BIC Notes 8_1 - Biclazio.it

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te di imprese: il 58,4% ha indicato di appartenerea una rete semplice (scambio diacquisti vendita) e il 12% a una rete complessa(una rete in cui si attuano attività incomune come R&S, servizi specialistici ealtro). L’appartenenza a una rete comportauna percezione più positiva dello stato disalute della propria attività;• nonostante il periodo critico, la maggioranzadelle imprese intervistate ritiene ilgrado di raggiungimento dei propri obiettivirispetto all’idea originaria sufficiente(48,3%) o abbastanza positivo (32,6%), evidenziandoquindi un buon grado di vitalitàrispetto alla media degli operatori attivi.Si tratta, è bene ricordarlo, di impresenate in presenza della crisi.L’indagine svolta ha consentito di approfondirei fattori di debolezza e la domandadi policy da parte delle start up laziali.In generale l’indagine ha evidenziato unadomanda crescente di servizi da parte degli imprenditori,non solo relativamente al sostegnogenerale all’attività di impresa, ma anche relativamentea servizi più complessi volti all’ampliamentoe all’accompagnamento delle relazionitra l’imprenditore e altri attori economici.Di seguito vengono riassunte le principaliquestioni emerse:• i primi aspetti non rappresentano elementidi novità, ma non per questo perdono dirilievo. Uno dei problemi più rilevanti peri nuovi imprenditori, infatti, risiede nell’accessoal credito (40,3% delle start up hasottolineato questa difficoltà), per quantoriguarda il finanziamento di nuovi investimenti(22,9%), ma anche per il finanziamentodel capitale circolante;• un’ulteriore area di problematicità attienealla necessità di farsi conoscere e ampliareil proprio mercato di riferimento. Questatematica offre indicazioni importanti perquanto riguarda lo sviluppo delle attività disupporto della Regione in un contesto dicrescente complessità del sistema economico.Emergono come azioni sempre piùnecessarie le interazioni tra soggetti economicie istituzionali volte alla diffusionedelle informazioni sull’andamento dei mercatie sullo sviluppo di nuove iniziative economiche,così come quelle dedicate all’ampliamentodelle reti e alla ricerca dinuovi partner. Essenziale a tale riguardo èil ruolo di tutor dinamici in grado di svolgereuna funzione di raccordo tra soggettiimprenditoriali, centri di ricerca e universitàche altrimenti non avrebbero mododi entrare in contatto. Si tratta quindi dicogliere la richiesta di trasformazione delladomanda di servizi da quelli più tradizionalidi orientamento ad attività sofisticatedi tutoraggio e di servizi avanzati. Inmodo particolare ricerca e innovazione, datempo all’attenzione dei policy maker,sembrano sempre più guidate dai mercatie dalle esigenze della domanda (e non dallatecnologia disponibile): si tratta quindidi aiutare le imprese nei loro sforzi di capirele esigenze di trasformazione più apprezzatedai mercati dinamici (prevalentementeinternazionali) e finalizzare a talistrategie i supporti di ricerca e innovazionenecessari;• per quanto riguarda le forme di sostegnopubblico, circa il 20% delle start up non harichiesto alcuna forma di intervento. Le richiestehanno invece riguardato le garanzieper l’accesso al credito in più del 40%dei casi;• le principali fonti finanziarie dell’impresasono l’autofinanziamento (oltre il 55%) el’investimento del patrimonio personale ofamiliare (27,7%). Il 2,6% ricorre al finanziamentopubblico agevolato. Particolarmenterilevante l’autofinanziamento per lestart up del raggruppamento ICT e servizisocio-culturali e nell’ambito dei servizialle imprese-attività professionali;• solo il 5% delle start up ha usufruito di contributipubblici per l’avvio, concentrate soprattuttonel settore manifatturiero;14BIC Notes – numero 1 – Focus

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