BIC Notes 8_1 - Biclazio.it

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Dalla tabella sopra riportata si possono farele osservazioni seguenti per il periodo 2009-2010:• le esportazioni dell’Italia Centrale sono aumentatedel 17,2%, quelle del Lazio cresconoin misura nettamente superiore allamedia (+24%);• il Lazio è passato da una quota pari al 4,1%al 4,4% del totale delle esportazioni italiane.In termini di contributo alla variazione (variazionetendenziale per il peso delle esportazionisettoriali regionali sul totale nazionale delsettore) vi sono stati degli incrementi significativinei seguenti comparti: prodotti delle attivitàdi trattamento dei rifiuti e risanamento(+195,7%); legno e prodotti legno e sughero(esclusi i mobili), articoli in paglia e materialida intreccio (+76,4%); macchinari e apparecchi(+51,2%), articoli in pelle (+42,9%); articolifarmaceutici, chimico medicinali e botanici(+33,2%); autoveicoli (+32,9%).1.3 La crescita delle imprese registrateSecondo i dati di Unioncamere, nel 2010, ilsaldo delle società iscritte al registro delle impreseè aumentato di 72.530 unità, +1,19% rispettoal 2009. Il totale delle imprese è di6.109.217. Si tratta del dato più alto dal 2006(il saldo in quell’anno fu di 73.333 unità). Lerilevazioni effettuate hanno rilevato 410.736nuove iscrizioni a fronte di oltre 338.200 cancellazioni.Questo incremento non ha tuttaviariguardato le imprese artigiane che nel 2010 sisono ridotte di 5mila unità (il picco negativoera stato raggiunto nel 2009 con una diminuzionedi 15.914 unità). A fine anno risultanoiscritte a questo comparto 1.470.942 società(il 24,1% del totale), circa 26.000 in meno rispettoal 2009.Sulle 72.530 imprese nuove del 2010,50.509 sono società di capitali, 3.838 sonocooperative e 13.291 sono società individuali(18,4% dell’intero saldo annuale). SecondoUnioncamere queste ultime rappresentanoper la maggior parte società costituite da immigratiche ricorrono a forme di auto impiegoper inserirsi nel mercato del lavoro italiano.Dal punto di vista delle dinamiche territoriali,nel Mezzogiorno e nel Centro Italia il bilanciotra nuove iscrizioni e cessazioni di attività harappresentato il 62,8% della crescita totale dell’anno.In termini assoluti, sono stati Sud e Isolead aver maggiormente contribuito alla crescita(24.848 unità in più). Seguono il Centro(20.702 imprese in più), il Nord Ovest(19.226) e il Nord Est (7.754). In particolare,il Lazio ha registrato un aumento del 2,11%. Sitratta di un dato più elevato rispetto a quello registratoin altre regioni quali: la Toscana(1,19%), le Marche (1,14%), l’Umbria (1,33%),l’Abruzzo (1,47%). Nel Mezzogiorno il primatospetta alla Calabria (1,67%), Campania e Puglia(oltre l’1,3%). Nel Nord la regione il cuicontributo alla crescita delle imprese è statomaggiore è la Lombardia (1,49%). La Sardegnaregistra un aumento dell’1,24%. Le altre regionisi attestano su aumenti inferiori all’1%.Si confermano le tendenze di lungo periododel sistema industriale italiano. Si registra infattiuna ulteriore diminuzione delle aziende agricole(-13.431), rimane negativo il saldo delleimprese manifatturiere (-2.061) impegnate inuna ripresa molto selettiva, che vede in nettovantaggio le imprese orientate alla domandaestera. Continuano a crescere le imprese nelsettore dei servizi, del commercio (16.975unità in questo settore, oltre il 70% nell’ambitodelle vendite al dettaglio). In aumento ancheil settore del turismo con 13.029 società.Volendo confrontare, nel lungo periodo, ledifferenze nei trend di crescita delle impresetra l’Italia nel suo complesso e nel Lazio, è statocalcolato il tasso di variazione delle impreseregistrate come rapporto tra il saldo tra impreseiscritte ed imprese cessate, diviso lo stockdi imprese registrate di inizio periodo per glianni 2003-2010. Si possono fare le seguentiosservazioni a riguardo:• nel periodo 2003-2004 il tasso di variazionedelle imprese registrate in Italia è passatodall’1,43% all’1,75%;• a partire dal 2005 il tasso di variazione è diminuitosempre passando dall’1,39% nel22BIC Notes – numero 1 – Focus

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