Intervento Ing. Ilaria Segala - Ordine degli Architetti della Provincia ...

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Intervento Ing. Ilaria Segala - Ordine degli Architetti della Provincia ...

Tavola rotonda: le nuove prescrizioniregionali per la fruizione degli edificiIng. Ilaria SegalaAnalisi dei profili applicativi problematici della 509Ordine degli Architetti P.P.C.della Provincia di VeronaOrdine degli Ingegneri di Veronae ProvinciaVerona 5 luglio 2010Collegio Geometri e Geometrilaureati della Provincia diVerona


Osservazioni congiunte inviate alla Regione VenetoLe presenti osservazioni sono frutto di un tavolo di lavoro congiunto tra gli Ordini e i Collegiprofessionali di Verona, stabilmente riuniti attraverso il Laboratorio Provinciale BALAB perquanto riguarda le tematiche relative all’eliminazione delle barriere architettoniche, con laFederazione regionale degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV) e la Federazione regionaledegli Ordini degli Architetti del Veneto (FOAV).Le presenti prescrizioni chiariscono alcuni punti delle precedenti normative che lasciavano spazi ainterpretazioni disomogenee sul territorio come la definizione dei livelli degli edifici o la definizionedi edificio aperto al pubblico.Si riscontrano tuttavia alcuni elementi delle prescrizioni che, così come proposti, portano ad alcunedifficoltà nella progettazione. Vengono qui di seguito espressi alcuni commenti che si rifanno acasi pratici di applicazione della normativa con alcune richieste di interpretazione e alcuneproposte di lievi modifiche del testo.


Sezione I art.4Vengono definiti gli edifici privati aperti al pubblico. Fino ad oggi c’era una grande difficoltà nel capirequali edifici dovessero essere definiti aperti al pubblico, perché chiaramente per essi bisognavaraggiungere il requisito di accessibilità.Con questa definizione quindi diventano tali anche gli ambulatori, gli studi professionali (avvocati,ingegneri, commercialisti …) sembrerebbe anzi qualsiasi tipo di ufficio. Tutto ciò comporta quindiche per detti edifici deve essere accessibile lo spazio dove l’utenza è a contatto col fruitore delservizio e un servizio igienico. In pratica d’ora in avanti chi progetta un ufficio (maggiore di 150mq) deve prevedere l’unico bagno come bagno per tutti, ancora più difficile sarà nelleristrutturazioni (in particolare perché il servizio igienico si intende accessibile per le presentiprescrizioni quando sia garantito l’accostamento bilaterale al wc!)


Sezione II art.66.1 Prescrivere che anche nel caso di ristrutturazione si debba assicurare la visitabilità ai sensi dellenuove definizioni è gravoso perché in caso di unità immobiliari esigue si rischia di dover allargare ibagni in modo tale da non avere più i minimi per le stanze da letto e renderli quindi dei ripostigli (inparticolare ci si riferisce al secondo bagno)6.2.3 All’interno delle singole unità abitative deve essere garantita l’accessibilità alla zona di relazione,ad un servizio igienico così come definito all’art. 14.4 ed ai relativi percorsi orizzontali. Nelle unitàabitative disposte su due o più livelli, il servizio igienico e la zona di relazione devono esserecontemporaneamente presenti al livello della soglia di accesso all’unità stessa.In linea di principio il discorso è corretto ma ci sono alcuni casi (in particolare le ristrutturazioni) nellequali non si può avere tutto sullo stesso livello ma necessariamente il servizio o la zona di relazioneè su un altro livello, obbligare ad avere necessariamente entrambi al livello primo impone una sceltaprogettuale specifica ed esclude altre soluzioni a priori.Se si aggiungesse “oppure raggiungibili attraverso collegamenti verticali accessibili” potrebbe risolversila cosa.6. 2.5 Gli edifici unifamiliari e quelli plurifamiliari privi di parti comuni sono dispensati dall’obbligo dellavisitabilità. Per questi va dimostrato il requisito dell’adattabilità, come definita dall’art. 4 lett. C).È necessario un chiarimento sulla parola “dispensati” che non è molto usata in giurisprudenza, vuol direche tutto l’appartamento deve essere adattabile e nulla visitabile? Richiederemo quindi gli elaboratiprogettuali di adattabilità per tutti i bagni e per tutte le stanze o locali. Il caso degli edifici uni eplurifamiliari, da questa lettura, sono penalizzati perché per loro va dimostrata l’adattabilità di tutto.Per quanto riguarda la dicitura “parti comuni” sarebbe meglio definire meglio cosa si intende, infattianche la rampa garage o il giardino esterno contano quali parti comuni oppure si riferisce alle particomuni interne?


6.2.7Sezione II art.6Il requisito dell'adattabilità deve essere dimostrato per tutte le parti e componenti di ogni unitàimmobiliare, per le quali non sia già prescritta l'accessibilità o la visitabilità.Quindi nel caso di edifici privati essendo che un bagno e i locali di relazione saranno già visitabili ènecessario che tutti gli altri bagni e locali siano adattabili. Non sarà più possibile quindi avere unpiccolo bagno diciamo “di servizio” perché qualsiasi bagno dovrà necessariamente avere requisiti difutura adattabilità senza modificare le colonne di scarico, inoltre la progettazione dell’accessibilità ditutta l’unità diventerà una progettazione completa perché vorrà dire studiare a parte la piantadell’appartamento completamente rendendo tutto adattabile.Di fatto già l’art. 3.5 del DM 236 1989 recitava all’art. 3.5 “che ogni unità immobiliare, qualunque sia ladestinazione, deve essere adattabile per tutte le parti e componenti per le quali non è già richiestal’accessibilità e/o la visitabilità, fatte salve le deroghe consentite dal presente decreto” però in quellalegge l’adattabilità la potevo raggiungere facendo opere maggiori che non con le presentidisposizioni che impongono di non intervenire sulle strutture portanti e di non togliere il bidetperché sia adattabile.Oppure la interpretazione corretta è che se è già visitabile non devo dimostrare l’adattabilità? Inparticolare si richiede per sicurezza “per le quali” si riferisce a “parti e componenti” non a “unitàimmobiliari”.


Premessa all’art. 14Prima di analizzare l’articolo premettiamo che la lettura di questo articolo sembra essere in contrastocon la recente norma relativa all’abbattimento barriere architettoniche negli edifici scolastici che quisi riporta in estratto:“L’obbligo di dotare l’edificio scolastico di un servizio igienico di tipo “attrezzato” per persone condisabilità risale alla fine degli anni Sessanta; da allora in tutte le scuole di nuova realizzazione osoggette ad interventi di ristrutturazione, è stato realizzato almeno un servizio speciale, conforme airequisiti richiesti dalla normativa. L’evoluzione culturale successiva ci porta oggi aconsiderare tale obiettivo raggiunto quale ostacolo di natura concettuale: l’integrazione dellapersona nel luogo di formazione, di studio, non può realizzarsi tramite situazioni spaziali attrezzatead hoc, o tramite il trasferimento in luogo più favorevole di un’intera classe di alunni. La scuola,in quanto luogo di riconoscimento di un diritto fondamentale e di formazione della personacittadino,deve proporsi quale luogo davvero per tutti, indipendentemente dalla condizione di salute.Ecco che proporre un servizio igienico per tutti in un provvedimento che contiene prescrizionitecniche, si configura quale strumento di scardinamento dei vincoli imposti dalla normativa, cherisultano comunque ormai superati. Il risultato dovrà essere un bagno in grado di rispondere allemolteplici esigenze della diversità individuale, un bagno quindi più facile per tutti gli utenti,basato sui principi dell’Universal Design.Cellula wc: devono essere garantiti: l’accesso, l’accostamento frontale, obliquo e laterale alla tazzawc, il trasferimento di persona da carrozzina a tazza e viceversa, l’utilizzo di altri accessoripresenti nella cellula. La porta di accesso alla cellula deve avere le caratteristiche descritte alpunto precedente. Schema allegato (n.2) non quindi bilateraleLo spazio libero frontale e laterale alla tazza wc deve essere di almeno 80 cm, misurati rispettivamentedal bordo anteriore e laterale prossimo allo spazio libero; la distanza dal bordo anteriore dellatazza alla parete posteriore deve essere di almeno 60 cm”


Premessa all’art. 14


Sezione IV art. 14Il comma 2 dice che negli edifici privati non devo garantire l’accostamento bilaterale mentre negli edifici privati aperti alpubblico devo avere un bagno con acc. bilaterale oppure devo avere due bagni con accostamento diverso (dex -sinistr).Si propone invece di richiedere la bilateralità solo dove siano presenti due bagni (dando in un bagno il lato destro nell’altroil lato sinistro)Si propone inoltre di non richiedere per tutti i sanitari (anche doccia e vasca) l’accessibilità in tutti gli edifici privati aperti alpubblico in quanto difficilmente utilizzati.Per il comma 3 quindi un edificio aperto al pubblico ai sensi della definizione dell’art. 4 sezione I se è più grande di 150mq deve avere un bagno accessibile. Se invece ha meno di 150 mq bisogna verificare se è tra quelli dell’art. 7comma due e cioè:“devono essere accessibili gli ambienti destinati ad attività private sociali come quelle in via esemplificativa e nontassativa, sanitarie, assistenziali, culturali e sportive”Essendo però scritto in via esemplificativa e non tassativa qualche dubbio permane ma crediamo di interpretare che sel’ufficio di un avvocato è più grande di 150 mq deve avere il bagno accessibile, se è più piccolo no. Quindi se devoprogettare uffici da 150 mq sono sicuro di dover fare il bagno accessibile invece se è più piccolo devo vedere chetipo di ufficio ci metterò dentro.Nel comma 4 forse era frontalmente al lavabo e non lateralmente.Comma 5 c’è scritto “Quando occorre garantire il requisito della adattabilità di unità immobiliari destinate a residenza, sideve dimostrare …” da come è scritta la norma negli articoli prima descritti bisogna sempre dimostrare che tutti iservizi igienici possano diventare accessibili a meno che questi non siano già visitabili (quindi anche il bagno diservizio bisogna dimostrare che possa diventare accessibile).Nella figura 6 a corredo di questo comma mancano in alcune figure le colonne di scarico.Per quanto riguarda il bidet non essendo un sanitario particolarmente utilizzato dalle persone disabili non si capisceperché l’obbligo di eliminare solo massimo un bidet.


Le scale aventi larghezza netta inferiore a cm 110 non possono essere considerate adattabili e quindivanno abbinate ad ascensore o a piattaforma elevatrice. In caso di adattabilità dovrà esseredimostrata in sede di progetto la predisposizione strutturale di un idoneo foro nei solai per loroinstallazione garantendo un'idonea altezza di extracorsa.In questo articolo si richiede espressamente di predisporre un foro nei solai e relativo extracorsa perl'installazione successiva di un ascensore/piattaforma, senza lasciare la libertà al progettista diprevedere una soluzione con installazione all'esterno del fabbricato dove ciò risulti possibile. Inoltre siritiene che, in interventi su edifici esistenti, tale predisposizione sia nella maggior parte dei casitecnicamente non applicabile per mancanza di spazio a meno che non si intervenga sulla strutturaesistente con costi pesanti che renderebbero l'intervento improponibile.Si riscontra una incongruenza tra DGR 509/2010 art. 7, p. 4 e L.R.n.9 del 18.04.97 art.6punto 10, che vengono di seguito riportate.Sezione IV art. 19


DGR 509 art 7.4Nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive, come alberghi, affittacamere, ostelli e agriturismi, devonoessere accessibili tutte le parti e servizi comuni. Devono inoltre essere accessibili due stanzeogni quaranta con un minimo di due (tale numero è derogabile ad un’unità qualora l’immobileabbia meno di dieci stanze), ciascuna dotata di proprio servizio igienico accessibile.Nelle strutture sedi di attività ricettive all’aperto, come i campeggi, i villaggi turistici e negli stabilimentibalneari, devono essere accessibili tutte le parti, i percorsi e servizi comuni. Devono essereaccessibili almeno il 5% delle superfici destinate alle unità di soggiorno temporaneo con un minimoassoluto di due unità.LR 9 art 6.10Confronto DGR 509/2010 e LR 9/1997Ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture agrituristiche, siapplicano le prescrizioni per le strutture recettive di cui al DM 14 giugno 1989, n. 236. Relativamenteall'attività di ospitalità in alloggi, tali disposizioni si applicano qualora la ricettivitàcomplessiva aziendale superi le sei stanze.Come sopra evidenziato il DGR 509 pone come requisito minimo per le attività ricettive, tra cui anche gliagriturismo, l'obbligo di rendere accessibile tutte le parti e servizi comuni e almeno due stanze ogni40 (ridotta a una sola se la struttura dispone di meno di 10 stanze).La L.R.n.9 invece consente per le strutture che hanno fino a 6 stanze la deroga dall'applicazione delle leprescrizioni per le strutture recettive di cui al DM 236.Alla luce di quanto evidenziato si ritiene opportuno che venga chiarito se per effetto del nuovo DGR 509 èda ritenere superato il punto 10 dell'art. 6 della L.R.n.9 del 18.04.97.

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