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BIC NotesQuaderno trimestrale sulla creazioned’impresa e sviluppo localeGiugno 2006 - Numero 2Le imprese femminili a RomaL’imprenditoria femminile: un’importante chance di crescita per RomaExpo Impresa Donna: intervento conclusivo di Raffaella Alibrandi 18 maggio 2006Un welfare flessibile e innovativo per le nuove imprenditriciDonne al lavoro: slancio verso l'imprenditoria e politiche per l'emancipazioneIl Comitato per la Promozione dell'Imprenditoria Femminile della CCIAA: attività e risultati


IndiceQuaderno di BIC Lazio - Business Innovation Centresulla creazione d'impresa e sviluppo localeEditoriale5 Le donne, il motore della nostraeconomiaLuigi Campitelli, Direttore Generale BICLazioFocusLe imprese femminili a Roma9 IntroduzioneGiuseppe Roma, Direttore Censis11 1. Le donne traino dell’economia romana20 2. L’impresa femminile che avanza, tranuove e vecchie vocazioni27 3. Le imprenditrici romane: più giovanie multietniche40 Donne al lavoro: slancio versol’imprenditoria e politiche perl’emancipazioneAlessandra Tibaldi, Assessore al Lavoro,Pari opportunità e Politiche giovanili -Regione Lazio43 Il Comitato per la Promozionedell’Imprenditoria Femminile della CCIAA:attività e risultatiA cura del ComitatoNews45 Notizie, iniziative ed eventi in corsoArticoli34 L’imprenditoria femminile: un’importantechance di crescita per RomaAndrea Mondello, Presidente Camera diCommercio Industria Artigianato eAgricoltura di Roma36 Expo Impresa Donna: interventoconclusivo di Raffaella Alibrandi18 maggio 200638 Un welfare flessibile e innovativo per lenuove imprenditriciSilvia Costa, Assessore all’Istruzione,Diritto allo studio e Formazione -Regione Lazio


Rivista trimestraleanno 3 - numero 2 - giugno 2006Con il contributo di:Direttore responsabileLuigi CampitelliCoordinamentoSimona De QuattroRegione LazioGruppo di lavoroGiulia BarozziRoberta BertoliniErminia De CarloMichele LombardiProgetto graficoUttinacci & Turano - www.uet.itFotografieLuca Orilia - www.lucaorilia.comLo studio che rappresenta il Focus di questoquaderno è a cura del CensisImpaginazioneOfficine Europee - www.officineeuropee.comComposizione e stampaOfficine Europee - 00047 Marino (Roma)vicolo S. Spirito, 89Copyright BIC Lazio00182 Roma - via Casilina, 3/Ttelefono +39 069 784 501fax +39 0697 845 001www.biclazio.itcomunicazione@biclazio.itBIC Notes - quaderni di BIC Lazio - BusinessInnovation Centre è inviato gratuitamente a quantine faranno richiesta.Registrazione al Tribunale di Roma n. 487/2003del 24.11.2003Spedizione in A. P. - 70% - Roma


EDITORIALELe donne, il motoredella nostra economiaLuigi Campitelli,Direttore Generale BIC LazioQuesto Quaderno, che abbiamo voluto dedicare a Raffaella Alibrandi, raccoglie risultati diuna manifestazione che non sarebbe stata possibile senza il suo impegno.La diffusione crescente del lavoro autonomo e dell’imprenditoria femminile è un fattore disviluppo molto importante per il nostro Paese, non solo da un punto di vista sociale e culturale,ma anche economico.In un mondo nel quale si cercano nuove forme di sostegno alla competitività del sistema produttivonazionale, lo stile al femminile si sta rivelando un fattore vincente.Non a caso l’Unione Europea considera fondamentale diffondere la cultura delle pari opportunità,proprio per sostenere le donne che vogliono fare impresa, considerate una risorsa fondamentaleper conseguire una reale crescita economica.Sono sempre di più le donne che cercano nell’imprenditoria l’alternativa al posto fisso e questoincremento progressivo del lavoro femminile si traduce nel nostro Paese, ed in particolarmodo nel Lazio, in una crescente diffusione delle imprese guidate da donne o comunque a prioritariapartecipazione femminile.Come sottolineato chiaramente dal Dossier del Censis pubblicato in questo numero del BICNotes, le donne risultano infatti essere le protagoniste della crescita occupazionale nella nostraRegione, oltre ad essere il motore trainante dell’economia del nostro Paese.L’incremento più significativo di imprese in rosa in Italia si è avuto infatti nel Lazio (con un+3,21% rispetto al 2004), mentre la città di Roma conta il maggior numero di imprenditricid’Italia (42.501, pari al 26,1% del totale dei titolari d’impresa a livello nazionale).Numeri che parlano da soli quindi. Ma come fare a continuare su questa strada? Quali strumentidevono essere sviluppati per sostenere ancora di più le donne che vogliono avviare unaattività imprenditoriale?La scintilla che accende l’idea imprenditoriale è generata da un forte convincimento personalebasato certamente sulle proprie competenze, ma soprattutto dal desiderio di realizzare unsogno, a dispetto di una burocrazia giudicata troppo pesante, di un rapporto problematico conil credito, di pregiudizi e scetticismo ancora diffusi.Si avverte quindi la necessità di creare un percorso armonico e virtuoso che supporti leimprenditrici, che veda protagonista la donna, e che passi attraverso due fasi distinte: la diffusionedella cultura d’impresa ed il sostegno alla progettazione d’impresa, ma soprattutto il favorirela cooperazione tra le aziende esistenti.Occorre quindi continuare ad operare – ed è questo l’impegno di BIC Lazio anche per ilfuturo - mettendo a fattor comune esperienze, risorse e professionalità, soprattutto in terminidi formazione, di orientamento al mercato e di promozione dell’innovazione, per affiancare agliincentivi economici una rete sempre più ricca di servizi di sostegno e promozione alle imprese.BIC Notes – giugno 2006 – Editoriale 5


FocusLe donne traino dell’imprenditoria romanaI fattori di successo delle imprese femminili della capitaleL’impresa femminile che avanza, tra nuove e vecchie vocazioniCome cambiano le scelte delle donne che fanno impresaLe imprenditrici romane: più giovani e multietnicheLe caratteristiche delle nuove capitane d’impresa


Le imprese femminili a RomaNegli ultimi due annile imprese femminili a Romasono cresciute in modo significativoguadagnandosi un ruolo centralenell’economia della capitale.


IntroduzioneGiuseppe Roma, Direttore CensisRaramente i numeri riescono a rendere l’immaginedel cambiamento in tempi reali. Ma il quadroche emerge dal dossier sulle imprese femminilia Roma, realizzato in occasionedell’Expo Impresa Donna promosso da BICLazio e dal Comitato per l’ImprenditoriaFemminile della Camera di commercio diRoma, che costituisce il focus di questo quaderno,scatta un’istantanea abbastanza sorprendentedell’imprenditoria femminile romana.Un’imprenditoria che ha registrato nell’ultimobiennio risultati senza precedenti, e che ha,di fatto, svolto un ruolo di traino dell’economialocale, rendendo più dinamico un tessutoproduttivo che ha dato prova di sapere raccoglierepositivamente le sfide poste dal sistema.Tra i tanti dati presenti nella ricerca chetestimoniano tale vitalità, basti solo considerareche Roma è stata, nel 2005, la prima provinciaitaliana in termini di crescita di nuoveimprese guidate da donne, e che queste ultimehanno dimostrato una dinamicità di granlunga superiore alle imprese non femminili.Difficile comprendere, sulla base dei datidisponibili, quanta parte di questa nuovaimprenditoria sia destinata nel giro di pochianni a strutturarsi e consolidarsi. È indubbio,infatti, che dietro il proliferare di tante impreseindividuali, che rappresentano la componentedi gran lunga maggioritaria del sistemaproduttivo locale, si nascondano spesso evolentieri tipologie di attività difficilmenteetichettabili come impresa con la “i” maiuscola:fenomeni di autoimpiego, di individualizzazionee professionalizzazione del lavoro, diintegrazione occupazionale degli immigrati,tanto per citarne alcuni.Ma è altrettanto indubbio che l’accresciutadisponibilità di opportunità e risorse che hacontraddistinto l’exploit economico della provinciain questi ultimi anni, unitamente a quelclima di fiducia diffusa che è andato neltempo maturando, abbia offerto un sostratoeconomico e culturale di fondamentaleimportanza nelle scelte di sempre più donnedi giocare la propria partita e realizzare impresecon solide radici e prospettive di crescita.Non si può da questo punto di vista nonsottolineare, infatti, come alla crescita dimensionaledel numero delle imprese gestite dadonne, si sia accompagnato un consolidamentostrutturale dell’impresa femminile, confermatonon solo dall’aumento della complessitàe solidità organizzativa – è infatti sensibilmenteaumentato il numero delle società di capitale– ma anche da una stabilizzazione deilivelli di sviluppo delle imprese, che sonorisultate negli ultimi anni molto meno soggettea quei fenomeni di nati-mortalità chehanno caratterizzato l’altra faccia dell’universoimprenditoriale romano. E positivamentepuò essere valutata anche l’esplorazione dinuovi settori, come edilizia e servizi di trasportoe comunicazioni, tradizionalmenteappannaggio maschile.Ovviamente, lo spaccato che emerge dall’analisinon tralascia quegli elementi che si prestanoad una lettura più ambigua – si pensi allamarcata vocazione commerciale, all’elevataparcellizzazione del tessuto produttivo, allagiovane età delle imprese - senza dimenticarequelli più generali che, pure trascurati daun’analisi di carattere strutturale, connotanofortemente la capacità di intrapresa femminile:l’onnipresente problema dell’accesso al credito,dell’avvio di impresa, dei servizi di accompagnamento,del passaggio generazionale, tuttiaspetti che finiscono per avere sul mondo femminileuna ricaduta ancora più evidente.Da questo punto di vista due sono ledimensioni su cui appare prioritario ad oggiintervenire:• l’accompagnamento all’impresa, cheresta ancora una delle funzioni crucialinello sviluppo della vita imprenditoriale:dalla fase di avvio, al consolidamento,allo sviluppo di nuovi mercati, innovazione,progetti, la presenza o meno diservizi in grado di sostenere le impresenel loro percorso di vita risulta un’esigenzafondamentale, e rispetto alla qualeil sistema di politiche ed interventiattualmente esistente risulta sostanzialmentesordo;BIC Notes – giugno 2006 – Focus 9


• la conciliazione, che rappresenta il principaleelemento che coinvolge le imprenditricicome donne. Da questo punto di vista, imagri risultati prodotti dalla L. 53/00,soprattutto per quanto attiene alla sostituzione(dal 2001 al 2004 sono stati presentatiin totale 83 progetti), se da un latosegnalano l’esigenza di un’ulteriore messa apunto della strumentazione predisposta,dall’altro rendono evidente come poco servanosoluzioni formali, se non accompagnateda una crescita generalizzata dellacultura collettiva, che ancora non legittimapienamente le donne che lavorano, soprattuttose aspirano a ruoli che nell’immaginariocollettivo sono considerati maschili.10 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Tabella 2 - Prime 15 province italiane per tasso di crescita delle imprese femminili,tra 2004 e 2005 (valore assoluto e variazione percentuale).Differenza Variazione %Provincia 2005 2004-2005 2004-2005Roma 56.876 2.184 4,0Milano 67.531 2.262 3,5Caltanissetta 5.949 191 3,3Parma 8.038 244 3,1Latina 12.933 388 3,1Catanzaro 6.877 196 2,9Teramo 8.357 236 2,9Como 8.419 233 2,8Taranto 11.362 314 2,8Bergamo 16.469 448 2,8Lecce 15.235 410 2,8Caserta 20.700 555 2,8Napoli 57.953 1.543 2,7Verona 18.423 468 2,6Salerno 25.281 635 2,6Fonte: Unioncamere, 2006.Figura 1 - Variazione percentuale delle imprese femminili attive: confronto provincia di Roma, Lazio e Italia, 2003-2005.6,75,12,61,8 2,0 4,03,21,83,82003-2004 2004-2005 2003-2005Roma Lazio ItaliaFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.12 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Figura 3 - Tasso di femminilizzazione delle imprese attive: confronto provinciadi Roma, Lazio e Italia, 2003-2005 (variazione percentuale).26,526,124,124,723,5 23,8Roma Lazio Italia2003 2005Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.livello nazionale e regionale, dove pure si èassistito ad un consolidamento significativodelle società di capitali – cresciute rispettivamentedel 46,4% e 44,3% – dall’altro siimpone come un tratto fortemente distintivodelle dinamiche imprenditoriali femminiliromane nell’ultimo biennio: le impresenon condotte da donne hanno infatti registratonella provincia un incremento moltopiù contenuto (+8,4%) rispetto a questatipologia aziendale;• la crescita della leadership femminile all’internodell’impresa: guardando infatti allemodalità con cui le donne organizzano lapropria presenza all’interno dell’aziendaemerge che le neo imprenditrici preferisconodi gran lunga essere leader. Mentre sirafforza ulteriormente la componente diimprese femminili a conduzione esclusiva(2),cresciuta tra 2003 e 2005 del 7,9%,diminuisce infatti il già risicato numero diimprese a “forte” (-14,5%) o “maggioritaria”presenza femminile(tabella 4);• l’elevato dinamismo imprenditoriale delledonne: nel 2005, il tasso di natalità delleimprese femminili (imprese iscritte ogni100 registrate) è risultato di gran lungasuperiore a quello delle imprese non femminili(10% contro 7,2%) e delle impreseguidate da donne a livello nazionale (8%)(tabella 5 e figura 5);• la sostanziale solidità del tessuto imprenditorialefemminile romano che risulterebbe, dalconfronto dei dati sulle imprese iscritte ecessate, meno soggetto a quei fenomeni dinati-mortalità che caratterizzano in misurarilevante l’altra metà del mondo imprenditoriale:nel 2005, ogni 100 imprese “non femminili”iscritte alla Camere di Commercio,circa 82 sono cessate; con riferimento alleimprese femminili, il valore scende a 68. Edanche il confronto a livello nazionale (muoiono81 imprese ogni 100 iscritte nell’anno)suggerisce la buona tenuta del sistemaromano (figura 6).2. L’impresa è considerata a conduzione “esclusiva” se è donna il titolare della ditta individuale; se lo è il 100% dei socidelle società di capitale, delle società di persone e delle cooperative; se lo è il 100% degli amministratori delle altre formegiuridiche. Se le quote di controllo sono superiori al 60% (o a 2/3 del capitale sociale per le società di capitali) il controlloè considerato “forte”, È a conduzione “maggioritaria” se il controllo femminile si attesta al di sopra del 50%.14 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Tabella 3 - Distribuzione e variazione percentuali delle imprese per tipologia giuridica:confronto provincia di Roma, Lazio, Italia, 2003-2005.Imprese femminiliImprese non femminiliRoma Lazio Italia Roma Lazio ItaliaDistribuzione % al 2005Società di capitale 11,8 9,6 7,3 20,0 17,3 14,9Società di persone 12,6 12,7 19,5 10,0 11,0 16,9Imprese individuali 74,4 76,2 71,9 68,1 69,5 65,9Cooperative, consorzi ed altre forme 1,2 1,4 1,3 2,0 2,2 2,3Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0Variazione % 2003-2005Società di capitale 48,3 46,4 44,3 8,4 8,9 8,0Società di persone 7,5 7,4 3,5 1,0 0,6 0,2Imprese individuali 2,4 1,3 1,0 2,1 1,4 1,3Cooperative, consorzi ed altre forme -11,6 -4,3 1,8 16,1 9,7 2,2Totale 6,7 5,1 3,8 3,4 2,7 2,0Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA Roma.250020001500Figura 4 - Variazione delle imprese femminili nella provincia diRoma, per tipologia giuridica, 2003-2005 (valore assoluto e variazione percentuale).2.17848,3 24,1605040100050004967,59812,4-11,63020100-500-93Società di capitale Società di persone Imprese individuali Cooperative, consorziDifferenza %Variazione %Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.-10-20Tabella 4 -Distribuzione e variazione percentuali delle imprese femminili attive per presenza:confronto provincia di Roma, Lazio e Italia, 2003-2005 (valore e variazioni percentuali).Distribuzione % al 2005 Variazione % 2003-2005Presenza Roma Lazio Italia Roma Lazio ItaliaMaggioritaria 0,7 0,6 0,7 -17,5 -20,0 -7,1Forte 3,5 3,1 4,2 -14,5 -15,1 -7,6Esclusiva 95,8 96,3 95,1 7,9 6,1 4,4Totale 100,0 100,0 100,0 6,7 5,1 3,8Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 15


Tabella 5 - Imprese iscritte, cessate e tassi di natalità (1) e mortalità (2): confrontoprovincia di Roma, Lazio, Italia, 2005 (valore assoluto e valore percentuale).Imprese femminiliImprese non femminiliRoma Lazio Italia Roma Lazio ItaliaIscritte 8.141 11.409 108.747 22.488 29.754 312.544Cessate 5.561 7.973 89.510 18.190 23.743 251.504Saldo (iscritte-cessate) 2.580 3.436 19.237 4.298 6.011 61.040Tasso di natalità 10,0 9,2 8,0 7,2 7,0 6,7Tasso di mortalità 6,8 6,4 6,6 5,8 5,6 5,4Imprese cessate ogni 100 iscritte 68,3 69,9 82,3 80,9 79,8 80,5(1) [Imprese iscritte nell’anno/imprese registrate ad inizio anno] *100(2) [Imprese cessate nell’anno/imprese registrate ad inizio anno] *100Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA Roma.È ovvio che questi positivi elementi di tendenzadebbano tuttavia essere letti alla luce diun quadro di contesto non privo di chiaroscuri.Non possono essere trascurati alcuni aspettida tenere sotto osservazione.La bassa presenza delle donne nell’imprenditoria– sono femminili il 24,7% delle imprese– a fronte di una partecipazione sempre piùconsistente della risorsa femminile nel lavoro– le donne rappresentano ormai nella provinciail 43,6% della forza occupazionale – evidenziauna difficoltà tutta specifica nell’avviod’impresa, nell’accesso ai servizi, nel caratteredella scelta imprenditoriale che finisce inevitabilmenteper ripercuotersi sui tanti elementiche definiscono la qualità del tessuto imprenditorialedel territorio.A ciò si aggiunge un ulteriore elementodistintivo delle imprese femminili romane,che è la relativa giovane età: un fattore, questo,che segnala l’esistenza di un ampio alonedi imprese ancora non consolidate, il cui futuropresenta inevitabili margini di incertezza.Su 100 imprese femminili della provincia,infatti, ben il 43,9% hanno meno di sei anni divita, essendo iscritte dopo il 2000. Un’altrafetta consistente, il 33,7%, ha più di sei annima meno di 15, mentre le imprese che possonovantare un’esperienza più che quindicennalesono il 22,4% (figura 7). Un dato, questo,che connota particolarmente la realtàimprenditoriale romana e laziale, se si considerache in Italia le imprese femminili registratedopo il 2000 sono il 36,7%.In ultimo, i dati lascerebbero intendere uncerta maggiore debolezza strutturale del tessutoimprenditoriale femminile rispetto aquello maschile, indicata dall’elevata presenzadi imprese individuali (sono il 74,4% tra leimprese femminili e il 68,1% tra quelle nonfemminili) e la minore incidenza delle societàdi capitali (11,8% delle imprese femminilicontro il 20% delle imprese non femminili).Un dato, quest’ultimo, che tuttavia deve essereletto alla luce del fatto che nell’universodelle imprese non femminili trovano spaziosia le aziende ad azionariato diffuso, sia quellepartecipate da soggetti giuridici. Semmai,se si considera da questo punto la specificarealtà imprenditoriale femminile romana, è davalutare positivamente la significativa incidenzadelle imprese di capitale, rispetto al datonazionale e regionale, rispettivamente del7,3% e 9,6%.16 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Figura 5 - Tassi di natalità e di mortalità delle imprese in provincia di Roma, 2004-2005(valore percentuale).10,110,07,16,87,25,67,25,82004 2005 2004 2005Imprese femminiliImprese non femminiliTasso di natalitàTasso di mortalitàFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.Figura 6 - Imprese cessate nell’anno ogni 100 iscritte nell’anno:confronto provincia di Roma e Italia, 2005 (valore percentuale).68,380,9 82,3 80,5Imprese femminiliImprese non femminiliRoma ItaliaFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.18 BIC Notes – giugno 2006 – Focus50403020100-10-20


Figura 7 - Distribuzione delle imprese femminili per anno diregistrazione: confronto provincia di Roma, Lazio e Italia, 2005 (valore percentuale).6,56,17,615,815,016,133,737,439,6fino al 19791980-198943,941,436,71990-19992000 e oltreRoma Lazio ItaliaFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 19


2. L’impresa femminile che avanza, tranuove e vecchie vocazioniSe quindi, a Roma, un contesto aperto edinamico ha favorito l’occupabilità delledonne, spingendole a realizzare imprese consolide radici e con prospettive di crescita, èindubbio che anche le dinamiche che hannointeressato l’economia capitolina negli ultimianni abbiano giocato un ruolo non pocorilevante nell’indirizzare le imprenditriciromane verso nuove piste di attività.Il consolidamento della presenza delledonne nei settori a tradizionale vocazionefemminile (il commercio, in primis, maanche e soprattutto i servizi sociali) si è infattiaccompagnato ad un significativa crescitadi iniziative in comparti tradizionalmentepiù lontani dal mondo femminile qualicostruzioni, terziario avanzato e altre nicchiedel sistema dei servizi.Basti da questo punto di vista considerare che:• delle 3.562 nuove imprese attive nate tra2003 e 2005, ben 3.118, vale a dire circal’87%, si sono concentrate nei servizi. Iltasso di crescita delle imprese femminiliromane nel settore (7,4%) è risultato digran lunga superiore non solo a quellodell’imprenditoria non femminile dellaprovincia (che ha registrato un +4% negliultimi due anni) ma anche a quello mediofemminile nazionale, attestatosi al 5,6%(tabella 7);• nell’ambito dei servizi, è stato il commercioa costituire il bacino più rilevante dialimentazione di nuove imprese – ne sononate 1.565, per un incremento del 6,9% -seguite da attività immobiliari, noleggio,informatica e ricerca, che con un saldo di573 nuove imprese hanno registrato unincremento del 10,9%, e i servizi pubblici,sociali e personali, arricchitisi di 475nuove unità (+8%). Sia nel commercio chenei servizi sociali le performance delleimprenditrici romane sono risultate nettamentesuperiori a quelle dei colleghimaschi e delle altre imprenditrici italiane,mentre, con riferimento a attività immobiliari,noleggio e informatica, la tendenza èrisultata meno netta;Tabella 6 - Imprese femminili per settore: confronto provincia di Roma e Italia, 2005(valore assoluto e valore percentuale).Provincia di RomaItaliaValore Distribuzione Imprese Valore Distribuzione Impreseassoluto % femminili/ assoluto % femminili/TotaleTotaleimpreseimpreseAgricoltura e pesca 4.741 8,3 31,9 278.049 22,8 28,8Industria 6.832 12,0 12,3 166.472 13,7 12,2Industria in senso stretto 4.672 8,2 20,7 127.661 10,5 19,7Costruzioni 2.160 3,8 6,6 38.811 3,2 5,4Servizi 45.303 79,7 28,3 774.591 63,5 27,8Commercio 24.153 42,5 28,5 387.379 31,8 27,2Alberghi e ristoranti 4.242 7,5 32,5 85.026 7,0 33,6Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 1.656 2,9 11,8 21.882 1,8 11,1Intermediazione monetaria e finanziaria 1.625 2,9 23,9 22.836 1,9 23,1Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 5.851 10,3 25,8 127.131 10,4 24,4Servizi sociali e personali 6.383 11,2 46,7 109.293 9,0 49,1Servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.) 1.393 2,4 26,5 21.044 1,7 30,0Totale 56.876 100,0 24,7 1.219.112 100,0 23,8Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA Roma.20 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Tabella 7 - Andamento delle imprese femminili per settore: confronto provincia di Roma eItalia, 2003-2005 (valore assoluto e valore percentuale).Provincia di RomaDifferenza2003-2005Variazione %2003-2005Differenza2003-2005Variazione %2003-2005Agricoltura e pesca -45 -0,9 -3.524 -1,3Industria 489 7,7 6.954 4,4Industria in senso stretto 28 0,6 1.654 1,3Costruzioni 461 27,1 5.300 15,8Servizi 3.118 7,4 41.139 5,6Commercio 1.565 6,9 11.925 3,2Alberghi e ristoranti 204 5,1 4.243 5,3Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 279 20,3 3.281 17,6Intermediazione monetaria e finanziaria 106 7,0 1.192 5,5Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 573 10,9 14.705 13,1Servizi sociali e personali 475 8,0 4.909 4,7Servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.) -84 -5,5 884 4,8Totale 3.562 6,7 44.569 3,8Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.Italia• anche l’industria ha registrato un saldodecisamente positivo (+7,7% contro il+3,1% delle imprese non femminili dellaprovincia), dovuto tuttavia in misura preponderantealla crescita della presenza femminilein un settore tradizionalmentemaschile: le costruzioni. Sono infatti 461 lenuove imprese operanti nel comparto, circail 27,1% in più rispetto a due anni fa. Undato che ovviamente può prestarsi a più diuna lettura, ma che non può non esserericondotto all’effettiva crescita di presenzain uno dei settori che più ha fatto da trainoallo sviluppo locale e nazionale negli ultimianni, come sembrerebbe confermare lastessa tendenza registrata a livello nazionale(le imprese femminili di costruzioni sonocresciute in Italia del 15,8%);• tutti i settori, con l’unica eccezione di attivitàimmobiliari, noleggio e informatica,hanno registrato una crescita del livello difemminilizzazione, particolarmente significativanei servizi legati a PA – sanità eistruzione - nei servizi sociali e personali,nei trasporti, magazzinaggio e comunicazionie nelle costruzioni (figura 9).È ovvio che tali dinamiche rispecchino ilpercorso seguito dall’economia romana, chedalla fine degli anni ’90 ha avviato un lentoma incisivo percorso di riposizionamento;questo è stato segnato non solo dall’ampliamentodella base produttiva, da una riorganizzazionedella componente industriale, cheha visto l’irrobustimento di alcune nicchielegate alla meccanica, alla componentistica,all’agroalimentare, e all’edilizia in particolare,ma soprattutto dal rafforzamento di tuttoquel segmento di terziario avanzato e innovativoda un lato e sociale dall’altro.Proprio questa situazione ha fatto sì cheRoma si contraddistinguesse come città dell’accoglienza,passando dalla funzione di cittàd’arte tout court a quella più complessa dicittà dell’ edutainment, in grado di offrire unmix articolato e accattivante di education(attraverso percorsi culturali di elevato impattosul singolo fruitore) e entertainment, cioèintrattenimento inteso come esperienza coinvolgentee di elevato livello qualitativo.In questo quadro, che ha segnato di fatto ilpositivo exploit dell’imprenditoria femminilenella capitale, è tuttavia indubbio che le sin-BIC Notes – giugno 2006 – Focus 21


Figura 8 - Variazione percentuale delle imprese femminili e non femminili persettore, in provincia di Roma, 2003-2005.27,120,37,73,10,68,6 7,44,06,93,8 5,1 4,14,37,04,510,9 10,08,05,9-0,9 -1,3Agricoltura e pescaIndustriaIndustria in senso strettoImprese femminiliCostruzioniServiziCommercioAlberghi e ristorantiTrasporti, magazzinaggio e comunicazioni-5,1Intermediazione monetaria e finanziariaImprese non femminiliFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.Attività immobiliarinoleggio, informatica, ricercaAltri servizi socialie personaliFigura 9 - Tasso di femminilizzazione delle imprese, in provinciadi Roma, 2003-2005 (valore percentuale).Servizi sociali e personaliAlberghi e ristorantiAgricoltura e pescaCommercioAltri servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.)Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricercaIntermediazione monetaria e finanziariaIndustria in senso strettoTrasporti, magazzinaggio e comunicazioniCostruzioni6,611,820,723,928,526,525,832,531,946,7Totale 24,7Tasso al 2003 Differenza 2003-2005Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.22 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


gole specificità settoriali segnino profondamentele caratteristiche del tessuto imprenditoriale,e di quello femminile in particolare.I servizi, che come visto rappresentano ilprincipale ambito di sviluppo dell’imprenditoriafemminile romana - sono infatti più di45.000 le imprese femminili che operano inquesto settore, vale a dire il 79,7% del totale –si presentano come una realtà estremamentearticolata al proprio interno.Come anticipato, il commercio è il settorepiù rilevante, almeno da un punto di vistanumerico. Opera in questo comparto ben il42,5% delle imprese, un valore nettamentesuperiore a quello medio nazionale (haun’impresa attiva nel commercio il 31,8%delle imprenditrici italiane) e a quello delleimprese non femminili, che vedono a Romaun’incidenza del settore del 34,9%. Si tratta diun dato che risente di una duplice vocazione:quella prettamente femminile, da un lato, cheindividua nel commercio uno dei settori piùcongeniali allo sviluppo d’impresa da partedelle donne; e quella più specificamente capitolina,che vede a Roma una preponderanzadel tutto particolare di imprese di questo tipo.Pur essendo per definizione il settore in cuisi concentrano le donne, il tasso di femminilizzazionedel comparto risulta di poco superiorealla media – sono femminili il 28,5%delle imprese – e al valore nazionale del settore(27,2%).È peraltro questo uno dei comparti con lapiù alta incidenza di imprese individuali(sono l’81,3% del totale) (tabella 8). Un elementocollegabile, più che ad una specificacaratteristica dell’imprenditoria femminilelocale, alla natura del settore: anche tra leimprese non femminili, infatti, la quota delleimprese individuali appare decisamente piùelevata che in altri comparti. Proprio taleaspetto contribuirebbe a spiegare l’elevatanati-mortalità delle imprese che caratterizzail settore: nel 2005, per ogni 100 impreseregistrate ad inizio anno, se ne sono iscritte8,2; ma allo stesso tempo ne sono cessate 8,5(tabella 9).Abbastanza diversa è invece l’organizzazionenell’ambito del terziario avanzato (informatica,attività immobiliari, noleggio, ricerca)Tabella 8 - Distribuzione percentuale delle imprese femminili nella provincia di Roma,per settore di attività e forma giuridica, 2005.Società di Società di Imprese Cooperative, Totalecapitale persone individuali consorzi edaltre formeAgricoltura e pesca 1,6 3,1 94,8 0,5 100,0Industria 20,4 23,6 54,8 1,3 100,0Industria in senso stretto 11,0 18,7 69,1 1,2 100,0Costruzioni 40,6 34,1 23,8 1,5 100,0Servizi 11,5 11,9 75,3 1,3 100,0Commercio 8,3 10,3 81,3 0,1 100,0Alberghi e ristoranti 10,1 18,7 70,7 0,5 100,0Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 18,7 14,2 61,7 5,5 100,0Intermediazione monetaria e finanziaria 3,6 8,9 87,5 0,0 100,0Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 25,3 15,4 56,6 2,7 100,0Servizi sociali e personali 6,6 8,4 83,0 1,9 100,0Servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.) 37,3 21,5 29,2 12,0 100,0Totale 11,8 12,6 74,4 1,2 100,0Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 23


Tabella 9 - Tasso di natalità (1) e mortalità (2) delle imprese femminili e non femminili inprovincia di Roma, per settore, 2005 (valore percentuale).Imprese femminili Imprese non femminiliTasso di Tasso di Tasso di Tasso dinatalità mortalità natalità mortalitàAgricoltura e pesca 4,2 4,8 3,1 4,8Industria 4,6 7,2 5,0 7,0Industria in senso stretto 5,3 7,8 2,5 6,5Costruzioni 3,4 5,9 6,6 7,3Servizi 11,1 6,9 8,0 5,5Commercio 8,2 8,5 4,6 6,2Alberghi e ristoranti 5,7 6,8 3,7 5,2Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 7,0 5,6 5,2 5,6Intermediazione monetaria e finanziaria 8,7 8,5 4,2 6,0Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 6,9 7,8 3,6 6,4Servizi sociali e personali 6,1 7,0 2,5 6,0Servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.) 20,5 4,4 15,6 4,4Totale 10,0 6,8 7,2 5,8(1) [Imprese iscritte nell’anno/imprese registrate ad inizio anno] *100(2) [Imprese cessate nell’anno/imprese registrate ad inizio anno] *100dove si addensa il 10,3% delle imprese femminiliromane. Un settore in forte espansione,che vede però una presenza delle donne ancoracontenuta: sono infatti il 25,8% del totale leimprese di settore guidate da donne.Ciò che tuttavia appare più interessantesottolineare è l’organizzazione del sistemaimprenditoriale di questo segmento semprepiù rilevante nell’economia romana, chevede una presenza significativa di società dicapitali (il 25,3% del totale), peraltro in fortecrescita nell’ultimo biennio (+68,3%), unabuona quota di società di persone (15,4%) eal contrario, una presenza più ridotta, ancorchémaggioritaria, di imprese individuali(56,6%). Se da un lato la maggiore complessitàorganizzativa del settore trova confermanella relativa maggiore anzianità delle impresedel settore (“solo” il 38% è nato dopo il2000), dall’altro spiega anche la minorenatalità delle imprese: su 100 imprese femminiliregistrate nel 2005, ne sono nate 6,9e cessate 7,8; una tendenza che tuttavia puòessere letta positivamente rispetto alle performancedelle imprese non femminili, che afronte di un tasso di natalità del 3,6 neFonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.hanno registrato uno di mortalità del 6,4(tabella 10).Sul versante diametralmente opposto, il terziariosociale (servizi pubblici, sociali e personali),dove è concentrato l’11,2% dell’imprenditoriafemminile romana, costituisce il settore a piùalto tasso di femminilizzazione, con il 46,7%delle imprese di comparto guidate da donne. Èun’area di servizi fortemente caratterizzata daimprese individuali (l’83% del totale) e da unasignificativa quota di società cooperative (1,9%)e dove, peraltro, la tradizione imprenditorialefemminile risulta di più lunga data, consideratoche ben il 30,4% delle imprese ha un’anzianità diattività superiore ai 15 anni, il 33,3% tra i 6 e 15anni, e “solo” il 35,5% inferiore ai cinque.Anche il settore del turismo (alberghi eristoranti) assorbe una quota significativa diimprenditoria romana, il 7,5%, e rappresenta,dopo commercio e servizi sociali, l’area a piùmarcata vocazione femminile, dal momentoche le imprese guidate da donne sono il 32,5%delle imprese di settore; un dato peraltro similea quello medio nazionale, dove la presenzadelle donne nel comparto si attesta al 33,6%.Il settore non presenta marcate specificità, sesuliilddinrem2pfo1spfecc(rmbsefein24 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Tabella 10 - Distribuzione delle imprese nella provincia di Roma, per settore e anno diiscrizione, 2005 (valore percentuale).Anno di iscrizioneFino al 1970 1980 1990 2000 ed Totale1969 1979 1989 1999 oltreAgricoltura e pesca 0,6 0,8 1,5 64,1 33,0 100,0Industria 2,8 4,8 24,7 34,9 32,4 100,0Industria in senso stretto 2,0 3,4 26,7 34,9 32,5 100,0Costruzioni 4,2 7,1 21,3 34,8 32,3 100,0Servizi 2,2 4,5 15,6 31,5 46,1 100,0Commercio 3,0 6,6 18,6 30,9 40,9 100,0Alberghi e ristoranti 3,4 6,3 18,7 38,8 32,7 100,0Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 2,4 7,7 18,0 34,1 37,6 100,0Intermediazione monetaria e finanziaria 0,5 1,7 13,1 39,5 45,2 100,0Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 2,5 4,7 16,7 38,0 38,0 100,0Servizi sociali e personali 1,1 2,0 27,3 33,3 35,5 100,0Servizi pubblici (istruzione, sanità, ecc.) 1,4 2,2 6,8 26,4 63,2 100,0Totale 2,2 4,4 15,8 33,7 43,9 100,0Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.si esclude che in questo caso è da sottolineareun maggiore radicamento dell’imprenditorialitàfemminile, testimoniata dal fatto che soloil 32,7% delle imprese si è iscritta alla Cameradi commercio dopo il 2000.Decisamente più marginali appaiono altridue settori dei servizi che pure presentanointeressanti caratteristiche strutturali: il settoretrasporti, magazzinaggio e comunicazioni,e quello dell’intermediazione finanziaria emonetaria, in cui operano rispettivamente il2,9% delle imprese femminili romane. Nelprimo la presenza femminile appare ancorafortemente minoritaria – su 100 imprese solo11 sono guidate da donne – sebbene sia dasottolineare come nell’ultimo biennio, proprioin questo settore, la presenza di impresefemminili sia aumentata di oltre 20 punti percentuali,a fronte di una crescita molto piùcontenuta delle imprese non femminili(+4,3%): una tendenza questa che trovariscontro a livello nazionale (le imprese femminilisono aumentate del 17,6%), e ricollegabilein parte alla bassa presenza di donne nelsettore, e ad un più generale processo diespansione delle vocazioni imprenditorialifemminili.Altro elemento caratteristico è l’elevataincidenza di società di capitali, che rappresentanoil 18,7% delle imprese attive, cui siaggiunge una significativa presenza di impresecooperative (5,5%); le imprese individualirappresentano invece solo il 61,7% dell’universo.Per quanto attiene invece al settore dell’intermediazionemonetaria e finanziaria, l’elementopiù interessante che emerge dall’analisidei dati è la marcata giovane età delleimprese: il 45,2% ha meno di 6 anni, il 39,5%tra i 6 e 15 anni, mentre solo il 15,3% delleimprese ha più di 15 anni.L’industria rappresenta al confronto deiservizi, un settore ancora ostico per le donne,romane e italiane in generale. Lo testimonianoalmeno due elementi: la bassa incidenza diimprese femminili industriali sul totale delleimprese (sono il 12% nella provincia di Roma,l’11,5% nel Lazio e il 13,7% in Italia) e il bassolivello di femminilizzazione del settore. Su100 imprese romane attive nell’industria, solo12,3 sono femminili. Tuttavia la variabilitàinterna al settore è notevole: mentre nelmanifatturiero il tasso sale al 20,7%, nellecostruzioni scende al 6,6%, e ciò malgrado siastato proprio quest’ultimo il settore che nell’ultimobiennio ha registrato l’andamentopiù interessante in termini di crescita percentualedell’imprenditoria femminile.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 25


Figura 10 - Distribuzione percentuale delle imprese cooperative femminili,per settore, in provincia di Roma, 2005.Servizi sociali e personali17%Servizi pubblici(istruzione, sanità, ecc.)23%Attività immobiliari,noleggio, informatica,ricerca 22%Agricoltura e pesca4%Industria in sensostretto 8%Trasporti, magazzinaggioe comunicazioni13%Alberghi e ristoranti3%Costruzioni5%Commercio5%Fonte: elaborazione Censis su dati CCIAA di Roma.È ovviamente questo il comparto in cuil’organizzazione produttiva appare più complessaed articolata, con una presenza significativadi società di capitale, il 20,4%, che saleaddirittura al 40,6% nelle costruzioni: un datoquesto particolarmente interessante, che contribuisceperaltro a distinguere l’imprenditoriaromana da quella nazionale dove, al contrario,proprio nel comparto delle costruzioni,le imprenditrici sono più lontane dall’adottareforme societarie più complesse (lesocietà di capitali sono il 23,5%).Ulteriore elemento distintivo delle impreseindustriali è l’età: ben il 32,3% delle società ènato infatti prima degli anni novanta, ed addiritturail 7,6% (ma nelle costruzioni il valoresale all’11,3%) prima degli ottanta. Il 34,9% ènato nel corso degli anni novanta e “solo” il32,4% dal 2000 in poi.Importante è, infine, il comparto agricolo(vi opera l’8,3% delle imprese), che tuttaviariveste nella provincia romana una rilevanzamolto meno significativa che nel resto delPaese, dove al contrario risultano impegnateben il 22,8% delle imprenditrici. È un settorein cui la presenza femminile appare estremamenteforte, se si considera che, su 100imprese, ben 31,9 sono guidate da donne,nonostante negli ultimi anni il numero delleimprese si sia andato riducendo (-0,9% tra2003 e 2005), in linea con il generale andamentodi settore su scala nazionale.Seppur trasversale all’analisi effettuata, nonpuò essere trascurata la realtà della cooperazioneche, pur minoritaria in termini diimpresa – le imprese cooperative rappresentanosolo l’1,2% delle imprese femminili romane– risulta tuttavia significativa in termini diesperienza imprenditoriale femminile, considerandoche in ogni realtà imprenditorialeesistente sono presenti almeno due imprenditrici.La lettura dei dati forniti dalla Camera dicommercio, oltre ad evidenziare una flessionedi questa tipologia di impresa negli ultimi dueanni (-11,6%) a fronte di una crescita dellecooperative sia a livello nazionale (+1,8%) che26 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Figura 11 - Presenza femminile nel mondo della cooperazione, percarica e livello di inquadramento, 2005 (valore percentuale).64,0 64,062,065,050,0 48,032,036,030,0Soci Soci non Presidenti Vice Componentilavoratori lavoratori Presidenti CdADirigenti Quadri Impiegati OperaiFonte: elaborazione Censis su dati Confcooperative di Roma.con riferimento alle imprese non femminilidella provincia (+16,1%), disegna un quadrosettoriale abbastanza articolato, che vede lacooperazione concentrarsi soprattutto nel terziario,sia sociale – il 23% delle imprese è attivonei servizi pubblici legati ad istruzione, sanità eprevidenza, il 17% nei servizi sociali e personali– che avanzato, con il 22% delle imprese operantinell’ambito delle attività di informatica,ricerca, ecc. (figura 10).Qualche ulteriore spunto è fornito dalle elaborazionieffettuate da Confcooperative diRoma su un campione rappresentativo diimprese della provincia, da cui emerge unanetta caratterizzazione al femminile. Le donnerappresenterebbero infatti il 64% sia dei socilavoratori che dei lavoratori non soci. Tuttavia,la loro presenza nei ruoli decisionali chiavesarebbe fortemente sottodimensionata: sonoinfatti donne il 32% dei presidenti, il 36% deivicepresidenti, e il 30% dei componenti deiConsigli di Amministrazione (figura 11).Poche sono infine le informazioni sul compartoartigiano, che pure rappresenta un’altrasignificativa dimensione trasversale di analisi. Sisottolinea tuttavia, che le imprese artigianefemminili risultano per la prevalenza legate aiservizi alla persona. Secondo un’elaborazionedella CNA di Roma sulle imprese iscritte, su100 imprese femminili, infatti, ben un quartoopera nell’ambito dei servizi di estetica, anchese si registra una presenza non trascurabile nelmanifatturiero, con il 20,4% delle imprese, attiveprincipalmente nel tessile e nell’alimentare.3. Le imprenditrici romane: più giovanie multietnicheSe sulle imprese femminili è possibile tracciareun quadro, per quanto freddo e parziale,comunque indicativo delle tendenze chestanno investendo questo segmento semprepiù interessante e importante di imprenditorialocale, più problematica si presenta l’analisidelle imprenditrici, che necessiterebbe, allaluce di quanto emerso, un approfondimentodel tutto specifico.Dai pochi dati disponibili a livello provincialesulle socie e le titolari d’impresa, emergonotuttavia alcune considerazioni interessanti, chemostrano come l’imprenditoria femminilelocale sia stata interessata, negli ultimi anni, daun significativo dinamismo, che ha riguardatoBIC Notes – giugno 2006 – Focus 27


Tabella 11 - Titolari e soci d’impresa per sesso: confronto provincia di Roma, Lazio, Italia,2000-2005 (valore assoluto, differenze e variazione percentuale).Valore assoluto 2005 Differenza 2000-2005 Variazione % 2000-2005Titolari Soci Titolari e Titolari Soci Titolari e Titolari Soci Titolari esoci soci sociProvincia di RomaFemmine 42.961 36.740 79.701 3.634 637 4.271 9,2 1,8 5,7Maschi 121.536 72.686 194.222 7.358 -17.014 -9.656 6,4 -19,0 -4,7Totale 164.497 109.426 273.923 10.992 -16.377 -5.385 7,2 -13,0 -1,9LazioFemmine 74.344 48.839 123.183 3.975 2.703 6.678 5,6 5,9 5,7Maschi 189.516 88.463 277.979 7.615 -15.564 -7.949 4,2 -15,0 -2,8Totale 263.860 137.302 401.162 11.590 -12.861 -1.271 4,6 -8,6 -0,3ItaliaFemmine 889.562 700.018 1.589.580 13.859 20.967 34.826 1,6 3,1 2,2Maschi 2.610.793 1.106.311 3.717.104 45.008 -34.528 10.480 1,8 -3,0 0,3Totale 3.500.355 1.806.329 5.306.684 58.867 -13.561 45.306 1,7 -0,7 0,9Fonte: elaborazione Censis su dati InfoCamere.Tabella 12 - Titolari d’impresa stranieri per sesso: confronto provincia di Roma, Lazio eItalia, 2000-2005 (valore assoluto, valore e variazione percentuali).2000 2005 2000-2005Valore % stranieri Valore % stranieri Differenza Varazione %assoluto sul totale assoluto sul totaletitolarititolariProvincia di RomaFemmine 1.707 4,3 3.564 8,3 1.857 108,8Maschi 8.581 7,5 14.676 12,1 6.095 71,0Totale 10.288 6,7 18.240 11,1 7.952 77,3LazioFemmine 2.634 3,7 4.916 6,6 2.282 86,6Maschi 10.199 5,6 17.978 9,5 7.779 76,3Totale 12.833 5,1 22.894 8,7 10.061 78,4ItaliaFemmine 30.367 3,5 51.277 5,8 20.910 68,9Maschi 97.424 3,8 196.621 7,5 99.197 101,8Totale 127.791 3,7 247.898 7,1 120.107 94,0Fonte: elaborazione Censis su dati InfoCamere.la sua componente più giovane, come peraltrolasciava intendere l’elevata presenza di impresedi recente iscrizione, e da una crescita dellacomponente immigrata dall’altro, che si èandata imponendo come uno dei principali elementidi vitalità del sistema.Da questo punto di vista, i dati mostranocome:• è cresciuto tra 2000 e 2005 di oltre 4mila unitàil numero delle donne socie e titolari di impresa,passato complessivamente da 75.430 a79.701 (+5,7%), a fronte di una sensibile con-28 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


NAFTA AND THE TAKINGS CLAUSE 1272. THE LOEWEN GROUP AND THE UNITED STATES OF AMERICA 128Perhaps the most disturbing Article 1110 claim yet, the Loewen Groupseeks compensation for an expropriation by the State Court of Mississippi.129 Loewen claimed that, in its finding against the Canadian company,the Mississippi State Court allowed violations of Articles 1102and 1105 of NAFTA, primarily violated when the court permitted opposingcounsel to make pro-American, xenophobic remarks againstLoewen.The future of the Loewen Group’s claim is uncertain, as the corporationrecently re-incorporated in the United States. Because theInvestor-State Dispute mechanism is only available to foreign investors,the tribunal must decide whether Loewen may receive the benefit ofthe tribunal, although it became an American entity after filing thenotice of arbitration.3. CANFOR CORP. AND THE UNITED STATES OF AMERICA 130The Canfor Corporation was a Canadian company operating out ofBritish Columbia. Canfor filed a claim under NAFTA regarding theburden of new import taxes imposed by the United States on the softwoodlumber industry. The taxes were imposed to deter the sale ofsoftwood lumber products for less than market value. In order to deter“dumping” of Canadian softwood lumber, the United States has im-based on environmental concerns. Methanex, citing political motivations, also caststhese environmental concerns aside. The release further notes Methanex’s position thatChapter 11 of NAFTA protects legitimate environmental regulations.128. Loewen Group and the United States, Notice of Arbitration (Oct. 30, 1998),available at http://www.naftaclaims.com. The Loewen Corporation recently reincorporatedin the United States, therefore making it a domestic investor for purposes ofNAFTA. The Tribunal is presently in the process of determining whether the reincorporationhas mooted the claim or if the investor need only be a foreign investorat the time the claim was filed.129. Id. at 4–6. Loewen alleges that in the course of a Mississippi State court litigationregarding commercial contracts between Loewen and Jeremiah O’Keefe. Thetwo competed in the funeral home and funeral insurance business. Specifically, thecontroversy arose regarding three contracts between O’Keefe and Loewen valued byO’Keefe at $980,000. and another alleged contract regarding an exchange of two funeralhomes by O’Keefe worth approximately $2.5 million for insurance from Loewen worth$4 million. Ultimately, the Mississippi jury found Loewen liable for $500 million indamages, During the course of proceedings, the jury awarded O’Keefe $500 million indamages; this amount included $400 million in punitive damages and $74 million foremotional distress. Loewen asserts that the grossly excessive fines were the product ofa seven-week trial “infected by repeated appeals to the jury’s anti-Canadian racial andclass biases.” Loewen alleges that the court’s allowing O’Keefe’s attorney to make“extensive, irrelevant and highly prejudicial references to” Loewen’s financial and nationalstatus were tantamount to expropriation by the U.S. government.130. Canfor Corp. and the United States, Notice of Arbitration (July 9, 2002),available at http://www.naftaclaims.com.


sentate ed ammesse in graduatoria a livello provincialeè cresciuto dell’87,3% (figura 14), inlinea con la tendenza regionale, che ha vistoanche in questo caso crescere considerevolmenteil numero delle aspiranti imprenditrici (+71%).Quali sono i settori cui aspira la nuovaimprenditoria romana? Al primo posto si confermail ruolo trainante del commercio (figura15), dove si concentra il 42% delle domandeinoltrate; a seguire, i servizi alla personaFigura 13 - Incidenza delle titolari di impresa donne sul totale deititolari per classe d’età, in provincia di Roma e in Italia, 2005 (valore percentuale).31,126,7 25,9 25,2 25,3 26,526,724,926,1 25,418-29 30-49 50-69 70 e oltre TotaleRomaItaliaFonte: elaborazione Censis su dati BIC Lazio.Figura 14 - Domande L.215/92 ammesse a graduatoria e domandeammesse a finanziamento in provincia di Roma, 2002-2004 (valore assoluto e variazione percentuale).2.066+87,31.103353527+49,2Domande ammesse agraduatoria20022004Domande ammesse afinanziamentoFonte: elaborazione Censis su dati BIC Lazio.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 31


(24%) e i servizi alle imprese (18%): un datoparticolarmente interessante, quest’ultimo,che conferma la crescita anche qualitativa deltessuto imprenditoriale femminile. Industria eartigianato sono invece il settore prescelto dal12% delle aspiranti imprenditrici.Figura 15 - Distribuzione percentuale delle iniziative imprenditoriali exL.215/92 in provincia di Roma, 2004 (valore percentuale).Servizi imprese18%Servizi alla persona24%Servizi turistici2%Produzioneindustriale eartigianale12%Agricoltura0%Manutenzione2%Commercio42%Fonte: elaborazione Censis su dati BIC Lazio.32 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


ARTICOLI FOCUSL’imprenditoria femminile: un’importantechance di crescita per RomaAndrea MondelloPresidente Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di RomaParlare dell’imprenditoria femminile capitolinasignifica parlare di un successo. Tra il2003 e il 2005, le imprese femminili attive aRoma sono aumentate di 3.562 unità, pari al+6,7%; nello stesso periodo, il tasso di crescitamedio nazionale è stato del +3,8% e quellodelle imprese non femminili romane del+3,4%. E ancora: con il +4%, Roma nel 2005è stata la prima provincia italiana per tasso dicrescita di imprese guidate da donne. Dati checi parlano di un universo femminile fattivo efiducioso, di persone che hanno voglia di faree che sentono l’esigenza di consolidare il proprioprogetto, volgendosi a forme societariepiù strutturate: tra il 2003 e il 2005, le impresedi capitali “rosa” sono cresciute nel nostroterritorio del 48,3%, rappresentando così il61,1% delle nuove imprese. Questi straordinaririsultati di crescita dimostrano l’oggettivavalidità del modello di sviluppo romano, basatosul dialogo e sulla collaborazione fraIstituzioni, comunità imprenditoriale e comunitàcivile. Un modello orientato alla pienavalorizzazione di tutte le componenti dellasocietà, perché favorire un equilibrato e duraturosviluppo del territorio significa proprioquesto: moltiplicare le chance di crescita,estendere quanto più possibile l’ambito dellealternative, e dare a tutti la possibilità di essereinclusi e non esclusi a priori. È esattamenteciò che è avvenuto a Roma, dove siamo riuscitia coniugare efficacemente crescita economicae miglioramento della qualità della vita, sviluppoe inclusione sociale. Non a caso, sonostati gli extracomunitari e le donne a distinguersiper una spiccata vivacità imprenditoriale;in particolare, le imprenditrici stranierecapitoline hanno raddoppiato in cinque annila propria presenza (+108,8%), con una crescitadi gran lunga superiore a quella, pur consistente,registrata a livello nazionale(+68,9%), e a quella del corrispondente universomaschile (+71%). D’altra parte, la crescitae il dinamismo dell’imprenditoria femminile,particolarmente evidenti non solo neisettori a tradizionale vocazione femminile, maanche nelle costruzioni e nel terziario avanzato,sono senza dubbio il risultato di una propensioneall’innovazione e al cambiamento:un’attitudine che, sempre, è la forza in gradodi dare impulso alla crescita di un territorio.Oggi possiamo dirci contenti ma non ancorasoddisfatti: il ruolo delle “imprese in rosa”è centrale nella nostra economia ma può e34 BIC Notes – luglio 2004 – Focus


deve essere ulteriormente rafforzato. È inquesta direzione che la Camera diCommercio di Roma intende continuare aimpegnarsi. Negli ultimi anni, l’azione dellaCamera a favore dello sviluppo del sistemaproduttivo romano ha conosciuto un notevolepotenziamento negli interventi volti a favorirela nascita di nuove imprese e a facilitarel’accesso al credito. Con il duplice obiettivo dioffrire informazione, orientamento e supportoa tutti i soggetti – in particolare giovani edonne - che intendano avviare un’attività produttivae di accompagnare e assistere le nuoveimprese attraverso servizi specifici, è statocreato uno Sportello Impresa ad hoc.Soprattutto, come stabilito dal Protocollod’intesa siglato nel 1999 tra l’UnioncamereNazionale e l’allora Ministero dell’Industria,del Commercio e dell’Artigianato, la Cameraha dato vita al Comitato per la Promozionedell’Imprenditoria femminile, a cui partecipanole principali realtà della rappresentanza.Un’iniziativa importante che, con la messain atto di strumenti utili e innovativi, ha contribuitoin modo significativo alla diffusionedella cultura imprenditoriale. L’investimentonella manifestazione Expo Impresa Donnarappresenta il coronamento di questo percorso:l’evento, ideato come un momento di formazione,informazione e approfondimentotematico, ha attirato l’attenzione di istituzioni,business community e opinione pubblica.L’interesse incontrato e il positivo riscontro dimedia e pubblico ci inducono a pensare direndere Expo Impresa Donna un appuntamentofisso.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 35


ARTICOLIExpo Impresa Donna: intervento conclusivodi Raffaella Alibrandi18 maggio 2006Raffaella Alibrandi, Amministratore Delegato delle Fiera di Roma e Presidente del Comitato ImprenditoriaFemminile della CCIAA di Roma è venuta a mancare il 3 luglio 2006.Pensiamo che il modo migliore per ricordare la sua carica vitale, la sua energia e il suo entusiasmo sia proprioquello di pubblicare il suo ultimo discorso pubblico tenutosi nel corso dell’assemblea conclusiva di Expo ImpresaDonna, sua ultima fatica per assicurare alle donne del nostro territorio la possibilità di fare impresa con il supportodelle istituzioni.Vedervi oggi così numerosi in questo contesto,riuniti per parlare di imprenditoria alfemminile, mi fa sorgere spontanea un’esclamazione“ Che bello!”.Dopo 5 anni di Presidenza del Comitato,alla fine del mio mandato, credo che il successodi questa manifestazione sia la prova cheabbiamo lavorato bene. Anche e, soprattutto,grazie alla capacità di Andrea Mondello,Presidente della Camera di Commercio diRoma, di comprendere quanto l’imprenditoriafemminile rappresenti una leva importanteper la crescita economica del territorio.Lo ringrazio, sia in veste istituzionale cheinformale perché se siamo qui è grazie a lui.Quando nel 2001 abbiamo cominciato alavorare come Comitato dell’imprenditoriafemminile, ci siamo date tre compiti, tre granditemi sui quali costruire e consolidare l’operatodella CCIAA di Roma nell’ambito dellosviluppo imprenditoriale in “rosa”.Questi tre obiettivi sono stati: Informazione,Credito e Integrazione con l’UnioneEuropea.L’ informazione è la chiave di volta: laconoscenza delle opportunità giuridiche, creditizie,economiche e consulenziali che unterritorio può offrire ad una neoimprenditrice,può fare la differenza per il successo dellasua impresa. A questo scopo abbiamo creato ilCD Impresa@Donna, in collaborazione conMicrosoft Italia; abbiamo dato vita ad un sitointernet e ad un numero verde che hannofatto registrare - ecco alcuni risultati concreti- 20 contatti al giorno nell’ultimo anno. Il Cdcontiene 16.000 allegati, con tutte le informazioninecessarie sul mondo imprenditoriale,ed è stato distribuito, nell’ultimo anno, a3.500 imprenditrici ed aspiranti tali.Sotto l’aspetto del Credito sono lieta, davverolieta, di dire che dopo due anni d’intensolavoro abbiamo raggiunto un risultato cheriteniamo importante: la possibilità di unfinanziamento garantito con fideiussione (inaccordo con Unionfidi, Banca di CreditoCooperativo di Roma, Banca popolare diAncona, Unicredit Banca) che, per un importofino a 50 mila Euro, copre l’80% del prestito.Ad oggi il totale dei finanziamenti erogatiarriva a 1.536.229 Euro. Una piccola cifra,apparentemente, ma che significa moltissimo36 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


per chi si affaccia sul mercato con l’entusiasmoe la forza delle idee ma senza grandi capitalifinanziari.In termini d’integrazione con la ComunitàEuropea abbiamo dato vita ad una collaborazionecon la consulta regionale che ci ha permessodi constatare quanto sia strategico lavorareper inserire la nostra regione in un contestoeuropeo. Proprio in quest’ottica abbiamoconsiderato opportuno tradurre il nostro CDImpresa@Donna in diverse lingue. Stiamoanche lavorando per essere sempre più presentiall’interno di Eurochambres, il networkeuropeo delle Camere di Commercio.Proprio l’evento di questi giorni è la dimostrazionedella nostra logica di rete. ExpoImpresa Donna organizzata insieme a BICLazio, nasce per formare ed informare usandoun metodo trasversale. Abbiamo, infatti, datovita a tavoli di lavoro tematici sui settori merceologici,in cui le associazioni di categoria egli organismi territoriali si sono incontrati perlavorare sulle concrete necessità dei settorisecondo le esigenze al femminile.Allo stesso tavolo, ad esempio, si sonosedute le associazioni di categoria interessate,con il supporto necessario dei rappresentantisindacali. Tutti uniti al di là delle sigle, perdimostrare che è possibile lavorare insieme.Un esempio che può provenire, forse, solodal mondo femminile.Mi auguro che Expo Impresa Donna possacrescere e divenire un appuntamento fisso,magari del calendario della Nuova Fiera diRoma.BIC Notes – giugno 2006 – Focus 37


FOCUS ARTICOLIUn welfare flessibile e innovativoper le nuove imprenditriciSilvia CostaAssessore all’Istruzione, Diritto allo studio e Formazione - Regione LazioÈ difficile accettare un evento, come quellodella morte di Raffaella Alibrandi, che colpisceall’improvviso e che lascia tutti noi addoloratie frastornati. Non è facile pensare cheuna persona così solare, così piena di vita, nonsia più tra noi. Sono stata tra le persone chehanno avuto il privilegio della sua amicizia edesidero ricordarla con il suo sorriso aperto,che trasmetteva gioia e voglia di vivere. Lostesso sorriso che ha rivolto a quanti sonointervenuti al convegno Expo ImpresaDonna, da lei promosso in collaborazione conBIC Lazio, che mi auguro diventi un appuntamentocostante a Roma.L’incontro ha analizzato i percorsi dell’imprenditoriafemminile, per i quali si è già fattomolto, ma che richiedono ancora moltoimpegno, soprattutto da parte delle istituzioni.La chiave per poterli realmente promuoveree sostenere è quella di investire su un welfareinnovativo e flessibile, come ho avutomodo di sottolineare. Il convegno ha messoin evidenza come le iniziative al femminilesiano vivaci, nella nostra città, e come si sianosviluppate, soprattutto negli ultimi anni, inmodo sostenuto.Si tratta di uno degli effetti positivi di quelcircolo virtuoso che ha portato a considerareil Modello Roma un esempio da trasferire inaltre realtà territoriali.Parlo di un welfare innovativo, capace dirispondere alle esigenze di un lavoro che stadiventando sempre più flessibile e che, a suavolta, deve diventare flessibile, familiare e portatile.Non basta, infatti, limitarsi a sostenere economicamentel’impresa al femminile.Occorre, a monte, creare le condizioni perchéle donne possano conciliare le proprie esigenzefamiliari con quelle professionali, perché lemadri imprenditrici o immigrate ottenganoun sostegno e perché siano potenziati i servizialla persona. In questa ottica è fondamentalefar nascere e sviluppare una cultura alfemminile, proiettata verso l’attenzione aibisogni delle donne ed a fornire loro un aiutonella delicata fase della formazione. Se, infatti,nella prima parte della vita il livello di scolarizzazionedelle donne è sufficiente – ledonne diplomate e laureate sono in maggiornumero rispetto agli uomini – diventa nullo,o quasi, lungo l’arco della vita.Nel mio ruolo istituzionale di Assessoreall’Istruzione, Diritto allo studio e Formazione38 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


della Regione Lazio ho individuato alcune strategie,una delle quali è creare una rete al femminileche dia voce e che sia in grado di parlarealle donne, informandole sulle opportunitàda cogliere e dando loro uno strumento permettere in luce i bisogni di formazione e glisbocchi professionali più opportuni.Spesso, infatti, le più attive nell’individuare leopportunità di formazione sono le personegià in possesso di titoli di studio o di qualificheprofessionali, che desiderano accrescere ilproprio bagaglio di conoscenza e di esperienza.La creazione di una rete al femminile può,quindi, scongiurare il rischio di “formare i giàformati” e raggiungere una più vasta platea dipersone.Stiamo mettendo a punto, poi, le lineeguida per utilizzare nel modo migliore ifondi europei della gestione 2000/2006 edella nuova programmazione 2007/2013,rispetto alla quale la nostra Regione vedrà untaglio del 30% in virtù del nuovo assettodell’Europa.Al fine di rendere più semplice l’accesso delledonne a posizioni e qualifiche che le vedonoscarsamente rappresentate, di sviluppare l’imprenditoriafemminile e di promuovere le condizioni(soprattutto in termini di servizi) perconciliare il lavoro con la vita familiare, il mioAssessorato ha emesso un bando di gara perl’erogazione di piccoli sussidi a nuove impresefemminili. Si tratta di finalità coerenti con gliobiettivi previsti dal Piano operativo regionale,nell’ambito del Fondo Sociale Europeo(Misura E1). A tale iniziativa sono stati destinatiquasi 2 milioni di Euro.Dei fondi residui (circa 15,7 milioni diEuro) il 30% verrà assegnato alle Province,che, nell’emettere i relativi bendi, dovrannoindicare quali linee di indirizzo il punto divista di genere, la condivisione con associazionie parti sociali, l’inclusione, la qualità dellavoro e, tra le azioni di welfare innovativo,quelle relative alla conciliazione vita-lavoro, alrafforzamento delle competenze, ai servizialle persone e al sostegno agli immigrati, nonchéal management nell’impresa sociale.BIC Notes – luglio 2004 – Focus39


FOCUS ARTICOLIDonne al lavoro: slancio verso l’imprenditoriae politiche per l’emancipazioneAlessandra TibaldiAssessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili - Regione LazioNegli ultimi venti anni il mercato del lavoronazionale si è caratterizzato per una sempremaggiore presenza femminile. Ma, ciononostante,permangono in questo ambito gravidiscriminazioni verso le donne, per quantoriguarda sia le dinamiche di accesso che di carriera.Per superare queste condizioni di svantaggio,le Istituzioni devono predisporre dellepolitiche attive del lavoro, che possono essereagevolate da provvedimenti legislativi. Uno diquesti è la Legge 215 del 1992, che intendeincentivare l’occupazione femminile attraversola rimozione degli ostacoli sociali e la promozionedi azioni positive. La legge, che èindirizzata ai settori manifatturiero, del commercio,del turismo, dei servizi e dell’agricoltura,prevede che possano accedere alle agevolazionile imprese individuali, le cooperativee le piccole imprese a gestione prevalentementefemminile. Si spiega con questa normativail boom di “imprese in rosa” degli ultimianni. Secondo i dati forniti dalla ricercaCensis, ormai in Italia vi sono più di 1 milionee 220mila aziende guidate da donne, conun incremento superiore alle 44.000 unità inpiù in due anni. Ciò significa che la percentualedi queste aziende è pari al 24% del totalenazionale. Questa crescita notevole delleimprese a guida femminile ha interessatosoprattutto il Lazio, che ha fatto registrareuna variazione del 5,1% tra il 2003 e il 2005.Roma, inoltre, nell’ultimo anno, ha registratola crescita più consistente di imprese guidateda donne (+4%). Una caratteristica di questotipo di imprenditoria è che mostra una particolarevocazione pubblica e sociale: tra il2003 e il 2005 le imprese nel settore dei servizipubblici e sociali sono cresciute dell’8%.In base a questi dati si può senz’altro affermareche l’imprenditoria femminile risultadeterminante nella crescita dell’economianazionale e regionale. Tuttavia, questi datipositivi devono essere inquadrati nella lorogiusta dimensione, ovvero come un fenomenominoritario e di nicchia rispetto al datogenerale dell’occupazione femminile. In realtànel mercato del lavoro le donne sono interessatesoprattutto da realtà “dolorose” dilavoro subordinato, con aspetti spesso intollerabilidi sfruttamento. La dura realtà del precariato,della flessibilità selvaggia e senzagaranzie e del lavoro nero investe soprattuttole donne ed i giovani, che beneficerannodel previsto superamento della Legge 30.40 BIC Notes – giugno 2006 – Focus


Anche il dato regionale positivo dell’occupazionefemminile, che sta aumentando del2,7% su base annua, deve essere inquadratonella giusta prospettiva. Pur essendo moltosuperiore rispetto a quello della media nazionaleè comunque inferiore al 4% annuo necessarioper portarlo all’obiettivo dell’UnioneEuropea del 60% nel 2010. Per favorirepolitiche di emancipazione della donna nellavoro bisogna predisporre una serie di interventivolti a promuovere condizioni di effettivaparità con l’altro sesso ed a conciliare itempi di vita della lavoratrice-madre-mogliecon i tempi di lavoro. Ma per fare ciò occorronoanche risorse finanziarie. Per questo loscorso febbraio ho presentato un emendamentoalla finanziaria 2006, poi approvatodal Consiglio Regionale, con cui nel Lazio èstato inserito, per la prima volta dall’Istituzionedell’Ente regionale, un capitolodi bilancio destinato alle politiche digenere.BIC Notes – luglio 2004 – Focus41


FOCUS ARTICOLIIl Comitato per la Promozionedell’Imprenditoria Femminile dellaCCIAA: attività e risultatiA cura del ComitatoIl Comitato per la Promozione dell’ImprenditoriaFemminile è stato costituito dallaCamera di Commercio di Roma con due importantiobiettivi:• valorizzare e sostenere le attività imprenditorialidelle donne sul territorio, esprimendo nelcontempo un importante segnale di aperturaalla città ed una volontà di integrazione conattività ed iniziative già realizzate da altri soggetti;• dare un’attuazione originale ed innovativa alprotocollo d’intesa MICA-Unioncamere,configurando la Capitale come città-guida,come laboratorio per la progettazione dinuove esperienze, all’avanguardia nelle attivitàdi promozione dell’imprenditoria femminilee dell’occupazione in genere.L’impostazione di fondo che si è intesa seguireè quella dell’inserimento armonico delle iniziativenel processo di crescita economica locale,dando un segno tangibile del fatto che agevolarele cittadine di Roma creatrici di impresa significacontribuire allo sviluppo complessivo dell’economiadel nostro territorio.Il Comitato individua e promuove le azioni egli strumenti più idonei per migliorare e moltiplicareconcretamente le opportunità per ledonne di realizzare attività di impresa, contribuendoanche alla diffusione di quella culturaimprenditoriale necessaria alla crescita ed al consolidamentodelle iniziative.Il Comitato si propone come punto di riferimentoper le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici,offrendo spazi di rappresentanza per esigenzee fabbisogni dell’imprenditoria femminilesul territorio, creando occasioni di confronto trale diverse modalità di conciliare lavoro e vitafamiliare, fornendo uno stimolo alla creazione diinformazioni, servizi e opportunità su misuraper le donne creatrici d’impresa.Sin dalla sua costituzione, il Comitato halavorato per concretizzare le proprie finalità inattività che costituiscono un supporto tangibilealla creazione di impresa da parte delle donne. Ilprogetto di accesso al credito, l’evento ExpoImpresa Donna, lo sportello informativo, il sitoInternet ed il numero verde, il CdImpresa@Donna, uno strumento informativo dirapida consultazione che contiene elementi utilialla pianificazione di un’attività imprenditoriale eun test psicoattitudinale e infine numerosi convegnidi scambio e confronto, sono solo alcunedelle attività che il Comitato ha realizzato neicinque anni di lungimirante presidenza diBIC Notes – luglio 2004 – Focus43


Raffaella Alibrandi, scomparsa improvvisamentelo scorso 3 luglio, privando il Comitato di unaguida entusiasta.Il Comitato per la Promozione dell’ImprenditoriaFemminile della Camera di Commerciodi Roma intende mantenere viva lamemoria di Raffaella Alibrandi e proiettare nelfuturo il patrimonio di valori, passione, tenacia ecompetenza che lei ha lasciato. Sua la volontà direalizzare un evento come Expo Impresa Donnache auspicava divenisse un appuntamento fisso.Il Comitato s’impegnerà in questo senso.Il Comitato in carica nel quinquennio2001/2006:Loretta Bellini [Confcommercio]Rossana Cerbone [Confcooperative]Sabrina D’Agostino [Confartigianato]Francesca De Sanctis [ACER]Laura Fiore [CISL]Elisabetta Falcone[CISL]Sabina Granieri [Coldiretti]Anna Marcon [ABI]Maria Paola Marta [CNA]Antonella Panetta [Legacoop]Alberta Parissi [Confesercenti]Tiziana Zorzan [Federlazio]Roberta Di Murro [Casartigiani]44BIC Notes – giugno 2006 – Focus


NewsIncubatore ITech: il bando è apertoÈ aperto il bando per la selezione delle iniziativeimprenditoriali da insediare o associare ad ITech, ilnuovo Incubatore BIC Lazio che ha come finalitàfacilitare la nascita e lo sviluppo di iniziativeimprenditoriali tecnologicamente innovative e, inparticolare, quelle finalizzate alla valorizzazioneeconomica delle attività di ricerca (spin off da ricercae spin off tecnologici).Il bando emesso da BIC Lazio si rivolge a piccoleimprese tecnologiche in fase di avvio, costituite danon oltre 36 mesi e a piccole e medie imprese cheintendono sviluppare programmi/progetti finalizzatia diversificare/ampliare la propria attività in settoritechnology based. Il testo integrale del bando ei relativi modelli, sono disponibili e scaricabili nell’areadownolad della sezione del sito www.biclazio.itdedicata a ITech, e nell’area bandi presente inhome page.Nuovo Bando Seed & Start Up Capitalper sostenere la crescita delle impresein fase di nascita o di primo sviluppoBIC Lazio rinnova l’esperienza avviata con SeedCapital attivando il nuovo bando Seed & Start UpCapital, che intende premiare, attraverso un contributoerogato a titolo di sovvenzione in conto capitaledifferenziato in Seed Capital (massimo 30.000Euro) e Start Up Capital (massimo 80.000 Euro), leimprese laziali che abbiano avviato partnership coninvestitori informali ed istituzionali, Università,Centri di ricerca ed aziende di medie e grandidimensioni intenzionate a favorire spin off nellaregione Lazio.Le imprese beneficiarie delle agevolazioni previsteda Seed & Start Up Capital possono accedereinoltre, a finanziamenti a medio e lungo termine acondizioni privilegiate attraverso la Banca diCredito Cooperativo di Roma.Le domande per la richiesta delle agevolazionidevono essere spedite a BIC Lazio con raccomandatacon ricevuta di ritorno.Il bando e la relativa modulistica sono reperibilinell’area bandi del sito www.biclazio.it.Incontro transnazionale a Barcellonadel Progetto Interreg III B Medocc“Medisdec-Stramed”Nell’ambito del Programma Interreg III BMediterraneo Occidentale, la Direzione Territorio eUrbanistica della Regione Lazio con l’assistenzatecnica ed amministrativa di BIC Lazio sta realizzandoil progetto Medisdec-Stratmed, il cui obiettivoè favorire la collaborazione dei Paesi coinvolti(Italia, Spagna, Francia, Grecia e Portogallo) per lapianificazione del territorio e la programmazionestrategica. La cooperazione è finalizzata ad individuarestrategie regionali specifiche per lo sviluppoterritoriale dello spazio del Mediterraneo in attuazionedelle politiche promosse dall’Unione EuropeaBIC Notes – giugno 2006 – News 45


in tema di sviluppo spaziale (SDEC), di svilupposostenibile (trattato di Goteborg) e di competitivitàdel territorio (trattato di Lisbona). Il progetto, concapofila Regione Lazio, vanta un largo partenariatorappresentataivo del Mediterraneo partecipanoinfatti le Regioni Piemonte, Umbria, Sicilia,Catalogna (ES), Murcia (ES), Algarve (PT), Alentejo(PT), la DRE PACA (FR), l’Istituto del Mediterraneo(FR) e il Ministero del Mare Egeo (GR). In questocontesto e dopo l’incontro transnazionale tenutosia Marsiglia lo scorso novembre, il 27 e 28 aprile2006 si è svolto a Barcellona presso la RegioneCatalogna l’Istituto di Studi Territorialidell’Università Pompeu Fabra il terzo incontro transnazionaletra gli enti partner. I partecipanti hannoassistito in particolare alla presentazione dei primirisultati degli studi tematici in vista della preparazionedegli schemi strategici e dei progetti pilota.The Voice of Italian SMEs, una rispostadegli EIC italiani alla SpecificAction della DG Imprese e IndustriaFra le azioni specifiche a favore delle PMI previstedall’Entrepreneurship Action Plan (EAP) e finanziatedalla Direzione Generale Imprese e Industriadella Commissione Europea, vi è la creazione diSME Panels, un sistema di consultazione delle piccolee medie imprese attraverso la rete degli EuroInfo Centre (EIC). La risposta della rete EIC italianaalla specific action lanciata dalla DG Imprese eIndustria si concretizza nel progetto The Voice ofItalian SMEs, in cui i gruppi di lavoro locali formatida aziende (SME panels, appunto) hanno il compitodi analizzare specifici provvedimenti legislativieuropei, prima della loro approvazione definitiva, alfine di individuare preventivamente possibili criticitàin fase di applicazione.All’iniziativa partecipano 25 EIC partner su 27EIC presenti in Italia; tra questi, anche l’EICLazioeuropa. Responsabile del coordinamentonazionale delle attività sarà l’EIC IT 374Unioncamere/Mondimpresa.Destinatarie della promozione delle consultazioniindette dalla DG Imprese e Industria saranno600.000 imprese; 75 invece il totale degli SMEpanels (3 per 25 EIC) previsti in Italia; 375 infine, leimprese (minimo 5 per panel) da rilevare ai fini dell’elaborazionedi specifici report indirizzati allaCommissione Europea – DG Imprese ed Industria.Ciascun EIC avrà il compito di individuare le PMIche comporranno i panel e di raccoglierne il puntodi vista sulle politiche oggetto della consultazionetramite la somministrazione di un questionario. Aciò, si accompagnerà la diffusione di tutte le informazionidisponibili sull’argomento ed eventuali riunionie discussioni guidate ad hoc, con, all’occorrenza,il contributo di un esperto.Spetterà poi all’EIC IT 374 Unioncamere/Mondimpresal’elaborazione dei risultati tramiteun rapporto che sintetizzi le opinioni emerse daipartecipanti, fornendo alla Commissione un contributodi qualità in merito alle consultazioni proposte.Di recente, la DG Imprese ed Industria ha resonoto il primo tema dei panel di consultazione: i dirittidi proprietà intellettuale ed il sistema di brevettoin Europa (IPR - Intellectual Property Rights).Il target delle imprese coinvolte è stato costituito da:• imprese in possesso di brevetti;• imprese che non hanno richiesto un brevetto -pur in possesso di una invenzione potenzialmentebrevettabile - per ragioni diverse (specificarequali);• imprese che sono entrate in rapporto con il sistemadei brevetti.L’EIC Lazioeuropa ha aderito a questo primopanel. Una prima analisi dei punti di vista delle PMIsul tema in oggetto, ha fatto emergere alcuniaspetti fondamentali. Risulta infatti che i diritti diproprietà intellettuale e il sistema di brevetto inEuropa rappresentino questioni chiave in un’economiabasata sulla conoscenza. I diritti di proprietàintellettuale sono percepiti ormai come un vero eproprio investimento per le imprese e i brevetticostituiscono parte del portfolio aziendale, equiparatia variabili di business planning. I diritti di proprietàintellettuale contribuiscono dunque, a darvita ad una nuova cultura organizzativa orientataalla formazione continua e all’aggiornamento professionale,migliorando in questo modo le performanceeconomiche delle imprese.Dalle consultazioni emerge, infine, in manierainequivocabile la necessità impellente di uniforma-46 BIC Notes – giugno 2006 – News


e e divulgare la legislazione europea in materia, inmodo che la Comunità Europea possa rafforzare lesue azioni grazie ad un maggiore intervento delloEuropean Patent Office (EPO) nella formazione delpersonale e nelle attività a sostegno delle legislazioninazionali e regionali.Premio La tua idea si fa impresa: alvia la V edizione dedicata a giovaniimprese ICTBIC Lazio ed il Gruppo Giovani Imprenditoridell’Unione degli Industriali di Roma presentano laV edizione di La tua idea si fa impresa, che intendepremiare le migliori idee finalizzate alla realizzazionedi attività imprenditoriali nel settore ICT da localizzarea Roma e provincia.La specializzazione della V edizione nel settoredell’ICT rappresenta una scelta dettata dalla volontàdi sostenere le imprese giovani in un settore altrettantogiovane e di far incontrare nuove idee provenientida ambiti universitari e non, con settori chetrasformano le idee in progetti e dove i progettidivengono nuova imprenditorialità. I premi prevedonosia un contributo in denaro che la fornitura diassistenza e di servizi per la creazione dell’impresa.Il bando e la relativa modulistica sono reperibilinell’area bandi del sito www.biclazio.it.BIC Notes – giugno 2006 – News 47


Sedi BIC Lazio: Roma, Bracciano, Cassino, Civitavecchia, Colleferro, Ferentino, Genzano, Latina, Rieti, Viterbo.

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