Un'Azienda che cresce con i conti in ordine - Ospedale San Carlo

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Un'Azienda che cresce con i conti in ordine - Ospedale San Carlo

Anno I-Numero 0Luglio 2010Registrazione del Tribunale di Potenza: n° 404 del 23/7/2010Un sistemadi comunicazioneintegratadi Ugo Maria TassinariCon la pubblicazione del SanCarlo Magazine si arricchisce diun altro strumento il sistema di comunicazioneintegrata dell'AORSan Carlo. A due mesi dalla messaon line del nuovo portale web(www.ospedalesancarlo.it), indirizzatoprincipalmente all'utenzaesterna, il trimestrale punta a aconsolidare, promuovere e informaregli utenti e il personale sulleprincipali novità dell'azienda, gliobiettivi e le scelte strategiche.“San Carlo Magazine”, newsletter,giornale murale e sito internet, progettatie sviluppati con mentalità“open source”, vogliono esserestrumenti interattivi a disposizionedi tutti i dipendenti, con un particolarerilievo per il portale web, acui si ispira la grafica del giornale,in una logica rigorosa di rispettodell’immagine coordinata.Buone Pratiche ClinicheIl lato buono della tecnologiaMacchinari di ultima generazione al San Carlo, dalle Tac 64 slicealla risonanza magnetica, usate con costante attenzione per ridurre irischi e aumentare il benessere dei pazientia pag. 11Buone Prassi OrganizzativeA scuola dai primiEntra nel vivo con i primi interventi la collaborazione con il Centrodel pancreas di Verona, una realtà all’avanguardia nel mondoa pag. 18In Primo PianoUn’Azienda che cresce con i conti in ordineLa visita al San Carlo dell’assessore alla SaluteAttilio Martorano è stata l’occasione per presentarelo stato dell’arte e riflettere sulle prospettivedell’ospedale di riferimento della sanità lucanaa pag. 2CommunityL’Oncologia si chiamerà per sempreLuigi Manzionea pag. 32www.ospedalesancarlo.it


House organ dell’AOR San CarloTrimestrale - Registrazione delTribunale di Potenza: n° 404 del23/7/2010Anno I - Numero 0COMITATO DI DIREZIONE:Giovanni De Costanzo, AgostinoPennacchia, Antonio PedotaDIRETTORE RESPONSABILE:Ugo Maria TassinariCOMITATO DI REDAZIONE:Francesco Cutro, Virginia CorteseSUPPORTO REDAZIONALE:PublicomHANNO COLLABORATO:Gerardo Rosati, Maurizio Saturno,Raffaele MessinaIDEA GRAFICA:Ugo Maria TassinariPROGETTO GRAFICO: DardoxIMPAGINAZIONE STAMPA EDISTRIBUZIONE: PublicomTIPOGRAFIA: Stes - PotenzaChiuso in redazione:20 luglio 2010Primo Piano22Un’Azienda che cresce di Giovanni De Costanzo 2Martorano: “Stiamo attenti alla persona del paziente” 2L’assessore visita Pescopagano 7I numeri 9Il riparto 9Buone PraticheClinicheQuando Parigi non serve 10Il lato buono della tecnologia di Virginia Cortese 11I nostri esami d’avanguardia 11La chemio serve agli anziani di Gerardo Rosati 15Non solo per bellezza di Maurizio Saturno 16Buone PrassiOrganizzativeA scuola dai primi 18Al servizio di tutto il Sud di Virginia Cortese 18La squadra 20Prevenire è il migliore metodo per curare 21Un ospedale a porte aperte 24Community26Più vita ai giorni di Raffaele Messina 26Chi sono gli Amici dell’Hospice 26L’oncologia si chiamerà per sempre Luigi Manzione 30Diario a cura di Francesco Cutro 32101018


Primo PianoUn’Azienda che crescecon i conti in ordineLa visita al San Carlo dell’assessore alla Salute Attilio Martorano è statal’occasione per presentare lo stato dell’arte e riflettere sulle prospettivedell’ospedale di riferimento della sanità lucanadi Giovanni De Costanzo*L’assessore alla Salute Attilio Martoranoe il direttore generale del dipartimentoPietro Quinto sonovenuti a visitare il presidio ospedalierodi Potenza dell’Azienda OspedalieraRegionale San Carlo in unmomento difficile. L’avvio dell’attuazionedella riforma del sistemasanitario regionale va a sovrapporsia un contesto nazionale di gravecrisi economica e finanziaria che,per la prima volta, quest’anno assegnaalla regione Basilicata un FondoSanitario Regionale inferiore aquello del 2009.L’attuazione della riforma del SSR,ancora incompleta, richiede unaguida attenta e scrupolosa da partedella Regione per assegnare, conuna chiara programmazione, unruolo specifico e ben individuato aciascun attore del sistema sanitarioregionale. La rivisitazione della retedi emergenza urgenza, della reteospedaliera per l’acuzia, della retedi riabilitazione e dei distretti territoriali,rappresentano altrettantesfide da cogliere e vincere se sivuole proseguire sulla strada dell’eccellenzadel SSR nel rispetto deiconti economici che i vincoli nazionaliimpongono alla spesa sanitaria.Martorano: “Stiamo attenti allapersona del paziente”Il San Carlo resta un asse strategico della sanitàlucana, nell'immaginario collettivo ne rappresentala sintesi ma per valorizzare al meglio il suo ruolo ele sue qualità deve spostare verso la periferia alcuniservizi e specializzazioni non fondamentali rispettoalle vocazioni forti da ulteriormente sviluppare.Nell’incontro col personale dell’ospedale, con cui ha concluso il suo giroconoscitivo nella struttura principale dell’AOR San Carlo, l’assessore alla2


Primo Pianoin campo dall’azienda in linea conil mandato regionale e coerentementeal discorso programmaticopronunciato all'atto del mio insediamento.Nel corso di un anno e mezzo di attivitàla direzione strategica ha:- potenziato il sistema DEA ;- potenziato le attività ambulatorialiper prestazioni specialistiche: attivatiprogetti per la riduzione delleliste di attesa (radiologia, osteotrissia,neuroradiologia, ecc.); elaboratoun pacchetto accessibilità, articolatoin day service (spalla-senologiaipertesionepolmonare), adottato unsistema di prenotazioni per classi dipriorità RAO, apertura la terza domenicadel mese a costo zero perl'azienda di una decina di ambulatoriper prestazioni di rilievo;- potenziato la risposta dei reparti dialta specializzazione abbattendo leliste di attesa in chirurgia;- riorganizzate traumatologia e ortopediaacquisendo specialisti per ilpiede e per la spalla;- sottoscritta una convenzione con ilcentro di alta specialità per il pancreasdell'Università di Verona(prof. Pederzoli) e avviate le attivitàconnesse per costruire a Potenza unpolo di riferimento meridionale;- messo in cantiere il progetto per unpolo riabilitativo di terzo livello aPescopagano per munire il presidioospedaliero di posti letti per gravilesioni cerebrali e midollari e perlungodegenti;- approvato il progetto per aprire inBasilicata la prima Stroke Unit;adottata una nuova tecnica non invasivaper l'impianto di valvole cardiachein via percutanea otransapicale;“ Le azioni messe in campo dalla direzione strategica(riorganizzazione, atto aziendale, definizione dei budget, potenziamentoaree alta specialità,) hanno consentito di rimettere in moto la macchinaSan Carlo raggiungendo risultati sicuramente lusinghieri.”Ma la sanità non è soltanto numeri: è importante anche la persona del paziente:“Una persona – ha spiegato Martorano – che spesso non è in condizionedi valutare la qualità scientifica del trattamento che riceve ma èsicuramente molto attenta all’organizzazione del servizio. E quindi perme, più che la singola personalità, per quanto di rilievo, bisogna pensareall’organizzazione di sistema che consente di migliorare la qualità del servizio,econ esso la qualità percepita dal paziente. E questi miglioramentispesso si traducono anche in efficienze di costi”.Martorano ha ribadito con forza, nel quadro di una forte collaborazione,la netta divisione dei compiti con i direttori generali: a loro spettano ledecisioni operative mentre al dipartimento competono le scelte strategichee il completamento del riassetto del sistema sanitario regionale”.4


Primo Piano- attivate numerose strutture e servizi:quattro nuove sale chirurgiche,il reparto di radiologia d’urgenza,l’Umaca per i farmaci oncologici, iposti di terapia intensiva per i pazienticritici, l’ambulatorio per i codicibianchi;- attivati percorsi diagnostici terapeuticiin rete con le altre aziende:la neurochirugia ha azzerato leuscite fuori regione; cardiochirurgia;riabilitazione; reumatologia;ematologia;- potenziamento attività di screeningneonatale: malattie rare neonatali;uditivo per l’ipotiroidismocongenito;- azioni infrastrutturali: completamentodei lavori della palazzina dell'accoglienza;avvio lavori dellapalazzina “polmone”, del day hospitaloncologico e dell'asilo nido;-- convenzione con l'università perlo studio del rischio sismico per l'interocomplesso ospedaliero di Macchiaromana; progetto di un nuovoparcheggio a risparmio energetico.Tutto ciò riportando al contempo iconti in ordine.Alle tante cose fatte o messe in cantieree in via di esecuzione - di cuiquesto elenco offre solo un parzialee sommario resoconto (si pensi all’imminenteappalto per la radioterapiaessendo conclusa la gara,all’accorpamento delle due ostetriciee delle chirurgie senologica eplastica) si è accompagnata unaforte azione organizzativa, in sintoniacon le organizzazioni sindacalidi riferimento, che si è esplicitatanel documento ATTO AZIENDALEe nei documenti di programmazioneannuale DAB 2009 e DAB 2010 dacui discendono gli obiettivi ed iSan Carlo MAGAZINE5


Primo Pianobudget annuale delle varie UnitàOperative.A ciò si aggiunge naturalmente unaforte attenzione al costumer satisfactione al benessere aziendale deidipendenti, che sono stati oggetti divarie iniziative da parte della direzionestrategica.Ma non ci sono solo luci al SanCarlo e quindi dobbiamo anche affrontaree rendere conto delle zoned'ombra.Il San Carlo è una macchina moltocomplessa e accanto a tante eccellenzeci sono ancora tante sacche diinefficienza e di cose da realizzareo da migliorare.L’osservazione del semplice datodel calo delle lamentele e segnalazioneda parte dei cittadini ci diceche la situazione nel 2009 è moltomigliorata, abbiamo avuto minoridenunce e proteste a fronte di maggioriringraziamenti e questo ci fapiacere e ci stimola per proseguirenell’azione intrapresa.De Costanzo:“Fatto tante cosema sempreattenti ai conti “Martorano:“L’equilibrio economicoelemento fondamentaleanche per la riforma”Però c'è ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della costumer care cheè fonte delle maggiori lamentele, così come non va sottovalutata una certatendenza alla superficialità nell’affrontare i problemi.E ancora resta il problema del personale. Noi siamo un’azienda di produzionee il personale è il principale fattore di produzione. Il blocco delle assunzionici penalizza fortemente e ancor di più delle aziende sanitarie cheinvece vanno finanziate a quota capitaria. Le nostre difficoltà aumentanoperché la richiesta di servizi è in continua crescita e va a braccetto con lanecessità di offrire nuove specializzazioni. Certo occorre migliorare l'organizzazionee su questo fronte ci stiamo impegnando molto ma ulterioriblocchi non sono sostenibili specialmente per un'azienda che ha mostratodi sapere ben gestire le risorse economiche assegnate chiudendo in pareggioil proprio bilancio.In conclusione spero di essere riuscito a rendere conto del ruolo strategicoche l’AOR San Carlo assume all’interno del panorama sanitario regionale,per quello che è, per le cose che fa, e confido che la programmazione regionaleidentifichein quest’azienda la punta di diamante del Sistema SanitarioRegionale.Noi non ci sottrarremo a queste sfide e grazie alla professionalità e grandedisponibilità di tutti i dipendenti su cui si può fare affidamento per qualitàe professionalità, daremo sempre il massimo per garantire la migliore rispostaassistenziale ai bisogni sanitari della popolazione lucane e delle regioniviciniore.* Direttore Generale AOR San Carlo6


Primo PianoL'assessorevisita aPescopaganoil nuovo polodellariabilitazionedi Michele PintoNel pomeriggio di giovedì 10 giugno,l’Assessore alla Salute, Sicurezzae Solidarietà Sociale dellaRegione Basilicata, dott. Attilio Martorano,accompagnato dal DirettoreGenerale del Dipartimento, dott. PietroQuinto, ha visitato il presidioospedaliero “San Francesco diPaola” di Pescopagano. Accolto dalDirettore Generale, ing. Giovanni DeCostanzo e dal Direttore Amministrativo,dott. Antonio Pedota, dalSindaco di Pescopagano, dott. GiuseppeAraneo, dal Direttore del Dipartimentodi Riabilitazione, dott.Domenico Santomauro, l’Assessoreha avuto modo di prendere diretta conoscenzadei servizi assicurati dalpresidio. Ha incontrato i responsabilie gli operatori delle UU. OO. di Ortopedia,Fisiopatologia Respiratoriae Terapia Intensiva Polmonare, Neurologiae Medicina fisica e riabilitazione,nonché i servizi di LaboratorioAnalisi, di Radiologia, di Fisioterapia,prendendo atto delle prestazionierogate e dell’adeguato grado di presiditecnologici presenti. Ha inoltrepreso diretta visione degli ambientiSan Carlo MAGAZINE7


Primo Pianoche possono, da subito, ospitare leattività di alta intensità di cura, utileed opportuna per l’Azienda e perl’intero sistema sanitario regionale,perché consentirebbe di liberare disponibilitàdi posti letto presso leRianimazioni regionali e consentire,anche per questa via, di assicurarele esigenze derivanti dall’emergenzaurgenza o dall’ abbattimentodelle liste di attesa per le attivitàoperatorie. A conclusione della visitanei raparti, il Direttore Generale,durante l’incontro con il personaledipendente, dopo aver ricordatoall’Assessore che il presidio di Pescopaganoè stato conferito all’Aziendaa decorrere dal 2 febbraio2007 ha rappresentato che nel Dicembre2009 è stato predisposto unprogetto per realizzare presso il presidioun centro per il trattamento riabilitativodelle cerebrolesioni emielolesioni, che integrandosi conle attività presente, consentirebbe diassicurare il trattamento di patologieche allo stato non trovano rispostenei presidi regionali e di tutta l’Italiacentro meridionale. Al fine di consentireil decollo definitivo di taleprogetto, già approvato con deliberaregionale, sono allo studio diversesoluzioni per avviare una gestionemista pubblico-privato, sulla scortadi esperienze maturate in tal sensoin altre realtà nazionali. La realizzazionedel progetto predisposto potràrealizzarsi in fase progressive, consentendoperaltro al presidio di continuaread assicurare le attivitàpresenti e quelle che si possono viavia avviare.Martorano: “Apprezzo la realtà e le attività che gli operatori assicuranonei confronti dei pazienti e il contributo che il presidio offresul fronte della mobilità interregionale. Negli ultimi due anni, infatti,grazie all'integrazione con le forti professionalità presenti nell'ospedalepotentino, si è registrato un forte incremento delleattività e un aumento della mobilità attiva di pazienti dalla Campania.Viassicuro l’impegno e la volontà personale e dell’interaGiunta Regionale di dare una corsia preferenziale, nella scala dellepriorità degli interventi regionali, alle realizzazioni possibili, perchéhanno già visto un percorso di preparazione e di confronto.”8


Primo PianoIL RIPARTOI NUMERI- L'AOR San Carlo nel 2009 ha effettuato poco più di 25mila ricoveri ordinarie quasi 16mila in regime di day hospital. Il dato del San Carlo vedeun lieve calo dei ricoveri ordinari e un mantenimento dei ricoveri DH mentril Polo di Pescopagano negli ultimi due anni ha registrato un forte aumentodei ricoveri (del 70% circa), grazie alla maggiore attrattività per l'integrazioneaziendale e il forte apporto professionale dei medici dell'ospedale diPotenza.- Il San Carlo non ha ricevuto nessunaerogazione straordinaria dalfondo sanitario regionale. Il finanziamentodi 151 milioni è fruttodella semplice applicazione automaticadi due parametri. Alla sanitàospedaliera, come stabilitodalla normativa nazionale, va il44% dell'intero FSR (in precedenzaera il 48% ma da qualcheanno è stata ridotta per incrementarela medicina territoriale). Icirca 407 milioni di euro assegnatialla rete ospedaliera regionalesono attribuiti in base ai posti lettopenderati (un pl di neurochirurgiacosta di più di uno di medicina generale).Il San Carlo ha 805 postiletto ponderati su 2157 e quindi ricevein proporzione al suo pesonel sistema ospedaliero regionale.Non un euro in più.- Il calo dei ricoveri ordinari al San Carlo si concentra esclusivamente nell'areadi base, a conferma di una crescente attenzione all'appropriatezzadelle cure.- L'AOR ha fortemente incrementato negli ultimi due anni le attività ambulatorialile circa 940mila prestazioni effettuate nel corso del 2009 hannoportato alle casse aziendali circa 15 milioni e mezzo di euro.San Carlo MAGAZINE9


Buone PraticheClinicheQuandoParigi nonserveUn inutile viaggiodella speranza peruna giovane lucanaaffetta da Mav: ma ilproblema l’ha risoltoalla Neurochirurgiadel San CarloDe Costanzo:“Si conferma la vocazione di eccellenza dell’AOR, garantita dallaqualità dei suoi professionisti, dalla disponibilità corposa del parcotecnologico, dall’attenzione massimale all’innovazione organizzativa.Una rassicurazione per tutti i lucani che possono contare sul SanCarlo che risponde in modo adeguato anche a problemi e patologiedi elevata complessità.”Happy ending per una giovane lucana,affetta da malformazione artero-venosa.Si tratta di un difetto congenito delsistema vascolare, costituito da vasisanguigni aggrovigliati e dilatati neiquali l’arteria fluisce direttamentenella vena, senza incontrare la resistenzadei capillari; la conseguenzapiù importante di tale difetto è lamanifestazione di crisi epilettiche.Proprio dopo una crisi di tale natura,la scorsa estate, alla ragazza erastata diagnosticata una MAV (malformazioneartero-venosa) nella regionerolandica, profonda a destra.In aprile, si era recata a Parigi persottoporsi a un procedimento endovascolaredi embolizzazione pressoil centro più prestigioso al mondoper il settore.Il trattamento sarebbe avvenuto tramiteuna tecnica di radiologia interventistica che vanta una storia ultraquarantennale,ma l’intervento mirante all’occlusione del vaso o dei vasi, conl’embolizzazione parziale, si è rivelato controproducente, perché ha determinatoun riflusso di sangue a pressione elevata e un ematoma cerebraleche ha provocato un coma gravissimo.La ragazza così è finita in coma ed è stata ricoverata d’urgenza a maggiopresso la Neurochirurgia del San Carlo e operata celermente dal direttoredel Dipartimento chirurgico, il primario neurochirurgo, Paolo Severino, cheè riuscito ad asportare sia l’ematoma che la Mav encefalica. Quando si èrisvegliata non ha manifestato alcun deficit.Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, GiovanniDe Costanzo, ha voluto manifestare la soddisfazione per il successodell’intervento su un caso così delicato.10


Buone Pratiche ClinicheI nostri esamid’avanguardiaIl lato buono della tecnologiaMacchinari di ultima generazione al San Carlo,dalle Tac 64 slice alla risonanza magnetica, usatecon costante attenzione per ridurre i rischieaumentare il benessere dei pazienti: ne parliamocon il responsabile, Enrico Scaranodi Virginia CorteseL’Ospedale San Carlo ha tra le caratteristiche funzionali quella di mantenerela gestione delle apparecchiature ad alto profilo diagnostico attraverso standardqualitativi necessari a fare dell’Azienda il punto d’eccellenza e di riferimentoper gli esami, soprattutto nell’utilizzo di macchine pesanti comela TC e la Risonanza Magnetica. Ne abbiamo discusso con il dottor EnricoScarano della Radiologia con il quale abbiamo intrapreso un percorso attraversole avanzate tecnologie e grazie al quale esamineremo alcune tecnicheche avvantaggiano notevolmente i pazienti nelle analisi evitandoesami più invasivi, effettuate grazie ad una razionale collaborazione multidisciplinaretra i diversi reparti.Di cosa si occupa nello specifico?Il mio settore è esattamente quello dell’acquisto e dell’aggiornamento delleapparecchiature e fino ad arrivare agli standard ottimali, perché si dia lamassima risposta in termini di qualità oltre che di quantità, oltre che la formazioneprofessionale del personale. Operiamo con software e hardwareindispensabili per implementare gli esami.Come accede il cittadino ai servizi che andremo ad elencare?L’utente viene a inserirsi in un programma clinico assistenziale, multidisciplinaretra le varie unità operative, avendo diverse possibilità, dal DayCoronaro TCTra le indicazioni principali cisono i pazienti con rischio mediobasso di infarto o i pazienti giàtrattati chirurgicamente ( stent oby-pass) piuttosto che essere sottopostia coronarografia ( esameinvasivo e costoso) possono essereindirizzati alla coronaro-TC.Con l’ausilio di software semprepiù performanti riduciamo laquantità di mezzo di contrastoiniettato in vena e la quantità diradiazioni, eseguendo con unascansione di soli 10-15 secondi.Un paziente con fattori di rischiocardiovascolare (obesità, diabete,fumo, ipertensione) su indicazionedel Cardiologo territoriale o delMedico di Base, è inviato in CardiologiaMedica, i dottori Lopizzoe Martone, stabiliscono l’appropriatezzadella coronaro-TC, edopo l’esame si decide se ha bisognodi un trattamento in Emodinamicao in Cardiochirurgia. In salaTC collaborano Radiologo e Cardiologoe il referto si scrive a 4mani. Una vera innovazione.Una coronografia, che definiamoluminogramma, consente di avereuna visione a calco del lume, unaCoronaro Tc permette anche dicaratterizzare la placca dell’arteriae aiuta a individuare quelle pericolose,che possono magari provocareinfarti.San Carlo MAGAZINE11


Buone PraticheClinicheService alle Classi di Priorità, dalday Hospital fino al ricoveroquando indispensabile.Come si potenzia l’effetto di unacollaborazione trasversale?Per evitare l’emigrazione sanitariala strategia vincente è quella di faregli accertamenti giusti a chi ne hareale bisogno. Mi spiego, io sono unradiologo, devo controllare che ilcittadino non sia sottoposto ingiustificatamentea radiazioni ionizzantio a mezzi di contrasto che possanonuocere. E per fargli risparmiareinutili viaggi della speranza mi predispongodi offrire un ciclo diagnosticocompleto al fine di interveniresenza perdere del tempo preziososulle eventuali cure. Per fare ciò hobisogno di collaborare con le Unitàpertinenti al caso. È opportuno rifletteresu quella che definiamo stratificazionedel rischio: le direzionida intraprendere sono assolutamenteritagliate su ciascuno.A proposito di rischi, si potrebbefare una stima statistica inerenteradiazioni e mezzi di contrasto?Recenti studi negli Stati Uniti hannodimostrato come l’aumento esponenzialead esami radiologici ed inparticolare ad esami TC con apparecchimultislices hanno aumentatol’incidenza di neoplasie in questapopolazione, questo ci obbliga adeseguire esami radiologici soloquando appropriati. Inoltre non sidimentichi che spesso tali esamivengono effettuati con somministrazionedi mezzi di contrasto che sonosempre dei farmaci ed hanno un rischioprobabilistico di reazione allergicaanche grave oltre che effettiRisonanza magnetica cardiaca morfologica e cineticaPer trattare bambini con patologie cardiache congenite, si può pensaread una RM piuttosto che a un cateterismo cardiaco, il cui livello di invasivitàè decisamente alto (mezzo di contrasto iodato, radiazioni ionizzanti,rischio di fibrillazione ventricolare). Il dottor Pierfrancesco Gorrieri, cardiologopediatrico, che si occupa di ragazzi al di sotto dei 18 anni o diadulti già operati, filtra i casi. Con la RM cardiaca morfologica e cineticasi valuta in modo dinamico e non invasivo, senza sottoporre a radiazionie con un mezzo di contrasto innocuo. Così si stabilisce se operare o continuarenegli esami clinici.Risonanza magnetica perfusionaleCon il dipartimento dell’alta specializzazione del cuore, con i dottoriSisto, Gaeta e la dottoressa Petruzzi studiamo pazienti con infarto miocardicoin fase acuta, cronica, cardiomiopatia e scompenso cardiaco.Nei casi di infarti pregressi, quando nei controlli, sono dubbi i risultatidi esami come la scintigrafia miocardica e l’ecocardio si procede con la12


Buone Pratiche Clinichesulla funzionalità renale ed epatica. La probabilità di una reazione maggiorealla somministrazione endovenosa di mdc è all’incirca:1 reazione ogni 800/1.000 esami Tac Urografia e Angiografia.1 reazione ogni 600.000 esami di Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto.Si tenga conto che i due mezzi di contrasto sono differenti.Non è possibile eseguire esami di terzo livello (TC o RM) senza un preventivofiltro clinico-specialistico volto a valutarne la corretta indicazione,per impedire l’ingiustificata esposizione a radiazioni ionizzanti nel casodella TC o delle altre metodiche radiologiche tradizionali e l’inappropriatoutilizzo delle apparecchiature per l’ecografia e la RM.Scarano:“Per evitare l’emigrazione sanitariala strategia vincente è quella di fare gli accertamentigiusti a chi ne ha reale bisogno.”RM funzionale (in Italia pochicentri sono in grado di eseguirla equesta per noi è una sfida) che dàtre livelli di informazione: morfologica,sulla struttura; cinetica, sistudia il movimento in diretta;funzionale, nel caso di ischemiamiocardica, ci si interroga se alpaziente giova un trattamento chirurgico(stent o bypass).I vantaggi di questa metodicasono notevoli, oltre alla intuitivascarsa invasività, i costi sonobassi e la RM è, inoltre, pocooperatore-dipendente, c’è unabassa variabilità inter-operatore,una minore oggettività nella misurazionee ciò rende l’analisi riproducibilenei controlli dopoadeguata terapia. L’unico svantaggioè la durata, un’ora circa.V’è ancora un gruppo che si occupadegli ‘scompensi’, ci si confrontasull’eventualità di portare ilpaziente al tavolo operatorio. E lesituazioni prospettabili sono due:Miocardio Congelato, l’organonon riprende la funzione, pertantol’unica soluzione è il trattamentocon i farmaci; Miocardio Stordito,con un trattamento chirurgico oemodinamico, per il tramite deldottor Lisanti, la funzione è ripresa.TC Colonscopia VirtualePermette di evitare esami fastidiosie invasivi (colonscopia tradizionale)e implementa la fasediagnostica che una colonscopianon riesce a garantire.Tramite un sondino nel retto, si insuffladell’aria e si esegue una TCSan Carlo MAGAZINE13


Buone PraticheClinicheaddome-pelvi, con contrasto invena. Non sostituisce la colonscopia,ma in pazienti già operati ocon poliposi recidive, per i controlliperiodici, si esegue una ‘navigazionevirtuale’, come se unanavicella effettuasse percorsi inavanti ed indietro e per il cut si sezionanoal computer e si scrutaanche al di là della parete. Si ottienel’identificazione, la localizzazionee la caratterizzazione nonsolo del lume. Diagnosi e stadiazione,in un tempo due analisi.Colangio Wirsung RM constimolo secretinicoValutazione morfologica e funzionaledel pancreas e delle vie biliariin modo non invasivo. Completa esostituisce a volte la CPRE (colangiopancreatografia retrogata endoscopica).Quest’ultima è unesame invasivo, endoscopico (similea una gastroscopia), con uncateterino si raggiunge il duodenoe si entra nelle vie biliari e pancreatiche(c’è il rischio di provocarepancreatiti acute del 2%).La CWRM dura poco, l’esamecompleto anche dell’addome evidentementedi più. Sotto secretina,il pancreas secerne succo pancreaticoe a seconda dei livelli di riempimentodella C duodenale sievince la presenza o meno di problematichesulla funzione esocrinadel pancreas, dato non ottenibilecon la CPRE. Su 10 pazienti, il20% confluirà a esami invasivicome la CPRE o alla chirurgia,l’80% sarà controllato nel tempocon accertamenti non invasivi.14


Buone Pratiche ClinicheLa chemio serve agli anzianiI risultati di una ricerca sperimentalesul tumore del colon retto condottadall’Oncologia del San Carlo e pubblicati su unaprestigiosa rivista internazionaledi Gerardo RosatiDue studi scientifici, redatti dall’U.O. di Oncologia Medica, sono stati recentementepubblicati su riviste scientifiche internazionali ad elevato impact factor. Il primo analizzale problematiche terapeutiche nei pazienti anziani affetti da carcinoma del colonrettoavanzato. Il secondo passa in rassegna i risultati delle metodiche di sorveglianzaattuabili nei pazienti operati della stessa malattia. L’attività di ricerca clinica è motoreessenziale in medicina non solo per promuovere ed assicurare il necessario progressoscientifico senza il quale non sarebbe possibileil miglioramento delle terapie offerte almalato, ma anche per offrire al medico tuttoil know-how per il doveroso aggiornamentoprofessionale al fine di ottimizzare il lavorodi tutti i giorni. L’oncologia è forse la brancadella medicina che più delle altre si presta atutto ciò. Per tali motivi l’U.O. di OncologiaMedica del S. Carlo ha da sempre rivoltoparticolare attenzione a questo campo di attività.Frutto recente del nostro impegno èGERARDO ROSATI, 47 anni, è dirigentemedico dell’UO di Oncologiamedica del San Carlo. Specializzato inOncologia, ha dedicato buona parterdella sua attività allo studio e alla curadei tumori del tratto gastroenterico, partecipandocome relatore a numerosiconvegni nazionali e internazionali.Referente oncologico presso l’OspedaleSan Carlo per lo screening regionaleper il cancro del colon-retto, haavuto finanziate numerose borse di studioper attività di ricerca e ha all’attivopiù di ottanta pubblicazioni.lo studio pubblicato ad Aprile su Annals ofOncology e coordinato dal dr. Gerardo Rosati.Si tratta di un fase II randomizzato condottosu una categoria di pazienti, gli anziani,non sufficientemente rappresentati neglistudi clinici e per i quali non vi sono dunqueprecise raccomandazioni terapeutiche. Inparticolare lo studio, al quale hanno partecipatoaltri centri italiani, ha arruolato quasi100 pazienti sottoposti a due diversi regimidi chemioterapia (oxaliplatino+capecitabinavs irinotecan+capecitabina) dopo diagnosidi cancro del colon-retto avanzato. Obiettivoprincipale del trial era dimostrare l’attività ela tossicità della terapia in soggetti ultrasettantenninonché valutare l’impatto dellachemioterapia sulla loro qualità di vita.Lasperimentazione ha dimostrato che l’anzianopuò trovare giovamento da entrambele tipologie di terapia senzaalternarne la qualità di vita sebbene lacombinazione di oxaliplatino e capecitabinasia da preferire per minore tossicitàematologica e gastrointestinale. Degna dinota è poi la considerazione che metà deipazienti trattati aveva un’età > a 75 annie in tale sottocategoria di soggetti i risultatierano gli stessi. Si tratta di un dato,questo, assolutamente nuovo e non conosciutoin letteratura il che premia ancoradi più i risultati della ricerca durata3 anni.Altra recente pubblicazione scientificainternazionale è quella di Marzo suWorld Journal of Gastroenterology.Tema della trattazione è stato il followupdei pazienti operati per un carcinomadel colon-retto e sottoposti o meno a chemio+/- radioterapia. L’articolo, redattosempre dal dr. Rosati, è in realtà una piccolareview sull’argomento. Particolarmentecarenti in letteratura sono i daticirca quanto spesso tali pazienti debbanoessere visitati, a quali esami debbano esseresottoposti e, soprattutto, se una determinatastrategia alla fine abbia unimpatto sulla loro sopravvivenza. Settestudi randomizzati già pubblicati nonhanno chiarito la questione.Al contrario, quattro meta-analisi hannostabilito con una differenza pari al 7 percentoche i programmi intensivi di sorveglianzaimpattano significativamentesulla sopravvivenza dei pazienti graziesoprattutto alla chirurgia di salvataggio incaso di recidiva della malattia, ma anchead altri fattori quali la dieta e l’ottimizzazionedello stile di vita nonché il precoceSan Carlo MAGAZINE15


Buone PraticheClinicheNon solo perbellezzaE' diffusa un'idealimitata e ridotta allafunzione estetica dellachirurgia plastica, cheinvece ha importantiapplicazioni per restituirefunzionalità agli organidi Maurizio SaturnoLa chirurgia plastica, a differenza dialtre discipline finalizzate allo studioed alla terapia di un singolo organood apparato, non ha un campo di applicazionedelimitato. Infatti essa, seda un lato è chirurgia cutanea e di superficie,dall'altro interviene anchesui tessuti profondi e sullo scheletro;mira a restaurare le forme lese daMAURIZIO SATURNO, 33 anni, èchirurgo plastico presso l'U.O. di chirurgiasenologica e plastica del SanCarlo. Laureato a Napoli si è specializzatoin chirurgia plastica ricostruttiva.Ha svolto attività presso il Dipartimentodi chirurgia plastica ricostruttivadell'ospedale Vall D'Hebron di Barcellona.Autore del primo intervento DIEPper la ricostruzione mammaria nel sudItalia. Chirurgo estetico con specializzazionein chirurgia del volto, dellamammella e dell'addome. E' stato allievodel dot. J.M. Collado Delfa, salitoagli onori della cronaca per aver effettuatoil primo trapianto totale di facciaal mondo.eventi patologici o addirittura congenitamente abnormi e a ripristinare lefunzioni compromesse. L'unità di questa materia si ritrova nello spirito diricercare costantemente risultati sempre più soddisfacenti e validi nel tentativodi ottenere un completo recupero morfo-funzionale dell'individuo.Per questi motivi la Chirurgia Plastica pur essendo forse la più antica tra lespecialità chirurgiche è anche una delle più moderne ed impegnate nellostudio dei fenomeni biologici e nella continua evoluzione sia delle tecnicheche delle loro possibili applicazioni.Oggi il campo di applicazione della Chirurgia Plastica va dallo studio e terapiadelle malformazioni esterne, soprattutto dell'estremo cefalico, dell'artosuperiore, dei genitali, al trattamento di patologie acquisite specie di originetraumatica quali obesità ed ustioni. Altro campo di applicazione è quellolegato alla chirurgia oncologica e alle ricostruzioni: tra queste la più importanteè certamente quella mammaria mediante l'utilizzo di tecniche classichee nuove tecniche microchirurgiche.Il San Carlo di Potenza si conferma all'avanguardia non solo per la prevenzionedel tumore alla mammella ma anche per la chirurgia ricostruttiva delseno. Per la prima volta in una struttura pubblica del Sud Italia, abbiamoeffettuato, in collaborazione con l'equipe del dott. Casillo, primariodell'U.O. di Chirurgia Senologica e Plastica, un intervento di chirurgia ricostruttivaal seno con la tecnica Diep, una nuova metodica attualmentepraticata in Italia da solo tre strutture pubbliche del Centro – Nord. La ricostruzionemammaria con tessuti propri (Diep) rappresenta lo stato del-16


Buone Pratiche Clinichel'arte della chirurgia ricostruttiva del seno ovvero la metodicapiù avanzata sia dal punto di vista tecnico cheper la qualità del risultato. In sala operatoria era presenteanche il dott. J.M. Collado Delfa dell'ospedaleVall'Herbon di Barcellona, salito agli onori della cronacaalcuni mesi fa per aver effettuato il primo trapiantototale di faccia. La tecnica Diep rappresenta una validaalternativa nell'ambito della chirurgia ricostruttiva delseno con i tessuti della pancia (ovvero con il lembo addominale)essendo il trasferimento di questi tessuti dall'addomeall'area della mastectomia peduncolati sui solivasi (arteria e vena, denominati “vasi perforanti”) chenutrono il lembo e utilizzando il microscopio per collegarei vasi della pancia con i vasi della regione mammaria.In questo caso dunque si prepara il lembo senzaprelevare e senza danneggiare il muscolo dell'addome.E' questa la grande novità del lembo addominaleD.I.E.P. (che sta per Deep Inferior Epigastric Perforator),ovvero il lembo è allestito senza muscolo nè fasciamuscolare, ma solo prelevando i tessuti in eccedenzasulla pancia (cioè la pelle ed il grasso situati tra l'ombelicoed il pube) ed i vasi che la nutrono (appunto ivasi perforanti). Perciò la parete muscolare non vienealterata e la paziente può contrarre i muscoli dell'addomegià pochi giorni dopo l'intervento.L'apprendimento di tali tecniche richiede un lungo processoformativo fatto di chirurgia sperimentale e di unlungo iter presso centri di alta specializzazione che praticanogiornalmente tali interventi, fino ad arrivare all'approcciodiretto con il paziente. E' grazie a questo nonfacile precorso, e agli insegnamenti del dott. J.M. ColladoDelfa, che siamo riusciti ad effettuare al San Carlodi Potenza il primo Diep del Sud Italia.Un altro intervento degno di nota è stato effettuato, inequipè multidisciplinare, per la ricostruzione del muscolodella gamba di un contadino travolto dal motozappa.Dopo l'incidente che aveva portato allo scopertole ossa della gamba, al paziente, sottoposto per una settimanaall'applicazione della VAC (un macchinario checonsente di generare il tessuto di granulazione), è statoeffettuato un innovativo intervento di microchirurgia ricostruttivache, mediante l'innesto di un altro muscolo(il gran dorsale asportato dalla spalla), ha permesso latotale ricostruzione del muscolo sfacelato. L'intervento,durato nove ore, è perfettamente riuscito.Questi sono solo due esempi dell'importanza e dellaqualità della Chirurgia Plastica del San Carlo. Dopol'esperienza fatta in Spagna, tornare in Italia, e in particolarmodo in quel Sud Italia dove la sanità salta aglionori della cronaca solo per parlare di malasanità, e vedereche il proprio lavoro è riconosciuto dentro e soprattuttofuori l'ospedale, è un primo traguardoraggiunto nel lungo cammino di un giovane chirurgo.San Carlo MAGAZINE17


Buone PrassiOrganizzativeA scuola dai primiEntra nel vivo con i primi interventi la collaborazione con il Centrodel pancreas di Verona, una realtà all’avanguardia nel mondoSabato 8 maggio 2010, in occasione della terza riunionemensile del Team Pancreas del San Carlo, a cuiha preso parte il dottor Massimo Falconi del Policlinicoveronese, una realtà di fama mondiale per la diagnosie il trattamento delle patologie pancreatiche,l’équipe di Chirurgia generale del San Carlo direttadal dottor D’Alessandro con la partecipazione dei dottoriFasano e Izzo e anestesista la dottoressa Olivierie dello stesso Falconi, ha effettuato l’asportazione diuna pseudocisti.Il caso dell’uomo operato era stato esaminato nellaprecedente seduta del gruppo di lavoro, che si è tenutalo scorso 24 aprile.Nella riunione di maggio, inoltre, sono statiesaminati dodici casi clinici in toto, tra essianche alcune “second opinion”, pareri altamentespecializzati di conferma o confutazione,rispetto ad una prima diagnosi. Lasessione seguente, quella del 5 giugno havisto un’ulteriore operazione conclusasi positivamente.La collaborazione tra l’AORSan Carlo e il Policlinico Rossi di Verona(nel quale è presente il team di studio medico,chirurgico e di ricerca facente capo al professorPederzoli, e che attualmente rappresenta il Centro diriferimento nazionale per la chirurgia del pancreas, alivello europeo e internazionale per diagnosi, trattamentoe ricerca clinica e di base, in particolare per itumori del pancreas. Il gruppo è composto da 21 medicied essi seguono oltre 3000 pazienti di tutta Italia,tra cui 80 lucani, v’è una banca dati unica), risulta talmenteproficua e lungimirante che il coordinamentodi lavoro sta valutando un iter comune per la costituzionedi un service per la cura delle patologie pancreaticheche possa coprire l’intero Mezzogiorno.Al servizio di tutto il SudAddio, viaggidella speranzaMaria Lucia Izzo, chirurga del teamPancreas, racconta l’esperienzaentusiasmante della collaborazionecon i prof. Pederzoli e Falconidi Virginia Cortese“La Basilicata registra, sarebbe meglio dire registrava,un’emigrazione corposa verso il Polodi Verona, quando si verifica una patologianeoplastica, in particolare, che colpisce il Pancreas.Parliamo di un target d’età e d’estrazione socialepiuttosto variegato, e il mezzo che catalizzadirettamente il fenomeno è internet.Succede però che a Verona, per l’arrivo di un ingentequantitativo di utenti, non ci sia più la possibilità fisicadi dare risposte tempestive a ognuno, nel modo in cuimeriterebbe.Nasce in tal senso, l’opportunità, l’idea, di determinareproprio per i soggetti che dal meridione guardavanosperanzosi a quell’unica possibilità, nella loro valutazionepersonale, un Centro di riferimento propriopresso l’Azienda Ospedaliera San Carlo.È un’équipe che vanta presenze plurime, un luogo diincontro scientifico ma non una ‘scatola’, senza alcunapretesa se non quella intellettuale e quindi medica di18


Buone Prassi Organizzzativeaiutare chi si rivolge a noi.Internisti, radiologi, chirurghi a diverso titolo, anatomopatologi,endoscopisti e una genetista, che si occupadi carpire le incidenze di tipo ereditario e le manifestazionidella malattia all’interno di una famiglia, peresempio. Si è aperti a quanti riterranno di voler aderirea questo gruppo coordinato.Spesso, quando si riesce a riscontrare o diagnosticarela neoplasia è troppo tardi. Per due ragioni. Se ne vienea conoscenza per un’analisi apparentemente non correlatao perché si presentano i sintomi, ma in fase tragicamenteavanzata. Così come è vero che, le patologie,di questa che è una ghiandola posta profondamentenella cavità addominale, possono essere di tipo oncologicoma anche infiammatorio; non avendo, il pancreas,protezione esterna produce enzimi che autodigeriscono i tessuti, portando alla morte. Si comprendeche arrivando in tempo (tale la necessità) si può provvederee magari salvare l’ammalato.La funzione preminente è dunque quella del Service,all’interno di un’Azienda, ma anche nella rete di altriOspedali del sud.I dottori Falconi e Pederzoli, ci onorano della loro presenza,dando indicazioni organizzative.Siamo soliti, perché perseguiamo questa linea operativa,incontrarci in video conferenza, in un momento distudio multidisciplinare e discutere di interventi, propostee consigli circa i casi che vengono presi in considerazionedi volta in volta.È un fil rouge di confronto, un dialogo irrinunciabileche si sostanzia tra chi ha sviluppato esperienza mondialenel settore e chi come noi si propone di garantirela soluzione più opportuna e aderente a ogni persona.Questo modus operandi che è già consolidato in Europa,così come anche in America, risulta innovativoper l’Italia; lo scambio di informazioni è essenziale, siaper consolidare il proprio bagaglio culturale sia per forniretangibilmente aiuto a coloro che generalmente siconsiderano terzi, ma che in realtà potremmo essereanche noi in futuro.La definirei un’occasione davvero speciale.Non v’è spesa, né disagio di dover abbandonare la propriacasa o allontanarsi dai propri affetti nell’ipotesi incui si decida al contrario di emigrare, si hanno a disposizionepiù professionisti di Potenza, coordinati dai medicidi Verona, i primi in questo campo medico: è unacondizione del tutto rassicurante e indubbiamente vantaggiosa,a mio modesto avviso.Altrimenti resteremmo tante piccole isole.Si scoprono, invece, delle competenze straordinarieSan Carlo MAGAZINE19


Buone PrassiOrganizzativeche, riunite intorno ad un tavolo, si arricchiscono,danno un apporto concreto e sostengono il paziente.A breve, sarà fruibile un portale, con un sito che potràraccogliere adesioni e tramite il quale sarà possibileconfrontarsi in maniera ancora più ampia e agevole.È importante valorizzare le risorse preziose che sihanno, scegliere di restare a Potenza e costruire qualcosache si è vissuto in paesi dove tale dimensione dilavoro è già così avviata, ci dà l’entusiasmo, la giustagrinta per andare avanti senza competizione eccessivao ricerca di fama e notorietà. La qualità, la stoffa, il talentocertamente non mancano, ma abbiamo anche tantavoglia di imparare, abbiamo deciso di fare un atto diumiltà, ma abbiamo al contempo donato incondizionatamenteun ideale di Sanità a misura d’uomo, senzascopo di lucro, potendo vantare la presenza di un DirettoreGenerale che in ogni circostanza si interfacciaall’esterno con semplicità e serenità e che ci dà così occasionedi esprimerci al meglio. Obiettivo: il benesseredella Persona.”LA SQUADRAIl Team Pancreas è un comitato scientifico presiedutodal Prof. Pederzoli del Policlinico G.B Rossi di Veronae coordinato dal Dr. Falconi del G.B Rossi di Veronae dal Dr. D’Alessandro dell’AOR San Carlo diPotenza; il gruppo aziendale integrato e multidisciplinaredell’AOR San Carlo è composto dalla Dr.ssaIzzo, dai Dott. Fasano e Tramutola per la Chirurgia,dai Dott. Tramutoli e Comentale per la Chirurgiad’Urgenza, dal Dr. Buccianti per la Medicina Interna,dalla Dr.ssa Ferrara per l’Oncologia Medica, dal Dr.Autilio per la Medicina d’Urgenza, dal Dr. Lopomoper l’Endocrinologia, dai Dott. Scarano e Molfese perla Radiologia, dal Dr. Sigillito per l’Endoscopia Digestiva,dalle Dr.sse Siciliano e Di Giacomo perl’Anatomia Patologica.20


Buone Prassi OrganizzzativePrevenire è il miglioremetodo per curareLa prevenzione produce risultati importanti e quindi ilSan Carlo intende sviluppare campagne specifiche, mettendoa disposizione della cittadinanza le sue elevateprofessionalità e tecnologie. In questa direzione val’azione di potenziamento degli screening neonatali daparte dell’Azienda. Dopo l’approvazione nello scorsoaprile del progetto regionale per lo screening uditivoneonatale, che si svilupperà nei prossimi mesi a partiredalle attività formative degli addetti, la direzione strategicaha salutato con soddisfazione gli ottimi risultatiraggiunti dalla settimana di prevenzione del melanomae ha approvato il progetto per la messa a regime delleattività già da tempo avviate per lo Screening e la curadell’Ipotiroidismo Congenito. Nei prossimi mesi quindisaranno incrementare questo tipo di attività con iniziativemirate su specifiche patologie di particolare rilievosociale.ORECCHIOScreening neonatale uditivo universaleIl San Carlo centro di riferimento del progettoIl San Carlo di Potenza è stato designato come CentroRegionale di Riferimento del progetto S.N.U. (ScreeningNeonatale Uditivo Universale) il cui responsabileè il Direttore dell’Otorinolarigoiatria dell’Ospedale SanCarlo, il dottor Rocco Cantore, sottoscritto in concertocon l’ASP e l’ASM. Il progetto è nato in attuazionedella D.G.R. n. 387 del 2008 e mira ad assicurare loscreening uditivo su tutti i nuovi nati nella Regione Basilicata,allo scopo di raggiungere tempestivamente ladiagnosi delle diverse forme di ipoacusia e di metterein atto le idonee strategie terapeutiche.Tutti i punti nascita della Regione Basilicata sarannodotati di apparecchiature di screening per la rilevazionedelle oto-emissioni acustiche (OAE); mentre nei prossimimesi sarà sviluppato un programma di formazionee addestramento di tutto il personale interessato sullacorretta esecuzione. I neonati risultati patologici (5-10%circa) allo screening di I livello, saranno presi in caricodai due Centri di II livello (dai 250 ai 500 neonati, suun dato reale di 1-2 per mille), l’Ospedale San Carlo diPotenza per l’ASP e l’Ospedale Madonna delle Grazieper l’ASM, entrambi già dotati di una apparecchiaturaelettromedicale omologata necessaria per l’esecuzionedi analisi specifiche. I disturbi permanenti dell’udito siassociano a quelli del linguaggio, della relazione e dell’inserimentoscolastico. Per la metà dei bambini sordi,la diagnosi di sordità, tuttavia, è in genere effettuata inritardo, fra il secondo ed il terzo anno di vita, quando ilrecupero del linguaggio è già abbastanza problematico.È perciò indispensabile, la diagnosi precoce della sorditàfin dai primissimi giorni di vita, poiché l’assenzadi stimoli acustici non permette l’attivazione delle vieassociative tra le differenti aree del cervello durante ilperiodo dello sviluppo; si consente diversamente di rimediare,si evita che il sistema di rimediazione intervengaquando siano stati adottati mezzi dicomunicazione vicarianti (il gesto, il segno), si consenteal sistema nervoso centrale di ricevere il mondo sonoroe verbale nel periodo di massima plasticità cerebrale.TIROIDEIpotiroidismo congenito: successoper lo screening neonataleNell’ambito degli screening neonatali dell’AziendaOspedaliera San Carlo di Potenza è stato approvato ilprogetto per la messa a regime delle attività già consolidateper lo Screening e la cura dell’Ipotiroidismo Congenito.Dal 1986, tutti i nuovi nati della Regione sono sottopostiall’esame, in ciascun punto nascita lucano si effettuavaun prelievo ematico inviato successivamente al settoredi Endocrinologia Analitica del Laboratorio Analisi dell’A.O.R.San Carlo, per effettuare i dosaggi degli ormonitiroidei. Dal 2000, tutti i soggetti postivi agliesami di laboratorio, sono affidati per gli approfondimentidiagnostici e la terapia, al Centro di Cura e Con-San Carlo MAGAZINE21


Buone PrassiOrganizzativeControllo dell’Ipotiroidismo congenito collocato pressola U.O. Neonatologia dell’Ospedale San Carlo.Tale iniziativa definisce, nella struttura e nella funzione,il percorso di controllo e di assistenza del paziente conIpotiroidismo Congenito, nelle diverse fasi dello sviluppo.Gli approfondimenti diagnostici, di laboratorio e strumentaliavvengono presso l’U.O. di Neonatologia e TerapiaIntensiva Neonatale, che coinvolge un interventointegrato e multidisciplinare di diverse figure professionalitra cui medico radiologo, neuropsichiatria, pediatrae cardiologo pediatra.Decisa la terapia, il servizio provvederà al monitoraggiocostante della malattia, verificando l’efficacia degliinterventi messi in atto, mediante un piano programmatoclinico e ambulatoriale, di day service e nelleforme più gravi anche in regime di ricovero. Lo screeningneonatale è un test, non invasivo, che permette diidentificare precocemente numerose malattie genetichetra cui l’Ipotiroidismo Congenito, che consente la prevenzionedi numerose complicanze e garantisce unasufficiente qualità della vita della persona colpita.NEVI132 visite e 6 casi critici scoperti: bilanciopositivo per la settimana del melanomaSi è conclusa il primo giugno l’iniziativa dell’AOR, denominataSettimana del Melanoma, che ha visto prorogatii termini per la ingente richiesta pervenuta da partedegli utenti. È noto infatti che proprio l’arrivo dellabella stagione, con la conseguente esposizione ai raggidel sole, intensifichi la diffusione dei tumori della cute.Il direttore generale, Giovanni de Costanzo, ha parlatodel melanoma come di un fenomeno in forte diffusionee ha specificato: “Abbiamo deciso di rafforzare gli interventi,che prevedevano la regolamentazione dell’attivitàtramite un info point in ospedale, costruendo unatask force dedicata. Per tre giorni, l’unità operativa diDermatologia ha lavorato in tale direzione. La prevenzionein questo ambito, come in tutto il campo degliscreening, produce risultati importanti e quindi è nostraintenzione incrementare campagne specifiche, mettendo22


Buone Prassi Organizzzativea disposizione dei cittadini le nostre elevate professionalitàe tecnologie. Mi corre l’obbligo di ringraziareRadio Tour che, con ammirevole spirito civico, ha supportatola campagna dell’azienda, registrando e trasmettendogratuitamente per dieci giorni uno spotpromozionale dell’iniziativa”.Il primario dermatologo, Federico Ricciuti, ha così sintetizzato:“Sono state effettuate 132 visite, quasi tutteprime visite. Sei i casi critici: un melanoma, due nei atipicie tre epiteliomi basocellulari, per i quali sono stategià prenotate le asportazioni. Nel ramo delle visite istituzionalisono stati diagnosticati tre melanomi.”San Carlo MAGAZINE23


Buone PrassiOrganizzativeUn ospedalea porte aperteNell’ultimo anno numeroseiniziative per favorire l’accessodei pazienti e migliorare l’offerta:priorità per le prestazioni urgenti,ambulatori aperti di domenicae per i codici bianchi, day serviceHa riscosso notevole successo il Progetto Accessibilitàlanciato nell’ottobre 2009. In quell’occasione, in un incontrodi presentazione alla stampa il focus fu incentratosu tre tematiche precipue, che hanno dato risultatiproficui:-la gestione dei tempi d’attesa, adottando per le richiesteurgenti le classi di priorità, grazie al coinvolgimento deimedici di base, responsabilizzati per le richieste;-il Day Service, un pacchetto di prestazioni offerte incasi particolari, quando (esteso a varie discipline e reparti,Senologia, Spalla, Ipertensione polmonare)quando per la diagnosi sono necessari diversi accertamenti;-una iniziativa denominata ‘Domenica a Porte Aperte’,dedicata a lavoratori, anziani con accompagnatori, portatoridi handicap, che durante la settimana abbiano difficoltàa recarsi presso le varie unità per gliaccertamenti. Nell'ambito del miglioramento dell'accessoal pronto soccorso l'Azienda haprovveduto ad attivare un ambulatorio riservato per icodici bianchi, cioè i pazienti che accedono al prontosoccorso con patologie e disturbi di modesto rilievoLE CLASSI DI PRIORITA’“Abbiamo inteso agire su più fronti, ha spiegato il DirettoreGenerale dell’AOR, in primis sull’area di accessoalle prestazioni, determinando Classi di prioritàe adeguandoci a quello che è un patto Stato-Regioni (ladelibera risale al 2007). Certamente, abbiamo incontratodelle difficoltà logistiche, basti pensare che in unmomento nel quale c’è stato l’aumento della erogazionedi servizi, essi sono lievitati esponenzialmente in successione,le domande cui assolvere provenivano nonsolo dalla Basilicata ma anche da fuori regione, quindic’è stato di bisogno di regolamentare il tutto. Abbiamostudiato e creato una brochure che è stata diffusa e nellaquale sono elencate patologie e diagnosi che hanno previsto,per l’appunto, trattamenti prioritari.DOMENICHE A PORTE APERTE“Quanto alla domenica (la terza di ogni mese) – spiegail direttore generale - in cui c’è stata normale attivitàospedaliera, si è ritenuto di offrire un ulteriore vantaggioai nostri utenti. A giugno si è conclusa la fase sperimentalee ora il progetto ripartirà definitivamente asettembre. A costo zero per l’Azienda ma con evidentibenefici per i cittadini. In maniera del tutto volontaristica,medici e personale a vario titolo, hanno prestatoservizio per una fascia stabilita con il tramite del Cup:persone che non potevano ottenere permessi sul lavorodurante la settimana, portatori di handicap, bambini nelperiodo scolastico hanno usufruito dei laboratori di Cardiologia,Dermatologia, Geriatria, Fisiatria, Reumatologiae Urologia. Siamo più che soddisfatti di24


Buone Prassi Organizzzativeun’operazione che abbiamo pensato inizialmente comesperimentale ma che infine ha risolto tangibili contingenze.”DAY SERVICE“Sul Day Service, è opportuno sottolineare – concludeDe Costanzo - che è stato, in qualche misura, gestito daimedici di base che ne hanno fatto richiesta lì dove fossenecessario; così si è concentrata l’attenzione seguendoun iter ad hoc”. Nel mese di giugno inoltre è stato attivatoun ambulatorio per la diagnosi e il trattamentodell’ipertensione polmonare che si aggiunge a quelli senologicoe ortopedico per patologie della spalla. Il pacchettodi prestazioni ambulatoriali prevede la visitacardiologica, l’ecocardiogramma, l’elettrocardiogramma,il test del cammino.In particolare potranno usufruire, di norma nel corso diun unico accesso, del day service per la diagnosi e curadell’ipertensione polmonare, quanti presentino patologiecaratterizzate da una correlazione evidente: cardiopatiecongenite, valvulopatie e malattie del cuoresinistro, malattie del tessuto connettivo, ipertensioneportale, HIV, malattie polmonari, embolia polmonare ecoloro che hanno conclamata la patologia o si trovinogià in fase di trattamento farmacologico.In tutte queste situazioni la persona interessata nondovrà più effettuare la prenotazione della visita specialisticacardiologica e degli esami strumentali, ma saràsufficiente, attraverso il medico di medicina generale,il medico ospedaliero o lo specialista convenzionato interno,attivare il day service, chiamando, dalle ore 9.00alle ore 11.00 dal Lunedì al Venerdì, l’U.O. di CardiologiaMedica dell’Ospedale San Carlo al numero telefonico0971/612342.Sarà il team multidisciplinare, sulla base degli esiti degliaccertamenti a provvedere alla programmazione degliulteriori esami strumentali necessari a completare ladiagnosi. Nel caso sia necessario effettuare un cateterismocardiaco, sarà programmato il ricovero presso laU.O. di Cardiologia Emodinamica. Solo alla fine, saràformulata un’ipotesi diagnostica con eventuale indicazionedella terapia medica. La continuità del percorsoassistenziale e l’interazione tra gli specialisti contribuiscead elevare la qualità del servizio.UN AMBULATORIO PER I CODICIBIANCHIL’Ospedale San Carlo di Potenza ha attuato le lineeguida del ministero del Welfare per ridurre il ricorso improprioal pronto soccorso e attivando per tre ore algiorno, con proprio personale, l’ambulatorio dei codicibianchi, una delle misure indicate dal sottosegretarioFazio, in particolare per le grandi strutture ospedaliereche hanno più di 25 mila accessi annui al pronto soccorso.Presso il Pronto Soccorso (PS) dell’Ospedale San Carlodi Potenza (che marcia su una cifra più che doppia) siregistra, soprattutto nelle ore centrali della giornata, uneccessivo afflusso di pazienti definiti, secondo i criteridi accesso (triage) come codici bianchi.Tali pazienti spesso sono costretti a lunghe attese, neicasi in cui i medici del P.S. sono impegnati nel trattamentodi pazienti più gravi (codice triage arancione erosso).Questi pazienti potranno continuare ad attendere il loroturno o potranno scegliere di avvalersi del nuovo servizioambulatoriale, che per ora è attivo tre ore al giorno,dalle 14 alle 17.Le linee guida ministeriali prevedonoche per liberare i pronto soccorsi da accessi impropridebbano essere attivati, oltre agli ambulatori per i codicibianchi, punti di pronto intervento, presidi ambulatorialidistrettuali, assistenza e ambulatori territoriali integrati,utilizzando medici di continuità assistenziale e di medicinagenerale.San Carlo MAGAZINE25


CommunityPiù vitaai giorniAll’hospicec’è ancoratanto da fareL’esperienzastraordinaria deivolontari nel repartoper le cure palliative.Quando un sorrisopuò fare la differenzadi Raffaele Messina*Gli Hospice sono strutture di degenzache accolgono pazienti, prevalentementeonco-ematologici, infase critica o terminale di malattia,che richiedono cura specialisticapalliativa continuativa in regime diricovero.Letta così, questa accezione non riuscirebbemai a fornire l’alto valoreumano e medico di strutture qualigli Hospice, nate per “prendersicura” di quei pazienti che vengonodefiniti “inguaribili”, erroneamente“incurabili”, disumanamente,spesso, “terminali”.Più chiaro ed esplicativo sarebbe farriferimento proprio al termine “Ho-Chi sono gli Amici dell’HospiceL’Associazione “Amici dell’Hospice San Carlo” è una ONLUS iscrittanel registro regionale del volontariato dal 2008, fondata da 10 soci, tracui il Presidente, Salvatore Blasi, il segretario-tesoriere Rocco Pecoraroe il Coordinatore Raffaele Messina. Il gruppo volontari conta oggi circa90 iscritti attivi. L’intera associazione è composta da soli volontari, cheprestano il loro operato a titolo completamente gratuito, condizione imprescindibileper l’adesione all’associazione. Economicamente l’associazionesi regge esclusivamente su donazioni liberali e volontarieprovenienti dalle più disparate fonti.Per perseguire i nostri scopi sociali abbiamo investito, sin da subito, sullaformazione e la professionalizzazione dei volontari, organizzando percorsiformativi di ingresso, completamente autogestiti dall’Associazione,a cura di medici, infermieri e volontari del reparto, volti ad illustrare ilcontesto Hospice e delle cure palliative e la mission associativa; due percorsiformativi in Terapia del Sorriso, tenuti dall’Istituto di ricerca, documentazionee formazione “Homo Ridens”.Ad oggi la maggior parte dei volontari ha già conseguito, attraverso ilcorso di formazione di 100 ore, l’attestato di “Volontario del Sorriso”, ela restante parte sta completando il secondo percorso formativo. Sono inprogrammazione per quest’anno altri percorsi formativi di approfondimento,ed in particolare un percorso, sviluppato su tre livelli, di accompagnamentoalla morte.26


Communityspice”, che deriva dal nome di un’istituzionemolto diffusa nel medioevo europeo.Lungo le vie dei pellegrinaggi che conducevanoai grandi santuari, sorgevano luoghi di sosta edi ristoro, ostelli organizzati, solitamente annessiad un monastero, dove il pellegrino ricevevaasilo, cibo, protezione, cure.Questi ostelli, questi “hospices”, erano tappelungo un pellegrinaggio spirituale oltre che fisico,metaforico oltre che reale.L’hospice moderno si riallaccia a questa tradizione,e rappresenta il luogo dove si ricevonocure, umane, fisiche e spirituali, lungo la stradache si percorre verso la fine della vita.Quando si parla di malattia oncologica in faseterminale la frase più ricorrente è: “Mi dispiace,ma non c’è più nulla da fare!”Confutare questa affermazione è quello che leCure Palliative e gli Hospice fanno ogni giornoed è quello che muove l’operato della nostraAssociazione, Amici dell’Hospice San Carlo diPotenza.Prendendo come Mission una famosa frase diCecily Saunders, fondatrice degli Hospice, ciproponiamo di Aggiungere ”Più Vita ai Giorni”Sin da subito abbiamo istituito all’interno del turno quotidianodei volontari in hospice “l’ora delle coccole”, un modo perprendersi cura dei pazienti e dei familiari attraverso la somministrazione“colorata” di alcuni alimenti e bevande, dai saporiinsoliti ma familiari, serviti con il calore di una coccola.Abbiamo inserito all’interno del reparto Hospice attività laboratorialisettimanali, dal decoupage al laboratorio di cucina, rivolteai pazienti e all’intero “nucleo sofferente” che gravitaintorno all’ammalato, volte al recupero dell’autostima, della fiduciain se stessi e quale stimolo emozionale alla riabilitazionepalliativa.Abbiamo inserito interventi settimanali di clown terapia in Hospice,prima e unica (ad oggi) esperienza in campo palliativonazionale, plasmando e arricchendo una realtà creata per i contestipediatrici sulla realtà Hospice, divenendo così punto di riferimentodell’intero panorama nazionale.Sin dal mese di Dicembre 2009 abbiamo organizzato, con l’intentodi abbattere la “solitudine della sofferenza” e ricostruirealcuni momenti di vita distrutti dalla malattia, alcuni eventi culturaliinterni al reparto, tra i quali un concerto di musica jazzcon la collaborazione di “Marco Lopomo e del Marco SmileQuintet”, una mostra d’arte in collaborazione con l’associazioneculturale “La luna al guinzaglio” dal titolo “Homo legensovvero Quando chi legge inventa”, un concerto di musica rock,con la collaborazione della “Sugar Sound”.Nel mese di Agosto 2009, abbiamo svolto attività di terapia delsorriso, di sostegno ai bambini colpiti dal sisma dell’Aquilapresso il campo estivo Murata Gigotti, coordinato dalla FederazioneInternazionale “Ridere per Vivere”.Nel mese di ottobre abbiamo partecipato al Congresso ScientificoNazionale della Società Italiana Cure Palliative, tenutosia Lecce, presentando una sessione video sulla Terapia del Sorrisoin Hospice quale unico riferimento nazionale attualmenteesistente, stimolando così la creazione di una rete nazionale diOdV che si occupi di terapia del Sorriso in ambito palliativo.A seguito di tale congresso siamo stati contattati da numerosiHospice Italiani per portare la nostra esperienza quale esempioe stimolo alla creazioni di realtà simili nei loro territori.Abbiamo istituito e organizzato nel mese di Novembre la“Prima Giornata della Memoria” presso l’auditorium Potito Petronedell’Ospedale San Carlo con la numerosa partecipazionedei familiari dei pazienti ricoverati presso l’Hospice nei suoitre anni di attività.San Carlo MAGAZINE27


Communitydi tutte le persone che “vivono” l’-Hospice, e di farlo attingendo allarisorsa più preziosa che ognuno dinoi ha… le Emozioni!E’ su questo infatti che punta la Terapiadel Sorriso, riequilibrarel'aspetto emozionale della personae, attraverso attività occupazionalie ricreative, dar loro la possibilità diriacquistare fiducia nella propria capacitàdi vivere ancora preziosi momentidi Vita.Tutto questo senza considerarel’enorme effetto benefico, ormai risaputo,che il sorriso può avere sulsistema immunitario di ogni personae di conseguenza sul suo quadroclinico.Nella nostra esperienza abbiamopiù volte verificato che dove la medicinaa volte non riesce ad agire unsemplice sorriso può compiere piccoligrandi miracoli!Pizza Sorriso, l’Ora delle Coccole,Laboratori di Decoupage e di Cucina,eventi per festeggiare con laFamiglia dell’Hospice occasionispeciali come Natale… Pasqua…San Valentino sono solo alcunedelle attività che i nostri volontariportano in Hospice per prendersicura di questa famiglia.Persino la Clown-terapia risulta esserestrumento vincente tra quellepersone ormai scandalosamente etichettatecome “Terminali”, che gridanoinvece enorme voglia di Vitae di Sorrisi.Nessuno mai avrebbe osato accostaregli hospice all’immagine di unclown… colorato… sorridente…emblema di vita e di gioia. Troppofunesto il colore della morte per accostarloal trucco di un clown.Nello stesso mese, con lo scopo di finanziare il progetto di inserimentodella musicoterapia in Hospice, abbiamo organizzato la prima cena socialeAmici dell’Hospice, che ha visto la partecipazione di circa cinquecentopersone.Da Gennaio 2010 siamo riusciti ad inserire interventi settimanali di musicoterapiacon il supporto di un musicoterapista con esperienza pluriennalein ambiti socio sanitari e oncologici.In occasione del Natale, dopo aver festeggiato con i pazienti e i familiaridell’Hospice attivando numerosi laboratori per gli addobbi natalizi, organizzandouna tombolata, la visita di Babbo Natale e della befana, abbiamoorganizzato, in collaborazione con l’associazione musicale Santa Ceciliae il Galaad Gospel Choir, il concerto “Gospel for Hospice”, tenutosi pressol’auditorium Potito Petrone, per ringraziare la sensibilità mostrataci dall’interacittadinanza nel nostro primo anno di attività.Nel mese di Maggio abbiamo partecipato ad un convegno organizzato dallaprovincia di Roma e dalla federazione Internazionale Ridere per Vivere suivent’anni di comico terapia in Italia, presentando una relazione dal titolo:“la comico terapia in Hospice: una nuova frontiera del buonumore”.Nello stesso mese abbiamo organizzato, presso il nostro nosocomio, unconvegno in occasione della IX Giornata Nazionale del Sollievo dal titolo:“Percorsi di Umanizzazione: il sorriso che porta sollievo”, portando all’attenzionedel personale sanitario tematiche quali gli standard di umanizzazionee di responsabilità sociale e sanitaria, l’utilità terapeutica delleemozioni positive e nuovi concetti di architettura del sollievo.Stiamo attualmente collaborando con l’area “Bilancio Sociale” dell’aziendaOspedaliera “San Camillo Forlanini” di Roma ad un progetto, unico in Europa,sull’umanizzazione delle cure dal titolo “STA.R.S.S. Standard di ResponsabilitàSociale Sanitaria”, nell’ambito che riguarda il Sollievo.(Estratto dal Sole24Ore: “Csr in corsia: al via la prima sperimentazione al28


CommunityIl Clown in Hospice è un clown che mette in gioco tuttoil suo mondo emozionale e si spinge fino alla liminarità…al confine che separa la vita dalla morte, occupandosinon solo del malato, ma dell’intera “unitàsofferente”, dove paziente è qualsiasi persona che intornoa quel letto vive sofferenza e angoscia, occupandosipersino degli operatori atti a lavorare ogni giornosu un confine che spesso rappresenta paura e impotenza,occupandosi di un’intera comunità… quella che noi definiamocomunità che cura la comunità!L’hospice, infatti, è spesso considerato un punto di arrivo,ma è anche un’importante punto di inizio; per ognivita che si conclude ce ne sono altre che devono rinascere,ritornando, dopo mesi vissuti“nell’isolamento”della sofferenza, alla vita quotidiana,ritornando, appunto, nella comunità e portando così conloro non solo le spine di questa dolorosa esperienza, maanche i fiori ricevuti, nutrimento per una vita più densae piena di significato.E’ così che il Clown incontra l’hospice e diventa specchioemozionale, strumento di riconnessione con ilmondo relazionale del paziente, attraverso il quale recuperareuna dimensione nel passaggio, contattare e viverea pieno l’emozione della sofferenza, della paura,dell’angoscia e traghettarla verso un’emozione positivadi Vita!E’ così che, grazie al clown e ai volontari del sorriso,l’hospice ritrova la sua dimensione familiare, l’umanizzazionenel prendersi cura e il respiro di una vita che haancora voglia di esprimersi.San Camillo-Forlanini di Roma. Debutta l’ospedalesocialmente responsabile. Applicare le regole dellaCsr all’ospedale: operazione possibile. Questa è infattila sfida del San Camillo di Roma, che applicheràgli standard di responsabilità sociale per misurare’“amorevolezza” nelle cure dei pazienti. Per la primavolta, infatti, dottori e infermieri si confronterannocon qualcosa che va oltre il dovere della cura e dell’assistenza:l’umanità nel rapportocon il malato e su questo dovranno aspettarsi una valutazione”).Abbiamo inoltre finanziato due borse di studio per unmedico palliativista da affiancare all’equipe già esistentein Hospice.Sin da subito abbiamo collaborato con altre associazionie realtà socio assistenziali, come AMASI, PotentialmenteOnlus, ABIO (Associazione Bambino inospedale), Associazione Tumbao, Associazione Portatoridel Santo, Istituto Don Uva, AIL, impegnate sulterritorio per sostenere progetti di utilità sociale.Tra i progetti futuri dell’associazione il finanziamentodi una borsa di studio per inserire all’interno del repartouna Psicologa dedicata, l’inserimento dellaTouch-Teraphy e altre terapie di rilassamento delcorpo e, ove possibile, di concerto con l’azienda ospedaliera,interventi infrastrutturali che mirino a creare,attraverso l’architettura del sollievo, un ambienteospedaliero vicino al reparto dove i pazienti possanotrascorrere ore più rilassanti con i loro cari, al di fuoridella stanza.La nostra associazione è fatta di semplici persone chehanno conosciuto la famiglia dell’Hospice o ne sonoentrati a far parte e hanno riscoperto in questa realtà lapossibilità di guardare la vita con occhi diversi e di riscoprirlain ogni istante… persino nella più grande sofferenza.Se non possiamo combattere la malattia possiamo sicuramentecombattere la sofferenza… l’abbandono… larinuncia!!!Possiamo riscoprire persino nella sofferenza e nella disperazionela gioia di una vita che ha ancora voglia disorridere!*Presidente degli Amici dell’Hospice San CarloSan Carlo MAGAZINE29


CommunityL’Oncologiasi chiameràper sempreLuigi ManzioneSarà dedicata al suofondatore, scomparsoa soli 57 anni, l’Unitàoperativa del San CarloUn leader appassionato e solare,pronto a combattere mille battaglieper onorare la promessa fatta a dodicianni alla morte del padre, stroncatoda un tumore ai polmoni, didedicare la sua vita a combatterequesto male tremendo ma pronto asciogliere ogni tensione con unabattuta e con una risata.Le testimonianze di colleghi e dicollaboratori, che hanno concluso lacerimonia commemorativa per GigiManzione, il primario di Oncologiaprematuramente scomparso, hannoricomposto la figura di un protagonistadella sanità lucana.Un riconoscimento a cui la direzionestrategica aziendale ha datosubito concretezza decidendo di dedicarea Gigi l’unità operativa e ilday hospital di Oncologia da luifondati.L’annuncio del direttore generaleGiovanni De Costanzo è stato datoall’atto della consegna di una targacommemorativa alla vedova delprimario salernitano, per esprimerel’affetto profondo e il ricordo com-BIOGRAFIALuigi Manzione, primario oncologo e coordinatore della rete oncologicaregionale, è scomparso a Roma il 3 maggio in seguito a una improvvisamalattia. Aveva solo 57 anni e viveva a Battipaglia con la moglie e duegiovanissime figlie. Laureato a Napoli nel 1978 e specializzato a Romanel 1982, è stato assistente di oncologia del San Carlo dal 1988 e responsabiledel day hospital oncologico dal 1994 e primario dal 1998, con lanascita dell’unità complessa di Oncologia dell’ospedale.Un palmares di tutto rispetto che annovera tra le altre, le attività di sperimentazioneclinica e farmacologica, risoltesi in più di cento pubblicazioni,di cui molte su riviste internazionali di prestigio.Le sue inclinazioni però lo hanno portato ad essere esponente di rilievodell’associazionismo medico; è stato, infatti, segretario nazionale del Cipomo(il Collegio dei Primari Medici Ospedalieri Oncologi), consiglierenazionale e coordinatore regionale dell’Aiom (l’Associazione degli OncologiMedici), membro delle società oncologiche d’Europa e d’America.30


Communitymosso che ha lasciato in tutta la comunitàospedaliera. Il suo amore perla gente, l’estrema generosità nelservizio offerto a pazienti e a quantihanno collaborato con lui, guardandolocome esempio di grande talentoe apertura al prossimo, hannodeterminato un ricordo indelebile, inuna intera comunità che piange perla sua assenza.Parole e sensazioni che il direttoregenerale dell’AOR San Carlo, l’ingegnereGiovanni De Costanzo, haracchiuso in una lettera aperta:“Esprimo a nome mio personale e ditutta l’Azienda Ospedaliera Regionale“San Carlo” di Potenza i sensidel più accorato cordoglio per lascomparsa del Dott. Luigi Manzione.Credo che la notizia dellamorte del Dott. Manzione abbia suscitatoemozione in ognuno di noi,evocando il ricordo di un bravo professionista.Medico scrupoloso e sempre animatoda un alto senso del dovere,nei lunghi anni trascorsi alla guidadel reparto di Oncologia Medica hasaputo coniugare al meglio grandeprofessionalità e profonde dotiumane, facendo parte a pieno titolodi quella straordinaria generazionedi primari che hanno dato lustro eprestigio all’Ospedale San Carlo diPotenza e soprattutto offerto ai cittadiniun punto di riferimento importantenei momenti più delicati edifficili. Perdiamo un uomo poliedricoe versatile che ha contribuitoal progresso scientifico e culturaledi questa struttura di eccellenza.Sono certo che la sua limpida testimonianzadi primario e di uomo resterànel tempo un esempio per tuttii Medici e per i giovani che si avvicinano al mondo della medicina”.La cerimonia commemorativa è stata aperta da una messa suonata concelebratadal parroco del Torrione, il quartiere popolare di Salerno in cui ècresciuto Manzione e a cui era rimasto legatissimo, e dai cappellani dell’ospedale,don Mario e don Marcello. A suonare un quartetto d’archi delTeatro San Carlo di Napoli, già protagonista del Concerto di Natale.Al termine della celebrazione eucaristica, che si è svolta in Auditorium inconsiderazione dell’elevato numero di partecipanti, è stato proiettato unvideo con spezzoni delle tante interviste televisive concesse da Manzioneal Tgr e un loop di immagini fotografiche che alternando i momenti seri ei momenti giocosi delle attività mediche e scientifiche hanno contribuito arestituire un’immagine gioiosa di un professionista serio ma dalla personalitàluminosa.San Carlo MAGAZINE31


CommunityDIARIOa cura di Francesco Cutro4 MARZO: NUOVO MACCHINARIOPER FARMACI CHEMIOTERAPICIInaugurata l’Umaca, la nuova Unità Operativa ManipolazioneCitostatici e Antiblastici dell'A.O.R. Il range trala dose farmacologica ottimale e la dose tossica è estremamenteridotto; la robotizzazione della nuova camerasterile assicura un’elevatissima accuratezza dei dosaggi,per garantire terapie più personalizzate e precise; lapressurizzazione delle tre camere sterili “cappa” rappresentala massima sicurezza del personale addettoperché riduce al minimo le esalazioni tossiche che possonoverificarsi; notevole il guadagno di tempo e di risorseumane grazie alla standardizzazione delle terapiee una notevole diminuzione degli sprechi di materialifarmacologici.10 MARZO: PESCOPAGANO, LA STRUTTURAD’ECCELLENZA DELLA RIABILITAZIONEIl polo ospedaliero di Pescopagano ospiterà la primastruttura di alta specializzazione per le attività di riabilitazionein Basilicata. La giunta regionale ha approvatoil progetto elaborato dalla direzione strategica aziendale.La struttura di terzo livello ha dieci posti letto pergravi celebrolesioni e unità spinale (lesioni midollari),un reparto di riabilitazione intensiva (II livello) e un repartodi riabilitazione estensiva (I livello), per un totalecomplessivo di 64 posti letto oltre che 18 posti letto perlungodegenti. Nel reparto di secondo livello, inoltre,sono previsti servizi di riabilitazione cardiaca (6 postiletto) e respiratoria (6 posti letto) e 24 posti letti per lariabilitazione neuromotoria.11 MARZO: VISITE GRATUTITE PER LAPREVENZIONE DELLE MALATTIE RENALIPresso l’ambulatorio dell’U.O. di Nefrologia, il personaledell’U.O. ha eseguito visite di controllo e fornitoinformazioni e una consulenze mediche adeguate, nellaGiornata Mondiale del Rene. I reni svolgono un lavorosilenzioso ma di grande importanza e non è facile ac-corgersi di un loro malfunzionamento; tra le cause dell’insufficienzarenale, il diabete e l’ipertensionearteriosa.Un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinanel sangue sono il primo passo per diagnosticareprecocemente tale malattia.15-19 MARZO: SETTIMANA DELLAPREVENZIONE ANDROLOGICAGli Specialisti Andrologi di 3 Centri della regione gratuitamentehanno eseguito visite andrologiche di prevenzionee coordinato dibattiti sul problema diEiaculazione Precoce.“È stato un appuntamento importante - ha sottolineatola Dott.ssa Angela Vita, responsabile dell’Unità di Andrologiadell’A.O. R. - che la nostra Società rinnova,dando l’opportunità ai maschi italiani di una visita gratuitadall’Andrologo, lo Specialista dell’uomo. V’è lariluttanza a parlare, chi soffre di Eiaculazione Precocepone numerose barriere ad affrontare la questione e .l’imbarazzo è la ragione principale. L’EP è una condizionemedica: ha infatti cause fisico/organiche che richiedonodi essere trattate a livello medico con unoSpecialista come l’Andrologo e non invece con il solosupporto di uno psicologo.”31 MARZO: CONVENZIONE SIGLATA TRAAOR E UNIVERSITA’L’AOR San Carlo e il Dipartimento di Strutture, Geotecnicae Geologia applicata dell’Università di Basilicata,nelle persone di Giovanni De Costanzo e CaterinaDi Maio, hanno dato il via al programma di verifica32


Communitydella vulnerabilità sismica dei 17 edifici del complessoospedaliero del Rione Macchia Romana. La task forceuniversitaria ha individuato gli scenari di intervento perla mitigazione del rischio, valutando le strategie economichepiù convenienti per la messa in sicurezza.8 APRILE: UPDATE IN ANDROLOGIAIl meeting è stato organizzato dalla dott.ssa AngelaVita, Responsabile dell'U.O. e coordinatore della sezioneApulo-Lucana della Società Italiana di Andrologia.Quest’anno, infatti, il Centro di Andrologia del SanCarlo ha aderito ad un progetto nazionale “L’andrologoa scuola” di prevenzione, rivolto alla popolazione scolasticamaschile tra i 16 e i 18 anni, che mira a fornireai giovani la possibilità di tutelare la propria salute riproduttivae sessuale. L’educazione andrologica divieneparte integrante della formazione culturale scolastica,nel tentativo di compensare anche l’indagine sanitariaun tempo svolta dalla visita medica di leva.16 APRILE: IV GIORNATA EUROPEA DEIDIRITTI DEL MALATO E LA CARTA DELLAQUALITA’ IN CHIRURGIAL’Azienda ospedaliera San Carlo ha intrapreso un iterdi qualità per il miglioramento delle prestazioni assicurateai cittadini che trova nelle associazioni, quali Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato,interlocutori privilegiati. La persona è al centro dellapolitica sanitaria. Grande attenzione viene pertantoposta alla Carta della Qualità in Chirurgia, promossa daCittadinanzattiva-Tdm, nella quale sono riportati unaserie di impegni che perseguano il rispetto del diritto all’informazione,alla sicurezza, all’appropriatezza e all’innovazione.17 APRILE: A PESCOPAGANO CORSO:“L’APPROCCIO CLINICO RIABILITATIVOAL PAZIENTE CON DISORDINICOGNITIVI E COMPORTAMENTALI”Il corso è stato organizzato dall’U.O. Medicina Riabilitativadell’AOR, diretta dal Dot. Domenico Santomauro,in collaborazione con il Dipartimento diRiabilitazione dell’Ospedale di Pescopagano. Il meetingha fornito indicazioni metodologiche, strategiche che èpossibile utilizzare nella riabilitazione della persona condisordini cognitivi e comportamentali (in seguito ad alterazionineuropsicologiche, motorie o sensoriali), nellefasi di valutazione, di trattamento e di educazione/informazionedel paziente e dei suoi care-giver.17 APRILE: ELEZIONE DIRETTIVO DELLASEZIONE APPULO LUCANA DELLA SIGOSPresso la sala riunioni dell’U.O. di Geriatria, si è tenutal’elezione del nuovo Direttivo della Sezione Appulo Lucanadella Società Italiana Geriatri Ospedalieri. Sonostati eletti i seguenti consiglieri: Dot. Baldassarre, Dot.Bochicchio, in qualità di Presidente, Dot. Giannuzzi,Dot. Lecciso, Dot. Libutti, Dot. Nicoletti, Dot. Pilotto.La riqualificazione della rete Ospedaliera dovrà contemperarel’esigenza di rafforzare la Geriatria Ospedalieracon quella Territoriale in un’ottica di integrazioneche dia senso compiuto alla continuità assistenziale.29 APRILE: RICERCA ONCOLOGICAPUBBLICATA SU RIVISTA INTERNAZIONALEI soggetti in età avanzata, in continuo aumento per l’allungamentodella vita media, non sono sufficientementerappresentati negli studi clinici e gli oncologi tendonospesso a non trattare adeguatamente tale categoria.Le modalità di trattamento per i pazienti in età avanzataaffetti da cancro del colon-retto non sono ben note.Presso l’U.O. di Oncologia Medica dell’Ospedale S.Carlo di Potenza, è stato perciò condotto uno studio,unico nel suo genere, nel quale sono state confrontatedue diverse combinazioni di chemioterapici (oxaliplatinoe capecitabina vs irinotecan e capecitabina), una terapiastandardizzata solo nei pazienti giovani, ma nonadeguatamente validata negli anziani.Il trial, che è stato diretto dal dr. Gerardo Rosati ed èstato portato avanti per 3 anni con la collaborazione didiversi centri oncologici italiani, ha avuto l’onore di esserestato pubblicato sull’ultimo numero di Annals ofOncology, una delle più lette e rinomate riviste internazionalidi oncologia.7 MAGGIO: L’EMATOLOGIA NON HA MAI IN-TERROTTO LE ATTIVITA’ DI LABORATORIOLe notizie di stampa sui rischi di interruzione delle at-San Carlo MAGAZINE33


Communitytività di laboratorio a Ematologia sono infondate. Con un comunicato loprecisa l’ufficio stampa: “Le attività di laboratorio svolte all’interno del repartodi ematologia a supporto delle attività cliniche e terapeutiche nonsono mai state né saranno interrotte. Ogni allarmismo è pertanto strumentale”.8 MAGGIO: ASPORTATA PSEUDOCISTI DAL TEAM PANCREASL’intervento di asportazione di una grossa pseudocisti è stato effettuato inoccasione della terza riunione mensile del Team Pancreas del San Carlo, acui ha partecipato il dottor Massimo Falconi del Policlinico Rossi di Verona,struttura tra le prime al mondo per la diagnosi e il trattamento delle patologiepancreatiche. L’équipe di Chirurgia generale del San Carlo è stata direttadal dottor D’Alessandro con la partecipazione dei dottori Fasano e Izzo el’anestesista dottoressa Olivieri, ha operato con l’assistenza del professorFalconi.20 MAGGIO: RICOSTRUITA LA GAMBA A UN AGRICOLTORETRAVOLTO DALLA MOTOZAPPAA un contadino sessantenne della provincia di Potenza, rimasto gravementeferito mentre lavorava la terra con la motozappa, grazie a un intervento innovativodi microchirurgia ricostruttiva, opera di un’equipe multidisciplinareè stato ricostruito il muscolo della gamba. Dopo l’incidente, una primafase di terapia iperbarica, l’applicazione della VAC (Vacuum assisted closure),per generare il tessuto di granulazione e la ricostruzione del muscolo.L’operazione è stata eseguita dal chirurgo plastico, Maurizio Saturno, conil supporto del dottor Rocco Romano, del dottor Michele Mangone, un chirurgomaxillofacciale specializzato in microchirurgia, la traumatologa Santarsiero,l’anestesista Maria Damiano, lo strumentista Raffaele Mazziotta.24 MAGGIO: SETTIMANA PREVENZIONE DEL MELANOMAIn occasione della Settimana della Prevenzione del Melanoma, l’AOR, conla partnership della Roche-Posay, ha proposto un programma di sensibilizzazionedenominato “Skin Check”. È stato allestito un punto informativograzie alla UO diretta dal dottor Ricciuti con l’obbiettivo di creare maggioreconsapevolezza sull’importanza della prevenzione ed aiutare ad individuaree tenere sotto controllo i nei del proprio corpo incentivando i cittadini-utentia consultare il dermatologo per una diagnosi. Sono state poi programmatedue visite dermatologiche programmate tramite prenotazione al Cup e gratuite,in seguito portate a tre per il gran numero di richieste.26 MAGGIO: GIOVANE LUCANA SALVATA DALLA MAVUna ragazza della provincia di Matera, affetta da malformazione artero-venosa,un difetto congenito del sistema vascolare, costituito da vasi sanguigniaggrovigliati e dilatati nei quali l’arteria fluisce direttamente nella venasenza incontrare la resistenza dei capillari,viene salvata a Potenza dopoessersi sottoposta a un procedimentoendovascolare di embolizzazionea Parigi che le avevaprovocato il coma. La paziente èstata operata dal direttore del Dipartimentochirurgico, il primario neurochirurgoPaolo Severino che haasportato sia l’ematoma sia la Mavencefalica e si è risvegliata senzamanifestare alcuna criticità.27 MAGGIO: MEETINGINTERNAZIONALE DIENDOSCOPIA GINECOLOGICAA Maratea il nono meeting internazionaledi endoscopia ginecologica,dedicato a Daniel Dargent dal tema“Chirurgia endoscopica: la rivoluzionecontinua”. L’incontro è statopresieduto da Arnaud Wattiez, presidentedella Società europea di endoscopiaginecologica e da SergioSchettini direttore del Dipartimentodella Donna e del bambino dell’AORSan Carlo. Uno dei focus èstato dedicato alla preservazionedella fertilità in oncologia ginecologica,una delle nuove frontiere dellamedicina.27 MAGGIO: L’ASSESSOREMARTORANO VISITAL’OSPEDALE SAN CARLOIl viaggio nel San Carlo si è divisotra il report iniziale della direzionestrategica alla visita ad alcuni repartie servizi di particolare rilievo, dall’incontrocon il personale al sopralluogonella nuova palazzina degliuffici i cui lavori sono in fase terminale.L’assessore ha sottolineato laferma volontà di intraprendere la34


CommunityCommunity16 GIUGNO: L’ASSESSORE ALLA SANITA’INAUGURA LA SALA ACCOGLIENZADEL REPARTO DI RIANIMAZIONELa struttura è stata finanziata dal Rotary International,nel quadro di un progetto per lo sviluppo della culturadella donazione e sarà destinata al momento difficiledella richiesta ai familiari di autorizzazione all’espiantodi organi. L’assessore Martorano, ha sottolineato legrandi potenzialità della sinergia virtuosa tra sanità pubblicae privato sociale. Il San Carlo aderisce alla lineadi accoglienza e di umanizzazione delle cure.2 LUGLIO: IMPIANTATA VALVOLA AORTICAPER VIA TRANSFEMORALEE' stata dimessa, a tre giorni dall'intervento, una pazienteultra ottantenne affetta da stenosi aortica severache lunedì scorso ha effettuato per la prima volta in Basilicataun impianto della valvola aortica per via transfemorale.La nuova tecnica di impianto valvolare,effettuata in pochi centri in Italia, viene praticata su queipazienti che presentano gravi controindicazioni (etàavanzata con severe comorbilità) che impediscono iltrattamento con la tecnica chirurgica tradizionale in circolazioneextracorporea. Alla vecchie aggressive tecnichechirurgiche, con tagli e profonde cicatrici al toracesubentra ora una modalità poco invasiva, analoga aquella adottata per l’angioplastica. Il palloncino arrivaalla valvola difettosa per via arteriosa, la allarga percreare lo spazio per l’inserimento della nuova valvolaartificiale, che pure viene inserita per lo stesso canale.In questa metodica, ovviamente, uno dei fattori fondamentalidi successo è la velocità dell’intervento. E suquesto campo la consolidata esperienza dell’interventisticaemodinamica del San Carlo offre abbondanti garanzie.L’intervento rientra in un articolato progettopredisposto dall’'A.O.R. “San Carlo” di Potenza, ed inparticolare dall’U.O. di Cardiochirurgia e dall’U.O. diCardiologia Emodinamica con il supporto del serviziodi Cardioanestesia afferenti al Dipartimento dell'AltaSpecialità del Cuore. Il progetto prevede l'impiantotransfemorale o transapicale della valvola aortica in pazientianziani con valvulopatia degenerativa che nonpossono essere sottoposti all’intervento tradizionale acuore aperto in circolazione extracorporea.5 LUGLIO: COMPLESSO INTERVENTOUROLOGICO A UN BIMBO ALBANESESta bene il bambino albanese diventato la mascotte delreparto di Urologia del San Carlo è arrivato a Potenzalo scorso febbraio, grazie ad un ponte umanitario attivatocon l'intermediazione della Caritas e della RegioneBasilicata, per sottoporsi a un delicatissimo interventochirurgico non praticabile in Albania.Il bambino ha appena 16 mesi e presentava un complicatissimoquadro clinico che faceva pensare, inizialmente,a una forma di ermafroditismo. Le analisidiagnostiche hanno invece riscontrato una severaspadia perineale (anomalia congenita del pene dovutaad un insufficiente sviluppo dell’uretra, il foro da cuifuoriesce l'urina), un'inversione scroto – peniena (ossiai testicoli si trovano al di sopra del pene) e una gravemalformazione ano - rettale, prognosi molto complessaa causa della compresenza di tre diverse patologie. L'assenzadi possibili mutazioni genetiche è stata confermatada test di mappatura cromosomica.Il primo dei tre interventi programmati è stato effettuatogiovedì scorso.L'equipe, composta dal prof. De Castro, dal dott. Muscillo,dal dott. Ciro Ammendola e dagli anestetisti dottoriLeonardo Perfido e Caterina Simone, ha eseguito,in un unico intervento, la correzione dell'ipospadia, larisoluzione della malformazione ano – rettale e unaprima correzione dell'inversione scroto - peniena. L'intervento,durato 7 ore, è stato un grande successo. Inprimis per le attuali condizioni del piccolo Iari: oggi ilbambino sta bene ed è tornato a ridere e giocare tra lebraccia della sua mamma. In secondo luogo per la complessitàdell'intervento: Iari presentava tre differenti patologieche avrebbero richiesto specialisti diversi e unmaggior numero di operazioni. L'equipe è riuscita invece,nella prima sessione del programma chirurgico, acorreggere, e in parte risolvere, tutti e tre i problemi delpiccolo. Da sottolineare anche l'utilizzo della mucosaintestinale per la ricostruzione dell'uretra: tale tecnicarappresenta infatti la prima esperienza di ricostruzionecon mucosa intestinale per questo tipo di impianto.36San Carlo MAGAZINE

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