I momenti - Sulle rotte del mondo

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I momenti - Sulle rotte del mondo

II4 ottobre 2009vita trentinaI MOMENTII GRUPPIDI LAVOROSignificativi i titoli dei sei gruppi dilavoro, fra parentesi i coordinatori:salute (Giorgio Abram), istruzione egiovani (Luigi Moser); promozione delladonna (Maria Martinelli), dialogo conculture e religioni (Nicoletta Gatti),economia (Fanco Cellana), pastorale:formazione chiese locali e sinodoafricano (Oscar Girardi)CONCERTIe CULTURA AFRICANAIn piazza Garzetti il mercatino africanopropone oggetti di vari Paesi: il ricavatofinanzierà l'attività delle associazioni,che si presentano anche negli standpresso l'ex convento degli Agostinianiin via San Marco (vedi pag. V). Seguitianche i concerti dei gruppi africanicon le loro tipiche sonorità.MOSTRA FOTOGRAFICAIl fotografo Massimo Zarucco presentaa Palazzo Festi un’interessante mostradal titolo “Africa, gente in cammino”.PPadre Corradovocazionefin da piccoloadre Corrado Tosi, originario di Balbido, nelBleggio, comboniano impegnato in Congo, con isuoi 40 anni è il più giovane dei missionari trentinipresenti all'evento “Sulle rotte del mondo”.“Se noi giovani fossimo di più potremmo raccoglierel’eredità di questo impegno del Trentino verso l’Africacon maggiore energia ed entusiasmo. Sono comunquecontento di poter dare il mio contributo”, afferma.“Lavoro a Kisangani, nel nord-est del Congo da 11 anni- prosegue. - E’ uno stato che purtroppo rispecchiaquella che può essere un’idea stereotipata dell’Africa:uscito un paio di anni fa da una guerra, ci sono zoneche fanno registrare disordini ed instabilità.“Il mio percorso vocazionale mi ha sempre spinto versola missione. Fin da piccolo mi immaginavo in Africa.Quando sono partito, ho cercato di ridimensionarele mie aspettative per evitare delusioni. L’impatto èstato difficile. Nel '98, 15 giorni dopo il mio arrivo, èscoppiata la seconda fase della guerra e io, bianco,ero l’occidentale, il nemico. Partito con tutte le più buone intenzioni - il giovane missionario che vain Africa per aiutare... - mi sono sentito dire 'tornatevene a casa'. E sono andato nel pallone”.“Adesso però sono contento di essere lì”, conclude.”Voglio bene alla gente tra cui mi trovo. E' unabellissima occasione di incontro dal punto di vista umano”.M.G.Il più anzianoPadre Gabrieleil cappuccinodei carceratiIIl più giovanel “meno” giovane fra i presenti alla convention“Sulle rotte del mondo” è il cappuccino padre GabrieleVisentin, classe 1922, memoria lucidissima,sorriso dolce.Ha messo piede in Africa per la prima volta nel 1947,partecipe di quell'avventura che lega i cappuccinitrentini al Mozambico e che è passata attraverso carestoee guerre, guerriglie e fasi di riconciliazione.Con il sacrificio di padre Saverio Torboli e poi dei duemartiri di Inhassunge, fra Oreste Saltori e padre FrancescoBortolotti, uccisi nella loro missione nel 1989:“Li ho conosciuti bene, erano i più giovani franoi...avremmo affidato loro il futuro”. Invece padreGabriele è ancora giù, ma con la stessa disponibilitàdi quand'è partito. “Qualche anno fa hanno chiestoun aiuto per gli ospedali e il carcere della capitale Maputo,mi sono offerto subito. Mi hanno mandato: unservizio delicato ma apprezzato”.Cosa pensa di questo ritrovo a Trento? “Mi sembraun'ottima iniziativa, ben organizzata. E' significativo poi che l'invito sia venuto dalla Provincia, vuoldire che anche l'ente pubblico è interessato a valorizzare il nostro lavoro. Dobbiamo davvero ringraziaretutti. E anche Vita Trentina che crea un legame pure fra noi missionari”.Staremmo ad ascoltarlo volentieri a lungo, ma ricominciano i lavori di gruppo e padre Gabriele nonvuol mancare. Saluta con un “Pace e bene” prima di tornarsene al lavoro.le cifre13648139122981i missionari trentiniin Africa, di cui:sacerdoti diocesanipreti o fratelli religiosisuorelaicile nazioni nelle quali sono presenti(20 in Kenya, 17 in Mozambico,14 in Uganda, 12 nella RepubblicaDemocratica del Congo, 8 in Sudan,6 in Tanzania, 5 in Togo, gli altri inaltri paesi)i missionari “africani”presenti al convegnoL’assessoreBeltramicon i tre missionarifotoservizioGianni Zotta08124611


IL RITROVO4 ottobre 2009vita trentinaIIIL’INAUGURAZIONE LA SETTIMANA AL VIA IN SALA DEPEROBentornati!di Diego AndreattaUno degli incontri con lescuole. Qui siamo al Liceo“Rosmini” con padreProsser, suor Martinellipadre Villa che incontranooltre 150 ragazzi, anchedi altri istituti vicini:“Tambosi”, “Battisti”e “Buonarroti”Sotto gli affreschi futuristi diDepero, appaiono sorpresi gliambasciatori del vangelopartiti lungo un'antica rotta(risale al 17° secolo la presenza difrancescani trentini in Egitto). Ricevonoun'accoglienza inedita, e tanto piùapprezzata perchè “voluta dallaProvincia”.“Ma non sarà uno spot, una tantum –assicura loro il presidente Dellai, checoncretizza oggi un suo “sogno” - .Inviteremo il prossimo anno i missionaridell'Asia, poi quelli dell'America Latina”.E' convinto che mettersi per unasettimana in ascolto del loro contributoaiuti tutti i giovani in cerca di “radicalitàpositive”, rafforzi negli amministratori “ilprofilo etico della nostra Autonomia”,possa persino migliorare lacooperazione: “La generosità non basta,ci vuole concretezza e serietà”, osservaDellai auspicando con forza la revisionedella legge nazionale sulla solidarietàinternazionale.La complessità africana (espressa fin dalsaluto iniziale in sette lingue) èintrodotta da mons. Bressan, chiamato aRoma dal Papa per il Sinodo sull'Africa alvia il prossimo 5 ottobre. “Aiuterete itrentini a conoscere le tensioni, leesigenze, le riconciliazioni e losfruttamento che oggi vive l'Africa”,aggiunge, felice per un'iniziativaapprezzata “con vivo interesse” dalprefetto vaticano card. Diaz e da untelegramma del segretario di StatoBertone ai “benemeriti missionari”.E loro? “All'inizio siamorimasti stupiti daquest'invito, presto abbiamocolto l'importanza dellafinalità”, ringrazia “per millemotivi” suor Dores Villotti,superiora delle suore dellaProvvidenza in Togo.“Vogliamo che in questigiorni la parola sia dataall'Africa, dimenticata espesso raccontata in modosuperficiale”. Un'Africatamburi Spartane brocche diacqua naturale su tuttii tavoli. Il “bene” dellarisorsa acqua è statorichiamato in piùoccasioni.All'alba, in SanPietro: la Messa apreogni giornata. Lasorgente dellapreghiera.Un saio francescanosulle poltrone degliospiti d'onore nelpalazzo della Provincia,casa di tutti.ferita, ma ricca di valori come ilservizio, lo spirito d'accoglienza, lavoglia di pace, la capacità diaccettare le sofferenze. Un'Africa dasostenere con interventi che passinodalle comunità, dai volontari, da unareale condivisione dei progetti (e nondalle mega-organizzazioni, comeaveva detto anche Dellai), “senzaimporre agli altri il proprio passo”.La riconoscenza sincera si legge sulviso scavato del vescovo etiopeAbune Musiè Shebreghiorgis chetestimonia di persona l'apporto deicappuccini trentini (da padreGabriele Casotto “venerato come unsanto” ai martiri di Inhassunge, inMozambico) nella sua terra. “Cisentiamo nel cuore dei trentini e noiabbiamo i trentini nel cuore”.Un “Sinodo africano alla trentina” lodefinisce felicemente il frescodirettore del Centro missionario donCaldera che ringrazia l'assessoreprovinciale alla solidarietà LiaGiovanazzi Beltrami: “Voi missionari– ricambia lei - portate al Trentino lagioia di vivere che serve a tutti, inparticolare ai nostri giovani”.“Non vogliamo fare un'autoesaltazione', vogliamo anchevedere i problemi e confrontarci sulcammino futuro”, ribadiva mons.Bressan, mentre i gruppicominciavano il loro lavoro.Don Beppino ribadisce chequest'esperienza di approccioall'Africa non è a senso unico, ma unponte in cui si passa con due sensi dimarcia: “dare e ricevere”.Puntano a questo, durante la“settimana missionaria” che siconclude sabato 3 ottobre in Duomocon la veglia, gli affollati dibattiti conla cittadinanza, le assemblee con glistudenti trentini in diversi istituti diperiferia le interviste videoregistrateche tutti i missionari hanno rilasciatoai giovani del Servizio civileprovinciale. Un bilancio, adesso,tornereste in missione? “Sì – unarisposta ai microfoni – perché è unagioia dare i propri anni per gli altri.Senza aspettarsi risultati, almeno inquesta vita”.BIBLIOGRAFIA DEI MISSIONARI TRENTINI IN AFRICARaccontarela missioneValorizza appieno il bel lavoro di documentazionesvolto dall'apposito ufficio delCentro Missionario Diocesano il volumettostampato in occasione dell'evento “Sulle rottedel mondo” “Raccontare la missione”. Comedice il sottotitolo, si tratta di una accurataguida bibliografica dei missionari trentininel continente. Grazie al lavoro di Laure Edine,Davide Rossi, Paola Tomasi, sono raccoltiin schede i libri reperiti attraverso il Catalogobibliografico trentino scritti da o su missionaritrentini in Africa. Per facilitare la ricercadei titoli, i libri sono suddivisi secondo seizone geografiche: Nordafrica, Sahel, Cornod'Africa, Africa occidentale e Golfo di Guinea,Africa Centrale, Africa Australe. “Raccontare la missione” è prodotto dal Centro didocumentazione del Centro missionario diocesano e dalla Biblioteca diocesana tridentina“A. Rosmini”, con il contributo della giunta provinciale di Trento.Per informazioni: Centro di documentazione del Cmd, via s. G.Bosco, 7, 38122Trento, tel. 0461891269, centrodocumentazione@diocesitn.it.LA NOVITÀdibattiti e vegliaNel pomeriggio di venerdì 2ottobre alle 17.30 si tiene ildibattito su “Esperienze dicooperazione allo sviluppo inAfrica” presso la facoltà diSociologia in via Verdi. In serata,al Teatro Sociale alle 20.30 tavolarotonda sul tema “Quale futuroper l'Africa”.Sabato 3 è il giorno conclusivodella Veglia missionaria sul tema“Vangelo senza confini. Con imissionari sulle rotte delmondo”: appuntamento deimissionari trentini che operanoin Africa, inizia alle 19.30 inPiazza Duomo; alle 20, l’incontroin Cattedrale, dove l’Arcivescovorinnoverà il mandato a chi partee all’intera comunità.

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