Profilo e prospettive dell'industria italiana delle ... - Corrente - Gse

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Profilo e prospettive dell'industria italiana delle ... - Corrente - Gse

Profilo e prospettive dell’industria italiana delle rinnovabiliStudio sugli iscritti al progetto Corrente del GSEDi Andrea Gilardoni e Marco Carta


1 - Introduzione e conclusioni2 - Profilo generale degli iscritti a Corrente2.1 Dimensione: fatturato e dipendenti2.2 La localizzazione geografica2.3 La presenza nelle varie filiere rinnovabili2.4 La presenza internazionale2.5 Tipologia di attività: manifatturiero, servizi, produzione di energia2.5.1 Il manifatturiero2.5.2 I servizi2.5.3 La produzione di energia3 - Profilo delle diverse filiere rinnovabili degli iscritti a Corrente3.1 Idroelettrico3.2 Geotermico3.3 Biomasse3.4 Solare3.4.1 Fotovoltaico3.4.2 Solare termico3.4.3 Solare termodinamico3.5 Eolico4 - Conclusione. Gli iscritti a Corrente: punti di forza, di debolezza e opportunità disviluppo1


Profilo e prospettive dell’industria italiana delle rinnovabiliStudio sugli iscritti al progetto Corrente del GSE1 – Introduzione e conclusioniIl progetto Corrente e lo studio sui suoi iscrittiLo studio in esame costituisce una prima analisi di 128 aziende iscritte a Corrente, progetto con il qualeil Ministero dello Sviluppo Economico ha incaricato il GSE avere un quadro d’insieme e dare visibilitàanche internazionale alle industrie italiane attive nelle rinnovabili. Corrente è un sito vetrina dove i variplayer attivi nelle filiere delle rinnovabili possono iscriversi per rendere pubblici i prodotti e servizi offerti.Per azienda italiana non si è voluto includere solamente le imprese nate nel nostro paese ma anchequei player esteri che non si sono limitati a insediare semplici filiali commerciali in Italia ma che vihanno aperto anche stabilimenti produttivi generando impatti positivi sul territorio.La prima parte della ricerca si focalizzerà sulle macro caratteristiche degli iscritti: tipologia di attività,dimensione, localizzazione geografica, presenza internazionale. In seguito si analizzeranno le caratteristichedegli aderenti a Corrente con riferimento alle singole filiere produttive. Lo studio si conclude conuna disamina di punti di forza e di debolezza e delle opportunità di sviluppo per le aziende iscritte conriferimento al più ampio contesto dell’industria italiana delle rinnovabili.Questo breve report rappresenta una fotografia delle caratteristiche degli iscritti a Corrente e vuole essereuno strumento a servizio degli aderenti a questo portale per “conoscersi meglio”. Nondimeno, riteniamoche visto l’elevato numero delle imprese associate, l’analisi qui esposta possa in qualche modorappresentare il settore delle rinnovabili nel suo complesso.I driver dello sviluppo delle rinnovabiliLa tumultuosa crescita del prezzo delle materie prime, iniziata nel 2003 e culminata nel 2008, e il seguenteperiodo di crisi economica hanno spinto per ragioni diverse gli investimenti nelle rinnovabili.Dapprima, il prezzo del petrolio in continua ascesa per sei anni consecutivi ha posto nuovamenteall’attenzione delle politica europea e mondiale il tema della sicurezza energetica e della diversificazionedelle fonti; in seguito, la crisi economica ha mostrato come il settore delle energie verdi sia stato unodei pochi a reggere l’ondata recessiva, diventando uno strumento anticiclo per rilanciare gli investimentie creare occupazione per quasi tutti i governi.A fornire un’ulteriore spinta alle energie rinnovabili è stata la crescente consapevolezza delle problematichelegate al cambiamento climatico e al progressivo esaurimento delle fonti fossili.Questa rinnovata attenzione alle rinnovabili si è tradotta, in termini di politica economica, in consistentisostegni di varia natura: tariffe feed-in, meccanismi flessibili, sgravi fiscali, ecc. Sicuramente Europa,Stati Uniti e Giappone rappresentano l’avanguardia di questo trend che però sta interessando in formasempre più sostenuta anche i PVS 1 ; di fatto le politiche di incentivo hanno interessato tutti i principalipaesi del mondo. A tal proposito si pensi a Cina ed India e a il loro ambiziosi piani di sviluppo dell’eolicoe dell’idroelettrico, alla politica di promozione dei biocarburanti in Brasile e agli importanti sviluppi che1 Paesi in via di sviluppo2


sta avendo l’energia solare nel Nord Africa e Medio Oriente, zone, queste, che per ovvie ragioni non sonostate tra le più accese sostenitrici delle rinnovabili.Gli investimenti a livello globale nelle rinnovabili e l’impatto sull’industria italianaIl flusso di investimenti nelle rinnovabili a livello globale è imponente e in continua crescita, se si escludeun leggero rallentamento nel 2009. Gli obiettivi sulle rinnovabili stabiliti dai vari governi nazionali,generalmente di lungo periodo (mediamente al 2020, ma anche oltre), costituiscono un importante e-lemento per rendere concreta l’ipotesi che questo ingente flusso di investimenti interesserà un arcotemporale non breve.Tutti gli elementi di cui sopra hanno portato una competizione molto accesa tra le imprese e tra i paesi.Le aziende manifatturiere competono tra loro per assicurarsi contratti di fornitura mentre le utilitiescercano invece di assicurarsi i siti migliori per la costruzione delle loro centrali (es. le aree più ventose osoleggiate). Le nazioni, invece, stanno mettendo in campo politiche per massimizzare all’interno del territoriole ricadute economiche e occupazionali legate agli investimenti in rinnovabili.Il crescente mercato delle rinnovabili sta inoltre mutando il tessuto produttivo italiano (e non solo) inmodo rilevante e secondo diverse direttrici: si assistono a casi importanti di riconversione (ad esempioaziende agricole che diventano produttrici di biocarburanti), alla nascita di nuove imprese tecnologicamenteavanzate e all’apertura di nuovi mercati per prodotti destinati a settori maturi (es. i motoriduttori,usati tradizionalmente nei camion, oggi trovano nell’eolico un nuovo ed interessante sbocco).In tutti i principali paesi del mondo sta nascendo una industria delle rinnovabili: un’industria ancoragiovane, dai contorni sfumati, con identità e mission in divenire.Questo fenomeno sta ovviamente interessando anche l’Italia, dove la consapevolezza di avere una industrianazionale è ancora poco diffusa. Non è infatti chiara l’entità di questo settore, e le aziende,spesso, non si conoscono tra loro.Figura – Nuovi investimenti in fonti rinnovabili, 2002 – 2009 (US $)157173162110702227462002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009Fonte: New Energy Finance, 2010Principali caratteristiche degli iscritti emerse dall’analisiDi seguito alcune caratteristiche principali emerse dall’analisi degli iscritti a Corrente, che saranno poideclinate più in dettaglio nel prosieguo della ricerca.3


Figura – Presenza internazionale degli iscritti a CorrenteEuropa Occ. Est Europa MENA Far East Balcani Altro33%22% 22%19%16%3%8%34%NordAmericaSud America Africa Cen. eMer.Ex URSSOceania12%15%16%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Prospettive per gli iscritti a Corrente e per l’industria italiana delle rinnovabiliConsiderando, da un lato, le caratteristiche delle imprese iscritte a Corrente e, dall’altro, le complessedinamiche dell’industria ormai globale delle rinnovabili, possiamo concludere con alcune indicazioni circale opportunità e le prospettive delle imprese italiane attive nelle FER.E’ evidente come, in uno scenario di competizione globale sempre più spinta, molte caratteristiche comunialle imprese rinnovabili italiane costituiscano indubbiamente una criticità: su tutte la piccola dimensionein termini di fatturato e dipendenti le rende particolarmente fragili sia nei confronti dei grandigruppi di paesi quali Germania, USA e Giappone, sia verso le imprese emergenti dei PVS con aggressivepolitiche commerciali incentrate sulla leva del costo. A questo si aggiunge il fatto che, avendo l’Italiavarato solo di recente una organica politica di sostegno alle rinnovabili, l’industria italiana sia ancoragiovane e con poca esperienza rispetto ai paesi che fin dall’inizio hanno creduto in questo settore.D’altro canto, le industrie italiane possono contare su importanti vantaggi competitivi. Esse sono moltoattive nell’innovazione tecnologica con alcuni casi di avanguardia a livello internazionale (ad esempio ilPV a concentrazione). Si tratta di un punto di forza molto importante in quanto nel settore delle rinnovabili,gran parte della competizione futura si giocherà sulle nuove tecnologie. Inoltre l’Italia ha una posizionegeografica molto favorevole, al centro del Mediterraneo e vicina ai Balcani, zone che stannovendendo tra i più rilevanti progetti di sviluppo nelle rinnovabili. Molte imprese italiane hanno capitoqueste opportunità, diventando in pochi anni player di rilievo in queste regioni con in programma pianodi crescita molto ambiziosi.Concludendo, le quattro azioni prioritarie per lo sviluppo dell’industria italiana delle rinnovabili sono:1. Crescita dimensionale attraverso M&A o creazione di consorzi2. Supporto delle autorità governative con una politica industriale chiara e di largo respiro3. Investimenti in innovazione tecnologica4. Crescita nei PVS e in particolare nel bacino del Mediterraneo5


2 – Profilo generale degli iscritti a CorrenteIn questo paragrafo si intende analizzare le caratteristiche principali degli iscritti a Corrente: dimensione,presenza nelle varie filiere, suddivisione per area geografica, presenza internazionale, presenza nellediverse aree di business.2.1 Dimensione: fatturato e dipendentiLe imprese iscritte a Corrente sono influenzate dal più ampio contesto industriale italiano e hanno moltecaratteristiche affini alla generalità delle aziende italiane. Una di queste è la dimensione: in un contestoitaliano dominato dalle PMI 2 , ben il 76% delle imprese rinnovabili ha un fatturato inferiore a 50 milionidi €, di cui il 57% inferiore a 10 milioni e il 19% compreso tra 10 e 50 milioni. Solo il 5% dei playerfattura oltre 1 miliardo di €.La scarsa dimensione trova ulteriore spiegazione nella relativa giovinezza del settore. Molte delle impreseregistrate hanno solo qualche anni di vita o sono delle start up; in alcuni casi si tratta di spin off digrande aziende aventi come mission lo sviluppo del business delle rinnovabili. E’ probabile che nel corsodegli anni si assisterà ad una crescita della dimensione media delle aziende di questo settore, dovuto alconsolidamento della attività produttiva ma anche, riteniamo, a seguito di processi aggregativi: è già daalcuni anni che si assiste ad un numero sempre maggiore di operazioni di M&A nel comparto delle FER.Figura 1 – Gli iscritti a Corrente per classe di fatturato, (mln €)7%4% 5% 0 - 108%19%57%10 - 5050 - 100100 - 500500 - 1 mld> 1 mldFonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Questo “nanismo” si declina anche in termini di occupati. Ben l’85% delle aziende iscritte ha meno di250 occupati, numero che, ricordiamo, definisce la soglia di PMI. Solo il 15%, quindi, può essere consideratogrande impresa.2 Piccole e medie imprese, ovvero, secondo le linee dettate dalla Commissione Europea, aziende con fatturato inferiorea 50 milioni di € e meno di 250 dipendenti.6


Figura 2 – Gli iscritti a Corrente per classe di occupati15%8%5%1 - 5050 - 100100 - 250> 25072%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20102.2 La localizzazione geograficaA livello nazionale possiamo vedere come la localizzazione geografica degli iscritti a Corrente sia segnatadai medesimi squilibri geografici che caratterizzano lo sviluppo economico del nostro paese. Il NordItalia conta ben il 69% degli aderenti al portale. Questo nonostante il potenziale installabile delle tecnologiecon i maggiori margini di sviluppo (eolico e solare) sia localizzato nel Centro e soprattutto nel Suddel Paese: si pensi, solo per fare esempio, che oltre le metà della capacità eolica italiana è suddivisa trale province di Foggia e Benevento. Solo il 16% degli iscritti è originario del Centro Italia mentre il Sud,con il 15%, si caratterizza come l’area geografica con meno presenza di industrie “verdi”. Resta da vederese gli importanti investimenti previsti nelle regioni meridionali riusciranno anche a far sviluppare untessuto produttivo oppure, come è accaduto in passato, il business sarà sviluppato da aziende di altreregioni o altri stati.Figura 3 – Localizzazione geografica degli iscritti a CorrenteNord Centro Sud15%16%69%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010 33 La suddivisione tra Nord, Centro e Sud è stata effettuata in base alle regole stabilita dal Ministero dell’Interno.7


Figura 4 – Presenza degli iscritti a Corrente nelle varie filiere rinnovabili9%3%11%10%17%18%32%PVBiomasseEolicoIdroelettricoSolare termicoCSPGeotermicoFonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20102.4 La presenza internazionaleNonostante la dimensione non elevata degli aderenti al portale, abbiamo rilevato una notevole vivacitàin tema di espansione internazionale: il 61% degli iscritti è presente in almeno un paese al di fuoridell’Italia. Di questo 61%, il 58% ha esteso le attività in Europa e il 42% al di fuori di essa.Figura 5 – Presenza internazionale degli iscritti a CorrenteSolo in ItaliaAnche all'esteroEuropeaInternazionale42%39%58%61%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Sono state sopratutto le imprese più grandi ad aver esteso le attività all’estero. La percentuale degli i-scritti con fatturato < 10 milioni di € scende dal 57% del campione complessivo al 46% di quello dei playerinternazionalizzati e quelle con ricavi compresi tra 10 e 50 milioni dal 19% al 17%. Maggiore invecela presenza del cluster 50 – 100 milioni di € (13% VS 8%), 100 – 500 milioni (10% VS 7%), 500 milioni - 1miliardo (6% VS 4%) e con ricavi maggiori di 1 miliardo (8% VS 5%). Segno, questo, che il raggiungimentodi una massa critica è un fattore di successo per la competizione nei mercati internazionali.9


Figura 6 – Classe di fatturato delle aziende iscritte a Correnteche HANNO INTERNAZIONALIZZATO, (mln €)Classe di fatturato delle aziende iscritte a Corrente che NONHANNO INTERNAZIONALIZZATO, (mln €)8%4% 5% 0 - 106%7%0 - 1010%13%46%10 - 5050 - 100100 - 500500 - 1 mld> 1 mld8%19%57%10 - 5050 - 100100 - 500500 - 1 mld> 1 mld17%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Le aree su cui gli aderenti a Corrente hanno puntato di più sono i paesi dell’Europa Occidentale, conuna quota pari al 34%. Le nazioni di queste aree sono quelle che hanno stanziato i sostegni più rilevantialle rinnovabili e che, quindi, presentano un mercato che “tira” molto. D’altro canto si tratta di paesicon una forte presenza di industrie nazionali attive nelle FER e questo rende la competizione molto duraper le imprese italiane, specie se di piccola dimensione.Il 16% degli iscritti è presente nell’Europa dell’Est, un’area geografica con importanti margini di sviluppo,basso costo della manodopera ma, al contempo, anche il pregio della vicinanza geografica ai principalipaesi dell’Europa Occidentale. Inoltre, molte delle nazioni dell’Est sono nell’Unione Europea e questocostituisce un vantaggio in tema di stabilità economica e politica nonché di regolamentazione in temadi import/export.Anche l’area MENA 5 sembra attrarre l’interesse dell’industria italiana: il 15% degli iscritti a Corrente èpresente in quest’area. Si tratta di zone vicine geograficamente vicine all’Italia e con opportunità commercialitra le più elevate al mondo, soprattutto nel solare. Non a caso il mega-progetto Desertec è lamaggiore iniziativa di sempre nel settore energetico 6 .Importante anche la quota delle imprese presenti nel Far East, soprattutto Cina e India. Si tratta di duetra i mercati più promettenti a livello globale. Tuttavia la distanza geografica dall’Italia e la sempre piùforte competizione con le imprese locali rende la presenza in queste aree possibile solo a grandi playero ad aziende con un particolare know-how tecnologico.I Balcani hanno una quota dell’8%. L’area è sicuramente ad elevato potenziale ma le incertezze che gravanosu di essa è stato in molti casi da freno per gli investitori esteri. Negli ultimi tempi la situazionesembra essersi sbloccata e i progetti delle imprese italiane nell’area, molto numerosi, stanno venendovia via approvati dalle autorità competenti. In tal senso è stata particolarmente d’aiuto la norma italia-5 Middle East and North Africa6 Per maggiori informazioni: http://www.desertec.org/10


na che prevede il diritto all’assegnazione dei CV 7 alle centrali elettriche alimentate a FER non presenti inItalia ma dedicate all’esportazione di energia rinnovabile nel nostro paese. In tal senso, nei Balcani, sonopianificate numerose interconnessioni con Albania, Montenegro, Croazia e Slovenia. Resta da vederein quale misura e in che tempi queste iniziative si concretizzeranno.Le altre aree geografiche restano marginali, pesando complessivamente il 16%. Si tratta, a seconda deicasi, o di zone molto lontane dai principali mercati di sbocco (Nord America, Oceania), oppure caratterizzateda elevata instabilità geopolitica (Africa centrale e del Sud, America Latina) o barriere più o menopalesi agli investitori esteri (ex URSS).Figura 7 – Presenza internazionale degli iscritti a CorrenteEuropa Occ. Est Europa MENA Far East Balcani Altro33%22% 22%19%16%3%8%34%NordAmericaSud America Africa Cen. eMer.Ex URSSOceania12%15%16%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Le caratteristiche della presenza all’estero delle imprese italiane varia in modo significativo. Abbiamoelaborato quattro principali tipologie di presenze:1. Progettazione. Presenza con una filiale attiva nell’ingegneria/progettazione.2. Commerciale. Presenza con una sede dedicata unicamente alla vendita.3. Produzione. Presenza con uno stabilimento produttivo.4. O&M. Presenza nelle attività post vendita di conduzione e manutenzione di impianti/sistemi.Le situazioni di presenza mista costituiscono la maggioranza dei casi.Il primo dato degno di nota è la presenza molto scarsa (5%) di player che hanno all’estero solo uno stabilimentoproduttivo o, in altre parole, che hanno delocalizzato la produzione solo allo scopo di rivenderenei mercati occidentali macchinari a un prezzo più competitivo.La tipologia più diffusa di presenza all’estero è attraverso una filiale commerciale (23%) seguitadall’insediamento di un ufficio di progettazione (15%). Si tratta di tipologia di presenza che non implicanocosti elevati e che sono in linea con la già più volte citata scarsa dimensione delle imprese italiane.Da notare che nessun player è invece attivo unicamente nella parte post vendita di O&M: a questo tipodi attività è sempre associato almeno un altro servizio, generalmente di progettazione (11%). Un nume-7 Certificati Verdi11


o non irrilevante delle aziende iscritte (11%), opera all’estero in tutte e quattro le tipologie attività sopraelencate.Figura 8 – Tipologia di presenza internazionale degli iscritti a CorrenteProgettazione, produzione ecommercialeCommerciale e O&M3%3%Progettazione, commerciale e O&M4%Produzione e commercialeSolo produzione5%5%Progettazione e produzione7%Tutte le attivitàProgettazione e O&MProgettazione e commerciale11%11%12%Solo progettazione15%Solo commerciale23%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20102.5 Tipologia di attività: manifatturiero, servizi, produzione di energiaQuando si parla di rinnovabili, solitamente l’attenzione è sulla produzione di energia elettrica. Altrettantoimportanti sono però le fasi a monte della filiera: la produzione di sistemi e componenti per gli impianti(attività manifatturiera) e l’erogazione di servizi (ed esempio, progettazione e manutenzione).Come esposto nella figura 9, la maggioranza degli iscritti a Corrente, 44%, è attiva nel settore dei servizi:essenzialmente ingegneria, O&M e opere civili. Il 30% è costituito da operatori che operano nella produzionedi energia elettrica mentre il 26% è presente nella produzione di sistemi e componenti. Si trattadi dati che rispecchiano sostanzialmente la realtà italiana che, dopo la profonda crisi industriale deglianni ’80 e ’90, ha puntato soprattutto su terziario e servizi.Figura 9 – Iscritti a Corrente: ripartizione delle attivitàProdotti Servizi Energia30%26%44%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201012


2.5.1 IL MANIFATTURIEROIl complesso delle imprese manifatturiere iscritte a Corrente, non si discosta a livello di fatturato dallecaratteristiche generali degli aderenti se non per la minore presenza di mini imprese con un fatturatoinferiore ai 10 milioni di € (44% vs 57%).Rilevanti, invece, le diversità per quanto attiene gli occupati. Le industrie manifatturiere con meno di 50dipendenti sono il 56% contro 72% degli iscritti a Corrente e, soprattutto, quelle con più di 250 occupatirappresentano il 25% contro il 15% della media generale. Emerge come le attività manifatturiere generinoun impatto occupazionale più elevato della “semplice” erogazione di servizi o della produzione dienergia. Si tratta di una considerazione non nuova e sicuramente accomunabile alla maggioranza deisettori industriali, ma che vale in ogni caso sottolineare: troppo spesso la parte a monte della filiera nonè sufficientemente valorizzata mentre è essa che genera gli impatti occupazionali, e non solo, più rilevantisul territorio.Figura 10 – Classe di occupati delle aziende DELL’INDUSTRIAMANIFATTURIERA ISCRITTE A CORRENTEClasse di occupati delle aziende ISCRITTE A CORRENTE15%9%26%56%1 - 5050 - 100100 - 250> 2508%5%1 - 5050 - 100100 - 250> 2509%72%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010A livello di filiera, rispetto alla media degli iscritti a Corrente, si rileva una più accentuata presenza nelfotovoltaico e nelle biomasse. Il primo dato si può spiegare nella riconversione/diversificazione delle attivitàdi molte imprese meccaniche italiane nella produzione di componenti accessori per gli impiantifotovoltaico (la cd parte “non modulo”). La più forte presenza nelle biomasse è da legarsi essenzialmentealle forti affinità del settore con il termoelettrico tradizionale..Si nota invece una minor rappresentanza rispetto alla media del business eolico (11% VS 17%), segno,questo, di come il settore veda ancora una presenza massiccia di grandi player esteri anche per componentisecondarie.A livello di presenza geografica delle imprese non si registrano particolari differenze rispetto alla mediadegli iscritti a Corrente: la gran parte delle aziende è del Nord Italia con Centro e Sud decisamente sottorappresentati.13


Figura 11 – Filiera di attività delle aziende DELL’INDUSTRIAMANIFATTURIERA ISCRITTE A CORRENTEFiliera di attività delle aziende ISCRITTE A CORRENTE9%3%8%11%6%4% 3% PVBiomasse45% EolicoIdroelettricoCSPSolare termico11%10%32%PVBiomasseEolicoIdroelettricoSolare termicoCSPGeotermico23%Geotermico17%18%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20102.5.2 I SERVIZIAbbiamo raggruppato le aziende attive nei servizi in cinque macro categorie:1. Progettazione. Ideazione di un impianto attraverso i relativi calcoli e disegni2. Installazione. Assemblaggio finale delle varie componenti che costituiscono un impianto.3. EPC. “Engineering, Procurement and Construction”, ovvero tutte le fasi inerenti la costruzionedi una centrale.4. O&M. Servizi post vendita di gestione e manutenzione di sistemi, componenti o impianti.5. Opere civili. Esecuzione delle opere civili inerenti la costruzione di una centrale alimentata FER(es. fondazioni in un parco eolico).Figura 12 – Tipologia di servizi erogati dall’industria italiana delle rinnovabili8%17%19%34%ProgettazioneEPCO&MInstallazioneOpere Civili22%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010La maggioranza relativa (34%) delle imprese iscritte a Corrente e attive nei servizi è presentenell’attività di progettazione seguita da EPC (22%), O&M (19%), installazione (17%) e opere civili (8%).14


La prevalenza della parte di progettazione è anch’esso un segnale della presenza di molte società di piccoladimensione nel campione. Questo dato va però analizzato più approfonditamente: solo il 13% delleaziende è attiva unicamente nella progettazione mentre nella restante parte questo business è parte diun pacchetto integrato di servizi. A questo proposito va evidenziato come il 16% delle aziende attive neiservizi sia in grado di fornire tutte le attività elencate all’inizio di questo paragrafo, segno di una notevoledinamicità e forza delle imprese operanti in questo settore.A livello di classe di fatturato non si registrano particolari discrepanze tra le aziende registrate operantinei servizi e l’insieme degli iscritti a Corrente, così come non si riscontrano differenze nel numero di occupatie nella presenza nella varie filiere delle rinnovabili.Figura 13 – Classe di occupati delle aziende DI SERVIZIClasse di occupati delle aziende ISCRITTE A CORRENTE17%15%8%3%1 - 5050 - 100100 - 250> 2508%5%1 - 5050 - 100100 - 250> 25072%72%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20102.5.3 LA PRODUZIONE DI ENERGIALa fase finale della filiera rappresenta il 30% delle aziende iscritte a Corrente. Questo tipo di aziendepresenta caratteristiche abbastanza differenti dalla generalità degli iscritti a Corrente.A livello di presenza nella filiera, si nota una presenza maggiore nel fotovoltaico, nelle biomasse,nell’eolico e nell’idroelettrico.L’elevato numero di produttori da impianti fotovoltaici e biomasse, a fronte di capacità installate nelnostro paese non elevatissime in termini assoluti, mostrano come questi settori siano piuttosto frammentati.Questa dinamica si spiega nel fatto che la maggioranza degli operatori presenti nel PV e nellebiomasse hanno optato per un modello di generazione distribuita: i grandi impianti solari a terra richiedonospazi molto estesi che sono poco disponibili in Italia mentre nelle biomasse il sistema incentivanteè molto più premiante verso i piccoli impianti.Al contrario, eolico e soprattutto idroelettrico sono settori ancora molto concentrarti. Il geotermico,tecnologia altamente capital intensive e con notevoli complessità realizzative, è appannaggio quasi e-sclusivo di Enel. Nessuna azienda italiana è presente nella generazione da solare termodinamico.15


Figura 14 – Filiera di attività DEI PRODUTTORI DI ENERGIA I-SCRITTI A CORRENTEFiliera di attività delle aziende ISCRITTE A CORRENTE17%14%2%41%PVBiomasseEolicoIdroelettrico11%10%9%3%32%PVBiomasseEolicoIdroelettricoSolare termicoGeotermicoCSPGeotermico26%17%18%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010La dimensione aziendale è sostanzialmente in linea con la media degli iscritti a Corrente mentre si registranodifferenze importanti negli impatti occupazionali: la produzione di elettricità e calore richiede, aparità di fatturato generato, meno addetti rispetto alla fornitura di servizi quali ingegneria e O&M, e,sopratutto, della fase manifatturiera a monte. Si tratta, questa, di una caratteristica accomunabile alletecnologie tradizionali quali il gas ed il carbone me che trova una accentuazione nel settore delle FER:eolico, solare, geotermico e idroelettrico sono tecnologie che non prevedono la fase di approvvigionamentodel fuel e quindi non vi è la relativa creazione di indotto. Non a caso, nel settore delle FER, lebiomasse sono la tecnologia più labour intensive. Analizzando la figura 15, si vede come nella fase diproduzione le aziende della classe 1 – 50 dipendenti rappresenti ben l’85% contro il 72% della media; leimprese con oltre 250 dipendenti (grandi imprese) sono il 7% contro il 15% degli iscritti complessivi aCorrente.Figura 15 – Classe di occupati DEI PRODUTTORI DI ENERGIAISCRITTI A CORRENTEClasse di occupati delle aziende ISCRITTE A CORRENTE2%6%7%15%1 - 5050 - 100100 - 250> 2508%5%1 - 5050 - 100100 - 250> 25085%72%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201016


3 – Profilo delle diverse filiere rinnovabili degli iscritti a CorrenteCome anticipato, le tecnologie rinnovabili presentano caratteristiche molto diverse tra loro: è quindiutile un’analisi specifica per ogni filiera. Sono considerate nella nostra analisi: idroelettrico, geotermico,biomasse, solare, eolico.3.1 IdroelettricoTecnologia consolidata e che ha visto l’industria italiana all’avanguardia, dalla fine degli anni ’70l’idroelettrico è stato progressivamente abbandonato dalle imprese italiane. La filiera manifatturiera èsta molto colpita dal processo di deindustrializzazione degli anni ’90 mentre i produttori di energia elettricahanno puntato su altre tecnologie. E’significativo che tra gli iscritti a Corrente non vi sia alcun produttoredi turbine idroelettriche e solo un costruttore di condotte forzate. Pochi i nomi anche nellaproduzione di alternatori. Il mercato mondiale di queste componenti è estremamente concentrato edominato da pochi grandi player con storiche referenze, presenza globale e forti economie di scala. Vaevidenziato, tuttavia, come sia rilevante anche il peso delle industrie elettromeccaniche dei PVS, soprattuttocinesi: Dongfang e Harbin detengono il 27% del mercato mondiale delle turbine ed hanno unaquota simile anche in quello degli alternatori.Figura 16 – Quote di mercato della vendita di turbine idroelettriche nel mondo32%27%2008200921%20%16%17%14%13%11%16%6%8%Alstom (FR) Andritz (AU) Voith (GER) Dongfang (CN) Harbin (CN) AltriFonte: Elaborazione Agici, 2010. Il dato si riferisce a turbine di potenza superiore a 10 MWDiverso il discorso per i servizi, in particolare ingegneria e opere civili. L’Italia vede la presenza di numeroseed importanti imprese attive nella realizzazione di infrastrutture che, visto il declinodell’idroelettrico in Italia, hanno puntato sulle grandi opere idrauliche nei PVS, diventando leader delsettore a livello globale. La presenza di questa tipologia di player è molto forte in Sud America, in Africae nell’Estremo Oriente.Tra gli iscritti a Corrente, la categoria principale di fornitori di servizi di ingegneria nell’idroelettrico èquella degli EPC contractor, evidenza di aziende grandi e strutturate. Al contrario sono poco rappresentatii semplici progettisti e non sono presenti installatori.A livello tecnologico si nota come i player di maggiore dimensione siano attivi indifferentemente sia sulgrande sia sul piccolo idroelettrico mentre le aziende minori sono maggiormente focalizzate su impiantidi piccola taglia.17


La localizzazione geografica delle aziende iscritte al portale vede una netta prevalenza delle impresedel Nord con una quota residuale rappresentato da aziende del Centro; non vi è, invece, alcuna aziendadel Sud. Questo vale sia per l’industria manifatturiera sia per quella dei servizi.Per quanto riguarda la presenza internazionale, essa è legata solamente ai player di maggiore dimensione.Il focus è in prevalenza sull’America Latina e sui paesi dell’Estremo Oriente.Figura 17 – IDROELETTRICO: Localizzazione geografica DELLEIMPRESE MANIFATTURIERE ISCRITTE A CORRENTELocalizzazione geografica delle aziende ISCRITTE A CORRENTENordCentroNord Centro Sud13%15%16%69%87%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010A livello dimensionale si nota come le imprese del settore iscritte a Corrente siano maggiori della mediadal punto di vista del fatturato e degli occupati. E’ un segno, questo, del consolidamento e della maturitàdel settore. Le imprese fino a 50 dipendenti sono il 37% in meno della media dei player manifatturieriiscritti a corrente e quelle aventi tra 100 e 250 occupati hanno una rappresentanza tre volte maggiore.Figura 18 – IDROELETTRICO: classe di occupati DELLE IMPRE-SE MANIFATTURIERE ISCRITTE A CORRENTEClasse di occupati delle aziende manifatturiere ISCRITTE ACORRENTE25%26%37%1 - 5050 - 100100 - 250> 250 9%56%1 - 5050 - 100100 - 250> 25025%13%9%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201018


3.2 GeotermicoLa generazione elettrica tramite lo sfruttamento di fluidi geotermici, nata in Italia nel 1904, è stata monopolioquasi esclusivo di Enel. Questa dominanza è la conseguenza della particolarità di questa tecnologiache, come detto in precedenza, si caratterizza per costi di investimenti molto elevati e richiede unknow-how specifico e poco diffuso che fonde le conoscenze tipiche dell’ingegneria elettrica con quelledella geologia e dell’industria petrolifera. Queste caratteristiche fanno si che anche a livello globale ilsettore sia molto concentrato: come è possibile vedere dalla figura 19, i primi dieci player controllanooltre il 75% della capacità installata nel mondo.Figura 19 – Capacità installata dei primi dieci operatori nel geotermico a livello globale76% della capacitàglobaleFonte: Elaborazioni Agici su Enel, 2010L’industria italiana è poco presente nella progettazione d’insieme e nella realizzazione del pozzo, ovverola parte più complicata legata alla costruzione della centrale. Pochi anche i player attivi nella costruzionedi turbine e alternatori: le aziende italiane attiva in questo business preferiscono produrre macchinariper centrali a gas o carbone piuttosto che per quelle geotermiche.3.3 BiomasseLe biomasse sono, insieme al fotovoltaico, il settore con il più vasto numero di tecnologie. Possiamo i-dentificare tre diversi tipi di centrali a biomassa:1. Alimentate a biomassa solida. Si tratta di impianti alimentati con biomasse quali pellet, scartiagricoli e cippato; sono in tutto e per tutto simili a delle piccole centrali a carbone.2. Alimentate a biomassa liquida. Impianti alimentati a bioliquidi ottenuti dalla lavorazione di vegetalioleosi quali la palma o la colza. I liquidi sono bruciati all’interno di motori diesel, generalmenteimpiegati per la propulsione navale. Questa tecnologia è compatibile con l’uso in ciclocombinato analogamente a quanto avviene per le centrali a gas.3. Alimentate biogas. Impianti alimentati con il gas prodotto da vegetali o scarti animali in decomposizione.Il biogas può essere originato spontaneamente dalle discariche oppure per viaindotta tramite l’uso di digestori che accelerano il processo di decomposizione. Il biogas è bru-19


ciato in appositi motori a ciclo otto (motori a benzina). Recentemente si sta facendo strada latecnologia delle micro turbine, più economica dei motori ma meno efficiente e poco diffusa.Le imprese iscritte a Corrente attive nelle bioenergie hanno optato in maggioranza per le biomasse solide,ovvero per la tecnologia più consolidata e diffusa. Rilevante tuttavia la quota delle imprese attivenel biogas (30%) e sopratutto nei bioliquidi (28%), tecnologia quest’ultima ancora poco matura.Figura 20 – Presenza degli iscritti a Corrente nelle varie filiere delle biomasseBiomasse solide Biogas Bioliquidi28%42%30%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010Come detto le biomasse sono la seconda filiera in cui gli aderenti a Corrente sono maggiormente attividopo il fotovoltaico. La presenza è diffusa sia nella parte manifatturiera sia nell’erogazione dei servizi.Per quanto attiene la produzione di sistemi e componenti, il quadro che emerge dall’analisi è di un sostanzialechiaroscuro. La presenza nella fabbricazione di turbine e caldaie, due componenti chiavedell’impianto, vede una presenza scarsa. Si tratta di componentistica che ha molto sofferto il processodi deindustrializzazione e che vede la presenza di pochi grandi gruppi esteri, soprattutto europei checontrollano gran parte del mercato (figura 21 e 22).Figura 21 – Quote di mercato stimate per caldaie utilizzate in centrali a biomassa, 2009 (MW)5% 5% 1% Hitachi (JP)11%17%61%Metso Power (FI)Thermax (IN)Andritz (AU)Foster Wheeler (US)AltriFonte: elaborazione Agici, 2010. Il dato si riferisce a caldaie di potenza superiore a 5 MW20


Figura 22 – Quote di mercato stimate per turbina utilizzate in centrali a biomassa, 2009 (MW)6%8%11%15%39%SiemensHitachiNanjing TurbineShin NipponGEAltri21%Fonte: elaborazione Agici, 2010. Il dato si riferisce a caldaie di potenza superiore a 5 MWSembra invece più forte il peso nella produzione di motori per centrali a biogas e bioliquidi; tuttavia vaevidenziato come la maggioranza degli iscritti siano assemblatori di prodotti importati dall’estero. Nellecomponenti secondarie, sono molte le aziende aderenti che fabbricano tubazioni speciali per il teleriscaldamento,necessarie quando gli impianti a biomasse sono in assetto cogenerativo.Nell’erogazione di servizi si nota come la maggioranza delle società di ingegneria siano degli EPC contractor;questa caratteristica è dovuta alla complessità della realizzazione degli impianti, anche di quellidi taglia minore. I servizi di O&M sono generalmente appannaggio dei produttori di componenti che siglanoanche contratti di manutenzione di lungo periodo.Per quanto attiene la localizzazione geografica, analogamente all’idroelettrico vi è una netta prevalenzadelle imprese del Nord Italia. E’ infatti nelle regioni del Nord, soprattutto Lombardia, Emilia e Veneto,che è stato installato la grande maggioranza della capacità e ciò ha fatto spinto la nascita di una filieraprofondamente radicata in queste zone sia per l’industria manifatturiera sia per i servizi.Figura 23 – BIOMASSE: localizzazione geografica DELLE IM-PRESE MANIFATTURIERE ISCRITTE A CORRENTENord Centro SudLocalizzazione geografica delle aziende ISCRITTE A CORRENTENord Centro Sud5%6%15%16%69%89%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201021


La maggioranza degli aderenti è attiva in questo business soprattutto in Italia, con eccezioni per impresepiù grandi che stanno investendo nell’Europa dell’Est, mercato con un elevato potenziale sfruttabilee grandi appezzamenti di terreno incolti e a basso prezzo su cui possono essere realizzati impianti anchegrandi e sviluppate le relative colture dedicate al loro funzionamento.Specie per quanto attiene la fabbricazione di sistemi e componenti, si registra una dimensione minoredelle imprese iscritte attive nelle biomasse rispetto alla media degli iscritti. Questo è dovuto soprattuttoall’elevato numero dei player attivi nel biogas, settore di dimensioni non ampie e caratterizzato soprattuttoda impianti di piccola taglia. Il numero delle imprese con 50 dipendenti o meno sono il 68% controil 56% delle imprese manifatturiere iscritte a Corrente. Le grandi imprese (> 250 dipendenti) sono l’11%contro un 26% medio.Figura 24 – BIOMASSE: classe di occupati DELLE IMPRESEMANIFATTURIERE ISCRITTE A CORRENTEClasse di occupati delle aziende manifatturiere ISCRITTE ACORRENTE11%11%26%10%68%1 - 5050 - 100100 - 250> 2509%56%1 - 5050 - 100100 - 250> 2509%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20103.4 SolareCon una quota del 43% (37% fotovoltaico, 6% termodinamico) il solare è il settore su cui stanno maggiormentepuntando le imprese aderenti a Corrente. Abbiamo suddiviso questa tecnologia in 4 sottofiliere:1. Fotovoltaico cristallino2. Film sottile3. Fotovoltaico a concentrazione4. Solare termodinamico 85. Solare termico 9Il fotovoltaico è ancora la tecnologia prevalente con una quota del 74%, ma gli iscritti a Corrente stannomolto puntando anche su tecnologie innovative, quali il film sottile, il fotovoltaico a concentrazione e il8 Produzione di energia elettrica tramite specchi solari che concentrano l’irradiazione solare in tubi contenti unfluido termovettore. Il vapore generato con questo fluido è immesso in turbina per generare corrente elettrica.9 Produzione di acqua calda sanitaria tramite collettori solari che concentrano il calore dei raggi solari in un appositofluido termovettore22


solare termodinamico. Abbiamo rilevato con una certa sorpresa la non elevata presenza nel solare termico,tecnologia ormai consolidata e che vede in Italia dei poli anche di eccellenza.Il solare si presenta come un settore in forte fermento e l’elevato contenuto di innovazione tecnologicapone le imprese italiane in una posizione competitiva più favorevole rispetto a mercati più maturi qualil’idroelettrico o l’eolico.Figura 25 – Presenza degli iscritti a Corrente nelle varie filiere del solare12%14%FotovoltaicoSolare termicoSolaretermodinamico74%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 20103.4.1 FOTOVOLTAICOLa ripartizione tra società attive nella produzione di sistemi e componenti e società erogatrici di servizivede una netta prevalenza della seconda categoria sulla prima, con un numero di aziende doppio. Questadistanza è dovuta ad un elevato numero di progettisti/ installatori focalizzati prevalentemente sulsettore residenziale e con un focus locale o regionale.Per quanto attiene la fabbricazione di componenti, si evidenzia la sostanziale assenza dell’industria italiananelle fasi upstream della creazione dei pannelli fotovoltaici, ovvero la produzione di polysilicon edi celle. Si tratta di una mancanza non di poco conto in quanto queste due attività sono tra le più redditiziedell’intera catena del valore. Il mercato mondiale di queste componenti è dominato da grandi a-ziende, soprattutto tedesche e giapponesi, ma sta vedendo l’ingresso sempre più massiccio di playercinesi che stanno attuando politiche commerciali molto aggressive basate su prodotti a basso costo.Figura 26 – I top 5 nel mercato mondiale delle celle, 20099%6%5%5%4%First Solar (USA)Suntech Power (CN)Sharp (JP)Q Cells (GER)Yingli (CN)Imprese italianeAltri70%1%Fonte: elaborazioni Agici, 201023


Maggiore, invece, la presenza nella costruzione di moduli attraverso l’assemblaggio di celle importatedall’estero, anche se le imprese italiane non hanno i volumi dei top player cinesi, tedeschi o giapponesi.Rilevante invece la presenza degli aderenti a Corrente nella componentistica “non modulo” in cuil’industria italiana vanta importanti eccellenze. Ci riferiamo soprattutto alla fabbricazione di inverter,elemento ormai sempre più centrale in un impianto fotovoltaico, e ai cosiddetti inseguitori solari, componentecritica soprattutto per i grandi impianti a terra. Pensiamo che questi sistemi, come detto giàoggi molto importanti, assumeranno un peso ancora maggiore in futuro. Ad oggi la componente modulorappresenta circa il 50% dell’investimento complessivo in un impianto fotovoltaico mentre la partestruttura/inverter circa il 25%. Tuttavia, come sappiamo, il prezzo dei moduli, grazie ai continui investimentiin innovazione, sta rapidamente calando: si pensa che nel medio periodo il costo scenderà dagliattuali 1,5 – 2 €/W e meno di 1 €/W. In questo quadro tutta la parte BOS 10 è destinata a pesare molto dipiù sull’investimento complessivo, fatto, questo, molto positivo per l’industria italiana del fotovoltaico.Le imprese iscritte hanno una presenza importante anche nella componentistica di nicchia: ad esempiocavi speciali per gli impianti fotovoltaici, morsetti, connettori e sezionatori. Si tratta di sistemi che nonhanno una elevata incidenza sul costo complessivo dell’impianto ma che richiedo competenze moltospecifiche e un elevato know-how tecnologico.Per quanto attiene le tecnologie più innovative, rileviamo un interesse crescente per il fotovoltaico aconcentrazione, tecnologia che permette, tramite l’utilizzo di apposite lenti, di incrementare notevolmentel’efficienza dei normali moduli fotovoltaici. Oltre a questo, il fotovoltaico a concentrazione permettedi ridurre al minimo l’utilizzo del silicio/film sottile, componenti dove l’Italia, come ribadito, nonè particolarmente forte. Riassumendo in una frase la strategia del fotovoltaico in Italia, questa potrebbeessere: “more iron, less sylicon”. Tra gli iscritti a Corrente, quattro aziende stanno pianificando di metterein produzione nel breve periodo concentratori solari. A prima vista sembra un numero non elevato,ma, considerando questa tecnologia è ancora in fase embrionale, possiamo affermare che il dato èsenz’altro positivo. In questo quadro, gli incentivi del nuovo Conto Energia specificamente dedicati alfotovoltaico a concentrazione stanno sicuramente aiutando lo sviluppo di questa tecnologia.Figura 27 – Attività dei fornitori di servizi di ingegneria nel settore fotovoltaico iscritti a CorrenteProgettazione EPC Installazione23%19%58%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201010 Balance of system, ovvero le componenti accessorie di un impianto per la generazione elettrica24


Nell’ erogazione di servizi (figura 27), gli EPC contractor sono la categoria prevalente ma il peso dei progettistie degli installatori, a differenza delle altre filiere analizzate in precedenza, è rilevante: il businessdell’installazione rappresenta circa un quarto dei servizi di ingegneria offerti.Le attività di O&M, come negli altri settori, sono svolte quasi esclusivamente dagli stessi produttori dimacchinari da mantenere.A livello dimensionale e di presenza sul territorio nazionale, le imprese iscritte a Corrente attive nel fotovoltaiconon si discostano dalla media degli aderenti. Anche in questo caso si nota come nonostantela maggior parte del potenziale installabile sia nel Sud Italia, le imprese di questa zone abbiano colto soloin minima parte l’opportunità.3.4.2 SOLARE TERMICONonostante un potenziale molto elevato, il business del solare termico rappresenta una quota marginaledegli iscritti a Corrente, segno di un settore che deve ancora pienamente svilupparsi in Italia. Taletecnologia è legata più ad interventi di efficienza energetica che allo sviluppo delle rinnovabili e la normativaincerta e non del tutto premiante per questi interventi può essere la causa di questa situazione.Tra gli iscritti, vi è una scarsa presenza di industrie manifatturiere attive in questo settore: la grandemaggioranza delle aziende di Corrente operanti in questo business sono EPC contractor e installatori.Le imprese manifatturiere iscritte producono in prevalenza componenti accessori agli impianti: centraline,pompe di circolazione, bollitori solari. Pochi coloro che fabbricano collettori. Le imprese sono quasitutte di piccola dimensione con fatturati inferiori a 10 milioni di € e meno di 50 dipendenti.A livello di localizzazione geografica il peso del Nord è leggermente inferiore (ma sempre maggiore del50%) a favore di una maggior presenza di imprese del Sud e soprattutto del Centro.3.4.3 SOLARE TERMODINAMICOIl solare termodinamico si è sviluppato negli Stati Uniti durante gli anni ’70 a seguito della crisi petroliferadovuta alla chiusura del Canale di Suez. Una volta passata l’emergenza, però, lo sviluppo del termodinamicoè stato sostanzialmente abbandonato. Le recenti problematiche ambientali, i problemi di sicurezzadegli approvvigionamenti in Europa e il potenzialmente enorme potenziale di sviluppo nell’areaMENA ha spinto ad una nuova “ondata” di investimenti nel termodinamico, soprattutto in innovazionetecnologica per migliorare la tecnologia degli anni ’70.L’industria italiana ha reagito in modo non del tutto coerente a questa spinta. L’industria elettrica nonha dimostrato grande entusiasmo: ad eccezione di Archimede, da poco entrato in funzione, i progetti inItalia sono scarsi; paesi come la Spagna, invece, sono all’avanguardia nella costruzione di nuove centrali.Al contrario l’industria manifatturiera sembra credere maggiormente in questo settore, soprattutto pergli sviluppi possibili nel Bacino del Mediterraneo. Inoltre la tecnologia termodinamica richieda forticompetenze nel campo della meccanica, settore in cui le imprese italiane sono sempre state forti.Le aziende iscritte a Corrente attive in questo settore non sono numerose in termini assoluti ma decisamenteall’avanguardia in ambito tecnologico. Le produzioni in questo campo sono concentrati su:25


Figura 29 – Quote di mercato nella produzione di generatori eolici, 200918,5%12,5% 12,4%9,2%8,5%7,2%6,7% 6,5% 6,4%5,9%3,4%Vestas(DK)GE Wind(USA)Sinovel(CN)Enercon(GER)Goldwind(CN)Gamesa(SP)Dongfang(CN)Suzlon(IN)Siemens(GER)Repower(IN)AltriFonte: BTM Consult ApsLe considerazioni di cui sopra valgono per i generatori di grande taglia, indicativamente sopra i 200 kW.Diverso il discorso per i piccoli macchinari dove l’Italia è più presente. Tuttavia il settore del mini eoliconon ha ancora trovato applicazione su larga scala in quanto le utilities hanno preferito investire sugrandi impianti, in linea con il loro storico business. Resta da vedere se con il diffondersi di un modellodi generazione distribuita e con lo sviluppo degli eco distretti, questa tecnologia saprà ritagliarsi unospazio rilevante all’interno della filiera eolica.Tuttavia, sebbene in Italia la costruzione del prodotto finito sia piuttosto limitata, sarebbe errato affermareche l'industria del settore è debole o non esiste. La fabbricazione di un aerogeneratore è complessae richiede l’assemblaggio di moltissimi componenti, alcuni dei quali richiedono una produzione ditipo locale (l’azienda deve essere presente nel paese dove sarà installato l’impianto).In particolare sono necessarie molte componenti meccaniche medio – piccole quali riduttori, ingranaggi,cuscinetti ed alberi. In questo business, emerge come gli iscritti a Corrente si siano ritagliati uno spazioimportante, in molti casi costruendo nicchie di eccellenza a livello globale. Un esempio è la produzionedi motoriduttori per sistemi pitch and yaw: le imprese italiane controllano ben il 58% del mercatomondiale(la quota rappresentata dagli iscritti Corrente è del 29%). 11Rilevante anche il ruolo dell’industria delle costruzioni e delle grandi carpenterie metalliche nella produzionedelle torri eoliche. Si tratta di una componente molto importante che pesa per circa il 10%sull’investimento complessivo. La dimensione delle torri fa si che solo raramente siano importate: nellamaggioranza dei casi sono prodotte nel paese dove verrà poi installato il parco eolico.Le imprese iscritte a Corrente attive nell’eolico presentano dimensioni generalmente elevate, superiorialla media degli iscritti a Corrente sia per fatturato sia per dipendenti. Per quanto attiene quest’ultimoaspetto, vediamo come le imprese con 50 e meno occupati sia il 33% contro il 56% della media mentre,al contrario, le grandi aziende 12 rappresentino ben il 42%.11 Dato riferito al 2008. Fonte: Colin Marson e Lisergy Consulting.12 > 250 dipendenti27


Figura 30 – EOLICO: classe di occupati DELLE IMPRESE MANI-FATTURIERE ISCRITTE A CORRENTEClasse di occupati delle aziende manifatturiere ISCRITTE ACORRENTE33%26%42% 1 - 5050 - 100100 - 250> 2509%56%1 - 5050 - 100100 - 250> 2508%17%9%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 2010A livello di presenza geografica, si registra finalmente una presenza significativa delle imprese del Sud,che rappresentano un quarto dei player manifatturieri aderenti al portale attivi nell’eolico. Si tratta diun dato positivo che mostra come, almeno in alcuni settori, le rinnovabili possano costituire una importanteopportunità di sviluppo per il Mezzogiorno. Lo sviluppo dell’eolico nel bacino del Mediterraneo, inparticolare in paesi come Marocco, Algeria e Turchia, può costituire un ulteriore elemento per lo sviluppodella filiera industriale italina in generale e del Sud in particolare.Figura 31 – EOLICO: localizzazione geografica DELLE IMPRESEMANIFATTURIERE ISCRITTE A CORRENTENord Centro SudLocalizzazione geografica delle aziende ISCRITTE A CORRENTENord Centro Sud25%15%16%8%67%69%Fonte: Elaborazioni Agici su Corrente, 201028


4 – Conclusione. Gli iscritti a Corrente: punti di forza, di debolezza e opportunitàdi sviluppo dell’industria italiana delle rinnovabiliIl settore delle rinnovabili sta profondamente cambiando il comparto energetico in generale, in Italia enon solo. Si stanno sviluppando nuove tecnologie, e stanno nascendo nuove tipi di aziende. Anche laconcezione della rete, a seguito della progressiva diffusione del modello di generazione distribuita, stamutando radicalmente.Come tutti i grandi cambiamenti, anche le rinnovabili stanno scatenando reazioni contrapposte: alcunivedono in esse una sorte di rimedio universale ai problemi dell’energia e dell’industria, altri come unasorta di spreco di denaro pubblico che in realtà va ad arricchire le grandi industrie tedesche e cinesi.Ovviamente nessuna delle due raffigurazioni è vicina alla realtà.Il fatto che il settore delle rinnovabili necessiti di sostegni importanti deve farci giudicare questo compartocon assoluta obiettività e senza preconcetti, soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale. Inparticolare, vanno esaminate le ricadute della politica di incentivazione sull’economia italiana, in particolaresul tessuto industriale e in termini di creazione di un indotto occupazionaleNon c’è dubbio che l’industria italiana si trovi in una posizione di svantaggio rispetto a paesi che prima emeglio hanno capito le opportunità derivanti da questo settore quali Germania, Giappone e Stati Uniti,solo per citare i casi più rilevanti. Non c’è alcun dubbio anche sul fatto che la concorrenza a basso costodei produttori dei PVS stia sottraendo quote di mercato rilevanti alle imprese “occidentali”.D’altro canto, come emerge da questo studio, è evidente come un’industria italiana delle rinnovabili e-sista e sia viva e vitale. Molte nuove aziende sono nate in questo settore e molte realtà in crisi sono statesalvate grazie a riconversioni verso produzioni verdi. Inoltre sono numerosi i casi in cui produttori dicomponenti hanno trovato nelle FER un nuovo importante mercato che spesso “ha salvato” fatturato eoccupazione durante la crisi: solo a titolo di esempio, si pensi ai gruppi elettrogeni industriali che hannotrovato nel biogas una nuova spinta allo sviluppo oppure alla costruzione delle torri eoliche che sonodiventate un importante business per molti gruppi edili.L’industria italiana soffre soprattutto nella realizzazione di sistemi complessi dove i grandi gruppi internazionalihanno da tempo consolidato la leadership (es. aerogeneratori). Tuttavia è molto attiva, vantandoanche eccellenze riconosciute a livello globale, nella componentistica di dettaglio, sopratuttomeccanica, e in altri sistemi di nicchia ad alto valore aggiunto. In tal senso, si pensi ai motoriduttori, agliinverter, ai macchinari per la produzione di celle fotovoltaiche.La figura 32 riassume graficamente posizione competitiva e opportunità di sviluppo nella principalicomponenti dei diversi impianti alimentati a fonti rinnovabili.29


BASSAPosizione competitivaMEDIA ALTAFigura 32 – L’industria italiana nella produzione delle principali componenti per impianti FERPozzi(GEOTERMICO)Grandi infrastrutture(HYDRO)Riduttori(EOLICO)Macchinari produzione(PV CRISTALLINO)BASSATorre(EOLICO)Turbine(GEOTERMICO)Condotte forzate(HYDRO)Motore(BIOGAS)Turbine e caldaie(BIOMASSE)Turbina/Alternatore(HYDRO)MEDIAPotenziale di sviluppo globaleFonte: Agici, 2010Sistemi movimentazione(BIOMASSE)Turbine(EOLICO)Inverter(SOLARE)Collettori(SOLARE TERMICO)Celle e moduli(PV CRISTALLINO)Silicio e wafer(PV CRISTALLINO)Moduli*(FILM SOTTILE)ALTAQueste considerazioni valgono ovviamente per la situazione attuale e devono necessariamente tenerconto della dinamicità del settore delle rinnovabili: la strada percorsa è certamente inferiore a quellaancora da fare e le opportunità future sono molto rilevanti. Si pensi solo allo sviluppo del solare termodinamico,al fotovoltaico a concentrazione, allo sfruttamento delle onde e maree, allo sviluppo delle retiintelligenti. Questa dinamica costituisce senz’altro un vantaggio per le imprese italiane che attraversoil diffondersi di nuove tecnologie possono colmare il gap con i principali competitor. I segnali in questosenso sembrano essere positivi: dalla nostra ricerca e dall’analisi più generale del mercato emerge comesiano molte le aziende italiane che stanno portando avanti con successo progetti innovativi.Una ulteriore vantaggio competitivo per il sistema industriale italiano sta nella favorevole posizione geograficadell’Italia al centro del Bacino del Mediterraneo. Si tratta di un’area molto vasta che parte dalMarocco per arrivare fino alla Turchia e che comprende anche i Balcani e la parte occidentale del MedioOriente. I paesi del Mediterraneo stanno crescendo a ritmi molto sostenuti e il loro rapido processo dimodernizzazione richiede un forte flusso di investimenti per accrescere e rendere più efficienti i principalisettori industriali, energia compresa.Con riguardo a quest’ultimo punto, le rinnovabili stanno sempre più divenendo punto centrale nella politicaenergetica di questi stati, invertendo così una rotta che sembrava consolidata nei decenni. I paesiproduttori di idrocarburi quali l’Algeria e l’Egitto, stanno, anche se lentamente, acquisendo la consapevolezzadi non poter basare il loro modello di sviluppo unicamente sull’esportazione delle proprie risorsenaturali. Le nazioni che non hanno risorse naturali consistenti, ad esempio i paesi dei Balcani, stannocomprendendo l’importanza della sicurezza degli approvvigionamenti e della diversificazione delle fonti,tematiche cruciali nella strategia di crescita di un paese.Questo cambiamento di orientamento strategico nella politica energetica sta portando allo sviluppo diprogetti, in molti casi anche molto ambiziosi. Il Desertec è certamente il più imponente dal punto di vistadella sfida tecnologia, della capacità installata prevista e degli investimenti richiesti. La presenza in30


esso di due imprese italiane leader nel settore energetico è da vedersi come un segnale dell’importanzadel sistema industriale italiano nello sviluppo delle rinnovabili nei PVS.Sul lato dell’interconnessioni elettriche tra Europa e Mediterraneo, particolarmente importante appareil piano TransGreen, ancora allo stadio iniziale ma che sta col tempo acquisendo sempre maggiore consistenza.Si tratta di un progetto francese ma cui si stanno interessando anche i partner di Desertec. Adoggi è presente in questo progetto una impresa italiana.Accanto a questi due grandi progetti, si affiancano molti piani di investimento nelle FER adottati da altrettantistati. Solo per citare gli esempi più significativi, la nuova campagna di attrazione di investimentiesteri nel settore idroelettrico dell’Albania, la pianificazione di una interconnessione col Montenegroe il progetto ELMED Italia-Tunisia.Un recente studio 13 ha stimato in oltre 40 miliardi di € le opportunità di investimento nell’area dei Balcanie del Nord Africa, al lordo dei progetti Desertec e TransGreen. Si tratta di una stima preliminareche considera solo alcuni paesi (Albania, Croazia, Montenegro, Serbia e Tunisia), ma che sicuramente daun’idea delle opportunità che si stanno aprendo alle imprese italiane.Figura 33 – Opportunità di investimento nelle FER nei Balcani e nel Nord Africa, (mld €)1,87,317,38,5EolicoBiomasseIdroelettricoSolareInterconnessioni12,0Fonte: Agici, 2010. Considera Tunisia, Albania, Serbia, Montenegro e CroaziaConcludiamo con una considerazione sul rapporto tra sistema industriale e sistema politico. Riteniamoche la competitività dell’industria italiana delle rinnovabili sarà maggiore sia ambito nazionale siaall’estero con un sostegno ancora maggiore del Governo e delle Istituzioni in ambito di politica industriale.Con questo non vogliamo dire che sono necessari più incentivi, semmai una maggiore stabilità diessi, ma soprattutto pensiamo sia fondamentale una presenza costante e proattiva delle Istituzioni nellapromozione e nel supporto delle filiere industriali italiane all’estero. In questo senso le imprese vannofatte conoscere tra loro, vanno dati strumenti per la creazione di una massa critica alle fiere internazionali,vanno assistite nel districarsi all’interno di una normativa internazionale di difficile comprensione.Riteniamo che Corrente sia un primo ed importante passo nella giusta direzione.13 A. Gilardoni e M. Carta, “Rapporto 2009. Tendenze strategiche nell’industria delle rinnovabili”, Agici – OIR, Milano,200931


Agici Finanza d’ImpresaAgici Finanza d’Impresa (www.agici.it) è unasocietà di ricerca e di consulenza specializzatanel settore delle utilities (energia e ambiente).Collabora con imprese, associazioni, amministrazionipubbliche e istituzioni per realizzarepolitiche di sviluppo capaci di creare valore.L’approccio operativo e il rigore metodologico,supportati da un solido background teorico,assicurano un’elevata flessibilità che garantiscela personalizzazione delle soluzioni proposte.La conoscenza della realtà imprenditoriale, lapluriennale esperienza nei settori di riferimentoe una vasta rete di relazioni nazionali e internazionalicompletano il profilo di AGICI.Copyright © 2010AGICI Finanza d’ImpresaAll rights reserved.Andrea GilardoniÈ professore di ruolo in Economia e Gestionedelle Imprese all’Università Bocconi, ove ha direttoil Meges - Master in Economia e Gestionedei Servizi di Pubblica Utilità. E’ stato ed è presidenteo consigliere di aziende operanti nel comparto.E’ autore di numerose pubblicazioni inmateria e dirige la rivista Management delle Utilities.E’ fondatore e presidente di AGICI Finanzad’Impresa. E’ direttore dell’Osservatorio Internazionalesull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili.Marco CartaLaurea con lode in Scienze Politiche pressol’Università degli Studi di Genova. In AGICI coordinaricerche e analisi nel settore energetico eambientale. E’ responsabile delle ricerchedell’Osservatorio sulle Alleanze e Strategie nelMercato Pan-Europeo delle Utilities. E’ coordinatoredell’Osservatorio Internazionalesull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili. È autoredi varie pubblicazioni in materia energetica.Via Brentano, 2 – 20121 MilanoTel. 02/5455801 – fax 02/54118532www.agici.it

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