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Noteper la presentazionealla stampadella XXX edizione


Sotto l’Alto Patronatodel Presidente della RepubblicaXXX edizione9~20 agosto 2009Sponsor ufficialedel Rossini Opera Festival


Regione MarcheEnti fondatoriComune di PesaroProvincia di Pesaro e UrbinoFondazione Scavolini


Il Rossini Opera Festival è una fondazione promossa dal Comunedi Pesaro, dall’Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino,dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,dalla Banca dell’Adriatico e dalla Fondazione Scavolini.Il Festival si avvale della collaborazione scientificadella Fondazione Rossini.Il Festival 2009 si attuacon il contributo di: Ministero per i Benie le Attività Culturali, Comune di Pesaro, Regione Marche,Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Provincia di Pesaro e Urbino;con l’apporto di: Scavolini Spa,Banca delle Marche, Banca dell’Adriatico, Intesa Sanpaolo;con la partecipazione di: Abanet Internet Provider,AMI-Azienda per la mobilità integrata e trasporti,Concessionarie Gruppodiba, Harnold’s,Ratti Boutique, Alexander Savoy Vittoria Hotels;collaborano: ASPES Spa, Azienda Ospedaliera San Salvatore,Conservatorio di musica G. Rossini,IAT-Centro di informazione e accoglienza turistica.Il Festival è membro dell’Associazione Europea dei Festival.


PresidenteLuca CeriscioliSindaco di PesaroConsiglio d’amministrazioneAlfredo Bocci SiepiGiovanni BoglioloGiorgio GirelliLorenza Mochi OnoriMarco MontagnaPiergiorgio ParroniCollegio sindacaleAdriano Franzoni (presidente)Vincenzo GalassoMassimo Marchi


SovrintendenteGianfranco MariottiDirettore artisticoAlberto ZeddaSegretario generaleDario ZiniDirezione amministrativaMarco AngelozziAssistente del SovrintendenteMaria Rita SilvestriniSegreteria artisticaSabrina SignorettiSegreteria SovrintendenzaAlexia MariottiContabilità, Economatoe Servizi informaticiLoris UgoliniServizi di Biglietteria e PromozionePatricia FranceschiniEdizioni e Archivio storicoCarla Di CarloArchivio musicaleFederica BassaniCollaborazioni esterneLudovico BramantiDirezione allestimenti sceniciMauro BrecciaroliDirezione Teatri comunaliGiorgio CastellaniCoordinamento tecnicoClaudia FalcioniCoordinamento di ProduzioneCaterina de RienzoUfficio ProduzioneDaniela RidolfiniSegreteria amministrativaPaola VitaliProduzioni e Relazioni esterneFrancesca BattistoniPubbliche RelazioniWelleda Fochesato DonovanUfficio StampaSimona BarabesiSegreteria Ufficio StampaGiacomo Mariotti


Sommario


SommarioUna questione di atmosferadi Gianfranco Mariotti 8Il programmadi Alberto Zedda 12Accademia Rossiniana 16Rof for you 17Le opere: notizie storiche e soggetti 18Il lavoro della Fondazione Rossinidi Oriano Giovanelli 24Stato di elaborazione dell’Edizione critica 26Scheda del Festival 28


Una questione di atmosferaSi è molto discusso in passato, specie in occasionedel restauro di teatri storici, sull’importanzadel contenitore teatrale rispetto al rito antichissimo,con officianti e fedeli, che si svolge al suo interno.Il quesito è: luogo dell’anima o semplicespazio attrezzato? Difficile dare una risposta netta,tanto più che l’esperienza insegna come unabile regista possa trasformare in luogo di fascinoqualunque luogo: una fabbrica in disarmo, unarocca, una stazione ferroviaria... Noi abbiamo realizzatoi nostri spettacoli nelle sedi più disparate:un teatro all’italiana, un auditorium classico,un teatro moderno, ben due palazzi dello sport ristrutturati,e inoltre chiese, piazze e cortili; abbiamopersino costruito ex novo, in un parco, unanfiteatro greco. Ebbene, la nostra conclusione èche è sempre la qualità dello spettacolo a far premiosu tutto, anche se qualche volta il contenitorepuò interagire in modo significativo.8Del tutto diverso è il discorso, se si parla di festival,quando per contenitore si intende un’interacittà. Secondo la nota definizione di Wagner, unfestival è un evento eccezionale che si svolge inun luogo eccezionale, in circostanze e per obiettivispeciali: senza queste caratteristiche si trattadi una semplice rassegna di spettacoli. Implicitanell’idea di festival è inoltre un’esigenza di qualità,di periodo stabile, di regolarità. In questo tipodi eventi, l’immagine e la speciale atmosfera checaratterizza ognuno di essi dipende in misura rilevantedal contesto ambientale. Si pensi ad esempioa Glyndebourne, Spoleto, Salisburgo, Taormina,Bayreuth, per citare solo alcuni nomi: in tuttiquesti casi il fascino del luogo e dell’ambiente contribuiscein modo determinante a definire il clima,e dunque il particolare appeal di ciascuna manifestazione,qualcosa che non si declina esclusiva-


mente all’interno dei teatri.Per quanto riguarda il Rossini Opera Festival e lasua peculiare atmosfera, lo stereotipo corrente,ormai consolidato presso generazioni di spettatori,rimanda a un singolare amalgama, vero ossimorosociale, fra due elementi contrapposti: daun lato una manifestazione che ha fatto del rigoremusicologico ed esecutivo la sua cifra identitaria,se si vuole un po’ seriosa, collegata com’è allagrande vicenda dell’eredità universale di Rossinialla sua città natale e al compito storico dellaRestituzione che a questa ne è derivato; dall’altrouna ridente cittadina di vacanze, nel pieno dellastagione balneare, meta abituale, da più di un secolo,di un importante flusso turistico internazionale.Curiosamente fra i due pubblici, pur così diversamentecomposti e motivati, avviene ogni announa silenziosa integrazione e un condizionamentoreciproco. Il turista che viene a Pesaro sa inpartenza che il luogo è connotato da una storiache lo rende più serio e discreto, meno banale esuperficiale rispetto agli altri centri di vacanzadella costa, con i quali non è omologabile; allo stessomodo, lo spettatore del Festival si aspetta disoddisfare il suo desiderio di arte e musica in uncontesto insolito di leggerezza e di disimpegno,mai troppo invadente, e anzi destinato ad accrescereil piacere della partecipazione. Di qui la tradizioneper cui al Rof, prima delle recite, gli spettatorilasciano in anticipo gli alberghi sul lungomaree si avviano a piedi verso la città vecchia,dove sono i teatri. Attraversano le vie del centro,entrano nei negozi e nei caffè, si mescolano con ilpubblico delle vacanze in una pittoresca confusionedi abbigliamenti formali e casual, affollano ivicoli e le piazzette antistanti i teatri, chiacchierano,discutono, criticano, incontrano altri melo-9


mani, programmano il dopo-teatro, si riconosconoda un anno all’altro con gli abituali frequentatoridi festival musicali di ogni nazionalità, fannoprogetti, si danno appuntamenti. Il fascino delFestival – di tutti i festival – è fatto anche di cosecome queste.Purtroppo, come tutti sanno, questa tradizionepluridecennale si è parzialmente interrotta a Pesarotre anni fa, quando la improvvisa inagibilitàdel Palafestival ci ha costretti a spostare buonaparte della programmazione nella grande AdriaticArena, alla periferia della città. Intendiamoci:noi siamo molto orgogliosi di come ce la siamocavata, in questi tre anni di esilio, con la costruzione,nell’immenso spazio ostile dell’Arena, di dueteatri gemelli tecnicamente e acusticamente perfetti.La manifestazione non ne ha sofferto, né sulpiano artistico né su quello funzionale: anzi, lacosa ha permesso una notevole razionalizzazionedel lavoro, con vantaggi logistici e perfino economiedi scala. Il vero danno che il Festival ha subito,il prezzo che ha effettivamente pagato è legatoall’aver dovuto chiedere agli spettatori di cambiare,o di rinunciare almeno in parte, a vecchie careabitudini, ciò che ha prodotto un mutamento dellatradizionale atmosfera che circonda da sempre glispettacoli. Un conto è andare a teatro utilizzandoil pullman-navetta, con tutti i condizionamenti legatiai percorsi e agli orari, altro conto è andarcia piedi, senza fretta, chiacchierando con gli amici,facendo acquisti e curiosando in giro. Una cosaè finalizzare il possesso di un biglietto alla semplicevisione di uno spettacolo all’interno di unteatro, altra cosa è sentirsi parte attiva di una cittàche vive l’evento all’unisono con gli spettatoriprovenienti da ogni parte del mondo. Noi stessi,come il nostro pubblico, abbiamo spesso avvertitoun senso di spaesamento: lo stesso che dovetteroprovare i milanesi quando la Scala si trasferìper i restauri al Teatro degli Arcimboldi di SestoS. Giovanni. Con in più per noi la sensazione, quandoil centro storico si svuotava in concomitanzacon le recite all’Arena, di vestire i panni del tragicoPifferaio magico della fiaba.10Ma qualcosa per fortuna sta cambiando. È appenagiunta notizia che il Comune di Pesaro, assie-


me alla benemerita Scavolini spa, sta mettendomano al restauro del vecchio Palafestival, da realizzarsinel giro di due anni. Ciò permette di pensarefin da ora a un nuovo assetto stabile del Festival,riportato alla sua sede storica, ma con unaimportante variazione: l’Auditorium Pedrotti, divenutoormai troppo piccolo per ospitare spettacolid’opera, sarà la sede di elezione dei concerti,mentre all’Adriatic Arena resterà un solo spettacolo,quello più grande e tecnicamente complesso,da realizzarsi in una struttura teatrale unica,riconvertita in senso longitudinale. Questo noninficierà la riconquistata atmosfera del Festival,che tornerà così per l’80 per cento nel centro storico(al Teatro Rossini, al Palafestival, all’AuditoriumPedrotti e al Teatro Sperimentale) ma costituiràun’eccezione, qualcosa in più che il Festivaloffrirà ogni anno ai suoi spettatori.C’è poi una ulteriore novità da aggiungere, in attesache il Palafestival torni di nuovo agibile, riguardoalle prossime due edizioni: inedite sinergie appenarealizzate con il Conservatorio di musica, laFondazione Rossini e Aspes spa, consentendo diavvicendare due produzioni liriche al Teatro Rossini,rendono possibile anticipare già da quest’anno,nello spirito e nella sostanza, il nuovo schemadel Festival, con intuibile soddisfazione (perchénon dirlo) anche di tutti gli operatori economicidella città.Resterebbe da dire (e forse chi legge se lo aspetta)della devastante crisi economica mondiale, deltaglio dei finanziamenti statali, della lotta per sopravvivereche oggi affanna ogni istituzione teatraleitaliana: tutto questo purtroppo è già sottogli occhi di tutti, e il Rof non fa eccezione. Piuttosto,prendiamo intanto come un segno positivo ilfatto che, nella sua XXX edizione, in anticipo suitempi previsti, il Festival avvia il suo ritorno nelcentro storico della città e si riappropria così dellasua immagine tradizionale. È la risposta di chiha fiducia nel futuro.Gianfranco MariottiSovrintendente11


Il programmaLa crisi economica che colpisce il teatro e la culturanon ha influito sulla qualità della programmazionedel Rossini Opera Festival 2009: la sostituzionedi un’opera complessa (Sigismondo) conaltra tecnicamente meno esigente (La scala diseta) – una decisione che ha permesso di riportareun secondo spettacolo nel centro cittadino avvicendandodue produzioni nello stesso teatro – ela permuta di un’opera in forma di concerto (Tancredi)con una Petite Messe Solennelle celebrativadel trentennale del Festival, hanno consentitodi realizzare un’operazione virtuosa, cui si è aggiuntala generosa disponibilità di collaboratoridecisi a sfidare l’ottusa malasorte con l’entusiasmoe la creatività.Damiano Michieletto, regista de La scala di seta(la più bella e sviluppata delle cinque farse concui il giovane Rossini ha imposto perentoriamenteil suo genio di musicista e teatrante), che conla recente messa in scena di La gazza ladra hadimostrato di aver colto appieno il senso della visionarietàrossiniana, accetta, assieme al fidoPaolo Fantin, la sfida di ripetere il successo conuna produzione low cost. Lo spettacolo verrà arricchitocon l’inserimento di una grande aria ‘doc’per il personaggio di Blansac, un protagonista trascuratoda Rossini, forse per le modeste possibilitàdell’interprete chiamato a ricoprirne il ruolo.Guidati da un direttore spiritoso e irriverente cheha fornito un contributo sostanziale alla discografiarossiniana, Claudio Scimone (quest’anno festeggiail mezzo secolo di attività con i suoi leggendariSolisti veneti) la interpretano beniamini del Rof:Anna Malavasi, Olga Peretyatko, Paolo Bordogna,Aldo Caputo, Carlo Lepore, José Manuel Zapata.12La surreale ironia rossiniana trasforma l’opera


comica in un eccitante esercizio d’intelligenza:composta quando la farsa della tradizione italianaera praticamente scomparsa, Le Comte Oryadotta intensivamente il più banale dei suoi strumenti,il travestimento, e ne fa il protagonista assoluto.I travestimenti dell’Ory, palesemente scoperti eimprobabili, mascherano sacrileghi sogni d’evasionee risvegliano desideri di chi da essi dovrebbevenir tratto in inganno, piuttosto che favorire ipropositi di chi li adotta. Il mascheramento affrancail personaggio dall’obbligo di agire secondo uncodice etico condiviso e gli consente di abbandonarsia comportamenti che mai oserebbe tenerenella realtà quotidiana. L’idea geniale di Lluis Pasqual,regista dello spettacolo pesarese, è stata diapplicare questo meccanismo a un gruppo di amiciche decidono di divertirsi praticando un giocobasato appunto sul travestimento, il francese jeude rôles. La maschera assunta per recitare la finzionefornisce il pretesto per approcci e discorsiambigui e diventa il passaporto per un viaggio aiconfini del lecito. In quest’ottica Le Comte Ory sirivela una corrosiva commedia aperta a mille letturee il fascinoso discorso musicale che la promuovenon è più lo spropositato messaggio di eccelsalevatura che accompagna una storia banale,ma il motore di una straordinaria avventuraonirica. Un cast di giovani, alcuni provenienti dall’AccademiaRossiniana, Natalia Gavrilan, MariaJosé Moreno, Rinnat Moriah, Laura Polverelli,Roberto De Candia, Lorenzo Regazzo, Yijie Shi affiancherannoPasqual nella realizzazione di questointrigante spettacolo, avvalendosi dell’esperienzadel direttore d’orchestra Paolo Carignani,di ritorno a Pesaro dopo una lunga militanza all’esterodove ha sviluppato una carriera di granderilievo.13


Zelmira è opera che ancora non ha trovato la giustacollocazione nell’immaginario dei rossiniani.Accolta al suo apparire da successi deliranti (bastiricordare gli esiti della tournée viennese chetanto irritarono Beethoven), viene oggi consideratauna delle creazioni di Rossini più significanti,ma anche una delle più sfuggevoli e complicate.Roberto Abbado, recentemente insignito di unprestigioso premio Abbiati, potrà contare su uncast stellare: Kate Aldrich, Marianna Pizzolato,Francisco Brito, Alex Esposito, Juan Diego Flórez,Gregory Kunde, Mirco Palazzi, Sávio Sperandio.L’affidamento del ruolo di Zelmira a Kate Aldrichribadisce la propensione del Festival di affidarealla voce di mezzosoprano i ruoli creati da Rossiniper Isabella Colbran; Juan Diego Flórez e GregoryKunde rinverdiranno l’eccitante contesa deitenori rossiniani storici Giovanni David e AndreaNozzari; ma l’attesa curiosa riguarda il debuttopesarese di Giorgio Barberio Corsetti, regista diuna recente Pietra del paragone assai lodata. Conlui collaboreranno lo scenografo Cristian Taraborrellie, ai costumi, Angela Buscemi.Un ambizioso progetto sviluppato in collaborazionecon l’Ente Concerti di Pesaro e con l’AccademiaMusicale Napoletana diretta da Massimo Fargnoliriguarda l’esecuzione integrale dei Péchésde vieillesse, da presentarsi nel corso dei prossimiquattro anni. L’opera pianistica, che ne costituiscela parte più consistente, verrà accostata aquella di compositori in qualche modo legati all’immaginedi Rossini, sfruttando anche coincidenzeonomastiche (quest’anno quelle di Haydn eMendelssohn, di cui ricorrono i bicentenari rispettivamentedella morte e della nascita).L’Accademia Rossiniana prosegue il compito diinsegnare una corretta interpretazione di Rossinia giovani d’ogni provenienza, preparandoli ad affrontareadeguatamente le richieste sempre piùnumerose di teatri e istituzioni che vedono nel festivalpesarese una fucina affidabile di specificitalenti. Il battesimo pubblico dei meritevoli avverràcon l’ormai classico appuntamento del Viaggioa Reims di Emilio Sagi.14Anche quest’anno saranno in campo le due orche-


stre che con tanto lodevole impegno contribuisconoa mantenere alto il livello della manifestazione:l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna el’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento: oltre alleopere, interpreteranno rispettivamente la PetiteMesse Solennelle, diretta da Paolo Carignani ecantata da Kate Aldrich, Anna Bonitatibus, FrancescoMeli, Mirco Palazzi e un concerto celebrativodel bicentenario della morte di Joseph Haydn,diretto da Lukasz Borowicz e con la partecipazionedella grande Ewa Podles. ´Oltre all’abituale partecipazione del Coro da Cameradi Praga diretto da Lubomír Mátl, quest’annoil Rof registrerà la presenza, nella Zelmira, delCoro del Teatro Comunale di Bologna diretto daPaolo Vero.I Concerti di Belcanto (Mariola Cantarero, JoséManuel Zapata, Gregory Kunde, Olga Peretyatko)e gli Incontri con gli studiosi della Fondazione Rossinicompletano, come di consueto, l’attività delRossini Opera Festival 2009.Alberto ZeddaDirettore artistico15


Accademia Rossiniana 2009Seminario di studio sui problemidell’interpretazione rossiniana,diretto da Alberto Zedda.Accademia Rossinianadel Rossini Opera FestivalVia Rossini, 2461121 PesaroTel. 0721.3800214Fax 0721.3800220e-mail:artisti@rossinioperafestival.itL’Accademia, che si tiene ogni anno a Pesaro duranteil periodo del Festival, riguarda le tematiche,vocali e drammaturgiche, connesse alla restituzionerossiniana e allo sviluppo dell’Edizionecritica ed è aperta ai professionisti dello spettacoloe agli studiosi.L’Accademia Rossiniana 2009 si svolge dall’8 al23 luglio.È possibile prendere parte ai corsi in qualità diEffettivo o Uditore. La frequenza ai corsi è gratuitae a numero chiuso. Il piano didattico prevedeun seminario teorico, la presenza a prove del Festivale un corso di interpretazione vocale, incentratoprincipalmente sull’opera Il viaggio a Reims.Alberto Zedda sarà coadiuvato dal Maestro LanfrancoMarcelletti e dalla Prof.ssa Anna Bigliardi.Agli Effettivi ammessi all’Accademia saranno forniteindicazioni per lo studio e il materiale musicale:spartito, variazioni e cadenze delle parti vocaliassegnate.In prosecuzione del corso, gli elementi risultatiidonei parteciperanno al Concerto conclusivodell’Accademia, in programma il 23 luglio 2009;inoltre un gruppo selezionato di allievi prenderàparte allo spettacolo Il viaggio a Reims che verràmesso in scena i giorni 12 e 15 agosto 2009,con prove dal 24 luglio, nell’ambito del “Festivalgiovane”.Per i soli partecipanti allo spettacolo è previstaun’apposita borsa di studio.A conclusione del corso l’Accademia Rossinianarilascia ai partecipanti Effettivi e Uditori un attestatodi frequenza.Il Festival ringrazia:16


Rof for youIl sito www.rossinioperafestival.it è aggiornatoin tempo reale e contiene tutte le informazioni necessariesulla manifestazione.Al fine di offrire un servizio ancora più puntuale etempestivo a spettatori e appassionati, l’invio dimateriale cartaceo via posta sarà sostituito danewsletter con le quali saranno comunicate viavia tutte le novità su date, programmi, prezzi deibiglietti, modalità di prenotazione e ogni altra notiziautile per seguire il Rossini Opera Festival.La newsletter, dal titolo ROF FOR YOU, sarà periodicamenteinviata a tutti coloro che comunicherannola propria e-mail a:boxoffice@rossinioperafestival.it.Chi già la ricevesse non dovrà comunicare nuovamenteil suo indirizzo elettronico.Coloro che non avessero a disposizione una e-mailcontinueranno a ricevere il materiale via posta.17


Le opere:notizie storiche e soggettiZelmiraZelmira, dramma per musica in due atti su librettodi Andrea Leone Tottola, fu rappresentata perla prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 16febbraio 1822. Interpreti della prima rappresentazionefurono Antonio Ambrosi (Polidoro), IsabellaColbran (Zelmira), Giovanni David (Ilo), AndreaNozzari (Antenore), Anna Maria Cecconi (Emma),Michele Benedetti (Leucippo), Gaetano Chizzola(Eacide), Massimo Orlandini (Gran Sacerdote).L’autografo quasi completo è conservato presso ilConservatorio di Parigi, mentre a Bruxelles, FondoMichotte, si trova un pezzo per la replica pariginadel 1826. Il soggetto è tratto dalla tragediaomonima di Dormont de Belloy (1762).SoggettoAntefattoL’intreccio si immagina preceduto da una vicendache ha luogo nell’isola di Lesbo, dove Polidoro regnacircondato dall’amore del popolo, della figliaZelmira e del suo sposo, il principe Ilo. Partito Iloper una campagna di guerra, Azorre, signore diMitilene, invade l’isola per uccidere Polidoro e vendicarsidi un antico rifiuto. Zelmira nasconde Polidoroin una cripta fra le tombe dei re di Lesbo.Poi, presentatasi ad Azorre, dichiara mentendo diodiare il padre, che a suo dire si è rifugiato neltempio di Cerere. L’invasore ordina di incendiareil tempio, per far perire il re. Poco dopo Azorrecade vittima di una congiura ordita da Antenore,che aspira ai troni di Mitilene e di Lesbo, con lacomplicità di Leucippo. L’azione ha inizio subitodopo l’assassinio.18Atto ILa scena si apre sul mare di Lesbo. I guerrieri diMitilene piangono la morte del loro comandante.


Leucippo, fingendosi smanioso di vendetta, chiedeinvano il nome dell’uccisore, proclama Antenoresuccessore di Azorre e complotta con lui perelevarlo al trono di Lesbo. I soli ostacoli rimangonoZelmira e il suo figlioletto: i due decidono perciòdi incolpare Zelmira della morte di suo padree di Azorre. Zelmira è costretta a difendersi dalladuplice accusa, alla quale perfino la fedele Emmadà credito sino a quando, accompagnata Zelmiranella cripta delle tombe, ne rivede il padre vivo. Ilpopolo festeggia frattanto il ritorno vittorioso diIlo, impaziente di rivedere l’amata e il figlio. Quandoi due sposi si incontrano, Zelmira non trova laforza di far partecipe il marito delle accuse che lesono rivolte. Antenore e Leucippo hanno così buongioco nel convincere Ilo dei pretesi misfatti di Zelmira,che intanto affida il figlio a Emma. Antenoreviene incoronato re di Lesbo. Mentre Ilo cerca ilfiglio, Leucippo tenta di pugnalarlo. Zelmira si precipitasull’assassino e lo trattiene, ma Leucippo,approfittando perfidamente della circostanza, lascial’arma nelle mani di lei, facendo così crederea Ilo che proprio la sua sposa stava per ucciderlo;Zelmira viene condotta in prigione.Atto IIAntenore riceve da Leucippo una lettera destinataad Ilo, in cui Zelmira si difende. Dallo scritto siintuisce che Polidoro è in vita: Leucippo suggerisceperciò di liberare la donna per seguirla. MentreIlo piange il suo amore sventurato, Polidorogli rivela la verità ed egli si precipita a cercare lamoglie. Zelmira intanto si confida con Emma. Antenoree Leucippo spiano il colloquio, poi costringonoZelmira a tradirsi rivelando il nascondigliodel re. La sfortunata figlia offre la sua vita in cambiodi quella del padre. Emma, appreso che Antenorevuole uccidere ambedue i prigionieri, corre acercare Ilo. La scena finale si svolge nelle prigioni.Zelmira piange la sorte sua e del padre. All’improvvisouna porta si apre: entrano Antenore e Leucippo,decisi a compiere il loro empio disegno.Antenore si scaglia su Polidoro, ma Zelmira estraeun pugnale per difenderlo. Finalmente arriva Ilocon la spada in pugno seguito da Eacide, dai guerrieri,dal popolo di Lesbo, e da Emma col piccolofiglio: Zelmira può riabbracciare felice tutti i suoicari.19


La scala di setaLa scala di seta, farsa comica in un atto su librettodi Giuseppe Foppa, fu rappresentata per la primavolta al Teatro San Moisè di Venezia il 9 maggio1812. Interpreti della prima rappresentazionefurono Gaetano Del Monte (Dormont), Maria Cantarelli(Giulia), Carolina Nagher (Lucilla), RaffaeleMonelli (Dorvil), Nicola Tacci (Blansac), Nicolade Grecis (Germano).L’autografo è conservato a Stoccolma presso laStiftelsen Musikkulturens Främjande.Il soggetto è tratto dal libretto di Eugène de PlanardL’Échelle de soie, musicato da Pierre Gaveaux(1808).20SoggettoGiulia, pupilla del vecchio Dormont, non vede l’oradi liberarsi dell’invadente Germano, servitore delsuo tutore. La fanciulla, nonostante l’opposizionedi Dormont, si è segretamente sposata con Dorviled ogni notte lo accoglie nella propria camera calandoglidal balcone una scala di seta: Giulia vorrebberimanere sola per consentire al giovane sposo,nascosto in uno dei gabinetti attigui, di lasciarela stanza. Appena Germano sta per allontanarsientra Lucilla, cugina di Giulia, ed entrambi gliimportuni insistono affinché ella raggiunga il tutore.Rimasto finalmente solo con lei, Dorvil leconfessa di essere preoccupato per l’arrivo del suoamico Blansac, giovane pretendente che il tutorele ha destinato per marito. Rassicurato dalla sposae fissato l’appuntamento per la mezzanotte,Dorvil scende dal balcone appena in tempo pernon essere visto dal tutore, salito ad informare lapupilla che Blansac è arrivato. Ora Giulia deveescogitare un piano per liberarsi dal pretendente:asseconderà l’attrazione di Lucilla per Blansac, asua volta sensibile al fascino femminile. Per attuareil suo disegno Giulia chiede allo sciocco Germanodi spiare Blansac e scoprire se egli corteggirealmente Lucilla: Germano equivoca le parole diGiulia illudendosi che la giovane provi interesseper lui, ma chiarito l’abbaglio si dichiara dispostoad aiutarla. Appena Giulia si allontana, giungeBlansac accompagnato da un testimone per lenozze che altri non è che lo stesso Dorvil; rimastisoli, Dorvil tenta di dissuadere l’amico dallo sposareGiulia insinuandogli il sospetto che la giova-


ne non nutra affetto per lui. Punto sul vivo, Blansacscommette che Giulia in breve cadrà ai suoipiedi e invita Dorvil ad assistere, nascosto, ai suoisuccessi amorosi. Dorvil, incerto, ma pure ansiosodi mettere alla prova la fedeltà della moglie,accetta: anche Germano si appresta a spiare dinascosto le mosse di Blansac. Entra infine Giuliae il suo incontro con Blansac sembra volgere altenero perché la fanciulla vuole rassicurarsi cheil pretendente sia veramente uomo dabbene e quindidegno di Lucilla. Accortosi che un’altra personaosserva segretamente l’incontro, e credendo disecondare il piano di Giulia, Germano avverte idue della presenza di Dorvil. Tutti rimangono imbarazzati,e mentre Dorvil cerca di mascherare lagelosia, ognuno riversa la propria irritazione suGermano. Rimasto solo, Blansac incontra Lucillae prende a farle la corte lasciandola molto lusingata.Dopo che Lucilla si è allontanata, Germanoinvita Blansac a raggiungere gli altri nel salone.Di lì a poco a Germano accade involontariamentedi ascoltare i lamenti di Giulia, delusa della reazionedi Dorvil: egli viene così a scoprire che, colfavore di una scala di seta, Giulia attende un uomonella propria camera a mezzanotte. Ancora unavolta Germano equivoca che l’ospite notturno saràBlansac; assonnato e confuso, riferisce la bellanuova all’esterrefatto ma comunque compiaciutopretendente. Quindi Germano narra del convegnonotturno a Lucilla, che decide di spiare l’incontro.Poco dopo anche Germano torna nella camera edanch’egli si nasconde. Ormai è mezzanotte e Giulia,rientrata in camera, assicura la scala al suobalcone: giunge Dorvil, ma la giovane non fa intempo a rassicurarlo della propria fedeltà che ècostretto ad appartarsi in fretta per l’arrivo di Blansac,salito per mezzo della scala che Giulia ha dimenticato.Anche quest’ultimo deve celarsi allorchégiunge il tutore, furibondo per aver scopertola scala penzolante dal balcone. Tocca proprio altutore scovare uno per uno tutti i convenuti neirispettivi nascondigli: ormai i due sposi non possonoche confessare apertamente il loro legame,mentre Blansac si dichiara contento se potrà averecome consorte Lucilla.Al tutore non resta che perdonare la pupilla e benedirele nuove nozze.21


Le Comte OryLe Comte Ory, opéra en deux actes su libretto diEugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson,fu rappresentata per la prima volta a Parigial Théâtre de l’Académie Royale de Musique il 20agosto 1828. Esecutori furono Adolphe Nourrit(Comte Ory), Laure Cinti-Damoreau (Comtesse deFormoutiers), Costance Jawureck (Isolier), Mori(Ragonde), Nicholas-Prosper Levasseur (Le Gouverneur),Henri-Bernard Dabadie (Raimbaud).Brani autografi sono conservati presso l’Opéra diParigi, dove si trova anche una copia manoscrittadell’intera partitura che reca una nota di mano diRossini, e presso il Fondo Michotte a Bruxelles.Parte della musica di quest’opera proviene da Ilviaggio a Reims.22SoggettoAtto IRaimbaud, travestito da inserviente di un eremita,ne annuncia l’arrivo al castello di Formoutiers,vantandone doti taumaturgiche e profetiche. L’eremitaaltri non è che il conte Ory, inveterato libertino,che vuole avvicinare la contessa, chiusa nelcastello in casta attesa mentre suo fratello e glialtri cavalieri sono in Palestina per la crociata.Ragonde, custode del castello, concorda un incontrotra l’eremita e la contessa, che desidera parlarecon il saggio. Arrivano Isolier, paggio d’Ory, e ilprecettore del conte. Isolier è segretamente innamoratodella contessa sua cugina, e vuole rivederla.Il precettore sospetta che l’eremita sia Ory,mentre Isolier si reca dal santuomo, che lo riconosce,a chiedergli di distogliere la contessa dalvoto di castità per amor suo. Ory capisce di avereun rivale nel proprio paggio, il quale ha in mentedi entrare nel castello, dove è interdetto l’ingressoagli uomini, fingendosi una pellegrina. Giungela contessa, stupita di incontrare in quel luogo Isolier.L’eremita la convince ad abbandonarsi all’amore:ella è felice di poter finalmente cedere a Isolier,mentre invita l’eremita a seguirla. Sulla sogliadel castello, Ory fa un gesto di intesa al gabbatoIsolier; ma l’arrivo del precettore e dei cavalierisventa il suo piano, che viene smascherato. Ilprecettore consegna ad Ory una lettera del padreche lo esorta a tornare per i festeggiamenti in onoredei crociati. Le dame, ansiose di riabbracciare


i loro mariti, salutano il conte. Ma Ory non si dàper vinto e medita vendetta, mentre Isolier è decisoa scoprire i progetti del rivale.Atto IILa contessa e Ragonde si rallegrano di essere alsicuro dal perfido Ory. Scoppia un temporale e siodono voci che chiedono ospitalità. Ragonde, uscitaper vedere chi sia, scopre che si tratta di pellegrineperseguitate da Ory. Informatasi sul loro numeroe sul loro aspetto, le viene risposto che sonoquattordici, sui quaranta anni e bruttissime. Unadi esse chiede di ringraziare l’ospite e si avanzaverso la contessa. Sotto il suo travestimento, Orymantiene un contegno riservato, ma le ambigueparole di gratitudine sconcertano la dama: la falsapellegrina cerca di baciarle la mano. Rimastisoli, Ory e i suoi compagni si abbandonano allagioia dell’avventura; nel frattempo Raimbaud hafatto incetta di vino. Ory e i cavalieri proromponoin elogi canori ai piaceri del vino e dell’amore, chesi trasformano in sussurrate preghiere ogni voltache Ragonde sopraggiunge. Mentre la contessa siappresta a coricarsi, si ode una scampanellata: èIsolier, che informa tutte le dame del castello chea mezzanotte i loro sposi arriveranno in segreto.Ragonde vuole dare la notizia anche alle sventurateospiti. Ma Isolier scopre stupefatto che è proprioil conte Ory e i suoi compagni che esse hannoospitato. Prese dal panico, tutte le dame fuggono,mentre la contessa, sentendo dei rumori, comprendeche il conte sta giungendo. Isolier allora soffiasulla candela e, avvoltosi in un velo, fa cenno alladama di avvicinarsi. Col favore delle tenebre, Oryprende la mano alla contessa, non sapendo che inrealtà è quella del suo paggio. Isolier, divertito,esorta la contessa a lasciar perseverare Ory nell’errore.Ecco che uno squillo di trombe annuncial’arrivo dei cavalieri e le dame irrompono nellastanza con candelieri accesi. Ory scopre l’ingannodel paggio, mentre il duca suo padre è arrivatoal castello con i crociati. I ribaldi cavalieri sonodunque prigionieri delle dame. Il conte si dichiaravinto e chiede il prezzo del riscatto. La contessa liinvita a dileguarsi. La schiera dei crociati, precedutidal conte di Formoutiers, entra infine festantetra le acclamazioni delle fedeli spose.23


Il lavorodella Fondazione Rossini24Nel 1979 la Fondazione Rossini, dopo quasi undecennio di preparazione, pubblicava il primo titolodell’Opera Omnia di Gioachino Rossini in edizionecritica: La gazza ladra, a cura di AlbertoZedda. Si avviava così un’impresa musicologicoeditorialeche fin dall’inizio non voleva essere riservataunicamente agli specialisti e agli archivi,ma finalizzata alla piena restituzione, diffusione ecorretta esecuzione delle opere del Maestro. Ci simisurava dunque non solo con la fedele ricostruzionedella partitura, ma anche con la verifica sulpalcoscenico e con la ricerca di interpreti ideali,sia sul piano vocale, che su quello più strettamenteteatrale. In questa direzione la nascita del RossiniOpera Festival, che ha avuto il compito di presentareal pubblico le edizioni via via predisposte,ha consentito un’esperienza unica di interazionetra musicologia e pratica, vero modello per altreistituzioni. A supporto e come base per lo sviluppodell’Edizione critica si sviluppava intanto unavastissima attività di ricerca e ricostruzione dellefonti che, con un’indagine svolta nelle bibliotechee collezioni private di tutto il mondo, ha consentitodi riportare alla luce capolavori che si ritenevanoperduti, come Il viaggio a Reims o il finale tragicodel Tancredi, ma anche cantate, musica vocalecon orchestra e da camera. La ricerca consentivaanche il recupero di un materiale documentariodi straordinaria consistenza, sia su Rossiniuomo e artista, sia sulla vita teatrale a luicoeva. Si poteva così avviare un’altra grande impresa:quella dell’Epistolario rossiniano, curato daBruno Cagli e Sergio Ragni, e inaugurare variecollane scientifiche, come quella dedicata a “I librettidi Rossini” e, ancora, “Saggi e fonti” e “Iconografiarossiniana”, collane a cui collaborano valentistudiosi italiani e stranieri.Nel 2009, a trent’anni di distanza, la Fondazione


pubblicherà l’edizione critica de Il barbiere di Sivigliaa cura di Alberto Zedda, che già nel 1969 siera cimentato in un primo lavoro di revisione diquesto titolo per Casa Ricordi. È un altro tassellodella vasta opera che è stata resa possibile anchegrazie al sodalizio che ha dato vita al Comitatoper la Restituzione rossiniana formato da FondazioneRossini, Rossini Opera Festival e Casa Ricordi.Per sottolineare ancor più il valore di questaricorrenza la Fondazione ha deciso di donaretutta la propria e ormai monumentale produzioneeditoriale alla Biblioteca della Camera dei deputaticon un evento che si è tenuto nella Sala dellaRegina di Palazzo Montecitorio alla presenza delPresidente della Camera, Gianfranco Fini e conrelatori Oriano Giovanelli, Lorenzo Arruga, BrunoCagli, Ilaria Narici e Philippe Daverio. Oltre a tuttele massime cariche istituzionali della Città diPesaro e della Regione Marche erano presenti gliallievi e gli insegnanti che hanno partecipato aipercorsi didattico-rossiniani a Casa Rossini, alTeatro Rossini e nella Biblioteca della Fondazione.Ed è proprio verso i giovani che la Fondazionesta rivolgendo la propria attenzione con la promozionedi corsi di filologia musicale che dovrannoformare i futuri studiosi e ricercatori. Il nostro lavorosi può realizzare perché, come avviene ormaida anni, il Comune di Pesaro, la Provincia di Pesaroe Urbino, la Regione Marche, il Ministero peri Beni e le Attività Culturali e la Fondazione Cassadi Risparmio di Pesaro non hanno mai fatto mancareil loro sostegno.Oriano GiovanelliFONDAZIONE ROSSINIPresidente Oriano GiovanelliVice Presidente Alberto BerardiConsiglieri Vitaliano Bambini, Stefano Pivato,Maurizio TarsettiSegretario Catia AmatiComitato dell’Edizione criticaIlaria Narici direttore, Annalisa Bini, Emilo Sala,Cesare ScartonComitato d’OnoreBruno Cagli presidente, Maurizio Pollini,Antonio Pappano, Giovanni Carli Ballola,Jeremy Commons, Johan Eeckeloo25


Stato di elaborazionedell’Edizione criticaal 31 maggio 2009Volumi pubblicatiSinfonie giovaniliLa scala di setaL’occasione fa il ladroIl signor BruschinoTancrediL’Italiana in AlgeriIl Turco in ItaliaTorvaldo e DorliskaLa gazzettaOtelloLa Cenerentolaossia la Bontà in TrionfoLa gazza ladraArmidaMosè in EgittoAdinaErmioneLa donna del lagoBianca e Fallieroa cura di Paolo Fabbri.Un volume, comprensivo di commento critico, di XXXIII-179 pgg.a cura di Anders Wiklund. Un volume di partitura di XXXIII-487 pgg.Un volume di commento critico di 85 pgg.a cura di Giovanni Carli Ballola, Patricia B. Brauner e Philip Gossett. Un volume dipartitura di XXXIX-544 pgg. Un volume di commento critico di 107 pgg.a cura di Arrigo Gazzaniga. Un volume di partitura di XXXV-426 pgg.Un volume di commento critico di 79 pgg.a cura di Philip Gossett. Due volumi di partitura di XLIX-818 pgg.Un volume di commento critico di 299 pgg.a cura di Azio Corghi. Un volume di partitura di XLV-781 pgg.Un volume di commento critico di 191 pgg.a cura di Margaret Bent. Due volumi di partitura di LIII-1040 pgg.Un volume di commento critico di 259 pgg.a cura di Francesco Paolo Russo. Due volumi di partitura di L-752 pgg.Un volume di commento critico di 207 pgg..a cura di Philip Gossett e Fabrizio Scipioni. Due volumi di partituradi LVI-828 pgg. Un volume di commento critico di 196 pgg.a cura di Michael Collins. Due volumi di partitura di LX-966 pgg.Un volume di commento critico di 176 pgg.a cura di Alberto Zedda. Due volumi di partitura di LIX-1115 pgg.Un volume di commento critico di 216 pgg.a cura di Alberto Zedda. Due volumi di partitura di XLIX-1197 pgg.Un volume di commento critico di 220 pgg.a cura di Charles S. Brauner e Patricia B. Brauner. Due volumi di partituradi L-1235 pgg. Un volume di commento critico di 181 pgg.a cura di Charles S. Brauner. Due volumi di partitura di LV-1150 pgg.Un volume di commento critico di 170 pgg.a cura di Fabrizio Della Seta. Un volume di partitura di LVIII-842 pgg.Un volume di commento critico di 248 pgg.a cura di Patricia B. Brauner e Philip Gossett. Due volumi di partituradi XLVIII-846 pgg. Un volume di commento critico di 119 pgg.a cura di H. Colin Slim. Due volumi di partitura di XLVI-952 pgg.Un volume per la Banda di 135 pgg. e un volume di commentocritico di 194 pgg.a cura di Gabriele Dotto. Due volumi di partitura di LV-1150 pgg.Un volume di commento critico di 170 pgg.26


ZelmiraSemiramideIl viaggio a ReimsGuillaume TellEdipo ColoneoLe nozze di Teti, e di PeleoTre cantate napoletaneLa riconoscenza /Il vero omaggioCantata in onoredel Sommo Pontefice Pio NonoMusique anodineAlbum italianoAlbum françaisMorceaux RéservésQuelques Riens pour Albuma cura di Kathleen Kuzmick Hansell e Helen Greenwald.Due volumi di partitura di LXII-1141 pgg. Un volume per la Bandadi 109 pgg. e un volume di commento critico di 185 pgg.a cura di Philip Gossett e Alberto Zedda. Tre volumi di partitura diLX-1556 pgg. Un volume per la Banda di 172 pgg. e un volumedi commento critico di 236 pgg.a cura di Janet Johnson. Due volumi di partitura di LX-960 pgg.Un volume di commento critico di 216 pgg.a cura di M. Elizabeth C. Bartlet. Quattro volumi di partitura di LXXIV-2050 pgg. Un volume di commento critico di 324 pgg. e uno di Fonti di 253 pgg.a cura di Lorenzo Tozzi e Piero Weiss.Un volume, comprensivo di commento critico, di XXXIII-175 pgg.a cura di Guido J. Joerg.Un volume, comprensivo di commento critico, di XLI-390 pgg.a cura di Ilaria Narici, Marco Beghelli e Stefano Castelvecchi.Un volume, comprensivo di commento critico, di LI-305 pgg.a cura di Patricia B. Brauner. Un volume di partitura di LXVIII-576 pgg.Un volume di commento critico di 180 pgg.a cura di Mauro Bucarelli.Un volume, comprensivo di commento critico, di XLI-415 pgg.a cura di Marvin Tartak.Un volume, comprensivo di commento critico, di XL-314 pgg.a cura di Rossana Dalmonte.Un volume, comprensivo di commento critico, di XL-404 pgg.a cura di Marvin Tartak.Un volume, comprensivo di commento critico, di XXI-223 pgg.Volumi in corso di incisione e stampaL’equivoco stravaganteLa pietra del paragoneSigismondoIl barbiere di SivigliaRicciardo e Zoraidea cura di Marco Beghelli e Stefano Piana.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Anders Wiklund e Patricia B. Brauner.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Paolo Pinamonti.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Alberto Zedda.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Federico Agostinelli e Gabriele Gravagna.Disponibile per l’esecuzione.Volumi in preparazioneElisabetta, regina d’InghilterraMaometto IIMatilde di ShabranMessa di GloriaPetite Messe Solennellea cura di Vincenzo Borghetti.a cura di Claudio Scimone.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Jürgen Selk.Disponibile per l’esecuzione.a cura di Giovanni Acciai.a cura di Pierluigi Petrobelli.I volumi rendono possibile l’esecuzione delle varie versioni autentiche delle singole opere. La Casa Ricordidistribuisce le partiture edite dalla Fondazione e realizza le parti e gli spartiti per canto e piano.27


Scheda del Festival28Il Rossini Opera Festival è un ente autonomo chepromuove l’omonima manifestazione lirica internazionaleinteramente dedicata a Gioachino Rossini.Suo scopo è il recupero, la restituzione teatralee lo studio del patrimonio musicale legato alnome del Compositore, che lasciando erede universaledi tutta la sua cospicua fortuna il Comunedi Pesaro, consentì la nascita dell’attuale Conservatoriodi musica e della Fondazione Rossini.Il Rossini Opera Festival è stato istituito nel 1980,sempre ad opera del Comune di Pesaro, con l’intentodi affiancare e proseguire in campo teatralel’attività scientifica della Fondazione Rossini: ènato così un originale laboratorio interattivo di musicologiaapplicata, finalizzato al recupero musicologico,teatrale ed editoriale di tutto il sommersorossiniano.La manifestazione ha potuto svilupparsi e crescereanche grazie al contributo di istituzioni pubblichee private, come i Ministeri dello Spettacolo edei Beni culturali, la Regione Marche, l’Amministrazioneprovinciale di Pesaro e Urbino, la Cassadi Risparmio di Pesaro (ora Banca delle Marche),la Banca Popolare Pesarese (ora Banca dell’Adriatico)nonché, dal 1982, l’industria pesarese Scavolini,oggi sponsor ufficiale del Festival.Il Rossini Opera Festival è stato gestito per i primicinque anni direttamente dal Comune di Pesaro,e si è poi trasformato, nel 1985, in un ente autonomopromosso dalle Amministrazioni comunalee provinciale pesaresi.Dall’aprile 1994 il Festival ha assunto veste giuridicadi fondazione, pur mantenendo la sua denominazioneoriginaria. Soggetti promotori del nuovoente sono il Comune di Pesaro, l’Amministrazioneprovinciale di Pesaro e Urbino, la FondazioneCassa di Risparmio di Pesaro, la Banca dell’Adriatico,la Fondazione Scavolini. Nel nuovo


assetto istituzionale l’assemblea dei soci fondatorinomina il consiglio di amministrazione, che èpresieduto dal sindaco di Pesaro.La responsabilità delle scelte artistiche è affidataal sovrintendente, nominato dalla stessa assemblea:egli si avvale della collaborazione del direttoreartistico. Referente musicologico del Festivalè la Fondazione Rossini, cui compete la responsabilitàscientifica dei testi eseguiti.Il 13 agosto 1993 il Parlamento italiano ha approvatoall’unanimità la legge n. 319 «Norme a sostegnodel Rossini Opera Festival», che ha incluso apieno titolo la restituzione rossiniana fra gli interventiche tutelano la ricchezza del Paese: significativamenteil relativo contributo – la cui continuitàè stata in seguito sancita dal Parlamentocon la legge 237/12 luglio 1999 – è finanziato coni fondi dei Beni culturali.Il Rossini Opera Festival è membro dell’AssociazioneEuropea dei Festival, e gode dell’alto patronatodel Presidente della Repubblica.29

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