pronao a tre fornici, marmi, tele, sculture e stucchi.Il 13 febbraio 1847 il monastero divenne una Scuola di Arti e Mestieri. La badia, isuoi territori e la selva (acquisiti nel tempo con donazioni) furono venduti al marcheseMarzio Mastrilli. La chiesa invece passò al parroco che nel 1812 vi costituì laCongregazione della SS. Annunziata. Successivamente il cosiddetto “castello”, cioèquello che da monastero era stato trasformato in gentilizio palazzo merlato, fuvenduto nel 1925 alla famiglia Mercogliano, tutt’oggi legittima proprietaria.Dal mese di luglio fino ad ottobre il borgo di Casamarciano è animato da importantifeste religiose e eventi gastronomici.Oltre al rito liturgico della processione in onore della Madonna delle Grazie (2luglio), degna di nota è senza dubbio la caratteristica processione della statua diSan Clemente I (23 novembre). Il Santo patrono del piccolo e grazioso paese alleBorghi olaniN


26VILLA FEANDAmline.itBorghi olaniNporte di Nola viene portato a spalla in una vorticosaed emozionante “catena umana” dall’attuale e piùrecente parrocchia nel centro del borgo, ai ruderidell’antica chiesa abbarbicata sulle prime pendicidella collina che sovrasta il paese. La particolaritàdi tale processione è data dal fatto che il percorsoè in forte salita e ciò rende tutto più difficoltosoe spettacolare.tobre, la festa degli antichi sapori e antichimestieri, che vuole essere non solo una dispensadi sapori, ma anche un modo per comunicare la fatica quotidiana nella coltivazionedi prodotti antichi e pregiati. L’olivo, per esempio, che ha avuto da sempre unapreminenza nelle zone in cui era presente: non semplicealbero, ma simbolo e stimolo di una cultura radicata,così come interessanti sono stati i molteplici usi delsuo frutto, di volta in volta fonte di luce, calore, unguento,medicamento, lubrificante e alimento. Unapanoramica che consente di leggere e rendere vive letradizioni culturali oltre che culinarie di questo borgo.Particolare significato per questa terra ha la coltivazione,produzione e la trasformazione della nocciola,tanto che Casamarciano è uno dei comuni dell’AssociazioneNazionale “Città della Nocciola”. Per questoborgo la nocciola non solo ha un rilevante valoreeconomico, ma possiede, al di sopra di tutto, un plusvaloredi civiltà connesso alla tradizione alimentaree all’attività lavorativa.Segnalati da noi:Uffici:Via Campo di Pietro zona industriale83020 - Sperone (AV)Tel. 081 825 91 67 - 081 825 59 63081 510 30 07 - Fax 081 510 30 00Stabilimenti:Via Circumvallazione, 2580032 - Casamarciano (NA)Via Campo di Pietro zona industriale83020 - Sperone (AV)Email:commerciale@nicolatortora.commeeting e ricevimentiVilla Feanda - Via Palma, 6080035 Nola (NA) - Tel./Fax +39 081.824 63 56Uffici aperti dalle 15:30 alle 19:30 dal lunedì alla domenicainfo@villafeanda.itBorghi olaniN


29Cicciano1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di CiccianoPiazzetta San Barbato, 1 - 80032 (NA)Tel. 081/3150401Fax 081/8248560www.comune.cicciano.na.itcomunecicciano.na@servizisociali.itL’origine dell’antico borgo di Cicciano, insiemeai sobborghi di Cutignano e Curano, è collocabiletra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., durante lafase di massiccia romanizzazione dell’agronolano. Della fase romana restano due statuefunerarie e dei reperti rinvenuti in una necropoliscoperta all’incrocio tra le vie B. De Stefano eCorpo di Cristo.Con il medioevo la vecchia comunità ciccianesesi trasforma anche nell’impianto urbanistico,che assume uno schema radiocentrico: un nodocentrale, il Castro (casa-fortezza, residenza delCommendatore), da cui si dipartono, a raggiera,le principali vie di comunicazioni, collegate traloro da vicoli dall’antico tracciato ortogonale,e su cui si affacciano case aggregate intorno acorti interne.Il Castello divenne residenza dei Cavalieri diMalta. Da semplice “domus” del secolo XIII, l’insediamento diCicciano diventa prima “commenda” e poi “commenda magistrale”.Nel secolo XIV, vi soggiornò Riccardo Caracciolo, l’unico anti GranMaestro che l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme abbia mai avutonella sua plurisecolare storia, in contrapposizione ufficiale con l’alloraGran Maestro Juan Fernàndez de Herédia. La modesta “domus”, futrasformata in fortilizio, circondato da mura e fossato, in cui fu edificatala chiesa di San Pietro che conserva numerosi stemmi marmorei deiCommendatori e una tavola raffigurante l’Annunciazione datata 1594 e firmata daAntonio Ardito.Il borgo di Cicciano si trasforma in un palcoscenico naturale di feste ed eventi storiciche si tengono da gennaio a settembre di ogni anno.Durante la festa di Sant’Antonio Abate, i vicoli ed i cortili si animano con falò,intorno ai quali si consumano succulenti gastronomie: carne di maiale, salsicce,Borghi olaniN


30Cerimonia, in abito storico, per la consegna delle Bandiere ai Tributari dei cinqueantichi Quartieri in cui Cicciano è diviso nell’ambito del Palio.Da qualche anno, a Cicciano, il 2 e il 3 giugno, si celebra l’ormai famoso Palio deiQuartieri “Castrj Ciccianj”. Due giorni di rievocazione storica e di degustazionedi prodotti tipici e piatti storici. Durante il Palio gli ospiti sono immersi non solo inun luogo, ma anche in un tempo diverso, completamente calati nel Rinascimento.Gli antichi quartieri preparano la “Festa di Quartiere” per la valorizzazione di usanze,tradizioni e prodotti tipici locali, allestiscono l’”Addobbo” delle antiche strade erealizzano le “Porte” d’ingresso al quartiere, vere e proprie opere di artigianatolocale. Tra musica e danze rinascimentali, cavalieri e falconieri, ecco che le squadredei cinque Quartieri (Castrum, Li Marenda, Li Rosci, Li Sappierti e Li Vinti) sipreparano a sfidarsi nella “Corsa delle Botti”, per la conquista dell’ambito Palio.33Fored Bio Spa, azienda del gruppo Hola Holding Spa è leadernel Sud nella produzione di biodiesel, fonte energetica alternativapulita. Il gruppo Hola Holding Spa ha infatti realizzatoun impianto a Nola, in provincia di Napoli, con una capacitàproduttiva di 70 mila tonnellate annue.Il biodiesel, prodotto naturale ottenuto dalla spremitura disemi di colza, soia e girasole, è rinnovabile, biodegradabile,non provoca incrostazioni nei motori e la sua diffusionefavorisce l’agricoltura e può essere utilizzato sia come carburanteper i motori diesel che come combustibile per il riscaldamento,con gli stessi rendimenti e con effetti molto positiviper l’ambiente.I biocarburanti costituiscono la nuova frontiera, tracciatanegli ultimi anni da Redoil Italia Spa e dal gruppo Hola, unarealtà operante da un quarto di secolo nel campo dei lubrificanti.Redoil Italia Spa annovera fra i suoi migliori clienti: Trenitalia,Trambus, Atm e Schindler e nell’industria dei lubrificanti èpresente con un marchio proprio, Challoils.mline.itBorghi olaniNUna sorprendente scoperta è stataeffettuata in un noccioleto diCicciano, situato in via Gargani: e’stata notata la presenza di un ulivoalto più di 15 metri e con unacirconferenza radicale di 9 metrie 70 centimetri. Da accertamentieffettuati è risultato che la pianta,in ottimo stato, risale a 1600 annifa e sembra appartenere agli ulividel Getsemani, presenti aGerusalemme all’epoca di Cristo,motivo per cui è stata fattarichiesta al Ministerodell’Ambiente di far inserire lapianta nell’elenco degli alberimonumentali. L’ulivo è il piùvecchio tra i solo quattro censitiin tutta Italia.Segnalati da noi:CASTELTIZIANOBed & BreakfastVia Matteotti, 6280033 Cicciano, Napolitel. +39 081.82 48 574fax +39 081. 82 64 038cell. +39 333. 44 29 627info@casteltiziano.itwww.casteltiziano.it___________________________________Azienda Agrituristica“Il Cortile”Via Roma, 4380033 Cicciano (NA)Tel e fax 081/8248897Cel. 335-5614760e-mail: dupon@libero.itL’impianto di Nola s’inquadra in una nuova politica aziendaleche, nel prossimo triennio, prevede la realizzazione di quattronuove centrali di energia elettrica per una potenzialità di circa80 Mgw, 2 al Nord Italia, 2 al Sud, ed alimentate da biocarburanti(Biored), all’insegna dell’innovazione e dello sviluppoecocompatibile, in possesso di certificazione ambientale.REDOIL ITALIA S. p.A.STABILIMENTIDIVISIONE BIODIESELvia Bosco Fangone zona ASI80035 - Nola (Na)tel. +39 081. 315 10 16fax +39 081. 315 12 63DIVISIONE LUBRIFICANTIvia Nazionale delle Puglie, km 48.50080030 San Vitaliano (Na)tel. +39 081. 519 86 93 PBX (10 linee)fax +39 081. 519 83 23Borghi olaniNDIVISIONE COMMERCIALEEUROPAvia Conservatorio, 22 - 20122Milanotel. +39 02. 7729.1 PBX (10 linee)fax +39 02. 7729.40www.redoil.itinfobio@redoil.itinfo@redoil.itdirexport@redoil.itbioRE


33Cimitile1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di CimitileCorso Umberto I, 1 - 80030 (NA)Tel. 081/3110311Fax 081/5122061www.comune.cimitile.na.itutc@comune.cimitile.na.itTra II e III secolo d.C., in un’area ubicata a circa 1,5 kmdalla città romana di Nola si sviluppò una necropolicostituita da mausolei; oltre a tombe in laterizi, gliedifici accolsero sarcofagi e urne cinerarie in marmo.Alla fine del III secolo nella necropoli fu seppellito ilsacerdote Felice. Prestigioso esponente della comunitàcristiana di Nola, Felice aveva amministrato la chiesalocale durante l’assenza del vescovo Massimo, rinunciandoa succedergli nella carica. Dalla prima metà delIV sec. intorno alla venerata tomba di Felice, si sviluppòil famoso santuario, celebre in tutto l’occidente, comericorda Sant’Agostino. Presso il complesso monumentale,collegato a Nola da una strada lastricata,sorse un villaggio che San Paolino ricorda per la primavolta nel ‘400. Dall’originaria destinazione sepolcrale,il santuario e l’abitato derivarono la denominazionedi cimiterium che nel corso dei secoli si trasformò inCimitile.Tra VI e VII sec. cimiterium conobbe una fiorente stagionedi pellegrinaggi legati al santuario in analogiacon i più importanti centri martiriali dell’epoca. Situatiin un territorio conteso tra i principi longobardi di Benevento e Salerno e i duchidi Napoli, cimiterium tra IX e X sec. subì le scorrerie di Saraceni e Ungari. Nel XIIsec. il geografo arabo Al-Edrisi ricorda g.bitirah (cioè cimiterium).Nel ‘500 Cimitile diviene feudo degli Albertini, prestigiosa casata dell’aristocrazianapoletana che regge le sorti del borgo fino al 1807, allorché la famiglia perde ognidiritto feudale su Cimitile che diventa comune.Il Complesso BasilicaleIn un’area di circa 9.000 mq sono concentrati sette edifici di culto, di età paleocristianae medievale, dedicati ai Santi Felice, Calionio, Stefano, Tommaso e Giovanni, ai SS.Martiri e alla Madonna degli Angeli; su tutti domina la Parrocchiale, costruita negliBorghi olaniN


3435Borghi olaniNultimi anni del ‘700. All’origine del complesso monumentaleè la tomba di San Felice prete che fusepolto, alla fine del III sec., nella necropoli a norddi Nola. Dopo la pace religiosa del 313 d.C. fu edificatala prima chiesa, nota come aula ad corpus, costruitacon orientamento nord-sud, nell’angolo del piazzaledelimitato dagli ambienti funerari, sfruttando lospazio reso libero dalla distruzione di tre mausolei.La tomba di San Felice venne quindi a trovarsi in posizione eccentrica rispettoall’asse dell’aula ad corpus e a breve distanza dall’ingresso. Intorno alla metà delIV sec., ad est dell’aula, fu realizzato un secondo edificio di culto, con tre navatee l’abside ad est (basilica orientale). La diffusione del culto di San Felice e laconseguente trasformazione del cimitero in un grandioso e frequentatissimosantuario sono legate alla figura di un prestigioso esponente dell’aristocraziaromana, Meropio Ponzio Paolino, noto come Paolino di Nola.Dopo la prima visita al complesso, avvenuta quand’era governatore della Campania,Paolino si stabilì definitivamente presso la tomba di San Felice, nel 395, insiemealla moglie Terasia. Impegnando le risorse ricavate dalla vendita delle numeroseproprietà, Paolino restaurò i preesistenti edifici di culto e costruì una nuova ampiabasilica, nota come basilica nova. Eresse, inoltre, alcuni ambienti monastici perospitare quanti volevano condividere con lui il ritiro presso la tomba di San Felice.Divenuto Vescovo di Nola nel 409, continuò a vivere presso il venerato sepolcrodove fu sepolto nel 431.Anche i suoi successori si fecero seppellire nella basilica di San Felice, la quale perun certo periodo, svolse le funzioni di cattedrale di Nola. L’attività costruttiva nonsi interruppe con la morte di Paolino. Il complesso che comprendeva l’ala ad corpus,la basilica orientale, la nova e la basilica di Santo Stefano fu, infatti, interessatoda importanti lavori di ristrutturazione che cambiarono l’assetto dei luoghi. Danneggiatoda una disastrosa alluvione all’inizio del VI sec., il santuario ritornò benpresto alla normalità. Tra VI e VII sec. venne edificata una nuova chiesa dedicataall’apostolo Tommaso, mentre la basilica nova e Santo Stefano, furono restauratee impiegate a scopo funerario. A seguito del crollo della nova, avvenuto nell’VIIIsec., l’abside dell’edificio e le due adiacenti campate della navata centrale furonotrasformate nella Chiesa di San Giovanni. Tra la fine del IX sec. e gli inizi delsuccessivo, rilevanti interventi furono realizzati dal Vescovo Leone III, nella basilicadi San Felice e nelle cappelle di San Calionio e dei SS. Martiri.Tra la fine del XII sec. e la prima metà del successivo, all’abside occidentale dellabasilica di San Felice fu addossato il campanile, mentre dopo il XIII sec. all’oratoriodei SS. Martiri fu annessa la cappella di San Giacomo apostolo. Nel XIV sec. fuedificata la cappella di San Maria degli Angeli. Alla fine del ‘700 fu costruita laFondazione Premio CimitileLa Fondazione Premio Cimitile è stataistituita il tre novembre del 2005,avente lo scopo di studio, ricerca epromozione culturale e letteraria ed,in particolare, la gestione del PremioLetterario Cimitile. I fondatori sono:Provincia di Napoli, Comune di Cimitile,Associazione Obiettivo III Millennio,Ing. Francesco Albertini, Dott. FeliceNapolitano. La sotto-denominazione"Turismo, Cultura e Religione nelleBasiliche Paleocristiane di Cimitile",esprime con efficacia la ragion d'esseredel Premio Cimitile 2007 in quanto ilprogetto si inserisce all'interno delleazioni di intervento promozionale, perl'incremento delle correnti turisticoculturaliitaliane ed estere. La"mission" dell'Ente Premio Cimitile èquella di gestire una manifestazioneletteraria di livello nazionale einternazionale "al fine di promuoveree sollecitare il gusto alla lettura erecuperare i valori della fantasia edella creatività. Arte, cultura e storianel Complesso delle BasilichePaleocristiane di Cimitile".Parrocchiale, realizzata demolendola parte orientale della basilica di SanFelice. Il nuovo edificio fu voluto dalpreposito Cipriano Rastelli e dalprincipe Gaetano Albertini.Tra gli eventi da non perdere laProcessione figurativa del VenerdìSanto. Si tratta di uno spettacolocaratteristico e suggestivo in cuidecine di comparse ripropongonoscene della “Passio” di Cristo: Gesùsi licenzia dalla madre, Gesù preganell’orto, Gesù catturato, Gesù cadente,Gesù asciugato dalla Veronica,Gesù morto, Gesù tolto dalla croce.Un crescendo di emozione che arrivaal suo culmine quando, presso lospiazzo antistante la chiesa dellaMadonna del Carmelo, nel silenziogenerale, si leva l’accorata preghieradei fedeli cimitilesi. Qui un lettorerievoca brani delle sacre Scritture edella “Passio”, sino all’annunciodell’imminente Risurrezione del Cristo.Il Maggio Cimitilese è caratterizzatoda un nutrito cartellone di eventi divario genere per ogni fascia d’età.Rassegne pittoriche, rassegne musicali,manifestazioni sportive e culturali,recupero delle tradizioni locali, teatro spontaneo, rappresentazioni sacre eteatro classico, meeting, convegni, tavole rotonde e dibattiti.Tra gli eventi del borgo, di notevole rilievo, risulta essere il Premio LetterarioCimitile che dal 1996 ha lo scopo di assegnare ogni anno il “Campanile d’Argento”a colui che si è particolarmente distinto in vari settori della letteratura. La rassegnasi svolge nel mese di giugno. Il premio si articola in più sezioni: la principale èrelativa ad opere inedite di narrativa. Il Premio ha ottenuto un crescente successo,tanto che oggi gode di grande stima all’interno del mondo letterario a livellonazionale. L’evento ha luogo nelle Basiliche Paleocristiane, un degno palcoscenicoche abbraccia cultura, storia e religione.Borghi olaniN


371Borghi olaniBorghi olaniNNComune di ComizianoPiazza Municipio, 1 - 80030 (NA)Tel. 081/8297412 / Fax 081/8248464www.comune.comiziano.na.itpolitichesociali@comune.comiziano.na.itComizianoIl borgo ebbe origine tra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C.come una delle numerose ville rustiche che circondavanola città di Nola. Comiziano ha da sempreun rapporto stretto con le proprie origini rurali,Il progetto “recupero e valorizzazionedel patrimonio rurale”, fortementevoluto dall’Amministrazionecomunale, risponde ad una logica diprogrammazione che mira al recuperoe al rilancio del patrimonio culturaledi Comiziano, della propria identitàstorica, delle tradizione artigianali,gastronomiche e folcloristiche, delpaesaggio rurale, ossia di unostraordinario sistema in cui l’azionedella natura e l’opera dell’uomo sisono intersecate in modo armonico enon distruttivocome conferma la presenza sul territorio di numerose cantine e varie masserie.Le prime, indicano il profondo legame della gente del posto con la terra e con unodei suoi frutti più caratteristici: l’uva. Il borgo, infatti, custodisce, nel suo sottosuolo,locali e cunicoli in cui, per anni, è avvenuto il processo di vinificazione. Le masseriecostituiscono uno degli elementi di maggiore rilievo nell’ambito del paesaggiocampestre. Nelle sue forme tradizionali si tratta di un’espressione nata da unacultura povera, caratterizzata da una matrice agricola. I manufatti venivano realizzaticon materiali reperiti sul posto ed avevano funzione di abitazioni, stalle, fienili,locali per la trasformazione e la conservazione dei prodotti. Le soluzioni tecnichesono essenziali e di grande efficacia, funzionali all’utilizzo efficiente di tutte lerisorse ambientali. Degna di nota, la Chiesa di San Severino, risalente al XVI sec.,ed elevata a parrocchia nel 1527 per volere del nobile Giovanni Bernardo Mastrilli.La fabbrica, di chiara matrice rinascimentale, è ad aula unica. L’architettura rivelauna sensibilità per il passato antico, con una ripresa dei vecchi ordini architettonici,attraverso la tendenza ad un’articolazione chiara e ortogonale: l’impiego di formegeometriche elementari caratterizza la struttura della navata, le colonne e i capitelli.Manifestazione di grande coinvolgimento è la festa delle tammorre: dalla mezzanottedel 6 gennaio, protagoniste di eccezione sono le tammorre, che insieme agliorganetti e ai flauti, fanno da sottofondo musicale per trascinanti danze di originecontadina. Dalla sera del 7 fino a notte inoltrata, i caratteristici vicoletti del paesesono illuminati da falò che danno inizio alla veglia per l’arrivo del Santo patrono.Il giorno successivo, quindi, si onora con una processione devozionale San SeverinoVescovo, protettore di Comizano. Il borgo di Comizano comprende anche la piccolae laboriosa frazione di Gallo. Qui, a dicembre, si dà alle fiamme il tradizionale falò,in onore di San Nicola Vescovo, patrono rionale. La popolazione del posto hamantenuto viva questa antica tradizione, arricchendola di sapore Il 5 dicembre,infatti, si svolge la sagra di salsiccia e broccoli. Un altro evento degno di nota nelcalendario di Gallo è ‘O presepio ‘e Pullecenella: una ricostruzione d’ambiente del‘700 napoletano in cui compagnie teatrali locali inscenano spassosi quadretti.Borghi olaniN


39Liveri1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di LiveriPiazza Muncipio, 1 - 80030 (NA)Tel. 081/8255880Fax. 081/8255578www.comune.liveri.na.itpersonale@comune.liveri.na.itBorgo medievale sorto ai piedi dellecolline che delimitano la Valle di Lauro,fu casale di Nola, feudo della famigliaMastrilli e poi della famiglia Barone.Liveri è stato da sempre un frequentatoluogo di culto, per la presenza del santuariodi Santa Maria a Parete, costruito,nel XVII sec., in seguito all’apparizionedella Vergine ad una giovanepastorella. L’edificio,progettato dall’architettoGiovanniPaolo di Ambrosio diSan Severino, presentauna facciatasuddivisa in due registricon cornici inaggetto, coronata datimpano triangolare.Il portale è ornato dacolonne corinzie esormontato da unampio rosone. Sullato nord-est si ergeil campanile a trecorpi rastremati.L’edificio, ad aulaunica, è dominato dauna grande cupolasorretta da un altotamburo. L’effige diSanta Maria a PareteL’antica torre militare diavvistamento, attuale Casa dellaCongrega di Santa Maria a Parete,verrà adibita a sede museale dedicataall’arte sacra e alla religiositàpopolare.


40Borghi olaniNLiveri è da sempre definito il borgo dellaè conservata all’internodi unalla vetusta lavorazione della cera.luce. Tale appellativo è riconducibile anchetempietto settecentescoche sidall’antichità, si adatta alle varie esigenzeIl particolare materiale, noto finapre sul transetto,richieste da creazioni di varie dimensioniesternamente affrescatoda Beli­A Liveri le cererie esistenti produconoe all’attitudine dell’artista che la plasma.sario Corenzio (XVIIprevalentemente paraffine industriali,secolo).materie plastiche, ceri votivi, ceroniperdere la chiesaliturgici, candele votive e liturgiche,di San Giovannitortiglioni, cera artistica, torce a vento,del XVI secolo. Ilincenso, carboncini, flambeauxtempio a navataunica e portale in piperno, conserva al suo interno un quadro attribuito ad AntonioSolario, raffigurante l’Immacolata Concezione.Poco distante si scorge il medievale Palazzo Barone, residenza del feudatario diLiveri.San Giorgio è stato proclamato patrono di Liveri, a lui è dedicata la processioneper le vie cittadine durante il mese di settembre. La tradizione popolare lo raffiguracome il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sullaforza del maligno.www.fondazionecarnevalepalmese.itBorghi olaniNmline.itCASTELTIZIANOBed & Breakfastmline.itVia Matteotti, 62 - 80033 Cicciano, Napolitel. +39 081.82 48 574 / fax +39 081. 82 64 038cell. +39 333. 44 29 627info@casteltiziano.it / www.casteltiziano.it


43Marigliano1Borghi olaniBorghi olaniNNComune di MariglianoPiazza Municipio, 1 - 80034(NA)Tel. 081/8858111 / Fax 081/8855383www.comunemarigliano.itcomunicazione@comunemarigliano.itIl 2 Aprile 1896, il re Umberto I e il Presidentedel Consiglio Francesco Crispi,firnarono il Decreto con il quale si concedevaa Marigliano il titolo di Città.L’antico impianto urbano a sistema ortogonaledel Comune di Marigliano risaleall’epoca romana, e lascia pensare chel’antico Marilianum non sia stato unPredium o una Villa, bensì una cittadinaben sviluppata, un Oppidum, autosufficientedal punto di vista sociale, economicoe religioso. Infatti, ben quattroporte consentivano di superare le robustemura di cinta e di accedere alla città,che raccoglieva al suo interno anchealcuni templi. Fuori dalla cinta muraria,invece, sorgeva la necropoli e probabilmenteanche un complesso termale.Lungo l’odierna via Giannone, il vecchiodecumano massimo, si susseguonouna serie di chiese e palazzi, aprova della crescita economica e culturaleche investì la città a partiredall’ultimo decennio del quattrocento.Di particolare interesse è la Chiesa diSanta Maria delle Grazie. La vecchiafabbrica risale al XII sec., ma nel 1494Un bozzetto per la grande teladell’altare maggiore della Collegiatasi conserva all’Art Museum diWorcester.Il soggetto rappresentato dalVaccaro è la Vergine delle Grazie,titolare della chiesa, che proteggel’antico borgo mariglianese,identificato nell’opera attraverso laraffigurazione, nell’estremitàinferiore destra, del campanilecittadino.fu elevata a collegiata da Alberico I Carafa, conte di Ariano e feudatario di Marigliano.La semplice navata unica con transetto e abside semicircolare, fu trasformata nel1633 per volere della famiglia Mastrilli. Fu costruita la crociera, il presbiterio e lamaestosa cupola. L’aula fu abbellita da Domenico Antonio Vaccaro che realizzòcinque quadri, tre dei quali collocati sotto il soffitto della navata, il quarto sotto ilBorghi olaniN


4445Borghi olaniNsoffitto della crociera, l’ultimo sull’altare maggiore. Ludovico Mazzanti, pittoremarchigiano, fu chiamato per realizzare le tele oggi collocate nel presbiterio.In una traversa dell’antico decumano massimo, collocato all’interno delle muradella città fu costruito nel XIII sec. il complesso dei Monaci Verginiani. Sottopostoa varie modifiche e ampliamenti, dotato di un ospedale e di una chiesa, ha con iltempo completamente cambiato destinazione d’uso, divenendo il Palazzo di città.Oggi il corpo di fabbrica si sviluppa lungo i quattro lati di un quadrato delimitandouna corte interna. La facciata si presenta in stile neoclassico, a tre ordini, divisa insei campate.Poco oltre si trova il Castello risalenteal XII sec. e costruito a cavallo dell’originariomuro di cinta. In origine la suastruttura doveva essere assai modesta,tuttavia, nel XVII sec. il castello fu dotatodi un fossato e di due ponti, uno in legno,l’altro in muratura. La fabbrica fu restaurata,ampliata e abbellita nel XVIIIsec. per volere della famiglia Mastrilli,feudataria di Marigliano.Oggi il palazzo ducale è di proprietà delleIsabella II Mastrilli, duchessa diMarigliano dal 1706, fu una delle trepiù illustri donne napoletane del suotempo, ascritte all’accademia diCapraio, fondata da FrancescoCarafa, col nome di Elinda Zelio.La duchessa, autrice tra l’altro dellacommedia “Il prodigio della bellezza”,fu ritenuta dai contemporaneiscrittrice di grande talento.Suore di Carità che lo acquistarono da Giulio Mastrilli nel 1935. L’impianto ècaratterizzato da una planimetria quasi quadrata con corte centrale. L’aspettoelegante di residenza, acquistato nel corso del tempo, non ha fatto perdere almaniero la sua funzione militare, con passaggi segreti e uscite di emergenza.Di notevole interesse risulta la chiesa di San Vito, edificata nel 1497, fuori le muradella città, per volere di Alberico I Carafa, su una preesistente costruzione, accantoalla quale fu costruito, ex novo, il convento. La chiesa ebbe un diverso orientamentorispetto alla precedente e fu ampliata con navate laterali. Fu edificato il chiostrosul lato della chiesa alle spalle del campanile, con quattro arcate sui lati lunghi etre su quelli brevi. Nel XVI sec. fu costruito l’abside sormontato da una cupola, lenavate laterali furono abolite; solo in tempi recenti è stata ripristinata la navatalaterale sinistra e le ultime due campate della destra. Il complesso risulta essereun piccolo scrigno della storia artistica della città.Nel piazzale antistante la chiesa, il 15 giugno di ogni anno, si festeggia San Vito.In passato si rivolgevano al Santo tutte le persone che, morse da cani idrofobi,avevano contratto il virus della rabbia. Oggi, che questa malattia è praticamentescomparsa, si è voluto trasferire la benedizione direttamente agli animali, pertanto,la mattina della festa, il Padre officiante impartisce la benedizione ai cani. Ifesteggiamenti si chiudono con una serata di canti e musiche, accompagnata dauna sagra di prodotti gastronomici tipici.Nel mese di settembre il borgo di Marigliano, durante la festa patronale dedicataa San Sebastiano Martire, si anima con canti, suoni e luminarie. In passato ipazzarielli, per molte domeniche prima di settembre scortavano il grosso carro che,tirato dai buoi, andava in giro questuando e tornava a sera, stracolmo di roba diogni genere che veniva venduta in piazza dagli imbonitori. Oggi le luminarie,l’animazione delle strade, le tante bancarelle, contribuiscono a creare quel climafestoso, che esplode tra luci e fuochi d’artificio sotto lo sguardo di visitatori cheaccorrono dai paesi vicini.La festa religiosa del 4 ottobre, dedicata a San Francesco, è affiancata dalla sagradel fagiolo con la degustazione di piatti succulenti. Accanto alle proposte gastronomiche,eventi di animazione consentono ai visitatori di passare una giornataall’insegna dell’allegria e della buona tavola.Verso la fine di maggio, nel casale di Faibano, un piccolo borgo nato fuori dallemura della città, viene organizzata la Sagra della patata novella. Le tre giornatedella sagra hanno una valenza culturale notevole dal momento che l’eventogastronomico, teso alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, è affiancato da untentativo, ben riuscito, del recupero degli antichi usi e costumi. Infatti, nei giornidi sagra viene allestito un provvisorio museo contadino, che raccoglie antichi oggettisecondo un criterio preciso: mettere in “mostra” il mondo del lavoro, della culturamateriale, della fatica quotidiana nella coltivazione e nel commercio delle patate.Segnalati da noi:EMME & EMME s.a.s.EMME & EMME s.a.s.di Gaetano Pone & C.Corso Umberto I, 431 Marigliano,NapoliBorghi olaniN


47Nola1Borghi olaniBorghi olaniNComune di NolaPiazza Duomo, 1 80035 (NA)Tel. 081/5125930Fax 081/8226289http:// www.comune.nola.na.ite-mail urpnola@comune.nola.na.itDi origini incerte ma remote, il borgo di Nola ètra tutti i borghi nolani uno dei più importanti.Crocevia di scambi commerciali, Nola fu frequentatadagli osci, dai greci, conquistata daisanniti. Divenne città alleata e confederata diRoma, ottenne magistrati e senato propri e nelsuo stemma portava incise le sigle S.P.Q.N. (SenatusPopulusQue Nolanus), con il privilegio dibattere moneta propria.Fu saccheggiata e arsa dai barbari. Nell’850 laCittà fu incamerata nei territori del Ducato diBenevento; nel 950 Nola fu incorporata nel demaniodel Ducato di Napoli con la signoria delDuca Sergio I. Nel 1139, caduto il Ducato napoletano,l’agro nolano fu annesso al Regno Normanno.Nel 1256 Manfredi espugnò Nola el’assoggettò al Reame di Sicilia. Carlo I d’Angiòdopo la battaglia di Tagliacozzo nominò il suocapitano Guido di Monfort, Conte di Nola, assegnandoglianche le terre di Atripalda e Monteforte.Questi sposò Margherita Orsini dei Conti dell’Anguillaraed alla sua morte, non avendo eredi,la Contea passò al genero Romano Orsini dandocosì inizio alla Signoria della casata,durante laquale Nola riottenne l’antico prestigio con lacostruzione di chiese, monasteri e palazzi.Un territorio che mantiene salde le sue radici in un passato illustre, testimoniatoda tutta una serie di edifici.La Cripta, dedicata a San Felice Vescovo, al di sotto dell’attuale Duomo di Nola,nella zona della navata centrale, in prossimità del transetto, risale al I sec. d.C.. Laprima Cattedrale venne realizzata nel 1395, per volere di Niccolò Orsini. Tra il 1558e il 1583 crollò quasi completamente a causa dell’apertura di un vano comunicanteBorghi olaniN


4849Borghi olaniNtra la navata maggiore e una delle minori sotto il pilone angolare del transetto. Furicostruita tra il 1586 e il 1594, non più in stile gotico, ma con forme rinascimentalia tre navate e transetto. Nel 1861 fu incendiata. I lavori per la ricostruzione iniziarononel 1870. La Cripta di San Felice fu ricostruita con pianta centrale e copertura avolta a vela, nello stesso posto che occupava nelle basiliche precedenti. L’altaremaggiore, in finissimi marmi policromi, è sormontato dalla statua della VergineAssunta in Cielo, realizzata in cartapesta da artigiani nolani.L’arte della cartapesta è una tecnica antica originatasi a Nola presumibilmente inepoca Barocca.Durante il mese di giugno gli artigiani locali espongono e realizzano dal vivo prodottiin cartapesta. L’evento denominato Villaggio Artistico, viene allestito nella villacomunale e precede di poco la Festa dei Gigli, una tra le più antiche manifestazionifolcloristiche del Mezzogiorno, ricca di simboli, storia e tradizione, ricorre ogni annoil 22 giugno o la domenica successiva.Dedicata al Vescovo Paolino, le prime testimonianze sulla Festa dei Gigli risalgonoal 1514, quando Ambrogio Leone parla di processioni di otto giorni, con contadiniche seguivano una torcia a forma di cero. Oggi i gigli sono “macchine” alte circa 25metri, obelischi costruiti essenzialmente con legno di abete, pioppo e castagno,ricoperti di decorazioni in cartapesta. In numero di otto vengono portati a spallaattraverso gli antichi vicoli della città da robuste paranze di 120 collatori, ognunadelle quali rappresenta una corporazione di arti e mestieri. L’appartenenza al Giglioè un fatto di grande rilevanza nella vita di un nolano, è una specie di stemmaqualificante legato al tipo di attività che in passato si tramandava di padre in figliodi generazione in generazione. La manifestazione, unica nel suo genere, oltre adattirare migliaia di spettatori, testimoniando la continuità di una tradizione secolareche ha sempre unito l’intero popolo nolano, è la conferma di un’autentica devozioneper San Paolino. A Lui sono dedicate le fatiche, le prestazioni di forza e precisionein vicoli particolarmente stretti. Uno spettacolo toccante, un’esibizione dove lacompetizione non è legata ad un semplice ordine di arrivo, ma ad una serie dipiccoli e incredibili significativi riti e gesta. Gigantesco simbolo di devozione religiosa,la festa si conclude il lunedì successivo nella piazza antistante il Duomo di Nola.Dedicato ai Gigli è il Museo Etnomusicale con videocassette, cd musicali, intervistee materiale che documentano la Festa dagli anni ’30 fino ad oggi.Il Museo Diocesano, invece, è un’interessante ed inedito spaccato della storiadell’area nolana, vista attraverso utensili d’arte sacra.I numerosi oggetti esposti sono databili dal XIII al XIXsec. Tra le opere più rilevanti il dipinto dell’Annunciazionedi Cristoforo Sacco da Verona (XVI sec.), ilSan Girolamo Penitente in marmo di Giovanni Merlianoda Nola.Nel Museo Storico Archeologico sono conservatiCartapestaL’arte della cartapesta a Nola iniziòai primi anni dell’800 intorno allefebbrili attività per la realizzazionedegli apparati decorativi delle“macchine” dei Gigli.reperti che vanno dall’VIII secolo a.C. all’età imperiale. Di grande interesse sono icorredi tombali (VII-VI sec.) con vasellame da mensa e le anfore da trasporto,provenienti dagli scavi del Villaggio Preistorico, in località Croce di Papa. Il sitoarcheologico dell’età del Bronzo Antico, fu seppellito dall'eruzione delle pomici diAvellino, tra il 1860 e il 1680 a.C.. L’eccezionalità del ritrovamento, unico al mondo,è dovuta al fatto che le capanne, sepolte dall’eruzione vulcanica, si sono conservateattraverso il loro calco nel fango e nella cenere, sigillando anche tutte le suppellettiliche si trovavano nelle stesse al momento dell’eruzione. Per la prima volta è statocosì possibile comprendere la forma della struttura capannicola, l’orditura dei tetti,la carpenteria e quale organizzazione avessero dato gli abitanti ai diversi spazidelle capanne, per lo svolgimento delle normali attività quotidiane.L’anfiteatro romano, conosciuto con il nome di Anfiteatro Laterizio, è uno dei piùantichi e risale al I sec. a.C.. Di forma ellittica, risulta più grande dell’anfiteatro diPompei. Misura 138x108 metri ed è stato portato alla luce, per un terzo del suoperimetro. Utilizzato in età classica per spettacoli e giochi gladiatori, a partire dalVI secolo d.C. fu oggetto di ampia spoliazione.Il Castello di Cicala, antica fortezza di origine longobarda, posseduta dai Normannie poi dagli Angioini, fu ampliato e ristrutturato durante la signoria degli Orsini. Nelcorso del ’500, in seguito alla disfatta della città di Sarno e alla fuga di FerdinandoI d’Aragona, iniziò per la roccaforte, un lungo periodo di declino. Fu proprietà deiBellotti, dei Dentice, degli Albertini, dei Loffredo, dei Ruffo di Calabria e quindi deiSallier De La Tour, che lo donarono ai Padri Cappuccini. Luogo in cui probabilmentevisse Giordano Bruno, oggi è sede del parco letterario intitolato al filosofo, conl’obiettivo di promuovere, senza finalità lucrative, le attività turistiche legate allacultura. Perso l’originario ruolo di fortezza, il castello è diventato baluardo delpatrimonio culturale, del territorio.Ai piedi della collina di Cicala, nel 1445 fu costruita, per volontà di Raimondo Orsini,la chiesa di Sant’Angelo in Palco. La fabbrica, preceduta da un pronao quattrocentescoa cinque arcate, è a navata unica, con tetto a capriate e termina con unabside sormontato da una volta a crociera. La zona retrostante l’altare maggioreè arricchita da un coro ligneo del 1752, attribuito a Giovanni Merliano.A destra dell’ingresso principale, in seguito al terremoto del 1631, fu riedificato ilchiostro, con cinque arcate sui lati lunghi e quattro su quelli brevi. Dal chiostro siaccede al refettorio rettangolare con soffitto a volte a crociera in stile tardo-gotico.Nel XVI sec. fu costruito l’abside sormontato da una cupola, le navate laterali furonoabolite; solo in tempi recenti è stata ripristinata la navata laterale sinistra e le ultimedue campate della destra. Il complesso risulta essere un piccolo scrigno della storiaartistica della città.Borghi olaniN


50 51Segnalati da noi:Segnalati da noi:B.B.M. di Mauro Pasquale & Co. s.a.s.Convento Sant’Angelo in Palcovia Seminario, 109 80035 Nola (Na)Tel. / Fax +39 081 5122899www.santangeloinpalco.itsantangeloinpalco@libero.itVia Vecchia per Castellammare, 2180045 Pompei (NA)Tel 081 861 2776 / fax 081 8628188www.florapompei.cominfo@florapompei.com____________________________________________________________________Borghi olaniNHotel dei PlataniVia Nazionale delle Puglie km.50,30080035 Nola (NA) / tel e fax 081512252www.hoteldeiplatani.it /info@hoteldeiplatani.itVia Onorevole Francesco Napolitano,60 bis 80035 Nola (Na)Tel. 081 8214314 / Fax 081 5127193www.hoteligigli.it / info@hoteligigli.it__________________________________EMME & EMME s.a.s.mline.it Borghi olaniN__________________________________I nostri marchi:Azienda agricolaPrincipi di CastelcicalaRelais CastelcicalaLa Torretta di Giordano BrunoRelais Castelcicalala Torretta di Giordano Brunovia Castelcicala n. 1 - 80035 Nola (Na)tel. + 39 0815105667 / cell. + 393408924050 / fax + 391782239291www.castelcicala.com /relais@castelcicala.comVilla Feanda - Via Palma, 6080035 Nola (NA) - Tel./Fax +39 081.82463 56Uffici aperti dalle 15:30 alle 19:30 dallunedì alla domenicainfo@villafeanda.it__________________________________CIS - INTERPORTO - VULCANOBPSInterporto Campano s.p.a.www.cisnet.it / www.interportodinola.itwww.vulcanospa.it / www.bpsinweb.itMiluna_ Nimey_ Chimento_ ArkanoBakarà_ Pacinotti Firenze GioielliCesare PaciottiEMME & EMME sasdi Gaetano Pone & C.Corso Umberto I, 431 Marigliano, Napoli

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